Il giglio d’oro

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COMMEDIA TITOLO  : IL GIGLIO D’ORO ( V ATTI )

PUBBLICATA NEL TESTO DAL TITOLO : ROJO

(youcanprint edizioni settembre 2018 autore : Marzia Maceratesi marziamaceratesi@gmail.com )

Personaggi principali    Carlo , Greta

Personaggi secondari  Arnaldo, Francesca, il medico, il francese. Varie comparse.

SINOSSI: Una pittrice si avvicina al tango, incontra il grande ma impossibile amore dellasua vita. Una serie di circostanze tra cui l’ammalarsi di cancro alla mammella la condurrà nonostante tutto a difendere la propria creatività, a rifiutare la visione dell’amore in modo superficiale e a lottare per la vita in una rincorsa di eventi a volte comici, a volte tristi.

Brani musicali all’interno :

Tango delle Capinere ( Cesare Andrea Bixio 1896) musica dal vivo con cantante Sonata No. 5, 1st movement andante per pianoforte ( B. Galuppi 1743)

Tango Nuevo per pianoforte  Libertango ( Di Astor Piazzolla )

Le Vals di Amelie ( Yann Tiersen 2001)

Una furtiva lagrima ( Donizetti 1832) musica dal vivo

Autori e testi citati all’interno :

Si sta facendo sempre più tardi di Antonio Tabucchi (2003 Feltrinelli editore)

Poesia Infinito G.Leopardi (1820 )

Poesia Regina P.Neruda (1975)

Al caffè degli  gli esistenzialisti di S. Backewell ( 2016 )

Poesia di Massimo Fagioli (Asino d’oro edizioni 2018)

ATTO I

Siamo a Milano, lungo il Naviglio Grande, Greta passeggia con il suo cagnolino fulvo e si sofferma ad osservare le foto poste sui due cavalletti, nel vicolo dei lavandai, sono le foto di com’era Milano nel XIX sec. Lungo il Naviglio seduto su una panchina c’è un uomo, Carlo, sta fumando la pipa e ha con sé un libro. Quando Greta si accorge di lui, l’uomo si alza lasciando di proposito il libro sulla panchina e se ne va. Greta cammina verso la panchina prende il libro, lo apre e legge una delle pagine, poi comincia a ricordare quanto accaduto circa cinque anni prima:

Siamo a Roma Greta si trova al Vernissage della sua mostra di opere pittoriche curata da Arnaldo il suo gallerista, li incontra Carlo che in cambio dell’acquisto di uno dei suoi quadri ottiene la promessa da parte di Greta di accettare un invito a ballare il tango.

Scena 1  : Vicolo dei lavandai

Nella stanza di destra ( illuminata) la scenografia dei Navigli, un viottolo (vicolo dei lavandai) con esposte le foto di Milano del secolo scorso su due cavalletti. Un uomo Carlo

(sui cinquanta anni) è seduto su una panchina con un libro in mano, è vestito di scuro con una sciarpa bianca e fuma la pipa.

Da sinistra arriva una donna ( sui quarantacinque) con in braccio un cane ( di piccola taglia), la donna ha un vestito rosso cammina verso le foto esposte.

L’uomo si alza dalla panchina e inizia a guardarla.

Greta si sposta verso le foto sul cavalletto a sinistra e si accorge che l’uomo la sta


guardando, lo guarda  anche lei.


L’uomo lascia il libro sulla panchina e se ne va.

Greta cammina verso la panchina, prende il libro in mano e dice pensando a voce alta.

GRETA:

Che tipo, l’ha dimenticato ( prendendo il libro dalla panchina, poi aggiunge) questo libro mi

èfamiliare. Ma certo, è un libro che ho letto tanti anni fa. Greta si gira verso il pubblico legge il titolo :

GRETA :

Si sta facendo sempre più tardi di Antonio Tabucchi.

Greta apre  il libro e legge una delle pagine .

GRETA:

…Mia donna cara, vorrei proprio scriverti una lettera un giorno, una lettera totale, una lettera vera e totale, ci penso, e penso come essa sarebbe se te la scrivessi: sarebbe scritta con parole semplici e ricorrenti (…) Essa ti direbbe che io sono ancora io, e che mantengo sogni, solo che mi sveglio all’alba e che a volte la mano trema a reggere la penna(…) E poi ti direi che le serate sono lunghe, lunghissime quasi infinite e languide, ma che il mio cuore reagisce come una volta, e a volte a una musica, a un suono, a una voce che passa per strada comincia a battere all’impazzata, sembra un cavallo al galoppo. Però, se la notte mi sveglia, come sempre, per far calmare quei battiti mi alzo e vado in sala da pranzo, accendo una candela gialla, perché il giallo è bello nella penombra, e leggo ‘Dolce e chiara è la notte senza vento’ e quelle parole mi tranquillizzano(…) e per riaddormentarmi penso che ti scriverei che non sapevo che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo(…) E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare(…) Greta stringe il libro tra le mani, cerca l’uomo con lo sguardo ( luce sul volto di Greta) è triste e malinconica.

Scena 2: Vuoi ballare con me?

Buio  sulla stanza di destra luce sulla stanza di sinistra

VOCE NARRANTE :

Roma cinque   anni prima.

Scenografia di una galleria d’arte, ( luce sulle opere appese alle pareti)

Persone che guardano le opere, tra le persone Arnaldo ( il gallerista) accoglie Carlo (un cliente) tutti gli uomini sono vestiti di scuro, le donne abiti colorati. (voci di sottofondo mentre prendono aperitivo allestito su un tavolo di lato a destra), stacco della luce dalle opere alla porta da dove entra Carlo. I due uomini si stringono la mano.

ARNALDO:

Buonasera Carlo

CARLO :

Buonasera Arnaldo

Carlo si guarda attorno, osserva i quadri appesi, soffermandosi su uno in particolare.

ARNALDO :

Venga le presento l’artista.


Si dirigono verso il tavolo

GRETA:

Molto piacere (riferendosi a Carlo)

CARLO:

Complimenti, le sue opere sono belle come del resto l’artista che le ha realizzate. (Sorride compiaciuto) lei ha il fisico di una ballerina, per caso balla il tango? Forse cisiamo visti in qualche milonga.

GRETA :

Grazie Carlo, amo ballare ma non sono una ballerina, e una milonga non so nemmeno cosa sia.

CARLO:

A questa lacuna si può rimediare comprerò una sua opera a patto che lei accetti di venire a ballare con me

GRETA :

Direi che non ho scelta accetto. (Sorride)

Scena 3 : Tango !

unico ambiente coreografia coppia di ballerini che ballano tango Musica dal vivo : Tango delle capinere (circa 6 minuti) Brano musicale per pianoforte e ritornello cantato :

‘ …A mezzanotte va la ronda del piacere e nell’oscurità ognuno vuol godere

Son baci di passion l’amor non sa tacere e questa è la canzone di mille capinere..’ (Musica e testo di Cesare Andrea Bixio 1896)

ATTO II

Greta si sveglia turbata da sogni agitati chiama il medico perché non si sente bene dopo essersi sottoposta a degli accertamenti scopre di essere malata ( monologo di Greta)

Scena 1 : Sogni agitati

Scenografia monolocale di Greta a sinistra :

un letto sulla destra con comodino e un telefono; un tavolo ( luce sul letto) Greta si sveglia agitata.

GRETA :

Che sogno ho mai fatto, terribile.

Greta si siede sul letto porta le mani sulla testa si alza dal letto ( rivolta verso il pubblico) infila le pantofole, ha un capogiro, prende il telefono chiama Arnaldo, il suo amico gallerista.

GRETA :

Arnaldo, sono io Greta, ti devo raccontare un sogno  (pausa)

Ho sognato un serpente chiuso in involucro gelatinoso, nel sogno riesco a bruciarlo prima che lui si svegli (pausa) .


Va bene d’accordo mi calmo, hai ragione è solo un brutto sogno.

Indossa un abito poggiato sulla sedia ha un altro capogiro si porta di nuovo le mani sulla testa.

Prende nuovamente il telefono.

GRETA:

Buongiorno dottore ho bisogno di una visita non mi sento bene Buio sul monolocale .

Scena 2 : Paura

VOCE NARRANTE :

Qualche giorno dopo

Luce sulla stanza a destra, quella del medico: un lettino, libreria e una scrivania con sedia e poltrona, il medico è seduto dietro la scrivania e sta scrivendo. Bussano alla porta, il medico si alza apre la porta è Greta.

GRETA:

Buongiorno dottore ho portato le analisi che mi ha richiesto per il nodulo al seno

MEDICO:

Bene, accomodati (indicando il lettino)

Greta si sdraia sul lettino poi (dando le spalle al pubblico), si alza la maglia, il medico le palpeggia il seno con i guanti in lattice (luce sul medico) poi Greta si rimette la maglia. Luce sul medico che legge le analisi con aria preoccupata.

MEDICO :

Purtroppo si tratta di un Karcinoma alla mammella destra, è un tumore circoscritto devi operarti subito, dovrai subire una mastectomia.

GRETA :

Mi devo preoccupare? ( Greta è incredula, seduta di fronte al medico)

MEDICO :

Porti a casa la pelle e l’estetica, ma non sarà una faccenda a breve termine, ne avrai per i prossimi cinque anni sicuramente dovrai fare una terapia farmacologica per tutto il periodo dovrai prendere queste pasticche indica una scatola tra le mani .

Luce sul volto del medico è molto preoccupato e dispiaciuto (stacco) Luce sul volto di Greta, è frastornata e confusa, ma non dice niente.

Scena 3 : Speranza

Luce sul monolocale

Greta si siede al tavolo e comincia a leggere su Internet, scuote la testa, poi legge a voce alta informazioni sul farmaco ( sorride )

GRETA ( monologo) :

Perché ho deciso di non usarlo ( Pausa) Gli estrogeni stanno alla patata come il testosterone sta al cetriolo (sorride) Un potenziale amante scappa a gambe levate di


fronte a una donna sotto terapia antiormonale per Karcinoma alla mammella, meglio non dire nulla. Se scappa è meglio perderlo vuol dire che vuole solo divertirsi .

(Pausa, poi rivolta verso il pubblico) Perché non posso volermi divertire pure io? ( torna con gli occhi sull I pad) Donne sappiate bene a cosa andate incontro (continua a sorridere, poi rivolta al pubblico, mentre apre la scatola per prendere una pasticca ) sto diventando vecchia e la cosa buffa è che una conquista rispetto al fatto che potrei diventare un fantasma! Fantastico (ironica).

ATTO III

Dopo l’operazione Greta inizierà a frequentare Carlo, tra loro nascerà una forte passione, ma la malattia di Greta , l’attuale legame dell’uomo con Francesca e una brutta delusione avuta in passato indurranno Carlo a non lasciarsi andare.

Scena 1 : Serata indimenticabile  (Unico ambiente )

VOCE NARRANTE :

Greta sta per entrare in ospedale ma la sera prima del ricovero si reca a ballare, ballerà tutta la sera con Carlo.

Greta e Carlo ballano ( tango brani di Osvaldo Pugliese circa dieci minuti ) luce sui due ballerini altre coppie in penombra uomini e donne vestiti di nero Greta vestita di rosso e Carlo grigio scuro

Scena 2 : La principessa e il suo cagnolino

(Monolocale )

Greta è a casa con il pigiama e il drenaggio cammina a piedi nudi e il telefono in mano aspetta dei messaggi si vede che è innamorata.

Suona il telefono. È un messaggio di Carlo, Greta legge ad alta voce rivolta verso il pubblico.

GRETA :

Grazie per le tante emozioni che mi stai regalando non mi accadeva da tempo sto per arrivare .

GRETA si sistema i capelli, cerca di nascondere il drenaggio in una sacca

Bussano alla porta è Carlo, NON PARLANO, si abbracciano, si baciano, si spogliano , si accarezzano, si addormentano.

(Considerare i chiaroscuri del giorno e della notte)

Carlo si sveglia per primo, è notte, osserva Greta che dorme con il viso nascosto tra i capelli sta quasi per baciarla, poi si ferma e continua a guardarla.

Greta si sveglia, si stropiccia gli occhi, poi si alza dal letto con disinvoltura cammina con il drenaggio al seguito.

CARLO :

Quanto sei bella con il tuo incedere regale, sembri una principessa con il suo cagnolino, qualsiasi cosa accada questa è un’immagine tua che sarà mia per sempre, e non sarà mai

dimenticata da nessuno dei due.

GRETA : (con aria ingenua ma al tempo stesso ironica )


Perché? Cosa deve accadere?

Carlo non risponde si alza e la bacia poi dice :

CARLO :

E’ una notte senza vento (pausa) chiara e dolce (pausa) vieni andiamo in terrazza.

Si dirigono sulla terrazza (buio sul monolocale, luce sulla terrazza).

Scena 3 : Vent’anni

Luce sulla terrazza, scenografia di un cielo stellato, una coperta bianca a terra con candele e cuscini, musica classica ( Baldassare Galuppi sonate No. 5, 1st movement andante primi 3 minuti) di sottofondo si abbracciano di lato al pubblico guardando le stelle.

GRETA :

Voglio lasciarmi andare tuffandomi in un mondo che conosco solo in parte così ti dedico le parole di una delle poesie più belle di Leopardi (pausa) io nel pensier mi fingo ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando e mi sovvien l’eterno e le morte stagioni e la presente e viva e il suon di lei (pausa) .Così tra questa immensità s’annega il pensier mio, e naufragar m’è dolce in questo mar

CARLO :

Questa parte di noi che è ancora capace di emozionarsi e di lasciarsi andare e naufragare quando il resto del mondo vive di calcoli e di barriere lasciamola parlare curiamola gelosamente e dolcemente viviamo notti di poesia che del resto ne è pieno il mondo (Poi indicando le stelle)

Quella stella che vedi si chiama Arturo è la stella più luminosa, stanotte è il solstizio d’estate e fra poco sarà giorno; quello invece è M13 un ammasso stellare ( pausa) poi c’è Mizar se la vedi al telescopio è accompagnata da una gemella.

(sono ancora abbracciati riprende la musica in sottofondo di Baldassarre Galuppi sonate No 5.1 st movement per pianoforte andante)

Carlo e Greta ora sono uno di fronte l’altra di lato, verso il pubblico.

CARLO :

Mi stai facendo rivivere i miei vent’anni, ricordo una terrazza come questa, subito dopo la maturità, parlai tutta la notte con una ragazza di astronomia guardando le stelle. Poi ci fidanzammo io l’amavo pazzamente ero pronto a tutto per lei, ma dopo pochi mesi lei mi lasciò per andare a studiare all’estero. Dopo due anni venni a sapere che si era sposata un ragazzo del posto.

Scena 4 : Il libro

(rientrano in casa )

Luce sul monolocale sala da pranzo con al centro una libreria e una lavagna con su scritto una poesia di Greta , Carlo entrando legge ciò che è scritto sulla lavagna.

CARLO:

Scrivi frasi  sulla lavagna ? (Rivolgendosi a Greta)


GRETA:

Si, scrivo e dipingo quando sono ispirata dall’amore, leggi, quella poesia è per te.

CARLO:

Ho sognato te, giovane ragazzo era il giorno della maturità, eravamo vicini, elargivi parole d’amore regalandomi sorrisi. Ho sognato te uomo anziano, eravamo lontano, era il giorno della tua maturità, stringevi la mano a una donna, e io le sussurravo di dirti che ti volevo ancora bene.

Greta prende del vino dalla credenza una bottiglia di Amarone la versa nel decanter e dopo aver mescolato il vino lo versa in due coppe di cristallo, intanto lui curiosa tra i libri della biblioteca di Greta e vede il libro di Antonio Tabucchi.

GRETA:

Prendilo, è un libro che ho letto molte volte, ma non te lo regalo, te lo presto, un giorno me lo restituirai.

Porge la coppa di vino a Carlo e dice:

GRETA:

Questa è una posizione magica (sorride) attento potresti innamorarti perdutamente di me, e la tua anima non sarà più libera.

CARLO:

Sei una donna speciale ma purtroppo non sono un uomo libero, se solo ti avessi conosciuta prima.

GRETA :

Da quanto tempo sei impegnato?

CARLO :

Due anni

GRETA:

Già  finita la passione?

CARLO :

Non  è la passione che tiene insieme le persone ma l' amore

GRETA :

L’amore è la conseguenza di una sana passione

CARLO:


Ho  vissuto passioni molto forti ma l' amore è altro e dopo un po' ne sento l'esigenza come

l'aria.

GRETA :

La  capacità d'amare va oltre il desiderio ma è cosa  rara, è come trovare una perla in

mezzo a mille conchiglie vuote

CARLO :

E’ la cosa più importante, il motore della vita, il desiderio che non si nutre d'amore

inaridisce prima o poi

GRETA :

Sei  un uomo interessante

CARLO :

Tu  una donna che mi ha lasciato delle emozioni forti non mi era mai capitato (pausa) Era

quello che cercavo (carezzandole il volto)

ATTO IV

Siamo giunti a Natale, Carlo e Greta s’incontrano per lo scambio dei regali in un locale, si siedono, Greta ordina un cocktail all’albicocca. Aprono i rispettivi pacchi e sorridono perché ambedue hanno avuto la stessa idea. Leggono i titoli e le loro dediche; ma dopo le feste Greta incontra Carlo e la sua fidanzata in una milonga e questo la porterà ad interrompere il loro rapporto.

Scena 1 : Cocktail all’ albicocca

Ambiente unico, il nome del locale in grande sullo sfondo ( il giglio d’oro) addobbi natalizi, due sedie, un tavolo con due bicchieri . Luce sul tavolo.

CAMERIERA:

Buonasera signori cosa gradite?

GRETA:


Per me un cocktail all’albicocca, anzi due uno anche per il signore (poi rivolgendosi a Carlo) non fare domande.

La cameriera scrive sul blocco

Carlo sorride e annuisce.

GRETA:

Apriamo i regali, prima tu ( porgendo il pacco a Carlo)

CARLO:

È un libro ( contento) abbiamo avuto la stessa idea ‘Cara’

GRETA:

Ti prego non chiamarmi così ( con un espressione disgustata in volto)

CARLO :

Al CAFFÈ DEGLI GLI ESISTENZIALISTI di Sarah Bakewell. ( poi aggiunge girando il libro) Siamo a cavallo tra il 1932 e il 1933. In un caffè di Parigi la cui specialità sono i cocktail all’albicocca…(pausa) La scelta di questi cocktail è inerente al testo. Sei una donna che

non finirà mai di sorprendermi.

GRETA :

Leggi la dedica

CARLO :

Ti auguro di riuscire a guardare nell’oscurità dei tuoi abissi, e spendere la vita a cercare quella purezza che non ammette cecità.

(Carlo sorride, ma al tempo stesso si sente turbato) poi dice:

CARLO:

Ora tocca a te

GRETA :

Poesie d’amore Pablo Neruda

(Greta apre legge la dedica, poi la pagina con un segnalibro giallo)

A Greta, sole caldo, vulcano che erutta, stella che rischiara la notte…tuo per sempre, Carlo.

(Greta sorride compiaciuta, apre la pagina con il segnalibro e continua a leggere)

La Regina, io ti ho nominata regina. Ve n’è di più alte di te, di più pure, di più belle. Ma tu sei la regina. Quando vai per le strade nessuno ti riconosce. Nessuno vede la tua corona di cristallo, nessuno guarda il tappeto d’oro rosso che calpesti dove passi, il tappeto che non esiste. E quando t’affacci tutti i fiumi risuonano nel mio corpo, scuotono il cielo e le campane, è un inno empie il mondo. Tu sola ed io, amor mio, lo udiamo. (Pausa)

Tu invece riesci sempre a farmi scendere lacrime di Gioia.

Scena 2 : Amore deluso

( Scenografia  milonga, musica da tango, 4 brani di tango, 3 di Vals, 3 milonghe


coreografia )


Sono finite le feste, in una milonga inaspettatamente Carlo con la fidanzata incontra Greta, evita di guardarla, ma lei lo saluta, lui la invita a ballare, lei gli dirà che non lo vuole più vedere.

Luce sulla milonga tutti ballano alla fine dell’ ultimo brano (una milonga) luce su Carlo e Greta che hanno terminato di danzare

GRETA :

Non ce la faccio a dividerti con un’altra, è troppo difficile per me

CARLO :

Capisco, ma non riesco a recidere con Francesca, altrimenti non avrei esitato

(Greta si volta e se ne va)

Scena 3 : La lettera

(Luce su Carlo; Monologo )

CARLO : ( mentre legge un giornale)

Sei diventata famosa, questa volta non sono sorpreso e non avrò mai il coraggio di darti questa lettera. (Legge estraendo dalla tasca un foglio)

Che ho pensato a te costantemente in questi mesi, avrei voluto dirtelo, come avrei voluto passare da te ogni giorno per poterti abbracciare, e spero in cuor mio che questo sia solo rimandato. Che mi avevi restituito la giovinezza, quella bella freschezza, forse te l ' ho già detto, ma voglio ridirtelo. Sì, in quel nostro scambio amoroso c'era un sacco di roba, bellezza, libertà, forza. Mi hai messo a nudo, e questo mi ha spaventato, non ce l ' ho fatta ad abbandonare il razionale per l'irrazionale sconosciuto. Sono così maledettamente attaccato a programmare il futuro, che mi gioco il presente dove ci sono troppe complicanze. La prima, il mio rapporto con Francesca, la convivenza è stata un disastro e ora che abbiamo preso le distanze, io mi sento in colpa . Penso di essere un fottuto narcisista che ama solo se stesso. Un ' ultima cosa tu sarai sempre dentro di me come una stella che rischiara la notte un vulcano che erutta e un sole caldo. Io non ti ho, ma ti sono! Solo tu sei nei miei sogni, padrona assoluta di tutto, come un bambino nel grembo, padrone dell’acqua, del sangue e dell’anima la tua, che non sarà più libera se un giorno riuscirò a trovare il coraggio di ribellarmi, perché non sei riuscita a fermarmi, non sei riuscita a sapere che sono morto per rinascere da te, per essere riuscito a guardare nei miei abissi. ( luce su una panchina dove sono seduti Arnaldo e Francesca) Ho visto due che si baciano su una panchina chissà se si amano, io non lo so poi quanto dura questo eterno cercarsi, questo eterno volersi senza trovarsi mai. Questo eterno ignorarsi volendosi sempre. Forse l’ amore è di chi si ama da lontano, perché non è comprensibile, e perché bisogna amarsi col doppio dell’amore.

ATTO V

Sono trascorsi cinque anni dal recupero del libro sulla panchina a Milano lungo i Navigli, Greta si trova a Parigi per una mostra insieme al suo gallerista Arnaldo. Carlo che segue i suoi spostamenti legge un articolo sulla sua prossima mostra. Ha con sé la lettera scritta per Greta . Nel frattempo Greta conosce un parigino ma rifiuterà il suo modo d’amare.

Scena 1 Tango francese

VOCE NARRANTE :


Parigi cinque anni dopo. Greta ha recuperato il suo libro e ora si trova a Parigi per una mostra. Li incontra Maurice, un francese con il quale ha una relazione.

Scenografia unico ambiente con diversi cavalletti, siamo a Parigi a MonMartre la via degli artisti, coreografia musica Tango Nuevo ( LIBERTANGO Astor Piazzola)

Scena 2 : Il francese

Scenografia siamo in un club privè tavoli con frustini e altri oggetti da sexy schop donne e uomini che formicolano. Figura dominante sulla scena Madame Burlesque donna fatale che cerca di coinvolgere Greta .

GRETA :

Ma che posto è questo? (Con aria incredula)

IL FRANCESE :

Cara non sarai mica una provinciale?

GRETA :

Non chiamarmi più così, e non sono una provinciale! (Voltandosi verso l’uscita) Una donna si avvicina a lei, le prende la mano e con una bomboletta le nebulizza qualcosa sul palmo poi le dice in francese

MADAME BURLESQUE :

LE’CHAGE (lecca)

GRETA : ( dopo aver leccato la propria mano)Sa di caramella e allora? Non ce l’ho mica amara

MADAME BURLESQUE :

Prendi allora queste palline cinesi si chiamano BEN WA, aumenteranno il tuo piacere prima di fare sesso

GRETA :

Senti Jessica Rabbit non sono mica un flipper (poi rivolgendosi al francese) Io me ne vado.

IL FRANCESE :

Ma chère dove vai ? ( con le braccia aperte)

Uomini e donne  ballano il Vals ( le valse di Amelie di Yann Tiersen  per pianoforte)

Scena 3 :  Amore e sogni

Entrano in scena prima Francesca , Arnaldo e Greta con i loro soliloqui  sull’amore

FRANCESCA : ( Rivolta verso il pubblico con un abito elegante, soliloquio)

Abbiamo interrotto il nostro rapporto di comune accordo, o meglio, lui mi ha condotto a dire : basta sono stanca. Si perché ultimamente era assente, cioè era vicino a me, ma non


c’era. Avete presente quando convivete con qualcuno, all’inizio va tutto bene, poi ci si spegne…come una candela. Beh! Io l’ho amato, anche troppo, ma piano piano stavo facendo la fine della candela. Poi ho visto Arnaldo, sì perché ho un piccolo locale in centro e ogni tanto dedico un po’ di spazio agli artisti. Una sera mi ha portato un po’ di quadri, belli devo ammettere, tra cui uno anche di Greta, ci siamo conosciute una sera in milonga, eh sì (ironica verso il pubblico) condividiamo la stessa passione, il tango intendo.

Èuna carissima amica di Carlo. Comunque ho visto Arnaldo e mi è proprio piaciuto, è carino, ricco, e pure simpatico. Cos’altro volere? E poi come diceva mia nonna : per amare ci vuole tanto coraggio, e solo una coppia su un milione ha la fortuna di trovare quel coraggio nello stesso momento, eh sì perché l’amore è solo questione di trovarsi nello stesso tempo. E come si dice sempre : ‘ Chiusa una porta si apre un portone’ E ricordate : siate la fiamma, non la falena che brucia!

(Luce che stacca e si dirige verso l’altra parte della sala, Francesca apre la porta) ( dall’altra parte della porta c’è Arnaldo, luce su Arnaldo vestito di nero)

ARNALDO : (soliloquio)

Non ho mai confessato a Greta quanto la desiderassi, sarebbe stato inutile, abbiamo avuto un piccolo approccio una volta, ma lei è stata onesta, dicendomi chiaramente che mi vuole bene come un fratello, sapete come sono gli artisti, devono essere puliti dentro, trasparenti, per essere veramente artisti e creativi. E lei lo è.

Diciamo che nel mio cuore ci sono due donne, una è Francesca, forte come l’acciaio, e l’altra è Greta come il mosto selvatico, profumato e salutare, ma ingestibile. O per lo meno questo è quello che lascia intendere.

Luci su Greta vestita di rosso (soliloquio)

GRETA :

‘Quando ti vedo il mio cuore si allarga e venire verso di te è la cosa più naturale del mondo’ dicevo sempre a Carlo.

Per ben due volte mentre facevamo l ‘amore i miei occhi dinanzi ai suoi hanno indossato lacrime di gioia ‘ Nessuna mi ha mai guardato così’ ha detto.

‘Ci siamo entrati dentro’ ho detto. Ed è stato  proprio così!

‘Qualsiasi cosa accada quello che siamo insieme non morirà mai’ e aveva ragione non ho mai provato rabbia o rancore.

Ogni volta che lo vedevo, lo sognavo. Sì, non so spiegarmi perché ma è stato così dal primo giorno, potrei scrivere un racconto sui nostri sogni (pausa) . Nei sogni esprimeva il suo stato d’animo. Mi è successo anche con altri uomini, il mio non cosciente mi ha sempre rivelato la verità. Ho amato gli uomini che ho frequentato, chi più chi meno, ma quello che provato per lui si prova una sola volta nella vita, però niente dura in eterno a questo mondo, nemmeno l’amore. Forse è indispensabile dimenticare di ricordare i bei momenti d’amore e tenere nel cuore le memorie di quello che si è vissuto, di tutto un po’.

Scena 4  : Il filtro d’amore

(Scenografia unico ambiente luce sul palchetto dove due ballerini di danza classica ballano una coreografia sulle note di una furtiva lagrima, dall’opera lirica di Donizetti del 1832 , cantata dal vivo, poi dopo il finale la luce si dirige su Greta che piange, poi si sposta su Carlo, piange anche lui)

Siamo al teatro di Parigi sta per andare in scena l’ opera Elisir d’amore con attori che mimano la storia narrata fino alla scena finale con musica di sottofondo voce che canta una furtiva lacrima. Greta, Arnaldo e la sua attuale fidanzata Francesca, si recano a


Teatro dove andrà in scena l’opera di Donizzetti. Ci sono tante persone sedute con le spalle al pubblico. Carlo è in piedi a sinistra, Greta in piedi a destra, vicino a lei Arnaldo e Francesca che si abbracciano. Carlo s’immedesima nel protagonista dell’opera e come lui capisce finalmente che Greta non lo deluderà.

VOCE NARRANTE :

Questa è la storia di Elisir D’amore .Siamo nei paesi baschi del XVIII sec. In un campo alberato, dopo la mietitura. Il povero Nemorino è un contadino innamorato di Adina che durante il riposo legge a tutti la storia di Tristano innamorato di Isotta e per ottenere il suo amore ricorre a un filtro magico. Nel frattempo arriva in paese un ciarlatano che spaccia i suoi vini per pozioni magiche contro tutti i mali. Nemorino ne compra uno per far innamorare Adina, proprio come Isotta. Nel frattempo lo zio di Nemorino muore lasciandogli in eredità una fortuna. Le ragazze del villaggio saputa la notizia aspirano a convolare a nozze con il neo milionario e iniziano tutte a corteggiarlo. Nemorino insieme al ciarlatano attribuiscono il merito di tante attenzioni alla pozione magica. Adina ignara dell’eredità di Nemorino viene a sapere che per conquistarla lui vuole acquistare un altro filtro magico e si arruola per ricavare la somma necessaria. Lei si commuove a tal punto che confessa a Nemorino il suo amore.

Testo cantato:

‘Una furtiva lagrima negli occhi suoi spuntò, quelle festose giovani invidiar sembrò. Che più cercando io vo? Si m’ama lo vedo. Un solo istante i palpiti del suo bel cor sentir !

I palpiti, i palpiti sentir, confondere i miei coi suoi sospir! Cielo si può morir…Di più non chiedo. Si può morir d’amor!’

Mentre i due ballerini di danza classica ballano sulle note di una furtiva lagrima cantata dal vivo la luce si dirige su Carlo che piange e stringe tra le mani la lettera scritta per Greta che continua a piangere dall’emozione.

Finita la scena le persone sedute si alzano c’è una gran confusione, Carlo cerca di raggiungere Greta, ma si ferma perché vede il francese che le asciuga le lacrime con il suo fazzoletto di seta bianca in atteggiamenti che, fraintesi da Carlo, lo irritano al tal punto da indurlo ad andarsene rinunciando a consegnare la lettera .

Scena 5 :  Il Giglio d’oro ( stesso locale di una volta )

Scenografia : clima natalizio locale dal nome Il Giglio d’oro , con tavoli da due, persone sedute un cameriere che gira per i tavoli e la cameriera che si dirige prima al tavolo di Carlo, poi al tavolo di Greta seduti nello stesso locale a loro insaputa.

I due protagonisti Carlo e Greta sono diventati anziani, ambedue con gli occhiali e i capelli bianchi, seduti con un libro in mano, uno di spalle all’altro Carlo a sinistra e Greta a destra.

CAMERIERA : (vicino a Greta, a voce alta verso un collega)

Un altro cocktail all’albicocca al tavolo tre

Carlo e Greta si voltano guardandosi  negli occhi, sorpresi .

Sul menù una poesia di Holdernin :

Andare voglio.Forse ti vedrò un giorno, dopo lungo tempo, quando sarà sfiorito il desiderio; vagheremo, guidati dal discorso,tranquilli, molto simili ai felici, pensosi,


incerti, fin che questo luogo, il luogo dell’addio, evocherà tanto passato consolando il cuore; ti guarderò stupito, udirò voci, d’un tempo antico, un canto dolce, un suonare di corde; sul ruscello profumerà per noi un giglio d’oro.’

DUE CAMPI VISIVI / DUE AMBIENTI tranne scena 3 del I Atto; scena 1 del III Atto e ultimo Atto.

ATTO    I

Scena 1 Naviglio grande : due cavalletti con foto di Milano dei XIX

Scena 2  galleria d’arte  : quadri esposti

Scena 3 sala ballo : coreografia, ballerino con musica dal vivo: tango

ATTO      II

scena 1 monolocale Greta : un letto un tavolo una scrivania una sedia

scena 2 stanza medico: un lettino una scrivania due sedie

scena 3  monolocale ( monologo Greta)

ATTO      III

scena 1  milonga coreografia ballerini tango 4brani tango 3 valz 3 milonga

scena 2  monolocale Greta

scena 3  terrazza Greta una coperta candele cuscini musica per pianoforte

(B.Galuppi Sonate No. 5, 1 st movement (andante), sei minuti)

scena 4  monolocale con lavagna


ATTO


IV

scena  1 bar con addobbi natalizi

scena  2  milonga

scena  3 ( monologo Carlo lettera)


ATTO


V (ultimo)


scena 1   Tango nuevo a Parigi ( musica per pianoforte Libertango

di A.Piazzolla)

scena  2  ( incontro con il francese )

scena 3     ( soliloquio  Francesca, soliloquio  Arnaldo, soliloquio Greta)

( musica in sottofondo per pianoforte brano di E.De Crescenzo )

scena  4  ( ultima scena) teatro di Parigi coreografia balletto classico

Musiche di Donizetti musica dal vivo : una furtiva lagrima

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