Farsa in 3atti
di Franco ROBERTO
Personaggi:
MARTINO VALETTI
ELISA, sua moglie
LORELLA, loro figlia
FIORENZA TRAVERSI
ANGELO PEZZANI
VERONICA BINELLI
SERAFINO, suo figlio
GASTONE GIORDANI
RAIMONDO CORRADI
CARMEN RUSSONI
Oggi, in una piccola citt di provincia.
Scena fissa per i 3 atti.
Sala di soggiorno nell'appartamento di Martino Valetti, al piano terreno dello stabile attiguo il suoSalumificio alla periferia della citt.
Una porta a destra conduce all'interno dell'alloggio; un'altra porta a sinistra d verso l'esterno.
MORIR DAL RIDERE FA BENE ALLA SALUTE
Lo dice, e lo prova, il pi qualificato e prestigioso arco scientifico.
Prof. Mervin Slein - Ospedale Mount Sinai di New York:
Le prove dell'influenza delle risate sul sistema nervoso, e quindi sulle difese immunitarie, sono irrefutabili.
Prof. Henry Rubisten - Parigi:
Il ridere un fattore di liberazione, di espulsione. un mezzo anche per esternare la propria aggressivit, ed verosimile che possa proteggerci anche dagli stati cancerosi.
Prof. Annette Goodhearth - famosa terapista Usa:
La risata induce il cervello a produrre un maggior numero di quegli ormoni, chiamati beta endorfine, che sono cento volte pi efficaci di qualsiasi droga per lenire il dolore. E poi ridendo le nostre ghiandole adrenaliniche secernono il cortisone, che un an-tinfiammatorio naturale, meraviglioso per chi soffre di artrite.
Prof. Frank Farrelly - Universit Cattolica di Roma:
Una bella risata di cuore con irrefrenabili sussulti un tonico formidabile per la mente e per il corpo. Nessun farmaco potr mai assicurare gli stessi, durevoli benefici.
Ridere, insomma, una larga via alla salute.
Ebbene, qui troverete efficaci ed eccezionali medicine in sei commedie che offrono la possibilit di somministrare al pubblico tutte le dosi. Infatti, dalla commedia brillante a quella comicissima, dalla supercomica alla farsesca, e addirittura alla tuttofarsa, ogni Compagnia potr ottenere il pi grande successo comico e... terapeutico. Ovviamente anche per gli interpreti.
Nota di regia e di distribuzione delle parti
Mentre il carattere e il tipo di ciascun personaggio viene chiaramente suggerito sia dalle didascalie sia dal ruolo che ha nella vicenda, l'et pu stabilirla liberamente il regista, considerando per alcuni il rapporto di parentela o di amicizia.
ATTO PRIMO
Pomeriggio di una luminosa giornata primaverile.
All'apertura del sipario ci sono in scena: Gastone, Carnieri e Angelo seduti qua e l; Elisa seduta al tavolo sfoglia un registro.
Elisa (moglie di Martino. Tenta di mascherare la sua origine campagnola con ridicoli atteggiamenti manierati e leziosi. In realt una normale e simpatica madre di famiglia. Consulta il registro e annuncia con una certa solennit) Quale segretaria della Lega, ho l'onore e il piacere di annunciarle, cavaliere Angelo Pezzani, che lei stato eletto all'unanimit nostro presidente.
Angelo (scapolo di mezza et, timido-emozionato-riservato perfezionista sempre inquieto, si solleva un po' e fa un lieve inchino col capo) Onoratissimo. Anche se temo di non essere all'altezza per...
Elisa (interrompe) No no! Lei l'unica persona, in questa nostra mediocre citt di provincia, che merita la presidenza. (Angelo fa un complimentoso gesto di diniego) S s! Perch lei, cavaliere, l'uomo pi serio.
Gastone (simpatico e spiritoso scapolo quasi coetaneo di Martino, di cui grande amico, interviene ironicamente) Tante grazie, madama Elisa Valetti-segretaria, per me e per tuo marito!
Elisa (sorride) Suvvia, Gastone. Tu e Martino siete fuori discussione. Del resto mio marito non ha nemmeno voluto iscriversi alla Lega.
Gastone Solamente per onest professionale.
Carmen (caratteristico tipo teatrale di zitella di mezza et, bisbetica-acida-maligna. Per l'attrice che la impersona deve essere una bella donna, magari bionda ossigenata, che teatralmente si imbruttisce tanto non truccandosi il viso, quanto con un abbigliamento scuro e antiquato, nonch con un foulard nero che le nasconde tutti i capelli. Ci favorir l'effetto scenico che verr suggerito a suo tempo) Come sarebbe a dire?
Gastone Sarebbe a dire (maligno e canzonatore) signorina Russoni, che il mio amico e suo (indica Elisa) consorte Martino Valetti non si associato alla nostra LE.PRO.ECO, ovvero Lega Pro Ecologica, perch possiede il Salumificio qui accanto, e l'unico equilibrio ecologico che lui difende quello dei maiali che gli servono per produrre la sua famosa Supermortadella.
Carmen Orrore!
Gastone A me viene l'acquolina in bocca solo a nominarla.
Elisa Procediamo. (Consulta il registro) Al signor Gastone Giordani (lo indica) la vicepresidenza. L'amministrazione e la cassa alla signorina Carmen Russoni (la indica).
Carmen (sussulta) Per favore... Almeno negli atti ufficiali... vorrei essere citata col mio secondo nome, cio BRIGIDA, BRIGIDA Russoni.
Elisa Perch?
Carmen Capirete... Fra me, Carmen Russo-NI, e quella straripante attrice-ballerina televisiva c' appena la differenza della sillaba ni.
Gastone (soffocando a stento il riso beffardo) E lei teme d'essere confusa con... con tutta quella roba? (Carmen annuisce) Allora stia tranquilla. Secondo me tra voi due c' la medesima differenza esistente fra il sorriso della Gioconda, e... e una smorfia di King Kong.
Carmen (balza in piedi) Qui mi si offende!
Gastone (ipocrita) Al contrario, signorina Russo-NI, dovrebbe ringraziarmi.
Carmen Sarebbe il colmo!
Gastone Tutt'altro. Giacch io non ho precisato quale delle due paragono al sorriso della Gioconda.
Elisa (a Carmen, per alleggerire la tensione) vero, cara.
Gastone Quindi, se si risente, direi che manifesta lei stessa il dubbio d'essere... King Kong. (Rivolto agli altri) Dico bene?
Elisa (ad Angelo) Per favore, cavaliere-presidente... Esprima la sua opinione.
Angelo Oh, io... Non ho mica capito bene, io.
Gastone E lei, signorina? Almeno lei, mi ha capito?
Carmen (poco convinta, ma evidentemente timorosa di turbare i rapporti di amicizia) Beh... Siccome lei s' affrettato a precisare che... Insomma, non parliamone pi (sorride).
Elisa (con un sospiro di sollievo) Brava. (Consulta il registro) Vi informo che ha chiesto di associarsi alla Lega il panettiere Giacomo Rondoni.
Carmen Propongo di respingere la domanda. Quel signor Rondoni... Signore per modo di dire... uno spregiudicato.
Gastone Non dica sciocchezze. Giacomo solo un mattacchione a cui piace scherzare.
Carmen (ironica) S, eh?... (Gastone annuisce) Allora perch con me non scherza mai?
Gastone Perch lei fa paura. (Si riprende) Voglio dire che lei, cos seria e austera, incute un comportamento altrettanto serio e austero.
Elisa Rimandiamo la decisione. (Consulta il registro) Anche la sarta Marilena Spinosi vuole iscriversi alla nostra Lega.
Carmen Mai!
Gastone (ironico) Che c' contro la bella Marilena?
Carmen Tanto!... Per cominciare, fa la superba, perch ha qualche anno meno di me.
Gastone (c.s.) Facciamo venti?
Carmen Non hanno importanza! (Gastone la guarda con sarcastico stupore) E non mi guardi come se io fossi una bestia rara.
Gastone Purtroppo non una bestia rara.
Carmen (aggressiva) Quindi mi guarda come se fossi una bestia comune.
Elisa (precede tempestivamente l'assenso di Gastone) Basta cos! D'altronde nello statuto della Lega c' anche l'impegno di difendere tutte le bestie, rare o comuni che siano. Vero, cavaliere, presidente?
Angelo (sussulta, poi annuisce, timido) Gi... Giu-giusto.
Elisa Grazie.
Carmen Una cosa certa: quella che io sono una delle rare persone di questa (sprezzante) cittadina, che parlo poco e che non m'interesso dei fatti altrui.
Gastone (sarcastico) Per fortuna!
Carmen Per, quando sento che certa gente vorrebbe associarsi a noi, considero doveroso parlare.
Gastone - (divertito) Parli, parli.
Carmen Della sarta Marilena so certe cose che... (e tace).
Gastone (c.s.) Le dica, le dica.
Carmen L'altro pomeriggio, mentre tornavo a casa dall'ufficio e camminavo, com' mia abitudine, a testa bassa, ho visto la Marilena che s'incontrava con il figlio del macellaio. Cos, senza volerlo, mi sono nascosta, dietro una macchina, per vedere che cosa facevano.
Gastone (ironico) Sempre senza volerlo e con la testa bassa, eh?...
Carmen Sempre! Ebbene, si sono dette alcune parole sottovoce, e poi si sono salutati stringendosi le mani.
Gastone Che male c' a parlarsi sottovoce e a stringersi le
mani?
Carmen (trionfante) Cari amici, ci sono tanti modi di parlare sottovoce e d stringersi le mani. Quei due sussurravano parole che sembravano fiamme e si stringevano le mani come se... (abbassa la testa e dice inorridita) ...si di vo ras-se-ro. (Un momento di silenzio, durante il quale: Gastone si mette una mano sulla bocca, per non ridere a squarciagola; Angelo, imbarazzato, non sa pi dove guardare; Elisa, per darsi un contegno, sfoglia il registro).
Elisa (infine chiude il registro) Per l'ammissione alla Lega dei due nominati decideremo la prossima riunione. Chi d'accordo alzi una mano (ed essa la solleva).
Angelo, Carmen e Gastone (nel modo suggerito dal loro stato d'animo, sollevano una mano).
Elisa Bene. (Si alza in piedi, imitata dagli altri).
Lorella (fa capolino alla porta di destra) Si pu, mamma?
Elisa Vieni pure, Lorella.
Lorella (entra, seguita da Fiorenza. Sono due belle, moderne, eleganti e simpatiche diciottenni. Lorella la figlia di Elisa e Martino, Fiorenza cugina di Lorella ed ospite degli zii. Lorella saluta, sorridente) Buon pomeriggio.
Elisa Ah, ecco: questa (indica Fiorenza) la mia nipote Fiorenza, figlia della sorella di mio marito. Trascorre un paio di settimane con noi.
Carmen (quasi meccanicamente) S, perch i tuoi cognati, Elisa, si sono trasferiti nel capoluogo di provincia il 13 gennaio di tre anni fa.
Elisa (sorpresa) Eh gi... Proprio. Tu hai una memoria che...
Gastone (interviene) E ti stupisci, Elisa?... In no. Anzi, sono certo che tutto quanto succede in citt la signorina Russoni lo memorizza. Come un computer! (Rivolto a Carmen) Congratulazioni.
Carmen (secca) Grazie.
Lorella Se non ti spiace, mamma, io e Fiorenza andremmo a fare una passeggiata.
Elisa Dove?
lorella Qua e l.
Gastone Bel posto! Andate, andate...
Elisa (risentita) Ma... Gastone!
Gastone Glielo direbbe anche tuo marito.
Elisa Per voglio dirglielo anch'io. (Alle ragazze) Andate pure.
Lorella e Fiorenza (salutano a soggetto ed escono a sinistra).
Gastone (a Elisa) Mi spiace d'essermi intromesso, ma purtroppo oggigiorno sono cos rari i figli diciottenni che chiedono ai genitori il permesso diuscire di casa, che... Insom-ma, Elisa, ti prego di scusarmi.
Elisa (sorride) Non il caso. (Agli altri) Voi sapete che
Gastone come se fosse della famiglia. Tant' vero che Lorella lo chiama zio. (Carmen e Angelo annuiscono per cortesia) Comunque mia figlia gi... diciamo virtualmente impegnata con Serafino, figlio unico della mia amica d'infanzia Veronica Binelli, vedova del direttore della pi importante Societ d'Assicurazioni del capoluogo di provincia.
Gastone Oh!... Per me questa una novit. (Ironico) E d'essere virtualmente impegnata con quel Serafino, lo sa... Lorella?
Elisa No. Ma lo sapr presto, perch Serafino e la madre saranno nostri ospiti per alcuni giorni. Anzi, dovrebbero essere gi qui. Ma forse Serafino stato trattenuto pi del previsto in collegio.
Carmen Cooosaaa???... Tu dai la figlia in sposa a uno che esce dall'asilo nido?
Elisa Ha diciannove anni.
Gastone (ironico) Quindi mangia gi da solo.
Elisa Il padre, sovente in viaggio per tutto il mondo, portava la moglie con s. Perci Serafino venne affidato a un famoso e severo collegio svizzero, dal quale esce ora con la maturit scientifica a pieni voti.
Martino (entra da destra) Saluto tutta questa bella gente!... (E' un simpatico e chiassoso fabbricante di salumi dall'aria campagnola).
Carmen Io non do alcuna importanza alla bellezza. Penso solo a conservare la seriet.
Martino Non far molta fatica...
Elisa (rimprovera) Martino!
Carmen Lascialo dire. (A Martino) Spero almeno che capisca l'importanza della LE.PRO.ECO da noi fondata, giacch sar proprio la LE.PRO.ECO che porter la nostra piccola citt all'attenzione nazionale, e forse mondiale. Finiremo sui giornali!
Martino Non difficile, in questi tempi. Sui giornali finito anche un mio concorrente... fra due carabinieri! (Ride).
Carmen (seccata, rivolta agli altri) Se non c' altro... (e tace).
Elisa (ad Angelo) C' altro, cavaliere-presidente?
Angelo (confuso) Non... Non saprei. (A Elisa) Faccia lei.
Elisa S. (A Carmen) La seduta sciolta.
Carmen Allora ho il piacere di salutare (esce a sinistra).
Gli altri (borbottano un saluto).
Angelo Tolgo anch'io il disturbo.
Martino (ad Angelo) Aspetta, Angelo. Vorrei raccontarti un fatto.
Elisa (a Martino) Prima dobbiamo parlarti, io e Gastone, di una cosa molto importante.
Angelo Posso ritornare, io.
Martino Grazie. Fra una decina di minuti.
Angelo Sar puntuale. A presto, amici. (Esce a sinistra).
Elisa Tanto, tu e Angelo parlate solo e sempre di quando andavate a scuola insieme.
Martino (ironico) Tu, da quando sei la segretaria della Lega, sai proprio tutto, eh?... Comunque non fatemi perdere tempo. Che volete dirmi?
Elisa Devi sapere, Martino, che nostra figlia innamorata.
Martino Me lo dici da un paio di mesi. Niente di male. Ha l'et.
Elisa Ha perso l'appetito... Dorme poco... ansiosa... sempre alla finestra a guardare se lui passa.
Martino E lui... passa?
Elisa Non lo so. Tuttavia stamane sono venuta in discussione con Lorella, la quale mi ha decisamente dichiarato che sposa LUI o nessun altro. (Disperata) Ma LUI un poco di buono, di cui abbiamo informazioni addirittura scandalose.
Martino Abbiamo... chi?
Elisa Io e Gastone. (A Gastone) Di, tocca a te.
Gastone (estrae di lasca un foglio di carta, che consulta) Ecco il promemoria. (A Martino) Naturalmente stata lei (indica Elisa) a farmi fare questo... mestiere. Otto anni fa, cio quando LUI aveva diciannove anni, ha frequentato una dattilografa. L'anno seguente una commessa. Dopo un'infermiera, a cui seguita una cantante-ballerina.
Martino (sussulta e istintivamente chiede) Si chiama Mim Ponpn?
Gastone (sussulta, interessato) Perch lo chiedi?
Martino (evasivo) A chi?
Gastone A me.
Martino Ah, cos... Capirai che sovente le cantanti-ballerine si chiamano Mimi, Coc, Lul...
Gastone (sospettoso) Dunque il Ponpn a Mim l'hai aggiunto tu?
Martino S. E con ci?
Gastone Niente niente...
Elisa (a Gastone) Prosegui.
Gastone (consulta gli appunti) Dall'anno scorso relazione con una signorina di buona famiglia.
Elisa Lorella, nostra figlia! Che ne dici, Martino?
Martino Che LUI un tipo che si d da fare. Per, d'ora in avanti, Lorella non uscir pi sola. La faremo accompagnare da Fiorenza.
Elisa Non basta, perch quelle due cugine vanno perfettamente d'accordo. Tuttavia ci penso io!
Martino A fare che?
Elisa A presentarle quel bravo ragazzo di ottima famiglia di cui ti ho gi parlato. Il figlio della mia amica d'infanzia.
Martino D'accordo, per quel bravo ragazzo di ottima famiglia deve piacere pure a Lorella.
Elisa Basta che piaccia a me!
Martino (ironico) Allora sposalo tu!
Elisa Non dire stupidaggini e fai valere l'autorit paterna. Fatti vedere uomo!
Martino (c.s.) Perch?... Sinora m'hai creduto una donna?
Lorella (entra da sinistra con Fiorenza) Ciao, pap.
Fiorenza Ciao, Zio.
Martino (indica Elisa e Gastone) E loro?... Non li salutate?
Lorella Li avevamo gi salutati prima di uscire.
Elisa Adesso (a Lorella) tu rimani qui, ch il babbo vuole parlarti. E tu, Fiorenza, vai un momento in camera tua. Io, invece, vado a vestirmi per uscire. Arrivederci. (Esce a destra, seguita da Fiorenza).
Gastone Ciao, Lorella (s'avvicina verso sinistra).
Lorella Ciao, Zio.
Gastone (si ferma e si rivolge a Martino, sarcastico) Autorit, mi raccomando (sorride ed esce a sinistra).
Lorella (dopo una breve pausa d'imbarazzo) Dimmi, pap..
Martino (confuso) Cosa?
Lorella Ci che vuoi dirmi.
Martino (c.s.) Ah, s. (Una pausa) Mamma mi ha riferito che tu... Che LUI... Che noi... (sbuffa). In breve: ti piace, quel... LUI?
Lorella Tanto, pap! (E di slancio bacia Martino sopra una guancia).
Martino (contento) ...e baci me! Bene. Ma... Purtroppo... Dicono... Per LUI non sei... la prima.
Lorella Lo so. Me l'ha detto lui stesso.
Martino (imbarazzato) Dattilografa, commessa, infermiera...
Lorella (continua) ...e cantante-ballerina.
Martino (interessato) Si chiamava, per caso, Mimi Ponpn?
Lorella Non saprei. importante?
Martino (istintivamente) Per me s.
Lorella Perch?
Martino (si riprende) Beh, perch... Perch importante sapere che tu sai. E non te ne importa niente?
Lorella Suvvia, pap... Dovrei essere gelosa del suo passato? Sarebbe stupido, assurdo...
Martino Eh gi... Tu gli vuoi veramente bene?
Lorella S. E molto.
Martino E... LUI che fa?
Lorella L'avvocato.
Martino Bene. Come si chiama?
Lorella Raimondo Corradi.
Martino (sussulta e s'infuria) L'avvocato Corradi dello studio dell'avvocato Foroni?
Lorella S, lui.
Martino Allora proprio il giovane avvocato che mi ha fatto perdere una causa di cento milioni, e che in Pretura, davanti a tutti, ha detto che io ero non un fabbricante, ma un trafficante di mortadelle. Trafficante a me, capisci?... E dovrei averlo per genero?
Lorella (implora) Ma pap...
Martino (interrompe) Mai!... Mai conceder la mano di mia figlia a uno che mi ha insultato. Trafficante di mortadelle, mi ha definito. E che vuole? Che le mortadelle me le mangi tutte io?
Lorella (piangente) Verr a parlarti questo pomeriggio.
Martino L'avvocato Mortadella?... Cio! Il tuo? (Lorella annuisce) Venga pure, che gli faccio rimangiare il trafficante.
Angelo (fa capolino alla porta di sinistra) Disturbo?...
Martino Al contrario, Angelo. Vieni avanti. (Burbero, a Lorella) Tu... vai!
Lorella (annuisce e, soffocando il pianto, esce a destra).
Martino (sospira) Che giornata, questa!... C' sempre una grana in famiglia... Beato te che sei rimasto scapolo. Come hai fatto?
Angelo (confuso) Non lo so... Timidezza... Impaccio... Imbarazzo... Ancora adesso arrossisco solo per paura di... arrossire. (Allarga le braccia) Comunque... In che cosa posso esserti utile?
Martino Altro che utile!... Sei indispensabile e prezioso, poich solamente a un amico caro e riservato come te posso confidare un mio grande segreto.
Angelo (impressionato) Un-un... se-segreto?...
Martino (annuisce e assume un comportamento circospetto. Indica la porta di sinistra e dice sottovoce) Guarda che non arrivi qualcuno. (Angelo esegue, mentre Martino va a guardare alla porta d destra. Poi invita Angelo a raggiungerlo al centro, dove egli va in punta di piedi, imitato dal sempre pi sconcertato Angelo. Sottovoce, solenne) Angelo, guardami.
Angelo Ti-ti... Ti-ti vedo.
Martino Io ho una macchia.
Angelo (guarda la giacca e la camicia di Martino) Do-dove?
Martino una macchia che non si pu far sparire.
Angelo Hai gi provato con la benzina?
Martino Neppure la benzina pu cancellarla, perch quella macchia... la mia macchia dentro, sulla coscienza.
Angelo Non-non... Non-non capisco.
Martino Stai attento. Circa diciotto anni fa capitata nel nostro Teatro Comunale una compagnia di variet, in cui c'era anche una grande artista... Una cantante-ballerina. Dopo uno spettacolo l'ho incontrata al bar del teatro. Vederci, guardarci e innamorarci stato... un colpo di fulmine.
Angelo (spontaneo) scoppiato un temporale.
Martino No! Abbiamo subito capito che eravamo una coppia ideale. Lei si chiamava Filomena Prendicani, ma in arte era Mimi Ponpn. (Breve pausa) Purtroppo una sera, dopo lo spettacolo, l'ho invitata a cena, e... (tace).
Angelo (c.s.) Non avete digerito.
Martino Certo che abbiamo digerito! Ma poi mi ha chiamato Fuffi, e... ed accaduto... l'irreparabile. Mi sono spiegato?
Angelo (impressionato) Ma-magnificamente. (Una pausa) E poi?
Martino L'indomani partiva. Ebbene, l'ho accompagnata alla stazione, e quando il treno era ormai lontano io ero ancora l che... (solleva il braccio e muove la mano, come se salutasse una persona che s'allontana).
Angelo Sentivi se pioveva.
Martino No! Nella mano avevo il fazzoletto, e col cuore le dicevo: Addio... Addio, Mimi Ponpn pensando a quando in palcoscenico cantava (l'attore inventi qualsiasi aria sulla quale canticchiare). Ho l'aria capricciosa e sono dispettosa. I-u!, e faceva (fa ondeggiare comicamente il bacino).
Angelo Cosa?
Martino La mossa! (Ripete l'ondeggiamento del bacino. Angelo sorride) C' poco da ridere, caro mio! Dopo circa un anno ricevetti una lettera, con la quale Mimi Ponpn mi annunciava che ero diventato padre di un bambino.
Angelo (impressionato, ebete) Un bam-bam... bam-bambino... uno?
Martino (irritato) Quanti ne volevi?... Mezza dozzina?
Angelo No, ma...
Martino (interrompe) Nella busta c'era anche la fotografia di un bimbo di due o tre mesi, disteso sopra un cuscino. (Da sotto la camicia estrae una busta gialla che teneva sul petto. Evidentemente la busta contiene degli incartamenti, e fra essi Martino estrae una fotografia formato cartolina che porge ad Angelo) Questa. (Angelo, timoroso, non la prende) Non ti morde mica! Guardala.
Angelo (dopo lieve esitazione, prende In /olografia) E' un bel bambino.
Martino Grazie. Leggi cosa c' scritto sotto la foto.
Angelo (legge) Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino. (Restituisce la fotografia che Martino rimette dentro la busta).
Martino - Con la medesima lettera, Mimi Ponpn mi domand una certa cifra mensile... per la verit ragionevole... da versare a un indirizzo di Roma per il mantenimento del bambino. Siccome nel frattempo avevo sposato Elisa, per paura dello scandalo incaricai il notaio Marini di provvedere al versamento del mensile, ovviamente rivalutato secondo l'inflazione, sino ai diciotto anni di Ciccino.
Angelo Allora il tuo impegno dovrebbe finire da un mese all'altro.
Martino S, ma nel dubbio preferisco continuare ancora, almeno per un anno. Il guaio che il notaio Marini, come sai, morto, e ho dovuto ritirare l'incartamento (indica la busta gialla). Ora ti prego, Angelo, di provvedere tu, a nome mio, a fare i versamenti mensili a Mim Ponpn, e per essa a quell'indirizzo di Roma. Qui (indica la busta) troverai nome, cognome, eccetera, della sua persona di fiducia.
Angelo (imbarazzato) Ecco... Io, veramente... Non vorrei che qualcuno... La signorina Carmen Russoni, per esempio... venisse a sapere... dubitasse... Mi toglierebbero la presidenza della Lega. Piuttosto... (e tace).
Martino Di!... Piuttosto?...
Angelo Ci penso io a trovarti un altro studio... Gente seria e riservata, naturalmente, che si assuma l'incarico che aveva il povero notaio Marini.
Martino D'accordo. Io verser tempestivamente a quello studio la somma e le spese per corrispondere a Mim Ponpn un anno di mensilit.
Elisa (dall'esterno a destra) Mi raccomando, voi due... Non combinate guai.
Martino (sussulta) Mia moglie! (Trascina Angelo accanto a s e nasconde la busta dietro la schiena. Entrambi, a contatto di gomito, sono rivolti verso destra, dove)
Elisa (entra) Scusate se vi disturbo, ma... (a Martino) Avrei bisogno di centomila lire per dare l'anticipo all'orefice. Per quel braccialetto, sai, che mi voglio comprare.
Martino Centomila?... (Elisa annuisce) Subito, mia cara. (Da dietro la schiena passa la busta ad Angelo, il quale la prende e la tiene anch'egli dietro la schiena. Poi estrae di tasca il portafogli, e da questo una banconota da centomila, mentre)
Elisa (osserva ironicamente) la prima volta che mi chiama mia cara dandomi del denaro per l'orefice.
Martino Ne ho solo cinquantamila. (Ad Angelo) Puoi imprestarmene cinquanta?
Angelo (passando, sempre dietro la schiena, la busta a Martino)
Adesso guardo. (Estrae di tasca il portafogli, e da questo quattro banconote da diecimila) Ne ho solo quarantamila.
Martino (passa di nuovo la busta ad Angelo, e gli prende le banconote) Allora mi devi diecimila lire. (Angelo rimane a bocca aperta, mentre Martino d a Elisa le quattro banconote).
Elisa Grazie. Novantamila basteranno. (Porge la mano ad Angelo) Arrivederla, cavaliere-presidente.
Angelo (passa di nuovo la busta a Martino, quindi stringe la mano di Elisa) A-a... A-arrivederla, signora (e passa alle spalle di Elisa).
Elisa (a Martino) Spero che tu abbia parlato chiaro a Lorella, e... (scherzosamente) Qua la mano anche tu.
Martino (ormai lontano da Angelo, rimane un attimo smarrito. Poi) Macch la mano!... (Rapidamente abbraccia Elisa, e sventola la busta alle spalle della moglie).
Angelo (si precipita a prendere la busta e a nasconderla dietro la schiena, mentre)
Martino (bacia Elisa sulle guance) Baci, ci vogliono!
Elisa (liberandosi dall'abbraccio) Oh, povera me!... Prima il mia cara, adesso i baci... Va a finire che mio marito far nevicare! (e ridendo esce a sinistra).
Martino (sospira e si asciuga il viso sudato) Che giornata, questa!... Accidenti, che fatica!
Angelo Io temevo che la busta mi cadesse per terra.
Martino Invece sei stato grande!... Non sei nemmeno arrossito. Adesso fai sparire quella busta e provvedi come ci siamo intesi.
Angelo (annuisce e nasconde la busta sotto la camicia).
Martino (lo abbraccia) Sei veramente un amico.
Lorella (entra da destra, seguita da Fiorenza, e vede l'abbraccio dei due. Ironica) Fa piacere vedere almeno due persone in buona armonia.
Martino Io e Angelo non abbiamo mai bisticciato. (Squillo di campanello esterno).
Fiorenza Vado io (esce a sinistra).
Lorella Grazie. (Ai due) Anche io e Fiorenza non abbiamo mai bisticciato.
Martino Perch siete furbe.
Fiorenza (alla porta di sinistra) C' una signora che dice d'essere attesa dalla zia.
Martino (concitato) certamente quella sua amica d'infanzia di cui mi ha ripetutamente parlato. Ricevetela voi. Io ritorno in fabbrica, passando di qua (indica a destra). Vieni, Angelo (esce a destra).
Angelo (alle ragazze) Con permesso (esce a destra).
Fiorenza (sottovoce, sino all'uscita di Lorella) Li faccio passare?
Lorella (concitata, sino alla sua uscita) Perch?... Quanti sono?
Fiorenza Una signora, e un giovanotto che probabilmente suo figlio. Sai cosa dubito?... Che proprio quel giovanotto sia il tuo... diciamo promesso.
Lorella Per carit, non voglio vederlo. N lui, n sua madre. Fammi il favore: ricevili tu. Tanto non mi conoscono.
Fiorenza Come vuoi.
Lorella Semmai... sono in camera mia (esce a destra).
Fiorenza (esce a sinistra, e dice dall'esterno) Prego, si accomodino.
Veronica (tipo simpatico di donna sempliciotta di mezza et, entra da sinistra e si rivolge verso l'esterno) Vieni... Vieni avanti, Serafino.
Serafino (appare alla porta di sinistra e si ferma sulla soglia, guardandosi intorno disorientato. un diciottenne impacciato, timoroso, malsicuro di s. Indossa un abito scuro che sembra la divisa di un collegio. Teatralmente un mamo, ossia un ingenuo comico, un po' goffo, che desta simpatia e tenerezza) S, mamma.
Fiorenza (fa capolino alle spalle di Serafino) Se permette...
Serafino (prontamente si sposta) Mi perdoni, signorina.
Fiorenza (evidentemente colpita e favorevolmente impressionata sia dall'aspetto sia dai modi di Serafino) Non ho nulla da perdonarle. (A Veronica) Purtroppo, signora, sono sola in casa.
Veronica Torner presto la mia carissima amica d'infanzia Elisa, fortunata consorte della Supermortadella? (Si riprende) Oh, mi scusi. Intendevo consorte del signor Valetti, ma questo cognome ormai cos legato alla pubblicit della Supermortadella, che... Mi sono confusa, ecco.
Fiorenza (sorride) Niente di male, signora... Signora...?
Veronica ...Binelli, Veronica Binelli, vedova del direttore delle Assicurazioni Paghiamo noi. Lei, immagino, la signorina.
Fiorenza (imbarazzata) Io, veramente...
Veronica (interrompe, consultando l'ora) Accipicchia, non posso farla aspettare di pi.
Fiorenza Chi?
Veronica L'amica che ci ha accompagnati qui in macchina, e che m'aspetta fuori per condurmi in una Banca e fare da
testimone all'apertura di una cassetta di sicurezza intestata a mio marito buonanima. Poi verr ad abbracciare Elisa.
Fiorenza E ?... (indica Serafino).
Veronica Per non disturbare qui, e... (maliziosa) ...anche per non lasciarvi soli... Serafino andr a vedere le vetrine dei negozi. Gli piacciono tanto, le vetrine. un po' bambino, ma intelligentissimo. Infatti, quanto prima, sar professore di ten...et...ton... (a Serafino) Come si dice?
Serafino Entomologia.
Veronica (orgogliosa) Ovvero studier pulci, cimici, pidocchi, blatte...
Serafino (implorante) Anche gli altri insetti, mamma.
Veronica Certamente: tutti! (Consulta l'ora e si agita: prende per mano Serafino e lo trascina verso sinistra) Adesso vai e poi torni a presentarti ai signori Binelli. La signorina (indica Fiorenza) l'hai gi conosciuta. (Maliziosa) Ti piace?... (Serafino, confuso, annuisce a testa bassa) E... (a Fiorenza) ...a lei, piace mio figlio? (Fiorenza, confusa, annuisce a testa bassa) Allora siamo a posto! Andiamo. (Trascina fuori a sinistra Serafino, il quale continua a guardare)
Fiorenza (che segue i due) Liaccompagno. (Ed esce a sinistra. Un momento, poi dall'esterno) Entra pure, Raimondo.
Raimondo (entra da sinistra) Grazie. ( un giovane avvocato sui ventisette anni, elegante, distinto, simpatico) I genitori?
Fiorenza Fuori.
Raimondo Bene. Lorella?
Fiorenza Te la chiamo subito. (Va alla porta di destra e parla verso l'esterno) Lorella?... Vieni. C' Raimondo.
Lorella (dall'esterno) Per carit!... (Entra da destra) Ti avevo telefonato di non venire. Pensa che pap, di te, non vuole neanche sentir parlare.
Raimondo (sorride, ironico) Davvero?
Lorella Sul serio!
Raimondo Stai tranquilla, mia cara, che tuo padre cambier idea. Ho certi argomenti che gli faranno dire... Macch dire!... ur-la-re il suo s.
Lorella E la mamma?
Raimondo Secondo me sar proprio tuo padre che la convincer a dare il suo consenso.
Lorella Impossibile. Mi vedono gi sposata con il figlio di un'amica d'infanzia di mia madre.
Fiorenza Il giovane che hai visto quando sei arrivato.
Raimondo (ride) Povera Lorella!... (La abbraccia; contemporaneamente)
Martino (entra da sinistra con Elisa, ed entrambi rimangono molto sgradevolmente sorpresi) Avvocato! (Raimondo e Lorella sussultano e si sciolgono dall'abbraccio)
Elisa (severa, a Lorella) Va' in camera tua, che poi ne parleremo. (Lorella, rassegnata, esce a destra. A Fiorenza) E tu?... Cosa facevi?
Fiorenza Io... guardavo.
Elisa (severa) Vai a guardare altre cose! (Indica a destra).
Fiorenza (rassegnata, esce a destra).
Martino (a Raimondo) E lei, quando se ne va?
Raimondo Mi spiace... Mi spiace molto, veramente, che mi abbiano sorpreso abbracciato con...
Elisa (interrome) Sorvoliamo!
Raimondo Comunque io sono venuto qui per parlare con loro.
Martino (aggressivo) Di che cosa?
Raimondo (dopo un attimo d'esitazione) Vorrei sposare Lorella.
Elisa Io dico no!
Martino Anch'io!... Anch'io non approverei mai il matrimonio di mia figlia con un... (sprezzante) ...mangiacodici che m'ha fatto sborsare cento milioni e che, per giunta, mi ha definito trafficante di mortadelle.
Raimondo (sorride) Ho capito: siccome le ho fatto perdere quella causa, arrabbiato con me.
Martino (ironico) Vuole che le dica grazie?
Raimondo il mio mestiere.
Martino Brutto mestiere!
Elisa E si vergogni! Quale figura farei, io segretaria della LE.PRO.ECO, ad avere un genero come lei, che... lo sanno tanti!... ha avuto diverse... chiamiamole simpatie precedenti?
Raimondo Ha detto bene, signora: precedenti. Ma da quando ho conosciuto Lorella... faccia pure controllare.
Elisa (secca) Superfluo e inutile!
Raimondo Vedremo. D'altronde... (maligno, soprattutto per farsi intendere da Martino) ...che si direbbe alla Lega e in giro di certi uomini, attualmente sposati con prole, che hanno avuto in giovent dei... chiamiamoli rapporti... molto molto compromettenti?
Elisa Non in questa cittadina!
Martino Giusto!... Non in questa cittadina.
Raimondo Invece, proprio in questa cittadina c' un facoltoso... fabbricante... citato a esempio per moralit e onest, mentre in giovent ha avuto una... chiamiamola simpatia ...per una cantante-ballerina dal nome d'arte Mim Ponpn. (Martino sussulta, sorpreso e spaventato).
Elisa Fuori il nome di quell'uomo!
Raimondo No. (Una pausa, Guarda Martino, il quale sfugge allo sguardo) Per ora.
Elisa Lei ha le prove di quanto ha detto?
Raimondo Certo, signora. Prove in-con-fu-ta-bi-li.
Martino (sconvolto, balbettante) Im-im... Im-possibile.
Raimondo (sorride, maligno) Addirittura una fotografia del bimbo nato dalla... simpatia. E su quella fotografia c' scritto: Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Martino (barcolla, come se avesse ricevuto una mazzata. Si asciuga il sudore del viso e balbetta) Ci-Ci... Ci-Ciccino...
Elisa Cos'hai, Martino?... Sudi?
Martino (annuisce) un sudore indignato. (A Raimondo, per rovesciare la situazione) Lei non dovrebbe permettersi di raccontare queste cose in presenza di una signora (indica Elisa).
Elisa Lascialo dire! Voglio sapere tutto, anche quale segretaria della Lega.
Martino Curiosit malsane! (Agitalo) Vieni, andiamo via!
Elisa Andare via?!?...
Martino S! Andiamo.
Elisa Ma non siamo mica in casa sua! (indica Raimondo).
Martino (si d una manata sulla fronte) Ah gi!...
Elisa (a Raimondo) E lei continui... Voglio sapere ogni cosa.
Raimondo Come desidera, signora. (Guarda Martino) Quell'uomo di pochi scrupoli... Martino (borbotta, rivolto a Raimondo) Farabutto.
Raimondo Chi?... Io?
Martino S. Cio. No. Farabutto quel padre snaturato.
Elisa Fuori il nome!
Raimondo Pi tardi. (A Martino) Signor Valetti... Vuole cortesemente riprendere in considerazione l'opportunit di concedermi la mano di sua figlia?
Elisa Risparmi il fiato!
Raimondo Mi permetto di insistere.
Elisa (a Martino) E tu ripetigli NO!
Martino (sconcertato) Bisognerebbe... Bisognerebbe pensarci un po'.
Elisa (indignata) Pensarci un po'?!?... (Martino allarga le braccia e annuisce) pazzesco! E siccome questo... (indica Raimondo, sprezzante) ...signore non vuole dire chi quel tipaccio che circola fra noi, (s'avvia verso destra) telefono immediatamente alla signorina Carmen Russoni. (Si ferma sulla soglia della porta e si rivolge ai due) Quella, entro un'ora, riuscir a saperlo! (Esce a destra).
Martino (sospira, si asciuga il sudore sul viso, poi s'avvicina a Raimondo, minaccioso) Lei... Adesso le d una lezione, che... (solleva un pugno per colpire Raimondo, ma viene fermato dalla voce di)
Angelo (che dall'esterno a sinistra, dice) C' la porta aperta. Quindi... (Entra. Vede Raimondo. Gli sorride e si rivolge a Martino) Non sapevo che tu lo conoscessi... Il tuo incartamento in buone mani. L'ho dato a lui (indica Raimondo).
Martino (barcolla, ebete) A lui?... (Angelo annuisce, mentre Raimondo annuisce e sorride. Martino sbotta) Cretino!... Dalla padella m'hai buttato sulla brace! (Ed esce a sinistra, urlando) Cretino-cretino-cretino! (mentre il sipario si chiude).
ATTO SECONDO
Un'ora dopo gli avvenimenti del primo atto.
Martino ( in scena, solo. Cammina avanti e indietro, come un leone in gabbia, borbottando imprecazioni che si concludono con l'esclamazione) Che giornata, questa!
Elisa (entra da destra) Ah, sei tornato?
Martino (irritato) No! Non ci sono.
Elisa Un'ora fa, quando sono rientrata dopo la telefonata alla signorina Russoni, tu eri uscito. C'era solamente il cavalier Pezzani con quel... giovinastro. Avevi per caso incaricato il nostro presidente di indagare, per conoscere il nome che vogliamo sapere?
Martino Tu!... Tu lo vuoi sapere, quel nome. Io no!
Elisa Allora perch hai lasciato quei due soli?
Martino Perch... Perch avevano cominciato a parlare di loro affari, e... e io m'annoiavo. Uffa! (Squillo di campanello esterno. Martino sussulta).
Elisa Aspetti qualcuno?
Martino No.
Elisa Meglio. (Esce a sinistra. Poi dall'esterno) Benvenuta, signorina. S'accomodi.
Carmen (entra da sinistra, agitata ed emozionata) Ho tanto da raccontarti.
Elisa (ansiosa) Dimmi dimmi.
Carmen (indica Martino) Il signore... rimane?
Martino (dispettoso) S! Rimango.
Elisa Lui pensa solo alla mortadella. come se non ci fosse. Parla liberamente.
Carmen Con entusiasmo. Quindi... (fa una profonda aspirazione, poi dice tutto d'un fiato) La tua telefonata mi ha agitata, stimolata, spronata. Perci mi sono precipitata qua e l, e ho appreso cose pazzesche sulla vita del segretario comunale, del veterinario, del pasticcere e del farmacista, ma figli da cantanti-ballerine nessuno. Dunque ho deciso di affrontare quel giovane avvocato e di farlo parlare con le buone o con le cattive (prende fiato con un profondo sospiro).
Martino (ironico) Pu fare la subacquea senza bombole d'ossigeno!
Elisa Per favore, Martino... Non dire sciocchezze.
Carmen Una pi, una meno... A proposito: dovrei informarmi anche sulla sua spensierata giovent.
Martino S'informi, s'informi... Cos verr a sapere che da giovane ho strozzato una signorina ficcanaso, pettegola e invadente! (Esce a sinistra, borbottando imprecazioni).
Elisa Scusalo. nervoso, perch lavora troppo.
Fiorenza (entra da destra con un libro in mano) Oh, non sapevo... (fa l'atto di tornare indietro).
Elisa Rimani. Ora noi due andiamo a fare un giretto. Tu e Lorella... Ripeto: tu e Lorella rimanete in casa. Chiaro?
Fiorenza S, zia.
Elisa E non fate entrare nessuno.
Carmen (indica il libro di Fiorenza) Cos' quel libro?
Fiorenza Un trattalo di entomologia. Uno studio sugli insetti che ho trovato per caso fra i libri dello zio.
Carmen (disgustata) E ti piace?
Fiorenza (confusa) S. Da poco, ma mi piace. molto interessante.
Elisa (indica il libro) Mio marito l'aveva comprato quando il salumificio era stato invaso da... Beh, meglio non parlarne. Andiamo.
Carmen (a Fiorenza) Buon pomeriggio.
Fiorenza Anche a lei, signorina. Ciao, zia.
Elisa Ciao (esce a sinistra con Carmen).
Fiorenza (apre il libro e fa qualche passo, leggendo sottovoce) Tarma o tignola. Farfalla di varie famiglie, le cui larve nutrendosi di sostanze organiche eterogenee possono essere molto dannose.
Lorella (che da qualche momento ha fatto capolino alla porta di destra, entra sorridendo) E tu metti naftalina o spruzza insetticida! (Squillo di campanello esterno).
Fiorenza (emozionata) Sar Serafino! (Esce a sinistra. Dall'esterno, delusa) Entra entra... l.
Raimondo (entra da sinistra, seguito da Fiorenza) Ciao, tesoro.
Lorella Ma perch sei tornato? Se ti vedesse di nuovo pap...
Raimondo Ebbene?... proprio a lui che voglio parlare. E vedrai che a forza di insistere dir s, e far approvare anche tua madre.
Lorella Sar molto difficile. Per non capisco perch da un'ora siano tutti un po' agitati.
Raimondo Presto o tardi lo capirai. Per adesso... ( interrotto dallo squillo del campanello esterno).
Fiorenza (emozionata, sussulta) Questa volta sar proprio lui! (Sospira, stringe il libro al petto ed esce a sinistra).
Lorella Io non voglio parlargli!
Raimondo Almeno conoscilo.
Lorella Ne faccio a meno. Ricevilo tu (esce a destra).
Raimondo Va Beh.
Fiorenza (dall'esterno a sinistra) Prego, signor Serafino. S'accomodi.
Serafino (entra, timoroso, seguito da Fiorenza. A Raimondo) Buon-buon... Buon-giorno.
Raimondo (gli tende la mano, cordialissimo) Benvenuto, signor... Signor?...
Serafino (stringe timidamente la mano di Raimondo) Serafino... Serafino Binelli. Raimondo gliela stringe energicamente).
Raimondo Quindi il figlio di?...
Serafino (prosegue tempestivamente) ...mia mamma.
Raimondo Certo. Ma anche dell'indimenticabile direttore delle Assicurazioni Paghiamo noi, che ho avuto il piacere di conoscere nello studio legale in cui lavoro.
Serafino E... qui?... Qui fa parte della famiglia?
Raimondo Quasi. Vero, Fiorenza?
Fiorenza Verissimo.
Serafino Allora sapr perch sono venuto in questa casa.
Raimondo Come no?... Per la signorina. (Ovviamente non accenna a Fiorenza, ma a lei si rivolge, dicendole) Ti spiacerebbe per favore, lasciarci soli cinque minuti?
Fiorenza No. Esco un momento in giardino (esce a sinistra).
Raimondo Vede, caro Serafino... Anzi, mi permette d darle del tu?
Serafino S, s.
Raimondo Il difficile, volevo dirti, non convincere la figlia, ma il padre. Il signor Valetti, infatti, un tipo un po' strambo, difficile, bisbetico. Per fargli una buona impressione, per cattivarsi subito la sua simpatia, occorre adottare un certo metodo.
Serafino (implora) Me lo insegna, lei?...
Raimondo Se mi dai del tu.
Serafino Non oso, ma... Me lo insegni, quel metodo!
Raimondo Semplicissimo. Appena vedrai il signor Valetti, gli vai incontro a braccia aperte, e col tuo pi bel sorriso gli dici: Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Serafino Non mica il mio paparino.
Raimondo S, ma diventer tuo suocero, e al suocero fa tan-to piacere sentirsi chiamare pap, o meglio ancora paparino, dal genero.
Serafino Per io mi chiamo Serafino, non Ciccino.
Raimondo Ciccino un vezzeggiativo, ovvero detto con intenzione amorevole, per dimostrare affetto. Suvvia, ripeti con me: Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Serafino Da tuo figlio... (tace)
Raimondo (suggerisce) ...paparino...
Serafino ...paparino, il saluto... (tace)
Raimondo (C.S.) ...di Ciccino.
Serafino ...di Ciccino.
Raimondo Vuoi che te lo scriva?
Serafino No no. Ho sempre imparato le poesie leggendole solo due o tre volte.
Raimondo Congratulazioni!
Serafino Ma dicendogli: Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino, il signor Valetti mi concede la mano di sua figlia.
Raimondo Senza dubbio. Per mi raccomando di dirgli esattamente queste parole.
Serafino (orgoglioso) Ormai sono qui (indica la propria fronte) non scappano pi.
Raimondo Bravissimo. (S'avvia verso sinistra) Ti mando subito la signorina. Ciao (esce a sinistra).
Serafino Ciao. (Fa qualche passo, sussurrando) Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Fiorenza (entra da sinistra, emozionata) Raimondo mi ha detto che lei vuole vedermi. Ha qualcosa da dirmi?
Serafino (dopo una certa esitazione) S. (Meccanicamente) Da tuo figlio, pap.... No! Voglio dirle che io... che lei... Mi piace tanto!
Fiorenza Anche lei... mi piace. Infatti, guardi... (fa vedere il libro) Mi sono messa a studiare entomologia.
Serafino Uh, che bello!... Vogliamo darci del tu?
Fiorenza (annuisce) Diamoci del tu.
Serafino Andiamo a fare una passeggiata... dandoci del tu?
Fiorenza (c.s.) Dove?
Serafino Non lo so, ma... (la prende per mano ed escono a sinistra, guardandosi negli occhi, comicamente sentimentali).
Martino (entra da destra, con Angelo) Meglio parlare qui che in ufficio.
Angelo (mogio, abbattuto, avvilito, pi impacciato e tremante del solito) Chi l'avrebbe mai pensato?
Martino (aggressivo e concitato) Chiunque. Meno... un idiota come te!
Angelo Io credevo... Credevo d'avere trovato la persona giusta, ovvero un legale giovane di idee moderne, a cui affidare il tuo incartamento e il delicato incarico di corrispondere il mensile a... quella persona, per... l'altra persona. Invece... (disperato) Quale guaio ho combinato!...
Martino Grande, immenso! Ora tanta gente, con mia moglie e la Carmen Russoni in testa, sta cercando il padre snaturato per smascherarlo e metterlo in berlina. Capisci?... Verr disonorato! Calpestato! E tutto per colpa del mio migliore amico (indica Angelo).
Angelo (si rimpicciolisce, guardando di sottecchi l'indice teso di Martino. Poi gradualmente si solleva, si irrigidisce, gonfia il petto. Solenne) No!... Per espiare il mio errore sosterr la prova del fuoco. S!... Far un gesto che mi nobiliter ai tuoi occhi. Addio! (Abbraccia Martino).
Martino (impressionato) Dove vai?
Angelo A cercare la morte.
Martino Sei impazzito?
Angelo La morte morale. Per salvarti ci vuole una vittima. Ebbene... (esaltato) Eccola qua! (Si batte sul petto ed esce a sinistra, scontrandosi sulla soglia della porta con)
Gastone (che entra, dicendo) Non ho suonato il campanello, perch...
Martino (prosegue tempestivamente) ...la porta aperta. Questa casa, d'altronde, un porto di mare.
Gastone Cos'ha il cavaliere?... M' sembrato stralunato.
Martino (ironico) Sar l'emozione d'essere stato nominato presidente della Lega.
Gastone Sei solo?
Martino (sarcastico) Chi vedi d'altri?
Gastone Nessuno. Per... (circospetto e concitato, afferra Martino per un braccio e lo trascina in un angolo) Sei sicuro che nelle vicinanze non vaga anima viva?
Martino (divertito) E un passo sfiorava l'arena... Facciamo l'opera?
Gastone Non scherzare, perch quanto ti dir ti meraviglie-r, ti sbalordir, ti... ti far rimanere di sasso!
Martino (incredulo) Uila!
Gastone Tua moglie?...
Martino in giro con la signorina Russoni alla ricerca del padre misterioso.
Gastone Ecco!... Come si dice in latino, lupus in... tavola!
Martino (ironico) Parla italiano, che meglio.
Gastone Voglio dire che sono qui proprio per parlarti di quella.., paternit che sta agitando tanta gente.
Martino (allarmato/ Sai qualcosa?
Gastone So multo di pi di tutti gli altri che si illudono di sapere.
Martino Per esempio?...
Gastone Io so con assoluta certezza chi ... il padre.
Martino (sussulta allibito, e balbetta) Co-co... Co-co-saaa?!?...
Gastone (ad alta voce) Io so chi il padre.
Martino Per carit, non urlare.
Gastone Credevo che tu non avessi sentito. Ebbene... (turbato e comicamente commosso) Quel padre miserabile, senza cuore, da tanti cercato e da nessuno trovato, ... ... (e tace).
Martino (ansioso e terrorizzato) Chi?...
Gastone (attimo di pausa, poi solleva la testa, si batte il petto e sussurra) ...io.
Martino (trattiene a stento lo scoppio di riso) Tu?!?... (Gastone annuisce) Ma va l!
Gastone (comicamente disperato) Potessi veramente andare l, ovvero sparire!... Purtroppo sono impegnato a... Ora ti racconto com' accaduto il fattaccio. (Guarda nel vuoto e sospira) Circa diciotto anni fa capitata nel nostro Teatro Comunale una compagnia di variet, in cui c'era anche una grande artista.
Martino (comprende subito a chi allude Gastone, e d'ora in poi completer il suo racconto, intervenendo con la dovuta ironia) Una cantante-ballerina.
Gastone S. (Incantato dal ricordo non s'accorger con quale esattezza Martino lo aiuta a raccontare) Dopo uno spetta-colo l'ho incontrata.
Martino Nel bar del teatro.
Gastone Proprio. Vederci, guardarci e innamorarci stato... (fa una lieve sospensione per cercare l'espressione)
Martino ...un colpo di fulmine.
Gastone Esatto. Abbiamo subito capito che eravamo una coppia ideale, come Paolo e Francesca, Tristano e Isotta...
Martino (sarcastico) ...Alfa e Romeo.
Gastone (ripete meccanicamente) Alfa e Rom... Ma che mi fai dire?... Lei, comunque, si chiamava Filomena Prendicani, ma in arte era...
Martino ...Mim Ponpn.
Gastone (annuisce) Mi pare di rivederla, mentre in palcoscenico cantava: Ho l'aria capricciosa e sono dispettosa. I-u!, e faceva... (fa ondeggiare comicamente il bacino)
Martino ...la mossa.
Gastone Fantastica!... Purtroppo una sera, dopo lo spettacolo, l'ho invitata a cena, e poi... (tace).
Martino Scommetto che t'ha chiamato Fuffi e che accaduto... l'irreparabile.
Gastone Hai indovinato. Pensa che non ebbi nemmeno il coraggio di accompagnarla alla stazione.
Martino (ironico) Hai fatto bene! Altrimenti incontravi... qualcun altro.
Gastone (serio) Non tutto. (Una pausa) Dopo circa un anno ricevetti una lettera con la quale Mim Ponpn mi annunciava che ero diventato padre di un bambino, e mi chiedeva una ragionevole cifra mensile a versare a un indirizzo romano, per il mantenimento dei figlio sino al raggiungimento della maggiore et.
Martino E nella busta, oltre la lettera, c'era per caso una fotografia?
Gastone (annuisce) ...di un bimbo di due o tre mesi disteso sopra un cuscino, con sopra scritto: ...
Martino ...Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Gastone (annuisce e rimane a bocca aperta, stupito) Ma... tu come fai a saperlo?
Martino Lo so!... Lo so, perch il padre di Ciccino... sono io!
Gastone Impossibile!
Martino Invece s, perch anch'io l'ho invitata a cena, anch'io sono stato chiamato Fuffi, e anch'io ho ricevuto la lettera e la fotografia.
Gastone (da una tasca interna della giacca estrae una fotografia formato cartolina e la fa vedere a Martino) Come questa?
Martino Perfettamente uguale! Ne avr fatto stampare un centinaio. Per... (osserva la fotografia. Ipocrita) Somiglia pi a te che a me.
Gastone (col tono di Martino) Io direi il contrario. (Intasca la fotografia) Comunque, naturalmente rivalutato secondo l'inflazione, io ho sempre fatto puntualmente il versamento.
Martino Anch'io, per paura che un giorno o l'altro quel figlio mi capitasse qui, in casa.
Gastone Io, per anni, tutte le volte che ho ricevuto un pacco postale, l'ho aperto tremando, per paura di trovarci dentro il bambino. (Sospira) Mah!... Chiss dove vivr e che far. Magari sar diventato un artista come la madre. Baller e canter pure lui.
Martino (sarcastico) Ho l'aria capricciosa e sono dispettosa. I-u!, con la mossa?... Macch! Forse, poco assistito dalla madre sempre in giro, un delinquente.
Gastone (impressionato, implora) Nooo... Mio figlio un delinquente, nooo.
Martino (divertito, maligno) Mi pare di vederlo l (indica un punto che Gastone s'incanta a guardare con crescente emozione), nella gabbia della Corte d'Assise, mentre il Pubblico Ministero dice: L'accusa riconosce che il vero colpevole non colui che ora trema nella gabbia, ma il padre, ossia l'infame scellerato, nefando (indica Gastone) Gastone Giordani!.
Gastone (sussulta, poi indica Martino e col suo medesimo tono accusa) ...e complice!
Martino Ora vai, senn ci sorprende mia moglie, vuole sapere di che cosa parliamo, e ... Vai, vai!
Gastone (s'avvia verso sinistra, poi si rivolge a Martino, avvilito e abbattuto) Hai capito, Martino?... Abbiamo un figlio... in societ. (Sospira) Che guaio, che guaio... (ed esce a sinistra, mentre si sente lo squillo del campanello esterno).
Martino (rivolto verso sinistra) Apri tu!
Gastone (dall'esterno) S s... Il signore che vedr Martino Valetti in persona.
Serafino (dall'esterno) Grazie. (Entra da sinistra e si ferma sulla soglia della porta, imbarazzato).
Martino Beh?... Cosa desidera?
Serafino (dopo un momento di indecisione, va incontro a Martino con le braccia aperte, dicendo) Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Martino (sussulta, atterrito. Con due manate gli fa abbassare le braccia) Gi le ali, e stai zitto!
Serafino (infantile) Mi permetta di dirle pap.
Martino (agitato, concitato) Per carit, parla sottovoce.
Serafino (sottovoce) Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino.
Martino Ho capito. (Pi che guardarlo, lo scruta, lo esamina) Ora dimmi... Chi ti ha mandato?
Serafino La mamma. (Impressionato) Ma perch mi guarda cos? Le sono forse antipatico?
Martino Tutt'altro. Per cerco qualche somiglianza con... A proposito: tua madre fa sempre... (fa la mossa) ...I-u!. (Serafino lo guarda stupito) Insomma, le molleggiano ancora le balestre? Cio! Le gambe?
Serafino Oh s, molto agile. E mi ha detto di fare tanti saluti a sua moglie.
Martino (allarmato) Te lo proibisco!
Serafino Non s'arrabbi, perch... Da tuo figlio, paparino, il saluto di....
Martino (tempestivamente, con una mano gli tappa la bocca) Lo so! Piuttosto, dimmi... Perch tua madre ti ha mandato da me?
Serafino Perch lei, come padre, desse il consenso alle mie nozze.
Martino (alza la spalle) Per me... (improvvisamente sospettoso) Vorresti, per caso, del denaro?... La mamma si trova in difficolt?
Serafino Al contrario. Ieri mi diceva che di quanto riceve ogni mese ne ha d'avanzo.
Martino Toh!... Questa una soddisfazione. (Guarda Serafino con spontanea dolcezza. Affettuoso, sincero, gli accarezza una guancia) Povero ragazzo... Potrei anche volerti bene, ma il destino... (e tace).
Serafino Brutto destino, sospira sovente la mamma. Comunque, se adesso lei mi d il suo consenso...
Martino (interrompe) Di pi! (Estrae di tasca il portafogli, e da questo alcune banconote di grosso taglio) Ecco!... Questo ti servir per il viaggio di nozze (porge il denaro).
Serafino (lo respinge) No, signor Valetti.
Martino Ti ordino di prenderlo!
Serafino (confuso, prende il denaro e lo tiene in mano) Da tuo figlio, paparino, il sal....
Martino (tempestivamente, con una mano gli tappa la bocca) Ferma il disco! (Impreca) Che giornata, questa!
Gastone (entra da sinistra) Scusa, Martino, ma approfitto della porta aperta per dirti che... (nota Serafino e s'interrompe. Sottovoce, a Martino, indicando il giovane) Chi ? Martino (maligno) ... lui, il tuo... mezzo.
Gastone (emozionato) Possibile?... (Martino annuisce. Gastone abbraccia energicamente Serafino) Oh, caro!... Fatti vedere. (Arretra di un paio di passi).
Serafino (a Martino) Chi questo (indica Gastone) signore?
Martino (ironico) Un... lontano parente di tua madre.
Serafino Lieto di conoscerla, signore.
Gastone Oh, caro!... Dammi del tu. (indica Gastone) Martino. Naso, occhi, bocca... (gonfia il petto orgoglioso) ...tutto suo padre!
Serafino Lo dice anche la mamma.
Gastone (trionfante, a Martino) Senti?... Lo dice pure lei. (A Serafino) Per a tua madre non somigli affatto.
Serafino La conosce?
Gastone (ammicca a Martino) S... Ma... Superficialmente. (Vede le banconote in mano a Serafino) C'osa sono quei?... (si rivolge a Martino, indicando il denaro) Tu?... (Martino annuisce) Allora anch'io! (Estrae di tasca il portafogli e da questo alcune banconote di grosso taglio che spinge con forza nella mano di Serafino) Per le caramelle!
Serafino No no. Comprer tanti libri per i miei studi di entomologia.
Gastone (non capisce e si rivolge a Martino) Cosa studia?
Martino (che non sa) Quella roba l... La nevralgia.
Gastone (a Serafino) Ho capito: vuoi fare il dentista.
Serafino (sorride e scrolla la testa) En-to-mo-lo-gia... Studio gli insetti.
Martino (spaccone) Io l'avevo capito! Ed pi comodo studiare gli insetti che... gli elefanti! (Ride, non imitato dagli altri, ma diventa subito serio, perch si sente)
Elisa (che dall'esterno a sinistra dice) Mi raccomando, Carmen: fatti rivedere presto, perch la situazione grave.
Martino (sussulta) Mia moglie! Andiamole incontro. (A Serafino) E tu, sparisci da quella parte! (Indica a destra) Ti troverai nel cortile del salumificio, e poi... via!... Ciao, figliolo! (Lo bacia sulla fronte, subito imitato da)
Gastone Ciao figliolo anch'io! (Martino e Gastone, molto agitati, per baciare Serafino se lo contendono a strattoni e finiscono col baciarsi comicamente anche fra loro, sino a quando dopo aver dato una spinta verso destra a Serafino escono infuriati a sinistra).
Serafino (smarrito, guarda il denaro che tiene in mano e lo intasca, sospirando) Mah!... Saranno un po' pazzi. (S'avvia verso destra, ma subito s ferma, perch sente)
Fiorenza (che entra da sinistra) Sei gi tornato?
Serafino S. Ho parlato sinora con il signor Valetti. Mi pare d'avere capito che non si oppone al matrimonio. Tant' vero che mi ha persino dato del denaro per il viaggio di nozze.
Fiorenza Chi ti ha dato del denaro?
Serafino Il signor Valetti, tuo pap.
Fiorenza Ma il signor Valetti non mio padre. mio zio. Io sono qui, ospite degli zii, poich mia madre sorella del signor Valetti. Mio pap arriver da un momento all'altro.
Serafino Oh, povero me!... La mamma crede che io mi sia presentato alla signorina Valetti, e invece...
Fiorenza (affettuosa) Ti spiace?
Serafino (sincero) No no. Sono contento d'avere incontrato te.
Fiorenza Anch'io sono contenta di avere incontrato te.
Serafino E allora?
Fiorenza Andiamo di l (indica a destra) e vediamo insieme che cosa si pu fare (prende per mano Serafino).
Serafino S... gioia.
Fiorenza S... tesoro (ed esce a destra con Serafino).
Elisa (entra da sinistra, agitata ed emozionata, seguita da Martino e Gastone) Devo informarvi di un fatto terribile. (Solenne) Dieci minuti fa, nella sede della Lega, in presenza di diversi soci e nel silenzio generale, abbiamo saputo chi il padre (Martino e Gastone sussultano).
Martino Ah s?...
Gastone Davvero?
Elisa Eccome!
Martino Chi... ?
Elisa Indovinatelo!
Martino Non saprei... (rde a denti stretti) Non sar mica io?
Gastone Nemmeno io, vero?
Elisa stato un momento tragico. Lui si presentato triste, a testa bassa, e con un nodo di pianto in gola ha balbettato: Quel pa-pa... pa-padre che cercate... so-so... so-sono io. Un brivido ha fatto tremare tutti.
Martino e Gastone (insieme, ansiosi) Chi ?...
Angelo (appare alla porta di sinistra, e come se belasse dice) Meeeeee... (poi fa alcuni passi, barcollante, biascicando) Me misero.
Martino e Gastone (scoppiano dalle risa).
Elisa Vi proibisco di ridere!
Serafino (dall'esterno a destra) S, cara. (Entra e si rivolge a Martino) Mi scusi, signor Valetti... Prima mi sono sbaglialo. Il padre non lei. (Indica Angelo) Il signore appena arrivato?
Martino S.
Serafino Me l'ha detto, Fiorenza, che sarebbe arrivato da un momento all'altro. Dunque... (va verso Angelo a braccia aperte) Da tuo figlio, paparino, il saluto di Ciccino. (Abbraccia lo sconcertato Angelo).
Martino (esclama) E tre! (E ride con Gastone, mentre Elisa rimbrotta entrambi e il sipario si chiude).
ATTO TERZO
Un quarto d'ora dopo gli avvenimenti del secondo atto. In scena, seduti, ci sono Martino, Gastone e Angelo.
Gastone (ad Angelo) inutile che tu faccia il modesto. Un quarto d'ora fa hai compiuto un atto veramente nobile.
Martino ...ed eroico! Ti ringrazio con tutto il cuore.
Gastone Anch'io.
Angelo (abbattuto, prostrato) Non il caso. Ho solamente tentato di rimediare a un mio grave errore. (Rivolto a Martino)
Cos quel giovane avvocato non potr pi minacciarti di rivelare il tuo segreto. Certo che... (inorridito si copre gli occhi con le mani ed emette un lamento) Oooh... Quando ho confessato che... Oooh... Dovevate vedere la faccia che hanno fatto le socie della Lega. (A Martino) Tua moglie diventata pallida come la morte, e la signorina Russoni diventata rossa come un pomodoro. (Disperato) Mi costringeranno a dare le dimissioni da presidente.
Gastone E che te ne importa?... Ovviamente avresti fatto meglio ad aggiungere che tuo figlio era morto.
Angelo In quel momento ero io pi morto che vivo! Comunque, se ho capito bene, mio figlio sarebbe quel giovanotto che mi venuto incontro a braccia aperte?
Martino (annuisce) ...dicendoti: Da tuo figlio, paparino...
Gastone (prosegue tempestivamente) ...il saluto di Ciccino.
Angelo E perch vi siete affrettati a scaraventarlo fuori?
Martino (imbarazzato) Beh, perch... Perch era presente mia moglie, e... (ipocrita) Non volevamo aggravare il tuo disagio.
Angelo Grazie, amici. Per, ormai, quel... Ciccino diventato mio figlio?
Martino (ipocrita) Senza dubbio. Quindi, d'ora in poi, dovrai pensare a lui, e... e a Mimi Ponpn.
Angelo (allarmato) Chi Mimi Ponpn?
Martino Te l'avevo detto: sua madre.
Angelo (sconvolto) No, eh... Non mi assumo anche questo impegno.
Martino e Gastone (insieme, si divertono a insistere) Suvvia, Angelo! Non puoi rifiutarti! Vai sino in fondo! Onora l'amicizia!
Elisa (entra da destra in tempo per sentire ci che dicono Martino e Gastone. Sincera) Non rimproveratelo. Il cavaliere ha tutta la mia stima, giacch la sua sublime confessione l'ha purgato di ogni colpa.
Martino (sarcastico) Come la magnesia San Pellegrino.
Elisa E tutti lo vedremo compiere il suo dovere.
Angelo (allarmato) Qua-qua... Qual-quale dovere?
Elisa Quello di accogliere affettuosamente suo figlio.
Angelo Impossibile! Perch mio figlio... (Guarda ansiosamente Gastone, il quale gli fa dei cenni, per suggerirgli: morto) ... morto! S! Mio figlio morto.
Elisa Quando?
Angelo (fuori di s) Prima che nascesse sua madre!
Elisa Ma che dice?
Angelo Niente. Cio! Intendevo dire che morto prima della madre.
Elisa E la madre, adesso, dov'?
Angelo (guarda ansiosamente Martino, il quale gli fa dei cenni, per suggerirgli: Lontano lontano) Lontaaano lon-taaano...
Martino Forse nel Paraguay.
Angelo Gi!... Lei nel Paraguay. E io... nei guai.
Elisa Molto commovente quel giovane che le venuto incontro a braccia aperte, chiamandola paparino.
Angelo Mai visto, n conosciuto.
Elisa Allora chi ?
Martino Un matto! Un matto con una fissazione. Siccome ha solamente la madre, egli cerca disperatamente il padre. Infatti chiama paparino tutti gli uomini che potrebbero avere l'et del suo. Cos ha fatto con me.
Gastone Con me!
Angelo E con me!
Elisa Poverino!... Ma chiss perch si trovava in casa nostra?
Martino Per caso! matto, ripeto, e forse va pazzo per la mortadella. Perci passato nelle vicinanze, ha sentilo il profumo della Supermortadella, e... (viene interrotto dallo squillo del campanello esterno).
Elisa Con permesso (esce a sinistra).
Gastone (sottovoce, a Martino) Ho l'impressione che ce la stiamo cavando magnificamente.
Martino Merito mio!
Elisa (appare alla porta di sinistra con aria sorpresa, sconcertata, e balbetta) C'-c'... C'-c'...
Martino (allarmato) Chi c'?
Elisa Una signorina che dice di essere la signorina Carmen Russoni.
Martino Ma , o non , la signorina Russoni?
Elisa Ȼ... Ȼ... Per... (rivolta verso l'esterno) Prego, s'accomodi. (Si pone in disparte. Un attimo di suspence, poi alla porta di sinistra appare)
Carmen (elegantissima, col viso abbellito da un perfetto e moderno maquillage, ma con il solito foulard nero che le nasconde i capelli. Entra, e dopo un paio di passi si ferma a guardarsi intorno con un 'aria provocante. In realt sia l'abbigliamento, sia il trucco del viso e l'espressione la rendono attraente).
Gastone (ammirato) Fantastica...
Martino (sarcastico) S' fatta rifare la carrozzeria?
Elisa (sincera) Sei veramente bella, sorprendente. Volevi parlarmi?
Carmen (disinvolta) No, Elisa. Desidero solamente sapere se il cavaliere-presidente (indica Angelo) s' ripreso dopo la tremenda confessione.
Elisa Come no?... calmissimo.
Carmen Per la verit io temevo... (e tace).
Martino Cosa?
Carmen Che facesse qualche gesto... inconsulto. E allora vorrei... Vorrei accompagnarlo a casa.
Angelo (smarrito) A-a... A-accompagnarmi?!?...
Carmen (gli si avvicina, affettuosa) S, cavaliere... Lei stressato... (Lo prende sottobraccio e lo stringe a s) Ma si affidi a me... (Maliziosa, agli altri) Veramente non dovrei fidarmi del cavaliere.
Martino (ride) Di che ha paura? Angelo l'uomo pi tranquillo del mondo.
Carmen (sempre maliziosa) Non si sa mai. Il proverbio dice: Le acque stagnanti hanno il fondo turbolento. E il cavaliere... (col gesto di rimprovero delle mamme ai bambini) Cattivello.
Gastone (ironico, ad Angelo) Complimenti... turbolento.
Angelo (infantile, confuso) Io non ho mai avuto turbolenze.
Carmen Quanto ha rivelato del suo passato giovanile fa pensare il contrario. Comunque, coraggio! (Agli altri) Con permesso. (Ancora sottobraccio, trascina fuori a sinistra Angelo, il quale si volta indietro come per chiedere l'aiuto degli altri).
Gastone Per:... Angelo, appena s' proclamalo farabutto, ha fatto una conquista.
Elisa (a Martino, indicando Gastone) Lo senti il tuo amico?... invidioso! (Ride ed esce a destra, dicendo) Vado in cucina.
Gastone Invece... Vuoi crederlo?... Angelo mi fa pena.
Martino (ironico) Allora dichiara che il padre sei tu.
Gastone Eh no!... Ciao. (S'avvia a sinistra per uscire, e sulla porta s'incontra con)
Lorella (che entra, imbronciata. Borbotta un saluto. Poi) Lascia pure la porta aperta per Fiorenza.
Gastone S (esce a sinistra).
Martino (per fermare Lorella che s'avvia a destra) Lorella !
Lorella (freddamente) S, pap.
Martino Vieni qui. (Lorella gli si avvicina) Vuoi veramente molto bene a quel... quell'avvocatino?... Come si chiama?
Lorella Raimondo. Raimondo Corradi. S, gli voglio tanto bene.
Martino (sospira) Siccome non posso vederti col muso lungo... (esita un attimo. Poi) Approvo.
Lorella (emozionata) Che cosa?
Martino Non fare la sciocca. Approvo che tu... Insomma, mi hai capito.
Lorella (felice, abbraccia Martino) Oh, pap!... Ti voglio bene.
Martino (contento, ma ironico) Anche a me?
Lorella (sorride e annuisce. Poi diventa seria) Ma... e mamma?
Martino Le far dire di s. (Sarcastico) Sar forse la prima volta che ci riesco dopo il s all'altare. Tuttavia... Stai tranquilla. (La bacia sulla fronte ed esce a destra, dicendo) Vado a prendere un caff.
Fiorenza (entra da sinistra, imbronciata. Fa l'atto di tornare indietro) Forse non ho chiuso la porta.
Lorella (emozionata) Lascia perdere!... (abbraccia Fiorenza) Sono tanto felice!
Fiorenza (triste, abbattuta, sciogliendosi dall'abbraccio) Io, invece, sono tanto... infelice.
Lorella (sincera, affettuosa) Mi spiace, Fiorenza. Posso fare qualcosa per te?
Fiorenza Beh... Ho simpatizzato... molto... con quel giovane, Serafino, che tua madre immaginava destinato a te.
Lorella Bravissima!
Fiorenza S, ma tuo padre e il signor Gastone... Ho visto dalla finestra... l'hanno addirittura scaraventato fuori di casa. finito seduto per terra, e quando s' rimesso in piedi a fatica, s' allontanato barcollando.
Serafino (fa capolino alla porta d sinistra, in tempo per sentire l'ultima frase di Fiorenza) ...e barcollo ancora.
Lorella (va a prenderlo per mano) Venga avanti, la prego. Fiorenza m'ha raccontato come stato trattato. Le chiedo scusa io.
Serafino Non mica necessario. (A Fiorenza) Per non sono riuscito a parlare con tuo pap.
Fiorenza Lo credo, perch non ancora arrivato.
Serafino (sconcertato) Non capisco pi niente!... Qui c'era un signore che ho scambiato per tuo padre. Altri due si sono messi a ridere, una donna urlava, e... E i due che ridevano mi hanno afferrato, sollevato e lanciato fuori, nel giardino.
Fiorenza Ti sei fatto male?
Serafino (evasivo) Un po'.
Lorella Dove?
Serafino (imbarazzato) Non... Non posso dirlo.
Fiorenza Siediti (spinge Serafino sulle spalle e lo costringe a sedere).
Serafino Ahi! (Si sposta sullo spigolo della sedia, giacch evidente che ha il fondo della schiena dolorante).
Elisa (entra da destra. Serafino si alza in piedi. Elisa si sorprende di rivederlo) Oh!... Lei di nuovo qui? (Alle ragazze) Per favore, vorrei parlare a quatt'occhi con questo giovanotto.
Lorella e Fiorenza (si guardano, poi annuiscono rassegnate ed escono a destra).
Elisa Abbia pazienza, e mi dica... Lei, che a quanto pare porta lo scompiglio... Lei, chi ?
Serafino Serafino Binelli.
Elisa (piacevolmente sorpresa) Il figlio della mia cara amica Veronica?
Serafino S, signora.
Elisa (lo abbraccia) Felicissima di conoscerlo. (Spinge Serafino sulle spalle e lo costringe a sedere) S'accomodi.
Serafino Ahi! (Si sposta sullo spigolo della sedia come prima).
Elisa Non si sente bene?
Serafino Sto benone, sto. Ho solamente un po' male (si massaggia il fondo schiena) ai denti.
Elisa E la mamma, dov'?
Serafino andata a fare una commissione, ma sar qui presto.
Martino (entra da destra) Elisa, vorrei sapere... (tace, perch nota Serafino, il quale si alza in piedi e arretra preoccupato. Dopo un momento di indecisione, Martino fa l'atto di uscire a sinistra) Ciao!
Elisa Martino!
Martino (si ferma e s volta, rassegnato, borbottando) Patatrac!
Elisa (indica Serafino) Indovina chi ?
Martino (allarmato) Ah, perch tu lo conosci?
Elisa Eccome!... E da tanti anni conosco anche sua madre.
Martino (allibito) Nooo...
Elisa S. Tant' che entrambi rimarranno nostri graditi ospiti. A proposito: sar bene che avverta subito Lucia. (Sorridente, a Serafino) la donna che mi aiuta in cucina. Con permesso (esce a destra).
Martino (fissa Serafino, il quale si sente a disagio e arretra) Ora ho capito che razza di giornata questa!... Per colpa tua il giorno della tremarella. Ma io... (s'avvicina minaccioso a Serafino) Ti sbatto fuori, e per sempre! (Si lancia verso)
Serafino (il quale, spaventatissimo, riesce appena ad articolare) A-a...iu-to. (E con un balzo esce a sinistra, inseguito da Martino)
Elisa (dall'esterno a destra) Bene, Veronica!... Hai fatto bene a passare dal salumificio. Entra e vedrai tuo figlio con mio marito.
Veronica (entra da destra, seguita da Elisa) Qui non c' nessuno.
Elisa Martino l'avr accompagnato in giardino.
Veronica Chiss se tuo marito mi riconoscer? Capirai che sono trascorsi circa vent'anni dall'unica volta che ci siamo visti.
Elisa Se non mi sbaglio, stato nell'occasione del matrimonio di mia sorella.
Veronica Proprio! E quel pomeriggio, io e tuo marito abbiamo danzato sovente insieme. (Divertita dal ricordo) Valzer, mazurca, tango... E nella polca... I-u! (sorridono). ancora un bravo ballerino?
fusa Per la verit, da quando si dedicato allo sviluppo dell'azienda, non ha mai pi avuto n il tempo, n la voglia di danzare.
Martino (entra da sinistra, borbottando) Liquidato definitivamente!
Elisa (sicura di fargli una bella improvvisata) Martino, guarda un po' (indica Veronica, la quale sorride) chi c'.
Martino (guarda Veronica. Cortese ma indifferente) Non mi pare di...
Elisa (interrompe) Guardala bene!
Martino S, la guardo, la vedo. Per... (scrolla il capo).
Veronica (con una sfumatura di civetteria) Eppure ci siamo conosciuti. Eccome ci siamo conosciuti.
Elisa Cerca di ricordare!
Martino Chiedo scusa, ma purtroppo... (scrolla di nuovo il capo).
Elisa Non ricordi (indica Veronica) come ballava?
Veronica Una ventina di anni fa... I-u!
Martino (trasale e balbetta) I...u?...
Veronica (annuisce) Sono io la sua ballerina di quei tempi. E la ringrazio d'avere accolto gentilmente mio figlio.
Martino (ebete) Suo figlio?... (Veronica annuisce) Quale figlio?
Elisa Il giovanotto che era qui un momento fa.
Martino (balbetta, indicando Veronica) E lei-lei... sa-sarebbe?...
Veronica (orgogliosa) Sua madre.
Martino (biascica) Mim Ponpn.
Elisa Beh... Per adempiere i miei doveri di padrona di casa, vi lascio un momento. (Scherzosamente, a Veronica) Ma mi raccomando, eh?... Tu dimentica d'essere stata la sua ballerina. (Sorride ed esce a destra).
Martino (agitato, va alla porta di destra per assicurarsi che Elisa si sia allontanata. Poi affronta Veronica, minaccioso) Ehi!... Evidentemente lei sa che sono sposato, e che quella donna (indica a destra) mia moglie.
Veronica (lievemente sorpresa) Certo che lo so.
Martino Allora venuta qui con uno scopo preciso.
Veronica S. Per l'avvenire di mio figlio. Anzi, dei nostri figli.
Martino (sbotta) Macch nostri figli, se salta sempre fuori un nuovo padre!... Lo sa che, di suo figlio, ci sono gi tre padri?
Veronica (disorientata) Non-non... non capisco.
Martino comodo non capire! Ma la pensione che incassa ogni mese la capisce, vero?
Veronica un mio diritto!
Martino So io qual il suo diritto... Il ricatto!
Veronica Oh, povera me!... Mi sento mancare (barcolla e s'appoggia a un mobile).
Martino Non attacca, cara mia!... Piuttosto dovrebbe fare (fa la mossa) I-u!
Gastone (entra da sinistra) Scusa, ma...
Martino (interrompe) Arrivi a proposito! (Indica Veronica)
La vedi? Gastone S.
Martino Sai chi ?
Gastone No.
Martino la madre di tuo... mezzo.
Gastone (piacevolmente sorpreso) Noooo...
Martino Senza dubbio!
Gastone (c.s.) Che sorpresa!... Lei... Proprio lei... Mi permetta di abbracciarla. (Veronica, spaventata, arretra) Non mi riconosce?... Anzi, non mi riconosci?
Veronica (balbetta) Lei fu-fu...
Gastone (interviene, trionfante) Fuffi! Certo, sono io! (Le si avvicina per abbracciarla)
Veronica (urla) Fu-furioso!... Matto furioso! (Ed esce in fretta a sinistra).
Gastone (deluso e addolorato) Non mi ha riconosciuto. fuggita.
Martino Meno male! E speriamo che non torni mai pi.
Gastone Per... Quanto cambiata!... Non avrei mai immaginato che, bella com'era, sarebbe diventala cos.
Martino Eppure... Pensa che mia moglie conosce tanto lei, quanto... nostro figlio.
Elisa (entra da destra) Dov' andata la mia amica?
Martino (accenna a sinistra) A prendere un po' d'aria.
Elisa Gastone, ti fermerai a cena con noi.
Gastone (evasivo, mogio) Non ho appetito, io.
Elisa Rimarrai lo stesso, perch dopo cena vorrei annunciare il fidanzamento della nostra Lorella con il figlio della (rivolta a Martino) tua ballerina di vent'anni fa.
Martino (sussulta) Impossibile!
Elisa Perch?
Martino (indeciso) Perch perch... (deciso) Perch Lorella innamorata dell'avvocato Corradi.
Elisa Quel poco di buono!.. Non assolutamente il caso di...
Martino (interrompe) inutile che tu insista!... Non dar mai il mio consenso di padre.
Gastone Neanch'io!
Elisa Neanche tu, cosa?
Gastone Dar il consenso di... amico.
Elisa Suvvia, ragioniamo.
Martino No!... Basta! Gastone, andiamo! (Esce impettito a destra, seguito da Gastone)
Veronica (fa capolino alla porta di sinistra. Sottovoce) Elisa.
Elisa Vieni.
Veronica (entra, cauta) Solo perch non ci sono... altri. Comunque t'informo che la nostra amicizia finisce oggi.
Elisa (sorpresa) Che dici?
Veronica Che me ne vado da casa tua indignata e disgustata.
Elisa Perch?
Veronica Per cominciare, tuo marito ha maltrattato mio figlio, che ora mi aspetta fuori perch teme che da qui non uscirebbe pi vivo.
Elisa Incredibile!
Veronica Poi, appena ci hai lasciati soli, tuo marito mi ha insultata, accusandomi addirittura di ricatto. Quindi arrivato un suo amico, il quale ha tentato ripetutamente di abbracciarmi.
Lorella (entra da destra con Fiorenza) Mamma, ho detto a Lucia che prepari un rag abbondante.
Elisa Bene. E sei arrivata a proposito. (A Veronica, indicando Lorella) Questa Lorella, mia figlia; e questa (indica Fiorenza)
mia nipote Fiorenza, figlia della sorella di mio marito. (Alle ragazze, indicando Veronica) Ecco la mia amica d'infanzia Veronica Binelli, di cui vi ho sempre tanto parlato.
Lorella e Fiorenza (borbottano) Molto piacere, signora. Piacere di conoscerla.
Veronica (a Lorella) Lascia che ti abbracci e che ti baci. (Esegue) D'altronde penso che, presto o tardi, diventeremo... parenti. Vero, Elisa?
Elisa Spero di s. E ora vado a cercare mio marito e Gastone, affinch spieghino il loro comportamento e ti chiedano scusa (esce a destra).
Lorella (dopo un momento di esitazione e un cenno d'intesa con Fiorenza, si rivolge decisamente a Veronica) Signora, bene evitare ogni equivoco.
Veronica Dimmi pure, cara.
Lorella Suo figlio, io, non l'ho mai voluto vedere.
Veronica Perch?
Lorella Perch sono gi fidanzata. Suo figlio, invece, ha immediatamente simpatizzato con mia cugina (indica Fiorenza, la quale annuisce), credendo che lei (indica Fiorenza) fossi io.
Veronica (confusa, ripete meccanicamente) Lei (indica Fiorenza) che sei tu, ma tu non sei lei... E io, chi sono?
Lorella (divertita) La signora Veronica Binelli, mamma di Serafino, al quale piace Fiorenza.
Veronica (sospira) Temo d'essere finita in un manicomio.
Gastone (entra da destra, vede Veronica, le sorride e fa la mossa) I-u!
Veronica (terrorizzata) Di nuovo il inatto!
Gastone S, Mim Ponpn! Il matto... di te! (fa l'atto di avvicinarsi a)
Veronica (ma questa fugge a sinistra, urlando) Serafino, aiutami!
Lorella Ma zio Gastone, che fai?... Spaventi le signore?
Gastone (evasivo) Figurati se io... No no. Probabilmente somiglio a qualcuno che l'ha spaventata, e allora...
Elisa (entra da destra. A Gastone) Dov' Martino?
Gastone Due minuti fa l'ho lasciato in ufficio.
Angelo (fa capolino alla porta d sinistra) permesso?...
Gastone (ironico) Come no, cavaliere!... Pi gente entra, e pi bestie si vedono!
Angelo (s rivolge all'esterno) Venga, signorina. (E si fa da parte per cedere il passo a)
Carmen (la quale entra, con aria provocante, e magari pi elegante di prima. Molleggiando con stile sulle gambe arriva in centro e si guarda intorno, superba. Ha sempre il foulard nero che le nasconde i capelli) Bi bi...
Angelo (nel frattempo mormora a Gastone, indicando Carmen, rassegnato) Non riesco pi a levarmela d'intorno.
Gastone (forte) Certo che se non continuasse a tenersi in testa quell'orribile foulard...
Carmen (sorride, maliziosa) Diventerei... una bomba! (Si toglie il foulard e scuote una stupenda testa di capelli biondi ossigenati).
Gastone (incantato per lo stupore, intontito, guarda Carmen, e indicandola balbetta) Co-co... Co-come la sorpresa in un uovo di cioccolato.
Carmen Per una sorpresa che ho riservato al cavaliere. (Si stringe sottobraccio ad Angelo, che subisce, e lo trascina in disparte, dove gli parler continuamente e affettuosamente sottovoce, a soggetto).
Elisa E Veronica?
Lorella scappata.
Elisa Scappata?!?...
Fiorenza (annuisce) ...per colpa di... (indica Gastone).
Gastone Non vero!
Martino (entra da destra) Vorrei sapere...
Elisa (lo interrompe, aggressiva) Anch'io!... Anch'io vorrei sapere perch tu hai offeso, e Gastone ha fatto fuggire, la mia pi cara amica.
Martino (sarcastico) La tua pi cara amica... Si vede che non la conosci bene.
Elisa La conosco meglio di tutti!
Gastone (malizioso) un po' difficile.
Raimondo (entra da sinistra) Scusino, ma... lei, signor Valetti, che ha telefonato in ufficio per invitarmi a...
Martino (interrompe) S! (Agli altri) Vi presento il fidanzato di mia figlia!
Lorella Grazie, pap! (Bacia Martino sopra una guancia e poi si stringe sottobraccio a Raimondo).
Elisa Cose da pazzi!
Martino Al contrario, cose da persone ragionevoli. Di, Elisa!...
Raimondo (s'allontana da Lorella e s'avvicina a Elisa, sorridente a braccia aperte) Sarebbe il suo primo e pi bel regalo.
Elisa (dopo un momento di esitazione, sorride e abbraccia Raimondo) Sta bene. Glielo faccio.
Fiorenza (implora) E il mio Serafino?
Raimondo Te lo porto io! Con permesso (esce in fretta a sinistra).
tutti (esclusi Angelo e Carmen, guardano verso sinistra, ansiosi per motivi diversi).
Raimondo (entra da sinistra e indica verso l'esterno, con l'aria del prestigiatore) Il gioco fatto!
Veronica e Serafino (entrano da sinistra, timorosi).
Raimondo Ho il piacere di presentare a tutti la signora Veronica Binelli, vedova del direttore di una importante Societ d'Assicurazioni, e suo figlio Serafino, quasi fidanzato di Fiorenza.
Gastone (deluso, mogio) Allora non ... (fa la mossa) ...I-u?
Elisa Gastone!... Non fare lo stupido come al solito!
Fiorenza (emozionata) Allora... (si lancia ad abbracciare Serafino)
Oh, mio caro! (e mentre)
Elisa, Veronica e Lorella (fanno gruppo intorno a Fiorenza e Serafino, e fra loro parlano allegramente sottovoce a soggetto).
Martino (prende per un braccio Raimondo e lo trascina davanti, in centro, accanto a Gastone. Concitato, indicandogli Veronica) Ma quella non Mim Ponpn.
Raimondo (sottovoce) No. Ho compiuto un'attenta indagine. Mim Ponpn da quindici anni in Brasile.
Martino E... il figlio?
Raimondo Non ha mai avuto figli. Comunque un suo com-plice... Forse un parente... riceveva mensilmente a Roma, e le trasferiva in Brasile, il denaro che la ballerina Mim Ponpn era riuscita a spillare a quarantatr cretini.
Martino Compreso me?
Raimondo No. Lei era il quarantaquattro.
Gastone (deluso, ansioso) E io?...
Martino (ironico) Quarantacinque! (Forte, rivolto a Veronica) Lei, signora, perdoni l'equivoco. Io e il mio amico (indica Gastone) l'avevamo scambiata per... per...
Gastone (lo aiuta) Per una famosa attrice.
Martino (ironico) S, dei cartoni animati! Per... (di colpo si d un ceffone sul collo, e quindi si gratta la schiena).
Gastone (si agita e gratta un braccio, una gamba, il petto) Accidenti!...
Gli altri (escluso Serafino che guarda e sorride, si agitano a darsi ceffoni sul collo e a grattarsi la testa, i fianchi, le braccia e le gambe).
Serafino (preoccupato, estrae di tasca una scatoletta di metallo che apre con cautela. Spaventato) Allarme!... Son fuggite migliaia di pulci! Sono spariti migliaia di pidocchi! Erano in questa scatola e servivano per i miei studi.
Martino (grattandosi come tutti gli altri, escluso Serafino) S, ma perch non mordono anche te?
Serafino (con estrema semplicit infantile) Perch me... mi conoscono!
Gli altri (ridono e continuano a grattarsi, mentre il sipario si chiude).
FINE DELLA FARSA
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