Il gobbo di NotreNaple

SAVERIO Ah, oijoco oj

- Autore: MAURO PALUMBO

- Genere: COMMEDIA MUSICALE

- Personaggi 8: 5 (uomini) e 3 (Donne)

- Comparse 8: 3 (guardie) e 5 (lazzari)

- Durata: un'ora e trentacinque minuti

Note:

Il Gobbo di NotreNaple una favola in musica che si spinge oltre i luoghi comuni, gli scenari familiari ed i volti noti, per andare a curiosare tra le pieghe meno visibili della storia: il racconto di un uomo e di un mostro che visse alloscuro della citt di Napoli alla fine del settecento. Quanti segreti sono celati dietro una Corte... La storia ci racconta che Carlo di Borbone, nel 1759 part dal Regno di Napoli per ritornare nella sua terra, dove nello stesso anno fu incoronato Re di Spagna. Carlo lasci il Regno di Napoli a suo figlio Ferdinando IV, di soli otto anni, affidandolo al Consiglio di Reggenza. Tuttavia, la storia tace il segreto che il legittimo erede al trono, in realt era un altro: Ferdinando aveva un fratello maggiore, Quasimodo, nato storpio e malformato pochi anni prima di lui. A Corte, il fatto fu facilmente messo a tacere: re Carlo fece credere che il bambino fosse nato morto, ma in realt la deforme creatura fu segretamente rinchiusa nel Duomo di Napoli ed affidata direttamente dal padre Carlo alla custodia dello spietato e potente usuraio Frollo, che vede il male ovunque, tranne che in se stesso. Questi ebbe in cambio, per i servigi prestati, linvestitura a cardinale ed una considerevole fetta di privilegi reali. Per il bene e lintegrit del Regno e dei Borbone, nessuno avrebbe mai dovuto sapere che il legittimo erede al trono era in realt un mostro

La Scena si apre su Pulcinella, antica, pluricentenaria maschera partenopea, che nella commedia lirriverente cantastorie del racconto. La commedia musicale ambientato il 19 settembre 1767, San Gennaro, durante la festa per il Santo Patrono della citt. Quasimodo, depresso per la sua condizione e la sua solitudine, viene esortato dalle figure immaginarie che sua mente anima (le esilaranti statue di San Gennaro, SantAntonio e Santa Lucia) a disobbedire al padrone Frollo, partecipando alla vecchia festa cittadina. Alla festa, avviene lincontro con a Smeralda, giovane e bellissima lazzara, che susciter lamore del capo delle guardie Febo. Frollo, segretamente innamorato di a Smeralda, ma combattuto dal suo odio per il popolino, osteggia questo amore fino a mettere in pericolo la vita della ragazza. A Smeralda sar salvata dal sacrificio di Quasimodo, che immoler la propria vita per la bella lazzara. Con la morte di Quasimodo e grazie allonore conquistato da un mostro senza denti e con la gobba (in dialetto scugnato co pizzo), si abbandoner il termine dispregiativo di lazzari per definire i figli di Napoli, e si colloca lorigine storica del termine scugnizzi.


La Compagnia Teatrale

 


presenta

Il Gobbo di NotreNaple

Favola in musica in due atti

di Mauro Palumbo

(liberamente ispirata a Il Gobbo di Notredame)

cell. 3287127022

E-mail: tabularisa@libero.it

PERSONAGGI E INTERPRETI:

Quasimodo ( Emiliano Schember )

Cardinale Frollo ( Mauro Palumbo )

A Smeralda, la lazzara ( Raffaella Testa )

Capitano Febo ( Giorgio Pinto )

Pulcinella ( Gabriella Striani )

San Gennaro ( Ferdinando Sorbo )

Santa Lucia ( Feliciana Tufano )

SantAntonio ( Antonio Errico )

I LAZZARI:

Giannino, capo dei lazzari ( Gianluca Campanino )

Rosa ( Shanti Duclercq )

Rafele ( Raffaele Caiafa )

Vecienzo ( Vincenzo Ferriero )

LE GUARDIE:

Guardia 1 ( Roberto Trecarichi )

Guardia 2 ( Alberto Corbino )

Guardia 3 ( Gianluca DAgostino )

CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DE I VILLANELLA

IL GOBBO DI NOTRENAPLE Favola in musica

ATTO I

SCENA PRIMA (Pulcinella)

MUSICA 1: Canzone di Pulcinella (115)

LUCE 1: Sul buio, occhio di bue che illumina Pulcinella in proscenio + spot su ballo

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INTRO PULCINELLA

Ve voglie cuntare lu fatto ca nisciun vole sapere,

la storia ca tutt lu munn canosce e fa finta e nunla sapere.

E fatt, la gente, li ccose e li mill facc e mille culure,

ca cangeno juorne e speranze, a semp e ppe ssempe ma ca je chiammammor.

Li strade, li viche e le piazze sanna ienchere e genta curiosa, ca vol morire e passion cu e spade into core e lacreme a gghiett.

Venite a lu palco, currite a suffunne e purtateve pure e ccriature.

Lasciate e ppignate cu e ssarze, e tacchine, li pulle e la paste ffasule.

Menateve nterra, assettateve ambressa, astrigniteve buone, ca tutte ata sentere.

A storia e nu pazz, nu stuorpie, nu chiaveco e na figlia riggina e nu popolo acciso.

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Il sipario ancora chiuso. A luci spente, in sala, viene illuminata in proscenio la figura della maschera tradizionale di Napoli, Pulcinella. Questi il narratore della commedia. Dopo la canzone introduttiva, comincia a parlare.

PULCINELLA (La maschera comincia a parlare come se stesse arringando una folla di spettatori) Avvicinatevi guagli Avvicinateve Venite a chesta parte, facite ambresso Va bu, nun date retta, vengio addu vuie (Salta gi dal palco in mezzo alla platea, illuminato da un occhio di bue) Ma faciteme cap nu poco Ma vuie overamente ve pensate e sape tuttocose da terra vosta, dastoria vosta? (Ride senza contegno) Emb, io naggio conosciuto e cetrule, ma vuie mettite a copp! (Si rivolge ad uno spettatore in particolare) Soprattutto tu! O bu cap che thanno raccuntato, che thanno fatto studia nu cuofano e bucie! (Indicando altri spettatori) Pure a te, a te e a te Channo fatto fessi a tutte quante! (Risale sul palco) E segreti, e misteri casannascondono nella storia di Napoli non o putite mancimmagina! E va bene, v Me facite na cosa dinto o stommaco Stasera ve ne voglio raccontare uno, uno soltanto: il racconto di un uomo e di un mostro che visse alla fine domillessetteciento nel Duomo di Napoli U-u, marraccumanno! Appizzate e rrecchie! (Scompare alla vista rientrando dietro il sipario)

SCENA SECONDA (Quasimodo)

MUSICA 2: Tema di Quasimodo (335)

LUCE 2: Piazzato su praticabile-tavolino (a sinistra)

Il sipario si apre sulla musica. La scena si ambienta nel Duomo di Napoli. Sul palco si distingue chiaramente la figura curva di Quasimodo che, storpio, si trascina cantando.

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CANZONE DI QUASIMODO

STROFA 1

Questo duomo per me

casa e carcere

Son trentanni che

io vivo qui

LUCE 3: Piazzato su finestra (a sinistra) + luce filtrante dalla finestra

*E una vita che osservo da quass

per sentirmi un po pi vivo un po di pi

STROFA 2

Prenderei tutti i colori

che io so

per dipingere la vita

che non ho

**Quelle facce sorridenti ed occhi blu

donne belle e mani che si stringono

i bimbi ridono.. io no

INCISO

Libero di liberare i sogni e la mia fantasia

il corpo e lanima unirsi a un cielo avido

e piombare

gi con lallegria dei giochi di quando siamo

bambini e gridare mamma e piangere e ridere e ridere e ridere

------------------------SOLO ( su strofa completa ) ---------------------

Quelle facce sorridenti ed occhi blu

donne belle e mani che si stringono

i bimbi ridono.. io no

INCISO

Libero di liberare i sogni e la mia fantasia

il corpo e lanima unirsi a un cielo avido

e piombare

gi con lallegria dei giochi di quando siamo

bambini e gridare mamma e piangere e ridere e ridere e ridere

finale sfumando su voce

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SCENA TERZA (Quasimodo, Gennaro, Antonio e Lucia)

Quasimodo, finito di cantare viene preso dalla depressione per la sua condizione e si siede a terra. La luce illumina i lati della scena: si distinguono nella penombra le figure di due statue di santi. Queste raffigurano SantAntonio e San Gennaro, questultimo raffigurato nellatto della benedizione, con il braccio sollevato.

LUCE 4: Giorno (totale luci)

MUSICA 3: 3 Rintocchi di campana, preludio al risveglio dei santi (11)

SANGENNARO (Risvegliandosi, dolorante al braccio destro) Mamma do Carmine Nun me sento chi o braccio!

SANTANTONIO (Anche lui si riveglia di colpo) Lo sapevo. Ben ti sta!

SANGENNARO Ma come?
SANTANTONIO Quando uno si spara le pose cos !

SANGENNARO Che mi sparo le pose io?

SANTANTONIO Tu s troppo megalomane Gennar E nun vu cap ca te si fatto viecchio!

SANGENNARO (Arrabbiato) Tot?!? E quanta confidenza?!? Viecchio a me?

SANTANTONIO Sissignore

SANGENNARO Mannaggia (Trattiene tra i denti)

Voce di Dio, fuori campo, che richiama San Gennaro: Gennaro!

SANGENNARO Oj?!? M me facive pigli questione co principale! Io mi sono scocciato di fare sempre le stesse storie Tu e purt rispetto!

SANTANTONIO Uuh! E te stai facendo pesante Ge-gg!

SANGENNARO E nun me chiamm Ge-gg! Ma insomma, il fatto che il sottoscritto il patrono della citt, conter qualche cosa in questo Duomo, o no?

SANTANTONIO E come, non conta? Tutti i Santi sono tenuti a portarti omaggio almeno due volte lanno: me pare che possa bastare

SANGENNARO Ma non che, una volta portato lomaggio, se ne vene nu Santantonio qualsiasi e me piglia a sische e pernacchie!

Dal fondo entra Santa Lucia per portare omaggio a San Gennaro, il quale stravede per la Santa, a differenza di SantAntonio che prova una certa antipatia per lei. Ecieca e cammina seguendo le voci.

SANTANTONIO Oj? Te s fatto pure permaloso E a vecchiaia Ge-gg!

SANGENNARO (Facendosi il segno della croce) E meglio ca nun te dongo audienza, se no me scordo ca so santo e so mazzate!

SANTALUCIA Ma sempre a fare quistioni voi due

Sotto larco centrale si distingue la figura di Santa Lucia, che si muove a tentoni poich cieca. San Gennaro si precipita ad accogliere la santa mentre SantAntonio borbotta

SANTANTONIO (Alla vista della Santa alza gli occhi al cielo) Aeh O bene vallo a truv, pecch po malamente basta aspett!

SANGENNARO (Trasale alla vista della Santa) Carissima Lucia, qual buon vento?

SANTALUCIA Ma come Oggi il 19 settembre, San Gennaro e sono venuta a portare i miei omaggi (Girandosi dal lato di SantAntonio) al santo patrono (Tocca il capo di Antonio, poi sorpresa) Ma che d, Gennar Te so caduti tutte e capille a capa?

SANTANTONIO Statevi ferma onna Luc!

SANGENNARO Sto qua, Luc

SANTALUCIA (Ad Antonio) Ma staie sempe mmieze tu?!?(Si volta dal lato giusto) Auguri, Gennar Io vengo una volta al vostro onomastico, e unaltra volta la vigilia della prima domenica di maggio

SANTANTONIO Meno male oj, per oggi ce damme nu pizzico ncoppa allaureola, ma po stamme cujete fino allanno prossimo

SANGENNARO (Ad Antonio) La vuoi finire o no? (A Lucia) Dovreste venire pi spesso, Luc. Con decenza parlando, voi avete una scollatura che ogni volta che lo vedo, (con trasporto spostandosi in avanti) me fa squagli o sanghe a fore e vvene! (Nota Quasimodo solitario ai margini della scena) E tu che ci fai l buttato, Quas?

SANTANTONIO U, bellu guagli stai pure tu? Viena cc, famme mani nu poco stu scartiello

SANTALUCIA E nun o tratt accuss! Sei il solito indelicato, Tot... (Carezzando la gobba di Quasimodo scambiandola per il viso)

SANTANTONIO Indelicato-to-to? Ma che d, nun abbasta a cecaria? M state addivintanne pure cacaglie?!?

SANGENNARO Nun date audienza...

SANTALUCIA Pare ch colpa mia Chell ciorta! Lunica statua del Duomo di Napoli, con due smeraldi incastonati negli occhi: e quanto potevano durare?!? O tiempo e fa doie sbattute e ciglia, e sfiih! Sosparite luocchie...

SANTANTONIO E vuie nun avite visto niente?!?

SANGENNARO Ehm Non vi pigliate collera Luc. Stu SantAntonio non cuntento s nun appiccia o ffuoco! (Andando verso Quasimodo) Ma dici un po a San Gennaro tuo, che succede?

QUASIMODO (Schivo) Niente

SANTANTONIO (Severo,seguendo San Gennaro) Ah-ah! Scartellato e buciardo!

SANGENNARO Tot, si nun a fernisce te ncaso chellaureola cuollo, e invento lhula-hop duecento anni primma do tiempo!

SANTANTONIO Scosate ccellenza!

SANGENNARO Ma dico io, Quas, ti pare questo il modo di festeggiare la festa del tuo Santo Patrono preferito? Su, trovati un bel posto sul tetto del Duomo per guardare la vecchia festa

QUASIMODO Gi, guardare, solo guardare

SANTANTONIO Guagli, e che ti lamenti a fare? (Indicando Lucia) E chesta cadda dicere?

SANGENNARO Ah fforza vu abbusc tu! (Tirando un orecchio a Santantonio)

Voce di Dio, fuori campo, che richiama San Gennaro: Gennaro!

SANGENNARO Ma insomma cosha? Non vuole guardare la festa con noi?

SANTANTONIO Nun o ssaccio Ge-gg, tu o ssaie ca io a stu sgubbinato nun o capisco

SANGENNARO Guardare la vecchia festa sempre stato lavvenimento dellanno!

SANTALUCIA (Cammina verso il pubblico) Se sai che non potrai mai andarci

SANTANTONIO Acchiappa a chesta aj!

SANTALUCIA (Voltando bruscamente verso Quasimodo) A che serve guardare?

SANTANTONIO (A Lucia) Ah, si o ddicite vuie!

SANGENNARO (Impaurito per Lucia) Stoop!

SANTALUCIA (Fermandosi) Mica fatto di marmo come noi? (A Quasimodo) Quas (Non trovando la testa del ragazzo) Quasi? Ma che d, tutte quante zelluso dinto a stu Duomo?

Quasimodo gira la testa verso la santa, che ricomincia a parlare

SANTALUCIA Ah, eccoti qua Quas, con noi ti puoi confidare, che hai?

QUASIMODO Non mi va di passare un altro anno a guardare la vecchia festa dallalto, ecco tutto

SANTALUCIA Allora, perch non hai pensato di andarci invece?

QUASIMODO Lho fatto, ma non cosa. Non riuscirei ad integrarmi Io non sono normale

SANTALUCIA Uuh! Ma tu che dici? (Accarezzando la gobba al posto del capo) Cu sta bella faccella tonna tonna catieni?!?

SANTANTONIO Luc, vuie tenite o ppoco e cataratta, e va bene: ma o sgubbinato tene ragione, tanto normale nun !

SANTALUCIA E allora? Ma poi che significa normale? Ma perch, Tot: tu fusse nu santo normale?

SANGENNARO No! Si a schifezza e tutte e sante!

SANTALUCIA Appunto!

SANTANTONIO Ebello staremmiezo a vuje, pecch siete affettuosi!

SANGENNARO Ca poi io nun me riesco a fa capace: SantAntonio Abate che parl napulitano? Ma tu nun eri egiziano?

SANTANTONIO E che bu fa? Mi sono dovuto adeguare a parl napulitano

SANGENNARO Va beh, hai ragione. Quas, anche tu tieni ragione: tanto normale non sei. Ma la tua anormalit non la devi interpretare solo negativamente

SANTANTONIO Ah, no?

SANTALUCIA Gennarino ha ragione Proprio perch sei diverso dagli altri tu sei lunico che riesce a parlare con noi.

SANGENNARO Quas: quanti possono vantare di avere come amici i santi pi importanti del calendario? (Indicando se e Lucia)

SANTANTONIO U, u, sto pure io

SANGENNARO Ah, si! E vero! Quanti possono vantarsi di avere come amici (Indicando nuovamente se stesso e Lucia) i due santi pi importanti del calendario?

SANTANTONIO Allora io so proprio na chiavica?!?

SANGENNARO (Velocemente ad Antonio) Amen! (A Quasimodo) E come tuoi amici e santi protettori insistiamo perch tu questanno partecipi alla vecchia festa!

SANTALUCIA Dai retta a una vecchia spettatrice: la vita non fatta per gli spettatori

SANTANTONIO Specialmente pe chille canun ce vedeno!

SANGENNARO Statte zitto Tot! Falla parl

SANTALUCIA Se osservi e non fai niente altro, tu vedrai la tua vita che scivola via senza di te

SANGENNARO Stammi a sentire, afferra una tunica nuova, una calzamaglia pulita e

QUASIMODO Grazie per lincoraggiamento, ma state dimenticando la cosa pi importante

SANTANTONIO Che o cess, add sabba!

SANGENNARO Emb, si nun te stai zitto te dongo pere, e organizzo nu fuocarazzo e Santantonio miezo Duomo!

SANTALUCIA Cosa stiamo dimenticando, Quasi?

QUASIMODO Non avete pensato al mio padrone Frollo

TUTTI Ah, gi

SANGENNARO Quando lui dice che non potrai mai lasciare il Duomo, intende forse mai, mai?

QUASIMODO (Alzandosi e camminando) Mai e poi mai. E detesta la vecchia festa, dice ch troppo pagana. Si infurierebbe se gli chiedessi di andarci.

SANTALUCIA E chi parla di chiederglielo (Perde lequilibrio per il mancato appoggio di Quasimodo)

SANGENNARO Evero! (A Santantonio, per far soccorrere Lucia) Acchiappa a chella! (Si avvicina saltellando a Quasimodo) Strisci fuori attraverso i sotterranei

SANTANTONIO (Come Gennaro) Solo per qualche ora

SANGENNARO (C.S.) E ristrisci dentro piano piano!

SANTALUCIA (Si incammina verso i tre) Non se ne accorger mai! (Si scontra con Antonio, che a sua volta urta Gennaro)

SANTANTONIO Ma vi vulite sta ferma?!?

SANGENNARO S sempe tu!

SANTANTONIO Nun songje, sta cecata a cc dreto!

QUASIMODO (Pausa, poi girandosi improvvisamente verso i tre) E se vengo scoperto?

SANTANTONIO Meglio a cerc o perdono che a chiedere o permesso!

SANGENNARO Oj?!? (D uno schiaffo sullaureola di Antonio) Tra tanta cretinate, una bbona le ditta!

SANTANTONIO Statte fermo Gennar

QUASIMODO (Tentato dal pensiero di partrecipare alla festa) Ma potrebbe vedermi

SANTALUCIA Ci vai mascherato!

SANTANTONIO Epure meglio, senti a me!

SANGENNARO Jamme bello, Quas, solo per questa volta

SANTALUCIA Nessuno, a parte noi statue, vuole stare qua dentro per sempre!

QUASIMODO (Convincendosi) Avete ragione, ci vado!

TUTTI Bravo! (I tre santi ritornano sui loro piedistalli)

QUASIMODO Ma s, ci vado Mi far un bagno

SANTANTONIO Pure due, guagli

SANGENNARO Tot!

SANTANTONIO Vabbu, fattenne uno solo, ma strofina forte forte!

QUASIMODO Aspetter il momento buono

SANTALUCIA S

QUASIMODO Mi caler, attraverso il passaggio segreto, nei sotterranei

SANGENNARO Giusto

QUASIMODO E risalir per le strade di Napoli!

LUCE 5: Si aggiunge il Sagomatore dietro larco, sul fondo.

SCENA QUARTA (Frollo, Quasimodo)

Entra improvvisamente il malvagio Frollo e si para davanti a Quasimodo, gelando lentusiasmo suscitato dagli amici santi. Le statue, intanto, ritrovano la loro staticit. Quasimodo accompagnato da due suore, che hanno la particolare connotazione di parlare insieme per concludere una frase.

FROLLO Buongiorno Quasimodo.

QUASIMODO Buongiorno padrone

FROLLO Con chi stavi parlando?

QUASIMODO Ehm Con i miei amici

FROLLO (Guarda le statue perplesso) Le statue?!? (Pausa, poi a Quasimodo) Di cosa sono fatte le statue? (Battendo sul capo di SantAntonio)
QUASIMODO Di marmo

FROLLO Bene E dimmi, il marmo pu parlare?

Controscena delle statue che si rianimano alle spalle di Frollo.

QUASIMODO No padrone

FROLLO Esatto, lo vedi? Sei un ragazzo molto intelligente

QUASIMODO Grazie padrone

FROLLO Su! Un poco di vino!

QUASIMODO (Prende loccorrente e versa il vino) Subito padrone

MUSICA LIVE: Stacco breve Sia maledetta lacqua(12)

QUASIMODO Ehm Scusate padrone

FROLLO Dimmi caro

QUSIMODO Stavo pensando se prima o poi mi permetterete di vedere gente

FROLLO (Sputa il vino che stava bevendo) Puuh! Quasimodo, ricordi quando ho detto che sei intelligente?

QUASIMODO S, padrone!

FROLLO Non vero: sei tutto scemo, dalla testa ai piedi! Sono anni che mi fai sempre la stessa domanda: ma lo vuoi capire che la gente cattiva? Non accetterebbero la tua diversit. Tu sei gobbo, deforme, senza denti Ma fosse solo questo Puzzi che appesti Sei scemo La gente cattiva, queste cose te le direbbe in faccia! Ti riderebbero dietro, o peggio, ti odierebbero Ma lo vuoi capire che, se io ti tengo tenerti chiuso qui, per proteggerti?

MUSICA 4: Canzone di Frollo (il cardinale finisce la battuta sullintro della canzone). (145)

FROLLO Tu non sai cosa c a questo mondo: io, lo so

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CANZONE DI FROLLO

STROFA 1

Io lo so che questo mondo c malvagit

Io lo so che a questo mondo solo infamit

Io lo so che tu non sai che cosa c di l

E ti dico quando sera non si pu girar

STROFA 2

Per le strade strette e buie di questa citt

perch quando meno te lo aspetti ti ritrovi allaldil

con la testa rotta e un coltellaccio giusto qua

e per questo che il buon Dio mi dette podest

STROFA 3

Podest sulla lercia gente di questa citt

Podest potere di sapere volere e potere

Perch io sono il pastore e grazie a me potrai

salvarti lanima e la vita se vorrai

PONTE

Per questo non sopporto chi mi vuole contestar

E nel caso non vi chiaro son colui che pu e sa

Sono io la mente eccelsa il braccio forte da piegar

Salvarti lanima e la vita se vorrai

Salvarti lanima e la vita se vorrai

Salvarti lanima e la vita.se pagherai

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QUASIMODO Siete buono con me Chiedo scusa!

FROLLO Sei perdonato, Quasimodo (Porge lanello per farlo baciare al gobbo). Ora puoi andare

QUASIMODO Si (Fa per andare via dal fondo, ma viene fermato dallulteriore raccomandazione di Frollo)

FROLLO E ricorda E, e rimarr questo Duomo il tuo mondo

SCENA QUINTA (Frollo, Febo)

Quasimodo esce dal fondo. Da sinistra entra il Capitano Febo.

MUSICA LIVE: Stacco di entrata Febo (12)

FEBO (Entra e saluta) Cardinale

FROLLO Ah, il valoroso capitano Febo di ritorno dalle guerre

FEBO (Avvicinandosi a Frollo) Convocato a rapporto come da ordine, cardinale!

FROLLO La fama conquistata sul campo di battaglia vi ha preceduto. Non posso aspettarmi che il meglio da un eroe di guerra del vostro spessore

FEBO E lavrete, eccellenza Ve lo garantisco!
FROLLO Vi ho convocato qui per nominarvi capo delle guardie di Napoli, e legare la vostra fedelt direttamente a me, oltre che al regno e a Re Ferdinando IV si intende.

FEBO Grazie, un immenso onore per me.

FROLLO Molto bene (Accompagnando Febo verso destra) Ed ora. Come segno di buon auspicio per la vostra nuova carica, potete fare una libera offerta per i bisognosi

FEBO Certamente eccellenza

FROLLO (Si incrocia con Febo) Arrivate a Napoli nellora pi buia, capitano. La povert aumenta. Dio solo lo sa come diventato difficile farsi restituire dei soldi. La gente tiene certe mani secche!

FEBO Ma perch eccellenza, voi prestate soldi con linteresse?

FROLLO (Cercando di mascherare un cereto imbarazzo per la gaffe) Ehm Bont, capitano La gente mi chiede soldi e io non ho il cuore di rifiutare Ed applico un piccolo interesse

FEBO Ho capito.

FROLLO (Compiaciuto) Mensile

FEBO Mi sembra giusto

FROLLO (Mostrando un morboso attaccamento al denaro) Del 40%

FEBO Siete unanima santa, eccellenza!

FROLLO Che posso fare, pi forte di me: quando vedo qualcuno che sta veramente inguaiato

FEBO O fernite e nguai!

FROLLO Come ?

FEBO No, dicevo lo dovete aiut!

FROLLO (Andando a prendere lofferta di Febo ed intascandola) Appunto, daltronde sono un ministro di Dio, oltre che del Regno

FEBO (Tra se, osservando Frollo che intascaavidamente i soldi) E chisto adda essere o ministro deffinanze! (Cambiando tono) Scusate, Cardinale Voi mi avete richiamato dalle guerre per andare a riscuotere gabelle e crediti?

FROLLO Nonsignore, capitano Il motivo della vostra chiamata un altro: il Regno in mano al Gran Consiglio di Reggenza. Re Ferdinando IV, questo ragazzo che nessuno ha mai visto in faccia, avr pieni poteri solo tra qualche mese, quando avr compiuto la maggiore et. Voi lo sapete?

FEBO Si Ne sono al corrente!

FROLLO Allora saprete anche che dopo la partenza di Re Carlo di Borbone

FEBO Pap

FROLLO Cosa?!?

FEBO No, dicevo Il pap di Ferdinando!

FROLLO Oh, si Dicevo, dopo la partenza del padre di Ferdinando per la Spagna, cresciuto il malcontento dei quartieri popolari. La situazione a Napoli precipita. E una ribellione nella capitale potrebbe spandersi in tutto il Regno. Il vostro compito, capitano, questo: voi dovrete difendermi dai lazzari

FEBO Lazzari?

FROLLO S, capitano: lazzari! La feccia dellumanit. Sono dei luridi, degli straccioni, figli dei vicoli. A Napoli ce ne sono a migliaia. La situazione rischia di sfuggirci di mano. Se volessero organizzare una sommossa ci metterebbero in seria, dico, in seria difficolt. Voi dovrete vigilare ed alloccorrenza, reprimere nel sangue

FEBO Sar fatto, eccellenza. Ma prima, vorrei imparare a conoscere il nemico. Dove potrei osservare da vicino questi lazzari?

FROLLO Stanno giusto per iniziare i preparativi per la vecchia festa di San Gennaro. Voi avete mai visto una festa popolare, capitano?
FEBO No, eccellenza.

FROLLO Venite, allora Sar unesperienza altamente istruttiva.

SCENA SESTA (San Gennaro, SantAntonio, Santa Lucia)

MUSICA 5: 4 Rintocchi di campana (13)

SANGENNARO Neh, toto Ma tu e ntiso a stu fetente?

SANTANTONIO E comme, Genna? Nun aggiu ntiso.

SANGENNARO E lhanno fatto Cardinale! Figuriamoci si era nubrigante.

SANTALUCIA Non credo a quello che ho visto

SANTANTONIO E menu male!

SANTALUCIA Sentito! A quello che ho sentito

SANTANTONIO Aaah

SANGENNARO Ma chi ffe nommena in questa citt? O direttore do carcere?!?

SANTANTONIO La colpa di Carlucciello.

SANGENNARO E chi fosse stu Carlucciello?

SANTALUCIA Re Carlo di Borbone!

SANTANTONIO E io che ho detto?!?

SANGENNARO No, non puo essere stato Carlo. Lho visto crescere, nun m avesse mai fatto nusgarro del genere...

SANTALUCIA Mi dispiace dirlo, Gennar, ma sta sottospecie esanto ave ragione E stato Re Carlo

SANGENNARO Ma voi che mi dite. Siete sicura, Luc?

Gennaro passeggia con Lucia

SANTALUCIA Si Comme

SANTANTONIO (Spezzando lidillio tra gli amici) Avessa cec!

Gennaro fredda con lo sguardo Antonio

SANGENNARO D'altronde. Se uno comma totonno lhanno fatto santo, se capisce comme Frollo fernuto a fao Cardinale! A verit Luc?!? E chistu munno ca me pare fatto tutto cuntrario e chell cadda essere Nda retta Menu male che a bonanema e Giuda , cu rispetto parlanno, nun facette o concorso pe fa o Papa, se noo vinceva facile!

SANTANTONIO Gegge

SANGENNARO Gennaro

SANTANTONIO Va beh, comme vu tu Gegg, il fatto strano che da chiesa, con decenza parlando, Frollo nun se ne fotte proprio!

SANGENNARO Me ne so accorto. Chiste penza sulamente a da e denare co nteresse. Avesse avuto na vota, dico una, a suddisfazione ca mfacesse na preghiera! (Si incammina infervorato)

SANTALUCIA Nemmeno a me

SANTANTONIO E perch, a me?

SANTALUCIA A te? E perch faie e miracoli tu?!? Fai le grazie? No: si a scumma e tutte sante!

SANGENNARO E che schifezza questa: songo o nun songo, patrono e Napule? Quant vero ca me chammo Gennaro e Beneviento, primma o poi me vene a cimme escerocco, scengo a coppo o piedistallo e o faccio na Patatern e mazziata

Voce di Dio, fuori campo, che richiama San Gennaro: Gennaro!

SANGENNARO Na madonna e paliata

Voce di Dio, fuori campo, che richiama San Gennaro: Gennaro!

SANGENNARO Na Sangennaro e paliata!

Voce di Dio, fuori campo, che richiama San Gennaro: Gennaro!

SANGENNARO Nuschiaffettiello piccirillo piccirillo?

Voce di Dio, fuori campo, che richiama San Gennaro: Concesso!

SANGENNARO E grazie, princip!

SANTALUCIA E ghiamme Gennar nun te fa o sango amaro, ca po nun se squaglia chiu! Noi santi abbiamo le mani legate

SANTANTONIO Lo sai che noi non possiamo cambiare il corso della storia. Dicitincello pure vuie, Luci.

SANGENNARO Ma che state dicenno? (Ad Antonio) Chi tha ditto ca nun putimmo cagnaa storia?!? Te si scurdato quanno aggiu fermato a lava do Vesuvio? Guarda ca, guarda Tengo ancora abolla mmiezo a mano!

SANTALUCIA (Ad Antonio)Oj?!? Tanto che fatto cas pigliato collera proprio oggi ch o nomme suoie!

SANTANTONIO E che d, colpa mia?

SANGENNARO Abbiamo le mani legate, il corso della storia quello: neh, allora e sante che ce stanno a ffa?

SANTANTONIO Gegge, guarda che nostro signore ci ha proibito di interferire nel suo disegno...

SANTALUCIA Per, noi santi possiamo proteggere i nostri fedeli. Ed ora c uno che pi di tutti ha bisogno del tuo aiuto, Gennar Penzo guaglione (Quasimodo)

SANGENNARO Luc, come siete saggia Emb, se dovessi perdere di nuovo la testa, chesta votaa perdesse pe vuie!

SANTALUCIA Galantuomo e intenditore!

SANGENNARO Oltretutto Ve mettite pure vuie accussi cumbinata! Siete bon

SANTANTONIO (Imitando la voce di Dio) Bont! Siete piena, stracolma di bont Voi tracimate bont da tutte le parti!

SANTALUCIA Nun ancora il momento e scarf o sanghe gegg. Pazienta, ca poco inizia la festa in tuo onore.

SANTANTONIO Io penzo ca a vicchiaia tha scumbinato chellu poco e cerevella ca te rummanettene e rumane!

SANGENNARO Quas, e tu stai ancora cc?!? Vai, che la festa ti aspetta, oggi s ttu o Re da citt

SANTALUCIA Gennarino ha ragione, vai. Quas

SANTANTONIO Vai scugnato e SantAntuono tuo, vai Quant bello o scugnato copizzo: quant belloo scugnizzo!

LUCE 6: Buio

SCENA SETTIMA (Corpo di ballo lazzari con a Smeralda, poi Frollo, Febo e guardie)

MUSICA 6: Stacco cambio scena festa di San Gennaro (19)

CAMBIO SCENA 1: Esterno Duomo di NapoliFesta di San Gennaro. Balletto e canzone dei lazzari suonata dal vivo.

LUCE 7: A pochi secondi dal buio, per permettere il cambio scena (chiusura sipario), luce Esterno fino a fine atto. Spot su ballo lazzari.

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SERRA SERRA

STROFA 1

U chist o paradiso, e serra-serra, nh chist o paradiso e serra-s,

add campano e diavule, e chesta terra,.

Add campano e diavole, co serra serra.

STROFA 2

Prianno a faccia gialla, serra-serra, prianno a faccia gialla serra-s.

Si squaglia o si non squaglia, tu serra-serra.

Si grazia o s disgrazia jettee mmane e serra.

STROFA 3

Miette a dignit annanze a morte e serra, miette sta dignit annanze e serra-s.

Jette e cancelle nterra e serra-serra.

Fai unanema e curaggio, allucca forte serra.

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Presentata dai lazzari, si distingue tra la folla la splendida Lazzara nota con il soprannome di a Smeralda. Comincia a ballare e cantare. Durante il balletto, lascia cadere un foulard, che viene raccolto successivamente da Frollo.

GIANNINO E bravi sti lazzarielle O vedite ca quanno vulte o ssapite fa?!?

I lazzari si dispongono ai due lati del palco

RAFELE Neh, ma je voglio sntere na canzone

A SMERALDA E je o ssapevo

VECIENZO Per adda cant a Lazzara cavoce chi fine

ANNINA Chella l che tene a voce chi bella.

ROSA Sulo a voce per

A SMERALDA (Rosa) E m te staje piglianno a cunfedenza!

GIANNINO Jamme a Smer!

MUSICA 7: Inizia sul parlato dei lazzari la canzone da Smeralda (2 18)

RAFELE Vulimmo sentere a tte!

VECIENZO Gnors, add cant a Smeralda!

ROSA Jamme bell, nun te fa pri!

TUTTI (Con un crescendo di voci che si interrompono bruscamente quando a Smeralda li ferma) Jamme a Smer Facce arricri Vai Smer Canta

A SMERALDA U! E stateve zitto m! (Inizia il cantato de A chi nummenata)

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A CHIU NUMMENATA

STROFA 1 (Ballo dei lazzari a coppie)

So a cchi nummenata

mmiez a sta ggent sperdut

mmiez a sti luci ind a nott

anim spase inda via lavat ind o sang e semp abbelute

ca vit indall uocchje e a mort ind e mman

STROFA 2 (Continua il ballo dei lazzari a coppie)

So a cchi nummenata

pcch so femmena e a vita

a voglio spennere sul

paccidere a nfamit e sti signur ca ce stann ncuoll

miseria e dulore pa ggent ch camp pe me

_____SOLO STRUMENTALE SU PONTE ( n 16 battute )___

Le tre lazzare sono avanti che ballano, i due lazzari ai loro lati battono le mani. Prima che a Smeralda ricominci a cantare, si riformano le due coppie ai sui lati

PONTE

Nun dorm ma pens ca o core e sta ggent nfus e dolore pecch

O tiemp, p nuje nun se ancora scetat a cient e cchi ann pecch

Ma pecch?

Le lazzare impegnate nel ballo di coppia cominciano a roteare, fino a cadere a terra

STROFA 3

So a cchi nammurat

de chiazz e strad e de vic

do sol ca ce culora

ma a famm nun se supporta

a Smeralda incita i compagni a d alzarsi

e jamme uagli e

tiramml for

o curagg pav a libbert.

Formazione dei lazzari a ventaglio per il finale.

Libert!

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SCENA OTTAVA(Quasimodo, Frollo, a Smeralda, Febo)

Quasimodo stato imprigionato e deriso dal popolo. Una Lazzara, nota con il soprannome di a Smeralda interviene per liberarlo, scontrandosi con Frollo.

GUARDIA 1 E GUARDIA 2 (Insieme, entrano da destra con Quasimodo incatenato che li segue, scandendo il passo: i soldati sono ignoranti e per distinguere la destra dalla sinistra hanno escogitato lo stratagemma di mettere un pelo di cavallo su uno dei due stivali) Chellco pilo e senza o pilo, chellco pilo e senza o pilo (Fermandosi) Accort po fuoss!

GUARDIA 1 Eccellenza! Guardate cosa abbiamo imprigionato!

GUARDIA 2 E un mostro, si aggirava tra i lazzari nella festa.

GUARDIA 1 Di sicuro uno di loro (Schiaffeggiano Quasimodo e lo irridono)

A SMERALDA A vulite fern!

FROLLO Tu, lazzara Fermati immediatamente!

A SMERALDA Si, eccellenza O tiempo ca libbero a stupovero guaglione (Caccia un coltello nascosto otto la gonna)

FROLLO Te lo proibisco, in qualit di ministro del Re!

A SMERALDA Eh, il Re?!?

FROLLO Re Ferdinando IV di Borbone

A SMERALDA Ah! E Salutatammell (Libera Quasimodo dalle corde che lo tenevano imprigionato) Fuje a te, faie ambresso!

Quasimodo fugge facendo ritorno nel Duomo di Napoli.

FROLLO Come osi disobbedirmi, lazzara che non sei altro?

A SMERALDA Il vero lazzaro, siete voi!

FROLLO Non provocarmi

A SMERALDA Maltrattate sta criatura come avete sempe maltrattato stu popolo... Parlate di giustizia, ma sucutate chi tene chi bisogno... Parlate di aiutare la povera gente, e jate prestanno e sorde conteresse!

FROLLO (Urla) Silenzio!

A SMERALDA (Risponde urlando) Giustizia!

Urla di apprezzamento dei lazzari

FROLLO Bada alle mie parole, lazzara Pagherai per questa insolenza!

A SMERALDA Ah, s? E quanto vaggia d? (Lancia delle monete per terra)

FROLLO Basta! Capitano Febo: arrestatela!

FEBO Guardie, con me! Acciuffate la lazzara!

I lazzari, vedendo le guardie avanzare scappano uscendo a lato della scena (urlando e guardie, fuimmo!). A Smeralda lunica a non scappare immediatamente: vorrebbe che gli amici restassero per combattere. Il momento di esitazione della Lazzara consente a Febo ed alle guardie di circondarla.

A SMERALDA Dunque, quanti ne siete? (Conta indicando i soldati) Uno, due, tre e vuie, contro na povera lazzarella indifesa (Prende un fazzoletto dalla tasca e fa finta di commuoversi) Nun se fa

MUSICA LIVE: Stacco musicale della fuga da Smeralda (10)

Improvvisamente a Smeralda sputa e d un calcio tra le gambe di Febo, il quale crolla a terra come fulminato. Sulla musica avviene un inseguimento ballato della ragazza, che si conclude con luscita di scena di Esmeralda.

FROLLO Trovatela capitano: badate che la voglio viva. Quella lazzara ha un conto in sospeso con me!

FEBO Un conto?

FROLLO Sissignore, scovatela! (Rimane assorto nei suoi pensieri)

FEBO Lho detto io che finivo a riscuotere i soldi! (Rialzandosi dolorante. Poi ai soldati) Forza, ragazzi! Avete sentito che ha detto sua eminenza?

GUARDIA 1 E GUARDIA 2 (Insieme) Sissignore!

GUARDIA 2 (Alla guardia 1) Sua eminenza chi fosse, o pasticciotto a fragola?

GUARDIA 1 E je che ne saccio (A voce alta, rivolto a Febo) Scusate capitano, sua eminenza fosse o pasticciotto a fragola?

FEBO Sissignore o pasticciotto (Si accorge della gaffe) Ehm, sissignore sua eccellenza il cardinale! Forza acciuffiamo quella lazzara!

GUARDIA 1 E GUARDIA 2 (Insieme, escono da sinistra scandendo il passo seguite da Febo) Chellco pilo e senza o pilo Chellco pilo e senza o pilo

MUSICA LIVE: Stacco musicale di uscita Frollo ed entrata Pulcinella: Li sarracini adorano lu sole(15)

FROLLO (Rimasto solo, si risveglia dal suo torpore, raccoglie con avidit le monete da terra e, ricomponendosi, esce di scena a mani giunte)

Esciti di scena Febo, le guardie e Frollo, riappare in scena la figura di Pulcinella, il quale comincia a parlare di nuovo al pubblico.

PULCINELLA (Seguendo Frollo) Allanema da mamma! O, se fosse scurdato e quaccheccosa, sa?!? (Accorgendosi del pubblico) Ah., gi.. Voi state qu? Ma avite visto che guagliuncella?!?

Se ngrifa comme e gatte, mozzeca comme a na tigre, fuie comme a na zucculella e spruzza comma na vongola! Avite visto? (Pausa) Ma a state capenno caccheccosa, o no?!?

PULCINELLA Nun ve preoccupate, i segreti so fatti pe essere raccuntati. Si nisciuno sapesse niente, che segreti fosseno? Ma mica jate e presso? Aggiate pacienza (Esce)

LUCE 8: Buio.

MUSICA LIVE: Stacco finale primo atto (8)

Sipario - Fine I atto.

ATTO II

SCENA NONA

MUSICA LIVE: Tema dapertura della commedia (33)

LUCE 9: Occhio di bue che segue Pulcinella

Il sipario ancora chiuso. A luci spente, in sala, si sente la voce di Pulcinella, nascosto in sala.

PULCINELLA State ancora cca? Ma add guardate? Io sto cca ddreto (Viene illuminato da una luce ad occhio di bue). Emb, quasi quasi nun ve cuntasse chi niente Ve lasciasse appesi accuss, a fiss o sipario Add ero arrivato? (Ricordando) Ah, seh! O segreto! (Porta bruscamente le mani alla bocca come pentito di aver pronunciato la parola segreto e fugge fino ad arrivare sul palco)

MUSICA LIVE: Stacco fuga Pulcinella: alla montemaranese (Sfuma quando Pulcinella ansimante sul palco) (30)

PULCINELLA Sstt Meglio ca nun faccio ved che tengo a boccalarga, se no cc faccio na brutta fine! Avete conosciuto o scartellato, povero guaglione Chella bella figliola da lazzarella Chillu fetentone scassaputeche do cardinale E Febo, o capo de guardie Avete visto chi so? Bravissimi! Nun ate capite niente! (Confidenziale) Stateve accorte, c nisciuno chello che pare che d! State a sent (Esce tirando dietro di se il sipario)

Pulcinella esce di scena. Si apre il sipario

SCENA DECIMA (Frollo, Quasimodo, poi Febo)

MUSICA 8: Stacco apertura sipario (16)

LUCE 10: faretti avanti (con statue al buio) + Piazzato finestra (a sinistra)

Nel Duomo, ubriaco, Frollo sta picchiando selvaggiamente Quasimodo. E furibondo nei suoi confronti. Quasimodo subisce in modo passivo

FROLLO (Spinge con un calcio Quasimodo a destra) Stupido gobbo! Farti trovare in mezzo alla feccia di Napoli e del suo Regno (Dando uno schiaffo a Quasimodo) Ma come hai potuto? Stupido gobbo che non sei altro! Ti avevo proibito di uscire fuori dal Duomo

QUASIMODO (Mortificato) Non volevo sconvolgervi, padrone
FROLLO Sconvolgermi?!? Sconvolgermi? (Scaraventa Quasimodo a sinistra) M fatto fa chella figura e niente! M chi si far prestare pi i soldi da me Non faccio manco pi mezza lira per colpa tua!
QUASIMODO (Gattonando verso le scale) Mi dispiace padrone, non vi disubbidir pi

FROLLO (Ammorbidendo il tono dopo aver spinto Quasimodo in un angolo) Ma non riesci proprio a capire Quasimodo, quando i tuoi disamorati genitori ti hanno abbandonato da bambino, chiunque altro ti avrebbe affogato!

QUASIMODO Si padrone!

FROLLO (Rinfervorandosi) E giustamente! (Si calma) Ecos che mi ringrazi per essermi preso cura di te, per averti accolto e allevato come un figlio?

QUASIMODO Non succeder pi! Chiedo scusa, signore

FROLLO Accetto le scuse, ma levati subito davanti agli occhi miei che oggi mi fai pi schifo del solito!

QUASIMODO Non disturber pi la vostra vista, padrone (Esce)

MUSICA 9: Stacco ubriacatura Frollo (8)

LUCE 11: Piazzato-sagomatore tavolino-scale (praticabile a sinistra)

Entra Febo e si avvicina a Frollo, che durante il lungo stacco musicale ha bevuto e danzato con il foulard della lazzara.

FEBO Eccellenza!

FROLLO (Sorpreso, nasconde il foulard) Capit, voi dovete entrare di faccia

FEBO Non volevo spaventarvi, eccellenza

FROLLO Che volete? Un poco di vino?

FEBO No grazie eccellenza Sono venuto a proposito della lazzarella

FROLLO La Lazzara?!? Dite, dite!

FEBO Niente da fare

FROLLO Come? Non lavete ancora acciuffata?

FEBO Non si trova da nessuna parte Sto facendo setacciare tutta Napoli, ma della lazzara nessuna traccia

FROLLO Dannazione!

FEBO Il quartiere Sanit, oltretutto, ostacola le ricerche... Cardinale, il popolo oramai si ribella alla vostra volont.

FROLLO Ma perch, la gente forse scontenta della mia politica?

FEBO Scontenta? Eccell, non pigliatevi collera. Ma a Napoli vi schifano pure le pietre laviche del Vesuvio!

FROLLO Come fate a dirlo capitano?

FEBO Allinizio, quando siamo entrati nel quartiere, si sentiva solo qualche pernacchio. Quando hanno saputo che ci mandavate voi, dai pernacchi sono passati agli sputi, dagli sputi ai cazzotti Eccell, meno male che i soldati sono ben allenati a correre, pecch altrimenti dalla Sanit non ce ne uscivamo sani!

FROLLO Questa la gratitudine del popolo di Napoli (Beve)

FEBO Napoli sullorlo di una rivolta. Se mi permettete di dare un consiglio, meglio desistere da ogni proposito di vendetta, per lincidente del gobbo Tanto solo un gobbo

FROLLO (Scoppia a ridere) Ah, ah! Solo un gobbo, dite? Da pi di ventanni devo vigilare perch nessuno sappia la verit. Voi non potete neanche immaginare quale segreto si nasconda dietro quel gobbo!

FEBO Quale segreto?

Ubriaco ed in preda ai fumi dellalcool, Frollo rivela allignaro Febo, tra il riso e la malcelata amarezza, il grande segreto che custodiva

FROLLO Vi volete fare una risata, capitano? Basta che non dite niente a nessuno, mi raccomando che un segreto (Lubriacatura si fa molesta, e si appoggia a Febo infastidendolo). Voi sapete che le famiglie reali ne combinano di tutti i colori? (Ride) No, voi non potete saperlo, perch siete un semplice capitano (Ride) Pensate che quel gobbo, il primogenito di Carlo di Borbone: il fratello maggiore di Re Ferdinando IV in persona (Sganciandosi da Febo).

FEBO Voi che dite, eccellenza?!?

FROLLO Sissignore. Quel gobbo, e non il fratello Ferdinando il legittimo erede al trono del Regno di Napoli! (Ride)

FEBO Ma voi che dite?!? (Alzando la voce) Il legittimo erede al trono quel mostro?!?

FROLLO Ssst! Capitano! Non urlate che un segreto!

Febo rimasto pietrificato davanti alla verit. Frollo va a sedersi e continua il racconto

FROLLO Re Carlo, una volta visto che il suo primo figlio era nato deforme, mise in giro la notizia che il bambino era nato morto. La creatura venne affidata a me: il mio compito era di far crescere Quasimodo senza mai, mai rivelargli la verit sui suoi genitori, e di farlo restare per sempre nel Duomo di Napoli E cos, grazie a me, nessuno sapr mai la vera storia dei Borbone di Napoli. Allora? Che ne dite capitano?

FEBO Per fortuna ci siete voi a mantenere il segreto!

FROLLO Ah, io mantengo il segreto solo perch, come compenso, mi hanno fatto cardinale e ministro del Re.

FEBO Ma perch, eccellenza Voi non siete veramente cardinale?

FROLLO Certo che lo sono! Le cariche ecclesiastiche si comprano, si vendono Cos come si fa per i titoli nobiliari.

FEBO E voi avete comprato linvestitura a cardinale?

FROLLO Comprato? (Alzandosi con sdegno) Certo che no Me lha offerto re Carlo in persona! (Scendendo le scale) Mi disse: il prezzo che pagherai per linvestitura il tuo silenzio Che stupido che sono stato, capitano. Credevo di aver fatto il pi grande affare della mia vita Vi auguro di non scoprire mai quanto pu costare alla vita di un uomo il suo silenzio, e di come pu essere alto il prezzo del suo potere

LUCE 12: Sagomatore arco (Fondo) + Piazzato scale

Barcollando, si dirige rivivendo il colloquio con Re Carlo verso il fondo

FROLLO Nessuno dovr mai venire a sapere la vera storia del mostro del Regno di Napoli... State senza pensiero, maest. Mo vveco io (Esce ridendo in preda ai fumi dellalcool)

SCENA UNDICESIMA (Febo, a Smeralda, poi Quasimodo e statue)

Si odono alcune voci concitate da fuori

LUCE 13: Sagomatore portale a destra, poi Giorno (totale) dopo entrata Smeralda

GUARDIA 2 (Da fuori, si odono urla) Eccola, la Lazzara!

GUARDIA 1 (Da fuori) Sta entrando nel duomo

GUARDIA 2 (C.S.) E in trappola!

A Smeralda entra in scena come se stesse fuggendo dalle guardie di Frollo, e non vede Febo, perch di spalle. Febo si avvicina alla lazzara, ma a Smeralda, a sua volta, si accorge del capitano, e con un agile mossa lo disarma appropriandosi della spada

A SMERALDA (Sorpresa dalla vista di Febo) Tu?!?

FEBO Piano, piano Calmati e lasciami chiedere scusa

A SMERALDA Pecch me cerc scusa?

FEBO (Disarma abilmente a Smeralda) Per questo!
A SMERALDA S numbruglione, sporco!

FEBO (Interrompendola con aria di rimprovero) Ah-ah! Stiamo nel sacro Duomo, nun dicimmo e parole! (Febo avanza spada in pugno. Smeralda indietreggia fino al muro. Febo alza la spada fino ad incrociare gli occhi della Lazzara, per poi riporre la stessa velocemente) Permetti che mi presenti Sono il capitano Febo. E tu sei?

A SMERALDA Ma me staie sfuttenno?!?

FEBO No, lazzara. Si chiama presentazione

A SMERALDA Me chiammano a Smeralda

FEBO Onorato di aver fatto la tua conoscenza Smeralda

A SMERALDA Vuol dire che non mi vuoi arrestare?

FEBO (Arrestandosi) Fin quando sarai qui no

A SMERALDA (Stupta) Ah s?

FEBO Qui nella cattedrale c il diritto di asilo: fin quando sarai fra queste sacre mura non ti posso arrestare

A SMERALDA (Pausa, durante la quale non sa che dire. Poi, sincera, esclama) Seh? Allora vuol dire che mi arresterai appena metto pede for a cc S nuservo e Frollo come tutti gli altri

FEBO Non sono un servo di Frollo! Sono servitore solo del Regno di Napoli... Frollo dice che tu e la gente come te siete il male pi grande di questa citt? Forse ha ragione E forse no! Io, intanto, non ti arresto Aggio primm cap comme vanno davvero le cose in questa citt (Guadagna luscita)

A SMERALDA Aspetta nu mumento Comme e ditto ca te chiame?

FEBO (Voltandosi) Il mio nome Febo.

A SMERALDA Febo, credimi, nun a gentmia ca nguaiano Naplule, ma chille comme a Frollo

FEBO Perch dovrei crederti?

A SMERALDA E gi, pecch issa credere a na Lazzara, a na stracciona fetente comme a me? E parole ca contano song solo chelle de signure? Ma facile a se comport buono che denere dinto a sacca! A dicere io amo Napoli. Uh, sapisse4 quante naggio visto e signore buone sulo a pigli. Avessa avuto na vota a soddisfazione e le ved cacci nu sordo no pe magn, nonsignore Pe fa magn! Ma che cosa Febo, se vu cap Papule overamente nun te sta ngoppa e ville, o coppa e palazze de signore. Scinne mmiez a via. Vai a ved chille ca se moreno e famme. Ma che se stenneno a mano uno cu nato pe se fa coraggio. E truvarraie chille che invece e chiagnere e se disper, abballano e ridono! Chella a gente mia, chella Napule!

FEBO Credo che seguir il tuo consiglio, appassionata Smeralda. (Guadagna luscita) Ah! Stai attenta se ci tieni alla libert. Stanno un sacco di guardie in giro: brutta gente! (Strizza locchio alla ragazza ed esce)

A SMERALDA Forse non tutti

A Smeralda segue con lo sguardo luscita di Febo. Erimasta impressionata favorevolmente dalla conoscenza del capitano. Dun tratto, si riprende dallincanto in cui rimasta ed esclama.

A SMERALDA Non sta bene a spiare le persone (Quasimodo si accorge di essere stato scoperto e fa per scappare) No, non te ne fu! (Quasimodo si ferma) Vieni a cc, fatte ved buono nfaccia

LUCE 14: Si smorza la luce: Sagomatore scale, poi piazzato a destra su praticabile

QUASIMODO (Avanza facendosi illuminare il volto deforme) Sicura?

A SMERALDA (Pausa in cui gira la faccia alla vista di Quasimodo, poi superando il momento di repulsione) Chi sei? Come ti chiami?

QUASIMODO Sono il campanaro del Duomo di Napoli, il mio nome Quasimodo.

A SMERALDA Quasimodo? Che nomme quequero

QUASIMODO Significa, fatto a met, incompiuto.

A SMERALDA No, incompiuto brutto: nda retta, meglio Quasimodo
QUASIMODO Credo anchio

A SMERALDA Che ci fai rinchiuso nel Duomo?

QUASIMODO Il mio padrone Frollo vuole che resti qui. Io i miei genitori non li ho mai conosciuti Mi hanno abbandonato appena nato. Se non fosse stato per lui sarei gi morto

A SMERALDA Comme fa, uno accuss cano a se crescere na criatura accuss dolce, come a te?

QUASIMODO (Imbarazzato) Forse non poi cos malvagio, se mi ha accolto quando nessuno mi voleva

A SMERALDA Questo lo dice lui...

QUASIMODO E tu chi sei?

A SMERALDA Vu sap comme me chiammo? Mi chiamano a Smeralda

QUASIMODO A Smeralda?!? E come mai?

A SMERALDA Pecch Pecch a gente dice che tengo luocchie color smeraldo, come a riggina e Napule

QUASIMODO La Regina?!? Ma, a Napoli ora non c mica la Regina

A SMERALDA Quas, nun parlo de Re e de Reggina ca pienz tu Sto parlanno da vera riggina e chesta citt: je parlo da sirena Partenope,

QUASIMODO Ma perch, a Napoli c una sirena?!?

A SMERALDA Ma me vu sfottere?

QUASIMODO Veramente, no

A SMERALDA Certo che ce sta! Partenope chi bella e tutte e sirene! Chi dice ch na femmina che incanta, chi dice che nauciello, chi dice che campa dintoo mare e sta citt Staie a sent

MUSICA 10: Canzone del mare (301)

LUCE 15: Spot e piazzati avanti su Quasimodo-a Smeralda, con statue al buio.

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O MITO DO MARE

STROFA 1:

SMERALDA: E o mito do mare e nun se p alluntan.

QUASIMODO: E o mito do mare e nun se v alluntan.

SMERALDA: Vive mmiezo allancine e a li guarracine.

QUASIMODO: Vive mmiezo allancine e a li guarracine.

SMERALDA: Gira pe mare

QUASIMODO: e vive a mmare.

SMERALDA: Nun tene et, nun tene pensieri, ma tene ammore e tene voglia e cant .

RIT.:

SMERALDA: o silenzio do mare, te fa penz

a quanta bella la libbert.

QUASIMODO: Lammore po mare, sempe a viaggi, te mpara a vivere e a penz.

SMERALDA: So regina e si me vene voglia e parl, me metto a cant.

STROFA 2:

SMERALDA: Fantasia e leggenda o chi s overamente,

QUASIMODO: Fantasia e leggenda ma chi veramente ?

SMERALDA: Vive sulo pa gente ca le piace e sunn.

QUASIMODO: Vive sulo pa gente ca le piace e sunn.

SMERALDA: St sempe a mmare.

QUASIMODO: Parla co mare.

SMERALDA: Nun tene nemice, li riesce a ncant cu la bellezza e la voglia e cant.

LUCE 16: Si aggiungono anche i Sagomatori su statue.

RIT.:

QUASIMODO: Ah, o silenzio do mare, te fa penz a quanta bella la libbert.

SMERALDA: Lammore po mare, sempe a viaggi te mpara a vivere e a penz. So sirena

QUASIMODO E si te vene

SMERALDA Voglia e sunn

(FINALE)

INSIEME QUASIMODO ED A SMERALDA: Me metto a cant.

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QUASIMODO Ebellissimo Ma tutto vero quello che mi hai detto?

A SMERALDA Evero tuttecose Beh, non proprio tutto. Quas, sai pecch me chiamano a Smaralda?

QUASIMODO Perch hai gli occhi color smeraldo!

A SMERALDA No, nun pechesto

QUASIMODO E allora perch?

A SMERALDA Pecch marrubbaie luocchie a Santa Lucia!

SANTALUCIA Uh sta piezz e

MUSICA 11: Stacco controscena santi (16)

Controscena di Santa Lucia, fermata da Gennaro ed Antonio.

LUCE 17: Sul finale della musica (dopo 10), si spegne il piazzato santi e rimane solo il piazzato tavolino + piazzato finestra

QUASIMODO (Dopo una lunga pausa in cui i due sono andati a sedersi a sinistra, vincendo limbarazzo) Ah! Comunque, io ti devo ancora ringraziare

A SMERALDA Per cosa?

QUASIMODO Per quello che hai fatto per me alla festa

A SMERALDA E che ho fatto? Ho pensato che se una sola persona poteva ajez a capa, lavesseno fatto pure o riesto da gente...
QUASIMODO Invece?

A SMERALDA Invece so tutti na massa e pecoroni, pronti a se lament sultanto Poi quand il momento e se ribell, girano la faccia allatu lato e se ne fujeno! E lunico risultato che sono imprigionata in questo Duomo, senza putasc!

QUASIMODO Tu hai aiutato me, ed io aiuter te a scappare!

A SMERALDA Ma uscire dal Duomo na pazzia, ce sta na guardia a ogni pporta

QUASIMODO Ma per uscire non servono mica le porte

A SMERALDA Ah no?

QUASIMODO Passeremo per Napoli sotterranea (Tira per la mano a Smeralda sopra le scale) Vieni, seguimi!

A SMERALDA Grazie (D un bacio sulla guancia a Quasimodo)

Quasimodo allunga una mano verso a Smeralda, la quale dopo una breve esitazione, lafferra con la propria mano, seguendolo. I due escono. Santantonio segue con lo sguardo luscita dei due. Poi esclama verso San Gennaro

LUCE 18: Solo sagomatori sulle statue dei santi per battuta SantAntonio

SANTANTONIO Ge-gg, e nun a vu fern cu st miracoli!

LUCE 19: Buio su cambio scena. Poi luce giorno esterno (Totale)

MUSICA LIVE: Stacco secondo cambio scena (9)

CAMBIO SCENA 2: Esterno Duomo di Napoli, dove continua la Festa di San Gennaro. Balletto e canzone dei lazzari.

SCENA DODICESIMA (lazzari e suonatori)

MUSICA 12: Risveglio dei lazzari (349)

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O LAZZARO NUN TENE MAI PADRONE

A storia soje accummence cuNapule,

storia e dulure, allucche e chiante,

carne e maciello pe capipopolo,

burbune, francese, giacubine e piemuntise.

O Lazzaro figlio do popolo, spavaldo,

cresciuto ampresse ampresse

(Coro) e nun tene mai padrone.

E nun tene legge, dorme quanno tene suonno,

magne quanno tene famme

(Coro) e nun tene mai padrone.

Beve quanno tene sete, nun tene penziere,

nse ne fotte de Re e Riggine,

(Coro) e nun tene mai padrone.

Era curiosit pe viandante,

crede a libert, a Napule e San Gennaro.

(Coro) Crede a libert, a Napule e San Gennaro.

Pemagn labbasta qualche filo e maccarune,

o tetto sotto o cielo e nun tene mai padrone.

(Coro) o tetto sotto o cielo e nun tene mai padrone.

Pedurm labbasta na spasella e peviaggi

Ogni carrozza bbona e nun tene mai padrone.

Comme fosse o diavolo ca campa in paradiso,

piglia e pietto tutte e guaje

(Coro) e nun tene mai padrone.

A mana soje cchi lesta do penziere, avote luocchie

e tarravoglia inta mezora

(Coro) e nun tene mai padrone.

Isso nun va mai e pressa, saccuntenta e tutto,

campe oggi pe dimane

(Coro) e nun tene mai padrone.

A storia soje accummence cuNapule,

storia e dulure, allucche e chiante,

resate e pazze, deroismo e fantasia,

darruobbe e filosofia.

Quann stanco e sarrepus fatica

E simbolo e miseria e famme,

carne e maciello pe capipopolo,

burbune, francese, giacubine e piemuntise.

(Coro) A storia nosta accummence cu Napule.

A storia nosta tutta na filosofia.

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LUCE 20: Luci che si smorzano fino al buio + Occhio di bue che illumina Pulcinella

SCENA TREDICESIMA (Pulcinella)

PULCINELLA (Illuminato, sul buio, da un occhio di bue) Avete ntiso qual o chi gruosso potere del mondo? A religione? Noo A religione serve a mpapucchi e cervelle Allora a politica? Ma che cosa?!? Che ce trase m a politica: nu giuoco volgare a chi se fotte chi danari! Ce sta solo na cosa a stu munno, in grado e scavalc e muntagne, capace e fa tuzz cielo e mare Nce sta niente a fa Chelle che move tuttecose lammore

SCENA QUATTORDICESIMA (Quasimodo, Febo, Frollo)

LUCE 21: Buio

MUSICA 13: Canzone dei tre innamorati da Smeralda.(504)

CAMBIO SCENA 3: Interno Duomo, dove le luci andranno alternativamente ad illuminare sul canto i tre innamorati .

La Scena buia sullapertura del sipario. Prima Quasimodo, poi Febo ed infine Frollo, cantano una strofa ciascuno di una canzone damore per la Lazzara chiamata a Smeralda. I tre sono illuminati da tre piazzati o da tre occhio di bue, puntano a turno su ciascuno, Lultimo ritornello cantato insieme dai tre

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CANZONE DEGLI INNAMORATI

LUCE 22: Piazzato arco (fondo) sullintro della canzone. Poi, quando Frollo inizia a cantare, sagomatore al centro avanti.

FROLLO

Occhi che mi sfuggono

pene che mi infliggono

cosa io non farei per averli

su di me.

Chiuso in questa farsa

gettare le malinconie

in pasto a una commedia

che con lei non regge pi.

Perch un burattinaio infame

ha deciso che sia qui

la stolta mano dolce

di una vita che non c.

Non poter tagliare i fili

di una scena pazza che

pretende che io lasci tra le quinte

il desiderio che sia mia.

LUCE 23: Buio, poi su inizio strofa: Sagomatore scale (a sinistra)

QUASIMODO

Mani che mi sfiorano

brividi che passano

cosa io non farei

per averle su di me.

Armato solo di paura

sognare ad occhi aperti che

possa sentire il suo profumo

e i suoi capelli su di me.

Non c una verit o cosa

che mi spieghi la pazzia

di essere nato scarto

di questopera stupenda che

mi gira intorno e mi ricorda

sempre ogni volta che

non posso osare tanto

ma sognare solo chesia mia.

LUCE 24: Buio, poi su inizio strofa: Sagomatore avanti a destra.

FEBO

Occhi che mi scrutano

mani che mi cercano

cosa io non farei

per averla solo mia.

burla di una vita che

mi pone qui dinanzi a lei

a un interrogativo al che

risposta io non ho.

Vorrei poter distruggere

lassurda e folle fantasia

che detta forte il cuore

ad una stupida realt

che mi vuole prima parte

di una razionalit

in nome di un Stato

che non pu accettare chesia mia.

LUCE 25: Buio, poi: Sagomatore scale (a sinistra)+ Sagomatore centrale (avanti) + Sagomatore laterale a destra su cantato dei tre. Nelle parti non cantate i sagomatori si alternano con gli spot avanti.

CORO (TUTTI)

Acqua, fuoco e vento in un istante diverr

per conquistare quella terra isola selvaggia che

mi vede sempre alla deriva stanco di remare, ma

la sola condizione la morte oppure chesia mia (ad libitum)

LUCE 26: Buio, poi finita la musica: Giorno (totale)

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SCENA QUINDICESIMA (Frollo, Febo)

FROLLO Io non mi faccio capace, cera una guardia ad ogni porta: come ha fatto quella Lazzara a fuggire? E pure voi, siete un eroe di guerra e non riuscite ad assicurare alla giustizia na lazzarella? Ma che schifezza di soldato siete, capitano?

FEBO La situazione sta peggiorando, eccellenza

FROLLO Una Lazzara, da sola, ha fatto impazzire le guardie di Napoli, figuriamoci cosa farebbe una rivolta da parte di tutto il popolo (Annusa nellaria) Ma cos sta puzza, capitano Febo?

FEBO Merda, eccellenza! (Mostra la divisa macchiata e strappata) Vi vogliono molto bene anche a Forcella! Questa volta ci hanno preso a secchiate!

FROLLO Quando cos non mi resta altra scelta. Durante la prossima ispezione, metterete a ferro e fuoco il quartiere Forcella!

FEBO Cosa?!?

FROLLO Avete sentito bene capitano Quei maledetti lazzari si calmeranno quando vedranno bruciare i loro vicoli e i loro bassi!

FEBO Ma cos ci andr di mezzo anche la gente che non centra per niente

FROLLO Ah s? E chi se ne stra-fotte, capit! Sono dei traditori La loro morte servir da esempio per gli altri

FEBO Con tutto il rispetto eccellenza, passi riscuotere i debiti per conto vostro Ma non mi hanno addestrato ad uccidere dei civili innocenti!

FROLLO S, ma spero che vi abbiano addestrato a eseguire gli ordini dei superiori!

FEBO Non quando i superiori cominciano a dare evidenti segni di pazzia!

FROLLO (Rabbioso) Badate capitano Febo... La condanna per insubordinazione la morte! (Viscidamente minaccioso) Sarebbe un vero peccato dover interrompere bruscamente una carriera cos promettente come la vostra Andate pure, capitano! Ah, capit! Un ultima cosa

FEBO (Esitante) Dite

FROLLO Cambiatevi quella divisa (Esce da destra)

FEBO Ce stava bisogno co diceva isso

FROLLO (Dal fondo) Cosa?

FEBO Sar fatto eccellenza (Esce da sinistra)

FROLLO Come ha fatto quella Lazzara a fuggire: era impossibile! A meno che (Frollo esce dal fondo come se avesse intuito qualcosa)

SCENA SEDICESIMA (Santa Lucia, San Gennaro, SantAntonio, poi Quasimodo)

MUSICA 14: Stacco breve: 5 rintocchi con voci concitate di popolo (24)

Le tre statue nelle loro nicchie cominciano a muoversi

SANTALUCIA (Preoccupata) Non mi piace affatto ci che sentono le mie orecchie

SANTANTONIO E meno male che non potete vedere quello che vedono i miei occhi!

SANGENNARO Quella povera lazzarella, comincio a temere il peggio

SANTALUCIA Proprio povera, no: se sfottuta e smeraldi mjeie!

SANGENNARO Onna Luc, calmatevi I lazzari che rubano o ffanno sulo pecamp!

SANTALUCIA Pure questo vero Per, sai com Gennar, quelli erano gli occhi miei: je mero pure affezionata

SANTANTONIO Voi pensate ancora alluocchie?!? (Preoccupatissimo) Gli uomini di Frollo hanno messo a ferro e fuoco la citt Non c speranza di rivederla viva!

SANTALUCIA Hai ragione: la situazione veramente disperata, Tot. Ma ora non dire niente che possa turbare Quasimodo. E gi abbastanza preoccupato, povero ragazzo

SANTANTONIO (Risentito per le parole di Lucia) E se capisce! Ma che mi avete pigliato pena criatura?!?

SANTALUCIA S sempe sgarbato!

SANGENNARO Silenzio, sta arrivando o guaglione!

SANTALUCIA Mi raccomando a te: non una parola!

SANTANTONIO (Come sopra) All! Sar di marmo!

QUASIMODO Qualche segno di lei?

SANGENNARO Non ancora

SANTALUCIA Siamo sempre in attesa

SANTANTONIO (Alle parole delle statue cerca di trattenersi, poi scoppiando in lacrime improvvisamente) Euna causa persa! Potrebbe essere dovunque! Rinchiusa in una segreta, o peggio, lhanno gi atterrata!

SANTALUCIA (Fulminandolo con lo sguardo) Bel lavoro Tot!

SANGENNARO (Sputando) Puuh! Thanna magn e ttarme!

QUASIMODO No, ha ragione Ma cosa possiamo fare?

SANGENNARO Non ti preoccupare, Quas. I lazzari di Napoli hanno sette vite, a Smeralda se ne star lontana dal pericolo

QUASIMODO Lo credi davvero?

SANGENNARO E quando le acque si saranno calmate torner di certo! Vedrai

QUASIMODO Cosa te lo fa pensare?

SANTALUCIA Perch tu le piaci!

QUASIMODO Dici?!?

SANTANTONIO Se ne accorgono pure e cecate! Uh, scusate onna Luc! Guagli, senti a me: nun se sape comme, nun se sape pecch, ma chella guagliona ci ho bb cu tt!

QUASIMODO Non credo proprio

SANGENNARO Lo sapevo, che crescendomi vicino, avresti imparato qualcosa Dacci sotto, sciupafemmene!

QUASIMODO Sciupafemmene?!? Oh, no

SANTALUCIA Non essere modesto(Carezzando la gobba al posto della testa) Cu chesta bella faccella tonna tonna catiene!

QUASIMODO Sentite, io apprezzo quello che cercate di fare, ma non facciamoci illusioni: sono la faccia pi brutta del Regno di Napoli, ricordatelo Non credo di essere il suo tipo. E poi basta! Perch dovrei credervi: siete solo delle statue

SANGENNARO (Scosso) Solo statue?!? (Severo) Eh-Eh! E m stai sbagliando Quas!

SANTANTONIO Ma lo sai che cosa rappresentiamo, noi?!?

SANTALUCIA Ogni statua di questo Duomo ha una storia che merita rispetto! Dico bene, Gennar?

SANGENNARO Parole sante!

MUSICA 15: Canzone delle tre statue con Quasimodo (2)

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CANZONE DEI SANTI

INCISO ( in coro )

Simm sant e primma serie

simm sant e qualit

e sta mappat e disperat simm a luce e a verit

Grazie e benedizion song a quotidianit

Simm ruoss frisc e tuost e ch bbu fa

STROFA 1 S. Lucia

Me cecain lluocchje o ver

per la mia cristianit

Gesu Crist je mo sentev fort dind allanema

e sti fetient non contenti se pigliajen a part e cca

duje smerald ca tenevo p carit

STROFA 2 S. Antonio Abbate

Me ne stev sul sul

mmiez a nir e Faraun

ch e liun cammenav e ind o desert m addurmev

Pest, diavul e cacoll ch e priarie e ddev ncuoll

Manc o ffuoc a santAntonio so po ffa

STROFA 3 S. Gennaro

E di me che posso dire

Je song o mast a casa mia

della vita mia sapete ogni leggenda e verit

so Gnnar o sant vuost e m o sapit ch bbo fa

n ballett cu Lucia u vien a cc

SOLO STRUMENTALE ( strofa intera cio 8 battute + 4 battute di inciso )

FINALE ( IN CORO )

Grazie e benedizion song a quotidianit

Simm ruoss frisc e tuost e ch bbu fa

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LUCE 27: La luce si smorza: Sagomatore scale + Piazzato su praticabile a sinistra + Sagomatore portale a destra.

SCENA DICIASSETTESIMA (a Smeralda, Febo, Quasimodo)

A SMERALDA (Entrando di corsa) Quasimodo, Quas!

QUASIMODO Smeralda, sapevo che saresti tornata

A SMERALDA Quas, hai gi fatto assai peme Ma taggia cerc natu favore, amico mio

QUASIMODO Si, qualunque cosa

A SMERALDA Grazie (Esce e rientra velocemente portando a spalla Febo) Questo Febo, ferito e va fujuenno comma me! So che qui sarebbe al sicuro Ti prego: lo puoi nascondere?

QUASIMODO (Dopo una prima esitazione) Per di qua, andiamo

MUSICA LIVE: Stacco breve in cui Febo viene steso sulle scale (28)

Quasimodo aiuta a Smeralda a stendere Febo, che si riprende.

FEBO (Rinviene dopo essere stato svenuto) Dove sono?

A SMERALDA Nun taffatic. Stai nel Duomo di Napoli, al sicuro nel campanile

FEBO (Come sopra) Smeralda!

A SMERALDA Ssst Rimarrai nascosto qui finch non avrai le forze per muoverti. (Estrae una bisaccia con dellalcool per medicare Febo)

FEBO Brava lazzara, un goccio mi ci voleva propriooo (Urla di dolore per la sensazione di bruciore prodotta dal liquido versato sulla ferita da Smeralda) Ma porca

QUASIMODO Abbassate la voce, o vi farete scoprire (Corre a controllare se qualcuno arriva)

A SMERALDA E poi stiamo nel sacro Duomo, non si diceno e pparole! Ossaie? (Pausa in cui pensa d restituire gli occhi a Santa Lucia) A proposito di sacro (Prende 2 smeraldi dalla tasca) A me sti pprete nun so mai servite

MUSICA LIVE: Stacco breve durante il quale a Smeralda restituisce gli occhi a Santa Lucia. Poi, la Lazzara ritorna da Febo e lo aiuta a sistemarsi seduto sulle scale. (20)

A SMERALDA (A Febo) Chella famiglia dinto Forcella ti deve la vita O sei il soldato pi coraggioso che ho mai conosciuto, o s o chi scemo

FEBO In ogni caso, sono un ex-soldato oramai

A SMERALDA (Medicando Febo) Sei stato fortunato, chella pallottola tha quasi colpito il cuore

FEBO Ma forse lo ha fatto (Ferma la mano di a Smeralda sul proprio petto)

A Smeralda guarda Febo. Dopo una piccola pausa i due si baciano. Quasimodo, dapprima si volta contrariato dalla scena, poi si rassegna allidea di non poter stare accanto a a Smeralda come aveva immaginato. Sul finire della musica, si sente un rumore che rompe lidillio tra Febo ed a Smeralda: cade il bastone di San Gennaro, distratto dalla commozione per la tristezza di Quasimodo

MUSICA 16: Breve stacco del bacio (28)

FEBO Chi ? Chi va l?

A SMERALDA (Cercandolo) Quasimodo ! Quasimodo (Tendendogli una mano) E che ci faje ll nderra?

QUASIMODO (Respinge il gesto della Lazzara, girandosi, e parla a Febo) Chi ti ha ridotto cos?

A SMERALDA Il tuo padrone.

QUASIMODO No, non possibile!

A SMERALDA Lho visto io, con i miei occhi Frollo asciuto pazzo! A Forcella stava dando fuoco a nu basso cu dieci puverielli adinto Febo si opposto. O padrone tuoie s fatto na risata e lha sparato Meno male che lha preso di striscio

QUASIMODO La collera del padrone enorme, nessuno, tranne il Re, sarebbe capace di fermarlo

FEBO Solo il Re hai detto?

QUASIMODO Si, solo il Re in persona

FEBO Allora tu puoi

QUASIMODO E A SMERALDA Cosa?!?

FEBO Tu, tu lo puoi fare

QUASIMODO Ma io sono solo un campanaro!

FEBO Questo quello che ti hanno fatto credere... Io so la verit: me lha confessato Frollo, quando era ubriaco

A SMERALDA Cosa, che cosa ti ha detto?

FEBO Quasimodo il fratello maggiore di Re Ferdinando IV, primo figlio di Carlo di Borbone

QUASIMODO Mi stai prendendo in giro?!?

FEBO Me lha detto Frollo in persona Tutti pensavano che il primo figlio di Carlo fosse nato morto, perch cos dissero a Corte. In realt, il legittimo erede al trono sei tu: Quasimodo

QUASIMODO No, non pu essere vero!

FEBO Ti hanno rinchiuso qui ed hanno affidato a Frollo lincarico di sorvegliarti. In cambio il tuo padrone ha avuto la carica di Cardinale e di Ministro del Re .

A SMERALDA Vuoi dire che

FEBO (Si alza ancora incerto per la ferita, per rendere omaggio a Quasimodo) Sissignore, a Smeralda, davanti a te c il vero sovrano di questo Regno: Quasimodo I di Borbone, Re di Napoli! (Si inchina) Maest

A SMERALDA Vulesse ved a faccia e Re Ferdinando

FEBO Tu vuoi vedere la faccia di Ferdinando? (Rialzandosi) Beh! C lhai davanti!

A SMERALDA Ch?!?

FEBO Febo il diminutivo di Ferdinando di Borbone. Quasimodo, mio fratello

MUSICA 17: Entrata Frollo-Guardie (10)

LUCE 28: Buio su carezza Febo a Quasimodo. Subito dopo Effetto strobo (spot) + Sagomatore portone (a destra)

SCENA DICIOTTESIMA (Frollo, ballerini, a Smeralda, Febo, Quasimodo)

Entra Frollo seguito dalle guardie che immobilizzano subito Febo ed a Smeralda.

FROLLO Eccomi qui per riscuotere il credito pi grande che abbia mai riscosso (Carezza Quasimodo, per poi pulirsi la mano addosso)

LUCE 29: Giorno (totale)

FROLLO Caro Quasimodo, dedicarti tante attenzioni per tutti questi anni ha finalmente maturato i suoi interessi Mi hai servito la lazzarella su un piatto dargento (Guardando Febo) Oh, quale altro gradito regalo, capitano Febo. Ancora tra noi? (Minaccioso) Provveder io stesso a mettere fine a tale spiacevole Irriverente attaccamento alla vita

QUASIMODO No, padrone, vi prego

FROLLO (Alle guardie) Legatelo! Fate in modo che lo scognato col pizzo non causi altri problemi

FEBO Lasciatelo stare, lui non centra!

FROLLO Silenzio!

Le guardie incatenano Quasimodo.

FROLLO Domani mattina sarete giudicati per i vostri crimini Portateli via

Le guardie escono trascinando via Febo e a Smeralda

FROLLO (Avvicinandosi a Quasimodo) Il mio storpietto preferito Vedi Quasimodo Ai miei occhi tu sarai sempre come un sovrano. Perci il tuo posto qui Il tuo Regno qui E non sarai mai nulla al di fuori di queste mura (Esce)

SCENA DICIANNOVESIMA (San Gennaro, SantAntonio, Santa Lucia, Quasimodo )

MUSICA 18: Rintocchi incalzanti di campana (13)

La luce illumina le statue, che prendono vita nuovamente.

SANGENNARO Coraggio, guagli, scetate

SANTANTONIO So compagni tuoi quelli

QUASIMODO E tutta colpa mia

SANTANTONIO M nun o mumento e se disper!

SANGENNARO Devi fare qualche cosa per aiutare i tuoi amici

SANTALUCIA Devi spezzare queste catene, jamme bello!

SANTANTONIO Bello po Simpatico!

QUASIMODO E che differenza farebbe

SANTANTONIO Comme che differenza fa? Insomma, tu a vu d vinta a Frollo!

QUASIMODO Frollo ha gi vinto!

SANGENNARO E cos, fernuto tuttecose?!? Tu hai sangue blu che ti scorre nelle vene, stai a sentire a uno che di sangue se ne intende: nun te pu arrendere accuss!

SANTALUCIA Non sono certo queste catene a trattenerti!
QUASIMODO (Rabbioso) Ma insomma, lasciatemi in pace! (Pausa) Cosa dovrei fare? Andare fuori, salvare la lazzara dalla morte, e magari tutto il Regno mi acclamer come sovrano?!? Napoli ha gi il suo re, senza averlo mai visto in faccia: mio fratello Ferdinando! Smeralda c lha gi il suo re, e non sono io! Frollo aveva ragione Frollo aveva ragione su tutto Sono stanco di cercare di essere quello che non sono, vi prego, lasciatemi stare

SANGENNARO Comme vu tu guagli (Si ferma nella posa di iniziale commedia e rimane immobile)

SANTANTONIO Dopo tutto, nuie simme fatte sulo e marmo (Come Gennaro, si immobilizza)

SANTALUCIA Che ce vu fa, pensavamo che tu fossi fatto di una materia pi nobile (Si immobilizza come gli altri)

LUCE 30: Buio sulla quale si alza la musica di introduzione allesecuzione. Poi, dopo cambio scena, luce giorno.

MUSICA 19: Cambio scena, poi lesecuzione: ritmica di tamburi (146).

SCENA VENTESIMA (Frollo, a Smeralda, Febo, Boia, Guardie)

FROLLO (Leggendo la sentenza) La lazzara nota a tutti come a Smeralda, stata riconosciuta colpevole del crimine di istigazione alla rivolta. Il capitano Febo si reso colpevole di alto tradimento Per entrambi, la sentenza del giudice supremo, che oltetutto sarei sempre io, la seguente: morte!

Frollo si avvicina ad a Smeralda

FROLLO Lora giunta, lazzara Sei affacciata sullorlo dellabisso. (Indicando il pubblico in sala) Guarda quanta gente accorsa per assistere al tuo supplizio Cionostante non troppo tardi, posso salvarti dalle fiamme di questo mondo e comprare per te la salvezza per il prossimo Scegli me O la morte!

A SMERALDA (Sputa in faccia a Frollo) Puuh!

FROLLO La lazzara nota come a Smeralda si rifiutata ancora una volta di abiurare e di sottomettersi al potere del Re Ferdinando IV di Borbone.

A SMERALDA Lunico re ca je saccio Quasimodo!

FROLLO (Mette un fazzoletto in bocca a Smeralda) Impertinente di una lazzara! Questa strega malefica ha messo a repentaglio lanima di ogni cittadino di Napoli. Per il Regno e per la sua salvezza, mio sacro dovere rispedire questo empio demone dallinferno da cui proviene

Sta per giustiziare i due, quando Quasimodo entra in scena

FROLLO Egli castigher i perversi e li precipiter in una voragine di fuoco

QUASIMODO Nooo!

FROLLO Stupido gobbo Fermati maledetto!

Quasimodo mette fuori gioco Frollo e libera a Smeralda e Febo, tagliando le corde che li legano

FEBO (Liberatosi, si rivolge al pubblico come se stesse arringando una folla) Popolo di Napoli! Frollo ha perseguitato la nostra gente, saccheggiato le nostre tasche, ed ora vuole sostituirsi persino al potere del Re E ora di dire basta a tutto questo! (Imbraccia la spada). In guardia!

MUSICA 20: Duello Frollo-Febo ed assalto lazzari (41)

CAMBIO SCENA: Duellando, i contendenti si spostano allinterno del Duomo

Duello su musica tra Febo e le guardie, che si conclude con Frollo che, accerchiato, punta un coltello alla gola da Smeralda.

FEBO Sei in trappola!

SMERALDA M s ttu che tea st zitto!

FROLLO (Punta un coltello alla gola da Smeralda) Io invece credo che mi lascerete andare

FEBO Lasciala stare, per carit!

FROLLO Posate le armi

FEBO Fate come dice

Quasimodo sbuca dal passaggio della botola, alle spalle di Frollo

QUASIMODO Lasciatela stare!

Quasimodo, ingaggia una colluttazione con Frollo. Al termine della quale sono entrambe sullorlo di una caduta potenzialmente mortale.

FROLLO Mantienimi Cosa vuoi fare Quasimodo?!? Non vorrai mica fare del male al tuo padrone?

QUASIMODO Voi non siete il mio padrone! Io sono Quasimodo di Borbone Lunico mio padrone il popolo di Napoli!

FROLLO (Ridendo) Ah-ah! Non riuscirai a fare niente per il tuo Regno se morirai!

QUASIMODO Vi sbagliate, lever di mezzo una delle piaghe di questa citt! (Si volta per un attimo verso la lazzara) Addio, dolce a Smeralda!

Quasimodo si lascia precipitare, abbracciato a Frollo che urla. Entrambi muoiono.

A SMERALDA Nooo! (Dopo un breve smarrimento, abbraccia Febo)

LUCE 31: Spot su morte Quasimodo-Frollo. Sagomatore portale + Sagomatore praticabile a sinistra, dietro, poi sagomatore scale finestra

MUSICA 21: Stacco della morte di Quasimodo e Frollo e Monologo Febo su musica.Poi, ovazione lazzari a Ferdinando IV. Poi, ancora, la musica rimane sul monologo di Pulcinella, fino al finale. (543)

FEBO (Dopo labbraccio con a Smeralda si rivolge alle guardie) Mio padre Carlo ha governato Napoli senza cuore. Suo figlio Quasimodo, mio fratello, ha dato la vita per amore di questa gente, senza averla mai neanche conosciuta Io Febo, Ferdinando di Borbone, prometto di regnare seguendo il suo nobile esempio, e rendo omaggio con la mia futura moglie (Indica a Smeralda) a Quasimodo I di Borbone: il Re Scugnizzo!

I protagonisti si immobilizzano alle spalle di Pulcinella (7)

LUCE 32: Occhio di bue che segue pulcinella per il finale

SCENA VENTUNESIMA - FINALE (Pulcinella)

PULCINELLA (Entra chiudendo il sipario) E chest a citt nosta NotreNaple! Add chella che pare vero favezo, e chello che pare favezo overo! Add na riggina poessere na lazzara, maddna lazzara, poaddivin rriggina! Add te pu abbuff na matina, e fern pestennere a mano a matina appriesso! Add tra tantu burdell, una sola costante: cachi a cummanda, Francese, Spagnuole, Tudesco o Savoiardo, sempe stato na chiavica! E add a gente talmente attaccata a vita, ca riesce a fa fessa pure a morte, e tira a camp!

MUSICA 22: FINALE - Suite sui saluti (5- ad libitum)

LUCE 33: Giorno (totale)

Sipario.

FINE

Favola in musica in due atti di

Mauro Palumbo

Supervisione tecnica

Peppe Guarino

Coreografie Lazzari e tammorre dal vivo

Gianluca Campanino

Costumi

Marica e Veronica Raucci

Scenografie

Mauro Palumbo

Fabrizio Di Maio

Dario Serafini

Canzoni e musiche originali

Sergio Carleo

(Canzone di Pulcinella, Canzone di Frollo, Canzone di Quasimodo, Canzone de a Smeralda, Canzone dei Santi, Canzone degli Innamorati)

I Villanella

(O Mito do mare, O Lazzaro nun tene mai padrone)

Mauro Palumbo

(Serra, Serra)

Arrangiamenti

Francopaolo Perreca

Regia

Mauro Palumbo