IL GRIGIO
COMMEDIA A QUATTRO QUADRI e QUATTRO ATTI
DI FRIEDERICH FORSTER
(pseudonimo di WaldfriedBurggraf (1895-1958)
Titolo Originale dellopera: der graue versione italiana di italo alighiero chiusano
PERSONE
MEYER
HANS, suo figlio
HENNY TOERM, governante
SELMA SCHWAN, gerente di una succursale di Roesing e Co.
ANNA
Dott. SICK, insegnante
Dott. JAKOBI, maestro di ginnastica
MAX ARKEN, FRANZ KOLTHOFF, ROLF BRABANT, HARALD BECKER, TIIEO BOLF, studenti liceali - Un commesso di negozio.
MEYER: Un impiegato. Porta occhiali e barba. Consunto dal lavoro; duro, acido.
HANS: Dapprima veste una specie di uniforme grigia, tipo orfanotrofio. Quando in altre vesti si dimostra un ragazzo fresco spontaneo. In abito grigio appare secco, depresso, quasi vecchio.
HENNY: Donna gi alquanto anziana, dallacconciatura torreggiante. Quando non parla, ha labitudine di sospirare rumorosamente. Il suo mazzo di chiavi le tintinna sempre intorno.
SELMA: anche lei una ragazza matura . Ha un volto mite, non brutto, e i capelli bruni con scriminatura in mezzo, da Madonna. Parla piano e con umilt, anche nellagitazione non alza mai troppo la voce. Non antipatica, e tutto il contrario di una vecchia zitella.
Dr. SICK: Un giovane scapolo, di bassa statura, un po tozzo, coi capelli biondi e un po troppo lunghi, di cui sembra aver molta cura, come del resto dedica unattenzione meticolosa al proprio corpo e al proprio aspetto esteriore. Ha labitudine di buttare spesso la testa indietro e quindi ravviarsi lentamente, lisciandola, la chioma ondulata. Parla quasi sorseggiando le parole, riprendendo spesso fiato e ascoltandosi molto, con visibile godimento. Ha il vezzo di osservare continuamente qualcuno o qualche cosa con grande intensit. Il suo fare a scatti, manca di calma fisica ma tuttaltro che una macchietta dinsegnante o una figura ridicola.
Dr. JAKOBI: Giovane maestro in abiti da sportivo, che nelle parole e nel contegno ci tiene a dimostrarsi energico, senza per essere una specie di caporale o un prepotente. Vorrebbe anzi mettere tutto su di un tono di cameratismo, e a tale scopo esagera un po nel fare il ragazzo .
ATTO PRIMO
QUADRO PRIMO
Gli scenari sono appena accennati. Al ginnasio. Un'onda. Di buon mattino, allora della prima lezione. I ragazzi fanno cagnara tra i banchi. Arken sta davanti alla porta socchiusa, in vedetta.
Arken(forte) Attenti! Arriva. (Sfreccia al suo posto) Sst! Ma state zitti! (Sick appare sulla soglia).
La classe(balzando in piedi) Buon giorno, signor dottore.
Sick(va alla cattedra) Giorno, seduti. (Gira un'occhiata sulla classe, poi estrae un libro dalla borsa che ha con s) In piedi. Senza far tanto baccano, prego. Silenzio. (Si alza anche lui) Cominceremo la lezione odierna con una parola di Goethe. (Legge) Come? in qual modo? e quando? Gli dei restano muti. Tu sta contento al quia, non chieder mai perch! . (Chiude il libro) Seduti! (La classe si siede. Sick subito) Kolthoff!
Kolthoff (si alza) Signor dottore?
Sick E prescritto di cominciare ogni giorno la prima lezione con una frase della Bibbia o di qualche poeta. Bada che ho visto il tuo ridere da scimunito dietro la schiena di Brabant.
Kolthoff Ma io non ho riso affatto, signor dottore!
Sick(sedendosi e accomodandosi la cravatta) Ti faccio notare che il ridere sulle materie dinsegnamento una cosa alquanto imprudente, specie da parte di uno che non dovrebbe giocarsi con tanta leggerezza lultimo resto di simpatia di cui gode. Daccordo, mio caro? Seduto.
Kolthoff (convulso) Ma io davvero non avevo... (Si siede).
Sick Kolthoff. Favorisca. In piedi. S, proprio tu.
Kolthoff (in piedi) Signor dottore?
Sick Presto: in che anno Goethe divenne avvocato nella sua citt natale?
Kolthoff Nel 1771, signor dottore.
Sick Hm. Seduto! La sua citt natale era...? Bolf.
Bolf(in piedi) Francoforte sul Meno. (Fa per sedersi).
Sick Fermo. Resta in piedi. La seconda rielaborazione del Goetz ?
Bolf La seconda rielaborazione del Goetz... (simpunta) del Goetz.
Sick Be? Ignorante come un eschimese. (Risate) Silenzio. Seduto, Bolf! Ebbene? Brabant?
Brabant(scatta in piedi) 1773, signor dottore.
Sick Bene. Seduto. Le date non sono affatto la cosa pi importante, ma ad ogni modo costituiscono... (Di colpo) Cosa vuoi, Arken?
Arken(si alza) Ce uno nuovo, signor dottore.
Sick Uno nuovo? Seduto, Arken. Come, chi, dove?
Hans(si alza) Qui, signor dottore.
Sick Tu?...
Hans S, signor dottore.
Sick Venga avanti, il nuovo. (Hans avanza fino alla cattedra. Sick alla classe) Silenzio, l in fondo. (A Hans) Dunque sei tu?
Hans(piano) S, signor dottore.
Sick Veramente agli studenti liceali sarebbe prescritto di dare del lei, ma io ai miei allievi ho labitudine di dar sempre del tu. Io, e del resto anche il mio collega dottor Jakobi, non abbiamo fino ad oggi trovato alcuna obiezione su questo punto. Come ti chiami?
Hans Meyer. Hans Meyer, signor dottore.
Sick Oh guarda! Meyer? (Risate tra i banchi) Silenzio. Siete proprio ancora dei bambini. (A Hans) Quanti anni hai?
Hans Sedici, signor dottore.
Sick Ah s? (Apre il registro e scrive) Meyer collipsilon?
Hans Sissignore.
Sick(scrivendo) Hm. Che cos tuo padre?
Hans Agente bancario.
Sick Indirizzo?
Hans Gterhofstrasse 8.
Sick(scrivendo) Resta dalle parti della ferrovia, no?
Hans S.
Sick Hm. Gi gi. Bene. (Alza gli occhi) Brabant, smettila di chiacchierare. Io vedo tutto. (Tagliente) Tutto. Bolf farebbe meglio a guardare il suo libro, invece di far pallottole di carta. Un divertimento da stupidi. (Risate) Silenzio. Becker, che altro vai sognando con gli occhi al soffitto? (Risate) Che significa? (A Hans) Dove sei stato finora?
Hans A Haselhain, signor dottore. Quattro anni.
Sick Haselhain? E ben un collegio, no? Laggi, da qualche parte, tra i monti...
Hans Sissignore.
Sick(si alza, passeggia su e gi) Perch?
Hans Scusi?
Sick Perch sei stato l?
Hans Perch la mamma era sempre malata e io perci...
Sick E adesso?
Hans Adesso morta.
Sick Ah! Hm. Ma non volevo dir questo. Voglio sapere perch ora, a un tratto, vieni qui da noi, perch non sei rimasto laggi.
Hans Perch l c solo il ginnasio, signor dottore.
Sick (torna alla cattedra) Ah s? (Si siede) C solo il ginnasio? Hm. Bene, bene! (Salta su, va tra i banchi, si ferma davanti a Becker) Harald, non devi impiastricciarti a quel modo con la brillantina. Non sta bene: i capelli devono ricadere soffici, leggeri. Cos orribile.
Decker E perch mi sono lavati i capelli, signor dottore. (Parlando s levato in piedi) Ieri. (Risate).
Sick S ma... ti d un aspetto da lift di grande albergo, ragazzo mio. Un che di leccato. (Si volta) Silenzio Kolthoff, metti via quello scartafaccio. (Risate)E adesso esigo il pi assoluto silenzio. (Va alla cattedra) Dunque, cominciamo. (A Hans) Ah gi, ci sei tu. Ti avevo dimenticato completamente! (In cattedra) Il nuovo. Hm. Sicch cera solo il ginnasio, hai detto? Dopo, la fabbrica pedagogica chiudeva i battenti? (Risate) Be, credi che ce la farai a tenere il nostro passo? (Hans sta a testa bassa e tace) Perch qui, sai, si pretende un bel po di roba. Qui non ci diamo mica buon tempo. Ci mancherebbe altro. Perch questa, se vuoi saperlo, una vera scuola. (Improvvisamente) Quando stato finito il Don Carlos , eh? (Silenzio, molti alzano la mano) Voglio saperlo da lui. Il Don Carlos di Schiller, Meyer. Be? (Silenzio) Becker.
Becker Nel 1786.
Sick Gi, per te : per Schiller invece solo nell87. Somaro. (Risate) Ssst! A sedere, Harald! (A Hans) Vedi, Meyer, e queste non sono che le basi. E questo che pretendiamo qui. (Si alza, gli gira intorno) Dovrai sforzarti, caro mio! Eccome. Sgobbare. (Gli si ferma davanti) Eh s, non c rimedio. Agli esami, poi, tutti i nodi verranno al pettine. Non posso farci niente. (Si siede) Di un po, era la vostra uniforme quel... quella casacca grigio topo? (Risate).
Hans(piano) S.
Sick Obbligatoria per tutti?
Hans(c.s.) S.
Sick Strano. Sicch l ogni cosa era grigio su grigio? Erano severi lass, eh? Spartani?
Hans Hm! S.
Sick Be, siediti, dunque. No, l in fondo, accanto a Bolf. Quello con la faccia intelligente. (Risate) Ma per carit non copiare i suoi compiti. (Risate) Non sa tirar fuori che sciocchezze.
Bolf(in piedi) Signor dottore...
Sick Seduto, Bolf! Non ci mancherebbe altro. Fai il ribelle? Un caso disperato, sotto ogni aspetto. (Si alza) Attenti! Silenzio! (Qualche passo avanti) Dove sera rimasti, Harald?
Becker Eravamo sul Rtli... (Risate).
Sick Ah, un viaggio in Svizzera? Siediti, ragazzo. Bolf! S, tu. Quanto ci metti?
Bolf (in piedi) ...pressa poco a met del Rudi. (Ride imbarazzato) Eravamo rimasti l, signor dottore (Risate) Davvero! (Risate).
Sick Ah s? Se fossi in te, Bolf, prenderei la materia in chiave un po' meno comica. Ridere una bella cosa, ma per certuni, da un giorno allaltro, pu cambiarsi in pianto. Seduto. Arken? Seduto. Brabant? Be?
Brabant Ma il Rtli, signor dottore.
Sick Il Rtli? Seduto. Arken?
Arken Siamo arrivati in fondo a pagina 63 del Guglielmo Tell , signor dottore, alla battuta di Stauffacher.
Sick Oh, finalmente. Siediti, Arken. Meyer. (Pi forte) Meyer! Be, dov che si nasconde il... il Grigio? (Risate).
Hans(salta su) Eccomi, signor dottore! (Intimidito) Qui...
Sick Fa il piacere di stare attento. Non sono abituato a chiamare tre volte. E stai dritto. Non curvarti cos sopra il banco, capito? Avete letto il Guglielmo Tell?
Hans No, signor dottore.
Sick Nooo? Il Goetz ?
Hans No.
Sick Nemmeno?! Ma allora, scusa, che avete letto?
Hans Be, cos, nel libro di lettura eccetera. (Risate).
Sick Nel libro di lettura? Immagino, la storia dellalberello che voleva cambiar foglie ? (Risate) Silenzio! Eh, questo un bel guaio, caro il mio Grigio. Un bel guaio davvero. (Va su e gi) Il solito imbroglio. Eh, lo sappiamo, oramai. Ti scrivono sui loro prospetti : I nostri programmi sono equiparati a quelli delle scuole statali . S, grazie tante. Neanche unombra. Insegnano secondo la luna. Cerne gli salta in mente. Tutto un trucco. Una cultura da salami di primordine. (Risate) Tremendo. Come quella casacca speciale, quella grigia. Roba da farti drizzare i capelli. (Risate) E non sar meglio neanche per le altre materie. Lingue. Matematica. Immagino, immagino. Avr da divertirsi anche il dottor Jakobi. Insomma, un'indecenza. Sei alloscuro, completamente alloscuro di tutto. Non ce il minimo barlume. Eh, andrai a finir bene, Grigio. Prevedo gi ogni cosa. Becker! Su dunque, in piedi, Harald. (Lascia Hans accanto alia cattedra e senza pi badargli si rivolge a Becker).
Becker(in piedi) Signor dottore?
Sick Contro chi diretta la congiura dei confederati sul Rtli?
Becker Contro i governatori austriaci.
Sick(davanti a lui) Bene. Contro i governatori. Ma chi che non viene a questadunanza segreta? Eh?
Becker Non viene...
Sick (subito) Bolf, chi?
Bolf (simpappina) Io? (Grande risata).
Sick Tu? Ah, lo credo bene! Tu non arrivi mai. Dormiglione.
Bolf(ride impacciato) Scusi!
Sick Vedrai che ti passer la voglia di scherzare. Seduto. Ebbene, Harald, chi che non venne? Becker Guglielmo Teli.
Sick Benissimo: Tell. A sedere, Becker. Silenzio. Vorrei prima dire ancora alcune parole sulla forma poetica. (Va alla cattedra) La pura forma, la bella veste stilistica... Voglio dire... (Si accorge di Hans, ancora in piedi presso la cattedra). Ma chi c ancora, l davanti, in piedi? Arken(stridulo) Meyer.
Sick E che altro vuole? Vada al posto, il Grigio. (Risata) Mi rende nervoso. Seduto, Grigio! (Hans va nel suo banco, Sick monta in cattedra) Silenzio. Dunque, in poche parole: la forma, sotto ogni aspetto, tutto; di qualsiasi cosa gli occhi e lorecchio colgono anzitutto la forma. (A un alunno) Ti prego di stare attento, Bernau. Schellhas, dritto con la schiena. Dunque: limpressione suscitata dalla forma per cos dire lunica che determini la reazione sentimentale, e questo non solo, come qui, in unopera poetica, ma in ciascuna e in tutte le cose della vita, s, anche del vivere quotidiano...
QUADRO SECONDO
In casa Meyer. La camera da pranzo col tavolo.
Hans(entrando) Giorno, signorina.
Henny Torm(ha in mano una scodella) Puoi sederti. Pap ha gi mangiato. Alle due deve gi essere in ufficio. (Impaziente) Ma siediti dunque, Hans. Hans (che stava dietro la sua sedia, con gli occhi fissi, obbedisce) Hm.
Henny Vorrei solo sapere dove che ti trattieni tanto tempo.
Hans Ginnastica. Abbiamo avuto ginnastica fino alle due.
Henny Ah s? Be, pap non pu aspettarti. Minestra? Ti ho chiesto se vuoi minestra.
Hans Grazie.
Henny Non possiamo mica riscaldare i piatti per delle ore. To, carne di manzo. (Si siede in punta di seggiola) Hai le patate? Senti, ragazzo, smettila di stuzzicare cos i cibi con la forchetta. E talmente brutto. Su, che aspetti a mangiare? Ti dancora un cucchiaio di fagioli. Ecco. Dammi qua il piatto.
Hans Grazie signorina. (Mangia).
Henny Ebbene, ti piace la nuova scuola?
Hans(mangiando) Hm. S, s...
Henny Devi essere eternamente grato a tuo padre. Non sbrodolarti cos. Che ti d la possibilit di finire gli studi. Con le preoccupazioni che ha... Su, finisci quel che avanza delle patate fritte. Fin nel cuore della notte tuo padre siede al tavolo e fa i suoi conti e si angustia. Per te. Su, prendi un altro poco di semolino. Il sugo di lamponi terminato.
Hans (ne prende) Grazie.
Henny Del resto, studi come si deve? Io, gi, non posso badare a nulla...
Hans (mangiando) Hm. S s. Naturale. Studio.
Henny Come il vostro insegnante?
Hans Il dottor Sick?
Henny S.
Hans Be, cos...
Henny E i tuoi compagni? Non dici mai niente.
Hans Be, hm, anche quelli...
Henny Che cosa, anche quelli? Ma favorisci almeno di aprire la bocca...
Hans Eh cos, insomma. (Mangia) Abbastanza simpatici. S.
Henny Stai seduto dritto. Che maniere. Ecco. Alle solite. Hai di nuovo macchiato la tovaglia buona. Tanto, Anna poi lava. E qui, si sa, non abbiamo nientaltro da fare. Hai finito, una buona volta? Senti, vorrei solo sapere se avrai la compiacenza di aprir bocca, seriamente. (Sospira e raduna i piatti).
Hans Hm. S. Subito. (Si alza).
Henny Dove vuoi andare?
Hans Sopra a lavorare.
Henny Senti, dovresti prima fare un salto qui di fronte, alla tintoria Rsing. Ce qualcosa da ritirare. Fai questo favore. (Si alza) Eccoti il biglietto. Coster sui cinque marchi. Tieni. Ma bada di non perdere i soldi, mi raccomando. Ah gi. Per le tue spese minute. Tieni, i tuoi venticinque pfennig.
Hans Grazie, signorina. (Va verso la porta).
Henny Di ad Anna che venga a sparecchiare. E non far baccano sulle scale.
Hans Hm. (Apre la porta, poi a un tratto si volta verso Henny) Senta, signorina.
Henny Che c?
Hans Io...
Henny Avanti, che cosa vuoi?
Hans Io... io ho bisogno di un abito.
Henny(irrigidendosi) Tu?
Hans Davvero, signorina.
Henny Un abito? E a che scopo? Perch?
Hans Per la scuola eccetera, s... davvero.
Henny Un... abito? Ma non ne hai .portati tre di quelli grigi dal collegio?
Hans(esita) S, ma quelli... Henny Ma unassurdit! Una stoffa cos buona, resistente. E tutti e tre che sembrano nuovi. (Si mette a ridere) Come se non fossero buoni abbastanza per la scuola. (Si ritocca i capelli) Che cosa mi tocca sentire.
Hans Ma... (In fretta) Gli che con quella roba io d nellocchio.
Henny Tu? Tu dai nellocchio? Come mai?
Hans Nessuno, qui, vestito in quel modo. Nessuno. (Poich Henny lo guarda sbalordita) Davvero, signorina...
Henny Io resto senza parole. Ma ringrazia il cielo di aver ancora roba cos buona. Dar nellocchio? Che significa, scusa, dar nellocchio? Saranno invidiosi, ecco tutto.
Hans(smarrito) Ma se le dico...
Henny Conosco tanta gente che sarebbe arcifelice di andar vestita cos!
Hans Ma quelli, quelli... ridono di me.
Henny (lo guarda con stupore) Ma senti che stupidaggini. Non contarmi frottole. Ridono?! Ma chi vuoi mai che rida?
Hans Sissignore, ridono. Tutti. Anche il dottor Sick. Sempre. Tutti i giorni. Fin da quando sono entrato l. Tre settimane.
Henny Queste non sono che sciocchezze. Ma ti rendi conto? La sepoltura della mamma costata mille marchi tondi tondi. In contanti, uno sullaltro. E il dottore, poi, ha ancora da essere pagato. Ed ecco il signorino che pretende un abito nuovo. E perch? Solo perch sei vanesio, ecco perch.
Hans No, perch...
Henny Lasciami parlare. Guarda un poil tuo buon pap. Come va vestito semplicemente, tutti i santi giorni. Quello i suoi vestiti li sa consumare. Direi quasi fino allultimo filo. Ma tu vuoi un abito nuovo. Non se ne parla nemmeno.
Hans Allora chieder a pap...
Henny(aspra) Te ne guarderai bene. Bella pretesa da andargli a dire. Sarebbe una svergognatezza, una mancanza di riguardo. Con tutti i pensieri che ha.
Hans Ebbene io cos a scuola non ci vado pi.
Henny (picchia con le nocche dei colpi secchi sul tavolo) E invece andrai proprio cos, hai capito. Lo dir ben io a pap, che pazzia sarebbe. Ancora un vestito nuovo. Come se tre non bastassero. (Lamentosa) Quando lui, quando tuo padre ne ha solo due.
Hans(con sforzo) Ma se poi... impossibile?! (Le si accosta) Io, io...
Henny Come?
Hans Io non lo sopporto pi. Son tre settimane che dura. Giorno per giorno. Sick mi chiama solo pi il Grigio. E anche gli altri. Per questa casacca.
Henny E che male c? E uno scherzo innocuo del signor dottore. Cos, uno scherzo.
Hans(ansima) No, non uno scherzo. Tutti quanti mi chiamano solo cos. Anche il dottor Jakobi. (Prorompe) E uninfamia, uno schifo.
Henny Ehi, ti prego, abbassa un po la voce, vero? E non far tanto lo sciocco!
Hans Ah, ma se lei...
Henny Come? Io semplicemente non- riesco a capire come una persona ragionevole possa prendere sul serio simili scempiaggini. Eh, hai delle grosse preoccupazioni, caro mio! Roba da ridere!
Hans(pesta piedi) Non da ridere!
Henny Ehi, calmati, eh! Quando si fa il proprio dovere si anche stimati. E basta. Non so neanche cosa vai cercando. Quellabito ti sta benissimo. Benissimo, ti dico.
Hans Giorno, signorina. (Esce di corsa).
Henny (lo segue; sulla soglia della porta spalancata) Ehi, che significa, questo? (Grida) Senti non dimenticare la tintoria. (Forte) Anna, Anna, potete venire a sparecchiare.
QUADRO TERZO
Nella succursale della tintoria Rsing. Locale lungo e stretto. Banco. Scaffali pieni di vestiti. In fondo, per traverso, una cortina d stoffa a disegni, che chiude una parte del locale. E pomeriggio.
Selma Schwan(dietro il banco, esamina un biglietto) Numero 1623. Benissimo. S, per la signorina Trm, presso la famiglia Meyer. Questa blusa. Lei, immagino, il signorino Meyer.
Hans S. Selma (stacca un biglietto dalla blusa) Ecco fatto. Ecco qua. Ora glie la incarto. Sembra nuova, vero? (Solleva la blusa).
Hans(annuendo) Hm.
Selma(mentre fa il pacco) Come triste che lei abbia perduto sua madre! L. Mi raccomando, porti poi il pacco con molto riguardo. La seta si spiegazza cos presto. Momentino. Lo fisso ancora con qualche spillo. Ecco... ecco fatto. Cooos! Lei finora non stava mica qui, vero, signor Meyer?
Hans No, fuori...
Selma Ah, ecco. Ma ora si ferma, no? Adesso che suo pap cos solo.
Hans Hm. S. Sono qui al liceo.
Selma Ah, vedi un po! Gi, me lo immaginavo. (Gli d il pacco) Va bene cos?
Hans Oh, s s. Va bene. Grazie, signorina.
Selma Prego. Dunque farebbe quattro marchi e cinquantacinque.
Hans Tenga. (Le d il danaro).
Selma Cinque marchi. Grazie. Quarantacinque di resto. Venti, trenta, quaranta e cinque. Ecco. E questa la ricevuta.
Hans Grazie.
Selma Stia solo attento a come lo porta, signorino... Ah, un momento. (Scompare dietro la tenda, ma ritorna subito) La mia minestra stava per traboccare, l nello sgabuzzino. Gli che qui da me tutto un po primitivo. Per carit, non si guardi intorno.
Hans A me sembra carino...
Selma Carino? Senti senti! Ma se tutto cos semplice, cos, come dire?...
Hans C ancora una stanza, no, dietro quella tenda?
Selma No, per carit. Uno sgabuzzino! E soltanto diviso da questa vecchia tenda. Del resto sarebbe ora di lavarla. Non me la guardi troppo da vicino. (La tira da parte) Ecco! Quello tutto il mio lusso. Grandioso, no? Vede, ho il mio sof, il tavolo, larmadio... (Hans si avvicina) E qui il fornello a gas. Ci scaldo il mangiare. Del resto, che si pu fare quando si costretti a starsene qua dalla mattina alla sera? Non si riesce mai a fare un pasto da cristiani...
Hans Oh, ma allora non voglio disturbarla!
Selma Lei? Ma neanche per idea. Niente affatto!
Hans E proprio carino. E ha persino i fiori.
Selma Ah, quelli? Gi, di domenica scorsa. Bisogna pure, di tanto in tanto, uscire dal solito tran-tran, no? Be, a casa sua sar pi bello, immagino. La signorina terr tutto in ordine, come si deve, no?
Hans Oh s, per questo... Quel ritratto, scusi, sopra il sof... Permette che...?
Selma No, no, non stia a guardare quellanti- caglia! Ma no! E roba talmente lontana!
Hans Questa lei.
Selma Eh gi. Ero. Una volta. Oggi siamo vecchie...
Hans(davanti al ritratto) Ma no...
Selma S s, altroch! Be, insomma, quando si ha di che vivere... Non vuol sedersi un momentino?
Hans Ma...
Selma Un momentino soltanto. Lei non immagina neanche come ci si sente soli. Tutto il santo giorno. E proprio una gioia, quando si possono fare quattro chiacchiere...
Hans Ma qui gente ne viene spesso... (Si siede su di una seggiola che lei gli ha spinto accanto) Tante grazie.
Selma Gente? S, clienti. Entrano e se ne vanno. Per quelli io sono una commessa e basta. Ma discorrere? Dio ci scampi! Non si discorre mica con una commessa.
Hans(imbarazzato) Be, perch no?... E poi qui si pu leggere bene.
Selma Ah, leggere s. E difatti io leggo. (Prende un libro sul tavolo) Ecco, vede? Romanzi. Ma si pu star sempre solo a leggere? (Dimprovviso) Sta bene lei adesso a casa sua?
Hans Io?...
Selma Adesso che non c pi la sua mamma, voglio dire.
Hans S s. Naturalmente. (Sfogliando il libro) Perch no?
Selma Certo la signorina Trm in gamba. Ah s, bisogna dirlo. Bada al mezzo centesimo. E fa bene, non le pare? Coi prezzi che corrono...
Hans(guardandosi intorno) Hm, certo...
Selma Non lannoio mica, per caso?
Hans Lei? No, assolutamente.
Selma E molto solo lei, vero? Il pap ha il suo lavoro in ufficio. Sa, perch ogni tanto la signorina Trm me ne parla. Trovo infatti che lei molto pallido.
Hans Be, non sar niente...
Selma Voglio dire che dipende dallo star sempre chiuso in casa... Lei deve uscire di pi. Coi suoi amici. Lei certo ne avr. Senza dubbio.
Hans Io? No.
Selma Possibile!? Ma a scuola si hanno pure degli amici.
Hans Ah be, cos s...
Selma Ebbene con quelli deve andar fuori, via, allaperto...
Hans Hm.
Selma Non bisogna star troppo sui libri, vero? Oh Dio, sintende, necessario anche quello, ma a esagerare si guasta tutto. Ma cosa sto mai a dire. Tutte cose che non mi riguardano, vero?
Hans Be...
Selma Ma tutto quel grigio che ce in lei deve sparire!
Hans(con un riso convulso) Come il mio vestito, qua.
Selma Il suo vestito? Gi, quasi! Mi dia retta, pensi alla sua salute...
Hans Grigio...
Selma Quanti anni ha, se lecito?
Hans Sedici passati, signorina...
Selma Schwan. Mi chiamo Schwan, Selma Schwan.
Hans Sa, alla scuola dovero fino adesso dovevamo portare degli abiti cos. Si chiamava uniforme...
Selma Non possibile! Tutti?
Hans Hm. Scommetto che non le piace...
Selma S s, perch? Solo che lavrei creduto molto pi anziano. E proprio per via di questabito cos severo. Ma la stoffa ottima! Un tessuto di primordine. Sa, noi siamo del mestiere, ce ne intendiamo.
Hans(scoppia) E schifoso, invece!
Selma Be, se lo dice lei stesso. Certo, bello non . Cos cupo, trovo, cos...
Hans E di questi ne ho tre!
Selma Tre?
Hans S! E la nostra signorina vuole assoluta- mente che li consumi. Che li consumi, luno dopo laltro!
Selma Santo cielo! Tre vestiti? Ma passeranno degli anni. E un tessuto talmente spesso...
Hans Degli anni?
Selma Per forza. E roba, questa, che non si logora mai.
Hans E per degli anni io... cos...? Per degli anni!?
Selma Ma che cosha?
Hans Io dovrei ancora... .per anni e anni... cos...
Selma Be, suo padre le regaler ancora qualcosa di pi portabile...
Hans Quello?
Selma Basta che lei glie lo sappia chiedere...
Hans Mio padre non lo far. La signorina Trm gli metter in testa che non necessario...
Selma La signorina Trm? Ma tocca a quella decidere?
Hans(si alza) S, proprio a quella! Trova che non necessario... e lha gi detto, anche... (Va su e gi) E lei sola che decide. Mio padre fa soltanto quel che dice lei...
Selma Oh, santo cielo, ma questo...
Hans Come disgustoso, tutto questo! Come disgustoso... (Si ferma, stringendo i pugni) Basta che dica una parola, e mio padre subito minveste. Non posso chiedergli niente, non posso...
Henny(entrando) Ecco, lavrei giurato! Sei ancora l. E io unora che ti aspetto! Ma bene, bravo!
Hans Stavo giusto venendo... (Savvia verso la porta).
Selma Oh, sa come, signorina Trm, abbiamo cominciato a discorrere...
Henny Non me lo trattenga, per carit, signorina Schwan. E un ragazzo che non si metterebbe mai al lavoro. Ozia, gironzola...
Hans Giorno! Eccole i suoi quarantacinque pfenning... (Esce).
Henny Eh, che ne dice? Ti sbatte la porta in faccia... Belle maniere! (Prende i soldi sul banco) Quarantacinque pfennig?
Selma Faceva quattro marchi e cinquantacinque. Smacchiare e tingere, signorina.
Henny Ah gi. E vero. Oggigiorno tutto cos caro! (Sospira) Che tempi!
Selma (richiude la tenda) Eh s. (Viene avanti) Ma io - capisce? - non posso farci niente. Viene gi cos dalla tintoria. Hanno le loro tariffe. Vede, ce ancora il biglietto daccompagnamento. Quattro e cinquantacinque. Guardi...
Henny S s, vedo, vedo. E in fondo questo il meno. Sono spese che mi pago da me. Ma quel che costa mandare avanti la casa! Bisogna che tutto sia perfetto, e se ce la fai di qua, non riesci a farcela di l.
Selma Prego, si accomodi.
Henny Grazie, devo tornare subito. Anna ha il bucato. E chi il responsabile? Soltanto io, creda pure.
Selma Ah, certo, certo.
Henny Il ragazzo, per esempio, senta un po. Ti viene l tranquillamente e pretende un vestito nuovo. Cos, come niente: Ne ho bisogno. Che ne dice? Eh?
Selma Il signorino? Be, per, dico, se...
Henny Ha portato dal collegio, badi, tre abiti nuovi, nuovissimi. Che son costati un occhio, creda pure. Ma pazienza, era imposto dal regolamento, non cera niente da fare. Adesso per non si possono mica buttare nella spazzatura. Quella roba da portare sino in fondo, no? Ma quel ragazzaccio ne vuole assolutamente uno nuovo. Dice che se no a scuola ridono di lui. Ha mai sentito una cosa simile?
Selma Ma, potrebbe anche darsi, no? Qui una uniforme del genere non s mai vista.
Henny E cosa vuole che importi? Ma lo sa che spesa sarebbe? Solo oggi, dodici marchi ho dovuto sborsare per la cassa malattia di Anna. Soldi letteralmente buttati dalla finestra. E non finisce mai. Ogni giorno ce n una nuova!
Selma Oh Dio, non son cose che mi riguardino, ma il signor Meyer sar ben in grado di comprare a suo figlio, per trenta-quaranta marchi, un abito decente, come ne portano tutti i giovanotti...
Henny(irritata) Niente affatto. Non assolutamente in grado. Lo sapr ben io, se o non in grado, no? Sarebbe un puro spreco. (Dimprovviso) Oh povera me, me ne sto qui a far discorsi. (Sospira)Gi, perch oltre tutto bisogna ancor far la bambinaia. Giorno, signorina, giorno! (Via in fretta).
Selma(la segue con gli occhi) Mah... (Prende un libro dei conti e segna) Numero 1623, quattro marchi e cinquantacinque. Pagato. (Ripone il libro e si accosta allo scaffale pieno d'abiti).
Hans(entra in fretta) Scusi, signorina, ho dimenticato il mio berretto.
Selma Il suo berretto? (Scompare dietro la tenda) Gi, vero. (Viene avanti) Era ancora sul tavolo.
Hans Grazie. Buongiorno, signorina... (Va verso la porta).
Selma(dietro il banco) Senta... senta un po... Hans (si volge verso di lei) - Scusi?
Selma Be, non so neanche come dirglielo...
Hans Come dice, scusi?
Selma (dopo una pausa) Non potrei anticiparle io il danaro?
Hans Danaro?
Selma Per un abito.
Hans A me?
Selma Lei poi, a poco a poco, me lo restituirebbe coi suoi soldi personali, le pare?
Hans Danaro? Io... ma non capisco, lei...
Selma(esitante) Non mi fraintenda, signorino...
Hans Ma...
Selma Le verrei tanto volentieri in aiuto.
Hans Lei? (Impacciato) Ma non va mica.
Selma Ma come no! Tutto pu andare.
Hans E poi quella mi domanda...
Selma Chi?
Hans Quella l! La nostra signorina.
Selma La signorina Torm? Senta, sa che le dico? Adesso lei va e si compra qualche cosa di bello, qualcosa che le piaccia. Sissignore. Eccole quaranta marchi. (Apre il cassetto del banco).
Hans(piano) No, no, davvero!
Selma Come no? Certo! E labito poi lo attacca intanto qui da me, dietro la tenda. E viene a cambiarsi qui in negozio.
Hans (la guarda scombussolato) Ma... ma come?...
Selma Lei non avr che da uscir di casa un paio di minuti prima, quando va a scuola. E cos semplice. Mi faccia il piacere, prenda! (Spinge il danaro verso di lui).
Hans Lei... vuole... darmi... del... danaro?
Selma (annuisce) Eccolo l.
Hans Ma questo proprio non va...
Selma Tutto va, purch si voglia. Su, si decida a volere!
Hans(fissa le banconote) Quaranta marchi...
Selma Ma mi raccomando, lo provi subito, che le stia poi bene. E si faccia dare i ritagli, ha capito? E badi che non le stia stretto sotto le ascelle!
Hans In nessun caso posso accettare quei soldi...
Selma Sciocchezze. Non posso!? Ma certo che pu. Chi lo viene a sapere? Nessuno. Io lo faccio soltanto perch lei me lha detto, perch mi fa pena. Bisogna pur aiutarsi lun l'altro, no? Dato che non ha pi la mamma, vero? Non per che voglia impormi, per carit! S, voglio dire, poich lei mi conosce appena. Ma spesso succede proprio cos. Ci sincontra. E poi, soltanto un prestito. Glie lo anticipo solo finch la signorina cambier parere. E questo pu succedere da un giorno all'altro, davvero. Suo padre finir per rendersi conto e allora tutto si metter a posto. Su, accetti senza complimenti. Cosa vuole che ci sia?
Hans Tanto danaro...
Selma(gli mette il danaro in mano) Oh, alla buonora. E adesso, presto... Vada da Stuve, nella Obernstrasse : quella una ditta seria.
Hans(sottosopra) Ah, che bellezza! (Via).
QUADRO QUARTO
In palestra. Un muro intonacato Di grigio, davanti d quale stanno le parallele; in terra, ai due lati, sono stese delle stuoie di cocco. Gli studenti sono allineati in disparte : tutti, tranne Hans, in costume da ginnastica.
Jakobi(ad Arken, che sta eseguendo un esercizio die parallele) Bene. Molto bene, Arken. Via. Torna in fila. Svelto! (Arken salta gi dalle parallele, scatta in posizione di seduto e torna in fila) Meyer, che razza di atteggiamento quello? Vieni avanti, Meyer! (Hans avanza. La classe ride) Vieni qui, Grigio! (Risate) Un po pi presto per favore. (Risate) Eccolo l. Di un po, come mai non sei ancora in costume da ginnastica?
Hans(esitante) Non... non lho ancora, signor dottore.
Jakobi Ma no! (Risate) Sprechi sempre uninfinit dintelligenza nelle tue risposte, illustrissimo! (Risate) Ma... gli che questo, ormai, me lo stai gi dicendo da sei settimane, signor Grigio. (Risate).
Hans La prossima volta senza fallo, signor dottore... (A testa bassa) Davvero.
Jakobi Meyer, Meyer, Meyer! (Risate) Vuoi farmi il santo piacere di non startene l come uno straccio? Un po di portamento, Meyer. Petto in fuori. Avanti. Su con la vita. Stai facendo una figura... (Risate) E roba... roba da vomitare, parola! In fila. Silenzio, per favore! Attenzione. Brabant, Kolhoff...
I Due(avanzando) Signor dottore...
Jakobi Via le sbarre. (I due ragazzi spingono da pane le parallele) Arken, Becker, Meyer, Schultze: via le stuoie. Su su, in fretta. (Gli incaricati obbediscono) Ecco. Basta cos. In fila. Ginnastica svedese! Flessione del busto in avanti... uno. Boli, non c bisogno di tremare come una gelatina: ragazzo impossibile! Le mani devono toccare il pavimento, coraggio! Signor von Meyer, vorrebbe avere anche lei la compiacenza di fare come fanno gli altri? Ma che diamine, che diamine. Cosa vai traballando? Su tutti, su! Venga avanti Meyer. Tu solo, Meyer! (Risate, Hans esce dalla fila) Dai, in posizione! Flessione del busto in avanti... via! Sei proprio un bel campione da fiera. (Risate) La ginnastica di Cretinetti! (Risate) Silenzio. La miseria pi grigia! In fila! Avanti! Sveglia! (Hans torna in fila) Arken, pirata, non sogghignare. (Risate) Gostendieck, s, tu, allineati. Becker. E ci risiamo! Meyer, naturalmente! Storto come lui solo. Attenzione. Guardate come faccio io. (Si pianta rigido davanti alla fila) Piegare lentamente le ginocchia... uuuno! Meyer! Gi si sa. Com che stai seduto? Sembri... sembri una donna del mercato che stia a covar le uova. (Risate) Vi prego di far silenzio. Non una cosa comica: una cosa tragica. (Alle spalle di Hans) Ehi, ma tu bari! Ma guarda un po, se ne sta seduto sui polpacci. Razza dimbroglione delle palestre. (Risate) Mi vuoi imbrogliare, eh? (Risate) Tutti in piedi. Venga fuori Meyer. (Hans, umiliato; esce dalla fila) Attenzione! Flessioni sulle ginocchia. Uno, due, tre. Uno, due, tre. Dieci volte! Gli altri, esercizi a scelta. Ma piano. Non mi cominciate a far cagnara, mi raccomando! (La classe si sparpaglia a destra e a sinistra. Jakobi davanti a Hans) Uno, due, tre. Uno, due, tre. Non lasciarti andare. Alt! Non penserai di commuovermi? I piagnistei non mi commuovono. Tuttaltro! Non voglio che il tuo bene. Il tuo sangue pigro. Stagnante. Movimento ci vuole. Su. Gi. Su! Non farmi lo spossato. Avanti, ho detto, pasta frolla. Su!
Hans(con spasimo) Signor dottore...
Jakobi Che vuoi?
Hans Qui non posso far ginnastica come... come sono capace...
Jakobi Come sono capace? Che vuol dire?
Hans L dovero prima, ero... ero il primo in. ginnastica, davvero...
Jakobi (duro) Vuoi forse dire con questo che non sono in grado di giudicare quel che vali?
Hans (intimidito) No, no, certamente, signor dottore...
Jakobi Ah, be... Gli , caro mio, che tu non rendi. E unindecenza, come la tua matematica. In- somma, si pu sapere che coshai? Non mi piaci affatto. Son cose che proprio non capisco. Guarda un po gli altri. Quelli s che son ragazzi in gamba. Tu invece sembri un vecchio. (Passeggia su e gi) E interesse, poi? Non ne hai un briciolo cos. Tene stai in disparte, lontano da tutto. E perch, scusa? Perch?
Hans(piano) La prego, signor dottore, non... se mi permette... non mi chiami cos davanti agli altri, cos...
Jakobi Come, cos? Che cosa?
Hans(c. s.) Cos... per il mio vestito...
Jakobi Vestito? Come ti permetti? Io chiamo chiunque come mi pare e piace, capito? E se tu per me sei il Grigio, vuol dire che lo sei e basta! Ci mancherebbe! Lagnanze! In che altro modo vuoi che ti scuota? Eh? Abbi la compiacenza di vestirti come una persona ragionevole. Cos insopportabile! A me gli originali non piacciono affatto. Tutta smania di farsi notare. Sissignore, proprio questo!
Hans No, io...
Jakobi Silenzio. Parlo io! Il tuo aspetto esteriore, qui da noi, d sgradevolmente nellocchio. Non pretendo assolutamente abiti lussuosi. Sarebbe un grave errore. La giacchetta pi povera... (Di colpo) Me ne infischio altamente di quel che uno ha indosso, purch abbia un aspetto... umano! Ma non si va in giro come te. Hai ben un padre che guadagna, no? Se nella scuola privata era di rigore quella roba l, bene, non cosa che ci riguardi. Ma qui da noi non possibile. Capisco benissimo che dia nellocchio, che provochi delle critiche. Cambialo, nel tuo stesso interesse. Ma in fretta. Ma subito! (Trilla la campana della scuola) Attenzione! Tutti qui. Svelti, svelti. (Entrano i ragazzi) Meyer, siamo intesi. Pensaci su. Capito? In fila. Agli spogliatoi, marsch! Meyer, qui non ci si mette a frignare!
ATTO SECONDO
Q U A D R O P R I M O
La tintoria di Selma.
Hans(entra) Buon giorno.
Selma (esce di dietro la tenda) Ah, lei? Finalmente! Dovera rimasto? Perch stamattina non venuto a prendersi il vestito? Adesso che ce lha, non se lo mette!
Hans E perch... perch avevamo ginnastica.
Selma Va bene, ma per questo...
Hans La lezione comincia gi alle sette e mezzo. E qui era ancora chiuso...
Selma Ma guarda un po che disgrazia, eh? Con un vestito cos bello! Be, vuol dire che da domani verr prima. Lavessi solo saputo...
Hans No, ma per me, signorina Schwan, lei vuol venire...
Selma Ma non fa nulla, stia tranquillo! Un paio di minuti, cosa vuole che sia!
Hans Be, io proprio la ringrazio tanto...
Selma Ssst! Non lo voglio sentire... Ma che cosha, l? Ha un livido sulla fronte.
Hans Qui? Uff... sono caduto mentre facevo ginnastica. Una cosa da niente. (A un tratto) Jakobi mi fa a pezzi! Non mi pu vedere!
Selma Chi, il maestro?
Hans Quel mascalzone, quel cane, quel...
Selma Gran Dio! Ma che cosha contro di lei?
Hans Perch...
Selma Hm?
Hans Perch non ho il costume da ginnastica... E non lavr mai. Mio padre mi ha scaraventato fuori... E la signorina, poi...
Selma E prescritto dal regolamento?
Hans Ce lhanno tutti. Tutti. E Jakobi insegna anche matematica. Quando comincia ad avere uno sulle corna... e me mi ha sulle coma...
Selma Anche in matematica?
Hans(inghiottendo) Be... vede... ho gi preso un cinque. E con Sick un quattro in letteratura... (Con sforzo) Finisce che mi bocciano, finisce. E Jakobi, sa, quello di ginnastica e matematica, quello di certo mi rovina. Mi odia, quello!
Selma(subito) Ah s? Bene. Adesso ti compri il costume da ginnastica. E subito! Hai capito? Oh scusi... scusi se le ho dato del tu...
Hans Me lo dia pure tranquillamente...
Selma No no, non sta bene. Ecco, prenda: credo che baster.
Hans Venti marchi? Venti? Allora farebbero poi gi sessanta. No, la prego, meglio di no. (Allontana i soldi).
Selma Ma che male c? Verr il giorno che, potendo, mi restituir tutto.
Hans Bisogna... che dica tutto... a mio padre...
Selma No, questo lei non lo far! Questa faccenda va prima regolata tra noi due, non vero?
Hans Coi miei venticinque pfennig? Che ci devo pure comprare i quaderni? Come sar mai possibile?
Selma Il tempo porta consiglio. S, s, proprio cos!
Hans Mai, mai...
Selma (smarrita) Eh, che discorsi! Coraggio, giovanotto! Come si fa a essere cos sfiduciati! Tutto andr ancora a posto, creda a me.
Hans(disperato) No, no! S, lei ride, ma non andr mai tutto a posto, come dice lei. Mio padre non vorr neanche sentirne parlare. Lei non lo conosce, lei non sa che uomo . Ho gi provato mille volte. Sempre cos. Io non so, non so cosa succederebbe se un giorno gli dicessi che ho avuto sessanta marchi da... (Davanti a lei) Come vuole che faccia a restituirle quei soldi? E se a Pasquami bocciano... Dovr lasciare la scuola... logico... E mi bocceranno, mi bocceranno di sicuro. Non mi considerano una cicca. Non mi vogliono. Non faccio parte del loro gruppo, devo andarmene! (Si appoggia al muro, lo sguardo vuoto) Sicch se penso a tutti quei soldi...
Selma (piano) Ma lei non deve assolutamente pensarci...
Hans Sessanta marchi! Ma pensi: sessanta marchi!
Selma Lei stia solo calmo. Non vai proprio la pena agitarsi per quello. Non creder mica che io le... Dio mio, posso aspettare a lungo, mi creda... Purch io riesca ad esserle di aiuto, vero? Vuole una tazza di caff? (Apre a met la cortina) Guardi, gi pronto. Eh? Che ne dice?
Hans Ah, talmente... talmente bello, qui, in confronto a casa mia...
Selma Be, se si sente a suo agio, in questa povera baracca...
Hans Oh, qui molto pi bello che a casa, qui da lei... (ride, disperato) nella baracca...
Selma Be, be'!
Hans Sul serio! Qui uno pu sedersi, e discorrere, e non c nessuno, qui, come la signorina Trm...
Selma(con la caffettiera) L, e adesso non faccia complimenti e prenda una tazza di caff e non pensi pi a niente, va bene?
Hans Oh grazie, signorina Schwan, davvero non posso. Devo tornare a casa, veramente. Ho ancora il componimento, i logaritmi e poi anche Omero...
Selma Come vuole. Sar per unaltra volta. Ma domattina venga, eh?, mi raccomando. Io sar qui per tempo.
Hans Hm.
Selma (indica dietro la cortina) Guardi un po! Eccola l appesa, la nuova marsina di gala!
Hans Hm.
Selma Lha proprio scelto con gusto: una stoffa cos bella, cos leggera!
Hans(prorompe) Gi, se non mi aiuta quello... Ma pensi, che cosa idiota! Tutto pu dipendere da una cosa del genere! Da un... vestito! E un... una...
Selma Be, certo che... Ma poi sicuro di non ingannarsi? E davvero cos grave, voglio dire, proprio certo che sia tutta colpa dell'abito che lei porta?
Hans(con calore) S! Solo per questo! Mi deve credere! Basta che entri in classe, e gi incominciano. E arrivato il Grigio!. Ciao, Grigio!. Hai dormito bene, Grigio?.
Selma(attonita) Ma guarda che roba!
Hans E il dottor Sick, poi. Non fa altro che beccarmi. E io non riesco pi a dare una risposta che non sia stupida... S, ho paura... e poi le risate degli altri... (Scoraggiato) Mi sembra di non saper pi niente... (Ansando) Sa che cosa faccio, io? Finch non. suona la campanella, giro per le strade intorno alla scuola, solo per non trovarmi in classe con tutti quegli altri! Entro soltanto poco prima di Sick, di Jakobi o di Arndt, e allora attaccano subito: Dormito troppo, Grigio?. Che ritardi sono questi, Grigio? . E avanti, avanti... Ogni giorno. (D un pugno sul banco) Io non lo sopporto pi! Deve pur finire, in un modo o nellaltro. Vada come vuole! (Gridando) Ma adesso basta. Basta!
Selma(spaventata) Si calmi, su! Ora tutto cambier, stia pur certo.
Hans E se non cambia nemmeno adesso, io... Che cose mio padre? E un... Per lui non esiste che quella signorina Trm, che mi tratta come un cretino. Quella... ti conta le macchie che fai sulla tovaglia... E aizza mio padre contro di me. E mai che lui abbia un momento per me solo. C sempre anche quellaltra. Quella... carogna!
Selma(si asciuga gli occhi) Vieni pure spesso qui da me...
Hans E dove altro vuol che vada? Io non ho nessuno...
Selma Ci sono qua io...
Hans S, lei buona con me.
Selma Ebbene vieni pure, quando hai voglia. Sfogati con me. E un sollievo, nevvero?
Hans (annuisce) Hm.
Selma Ora per devi andare, no? Tieni, prendi pure tranquillamente il danaro e compra quello che ti serve... necessario... moltissimo dipende da questo, per te... non vero? E domattina verrai qui per tempo - hai capito? - e allora appendiamo questabito grigio allattaccapanni e tutto andr poi bene...
Hans(avviandosi alla porta) Non posso mica fare altrimenti...
QUADRO SECONDO
In classe.
Arken(sulla porta, in vedetta) Attenti, qui! (Sfreccia nel suo banco. Silenzio generale. Sick entra).
LA CLASSE(balzando in piedi) Buon giorno, signor dottore!
Sick Giorno! Seduti. (La classe si siede. Sick si siede alla cattedra) Oggi, per cominciare, ascolteremo una poesia di Gottfried Keller. Un autore - vero? - che conosciamo un poco dallanno scorso. Be, Bolf, quando vissuto Keller? Eh? Non nesai niente, come sempre! Un autentico bue (Risate) Kolthoff? Gstendieck? Sehultze? Tu, amico Arken?
Arken Dal 1819 al. 1890, signor dottore.
Sick Bene. Seduto. Dove, Brabant? Dove visse Keller?
Brabant Keller? In... in Svizzera, signor dottore!
Sick Pirata che non sei altro! Fattelo suggerire con pi esattezza! (Risate) Be?
Brabant (ghignando) A Berna.
Sick Baggianate! Sicch, Bolf, dove? A Vattelapesca, che?Becker? Arken? Meyer?
Becker Meyer assente, signor dottore.
Sick Assente? Dove andato a finire, il Grigio? (Risate) Silenzio. E ammalato? Non ce nessuno che lo sappia? Non ce mica nessuno di voi che lo frequenti, no? (Sfoglia un libro, cercando un passo).
La Classe(in coro) No, signor dottore!
Sick Harald...
Becker(si alza) E, non c proprio, insomma...
Sick Tante grazie! Adesso, finalmente, lo so! (Risate) Sei un bel tipo, sai! (Risate) Ricordami, poi, di segnare lassenza sul registro, hai capito?
Becker Va bene, signor dottore.
Sick Seduto. E adesso vi prego di far silenzio. Attenzione. Guardate in qua. Dunque, Keller, del quale lanno scorso abbiamo letto Specchio, il micino. E vero, Boli? Leccellenza vostra si degna di ricordare che lo leggemmo?
Bolf(in piedi) Sissignore! (Risate) Me ne... (si confonde) me ne ricordo. (Risate).
Sick Ah s? Che degnazione! (Risate) Attenti. In piedi. (La classe si alza in piedi; si leva anche Sick e legge) Pupille mie, mie care finestrelle, - da tanto tempo ormai mi illuminate, - accogliendo le immagini pi belle; - ma un giorno o laltro sarete oscurate. (Alzando un po la voce) Bevete, occhi, bevete sino in fondo - il traboccante fulgore del mondo! .
Hans(entra in classe. Veste un abito nuovo, giovanile) Mi scusi...
Sick (posa il libro) Questo ... (Si schiarisce la gola e guarda Hans, che si sta avviando al suo posto) Meyer?! Di dove vieni a questora? Sono le otto e un quarto. Arrivi con quindici minuti...
Hans Ho... ho fatto tardi...
Sick Va bene, ma scusa, dove andremo a finire, cos? Eh, Meyer? Se qui ciascuno arrivasse in ritardo, che razza di scuola sarebbe, eh? (Lotta con una certa irritazione).
Hans (in piedi in mezzo ai banchi, piano) Le chiedo scusa, signor dottore...
Sick Che cosa? Vieni un po qui. (Alla classe tuttora in piedi) Seduti. (Hans viene avanti) Prego, un po in fretta... (Lo segue con gli occhi).
Hans(davanti alla cattedra) Mi sono... mi ...
Sick (lo fissa) Be, transeat! Pu succedere. In fondo pu accadere a tutti, una volta, mio... caro Meyer. Vai pure al posto. (Hans va al suo banco-, tutti gli occhi lo seguono) Basta. Che roba ? Guardate in qua. Cosa state a fissare il Gri... a fissare Meyer? Kolthoff, parlo al muro? Avanti, si comincia. Gstendieck, gi quella penna... Hans Meyer, vieni un po qui, per favore... (Hans toma alla cattedra) Di un po, dove eravamo rimasti, lultima volta?
Hans (scombussolato) Eravamo... eravamo rimasti...
Sick(in piedi, appoggiato alla cattedra) Su, su, che diamine. Non ti divoro mica. Ebbene? Guardami un po in faccia!
Hans Eravamo... (Alza gli occhi e tace).
Sick Non metterti in soggezione. (Dopo un silenzio) Brabant, dillo tu!
Brabant(si alza) Partendo dalla lettura del Guglielmo Teli...
Sick Hm.
Brabant Si pass a studiare Lostaggio di Schiller. E precisamente perch...
Sick Bene. Siediti pure. Dunque... Hans, di che cosa tesse le lodi, qui, il poeta... Come si chiama?
Hans Schiller. Friedrich von Schiller...
Sick Benissimo. Rispondi solo forte e chiaro. Dunque, che cose che loda Schiller? (Gira intorno alla cattedra e osserva Hans di fianco, senza che questi se ne accorga) Ne abbiamo parlato a lungo, non vero... Hans?
Hans Loda lamicizia, signor dottore!
Sick Oh, vedi dunque? Bravo. Molto bene, Meyer!... E tu, ce lhai un amico? (Hans tace) Alla tua et hanno tutti degli amici! (Hans tace) Qui, per esempio! (Fa un cenno verso la classe) Ce n e un bel po di gente simpatica, no? (Risate) Silenzio! Non ti pare?
Hans S, signor dottore... (Tace di nuovo, abbassando gli occhi) Certo, hm...
Sick Finora non hai stretto amicizia con nessuno, vero? (Hans tace) Oppure... Non mica detto che debba essere proprio monsieur Bolf, no? (Risate) A proposito, Bolf, il tuo componimento di nuovo un vero giornale umoristico. Ma ne parleremo ancora, Bolf. Hai tirato fuori le baggianate pi incredibili. Seduto, Bolf. (A Hans) E allora, Meyer, come questa faccenda?
Hans Ma... non c nessuno che voglia...
Sick Ah s? Nessuno, dici? Harald.
Becker(in piedi) Signor dottore.
Sick Arken, Kolthoff...
I due(alzandosi) Signor dottore?
Sick(andando verso i banchi) Voi tre, dora in poi, vi occuperete un poco di Meyer, capito?
I tre Sissignore.
Sick Seduti. Silenzio. Niente chiacchiere, l in fondo. (Va su e gi) Anche se Meyer venuto da noi un po pi tardi, ci non deve affatto rendercelo estraneo. Questo un sistema che non vogliamo assolutamente adottare. Nella mia classe non si isola nessuno. Meyer, per... (Hans fa un movimento: Signor dottore? ) Voglio dire, non dipende forse un po da te? Ti sei per caso... allontanato dagli altri, eh? Ti sei chiuso in te stesso, ti sei messo in disparte dai tuoi compagni, eh? Eri forse inaccostabile, eh? (In faccia a lui) Senti, sarebbe stata una grave sciocchezza. Dora in poi ti unirai agli altri, hai capito? Anche fuori della scuola devi prendere parte alla vita della tua classe... Dimmi un po, vai a remare con loro?
Hans Io? No, signor dottore, io no...
Sick Noo? Ma guarda! Un ragazzo robusto come te! E un buon esercizio, sai! Fa compenso allo studio. (Su e gi) E perch, se no, abitiamo lungo il fiume? (Risate) Silenzio! No, no, stato un errore, Hans, rendersi cos... invisibile. (Davanti a lui) Mi sembra quasi di vederti oggi per la prima volta. Ho limpressione di notare soltanto oggi che ci sei anche tu, che sei uno dei miei allievi. Strano, ma proprio cos. E alza una buona volta quegli occhi da terra. Guardami in faccia. Sono forse un tiranno? (Grande risata) Senti, ridono. Difatti sarebbe proprio da ridere. Severo s, certo, bisogna. Ma tuttavia amico di tutti, hai capito? Perch fai quel riso da tontolone, Bolf?(Risate) Anche il tuo bene mi sta a cuore, anche se tu, somaro, non ci credi. (Risate) Becker...
Becker (in piedi) Signor dottore?
Sick Quand la prossima regata?
Becker Oggi alle quattro, signor dottore!
Sick Ah, oggi? Hm. Porterai con te Hans Meyer.
Becker Hm...
Sick Ti piacerebbe remare, Hans?
Hans Oh s, tanto, signor dottore!
Sick Eh gi, fa anche bene alla salute. Hai il costume adatto?
Hans No, signor dottore...
Sick Non fa niente. Chi di voi ne ha due? Avanti!
Arken Io, signor dottore!
Sick Bene. Ne presterai uno a Meyer. Seduto,
Arken.(Alla cattedra) Siediti, Hans. (Hans va alsuo posto, gli sguardi lo seguono. Sick batte forti colpi col righello) Guardate da questa parte. E silenzio, perdinci! Dunque, avevamo preso ancora una volta Lostaggio di Schiller come paragone della nostra lettura. Riprendiamo dunque dalla prima strofa. A chi toccava, ieri?
Arken Al Grigio, signor dottore. (Risate e fermento).
Hans(s alza; a bassa voce) A me, signor dottore...
Sick Arken! Che significa? (Va tra i banchi) Cosa vuol dire il Grigio ? Io non conosco nessun alunno che si chiami Grigio. Smettila con simili scemenze. (Torna alla cattedra) Se qualche volta ho chiamato Meyer il Grigio, non era da parte mia che uno scherzo innocente. Una cosa detta senza nessuna cattiva intenzione... (Su e gi) Ma a forza di essere ripetuto, lo scherzo diventa scherno. E io scherni non ne ammetto. Capito, Arken?
Arken (sbigottito) S, signor dottore...
Sick Chio non senta mai pi quella parola riferita a Hans Meyer, capito?
Arken S, signor dottore.
Sick (in faccia ad Arken) La freccia potrebbe ritorcersi su chi lha tirata. Capito? Mi dica un po, signor Arken, quando nato Lessing. (Lo tien docchio, impaziente).
Arken (sconcertato) Nel 17... 1720...
Sick(duro) 1729... 29! Seduto. Dora in poi fa il piacere di occuparti pi della materia di studio che dei miei piccoli scherzi, mio caro... Cose quel ridere da stupido, Becker? In piedi. Matthias Claudius? Anno di nascita e anno di morte... Be, ci sei?... Niente. Quattro! Seduto. Be, Hans, tu lo sai?
Hans(in piedi) Nellanno... Claudius... nellanno...
Sick 1740. Certo che lo sai! Ma non ce da stupirsi se trovandosi in mezzo a questorda di selvaggi si diventa un po ombrosi. Dal 1740 al 1815. (A gran voce, a tutta la classe) Molte cose non mi piacciono, qui dentro, signori miei! Ci sarebbe molto da ridire, qui dentro. Qui sarebbe necessario, sotto tutti i riguardi, un bel repulisti. Silenzio!... Meyer!
Hans Signor dottore?
Sick Devi essere pi libero, pi disinvolto, ragazzo mio! Non cos impaurito, cos... rannicchiato. Nella mia classe non ci sono schiavi. Io pretendo franchezza e fiducia incondizionata. Verso di me e tra voi altri. Ed proprio questo che ti manca. La colpa della classe, non tua. Questo, ormai, lho capito. Lincidente di Arken me ne ha convinto pienamente. Vieni un po qua... (Hans va alla cattedra) Quando ti vedo cos... quando ti... (D colpo) Devi cambiare, hai capito?! Ti stai rovinando ogni cosa con quel... quel tuo fare chiuso, ombroso, a cui sembrano averti letteralmente costretto. Tutto ci deve finire. Ci star attento io. Occhi aperti vuol dire libert interiore. Questo tutto! (Su e gi) Bevete, occhi, bevete sino in fondo - il traboccante fulgore del mondo!. E proprio questo! Comprendi?
Hans S, signor dottore...
Sick (davanti a Hans, una mano sulla sua s-palla) Basta aver fiducia. In me. Essere maestro vuol dire essere il miglior amico dei giovani. Se no meglio cambiar mestiere. Be, torna -pure a sederti... (Hans va al suo posto. Sick alzando la voce) E quel che ho detto adesso vale per tutti. Noi siamo un circolo, una comunit. Siamo strettamente legati tra di noi, siamo una brigata... Che cosa vuoi, Boli? Bolf (in piedi) Posso uscire un momento? (Risate). Sick (lo fissa, il volto gli si contrae in un lampo, lo stato danimo degli ultimi minuti lo abbandona di colpo; grida, con voce rauca) Tu, eh? Vieni avanti! Lostaggio, prima strofa! Prego! Al tiranno Dionigi sappress... Qui, ho detto. Non far quella faccia da idiota... Ignorante che non sei altro...
QUADRO TERZO
Presso il capannone dove si custodiscono le barche, A sinistra si vede ancora un pezzo della parete di fondo. In mezzo a destra, una sponda erbosa in pendenza, dietro la quale si immagina che scorra il fiume. A destra, in piano, una comune tavola da osteria pitturata in bianco, con accanto una sedia. Un assolato pomeriggio di ottobre.
Sick (in piedi sopra la sponda, segue la regata, facendosi schermo al sole con la mano. A Jakobi, che sta al di l della sponda, in tenuta da canottiere) Tanto di cappello, collega. Magnifico! Che impeto, che slancio! Come spingono, quei birbanti. Accipicchia! Ma guarda. Sembra che voli, il canotto... Rallegramenti. Questa opera sua... (Gli batte sulla spalla).
Jakobi Mi fa piacere. Mi fa proprio piacere! A proposito, che ne dice di Meyer? Quel ragazzo letteralmente trasformato. Una cosa da non credere!
Sick In gamba! In gamba! (Guarda verso il fiume) Davvero straordinario! Jakobi (si accende una sigaretta) Quel Meyer! Proprio da un giorno allaltro. (D fuori una boccata di fumo) Non riesco quasi a concepirlo. E in matematica, idem. Tutta un tratto ti diventa un cannone, un vero cannone!
Sick Nevvero? Eh gi, quel Meyer...
Jakobi A quanto pare succedono dei miracoli, collega Sick. Cos accaduto a quel ragazzo?
Sick A Meyer? Non stato preso dal verso giusto, tutto l. La colpa di quei maledetti ragazzacci. Quando arriva uno nuovo, non lasciano mai che maturi, che diventi se stesso. Lo rendono ombroso. Gli successo quel che succede a un pulcino che vada a finire in un altro pollaio... Ho dovuto metterci le mani io stesso. (Scende un po la scarpata, Jakobi lo segue parlando).
Jakobi Ah, cos la faccenda?
Sick Gi, purtroppo! Ma ho fatto cambiar io le cose. Da un momento allaltro tutto andato in ordine. Adesso il ragazzo si ... disimpacciato, tutto il segreto qui. (Si siede al tavolo e si versa un bicchiere di vino da una bottiglia che vi sta sopra) Salute, collega!
Jakobi Prosperit!
Sick(sognante) Bisogna saper far luce in una simile anima di ragazzo. Non mica difficile. E cos facile. Spesso non sono affatto dei problemi erotici, sessuali a rendere incapace un ragazzo. In questo mi sembra che i signori intelligentoni prendano un granchio basilare. Son tutte storie, quelle!
Jakobi Perfettamente daccordo. (Sulla sponda) Per favore, Sick, venga un po a vedere! (Sicklo segue) Chi che fa tutto, laggi? Hans Meyer! E' quasi comico, quel che diventato quel ragazzo in un paio di settimane... E il mio miglior vogatore, il Grigio!
Sick Davvero, straordinario! Energico! Gagliardo! Vede, collega, quando lui entr nella mia classe con quellorrenda uniforme da collegiale, be, insomma, mi scapp detto. Lo chiamai Grigio. In fondo, pi che altro perch non mi era ancora familiare il suo nome... Naturalmente glie lo appiopparono subito come nomignolo. I ragazzi sanno essere maledettamente brutali. Eh gi! Noi altri non ci rendiamo spesso assolutamente conto di quello che possiamo provocare... Non ce lo immaginiamo nemmeno...
Jakobi Ah, lei che ha introdotto questabitudine?
Sick Ma come, che cosa? Ohe significa introdotto questabitudine ? Neanche per sogno! Se glie lo sto dicendo: sono stati i ragazzi. Al contrario, io sono intervenuto. E adesso lui di nuovo... Meyer.
Jakobi (guarda verso il fiume, attento) Hm.
Sick Adesso quasi tutta la classe si disputa la sua amicizia. E questa opera mia. Brabant, Arken, Becker: gli sono amici intimi, oramai, per la pelle! Io lo ripeto sempre, quasi in ogni conferenza: bisogna occuparsi anche della vita privata dei giovani. Non vi simpara mai abbastanza. Al contrario!
Jakobi Mi scusi... (Grida, con le mani a portavoce) Finito. Basta! Qua i canotti... Bolf, vuoi scendere da quel melo, s o no, ladruncolo che sei?
Sick Naturale: Bolf. Ruba la frutta. Quello l, poi, un capitolo tutto speciale. (Scuote la testa) Cose mai viste! Eh?
Jakobi La nostra pecora nera.
Sick E assolutamente escluso che possiamo trascinarcelo dietro pi a lungo. A Pasqua bisogner finalmente dare un taglio netto. Eh? Non ho ragione
Jakobi Senza cervello.
Sick Vero? Del tutto privo di intelligenza. Gli si legge in faccia, del resto. Io non posso nemmeno guardarlo, quel bruttissimo ragazzo...
Jakobi Be, non la bellezza che importi...
Sick(irritato) Che? Come? Non intendevo in quel senso. Lei mi fraintende. E chiaro che limportante non quellattrattiva, quel dono esteriore, assolutamente no, per voglio dire... (D'improvviso) Per esempio, Hans Meyer...
Jakobi Mi scusi... (Grida, oltre la sponda) Brabant! Attenti a quel canotto. (Forte) Diamine, non fatelo urtare cos. La vernice se ne va al diavolo! (A Sick) Abbia pazienza! Ci vado a mettere un po di gas! Mi scusi, sa... (Sparisce in fretta dietro un terrapieno. Sick torna al tavolo e beve precipitoso. Becker e Hans entrambi in costume da vogatori entrano a passo veloce dalla parte della sponda).
Becker(marciando) Un, du, tre! Un, du, tre!
Hans(ansante) Uff, ehi, ferma! (Si fermano ridendo sulla cresta del terrapieno e saccapigliano un po per gioco).
Becker(gridando, verso il capannone) Mamma Murken! Carburante!
Hans(id.) Limonata!
Becker To beone! (Lo spinge gi per la scarpata).
Hans(strilla ridendo) Nanerottolo scemo.
Becker(lo insegue) Coshai detto? (Si rotolano nellerba, lottando).
Sick(avanza) Lotta greco-romana?
Hans(balza in piedi, spaventato) Signor... signor dottore?
Becker (in piedi) Perdoni! (Si pulisce le ginocchia e i pantaloni).
Sick(sorridendo) Siete degli arditi lottatori, voi due.
Becker Volevamo solo bere un momento...
Hans (gli scappa di bocca) Una limonata...
Sick (indica sul tavolo) Ah s? L, ragazzi, guardate: il mio sidro. Bevete pure. Coraggio! Hans (confuso) Oh, signor dottore... (Sbircia verso Becker).
Sick Su, su. Niente complimenti! Per me ce n abbastanza. Harald, va un po a prendere dei bicchieri. (Si siede).
Becker Hm. Volentieri. (Via in direzione del capannone).
Sick Sicch, Hans? Siediti. Ti sei fatto venire il fiatone. Su, coraggio, s, l, su quel tavolo traballante. To, tieni indosso il mio mantello. Fa fresco. E tu fumi addirittura di sudore... S, sulle spalle!
Hans Oh, grazie, signor dottore... Questo non occorre proprio.
Sick(lo aiuta) Sciocchezze. Su, ecco! Questo ti tien caldo. E adesso respira adagio, tranquillamente. E non bere poi tutto in un fiato... Be, ti piace remare?
Hans(seduto sul tavolo, avvolto nel cappotto di Sick) Oh s. Bello. Davvero...
Sick Vedi, dunque? Che ti avevo detto? Non si sta poi mica tanto male da noi, eh, ragazzo mio? Del resto mi ha fatto piacere sentir dal collega Jakobi che contento di te, specie in matematica. Bene, bene! Continua solo cos. Tutto andr per il meglio!
Hans Ah, sarebbe...
Sick Coraggio e perseveranza, Hans! Questo quanto... (Dopo un silenzio) Ma sei gi tutto abbronzato. Non ti si riconosce pi. Avranno un bel guardare, le ragazze, quando ci sar la regata di chiusura... Hans (tira via un filo dai suoi calzoncini) Oh, signor dottore...
Sick Eh, che vuoi farci, cos... (Si alza, va su e gi) Basta che non diventi presuntuoso. Niente deve farti dimenticare le materie di studio.
Hans Oh no... (Sorride imbarazzato).
Becker (entra con due bicchieri) Han dovuto prima lavarli.
Sick (afferra la bottiglia) E ora, ragazzi, bevete. (Versa) Be, prosit!
Hans(in piedi) Signor dottore, mi permetta, ci permetta di... Alla sua salute, signor dottore... Becker (sullattenti) Alla sua, signor dottore!
Sick(tocca i bicchieri) Grazie, grazie. Prosit, Harald. Prosit, Plans, prosit! Siete buoni amici, voi due, vero?
Becker Noi? Per la pelle, signor dottore.
Hans Eccome...
Sick Oh, bravi. (Di colpo) Non bevete con tanta furia. Mi... mi sono compiaciuto di voi, l, durante la gaia!... Be, arrivederci! 'Giorno, giorno, ragazzi! (Si avvia).
Hans(correndogli dietro) Il suo mantello...
Sick Ah gi...
Hans(con un piccolo inchino) Tante grazie...
Sick Non c di che. Adesso, per, andate subito a vestirvi, capito? Comincia a far fresco. Be, arrivederci! (Via a destra).
Hans(beve) Di! Sick bravo! Davvero!
Becker(beve) Hm... (D'improvviso) Di, senti...
Hans Che cosa?
Becker Oggi faccio un salto a casa tua. Adesso che abbiamo finito...
Hans (subito) Ma no... Andiamo da te, va! Sai, io...
Becker Vorrei proprio sapere perch non posso mai venire da te...
Hans Ma non c' mica nessun motivo speciale...
Becker E allora oggi vengo. Sono curioso di vedere come il tuo buco.
Hans(incerto) Non proprio possibile, sai... (Poi, in fretta) La settimana prossima, forse...
Becker Riuscir bene a scoprire la ragione!
Hans Ma se ti dico che non ce nessuna ragione speciale... Non essere cos...
Becker Non essere cos! . Io sono come sono. In te s che c qualcosa che non va. E pi che evidente. Appena finita la scuola, scompari senza lasciar tracce. Arken fa la tua stessa strada: e mai che tu ti faccia- incontrare. Cosa vuol dire, scusa? Eh? E a casa tua non ci si pu andare. Ogni volta tiri fuori unaltra scusa... Cos, tuo padre che non vuole o che altro?
Hans Sai, abbiamo una governante, una signorina...
Becker E che centra, quella?
Hans(raschiando nella sabbia con la punta del piede) Quella centra in tutto... eccetera... e per questo, allora...
Becker Non ci arrivo. Ma ridicolo, scusa. Mi sembra che... Ma addirittura comico. Hai fifa di una governante! (Scoppia a ridere) Ah, questa bella!
Hans Ma non posso mica...
Becker Senti, penso che sarebbe ora che tu aprissi il sacco almeno con me. Perch diamine siamo cos amici, se no? Ma tu di me te ne infischi.
Hans No, no, davvero...
Becker Alla fine, sai, sono proprio seccato. Sempre quel tuo tirarti indietro, quel non posso, non voglio, non devo... sai, alla lunga ne ho poi abbastanza.
Hans Oh, Harry... ma se non niente... soltanto... cos...
Becker Razza di merluzzo che sei! Perch poi non vieni mai alle passeggiate? Che non ce li hai gli occhi in testa? Elli Brabant, laltro giorno, ti ha buttato unocchiata che faceva faville! E la sorella di Arken, la Lori, anche lei. Ogni giorno chiedono di te, le ragazze. E tu non ti fai mai vedere. Tu neanche timmagini le possibilit che avresti, pecorone... To, guardalo l! N on metterti ancora a piangere. Su, alla tua! (Beve).
Hans Alla tua! Brabant (entra di sopra il terrapieno) Accidenti! Voi trincate e noi intanto trasciniamo il canotto. Accidenti!
Becker Pazienza. Prosit! Tracanniamo il sidro personale di Sick. Un marco la bottiglia. Prosit!
Hans S, ce lha offerto lui. Che ne dici?
Brabant (sbalordito) Sick! davvero? E da quando in qua viene a veder le regate?
Becker (si accende' una sigaretta) Sono gi tre volte...
Brabant Dnne una anche a me... (La prende) Sick, quel troglodita, vuol diventare un tifoso, eh? (Beve) Prosit, boys! Perch diavolo viene sempre qui, adesso?
Becker(fa gli anelli col fumo) Non certo per noi, Rolf...
Brabant (ha un moto) Per...
Becker(a Hans) Per la scuola non hai pi bisogno di preoccuparti... E diventato cos paterno...
Hans(con ingenua schiettezza) Vero? Adesso proprio terribilmente simpatico, no?
A T T O T E R Z O
QUADRO PRIMO
Il negozio di Selma Schwan. Giorno dinverno. Verso mezzogiorno. La cortina dietro il banco chiusa. Selma si sta preparando il pranzo nel suo retrobottega : rumore di stoviglie. Entra Hans. Ha fretta. Il campanello automatico della porta d un forte trillo. Hans getta la borsa coi libri di scuola sul banco. Selma esce subito di dietro la tenda.
Selma Hans!
Hans Buon appetito. (Fischietta allegramente e con un salto si siede sul banco).
Selma(felice) E arrivato il mio orologio.
Hans Orologio? Perch? (Si gira in modo da volgere le spalle agli spettatori) Eh?
Selma Luna e un quarto. Ogni volta che arrivi luna e un quarto precisa.
Hans(ride) Ah s? Magnifico, no? Di, lo sai che maledettamente difficile infilarsi qui dentro inosservati? Ho sempre paura che mi venga sulla strada la carogna o il vecchio o che so io... Faccio certe sudate fredde.
Selma Carogna ! Eh, che razza di espressioni.
Hans Quella pi che una carogna. Vedessi quanto tormenta pap e Anna, per non dire di me.
Selma Va bene, ma insomma... carogna?!
Hans Laltro giorno mi casca un piatto. Roba che pu succedere a chiunque, no? Be, quella strega non mi defalca subito quindici pfenning? E mio padre, che dice? Ha ragione la signorina Torm! Tratta con pi riguardo quel che mi costa tanta fatica, balordo! e mi sbatte la porta in faccia. Uno schifo. Ma adesso ora. Resta qui un momento, vado l dietro e mi cambio subito. Mmm, che bellodorino ce di nuovo; che stai cucinando?
Selma Ho arrostito un po di salciccia...
Hans (annusa ridendo) Mmm! Cpperi! Come in un grand hotel...
Selma(ridendo) Ma guarda! Ce ne abbastanza, sai: ne vuoi un po'?
Hans No, meglio di no. Purtroppo. Non possibile. Se no poi non riesco mandar gi il mangime di quella l e scoppia subito la bomba. (Salta gi dal banco) Forza, allora, torniamo in quella porcheria grigia. Ah, aspetta. Ho qui qualcosa. (Apre la borsa e sfila una busta dalle pagine di un libro) To, da un po uno sguardo. (Toglie una fotografia dalla busta e gliela porge) Beh?
Selma Ehi, ma questo sei tu?!
Hans Eh gi, alla festa dei canottieri che c stata in ottobre. E qui Harry Becker, e Arken... E...
Selma(osservando la fotografia) Chi questa ragazza?
Hans(le d unaltra fotografia) E questa stata fatta la settimana scorsa. Fuori, sai, alla societ del tiro a segno.
Selma Ah s? Eccola di nuovo qua, al tuo fianco. E chi sarebbe, questa?
Hans Lori Arken. Suo fratello mio compagno di classe. Una ragazza in gamba... Bella, ti dico. Meravigliosa. (Toglie dalla busta una lettera e glie la d) Leggi un po.
Selma(legge) Mio bel piccolo Plans. Ti accludo le fotografie che ti avevo promesso. Tante grazie per la tua lettera, che mi stata consegnata dal mio caro fratello. Non so cosa sia pi delizioso, la tua poesia o te. Lori! . (Lascia cadere il foglio sul tavolo) Cosa significa?
Hans Be, niente di speciale, insomma. Sono un po cotto per quella ragazza, ecco...
Selma(piano) Tu?
Hans(ride) Si, solo un po cos, via...
Selma Ma questo...
Hans Che cosa? Ma se bellissimo. Adesso, per piacere, dammi un po quella maledetta casacca.
Selma Tieni. (Stacca labito grigio dallarmadio)Hans!(Hans le passa accanto col vestito e fa per andar dietro la cortina) Hans!
Hans(si ferma) Eh?
Selma (pi vicina) Senti...
Hans Che cosa?
Selma Senti! (Lo tira improvvisamente a s).
Hans(indietreggia) Ma che cosa...?
Selma(se lo stringe disperatamente al seno) Hans!
Hans No...
Selma Tu non sai...
Hans(rigido) Per favore, di, lasciami andare... per favore... (E accanto a lei, sconvolto).
Selma Ti sono mai mancata, io? (Silenzio) Non ho forse fatto per te tutto quel che si poteva fare...
Hans (con pena, senza capire) Ma s, certo... davvero...
Selma Le altre ragazze... (Con foga) Lo sai perch piaci alle ragazze? Perch ti ho aiutato io. Che cosa saresti in fondo senza di me?...
Hans(sottovoce) Devo... devo cambiarmi... (Prende la lettera e la mette nella borsa, insieme conle fotografie. Selma, con impeto, gli mette una mano sul braccio) E gi tardi, se no mi aspettano poi a tavola...
Selma Fammi vedere ancora una volta.
Hans Che cosa?
Selma Le fotografie.
Hans Tienile.
Selma Ecco... ecco... Cos. (Straccia la lettera e le fotografie) Cos. (Calpesta i pezzi di carta) Lori! La tua Lori!
Hans(atterrito) No. Ma no.
Selma Lori!
Hans(con un sorriso sforzato) Ma perch?
Selma Ah, mi deridi, eh? Sissignore, stai ridendo. (Rauca) S, lo vedo benissimo, mascalzone.
Hans No, sinceramente. Io non... non ho riso...
Selma (senza pi ritegno) Perch son troppo vecchia. Ecco perch. Fila dentro. Cambiati. (Lo spinge dietro la tenda, poi resta sola dinanzi al banco, che comincia a martellare di pugni) Questo il tuo ringraziamento. Ecco quel che ne ho avuto. Ma sempre cos in questo mondo infame. Quelle ragazzine hanno tutto per loro! Invadenti. Ladre. (Scoppia a piangere) E tu, poi. Coi vestiti che tho pagato io. Non c da stupirsi se ti corrono dietro: ti ho rivestito tutto coi miei poveri soldi, (Minacciosa) Ah, quelle l, Sono insaziabili, corrotte... fiori di marciapiede! (Si accascia sul banco, singhiozzando) Ma che si vive a fare? Perch sono ancora al mondo? (Dimprovviso, con odio) Lori! Ah, se potessi...
Hans (esce di dietro la tenda, vestito dellbito grigio) Non mica niente...
Selma Ecco. Ecco che cosa sei. Senza di me, questo, sei! Una miseria grigia! (Va verso di lui) Hans!
Hans(raccogliendo i pezzi di carta) Bisogna che vada. (Trattiene le lacrime).
Selma(lo fa drizzare) Lascia l quella roba. Neanche un pezzo ne porterai via. (Di fronte a lui) Ascoltami, Hans: tu devi essere buono con me. (Hans resta a testa china) Ah, dunque no? Niente? (Prorompe) E cos che ringrazi? Guarda l il vestito nuovo. E i calzini di lusso. E il costume da ginnastica. La maglietta da vogatore. E la continua paura per causa tua. Che qualcuno della strada se ne accorga. 145 marchi. Messi da me. Fino allultimocentesimo. E nessuna gratitudine. Non unombra di gratitudine. (Stringendoglisi addosso) Hans!
Hans (una parola per volta) Ma... non... posso... mica... se... non...
Selma(stringendo i pugni) Ah s? Non puoi dimostrarti... riconoscente? (Scoppia a ridere) Ma con questa... Lori?... E se ora rivolessi... tutto indietro? Eh? Saresti forse ancora il suo bel piccolo Hans? Sai che saresti, allora? Il Grigio, saresti. Hai capito? Altro che delizioso! (Silenzio) E io rivoglio tutto. Sissignore, tutto. Ormai siamo giunti a questo punto. Ora me lo faccio ridare. Tutto. Ho ancora i biglietti, le ricevute. E tutto segnato nel libro. (Implorante) Hans... (Silenzio) Ah no? No? Farabutto! Sarei capace di... Ci penser io ad aprir gli occhi della tua Lori sul suo cavaliere gonfiato. Lo far, quante vero Dio. E sapr tutto anche la signorina Trm, e anche tuo padre, se entro stasera non riavr i miei soldi... qui sul tavolo, contati uno sullaltro. Pensaci bene.
Hans(piano) Ma io non ho soldi... Tu lo sai benissimo. Lo hai sempre saputo.
Selma Non mimporta. Del resto, dipende da te. Non necessario, se tu... (Lo accarezza) Hans!
Hans(con un gemito) Oh, lasciami...
Selma(con irruenza) Mi porterai almeno venti marchi... altrimenti vado io stessa a casa tua e dico tutto, anche di... di Lori... Tu non sai di che cosa sono capace, quando mi si mette sotto i piedi. Lori! Tu appartieni a me. Sei mio. Io ho pagato quanto bastava...
Hans(con un grido) Ma... che cosa ho fatto? (Via).
QUADRO SECONDO
La classe.
Sick(in. cattedra) Che? Come? Ah be, questo bisogna proprio che ce lo spieghi ancora una volta. Comera la faccenda di Essex?
Hans(in piedi nel suo banco) Era lo schiavo di Elisabetta, signor dottore.
Sick Lo schiavo?!
Hans Lei aveva detto che la regina Elisabetta, quando... con Essex... S, che era gi vecchia, insomma.
Sick Be. Matura. Io ho detto una donna matura...
Hans E lui, dunque, doveva fare tutto quel che voleva lei. Era in suo potere... (Irremovibile) S.
Sick Ma come, in suo potere? Il conte era un uomo libero, indipendente, no? Vuoi forse dire, perch lei alla fine lha fatto uccidere, o che cosa?
Hans S! In un certo qual modo, gi...
Sick Ah, via, via. Prima di tutto rispondi a frasi intere. Dei be e dei gi non so che farmene. Che novit mai questa? (Va su e gi) Io ho spiegato esattamente come sono concatenati gli avvenimenti storici. E da questi non risulta affatto che Essex fosse lo schiavo di Elisabetta. Essa, anzi, gli lasciava molta libert. Direi quasi che era lui che dominava la regina. Dato che lui era giovane, dato che era consapevole dei vantaggi della sua giovent e della sua bellezza, era lui che teneva lei in suo potere... Non ti pare?
Hans(crolla il capo) S, ma lui le si era venduto, lei lo teneva in pugno. Se no non avrebbe nemmeno potuto farlo uccidere.
Sick Ma dov che leggi questa roba, ragazzo?! I motivi erano ben differenti... Lui non le si era venduto affatto. Sciocchezze.
Hans S. S che si era venduto... (Risate in classe) Lei gli aveva pagato -tutti i debiti... Lui non aveva pi scampo, da lei, era obbligato a fare quel che lei voleva, e quando non volle pi, dovette morire.
Sick(stupito) Ah s? Mi riesce assolutamente nuovo, signor professore Meyer! (Risate) Silenzio. Non c niente da ridere. Al contrario. Meyer, almeno, pensa con la sua testa, anche se nelle sue indagini storiche private prende dei grossi granchi. Non ho proprio niente in contrario, purch mi si faccia il piacere di restare nella logica. Ma la tua ipotesi, di logica, non ne ha neppure un grammo.
Hans Eppure cos. (Risate).
Sick(davanti a lui) Ehi, Hans, sei matto? Supponiamo, per esempio, che tu... ecco, che tu sia...
Hans Eppure proprio cos. (Risate).
Sick Silenzio. Da quando in qua sei cos... prepotente, ragazzo? Siediti.
Hans (si siede) E allora si fa qualsiasi cosa... qualsiasi cosa...
Sick ( tornato alla cattedra) Che cose che si fa? Come? Che hai detto? Silenzio. (Tumulto tra i banchi) Ma cosa succede laggi?
Arken(forte) Signor dottore, signor dottore...
Sick Che vuoi?
Kolthoff Meyer...
Bolf(sbraita) Meyer steso sul banco...
Sick Come? Cosa? Steso dove? (Viene avanti di corsa).
Becker Acqua! Ehi, Hans!
Sick(si fa largo tra i ragazzi) Largo, largo. Un po dacqua. Svelti. Fai piano, Harald. S, l sul banco. Adagio. Via quei libri, forza. Da una mano, Brabant. Tenetegli su la testa. Su, qua la spugna. Hans, mi senti? Che ti prende, Hans? Arken, mettigli quella borsa sotto la testa. Cosa mi combini, Hans? Puoi drizzarti? Bravo, cos! Andiamo un po alla finestra. Kolthoff, apri la finestra. Oh, gipassato. Ecco fatto. Vieni un po qui. Ce la fai gi a stare in piedi? Appoggiati un po l. Harald, sostienilo. Ah, vedi che stai su da solo? Vuoi andare a casa? Eh? Becker ti accompagna.
Hans (debolmente) No, per favore... vado solo...
Sick Solo?! Che pazzia. E come fai? Finisce poi ancora che svieni per la strada... Becker lo fa volentieri: nevvero, Becker?
Becker Naturalmente.
Hans Per favore, no. Ce la faccio, signor dottore, davvero...
Becker (torna bruscamente al suo posto) E allora niente.
Sick Comportati come si deve, Harald. Se lui non vuole... E allora vai pure.
Hans (ad Arken, che gli ha portato la borsa) Grazie. Tante grazie, signor dottore... Cos va abbastanza bene... (Esce lentamente. Silenzio).
Sick(lo segue con lo sguardo) Mah! (Alla classe) Seduti. Silenzio. (In cattedra) Sapete niente, voi, che cosabbia? Tu, Harald?
Becker No. Con quello non si capisce mai niente...
Sick Perch?
Becker Ma cos, insomma, sempre...
Sick Strano. Andiamo avanti. Aprite latlante. Il regno di Gran Bretagna comprendeva dunque sotto Elisabetta, anzitutto le seguenti regioni... (A un tratto) Ma quel ragazzo, insomma, deve avere qualche cosa. Mica si sviene, cos, di punto in bianco, senza un motivo. E ben strano. Dunque: lInghilterra propriamente detta; poi, pi tardi, la Scozia...
QUADRO TERZO
In casa Meyer. Lora di colazione dello stesso giorno. Henny e Meyer siedono a tavola e mangiano.
Henny Ancora un po di piselli, signor Meyer. Prego.
Meyer(masticando) Grazie, signorina, molto gentile.
Henny Non mica troppo dura, no, la carne?
Meyer No, no, anzi.
Henny (mangiando) Dopo dovr purtroppo di nuovo infastidirla con le solite questioni di economia domestica. (Sospirando) Domani il primo. Laffitto...
Meyer(di sopra gli occhiali) Diggi? Come passa il tempo...
Hans(entra, indossa labito grigio) Buon appetito, pap...
Henny Sei gi qui? Siediti.
Meyer(secco) Altrettanto. (Mangia).
Hans (sedendosi) Oggi ci hanno fatti uscire prima. C stata una lezione di meno.
Henny Tieni. Mangia.
Hans Grazie.
Meyer Te le sei lavate le mani?
Hans(mangiando) Hh. S.
Meyer Di un po, come stai andando?
Hans Scusa?
Meyer A scuola, sintende.
Hans Bene, pap. Abbastanza bene.
Meyer(ringhiando) Che significa abbastanza bene ? Devi andare benissimo, hai capito!? Della mediocrit non so che farmene, capito?
Hans Ma sar... sar promosso certamente.
Meyer(tra un boccone e laltro) Vorrei vedere che tu non lo fossi. Su quello non ammetto scherzi, eh? Io non mantengo fannulloni. Per questi luridi tempi ci vogliono uomini che siano uomini. In tutti i posti. Le mezze cartucce vadano al diavolo. Del resto non ho i soldi per pagarmi certi scherzetti, come sarebbe la ripetizione di una classe. Anche cos non avanza mai un centesimo. Lo sai o non lo sai?
Hans Ma io far tutto per...
Meyer Voglio sperarlo. (Si alza) Be, arrivederla, signorina.
Henny Oh, ancora un attimo, la prego, signor Meyer.
Meyer Come? Ah gi, i soldi...
Henny No, per quello non ce fretta. Volevo solo chiederle se mi permette di fare una domanda ad Anna in sua presenza. Un minuto soltanto...
Meyer(si accende un sigaro) Anna? Cosa c con Anna?
Henny Un attimo, signor Meyer... (Chiama dalla porta) Anna! Venite un po qua. (A Hans) Ehi, non facciamo storie : le lenticchie le devi mangiare. Fa il santo favore. Non puoi mica mangiare soltanto la carne. Quella deve bastare ancora per domani. Vero, signor Meyer?
Meyer S, mangia pi verdura. Non ci si pu rimpinzare di sola carne. Faccio forse cos, io?
Anna (entrando) Signorina?
Henny Ah, eccovi qui, Anna! Sentite un po, mancano le vecchie tazzine di porcellana di Dresda della povera signora. Voi sapete di quali parlo. Quelle che sono nellarmadio della stanza verde.
Anna (riscaldandosi subito) Io? Centro forse io? Ma insomma, cosa vuole da me?
Meyer Ehi, Anna? Che modi sono questi? Ah, cos che siete...
Anna Cos, cos? Io? Io sarei...
Henny S. Voi. Mi sono permessa di cercare nella vostra roba. Le tazze non ci sono.
Hans(si alza) Signorina...
Anna Io sarei? (Scoppia in pianto) Ah, ma questa... Sono una ladra?
Henny Quellarmadio senza serratura, questo lo sapete quanto me...
Meyer Oh Anna! Mi avete fatto questo?
Hans (non gli badano) Pap...
Anna(grida disperata) Questa un'infamia. Come se io fossi un tipo da rubare. Cosa le salta in testa, signorina? Lei diventata matta. A me, che nessuno mi ha mai rimproverato niente... (Si accascia singhiozzando su di una sedia) Lo dir alla polizia.
Henny Risparmiatevi la fatica. Lho gi fatto io.
Anna (le si avventa contro) Ha osato denunciarmi, strega...
Meyer Basta, vi prego Anna, fate il piacere di dominarvi. La signorina non fa che... (Agitato) La signorina Trm fa il suo dovere, .poich ha la mia piena fiducia...
Anna Me ne vado immediatamente.
Hans(sconvolto) Pap, io...
Anna Io sarei...
Hans(c. s.) Pap...
Meyer(imbestialito) Zitto, tu. Anzi, fila in camera tua. Avanti, presto.
Hans(accanto a lui, piano) Vorrei dirti che ho...
Anna Io una ladra?
Hans(tocca suo padre) Senti, pap, io...
Meyer (indicando la porta) Te ne vuoi andare s o no? Via. (Hans esce).
Henny(va addosso ad Anna) Smettetela di piangere. Dove sono quelle tazze?
Anna (grida) E che ne so io delle tazze?
Meyer Anna, vi proibisco assolutamente...
Anna Io vi denuncio tutti e due per calunnia!
Henny Fate quel che volete, sfrontata che non siete altro. Dove sono le tazze? Poche storie, so che le avete!
Anna Io?
Henny S. Voi. Volete che venga la polizia a perquisire la casa?
Anna(fuori di s) Io mi impicco piuttosto che subire la vostra calunnia.
QUADRO QUARTO
Nel negozio. E sera. La luce spenta: solo dietro la cortina c ancora il lume. Hans in piedi presso la porta.
Selma(mettendogli in tasca delle caramelle) Tieni, qualcosa di dolce da portare a casa. Le otto e mezzo. Devi andare, no?
Hans(annuisce) Hm.
Selma Come... che cosa dirai, adesso?...
Hans Oh, non ci pensare. (Dopo una pausa) Ho detto che andavo da Becker, per il suo compleanno... Eccetera. Oh, lo crederanno... (Ha gli occhi fissi).
Selma Tieni. (Gira la manovella e fa scattare il tiretto della cassa).
Hans Che cosa?
Selma Te lo regalo! (Gli porge un biglietto di banca) Venti marchi. Prendi e portateli via.
Hans E che devo farne?
Selma Che devi farne? Che domanda. Devi darti buon tempo. Sai, la tua... rata!
Hans Io non voglio niente. (Stanco) Rata?
Selma S, quel danaro che mi avevi dato ultimamente. Non dartene pi pensiero, oramai. Ti regalo tutto. (Lo accarezza) Non hai pi nessun debito con me.
Hans Io ti pagher tutto, tutto...
Selma Uh, mi fai quasi paura. In che modo lo dici. Sciocchezze. Con cosa vuoi pagare? Del resto, poi proprio vero? Non stata una vanteria?
Hans Che cosa?
Selma Che tuo padre ti ha regalato quei venti marchi perch avevi preso dieci in componimento?
Hans E perch no?
Selma Hm, talmente... assurdo. Tuo padre, regalare venti marchi?!
Hans Ah, storie...
Selma(piano, vicinissima a lui) Dimmelo, via.
Hans Cose che dovrei dire?
Selma Dove avevi preso quel denaro. In prestito? Dimmelo.
Hans(con voce spenta) Tu volevi quei soldi, e allora ho dovuto procurarmeli. E chiaro, no?
Selma Io... soldi? Ma andiamo. Cose che si dicono, parole...
Hans Se no lo dicevi alla Trm o a mio padre... (Con angoscia) Chi che ha scritto quella lettera a Lori Arken? Suo fratello me lha fatta vedere. Senza firma. Un sacco di minacce, se fosse ancora venuta con me. Si sarebbe fatto saper tutto al console Arlcen... (Prorompe) Chi che ha scritto questo? E poi Hans Meyer appartiene a me. Guai se osa ancora... . Io so tutto.
Selma(imbarazzata) Lascia andare, ti prego.
Hans Non ho neanche bisogno di chiedere. E quanto ai soldi, ebbene s, li ho...
Selma Che cosa?...
Hans Li ho rubati. S, guardami pure: ho detto rubati.
Selma Tu hai rubato? Hans, ma... ma dici la verit?
Hans Oppure non rubare se prendo degli oggetti, per esempio delle vecchie tazzine di mia madre, e le vendo al rigattiere?
Selma Tu hai fatto... questo? (Tremando) Tu hai fatto questo... per me?
Hans (le volge le spalle e fissa il soffitto) S, lho fatto. E Anna ci ha rimesso il posto. Ci ha pensato la signorina a quella... ladra. (Furente) E io, porco, sono stato zitto. Cos vigliacco, cos lurido, sono stato.
Selma(lo abbraccia) Caro.
Hans(salta gi dal tavolo) Finiscila. Ecco di dove venivano quei soldi. E adesso me ne vado. (Va verso la porta).
Selma No, aspetta. La gente. E poi ancora chiuso a chiave. (Gli si avvinghia addosso) Resta ancora.
Hans(pronto) No, io...
Selma Cosa vuoi che sia, oramai, unora pi, unora meno. E vero, di? (Implorante) Hans.
Hans(si tappa gli orecchi) No. Oggi non posso restare...
Selma Ti prego. E... ti metterai labito bello, come un vero cavaliere, e poi ci mettiamo sul sof... (Lo abbraccia) Devi, devi essere buono con me.
Hans (se la scuote di dosso) Lasciami. (Si porta le mani alla testa, disperato) Come nauseante tutto questo... (Con un gemito) Come orribile. (Le si pianta davanti) Basta! Hai capito? Io... (Minaccioso) Lei, mi apra la porta. Basta. Finito!
Selma (con le labbra pallide) Finito... che cosa?
Hans Questo. Tutto questo. Basta. Finito.
Selma Hans! Ma tu... Hans Tu mi hai rovinato, lo sai!? (Davanti a lei, alzando i pugni) Con questi. (Sgualcisce la banconota) E con questo. (Strappa labito dallarmadio) Schiavo. Sei riuscita a farmi schiavo. (Getta gli abiti a terra e li calpesta) Vorrei... vorrei pestarti sotto i piedi... (Si appoggia al banco, ansante).
Selma Osi... osi dirmi questo? (Fuori di s, gemendo) Cattivo, sei, cattivo. Ma bada. (Indica il retrobottega) Lascio aperto il gas! E tu hai finito di essere cattivo.
Hans Fa quel che vuoi! Non mimporta pi di niente. Voglio andarmene. Apri la porta.
Selma Pi di niente, timporta? Sei giunto a questo? Ladro. (Piange, appoggiata alla porta) Ma perch... perch... questo? (Cade ai suoi piedi, lo palpa) Chi ho, io, oltre te? Tu non puoi andartene. Oh, mio Dio. Non oggi. Tutto si aggiuster ancora, vedrai!
Hans (rivolto dallaltra parte) Voglio...
Selma Io, per te, ho fatto tutto ci che potevo. Non vero forse? Tutto. Pensa dunque un poco anche a me. Anchio sono una creatura umana. Io ti dar tutto... tutto quel che vuoi... ma tu... sii buono con me...
Hans(la respinge, gira la chiave) Buona notte. (Sbatte la porta).
Selma(con un grido) No. E impossibile!
A T T O Q UARTO
Q U AD R O PRIMO
(Durante la lezione. Bolf non c pi. Alcune facce nuove. Anche laula cambiata).
Sick(presso la finestra) E un errore: la letteratura tedesca non finisce con Goethe o con Schiller, e nemmeno con Hebbel, nemmeno con Hauptmann! Essa in continua trasformazione, in continuo movimento. Essa viva, e noi dovremmo tendere lorecchio anche al suo linguaggio odierno. (Forte, stridula scampanellata nei corridoi) Ma ne parleremo di nuovo venerd. (Va alla cattedra) In piedi. (La classe si alza) Sicch Kolthoff, bisogna che ti ci metta dimpegno. Non vorrai mica prendere il posto di Bolf e farti bocciare, no? Eh? Mi dispiacerebbe proprio! Dunque, datti da fare. Specialmente in latino, mio caro.
Kolthoff Sissignore!
Sick Bene, e adesso fuori. Aprite le finestre. Andate a prendere un po daria. Meyer resti qui un momento. (La classe esce in fretta. Meyer s ferma e resta accanto alla cattedra, col suo abitogrigio.Sick chiudendo il registro nel cassetto) Chiudi la porta, per favore, Hans. (Hans obbedisce) Ecco. Grazie. E ora vieni un po qui, tu. (Scende dalla predella e si mette accantoa Hans) Di un po, hai qualche cosa?
Hans Io? No, signor dottore, non ho proprio niente. (Guarda a terra, imbarazzato) No.
Sick Be, poi proprio vero? Guardami un po in faccia. C in te qualcosa che non va. S, s, non negare.
Hans Ma signor dottore, se le dico...
Sick(lo scuote dolcemente) Senti, voglio dirti una cosa. I miei collegiali mi dicono continuamente che il tuo profitto va peggiorando ogni giorno. Quasi tutte le materie cominciano a fare acqua. Cominci a fare un po di muffa, caro mio. C del marcio, s s, altroch. Che significa, Hans? Perch ti lasci andare cos, eh? Non ho voluto dirtelo prima in presenza degli altri... Perch io mi preoccupo per il tuo bene, ragazzo. O lo metti forse in dubbio?
Hans No, signor dottore.
Sick Non lo senti che ti sono amico, che mi d pensiero per te...?
Hans Oh s... cento... senza dubbio...
Sick Anche il mio collega Jakobi non sa che cosa pensare. Geometria, algebra, tutto insufficiente da qualche tempo, saranno tre, quattro settimane. Da un giorno allaltro, proprio. (Davanti a lui) E una cosa tremenda. (Silenzio) E oggi, poi, come hai tradotto in latino. Un lavoro inqualificabile! E in letteratura non stai mica pi attento. (Silenzio) Ebbene? (Silenzio) In queste condizioni, scusa, come vuoi che ti difenda? Stai rendendo cos male chetra poco mi sar impossibile. Mi si potrebbe sospettare di... di parzialit. Ma insomma, che roba ? Hai qualche dispiacere?
Hans No! Niente. Sinceramente, non ho niente!
Sick Lo sai che hai gi preso tre zeri?
Hans(piano) S.
Sick E vero che siamo allinizio di un nuovo anno scolastico, ma insomma... Cancellare tre zeri, figlio mio, vuol dire quasi fare una fatica dErcole. Ad ogni anno crescono le difficolt. Non ti pare che sia vero?
Hans Hm...
Sick Io non avevo alcuna intenzione di accompagnare la classe al di l di Pasqua. Mi son deciso a farlo solo per te e per Becker. Perch voglio portarvi io stesso agli esami di maturit. S, unicamente per voi. Se no sareste capitati sotto il professor Arndt. Quello che voi ragazzacci chiamate Baal, perch ogni anno ne divora almeno otto, voglio dire che li boccia. E adesso mi fai queste belle sorprese. (Silenzio) E poi come che ti presenti? Tutto ciondolone. E come vai vestito da qualche tempo? Hai ricominciato a portare quel... Ti sei forse messo in testa che ti stia bene, no? Orribile! Uno vestito cos non un ragazzo, soltanto... un numero. S s, guardami pure. Anche labito fa luomo. E quello che porti tu roba che soffoca, ti fa sembrare un sornione, un fintone. Quasi quasi mi faresti pensare che tu, a bella posta, vuoi dare nellocchio. Ti immagini di essere qualcosa di speciale, con quel coso l addosso? Ma parla, dunque! (Hans tace) Naturalmente tutto questo non riguarda i tuoi insegnanti. Ma in questo caso particolare, che tanto palese da... (Gli sta davanti) E di dunque qualcosa... difenditi! (Hans tace. Sick nervoso) Gi questo, non che puro interessamento da .parte mia. Non voglio che tu, con quel tuo... (Dimprovviso) No... Ho ragione, s o no? (Hans annuisce) E tuo padre, forse, che non ti tratta bene? (Hans tace) O c forse di mezzo... una ragazza? Succede, talvolta. Ma sarebbe uno scandalo, via, se per unoca qualsiasi dovessi andare a rotoli negli studi. Be, forse questo? Eh?
Hans(piano) No.
Sick Meno male, perch sarebbe veramente... Senti, ti dico con tutta franchezza... (Squillo di campanelli. Il brusio dellintervallo sale lentamente dal cortile verso i corridoi) Le undici e un quarto! Peccato che il tempo sia gi trascorso. Che cosa avete, adesso?
Hans Fisica...
Sick Allora devi scendere al gabinetto di fisica. Be, non ti trattengo... Per, senti: a partire da domani, nel tuo stesso interesse, voglio vederti diverso, ragazzo mio. Piai capito? Da ci potr rendermi conto se fai caso di me... dei miei consigli. Per me in fondo, molto importante saperlo. Mi hai ben capito? Diverso ti voglio.
Hans S, signor dottore.
Sick(battendo su ogni parola) Diverso in tutti i sensi. Di dentro e di fuori. S, anche di fuori, mio caro. Adesso coraggio, Hans. Ce la farai ancora, vedrai. Non vorrai mica deludere la mia fiducia in te, no?
Hans(esitante) Non... non lo so...
Sick Che? Non lo sai? Ma sei completamente impazzito, di? Io parlo e parlo come non ho mai parlato a un mio alunno, e tu vieni a dirmi : non lo so?. (Va su e gi, visibilmente emozionato) Io di te mi sono fatto unimmagine cos salda, che non permetter mi venga distrutta per una cos stupida leggerezza. Desidero che tu cambi, hai capito? Devi tornare come prima. Comeri fino- fino alla promozione. (Gli sta davanti) Se no il mio interesse, alla fine, cesser tutta un tratto. Tu figuri nel registro come Hans Meyer. (Esplode) Io non faccio lezione a dei pipistrelli color cenere. (Resta l in piedi, si asciuga il sudore dalla fronte) E ora va, gi tardi... (Gli d la mano) E fa quel che onestamente ti ho consigliato. Sei ancora in tempo. Corri. Allora, intesi? Diverso!
Hans(scombussolato) S, signor dottore... (Si avvia verso la porta).
QUADRO SECONDO
Soletta di prova in un negozio di abiti fatti. Grande specchiera a tre luci con lampadina molto luminosa.
Hans (sta provando una giacchetta) Lei crede che questa...?
IL Commesso Le sta a pennello, signorino. Maniche, spalle, sembra fatta su misura. Perfetta. Proprio chic!
Hans Lei crede che io...?
Il Commesso Consiglierei senzaltro. Non trover di meglio, sa. Prego, si guardi. Osservi come elegante, come le dona!
Hans Hm...
Il Commesso Oggi ce una richiesta enorme di modelli cos. E una confezione speciale della casa. (Gli gira intorno) E poi il colore. E addirittura regalato. Con quarantotto marchi si paga appena la fodera.
Hans E se invece...
Il Commesso Naturalmente pu anche provare questa. (Prende unaltra giacchetta dallattaccapanni) Non la scelta che ci manca. Prego. (Lo aiuta a togliersi la prima) Il nostro motto : la pi gran scelta, i prezzi pi miti, la miglior qualit! Ecco. E adesso favorisca... ecco qua. (Gli fa infilare unaltra giacchetta) Il blu le sta meglio. Ma come vuolelei. Non voglio influenzarla in nessun modo. Quel che decide la preferenza del cliente. Anche questa cade benissimo. Formidabile! (Sposta un po le luci dello specchio) Eh? Perfetto, no? Nevvero? Vorrebbe dunque decidersi per questa? Tutto come vuole lei!
Hans(incerto) Be, come crede...
Il Commesso(premuroso) Al contrario. E lei che deve decidere.
Hans(indeciso) Ma forse meglio...
Il Commesso Questo blu, vero? Ma subito! Prego, permetta. (Lo aiuta a togliersi la giacchetta) Allora la giacca blu. Ha ragione. Deciso. E questo paio di calzoni, vero? Faccio far subito il pacco. Lei lo porta con s, vero?
Hans S, vorrei...
Il Commesso Questione di un attimo. Faccio solo rinforzare un po i bottoni. (Tiene alti i calzoni) Ci sono anche i ritagli. Qui in tasca. Vede? (Mette tutto insieme) Lo facciamo sempre. (Aiuta Hans a rimettersi la giacchetta grigia) Se mi permette, questa s che non le sta bene. Dove lha comprata? No, no... una forma cos... (Trae di tasca un taccuino e scrive) Dunque: un paio di calzoni, ventiquattro e cinquanta; pi una giacchetta, quarantotto marchi : totale, settantadue marchi e cinquanta. Prego, si accomodi alla cassa a pian terreno. (Gli d il biglietto) Dovr aspettare al massimo una decina di minuti. La nostra sartoria lo fa in un momento, signore... (Apre la porta) Prego... L c lascensore. (Chiamando) Ragazzo! Lift! Il signore va a pianterreno.
Hans(non si muove) Non potrebbe... mio padre...
Il Commesso Come? Desidera?
Hans(con sforzo) Chiedevo se...
Il Commesso Prego, dica.
Hans Non potrebbe, mio padre...? Il conto...
Il Commesso(irrigidendosi) Non capisco...
Hans(diventa rosso) Mio padre pagher quando... io... Vorrebbe, per favore?...
Il Commesso(raffreddandosi) Ah! Lei vorrebbe a credito? Spiacentissimo! E impossibile. La regola della casa il pagamento in contanti. Senza eccezione. Mi dispiace proprio.
Hans Ma mio padre senza fallo... non mica...
Il Commesso(al di sopra della spalla) Come dico, spiacentissimo! Non possiamo. Vada prima a prendere il danaro da suo padre... Vuole che intanto le faccia tenere da parte il pacco?
Hans(annichilito) S, per favore... se vuol essere cos gentile...
Il Commesso(il vestito sul braccio) Bene... (Affaccendato) Non possiamo proprio. Con le spese che ci sono... vero? Qui i soldi e qui la merce, vero? (Apre la porta) Prego. Allora il suo pacco alla cassa. Con lo scontrino glie lo consegnano subito. Prego. (Indica la porta. Hans esce. Il commesso sulla soglia) La scala, prego. Lascensore cos richiesto. Riverisco! torni presto a visitarci... Buon giorno! (Spegne la luce della soletta).
QUADRO TERZO
In classe.
Sick(in cattedra) Seduti! Chi manca?
Koltoff Arken.
Becker E Meyer.
Brabant Meyer non c.
Sick Meyer? (Alza gli occhi) Meyer assente?
Becker S.
Sick Come mai? Di Arken c qui la giustificazione scritta. Un ascesso alla gengiva. (Apre il registro) Ma Meyer? Ci vorrebbe almeno... pff... Be, cominciamo... cominciamo con un passo del poeta austriaco Grillparzer. Franz Grillparzer. Si trova nella sua commedia Guai a chi mente! . Tra poco la verremo a conoscere. A proposito, procuratevi poi in tempo i libri. Edizioni popolari. Per piacere, prendete nota. Bene. Attenzione. Adesso fate silenzio! (Entra Hans nel suo abito grigio e va in fretta al suo posto. Sick si alzato e lo segue con gliocchi. Poi, duro) In piedi! (La classe si alza. Sick si schiarisce la voce) Questa, poi... (Si impone la calma e legge) Non si mente soltanto con le parole, si mente anche coi fatti. Ora, se mai acquistasti fiducia collinganno, non sperare pi in Dio per quel che fai! . Seduti! (La classe si siede).
Brabant E arrivato Meyer, signor dottore!
Sick(si siede, finge di non sentire) Per quel che concerne lultimo componimento, pare che nel tema mi abbiate frainteso...
Brabant(c.s.) Meyer... Sick Il tema, infatti, non era...
Brabant (forte) Signor dottore...
Sick(irritato) Ma che cosa vuoi?
Becker(si alza) C qui Meyer!
Sick Meyer? Dove?
Hans (in piedi) Qui, signor dottore!
Sick(fissandolo) Meyer... non c. (Risa e gomitate) Vi proibisco di ridere. (E in piedi) Anche la mia pazienza ha un limite. Io non sono un burattino. Per me la stupida sfrontatezza cocciuta di un ragazzo cosa che non esiste. Quando non si rispettano i miei desideri, quando si palesemente contro di me, quando si tenta ancora di dimostrarlo con impudenza... in maniera visibile... allora da un momento allaltro per me si diventa aria. (D forti colpi di righello sulla cattedra) Nientaltro che aria. Chi disprezza la mia eccessiva... fiducia, per me liquidato! (Silenzio sepolcrale) Allora per menon esistono pi che le nude cifre dei voti nel registro. Tre zeri, allora, vogliono dir la fine. Senza riguardi. S, non si mente soltanto con parole, si mente anche coi... fatti! Ma allora sappia anche che non pu pi sperare in me per quello che fa. (Va su e gi) Da qualche parte c seduto un... Grigio! Mi dica adesso il Grigio... (Grida) Gostendieck, via quel taglietto, se no... Io vedo tutto. (Stridulo) Grigio. In piedi! (Hans in piedi) S, proprio tu. Otto Ludwig: le date?
Hans ... Ludwig...
Sick Mrike? (Gridando) Dehmel? Tutta roba fatta! Be?
Hans Signor dottore...
Sick Liliencron? Seduto! Zero! (La classe si agita) Cosa c?
Becker(teso) Signor dottore...
Sick Che significa? Ti ho forse interrogato?
Becker Lei ha...
Sick Stai zitto! Insolente! Impertinente! Silenzio! Aprite il libro. Legga Brabant! (Va alla cattedra, si butta letteralmente sulla sedia) Pagina sedici.
Brabant Ho... ho dimenticato il libro a casa, signor dottore...
Sick(perdendo ogni ritegno) Dimenticato? Che classe di mascalzoni mai questa. E una porcheria. Kolthoff alla lavagna! Il Grigio la smetta con quel piagnucolare da idiota. Sono cose che non ammetto... Kolthoff, vuoi star composto, s o no? (Con voce isterica) Questa classe non m'interessa pi!
QUADRO QUARTO
La bottega di Selma. Essa seduta dietro il banco e cuce. Di giorno.
Hans(entra in fretta) Per domani devo avere il vestito!
Selma(scatta su, spaventata) Tu...? Sei venuto qui?
Hans Devo avere il vestito.
Selma(pungente) Ah! E per questo, dunque? Per un mese intero non hai avuto bisogno di me. Sicch vedi che puoi stare anche senza il vestito.
Hans No! (Febbrile) Bisogna che ce labbia. Se no resto bocciato...
Selma Tutte scuse. La verit che quello l grigio non si adatta per andare in gira Con quella... Lori. Cosa vuoi che me ne importi?
Hans No... io... Lui me lha detto... Per Sick io sono di nuovo il... Grigio!
Selma Per me... Rivolgiti a tuo padre. Oppure ruba... o va nei negozi a farti dare a credito quel che ti serve.
Hans(con un gemito) Non mi danno niente.
Selma Perch, hai gi provato?
Hans S. Niente!
Selma Ah, bene! E allora io sono di nuovo... lultima speranza? (Ride nervosa) Molto interessante. Ma ti sbagli. Ti conosco, caro mio. Io non mi lascio calpestare cos... Io non sono...
Hans(disperato) Aiutami. Devo avere il vestito...
Selma Ho bisogno dei miei soldi...
Hans Ma se me lavevi... regalato...
Selma Io? Tu sogni. Sono soldi presi dalla cassa. Sono... Non posso aspettare pi a lungo. In questi giorni mi sarei ad ogni modo rivolta a tuo padre.
Hans Per piacere... dammi il vestito. Lo sai che non ho un centesimo. Se adesso succede quel che ha detto il dottor Sick... (Le afferra la mano) Per favore, fallo.
Selma E tu vieni stasera?
Hans Solo il vestito...
Selma S o no?
Hans Io non sono pi un essere umano. Non so che cosa dico, che cosa faccio... (Scoppia in singhiozzi).
Selma Ehi, ti prego. Se entrasse gente.
Hans(cade ai suoi piedi) Per favore... Selma! (Piano, fremendo) Cara... Selma. Devi darmelo. Lo devi, lo devi... Io non ho nessuno... Devi aiutarmi. Non puoi lasciarmi andare in rovina...
Selma(inflessibile) Non dipende che da te.
Hans Ma non farmi... impazzire. Abbi piet.
Selma Io, eh? io devo avere piet? Mi piace, questa. Sempre soltanto io. E tu ne dimostri, forse, piet? (Ardente) Hans!
Hans(perde il lume degli occhi) Bestia!... bestia... (La percuote, poi, con volto inorridito dinanzia lei curva) E adesso tutto, tutto finito... (Si precipita fuori).
QUADRO QUINTO
La canner da pranzo. E sera. Sopra il tavolo accesa la lampada.
Hans(entra, vestito solo di calzoni e camicia. Spalanca fragorosamente la porta) Signorina!
Henny Ehi. Come puoi spaventarmi cos? Perch non sei ancora a letto? Sono le undici passate...
Hans Mi dia immediatamente del danaro!
Henny(sbigottita, il cucito le cade in grembo) Danaro? Ma che cosa significa?
Hans Molto danaro. Centoquaranta marchi. No, centoquarantacinque... Subito! (La scuote) Avanti, signorina. Li tiri fuori.
Henny Di, sei ubriaco? Come ti permetti? Lasciami andare.
Hans (c.s.) Qua i soldi!
Henny Ah be, questa...
Hans S s, rida pure, ma cacci i soldi...
Henny(con faccia melensa) Io credo veramente che tu... che tu sia...
Hans Per la signorina del negozio qui di fronte. Per la signorina Selma, per la Schwan. Anche quella una... signorina. Le devo tutti quei soldi. Bisogna che li riabbia. Sicch...
Henny (salta su) Tu le devi... dei soldi?
Hans S, centoquarantacinque marchi. Che ne dice, eh?
Henny Santo cielo... ma per che cosa?
Hans Semplicissimo. Da un anno in qua, grazie a quei soldi, porto a scuola degli abiti decenti. Perch con quello stramaledetto sacco grigio...
Henny (batte le mani) Ma... ma proprio vero?
Hans E chieda alla signorina. Tutto quello per cui lei, per cui voi due, qui, non avevate mai danari, tutto quel che dovevo assolutamente avere, me lha pagato quella l. Vestito, costume da ginnastica, tutto...
Henny (lamentosa) Hans...
Hans Tutto. Ogni giorno, prima di andare a scuola, ogni giorno, appena tornato da scuola, andavo prima a cambiarmi da lei. (Con un riso stridulo) E neanche un cane se n accorto. Tanto lho fatto di nascosto da voi due, qua...
Henny(fuori di s) Tu hai fatto questo?
Hans Perch non potevo... non volevo pi essere il Grigio... perch mi sfottevano, mi perseguitavano... Perch avrei finito per andare in malora... Lo vuol capire s o no? (A un tratto quella sua foga convulsa lo abbandona) Lei un essere umano, signorina... Pensi solo cosa vuol dire essere sbeffeggiati giorno per giorno, continuamente...
Henny Ma questo...
Hans No, tutto questo non ancora niente... in confronto... Le vecchie tazzine, ricorda? Non stata Anna, sono stato io, signorina, io a venderle... Ho dovuto vendermi anchio a quella l, alla Schwan, anima e... corpo... (Pausa) Corpo!
Henny Cosa intendi dire?
Hans Proprio quel che dico, cara lei. (Gridando) Non capisce cosa vuol dire anima e corpo? (Scoppia a ridere) Corpo, appunto. Corpo!
Henny Hans. (Cerca a tastoni una sedia) Oh... che vergogna!... Che cosa faccio adesso?...
Hans Mi aiuti. Lei mi deve aiutare. Bisogna che restituisca i soldi a quella l. (Acceso) Lho picchiata oggi... cos... coi pugni... Gi sulla testa, perch... lei... Adesso, domani verr... Signorina, prima che quella vada da pap. Tutto quel danaro, Me lo dia. E allora in qualche modo tutto andr in ordine... Ma se quella l mi d la caccia... allora... allora... (Davanti a lei, quasi a mani giunte) Io non sono cattivo. Non posso mica fare ci che quella... Mi salvi, dunque. E poi mi serve il vestito nuovo... se no con Sick sono perduto... (Sussurra) Mi dia quel danaro, la prego... o i gioielli della mamma... o qualche altra cosa... Danaro, danaro...
Henny(respingendolo) Ma tu sei... E in questo dovrei anche aiutarti. Non voglio sporcarmi! Non mi toccare!
Hans Signorina, cara signorina Trm...
Henny (balzando in piedi) Via. Vattene. Commetterei un peccato. Sei un essere depravato. Ah, che vergogna! Il tuo povero pap, quel galantuomo...
Hans Ma cerchi di capirmi. Non mi abbandoni. Lei non sa come queste cose possano succedere. E talmente, talmente... (Acutissimo) Signorina, aiuto... Cara... buona signorina... (Si gettato ai suoi piedi, le abbraccia le ginocchia) Se lei non mi aiuta... se lei mi tradisce... se lei...
Henny(in ascolto) Ecco!... Tuo padre!... la porta...
Meyer (con palt e cappello) Che cosa succede, qui? Che cosa vuole qui, quello, e poi cos...
Hans(in piedi) Niente...
Meyer Signorina Trm...? Le ho chiesto...
Henny(con voce spenta) Signor Meyer, Hans ha... questo ragazzo ...
Hans Signorina. (Implorante) Lei non vorr... per piacere...
Meyer(aspro) Che cosa succede, qui? Che stai facendo, qui dentro? Signorina Trm, vuol fare il piacere di dirmi...
Henny Io... semplicemente spaventoso... Simmagini che ha...
Hans Ho fatto...
Meyer(minaccioso) Che cosa? Avanti. Bada che se mi hai combinato qualche guaio...
Hans Ho fatto... No... (S precipita fuori).
Meyer (gli grida dietro) Che ti salta in testa? Vieni qua!
Henny(sorreggendosi al tavolo) E cos orribile, signor Meyer...
Meyer Ma parli, dunque.
Henny Ha fatto... non posso dirlo...
Meyer Ma io pretendo...
Henny (si lascia cadere su di una sedia) Com corrotto... Dio, com corrotto. Le vecchie tazzine, quella volta, Anna non le aveva... e debiti, centoquarantacinque marchi, e con la signorina, l di fronte, nella bottega di Rsing, ha fatto cose...
Meyer Cos che andate dicendo? Hans avrebbe... (Fracasso in corridoio, vetri che sinfrangono).
Henny(salta in piedi) Dio, ma senta solo...
Meyer(sulla porta) Luce! Accenda la luce.
Henny(gli passa accanto, esce) Subito. Dio, Dio, Dio! (Fuori si accende la luce, si sente Flenny dare un grido) Signor Meyer.
Meyer Che cosa ce? [Sembra paralizzato).
Henny(appare sulla porta, barcollante, dun pallore cadaverico) Signor Meyer... l sotto... attraverso il lucernario... un volo di quattro piani...
QUADRO SESTO
In classe. Irrequietezza. Baruffe.
Kolthoff Ma non arriva il carognone?
Brabant Le otto e trentacinque. Il carognone marina la scuola. Il carognone ricever un rimprovero. (Risate).
Becker Per sfottimento e angherie.
Kolthoff (scimmiottando Sick) In piedi! Pff! Attenzione! (La classe si alza ridendo).
Brabant(in cattedra) Segnare il dottor Sick per ritardo, mio caro Becker! Seduti!
Becker Segnare Sick per indegno maltrattamento di Meyer!
Kolthoff Mrike? Le date. Liliencron? Le date. Zero! Finito. Liquidato! (Schiamazzi).
Brabant (c.s.) Pff! Meyer non c!. E lui era l nel banco, grande e grosso. Una vera bassezza da parte di quel carognone.
Kolthoff Io non conosco pi nessun Meyer, conosco solo pi il Grigio.
Becker Che canagliata. (Schiamazzi).
Brabant Dov Meyer?
Kolthoff Di nuovo assente.
Becker(sul banco) Il carognone lo vuol fregare come ha gi fatto con Boli.
Voci S. Lo vuol bocciare quel fetente.
Becker E perch? C uno che riesca a capire perch?
Kolthoff Abbasso il carognone. (Fischi e gazzarra).
Brabant(forte, con le mani a megafono) Resistenza passiva. (Alcune grida: Bravo. Mettiamolo fuori legge ).
Becker Nessuno risponde pi alle sue balle. E lasciate pure che chiami il direttore.
Brabant S s! Allora vedr.
Kolthoff Chi ci sta?
Tutti(tumultuosamente) Io! Io! Io! (Urlio confuso).
Becker Guai a chi molla!
Brabant Abbasso Sick. Attenti. Uno, due, tre.
Tutti(in coro) Abbasso Sick.
Brabant(in cattedra) Silenzio! Se siamo tutti compatti, non potr prendersela con nessuno. Capito? E se tormenta Meyer, gi a far chiasso. E non mollare. Comincio io per primo. Capito?
Tutti S!
Becker Chi fa la spia meglio che se la batta. Abbasso Sick.
Brabant(accanto alla porta) Attenzione. (Va al suo posto).
Sick(sulla soglia, cereo) Buon giorno. (La classe si alza e tace) Sedete, sedete, per favore... (Va alla cattedra) Ho ricevuto un momento fa... (Sta l in piedi, gli occhi sbarrati) Devo comunicare alla classe che stanotte il nostro compagno Hans Mever... in seguito a una disgrazia improvvisamente deceduto... (Silenzio) Cos stato comunicato alla direzione poco fa, per telefono... (Silenzio) La data della sepoltura ci sar resa nota pi tardi... (Silenzio) Per il momento ignoro i particolari della tragedia... (Silenzio) Non credo necessario esortare la classe a intervenire compatta alla sepoltura... a prendervi parte... s, a prendervi parte... (La classe si alzata in piedi) S... (Getta uno sguardo stanco sulla classe) Grazie. Sediamoci pure... (Becker si alza) Harald?
Becker(eccitato) Perch... perch Hans Meyer...? Lo sa, lei, signor dottore?
Brabant(forte) Quattro zeri. Finito. (Grida) Liquidato.
Becker(tremando) Sta calmo, Rolf. Perch, signor dottore?
Kolthoff(balzando su) In piedi. (Con fare da agitatore) Tutti in coro: Perch signor dottore?.
Tutti(in coro) Perch, signor dottore? (I ragazzi sono in piedi, gli occhi scintillanti).
Becker Guardi l: quel posto vuoto, signor dottore.
Sick (li guarda con mesto stupore) Che cosa volete da me? (Piano) Per favore, sedetevi. (La classe in piedi) Ho pregato la mia classe di sedersi. Non mi si inteso? (La classe in piedi) Pensate forse...? Ci che ho fatto stato sempre per il bene, mai contro colui che oggi... (cerca le parole, noi, con fatica) non pi tra noi. Chi pensa altrimenti mi fa... in errore. E ora, vi prego... seduti. (La classe guarda Becker e resta in piedi. Sick con occhio addolorato) Insistete? Oggi non voglio... in questora non voglio mettermi a... Harald Becker, penserai tu a mantenere il silenzio. Fa che la classe lavori in qualche modo senza far rumore. Io... io non tengo lezione, oggi. (Aspetta un momento, poi esce lentamente dallaula).
Becker(dopo una pausa, con sforzo) Be... adesso sediamoci, no? (La classe si siede, lui rimane in piedi e dice improvvisamente con voce dura, guardando dinanzi a s) Uno di noi morto.Non vero? Come? Perch? Via. Sparito! (Si volge dallaltra parte).
F I N E
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