Il guastafeste

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LA PISCINA (L’amaca) (L’ancora della salvezza) (Fratello contro fratellastro)

Il Guastafeste

Atto unico di Fabrizio Sparaco.

La scena: Il salone di un appartamento di lusso. Un ambiente ampio e arredato con gusto: quadri di pittori famosi, oggetti preziosi, mobili antichi, una libreria, un telefono. In un angolo un piccolo bar con un divano e un paio di poltrone. Al centro il tavolo da pranzo.

Il salone si apre su un ingresso, visibile sul fondo. Vi sono tre porte chiuse, che conducono rispettivamente alla cucina, alla camera da letto e a un bagno.

Personaggi:

Maria, cameriera.

Fefè, cameriere, spasimante di Maria.

Sergio, padrone di casa.

Serena, moglie di Sergio.

Nanni, amico di Sergio.

Clemy, amante di Sergio.

MARIA:   (Esce dalla cucina. E’ una ragazza appariscente, venticinquenne. Ha una tovaglia tra le mani).

(Cantando). E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante…

FEFE’:      (Esce di soppiatto dalla cucina. E’ un trentenne, ma sembra un quarantenne. Ha pochi capelli, ma si ostina a portarli lunghi. Viso scavato e aria furba).

                  (Abbraccia MARIA e la bacia sul collo). Afferra la mia mano e vola con me in paradiso.

MARIA:   (Allontana FEFE’). Giù le mani! Che ti sei messo in testa!

FEFE’:      (Riparte all’attacco). Che faccio di male… sei una donna libera! O pensi ancora a quel mascalzone?

MARIA:   Non sono fatti tuoi!

FEFE’:      Ma come, mi avevi detto che…

MARIA:   Ti ho mai illuso?! C’è mai stato niente tra noi?!

FEFE’:      Pensavo che… non ti piaccio neanche un po’?

MARIA:   Non ho detto questo, ma… (Poggia la tovaglia sul tavolo). Aiutami!

FEFE’:      (Stende la tovaglia pian piano). Stasera, scoppierà un quarantotto!

MARIA:   Urca… urca!

FEFE’:      (Si guarda attorno circospetto. Sottovoce). La signora Serena si è svegliata con la luna storta! E’ da stamattina che brontola…

MARIA:   (Risentita). E’ colpa del signor Sergio!

FEFE’:      Perché?

MARIA:   (Spalancando gli occhi). Gesù, Gesù. Me lo chiedi pure… ha invitato il signor Nanni a cena!

FEFE’:      Embè… mica è un mostro… anzi è simpatico! Non viene da un sacco di tempo… poverino, sta soffrendo tanto per amore…

SERENA: (Fuori scena). Ceno al ristorante. Ah, sì… me lo impedisci… non credo proprio… e non mi toccare!

MARIA:   La signora Serena è furibonda. (Mimando un applauso). Brava, brava!

FEFE’:      Fai il tifo per la signora… madonna mia! Povero signor Sergio.

SERENA: (Esce dalla camera. Indossa una vestaglia di seta rosa. E’ sui trentacinque. E’ una donna avvenente e raffinata, ma questo pomeriggio è un po’ sotto tono. Ha i capelli scompigliati e lo sguardo accigliato. Si dirige verso il bar).

FEFE’:      (A SERENA). Vuole un caffè?

SERENA:            Gli uomini sono dei gran mascalzoni!

MARIA:   (Congiunge le mani e alza gli occhi al cielo). Ben detto! (A FEFE’). Fai il caffè!

FEFE’:      D’accordo! (Sparisce in cucina).

SERENA: (Visibilmente agitata). Sono stufa…

MARIA:   Signora Serena, si calmi.

SERENA:            Stasera, esco.

MARIA:   Dove va?

SERENA:            Da qualsiasi parte… pur di non vedere quel damerino di Nanni.

MARIA:   Ma signora…

SERENA:            (Interrompendo). Nanni è diventato insopportabile da quando il suo fidanzatino lo ha lasciato! Sergio lo sa bene… ma per farmi un dispetto… lo invita a cena.

MARIA:   E’ una vita che il signor Nanni…

SERENA:            (Arrabbiandosi). Ci mancherebbe che venisse tutte le sere.

SERGIO: (Fuori scena). Amore mio, dove sei? (Entra. Indossa una giacca da camera. E’ un quarantenne affascinante ed atletico).

MARIA:   Buongiorno signor Sergio, gradisce un caffè?

SERGIO: Sì, brava. Anche due biscotti e tu, tesoro?

SERENA:            (Non lo degna di uno sguardo. Incrocia le braccia sul petto. Mette il broncio).

MARIA:   Con permesso. (Entra in cucina).

SERGIO: Tesoro, Nanni è giù di corda!

SERENA:            Mi dispiace per lui, ma non voglio vederlo.

SERGIO: Perché lo detesti?

SERENA: Bravo, lo detesto. Per una volta hai azzeccato la parola giusta!

SERGIO: E’ una persona molto sensibile!

SERENA: Ah, sì… e la mia sensibilità non ti interessa?

SERGIO: Amore, non ricominciamo…

SERENA: Non chiamarmi in quel modo. Mi dà ai nervi!

SERGIO: E’ tardi per disdire la cena.

SERENA: Sei ancora in tempo! (Va verso il telefono e digita il numero di NANNI).

SERGIO: Amore, ferma. Nanni è irriconoscibile. Non mangia più, sembra uno scheletro. Ha tentato persino il suicidio!

SERENA: (Decisa). E’ libero. Rispondi!

SERGIO: (Afferra la cornetta). Nanni, sono io… no, nulla di particolare… vieni alle otto, perfetto… volevo sapere come stavi… sì, lo so che ci vediamo tra poco, ma temevo che ci ripensassi… ok, a dopo.

(Chiude la comunicazione).

SERENA: Sei un vigliacco! (Sparisce in camera da letto).

SERGIO: (Siede su una poltrona).

(Solo). E’ sempre stata gelosa di Nanni. Le donne ti succhiano il sangue fino al midollo e non si accontentano mai. E cosa ti danno in cambio? Ripicche e capricci!

FEFE’:      (Esce dalla cucina con un vassoio tra le mani. Lo poggia sul tavolo).

Signor Sergio, il caffè e i biscotti!

SERGIO: (Pensieroso). Fefè, le capisci le donne?

FEFE’:      Sono imperscrutabili… quantomeno all’uomo!

SERGIO: E tra loro s’intendono?

FEFE’:      Insomma… s’accapigliano per banalità.

SERGIO: Sono tutte prime donne!

FEFE’:      Mi ha tolto la parola di bocca. Stasera, viene il signor Nanni?

SERGIO: Sì.

FEFE’:      E’ un pezzo che non lo vedo. Come sta?

SERGIO: E’ avvilito!

FEFE’:      Sempre per le pene dell’amour?

SERGIO: Ha preso una bella botta, speriamo che si riprenda presto… ma ci vuole tempo.

FEFE’:      Ha fatto pace con la sorella?

SERGIO: Sei pazzo! Adele è stata la pietra dello scandalo…

FEFE’:      (Interrompendo). Sono sempre sangue dello stesso sangue!

SERGIO: Non farmi ridere! Tu perdoneresti una sorella che ti ha rubato il fidanzato?

FEFE’:      Non ho mai avuto un fidanzato…

SERGIO: Fefè era tanto per dire!

FEFE’:      Ah! Ma Adele cosa se ne fa di Francesco? (Parlata e camminata equivoca).

SERGIO: (Ridendo). Se lo spupazza da un mese!

FEFE’:      Come fa a saperlo? Ha parlato con Adele?

SERGIO: No, per carità… ma le voci corrono.

FEFE’:      Anche a me è antipatica. Si crede una gran signora. (Fa una sfilata per il salotto).

SERENA:            (Esce dalla camera. Seccata, guarda FEFE’).

FEFE’:      (Imbarazzato, si ricompone). Signora Serena, non fraintenda… facevo l’imitazione di Adele.

SERGIO: (Ridendo). Fefè, hai talento!

SERENA: (A SERGIO). C’è poco da ridere!

SERGIO: Tanto per sdrammatizzare… Fefè è un imitatore nato!

FEFE’:      (Incitato dai complimenti di SERGIO, riprende la sfilata).

SERENA: Fefè, ci manchi solo tu!

FEFE’:      Mi scusi signora, ma scherzavo...

SERENA: Ti pare il momento di scherzare… Adele è una donna di classe.

SERGIO: Sì, come no. Ha anche un gran cuore!

SERENA:            Puoi dirlo forte! E’ fin troppo comprensiva con Nanni.

SERGIO: (Sarcastico). Ah! Ah! Sarebbe lei la vittima… gli ha portato via Francesco e tu sai quanto Nanni ci tenesse.

SERENA: Al cuor non si comanda!

SERGIO: (Arrabbiandosi). Che fandonie! Adele ha occhi solo per sé. Tempo un paio di mesi e lascerà Francesco.

SERENA: E’ innamorata! (Va verso il telefono e compone un numero).

SERGIO: (Agitato). Chi chiami?

SERENA: (Imperterrita). Ciao Adele, sono Serena. Bene, grazie… al teatro? La cena dei cretini, carina… sì, l’ho vista molti anni fa… hai un biglietto in più… Francesco va a giocare a calcetto… Sergio ha una cena… sì, ha invitato Nanni… ok, vengo… tra un’ora sono da te.

SERGIO: (Irritato). Dove vorresti andare?

SERENA: Al teatro!

SERGIO: (Balbettando). Co… co… con quella?

SERENA:            Sì, con Adele.

SERGIO: Sei impazzita?

FEFE’:      (Imbarazzato). Scusate, vado a dare un’occhiata in cucina, non vorrei che Maria…

SERENA: (Arrabbiandosi). Un altro maschilista!

SERGIO: Fefè, smamma!

FEFE’:      Ma io…

SERGIO: (Stizzito). Fefè!

FEFE’:      (Sparisce in cucina).

SERGIO: Cena con noi e lascia perdere il teatro.

SERENA: Li conosco i tuoi giochini. Ormai non m’incanti più!

SERGIO: (Turbato). Che hai oggi?

SERENA: Ho aperto gli occhi!

SERGIO: Le malelingue si scateneranno, vedendoti con Adele!

SERENA: (Scrollando le spalle). Lasciale cinguettare.

SERGIO: Ti prego, non lasciarmi solo con Nanni.

SERENA:            Hai una bella faccia tosta. Quante sere mi hai abbandonata per le tue partitelle di poker, e io zitta ad aspettarti.

SERGIO: Ti prometto che…

SERENA: (Interrompendo). Non sto più ai comodi tuoi!

SERGIO: E’ una minaccia?

SERENA: (Imbronciata). E’ un dato di fatto! (Entra in camera da letto. Sbatte la porta).

SERGIO: (Solo). E vai, vai con quella femmina incantatrice!

(Sorseggiando il caffè). Maledizione, è freddo! Fefè!

FEFE’:      (Entra). Comandi!

SERGIO: Voglio un caffè bollente!

FEFE’:      (Sbalordito). Un altro? Signor Sergio la pressione…

SERGIO   Fefè, non scocciare!

FEFE’:      (Offeso). Come vuole. (Entra in cucina).

(Si ode la suoneria del telefono).

SERGIO: (Risponde). Clemy!! Sei pazza!! Mi chiami anche a casa… è in camera da letto… abbiamo discusso… non ho detto che voglio lasciarla… (Fra i denti). Sì, ti amo, fufi! (A voce alta). Non ho paura che mi senta… non mettermi con le spalle al muro! (Sottovoce). Stasera, va al teatro con un’amica… vorrei, tesoro, vorrei vederti, ma non posso… viene a cena un mio carissimo amico… no, non lo conosci… è disperato… sì, per amore. Certo che ho prenotato… Parigi! Due notti all’hotel Concorde. Scusami, sta tornando…

SERENA: (Esce di corsa dalla camera). Con chi parli?

SERGIO: (Copre il microfono con una mano) E’ Nanni. Poverino, è disperato.

SERENA: Passami la cornetta!

SERGIO: (Preoccupato). Tesoro, non posso.

SERENA: Passami la cornetta!

SERGIO: (Implorante). Ti scongiuro… sta piangendo.

SERENA: Poverino, ti fa tenerezza!

SERGIO: E’ molto sensibile!

SERENA: A me non pensi?

SERGIO: A te? Cosa ti manca?

SERENA: Un marito!

SERGIO: Non ti ho fatto mai mancare nulla!

SERENA:            Santo cielo… ma non ti rendi conto di quello che dici.

SERGIO: Ma che ti ha fatto Nanni?

SERENA: Lo odio!

SERGIO: E’ un caro amico e non posso abbandonarlo nel momento del bisogno.

SERENA: E non hai pensato a me, come sempre.

SERGIO: Vorrei disdire la cena…

SERENA: Sei ancora in tempo!

SERGIO: (Angosciato). Come faccio?

SERENA: Inventati una balla!

SERGIO: Non lo fai fesso… Nanni è furbo!

SERENA: Ecco perché andate d’amore e d’accordo!

FEFE’:                  (Entra. Ha un vassoio tra le mani). Signor Sergio, il caffè!

SERGIO: (Allenta la presa sul ricevitore). Lascialo sul tavolo!

SERENA: (Con un movimento rapido, strappa la cornetta del telefono dalle mani di SERGIO).

SERGIO: (Urlando). Noooooo, ti prego, noooooooo! (Prostrato, cade su una poltrona. Sbianca in volto).

SERENA: Nanni!! Nanni!!

FEFE’:      (Gridando). O mio Dio, si sente male? (Si dirige verso SERGIO. Perde l’equilibrio. Rovescia il vassoio sul pavimento).

SERGIO:  (Prendendosi la testa tra le mani). Povero me, povero me.

FEFE’:      (Si rialza. A SERGIO). Non si muova, le porto un bicchier d’acqua. (Corre in cucina).

SERENA: (Urlando). Nanni!! Nanni!! Ha riagganciato!

SERGIO: (Rincuorato). Soffre come un cane! Io sono il suo migliore amico! Non posso fregarmene.

SERENA: (Disgustata). Sei un attore!

SERGIO: Nanni mi è sempre stato vicino!

SERENA: Tienitelo stretto! (Entra in camera da letto).

SERGIO:  (Sbatte le mani sul viso. Solo). L’ho scampata… per fortuna, fufi mi ama! Appena ha sentito la voce di Serena ha chiuso. Che donna fantastica, Clemy! Serena si divagherà al teatro e le passerà l’arrabbiatura. Domani tornerà il sereno!

FEFE’:      (Entra precipitosamente con un bicchiere d’acqua). Signor Sergio, come sta?

SERGIO: Bene! Che vai cercando?

FEFE’:      Ma come… era mezzo collassato…

SERGIO:  Raccogli i cocci e portami questo benedetto caffè!

FEFE’:      E l’acqua?

SERGIO: Dammi questo bicchiere. (Sorseggia).

FEFE’:      (Pian piano pulisce il pavimento e porta via i cocci. Entra in cucina).

SERENA: (Esce dalla camera. Indossa una minigonna. A piedi nudi avanza verso Sergio).

                  (Minacciosa). Perché avrebbe richiamato?

SERGIO:  (Sorpreso). Chi?

SERENA: Non fare il finto tonto!

SERGIO:  Poverino, è angosciato. Cerca aiuto e comprensione!

SERENA: Sentimenti che non ti appartengono!

SERGIO: Amore mio…

SERENA: Non chiamarmi in quel modo. Mi dai ai nervi!

SERGIO:  (Guardando SERENA). Come ti sei vestita… quella mangia uomini ti porta in discoteca?

SERENA: Sei geloso?

SERGIO: No!

SERENA: Allora non rompere!

SERGIO: Perché non metti i pantaloni?

SERENA: (Altezzosa). Ho delle belle gambe.

SERGIO: E’ vero, mi sono sempre piaciute! Peccato che con me non metti mai la minigonna!

SERENA:            (Infastidita). Oggi mi va! Qualcosa in contrario?

SERGIO: Fai come vuoi. Non ho voglia di litigare!

SERENA:            Sei un menefreghista! (Sparisce in camera).

MARIA:   (Entra con un vassoio tra le mani). Signor Sergio, il caffè!

SERGIO: E’ forte?

MARIA:   Una bomba! Vuole fare le ore piccole…

SERGIO: Viste le premesse, meglio restar svegli!

MARIA:   La signora?

SERGIO: E’ in camera!

MARIA:   Stasera, quanti siete a tavola?

SERGIO: Due!

MARIA:   Due?

SERGIO: (Spazientito). Sì, due, non va bene?

MARIA:   Nanni non viene più?

SERGIO: Sissignore!

MARIA:   E la signora Serena?

SERGIO: (Indispettito). Va al teatro!

MARIA:   (Sventolandosi con un giornale). Che giornata! Ha pensato al menù?

SERGIO:  (Prende il caffè. A voce alta). Ostriche, champagne…

SERENA:            (Esce rapidamente dalla camera. Indossa minigonna e scarpe con i tacchi alti). Anche le ostriche… cosa sono tutte queste accortezze, me lo spieghi?

SERGIO:  Nanni mangia solo pesce!

SERENA: (Si mette a piangere). Se avessi avuto un briciolo di riguardo nei miei confronti, non ti odierei!

MARIA:   (Imbarazzata). Scusate, vado a fare la spesa. (Esce).

SERGIO: (Prende la mano di SERENA). Tesoro, tra cinque giorni è il nostro decimo anniversario di matrimonio!

SERENA:            (Stizzita, allontana la mano di SERGIO). Ah! Te lo ricordi.

SERGIO: Come potrei scordarlo.

SERENA:            Sei un fedifrago!

SERGIO: (Con tono romantico).Tesoro, festeggiamo a Parigi!

SERENA:            Cosaaa?

SERGIO: Ho prenotato due notti a Parigi!

SERENA: (Di slancio bacia SERGIO. Si asciuga le lacrime). Amore mio e io che avevo pensato…

SERGIO: E’ tutto passato!

SERENA: Quale albergo hai scelto?

SERGIO: (Pieno di sé). Hotel Concorde!

SERENA: (Eccitata). Hotel Concorde? Magnifique… sarà costato l’occhio della testa!

SERGIO:  (Sogghignando). E’ un piacere.

SERENA:            (Entusiasta). Amore mio, sei fantastico!

SERGIO: E tu che dubitavi di me…

SERENA: Scusami, scusami (Bacia SERGIO).

SERGIO: Scuse accolte!

SERENA: Quando partiamo?

SERGIO: Venticinque e ventisei novembre!

SERENA:            (Perplessa). Non avevi impegni di lavoro?

SERGIO: (Serio). Sì, tesoro, il convegno a Ginevra sugli attacchi di panico, ma ho declinato l’invito.

SERENA:            Perchè? E’ importante per te!

SERGIO: Tesoro, non c’è nulla al mondo più importante di te!

SERENA:            (Raggiante). Davvero?

SERGIO: Parola di boy scout!

SERENA:            Era tanto che non me lo dicevi… (Saltellando, euforica). Amore mio, amore mio. (Entra in camera).

SERGIO: (Siede sulla poltrona, pensieroso). Cosa m’invento con fufi? Le avevo promesso due notti di fuoco a Parigi… (Chiude gli occhi).

FEFE’:      (Esce dalla cucina). Signor Sergio, sta male?

SERGIO: (Alterandosi). Che diamine vuoi?

FEFE’:      Pensavo una ricaduta…

SERGIO: Ma che ricaduta. Lasciami solo… fammi il piacere.

FEFE’:      Dov’è Maria?

SERGIO: E’ andata a fare la spesa!

FEFE’:      (Contrariato). Con tutto quello che c’è da fare!

SERGIO: Ho voglia di ostriche e champagne!

FEFE’:      (Turbato). E’ andata dal pescivendolo?

SERGIO:  (Polemico). No, dal macellaio! Oggi siete tutti fuori di testa!

FEFE’:      (Guardando l’orologio). Sono già le sei… quando le cuciniamo?

SERGIO: (Sussultando). Le sei?

FEFE’:                 Eh, sì. Preparo l’insalata di mare?

SERGIO: Bravo! Nanni ne va matto!

FEFE’:      (Prende il vassoio ed entra in cucina).

SERENA: (Esce dalla camera. Si è cambiata. Indossa pantaloni e camicia. Scarpe con il tacco basso).

                  (Compie una piccola giravolta su sé stessa). Ti piaccio?

SERGIO: Fantastique!

SERENA: (Eccitata). Non vedo l’ora di volare a Parigi!

SERGIO: Anch’io.

SERENA:            (Sbuffando). Quasi quasi tiro la buca ad Adele… ma cosa le dico…

SERGIO: Una balla!

SERENA:            Quale?

SERGIO: Sei a letto con la febbre!

SERENA: Non ci crederebbe!

SERGIO: Vai, non preoccuparti.

SERENA: Non ti dispiace?

SERGIO: Affatto!

SERENA:            Sicuro?

SERGIO: Tranquilla.

SERENA: Sei dolcissimo.

SERGIO: (Accompagna Serena alla porta. La saluta calorosamente).

                  (Sfregandosi le mani). Serena mi ama più di prima. Ma Clemy? (Si picchia una mano sulla fronte).

(Telefona). Clemy, sono io… andiamo non fare l’antipatica… sì, è andata al teatro… no, non possiamo vederci… sì, viene il mio amico… sta tanto male… anche tu? Mi dispiace, fufi… c’è un problemino… fufi, non ti arrabbiare… dobbiamo rimandare il viaggio! Che c’entra mia moglie… ho un convegno a Ginevra! Come non ci credi… te lo giuro! Ci andremo a Parigi… più in là, ma ci andremo! (Gridando). Fufi… fufi!

Maledizione, ha chiuso!

FEFE’:      (Entra). Comandi, signore!

SERGIO:  Chi ti ha chiamato?

FEFE’:      Mi sembrava…

SERGIO: Parlavo al telefono.

FEFE’:      Conosce un altro Fefè?

SERGIO: Per carità, basti e avanzi tu!

FEFE’:      Mi dispiace, ho capito male.

SERGIO:  Come al solito. Sono stanco morto. Che giornataccia! Ho bisogno di un bel bagno caldo. (Prende un lettore Mp3 da un cassetto di un mobile. Arranca verso il bagno).

FEFE’:      (Cammina su e giù per la stanza. Guarda l’orologio).

                  Quella sciagurata è sparita da un’ora! Lo so io dov’è andata… da quel mascalzone… dice che non ci pensa più, ma appena scappa l’occasione non si fa pregare… farsela con un pescivendolo sciupafemmine… roba dell’altro mondo. (Si dirige verso la porta d’entrata. Sbircia dallo spioncino). Caspita! E’ lei… meglio fare l’indifferente. (Va al bar e prende un cognac).

MARIA:   (Entra. Ha una busta).

FEFE’:      (Esplodendo). Alla buon’ora!

MARIA:   C’era tanta gente!

FEFE’:      Sei andata dal mascalzone?

MARIA:   Il signor Sergio voleva le ostriche!

FEFE’:      Tutte le scuse sono buone.

MARIA:   Non ricominciare.

FEFE’:      Ti ha fatto la corte?

MARIA:   (Maliziosa). Come sempre!

FEFE’:      (Stringendo i pugni). Prima o poi lo ammazzo!

MARIA:   (Indispettita). Senti bello, non sono mica la tua fidanzata!

FEFE’:      Cosa ci trovi in quel mascalzone?

MARIA:   E’ simpatico!

FEFE’:      (Risentito). E io sono antipatico?

MARIA:   Mamma mia come sei suscettibile.

FEFE’:      (Disperato). Vorrei vederti al posto mio!

MARIA:   Fefè, sei pesante!

FEFE’:      (A voce alta). Voglio una risposta definitiva. O sì, o no!

MARIA:   Non urlare. I padroni hanno già le loro gatte da pelare. Ci manchiamo solo noi!

FEFE’:      La signora è uscita. Il signor Sergio è ammollo nella vasca da bagno. Musica nelle orecchie, libro fra le mani. Non sente neanche le campane!

MARIA:   Non voglio finire in mezzo a una strada!

FEFE’:      (Si accosta a MARIA. Le mette una mano sul fianco). Con Fefè accanto farai una bella vita!

MARIA:   (Allontana FEFE’). Sono ancora giovane…

FEFE’:      Vuoi farti prendere in giro dal pescivendolo?

MARIA:   Non sono fatti tuoi!

FEFE’:      Non hai futuro con quel marpione!

MARIA:   Ma chi ci pensa… (Passa la busta a FEFE’). E’ tardi! Mettiamoci all’opera!

FEFE’:      (Avvilito, si dirige verso la cucina).

MARIA:   (Intenerita, poggia una mano sulla spalla di FEFE’).

(FEFE’ e MARIA entrano in cucina).

SERGIO: (Esce dal bagno. Indossa nuovamente la giacca da camera. Ha le cuffie alle orecchie. Siede su una poltrona).

                  (Solo). Clemy è una ragazza istintiva, ma domani le passerà. Per farmi perdonare le regalo un collier.

                  (Suonano alla porta).

FEFE’:      (Esce dalla cucina. Si precipita verso la porta e apre a NANNI: un uomo sulla trentina, elegante e di bell’aspetto). Buonasera, signor Nanni!

NANNI:    Buonasera. (Guardando nervosamente l’orologio). Sono in anticipo.

FEFE’:      Non si preoccupi. (A SERGIO). Signor Sergio, c’è il signor Nanni!

SERGIO: (Non si è accorto di nulla. Fischietta un’aria del Barbiere di Siviglia). Piano pianissimo, eccoci qua. Tutto è silenzio… (Batte le mani a tempo di musica).

FEFE’:      (A NANNI). Farnetica sempre, quando ascolta la musica.

NANNI:    Doveva fare il cantante.

SERGIO: (Cantando). Basta, basta, non parlate…

FEFE’:      (A NANNI). Aspetti un attimo. (Si avvicina a SERGIO).

SERGIO: (A voce alta). Trallalalero trallalala, trallalalero, trallalala.

FEFE’:      (Sobbalza e frana su SERGIO).

SERGIO:Fefè, che diamine. Fai attenzione! (Sorpreso). Nanni! (Si toglie le cuffie. Abbraccia NANNI). Fefè, lasciaci soli.

FEFE’:      (Sparisce in cucina).

NANNI:    Scusami, ma a casa mi annoiavo.

SERGIO: Figurati!

NANNI:    Ti ho disturbato?

SERGIO: Macchè!

NANNI:    (Guardandosi attorno). Serena?

SERGIO: E’ andata al teatro.

NANNI:    Sta bene?

SERGIO: Benissimo, grazie.

NANNI:    E’ tanto che non la vedo. Ogni volta che vengo da te, non c’è mai!

SERGIO: Pura coincidenza! Siediti!

NANNI:    (Siede sul divano). Sarà come dici tu!

SERGIO: (Siede su una poltrona di fronte a NANNI). Fidati! Serena ti manda i saluti.

NANNI:    Grazie.

SERGIO: Hai ripreso a lavorare?

NANNI:    Sì e no!

SERGIO: Che significa?

NANNI:    (Affranto). Non riesco a concentrarmi. La prossima settimana devo presentare la collezione primaverile, ma sono in alto mare!

SERGIO: Vedrai che andrà tutto bene!

NANNI:    (Scettico). Boh! Non sarei così fiducioso.

SERGIO: Hai fatto nuove amicizie?

NANNI:    Sì.

SERGIO: L’anima gemella?

NANNI:    Magari!

SERGIO: Se continui a guardarti nell’ombelico…

NANNI:    Cosa dovrei fare?

SERGIO: Buttati nella mischia!

NANNI:    (Triste). E pensare che Francesco la odiava.

SERGIO: (Spazientito). Ci risiamo.

NANNI:    Francesco non aveva mai avuto un rapporto con una donna.

SERGIO: (Pensando ad altro). Sì, me l’avevi detto.

NANNI:    (Incurante della risposta). Negli ultimi tempi Francesco mi chiedeva con insistenza di invitare Adele. Ingenuamente, pensavo che si sacrificasse per me. Sapeva bene quanto tenessi a mia sorella. Anzi, in cuor mio ero contento che i loro rapporti migliorassero. (Singhiozzando). Ma chi andava a immaginare…

SERGIO: (Rincuorando NANNI). Non pensarci più. Vuoi un cognac?

NANNI:    Sì, grazie.

SERGIO: (Va al bar. Riempie due bicchieri di cognac. Porge il bicchiere a NANNI). Alla sfilata!

NANNI:    (Prosegue, senza prendere il bicchiere). Adele ha negato tutto anche davanti all’evidenza. Anzi, mi sfotteva… secondo lei ero accecato dalla gelosia… sulla sua falsità ci passo sopra. Ma è Francesco che mi ha deluso. Lo sai cosa mi ha risposto quando gli ho chiesto se andava a letto con Adele?

SERGIO: (Insofferente). Sì, me l’hai detto.

NANNI:    (Commosso). E’ sbottato a ridermi in faccia… e, con il sorrisetto sulle labbra, mi ha detto che si era innamorato di Adele. Mi è crollato il mondo addosso… dopo due anni che eravamo una cosa sola… che umiliazione!

SERGIO: Non pensarci più. E’ acqua passata!

NANNI:    (Con improvvisa foga). Vorrei possedere un’unghia del tuo cinismo!

SERGIO: Io non lo chiamerei cinismo.

NANNI:    E come?

SERGIO: Lucidità di pensiero!

NANNI:    Chiamalo come vuoi, ma il succo è che non hai mai sofferto per amore.

SERGIO: Non vale la pena!

NANNI:    Se Serena ti lasciasse?

SERGIO: (Si oscura un attimo. Riprende subito il controllo). Veramente, non ci ho mai pensato!

NANNI:    Perché ti fidi ciecamente o sbaglio?

SERGIO: Ci metterei la mano sul fuoco!

NANNI:    (Triste). Anch’io ce l’avrei messa… e poi sai com’è finita.

SERGIO: Che vorresti insinuare?

NANNI:    (Singhiozzando). Niente, niente. Questa storia mi ha scioccato. Non mi fido più di nessuno.

SERGIO: Neanche di me?

NANNI:    (Senza entusiasmo). Che c’entra… tu sei un caro amico…

SERGIO: Vedrai che presto troverai l’anima gemella!

NANNI:    Si affilano gli artigli dopo una delusione del genere!

SERGIO: Dai tempo al tempo!

NANNI:    L’innamoramento richiede una buona dose di vulnerabilità…

(Suonano alla porta).

SERGIO: (Guarda intensamente NANNI).

NANNI:    (Stupito). E’ Serena?

SERGIO: Non credo… ha le chiavi!

FEFE’:      (Esce dalla cucina. Ha una pezza tra le mani, un grembiule a fiori attorno alla vita. Si dirige verso la porta d’entrata).

SERGIO: (Urlando). Fefè, fermo!

FEFE’:      (Bloccandosi). Hanno bussato…

SERGIO: Doveee?

NANNI:    (Perplesso). Alla porta!

(Si ode un altro scampanellio).

SERGIO: (Inciampa e rovescia il cognac sul vestito di NANNI).

NANNI:    Porca miseria...

SERGIO: Scusami, Nanni.

NANNI:    (Asciugandosi con un fazzoletto). Non preoccuparti.

SERGIO: (Urlando). Fefè, cosa fai lì… svegliati! Vieni qui!

FEFE’:      (Smarrito, indica la porta).

SERGIO: (Sicuro di sé). Apro io!

FEFE’:      (Prende sottobraccio NANNI). Stia tranquillo. Abbiamo uno smacchiatore miracoloso. Il pantalone tornerà immacolato!

NANNI:    (Disperandosi). E’ un periodo nero!

FEFE’:      (Comprensivo). Signor Nanni, non è niente… si fidi di Fefè.

(FEFE’ e NANNI entrano in bagno).

SERGIO: (Apre la porta. Si trova di fronte CLEMY: una ragazza da copertina. Venticinquenne, alta e formosa. Ha un mancamento. Si aggrappa alla maniglia. Sottovoce). Clemy, sei pazza a venir qui!

CLEMY:   (Agitatandosi). Sì, sono pazza. Tua moglie è in casa?

SERGIO: Abbassa la voce… no, non c’è.

CLEMY:   (Entra. Disinvolta si dirige verso il bar). Cos’è quest’aria misteriosa?

SERGIO:  (Chiude la porta). C’è il mio amico.

CLEMY:   Fammelo conoscere!

SERGIO: (Angosciato, si guarda attorno). Volentieri. Ma come ti presento?

CLEMY:   Vedi te… amica, amante, futura sposa?

SERGIO: Ti prego, non scherzare. Vediamoci domani.

CLEMY:   (Incrocia le braccia). Sono serissima. Non mi muovo, finchè non mi sveli le tue intenzioni. E’ un anno che mi prendi in giro!

SERGIO: Pazienta ancora un po’.

CLEMY:   E il viaggio a Parigi? Me lo avevi promesso…

SERGIO: E’ solo rimandato…

CLEMY:   (Aggressiva). A quando?

SERGIO: Devo organizzarmi in clinica…

FEFE’:      (Entra con i pantaloni di NANNI tra le mani). Vedrà signor Sergio… (Si blocca. A CLEMY) Buonasera.

CLEMY:   (Strafottente). Buonasera.

FEFE’:      (A SERGIO). Apparecchio per tre?

SERGIO: Sì, sbrigati!

FEFE’:      (Sparisce in cucina).

CLEMY:   Questa volta non ti perdono.

SERGIO: Fufi…

CLEMY:   Non chiamarmi con questo stupido nome!

SERGIO: Ma come… ti piaceva tanto.

CLEMY:   E adesso mi fa schifo!

SERGIO: Vuoi un drink?

CLEMY:   (Diffidente). Mi vuoi intontire… così non ti rompo?

SERGIO: Oggi, come parlo sbaglio!

CLEMY:   Vedi te… avevamo un’occasione per stare insieme e, invece, inviti il tuo amico.

SERGIO: Poveraccio, vedessi com’è ridotto!

CLEMY:   (Guardandosi attorno). Dov’è?

SERGIO: Nella toilette.

NANNI:    (Fuori scena). Sergio, i miei pantaloni?

CLEMY:   (Sorpresa). I pantaloni?

SERGIO: (Si avvicina alla porta chiusa del bagno). Nanni, ancora due minuti di pazienza.

NANNI:    (Fuori scena). Chi si muove!

SERGIO: (Torna da Clemy). Fufi, quando hai suonato, mi sono spaventato e ho rovesciato un po’ di cognac sui pantaloni di Nanni… (Si picchia una mano sulla fronte). Fefè è proprio uno scansafatiche! (Gridando). Fefè!

FEFE’:      (Entra). Comandi!

SERGIO: Magari, comandassi in questa casa. Hai finito con i pantaloni di Nanni?

FEFE’:      Quasi… Maria li sta stirando!

SERGIO: Sbrigatevi!

FEFE’:      (Balbettando). Su…su… subito. (Si precipita in cucina).

CLEMY:   Il tuo amico ha una voce sensuale.

SERGIO: E’ un uomo molto sensibile.

CLEMY:   (Sarcastica). E va d’accordo con te… incredibile!

SERGIO: Fufi, fai la brava. Vediamoci domani, oggi siamo troppo stressati!

CLEMY:   (Con tono risoluto). Hai capito male. Io non mi muovo!

SERGIO: (Ispirato). Ok. Diciamo a Nanni che sei una mia paziente ipocondriaca… stasera hai avuto una crisi terribile!

CLEMY:   Ipocondriaca?

SERGIO: Sì. Eri in preda al panico e ti sei precipitata dal tuo medico curante!

FEFE’:      (Entra di corsa con i pantaloni di NANNI tra le mani). Signor Sergio, guardi, sono come nuovi.

SERGIO: (Afferra FEFE’ per un braccio. Lo sospinge verso il bagno). Vai, vai!

FEFE’:      Signora, guardi anche lei… (Mostrando con vanto i pantaloni). Non sono splendidi?

CLEMY:   Incantevoli!

FEFE’:      Grazie, signora. (Si dirige verso la porta chiusa del bagno. Bussa). Signor Nanni, i pantaloni sono pronti!

NANNI:    (Fuori scena). Dio sia lodato!

FEFE’:      (Passa i pantaloni a NANNI e si dilegua in cucina).

NANNI:    (Entra. Stupito, guarda CLEMY).

SERGIO:La signora Clemy…

CLEMY:   (Si presenta a NANNI). Clemy Milani.

NANNI:    (Stringe la mano a CLEMY). Molto lieto. Nanni Bugatti.

SERGIO: E’ una mia paziente.

NANNI:    (Incredulo). Paziente?

SERGIO: (In tono solenne). Sì.

NANNI:    (Confuso, fissa CLEMY). Scusate, se mi permetto, ma di cosa soffre?

SERGIO: (In tono professionale). Una rara malattia.

NANNI:    (A CLEMY). Mi scusi, non volevo…

CLEMY:   Si figuri.

NANNI:    E’ in cura da molto tempo?

SERGIO: Un anno! Oggi, ha avuto una crisi improvvisa.

CLEMY:   (Con tono concitato). Mi sono spaventata da morire e sono corsa dal mio salvatore.

NANNI:    Mi dispiace.

CLEMY:   Mi sembrava d’impazzire.

NANNI:    (Incuriosito). Crisi epilettiche?

SERGIO: Macchè!

CLEMY:   Ipocondria!

NANNI:    (Meravigliato). Veramente? Una bella ragazza come lei…

CLEMY:   (Indignata). Perché le belle ragazze non soffrono, non si ammalano. Che discorsi fa?

NANNI:    Mi scusi, non intendevo offenderla... ma mi sembra strano che una bella ragazza possa soffire di una malattia così stupida.

CLEMY:   (Offesa). L’ipocondria le pare una malattia stupida?

NANNI:    (Pentito). Oddio, non volevo dire stupida, ma solitamente affligge le persone… un po’ bruttine.

SERGIO: (A NANNI). E’ uno sciocco luogo comune! Potrei portarti una sfilza di belle ragazze ipocondriache e anoressiche.

NANNI:    L’anoressia è un’altra cosa.

CLEMY:   Entrambe sono malattie della psiche!

NANNI:    (Pensieroso). In effetti…

SERGIO: (A NANNI). Già… tu sei pratico di anoressia…

CLEMY:   (A NANNI). Anche lei è un medico?

NANNI:    (Infastidito). Noooooo!

CLEMY:   Non le piacciono i medici?

SERGIO: Ha paura!

NANNI:    (Contrariato). Non ho paura. Cerco di evitarli, finchè posso.

CLEMY:   (Fissando con odio SERGIO). Anch’io vorrei farne a meno. Ma prima o poi ci riesco!

NANNI:    Glielo auguro!

SERGIO: (Irritato). Tramate alle mie spalle. L’umanità senza medici è perduta.

NANNI:    (Ironico). Ci sono sempre gli stregoni!

CLEMY:   (A NANNI). Non è un medico, anzi ne sta alla larga… le piacciono gli stregoni… è un artista?

NANNI:    Indovinato! Lei è una donna intelligente, oltre che bella!

CLEMY:   Grazie, per i complimenti! E’ un pittore?

NANNI:    Anche, ma solo per diletto. Sono uno stilista.

CLEMY:   Ma pensa te… ci avrei scommesso.

NANNI:    Veramente?

CLEMY:   Sì. Lei è una persona raffinata e…

SERGIO: Un enfant prodige!

NANNI:    Dai, non scherzare.

SERGIO: (Serio). Non scherzo affatto. (A CLEMY). Nanni sta facendo strada. La prossima settimana presenta la collezione primaverile.

CLEMY:   Ho sempre avuto un debole per la moda.

NANNI:    Sfilate?

CLEMY:   Sì. (Si guarda il seno prosperoso). Per le fotomodelle è un handicap.

NANNI:    (Sorridendo). Ahimè! Di cosa si occupa?

CLEMY:   Nulla. Sono una mantenuta!

NANNI:    (Visibilmente imbarazzato). Cosaaaa?

CLEMY:   Sono l’amante di un noto professionista.

NANNI:    Non si annoia senza far niente?

CLEMY:   Per carità! Vivo alla grande… il mio uomo mi ha comprato una casa, mi riempie di regali…

NANNI:    E’ soddisfatta o le manca qualcosa?

CLEMY:   Le assicuro che faccio una bella vita!

NANNI:    (Con i piedi di piombo). Ma lei lo ama… o…

CLEMY:   O è una situazione di comodo… parli chiaro!

NANNY: E’ sempre così diretta?

CLEMY:   Da oggi!

SERGIO: (Interrompendo). Sono le otto, signora Milani. Le prescrivo alcuni calmanti. (Apre un cassetto di un mobile e prende un ricettario. Scrive. A voce alta). Dieci gocce di Lexotan, una pasticca di Tavor prima di andare a dormire. Mi chiami, se dovesse avere una nuova crisi.

CLEMY:   (Prende la ricetta e la mette nella borsetta). Non vorrei disturbarla… lei è un uomo sposato… sua moglie potrebbe fraintendere…

SERGIO:  (In tono professionale). E’ il mio mestiere. Tengo acceso il cellulare di servizio fino a mezzanotte.

CLEMY:   (Acida). Dottore, lei è sempre così gentile con i clienti?

SERGIO: Sono un medico di vecchio stampo!

NANNY: (A CLEMY) Mi scusi se insisto, ma ama quell’uomo almeno un po’?

CLEMY:   Sinceramente all’inizio della storia mi era indifferente, anzi non mi diceva niente.

SERGIO: (A CLEMY). Perché ci si è messa insieme?

NANNY: (Stizzito). Sergio, non interrompere.

SERGIO: Scusate, ma le situazioni di comodo mi danno il voltastomaco!

CLEMY:   (Sfrontata). Uff! Gli amori per interessi sono all’ordine del giorno. Non conosco coppia che sia unita solamente dall’amore!

SERGIO: Io, invece, sì.

NANNI:    (A SERGIO). Non ragionare con la tua testa!

CLEMY:   (A SERGIO). Lei è felicemente sposato?

SERGIO: (Poco convinto). Ssssssssì.

CLEMY:   Sua moglie dov’è?

SERGIO: Al teatro!

CLEMY:   Con chi?

SERGIO: Con un’amica!

CLEMY:   Davvero?

SERGIO: Mia moglie è fedele!

CLEMY:   E lei?

NANNI:    (Strizzando l’occhio a SERGIO). Insomma…

SERGIO: Sono fedele alla donna che amo, quando non c’è più l’amore…

CLEMY:   Tradisce!

SERGIO: (Deciso). Sì.

CLEMY:   Però continua a dormire con la donna che non ama più.

SERGIO: (Sbuffando). Non è semplice chiudere un rapporto!

CLEMY:   Quindi, non ama più sua moglie?

NANNI:    (Sorpreso). Sergio, davvero non ami più Serena… dovevo capirlo… pensavo che ce l’avesse con me… invece siete ai ferri corti!

SERGIO: (Spazientito). Nanni, non ho detto questo! E’ sfiorita la passione dell’innamoramento, ma condividiamo ancora molte affinità!

CLEMY:   Intende affetto?

SERGIO: In un certo senso.

CLEMY:   Si prova affetto per un cane, un gatto. L’ama sì o no?

SERGIO: (Impacciato). Sì e no!

CLEMY:   Non ha il coraggio di lasciarla?

SERGIO: (Agitato, cammina su e giù per il salone. Si ferma al bar). Volete del cognac?

CLEMY:   Non cambi discorso! L’ama?

SERGIO: Non come prima… l’amore inaridisce dopo dieci anni di unione.

CLEMY:   E per la passione si rivolge all’amante?

SERGIO: (Ammettendo). Be’ sì, penso che l’uomo abbia bisogno di due donne!

CLEMY.   (Irritata). Pensa che per la donna non sia lo stesso?

SERGIO: Non ci ho mai pensato!

CLEMY:   Lei è un egoista!

NANNI:    Tutti gli uomini sono egoisti!

SERGIO: (Si versa il cognac). Nanni, per favore…

CLEMY:   (A SERGIO). Finalmente un uomo sensibile che ammette i propri difetti e lei vorrebbe mettergli il bavaglio?

SERGIO: (Sarcastico). Un uomo…

NANNI:    (Strappando con rabbia il bicchiere di cognac dalle mani di SERGIO). Sì, un uomo!

CLEMY:   (A SERGIO). Dottore, le donne sono stufe degli uomini pieni di sé!

SERGIO:  (Risentito). Però continuano ad appoggiarsi all’uomo!

CLEMY:   Sono lontani quei tempi!

NANNI:    (A SERGIO). Serena mi sembra una donna forte e indipendente!

SERGIO: E’ solo apparenza. Aspetta sempre che sia io a prendere l’iniziativa. Tra pochi giorni ricorre il decimo anniversario delle nostre nozze e le ho fatto una bella sorpresa!

NANNI:    (Incuriosito). Davvero?

SERGIO: Due notti a Pa… (Si tappa la bocca).

CLEMY:   Bugiardo!

NANNI:    (A CLEMY). Non gli crede?

SERGIO: (Cerca di aggiustare il tiro). Due notti a Padova!

NANNI:    Padova?

SERGIO: Sì, ho un convegno, ma il tempo libero lo passeremo insieme.

NANNI:    (Scandalizzato). Alla faccia del romanticismo!

SERGIO: Purtroppo, non posso mancare!

CLEMY:   (Sprezzante). Poteva portarla a Parigi!

SERGIO: Parigi?

CLEMY:   All’Hotel Concorde!

SERGIO: (Disperato). Ma fufi…

NANNI:    (A SERGIO) Comeee? Cosa hai detto? Fuff…

SERGIO: Fuff che? Ti da di volta la testa!

NANNI:    (Sbalordito). A me? Sei tu fuori di testa!

CLEMY:   (A SERGIO). Dottore, io vado a casa. Da domani cambio medico. Le sue cure peggiorano la mia malattia. (Prende la ricetta dalla borsetta e la strappa in mille pezzi. Si dirige verso la porta).

NANNI:    (Slanciandosi dietro CLEMY). Aspetti, dove vuole andare in queste condizioni. Ha la macchina?

CLEMY:   No. Prenderò un tassì. Anzi, mi faccia un favore, lo chiami lei.

NANNI:    (Risoluto). L’accompagno io, poi torno indietro.

SERGIO: (A NANNI con astio). Non insistere! Chiama un tassì. Eri venuto per fare due chiacchiere con me!

CLEMY:   (A NANNI). Non si preoccupi, vado da sola.

NANNI:    Se le prende una crisi?

SERGIO: (Contrariato). Non sei mica un medico?

NANNI:    (Con enfasi). La comprensione lenisce il dolore più di mille medicine!

CLEMY:   (Prende NANNI sottobraccio. Gli carezza una guancia). Lei ha un cuore d’oro! Andiamo!

SERGIO: (Angosciato). Nanni, dove vai?

NANNI:    (Sulla soglia, si volta). Torno in un attimo.

CLEMY:   (Disgustata). Poveraccia sua moglie!

(NANNI e CLEMY escono).

SERGIO: (Sfinito, si abbandona sul divano. Solo). Fufi… che ti è saltato in mente… veramente non mi hai mai amato? E io sarei il bugiardo? Pensavo fossi innamorata di me… (Si prende la testa fra le mani). Povero me, povero me….

MARIA:   (Esce dalla cucina). Signor Sergio, si sente male?

SERGIO: Mai stato meglio!

MARIA:   (Guardandosi attorno). Dov’è il signor Nanni?

SERGIO: Ha accompagnato una mia paziente a casa. Tornerà presto… spero.

MARIA:   (Apprensiva). E’ successo qualcosa? La signora Serena sta bene?

SERGIO: (Indispettito). Cosa c’entra Serena?

MARIA:   Non lo so. Oggi, è un putiferio! Le porto le ostriche?

SERGIO: Mi è passato l’appetito. Abbuffatevi!

MARIA:   Nanni avrà fame…

SERGIO: Chissenefrega!

MARIA:   Va bene, va bene, non s’arrabbi. (Sparisce in cucina).

SERGIO: (Solo). Povero me… povero me…

SERENA:            (Entra. E’ molto agitata). Dov’è Nanni?

SERGIO: (Raggelato). Chi?

SERENA:            Nanni!

SERGIO: Torna subito! Ha avuto un contrattempo! Ti è piaciuta La cena dei cretini?

SERENA:            Non sono andata al teatro!

SERGIO: (Sorpreso). Perché?

SERENA:            (Con voce isterica). Quando andiamo a Parigi?

SERGIO: Porta pazienza. Non vedo l’ora!

SERENA:            Ah! Non vedi l’ora, eh?

SERGIO: Certo, tesoro, non faccio altro che pensare a Parigi!

SERENA:            All’Hotel Concorde?

SERGIO: (Sicuro di sè). Sì, tesoro. Ma cosa ti prende… perché non sei andata al teatro? Hai litigato con Adele?

SERENA:            Figurati!

SERGIO: Eri entusiasta, quando sei uscita di casa…

SERENA:            (Arrabbiandosi). E ora, sono una iena!

SERGIO: Per colpa mia?

SERENA:            (Fuori di sé). Sei un vigliacco!

SERGIO: (Arrendevole). Cosa ho fatto di male?

SERENA:            Cadi sempre dalle nuvole… ho telefonato all’Hotel Concorde!

SERGIO: (Allarmandosi). Quando?

SERENA: Appena ho messo piede in casa di Adele.

SERGIO: Non ti fidavi della mia parola?

SERENA:            Mi sembrava strano… sono anni che non mi fai una sorpresa.

SERGIO: Come puoi dubitare di me!

SERENA:            (Gelida). Non c’è nessuna prenotazione a tuo nome!

SERGIO: (Balbettando). Co… co… comeeee?

SERENA:            Non fare il finto tonto. Hai capito bene.

SERGIO: Tesoro, un disguido, a volte capita. Adesso telefono…

SERENA:            (Interrompendo). Non m’incanti più. (Sparisce in camera).

SERGIO: (Urlando). Tesoro, chiamo il Concorde!

(Telefona). Bonjour, je suis le docteur Tiribocchi… ah! Parla italiano... perfetto! Ho prenotato una matrimoniale per il venticinque e ventisei novembre… come non risulta? Guardi bene! Mi agito sì… faccia il suo lavoro e cerchi la prenotazione… ma lo capisce o no l’italiano? Non credo proprio… (Copre il microfono con una mano).

(Forte a SERENA). Tesoro, c’è stata un’incomprensione… la verità salterà fuori!

SERENA:            (Fuori scena). Sei patetico!

SERGIO: (Al telefono). Sì, Tiribocchi, quante volte glielo devo ripetere… ho prenotato via e-mail… avete i computer bloccati? Eveline? Chi è? Un virus?! Che sfiga! Come che significa? Iella… sfortuna… (Copre il microfono con una mano). Tesoro, un virus maledetto ha bloccato i computer… ecco perché non risulta la prenotazione… (Urlando). Tesoro, non mi credi?

SERENA:            (Entra. Ha un borsone tra le mani. Sdegnata). Non sai piu cosa inventarti… un virus! (Sorride, isterica). Un virus… cavolo, sei geniale!

SERGIO: Tesoro, parlaci tu… (Al microfono). Resti in linea, le passo mia moglie…

SERENA:            (Prende il ricevitore e chiude la comunicazione). Sergio, io me ne vado!

SERGIO: (Balbettando). Do… do… doveee?

SERENA: Lontano da te!

SERGIO: (Cerca di trattenerla). Tesoro, è tutta colpa di Eveline, quel maledetto virus!

SERENA:            Lasciami in pace. E’ finita tra noi!

SERGIO: Vuoi buttare all’aria dieci anni stupendi per un maledetto virus?

SERENA:            Ti odio!

SERGIO: Tesoro, richiamo il Concorde e prenoto.

SERENA:            (Esce).

SERGIO: (Si abbandona sulla poltrona. Solo). Porca miseria… altro che Eveline… avevo prenotato a nome di Clemy… oggi, non ne azzecco una… (Guardando l’orologio). Che fine ha fatto Nanni? E’ uscito da un’ora... basta mezz’ora per andare e tornare!

                  (Telefona a CLEMY). Nanni, sei ancora lì! Clemy sta male… vengo subito! Non vuole vedermi?… ti ha raccontato tutto?! io l’amo, davvero! Passamela, per cortesia! Non vuole parlarmi… tornate da me… discutiamone insieme! Come non se ne parla? Nanni non puoi farmi questo… ho fatto tanto per te! Acqua passata? Non hai riconoscenza! Lo so bene che fufi è una donna sensibile… ah! Io l’avrei presa in giro… guarda che in questa storia ci ha guadagnato solo lei… le ho comprato casa, regali, non le ho fatto mancare nulla… sono materialista? Può darsi, ma chi non lo è… perdiana, venite qui! Serena? Mi ha lasciato… ah, mi sta bene! Nanni sei un infame! Nanni, Nanni, Nanniiiiiiiii…

Ha chiuso! Che vigliacco!

FEFE’:      (Entra di corsa). Tutto bene?

SERGIO: Tutto bene un corno!

FEFE’:      Che succede?

SERGIO: Nanni non viene a cena!

FEFE’:      Avete discusso?

SERGIO: Lascia perdere… oggi è una giornataccia!

FEFE’:      E la signora?

SERGIO: Quale?

FEFE’:      (Stupito). La signora Serena!

SERGIO: Se n’è andata!

FEFE’:      Dove?

SERGIO: Che ne so… mi ha lasciato!

FEFE’:      (Sorpreso). Davvero?

SERGIO: Fefè, non sono in vena di scherzare.

FEFE’:      Mi dispiace… vedrà che domani tornerà!

SERGIO: (Amareggiato). Fefè, chi le capisce le donne.

FEFE’:      (Gettando un’occhiata in cucina). Parole sante, signore! Vuole le ostriche?

SERGIO: Fefè, ho un buco nello stomaco.

FEFE’:      Appunto!

SERGIO: (Disperato). Faccio un bagno caldo. Preparami un té con un paio di fette biscottate.

FEFE’:      Come vuole, signore. (Entra in cucina).

SERGIO: (Mette le cuffie. Canta un’aria del Barbiere di Siviglia). Maledetti, andate via… ah, canaglia, via di qua. (Entra in bagno).

(La scena resta vuota alcuni istanti. Poi entrano MARIA e FEFE’).

MARIA:   Veramente la signora Serena se n’è andata?

FEFE’:      (Affranto). E’ proprio così!

MARIA:   (Singhiozzando). Quanto mi dispiace! Il signor Sergio come ha reagito?

FEFE’:      E’ a pezzi!

MARIA:   E la cena?

FEFE’:      E’ saltata. Nanni non torna più. Il signor Sergio vuole un té e un paio di fette biscottate.

MARIA:   (Apprensiva). Pensi che la signora avesse un altro?

FEFE’:      Bah! Non credo, ma…

MARIA:   (Decisa). Gesù, Gesù… la signora è un donna seria!

FEFE’:      (Approva con un cenno del capo. Tragico). Piuttosto, il signor Sergio è un poco di buono…

MARIA:   Perché?

FEFE’:      Quella bella paziente che è venuta all’improvviso e poi è sparita con il signor Nanni…

MARIA:    (Interrompendo). Ah! Era bella?

FEFE’:      (Eccitato). Una stang… (Si tappa la bocca).

MARIA:   (Mollandogli un ceffone). Screanzato!

FEFE’:      Lo sai che a me piaci solo tu!

MARIA:   Bugiardo!

FEFE’:      Te lo giuro!

MARIA:   Insomma, questa bella ragazza…

FEFE’:      Non vorrei che… (Si guarda attorno. Sottovoce) … fosse l’amante del signor Sergio.

MARIA:   (Indignata). Che mascalzone! (Altro ceffone a FEFE’).

FEFE’:      Maria, perché te la prendi con me?

MARIA:   Gli uomini sono tutti uguali!

FEFE’:      (Strofinandosi la guancia). Vuoi un bicchierino?

MARIA:   Sì, di vino rosso!

FEFE’:      (Va al bar. Riempie due bicchieri di rosso).

SERGIO: (Fuori scena. Canta). Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono, donne, ragazzi, vecchi, fanciulle: qua la parrucca presto la barba qua la sanguigna presto il biglietto Figaro Figaro son qua, son qua.

MARIA:   (Turbata). Mamma mia, il signor Sergio è impazzito!

FEFE’:      (Porgendo il vino a MARIA). E’ andato fuori di testa!

MARIA:   (Degustando il vino). Buono!

FEFE’:      (Con tono solenne). Brunello di Montalcino, annata 2004!

MARIA:   Sei pazzo? Vuoi farmi licenziare… la bottiglia preferita del signor Sergio! Speriamo che non se ne accorga.

FEFE’:      (Strafottente). Chissenefrega! Mi aveva chiesto di stapparla per l’occasione… e il vino, una volta aperto, va bevuto! (Sorseggia).

MARIA:   (Sorride. Beve. Canta). E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante…

FEFE’:      Abbracciami. (Cinge un fianco di MARIA).

MARIA:   (Abbandona la testa sulla spalla di FEFE’).

(FEFE’ e MARIA si baciano appassionatamente).

SERGIO: (Fuori scena). Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo; a te fortuna non mancherà.

SIPARIO

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