Il letto ovale

Stampa questo copione

ATTO PRIMO

Due editori di successo, napoletani e trapiantati nella Monaco bene, due eleganti signore un po’ annoiate, un architetto stravagante, una domestica "Caliente", un maestro di meditazione, una sexy operatrice di call-center ed una scrittrice di libri per bambini.

Questi i personaggi de "ll Letto Ovale", un classico della commedia inglese degli equivoci, adattata dal testo di Cooney e Chapman, "Move over, Mrs. Markham", ha tutti gli ingredienti per divertire e tenere lo spettatore in sospeso, tra tradimenti veri, tentati o ingiustamente sospettati.

La costosa ed infinita ristrutturazione, crea una famiglia allargata in cui "l’interior decorator", la domestica, i padroni di casa ed i loro amici danno vita ad un susseguirsi di gag e colpi di scena che ravvivano una normale serata di venerdì, in cui ogni coppia, all’insaputa dell’altra, si è data appuntamento.

L’intreccio è quello classico: due coppie a confronto, qualcuno sa qualcosa che l’altro non deve sapere, poi l’imprevisto fa scattare la peripezia. Imma, moglie fedele di Giuseppe, si troverà al centro di un intreccio di tradimenti di cui diverrà l’inconsapevole vittima. Una serie di mancati incontri creerà imbarazzanti equivoci. Ma a tanta frenesia, eccitazione e follia, in una serie di esilaranti colpi di scena, seguirà la resa dei conti finale.

Equivoci, risate assicurate, colpi di scena sorprendenti per una serata in allegria.


PERSONAGGI

Giuseppe Lanza

Editore

Imma

Moglie di Giuseppe

Luigi Panza

Socio di Giuseppe

Francy Panza

Moglie di Luigi

Tony De Vita

L’architetto

Simona

La domestica

Luca Piccione dei Nobili Della Quaglia

Amante di Francy

Sveva

La scrittrice

Barbara

La centralinista


Atto primo

Un attico a Monaco. La scena è composta da un salotto (a sinistra) e una camera da letto (a destra). La parete divisoria è accennata da una porta verso il fondo. In camera da letto: Un letto ovale, un tavolino, una porta a destra che va nello spogliatoio e in fondo una finestra con davanti una tenda. Il salotto ha un arco: a sinistra apre sull’ingresso, a destra sulla camera della cameriera. Una porta scorrevole a sinistra apre sul bar. Tra l’arco e la camera da letto una porta apre nello studio.

GIUSEPPE

(VOCE FUORI CAMPO) Buonasera, io sono Giuseppe Lanza della famosa casa Lanza e Panza, non la conoscete? Beh, noi non vendiamo, pubblichiamo! Si, pubblichiamo libri per ragazzi.

Questa è casa mia, anzi era casa mia, prima che Imma, mia moglie, decidesse di rinnovarla. Ha preso il migliore architetto di Napoli, dice lei, e l’ha trasformata in quello che oggi chiamano ‘Open   spaice”, ‘Open spaice”, spazio aperto. Ora, dico io, se uno vuole uno spazio aperto va in campagna no? Io a casa mia voglio le stanze, belle, separate, voglio le porte, per chiudermi dentro, anche a doppia mandata! Eccolo Tony De Vita (ENTRANDO DALLA COMUNE CON DEI TESSUTI IN MANO) il grande architetto Partenopeo!

Tony! ditemi voi se un uomo può chiamarsi “Tony” e poi, dopo tanti anni che siamo a Monaco, ancora con questa fissazione di ritorno alle origini: l’architetto napoletano, gli amici napoletani, i negozi napoletani, ma su, evolviamoci, non consideriamoci sempre emigranti, integriamoci. Voi la vedete quella cosa oblunga? È il letto ovale! Il letto ovale capite! Il letto ovale può andar bene per un pulcino, ma non per un essere umano!

Insomma, quello che vi voglio raccontare è cominciato l’altra sera, in questa casa, saranno state più o meno le sette di sera...

IMMA

(DA FUORI) Giuseppe, amore, ci sei? Sono tornata, (ENTRA DAL FONDO. HA DEI PACCHI CHE MOLLA SUL SOFÀ. APRE LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO) Giuseppe...ci sei? (MOLLA LA BORSETTA SUL LETTO ED ENTRA NELLO SPOGLIATOIO) Ma non c’è nessuno? (TONY ENTRA DALLO STUDIO CON UN BLOCCO PER APPUNTI E IL CATALOGO DELLE STOFFE)

TONY

Ci sono io Imma! (IMMA RIENTRA DALLO SPOGLIATOIO) Sono ancora qui in cerca di ispirazioni!

IMMA

Oh! Tony, (SORRIDENTE) ma che bella sciarpina!

TONY

Ah! Ah! Ti piace? Mi fa piacere che almeno tu l’apprezzi!

IMMA

E’ bellissima. Ma dimmi, oggi come ti senti?

TONY

(IRONICO) Oh! Benissimo! Mi sento come Nerone, incendierei tutto!

IMMA

Oh! Tesoro mio, te lo dico sempre, tu vuoi fare troppe cose, e poi ti esaurisci! Ma mio marito è rientrato?

TONY

(CONTRARIATO) No, sta ancora in ufficio. Imma, tuo marito mi manda al manicomio! Non ce la faccio più!

IMMA

(AL CITOFONO) Giuseppe, amore, ma quando vieni? Hai dimenticato che siamo stati invitati a cena fuori?

TONY

(SOTTOVOCE) Chiedi a sua maestà delle tende. (MOSTRA IL CATALOGO)

IMMA

Ah! Tony ti ha scelto delle tende color verde mela e una splendida moquette ametista.

Ah, Si… si… (METTE GIÙ).

TONY

Come ha reagito?

IMMA

Violentemente.

TONY

Eh lo sapevo!

IMMA

E su, sai come è fatto, Giuseppe è un po’ difficile!

TONY

Imma mia, tuo marito, mi dispiace doverlo dire, è più insipido dei libri per bambini che pubblica.

IMMA

Insipido? Convenzionale!

TONY

Convenzionale! Per adattarmi ai suoi gusti avrei dovuto mettere un bel parquet in laminato plastico finto legno ed una carta da parati beige. Qualsiasi cosa faccio non va mai bene: ho impiegato tre settimane a convincerlo per il bidet a fiori.

IMMA

E su! Lo sai che poi alla fine fa sempre quello che diciamo noi, (CHIAMA FUORI) Simona! Simona, puoi fare un caffè per l’architetto? (A TONY) Vedrai che ti tirerà su.

TONY

Non voglio un caffè, voglio una decisione!

SIMONA

(SIMONA, STRALUNATA, VESTITA ECCENTRICA, MODERNISSIMA) Mi ha chiamato signora?

IMMA

Prepara una bella tazza di caffè per l’architetto!

SIMONA

Per l’Architetto? Solo una tazzina? Qualsiasi cosa per lui! Ahahahah.

IMMA

Per me lungo, poi sei libera. È la tua serata libera, vero? (VA IN CAMERA DA LETTO)

SIMONA

Si signora! (RIFERENDOSI AI PACCHI) Ohh!!! Ha fatto spese, signora?

IMMA

Si, ero indecisa tra due vestiti per stasera, così li ho presi tutti e due. (ESCE E VA NELLO SPOGLIATOIO, BUTTA IL CATALOGO SUL DIVANO)

SIMONA

(AMMICCANTE) Ma… volete qualche altra cosa col caffè, signor Architetto? (TONY LA PRENDE TRA LE BRACCIA E LE DÀ UN BACIO APPASSIONATO) Niente più?

TONY

(CON OCCHI VORACI) Mamma mia, come sei sexy! (VA PER BACIARLA DI NUOVO, MA LEI LO FERMA)

SIMONA

Non adesso, il signor Lanza sta per arrivare! Un po’ di pazienza, aspetta stasera ed avrai tutto ciò che vuoi.

TONY

Uhhh! Non resisto più!

SIMONA

Stasera il signore e la signora escono e noi abbiamo casa tutta per noi, finalmente!

TONY

(FA LE FUSA) Grrrr.

SIMONA

Su, su, finisci il tuo lavoro, così ti libererai presto e stasera sarai tutto mio (TONY SI CHINA A RACCOGLIERE IL CATALOGO E SIMONA GLI DÀ UN “PIZZICOTTO” SUL SEDERE. TONY SI RADDRIZZA DI SCATTO) L’ho imparato bene? Mi sono specializzata, visto?

TONY

La prima della classe! (IMMA RIENTRA IN CAMERA DA LETTO E CHIAMA)

IMMA

E il mio caffè? (DALLA CAMERA)

SIMONA

Scusi signora, lo porto subito (DÀ IN FRETTA UN BACIO AD TONY PROPRIO PRIMA CHE ENTRI IMMA)

IMMA

Non ti preoccupare, vengo a prenderlo io in cucina. (VA IN CUCINA)

TONY

(INNOCENTE ALLUDENDO AL CAFFÈ) Lo sai come piace a me?

CAMPANELLO D’INGRESSO

SIMONA

(STRIZZANDOGLI L’OCCHIO) Ancora no, signor Architetto, ma io imparo in fretta, Monaco è una scuola di vita! Ahahaha!!! (TONY LE DÀ UN PIZZICOTTO IN FRETTA MENTRE LEI ESCE. SUONANO ALLA PORTA, USCENDO) Apro io, signora.

IMMA

(ESCE DALLA CUCINA) Ma secondo te questo scam-pa-ne-llio dovremmo tenerlo per sempre?

TONY

È unico in tutta Monaco (CERCA IL TELECOMANDO PER APRIRE LA PORTA) Una mia pazzia! vedrai, ce lo invidieranno!

FRANCY

Amore mio un disastro! Disastro completo!

IMMA

Non ti piace il suono del nostro campanello?

FRANCY

Ma è perfetto...almeno degli uccelli sentiamo il canto!?

TONY

Tutte uguali! Chiamatemi quando avete finito (VA NELLO STUDIO)

FRANCY

I nostri maritini? Ancora giù in ufficio?

IMMA

Si, ma tra poco arriveranno. Giuseppe deve venire a cambiarsi che siamo a cena fuori.

FRANCY

Oddio (INDICA IL CITOFONO) Chiamali, ti prego. Senti quanto gli manca, ma non dirgli che sono qui!

IMMA

(AL CITOFONO) Ah, sei tu LuigI! Quanto vi manca? No, no, fate con comodo (METTE GIÙ). Allora, cos’è successo di così drammatico? Sei andata di nuovo a sbattere con la macchina?

FRANCY

(LA GUARDA CON FARE AMMICCANTE) Ma no!

IMMA

E allora? Vuoi parlare

FRANCY

Imma sei la complice ideale.

IMMA

Complice in che?

FRANCY

Oh Tesoro, non sarai coinvolta neanche un poco.

IMMA

E meno male? Coinvolta in che?

FRANCY

Mi serve il tuo appartamento in prestito, per stasera, sii, per un’oretta, al massimo due, l’ho promesso a Luca!

IMMA

Luca?!

FRANCY

Te ne ho già parlato, no? Luca...

IMMA

Il tedesco del corso di meditazione? Ohhh!!!! Non voglio sapere niente! Ma non hai paura che Luigi ti scopra? E poi a casa mia! Nooo! Non se ne parla proprio!

FRANCY

Oh! È inutile che mi fai la predica... d’altronde Luigi è troppo occupato a nascondere le sue amanti, ma poi sempre con lo stesso ritornello: “Scusami Francy, tu sai com’è il nostro lavoro, sempre clienti importanti da portare a cena fuori”.

IMMA

E ma, non è una buona scusa per darti alla pazza gioia con questo Luca. Ti ricordo che tu sei una donna sposata.

FRANCY

Ma non è successo ancora niente. È per questo che… siiiii voglio in prestito… uhhhhh!!!    L’appartamento!

IMMA

Tu non stai bene!

FRANCY

Voi due rincasate tardi, Simona esce...

IMMA

E a Giuseppe cosa dico?

FRANCY

Niente! Deve essere un segreto tra noi. Te lo giuro, non ti accorgerai che siamo stati qui.

IMMA

Francy, io non ti coinvolgo nelle mie cose.

FRANCY

Ah! Non pensavo che anche tu… (SGUARDO AMMICCANTE)

IMMA

Francy! Ma cosa stai dicendo! Giuseppe e io non ci sogneremo mai di... di avere un amante.

FRANCY

E ci credo, Giuseppe non ce la fa con te, figuriamoci con due!

IMMA

Eh?!!Giuseppe è, è, è… straordinario! (LA FISSA NEGLI OCCHI) Certo Giuseppe non è... come dire…. un marito esuberante, poi ha una certa età…e..

FRANCY

Ma non mi dire! secondo me non ce la fa e basta!

IMMA

Certo, poverino, è sempre molto stanco, ma mentre il tuo Luigi la sera se la spassa, il mio povero Giuseppe corregge bozze fino a tardi.

FRANCY

Anche a letto?

IMMA

Anche a letto, revisiona le bozze!

FRANCY

Sarà.

IMMA

E comunque, dopo tanti anni di “completa e appagante soddisfazione” è normale ogni tanto… smorzare.

FRANCY

Smorzare, ma non spegnere!

IMMA

Non abbiamo spento affatto! Ma, non cambiare discorso...

FRANCY

Hai ragione. Luca, vedi, ha fatto di tutto per convincermi a... Ha detto che se non acconsentivo si ammazzava! E io che dovevo fare? Vederlo morire?

IMMA

Francy, quello da te, vuole una cosa sola!

FRANCY

Oh! Siiii!!!! Lo so! Ahhhhh Beh, poco fa ho ricevuto questa lettera di passione, è disperato, leggi qui la sua disperazione.

IMMA

Sentiamo un po’ questa… disperata passione! (COMINCIA A LEGGERE UNO DEI TRE FOGLI CHE LE PASSA FRANCY, IN REALTÀ ENTRA’ LUCA CHE RECITA)

LUCA

“Mia adorata promessa di paradiso…” (OCCHIATA A FRANCY)

FRANCY

Sono io!

LUCA

“…zucchero candito, bon-bon, dolce coniglietta mia. Non dimenticherò mai il nostro primo incontro”

FRANCY

Siiii, ore e ore di meditazione (PASSA A IMMA IL SECONDO FOGLIO).

LUCA

“...mi lasciò senza respiro!” (ALTRA OCCHIATA A FRANCY) i nostri corpi avvinti in una luce bianca ed oro. (ALTRA OCCHIATA A FRANCY) Lo so com’è difficile, avendo un marito, eccetera, eccetera eccetera, ma cerca di farcela. Mi sono ormai affezionato all’idea di provare”

IMMA

(PRENDE L’ALTRA PAGINA DA FRANCY) di provare?

LUCA

“L’appartamento della tua amica Imma.” (LUCA ESCE)

IMMA

Questo, è abusare dell’amicizia.

FRANCY

Dalle 8 e 30 alle 10 e 30: due ore.   Imma... ti prego.

IMMA

Devo vestirmi. (PRENDE I PACCHI E VA IN CAMERA DA LETTO SEGUITA DA FRANCY)

FRANCY

Pensa alla felicità di Luca. (RACCOGLIE IN FRETTA I FOGLI DELLA LETTERA, LASCIANDO SUL DIVANO L’ULTIMO FOGLIO) ti prego, Imma!

IMMA

Ma non potete andare in albergo?

FRANCY

No, è squallido e poi è troppo pericoloso, e poi vuoi mettere l’erotismo di un letto ovale! (SEGUE IMMA NELLO SPOGLIATOIO)

GIUSEPPE

(ENTRA PARLANDO INSIEME A LUIGI) Ecco, che ti dicevo? Non ne posso più di quel maledetto arredatore, guarda qua, questa non è più la mia casa, e poi dovresti vedere la nostra camera da letto, sai in quale letto sono costretto a dormire? In un letto ovale! Ovale capisci? Ora dimmi se un cristiano può dormire in un letto ovale, Il letto ovale può andar bene a Pasqua, per la settimana santa, ma dentro mi ci devi mettere la sorpresa! Lo devi!

LUIGI

Giuseppe, ma tu sai che io non l’ho mai fatto in un letto ovale?

GIUSEPPE

A dire il vero, Luì, nemmeno io!

LUIGI

Giusè, ma veramente fai? Deve essere stupendo! Senti a me, stasera te l’inauguro io, tu e tua moglie a che ora andate via?

GIUSEPPE

Luigi, ti ho già detto che questa storia a me non piace proprio, ma non potete andare in albergo?

LUIGI

Nooo, è squallido e poi è troppo pericoloso, ma vuoi mettere l’erotismo di un letto ovale!

GIUSEPPE

E certo, è meglio casa mia! E tu vieni qua a casa mia a fare il turismo sessuale! Ma dico io, non sei terrorizzato dal numero di donne che frequenti?

LUIGI

Eh! Di nuovo! Ma devo accontentarmi!

GIUSEPPE

Ma non hai vergogna nemmeno un po’? Uno che pubblica libri per ragazzi!

LUIGI

La vita privata non c’entra col lavoro.

GIUSEPPE

Ma quale lavoro, se non fai nulla da mattino a sera!

LUIGI

Ora non esageriamo!

GIUSEPPE

Luì, noi qua a Monaco siamo emigranti, lo vuoi capì? Se non ci facciamo valere, questi ci cacciano! Guarda gli editori Mayer e Smidth, hanno fatto i miliardi con i libri di Sveva Sanfelice, e invece noi? Sono anni che non pubblichiamo un best seller!

LUIGI

A si? E chi è stato a farsi scappare tutta la serie di “Gedeone il mulo cialtrone”?

GIUSEPPE

Per piacere, non cambiare discorso. Il tuo modo di comportarsi non ha scusanti.

LUIGI

Chi cerca scusanti! Cerco solo un po’ di collaborazione da parte tua... per stasera.

GIUSEPPE

Il modo in cui tradisci tua moglie è deplorevole.

LUIGI

Ma quando mai, io alla fine le faccio un piacere...perché mi tiene su il morale, mi tiene in buona salute, chi se ne giova è Francy.

GIUSEPPE

E che autore le dirai che intrattieni, stasera?

LUIGI

Un vecchio ex insegnante, che ha scritto la storia commovente di una tartaruga in fuga.

GIUSEPPE

E il “vecchio insegnante” avrà si e no 20 anni, i capelli ossigenati, gli occhi dipinti e la bocca a canotto eh?

LUIGI

In verità, ti dico non so che faccia ha. È una del call center. Abbiamo parlato al telefono, stamattina, mi ha detto (IN FINTO ROMAGNOLO) pronto scciono la Barbara, in che coscccia posso escervi utile?

GIUSEPPE

Con quella voce? È un transessuale!

LUIGI

Giusè, ma quale trans! Abbiamo parlato per un po’ ed ho capito che eravamo sulla buona strada.

GIUSEPPE

E per forza, un trans dove lo vuoi trovare!

LUIGI

Giusè, non vedo l’ora di scoprire la sorpresa!

GIUSEPPE

Sicuro, ma sta attento che con un trans la sorpresa può essere grossa assai!

TONY

(ENTRANDO DALLO STUDIO, VEDE GIUSEPPE) Oh, Oh, oh di ritorno, finalmente!

GIUSEPPE

Madonna mia dammi la forza!

TONY

Dovete decidere per la stoffa delle tende.

GIUSEPPE

Sceglietela voi.

TONY

Lo studio è vostro e dovete decidere voi.

GIUSEPPE

Io non so decidere caro architetto De Vita. E poi, voi sapete benissimo come lo avrei voluto.

TONY

Laminato plastico color mogano e... pareti color avorio...

GIUSEPPE

Sissignore, e damaschi beige. Ma nossignore, mia moglie ha voluto l’arredatore, e guardatelo, con quella sciarpina, sembra il mago Zurlì! Ma fammi il piacere! L’arredatore!

TONY

Prego, Interior designer!

GIUSEPPE

E si, è inglese, vuol dire arredatore interior, interno, molto interno, intestinale.

LUIGI

E che differenza ci sta?

GIUSEPPE

Lo scoprirai quando mi presenterà il conto!

TONY

Io voglio solo una minuscola frazione del suo prezioso tempo!

GIUSEPPE

Ma quale piccola frazione, sono tre mesi che stai qua.

TONY

Però deve ammettere che la nuova stanza da bagno è un bijou! Senza di me stavate ancora nella mediocrità!

GIUSEPPE

Infatti lo ammetto, io non so ancora come ho fatto a vivere fino ad ora senza lo scarico dipinto di blu e senza il bidet a fiori! (RIVOLTO A LUIGI) Capisci tu? A fiori! Lungo e stretto, ho difficoltà persino a sedermi.

TONY

Decidete con calma, io mi accomodo e non mi muovo da qui fino a che non avete deciso.

LUIGI

Eh? (IN FRETTA SPINGE GIUSEPPE VERSO L’INGRESSO) Giusé, per favore! Dagli una risposta o non andrà via!

TONY

Grazie, signor Panza (A LUIGI). Prego, dopo di voi (LUIGI ESCE NELLO STUDIO, E A GIUSEPPE CON ORRORE) Ahhhhhhhhhhhhh!!!!

GIUSEPPE

Cosa c’è?

TONY

Ma non possedete una cravatta che si intoni più di quella al colore del vostro abito?

GIUSEPPE

La possiedo. In laminato plastico color mogano a puntini avorio. (ESCE NELLO STUDIO SEGUITO DA TONY)

TONY

(USCENDO) Scostumato!

FRANCY

(ENTRA FRANCY DALLO SPOGLIATOIO SEGUITA DA IMMA CHE HA IN MANO IL VESTITO CHE INDOSSERÀ E CHE POSA SUL LETTO) Imma, sei un vero tesoro.

IMMA

E tu sei l’undicesima piaga d’Egitto! Ricordati: Io non voglio saper nulla. (ENTRANO IN SALOTTO)

FRANCY

Stai tranquilla. Hai fatto molto. Non voglio altro. Oh, hai dello champagne?

IMMA

No, e manco il caviale!

FRANCY

Corro a comprarne. La passione di Luca sarà assecondata. (FRANCY ESCE. IMMA STA PER TORNARE IN CAMERA DA LETTO QUANDO SIMONA ENTRA CON UNA TAZZINA DI CAFFÈ IN UN VASSOIO)

SIMONA

Signora Imma, il caffè per l’Architetto.

IMMA

(DI COLPO) Simona stasera tu esci, vero? Sei proprio sicura di uscire?

SIMONA

Oh si, certo, signora! Vado in discoteca. Stasera farò impazzire chi dico io!

GIUSEPPE

(ENTRA DALLO STUDIO DISCUTENDO CON TONY) Qua non ci sta una sola cosa che va bene, una sola! Quello non è uno studio, è un bordello di Amburgo.

TONY

Aspettate che sia finito, per giudicare.

GIUSEPPE

Non cambierò idea.

IMMA

Amore. Che è stato? Non ti piace il tuo studio?

GIUSEPPE

Ti prego non chiamarlo studio! Ma io sapevo che la legge Merlin li aveva chiusi nel ‘58.

SIMONA

Architetto, il caffè.

TONY

(BEVE IL CAFFÈ) Grazie Simona! (LE DA UN FURTIVO PIZZICOTTO. SIMONA ESCE)

IMMA

Hai discusso di nuovo con Tony?

GIUSEPPE

È lui che discute con me! Io non riesco a capire perché dobbiamo sopportare lo schifoso cattivo gusto di questo individuo.

TONY

Schifoso cattivo gusto?! (OFFESO) Sono nello studio, se c’è bisogno di me chiamatemi! (VÀ NELLO STUDIO)

GIUSEPPE

Come ho fatto a sopportarlo sinora? Guarda che lo faccio solo per te, cara! che si sappia!

IMMA

Ma tesoro, è un tocco modernissimo, è avanguardia.

GIUSEPPE

E’ una schifezza!

IMMA

Ma guardalo come si veste, così sexy! Amoreeee, perché non ti vesti anche tu così?

GIUSEPPE

Grazie tante, ma io non lavoro al circo!

IMMA

(COMINCIA A FARE LA PANTERA AL MARITO CHE LA GUARDA SORPRESO, LO PORTA SUL DIVANO E CERCA DI SEDURLO, GIUSEPPE LA GUARDA SORPRESO) Grrrrrrrrrrrrrr, grrrrrrrrrrrrr, eilà!

GIUSEPPE

Eilà!

IMMA

Perché non mi dici che mi ami?

GIUSEPPE

Perché te lo dovrei dire? Lo sai già!

IMMA

Beh perché dopo tanti anni di matrimonio ad una donna fa piacere sentirselo dire. (LO BACIA DI NUOVO)

GIUSEPPE

E vabbè, ti amo! ti amo!

IMMA

Sii così, ti amo! E lo sai perché ti amo?

GIUSEPPE

Per i soldi!

IMMA

(FACENDO UN GESTO DI DISPERAZIONE) Ma io ti amo perché sei così, bello, maestoso, imponente, con questo corpo scolpito nel marmo, virile, possente…alto.

GIUSEPPE

(SI GUARDA INTORNO SBALORDITO) Imma, ma stai parlando di me? No, perché in tanti anni non mi hai mai parlato così. Sai che facciamo? Restiamo a casa stasera e andiamo a letto presto, al diavolo la cena con l’editore.

IMMA

(IN CONTEMPORANEA CON GIUSEPPE) Siii! (POI DI COLPO CON GIUSEPPE) Nooo!!!

GIUSEPPE

No? E perché? Così mi sparisce tutta la fantasia!

IMMA

Non sai come lo vorrei, ma è la cena degli editori, si aspettano il tuo discorso!

GIUSEPPE

La cena degli editori! Hai ragione! Si! Andiamo va! (CON FARE LASCIVO) E come ti vesti stasera?

IMMA

Ero incerta, così ho comprato due vestiti nuovi.

GIUSEPPE

(RIDENDO) E Brava, così finalmente butterai quel vestito nero da vedova sconsolata.

IMMA

(TROPPO PRONTA) Ma io sono sconsolata! Grrrrrr!!!

GIUSEPPE

Sconsolata, ma non vedova!

IMMA

Simpaticone mio!!!!. Vado a farmi una bella doccia. Se vuoi un drink preparati un gin prima di venirti a vestire. (LO FA SEDERE SUL DIVANO, GLI VERSA UN BICCHIERE D’ACQUA E SI AVVIA ALLA CAMERA DA LETTO)

GIUSEPPE

Alle otto in punto dobbiamo uscire!!!! Non facciamoci sempre riconoscere, siamo a Monaco, la puntualità.

IMMA

(VERSO LO SPOGLIATOIO) Allora facciamo alle sette e mezza, Tiè!! (VIA VERSO LA CAMERA DA LETTO, GIUSEPPE SUL DIVANO VEDE UNA PAGINA DELLA LETTERA DI LUCA A FRANCY. LA PRENDE E LEGGE)

LUIGI

(ENTRA LEMME LEMME DALLO STUDIO) Giuseppe, ma non ti sta mai bene niente. Tony sta facendo un lavoro bello assai.

GIUSEPPE

(AD ALTA VOCE LEGGE) “Una visione mi lasciò senza respiro. Ho visto i nostri corpi avvinti in una luce dorata che altro può dire uno di un momento come questo?”

LUIGI

Ma che leggi?

GIUSEPPE

E che ne so, l’ho trovata nel...

LUIGI

(PRENDE IL FOGLIO E LEGGE) “pagina tre” (LEGGENDO) “mi lasciò senza respiro, che altro può dire uno di un momento...mmmmmmm, sto impazzendo pensando di passare due ore solo con te…uhhhh lo so quanto è difficile avendo un marito (RIDE TRA SE PENSANDO AL SIGNIFICATO) Ah!!

GIUSEPPE

Tu cosa ci capisci?

LUIGI

Deve far parte di una lettera d’amore.

GIUSEPPE

È vergognoso che Simona si fa arrivare, qua, a casa mia, simili lettere.

LUIGI

Ma, amico caro, questa lettera non è indirizzata a Simona!

GIUSEPPE

Ah no? E come lo sai?

LUIGI

(INDICA LA LETTERA) E qua dice “lo so com’è difficile avendo un marito” Simona non ha marito, o no?

GIUSEPPE

E già! Simona! (GESTO DI NEGAZIONE) E allora di chi può essere? (LUIGI NON RISPONDE, SI LIMITA A POSARE UNA MANO SULLA SPALLA DI GIUSEPPE. DI COLPO GIUSEPPE INTUISCE) Imma?

LUIGI

Chi altro? Vabbè, cosucce senza importanza.

GIUSEPPE

Cosucce?

LUIGI

Facciamo presto, dammi da bere. Fra poco dovete uscire.

GIUSEPPE

Amico bello, tu stai insinuando, non puoi fare commenti così insinuatori: voglio dire (SI IMPAPPINA, NERVOSO) è una lettera ambigua. (LUIGI LO GUARDA) Forse l’ha scritta la direttrice della scuola cordon-bleu! Imma sta facendo un corso di cucina, tutto torna!

LUIGI

La direttrice di un corso di cucina?! (PER DIRE SII REALISTA)

GIUSEPPE

Può trattarsi benissimo di culinaria. Fila alla perfezione: la tua mousse al cioccolato “mi ha lasciato senza respiro”.

LUIGI

(SARCASTICO) Giuseppe, conosciamo benissimo come fa la mousse Imma!

GIUSEPPE

(LEGGENDO) “Lo so com’è difficile avendo un marito ma cerca di farcela”. A venire alla prossima lezione, immagino. (LUIGI APPROVA COL CAPO) “...l’idea di provare...”

LUIGI

Cosa? La mousse al cioccolato? Giusè, per piacere... (METTE UN BRACCIO SULLA SPALLA DI GIUSEPPE PER CONSOLARLO)

GIUSEPPE

Imma? Non può essere!

LUIGI

Ci penserai dopo cena, ora abbiamo troppe cose da fare. La centralinista, per esempio.

GIUSEPPE

La mia felicità coniugale sta in pericolo e tu...e tu pensi a quella del call center?

LUIGI

La centralinista Barbara Chiappazza… Mmmm…

GIUSEPPE

Accusi mia moglie di adulterio, ma quel che ti preme è solo questa Chiappazza.

LUIGI

(GUARDANDO L’ORARIO) Ma no, hai ragione tu, quando la moglie si trova l’amante i sintomi sono molti. Solo uno stupido non se ne accorgerebbe. Hai ragione, dimentica quello che ti ho detto.

GIUSEPPE

Dici? Quali sintomi? Parla? Fammi un esempio?

LUIGI

Beh, sai, reagiscono in tanti modi. Certe donne corrono a comprarsi vestiti nuovi.

GIUSEPPE

Ma che stai dicendo? (AFFERRA LUIGI)

LUIGI

Altre diventano affettuosissime col marito.

GIUSEPPE

(AFFERRA DI NUOVO IL BRACCIO DI LUIGI) Azz! Oggi ha comprato due vestiti; e mi voleva sedurre proprio cinque minuti fa qui, proprio qui. (INDICA IL LUOGO DOVE SI SONO SCAMBIATI EFFUSIONI DI AFFETTO). Luì, non posso crederci, le ho sempre dato tutto quel che voleva. Le ho permesso di servirsi di quel maledetto arredatore, che ci sta inguaiando una casa, guarda la: il bar all’americana, il letto ovale!

LUIGI

Una curiosità, ma vendono anche lenzuola ovali?

GIUSEPPE

No! (TORNANDO AL PROBLEMA DELLA LETTERA) E ora? Cosa devo fare?

LUIGI

Io proverei quelle quadrate, basta che le rincalzate agli angoli.

GIUSEPPE

(ALZA LE BRACCIA AL CIELO) Luì ma che mi frega delle lenzuola! Io dico con mia moglie! I sintomi, che altri sintomi ci possono essere?

LUIGI

Vediamo (CI PENSA). Si agita mai senza motivi apparenti? Ride senza una ragione?

GIUSEPPE

Onestamente debbo dire di no ma due sintomi su tre li abbiamo. Dammi quella lettera.  (ENTRA IMMA NELLA STANZA DA LETTO DALLO SPOGLIATOIO CON IN MANO UN PAIO DI SCARPE. RACCOGLIE IL VESTITO CHE AVEVA LASCIATO SOPRA IL LETTO)

LUIGI

Per cosa?

GIUSEPPE

Gliela faccio vedere io, glie la sbatto in faccia... (DI COLPO SI TROVA DI FACCIA A FACCIA CON IMMA SULLA PORTA DELLA STANZA DA LETTO) oh, oh, amoruccio! (IN FRETTA SE LA CACCIA IN TASCA) volevi qualcosa?

IMMA

Volevo solo sapere se... (VEDE DI COLPO LUIGI) Luigi!

LUIGI

Carissima

IMMA

(NERVOSAMENTE) Da quanto tempo sei qui?

LUIGI

Pochi minuti.

IMMA

Non hai incontrato nessuno venendo su?

LUIGI

No.

IMMA

Menomale! Beh, allora, ci vediamo Luigi. (FA COME PER INVITARLO AD ANDARSENE)

LUIGI

(FERMANDOSI) Veramente speravo in un drink...

IMMA

Qua, bevi quello di Giuseppe. (PRENDE IL BICCHIERE DA GIUSEPPE E LO DA A LUI)

LUIGI

Il gin non mi piace.

IMMA

(RIDE) È tutt’acqua!!!! (FA UNA RISATINA FORZATA. GIUSEPPE LA GUARDA E GUARDA LUIGI E POI ANCORA LEI COMINCIA A RIDERE A CREPAPELLE)

GIUSEPPE

(FREDDO) Che hai da ridere?

IMMA

(TUTTA ALLEGRA) Ma niente?

LUIGI

Tre su tre, matematico! Non c’è dubbio.

GIUSEPPE

(FREDDO) Cosa cerchi?

IMMA

Beh, sapere se ti piacciono. (MOSTRA SCARPE E VESTITO)

LUIGI

Non ci sono dubbi.

GIUSEPPE

Anche loro sono nuove? (ADDITA LE SCARPE)

IMMA

Per accompagnare il colore del...

LUIGI

...del vestito.

GIUSEPPE

Vedo... (CON FARE IRONICO E ALLUSIVO) Vedo che oggi abbiamo fatto follie. Vestiti nuovi, scarpe nuove...

IMMA

Beh, io vado a prepararmi. Ciao, Luigi. (RIDE E VA IN CAMERA DA LETTO)

GIUSEPPE

Che te ne pare? (PREOCCUPATO)

LUIGI

Certo non sono prove schiaccianti. (GIUSEPPE MARCIA IN CAMERA DA LETTO E POSA LE LETTERE SUL LETTO) E ora che vuoi fare?

GIUSEPPE

Voglio la prova. Se è innocente mi spiegherà il motivo di questa lettera.

LUIGI

E se non lo è?

GIUSEPPE

Lo sapremo presto. (È TORNATO IN SALOTTO E HA CHIUSO LA PORTA. SI ABBASSA PER SPIARE ATTRAVERSO IL BUCO DELLA SERRATURA)

LUIGI

Io non capisco perché ti ostini a comportarti così! Spostati, lasciami vedere. (SPINGE GIUSEPPE DA UNA PARTE E GUARDA DAL BUCO)

GIUSEPPE

La moglie è mia e me la guardo io, levati!

LUIGI

Io sono il tuo migliore amico. Fammi guardare pure a me. (LO SPOSTA PER I FIANCHI LASCIANDO INTENDERE A CHI POTREBBE VEDERLI IN UN ATTEGGIAMENTO EQUIVOCO)

TONY

(ENTRA TONY CHE LI GUARDA FURTIVO, I DUE, DIETRO LA PORTA HANNO UN ATTEGGIAMENTO CHE LASCIA FRAINTENDERE UN RAPPORTO OMOSESSUALE, TONY CON LO SGUARDO ESPRIME IL SUO DISAPPUNTO)

LUIGI

Togli la testa, voglio vedere anch’io.

GIUSEPPE

Era meglio fare come dicevo io.

LUIGI

Cioè?

GIUSEPPE

Mostrarglielo e basta!

SIMONA

(SIMONA ESCE DALLA CUCINA) Signora Imma? (NEL VEDERE I DUE, URLA) Ahhhhh!

GIUSEPPE

(IMMEDIATAMENTE GIUSEPPE E LUIGI SI METTONO A CERCAR QUALCOSA PER TERRA) Desidera qualcosa, Simona?

SIMONA

Beh tra un po’ io esco e volevo sapere se alla signora servisse altro.

GIUSEPPE

No, non credo. Grazie Simona.

SIMONA

Prego. (SI AVVICINA A TONY MENTRE VA VIA DANDOGLI UN PIZZICOTTO)

TONY

(CON UN URLETTO) Ahh. (SIMONA ESCE IN FONDO A SINISTRA E I DUE SI VOLTANO A GUARDARE TONY)

LUIGI

Si può sapere cosa vai cercando!?

TONY

Niente, niente. Pensavo di avere lasciato qua il mio metro ma vedo che non c’è, (CON INTENZIONE) non si scomodino. (TONY VA NELLO STUDIO. GIUSEPPE IMMEDIATAMENTE RITORNA AL BUCO DELLA CHIAVE E LUIGI, LO IMITA)

GIUSEPPE

Speriamo di non esserci persi niente! No, la lettera sta ancora là!

LUIGI

(GUARDA L’ORA E SOSPIRA) Gesù, Gesù!

GIUSEPPE

(BREVE PAUSA) Ma io mi domando e dico: perché, perché mi tradisce, dopo tanti anni. Un motivo, uno solo mi basterebbe.

LUIGI

Vedi Giuseppe, quando il fornaio non ti serve più bene, ti vai a pigliare lo sfilatino da un'altra parte.

GIUSEPPE

(GUARDANDOLO LENTAMENTE) Spiritoso. Ma tra noi non ci sono mai stati problemi. Dubito che ci sia mai stata una luna di miele come la nostra!

LUIGI

La luna di miele! (PER DIRE CHE SONO ORMAI PASSATI TANTI ANNI) Ma ora?

GIUSEPPE

Benissimo.

LUIGI

Una volta alla settimana?

GIUSEPPE

(IMBARAZZATO) Luì!

LUIGI

Una volta ogni quindici giorni?

GIUSEPPE

Luì e per favore. Io guardo alla qualità, non al numero!

LUIGI

Ho capito. Una volta al mese!

GIUSEPPE

(SQUILLA IL TELEFONO, LUIGI FA PER ANDARE, MA GIUSEPPE LO FERMA) Lascialo suonare (IL TELEFONO SUONA PER QUALCHE SECONDO) Forse è importante; meglio rispondere. (VA A RISPONDERE MENTRE IMMA RIENTRA NELLA CAMERA IN ACCAPPATOIO)

IMMA

Ma nessuno lo sente il telefono in questa casa?

LUIGI

Presto! E’ ritornata! (GIUSEPPE CORRE ALLA SERRATURA, IMMA DA UNO SGUARDO VERSO IL SALOTTO, AGGROTTA LA FRONTE E ALZA IL RICEVITORE)

IMMA

(AL TELEFONO) Pronto? si? Sono la signora Lanza.

GIUSEPPE

Ancora per poco… (ALLUSIVO)

IMMA

Chi?... Ah.. era qui un minuto fa, ma credo che sia uscito un momento, (CHIAMA AD ALTA VOCE PER FARSI SENTIRE DALLA CAMERA) Giuseppe? (PAUSA IN ATTESA DI RISPOSTA) No, non c’è. Aspetti un momento però che cerco, qualcosa per scrivere. (SI ALLUNGA E PRENDE LA LETTERA INCRIMINATA DAL LETTO E SCRIVE. LUIGI E GIUSEPPE REAGISCONO) München Palace Hotel, stanza 112 Va bene, grazie. Riferirò. (METTE GIÙ. MENTRE SI AVVIA ALLA PORTA DEL SALOTTO GIUSEPPE E LUIGI SI PRECIPITANO A SEDERSI SUL DIVANO ASSUMENDO UN’ARIA DISTRATTA) Giuseppe! (ENTRANDO) Oh, ancora qua, Luigi?

LUIGI

Si, carissima.

IMMA

(CON UN RISOLINO NERVOSO) Nessuno dei due ha sentito il telefono?

GIUSEPPE

No.

IMMA

(IRONICA) Le gemelle Kesler!

GIUSEPPE

Amore, ma quel foglio che hai in mano (ADDITA IL FOGLIO PER FARLE NOTARE CHE E’ LA LETTERA SPERANDO IN UNA SUA REAZIONE) è per caso un messaggio per me?

IMMA

Ah si tesoro, devi chiamare al München Palace Hotel, stanza 112 alle ore otto (ACCARTOCCIA LA LETTERA. STA PER TORNARE IN CAMERA DA LETTO). Se squilla ancora il telefono rispondi tu. (PASSANDO DALLA FINESTRA, SEGUITA FURTIVAMENTE DA GIUSEPPE, BUTTA FUORI LA LETTERA. GIUSEPPE È PARALIZZATO PER UN ISTANTE, IMMA ENTRA IN BAGNO)

GIUSEPPE

La mia unica prova! (CORRE IN CAMERA DA LETTO, ALLA FINESTRA) eccola là. Riesco a vederla! E poi si lamenta che i napoletani buttano la spazzatura per strada. Corro a riprenderla.

LUIGI

A quest’ora sarà arrivata fino a Marienplatz. (GIUSEPPE SI AFFRETTA ALL’INGRESSO SEGUITO DA LUIGI)

FRANCY

(FRANCY ENTRA CON UNA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE) Ah!

LUIGI

(VA VERSO FRANCY E LE DA UN BACIO) Mia moglie Giuseppe.

GIUSEPPE

La vedo!

FRANCY

Cosa sei venuto a fare?

LUIGI

Ancora stiamo pensando alla copertina di “Orazio il cane dello Spazio”. Bella giornata, oggi, eh? (PER CAMBIAR DISCORSO)

FRANCY

Si, ma si è alzato il vento!

GIUSEPPE

Il vento? (CORRE ALLA FINESTRA) Porco di un gambero vestito da carabiniere! (CORRE VIA PER ANDAR A RECUPERARE LA LETTERA)

FRANCY

Ma sta bene?

LUIGI

Eh.. Il vento (IMMA ENTRA DALLO SPOGLIATOIO SEMPRE IN ACCAPPATOIO E SI DIRIGE IN SALOTTO)

IMMA

Giuseppe, non vieni a vestirti? (VEDE LUIGI E FRANCY) Francy! Ma che bella sorpresa! (RISATA FORZATA) Come mai da queste parti? (COME SE NON LA VEDESSE DA TEMPO)

LUIGI

(INNOCENTEMENTE) Già, come mai?

FRANCY

Un salutino alla mia cara amica Imma.

LUIGI

E lo Champagne?

FRANCY

(PORGENDO LA BOTTIGLIA A IMMA) Ah! Ah!!! Buon compleanno, mia cara.

IMMA

Grazie. (RIDE)

LUIGI

(CON ALLEGRA SORPRESA) Nessuno mi aveva detto niente.

FRANCY

Ti trattieni molto?

LUIGI

No, no. Decidiamo un attimo per la copertina e…

IMMA

Ma Giuseppe? Dov’è andato?

LUIGI

E’ sceso un momento in ufficio, torna subito (TOSSE NERVOSA) posso prendere un whisky?

IMMA

Ma certo che si! (VERSO IL MOBILE BAR PER PRENDERE IL WHISKY) Lo nascondo sotto al mobile per non farlo trovare a Giuseppe!

LUIGI

(RIVOLTO A FRANCY) E per te?

FRANCY

Niente per me. (LUIGI VERSO IL MOBILE BAR PER POSARE IL WHISKY, FRANCY A VOCE BASSA A IMMA) Lo champagne è per Luca, mettilo in frigo, tesoro. Corro a casa a infilarmi qualcosa di… di molto sexy. (RIDE ECCITATA) Scappo. (MENTRE SI DIRIGE VERSO IL SALOTTO) Ciao, tesoro, (A LUIGI) ci vediamo a casa.

LUIGI

Oh! Ho dimenticato di avvisarti che, stasera non torno per cena.

FRANCY

(CON RISO IRONICO) Cliente importante?

LUIGI

Eh già, un vecchio insegnante che ha scritto la commuovente storia di una tartaruga in fuga, va pure a letto, non aspettarmi alzata.

FRANCY

Forse rientrerò tardi anch’io.

LUIGI

Davvero?

FRANCY

Eh già, Imma mi ha coinvolto in un convegno di beneficenza.

LUIGI

(NERVOSO) Che tema?

FRANCY

Ahh… la rivalutazione!

LUIGI

Di?

FRANCY

La rivalutazione…delle aree…abbandonate…

IMMA

Quelle al sud… abbandonate da troppo tempo dall’uomo (FRANCY LE DA UNA SPINTARELLA, NEL MENTRE ENTRA GIUSEPPE TRAFELATO)

FRANCY

Ciao Giuseppe, scusami ma vado di corsa, non posso fermarmi.

GIUSEPPE

Ah, si grazie, buona serata.

IMMA

(ACCOMPAGNA FUORI FRANCY) Vieni Francy ti accompagno. (LE DUE DONNE ESCONO)

LUIGI

(A GIUSEPPE) Allora, come è andata?

GIUSEPPE

La lettera è finita sotto la ruota di una macchina.  Ecco quello che sono riuscito a recuperare! (ESTRAE DALLA TASCA UN MINUSCOLO PEZZETTO DELLA LETTERA) E così, diciamo pure addio a quel poco di prova che avevo.

IMMA

(ENTRA DALL’INGRESSO) Giuseppe, poi non dire che sono io la ritardataria! Vuoi almeno iniziare a prepararti?

GIUSEPPE

(SI VOLTA DI SCATTO VERSO IMMA) Mi vesto quando mi pare e piace non prima.

IMMA

(SENZA CAPIRE) Tesoro…

LUIGI

Non devi parlar cosi a tua moglie! Specialmente il giorno del suo compleanno!

GIUSEPPE

(FA UNA MOSSA CON RITARDO) Com-plean-no? Ma il compleanno di Imma è…è…..è….quand’è?

LUIGI

(MENTRE LUIGI SPINGE GIUSEPPE VERSO L’INGRESSO PER EVITARGLI LA FIGURACCIA) Andiamo a vedere se troviamo un altro pezzo della lettera.

TONY

(ENTRA DALLO STUDIO CON DUE CUSCINI DI COLORE VISTOSO) Vogliamo decidere per i cuscini?

IMMA

Buttali dove ti pare.

TONY

Sono per lo studio di sua maestà, ma dato che lui non si pronuncia.

IMMA

Abbi pazienza Tony, stasera Giuseppe non è in vena di frivolezze.

TONY

Ah Imma, quasi dimenticavo, stasera lavorerò sino a tardi.

IMMA

Bene, dove?

TONY

Beh qui…

IMMA

(IMBARAZZATA) No… non puoi. Usciamo tutti.

TONY

Tanto meglio, lavorerò indisturbato.

IMMA

Ma non può essere, e poi voglio… voglio (PENSA UNA SCUSA PER NON LASCIARLO A CASA) che vieni con noi alla cena degli editori.

TONY

Mi spiace Imma, ma io odio le cene con gli editori.

IMMA

(LO INTERROMPE) Dai, ci terrai allegri. Queste cene sono noiosissime e tu, ci racconterai delle storielle divertenti.

TONY

Che??? Io e le mie storielle? No Imma ma non posso, non posso reggere una cena con gli editori! (ESCE)

IMMA

(RIENTRANDO CON LUIGI I DUE DISCUTONO ANIMATAMENTE, SUONA IL TELEFONO, IMMA VA A RISPONDERE) Si è qui… (A LUIGI) E’ per te.

LUIGI

(FINGENDO INDIFFERENZA) Per me?

IMMA

Prenotazioni telefoniche.

LUIGI

Io non ho fatto nessuna… (REALIZZANDO) Prenotazioni telefoniche? (AFFERRA IL RICEVITORE E LO COPRE CON LA MANO MENTRE SPIEGA A IMMA) Ah deve essere New York, ho chiamato ieri sera, stiamo prendendo i… diritti di… “Dino il dinosauro nano” (AL TELEFONO)

GIUSEPPE

(CON FARE IRONICO) Si, sta prendendo i diritti del trans, il trans-auro.

LUIGI

Sì, sì, stavo per chiamare ma non ho potuto. Ma sì, certo che la voglio, per le otto e quindici?

GIUSEPPE

Dammi retta, dagli il tempo di farsi la barba.

LUIGI

Beh, per le otto e trenta mi pare che… grazie. Ehm, le ho detto, no. Dove cercarmi? … Esatto. Allora aspetto la sua… chiamata. Buona sera. (METTE GIÙ)

TONY

(RIENTRANDO) Queste sarebbero le tende che vorrei montare stanotte nello studio, ma secondo sua moglie sono troppo vistose, lei che dice? (A GIUSEPPE)

IMMA

Ma certo, non si intonano con tutto il resto e poi sicuramente a Giuseppe non piacciono.

GIUSEPPE

(SEMPRE SCRUTANDO IMMA) E invece pensa un po’, a me quelle tende piacciono. (DISPETTOSO)

LUIGI

Ma che estrosità!

GIUSEPPE

Mi piacciono assai, con un bel divano nero, moquette rossa e tende giallo-ocra.

IMMA

(A GIUSEPPE) Va beh, ne parliamo più tardi tanto Tony viene a cena con noi!

GIUSEPPE

A cena con noi? Ma io già ce l’ho dinanzi tutto il giorno, ora anche a cena devo sopportarlo?

TONY

Non vi preoccupate, stasera io lavoro qua.

IMMA

Non puoi.

LUIGI

Non può.

GIUSEPPE

Può invece, deve lavorare alla suoneria del water!

LUIGI

E’ impazzito!

GIUSEPPE

Deve essere in sintonia con quella della porta di casa, io ho pensato ad una musica allegro-andante… che dici?

LUIGI

…con brio!

GIUSEPPE

Bravo, la cavalcata delle valchirie.

TONY

(CON ENTUSIASMO E GODURIA DELL’ESTRO DI GIUSEPPE LO SEGUE NELLA FANTASIA) Vi piacerebbero delle anatre in volo sulle pareti del bagno?

GIUSEPPE

(A IMMA) Ti piacerebbero, amore, le anatre?

IMMA

E come no, le anatre sono stimolanti.

LUIGI

(IN MODO IRONICO) E come no! Io ci metterei pure un bel nanetto da giardino!

GIUSEPPE

(CON FARE NERVOSO) Eh?! E sai dove te lo devi mettere il nanetto?

TONY

(ISTERICO) Voi mi volete far uscir pazzo! Ma sapete che vi dico? io levo l’incomodo e torno al mio lavoro (ESCE NELLO STUDIO)

LUIGI

Non puoi!

GIUSEPPE

(A TONY) bravo, vattene! E non farti vedere dai miei occhi!

LUIGI

Te ne devi andare, Giuseppe.

GIUSEPPE

Io stasera resto a casa, con mia moglie!

IMMA

Amore, non hai mai mancato ad una cena ufficiale!

GIUSEPPE

Ma c’è sempre una prima volta (POI SI RICORDA DELLA SUA “INFEDELTÀ”) c’è sempre una prima volta per tutte le cose, no?

IMMA

(NON CAPENDO) Ma che dici ora? Basta! Io mi arrendo!

GIUSEPPE

(A IMMA) Noi restiamo a casa!

IMMA

Sissignore! Come preferisci, basta che la smetti con questo tuo modo di fare! Ah! (ALZA IL RICEVITORE) Telefono a Francy per dirle che non usciamo.

LUIGI

Francy? Cosa c’entra Francy?

IMMA

Ecco… cioè… no! … che non usciamo domani assieme come avevamo pensato. Mi sono ricordata che ho un impegno. L’avverto dall’altro telefono. (BUTTA GIÙ CON FORZA IL RICEVITORE E VA IN CAMERA DA LETTO)

LUIGI

Per l’amore di Dio GIUSEPPE, pensa a me, la mia centralinista!

GIUSEPPE

Ah! Il trans, non mi interessa! Così ho deciso!

LUIGI

E grazie tante!

GIUSEPPE

Ho i miei problemi a cui pensare.

LUIGI

E vabbè, lo porterò a ballare!

GIUSEPPE

Ah! “Lo” porterai a ballare!

LUIGI

La!! La porterò a ballare e ti prego di smetterla con questa storia del trans.

GIUSEPPE

E qua ti volevo!

IMMA

(DALLA CAMERA DA LETTO IMMA TERMINA LA CONVERSAZIONE E COL TELEFONO IN MANO CAMMINA VERSO LA PORTA DEL SALOTTO) Allora, per favore dite alla signora Panza che mi telefoni appena arriva. E ditele pure che è necessario (VEDE LUIGI) ma non indispensabile. (RIMETTE GIÙ IL RICEVITORE, DOPO POCHISSIMO RISUONA IL TELEFONO)

GIUSEPPE

Tutti sordi? (ALZA IL RICEVITORE) Pronto? Chi? München Palace Hotel? Sì, mi dica? Ha scritto un romanzo? Si Uh!? Brava, brava signora, mi fa piacere assai, si riferirò! Si, si (METTE GIÙ). Adesso la prima che scrive un romanzo si crede Sveva Sanfelice! (VEDE TONY, CHE ESCE DALLO STUDIO) Ancora qua?

TONY

Vado a prendere i cataloghi. (FA PER RITORNARE NELLO STUDIO)

GIUSEPPE

Siete pregato di non far più niente, per stasera. È chiaro?

IMMA

Lascia stare i cataloghi. Passo io da te, come prima cosa domattina.

TONY

Stasera voglio finire tutto. Io non ce la faccio più con tutti questi ripensamenti, di queste indecisioni! (RIFERENDOSI A GIUSEPPE) Io lo so quanto è difficile avendo un marito, etc, etc… (ESCE A DESTRA, GIUSEPPE SENTENDO RIPETERE UNA DELLE FRASI DELLA LETTERA, RESTA DI STUCCO)

IMMA

Giuseppe il tuo comportamento è deplorevole, insultare quel povero ragazzo che lavora in questa casa come se fosse la sua.

GIUSEPPE

Non solo la casa.

IMMA

Gesù, Gesù, Gesù, dammi tu la forza! Che oggi non lo capisco proprio! (ESCE)

GIUSEPPE

Hai sentito cosa ha detto? (RIVOLGENDOSI A LUIGI E SEGUENDO IMMA IN CAMERA DA LETTO POI RITORNA) le stesse identiche parole “Lo so, quanto è difficile avendo un marito” …

LUIGI

Eh?

GIUSEPPE

Le parole dell’architetto (MOSTRANDOGLI I RESTI DELLA LETTERA) le parole della lettera!

LUIGI

Hai ragione! (I DUE CERCANO DI DECIFRARE IL FOGLIETTO SGUALCITO PER AVERNE CONFERMA)

GIUSEPPE

E’ lui l’amante, ecco perché da tre mesi non va via di qui! La stessa identica frase. Mia moglie in piena avventura con un miserabile arredatore. Ecco perché l’ha invitato a venire con noi! Non possono star lontani nemmeno cinque minuti!

LUIGI

Ma ci sarai anche tu.

GIUSEPPE

Sicuro, alla destra della moglie del presidente ad occuparmi di lei, e loro a farsi il piedino; dall’antipasto al dessert.

LUIGI

Comunque, senza la lettera non tieni prove.

GIUSEPPE

Aspè! Il resto può essere nella sua borsetta. (CORRE A PRENDERE LA BORSETTA)

LUIGI

Giuseppe, ascolta me, ti stai coprendo di ridicolo.

GIUSEPPE

A questo ci hanno già pensato loro. (SEDUTI SUL DIVANO GIUSEPPE PASSA A LUIGI MAN MANO IL CONTENUTO DELLA BORSETTA) Fazzoletto…pettinino… (PASSA SIMONA DALL’INGRESSO VERSO LA CUCINA; AL VEDERE E SENTIRE I DUE VIENE PIANO AVANTI A SPIARE ALLE LORO SPALLE) … rossetto per labbra... porta cipria… calze a rete. (LE TIRA FUORI E SE LE APPOGGIA ADDOSSO E RIVOLTA LA BORSETTA VERSO IL BASSO COME PER SVUOTARLA) Non c’è altro.

SIMONA

(ENTRA SIMONA E NEL VEDERE LA SCENA) Cercate forse qualcosa?

GIUSEPPE

E’ la borsa di mia moglie.

SIMONA

Lo vedo!

GIUSEPPE

Lei piuttosto le serve qualcosa?

SIMONA

Volevo avvertire che tra poco vado via.

GIUSEPPE

OK. Grazie Simona.

SIMONA

(VIA VERSO LA CUCINA).

GIUSEPPE

(RITORNANDO AL DISCORSO VERSO GIUSEPPE) Io giù in ufficio a correggere bozze di libri per bambini e loro qui su, a far salti mortali sul mio letto ovale. Infanzia al pian terreno e adult…erio ai piani alti!

LUIGI

Per me non è l’architetto De Vita.

GIUSEPPE

Ma come, le prove sono tutte contro di lui, è lui l’amante, l’arredatore.

LUIGI

Ma l’architetto De Vita non è uno di quelli, no?

GIUSEPPE

Di quelli chi?

LUIGI

Ma non capisci proprio niente? Quelli che sono dall’altra parte! (SI METTE LA MANO AL FIANCO E FA DUE O TRE PASSETTINI BUFFI QUANDO ENTRA TONY DALL’INGRESSO CON IL CATALOGO IN MANO. TONY SI FERMA DI COLPO E FISSA LUIGI CHE IN FRETTA ESCE DALL’IMITAZIONE, SI SIEDE E ASSUME UN ATTEGGIAMENTO DA UOMO. TONY ALLORA SI VOLTA VERSO GIUSEPPE CHE HA SEMPRE IN MANO LA BORSETTA. TONY REALIZZA, A SCOPPIO RITARDATO. GIUSEPPE SE LA PRENDE CON LA BORSETTA E LA SCHIAFFA SUL DIVANO).

TONY

Ho portato il catalogo.

LUIGI

Scendo un momento per annullare la prenotazione (GLI SUSSURRA) per amor di Dio, Giuseppe, controllati, usa prudenza e sii uomo di mondo. (POI AD ALTA VOCE) Vi lascio, voi due fate i bravi che io ritorno subito. (ESCE) Che figuraccia!

TONY

Scegliamo i colori base prima di entrare nel dettaglio (SUONA IL TELEFONO. TONY ALZA GLI OCCHI, SECCATO, RISPONDE IMMEDIATAMENTE IMMA DAL SALONE, USCENDO DALLA CAMERA. TONY MOSTRANDO E APRENDO IL CATALOGO) Quale colore preferisce che predomini?

GIUSEPPE

Il nero.

TONY

(PRESO LEGGERMENTE IN CONTROPIEDE) Ah. Beh, potrebbe fare a pugni col divano che avevate in mente, permettete che vi mostro qualche contrasto interessante (MOSTRA IL CAMPIONARIO A GIUSEPPE, MA QUESTI, PENSANDO ALLA LETTERA, MENTALMENTE VORREBBE STROZZARLO, QUANDO IN CAMERA DA LETTO ENTRA IMMA, CON UN VESTITO LUNGO, ANCORA DA ABBOTTONARE, HA IL TELEFONO IN MANO E STA PARLANDO).

IMMA

…no, Francy, stasera è impossibile. Cara, non hai che da telefonargli e dirgli di non venire qui… mi dispiace, cara, prova in albergo. Ciao, ciao. (METTE GIÙ IL RICEVITORE E TUTTA SORRISI APRE LA PORTA, ATTRAVERSA IL SALOTTO E CORRE NELL’INGRESSO ABBOTTONANDOSI LA VESTE) Tutto bene, miei cari?

TONY

Si.

IMMA

(DISTRATTA) E tu non ti stancare troppo (GLI DA UN BUFFETTO SULLA GUANCIA. GIUSEPPE LE LANCIA UN’OCCHIATA DIABOLICA) Hai un’aria affamata (A GIUSEPPE). Se rimaniamo a casa tutti devo assicurarmi che ci sta abbastanza da mangiare (ESCE).

TONY

Perché vedete, tutto dipende da come… Più di giorno o più di notte? E’ tutta questione di luci. (DURANTE IL DISCORSO GIUSEPPE SI ASSICURA CHE IMMA SIA USCITA) Voglio dire: luce naturale o luce artificiale? (GIUSEPPE ORA SI È AVVICINATO A TONY E HA PRESO CORAGGIO A QUATTRO MANI)

GIUSEPPE

Ma voi siete uno di quelli? (PER ALCUNI SECONDI TONY RIMANE SENZA PAROLE, POI DECIDE DI AVER CAPITO MALE)

TONY

… se… (SCHIARENDOSI LA GOLA) se usa più la luce elettrica suggerisco toni scuri. Se invece, vi serve più luce naturale… (SI FERMA E DECIDE CHE, FORSE AVEVA CAPITO BENE) Prego? come avete detto?

GIUSEPPE

Avete capito benissimo, (CERCA LA PAROLA) voi siete un po’ … un po’ strano? (CON LA MANO FA UN GESTO DIETRO L’ORECCHIO)

TONY

Beh, meglio limitarci ai cataloghi.

GIUSEPPE

Io non ci credo, ma il mio amico non ha dubbi.

TONY

(SENZA PAROLE) … che amico?

GIUSEPPE

Luigi Panza.

TONY

Ah, quell’amico! (FACENDO MEMORIA DEGLI ATTEGGIAMENTI CHE AVEVA ASSUNTO PIU’ VOLTE)

GIUSEPPE

Vi ripeto la domanda perché come avrete intuito, da tempo, la risposta mi sta molto a cuore.

TONY

(IN FRETTA CHIUDE IL CATALOGO, E SI ALLONTANA PIÙ CHE PUÒ) Scegliete il colore che volete voi, non mi farò pagare!

GIUSEPPE

50 e 50?

TONY

50 e 50 cosa?

GIUSEPPE

Ammettetelo. Poi vi sentirete meglio! 70 e 30? 50 e 50?

TONY

E allora fatemi il piacere di dire al vostro amico così come ora lo dico a voi, che io sono normalissimo… io!

GIUSEPPE

(SI ACCASCIA A SEDERE) Povero, povero me! Che fine che ho fatto!

TONY

(PREOCCUPATO) Ma… signor Lanza!

GIUSEPPE

(TRA SE) Perché ho dato retta a LUIGI! Io lo sapevo che non eravate…

TONY

Ma non vi fate il sangue amaro, vedete che troverete…chi fa per voi, di questi tempi poi!

GIUSEPPE

(ALZANDOSI) È così insensibile!

TONY

Mi dispiace per voi ma io, non posso ricambiare!


GIUSEPPE

(BORBOTTA) Che disgrazia! (LASCIA CADERE IL VISO TRA LE MANI, MENTRE TONY SI GIRA DALL’ALTRA PARTE)

TONY

(ENTRA DALLA CUCINA DIETRO I DUE UOMINI, VESTITA PER USCIRE, CON BORSETTA A TRACOLLA. DA A TONY UN PIZZICOTTO, IL QUALE SALTANDO) Signor Lanza! (SIMONA GUARDA STUPITA. TONY IL QUALE RESTA SORPRESO DI VEDERE CHE È STATA SIMONA)

GIUSEPPE

Ancora qua?

SIMONA

Si sto andando via. Buonanotte, signor Lanza, (GIUSEPPE ASSENTE) Buonanotte, architetto De Vita. (GLI SUSSURRA) A più tardi sporcaccione mio! (ESCE).

TONY

Sì (REALIZZANDO IN RITARDO). No! Aspetta (SEGUENDOLA, GIUSEPPE SI INTROMETTE).

GIUSEPPE

Lei rimane con me!

TONY

(INDIETREGGIANDO) No…per favore! Rimandiamo a domani.

GIUSEPPE

Adesso, subito. Da quanto dura?

TONY

Scusate? (NON CAPISCE)

GIUSEPPE

So benissimo cosa avete combinato qui, in questi tre mesi!

TONY

(INNOCENTEMENTE) Vi ho sistemato la moquette, le tende, la stanza da bagno…

GIUSEPPE

E chi altro mi avete sistemato? (PAUSA) Ci siamo capiti.

TONY

(CREDENDO CHE SI RIFERISCA A SIMONA) Ah! (INDICA L’INGRESSO) vuole dire…

GIUSEPPE

Sissignore. Sporcaccione! Infame!

TONY

(POSANDO IL CATALOGO) Vi assicuro, signor Lanza, che non ho mai permesso che la cosa interferisse col mio lavoro.

GIUSEPPE

No, eh!

TONY

No, non mischio mai femmine e lavoro.

GIUSEPPE

Femmine?! E non avete mai, per un istante, pensato a me, voi due?

TONY

(SORPRESO) Onestamente devo confessare? No, non ci abbiamo mai pensato.

GIUSEPPE

Non vi è mai passato per l’anticamera del cervello che io la amo.

TONY

Voi?! (INCREDULO E MERAVIGLIATO)

GIUSEPPE

Sì, io. E solo ora mi rendo conto fino a che punto. (SIEDE)

TONY

(INCREDULO) Signor Lanza! E com’è versatile!

LUIGI

(ENTRANDO IN CASA) Bene, bene, bene. Avete fatto i bravi voi due?

GIUSEPPE

Bene un corno. È colpevole e non è di quelli! … Lo ammazzerei!!!

LUIGI

Dal vostro modo di fare e vestire avrei giurato che…

TONY

Invece!

LUIGI

Mi scuso, molto sinceramente (VA A STRINGERGLI LA MANO)

GIUSEPPE

(ESPLODENDO) Ma qua scusa e scusa! Avanti, da quanto dura?

TONY

Dipende a cosa alludete. Più di qualche pizzicotto sottobanco, finora non le ho dato (GIUSEPPE GUARDA LUIGI E POI DI NUOVO TONY), le giuro che non c’è stato altro che un qualcosa di …platonico… (GIUSEPPE GUARDA LUIGI E TONY) …affettuoso.

GIUSEPPE

E voi vi siete permesso di fare queste cose?

TONY

In verità, è stata lei a cominciare.

GIUSEPPE

Lei?

TONY

Dal primo giorno, ero abbassato… eh zang! (FA IL GESTO)

GIUSEPPE

Grazie, ho capito! E dove intendeva arrivare?

TONY

Non oltre la sua camera da letto.

GIUSEPPE

(VA PER COLPIRLO) Se osate aggiungere un’altra… (LUIGI IN FRETTA SI METTE TRA I DUE)

LUIGI

Niente violenza, per favore.

GIUSEPPE

Lo ammazzo!

TONY

Non vi offendete, signor Lanza, la verità è che preferisce un uomo più giovane, tutto qua.

GIUSEPPE

(A LUIGI) Sei testimone!

TONY

Per un pizzicotto affettuoso ed innocente.

GIUSEPPE

Oggi la mano (OSSIA IL SEDERE!) domani il braccio. Sono questi i vostri piani!

TONY

Eh! sissignore, sì. Mi dispiace che vi disperate tanto, io non sapevo che pure voi aspiravate… (GIUSEPPE È LIVIDO DI RABBIA QUANDO ENTRA IMMA DALL’INGRESSO)

IMMA

(ALLEGRA) Allora, in quanti siamo?

GIUSEPPE

Vorrei saperlo anche io in quanti siamo!

IMMA

Ci sono delle salsicce e un po’ di formaggio.

TONY

(VERSO LA CAMERA DA LETTO) Se non avete bisogno di me, permettete un momento…

GIUSEPPE

Voi dove andate!

IMMA

(A LUIGI) Ma cosa è successo?

GIUSEPPE

(SI VOLTA DI SCATTO VERSO IMMA) Basta! Non sono il pupazzo che ti credevi tu, mia cara. Capace di gettare tanti anni di matrimonio, così su due piedi, eh? Scordati completamente, eh?! Io in tanti anni non mi sono mai permesso di darti un pizzicotto, io! (MOSTRA IL GESTO) Oppure così? (MOSTRA ALL’INVERSO, CON UN FISCHIO AMBO LE VOLTE, DANDO QUASI DI MATTO)

IMMA

Cos è?

GIUSEPPE

Pizzico, palpata e le sue varietà. Non fare finta di non saperlo! Come hai potuto, con quello poi!

IMMA

(NON COMPRENDE) Giuseppe, ma che stai dicendo?

GIUSEPPE

(RIPETENDO LA FRASE) “Mi lasciò senza respiro. Mi sono ormai affezionato all’idea…”… So della lettera! (MOSTRANDOGLIELA)

IMMA

Amore, ma non è mia.

GIUSEPPE

E di chi allora? (IMMA STA PER SPIEGARGLIELO QUANDO REALIZZA CHE LUIGI È PRESENTE)

IMMA

È, è…di… (RIDE NERVOSA) te lo spiego dopo eh...

GIUSEPPE

Il tuo amante ha già spiegato tutto... (INDICA LA STANZA DOVE STA TONY)

IMMA

(NON CAPISCE) Amante?

GIUSEPPE

Si, quello li?!

IMMA

Tony?

GIUSEPPE

Si Tony!

LUIGI

Ha confessato.

IMMA

È impazzito. (RIDE)

GIUSEPPE

(DRAMMATICO) Luigi, è inutile prolungare questa agonia. Stasera dormo da te e poi con calma mi trovo un albergo.

LUIGI

Non essere precipitoso.

IMMA

Giuseppe, amore!

GIUSEPPE

Sgombro, e il signor De Vita può accomodarsi a spennellare col suo pennello dove e come gli pare (TONY RIENTRA IN SALOTTO)

IMMA

(RIDENDO) Amore, tesoro, sei un credulone.

GIUSEPPE

Sì, certo che lo sono, perché credo ancora nella decenza morale. (VEDE TONY) Accomodatevi! Mia moglie è pronta, il letto sta là, e buon divertimento a tutti e due.

TONY

Ma che dite?

GIUSEPPE

Lo champagne sta nel frigo, e, ah! a proposito, non dimenticatevi di mettere il tappo al dentifricio.

IMMA

Giuseppe, amore, per favore… (GLI TOCCA IL BRACCIO)

GIUSEPPE

(CON DISPREZZO) Non mi toccare corpivendola!

IMMA

Tu…a me? (OFFESA) Ma corpivendolo sarai tu!

GIUSEPPE

E no mia cara, io non ho mai venduto il mio corpo!

IMMA

E sai chi se lo comprava! Arrogante cretino che non sei altro!

GIUSEPPE

(A LUIGI) Hai sentito come m’ ha chiamato! (A IMMA) ne riparleremo davanti al tribunale inquisitore! (A TONY) Sotto il cuscino c’è il pigiama… pulito.

IMMA

Apprezzo il tuo consiglio ma…

GIUSEPPE

Non è un consiglio, è un’offerta. Tony De Vita: pigliatela! Andiamo, Luì! Che io mi troverò una bella ragazza! ... Molto più giovane! e poi ti faccio vedere io chi è Giuseppe Lanza (A TONY) …Auguri e buon divertimento a tutti e due! (ESCE CON LUIGI)

IMMA

Arrogante, cretino. Capisci? Lui ha chiamata corpivendola, me! Che non guardo un uomo da…da…manco lo ricordo più!

TONY

Posso continuare il mio lavoro nello studio? (FA PER ANDARE IN STUDIO)

IMMA

Noooo (GLI AFFERRA LA MANO) ora lo continuerai in camera mia, “il lavoro” e poi vediamo!!!! (LO TRASCINA IN CAMERA DA LETTO MENTRE CALA LA TELA)

FINE PRIMO ATTO


Atto secondo

La scena è sempre la stessa. L’azione continua con Imma che trascina Tony verso il letto, lo hanno quasi raggiunto quando Tony fa dietrofront, Imma lo rincorre attorno al letto.

TONY

No, no, e no! Imma, tu sei una donna fantastica, meravigliosa, io, io apprezzo l’invito… così gentile e pure spiritoso, però, non mi sembra il caso di approfittare, è stato un momento di nervosismo… ecco.

IMMA

Un momento di nervosismo? (TIRANDOSELO A SE) Vieni qui! L’hai sentito, o no? Mio marito mi ha chiamata corpivendola!

TONY

Ma ci saranno formalità da osservare…

IMMA

(PRESENTANDOSI) Giusto! Piacere, Imma Lanza (LO TRASCINA AL LETTO). Non c’è tempo da perdere, Pigiama?

TONY

No grazie, non lo porto.

IMMA

(RIPRENDENDOLO IN FRETTA) Uhhh! Bene, bene, bene!

TONY

Ma tu sei sicura che tuo marito fa sul serio?

IMMA

Sicurissima (COMINCIA A TOGLIERGLI GIACCA E CRAVATTA, GETTANDOLE PER TERRA) che lato? Sinistro o destro?

TONY

Centro. Ah, beh, non ho preferenze.

IMMA

Presto i pantaloni, i pantaloni.

TONY

(INDIETREGGIANDO FINO IN SALOTTO TOGLIENDOSI LE SCARPE NEL CONTEMPO) Va bene, va bene! Ma tu sei sicura che poi non ti pentirai?

IMMA

(CON CARICATO ENTUSIASMO) Sono smaniosa, Siiiii, vieni qui! (GLI PIGLIA I PANTALONI, LI BUTTA SUL DIVANO E GLI PRENDE DI NUOVO LA MANO). Su, da bravo, vieni qui. (TONY TENTENNA, MA DI COLPO SI AGITA)

TONY

Ricordati gli ordini di tuo marito: ti ha chiamata corpivendola!

IMMA

Vieni qui! Domani mattina mi odierò, lo so! Prendo una camicia da notte e torno. Sceglierò la più sexy che ho! (CORRE NELLO SPOGLIATOIO)

TONY

E adesso come faccio con Simona? Idea! Le lascio due righe sulla porta d’ingresso (CORRE ALLA SCRIVANIA E SCRIVE IN FRETTA QUALCOSA, LEGGE AD ALTA VOCE QUELLO CHE STA SCRIVENDO) “Tesoro, troviamoci direttamente in camera. Ti raggiungerò appena posso”, (TRA SE) Domani mattina mi odierò, lo so! (LO AFFIGGE ALLA PORTA D’INGRESSO)

IMMA

(IMMA ESCE DALLA SPOGLIATOIO CON INDOSSO LA CAMICIA DA NOTTE ROSSA, UN’OCCHIATA VELOCE ALLO SPECCHIO E POI VIA VERSO IL SALOTTO) Cosa ne pensi?

TONY

Mmm (FINTO) Quel rosso fa a pugni con la coperta.

IMMA

L’ho comperata in Spagna, l’anno scorso, ma non ho mai avuto il coraggio di indossarla.

TONY

Lo credo mia cara.

IMMA

Ho capito, aspettami qua, ti stupirò. Ti farò perdere la testa… (VIA VERSO LO SPOGLIATOIO)

TONY

Beh, mi cambierò di là. (VIA VERSO LO STUDIO)

LUCA

(ENTRA DOPO UNA PAUSA, HA IN MANO UNA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE, DELLE ROSE E UN OMBRELLO. ENTRA CHIAMANDO) Fran-cy? Fran-cy? (NOTA IL FOGLIETTO LASCIATO SULLA PORTA D’ENTRATA DA TONY E LEGGE IL MESSAGGIO) “Troviamoci direttamente nella camera” e già, ma quale sarà questa camera? Fran-cy? Fran-cy? (DECIDE DI PROVARE IN FONDO A SINISTRA, NEL FRATTEMPO ENTRA IMMA INDOSSANDO UNA CAMICIA DA NOTTE NERA. SI AMMIRA NUOVAMENTE ALLO SPECCHIO E POI VIA A PRENDERE LO CHAMPAGNE. ENTRA SIMONA DALLA COMUNE, È FELICE DI VEDERE SUL DIVANO I PANTALONI DI TONY. DALLA PORTA RIMASTA APERTA INTRAVEDE NELLA CAMERA DA LETTO LE SCARPE, LA CRAVATTA E LA GIACCA. ENTRANDO RACCOGLIE IL TUTTO E LO GETTA IN UN ANGOLO. DALLA BORSETTA TIRA FUORI UNA CAMICIA DA NOTTE, NELLO STESSO ISTANTE DAL BAR SI SENTE PARTIRE IL TAPPO DELLO CHAMPAGNE, SIMONA FA UN’ESPRESSIONE DI SORPRESA, POI ALLEGRAMENTE VA NELLO SPOGLIATOIO CON LA CAMICIA SUL BRACCIO, MENTRE IMMA VIENE DAL BAR COL VASSOIO, BOTTIGLIA STAPPATA E DUE BICCHIERI PIENI VA IN CAMERA DA LETTO, CHIUDE LA PORTA, POSA IL VASSOIO, TIRA LE TENDE, PRENDE UNA RIVISTA E SI DISTENDE SUL LETTO. RIENTRA LUCA DA SINISTRA E SEMPRE CHIEDENDOSI “DOVE SARÀ LA SUA FRANCY” DECIDE DI ENTRARE NELLA STANZA DA LETTO. BUSSA)

IMMA

Siiiiiiiiii, pronta. (LUCA ENTRA IN CAMERA DA LETTO. I DUE SI GUARDANO PER UN ISTANTE, DOPO DIECI SECONDI DI STUPORE, LUCA, IN SEGNO DI SALUTO, SOLLEVA EDUCATAMENTE LA BOMBETTA E TORNA IN SALOTTO. IN QUEL MOMENTO ARRIVA TONY DALLO STUDIO, IN PIGIAMA. TONY E LUCA SI GUARDANO E RIMANGONO A LORO VOLTA FULMINATI. DI NUOVO LUCA SALUTA ALZANDO CON LA BOMBETTA, PRENDE UNA CARTA DA VISITA E LA PORGE A TONY IL QUALE LA GUARDA CON L’ESPRESSIONE DI UNO CHE NON HA AFFERRATO NIENTE. IMMA SCENDE DAL LETTO E CORRE IN SALOTTO) Tony? Conosci il signore?

LUCA

Non ho scuse. Terribile gaffe. Credevo di trovarmi all’ultimo piano.

IMMA

In effetti siamo all’ultimo piano!

LUCA

In Rosenstrasse 13?

TONY

Precisamente.

LUCA

Oh, non mi aspettavo di trovar lei.

IMMA

Ovvio che no!

LUCA

Imbarazzante davvero, signor Lanza. (RIVOLTO A TONY)

TONY

Sono il signor De Vita. Tony De Vita.

LUCA

(SORPRESO) Oh. Credevo fosse l’appartamento dei signori Lanza.

IMMA

E lo è.

LUCA

Oh. Beh, sinceramente mi scuso, signora De Vita, ma...

IMMA

Sono la signora Lanza.

LUCA

(PRETENDE DI CAPIRE) Ooh! Oh! Signora Lanza?!... Signor De Vita?!...

IMMA

Lei è Luca, vero?

LUCA

Giusto Luca! Luca Piccione dei Nobili della Quaglia. Il mio biglietto da visita. (MOSTRA IL BIGLIETTO AD IMMA)

IMMA

(LO PRENDE E LO FA LEGGERE A TONY) Dell’ufficio addetto alle programmazioni.

TONY

Bhe questa l’ha programmata piuttosto male eh?

LUCA

Beh, in effetti. Respiriamo tutti insieme (PRENDENDOLI PER MANO, FA IL GESTO CON LE MANI OOOOOMMM!) Quando ho parlato poco fa con la signora Francy ha detto che potevamo, ehm… beh pranizzare qui, la nostra energia cosmica.

IMMA

La signora Francy non l’ha richiamata per dirle, per dirle di…pranizzare da un’altra parte?

LUCA

Forse, ma io stavo già armonizzando i miei chacra. Sa, ho bisogno di concentrazione altrimenti mi si smonta tutto, cosa crede, mica si può pranizzare così, su due piedi!

CAMPANELLO D’INGRESSO

FRANCY

(I TRE SONO IN PANICO, TONY CERCA REPENTINAMENTE DI INFILARSI I PANTALONI SOPRA QUELLI DEL PIGIAMA, LUCA SI MUOVE A VANVERA, IMMA SI FA CORAGGIO E VA AD APRIRE. I DUE UOMINI SI RIFUGIANO IN CAMERA DA LETTO E CHIUDONO LA PORTA, TONY PERO’ LASCIA I PANTALONI SUL DIVANO. I DUE SI FICCANO SOTTO LE COPERTE, DALLO SPOGLIATOIO ENTRA SIMONA IN CAMICIA DA NOTTE. VEDE IL VOLUME NEL LETTO E PREGUSTANDO CIÒ CHE L’ATTENDE SORRIDE E STRAPPA VIA LA COPERTA. RIMANE STRABILIATA NEL VEDERE I DUE ABBRACCIATI E CON GLI OCCHI CHIUSI. LI RICOPRE IMMEDIATAMENTE E FURIBONDA ESCE SBATTENDO LA PORTA, DIRIGENDOSI VERSO LA SUA STANZA. I DUE UOMINI AL SENTIRE SBATTERE LA PORTA E SI SCAMBIANO ESPRESSIONI INTERROGATIVE. LUCA SALUTA DI NUOVO CON LA BOMBETTA E VA NELLO SPOGLIATOIO. TONY SI RICACCIA SOTTO LE COPERTE, NEL MENTRE ENTRA FRANCY INSIEME A IMMA, CON IN MANO UN BEAUTY CASE) Imma, non riesco a trovare Luca.

IMMA

Francy, Io ti prenderei a schiaffi! Hai lasciato in giro una pagina della lettera di Luca. Giuseppe ora crede che la lettera sia indirizzata a me!

FRANCY

Che cara, a prenderti la colpa tu!

IMMA

Ma forse non ci siamo capiti, Giuseppe se n’è andato, mi ha lasciata!

FRANCY

(DRAMMATICA) Oh! Questo sì che è un vero disastro! (DIMENTICANDO SUBITO) Ma Luca, l’hai visto?

IMMA

Eccome no! sta di là. Prenditelo e sparisci dalla mia vista!

FRANCY

(VA IN CAMERA DA LETTO) Se Giuseppe se n’è andato il letto ovale va provato! Iuù!!!

IMMA

(SEGUENDOLA) Un momento, dove vai.

FRANCY

(STRAPPA LA COPERTA E ALQUANTO SORPRESA NEL VEDERE TONY) Oh! mio Dio, guarda chi ci sta!

TONY

(SOLLEVATO) Ciao Francy.

FRANCY

Ma che bravi! E cosa stai arredando, là sotto? (METTE IL BEAUTY CASE SUL LETTO)

IMMA

Sono fatti che non ti riguardano.

FRANCY

(COMPLIMENTANDOSI CON IMMA) Oh, finalmente! Benvenuta nel club! Dov’è Luca?

TONY

Di là! (INDICANDO LO SPOGLIATOIO)

IMMA

Tu e il tuo casanova da strapazzo, presto, portatelo via. (IMMA BUSSA ALLA PORTA DEL BAGNO)

LUCA

Chi è?

IMMA

Avanti, esci fuori. (LUCA ESCE)

LUCA

Crede che sia prudente? (VEDE FRANCY E TIMIDAMENTE) Oh! Francy.

FRANCY

(DI CORSA AD ABBRACCIARLO) Che uomo impetuoso!

IMMA

Uffa, fuori da casa mia. Ho detto!

FRANCY

C’è l’ufficio al pian terreno.

LUCA

Stupendo. E tuo marito?

FRANCY

A quest’ora in ufficio non c’è nessuno (SI AVVIANO). Ho la chiave. (NEL VEDERE LO CHAMPAGNE, A IMMA) Vedo che ci hai soffiato lo champagne.

LUCA

Amore, non ti preoccupare. Sono venuto preparato! Champagne, spazzolino da denti, dentifricio, lozione, dopo barba…

IMMA

E due pilloline azzurre? Non si può mai sapere, magari la pranizzazione non si sia messa ben in moto!

LUCA

Lei farebbe bene ad armonizzare i suoi chacra, è troppo nervosa.

FRANCY

(IN FRETTA)Andiamo! (LO SPINGE VIA. ESCONO)

IMMA

(PAUSA, POI SENSUALE) Beh, loro sono sistemati, ora a noi! Dove eravamo rimasti Tony?

TONY

Mi dispiace, ma…io mi sono raffreddato!

IMMA

E no eh! (CON TONO EROTICO) ora che ho cominciato a scaldarmi io…Ma ti sei dimenticato che mio marito m’ha chiamata corpivendola? (SENSUALE) Dai vieni qui…

TONY

Uh!!! Sto ribollendo di nuovo! (VA DECISO IN CAMERA DA LETTO, PRENDENDOLA PER MANO) Si, si, vieni qui… (IMMA SIEDE SUL LETTO E PRENDE IL BICCHIERE DI CHAMPAGNE MENTRE TONY LA SEGUE, TUTTO CONTENTO, CHIUDE LA PORTA CON UN CALCIO E NEL RAGGIUNGERE IL LETTO FA UN SALTINO E PIOMBA SUL LETTO ACCANTO A IMMA. LO CHAMPAGNE SPRUZZA IN ALTO E FINISCE IN GREMBO A IMMA CHE BALZA IN PIEDI E SI SCUOTE LA VESTE) Scusami! Non volevo!

IMMA

Ah! Ah! Ah! E ora, ora devo davvero togliermelo! (IMMA VA NELLO SPOGLIATOIO)

CAMPANELLO D’INGRESSO

Tony

E chi suona alla la porta? A quest’ora poi? (TONY VA AD APRIRE)

SVEVA

(FUORI) Buonasera! Le chiedo scusa per l’ora. (MENTRE TONY ENTRA CON SVEVA) Oh ma che bello qui!!! Oh! Comunque le dicevo, le chiedo scusa per l’ora! Ma ho telefonato tre volte.

TONY

Ovvero?

IMMA

Allora? chi era? (ENTRANDO IN SALOTTO)

SVEVA

(VEDENDO IMMA) La signora Lanza, immagino?

IMMA

Si, sono io.

SVEVA

Io ho telefonato, per il libro e sono un po’ arrabbiata con suo marito (INDICANDO TONY).

IMMA

(CERCANDO) Mio marito qui?

SVEVA

Col signor Lanza. (INDICA TONY)

IMMA

Oh, si, Ah! ah! (RIDE)

SVEVA

Aveva promesso di richiamarmi al München Palace Hotel. Io pernotto sempre li quando vengo a Monaco. Ma ci resto poco sa, per via dei cani. (RIDE GONGOLA) Io ho 19 cani in Valsugana. OllalaIuù! Lei conosce la Valsugana, signor Lanza? (TONY NON RISPONDE) Signor Lanza?

IMMA

(URLANDO PER RICHIAMARLO ALL’ATTENZIONE) Giuseppe???

TONY

Ah?! Si? Sono io? Già che sbadato, piacere Giuseppe. (SVEVA RESTA QUASI ESTERREFATTA)

IMMA

Venga, si accomodi. Per telefono ha dunque accennato ad un suo libro?

SVEVA

Si, ce l’ho qua con me. Lui mi ha detto di richiamare ma non l’ha fatto. (STIZZITA)

IMMA

Perché non hai richiamato, tesoro?

TONY

(IRRITATO) Perché stavamo andando a letto, amore. (CON TONO IRONICO)

SVEVA

(CON TONO INTRIGANTE) A letto? Così presto? Ma che piccioncini.

IMMA

(RIDE E CERCA DI AVVIARE SVEVA ALL’USCITA) Ma non può tornare domattina?

SVEVA

(RIENTRANDO) Noooo. Devo tornare in Valsugana, sa, per i miei cagnolini. Parto stanotte.

IMMA

Non vorrei farle perdere il treno. (LA SPINGE FUORI DI NUOVO)

SVEVA

(NON DANDOSI PER VINTA) Ma no, ho tutto il tempo. Anzi, ci terrei tantissimo che il signor Lanza leggesse il mio libro. (PRENDE IL MANOSCRITTO DALLA BORSA DI CUOIO E LO PORGE A IMMA)

IMMA

(IN FRETTA) Va bene, vedrò di farglielo avere.

SVEVA

(CONFUSA) Di farglielo avere? Ahhh! Ahhhh!!

IMMA

Oplà! (TIRA IL MANOSCRITTO IN MANO A TONY)

TONY

Oplà!

SVEVA

Beh, ci terrei tanto che lei lo leggesse stanotte.

TONY

Stanotte? Ma io ho altre cosa da… (GUARDANDO IMMA) da “leggere”, io!

SVEVA

Io speravo di concludere prima di tornare in Valsugana. Vede signora Lanza, io devo cambiare il mio editore, dopo il grande successo di Bimba, Bruto e Bau Bau.

TONY

(CON TONO IRONICO) Beh, dal titolo non si direbbe, siamo al cospetto di un best seller

IMMA

Ma perché vuol cambiare editore?

SVEVA

Vede ho scoperto che il mio vecchio editore si dedica alla porno letteratura. Oh! Intendiamoci, non che abbia qualcosa in contrario, ma considerando il mio genere… sarebbe il caso di cambiare editore… sempre che il signor Lanza se la senta…

IMMA

Uhh! Se se la sente! Vero che te la senti tesoro?

TONY

Me la sento?

IMMA

Signora fatemi il piacere, abbiate la bontà di attenderlo nel suo studio, mentre il signor Lanza si va a vestire.

SVEVA

(MENTRE IMMA LA SPINGE NELLO STUDIO) Oh si veste? Sta tanto bene così! Va beh basta che fa presto perché io devo tornare ai miei monti! (CANTA) La sui monti, la sui monti noi coglieremo le stelle alpine… Ollala iù ù! Ollalaiù ù!

TONY

(IMMA SPINGE SVEVA NELLO STUDIO E CHIUDE LA PORTA, POI INFASTIDITO) Ma si può sapere ora che facciamo? Io non so nulla di editoria.

IMMA

Tu non ti preoccupare! Io un milione di euro all’anno non me li faccio scappare. E ora, fammi il piacere, va a vestirti. (LO SPINGE IN CAMERA DA LETTO E CHIUDE LA SERRATURA)

TONY

E questo vuol dire che il nostro giochetto è finito?

IMMA

Ne riparleremo più tardi, ora per favore, togliti il pigiama e fai quello che dico io, vedrai che… Bau Bau! (IMMA COMINCIA A SBOTTONARE LA GIACCA DEL PIGIAMA DI TONY)

TONY

(RIDE) Mi fai il solletico. (SBOTTONANDOSI, VIA VERSO LO SPOGLIATOIO) Lo so, farò una figura ridicola.

IMMA

Giuseppe mi ha insegnato molte cose, lascia fare a me. (SEGUENDOLO NELLO SPOGLIATOIO)

GIUSEPPE

(LA TESTA DI GIUSEPPE FA CAPOLINO ALL’INGRESSO. GUARDA IN GIRO, POI ENTRA IN SALOTTO IN PUNTA DI PIEDI. PASSA DAVANTI AI PANTALONI DI TONY SUL DIVANO SENZA FARCI CASO, POI HA UNA REAZIONE, LI RACCOGLIE) Porco! (LI BUTTA PER TERRA, VA PER APRIRE LA PORTA, MA LA TROVA CHIUSA) Sporco miserabile! (SI INGINOCCHIA PER POTER VEDERE DAL BUCO DELLA SERRATURA; IN QUEL MOMENTO ENTRA SIMONA, SEMPRE IN CAMICIA DA NOTTE. SI AVVICINA ALLA PORTA, ARRABBIATA, POI SI FERMA NEL VEDERE GIUSEPPE)

SIMONA

Signor Lanza!

GIUSEPPE

(RADDRIZZANDOSI) Ma che caspita! Tu non dovevi essere uscita?!

SIMONA

Io non capisco più cosa sta succedendo, in questa casa!

GIUSEPPE

Io lo so, e preferirei non saperlo. In camicia da notte!

SIMONA

(PRESA IN CONTROPIEDE) Eh, io stavo… Stavo per andare a letto, da sola, io! Ma qua, chi entra chi esce, sembra un mercato, non riesco a dormire così!

GIUSEPPE

E prendi un sonnifero!

SIMONA

Signor Lanza lei dovrebbe smetterla di guardare dalla serratura. (INDICA IL BUCO DELLA SERRATURA)

GIUSEPPE

(PIENO DI DIGNITÀ) Io guardo quanto mi pare e piace, va bene? Io sono un guardone! Uh! Un, un guardiano della casa! E tu va in camera tua! Capito ora?

SIMONA

(DECISA) Allora se vuole ben saperlo, le dirò cosa succede in camera sua, perché è una cosa non molto regolare! Ohhh, che schifo!

GIUSEPPE

Altro che regolare!

SIMONA

(QUASI IN LACRIME) Sono a letto! Capisce? A le-tto!

GIUSEPPE

Lo so!

SIMONA

(PRECISA LA COSA) A letto! Nel letto, lo capisce?

GIUSEPPE

(URLANDO) Lo so! E ora tornatene in camera tua, ti ho detto!

SIMONA

(VA VIA SCONSOLATA NELLA SUA STANZA) E voi non fate niente? Questa è una casa di pazzi!

TONY

(DALLO SPOGLIATOIO ENTRA FISCHIETTANDO. APPENA SENTE FISCHIETTARE, GIUSEPPE SI PRECIPITA DI NUOVO AL BUCO DELLA SERRATURA, MA TONY NEL TOGLIERSI LA GIACCA DEL PIGIAMA L’APPENDE SULLA MANIGLIA DELLA PORTA, BLOCCANDO LA VISUALE DI GIUSEPPE. TONY VA ALLO SPECCHIO E SI AMMIRA) Sensuale. (GIUSEPPE INTENDE CHE QUESTA FRASE SIA RIVOLTA AD IMMA. TONY VA AL LETTO E DECIDE DI TESTARE LE MOLLE; VI SI STENDE SOPRA, SOBBALZANDO SU E GIÙ) Sii Grande sii! Grande grande siii! Grande!!! (NELL’IMPOSSIBILITÀ DI VEDERE GIUSEPPE ASCOLTA SULLE BRACI. TONY SMETTE DI RIMBALZARE E BATTE IL MATERASSO CON FORZA COL PALMO DELLA MANO) Formidabile! Stupefacente. (GIUSEPPE, ANCORA PIÙ ANGOSCIATO, FA UN GIRO SVELTO PER LA STANZA PER SCARICARE I NERVI. DECIDE DI SFONDARE LA PORTA CON UN CALCIONE DATO IN RINCORSA, STA PER FARLO, QUANDO TONY ALLARMATO DAI RUMORI, DECIDE DI APRIRE LA PORTA)

GIUSEPPE

(NEL RIPRENDERSI) Fuori! Avanti! Parla! Che diavolo, voi due… (SI INTERROMPE NEL VEDERE TONY IN MUTANDE)

IMMA

(ENTRA IN CAMERA DOMANDANDO A TONY) Tony, chi era? (VEDE GIUSEPPE)

TONY

(SPAVENTATO, RESTA CON GLI OCCHI CHIUSI) Il Signor Giuseppe

GIUSEPPE

Ahhh! (IMMA RESTA SORPRESA NEL VEDERE GIUSEPPE, NEL MENTRE TONY SEMPRE PIÙ SPAVENTATO)

IMMA

Tesorooooo, finalmente sei tornato! ho una meravigliosa sorpresa per te.

GIUSEPPE

Ah, Si? Un’altra? Ho sentito tutto! (INSISTENDO) Sono esterrefatto da quel che ho visto stasera.

TONY

Io vado via.

GIUSEPPE

Zitto tu. (TONY SI BLOCCA)

IMMA

Ma quando mai, non è successo niente!

GIUSEPPE

Io lo sapevo, da quando ho trovato quella maledetta lettera, la carne urla… Ed eccolo lì (INDICANDO TONY) lo squallido mittente assetato di sesso.

IMMA

Giuseppe, chiariamo una volta per tutte, non l’ha scritta lui quella lettera e non era diretta a me. Era scritta a Francy, ma non ho potuto dirtelo al momento opportuno perché Luigi era presente.

GIUSEPPE

Non ci credo! Francy con questo depravato?

TONY

Depravato io? A me?

GIUSEPPE

Si a te, lurido, lercio, masnadiero! Sgorbio assoluto! Ma l’hai guardato bene?

IMMA

Io l’ho guardato, sei tu che non guardi più me!

GIUSEPPE

E tu allora?! La sera non faccio in tempo a mettermi i calzini di lana che tu già dormi.

IMMA

E tu non metterli!

GIUSEPPE

(TENERO ALL’IMPROVVISO) Non posso, soffro il freddo ai piedi! (VOLTANDOSI, VERSO TONY) E tu hai la sfrontatezza di sfoggiare mezzo nudo, davanti a mia moglie.

IMMA

Calmati ora, ma tu sai chi c’è nello studio?

GIUSEPPE

Ehm? Un altro uomo?

IMMA

Ma che?! Sveva Sanfelice!!! La scrittrice.

GIUSEPPE

(COLPITO) Sveva Sanfelice? In carne ed ossa a casa mia?

IMMA

Ha deciso di cambiare editore, perché il vecchio si occupava di letteratura pornografica. Insomma lei vorrebbe affidarti i suoi futuri Bimba, Bruto e Bau Bau.

GIUSEPPE

Eh?

IMMA

A cominciare dal “Seguito delle avventure di Bimba, Bruto e Bau Bau”.

GIUSEPPE

(TREMANDO DALLA GIOIA) I libri di Bimba, Bruto e Bau Bau! Vuole che li pubblichi io?… E’ fantastico per noi! (RIVOLTO A TONY TUTTO ECCITATO) Hai sentito! (A IMMA) Ciu ciù, sei fenomenale! (LANCIA UN’OCCHIATA A TONY) Con te facciamo i conti dopo. Vado subito a conoscere Sveva Sanfelice.

IMMA

(TRATTENENDOLO PER UN BRACCIO) Non puoi.

GIUSEPPE

E perché?

IMMA

Perché la conosci già. Lei crede che Tony sia tu!

GIUSEPPE

Come?!

TONY

Quando è entrata, sua moglie ed io, stavamo per andare a letto.

GIUSEPPE

Allora è vero??!?!!!!

IMMA

Ma si, Cioè no. Non sarebbe successo niente.

TONY

Grazie della notizia!

GIUSEPPE

Non permetterò mai che contratti di tale importanza vengano firmati da un a-rre-da-to-re. (VA IN SALOTTO SEGUITO DA IMMA E TONY)

IMMA

E già, ma tu ormai non puoi farlo più!

GIUSEPPE

Incaricherò Luigi!

IMMA

Ma perché? Non era al ristorante?

GIUSEPPE

Ma quando mai! È di sotto, a guardare i sederi delle passanti. La sua attività preferita! Vado a chiamarlo. (VIA VERSO LA COMUNE, NEL MENTRE SI APRE LA PORTA DELLO STUDIO ED ESCE SVEVA SANFELICE)

SVEVA

Vi siete scordati di me? No dico, signora Lanza, ma si rende conto dell’importanza di questo affare?

IMMA

Ma come no signora! Mio marito ci tiene talmente tanto che ha mandato a chiamare il suo socio, il signor Panza.

SVEVA

Oh! Ma non occorre, tra me e il sig. Lanza si è stabilita una bella simpatia. Non è vero, signor Lanza?

TONY

E come no! (SUONA IL CITOFONO DELL’UFFICIO)

SVEVA

Cos’è?

IMMA

(AGITATA) Dall’ufficio, arriva da giù. (PER UN MOMENTO NON SA CHE PESCI PIGLIARE)

SVEVA

Non risponde?

IMMA

(INDICANDO TONY) Sarà il suo socio, il signor Panza. Sicuro è per te, tesoro, io accompagno la signora Sveva nello studio.

SVEVA

Speriamo che il signor Panza non tardi. Per via del mio treno. (IMMA LA SPINGE NELLO STUDIO. MENTRE IL CITOFONO CONTINUA A SUONARE, TONY RISPONDE)

TONY

Sii… No, Francy, non hai interrotto niente! Come? Luca non ce la fa? E fagli allineare i chacra!

(ENTRA SIMONA DALLA SUA STANZA, TONY RIMETTE GIÙ IL RICEVITORE. SIMONA SI È RIVESTITA ED E’ VISTOSAMENTE ARRABBIATA, VA DRITTA VERSO LA CAMERA DA LETTO, TONY LA VEDE) Amore!

SIMONA

(SI VOLTA) Ah. Venivo proprio a cercare te! Ti devi vergognare, mi hai sedotta e poi abbandonata per…Oh!!! Guarda ho ancora il trauma!!! Non capisco niente più!!!

TONY

Ma che stai dicendo? Perché non mi hai aspettato in camera tua?

SIMONA

Perché non voglio sapere più nulla di te.

TONY

No! Simona io… (INTERROTTO)

SIMONA

…(INTERROMPENDOLO) Ho visto cosa facevi in camera da letto, vergogna! Schifoso!

TONY

Ma su, non è successo niente.

SIMONA

(PIAGNUCOLANDO) Come hai potuto? Prima i pizzicotti, i baci e poi mi hai ingannato con promessa di una notte di pura passione! E poi…Non me lo sarei mai aspettata da te, tu…tu… sei…sei…sei… uno dell’altra sponda! Ecco.

TONY

Nooo! Pure tu! Simona, stammi a sentire Simonuccia. (RIENTRA NELLA SUA CAMERA, TONY FA PER SEGUIRLA)

GIUSEPPE

(ENTRA DALL’INGRESSO, NEL MENTRE ESCE ANCHE IMMA) Non trovo Luigi da nessuna parte. Povero me.

IMMA

(PRENDE GIUSEPPE PER LA MANO E LO CONDUCE NELLA STANZA DA LETTO) Sveva è più importante di Luigi. Non riesco più a trattenerla, è impaziente, dobbiamo farle firmare il contratto!

GIUSEPPE

Lo firmerà, ora sono subito da lei.

IMMA

Non puoi! Tu sei Tony!

GIUSEPPE

Io?

IMMA

Ma non capisci? Tony fa te e tu fai Luigi, semplicissimo!

GIUSEPPE

Noo, e non posso farlo, non è il mio personaggio, non sento il ruolo.

IMMA

Un milione di euro l’anno!

GIUSEPPE

Sono tagliato per fare Luigi. (PROVA A CHIAMARE LUIGI SUL CELLULARE)

IMMA

Vado a chiamarla. (IMMA SI AVVIA ALLO STUDIO CHIUDENDO LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO)

BARBARA

(ENTRA GUARDANDOSI IN GIRO CON CIRCOSPEZIONE, POI CHIAMANDO SOTTOVOCE) Signor Panza? (POI VA ALLA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO) Signor Panza? (APRE)

GIUSEPPE

Oh, Dio (TRA SÈ) E ora che faccio con questa Sveva Sanfelice? Maledizione! Imma se l’è lasciata scappare!

BARBARA

OooHhho!!! (ECCITATA)

GIUSEPPE

OooHhho!!! (METTE GIÙ IL TELEFONO. A BARBARA, CREDENDO CHE SIA SVEVA) Mi scusi, sarà stanca di aspettare, mi perdoni stavo parlando con… prego si accomodi, le dirò subito i termini del contratto.

BARBARA

(UN TANTINO SORPRESA) E’ lei il signor Panza vero?

GIUSEPPE

(IN FRETTA) Luigi Panza, socio senior della Panza e Lanza: non so dirle quanto io sia eccitato nella prospettiva di prendermi cura di lei! (C’È UNA PAUSA DURANTE LA QUALE BARBARA SOPPESA IL MODO RAPIDO E BRUSCO DI QUESTO APPROCCIO)

BARBARA

Non le piace perdere tempo, vero?

GIUSEPPE

No. Le confesso che la trovo molto, ma molto più giovane di quanto mi aspettavo.

BARBARA

(SCONCERTATA) Grazie tante. Forse è che al telefono, dalla mia voce sembro più vecchia.

GIUSEPPE

(SCONCERTATO) Ma no, che dice. E ora, se mettiamo da parte i convenevoli e passiamo a concludere.

BARBARA

Francamente! Mi aspettavo di conoscerci un po’, una chiacchieratina, un whisky…

GIUSEPPE

Beh, se proprio ci tiene, una bella coppa di champagne, alla svelta… (PRENDE UNO DEI DUE BICCHIERI DI CHAMPAGNE  CHE ERANO SUL COMODINO E LO PORGE A BARBARA)

BARBARA

Si le bollicine! Brrrrr.

GIUSEPPE

Si, brrrr!!!! Ed ora, deve dirmi, in tutta sincerità, per quanto tempo è… è disposta a legarsi a me.

BARBARA

E non, non ho capito bene.Mi scusi.

GIUSEPPE

Vogliamo fare…tanto per cominciare, trrrr?

BARBARA

Trrrr? Cosa???

GIUSEPPE

(IN FRETTA) Tre, come tre anni!

BARBARA

Tre anni?

GIUSEPPE

Ma se non la soddisfo può lasciarmi dopo sei mesi. (BRINDA) Cin cin!

BARBARA

Cin cin! Ma ha sempre molto successo con questi approcci così espliciti?

GIUSEPPE

(CONFIDANDOSI) Con tutta franchezza questa è la prima volta.

BARBARA

Prima???? Mai????

GIUSEPPE

Mai! Mai. Ma Vedrà, vedrà, io la accontenterò in tutto e per tutto!

BARBARA

Ma signor Panza, io sono qua solo da pochi minuti!

GIUSEPPE

Ma non sarebbe venuta se in cuor suo non avesse già deciso.

BARBARA

Beh! e allora vada per il “si”. (GLI RESTITUISCE IL BICCHIERE)

GIUSEPPE

Magnifico. Stupendo! (PRENDE IL BICCHIERE E LO POSA, ASSIEME AL SUO, MENTRE LUI SI VOLTA, BARBARA CON UN MOVIMENTO RAPIDO SI TIRA GIÙ LA CHIUSURA LAMPO E SORGE DAL VESTITO) Questo è il giorno più bello della mia vita. Ora non ci serve che mettere nero su bianco... (SI VOLTA, RIMANE DI SASSO. BARBARA APPOGGIA IL VESTITO, SI TOGLIE LE SCARPE) Fa caldo eh!? Questo clima è impazzito: caldo, freddo, freddo caldo… non ci sono più le mezze stagioni.

BARBARA

(ENTRA SOTTO LE COPERTE E SI TOGLIE IL REGGISENO CHE LASCIA CADERE ACCANTO AL LETTO) Beh, allora? Se va di fretta, si spogli e salti dentro.

GIUSEPPE

Signora, le dispiace se ci limitiamo ai... ai libri?

BARBARA

Credevo che volesse andare al sodo.

GIUSEPPE

Ma così è un po’ troppo… sodo! Vede, prima vorrei conoscere la sua Bimba, Bruto e Bau Bau.

BARBARA

La mia cosa?

GIUSEPPE

(DALL’INGRESSO ENTRA A LUNGHI PASSI LUIGI, COME UN FORSENNATO, ENTRA NELLA STANZA DA LETTO) La sua Bimba! E quando avremo tempo ci sarà molto ancora da discutere opzioni, diritti esteri, e il genere di illustrazioni che preferisce (BARBARA LO FISSA, SCONCERTATA. LUIGI È ACCANTO A GIUSEPPE) Se lei è d’accordo vorrei vedere la sua tenera Bimba sfruttata al massimo! Sulle scatole di caramelle, sui vasetti di marmellata...

LUIGI

Giuseppe! (A BARBARA) Mi dispiace interrompere, ehm, ma ho qualcosa da dire al mio socio.

GIUSEPPE

Non interrompi niente. Stavamo solo discutendo le clausole del contratto. La signorina Sanfelice. (PRESENTA BARBARA A LUIGI)

LUIGI

(INSIEME A BARBARA) Sanfelice?

GIUSEPPE

Sveva Sanfelice?

LUIGI

Lei è Sveva?

BARBARA

No, sono Barbara Chiappazza.

GIUSEPPE

Chiappazza? (LUIGI SI VOLTA LENTAMENTE E GUARDA GIUSEPPE CHE SI RENDE CONTO DEL MALINTESO) Che figuraccia!! Adesso ho capito.

BARBARA

Ma tu mi ha detto di essere Luigi Panza.

GIUSEPPE

Lo sono stato, per un po’, ma è meglio essere se stessi...

BARBARA

E Se non sei Luigi Panza, chi sei?

GIUSEPPE

Sveva Sanfelice! (PAUSA, A LUIGI) No volevo dire, Sveva Sanfelice è qui. Se firmiamo pubblicheremo tutto noi. Bimba, Bruto e Bau Bau.

BARBARA

Ma che è? un canile?

LUIGI

No, no, mi dispiace contraddirla, ma per una volta, il mio socio ha superato se stesso.

GIUSEPPE

Se concludiamo l’affare il nostro futuro è assicurato!

BARBARA

Ma non il mio! Uscite, che mi rivesto. (BARBARA È IN PIEDI SUL LETTO CON DAVANTI IL LENZUOLO CHE LA COPRE)

LUIGI

Ah senta signorina, mi raccomando, lei non si muova da qui, e soprattutto non si rivesta che io ora torno! (VIA IN SALOTTO, MENTRE LA CHIAPPAZZA VA NELLO SPOGLIATOIO)

GIUSEPPE

Ma è possibile che anche in situazioni così delicata, tu pensi sempre e solo ad una cosa! Andiamo presto dobbiamo firmare il contratto con la Sanfelice. (IN SALOTTO)

IMMA

(FUORI SCENA) Giuseppe, Luigi, siete arrivati?

LUIGI

Faccio una cosa vado giù in ufficio, prendo la carta intestata per la firma.

GIUSEPPE

Bene! (ACCORGENDOSI DEL REGGISENO TRA L MANI, FUGGE VERSO IL BAR)

SVEVA

(ENTRANDO INSIEME AD IMMA) Vede signora, è proprio questo il segreto del grande successo dei miei libri, perché sono veri, basati interamente sui miei cagnolini. (IMMA GUARDA IN GIRO IN CERCA DEI DUE UOMINI)Signora Lanza? Signora Lanza?

IMMA

(APRENDO LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO) Giuseppe! Luigi! (VEDE LE SCARPE DI UNA DONNA, LE RACCOGLIE E AGGROTTA LEGGERMENTE LA FRONTE, SI STRINGE NELLE SPALLE E MOLLA LE SCARPE SUL LETTO)

SVEVA

(TONY ENTRA DALLA STANZA DI SILVIA) Oh! Finalmente il signor Lanza!

TONY

Ha visto la signora Lanza?

SVEVA

Si, è in ca... (INDICA LA CAMERA DA LETTO)

TONY

(PARLANDOLE DA LONTANO) Vado fuori!

SVEVA

Fuori?

IMMA

(SI PRECIPITA IN SALOTTO) Ma dove vai?

TONY

Porto fuori Simona.

IMMA

(IN FRETTA) No, tesoro! Giuseppe, Giuseppe, tesoruccio! (POI GAIA ALLA SVEVA) vuol portare fuori Simona. E’ la nostra cameriera. E’ così buono con lei! (A TONY) Giuseppe, tu e il signor Panza dovete restare qui a firmare il contratto, perché la signora Sveva possa prendere il suo treno per la Valsugana e raggiungere i suoi tesorini.

TONY

Lascio far tutto al signor Panza, ho cose migliori da fare stasera.

IMMA

Ma, Tesoro! (A SVEVA) Deve perdonare Tony.

SVEVA

Ma certo... (CONFUSA) Tony?! (IMMA E TONY SI GUARDANO)

IMMA

Ahhh!!! Ho detto Tony?  E’ …è il nostro cane.

SVEVA

(DELIZIATA) Non mi ha detto che avevate un cane! Dov’è? Permettete che Tony conosca la zia Sveva?

IMMA

Nooo! E quello non si sente bene.

SVEVA

Oh! Poverino.

IMMA

In genere viene a dare la zampina, ma stasera non vorrei disturbarlo, è nella sua cuccetta col musino caldo caldo.

SVEVA

Povero tesorino.

IMMA

Si rimetterà, intanto beva qualcosa. Tesoro, per favore versa da bere alla Signora Sanfelice (TONY VA AL BAR POI A SVEVA) Cosa preferisce?

SVEVA

Cosa mi offre?

TONY

Beh, vediamo, abbiamo… (FA PER ANDARE AL BAR E SI TROVA GIUSEPPE IN GINOCCHIO DIETRO AL BAR CHE NEL FRATTEMPO SI È TOLTO LA GIACCA E SI È MESSO UN CANOVACCIO A MO’ DI GREMBIULE, TONY NEL VEDERLO URLA) Ahhhh!

IMMA

(GIUSEPPE SI ALZA) Che caaa…spita stai facendo lì?

GIUSEPPE

Ge suì quas finit, madame. Pardon, non volev farla appaurar…

IMMA

(A GIUSEPPE) Mi sembrava di averle detto che poteva uscire.

GIUSEPPE

E’ la veritè, madame, ma prim volevù asciuga i bicchièr. (SOTTOVOCE A IMMA) Se Tony fa me, io faccio il cameriere e vi controllo!

IMMA

(IMBARAZZATA, LO PRESENTA) E’ il nostro cameriere.

GIUSEPPE

(TUTTO SORRISI ALLA SVEVA) Buon ser, madame. (LE STRINGE LA MANO)

SVEVA

(SORPRESA) Buona sera.

IMMA

Mi versi un martini, per favore? Tu cosa bevi tesoro?

TONY

Un gin, tesoruccio.

GIUSEPPE

Uì Mussiè. Un martin e un gin con spremut di arsenick.

TONY

A soreta. (A SVEVA) E lei, signorina?

SVEVA

Sherry, bel cherubino!

GIUSEPPE

A votre service. (GIUSEPPE VA AL BAR)

SVEVA

Se lo lasci dire, signora Lanza. Si vede che il suo maritino è impaziente di riportarla a letto (SI SENTE RUMORE DI BICCHIERI ROTTI NEL BAR)

IMMA

(GIOVIALE) Evviva! Niente di rotto?

GIUSEPPE

(SPORGENDO LA TESTA E IMPASSIBILE) Sei bicchierì. (SPARISCE DI NUOVO SOTTO AL BAR)

SVEVA

Ahahahah!!! Signora Lanza, mentre aspettiamo il signor Panza, vogliamo parlare del contrattino?!

IMMA

Ma si, si (IN FRETTA). Però serve che Giuseppe sia presente!

SVEVA

Ma Giuseppe…Ahahahah!!! È presente.

IMMA

Oh, Giuseppe, già. No, è che io volevo dire…Joseph dovrebbe essere presente. Joseph, il nostro cameriere. Joseph. (CHIAMA GIUSEPPE) Joseph!!

SVEVA

Non vedo cosa c’entra il cameriere.

IMMA

Vede, noi siamo gente molto, ma molto democratica sa! (CHIAMA NUOVAMENTE GIUSEPPE) Joseeeeepph!

GIUSEPPE

(COMPARE) Et vualà Madame.

IMMA

Allo champagne ci penso io, voi occupatevi della signora. (INDICANDO LA SVEVA, VA AL BAR)

GIUSEPPE

Eco, se mi è permessò, purquà non aspettè che arrivì le messiè Panzà? Il suo socio. Col contrattò.

TONY

Non serve! Allora signora, (IMPACCIATO) Bene, vediamo! Si!!! Uno sconto del 20% se la carta la fornisce il cliente.

SVEVA

Prego?

GIUSEPPE

Il Messiè spiritosò! Voleva dire, lui, che è l’editore ha diritto al 10% dei diritti maturati dall’autore!

SVEVA

Ma è quello che davo all’altro editore.

TONY

E allora noi le chiederemo 5%.

GIUSEPPE

(INCAZZATO) Ma se nel libro ci sono le illustrazioni si torna al 10.

TONY

Ma se si pensa alla manodopera si torna al 5.

GIUSEPPE

Ma la smetta di giocare signor Lanzà.

SVEVA

(A TONY) Ma il signor Panza dov’è? Dov’è?

GIUSEPPE

E’ sceso in ufficiò a prender un modello di contrattò. (SI SENTE DAL BAR, DI NUOVO, UN FRAGORE. TUTTI GUARDANO DA QUELLA PARTE MENTRE IMMA SI AFFACCIA DAL BAR)

SVEVA

Cos’è stato?

IMMA

(NERVOSA) Niente, è caduto un bicchiere.

GIUSEPPE

Se mi è permesso... madame, lasci che l’aiutì… (FA PER ANDARE AL BAR AD AIUTARE IMMA, MENTRE IMMA SI PRECIPITA AL CITOFONO PER AVVISARE FRANCY)

IMMA

Uh, grazie.. che gentile che sei Joseph. (AGITATA AL CITOFONO) Rispondi, per favore.

LUIGI

(ENTRA LUIGI DALL’INGRESSO ASPETTANDOSI DI TROVARE SOLO GIUSEPPE) E’ il colmo! L’ufficio è chiuso da dentro, non sono stato capace di entrare!

IMMA

(POSANDO IN FRETTA IL CITOFONO TELEFONINO) E meno male!

LUIGI

Ho bussato, picchiato, stavo per buttar giù la porta! Ho pensato pure che qualcuno stava facendo… gli straordinari!

IMMA

Vabbhe, non perdiamo altro tempo, qua ci sta la signora Sveva Sanfelice!

LUIGI

(ESTASIATO) Mia cara signora!

IMMA

(CON INTENZIONE) Giuseppe, naturalmente, già sta qua!

TONY

(PER AIUTARLO A CAPIRE) Caro il mio socio, vecchio mio! (DANDOGLI DEI COLPETTI SULLA SPALLA)

LUIGI

(CONFUSO) Ma che gli ha preso a Tony stasera?

SVEVA

Non si agiti. Secondo me ha i vermi, povero angelino.

LUIGI

Vermi? (ENTRA GIUSEPPE CON TRE BICCHIERI SU UN VASSOIO)

IMMA

Hai visto Joseph? Il nostro nuovo “cameriere”?

LUIGI

Joseph?

GIUSEPPE

Si messiè, lo camerierè.

LUIGI

Più o meno (PENSOSO). E Tony ha i vermi!

IMMA

Non è mai stato un cane molto sano, Tony (PER INFORMARLO CHE TONY È IL LORO CANE).

LUIGI

Ah, è un cane. E se adesso, gentilmente mi potreste fare un riassuntino, di che razza è Tony?

IMMA

Lupo. (ACCAVALLANDOSI A TONY)

TONY

Volpino. (ACCAVALLANDOSI A IMMA)

IMMA

Bhè un incrocio.

GIUSEPPE

È un “lupino”. (SARCASTICO)

SVEVA

(INTERROGATIVA) Mai visto un esemplare di lupino in vita mia!

GIUSEPPE

Sono rarissimi, solo 18 esemplari al mondo.

SVEVA

Permettete che vada a dare un’occhiata al vostro Tony?

IMMA

Noo! E che… Deve stare al buio. Ha la febbre, alta… Molto alta, ma domani mattina farò venire il veterinario

SVEVA

(PIAGNUCOLOSA) Oh! Ma promettetemi che se non sarà necessario non lo ucciderete!

GIUSEPPE

Non possiamo prometter nulla.

IMMA

Ma ora sono certa che la signorina Sveva desidera buttar giù due righine di contrattino. (FA PER CAMBIAR DISCORSO) Ha un treno da prendere!

LUIGI

Vado a prendere un modulo. Dammi la chiave dell’ufficio, Giuseppe.

GIUSEPPE

Joseph, monsieur.

LUIGI

Si, si, Joseph. Datemi ste chiavi!

IMMA

(ALLA SCRIVANIA) Ma per far prima scrivetelo su questo (PRENDE UN FOGLIO DA UN CASSETTO E LO PORGE A LUIGI, PORGENDO ALLA SVEVA UNA PENNA).

LUIGI

(PRENDE LA SUA PENNA E SCRIVE, MENTRE LO FA PARLA A SVEVA) Lei ed io possiamo firmare queste righe in attese del contratto vero e proprio, che prepareremo al più presto.

SVEVA

L’unica mia preoccupazione, come ho già detto alla signora Lanza, e che possiate essere coinvolti nella immoralità, non che sia contraria sa, ma visto il mio genere.

GIUSEPPE

Approvo!

SVEVA

(SI GUARDA LE DITA IMBRATTATE DI INCHIOSTRO) Oh Dio, la penna! (SI ALZA) Posso andare in bagno a lavarmi le mani?

IMMA

Ma certo.

GIUSEPPE

(INSIEME A LUIGI) No!!

SVEVA

(SORPRESA SI SIEDE) Oh.

IMMA

(MENTRE IMMA STA PARLANDO, GIUSEPPE LE SUSSURRA ALL’ORECCHIO CHE NEL BAGNO C’È UNA DONNA NUDA) Se la signorina Sveva deve lavarsi le mani non vedo perché non può servirsi della nostra stanza da bagno, (PAUSA) nuda?

GIUSEPPE

Si, madame.

SVEVA

Nuda? E no e! Nuda no!

GIUSEPPE

Nuda, nuda di mobili, come una cella intendo.

SVEVA

(ALZANDOSI) Se è solo questo. (LA SVEVA SI AVVIA A GRANDI PASSI, MA LUIGI LE SBARRA LA VIA)

LUIGI

Primo arrivato, primo servito. (SI PRECIPITA IN CAMERA DA LETTO, CHIUDE LA PORTA E VA NELLO SPOGLIATOIO)

SVEVA

E io dove mi lavo?

GIUSEPPE

Madame può servirsi del lavabo nello studio. (LE FA STRADA) Deve perdonarlo.   (ESCONO)

TONY

Ma che sta succedendo?

IMMA

Non ho capito niente, ma mi pare che Giuseppe ha una ragazza nuda nel bagno. Un miracolo!

FRANCY

(IRROMPE DALL’INGRESSO) Imma, tesoro!

IMMA

Che è stato?

FRANCY

L’ufficio giù sembra una stazione. Il povero Luca è in delirio. Prima gran martellate alla porta, poi il citofono e adesso lui, (DISPERATA PIAGNUCOLOSA) si è…si è ammosciato!

TONY

E ammosciati pure tu, perché era tuo marito che martellava.

FRANCY

Luigi? E adesso dov’è?

TONY

Nella stanza da bagno, con una ragazza nuda!

FRANCY

Questa volta esagera! (SI AVVIA A GRAN PASSI VERSO LA CAMERA DA LETTO SEGUITA DA IMMA E TONY)

IMMA

Francy, ci sono cose più importanti... che devi sapere, vedi…

FRANCY

Quando avrò finito di sistemarlo, maledirà il giorno in cui è nato. (NELLA CAMERA DA LETTO)

LUCA

(ENTRA PIAN PIANO SUSSURRANDO) Francy… Francy (SENTENDO LE VOCI IN CAMERA DA LETTO, SPAVENTATO CORRE AL BAR E VI SI NASCONDE SOTTO)

IMMA

Calmati, ti dico! (A FRANCY) Devi sapere che Sveva Sanfelice è qui e se possiamo ottenere la sua firma su un pezzo di carta qualunque, potremo dormire a sogni sereni fino alla fine dei nostri giorni.

FRANCY

Ma chi è questa Sveva?

IMMA

Tu non sai mai niente! Resta qui, te lo dico dopo. (VERSO IL SALOTTO)

GIUSEPPE

(GIUSEPPE ENTRA CON SVEVA PARLANDO PRIMA DELLA FINE DELLA FRASE DI IMMA)

Prego, dopo di lei, madame. (IMMA, FRANCY E TONY SI TROVANO FACCIA A FACCIA CON SVEVA)

IMMA

(FORTE CHIARO A FRANCY, SPERANDO CHE CAPISCA TUTTO) Le presento Sveva Sanfelice, la famosa scrittrice, che è in procinto di firmare un contratto con il signor Lanza (INDICA TONY) e il signor Panza (INDICA LA STANZA DA BAGNO), Tony è il cane.

FRANCY

Bitte? (FRANCY E LA SVEVA HANNO L’ARIA SORPRESISSIMA)

GIUSEPPE

(ANCORA PIÙ FORTE) Io sono le cameriere.

SVEVA

(ASSORDATA) Ma è necessario urlare?

IMMA

(A FRANCY) Hai capito?

FRANCY

Ehm.

GIUSEPPE

Lei, via, andare, non tornare (A FRANCY). E’ straniera (A SVEVA, FRANCY STA PER APRIR BOCCA)

IMMA

(A SVEVA) Fraulein Hauser. La nostra cameriera tedesca: Simona Kartoffeln.

FRANCY

Tedesca?

GIUSEPPE

Tedesca, tedesca, lei prima era sordomutà, poi ha avuto le miracolò! Brava fraulein! Ed ora, mentre il padrone (INDICA TONY), discute di affari con la grande scrittrice, tu ci porti biscotti e pasticcini.

IMMA

Andare in cucina... andare in cucina... (LA SPINGE FUORI ED ESCONO)

SVEVA

Signor Lanza?

GIUSEPPE

(INSIEME A TONY) Siii???

SVEVA

Signor Lanza? Ma perché non venite a trovarmi in Valsugana. Vi piacerà. L’atmosfera di quei luoghi è eccitante.

TONY

Ci verrò volentieri.

GIUSEPPE

Ci sono stato, ci ho preso la bronchite.


(LUIGI ENTRA CAMMINANDO ALL’INDIETRO, DALLO SPOGLIATOIO SEGUITO DA UNA RIMOSTRANTE BARBARA. CIÒ CHE SEGUE, A PARTIRE DALLA BATTUTA DI GIUSEPPE, È RECITATO CONTEMPORANEAMENTE NELLE DUE STANZE, MA PREDOMINA LA SIG.NA BARBARA)

SVEVA

Mi rifiuto di crederlo.

LUIGI

Cerca di essere ragionevole.

GIUSEPPE

E’ la pura verità.

BARBARA

Voglio i miei vestiti.

SVEVA

La Valsugana è una terra meravigliosa, non è d’accordo signor Lanza?

LUIGI

Shhhh!

TONY

Assolutamente.

BARBARA

Voglio andare a casa.

LUIGI

Va bene, basta che non urli e la smetti di parlare.

BARBARA

Non è divertente essere rinchiusa in uno bagno.

LUIGI

Dammi solo un secondino, il tempo di risolvere un piccolo problemino, mia cara…

(A QUESTO PUNTO LUIGI HA SPEDITO DI NUOVO LA SIG.NA BARBARA NELLO SPOGLIATOIO E SI AVVIA IN SALOTTO)

SVEVA

Vengono a curarsela, la bronchite, in Valsugana. Ah, signor Panza! Cosa ne pensa lei della Valsugana.

LUIGI

(CON IMPROVVISO SENSO DI COLPA E PENSANDO A VOCE ALTA) Mai toccata! Mai toccata!

SVEVA

Eh? Cosa?

LUCA

(LUIGI SI DIRIGE VA AL BAR E TROVA LUCA CHE USCENDO DAL BAR NERVOSO, CON UN SORRISETTO, E CON UN BICCHIERE IN MANO) (A GIUSEPPE) Ossequi. (A TONY) Ossequi. (A SVEVA) Ossequi. (A LUIGI) Il mio biglietto da visita (GLIELA PORGE). Io sono Luca Piccione dei Nobili della Quaglia.

IMMA

(ENTRA IMMA DALL’INGRESSO) Tra poco arrivano i biscotti... Ah! Da dove salta fuori ora questo? (A LUCA) Uh, che piacere, hai già conosciuto tutti caro.

LUCA

Ossequi. (BIGLIETTO DA VISITA)

IMMA

Joseph, il camerier.

LUCA

Ossequi. (BIGLIETTO DA VISITA)

IMMA

Il signor Luigi Panza.

LUCA

Buonanotte. (FA PER DARGLIELO, POI SE LO RIPRENDE IN FRETTA)

GIUSEPPE

Forse madame ci spiegherà chi è, se è permesso.

IMMA

Certamente. E’… Mio cognato. (TUTTI SI VOLTANO E GUARDANO TONY)

TONY

(PAUSA, UN ATTIMO DI ESITAZIONE, POI) Il mio caro, fratellone.

SVEVA

Signor, signor...

LUCA

(SVELTO) Luca Piccione dei Nobili della Quaglia.

GIUSEPPE

(SVELTO) Lanza, della Quaglia Lanza.

FRANCY

(ENTRA CON UN GREMBIULE MINUSCOLO ED UN VASSOIO DI BISCOTTI) Afere portato i biscottini (SI TROVA DAVANTI LUIGI CHE GUARDA STUPEFATTO. LEI GLI SORRIDE, SENZA PAURE, E SI VOLTA VERSO LA SVEVA E LE PARLA IN UN ITALIANO UN PO’ BALORDO) Qua i deliziosi (AL VEDERE LUCA) pasticcini!! (NEL VEDERE LUCA IMPRECA IN TEDESCO)

IMMA

Oh, non vi conoscete. (FORTE, A SIMONA) Non essere timida Simona.

FRANCY

Io essere timida quando uomo novello vedere.

LUIGI

Uh Gesù e perché parla così ora?

TONY

E’ Simona la cameriera tedesca.

LUIGI

Simona?

TONY

Quello è Luca, il cognato!

FRANCY

Cognato?

TONY

Cognato. Mio fratello. Arrivato all’improvviso.

LUIGI

Possiamo ricapitolare?

GIUSEPPE

(SARCASTICO E DUBBIOSO) Buon’idea. Cominciamo dal cognatino!

SVEVA

Ma cominciamo dal nostro contrattino.

LUIGI

Si, si, Dunque, dov’eravamo arrivati. (PRENDE IL CONTRATTO PER LA FIRMA)

IMMA

(NEL VEDERE CHE FRANCY FA GLI OCCHI DOLCI A LUCA, PREOCCUPATA INTERVIENE) Grazie, Simona, può andare!

FRANCY

Ja, io antare in cucina.

IMMA

(GUARDANDO LUCA) Oh, Simona, porti con sé anche il mio caro e dolce cognatino, sempre in vena di dolci sorpresine.

FRANCY

Oh, ja, venire cognatino und lavare piatti con Simona.

LUCA

Con piacere. (VANNO ALL’INGRESSO)

TONY

Accompagno il fratellino di là. Torno subito. (ESCE CON LORO)

SIMONA

(ENTRA) Mi dispiace, signora Lanza, sono molto dispiaciuta.

SVEVA

E quest’altra chi è?

GIUSEPPE

Simona due, la vendetta!

SIMONA

Ci ho pensato bene, ne ho abbastanza di pizzicotti, guardoni nei buchi della serratura e del libero scambio. Me ne vado! (SVEVA SI VOLTA IN ATTESA DI UNA SPIEGAZIONE CHE NON VIENE DATA) E che nessuno cerchi di farmi cambiare idea, Io voglio solo che Tony mi porti giù la valigia. (POSA LA VALIGIA A TERRA)

SVEVA

(BREVE PAUSA) Un cane ammaestrato?!

GIUSEPPE

(CON TONO ESAGERATO) Simona mon amour ti prego, non lasciarmi! Cherì, vieni qua!

SIMONA

Io non ci capisco più nulla, qua volete farmi uscire pazza! (A GIUSEPPE) Sono stata felice qui fino a ieri ma ora non ne posso proprio più! Io spero voi capiate perché me ne vado! Buona sera, grazie di tutto e mandatemi la mia liquidazione se non volete che sveli tutti gli altarini di questa casa e mandarvi tutti in galera. (ESCE IN FRETTA)

SVEVA

Chi, chi era?

GIUSEPPE

Gesù, mia moglie mi ha lasciato! (SI ACCASCIA SULLA SEDIA)

SVEVA

Pover’uomo. (BARBARA, ORA TUTTA RIVESTITA, IRROMPE DALLO SPOGLIATOIO, RACCOGLIE LE SCARPE SUL LETTO E APRE LA PORTA DEL SALOTTO) Adesso tutto si spiega. (BARBARA ATTRAVERSA IL SALOTTO, VA NELL’INGRESSO ED ESCE. DI NUOVO LA SVEVA ATTENDE UNA SPIEGAZIONE) E quella, è?

LUIGI

E’ il motivo del perché sua moglie l’ha lasciato!

SVEVA

(A GIUSEPPE) Le servirà da lezione!

GIUSEPPE

Miserò mè! Je sui un miserable…

LUIGI

Beh torniamo al nostro contrattino, Allora sono “36 mesi” signora Sveva.

GIUSEPPE

Tre anni?

SVEVA

Per cominciare, per avere il tempo di conoscerci. Ma il signor Lanza, dov’è? Vorrei che fosse presente.

LUIGI

Ma va bene anche senza di lui, anzi, sa che facciamo? il cameriere Joseph ci farà da testimone! (FACENDO PREMURA) Ora firmi qua. (LUIGI FIRMA LA PRIMA CLAUSOLA POI PASSA IL FOGLIO A GIUSEPPE CHE FIRMA, E LO PASSA A SVEVA)

SVEVA

(MENTRE FIRMA) Posso averne una copia?

IMMA

Stia tranquilla, signora Sveva, i suoi libri sono in mani sicure.

GIUSEPPE

Siamo felici che la sua famiglia canina sia approdato ai nostri canili.

SVEVA

(RISOLINO COMPIACIUTO) Beh, miei cari, allora io vado via! Auguro a tutti la buona notte. Vorrei aggiungere che ogni minuto, qua dentro, è stato piacevolissimo…

IMMA

Grazie.

GIUSEPPE

Le faccio strada madame.

IMMA E LUIGI

Buona notte. (SVEVA VIA ACCOMPAGNATA DA GIUSEPPE)

IMMA

C’è L’abbiamo fatta! Abbiamo preso un terno a lotto!

LUIGI

E brava Imma. Che colpo! (LA ABBRACCIA) Non so come, ma  ce l’abbiamo fatta! Saranno una montagna di soldi. (RIENTRA GIUSEPPE)

GIUSEPPE

Rallegramenti, socio. (RIVOLGENDOSI A IMMA) Ma ora che tutto è finito, spiegami un pò chi era quel Luca, il “cognatino”…

IMMA

(SENZA PAURA) Io non c’entro. Dimmi tu piuttosto, chi era quella sciacquetta in camera da letto?

GIUSEPPE

Io non c’entro. E’ una centralinista.

IMMA

Belle scuse!

FRANCY

(ENTRANDO) Credo che sia ora per me di… (QUA TUTTI PARLANO QUASI INSIEME)

GIUSEPPE

Fedele dieci anni sono stato! Dieci lunghissimi anni e il mio solo riposo… il letto!

IMMA

E me ne sono accorta, dormivi sempre!!!

LUIGI

(A FRANCY) Francy, ho il sacrosanto diritto di sapere perché ti sei fatta passare per Simona!

IMMA

Se penso che mi hai umiliato e offesa tutta la sera devi ritenerti fortunato che non ho fatto le valigie e…

FRANCY

Ne ho abbastanza, delle tue tresche. Tornatene a casa da tua mamma.

GIUSEPPE

(A IMMA) Parla! Devo capire chi era quel Luca?

FRANCY

Giuseppe tu non c’entri in tutto questo.

GIUSEPPE

Centro, è come se c’entro! Tony voleva far le capriole nel mio letto, con mia moglie, poi Luca, quel citrullo che non vede l’ora di sostituirlo e io non c’entro? Ma fatemi il piacere e chiudete tutti la bocca.

IMMA

Hai proprio una testa dura.

GIUSEPPE

No, io per non fare torto a nessuno li ammazzo a tutti e due.

LUIGI

Calmati, non ti arrabbiare. Caro e vecchio amico mio (LO CONSOLA CON UNA MANO SULLA SPALLA). E’ cosa da niente.

GIUSEPPE

Tu dici è cosa da niente? Intanto qui, il cornuto sono io! (FA LE CORNA CON LE MANI)

LUIGI

(GUARDANDO IMMA) Ma come si fa? Far soffrire così sto pover’uomo Imma, avanti, confessa.

FRANCY

Ma Imma non c’entra! Luca è mio!!!!!

LUIGI

Ma, ma allora, allora (A SCOPPIO RITARDATO) sei tu che tieni un amante??

FRANCY

Si, tengo l’amante, veramente l’intenzione c’era…ma non ho consumato!

GIUSEPPE

San Gennà ti ringrazio! Il cornuto è lui.

LUIGI

Madonna mia …. Mantenetemi! Li devo uccidere a tutti e due!

GIUSEPPE

(SI DIVERTE, CONSOLA LUIGI CON UNA MANO SULLA SPALLA, COME AVEVA FATTO CON LUI) Calmati, non ti arrabbiare, caro e vecchio amico mio… (IRONICO) E’ cosa da niente.

LUIGI

Tu dici è cosa da niente? Intanto qui, il cornuto sono io!

GIUSEPPE

Ma come si fa? Non si può vedere un pover uomo soffrire così, guardatelo come si è ridotto.

LUIGI

Giusè, ma mi pigli in giro? (RIVOLGENDOSI A FRANCY) Ma io non mi capacito, tu trovi quel citrullo di Luca più affascinante di me?

FRANCY

No! Ma di certo è più disponibile caro!

LUIGI

E sta bene! Se le cose stanno così da stasera non mi muovo più di casa, e po’ vediamo!

IMMA

E brava Francy. Hai visto è già cambiato. Ti vuole bene! Sei contenta?

FRANCY

Io pure gli voglio bene e se lui cambia cambio pure io.

LUIGI

Dove sta di casa questo signor Luca?

FRANCY

Perché?

LUIGI

Per ammazzarlo di botte. (PRENDE FRANCY PER UN BRACCIO ED ESCONO DI SCENA)

GIUSEPPE

(GIUSEPPE E IMMA SI GUARDANO UN MOMENTO. POI LUI LA PRENDE TRA LE BRACCIA E LA BACIA) Ma allora non mi hai tradito?

IMMA

Non ti ho mai tradito, tu invece? La centralinista? Quella che era mezza nuda?

GIUSEPPE

Beh, è venuta per Luigi, ma si è spogliata per me.

IMMA

(SBALORDITA) Giuseppe!

GIUSEPPE

(SPAVALDO) Sì, ma non sono capitolato. Sono un uomo tutto di un pezzo io! (SI ABBRACCIANO E BACIANO DI NUOVO)

TONY

(ENTRA TONY CON SIMONA DAL FONDO E VEDONO MARITO E MOGLIE ABBRACCIATI) Mentre voi fate la pace, noi andiamo a cena fuori che tanto qui stasera sicuramente non si mangia.

SIMONA

Stasera non ci aspettate, porto Tony a fare due passi… (AMMICCANTE. ESCONO DAL FONDO DESTRA)

GIUSEPPE

Ed io che pensavo che Tony fosse un poco...

IMMA

E invece, a volte l’apparenza inganna.

GIUSEPPE

Vuoi sapere una cosa? Qua per festeggiare ci vuole una bella vacanza.

IMMA

Sono anni che te lo dico, io e te soli soli.

GIUSEPPE

Allora amore mio, ho il piacere di annunciarti tre settimane di vacanza.

IMMA

Dove?

GIUSEPPE

Nel letto ovale che mi si è svegliata… (CON TONO AMMICCANTE)

IMMA

E la cena con gli editori?

GIUSEPPE

La cena può aspettare!

IMMA

(GIUSEPPE E IMMA RIVOLGENDOSI AL PUBBLICO) Si perché ricordatevi tutti, che a mangiare si fa sempre in tempo…

GIUSEPPE

Ma quando si risveglia la fantasia, sentite a noi….

IMMA E GIUSEPPE

(INSIEME) Fatela svegliare. OllalàIùùùù!!!! (CORRONO IN CAMERA DA LETTO. CHIUSURA DEL SIPARIO)

FINE

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 5 volte nell' ultimo mese
  • 33 volte nell' arco di un'anno