IL LIQUORE DELLAMORE
Un atto
Di GIUSEPPE PACOTS
Traduzione di Taulero Zulberti
PERSONAGGI
IL MARITO
LA MOGLIE
IL CUGINO
L'AMICO
Uno studio signorile, mobili inglesi, pelli esotiche, armi, un armadio a vetri; due porte: una a destra, e l'altra nel fondo.
SCENA PRIMA
II marito - (un bell'uomo sulla cinquantina; ha la pelle color bronzo; si comporta alquanto esoticamente) Attendo un amico.
La moglie - (una donna giovane, esuberante, superficiale) Anch'io.
Il marito - Un amico eccellente, un cuore d'oro. Un amico d'infanzia.
La moglie - (ironicamente) Un amico di giovent, volete dire...
Il marito - Se cos vi piace... Amate i giochi di parole, se non sbaglio.
La moglie - (maliziosamente) Solo di parole?
Il marito - Purtroppo, no. Vi sar grato se vorrete mostrarvi gentile per lo meno col mio amico.
La moglie - Lo sar, purch mi promettiate di essere altrettanto col mio.
Il marito - (stizzito) Ma ancora qui quel bellimbusto?
La moglie - Siete ben strano. Vi d ai nervi la nostra parentela. Egli mio cugino, in fin dei conti. Siamo cresciuti insieme. Del resto... gi... non tutti possono avere cinquantanni, come... (riesce a troncare il paragone).
Il marito - (amaramente) Grazie. Siete molto gentile, (s'ode uno squillo, di campanello) Oh, ecco che arriva il mio caro amico!
La moglie - (tra se) ... o il mio.
SCENA SECONDA
La moglie - (con gioia mal soffocata) Il mio!
Il cugino - (un giovane elegante, con un mazzo di rose in mano) Buongiorno, cara cugina! (al marito) Salve! Permetti che offra questi fiori alla cuginetta?
Il marito - Fa pure, (squilla nuovamente il campanello) Questo Stefano. (muove verso la porta, a destra).
La moglie - Il vostro amico, dunque. Addio, e mi raccomando, fategli buona accoglienza(al cugino) Vieni, Giorgio! (esce col cugino dalla porta del fondo).
SCENA TERZA
Il marito - (esce dalla porta di destra, lasciandola aperta, sicch si pu udire la sua voce) Ciao, Stefano. Finalmente, dopo tanto tempo, ci si rivede. Vieni, vieni avanti. Dammi il cappello. Entrano nello studio).
Lamico - (un uomo pi che maturo) .Permetti, (abbraccia e bacia lamico, poi lo fissa negli occhi) Carlo, dunque...
Il marito - Vuoi sapere se il matrimonio mi abbia cambiato; non cos? No, no; sono sempre lo stesso. Dimmi tu, piuttosto: perch non ti sei mai lasciato vedere dopo il mio matrimonio?
L'amico - Perdonami: non volevo turbare la tua felicit. Tu sai... la tua signora... Forse essa non vede di buon occhio un celibe ostinato.
(Dalla stanza accanto giungono le note del pianoforte).
Il marito - (crollando il capo) Bene, bene, (il pianoforte d'un tratto tace; il marito sussulta e tende lorecchio ansiosamente).
L'amico - S, ti invidiano tutti, sai... Hai una moglie giovane e bella... Ma... scusa, mi sembri un po' agitato... Che cosa hai?
Il marito - (balza in piedi, si precipita verso la porta di fondo, quindi torna verso l'amico, pi che mai inquieto) . Non senti nulla?
L'amico - Che cosa?
Il marito - II pianoforte ammutolito.
L'amico - Non comprendo. Che cosa vuoi dire?
Il marito - Mia moglie sta suonando; e... e lui pure di l. Perch ha cessato di suonare?
L'amico - Lui?
Il marito - Lui, suo cugino, quel bellimbusto. (il pianoforte riprende a suonare; il viso del marito si rischiara) Scusa, sai... Sciocchezze... Non badarci. In questi ultimi tempi soffro di strane allucinazioni...
L'amico - Forse fai poco moto.
Il marito - Infatti, l'aria libera che mi manca. Lo credi? E' gi un anno che non prendo in mano il fucile, (il pianoforte ammutolisce nuovamente) Di nuovo?
L'amico - (mettendo una mano sulla spalla del marito) Carlo, tu sei geloso.
II marito - (china il capo, in silenzio),
L'amico - Perdonami se le mie parole ti hanno offeso.
Il marito - S, hai indovinato: sono geloso; geloso di quello scemo, (il pianoforte riprende a suonare).
L'amico - (con voce incerta) E se ssa cade... se essa...
Il marito - Lammazzo.
Lamico - Via, calmati. (il pianoforte tace per la terza volta. Silenzio pauroso).
Il marito - (con voce terribile) Senti? Senti? Hanno cessato di suonare. Voglio sapere perch. Perch? (si precipita verso luscio del fondo)
L'amico - (solo) Dio mio, che accadr? (Pausa)
Il marito - (torna barcollando verso l'amico e si lascia cadere sopra una sedia).
L'amico - Ebbene?
Il marito - Ho veduto, ho veduto tutto... Lei lo ha baciato, loha... E' orribile!
SCENA QUARTA
La moglie - (allegramente) Abbiamo finito. (vedendo lamico) Oh!
Il marito - Jolanda, vi presento il mio migliore amico: Stefano Kiraly.
La moglie - (porgendogli la mano) Tanto piacere. Siate il benvenuto, signore.
Il Cugino - (presentandosi, con sussiego) Giorgio Bla. Mi dispiace di dovermene andare. (al marito) Ho un impegno urgente al club.
Il marito - No, no, rimani ancora un po'. Hai tempo, (lo prende per un braccio) Vieni, siediti. Berremo un bicchierino di liquore alla salute del mio vecchio buon amico, (muove verso l'armadio, ne toglie quattro bicchierini e due bottiglie; riempie tre bicchierini coti un liquore; quello del cugino lo riempie col liquore della seconda bottiglia) Ed ora (accenna ai bicchierini) prendete. Per te, questo, caro cugino, che un liquore meno forte, (bevono, dopo aver toccato a vicenda i minuscoli calici).
L'amico - Eccellente.
Il marito - (scoppiando in una risata strana) Veramente squisito, eh? (al'cugino) Lo trovi buono anche tu?
Il cugino - (meravigliato) S, quantunque un po' aspro.
Il marito - Gi, il nostro migliore, (al cugino) Sai cosa hai bevuto?
Il cugino - (spaventato) Che cosa?
Il marito - (crudelmente beffardo) La morte!
Il cugino - (vacillando) No! Dio mio...
ILa moglie - (manda un grido e sta per svenire).
Il cugino - Ma... Dio... Dio... Aiuto!
Il marito - (freddamente) Tu morrai. In quel bicchierino v'era un potente veleno. Un veleno asiatico che ho portato da uno dei miei viaggi. Tu morrai, perch mi hai tradito...
La moglie - (con un grido d'angoscia) No, non vero!
Il marito - E' vero. Vi siete baciati poco fa. Quel bacio deve essere scontato con la morte.
L'amico - Carlo, per l'amor di Dio! Sei pazzo? Pensa... la tua rovina.
Il cugino - (precipitandosi verso l'uscio) Un medico! Un medico! Aiuto!
Il marito - (con un sorriso sarcastico) Fermati, non fuggire! Sarebbe inutile: ormai la morte ti tiene serrato tra le sue spire inesorabili. Nessun uomo in Europa, tranne me, conosce l'antidoto. E' inutile quindi che tu chiami un medico...
Il cugino - (rimane sul limitare, impietrito, mortalmente angosciato; le sue labbra hanno un tremito convulso; gli occhi spalancati, smisuratamente, follemente).
Il marito - Ti avverto inoltre che ogni movimento non fa che affrettare la fine. Quanto pi velocemente il sangue viene fatto circolare, tanto pi velocemente il veleno si diffonde. Fermati, quindi, non fare il pi piccolo moto. (poscia gli si avvicina e gli batte una mano sulla spalla) Vedi, mio piccolo giovane inesperto, dove pu condurre una sciocchezza! Ecco come finisci. Bel gusto, davvero! Tra poco morrai. Ma, poich la morte un premio assai cospicuo, voglio darti in cambio mia moglie. Durante tutto il tempo che ancora ti rimane - circa mezz'ora - essa ti appartiene.
La moglie - (con un grido) Ma Carlo!
Il marito - (non badandole, rivolto al cugino) Senti gi gli effetti del veleno? Senti la progressiva coagulazione del sangue, che si risolver in breve in una violenta crisi accompagnata da crampi spaventosi? Ecco come sar la tua morte, giovanotto. Be', fai presto, consolati almeno, compensa l'atroce fine con alcuni istanti di suprema .volutt; prendila, questa giovane donna tua!
La moglie - (scoppia in singhiozzi disperati).
Il cugino - (con voce sepolcrale) Piet!
Il marito - Piet mi chiedi? Strano... Eppure ti ho offerto, in premio, una donna deliziosa. Non importa. Non voglio essere crudele; scegli dunque: questa donna oppure la bottiglietta che tengo in mano, l'antidoto, la vita. Tua la donna, puoi amarla liberamente, pena la morte; oppure rinunci a lei eternamente, e riceverai la vita. Dunque?
Il cugino - (impetuosamente, freneticamente) Il contravveleno! Il contravveleno!
Il marito - E rinunci a lei?
Il cugino - S, s! Il contravveleno!
Il marito - Ma pensa, ragazzo mio, quale rinuncia la tua! Sei ancora in tempo: puoi godere la massima volutt che amante possa godere. Ti par poco? Vedi, per lei io sono capace di uccidere, e tu non sei capace di morire?
Il cugino - (disperatamente) Il contravveleno! Oh...
Il marito - (scuotendo il capo) Non parli bene, ragazzo! Al tuo posto, io avrei sacrificata la vita, senza alcuna esitazione. E' segno che tu non l'ami.
Il cugino - Piet!
Il marito - Ah, tu non parli? Dunque devo arguire che l'ami...
Il cugino - (urlando, con le labbra piene di bava e gli occhi fuori dall'orbita) No, non l'amo. La odio, la disprezzo, mi fa ribrezzo. Ridonami la vita!
Il marito - (rivolge alla moglie uno sguardo beffardo, quindi si avvicina al cugino e gli pone una mano sulla spalla) Calma, caro ragazzo, non ti succeder nulla. Il liquore che hai bevuto, avrebbe potuto berlo, impunemente, un bambino. E' stato uno scherzo, forse atroce... Ora puoi andartene. Credo che mia moglie non avr pi voglia di vederti, dal momento che hai dichiarato di odiarla e di disprezzarla, (alla moglie, amaramente) Oppure?
La moglie - (lasciandosi cadere, sfinita per la emozione, su una sedia, affonda il viso tra le mani e scoppia in singhiozzi).
Il cugino - (esce barcollando).
Il marito - (all'amico, con un sorriso amaro) Che uomo!
FINE
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