Il maestro e il discepolo


IL MAESTRO E IL DISCEPOLO

Dramma in un prologo,

due parti e un epilogo (9 quadri)

di KURATA HYKUZO

Versione italiana di Vinicio Marinucci

AElisabetta Zanetti, in atto damore dellarte alla vita.

V.M.

PERSONAGGI

SCINRAN, il maestro

YUIEN, il discepolo

KAEDE

ASAKA

ZENRAN

EIREN sacerdoti

CHIO

RIOKEN

MUHARAGI

SUMINO

MISAO

GHEISCE

SAEMON

OKANE

YUIEN, bambino

OTONE E OSUMA, figli di Yuien

UN NOVIZIO

UNA SERVENTE

PORTATORI

SACERDOTI

L'azione si svolge dal 1232 al 1262

Commedia formattata da

Io pure, l'ultimo dei peccatori, tu una semplice invocazione, protetto dalle braccia tue, o Budda, posso aver pace nella redenzione. Neutre io non vedo, pur avendo gli occhi, perch vi stese un velo la passione, la tua misericordia senza fine m'illumina la giusta direzione.

Dal Canto di invocazione iella Retta Fede).

PROLOGO

PRIMO QUADRO

Una stanza in casa di Hino Saemon. Il focolare nel mezzo. Una lancia e un fucile sono appesi alle pareti. Tra gli altri oggetti, un cappello di giunco e un soprabito di paglia. Verso destra, un cancello, oltre il quale un breve spazio di terreno conduce ad un sentiero. La neve ammucchiata alta, battuta soltanto dove corre il sentiero.

(Okane, la moglie di Saemon, sui 36 anni, cuce un indumento accanto al focolare).

Okane - Finalmente, quasi finito. Se non avessi lavorato in fretta, sarebbe venuto prima l'anno nuovo. (Dall'esterno giunge il rumore del temporale. Ella guarda il cielo) Oh, freddo. Ha ripreso a nevicare. (Attizza il fuoco e si riscalda le mani) Yuien ritarda, e anche Saemon... E' uscito cos adirato, oggi... Speriamo che non sia accaduto nulla. E' diventato cos violento, da qualche tempo... (Sospira) E' quasi scuro. (Si alza, prende una lampada di carta e l'accende. Offre una candeletta all'altare di famiglia e prega a mani giunte. Entra Yuien, suo figlio, di undici anni, pallido, vestito con abiti che lo fanno apparire goffo).

Yuien - Finalmente...! (Getta il pacchetto dei suoi libri e dei suoi quaderni) Oh, fa freddo, fa freddo! (Si riscalda le dita soffiandovi sopra).

Okane - Oh, figlio mio, avrai molto freddo. Vieni a riscaldarti. Come mai cos tardi, oggi?

Yuien - (avvicinandosi al focolare) Il maestro ci hainvitati a casa sua e ci ha offerto delle cose buone. Mi ha fatto le lodi per il mio esercizio.

Okane - Davvero? Che bravo! Fammi vedere... (Prende un quaderno di Yuien) E' questo... Colui che tocca il cinabro, diventa rosso . Sei diventato molto pi sicuro nella scrittura. Vedi quanti progressi si fanno con lo studio. (Lo accarezza sul capo).

Yuien - Il figlio di Kicisuke, Kiciya, ha preso il voto pi brutto.

Okane - g Perch pigro e svogliato.

Yuien - Mi prende sempre in giro. Anche oggi, mentre tornavamo a casa, mi diceva brutte parole.

Okane - Davvero? E perch?

Yuien - Diceva che mio padre un uomo cattivo, che maltratta i contadini e uccide gli animali.

Okane - (triste) Ha detto questo?

Yuien - S, e ha detto anche che siccome mio padre aveva maltrattato il suo, lui avrebbe maltrattato me, e ha cominciato a tirarmi palle di neve.

Okane - E' un cattivo ragazzo. Lo dir al maestro.

Yuien - No. Una volta che io glielo dissi, mi maltratt ancora di pi. Mi gett dentro alla risaia.

Okane - Signore! Fa queste orribili cose? Non preoccuparti, aggiuster tutto io. (Yuien fa cenno di s. Okane prende da una credenza un piatto di frutta secche) Prendi un po' di queste. Le ho seccate in autunno. (Yuien mangia le frutta, Okane riprende a cucire. Poi Yuien si alza, si avvicina all'altare, dinanzi al quale si inchina, e vi prende un libro figurato, che si pone a sfogliare) Sono buone, no? (Leva lo sguardo verso di lui) Che cosa guardi?

Yuien - Il Libro dell'Inferno e del Paradiso . (Entra Saemon, con un vestito da caccia. Ha un fucile sulle spalle e due o tre uccelli alla cintura).

Saemon - Oh!... E' un freddo maledetto. (Si scuote la neve di dosso) Le strade saranno gi bloccate.

Okane - (andandogli incontro) Bentornato. Ti stavamo aspettando...

Yuien - (inchinandosi) Bentornato, babbo. (Saemon lo sfiora con la mano sul capo, quindi va ad appendere il fucile alla parete e a deporre gli uccelli).

Okane - Com' andato il vostro discorso?

Saemon - Non bene. Dopo aver girato tutta la mattina, per trovare questi tre uccelletti, sono andato da Kicisuke, ma la canaglia furba. Quando io parlavo forte, singhiozzava, versava lagrime e mi pregava; se io mi fossi intenerito, mi avrebbe minacciato. E' impossibile trattare con questi maledetti contadini. (Indossa la giacca asciutta che la moglie gli porge e si avvicina al fuoco).

Orane - E allora, com' finito?

Saemon - Gli ho detto che se non avesse pagato per l'anno nuovo, avrei preso qualsiasi misura. Allora di-Tentato pallido. Sua moglie si stretta a me implorandomi. Perfino Kiciya si messo a piangere.

Okane - Oh, che pena! Ti prego, aspetta un poco, prima di fare qualcosa. Anche loro saranno in difficolt.

Saemon - E noi non lo siamo? Fin da quando siamo venuti qui, una disgrazia dopo l'altra. Certe volte mi sento cos disperato che odio tutta la gente del mondo.

Okane - Ti prego, fa passare anche a loro tranquillamente l'anno nuovo. Non si dice che chi battuto dorme, ma chi batte non pu dormire? (Pausa) Ora mangia la tua cena. (Esce dal fondo).

Saemon - Che stai guardando, Yuien?

Yuien - Il libro che sta sull'altare. Ci sono tante figure di templi di Budda...

Saemon - Ah, il Libro dell'Inferno e del Paradiso ...

Yuien - Io so quello che significa. Gli uomini buoni vanno in Paradiso quando muoiono, i cattivi vanno all'Inferno.

Saemon - E' tutta una bugia. Probabilmente non c' altro che l'Inferno. Smetti di guardare quel libro.

Yuien - Ma mi piace tanto...

Saemon - No, non un libro che un ragazzo deve guardare. (Gli toglie il libro) Hai freddo; va a letto, ora.

Yuien - Ma non ho sonno... (Entra Okane con un vassoio col cibo e una bottiglia di sak, che pone dinanzi a Saemon).

Saemon - (le porge una tazza per farsela riempire e beve) Okane, non era nella mia vera natura di essere crudele. Da bambino ero cos timido che il mio cuore palpitava quando vedevo una lite. Ma, poi, mi sono stancato dinanzi alla malvagit degli uomini. Gli uomini sono tutti cattivi. Chi ha fiducia tradito, i buoni sono ingannati e non possono vivere. La mia natura debole mi rende tenero di cuore. Io devo superarla. Devo rendere forte il mio cuore, per sopportare la crudelt. Devo abituarmi alla mia crudelt.

Okane - Oh, com' possibile che un uomo voglia una simile cosa? Lottare per rendere il proprio cuore cattivo, invece che buono?

Saemon - (bevendo ripetutamente) Proprio cos. Voglio strappare la maschera alle canaglie che vanno in giro con aria innocente. Non fanno altro che mentire. In questo mondo non si pu che rubare o morire. Se gli altri avessero comprensione, si potrebbe vivere mendicando, ma troppo duro accettare gli avanzi che essi vi gettano come a un cane, guardandovi con occhi sprezzanti. Allora, se bisogna lottare, meglio farlo senza nessuna maschera di benevolenza. Devo vincere la mia debolezza. Devo abituarmi ad essere sempre pi spietato.

Okane - Oh, non parlar cos dinanzi a Yuien. E' come se gli insegnassi ad essere un ladro. Tu non sei un criminale, tu sei gentile in fondo al tuo cuore

Saemon - No, non voglio sentirlo! E' tutta una menzogna! (Beve, e diventa sempre pi violento).

Okane - (angosciata) Ti prego, non bere tanto. Ti stai procurando davvero un brutto nome. Anche oggi - (abbassa la voce) Yuien mi ha detto che Kiciya lo ha maltrattato. Questo il frutto della tua violenza.

Saemon - Perch ne dai la colpa a me?

Okane - Egli ha detto: Tuo padre maltratta i contadini e uccide gli animali; egli fa del male a mio padre ed io ne far a te , e gli ha gettato la neve, e un'altra volta lo ha fatto cadere nella risaia.

Saemon - Canaglia! So io quello che fare! Domani torner da Kicisuke e gli dar il fatto suo!

Okane - Quanto sarebbe meglio, invece, che tu divenissi gentile con loro...!

Saemon - Per andare tutti in rovina. Io devo invece indurirmi, e diventare sempre pi forte per fare il male, perch in questo mondo gli uomini non ripagano la gentilezza con l'onest. Tempo fa, se si parlava male di me, ne ero turbato e non potevo dormire. Ora, invece, rimango indifferente. Quasi mi fa bene. Sono diventato forte , mi dico. (Beve) Dapprima, quando uccidevo un animale, provavo odio per me stesso; Ora, non pi nulla.

Okane - Oh, volevo dirtelo da tanto tempo... Ti prego, per amor del cielo, non andare pi a caccia! Mia madre non poteva sopportare che si uccidesse nessuna vita, era cos pia, ed forse per lei che anche io... (Dando uno sguardo a Yuien, che ha ripreso a sfogliare il suo libro) Sai, a volte penso che Yuien diventato pi debole da quando tu hai cominciato ad uccidere...

Saemon - E' mai possibile una tale sciocchezza? Sono stanco delle tue superstizioni.

Okane - Tu non hai pi fede. Ti prego, ringrazia il Budda almeno alla mattina e alla sera. Quando trascuro le mie preghiere, mi sento male per tutto il giorno. E' naturale che la buona fortuna resti lontana, quando tu agisci cos.

Saemon - E' inutile pregare il Budda. Mi annoia stare a guardare la faccia della sua immagine. (Pausa) Stasera non riesco nemmeno ad ubriacarmi. Sei tu, che non parli altro che di tristezze. (Beve due o tre tazze una dopo l'altra. Okane fa un gesto per fermarlo, poi desiste, sconsolata. Dalla strada, entrano in scena Scinran ed Eiren. Sono vestiti di nero, portano delle scatole sulle spalle, hanno sandali di paglia e dei bastoni. Scinran ha 61 anni, Eiren 56. Si fermano presso il cancello).

Eiren - Maestro, siete molto stanco. La vostra manica inzuppata e fredda come il ghiaccio.

Scinran - Il sole tramontato da qualche tempo...

Eiren - Le strade sono tutte bloccate, non ho pi forza per andare avanti... Chiediamo asilo a questa casa.,.

Scinran - Poich lo vuoi...

Eiren - (bussando al cancello) Ehi! Ehi!

Yuien - (ascoltando) Babbo! C' qualcuno che bussa...

Okane - E' il rumore del vento.

Saemon - Chi potrebbe andare in giro con questa tempesta...

Yuien - No, no. Certamente qualcuno che bussa.

Eiren - (bussando pi forte) Ehi, ehi! Vi preghiamo... Vi preghiamo!

Okane - (ascoltando) S, s, mi parso di udire la voce di un uomo... (Va ad aprire il cancello e Yuien la segue, rimanendo dietro di lei a guardare) Chi ?

Eiren - Siamo dei monaci in viaggio, perduti in questa tempesta. Ci dispiace profondamente di disturbarvi, ma non possiamo fare a meno di chiedervi ospitalit per la notte...

Okane - Vi prego, entrate e riscaldatevi, fa tanto freddo...

Saemon - Okane, chi ?

Okane - Due monaci in viaggio. Non possono andare avanti per la neve e vorrebbero che noi li ospitassimo per questa notte. (I due monaci entrano e rimangonosulla soglia).

Saemon - (con una smorfia di irritazione) Mi dispiace,ma non possiamo.

Okane - Ma con questo tempo, dove potrebbero...

Saemon - No, impossibile. .

Okane - Ma sono dei monaci, e non si deve...

Saemon - Appunto perch sono dei monaci. Io li detesto. Li odio pi di ogni altra cosa al mondo.

Okane - Non parlare cos...! (Sottovoce a Eiren) Non vi offendete, vi prego... E' ubriaco...

Eiren - (a Saemon) Qualsiasi luogo va bene. Non potete farci riparare soltanto per questa notte?

Saemon - Non posso.

Eiren - Anche sulla veranda, basterebbe.

Saemon - Siete dei furfanti insistenti, vero?

Eiken - Maestro, che dobbiamo fare?

Scinran - Prover ancora una volta. (A Saemon) So che un grave disturbo, ma poich non abbiamo altra possibilit, non potreste pensare alla vostra salvezza, e tenerci per una sola notte?

Saemon - Voi siete il superiore, no? Sapete fare delle belle smorfie, in verit. Ma disgraziatamente non mi piacciono i preti. Non mi attraggono, capite?

Scinran - Capisco. Ma teneteci, per piet.

Saemon - Piet di voi? No, grazie. Voi siete gli uomini pi invidiabili del mondo. In questa vita, siete rispettati da tutti e quando morite, andrete in Paradiso. Si dice che non facciate che bene. Io, invece, non faccio che male. Come vedete, non siamo della stessa stoffa.

Scinran - No, sono io che non faccio che male.

Saemon - (senza ascoltarlo) Le vostre prediche sono cose stupende, no? Grazie a voi, i cattivi spariscono dalla terra. Voi insegnate agli uomini a scacciare i loro peccati per mezzo di elemosine e di messe, e tutti si rallegrano e vengono da voi portandovi cibi e danari. I vostri templi fioriscono e voi vivete in mezzo agli agi. E' una graziosa dottrina, che se un uomo fa del bene pu andare in Paradiso. Soltanto, il mondo fatto in modo che non possibile fare del bene. Andremo tutti in Paradiso, vi dico io. (Ride).

Scinran - Quello che voi dite vero, (Pausa. Si ode l'infuriare della tempesta).

Eiren - Non m'importa di me. Soltanto il Maestro...

Saemon - Disgraziatamente, lo odio pi di tutti. Chi predica menzogne detestabile pi di ogni altro. Io vivo nel peccato, ma lo so e lo dico.

Eiren - Allora, non possiamo stare?

Saemon - No.

Eiren - Almeno, lasciateci asciugare i nostri abiti davanti al fuoco. Sono bagnati e freddi come il ghiaccio.

Okane - S, s, venite, prego. Metter un altro po' dicarbone e faremo un bel fuoco per voi. (Si dirige alfocolare).

Saemon - (fermandola) Non immischiarti. (Violento) Non avete ancora capito, dopo tutto quello che ho detto? Siete degli insolenti sfacciati! Ipocriti!

Okane - Saemon! Saemon, ti scongiuro...!

Saemon - (a Scinran) Via, fuori! Straccioni maledetti! (Lo spinge).

Eiren - Questo troppo! Osate mettere le mani addosso al Superiore...

Saemon - Subito fuori! (Spinge via Eiren).

Eiren - Voi... (Leva il suo bastone).

Saemon - Vorreste colpirmi? (Strappa il bastone a Scinran e lo brandisce).

Scinran - Eiren! La violenza non serve! (Si intromette fra i due. Saemon lo colpisce. Il bastone cade sulla scatola che egli porta).

Eiren - Andiamo via, Maestro.

Yuien - (atterrito) Babbo! Babbo!

Okane - (impallidita) Saemon! Saemon! (Lo afferra per il braccio e lo trattiene).

Saemon - Lasciami. Far vedere io, a loro,..! (Scinran ed Eiren escono. Saemon lancia il bastone dietro a loro).

Yuien - Babbo! Babbo! (Si stringe a Saemon, piangendo).

Okane - (correndo fuori, appressandosi a Scinran) Deve avervi fatto male. Perdonatelo. Che posso fare?Siete ferito?

Scinran - Non nulla. Quando si viaggia come mendicanti, sono cose che possono accadere.

Okane - Vi prego, non maledite mio marito. (Piange) Bench sia un uomo cattivo, vi prego, perdonatelo.

Scinran - Non vi accorate. Io lo credo piuttosto un uomo sincero. (Okane gli bacia il lembo della veste, poi, sopraffatta dall'emozione, si ritira. Eiren fa un gesto desolato, Scinran lo conforta e gli indica la terra, presso il cancello. 1 due monaci seggono, accovacciandosi come meglio possono per ripararsi dal freddo. Okane, rientrata, fissa dapprima Saemon, poi abbassa gli occhi, smarrita, mormorando) Perch... Perch... (Le luci si spengono nell'interno. Fuori, notte. 1 due monaci si dispongono a trascorrerla all'aperto. Ogni luce si spegne sulla scena. Musica di chiusura che si dissolve su di un'altra di apertura).

SECONDO QUADRO

La scena ancora buia. La musica interrotta da un improvviso grido di Saemon.

Saemon - Oooh!

Okane - Saemon! Saemon!

Saemon - (destandosi) Ah! Cos'?

Okane - Non hai fatto che lamentarti, poi haigridato...

Saemon - Ah, s, un sogno... Un sogno terribile...

Okane - Ero appena assopita, non potevo dormire...Mi hai spaventata...

Saemon - Pi che terribile, nn sogno strano e impressionante... Come venisse dal fondo della mia anima... (Accende una lanterna, alzandosi dal letto).

Okane - Anch'io non potevo riposare... Dimmi, chesogno era?

Saemon - Dapprima, uccidevo un animale... Anzi, lo stavo spennando mentre non era ancora morto. Si agitava, e quel corpo senza piume, mezzo soffocato, eccitava la mia crudelt. Poi tu venivi, gridando, ed io lo finivo. Ma appena credevo di averlo ucciso, ecco che l'animale si rialzava e prendeva a camminare. Allora, eccitato, presi un coltello per tagliargli la testa. Stavo per colpirlo, quando esso mi guard con occhi strani e grid con una voce debole, accusatrice. Allora, improvvisamente, nel sogno, io stesso divenni l'animale. Atterrito, gridavo all'estremo della mia voce. L'animale mi guardava freddamente, deciso ad uccidermi. La mia voce si indeboliva sempre pi, diventava penosa, supplichevole. Allora mi parve che la stessa scena fosse gi accaduta tempo prima. Pensavo: Non una voce che ho gi sentita? . E con sorprendente chiarezza venne alla mia mente un episodio della mia vita passata. Durante la mia esistenza, prima di questa, avevo ucciso una donna, una viandante. In mezzo alle montagne, avevo sfoderato il mio pugnale, e mi ero precipitato sopra di lei. Ella aveva gridato con voce supplichevole, ed io ora ricordavo quel grido. Adesso - pensai - devo scontare il mio delitto . Il coltello dell'uccisore stava per cadere. Allora gridai.

Okane - Che sogno strano e pauroso! Anch'io sono stata turbata da ogni sorta di pensieri. Mi tornava sempre alla mente mia madre. E' curioso a dirsi, ma mi sembra che quel monaco che venuto qui stasera, sia la reincarnazione di mia madre...

Saemon - Ma non possibile...!

Okane - Mia madre era molto devota, e poco prima di morire mi disse: Non credo che questa volta potr essere salvata. Quando rinascer, ritorner sotto la forma di un monaco. Ricordati bene di questo, perch verr alla tua porta come un pellegrino . Da allora, non ho mai potuto trattar male i monaci mendicanti.

Yuien - (aprendo gli occhi) E' ora di alzarsi?

Okane - No, ancora notte. Non alzarti, fa freddo. (Lo ricopre).

Saemon - (dopo una pausa, durante la quale si udito il passare del vento) Mi domando che sar stato dei monaci di questa sera.

Okane - Probabilmente saranno perduti nella neve.

Saemon - Ero ubriaco. Sono stato troppo crudele.

Okane - Hai colpito col bastone quello che sembrava il migliore. Non aveva niente di falso e manteneva sempre un atteggiamento molto umile. Tu non volevi ascoltare ragione.

Saemon - E' vero, ho agito male. Stasera non ero in me stesso.,

Okane - I suoi modi erano nobili, e ti ascoltava con un'espressione di amorosa buona volont.

Saemon - Anch'io me ne accorgevo.

Okane - I tuoi sarcasmi non lo irritavano, ma invece ti guardava con occhio compassionevole.

Saemon - Mi domando come ho potuto agire cosi. (Pausa) Certamente mi avr maledetto.

Okane - No. Quando gli chiesi di non maledirti, mi disse di non angustiarmi, e che ti riteneva un uomo sincero.

Saemon - Davvero? Ha detto questo? (Pausa) Bisogna richiamarlo. Non potr riposare se non gli avr chiesto perdono.

Okane - Sar inutile cercarlo a quest'ora, in mezzo alla neve...

Saemon - Non posso sopportare il pensiero di essermi separato per sempre da lui in quel modo.

Okane - Ma ormai...

Saemon - Non potrebbero essere rimasti dinanzi al cancello?

Okane --------------- - Lo credi possibile? Se l'avessero fatto, sarebbero morti di freddo.

Saemon - Ti prego, giacch non possiamo dormire, vai a guardare.

Okane - Andr, ma sar inutile. (Accende un'altra lampada, esce e guarda fuori del cancello. L'esterno si illumina fiocamente, svelando i monaci addormentati sulla neve. Scinran poggia il capo su di una pietra. Okane lancia un grido) Oh! Saemon! Vieni, vieni subito! (Saemon accorre. Yuien, svegliato di nuovo dal grido della madre, lo segue poco dopo. 1 monaci aprono gli occhi sorpresi e si alzano) Oh, siete qui! In tutta questa neve! Dovrete essere gelati!

Saemon - (o Scinran) Io... io... Vi prego, perdonatemi. (Si inginocchia nella neve. Scinran commosso e in silenzio batte sulla spalla di Saemon).

Okane - E' buono, nel fondo del cuore. Vedete, buono, nel fondo del cuore.

Eihen - (a bassa voce, commosso) Namu Amida Butsu! Namu Amida Butsu! (Emozionati, rimangono tutti insilenzio per un momento).

Okane - Vi prego, entrate. Riscaldatevi al nostro focolare. (Toglie la neve dalla veste di Scinran. Si avviano alla casa. I monaci sostano, incerti, sulla soglia).

Saemon - Vi prego, entrate. Okane, metti legna sul fuoco.

Okane - (eseguisce. I monaci entrano e si avvicinano al fuoco, asciugandosi e riscaldandosi).

Saemon - Stasera mi sono comportato crudelmente. Avevo bevuto ed ero fuori di me. Lo sono spesso, da qualche tempo. E' come se qualche forza mi trascini. Ho vergogna. Vi prego, perdonatemi.

Scinban - Il Budda vi perdona, ne sono certo. E perch il vostro cuore sia in pace, vi dir che anch'io vi perdono. Questo, in caso che mi abbiate fatto del male. Ma io non desidero giudicarvi. In primo luogo, non ne sono degno. Ieri sera ho provato del risentimento, dell'ira verso di voi. Se non fosse stato per l'intercessione di vostra moglie, avrei potuto anche maledirvi. E quando la notte divenne fonda e il freddo cominci a penetrare nel mio corpo, il mio cuore prov dell'odio verso di voi. Il mio cuore fu tenuto prigioniero dal peccato e dalla sofferenza.

Saemon - Le vostre parole sono diverse da quelle di tutti gli altri sacerdoti che ho udito finora. Voi parlate come se anche voi foste un peccatore.

Scinran - Sono convinto di esserlo. Il mio cuore avrebbe maledetto un altro figlio del Budda come me stesso. Se non sono un peccatore, che cosa sono io?

Eiren - II Maestro parla sempre cosi.

Saemon - E non siete turbato? Io, quando penso, divento disperato. Il mio cuore ama il bene, ma non posso vivere senza fare del male.

Okane - Saemon dice che deve indurirsi per diventare malvagio ed abituarsi alla crudelt.

Saemon - E' la societ che ci costringe a peccare. Ho cercato a lungo di vivere come un uomo buono, ma tutti gli altri uomini mi hanno fatto del male. Amo mia moglie e il mio bambino, non voglio morire e non posso sopportare di chiedere la carit alle porte di uomini detestabili. Non c' altro per me che diventare malvagio. Ma un pensiero che odio. Il mio cuore mi rimprovera sempre.

Scinran - Il vostro tormento il tormento che tutti gli uomini debbono sopportare. Soltanto gli ipocriti ne sono privi. Gli uomini che, desiderando di essere buoni, possono guardare onestamente nei loro cuori, soffrono come voi. Per lunghe diecine di anni cercai di educarmi nelle privazioni e nella solitudine, per divenire veramente buono. Ho molto sofferto, ma non ho raggiunto quello che speravo. Ora so che il mio destino non me lo permette in questa vita. L'uomo non pu rendersi interamente buono, non pu fare a meno di recar qualche danno alle altre vite.

Saemon - E non avete paura per la vostra salvezza?

Scinran - S, e spesso tremo per questa paura. Ma se fosse necessario essere buoni per raggiungere il Paradiso, allora non ci sarebbe pi speranza per nessuno. Io credo che anche con le mie colpe ci sia un modo per non disperare. Questo modo l'amore. E' il perdono. E' la forza che rende possibile superare il bene e il male. Il mondo sostenuto da questa forza. E' pi profonda della distinzione fra il bene e il male, ma pure d origine al bene e al male. Io non credo che la salvezza si raggiunga con le buone azioni. Il Budda ci salva, anche nel nostro peccato. Egli perdona. E' l'amore del Budda. Io credo in questo. Se non credessi, nonpotrei vivere.

Saemon - (con occhi scintillanti) Anche chi ha ucciso, anche chi si prostituita?

Scinran - Anche chi ha commesso i dieci peccati e le cinque disobbedienze.

Eiren - La Sua compassione uniforme. E' la via della salvezza, apertaci dal nostro Maestro. (Saemon siede in silenzio, il volto pallido e grave. Quindi parla, con una voce percorsa da una grande emozione).

Saemon - Ho una strana sensazione. E' come se avessi udito improvvisamente la voce di una grande e misteriosa campana. Essa ha risuonato chiaramente nelle profondit del mio spirito. Ho avuto l'intima sensazione che quello che da tanto tempo aspettavo finalmente venuto. Sono pieno di gratitudine. Finalmente posso credere nella salvezza. Ecco perch. La mia gratitudine tanta che avrei desiderio di piangere.

Scinran - Quando incontrai Honen Scionin provai la stessa emozione. Come se ritornasse qualcosa di dimenticato. Mi sembr strano che gli altri non lo comprendessero immediatamente. Noi amiamo. Noi perdoniamo. E i nostri cuori sono sereni. Noi non facciamo che male. Noi odiamo e malediciamo. Ma nel mezzo dei diversi tormenti del nostro cuore angosciato, noi conosciamo l'amore. E perdoniamo. Tutti sappiamo la grazia di quelle lagrime e di quei momenti. La legge fondamentale della nostra salvezza risorge dalla profondit del nostro animo. E diventa una fede.

Saemon - Stanotte io sono felice. Sento come se lapace che per tanti anni stata lontana dal mio cuorefosse finalmente ritornata. (Lo sguardo gli si vela).

Orane - Da quanto tempo la tua pace era perduta...

Saemon - Non irragionevole, allora, lottare peressere buoni?

Scinran - Essere buono naturale per lo spirito dell'uomo. Anche se il Budda ci redime con tutti i nostri peccati, noi non possiamo perdere il desiderio di divenire migliori. Questo desiderio non potr essere interamente soddisfatto che quando lasceremo questo mondo, ma io voglio portarlo con me fino alla morte.

Saemon - E non sar impossibile vivere nel mondo?

Scinran - Per l'uomo buono naturale essere povero. L'uomo pu vivere, non importa come. Nei sutra scritto che Idaten viaggia per i tre mondi raccogliendo cibo e indumenti per i figli del Budda. Anch'io cammino come un mendicante. Ma sono vissuto fino ad oggi. E anche mio figlio vive.

Orane - Voi avete un figlio?

Scinran - S. L'ho lasciato in Kioto. Mi separai da lui quando aveva sei anni e non l'ho pi visto da allora.

Orane - Oh, Signore! E sua madre?

Scinran - Ci lasciammo quando partii da Kioto mor mentre io ero in Ecgo.

Orane - E voi non eravate con lei nell'ora dellasua morte?

Eiren - Per amore della nostra legge, il Maestro era incorso nei rigori delle autorit ed era stato esiliato. Non pot quindi tornare. Ella aveva ventisei anni, edera bella.

Orane - Come dovrete desiderare di rivedere vostrofiglio!

Scinran - S. Penso molte volte a lui...

Orane - Certamente...

Scinran - (a Yuien) Quanti anni hai?

Yuien - Undici.

Scinran - Sei un bravo ragazzo. (Lo accarezza).

Saemon - Siamo un po' preoccupati perch non molto resistente.

Orane - E' pallido, non vi pare?

Scinran - (dopo una pausa) Eiren , guarda nella mia scatola. Poco fa, quando il bastone l'ha colpita, ho udito uno strano suono e forse...

Eiren - (apre la scatola e vi guarda dentro) Oh, l'immagine del Budda spezzata! (Estrae una statuina del Budda) La mano sinistra si staccata.

Saemon - (impallidendo) Fate vedere... (Guarda fissamente la statuina. Piange).

Scinran - Saemon...

Saemon - Io ho spezzato l'immagine sacra con un colpo di bastone. Guardate la nobilt di quel piccolo viso scolpito! Questa bella mano sinistra. Questa mano cos squisitamente cesellata, fino all'estremit di ciascun dito. Ora mi accorgo di tutta la brutalit della mia anima. Io ho colpito Scinran Sama. Io ho ingiuriato il suo discepolo. E ho storpiato l'immagine del Budda. Io... io... (E' sopraffatto dall'emozione).

Scinran - Non piangere, Saemon. Ti dar questa immagine come ricordo. Credi nel Budda che perdona i suoi figli, per quanto oppressi dal peccato. E con lo Etesso cuore ama i tuoi vicini. (Pausa) Tra poco il giorno sorger. Dobbiamo andare. (Si alza).

Saemon - (afferrando una manica dell'abito di Scinran) Vi prego, aspettate. Voglio seguirvi. Voglio essere un monaco anch'io. Dovete essere la mia guida per sempre.

Scinran - (commosso) Intendo il vostro cuore, ma abbandonate questa idea. Il culto della nostra chiesa un culto di famiglia. Anch'io ho avuto moglie e mangio tutti i cibi. Non sono un monaco, ma un uomo che vive in famiglia, con il cuore di chi distaccato dal mondo. Non bisogna lasciarsi imprigionare dalle forme. Soltanto il cuore importa.

Saemon - Ma doloroso separarci cos. Non so sepotremo rivederci.

Orane - Rimanete con noi almeno qualche giorno.

Scinran - Coloro che si incontrano dovranno finire col separarsi. E' la legge di questo mondo. Quando il vostro cuore si volger a me, ripetete: Namu Amida Butsu : mi troverete in questa invocazione. (Scinran ed Eiren si apprestano ad andare. L'alba comincia a sorgere. Saemon e Okane li seguono al cancello. Anche Yuien, con la mano in quella della madre, li accompagna) Ho salutato cos molte altre persone. Nel mio cuore vi sono i volti di tutti quelli che non potr mai dimenticare. Aggiunger i vostri ai loro. Pregher per voi.

Saemon - Non potr mai dimenticarvi. Anch'io pregher per voi.

Okane - Vi prego, abbiate cura di voi stesso.

Eiren - Il giorno comincia a sorgere. La neve non cade pi.

Scinban - Allora, sayonara.

Saemon - Sayonara.

Okane - Sayonara. (A Yuien) Vieni, saluta...

Yuien - Sayonara, zio.

Scnran - (abbracciandolo) Sayonara. Cresci grande e buono.

Eiren - Sayonara. (Scinran ed

Eiren si allontanano. Saemon, Okane e Yuien li guardano andare con lo sguardo velato dalla commozione).

Fine del prologo

PRIMO QUADRO

PRIMO QUADRO

Una sala del convento di Nisci-no-Ton, a Kioto. E' un grande antico palazzo, prospiciente una strada frequentata, della quale giungono i rumori dai finestroni. E' un pomeriggio di autunno, quattordici anni dopo.

I tre sacerdoti Eiren , Chio e Rioken stanno parlando fra di loro.

Eiren ha ora 70 anni, Chio e Rioken sono, rispettivamente, sui 40 e sui 50 anni).

Eiren - Abbiamo ancora un po' di tempo prima della funzione, vero?

Chio - Poco ancora. Il tempio gi gremito di fedeli.

Rioken - Non meravigliosa la prosperit che abbiamo raggiunto in cos pochi anni?

Eiren - E' vero... Le persone arrivano fin sulla strada. Oggi, per, una funzione straordinaria, in onore di Honen Scionin, tanto venerato.

Chio - Ricordi? Perfino in vita era adorato come il Budda vivente di Kurodani... Honen Scionin e il Maestro hanno sofferto insieme grandi dolori, non vero?

Eiren - E' alle loro lotte che dobbiamo la nostra prosperit. Non potr mai dimenticare il loro addio, quando il Maestro fu calunniato dagli eremiti del Monte Hiei e fu costretto a fuggire da Kioto. Il ricordo di quei giorni ancora tremendo per me. I pi grandi discepoli esiliati, divisi... alcuni, perfino assassinati!

Rioken - Ed ora, invece... Come vola il tempo!

Chio - Anche il Maestro molto invecchiato, non vi pare?

Rioken - Non sar cosa grave la sua indisposizione?

Eiren - No, no, ma dovrebbe riguardarsi, e invece...

Rioken - Per fortuna Yuien lo assiste con ogni cura.

Chio - S, nonostante la sua giovent, Yuien si dimostra molto attento e devoto.

Eiren ---------------- - Il Maestro molto affezionato a lui. 4

Rioken - Lo mette perfino a parte dei suoi affari personali. (Entra Yuien, ora un bel giovane, un po' delicato, di 25 anni).

Yuien - (attraversa la stanza come per uscirne. Ai sacerdoti) Scusate...

Rioken - Yuien...

Yuien - (fermandosi) Dimmi...

Eiren - Hai fretta?

Yuien - No; non in modo particolare.

Chio - Allora, fermati un momento. Avrei qualcosa da dirti.

Rioken - Prima che incominci la funzione, potremmo prendere un po' di t... (Yuien siede con gli altri. Rioken versa il t).

Eiren - Come sta il Maestro?

Yuien - Dorme, ora.

Chio - Immagino che il suo stato non desti preoccupazioni...

Yuien - No, praticamente guarito, oramai. Oggi voleva partecipare assolutamente alla funzione in onore di Honen Scionin, e ho dovuto faticare a persuaderlo di riguardarsi.

Chio - E' la colonna della nostra comunit.

Eiren - Se dovesse sparire, ricadremmo tutti nel nulla...

Rioken - Perderemmo la luce e la guida...

Chio - Con suo figlio Zenran, che dovrebbe succedergli, ed un tale uomo...

Eiren - Dato l'obbligo della successione, un delitto che egli si comporti in quel modo.

Rioken - E' proprio un figlio snaturato.

Yuien - Io spero che il rancore di suo padre svanisca presto...

Eiren - No, a me sembra naturale che, finch la condotta di lui quella di oggi, il rancore del Maestro non possa svanire. Se un tal figlio dovesse ricevere la successione, la nostra comunit sarebbe infamata per sempre.

Chio - Ogni sviluppo ci verrebbe precluso...

Rioken - E i nostri nemici, che sono gi numerosi, ne approfitterebbero immediatamente.

Yuien - Eppure, Zenran non cattivo. Non quello che voi credete. Dopo aver parlato con lui una sola volta, mi sono sentito subito attratto verso di lui. Non so quali siano le sue colpe, ma non credo che sia un uomo malvagio.

Eiren - Come puoi dirlo, se Zenran non soltanto conduce una vita dissoluta, ma perfino contrario alla nostra fede?!

Chio - Lo sdegno del Maestro pienamente giustificato.

Yuien - Pi che sdegno, dolore.

Rioken - E' vero quello che si dice, che Zenran verr presto nella nostra citt?

Eiren - Se cos fosse, non credo che suo padre gli permetterebbe di vederlo.

Yuien - Eppure, ti sarei grato se intercedessi per lui, e facessi in modo di farli incontrare.

Chio - Raramente osiamo pregare il Maestro in simili argomenti.

Rioken - Del resto, finche lui non cambier vita, sar inutile ugualmente.

Yuien - Eppure, doloroso... (Pausa).

Eiren - Chi predica, oggi?

Chio - E' il mio turno.

Rioken - Su che tema parlerai?

Chio - Sull'estasi della verit. La gioia di coloro che credono nella salvezza in Budda, quel sentimento di esultanza erompente di cui parlano le Scritture. Non ho bisogno di ricchezze, non voglio la gloria: io ho con me la felicit della Legge, infinitamente pi preziosa di quelle.

Eiren - E' vero. Qualunque possano essere i miei panni, io porto nel mio cuore delle sete invisibili.

Chio - Dir cos: Conoscete voi la dolcezza di questa gioia di seguire la Legge? Se vi ignota, nonostante le pi grandi ricchezze, io vi dico che saretesempre dei poveri .

Rioken - E' una bella e coraggiosa affermazione.

Chio - Giovani, uomini e donne - io dir - sapete voi la dolcezza della Verit? Se essa vi ignota, per quanto amore e piacere possiate avere, voi siete degnidi piet, io v'assicuro .

Rioken - Non credo che tutti i giovani saranno deltuo parere, Chio...

Chio - Toglietemi tutto io dir - ricchezze, gloria, amore, ma lasciatemi questa gioia della Legge. Togliermi questa sarebbe lo stesso che uccidermi .

Eiren - Le tue parole sono i miei stessi pensieri. (Paus) Yuien, a che cosa pensi? Sei triste...

Rioken - E pallido... Non ti senti bene?

Yuien - No, ma il mio spirito turbato...

Rioken - Quando lo spirito turbato, bisogna inginocchiarsi e ripetere l'invocazione al Budda, finche l'anima ritorni chiara e serena.

Yuien - E tu credi...?

Eiren - E' cosa buona dir le orazioni ad alta voce.

Chio - Io credo che si tratti soprattutto di mancanzadi fede. Non offenderti, Yuien, ma se tu possedessi lapiena grazia del Budda, tu saresti sempre felice. Questamancanza di felicit la prova che la tua fede non ancora sufficente.

Eiren - Senti, la campana ha annunciato l'iniziodella funzione...

Chio - Devo andare.

Rioken - Vengo con te. Yuien?

Yuien - Devo attendere il Maestro. (I tre sacerdoti escono. Yuien rimane in silenzio, poi mette in ordine h tazze del t, si alza e si appoggia presso una finestra, guardando il traffico nella strada sottostante. Entra Scin-ran; egli ha ora 75 anni).

Scinran - Yuien, Yuien. (Yuien si volge, lo vede e arrossisce) Cosa facevi alla finestra?

Yuien - Guardavo passare la gente...

Scinran - E' una bella giornata, oggi.

Yuien - S. Piuttosto calda, per essere in autunno.

Scinran - Il tempio pieno di fedeli, vero?

Yuien - S. Li vedevo passare, di qui.

Scinran - Io ho provato sempre un grande senso di solitudine a veder passare la gente nella via...

Yuien - Anch'io, parecchie volte.

Scinran - Vogliamo riposare un po' qui, un momento?

Yuien - Certo... (Gli porta un cuscino) E' cos chiaro il cielo, oggi, che si vede distintamente il Monte Hiei.

Scinran - (sedendo) Ancor oggi ci sono degli asceti che si macerano su quella montagna.

Yuien - In giovent anche voi siete stato tanto alungo lass...

Scinran - Vi andai per la prima volta a nove anni e da allora, finche incontrai Honen Sama, a ventinove anni, passai la maggior parte del tempo nella solitudinee nelle privazioni.

Yuien - Certamente vi ricorderete tutto di queigiorni...

Scinran - Non potr mai dimenticarli. Per quanta fede e volont avessi, il mio spirito era torturato. A volte erravo per i boschi, a volte ripetevo le orazioni febbrilmente. E di sera, guardavo gi le strade lontane di Koto illuminate, e i pensieri della mia solitudine ardevano didesiderio.

Yuien - Allora, alla mia et, voi eravate ancoralass! Che provaste, in quegli anni?

Scinran - Quando giunsi alla tua et, i miei sentimenti divennero insopportabili. Furono i miei anni pi amari, quelli. Per quanto leggessi e divorassi le Scritture, esse non recavano alcun conforto alla mia anima. Inoltre, non v'era nessuno con cui potessi dividere ilmio tormento.

Yuien - Ma non v'erano altri giovani vicino a voi?

Scinran - S, a centinaia. Di tutti i tipi, alcuni eroici, che mortificavano i loro corpi, altri che studiavano duramente, senza quasi dormire, altri che si mantenevano puri come santi eremiti. E anch'io non ero da meno in queste pratiche. Soltanto, nel mio cuore v'era una solitudine di cui non potevo parlare con nessuno. Provavo un acuto desiderio di amare, e un gran dolore per la vita degli uomini. Lo tenevo nascosto, per paura di non esser capito, e disprezzato. E la mia solitudine cresceva, senza che alcuno se ne avvedesse. A volte, mi sembrava di essere sul punto di morirne.

Yuien - Maestro, in questi giorni anch'io mi sento a volte intollerabilmente solo. Talvolta mi distraggo improvvisamente. Poco fa, mentre guardavo la gente passare per la strada, le lagrime mi vennero agli occhi,da sole...

Scinran - (guardando profondamente in viso Yuien) Ti capisco. (Pausa) Tu sei sensibile.

Yuien - Non c' nessun motivo particolare. Ma mi sento solo, e triste. A volte, mi sembra come se dovessi piangere fino a non vedere pi nulla. Eiren dice che dovuto alla mia debolezza. Anch'io mi chiedo se sia questa la causa; ma non posso fare a meno di pensare che non sia soltanto questa. Non so... Non riesco a capire... E' male che io provi questa solitudine?

Scinban - No, naturale, invece. E quanto ti senti solo, non c' nessun conforto per la tua solitudine.

Yuien - Ma la vincer, col tempo?

Scinran - Non so. Pu darsi che essa cresca, invece. Ora, il tuo sentimento, quasi sognante; un giorno, potr divenire una tortura.

Yuien - Anche voi provate questa solitudine?

Scinran - Anch'io, Credo che per tutta la vita la prover. Ma la mia solitudine diversa dalla tua, ora.

Yuien - In che cosa diversa?

Scinran - (guardandolo con affettuosa compassione) La tua pu aver conforto dagli oggetti del suo desiderio, la mia al di l di ogni conforto. E' la solitudine profonda, senza fine, della vita umana. Non credo che tupossa capirla, finche non avrai avuto piena esperienza della vita.

Yuien - Che debbo fare, allora?

Scinran - Nulla. E' la vita che ti conduce. Soltanto, fa che ogni tua azione sia sincera, e convinta. Non ingannare gli altri e te stesso, ma segui con fede gli impulsi del tuo cuore. Tutto sar bene, se agirai con questo fine. Se rimarrai completamente sincero, potrai giungere gradualmente a scoprire la verit del tuo essere. (Pausa. Entrambi rimangono in silenzio. Si odono in lontananza il suono di una campana e delle voci salmodiami).

Yuien - Maestro... Cos' l'amore?

Scinran - (grave) Un sentimento doloroso...

Yuien - Amare, peccato?

Scinran - -In questo mondo l'amore congiunto al peccato.

Yuien - Allora, non si deve amare?

Scinran - Tutti amano, nella vita. L'amore come una barriera sul cammino dell'uomo. Quando la si superata, un nuovo orizzonte si apre dinanzi ai nostri occhi. Si pu dire che la vita della maggior parte degli nomini viene decisa dal modo con il quale essi superano questa barriera.

Yuien - E' dunque tanto importante?

Scinran - E' il pi importante fattore della vita. Se un uomo si avvicina ad esso con seriet, arriver alla comprensione dell'esistenza, comprendendo l'amore. La sua saggezza sboccer, la sua anima potr vedere dentro l'essenza delle cose. Se invece egli si accoster a questa barriera con animo frivolo e immorale, diverr cieco e Bpregevole; perder ogni capacit di anelito per la pura sponda che abbandon, finche le forze gli mancheranno e cadr vinto, spossato.

Yuien - Amore e fede devono essere uniti?

Scinran - L'amore una via che conduce alla fede. Quando un uomo ama profondamente, il suo cuore purificato. Egli comprende tutto il dolore della vita umana. Egli giunge al sommo del destino terrestre. La fede, allora, non lontana.

Yuien - Quindi, io posso amare?

Scinran - (sorridendo) La tua domanda ingenua. Se ami, puoi amare. Soltanto, dovrai amare sinceramente e seriamente.

Yuien - Voi... avete amato?

Scinran - S. (Pausa) Nel tempo in cui vivevo sul Monte Hiei scesi una volta al palazzo imperiale, in sostituzione di un altro sacerdote, e mi fu chiesto di comporre un'ode in presenza dell'Imperatore. L'argomento era l'amore. L'Imperatore lod il mio canto, e mi disse che era migliore di quelli di tanti altri poeti della eorte; poi mi diede un premio. Imbarazzato, ero sul punto di andar via, quando uno dei nobili mi disse che per aver potuto comporre una simile poesia, dovevo certamente avere amato.

Yuien - E voi gli rispondeste...?

Scinran - Risposi che non avevo mai amato. Egli disse allora che era inutile dire di queste bugie. Gli altri nobili ridevano. Io andai via umiliato, ferito. Nel mio cammino di ritorno al Monte Hiei, non feci che riflettere. Veramente non avevo mai conosciuto l'amore? Non potevo affermarlo. Allora, perch avevo mentito? Perch si riteneva una vergogna per un sacerdote confessarlo. Sentii disgusto di me stesso, disprezzo per lafalsit della nostra vita, e, accorgendomi che le nostro pratiche di rinuncia altro non erano che vana esteriorit, provai un insopportabile senso di ipocrisia. Da allora, cominciai a pensare di abbandonare la montagna.

Yuien - Di tutti i peccati, nessuno peggiore dell'ipocrisia, vero?

Scinran - S. L'ipocrita pi lontano dalla grazia del Budda di chi abbia commesso centinaia di peccati, ma riconosca la sua colpa. (Pausa) A un certo punto del mio cammino verso il monte, incontrai una donna sola. Il cielo era freddo, la luna splendeva come di ghiaccio. Essa mi chiese di prenderla con me, di condurla sulla montagna. Io risposi che non potevo, che il Monte Hiei era precluso alle donne. Allora ella si aggrapp alle mie vesti e pianse. Mi scongiur di farla entrare, dicendo che anch'essa voleva condurre la nostra vita, e salvarsi. Non voleva ascoltare nessuna delle mie parole, ed alla fine mi chiese sconvolta se avesse o no importanza che anche le donne fossero salvate. Io ro turbato profondamente. Non potei dirle altro che di accettare il destino con rassegnazione. Allora, mentre io la osservavo, ella divenne pallida come morta; poi, disperata, pronunci una maledizione dopo l'altra contro il Budda, e fugg via.

Yuien - Che scena pietosa!

Scinran - Ancor pi turbato dalle parole della donna, camminai fino al sommo della montagna. I boschi urlavano sotto il vento flagellante. Quella notte non potei dormire. Da allora, cominciai a considerare diversamente le cose. E presi a odiare la vita sulla montagna.

Yuien - Fu in quel tempo che incontraste Honen Scionin...

Scinran - Non feci che piangere dinanzi a lui.

Yuien - (con le lagrime agli occhi) Come vi capisco! (Tacciono per un momento. Entrano Eiren e Rioken).

Eiren - Maestro... Come vi sentite?

Scinran - Quasi del tutto bene, grazie.

Eiren - Sono felice. Dovete usarvi cura...

Scinran - Sedete qui. Come procede la funzione? ( Yuien versa del t).

Rioken - Il tempio traboccante di fedeli. Le preghiere sono terminate e ora Chio Dono si trova verso l fine della sua predica.

Eiren - Sono tutti commossi dalla sua eloquenza e dal suo calore.

Rioken - L'argomento di oggi particolarmente importante.

Scinran - Di nuovo l'estasi religiosa, vero?

Rioken - Come lo sapete?

Scinran - Chio me ne parl gi tempo addietro.

Eiren - Egli dice con grande entusiasmo quanto la gioia della fede sia pi preziosa di tutti i beni terreni.

Rioken - Dice che una gioia superiore perfino a quella dell'amore.

Eiren - E che l'estasi la prova della salvezza.

Rioken - Ascoltandolo ho sentito nuovamente tutta la bellezza della nostra condizione.

Yuien - Quando io sento queste parole, invece, provo un grande disagio... Io non posso portare nessuna delle prove di Chio Dono, e allora dubito... Maestro, che cos' mai? Ditemelo, vi prego... Sar salvato... o sono perduto?

Scinran - Tu sei salvo. Non devi tormentarti. Anch'io ho i tuoi stessi sentimenti. E, a volte, sono turbato.

Eiren - (guardando Scinran con sorpresa) Voi?! Che dite mai!

Scinran - S, e se lo sono io nella mia et, non da stupire che lo sia Yuien nella sua giovent. Beato chi pu giungere all'estasi, tutte le gioie sono sue. Per, non bisogna dedurne che l'estasi sia la prova della salvezza. Lo dir anche a Chio. Non c' nessuna prova della salvezza. Cercarla, significherebbe porre un'assurda pretesa nelle nostre facolt. Noi dobbiamo soltanto avere fede.

Yuien - Grazie, Maestro. Avete detto pi di quanto osassi pensare.

Scinran - Budda ci ha dato le nostre passioni, e ci salva a malgrado dei nostri peccati. Tutti sono salvi. Soltanto, essi non lo sanno. (Entra Chio).

Chio - Siete tutti qui? Ho terminato da pochi minuti. (E' eccitato).

Scinran - Sei molto affaticato. Riposati un poco con noi.

Chio - Ho un favore da chiedervi, Maestro. Appena finito di predicare, un gruppo di pellegrini si avvicinato a me, pregandomi di introdurli alla vostra presenza. Io ho detto loro della vostra indisposizione, ma essi rispondevano di esser venuti da molto lontano, e piangevano. Allora, io ho promesso loro che avrei interceduto presso di voi.

Scinran - Ma certamente. Tu sai che sono sempre pronto a ricevere chiunque desideri vedermi.

Chio - Grazia, Maestro. Ne saranno felici.

Scinran - Di dove vengono?

Chio - Dalla provincia di Hitaci.

Scinran - Davvero! (Volgendosi a Yuien) Yuien di Hitaci.

Yuien - Del villaggio di Daimon. Sono pi di dieci anni che vi manco...

Scinran - Quattordici anni fa, in una notte di neve, mentre andavamo in pellegrinaggio (si volge a Eiren , che annuisce, ricordando) il destino condusse le nostre vite ad Incontrarsi...

Rioken - Il destino un mistero...

Eiren - Perfino il semplice sfiorarsi nella via frutto del karma di una vita passata...

Chio - E i nostri incontri, e le separazioni, hanno cause profonde, ignote in questa vita... Quei pellegrini hanno percorso pi di dieci province per giungere sin qui ad interrogarvi e a risolvere il problema pi affannoso: quello della salvezza.

Scinran - Hai detto loro di ripetere con fede e con cuore puro l'invocazione al Budda?

Chio - S, ma essi dicono che troppo semplice.

Scinran - Ogni verit semplice. L'invocazione al Budda comprende tutto quanto l'uomo possa dire. E' vero, non sono che sei ideogrammi; ma quando vengono pronunciati con una sempre crescente comprensione, divengono profondamente, infinitamente complessi. Forse, non si pu giungere al massimo del loro significato in tutta la vita. Lo studio, la cultura non bastano: occorre giungere in profondit. E' per questo che Namu Amida Butsu - Salvaci, Amida Budda riempie la mente e il cuore. E' la vera saggezza.

Chio - Essi vorrebbero una prova che basta soltanto ripetere l'invocazione per essere accolti nella Pura Terra.

Scinran - Non esistono prove, per la fede. Chi ne cerca, rivela di non credere.

Chio - Eppure, Maestro...

Scinran - (sorridendo lievemente) No, Chio. Ma non fare aspettare i pellegrini. Parleremo di ci insieme con loro. (Chio esce per introdurre i pellegrini).

SECONDO QUADRO

Una stanza in una casa da t chiamata Matsunoia, nel quartiere di Kiya Maci. Una veranda guarda sul fiume Kamo. Qualche mese dopo la scena precedente.

- (Muharagi, Sumino e Misao, tre gheisce, parlano presso la veranda).

Muharagi - Oh! Come fa bene un po' d'aria fresca!

Sumino - Il mio viso brucia! (Si tocca la guancia con una mano).

Misao - Non ci resisto pi...

Muharagi - Da quattro giorni niente altro che bere, bere, bere e cantare, cantare, cantare...

Sumino - Zenran Sama mi ha fatto ubriacare almeno un paio, di volte, ma ora sono fuggita...

Misao - Zenran Sama manda gi tutto, alla rinfusa. E' impossibile tenergli dietro. Pure, come se non gli piacesse...

Muharagi - Pi beve, e pi diventa pallido...

Sumino - E' un uomo strano... Mentre pensi che sia sfrenatamente allegro, improvvisamente scoppia a piangere. Io non posso vedere gli uomini che piangono quando sono pieni di sak.

Misao - Poco fa, mentre bevevo con lui, divent improvvisamente abbattuto e, guardandomi intensamente, mi disse: Ti amo, ti amo e mi butt le braccia intorno. Ma non era desiderio.

Muharagi - E' vero? Sembra che non sappia nemmeno fare la corte ad una donna...

Sumino - Non dirlo ad Asaka...

Misao - Gi, Asaka ha proprio una passione per quell'uomo... Non capisco poi perch...

Muharagi - Se ci fosse un perch in queste cose... Tu probabilmente sarai innamorata di quel giovane sacerdote che venuto ieri a trovare Zenran...

Misao - (con finto rincrescimento) Eh, no, tardi, ormai. Quello gi riservato a Kaede... (Ridono tutte e tre. S avvicinano voci che parlano e cantano).

Muharagi - Sembra che vengano qui... (Entrano Zenran, seguito da Asaka, Kaede e una servente. Zenran ha 32 anni, Asaka 26, Kaede 18).

Zenran - Che state complottando contro di noi?

Muharagi - Siete voi che vi divertite alle nostra spalle...

Zenran - Se v'ho offeso, mi dispiace. Non volevo. Ma non dovevate fuggire cos. Ora, per punizione, dovrete bere un altro po' di sak. Hei, sak!

La Servente - Subito, signore. (Fa per andare).

Asaka - Per favore, non bere pi. Ti fa male... E' da ieri sera che non fai altro...

Zenran - Ti preoccupa tanto la mia salute? Sei una buona moglie, tu! (Ride ad alta voce) Beviamo un'altra tazza dinanzi all'incantevole vista del fiume! Le tue chiacchiere mi rattristano. (Alla servente) Svelta, presto! (La servente esce).

Asaka - Dovresti smettere. Per giunta, non lo desideri nemmeno!

Zenran - Chi lo dice? Berr e berr, fino a bruciare questo corpo! La fiamma della mia vita s'accende colsak! Quando si smorza, la solitudine insopportabile... Anche tu sei triste, Asaka... Su, allegra almeno oggi, sorridi!

Asaka - Non so essere diversa da come sono...

Zenran - Ma oggi no! Oggi dobbiamo dimenticare tutto, tutto! Dobbiamo essere felici, tanto felici, per forza! E dovremo credere che la vita bella, che tutta un'armonia! (Alzando la voce) Venite, il mondo un'armonia! Gli nomini vivono come fratelli, e la radice del male tagliata dal loro cuore! Sono tutti felici, tutti... Giocano come bambini! E il fiume scorre, scorre sereno e placido... (Rimane a fissare il cielo, fuori della veranda. La servente rientra con il sak, le tazze e del cibo) Andiamo, bevete, bevete tutti! (Versa il sak e ne offre alle gheisce).

Muhabaci - Oh, io non posso!

Sumino - Non ci resisto pi!

Zenran - No, dovete bere, bere... non importa quello che accadr! (Alzando la tazza) Scendi, liquido d'oro! Sei lo spirito della gioia disciolto per noi poveri uomini! (Beve) A chi dar la nuova coppa? (Guarda intorno nella stanza) A Kaede, alla piccola Kaede! (Le offre la tazza colma).

Kaede - Grazie, signore. (Prende la tazza e la tocca appena con le labbra, poi la poggia).

Zenran - Su, Kaede, canta qualcosa per noi...

Kaede - Le altre sanno canzoni molto pi belle...

Zenran - No, no, voglio che canti tu, ora, fu.

Sumino - Andiamo, Kaede.

Muharaci - Su, Kaede, canta.

Kaede - Se proprio volete... (Canta con voce infantile, mentre Asaka suona il samisen)Honascosto la lettera adorata tra i cespugli fioriti del giardino; la luna proprio ora si levata, e la rugiada le scende vicino... Per te le dolci lagrime, mio amore, cadono come quella sul mio cuore, e i miei pensieri nella notte nera volano a te.

Zenhan - Basta, basta!... (Come se il canto gli destasse sentimenti insostenibili) Come piccola la tua bocca!... E deve cantare per dei miserabili estranei... (Con le lagrime agli occhi) Bevi ancora. (Le porge una tazza).

Kaede - (respingendola) Grazie... (La servente esce).

Asaka - Zenran... Cos'hai oggi?

Zenban - Nulla.

Asaka - Lascia stare, oggi. Sei pallido. Ed io non sono allegra.

Zenran - Ti senti sola anche tu... (Fissa a lungo il volto di Asaka; poi le pone una mano siti capelli).

Asaka - Che fai...

Zenban - Una ciocca sviata.

Sumino - Siete peggio del solito, oggi...

Asaka - (guardando con affetto Zenran) Ti capisco, Zenran. E' per quel messaggero che hai mandato al tempio... Sei turbato...

Muhabaci - Ma a che pensate?

Zenran - (improvvisamente) Pensavo di riscattarti.

Muhabaci - (ridendo) Grazie mille! E poi?

Zenran --------------- - E poi, di sposarti. Vieni, vieni vicino a me. (La prende per la mano).

Muhabaci - Ma smettetela di far pazzie...

Zenran - Vieni, vieni...

Muharaci - (liberandosi dalla stretta di lui) Ma, Zenran Sama...

Zenban - Cara... (L'abbraccia).

Muharaci - Andiamo, lasciatemi... Lasciatemi, vi prego... (Cerca di svincolarsi) Quando fate cos, vi odio!

Zenran - (ridendo) Oh, che ragazza suscettibile! (Entra la servente).

La Servente - Yuien Sama chiede di voi.

Zenran - (lasciando la gheiscia, un po' tremante) Fatelo entrare... (Tutti tacciono. Entra Yuien).

Yuien - Scusatemi... (Colpito dall'aspetto dell'ambiente, esita un poco).

Zenran - Sono felice di vedervi. Vi aspettavo. Venite, venite. Non abbiate timore... Un bello spettacolo, no? (Ride).

Yuien - (sedendo) Devo ringraziarvi per l'altro giorno...

Zenran - Oh... Vi ho dato disturbo, facendovi Chiamare?

Yuien - No. Quando ho saputo che era un vostro messaggio, sono venuto con piacere. C' qualcosa che posso fare?

Zenhan - Nulla di particolare. Soltanto, io sono molto solo... e volevo vedervi, e parlare un poco con voi...

Yuien - Anch'io avevo desiderio di vedervi...

La Servente - (ponendo una tazza dinanzi a Yuien) Vi prego...

Yuien - (esitante) Non bevo, grazie.

La Servente - Soltanto uno...

Zenran - No, non forzarlo. Dobbiamo parlare... Lasciateci soli.

La Servente - S, signore. Andiamo, allora. (Tutte le gheisce e la servente escono).

Zenran - Ho vergogna di avervi fatto venire in questo posto... e di mostrarmi in questo stato...

Yuien - Non importa. Sono lieto d'esser venuto.

Zenban - Mi sentivo cos solo... Non c' nessuno che possa capirlo. Anche quando bevo il sak fino ad ubriacarmi, il mio cuore come morto. Da quando v'ho incontrato, ho sentito un trasporto verso di voi... Mi sembra che voi possiate ascoltare le mie parole, e comprenderle...

Yuien - Da quando vi ho lasciato, ho pensato sempre a voi. Perch gli altri vi giudicano tanto male? Non so capirlo. L'altro giorno, al convento, sono andato in collera perch dicevano ogni sorta di cose contro di voi. Non quello che voi pensate , ho detto.

Zenran - Che cosa dicevano...?

Yuien - Che siete un dissipatore, un distruttore... e che non credete ai nostri principi. Che siete un violento... tutto l'opposto di vostro padre.

Zenban - Non hanno torto. Io stesso sono condannato alla distruzione. E rientro completamente nel quadro che hanno fatto di me.

Yuien - Ma la vostra natura...

Zenban - No. Quando sono con voi, dimostro soltanto il lato buono del mio carattere; ma con gli altri...

Yuien - Eppure, credo che tutti gli altri sbaglino.

Zenran - (commosso) Nessuno mi ha mai parlato cos. Io... io non posso controllare il mio carattere. Forse sar colpa di quello che ho sofferto nel passato... Sapete, molto tempo che mio padre mi ha scacciato... (Yuien ascolta in silenzio) Gli ho recato ogni sorta di dolori... Deve odiarmi, ora...

Yuien - No, vi sbagliate. Voi non sapete il dolore del Maestro...

Zenran - Come vive, ora?

Yuien - Dalla mattina alla sera assorto nella meditazione e nella preghiera. Tempo fa stato indisposto, ma ora si rimesso. E' molto vecchio...

Zenran - Io vengo raramente a Kioto e... dato il mio stato... non so nulla di lui. So che non agisco come dovrei, ma non l'ho dimenticato. Abbiate cura di lui...

Yuien - Io sono sempre con lui...

Zenuan - Ed egli vi ama?

Yuien - Al di l di quanto io meriti.

Zenran - Tutti devono amarvi. Anche Kaede dice che vi ama. (Sorride).

Yuien - (arrossendo) Scherzate...

Zenran - Che pensate delle donne? Io ho piet di loro, e non posso fare a meno di amarle; specialmente quando sono con donne come queste... Nel mondo gli uomini si nascondono in forme attraenti, e non rivelano il loro vero cuore; io non amo accompagnarmi a persone cos abili, non voglio nascondere le mie debolezze e miei difetti. In un posto come questo, vedete, le persone condividono il peso delle loro miserie. Voi non sapete la sincerit e la profondit di questi rapporti. E poi, non posso fare a meno di cedere al sentimento che mi ispirano le donne; pi triste della rugiada d'autunno...

Yuien - In fondo al mio cuore, anch'io desidero provare questo sentimento... MaIo non so nulla delle donne... Nemmeno come comportarmi...

Zenran - (guardando Yuien con affetto) Voi siete puro... Io ho trascinato par tanto tempo la mia vita cos, ma so rispettare un uomo puro. Anche voi, per, difficilmente sfuggirete ai tormenti della passione. Ma non lo dico per tentarvi... (Ride).

Yuien - Tempo fa, parlai di queste cose col Maestro...

Zenran - E che disse mio padre?

Yuien - Che amare non male, ma si deve amare sinceramente e seriamente.

Zenran - Uhm...

Yuien - Vorrei chiedervi... Perch il Maestro vi scacci?

Zenran - Per aver amato... ingiustamente. No, io non so e fosse giusto o ingiusto. Io amai la moglie di un altro uomo.

Yuien - Oh...

Zenran - Ella mi amava prima di sposarsi. Gli altri me la portarono via. Ma io non potevo togliermi dal cuore l'amore per lei... e quel che accadde ne fu la conseguenza naturale. Inoltre, suo marito era anche mio parente. Cos io infransi la legge e venni messo al bando... Ma non so se l'amore che infrange la legge o la legge che infrange l'amore...!

YulEN - E la donna?

Zenran - Si ammal. Non vollero che io la vedessi. Infine mor, e nemmeno allora vollero farmela vedere.

Yuien - E suo marito?

Zenran - Pianse, mi odi. Ancora maledice nostri nomi. Ed io non posso pensarci... Era gentile... era buono... e gli volevo bene... Io non so a chi dare la colpa... perch certamente ho commesso un'azione cattiva; ma tutto qui? 0 non piuttosto da incolpare ladisarmonia della vita degli uomini... E se c' un Budda che ha fatto questo mondo, la colpa sua!

Yuien - Oh, Zenran Sama!

Zenran - Io non so... Io non posso credere pi a nulla. Nel mio tormento e nella mia ribellione, soltanto la donna mi appare come un fiore ardente... Stringendo il suo corpo, ho trovato il modo di dimenticare le mie pene. Gli uomini mi chiamano dissoluto: io accetto questo* nome.

Yuien - Davvero non so che cosa possa dirvi... Provo tanto dolore... Dev'essere insopportabile, per voi... Ma il Maestro dice che anche il pi grande dei peccatori sar salvato.

Zenran - Voi, voi e mio padre, che siete buoni e puri, potete crederlo... Io, ormai, non pi... Io ho visto troppi inganni, troppe bassezze... Mi sembrerebbe una soluzione troppo comoda, troppo facile. Per quanto spregevole io sia, non sono ancora arrivato al punto da continuare a commettere ogni sorta di peccati e poter pregare di essere salvato cos come sono... Preferirei che mi si dicesse: Sconta queste pene, e sarai salvo. Allora, forse, potrei sopportare qualsiasi condanna. Ma se questo impossibile, sar meglio lasciarmi al mio destino.

Yuien - Le vostre parole fanno male. Sotto di esse c' un grande dolore e una grande nobilt. Voi vi lasciate trasportare dalla vostra amarezza e dalla vostra ribellione, e giungete fino a calunniarvi, a degradarvi. Il peggiore dei peccati quello di soffocare il vero impulso della nostra anima. Non vi piacerebbe rivedere vostro padre?

Zenran - Oh, s... Ma non posso...

Yuien - Volete che glielo chieda?

Zenran - Grazie, ma sar meglio di no. Perch certamente non vorr vedermi.

Yuien - Eppure, nel suo cuore, egli lo desidera tanto... E' una vergogna che non possa avvenire! Che cosa lo impedisce? Io spezzer questo ostacolo! Non posso sopportarlo!

Zenran - Quell'ostacolo lo stesso che imped il nostro amore. E' tremendo... Io lo maledico, ma non ho la forza di infrangerlo!

Yuien - Sono i pregiudizi, la volont cieca e ostinata della societ... Anche nel tempio essa domina... Oh, perch gli uomini non sanno, non vogliono comprendersi...!

Zenran - Vedermi, non sarebbe che un danno per mio padre. La vendetta del mondo spietata. L'ho conosciuta fino dall'infanzia. Io non sono figlio della moglie di mio padre...

Yuien - (sorpreso) Non lo sapevo!...

Zenran - Mia madre era la figlia di un samurai di Inada. Quando mio padre viveva in Ecigo, sua moglie mor. Dopo lunghissimi pellegrinaggi per tutto il Paese, egli giunse ad Inada, e si ferm nella casa del padre di mia madre, dove venne ospitato. Visse poi in quella citt per quindici anni. Cos essi si amarono... ed io nacqui. Non d nessuna colpa a mio padre per questo. E' l'amore, e la tristezza del destino, suppongo.

Yuien - E vostra madre?

Zenran - Quando mio padre torn a Kioto, ella rimase ad Inada. Ora morta.

Yuien - Davvero, la vita in questo mondo ha un'infinita tristezza... (Entrambi rimangono in silenzio) Per oggi, devo andare.

Zenran - Oh, davvero? Sono stato felice con voi, oggi.

Yuien - Vorrei trattenermi ancora, ma sono uscito senza dir nulla al Maestro...

Zenran - Io vi ringrazio di ogni vostra parola.

Yuien - Torner presto.

Zenran - Tornate appena potete. Io sono sempre solo.

Yuien - Arrivederci. (Si alza, va verso la porta; poi, volgendosi) Se vostro padre volesse Vedervi, verreste?

Zenran - Verrei con gioia...

Yuien - Allora... Saynara.

Zenran - Saynara. (Yuien esce. Zenran rimane immoto per un momento, poi passeggia su e gi per la stanza. Infine si appoggia a una parete, assorto. Entra Asaka con una lanterna di seta; si ferma sulla porta, guardando Zenran che non si accorge di lei).

Asaka - Zenran...

Zenran - (volgendosi a lei) Asaka... Un padre e un figlio, divisi dall'opinione del mondo, si desiderano l'un l'altro. Il padre un santo, il figlio... disprezzato da tutti come un peccatore.

Asaka - Zenran, che dici...?

Zenran - Eppure, entrambi anelano di rivedersi. Ma se si incontreranno la pace che circonda il padre sar infranta, gli uomini si leveranno contro di lui con la calunnia e col sospetto. Che deve fare il figlio?

Asaka - (con voce tremante) Forse... meglio che non vada...

Zenran - E se il padre lo chiamasse? Se dicesse: Torna da me, figlio mio?

Asaka - (con dolore) Farebbe meglio a non andare...

Zenran - Lo so. (Si appoggia affranto alla parete).

Asaka - Zenran! Zenran! (Corre ad abbracciarlo).

Zenran - Io... io non so... Aiutami, Asaka!

Asaka - Devi essere forte... Anche allora, in quei giorni tremendi in cui fu deciso il destino della tua vita, provavi quello che provi ora. Le tue lagrime non sono ancora asciugate. Quando mi narrasti la tua storia, ed io la mia, piangemmo insieme. Poi tu dicesti: Sopporta le tue pene per amore della felicit degli altri... . Oh, com' duro per me ripeterti queste parole! (Piange).

Zenran - Hai ragione...

Asaka - Povero Zenran Sarna...

Zenran - S, vero. Devo essere forte. Cara... (La stringe a s).

TERZO QUADRO

La cella di Scinran. E' una stanza stretta, con un piccolo altare in un angolo; dei voli, scritti su pergamene arrotolate, vi sono appesi a lato. Presso il letto, un piccolo tavolo con un libro aperto e una lampada. Si distinguono, nel giardino, piante lussureggianti. E' la sera dello stesso giorno.

- (Scinran seduto sul letto, e parla con

Eiren e Chio).

Eiren - Allora, voi non lo riceverete, vero?

Scinran - (accennando col capo) No.

Chio - E' l'unica soluzione, anche per me.

Eiren - Le critiche sarebbero tremende...

Chio ------------------------- - E i nostri nemici ne approfitterebbero per ogni sorta di calunnie...

Eiren - Gi la condotta di alcuni discepoli non proprio esemplare. Si dice che uno di essi sia stato visto uscire da una certa casa da t in Kiya Maci...

Chio - Infatti... (Pausa) In verit, Maestro, si dice che Yuien vada spesso a trovare vostro figlio...

Scinran - Lo so. Bench Yuien non mi abbia ancora detto nulla.

Eiren - La condotta di Yuien molto strana... L'altro giorno, difendeva Zenran furiosamente...

Scinran - Gli parler.

Chio - Si dice che Zenran viva in continue orge ili una casa da t in Kiya Maci...

Scinran - E' un tormento, per me. E pi ancora mi duole che lo sia anche per voi...

Eiren - No, noi preghiamo soltanto che il vostro nome sia salvo.

Scinran - Ed io prego che non rechi danno agli altri. (Tutti tacciono per un momento).

Eiren - E' tempo per la funzione della sera. Dobbiamo andare. Perdonateci se vi abbiamo disturbato con un argomento tanto spiacevole...

Scinran - Oh, affatto...

Chio - Abbiate cura della vostra salute...

Scinran - Grazie.

Eiren - Torneremo pi tardi...

Chio - Non angustiatevi... (/ due sacerdoti escono. Scinran chiude gli occhi e medita. Entra un novizio).

Il Novizio - E' tardi. (Accende la lampada).

Scinran - Dov' Yuien?

Il Novizio - E' uscito dopo pranzo, ha detto che aveva da fare... Sarebbe tornato per la funzione della sera... Forse gi qui. Come vi sentite stasera, Maestro?

Scinran - Bene, grazie. Tu hai lavorato tutta stamattina. Devi essere stanco... Va a letto presto, ora.

Il Novizio - No, Maestro, non sono stanco. Se desiderate qualcosa, chiamatemi... (Esce).

Scinran - (si alza, avvicinandosi all'altare. Si ode la campana suonare per la funzione della sera) Naimj Amida Butsu! Namu Amida Butsu! (Chiude gli occhi. Entra Yuien).

Yuien - Sono appena tornato...

Scinran - Ah, sei qui...

Yuien - E' tardi?

Scinran - Dove sei stato?

Yuien - A Kiya Maci,

Scinran - Oh...

Yuien - Mi spiace di aver tardato... La vostra cena...?

Scinran - Gi fatta. Ho pensato di aspettarti, ma poi...

Yuien - E io non vi ho servito...

Scinran - Non importa. (Pausa) Anche tu hai gi mangiato...?

Yuien - Non ancora... Grazie, non desidero nulla...

Scinran - Non ti senti bene? Dovresti prendere qualcosa... (Fissa Yuien).

Yuien - No... Probabilmente ho camminato troppo in fretta. Pi tardi.

Scinran - Devi fare attenzione... Tu non sei troppo forte, per natura.

Yuien - Oh... Come vi sentite, stasera?

Scinran - Quasi del tutto bene.

Yuien - Ne sono lieto. Ma dovete avervi cura. L'autunno gi avanzato. Stamane sono andato in giardino a cogliere dei fiori per il Budda, ed erano tutti coperti di gelo. Molti erano gi appassiti.

Scinran - Tra poco gli alberi saranno spogli. Come mutano le stagioni...

Yuien - (ascolta) E' il rumore degli insetti, vero?

Scinran - S, come una pioggia continua...

Yuien - Ogni volta che li sento, torno a pensare alla mia casa. Quando viene l'autunno, gli insetti nella macchia vicina fanno un rumore incessante tutto il giorno. E quando cantava il grillo chiamato Krogi, mia madre mi prendeva per mano e mi diceva che il suo canto voleva dire: Cucite gli stracci, cucite gli stracci..., e io mi ricordo, provavo uno strano Benso di tristezza per l'avvicinarsi del freddo. Quando io sento questi grilli, ora, penso sempre a mia madre...

Scinran - Quanti anni sono che Okane San morta?

Yuien - Quest'inverno saranno sette.

Scinran - La sua scomparsa stata una grande perdita... Le madri come lei sono rare... E hai notizie di tuo padre?

Yuien - S, sta bene, ora. E' stato terribilmente solo dopo la morte della mamma e non desidera altro che indossare l'abito di sacerdote. Mi ha scritto che sta pensando di convertire in tempio la nostra vecchia casa e di porvi come immagine principale quella statuina dalla mano rotta che voi gli lasciaste come ricordo...

Scinran - Lo disse fin da allora.

Yuien - Mi ha scritto che il nome del tempio sar 11 tempio del cuscino di pietra , in memoria di quella notte di neve in cui voi dormiste sulla pietra, quando egli vi rifiut il riparo...

Scinran - Non l'ho pi visto da quella notte.

Yuien - Le vostre parole lo liberarono dalla sua angoscia. E nell'andarvene, mi stringeste nel vostro mantello...

Scinran - La via del destino profonda.

Yuien - (dopo una pausa) Maestro... Voi... mi amate?

Scinran - (con un lieve sorriso) E tu, cosa credi?

Yuien - S, s... (Improvvisamente rompe in lagrime) Voi mi amate come io non ho mai meritato... Io non potr mai dimenticarvi... Vorrei morire per voi...

Scinran - (ponendogli una mano sulla spalla) Yuien... Cos'hai? Perch sei cos emozionato...?

Yuien - La mia sola speranza il vostro amore... Vi scongiuro, perdonate vostro figlio... Permettetegli di vedervi... Zenran buono. E' un infelice. Il mondo s' accanito contro di lui, e lo ha reso quello che ... Ma egli vi ama. Oh, perdonatelo, ricevetelo. Io andr da lu e lo far venire subito...

Scinran - (cercando di dominare la sua emozione) Tu hai visto Zenran?

Yuien - S. Quando ho detto che sarei andato in Kiya Maci per degli affari, ho mentito. Zenran vive in Kiya Maci...

Scinran - E dove?

Yuien - (risolutamente) In una casa da t. Quando io sono entrato, beveva sak insieme a delle gheisce.

Scinran - E ti ha invitato in un posto simile?

Yuien - Non avrebbe voluto, ma l che egli vive, e non desiderava ingannarmi. Quando la servente voleva che anch'io bevessi del sak, le ha detto di non insistere. Poi, ha aggiunto che egli rispetta gli esseri puri.

Scinban - Perch ha voluto vederti?

Yuien - Perch solo. Zenran completamente sperduto, e mi ha fatto una pena indicibile vederlo seduto solo, in una confusione di coppe, di ceneriere e di samisen.

Scinran - La solitudine della vita umana non deve condurci all'abbrutimento con l'alcool e con le donne. Sono i deboli che cercano questi conforti, e non fanno che accrescere la propria solitudine. Si pu comprenderli, ma non giustificarli.

Yuien - Ma Zenran non vorrebbe vivere quella vita... Il suo tormento ve lo conduce, ma egli sempre profondamente infelice. Ascoltandolo, non ho trovato nessun motivo per condannarlo. E quando ho cercato di pensare di chi fosse la colpa della sua infelicit, i pi assurdi pensieri sono venuti alla mia mente. Una sola cosa ho sempre visto chiara: che Zenran deve essere perdonato.

Scinran - Anch'io ho piet di lui. Le sue scuse potranno essere buone, ma egli ha danneggiato le vite degli altri. Una povera donna morta, un uomo ha sofferto i pi grandi dolori, parecchie famiglie hanno perduto la pace. Tutto questo, per la sua debolezza. Ora ne sconta le conseguenze.

Yuien - Ma la colpa non solo di lui... E' l'ingiusta legge della societ, fuori della natura, fuori dell'ordine divino... Gli uomini e le donne che si amano dovrebbero unirsi... E' crudele accusare lui solo'.

Scinran - Anche la societ sconta le conseguenze di questa sua legge. La disarmona del mondo sorge dalla punizione che gli uomini ricevono per recarsi danno l'un l'altro... Se non vi fosse il Budda, probabilmente sarei io il primo a maledire questa vita. Ma cos, la Sua grazia si sente maggiormente, quanto pi profonda la nostra miseria...

Yuien - Zenran dice che non pu credere nella salvezza nel Budda...

Scinran - E perch?

Yuien - La sua spiegazione mi ha commosso. Dice che finch vive da peccatore, non avr mai la sfrontatezza di pregare di essere salvato cos come ... Preferirei essere punito - ha detto. - Io sono un essere condannato alla distruzione . E ha pianto.

Scinran - Se almeno fosse pi ragionevole'. Ma ribelle verso se stesso e verso gli altri...

Yuien - Oh, Maestro, perdonatelo! Non vostro figlio? Siete, severo soltanto con lui. Se non fosse vostro figlio, lo avreste gi perdonato. Una volta, Rioken commise una colpa gravissima, e voi lo perdonaste. E Yui-scin, l'anno scorso... Perch soltanto con Zenran?

Scinran - (combattuto) Ha detto che vorrebbe vedermi?

Yuien - Ha detto che sarebbe venuto con gioia...

Scinran - Ha molto rancore verso di me?

Yuien - No. Ha detto che vi ha fatto molto male... E mi ha chiesto con ansia vostre notizie. E' venuto a Kioto perch il suo cuore era attratto verso di voi...:

Scinran - Anch'io penso molto a lui. E quando a lui si aggiunge il ricordo di sua madre, quasi insopportabile... Sento che la sua infelicit colpa mia.

Yuien - Zenran mi ha parlato anche di questo...

Scinran - E che cosa ha detto?

Yuien - Che il destino doloroso della vita umana. E che egli non vi giudica n vi biasima.

Scinran - Sono stato debole. Mi sono fatto vincere dall'amore fervente di quella gentile fanciulla. Il mio cuore era come un deserto quando giunsi alla sua casa nel mio pellegrinaggio verso il nord... Come piangeva disperatamente quando io la lasciai per tornarmene a Kioto!

Yuien - Per amore di lei... Per le lagrime che anche voi avrete versato... perdonate Zenran Sama!

Scinran - Io l'ho gi perdonato...

Yuien - E allora, ricevetelo. Maestro, anche voi volete rivederlo...

Scinran - Anche io... Non passa giorno che non pensi a lui...

Yuien - Allora, Maestro...! Perch vi tanto difficile riceverlo? Non la cosa pi semplice...

Scinran - S, la cosa pi semplice. Se questo mondo fosse la Pura Terra , sarebbe la cosa pi spontanea e pi facile. Ma non cos. La tranquillit di molte persone legata a questa semplice cosa. Io non posso... Non debbo vederlo.

Yuien - Vi prego... Fate come se non fosse vostro figlio, ma un estraneo, che vi implora, che ha bisogno di voi!

Scinran - (penosamente) Oh, potessi farlo davvero! Cos dovrei... Cos vi insegno... Ma io non posso. Oh, se vorrei perdonarlo! Vorrei stringerlo al mio cuore, e dar la colpa agli altri, solo agli altri! Ma conosco la mia debolezza, e per questo mi difficile perdonarlo. Devo pensare alla famiglia di lei, a suo marito, alla famiglia di lui... a tutti quelli che maledicono Zenran...

Yuien - Ma io non capisco...

Scinban - E la maggior parte dei discepoli non vogliono che io lo riceva. Poco fa, Chio ed Eiren sono venuti a pregarmi di non vederlo.

Yuien , - Senza conoscere il vostro cuore!

Scinran - Hanno parlato per il mio bene.

Yuien - Non so come possano pensare cos.

Scinran - Pochi uomini sono sensibili come te

Yuien - Allora... Non lo riceverete?

Scinran - No.

Yuien - E che sar di lui? Che sar del suo avvenire ?

Scinran - E' questo che mi tortura. Ma tutto ci che mi permesso di fare per lui pregare. Senza vederlo, pregher per lui giorno e notte. Dir: Oh, Budda, salva la mia creatura! . Anche tu devi pregare per lui.

Yuien - Lo far. Ma quanta solitudine dev'essere nel vostro cuore!

Scinran - E' l'estrema prova dei nostri affetti...

Yuien - Io non potrei sopportarla. La vita umana troppo desolata...

Scinran - Vi sono cose ancora pi desolate. E anch'esse cadono, anch'esse si vincono. Quante ho dovutolasciarne dietro di me...! Cose mortali, perite! Cose caduche, cadete! E voi sole, verit eterne, indistruttibili, restate, restate... sole! Io voglio andare verso la fine solo con voi, stretto, aggrappato a voi! (Rimane fiso nel suo slancio di invocazione).

Yuien - Oh... Io ho paura... Ho paura...

Fine della prima parte

PARTE SECONDA

PRIMO QUADRO

Un angolo di un parco. Alti alberi gettano grandi ombre; in un prato, cespugli di rose selvatiche. Un sentiero attraversa il prato, uscendo da una macchia, e scorar pare tra gli alberi. E' una giornata d primavera, alcuni mesi dopo il quadro precedente.

- (Yuien siede sul ceppo di un albero).

Yuien - E' primavera... La terra sembra bere la luce del sole, e addolcirsi... La gioia scaturisce dai boccioli, da ogni fiore dei prati... (Si alza e cammina in su e in gi) Dovrebbe gi essere qui... (Guarda verso la macchia) Forse qualche ostacolo... Anch'io sono sgusciato a stento. (Rimane assorto, a riflettere; poi si scuote e riprende a camminare) Oh, non posso pensare a questo, ora! (Dal sentiero appare Kaede).

Kaede - Eccomi, Yuien! Hai aspettato?

Yuien - S, un tempo cos lungo...

Kaede - Non riuscivo a trovare un momento favorevole... Ma poi sono fuggita... (E' affannata).

Yuien - Il cuore mi doleva al pensiero che non potessi venire...

Kaede - Non sarei mai mancata... Ma dovr tornare presto...

Yuien - Sei appena arrivata e gi parli di andar via! Ho tanto desiderato di vederti...!

Kaede - (avvicinandoglisi) Anch'io, tanto...! (J suoi occhi si riempiono di lagrime. Entrambi tacciono per un momento).

Yuien - Sediamo qui... (Siede sul prato).

Kaede - (sedendo vicino a lui) Credi che ci vedranno?

Yuien - Non passa mai nessuno di qui... E poi, anche se ci vedessero? Non facciamo nulla di male...

Kaede - Avrei vergogna...

Yuien - Mi sembra un secolo che non ti ho vista! Quanti giorni sono passati dall'ultima volta...?

Kaede - Mezzo mese.

Yuien - E come stato lungo! Non ho fatto altro che pensare a te!

Kaede - E tu sei stato sempre nella mia mente. Avrei voluto volare fino a te.

Yuien - Quando dicevo le orazioni, nel tempio, il mio pensiero era assente, lontano, vicino a te... Le mie ore pi felici sono di sera, dopo la funzione, quando cammino solo nel giardino, pensando a te...

Kaede - Sei fortunato... Io, invece... Il giorno una continua tempesta, ed io non posso...

Yuien - Almeno fossimo insieme pi spesso!

Kaede - Se la sorella maggiore non avesse interceduto, nemmeno oggi avremmo potuto vederci...

Yuien - Come sta Asaka?

Kaede - Dopo la partenza di Zenran, i suoi giornisono tristi e solitari...

Yuien - E' stato per la sua gentilezza che ho potuto mandarti la mia lettera. L'avevo scritta, ed ero uscito portandola con me. Bench pensassi che era assolutamente impossibile incontrarti, i passi mi portarono verso Kiya Maci. Una luce e delle ombre si muovevano dietro una finestra... Forse eri l... Non potevo andar via... E Asaka usc. Le porsi la lettera in fretta e tornai al tempio.

Kaede - Quella sera, all'oscuro, ai piedi della scala, mi disse che aveva una bella cosa per me. Io alzai la lanterna e vidi la tua lettera! Ebbi una gioia! La lessi e la rilessi sillaba per sillaba. Non avrei mai voluto arrivare alla fine! Scrivi delle lettere cos belle! Io ho tanti pensieri, ma la mia penna non vuole scrivere...

Yuien - Perch non mi scrivi...?

Kaede - Io conosco solo poche parole... (arrossisce) e non so scrivere come te...

Yuien - Questo non importa. Se tu scriverai quello che nel tuo cuore, anche senza nessun ornamento, le tue lettere saranno sempre meravigliose...

Kaede - Se pensi cos ti scriver. (Riflette) No, impossibile. Come potrei mandarti le lettere?

Yuien - E' vero. Non puoi uscire... ed difficile trovare un messaggero...

Kaede - Non c' nessun modo...

Yuien - (dopo aver pensato) Verr io.

Kaede - Come puoi farlo?

Yuien - Tu scrivi e conserva la lettera. Io verr al balcone dietro l'angolo e fischier; tu allora scenderai dalla porta di dietro e mi darai la lettera.

Kaede - E cos potr anche vederti per un momento.., Ma se mi scoprono, sar terribile. La padrona arrabiatissima dei nostri incontri. Dice che se un uomo vuole divertirsi, deve entrare e pagare...

Yuien - Oh, se avessi del denaro!

Kaede - No! Tu sei l'unico uomo che io non tratto come un ospite . Preferirei morire, piuttosto che essere comprata col tuo denaro! (Le lagrime vengono ai suoiocchi).

Yuien - Tu sei infelice per causa mia...

Kaede - Non dirlo... E al tempio?

Yuien - Parecchi sospettano...

Kaede - E il Maestro?

Yuien - (turbato) Non sa nulla.

Kaede - Che cosa hai detto oggi, per uscire?

Yuien - Che sarei andato a Kurodani, sulla tomba di Honen Sama.

Kaede - Oh...

Yuien - Dover mentire al Maestro il mio pi grande

dolore...

Kaede - E sono io che ti costringo a questo...

Yuien - No, non sei tu.

Kaede - Perdonami...

Yuien - E' colpa mia. Dovrei dirgli la verit. Sono

l un vile.

Kaede - Ma se glielo dirai...

Yuien - Noi non facciamo nulla di male. Sopra tutto, dobbiamo avere fede in noi stessi,.. Capisci, Kaede? Non devi abbatterti...

Kaede - Ma tu sei un sacerdote, ed io... sono quellache sono...

Yuien - La nostra legge non proibisce di amare isacerdoti. Ed il Maestro insegna che una gheiscia non deve essere disprezzata soltanto perch tale... Se il suo amore sincero, senza macchia. E questo non pu dirsi per molte donne rispettabili... Ne io ti tratto come una gheiscia, n tu come un ospite . L'hai appena detto... e la mia gioia stata infinita. Tu sei para nel tuo cuore. Kaede... Io t'amo. (La serra accanto a s).

Kaede - Ma io... io... (Piange) Il mio corpo macchiato.... (Si copre il volto con il braccio).

Yuien - (abbracciandola) Kaede... Kaede!

Kaede - Io non sono degna di te! Tu sei puro come un gioiello... Io... Io posso sopportare il mio destino... Sono nata per quello... Mi ero gi rassegnata ad essere il giocattolo degli uomini per tutta la mia vita... Perch io sono debole. Ed ognuno mi tratta in tra modo che mi spinge sempre pi a rassegnarmi al mio destino... Sono una vittima del piacere, e gli altri sono dei diavoli che mi tormentano. Ma posso abituarmi... Tu... tu sei stato il primo che mi abbia trattato come una donna... come una fanciulla... Sei stato il primo che mi ha ricordato che anch'io sono un essere umano... E mi hai perfino detto che sono una creatura di Budda, anch'io... (Piange) Non avrei mai sognato che un uomo avrebbe potuto dirmi questo. Mi sembrato... che fossi un angelo venato dal cielo... I miei pensieri, le mie speranze di fanciulla a poco a poco sono ritornate... e allora... la gioia, la vita, l'amore che erano stati soffocati in me prima di nascere, sono sbocciati tutti insieme. La mia felicit mi ha fatto dimenticare la mia condizione. Ho sognato di un mondo che mi proibito... Ora... Capisco... Io... Io non devo macchiarti. Lasciami, ti scongiuro. Io... Io sono rassegnata. Non ti dimenticher mai in tutta la mia vita. Vivr per conservare la memoria del sogno felice che tu mi hai permesso di sognare...

Yuien - Non un sogno! Il nostro amore dovr diventare la pi vera delle realt! Per me... l'essenza di ogni bellezza, di ogni vita che esiste nella maest del cielo e della terra. Io vincer tutti i nemici. Ma anche tu devi essere forte. Quando io penso al nostro amore, i miei occhi si riempiono di lagrime. L'amore un pellegrinaggio, attraverso le lotte e le difficolt di questa vita... (Guarda a lungo negli occhi di Kaede, poi la stringe nelle sue braccia) So quello che tu provi. Anche per me stata un'agonia. Ma poi l'ho superata. Non una colpa. E' la tua disgrazia. E' la colpa degli altri! E' opera di demoni, e io li sfido!

Kaede - S, demoni, demoni senza cuore... Ogni notte vengono e compiono atti innominabili sopra di me...

Yuien - Su quel povero, piccolo corpo... Cos bello...!

Kaede - Yuien! Yuien!

Yuien - ; Bestie! Ma non pu essere cos, devo strapparti a loro! Sii forte. Tra non molto verr a liberarti,per sempre!

Kaede - Tanto mi ami,..!

Yuien - (abbracciandola disperatamente) Ti amo in eterno! Sei la mia vita.

Kaede --------------- - (stringendosi a lui) Devi amarmi sempre...

Yuien - Sempre, sempre! (Tacciono entrambi. Giungono voci di bambini che cantano e giocano; poi si allontanano ridendo).

Kaede - I bambini sono innocenti. Non hanno i nostri dolori... Anch'io vorrei tornare come loro... Ero felice, allora... Se mio padre fosse ancora in vita, forse non sarei quella che sono. E mia madre... Andavo ogni mattina, scalza, fino ad una piccola immagine in fondo al villaggio... Ma non guariva... Avevo solo quattordici anni quando la lasciai... In casa non c'era pi nulla. Mi dissero che a Kioto avrei trovato del lavoro... e invece... Mi obbligarono a cantare, a suonare il samisen... Quando non imparavo, mi battevano. Una volta, pensai di morire.

Yuien - Fino a questo...

Kaede - Rimasi ore ed ore in riva al fiume, a guardare l'acqua che scorreva... Se non fosse stato per la sorella maggiore , non avrei sopportato quei giorni...

Yuien - Asaka fu buona...

Kaede - Sempre. Ma gli altri... Mi forzarono a cose abominevoli...

Yuien - Non devi pi parlarne...

Kaede - Perdonami... Non ho nessun altro...

Yuien - Il mio tormento di non poterti dire che di aspettare, di aver pazienza, e fede. E' tutto quello che posso, ora. Ma tu non sei sola nel tuo dolore... Tu non devi morire... Morire male. Spesso pi difficile vivere, in questo mondo, che morire. Il Maestro dice che se riusciamo a vincere questi momenti della nostra vita, la fede pi grande sorger per noi...

Kaede - Anche per me...

Yuien - Anche per te, perch il tuo cuore puro.

Kaede - E Budda salver una donna disprezzata e contaminata come me?

Yuien - S. La Sua misericordia infinita...

Kaede - Da quando sono con te, a poco a poco ho ripreso a pregare per le cose belle e buone, e quasi... a credervi. Sento che posso sperare, che posso aver fiducia nell'amore che mi circonda.

Yuien - D'ora in poi, soltanto questi saranno i tuoi pensieri...

Kaede - Sei fortunato, tu... Ogni giorno siedi accanto al tuo nobile Maestro e ascolti le sue grandi parole. Io invece...

Yuien - Essere vicino al Maestro una grande fortuna, ma non credere che nel tempio tutto sia puro. Gli nomini spregevoli esistono dovunque. Non la veste che importa, ma il cuore... Io... io ti dir tutto quello che ho imparato... E non ti lascer a lungo dove sei!

Kaede - - Ti prego...

Yuien - Non ne hai bisogno

Kaede - Oh... Non so, ma improvvisamente mi sento felice...! (Guarda Yuien con amore) Tienimi sempre vicina a te, sempre...! (Yuien la accarezza. Si ode una campana. Ella si alza) Oh, devo andare...

Yuien - Ancora un po'...

Kaede - Se far tardi, la padrona...

Yuien - Solo un momento. Fino a che il sole andr via dietro quell'albero. Io non ti lascio...

Kaede - (tornando a sedere) E io non voglio... (Pausa).

Yuien - Kaede... (Ella lo guarda) Kaede! Kaede! Vorrei dire il tuo nome all'infinito...!

Kaede - Non ti lascer mai.Nemmeno dopo morta

Yuien - Quando penso a te, vorrei vivere per sempre.Eppure... L'amore, il destino e la morte hanno qualcosain comune che mi fa pensare all'eternit... (Pausa) Forsemorir giovane...

Kaede - No! Perch...

Yuien - Il mio corpo debole...

Kaede - No, Yuien, non devi... (Tacciono) Oh, il sole sceso dietro l'albero... (Si alza).

Yuien - (alzandosi anch'egli) Devi andare...?

Kaede - Devo...

Yuien - Quando ci rivedremo...?

Kaede - Non so... Te lo dir nella mia lettera...

Yuien - Presto...

Kaede - Tu verrai a prenderla?

Yuien - Certo. Fischier...

Kaede - Cosa farai ora, quando sarai al tempio?

Yuien - Andr alla funzione della sera...

Kaede - Ed io... Io canter... (Volgendosi di scatto) Saynara.

Yuien - Saynara. (Si abbracciano. Si dividono. Tornano ad abbracciarsi. Si dividono di nuovo. Kaede scompare dietro la macchia. Yuien guarda fisamente dietro di lei, poi siede sul ceppo e appoggia il capo contro il gomito).

SECONDO QUADRO

La stanza di Asaka, nella casa da t. E' decorata quasi all'antica ; una candela arde dinanzi ad una piccola im magine del Budda; da un attaccapanni pendono alcuni kimono; due samisen, uno dei quali nella sua custodia, sono sospesi a una parete. Una lanterna accesa presso una toletta con specchio; in un angolo, un braciere. Una balaustra guarda sul fiume.:

(E' la sera dello stesso giorno del quadro precedente. Asaka sta giocando alle carte dei fiori con Sumino e Muharagi. Al levarsi del sipario giocano in silenzio per alcuni minuti).

Smino - Ehi, il fior di melo! Se non stiamo attente, Asaka far le fronde di alloro!

Muharagi - Io, finora, non ho fatto un errore... Del resto, non ancora arrivata al crisantemo...

Asaka - Ci arriver.

Sumino - Ecco qui, un iris. E' gi il terzo, stasera...

Muharagi - Giochi bene, tu, eh?

Sumino - Non ho pi carte...

Asaka - Ed ecco il crisantemo.

Muharagi - Oh, che sfortuna! (Entra la servente).

La Servente - Sumino San... Vi vogliono nella saletta...

Sumino - Vengo subito. (A Muharagi) Manca poco a finire, no? Posso stare ancora un momento...

La Servente - Sono molto impazienti...

Muharagi - Farai meglio ad andare, altrimenti, sai, la padrona...

Sumino - Torner dopo, allora... (Esce con la servente).

Muharaci - Giochiamo ancora?

Asaka - No. E' la prima volta che vinco, ma... non mi faccio illusioni... Finirei col perdere tutto. (Pausa).

Muharagi - Non ti senti bene? Sei sempre cos triste, abbattuta.

Asaka - No, natura...

Muharaci - Sei anche dimagrita...

Asaka - Davvero?

Muharagi - Te la prendi troppo, tu... Fa come me.

- (Fa un gesto di indifferenza).

Asaka - Tutto cos misero, vile...

Muharagi - Hai ragione, ma se cominciamo a disperarci per le nostre miserie, finiremo col lamentarci ineterno...

Asaka - Gi...

Muharagi - Andiamo, fai venire la malinconia anche a me! Su, su... E' primavera! Le strade sono piene di gente allegra... Stasera, dietro la finestra, li sentivo parlare con gioia dei fiori di ciliegio... A proposito, Kaede non tornata ancora?

Asaka - No, non ancora...

Muharaci - Ma terribilmente in ritardo, non vero?

Asaka - Sar qui tra poco... E' ancora una bambina...

Muharagi - Beh, a dir la verit, non troppo... (Pausa) E intanto, la padrona su tutte le furie... Me lo hadetto poco fa.

Asaka - Che t'ha detto?

Muharagi - Che il modo di agire di Kaede sfacciato e provocante. Trascura i doveri della casa, tratta male gli ospiti , per darsi a quella specie di prete. Ed intollerabile che lui si diverta con una ragazza del mestiere senza pagare. Ha detto che anche tu...

Asaka - Che ha detto di me?

Muharagi - Che invece di impedire i loro incontri,li aiuti...

Asaka - Ah, s...

Muharagi - Gi, ed era arrabbiata sul serio, ti dico. Se non stai attenta, finir male...

Asaka - Bisogna vedere per chi...

Muharagi - Tu per la vizi troppo. La padrona diceva che l'orgoglio di Kaede tutta colpa tua, e in questo non ha tanto torto.

Asaka - Non vero.

Muharagi - Beh, ad ogni modo, faresti meglio adavvertirla.

Asaka - Lo far.

Muharagi - E non prendertela troppo! (Si alza) Torner dopo. Le carte dei fiori mi interessano, ma devoancora vestirmi.

Asaka - A pi tardi. (Muharagi esce, con un gesto di saluto. Asaka rimane seduta, guardando nel vuoto; poi si scuote, mette le carte in una scatola, si alla e va dinanzi allo specchio) Davvero sono pi magra... (Porta una mano alla guancia) Ma non c' da meravigliarsene... (Prende un pettine e comincia lentamente a pettinarsi. Kaede entra e rompe improvvisamente in lagrime alla vista di Asaka, che le si avvicina con affetto) Kaede! Che c', piccola...

Kaede - E' troppo, troppo! (Trema. Dai capelli lecade un pettinino).

Asaka - Ma che successo? Cos all'improvviso... (Le riaggiusta il pettinino) Dimmi... (La fa sedere accanto a lei, presso il braciere).

Kaede - (trattenendo le lagrime) La padrona... E' stata crudele, crudele! E' vero, sono venuta tardi, colpamia... Ma non doveva fino a quel punto, non doveva!

Asaka - Che cosa ha fatto?

Kaede - Mi ha aggredito con le parole pi cattive... Ma non importa, ci sono abituata, ormai... Ma quello che ha detto contro di lui stato insopportabile...

Asaka - Anche contro Yuien?

Kaede - Ha detto che un uomo che si diverte senza pagare un ladro. Allora, le ho risposto che lui puro come lei non pu nemmeno immaginare... Lei ha detto: Ah, rispondi pure, ora? . E mi ha battuta.

Asaka - Ti ha battuta?!

Kaede - S. Con tutta la sua forza. E ha detto che non potr uscire mai pi.

Asaka - E' un'infamia! Kaede cara... Io ti voglio bene, lo sai... Per ora non c' che da sopportare... Oh, ma che tristezza e che solitudine la rassegnazione!

Kaede - Asaka... Ti capisco, sai... (E' commossa) Senza di te, non so che sarebbe stato di me... Tu sei davvero la mia buona sorella... (Ambedue tacciono, poi Kaede si alza e va alla balaustra) Asaka, guarda... La luna sorge sull'Higasci Yama...

Asaka - (avvicinandosi a lei) E la montagna sembratutta luce...

Kaede - Come sono belle tutte quelle lampade sullariva del fiume...

Asaka - Ci sono tante persone sul ponte, vero?

Kaede - Quando guardo una scena come questa, provo una grande tenerezza per tutti... (Rimangono in silenzioa guardare. Poi)

Asaka - Dove vi siete incontrati, oggi?

Kaede - Nel parco.

Asaka - E sei stata felice? (Sorride).

Kaede - S. Ma il nostro dolore pi grande della nostra felicit, e abbiamo pianto...

Asaka - Perch?

Kaede - Quando siamo vicini diventiamo sempre tanto tristi. E Yuien si commuove facilmente...

Asaka - Perch capisce... ed buono... Di che parlate nei vostri incontri? (Sorride).

Kaede - (felice) Di tante cose...! Di quanto abbiamo desiderato rivederci, delle lettere, della nostra vita, del

futuro...

Asaka - E che dice, lui, del futuro?

Kaede - Che noi ci sposeremo... (Rapidamente) Io gli dico che non sono degna, che deve abbandonarmi, per la vita che faccio, ma lui risponde sempre che mi sposer, nonostante qualsiasi ostacolo. Dice che il mio non peccato, soltanto una grande sventura... Una volta ha detto perfino che anche se io avessi condotto volontariamente questa vita, mi avrebbe perdonata e mi avrebbe amata ugualmente...!

Asaka - Pochi uomini sono buoni e sinceri come lui...

Kaede - E' vero. Qualche volta i suoi discorsi divengono seri e solenni come dei sermoni, ma a me piace tanto di ascoltarli! Con il suo viso intenso e profondo mi parla di cose che io non intendo completamente, ma che sono cos piene di bellezza e di verit!

Asaka - (sorridendo) E cos, tra di voi non c' statoancora nulla?

Kaede - (seria) No, niente di quello che pensi.

Asaka - Davvero, non c' un altro uomo come lui in tutto il mondo... Ed ora, come farete ad incontrarvi?

Kaede - Non so. Ho tanta paura... Certamente la padrona non mi far pi uscire... E Yuien non pu venire qui... Ma ha detto che mi aiuter, e io ho tanta fede in lui...!

Asaka - (riflettendo) Ha qualche progetto?

Kaede - Non so... Mi sembra che conosca il mondo cos poco... Oh, Asaka, che sar di me?

Asaka - Non tormentarti, cara... Ora il problema pi importante quello di vedervi.

Kaede - Ci siamo accordati che egli verr dalla parte del fiume e mi far un segnale, io uscir dalla porta secondaria e ci scambieremo delle lettere. Se verremo sorpresi sar terribile, lo so, ma ad ogni modo potr vederlo, anche per un momento.

Asaka - E vuoi correre il rischio...

Kaede - Qualunque rischio...!

Asaka - Hai ragione. Il tuo spirito forte, e dovr esserlo sempre di pi. Il mio, invece... Se anche Zenran si fosse stretto fin dal principio alla donna che amava e avesse difeso contro tutti la sua felicit, non sarebbe caduto in tanto dolore... (Pausa) Non dovrai cedere, mai.

Kaede - Oh, resister con ogni forza. Anche Yuien, oggi, ha voluto che glielo giurassi. Ma tu mi aiuterai, non vero, Asaka?

Asaka - Far qualunque cosa per te.

Kaede - Non lo dimenticher mai. (/ suoi occhi si riempiono di lagrime).

Asaka - Mi sembra che tu sia davvero la mia sorellina...

Kaede - E tu, la mia sorella maggiore... Dammi la mano... (Stringe al seno la mano di Asaka) Oh, com' fredda...

Asaka - Non ho molto sangue... (Pausa).

Kaede - Hai notizie di Zenran?

Asaka - A volte.

Kaede - Che cosa dice?

Asaka - Che cerca disperatamente di aver fede, ma non riesce a credere, e il suo cuore desolato. Era venuto a Kioto per rivedere il padre, ma poi...

Kaede - Ed tornato a casa ancor pi addolorato...

Asaka - Oh, nessuno lo capiva... Soltanto Yuien... E da lui ha potuto avere il sollievo di conoscere i sentimenti di suo padre. Nel partire mi disse: Non tutti possono rimanere insieme, anche quando si amano. Ma pur divisi, noi pregheremo l'uno per la felicit dell'altro,.. .

Kaede - Zenran voleva molto bene a Yuien.

Asaka - E Yuien a lui. Quando il cuore sbaglia, non pu tornare mai pi come una volta. Per ricondurvelo, l'amore pi caldo e pi puro dovrebbe circondare per sempre quel cuore devastato...

Kaede - Vi siete molto amati, tu e lui, non vero?

Asaka - S.

Kaede - E allora, perch vi siete divisi cos?

Asaka - Oh, il nostro destino... e la solitudine della vita... Tu non puoi capire, ora.

Kaede - Ma tu pensi sempre a lui...

Asaka - E' vero...

Kaede - Ritorner a Kioto?

Asaka - Non so...

Kaede - Oh, cos triste...

Asaka - Ci sono abituata.

Kaede - A volte, mi sento come sperduta. (Entra la servente).

La Servente - Asaka San, vi vogliono. Venite presto. E anche voi, Kaede San, dovete prepararvi...

Asaka - Va bene, vengo. (La servente esce).

Kaede - Oh, io non voglio, non voglio!

Asaka - Ma dopo quello che successo stasera, non puoi... Vai, cara...

Kaede - E' vero... Non posso... Scusami... (Esce. Asaka rimane immota per un momento, poi fruga con l'attizzatoio fra le ceneri del braciere).

Asaka - Oh, il fuoco si " disperso prima che io me ne avvedessi... (Va alla toletta e siede, ritoccandosi il viso) Io non potr pi amare come Kaede... Anche le lagrime non scendono pi... Ogni speranza morta... e io vivo ancora... (Rimane curva in avanti, fisa a guardare la sua immagine nello specchio. Poi, improvvisamente, rialza il capo, disperata) Ma non c' nessuno che possa aiutarmi, nessuno?!...

TERZO QUADRO

La sala del convento, come nel primo quadro della parte prima. E' trascorso un mese dal quadro precedente.

(Dinanzi ad un altare, Eren, Chio e Rioken, prostrati, stanno per terminare le preghiere della sera).

I Sacerdoti - (salmodiando, insieme) Sciaka Mimi Butsu no ai ginnan kiu sci gi. Ai scio sciugo setsu ze issai siken nanscin sci o. Sciarihotsu kiu scio biku issai siken tennin asciura to mon Butsu sciosetsu kanki scin-giu sarai nai ko. (Campanello) Bussetsu Amida Rio. (Campanello) [1]

Eiren - Namu Amida Butsu.

I Sacerdoti - Namu Amida Butsu, Namu Amida Butsu, Namu Amida Butsu. (Si inchinano e rimangono in silenzio, in adorazione. Poi si alzano ed escono. La scena rimane vuota per un momento; entra il novizio e suona la campana della sera, poi esce. Entra Yuien, pallido e con il viso emaciato).

Yuien - La funzione gi finita. (Ascolta il suono della campana, che si ripete in lontananza) E la campana chiama per la cena dai quartieri pi lontani. (Si lascia cadere dinanzi all'altare) Oh, la pace fuggita dal mio cuore... Una volta il mio spirito era fragrante come l'incenso che sorgeva dal mio incensiere... Quante notti senza sonno, quanta miseria, quanta umiliazione... La padrona, oggi, mi ha trattato come l'ultimo degli uomini... E la mia figura miserevole e implorante lo meritava... (Piange.

Eiren , Chio e Rioken rientrano, avendo deposto i paramenti sacri. Yuien cerca di nascondere le me lagrime, si alza e fa per andare).

Eiren - Yuien...

Yuien - S... (Rimane immoto).

Eiren - Vorrei parlarti per un momento.

Chio - Abbiamo aspettato che tornassi...

Rioken - Sediamo... (Seggono tutti).

Yuien - C' qualcosa... di particolare?

Eiren - S. Ma che ti accade, Yuien? Il tuo viso ha un colore...

Chio - Gi... E la tua espressione... (Yuien tace).

Eiren - Dove sei stato, oggi?

Yuien - A Kiya Maci.

Eiren - E dove, in Kiya Maci? (Yuien non risponde).

Chio - E' da molto tempo che trascuri le funzioni.

Yuien - Sono cos dolente... (Le lagrime vengono ai suoi occhi).

Rioken - Devi stare attento...

Eiren - Bench tu sia ancora giovane...

Chio - No, i giovani pi degli altri devono essere devoti. Quando ero giovane studiavo e pregavo, continuamente, e non ho mai pensato di trascurare le funzioni.

Eiren - Se abbiamo taciuto fino ad oggi, non possiamo permettere che le cose continuino pi a lungo. Sarebbe innanzi tutto un disprezzo verso la legge. Yuien, oggi sei andato in una casa da t chiamata Matsunoia, in Kiya Maci. E' vero?

Chio - Da una gheiscia a nome Kaede, o qualcosa di simile.

Rioken - Vedi, sappiamo tutto, ormai. Le tue scuse, tutte le volte che uscivi, erano per incontrare quella donna...

Yuien - Mi dispiace...

Chio - Tutti i discepoli non parlano che di questo...

Rioken - Dicono che sei un uomo fortunato ad essere il preferito del Maestro e il favorito di una bella donna...

Chio - Gi, e dicono che ormai sei tu il vero superiore del convento...

Yuien - Ma vi burlate di me?

Chio - No, ci che dicono tutti. E non hai il diritto di approfittare cos della benevolenza del Maestro.

Rioken - Se fosse una donna per bene, pazienza! Ma una gheiscia! E un sacerdote! E' vergognoso!

Yuien - Anche se una gheiscia, una donna pura di cuore...

Chio - Il proverbio dice che non c' purezza n lealt in una cortigiana.

Yuien - Ma in lei, no, no!

Eiren - Tu sei giovane, e sei facile ad essere ingannato. Basta che lei ti prenda una mano e lasci cadere una lagrima, ed fatto!

Yuien - Io ho fede in lei. E non la tratto come una gheiscia, ma come una fanciulla...

Chio - Una strana fanciulla, in verit! Mentre noi stiamo qui parlando, probabilmente sar nelle braccia di qualche altro uomo!

Yuien - Lo so che il suo corpo contaminato, ma il suo cuore no!

Rioken - Quanti uomini hanno detto la stessa cosa! E quando si sono pentiti, era troppo tardi!

Yuien - Il Maestro dice che si giunge alla verit soltanto con l'esperienza. Ha detto perfino che la stessa fede come un'avventura!

Eiren - Vergognati, Yuien! Credi di poter paragonare la fede ai tuoi amoracci?

Chio - Cerchi di coprire la tua condotta Con le parole del Maestro. E' cos che ricambi il suo affetto?

Rioken - Dorresti confessare, invece, e chiedete scusa. Anche alle pazzie giovanili c' un limite!

Yuien - Voi disprezzate ingiustamente quella donna! E perch un uomo deve essere nobile soltanto perch un prete, e una donna ignobile soltanto perch una gheiscia? Anche il cuore di un prete pu essere impuro, e quello di una gheiscia pi puro del suo! Parole come le vostre hanno avvilito e condotto al male le donne!

Chio - Vuoi fare la predica tu, ora, a noi? (Sorride ironicamente).

Yuien - Voi siete incapaci di amare, e di capire! Un momento fa, quando vi accanivate contro di lei, la vostra espressione era malvagia! Quando lei, con le mani giunte e il viso in lagrime, mi ha confessato la sua vergogna, io l'ho vista come una santa! A volte, mi sento indegno io di lei!

Chio - Allora, faresti meglio ad adorare lei, invece del Budda!

Yuien - (alzandosi) Io devo andare. (Fa per uscire).

Chio - Come vuoi.

Eiren - No, non cos. Yuien, ti prego, aspetta. (Yuien torna a sedere) Non credi che ci che hai fatto sia male?

Yuien - Meno di quel che pensate...

Eiren - Io non ti parlo con severit, ma vorrei che tu considerassi...

Yuien - Il Maestro non ci ha proibito di amare...

Eiren - Ma non ha detto di amare una gheiscia...

Yuien - Ma ha detto che non giusto disprezzare una donna soltanto perch una gheiscia...

Eiren - Comunque, le relazioni tra uomo e donna dovrebbero avvenire secondo le regole ad matrimonio, e non in modo illecito...

Yuien - I nostri rapporti non sono quelli che voi supponete, tuttavia riconosco di aver sbagliato nel recarmi da lei in segreto. Ci non accadr pi. Ma, in questi giorni, non ho, fatto che pensare e non so pi quali siano le relazioni pi giuste tra gli nomini e le donne... A volte, mi domando perfino se le pi vere non siano quelle illecite...

Chio - E' incredibile!

Yuien - Io voglio sposarla.

Rioken - Quella gheiscia?!

Yuien - S! Ci siamo gi scambiati le promesse.

Chio - Ma un uomo che ragiona non pu...

Eiren - Se queste sono le tue decisioni, io ho vergogna per te. E' come se tu diventassi un apostata.

Rioken - Certamente la tentazione del demonio!

Eiren - Yuien, io ti parlo per l'ultima volta. Rifletti, ti prego. Io ti ho sempre dimostrato il mio affetto, credo. Ora sei eccitato, lo capisco, l'amore rende ciechi anche i pi saggi, ma non devi persistere e irrigidirtiin questo atteggiamento. Se tu hai bisogno di amare, non sar difficile trovare una ragazza di ottima famiglia, anzi, avrei gi in mente una persona, ma assolutamente al di fuori di qualsiasi ragione sposare una gheiscia che proviene da chiss dove. Tu sei tanto intelligente, e non riesci a vedere quanto siano giuste le nostre parole... Yuien, se tu persisterai in questa assurda decisione, io non potr pi tollerare la tua presenza nel tempio. O io o te dovremo andar via. Ma sono certo che tu non vorrai recarmi questo dolore...

Yuien - Io non posso abbandonarla. Ho considerato, ho riflettuto su tutto, ma non posso abbandonarla. Mi sembra di vivere ora per la prima volta! Ah, se voi sapeste quanto profondamente e sinceramente noi ci amiamo! Ella era gi rassegnata al suo triste destino, quando un'ancora di salvezza le stata gettata; lei l'ha stretta disperatamente, ed salita fino all'orlo dell'abisso in cui era caduta: ed ora che la felicit e la speranza sono apparse dinanzi ai suoi occhi, io dovrei tagliare improvvisamente quella corda e ricacciarla per sempre nell'oscurit? Come potrei! E come potrebbe una simile cosa esser gradita al cuore del Budda!? Io non posso farlo, non lo far mai!

Eiren - E' inutile discutere con te. Ma ti chiedo per l'ultima volta: sei deciso irrevocabilmente a non abbandonare quella donna?

Yuien - Irrevocabilmente.

Eiren - Allora, ci che deve accadere accadr. (Agli altri due) Non c' pi nulla da dire, andiamo. (Si alza, e gli altri con lui).

Yuien - Che cosa volete fare...?

Eiren - Il Maestro decider chi di noi due dovr lasciare il tempio.

Yuien - Oh, no, no, vi prego, un momento!

Eiren - E' inutile, ormai. (Fa per uscire, insieme con gli altri. Scinran entra, ed essi si fermano interdetti).

Scinran - Perch questo turbamento? Cos' accaduto?

Eiren - (dopo una pausa) Maestro, abbiamo chiuso gli occhi fino ad oggi, sperando che Yuien modificasse la sua condotta... Lo abbiamo consigliato con affetto, spiegandogli ci che il rispetto della legge e il bene della comunit imponevano, ma egli non vuole ascoltare ragione...

Chio - Crede perfino che il suo agire sia giusto...

Rioken - E dice di avere scambiato promesse di nozze con quella gheiscia.

Eiren - Io ho cercato di fargli vedere il suo errore, e di convincerlo ad abbandonarla, ma egli ha detto che irrevocabilmente intenzionato a non lasciarla. Ora, io non posso sopportare pi a lungo la vergogna di vivere nel tempio insieme a lui. Uno di noi dovr andar via. Stavamo appunto dirigendoci da voi, per pregarvi di decidere.

Scinran - E tu, Yuien...

Yuien - Oh, Maestro, io mi sento cos colpevole dinanzi a voi, che non posso dir nulla... Del resto, sarebbe inutile. Voi mi conoscete. Ascoltateli, e giudicatemi. Vi prego, vorrei ritirarmi... (Scinran lo guarda, poi annuisce e Yuien esce rapidamente).

Chio - Eiren non pu andar via. Ha vissuto cos a lungo fra di noi, e senza di lui...

Scinran - (immerso nei pensieri, sedendo) Oh, vi prego... E' tutta colpa mia...

I Sacerdoti - (insieme) Ma cosa dite?!

Scinran - Oh, s, l'unica cosa che vedo e che posso dire con certezza... (Interrompe i gesti di protesta dei tre sacerdoti, che seggono, attendendo le sue parole) In quanto al resto, non posso giudicare ci che male e ci che bene... Mi sembra che sia male, eppure non posso fare a meno di pensare che la natura umana... Io ho una grande responsabilit per quello che accaduto. Mentre ascoltavo le vostre parole contro Yuien, mi sembrava che una mia colpa venisse condannata. In primo luogo, io non ho nessuna convinzione assoluta sul giusto e sull'ingiusto nei rapporti tra uomo e donna. Quando ho visto la grande solitudine di Yuien, ho ricordato i sentimenti dei giorni della mia giovent, ed ho compreso i suoi. Gli dissi che l'amore era congiunto al peccato, ma quale effetto poteva avere questo ammonimento sul cuore ansioso e solitario di Yuien? Egli avr certamente ricordato le altre mie parole: Se devi amare, ama profondamente e con tutto il tuo cuore . Oh, io sono colpevole quanto lui... Non posso giudicarlo...

Eiren - Voi avete troppi scrupoli. Non gli avete detto di amare, avete semplicemente mancato di proibirgli di amare; e, soprattutto, non gli avete detto di mantenere segreti rapporti d'amore con una gheiscia. Egli ha interpretato le vostre parole come pi gli conveniva...

Scinran - Eppure, non tutto qui...

Chio - Considerando le cose in questo modo, vi chiamerete responsabile di tutto ci che accade...

Scinran - E infatti tutti lo siamo, a ben considerare. Alcuni santi hanno detto: Se c' un solo peccatore nel mondo, la responsabilit tutta mia .

Chio - Cos, arriveremo a dire che Yuien non ha colpa?!

Scinran - No, anche Yuien ha colpa. Ma chi di noi senza colpa? Con questo, non voglio dire di scusarlo. Tutto ci che reca danno agli altri ed a noi stessi riprovevole.

Eiren - Tutti gli uomini commettono errori, ma poi si pentono e si correggono. Yuien, invece, non solo non si pente, ma persiste nel suo errore, coscientemente, e dichiara di non volersi correggere. Questo non pi sopportabile. Fino ad oggi io ho sempre lavorato per il bene della comunit e fortunatamente questa ha sempre prosperato. Ma l'autorit della legge comincia a declinare. Io ho gi perduto il mio potere di controllo sui discepoli. Io ho vergogna di vivere insieme con Yuien. Se egli rimarr, vi prego di permettermi di andare.

Scinran - Tu non puoi abbandonarci. So bene quanto hai lavorato per noi. Hai diviso con me gioie e dolori fino a oggi, e devi aiutarmi fino alla fine...

Eiren - Io vorrei rimanere per sempre...

Chio - E allora Yuien andr via, vero?

Rioken - Naturalmente...

Scinran - No, io non posso mandar via Yuien, nemmeno... (/ tre sacerdoti lo guardano sorpresi) Voi dite che Yuien, essendo colpevole, deve essere scacciato dal tempio. Io credo che, se egli veramente colpevole, questa sia una ragione di pi per non scacciarlo. Se Yuien, infatti, ha errato anche vivendo in mezzo al nostroamore e alla nostra protezione, che sar di lu se rimarr solo nel mondo? Altre ragioni potranno essere valide, ma la sua colpa, no. Almeno, non in questo tempio. Eiren , non ti ricordi quando tu ed io, tanti anni fa, ne gettammo le basi?

Eiren - Oh, lo ricordo...

Scinran - I nostri cuori tremavano di gioia. Grazie a te, potemmo raccogliere le prime offerte, e fosti tu a scegliere questo luogo...

Eiren - E la felicit del giorno in cui coprimmo il tetto!

Scinran - Quel giorno io e te ci inginocchiammo dinanzi al Budda e giurammo di seguire i nostri cinque principi fondamentali. Ricordi il primo?

Eiren - Nessuno di noi senza colpa .

Scinran - Esattamente. E il secondo?

Eiren - Noi non giudicheremo alcun essere umano .

Scinran - E allora, applichiamo anche a lui i nostri princpi. E' impossibile determinare con certezza ci che bene e ci che male, occorrerebbe la saggezza del Budda. Io non ho alcuna nozione di queste due parole, bene e male . Se Yuien ha peccato, il Budda lo giudicher. (I tre sacerdoti rimangono in silenzio).

Chio - Ma la sua colpa troppo grave!

Scinran - Noi dobbiamo perdonare, non giudicare. E' cos che il Budda perdona noi stessi. E non dobbiamo provare odio per alcuno. So che non facile, ma non bisogna abbandonarsi all'ira. Quando si imprudenti con il fuoco, l'incendio divampa. Chiudete i vostri occhi, non giudicate i vostri antagonisti, pregate soltanto: Namu Amida Butsu - Salvaci, Amida Budda .

Chio - Non cosa facile...

Scinran - Lo so, ma la pi nobile di tutte. E la pi saggia.

Eiren - Forse, ho avuto torto. Qualunque cosa Yuien abbia fatto, era mio dovere perdonarlo, per quanto penoso avrebbe potuto essere... Ma l'orgoglio e l'egoismo mi hanno sopraffatto, senza che io me ne accorgessi...

Scinran - Allora, lo perdoni?

Eiren - S, lo perdono. (E' commosso).

Chio - Io non dico pi nulla.

Rioken - E lo perdono anch'io...

Scinran - E' una gran gioia per me sentire queste parole. Gli uomini sono infelici perch le loro vite sono destinate a finire; facciamo, almeno, che non si abbia ad esclamare con rimpianto: Oh, l'avessi perdonato, allora! .

Eiren - E' vero... Dopo le ingiurie, il cuore triste...

Scinran - E la visione della Pura Terra sorge dentro di noi, quando si perdonato...

Chio - E ora, che farete con Yuien?

Scinran - Lo ammonir, severamente. Ma ora che vi siete riconciliati, voglio dirvi che anche nei vostri pensieri ho trovato qualcosa di ingiusto. Per esempio, non avete mai pensato al destino di quella donna? Non giusto disprezzarla, soltanto, e abbandonarla. Non forse lei la pi infelice di tutti? Una volta, quando Honen Scionin si ferm presso Muro, una gheiscia venne da lui e gli chiese che le parlasse della Verit. Con quanta gentilezza egli soddisfece il suo desiderio! Ed ella pianse, ed and via felice. E uno dei discepoli di Osciakafu amato da una gheiscia, la quale, tempo dopo, entr anch'essa in convento. L'affinit un mistero. Voi dovete pensare anche al bene di lei, e pregare per lei. In quanto a Yuien, gli parler io. Vi prego, andate e mandatelo da me.

Eiren - Certo, lo chiameremo subito. (I tre sacerdoti escono. Scinran sospira).

Scinran - Poveri compagni! Ognuno ha la sua pena da portare... (Pausa. Una rana gracida in lontananza. Scinran riflette) Davvero questa una vecchia, la pi vecchia delle storie... (Rimane assorto. Yuien entra e gli si getta alle ginocchia, piangendo. Scinran lo rialza, con affetto, e lo fa sedere) Non piangere, Yuien. Io ti capisco...

Yuien - Vi ho mentito, ho agito di nascosto... Fate di me quel che volete, sono pronto a ricevere la vostra punizione, la merito.

Scinran - Io non,voglio giudicarti. Io pregher soltanto il Budda per te...

Yuien - Oh, condannatemi, battetemi...

Scinran - Il Budda perdona, io credo... Approfondisci con la gratitudine il sentimento che ti fa proclamare colpevole...

Yuien - Poco fa, Eiren , sull'ingresso, il vecchio Eiren , ha stretto la mia mano, e mi ha chiesto perdono... Non ho potuto reggere... Io, prima, lo avevo odiato...

Scinran - E' un vecchio buono e leale.,.

Yuien - Per colpa mia stata distrutta la pace di tutti voi... E non posso nemmeno rasserenare lo spirito di Eiren ... Mi ha guardato fissamente, con le lagrime agli occhi, attendendo da me una parola che lo rassicurasse. Il mio cuore anelava di perdono, ma io non ho fatto altro che ricambiare la sua stretta, e non ho detto nulla. Non potevo.

Scinran - Soltanto, la preghiera potr illuminarti... Vieni, calma il tuo cuore... (Scinran guarda intensamente Yuien) Sei affranto...

Yuien - Per tante notti non ho potuto dormire. Un peso mi tortura...

Scinran - E' il peso dell'amore... Ma devi rivolgere anche quello verso il Budda. Tu non puoi dirigere da solo il corso dell'amore...

Yuien - Ed possibile che questo amore rimanga insoddisfatto? Oh, non posso crederlo! Noi abbiamo giurato tante volte che se anche il cielo e la terra crollassero, il nostro amore non finirebbe mai!

Scinran - Gi, nemmeno tra una miriade di anni! E dice questo un uomo, che non pu conoscere neppure il suo domani! Non capisci che i voti eterni e i giuramenti sono impossibili? (Indicando il giardino) Chi pu affermare che quei fiori di ciliegio, che ora sono nella gloria del loro splendore, non saranno abbattuti nella notte da un'improvvisa tempesta?

Yuien - Ma come potrebbe disperdersi il mio amore? Vorrei perdere la vita, piuttosto!

Scinran - Innumerevoli innamorali hanno detto queste parole. Ma le loro braccia si sono levate deboli contro il fato.

Yuien - Oh, aiutatemi, aiutatemi voi!

Scinran - Io non posso che pregare per te. Che il tuo amore sia perfetto. E anche tu, non puoi che pregare, e dire: Se questo il nostro destino, fate che passiamo unirci .

Yuien - E se non fosse il nostro destino?

Scinran - Non potreste essere uniti.

Yuien - Non posso pensarci, un pensiero intollerabile, assurdo!

Scinran - Se per la saggezza del Budda giusto, non pi assurdo. Ogni creatura trova il suo destino nei , disegni del suo creatore.

Yuien - Oh, vorrei che il mio amore fosse puro e in armonia col volere del Budda! Chi avrebbe mai pensato che il nostro amore avrebbe potuto recarci tanto dolore?

Scinran - Cos l'amore degli uomini...

Yuien - (in angoscia) Che dovr fare, allora?!

Scinkan - Devi pregare: Oh, Budda, fa che il mio amore non si muti in dolore, per lei o per alcun altro e fa che il mio tormento non mi allontani dalla verit .

Yuien - (in una slancio) Se cos hai destinato, fa che le nostre vite siano unite, per sempre...

Scinran - Oh, s, prega con queste parole, e con tutto il tuo cuore, che la tua preghiera possa avverarsi. (Yuien non dice nulla, e la sua emozione va sempre crescendo, finche egli rompe in singhiozzi) Il Budda sa tutto, e la sua misericordia infinita... Egli conosce la pena del tuo cuore, e il tuo dolore. Egli ha tracciato la tua via, egli ti condurr lungo di essa... Il tuo destino gi segnato, preghiamo affinch ti si riveli nella gioia... Al tuo cuore; ed anche al mio, Yuien... (Si inginocchia) Oh Budda, fa che sia felice l'amore di queste due povere creature! Namu Amida Butsu, Namu Amida Butsu...

Fine della seconda parte

EPILOGO

La scena composta dalla cella di Scinran, presso a poco la stessa del terzo quadro della parte prima, e da un esterno. La cella a sinistra; sul letto, assopito., giace il Maestro, morente. Attorno a lui sono degli antichi paraventi, finemente dipinti; su di un tavolinetto intarsiato, dei libri e delle medicine. A destra, l'esterno rappresenta il giardino del convento; nel fondo, un muro con un cancello; un viale si perde dietro il raccordo con la scena di interno. Oltre il muro di fondo si staglia, slanciata e mistica, la sommit del tempio. Sono trascorsi quindici anni dal quadro precedente. E' il tramonto.

(La cella di Scinran fiocamente illuminata da una lampada. Una figura, di cui non si distingue il volto, seduta presso di lui. E' Kaede. Un lungo silenzio al levarsi del sipario, poi delle voci di bimbi giungono dall'esterno, gioiose. Una pausa, quindi si vengono avvicinando; ora hanno il tono di una lite. Poco dopo, Olone e Osuma, le due bambine di Kaede e di Yuien, di nove e di sette anni, entrano in scena inseguendo una palla).

Osuma - (prendendo la palla) E' mia, mia, tu hai sbagliato.

Otone - Non importa, la voglio ancora, un'altra volta. Dammela.

Osuma - No, no, mia, ora!

Otone - E io la voglio. Dammela. (Fa cadere bruscamente la palla di mano alla sorella, la prende e comincia a giocare da sola) Bevi un bicchiere, Cioruku San, bevine due, Cioruku San, e quando il terzo hai mandato gi...

Osuma - (cercando di riprendersi la palla) Tocca a me, ora, tocca a me! Sei cattiva, cattiva!

Oione - Stai ferma, mi fai sbagliare! (Ricominciando) Bevi un bicchiere, Cioruku San... .

Osuma - Oh, sei cattiva! Era mia! (Piange).

Otone - (smette di giocare e porge la palla alla sorella) Andiamo, prendila. Subito a piangere!

Osuma - Non la voglio! Non la voglio pi! (Continua a piangere. Kaede si alza ed esce).

Kaede - Che cosa c', bambine?

Osuma - (indicando la sorella) E' lei, lei. Non vuol darmi la palla!

Otone - Ma tieni! Sei tu che non vuoi prenderla! ,

Kaede - Buone, buone, bambine, non gridate, oggi.

Otone - Mamma, tu piangi?

Osuma - Mamma, perch...? (Si stringe a lei).

Kaede - Il Maestro tanto malato... Anche gli uccelli, oggi, volano bassi, e non osano cantare... Andate, care, tardi... Siate buone, andate... (Le accarezza. Le bambine escono. Kaede guarda il sole che tramonta, desolata. Dal viale entra un palanchino, seguito da Yuien, che lo accompagna fino al cancello).

Yuien - (ai portatori) Fate attenzione... (Il palanchino esce. Yuien rimane muto, abbattuto).

Kaede - (avvicinandoglisi) Che cosa ha detto il medico?

Yuien - (dopo un silenzio, con disperazione) Dunque l'umanit deve perdere il pi grande dei suoi figli?

Kaede - Non c' speranza...?

Yuien - La diagnosi del dottore mandato da Tacibana la stessa del medico di crte. Oggi o domani...

Kaede - Oh, se potessi prendere il suo posto!

Yuien - L'ho pensato anch'io migliaia di volte... Ma egli dice che il Budda lo ha chiamato...

Kaede - Anche le nuvole nel cielo sembrano tristi... Il sole quasi comparso... Yuien, c' un pensiero che mi tormenta.,

Yuien - Zenran?

Kaede - S. Dev'essere vicino a suo padre, prima che venga la fine. Se dovesse spegnersi senza avergli detto una parola di perdono, sarebbe tremendo.

Yuien - E' vero. Ho mandato in gran fretta un messaggero ad Inada, e ormai dovrebbe arrivare da un momento all'altro. Ho anche informato tutti i discepoli lontani.

Kaede - Devi dirlo anche a lui. A te non potr negarlo.

Yuien - S. Certamente anch'egli lo desidera nel suo cuore.

Kaede - Certamente. Vengo anch'io... (Entrano nella cella. All'esterno, il sole tramonta e la scena diviene oscura. Dopo una pausa di silenzio, Scinran si muove nel suo letto) Si desta.

Scinkan - (apre gli occhi e rialza il capo) M' sembrato come se un'ombra fredda gravasse sulla mia anima... Il sole impallidisce, e la voce solitaria del vento... (Chiude gli occhi) Kaede, accendi un'altra lampada... (Kaede eseguisce. Scinran riapre gli occhi) Non ho forse atteso quest'ora, in tutti i lunghi anni della mia vita? Eppure, qualcosa in me teme ancora la morte. II mio cuore si oppone al destino. Desidero forse ancora di vivere? Ma che speranza pu esserci pi in questo mondo per un uomo cos vecchio e sfinito? Com' ostinata la forza delle passioni... Per tutta la mia vita ho accettato il mio destino con umilt e con amore. Ho combattuto contro il mio cuore che si ribellava contro di esso. Devo continuare questa lotta fino alla tomba. Non sar lunga, ormai. Un bravo guerriero ha combattuto il, male di una vita intera.

Yuien - Come vi sentite...?

Scinban - Oh, l'ora, (Yuien vorrebbe dire qualcosa, ma egli lo fa tacere) Non devo cercare di sfuggire l'inevitabile. La mia missione nel mondo finita. (Kaede piange, poi tace) Yuien, prega per me in quest'ultima ora. Il mio cuore deve rimanere fermo. Voglio morire con un cuore puro come la luna chiara che passa per il cielo. (Pausa) Ho fatto un sogno. La Pura Terra , splendida di maest e di bellezza, apparsa dinanzi ai miei occhi. E il mio cuore si riempito di una misteriosa gioia.

Kaede - Non vi affaticate. Volete bere?

Scinran - S, grazie. (.Kaede gli versa dell'acqua e gliela porge) Il dolore del corpo turba lo spirito dell'uomo. E' il peggior male diretto della terra. Nello sforzo per evitarlo, molti uomini giungono a perdere la pace del loro spirito. Anch'io, ora, ho paura del momento supremo. Ma devo vincere la mia paura, e sostenere quest'ultimo fardello. (Pausa) Yuien, ricordi? Quante lotte, quante vittorie, insieme... E tu, Kaede? Quanto hai sofferto nella tua vita... Gli uomini non volevano il vostro amore, lo giudicavano impuro... Ma il Budda vede dove l'uomo cieco, e i vostri voti si sono compiuti... Voglio lasciare questa vita senza che alcuna traccia d'odio rimanga dietro a me; voglio dire il mio ultimo addio agli uomini, pensando che sono stati tutti buoni con me, e pregando per la loro felicit.

Yuien - (scambiando uno sguardo con Kaede) Allora, Maestro, perdonate Zenran?

Scinban - Io gli ho gi perdonato.

Yuien - Glielo direte con le vostre labbra? Oh, vi prego, ricevetelo ora, se ne, dopo, il suo dolore non avr mai fine. .

Scinran - Far come tu vuoi.

Yuien - Sono felice... (Si inginocchia accanto a lui, gli bacia la mano e le lagrime gli scendono per il viso) Ho gi mandato a chiamarlo. Tra poco sar qui.

Scinran - Dove abita, ora?

Yuien - Vicino a Inada.

Scinran - E crede in Budda?

Yuien - (cercando di nascondere il suo disagio) S. Sembra che la sua vita sia molto pi serena...

Kaede - Che gioia avr Zenran! Oh, ma dev'essere soltanto ora...

Scinban - Non rattristarti. Prega. Nel mio cuore discende una gran pace. Siate calmi. Io voglio entrare nel mio lungo sonno senza alcun turbamento. Sento come se la mia anima, in un vago desiderio, venisse sollevata nel mondo di l, mentre essa piange. Un sereno splendore e un sentimento placido vengono a me come una benedizione. Yuien. Avvicinati, che io possa vedere meglio il tuo caro viso fedele... Prendi il mio rosario da sotto al cuscino... (Yuien eseguisce) Tienilo come mio ricordo. L'ho sempre portato con me. E' un dono di Honen Scio-nin. La protezione di tutti i Budda dei tre mondi racchiusa nei suoi grani. Io pregher per te nella Pura Terra ,. Ti ho lasciato la cura del tempio nell'avvenire.Pregando il Budda, cerca di risolvere in pace ogni questione, in accordo con tutti. In questo mondo gli uomini infelici sono innumerevoli. Non stancarti di amarli. Ed innalza la gloria del Budda.

Yuien - Non preoccupatevi dell'avvenire. Bench indegno di questo grande compito, io mi unir agli altri e cercheremo insieme la comune prosperit. Il Budda ci aiuter. Quello che voi avete seminato, ha gi dato in ogni terra frutti meravigliosi...

Scinban - Ora sorto in me come un anelito per un mondo lontano... Budda misericordioso mi attira a s. Dimmi, fuori spira una brezza leggera?

Yuien - S. Il sole tramontato in un incendio di luce.

Scinran - Chiama i compagni. Voglio salutarli tutti.

Kaede - Vado io. (Esce).

Yuien - Oh, Maestro! Vorrei avere io la vostra calma!

Scinran - Un cero. Un cero sull'altare. Namu Amida Butsu. Namu Amida Butsu. (Rimane in adorazione. Yuien china il capa, in uno sforzo violento per reprimere la sua emozione. Quindi lo rialza, estremamente supplichevole, nella preghiera. Fuori, la luna sorta. Rioken e il novizio dei quadri precedenti, ora sacerdote anch'egli, entrano dal viale con delle lanterne di carta e si dirigono al cancello, per accogliere i discepoli e i visitatori che devono arrivare).

Rioken - Guarda che strano colore ha la luna stasera...

Il Novizio - Alla morte dei santi, prodigi appaiono nei cieli...

Rioken - Ieri i corvi hanno gridato sul tetto del convento con le voci pi tristi del mondo.

Il Novizio - Anche gli animali e gli alberi e le piante lamentano la perdita di un santo.

Rioken - Quasi tutti i discepoli sono arrivati, ormai. Non ne rimangono che pochi...

Il Novizio - La fine non lontana, io credo. Ecco, un altro palanchino. (Un palanchino entra dal cancello).

Primo Portatore - Sescimbo Sama arriva da Totomi.

Rioken - Andate, andate. Gli altri sono nel salone. (Il palanchino esce dal viale. Entra Kaede).

Kaede - Zenran Sama non ancora arrivato?

Rioken - Non ancora. Come sta il Maestro?

Kaede - La fine ormai venuta. Ha mandato a chiamare tutti i discepoli intorno a se. Andate anche voi. (Guardando il cielo) Che strano colore ha la luna stasera!

Il Novizio - E' il tempo della bassa marea. Ah, un altro palanchino che viene. (Giunge un altro palanchino. Kaede l'osserva attentamente).

Secondo Portatore - Kencibo Sama arriva da Takata.

Rioken - Affrettatevi. La fine ormai venuta. (Il palanchino esce per il viale) Andiamo anche noi. Venite?

Kaede - Voglio attendere Zenran. Non pu tardare, non deve! (/ due sacerdoti si ritirano. La cella di Scinran va lentamente riempiendosi di discepoli, che entrano introdotti da Yuien, si inchinano e baciano la veste del Maestro, che sorride a ciascuno. Kaede cammina nervosamente per il giardino. Infine, una lanterna si avvicina da lontano, quindi entra in scena un palanchino) E' Zenran Sama?

Terzo Portatore - iS, Zenran Sama di Inada. (Zenran esce dal palanchino).

Kaede - Zenran Sama!

Zenban - Oh, Kaede...! Mio padre... Come...

Kaede - La fine ormai venuta.

Zenran - Oh! (Vacilla).

Kaede - Vi aspetta impazientemente. Ha ritirato ogni suo atto contro di voi.

Zenran - Acconsente a vedermi?

Kaede - Ha detto che vuole dirvi egli stesso che vi perdona e poi morire. (Zenran fa per correre verso l'interno) Un momento... Credete in Budda?

Zenran - Io non so nulla.

Kaede - Vostro padre gravemente turbato per questo. Ve lo domander certamente.

Zenran - Io non posso credere in nulla.

Kaede - Vi prego, dite ugualmente che credete. Ditelo. Per placare il cuore di vostro padre.

Zenran - Ma io...

Kaede - Vi prego, date pace al cuore di chi sta per lasciare questo mondo... (Zenran tace) Andiamo. (Escono per il viale. Il palanchino li segue. Nella cella di Scinran entra il vecchio Eiren ),

Eiren - (avvicinandosi a Scinran) Sono io, Eiren ...

Scinran - Eiren ... sono felice che tu sia qui.

Eiren - Non potr mai dimenticarvi. La nostra intimit stata cos pura e profonda...

Scinran - Ci incontreremo ancora per non separarci mai pi...

Eiren - Oh, s, ed io verr presto, davvro, verr presto... (/ suoi occhi sono pieni di lagrime. Entra Chio).

Scinran - Chio... Sei venuto da tanto lontano... Come vanno le cose nella tua provincia?

Chio - Prosperano continuamente, Maestro...

Scinran - E Kenci, dov', ora?

Chio - E' andato a Osci, in primavera... Non ha fatto in tempo ad arrivare...

Scinran - Preferisco sentir questo che vederlo... (Pausa. La cella piena di discepoli, raccolti in mesto atteggiamento intorno a lui. Scinran chiude gli occhi, poi parla, a voce bassa; in alcuni momenti la sua voce diviene estatica, in altri come se parlasse a se stesso) Vivete tutti in amicizia. Quando io non sar pi tra voi, lavorate per la gloria della nostra legge, con ogni vostra forza, come sempre. Qualsiasi cosa vi rechi oltraggio o dolore, non imprecate al Budda. Sopportate le pene, benedite tutto ci che accade. E ricordate: nemmeno una bella morte prova di salvezza. Gli uomini muoiono di morti innumerevoli: chi stroncato dalla spada, chi nel fuoco, chi nell'acqua, chi cade esausto lungo le strade. La morte miserevole , di cui si parla nel Kammurio Sutra, una fine convulsa, straziata da un tormento che gli occhi non possono sopportare, mentre le mani si afferrano nel vuoto e un sudore gelato inonda il viso. E' una cosa tremenda, ma anche chi muore cos miserevolmente, se crede nel Budda sar certo salvato. Questa la mia ultima lezione a tutti voi. La salvezza non dipende dalle circostanze,, ma dall'essenza dell'anima. Ve lo dico, perch so che nulla pi difficile al cuore umano che deporre il suo orgoglio e la sua ostinazione. Che i vostri cuori siano remissivi e credano, credano in tutte le cose! E' meglio credere ed essere ingannato piuttosto che dubitare della verit. Gli uomini sono cos dubbiosi perch hanno ingannato e sono stati ingannati per lunghi secoli. Nel cuore di chi crede non v' che benedizione, in quellodi chi non crede non vi sono che maledizioni. (Pausa) Ora la mia anima portata verso i cieli e si estende prodigiosamente. Oh, grandezza dell'anima! Tutti i contrasti si risolvono in un'unica profonda armonia. Soltanto ora capisco che nessuno dei dolori del mondo stato invano. Erano tutti nei disegni di amore e di giustizia del Budda. Tutto stato bene, i miei errori, le ingiurie che ho ricevuto. C'era una misteriosa affinit tra me ed ogni viandante con cui ho scambiato parola, tra me e tutti i fiori che ho colto inconsapevolmente lungo il cammino. Per loro mezzo si compiuto il mio destino. (Il viso estatico, come affisso in una visione, Scinran tace. Kaede e Zenran entrano).

Yuien - (a Zenran) Venite, presto. E' la fine.

Zenran - (dimentico d tutti, si lascia cadere a lato di Scinran) Padre! (La voce gli si frange in gola).

Ydien - (avvicinandosi a Scinran) Maestro... Zenran venuto...

Zenran - Sono io, Zenran, babbo! Mi senti? Sono io...

Scinran - (fissandolo) Zenran...

Zenran - (piangendo) Per tanto tempo ho voluto rivederti... Perdonami...

Scinran - Da tanto tempo ti ho perdonato...

Zenran - Sono stato un figlio snaturato...

Scinran - Sei stato un infelice...

Zenran - Sono stato malvagio, ho causato dolore ad altri uomini... Io maledico la mia esistenza!

Scinran - Oh, terribile! Maledire se stesso! Bisogna benedire, invece, benedire la vita... Sono i demoni, che . sono malvagi. Ma tu sei un figlio del Budda...

Zenran - Non sono degno della vita... Non ho commesso che peccati...

Scinran - Il Budda li ha gi perdonati, ancora prima che li commettessi... Io, ora, sto per lasciare questo mondo... Tu credi in Budda? (Zenran tace) Non rifiutare la Sua grazia. D che tu credi. (Zenran pallido per il tormento) Non hai altro che da riceverla. (Tutti gli sguardi sono intenti su Zenran, Kaede lo fissa con occhi fiammeggianti. Egli fa per dire qualcosa, poi esita. Infine, disperatamente)

Zenran - Io sono un disgraziato... Non so... Non posso credere... (Si abbandona. Il silenzio altissimo).

Scinran - Oh... (Chiude gli occhi. Una profonda emozione si impadronisce di tutti. Scinran muove appena le labbra e un'espressione di agonia appare sul suo volto. Poi gradualmente si placa e finalmente si muta nella suprema pace dei santi. Con voce lieve ma ferma) Non importa... Tutti sono salvati. L'universo amore ed armonia... (Una luce che non di questo mondo si diffonde sul suo viso) Quanta pace...! Profonda... Eterna...! Namu Amida Butsu... (Un silenzio, poi Rioken, chinandosi appena su di lui)

Rioken - E' morto... (Tutti giungono le mani. Ripetono per alcune volte, in un mormorio, Namu Amida Butsu . Poi giunge, remota, una musica celestiale, nelle cui note, dolcissime, vanno sfumando le preci degli astanti. Una luce di gloria sorge, all'esterno, dietro la sagoma del tempio lontano).

FINE


[1] Sono alcune delle ultime frasi del sutra o preghiera, chiamato l'Amida Klo . Ricco di -termini cino-griapponesi e sanscriti, non perfettamente comprensibile nemmeno al giapponese medio. Pu tradursi presso a poco cos: Sciaka Muni, 11 Budda, comp la pi rara e diffcile delle cose. Per amore di tutte le creature viventi predic la sua dottrina, diffcile a osservarsi dalle genti del mondo. Sciarinotsu. Tutti i fratelli, tutti i popoli del mondo, gli angeli e 1 demoni udirono ci che il Budda insegn e, pieni di gioia, credettero e si ritirarono inchinandosi fino a terra. (Campanello) Il sutra di Amida, l'insegnamento del Budda.

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