Il mago della pioggia
IL MAGO DELLA PIOGGIA
Titolo originale: The Rainmaker
Commedia romantica in tre atti e dieci quadri
di N. RICHARD NASH
Traduzione di Carina Calvi
PERSONAGGI
H. C. CURRY
NOAH CURRY
JIM CURRY
LIZZIE
CURRY
FILE
IL GIUDICE THOMAS
BILL STARBUCK
L'AZIONE SI SVOLGE IN UNO STATO DEL WEST, IN UNA GIORNATA D'ESTATE, IN TEMPO DI SICCIT
ATTO PRIMO
QUADRO PRIMO
(I lumi si accendono lentamente e rischiarano la zona centrale del palcoscenico, che mostra l'interno della casa Curry. Quella dei Curry una prospera fattoria, e la loro casa un luogo dove della buona gente serena, con un senso profondo, sebbene non raffinato, della bellezza, ha vissuto nell'amore e nell'accordo reciproco. La sua costruzione in mattoni e grosse travi segate a mano le d un aspetto rustico, via in molti particolari si nota il tocco gentile della mano di Lizzie. A sinistra si vede una comoda cucina; il resto dello spazio al pianterreno preso dalla camera da pranzo e di soggiorno. Ad una delle pareti attaccato un vecchio telefono, sopra una tavola un grammofono con la tromba, una radio primitiva che quando si apre fa una serie svariata di rumori sgradevoli. Si vede una scala che conduce alle stanze da letto; una porta d sulla corte della fattoria, i granai e la camera di sgombero. Sul davanti, una porta pi grande e pi bella mette sulla strada privata che conduce alla via maestra. Sono le prime ore del mattino d un'infocata giornata di agosto, in un periodo di estenuante siccit, nell'anno 1913. Quando le luci sono accese vediamo H. C. Curry occupato a preparare la prima colazione. E' un pezzo d'uomo, sui cinquantacinque anni, dall'aspetto intelligente e simpatico. La sua capacit non esclusivamente pratica, vi in lui anche una certa spiritualit interiore. Dopo un momento, suo figlio Noah entra dal cortile. Assomiglia al padre senza averne l'immaginazione. Anzi un uomo assolutamente positivo, piuttosto convinto della sua superiorit, e dalle opinioni rigide).
Noah - Siete voi, babbo?
Curry - S. Buongiorno, Noah.
Noah - Ho sentito qualcuno che si muoveva in cucina... speravo che fosse Lizzie.
Curry - Era tanto stanca dopo il suo viaggio, che ho pensato di lasciarla dormire.
Noah - S. L'ho sentita camminare nella sua camera, ieri sera, fino a non so che ora. (Guardando l'orologio) E' gi tardi. Meglio andare a svegliarla. (Si avvia verso la scala).
Curry - No, lasciala stare, Noah. Deve aver passato dei giorni difficili laggi. Meglio ci dorma sopra.
Noah - Speravo proprio scendesse a preparare la colazione. (Poi, rapidamente, con un mezzo sorriso, per non offendere Curry) Ma, dopo tutto, se ci siamo adattati alla vostra cucina per una settimana, potremo sopportare un altro pasto... (Noah si avvicina alla radio e si mette ad armeggiare intorno all'apparecchio).
Curry - Noah, Jimmy ha appena accomodato quell'affare... cerca di non guastarlo di nuovo.
Noah - Se quel ragazzo ha voluto buttar via dei soldi in questa trappola, perch non dobbiamo provare se funziona? Ma non si sente niente!
Curry - Cosa vuoi sentire?
Noah - Se dicono qualche cosa di questa siccit.
Curry - C' poco da dire. Non piove.
Noah - (chiudendo la porta) E nessun segno di pioggia! (Si avvicina al calendario presso il quale appesa una matita) E cancelliamo un altro giorno!
Curry - Smettila con quel tuo calendario, Noah! A che giova contare? Quando piover, piover!
Noah - Sapete cosa ho trovato stamane? Altri tre vitelli spacciati e due giovenche. Che mi restava da fare? Ho pagato le loro giornate a Sandy e a Frank.
Curry - (spiacente) Vuoi dire che li hai licenziati?
Noah - No. Soltanto sospesi finch dura il secco.
Curry - Non l'avresti dovuto fare, Noah.
Noah - Sentite, babbo... Se volete riprendervi la contabilit, fate pure. (Prendendo due grossi libri neri dal piano della scrivania) Ecco qua i libri e pensateci voi.
Curry - (sorridendo) Credi che ti farei un torto simile, Noah? Dimmi, come vuoi le uova?
Noah - In che modo pensate di rovinarle meno?
Curry - Crude.
Noah - Allora le berr crude. (Jim Curry scende le scale di corsa. E' il pi giovane della famiglia, poco pi che ventenne, ma alto e largo di spalle, e sembra pi vecchio... finch non apre bocca. Allora diventa un bambino. Non troppo intelligente e se ne affligge molto. E' pieno di desideri inespressi. In questo momento appare molto agitato, come succede spesso, ma la sua eccitazione sembra causata dal presentimento d catastrofi universali).
Jim - Buongiorno! Buongiorno babbo!
Curry e Noah - Buongiorno, Jimmy... buon giorno.
Jim - Babbo, babbo! E' proprio come vi ho detto ieri, proprio come ho detto io!
Curry - Cosa mi hai detto, Jim?
Jim - Ieri v'ho detto cos, v'ho detto: Babbo, il mondo sta per scoppiare!. Ho detto: Il mondo si gonfier tutto... e poi ci esploder in faccia.
Curry - Ne sei proprio sicuro, Jimmy?
Jim - Certamente, ne sono sicurissimo. Vedete, tutto a causa delle macchie del sole. Uno di questi giorni le macchie diventeranno tanto grandi che il sole non potr pi brillare... e allora!... Puumm!
Noah - Se continui a pensare a queste storie, dimenticherai di fare colazione.
Jim - Gi, pensarci su non serve a nulla... soltanto ad agitarmi. (Osservando il piatto di Noah) Santa pace, Noah, quelle uova sono crude!
Noah - S, e allora?
Jim - Cos'hai? Ti senti male?
Noah - No. Sto benissimo.
Jim - Devi star male per forza se mangi delle uova crude.
Curry - Non ti preoccupare, Jim. E' soltanto perch non gli piace come le cucino io.
Jim - Perch? Cucinate meglio di Lizzie. Mi piacciono le cose come le fate voi: cos unte... scivolano gi che una bellezza!
Curry - (accetta con una smorfia il dubbio complimento) Grazie, Jim... Come vuoi le tue uova?
Jim - Oh, in qualsiasi modo.
Curry - Quante?
Jim - - Cinque o sei basteranno, credo. (Ha gi cominciato a rimpinzarsi di pane e marmellata).
Noah - Jim...
Jim - (senza alzare gli occhi e continuando a mangiare) Eh?
Noah - Jimmy, se vuoi salire con me un momento, ti debbo parlare.
Jim - Cosa c'?
Noah - Ieri sera... avresti potuto metterti in un mare di guai.
Jim - (seccato di questo discorso davanti a suo padre) C' bisogno di discuterne ora?
Curry - Che specie di guai, Noah?
Noah - (con aria disperata) Una certa ragazza che si chiama Smookie.
Curry - Oh, c'era Smookie al ballo?
Noah - Se c'era? Sembrava non ci fosse che lei! E' arrivata in una Essex a cinque cilindri nuova fiammante, e coi capelli talmente ossigenati...
Jim - Non sono ossigenati!
Noah - Raccontalo a qualcun altro! Gli Demby m'ha detto che compra mezzo litro d'acqua ossigenata al suo negozio tutti i mesi.
Jim - E allora? Anch'io uso l'acqua ossigenata quando mi faccio un taglio.
Noah - Se si facesse dei tagli tanto spesso, morirebbe dissanguata!
Curry - (tranquillamente) Cosa successo, Jim?
Noah - Ve lo dir io che cosa successo! Verso le nove e mezza, ho guardato in giro... niente Jim e niente Smookie. Quel bravo figliolo se n'era andato, senza dire una parola... con quella buona lana di ragazza!
Jim - Non sono andato via con lei! Me ne sono andato da solo. Sono uscito un momento e mi son fermato a guardare quella Essex. E poco dopo venuta lei, e si messa a guardare me. Allora io ho chiesto: Quanti cilindri ha questa Essex?, e lei ha detto: Cinque e poi ha detto: Quanto siete alto? e io ho detto: Sei piedi e prima che me ne accorgessi eravamo partiti con quella macchina a. sessanta all'ora! Sembrava di volare!
Noah - Infatti, lei abbastanza leggera...
Jim - (con un ruggito) Cosa vuoi dire?
Noah - Proprio quello che ho detto! (A Curry) E quando finito il ballo - dovevamo andare insieme a prendere Lizzie alla stazione - ho dovuto cominciare a cercarlo! E sapete dov'era? In macchina con quella ragazza, davanti al negozio di Demby. E tutti e due... non si mai visto un tal modo di fare! Erano talmente intorcigliati insieme, che non si capiva dove finiva uno e incominciava l'altra! Se non fossi arrivato chiss cosa sarebbe successo!
Jim - (tragicamente) Gi... chi sa cosa! Avrei potuto tornarmene a casa col suo cappellino rosso!
Curry - Con che cosa?
Noah - Lei porta sempre un cappellino rosso.
Curry - E perch avresti dovuto tornare a casa col suo cappello rosso?
Jim - Ma niente... niente!
Noah - Avanti, diglielo!
Jim - Smettila, Noah!
Noah - Be', glielo dir io! Lei porta sempre quel cappellino, e ieri sera Dumbo Hopkinson le ha detto: Smookie, porterete quel cappellino rosso per tutta la vita? . E lei si messa a ridere e gli ha risposto: Mah... spero di no, Dumbo! Lo dar a qualche bel giovanotto, quando e se ne avr voglia! . (Curry sorride) Non vi sembra strano, babbo? (A Jim) Non sai in che pasticci ti pu mettere una ragazza come quella? Un sempliciotto come te! Farebbe in un momento a impegolarti... e poi te la dovresti sposare!
Jim - Insomma, lasciami in pace!
Noah - Lo sentite, babbo?
Curry - Non sarebbe una brutta idea, Noah.
Noah - Quale?
Curry - Quella di lasciarlo in pace.
Jim - Ecco! Proprio!
Noah - (offeso) Oh, benissimo. Per conto mio, fa' quello che vuoi!
Jim - (un po' pentito) Non so perch ti arrabbi tanto...
Noah - Non lo sai, eh? Credi che mi diverta a correr dietro di te? Be', proprio no! Averti sempre a rimorchio! Come mi debbo legare le scarpe? Come faccio con questa divisione?. Se puoi far senza i miei consigli, se credi di esser tanto bravo...
Jim - Io non dico di essere bravo. Anzi, sono contento se tu mi dici quello che debbo fare... come prender le cose...
Noah - (mordente) Grazie!
Jim - Voglio dire... te ne sono riconoscente. (Sospirando) Se soltanto tu potessi far a meno di urlare!
Curry - Va bene, adesso basta, ragazzi! (Una pausa. Si avvicina al termometro) Trentotto gradi!
Noah - Almeno rinfrescasse un po' verso sera...
Jim - A me piacciono le notti calde. (Con desiderio) Sono belle, le notti calde. Ti senti tutto... tutto rimescolato, dentro... Chiss perch Lizzie non scesa per colazione, babbo?
Curry - L'ho lasciata dormire. Aveva dormito poco, stanotte.
Jim - Gi. Appena scesa dal treno, siamo venuti a casa, e lei si messa a riordinare la sua stanza. Che bisogno c'era? L'avevo gi messa a posto io tanto bene!
Curry - (tranquillamente) Jimmy, certe ragazze quando non sono felici, piangono... Lizzie lavora.
Jim - Gi. Che si potrebbe fare per lei?
Curry - (preoccupato) Non lo so.
Jim - Dobbiamo fare qualcosa, babbo; per lo meno, gliene dobbiamo parlare.
Curry - Parlargliene... chi vuoi che lo faccia?
Noah - Ve l'ho , detto, babbo: io no.
Jim - Neanch'io, no.
Curry - Smettila di dire sempre quello che dice Noah. Parla per conto tuo.
Jim - Dico quello che dice Noah perch sono d'accordo con lui. Quando non lo sono, non lo faccio.
Curry - Allora perch non le vuoi parlare?
Jim - Perch se lo facciamo, penser che ci vogliamo disfare di lei.
Curry - Penser lo stesso se le parlo io.
Noah - Pu darsi.
Jim - Pu darsi.
Curry - Allora non c' nulla da fare.
Jim - Ma voi siete suo padre, e arriva il momento in cui un padre deve parlare.
Curry - Non posso. Non posso andarle a dire: Lizzie, devi sposarti. Lo> sa che si deve sposare. Lo sappiamo tutti.
Noah - E allora inutile ripeterglielo.
(Lizzie Curry scende le scale. A prima vista sembra una donna avvezza a fronteggiare le vicende della vita. Capace di dominare le cose materiali. E' un'ottima donna di casa. Si sa destreggiare con Vago e tra i fornelli. Conosce benissimo la sua importanza in famiglia. E' ad un tempo figlia, sorella, madre, fanciulla, e gode di questi molteplici aspetti della sua posizione. E' sicura della sua moralit, perch le massime del bene e del male le sono familiari, ed lieta di vivere secondo i loro dettami. E' una donna forte e integra sotto tutti gli aspetti, eccettuata una sola debolezza. Ha ventisette anni e nessun uomo al di fuori della sua famiglia l'ha mai amata o trovata bella. Eppure, cosa strana, proprio questo aspetto non realizzato della sua personalit che rende pi pateticamente interessante la figura della donna. Questo' desiderio d'amore, e la coraggiosa ricerca di esso, nel deserto della sua esistenza; Se un uomo sapr un giorno scoprirla, trover in lei una vera donna, pronta a donarsi in tutta la ricchezza del suo essere).
Lizzie - Buongiorno, babbo, Noah, Jimmy!
Curry - Buongiorno, cara.
Noah e
Jim - 'giorno', Lizzie! Ciao Liz!
Lizzie - E' bello ritrovarsi a casa.
Curry - Proprio quel che dicevano i ragazzi: meno male che Lizzie tornata.
Lizzie - Niente pioggia ancora, eh?
Curry - Non si vede una nuvola!
Lizzie - Ho sognato che era piovuto... tanta, tanta pioggia!
Curry - Davvero, Lizzie?
Lizzie - S. Un gran temporale. Pioggia che veniva gi a secchi, lampi e tuoni che risuonavano in fondo alla valle, come se un ragazzo battesse sopra un grosso tamburo... Io ridevo, gridavo dalla gioia. (Ridendo) Ooh! Era meraviglioso...
Noah - La siccit la siccit... e i sogni sono sogni.
Lizzie - Ma era un sogno magnifico, Noah... quasi bello come la pioggia.
Noah - Non era pioggia vera, per...
Curry - Peccato tu sia arrivata cos tardi ieri sera, Lizzie. Non abbiamo avuto tempo di parlare del tuo viaggio.
Noah - Sembra ti abbia fatto bene. S, proprio, avevi l'aria stanca, sfinita da tutto questo caldo. Che tempo c'era a Sweetriver?
Lizzie - Pi caldo che all'inferno! (Curry e Jim ridono).
Noah - Non trovo che ci sia da ridere nel sentirla parlare come un mandriano!
Lizzie - Scusami, Noah. Per tutta una settimana, non ho sentito altra specie di conversazione.
Curry - Come sta zio Ned, Lizzie? E zia Ivy?
Jim - E tutti quei ragazzi?
Lizzie - Benissimo, tutti.
Curry - Se assomigliano alla zia Ivy, ti avranno intontito dalle chiacchiere.
Lizzie - No, assomigliano allo zio Ned: grugniscono soltanto.
Noah - Chi s' fatto il pi bello, tra i ragazzi, Lizzie?
Lizzie - Mah... forse Pete.
Curry - Non sono mai riuscito a mettere a posto i nomi. Qual Pete?
Lizzie - Quello coi capelli gialli.
Noah - (subito) A un uomo stanno bene i capelli biondi.
Jim - Danno l'aria onesta...
Lizzie - Oh, Pete certamente onesto!
Jim - Dal modo come lo dici, scommetto quello che ti piaceva di pi.
Lizzie - Oh, s... ero matta per Pete. M'ha chiesto di sposarlo. (Pausa).
Curry - Proprio vero, Lizzie?
Jim - (eccitato) S? E tu cosa gli hai detto?
Lizzie - Gli ho detto di s... appena finisce la scuola elementare. (Pausa).
Jim - La scuola elementare?
Lizzie - (ridendo) S, ha solo nove anni. (Vedendo l'aria delusa delle loro facce) Babbo, parliamoci chiaro. M'avete mandata a Sweetriver perch zio Ned ha sei ragazzi. Tre sono gi in et da potersi sposare... come lo sono io. Be', mi dispiace abbiate fatto tutte quelle spese inutilmente... il viaggio, tanti vestiti nuovi... Non s' concluso nulla. Noah, puoi scriverlo sui tuoi libroni... in inchiostro rosso!
Curry - Cosa successo a Sweetriver, Lizzie?
Lizzie - (stancamente) Niente... assolutamente niente.
Curry - Ma cosa avete fatto? Dove siete stati?
Lizzie - Ma... i primi due o tre giorni sono rimasta sempre in camera mia.
Noah - Per quale ragione?
Lizzie - Perch mi sentivo imbarazzata!
Noah - Imbarazzata di che?
Lizzie - Noah, adopera il cervello! Sapevo benissimo per quale ragione ero andata l, come lo sapeva tutta la famiglia. E non potevo sopportare il modo in cui venivo scrutata da tutti. Cos scendevo solo per i pasti, e poi mi rifugiavo di nuovo nella mia stanza. Ho fatto e disfatto la valigia... mi sono lavata i capelli non so quante volte... Ho letto il catalogo di Sears e Roebuck dalla prima all'ultima pagina... poi ho finito per dirmi: Lizzie, cos non pu durare. Era un sabato sera, e avevamo combinato di andare tutti a un ballo. Allora mi sono pavesata con tacchi alti e il vestito pi scollato che avevo. E sono scesa a cena, e tutti quei ragazzi si sono messi a guardarmi come se fossi nuda... Per non so quanto tempo a tavola, s' sentito solo zio Ned che mangiava la minestra, poi tutt'a un tratto... come una bomba, Ned figlio mi domanda: Lizzie, quanto pesi?.
Curry - E tu, cosa hai risposto?
Lizzie - Ho detto: Peso sessanta chili, ho tutti i miei denti, e sono alta uno e sessantotto.
Noah - Non sei stata molto gentile, Lizzie. Forse lui cercava di avviare un discorso.
Lizzie - (con una smorfia) Be', io l'ho troncato! Poi, dopo qualche minuto arrivato a tavola correndo il piccolo Pete. Aveva in mano il suo atlante geografico, e chiese: Babbo, dov' il Madagascar?. Tutti hanno provato a dirglielo, ma nessuno lo sapeva. Allora ho pensato che avrei fatto buona impressione, e ho detto: E' un'isola dell'Oceano Indiano, vicino alla costa africana, proprio in faccia al Mozambico. (Con un gemito) Che colpa ne ho se sono sempre stata brava in geografia?
Curry - Cosa successo?
Lizzie - Niente. Un silenzio di tomba. Finalmente, la voce di Ned figlio che diceva: Lizzie, hai intenzione di fare la-maestra? .
Curry - No?!
Lizzie - S. E ad un tratto mi sono sentita come anni fa ai balletti della scuola... quando nessuno mi faceva ballare. Mi sembrato di essere ancora la ragazza occhialuta di quei tempi... e ho saputo da quel momento che non c'era nulla da fare. Non sono andata al ballo con loro... e sono ritornata in camera a scrivere poesie sugli articoli in vendita presso Sears e Roebuck.
Curry - Insieme al piccolo Pete?
Lizzie - S. E il giorno che sono partita, Pete s' messo a piangere e ha detto: Lizzie, sei la pi bella ragazza di tutto il mondo! .
Curry - Ha ragione. E' vero.
Lizzie - (dolorosamente) Babbo, vi prego...
Curry - Noi ti vediamo cos... e ti vedeva cos anche lui.
Lizzie - Ma non i suoi fratelli maggiori!
Curry - Perch non hai saputo mostrarti nella tua vera luce.
Lizzie - Ho provato, babbo... ho provato!
Curry - No. Ti sei nascosta dietro ai tuoi libri... dietro a quegli occhiali che non porti neanche pi! Hai paura di essere bella!
Lizzie - (impetuosamente) Ho paura di credermi bella, mentre so di non esserlo! (La sua foga arresta la discussione. Dopo un momento).
Curry - Lizzie...
Lizzie - Eh?
Curry - Io ed i ragazzi... pensavamo... volevamo dirti una cosa...
Lizzie - Che cosa?
Curry - (a Noah, esitando) Vuoi dirglielo tu, Noah?
Noah - No1. L'idea vostra, babbo.
Curry - Be'... io e i ragazzi... oggi, quando abbiamo finito certi lavori... abbiamo intenzione di andar gi fino ai Tre Punti.
Lizzie - E allora?
Curry - Vogliamo andare allo studio del Giudice per parlare col suo sostituto...
Lizzie - (con interesse) File?
Curry - S... File.
Lizzie - Babbo, questa l'idea pi pazza...
Curry - Voglio soltanto invitarlo a cena, Lizzie!
Lizzie - Se lo fate, io non scendo!
Curry - Credo di poter invitale a cena chi voglio a casa mia, s o no?
Lizzie - Ma io non voglio che andiate in cerca di accalappiare un marito per me.
Curry - Non intendo fare nulla di simile! Non far neanche il tuo nome. Cominceremo magari a proporgli una partita a poker, e poi finiremo con la cena... e senza accorgersene si trover qui con noi.
Lizzie - No!
Curry - Lizzie, noi andiamo e tu non far tante storie!
Noah - Un momento, babbo. Veramente io sarei contrario, ma se Lizzie contenta che noi parliamo con File... sono pronto a venire con voi. Pero se Lizzie non vuole...
Lizzie - No, non voglio...
Curry - Non dar retta a Noah! Non so proprio perch tu e Jim per ogni piccola cosa chiedete il parere di Noah!
Lizzie - Perch l'unica persona ragionevole in famiglia, babbo. Noi tre ci lasciamo trasportare facilmente... e poi...
Curry - (interrompendola con calore) Almeno per una volta, lasciati trasportare! Non ti far male, stanne certa!
Noah - Questo il peggior consiglio che io abbia mai sentito.
Curry - Che c' di male?
Noah - E' una questione di dignit! (Mentre Lizzie si allontana, Curry nota il suo risentimento alla parola dignit come motivo della sua opposizione al piano ideato. E vuole da lei una risposta diretta).
Curry - E' questa la ragione per cui non vuoi, Lizzie? Orgoglio?
Lizzie - (girando l'ostacolo) Se volete invitare a cena qualcuno fate pure... ma non File! Non sa nemmeno che io sia al mondo!
Curry - (con un sorriso tranquillo) Lo sa, Lizzie... lo sa!
Lizzie - Non se ne mai accorto. Quando scendiamo in citt, saluta sempre voi tre nel modo pi fragoroso e cordiale, ma per me, neanche una parola. Solleva appena un momento' il cappello e basta! M'ignora di proposito.
Curry - (tranquillamente) Quando un uomo ti ignora di proposito, vuol dire che non t'ignora affatto. (Lizzie gli d un rapido sguardo) Allora, Lizzie? File a cena?
Lizzie - (con violenza) No, non lo posso soffrire... no... no!
Curry - Se proprio non ti piace... un no solo basta. E lo puoi dire con calma.
Lizzie - (controllandosi: Con calma, deliberatamente) Va bene. Non mi piace. Non mi piace il modo in cui infila sempre i pollici nella cintura... e non mi piace quella sua aria di essere perennemente assorto in pensieri profondi.
Curry - (sorridendo tra s) Credevo ti piacessero le persone dai pensieri profondi.
Lizzie - Ma File, no!
Curry - (con dolcezza, tranquillamente) Lizzie, quando eri bambina... se avevo il dubbio che tu mi dicessi una bugia, ti chiedevo: Parola d'onore?. E non mi hai mai mentito. Bene, te lo ripeto adesso... Proprio File non ti piace? Parola d'onore?
Lizzie - Babbo, questa una sciocchezza...
Curry - T'ho fatto una domanda. Parola d'onore?
Lizzie - (evasivamente, in fretta) Babbo, questo un gioco da ragazzi... non potete pretendere una risposta... una risposta che mi rifiuto di... (Poi rapidamente, quasi con stizza) Oh, fate come volete, invitatelo pure!
Curry - (con una esclamazione soddisfatta) Benissimo. Andiamo, ragazzi... (Volgendosi dalla porta) E tu prepara una cena coi fiocchi, Lizzie! (I tre uomini escono. Lizzie seccata, incerta della piega che possono prendere le cose. Voi, d'un tratto la aspettativa la rianima, e comincia a sparecchiare la tavola. Quando Lizzie contenta, danza mentre lavora. Lizzie ora danza. La luce si attenua).
QUADRO SECONDO
(Quando la luce ritorna, vediamo l'interno dell'ufficio del giudice. Vi una grande scrivania a rullo, e sopra un telefono di vecchio tifo. Sulla farete, una cornice di legno entro la quale sono attaccati vari ritratti di persone ricercate dalla polizia. Una porta mette nel gabinetto da bagno che, col suo fornello e la sua ghiacciaia primitiva, serve a File anche da cucina. Il suo letto un consunto divano di cuoio in un angolo dell'ufficio. Le pareti sono di legno di pino a grossi nodi, d'una bella tinta calda. L'ufficio vuoto. Dopo un momento entra il giudice Thomas, seguito da File. Questi, proprio come nella descrizione di Lizzie, ha i pollici infilati nella cintura. E' un uomo magro, silenzioso, intelligente, vicino alla quarantina. Sorride sarcasticamente al mondo ed a se stesso. Forse un po' amaro, ma la sua amarezza mitigata da uno spiccato senso umoristico. Lui e il giudice stanno discutendo animatamente. Veramente, il giudice che ripete: File si limita a controbatterlo di tanto in tanto, come per fargli piacere. Si vede che i due uomini si vogliono bene).
Il Giudice - File! Volete darmi retta, s o no?
File - Sentite, giudice. Quando non avevo pi un soldo, m'avete prestato del denaro. Quando mi sono trovato senza lavoro, m'avete preso come vostro sostituto. Quando mi prendo un raffreddore, mi portate un impiastro caldo. E ora volete darmi un cane! Ma io non voglio cani!
Il Giudice - Non ve lo faccio pagare neanche un soldo, File!
File - Non mi fate pagare mai niente! Ma non voglio cani.
Il Giudice - Come potete sapere che non lo volete, se non lo avete visto1?
File - Be'... ne ho visti degli altri.
Il Giudice - Ma questo no... diverso! Vi assicuro, File, se soltanto vedete questa bestiola, non vorrete pi separarcene per tutta la vita. File - (con condiscendenza) Credete proprio1?
Il Giudice - Ma certo! E' cos affettuoso. Se vi mettete a sedere a piedi nudi, lui viene e comincia a leccarveli... e dopo un momento ci si addormenta sopra. Cosa ne dite, File?
File - S, gentile... ma non lo voglio.
Il Giudice - File, mi disgustate! Non bene per voi starvene qui da solo, con una caffettiera e un divano di cuoio. Specialmente dopo essere stato sposato. Quando uno perde la moglie, dopo trova le notti maledettamente fredde. Ha bisogno di sentir qualcosa di caldo contro la schiena.
File - Be', ieri sera erano circa quaranta gradi...
Il Giudice - Va bene, ho capito. Non lo volete, siete uno di quegli uomini che non amano le bestie.
File - S, amo le bestie, giudice...
Il Giudice - Se le amaste, ne vorreste qualcuna... :
File - Oh, ne ho avute...
Il Giudice - (incredulo) Scommetto di no... Che bestie?
File - Quando stavo a Pedleyville, una volta... mi sono preso un orsacchiotto.
Il Giudice - Un orsacchiotto non un cane!
File - (sorridendo) No, non un cane... per mi piaceva. Era buffo, mi faceva ridere...
Il Giudice - Ah, s? E poi, com' finito?
File - Non lo so. Un bel giorno se n' andato nei boschi e non pi tornato, quel traditore!
Il Giudice - (trionfalmente) Ecco, vedete! Un cane non farebbe mai una cosa simile. Vi assicuro, File, che se aveste un cane...
File - L'ho avuto.
Il Giudice - (sulla difensiva) Quando l'avete avuto?
File - Quando ero ragazzo.
Il Giudice - (incredulo) Di che razza era?
File - Era un bastardo... un cane da ragazzi.
Il Giudice - Come si chiamava?
File - Cane.
Il Giudice - Ma voi, come lo chiamavate?
File - Cane.
Il Giudice - (esasperato) Non gli avevate dato un nome?
File - Cane! Quello era il suo nome... Cane!
Il Giudice - Ma quello non un nome adatto per un cane!
File - Non vedo perch.
Il Giudice - (scandalizzato) Non vedete perch?
File - No. Quando lo chiamavo, veniva sempre.
Il Giudice - (quasi apoplettico) Certo non ve ne importava molto, se non gli avete neanche dato un nome!
File - Invece gli volevo molto bene, giudice; gli davo tutto quello che voleva, mi prendevo cura di lui... pi di quanto ne prendesse da s.
Il Giudice - Perch? Cosa gli successo?
File - E' finito stupidamente sotto un autocarro
Il Giudice - Ma insomma... non detto che tutte le bestie scappino da casa o vengano investite...
File - (sorridendo) Forse no... ma non voglio cani, giudice, per, .grazie del pensiero.
Il Giudice - Cocciuto come un mulo! Be', ora faccio un giretto, e vedo come vanno le cose...
File - (mentre il giudice si avvia verso la porta) Bene... dorme sui vostri piedi, eh?
Il Giudice - (ridendo) Proprio cos! Proprio sui miei grossi, vecchi piedi stanchi!... Ci vediamo pi tardi, File. (II giudice esce. Entrano i tre uomini Curry. Sono piuttosto impicciati; bench abbiano stabilito un piano d'azione, non sono molto sicuri della sua riuscita. Noah stizzosamente contrario a tutta la faccenda).
File - Salve, Curry! Salve, giovanotti!
Curry, Noah e
Jim - Salve, File!
File - - Avete visto nessun segno di pioggia, nel venir gi, ragazzi?
Noah - Magari!... Niente...
File - (con un mezzo sorriso, ma senza cattiveria) E a Sweetriver, come vanno le cose?
Noah - (un po' irrigidito) Come possiamo saperlo? Non siamo stati a Sweetriver.
File - Il giudice dice che c' stata Lizzie.
Curry - S.
File - Che c' di nuovo?
Noah - La siccit.
File - E Lizzie, s' divertita a Sweetriver?
Noah - (accorgendosi che File li prende un po' in giro) Oh, molto, s' divertita moltissimo.
Jim - (pronto al combattimento) S, proprio... s' divertita molto. Ci sono stati tre balli, una fiera... e poi delle gite qua e l... (Ride forte. Noah si contorce perch capisce che File non si lascia ingannare e Curry si sente imbarazzato. Poi si decide).
Curry - Come va il poker, File?
File - Che cosa?
Curry - Il poker.
File - Oh, il poker non m'interessa molto. Jim - No? Non vi piace una bella partita?
File - Non molto.
Curry - Pensavamo d'invitarvi a giocare un po' a carte.
File - Non gioco pi a carte da tanto tempo, Curry.
Jim - (scaldandosi) Ah, no?
File - No.(Silenzio. Una pausa. D'un tratto Jim vede un ago che pende - sul davanti della camicia di Vile).
Jim - File, che cosa avete attaccato alla camicia?
File - (un po' imbarazzato) Sembra sia un ago.
Curry - E' proprio un ago.
Jim - Perch? Vi siete strappata la camicia?
File - Pare.
Jim - E ve l'accomodate da solo?
File - Certo.
Jim - (con simpatia) Ohi, ohi, ohi...
File - (con un mezzo sorriso) Oh, non poi un gran che... M'accomodo le camicie da quando sono rimasto vedovo, gi a Pedleyville.
Jim - Le mie le accomoda Lizzie.
File - Certo una bella cosa avere una sorella.
Jim - (con intenzione) O qualcosa di simile... (Silenzio. Pausa).
File - E... hem... Lizzie, ritornata sola da Sweetriver?
Noah - (pronto a risentirsi) Certo! Era andata sola anche in gi.
File - (sorridendo) Questo non vuol dire! Io' sono andato a Leverstown per comprar un cavallo... Sono andato gi solo, ma sono ritornato col cavallo!
Jim - (capisce l'allusione. Comincia a risentirsi) Ma lei non era andata a comperare nulla! Mette-tevelo bene in testa File... nulla!
File - (pacatamente) Non v'arrabbiate, Jim. Era solo una domanda da amico.
Noah - (a Jim, ammonendolo) Appunto... Una domanda da amico! Non t'arrabbiare...
Curry - (preparando l'amo per File) Lo dico sempre a Jim; la ragione per cui non si fa dei veri amici, perch s'arrabbia per nulla... E' scontroso...
Jim - (offeso e seccato) Non vero! Non vero affatto!
Curry - E' verissimo.(Con intenzione) Dici mai a qualcuno di venire con te a bere un goccio? Inviti mai un amico a cena, su a casa?
Jim - (ricordandosi del loro scopo, incerto di come gettare il laccio) Forse avete ragione. Mi dispiace, File, non volevo essere scontroso. Venite a bere qualcosa con noi.
Noah - (serio) A cena!
Jim - (in fretta. Capito lo sbaglio) Ecco, s, venite a cena da noi!
File - (consapevole del tranello) Mi dispiace per la cena, ragazzi... (Con un po' di malizia) Per, verr volentieri a bere qualcosa.
Noah - Ormai un po' tardi per noi... ma volevamo avervi a cena una di queste sere.
File - Con piacere, una di queste sere.
Curry - Perch non oggi?
File - Oggi non posso. Pare ci sia un bandito nei dintorni, un certo Tornado Johnson. Non mi posso allontanare.
Noah - Volete proprio che venga qui stasera?
Jim - Porrebbe essere dalle parti di Pedleyville, o di Peak Junction... o magari vicino a casa nostra.
File - Comunque, io non sar a casa vostra, Jim...
Jim - (offeso, a Curry) Dite che io non so essere cordiale. Be', io ci provo... ma lui che non vuole!
File - (pacatamente) S, voglio essere cordiale, Jim... ma non mi voglio sposare.(Un attimo di silenzio teso).
Jim - (esplodendo) E chi ha detto che v'invitiamo per Lizzie? Ritirate la parola!
File - Io non ritiro niente, Jim!
Jim - Allora prendete questo! (Jim fa per tirargli un pugno, ma File lo schiva rapidamente e gliene sferra uno lui, che colpisce Jim in un occhio e lo fa cadere. La lotta finisce subito).
Noah - (risentito, a File) Se non trovassi che se lo meritava, ve lo farei scontare.
File - Se lo meritava.(Pausa. Noah il pi umiliato di tutti).
Noah - (pi a Curry che a File) Mi pare che ce lo meritiamo tutti.(A Jim) Vieni via, zuccone, andiamo a casa.(Noah esce in fretta, seguito da Jim. Curry rimane con File).
File - (posatamente) Non avrei dovuto colpirlo, Curry.
Curry - Oh, non niente. Per... avete perduto voi.
File - Come?
Curry - S. Non ci avreste rimesso nulla. E potevate guadagnar qualche cosa.
File - Non parlavamo della cena!
Curry - (guardandolo bene in faccia) D'accordo. Parlavamo di Lizzie. Poteva essere un buon guadagno per voi.
File - So accomodare le mie camicie da solo.
Curry - Mi pare che avreste bisogno di accomodare qualcosa di pi, che le vostre camicie. (Si avvia alla -porta).
File - Aspettate un momento, Curry! Uno non se ne va dopo aver detto una frase simile.
Curry - E va bene. Perch l'avete colpito?
File - Lui mi tirava un pugno. Sono andato in collera.
Curry - In collera? Perch? Siamo venuti quaggi a dirvi che vi apprezziamo abbastanza per ammettervi nella nostra famiglia. Mi pare non sia un insulto.
File - Non mi piace che la gente s'immischi.
Curry - S'immischi di cosa?
File - Io mi trovo benissimo come sto... da solo!
Curry - Non vero. Un individuo che non vuol fare amicizia con nessuno, in una citt dove tutti l'ammirano' e l'apprezzano, un tipo che si chiude in casa da solo... non si trova bene affatto... e se lo dice, un bugiardo.
File - Andiamoci piano, Curry!
Curry - Ho detto un bugiardo, e lo mantengo! Avete detto in giro che siete vedovo. Rispetto i vostri sentimenti... ma non vero, e lo sanno tutti.
File - (in collera) Sono vedovo! Mia moglie morta sei anni fa, gi a Pedleyville...
Curry - Vostra moglie non morta... E' scappata. E voi siete divorziato. In quanto a noi, non ce ne importa affatto. Continueremo a dirvi vedovo finch volete... Ma voi! Uno che si chiude in casa da solo, con questi ricordi... con questa bugia, ha bisogno davvero di essere accomodato! Volete tirare ancora qualche pugno? (Vile si volta lentamente. Curry esce. Sopra pensiero, File ritorna verso la scrivania e riprende ad accomodarsi la camicia, ma si vede che la sua mente altrove. La luce svanisce).
QUADRO TERZO
(La luce torna e illumina di nuovo la casa dei Curry. Lizzie ha quasi finito di preparare la cena. Lavora svelta, con abilit, tutta in aspettativa... Una rapida occhiata in cucina... Tutto va bene. Ora deve andare a vestirsi. Torna nella stanza da pranzo e nota che vi sono soltanto quattro sedie intorno alla tavola; ne prende un'altra e l'avvicina. La vista
delle cinque sedie invece delle solite quattro, la rallegra. Si avvia cantando verso la scala. In questo momento entra Noah: depresso, di cattivo umore, ma vedendo Lizzie, cerca di sorridere).
Lizzie - Gi di ritorno? (Chiacchierando con eccitazione) Bada a non camminar pesantemente, se non vuoi far crollare la mia torta al limone! Avete detto a File d'esser qui per le sei, spero?
Noah - Ma... non gli abbiamo detto nessun'ora precisa.
Lizzie - (con un fiume di parole) Oh, questa bella! Metti che arrivi qui alle sette, e trovi tutto rovinato! Ho messo al forno una torta al limone che una bellezza... e l'arrosto e un pasticcio di fegatini proprio enorme! Guarda come mi sono ridotta! Ora vado a cambiarmi perch non vorrei mi trovasse in queste condizioni! (Mentre comincia a salire la scala, lui cerca di fermarla).
Noah - Lizzie... (In questo momento suona H telefono).
Lizzie - Rispondi al telefono, Noah, per piacere. (Lizzie sale rapidamente, mentre il telefono suona di nuovo, e Noah va a rispondere).
Noah - Pronto! (Entra Jim. Ha un occhio tutto ammaccato) Pronto! Pronto! (Infastidito con l'apparecchio) No, non Jim... Noah. Chi parla? (A Jim, cupo) E' Smookie Maguire.
Jim - Oh, perbacco! (Si precipita all'apparecchio e fa per afferrare il ricevitore, ma Noah, con una mano sopra l'imboccatura lo tiene stretto con l'altra).
Noah - Che significa perbacco! ?
Jim - (imbarazzato) Niente... solo perbacco.
Noah - Cosa le devi dire?
Jim - Non so cosa mi vuol dire lei...
Noah - Be', sta' attento.
Jim - (al telefono, tubando amorosa-mente) Pronto!... Pronto, Smookie... Oh, benissimo... sto proprio benissimo... e voi, come state?... Benissimo anche voi? Be', sono proprio contento di sentire che state bene...
Noah - (brontolando, disgustato) Bene, benissimo... quante stupidaggini...
Jim - (al telefono, con dolcezza) Stavo per telefonarvi, e invece mi avete telefonato voi... che bella coincidenza, eh, Smookie?
Noah - (nauseato) Jim, per carit!
Jim - (al telefono) Proprio davvero, Smookie? Dite proprio davvero? Oh, spero proprio che diciate davvero!
Noah - Cosa sono tutte queste speranze?
Jim - (a Noah, raggiante) Dice: E' una sera calda, e la mia Essex par che dica: Trr-trr-trr, dov' il piccolo Jimmy? .
Noah - Beh, tu rispondile: Trr-trr-trr, il piccolo Jimmy a casa; e ci rimarr seduto sul suo grosso didietro.
Jim - Noah, ti prego, aspetta un minuto...
Noah - Non aspetto niente! Se ti vuoi rovinare, fa' quello che vuoi. Io me ne lavo le mani.
Jim - (al telefono, con rimpianto) Pronto, Smookie!... questa sera impossibile...(Confuso) Ma... il perch non lo so esattamente... Comunque non posso parlare adesso...(Con nostalgia) Oh, Smookie... avete ancora il vostro cappellino rosso? (Con sollievo) Meno male, Smookie... tenetelo da conto!... Arriderci, Smookie?
Noah - Lo vedi? Sei andato una volta con lei, e comincia a correrti appresso!
Jim - Be', io non ci vedo niente di male, Noah...
Noah - Ah no?
Jim - No. La gente che vuole stare insieme... perch non ci dovrebbe stare? Non importa come, in fondo...
Noah - Pensa un po' seriamente se proprio non importa, Jimmy... pensaci un po'!
Jim - (subito confuso quando deve ragionare) Be'... non lo so... forse... Santa pace! Quanto vorrei sapermi spogliare da solo...(Avvicinandosi alla radio) Almeno potessi prendere qualche cosa con questo apparecchio... qualsiasi cosa... Credi che potrei prendere Kansas City con questo affare?
Noah - No.
Jim - Chi sa... pu darsi che l'abbia presa senza saperlo. L'altro giorno stavo armeggiando intorno, e a un tratto ho sentito' come una bella musichetta... e allora ho pensato: Corpo d'una bomba, ho preso Kansas City! .
Noah - Non funziona, inutile, non funziona!
Jim - Sapevo che avresti detto cos... ma dopo tutto, se pare Kansas City, forse Kansas City!
Noah - Potrebbe essere l'Africa...
Jim - Su questo apparecchio? (Entra Curry).
Curry - Dove Lizzie? Glielo avete detto? (Lizzie scende le scale di corsa. E' tutta elegante e in grande aspettativa).
Lizzie - Ditemi un po'... sono bella?
Curry - Bellissima!
Jim - Bellissima, proprio!
Lizzie - Sapete, babbo... quasi lo penso anch'io... se mi si guarda un po' di lontano! (Con esuberanza) A che ora credete arriver File? Dovrei sapere press'a poco quando si comincer a mangiare!
Curry - (tranquillamente) Possiamo cominciare quando vuoi.
Lizzie - Quando voglio? (Gli d un rapido sguardo e capisce subito. Poi, facendo finta che non gliene importi nulla e anzi preferendo che File non venga, continua con studiata indifferenza) Allora andatevi a lavare, subito... staremo pi larghi a tavola, e... (Fa per togliere la quinta sedia, ma non pu decidersi) ...se File non viene...
Curry - No.
Lizzie - Ho capito.
Jim - Non che non volesse venire... anzi...
Lizzie - Davvero?
Jim - S, proprio! Babbo gli disse: Venite a cena stasera, File, e quando babbo gli disse cos...(rapidamente a Curry) avete visto il suo' viso come si illuminato? Avete visto?...
Curry - (impacciato) S...
Jim - E poi File ha risposto... Grazie, molto volentieri . E poi a un tratto si ricordato...
Lizzie - (tranquillamente, non lasciandosi ingannare) 'Cosa si ricordato, Jimmy?
Jim - Beh, si ricordato che c' una specie di bandito nei dintorni e che era meglio non si movesse dall'ufficio, in caso di una chiamata... Il dovere, anzitutto! (Molto soddisfatto di se) S, proprio... File stato' cordialissimo...
Lizzie - Cordialissimo, no? E tu, cosa hai fatto all'occhio?
Jim - Mah... si gonfiato...
Noah - File gli ha dato un pugno.
Lizzie - Volete dire che vi siete battuti per indurlo a venire?
Jim - Una lotta da niente, Lizzie...
Lizzie - (cercando- di ridere) Perch non avete fatto una lotta vera? una rissa, addirittura... Perch non vi ci siete messi tutti, e non l'avete pestato bene?
Jim - Lizzie, ti fai un'idea sbagliata...
Lizzie - Mi faccio l'idea giusta! Avr detto: Pu darsi che sia una brava cuoca... pu darsi che la cena sia squisita... ma lei brutta! Brutta come la fame! .
Curry - Non ha detto nulla di simile!
Jim - La fame non l'ha neanche nominata...
Curry - Lizzie... abbiamo fatto un pasticcio...
Noah - Se aveste ascoltato me, non ci sarebbe stato nessun pasticcio. Io dicevo: lasciate stare File, non mandatela a Sweetriver, ma non m'avete dato retta! Non mi piace esser quello che ha sempre ragione, ma perbacco...
Curry - Be', sentiamo! Se tu fossi il padre di Lizzie, cosa faresti?
Noah - E perch si deve fare qualche cosa? L'abbiamo spinta di qua e di l... sperando si trovasse un marito. Perch? E se anche non si sposa? Non sarebbe la fine del mondo! Ha una casa, una famiglia... di che vivere comodamente...
Lizzie - Ha ragione. D'ora innanzi, ascolteremo Noah.
Curry - Niente affatto. Non lo devi ascoltare.
Noah - Perch no? Ha tutto quello che le necessario...
Curry - Non ha ci che la pu render felice...
Jim - E non lo avr mai!...(Tutti lo guardano con meraviglia) Perch non ci sa fare!
Lizzie - Come, Jimmy? Perch non ci so fare?
Jim - Perch non sai parlare agli uomini come si deve. Parli troppo sul serio! E se c' una cosa che mette paura, una ragazza che parla sul serio!
Curry - Lizzie fatta cos e non si pu cambiarla.
Jim - Perch no? Vale molto di pi di tutte quelle ragazze gi al Club delle signore! Dovrebbe andare laggi, il mercoled sera, e ridere e scherzare come fanno le altre.
Curry - Cosa vorresti che fosse? Un tipo come Lily Ann Beasley?
Jim - Lily Ann Beasley conquista tutti gli uomini che vuole! L'ho vista avvicinarsi a Phil Mackie, una mattina... si dimenava sui fianchi come una tigre... e gli ha detto: Phil Mackie, quante dita avete ai piedi? e lu ha risposto: Mah... dieci, naturalmente! . E lei: Ecco, proprio il numero giusto per un bell'uomo forte come voi!... e in pochi minuti se l' cucinato! S' messo a seguirla da per tutto e lei l'ha fatto diventar cos nervoso, che sembrava avesse addosso il fuoco di sant'Antonio!
Lizzie - Se Lily Ann vuole Phil Mackie, per me glielo lascio... fuoco di sant'Antonio e tutto!
Jim - E quel mercante di bestiame di Chicago1?
Lizzie - jimmy... ti pare ch'io possa trattar un uomo in quella maniera? (Imitando Lily Ann) Oh, una cravatta a pallini! Sono pazza per gli uomini con le cravatte a pallini. Quei pallini rotondi mi colpiscono al cuore!
Jim - Gi... e quel povero diavolo, diventato cos pallido, che io credevo cadesse nell'abbeveratoio dei cavalli!
Lizzie - Io non voglio un uomo che cade! Voglio uno che sappia star dritto... e davanti al quale possa star dritta anche io! (Con un grido) Non possibile? Non possibile questo?
Noah - No, non lo .
Curry - Certamente, possibile, Lizzie...
Noah - No! Per una volta Jim ha detto qualche cosa di giusto! (Guardando Lizzie, tranquillamente) Se vuoi un uomo, devi saperlo prendere nel modo in cui si prende un uomo.
Lizzie - Se quello il modo in cui si prende un uomo, preferisco farne senza.
Curry - Lizzie...
Lizzie - No! Al diavolo File e al diavolo tutti quanti!
Noah - Non parlare in questo modo!
Lizzie - Al diavolo... al diavolo... al diavolo tutti quanti!
(E' un grido che viene dal cuore. Un grido di ribellione ma anche di dolore... E nessuno pu darle aiuto. Improvvisamente la porta che d sulla strada si apre cigolando sui cardini e sbatte al muro come una revolverata. Tutti si voltano verso la porta, ma attraverso di essa non possono vedere che un pezzo di cielo... Non c' nessuno. Ma noi, tra il pubblico vediamo Bill Sturbuck appena fuori della porta.
E' un uomo grande, asciutto, agile, millantatore chiassoso e insieme dolce sognatore. Ha in mano un corto bastoncino di salice: la sua arma, il suo cane, la sua bacchetta magica... Tutto il suo orgoglio).
Noah - Chi ha aperto la porta?
Jim - Deve essere stato il vento.(Starbuck affare sulla soglia. Sente le ultime parole di Jim sul vento).
Starbuck - Vento?1 Avete detto vento?... Non c' un alito di vento in tutto il mondo!
Noah - Ma voi chi siete?
Starbuck - Mi chiamo Starbuck... Starbuck! (Vede Lizzie e suoi modi cambiano rapidamente; si toglie il cappello e le fa un inchino tra il galante e l'ironico) Signora della casa... Salve!
Lizzie - (involontariamente) Salve!
Starbuck - Avete un vestito molto grazioso... degno di una festa!
Lizzie - (non lusingata) Non bussate alle porte, prima d'entrare?
Curry - Che c'? Cosa possiamo fare per voi?
Starbuck - Bisogna capovolgere la domanda. Posso far io qualche cosa per voi?
Noah - Non ci pare d'esserci rivolti a nessuno... per alcuna ragione.
Starbuck - Avreste dovuto farlo, signore, avreste dovuto farlo, assolutamente! Avete bisogno di aiuto... siete in un mare di guai. Avete perduto dodici vitelloni nel settore nord della fattoria, e pi di venti in un altro. Le giovenche non si reggono pi in piedi e i vitelli muoiono di fame.
Jim - Sapete un sacco di cose sulle nostre mandrie!
Starbuck - (notando l'occhio di lini) Caspita!... Avete incassato un bel colpo! (A Curry) La fattoria vostra?
Noah - Lui il proprietario, la mando avanti io.
Starbuck - Allora parler con voi. Avete l'aria d'intendervi d'affari, signore. State piantato in terra a gambe larghe, come uno che non si lascia smuovere per poco. Mi piace parlare con un uomo come voi! E cos, cosa intendete fare del bestiame?
Noah - Se sapete che abbiamo perso del bestiame, dovreste saperne anche la ragione. La siccit! Ne avete mai sentito parlare?
Starbuck - Se ne ho sentito parlare?! Ma non si parla d'altro, ovunque io vada. Trovo la siccit da per tutto... ma dove passo porto la pioggia. La pioggia, capite?
Lizzie - Credo che quest'uomo sia pazzo!
Starbuck - Certo! Proprio cos... sono matto! Mi sono svegliato stamattina, mi sono guardato intorno, e mi son detto: Il mondo completamente impazzito! E la sola cosa che pu rimetterlo in sesto, un matto di prim'ordine... un matto perfetto. Beh, eccomi qua... sono un matto! Credo di non essermi presentato... Starbuck, il Mago della pioggia!
Curry - (con aria dubbiosa) Ho sentito parlare dei Maghi della pioggia.
Noah - io ho letto di un Mago; della pioggia... mi pare fosse nell'lndaho.
Starbuck - Che cosa avete letto, signore?
Noah - Non mi ricordo se l'hanno messo dentro o se l'hanno preso a sassate.
Starbuck - (ridendo bonariamente) Forse l'hanno impiccato a un sicomoro!
Noah - Sentite, il mio uomo... niente da fare. Non crediamo ai maghi della pioggia.
Starbuck - In che cosa credete? Nel lasciar morire le bestie?
Jim - Sul serio, potete far venire la pioggia?
Lizzie - Chiacchiera troppo... Non pu far venire niente!
Jim - L'ho chiesto a lui. Potete far venire la pioggia?
Starbuck - Qualche volta l'ho fatto, giovanotto... qualche volta l'ho fatto!
Jim - (eccitato) Dove? come?
Starbuck - (con un gesto del suo bastoncino) Come? Clorato di sodio! Si getta in alto... su nelle nuvole! Si elettrifica la corrente fredda... si neutralizza la corrente calda... si magnetizzano le occlusioni del cielo!
Lizzie - (rivolgendosi a lui, tranquillamente) In altre parole... fandonie!
Starbuck - (accorgendosi di dover contendere con Lizzie e Noah, cambia rapidamente tattica e le d ragione) Signora, avete ragione! Sapete perch quelle che ho detto sembrano fandonie? Perch sono fandonie! Null'altro che fandonie! E vi confesso, mi vergogno di usare certi sistemi.
Jim - Che sistemi usate?
Starbuck - I miei sistemi sono come il mio nome... strettamente personali. Volete sapere le mie condizioni?
Noah - Non c'interessano.
Lizzie - Proprio affatto.
Curry - Quali sono?
Noah - Babbo, non darete ascolto a quest'uomo.
Curry - (tranquillamente, a Starbuck) Si paga niente per sentirle?
Starbuck - Niente. Gratis!
Curry - Allora forza. Che condizioni?
Starbuck - Cento dollari in anticipo... e entro ventiquattr'ore avrete la pioggia!
Jim - (affascinato) Dite sul serio? Della pioggia vera?
Starbuck - La pioggia pioggia, giovanotto. Viene dal cielo, una cosa che bagna e che si chiama acqua. Acqua pura! I mammiferi la bevono, i pesci ci nuotano dentro, i ragazzi ci giocano e gli uccelli, quando viene, sbattono le ali e cantano come al levar del sole! La pioggia! Una cosa divina!
Jim - (convinto) Dagli i cento dollari, Noah!
Lizzie - Noah, non essere un credulone!
Noah - Io? Non aver paura! Non gli d niente!
Jim - Abbiamo la siccit, Noah, Lizzie, la pioggia... ne abbiamo bisogno, un tremendo bisogno.
Lizzie - Non ne verrebbe una goccia... per merito suo!
Curry - Come potete farla venire?
Starbuck - Non mi fate domande.
Lizzie - Perch? E' una domanda onesta. Come potete farlo?
Starbuck - Cosa v'importa come lo faccio, se ci riesco? Ma ve lo voglio dire. Alzer questo bastone, e far un cenno nel cielo... e verr della grandine grossa come noci! Urler qualche vecchia imprecazione del Bebraska, e in un minuto avrete un lago dove c' il pascolo chiuso! O forse canter una breve melodia, cos dolce che vi metterete a piangere, e si metter a piangere anche vostro padre, e il cielo si veler di nuvole e verser le pi belle lacrime che voi abbiate mai visto!... Come far? lo far, e basta!
Noah - Dove avete fatto venir la pioggia di gi?
Lizzie - In che paese? in che Stato?
Starbuck - L'ultimo posto dove ho fatto piovere, adesso si chiama Starbuck! Gli hanno dato il mio nome! Secco? Ma l'arsura era tanto grande che quella povera gente non riusciva a battere gli occhi! Allora io ho tirato fuori la mia ruota magica, il mio tamburo e il mio cappello giallo con tre penne nere. Poi mi sono rivolto al cielo, e ho gridato: Cumuli! Nembi! Cumuli! Nembi!. E poco dopo... ecco laggi una nuvoletta, che sembrava una coda di cavallo... e poco pi in l un'altra come una colonna di fumo... ancora un momento, e tutto il cielo sembra una gran cavalcata di bufali bianchi... e poi la pioggia! La pioggia a secchi, la pioggia a fiumi... che riempiva i solchi, che inondava i prati... e tutto il paese verdeggiante come il Paradiso Terrestre! Quando sono venuto via tutto il cielo era tinto dei pi bei colori., rosso, verde, azzurro, oro... colori meravigliosi! Ed io sono venuto via cavalcando attraverso un arcobaleno... Allora? Concludiamo l'affare...
Curry - Mah... ecco...
Lizzie - (vedendo l'indecisione del fadre) Babbo, no! Quest'uomo un bugiardo e un ciarlatano!
Curry - D'accordo... un bugiardo e un ciarlatano...
Starbuck - Mi rincresce sentirvi dire cos, signori... Allora, tanti saluti... tanti saluti in questa triste sera... (Si avvia verso la porta).
Curry - Aspettate un momento!
Starbuck - Avete detto che sono un ciarlatano!
Curry - Siete un bugiardo e un ciarlatano... ma non ho detto che non avrei accettato l'affare.
Lizzie - Babbo!
Curry - (rapidamente, a Lizzie) Per non ho neppur detto di s!
Noah - Babbo, non vorrete gettar via cento dollari! Come ne potrei render conto nei libri?
Curry - Mettili come una scommessa, Noah! Ho perduto anche di pi a poker certi sabato sera...
Lizzie - A poker le sorti sono eguali!
Curry - Lizzie, conoscevo un vecchio una volta che soffriva d'asma ed era stato da cento medici, ma aveva sempre l'affanno e la tosse. Poi un giorno incontr un ciarlatano bugiardo, che gli prese cinquanta dollari e un orologio d'oro... Per, caso strano, da quel momento il vecchio non toss pi finch non fu spedito all'altro mondo dal calcio di un cavallo.
Lizzie - Questo un ragionamento sciocco...
Starbuck - Vi far un altro ragionamento, signorina Lizzie. Dobbiamo concludere l'affare, perch almeno una volta nella vita bisogna credere a un ciarlatano. Dovete accettare le mie condizioni perch avete dei vitelli moribondi che potrebbero riprendersi e vivere! Perch cento dollari non sono che cento dollari... ma la pioggia in una stagione secca una cosa meravigliosa. Dovete accettare la mia proposta perch avremo una nottata calda e il mondo impazzisce nelle nottate calde... E forse ci sono per questo.
Curry - Starbuck, accetto l'affare!
Starbuck - (sorridendo) Ve lo dicevo! Ero certo che avremmo concluso sin dal momento che sono entrato in questa casa...
Jim - Come lo sapevate?
Starbuck - Ho visto quattro persone e cinque posti preparati per la cena. Mi sono detto: Starbuck, il tuo nome scritto sulla schiena di quella sedia! .
Curry - (con una risata) E ora mangiamo! (Starbuck getta il cappello sull'attaccapanni, avvicina la sedia alla tavola e si mette a sedere per primo. Mentre anche gli altri si siedono...).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
QUADRO PRIMO
(L'interno della casa dei Curry, poco dopo la cena. Noah sta pagando a Starbuck la somma richiesta e conta il denaro sulla tavola da pranzo. Curry li osserva tranquillamente; Jim con occhi accesi dalla meraviglia. Lizzie raccoglie i piatti della cena, ostile a tutta la faccenda).
Noah - (adirato, contando i biglietti) ...settanta, ottanta, ottantacinque... Sono assolutamente contrario a tutta questa storia... Babbo... Curry - (tranquillamente) Continua a contare, Noah.
Noah - Novanta, novantacinque, cento. Ecco i vostri cento dollari.
Starbuck - Grazie, Noah.
Noah - Non ringraziate me... ringraziate lui! (Andando verso la scrivania) E ora scriver nel libro: Cento dollari gettati via! .
Starbuck - No, non dovete scrivere cos. Scrivete: Il ventisette agosto, un uomo si present alla nostra soglia, gli offrimmo ricovero per la notte e una cena degna di un re. Poi gli demmo cento bei biglietti del governo degli Stati Uniti d'America! E in cambio di questa ospitalit, ci fece un piccolo favore... Ci port la pioggia!.(Con un sorriso) Capito? Scrivete cos.
Noah - Non vedo pioggia... per ora.
Starbuck - Mi restano ventitr ore per farla venire!
Noah - Credo in ogni modo sia meglio vi mettiate al lavoro.
Jim - (con fervore) S, Starbuck, incominciate subito!
Starbuck - Non vi agitate! La pioggia, cari miei, viene alla gente che non si agita! (Mettendosi al lavoro) Ditemi un po' che pioggia volete?
Jim - Volete dire che possiamo scegliere?
Starbuck - Certo, potete scegliere! C' pioggia di tante specie... C' la pioggetta e la pioggerella... Ma penso non ve ne sapreste che fare. Di solito la mostro gratis, come campione... Vi sono le spruzzatine, buone per i fiori nei giardini delle vecchie signore... Vi sono gli acquazzoni d'aprile, che posso far venire anche in maggio... C' la pioggia coi tuoni, la pioggia con la grandine, la pioggia dei temporali che scroscia rotolando dalle cime delle montagne, e poi c' quella pi forte di tutte, cio il diluvio! (Con modestia) Ma non chiedetemi il diluvio, perch una cosa molto difficile!
Jim - Che specie potete darci per cento dollari?
Starbuck - Avete solo da scegliere, e la far venire.
Lizzie - Si vanta talmente che mi d mal di stomaco!
Starbuck - Sentite, cari miei, se anche voi pensate cos il mio lavoro sar molto duro! Dove non c' fiducia, non viene pioggia!
Lizzie - Non ne dubito!
Starbuck - Beh, lei non ci crede. E voialtri?
Noah - Cosa volete dire? Naturalmente non ci j crediamo.
Starbuck - Allora, cambio idea. Non ne facciamo niente. Eccovi i vostri soldi! (Adirato, sbatte il denaro sulla tavola. Gli altri lo guardano stupiti).
Curry - Noah, ti prego, abbiamo fatto un contratto: deciso; cerca di stare alle regole.
Noah - (esasperato) Alle regole? Cosa dovrei fare, secondo lui?
Starbuck - Voglio mi comprendiate, Noah. Per far venire la pioggia, ci vuol molta fiducia. Se non vi fidate di me... anch'io perdo' fiducia in me stesso!
Noah - Oh, ecco! Se la pioggia non viene, sar colpa nostra! Ebbene, no... non abbiamo fiducia!
Lizzie - Potete carpirci del denaro, ma nient'altro!
Starbuck - (adirato) Queste non sono le disposizioni adatte!
Jim - (risolutamente) Io ho la disposizione giusta... Riprendete il vostro denaro.
Starbuck - No. Potrei aver bisogno d'aiuto...
Jim - V'aiuter io... e anche il babbo.
Starbuck - (accennando a Noah) Ma lui no!
Noah - (a Starbuck) Che specie d'aiuto?
Starbuck - Oh, nulla che non possiate fare. Ma voi, signora... avete fiducia in me?
Lizzie - No, affatto.
Jim - Non abbiamo bisogno di lei, Starbuck... riprendete il vostro denaro! (Starbuck lo riprende) Allora? Cosa dobbiamo fare?
Starbuck - Ecco, quello che vi chieder, non ha nessun senso, ma che senso c' in un uragano o in un'alluvione?
Jim - Nessuno!
Starbuck - Appunto! Allora ecco ci che dovete fare. (Si avvicina alla finestra e indica fuori) Vedete quel mio vecchio carrozzone? In quel carrozzone ho un grosso tamburo dal tono molto cupo. Qualcuno deve suonare quel tamburo!
Noah - Suonare il tamburo? Perch?
Starbuck - Non fate domande!
Jim - (che entrato nel gioco) E non cercar di ragionare!
Starbuck - Cosi va bene, Jimmy! Chi vuol suonare il tamburo?
Jim - (con impeto) Io! Lo suono io!
Starbuck - Jim, sarete il mio primo aiutante. Adesso andate l fuori, e ogni qualvolta ve ne sentite l'estro, suonate il tamburo tre volte... Buum... buum... buum... cupamente, come il tuono. Capito?
Jim - Benissimo! Ogni volta che me ne sento l'estro?
Starbuck - Appunto!
Jim - (con fervore) Quando si comincia?
Starbuck - Abbiamo gi cominciato... (Jim esce in fretta e Starbuck si volge a Curry) Signor Curry, voglio che stiate bene attento. In quel carrozzone, ho un secchio di vernice bianca. Non la solita vernice, una cosa speciale. E' della vernice bianca elettro-magnetizzata, ossigenata, decromatizzata. Ora voi dovete andar fuori e dipingere una gran freccia bianca con la punta che s'allontani dalla casa. Ci si fa perch la casa non sia colpita dai fulmini.
Curry - (con un sorriso di traverso) Questa sembra una cosa ragionevole...
Starbuck - (facendo finta di parlare tra s ma guardando Noah di sottecchi) Ora... peccato che qui non ci sia un mulo!
Noah - (brontolando) Un mulo c'.
Starbuck - Avete un mulo? Magnifico! Proprio quello che ci vuole! Noah, prendete un pezzo di corda forte, e andate a legare insieme le zampe posteriori di quel mulo.
Noah - Cosa? Legare le zampe posteriori del mulo? Perch diavolo mai?
Starbuck - Vi prego. Vi prego... fate come vi dico!
Noah - No, non ci vado.
Curry - Su, Noah...
Noah - Roba da matti! Legar le zampe posteriori a un mulo! (Noah esce sbuffando. Curry sta per seguirlo quando la voce di Lizzie lo ferma).
Lizzie - Babbo... aspettate! (Curry si ferma e Lizzie si volge verso di lui livida di rabbia) Babbo, mi vergogno per voi! Sono rimasta qui, senza dire una parola, per vedere fino a che punto vi sareste lasciato prendere in giro da quest'uomo...
Curry - (tranquillamente) Non pu prendermi in giro pi di quanto mi prendo in giro io stesso!
Lizzie - Dov' il vostro buon senso? Cercate di conservarne un po'!
Curry - Vorresti che seguissimo quest'individuo fino a mezza strada? Be', questo no. Dobbiamo andare fino in fondo, dargli ogni possibilit, senza pensare se saremo imbrogliati, e se rideranno di noi. Far quello che mi chiede. (A Starbuck, guardandolo seriamente) Avete detto una freccia bianca?
Starbuck - (esita un momento, poi rendendo con calma lo sguardo a Curry risponde serio, quasi con rispetto) S, una freccia bianca, Curry.
Curry - Va bene.
Starbuck - (con un'ombra di disperazione nella voce) Per mille diavoli, non sprecherete i vostri soldi inutilmente... fosse questa la mia ultima impresa.
Curry - (tranquillaniente, quasi con dolcezza) Non vi agitate, giovanotto.
Starbuck - Non mi agito, sono tranquillo.
Curry - Cos va bene, bisogna aver fiducia. (Curry esce. Si sente venir da fuori il primo cupo suono del tamburo).
Starbuck - (chiamando Jim) Ohe, Jim! Non dovete battere il tamburo... dovete farlo rombare.
Voce di Jim - (immedesimandosi sempre pi nella cosa) Debbo farlo rombare! (Si sente di nuovo il tamburo. Lizzie sbuffando di collera si volge a Starbuck).
Lizzie - Be', scommetto sarete arcisoddisfatto di voi stesso!
Starbuck - (sorridendo' tranquillamente) Ma s, abbastanza...
Lizzie - (furiosa) Non vi basta rubare il nostro denaro, dovete anche farci fare i burattini! Perch li avete mandati a fare quelle sciocchezze? Perch? A quale scopo?
Starbuck - Forse pensavo fosse necessario.
Lizzie - Sapete benissimo che non necessario! Lo sapete!
Starbuck - Forse li ho mandati fuori perch volevo parlare con voi, da sola.
Lizzie - (sempre pi in collera) Allora perch non dirlo semplicemente: Lizzie, vi voglio parlare, da sola; da uomo a uomo! .
Starbuck - (tranquillamente) Da uomo a uomo, Lizzie?
Lizzie - (mordace) Scusate, mi sono sbagliata... Voi non siete un uomo!
Starbuck - (offeso, ma controllando la sua collera) Lizzie, posso farvi una piccola domanda?
Lizzie - No!
Starbuck - Ve la far lo stesso. Perch tormentate i bottoni del vostro abito?
Lizzie - Perch tormento... Sciocchezze! (Smette di farlo).
Starbuck - (tranquillamente, con dolcezza) Lasciateli stare... Son tutti abbottonati bene, con la massima esattezza... E il vestito molto grazioso, nuovissimo, eh? Aspettavate qualcuno?
Lizzie - Non sono affari vostri.
Starbuck - Quando una donna si mette in ghingheri vuol dire che aspetta il suo innamorato... Dov'? Si sta facendo tardi...
Lizzie - (esplodendo) Non aspetto nessuno!
Starbuck - Ah, capisco... L'aspettavate, ma ora non l'aspettate pi. E' cos?
Lizzie - Signor Starbuck, avete una sfacciataggine... (Si avvia verso la scala. Starbuck la prende per un braccio).
Starbuck - Aspettate un momento...
Lizzie - Lasciatemi stare!
Starbuck - (con fare teso) Quello che volevo veramente chiedervi prima, non aveva nulla a che fare coi bottoni... Era questo: dal primo momento ch'io sono entrato in questa casa, mi avete detestato. Perch?
Lizzie - V'ho detto lasciatemi stare!
Starbuck - (lasciandole il braccio) M'avete detestato... Perch? E perch v'inalberate come un cavallo impaurito?
Lizzie - Non sono affatto impaurita, signor Starbuck! Siete entrato qui e in un attimo avete notato ogni cosa... Ora non mi piace essere scrutata da un ciarlatano.
Starbuck - (infastidito) Un momento! M'avete stancato... Perch non volete prendere il mio lavoro sul serio? Perch continuate a chiamarmi ciarlatano?
Lizzie - Vi chiamo col vostro nome... Un gran bugiardo e un truffatore.
Starbuck - (intensamente) Come sapete che io sono un bugiardo? Chi v'ha detto che io sia un truffatore? Forse proprio vero che io posso far venire la pioggia... E' possibile che quando sono nato, Dio abbia mormorato alcune parole magiche al mio orecchio, e m'abbia detto: Bill Starbuck, non avrai molte cose in questo mondo! Non avrai moglie, non avrai figlioli, non avrai una casetta in mezzo al verde dove far ritorno... Per, Bill Starbuck, ovunque passerai porterai la pioggia! . E forse questa l'unica mia fortuna...
Lizzie - Non ci sono fortune simili al mondo!
Starbuck - Ci sono fortune anche pi straordinarie! Ho un fratello che medico. Non c' bisogno di dirgli il vostro male: entra, vi mette la sua mano sul cuore... e dopo pochi minuti siete guarita! E ho un altro fratello che sa cantare... e quando canta, la sua canzone vera... diventa la vostra vita, per sempre... (Co passione) E una volta pensavo: perch non sono anch'io benedetto come Fred e Arny? Perch debbo essere un uomo da nulla, senza alcun potere? E poi un'estate venne la siccit... E Fred non la poteva mandar via e Arny non la poteva far cessare coi suoi canti... E io, andai gi nel fondo della valle, alzai la testa e gridai: Pioggia, t'invoco, pioggia, vieni! . E la pioggia venne ed io seppi... seppi d'aver anch'io il mio dono. (Calmandosi, come infastidito con se stesso) Questa una storia... Non importa se non ci credete. (Una pausa. Lizzie un po' influenzata dalla storia, ma non lo vuole ammettere. Reagisce con un certo sforzo).
Lizzie - Infatti non ci credo!
Starbuck - Siete come Noah: non credete a nulla.
Lizzie - Non vero!
Starbuck - S, cos. Avete paura di credere in qualcosa! Vi siete messa il bel vestito... e l'innamorato non venuto... E avete paura che non venga mai nulla! Non avete fede!
Lizzie - (con impeto) Ne ho quanto ne hanno tutti!
Starbuck - Non sapete nemmeno cosa sia! Ma io ve lo dir. E' credere nel bianco, quando i vostri occhi vedono' nero... E' sapere... nel profondo del cuore.
Lizzie - Io so che siete un imbroglione!
Starbuck - (con commiserazione) Lizzie, mi fate pena! Non credete in nulla... neanche in voi stessa! Non credete nemmeno di essere una donna... e se non lo credete, non potete esserlo! (Starbuck si volta ed esce dalla forta. Lizzie rimane ferma con le sue farole ancora nelle orecchie. Ne rimasta profonda-mente turbata. Il caldo le sembra insopportabile. Da fuori giunge il suono del tamburo.. Buum... Buum... Buum!).
Lizzie - (agitata, debolmente) Jimmy, ti prego! Ti prego, basta! (Ma ]im non la sente. Il tamburo continua. Lizzie corre su per la scala, mentre la luce si attenua).
QUADRO SECONDO
(La luce ritorna e vediamo linterno dellufficio del giudice. La stanza debolmente illuminata da una lampada sulla scrivania di File e dal chiaro di luna che entra dalla finestra; File sdraiato sul divano di cuoio, e guarda distrattamente il soffitto. Finalmente s alza e si stiracchia. E' scontento ed annoiato. Prende un cartone e si sventola una volta o due, poi getta via il cartone. Si apre la porta ed entra il giudice).
File - Niente di nuovo?
Il Giudice - Proprio niente. Allora sono andato un momentoa casa... Nessuna chiamata?
File - (guardando una carta sulla scrivania) Hanno chiamato da Peak Junction, per dire che quell'individuo, Tornado Johnson, stato visto dirigersi da queste parti. Poi venuta la vecchia signora Keely, e ha detto di aver sentito il tuono.
Il Giudice - Come possibile? E' sorda come una campana!
File - Era sembrato anche a me di sentirlo... Ma era troppo regolare. (In lontananza si sente il tamburo d firn).
Il Giudice - S, ecco... No, questo non il tuono.
File - Per c' molta elettricit nell'aria. La sento nei capelli.
Il Giudice - Anch'io nei miei. (Osservando attentamente File) Phil Mackie dice che sono stati qui i ragazzi Curry?
File - Ah, s... m'ero dimenticato.
Il Giudice - Niente d'importante?
File - ...No.
Il Giudice - Phil Mackie dice che Jim Curry uscito di qui con un occhio pesto.
File - Ah, s?
Il Giudice - S, e pare che non l'avesse quando entrata... Cosa successo?
File - (in uno scoppio di collera) Dite a Phil Mackie che s'impicci dei fatti suoi!
Il Giudice - (sorpreso. Un po' risentito) E io dei miei, eh?
File - Scusatemi, giudice... (Resta un momento pensieroso; poi) Giudice... ci ho ripensato... ho cambiato idea.
Il Giudice - A proposito di che?
File - Quel cane di cui mi parlavate.
Il Giudice - Avete cambiato' idea, eh?
File - S. Se non ritirate l'offerta, mi piacerebbe averlo.
Il Giudice - (imbarazzato) Be', vi dir, File... Mi avevate detto di no... allora venuto a casa il piccolo Bobby Easterfield e mia moglie l'ha dato a lui. Mi dispiace, File.
File - Oh, non fa niente.
Il Giudice - Cosa v'ha fatto cambiare idea, File?
File - (evasivamente) Oh... non lo so...
Il Giudice - Niente a che fare coi Curry, per caso?
File - Perch diavolo ci dovrebbero entrare i Curry col mio volere un cane?
Il Giudice - Be'... C'entrano o no?
File - (dopo un momento d'esitazione) E va bene... C'entrano.
Il Giudice - File, perch non smettete d'arrovellarvi il cervello? Se volete uscire una buona volta da questo pasticcio, perch non lo fate? Perch non andate a trovare la ragazza Curry?
File - No. Non ho pi voglia di farmi prendere in giro da una donna. Basta!
Il Giudice - Perch siete stato sfortunato con una non detto che k dovete essere con tutte!
File - Non ho voglia di andarla a trovare e rimaner l dritto impalato...
Il Giudice - Potete mettervi a sedere. Parlare...
File - Preparo tanti discorsi nella testa, ma restano tutti l...
Il Giudice - Fateli uscire, perbacco!
File - (decidendosi improvvisamente) Vi rincresce se me ne vado per un'ora?
Il Giudice - Prendetevi due ore... Prendetevi tutta la serata.
File - Oh, no... Ne avr anche troppo di un'ora (File esce. Il giudice lo segue con uno sguardo benevolo. La luce si attenua).
QUADRO TERZO
(La luce ritorna e rivediamo la stanza di soggiorno dei Curry, momentaneamente vuota. Dal di fuori viene il suono del tamburo di Jim. Curry entra dalla porta del cortile, portando un secchio di vernice, bianca e un pennello. Ha la faccia e i vestiti sporchi di vernice. Tutto curvo dopo aver dipinto la freccia, depone distrattamente il secchio e il pennello sul pavimento. D'improvviso si rende conto che il secchio macchierebbe il piancito, lo riprende e lo mette fuori della porta. Rientra subito e guarda il pavimento macchiato. Si avvia con aria contrita verso la cucina, vi prende un asciugamano e ritorna a pulire la macchia. Mentre sta per strofinare il pavimento con l'asciugamano, sembra rendersi conto che non si usano gli asciugamani puliti per togliere le macchie di vernice. Getta via l'asciugamano, s'inginocchia per terra e cerca d pulire il pavimento con la sua camicia. Noah entra silenziosamente. E' stato trattato male dal mulo recalcitrante e zoppica un po'. Si ferma vedendo il padre e l'osserva. Voi).
Noah - Aveva detto di dipingere la freccia fuori, non sul pavimento.
Curry - Non dipingo il pavimento. Lo pulisco (Si alza e Noah lo guarda a lungo).
Noah - Avete il viso tutto sporco di vernice.
Curry - Lo so.
Noah - E anche il vestito.
Curry - S, lo so.
Noah - A vedervi si direbbe che non avete mai usato un pennello in vita vostra.
Curry - (confuso) Non ho visto il cespuglio.
Noah - Quale cespuglio?
Curry - (infastidito) Dipingevo, a ritroso e d'un tratto ho inciampato in quel maledetto cespuglio, rovesciato il secchio e sporcato tutto quanto... (Noah attraversa la stanza allontanandosi dal padre e Curry vede che zoppica un po') Cos'hai che zoppichi?
Noah - Non zoppico affatto.
Curry - Il mulo ti ha tirato un calcio? (Noah grugnisce) Forte?
Noah - (seccato) Forte o no, il calcio d'un mulo sempre il calcio d'un mulo... (Si siede presso la tavola e si mette a lavorare sui suoi libri. D'un tratto, dal di fuori, pi forte che mai giunge il suono del tamburo. Noah va alla finestra e grida fuori molto infastidito) Jim, per amor del cielo, vieni dentro e smetti di suonare quel tamburo! (Il suono del tamburo cessa e Curry sorride).
Curry - Credo che ci si diverte.
Noah - Oh, certo. Gli toccato il lavoro pi facile di tutti.
Curry - Be'... Lui il primo aiutante...(Jim entra portando il tamburo pi grosso del mondo. S ferma sulla soglia sorridendo sarcasticamente. Gli altri lo guardano. Lui suona un'altra volta il tamburo, gustando il frastuono).
Noah - Jimmy, smettila!
Jim - Lui ha detto che lo debbo suonare ogni volta che mi ci sento spinto...
Curry - (con tolleranza) Be', Jimmy... prova un po' a resistere alla spinta... Te ne saremmo grati.
Jim - Santa pace, babbo, avete tutto il viso sporco di vernice.
Curry - (fingendo sorpresa) Oh, davvero?
Jim - S... e anche la camicia.
Curry - Ma guarda un po'!
Jim - Perch non vi ripulite? Cos, avete un'aria sciocca.
Curry - Neanche tu hai l'aria molto sveglia, con quel tamburo.
Jim - Cosa ne debbo lare?
Noah - (esasperato) Per l'amor di Dio, non essere tanto sciocco!
Jim - (offeso e in collera) Noah, non dirmi cos! (Silenzio. Posa il tamburo).
Curry - Io ancora non ho visto... Nessuno di voi ha visto una nuvola?
Noah - Ma neanche l'ombra! E non ve l'aspettate!
Jim - Perch no? Chi lo sa...
Noah - Tu non lo sai, ma io s!
Jim - Io credo che riuscir a far venire la pioggia! Ho guardato nel suo carrozzone... Ci sono tante specie di ruote, di bandiere, un trombone, dei razzi...
Noah - Tutta la roba che serve a un ciarlatano... Ma nulla che abbia il potere di far venire la pioggia!
Jim - Ti sbagli, Noah! (Jim si avvicina all'armadio della biancheria e lo apre).
Curry - Cosa cerchi nell'armadio di Lizzie?
Jim - Lui m'ha chiesto se poteva passare la notte nella stanza di sgombero e gli ho detto di s. Pensavo d dargli qualcosa perch potesse dormirci.
Noah - Ti metti proprio in quattro per fargli piacere, eh?
Jim - Perch no? Mi piace.
Curry - Strano... Anche a me.
Noah - (disgustato) Certamente ha saputo darvi la polvere negli occhi!
Jim - Io stavo l fuori col tamburo aspettando di sentirmi ispirato a suonare e lui mi si avvicinato ed abbiamo parlato insieme un pezzo.
Noah - Che cosa ha cercato di venderti, stavolta?
Jim - (difendendo strenuamente Starbuck) Niente! Proprio niente! Mi si avvicinato cos... Io stavo guardando il cielo e lui m'ha chiesto: A che pensate, Jim? ... tutto serio, quasi come se fosse in collera.
Curry - E tu, cosa gli hai detto?
Jim - (con importanza) Gli ho detto: A nulla d'importante.
Curry - ...Un buon modo per attaccar discorso...
Jim - E cos, senza accorgermene, gli ho raccontato tutto di me e gli ho detto di Lizzie, come russa forte la notte... Gli ho perfino detto di Smockie!
Noah - Ah, s?
Jim - S. Gli ho chiesto: Che cosa pensate di una ragazza, che porta degli abiti vistosi e si mette il I rossetto sulle labbra e porta sempre un cappellino rosso?. E sapete cosa m'ha risposto? (Trionfalmente) Non giudicate mai una giovenca dal modo come muove la coda! .
Curry - (reprimendo un sorriso) Mi pare un buon consiglio.
Jim - Certo! E poi m'ha detto: Cosa ne pensate del mondo? . E io gli ho detto: Presto si gonfier tutto e ci scoppier in faccia . E sapete cosa m'ha risposto? (Questa per lui la cosa pi straordinaria) Ha detto: E' gi successo prima d'ora... Pu accadere di nuovo! .
Noah - Lo vedi? Sapevo che avrebbe cercato di vendertene una lista.
Jim - (seccato) Noah, capisco quello che vuoi dire! Vuoi dire che cercava di farmi sentir furbo... e non lo sono!
Noah - Oh, sta' un po' zitto!
Jim - No, non voglio star zitto!
Noah - Ma che diavolo t'ha preso?
Jim - E ho pensato una cosa, Noah. Lo sai quando che io mi sento scemo?
Noah - Quando?
Jim - Soltanto' quando parlo con te! Perch diavolo mai, Noah? (Lizzie scende dalla scala).
Curry - Lizzie... credevo fossi andata a letto.
Lizzie - Ci si arrostisce lass!
Curry - Peccato non avere uno di quei ventilatori...
Lizzie - Non soltanto il caldo... Jimmy e quel suo tamburo...(Suona il telefono. Noah va a rispondere. Starbuck affare alla finestra).
Noah - Pronto... Chi?... No, non c'.(Riattacca bruscamente).
Jim - Chi era?
Noah - Chi altro potrebbe aver la sfacciataggine?
Jim - Smookie! Noah, lei voleva me!
Noah - E allora?
Jim - (in collera) Perch hai riattaccato?
Noah - T'ho risparmiato la fatica!
Jim - Se mi chiama al telefono, non devi rispondere che io non ci sono! Lo posso fare da me!
Noah - Come puoi dirle da te che non ci sei? Ragiona!
Jim - Pu darsi che io non sappia ragionare, per capisci lo stesso cosa voglio dire!
Noah - (irritato) Senti, Jimmy! Se proprio ti vuoi scottare, non hai che da richiamarla tu.
Starbuck - (con indifferenza studiata) Ha ragione, Jimmy. Non avete che da richiamarla.
Noah - E voi non v'immischiate!
Starbuck - Davo ragione a voi, Noah.(A Jim) Potete richiamarla subito.(Un momento di indecisione penosa da parte di Jim, che guarda prima Starbuck, poi suo fratello. Noah rimane piantato dar vanti al telefono. Starbuck con tono di calmo ma pressante incoraggiamento) Forza, ragazzo!
Jim - (guardando Noah, cominciando ad esitare) Io... non so il numero del suo telefono.
Starbuck - Basta chiederlo alla signorina.
Jim - (tristemente, p avvilito che in collera) Lasciatemi in pace, Starbuck.
Starbuck - Andiamo, su! (Jim si allontana. Starbuck si volge a Curry) Una parola vostra lo potrebbe aiutare...
Curry - (tranquillamente) Ce la far da solo, Starbuck.
Starbuck - (vedendo che Curry non vuole intervenire, si avvicina rapidamente a Lizzie) Lizzie, dite a Jim che telefoni!
Lizzie - (con difficolt) Starbuck, vi saremmo tutti grati di non immischiarvi dei fatti nostri.
Starbuck - (schiacciato) Scusatemi... Forse sono uno sciocco! (Si volta rafidamente e se ne va nella stanza di sgombero. Un momento di silenzio pesante. Voi Lizzie nota le cose tolte dall'armadio).
Lizzie - Che fa qui questa roba?
Curry - Era per Starbuck. Jim gliela voleva portare nella stanza di sgombero... se ti sembra bene.
Lizzie - Benissimo. Portagliela, Jim.
Jim - Ora non ne ho pi voglia.(Tutto sconvolto, non volendo ritrovarsi in faccia a Starbuck, n rimanere con i suoi parenti, sale rapidamente la scala).
Lizzie - (tranquillamente) Noah, non l'avresti dovuto fare.
Noah - (sentendosi in torto. Scontento) Qualcuno doveva farlo!
Lizzie - Ma tu ci hai preso gusto.
Noah - Non vero! (Offeso, esplodendo) Per amore del cielo, che qualcuno1 mi tolga questa famiglia dalle spalle... Non so pi come mandarla avanti!
Curry - Non devi mandare avanti la famiglia, Noah... Soltanto la fattoria.
Noah - Sono tutt'una cosa! Se non vi piace come faccio io...
Curry - (interrompendolo) Non dire cos! Ci sono molte cose che fai veramente bene...
Noah - (in uno sfogo doloroso) E allora perch non mi volete ascoltare? Cerco di tenere insieme la famiglia... Cerco d'evitare i dispiaceri che ci verrebbero da certi sbagli... e cosa ottengo? Null'altro che sguardi torvi e lamentele! (Con passione) Ma perch... perch?
Curry - Proprio perch vuoi mandare avanti la famiglia come la fattoria.
Noah - Non c' altro modo!
Curry - Noah, quando avevo la tua et, non mi prendevo un minuto di riposo, come fai tu. Tua madre mi diceva: Harry, non ti affannare... fermati un attimo per tirare il fiato! . Be'... quando morta, ho dato retta a lei... per via di voi tre figlioli. Ho voluto godere un po' la mia famiglia... (Tranquillamente, con autorit) E mi sono accorto di una cosa, Noah... se le lasci vivere, le persone corrispondono meglio del bestiame...
Noah - (con risentimento meschino) Non siate tanto fiero di come ci avete lasciato vivere, babbo. (indicando Lizzie) Guardate lei... e non siate tanto fiero!
Curry - (risentito, con apfrensione) Cosa vuoi dire, Noah?
Noah - Meglio lasciar perdere... ma pensateci sopra! (Noah esce pieno di rabbia fredda. Segue un lungo silenzio. Quando Curry s rivolge a Lizzie, lo fa senza guardarla in viso. C' una profonda preoccupazione nella sua voce).
Curry - Lizzie, cosa voleva dire?
Lizzie - (evasivamente) Non lo so... Non gli badate, babbo. (E' irrequieta, nervosa, il suo umore mutevole tra il desiderio di trovare un nuovo scopo nella sua vita, e il bisogno di nascondere questo desiderio... magari ridendo di se stessa, ridendo del mondo... di qualsiasi cosa...). Non so se ho fame o se ho sete... Volete mangiare qualcosa?
Curry - No, grazie. Noah sembrava alludere a qualche mio grosso sbaglio riguardo a te, Lizzie. Che ho fatto?
Lizzie - (ridendo forzatamente, quasi con aria d sfida) Ma niente! Io sono perfetta! Lo sanno tutti che io sono perfetta! Una buona ragazza... brava donna di casa, intelligente, onestissima... talmente onesta che a momenti ne muoio! Proprio non volete un sandwich?
Curry - (perplesso dal suo modo di fare. Pi decisamente di prima) No, grazie.
Lizzie - Se vuoi un uomo, devi saperlo come si prende un uomo. Ecco quello che ha detto Noah. (Ridendo) Non una sciocchezza? Sembra un indovinello!
Curry - (con dolcezza) Non ci pensare, Lizzie...
Lizzie - (protestando troppo) Pensarci? Ma neanche per sogno... (Bruscamente) Babbo, sapete cosa m'ha detto quell'individuo... Starbuck?
Curry - (tranquillamente) Che cosa, Lizzie?
Lizzie - No... perch ripeterlo? Un uomo come quello... Se si badasse a tutto quel che dice la gente... (Bruscamente) Perch non piove? Ci vorrebbe un'inondazione... (Con improvvisa allegria) Un'inondazione immensa... La fine del mondo... Trada-l!... Addio tutto! (Improvvisamente seria) Babbo, come pu una donna imparare ad essere una donna?
Curry - Non hai bisogno d'imparare! Sei una donna!
Lizzie - (ecco il suo grido che prorompe) Starbuck dice di no! (Un attimo di silenzio sorpreso da parte di Curry).
Curry - Se Starbuck non sa vedere la donna in te, vuol dire che cieco!
Lizzie - E' cieco File? Sono tutti ciechi? (Pi dolorosamente) Babbo, voglio essere un'altra... almeno per un po' di tempo!
Curry - Vuoi andare gi al Club Sociale ed essere Lily Ann Beaslev... questo che vuoi?
Lizzie - Lily Ann Beasley sa cavarsela, almeno...
Curry - Allora chiamala al telefono, e va' insieme a lei!
Lizzie - (con aria di sfida) Lo far! Vedrete se non lo far! Mi comprer tanti vestiti nuovi... scollati fin quaggi, e del rossetto per le labbra... e mi tinger la bocca a forma di cuore!
Curry - Bene!... Avanti pure... Conciati come una stupida bertuccia!
Lizzie - Non sar io ad aver l'aria stupida... sar un'altea persona! Non ci si pu mostrare come si ... Non si pu essere onesti!
Curry - (con collera) Tu non potresti essere altrimenti!
Lizzie - Ah, no?... Non credete?... Pensate sia difficile? Ma facilissimo! Guardatemi... facilissimo... state a vedere! (Attraversa la stanza dondolandosi voluttuosamente sulle anche. Quando parla lo fa con una stupida vocetta frammista a risatine, imitando Lily Ann. Rivolta ad un uomo immaginario) Oh, Phil Mackie!... Ma che bel giovanottone siete! Dei capelli cos biondi e ricci... dei denti cos bianchi! Posso contarvi i denti? Uno, due, tre, quattro, oho! ohi!... no!... Non dovete mordere! E questi muscoli. Uhhh! Duri come la pietra... Ecco, proprio!... duri come la pietra! Oh, no!... non mi fate il solletico!... non mi fate il solletico... o la povera piccola Lizzie dovr morire per forza! (Sghignazza fragorosamente, e mentre continua questa commedia si lascia prendere da un convulso di risa. Curry, vedendo che involontariamente satirizza proprio ci che si proponeva di fare, si unisce alla sua risata. Mentre si svolgeva questa scena non si sono accorti dell'apparire di File sulla porta. Egli ha assistito a quasi tutta la improvvisazione di Lizzie)
File - Buonasera.(Nella stanza cessano le risa. Lizzie rimane pietrificata dalla mortificazione).
Curry - Salve, File! Venite avanti.
File - E' tardi... Forse disturbo.
Curry - No... no! Stavamo... Be', non so proprio cosa facevamo... Ma venite avanti!
File - (entrando. Tranquillamente) Buona sera, Lizzie.
Lizzie - Buona sera, File.
File - Non c'... ehm! Non c' segno che questa siccit voglia finire, mi pare...
Lizzie - Oh, no... Proprio nessun segno.
File - (imbarazzato, a Curry) Curry, ho ripensato a quel piccolo incidente tra me e Jimmy... Al suo occhio pesto, e... Insomma, volevo chiedervi scusa. Mi dispiace.
Curry - (con un sorriso mal celato) L'avevate gi detto oggi, File.
File - Ma non a Jim.
Curry - E' vero... a lui no. (Con un rapido sguardo a Lizzie) E' di sopra... Ora ve lo mando. (Si avvia rapidamente per la scala. Ma Lizzie, vedendo l'in-tenzione di suo padre di lasciarla sola con Vile, corre alla scala e, tutta innocente, chiama fini).
Lizzie - Oh, Jim!... Jimmy, puoi venir gi un momento?
Curry - (con indifferenza studiata) Non importa, Lizzie... Andavo su lo stesso. (E senza lasciare il tempo di protestare, scompare. Lizzie e File si accorgono della manovra di Curry. Tutti e due rimangono penosamente imbarazzati, incapaci di guardati \ in viso).
Lizzie - (tanto per rompere il silenzio) Posso darvi una tazza di caff?
File - No, grazie... Ho cenato da poco.
Lizzie - (imbarazzata sentendo parlar di cena) Gi... gi, naturalmente...
File - Non volevo nominar la cena... Scusatemi...
Lizzie - Volete una bella limonata ghiacciata?
File - No, grazie.
Lizzie - (sulle spine. Tanto per dire qualcosa) Faccio la limonata coi fiori di tiglio... Ma allora, I veramente, non si dovrebbe pi chiamare limonata... Che ve ne pare?
File - (generosamente, cercando di farla sentire a suo agio) Potete chiamarla come volete. Non c' una legge che lo proibisca.
Lizzie - No... Per si dovrebbe dire tigliata, non vero'?
File - Gi... E' proprio cosi.
Lizzie - (imitando il suo tono risoluto) E' proprio cos! (Un silenzio rinfacciato. Non sanno pi cosa fare. Finalmente compare Jim. Scende rapidamente la scala tutto contento che Vile sia venuto).
Jim - M'hai chiamato, Lizzie? Salve, File!
File - Salve, Jim... Oh, che brutto occhio! Sono venuto a dirvi che mi rincresce.
Jim - (espansivamente) Non ci pensate pi, File! Quel che passato passatoi.
File - Sono contento la pensiate cos.
Jim - Oh, certo, certo...(Altro silenzio imbarazzato. Il sorriso di Jim riempie tutta la stanza. Egli guarda da uno all'altra senza saper cosa dire e senza saper come cavarsela. Improvvisamente) Bene... Bene!... Siete qui, eh, File (Silenzio. Con entusiasmo) Ecco!... Siete proprio qui! (In un impeto di contentezza d un gran colpo al tamburo e si precipita fuori della porta. Dietro a lui rimane il vuoto).
File - Era quel tamburo di Jim che si sentiva?
Lizzie - S.
File - (sorridendo) Non sapevo che s'occupasse di musica!
Lizzie - (sorride anche lei allo scherzo) Oh!... Non vi volete sedere un momento?
File - (indicando nella direzione di Jim e di Curry) Credo abbiano capito tutti e due che non dicevo la verit...
Lizzie - La verit?... Su che cosa?
File - Non sono venuto qui per fare le scuse a Jim.
Lizzie - E allora perch siete venuto, File?
File - Per togliermi una cosa dallo stomaco! (Sempre pi impacciato) Quest'oggi... vostro padre... credo... (Decidendosi) Insomma, in citt circola la falsa opinione ch'io' sia vedovo... Non vero.
Lizzie - (tranquillamente, cercando di facilitargli le cose) Lo so, File.
File - So che lo sapete... Ma ve lo dovevo dire.
Lizzie - Non c' bisogno che ne parliate se non...
File - (interrompendola bruscamente) S, c'! Sono venuto per dire la verit. Ho voluto sempre negare d'essere divorziato... Be', allora lo ammetto... e basta! (Con violenza) Adesso sono in pari con tutti...
Lizzie - (pacatamente) Credete proprio?
File - S, certo! E d'ora innanzi, se voglio starmene solo, per conto mio... questo1 non deve interessare nessuno! (Ha detto ci che credeva esser venuto per dire. Avendolo fatto, si gira sui tacchi e fa per andarsene. Ma Lizzie lo ferma).
Lizzie - (bruscamente) Aspettate un momento! (Lui si rivolta) Vi sbagliate in pieno.
File - Mi sbaglio? Perch?
Lizzie - (con calore) Perch una cosa che interessa tutti...
File - Come sarebbe a dire?
Lizzie - Dovete qualche cosa alla gente...
File - Non debbo niente a nessuno!
Lizzie - Oh, s...
File - Che cosa?
Lizzie - (sconvolta, impacciata) Non saprei dire... Forse dell'amicizia. Se qualcuno vi tende la mano, non lo potete ignorare... dovete stringergliela...
File - Per che ragione?
Lizzie - (prorompendo) C' troppa gente sola... Se avete la fortuna che qualcuno vi voglia per amico...(Con un grido) Non dovete respingerlo! (Silenzio. Egli resta turbato da ci che lei ha detto. E tanto pi dal modo impersonale in cui l'ha detto).
File - Questo... questa non una cosa che noi due possiamo decidere cos... in due minuti.
Lizzie - (con voce tremula) No...
File - Ci vorr un po' di tempo...
Lizzie - S.(Sembra su loro sia caduto un incanto. Viene interrotto improvvisamente dall'ingresso di Noah dalla porta principale. Egli resta sorpreso nel vedere Vile).
Noah - Oh, File... siete qui!
File - Gi... a quanto' pare...
Noah - (cercando una scusa per andarsene) Ero venuto a prendere il registro dei foraggi... (Prende uno dei registri e torna fuori dalla porta principale. Ma l'attimo d'incantesimo tra loro svanito).
File - (avviandosi alla porta) Allora...
Lizzie - (temendo se ne vada) Cosa dicevamo?
File - Che dicevate voi?
Lizzie - (cercando un argomento che lo possa trattenere) Io... Mi parlavate del vostro divorzio...
File - No... (Poi, guardandola, cambia idea) Ma ve ne parler ora. (Tornando indietro di qualche passo) Lei scappata con un altro.
Lizzie - Mi dispiace...
File - Con un maestro di scuola. Era venuto da Louisville...
Lizzie - (cercando di aiutarlo) Nel Kentucky? (Lui annuisce) Era molto bella, immagino...
File - S, era bella.
Lizzie - (perdendo speranza) E' quello che te... (Riprendendosi) Che pensavo...
File - Aveva i capelli neri...
Lizzie - (sconsolatamente, con un piccolo gesto verso suoi capelli chiari) S, i capelli neri stanno bene...
File - Avevo sempre pensato: se una donna ha i capelli proprio neri, gi a mezza strada per essere una bellezza.
Lizzie - (ammettendolo, ma contro cuore) Oh, s... almeno a mezza strada!
File - (prorompendo come una cateratta che si apre) Con un maestro di scuola, dannazione!... E' scappata con un maestro di scuola!
Lizzie - E lui, com'era?
File - (con violenza e disprezzo) Era miope, con due braccetti da nulla... Sembrava sempre sui punto di svenire... Ed scappata con lui! Mentre io...
Lizzie - Forse lui aveva bisogno di lei e voi no...
File - S che ne avevo bisogno!
Lizzie - Glielo avete mai detto?
File - (con furore) No! Perch avrei dovuto dirglielo?
Lizzie - (stupefatta) E perch no? Perch non l'avete fatto?
File - Sentite... Io ho imparato una cosa! Bisogna essere indipendenti! Se non chiedete nulla... se vi sforzate a non aver bisogno di nulla... in poco tempo vi ci abituate.
Lizzie - (disperatamente) Di certe cose si ha sempre bisogno.
File - (con ostinazione) Non voglio chieder nulla!
Lizzie - Se l'aveste fatto... Forse sarebbe rimasta.
File - Oh, lo so! Quella sera, prima d'andarsene, mi disse: File, dimmi di rimanere! Dimmi di rimanere! .
Lizzie - (sbigottita) E non glielo avete detto?
File - Ho provato... Non ci sono riuscito!
Lizzie - Oh, l'orgoglio!
File - Sentite, se una donna vuole andarsene, meglio lasciarla andare! Se la dovete trattenere... finito tutto.
Lizzie - File, se doveste tornare indietro...
File - (interrompendola, con passione) Non le chiederei di restare!
Lizzie - (indignata contro di lui) Una parola Sola... Rimani! ... non la direste?
File - Non la parola... il supplicare... Io non supplico!
Lizzie - Siete uno scemo! (E' come uno schiaffo in viso. Un momento atroce per un uomo orgoglioso ed ostinato. Un momento atroce per Lizzie. E' l'attimo di una decisione disperata... o File se ne andr. Non essendo riuscita sul piano serio, onesto, passa ad una falsa leggerezza come modo d'attacco. Improvvisamente, diviene Lily Ann Beasley, la ragazza frvola e sfrontata. Cicalando, con un riso falso e disperato) Ma che mi prende? Mettermi a parlare di cose serie con voi! Non avrei dovuto, perch quando ci provo, mi va sempre male... Far la persona seria, non nella mia natura... Io sono un tipo allegro, come le altre ragazze, e... Volete un po' d'uva?
File - (tranquillamente) No, grazie.
Lizzie - (con leggerezza) E' buonissima! Cos bella rossa! Ne abbiamo mangiata un po' dopo cena... Perch non siete venuto a cena? Avevo preparato una cena magnifica... Sono una brava cuoca, e mi piace molto far da mangiare! C' una cosa sola che mi piace ancora di pi... Leggere un libro! E voi, leggete molto?
File - (osservandola come una bestia rara) No.., soltanto le circolari di servizio... da Washington.
Lizzie - (attancandosi a qualsiasi filo per attirarlo nello sciocco cicaleccio) Oh, Washington! Hol appena finito un libro che parlava di lui... Cher grand'uomo... Non trovate che Washington era uni grand'uomo?
File - (seccamente) Il padre della Patria!
Lizzie - Ecco... Proprio! (Sempre pi alla Lilj Ann Beasley) Che bella cravatta avete! Vado pazza! per gli uomini con la cravatta di seta nera!
File - (con calma ma cominciando a seccarsi) Non seta... celluloide!
Lizzie - No?! E' impossibile! Sembra vera... sembra proprio vera!
File - (con intenzione. Quasi insolente) Non vera... E' falsa!
Lizzie - (incapace di fermarsi) E quando sorridete... Avete dei denti magnifici... Cos bianchi e forti!
File - (infastidito) Smettetela!
Lizzie - (stupefatta) Cosa?
File - (in collera) Smettetela! Basta di far tante smorfie come una stupida civetta.
Lizzie - (con un gemito) Oh, no...
File - Cravatta di seta... denti bianchi!... Per chi mi prendete?... E per chi prendete voi stessa?
Lizzie - (con disperazione) Io... io volevo...
File - Non siate ridicola! Rimanete quella che siete.(Detto questo se ne va rapidamente. Rimasta sola, Lizzie non sa pi che fare. Umiliata, volendo sfuggire da tutto e soprattutto da se stessa, Entra Curry).
Curry - Lizzie... cos' successo? (Jim entra correndo).
Jim - Cos'ha fatto? scappato? perch? (Noah arriva anche lui da fuori).
Noah - Non ho mai visto qualcuno andarsene! tanto in fretta... Lizzie, cosa gli hai fatto?
Lizzie - (esasperata, a tutti loro) Oh, mio Dio!.,. I Vi stavate godendo lo spettacolo? Vi pareva di essere alla lanterna magica?
Jim - Cos'ha detto?
Noah - Cosa gli hai detto tu?
Lizzie - Niente! Non gli ho dette niente di serio.., Non gli ho potuto parlare...
Curry - Ma ho sentito...
Lizzie - No! Ho voluto civettare, come Lily Ann; Beasley... e mi sono! resa ridicola! Perch, perch non posso parlare con nessuno?
Curry - Lizzie, non ti crucciare! Tu non ne hai colpa...
Noah - (con furore) No! Lei non ne ha colpa,., e nemmeno File! (Sfidando suo padre) Voi lo sapete di chi la colpa!
Curry - Vorresti dire che mia, Noah?
Noah - S, certo!
Lizzie - (temendo una lotta e cercando di sventarla) Noah!... Babbo!
Curry - Lascia! Deve spiegarmi ci che vuol dire... (In questo momento Starbuck appare sulla porta. Si appoggia allo stipite in silenzio, e ascolta).
Noah - (accettando la sfida di Curry) Ve lo spiego subita! L'avete indotta a sperare in un sogno che non pu realizzarsi.
Curry - Lei ha diritto a qualsiasi speranza!
Noah - No! Deve saper guardare la verit in faccia... e voi la dovete aiutare. Inutile dirle delle bugie!
Curry - Non ho mai detto una bugia nella mia vita!
Noah - A lei non avete detto altro! Secondo voi la ragazza pi intelligente del mondo! E' bella! E questa la bugia peggiore. Perch non bella, e lo sapete. E' brutta!
Jim - Noah, smettila!
Noah - (voltandosi verso di lui) - E tu fai lo stesso! (Girandosi verso Lizzie) Ma tu faresti meglio ad ascoltare me. Sono il solo che ti voglia bene abbastanza per dirti la verit. Sei brutta!
Jim - (violentemente) Noah... finiscila, accidenti!
Noah - Non hai che da guardarti allo specchio! Sei brutta!
Jim - Noah! (Con questa esclamazione Jim si scaglia contro suo fratello, ma Noah lo respinge con un pugno che lo coglie in pieno e lo fa cadere a terra. Si rialza con gli occhi pieni di odio, ma Noah gli d uno schiaffo, poi lo afferra per le spalle e lo Sfinge verso la tavola. Curry e Lizzie gridano protestando).
Curry e
Lizzie - Noah!... Jim!... Fermatevi tutti e due! Fermatevi! (Contemporaneamente Starhuck si precipita verso i due uomini e li separa. Jim, liberato dalla stretta di Noah, vorrebbe scagliarsi nuovamente verso di lui e forse ucciderlo. Ma Starhuck lo trattiene).
Jim - (versando lacrime di rabbia) Lasciatemi, Starbuck... Lasciatemi andare!
Starbuck - Fermatevi, sciocco... Basta!
Jim - (gridando) Lasciatemi!
Starbuck - Andate fuori! (Lo lascia) Andate fuori, subito.
Jim - (piangendo) S, vado fuori... vado fuori e non torner pi! (In uno scoppio di lacrime si precipita fuori).
Noah - La prossima volta che quel ragazzo mi si mette contro, io...
Starbuck - La: prossima volta che vi si metter contro, vedr io che sia in grado di difendersi...
Noah - In quanto a voi, andatevene da qui!
Starbuck - Non me ne vado! E fin che sono qui, non continuerete a dar dello scemo a quel ragazzo, perch non lo . Pu prendere in mano un bastoncino di salice... e vedere delle cose meravigliose. Ma questo, voi non lo potete capire, perch non sta scritto sui vostri libri!
Noah - V'ho detto d'andarvene! (Ma non lo pu fermare).
Starbuck - E fin che sono qui, non le direte che brutta, perch voi non sapete cosa sia bello e cosa sia brutto.
Noah - Starbuck, queste sono cose nostre... Voi non c'entrate!
Starbuck - C'entro! Tutta la vita ho lottato contro uomini come voi... e ho sempre perso! Ma questa volta... mio Dio, questa volta... (Riesce a frenarsi. Poi si precipita fuori. Si sente la sua voce che chiama Jinmy. Noah rompe il silenzio con tranquilla determinazione).
Noah - Mi pento di averlo colpito... e glielo dir. Ma non rimpiango una sola parola di quanto ho detto a lei!
Curry - (adirato) Noah, basta!
Noah - No, non basta! (Con veemenza) Lizzie, sar meglio per te se ripenserai a quanto t'ho detto. Qui non arriver mai nessun principe azzurro sopra un cavallo bianco! Nessuno ti prender tra le braccia, nessuno ti sposer. Sarai una vecchia zitella! E quanto prima saprai guardare in faccia le cose, tanto prima finirai di tormentarti! (Si avvia su per la scala. Silenzio).
Lizzie - (tristemente) Vecchia zitella...
Curry - Lizzie, non ci pensare... Dimentica tutto quel che ha detto.
Lizzie - No. Ha ragione.
Curry - (supplichevole) Lizzie...
Lizzie - Ha ragione, babbo. Lo so da tanto tempo. Ma era meno duro finch nessuno me l'aveva detto... Vecchia zitella.(Con accento- disperato) Perch tanto peggio ora che me l'ha detto?
Curry - Lizzie, devi credere a me...
Lizzie - Non vi credo, babbo... M'avete ingannata... ed ho sempre cercato d'ingannare me stessa!
Curry - Lizzie, cara... ti prego...
Lizzie - No!... Per favore! Bisogna vedere le cose come sono... e come saranno! Mi debbo abituare a pensare a me stessa come zitella. Jim si sposer, e presto o tardi anche Noah finir per sposarsi. Io sar la zia! Porter dei regali ai loro bambini... Oh, sar bene accolta! Noah dir: Piccolo, sii buono con la zia Lizzie... i suoi nervi non sono tanto a posto. E la moglie di Jim dir: E' gi qui da una settimana... Quando credi che se ne andr? . (Cow un grido di disperazione) Andarmene dove, mio Dio... dove?
Curry - (addolorato per lei) Lizzie, avrai sempre una casa! Questa casa sar tua...
Lizzie - (istericamente) La casa! La casa! La casa!
Curry - (cercando di calmarla, di consolarla) Lizzie, basta!...
Lizzie - Aiutatemi, babbo... ditemi cosa fare... aiutatemi!
Curry - Lizzie... Lizzie!... (Bruscamente, senza -pensare, in un movimento inconsulto, Lizzie raccoglie la bianchera posata sulla cassa e scappa fuori. La luce svanisce).
QUADRO QUARTO
(Un vivo chiaro di luna. Il chiaro di luna illumina soltanto l'interno della stanza di sgombero. E' un locale vasto e pittoresco, nella parte posteriore della casa. Un soffitto inclinato sorretto da grosse travi segate a mano. Grandi finestre che si aprono sulla vasta distensione del cielo stellato nella notte azzurra, danno quasi l'impressione di trovarsi all'aperto. Contro una parete, la ruota di un carro. Molte cose d cuoio: selle, finimenti per cavalli, ecc. Il sedile di una carrozza- ridotto ad una specie di panca, con sopra dei logori cuscini. In un cantone una vecchia culla. Una stanza sconclusionata... e romantica. Starbuck si sta preparando per andare a letto. Si toglie gli stivali e il fazzoletto da collo. Poi rimane in piedi, immobile nel mezzo della stanza, pensando intensamente. Poi si avvicina rapidamente alla porta, la chiude e la barrica col banco-sedile. Va verso le finestre e cerca d aprirle, ma sono inchiodate. Si soffoca, l dentro! Egli si toglie la camicia e si siede sull'orlo della branda, sbuffando dal caldo. Sventola la camicia intorno per creare un po' d'aria. Poi decide d non badare alla prudenza, toglie la barricata e apre la porta. Si stende sulla branda. Il silenzio e il caldo sono cose tangibili! Egli sprofonda nella sua solitudine, canticchiando sommessamente, poi man mano pi forte, finch afferriamo qualche parola della sua canzone. Improvvisamente ode un rumore e si drizza a sedere).
Starbuck - Chi l? (Si alza nervosamente) Chi ? (Lizzie compare sulla porta cercando di non guardare nell'interno. Ha la biancheria sulle braccia. Bussa sulla cornice della porta).
Lizzie - (sforzandosi di dare un tono calmo alla sua voce) Sono io... Lizzie... (Starbuck comincia a rimettersi la camicia. Un momento di imbarazzo. Poi Lizzie senza entrare nella stanza, tende le lenzuola attraverso la soglia) Ecco qua!
Starbuck - Che cos'?
Lizzie - La roba per il letto; prendetela.
Starbuck - Siete venuta per questo?
Lizzie - (dopo una esitazione penosa) No... Sono venuta perch... (Non riesce a continuare).
Starbuck - (con dolcezza) Ditemi, Lizzie.
Lizzie - Sono venuta a ringraziarvi per quello che avete detto a Noah.
Starbuck - Ho detto quello che pensavo.
Lizzie - Quello che avete detto di Jim... sono certa che lo pensate.
Starbuck - E anche quel che ho detto di voi.
Lizzie - Non vi credo.
Starbuck - Lizzie, di che avete paura?
Lizzie - Di voi! Non mi fido di voi!
Starbuck - Perch? Cosa vi fa diffidare di me?
Lizzie - Tutto. Il modo di parlare, e come vi vantate... Perfino il vostro nome!
Starbuck - Cos'ha di strano il mio nome?
Lizzie - Suona falso... Suona come se l'aveste inventato...
Starbuck - Avete ragione. L'ho inventato io.
Lizzie - Ecco!... Ne ero sicura.
Starbuck - Che c' di male? Sapete con che nome son venuto al mondo? Smith! Che ve ne pare? Smith!... Cosa pu fare un uomo come me con un nome cos? Io avevo bisogno, di un nome che esprimesse il potere di un uomo e il fascino del cielo... e l'ho creato! E' un bel nome... ed il mio!
Lizzie - Non vero! Siete nato Smith; il vostro! nome quello.
Starbuck - Vi sbagliate, Lizzie. Il nome che vi] create pi vostro di quello con cui nascete. S'io fossi in voi, mi sceglierei certamente un nome diverso da Lizzie.
Lizzie - Vi ringrazio... Io ne sono soddisfatta!
Starbuck - Oh, no! Non siete soddisfatta di nulla in voi stessa... e sono certa che Lizzie non vi piace,
Lizzie - Non m'importa se non piace a voi, Starbuck... A me basta!
Starbuck - Lizzie... non significa nulla...
Lizzie - Significa me! Me! Non sono la regina di Saba... Non sono lady Godiva... Non sono Cenerentola al ballo!
Starbuck - Vi piacerebbe esserlo?
Lizzie - Starbuck, siete ridicolo!
Starbuck - - Cosa c' di ridicolo? Immaginate di essere qualcuno... e lo sarete! Ma Lizzie... chi ? Ci sono milioni di donne meravigliose dai magnifici nomi. (In un tripudio di gioia) Leonora, Desde-mona, Annabella, Forinda, Cristina, Diana!... (Poi con una alzata di spalle compassionevole) Lizzie...
Lizzie - Buona notte, Starbuck...
Starbuck - (con un'ispirazione improvvisa) Aspettate un momento, Lizzie... solo mezzo, minuto! Ho un nome meraviglioso per voi... un nome stupendo... ascoltate! (Poi, come un canto d'amore) Melisenda!
Lizzie - (senza entusiasmo) Non mi piace!
Starbuck - Perch non sapete nulla di lei! Ma quando io vi dir chi era... signora, quando v'avr detto chi era...
Lizzie - Chi era?
Starbuck - Era la pi bella di tutte! Era la bellissima moglie del re Amleto... Ne avete mai sentito parlare?
Lizzie - (dandogli corda) Continuate... continuate..,
Starbuck - Amleto l'uomo che attravers l'oceano e conquist il Vello d'Oro. E sapete perch lo fece? Perch la regina Melisenda glielo aveva chiesto! Melisenda... Era talmente bella, i suoi capelli erano cos lunghi, ondulati... Ogni volta che la guardava si sentiva morire! E questo re Amleto, avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei... qualsiasi cosa avesse voluto. E cos, quando gli disse: Amleto, ho un gran desiderio di un morbido Vello d'Oro, lui s'imbarc immediatamente per andarlo a cercare! E quando ritorn, ferito, sanguinante, and a deporre il Vello d'Oro davanti ai suoi piedini bianchi. E lei prese la pelliccia, e se l'avvolse attorno alle spalle nude, e disse: Adesso ho il Vello d'Oro... e non avr mai pi freddo! ... Melisenda!... che donna! Che nome!
Lizzie - (desolatamente) Starbuck... non siete che un buffone... Avete preso cento storie... che ho letto in cento' libri diversi, e ne avete fatto una grossa bugia ridicola!
Starbuck - (adirato. Offeso) Non una bugia... un sogno...
Lizzie - Sono la stessa cosa!
Starbuck - Se per voi sono la stessa cosa, allora ritiro l'offerta di quel nome. Lizzie basta per voi! E vi dir un altro> nome che vi andrebbe bene... Noah! Perch voi e vostro fratello non sapete sognare.
Lizzie - (con un grido) Voi credete -che tutti i sogni debbano assolutamente assomigliare ai vostri! Il Vello d'Oro e il tuono sulle montagne! Ma ci sono altri sogni, Starbuck! Piccoli sogni tranquilli, che fanno le donne mentre lustrano l'argenteria e mettono le palline di canfora nei cassetti!
Starbuck - Che sogni?
Lizzie - (piangendo) Per esempio la voce di un uomo che dice: Lizzie, stirato il mio vestito blu?. E lo stesso uomo che vi chiede: Grattami un po' tra le spalle!. E dei bambini che ridono, e si liticano, e fanno chiasso... e la dolcezza di dire mio marito... Ci sono tante specie di sogni, signor Starbuck! I miei sono piccoli sogni... come il mio nome... Lizzie! Ma sono veri come il mio nome... veri! Non m'importa dei vostri... Preferisco i miei! (Non potendo pi trattenere le lacrime, si volge per fuggire. Starbuck l'afferra e la tiene stretta).
Starbuck - Lizzie...
Lizzie - No, vi prego...
Starbuck - Mi dispiace, Lizzie, perdonatemi!
Lizzie - E' passato... Lasciatemi andare.
Starbuck - Spero che i vostri sogni si realizzino, Lizzie. Lo spero!
Lizzie - Non si realizzeranno... lo so.
Starbuck - Credete in voi stessa, e diventeranno veri!
LrzziE - Non ho nulla in cui credere...
Starbuck - Siete una donna... credete in questo!
Lizzie - Come possibile, se non si vede nessuno?
Starbuck - Dovete cominciare voi (Rapidamente) Rispondetemi, Lizzie... Siete carina?
Lizzie - (con un gemito) No... sono brutta.
Starbuck - Ecco, vedete? Non sapete di essere una donna.
Lizzie - S, sono una donna... una donna brutta!
Starbuck - Non esiste al mondo una donna brutta! Ogni vera donna carina! Sono tutte carine in modo diverso... ma tutte lo sono!
Lizzie - Io no! Quando mi guardo allo specchio...
Starbuck - Non date retta a Noah. Dovete guardare dentro di voi stessa... e allora un giorno il vostro specchio sar l'uomo che vi ama! Saranno i suoi occhi... e se vi guarderete in quello specchio, sarete pi che carina... sarete bella!
Lizzie - (in un grido) Non accadr mai!
Starbuck - Dovete farlo succedere! Perch non pensate sono carina e vi sciogliete i capelli? (Fa per scioglierglieli).
Lizzie - (spaventata) No!
Starbuck - Lizzie, lasciate...(Le toglie le forcine dai capelli, la prende tra le braccia) Ora chiudete gli occhi, Lizzie... chiudeteli! (Lei obbedisce) E ora dite: Sono carina.
Lizzie - Sono... sono... non posso!
Starbuck - Ditelo, Lizzie... ditelo...
Lizzie - Sono... carina!
Starbuck - Ditelo ancora...
Lizzie - (con un piccolo grido) Carina!
Starbuck - Ripetetelo... siatene convinta... Lizzie - (esaltata) Sono carina!... sono carina!... sono carina! (Starbuck la bacia. Un lungo bacio. E lei si stringe a lui appassionatamente, vincendo ogni ritegno. Finito l'abbraccio, si abbandona sulla branda, singhiozzando. Tra i singhiozzi) Perch avete fatto questo?
Starbuck - (avvicinandosi a lei sulla branda) Perch quando dicevate di essere carina, lo eravate...(Lei singhiozza pi forte, in modo pi commovente, perch per la prima volta nella vita felice) Lizzie,.. guardatemi.
Lizzie - Non posso!
Starbuck - (volgendola verso di lui) Smettete di piangere; e guardatemi! Guardate i miei occhi... cosa vi vedete?
Lizzie - (guardando attraverso le lacrime) Non posso credere a quello che vedo!
Starbuck - Ditemi quello che vedete...
Lizzie - (con un singhiozzo di felicit) Oh... sono io! Sono proprio io?... (E il suo nuovo bacio un dono).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
QUADRO PRIMO
(La luce illumina l'interno della casa e Curry presso al telefono).
Curry - (al telefono) Grazie, Howard... mi dispiace di avervi svegliato. Be', se sentite qualcosa di Jimmy, mi chiamate subito, eh?... No, nessun guaio... Grazie. (Riattacca e passeggia su e gi con aria preoccupata. Noah scende dalle scale, indossando una veste da camera. Non ha potuto prender sonno).
Noah - (brontolando) E' tornato, Jim?
Curry - No.
Noah - Quello stupido ragazzo... Sono quasi le due.
Curry - Vattene a letto, Noah, non ti preoccupare.
Noah - Non mi preoccupo. Non me ne importa niente di quel che gli pu succedere.
Curry - Meglio cos.
Noah - Forse andato dagli Hopkinson... ora li chiamo.
Curry - Li ho chiamati tutti. Non l'ha visto nessuno.
Noah - Se aveste capito il mio punto di vista in tutta questa faccenda non sarebbe successo.
Curry - Il tuo punto di vista lo capisco, ma il mio diverso.
Noah - Come quello di tutti! (In questo momento Jim compare sulla soglia. Ha l'aria molto contenta e soddisfatta di s, sembra perfino pi alto di prima. Fuma un enorme sigaro, con un'aria d'importanza dignitosa. Entra maestosamente nella camera).
Jim - Buona sera!
Noah - Dove diavolo sei stato?
Jim - (con un gesto vago) Fuori... Fuori!
Noah - Che t' successo? Sei ubriaco?
Jim - (con un'aria di superiorit) No, caro fratello... non sono ubriaco. Ma se avessi voluto ubriacarmi, l'avrei fatto in grande.
Curry - (ridendo dentro di se) Dove hai preso quella razza di sigaro, Jim?
Jim - Razza di sigaro! E' un Avana Panatella. Ottantacinque cents, e me l'hanno regalato!
Noah - Chi diavolo te l'ha dato?
Jim - Io, diavolo. Me lo sono preso... per essermi emancipato!
Noah - Ancora non ci hai detto dov'eri fuggito...
Jim - Potrei non dirvelo... ma ve lo dir. Sono stato fuori con la mia ragazza preferita... (Si toglie di tasca un cappellino rosso, lo spiega, e se lo pianta in testa) Smookie!
Noah - Tu, stupido di un ragazzo...
Jim - (con aria intimidatoria, sorridendo spavaldo) Uh-uh-uh! Piano! Non darmi pi dello stupido Noah, o prendo questo bell'Avana Panatella e te lo schiaccio sul viso!
Curry - Cosa successo, Jim?
Noah - Non lo vedete che cos' successo? E andato a scorrazzare in giro con quella Smookie Maguire, lei l'ha scaldato ben bene, e poi l'ha preso E in trappola, perbacco!
Jim - Ti sbagli completamente, caro mio!
Noah - Non cercare di darmela a intendere, Jim! Curry! T'ho perduto d'occhio un momento, e ti sei andato a cacciare negli impicci!
Jim - Noah, quando ti dir tutto quello che successo, ti si spaccheranno i calzoni! S, abbiamo! scorazzato in giro... questo vero, con quella Essai che andava a mille all'ora! E poi ci siamo fermati, e siamo scesi, e ci siamo seduti sotto un albero! enorme... e attraverso i rami si vedeva il cielo, tutto! pieno di stelle... s, accidenti, era pieno di stelle! E poi mi sono voltato, e le ho dato un bacio! Le ho dato cento baci, gliene ho dati mille., e tutto il tempo sapevo che avrei potuto portarla via con me.., fin nella luna! E intanto pensavo: Adesso arriva Noah e mi fa "Ohi l!"... ma Noah non arrivato... e io ho continuato a baciarla. Poi, tutto a uni tratto, successo qualcosa... Lei ha cominciato a piangere, e anch'io, ho cominciato a piangere... e proprio credevo che da un momento all'altro ci saremmo trovati nella luna... E poi... e poi... senza che capitasse Noah... proprio da solo, ho detto Ohi l!.
Curry - Evvivaaa!
Jim - (dignitosamente) Grazie, babbo!... Accetto il vostro evviva!
Noah - Non credo niente di tutto quel che hai detto. Perch ti ha dato il cappello?
Jim - Per la stessa ragione che io le ho dato il mio dente d'alce! Ci siamo fidanzati!
Noah - Cos, avevo ragione io. Ti ha preso in trappola.
Jim - (minacciosamente) Noah, vedo che ti dovr far smaltire il mio Avana Panatella.
Curry - Non gli badare, Jim! Tanti rallegramenti.
Jim - (commosso) Grazie, babbo... grazie di cuore..,! (Improvvisamente, tutto allegro) Debbo andare al dirlo a Lizzie... Dov'?
Noah - E dove vuoi che sia? Dorme!
Jim - (s'avvia frettolosamente per la scala) Non importa!... La sveglio!
Curry - Aspetta, Jim... Lizzie non di sopra.
Tim - Dov'? (Un momento di attesa).
Noah - Dov', babbo?
Curry - E' nella camera di sgombero.
Noah - Volete dire con Starbuck?
Curry - S.
Jim - Ohi l! Magnifico! (Tirando fuori dalla tasca un altro sigaro) Ho un altro sigaro per Lizzie!
Noah - (tranquillamente, a Curry) Un momento! Volete dire che l'avete lasciata andare da quell'individuo mentre dormiva? Non avete nemmeno tentato d'impedirglielo?
Curry - No. L'hai chiamata vecchia zitella, hai voluto toglierle l'ultimo filo di speranza che le rimaneva, e lei, quando te ne sei andato, ha preso su quelle lenzuola ed scappata fuori. Non le ho chiesto dove andava... Ma sono contento che sia andata. Perch se qui aveva perduto ogni speranza... forse l fuori pu averla ritrovata.
Noah - Avete pensato a questo dal momento che quell'individuo entrato qui?
Curry - Lo dici in un brutto modo, Noah.
Noah - E' la verit!
Jim - E poi? Io trovo una gran bella cosa che siano l fuori insieme. Pu darsi che s'intendano sul serio... e prima che me accorga, avr un altro fratello! Lo cambierei con te, volentierissimo.
Noah - Non l'avrai da scambiare con nessuno... perch non della razza che sposa quell'imbroglione!
Jim - E invece io scommetto di s!... Oh, babbo... cosa pensate che faccia, un mago della pioggia?
Curry - (pacatamente) Non precipitiamo gli eventi, Jim... (Improvvisamente compaiono sulla porta File e il Giudice. File bussa sulla cornice della porta).
File - Vi dispiace se entriamo, Curry?
Curry - Salve, File... Salve, giudice! Entrate pure!
Noah e Jim - Salve, giudice! Salve, File!
Curry - Un po' tardi per una visita, non vi sembra, giudice?
Il Giudice - Be', non proprio una visita, Curry.
File - Cme va, Lizzie?
Curry - Benissimo, ragazzo mio... benissimo. (Con un'ombra di curiosit meravigliata) L'avete vista poco fa...
File - (un po' imbarazzato) S... lo so.
Curry - Voi e il giudice siete venuti a trovare Lizzie?
File - (in fretta) No... oh, no!
Curry - Cosa posso fare per voi?
File - Ve lo dico subito, Curry. Abbiamo avuto molte telefonate da Pedleyville e da Peak Junction, e da tutti i dintorni. Cercano un uomo, una specie di ciarlatano. Si chiama Tornado Johnson... (Ma non pu togliersi Lizzie dalla mente) Lei, dorme?
Curry - (adescandolo benevolmente) Chi... Lizzie?
File - Naturalmente, dormir. Avete visto nessuno qui intorno?
Curry - E chi?
File - (con irritazione) Tornado Johnson!
Curry - No.
File - (riferendosi ad una circolare intestata Ricercasi che ha portato con s) Tornado Johnson... detto Bill Harmony... detto Bill Smith.
Curry - Mai incontrato nessuno con tutti questi nomi.
File - E' venuto nessun altro?
Curry - (sorridendo) Soltanto voi, File.
File - (guardando la scala) Una notte troppo calda per poter dormire, non vi pare?
Curry - Lizzie dorme bene...
File - Gi... si vede.
Il Giudice - Allora, niente Tornado Johnson, eh?
Curry - No.
Il Giudice - Sembra un po' strano.
Jim - Cosa volete dire... strano ?
Il Giudice - Be', a Pedleyville, a Peak Junction, a Tre Punti... abbiamo fatto i nostri calcoli e... ehm...(Guarda File con imbarazzo).
File - Sentite, Curry... sappiamo che voi non siete tipo da proteggere un criminale...
Noah - (rapidamente) Proprio un criminale?
File - (imbarazzato) Be'... ricercato.
Curry - Per quale ragione ricercato, File?
File - (riferendosi nuovamente alla circolare) Lo ricercano dal Kansas. Ha venduto quattrocento biglietti per un gran Festival della Pioggia. E poi niente pioggia e niente festival!
Il Giudice - In una cittadina del Nebraska, ha montato la popolazione con la storia di un eclissi di sole spettacolare, e ha venduto mille paia di occhiali affumicati per poterlo guardare... Niente eclissi.
File - Nel mese di febbraio ha venduto seicento pali di legno; li chiamava le Verghe Tornado. Pretendeva che se mai quella citt fosse stata colpita da un tornado, il vento l'avrebbe sfiorata come una brezza primaverile, senza fare alcun danno. Appena partito lui, quella citt stata colpita da ogni calamit immaginabile: un ciclone, un uragano, la grandine... Le Verghe Tornado sono state spazzate via in un baleno, insieme a tutta la citt.
Jim - Ma stata colpita anche da un tornado?
File - No, da quello no.
Jim - Allora aveva ragione lui: diceva che non sarebbe stata colpita da un tornado...
Curry - Non mi pare sia proprio un criminale, File...
Il Giudice - No, non lo ... per noi dobbiamo fare qualcosa... e poi sono tre settimane che non mettiamo dentro nessuno.
Curry - (sorridendo) Mi dispiace non potervi aiutare, giudice.
File - Penso che forse lo potreste... Dicono che quell'individuo porti sempre con s un grosso tamburo, ovunque vada. E quel tamburo, di chi ?
Jim - E' mio. Qualche volta lo suono.
File - E chi ha dipinto quella gran freccia bianca per terra1?
Curry - Io!
File - Qualche volta fate l'imbianchino, Curry'?
Curry - Pu darsi.
File - (avvicinandosi alla finestra) Ah, s? E quel carrozzone laggi, di chi ? (Silenzio).
Il Giudice - Andiamo un po' a vedere quel carrozzone, File... (File e il giudice escono in fretta).
Noah - (in una esplosione di collera) Perch avete fatto una cosa simile? Perch diavolo mai?
Curry - (turbato) Non lo so.
Noah - Perch non avete detto subito: L'individuo che cercate nella stanza di sgombero con mia figlia ?
Curry - Perch con mia figlia.
Noah - (con rabbiosa decisione) Vi ho sostenuto, non ho smascherato la vostra bugia. Ma ora basta! (Si avvia verso la porta).
Curry - Noah, dove vai?
Noah - Vado nella stanza di sgombero e la riporto qui.
Curry - Noah, aspetta!
Noah - E riporto qui anche lui!
Curry - E' un uomo svelto, Noah... e tu vai piuttosto piano! (Noah si precipita verso la credenza, apre un cassetto e ne prende una rivoltella).
Curry - (irato) Posa quell'arma!
Noah - Volete proprio che Lizzie rimanga l con lui? E' un imbroglione, un truffatore e chiss che cos'altro...
Curry - Te lo dir io che cos'altro... E' un uomo.
Jim - Babbo ha ragione. Sposarsi una bella cosa!
Curry - Jimmy, tu dici sempre le cose giuste in momenti sbagliati.
Jim - Be', io sarei contentissimo che lei si sposasse... non importa con chi.
Noah - Pensate lo stesso anche voi, babbo?
Curry - Lo sai benissimo che io non la penso cos.
Noah - Allora vado!
Curry - T'ho detto di rimanere qui!
Noah - (con rabbia) Non giusto, vi dico... non giusto!
Curry - (esplodendo) Noah, sei tanto sicuro di quello che giusto, da non vedere pi quello che buono! E' una bella cosa che una ragazza si sposi, certo... ma forse avevi ragione quando hai detto che questo non lo potr realizzare. Per deve avere qualche cosa lo stesso! (Con disperata risoluzione) Lizzie deve avere qualche cosa! Magari un minuto solo... con un uomo che le parla piano, accarezzandole il viso. E se tu vai l fuori e le accorci questi pochi istanti... se tu metti la pi piccola ombra su quello che pu essere il momento pi luminoso di tutta la sua vita... ti vengo dietro con una frusta! (Tranquillamente) E orai dammi quella rivoltella. (Un momento di tensione] durante il quale Noah e Curry si trovano di fronte, I apertamente ostili. Noah troppo orgoglioso della sua giustizia per cedere davanti a suo padre, e allo stesso tempo non abbastanza forte per resistergli Finalmente, per risolvere la situazione salvando almeno in parte la faccia, si volta e rimette la rivoltella nel cassetto. La luce si attenua).
QUADRO SECONDO
(La luce ritorna e illumina l'interno della stanza di sgombero. Starbuck e Lizzie sono seduti in terra, appoggiati allo schienale del banco-sedile. Sono stretti uno all'altra, e guardano fuori della porta aperta alla luminosa distesa del cielo. Lizzie illuminata dal chiaro di luna e questa luce unita alla felicit interna, la rende quasi bella).
Starbuck - Vado sempre tanto in fretta e tanto lontano, che non ho mai il tempo di fermarmi e interrogare me stesso.
Lizzie - Se vi poteste fermare, che cosa vi vorreste chiedere?
Starbuck - Mah... penso che mi chiederei: Dove vai, grand'uomo? (Dopo un momento di esitazione) Non lo so. Credo sia meglio vi baci un'altra volta. (S baciano e per breve tempo rimangono abbracciati) Nessuno vi aveva mai baciata prima di me, Lizzie?
Lizzie - (con un sorriso smorto) S, una volta..,
Starbuck - Quando?
Lizzie - Avevo circa dodici anni, credo... C'era un ragazzo coi capelli rossi, e la faccia piena di lentiggini... ma a me sembrava il pi bello mondo. Non si curava mai di me. Un giorno era insieme a tanti altri ragazzi, e tutto a un tratto corse da me e mi baci forte, proprio1 sulla bocca! Per un momento ne fui tutta sconvolta... Ma lui ritorn tra quegli altri ragazzi, e lo sentii che diceva: Per una scommessa, bacerei qualunque cosa... anche il maiale di tuo padre!. Allora sono scappata a casa, mi sono chiusa in camera e mi sono guardata allo specchio... e da quel giorno ho saputo di esser brutta.
Starbuck - Siete brutta, Lizzie?
Lizzie - (guardandolo sorridendo) No... sono bella!
Starbuck - S, lo siete... e non dovete pi dimenticarlo!
Lizzie - (un po' tristemente, accettando l'idea deh partenza d lui) Cercher di ricordare... tutto quello che m'avete detto... (Starbuck si alza a malincuore. Si sente solo, profondamente turbato. Si avvicina alla porta voltando le spalle a Lizzie i guarda fuori nella notte. Il suo viso esprime bramosia e tristezza. Finalmente prorompe in un esclamazione).
Starbuck - Lizzie, vorrei... vorrei... vivere per sempre!
Lizzie - (piena di compassione) Forse... chiss... ovunque siate... lo spero!
Starbuck - Non me lo dite come se credeste che non otterr mai quello che cerco...
Lizzie - (con dolcezza) Ma io non so, veramente, quello che cercate...
Starbuck - Cerco lo scoppio d'un fulmine... vorrei che le cose fossero cos belle quando le raggiungo, come quando me le immagino.
Lizzie - (tristemente, credendo egli disprezzi il momento di realizzazione raggiunto insieme) Io trovo che sono pi belle quando si raggiungono.
Starbuck - No! Non esiste un mondo da potersi paragonare a quello che io mi sono immaginato... Perch?
Lizzie - Non lo so... Forse perch vi manca il tempo di guardarlo... Siete sempre in moto: qui, l, in nessun posto... fuggendo sempre... sfuggendo tutti! Forse, se faceste amicizia col mondo...
Starbuck - (dubbioso) Imparerei ad amarlo1?
Lizzie - Forse... se lo sapeste vedere nella sua vera luce. Certe sere... io sono in cucina e lavo> i piatti, mentre mio padre gioca a poker coi ragazzi. Io l'osservo bene, e da principio non vedo che un uomo di mezz'et come tanti altri, non molto interessante. E poi, a poco a poco, scopro tante piccole cose che non ho mai visto... e ad un tratto so chi , e gli voglio tanto bene che mi vien da piangere... e ringrazio Dio d'averlo saputo vedere com'.
Starbuck - (prorompendo) Io non ho tempo!
Lizzie - Allora non avrete mai altro mondo se non quello che vi immaginate... (Un lungo silenzio. Quando finalmente egli parla con penosa difficolt).
Starbuck - Lizzie, vi debbo dire una cosa... Avete ragione; sono un bugiardo, un ciarlatano e un imbroglione...( Pausa. Poi le parole gli sgorgano dalle labbra) Non ho mai portato la pioggia in vita mia!... Non una goccia... in nessun posto... mai!
Lizzie - (con un mormorio compassionevole) Lo so...
Starbuck - Tutta la mia vita... ho voluto fare un miracolo... e mai niente! Sono soltanto uno spaccone!
Lizzie - No... siete un sognatore... E non si pu vivere chiusi nei propri sogni...
Starbuck - Non si pu vivere neanche quando si vuole uscirne!
Lizzie - Potrebbe esserci una via di mezzo...
Starbuck - Chiss... Lizzie, sareste contenta se rimanessi qui qualche tempo?
Lizzie - (incapace di nasconder la sua gioia) Dite sul serio?
Starbuck - Non per sempre, intendiamoci.... ma per qualche giorno...
Lizzie - Non... non mi prendete in giro, dite, Starbuck?...
Starbuck - No... davvero...
Lizzie - (piangendo) Vorreste rimanere... proprio?
Starbuck - Qualche giorno... s...
Lizzie - (non credendo alla sua felicit) Oh!... oh,
mio Dio!...
Starbuck - Lizzie...
Lizzie - E' troppo, troppo bello...
Starbuck - (prendendola tra le braccia) Lizzie...
Lizzie - Si guarda il cielo, e si vorrebbe una stella... sapendo che non si potr mai averla. E poi una sera, abbassate gli occhi... ed eccola che brilla nella vostra mano! (Tra il riso e il pianto, si rifugia di nuovo tra le braccia di lui, mentre la luce si attenua).
QUADRO TERZO
(La luce ritorna e illumina l'interno della casa, dove Curry e Noah attendono il maturare degli eventi. Noah occupato coi suoi registri. Una tensione inquieta pervade la stanza. Lizzie entra dalla porta posteriore. E' ancora risplendente dal chiaror di luna. Noah e Curry si voltano e fissano gli occhi sulla ragazza. Lizzie guarda da uno all'altro cercando di contenere l'esultanza che in lei).
Noah - Dov' Starbuck?
Lizzie - Nella camera di sgombero.(Incapace di parlare davanti a Noah balbetta nervosamente) Sapete... m' sembrato di vedere una nuvoletta... (La sua felicit prorompe) Come una coda di cavallo!
Noah - Parla come lui!
Lizzie - S... certo... s!
Noah - Perch non ti appunti i capelli?
Lizzie - (ridendo, con eccitazione) Mi piacciono cos! Li voglio portar sempre cos... Getter via tutte le mie forcine! (Prende una manciata di forcine dalla tasca e le butta per aria) Ecco, non ho pi forcine! (Poi, precipitandosi verso suo padre) Ma ho qualche altra cosa!...
Curry - (tranquillamente) Che cosa, Lizzie?
Lizzie - Babbo... oh, babbo, ho un innamorato...
Curry - (pesantemente, cercando di sorridere) Davvero, cara?
Lizzie - Non un innamorato fisso... cos, per qualche giorno... fino a quando andr via! Dice che fra qualche giorno se ne andr... ma in qualche giorno, cosa non pu succedere? Qualunque, qualunque cosa... (Estaticamente) Oh, babbo... il mondo tutto cambiato!
Noah - Babbo, perch non le dite?...
Lizzie - Cosa mi deve dire?
Curry - (con difficolt) Lizzie, riguardo a quell'uomo, avevi ragione tu. E' un bugiardo e un ciarlatano.
Lizzie - (con un grido) Ma non c' nulla di cattivo in lui, babbo! E' tanto buono... e tanto solo...
Noah - (avvicinandosi alla finestra, senza durezza) Lizzie... vieni qui...
Lizzie - Cosa c'?
Noah - Guarda l fuori. (Lei si avvicina alla finestra e guarda fuori. Un momento di sorpresa).
Lizzie - Perch sono venuti? Cosa fanno nel suo carrozzone? (Noah si allontana).
Curry - Cercano le prove contro di lui, Lizzie. Il giudice venuto qui per arrestarlo.
Lizzie - No! (Improvvisamente si precipita verso la porta posteriore, ma Noah la trattiene).
Noah - Rimani qui, Lizzie!
Lizzie - Lasciami andare, Noah! (Spaventata, a Curry) Non hanno nessun diritto d'arrestarlo!
Curry - S, l'hanno...
Lizzie - Babbo, lo dobbiamo aiutare!
Curry - (dolorosamente) Lizzie, basta! Non possiamo far niente per lui.
Lizzie - Non per lui... per me!
Curry - Per te, Lizzie? Ma credo lui non sappia nemmeno chi sei... Ti deve aver solo sognata.
Lizzie - No! Mi vede vera come mi vedete voi!
Curry - Lo credi proprio, Lizzie? Credi che ti veda come sei? (Lei esita) Rispondimi! (Una pausa).
Lizzie - S!
Curry - Allora va bene!... Aiutalo a scappare... esci da quella parte e...
Noah - Babbo, non le lascerete far questo!
Curry - S.
Noah - No! Non ve lo permetto! (Noah s pianta davanti la porta a destra. Lizzie si precipita verso l'altra porta, ma mentre sta per raggiungerla, il giudice, File e Jim entrano impedendole d uscire).
File - Oh... vi siete svegliata?
Lizzie - Salve, File!
File - Dicevano che dormivate.
Lizzie - Davvero? (Cercando d sorpassarlo) Scusatemi...
File - (sbarrandole la strada) Dove andate, Lizzie?
Lizzie - (temendo di tradire Starbuck) In nessun posto... Fuori.
File - (insospettito) Aspettate un momento, Lizzie! Perch tanta fretta?
Lizzie - (confusa) Ma... volevo soltanto vedere cosa facevate laggi, voi due, in quel carrozzone!
File - Beh, ora siamo venuti dentro. Non c' pi bisogno di andar fuori.(Astutamente. In fretta) Per, se non avete altre ragioni...
Lizzie - No... no.
File - (agli altri, con gli occhi su Lizzie) Avete gi capito perch siamo venuti. Allora, Curry... dov'?
Curry - Fate il vostro lavoro, File.
File - Curry, non voglio che la vostra famiglia abbia delle noie, diteci dov'... vi prego.
Jim - Se n' andato circa un'ora fa.
File - Dove andato?
Jim - A Pedleyville.
File - Come c' andato? Il suo carrozzone ancora qui.
Curry - Ha preso il roano di Jim.
Jim - Ha preso il mio roano.
File - Credo che nessuno di voi dica la verit! (Con esasperazione) Ma che diavolo succede qui? Vi faccio delle domande e mi rispondete un sacco di bugie... E per chi? Per un forestiero... per uno che non vi niente! O mi sbaglio? (Nella tensione del silenzio che segue, la sua attenzione si volge lentamente a Lizzie. Lentamente attraversa la camera e s mette in faccia a lei) Forse voi potete rispondermi, Lizzie.(Questo troppo per lei. S volta in fretta per fuggire, ma File la frende per un braccio). Un momento!... Dicevano che dormivate... e non era vero. Perch non hanno detto la verit? Dove eravate, Lizzie?
Lizzie - (dolorosamente) Questo non vi riguarda!
File - (impulsivamente, con profondo sentimento) Mi riguarda molto, invece! Ditemelo! (Improvvisamente si sente dal di fuori la voce di Starbuck. Egli si avvicina cantando a squarciagola. Nella stanza, un attimo di sospensione).
Lizzie - (gridando disperatamente) Starbuck... andate via!... Scappate! (Il canto continua e si avvicina. Lizzie grida p forte) Starbuck, scappate! (Starbuck entra dalla porta aperta. Il suo passo tanto svelto che in un attinto gi in mezzo alla stanza, mentre canta ancora. File chiude la porta sbattendola e fronteggia Starbuck con la sua rivoltella. Lizzie, rivolgendosi a Starbuck.) Vi avevo gridato di scappare!
Starbuck - Cosa succede?
File - Polizia! Siete in arresto! (Starbuck indietreggia) Non tentate di uscire da qui!
Lizzie - Se non cantavate, m'aveste sentito!
Starbuck - Non mi pento mai di aver cantato!... Va bene, giudice; andiamo pure.
Lizzie - File, vi prego... lasciatelo andare!
File - Come?
Lizzie - Lasciatelo andar via!
File - Non possibile, Lizzie...(Mostrandole la circolare) Guardate qua.
Curry - (improvvisamente) Non ci serve di vedere le vostre carte... abbiamo visto lui!
File - Ma io debbo badare a queste, Curry!
Jim - Dovete badare a noi, File. Quest'uomo stato con noi tutta la serata.
Curry - Gli abbiamo dato cento dollari... e non li rimpiangiamo affatto.
Jim - Non un criminale!
File - Piano, un momento.
Starbuck - Inutile discutere, un agente un agente, e non pu vedere pi in l del suo distintivo. (File risente il collo. Lizzie corre verso di lui).
Lizzie - (guardandolo in faccia) E' proprio cos, File?
File - Lo sapete che non cos!
Lizzie - Allora, lasciatelo andare!
Jim - Lasciatelo andare, File!
File - (dopo un momento di esitazione, guardando Noai) Voi non dite niente, Noah. Molti penserebbero che io non rispetto la legge... E' vero?
Noah - (dopo una breve lotta con se stesso) Nessuno tra quelli che conosco.
File - (a Starbuck) Allora filate... filate presto!
Starbuck - (stupefatto) Be'... corpo d'un cannone!
File - Sbrigatevi prima che cambi idea!
Starbuck - (disperatamente) Lizzie... l fuori la notte solitaria come il deserto... volete venir con me?
Lizzie - (sbigottita, incapace di afferrare l'offerta improvvisa) Starbuck...
Starbuck - Dico a voi, Lizzie... venite... (Lizzie fa un passo verso di lui. Incerta, spaventata. Improvvisamente, nel silenzio che incombe, la voce di File, le parole che non ha mai saputo dire, prorompono da lui in un grido).
File - Lizzie... non andate!
Lizzie - (si volge verso di lu, stupita, incapace di credere sia proprio la voce di File) Cosa... cosa avete detto?
File - Vi ho detto di non andare!
Lizzie - Oh... non so pi...
Starbuck - Presto, Lizzie... andiamo...(Incerta sulla decisione, Lizzie guarda confusa intorno alla stanza).
Lezie - Babbo... cosa debbo fare?
Curry - Qualunque cosa tu faccia, ricordati che t sei stata chiesta! Non dovrai pi passare la vita pensando che nessuno t'ha chiesto...
Starbuck - Certo, vi chiedo!... Lizzie, sentite... Ora siete bella, ma se venite con me sarete tanto bella che illuminerete il mondo!
Lezie - (spaventata) No... non dite cos...
Starbuck - (incapace di fermarsi) Non sarete mai pi Lizzie... sarete... sarete Melisenda!
File - Melisenda? Che diavolo significa? Il suo nome Lizzie Curry!
Starbuck - Non abbastanza bello per lei.
File - E' abbastanza bello per me!
Starbuck - (a Lizzie) Andiamo!...
Lizzie - No... Io debbo essere Lizzie! Melisenda il nome di una notte... ma Lizzie... dura tutta la vita! (Si allontana da lui. La sua decisione presa. Starhuck cerca d sorridere e nascondere la sua profonda tristezza. Vuol ritrovare l'antica spavalderia, e si volge agli uomini Curry gridando).
Starbuck - Allora, gente!... Mi dispiace per la pioggia... ma avevo chiesto ventiquattr'ore di tempo! Eccovi i vostri soldi! (Getta il pacco dei biglietti per aria. Jim li afferra) Un'altra volta, forse... se ci sar la siccit... Arrivederci!... (Esce in una scia di polvere).
Lizzie - Grazie, File... grazie.
File - (guardandola fissamente) Oh... avete i capelli sciolti...
Jim - Be'... certo cambiata! (File fa un passo verso d lei. Si guardano in silenzio. Poi lui sorride. E' il primo sorriso luminoso che vediamo sulla sua faccia. La luce s riflette su Lizzie, che anche lei, sorride. Improvvisamente si ode un tuono in lontananza. Un brontolo sordo e continuato).
Noah - (senza guardare Jim) Jim, per amor del cielo, smettila con quel tamburo!
Jim - Io non suono nessun tamburo! (Tutti si voltano verso di lu, che s trova a parecchia distanza dal tamburo di Starbuck. Si ode un altro cupo brontolo).
Curry - (incapace di credere alle sue orecchie) Sembrerebbe quasi... (Con un grido) E' il tuono! (Un forte lampo fa impallidire i lumi mettendo la stanza nella penombra ed allo stesso tempo elettrizzando l'atmosfera).
Jim - Lampeggia!
Curry - Lampeggia!
File - Guardate il cielo! Sta per piovere!
Jim - Aveva detto ventiquattr'ore!... Aveva detto ventiquattr'ore!
Lizzie - (con esaltazione) Ecco la pioggia!... La pioggia! (Improvvisamente Starbuck appare sulla soglia con un'aria di trionfo sul viso).
Starbuck - La pioggia, gente! La pioggia! Per la prima volta in vita mia ho portato la pioggia! (Rivolgendosi a Jim) Datemi i miei cento dollari! (Mentre Jim gli rende gioiosamente denari, Starbuck si volge un momento a Lizzie e le dice) Arrivederci... bella! (Si precipita verso la porta).
FINE
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