Il mago guaritore

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La Principessa delle Fate

Il Mago Guaritore



by

Nunzio Cocivera


Personaggi:

1.Il mago Comunzei

2.Natale Scapettin                             Capo famiglia

3.Signora PATRIZIA:             Sua moglie

4.Signora Agata                       La zia

5.Linda Scapettin                    La figlia

6.Agata Scapettin                    L’altra figlia

7.OLGA:                                  Figliastra della zia Agata

8.Emilio Mauro                       Fidanzato

9.Portiere* dello stabile     


SCENA:

Salotto in casa Scapettin.

* NB: la parte del portiere è inserita all’inizio del III atto ma si può usare facoltativamente.

I ATTO

All’apertura del sipario in scena (salotto o soggiorno) c’è zia Agata che fa la calza.

Entra Agata pronta per un pic-nic.

AGATA:

Ciao zietta.

ZIA AGATA:

Dove vai di buon mattino?

AGATA:

Esco con un amico a fare una scampagnata, un pic-nic.

ZIA AGATA:

Piacerebbe anche a me venire, sai?

AGATA:

Saresti il terzo incomodo!

ZIA AGATA:

Incomodo in un pic-nic, c’è forse dell’altro?

AGATA:

Perché non pensi ai fatti tuoi, esco per un pic-nic con Mauro e vuoi che gli dica: “Caro mi porto la zietta!”

ZIA AGATA:

Molto spiritosa e maleducata.

AGATA:

Scusami, ma a volte anche tu esageri, già ho i genitori che mi controllano! Almeno tu lasciami in pace.

ZIA AGATA:

Se parlo è per darti un consiglio!

AGATA:

Ciao e risparmiati i consigli per OLGA:.
(Esce, resta in scena la zia AGATA:, seduta che fa la calza.

Entra PATRIZIA).

PATRIZIA:

Ciao zietta che fai?

ZIA AGATA:

Un paio di calze per tuo marito.

PATRIZIA:

Ma zia, hai fatto tante di quelle calze per tutti che non ho più dove metterle, ci sono calze dappertutto.

ZIA AGATA:

Non niente da fare tutto il giorno!

PATRIZIA:

E va bene, fai zia, fai.

Dall’esterno una voce in strada (possibilmente registrata) che dice: “Finalmente in questa città il grandissimo Comunzei, il mago dei miracoli, il guaritore dei guaritori, niente per lui è impossibile, consultatelo per qualsiasi motivo, riceve sabato e Domenica. (Viene ripetuto varie volte).

ZIA AGATA:

Corri svelta, informati dove riceve, sbrigati.

PATRIZIA:

Ma perché zia, cosa devi fare dal mago?

ZIA AGATA:

A te un miracolo ti può aiutare, chissà che non sia vero che è il mago dei miracoli.

PATRIZIA:

Ma zia alla tua età credi ancora ai miracoli e ai maghi? Quelli ciarlatani sono.

ZIA AGATA:

Senti la medicina ti ha spensierata, ora i casi sono tre: o provi col mago o divorzi o lo cornifichi e, quarto, o fai astinenza e, quinto, alcuni sono bravi, non sono tutti ciarlatani, prova questo.

PATRIZIA:

Astinenza, è quasi un anno che faccio astinenza e già comincio a pensare al peggio, non posso più.

ZIA AGATA:

E me lo immagino, non ne posso più io, tuo zio è morto da tre mesi e sono tanti.

PATRIZIA:

(Stupita) Ma zia alla tua età, e poi lo zio aveva 68 anni e ancora… (allusiva, con gesti).

ZIA AGATA:

Certo, una volta al mese e qualche volta due volte al mese.

PATRIZIA:

Ma… alla vostra età?

ZIA AGATA:

Alla nostra età comincia a piacere più di quando si è giovani e cominciano a piacere i giovani.

PATRIZIA:

Zia, io sono stupefatta, sorpresa! Pensavo che passati i sessanta passava tutto.

ZIA AGATA:

Comincia tutto, specialmente per gli uomini, cominciano ad inventare di tutto: giochi nuovi, stimolanti, eccitanti.

PATRIZIA:

(Stupefatta) Sono… sono sorpresa zia, non credevo.

ZIA AGATA:

Io posso parlare per me e per tuo zio, per gli altri non lo so ma tuo zio, passati i sessanta, ha fatto cose da pazzi, cose che da giovani si sognano.

PATRIZIA:

Sono confusa (pausa), certo anche Natale da quando il suo orologio fa le sei e mezza ha fatto di tutto, fin dove poteva certo, ma… zia… detto fra noi non basta, non basta!

ZIA AGATA:

Appunto ti dico di provare col mago, non si sa mai.

PATRIZIA:

Zia io sono scettica, lo sai che non credo ai maghi, cartomanti e simili.

ZIA AGATA:

Le hai provate tutte, da quanto gli dai ginseng, pappa reale e miele?

PATRIZIA:

Da quando mi hanno detto che dà forza, vigore, ma con lui niente!

ZIA AGATA:

E quell’altro prodotto che ti consigliò Emma? Il polline, lo sciroppo d’albero e leuthero.

PATRIZIA:

Il polline e lo sciroppo, zia, li prende già da un mese insieme al leuthero, per il marito di Emma sono stati miracolosi, ma con Natale nisba!

ZIA AGATA:

E quel succo miracoloso?

PATRIZIA:

Era un frullato con dentro mele, rafano, germogli di soia, fiochi d’avena, germe di grano, lievito di birra e basilico. Doveva funzionare, l’erborista diceva che l’avrebbero tirato su con vigore, ma nisba!

ZIA AGATA:

Beh, mi sembra più un’insalata che un frullato.

PATRIZIA:

Ne ha bevuti litri e litri ma non basta, non basta!

ZIA AGATA:

E lo so che non basta, me lo diceva anche tuo zio: “AGATA, tesoro, tu fai di tutto lo so ma non basta, non c’è più lo stimolo, non hai più il corpo dei tuoi vent’anni.

PATRIZIA:

Ma neanche lui aveva vent’anni.

ZIA AGATA:

Lo so, ma aveva la voglia di un giovanotto, anche se gli mancava il resto.

ZIA AGATA:

Insomma zia, vuoi dire che anche tu senti la mancanza dello zio.

PATRIZIA:

Per essere esatti non la mancanza dello zio, ormai era… (fa dei gesti) ma di un uomo.

ZIA AGATA:

Alla tua età zia.

PATRIZIA:

Alla mia età ?!! E che ho 100 anni?!!! Ho 66 anni (pausa) e penso seriamente di risposarmi.

ZIA AGATA:

Risposarti tu? (breve pausa). Cose da pazzi, sono tre mesi che stai con noi e ti sto conoscendo ora veramente come sei.

PATRIZIA:

E non mi guardare così, come sono, sono una donna che ha ancora voglia di uomini, mi voglio risposare, che c’è di male?

(ENTRA OLGA ED INTERVIENE)

OLGA:

Che c’è zia AGATA:, ti vuoi risposare alla tua età?

ZIA AGATA:

Alla mia età?!! Alla mia età?!! E che sono centenaria?

OLGA:

No zia, però sei anziana e anche se puoi avere lo spirito però…

ZIA AGATA:

Che però e però, io non ho solo lo spirito, io ho anche l’anima e un corpo di donna, e poi, pure tu, certe volte mi fai pentire di averti adottata.

OLGA:

Un corpo di donna sì, però stagionata.

(ENTRA AGATA)

PATRIZIA:

E anche troppo stagionata, ammettilo zietta.

OLGA:

Certo da giovane eri bella ma l’età c’è e con gli anni le rughe e la pelle che si ritira…

ZIA AGATA:

Che ritirata e ritirata, la mia pelle è ancora desiderosa e calda.

AGATA:

Certo se la metti al sole riscaldi anche una lucertola.

ZIA AGATA:

Tu perché parli ragazzina, non essere impertinente, già finito il pic-nic?

AGATA:

Saltato per un imprevisto. Zia io scherzavo e poi ammettiamo che a te possano piacere gli uomini, tu non piaci a loro, ormai sei vecchia.

PATRIZIA:

Smettila AGATA:, non dire queste cose alla zia.

ZIA AGATA:

Lasciala parlare, i giovani non hanno rispetto per noi poveri anziani, ormai siamo da buttare per loro.

AGATA:

No zia, però ti vuoi maritare alla tua età?

OLGA:

Io esco, ho da fare un minuto.

PATRIZIA:

Perché, può trovare un suo coetaneo e sistemarsi di nuovo.

AGATA:

Papà ti ha voluto con noi quando morì lo zio e tu lo vuoi lasciare di nuovo, dice sempre che sei la zia del suo cuore.

ZIA AGATA:

Questo è vero, è stato sempre affettuoso con noi, ci veniva sempre a trovare, quando suo zio è morto ci ha voluti con lui, me e mia figlia.

PATRIZIA:

E’ stato un bene che tu e lui abbiate deciso di adottare OLGA:.

ZIA AGATA:

Dato che i figli non venivano e non volevamo restare soli!

NATALE:

(Entra e saluta) Buongiorno a tutti, ciao zietta (e la bacia) dov’è la nipotina?

AGATA:

Dov’è OLGA:, dov’è la nipotina, vuoi più bene a lei che a me e Linda che siamo le tue figlie.

NATALE:

Che dici tesoro (e l’abbraccia).

LINDA:

Ciao a tutti, c’è un mago fuori che fa i miracoli, almeno così dice.

PATRIZIA:

Sì, l’abbiamo sentito.

ZIA AGATA:

Corri Natale, prendi un appuntamento col mago.

NATALE:

Ma zia che devi fare col mago?

PATRIZIA:

Il mago serve a te, a noi.

NATALE:

A me? A noi? Che dai i numeri?

PATRIZIA:

Ancora no, ma quasi.

ZIA AGATA:

Muoviti, sbrigati, se non va via.

NATALE:

(Fa dei gesti e dei movimenti) Va bene così?

PATRIZIA:

Non fare lo scemo Natale.

ZIA AGATA:

Corri svelto dal mago.

NATALE:

Aoohh? Ma che vi prende a tutte e due?

LINDA:

Ma cos’è questa storia del mago? Zia serve a te?

ZIA AGATA:

E se fosse?

AGATA:

Ti devi far predire il futuro?

ZIA AGATA:

Perché, che ci sarebbe di strano?

AGATA:

Credo che sarebbe un futuro breve.

PATRIZIA:

Agata, non essere ineducata.

ZIA AGATA:

Lasciala parlare, per lei sono già morta.

AGATA:

(Agata fa dei segni come per dire quasi).

PATRIZIA:

Il mago serve a me e a vostro padre.

NATALE:

A noi?

PATRIZIA:

Sì, a noi, ci dobbiamo fare predire il futuro.

ZIA AGATA:

Anche il presente e il passato, se lo sa.

AGATA:

Non serve solo alla zia allora?

PATRIZIA:

No, serve anche a noi.

LINDA:

Che dovete fare col mago voi?

AGATA:

Sicché vi serve il mago.

NATALE:

Questa deve essere un’idea della zia Agata.

ZIA AGATA:

Sì è vero e muoviti prima che vada via.

NATALE:

Oh basta! Io non vado da nessuna parte.

ZIA AGATA:

Non vuoi fare il favore a tua zia?

NATALE:

No zia, i maghi sono dei furboni che sfruttano i problemi altrui.

LINDA:

Beh papà non è sempre così, so di gente alla quale hanno risolto grossi problemi.

NATALE:

Io so di gente che dopo che è stata dal mago è sballata psicologicamente, che è diventata come i drogati, dei mago-dipendenti.

PATRIZIA:

Non fare di tutta l’erba un fascio.

NATALE:

Proprio tu parli di maghi, non eri, come me, convinta di essere sicura che a te giammai avrebbero spillato del denaro?

PATRIZIA:

Ho cambiato idea.

NATALE:

E come mai?

PATRIZIA:

Ho un problema che vorrei proporgli di risolvermi.

NATALE:

E che problema hai?

PATRIZIA:

Tu che dici, quale potrebbe essere?

NATALE:

Non saprei.

ZIA AGATA:

Lo dico io qual è?

NATALE:

E tu che ne sai? (Stupito).

ZIA AGATA:

Ne so abbastanza!

LINDA:

Credete di avere il malocchio?

NATALE:

Ma che malocchio!

LINDA:

Allora mamma?

PATRIZIA:

Natale devo parlare col mago, lo chiami?

NATALE:

Non è il caso Patrizia.

LINDA:

Papà che problema avete?

NATALE:

Nulla di grave.

PATRIZIA:

Qualcosa di gravissimo.

LINDA:

Cosa?

NATALE:

Basta, ora basta, io non chiamo nessuno e l’argomento è chiuso.

LINDA:

Che cosa succede, posso saperlo?

NATALE:

No! Non c’è nulla da sapere!

OLGA:

Insomma, in questa casa le uniche persone che credevano un po’ ai maghi, cartomanti e simili, eravamo io e la zia, cos’è succiso adesso?

ZIA AGATA:

Nulla, io voglio parlare al mago per problemi miei.

LINDA:

Ma anche loro dicono di avere bisogno del mago, perché?

PATRIZIA:

Tuo padre ha problemi… problemi…. Di lavoro, voglio chiedere al mago di farci l’oroscopo.

LINDA:

(Al padre) perché non me lo hai detto?

NATALE:

Non volevo che ti preoccupassi!

LINDA:

In ogni caso penso che papà abbia ragione, il mago vi spillerà dei soldi ed il problema resterà.

PATRIZIA:

Beh, provare per credere, e io voglio provare; Natale vai a fissare un appuntamento, noi andiamo in cucina, tornando vieni là!

NATALE:

E va bene, vado vado…

(ESCONO).

FINE I ATTO

II ATTO

IL MATTINO DOPO

PATRIZIA:

(Entra in scena) Natale, Natale !!

NATALE:

Eccomi… eccomi, non urlare!

PATRIZIA:

Ripetimi di nuovo tutto, alla lettera.

NATALE:

Uffa! Dunque, mio malgrado andai dal mago dicendogli che volevate vederlo tu e la zia per problemi di cuore.

PATRIZIA:

Non gli hai detto che eri tu il vero problema?

NATALE:

Era imbarazzante!

PATRIZIA:

Va bene, allora ?!

NATALE:

Allora mi ha detto: “Lei è al posto giusto al momento giusto, il mio angelo guida è un angelo benevolo, un angelo KARIBU che intercederà per voi.

PATRIZIA:

Interessante, un angelo.

NATALE:

Tutte balle.

PATRIZIA:

Vai avanti

NATALE:

Io credo che con quello non c’è nulla di imponderabile, chissà come andrà a finire.

PATRIZIA:

Imponderabile!

NATALE:

Sì, sia la parcella sia tutte le fesserie che ci propinerà, è un ciarlatano.

PATRIZIA:

Beh, vedremo… correrò il rischio, ma è imprescindibile per me parlarci.

NATALE:

Tu, cara, da quando io ho qualche problemino soffri di ipocondria nei miei riguardi.

PATRIZIA:

Ah sarei io malata, fissata che tu hai un problema, hai forse scordato la tua libidine ormai scomparsa?

NATALE:

Sono un po’ stanco.

PATRIZIA:

Beh, anch’io sono stanca dell’astinenza e voglio parlare col mago.

NATALE:

Non capisco perché, sarà sicuramente inutile.

PATRIZIA:

Non si sa mai, e poi, proviamo anche questa che ci rimettiamo?

NATALE:

Soldi, quello vuole solo soldi.

PATRIZIA:

E io voglio un marito, un uomo capito?

(Entra un giovane sportivo e bello)

EMILIO:

Scusate signori.

NATALE:

E lei chi è! (Allunga la mano per salutarlo).

EMILIO:

Piacere, Emilio Mauro, rappresentante.

NATALE:

Piacere, Natale Scapettin, mia moglie.

PATRIZIA:

Piacere (Emilio fa il baciamano).

EMILIO:

Incantato signora, sembra più giovane di sua figlia.

NATALE:

(Seccato). Ma lei chi è, che  fa in casa mia?

EMILIO:

Sono un amico di Linda, la sto aspettando.

LINDA:

Sono pronta, ah! Vi siete già presentati?

EMILIO:

Sì, hai una mamma molto giovane ed elegante.

PATRIZIA:

Grazie, lei è molto galante.

EMILIO:

Grazie a lei signora (rivolto a Natale) arrivederci signor Pasquale.

NATALE:

Prego, Natale, Natale Scapettin.

EMILIO:

Mi scusi signor Scarpetti.

NATALE:

Scapettin, Natale Scapettin.

EMILIO:

Ho capito, Natale Scatolettini.

LINDA:

Bene, noi usciamo ciao; sei stupido, hai confuso sia il nome che cognome di mio padre.

PATRIZIA:

Molto simpatico quel ragazzo, vero?

NATALE:

Simpatico? E’ antipatico e scemo, non ha capito nemmeno come mi chiamo.

ZIA AGATA:

E’ arrivato il mago dei miracoli?

NATALE:

Ancora no, ed è meglio se non viene.

ZIA AGATA:

Come, io devo chiedergli tante cose e anche tu.

AGATA:

Buongiorno a tutti, mi volete spiegare che dovete fare col mago che riceve a domicilio?

ZIA AGATA:

Serve a me, per un mio problema e poi fatti i fatti tuoi.

AGATA:

Ti deve cercare un marito, vero?

ZIA AGATA:

Fatti i fatti tuoi ragazzina.

AGATA:

Io devo andare a scuola, ciao a tutti, “auguri zia” (sfottendo).

ZIA AGATA:

Quella ragazzina non la sopporto, per lei sono un ferro vecchio.

OLGA:

Un ferro vecchio no, però non sei più da marito.

ZIA AGATA:

Tu mi hai fatto pentire di averti adottata, a parte che non mi hai mai chiamata mamma ma zia, non mi rispetti neanche!

OLGA:

A parte che non so chi sia la mia vera mamma e di mamma ce n’è una sola, io ti rispetto e ti voglio bene come a una vera zia.

NATALE:

Avanti zietta non hai niente da rimproverare ad Olghetta.

OLGA:

Grazie per la difesa zietto (e lo abbraccia) (pausa).
Ciao, io vado.

PATRIZIA:

Ma questo mago quando arriva?

NATALE:

Quello è il mago dei miracoli e mi sembra un miracolo che venga.
(SUONA IL CAMPANELLO).

ZIA AGATA:

Vado io.

MAGO:

(Vestito stranamente con due scatole, una grande e una piccola).
Buongiorno signore e signori, Comunzei, il mago dei maghi, il guaritore è qui per aiutarvi e col suo angelo guida intercederà per voi.

NATALE:

Piacere, Natale Scapettin.

PATRIZIA:

Patrizia Scapettin, onorata.

ZIA AGATA:

Agata Scapettin, piacere.

MAGO:

Bene, avete bisogno del mago o del guaritore?

ZIA AGATA:

(Rivolta a Natale) Lui di tutti e due.

MAGO:

Bene, cominciamo da lei, a me un tavolo.

PATRIZIA:

Va bene qui?

MAGO:

Accomodatevi.
(Si siedono, il mago pone le scatole sul tavolo).
Bene, il vostro problema è grosso o piccolo?

PATRIZIA:

Diciamo grosso, molto grosso.

MAGO:

Bene, allora scatola grande.

ZIA AGATA:

Cosa deve fare con le scatole?

MAGO:

La piccola è per i piccoli problemi e i piccoli miracoli, la grande per quelli più grandi.

NATALE:

Ma io ho sentito sempre dire che i maghi avevano le palle… di vetro.

MAGO:

Io sono il mago dei maghi, invece delle palle ho le scatole di cartone, le palle di vetro si possono rompere più facilmente.

PATRIZIA:

Bene, mi dica quanto è il suo prezzo di seduta.

NATALE:

Sì, quello è il punto principale.

MAGO:

Per ogni problema c’è una cifra, ditemi il vostro.

ZIA AGATA:

Dai Natale esponi il tuo problema

NATALE:

Zia fammi un piacere, vai di là, mi imbarazzi.

ZIA AGATA:

Ma io devo parlare col mago.

MAGO:

Calma signora, mi dica, se il suo problema è impellente parlerò prima con lei.

PATRIZIA:

Zia vai di là, poi ti chiamiamo, come sai il nostro problema è madornale!

MAGO:

Madornale e anche macchinoso?

PATRIZIA:

Macchinosissimo, quasi surreale.

NATALE:

Non esageriamo.

PATRIZIA:

(Stucchevole) Ti prego non puoi attendere?

ZIA AGATA:

No!

PATRIZIA:

Non essere egoista per favore!

NATALE:

Patrizia, dato che la zia ha premura faremo parlare prima lei.

MAGO:

Io non ho il dono dell’ubiquità perciò decidetevi!

ZIA AGATA:

Bene, prima io.

PATRIZIA:

Sei una voltagabbana, non si era detto che prima dovevo esporre il mio problema?

MAGO:

Chiedo VENIA… i miei minuti sono preziosi, se continuate a tergiversare non solo io perdo tempo ma voi perdete denaro perché io vi faccio pagare anche questo mio stallo.

NATALE:

Lo stallo ?!

MAGO:

Si capisce, per me è tempo comunque speso per voi!

NATALE:

Mi sembra speculativo e da smargiasso!

MAGO:

Smargiasso! Al mago dei maghi! Io dovrei essere lontano da qui una galassia, non accetto insulti.
(Si avvia verso la porta).

PATRIZIA:

No, le chiedo scusa, resti.

(alla zia) Zia, Ti prego esci e tu (al marito) taci!
Anzi, parla, esponi il problema.

ZIA AGATA:

E va bene attendo di là.

MAGO:

Bene, mi ragguagli sulla iattura.

NATALE:

Io sono imbarazzato.

MAGO:

Che! Sia impavido, non si imboschi, col mago non si insabbia nulla, capisco che può essere un problema intrinseco, ma io sono riservato, una tomba, sia limpido ed io intercederò, farò istanza per lei presso l’angelo Kalibu perché vi sia indulto.

PATRIZIA:

Senti come parla bene!

NATALE:

Non è facile!

MAGO:

(Con livore) Era un lustro che non trovavo un così lesivo e arioso e direi verboso cliente!

PATRIZIA:

Lui è da sempre così, cerca di tergiversare.

MAGO:

Io volevo essere modico, ma questo miscredente esagera e fa, con la sua ignavia, aumentare l’imponibile della mia parcella.

PATRIZIA:

Deciditi che diamine!

NATALE:

Io veramente mi vergogno.

PATRIZIA:

Vede, mio marito da qualche anno non risponde più ai suoi doveri di marito!

MAGO:

Avete un problema sessuale?

PATRIZIA:

Sì, di impotenza, sua.

MAGO:

Completa, totale?

PATRIZIA:

Totale da 5 mesi circa, prima a poco a poco, fino ad arrivare al punto in cui siamo (Natale imbarazzato).

MAGO:

Ma siete andati da un medico?

PATRIZIA:

Da tanti medici.

MAGO:

E cosa vi hanno detto, c’è qualche iattura?

PATRIZIA:

Tutti la stessa cosa: “suo marito è stanco eccessivamente, il suo problema è dovuto al deperimento fisico e a troppa attività sessuale, avrebbe bisogno di riposo per recuperare le energie e funzionerà di nuovo”, invece lui finora ha peggiorato.

MAGO:

E per questo avete pensato a me, come guaritore potrei aiutarvi.

PATRIZIA:

lei è la nostra ultima speranza, mi aiuti, ci aiuti.

MAGO:

Vorrei restare solo con lui.

PATRIZIA:

va bene, vado di là.

MAGO:

Allora signor Scapettin qual è il problema, il motivo.

NATALE:

Quale problema, quale motivo, io… insomma l’ha capito no?

MAGO:

Io sono sicuro che lei ha tante amanti, solo così si spiega tutto, secondo me.

NATALE:

Ma quale tante amanti, una sola è.

MAGO:

Che evidentemente non è sua moglie.

NATALE:

Che evidentemente non è mia moglie.

MAGO:

Lasci un po’ l’amante e riprenda sua moglie.

NATALE:

E come faccio, mi ha ridotto all’osso.

MAGO:

Ma la sua amante è giovane?

NATALE:

Giovanissima e in gamba.
(RIENTRANO PATRIZIA E LA ZIA AGATA)

PATRIZIA:

Possiamo, avete finito?

(I due si ricompongono e si fanno seri).

MAGO:

Sì, signora, il problema di suo marito è studiato, ora devo studiare il miracolo, questione di giorni e riprenderà vitalità.

PATRIZIA:

Veramente? Sicuro? Non sta scherzando?

MAGO:

Se l’altra è d’accordo.

PATRIZIA:

L’altra? Che altra?

MAGO:

L’altra seduta che faremo, il problema è risolvibile a due, se nell’altra seduta collabora si può risolvere.

PATRIZIA:

Speriamo, speriamo, ma quando, domani, quando?

MAGO:

Vedremo in base ai miei impegni, vedremo quando posso venire di nuovo.

ZIA AGATA:

Io volevo conferire con lei (e mi scusi tanto).

MAGO:

Bene signora, mi dica.

ZIA AGATA:

Volevo che desse uno sguardo al mio futuro, mi faccia l’oroscopo.

MAGO:

Bene, che segno è lei signora?

ZIA AGATA:

Vergine.

MAGO:

E’ sicura signora?

ZIA AGATA:

Certo, che vuole che non lo sappia, io sono vergine.

MAGO:

Io ho dei dubbi, comunque vediamo. Il mago si mette ad agitare le due scatole e dice: “Scatili, scatola, scatolin, dimmi tu l’oroscopo; scatolin scatole scatolette a vecchia si vò marità.”

ZIA AGATA:

Sì, mi voglio sposare.

MAGO:

Bene, la prossima volta vedremo anche il suo problema, lo studierò.

ZIA AGATA:

Perché non disanima ora?!

MAGO:

Lei mi vuole prendere in contumacia!

ZIA AGATA:

Me ne dolo ma voglio dovizia con dogma!

PATRIZIA:

Ma zia, che parli come lui, cosa gli hai chiesto?

ZIA AGATA:

Lui ha capito!

MAGO:

Bene, espleterò. Mi dica la data di nascita.

ZIA AGATA:

30/09/1925

MAGO:

Bene, secondo la numerologia.

PATRIZIA:

Adesso che è qui perché non farla subito l’altra seduta?

MAGO:

Lei non capisce la quintescenzà del rapporto promiscuò rende madornale il marchingegno. Devo lenire il Lupanare del Mandrillo e con carisma renderlo ligio alla moglie.

ZIA AGATA:

Non ho capito nulla.

PATRIZIA:

Io presumo che abbia detto che me lo riporterà nel letto!

MAGO:

Acribià, acribià ridiventerà adepto a lei sola, direi coatto!

PATRIZIA:

Mi dia delle scadenze, quando.

MAGO:

Scruterò gli astri ma dopo un breve noviziato non sarà più ozioso.

PATRIZIA:

Ma quanto durerà il noviziato?

ZIA AGATA:

Che si farà prete dopo il noviziato?

MAGO:

Miscredente opinabile zitta. Io sono la panacea al suo male, io, il mago Comunzei sono onnisciente, lei si sposerà entro l’anno!

ZIA AGATA:

Da cosa lo ha dedotto?

MAGO:

Io sono uno sciamano, leggo i numeri, i venti, le piogge e altro ancora, nel suo caso, grazie al mio carisma plenario, dalla data di nascita vedo un futuro marito.

ZIA AGATA:

Come, ricco?

MAGO:

Facoltoso, e sarà perenne.

ZIA AGATA:

Com’è, bello?

MAGO:

Peggio di narciso.

PATRIZIA:

Ma Narciso era innamorato di se stesso!

MAGO:

Il paragone era rivolto alla bellezza.

ZIA AGATA:

Com’è, giovane?

MAGO:

Non posso certo dirle che è uno zerbinotto, piuttosto un zuzzurellone di 70 anni.

PATRIZIA:

Beh zia accontentati!

ZIA AGATA:

Bene farò suffragio.

PATRIZIA:

Bene mago, quanto le dobbiamo?

MAGO:

Datemi una caparra, un acconto di 500.000 lire.

ZIA AGATA:

Bè… bè… cauzione alta!

MAGO:

Alta, lei celia… non c’è raziocinio in voi, siete in due, con due problemi.

PATRIZIA:

(Prende i soldi) Bene ecco!

MAGO:

Grazie, il compenso sarà lauto ma io sarò latore di felicità.

ZIA AGATA:

Speriamo!

MAGO:

E’ latente il suo lambiccarsi.

ZIA AGATA:

Lei potrebbe essere un istrione inconsulto e falso.

MAGO:

Un falso mago io?

PATRIZIA:

Non le dia retta, la zia esagera.

ZIA AGATA:

Io avrei dovuto chiamarmi Tommaso.

MAGO:

Bene, tornerò con referto per lei (a Patrizia).

PATRIZIA:

Bene zia accompagniamo il mago.

ZIA AGATA:

Bene aspettiamo la requisitoria.

PATRIZIA:

Andiamo.   (ESCONO).

FINE II ATTO


III ATTO

IN SCENA PATRIZIA, ELEGANTE.

SUONANO ALLA PORTA.

PATRIZIA:

E’ lei, venga prego.

PORTIERE:

Mi perdoni se la disturbo.

PATRIZIA:

Non lo dica neanche, dopotutto noi abusiamo sempre della sua disponibilità.

PORTIERE:

Quando si può fare un favore o una piccola commissione non è nulla.

PATRIZIA:

Certo, e lei è sempre stato gentilissimo.

PORTIERE:

Generosissimo però è stato sempre il signor Natale con me.

PATRIZIA:

Cosa posso fare ora per lei, dica senza problemi.

PORTIERE:

E’ vero che oggi verrà un mago qui da voi?

PATRIZIA:

Il telegiornale ha dato la notizia in edizione straordinaria, forse…

PORTIERE:

beh il palazzo è piccolo e le voci corrono…

PATRIZIA:

Sì e allora?

PORTIERE:

Non volevo essere indiscreto…..

PATRIZIA:

Però corre qui ad indagare….

PORTIERE:

Non lo farei mai, chiedo perché avrei anch’io un problema….

PATRIZIA:

Vuole parlare al mago?

PORTIERE:

Vedo che ha capito, se gli vuole dire scendendo di passare da me, non vorrei disturbarlo qui.

PATRIZIA:

Bene vada pure, glielo dirò.

PORTIERE:

(Uscendo) Grazie e scusi ancora.

RESTA IN SCENA LA SIGNORA PATRIZIA, SUONA IL CAMPANELLO E LEI VA AD APRIRE.

PATRIZIA:

Ah è lei, si accomodi.

EMILIO:

Lei è sempre bella signora, sempre più bella.

PATRIZIA:

Grazie, lei è sempre più galante, ma immagino che sia venuto per mia figlia (pausa) purtroppo, per lei, è uscita, tutta la famiglia è fuori.

EMILIO:

Meglio, molto meglio, farò compagnia a lei.

PATRIZIA:

La ringrazio ma non è il caso, arrivederci (gli dà la mano).

EMILIO:

(Comincia a baciarle la mano) Signora lei è incantevole e dolce, vedo nei suoi occhi tanto desiderio.

PATRIZIA:

(Tira via la mano) Vada via, la smetta, io sono sposata.

EMILIO:

L’altro ieri l’ho sentita con suo marito, so tutto.

PATRIZIA:

Cosa sa, la prego vada via.

EMILIO:

Si lasci andare, lo vuole anche lei, lo so (cerca di abbracciarla).

PATRIZIA:

No, vada via, per favore la finisca, l aprendo a schiaffi.

EMILIO:

(Si ricompone) Beh scusi!

SUONA IL CAMPANELLO: SONO LINDA ED AGATA.

PATRIZIA:

(Apre) Ah! Siete voi!

LINDA:

Ciao mamma, abbiamo dimenticato la chiave.

AGATA:

Mauro tu qui? Come mai?

LINDA:

Emilio, conosci mia sorella?

AGATA:

A me ha detto di chiamarsi Mauro, non Emilio.

EMILIO:

E io mi chiamo Emilio Mauro.

PATRIZIA:

E di cognome come si chiama, Emilio o Mauro?

EMILIO:

Non mi ricordo più.

LINDA:

(Adirata) Certo, il signore non si ricorda! Ad alcune dice di chiamarsi Mauro, ad altre Emilio, sei un vigliacco.

AGATA:

Peggio una carogna rognosa.

LINDA:

E tu, a parte che fai il pappagallo con tutte, sei talmente vigliacco, anche con mia sorella!

EMILIO:

L’ho incontrata per le scale quando venivo qui, ma non sapevo che fosse tua sorella, non lo sapevo, lo giuro.

PATRIZIA:

E non sapeva neanche che io ero sua madre vero?

LINDA- AGATA:

Ci ha provato anche con te?

PATRIZIA:

(Abbassa lo sguardo e non risponde).

EMILIO:

Io devo andare, scusate.

LINDA:

Brutto verme solitario.

AGATA:

Schifoso lombrico puzzolente.

EMILIO:

Calma ragazze, non è il caso di fare così.

LINDA:

Ah no! Penso invece che sia il caso di fare anche peggio!

AGATA:

Non solo con noi due, hai avuto l’ardire di provarci anche con nostra madre!

EMILIO:

Dopotutto è una bella donna!

PATRIZIA:

Sentilo che faccia di bronzo.

LINDA:

Mamma, ti ha messo le mani addosso?

PATRIZIA:

No, però, se continuava, gliele avrei messe io le mani in faccia!

AGATA:

(Minacciosa) Cosa hai fatto a mia madre?

EMILIO:

Nulla, solo qualche complimento!

LINDA:

E’ vero mamma?

PATRIZIA:

Quasi.

AGATA:

Ti ha offesa, ti ha palpata?

PATRIZIA:

Beh ci stava provando!

LINDA- AGATA:

(Avanzano minacciose) Brutto verme solitario, porco!

EMILIO:

Forse è meglio se tolgo il disturbo (fugge via).

AGATA:

Lo inseguiamo?

LINDA:

Magari buttandolo dalle scale.

AGATA:

Se gli buttassimo addosso dell’acqua fresca per sbollirlo?

PATRIZIA:

Lasciatelo andare quel verme ignorante e viscido.

AGATA:

Cafone, scemo e rozzo.

LINDA:

Sciacallo di uno sciacallo.

(Entra Natale).

NATALE:

Ciao donne! (Rivolto a Linda) sai cosa mi è successo in strada? Quel ragazzo che è venuto a prenderti l’altra sera, l’ho visto che usciva dal portone e volevo salutarlo, ma appena mi ha visto è scappato ed è finito sotto una macchina.

LINDA:

E’ morto?

NATALE:

No, l’hanno portato via con una macchina, aveva una gamba rotta.

LINDA- AGATA:

Peccato, una sola?

NATALE:

Ma che vi è preso, quel poveraccio si è rotto una gamba!

PATRIZIA:

Meglio se se le rompeva entrambe prima di venire qui.

NATALE:

Anche tu? Se l’altro giorno dicevi che era simpatico!

ENTRA IN SCENA IL MAGO COMUNZEI.

MAGO:

Parlavate di me? Grazie!

NATALE:

veramente no, ma lei com’è entrato? Che fa qui?

MAGO:

Mi ha…

ZIA AGATA:

L’ho portato io (appare la zia).

PATRIZIA:

Buongiorno, ha studiato il nostro problema?

LINDA:

Che problema avete?

AGATA:

Sì mamma, papà, che problema?

PATRIZIA:

Il teorema di Pitagora.

LINDA- AGATA:

Che cosa?

ZIA AGATA:

insomma ragazze, andate di là, dobbiamo consultare il mago.

(Escono facendo qualche gesto).

MAGO:

Certamente, siamo a cavallo.

PATRIZIA:

Qual è il problema?

MAGO:

Lo stress!

PATRIZIA:

Lo stress?

MAGO:

Certo lo stress, il male del 2000.

NATALE:

Che stress, scusi.

MAGO:

Mentale, fisiologico, è peggio del malocchio lo stress, è un male orribile.

ZIA AGATA:

Lo stress mi sembra farraginoso.

MAGO:

Lei si zittisca! Lo stress può essere una malattia positiva che ci tiene all’erta, ci fa adattare ai problemi, oppure negativo…

PATRIZIA:

Cioè…

MAGO:

Il negativo ci lascia in ansia, ci toglie l’appetito, il sonno.

PATRIZIA:

L’appetito sessuale?

MAGO:

Anche, nel suo caso!

PATRIZIA:

Cosa può averlo stressato?

MAGO:

Ci si scoraggia davanti a problemi economici, di lavoro, associativi, atmosferici, amorosi, tutti questi problemi giornalieri producono stress.

NATALE:

Siamo tutti stressati allora?

MAGO:

No, non tutti, se ci si arrende e ci si scoraggia si pensa negativamente e lo stress trova terreno fertile e attecchisce.

ZIA AGATA:

Cos’è un cavolfiore che attecchisce?!

MAGO:

Lei mette zizzania.

ZIA AGATA:

Lei mi deve convincere con qualcosa di più valido, lo stress !!!

PATRIZIA:

Beh zia, potrebbe essere.

MAGO:

Non potrebbe, è!

PATRIZIA:

E come si combatte?

MAGO:

Lo stress si combatte pensando positivo.

NATALE:

e come?

MAGO:

faccio un esempio: si rompe l’auto, ci si rompe un braccio, si incendia la casa: cosa pensa chi è vittima di queste calamità?

ZIA AGATA:

Come sono sfortunato, o peggio ancora, mi hanno fatto il malocchio, una fattura!

NATALE:

in effetti!

MAGO:

Scoraggiati abbassiamo la guardia e lo stress avanza!

PATRIZIA:

E allora?

MAGO:

Allora, se invece si pensa: “beh, può succedere a tutti, c’è sempre il peggio, passerà…” ci si carica positivamente.

ZIA AGATA:

Potrebbe anche funzionare!

MAGO:

E funziona per tanti, i primi sono i miei clienti, i secondi, no!
Qualsiasi problema avessero, tutto farebbero tranne che andare dai maghi!

ENTRA OLGA, VEDE IL MAGO, SI GUARDANO MUTI PER UN POCO, POI…

OLGA:

E’ sua quella Lamborghini?

MAGO:

Sì, perché me lo chiede?

OLGA:

L’ha messa male e ho rotto un faro alla mia 500.

MAGO:

E la mia cosa si è fatta?

OLGA:

Si è rotto lo stop e si è rovinata la fiancata, fesserie.

MAGO:

Cosa?

OLGA:

Ed è pure poco… Massimo…

NATALE:

Chi è questo Massimo?

MAGO:

Alt! Fermi tutti! Il fluido, la visione, Plutone, la luna, lo zodiaco.

ZIA AGATA:

Che le prende?

PATRIZIA:

Sì, che le succede?

MAGO:

Zitti, uscite tutti, lasciatemi solo con lei, è importante.

OLGA:

Con me, e perché?

NATALE:

E perché con lei solo?

MAGO:

Lei taccia ed esca, uscite tutti, siamo al massimo delle visioni planetarie. (ESCONO)

OLGA:

Allora massimo, ora fai il mago tu?

MAGO:

Ma come mai non hai detto ai tuoi parenti che sono un mago fasullo?

OLGA:

E tu brutto figlio di…

MAGO:

Non offendere mia madre.

OLGA:

Dopo quello che mi hai fatto al liceo è anche poco!

MAGO:

Io? Cosa ti ho fatto?

OLGA:

Tu certo, prima mi hai fatto di tutto perché mi mettessi con te e poi sei sparito, scomparso nel nulla, io ho sofferto e pianto per te.

MAGO:

Tu hai pianto certo, se hai veramente pianto erano lacrime di coccodrillo.

OLGA:

Brutto figlio di… mi hai sedotta e abbandonata.

MAGO:

Veramente sei tu che mi hai sedotto, io ti ho solo abbandonata e con buoni motivi: Luigi, Vittorio, Alberto, ecc. ecc.

OLGA:

Perché sono uscita qualche volta con qualche amico!

MAGO:

Qualche amico eh ?! Ed ora comincio anche a capire il motivo per il quale tuo zio è a terra: proprio con tuo zio ?!

OLGA:

Primo, non è mio zio e poi è in gamba, anche se per il momento è un po’ giù.

MAGO:

Certo, con te! Uno non ti è mai bastato!

OLGA:

non essere volgare (pausa). Parlami di te, come mai fai il mago?

MAGO:

Ho provato di tutto, poi ho provato a fare il mago, è un mestiere che rende, con quattro parole difficili si guadagna un sacco di soldi.

OLGA:

(Da due manate sulle due scatole che il mago ha sul tavolo e le rompe) Certo che sei un bel tipo!

MAGO:

E non mi rompere le scatole, mi servono, mi servirebbe anche una valletta, tu saresti l’ideale, si guadagna e… poi… ti voglio di nuovo.

OLGA:

Ma come faccio con mia zia?

MAGO:

Quella si vuole maritare e io ne conosco di uomini che si vogliono maritare e benestanti anche.

OLGA:

E mio zio Natale?

MAGO:

Non ti sembra ora che ritorni ai suoi doveri di marito.

OLGA:

Ma sì andiamo (lo prende sotto braccio).

MAGO:

E la zia?

OLGA CHIAMA LA ZIA AGATA; ENTRANO TUTTI: ZIA AGATA, NATALE E PATRIZIA.

ZIA AGATA:

Olga che c’è?

OLGA:

Io vado via con il mago.

NATALE:

Come col mago?

MAGO:

Amore a prima vista, è successo un miracolo.

ZIA AGATA:

E io che faccio?

MAGO:

Lei viene con noi se si vuole sposare.

ZIA AGATA:

Certo andiamo.

PATRIZIA:

E io? Noi? Il nostro problema?

MAGO:

Il problema parte con me.

NATALE:

Come con lei?

OLGA:

Zietti io vi saluto, vado via col mago.

PATRIZIA:

Ma cosa le è successo (al mago)? E a te (a Olga)?

MAGO:

Il flusso dei pianeti, due molecole si uniscono e si completano.

ZIA AGATA:

Le molecole sareste voi due?

OLGA:

Certo, il destino ci ha fatti incontrare.

PATRIZIA:

ma signor mago per il mio problema… il nostro…

MAGO:

Sparito, quasi sparito, come sparirò io da qui!

PATRIZIA:

L’altra seduta…

MAGO:

Già conclusa e risolta.

ZIA AGATA:

Io sono esterrefatta, ma cosa… cosa è successo?

MAGO:

Col mio fluido magico ho risolto tutto, suo marito piano piano tornerà alla normalità (a Patrizia).

PATRIZIA:

(Abbraccia il marito) Ma quanto le dobbiamo?

MAGO:

Il mago Comunzei risolve tutto, il mago dei miracoli se ne va, è già tutto pagato con la caparra.

NATALE:

Caparra, che caparra?

PATRIZIA:

Quella datagli quando è venuto la prima volta.

NATALE:

E quanto?

MAGO:

Poco, pochi spiccioli caro Natale, credo che saremo felici tutti da ora in poi. Il mago se ne va e con lui i vostri problemi.

NATALE:

Ma anche la zia e Olga!

ZIA AGATA:

Beh ciao, verremo a trovarvi ogni tanto.

OLGA:

Una due volte l’anno!

NATALE:

Non è poco?

MAGO:

Loro cominciano una nuova vita con me e anche voi.

NATALE:

Mi mancherete molto.

PATRIZIA:

Anche a me, dopotutto stavamo bene insieme, chi ci farà le calze ora?

ZIA AGATA:

Credo che ne abbiate avuto abbastanza!

PATRIZIA:

Io odio gli addii (si baciano).

MAGO:

Presto avrà un lieto ritorno!

NATALE:

Che ritorno? (Bacia Olga e la zia).

MAGO:

Quello dell’uccello migratore!

PATRIZIA:

Tornerà al nido?

NATALE:

Sì, e ci resterà!

MAGO:

Addio (ESCE).

ZIA AGATA:

Arrivederci (ESCE).

OLGA:

Ciao (ESCE).

PATRIZIA:

Oh caro sono felice e triste allo stesso tempo.

NATALE:

Beh, andiamo di là.

PATRIZIA:

Di là, a far cosa?

NATALE:

A controllare!

PATRIZIA:

Cosa?

NATALE:

Se è tornato!

PATRIZIA:

Chi?

NATALE:

L’uccello migratore!

(La prende per mano ed escono).

FINE

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