ILMALATO IMMAGINARIO
(sottotitolo. Un malato molto immaginario)
Adattamento e traduzione da Moliere (1622-1673) di
Pasquale Calvino(Posizione SIAE n. 180531)
Lungo atto unico, 6F-7M-scena unica.
(copione depositato alla SIAE di Napoli)
PERSONAGGi:
1m-ARGAN: malato immaginario
1f-TOINETTE : serva
2f-ANGELIQUE: figlia di ARGAN
3f-BELINE: seconda moglie di ARGAN
2m-BERALD: fratello di ARGAN
3m-CLEANTE: spasimante di ANGELIQUE
4f-LUISETTE: figlia minore di ARGAN
4m-MONSIEUR DIAFOIRUS: medico
5m-THOMAS DIAFOIRUS: figlio del precedente
5f-MADAME TAIER: sarta Dott.Crpin: (finto medico donna)
6m-MONSIEUR PURGON:medico curante di ARGAN
7m-MONSIEUR BONNEFOY: notaio
6f-Madame MORIN: assistente del dottor Purgon
SCENOGRAFIA- La scena sempre identica: la stanza in cui vive il malato ARGAN, con letto matrimoniale al centro piccolo scrittoio con sedielibreria con libri di medicinaai piedi del letto c una cassapanca chiusa che contiene le monete doro e i titoli al portatore. (o secondo la fantasia del regista)
SCENA I
ARGAN
ARGAN - (ARGAN, solo nella stanza su un tavolino davanti a lui, legge ad alta voce da un libro poi legge i prezzi dei medicinali avuti dal farmacista
Astenia.Astenia, Astenia. ah ecco mancanza di forza, una insufficiente o mancata reazione agli stimoli; caratterizzata da un indebolimento generale con conseguente grave diminuzione della forza fisica, delle capacit intellettive, incapacit di prendere decisioni. Pu essere causata da superlavoro preoccupazioni, patemi danimo ecc. (si guarda la lingua allo specchio) bahTre e Due cinque e cinque dieci, e dieci venti. Tre pi due cinque. Il ventiquattro, un piccolo clistere addentrativo, preparatorio ed emolliente, per ammollire, umettare e rinfrescare le viscere del Signore. Quel che mi piace di Monsieur Fleurant, il mio farmacista, che i suoi conti sono sempre cos garbati: le viscere del Signore: trenta soldi. S, va bene Monsieur Fleurant, essere garbati non basta, bisogna anche essere ragionevoli, e non spennarli i pazienti. Trenta soldi per un enteroclisma: servo vostro, ve lho gi detto. Negli altri conti me lo avevate messi venti soldi, e venti soldi nel linguaggio dei farmacisti sta per dieci soldi; eccoli qua: dieci soldi. Pi il giorno suddetto, un buon clistere detergente, con semi di lino giganti, rabarbaro, miele rosato, e altre erbe rare, secondo prrescrizioni, per spazzare, ripulire e disinfettare gli intestini del Signore, trenta soldi. col vostro permesso: dieci soldi. Alla stessa data, la sera, un giulebbe epatico, soporifero e sonnifero, preparato per far dormire il Signore: trentacinque soldi. beh . non me ne lagno, perch ho dormito bene . Dieci, quindici, sedici e diciassette soldi e sei danari. Pi il 25, una buona medicina purgativa e corroborante, composta di cassia novella, senna levantina, e altre erbe, secondo prescrizione di Monsieur Purgon, per espellere ed evacuare la bile del Signore, quattro lire. Ah! Monsieur Fleurant , state scherzando; occorre vivere con gli ammalati. Monsieur Purgon non ve la mica prescritto di fare quattro franchi. Segnate, segnate tre lire. Ecco:Venti , trenta soldi. Cos, questo mese ho preso una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette e otto medicine; e uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette,otto, nove, dieci, undici e dodici enteroclismi; e il mese scorso cerano, dodici medicine e venti enteroclismi. Ah! Nessuna meraviglia che questo mese io mi sento meno bene. Glielo dir a monsieur Purgon, che pensi a mettere le cose in ordine. Su, via portate via tutto. Non c nessuno: mi lasciano sempre solo; non c verso di farli star qui.(Suona il campanello per chiamare la servit)Non sentono, e questo campanello non fa abbastanza rumore. Delin, delen, delin: niente da fare. Delin, delin,delin, delin,delin: tutti sordi. Toinette ! Delin, delin, delin: proprio comese non suonassi per niente! Cagna, carogna! Delin, (Smette di suonare e grida) delin,delin, drelin: ma io divento matto. Delin, delin,delin: carogna! possibile abbandonare solo un povero ammalato? Delin, delin, delin: ma scandaloso! Delin, delin, delin: ah! mio Dio, mi lascierannoqui a morire! Delin, delin, delin.
SCENA II
TOINETTE, ARGAN
TOINETTE - (entrando nella stanza) OhEccola.
ARGAN - Ah! Cagna! Carogna!
TOINETTE - (facendo finta di aver picchiato la testa) Al diavolo la vostra impazienza! Delin
delin, delin. Mettete tanta di quella fretta addosso che ho dato una gran testata contro spigolo
di una imposta.
ARGAN - (in collera) Vigliacca traditrice!
TOINETTE - ( per impedirgli di proseguire, va a lamentarsi molto vicino,) Ah!
ARGAN - da un'ora...
TOINETTE - Ah...!
ARGAN - Mi avete lasciato...
TOINETTE - Ah...!
ARGAN - Ho capito, lazzarona! State zitta che devo sgridarti?!
TOINETTE - Ci mancava solo questo, dopo quello che mi son fatta!
ARGAN - Mi avete fatto sgolare, carogna!
TOINETTE - E voi mi avete fatto rompere la testa. Dunque siamo pari.
ARGAN - Cosa, pari? Lazzarona!?..
TOINETTE - Se mi sgridate ancora, mi metto a piangere.
ARGAN - Mi avete lasciato solo. Vigliacca...
TOINETTE - ( con lintenzione di interromperlo ancora finge di piangere) Ahi...!
ARGAN - Brutta cagna! Tu vuoi
TOINETTE - Ahi...! Ahi!
ARGAN - Ma insomma! Devo rinunciare anche al gusto di sgridarvi?
TOINETTE - Sgridate quanto vi pare, lo consento.
ARGAN - Me lo impedisci, lazzarona! Interrompendomi continuamente.
TOINETTE - Se a voi piace sgridarmi, bisogna pure che io trovi qualche piacere nel
piangere. A ciascuno il suo, mi sembra giusto. Ah...! Ah...!
ARGAN - Ah...! Ah...! Bisogna arrendersi. Porta via questa roba lazzarona. (Si alza)
Lenteroclisma di stamattina, ha fatto effetto?
TOINETTE - Lenteroclisma? Il vostro enteroclisma detto anche clistere
evacuativo..lenitivoemolliente, disintossicanteecc.ecc.?
ARGAN - S! Ha portato via la bile?
TOINETTE Ah, in fede mia, io non m'impiccio di certe faccende. Spetta a Monsieur Floraunt di
ficcarci il naso, visto che lui a prendersi i denari...
ARGAN - Mi raccomando di tenere pronta una pentola dacqua calda nel caso che debba
farmene un altro.
TOINETTE - Quel monsieur Flourant e quel Monsieur Purgon se la spassano sul vostro
Corpo eh.. eh? Hanno trovato proprio una buona vacca da mungere. Vorrei proprio chiedergli a quei
due, che male avete mai, per darvi tutti questi farmaci.
ARGAN - Ma tacete, ignorante. Non tocca a voi criticare le prescrizioni della medicina. Fate
venire mia figlia Anglica. Devo dirle un cosa.
TOINETTE - Eccola che viene da se, vi ha letto nel pensiero.
SCENA III
ANGELIQUE, TOINETTE , ARGAN
ARGAN - Ah..Venite, venite Angellique. Arrivate a proposito. Devo parlarvi!
ANGELIQUE - Sono pronta ad ascoltarvi. Padre mio
ARGAN - Aspettate. (Correndo al cesso) Datemi il bastone. Torno subito.
TOINETTE - (gli grida dietro) Svelto, svelto Signore! (rivolta ad Angelique) Monsieur
Flourant ci d da fare ah ..ah.
SCENA IV
ANGELIQUE, TOINETTE
ANGELIQUE - (languidamente, con confidenza) Toinette .
TOINETTE - Cosa?
ANGELIQUE - Guardami bene.
TOINETTE - Beh?! Vi guardo.
ANGELIQUE - Toinette.
TOINETTE - Beh!... Toinette cosa?
ANGELIQUE - Non immagini di che cosa voglio parlarvi?
TOINETTE - Sapete che mistero. Di lui immagino, del vostro giovane innamorato, perch
su di lui che da sei giorni ruotano tutti i nostri discorsi; non state bene se non ne parlate
ogni momento.
ANGELIQUE - Perch non me ne parli tu per prima se lo sai, risparmiandomi la fatica di
portarti sullargomento?
TOINETTE - Perch voi cara, non me ne date il tempo. Avete tanta furia di parlarne che non
possibile anticiparvi!
ANGELIQUE - Ti confesso che non posso fare a meno di parlare di lui. Il mio cuore
approfitta dogni istante favorevole per aprirsi a te. Ma tu, dimmi, Toinette, tu condanni
quello che provo per lui?
TOINETTE - Me ne guardo bene.
ANGELIQUE - Sbaglio a lasciarmi trasportare da queste dolci emozioni?
TOINETTE - Non lhomai detto.
ANGELIQUE - E mi vorresti insensibile alla suo slancio, alle dichiarazione e ardenti
passione che tanto dolcemente mi va facendo?
TOINETTE - Dio non voglia!
ANGELIQUE - Dimmi un po, tu non trovi, come me, qualcosa di celestiale, qualche segno
del destino nel modo straordinario in cui ci siamo conosciuti?
TOINETTE - S.
ANGELIQUE - Non trovi che prendere le mie difese, senza conoscermi, sia un atto di vero
gentiluomo?
TOINETTE - S.
ANGELIQUE - E che non poteva comportarsi pi signorilmente?
TOINETTE - Daccordo.
ANGELIQUE - E che ha fatto tutto questo con garbo incantevole?
TOINETTE - Oh! Si.
ANGELIQUE - Tu non trovi Toinette, che ha un bellaspetto?
TOINETTE - Sicuro.
ANGELIQUE - E che ha dei modi incantevoli?
TOINETTE - Garantito.
ANGELIQUE - Che le sue parole, come i suoi atti hanno qualcosa di nobile?
TOINETTE - Senza dubbio
ANGELIQUE - Che in quanto mi dice, c un ardore senza confronti?
TOINETTE - Verissimo.
ANGELIQUE - Ma tu credi, cara Toinette, che lui mi ami proprio quanto dice?
TOINETTE - Eh, eh...! Son cose, queste, da prendere con qualche beneficio dinventario e
andarci piano, piano. Le smancerie amorose assomigliano molto alla verit: e ho visto dei gran
commedianti in materia.
ANGELIQUE - Ah, Toinette! Cosa dici! Oh, povera me! Allora parlando in quel modo, pu mai
essere che non sia sincero.
TOINETTE Comunque sia, vi sar chiaro presto... e il proposito, come ha scritto ieri, di
chiederti ufficialmente in matrimonio, ci riveler subito la via pi rapida per arrivare a sapere
se dice la verit o no.
ANGELIQUE - Ah! Toinette, se minganna, non creder pi a nessun altro uomo fin che vivo. (si
sente il rumore dello scarico del bagno)
TOINETTE - Ecco che torna vostro padre.
SCENA QUINTA
ARGAN, ANGELIQUE - , TOINETTE - .
ARGAN - (si mette a sedere) Venite, venite Angelique sto per darti una notizia. che
forse non vi aspettavate: vi si domanda in matrimonio.
ANGELIQUE - Ah! (saltellando e con risate di contentezza )
ARGAN Cosa c? Ridete? Si divertente, questa parola matrimonio; non c'
niente di pi fantastico per una ragazza. Ah! natura, natura! Da quel che vedo, allora figliola,
del tutto superfluo chiedervi se volete sposarvi.
ANGELIQUE - Il mio dovere, padre mio, di fare tutto quello che vi piacer ordinarmi.
ARGAN - Mi fa piacere avere una figlia cos ubbidiente Dunque la cosa decisa: vi ho
promessa.
ANGELIQUE - Padre mio...a me non resta che ubbidire ad ogni vostro volere
ARGAN - Mia moglie, vostra matrigna, voleva che vi facessi monaca, voi e anche
vostra sorella Luisette; ah si era proprio intestardita su questo.
TOINETTE - (tra s) Quella bestiaccia ha le sue ragioni.
ARGAN - Non voleva assolutamente acconsentire a questo matrimonio, ma ho vinto io.
Ho gi impegnata la mia parola.
ANGELIQUE - Ah, padre mio! Come ve ne sono grata di tanta benevolenza.
TOINETTE - Davvero me ne compiaccio; E la cosa pi saggia che abbiate mai fatto in vita
vostra.
ARGAN - Non ho ancora veduto il giovanotto; ma dicono, per, che ne sar contento, e tu
pure.
ANGELIQUE - Oh! Sicuramente, padre mio.
ARGAN - Come sarebbe? L'avete visto?
ANGELIQUE - Poich il vostro consenso mi autorizza d'aprirvi il mio cuore, non esito a
dirvi, il caso ci ha fatto incontrare sei giorni fa, e che la richiesta di cui parlate, leffetto di
una reciproca inclinazione a prima vista.
ARGAN - Questo non me lhanno detto; ma mi fa piacere; si, si tanto meglio che sia cos.
Dicono che un gran bel giovanotto.
ANGELIQUE - S, padre mio.
ARGAN - Ben piantato.
ANGELIQUE - Oh, certo.
ARGAN - Di aspetto gradevole.
ANGELIQUE - Moltissimo.
ARGAN - Con un bel viso.
ANGELIQUE - Bellissimo.
ARGAN - Posato, e perbene.
ANGELIQUE - Proprio cos.
ARGAN - Un gentiluomo.
ANGELIQUE - Un vero signore...Il massimo che una ragazza pu sperare...
ARGAN - CheParla bene il latino e il greco.
ANGELIQUE - Questo non lo sapevo.
ARGAN - E che avr il titolo di medico fra tre giorni.
ANGELIQUE - Lui, padre mio?
ARGAN - S, non te l'ha detto?
ANGELIQUE - Veramente no. E a voi chi l'ha detto?
ARGAN - Monsieur Purgon.
ANGELIQUE - Monsieur Purgon lo conosce?
ARGAN - Che domande! Certo che lo conosce! E suo nipote!
ANGELIQUE - Cleante, nipote di Monsieur Purgon?
ARGAN - Ma quale Cleante? Stiamo parlando del vostro futuro marito.
ANGELIQUE - Eh! Si.
ARGAN - Ebbene, il nipote di monsieur Purgon, figlio di suo cognato medico,
Monsieur Diafoirus, e questo figlio si chiama Thomas Diafoirus, e non Cleante, e il
matrimonio labbiamo stabilito questa mattina, Monsieur Purgon, Monsieur Diafoirus e io; e
domani il futuro genero me lo porter qui suo padre. Ma Cos'? Vi siete imbambolata?
ANGELIQUE - Capisco ora, Padre mio, (piangendo) che voi parlavate di una persona, e io ne
intendevo un'altra.
TOINETTE - Come? Signore? (da vicino) E questa lidea bizzarra che vi venuta? Ricco
come siete, vorreste sposare vostra figlia con un medico?
ARGAN - Si, si, si,! Ma di che t'impicci, tu, lazzarona intrigante che non sei altro!
TOINETTE - EhDio mio! Piano! . passate subito agli insulti. Non possiamo discutere
senza infuriarci? Su, parliamo tranquillamente. Qual il motivo, per cortesia, di un tale
matrimonio?
ARGAN - Il motivo , credendomi cagionevole e malato come sono, voglio farmi un
genero e dei parenti medici. per assicurarmi una buona assistenza contro la mia malattia,
per tenere in famiglia le fonti dei rimedi che mi sono necessari e per avere a portata di mano
consulti e prescrizioni.
TOINETTE - Ebbene! Questo si un buon motivo; fa piacere rispondersi a vicenda con
tranquillit; ma, Signore, mettetevi una mano sulla coscienza; voi siete malato,?
ARGAN - Cosa? Lazzarona! Se sono malato? Se sono malato sfrontata!
TOINETTE - Va bene, va bene.Signore! D'accordo, siete malato, non discutiamo su questo
punto. S, siete malato e anche grave; comincio a pensarlo anch'io. Anzi, pi malato ancora di
quanto crediate. Soddisfatto? Ma vostra figlia deve sposare un marito per se; e siccome non
malata, non necessario darle un medico.
ARGAN - Ma per me che gli do un medico non per lei; e una figlia di buon carattere,
deve essere entusiasta di sposare un uomo che torna utile alla salute del padre.
TOINETTE - BeneSignore, posso darvi un consiglio da amica, ?
ARGAN - Quale sarebbe questo consiglio?
TOINETTE - Di non pensarci a questo matrimonio.
ARGAN - Il motivo?
TOINETTE - Il motivo? Perch vostra figlia non accetter mai.
ARGAN - Non accetter mai?
TOINETTE - No.
ARGAN - Mia figlia?
TOINETTE - Vostra figlia. Vostra figlia vi dir che non sa che farsene di Monsieur Diafoirus,
di suo figlio Tomas Diafoirus ne di tutti i Diafoirus del mondo.
ARGAN - Lo so io, cosa farmene, oltretutto il partito pi conveniente di quanto non si pensi.
Monsieur Diafoirus ha solo quel figlio come erede...... Inoltre Monsieur Purgon, che non ha
ne moglie ne figlio, gli fa donazione dogni sua fortuna. Ha una rendita di ottomila lire l'anno.
TOINETTE - Deve averne ammazzata di gente, per avere questa fortuna.
ARGAN - Unarendita di ottomila lire l'anno sono qualcosa, senza contare i beni del padre
TOINETTE - Tutto vero, Signore. Ma devo insistere; torno a consigliarvi in confidenza,
sceglietele un altro marito. Lei non adatta a diventare la Signora Diafoirus.
ARGAN - E io invece penso di s; e io sono il padre...
TOINETTE - Ma no, Signore! Non ditelo nemmeno.
ARGAN - Come sarebbe Non ditelo nemmeno?
TOINETTE - Eh! No.
ARGAN - E perch mai, non dovrei dirlo?
TOINETTE - Diranno che non pensate a quello che dite.
ARGAN - Diranno quello che vorranno. Voglio che lei rispetti la parola che ho dato ...
TOINETTE - No,sono sicura che non lo far.
ARGAN - E io la costringer.
TOINETTE - Nonon lo far vi dico.
ARGAN - Lo far, o la mander in convento.
ANGELIQUE - Ah! (si sente il grido di disperazione della figlia)
TOINETTE - Voi?
ARGAN - Io.
TOINETTE - Bene.
ARGAN - Come, bene ?
TOINETTE - Voi non la manderete in convento.
ARGAN - Io, non la mander in convento?
TOINETTE - No.
ARGAN - No?
TOINETTE - No.
ARGAN - Ah, questa bella! Io non mando mia figlia in convento, se voglio?
TOINETTE - No, vi dico.
ARGAN - E chi me lo impedisce?
TOINETTE - Voi stesso.
ARGAN - Io?
TOINETTE - Sissignore. Non avrete l'animo di farlo.
ARGAN - Lavr.
TOINETTE - L'affetto paterno, vi piegher.
ARGAN - Non mi piegher affatto.
TOINETTE - Una o due lacrimucce, le braccia al collo, un paparino mio , detto con
tenerezza, basteranno a commuovervi.
ARGAN - No.. no.Non servir un bel niente.
TOINETTE - Si, si.
ARGAN - E io vi dico che non demorder.
TOINETTE - Sciocchezze.
ARGAN - Cosa vuol dire Sciocchezze .
TOINETTE - Vi conosco troppo bene. Voi siete buono di natura.
ARGAN - (fuori di s) Io non sono buono! E so diventare cattivo, quando voglio.
TOINETTE - Calma, Signore, .. ricordatevi la vostra malattia!
ARGAN - Le ordino categoricamente di prepararsi a prendere il marito che dico io.
TOINETTE - E io, le proibisco categoricamente di provarci.
ARGAN - Ma, dico, dove siamo? E come osa lazzarona di serva parlare in questo modo davanti al padrone?
TOINETTE - Quando il padrone non pensa a quel che fa, una serva col cervello a posto, ha il diritto di metterlo sulla buona strada.
ARGAN - (inseguendo Toinette) Ah!Sfrontata, vuoi che ti accoppi. (si alza e prende il
bastone)
TOINETTE - (evitandolo)Io mi devo opporre a tutto quello che vi pu disonorare. mio dovere difendervi da voi stesso!
ARGAN - (fuori di s, la insegue girando intorno alla poltrona, bastone in pugno)Vieni
qui che ti insegno a parlare. Carogna
TOINETTE - (sempre scappando)Io cerco solo di non farvi commettere unafollia.
ARGAN - Cagna!
TOINETTE - Non consentir mai a questo matrimonio.
ARGAN - Manigolda!
TOINETTE - Non voglio che sposi quel Thomas Diafoirus !
ARGAN - Carogna!
TOINETTE - E lei ubbidir a me, non certo a voi !
ARGAN - Angelique! Non mi vuoi fermare questa lazzarona?
ANGELIQUE Padre ..non fatene una malattia!.
ARGAN - Se non la fermi, io ti maledico!
TOINETTE - E io, io la diseredo, se vi ubbidisce.
ARGAN - (si lascia cadere sulla poltrona, sfinito) Ah! Ah! Dio mio! Dio mio! Non ne
posso pi! Non ne posso pi! (entra Bline e si ferma sorpresa. Toinette e Angelique le
fanno una riverenza ed escono)
SCENA VI
BELINE, ANGELIQUE , TOINETTE , ARGAN
ARGAN - Ah! Moglie mia, avvicinatevi.
BELINE - Cosa avete, marito mio caro?
ARGAN - Aiutami tu, ti prego, vieni qui.
BELINE - Ma cosa cbambino mio?
ARGAN - Cuor mio.
BELINE - Caro.
ARGAN - Mi hanno fatto arrabbiare
BELINE - Oh, no! Povero maritino mio. E come mai?
ARGAN - Quella lazzarona della tua Toinette sta oltrepassando ogni limite. Diventa
sempre pi insolente.
BELINE - Non state ad agitarvi.
ARGAN - Mi ha contradetto, per tutta unora, in quello che voglio fare.
BELINE - Su, su calma.
ARGAN - E ha avuto la sfacciataggine di dirmi perfino che non sono malato.
BELINE - E uninsolente!
ARGAN - Voi, cuor mio, sapete com.
BELINE - Si, bambino mio. Lei ha torto.
ARGAN - Amor mio, quella lazzarone mi far morire.
BELINE - Eh, via!
ARGAN - Lo so, lei che mi fa fare tutta quella bile.
BELINE - Da' retta, non prendetevela tanto .
ARGAN - Quanto tempo che vi dico di.di cacciarla via?
BELINE - Santo Cielo, bambino mio! Non c n servo, n serva che non abbia i suoi
difetti. (Abbassando la voce) A volte ci tocca sopportarne le qualit cattive per via delle
buone. Questa abile, precisa, diligente, e soprattutto fidata; e voi sapete che al giorno doggi
bisogna essere molto attenti a chi ci si metta in casa. (chiama dalla porta) Ehi! Toinette.
TOINETTE - ( rientrando)Signora..
BELINE - Si pu sapere perch fate arrabbiare mio marito?
TOINETTE - (tutta miele) Io, Signora? Povera me. Non capisco proprio di che parlate. Io
cerco di compiacere il signore in ogni cosa.
ARGAN - Ah! Che traditrice!
TOINETTE - Il Signore ci ha detto che avrebbe dato la figlia in moglie al figlio di Monsieur
Diafoirus; io gli ho risposto che il partito mi pareva conveniente, ma che pensavo fosse
meglio metterla in convento.
BELINE - Ma non c niente di male, in questo, e mi pare che abbia ragione.
ARGAN - Ah! Voi le credete Amor mio? E una lazzarona....
BELINE - Ma si! Vi credo, amico mio. Su, rilassatevi. Quanto a te, Toinette: se stuzzicate
ancora mio marito, vi mando via. Su datemi la mantellina foderata e dei guanciali, che lo
sistemo nella sua poltrona. Guardate qui in che stato! (Ad ARGAN). Calcatevi bene la berretta
sugli orecchi: i raffreddori vengono quando si sta con le orecchie scoperte.
ARGAN - Ah, quanto vi sono grato, bene mio, di tutte le premure che avete per me .
BELINE - (aggiustando i cuscini attorno ad Argan) Sollevatevi un momentino in modo
che possa mettere questo sotto di voi. Questo lo mettiamo qua, per appoggiarsi
..baci..baci..baci. l. Questo qua, dallaltro lato...baci..baci..bacil. Questo dietro la
schiena, cos, .baci..baci..baci l.. .. e questo altro qua per sostenere su la testa...baci..baci..baci
l.. ...(lo riempie di cuscini)
TOINETTE - (sbattendo un cuscino sulla testa di ARGAN e poi scappando ). E questo
contro il fresco della sera.l!
ARGAN - (balza in piedi e scaglia i cuscini contro Toinette ) Sfrontata! Vuoi
soffocarmi!
BELINE - Eh, via! Che cosa mai?
ARGAN - (si lascia cadere ansimante) Ah! Ah! Ah! Dio mio! Non ne posso pi.
BELINE - Perch infuriarsi cos? Credeva di far bene.
ARGAN - Voi non la conoscete, tesoro, non potete immaginare la malignit di quella
lazzarona.. Ah! Mi ha fatto andare in bestia. Mi ci vorranno pi di di dieci medicine e venti
enteroclismi, per rimettere un po tutto in ordine.
BELINE - Su, su figlio mio! Mettetevi un po tranquillo!
ARGAN - Si. si.Bene mio, siete la mia unica consolazione.
BELINE - Povero figlioletto mio
ARGAN - E per ringraziarvi, amor mio, lamore che mi portate, voglio, come vi ho detto,
fare testamento.
BELINE - Amico mio! Vi Prego! Non parliamone: un pensiero che non posso
sopportare: la sola parola testamento mi fa trasalire di dolore.
ARGAN - Mavi avevo detto di parlarne col vostro notaio.
BELINE - giusto qui. Lho portato con me.
ARGAN - (tra incredulo e sbalordito)Bhe. E allora fatelo entrare, amor mio.
BELINE - Oh!Amico mio, se si ama davvero un marito, non si ha lanimo di
pensare a queste cose...
SCENA VII
MONSIEUR BONNEFOY ( si legge BONFUA), BELINE, ARGAN.
ARGAN - Venite, Monsieur Bonnefoy, venite. Prendetevi da sedere, per cortesia.
Mia moglie mi ha detto, che siete un gran galantuomo e un vero amico. E io lho
incaricata di parlarvi per un testamento che voglio fare.
BELINE - Oh, povera me! Io, non son capace di parlare di queste cose.
MONSIEUR BONNEFOY - Mi ha spiegato le vostre intenzioni Signore, e anche quanto vi
proponete di fare per lei . Ma, vi devo dire che a vostra moglie, per testamento, non potete dare
niente.
ARGAN - Ma perch?
MONSIEUR BONNEFOY - Negat Consuetudo. La consuetudine si oppone. Si potrebbe fare se foste in un paese a legge scritta; ma a Parigi, e nei paesi a diritto consuetudinario, nella maggior parte almeno, non si pu proprio, e la disposizione sarebbe nulla. Tutti i lasciti che possono farsi lun laltro un uomo e una donna congiunti in matrimonio, sono una mutua donazione fra vivi; e bisogna che non vi siano figli, n dei due congiunti, n duno di loro, al decesso di che muore per primo.
ARGAN - Ma una bella impertinente, questa consuetudine, che un marito non possa
lasciare nulla a una moglie che lo ama teneramente e che ha tanta cura di lui.
.. Io avrei voglia di consultare il mio avvocato, per vedere quello che si pu fare.
MONSIEUR BONNEFOY - Non mica dagli avvocati che bisogna andare, perch in genere sono molto severi su questo; immaginano che sia un gran crimine frodare la legge per sistemare le cose. Fanno sempre delle difficolt, e ignorano le sinuosit della coscienza. Sono altre le persone da consultare, ben pi accomodanti, che hanno degli espedienti per passare con delicatezza sopra la legge, e trasformano in giusto quel che non consentito; che sanno appianare le difficolt di una faccenda, e trovano il modo di eludere la consuetudine con qualche lascito indiretto. Se no, dove si andrebbe a finire, ogni santo giorno? Ci vuole un po di scioltezza nelle cose; altrimenti non si farebbe niente, e per il nostro mestiere io non darei un soldo.
ARGAN - Me lo aveva detto mia moglie, signore, che eravate un vero esperto e un
gran galantuomo. Allora, come posso fare per lasciare tutte le mie sostanze, e privarne le
figlie?
MONSIEUR BONNEFOY - Come potete fare?.... ( sguardo dintesa con Beline) Potete scegliere con calma un amico intimo di vostra moglie e lasciargli, in debita forma per testamento tutto quello che potete, e questamico, dopo, le render tutto. Potete anche contrarre un gran numero di obbligazioni, non sospette, a favore di diversi creditori, che faranno da prestanome a vostra moglie dichiarando per iscritto che lhanno fatto solo per favorirla. E potete pure, mentre siete in vita, mettere nelle sue mani del contante oppure delle cambiali di cui foste in possesso pagabili al portatore.
BELINE - Dio Mio! Non dovete tormentarvi per questo. ( finge di piangere) Se mi venissi
a mancare, figlio mio non ce la farei a vivere una sola ora di pi?
ARGAN - Gioia mia. Che tesoro....
BELINE - S, amoruccio mio. La vostra perdita.
ARGAN - Oh! Moglie miacara!
BELINE - Segner la fine della mia vita.
ARGAN - Anima mia benenetta!
BELINE - Verr sui vostri passi, per provarvi tutto laffetto che ho per voi.
ARGAN - Cuoricino, non mi straziate cos. Su, fatemi un sorriso, vi prego.
MONSIEUR BONNEFOY - Sono un po prematurequeste lacrime. Non siamo ancora a quel
punto. Mi pare
BELINE - Ah! Voi non sapete, Signore, cosa vuol dire un marito che si ama.. teneramente.
ARGAN - Il mio maggior rimpianto, se muoio, di non avere avuto un figlio da voi.
Monsieur Purgon mi aveva detto che uno, me lo avrebbe fatto fare!
MONSIEUR BONNEFOY - Pu ancora succedere.
BELINE ( non sentita)Oh! No.
ARGAN - Bisogna che faccia testamento,Amor mio. Anzi, per precauzione, voglio
mettere nelle vostre mani ventimila franchi in oro che ho nascosto dietro il letto, e due
cambiali al portatore, che devono pagarmi monsieur Gerante e monsieur Damon.
BELINE - No, no, non voglio sapere. (pausa)... ( diventa improvvisamente seria) Quanto
dite che c dietro il letto?
ARGAN - Ventimila franchi, stellina mia bella...
BELINE - Non mi parlare pi di denaro, ti prego. ( diventa improvvisamente seria) A
quanto ammontano le due cambiali?
ARGAN - Una di quattromila franchi, amor mio, e l'altra di sei.
BELINE - ( finge di piangere nuovamente)Tutte le ricchezze del mondo non sono niente,
bene mio, al vostro .. confronto.
MONSIEUR BONNEFOY- Vogliamo passare alla stesura del testamento, Signori?
ARGAN - Si. Ma sar meglio nel mio studio. Amore mio,vi prego, accompagnatemi.
BELINE - Andiamo, povero figlietto mio. (vanno via, la scena resta vuota per qualche
secondo poi entrano Angelique e Toinette che hanno cercato di origliare)
SCENA VIII
ANGELIQUE, TOINETTE
TOINETTE - Eccoli li con un notaio,e ho sentito parlare di testamento . Non dorme mica
la vostra matrigna. E di sicuro qualche cospirazione contro i vostri interessi, che sta
spingendo vostro padre.
ANGELIQUE - (in camicia da notte)Disponga pure del denaro a suo capriccio, purch non
disponga del mio cuore. Vedete, Toinette, che violenze mi si preparano? Ti prego, non lasciarmi
sola in questi frangenti.
TOINETTE - Io lasciarti? Preferirei morire. La vostra matrigna ha un bel prendermi per confidente e volermi tirare dalla sua , non ho mai avuto simpatia per lei, e sono sempre stata dalla vostra parte. Lasciate fare a me: far di tutto per aiutarvi; ma per aiutarvi con pi efficacia ho intenzione di cambiare tattica, nascondere la simpatia che ho per voi, e fingere di essere dalla parte di vostro padre e della vostra matrigna.
ANGELIQUE - Vi scongiuro, cercate di informare Cleante del matrimonio che hanno
combinato.
TOINETTE - Per oggi troppo tardi; ma domani di buon mattino lo mander a cercare.
BELINE - (da fuori)Toinette!
TOINETTE - Ecco che mi chiama. Buonasera. Contate su di me. (esce di scena)
(Il notaio esce dallo studio, seguito da Beline, anvviandosi verso luscita)
(Toinette ritorna con Argan portandolo a dormire. Argan viene messo a letto da Toinette che
subito si addormenta. Ogni tanto dice qualcosa senza senso.. come se sognasse..)
DISOLVENZA INCROCIATA DI CHIUSURA E DI APERTURA LUCI
(con momenti di buio totale)
SCENA I
TOINETTE , CLEANTE
(E mattino arriva Cleante introducendosi furtivamente nella stanza)
TOINETTE - CheCosa desiderate Signore? Ah, ah, voi. Ma guarda che sorpresa! Ma che
cosa ci venite a fare, qui?
CLEANTE - A conoscere il mio destino, a parlare con la deliziosa Angelique, consultare il
suo cuore, e a chiederle cosa a deciso su questo fatale matrimonio che mi hanno annunciato.
TOINETTE - S, ma non si parla cos, di punto in bianco, ad Angelique: bisogna farlo in
segreto. Vi stato pur detto in che stretta sorveglianza tenuta, che non la si lascia uscire, n
rivolgere la parola a nessuno, e che solo per la curiosit di una vecchia zia, ci fu accordato il
permesso, quella volta, di venire a teatro, dove ha visto la luce la vostra passione, e noi ci
siamo ben guardate dal raccontare.
CLEANTE - Infatti non vengo qui come Cleante, nelle vesti di innamorato,(mostrandogli il
foglio della musica) ma come amico del suo maestro di musica, che mi ha concesso di dire
che mi manda in sua vece.
(si sente lo scarico del bagno)
TOINETTE - Ecco suo padre. Ritiratevi per un momento e lasciatemi il tempo di dirgli che
siete qui.
SCENA II
ARGAN, TOINETTE, CLEANTE
ARGAN - (arriva soddisfattoparla da solo interrogandosi come fare gli esercizi..)
Monsieur Purgon mi ha detto di passeggiare al mattino nella mia camera, dodici volte su e
dodici volte gi; e io mi sono dimenticato di chiedergli se per lungo o per largo.
TOINETTE - Signore, c' un signore...
ARGAN - (interrompendola) Parla piano, manigolda: mi fai rintronare tutta la testa. Non
hai ancora imparato come bisogna parlare con gli ammalati?
TOINETTE - Stavo dicendo, Signore...
ARGAN - (interrompendola ancora)Parla piano, ti dico.
TOINETTE - (muove le labbra facendo finta di parlare) Signore...
ARGAN - Eh?
TOINETTE - (come sopra) Dicevo...
ARGAN - Ma cosa dici?
TOINETTE - (a voce altissima) Dico che c' un signore che vuole parlare con voi. .
ARGAN - (scocciato)Che venga avanti. (Toinette fa segno a Cleante di avvicinarsi).
CLEANTE - Signore...
TOINETTE - (prendendolo in giro e fingendosi adirata)Non parlate cos forte. Se no
rintronate il cervello del signore.( nel frattempo serve le medicine ad Arganimboccandolo)
CLEANTE - Signore, sono felice di trovarvi in piedi e vedere che state meglio.
TOINETTE - Come sarebbe a dire State meglio ? ETutto falso. Il Signore si sente sempre
male. (continuando a dare le medicine)
CLEANTE - Ho sentito dire che il signore stava meglio, e gli trovo una bella cera.
TOINETTE - Cosa volete dire con la vostra, bella cera ! Il signore lha bruttissima, ed un
belinsolente chi vi ha detto che stava meglio. Non si mai sentito cos male.
ARGAN - Ha ragione.
TOINETTE - Cammina, mangia, beve e dorme come tutti, ma questo non gli impedisce di
essere terribilmente malato... (continuando a dare le medicine)
ARGAN - tutto vero.
CLEANTE - Signore, me ne dispiace molto. Vengo da parte del maestro di canto della
Signorina vostra figlia. stato costretto a recarsi in campagna per qualche giorno; e ha
pregato me, come intimo amico, a continuare le sue lezioni, per paura che uninterruzione le
faccia dimenticare ci che ha gi imparato.
ARGAN - Benissimo. (A Toinette ) Chiamate Angelique.
TOINETTE - Credo sia meglio, Signore, accompagnare, il Signore, nella sua camera
ARGAN - No, che venga lei qui .
TOINETTE - Ma nonpotr farle lezione come si deve, se non stanno soli.
ARGAN - Ma si, invece!
TOINETTE - QhSignore, vi stordiranno. e nello stato in cui siete, non ci vuol niente
agitarvi e a rintronarvi il cervello.
ARGAN - Ma per niente! Io amo la musica e sar un piacere per me. Ah! Ecco Angelique.
Andate da mia moglie, invece, a vedere se vestita.
SCENA III
ARGAN, Angelique , Cleante
ARGAN - Venite figlia mia. Il vostro maestro di musica andato in campagna, e c qui,
una persona in sua vece per darvi lezione.
ANGELIQUE - Oh, Mio Dio!
ARGAN - Che c'? Perch questa sorpresa?
ANGELIQUE - che...
ARGAN - CosaPerch tanta agitazione?
ANGELIQUE - E . che qui sopravviene, padre mio, un caso sorprendente.
ARGAN - Come?
ANGELIQUE - Questanotte hoho ho sognato che mi trovavo in una situazione
difficilissima, e che c'era una persona, tuttidentica al signore, a cui chiedevo aiuto, e che alla
fine riusciva a tirarmi fuori da quell'angoscia tremenda; e grande stata la mia sorpresa a
trovarmi inaspettatamente qui davanti quello che ho avuto in mente tutta la notte.
CLEANTE - Non davvero un dispiacere occupare i vostri pensieri,sia nel sonno che nella
veglia. E sarebbe grande, la mia felicit, se trovandovi per caso in qualche angoscia voi mi
giudicaste degno di liberarvene; e non c' niente che non farei ..
(suono del campanello di casa)
SCENA IV
Toinette , ARGAN, Cleante , ANGELIQUE
TOINETTE - (in tono canzonante)In fede mia, Signore! Adesso sto con voi, e mi rimangio
tutto quello che ho detto ieri. Sono arrivati a farvi visita, Monsieur Diafoirus padre e
Monsieur Diafoirus figlio vengono a farvi visita. Avete proprio un bel genero!State per
vedere, signore, un ragazzo di una bellezza incantevole. uno sguardo di
grande intelligenza di un'intensit tale Ha detto solo due parole, che mi hanno mandata in
estasi, e vostra figlia ne rester incantata.
ARGAN - (a Cleante , che sta per andarsene )Rimanete signore, sto per dar marito a mia
figlia; e proprio ora vengono a presentarle il promesso sposo che lei non ha ancora veduto.
CLEANTE - Onoratissimo Signore di partecipare ad unincontro tanto piacevole.
ARGAN - il figlio di un grandissimo medico e il matrimonio sar fra quattro giorni.
CLEANTE - Ma bene!
ARGAN - Fatelo un po sapere al suo maestro di musica, che sia presente alle nozze.
CLEANTE - Non mancher di avvisarlo
ARGAN - Siete invitatoanche voi.
CLEANTE - E un grandeonore.
TOINETTE - Su su tenersi da parte, arrivano!
(musica pomposa che introduce i due medici)
SCENA V
MONSIEUR DIAFOIRUS, THOMAS DIAFOIRUS, ARGAN, ANGELIC , CLEANTE , TOINETTE
ARGAN - (portando la mano alla berretta senza toglierselo )Monsieur Purgon, dottore,
mi ha proibito di rimanere a capo scoperto. Voi siete del mestiere, voi conoscete le
conseguenze
MONSIEUR DIAFOIRUS - Lintento delle nostre visite di portare aiuto ai malati, e non
portar un malanno.
(I due parlano nello stesso tempo, interrompendosi e confondendosi e mischiando i loro discorsi).
MONSIEUR DIAFOIRUS - Siamo qui, Signore... Mio figlio Thomas Diafoirus e io a
mostrarvi.Ad attestarvi, Signore...... la profonda riconoscenza... .. per l'onore che ci fate...
.. compiacendovi di riceverci... ...nell'intimit, Signore... ... della vostra famiglia... ... e a
dare piena garanzia... ...che per ci che attiene alla nostra professione... ... come d'altronde
per tutto il resto... ... siamo sempre pronti, Signore... ... a testimoniare il nostro zelo. offrirvi
la nostra premurosa sollecitudine.
ARGAN - Nonostante la mia gioia... anzi felicit inesprimibileE il grande onore
che mi viene... Che la vostra presenza mi procura Anzi, avrei dovuto venire io da
voi... ... per esprimervi... ...purtroppo, Signore... ... avete a che fare con un umile e povero
malato... ... il quale impedito... ... e pu solo dirvi... ... che con ogni mezzo... ...
cercher di dimostrare, illustri medici ... che a vostra completa disposizione...
MONSIEUR DIAFOIRUS - (Si rivolge al figlio). Thomas, venite avanti. Rendete i vostri
ossequi su!
THOMAS DIAFOIRUS (si avvia per esporre il discorso ma poi ritorna dal padre) E dal padre
che tocca incominciare. No?
MONSIEUR DIAFOIRUS - Si.
THOMAS DIAFOIRUS - (incominciando prima lentamente ma poi sempre pi veloce
facendo capire di aver imparato a memoria il discorso)Signore, io vi vengo a
salutare, riconoscere, amare e riverire in voi un secondo padre; ma un secondo padre al quale
oso dire di sentirmi pi debitore che al primo. Il primo mi ha generato, ma voi mi avete scelto.
Lui mi ha accolto per obbligo, ma voi mi avete accettato per benevolenza. Quel che mi viene
da lui opera del suo corpo; ma quel che mi viene da voi opera della vostra volont; (aumenta la
velocit desposizione) e quanto pi le facolt spirituali sono al di sopra delle corporali, tanto pi io
vi devo, e tanto pi stimo preziosa questa futura filiazione, di cui oggi vengo a rendervi in anticipo i
miei umilissimi e rispettosissimi omaggi.
TOINETTE - Evviva le scuole, da cui escono simili portenti, ah..ah...
THOMAS DIAFOIRUS - E stato un buon discorso, babbo
MONSIEUR DIAFOIRUS - Optimus et maximus discursus orazionis
ARGAN - (a Angelique ) E ora a voi, figliola su..su, salutate il Signore
THOMAS DIAFOIRUS -(al padre) Ho da baciare?
MONSIEUR DIAFOIRUS - Si.
THOMAS DIAFOIRUS - (ad Angelique baciandola maldestramente sulle guance )
Signora, a buon diritto il cielo vi ha concesso il nome di novella madre, perch si vede..
ARGAN - (interrompendolo)No, non a mia moglie che state parlando, ma a mia figlia.
THOMAS DIAFOIRUS - E allora dov' ?
ARGAN - Sta arrivando.
THOMAS DIAFOIRUS - Aspetto che sia arrivata,babbo?
MONSIEUR DIAFOIRUS - Rivolgete intanto ossequio alla Signorina.
THOMAS DIAFOIRUS - (incominciando prima lentamente ispirato da romanticismo
ma facendo capire di aver imparato a memoria il discorso)Signorina, non pi e non meno della
statua di Memnne, che mandava un suono armonioso quando veniva illuminata dai raggi del sole,
parimenti mi sento io animato da un dolce trasporto allapparizione del sole delle vostre bellezze. E
come i naturalisti osservano che il fiore chiamato eliotropio si gira senza posa verso lastro del
giorno, cos il mio cuore dora innanzi si girer sempre verso i risplendenti astri dei vostri adorabili
occhi, come verso il suo unico polo. (aumenta la velocit desposizione e il volume) Permettete
dunque, signorina, che oggi io deponga sullaltare del vostro fascino lofferta di questo cuore, che
non aspira e non ambisce ad altra gloria che dessere per tutta la vita, signorina, il vostro
umilissimo, ubbidientissimo e fedelissimo servitore e (tenta di ribaciarla diverse volte sulle
guance ma viene interrotto da Angelique che si allontana).. ma..marito.
TOINETTE - ( scherzosamente)Ecco cose studiare, si impara a dire delle gran belle cose.
ARGAN - (rivolgendosi a Cleante ) Eh voi! Cosa ne dite,?
CLEANTE - Che il signore fa prodigi, e che se un buon medico quanto buon oratore, sar
un piacere essere tra i suoi ammalati.
TOINETTE - Ah..Sicuro. Sar una cosa strabiliante se fa belle cure cos come fa bei discorsi.
ARGAN - ( felice)Su ..su..su, la mia poltrona, e sedie per tutti. Voi figlia mia, accanto a
me... eh. (si siedono tutti in fila ma Thomas si siede, sbagliando, vicino ad Angelique)
MONSIEUR DIAFOIRUS - (richiamandolo vicino dalla parte sua) Thomas!
ARGAN - Voi Vedete dottore, come tutti ammirano il vostro signor figlio. Ah! Vi considero
davvero fortunato, a ritrovarvi un ragazzo cos.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Signore, non perch sia io il padre, ma posso dire che ho motivo di essere contento di lui, e chiunque lo veda ne parla come di un ragazzo senza ombra di malizia. Non ha mai avuto unimmaginazione molto fervida, n quella vivezza di spirito che si nota in alcuni; ma proprio questo mi ha fatto ben sperare nel suo giudizio, requisito necessario allesercizio della nostra arte. Da piccolo non mai stato quel che si dice un bambino vispo e sveglio. Lo si vedeva sempre tranquillo, pacifico, taciturno; non diceva mai una parola, ne giocava mai a quei giochi chiamati infantili. S fatta una fatica da non credere a insegnarli a leggere,e a nove anni non conosceva ancora lalfabeto. Bene, dicevo fra me e me, Gli alberi tardivi danno i frutti migliori; pi arduo incidere sul marmo che sulla sabbia, ma le cose vi si conservano pi a lungo; e questa lentezza a capire questo torpore della fantasia, segno di molto giudizio futuro. Infatti , a forza di battere il ferro, arrivato gloriosamente ad avere la sua laurea; e posso dire senza vanit che in questultimi anni di studio, non c candidato che abbia fatto pi scalpore di lui in tutte le dispute della nostra Facolt, dove si reso temibile; non lascia passare tesi senza argomentare subito ad oltranza .lenunciato contrario. Ma quel che pi mi piace in lui sopra ogni cosa, e qui segue il mio esempio, che si aggrappa ciecamente alle opinioni dei nostri antichi, e mai ha voluto ascoltare e capire le ragioni e gli esperimenti delle pretese scoperte del nostro secolo riguardo le circolazione del sangue, o altre opinioni della stessa risma. ( rivolgendosi al figlio)Thomas!
THOMAS DIAFOIRUS ( si alza ed estrae un rotolodi carta che presenta ad Angelique)
Contro i circolazionisti ho qui il testo di una tesi da me discussa, (si inchina ad Argan) che con il
permesso delSignore, oso offrire alla Signorina, come doverosoomaggio delle primizie del
mio intelletto.
ANGELIQUE - Signore, questo per me un oggetto inutile; non me ne intendo di queste
cose.
TOINETTE - Date qua, date qua, Pu sempre tornar buono per la figura; servir ad addobbare
la nostra camera.
THOMAS DIAFOIRUS Ancora, sempre con il permesso del Signore, vi invito a vedere, uno di
questi giorni, per divertirvi, la dissezione di una donna, su cui devo argomentare.
TOINETTE - Sar un gran bel divertimento: c chi la fidanzata la invita a teatro; ma invitare a
una dissezione molto pi galante.
MONSIEUR DIAFOIRUS -(appartato, continua il discorso) In quanto agli attributi richiesti dal
matrimonio e dalla propagazione della specie, nessun problema. Dalle analisi dei miei assistenti
risulta che il ragazzo tale da considerarsi perfetto. Presenta un tasso elevato di virt prolifica e una
struttura passionale adatta al rapporto con la donna e alla procreazione di figli in buono stato. Eh?
Tomas?
THOMAS- (vergognandosene e gongolante dallaltra parte e scuotendo la testa) Uh.. uh.. uh.
ARGAN - Non avete mai pensato, dottore, di spingerlo a corte, di fargli avere l una
carica di medico?
MONSIEUR DIAFOIRUS - Se devo parlarvi con franchezza, con laristocrazia la nostra
professione, non mi mai sembrata piacevole, ho sempre ritenuto che per noi fosse meglio
fermarsi al popolo. Il popolo alla mano. Non dovete rendere conto a nessuno di quello che
fate. Ma la cosa pi fastidiosa con laristocrazia che, quando si ammalano, pretendono che i
medici li guariscano ad ogni costo.
TOINETTE - Questa bella! Che faccia tosta! Desiderare la guarigione da parte vostra.
Come se voialtri medici foste al loro servizio per guarirli: non gli state mica appresso per
questo; non ci state che per ricevere stipendi e prescrivere farmaci ; tocca a loro guarire, se
possono.
MONSIEUR DIAFOIRUS - E vero. E nostro primo dovere di trattare le persone secondo
le regole.
ARGAN - (a Cleante ) Signore, fate un po' cantare mia figlia, per nostri ospiti?
CLEANTE - Non aspettavo che un vostro cenno, Signore. Stavo appunto chiedendomi, per
offrire un piccolo intrattenimento, di cantare con la signorina un duetto duna breve opera
appena composta (ad Angelique )... Ecco qua la vostra parte.
ANGELIQUE - La mia parte?
CLEANTE - Non rifiutatevi, per favore. Lasciate che vi spieghi in cosa consiste la scena che
dobbiamo cantare. La mia voce, certo, non quella adatto allo scopo, ma baster che mi
faccia sentire, e mi si vorr perdonare, data la necessit in cui mi trovo, di far cantare la
signorina.
ARGAN - I versi sono belli?.
CLEANTE - Si tratta solo di una piccola opera a soggetto. Non sentirete cantare che una prosa cadenzata, una specie di versi liberi, quali la passione e la necessit possono far trovare a due persone che seguono lispirazione delle loro vicende personali e dicono le cose a modo loro.
ARGAN - D'accordo. Sentiamo.
CLEANTE - (attraverso la finzione di un Pastore, racconta la storia del propria o incontro
con Angelique; poi entrambi adattano vicendevolmente i propri segreti pensieri alla traccia
del libretto) Ecco largomento della scena. Un Pastore stava seguendo
attentamente gli incanti di uno spettacolo, che era appena incominciato, quando la sua
attenzione fu distratta da un rumore che sent vicino a lui. Si volta, e vede un bruto, che
maltrattava con parole proterve una pastorella. Subito prende le difese di un sesso a cui tutti
gli uomini devono rispetto; e dopo aver punito il bruto della sua protervia, si rivolge alla
pastorella, e vede una giovane che dagli occhi pi belli che avesse mai veduto, versava quelle
che gli parvero le lacrime pi belle del mondo.. Lo spettacolo si svolge per intero senza che
lui vi presti alcuna attenzione; ma si lamenta che troppo corto perch la fine lo separa dalla
sua adorabile Pastorella; ma la violenza della sua passione lo induce a chiedere in moglie
ladorabile belt senza cui non pu vivere, e ne ottiene da lei il permesso con un biglietto che
abilmente le fa avere. Ma proprio allora lo si avverte, che il padre della sua bella ha concluso
le nozze con un altro, e che tutto pronto per celebrarle.
MONSIEUR DIAFOIRUS - (ride) ah, ah.
CLEANTE - Immaginate che colpo crudele al cuore di questo triste Pastore. Non pu
sopportare la terribile idea di vedere fra le braccia di un altro la sua adorata; e la disperazione fa
trovare al suo amore il modo dintrodursi nella casa della Pastorella, per conoscerne i
sentimenti e sapere da lei il destino cui deve predisporsi. L trova i preparativi di quanto teme;
l vede arrivare lindegno rivale che il capriccio di un padre oppone alle tenerezze del suo
amore
MONSIEUR DIAFOIRUS - (ride) ah, ah.
CLEANTE - Lo vede trionfante, quel rivale ridicolo, accanto allamabile Pastorella, come
accanto a una sicura conquista; e questa vista gli d una collera che padroneggia a stento
MONSIEUR DIAFOIRUS - (ride) ah, ah.
CLEANTE - Getta sguardi struggenti sulla sua adorata; e il rispetto che le porta, e la
presenza del padre, gli impediscono di parlare se non con gli occhi. Ma infine spezza ogni
soggezione e lo slancio amoroso lo obbliga a parlare cos (inizia a cantare):
Mia bella Filli, troppo il soffrire;
cessi il silenzio, parlatemi infine.
Ditemi dunque il mio destino:
Ho da vivere o da morire?
ANGELIQUE - (risponde cantando)Voi mi vedete, Tirsi,
mesta e triste,
Per limeneo che vi ha tanto sconvolto:
Gli occhi al cielo, vi guardo, sospiro,
E questo dirvi molto.
ARGAN - Eh! Non pensavo che mia figlia fosse tanto brava da cantare cos a prima vista. senza esitazioni.
ANGELIQUE Come tacere in un caso s gramo!
Si, tirsi, io vi amo.
CLEANTE O parola gradita!
Mio Dio, lho ben sentita?
Riditela, e ogni pena sia bandita.
ANGELIQUE Si, Tirsi, io vi amo.
CLEANTE Di grazia ancora, Filli
ANGELIQUE Io vi amo,
CLEANTE e ancora
ANGELIQUE io vi amo,
CLEANTE mille volte ancora
ANGELIQUE Si, Tirsi, io vi amo.
CLEANTE Di, re, che avete tutti ai vostri piedi,
Si pu accostare al mio il vostro piacere?
Ma, Filli, la dolcezza
Mi turba unansia forte:
Un rivale, un rivale, un rivale..
ANGELIQUE Ah! Lo odio pi della morte;
e come a voi la sua vista
Mi supplizio crudele.
MONSIEUR DIAFOIRUS - (ride) ah, ah.
CLEANTE Ma un padre ai suoi voti vi vuole asservire.
ANGELIQUE Meglio, meglio morire,
meglio morire Piuttosto che acconsentire;
Meglio morire, meglio morire.
ARGAN E che dice il padre di tutto questo?
CLEANTE Non dice niente.
ARGAN - Bello stupido di un padre, che sta a sentire tutte queste scemenze senza dire niente.
CLEANTE - Ah, amore mio...
ARGAN - Ah ... No, no,no, basta cos. Ah! Questa commedia di pessimo esempio. Il pastore Tirsi un insolente e la pastorella Filli unimpudente, parlare cos davanti al padre. Avanti, mostratemi questo foglio. Ma dove sono le parole che avete detto? Qui c' solo la musica.
CLEANTE - Ma non sapete, signore, che recentemente stato inventato il modo di scrivere le parole in note Signore?
ARGAN- Va bene, va bene. Vi sono grato signore; ma adesso arrivederci. Avremmo fatto
a meno volentieri di questa opera impertinente.
CLEANTE - Volevo solo divertirvi.
ARGAN - Le stupidaggini. non divertono. Ah, ecco mia moglie.(Cleante esce mentre
entra dalla parte opposta la moglie)
SCENA VI
BELINE, ARGAN, TOINETTE, ANGELIQUE, MONSIEUR DIAFOIRUS, THOMAS DIAFOIRUS.
ARGAN - Questoil figlio del Monsieur Diaforus.
BELINE Ah..
THOMAS DIAFOIRUS -(comincia il discorso che si preparato, ma la memoria lo
tradisce, e non pu pi proseguire) Signora, a buon diritto il cielo vi ha concesso il nome di
novella madre, poich si vede sul vostro viso
BELINE - Signore, sono molto lieta dessere arrivata in tempo per avere lonore dincontrarvi.
THOMAS DIAFOIRUS - .. Poich si vede sul vostro viso... Poich si vede sul vostro
Viso (controlla sul taccuino il discorso)... Signora, mi avete interrotto a met del periodo, e questo mi ha offuscato la memoria.
MONSEUR DIAFOIRUS Thomas, riservatelo per un'altra volta.
ARGAN - Avrei voluto, carissima, che foste qui poco fa.
TOINETTE - Ah, Signora, cosa vi siete perduta: la statua di Memnne, il secondo padre e il
fiore chiamato Eliotropio.
ARGAN - Coraggio, figliola, date la mano al Signore, e promettetevi a lui come a un
marito
ANGELIQUE - (stentando)Padre mio.
ARGAN - E allora? Come sarebbe a dire, Padre mio ?
ANGELIQUE - Vi scongiuro, non precipitate le cose. Dateci almeno il tempo di
conoscerci, di veder nascere in noi, quella simpatia che cos necessaria per formare una
unione perfetta.
THOMAS DIAFOIRUS Quanto a me, signorina, mi gi nata dentro tutta quanta, e non ho
bisogno di aspettare di pi.
ANGELIQUE - Se voi siete pronto, Signore, cos non per me. Vi confesso che i vostri
meriti non hanno ancora colpito il mio animo quanto dovrebbero.
ARGAN - Ma s! Ma s! Avr tutto il tempo quando sarete sposati.
ANGELIQUE - Vi prego, padre mio, datemi del tempo. Il matrimonio una catena al quale non
bisogna legare il cuore con la forza. E se il Signore un gentiluomo, non deve accettare una
persona solo perch costretta.
THOMAS DIAFOIRUS - Nego consequentiam, nego la conseguenza Signorina. Posso
essere un gentiluomo, e nello stesso tempo accettarvi dalle mani del vostro signore padre.
ANGELIQUE - un pessimo modo di farsi amare da qualcuno, fargli violenza.
THOMAS DIAFOIRUS - Leggiamo negli antichi, signorina, che luso era di togliere con
la forza dalla casa del padre le giovani che si conducevano a nozze, perch non fosse palese il
loro consenso a convolare nelle braccia di un uomo.
ANGELIQUE - Gli antichi, sono gli antichi, Signore, e noi siamo di adesso. Le finzioni non
sono necessarie nel nostro secolo. Questi comportamenti non son pi di moda; e quando ci piace un
matrimonio, sappiamo andarci benissimo, senza farci trascinare. Abbiate pazienza: se mi
amate Signore, dovete volere, tutto quello che voglio io.
THOMAS DIAFOIRUS - S, Signorina, se nellinteresse esclusivo del mio amore.
ANGELIQUE - Ma la grande prova damore, sottomettersi alla volont dellamata.
THOMAS DIAFOIRUS - Distinguere oportet, Signorina: se non centra il possesso consentio ;
ma se centra denego.
TOINETTE - (a Angelique ) Ah. Ah.. Avete un bel discutere voi: il Signore fresco di
studi e vi metter sempre nel sacco. Ma perch resistere tanto e rifiutare la gloria di essere aggregata
al corpo accademico?
BELINE - Forse ha qualche innamoramento per la testa.
ANGELIQUE - Se lavessi, signora, sarebbe quale la ragione e lonest me lo potrebbero
consentire .
ARGAN - Ohe! Qui io, ci faccio una bella figura.
BELINE - Sefossi in voi, figliolo, non la forzerei al matrimonio. So ben io quel che farei.
ANGELIQUE - Signora, so cosa volete dire, e la benevolenza che avete per me; ma forse i vostri
consigli non avranno la fortuna di essere messi in atto.
BELINE - Eche le ragazze di buona famiglia come voi non si fanno scrupolo di
disubbidire alla volont dei genitori.. Ubbidienza, sottomissione... Questo andava bene una
volta.
ANGELIQUE - Il dovere di una figlia ha dei limiti, Signora, e la ragione e le leggi ...
escludono che si debba estendere il dovere a tutto.
BELINE -Vale a dire che al matrimonio ci pensate, e come; ma lo sposo ve lo
volete scegliere voi.
ANGELIQUE - Se mio padre non vorr darmi un marito che mi piaccia, lo scongiurer
almeno di non costringermi a sposare uno che non posso amare.
ARGAN - Signori, io vi chiedo scusa di di tutto questo.
ANGELIQUE - In chi si sposa c sempre uno scopo. Quanto a me, che voglio un
marito soltanto per amarlo sinceramente, e che aspiro a dedicarmi unicamente a lui per tutta la vita,
ho cura, vi confesso, di usare qualche cautela. Ce ne sono che prendono marito soltanto per
sottrarsi alla soggezione dei genitori, e poter fare tutto quello che vogliono. E ce ne sono,
signora, che del matrimonio fanno una questione di puro interesse, che si sposano solo per ottenere
delle rendite, per arricchirsi alla morte di quelli che sposano, e passano di marito in marito
senza scrupoli per appropriarsi di quello che lasciano. Costoro, a dire il vero, non si fanno tanti
problemi, e guardano poco la persona.
BELINE - Oggi vi trovo di risposta assai pronta. E Vorrei proprio sapere cosa volete dire.
ANGELIQUE - Io, Signora, cosaltro avrei potuto dire se non quello che dico?
BELINE - Siete cos stupida , mia cara, che non vi si pu pi sopportare.
ANGELIQUE - Forse vorreste, Signora, una risposta impertinente . ma vi avverto, non mi
prester al vostro gioco.
BELINE - La vostra insolenza supera ogni immaginazione.
ANGELIQUE - Senza mai raggiungere la vostra, Signora.
BELINE - E voi avete un orgoglio ridicolo, una presunzione insolente che fa arricciare il
naso a tutti quanti.
ANGELIQUE - Tutto questo, Signora, non servir a niente. Manterr la calma a dispetto
vostro. Anzi, per levarvi la speranza di poter arrivare dove volete, mi toglier alla vostra vista.
ARGAN - Ascolta. Scegli di sposare fra quattro giorni il signore o il convento.
(Angelique esce) (Alla moglie) Non ..non ti preoccupare Non ti preoccupare sistemo tutto io
BELINE - Mi dispiace lasciarvi, figlio mio, ma ho una commissione da fare in citt e da
cui non posso disimpegnarmi. Torner presto.
ARGAN - Andate, amor mio. E passate dal vostro notaio, che sbrighi quello che sappiamo.
BELINE - Addio, mio caro amico.
ARGAN - Addio, amor mio. (imbarazzato) Ecco una donna che mi ama... Da non credere.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Noi, Signore, prendiamo congedo..
(incomincia la musica pomposa di sottofondo)
ARGAN - Vi prego dottore, sentite un po come sto.
MONSIEUR DIAFOIRUS - (gli tasta il polso) Coraggio, Thomas! Thomas prendete l'altro braccio
del signore, per vedere se sapete dare una buona valutazione del suo polso.. Quid refers?
THOMAS DIAFOIRUS - Refero che il polso del Signore non di quei polsi che stanno
affatto bene.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Giusto.
THOMAS DIAFOIRUS - duriusculus, per non dire duro.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Esatto.
THOMAS DIAFOIRUS - Tachipulsante.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Bene.
THOMAS DIAFOIRUS - E nello stesso tempo, aritmico, capriccioso.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Optime.
THOMAS DIAFOIRUS - Dal che si dovrebbe dedurre un certo disordine del parenchima
splenico, cio la milza.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Benissimo.
ARGAN - No. Il dottor Purgon sostiene che il fegato che malato.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Appunto: chi dice parenchima dice l'una e l'altro, attesta la stretta
simpatia che corre fra i due organi tramite il vas breve del piloro, e non di rado attraverso i
canali biliari. Vi avr consigliato, senza dubbio, di mangiare molto arrosto.
ARGAN - No, solo cibi bolliti.
MONSIEUR DIAFOIRUS - Appunto: arrosti, bolliti, stessa cosa. Potreste aggiungere, se lo
desiderate, un uovo ecco. Prescrizioni molto prudenti; non potreste trovarvi in mani migliori.
ARGAN - Dottore, quanti grani di sale si deve mettere, in un uovo?
MONSIEUR DIAFOIRUS - Sei, otto, dieci... a numeri pari. Come le medicine anumero
dispari.
THOMAS DIAFOIRUS A numero dispari.
ARGAN - ...Arrivederci, Dottori.
SCENA VII
BELINE, ARGAN
(Argan afflitto e sconsolato e piangente)
BELINE - Figlio mio? Prima di uscire, vengo a informarvi di una cosa, a cui occorre che
facciate attenzione. Passando davanti alla stanza di Angelique , ho visto un giovane
con lei. Che se l filata, appena mi ha vista.
ARGAN - Un giovane con mia figlia?
BELINE - Gi. La vostra figlia pi piccola Luisette, era con loro e potr dirvene
qualcosa.
ARGAN - Mandatemela qui, amor mio. Ah, la sfontata! Non mi stupisce pi la sua
resistenza.
SCENA VIII
LUISETTE, ARGAN
LUISETTE - Checosa volete, pap? La matrigna m'ha detto che mi cercavate.
ARGAN - S, venite qua. avanti Voltatevi. Alzate gli occhi Guardatemi Eh!?
LUISETTE - Cosa, pap?
ARGAN - Su.
LUISETTE - Cosa?
ARGAN - Non avete niente, da dirmi?
LUISETTE - Vi dir, se volete, per togliervi la noia, il racconto di Pelle d'asino, oppure la
favola del Corvo e della Volpe...che mi hanno insegnato da poco
ARGAN - Non questo che chiedo.
LUISETTE - Allora cosa,?
ARGAN - Ah! mascherina, sapete bene quello voglio dire.
LUISETTE - No, pap, scusatemi.
ARGAN - cos, che mi ubbidite?
LUISETTE - Come?
ARGAN - Non vi avevo raccomandato di venirmi subito a dirmi tutto quello che vedete?
LUISETTE - S, pap.
ARGAN - E, l'avete fatto?
LUISETTE - S, papa. Sono venuta a dirvi tutto quello che ho visto.
ARGAN - E oggi non avete visto niente,?
LUISETTE - No, pap.
ARGAN - No?
LUISETTE - No, pap.
ARGAN - Sicura?
LUISETTE - Sicura.
ARGAN - Ah, bene, brava, brava?! Adesso ve lo far vedere io qualcosa. (Va a
prendere un fascio di verghe).
LUISETTE - Ah! Pap mio.
ARGAN - Ah, ah! Streghina, non me lo dite mica che avete visto un uomo nella camera di
vostra sorella?
LUISETTE Pap!
ARGAN - Adesso vi insegno io a mentire.
LUISETTE - (si getta ai ginocchi del padre) Ah! Pap mio, vi chiedo perdono. Mia sorella
mi aveva detto di non dirvelo. Ma ora vi dico tutto.
ARGAN - Prima bisogna che vi frusti per aver mentito. Poi dopo si vedr.
LUISETTE - Pap mio vi chiedo Perdono!
ARGAN - No, no.
LUISETTE - Non mi frustate paparino!
ARGAN - Lo far
LUISETTE - In nome di Dio! Pap mio, non mi frustate.
ARGAN - (prendendola per darle delle frustate) Su, su..
LUISETTE - Ah, .pap mio, mi avete fatto male. Aspettate: sono morta. (Finge di essere
morta).
ARGAN - Oh, Dio mio? Che succede? Luisette,. Oh, mio Dio! Luisette.! Ah! Povera
me! Miserabile che ho fatto. Ah! Maledette verghe! Un canchero alle Verghe! Ah! La mia
piccolina, la mia piccola Luisette.
LUISETTE - Su, su, pap, non piangete tanto, non sono morta del tutto.
ARGAN - Guarda un po, questa furbetta. Ma si! Ma si! Per questa volta vi perdono,
..a patto che mi diciate tutto per bene.
LUISETTE - Oh! S, pap mio.
ARGAN - Per badate, che c un mignolo che sa tutto, e mi dir se mentite.
LUISETTE - Per, pap mio, non dite a mia sorella che ve l'ho detto.
ARGAN - No, no.
LUISETTE - E che venuto un uomo nella camera di mia sorella mentre ero li.
ARGAN - E allora?
LUISETTE - Gli ho chiesto di chi chiedeva, e lui mi ha detto che era il maestro di canto.
ARGAN- Uhm. Ecco com. Poi?
LUISETTE - Poi venuta mia sorella.
ARGAN - Allora?
LUISETTE - Gli ha detto: Uscite, Uscite! Mi rendete tutto cos difficile.
ARGAN - E allora?
LUISETTE - E lui non voleva mica andar via.
ARGAN - e cosa le diceva, lui?
LUISETTE - Mah, tante di quelle cose.
ARGAN - Che cosa, per esempio?
LUISETTE - Mah, le diceva cos e cos, che lamava tanto, che era la pi bella del mondo.
ARGAN - E poi dopo?
LUISETTE - E poi dopo, si metteva in ginocchio davanti a lei.
ARGAN - E poi dopo?
LUISETTE - E poi dopo le baciava le mani.
ARGAN - E poi dopo?
LUISETTE - E poi dopo la matrigna si affacciata alla porta, e lui scappato .
ARGAN - Non c altro?
LUISETTE - No, pap.
ARGAN - Per, aspettate, il mignolo borbotta qualcosa. (Mette il mignolo all'orecchio)
eh! Ah, ah!? Oh, oh! il mignolo mi dice che qualcosa avete visto, e non me lo avete detto.
LUISETTE - Ah! Pap, il vostro mignolo un gran bugiardo.
ARGAN - Badate!
LUISETTE - No, pap mio, non badategli, mente, ve lo assicuro.
ARGAN - S vedr. E adesso, andate. e sta' attenta a tutto. Andate.
(incomincia la musica di sottofondo)
LUISETTE - Ah, Ah, Ah ..!( risata della bambina mentre va via)
ARGAN - Non ci sono pi bambini. Ah.. che giornata! Non ho avuto neanche il tempo
di pensare alla mia malattia. Veramente non ne posso pi.
SCENA IX
BERALD, ARGAN. TOINETTE
( Argan sofferente. Arriva Berald insieme a Toinette )
BERALD - Allora, fratello? Che c! Come state?
ARGAN - Ah..Fratello! malissimo!
BERALD - Come, malissimo ?
ARGAN - Ho una debolezza da non credere.
BERALD - E davvero spiacevole.
ARGAN - Non ho nemmeno la forza di parlare.
BERALD - Ero venuto, fratello, qui a proporre un partito per mia nipote Angelique .
ARGAN - (parlando con trasporto, e alzandosi dalla poltrona) Non parlate di quella
sciagurata. E una malandrina, una insolente, una sfrontata... che chiuder .. in convento
entro tre giorni.(va a letto)
BERALD - Ah! Vedo con piacere che vi tornano le forze. E che la mia visita vi faccia
bene. Allora, fratello che ne dite.. vi va se parliamo un po tra noi?
ARGAN - AhUn po di pazienza, fratello, torno subito.
TOINETTE - Aspettate , Signore, non ci pensate che non potete camminare, senza
bastone?
ARGAN - Hai ragione. (prende il bastone e va di corsa al bagno)
LENTA DISSOLVENZA DI APERTURA E CHIUSURA LUCI CON ISTANTI DI BUIO TOTALE
SCENA I
BERALD, TOINETTE
(luce)
TOINETTE - Per favore, non rinunciate a difendere vostra nipote.
BERALD - User ogni mezzo perch ottengaquello che desidera
TOINETTE - Bisogna assolutamente impedire questo assurdo matrimonio che si messo in
testa. Ho pensato, fra me e me, poter introdurre qui, un amica mia fidata, una sarta di svelta
favella, molto brava nel saper mettere nel sacco gli uomini, che vestito da medico, potesse mettere
in antipatia monsieur Purgon e ne screditasse il suo comportamento.
BERALD - In che modo?
TOINETTE - Approfittando dellabito che il signore vorr cucito per la festa di questo
matrimonio. E di l in camera mia che aspetta; muore dalla voglia di conoscerlo per saggiare bene il da farsi e poi agire. E una idea bizzarra che avr forse pi fortuna.. che senso. lasciate fare a me: voi assentatevi un momento e agite per conto vostro.. (Berald esce e Toinette va a chiamare Madame Taier)
SCENA II
TOINETTE, MADAME TAIER
TOINETTE - Tra poco conoscerete il mio signore, e mi raccomando discrezione come si conviene
eh.. senza fargli intendere niente .
MADAME TAIERAh..Ah..Non preoccuparti, in questartefaccio meravigliosi progressi e mi
rendo conto che per ingraziarsi gli uomini non esiste via migliore che l'ammantarsi delle loro inclinazioni,
ripetere le loro massime, incensare i loro difetti e applaudire tutto ci che essi fanno.
Ah..Ah.. E non si deve nemmeno temere di essere troppo compiacenti; il modo di abbindolarli pu essere palese finch si vuole, le persone pi perspicaci diventano poveri allocchi di fronte all'adulazione; e non c' nulla di tanto impertinente e di tanto ridicolo che non si riesca a far trangugiare quando preparato con la salsa della lode. Vedrete come mi dar da fare e quante maniere compiacenti metter in atto; sotto quale maschera di simpatia e di rapporti amichevoli io mi occulter per essergli gradito, e quale personaggio di medico io finger di essere .
TOINETTE: Madame Taier, non avevo dubbi. Fra poco vi presenter come si conviene e come daccordo. Vi avvertir in seguito, quando preparavi per il cambio dabito,. Diventerete il famoso medico Dott.Crepin. Ah.. ah.. c da ridere al solo pensiero. Cancellare, forse definitivamente, il Dott. Purgon dalla sua mente e dalla sua vita. Sssh ..(si sente lo scarico dello scarico del bagno) Ecco il nostro uomo. Presto venite con me! (escono insieme)
SCENA III
BERALD, TOINETTE, MADAME TAIER ARGAN
(Argan arriva tossicchiando e subito dopo seguito da Toinette)
TOINETTE- ( di filato) Signore! madame Taier, la sarta di Monsieur Fustagn
qui per il nuovo abito che indosserete al matrimonio di vostra figlia. Signore, ha per voi un modello che ne sarete immensamente soddisfatto.
ARGAN Oh! Quanta fretta! Va bene fatela entrare.
MADAME TAIER- (entra) E con il massimo piacere, Signore, che porto i saluti di Monsieur
Fustagn, mortificato e addolorato di non essere potuto venire di persona. Purtroppo stato
trattenuto dal principe Leroux al suo castello per il rinnovo del suo splendido
guardaroba parigino. Eh.. Parigi una citt ammirevole; vi accadono ogni giorno cose che, per quanto si possa essere persona d'ingegno, in provincia s'ignorano totalmente. Il mio padrone mi ha raccomandato di fare tutto come si conviene: realizzare per vostra signoria uno dei nostri migliori abiti. Ho qui con me i bozzetti dei modelli degli abiti pi belli che abbiate mai visto Signore. Potrete sceglierne le stoffe, i colori a vostro piacimento.(gli mostra i modelli disegnati su carta) Questo, per esempio, stato cucito per il duca Armonic, in broccato doro con ampi risvolti ricamati e sciarpa di seta bianca, calzoni attillati, calze aderenti e morbide scarpette con fibbie e tacchi. Questaltro, invece, un sontuoso farsetto con fitta abbottonatura coi bordi finemente ricamati e un ampio collo merlettato dai colori cos vistosi ed esagerati che tutta la nobilt maschile francese ne attratto. Questaltro costume, signore, di un tale sfarzo che vi dar una maestosit ed eleganza incoparabile..
ARGAN- Va bene ..va bene madame! Si vede da come parlate, che siete dotata di buon gusto e di raffinata classe. Veramente sono un po confuso e indeciso ecco; ma mi affido totalmente a voi sono sicuro che saprete soddisfare i miei gusti.
MADAME TAIER- E cos saggio ci che dite, signore, da accrescere, ove fosse possibile signore, la mia stima per voi. Fate bene a fidarvi di me, ne rimarrete completamente entusiasta.. Consentite chio mi metta intanto interamente a vostra disposizione. A ben pensarci signore, noto che fra voi e me c una certa affinit di gusti. Per esempio, ecco, avete capito subito quanto sono estremamente raffinata e che gusto ho nellindossare abiti di buona confezione. Bene! Visto che il signore cos ben disponibile, vi chiedo ancora un po del vostro prezioso tempo e un po di pazienza. (laiuta ad alzarsi) Con piccolo sforzo ecco ecco.. laiuto ad alzarvi in piedi, cos potremo operare meglio.
ARGAN- Operare?
MADAME TAIER- Operare? Ma no! Che ha capito! Mi fate arrossire, ecco, Signore.
Vogliamo prendere le misure dellabito signore? (mentre prende le misure scrive su un
taccuino) Ecco con il vostro permesso spalle centoventicinque, bene ullalla signore che spalle
importanti! Allungate il braccio cosi ancora di piu ecco bravo cosi.novantadue. ah! Il
signore ha braccia muscolose e forti. Su piegatevi in avanti cos ..ecco si ancora un
po bene. Bacino..novantasei.cavallo trecentocinquanta
ARGAN- Come trecentocinquanta? Non vi sembra eccessivo di cavallo madame?
MADAME TAIER- Oh! Vi chiedo scusa signore Volevo dire trentacinque
ARGAN- Ah! Volevo ben dire. Mi raccomando, ho voglia di fare bella figura.
MADAME TAIER - Tutto quello che faccio mi viene spontaneo, senza studio ma di buon
gusto Signore. Devo confessare per che non ho mai visto spingere a un tale grado di
desiderio leleganza di un importante signore come voi.
ARGAN- Signora, volete che vi parli chiaro? Mi garbano molto le vostre argomentazioni mama
ritengo forse sia meglio troncare questa conversazione. Gli impegni mimpongono di salutarvi.
MADAME TAIER- Bisogna riconoscere che il signore si esprime in modo tutto suo e ricco dinventiva. Tutti possono notare con quale garbo vi rivolgete a una persona e vi ingannerei se dicessi diversamente. , pertanto, cosa giusta che io venga a tributarvi l'omaggio che vi dovuto: le vostre grazie esigono diritti di signoria da ogni sorta di persone; ma prevenendo il vostro desiderio, non aspettando nemmeno che mi venga richiesto, rimando a momenti pi felici questo interessante dialogo, salutandovi come si conviene (un inchino e va via)
SCENA IV
BERALD, ARGAN
(Argante rimane attonito dai modi garbati di madame Taier; nel frattempo arriva Berald)
BERALD - Allora, fratello che ne dite.. vi va se continuiamo? Permettetemi prima di tutto di
chiedervi, fratello, di non scaldarvi durate la nostra conversazione
ARGAN - Deciso.
BERALD - Di rispondere senza ostilit alle cose che potr dirvi.
ARGAN - S.
BERALD - E di discutere le nostre faccende con animo del tutto spassionato
ARGAN - Ho detto di s. Quanti preamboli.
BERALD- Com, fratello, che con tutta la vostra ricchezza, e con una sola figlia, perch
non conto la piccola, dico, com che parlate di mandarla in convento?
ARGAN - E com, fratello, che sono padrone in casa mia di fare quello che mi pare e
piace?
BERALD - Vostra moglie non manca di consigliarvi che vi liberiate, in questo modo, delle
due figlie. E non ho alcun dubbio che sarete felice, per spirito di carit, di vederle buone
monache tutte e due.
ARGAN - E gi. Ci risiamo. Ecco subito messo in mezzo quella poveretta: lei che fa
tutti i mali . con lei che tutti se la prendono........
BERALD - No, no, fratello, lasciamola stare. una moglie che ha le migliori intenzione
del mondo per la vostra famiglia, che non pensa minimamente al suo interesse e per voi ha
una tenerezza prodigiosa, e per le vostre due figlie un affetto e una benevolenza
inimmaginabili questo fuori discussione, non ne parliamo neanche. e torniamo alla
ragazza. A che scopo, fratello, volete darla in moglie al figlio di un medico.
ARGAN - Allo scopo, fratello, di procurarmi, il genero che mi occorre
BERALD - Il fatto che, fratello, non fa al caso di vostra figlia. Le si offre un partito pi
adatto per lei.
ARGAN - Si ma questo, fratello, pi adatto per me.
BERALD - Ma il marito che deve prendere, deve essere, fratello, per lei o per voi?
ARGAN - Dev'essere, fratello, per lei, e per me. Io voglio mettermi in famiglia le persone
di cui ho bisogno.
BERALD - Con la stessa ragione, se la vostra piccolina fosse grande, le dareste per marito
un farmacista?
ARGAN - Perch no?
BERALD - Possibile che siate sempre fissato con i farmacisti e con i medici e che vogliate
essere malato a dispetto di uomini e natura
ARGAN - Com che la pensereste, fratello?
BERALD - Penso fratello, che non conosco un uomo meno malato di voi. E che non potrei
desiderare un fisico migliore del vostro. La pi bella prova che state bene e che avete un
organismo perfetto e che per quanta cura ci abbiate messo, non siete riuscito a rovinare la
vostra buona costituzione e che non siete morto con tutte le medicine che vi hanno fatto
prendere.
ARGAN - Ma non sapete fratello,che proprio cos, che mi conservo.Monsieur Purgon
dice che soccomberei in tre giorni, se lui non si prendesse cura di me!
BERALD - Se non ci state attento, si prender tanta cura di voi, che vi spedir all'altro
mondo
ARGAN - Ma Ragioniamo un po, fratello. Avanti. voi Dunque non credete alla
medicina?
BERALD - No, fratello. N penso sia necessario crederci, per stare bene.
ARGAN - Come? Voi non date credito ad una cosa avvalorata da tutti. E che in ogni
secolo stata rispettata.
BERALD- Lungi dal dargli credito, la trovo, detto fra noi,una delle pi grandi follie
dellumanit e a guardare le cose con filosofia, non vedo buffonata pi divertente; non trovo
niente di pi ridicolo, un uomo che vuole impicciarsi di guarirne un altro.
ARGAN - Perch non volete, fratello, che un uomo possa guarirne un altro ?
BERALD Per la ragione che gli ingranaggi di questa nostra macchina, fratello, sono tuttora dei misteri di cui gli uomini non capiscono un accidente, e la natura ci ha messo davanti occhi dei veli troppo spessi per distinguerci qualcosa.
ARGAN Allora, secondo voi, fratello, i medici non sanno niente?
BERALD Ma si, fratello. Sanno per lo pi di squisitezze letterarie, sanno parlare in buon latino, sanno dire il nome greco di tutte le malattie, definirle e classificarle; ma quanto a guarirle, non sanno proprio un bel niente.
ARGAN Eppure, persone sagge e intelligenti come voi ce ne sono; e vediamo che nella malattia, ricorrono ai medici tutti quanti.
BERALD Questo prova la debolezza umana, non la verit della loro arte.
ARGAN Ma i medici devono ben crederci, dal momento che se ne servono per loro stessi.
BERALD Alcuni di loro condividono le credenze del volgo e le mettono a profitto, mentre altri le mettono a profitto ma senza condividerle. Il vostro dottor Purgon, ad esempio, non gioca per sfizio: egli un uomo tutto medico, dalla testa ai piedi; un uomo che crede alle sue regole pi che a tutte le dimostrazioni della matematica, e riterrebbe un crimine sottoporle a verifica; che non vede niente di oscuro nella medicina, niente di difficile, niente di problematico, e che con la furia della prevenzione, laccanimento della fede, la rozzezza del buon senso, ci d dentro con purganti e salassi, senza dubitare un solo istante. Ma non bisogna volergliene per quello che vi potr fare: assolutamente in buona fede che vi spedir allaltro mondo, e uccidendovi non far che quello che ha fatto a sua moglie e ai sui figli, e che al bisogno farebbe a se stesso.
ARGAN E che voi, avete il dente avvelenato , contro di lui, fratello. Ma veniamo al punto. Cosa si deve fare, quando si ammalati?
BERALD Niente.
ARGAN Niente?
BERALD Niente. Non c che da restare tranquilli. La natura quando la lasciamo fare, si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui caduta. E la nostra inquietudine, la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono quasi tutti per via dei farmaci , non per via delle malattie.
ARGAN Ma bisogna convenire, fratello, che certe cose possono aiutare questa natura.
BERALD Dio mio! fratello, sono illusioni di cui amiamo pascerci; ci sono sempre insinuate tra gli uomini tante belle fantasie, cui arriviamo a credere perch ci lusingano e vorremmo che fossero vere. Quando un medico vi parla di dare aiuto, soccorso o sollievo alla natura, di toglierle quello che le nuoce e darle quello che le manca di ristabilirla e riportarla alla sua piena funzionalit; quando vi parla di avere il segreto per allungare la vita di molti anni: vi dice esattamente le favole della medicina. Quando arrivate alla verit e allesperienza, di tutto questo non resta pi niente, e accade come con quei bei sogni che al risveglio vi lasciano solo il dispiacere di averci creduto.
ARGAN Come dire che tutta la scienza del mondo racchiusa nella vostra testa, volete saperne pi di tutti i grandi medici del nostro secolo.
BERALD I vostri grandi medici nelle parole sono una persona, e nelle azioni unaltra. Sentiteli parlare: i pi esperti del mondo; guardateli fare: i pi ignoranti fra gli uomini.
ARGAN Oho! Voi siete un gran dottore, invece eh; mi piacerebbe che ci fosse qui qualcuno di quei medici, a rintuzzare le vostre argomentazioni e a chiudervi il becco.
BERALD Io, fratello, non mi sono mica assunto il compito di combattere la medicina; ognuno, a suo rischio e pericolo, creda quel che gli pare. Quello che dico resta solo fra noi; mi auguravo di togliervi un po dallerrore in cui siete e, per divertirvi, portarvi a vedere . una delle commedie di Moliere, su questo argomento.
ARGAN Ah, si. Proprio un bel impertinente, quel vostro Moliere; proprio una bella cosa prendere in giro galantuomini come i medici.
BERALD Non sono i medici che prende in giro, ma il ridicolo della medicina.
ARGAN Tocca a lui dettare le regole della medicina; che gran babbeo, che gran impertinente, scherzare su consulti e prescrizioni, prendersela con la classe dei medici, e andare a mettere sulla scena persone venerabili come loro.
BERALD Che volete che ci metta, se non le diverse professioni degli uomini? Ci mettono ogni giorno principi e re, che sono di gran casato quanto i medici.
ARGAN Ma porco diavolo! Porco diavolo! Fossi io uno di quei medici, mi vendicherei della sua impertinenza; e quando si ammala, lo lascerei morire senza soccorrerlo. Avrebbe un bel dire e un bel fare, non gli prescriverei il bench minimo salasso, il bench minimo clistere, e gli direi: Crepa, crepa, Crepa! Cos impari a prendere in giro il corpo accademico
BERALD Siete proprio in collera cos!
ARGAN Si, si uno sconsiderato, e se i medici hanno cervello faranno quel che dico io.
BERALD Avr ancora pi cervello dei vostri medici, perch non chieder di essere soccorso.
ARGAN Peggio per lui se non ricorre ai farmaci.
BERALD Ha le sue buone ragioni per non volerne; sostiene che sono permesse solo a persone robuste e prestanti, con un sovrappi di forze per sopportare i farmaci oltre che alla malattia; ma che, quanto a lui, ha giusto la forza per sopportare il suo male.
ARGAN No. Guardate, fratello, non parlatemi pi di quelluomo, perch mi scalda la bile, e vedrete tornare il mio male.
BERALD Daccordo, fratello, daccordo; e per cambiare discorso, vi dir che non dovete, per qualche resistenza che vi fa vostra figlia, prendere la decisione precipitosa di mandarla in convento; che, per la scelta di un genero, bisogna che non vi facciate trascinare ciecamente dalla vostra passione, e che ci si deve un po adattare, in casi come questi, allinclinazione della figlia, visto che per tutta la vita e ne dipende tutta la felicit di un matrimonio.
SCENA V
Madame Morin. ARGAN , BERALD
(si sente lo scampanellio del campanello e aella porta appare madame Morin)
ARGAN Ah! Un po di pazienza, fratello. Torno subito.
BERALD Come? Che cosa volete fare?
ARGAN Farmi quel piccolo clistere, ci metto un attimo.
BERALD Non potete stare neanche un momento senza enteroclismi e senza medicine? Rimandatelo a pi tardi, e datevi un po di tregua.
ARGAN Madame Morin, a stasera o a domattina.
MADAME MORIN ( con una pompetta in mano, a BERALD)Cosa vimmischiate di opporvi alle prescrizioni della medicina, e dimpedire al signore di farsi il mio clistere? Una bella impudenza, la vostra!
BERALD Suvvia, signora, si vede bene che non alle facce che voi siete solito parlare. MADAME MORIN Non ci si deve prendere gioco cos dei farmaci, e a farmi perdere tempo. Sono venuto qui su regolare prescrizione, (irritandosi) e dir a Monsieur Purgon che mi stato impedito di eseguire i suoi ordini e di svolgere le mie funzioni. Vedrete vedrete vedrete.
ARGAN Oh! Fratello! farete succedere una tragedia.
BERALD La grande tragedia di non farsi un enteroclisma prescritta da Monsieur Purgon. Per lennesima volta, fratello, possibile che non ci sia modo di guarirvi dalla malattia dei medici, e che vogliate stare seppellito tutta la vita nei loro farmaci?
ARGAN Dio mio, fratello, voi parlate come uno che sta bene; ma, se foste al mio posto, usereste tuttaltro linguaggio. E facile attaccare la medicina si in buona salute.
BERALD Ma che male avete?
ARGAN Volete farmi arrabbiare? Vorrei che laveste voi, il mio male, a vedere se sareste tanto a blaterare. Oh! Ecco Monsieur Purgon.
SCENA VI
Il dottor Purgon, BERALD, Toinette
( si sottolinea con una breve musica larrivo del dottor Purgon irritatissimo)
DOTTOR PURGON Ne ho appena sapute delle belle, gi alla porta: che qui ci si fa gioco delle mie prescrizioni, e ci si rifiutati di prendere il farmaco che avevo ordinato.
ARGAN Monsieur Purgon ..
DOTTOR PURGON E una grandissima impudenza, una ribellione inaudita di un malato contro il proprio medico.
TOINETTE E Spaventoso!
DOTTOR PURGON Un clistere che mi ero compiaciuto di comporre io stesso.
ARGAN Non sono io .
DOTTOR PURGON Inventato e preparato a regola darte.
TOINETTE Imperdonabile!
DOTTOR PURGON E che avrebbe fatto sulle viscere un effetto meraviglioso.
ARGAN Mio fratello
DOTTOR PURGON Mandarlo via con disprezzo!
ARGAN E lui .
DOTTOR PURGON E unazione spropositata.
TOINETTE Verissimo!
DOTTOR PURGON Un attentato madornale contro la medicina.
ARGAN Lui la causa .
DOTTOR PURGON Un crimine di lesa facolt, che non sar mai punito abbastanza.
TOINETTE Avete ragione.
DOTTOR PURGON Vi dichiaro che rompo ogni rapporto con voi.
ARGAN E mio fratello
DOTTOR PURGON Che non voglio pi parentele con voi.
TOINETTE Fate bene.
DOTTOR PURGON E per chiudere ogni relazione con voi, ecco la donazione che facevo a mio nipote per il matrimonio.
ARGAN E mio fratello che ha fatto tutto il male.
DOTTOR PURGON Disprezzare il mio clistere!
ARGAN Mandatelo a prendere, me lo far adesso.
DOTTOR PURGON Vi avrei potuto guarire in men che non si dica.
TOINETTE Non lo merita.
DOTTOR PURGON Vi avrei potuto nettare il corpo ed evacuare completamente gli umori cattivi.
ARGAN Ah, fratello mio!
DOTTOR PURGON E bastava una dozzina ancora di medicine, per vuotare il fondo del sacco.
TOINETTE E indegno delle vostre cure.
DOTTOR PURGON Ma poich non avete voluto guarire grazie alle mie mani.
ARGAN Non colpa mia.
DOTTOR PURGON Poich vi siete sottratto allobbedienza che si deve al proprio medico.
TOINETTE Da gridar vendetta.
DOTTOR PURGON Poich vi siete dichiarato ribelle ai farmaci che vi prescrivevo
ARGAN Ma niente affatto.
DOTTOR PURGON Ho da dirvi che vi lascio alla vostra cattiva complessione, al disordine delle vostre viscere, alla corruzione del vostro sangue, allasprezza della vostra bile e al fecciume dei vostri umori.
TOINETTE Ben detto.
ARGAN Dio mio!
DOTTOR PURGON E voglio che in quattro giorni vi riduciate in uno stato incurabile.
ARGAN Ah! Misericordia!
DOTTOR PURGON Che cadiate nella bradipepsia.
ARGAN Monsieur Purgon!
DOTTOR PURGON Dalla bradipepsia nella dispepsia.
ARGAN Monsieur Purgon!
DOTTOR PURGON Dalla dispepsia nella apepsia.
ARGAN Monsieur Purgon!
DOTTOR PURGON Dallapepsia nella lienteria.
ARGAN Monsieur Purgon!
DOTTOR PURGON Dalla lienteria nella dissenteria.
ARGAN Monsieur Purgon!
DOTTOR PURGON Dalla dissenteria nellidropisia.
ARGAN Monsieur Purgon!
DOTTOR PURGON E dalldropisia nellagonia e poi via, per colpa della vostra follia.
(uscita di Monsieur Purgon sottolineato dalla stessa musica che lho aveva annunciato)
SCENA VII
ARGAN, BERALD
ARGAN (disperato) Oh, Dio mio! Dio mio! Sono morto! Fratello, mi avete rovinato.
BERALD Cosa? Che c.
ARGAN Sento gi che la medicina si vendica.
BERALD Fratello, voi siete matto, e ho buone ragioni per volere che nessuno vi veda fare quel che fate. Svegliatevi un poco, vi prego, rientrate in voi, e non cedete cos allimmaginazione.
ARGAN Avete sentito, di che malattie inaudite mi ha minacciato
BERALD Che credulone che siete!
ARGAN Dice che in quattro giorni diventer incurabile.
BERALD Ma quel che dice, cambia forse le cose? E un oracolo che ha parlato? A sentir voi, sembra che monsieur Purgon tenga in mano il filo dei vostri giorni e che, dallalto della sua autorit, ve lo allunghi o ve lo accorci come gli pare. Provate a pensare che i principi della vostra vita sono in voi stesso, e che la furia di monsieur Purgon tanto poco in grado di farvi morire quanto i suoi farmaci di farvi vivere. Ecco unoccasione, se volete, per disfarvi dei medici; oppure, se proprio non potete farne a meno per natura, fratello, potete facilmente trovarne un altro, che vi faccia correre meno rischi.
ARGAN Ah! Fratello, lui sa tutto della mia costituzione, lui sa come guidarmi.
BERALD Devo riconoscere che siete molto ostinato, e che vedete le cose con occhi ben strani.
SCENA VIII
TOINETTE, ARGAN, BERALD
TOINETTE Signore, c un medico che chiede di vedervi.
ARGAN E che medico ?
TOINETTE E un medico della medicina.
ARGAN Ti sto chiedendo chi ?
TOINETTE Ma non lo conosco.
ARGAN Fallo entrare.
BERALD Eccovi servito a dovere: un medico vi lascia, un altro si presenta.
ARGAN Ah! Fratello. Io ho paura che voi siete causa di qualche gran disgrazia.
BERALD Ancora! Battete sempre su quel tasto?
ARGAN Ecco vedete? Mi sono rimaste sullo stomaco tutte quelle malattie che non conosco
(stessa musica del dottor Purgon)
SCENA VIII IX - X
Dott. CREPIN (Una donna finto medico amica d Toinette), ARGAN, BERALD
(Si annuncia lentrata del Dottore con la stessa musica dellentrata del dottor Purgon)
Dott. CREPIN Signore, compiacetevi che venga a farvi visita e ad offrirvi i miei piccoli servigi per tutti i salassi e le purghe di cui avrete bisogno.
ARGAN Signore, sono vostro servo. (a Berald) In fede mia mi sembra proprio Madame Taier!
BERALD .Ma non la prima volta che si vede questo genere di cose; le cronache sono piene di simili giochi della natura. Ho letto cose sorprendenti su queste somiglianze.
Dott. CREPIN Spero non volete disapprovare la mia curiosit di vedere un malato illustre come voi; la vostra fama, che arriva dappertutto, pu scusare la libert che mi son preso.
ARGAN Signore, io sono vostro servo. (a Berald) A me sembra proprio Madame Taier.
Dott..CREPIN Vedo, signore, che mi state fissando. Quanti anni pensate che abbia?
ARGAN Direi che al massimo potete avere trentasei o trentasette.
Dott. CREPIN Ne ho novanta.
ARGAN Novanta?
Dott. CREPIN Si. Voi vedete un effetto dei segreti della mia arte, di conservarmi cos fresco e prestante.
ARGAN Un bel giovane gagliardo per i suoi novantanni.
Dott. CREPIN Sono un medico senza fissa dimora; vado di citt in citt, di provincia in provincia, di regno in regno, a cercare soggetti allaltezza della mia bravura, a trovare malati degni della mia cura, che sappiano valersi dei grandi e bei segreti che ho scoperto nella medicina. Io disdegno perder tempo con quellinsignificante guazzabuglio delle malattie consuete, quelle inezie di reumatismi e flussioni, quelle febbriciattole, quei vapori, e quelle emicranie. Io voglio malattie di rilievo: belle febbri continue con delirio, belle febbri petecchiali, belle pesti, belle idropisie avanzate, belle pleuriti con infiammazioni polmonari: qui che ci ho gusto, qui che trionfo; e io vorrei, signore, che voi aveste, , tutte le malattie che ho appena nominato, che fossi abbandonato da tutti i medici, disperati, in agonia, per mostrarvi leccellenza dei miei farmaci, e il mio desiderio di servirvi.
ARGAN Signore, io, sono sempre il vostro servitore.
Dott. CREPIN Datemi il polso. Su dunque, battiamo come si deve. Vi far andar io come si compete. Questo polso fa limpertinente: si vede che non mi conosce ancora. Chi il vostro medico?
ARGAN Monseur Purgon.
Dott. CREPIN Non c questo nome nella mia lista di grandi medici. Di cosa dice che siete malato?
ARGAN Lui dice di fegato, altri dicono di milza.
Dott. CREPIN Sono tutti ignoranti: di polmoni che siete malato.
ARGAN Di polmoni?
Dott. CREPIN Si. Che cosa vi sentite?
ARGAN Sento ogni tanto dei dolori alla testa.
Dott. CREPIN Precisamente, i polmoni.
ARGAN Qualche volte mi sembra di avere un velo davanti agli occhi.
Dott. CREPIN I polmoni.
ARGAN Qualche volta ho la nausea.
Dott. CREPIN I polmoni.
ARGAN Qualche volta sento una spossatezza in tutto il corpo.
Dott. CREPIN I polmoni.
ARGAN E altre volte mi vengono dei dolori al ventre, come avessi le coliche.
Dott. CREPIN I polmoni. Mangiate con appetito?
ARGAN Si, signore.
Dott. CREPIN I polmoni. Vi piace bere un po di vino?
ARGAN Si, signore.
Dott. CREPIN I polmoni. Dopo mangiato, vi viene un tantino di sonno e dormite con gusto?
ARGAN Si, signore.
Dott. CREPIN I polmoni, i polmoni vi dico. Che tipo di alimentazione vi prescrive il vostro medico?
ARGAN Mi prescrive minestre.
Dott. CREPIN Ignorante.
ARGAN Pollame.
Dott. CREPIN Ignorante.
ARGAN Vitello.
Dott. CREPIN Ignorante.
ARGAN Brodi.
Dott. CREPIN Ignorante.
ARGAN Uova fresche.
Dott. CREPIN Ignorante.
ARGAN E alla sera delle prugne cotte per stimolare il ventre.
Dott. CREPIN Ignorante.
ARGAN E soprattutto bere vino molto annacquato.
Dott. CREPIN Ignorantus, ignoranta, ignorantum. Il vino lo dovete bere puro; e per ispessire il vostro sangue che troppo sottile, dovete mangiare del bue bello grosso, del porco bello grosso, del bel formaggio dOlanda, polenta, riso, marroni e caldoni per incollare e conglutinare. Il vostro medico un cretino. Voglio mandarvene io uno, e finch resto in questa citt, verr ogni tanto a controllarvi.
ARGAN Io sar sempre a vostra disposizione.
Dott. CREPIN Che diavolo ne fate di quel braccio li?
ARGAN Come?
Dott. CREPIN E un braccio che mi farei tagliare subito, se fossi in voi.
ARGAN Tagliami il braccio?
Dott. CREPIN Non vedete che si prende tutto il nutrimento, e che impedisce allaltro lato di averne profitto.
ARGAN Si; ma io ho bisogno del mio braccio.
Dott. CREPIN Uh! .. Avete anche, l, un occhio destro che mi farei cavare, se fossi al vostro posto.
ARGAN Cavare un occhio?
Dott. CREPIN Si, non vedete che disturba laltro, e gli ruba il suo nutrimento? Credete a me, fatevelo cavare al pi presto, vedrete meglio con locchio sinistro.
ARGAN Non poi cos urgente.
Dott. CREPIN Addio. Mi dispiace lasciarvi cos presto; ma necessaria la mia presenza ad un grande consulto per un uomo che morto ieri.
ARGAN Per un uomo che morto ieri?
Dott. CREPIN Si, per vagliare, e vedere che cosa si sarebbe dovuto fargli per guarirlo. Arrivederci.
ARGAN Voi sapete che i malati non accompagnano alla porta.
BERALD Ecco un medico che pare davvero bravissimo.
ARGAN Si, si, si, ma va un po troppo in fretta.. eh.
BERALD Tutti i grandi medici fanno cos.
ARGAN Tagliarmi un braccio, cavarmi un occhio perch laltro stia meglio? Io Preferisco non stia proprio benissimo. Un beloperazione ridurmi . guercio e monco!
SCENA XI
TOINETTE , ARGAN, BERALD
TOINETTE ( risata) Su, su, non ho nessuna voglia di scherzare, io.
ARGAN Che succede?
TOINETTE Il vostro medico! Che mi voleva tastare il polso ( risata).
ARGAN ( risata insieme a Berad) Guarda un po, a novantanni suonati! ( risata).
BERALD ( risata).Beh, fratello, dal momento che il vostro monsieur Purgon in urto con voi, non volete che vi parli del partito che si offre a mia nipote?
ARGAN No, no, fratello; ho deciso di chiuderla in convento, perch si opposta ai miei voleri. Ho capito che c di mezzo una passioncella: e ho scoperto un incontro segreto, che nessuno sa che ho scoperto.
BERALD E allora, fratello, se anche ci fosse qualche piccola inclinazione, sarebbe poi questo gran crimine? E cosa mai pu recarvi offesa, se alla fine c qualcosa di onesto, come il matrimonio?
ARGAN Ho detto, la cosa decisa; sar monaca.
BERALD Lo fate per accontentare qualcuno.
ARGAN Ci siamo: battete sempre sul quel chiodo; mia moglie vi sta proprio a cuore eh?
BERALD Ebbene si, fratello, se bisogna parlare francamente, a vostra moglie che alludo; proprio come la fissazione per la medicina, cos non posso sopportare neanche la fissazione che avete per lei, n vedervi cascare a pi pari in tutte le trappole che vi tende.
TOINETTE Eh, no! No, Signore, non parlate cos della signora: una donna su cui non c nulla da dire, una donna senza malizia, che ama suo marito, che lo ama non si pu neanche dirlo.
ARGAN Domandatele un po le carezze che mi fa.
TOINETTE Verissimo.
ARGAN E come sta in pena per la mia salute.
TOINETTE Sicuro.
ARGAN E di quante cure e premure mi circonda.
TOINETTE Certamente. Volete che mi convinca, e vi faccia vedere subito come la signora ama il signore? Permettetemi, signore, che lo tragga dinganno e gli mostri la cantonata che ha preso.
ARGAN In che modo?
TOINETTE Vostra moglie appena rientrata. Mettetevi sdraiato su questa poltrona, e fingetevi morto. Vedrete che dolore, quando le dar la notizia.
ARGAN ( entusiasta con leggera risata) Ci sto.
TOINETTE Si, ma non lasciatela troppo nella disperazione, potrebbe anche morirne.
ARGAN ( compiaciuto) Lasciate fare a me.
TOINETTE ( a Berald) Voi, nascondetevi in quellangolo.
ARGAN ( preoccupato) Non che ci sia pericolo a fingersi morto?
TOINETTE Oh, no; che pericolo vuoi che ci sia? Voi state qui sdraiato e basta. (sottovoce) Sar divertente svergognare vostro fratello.
SCENA XII
Beline, Toinette , ARGAN, BERALD
TOINETTE ( con un forte grido fingendo di piangere) Ah, Ah, Oh Dio mio! Oh Dio .che sciagura! Che disgrazia inaudita! ( sottovoce) Ecco la signora fermo. (continua a fingere di piangere)
BELINE Che , Toinette ?
TOINETTE Ah, signora!
BELINE Cosa c?
TOINETTE Vostro marito morto.
BELINE Mio marito morto?
TOINETTE si. Il povero defunto trapassato.
BELINE Sicura?
TOINETTE Sicura. Nessuno sa ancora della disgrazia; non cero che io, qui. Mi appena spirato fra le braccia. Guardatelo, eccolo li disteso sulla poltrona.
BELINE (con entusiasmo) Sia lodato il cielo! Eccomi liberata dun bel peso. Quanto sei stupida, Toinette , a rattristarti di questa morte!
TOINETTE Pensavo, signora, che bisognasse piangere.
BELINA Ma va l, non ne vale la pena. Che perdita mai la sua? A cosa serviva sulla terra? Un uomo sgradito a tutti, sudicio, disgustoso, un enteroclisma o una medicina sempre nella pancia, tutto uno smoccolare, un tossicchiare, uno sputacchiare, noioso, senza giudizio, di cattivo umore, sempre a tormentare le persone e a rimproverare giorno e notte serve e camerieri.
TOINETTE Una bella orazione funebre!
BELINA Bisogna, Toinette, che mi aiuti ad attuare il mio piano, e sta pur certa che il tuo servigio sar ricompensato. Dal momento che, per fortuna, nessuno stato ancora avvertito, teniamo nascosta la sua morte finch non avr sistemato le cose. Ci sono delle cambiali, ci sono dei soldi di cui voglio impossessarmi, e non giusto che io abbia passato accanto a lui senza profitto . i miei anni migliori. Vieni, Toinette , per prima cosa prendiamo tutte le sue chiavi.
ARGAN (alzandosi di botto) Piano.
BELINA ( sorpresa e spaventata) Ah!
ARGAN Si,si, signora moglie, cos che mi amate?
TOINETTE Il defunto non morto.
ARGAN ( a Belina che sta uscendo) Sono molto contento di aver visto il vostro amore. E aver sentito il bel panecieco che avete fatto per me. Ecco unavvertenza al lettore che mi render pi saggio per lavvenire, e mi impedir di fare, molte cose.
BERALD (uscendo dal luogo dovera nascosto) Avete visto?
TOINETTE Non lavrei mai creduto. Ma rimettetevi come prima, e vediamo come laccoglie vostra figlia, la notizia della vostra morte. Non male fare la prova; gi che ci siete, conoscerete i sentimenti di tutta la famiglia.
SCENA XII
Angelique, ARGAN, Toinette , BERALD
TOINETTE (con un forte grido e fingendo di piangere) Ah!.. Ah!... Sciagurato giorno! Malaugurato caso!
ANGELIQUE Che hai, Toinette, e di che piangi?
TOINETTE Ahim! Devo darvi una cattiva notizia.
ANGELIQUE Cosa?
TOINETTE Vostro padre morto.
ANGELIQUE Mio padre morto, Toinette?
TOINETTE E appena morto duno svenimento che ha avuto.
ANGELIQUE Oddio! Che sciagura! Che ferita crudele! Perdere mio padre, la sola cosa che mi restava al mondo! E per colmo di disperazione perderlo, proprio quando era adirato con me! Cosa far, io, infelice, e come potr consolarmi duna perdita cos grande?
SCENA XIV
Cleante , Angelique ,ARGAN, Toinette ,BERALD
CLEANTE Che avete mai, cara Angelique? Che sventura piangete?
ANGELIQUE Ahim! Piango tutto quello che di pi caro e di pi prezioso potevo perdere nella vita; piango la morte di mio padre.
CLEANTE Oddio! Che disgrazia! Che colpo improvviso! Dopo la domanda che avevo pregato vostro zio di fargli a mio nome, venivo da lui per cercare, con il mio rispetto e le mie preghiere, di indurre il suo cuore ad accordarmi la vostra mano.
ANGELIQUE Ah! Cleante , non parliamene pi. Abbandoniamo ogni idea di matrimonio. Dopo aver perduto mio padre, non voglio pi appartenere al mondo, e ci rinuncio per sempre. Si, padre mio, se poco fa ho contrastato i vostri voleri, voglio assecondare almeno uno delle vostre intenzioni, e riparare cos al dispiacere che maccuso davervi dato. Permettetemi, padre mio, di farvene qui promessa, e di abbracciarvi per testimoniare il mio amore.
ARGAN ( si alza) Figlia mia!
ANGELIQUE (spaventata) Ah!
ARGAN Vieni. Non aver paura, non sono morto (contento e con un leggero compiacimento). Si, si tu sei mia figlia, il mio sangue; sono felice di aver constatato la bont del tuo animo.
ANGELIQUE Che piacevole sorpresa, padre mio! Poich il cielo, per somma fortuna, vi ridona ai miei voti, permettetemi che mi getti qui ai vostri piedi per una supplica. Se non approvate linclinazione del mio cuore, se mi rifiutate Cleante come sposo, vi scongiuro almeno di non costringermi a sposarne un altro. E la sola grazia che vi chiedo.
CLEANTE (si getta in ginocchio) Signore, lasciatevi commuovere dalle sue preghiere, e dalle mie, e non mostratevi contrario alle mutue premure di una passione cos bella.
BERALD Fratello, potete ancora opporvi?
TOINETTE Signore, sarete insensibile a tanto amore?
ARGAN ..Si faccia medico, e acconsento alle nozze. Si, fatevi medico, e vi dar mia figlia.
CLEANTE Ben volentieri, signore: se essere vostro genero non dipende che da questo, mi far medico, persino farmacista se volete. Non gran cosa; farei ben altro per ottenere la bella Angelique.
BERALD Ma a me, fratello, venuta unidea; fatevi voi stesso medico. Sar ancora pi comodo avere in voi tutto quanto vi bisogna.
TOINETTE E verissimo. Ecco il modo migliore per guarire subito; non c malattia che osi farsi gioco della persona di un medico.
ARGAN Ma io credo, fratello, che voi mi prendiate in giro: sono forse in et per studiare?
BERALD Beh, studiare! ne sapete gi abbastanza; e molti di loro non sono certo pi bravi di voi.
ARGAN Si, ma bisogna saper parlare in latino, conoscere le malattie, i rimedi che bisogna prescrivere
BERALD Ricevendo la toga e la berretta da medico, imparerete tutto, e sarete poi, pi abile di quanto vorreste.
ARGAN Come? Basta vestirsi a quel modo per poter disquisire su tutte le malattie.
BERALD SI. Basta parlare con una toga e una berretta, che ogni sproloquio diventa intelligente e ogni idiozia sapienza.
TOINETTE Senza contare, signore, che la vostra barba da sola gi parecchio; una barba fa pi che mezzo medico.
CLEANTE Io, comunque, son pronto a tutto.
BERALD Volete che la cosa si faccia subito?
ARGAN Come subito?
BERALD Si, e in casa vostra,
ARGAN In casa mia?
BERALD - Ma si, non vi coster niente.
ARGAN Ma, io, che cosa devo dire, cosa devo rispondere?
BERALD Vi informeranno in due parole, e vi daranno per iscritto quel che dovrete dire. Andate e mettetevi un vestito decente.
ARGAN Ma si, proviamo. (con una risata generale di tutti va via)
CLEANTE Ma che volete dire.
TOINETTE Qual il vostro piano?
BERALD Di divertirci un po questa sera. Voglio che ce lo godiamo tutti insieme, e che mio fratello sia il protagonista.
ANGELIQUE Zio, mi pare che vi prendiate gioco un po troppo di mio padre.
BERALD Ma no, nipote mia, non tanto per prendersi gioco di lui. Quanto per adattarsi alle sue fantasie. La cosa resta fra noi. E possiamo anche scegliere una parte ciascuno, e farci la commedia gli uni con gli altri. Ci autorizza il carnevale. Su, svelti, andiamo a preparare tutto..eh.
CLEANTE (ad Angelique) Siete daccordo?
ANGELIQUE Si; purch lo zio ci accompagna. ( una risata di soddisfazione escono di scena)
Musica (rientra Argan con una sonora e continua risata di follia)
BALLETTO PANTOMIMA DELLA LAUREA IN MEDICINA DI ARGAN
SIPARIO
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