Il marito la moglie e la morte

 


Commedia in tre atti e quattro quadri

diANDR ROUSSIN

TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA: LE MARI, LA FEMME ET LA MORT

♦ VERSIONE ITALIANA DI B. L. RANDONE da IL DRAMMA n. 221 - Febbraio 1955

LE PERSONE:

SEBASTIANO LEBEUF

45 anni, marito di arlette

ARLETTE

30 anni

CRISTIANO REGER

detto kiki , fratello di arlette, 26 anni

PERCIER

detto il satiro 70anni

GIULIA DESPIEDS

gioviale, 50 anni

La scena, unica, rappresenta l'interno semplice ma grazioso di una casetta della banlieu, parigina, sulla riva della Senna. Una porta vetrata a sinistra d sull'esterno e le persone che entrano od escono da questa passano davanti a una grande finestra che d su un paesaggio. A destra due porte che conducono una al piano superiore, l'altra in cucina. La scena dunque una specie di soggiorno-sala da pranzo.

ATTO PRIMO

In scena Sebastiano solo, sta accomodando un mulinello da pesca. La porta che va al piano superiore si apre eappare Arlette.

Sebastiano Ah! Hai dormito un po'?

Arlette Sempre alle prese col tuo mulinello?

Sebastiano S' bloccato.

Arlette Soffri molto? Ti ci vorranno almeno trecento franchi per accomodarlo! Che guaio!

Sebastiano E l'emicrania?

Arlette Va meglio.

Sebastiano No. Non va meglio, ciccina mia.

Arlette Ma che ti prende? Non ti ho mica chiesto del denaro!

Sebastiano Non va affatto meglio. Voglio che tu ti senta bene. Le emicranie le conosco. Le ho avute anch'io quando ero malato. Ma non ad ora fissa, come succede a te. A te, da qualche tempo viene l'emicrania al momento di andare a letto. Che sia di sera o dopo colazione. Se ci sdraiamo un momento tutti e due, scoppia l'emicrania.

Abiette Che ci posso fare? Bisogna che non mi sdrai.

Sebastiano A me venivano anche quando stavo in piedi.

Arlette Ma non la stessa cosa. Tu avevi una malattia. Io non sono malata.

Sebastiano E invece s. Quando si ha male alla testa ogni volta che ci si sdraia, vuol dire che si ammalati. Dura da troppo tempo. Devi farti visitare. Oggi domenica, domani ti porto a Parigi dal mio dottore. Quello che mi ha salvato. Te le far scomparire le tue emicranie, quello, ne sono certo.

Arlette Sai benissimo che non ci verr.

Sebastiano Ma perch?

Arlette Sst! Non gridare, Sebastiano. Arrabbiarti non il tuo forte.

Sebastiano E chi s'arrabbia? Ho alzato la voce, ma conservo tutta la mia calma. Ma la tua ostinazione a non farti visitare, idiota.

Arlette Non occupartene e calmati. (Va al buffet e prende una bottiglia).

Sebastiano Che fai?

Arlette Ho voglia di un po' di cognac.

Sebastiano Adesso ti metti anche a bere!

Arlette Non mi metto a bere. Ho voglia di un cognac. Non la stessa cosa.

Sebastiano Prendilo almeno con una camomilla.

Arlette Oh, lasciamelo bere come mi pare!

Sebastiano Lo sai che sei nervosa, ciccina mia?

(Arlette si serve da bere).

Arlette Vai a pescare?

Sebastiano S, fra poco. A meno che tu non preferisca che resti a casa! Ascolteremo la radio.

Arlette Bella prospettiva!

Sebastiano Vuoi che facciamo una passeggiata?

Arlette Dove?

Sebastiano Lungo la Senna.

Arlette Con la folla della domenica? Grazie tante.

Sebastiano Possiamo anche restare a casa senza radio. (Con intenzione) Eh... ciccina mia?

Arlette Cosa?

Sebastiano Se l'emicrania passata...

Arlette (comprendendo) Oh! Preferisco la radio.

Sebastiano (scoraggiato) Grazie lo stesso!

Arlette Dove hai messo lo zucchero?

Sebastiano Io? L'avrai lasciato di sopra.

Arlette Voglio un po' di zucchero nel cognac.

(Arlette si dirige verso la porta di fondo che d al piano di sopra, l'apre e poi la richiude senza oltrepassarla, con un gesto che significa idiota!. Va invece in cucina. Sebastiano sempre occupato al suo arnese da pesca, in primo piano, d le spalle ad Arlette, vicino al tavolo dove posato il bicchiere. Una volta che Arlette scomparsa, Sebastiano guarda verso la porta di fondo. Si capisce che non ha prestato attenzione al cambiamento di itinerario di Arlette e che avendo sentito aprire e chiudere la porta, crede che Arlette sia nelle camere superiori. Presta ascolto per un momento e rassicurato trae di tasca un flacone, un contagocce e lascia cadere dieci gocce nel bicchiere di cognac. Non ha ancora finito di contare le gocce, quando Arlette appare dalla cucina con una zuccheriera. Sebastiano ha un gesto di panico, vuol dissimulare precipitosamente flacone e contagocce. La reazione di Sebastiano ha inchiodato Arlette sulla porta).

Sebastiano (balbettando) Ma... non eri salita?

Arlette Cosa diavolo stai facendo?

Sebastiano Io? Ma niente... niente... Credevo che fossi salita... E cos m'hai fatto paura entrando di l...

Arlette Ti ho fatto paura? Poverino... E che cos'hai in mano? Fa' un po' vedere? Un contagocce! Tu?... Stavi versando qualcosa nel mio bicchiere! Stavi tentando di avvelenarmi! Mi vuoi avvelenare! Aiuto!

(Sebastiano l'afferra, la stringe a s e le mette una mano sulla bocca. La trascina in questa posizione fino alla radio che apre al volume massimo. La stanza invasa dal rumore, enorme, di una folla urlante e poi, subito, la voce - potente - di un radiocronista di un match d calcio, che parla a gran velocit : Garriguez ha salvato la rete, libera con mossa rapida il centro attacco di Lill, riprende la palla, la passa a Gigot, Gigot la blocca, Serrano si precipita. Passa a Cremieux, Cremieux a Gilbert, Gilbert fugge e la linea ormai libera... Bellissima parata di Garriguez, ma Cremieux come un fulmine si scaraventa sull'ala destra in ritirata e... Goal!-. Un'ovazione e urla sul punto marcato).

Aiutoo!...

Sebastiano Zitta un po'! E sentimi!

Arlette Hai tentato di uccidermi! Mostro!

Sebastiano Ti dico senti!

Arlette Spegni prima la radio! Come vuoi che ti senta?

(Sebastiano spegne la radio. Arlette si lascia cadere su una sedia)

Allora anche tu!

Sebastiano Anch'io cosa?

Arlette Anche tu non ne puoi pi della nostra vita? Volevi uccidermi! Porco! Adesso capisco perch volevi sempre portarmi dal dottore! Per eludere i sospetti, vero? Canaglia! Da quanto tempo mi fai inghiottire quelle gocce? E che gocce sono? Arsenico? Si vede che non ne ho ancora ingoiate abbastanza, mi sento ancora bene, in forma e sapr farti dire per forza da quando mi avveleni. E poi anch'io vuoter il sacco!

Sebastiano Non diventare pazza, ciccina mia. C' un malinteso.

Arlette Un che?

Sebastiano Non ho mai tentato di avvelenarti.

Arlette Mi prendi per scema? Ti sorprendo mentre stai cercando di versare di nascosto delle gocce nel mio bicchiere di cognac. Diventi verde e t'impappini come un bambino! Dammi il flacone. Dove l'hai nascosto? In tasca! (Pausa) Su! Svelto! Sai benissimo che me lo darai! Allora meglio che tu me lo dia subito. Non fare storie! Via!

(Sebastiano le consegna il flacone. Arlette lo esamina, legge l'etichetta, quindi scoppia in una gran risata)

Ah! questa buona! Ma non possibile!

Sebastiano Sei contenta adesso?

Arlette Ma ... (ride ancora) un afrodisiaco! Mi versavi un afrodisiaco nel cognac? Ma non mi sono ancora accorta degli effetti! E' da molto che me ne dai?

Sebastiano E' la prima volta. Guarda il flacone... (Arlette guarda e constata) Me l'hanno dato stamane.

Arlette Ah! Te lo sei fatto preparare! In modo che tutti siano al corrente. Mia moglie ha bisogno di qualcosa che la scuota un po'! Ci fai una bella figura!

Sebastiano Ho detto che serviva a me. (Arlette gli rende il flacone) Non bere pi quel cognac. Voglio proprio dirtelo perch ho pensato che occorresse un qualche rimedio per te. Perch ai tuoi mal di testa io non ci credo, ciccina mia.

Arlette Ah, non ci credi?

Sebastiano No. Si ha l'emicrania una sera, due, ma non tutte le sere che Dio ha creato. Di' un po', Arlette, non c' di mezzo un altro uomo?

Arlette Che dici?

Sebastiano Che so. Potresti aver incontrato un altro uomo.

Arlette Dove? Quando? A parte le due ore che vai a pescare, di sera, non ci lasciamo mai. Stai sempre fra i piedi.

Sebastiano Si possono fare tante cose in due ore.

Arlette S. Preparare la cena.

Sebastiano E' vero. Ogni volta che sono tornato all'improvviso, ti ho sempre trovata qui.

Arlette E sola.

Sebastiano Se t'avessi trovato con qualcuno ti avrei uccisa.

Arlette Lo so.

Sebastiano Che t'avrei uccisa? Lo sai?

Arlette Non tormentarti, non c' nessun altro uomo.

Sebastiano Me lo diresti, vero?

Arlette No. Me ne andrei via con lui.

Sebastiano Ah, s?

Arlette Preferiresti che ti ingannassi senza dirtelo?

Sebastiano Cosa?

Arlette Lo vedi.

Sebastiano Sei una donnina formidabile! (L'abbraccia).

Arlette Vai a pescare?

Sebastiano S. Vuoi venire con me?

Arlette No. Rimarr in casa.

Sebastiano Sola? (Ride).

Arlette Vai sempre al solito posto a pescare?

Sebastiano S, perch?

Arlette Se avessi voglia, verso sera, di venirti a prendere.

Sebastiano Sarebbe carino! Mi farebbe piacere, ciccina mia. S, vado sempre vicino alla macchia. un angolino tranquillo, deserto. L'acqua pi profonda e il pesce pi grosso. E' un posto straordinario. E poi tu ne sai qualcosa: in casa non mai mancata la frittura. E chi te l'ha pescata se non Sebastiano il contadino?

(Sebastiano ha detto tutta la battuta andando e venendo dalla stanza alla cucina e preparando il suo materiale da pesca. Sulla ultima battuta ancora scomparso in cucina. Arlette invece rimasta sempre al centro, tesa nelle sue riflessioni fino quando, finalmente, Sebastiano rientra).

Arlette Senti, Sebastiano. Sei tipo da avere un'avventura?

Sebastiano Un'avventura? Con chi?

Arlette Mettiamo che tu sia pazzo di una donna. Pur di ottenerla, saresti capace di fare una follia, un grosso sacrificio?

Sebastiano Sei toccata?

Arlette Mettiamo che questa donna sia come me, che ti piaccia come ti piaccio io, e ti dica: per duecentomila franchi, sar tua.

Sebastiano Duecentomila franchi? Per una donna? Sei impazzita?

Arlette Non per una donna qualsiasi. Per me. Avaro come sei, me li daresti?

Sebastiano Per te? Duecentomila franchi?

Arlette Li hai. Lo so. Qui.

Sebastiano Come lo sai?

Arlette Ne sono sicura. I contadini hanno sempre del denaro sotto il mattone.

Sebastiano Ma che diavolo mi stai raccontando, Arlette?

Arlette la tua ciccina che questa volta ti dice: ho bisogno di duecentomila franchi. Ne ho bisogno per tre o quattro giorni al massimo e te li render. Ma fino a quando non te li avr resi, mi farai il favore, se me li darai, di non chiedermene il perch . Questo favore te lo pago. Sar tua questa notte, come tu mi vuoi, come prima... Sebastiano Per duecentomila franchi?

Arlette Per quattro giorni.

Sebastiano E me li renderai?

Arlette Vedi che pago bene. Meriterei la somma tutta per me, credo.

Sebastiano Ma perch ti servono duecentomila franchi?

Arlette A condizione, per quattro giorni, che tu non mi chieda il perch.

Sebastiano E dopo lo sapr?

Arlette Se ci terrai proprio.

Sebastiano ...

Arlette E siccome so essere riconoscente e non so barare, non ti piace sapere che sar tua non come una donna qualsiasi pagata per questo, ma come la donna che tu conosci?

Sebastiano Quattro giorni senza chiederti il perch?

Arlette Non di pi.

Sebastiano per un uomo che hai bisogno di questo denaro?

Arlette Puoi anche non darmeli e interrogarmi fino a domani, non mi caverai una sola parola. E anche sparandomi una fucilata addosso, non riuscirai a sapere niente.

Sebastiano E se scappi col denaro?

Arlette Allora basta. Vattene a pesca. Non parliamone pi.

Sebastiano Ma...

Arlette O hai fiducia o no.

Sebastiano Quando ti servono?

Arlette Subito.

Sebastiano Adesso?

Arlette S.

Sebastiano Devi uscire?

Arlette No.

Sebastiano Allora aspetti qualcuno.

Arlette Guarda! Se dovessi sorprendere da parte tua il minimo tentativo di spionaggio, non manterr pi la mia parola. Sar tua stanotte... Rifletti. S o no.

(Sebastiano la guarda, le si avvicina e la bacia con violenza. Arlette lascia fare. Sebastiano groggy).

Sebastiano Ah! Come sei parigina!

Arlette Vedi che possiamo ritrovarci. Ma in fondo preferisci sapere perch ho bisogno di questi duecentomila franchi? Se ci tieni proprio, posso anche dirtelo, ma allora non pi un affare. (Piccola pausa) Ebbene, ho bisogno di questi duecentomila franchi...

Sebastiano (brusco) No. Vado a vedere se li ho.

(Sebastiano sale al piano superiore. Dalla finestra del fondo appare Kiki. D due piccoli colpi. Arlette fa un salto verso l'apparecchio radio, l'accende, quindi fa segno a Kiki di aspettare. Fa un gesto verso il piano superiore e spiega l'imminente partenza di Sebastiano. Kiki fa segno che ha capito e si eclissa. Sebastiano entra)

Ecco qua.

Arlette E non parliamone pi.

Sebastiano Non parliamone pi.

Arlette Sarai contento. (Sebastiano cerca di riprenderla, ma Arlette se ne libera) No. Ho detto stasera! (Mette il denaro in un cassetto).

Sebastiano (beato) Fai di me quello che vuoi.

Arlette (promettente) Stasera...

Sebastiano Ah! ciccina mia! E vedrai... vedrai stasera...

Arlette Adesso vattene, presto.

Sebastiano Mi fido di te. So che non te ne vai.

Arlette Se far in tempo verr anche a prenderti.

Sebastiano Vicino alla macchia.

Arlette Intesi.

(Sebastiano esce. Arlette saluta Sebastiano dalla finestra a sinistra, quindi fa un cenno verso destra e fischietta. Kiki passa davanti alla finestra ed entra. Kiki un giovane guappo , dai venticinque ai trent'anni, pronto e furbo. Arlette intanto ha spento la radio).

Kiki E allora, neanche un bacetto? Perch sono stato un anno al fresco ti sei raffreddata anche tu? (Arlette lo bacia con gentilezza).

Arlette Quando sei uscito?

Kiki Avant'ieri.

Arlette Hai bisogno di soldi?

Kiki Eccola. Mi offende subito. Vedi come sei? No, madame. Non vengo a piantar chiodi. Me la sbroglio ancora da solo. Per c' una questione che dobbiamo vedere insieme. Che aria tira, qui?

Arlette Che tira?

Kiki Si pu chiacchierare tranquillamente senza che ritorni all'improvviso fra cinque minuti?

Arlette Non c' pericolo.

Kiki Non preferisci che si vada in un altro posto?

Arlette Ti dico che va bene qui.

Kiki O. K. (Vede la bottiglia) Ah, c' un bicchiere per l'ospite. Come sei gentile. (Arlette lo serve) Dunque veniamo alle ultime notizie. Non dirai che sono un tipo ingombrante! Non mi si vede mai in famiglia. Il tuo Sebastiano lo conosco per averlo visto quel giorno che sai, poi il giorno del tuo matrimonio e in seguito, in tutto, forse altre due volte. In due anni e mezzo. Non mica troppo. Per essere discreto, lo sono.

Arlette Ti sei scordato che fino ad avant'ieri...

Kiki Non fa una piega. Ma capperino! Mi pare che ci sia qualche affaruccio da mettere a punto, se madame vuole, no sorellina? Mica male il tuo petrolio.

Arlette Che cosa vuoi?

Kiki Sapere.

Arlette Sapere cosa?

Kiki A che punto sei arrivata. Se hai intenzione di schiacciare un bel sonnellino sulla tua vita coniugale e dimenticare il favore che t'ho fatto.

Arlette Non mica ancora morto, no?

Kiki Ch'io sappia, il tuo Sebastiano l'ho appena visto con le canne da pesca in spalla.

Arlette E allora?

Kiki E allora, siccome comincia a diventare lunga, vorrei conoscere le tue intenzioni. Te ne ha mai parlato?

Arlette Di cosa?

Kiki Andiamo! Degli ottanta milioni, capperino!

Arlette No.

Kiki In tre anni non te ne ha mai fatto cenno?

Arlette No.

Kiki Non sei riuscita mai a cavargli un'acca sul numero vincente?

Arlette Mai.

Kiki Ti faccio credito, per devo dire che tuo marito un bel fenomeno!

Arlette un contadino.

Kiki L'hai detto. Ci tiene al conquibus. Forse li ha sotterrati in giardino. C' da aspettarsi di tutto, con dei tipi simili. Tutti d'un pezzo e la faccia da scemo.

Arlette Quando penso che tutta colpa tua!

Kiki Spiegati.

Arlette Il mio matrimonio.

Kiki Colpa mia? una svanita, questa! Ti metto sulla pista di un tizio che ha vinto ottanta milioni al Gran Premio, un contadino muto come una tomba, te lo metto fra i piedi, per la semplice ragione che io ero al corrente dei suoi affari... te lo faccio sposare...

Arlette Ah! perch io non c'entro per niente?

Kiki Un momento. Ti metto fra le braccia di un tipo che ha appena incassato ottanta milioni e che - mi consta dai miei servizi di informazione - si trova anche possessore di un pancreas a pezzi che lo garantisce morto a una scadenza di sei mesi, un anno al massimo. Tu ti spicci a sposartelo - e ti faccio tanto di cappello, pi rapida di cos! - ed inteso che fra noi alla sua morte mi rifili la met dell'eredit. E adesso tiri fuori che tutta colpa mia? Ci tengo che sia colpa mia! Direi anche che un bel lavoretto, da parte mia, no? grazie al sottoscritto che madame si trova qui con ottanta milioni sotto il naso! Grazie al sottoscritto, non per colpa del sottoscritto!

Arlette Grazie a te, se li 'ha vinti lui!

Kiki Come se li ha? Se sono io il solo ad averlo saputo? Non siamo che io, tu e lui a saperlo e la banca che gli ha versato l'ammontare. E lui d'altronde non ha mai potuto supporre che noi lo sapessimo.

Arlette E se ti fossi sbagliato?

Kiki Io? Ma te l'ho detto come l'ho saputo! Ero alle corse, come sempre...

Arlette S, conosco la sinfonia...

Kiki No, non la conosci! Dubiti! Se ti fossi sbagliato?. E allora meglio che te la ripeta. Sono alle corse. il giorno dell'estrazione dei biglietti accoppiati ai cavalli vincenti del Gran Premio dell'indomani. Il tizio dalla faccia di fesso m'abborda. Mi mette sotto il naso un biglietto e mi dice : un biglietto del Gran Premio. Ho il sospetto che mi stia sfottendo. Gli rispondo: Grazie. Lo vedo. E allora?. Lo vuole comperare?. Guardo il biglietto con la coda dell'occhio. Vedo il numero: 03-03 serie 9. Dico: accidenti, perch 03-03 l'inverso di 30-30 e Maubert 30-30 il numero del telefono di una ragazza che frequentavo. Nove il mio numero di zodiaco, perch sono nato il 9 marzo. cos che 03-03 serie 9 si stampa nel mio cervello. Ma, che vuoi, pi forte di me, non mi piace la gente tirchia. Quel tizio, all'ultimo momento voleva rivendermi il biglietto perch aveva fifa di perdere quel po' di denaro che costava. E gente cos mi resta sullo stomaco. Cos gli ho detto no, solo per fargli dispetto. L'estrazione. Numero uscente 03-03! Il biglietto che ho rifiutato cinque minuti prima, ha il numero che per ogni serie gi vince dieci milioni. Stavo l a mordermi le mani e a darmi del cretino, quando vedo passare a qualche metro da me, indovina chi? L'hai indovinato. Lo seguo con lo sguardo e vedo che si mette a 'leggere i numeri sul quadrante. Teneva il biglietto con tutt'e due le mani e quattro o cinque volte passava con lo sguardo dal biglietto al quadrante. Finalmente vedo che spalanca gli occhi. Aveva capito! Poco dopo viene estratta la serie di ogni cavallo. Serie 9 Violette Imperiali. Il gran favorito! Stai realizzando? Un crak! Io allora non lo perdo pi di vista. Valeva gi dieci milioni e aveva nove probabilit su dieci di valerne ottanta l'indomani. Lo vedo rigido come un palo, che mette il biglietto nel portafoglio, si guarda intorno, se la squaglia in silenzio. Era finita. Sapeva. Che cosa mi rimaneva da fare? Seguirlo. Sapere chi fosse. Quando ho saputo dove abitava, ho preso informazioni qui in paese e fu cos che seppi che aveva tutt'al pi sei mesi di vita, a causa del pancreas. L indomani Violette Imperiali arrivata in tromba, quindi sapevo che il mio tizio aveva ottanta milioni in tasca e la sera stessa ti ho detto: Conosco un tale che ha vinto ottanta milioni del Gran Premio. celibe, anziano, ha l'aria un po' scema e sei mesi, massimo un anno di pancreas. Ecco l'indirizzo. Sbrogliatela. E il giorno in cui diventi la sua vedova, met della sua eredit per me. Esatto?

Arlette S.

Kiki Ho cambiato un avverbio alla storia? Non e come te l'ho raccontata la prima volta? E hai il fegato di dire che colpa miao che forse mi sono sbagliato! Ti gira male! Sai, 03-03! ce l'ho stampato qui da quel giorno. Non faccio per dire, il fatto d'essere restato un anno al fresco e di non avernesoffiato parola a nessuno - capisci? - a nessuno, beh, vuol dire che sono un tipo di carattere. Passiamo oltre. Allora eri nervosa perch pensavi chemi fossi sbagliato?

ArletteS.

Kiki Te lo ripeto. Ci sono ottanta milioni a passeggio qui attorno. Permetti che tocchi a me adesso tare una domandina. Ti ho dato un moribondo. Dov il morto?

Arlette Sta meglio di noi. guarito.

Kiki C' stato un dottore che l'aveva condannato a circa un anno se si fosse curato. Non starmi a raccontare che con un'infermiera come te... Due mesi, tre... a farla lunga.

Arlette E tu nonsai ancora il pi bello! Quando l'ho sposato, doveva entrare persinoin sanatorio!

Kiki No? E con un regime da giovani sposi un po' spinto... non sei stata capace?...

Arlette Insomma, non aveva niente!

Kiki Non aveva niente?

Arlette No. Ma credeva di s. E non me ne ha mai detto niente, pensa! Capisci il tipo? Senza nemmeno battere ciglio mi rendeva tisica e mi abbandonava!

Kiki T'avesse almeno abbandonata per sempre!

Arlette Grazie! Mi vuoi proprio bene...

Kiki Avresti potuto curarti pi tardi.

Arlette Insomma non aveva niente. Quanto al pancreas, non era il pancreas, ma la vescichetta bi-liare, e per la vescichetta non si muore. In ogni modola sua poi non era cos malandata. E vuoi sapere chi l'ha guarito? Io! Me lo ripete tutti i giorni. Per un anno, posso dirlo senza vantarmene, mi ci sono dedicata. Credi a me. Ottanta milioni valevano un piccolo sforzo. Non l'ho lasciato respirare. Ed stato proprio questo che l'ha salvato. Era una pianta senza sole, come dice lui, e sono stata io a portargli il calore. Pi tentavo di appassirlo e pi lui germogliava.

Kiki Balle!

Arlette Cosa?

Kiki Mi stai raccontando un sacco di balle. Ma non ci casco.

Arlette Io?

Kiki Cerchi di impietosirmi, di farmi capire che, malgrado tutti gli sforzi non si pu far altro che accettare la situazione, e che non c' pi niente da racimolare qui.

Arlette Io?

Kiki Perfettamente. Non sono mica nato ieri, bella mia. Trova qualche altra cosa. Le tue manovre non mi meravigliano. Te l'ho sempre detto: sei una borghese. Il tuo ideale l'asilo d'infanzia! Fra due minuti mi annunzierai che aspetti un marmocchio. cos?

Arlette Parla, parla.

Kiki Certo che parlo. Perch al fresco, era come se fossi davanti alla televisione. Vi vedevo qui tutti e due, lui col sonno tranquillo sui suoi ottanta milioni, e tu che trovavi che dopotutto la vita non fosse poi cos brutta: una casetta sulla riva della Senna e ottanta milioni in contanti sotto il mattone per il giorno in cui vorranno venir fuori. Il fratellino non deve far altro che aspettare, tanto pi che forse c' un erede e allora che conta pi, il fratellino? meglio che la smetti. Il fratellino non cos scemo come credi, non ci casca. Non ti ho mica messo in un affare come questo, per vedermelo scappare dalle mani! Capperino! Cerca di cambiare registro. Siamo intesi?

Arlette Bene. Allora, dato che sei cos furbo e che parli tanto volentieri, dimmi che hai intenzione di fare.

Kiki Ti dico: Arlette...

Arlette No. Che fai al mio posto? Sposi un tizio perch sai che ha ottanta milioni in tasca e un anno di vita. Ne passano due e mezzo. Non soltanto non muore, ma risuscita. Ne avr ancora per trenta anni da pescare nel fiume. Che fai? Di' pure, ti ascolto.

Kiki Che faccio? Anzitutto cerco di fargli confessare che ha gli ottanta milioni.

Arlette Non ci contare. L'ho tentato mille volte. Niente. Non dir mai una parola. un contadino.

Kiki Allora non crederei alla piccola eredit della zia, ma che si trattava di una grossa eredit e cercherei di mungergli pi denaro che potrei. Ringrazierei il fratellino che mi ha messo fra le mani una vacca anzi un bue lattifero e, quando un uomo vi ha nella pelle, come si dice... eh, capperino, e che pieno di denaro, si trova il modo di spillarglielo! O allora ti conosco male.

Arlette Mi conosci molto male, capperino. Avevo bisogno di duecentomila franchi, perch sapevo che tu saresti uscito un giorno ol'altro. Sai cosa ho fatto? Mi sono fatta scoppiare delle emicranie. Ma poco fa gli ho lasciato balenare la prospettiva che mi sarebbero passate, con un cachet di duecentomila franchi. Me li ha dati in cinque minuti.

Kiki Brava! Questo si chiama lavoro! Non hai che da farti scoppiare le emicranie ogni tre giorni. Allora davvero hai pensato al fratellino che usciva di prigione? Come gentile da parte tua, Arlette. Ritiro quello che ho detto.

Arlette No. Non ritirare niente. Non sono per te. Era solo per mostrarti che non hai granch da insegnarmi quando si tratta di spillare i soldi, come dici tu. Ricordati che sono nata prima di te, Kiki. Solo hai l'aria di dimenticare che una donna ha sempre un ideale.

Kiki Un ideale?

Arlette Perfettamente. Io sono una borghese, come dici tu. Il mio sogno una casetta come questa, ma con un uomo che amo. E un bambino.

Kiki Che dicevo? Il nido d'infanzia!

Arlette Tu non sei una donna, che ne sai? Ma quando si cominciato a venti anni, come nel mio caso, quando si ha un passato, ci si comincia a pensare un po' troppo. Si ha voglia di averne uno. Capisci?

Kiki Allora proprio come dicevo. Aspetti un marmocchio.

Arlette Io? Da quello l? No! Da un uomo che non amo e che ingannerei di tanto in tanto? Voglio fare una vita onesta, io! Sono una persona pulita. Voglio vivere nell'amore e nella dignit. Vivere con un tipo che non amo, solo per essere una mantenuta legale? No! Non mi va gi. Non posso pi continuare a vendermi a domicilio. Hai capito?

Kiki Capito. Hai un altro uomo e gli ottanta milioni non ti interessano pi.

Arlette Che vista corta, che hai! Mi fai piet, povero Kiki.

Kiki Piantala! Non ho affatto la vista corta. Non mi piace che una donna mi tratti sottogamba, anche se mia sorella!

Arlette Voglio dimostrartelo che hai la vista corta. Cos' che non va? Che Sebastiano non morto. Vero?

Kiki S.

Arlette E allora?

Kiki Allora cosa?

Arlette Allora... provvedo io.

Kiki Provvedi tu... Eh? Non sei mica ammattita?

Arlette Non ce la faccio pi. Non pu continuare cos!

Kiki Di' un po', sorellina. Ho appena finito un anno per un peccatuccio, ma tu, scusa, parti subito alla corda!

Arlette Voi uomini siete incapaci di un po' d'ideale, di fare qualcosa per un ideale.

Kiki Ma ti rendi conto di quello che vuoi fare per arrivare al tuo ideale?

Arlette Ma perch? Per te, una vita onesta accanto all'uomo che si ama e a dei bambini, non vuol dire niente? Non voglio lasciare che gli ottanta milioni si ammuffiscano in una cantina quando so di essere l'erede legittima. E la sola, per giunta!

Kiki Volevi vedermi per annunciarmi questa bella decisione?

Arlette S.

Kiki E forse anche perch ti dessi una mano? In questo caso, bella mia, scusami ma esco fuori del mio dipartimento. Forse non sono per tutti molto delicato, ma ho anche io il mio senso dell'onest. Non mi sono mai sporcato le mani di sangue io! A me le Corti d'Assise non interessano proprio.

Arlette E chi ti ha chiesto niente?

Kiki Ah, no?

Arlette No. Per se sono la sola a prendere il rischio, non potrai pi reclamare il cinquanta per cento quando tutto sar fatto. per essere d'accordo su questo punto che ho aspettato fino ad oggi.

Kiki Perch non me lo hai detto prima?

Arlette Perch da un anno abitavi in un posto difficile per questo genere di spiegazioni.

Kiki M'hai aspettato?

Arlette Se fosse morto prima, non avresti mai permesso che la tua parte fosse ridotta. Ti 'ho aspettato un anno!

Kiki Accidenti alle donne! Hai un cervellino, tu!

Arlette Sono nata prima di te. (Piccola pausa).

Kiki Non metterti in un pasticcio simile, Arlette! Perdi la bussola! Fra tre giorni avrai nome e fotografia sulle prime pagine dei giornali!

Arlette Non preoccupartene.

Kiki E poi, senti! Sono uscito di prigione solo tre giorni fa. Faranno presto a sapere che sei mia sorella! E da questo a prendermi per l'assassino, il passo breve! Soprattutto quando la banca far sapere che la vittima era il vincitore degli ottanta milioni del Gran Premio. Pensa che aria verginale mi attribuiranno! Ah no! Aspetta un po' sorellina! Sono tuo fratello, io! Un po' di moralit, per favore! Non si mangia mica di quel pane, nella nostra famiglia!

Arlette Mi piaci, Kiki, sei bello!

Kiki Fatti un amante, se lui non ti va gi. Le cose si arrangiano, ma perbacco, non allontaniamoci dalla moralit! Non bisogna buttarsi gi, Arlette, non sta bene!

Arlette Sono due anni e mezzo che non ho amanti! Due anni e mezzo che non stringo fra le braccia un uomo che bacerei volentieri! Il primo anno non ci pensavo, avevo talmente da fare! E quel che c'era da fare lo facevo, te l'assicuro! Non pensavo ad altro. Ma quando ho cominciato a capire che era andata male... ho creduto d'impazzire. Ci ho messo un po' di tempo a veder chiaro e a decidermi. Proprio in quei giorni, imbecille, ti sei fatto prendere e mettere dentro per un anno. E da un anno vivo cos, senza lasciarlo di un passo, senza muovere un dito, perch per fare quello che penso di fare, occorre essere irreprensibili. Quando si crede all'assassinio di un marito, chi si cerca subito? L'amante della moglie. Se provato che non ne ha, se tutti i vicini testimoniano di una vita coniugale esemplare, la tesi del delitto cade, se non esistono prove. Ma sai che cosa vuol dire vivere cos quasi due anni? E in pi sentirti ripetere tutta la santa giornata che proprio grazie a voi che si sente bene? Oh! Quando mi dice cos... ho voglia di ammaz... (Si ferma bruscamente) Proprio cos. Allora tutto pronto, Kiki, ci siamo. Quando ti 'ho scritto ieri di venire, avevo gi iniziato la manovra. E ancora una volta, ricordati, non ti chiedo niente.

Kiki Ma come farai?

Arlette Non occupartene. Io sola prendo tutti i rischi, che sono grossi. Valgono del denaro. Potrebbero valere anche tutta la tua parte dell'eredit, ma io sono corretta. Se avr l'eredit di ottanta milioni, dovr pagare il trenta per cento di tassa di successione. Resteranno dunque cinquantasei mi-lioni. Quindici per te.

Kiki Quindici su cinquantasei? Sei diventata avara come lui!

Arlette Mi piace il denaro.

Kiki Sempre per il tuo ideale?

Arlette Gi.

Kiki Costa caro il tuo ideale.

Arlette La met sarebbe ventotto.

Kiki Dammene almeno venti!

Arlette Sei tu che... sistemi le cose o io? E la mia vita da due anni e mezzo? Il giochetto del matrimonio bene assortito? L'amicizia con la vicina che stupida da farla a fette? E le serate intere di conversazione sulla pesca? E i miei rischi di oggi? No. La differenza fra quindici e ventotto mia! D'accordo per quindici? Tanto non ti dar di pi.

Kiki Tutti i miei complimenti. Li sai fare davvero gli affari, tu. Non sei mia sorella per niente! Ti faccio tanto di cappello, sorellina! Ma non inzupparmi nella tua storia, intesi? Ricordati: io non ci sto!

Arlette Quando avrai in tasca i quindici milioni, s? Non c' mica male come cifra, vero?

Kiki Ma come farai?

Arlette Leggi i giornali.

Kiki Quando?

Arlette Domani!

Kiki Accidenti! (Corre via spaventato).

(Arlette va alla finestra e chiama : Signora D-pied! Signora D-pied! . Si sente una voce poco lontana, che risponde: Signora Lebeuf!).

Arlette Posso vederla un momentino, signora Despieds?

La voce Vengo, signora Lebeuf!

Arlette Vengo io da lei! .

La voce No. Un attimo solo e arrivo! Sto stendendo la biancheria.

Arlette Grazie.

(Mette a posto la bottiglia, i bicchieri, d una spolveratimi alla tavola, va in cucina e ritorna. Entra Giulia Despieds, la vicina, buona donna di casa, rosa e rotonda, piuttosto ossigenata, appetitosa e stupida).

Giulia Eccomi! Non ci ho messo molto!

Arlette Fa il bucato di domenica, signora Giulia?

Giulia Mio marito fuori fino a marted. Cos ne approfitto. (Ride sempre alla fine di ogni frase).

Arlette Non volevo disturbarla.

Giulia Disturbarmi? Ma un piacere, signora Lebeuf, far quattro chiacchiere per un momento. Anche lei vedova, signora Lebeuf?

Arlette Vedova?

Giulia Voglio dire: il signor Lebeuf certamente a pesca, come tutte le sere.

Arlette Ah, s!

Giulia Allora lei ha pi fortuna di me: non rester vedova per troppo tempo! (Ride) Due ore ogni tanto, ci si fa l'abitudine! (Ride) Ma io! Per lei, il matrimonio vuole almeno dire qualche cosa, signora Arlette, suo marito sempre in casa, insieme a lei. E si vede bene che non avete bisogno d'altro, per essere felici, voi due! Io, invece, con il mio viaggiatore! In casa solo di passaggio, il signor Despied! E quando gli mostro il broncio - lei sa bene che noi donne siamo fatte cos - mi dice: E se ti fossi maritata a un capitano di lungo corso?. Non lo avrei mai preso, fossi matta! gli rispondo. (Ride) Ah, questi uomini sono tutti gli stessi con le loro storie! Salvo il signor Lebeuf, naturalmente. Ecco la sua fortuna, signora Arlette. Qualche volta glielo dico proprio a mio marito: Prendi esempio dal signor Lebeuf! Guarda se lascia sola sua moglie un momento! e sa che cosa mi risponde : Non ho mica vinto il Gran Premio, io. (Gran risata).

Arlette Cosa?

Giulia Un modo di dire, no? Evidentemente non essere obbligati a lavorare per vivere, una gran bella cosa! Ma bisogna averne i mezzi, no? Mio marito ha ragione: non lo possono mica fare tutti. Ma non creda che ci metta della gelosia, dicendo cos, signora Lebeuf! Lo dico cos, per ridere! (Ride) Non sono gelosa di natura, io. Al contrario. Vede, la felicit degli altri mi fa piacere. Soprattutto quando si tratta di vicini come voi, signora Lebeuf, sempre gentili, affabili e questo sul serio, niente affatto rumorosi! proprio quello che dico sempre io: la felicit non fa rumore! Vero? A casa mia invece rumore se ne fa tanto, ma sono i bambini e si pu dire che ancora della felicit, no? Occorre di tutto per fare un mondo, vero? Ah la vita... la vita!... Ma io chiacchiero, chiacchiero, mentre lei che vuol dirmi qualcosa, vero, signora Lebeuf?

Arlette S. Ecco qua, signora Despieds. un piccolo consiglio che vorrei. Una cosa fra donne, beninteso.

Giulia Oh, per questo pu contare su di me, signora Arlette. Non sono mica una donna che parla a vanvera, io!

Arlette Lo so. Ed per questo che mi confido con lei.

Giulia Dica pure, signora Arlette.

Arlette Ecco qua. Sto aspettando il signor Percier. Lo conosce?

Giulia Il vecchio Percier? Quello che tutti chiamano il Satiro?

Arlette Ah s? Insomma l'ex allibratore.

Giulia Quello che si occupa di corse di cavalli, che gioca quel che ha in tasca e che cerca sempre diciannove soldi per fare un franco? Proprio lui? Il Satiro?

Arlette Non conoscevo il soprannome.

Giulia un vecchietto terribile con le donne! (Ride) Dico subito a Maria, la mia pi grandicella, di rientrare subito a casa. Perch, senza urtarla, signora Lebeuf, sembra che preferisca le giovanette, quel sudicione!

Arlette Non sapevo proprio!

Giulia Il signor Lebeuf suo marito, deve saperlo, lui! Le far una scenata di gelosia quando verr a sapere che il vecchio Percier venuto a trovarla durante la sua assenza! (Ride).

Arlette Proprio cos! Bisogna che non lo sappia!

Giulia Come? Lei mi fa paura, signora Lebeuf! (Ride).

Arlette Le spiego il perch. Fra qualche giorno la festa di mio marito. Cos vorrei fargli un bel regalo, ma veramente... molto bello. Vorrei fargli la televisione!

Giulia Ah! Capisco. Allora per un regalo! La televisione! E lui che sta sempre in casa! Chiss come sar contento!

Arlette Solo che l'apparecchio caro. E poi sa com', non si pu chiedere al proprio marito il denaro per comperargli un regalo. una questione di dignit.

Giulia Ma certo!

Arlette Allora ho pensato al vecchio Percier. Lui conosce bene i cavalli e le corse. Se gli d la met di quello che ho messo da parte e gliela faccio giocare domani, e se vinco, posso comperare a mio marito la televisione! E perci le chiedo se conosce bene il vecchio Percier e se mi posso fidare di lui. Perch se non fosse onesto, non ci penserei pi e da cosa finirebbe l.

Giulia Gi... gi... gi... molto delicato, signora Lebeuf, quello che mi chiede! Che sia disonesto con le donne, nel senso che dico io, non vorrebbe dire che lo sia nel senso che dice lei! E davvero non posso dire che abbia la riputazione di essere disonesto in quel senso. Quel che tutti sanno che gioca ogni momento e che ha sempre bisogno di denaro! Questo tutti lo sanno. Il suo denaro, signora Lebeuf, pu non essere rubato, ma perduto. Ecco.

Arlette Allora crede che non sia prudente? Anche io me lo dicevo, sa? Adesso che avevo preso l'appuntamento con lui, esitavo. per ci che ho voluto vederla e consigliarmi con lei, avere un parere ragionevole. Io so che lei, signora Despieds, non farebbe mai una stupidaggine.

Giulia Insomma, francamente... in questo caso sarei prudente, vede, signora Lebeuf. Sarei prudente. Mi spiace di darle una piccola delusione...

Arlette Lei ha proprio ragione. Che stupida idea! Ma dopotutto non ha molta importanza. Metter a posto le cose!

Giulia Con prudenza...

Arlette Gli dir una cosa qualsiasi e mi scuser del disturbo. (Fuori dalla finestra si scorge il vecchio Percier).

Giulia Eccolo! Presto! La mia figliola! Che non la veda nemmeno! Corro!

Arlette Grazie, signora Despieds!

Giulia Di niente, signora Lebeuf. Arrivederci presto!

(Esce. La si vede incrociare con dignit Percier all'esterno. E subito dopo la si sente gridare: Maria! Torna subito a casa! Ti dico di rientrare subito! Maria! Maria!.

Arlette Entri pure, signor Percier!

(Percier entra. un settantenne di piccola statura, come quella di un fantino, l'occhio vivo e furbo).

Percier Buonasera, signora Lebeuf.

Arlette Devo averla sorpresa, stamane, quando l'ho fermata, signor Percier, nevvero? Ci si conosceva appena di vista, nulla di pi, vero? E chiederle addirittura di venire a trovarmi!

Percier Sono felice di conoscerla meglio, signora. Il signor Lebeuf sta bene? Non in casa?

Arlette No.

Percier Ah...

Arlette a pesca. Tutte le sere, al tramonto, va a pesca. E nel posto pi deserto! Alla macchia, sa? L dove non c' mai nessuno. un uomo calmo, lui. Non come lei, sempre nella febbre delle corse! (Arlette va a chiudere la porta. Lui la segue attento con gli occhi) Lei deve conoscere mio fratello, che un grande amatore di corse anche lui. Cristiano Reger: Kiki.

Percier Kiki? Il piccolo Reger? Lei la sorella di Kiki Reger, signora Lebeuf? Ah, come curiosa! Certo che lo conosco, e come! Sta... bene? un pezzo che non lo vedo... direi circa...

Arlette Un anno.

Percier Eh, s... Ha sue notizie?

Arlette L'ho visto poco fa.

Percier Ah, ...

Arlette L'altro ieri.

Percier Ah, meglio cos. Aveva commesso un'imprudenza, quel ragazzo! E io l'avevo messo in guardia! Si pu far tutto... ma nelle regole! Sono cos imprudenti, questi ragazzi!

Arlette Ogni et ha le sue debolezze! Non vero?

(Lui la guarda e abbozza un impercettibile sorriso).

Percier Non pensavo davvero, venendo qui, chemi sarei trovato in famiglia...

Arlette Visto? Un bicchierino di qualcosa, signor Percier?

Percier Volentieri.

Arlette Sono una delle sue debolezze, i bicchierini?

Percier Alla mia et non rischio gran che. E in fondo, fatti i conti, i bicchierini per me sono meno pericolosi di ogni altra cosa.

Arlette Cos' pericoloso per lei?

Percier Oh, a dire la verit, non rimane quasi pi niente!

Arlette la bella et, insomma. Ci si pu pagare tutto quello che si vuole, tutto quello che fa piacere!

Percier Talvolta, s.

Arlette Uno specialista come lei deve guadagnare sempre alle corse, vero?

Percier Beh... Proprio sempre...

Arlette Ce ne vuole molti, vero? Quando si hauna passione come quella, costa cara! L'ho visto con Kiki, io.

Percier Costa... costa... (Piccola pausa).

Arlette (bruscamente) Mio fratello mi ha detto che lei aveva bisogno di denaro, signor Percier.

Percier (bruscamente) Lo sapeva gi?

Arlette (sorpresa) Supponeva...

Percier vero. Ho preso un bagno l'altro giorno a Saint Cloud con Amarilli secondo. S' fermato a cento metri dal palo, quel brocco! E io l'ho giocato vincente!

Arlette Denaro preso in prestito?

Percier Per forza!

Arlette proprio seccante. Alla sua salute, signor Percier!

Percier Alla sua, signora Lebeuf! (Pausa).

Arlette Allora sto pensando a una cosa, signor Percier...

Percier S?

Arlette Se potessi farle un piacere in questo momento...

Percier S.

Arlette Le farebbe molto comodo?

Percier Ah, s!

Arlette Duecentomila? Andrebbe bene?

Percier Altro che bene... ma...

Arlette Naturalmente anch'io ho bisogno di un piacere.

Percier Ah, ma subito, subito, che diamine, cara signora Lebeuf! A una graziosa donnina come lei non si rifiuta nulla, soprattutto dopo un gesto come il suo tanto generoso.

Arlette Si tratta di un grosso piacere.

Percier Qualsiasi cosa, cara signora. Non ha che da chiedere.

Arlette Gi. (Piccola pausa) Un piacere che meriter anche un versamento pi importante. Dopo.

Percier Ah. S?

Arlette S.

Percier Un grosso piacere? (Breve pausa).

Arlette In fondo le signorine, le minorenni, signor Percier (sguardo di lui) sono ancora quello che c' di pi pericoloso, no? Lo diceva proprio lei poco fa: S pu far tutto! ma "nelle regole!". Con le ragazze imprudente, perch possono parlare, un giorno o l'altro... Mentre qualcuno che non sa nuotare, che va a pescare sulla riva della Senna e scivola d'un tratto nell'acqua - per accidente - non potr davvero mai parlare! Non si sapr mai come caduto nell'acqua. Soprattutto se va a pesca in un luogo discreto, dove non va mai nessuno. E non c' l'ombra di sospetti possibili su qualcuno che conosce appena lo scomparso. Perch lo si sospetterebbe? Non c' possibilit di collegamento. Soprattutto se una vicina potesse testimoniare in caso di necessit, che all'ora della disgrazia il presunto colpevole si trovava proprio a casa dello scomparso. (Pausa) Qualcuno passeggia dietro il pescatore... lo guarda pescare. L'acqua in quel posto pi profonda che altrove. Nessuno. Una ginocchiatina nella schiena. tutto. E il passante scompare a sua volta. Dopo tre secondi non c' pi nessuno sulla riva. N il passante, n il pescatore. (Pausa) Duecento subito. Cinquecento pi tardi. (Lunga pausa).

Percier Suo fratello?

Arlette Nessuno sa. Noi due. Per il denaro che le d, ho gi un alibi. E nessun ricatto possibile fra noi due, perch solo a me si crederebbe. (Percier la guarda) La mia esistenza esemplare. Non mi piacciono i minorenni. (Pausa) Il sole scende. il momento in cui il pesce morde.

Percier (alzandosi) Le donne graziose hanno idee... da donne graziose, talvolta, signora Lebeuf!

Arlette Le idee delle donne sono talvolta pi precise di quelle degli uomini. No?

Percier Forse vero! (Arlette prende i biglietti nel cassetto e glieli consegna).

Arlette E anche meno pericolose!

Percier Ma... spinte!

Arlette la nostra forza, signor Percier. La far passare dalla cucina. In tal modo lo hanno visto entrare, ma non uscire. Non si sapr mai con esattezza quanto rimasto qui. una misura di pi.

Percier Ancora non posso credere che lei proprio la sorella di Kiki. Gli far i miei complimenti! In tempi normali lo vede spesso?

Arlette Non molto. (Arlette va verso la porta).

Percier Peccato! I suoi consigli potrebbero fargli del bene!

(Percier esce, dopo un corretto baciamano. Arlette sola, corre allo specchio, si guarda, trova un merletto nero e se lo prova, con movenze da vedova).


ATTO SECONDO

La stessa scena. Verso le sei di sera. Arlette, sola in scena, nervosa e inquieta. Getta uno sguardo sull'orologio e mormora.

Arlette Quattro giorni! Quattro giorni!... Dovrebbe essere tutto finito, ormai!

(Poi sente dei passi sul ballatoio esterno. Ha un breve scatto e va a mettersi in un angolo d'ombra a destra, di fronte alla porta d'ingresso, rimasta semiaperta. Entra Kiki).

Kiki Sei sola?

Arlette (delusa e sollevata nella sua attesa angosciosa) Ah! Sei tu! S, sono sola. Ma che vuoi?

Kiki Che voglio? (Chiude la porta) Notizie!

Arlette Aspetto qualcuno che pu arrivare da un momento all'altro. Ho pensato che fosse lui quando ho sentito dei passi fuori. Al minimo rumore fili in cucina e di l in cantina e ti ci nascondi finch non avrai sentito il nostro fischio. (Fischietta dolcemente) Capito?

Kiki O.K. Meglio tener pronta anche questa. Uscir pi presto. (Apre la porta della cucina) Allora? Racconta! fatta?

Arlette Credo di s.

Kiki Credi! Domenica m'hai detto: Leggi i giornali di domani!. Luned ho sfogliato tutte le edizioni. Niente. Marted nemmeno. Ho ancora aspettato ieri. E oggi vengo a vedere che succede. Non hai mica fatto un buco nell'acqua?

Arlette Ti dico di no.

Kiki Non sapevo pi che pensare! Ti vedevo gi che ti passavano a 'brusca e striglia in camera di sicurezza, mentre il milionario superava un bel coma all'ospedale. Ma come hai fatto? Sputa. Non vedo l'ora di perdere mio cognato e di sapere come l'ho perso!

Arlette Conosci il vecchio Percier, vero? Lui m'ha detto che ti conosce.

Kiki Il Satiro?

Arlette S.

Kiki Figurati. Se sono stato un anno all'ombra credo che sia proprio per colpa sua.

Arlette Per colpa sua?

Kiki Magari non l'ha fatto apposta. Ha fatto una fesseria, che ricaduta su di me! Dopo era troppo tardi, non potevo spifferare pi niente. Ma se avessi parlato, forse non sarei stato io ad andare dentro.

Arlette Non ci si pu fidare di quel tipo?

Kiki Fidare! Non ho detto che non sia regolare. Dico che nei miei confronti ha agito come un porco e sono stato io a sorbire la bibita. Ormai me ne infischio. E perch me lo chiedi? Non mica lui l'incaricato...

Arlette S. Perch? Ho fatto male?

Kiki Gli hai chiesto che ti desse una mano?

Arlette S.

Kiki Ma... che mano?

Arlette Quel che c'era da fare.

Kiki Fornitura completa?

Arlette S.

Kiki Ma dove? Come?

Arlette Al posto solitario dove Sebastiano va sempre a pesca. Solo una ginocchiatina nella schiena. Sebastiano non sa nuotare. Era il sistema pi semplice.

Kiki E lui c' stato?

Arlette S.

Kiki Pezzo di carogna.

Arlette Duecentomila subito. Cinquecento dopo.

Kiki Settecento in tutto?

Arlette S.

Kiki Dove vanno a finire i milioni della mia parte!

Arlette Ma l'idea era mia!

Kiki Non te le paghi mica male le idee, tu!

Arlette Quella valeva molto.

Kiki un'idea che finora, se capisco bene, non ha funzionato. Perch non me ne hai parlato l'altro giorno? Ti avrei detto che col Satiro tutto non va liscio come l'olio.

Arlette Perch?

Kiki Perch non il tipo da affibbiare ginocchiate ai pescatori.

Arlette Ma se non ha nemmeno discusso.

Kiki Era domenica?

Arlette Dopo che sei andato via.

Kiki Buonanotte! Quello se n' andato alle corse e ha giocato tutto. E poi? Che altro hai combinato?

Arlette Ieri venuto a chiedermi ancora centomila franchi...

Kiki E ti ha detto che senza quelli non se la sentiva pi?

Arlette Gi.

Kiki L'avrei scommesso! Ti far il colpetto per quindici giorni!

Arlette Allora come dicevo: non regolare!

Kiki Ma s che regolare! Solo che se ha bisogno di soldi, sa dove trovarli. Vedrai come te la far lunga!

Arlette Ho parato il colpo.

Kiki Ah s?

Arlette Ha una debolezza marcata per le donne...

Kiki Gli hai lasciato sperare qualcosa?

Arlette C' sempre modo di far credere chiss che a un uomo e al momento opportuno si pu cascare dalle nuvole e addirittura offendersi. Soprattutto con uno della sua et.

Kiki Complimenti!

Arlette Giuoco il tutto per tutto.

Kiki E allora? Adesso?

Arlette Adesso dovrebbe essere tutto fatto. Aspetto. Quando sei venuto, ho creduto che... (Bruscamente) Fila! Eccolo! Presto!

(Kiki scomparso in un secondo. Fuori si visto passare qualcuno in tromba. Sebastiano che entra, bagnato fino alle ossa. Arlette con un grido) Sebastiano! Sai nuotare?

Sebastiano Che diavolo stai dicendo? Lascia! Non toccarmi. Asciuga per terra piuttosto. Vado a cambiarmi. Torno subito. Resta qui!

(Arlette rimane inchiodata. La porta della cucina si apre con prudenza. Kiki mostra la testa).

Kiki(a mezza voce) Ma che succede?

Arlette (come se avesse ricevuto una mazzata) Aveva sempre detto che non sapeva nuotare. lui che mi uccider, adesso.

Kiki (a bassa voce) Che t'avevo detto? Credi proprio che si possa far fuori la gente cos? Sarebbe troppo facile! Non esisterebbe pi un pescatore in Francia, povera scema! E avrai anche una bella pubblicit sulla prima pagina dei giornali! A ca-ratteri belli grossi, vedrai! Ti sei messa in un bel pasticcio! E pensa un po' lui, come avr trovato logico che un tizio abbia tentato di buttarlo nella Senna alle sei di sera! Si pu essere cretini quanto vuoi, ma certi trucchi non si mandano gi!

Arlette Che diavolo ho combinato, Kiki! Che hai combinato! Che hai combinato!

Kiki Che t'avevo detto? Per mettersi ad assassinare la bisogna avere un altro stomaco. Sei ancora piccola per questo genere di sport! Voi donne ci fate ridere, immaginate sempre che siete pi forti di noi e poi... eccole l! Se ne esci da quest'affare, anche tu hai vinto la lotteria!

Arlette Passami lo straccio che in cucina.

(Kiki scompare un attimo e torna con scopa e straccio. Arlette si mette ad asciugare).

Kiki sempre utile aver qualcosa in mano. Ti puoi difendere. Eccolo!

(Kiki scompare di colpo. Arlette ascolta i passi pesanti di Sebastiano sulla scala. Si mette vicino alla porta di fondo, quando Sebastiano rientra).

Arlette Ma che t' successo, Sebastiano? Sei caduto in acqua?

Sebastiano Caduto? Ah! Me ne ricorder per un pezzo! Dammi un cognac.

Arlette Racconta! Ti sei asciugato bene? Perch non hai voluto che salissi con te? (Lo serve) Sei caduto in acqua? cos?

Sebastiano No! Non sono caduto in acqua! No! qui che ti voglio! Non sono affatto caduto in acqua! Niente affatto caduto in acqua!

Arlette No?

Sebastiano Conosci il vecchio Percier? Quello che la gente chiama il Satiro?

Arlette Beh... mi pare... Perch?

Sebastiano Come lo conosco io, insomma!

Arlette Ma s. Perch?

Sebastiano Ero seduto, come tutte le sere e stavo pescando. Lo vedo venirmi accanto. Buonasera. Buonasera. Quando sto pescando, non mi va di chiacchierare. Avevo messo due lenze, una a destra e una a sinistra, e le avevo fissate con delle pietre. Al centro avevo calato la terza e sorvegliavo i tre sugheri. Figurati se mi andava di chiacchierare! Quello si mette l, piantato, a guardare. Per un pescatore scocciante. come se fosse un pittore e la gente guardasse sopra le spalle in che modo sta dipingendo. lo stesso. Bene. Non dico niente. Lui nemmeno. Poi ecco che si mette proprio dietro a me.

Arlette E perch?

Sebastiano Gi! Perch? Quando... ma guardami bene, perch tu possa capire esattamente quello che successo. Dunque, io stavo qui seduto a terra. E lui dietro a me. Stavo per voltarmi e mandarlo al diavolo, quando il sughero della mia lenza sinistra ha una scossa formidabile. Mi appiattisco verso la lenza e nello stesso momento ricevo un colpo alla gamba, sento un grido, e pluff! Un tuffo! Guardo! Il Satiro che si infila in acqua dopo essermi passato sopra e che si mette a gridare: Aiuto! Non so nuotare!. Nemmeno io, rispondo. Per fortuna avevo una corda! Gliela tiro. L'afferra e lo porto a riva. Ma la riva era troppo alta e allora risalgo la corrente con Percier appeso alla corda che gridava : Non mi lasci andare, signor Lebeuf ! Non so nuotare! Mi salvi!. E io. Ho visto! Ma perch s' buttato disotto, pezzo d'animale?. (Arlette ride) Vero? (Anche Sebastiano ride) Aspetta. Non finita! Cos lo tiro, rimontando la corrente verso un posto dove la riva pi bassa. Riesce a toccare fondo. L'acqua gli arriva alle ginocchia. Mi chiede ancora aiuto. Il fondale era basso e sono sceso. Quando gli sono stato vicino, mi salta al collo per ringraziarmi, quell'idiota! e caschiamo tutti e due seduti nell'acqua. Mi rialzo. Mi risalta addosso. E gi vedevo la morte per colpa dei ringraziamenti di quell'imbecille! Allora gli ho rifilato un ceffone e gli ho gridato: salvo! Ha finito di rompermi le scatole?. Mi ha guardato con un'aria idiota, l'ho preso per un braccio e l'ho portato al secco. Ma che razza di imbecille. Per ringraziarmi voleva mettermi a ogni costo la testa sott'acqua!

(Arlette presa da una risatina nervosa)

Eh? Che storie! Ma una cosa non la dimenticher mai: il volo di quel cretino sopra di me!

(La risata di Arlette scoppia fragorosa, feroce e convulsa)

Mi abbasso e lui pluff!

(La risata aumenta).

Arlette Fa' vedere! Fa' vedere come hai fatto!

Sebastiano Ecco, guarda. Guarda! (Si siede per terra) Io sono qua. Mettiti dietro a me. Ma proprio dietro. Conta uno, due, tre: vedrai!

(Arlette non ride pi. La si vede che si prepara a dare la ginocchiata prevista) Conta!

Arlette Uno... due... tre!

(Nel momento in cui Arlette fa il gesto, Sebastiano si appiattisce verso la sua sinistra: lei passa sopra a lui e si abbatte in avanti in uno scoppio di risa acuto. Anche lui ride).

Sebastiano Hai visto? Hai visto il tuffo? Il volo planato? (Ridono tutti e due, seduti a terra) Una volta a riva, ci siamo messi in cammino per cambiarci. Che figura quando attraversavamo il paese! Lui non faceva che dire a tutti quelli che incontrava: Sono stato per affogare! Il signor Lebeuf m'ha salvato!. Fu allora che gli chiesi perch aveva fatto il salto sopra di me.

Arlette Eh gi, davvero! Perch?

Sebastiano Ha detto che stato il mio movimento brusco a sinistra che ha provocato in lui come un riflesso. Ha dovuto credere che stessi per cadere e istintivamente si gettato in avanti per cercare di afferrarmi. E siccome era quasi attaccato a me, senza volerlo, gli ho fatto lo sgambetto ed stato proiettato in avanti. Non c' d'altronde altra spiegazione.

Arlette Certo. Non ne vedrei un'altra!

Sebastiano Ha fatto un volo di rondine e: pluff! (Nuova risata secca e breve) Non era proprio in programma un bagno, stasera! Per fortuna che avevo quel pezzo di corda!

Arlette Davvero!

Sebastiano Sarebbe annegato sotto i miei occhi! Che avrei potuto fare? Ci sono cinque metri di fondale in quel posto e, ripeto, io non so nuotare!

Arlette Era proprio quello che credevo!

Sebastiano Quando sono arrivato, poco fa, proprio quello che hai gridato. Sebastiano! Sai nuotare!.

Arlette Io? Ho detto cos?

Sebastiano Sembravi fulminata!

Arlette Mettiti al mio posto! Ti vedo entrare... come qualcuno che esce appena dall'acqua, quando so che non sai nuotare... Allora... s... Ero sbalordita e, forse, ho gridato: Sai nuotare?.

Sebastiano No, non forse! Ne sono sicuro!

Arlette Eh beh... s! Mi pare logico!

Sebastiano Certo che logico. E intanto, con questa storia, il pesce che aveva abboccato se ne sar andato per i fatti propri. A meno che non stia ad aspettarmi! Ci vado subito, ciccina mia. Ho la- sciato l le mie lenze e vado a riprenderle. Che ore sono? L'orologio sistemato! Ho guadagnato la giornata! A proposito, di' un po'. Oggi il quarto giorno!

Arlette Che quarto giorno?

Sebastiano Per i duecentomila franchi. Stasera devi rendermeli! inteso?

Arlette S, s.

Sebastiano E non ti faccio domande!

Arlette Inteso.

Sebastiano Credo alla tua parola, non dimenticarlo! Li hai?

Arlette Li ho.

Sebastiano Allora perch non me li rendi subito?

Arlette Non scappano mica via di qui a stasera!

Sebastiano Ma s, ciccina mia, me li darai stasera. Potr ancora pescare per un'oretta, eh? Torner alle otto.

Arlette Non hai preso freddo?

Sebastiano No, no. Oh! Figurati! Un bagno dopotutto! Non si muore mica per un bagno, d'estate.

(Sebastiano esce. Arlette lo segue guardando dalla finestra. Chiude la porta, apre quella della cucina. Si trova faccia a faccia con Kiki).

Kiki (ridendo) stato Percier a finire in acqua!

Arlette Bel lavoro!

Kiki Che bestia! Fosse stata una ragazza di quindici anni, non l'avrebbe mancata! E la vittima andato anche a salvarlo. Un vero successo! Ho l'impressione che dovrai rifare i tuoi piani e trovare qualche altra cosa. Se oso dire, siamo al punto morto! Spero che non ti metterai a immaginare un altro mezzo. Questo, cos com', ha l'aria conclusiva.

Arlette Hai duecentomila franchi in tasca, Kiki?

Kiki Sei pazza?

Arlette Te lo chiedo.

Kiki Ma come vuoi che abbia duecento biglietti?

Arlette So che puoi averli. Puoi anche non averli pi fra due ore, ma puoi averli.

Kiki Non dico di no.

Arlette Li hai?

Kiki No.

arlette Non mi stai raccontando delle storie, Kiki? Mi trovo in un momento difficile. Ho tempo fino stasera. Ho bisogno di duecentomila franchi fra un'ora.

Kiki Chiedi a Percier di renderteli.

Arlette Fa' il piacere! Da tre giorni non ha pi un soldo! E poi sta a casa sua, Percier, a frizionarsi. Tu invece li hai!

Kiki Ti dico di no!

Arlette Kiki, li hai! Non fare il porco!

Kiki E tu? Con l'affaruccio dei quindici milioni invece dei ventotto?

Arlette Quando si scappa in cantina se c' pericolo, allora che si merita un premio? Li hai in tasca duecentomila franchi. Ti riabiliterai dalla tua vigliaccheria. Perch, dandomeli, questa volta mi salvi.

Kiki Venti milioni invece di quindici? Va bene?

Arlette Vedi che li hai, mascalzone.

Kiki Venti invece di quindici.

Arlette Mi fai senso!

Kiki Venti?

Arlette D'accordo.

Kiki Parola?

Arlette Parola. (Kiki tira fuori il denaro).

Kiki Sei fortunata. Ieri sera ho vinto al poker. (Glielo d. Si sente bussare all'uscio).

Arlette (terrorizzata) Rieccolo! Stavolta ha capito tutto!

Kiki Accidenti! Stavolta me ne vado sul serio!

(Kiki fila via in un secondo. Arlette apre. Percier entra: ha un aspetto misero).

Arlette Guarda chi c'! Mos salvato dalle acque!

Percier (con umilt) Ha saputo?

Arlette Gi.

Percier L'ho visto ripassare cinque minuti fa -tornavo dall'essermi cambiato - e allora mi sono detto: Dal momento che torna a pescare, ho il tempo di fare un salto dalla signora Lebeut e spiegarle....

Arlette So gi tutto. Ma che si crede una rondine, lei? Vola? Non ho potuto fare a meno di ridere ascoltando il racconto delle sue gesta!

Percier Io mi sono divertito di meno. In generale il cavallo che rifiuta l'ostacolo. Nel mio caso stato l'ostacolo che ha rifiutato me.

Arlette E lei da quel puro sangue che , ci si buttato a capofitto!

Percier Per fortuna c'era una corda! L'assicuro che fanno una brutta impressione, signora Lebeuf, cinque metri di fondo quando non si sa nuotare!

Arlette venuto per dirmi questo?

Percier beh... insomma... s!

Arlette E allora? Adesso? Crede che siamo pari?

Percier Ho rischiato di restarci, io!

Arlette Non dico di no. Ma deve confessare che proprio il contrario di quello che si voleva!

Percier Anche questo vero.

Arlette E lei stima che questo colpo fallito nel ridicolo... valga quanto, signor Percier?

Percier Quanto? Come?

Arlette Quanto valuta il suo tuffo?

Percier Ma...

Arlette Non vorr mica arrivare a duecentomila franchi, vero?

Percier difficile fare una cifra, non le sembra?

Arlette Le ho detto ieri che stasera avrei dovuto rendere i duecentomila franchi. Glielo ho detto?

Percier Ho capito. perci che oggi...

Arlette Allora? Il colpo fallito, me li renda!

Percier Ma signora Lebeuf...

Arlette Non pu?

Percier Certo che non posso! Ho sempre bisogno di denaro, signora Lebeuf! Creda, per essere arrivato ad accettare quello che mi ha proposto, bisogna avere una terribile necessit di denaro! Guardi, per provarle che lei una di quelle donne che si sognano e per le quali si farebbero delle follie! - s, graziosa e attraente signora Lebeuf! - voglio dirle... se le cose non fossero andate come sa, ricomincerei! S, dopo quello che mi ha lasciato intendere ieri... sarei capace di ricominciare... Quello che fallito una volta, pu riuscire una seconda. Il principio rimane valido!

Arlette Quando? Quando ricomincerebbe? Anche subito?

Percier Come subito?

Arlette S! Subito! Il miglior momento subito! Lei caduto in acqua, il che vuol dire che si pu cadere in acqua! Vi hanno visto tornare a casa fradici tutti e due e lei ha gridato a destra e a manca che era stato salvato da Sebastiano. Se entro un'ora da questo salvataggio, mio marito cadesse in acqua a sua volta, questo potrebbe solo apparire come una disgrazia e una coincidenza incredibile, ma non altro! Chiunque, a rigore, potrebbe essere sospettato, chiunque, salvo lei perch stato salvato da mio marito un'ora prima! Nessuno potrebbe immaginare una cosa simile, via! Il piccolo rischio che lei ha corso poco fa, non lo correrebbe nemmeno pi. E dopo quanto accaduto, che cosa ci sarebbe di pi normale che ritornare laggi, accanto a lui, col pretesto di esprimergli ancora una volta tutta la sua gratitudine?

Percier Ma non posso, signora Lebeuf!

Arlette Ma s che pu e che lo far, Percier! La sola cosa importante quella che ha detto proprio lei poco fa: Il principio rimane valido! proprio vero, Percier. E allora bisogna ricominciare! Presto! E questa volta, riuscire!

Percier Ma il mio salvatore, signora Lebeuf!

Arlette Per me mio marito, signor Percier! Capisce che vuol dire? Dovrebbe gi essere morto, e invece ritorna a casa come se non fosse accaduto nulla! Ci sono dei limiti alla resistenza di una donna! Quindi torni subito al fiume, Percier, e riesca! Avr ancora duecentomila franchi per lei.

Percier Duecentomila franchi? Quando?

Arlette Quando m'avr assicurato che tutto fatto.

Percier Li ha gi?

Arlette S.

Percier Allora pu renderglieli!

Arlette Se non torner stasera, non dovr pi renderglieli. Saranno suoi. (Bicchierino di cognac) Andiamo, presto! Si dia un po' di coraggio. Ho duecentomila franchi per lei in questo cassetto.

(Percier beve. Una pausa).

Percier Vado.

Arlette Finalmente!

Percier Me li dia subito!

Arlette Ah no! Stavolta glieli dar dopo.

Percier Subito! Mi daranno coraggio! (Si serve ancora un bicchierino) Con quest'altro bicchierino!

Arlette inteso? Ci va? Presto! Ha appena il tempo...

Percier Me li dia. Me li dia subito!

Arlette Li prenda. Finiamola. (Gli d il denaro) Forse sono pazza a giocare il tutto per tutto. Ho fiducia in lei. Stavolta so che riuscir.

Percier Torner per dirle che fatta. Lei la pi forte, signora Lebeuf! Torner! (Esce).

Arlette Quant' difficile ammazzare la gente!

(La luce va gi per marcare un passaggio di tempo).

(Arlette in scena. Sovreccitata, entra la signora Despieds).

Giulia Posso entrare, signora Lebeuf? Che cosa ho saputo! M'hanno detto che il signor Lebeuf avrebbe salvato il vecchio Percier e che sarebbe caduto nella Senna anche lui! Che storia! L'ha visto suo marito? Come sta? sano e salvo almeno?

Arlette S, s, signora Despieds, sta benissimo. Non successo niente!

Giulia Ah, meno male! Ho avuto un tuffo al cuore, quando me l'hanno detto! Tanto pi che m'hanno raccontato la storia alla rovescia. Vede com' la gente! M'hanno detto: Il signor Lebeuf sta tranquillamente pescando. Ha una vertigine e cade in acqua!. Noti che questo sarebbe stato davvero un dramma e che avrebbe potuto succedere. no? Il Satiro si trovava a passare di l - e non c' bisogno di sapere che cosa facesse e chi cercasse quello sporcaccione da quelle parti! - l'ha visto cadere e senza saper nuotare riuscito a tirarlo fuori dall'acqua!. Io ero stupefatta! Mi dicevo: Il Satiro non persona da salvare qualcuno che sta annegando! Non possibile! Non si insieme satiri e salvatori, andiamo! Soprattutto non sapendo nuotare! Come avrebbe potuto lui, che ha l'aspetto di un vecchio cammello, tirar fuori d'acqua il signor Lebeuf, che un cos bell'uomo?. E poi m' stata detta la verit! stato il signor Lebeuf che l'ha salvato! Proprio cos!

Arlette S, s. Proprio cos.

Giulia Perbacco! Stavolta capisco! Cos cambia tutto!

Arlette Noti che anche mio marito non sa nuotare!

Giulia S, ma un cos bell'uomo.

Arlette La fortuna stata che mio marito, coi suoi arnesi da pesca, avesse anche una corda.

Giulia E la fortuna per Percier stata che il signor Lebeuf abbia voluto tirargliela! Non per togliere a suo marito il merito del gesto, le giuro che se avessi io visto il Satiro in procinto di annegare, eh beh... non sono cattiva, ma un simile vizioso, solo a sentirlo nominare!... L'avrei lasciato annegare ben bene, glielo assicuro! Ah, s, s! Gli avrei gridato di andare a cercare qualche ragazza in fondo all'acqua! Almeno non si sentirebbe mai pi parlare di lui! Che liberazione! Il signor Lebeuf naturalmente ha fatto il suo dovere: un uomo doveva tentare di salvarlo! Ma una donna! Una madre che ha delle figlie! Gliel'assicuro, l'avrei lasciato gorgogliare fino alla fine! Mi dir che sono crudele, eh? Ma che vuole, il vizio mi ripugna! Insomma, l'importante che il signor Lebeuf sia sano e salvo, vero?

Arlette Ma certo! D'altronde, vede, quanto accaduto non l'ha nemmeno scosso! venuto a cambiarsi ed uscito di nuovo a pescare!

Giulia Si pu dire che per lui la pesca un vizio! (Ride) Ma un vizio che non fa male a nessuno, no? (Ride) beh, allora vado. Oh! ma dica! Oggi la sua festa!

Arlette La mia?

Giulia No. Di suo marito.

Arlette Eh? Ah s!

Giulia Gli ha preparato la bella sorpresa?

Arlette S, s...

Giulia Oh! Sono certa che adesso sar contenta di non aver dato i denari a quel vecchio disgustoso! Pensi! Non li avrebbe rivisti pi, signora Lebeuf! Mai pi! Glielo dico io!

Arlette Gi! Ma bisogna che mi sbrighi! Non ho ancora messo in tavola.

Giulia S, si... la lascio. Non ci faccio la muffa io, si figuri! Faccia presto! Chiss con che bella fame arriva il signor Lebeuf, dopo il bagno! (Ride) Arrivederci, signora Lebeuf! (Esce sbuffando, ridendo).

(Arlette verifica l'ora, poi chiude gli scuri della finestra di fondo. Si mette in ascolto, sospira, prende macchinalmente due piatti, li dispone sulla tavola, sirende conto che sono due, ne riporta uno nella credenza. Poi nervosamente toglie anche quello dalla tavola e lo rimette nella credenza. Poi va in cucina. Sebastiano entra tranquillamente. Mette a posto le sue lenze. La porta della cucina si apre. Arlette sorpresa grida e lascia cadere un vassoio che ha in mano).

Sebastiano Ehi! Ehi! Ma che ti prende?

Arlette Sei qui?

Sebastiano Beh... Mi pare di s. (Ride) Mi guardi come se fossi un fantasma!

Arlette Ah questa!

Sebastiano (ridendo ancora di pi) Sono io che dovrei dire: Ah, questa!. Lasci cadere i piatti quando rientro a casa come se fossi un disperso di guerra che appare dieci anni dopo!

Arlette M'hai fatto paura! Non t'avevo sentito entrare! M'hai fatto paura, no?

Sebastiano Ho visto! (Ride) Ma non bisogna spaventarsi cos, ciccina mia! Non mica il Satiro cheviene a violarti! Tranquillizzati: non sono che io. La prossima volta, tornando a casa, agiter un campanello e grider: Attenzione! Eccomi di ritorno!. Ma c' una luce sinistra, qui! (Accende la luce) Mi pare di trovarmi in una tomba!

(Arlette si versa un bicchierino d cognac che beve d'un fiato)

Ehi, ehi! Ti sei messa ad alzare il gomito, adesso?

(Arlette ha una piccola risata nervosa).

Arlette Ne vuoi? (Lo serve e gli tende il bicchiere).

Sebastiano Beh, il bicchierino dell'amicizia, per farti piacere!

(Anche Arlette si nuovamente servita e tracanna in un batter d'occhio un altro bicchierino. Sebastiano la ferma)

Ehi! Almeno bevi con me! (Batte il bicchiere con lei e tracanna d'un colpo) Ah, perbacco! Eccomi marito di un'ubria-cona! Parigina, ma spugna! Adesso capisco perch non hai ancora apparecchiato! Alla salute! Eh! Piano! Bastano due cognac prima di cena, senn ti metti a ballare il cancan e io non me la sento di farel'equilibrista per riacchiapparti, dopo il tuffo di oggi, Ah, di', a proposito. Sai che tornato?

Arlette Chi?

Sebastiano Il Satiro!

Arlette Ah s? E dove?

Sebastiano L dove stavo pescando!

Arlette Ah, tornato?

Sebastiano S.

Arlette Ma che voleva? Una lezione di nuoto? (Ride falso).

Sebastiano Se avesse voluto divertirsi a fare ancora un tuffo, avrei lasciato che se la cavasse da solo! Che sanguisuga!

Arlette S' ancora venuto a mettere alle tue spalle?

Sebastiano No. Stavolta s' seduto.

Arlette Dietro di te?

Sebastiano No. Accanto. S' messo a chiacchierare. Quello crede che si vada a pesca come al caff e che si possa chiacchierare tranquillamente. Ho l'impressione che si sia rimesso dal bagno con qualche bicchierino. Puzzava di alcool. Voleva assicurarmi della sua riconoscenza. Per la vita e per la morte! diceva. Pensa quanto gliene frega al pesce della riconoscenza umana! Sente parlare e gira al largo, il pesce! E io a dirgli che andava bene, ma che tacesse. Lui taceva per due minuti e poi ricominciava con la riconoscenza. E aveva una lacrimuccia nella voce! Che razza di tipo! A me non la conta giusta e ho l'impressione che a parte il gusto per le minorenni, debba anche avere qualche affare losco sulla coscienza.

Arlette Ah s? E perch?

Sebastiano Aveva bevuto e forse per questo che aveva voglia di confessarsi. In vino veritas. Sai con che se n' uscito d'un tratto? Se le dessero del denaro per uccidere qualcuno, che cosa farebbe lei, signor Lebeuf?.

Arlette Ma no?! pazzo?

Sebastiano Proprio cos. L'ho guardato ridendo e gli ho risposto : Purtroppo non accadr mai! Ma se accadesse, prenderei il denaro e me ne andrei a pescare!.

Arlette Gli hai risposto cos?

Sebastiano Cosa vuoi che rispondessi ad un cretino simile? E allora s' messo a ridere. Si piegava in due dal ridere! Ma che ci trova di cos divertente? gli ho detto. E lui : S, divertentissimo! Perch anch'io!. Cosa?. Farei come lei! Solo che andrei alle corse!.

Arlette E poi?

Sebastiano E poi m'ha lasciato in pace e se ne andato. (Arlette si versa un altro bicchierino e lo ingoia di colpo) Arlette basta! Non continuare a bere cos! Che hai da girare come una trottola? Ti trovo molto nervosa, stasera! Che succede?

Arlette Non lo sai quello che succede? Certo che non lo sai! Non puoi saperlo! Ma fra due minuti - ora che quel disgraziato venuto a raccontarti delle storie da pazzi - lo so gi che cosa penserai!

Sebastiano Che cosa devo pensare?

Arlette Ti ho detto prima che avevo i duecentomila franchi?

Sebastiano S. E allora?

Arlette Non li ho.

Sebastiano Dove sono?

Arlette Dove sono? Rifletti un momento e li troverai subito. Perch t'avrei chiesto duecentomila franchi senza volerti dire a che cosa servirebbero? Per pagare Percier. Perch? Perch ti uccidesse!

Sebastiano arrivata!

Arlette Non ho i duecentomila franchi. Non li ho!

Sebastiano Va bene. Me li darai quando ti sar passata!

Arlette Passata che? Sono lucidissima! Ti ripeto: cos. Ti dico tutto e libero la mia coscienza.

Sebastiano Libera lo stomaco, ciccina mia.

Arlette Sappi la verit, invece di chiamarmi ancora ciccina tua! Se Percier ha sentito il bisogno di confessarsi, lo sento anch'io! La persona che gli ha dato del denaro perch uccidesse un uomo, sono io! L'uomo da uccidere sei tu!

Sebastiano Hai finito, Arlette?

Arlette Non mi credi?

Sebastiano Ti chiedo se hai finito con i tuoi discorsi da ubriaca!

Arlette Non sono ubriaca!

Sebastiano No? Ti rendi conto di quello che dici?

Arlette I duecentomila franchi non li ho!

Sebastiano Bene. Va bene. Adesso vatti a riposare. Ne parleremo pi tardi.

Arlette No. Ho voluto farti uccidere, lo confesso!

Sebastiano Basta, Arlette!

Arlette Non mi credi? (Gli ride in faccia).

Sebastiano Hai finito? (Le d uno schiaffo) Vuoi che ti faccia passare la sbornia? Hai finito di farneticare?

(Arlette gli ride ancora in faccia. Sebastiano le molla un altro schiaffo) Hai finito?

(Arlette scoppia a piangere) Ecco, dagli sotto a piangere e poi riprenderemo la conversazione quando ti sarai calmata. Va bene per un po' dire delle fesserie, ma c' un limite...

(Arlette si calma, asciugando le lacrime non abbondanti. Lui la guarda un momento)

Che furba! Mettersi in quello stato! Da oggi le bottiglie le terr sotto chiave e cos non avrai pi tentazioni. L'avevo notato che l'alcool non lo tieni. Oltre tutto non ti fa bene. Tu hai il pancreas delicato, non dimenticartelo. Domani avrai le occhiaie fin qua... (Pausa) Insomma... Adesso finita. Scusa lo schiaffo, ma non me ne pento. T'ha fatta passare la sbornia. E poi m'hai messo fuori dei gangheri coi tuoi nervi, le tue grida, le tue supposizioni cretine... Hai dell'immaginazione per. Ah, s, perbacco! La prima idea che ti viene come scusa per i duecentomila franchi che... li hai dati a Percier perch mi ammazzi... Tu uccidermi? A che proposito? E poi... come? Non ci hai pensato! Credi che sarebbe facile per il Satiro farmi a pezzettini? Le donne sono strambe, ma tu, ciccina mia, hai la presidenza! E poi... Ma te ne rendi conto?...

Arlette Di che?

Sebastiano Saresti un mostro!

Arlette E allora?

Sebastiano Non fare la stupida adesso, fa' il piacere! (Pausa) Allora vero? Non hai i duecentomila franchi?

Arlette No.

Sebastiano Ti chiedo soltanto il perch. E siccome una ragione c' per forza, me la dici e tutto finisce qui. Perch poco fa mi hai detto che li avevi?

Arlette (torna ad essere quella che conosciamo) Per guadagnare tempo. Andavi di nuovo a pescare e non era il momento di darti delle spiegazioni.

Sebastiano Bene. Adesso il momento. Cosa ne hai fatto di quel denaro?

Arlette (cercando di guadagnare ancora tempo alla ricerca di una spiegazione che la salvi) Avrei proprio voluto non dirtelo.

Sebastiano Troppo facile, ciccina mia. Fra il raccontarmi che hai pagato un tizio perch venisse a farmi a pezzettini e non dire niente di niente, c' tutta una gamma. Nella gamma la verit. Dimmela. Non metterti a fare dei misteri con me!

Arlette Sei lontano mille miglia da quello che sto per dirti,

Sebastiano Vedremo.

Arlette Oggi la tua festa.

Sebastiano Oggi? Ah, gi, vero! E allora?

Arlette Avevo avuto un'idea. Volevo regalarti la televisione.

Sebastiano A me?

Arlette (ha trovato l'idea e va avanti sicura. Si sente che inventa parola per parola) Pensavo che t'avrebbe fatto piacere, dal momento che noi due restiamo quasi sempre in casa. Per da sola non ci arrivavo. Ma la televisione cara e io volevo l'apparecchio pi bello. Non avevo molto denaro mio e non volevo chiederne a te, per un regalo che volevo farti. Allora ho pensato a Percier, perch so che conosce bene le corse dei cavalli. Avevo trentamila franchi di risparmi. Per la televisione ce ne volevano quasi cento. Tutto questo successo la settimana scorsa. Veniva di sera, mentre tu eri a pesca, perch non ci fossero rischi e tu fiutassi qualcosa... Capisci?

Sebastiano S, s. E allora?

Arlette Allora gli ho dato i miei risparmi perch li giocasse per mio conto. Sai quanto mi ha portato l'indomani? Duecentomila!

Sebastiano No!

Arlette S. Li aveva vinti per me. Duecentomila.

Sebastiano E allora? Avevi quello che ti occorreva e anche di pi.

Arlette Eh s! Ma qui che successo il guaio! Mi dissi: Non la televisione che voglio offrire a Sebastiano ma, dato che era cos facile vincere, un'automobile! Il giorno della sua festa, gli faccio trovare una cinquecento davanti alla porta!

Sebastiano Una cinquecento! Le follie della grandezza!

Arlette Dissi a Percier: Tenga pure quello che ha vinto e domani lo rigiochi. L'indomani aveva perso tutto! Ecco perch domenica ti chiesi quei duecentomila franchi senza volertene dire il perch. Rividi Percier e gli dissi: Mi vinca solo centomila franchi. Mi bastava rientrare nei duecentomila che ti dovevo e avere centomila per la televisione. Ma da tre giorni non s' pi fatto vivo. Invece si fatto vivo con te. Adesso capisci perch ero nervosa quando mi riportasti la frase di Percier: Io andrei alle corse!e che su queste parole non poteva frenarsi dalle risate? Pensavo al denaro che gli avevo dato e che certamente aveva perduto ridendo allo stesso modo!

Sebastiano Che mascalzone!

Arlette Capisci adesso?

Sebastiano Che porco!

Arlette Per un momento ho creduto che tu immaginassi chiss che... con la storia che ti aveva raccontato di un delitto pagato in anticipo...

Sebastiano Ma certo, ti capisco, povera ciccina... Ebbene, vedi... Tu mi dici la verit e io la credo immediatamente. Sei stata imprudente, d'accordo. Hai giocato, hai perso. Se me ne avessi parlato, t'avrei detto che certi tipi ti fanno sempre vincere con facilit la prima volta, per fregarti dopo. Tutto questo pasticcio a causa della mia festa!

Arlette perci che non volevo dirti niente.

Sebastiano Povera cicccina! Povera milionaria che faceva sogni di televisione e di automobili!

Arlette Adesso mi prendi anche in giro!

Sebastiano No, non ti prendo in giro. Preferisco che tu mi abbia detto tutto. Se ci sono dei segreti fra moglie e marito, vuol dire che non ci si vuol bene. Ma Percier, quello, non ha pi bisogno di venirmi a trovare! Sono io che andr a fargli una visitina! E gli ho anche salvato la vita! il colmo! Pezzo di mascalzone! Non so cosa ne faccia del denaro che gli danno per ammazzare la gente, ma per quanto riguarda il denaro tuo, ti giuro...

Arlette Beh, adesso lascia andare...

Sebastiano Ma nient'affatto! Ti giuro che...

Arlette La colpa mia e basta.

Sebastiano Gli hai dato duecentomila franchi. Almeno avrebbe potuto venirti a dire che cosa ne aveva fatto! Il minimo riguardo, mi pare! Ma non prendertela! Riuscir a fargliene sputare una parte! Vedrai!

Arlette Ma lascia perdere. Come andata andata. Non possiamo mica intentargli un processo!

Sebastiano Un processo! Eh, sarebbe un'idea!

Arlette A che servono i processi? La colpa mia. Sono stata una stupida!

Sebastiano Certo mi secca per i miei soldi. Ma, in fondo, proprio per quei duecentomila franchi che ci siamo ritrovati. Ritrovare la pro-pria mogliettina vale qualcosa no? Qualche volta mi prendi in giro perch, dici, sono avaro. Ma no, ciccina mia, non sono affatto avaro. Te ne voglio dare la prova! Vorrei continuare a vivere con te senza aver bisogno di lavorare, tutto qui. E siccome mia zia morendo non mi ha lasciato molto, bisogna risparmiare. E io risparmio. Ma ti voglio provare che non sono affatto avaro e che, in pi, sono onesto. Sta' attenta. Un giorno, se avessi voluto, avrei potuto mettermi in tasca ottanta milioni!

Arlette Ottanta milioni? (Si alza).

Sebastiano E nessuno avrebbe detto niente! Proprio cos! Ottanta milioni! E sai come? Era facile... eppure non l'ho fatto!

Arlette Ma come? Racconta.

Sebastiano Successe poco prima che ci conoscessimo. Non te l'ho mai raccontato perch avevo paura che mi trattassi da idiota. Ma adesso preferisco che tu mi trovi idiota piuttosto che avaro. Un giorno mio cugino Pineau - l'hai visto, mi pare qualche volta, quando veniva a prendermi per andare insieme a pescare - mi disse: Vai all'estrazione del Gran Premio?. S. E allora, fa' il piacere, cerca di rivendere sul posto il mio biglietto, perch ho riflettuto e sono convinto che si tratta di denaro buttato dalla finestra!. Quello s che avaro! Quel biglietto non riuscii a rifilarlo a nessuno. Non lo crederai, ma quel biglietto era proprio il biglietto vincente! (Arlette caduta svenuta) Ehi! Ma che ti prende? (La solleva sulle sue ginocchio) Ciccina mia! Non farmi paura! Sembri una morta! perch il biglietto non era mio, che sei svenuta?

(Sebastiano ha quasi riso dicendo queste parole. E d'un tratto la frase che ha pronunciato, sembra, per lui, cambiare di significato. Guarda Arlette con una espressione inquieta. Mormora)

Ma allora?


ATTO TERZO

La stessa scena, quattro giorni dopo. Entrano inscena Arlette e Kiki come se venissero dalla strada. Arlette ha una sporta con la spesa.

Arlette La notizia meritava uno svenimento, non ti pare? Quando sono rinvenuta, mi teneva la testa fra le mani e mi guardava con certi occhi che non gli ho mai visto. E da quattro giorni tace. Ha una piega in fronte e rumina chiss che. diventato un pezzo di legno. proprio questo che mi fa pi paura.

Kiki Andiamo, Arlette! Tu, la sorella di Kiki ti metti a morire di fifa!

Arlette Perci ti ho fatto venire.

Kiki Perch?

Arlette Anzitutto per dirti la faccenda del biglietto vincente. Era sempre utile, no? E...

Kiki E poi per dirmi che hai rifilato i miei duecentomila franchi a Percier! Grazie ancora!

Arlette E poi perch tu veda Sebastiano.

Kiki Io?

Arlettb S. Perch gli parli e lo faccia parlare.

Kiki Sei mica fuori asse? Se non dice niente a te, che ti ha nel sangue, figurati se a me, il fratellino che ha visto un paio di volte nella vita, si mette a sciorinare la mercanzia! Non ci siamo proprio, scusa!

Arlette Tu sei mio fratello. Sebastiano sa che esisti, che hai finito da poco un anno di permanenza nelle colonie: quello che crede. Torni. normale che tu venga a salutarmi. Vi vedete e chiacchierate un po'. Io vado un momento dalla vicina. Quando torno, lo mando a comperare qualcosa e tu mi spifferi tutto. Fra uomini si parla.

Kiki Se lui non vuol parlare, non parla.

Arlette Sempre il solito scansaguai! Non ti potr mai chiedere un favore!

Kiki Ma...

Arlette Che razza di fratello!

Kiki Ma che vuoi che gli racconti?

Arlette Una conversazione comincia con la pioggia e il bel tempo. Sebastiano tace. Voglio sapere che ha.

Kiki Te lo dico gi io. Ha capito in ritardo che tu volevi mandarlo in purgatorio: tutto qui.

Arlette No! Ha creduto che fossi ubriaca.

Kiki E poi, come vuoi che gli parli al tuo Sebastiano? Non c', a Parigi.

Arlette andato a Parigi alle undici e torna con l'autobus delle quattro. Spunter fra qualche minuto.

Kiki Fra qualche minuto? Allora non c' tempo da perdere. Io avrei preso il largo da quattro giorni! Che diavolo ci fai ancora qui? Il luogo diventato malsano. Non c' che una soluzione: filare! A meno che lui non cominci a interessarti perch sta diventando misterioso. (Fa un movimento verso la porta. Ma Sebastiano apparso sul ballatoio) Avevi detto qualche minuto!

(Corre verso l'altra porta. Arlette gli si piazza davanti. Sebastiano entra con un pacchetto, che posa su un mobile. Kiki, sui carboni ardenti, lo saluta).

Arlette Sebastiano, riconosci mio fratello, Kiki? ritornato da poco dalle colonie.

Sebastiano Ah.

Arlette venuto a salutarci. Carino, vero?

Sebastiano Buongiorno.

Kiki Buongiorno.

Sebastiano (lo guarda un momento) simpatica?

Kiki Chi?

Sebastiano La colonia.

Kiki Ah... Beh...

Sebastiano Dove eravate? quale colonia?

Kiki Non molto distante da... Dakar.

Sebastiano A me piacerebbe una colonia con alberi e frescura. Mi darete qualche ragguaglio.

Arlette Vedi che avrete da chiacchierare per cinque minuti? (A Sebastiano) Ho detto a Kiki che stavi per tornare e che avevo qualcosa da prendere dalla signora Despieds. Aveva paura di restare con te.

Sebastiano Paura?

Arlette Paura di seccarti, non sapere di che cosa parlare. Beh, vedi, Kiki, Sebastiano vuole notizie su Dakar.

Kiki che... proprio a Dakar non ci sono stato...

Arlette Lo so, ma... poco lontano. Gli parlerai della regione. Vi hai passato un anno e devi conoscerla un po'.

Kiki Per questo s...

Arlette Resti a cena con noi?

Kiki (con violenza) Ah, no!

Sebastiano Non mangeremo mica voi!

Kiki Volevo dire... no. Rimango volentieri qualche minuto... tanto per... parlare di Dakar... ma ho un affaruccio a Parigi, stasera...

Sebastiano Un affaruccio coloniale?

Kiki Ah, s, s... coloniale e anche altro...

Sebastiano Un affaruccio, insomma.

Arlette Beh, allora torno subito. Ne ho per poco. Vado qui sotto e torno.

(Arlette esce dalla porta della cucina. Una pausa abbastanza lunga. D'un tratto Kiki capisce che Sebastiano, pur voltandogli le spalle, lo sta osservando in uno specchio a muro).

Kiki me che state sbirciando nello specchio?

Sebastiano S... (Kiki sta per muoversi) Rimanete ancora un momento. Grazie.

Kiki Rassomiglio ad Arlette?

Sebastiano Eh? No.

Kiki Infatti non ci assomigliamo.

Sebastiano No. (Una pausa).

Kiki Fumate?

Sebastiano No.

Kiki Posso?

Sebastiano S.

Kiki Grazie. (Accende una sigaretta. Sebastiano lo guarda sempre, ma direttamente).

Sebastiano Allora avevate paura?

Kiki Io?

Sebastiano Di rimanere solo con me.

Kiki No. Solo di seccarvi. Arlette m'ha detto che eravate preoccupato e che in questi ultimi tempi non parlavate molto. Vi capisco, sapete. Quando non si ha voglia di parlare, seccante di essere obbligati a farlo. Soprattutto con qualcuno che si conosce appena (Sebastiano non l'ha lasciato un momento con gli occhi) Ci saremo visti un paio di volte, voi ed io, dopo il vostro matrimonio.

Sebastiano Gi.

Kiki chiaro che non potevo incontrarvi spesso nei dintorni di Dakar.

Sebastiano Gi. (Breve pausa).

Kiki Arlette ha ragione. Non avete la lingua sciolta. Ma se vi sto rompendo l'anima... voglio dire se vi disturbo, non avete che dirlo e taglio la corda subito. (Si alzato).

Sebastiano No, al contrario. Siediti. Pi ti guardo e pi mi piaci, cognatino. Siediti. Permetti che ti dia del tu, vero?

Kiki Se volete. A me non riesce ancora.

Sebastiano Credo che tu sia cascato dal cielo, cognatino.

Kiki Potete chiamarmi Kiki, se volete.

Sebastiano No. Preferisco cognatino. Ti va meglio. (Piccola pausa) S. Pi ti guardo e pi penso che potresti proprio aiutarmi.

Kiki Volete fare un viaggetto non ufficiale a Dakar?

Sebastiano No.

Kiki Meglio cos.

Sebastiano Preferisci che non ci vada? E perch?

Kiki Perch... non avevo che un amico laggi... ed partito proprio in questi giorni... per Gibuti, credo...

Sebastiano lontano Gibuti da Dakar?

Kiki Ah... ... un bel pezzo di strada! In quei paesi, sapete, le distanze! Allora, che cosa posso fare per voi? Bisogna che vada.

Sebastiano I tuoi affarucci possono aspettare un momento. Dieci minuti a chiacchierare noi due soli, non ti fanno mica paura, vero?

Kiki No. Ma Arlette sta per tornare.

Sebastiano Aspetter anche Arlette. (Va alle due porte e d a ciascuna una mandata di chiave. Inquietudine di Kiki) Anche questa precauzione non ti fa paura? D'essere rinchiuso con me?

Kiki Ma perch dovrei avere paura?

Sebastiano Sai, avevo bisogno di parlare e se da quattro giorni tacevo, era perch non volevo farlo con uno qualunque. Sentivo che c'era qualcuno. E adesso, guardandoti prima nello specchio, ora faccia a faccia, ho capito che il tipo eri tu. E pi ti guardo e pi mi dico che sei il solo al quale possa rivolgermi.

Kiki E allora? Sentiamo.

Sebastiano Tua sorella ha ragione. Da quattro giorni ho qualcosa nella testa che non gira per il verso giusto. Te l'ha detto?

Kiki Mi ha detto che eravate preoccupato, che non parlavate troppo...

Sebastiano E voleva che tu parlassi un po' con me per sapere che cosa pensavo, vero?

Kiki Oh, non proprio!

Sebastiano Ma un pochino s?

Kiki Non mi ha dato nessun incarico...

Sebastiano Via. Qualche cosetta te l'ha chiesta, perch tu arricciavi il nasino. Anzi, doveva seccarti quello che ti chiedeva, perch non avevi voglia di vedermi. Quando sono entrato, stavi tentando di filare dalla porta della cucina. E lei te l'ha impedito. E quando ti ha chiesto se volevi restare a cena, sembrava che t'avesse proposto di cenare con delle guardie. Dico guardie, per dire, cio con gente che non si vede volentieri in casa propria.

Kiki E allora? Non so ancora che cosa volete!

(Kiki nervoso. Schiaccia la sigaretta e ne accende un'altra) Fumate?

Sebastiano No.

Kiki Posso?

Sebastiano S. Hai una sorella curiosa, cognatino. Lo sai?

Kiki Non l'ho mica sposata io. La conosco meno di voi.

Sebastiano Quando sei tornato?

Kiki Avant'ieri.

Sebastiano Sei venuto a vedere subito tua sorella.

Kiki Era logico.

Sebastiano E ti ha raccontato?

Kiki Cosa?

Sebastiano Quel che successo qui il giorno prima di avant'ieri. Gioved per essere esatti.

Kiki Quel che successo?

Sebastiano Non vedo perch non avrebbe dovuto raccontartelo, dal momento che a me lo ha detto.

Kiki Ma cosa?

Sebastiano Che aveva tentato di uccidermi.

Kiki Cosa? State scherzando?

Sebastiano Di farmi buttare nella Senna da un tale che aveva pagato apposta.

Kiki Ah! Si tratta di questo!

Sebastiano Vedi che te l'aveva detto?

Kiki Ma no! Non avevo capito... Mi ha raccontato, questo s, che voi avevate tentato di salvare qualcuno e che eravate caduto in acqua con lui. Ma non avevo capito niente, allora! Arlette avrebbe tentato? Non possibile!

Sebastiano Arlette ha dato duecentomila franchi a un vecchio mascalzone perch mi buttasse nell'acqua mentre ero a pescare. Io non so nuotare; capisci?!

Kiki Ah, beh! Ma che mondo!

Sebastiano Che mondo! Hai ragione. Ti fa impressione?

Kiki Ah s! Piuttosto! Ed stata lei a dirvelo?

Sebastiano Te l'ho detto che avevi una sorella curiosa!

Kiki Curiosa? Ma pazza! Ed io che non avevo capito niente!

Sebastiano Lo vedo. per questo che ti spiego, perch adesso che avr bisogno dei tuoi lumi. Uccide il marito, uccide la moglie, lo si legge tutti i giorni. Un momento di gelosia, un attimo di pazzia, un'arma a portata di mano, il colpo fatto. Arlette invece ha usato un mezzo che scarterebbe perfino il sospetto del delitto. Senza ragioni di gelosia, senza collera, in perfetto accordo per tre anni, bruscamente uno dietro l'altro, due tentativi di assassinio nella stessa giornata. Che cosa vuol dire, secondo te?

Kiki Ma... veramente misterioso.

Sebastiano Trovi?

Kiki Soprattutto conoscendola. Forse...

Sebastiano Cosa?

Kiki Domando scusa... Non so se debbo...

Sebastiano Butta fuori.

Kiki Insomma, non vedo che una sola spiegazione possibile.

Sebastiano Quale?

Kiki Un amante che l'obbligherebbe a lasciarvi e allora, per non darvi un dispiacere...

Sebastiano Mi fa ammazzare prima di prendere il largo?

Kiki S, se Arlette avesse molto affetto per voi, come penso. Capite? Per evitarvi un dolore.

Sebastiano Arlette non ha l'amante e nemmeno io. E dopo questi due tentativi d'assassinio mancati, svenuta apprendendo cha avevo fra le mani un certo biglietto vincente gli ottanta milioni del gran premio, ma che il biglietto non mi apparteneva. questo che conta! stato questo che d'un tratto m'ha fatto capire che essa non aveva scherzato con la storia del delitto nella Senna. Diceva la verit, la vipera, questo progetto senza rischi non aveva che uno scopo: ereditare.

Kiki Ma no! Arlette ha potuto svenire...

Sebastiano Per quale ragione?

Kiki E d'altronde come l'avrebbe saputo?

Sebastiano Cosa?

Kiki Che avevate vinto! Dal momento che voi stesso dite che non gliene avevate mai parlato!

Sebastiano Ecco il punto. Non innervosirti. Come poteva pensare che ero il vincitore? Era questo il punto oscuro. Mancava un anello alla catena e non potevo capire. Quando poco fa sono entrato qui ti ho salutato distrattamente, perch stavo cercando l'anello. Mi rivedevo alle corse, mentre tentavo di rivendere il biglietto. Mi dicevo: Non pu essere che alle corse!e rivedevo un grassone rosso di pelo e un giovanottino dall'aria scanzonata... e d'improvviso, guardandoti nello specchio, stato come succede al cinema, sai: il tuo faccino che prima era flou diventato netto. Adesso capisci perch eri il solo al quale potessi parlare e perch ho detto che sei cascato dal cielo? (Ha tratto fuori dal pacchetto una rivoltella) Guarda cosa ho comperato a Parigi!

Kiki Ma... signor Sebastiano... siete pazzo?

Sebastiano Sai bene che non lo sono.

Kiki Non capisco...

Sebastiano Sul serio?

Kiki Aiuto!

Sebastiano Non gridare! troppo presto. Io ho finito e adesso tocca a te. Avanti, ti ascolto.

Kiki Vi ripeto che vi. state sbagliando.

Sebastiano Non ho proposto a te di ricomprare il biglietto?

Kiki Che ne so! Che volete che mi ricordi di tutti quelli che vogliono rivendere i biglietti!

Sebastiano Anche io non mi ricordavo del tuo faccino. Ma oggi il tuo faccino da personcina per bene risalito alla superficie. Ho fatto un piccolo sforzo. Fanne uno anche tu.

Kiki Vi ripeto che ne vedo tutti i giorni di gente che vuol rivendere un biglietto.

Sebastiano Anche il biglietto che vince il gran premio, te lo propongono tutti i giorni?

Kiki Che ne so!

Sebastiano Chi te lo propone, fa la conoscenza di tua sorella due giorni dopo e la sposa entro il mese? Di'?

Kiki Ne ho abbastanza, mi sentite? Lasciatemi andare subito!

Sebastiano Figurati! proprio il momento!

Kiki Anzitutto non mi piacciono le armi da fuoco! Non il mio genere.

Sebastiano Hai ragione, cognatino. Non ce n' bisogno. (Mette in tasca la rivoltella) Tu sei di quelli che capiscono a schiaffoni. (Lo afferra per i risvolti della giacca).

Kiki No! Arlette!

Sebastiano Lascia in pace, Arlette. Allora? Vuoi favorire? Un aperitivo per svegliarti l'appetito? (Lo schiaffeggia).

Kiki No! (Piange).

Sebastiano Guardali qua i duri! piange. L'ho azzeccata, vero? Per quanto sia lento di comprendonio, ho capito il trucchetto? Avevi riscontrato il numero e la serie e sapevi che ero il vincitore? (Pausa) Rispondi, se non ne vuoi un altro!

Kiki No!

Sebastiano Rispondi! (Schiaffo) Era cos?

Kiki S.

Sebastiano E poi mi hai seguito, per sapere chi ero e dove abitavo?

Kiki S.

Sebastiano E hai chiesto informazioni su di me?

Kiki Mi dissero che eravate condannato dai medici.

Sebastiano M'hai rifilato tua sorella - d'accordo con lei - per dividervi l'eredit, una volta che fossi al cimitero? E siccome il contadino non moriva e anzi minacciava di vivere a lungo, hai deciso, d'accordo sempre con la sorella, di farlo buttare nella Senna, con l'aiuto di una delle canaglie che fanno parte delle tue relazioni.

Kiki No! Non sono stato io! Io non c'entro per niente! Vedete? Vi dico tutto, signor Sebastiano. vero che avevo riscontrato il numero del vostro biglietto. 03-03 serie 9. vero che mi sono informato e che Arlette se l' sbrogliata per incontrarvi. E poi vi piaciuta e poi l'avete sposata. Non era mica un delitto! Forse non era molto delicato nel senso borghese della parola. Ma dov'era il male? Non avevate famiglia, eravate solo. Alla vostra morte, chi avrebbe incassato gli 80 milioni? Qualche confraternita religiosa, o qualche orfanotrofio. Anche noi siamo orfani, signor Sebastiano. Ecco qui. Tutto quello che ho fatto io, finisce qui. E adesso, vi dir tutta la verit, non voglio avere segreti con voi perch sento che c' della simpatia fra di noi. Non ho mai visto n Dakar n i dintorni. Sono stato in prigione per un anno. Non l'altro ieri che sono uscito, ma venerd scorso e domenica sono venuto qui per vedere che succedeva. E fu allora che Arlette mi disse che aveva deciso di uccidervi. Quando mi disse cos, mi sembr d'essere diventato pazzo! Quante gliene ho dette, signor Sebastiano! Ero fuori di me! M'era presa una specie di colica e glielo dissi che non ci stavo. Poi l'ho piantata col suo bel progettino. Ora sapete tutto. Ho detto la verit. Rifilatemi tutti gli aperitivi che volete, non potr dirvi niente altro.

Sebastiano Ti credo. Questa volta non racconti storie. So quel che volevo sapere. (Si avvia con la rivoltella in mano).

Kiki Non volete mica fare una sciocchezza anche voi!

Sebastiano Una sciocchezza?

Kiki Non lasciatevi trasportare dall'ira, signor Sebastiano!

Sebastiano Perch? Ti d quest'impressione?

Kiki E allora peggio. Piantatela con quel gingillo, signor Sebastiano. pericoloso. Quando lo si stringe in mano, mezza disgrazia accaduta. Ma vedo che avevate gi quell'idea in testa, quando siete andato a Parigi a comperarvelo.

Sebastiano Un po', vero. Ma aspettavo di essere sicuro.

Kiki Non ditelo, signor Sebastiano. come se faceste uccidere a me mia sorella dal momento che ho parlato! (Corre a piantarsi davanti alla porta).

Sebastiano Togliti di qua.

Kiki Allora vi dir ancora una cosa e voi l'ascolterete, signor Sebastiano. Poi farete tutto quello che vorrete.

Sebastiano Togliti di qua!

Kiki Una cosa che non vi ha mai traversato il cervello. Se Arlette arrivata a questo punto, io ho capito che non era per i vostri milioni. un rancore di donna.

Sebastiano Cosa?

Kiki Forse voi non conoscete troppo le donne. Io, s. un po' la mia specialit, oltre a quella delle corse. Ebbene, vi dico che avete deluso mia sorella.

Sebastiano Non andando al cimitero coi miei mezzi? D'accordo!

Kiki Sono certo che non ve ne ha mai parlato. A me lo ha confessato. Quando si soltanto in due, si troppo soli nella vita. Si come degli estranei, senza uno scopo concreto. Questo l'ideale di Arlette!

Sebastiano Coosa?

Kiki Siete proprio voi il colpevole, perch non l'avete capita. E adesso correte pure ad ammazzarla. Colpirete soltanto la donna che amate! (Piccola pausa).

Sebastiano Via! Via! Niente commedie!

Kiki Non mi credete?

(Sebastiano esce. Kiki si precipita alla porta della cucina e tenta di fischiare e di chiamare Arlette. Arlette appare).

Arlette Non la finivate mai! E allora?

Kiki Non c' tempo di entrare nei dettagli. Barrichiamoci! Sa tutto. Gira con una rivoltella in mano. Vuole ammazzarti!

Arlette No. Non mi barrico!

Kiki Ma non ci senti? Ti dico che fra cinque minuti t'avr spedito quattro pallottole in pancia! Devo farti il disegnino? La vicina gli dir che non ci sei, lui torna e ti ammazza! Chiaro?

Arlette Non muoverti!

Kiki Come: non muoverti!

Arlette Aspetta! (Arlette torna in cucina).

Kiki Ma non c' un secondo da perdere!

(Arlette torna con un fucile che carica con due cartucce)

Che diavolo vuoi fare adesso?

Arlette Vedremo chi pi bravo!

Kiki Non verrete mica mettervi a fare un duello?

Arlette Che cosa sa?

Kiki Tutto. Ha capito ogni cosa. Per colpa tua! Hai avuto un'idea geniale quando hai voluto che gli parlassi! Mi ha riconosciuto!

Arlette Riconosciuto? (Con due sedie e dei cuscini, intanto Arlette fa una specie di trincea).

Kiki Una memoria da elefante! Guardandomi, s' ricordato di avermi gi visto sul campo delle corse! E allora? Stai facendo una trincea? Non sei mica impazzita? Non siamo al cinema!

Arlette Io non me ne vado. Lo aspetto qua.

Kiki Bene. Ma se permetti, io no. Mi sta venendo la colica! Ho fatto il possibile! Domattina compero i giornali! Ancora una volta, Arlette: vieni s o no?

Arlette No!

Kiki Vatti a far friggere!

(Corre via per la cucina. Arlette, col fucile in mano, si apposta alla trincea. La vicina passa in tromba davanti alla finestra, gridando: Signora Lebeufl Signora Arlette!.

Arlette si alza ma rimane col fucile in mano. La signora Despieds entra e vedendola armata ha un sospiro di sollievo).

Giulia Ah! Vedo che stava aspettando suo marito! Ho sentito il dramma, signora Lebeuf, ed eccomi qua!

Arlette Dov'?

Giulia Aspetti che glie lo spieghi. Avevo le persiane accostate e sento dei passi sul ballatoio. Vedo il signor Lebeuf che viene da me, con una rivoltella in mano, poi, avvicinandosi, vedo che se la mette in tasca. Suona alla porta. Apro. Mi trovo di fronte a un signor Sebastiano irriconoscibile. L'occhio, la bocca, il colorito, insomma un uomo in crisi.

Arlette S, lo so, mio fratello me l'ha detto.

Giulia C' mia moglie? Ha detto che veniva da voi. Ho capito che bisognava che prendesse subito il largo. Gli ho risposto: S. venuta a chiedermi del lievito, ma l'avevo finito e l'ho mandata dalla signora Trubat. Deve essere da lei. Ho detto la signora Trubat, cos, per istinto, perch abita nell'ultima casa del paese. Andata e ritorno a piedi ci vuole dieci minuti, un quarto d'ora. Camminando si riflette e la collera si sgonfia. Ma che successo? Si calmi, signora Lebeuf. Suo marito andato dalla signora Trubat, ha il tempo di respirare. Ma che successo? Ho voluto venire a vederla perch ho pensato: Se la signora Lebeuf ha detto che veniva da me, forse perch ha fatto finta d'uscire e invece s' nascosta in casa. Che accade, signora, Lebeuf? Io parteggio per lei, qualunque cosa sia successa!

Arlette Grazie.

Giulia Pu contare su di me! Ne ho viste di tutti i colori, io!

Arlette Allora ecco qua, signora Despieds. Vivo in pieno dramma: mio marito vuole ammazzarmi.

Giulia Ma perch? impazzito?

Arlette Credo di s. Da qualche tempo mi faceva un effetto strano, ma non dicevo niente. E poi ho cominciato ad avere delle emicranie, delle nausee...

Giulia Dopo i pasti.

Arlette S.

Giulia Arsenico. Che mostro!

Arlette Come?

Giulia Conosco a fondo i veleni. Ha cercato di avvelenarla.

Arlette Ne ho avuto il presentimento. E credo che abbia sospettato che avevo capito... e cos ha paura. Tanto vero che stamane andato a Parigi a comperarsi una rivoltella.

Giulia Ma lei che crede? Gelosia? Non lo lasciava un momento!

Arlette O crede che abbia un amante o lui stesso ne ha una. Ha cominciato ad andare spesso a Parigi, in questi ultimi tempi.

Giulia Che mostro! Ha conosciuto una sgualdrinella e vuol sopprimere lei!

Arlette Deve essere cos.

Giulia In tal caso niente perdono, signora Lebeuf. Fra donne bisogna sostenersi, spalleggiarsi. Io non la denuncer mai! Non c' che una cosa; da fare: ammazzarlo. E subito!

Arlette Cosa?

Giulia Io, per una faccenda come questa che ho ammazzato il mio primo marito! (Sorpresa) Oh!

Arlette Cosa?

Giulia Un segreto che portavo da quindici anni! Tanto peggio! M' scappata! Ma sar un segreto di vicine, no?

Arlette Mi dice che ha ammazzato?

Giulia Il signor Barcarolle, il mio primo marito.

Arlette Lei, signora Despieds?

Giulia Non sapeva che ero vedova? Il signor Despieds il mio secondo marito. S, s, ero la vedova Barcarolle. Il signor Barcarole faceva il gendarme e io l'ho ammazzato. Adesso che lo sa, le posso dir tutto. Rester fra noi, vero?

Arlette Ma... vuol dire... per accidente?

Giulia (confidenziale) Certo... Per accidente! Un falso accidente naturalmente, che avevo combinato io stessa.

Arlette Lei!

Giulia Glielo dico, signora Lebeuf, solo perch la vedo nella stessa situazione e perch voglio trarla d'impaccio. Io non sono un essere complicato o difficile a vivere. Sono una buona sposa e una buona madre di famiglia. Le calzette dei bambini e la buona cucina. Ma l'avevo avvertito, il signor Barcarolle. Per quanto tu faccia il gendarme, semmai dovessi scoprire qualcosa, sarai un gendarme morto. Lo sapeva. E un giorno - scuser il particolare, signora Lebeuf - pulendogli l'uniforme, ho trovato un lungo capello nero - lui, che era biondo come me - nelle sue mutande. Mi dir quel che vorr, ma non mi far credere che si prendono sull'autobus, no? (Ride) L'indomani l'ho ammazzato. cos. Gelosa non lo sono, non lo sono affatto. Il signor Despieds viaggia, viaggia sempre! Non mi salter mai di andarlo a spiare. Ma se dovessi sapere qualcosa, anche lui sar un viaggiatore morto! Il matrimonio il matrimonio. Su questo argomento non transigo! Sono astringente! Il suo caso chiaro, signora Lebeuf. Il signor Lebeuf ha una donnetta a Parigi. Io sono con lei. Solidariet! E per giunta vorrebbe sopprimerla? Oh! Non c' da prendere i guanti per trattare quest'affare!

Arlette Ma come avvenuto... il suo accidente, signora Despieds?

Giulia Oh... Ma ce ne sono una massa di accidenti! Il migliore l'accidente stupido! Pi stupido , pi ha l'aria di un vero accidente! Me l'avesse detto tre giorni fa! Il signor Lebeuf sarebbe gi morto! Adesso, cos d'un tratto, mi prende un po' alla sprovvista. Ma aspetti... aspetti un momentino... vedo subito qualcosa che sarebbe abbastanza buona... M'ha detto che suo marito ha la mania di andare a pesca ogni giorno, in un posto dove il fiume profondo?

Arlette S.

Giulia Sa nuotare suo marito?

Arlette No.

Giulia Allora... (Fa il gesto di una ginocchiata).

Arlette S, s.

Giulia Non le piace?

Arlette Ehm, s... non dico che...

Giulia Oh, un'idea buttata l, come viene viene...

Arlette S, ma oggi non pi possibile!

Giulia Gi! Dove avevo la testa. Oggi non pi possibile, dopo quel bagno! Peccato! Era una buona idea, sa. Pi ci penso e pi la trovo buona! Ah, ma troveremo qualcosa, non se la prenda. Oh! Oh! Ma lei ben piazzata, signora Lebeuf!

Arlette Come sarebbe a dire?

Giulia Per un accidente simile a quello del signor Barcarolle! Guardi. Da noi, su una mensola come quella sulla porta, c'era un busto della Repubblica in bronzo. Un bel busto, pesante! L'avevano offerto al signor Barcarolle in occasione di una promozione. La sera che le ho detto, entrato in casa, ha spinto la porta e la Repubblica gli cascata in testa! Quarantadue chili di Repubblica, signora Lebeuf. rimasto secco! Io mi ero limitata a legare una cordicella fra la maniglia della porta e la Repubblica. Tutto qui. C' stata la constatazione. Che si poteva fare? La Repubblica era caduta sulla testa del signor Barcarolle. Un accidente stupido, come si dice. Lo hanno raccontato anche nei giornali. Non le piacerebbe questa soluzione? Anche lei ha un bel vaso, l. Se vuole glielo preparo subito. una sciocchezza, vedr. Dove ha un pezzetto di spago?

Arlette Ma, ma ho ben capito, signora Despieds? Ha fatto fuori suo marito... cos?

Giulia Naturalmente. Quel mostro.

Arlette Al primo colpo?

Giulia Pam!

Arlette No, con Sebastiano non ce la faccio. cos grosso!

Giulia Cosa? Barcarolle era due volte suo marito! Non rinuncer proprio adesso! Noi donne dobbiamo difenderci! Se vuole un progetto pi facile, c' un bellissimo accidente col fucile. Guardi. Baster uno straccio e un po' d'olio. Lei resta qui, di fronte alla porta, col fucile sul tavolo. Cos. Pi semplice di questo! Pulisce con coscienza il fucile di suo marito. Il signor Lebeuf entra e lei preme sul grilletto. Bum! In pieno petto. Io appena sento corro qui e sono il primo testimonio dell'accidente. (Imitando la scena) Oh! Dio! Che disgrazia! Il povero signor Lebeuf! Lei, poveretta, non sapeva nemmeno che il fucile fosse carico. Un accidente stupido, ancora una volta, signora Lebeuf! Baster che lei sappia piangere bene per qualche giorno.

Arlette No, grazie, signora Despieds. Basta cos.

Giulia Beh, lo credo anch'io. E il tempo passa. Non bisogna che il signor Lebeuf mi sorprenda qui. Me la batto. E poi c' la marmaglia che ho lasciata in casa! Cara la mia nidiata! A presto, signora Lebeuf. Al primo sparo, mi precipito! (Esce).

(Arlette si apposta alla sua trincea. Si sentono da fuori, e assai vicini, due spari e Sebastiano che grida: L'ho preso!. Arlette ha uno scatto, si volge e dal fucile parte un colpo verso la porta della cucina, in aria. Un vaso posto su una piccola mensola sopra la porta della cucina, scoppia e cade in pezzi, mentre Sebastiano entra).

Sebastiano Che successo?

Arlette Sai stato tu a sparare, fuori?

Sebastiano S. Sul topo della cantina. L'ho preso! Ma tu? Che stavi facendo col mio fucile?

Arlette Io?... Credevo che tu entrassi da l! (Indica la porta d'ingresso). M'hai spaventata entrando di qua (indica la porta della cucina) e il colpo partito! (Scoppia a ridere).

Sebastiano Perch ridi?

Arlette Rido perch sei entrato da quella porta!

Sebastiano Non vedo che ci sia da ridere. Ho rischiato d'avere il vaso in testa!

(La signora Despieds passa come una saetta davanti alla finestra gridando: Oh Dio! Che disgrazia! Povero signor Lebeuf! Lei non sapeva nemmeno che il fucile fosse carico!ed entra in scena, restando inchiodata dalla sorpresa) Ma che succede, signora Despieds?

Giulia Che succede qui? Buonasera,. signor Lebeuf!... Che cosa successo, signora Arlette? Quando ho sentito la detonazione ho avuto un tuffo al cuore!

Arlette Non stato niente, signora Despieds. Mio marito appena tornato.

Giulia Non posso servirla in niente, allora?

Arlette A niente pi, signora Despieds! Grazie!

Giulia Comunque sempre a sua disposizione, signora Lebeuf! (Esce).

Sebastiano Stavi aspettando me, col fucile in mano? Volevi ancora tentare di ammazzarmi? Sei incontentabile!

Arlette E tu?

Sebastiano Io?

Arlette Non volevi ammazzarmi anche tu? Me l'ha detto Kiki. Ho avuto paura; ma non ho voluto scappare con lui. Io quando ho paura, sono come le bestie: tiro fuori le unghie e divento cattiva. Ho preso un'arma per difendermi e ti aspettavo con due cartucce. Se non avessi avuto paura, non avrei sparato. Ma tu non volevi pi ammazzarmi?

Sebastiano No. Se hai tentato di farmi buttare nella Senna, in parte stata anche colpa mia. Adesso ho capito, Arlette...

Arlette Cosa?

Sebastiano Non cascare dalle nuvole!

Arlette Chi t'ha raccontato questa storia? Kiki?

Sebastiano Kiki? Perch? Sono capace di aver pensato a questo da solo. Ho riflettuto. Perch una donna arrivi dove tu sei arrivata c' bisogno di un movente pi forte del denaro. Se tu avessi avuto un bambino, non avresti mai pensato a uccidermi. Ecco quello che ho capito andando a piedi dalla signora Trubat fino all'ultima casa del paese. stata una fortuna fare quella passeggiata. Ci ha salvato.

Arlette Ma... Sebastiano!

Sebastiano Ti ho capita e... e ti voglio bene lo stesso.

Arlette Ma no, Sebastiano!

Sebastiano Come no?

Arlette Ascolta un momento, Sebastiano. Stai diventando cos straordinario, che mi intenerisci... Noi due siamo troppo lontani una dall'altro, Sebastiano e se qualcosa adesso pu riavvicinarci, soltanto la verit, anche se una sporca verit. Amo il denaro, Sebastiano, sono egoista e civetta.

Sebastiano Se tu avessi avuto voglia d'andartene, per me saresti gi andata. Sai piuttosto che sto pensando? Che il delitto stranamente contagioso. Questa la cosa pi terribile di tutta la nostra storia! Quando ci siamo sposati non pensavi certo di uccidermi!

Arlette Certo che no.

Sebastiano Aspettavi la mia morte e non la stessa cosa. Non un delitto! Ce ne sono di mogli che aspettano pazientemente la morte dei loro mariti! E poi, siccome non mi decidevo a morire da solo, hai cercato un modo sicuro di liberarti di me. Una volta lanciati, non si sa dove si va a finire, in queste faccende. terribile. Bisogna fare attenzione. Certo che se il biglietto vincente fosse stato mio! Quando penso che resi a mio cugino Pineau un biglietto che valeva 80 milioni, invece di mettermelo in tasca! Credi che mi abbia fatto un regalino? Niente di niente. Nemmeno un sughero per la lenza! Lui s che avaro quel vecchio mascalzone! Nota, tutto sommato, che quei soldi saranno nostri, un giorno! Io sono il suo solo erede!

Arlette S... ma quando?

Sebastiano Ah! Vallo a sapere! (D'un tratto il suo viso si illumina, colpito da un'idea, che in seguito abbandona) No. Adesso che ci rifletto, sa nuotare.

Arlette (con falsa indignazione, dando un colpo al fucile che rimasto sulla tavola) Ma, Sebastiano!

(Parte un colpo. Sebastiano ha uno scarto. Arlette si precipita fra le sue braccia gridando, sinceramente spaventata)

Ti sei fatto male?

(Dall'esterno si sentono nuovamente le grida della signora Despieds: Oh! Dio che disgrazia! questa volta morto davvero! e lei stessa appare nel vano della finestra. Si ferma colpita dalla scena).

Giulia Ah! Bene, bene... Non vero che la felicit non fa rumore! Ma mi pare, signora Lebeuf, che qui si scherzi un po' troppo! (E se ne va via, disgustata, mentre Arlette e Sebastiano si abbracciano).

F I N E

Alla prima rappresentazione di questa commedia, al Teatro delle Arti di Roma il 7 ottobre 1954 da parte della Compagnia Carlo Ninchi - Vivi Gloi - Ave Ninchi , le parti furono cos distribuite: Sebastiano Lebeuf (Carlo Ninchi); Arlette (Vivi Gioi); Kiki (Renzo Giovampietro); Percier (Fausto Guerzoni); Giulia Despieds (Ave Ninchi). Regia di B. L. Randone.

Tutti i diritti riservati al traduttore della commedia, rappresentante dell'autore, In Italia: B. L. Randone, via Campania, io - Roma.

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