Il matrimonio

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Il Matrimonio ...nella buona e nella cattiva sorte!

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...nella Buona e nella Cattiva sorte!

Commedia in tre atti

di

Mario Alessandro


Sinossi

Immaginate una cerimonia. Immaginate un matrimonio, un bel matrimonio! Ed ora immaginate una commedia, una bella commedia, divisa in tre atti. Ora prendete il primo atto ed immaginatevi il matrimonio, in chiesa, visto dal lato dei parenti della sposa. Ora prendete il secondo atto ed immaginatevi lo stesso matrimonio, in chiesa, visto dal lato dei parenti dello sposo. Ora agitate e mescolate il tutto, versatelo in un teatro e mettete in cima un bel terzo atto a sorpresa che... beh, non si può rivelare come va a finire, no??? Cosa può accadere prima e dopo un matrimonio a cui nessuno presta attenzione, dove i personaggi pensano solo al rinfresco che verrà dopo, con fotografi turisti parenti ed amici interessati solo ad impicciarsi dei fatti degli altri???

Mario Alessandro Paolelli

Via Mar Rosso, 219

00122 – Roma

tel.: 06 5682983 – 347 9264055

E-mail: merpeia@hotmail.com

www.marioalessandro.it

Copione protetto S.I.A.E.

Codice Opera n° 156001


A Marta.


PERSONAGGI (I.O.A.)

VECCHINA (donna o uomo)

EMILIO (uomo)

LORIS (uomo)

GIULIA (donna)

GIORGIA (donna)

MASSIMO (uomo)

FOTOGRAFO, CAMERIERE (uomo o donna)

CONTE (uomo)

CONTESSA (donna)

ANASTASIA (donna)

MONIQUE (donna)

ANDREA (uomo)

DON ALDO (uomo)

GIORGIO (uomo)


PRIMO ATTO


La scena presenta un ‘banco da chiesa’ sistemato fronte pubblico, con sopra cinque libretti, come quelli che si possono trovare ad un matrimonio. C’è una sedia sistemata sulla destra accanto al banco. Sulla sinistra, proprio accanto all’entrata, c’è un piccolo tavolino in legno con sopra diversi di quei libretti del matrimonio. I libretti sono una decina, messi uno sopra all’altro in modo tale che un piccolo urto li faccia cadere in terra. Del tavolino, però, se ne vede solo metà, l’altra metà è fuori scena. L’entrata sul palcoscenico avviene dal lato sinistro (NdA: nel secondo atto l’entrata sarà dal lato destro). Ulteriori arricchimenti per la scena (comunque opzionali) possono essere: un vaso, abbastanza alto, con dentro dei fiori, legato all’estremità sinistra della panca con un grosso fiocco bianco; una guida di moquette blu o rossa, intonata coi fiori e con la copertura del tavolino, che parte dal proscenio ed arriva al fondale, passandro sotto il tavolino; sistemato sul fondale potrebbe esserci uno di quei candelabri elettrici con molte lucine utilizzato per le offerte in chiesa; sulla destra, sempre guardando la scena dal proscenio, si vede la parte frontale di un confessionale.

Ad apertura sipario, si sente la musica della ‘marcia nuziale‘ e dopo qualche secondo, sullo sfumare della musica stessa, inizia un’altra musica, allegra quasi comica (ad es. “Ascot” dall’album ‘Arabesque - Soundtrack’ di Henry Mancini) e su di essa fa la sua entrata una vecchina, vestita di nero, con gonna, camicia o maglioncino ed un grosso e vistoso scialle colorato sulle spalle. Ha con sé una piccola borsetta di colore nero. Appena entrata, con incedere lento arriva in proscenio. Lì si genuflette, segnandosi rapidamente, ma trova delle enormi difficoltà a rialzarsi. Difficoltà che supera trascinandosi sulle ginocchia fino al banco ed aiutandosi col banco stesso. Nell’alzarsi si sofferma a guardare, molto da vicino come se fosse quasi cieca, uno dei libretti sistemati sulla panca. Dopodiché si avvia verso la sedia accanto al banco e ci si siede sopra.

Sempre con accurata lentezza, la vecchina posa la borsetta accanto a sé, ne estrae dall’interno un rosario e comincia a biascicare delle litanie latine incomprensibili, sottolineando, di tanto in tanto, la frase ‘ora pro nobis’.

Entra Loris, sui 30-40 anni, vestito in giacca e cravatta, ma si vede che ci si sente a disagio. Non appena entrato si ferma e si guarda intorno timidamente, come se non volesse interferire con l’ambiente circostante. Un attimo dopo entra Emilio, con la fede al dito, anch’egli sui 30-40 anni ed anch’egli vestito in giacca e cravata ma molto più a suo agio rispetto a Loris. Non appena entrato si genuflette, si segna e comincia a guardarsi attorno per cercare un posto dove sedersi.

 

In quel momento Loris si accorge che dietro di sè c’è quella specie di candelabro con le lucine e comincia ad accenderle e spegnerle, come se non avesse mai visto un affare del genere.

EMILIO                    (prendendo per un orecchio Loris) Ma che fai? Mi giochi con e lucine, mi giochi? Lì c’è ancora posto per fortuna, vieni.

Per dirigersi in fretta verso il banco, Emilio fa urtare Loris contro il tavolino accanto all’entrata facendo cadere tutti i libri dei canti in terra. La vecchina smette di dire le sue litanie e guarda Loris ed Emilio con sguardo carico di rimprovero. I due fanno un cenno di scuse alla vecchina ma guardano anche dalla parte destra, fuori dalla scena, facendo un ulteriore cenno di scuse, come se fossero caduti dei libri anche dalla metà del tavolino che non si vede e qualcuno che sta fuori scena ne fosse rimasto scontento.

EMILIO                    Vuoi stare attento???

LORIS                      Dai tu pensa a quelli che io penso a questi… (Loris, facendo attenzione, mette a posto in fretta e furia tutti i libri mentre Emilio esce di scena) … come se fosse colpa mia… (rivolto verso la vecchina) ho quasi fatto! Ecco… tutto a posto…!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS! (si rimette a biascicare le sue litanie)

LORIS                      (rivolto verso Emilio che è fuori scena) E sbrigati…!

EMILIO                    (rientra in scena) Fatto. Almeno non siamo gli ultimi ad arrivare. Anche di là ci sono dei ritardatari.

LORIS                      (indicando fuori scena) Guarda quella che cappello!.. Ma perché non andiamo anche noi da quella parte? Da quel lato ci sono ancora molte file senza neanche una persona, così possiamo stare più avanti. Io non ci voglio stare vicino alla vecchia, hai visto come ci ha guardato?

EMILIO                    Quello è il lato dello sposo, noi dobbiamo stare di qua.

LORIS                      Fammi capire: se la sposa ha duemila invitati ma lo sposo mette insieme a malapena quattro gatti, i duemila devono restare in piedi anche se mezza chiesa è vuota?

EMILIO                    Non lo so se funziona così, c’è un cerimoniale preciso in questi casi ma non lo conosco. Comunque per noi c’è ancora posto, sediamoci.

LORIS                      Questo è uno di quei motivi per i quali non mi sposerò mai. (fa per sedersi all’estremità sinistra della panca, quella lontano dalla vecchina)

EMILIO                    (constringendo Loris ad alzarsi e spingendolo verso l’altra estremità della panca) Ma no, non qui, che abbiamo la colonna davanti! Vai...

LORIS                      (riluttante a spostarsi) Ma lì c’è la vecchia!

EMILIO                    (spingendolo) Vai!

LORIS                      Ma c’è la vecchia!

EMILIO                    VAI! (fa sedere Loris dopodiché si siede anche lui) E ringrazia che ci siamo seduti. Per colpa tua siamo arrivati tardissimo. Fortuna che la cerimonia è appena iniziata…

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Non è colpa mia se questi si sono sposati in pieno centro e il navigatore si è rotto. Con tutti quei sensi unici mi sono perso.

EMILIO                    Io te l’avevo detto di girare alla prima! Hai il senso dell’orientamento di un passaggio a livello.

LORIS                      E invece ho voluto girare alla seconda, va bene? E poi le spose arrivano sempre tardi. Si alzano alle cinque del mattino per andare dal parrucchiere, fare manicure, pedicure, trucco, vestirsi e chissà che altri cavoli, e comunque arrivano tardi! E’ curioso che un’unione debba cominciare con un atto di maleducazione, non trovi?

EMILIO                    E’ usanza che la sposa arrivi dopo lo sposo. Non ‘tardi’, dopo! E’ diverso.

LORIS                      Sì, ma dato che lo sposo è puntuale, la sposa arriva sempre tardi. Come vedi ho ragione io.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      (indicando) Chi è quello inginocchiato laggiù? Il feretro?

EMILIO                    Che feretro e feretro. Quello è lui, lo sposo.

LORIS                      Chi?

EMILIO                    Lo sposo.

LORIS                      Sarà, ma cià na faccia da funerale!

EMILIO                    E smettila.

LORIS                      Ed è pure vestito di nero!

EMILIO                    Smettila.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Dai, sembra un carciofo! Tu ci hai mai passato un po’ di tempo insieme? Come tu ben sai i carciofi non parlano, beh neanche lui. I carciofi sono amari, beh lui non ispira dolcezza al primo sguardo. E qual è la parte più buona del carciofo? Il gambo: beh, io a lui lo gambizzerei volentieri.

EMILIO                    Come sei esagerato.

LORIS                      A parte che mi hanno detto che è un tirchiaccio e forse mi è antipatico perché è nobile. E poi gira con certi amici! Il giorno del ricevimento, quando dovevano annunciare il fidanzamento, mi sono ritrovato a parlare con un tale che sembrava un incrocio tra Caccamo e il piccolo Lord. Non ha fatto altro che parlare di cavalli, è stato davvero terrificante. (cercando di imitare la calata napoletana del Conte) “L’ultimo  concorso equestre al circolo è stato davvero inquietante. Non è stato neppure preparato un rinfresco adeguato. Che imbarazzo!”. Che tristezza.

EMILIO                    Ma che c’entra Giorgio se ha un amico a cui piacciono i cavalli?

LORIS                      Chi è Giorgio?

EMILIO                    Il carciofo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Sarà questo ambiente nobiliare che mi mette a disagio, tutti con la puzza sotto il naso. Guardali… (guardando verso la propria destra) sono tutti uguali. Quella poi con quel cappello non si può proprio guardare… ma che c’ha, la frutta in testa? (indicando vistosamente) ... E quello vicino è lui! Quello dei cavalli!

EMILIO                    E non indicare!

LORIS                      Giusto con una con un cappello così poteva stare… comunque mi chiedo se Simona non stia facendo una stupidaggine.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Ma ‘sta vecchia farà così per tutta la cerimonia?

EMILIO                    Porella, non è colpa sua. E’ frutto del Concilio Vaticano II.

LORIS                      Eh?

EMILIO                    Sono persone ancora abituate al vecchio modo in cui veniva celebrata la messa. Prima il sacerdote la diceva tutta in latino dando le spalle all’assemblea. Mettiti al posto delle persone che venivano ad assistere al rito. Non capivano niente e non vedevano niente, per cui si mettevano in fondo alla chiesa a recitare il rosario.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Ah… ed è stato fatto da poco questo Concilio?

EMILIO                    Più o meno negli anni sessanta, sotto Giovanni XXIII.

LORIS                      Cioè ‘sta vecchia sono più di quarant’anni che rompe i maroni? Forse è il caso che qualcuno glielo dica che Giovanni XXIII non c’è più!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

EMILIO                    (dandogli una gomitata) E dai che ti può sentire… vedrai che tra un po’ non ci fai più caso.

LORIS                      Speriamo…

Emilio si alza improvvisamente in piedi. Questo perché la funzione religiosa prevede che in quel momento tutti si alzino in piedi.

LORIS                      (resta un attimo stupito dal fatto che Emilio si sia alzato, poi si guarda intorno circospetto e si alza anche lui) Che c’è? Che succede?

EMILIO                    Cioè?

LORIS                      Perché ti sei alzato in piedi?

EMILIO                    Perché ora il rito prevede che si stia in piedi.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Speriamo che questo matrimonio non duri molto…

EMILIO                    Tranquillo, siamo arrivati tardi. In una mezz’oretta te la cavi.

LORIS                      E’ che io e la religione non abbiamo molti rapporti…

EMILIO                    Peccato. Secondo me ti perdi qualcosa.

LORIS                      Non è che non credo in Dio, è tutto il contorno che…

Si sente la musica del cellulare del Conte, personaggio del II atto che ora non è presente in scena, sulle note di ‘Funicolì Funicolà’. Loris ed Emilio si guardano intorno per capire da dove provenga la musica. Dapprima guardano la vecchina ma poi volgono lo sguardo verso la loro destra e capiscono che è un telefonino. Fanno dei cenni per chiedere cortesemente al proprietario del telefonino stesso di spegnerlo. La musica si spegne dopo qualche secondo.

EMILIO                    (mentre Emilio parla Loris annuisce) Ma dai! Spegnetelo il telefonino, no? Ma che modi sono! E meno male che sono nobili! E’ una mancanza di rispetto. A parte che ci vuole coraggio per usare una suoneria così. Io non li sopporto quelli che mettono le musichette idiote. Tu no?

LORIS                      Eeeeh!

Si sente la musica del cellulare di Loris, sulle note di una qualunque vecchia sigla di un telefilm o di un cartone animato. Loris, guardato molto male da Emilio, cerca frettolosamente il telefonino per spegnerlo, ma anche lui lo trova dopo qualche secondo.

LORIS                      (guardando davanti a sé, facendo finta di nulla) Bella Simona, eh?

EMILIO                    Già…

LORIS                      Peccato che debba sposarsi con un fermacarte…

EMILIO                    Secondo me stai rosicando. (si siede)

LORIS                      Certo che rosico! Dimmi chi è che non sta rosicando adesso fra i suoi amici. (si accorge che Emilio si è seduto e si siede anche lui) ...e dimmelo quando bisogna sedersi!   

EMILIO                    Guarda che se vuoi puoi restare in piedi, mica è obbligatorio.

LORIS                      Va beh, è per rispetto, se lo fanno tutti…

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      ...comunque Simona è sempre stata la più bella della classe. Simpatica, intelligente…

EMILIO                    E ricca…

LORIS                      Va beh che c’entra, quello è un plus che non guasta.

EMILIO                    Comunque hai ragione. Peccato per questa sua passione per la nobiltà! Non ce la vedo sposata con …

LORIS                      …con un carciofo. Ma il brutto è che questo carciofo pare le voglia bene davvero…

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Avevi ragione però. Quasi non ci faccio più caso. (dopo un secondo di pausa, si gira verso la vecchina) GUARDI CHE IL PRETE STA PARLANDO ITALIANO!

EMILIO                    Ma dai! Che figure mi fai fare…!

LORIS                      Qualcuno glielo doveva dì!

La vecchina, incuriosita, ripone il rosario nella borsetta e si rivolge alla sua destra, al di là della quinta.

VECCHINA              Adelina… Adelina… ADELINA! … (dopo una risposta che non sentiamo) Dice che parla italiano!.. (dopo una risposta che non sentiamo) DICE CHE PARLA ITALIANO! (si alza e va verso la sua destra, vicino alle quinte, passando davanti al banco ed agli altri personaggi. Dopo una risposta che non sentiamo) Ma non tu, Don Aldo! Dice che durante la Messa parla italiano! (dopo una risposta che non sentiamo) Vieni qui… dice che Don Aldo parla italiano… eh! Che vogliamo fare?... Andiamo a sentire più da vicino così sentiamo se è vero… COSI’ SENTIAMO SE E’ VERO!... Ci vediamo lì! (esce dalle quinte a destra).

LORIS                      Hai visto? Se n’è andata!

EMILIO                    Guarda, insieme all’altra vecchietta si sta andando a sedere vicino ai testimoni.. (in quel momento Loris getta casualmente lo sguardo verso l’uscita della chiesa) … hai visto? Hai visto?

LORIS                      Ho visto si! Guarda quelle due!

EMILIO                    Ma chi? Le vecchie?

LORIS                      Ma quali vecchie, girati! Guarda quelle… speriamo che vengano qui.

EMILIO                    Non le ho mai viste, non credo siano amiche di Simona…

LORIS                      Vengono qui, vengono qui… (volgendo lo sguardo al cielo) grazie… capo! Fai il disinvolto, fai il disinvolto…

EMILIO                    (con sufficienza) Sì, sì…

Entrano in scena due ragazze, carine, vestite da gran festa anche loro. Sono Giulia e Giorgia. Più o meno coetanee, meno di trent’anni. Hanno entrambe la borsetta. Giorgia deve essere magra, possibilmente molto magra.

GIORGIA                 (indicando alla sua destra) Perché non ci sediamo da quella parte? Quelli sono certamente due sfigati…

GIULIA                    Io non mi siederò mai vicino ad una con un cappello così. E poi è questo il lato della sposa. Dai mettiamoci lì.

Si siedono accanto ad Emilio e Loris, stando ben attente a lasciare un posto libero in mezzo.

GIORGIA                 Se avessimo girato alla prima saremmo arrivate subito!

GIULIA                    Ricordo benissimo che il vigile ci ha detto di girare alla seconda! E poi l’importante è che ce l’abbiamo fatta, no?

GIORGIA                 Sì, hai ragione! Che bella Simona…

GIULIA                    Da qui non riesco a vedere bene il vestito… ce l’ha lo strascico?

GIORGIA                 Credo di no, ma neanche io riesco a vedere bene. Ho la colonna proprio davanti… poverina…

GIULIA                    Perché poverina?

GIORGIA                 Che tristezza…

GIULIA                    Ma che dici…?

GIORGIA                 Non so se posso dirtelo.

GIULIA                    Ma dai, non puoi lasciarmi così! Dirmi cosa?

GIORGIA                 Ma no, niente, non importa…

LORIS                      (quasi sottovoce)  Che facciamo?

EMILIO                    Che vuoi dire?

LORIS                      Come le abbordiamo?

EMILIO                    Dai, lo sai che sono sposato.

LORIS                      Ho capito, ma loro sono in due. Io non posso farmi avanti da solo. Mi serve una spalla.

EMILIO                    Ho capito. Vuol dire che ci penserà Emilio, come al solito…

LORIS                      Grazie, grazie, grazie, grazie…

EMILIO                    (rivolto alle ragazze alla sua destra) Siete amiche di Simona?

GIORGIA                 (con insospettata gentilezza) Sì.

GIULIA                    (con insospettata gentilezza) Sì, siamo sue amiche. Siamo del gruppo della palestra.

EMILIO                    Piacere, sono Emilio, un suo vecchio compagno di classe. E lui è Loris, un altro ex compagno di classe.

GIULIA                    (con freddezza verso Loris) Ciao.

GIORGIA                 (con freddezza verso Loris) Ciao.

LORIS                      Piacere…

Passa qualche secondo di silenzio imbarazzante. Loris sembra voler dire qualcosa per animare la conversazione ma è come se gli mancasse il coraggio.

LORIS                      (finalmente si fa forza)Voi lo…

Gli altri tre si alzano in piedi. Loris li segue con un attimo di ritardo.

LORIS                      (quasi sottovoce) E che cavolo! Ti avevo detto di avvertirmi!

EMILIO                    Scusa, me lo sono scordato!

LORIS                      Che dici, attacco bottone?

EMILIO                    Vai caro, è il tuo momento!

LORIS                      (finalmente si fa forza)Voi lo…

I tre si rimettono seduti. Loris li segue, con un attimo di ritardo.

LORIS                      Eddai!!! Mi stai facendo fare delle figure…

EMILIO                    Scusa, io non ci faccio caso.

LORIS                      Che pizza… ormai mi vergogno troppo per riprovarci. E siccome è colpa tua, ora lo devi fare tu.

EMILIO                    No, guarda, non se ne parla. Anzi, mi sposto, così se vuoi parli con chi ti pare (si alza e si sposta alla sinistra di Loris).

LORIS                      Ma no dai, che figura… (si sposta suo malgrado e guarda le ragazze con un sorriso, vergognandosi)

EMILIO                    (gettando un occhio verso la sua destra) Anche i nobili arrivano in ritardo… hai visto?

LORIS                      Eh?

EMILIO                    (indicando a destra fuori scena) Quelle due…

LORIS                      (guardando verso la sua destra) Ma come s’è vestita quella? Sembra l’incrocio tra un abito di Valentino e un barbone. Certo che sono strani i nobili… però quell’altra è caruccia!

Entra Massimo, un bellissimo ragazzo, alto, prestante, vestito in maniera molto elegante (polsini con gemelli, etc...), molto alla moda.

GIORGIA                 Giulia… Giulia!!!

GIULIA                    Che c’è?

GIORGIA                 Guarda quello!

GIULIA                    Oddio! Speriamo che venga a sedersi qui. Facciamogli spazio, dai... magari lo invogliamo. (nel fare spazio danno una botta a Loris che a sua volta dà una botta ad Emilio che casca in terra, fuori dalla panca) Oh, mi scusi. La mia amica è un po’ sbadata.

LORIS                      Non si preoccupi, è tutto a posto. (facendo nuovamente posto ad Emilio)

EMILIO                    Tutto a posto un cavolo. Un’altra botta così e l’osso sacro mi va a fare le vacanze con le tonsille...

LORIS                      Grazie per il sacrificio, ho attaccato bottone! È fatta!!!

EMILIO                    Dici? Allora non hai visto quello.

LORIS                      Quello chi?

MASSIMO                E’ libero questo posto? (Massimo è arrivato alla panca dove sono seduti gli altri e si rivolge alle ragazze)

GIORGIA                 (con enfasi) Sì, è libero…

GIULIA                    (con enfasi) Prego, accomodati!

Giorgia e Giulia emettono dei risolini di compiacimento.

MASSIMO                Vi ringrazio molto.

EMILIO                    Hai concorrenza!

LORIS                      Ma dai, è un soggettone! Guarda che faccia! Scommetto che ha la panza e inoltre ha una giacca rosa... UNA GIACCA ROSA!!!

EMILIO                    I tipi come quello li riconosco da lontano.

LORIS                      Che vuoi dire?

EMILIO                    Quello è un ‘AC.NU.’.

LORIS                      Un che?

EMILIO                    ‘AC.-NU.’. AC: ac-chiappa. NU: nu-meri. Acchiappa Numeri.

LORIS                      AC... NU...

EMILIO                    AC-NU

LORIS                      ACNU!

EMILIO                    ACNU!

LORIS                      E che vvo’ rdì?

EMILIO                    E’ una specie di playboy, uno che conosce un sacco di gente e si fa invitare ai matrimoni solo per rimorchiare. E’ statisticamente dimostrato che ai matrimoni si rimorchia più che in ogni altro posto, così ci si imbuca e si va via con almeno due o tre numeri di telefono. La tattica è sempre la stessa. Si arriva alla cerimonia in  ritardo, ci si siede accanto a qualche ragazza e si attacca bottone con un complimento sfacciato, pacchiano, quasi ridicolo…

MASSIMO                Chi di voi due è la sposa?

Giorgia e Giulia emettono dei risolini di compiacimento.

MASSIMO                Se nessuna di voi due lo è allora siete in difetto! Nessuna ragazza può essere più bella della sposa, lo dice l’etichetta!

Giorgia e Giulia emettono dei risolini di compiacimento.

EMILIO                    Dopodiché si passa all’approccio diretto e ci si presenta…

MASSIMO                Mi chiamo Massimo, piacere.

EMILIO                    Naturalmente facendo il baciamano…

GIULIA                    Io sono Giulia… (Massimo le fa il baciamano e lei emette un risolino)

GIORGIA                 Giorgia, piacere… (Massimo le fa il baciamano e lei emette un risolino)

Massimo, senza farsi notare, estrae dalla tasca un libretto rosso come se volesse cercare delle ‘istruzioni da seguire’. Poi ripone il libretto in tasca e cerca qualcosa guardando verso l’alto. Il libretto rosso verrà consultato diverse volte durante il primo atto.

LORIS                      Ma è di una tristezza sconfinata!!! Davvero ci cascano!??

EMILIO                    Ci cascano, ci cascano. E’ tutto scientifico, tutto calcolato. Un Ac.Nu. è una macchina da rimorchio allo stato puro!

LORIS                      … una macchina da rimorchio …

EMILIO                    Non mi credi? Dopo l’approccio diretto si spara una frase ad effetto per mantenere l’attenzione…

MASSIMO                D’altronde cos’è la vita? Come diceva Orazio, ‘Corpus humo tegitur, fama per ora volat, spiritus astra tenet’!

LORIS                      Beh, almeno è acculturato.

EMILIO                    Ma che acculturato. Quella frase l’ha appena letta lì, sull’iscrizione di quella tomba, vedi? (indicando un punto fuori scena). So quello che dico, è tutto studiato a tavolino. Ora si tenta di scambiare altre due o tre battute marpione per poi passare ad introdurre l’alone di mistero...

MASSIMO                Siete amiche della sposa?

GIORGIA                 Sì, abbiamo conosciuto Simona in palestra.

MASSIMO                Beh, ora capisco perché siete in una forma smagliante…

Giulia e Giorgia sono compiaciute del complimento.

GIULIA                    E tu come la conosci?

MASSIMO                Io… preferirei non parlarne, se non vi dispiace…

GIULIA                    (leggermente piccata) Oh, beh, non c’è problema.

EMILIO                    E poi deve arrivare a farsi compatire!

MASSIMO                No, scusatemi è che…

GIORGIA                 Cosa...?

MASSIMO                Per me è un po’ doloroso… scusate (si prende ad arte il viso tra le mani e si gira, quasi in pianto penitente)

GIORGIA                 Oh, no, no! Scusaci tu! (rivolta a Giorgia) E non insistere no? Non lo vedi? Non lo hai capito?

GIULIA                    Tu dici che lui?

GIORGIA                 Ma sì, certo. Sarà un ex, no? Lei si sposa e lui…

GIULIA                    …ne soffre… com’è romantico…

LORIS                      No, io non ci posso credere. Io pensavo che tipi così ci fossero solo nei film. E’ un mito! Un vero mito! (tutti si alzano in piedi tranne Loris che si alza un momento dopo) Pensa quante cose potrei imparare da uno così!

EMILIO                    Non è così semplice come credi. Ci vogliono anni di pratica per sviluppare questo tipo di tecnica.

LORIS                      Dici?... Aspetta un attimo! Come fai tu a sapere tutte queste cose?

EMILIO                    Io… io sono stato un Ac.Nu.

LORIS                      (a voce altissima, tutti si girano a guardarlo) NO!!! (abbassando la voce) No!!! Ma veramente? Cioè, tu eri come quello?

EMILIO                    Beh, la tecnica di questo è ancora un po’ grezza. Io sarei arrivato a farle commuovere alla seconda frase, però sì: ero come quello. Come credi che abbia conosciuto Emanuela?

LORIS                      Mi vuoi dire che tu e tua moglie vi siete conosciuti…? (Emilio annuisce in modo molto evidente) No, ma qui mi si apre un mondo!!! Tu ‘devi’ insegnarmi tutto ciò che sai!!!

Loris ed Emilio parlano a voce bassa. Loris cerca di insistere su questo argomento ma Emilio sembra non volerne sapere.

GIULIA                    (gettando un’occhiata alla sua destra) Hai visto quella lì?

GIORGIA                 Di chi parli?

GIULIA                    Quella seduta all’ultimo banco, dalla parte dello sposo.

GIORGIA                 Chi? Quella coi ravanelli in testa?

GIULIA                    Ma non quella col cappello, l’altra. Guarda che vestito!

GIORGIA                 Oh, mamma! Come ha avuto il coraggio di uscire di casa? Sembra l’incrocio tra un abito di Valentino e un barbone. A proposito, ti piace il mio vestito?

GIULIA                    Bello! Te lo volevo dire, lo sai?

GIORGIA                 Pensa che mi sono dovuta mettere a dieta per mettermelo.

GIULIA                    A dieta? Ma se stai benissimo!

GIORGIA                 Benissimo??? Entro a malapena in una 36 e mi dici che sto benissimo? Si vede che sei mia amica.

GIULIA                    (ridacchiando, dà un’occhiata a Massimo) Poverino però… chissà quanto le ha voluto bene…

GIORGIA                 Chissà se è stato lui a… no, non può essere.

GIULIA                    Lui a fare cosa?

GIORGIA                 Non posso dirtelo, non insistere!

GIULIA                    Senti Giorgia o me lo dici o passo a questo sfigato alla mia sinistra il tuo numero di telefono.

GIORGIA                 Non oserai!

GIULIA                    Oh, sì che oserò!

GIORGIA                 Non sei così infame!

GIULIA                    Sì che lo sono!

GIORGIA                 Sì lo sei. E va bene te lo dico. Si tratta di Simona.

GIULIA                    Questo l’avevo capito.

GIORGIA                 Ebbene… io non voglio fare la pettegola…

GIULIA                    (girandosi verso Loris) Ha per caso una penna e un pezzo di carta? Le vorrei dare il numero di…

GIORGIA                 (trattenendo l’amica) D’accordo, d’accordo, ho capito! Ti dico tutto!

GIULIA                    Con le buone si ottiene sempre tutto. (rivolgendosi a Loris) Non fa nulla, ho trovato, grazie. (a Giulia, eccitata) Vai avanti!!!

GIORGIA                 E’ successo tutto alla festa di addio al nubilato di Simona…

Massimo e Loris mostrano molta curiosità alla conversazione e si mettono in modo sornione all’ascolto.

GIULIA                    Dove io non sono potuta venire, mannaggia!!! Dimmi, dimmi!!!

GIORGIA                 Eravamo in quel locale vicino al porto, non ricordo il nome.. ma ricordo perfettamente che la cameriera puzzava che sembrava un’orata d’allevamento, senza contare i capelli, di un colore paglia e fieno senza alcun ritegno… 

GIULIA                    (di scatto si rivolge a Loris) Le volevo dire che la mia amica muore dalla voglia di darle il suo numero di…

GIORGIA                 Eddai!!! Ti sto raccontando, no???

GIULIA                    (a Loris) Ho fatto grazie! (a Giulia) Vai al sodo!!!

GIORGIA                 Insomma dopo cena al nostro tavolo arriva uno strafico vestito da… beh, non era proprio vestito, comunque aveva un cinturone pieno di bicchierini. Hai presente quelli per la tequila bum bum…?

GIULIA                    Sì, ho capito l’articolo, VAI AVANTI!

GIORGIA                 Una tequila tira l’altra… sai quel ragazzo era molto bravo a…

GIULIA                    E ALLORA???

GIORGIA                 E allora eravamo tutte ubriache o meglio, ‘loro’ erano tutte ubriache, lo sai che io sono astemia. Ma Simona era quella più ubriaca di tutte e continuava a bere! Poi a un certo punto è salita sul tavolo, ha cominciato a ballare e urlando ha detto…

GIULIA                    Che ha detto?

LORIS                      (rivolto a Giorgia) Mi scusi, per quel numero…

GIULIA                    (rivolta a Loris) Stia zitto!!! (rivolta a Giulia) Che ha detto?

GIORGIA                 Che è incinta!

GIULIA                    No!

GIORGIA                 Si! E non è tutto.

GIULIA                    Cioè?

GIORGIA                 Lui non lo sa.

GIULIA                    No!

GIORGIA                 Si! E non è tutto!

GIULIA                    Cioè?

GIORGIA                 Il figlio non è del suo futuro marito!

GIULIA                    NO!

GIORGIA                 Sì!

Si vede che Massimo resta molto incuriosito dalla notizia e di conseguenza alla notizia stessa ‘finge’ di essere ancora più triste. Tutti si rimettono seduti tranne Loris.

LORIS                      Emilio! Emilio!

EMILIO                    (da seduto) Che c’è?

LORIS                      Ho saputo che... (si accorge che Emilio è seduto e si siede anche lui) Mi vuoi avvisare??? Ho saputo una cosa! L’ho appena sentita dalle amiche della palestra!

EMILIO                    Che hai saputo?

LORIS                      Simona è incinta!

EMILIO                    No!

LORIS                      Si! E non è tutto!

EMILIO                    Cioè?

LORIS                      Lui non lo sa!

EMILIO                    No!

LORIS                      Sì. E non è tutto!

EMILIO                    Cioè?

LORIS                      Il figlio non è del carciofo!

EMILIO                    NO!

LORIS                      Sì!

EMILIO                    E di chi è?

LORIS                      Questo non lo so… aspetta! (si rimette ad origliare)

GIULIA                    Ma allora di chi è?

GIORGIA                 E chi lo sa? Simona poi si è addormentata quasi di colpo. Prima di poter dire altro, per  fortuna.

GIULIA                    Come ‘per fortuna’? Questo è lo scoop del secolo! Ma… aspetta un attimo, ecco perché lei ha voluto sposarsi così di corsa!

GIORGIA                 Hai capito adesso?

GIULIA                    Ma allora tu pensi che potrebbe essere di...? (gettando un occhio a Massimo)

GIORGIA                 A questo punto tutto è possibile...!

LORIS                      (ad Emilio) Non lo sanno di chi è!

EMILIO                    Se conosco i miei polli vedrai che qualcuno si approfitterà della cosa…

MASSIMO                Scusatemi… ma non ho potuto fare a meno di sentire i vostri discorsi… quindi voi… sapete! (con aria contrita)

GIORGIA                 Sì, beh, ma…

GIULIA                    … ma non diremo nulla ovviamente! Vero?

GIORGIA                 Certo, certo! Sarà il… nostro segreto!

MASSIMO                Simona è una ragazza così dolce… (fingendosi triste, affranto), mentre io sono un bastardo! (lo dice picchiando il pugno contro la fronte, quasi piangendo, sempre per finta.)

LORIS                      Non so se vomitare o andare a stringerli la mano…

Squilla il cellulare del Conte, personaggio del II atto che ora non si vede, sulle note di ‘Funicolì Funicolà’. La musica si spegne dopo qualche secondo. Emilio dà cenni di insofferenza.

EMILIO                    (sporgendosi un po’ in avanti) Oh, no! Hanno scelto la formula in latino!

LORIS                      Che c’è? Che formula?

EMILIO                    Ma non hai sentito? Il prete sta dicendo la formula iniziale del matrimonio in latino!

LORIS                      Ah, sì? Non me n’ero accorto. Lui è nobile, sono cose da nobili...

EMILIO                    Non hai capito? Le vecchie sono andate lì proprio mentre il prete iniziava a parlare in latino! Tu gli avevi detto che si parlava italiano! Il rito finale lo farà in italiano, ma le vecchie hanno appena sentito l’unico pezzo in latino di tutta la funzione! Ecco, sta tornando!

LORIS                      E va beh! Non mi sembra una cosa tanto grave... quella manco si ricorderà chi gliel’ha detto.

Entra dal lato sinistro la vecchina che attraversa tutta la scena, passando davanti al banco. Si ferma all’altezza di Emilio, che è l’ultimo del banco a destra, e fa un cenno a Loris.

VECCHINA              Signore?

LORIS                      Sì?

La vecchina dà due-tre borsettate in testa a Loris, dopodiché si rimette a sedere sulla sedia in fondo. Prepara il suo rosario e si rimette a biascicare le litanie.

EMILIO                    Così ti impari. (volgendo lo sguardo verso la parte dello sposo) Ma quello non è Andrea? Quando è arrivato? Non me ne sono accorto.

LORIS                      (toccandosi la testa) Ahia... (volgendo lo sguardo verso la parte dello sposo) Sì, è lui. Che ci fa lì? Non dovrebbe stare da questa parte, come dicevi tu?

EMILIO                    Ma se qui è tutto pieno! Anche uno come lui lo capisce che è meglio andare di là piuttosto che stare in piedi!

LORIS                      Digli di venire lo stesso che ci stringiamo.

EMILIO                    Giusto. (quasi sottovoce) Andrea… Andrea! Vieni da questa parte… vieni qua! (si alza e si infila in una quinta alla sua destra, a sinistra del palcoscenico, lasciando in scena solo un piede).

LORIS                      (rivolgendosi a Giulia) E’ un nostro amico...

GIULIA                    Ah.

LORIS                      Ma sta dalla parte sbagliata.

GIULIA                    Divertente.

EMILIO                    (rientrando in scena e rimettendosi seduto) Ha preferito rimanere lì. Dice che ci vediamo dopo... porello…

LORIS                      (mandando anche lui un saluto ad Andrea fuori scena) Perché porello?

Entra in scena, dal lato sinistro, il fotografo. Si mette a scattare diverse foto ai vari ospiti, durante i loro discorsi, per poi uscire di scena dal lato sinistro.

EMILIO                    Non lo sai? Sì è lasciato con la moglie, qualche mese fa.

LORIS                      No! Davvero? Ecco perché sembra un po’ triste. Come mai si è lasciato?

EMILIO                    Mah, non ne so molto. Andrea non è espansivo.

LORIS                      Eppure al tuo addio al celibato di qualche anno fa non mi sembrava così introverso, ha bevuto più lui di una banda di Alpini assetati! Ah già, forse non era ancora sposato!

EMILIO                    Ma che c’entra? Io sono sposato da anni e sto benissimo anzi, quello del matrimonio è stato il giorno più bello della mia vita, e poi Andrea non è stato il solo ad acciuccarsi quel giorno… aspetta un attimo, davvero ti ricordi cosa è successo al mio addio al celibato? Se non sbaglio anche tu ci avevi dato dentro parecchio!

LORIS                      CERTO CHE MI RICORDO! … Fino a un certo punto almeno, poi devo aver perso conoscenza… comunque per la faccenda del matrimonio sei tu che sei una mosca bianca…

Giorgia e Giulia prendono le loro borsette ed, all’unisono, prendono specchietto e rimmel e si truccano gli occhi. Massimo poi chiede a Giorgia di prestargli lo specchietto. Dopidiché estrarrà un pettine dal taschino interno della sua giacca e si pettinerà i capelli.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

LORIS                      Oddio ha ricominciato...! Senti, quando c’è l’intervallo?

EMILIO                    Ma che stiamo al cinema? Mica c’è l’intervallo!

LORIS                      Ho capito ma io mi annoio!

EMILIO                    Trovati qualcosa a cui pensare oppure ascolta così magari impari qualcosa!

LORIS                      Cosa vuoi che ascolti? Un matrimonio farsa tra una riccona ed un nobile spiantato? Sembra un film francese degli anni sessanta.

EMILIO                    Non dire queste cose.

LORIS                      Se vuoi non le dico, ma è la verità. In più mettici che lei è incinta.

EMILIO                    E allora? Motivo in più per sposarsi no?

LORIS                      Ma se le tizie, qui, hanno detto che non è del carciofo?

EMILIO                    Hanno detto che ‘Simona ha detto’ che non è del carciofo. Era ubriaca, no? Non vorrei ricordarti cosa dici ‘tu’ quando sei ubriaco! Una volta hai detto pure che hai fatto non so cosa con una melanzana, della sabbia e un tappo da lavandino...

Qui Massimo prende il libretto e lo comincia a leggere. Giorgia e Giulia scimmiottano tutti i suoi movimenti.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS???

LORIS                      Ah! Ve l’ho raccontato? ... Ehm, hai ragione, gli ubriachi dicono cose stupide! Quindi posto che il nascituro sia del carciofo, a cosa dovrei stare attento? A un matrimonio fatto di corsa perché lei ‘aspetta’? Già sono contrario ai matrimoni, ma questo mi sembra proprio una sciocchezza.

EMILIO                    I due si vogliono bene, lo hai detto tu stesso, no? E poi perché sei contrario al matrimonio?

LORIS                      Ho detto che il carciofo ‘sembra’ che le voglia bene. Ma non so cosa provi Simona. E poi se due stanno bene insieme a che serve sposarsi? Non cambia niente.

EMILIO                    Cambia tutto, invece. Sembra che non cambi nulla, non dovrebbe cambiare nulla, forse, ma cambia tutto. A volte in meglio, come è successo a me, ed a volte in peggio, come forse è successo ad Andrea. Ma cambia tutto, fidati. Sposati. E capirai di cosa parlo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS...!

LORIS                      E nel frattempo che faccio, ci riprovo con queste?

EMILIO                    Con un AC.NU. tra i piedi non hai speranze. Dai retta a me, lascia perdere.

GIULIA                    (rivolgendosi a Giorgia) Sei sicura che non possiamo fare nulla per lui?

GIORGIA                 Che vuoi dire?

GIULIA                    Potremmo cercare di consolarlo, no?

Giorgia e Giulia emettono dei risolini di compiacimento.

MASSIMO                Ormai ciò che è stato è stato. Simona ha fatto la sua scelta ed io la rispetto. Tutto ciò che potrò fare sarà starmene in disparte… nascosto… a vederlo crescere felice… con i suoi genitori… (finge di piangere, triste)

GIULIA                    E digli qualcosa, no?

GIORGIA                 Ma che gli dico? ...Ehm… (a Massimo) di che segno sei?

GIULIA                    MA DAI!!! Ti pare che in un momento così gli chiedi ‘sta cosa???

GIORGIA                 Se tu che mi hai detto di…

MASSIMO                (cercando di ricomporsi dal finto pianto) Avete ragione. Sono un egoista. Pensare a me in un giorno così importante per lei, non è giusto… parliamo di voi invece. Il segno zodiacale dicevate, vero? Non è certo difficile indovinare il vostro. Tu sei del Leone mentre tu sei dei Gemelli.

GIULIA                    Giusto!

GIORGIA                 Ma come hai fatto?

VECCHINA              ORA PRO NOBIS...?

LORIS                      Eh??? Come ha fatto? Adesso non dirmi che non è uno che ci sa fare!

Tutti si alzano in piedi. Tutti tranne Loris che, come al solito, si alza con un attimo di ritardo.

EMILIO                    (ridacchia) Banale. Quella di sinistra porta al collo il simbolo del suo segno mentre l’altra ha un anello con un’acquamarina, la pietra del segno dei Gemelli.

LORIS                      Ma cosa vi fanno a voi AC.NU? L’addestramento degli Agenti Segreti? Io non mi ricordo cosa ho mangiato oggi a colazione! … (tra sé) L’ho fatta la colazione? … (Emilio sorride)

MASSIMO                Semplice. Certamente non siete del segno dell’Acquario, come quella signora seduta nell’altro lato. Solo un Acquario avrebbe il coraggio di mettersi un cappello come quello…

Giorgia e Giulia ridacchiano

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

MASSIMO                E poi si vede da lontano che tu sei una ragazza passionale, audace, esuberante esattamente come ti vuole il tuo segno, mentre tu sei vivace, allegra, versatile, estrosa. Una perfetta Gemelli. Un’incantevole Gemelli, direi. Così come ho trovato un’incantevole Leone… (Giorgia e Giulia apprezzano il complimento) mi stavo chiedendo se…

GIORGIA – GIULIA               Siiiiiiiiiiì?

MASSIMO                Sono un po’ giù di forma, sapete, questa storia… magari voi potete consigliarmi una buona palestra, visto che avete conosciuto Simona lì…

GIORGIA                 Oh, certo!

GIULIA                    Perché non vieni dove andiamo noi?

GIORGIA                 Sì, dove andiamo noi!

MASSIMO                Ma non so dov’è… se poteste darmi il numero della palestra…

GIORGIA – GIULIA               Oh, no! Prendi il ‘mio’ numero invece!... (ridacchiano. Giorgia inizia a rovistare nella borsetta)

GIULIA                    Chiama me. (rovistando nella borsetta) Così magari prendiamo un appuntamento e…

GIORGIA                 (estraendo velocemente un biglietto da visita dalla borsetta) … e ci andiamo insieme così ti presento il proprietario…

GIULIA                    (con ripicca, tirando fuori il proprio biglietto da visita dalla borsetta) … che grazie a me ti farà lo sconto!

MASSIMO                (prendendo entrambi i bigliettini) Grazie, non mancherò…

LORIS                      Ehi. Ce l’ha fatta! Ha ottenuto i numeri di telefono, e due in un colpo solo! Ci sa fare, eh?

EMILIO                    Se lo dici tu.

LORIS                      Come ‘se lo dici tu’? Io ci ho messo un mese per avere il coraggio di farmi dare il numero di un analista e tu dici che non ha fatto nulla? (sbeffeggiandolo) Sentiamo. A te, nella tua carriera di AC.NU., è mai capitato di prendere ‘due’ numeri ad un matrimonio? Qual è il tuo record?

EMILIO                    Trentotto.

LORIS                      Quanti???

EMILIO                    Trentotto. Su trentanove donne adulte.

LORIS                      Ah. (ostentando nonchalance) E la trentanovesima chi era, la sposa?

EMILIO                    No. Era tua nonna.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

GIORGIA                 (indicando Massimo) Questo tipo mi ricorda lo strafico della tequila bum bum dell’addio al nubilato. Chissà cosa direbbe Marina, anche a lei era piaciuto molto e...

GIULIA                    Cosa, cosa, cosa? C’era anche Marina all’addio al nubilato di Simona?

GIORGIA                 Sì.

GIULIA                    Marina la cugina di Simona?

GIORGIA                 Sì, perché?

GIULIA                    E dimmi bene: c’era per caso qualche amica di Marina quella sera?

GIORGIA                 In effetti, sì. Mi sembrava strano dato che Simona non l’aveva invitata. Ma questa poi ha cominciato a chiacchierare e non la finiva più. Sembrava una macchinetta. Alla fine in qualche modo a Simona gliel’ha intortata ed è restata.

GIULIA                    (con apprensione) Mi vuoi dire che ANASTASIA era lì quella sera?

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!?

GIORGIA                 Sì, è vero, si chiamava così! Perché tu la conosci?

GIULIA                    Io conosco Marina che purtroppo si porta sempre appresso quella vipera pettegola di Anastasia! Ma c’era anche lei quando Simona ha detto quelle cose?

GIORGIA                 Sì c’era anche lei...

GIULIA                    Tu non ti rendi conto della gravità della situazione!!! Lei, oltre ad essere parente di Giorgio, è una pettegola assatanata!

GIORGIA                 Dai, non esagerare.

GIULIA                    No! Lei fa la pettegola di professione! Non l’hai detto anche tu che non finiva mai di parlare?

GIORGIA                 Eccome! Era una piattola!

GIULIA                    Lo vedi? Te lo dicevo io!!! Quella adesso lo racconterà a tutti, se già non l’ha fatto. Fammi vedere se c’è anche lei... (guardando dalla parte degli ospiti dello sposo)

GIORGIA                 Guarda che è quella che sembra vestita come un senzatetto.

GIULIA                    Oddio è vero! Ma dove sta? Perché non è seduta al suo posto? PERCHE’ NON E’ SEDUTA AL SUO POSTO??? … Eccola lì, dietro la colonna... dove sta andando? Perché va dalla testimone di Giorgio? Oh cavolo! Oh cavolo! Oh cavolo!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

GIORGIA                 Calmati, vedrai che non è come credi...

LORIS                      (ad Emilio) Queste dicono che c’è qualcosa che non va con quella che è andata adesso vicino ai testimoni del carciofo...

GIULIA                    TU NON LA CONOSCI! Vedi? VEDI! Le sta parlando all’orecchio... gliel’ha detto! Oddio, gliel’ha detto!!!

LORIS                      Cosa, cosa??? Scusi se mi intrometto ma cosa le ha detto? A chi? (anche Emilio si avvicina per sentire)

MASSIMO                Le sembrano domande da farsi? Sono certamente faccende private! (alle ragazze) Che succede? Cosa le ha detto?

Massimo, Loris ed Emilio sono tesi ad ascoltare cosa succede.

GIULIA                    (sempre più turbata) Ma che Simona è incinta di un altro, no? Gliel’ha detto alla testimone!!!

GIORGIA                 Come fai a dirlo??? Può averle detto qualunque co... oh, mamma! Guarda che faccia ha fatto...!

GIULIA                    Lo vedi? Qui succede il finimondo!

GIORGIA                 Perché ora la testimone si alza? Eh? Perché si alza???

GIULIA                    Perché lo va a dire a lui, ecco perché!!!

LORIS                      Magari deve solo andare in bagno...

EMILIO                    Un attimo prima delle promesse???

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

GIULIA                    Che fa? CHE FA??? Perché si avvicina all’orecchio di Giorgio, che gli dice, che gli dice???

GIORGIA                 Niente, spero, niente... oh, mamma! Gliel’ha detto! Gliel’ha detto!

GIULIA                    Sì, gliel’ha detto!!! Guarda Giorgio... guarda che faccia...

MASSIMO                La vedo brutta...

EMILIO                    Qua finisce male.

LORIS                      Qua finisce malissimo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

GIULIA                    Stanno litigando.

GIORGIA                 Ma no, dai, ti sbagli.

GIULIA                    Stanno litigando ti dico! Lo vedi lei com’è rossa?

LORIS                      A me sembra più rosso lui!

GIORGIA                 Qua finisce male.

GIULIA                    Qua finisce malissimo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

GIULIA                    Lo vedi anche tu, adesso, che litigano?

MASSIMO                Adesso mi sa che lo vedono tutti.

LORIS                      L’unico che non se n’è ancora accorto è il prete.

EMILIO                    Qua finisce male.

GIORGIA                 Qua finisce malissimo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

MASSIMO                (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... se dunque è vostra intenzione unirvi in Matrimonio, datevi la mano destra...

GIORGIA                 Oh, mamma...

GIULIA                    Litigano ancora...

MASSIMO                (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... promettete di amarvi fedelmente, nella gioia e nel dolore...

EMILIO                    Possibile che Don Aldo non si accorga di nulla?

MASSIMO                (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... nella salute e nella malattia...

GIULIA                    Qui finisce male.

GIORGIA-EMILIO-LORIS      Qui finisce malissimo!

MASSIMO                (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... e di sostenervi l’un l’altro tutti i giorni della vostra vita?... Dite ‘lo voglio’!

GIORGIA-GIULIA-EMILIO-LORIS-MASSIMO         OH! (tutti e cinque fanno un’espressione incredula, attonita: hanno appena visto o sentito qualcosa che li ha lasciati di stucco)

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

Gli attori restano fermi, immobili. Si sente una musica allegra (ad es. “Gold, Gold, Who’s Got The Gold” dall’album ‘After the Fox - Soundtrack’ di Burt Bacharach) per qualche secondo, dopodiché si sentirà un effetto sonoro tipo il ‘rewind’ di un nastro. Parte nuovamente la musica allegra di prima, e con un effetto di luce stroboscopica, se c’è, gli attori ripercorrono in un paio di minuti tutto il primo atto a ritroso, come se lo spettatore assistesse al rewind di una videocassetta, ripercorrendo i momenti salienti della commedia all’indietro. Alla fine dell’effetto moviola si chiude il sipario. Restano le luci accese sul sipario, resta la musica, giusto il tempo affinché venga cambiata la disposizione della scena. Sfuma la musica, si riapre il sipario ed inizia il secondo atto.

FINE PRIMO ATTO

 


SECONDO ATTO


La scena, identica ma speculare rispetto a quella del primo atto, presenta un ‘banco da chiesa’ sistemato fronte pubblico con sopra cinque libretti, come quelli che si possono trovare ad un matrimonio. C’è una sedia sistemata sulla sinistra accanto al banco. Sulla destra, proprio accanto all’entrata, c’è un piccolo tavolino in legno con sopra i libretti del matrimonio. I libretti sono una decina, messi uno sopra all’altro. Del tavolino, però, se ne vede solo metà, l’altra metà è fuori scena. L’entrata sul palcoscenico, stavolta, avverrà dal lato destro (NdA: nel primo atto l’entrata era dal lato sinistro). Anche in questo atto si possono sistemare la guida blu, messa dall’altra parte, il vaso con i fiori, il candelabro e, sulla sinistra, un inginocchiatoio.

Ad apertura sipario, si sente la musica della ‘marcia nuziale‘ e dopo qualche secondo, sullo sfumare della musica stessa, inizia un’altra musica, allegra, quasi comica (ad es. “Ascot” dall’album ‘Arabesque - Soundtrack’ di Henry Mancini) e su di essa fa la sua entrata una vecchina, vestita di nero, con gonna, camicia o maglioncino ed un grosso e vistoso scialle colorato sulle spalle. Lo scialle è molto simile a quello della vecchina del primo atto ma di colore completamente differente. Ha con sé una piccola borsetta di colore nero e un bastone col quale si aiuta per camminare. Appena entrata, con incedere lento arriva in proscenio. Lì si genuflette, segnandosi rapidamente, e con molta fatica, aiutandosi col suo bastone, si rimette in piedi.

Nell’alzarsi si sofferma a guardare, molto da vicino come se fosse quasi cieca, uno dei libretti sistemati sulla panca. Dopodiché si avvia verso la sedia accanto al banco e ci si siede sopra.

Sempre con accurata lentezza, la vecchina posa la borsetta accanto a sé, ne estrae dall’interno un rosario e comincia a biascicare delle litanie latine incomprensibili, sottolineando, di tanto in tanto, la frase ‘ora pro nobis’.

La vecchina (NdA: interpretata dalla stessa attrice o, ancor meglio, dallo stesso attore che interpreta la vecchina del primo atto) si interrompe perché qualcuno ha urtato il tavolino dei canti ed alcuni libri sono finiti per terra. (NdA: siamo tornati indietro nel tempo. Infatti il matrimonio è lo stesso ma visto dalla parte degli invitati dello sposo).

Entra Emilio in scena.

VECCHINA              Raccogliete!

EMILIO                    Certo, certo. (si mette a raccogliere i libri ed a sistemarli nuovamente sul tavolino. Una volta finito fa un cenno alla vecchina ed esce di scena).

VECCHINA              ORA PRO NOBIS! (ricomincia a biascicare le sue litanie)

Entrano il Conte e la Contessa. Entrambi spocchiosamente snob, vestiti in modo molto elegante: il Conte si distingue per una cravatta molto appariscente, molto grande, possibilmente fosforescente o con colori molto vivaci e dei disegni che ricordino dei cavalli, mentre la Contessa indossa un vistoso e ridicolo cappello, con della frutta finta sopra. Il Conte ha una leggera calata napoletana. Entrambi hanno la fede al dito.

CONTESSA              Vieni, mettiamoci qui. Non mi va di andare davanti e far vedere a tutti che siamo arrivati così in ritardo!

CONTE                     Come vuoi. A me me fai nù piacere.

CONTESSA              (sedendosi) Mi domando perché ti do retta!

CONTE                     (sedendosi) Perché sono io che pago i conti del tuo parrucchiere, cara.

CONTESSA              Era proprio così importante quella trasmissione in tv? Siamo usciti un’ora dopo il dovuto!

CONTE                     è colpa di tuo nipote, che ha scelto di sposarsi il giorno del Gran Premio d’Europa di dréssage.

CONTESSA              Uuuuh questi cavalli! Sempre i cavalli! Non pensi ad altro che ai cavalli! Che poi non sei neanche capace di andare a cavallo!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Sono un giudice, cara, e i giudici non devono saperci andare, devono valutare quelli che ci vanno.

CONTESSA              Come fai a giudicare una cosa che non sai fare?

CONTE                     Quando presiedevi la giuria del premio per le torte fatte in casa però, giudicavi eh? ASSAGGIAVI, eh? Ma non mi risulta che tu sia in grado di preparare una torta! Manco o’ zabbaione sbattuto sai fare!

CONTESSA              Ma che c’entra!? Quello è gusto, assaggio, assaporazione! Mica devo valutare la tecnica del trotto, del galoppo o del… del coso, come si chiama… del découpage…

CONTE                     Découpage? DÉCOUPAGE??? Dréssage. È DRÉSSAGE!!!

CONTESSA              Va beh, quello. 

VECCHINA              ORA PRO NOBIS.

CONTE                     Ed è sempre colpa di tuo nipote che ha scelto di sposarsi nella chiesa più irraggiungibile della città, in pieno centro.

CONTESSA              Esagerato. Sei arrabbiato solo perché abbiamo girato alla seconda come avevo detto io e non alla prima come avevi detto tu. Tanto secondo me non cambiava nulla.

CONTE                     Se giravamo alla prima eravamo già qui da mezz’ora. E poi io ti sembro ‘esaggerato’? Ma a te ti sembra normale sposarsi di mercoledì? A mezzogiorno? In pieno giorno feriale?

CONTESSA              Lo sai che Giorgio è un po’ eccentrico.

CONTE                     No, quello è un peducchiuso! (NdA. Pron. p'rucchius)

CONTESSA              Eh?

CONTE                     Un pidocchioso, un taccagno! Eh, ma ‘l'avaro è comme 'o puorco, buono sulo doppo muorto’!

CONTESSA              Non dire queste cose!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Quello così facendo sperava che venisse meno gente al ricevimento! Eh, ma ha fatto male i conti. Guarda quanti sono da quella parte. Sembra di stare al Gran Premio di Caserta durante le premiazioni dei cavalli.

CONTESSA              Non sta bene guardare. E poi è normale che di là sono di più, no? La plebe è sempre stata più numerosa.

CONTE                     A proposito dove lo fanno il ricevimento?

CONTESSA              A Villa Basilio, un posto molto esclusivo!

CONTE                     Figurati se faceva il matrimonio ‘a pane e puparuole’!

CONTESSA              Cosa?

CONTE                     A ‘pane e puparuole’, pane e peperoni, alla sempliciotta, alla ‘volemose bene’.

CONTESSA              E vorrei vedere! Ti pare che il figlio del marchese Vincenzi ti organizza un ricevimento poco impegnativo?

CONTE                     Saranno pure marchesi ma sono senza un soldo! Altrimenti perché si sposerebbe una senza un titolo?

CONTESSA              Ma di che parli?

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Eh, di che parlo! Quella tiene 'e rendite spase 'o sole!

CONTESSA              E parla come mangi! Che hai detto?

CONTE                     Tiene ‘ 'e rendite spase 'o sole ’! Ha i soldi stesi fuori al sole! Dicesi di persona molto ricca.

CONTESSA              Va beh, sarà pure così come dici tu ma secondo me sei troppo malizioso! Sono certa che Giorgio le vuole bene davvero!

CONTE                     Può pure essere. Ma se hai un padre povero sei sfortunato, ma se tieni un 'suocero' povero ‘sì scemo’! Sei scemo!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS.

CONTESSA              Ma la vegliarda farà così ancora per molto?

CONTE                     Quella non è colpa sua, è il Concilio Vaticano II…

CONTESSA              Eh?

CONTE                     È cambiato tutto dopo il Concilio. Prima la Messa era in latino e nessuno ci capiva niente. Così le vecchiette si mettevano in fondo a dire il rosario. È carino. Fa folclore.

CONTESSA              A me mi fa venire l’ansia! (si sventola con uno dei libretti del matrimonio) E poi fa un caldo…

CONTE                     La scorsa estate, a Capannelle, lì sì che faceva caldo! Tenevo tutte le mosche cavalline azzeccate addosso!

CONTESSA              Che orrore! Evita questi particolari truculenti, per favore! E poi basta co’ ‘sti cavalli!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     A proposito di particolari truculenti, ma tu tieni paura che al ricevimento non si mangi nulla?

CONTESSA              Ma come ti viene in mente?

CONTE                     E allora perché ti sei portata la frutteria appresso? (indicando il cappello) Che è ‘sto coso?

CONTESSA              Come si vede che capisci solo di cavalli! Questo cappello è l’ultimo grido!

CONTE                     L’ultimo grido di spavento, di terrore! Ma che tieni in testa i ravanelli, le carote? Non avvicinarti a un cavallo o te lo mangia il tuo ‘ultimo grido’!

CONTESSA              Parli tu co’ ‘ste cravatte!

                                

CONTE                     Almeno io metto una nota di colore, tu metti una nota ortofrutticola!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS.

CONTE                     Spero almeno che il pranzo valga i 500 euro che ho sborsato per il regalo. Ma io dico! Con 500 euro abbiamo comprato due, e dico due, cucchiaini da caffè! Manco fossero fatti d’oro zecchino!

Il conte e la contessa all’unisono si alzano in piedi.

CONTESSA              D’oro no, ma d’argento sì. Hanno fatto la lista di nozze nello stesso posto in cui l’ha fatta Eleonora di Borbone, che ti aspettavi?

CONTE                     Un poco di buon senso, ecco cosa mi aspettavo. Toglimi una curiosità. Ma sul bigliettino che ci hai scritto? “Dai tuoi cari zii. Pensaci quando ‘mitt’o succhero rint’o cafè’!” Pensa che lo stai girando coi miei CINQUECENTO euro!

CONTESSA              Non fare il miserabile.

CONTE                     CINQUECENTO euro! Pe’ doje cucchiaini???

CONTESSA              Eddai! Pensa alla felicità di quei due invece di pensare al portafogli!

CONTE                     Spero che almeno ci siano i fritti come antipasto. Io non lo sopporto un pranzo senza i fritti di antipasto. Te l’ho mai raccontato di quel rinfresco per gli Juniores di trotto? Non c’era neanche una…

CONTESSA              Shhh! Mi vuoi far sentire?

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Ma sentire cosa? Non lo vedi che quei due insieme paiono ‘o’ surdo e o’ cecato’?

La Contessa guarda male il marito.

CONTESSA              Eh?

CONTE                     Non si intendono! Sembrano il sordo e il cieco... Ma che ci parlo a fare con te!?

CONTESSA              Che poi tu non sei neanche napoletano, ma siccome fa snob, ti sei fissato di dover parlare in un dialetto che non ti appartiene.

CONTE                     A parte che lo Zio Nicola, Conte di Calcarone Irpino, è nato ad Avellino.

CONTESSA              Ma se è uno zio acquisito???

CONTE                     E che vuol dire? Sarà acquisito, ma il sangue quello è!

CONTESSA              Va beh, buonanotte. Con te è una causa persa.

Squilla il cellulare del Conte, sulle note di ‘Funicolì Funicolà’. Il Conte frettolosamente cerca il suo telefonino in tasca.

CONTESSA              Spegnilo! Spegnilo!

Il Conte riesce a raggiungere e spegnere il cellulare.

CONTESSA              Che figure mi fai fare!

Si sente la musica del cellulare di Loris, sulle note di ‘Tarzan lo fa’ o musichette simili. La musica si spegne dopo qualche secondo.

CONTESSA              Almeno non sei l’unico!

Il Conte e la Contessa si mettono seduti.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS.

CONTESSA              Da una parte il telefono, dall’altra l’orologio a pendolo! La vegliarda non sbaglia un colpo!

VECCHINA              (all’improvviso si gira e si rivolge alla sua sinistra) Che c’è!? (dopo una risposta che non sentiamo) EH? (dopo una risposta che non sentiamo) Certo che parlo italiano! (dopo una risposta che non sentiamo) Chi è che parla italiano? (si alza, aiutandosi con il bastone e si sistema in piedi accanto alle quinte sulla destra come se stesse parlando con qualcuno fuori scena) Davvero? Don Aldo parla italiano? E da quando?... Non lo so, che vogliamo fare?... COSA, DOVE ANDIAMO?... E va beh, non urlare! Mica so’ sorda! Andiamo davanti, così sentiamo meglio... (la vecchina va a prendere la borsetta, ed inizia a camminare lungo le quinte che stanno a destra. Una volta giunta all’altezza del banco su cui sono seduti il Conte e la Contessa, si ferma e si rivolge al Conte) Dice che parla italiano!

CONTE                     Sempre sia lodato, signora.

La Vecchina fa un leggero saluto e termina la sua camminata fino al proscenio, poi gira alla sua sinistra, passa davanti al banco ed agli altri personaggi, ed esce dalle quinte a destra.

CONTE                     Ma adò vann?

CONTESSE              Chi?

CONTE                     Le arpie, le vecchie. (indicando) Vedi?

CONTESSA              Ah. E andranno a sedersi più avanti, che ne so.

CONTE                     E certo, un po’ sorde saranno. Almeno così sentono qualcosa.

CONTESSA              ‘O surdo e ‘o cecato… ora l’ho capita!

CONTE                     Complimenti. L’hai capita qualche ora prima dei tuoi soliti standard.

CONTESSA              Deficiente.

CONTE                     Te lo sei scordata quando sei scoppiata a ridere in piena notte per una battuta che avevo fatto a pranzo?

CONTESSA              Ancora con questa storia? Te l’ho detto: stavo facendo un sogno.

CONTE                     Va bene, amore mio, come vuoi tu. Sta di fatto, per ribadire il concetto, che un matrimonio felice può esistere solo fra un marito sordo e una moglie cieca.

CONTESSA              E lo so bene io, dopo vent’anni.

CONTE                     Vent’anni sono passati, eh?

CONTESSA              Io ne avevo venti, tu trenta. Fai un po’ i conti…

CONTE                     E’ che al giorno d’oggi la gente perde subito gli stimoli per andare avanti insieme.

CONTESSA              (tra sé) E lo so bene io, dopo vent’anni! (sbuffa)

CONTE                     Oggi preferiscono convivere. Così, se qualcosa va storto dopo qualche mese, si ricomincia con un altro.

CONTESSA              Su questo ti do ragione. La gente non ne vuole più sapere di sposarsi. Hai presente il matrimonio del mese scorso, quello al quale tu non sei voluto venire? Eh, alla fine la sposa ha lanciato il bouquet e c'è stato un fuggi fuggi neanche avesse tirato una granata!

CONTE                     Che poi è anche vero che il matrimonio è un innesto: o attecchisce o no. Un po’ come il connubio tra cavallo e cavaliere. Se non si instaura il feeling, il cavallo non risponde e...

CONTESSA              Ma cosa c’entra il cavallo??? Che c’entrano i cavalli col matrimonio di Giorgio, mi vuoi spiegare???

CONTE                     Ma che vvuoi ’a me? Hai cominciato tu a dire di queste cose. E poi tu lo sai che io li odio i matrimoni perché tu diventi ingestibile.

CONTESSA              Che vuoi dire?

CONTE                     Lo sai cosa voglio dire!

CONTESSA              No. Non lo so cosa vuoi dire! Dimmelo!

CONTE                     Eddai che lo sai, su!

CONTESSA              Dimmelo!

CONTE                     Guarda che poi ti arrabbi.

CONTESSA              Dimmelo!

CONTE                     Guarda che poi ti arrabbi!

CONTESSA              Abbi il coraggio delle tue azioni: dimmelo!

CONTE                     Bevi.

Visibilmente arrabbiata la Contessa si alza in piedi, seguita subito dopo dal Conte.

CONTESSA              (stizzita) Non è vero.

CONTE                     ‘O saje che è ‘o vere! Ti scoli le bottiglie di champagne sane sane, come i cowboy dei western fanno col whisky. E poi tocca a me tenerti a bada.

CONTESSA              Sei ingiusto. E’ successo solo una volta. E quella volta non avevo mai bevuto così tanto.

CONTE                     No. Nisciuno ha mai bevuto così tanto! Ti sì fatta pure o’ ballett mezza ignuda sui tavoli. Robba che quando entro nei circoli, le persone vedo che parlottano tra di loro e ridono! Un altro po’ e mi additano! ‘Guarda quello, non è il marito della ballerina’?

Si rimettono seduti.

CONTESSA              (quasi in lacrime) Sei ingiusto.

CONTE                     Ingiusto io? Io divento lo zimbello della nobiltà equestre e io sono ingiusto? (alzandosi) Tu fai la danza del ventre al matrimonio di tua cugina e io sono ingiusto?

CONTESSA              (arrabbiandosi) Mettiti seduto, che arriva gente!

CONTE                     (sedendosi) Mi seggo. Mi seggo e mi taccio!

Entrano in scena due donne. La prima è Anastasia, tra i 30 e i 40 anni, vestita con un abito d’alta moda ma di qualche stilista un po’ originale tanto che sembra un abito fatto con pezzi di abiti diversi (il risultato deve essere tale da giustificare la battuta detta nel primo atto ‘sembra l’incrocio tra un abito di Valentino ed un barbone’). Parla sempre e sempre molto velocemente, a ‘macchinetta’. La seconda donna è Monique, tra i 30 ed i 40 anche lei, bella, elegante. Deve sembrare un tipo timido, discreto.

Appena entrate, con discrezione guardano davanti a sé. Monique comincia ad avviarsi verso il proscenio ma l’amica, Anastasia, la ferma.

ANASTASIA            Monique! Restiamo qui. Non voglio che tutti vedano che sono arrivata tardi. Già non ci volevo venire. Vedrai, qui staremo  tranquille. (rivolta al Conte) Posso? (il Conte con un breve cenno della mano invita le due donne a sedersi)

Anastasia si siede, lasciando uno spazio tra sé ed il Conte, seguita da Monique. Monique, in tutto il secondo atto, proverà a parlare, ad interrompere Anastasia, ma non ci riuscirà mai, limitandosi a fare dei cenni di assenso o di diniego.

ANASTASIA            Che tardi, che abbiamo fatto! Certo, se non avessimo sbagliato strada! Io te l’avevo detto che dovevi girare alla prima e non alla seconda, ma tu non mi ascolti mai!

CONTE                     AH! Lo sapevo che bisognava girare alla prima!

CONTESSA              Che dici?

CONTE                     Ora pro nobis!

ANASTASIA            Che idiozia sposarsi di mercoledì! Chissà perché hanno scelto un giorno feriale per sposarsi!? (Monique tenta di parlare, ma viene interrotta) Sì, lo so cosa stai pensando, sono la solita cattiva, vero? Chi si sposa in una chiesa così irraggiungibile vuole che gli invitati si scoraggino, vero? Spera che manchi tanta gente! Sapevo che Giorgio è un po’ tirchio ma non sono nemmeno soldi suoi, ma della “tra-poco-moglie”! D’altronde lo sanno tutti che i Vincenzi sono senza un soldo. Anche tu lo avrai sentito, giusto? (Monique tenta di parlare, ma viene interrotta) Visto? Lo dicevo io, ormai lo sanno tutti. E’ uno di quei matrimoni dove il nobile spiantato sposa la ricca plebea. Così lei prende i titoli e lui prende i soldi. Oh, certo, questo non vuol dire che i due non si vogliano bene, sebbene certi atteggiamenti dell’ultima ora mi hanno fatto ricredere su molte cose. Non fraintendermi, cara, è un segreto e non posso certo rivelare un segreto a destra e sinistra, mi capisci, no? (Monique tenta di parlare, ma viene interrotta) Lo so, lo so, anche io odio i segreti, soprattutto quelli che non conosco, ma questo è un caso molto delicato. Non per nulla credo proprio che dovrò dirlo a chi so io.

CONTE                     (rivolto alla moglie) Ma questa pentola di fagioli non si azzitta mai???

CONTESSA              Erano quasi meglio le litanie della vecchia.

CONTE                     E poi guarda che vestito... sembra l’incrocio tra un abito di Valentino e un barbone. Io questi abiti di alta moda non li capisco.

CONTESSA              E hai ragione. Sembra uscita da Postal Market... però questo modello mi sembra di averlo già visto. E’ un modello francese.

CONTE                     Sì, modello clochard! Mi sembra un’accattona. Se la incontravo all’entrata della chiesa le davo anche qualche monetina...

ANASTASIA            Senti, secondo me è giusto che anche tu sappia quello che so io e che sono venuta a sapere dalla viva voce della sposina al suo addio al nubilato. (vede qualcuno in lontananza) Saluta, saluta la Contessa De Marchis… (saluta e poi dice a mezza bocca) che fanatica, ed è vestita di quel colore agghiacciante! La gente non sa proprio vestirsi ai matrimoni. A proposito, questo capo d’alta moda me lo sono fatto mandare apposta dalla Francia. Ti piace? (Monique lievemente fa un cenno di assenso) Ma tornando a prima, devo ragguagliarti su queste ultimissime novità prima che vada a riferirle a chi dico io, e, te lo dico fuori dai denti, resterai a bocca aperta. A proposito di denti, sai quanto mi è costato farmi un ponte? Lasciamo stare! E tu? Hai mai avuto a che fare coi dentisti? (Monique tenta di parlare, ma viene interrotta) Io da quando ero piccola. Prima l’apparecchio mobile, poi quello fisso. Avevo tutti i denti ricoperti di metallo: sembravo il cattivo dai denti d’acciaio di 007. Che supplizio!

CONTE                     Ma questa è una chiacchierona di professione!

CONTESSA              Non si ferma neanche per pigliare fiato!

CONTE                     A questa il morso bisogna metterle, la mordacchia!

Entra Andrea. Un uomo tra i 30 ed i 40 anni. In giacca e cravatta, sobrio ma sufficientemente elegante. Ha la fede al dito. L’espressione è sia trafelata, dato che è arrivato in ritardo, sia triste. Deve trasparire che quest’uomo è un po’ depresso ed ha qualche problema. Appena entra in scena, dopo essersi segnato ed aver fatto una leggera genuflessione, si guarda un po’ intorno e all’inizio decide di restare in piedi accanto ma un po’ distante dal banco dove sono seduti gli altri. Una volta fermatosi, prende il cellulare dalla giacca, lo apre, lo guarda, sbuffa e tristemente lo rimette nella giacca. Durante tutti questi movimenti Anastasia continua a parlare.

ANASTASIA            Ti dicevo, è successo tutto all’addio al nubilato. Siamo andati in un locale che già conoscevo perché c’ero andata con una mia nipote, che pensa che quando si è sposata, per lo stress dimagrì otto chili in un mese. Tralatro per quel matrimonio spese una fortuna. Certo, da oggi i due sposini non avranno questi problemi. (Monique lievemente fa un cenno di assenso) Lei guadagna un titolo e lui una fortuna. Lei ha una bella dote, te l’ho detto? Il padre è commerciante, (con sdegno, scandendo) “ta-bac-ca-io”. Il classico ignorante arricchito. (si sofferma un attimo a guardare Andrea) E quello chi è? (anche Monique si gira per vedere) Lo conosci? (Monique fa cenno di no cercando di dire qualcos’altro ma viene interrotta) Credo sia un amico della tabaccaia, basta vedere la fattura dell’abito. Quella è roba che si trova solo alla Standa.

CONTESSA              (notando Andrea) Perché quello se ne sta in disparte?

CONTE                     Che ne sàcc’ io!? Quello avrà visto l’accattona ed avrà avuto il disgusto a sederle vicino. Avrà pensato che puzza! ...A proposito di puzza, mi ricordo una cavalla a Caserta che fece una pizza di queste dimensioni...

CONTESSA              Che schifo e piantala co’ sti cavalli! Fagli cenno tu a quello. Mi dà fastidio vedere la gente in piedi.

Il Conte fa un cenno ad Andrea e lo invita a sedersi tra sé ed Anastasia. Andrea ringrazia, accetta e si siede. Non appena si mette seduto, tutti si alzano in piedi, lui compreso.

ANASTASIA            La tabaccaia avrà un bel da fare a nascondere le sue origini plebee, ma certe cose, come la classe, non si imparano. Tanto lei dovrà pensare solo a fare la moglie del nobile. Certo, dovrà tenersi in ordine, far curare la casa, magari farsi la manicure tutte le settimane e ogni due giorni andare dal parrucchiere. Sì lo so cosa vuoi dirmi. Che sotto sotto un po’ la invidio. Beh, chi non la invidierebbe. Tu non la invidi? (Monique tenta di parlare, ma viene interrotta) Vedi? Poi dopo quello che sono venuta a sapere potrebbe cadere tutto come un castello di carte. Tu sai che io parlo poco e quando parlo non lo faccio mai a sproposito. A volte posso sembrare timida o impacciata, perché io sono una che preferisce tenersi tutto dentro piuttosto che parlare a sproposito. Ma questa volta si deve sapere! E’ un peccato vedere Giorgio volere bene ad una persona che non merita affatto alcun affetto. Affatto alcun affetto! Ah ah ah! Non è spiritoso!?

ANDREA                 (rivolto al Conte, di sottecchi) Ma la signorina non sputa mai?

CONTE                     Hai sentito amore? Abbiamo un altro estimatore della sordomuta!

CONTESSA              Benvenuto nel club.

CONTE                     Lei mi sta simpatico. Conte Randazzo, piacere. (gli porge la mano)

ANDREA                 Andrea. (gli stringe la mano)

CONTE                     Non mi sembra di averla mai vista in nessun circolo ippico. E’ forestiero? Le piacciono i cavalli, sì?

CONTESSA              Lo perdoni, è un po’ fissato. Contessa Randazzo di Lagoalto. (le porge la mano per farsela baciare)

ANDREA                 (impugna la mano della Contessa e la stringe) Sempre Andrea. Sono un amico della sposa. Comunque sì, i cavalli mi piacciono.

CONTE                     Lo sapevo! Lei mi sta ancora più simpatico: 'a bona campana se sente 'a luntano!

ANDREA                 Come?

CONTESSA              Lasci perdere. Mio marito è poliglotta e ogni tanto parla in lingue a noi sconosciute!

Andrea prende il cellulare dalla giacca, lo apre, lo controlla, sospira e lo rimette nella giacca.

ANDREA                 (rivolto al Conte) Credevo che avesse vibrato.

CONTE                     Ah.

ANDREA                 Sa... le ho mandato un messaggio.

CONTE                     A me?

ANDREA                 No, non a lei. Alla moglie.

CONTE                     A mia moglie?

ANDREA                 No. A ‘mia’ moglie. Alla mia ex-moglie. Ci siamo separati da poco.

CONTE                     Mi dispiace.

ANDREA                 Sì, da poco. Da cinque mesi, sedici giorni, tre ore e... (guarda l’orologio) una decina di minuti.

CONTE                     Ah.

ANDREA                 Finalmente oggi ho avuto il coraggio di scriverle un messaggio... beh, non era proprio un messaggio... era una lettera... una lettera fatta con gli sms. Settanta sms per essere precisi.

CONTE                     (tra sé) 'A femmena pe' l'ommo addiventa pazza, l'ommo p' 'a femmena addiventa fesso!

CONTESSA              Non ho capito che hai detto ma rende l’idea...

ANDREA                 In quegli sms le ho chiesto di perdonarmi. Forse chissà, è stato il fatto di dover venire ad un matrimonio che mi ha fatto rimettere tutto in discussione. E così stamattina finalmente le ho scritto...

CONTE                     SETTANTA sms...

ANDREA                 Solo oggi ho capito quanto sono stato stupido. Allora ho pensato di mandarle una lettera fatta con gli sms. Lo so, potevo telefonarle ma non avevo il coraggio di affrontarla dopo tanto tempo. Sono mesi che non ci sentiamo e non ci parliamo e questo è stato il mio primo contatto. Non mi fraintenda, io vorrei sentirla, vorrei parlarle, ma mi manca il coraggio...

CONTE                     (alla Contessa) Quasi quasi era meglio la chiacchierona.

CONTESSA              Che a sua volta ci ha fatto rimpiangere le giaculatorie della vecchia.

CONTE                     Al peggio non c’è mai fine.

CONTE-CONTESSA                           ORA PRO NOBIS!

Tutti e cinque si rimettono seduti.

ANASTASIA            Questi qui accanto sono i conti Randazzo. Erano molto considerati, perlomeno finché lei non si è ubriacata a un matrimonio, esibendosi in una sorta di danza del ventre. Lui invece è  fissato con i cavalli. Ci hai mai parlato? (Monique fa cenno di no cercando di dire qualcos’altro ma viene interrotta) Sei stata fortunata! Non c’è nulla di più frustrante di qualcuno che cerca di parlarti addosso senza darti il tempo di respirare. (Monique alza gli occhi al cielo) Comunque, quello che ho saputo l’ho saputo alla festa di addio al nubilato della tabaccaia. Te l’avevo già detto? (Monique alza gli occhi al cielo) Insomma dopo cena, arriva una specie di cowboy con un cinturone pieno di bicchierini e mentre noi continuavamo a guardare il coso… il cowboy… che era volgare, eh, ma MOLTO notevole, la tabaccaia ad un certo punto ci dice… veramente non so se devo dirtelo, sai che io non sono una pettegola...

CONTESSA              (rivolta al conte) Renditi utile una volta tanto e cerca di sentire meglio che dice la tizia. Subodoro un discorso interessante...

CONTE                     Agli ordini, capo. (rivolto ad Andrea) Le dispiace se ci cambiamo posto per un momento? Vorrei vedere una cosa...

Andrea, garbatamente, cambia il suo posto con quello del conte. Il Conte si sistema accanto ad Anastasia per ascoltare meglio.

ANDREA                 (rivolto alla Contessa) Sa... le ho mandato un messaggio.

CONTESSA              A me?

ANDREA                 No, non a lei. A mia moglie. Alla mia ex-moglie. Ci siamo separati da poco.

CONTESSA              Condoglianze.

ANDREA                 Sì, da poco. Da cinque mesi, sedici giorni, tre ore e... (guarda l’orologio) quasi quindici minuti. Le ho mandato una lettera con gli sms e spero che mi risponda... (la Contessa ammicca un sorriso ed alza gli occhi al cielo. Andrea riprende il cellulare dalla tasca per ricontrollare)

ANASTASIA            Visto che insisti allora te lo dico. Tra una tequila e l’altra quella ci rivela di essere INCINTA! Capisci? La figlia del tabaccaio, che ricorre a questi mezzucci per sposarsi il nobile. Tirchio e spiantato, certo, ma pur sempre nobile! Direi che è quasi peggio della Cremonesi, ti ricordi la figlia del pizzicagnolo? Quello che abitava sopra il negozio, dove andava sempre mia zia Francesca? Ecco, ti ricordi che aveva una figlia dell’età di mia cugina Annamaria? Si chiamava Teresa credo... (si vede che Monique non ce la fa proprio più, mentre il Conte fa dei cenni come per dire ad Anastasia di ‘stringere’) Ma tornando alla tabaccaia tu dirai “e va bene, tanto si dovevano sposare comunque…”. Ma se il padre non fosse il futuro marito? Eh già! Credo di aver capito che il promesso sposo NON È IL PADRE!

CONTE                     (rivolto ad Andrea) Le dispiace se ci ricambiamo posto?

Andrea, garbatamente, cambia il suo posto con quello del conte. Entrano in scena, dal lato sinistro, il fotografo ed il suo assistente, quello che regge solo il flash, ed iniziano a fare degli scatti: iniziano fotografando le persone sul banco per poi sistemarsi a fondo scena per fotografare in direzione del proscenio.

CONTESSA              Meno male che sei tornato. Quello aveva cominciato a parlare della moglie...

CONTE                     Ho notizie piccanti!

CONTESSA              Che hai saputo?

CONTE                     Che la sposanda è incinta!

CONTESSA              No!

CONTE                     Si! E non è tutto!

CONTESSA              Che vuoi dire?

CONTE                     Lui non lo sa!

CONTESSA              No!

CONTE                     Sì. E non è tutto!

CONTESSA              Continua!

CONTE                     Il figlio non è di Giorgio!

CONTESSA              NO!

CONTE                     Sì!

CONTESSA              E di chi è?

CONTE                     Questa notizia non è pervenuta. U’ maronn!

CONTESSA              Che c’è? Che altro hai saputo?

CONTE                     Guarda: sta tornando la vecchia!

Entra dal lato sinistro, all’altezza del proscenio, la vecchina, sempre munita di borsetta e bastone. Passa davanti al banco per fermarsi un momento all’altezza del Conte.

VECCHINA              Non è vero che parlava italiano!

CONTE                     Sempre sia lodato.

La vecchina nel tornare alla sua sedia, in fondo al palcoscenico, si trova davanti l’assistente del fotografo che inavvertitamente, per lo scatto di una foto, le spara il flash in faccia. La vecchina accusa il colpo, barcolla, si appoggia al banco e torna in sé. Riavutasi, si avvicina all’assistente, gli tira la manica per farlo abbassare, come se volesse dirgli qualcosa. Non appena questi si abbassa, la vecchina gli molla tre-quattro borsettate in testa per poi riavviarsi verso il fondo scena dove si siede sulla sedia, ricominciando a biascicare le sue litanie. L’assistente, visibilmente provato dalla lotta, fa un cenno al fotografo ed entrambi escono dalla scena.

CONTESSA              Povero Giorgio...

CONTE                     Tanto prima o poi l’avrebbe cornificato comunque. Così, si è tolta il pensiero subito...

CONTESSA              E non dire cattiverie! Sono sicura che quei due si vogliono bene.

CONTE                     Anche se fossero dicerie della mendicante, come fai ad essere così sicura che si amano, posto che poi dovresti dirmi cos’è l’amore!

CONTESSA              Amore è pazienza! La pazienza che ho avuto io a sopportarti per vent’anni! E queste cose me le ha dette la sorella di Giorgio.

CONTE                     Capirai... i párient so' cumm' e stíval, 'cchiù song strítt e 'cchiù fann' mal.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTESSA              Oddio ha ricominciato con i ‘pro nobis’!

Dalla quinta di destra si affaccia Emilio.

EMILIO                    Andrea... Andrea!

ANDREA                 Ah, ciao!

EMILIO                    Vieni da questa parte.

ANDREA                 (sporgendosi e guardando fuori scena dietro Emilio) Ma è tutto occupato!

EMILIO                    Ci stringiamo un po’. Dai vieni che c’è anche Loris.

ANDREA                 Non importa, tanto è quasi finito.

EMILIO                    Come vuoi, ci vediamo dopo.

 

ANDREA                 (rivolto ad Emilio ormai uscito di scena) Le ho mandato un messaggio!

ANASTASIA            (credendo che Andrea stesse parlando con lei) A me?

ANDREA                 No, non a lei. A mia moglie. Alla mia ex-moglie. Ci siamo separati da poco.

ANASTASIA            (con sufficienza) Interessante.

ANDREA                 Sì, da poco. Da cinque mesi, sedici giorni, tre ore e... (guarda l’orologio) circa un quarto d’ora. Sa, le ho mandato una lettera fatta con gli sms. Settanta sms... aspetti! (guarda di corsa il telefonino ma poi lo rimette a posto) Credevo che avesse vibrato. Spero tanto che mi risponda...

Squilla il cellulare del Conte, sulle note di ‘Funicolì, Funicolà’. Il Conte frettolosamente cerca il suo telefonino in tasca.

CONTESSA              Spegni! Spegni!

Il Conte riesce a raggiungere e spegnere il cellulare.

CONTESSA              Poi non dire che sono io a farti fare le brutte figure!!!

VECCHINA              (a rimproverare l’accaduto) ORA PRO NOBIS!

ANASTASIA            Meno male. Mi sono salvata per un pelo. Il tipo col vestito della Rinascente mi aveva attaccato un bottone che non ti dico. E non la voleva finire di parlare! Ma io dico! A parte il fatto che non potrebbe fregarmene nulla di quello che mi vuoi raccontare per forza, ma almeno lasciami il tempo di replicare! Mi dici delle cose? Dammi modo di fare un contraddittorio, no? Non ho ragione? (Monique cerca di dire qualcosa ma come al solito è inutile) Certo che ho ragione. Non per nulla è un amico della tabaccaia.

Tutti si alzano in piedi.

CONTESSA              Ora ho capito perché lei ha voluto sposarsi così di corsa!

CONTE                     Te l’ho detto. Oggi sei sopra ai tuoi soliti standard. Afferri le cose quasi al volo!

CONTESSA              Sei insopportabile.

CONTE                     Sono i matrimoni che sono insopportabili. Ma chi glielo ffa fà? Anche se è vero che il matrimonio insegna molte cose. Soprattutto che possiamo farne a meno!

CONTESSA              Grazie a te ho capito che il matrimonio è la Divina Commedia alla rovescia: prima il paradiso, poi il purgatorio, poi l'inferno!

CONTE                     Eh, già…

CONTESSA              Eh, già…

CONTE                     Ma sempre azzeccata a me stai, però.

CONTESSA              E tu sempre ‘azzeccato’ a me stai, però.

                                

CONTE                     E’ che dopo vent’anni uno si ‘affiata’… come due cavalli che…

CONTESSA              Lascia stare i cavalli!!!

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

All’improvviso Andrea con uno scatto repentino cerca di afferrare il cellulare da dentro la tasca della giacca.

CONTE                     (spaventandosi) Che d’è??? Che succede???

ANDREA                 (guardando deluso il cellulare e riponendolo nella giacca) No, è che credevo...

CONTE                     …che avesse vibrato!

ANDREA                 E’ che siccome le ho mandato…

CONTE                     …una lettera…

ANDREA                 Beh, non era proprio una lettera, erano…

CONTE                     …settanta sms…

ANDREA                 E’ che ci siamo separati da poco…

CONTE                     …da cinque mesi…

ANDREA                 ...sedici giorni, tre ore e... (guarda l’orologio)...

CONTE                     …e nu’ quarticello d’ora!!! ABBIAMO CAPITO! Si faccia forza su! Il matrimonio è un romanzo in cui l'eroe muore nel primo capitolo, per cui lasci perdere... ‘e vibraziune! E si goda il funerale… ehm, la funzione… che tra l’altro mi è costata CINQUECENTO euro! ... (triste e sconsolato) Pé doje cucchiaini...

Dopo l’inizio della battuta di Anastasia, si vede che la vecchina vorrebbe dire ad alta voce il suo solito ‘ora pro nobis’ ma non ci riesce perché la chiacchiera di Anastasia riesce a coprire ogni spazio di intervento. Allora la vecchina si alza dalla sedia e si avvicina al banco cercando sempre di infilare il suo ‘ora pro nobis’ tra una frase e l’altra, ma senza successo.

ANASTASIA            Povero bambino. Ma adesso ci penso io, non preoccuparti! Mi fa una rabbia, guarda! Lui lavorerà tutto il giorno e lei curerà le sue nuove amicizie importanti. E se credi che ci sia una punta d’invidia nella mia voce, fai proprio bene. Come si fa a non essere un po’ invidiosi, scusa? (Monique prova a parlare ma...) Sì, dirai tu, magari si amano davvero, magari sono solo pettegolezzi, ma mi chiedo, secondo te la sorella di Giorgio lo sa del fattaccio? Naturalmente no, altrimenti non avrebbero mai acconsentito alle nozze, forse... sai per i soldi si fa questo ed altro! Ma è da quando sono arrivata che voglio parlarci. Bisogna che glielo vada a dire. Lei è la testimone e secondo me è bene che sappia ‘cosa’ deve testimoniare. Che ne dici? (Monique prova a parlare ma...) Non è il momento? Ma si stanno per scambiare le promesse e devo dirglielo ora oppure potrebbe essere troppo tardi! Ma voglio che tu sappia che lo faccio solo per il bene del bambino.

VECCHINA              (con sommo gaudio) ORA PRO NOBIS!

Anastasia esce dal lato destro e la vecchina torna a sedersi.

CONTESSA              E ora dove va?

CONTE                     La funzione sta per finire. Si andrà a sistemare all’uscita per l’elemosina.

Andrea si avvicina a Monique.

ANDREA                 Chiacchiera molto la sua amica, eh? (Monique prova a dire qualcosa ma non fa in tempo perché viene, come al solito!, interrotta) Scommetto che è una di quelle persone che non ti lascia mai parlare e magari non ha nulla da dire. Io da dire ce l’avrei... perlomeno a mia moglie. Alla mia ex-moglie. Ci siamo separati da poco, sa. Da cinque mesi, sedici giorni, tre ore e... (guarda l’orologio) quasi venti minuti. Ma oggi ho avuto il coraggio di scriverle. Una lettera fatta con gli sms. Settanta sms per essere precisi! (Monique alza gli occhi al cielo) Perché ci siamo separati, si starà chiedendo... beh, tante piccole incomprensioni. Scusi se mi confido con lei ma ho capito subito che lei è una persona in grado di ascoltare. (Monique sbuffa) Mi scusi! (si sbriga a prendere il cellulare dalla giacca ed a controllarlo) Spero di non essermi sbagliato stavolta e che... (... ma per l’ennesima volta senza risultato)  niente. Mi è sembrato che avesse vibrato. Sa, spero che mia moglie mi risponda.

Monique, nella speranza che Andrea abbia finito fa uno sguardo rilassato.

ANDREA                 ...è che il problema sono io, non lei, capisce?

Monique alza gli occhi al cielo e sbuffa vistosamente (si potrebbe fare il gesto dell’iniezione sul braccio).

ANDREA                 ... ecco perchè le ho chiesto di perdonarmi. Spero davvero che mi chiami...

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     L’invasato è andato a cloroformizzare l’amica della vagabonda. Tocca un po’ a tutti: par condicio!

CONTESSA              Guarda che la pezzente non è andata verso l’uscita, vedi? (indica verso il proscenio) E’ andata a dire qualcosa alla sorella di Giorgio.

CONTE                     Ma non è la sua testimone di nozze? Ti pare appropriato, proprio mo’ che devono scambiarsi le promesse?

CONTESSA              Dai retta a me. Quella, pettegola com’è, è andata a spifferare la faccenda del bambino!

CONTE                     No! Non può essere così fetente!

CONTESSA              Può, può. Vedi? Le ha detto qualcosa all’orecchio!

CONTE                     Secondo te quella è andata a dire alla sorella di Giorgio che la sua futura moglie forse aspetta un bambino che non è il suo?

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Come fai a dirlo? Può averle detto qualunque co... AH! Guarda che faccia ha fatto...!

Andrea e Monique si interessano della faccenda, vedono anche loro che c’è un po’ di confusione.

ANDREA                 Ma che succede?

CONTE                     Succede che ‘doppe 'e chiacchiere venene 'e fatte’!

CONTESSA              Oh no, si sta alzando! La sorella di Giorgio si sta alzando! Qui succede il finimondo!

ANDREA                 Perché ora la testimone si alza?

CONTESSA              Perché lo va a dire a Giorgio, ecco perché!

ANDREA                 Ma dire cosa???

CONTESSA              Che Simona è incinta di un altro!

ANDREA                 Cosa???

CONTE                     Magari deve solo andare in bagno...

CONTESSA              Un attimo prima delle promesse???

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

                                

CONTE                     Quella si sta avvicinando all’orecchio del fratello... ma per dirgli cosa? Che gli dice???

CONTESSA              Niente, spero, niente... oh, no! Gliel’ha detto! Gliel’ha detto!

CONTE                     Sì, gliel’ha detto. Guarda Giorgio... guarda che faccia...

ANDREA                 Ma cos’è questa storia? È terribile!

CONTE                     Qua finisce male.

CONTESSA              Qua finisce malissimo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Stanno litigando.

CONTESSA              Ma no, ti sbagli.

CONTE                     Stanno litigando ti dico! Lo vedi lei com’è rossa?

ANDREA                 A me sembra più rosso lui!

CONTE                     Qua finisce male.

CONTESSA              Qua finisce malissimo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

CONTE                     Lo vedi anche tu, adesso, che litigano?

ANDREA                 Adesso mi sa che lo vedono tutti.

CONTESSA              L’unico che non se n’è ancora accorto è il prete.

CONTE                     Qua finisce male.

CONTESSA              Qua finisce malissimo.

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

ANDREA                 (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... se dunque è vostra intenzione unirvi in Matrimonio, datevi la mano destra...

CONTESSA              E’ una tragedia!

CONTE                     Litigano ancora...

ANDREA                 (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... promettete di amarvi fedelmente, nella gioia e nel dolore...

CONTESSA              Possibile che Don Aldo non si accorga di nulla?

CONTE                     Qui finisce male.

 

ANDREA                 (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... nella salute e nella malattia...

CONTE                     Qui finisce male!

ANDREA-CONTESSA                        Qui finisce malissimo!

ANDREA                 (a ripetere le parole che il prete sta dicendo in quel momento) ... e di sostenervi l’un l’altro tutti i giorni della vostra vita?... Dite ‘lo voglio’!

ANDREA-CONTE-CONTESSA-MONIQUE   OH! (tutti e quattro fanno un’espressione incredula, attonita: hanno appena visto o sentito qualcosa che li ha lasciati di stucco. Monique non emette alcun suono, ma fa un’espressione di stupore)

VECCHINA              ORA PRO NOBIS!

Musica allegra (ad es. “Gold, Gold, Who’s Got The Gold” dall’album ‘After the Fox - Soundtrack’ di Burt Bacharach). Sipario. Luci che sfumano. Buio.

FINE SECONDO ATTO


TERZO ATTO


La scena raffigura l’interno di una piccola sala da ricevimento. Sulla parete in fondo al palcoscenico c’è un lungo tavolo riccamente apparecchiato, con una bella tovaglia, dei vasi con fiori ed un rinfresco. Ci sono diversi stuzzichini e cose da bere (tra cui anche delle bottiglie di birra). Un secchiello per il ghiaccio con dentro due bottiglie di prosecco, avvolte da un tovagliolo bianco ed altri particolari che esprimano l’eleganza del buffet. Sulle pareti, a destra ed a sinistra, ci sono alcune sedie eleganti. Una sedia è sistemata in proscenio sulla sinistra.

All’apertura del sipario, una vecchina (interpretata sempre dallo stesso attore/attrice) simile a quelle del primo e del secondo atto, tranne che per lo scialle di colore diverso, è seduta sulla sedia sistemata in proscenio. La vecchina ha, ai propri piedi, una busta di plastica di qualche supermercato molto noto (GS, etc...), piena di fagiolini ed una borsetta nera. Tutti gli altri personaggi presenti sulla scena sono quelli del primo e del secondo atto e si ritrovano disposti sulla scena in questo modo: Anastasia-Monique-Massimo sulla destra, Conte-Contessa-Giorgia-Giulia sulla sinistra, Loris-Emilio-Andrea al centro. Ognuno di loro parla con gli altri del proprio gruppo, in modo indistinto, senza far capire cosa sta dicendo, a formare una sorta di leggero brusio. Ciò che deve trasparire è che le persone stanno conversando tra loro. Ci dovrà essere qualcuno che sorride, qualcuno che gesticola, qualcuno che parla e qualcuno che ascolta.

La Contessa, Giulia, Giorgia, Emilio e Loris hanno un bicchiere in mano mentre Andrea, in mano, ha una bottiglia di birra chiara.

Non appena il sipario si apre parte una musica allegra (ad es. “Party Poop” dall’album ‘The Party - Soundtrack’ di Henry Mancini). Su questa musica inizia un balletto. Le persone presenti si muoveranno a ritmo di musica, sempre fingendo di parlare e scherzare tra di loro. Il ballo prevede l’arrivo di due camerieri (in livrea o in pantaloni neri e camicia bianca) che, tenendo in mano un vassoio di bicchieri (magari di plastica, incollati sul vassoio), faranno dei passi di danza per tutta la durata della musica.

(NdA: il ballo è simbolico, funge puramente di intrattenimento, quindi è opzionale ai fini della commedia)

Alla fine del balletto inizia un’altra musica che resterà in sottofondo per tutta la durata del III Atto: il volume sarà basso, quel tanto che basta per non dar fastidio ma per far intendere che la musica c’è sempre (ad es. “Candlelight on Crystal” dall’album ‘The Party - Soundtrack’ di Henry Mancini). Non appena la musica del balletto finisce, uno dei due camerieri resta col vassoio di bicchieri a fare il giro tra gli ospiti (partendo dalla vecchina seduta in proscenio la quale, sorridendo, prende uno dei bicchieri pieni dal vassoio), mentre l’altro si sistema dietro al tavolo, pronto a servire da bere o da mangiare ai vari personaggi. I camerieri, durante la durata dell’Atto, potranno entrare ed uscire dalla scena a piacimento, come se dovessero prendere delle vettovaglie o riporre delle bottiglie vuote, passare tra gli ospiti per servire o restare dietro il tavolo: il tutto sempre in funzione dello svolgimento della commedia.

Il gruppetto che si trova al centro della scena è l’unico che ha la parola. Gli altri mantengono un brusio silenzioso, sempre necessario per far capire che stanno conversando. Una volta che le persone che si trovano al centro hanno finito i loro discorsi, si spostano verso la sinistra del palcoscenico provocando un movimento in senso orario degli altri due gruppi e facendo avanzare al centro il gruppo che prima stava a destra.

Almeno per la prima  parte del III Atto il movimento sarà questo, es: A prende il posto di B, B di C e C di A (vedi figura di seguito).

Durante i discorsi dei gruppi di Loris-Emilio-Andrea e di Anastasia-Monique-Massimo, si deve notare che la Contessa prende un calice pieno dal vassoio ogni volta che il cameriere gli passa vicino, riponendo quello vuoto. La vecchina, invece, ogni tanto sorseggia dal suo calice, ammiccando e sorridendo agli ospiti che la guardano: ogni volta che sorseggia schiocca rumorosamente le labbra.

LORIS                      Chi se l’aspettava che finisse così, eh?

EMILIO                    Ah, beh. Io credevo che sarebbe andato tutto in malora.

LORIS                      In malora? Io ero certo che sarebbe scoppiata una catastrofe!

ANDREA                 (è leggermente alticcio) E invece? Lui ha detto ‘lo voglio’! E lei ha detto ‘lo voglio’! (parlando con una bottiglia di birra semivuota che tiene in mano) Come abbiamo fatto io e te due anni fa, vero amore? (controlla il cellulare)

LORIS                      Cioè tutto potevo immaginarmi tranne che se la sposasse lo stesso!

EMILIO                    Secondo me si è comportato da persona intelligente. Non è giusto credere a certe cose mentre stai sull’altare.

LORIS                      Mettiti nei suoi panni! Arriva il tuo testimone e sul più bello ti dice che tua moglie è incinta. E non è incinta di te!!!

EMILIO                    Beh, tutto è bene quel che finisce bene, no? Siamo all’aperitivo, tra un po’ inizia il pranzo e tutto prosegue come da programma!

ANDREA                 Mica tanto! Non avete sentito quelle urla, prima? Credo fosse lo sposo. (parlando con la bottiglia) Tu sei riuscita a capire che diceva?

EMILIO                    (ad Andrea) Quante te ne sei già bevute di quelle? (indicando la bottiglia)

ANDREA                 Non lo so, quando ho finito le dita ho smesso di contarle.

LORIS                      Stai attento però, quelle sono doppio malto.

ANDREA                 Che volete, col caldo che fa vanno giù come l’acqua. Alle bottiglie poi sono particolarmente affezionato. Ho dato a tutte quante anche un nome. Le ho chiamate tutte ‘Lea’. Il nome di mia moglie... della mia ‘ex’ moglie... sapete (indicando la bottiglia), le ho mandato un messaggio!

LORIS                      In una bottiglia?

ANDREA                 No, col telefonino. Ci siamo separati da poco.

EMILIO                    Sì, l’avevo sentito, mi dispiace...

ANDREA                 Sì, da poco. Da cinque mesi, sedici giorni, quattro ore e... (guarda l’orologio) circa trenta minuti. Per chiederle scusa le ho mandato un messaggio, ma non era proprio un messaggio, era una lettera, una lettera fatta con gli sms. Settanta sms...

EMILIO-LORIS        Settanta!

ANDREA                 …e spero tanto che mi risponda. Ma tu mi risponderai, vero Lea? (si ferma fisso a guardare la bottiglia e poi fa un sorriso ammiccante al pubblico)

EMILIO-LORIS        Perché non prendiamo una cosa da mangiare?

EMILIO                    Giusto! Così mettiamo qualcosa di solido a galleggiare nell’alcool!

VECCHINA              (a Loris) SALUTE!

LORIS                      Oddio, la vecchia!

EMILIO                    Stai calmo. Non è la stessa della chiesa, non vedi?

LORIS                      A me sembrano tutte uguali. Ma che fanno si moltiplicano? E che ci fa qua? Pure quella c’ha la borsetta, però!

EMILIO                    Ma cammina!

Avviene lo spostamento in senso orario dei gruppi. Il gruppo che ora deve andare al centro è quello di Massimo, Anastasia e Monique. Anastasia e Monique arrivano subito in posizione mentre Massimo arriva con un attimo di ritardo. Non appena le due donne arrivano al centro la musica cambia. Come sottofondo entra una musica che lascia intendere l’arrivo di un Playboy (ad es. “Brunette in Yellow” dall’album ‘The Party - Soundtrack’ di Henry Mancini) e Massimo si atteggia a latin lover. Lentamente si avvicina alle due donne mettendosi la mano tra i capelli e sistemandosi i polsini della camicia. Dopo aver compiuto questi gesti, ruba velocemente due calici dal vassoio del cameriere che gli passa accanto in quel momento. Loris, sebbene defilato, si accorge che la musica di sottofondo è cambiata e ne fa cenno ad Emilio ed Andrea.

MASSIMO                (porgendo i calici alle due donne) Permettete? Due signore senza champagne sono come due ostriche senza perla. Mi chiamo Massimo.

Monique ed Anastasia prendono i calici.

ANASTASIA            Grazie. (porgendo il dorso della mano) Io sono Anastasia Busio Castelletta del Poggio e lei è la mia amica Monique. (Massimo fa il baciamano ad entrambe) Non la conosco ma certamente non deve essere un amico della sposa, vero? (Massimo fa per parlare ma viene interrotto) Certo però che scandalo, non vi pare? Sposarsi in quel modo, così, davanti a tutti. Davvero una caduta di stile. Prima litigano sotto gli occhi dei loro ospiti ‘senza alcun motivo’ e poi che fanno? Si sposano! L’unico che non si era accorto di nulla era il prete. Non sembra anche a voi un pessimo inizio? (Massimo fa per parlare ma viene interrotto) D’altronde cosa ci si può aspettare da un matrimonio fatto con una persona che sta dall’altra parte del fossato, se mi si passa l’espressione. A proposito, avete saputo anche voi che il cugino del Marchese Barassi ha messo in vendita le sue proprietà? Disdicevole, non vi pare? Lei non sarà mica un parente dei Barassi, vero? (Massimo fa per parlare ma viene interrotto) Meno male, lungi da me dire cose a sproposito. Tralaltro questo rinfresco è di una noia mortale. Non mi annoiavo così tanto da quella volta che sono andata al centro commerciale senza carta di credito. E’ stato davvero frustrante. Ovviamente mai come quella volta che fui costretta a prendere l’autobus, te lo ricordi, cara? Te l’ho mai raccontato? (Monique fa ampi cenni che dimostrano di sì!) Non c’erano taxi, mi ero scordata il cellulare e avevo indosso delle scarpe che mi facevano un male che non vi dico. Cosa avreste fatto voi al mio posto??? (Monique e Massimo cercano di parlare ma vengono interrotti) L’unica era prendere l’autobus! Un’esperienza da girone dantesco. Il solo pensarci mi fa venire in mente la parola ‘povertà’ ed io quando penso alla ‘povertà’ devo assolutamente mangiare qualcosa. Andiamo insieme al tavolo a prendere qualche stuzzichino, così vi finisco di raccontare.

Avviene nuovamente lo spostamento in senso orario dei gruppi. Non appena i gruppi cominciano a muoversi la musica di sottofondo torna ad essere quella iniziale. Il gruppo che c’è ora al centro è quello di Giulia, Giorgia, il Conte e la Contessa. La Contessa è l’unica ad avere in mano un calice ed è già leggermente alticcia.

VECCHINA              (alla Contessa) SALUTE!

CONTESSA              Oddio, la vecchia!

CONTE                     Calmati, non è quella della chiesa, non vedi?

CONTESSA              A me sembrano tutte uguali. Ma che fanno si moltiplicano? E che ci fa qua? Mi fa senso...!

CONTE                     Sient’a me, (prendendo sotto braccio la moglie) quanti te ne sei già bevuti di quelli?

CONTESSA              È per darmi un contegno, in realtà li faccio riempire con l’acqua.

CONTE                     Chissà com’è ma io credo che chell’è acqua ca nun leva sete! (girandosi verso Giulia e Giorgia, entrambe col bicchiere in mano) Allora, dicevate di essere amiche della sposa...

CONTESSA              (al marito, sottovoce) Ma che fai parli con la plebe?

In questo momento Andrea, vicino al tavolo, cambia la bottiglia di birra con una bottiglia di Champagne.

CONTE                     Se l’unica alternativa è parlare con te, faccio uno sforzo!

GIULIA                    Sì. Ci conosciamo per via della palestra.

GIORGIA                 (bevendo, con molta allegria) Che buono! Cos’è champagne?

CONTESSA              Di sicuro non è il frizzantino che vi bevete in pizzeria!

CONTE                     Scherza! Mia moglie scherza sempre.

GIULIA                    (sottovoce a Giorgia) Vacci piano con quelli, sei già al secondo. Ricordati che non hai mangiato nulla...

GIORGIA                 Oh, no! Ho mangiato qualcosa! Cinque minuti fa ho preso un’aspirina.

GIULIA                    Sai una cosa? A volte mi stupisco come tu sia ancora viva... ehm, da quanto tempo siete sposati?

CONTE                     Vent’anni.

GIORGIA                 Vent’anni? Già così tanto?

CONTE                     Eh, sì. Una vita!

CONTESSA              Sì, di SACRIFICI. Una vita di sacrifici!

CONTE                     (cercando di cambiare argomento) Cerimonia alquanto particolare quella di stamattina...

GIULIA                    E’ stato terribile! Non appena ho visto quella vipera dell’amica di Marina avvicinarsi agli sposi per dirgli del figlio... oh! Cioè, volevo dire...

CONTESSA              Si tranquillizzi, signorina, sappiamo tutto. La ‘vipera’ era seduta accanto a noi.

CONTE                     Ricordo che all’ultimo Gran Premio del Concorso nazionale di salto a ostacoli, ci fu una cavalla, che guarda caso si chiamava proprio ‘vipera’, che non ne volle sapere di partire e...

CONTESSA              Scusatelo, ha sempre una sola cosa in testa e non è quello che pensate voi, purtroppo.

GIORGIA                 Sono già arrivati gli sposi?

CONTE                     Dicono che lui se ne va strillando in tutte le stanze della villa mentre lei è chiusa in bagno a chiagnere… ma si sa: le donne piangono il giorno del matrimonio. Gli uomini dopo! …Io sono favorevole al matrimonio ma ‘si l’acqua scarseggia ‘a papera non galleggia!’ 

CONTESSA-GIULIA-GIORGIA         Eh?

CONTE                     Se l’acqua è ‘poca’ la papera non galleggia! Se non ci sono le condizioni per iniziare un progetto è inutile farlo!... Ma la storia di Giorgio la sappiamo.. ‘a briscola se joca co’ e denare... (sguardo perso delle tre donne) A briscola si gioca coi soldi! Ma com’è che non capite!? Vabbuò, cambiamo argomento. E voi due? Non siete sposate?

GIULIA                    (cercando di cambiare subito argomento) Perché non prendiamo una cosa da mangiare?

GIORGIA                 Sì, ti accompagno. Mi piace vedere gli altri mangiare, mi rende sazia. Andiamo?

VECCHINA              (alla Contessa) SALUTE!

La Contessa, sdegnata, si volge dall’altra parte. Un momento prima che avvenga nuovamente lo spostamento in senso orario dei gruppi, entra lo sposo. Giorgio, un uomo tra i 30 ed i 40 anni, elegantemente vestito e visibilmente nevrotico causa la situazione.

GIORGIO                 Allora, allora, allora! Vediamo chi c’è in questa sala! SALVE A TUTTI! Oh, guarda un po’, i conti Randazzo! Che piacere vedervi! Beh... (rivolgendosi a tutti) ma non lo fate il brindisi allo sposo!?

Chi più chi meno timidamente esclama un ‘Auguri!’ sollevando il calice verso lo sposo. Giorgio si avvicina ai conti Randazzo di Lagoalto e si sistema tra i due. Fa il baciamano alla Contessa.

GIORGIO                 Vi state divertendo? Questa villa è enorme, così abbiamo pensato di mettere un rinfreschino in ogni sala, per permettere ai nostri ospiti di visitare tutte le sale senza essere costretti a perdere i numerosi antipasti. Io ne avrei fatto volentieri a meno, sapete, per risparmiare... (il Conte senza farsi vedere fa il gesto delle braccine corte alla moglie) per risparmiare tempo! Ma non siete ancora andati sul terrazzino? C’è una vista bellissima, sapete? Anzi, se permettete... (esce da una quinta dalla parte sinistra del palcoscenico. Da fuori urla...) UN CORNUTO! SONO UN CORNUTACCIO! CORRETE TUTTI A VEDERE IL CORNUTO! VIVA SAN MARTINO! VIVA I CORNUTI! (rientra in scena con un saltello) Op! Davvero un bel panorama, abbiamo fatto proprio bene a scegliere questa villa per il rinfresco, anche se è un po’ cara. E la musica vi piace? Potevamo prendere l’orchestra ma io ho insistito per una musica in filodiffusione che costava certamente meno... (il Conte senza farsi vedere fa il gesto delle braccine corte alla moglie) in termini di decibel, intendo! L’orchestra fa troppo rumore... Anastasia carissima!!! Che hai tesoro? Sei pallida come quella volta che prendesti l’autobus! Forza, tirati su, bevi, bevi! E’ tutto pagato, qui! Pensate solo a divertirvi! E voi? (andando verso Loris ed Emilio) Siete amici di Simona, vero?

LORIS-EMILIO-ANDREA      Si!

GIORGIO                 Vi state divertendo?

LORIS-EMILIO-ANDREA      Eeeeh!

GIORGIO                 Vi piace la villa?

LORIS-EMILIO-ANDREA      Molto!

GIORGIO                 Avete notato che c’è un terrazzino che dà su un parco meraviglioso?

LORIS-EMILIO-ANDREA      No!

GIORGIO                 Se permettete... (esce da una quinta dalla parte sinistra del palcoscenico. Da fuori urla...) UN CORNUTO! SONO UN CORNUTACCIO! CORRETE TUTTI A VEDERE IL CORNUTO! VIVA SAN MARTINO! VIVA I CORNUTI! (rientra in scena) Bene, bene, bene, bene! Allora io vado a vedere come procedono le cose anche nelle altre sale. Scusate se non ho avuto il tempo per salutarvi tutti ma ripasso, ripasso sicuramente! (sull’uscita) Beh, non me lo fate un altro brindisi, un brindisi allo sposo? (esce)

Tutti esclamano un ‘Auguri!’ sollevando il calice verso lo sposo. Loris, Emilio ed Andrea vanno al centro. Andrea è sempre alticcio. Allo stesso tempo la Contessa si stacca dal suo gruppo e si avvia al tavolo del rinfresco lasciando il Conte con le ragazze.

LORIS                      Mamma mia, che tristezza!!!

VECCHINA              SALUTE!

ANDREA                 Ecco cosa succede a sposarsi! (rivolto alla bottiglia) Non me ne volere, amore, ma ora sono molto arrabbiato con te! (togliendo il cellulare dalla giacca e mostrandolo alla bottiglia) Ho tolto la vibrazione ma non squilla lo stesso! (ad Emilio) Senti un po’, tu. Perché ti sei sposato?

EMILIO                    Beh, perché amavo mia moglie!

ANDREA                 Ancora con questa storia dell’amore! (rivolto alla bottiglia) Ti amo!... ah, no! (rivolto al cellulare) Ti amo!... Ecco, vedi? Non squilla! Per cui l’amore non c’entra nulla. Tante coppie si amano ma non per questo si sposano! Dammi un altro valido motivo per cui mi sono sposato!!!

EMILIO                    Perché è lei la persona con la quale sto bene, con la quale voglio dei figli e della quale mi sono innamorato. Sia io che lei non volevamo un amore con l’uscita di sicurezza, come può essere la convivenza. Ebbene, se credi che sia amore autentico, non lo vorresti per sempre? E a parte il fatto religioso che ci ha fatto sposare in chiesa, la differenza è tutta lì, nelle parole ‘per sempre’. Sono quelle parole che ti fanno superare gli ostacoli che si presentano.

ANDREA                 (parlando con la bottiglia) Hai capito amore? Io e te forse non ci amavamo ‘per sempre’! Ma non mi basta, amico. La faccenda dell’amore non mi basta. (rivolto a Loris) E tu? Perché ti sei sposato?

LORIS                      Io non sono sposato.

ANDREA                 E allora perché ‘non’ ti sei sposato?

LORIS                      Perché mi manca la materia prima ecco perché!!! Senti perché non vai a prendere qualcos’altro da mangiare? Le tartine al salmone sono buonissime!

ANDREA                 Le tartine, sì. Vado a prendere le tartine! (alla bottiglia) Vieni amore, andiamo a prendere le sartine al talmone. Sono buonissime! ‘Per sempre’ buonissime!

Andrea va al tavolo del rinfresco. Loris ed Emilio si spostano sulla sinistra mentre Anastasia, Monique e Massimo vengono davanti ma restano sulla destra.

La vecchina si alza e lentamente va al tavolo del rinfresco. Posa il bicchiere vuoto, si riempie la borsetta di rustici e si fa dare un piatto, un coltello ed un tovagliolino di carta e torna a sedersi sulla sedia in proscenio. Apre il tovagliolo di carta e se lo mette in grembo, dopodiché comincia, col coltello, a capare i fagiolini che sono dentro la busta vicino ai suoi piedi. Ogni tanto, mentre capa i fagiolini, si ferma, prende la sua borsetta, ora piena di rustici, e furtivamente ne mette uno in bocca. Lo mangia e si rimette a capare.

LORIS                      Comunque credo che tu abbia ragione, c’è qualcosa che non mi quadra in questa storia.

EMILIO                    Quale storia?

LORIS                      Simona e Giorgio, no? Io conosco Simona da quando avevo dieci anni. Suo padre fa il tabaccaio ma i soldi li ha fatti vendendo il vino. Ha una specie di vigneto non so dove. Quello ha allevato i figli a pane e mosto. Io mi ricordo che Simona al liceo tracannava bottiglie di gin mentre io ancora mi ubriacavo con la limonata. Io non ce la vedo ubriaca per qualche bicchierino di tequila...

La musica cambia. Arriva nuovamente il brano da Playboy di qualche minuto prima (ad es. “Brunette in Yellow” dall’album ‘The Party - Soundtrack’ di Henry Mancini) e Massimo si ri-atteggia a latin lover. Lentamente si ri-avvicina alle due donne ri-mettendosi la mano tra i capelli e ri-sistemandosi i polsini della camicia.

Durante il dialogo tra Emilio e Loris, Andrea, che era al tavolo del rinfresco, cambia la bottiglia e si fa dare dal cameriere una Magnum.

LORIS                      Lo hai sentito anche tu, vero? Lo hai sentito che la musica è cambiata, vero???

EMILIO                    Cosa?

LORIS                      La musica! Cambia! Ogni volta che arriva quel, quel coso là, quell’AC.NU., sembra che la musica di sottofondo cambi!

EMILIO                    Ah, sì? Non me n’ero accorto… (sorseggia dal bicchiere ridacchiando sornione)

LORIS                      Dai non prendermi in giro! Non puoi non essertene accorto, non sono pazzo!

EMILIO                    E’ uno dei poteri dell’AC.NU.

LORIS                      COSA???

EMILIO                    Te l’ho detto, è tutto studiato. Sono tecniche.

LORIS                      Ma che dici?! Ma quali tecniche? Come fai a far cambiare la musica???

EMILIO                    Il profumo.

LORIS                      Eh?

EMILIO                    Il profumo. Viene insegnato come usare certi profumi. Certe sostanze creano dei leggeri stati allucinogeni e quindi tu ‘credi’ che la musica cambi. Ovviamente sarà una musica marpiona, da ‘acchiappo’…

LORIS                      (estasiato) Sì, sì…

EMILIO                    Deve aver usato anche un po’ di Dolce & Gabbana, ecco perché la senti anche tu.

LORIS                      (estasiato) Meraviglioso…

EMILIO                    Quando lo facevo io si abbassavano anche le luci… ma erano altri tempi.

Massimo, durante il dialogo tra Emilio e Loris, cerca di dire qualcosa alle due donne chiedendo il permesso alzando un braccio ma viene sempre interrotto da Anastasia che gli riabbassa il braccio.

ANASTASIA            Certo che è davvero un tipo strano, lei, sa? Aveva iniziato tanto bene con quel bicchierino di champagne... A proposito di champagne, vada a prenderci qualcosa da bere, si renda utile.

Torna la solita musica di sottofondo. Massimo fa un leggero inchino e si congeda. E’ triste, tristissimo. A questo punto Emilio ha una sorta di lieve malore.

LORIS                      Che c’è, che hai?

EMILIO                    Non lo so… ho sentito un turbamento come se... come se… un AC.NU. avesse fallito…

LORIS                      Eh?

EMILIO                    Dimmi che sta facendo quel tale, l’AC.NU.

LORIS                      Sembra triste. (contento) Mi sa che gli hanno dato buca…!

EMILIO                    Me lo sentivo...

LORIS                      Lo sentivi? Ma come fai a…?

EMILIO                    Scommetto che ora sta giocherellando con i polsini della camicia, vero?

LORIS                      Sì!

EMILIO                    Lo sapevo. Gli è andata male e si sta intristendo! Ora si passa la mano sulla testa… si aggiusta il colletto della camicia… e alla fine va al tavolo delle cose da mangiare…

LORIS                      E’ proprio così! Mi fa quasi pena poverino. Tu che avresti fatto al suo posto?

EMILIO                    Quello che farà anche lui. Non può perdere la sua autostima. Deve per forza piazzare un colpo, ma deve essere un colpo facile, non può permettersi di sbagliare ancora.

LORIS                      E allora?

EMILIO                    E allora si butterà su una preda semplice, una donna ubriaca per esempio, magari spacciandosi per un armatore russo... 

Ora Loris ed Emilio si dirigono al tavolo  restando sulla sinistra. Anastasia e Monique restano in proscenio ma vanno verso sinistra anch’esse. Il Conte, Giorgia e Giulia vanno verso la parte destra del proscenio. Andrea, sempre spostato a destra , è vicino al tavolo. Massimo e la Contessa si ritrovano al centro, vicini al tavolo anche loro. La Contessa è senza bicchiere.

MASSIMO                PERESTROJKA! (di nuovo la musica cambia: entra la musica da playboy. Si vede che Loris fa dei cenni ad Emilio. Prende un bicchiere pieno dal vassoio che in quel momento il cameriere stava portando e lo porge alla Contessa. Con forte e fintissimo accento russo) Permette? Una signuora senza champagne.. vodka! E’ cuome un’uostrica senza perla. Mi chiamo Sergej.

CONTESSA              (visibilmente alticcia) Molto galante. Lei è un amico dello sposo o della sposa?

MASSIMO                Un amico suo, se puosso sperare...

CONTESSA              Dopo una dozzina di questi (indicando il calice) lei può essere quello che vuole, signore.

MASSIMO                Sergej, la prego. Mi dia del tu. Ma cuosa ci fa una duonna bella cuome lei tutta suola?

CONTESSA              Non sono sola. Dovrei avere una specie di marito da quelle parti.

MASSIMO                Se fuossi suo marito non la lascerei in giro alla mercé di qualche playboy.

CONTESSA              Sa che le dico? Che ha ragione! (da sbronza triste) Il problema è che tutte le donne aspettano l'uomo della loro vita, però, nel frattempo si sposano. Adesso vado e gli dico quello che si merita. Lei aspetti qui! (raggiunge il Conte) SAPPI CHE IO TI HO SPOSATO SOLO PER I TUOI SOLDI! (torna da Massimo)

CONTE                     (dopo un momento di pausa) Almeno tu tenevi un motivo...!

CONTESSA              (comincia a vedere doppio) Vedo che non ve ne siete andati. Tutti e due, intendo. Me ne dia un altro. (Massimo gli porge un altro calice) Sa una cosa? C'è di certo una differenza fra il matrimonio e gli arresti domiciliari, e prima o poi, la troverò!

MASSIMO                Anche io ho pensato al matrimuonio, sa? Ma non è il fatto di duovermi legare ad una duonna che mi ha fatto desistere, quanto il separarmi da tutte le altre...

ANDREA                 (avvicinandosi) Ecco! Questa cosa interessa a me e a Lea!

CONTESSA              Come dice?

ANDREA                 Lea è la mia ex-moglie. (la contessa sembra ricordare...)

MASSIMO                Se non le dispiace io e la signuora stavamo parlando.

ANDREA                 No, no, non mi dispiace se parlate ma volevo sapere una cosa da voi. Perché vi siete sposati?

MASSIMO                Non siamo spuosati, non ho questo piacere. Io suono ancuora celibe.

ANDREA                 E perché?

MASSIMO                (ammiccando verso la Contessa) Fuorse perché non ho truovato la duonna giusta...

ANDREA                 (rivolgendosi alla Contessa) E lei?

CONTESSA              Perché mi sono sposata? Non me lo ricordo più. Per entusiasmo, per la festa, per i regali e anche per amore, credo. Ero troppo giovane... sono sposata già da vent’anni. Abbiamo avuto anche dei figli... sappia che una donna sa tutto dei suoi bambini: appuntamenti dal dentista, migliori amici, sogni, paure e speranze. Invece un uomo è vagamente a conoscenza di una persona bassa che gira per casa. O almeno un uomo qualunque... mio marito invece stava più con i suoi figli che in ufficio. Ma non vi azzardate a dirgli che vi ho detto queste cose, CHIARO? (rivolgendosi a Massimo) E ora rendetevi utili e datemene un altro...

Torna la musica normale di sottofondo. Anastasia e Monique arrivano al tavolo e restano lì, spostate sulla sinistra. Loris ed Emilio si spostano sulla destra raggiungendo Massimo e la Contessa. Il Conte, Giulia e Giorgia vanno verso il centro. Andrea si sta ora avvicinando a loro. Entra Don Aldo.

DON ALDO             (guardando un attimo in giro come se fosse in cerca di qualcosa) Eccola lì! (in fretta va dalla vecchina) Signora Lucia, signora Lucia!!! Ma dov’è stata???

VECCHINA              (sempre capando i fagiolini) Sempre qui, Don Aldo, sempre qui.

DON ALDO             Saranno tre ore che la cerco! Mi sono preoccupato.

VECCHINA              Stia tranquillo, tra poco ho finito e la raggiungo.

DON ALDO             (accorgendosi dei fagiolini) Ma che sta facendo...? Signora Lucia!!! Non può mettersi a capare i fagiolini in mezzo alla festa!

VECCHINA              Perché no? Tanto nessuno ci fa caso... (prende la borsetta, la apre e la fa vedere a Don Aldo) lo vuole un rustico? (sottovoce) Li ho presi da quel tavolo laggiù, ma non mi ha visto nessuno!

DON ALDO             Ma quello è il rinfresco! Può prendere quello che vuole. Signora Lucia, la prego, rimetta tutto a posto, non può capare i fagiolini qui davanti a tutti che tra latro mi sta facendo pure tutta la sugagna con l’acquetta, guardi lì: non sta bene!

VECCHINA              (rimettendo a posto la borsetta e riprendendo a capare) Senta. Le piace il mio sformato di fagiolini, no? E allora se stasera lo vuole me li lasci capare!

DON ALDO             (accusando il colpo) E allora continui, ma con discrezione. Che il Signore mi perdoni!

CONTE                     Don Aldo! Anche lei qui? Mi fa piacere!

DON ALDO             Conte Ramazza.

CONTE                     Randazzo!

DON ALDO             Oh, mi scusi, ma io per i nomi proprio non… (accennando un inchino)

CONTE                     Stia comodo! Non c’è nobiltà più grande di quella dell’anima! E a quella ci pensa lei, speriamo! (sottovoce, avvicinandosi) Ma lei conosce la vecchia?

DON ALDO             (vergognandosi) E’ la mia perpetua...

CONTE                     Ah! Ecco svelato l’arcano! Venga, venga, che le presento un paio di ragazze.

DON ALDO             Ma signor Conte!

CONTE                     Su, su, omme senza vizi è menesta senza sale!

DON ALDO             MA SIGNOR CONTE!

CONTE                     Scusi, padre, devo aver bevuto troppo. Come si dice... quanno 'a capa perde 'e sense se ne strafotte pure 'e sua eccellenza. Queste sono amiche della sposa mentre lui è Don Aldo, un mio vecchio amico e come si dice... amice e vino 'anna essere viecchie!

DON ALDO             Piacere.

GIORGIA-GIULIA   Piacere.

CONTE                     (chiama la Contessa) Vieni tesoro! Raggiungici che c’è Don Aldo, te lo ricordi?

CONTESSA              (arrivando, vedendoci doppio dall’alcool) Don Aldo, che piacere! E il suo amico chi è?

CONTE                     (per togliere la moglie dall’imbarazzo) Mi stavo giusto chiedendo come mai due belle figliole come loro non fossero ancora maritate.

Nel frattempo si stanno creando due gruppi. Uno formato da Anastasia, Monique, Loris ed Emilio, sistemato sulla sinistra ma vicino al tavolo. Uno formato dal Conte, Don Aldo, Giulia, Giorgia, la Contessa ed Andrea (che continua a controllare il cellulare) sistemato sulla destra ma in proscenio. Massimo è triste e se ne sta in disparte, sulla destra accanto al tavolo.

GIULIA                    Beh, abbiamo poco più di trent’anni. Siamo ancora troppo giovani per sposarci.

GIORGIA                 E poi siamo precarie. Balziamo da un contratto a progetto ad un altro. Come si fa a metter su famiglia in questo modo!

CONTE                     Più di trent’anni??? Figliole mie!!! Non vorrei tirar fuori il concetto che nel medioevo le donne si maritavano a quattordici anni, perché i tempi, ahimè, sono cambiati. Ma qui abbiamo passato il limite superiore! Non pensate ai figli?

GIULIA                    Per carità! Per avere un figlio c’è sempre tempo!

GIORGIA                 E poi siamo ancora troppo... ‘spensierate’ per mettere la testa a posto (risolini).

CONTE                     Don Aldo, gli dica qualcosa anche lei!

DON ALDO             Io credo che ogni età abbia i suoi diritti ed i suoi doveri... ma le cose cambiano...

CONTE                     E certo che cambiano, Don Aldo! Mio nonno combatteva i Prussiani, mio padre combatteva i Tedeschi, io al massimo combatto il colesterolo! Datemi retta, truvateve nu’ bello guaglione, ammaliatelo e maritatelo, prima che sia troppo tardi!

ANDREA                 (arrivando) A proposito! Volevo sapere perché vi siete sposati? (verso Don Aldo) Lei, per esempio, perchè si è sposato?

DON ALDO             Ma io sono un prete!

ANDREA                 Condoglianze. (verso Giulia e Giorgia) E voi? Perché vi siete sposate?

GIULIA                    Non siamo sposate.

GIORGIA                 E poi, anche volendo, non abbiamo ancora la sicurezza economica. (Giulia fa cenno di essere d’accordo)

ANDREA                 No, è una scusa. Io e il mio amore (guardando la bottiglia) eravamo senza un soldo quando ci siamo sposati. (verso il Conte) E lei?

CONTE                     Perché non lo chiede a mia moglie?

ANDREA                 L’ho già fatto e ha detto che lei è un padre meraviglioso…

CONTESSA              (guardando male Andrea) Io so solo che se 20 anni fa avessi ucciso mio marito mi avrebbero dato 20 anni di galera, ma almeno a quest’ora sarei una donna libera!

CONTE                     D’altronde quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l'altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia!

DON ALDO             Signor Conte!

CONTE                     Don Aldo, ho letto di recente che l'amore è tutta una questione di chimica. Deve essere per questo che mia moglie mi tratta come un rifiuto tossico. (verso Andrea, Giulia e Giorgia) Amici cari. Ci si può sposare per aver trovato la persona giusta o, perlomeno, perché si pensa di aver trovato la persona giusta; ma altre volte ci si sposa perché non si spera più di trovarla. Io ho avuto la fortuna di avere accanto una donna che mi ha saputo stringere quando andavo stretto e lasciato un po’ andare quando serviva. E’ vero che l'ammore fa passà 'o tiempo e 'o tiempo fa passà l'ammore, ma noi litighiamo, ci accapigliamo, magari non ci parliamo per giorni ma alla fine non possiamo stare l’uno senza l’altro.Alcuni dicono che la vita da sposati è il doppio dei problemi con la metà dei soldi. Altri vedono il matrimonio come una trappola per topi; quelli che sono dentro vorrebbero uscirne, e quelli che sono fuori ci girano intorno per entrarvi. Ma ricordate: il matrimonio ha molti dolori... ma stare da soli non ha gioie. (verso Andrea) Tu però sient’a me: sposati solo una donna bellissima, altrimenti non tieni speranza di disfartene! (verso Giorgia e Giulia) E voi due invece di stare qua, perché non andate a cercare la vostra amica e la convincete a spiegarsi? Magari si risolve tutto. Eh? Perché non andate?

GIULIA                    (con uno sguardo d’intesa verso l’amica) Ha ragione.

GIORGIA                 Andiamo!

Giorgia e Giulia escono.

DON ALDO             Cos’è che deve spiegare la sposa?

CONTESSA              Don Aldo, ma lei davvero non si è accorto di niente???

Entra trafelato lo sposo. Andrea si fa dare una bottiglia di champagne di quelle enormi, che tengono cinque litri o più.

GIORGIO                 ECCOMI QUA! Anzi, RIECCOMI QUA! Beh? Non lo fate un brindisi allo sposo?

Tutti esclamano ‘Auguri!’ ed Andrea, mentre lo dice, solleva in aria la bottiglia gigante come fosse un trofeo.

GIORGIO                 Scusatemi, amici ed amiche, se vi ho trascurato. Ma questa villa ha ben ventidue stanze e sono tutte bellissime e apparecchiatissime di ogni ben di Dio. DON ALDO! E’ venuto finalmente! (gli stringe la mano)

DON ALDO             Signor Marchese.

GIORGIO                 Una funzione davvero commovente, un sermone perfetto, una cerimonia INDIMENTICABILE!

DON ALDO             Troppo buono.

GIORGIO                 Come stavo dicendo, c’è un rinfresco in ogni sala! Io avrei voluto risparmiare… (il Conte senza farsi vedere da Giorgio fa il gesto delle braccine corte a Don Aldo) risparmiare spazio! Ma la mia mogliettina ha voluto fare le cose in grande! Mi sbaglio o era questa la stanza con quel terrazzino meraviglioso che dà sul parco? Devo assolutamente controllare! Anzi, se mi permettete... (esce da una quinta dalla parte sinistra del palcoscenico)

CONTE                     (trafelato, cercando di attirare l’attenzione di tutti, gettando un occhio a Don Aldo sperando che questi non si accorga di nulla) MA PERCHÉ NON FACCIAMO UN BRINDISI ALLO SPOSO?

TUTTI                      Auguri! Auguri! Auguri! Auguri! Auguri!

Contemporaneamente agli ‘Auguri!’, da fuori urla Giorgio, ma i suoi urli sono camuffati e quasi coperti dal brindisi. Mentre Giorgio è fuori, la Contessa, munita di tovagliolo di carta preso dal tavolo del buffet, mima una donna col velo che fa la danza del ventre. Il Conte la prende di forza e la mette a sedere.

GIORGIO                 UN CORNUTO! SONO UN CORNUTACCIO! CORRETE TUTTI A VEDERE IL CORNUTO! VIVA SAN MARTINO! VIVA I CORNUTI! (rientra in scena) Ma in fin dei conti pensavo che tutti i grandi nobili hanno avuto dei bastardi in famiglia... e vorrà dire che ne avrò uno anch’io, no? Che ne dici Anastasia, non ti sembra una cosa chic? Ai tempi d’oro gli adultèri erano all’ordine del giorno!

ANDREA                 (avvicinandosi a Giorgio, sempre alticcio) Vede però, non è esatto parlare di adulterio. Lei tecnicamente non è cornuto perché l’ingravidamento è avvenuto prima delle nozze e… (Loris ed Emilio lo prendono di peso e lo trascinano via)

GIORGIO                 Che stavo dicendo? Ah, sì! Non vi spaventate se all’improvviso sentite dei botti. Sono i fuochi d’artificio che MIA MOGLIE ha voluto per l’occasione. Servono per dire a tutti che il pranzo è servito in sala grande. Io gliel’ho detto che era uno spreco... perché di giorno non si vedono, ovviamente! Quindi attenzione! All’improvviso sentirete il segnale... all’improvviso! Ecco perché si è voluta sposare all’improvviso...! Vi chiedo scusa ancora una volta ma ho (arrabbiandosi) un impellente bisogno di tornare sul terrazzino a prendere un po’ d’aria! (esce da una quinta dalla parte sinistra del palcoscenico)

CONTE                     (trafelato, cercando di attirare l’attenzione di tutti, gettando un occhio a Don Aldo sperando che questi non si accorga di nulla) UN ALTRO BRINDISI ALLO SPOSO!

TUTTI                      Auguri! Auguri! Auguri! Auguri! Auguri!

Contemporaneamente agli ‘Auguri!’, da fuori urla Giorgio, ma i suoi urli sono camuffati e quasi coperti dal brindisi. La Contessa si rimette in piedi e rifà la danza del ventre. Il Conte, nuovamente, la mette a sedere.

GIORGIO                 UN CORNUTO! SONO UN CORNUTACCIO! CORRETE TUTTI A VEDERE IL CORNUTO! VIVA SAN MARTINO! VIVA I CORNUTI! (rientra in scena) Bene, bene, bene, bene! A questo punto io vado a vedere...

Entrano Giulia e Giorgia trafelate.

GIULIA                    Giorgio!

GIORGIA                 C’è Simona che ti vuole parlare e ti sta cercando!

GIULIA                    E’ uscita dal bagno. Credo che ora sia in sala grande.

GIORGIO                 (seccato) Sono sicuro che MIA MOGLIE saprà intrattenere gli ospiti anche senza di me!

GIORGIA                 No, davvero devi andare.

GIULIA                    Quello che è successo è stato tutto un malinteso, ti vuole parlare è importante...

CONTE                     Vai, Giorgio, vai. Ci vediamo dopo.

GIORGIO                 Beh allora, non posso far aspettare la sposina, non trovate? Allora ci vediamo tutti tra qualche minuto! Un bel brindisi! (esce)

Tutti esclamano ‘Auguri!’. Anastasia, Monique, Massimo, Loris ed Emilio si avvicinano lentamente agli altri per sentire cosa è successo. Andrea controlla il cellulare.

CONTE                     Allora, che avete saputo?

GIORGIA                 Non era ubriaca!

CONTE                     Chi?

GIULIA                    Simona!

GIORGIA                 La sera del suo addio al nubilato, non era ubriaca! Ha voluto fare uno scherzo!

LORIS                      AH! Lo sapevo io che non poteva ubriacarsi!

GIULIA                    Stava scherzando! Lo ha detto apposta perché c’era quella pettegola dell’amica di Marina!

CONTESSA              Quindi non aspetta...?

GIULIA                    No.

DON ALDO             Non aspetta cosa?

CONTESSA              Don Aldo, per favore...

CONTE                     E allora perché chiagneva?

GIORGIA                 Era arrabbiata con Giorgio perché aveva creduto a tutta la storia!

DON ALDO             Quale storia?

TUTTI                      DON ALDO, PER FAVORE!

GIORGIA                 Non pensava che si sollevasse un simile polverone e soprattutto non pensava che Giorgio ci credesse!

VECCHINA              I FAGIOLINI SONO PRONTI!

CONTE                     Bene! Benissimo!!! Allora propongo champagne e qualche tartina al salmone per festeggiare Simona, Giorgio e i fagiolini capati!

Tutti gli ospiti si dirigono verso il tavolo del rinfresco. Massimo, Emilio e Loris sono quelli più indietro. Massimo si ferma un momento a guardare Emilio. Loris girandosi inciampa nella busta piena di fagiolini.

LORIS                      Oh, mi scusi! (si china per raccogliere e mettere tutto a posto ma la vecchina prende uno di quegli spray al peperoncino dalla borsetta e lo spruzza in faccia a Loris)

VECCHINA              (spruzzando) Disgraziato!

Loris grida di dolore mettendosi le mani sugli occhi.

MASSIMO                Ma? E’ lei? Maestro, è lei? Non ci posso credere, è proprio lei! (si genuflette) Che onore incontrarla di persona! Non sapevo che lei fosse qui altrimenti non avrei mai osato venire nel suo territorio...!

EMILIO                    Tranquillo, alzati, non sono in servizio.

LORIS                      (lacrimando) Maestro? Perché ti chiama Maestro? Tu conosci Emilio?

MASSIMO                (alzandosi) Come osi dare dal tu al Maestro, misero mortale!

EMILIO                    Non fa nulla, non fa nulla, è un mio amico.

Massimo fa un leggero inchino di riverenza a Loris.

LORIS                      Non fa nulla un cavolo! Ora mi dite cos’è questa storia! Perché lo chiami Maestro, come mai lo conosci, come mai ti conosce???

MASSIMO                Beh, non posso dire che lo conoscessi, non di persona almeno. Ma l’avevo visto più volte in foto.

LORIS                      In foto dove???

MASSIMO                (tirando fuori il libricino rosso dalla giacca) Ma nei nostri libri di testo, naturalmente, il Maestro è uno dei fondatori dell’ordine!

LORIS                      No, io non ci posso credere!!! Non solo non sapevo che tu eri come questo qua, un… un… AC.NU…. ma ora vengo anche a sapere che sei una specie di guru o di santone!

MASSIMO                Oh, lui è molto di più! E’ una specie di mito per noi, un…

EMILIO                    Basta così! Non sono più nulla ora, mi sono ritirato.

LORIS                      No, ma io non ci credo! Voglio una dimostrazione! Adesso tu mi dai una di-mo-stra-zio-ne!!!

EMILIO                    No, sono fuori dal giro da troppo tempo ormai.

MASSIMO                Maestro, se posso permettermi, posto che convincerebbe questo scettico, anche io anelerei tanto ad una dimostrazione. Poterla vedere all’opera, sarebbe meraviglioso! Alcune sue imprese sono leggenda ormai! Alcuni dicono che lei non sia mai esistito!

LORIS                      Ti prego, fallo per me!

EMILIO                    Ma non posso, dai, sono sposato…

LORIS                      Devi solo prendere un numero di telefono, no? Mica devi fare altro! Poi lo butti.

EMILIO                    Avevo promesso che non l’avrei più fatto.

LORIS                      Ma non fai niente di male! E poi non sarò certo io a raccontarlo in giro, no?

EMILIO                    Non ho neanche il profumo adatto…

MASSIMO                Maestro, alcuni dicevano che lei avesse il potere di aumentare le sue endorfine e cambiare a piacimento il profumo della propria pelle… lei sa che non le serve alcun profumo!

EMILIO                    E VA BENE!!! Ma solo uno, d’accordo? A chi lo devo prendere?

MASSIMO                Se posso, Maestro, io la inviterei a prenderlo a quella signorina laggiù (indicando Anastasia). Io non ci sono riuscito. Parla troppo e non ho potuto…  ho fallito! (piange) Sono un disonore per l’ordine…

EMILIO                    Stai tranquillo! Tutti hanno fallito qualche volta.

MASSIMO                Grazie Maestro.

EMILIO                    Fatemi spazio ora…

Emilio si mette di spalle. Si alza il bavero della giacca e alza le braccia. Il primo effetto è che si spegne la musica di sottofondo, poi dal nulla Emilio fa apparire una sigaretta. Le luci si modificano, diventano più soffuse ovunque tranne che su di lui. Inizia il brano “Can’t get enough of your love babe” dall’album ‘The Ultimate Collection’ di Barry White. Emilio si gira, si mette la sigaretta in bocca. Si atteggia. Schiocca le dita ed Anastasia, completamente rapita, corre da Emilio e si affretta a cercare nella borsetta un biglietto da visita, sul quale scrive qualcosa.

Emilio fa un cenno ad Anastasia che torna al suo posto con un’espressione d’estasi verso Emilio che, all’improvviso, schiocca le dita e tutto torna come era prima, tranne la musica di sottofondo: ora c’è silenzio.

EMILIO                    (mostrando il numero) Ecco fatto.

LORIS                      Che meraviglia!

EMILIO                    Aspetta… (schiocca le dita e torna la musica di sottofondo) Sto invecchiando. Ai miei tempi non avrei dovuto neanche schioccare le dita...

MASSIMO                (con le lacrime) Grazie Maestro, serberò questo ricordo nel cuore...

LORIS                      Dimmi cosa devo fare per entrare in questa scuola di AC.NU, TI PREGO!!!

EMILIO                    Mio giovane apprendista. Prima devi superare una prova.

MASSIMO                E’ la regola!

EMILIO                    Hai due minuti di tempo per chiedere il numero di telefono a... quella ragazza. (indica Monique)

LORIS                      Ma io mi vergogno! Se non mi vergognassi non avrei bisogno della scuola, no?

EMILIO                    (guardando l’orologio) Un minuto e cinquanta secondi.

LORIS                      Dai, come faccio!? Mi vergogno...

EMILIO                    (guardando l’orologio) Un minuto e quarantacinque.

LORIS                      Va bene, va bene! VADO!

Loris si avvicina a Monique. Le sorride e lei ricambia.

EMILIO                    Un minuto e trenta!

LORIS                      (sottovoce ad Emilio) E aspetta... (rivolto a Monique) Scusi...

MONIQUE               (sbotta, pestando i piedi per terra) AAAAAAAAAAAAAAAH! BASTA! (afferrando Loris per il bavero) CHE COSA VUOI DA ME? CHE COSA VOLETE TUTTI DA ME? SICCOME ME NE STO QUI, TIMIDA, IN UN ANGOLO, ALLORA VI SENTITE TUTTI IN DIRITTO DI VENIRMI A DIRE LE VOSTRE COSE? BASTA, NON CE LA FACCIO PIU’ A SENTIRE LE VOSTRE STRONZATE! (sbatte la borsetta per terra) RACCOGLI! (Loris raccoglie la borsa) CHE VUOI TU? CHE COSA VUOI TU???

LORIS                      (atterrito) Ma io...

MONIQUE               ZITTO!!! MI VUOI PORTARE A LETTO? EH? MI VUOI PORTARE A LETTO??? E ALLORA DIMMELO! SENZA TUTTE ‘STE CHIACCHIERE, SENZA GIRI DI PAROLE! VUOI VENIRE A LETTO CON ME? E VA BENE! ANDIAMO A LETTO! MA NON OSARE DIRE UNA PAROLA!!! NON DIRE UNA SOLA PAROLA!!! (esce portandosi via Loris tirandolo con la mano. Loris, felice, saluta Emilio che gli fa il gesto del pollice alzato)

Si sente che da fuori sono iniziati i fuochi d’artificio.

CONTE                     Ecco i fuochi! Tutti a tavola! Tutti a tavola!

Uno alla volta, vecchina compresa, tutti escono dalla sala, tranne Andrea ed i camerieri che restano indietro. La Contessa approfitta della confusione per rimettersi a ballare ma il Conte la prende e la spinge fuori dalla scena. Per ultimi escono Giorgia, Giulia ed il Conte. Andrea controlla il cellulare.

CONTE                     (rivolto a Giorgia che sta uscendo) E lei signorina, metta su un po’ di ciccia che all’omme gli piace mordere! (ad entrambe che sono ormai fuori scena) E ricordate che il matrimonio semplifica la vita! ... E complica ‘a iurnata... (rivolto ad Andrea) E lei non viene?

ANDREA                 Arriviamo, adesso arriviamo...

CONTE                     Si ricordi: casa senza femmena, varca senza timone! La chiami! Che ne avete bisogno tutti e due.

ANDREA                 Ma come ha fatto a restare sposato tanto tempo?

CONTE                     Cosa devi fare affinché ilmatrimonio sia un successo? Dire a tua moglie che è bella, anche se sembra un camion... (esce)

Tutti i protagonisti sono usciti. Escono di scena anche i camerieri portando via le ultime cose. Subito dopo rientra Giorgio per controllare che tutti gli ospiti siano usciti. Vede Andrea e si ferma un momento in disparte. Inizia una musica triste in sottofondo (ad es. “Elegant” dall’album ‘The Party - Soundtrack’ di Henry Mancini). Andrea, sempre con la solita bottiglia semivuota in mano, si allenta la cravatta, prende una sedia e la sistema quasi in proscenio. Si siede. Le luci si abbassano. Cono di luce su Andrea.

ANDREA                 (togliendo il cellulare dalla tasca della giacca) Niente, eh? (guardando la bottiglia) Non vuoi proprio chiamarmi?... Ma sì, forse me lo merito. Avevi ragione tu, sono un immaturo. Ma ho avuto paura. Quando hai cominciato a chiedere un figlio sempre più con insistenza... io... non ce l’ho fatta. Ho preferito fuggire, andarmene. Non me la sentivo. All’inizio preso dalla rabbia sono stato quasi bene, sai? Me ne stavo da solo, uscivo con gli amici, birra poker biliardo, senza dover rendere conto a nessuno... ma ero solo. Ha ragione il conte. Magari il matrimonio ha dei dolori, ma stare da soli non ha gioie. (quasi piangendo) Mi manchi... mi mancano le nostre partite a carte sul terrazzo, le passeggiate in montagna, persino i pranzi da tua madre... che cretino che sono!!! Certo che lo volevo un figlio con te, magari non subito ma se tu ne senti l’esigenza adesso, perché no. Vorrà dire che mi rimboccherò le maniche e imparerò a fare il padre. Mi manchi... voglio vivere con te, per sempre, voglio invecchiare con te, amore mio, e vorrei che ci dessimo la mano per aiutarci a vivere. Ho bisogno di te... ma forse ora tu hai capito che non mi vuoi più. Che buffo... di là un amore nasce e qui un amore muore... ma il pensiero di affrontare un’intera esistenza senza di te me la rende così vuota, così... inutile. (piange)

All’improvviso si sente il suono dell’arrivo di un sms. Andrea prende il suo telefonino e con speranza mista a rassegnazione legge il messaggio appena arrivato. Il suo sguardo diventa all’improvviso felice, al limite della commozione. Si intuisce che il messaggio è della ex-moglie e che reca notizie liete. Si alza, bacia il telefonino e poi bacia la bottiglia. Mette quest’ultima sulla sedia ed esce spedito dalla scena, come se all’improvviso dovesse andare a fare una cosa. Giorgio si avvicina alla sedia, afferra la bottiglia e la guarda con molta, moltissima intensità, come se ci rivedesse dentro tutta la sua vita. Poi guarda la fede che ha al dito ed in modo dissacrante ma allo stesso tempo con somma semplicità, beve dalla bottiglia l’ultimo goccio rimasto, emette un rutto sonoro e mette la bottiglia per terra al centro della scena. Esce fischiettando. Cono di luce sulla bottiglia. Musica finale (molto allegra, ad es. “The Via Veneto” dall’album ‘After the Fox - Soundtrack’ di Burt Bacharach). Buio.

FINE TERZO ATTO

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