IL MATRIMONIO DI SGANARELLO
Le Mariage Forc
Commedia in un atto
di MOLIRE
Traduzione di A. Brissoni
PERSONAGGI
SGANARELLO
DORIMENA, ragazza emancipata, promessa a Sganariello
ALCANTORE, padre di Dorimena
ALCIDE, fratello di Dorimena
LICASTO, amante di Dorimena
PANCRAZIO, filosofo peripatetico
MARFURIO, filosofo scettico
GERONIMO, amico di Sganarello
DUE ZINGARE
Commedia formattata da
Sganarello - (parlando verso linterno della casa) Vado e torno. Fare bene attenzione alla casa, mi raccomando, tutto deve filare alla perfezione. Se portano soldi venite a cercarmi dal signor Geronimo; se vengono a chiederne, sono uscito, e non sar di ritorno fino a notte inoltrata.
Geronimo - (che ha sentito le ultime parole di Sganarello) Ecco una consegna piuttosto giudiziosa.
Sganarello - Ah! signor Geronimo, capitate come il cacio sui maccheroni: venivo giusto da voi.
Geronimo - Perch ?
Sganarello - Debbo parlarvi di un progetto che mi frulla per la testa e desidero il vostro parere.
Geronimo - Volentieri: sono lieto di questa combinazione; possiamo benissimo discorrere qui.
Sganarello - Ottimamente: veniamo al dunque. Si tratta di un affare molto importante che mi stato offerto ed saggio principio farsi consigliare dagli amici.
Geronimo - Vi ringrazio di avermi scelto per questo. Ditemi pure di che si tratta.
Sganarello - Per, prima di tutto, vi scongiuro di non nascondermi niente e di dirmi con la maggiore franchezza il vostro parere.
Geronimo - Lo far, visto che me lo chiedete.
Sganarello - Per me non c' niente di peggio di un amico che non parli in modo aperto.
Geronimo - Avete perfettamente ragione.
Sganarello - E oggigiorno si trovano cos pochi amici sinceri!
Geronimo - Parole sante.
Sganarello - Ecco, signor Geronimo, dovete promettermi di parlarmi con la massima sincerit.
Geronimo - Ve Io prometto.
Sganarello - Datemi la vostra parola.
Geronimo - Parola d'amico. Ma ditemi dunque.
Sganarello - Ecco, vorrei sapere da voi se farei bene a sposarmi.
Geronimo - Chi, voi?
Sganarello - S, io, io in persona. Qual' allora il vostro parere?
Geronimo - Vorrei pregarvi prima di dirmi una cosa.
Sganarello - Quale?
Geronimo - Che et potete avere adesso?
Sganarello - Io?
Geronimo - S.
Sganarello - Ma... non saprei, ma cos come sono sto benissimo.
Geronimo - Come! Non sapete neppure all'incirca la vostra et?
Sganarello - No; ma che c'entra?
Geronimo - Eh! ditemi una cosa, per favore: quanti anni avevate quando noi ci siamo conosciuti?
Sganarello - Diamine, avevo vent'anni allora.
Geronimo - Quanto tempo siamo stati insieme a Roma?
Sganarello - Otto anni.
Geronimo - E per quanti anni siete stato in Inghilterra?
Sganarello - Sette.
Geronimo - E in Olanda, dove andaste subito dopo?
Sganarello - Cinque anni e mezzo.
Geronimo - Da quanto tempo siete qui?
Sganarello - Sono ritornato nel cinquantadue.
Geronimo - Dal cinquantadue al sessantaquattro sono dodici anni, se non mi sbaglio. Cinque in Olanda fanno diciassette; pi sette in Inghilterra, ventiquattro; otto della nostra comune permanenza a Roma, trentadue; e venti che ne avevate quando ci siamo conosciuti, fanno giusto cinquantadue. Dimodoch, signor Sganarello, secondo le vostre stesse dichiarazioni, avete gi passato la cinquantina di due o tre anni circa.
Sganarello - Chi, io? Questo non pu essere assolutamente.
Geronimo - Perbacco! La matematica non un'opinione, ed io vi dichiaro appunto sinceramente e in tutta amicizia, come m'avete fatto promettere, che il matrimonio non pi un affare per voi. E' una cosa questa sulla quale i giovani devono piuttosto riflettere prima di compierla, Ima le persone della vostra et non ci devono neppur pensare; e se detto comune che la maggiore pazzia del inondo quella di sposarsi, io non vedo niente di peggio che fare questa pazzia proprio nell'et nella quale dobbiamo essere pi saggi. Concludendo, io vi dico con franchezza la mia opinione. Vi sconsiglio nel modo pi assoluto il matrimonio; e vi giudicherei la persona pi ridicola di questa terra se, dopo esser stato libero fino ad oggi, vi legaste proprio oggi con la pi pesante catena che si possa immaginare.
Sganarello - E io vi dico che ho deciso di sposarmi, e che non sar per niente ridicolo con la ragazza che ho scelto.
Geronimo - Ah! Ma allora un'altra cosa! Non mi avevate detto questo.
Sganarello - La ragazza mi piace, ed io l'amo con tutta l'anima.
Geronimo - Voi l'amate con tutta l'anima?
Sganarello - Certamente, e ne ho fatto regolare richiesta a suo padre.
Geronimo - L'avete gi chiesta?
Sganarello - S. E' un matrimonio che si deve fare questa sera medesima; ed io ho dato la mia parola.
Geronimo - Oh! Ma allora sposatevi! Io non parlo pi.
Sganarello - Io non ritorno sulle mie decisioni! Ma scusate, signor Geronimo, mi sembra proprio che io non sia pi buono a prender moglie? Non parliamo dell'et che posso avere, ma esaminiamo rigorosamente i fatti. Un uomo di trent'anni forse pi agile e virile di me? Non mi sono mai sentito cos elastico; ho forse bisogno di una carrozza o di una portantina per recarmi in qualche posto? Non ho forse ancora tutti i miei denti perfetti e al completo? (Apre la bocca e mostra i denti) Mi faccio i miei quattro abbondanti pasti al giorno, e non credo si possa trovare uno stomaco pi solido del mio. (Tossisce) Hem, hem, hem. Eh! Dunque, cosa dite?
Geronimo - Avete ragione da vendere, mi ero sbagliato. Fate benissimo a sposarvi.
Sganarello - Una volta non potevo neppur sentirne parlare, ma adesso ,so quel che mi fo. Oltre alla soddisfazione di essere il proprietario di una bella donna che mi far mille carezzine, mi coccoler, e mi massagger quando sar stanco; oltre a questa soddisfazione, dico, bisogna pur considerare che, rimanendo come sono, si estinguer nel mondo la razza degli Sganarelli, e che invece sposandomi potr rivivere in altri me stessi, avr la gioia di vedere delle creaturine uscite da me, dei piccoli ometti che mi rassomiglieranno come delle gocce d'acqua, che si baloccheranno tutto il giorno, che mi chiameranno pap quando ritorner a casa e mi diranno mille piccole stupidaggini deliziose. Guardate, mi sembra di esserci, e di averne qui intorno almeno una mezza dozzina.
Geronimo - Ah! Non c' niente di pi bello, e vi consiglio di sposarvi il pi presto possibile.
Sganarello - Dunque, me lo consigliate?
Geronimo - Certamente. Non potreste far nulla di pi saggio.
Sganarello - Sono veramente lieto che voi mi diate questo consiglio da vero amico.
Geronimo - E... se non vi dispiace, posso sapere chi l'eletta?
Sganarello - Dorimena.
Geronimo - Quella giovane Dorimena cos elegante e cos compiacente?
Sganarello - Esattamente.
Geronimo - Figlia del signor Alcantore?
Sganarello - Proprio cos.
Geronimo - E sorella di un certo Alcide, piuttosto esperto nel tirar di scherma?
Sganarello - Proprio lei.
Geronimo - Accidenti!
Sganarello - Che ne dite?
Geronimo - Ottimo partito! Potete sposarvi di corsa.
Sganarello - La mia scelta non dunque oculata?
Geronimo - Assolutamente! Ah! Sarete proprio a posto! Vi consiglio anzi di fare il pi presto possibile.
Sganarello - Mi rendete felice con le vostre parole. Vi ringrazio di cuore del vostro consiglio, e v'invito stasera alle mie nozze.
Geronimo - Non mancher; ci voglio anzi venire in maschera, per essere pi intonato alla festa. .
Sganarello - Vi sono obbligato.
Geronimo - (a parte) La giovane Dorimena, figlia del signor Alcantore, e il signor Sganarello che non ha che cinquantatre anni! Oh, che bella festa! (Se ne va ripetendo pi volte queste ultime parole).
Sganarello - (solo) Questo matrimonio dev'essere azzeccato proprio bene, mette tutti di buonumore e quando lo annuncio tutti cominciano a ridere. Sono veramente il pi felice degli uomini.
Dorimena - (nel fondo, ad un piccolo lacch che la segue) Andiamo, ragazzino, tienimi bene lo strascico e non t'imbambolare
Scanarello - (a parte, vedendo Dorimena) Ecco la mia signora. Ah! Quant' graziosa! Che figura, che portamento! Vedendola cos, non verrebbe a chiunque la voglia di sposarsi? (A Dorimena) Dove andate, deliziosa piccina, futura sposa adorata del vostro futuro sposo?
Dorimena - Vado a fare qualche spesuccia.
Sganarello - Dunque, mia adorata, siamo arrivati al grande momento che ci render ambedue felici. Voi non avrete pi il diritto di rifiutarmi niente; ed io potr fare con voi tutto quello che mi piacer senza che nes-suno si scandalizzi. Voi diventerete mia dalla testa ai piedi, ed io sar padrone di tutto: dei vostri occhietti svegli, del vostro nasetto birichino, dei labbruzzi appetitosi, delle vostre orecchiette da baci, del vostro piccolo mento civettuolo, delle vostre... insomma, sarete tutta a mia discrezione, e io potr carezzarvi quando vorr. Non siete contenta di questo matrimonio, mia cara bamberot-tola?
Dorimena - Proprio contenta, ve lo giuro. Perch la severit di mio padre mi ha tenuta fino adesso nella pi insopportabile delle schiavit. Non ne posso pi di questa costrizione, e ho desiderato mille volte di sposarmi, per essere libera e fare quel che mi pareva e piaceva. Grazie a Dio, voi siete arrivato proprio a puntino ed io mi sto organizzando per divertirmi e guadagnare tutto il tempo perduto. Voi siete un galantuomo, ed un uomo che sa vivere; io credo perci che la nostra unione sar ideale, e che non diventerete uno di quei mariti che tengono le loro mogli come delle marmotte. Vi comunico che non gradirei un siffatto modo di agire e che la solitudine mi condurrebbe sicuramente alla disperazione. Io adoro il gioco, le visite, la compagnia, i regali e le passeggiate; in una parola, tutte le cose piacevoli; e voi sarete felice di possedere una donna cos ben intenzionata. Fra noi non ci sar mai ragione di disaccordo, e sarete libero di fare quello che vorrete, proprio come lo far io. Infatti, secondo il mio parere, occorre avere soprattutto una reciproca indulgenza e ricordarsi che non ci si sposa per far baruffa tutto il giorno. In una parola, noi vivremo come persone che sanno il fatto loro. Non sarete mai turbato da sospetti o gelosie; ciascuno di noi sar convinto della fedelt dell'altro ed io sar sempre persuasa della vostra. Ma, .cos'avete? Mi sembrate un po' stravolto.
Sganarello - Niente : un po' di sangue alla testa.
Dorimena - E' un male piuttosto comune, oggid; ma il nostro matrimonio far scomparire anche questo. Addio. .Non vedo l'ora di mettermi qualche vestito ragionevole, per buttar via subito tutti questi stracci. Vado a dare un'ultima ritoccatimi ai miei acquisti, e poi vi mando i fornitori. (Esce).
Geronimo - (entrando) Ah! signor Sganarello, sono felice di trovarvi sempre qui. Essendo infatti subito corsa voce che cercavate qualche bel brillante per farne dono alla vostra sposa, ho incontrato per combinazione un orefice che mi ha pregato di venire a dirvi a suo nome che ne ha per caso uno bellissimo.
Sganarello - Mio Dio! La cosa non cos urgente.
Geronimo - Cosa! Come sarebbe a dire? Dov' tutto l'entusiasmo che avevate un momento fa?
Sganarello - Mi sono venuti, proprio un istante fa, dei piccoli dubbi sul matrimonio. Prima di continuare su questa strada, vorrei sceverare la questione con oculatezza ed avere delle spiegazioni su di un sogno che ho fatto stanotte, e che tutto ad un tratto mi ritornato alla mente. Voi sapete benissimo che i sogni sono come degli specchi dove possiamo scorgere il nostro avvenire. Mi sembrava dunque di trovarmi su di un vascello, sopra un mare in burrasca e di...
Geronimo - Signor Sganarello, ho qualche coserella da fare che m'impedisce di starvi a sentire. Di sogni non me ne intendo proprio; quanto ai vostri ragionamenti sul matrimonio, avete come vicini di casa due sapienti, due filosofi che son persone da potervi illuminare con tutta soddisfazione sull'argomento. Sono giusto di due scuole diverse, e potrete farvi cos un giudizio preciso con i loro opposti pareri. Quanto alla mia opinione, ve l'ho detta poc'anzi. Vi son servo.
Sganarello - (solo) Giustissimo. Bisogna che mi con sigli un poco con quei signori per liberarmi da questa incertezza.
Pancrazio - (voltandosi verso la parte da dove entrato, senza vedere Sganarello) Andate, voi siete un impertinente, amico mio, un uomo digiuno di ogni buona disciplina, indegno della repubblica delle lettere.
Sganarello - Ah! bene, ecco uno che giunge a buon punto.
Pancrazio - (continuando, senza vedere Sganarello) S, io te lo sosterr con argomenti stringenti e ti dimostrer, grazie ad Aristotile, filosofo dei filosofi, che tu sei un ignorante, un ignorantissimo, ignorantificante e ignorantificato in qualsiasi caso ed eccezione.
Sganarello - (a parte) Deve aver bisticciato con qualcuno. (A Pancrazio) Signore
Pancrazio - (continuando, senza vedere Sganarello) Pretendi di voler ragionare, e non sai neppure dove sta di casa la ragione.
Sganarello - (a parte) Per la collera non mi ha neppure veduto. (A Pancrazio) Signore...
Pancrazio - (continuando, senza vedere Sganarello) E' una proposizione da rigettare da tutte le terre della filosofia.
Sganarello - (a parte) Devono averlo fatto adirare sul serio. (A Pancrazio) Io...
Pancrazio - (continuando, senza vedere Sganarello) Toto coelo, tota via aberas.
Sganarello - Bacio le mani al signor dottore.
Pancrazio - Servo vostro.
Sganarello - Si potrebbe...
Pancrazio - (voltandosi verso la parte dalla quale entrato) Ma ti rendi conto di quel che hai fatto? Un sillogismo in balordo! .
Sganarello - Io vi..
Pancrazio - (continuando) La premessa maggiore insufficiente, la minore impertinente, e la conclusione ridicola.
Sganarello - Io..
Pancrazio - (continuando) Io creperei piuttosto che riconoscere ci che sostieni, e manterr la mia opinione fino all'ultima goccia del mio inchiostro.
Sganarello - Potrei...
Pancrazio - (continuando) S, io difender questa proposizione, pugnis et calcibus, unguibus et rostro.
Sganarello - Signor Aristotile, potrei sapere cosa vi fa adirare in questo modo?
Pancrazio - Un motivo il pi giusto del mondo.
Sganarello - E cio?
Pancrazio - Un ignorante ha voluto sostenermi una proposizione sbagliata, una proposizione orribile, inconcepibile, esecrabile.
Sganarello - Potrei sapere cos'?
Pancrazio - Ah! Signor Sganarello, oggi tutto capovolto ed il mondo caduto in una generale corruzione. Ovunque regna una spaventevole libert di costumi, ed i magistrati, che sono collocati in questo Stato per mantenere l'ordine, dovrebbero morire di vergogna, per degli scandali cos tremendi come quello che vi racconter.
Sganarello - Dunque?
Pancrazio - Non una cosa orribile, una cosa che grida vendetta all'universo intero, tollerare che si dica pubblicamente la forma di un cappello ?
Sganarello - Come?
Pancrazio - Io sostengo che bisogna dire la figura di un cappello e non la forma; appunto perch c' questa differenza tra forma e figura, che la forma l'apparenza esteriore dei corpi animati, e la figura l'apparenza esteriore dei corpi inanimati; e, essendo il cappello un corpo inanimato, si deve perci dire la figura di un cappello e non la forma. (Voltandosi verso la parte dalla quale entrato) S, ignorante che siete, cos bisogna parlare; e sono le parole medesime di Aristotile nel capitolo sulla qualit.
Sganarello - (a parte) Io credevo che tutto fosse perduto. (A Pancrazio) Signor dottore, non pensate pi a queste cose. Io...
Pancrazio - Sono talmente in collera che mi sento mancare.
Sganarello - Lasciate la forma ed il cappello tranquilli. Devo dirvi una cosa. Io.
Pancrazio - Impertinente matricolato!
Sganarello - Di grazia, ritornate in voi. Io...
Pancrazio - Ignorante!
Sganarello - Eh! Mio Dio! Io...
Pancrazio - Volermi sostenere una simile proposizione!
Sganarello - Quel signore ha torto. Io...
Pancrazio - Una proposizione condannata da Aristotile!
Sganarello - E' verissimo. Io...
Pancrazio - Le parole medesime!
Sganarello - Avete perfettamente ragione. (Rivolgendosi verso la parte dalla quale entrato Pancrazio) S, voi siete uno sciocco e un impudente mettendovi a confronto con un dottore che sa leggere e scrivere. Oh! Ecco fatto: ora vi prego di tarmi a sentire. Vorrei chiedervi un consiglio su di una cosa che mi preoccupa. Avrei pensato di scegliermi una compagna. La persona in questione bella, ben fatta; mi piace molto, ed felice di sposarmi. Suo padre me l'ha concessa; ma io temo un poco quella disgrazia, voi mi capite, per la quale nessuno compatito; e vi vorrei perci pregare, come filosofo, di dirmi la vostra opinione. Eh? Qual' dunque il vostro parere su questa faccenda?
Pancrazio - Piuttosto che ammettere che si pu dire la forma di un cappello, permetterei che si dicesse che datur vacuum in rerum natura e che io non sono che una bestia.
Sganarello - (a parte) Un accidente che lo spacchi! (A Pancrazio) Eh! signor dottore, date un po' retta alla gente. Vi si parla per un'ora di seguito, e voi non rispondete un bel niente a quello che vi si chiede.
Pancrazio - Vi domando scusa. Il mio animo invaso da una giusta collera.
Sganarello - Eh! Lasciate stare e abbiate invece la compiacenza di darmi retta.
Pancrazio - E sia. Cosa volete?
Sganarello - Vorrei dirvi una cosa.
Pancrazio - E quale lingua volete adoperare?
Sganarello - Quale lingua?
Pancrazio - S.
Sganarello - Per Bacco! La lingua che ho in bocca. Credo che non andr a chiedere in prestito quella del mio vicino.
Pancrazio - Vi sto dicendo, quale idioma, quale linguaggio?
Sganarello - Ah! Allora un'altra cosa.
Pancrazio - Parlerete francese?
Sganarello - No.
Pancrazio - Spagnolo?
Sganarello - No.
Pancrazio - Tedesco?
Sganarello - No.
Pancrazio - Inglese?
Sganarello - No.
Pancrazio - Latino?
Sganarello - No.
Pancrazio - Greco?
Sganarello - No.
Pancrazio - Ebraico?
Sganarello - No.
Pancrazio - Siriaco?
Sganarello - No.
Pancrazio - Turco?
Sganarello - No.
Pancrazio - Arabo?
Sganarello - No, no, italiano, italiano.
Pancrazio - Ah! Italiano!
Sganarello - Ci siamo capiti.
Pancrazio - Passate dunque da quest'altra parte; perch quest'orecchio destinato alle lingue straniere e scientifiche, e l'altro al volgare ed alla lingua materna.
Sganarello - (a parte) Che razza di formalit per questi tipi!
Pancrazio - Cosa volete?
Sganarello - Consultarvi su di un piccolo problema,
Pancrazio - Ah! Ah! su un problema filosofico, non vero?
Sganarello - No, scusatemi. Io...
Pancrazio - Volete forse sapere se la sostanza e l'accidente sono nei loro rapporti termini sinonimi o equivoci ?
Sganarello - Macche. Io-
Pancrazio - Se la logica un'arte o una scienza?
Sganarello - Non questo.
Io-Pancrazio - Se essa ha per oggetto le tre operazioni dello spirito o solamente la terza?
Sganarello - Ma no. Io...
Pancrazio - Se vi sono dieci categorie, o una soltanto?
Sganarello - Neanche. Io...
Pancrazio - Se la conclusione una parte del sillogismo ?
Sganarello - Mai pi. Io-
Pancrazio - Se l'essenza del bene compresa nell'appetibilit o nella convenienza?
Sganarello - No. Io...
Pancrazio - Se il bene equivale al fine?
Sganarello - E dagli! Io-
Pancrazio - Se il fine si pu percepire attraverso il suo essere reale, oppure attraverso il suo essere intenzionale?
Sganarello - No, no, no, no, no, per tutti i diavoli, no
Pancrazio - Spiegatemi allora il vostro pensiero, perch io non posso indovinarlo.
Sganarello - Anch'io voglio spiegarmi; ma bisogna starmi a sentire. (Mentre Sganarello dice) Dovete dunque sapere che io vorrei sposarmi con una giovane e bella ragazza. Io l'amo molto, e l'ho chiesta a suo padre; ma appena ho saputo...
Pancrazio - (dice nello stesso tempo, senza ascoltare Sganarello) La parola stata data all'uomo per spiegare il proprio pensiero; e, come i pensieri sono il ritratto delle cose, cos le nostre parole sono il ritratto dei nostri pensieri. (Sganarello, che ha perso la pazienza, chiude pi volte la bocca del dottore con la mano, ma il dottore continua a parlare tutte le volte che Sganarello leva la mano) Ma questo secondo ritratto differisce dal primo ritratto perch il primo ritratto completamente distinto dal suo modello, e la parola invece s'immedesima con il modello non essendo altro che il pensiero espresso con un segno esteriore; onde ne viene di conseguenza che quelli che pensano bene sono anche quelli che parlano meglio. Esponetemi dunque il vostro pensiero con la parola, che il pi intelligibile di tutti i nostri mezzi.
Sganarello - (spinge il dottore in casa, e chiude la porta per impedirgli di uscire) Un accidenti che lo spacchi!
Pancrazio - (dall'interno della casa) S, la parola animi index et speculum . E' l'interprete del cuore, l'immagine dell'animo. (Si affaccia alla finestra e continua) E' uno specchio che ci fa scorgere con chiarezza i segreti pi riposti del nostro individuo; e, dato che voi avete riunite le facolt del raziocinio e del linguaggio, cosa v'impedisce di servirvi della parola per farmi intendere il vostro pensiero?
Sganarello - E' quello che vorrei fare, ma non mi tate a sentire.
Pancrazio - Vi ascolto, parlate.
Sganarello - Dunque, io dico, signor dottore, che...
Pancrazio - Ma soprattutto siate breve.
Sganarello - Sar breve.
Pancrazio - Evitate la prolissit.
Sganarello - Eh! Signo...
Pancrazio - Tagliate il vostro discorso con un apoftema alla laconica.
Sganarello - Io vi.-
Pancrazio - Evitate ambagi e circonlocuzioni. (Sganarello per la rabbia di non poter parlare si mette a raccogliere pietre per rompere la testa al dottore) Eh che! Andate in collera, invece di spiegarvi! Siete pi impertinente di quel tale che mi voleva sostenere che bisogna dire la forma di un cappello; ed io vi prover di rimando con degli argomenti dimostrativi e convincenti, che voi non siete e non sarete mai altro che una pecora, che io sono e sar sempre, in utroque jure , il dottoore Pancrazio.
Sganarello - Diabolico chiacchierone!
Pancrazio - (rientrando m scena) Uomo di lettere, uomo d'erudizione.
Sganarello - Ancora?
Pancrazio - Uomo di capacit, uomo di valore; (andandosene) uomo incallito in tutte le scienze naturali, morali e politiche; (ritornando) uomo sapiente, sapientissimo, per omnes modos et casus; (andandosene) uomo che conosce cose enormi, favole, mitologie e storie; (ritornando) grammatica, poesia, retorica, dialettica e -sofistica; (andandosene) matematica, aritmetica, ottica, onirocritica, fisica e matematica; (ritornando) cosmometria, geometria, architettura, speculoria e speculatoria; (andandosene) medicina, astronomia, astrologia, fisionomia, meSoposcopia, chiromanzia, geomanzia, eccetera.
Scanarello - (solo) Al diavolo i sapienti che non vogliono dar retta alla gente! Mi avevano informato bene quando mi dicevano che il maestro Aristotile era un gran chiacchierone. Andiamo a cercare l'altro; speriamo sia un po' pi ragionevole e trattabile. Ol!
Marrubio - (entrando) Cosa c', signor Sganarello?
Sganarello - Signor dottore, vorrei un vostro consiglio su di un affaretto che debbo concludere, e sono venuto qui appunto per questo. (A parte) Ah! Cominciamo ad andar bene. Questo qui almeno ascolta la gente.
Marfurio - Signor Sganarello, se non vi discaro, cambiate questo modo di parlare. La nostra filosofia ci comanda di non enunciare mai delle proposizioni decisive, ma di parlare di tutto con incertezza, di non sentenziare su niente; perci voi non dovete dire: io sono venuto; ma: Mi sembra di essere venuto.
Sganarello - Mi sembra?
Marfurio - S.
Sganarello - Perbacco! Bisogna pure che mi sembri, e sono qui.
Marfurio - Questa non affatto una conseguenza; e pu sembrarvi, mentre in realt non .
Sganarello - Come? Non vero che io sono venuto?
Marfurio - E' incerto, e noi dobbiamo dubitare di tutto.
Sganarello - Che! Io non sono qui, e voi non mi parlate?
Marfurio - Ho l'impressione di vedervi l, e mi sembra di parlarvi; ma non affatto sicuro che ci sia.
Sganarello - Eh! Che diamine! Voi scherzate. Io son qui, e voi siete l; mi sembra che c' poco da dire mi sembra , in queste condizioni. Vi prego non ci occupiamo di queste sottigliezze, e parliamo piuttosto del mio caso. Sappiate dunque che io voglio prendere moglie.
Marfurio - Non ne so niente.
Sganarello - Ve lo dico io.
Marfurio - Pu darsi.
Sganarello - La ragazza da me scelta bellissima e giovanissima.
Marfurio - Non impossibile.
Sganarello - Far bene o male a sposarmi?
Marfurio - Bene e male.
Scanarello - (a parte) Ahi Ahi Comincia un'altra musica. (A Marfurio) Vi sto domandando e far bene a sposare questa ragazza.
Marfurio - Dipende.
Sganarello - Far male?
Marfurio - Forse.
Sganarello - Per favore rispondetemi a tono.
Marfurio - E' il mio programma.
Sganarello - Io ho una grande simpatia per la ragazza.
Marfurio - E' una cosa possibile.
Sganarello - Il padre me l'ha concessa.
Marfurio - Potrebbe darsi.
Sganarello - Ma, dopo averla sposata, ho paura che mi faccia becco.
Marfurio - La cosa fattibile.
Sganarello - Ma voi cosa ne pensate?
Marfurio - Che si pu fare.
Sganarello - Al mio posto voi cosa fareste?
Marfurio - Non so.
Sganarello - Cosa mi consigliate?
Marfurio - Quello che vi pare e piace.
Sganarello - Io divento idrofobo!
Marfurio - Me ne lavo le mani.
Sganarello - Gli prenda un colpo a questo vecchio pazzoide!
Marfurio - Sar quel che sar!
Sganarello - Mondo assassino! Ora ti faccio cantare in un altro modo, cane arrabbiato di un filosofo! (Comincia a bastonare Marfurio).
Marfurio - Ah! Ah! Ah!
Sganarello - Ti ho pagato per la tua filastrocca, e sono a posto.
Marfurio - Come! Che insolenza! Perdermi di rispetto in questo modo! Avere l'audacia di bastonare un filosofo come me!
Sganarello - Cambiate, se non vi discaro, questo modo di parlare. Bisogna dubitare di tutto; e voi non dovete dire che io vi ho bastonato, mia che vi sembra che io vi abbia bastonato.
Marfurio - Ah! Vado a sporgere querela dal commissario del quartiere, per i colpi che mi avete dato.
Sganarello - Me ne lavo le mani.
Marfurio - Ho i lividi da per tutto.
Sganarello - Pu darsi.
Marfurio - Sei tu che mi hai ridotto in questo stato.
Sganarello - Non impossibile.
Marfurio - Otterr un mandato di cattura contro di te.
Sganarello - Me ne lavo le mani.
Marfurio - E sarai condannato secondo il codice.
Sganarello - Sar quel che sar.
Marfurio - Lascia fare a me. (Esce in furia).
Scanarello - (solo) Insomma! Non si pu tirar fuori una parola a modo da un simile animale, e io n so quanto prima. Cosa potrei fare per vederci un po' chiaro sulle conseguenze del mio matrimonio? Non c' mai stato uno pi nei guai di me. Ah! ma ecco delle zingare, mi far leggere l'avvenire da loro.
Le Zingare - (con i loro tamburelli a sonagli, entrano cantando e ballando).
Sganarello - Perbacco che belle figliole! Ehi, voi, ascoltatemi: potete dirmi la buona ventura?
Prima Zingara - S, mio bel signore, eccoci in due per servirti.
Seconda Zingara - Tu devi darei solamente la mano, con una monetina dentro, e noi ti diremo qualcosa che ti sar utilissima.
Sganarello - Eccovele tutte e due, e anche il resto.
Prima Zingara - Tu hai una buona linea, mio buon signore; una buona linea.
Seconda Zingara - Proprio, una buona linea; linea di un uomo che un giorno sar qualcuno.
Prima Zingara - Ti sposerai fra pochissimo, mio bel signore; ti sposerai fra pochissimo.
Seconda Zingara - Tua moglie sar una donna graziosa, una donna graziosa.
Prima Zingaba - Proprio, una donna che sar vezzeggiata ed amata da tutti.
Seconda Zingara - Una donna che ti procurer tanti amici, mio buon signore; che ti procurer tanti amici.
Prima Zingara - Una donna che far venire l'abbondanza nella tua casa.
Seconda Zingara - Una donna che ti procurer una grande fama.
Prima Zingara - Sarai tenuto in gran conto in virt sua, mio bel signore; sarai tenuto in gran conto in virt sua.
Sganarello - Tutto questo va molto bene. Ma ditemi un po': c' pericolo di diventar becco?
Seconda Zingara - Becco?
Sganarello - S.
Prima Zingara - Becco?
Sganarello - S, c' il pericolo di diventar becco? (Le due zingare ballano e cantano) Per tutti i diavoli! Non questo il modo di rispondere! Venite qui. Domando a voi due: sar becco?
Seconda Zingara - Becco? Voi?
Sganarello - S, sar becco?
Prima Zingara - Voi? Becco?
Sganarello - S, lo sar o non lo sar? (Le due zingare, sempre cantando e ballando, escono. Sganarello rimasto solo, brontola) Razza di bestiacce che mi lasciano nei pasticci! No, bisogna che io sappia a tutti i costi l'esito del mio matrimonio; andr da quel grande indovino del quale tutti parlano, e che pu far vedere con la sua magia tutto quello che si vuole... in fede mia, credo che non ci sia pi bisogno dell'indovino; ecco qualcuno che pu mostrarmi tutto molto chiaro. (Entrano Dorimena e Licasto. Sganarello si nasconde in un angolo).
Licasto - Come! Bella Dorimena, parlate sul serio?
Dorimena - Parlo sul serio.
Licasto - Vi sposate veramente?
Dorimena - Mi sposo veramente.
Licasto - E le vostre nozze si faranno proprio -questa sera?
Dorimena - Proprio questa era.
Licasto - E voi potete, o,crudele, dimenticare in tal modo il mio amore per voi, e la parola che un giorno mi avete dato?
Dorimena - Io? ma neanche per sogno. Io vi considero sempre nello stesso modo e non dovete davvero disperarvi per questo matrimonio: quest'uomo io non lo sposo affatto per amore; la sua ricchezza soltanto me l'ha fatto scegliere. Io non possiedo niente e voi neanche, e voi sapete meglio di me che con niente si passa il tempo piuttosto male, e bisogna allora arrangiarsi per procurarsi qualcosa. Ho approfittato dell'occasione per mettermi a posto; e l'ho fatto anche con la speranza di liberarmi al pi presto di quel vecchio barbogio. E' un uomo che morir presto: avr s e no ancora sei mesi da campare, ve lo garantisco; ed io non avr da aspettare per molto tempo lo stato invidiabile di vedova. (Scorgendo Sganarello) Ah! Stavamo giusto parlando di voi, e dicendo tutto il bene che vi meritate.
Licasto - Sarebbe il signore...
Dorimena - S, lui il signore che mi sposa.
Licasto - Signore, permettete che io mi feliciti per il vostro matrimonio, e mi metta umilmente a vostra disposizione. Posso assicurarvi che sposate un fior di candore, e quanto a voi, madamigella, mi congratulo per una scelta cos felice. Non potevate cascare meglio perch il signore ha tutta l'aria di diventare un ottimo marito. S, signore, voglio diventarvi amico, ed organizzare insieme un vero e proprio scambio di visite e di divertimenti.
Dorimena - Voi fate veramente un grande onore a tutti e due. Ma andiamo, perch ho piuttosto fretta e potremo intanto farci buona compagnia.
Scanarello - (solo) Mi passata di colpo la voglia di prender moglie; e credo che far proprio bene a sfdanzarmi. Ci ho rimesso un po' di denaro; ma molto meglio perdere qualche soldo che andare incontro a , qualcosa di peggio. Studiamo scaltramente di liberarci da questa faccenda. Ol! (Bussa alla porta della casa di Alcantore).
Alcantore - Ah! Genero mio, siate il benvenuto!
Sganarello - Signore, vi son servo.
Alcantore - Siete gi qui per concludere il matrimonio?
Sganarello - Scusatemi...
Alcantore - Posso assicurarvi che sono impaziente quanto voi.
Sganarello - Sono venuto per un'altra ragione.
Alcantore - Ho gi provveduto a tutto il necessario per la festa.
Sganarello - Non si tratta di questo.
Alcantore - I violini sono fissati, il rinfresco ordinato, e mia figlia gi addobbata per ricevervi.
Sganarello - Non per questo che sono qui.
Alcantore - Finalmente sarete soddisfatto; perch nulla si oppone alla vostra felicit.
Sganarello - Mio Dio! Non ci siamo.
Alcantore - Ma entrate dunque, genero mio.
Sganarello - Vorrei dirvi una parolina.
Alcantore - Ma insomma, non facciamo delle cerimonie! Entrate, vi prego.
Sganarello - No, dicevo, prima devo parlarvi.
Alcantore - Dovete dirmi qualcosa?
Sganarello - S.
Alcantore - Cosa?
Sganarello - Signor Alcantore, io ho chiesto vostra figlia in isposa, vero, e voi me l'avete concessa; ma io sono un po' troppo vecchio per lei, e trovo perci che non faccio al caso suo.
Alcantore - Perdonatemi, ma mia figlia vi trova adattissimo, e sono certo che vivr con voi felice contenta,
Sganarello - Ma niente affatto. Spesso io cado in preda ad accessi raccapriccianti, e, lei soffrirebbe troppo per causa mia,
Alcantore - Mia figlia molto compiacente, e vedrete che si adatter alla perfezione.
Sganarello - Il mio corpo afflitto da alcune disgustose infermit che potrebbero farle ribrezzo.
Alcantore - Sciocchezze. Una donna onesta non ha mai ribrezzo del proprio marito.
Sganarello - Insomma, volete proprio che ve lo dica? Non vi consiglio di darmi vostra figlia.
Alcantore - Scherzate, non vero? Preferirei morire piuttosto che mancar di parola.
Sganarello - Dio mio! Sono io che vi dispenso io...
Alcantore - Neanche per sogno. Io ve l'ho promessa e voi l'avrete a dispetto di tutti gli altri pretendenti.
Sganarello - (a parte) Diavolo!
Alcantore - Vedete, io ho per voi una stima e una fiducia tutte particolari; e rifiuterei mia figlia ad un principe per darla a voi.
Sganarello - Signor Alcantore, sono molto obbligato per l'onore che mi fate; ma vi debbo dichiarare solennemente che non voglio sposarmi in nessun modo.
Alcantore - Chi, voi?
Sganarello - S, io.
Alcantore - E perch ?
Sganarello - Perch ? Perch non sono per niente adatto al matrimonio, e voglio seguire le orme di mio padre, e di tutti quelli della mia razza, che non hanno mai voluto prender moglie.
Alcantore - Statemi a sentire. La volont libera, ed io non son davvero tipo da costringere nessuno. Voi vi siete impegnato di sposare mia figlia, e tutto pronto per la cerimonia; ma, dacch voi volete ritirare la vostra parola, vado a vedere quel che si pu fare, e avrete mie nuove quanto prima.
Sganarello - (solo) E ancora pi ragionevole di quello che non pensassi; credevo davvero di far pi fatica. Parola mia, a ripensarci ho fatto proprio bene a tirarmi fuori da questo ginepraio, perch stavo per fare un passo del quale forse mi sarei pentito per molto tempo. Ma ecco il figlio che mi porta la risposta.
Alcide - (parlando con tono mellifluo) Signore, io sono il vostro umilissimo servo.
Sganarello - Signore, io sono il vostro con tutto il cuore.
Alcide - (sempre sullo stesso tono) Signore, mio padre mi ha detto che volete tirarvi indietro.
Sganarello - S, signore, mi dispiace molto, ma...
Alcide - Oh! Signore, non c' nulla di male.
Sganarello - Sono proprio addolorato, ve l'assicuro; e desidererei...
Alcide - Ma non niente, vi dico. (Alcide presenta a Sganarello due spade) Signore, abbiate la bont di scegliere quale preferite fra queste due spade.
Sganarello - Fra queste due spade?
Alcide - S, se non vi dispiace.
Sganarello - E perch ?
Alcide - Signore, visto che vi rifiutate di sposare mia sorella dopo aver dato la vostra parola, credo che apprezzerete molto la mia delicatezza.
Sganarello - Come sarebbe a dire?
Alcide - Altre persone avrebbero provocato uno scandalo, e se la sarebbero presa con voi; invece noi siamo gente usa a condurre gli affari con molta finezza; ed perci che io vi chiedo con la maggiore cortesia d'infilzarci a vicenda.
Sganarello - Come delicatezza non c' male.
Alcide i - Andiamo, signore, scegliete, vi prego.
Sganarello - Sono il vostro servo, ma non sono in condizione di farmi infilzare. (A parte) Che brutto modo di esprimersi.
Alcide - Signore, bisogna farlo, ve ne prego.
Sganarello - Signore, vi scongiuro, ringuainate questa cortesia.
Alcide - Facciamo presto, signore. Dopo ho un appuntamento.
Sganarello - Ma io non ne voglio sapere, vi ripeto.
Alcide - Non volete battervi?
Sganarello - Proprio no.
Alcide - Nel modo pi assoluto?
Sganarello - Nel modo pi assoluto.
Alcide - (dopo avergli dato diverse bastonate) Almeno, signore, non potrete lamentarvi; potete vedere da voi che io seguo un ordine rigorosamente logico. Voi ci mancate di parola, io vi chiedo di battervi; voi vi rifiutate di battervi, io vi bastono; un procedimento assolutamente regolare; e voi siete troppo una persona onesta per non approvarmi.
Sganarello - (a parte) Che razza d'uomo mai questo ?
Alcide - (gli ripresenta le due spade) Andiamo signore, fate le cose con eleganza, e senza farvi tirare le orecchie.
Sganarello - Di nuovo?
Alcide - Signore, io non obbligo mai nessuno; ma necessario che vi battiate, o sposiate mia sorella.
Sganarello - Signore, io non posso fare ne l'una ne l'altra cosa, ve lo giuro.
Alcide - Davvero?
Sganarello - Davvero.
Alcide - Allora, con il vostro permesso (Si rimette a bastonare Sganarello).
Sganarello - Ah! Ah! Ah!
Alcide - Signore, soffro molto nel trattarvi cos, ma io non smetter, perdonatemi, finch voi non mi avrete promesso di battervi, o di sposare mia sorella. (Alcide alza nuovamente il bastone).
Sganarello - Si, s, mi sposo, mi sposo.
Alcide - Ah! Signore, sono davvero felice che ridiventiate ragionevole, e che le cose si svolgano con finezza. Perch vi assicuro che voi siete un uomo che io stimo moltissimo; e sarei caduto nella pi nera disperazione se fossi stato costretto a trattarvi male. Chiamo mio padre, per dirgli che la faccenda appianata. (Bussa alla porta di Alcantore, il quale entra in scena con Dorimena) Padre mio, il signore veramente ragionevole. Mi venuto incontro con assoluta comprensione e potete concedergli senz'altro mia sorella.
Alcantore - Signore, eccovi la sua mano; non avete che ad allungare la vostra. Mi son liberato di un bel peso: d'ora in avanti ormai ve la brigherete voi. Andiamo a divertirci, e a celebrare questo bel matrimonio d'amore.
FINE
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