IL MEDICO DEL DUCE
(13.11.01)
Adattamento teatrale di Gian Luigi Pavani
(da una sceneggiatura cinematografica di Roberto Gianviti e Vittorio Metz)
Personaggi ed interpreti
BENEDETTO Claudio Martinelli
LAURETTA Silvana Simeoli
SILVIA, Moglie di Benedetto Lucia Maccaferri
Sig.ra BERNABEI, madre di Silvia Lella Baraldi
DOTTOR FEDERZONI Nevio Pancaldi
MINISTRO Giordano Cocchi
SEGRETARIO DEL MINISTRO Giuseppe Trentini
COMMISSARIO Valerio Roda
CAMERIERE Bruno Vaccari
ADALGISA Paola Pedretti
Regia di Fioralba Burnelli e Gian Luigi Pavani
Scena a sipario aperto a met.
Buio. Una figura si aggira in platea con una torcia a pila accesa, si avvicina al palco, sale in modo furtivo e ruota attorno la torcia.
Nel frattempo si apre una porta , si vede un fascio di luce e si sentono delle voci indistinte, risate e musica.
Entrano un uomo e una donna che si avvicinano al tavolino, mentre luomo con la torcia la spegne rapidamente e si nasconde dietro la tenda del sipario.
Le due persone entrate hanno in mano dei bicchieri da spumante.
BENEDETTO: (ha il vestito pieno di coriandoli ed un bicchiere in mano) .. e figurati come c rimasto male quando entrato e ha trovato sua moglie con quellaltro
LAURETTA: (ride) oh Benedetto non possibile .. smettila che muoio dal ridere ... dammi un altro bacio (si baciano) dai vieni di l beviamo ancora qualcosa (si stacca e lo tira per una mano, sinistra con sinistra)
BENEDETTO: (si stacca) No, basta bere, sono quasi ubriaco, faccio una telefonata e poi me ne vado
LAURETTA: Una telefonata a chi ? (torna indietro e gli va alle spalle)
BENEDETTO: (cominciando a comporre il numero) Ma come a chi ? lo sai a mia moglie
LAURETTA: (gli stacca la comunicazione con la mano) Ecco lo vedi come sei, quando sei con me pensi sempre a tua moglie
BENEDETTO: (le toglie gentilmente la mano e gliela bacia) ma dai solo per tranquillizzarla un poco, lo sai come fatta mia moglie
LAURETTA: (si stacca , rabbonita) S lo so me lo hai detto mille volte (mima le parole) grassa e vecchia e lhai sposata solo per i soldi
BENEDETTO: No, che lho sposata per soldi non lho mai detto (rif il numero telefonico)
LAURETTA: Ma io lho sempre pensato (suona un fischietto)
BENEDETTO: ssss che in linea
BENEDETTO: Pronto cara ..... no stai tranquilla non successo niente .... s sono le tre sai ho fatto tardi ....(Lauretta si avvicina e gli da un bacio con schiocco sonoro) ma con chi vuoi che sia sono...... (Lauretta emette un altro fischio) sono .. qui alla stazione con un mio amico.
Ah i miei amici mi hanno cercato ... ma questo uno che non hai mai conosciuto (Lauretta gli sbottona la camicia e gli mette un orecchio sul cuore) ... ... un medico uno che in giovent mi ha salvato la vita ..All'ospedale di ...(Lauretta comincia a slacciargli la cintura) ferma ! di Fermo appunto. Senza di lui io sarei morto e allora stasera passavo dalla stazione lho incontrato e abbiamo ricordato i vecchi tempi eh .. come ci siamo divertiti !
(Lauretta va a prendere un giornale per mostrare ostentatamente disinteresse e comincia a leggerlo coprendo la faccia)
Come si chiama ? (cerca disperatamente il nome poi vedendo il giornale lo abbassa e si avvicina alla faccia di Lauretta per trovare un nome qualsiasi) si chiama ... si chiama Federzoni dott. Federzoni... (Lauretta credendo che si tratti di una avance gli da un altro bacio sonoro) ma quale donna ! Figurati qui in stazione c solo una donna delle pulizie ma brutta e grassa
LAURETTA: (gli d uno schiaffo)
BENEDETTO: Ahi ! ... cosera questo rumore ? .. ah era una zanzara qui pieno di zanzare .. incredibile quante zanzare ci sono in stazione. (si d degli schiaffi sulla faccia) ... arriveranno con il treno ..(ride sforzatamente) ah ah !! .... va bene non ti preoccupare vengo subito a casa ... ciao Tesoro .. s si un bacetto (attacca la cornetta)
LAURETTA: Tesoro eh ! (gli da un altro schiaffo)
BENEDETTO: Ma cosa fai le zanzare sono gi finite !
LAURETTA: Ti insegno io a dire tesoro a tua moglie davanti a me !
BENEDETTO: Ma insomma qualcosa bisogna pur dire alla moglie
LAURETTA: S ma non davanti alla propria amante , ci vuole un po' di rispetto
BENEDETTO: Ma dai su un ultimo bacio e poi vado a casa e ci vediamo domani
LAURETTA: : Non lo meriteresti (Lauretta spegne la luce ed escono abbracciati)
Appena i due sono usciti, la persona della prima scena, entra furtivamente riaccende la torcia, fa il cammino contrario ed esce di scena .
Si apre il sipario sul mattino dopo. Un salotto borghese. Un divano sulla destra con un tavolino basso davanti e con un telefono sopra. Alla sinistra una sedia
Il Cameriere sdraiato sul divano, con i piedi sopra, sta leggendo un giornale sportivo. A terra c un piumino per la polvere.
Si sente un rumore da DX, il cameriere si gira precipitosamente cadendo per terra e facendo finta di spolverare sotto il divano.
Entra la sig.ra Bernabei: ha una borsa da viaggio.. Si guarda intorno
CAMERIERE: (sporgendosi da dietro alla poltrona) Buon giorno Signora, vi stavamo aspettando, avverto subito sua figlia
SIGNORA BERNABEI: Bene Pino. (mette la borsa per terra) E mio genero ?
CAMERIERE: Dorme ancora signora
SIGNORA BERNABEI: (maliziosa, sedendosi sulla poltrona, nella stessa posizione di Pino) Ah allora Pino non li disturbi, aspetter
CAMERIERE: Ma no, signora, non li disturbo suo Genero sta dormendo nello studio
SIGNORA BERNABEI: (sorpresa) Nello studio ... (riprendendosi) ah gi vero che mia figlia si lamentava perch gli portava via le coperte (il Cameriere esce)
SILVIA: (entrando di passo veloce da SX inciampa nella borsa ) mamma ? (guarda la borsa poi la madre che si alzata) per fortuna che sei arrivata (la abbraccia stretta e non la molla)
SIGNORA BERNABEI: Cosa succede ? (si siedono entrambe)
SILVIA: (arrabbiata) Succede che sono sicura che mio marito mi tradisce
SIGNORA BERNABEI: (guarda se c il cameriere) Eh via che parole grosse ! bisogna avere delle prove, tu ne hai ?
SILVIA: Non ho bisogno di prove! (si alza di scatto) Quando un uomo si comporta come mio marito ..
SIGNORA BERNABEI: (interrompendola e riportandola a sedere) La colpa pu essere della moglie! Suvvia non fare drammi perch ha dormito una sera nello studio
SILVIA: Una sera ? Sono tre mesi che dorme nello studio
SIGNORA BERNABEI: (si alza di scatto, stupita)Tre mesi ? (fra s e s, rivolta al pubblico) in questa casa .... c un uomo sprecato
SILVIA: piange forte
SIGNORA BERNABEI: (la consola stando in piedi) Su, su, non piangere, adesso parler io con tuo marito
BENEDETTO: (entra lentamente pregustando il caff che ha in mano in una tazzina) Oh cara suocera , come state, vedervi di prima mattina significa cominciare bene la giornata
SIGNORA BERNABEI: Oh come sei gentile, (credendo che il caff fosse per lei lo prende) ma noi due dobbiamo fare un discorso (fa un passo avanti come per appartarsi e beve il caff)
BENEDETTO: ah no ! (seccato per il caff, la segue) Se si tratta dellinvito in campagna, ve lho gi detto non posso
SIGNORA BERNABEI: Ma come non puoi ? Lo sai che abbiamo invitato sua Eccellenza (restituisce la tazzina del caff)
BENEDETTO: Lo so (guarda sconsolato la sua tazzina, girandola da sopra a sotto), ma non posso lo stesso
SIGNORA BERNABEI: Senti Benedetto (si allontana ancora un passo, poi con tono complice) io capisco che un uomo possa trascurare la moglie, (cambiando tono) ma di questi tempi non si possono trascurare i pezzi grossi
BENEDETTO: Ho da fare in ufficio
SIGNORA BERNABEI: (tono ironico) Ed anche questa notte lhai passata in ufficio ?
(Silvia si alzata ed andata alle spalle)
BENEDETTO: Non so cosa ti abbia raccontato Silvia, (la indica senza sapere che alle spalle) ma io questa notte lho passata con un amico
SILVIA: (mettendosi in mezzo) Un amico , ma fammi il piacere
BENEDETTO: ( verso Silvia) S un amico ! Perch cosa c di strano uno non pu passare la notte con un amico ... un vecchio amico .. un dottore .. il dottore (non si ricorda il nome, comincia a preoccuparsi e per prendere tempo va verso il tavolino per appoggiare la tazzina del caff)... il dottore insomma un dottore
SILVIA: (lo segue) Ecco vedi non ti ricordi nemmeno come si chiama !
BENEDETTO: (si siede e prende il giornale per darsi un contegno. Parla con aria indifferente come se il problema non fosse importante anche la signora Bernabei si siede) Ma se te lho detto questa notte come si chiama !
SILVIA: E adesso lhai dimenticato (si siede anche lei)
BENEDETTO: Ma come dimenticato, andiamo il dottor ....
SILVIA: (ironica, lo incalza) Il dottor ... il dottor ........ ecco vedi che una bugia
BENEDETTO: Ma che bugia ce lho qui sulla punta della lingua (cambia improvvisamente tono, sbatte il giornale sul tavolo e assume un tono arrabbiato) ma insomma ! (va verso la Signora Bernabei alla sua destra come per giustificarsi con lei) dopo ventanni uno avr pure il diritto di dimenticare un cognome !
SILVIA: (va verso la madre mettendosi alla sua sinistra) Ma stanotte per lo sapevi ! (gira dietro la madre seduta e va verso Benedetto) Su avanti dimmi come si chiama
BENEDETTO: (per sfuggire alla moglie che lo incalza, Benedetto si sposta al centro della scena cercando di ricordare il nome) Certo, te lo dico subito il dottor ......, il dottor...
CAMERIERE: (entrando alle spalle di Benedetto, come se glielo suggerisse in un orecchio) Il Dottor Umberto Federzoni
BENEDETTO: (ripetendo alle due donne come se fosse venuto in mente a lui) Ecco il dottor Umberto Federzoni (attimo di stupore poi rivolgendosi al Cameriere che alle sue spalle) ... ma tu come lo sai ?
CAMERIERE: Me lo ha detto lui, il signore che di l. Ecco il suo biglietto da visita (gli porge il biglietto da visita)
BENEDETTO: (alle due donne in tono di conferma) Ma proprio lui il mio amico (legge il biglietto da visita, ancora stupito dellaccaduto) il dottor Umberto Federzoni
SIGNORA BERNABEI: (alzandosi in piedi) Avanti fatelo entrare
BENEDETTO: (Il Cameriere parte per farlo entrare e Benedetto lo trattiene per un braccio, per un attimo i due rimangono come in tensione il Cameriere che vuole andare e Benedetto che lo trattiene) Come non la farete micca entrare ?
SILVIA: Ma certo se un tuo amico .. ma perch fai quella faccia da stupido
BENEDETTO: Ma cosa dici ? (si rende conto della situazione e lascia il cameriere) la mia solita faccia
SIGNORA BERNABEI: Appunto ! Su presto fatelo passare
(La signora Bernabei , sistema il vestito alla figlia e sistema il suo, mentre Benedetto fa dei passi incerti verso la porta per vedere chi pu essere quello che entrer- Quando arriva a scostare la tenda, entra il dottor Federzoni)
DOTTORE: : Eccomi qua .. carissimo..(lo abbraccia calorosamente mettendogli le mani sulle spalle) sorpreso di vedermi eh .. (guarda le signore, Benedetto gli si para davanti non capendo ancora cosa sta succedendo) disturbo ? Se disturbo me ne vado (si gira per andarsene)
BENEDETTO: (abbracciandolo sulle spalle) No, no, figurati per noi (guarda le donne) un vero piacere .. permetti che ti presenti mia suocera : la signora Bernabei
DOTTORE: Che piacere ! (bacia la mano con soddisfazione della signora)
BENEDETTO: E mia moglie
DOTTORE: Molto piacere anche lei ! (bacia la mano anche a lei)
BENEDETTO: E questo il dottore, (imbarazzato) un mio grande amico
DOTTORE: (si mette in mezzo conversando piacevolmente con Silvia) E lo pu ben dire, se non ci fossi stato io venti anni fa ora suo marito sarebbe sottoterra, morto, (fa una pausa) una vera carogna
SILVIA: Allora vero !
DOTTORE: Che una carogna ? (guarda Benedetto) S !
BENEDETTO: Ma cosa dici ?
DOTTORE: Scherzavo, (pacche sulle spalle) ma per fortuna che allora cero io.E stanotte abbiamo ricordato i vecchi tempi (comincia ad andare avanti indietro come fosse un treno)fino alle tre in stazione a vedere tutti quei treni che partivano . Per Firenze e tac (gli da una pacca sulla spalla) chiudevano lo sportello. Per Milano (gli da una pacca sulla spalla))e tac chiudevano le sportello, per Voghera (la pacca va a vuoto perch Benedetto si abbassa)
BENEDETTO: No, per Voghera non partivano!
DOTTORE: (si avvicina gli mette una mano sulla spalla , vicino al collo, tenendolo ben fermo) Ah gi vero per Voghera no Per sono arrivate le zanzare (gli d uno schiaffo). ... la stazione era piena di zanzare (un altro schiaffo )
SILVIA: (rassicurata, si avvicina al marito) Ah s me lo ha detto
SIGNORA BERNABEI: Sarai contenta adesso ! (tranquillizzata si siede)
SILVIA: Veramente io non ho mai dubitato
DOTTORE: (li separa e si rivolge a Silvia come se fosse uno scherzo) E avete fatto male, malissimo ! Le mogli hanno il dovere di dubitare dei mariti perch, sia detto fra noi, i mariti sono una massa di mascalzoni ... (rivolgendosi a Benedetto, cambiando tono) mascalzone ...
BENEDETTO: Veramente ci sono anche le eccezioni
DOTTORE: (a Silvia) E vero, vero, ci sono le eccezioni e questa eccezione lui .. ci si pu fidare io lo conosco da ventanni da quando gli ho curato il tifo all'ospedale di (gli afferra la cintura come aveva fatto Lauretta) Fermo ! (si va a sedere sul divano, comincia a massaggiarsi una caviglia) e che tifo .. Uh non me ne parli dei pidocchi grossi come una scarpa (si toglie una scarpa e picchia Benedetto. Lascia il piede scalzo)
BENEDETTO: (sfuggendolo e venendo verso il proscenio) E incredibile si ricorda pure del tifo ( ritorna indietro pensieroso)
SIGNORA BERNABEI: (rivolta al pubblico) Eppure il suo nome io lho gi sentito .. non mi nuovo, (a Silvia) scusa Silvia ti dispiace venire di l con me (va verso il dottore seduto e prende la tazzina che sul tavolino) Intanto vi faccio portare un buon caff, lo gradisce ?
DOTTORE: (alzandosi per cortesia) Certo che lo gradisco signora come dice il vecchio detto un buon caff sempre accetto
(Silvia e la Signora Bernabei escono. Il Dottore si siede sul divano e si toglie anche laltra scarpa, massaggiandosi i piedi)
BENEDETTO: ( si assicura che le donne siano uscite poi prende la sedia e lavvicina al divano dove seduto il dottore si siede perpendicolare al dottore) (Con tono entusiasta) Ah grazie! Mi avete proprio salvato, (cambia tono) adesso ditemi come vi chiamate
DOTTORE: Federzoni
BENEDETTO: Ma no! il vostro vero nome
DOTTORE: Segreto professionale
BENEDETTO: Ma perch siete venuto qui ?
DOTTORE: Perch sono un benefattore, quando qualcuno in difficolt io lo disficolto
BENEDETTO: (si alza in piedi stringendoli le mani e muovendole, costringendo anche il dottore ad alzarsi) grazie, grazie, grazie
DOTTORE: (ripetendo il gesto) Prego, prego, prego, (lascia le mani e si torna a sedere prendendo un atteggiamento professionale) ma non ci siamo capiti. Caro signore qui si tratta di grana, soldi, pilla
BENEDETTO: (cambia tono) Ah ho capito, (cerca nella tasca tira fuori qualche banconota le conta senza farsi vedere poi ne sceglie una) va bene eccole mille lire
DOTTORE: (le guarda come fossero carta straccia poi gliele rimette in mano sdegnato) Ma per chi mi avete preso ! Per un mendicante ? (va verso il pubblico senza degnare Benedetto di uno sguardo, parla direttamente con il pubblico) Guardatemi bene le sembra un vestito da mille lire questo (fa una piroetta come se mostrasse il vestito al pubblico) !Io devo pur vivere .. e il biglietto da visita ? Ho dovuto svegliare un tipografo in piena notte; facciamo diecimila e non se ne parli pi (si siede)
BENEDETTO: Dieci mila ? Ma non dicevate che eravate un benefattore ?
DOTTORE: S, ma di me stesso, se non ci fossi io a me nessuno penserebbe. Su presto le diecimila
BENEDETTO: Ma voi siete matto ! Questo un ricatto
DOTTORE: Ah un ricatto voi dite, un ricatto ? (con calma come se fosse convinto) bene non c problema (si alza in piedi- accelerando la parlata) vado a parlare con vostra moglie (parte deciso verso la porta di SX)
BENEDETTO: No fermo, fermo .. (lo afferra per un braccio facendolo piroettare su s stesso e lo fa sedere nuovamente) veniamo ad un accomodamento facciamo 5000
DOTTORE: (col tono di un banditore da asta)voi dite 5000 ? voi dite 5000 ? va bene (batte sul tavolo come se lasta fosse chiusa, poi si alza di scatto e si dirige verso la porta di SX) vado a parlare con vostra moglie
BENEDETTO: No, no (lo ferma nuovamente afferrandolo per un braccio. Rimangono in piedi) insomma siete proprio testardo va bene ! 10000 lire
DOTTORE: Bene !
BENEDETTO: Per capite non ce li ho in contanti , se venite di l nello studio vi faccio un assegno
DOTTORE: E coperto ?
BENEDETTO: Ma certo che coperto vi sembro uno che fa assegni scoperti ?
DOTTORE: Eh non si sa mai, (rivolto al pubblico) con certi truffatori che ci sono in giro non ci si pu fidare di nessuno!
BENEDETTO: Va bene , va bene,(gira alla sinistra del dottore) ma toglietemi una curiosit come avete fatto a sapere tutti i particolari, la stazione
DOTTORE: Ah, ma allora non volete capire ! Vi ripeto che sono affari miei segreto professionale , andiamo a prendere lassegno (fa un gesto con la mano)
BENEDETTO: (gli gira attorno e si porta alla sua destra) S ma le zanzare , come facevate a sapere delle zanzare ?
DOTTORE: Ah adesso mi annoiate , (fa nuovamente per andare verso la porta, Benedetto lo blocca con un passo a destra e il dottore velocissimo si sposta a destra e punta verso luscio di SX) vado a chiamare vostra moglie
BENEDETTO: (lo afferra per le spalle, prima che arrivi alluscita e accompagnandolo con un braccio sulle spalle verso luscita di DX) No, no, venite di l nello studio (escono)
SIGNORA BERNABEI: (entrando con Silvia, come se stessero continuando un discorso) Certo per che se un uomo dorme tre mesi nello studio, un motivo ci deve essere
SILVIA: Ho capito mamma, se andato a cercare quel suo amico medico ed rimasto fino alle tre di notte a parlare con lui , significa che ha una malattia che non gli consente di ..
SIGNORA BERNABEI: ( si va a sedere e alza il telefono) Adesso telefono ad un mio amico giornalista
SILVIA: (dal centro del palcoscenico) Ma mamma cosa vuoi che ne sappia lui di questi disturbi
SIGNORA BERNABEI: Ma no! per chiedergli se conosce il dottor Federzoni, (comincia a fare il numero) un nome che non mi nuovo (fa cenno alla figlia di stare zitta) Ecco oh ciao caro , scusa il disturbo, ma avrei bisogno di una informazione ,senti, ti dice niente il nome del dott.Federzoni ... s ma certo terr linformazione riservata ... no! ... chi l'avrebbe mai detto (la figlia si avvicina con lorecchio alla cornetta per sentire, la madre cambia orecchio) .. Grazie non preoccuparti non lo dir con nessuno
SILVIA: Allora mamma ?
SIGNORA BERNABEI: Lo sapevo (sottovoce, la fa sedere e si guarda attorno ) il medico personale (pausa guardando verso lalto) di Lui
SILVIA: (che non capisce) Lui chi ?
SIGNORA BERNABEI: (spazientita) Ma insomma ! Lui chi ? Il Duce! (abbassa la voce come per fare una confidenza) il suo medico personale
SILVIA: : (che adesso ha capito, stupita e ingenua)Allora un personaggio influente !
SIGNORA BERNABEI: Influente ? Mi diceva il mio amico che (sempre in tono confidenziale guardandosi attorno) basta una sua parola .... e viene esaudito. La carriera di tuo marito assicurata
SILVIA: (imbronciata) Si mamma tu pensi solo alla carriera io penso invece alla sua salute
SIGNORA BERNABEI:: Ma non preoccuparti per la sua salute, c il suo amico lui sapr bene come curarlo se il medico del ... (si alza e dice la battuta al pubblico) Speriamo proprio che tuo marito sia malato
SILVIA: (alzandosi) Ma cosa dici, mamma, se fosse malato sarebbe un guaio
SIGNORA BERNABEI: Certo ! Ma se non lo fosse e .... (uscendo seguita da Silvia) sarebbe un guaio ancora peggiore
escono
Entra BENEDETTO e il dottore lo segue
BENEDETTO: (cerca attorno con lo sguardo per individuare le scarpe, le vede le raccogli con una mano con un gesto un po schifato, tenendole lontano per tutta la lunghezza del braccio)Ecco adesso te ne puoi andare.
DOTTORE: (pulisce le scarpe su una manica, poi si siede sul divano per rimettersele. Si infila la prima) Da quando ci diamo del tu ? Tenete le distanze ci conosciamo appena
BENEDETTO: Sbagliato, ci conosciamo da venti anni, mi hai salvato dal tifo
DOTTORE: Ah gi vero ! (si infila la seconda scarpa)
CAMERIERE: (alla battuta precedente entrato con in mano un vassoio contenente una tazzina, un piattino ed un cucchiaino , guarda il cucchiaino, si accorge che sporco e lo lecca, poi lo rimette a posto) Ecco il caff dottore. (il dottore prende il piattino con la tazzina e comincia a mescolare) Scusatemi signor Benedetto se non vi serve altro dovrei accompagnare la Signora in banca
BENEDETTO: : In Banca e a fare che ?
CAMERIERE: : Per ritirare le posate d'oro (alla parola doro il dottore fa tintinnare il cucchiaino sul piattino) che tiene nella cassetta di sicurezza . Le deve portare in campagna per il pranzo con Sua Eccellenza.
BENEDETTO: Ah gi vero va pure (Benedetto fa un gesto con le mani per sottolineare le parole ed il Cameriere equivocandone il significato gli mette il vassoio in mano ed esce)
DOTTORE: (si alza poi con aria disinteressata) Quali posate doro ?
BENEDETTO: : Sono cose che non ti riguardano, via filare (gli prende il piattino per considerare chiusa la questione, ma il dottore lestamente gli lascia il piattino in mano con il cucchiaino e si prende la tazza)
DOTTORE: (sedendosi) Eh no, devo bere il caff non vorrei che la signora si offendesse .
SIGNORA BERNABEI: (entrando, da una breve occhiata a Benedetto che rimasto con il vassoio da una parte ed il piattino dallaltro. Si siede vicino al Dottore sulla sedia) Ah caro dottore le piace il caff?
DOTTORE: (sorseggiando) Si signora ottimo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Benedetto (benedetto nel frattempo si spostato dietro al divano per ascoltare, il dottore lo guarda) ... di cosa stavamo parlando .(appoggia la tazzina, facendo cadere a terra il cucchiaino . Lo raccoglie e lo mostra). ah parlavamo di posate
SIGNORA BERNABEI: (A Benedetto) Ah, gli hai parlato delle posate doro ?
BENEDETTO: (come per giustificarsi) Io veramente
DOTTORE: Ma . sono veramente (batte il cucchiaino sul telefono) doro ?
SIGNORA BERNABEI: (con tono confidenziale ed orgoglioso) Oh certo sono un regalo dello Zar di Russia a mio nonno. Sa sono cesellate da Benvenuto Cellini, di solito le teniamo nella cassetta di sicurezza, ma quando c un pranzo importante le prendiamo fuori
DOTTORE: : Ah E il pranzo sar fatto qui oggi ? (ha il cucchiaino alzato)
BENEDETTO: : No ( Benedetto prende con foga il cucchiaino, poi va ad appoggiare il tutto sul tavolino) domani in campagna, domani verr sua Eccellenza a inaugurare la lapide di Garibaldi e sar nostro ospite (fa un cenno con la mano al Dottore invitandolo ad andarsene)
DOTTORE: (alla Signora Bernabei , insinuante) Sar un bellissima festa allora
SIGNORA BERNABEI: : Ma mi venuta una idea (si alza e rimette a posto la sedia) perch non venite anche voi dottore !
DOTTORE: (alzandosi e fingendosi stupito) Io? devo venire anchio ?
BENEDETTO: : Ma no (prende sottobraccio la Signora Bernabei e vuole portarla via) la signora scherza !
DOTTORE: :No, no, ( prende la signora per un braccio dallaltra parte) la signora dice sul serio
SIGNORA BERNABEI: (divincolandosi ) Ma certo che dico sul serio !
BENEDETTO: : Ma no , ma no, il dottore ha un sacco di impegni (da dietro la Signora Bernabei fa un gesto significativo al dottore dicendogli di andarsene)
DOTTORE: :Io veramente non lho mai detto (sempre da dietro con il dito fa un segno di diniego)
SIGNORA BERNABEI: (si gira verso il dottore, ignorando Benedetto) Sentite se non venite ci offendiamo. Accettate vi prego
DOTTORE: La senti (le prende le mani), non vorrai che offenda una signora cos gentile . Accetto (fa il baciamano)
BENEDETTO: (prendendo la mano della Signora Bernabei, staccandola da quella del Dottore e facendola girare verso di s) Ma no, fa cos per dire, non pu accettare
SIGNORA BERNABEI: (di fronte con aria stupita) E perch ?
BENEDETTO: Perch .. (cerca una scusa, nel frattempo la prende sottobraccio e la porta verso il proscenio a SX) perch venuto qui con sua moglie, non vorrete che lasci sua moglie da sola in albergo per tre giorni
SIGNORA BERNABEI: : Oh come mi dispiace ( le cadono le braccia, con aria rassegnata, passa davanti a Benedetto come per uscire, poi con passi veloci torna verso il Dottore) Sentite ho una idea, sempre se non vi offendete, portate anche vostra moglie !
DOTTORE: : Se proprio insistete (si muove verso la porta) faccio una volata in albergo , prendo mia moglie e torno
SIGNORA BERNABEI: Ah come sono contenta, vi accompagno (fa per seguirlo, ma Benedetto le tocca un braccio)
BENEDETTO: No, non disturbatevi, laccompagno io !
SIGNORA BERNABEI : Bene, ci vediamo pi tardi
BENEDETTO :(Benedetto ha messo un braccio sulla spalla del Dottore) Senti tu adesso esci (gli da una spinta) poi telefoni dici che hai avuto un impegno improvviso (altra spinta) e non ti fai pi vedere (lo gira, gli appoggia le mani sulle spalle e lo spinge fuori con forza)
DOTTORE: (esce, ma rientra subito come spinto da una molla e va verso il centro del palcoscenico, verso il proscenio) E che figura ci faccio con tua moglie e tua suocera , io sono un gentiluomo
BENEDETTO: Senti guarda che perdo la pazienza .. (fa per picchiarlo ma in quel momento entra Silvia e la mano alzata diventa una carezza sulla testa)
DOTTORE: : Non preoccupatevi signora faccio una volata e torno (parte veloce, ma Benedetto lo trattiene con il braccio destro)
BENEDETTO: No aspetta ..
SILVIA: Ma dai Benedetto non trattenerlo ancora in chiacchiere
DOTTORE: : Esatto , (sposta con delicatezza la mano di Benedetto e si libera. Con un tono salottiero) non trattenermi oltre che poi faccio tardi, torno subito (Esce)
BENEDETTO: (molto arrabbiato verso Silvia) Ma che idea avete avuto ad invitarlo in campagna !
SILVIA: (cerca di rabbonirlo e lo fa sedere sul divano. Si siede di fianco) Perch una persona gentile e simpatica e poi (confidenziale) lo facciamo per la tua carriera
BENEDETTO: (stupito e ancora arrabbiato) Per la mia carriera ?
SILVIA: Ma s quando il ministro sapr che sei tanto amico del ..suo medico
BENEDETTO: (stupito e ancora arrabbiato) Io sono amico del medico del ministro ?
SILVIA: (comincia ad arrabbiarsi) Ma no ! del medico del Duce
BENEDETTO: (stupito, ma non pi arrabbiato) Ma chi ti ha detto che lui il medico del Duce ?
SILVIA: ( pi arrabbiata) Ma se siete tanto amici !
BENEDETTO: : Io sono amico del Duce ?
SILVIA: Ma no del dottore !
BENEDETTO: (stupito) E lui sarebbe il medico del duce ?
SILVIA: (sempre pi arrabbiata e sospettosa) Ma come non lo sapevi, allora non vero che siete tanto amici
BENEDETTO: Io ? (cerca di assecondarla) eh come no lo sapevo, ma certe cose non si possono dire
SILVIA: (stupita) Non si possono dire ?
BENEDETTO: : Ma certo ... ssssttt ... (si guarda attorno circospetto poi la porta verso il proscenio) non vorrai che venga mandato al confino ! (guarda verso lalto) Lui non vuole che si sappia
SILVIA: E perch ?
BENEDETTO: (fa il segno di abbassare la voce) Ma come perch (con atteggiamento circospetto) un uomo cos energico (si mette le mani sui fianchi), cos volitivo (mento in avanti e in si alza sulle punte dei piedi), che figura ci farebbe (come se si sgonfiasse) se si sapesse che ha bisogno di un medico
SILVIA: (sottovoce, come se lo dicesse al pubblico) Allora non bisogna dirlo a nessuno
BENEDETTO: (sottovoce, come se lo dicesse al pubblico)A nessuno per carit
SILVIA: (voltandosi verso Benedetto, cambiando tono) Nemmeno a Sua Eccellenza
BENEDETTO: (di fronte) Tantomeno a sua Eccellenza, figuriamoci se sapesse !
SILVIA: (lascia Benedetto e si sposta verso il centro del palcoscenico) Ah che persona simpatica quel dottore?
SIGNORA BERNABEI: (entrando) : Eccomi qua, il dottore tornato ?
BENEDETTO: (sedendosi sul tavolino, rivolto al pubblico con aria affranta) Non ancora, ma torner, torner, non dubitate che torner
SIGNORA BERNABEI: ( si occupa che la figlia sia in ordine) Ah sono proprio curiosa di vedere la sua signora (senza guardare Benedetto)Tu la conosci ?
BENEDETTO: (senza guardarla) Chi ?
SIGNORA BERNABEI: (sempre occupandosi della figlia) Ma, la moglie del dottore !
BENEDETTO: (con aria disinteressata) Ah la moglie del dottore ? Mai vista !
Entra il dottore accompagnato da Lauretta
DOTTORE: (si rivolge alle due signore) Con Permesso. Caro Benedetto, non sai che piacere ha la mia signora di conoscere la tua
BENEDETTO: (distratto non guarda) La mia chi ?Ah gi mia moglie!
SILVIA: Piacere
SIGNORA BERNABEI: Piacere
LAURETTA: (va verso Benedetto che si era appena alzato ma per lo stupore tornato a cadere seduto sul tavolino) (Con tono velenoso) Noi ci conosciamo gi invece
BENEDETTO: : (imbarazzatissimo) Come ci conosciamo .. no io ..
LAURETTA: Ma s mio marito mi ha parlato tanto di voi che come se io vi conoscessi. Voi poi Signora siete una vera sorpresa. Mi ero fatta un altra idea
SILVIA: (facendosi avanti) Ah s che idea vi eravate fatta di me ?
LAURETTA: Scusatemi sa non so proprio perch, ma mi ero immaginata che il signor Benedetto avesse sposata una donna anziana e grassa (ripete i gesti dellinizio, mostrandoli a Benedetto) e invece ...
SILVIA: (osservando Benedetto che da un po di tempo ha cominciato a sventolarsi e ad allentare la cravatta) Oh che strano, ma Benedetto come sei rosso non stai bene
LAURETTA: (ironica )S mi sembra che non stia bene, Umberto perch non gli fai una visitina ?
BENEDETTO: ( si alza agitando le mani per aria) S dottore mi dia una occhiata , perch mi sento uno strano formicolio alle mani
DOTTORE: (un po preoccupato dalla reazione) Se proprio insisti, ma mi sembra che tu stia benissimo
BENEDETTO: : (chiudendo le mani a pugno) No non sto affatto bene, (si sdraia sul divano con i piedi verso DX) se permetti vorrei una visita completa cos meglio che usciate un attimo (fa il gesto alle donne di uscire)
(le signore escono, con un po di convenevoli)
BENEDETTO: (il dottore si avvicinato al bordo del divano per vedere Benedetto e questi lo afferra per il collo) E adesso mi spieghi perch hai portato qui quella donna !
DOTTORE: (cercando di divincolarsi) E che problema c ? mi serviva una moglie
BENEDETTO: (lo lascia e si mette le mani nei capelli) Ma proprio quella dovevi scegliere !
DOTTORE: ( nel frattempo si portato al centro del divano e lo guarda dallalto) Ma certo perch quella come fosse una di famiglia : la tua amante
BENEDETTO: (tacendolo con la mano) Zitto per carit che non senta Silvia !
SILVIA: (entrando sente le parole e si preoccupa, si accosta al dottore dietro al divano ) Cos che non devo sentire , mi dica tutto dottore grave
DOTTORE: Beh la situazione delicata, per se lui (lo guarda) fa quello che dico io tutto andr a posto
SILVIA: (gli prende le mani come per implorarlo) Dottore per favore non abbandonateci
DOTTORE: Non ne ho la minima intenzione, non si preoccupi signora, (al pubblico, riflettendo per s stesso) per me lui vale oro
FINE PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
Nella villa di campagna della sorella della Signora Bernabei.
Ci sono varie valigie per terra e il cameriere seduto sopra che guarda chi passa..
Entra la sig.ra Bernabei da SX, indaffaratissima, ha in mano un foulard soprappensiero lascia il foulard sopra una valigia ed esce dalla stessa porta a SX.
Il Cameriere guarda il foulard poi lo usa per asciugarsi il sudore della fronte
Da unaltra porta a DX entra lAdalgisa anche lei molto indaffarata, dice al cameriere FATE QUALCOSA ! poi esce da SX.
Il cameriere le guarda stancamente.
Ritorna la signora Bernabei, da SX a DX, cerca il foulard.
SIG.RA BERNABEI: (al cameriere) Ecco dovera lo avevate preso voi ! Ma insomma, sistemate quelle le valigie ! (esce)
Il cameriere fa per alzarsi ma poi si torna a sedere. Passa la Adalgisa, da DX a SX, anche lei si accorge delle valigie, si ferma ritorna indietro e fa un giro attorno al cameriere
ADALGISA : Su datevi da fare , questa la portate nella camera della signora, questa nella camera degli ospiti e quella in cucina. Fate presto !
Il cameriere comincia a raccogliere le valigie e ne porta fuori una parte. Quella pi pesante la lascia davanti alla porta:
Entrano Bernabei, Dottore, Silvia e Lauretta.
Dalla parte opposta Adalgisa, entra inciampa nella valigia e rimane a quattro zampe,
ADALGISA : (da terra) Oh Buona sera. Tutto bene ?
SIG.RA BERNABEI: (aiutandola a sollevarsi) Spartaco ! (poi rivolta agli ospiti) Permettete che faccia le presentazioni : mia sorella la signora Adalgisa
ADALGISA : (corregge la sorella) Signorina .. (il cameriere entra e cerca la valigia)
SIG.RA BERNABEI: : Oh gi , il dott. Federzoni, la sua Signora ... (si porta a SX di fianco alla sorella come per una confidenza) il dottore un grande amico di Benedetto
ADALGISA : E quindi amico nostro (gli tende la mano. Baciamano. Mentre fanno il baciamano il cameriere passa sotto il ponte spingendo la valigia)
SILVIA : Se vi volete rinfrescare un po
LAURETTA : Come bello qui !
Le due donne escono. Entra il cameriere con la scatola delle posate
DOTTORE: (seguendolo) Come bello qui (esce dietro il cameriere, che lo guarda di sottecchi)
La SIG.RA BERNABEI: prende sottobraccio la sorella e va verso SX al proscenio
Entra Benedetto va verso il tavolino degli aperitivi e se ne serve uno
SIG.RA BERNABEI: Adalgisa il dottore bisogna trattarlo con tutti i riguardi una persona molto influente
ADALGISA : Cos un gerarca ?
SIG.RA BERNABEI: No, di pi il medico personale del Duce
BENEDETTO: (che nel frattempo si avvicinato, ha sentito la conversazione e si mette fra le due donne) Ecco ..
SIG.RA BERNABEI: (prendendo il bicchiere dellaperitivo) Glielho detto ..
BENEDETTO: (voltandosi verso la SIG.RA BERNABEI) E avete fatto male ! malissimo, cosa vi avevo detto un segreto di cui non deve sapere niente nessuno, figurarsi poi dirlo a voi .. (la indica con un dito)
ADALGISA : (facendolo voltare) Credete che non sappia tenere un segreto?
BENEDETTO: (ironico) Come no ? E come averlo pubblicato sul Resto del Carlino (esce)
Entra il dottore
SIG.RA BERNABEI: (lo vede, passa laperitivo allAdalgisa) Sistemo le camere e vi raggiungo subito
Il Dottore si sta interessando alla cristalleria e valuta un bicchiere
ADALGISA: Volete un aperitivo ?
DOTTORE: E perch no ? tanto per cominciare
ADALGISA : Se permettete Vi offro un rosolio, preparato con le mie proprie mani, .. una cosa che non si beve nemmeno ... l (passa un bicchiere al dottore alla parola l fanno un brindisi)
DOTTORE: L .... dove ? (il Dottore avvicina il rosolio alle labbra)
ADALGISA : (ammiccando) Voi mi avete capito eh ..(gli da un colpetto sul braccio , proprio mentre il Dottore beve) l
DOTTORE : (si fa avanti per evitare altri colpi) Mah .. proviamo pure questo rosolio
ADALGISA : Ma dite, Voi che siete in confidenza con (torna ad ammiccare verso lalto) vero che con le donne (gli gira intorno)
DOTTORE: : (che continua a non capire) Eh come no !
ADALGISA : Allora se lui cos anche quelli che gli sono vicini (si avvicina) s dico .. si danno da fare devono essere tutti dei veri maschi e quindi anche Voi .
DOTTORE : Se sono un vero maschio ? Perbacco signora maschissimo
ADALGISA : (verso il pubblico) Che sfortuna: quelli veri sono tutti sposati, (nuovamente al dottore) per questo non preclusivo
DOTTORE: : Preclusivo?
ADALGISA : No dicevo cos per dire, ma venite (gli prende il bicchiere dalla mano e lo appoggia sul tavolino) che vi mostro il giardino (lo prende sottobraccio)
DOTTORE: Se insistete
ADALGISA : insisto (colpettino con il braccio)
DOTTORE: : Ah bene allora andiamo, come dice il vecchio detto : una casa non la conosci a puntino se non hai visitato il giardino (Adalgisa lo porta fuori con un colpetto deciso)
(Entra Benedetto da DX, guarda con aria furtiva che non ci sia nessuno poi attraversa il palcoscenico ed esce da sinistra. Il tempo per un breve colloquio, poi entra Lauretta, che attraversa il palcoscenico fino al lato SX e va a sedersi su di una sedia, seguita poco dopo da Benedetto che va a sedersi vicino a lei)
BENEDETTO: Non avrai intenzione di dormire con quel tipo !
LAURETTA: (ironica per farlo ingelosire) Ma per forza caro mio marito
BENEDETTO: Non tuo marito !
LAURETTA: : E vuoi che lo dica (si volta verso il pubblico) a tutti ? Faremmo uno scandalo (lo accarezza. Nel contempo si sentono dei rumori, Benedetto alza il giornale e Lauretta toglie la mano. Entrano Silvia e la SIG.RA BERNABEI) su non fare quella faccia che ci stanno guardando sorridi
(Lauretta esce da DX con un sorriso alle signore. Benedetto per darsi un contegno continua a leggere il giornale)
CAMERIERE: (Entra con due valigie, le trascina, alla vista della signora si mette diritto e le solleva)
SIG.RA BERNABEI: Oh bene mettetele l
Il Cameriere le lascia cadere di colpo ed esce
SILVIA: : Mamma che stanza diamo al dottore e alla signora ?
SIG.RA BERNABEI: Ah non lo so, ci ho pensato tutto il viaggio , quella di Garibaldi no perch lho promessa a sua Eccellenza, poi ce n una con un letto matrimoniale e le altre sono tutte a un letto, credi che gli dispiacer dormire divisi?
SILVIA: Potremmo dar loro quella con il letto matrimoniale
SIG.RA BERNABEI: : Ah per me va benissimo (maliziosa) ma credevo voleste prenderla tu e tuo marito
BENEDETTO: (abbassando il giornale) Si intende che la prendiamo noi
SILVIA: Ma Benedetto io pensavo ...
BENEDETTO: Non si discute nemmeno noi due dormiamo insieme e loro (alza il giornale) separati !
SILVIA: (alla Mamma) Ma allora il dottore lo ha guarito ! (escono parlando allegramente.. Benedetto ritorna a leggere il giornale)
ADALGISA (entrando con il dottore sottobraccio) Eh voi non potete nemmeno immaginare quale onore , nel 1860 qui venuto Garibaldi ed ora nel 1923 voi !
DOTTORE: Gi ma vede (appoggia il piede su una valigia come se fosse lo scoglio di Quarto)Garibaldi era Garibaldi ..
ADALGISA: E voi siete voi (fa per uscire, sempre portandolo sotto braccio)
DOTTORE: Gi non ci avevo pensato, (toglie il piede dalla valigia) io sono io (Il Dottore fa cenno di lasciarla passare prima, poi con una piroetta rientra nella stanza e va verso la poltrona)
CAMERIERE: (entra attraversando la stanza, seguito da Lauretta che si ferma sulla porta)
BENEDETTO: (abbassando il giornale) Quelle valigie di chi sono ?
CAMERIERE: Del dottore e della Signora
BENEDETTO: Benissimo, allora le dividi, una nella stanza a piano terra e una di sopra
(CAMERIERE esce con le valigie)
LAURETTA: : (con ostentazione, gli abbassa il giornale) Ma perch non c una stanza con un letto matrimoniale ?
BENEDETTO: : S ce n una, (si alza e rimane vicino a Lauretta) per ci dormiamo io e mia moglie, (ostentatamente) sempre che non dispiaccia al Dottore
DOTTORE:A me? posso io permettermi (si mette in mezzo ai due prendendo Lauretta sottobraccio e la porta verso SX) di separare un marito dalla moglie, come dice il vecchio detto fra moglie e marito non mettere il dito
LAURETTA: A me invece dispiace !
BENEDETTO: Ma Lau .. (entra Silvia) ma signora, le dispiace che cosa ?
LAURETTA: Mi dispiace dormire senza mio marito ... (maliziosa) cosa aveva capito ?
BENEDETTO: Sa com signora , siamo in campagna e bisogna adattarsi
SILVIA: (avvicinandosi) Se il dottore e la signora preferiscono dormire insieme, possiamo dare loro la nostra
BENEDETTO: Dici ?
SILVIA: Ma certo sono loro gli ospiti
LAURETTA: Voi siete molto gentile signora
SILVIA: Oh si immagini dovere, dovere
DOTTORE: : Se permettete allora noi andiamo in camera (Esce con Lauretta sottobraccio facendo il giro attorno a Benedetto) Scusa sai (rifacendo il verso a Silvia) ma un dovere come dice tua moglie
CAMERIERE: (Entrando) Ecco Ho sistemato le valigie nelle camere
BENEDETTO: (con tono arrabbiato) Bene adesso allora le vai a prendere e le riporti gi nella camera matrimoniale
CAMERIERE: Ma se Voi mi avevate detto .
BENEDETTO: Non stare a discutere muoviti ! (si siede a SX)
CAMERIERE : (esce con le valigie, si sente suonare il telefono nellaltra stanza)
SILVIA: (gli va in braccio, dondolando un po le gambe) Non ti dispiace vero ?
BENEDETTO: Che dormano insieme, (riprendendosi) ma cosa vuoi che me ne importi, sono marito e moglie logico che vogliano dormire insieme
SILVIA: Ma io non parlavo di loro, parlavo di noi (lo accarezza sul viso)
BENEDETTO: Noi ? Che problema c (si alza di scatto facendo quasi cadere Silvia) dormiremo separati. Li avete voluti invitare allora godeteveli ! (esce)
SIG.RA BERNABEI: (entra come se stesse parlando a s stessa, tono dispiaciuto, cammina avanti e indietro) Oh che peccato ha telefonato Sua Eccellenza ha avuto un guasto alla macchina e non arriver stasera dovr dormire per strada in un albergo, (si ferma guarda la figlia e si rasserena) per questo risolve il problema delle camere Voi potete dormire nella camera di Garibaldi
SILVIA: Ma il cameriere ha gi portato su le valigie!
SIG.RA BERNABEI: E allora che problema chiamiamo il cameriere e le facciamo riportare gi, (Silvia da segni di nervosismo con un tic accentuato) ma che c qualcosa che non va
SILVIA: S mamma, Benedetto
SIG.RA BERNABEI: : Benedetto ? Ma non lhai sentito poco fa cosa ha detto .. guarito
CAMERIERE: (Le due donne sono quasi al proscenio, il cameriere entra e per farsi notare gira alla loro sinistra e si sporge un po con la testa) Ecco signora ho sistemato le valigie al primo piano (il cameriere si volta verso il pubblico aspettando ordini)
SIG.RA BERNABEI: Bene! (il cameriere fa una faccia soddisfatta) allora le riporti gi e le metti nella camera di Garibaldi
CAMERIERE: Ma il signor Benedetto mi ha appena detto ..
SIG.RA BERNABEI: Tu fa come ti ho detto ! (Cameriere fa un gesto di rabbia senza essere visto e impreca contro i padroni con un boia padroni, poi sempre imprecando sottovoce esce)
CAMERIERE: S signora (a denti stretti)
Entra il dottore che sta nascondendo un oggetto nella cintura dei pantaloni, approfitta del cameriere per terminare loperazione . Vorrebbe allontanarsi in fretta, ma la sig.ra Bernabei lo chiama)
SIG.RA BERNABEI: Ah dottore, tutto in ordine
DOTTORE: S signora (sistema meglio loggetto in tasca)
SIG.RA BERNABEI: La camera di vostro gradimento ?
DOTTORE: Perfetta signora
SIG.RA BERNABEI: Bene alle nove si pranza ... (il dottore vorrebbe andarsene per depositare la refurtiva, fa per uscire ma la sig.ra Bernabei lo trattiene ) e dottore permette una parola (lo invita a sedersi sulla sedia a DX)
DOTTORE: Certo Signora (ha laria di uno che ha qualcosa di urgente da fare)
SIG.RA BERNABEI: (si accorge che il dottore ha altro da fare) Mi spiace disturbarla .. si accomodi, (il dottore si siede sullo sgabello a SX ma loggetto che ha in tasca non gli consente di sedersi comodo) ma vede sono molto preoccupata, me lo dica sinceramente che cosa ha Benedetto
DOTTORE: : Signora non preoccupatevi (con tono cattedratico) vede vostro genero affetto da una distonia congenita che investe il sistema neuro e vegetativo (loggetto che ha in tasca continua a dargli fastidio): in parole semplici un ipoteso atonico .. vede la circolazione sanguigna che non regolare, il cuore attraverso le sistole e le diastole pompa il sangue e lo fa circolare sia a sinistra che a destra.(con queste parole cerca di sistemare loggetto da destra a sinistra) Ora nel fisico malandato di vostro genero la circolare sinistra va benissimo, ma quella che non funziona la circolare destra !
SIG.RA BERNABEI: E allora cosa consiglia ?
DOTTORE: Di andare a piedi, (si alza in piedi )se la circolare non funziona bisogna andare a piedi . (comincia a camminare avanti e indietro) Cio il moto fa bene aiuta il sangue a circolare a mettersi in movimento
SIG.RA BERNABEI: E vero, vero, ma se non dovesse bastare (la sig.ra Bernabei rimasta voltata verso il pubblico, non osserva la scena alle sue spalle)
DOTTORE: Se non dovesse bastare (appoggia loggetto sul mobile di fondo) gli si da un taglio netto, quando una cosa non funziona la si taglia e la si butta via
SIG.RA BERNABEI: (continuando a guardare verso il pubblico, ma con aria preoccupata) Oh dottore la prego non scherzi io sono molto preoccupata
DOTTORE: (dal fondo) E perch a voi cosa ve ne importa ?
SIG.RA BERNABEI: (si volta)Ma no ! sono molto preoccupata per mia figlia .. sa sono tre mesi che ...
DOTTORE: Oh capperi, ma perch non me lo ha detto prima
SIG.RA BERNABEI: Non mi azzardavo .. cosa possiamo fare per fare s che insomma ..
DOTTORE: Ho capito .. (si versa da bere per lui e per la sig.ra Bernabei) qui ci vuole un bel bicchierone ( poi aggiunge ancora nel suo bicchiere) di olio di ricino (allunga il bicchiere alla sig.ra Bernabei)
SIG.RA BERNABEI: (guarda il bicchiere con aria disgustata come se fosse veramente olio di ricino) Olio di ricino ?
DOTTORE: S olio di ricino di questi tempi di moda lo fanno bere a tutti (bevono assieme, il dottore tutto di un fiato)
(Alla parola tutti , entrano Silvia con Lauretta chiacchierando, seguite da Adalgisa e Benedetto che da segni di impazienza. Adalgisa mette su un disco di tango e Silvia va ad osservare il grammofono e i dischi.
Il dottore invita la signora Bernabei, iniziano a ballare un tango. Lauretta invita Benedetto a Ballare, si spostano sul proscenio, ma Benedetto cerca di stare distante.)
LAURETTA: Uh come balli male questa sera .. non capisco perch
BENEDETTO: Non capisci perch, con tutti gli occhi addosso
LAURETTA: Una ragione di pi per mostrarti disinvolto .. e stringimi (lo stringe)
BENEDETTO: (si stacca subito) Per favore
(Vanno verso il fondo mentre il dottore e sig.ra Bernabei vengono al proscenio. Adalgisa interviene e porta il dottore a ballare con lei, tornano verso il fondo mentre Benedetto e Lauretta tornano sul proscenio. Adalgisa costringe il dottore ad un tango argentino stracciato, alla quarta passata escono ballando
Nel frattempo entrato il cameriere con un vassoio di salatini in mano cerca di darne a Lauretta e Benedetto, ma viene allontanato, allora si mette in un angolo a DX osserva la scena e ogni tanto si mangia un salatino scegliendoli accuratamente e piluccandoli)
LAURETTA: (Lauretta che tornata ballando sul proscenio getta uno sguardo al Silvia che sta provando i passi del tango, con la madre) Per dimagrita tua moglie in questi ultimi tempi
BENEDETTO: Beh sai al giorno doggi con le cure di bellezza si fanno miracoli (piroetta)
LAURETTA: Eh gi ne parleremo questa notte , guarda che ti aspetto !
BENEDETTO: Questa notte ? (quasi cantando) Ma c lui !
LAURETTA: Lui lo manderemo in camera tua
BENEDETTO: Ah no in camera mia no ! c mia moglie !
LAURETTA: Ma come !(si blocca ed alza la voce) Non cera una sola stanza matrimoniale ? (alla voce alta gli altri si voltano)
BENEDETTO: Zitta ci stanno osservando ..(a voce alta) adesso le spiego (si stacca e fa finta di insegnarle i passi, poi riprende a voce bassa)non arrivato il ministro e allora si liberata la camera di Garibaldi
LAURETTA: (ripigliano un tono basso) Garibaldi dormiva da solo !
BENEDETTO: Perch Garibaldi doveva fare lItalia
LAURETTA: E tu invece vuoi fare gli italiani
BENEDETTO: (a voce alta) Uh carina questa (il disco finisce, va verso la moglie come se volesse cambiarlo, mentre Lauretta si siede sulla poltrona)
LAURETTA: (a voce alta con ostentazione) mi fate accendere (Benedetto si avvicina con un accendino da dietro. Lauretta gli afferra il polso come per tenerlo fermo per accendere, sottovoce) Io non sono una moglie, le mogli possono tollerare un tradimento le amanti no ! Se dormirai con tua moglie far uno scandalo
BENEDETTO: Vorr dire che metter un cuscino in mezzo (sposta laccendino)
LAURETTA: (glielo riafferra) non fare lo spiritoso con me !allora che cosa fai ?
BENEDETTO: Che faccio non lo so lasciami pensare.....
LAURETTA: presto
BENEDETTO: Non so (a voce alta) oh, suona il telefono no, no, non scomodatevi vado io vado io
ADALGISA: (si mostra da una quinta a DX , con la testa scarmigliata) Il telefono? ma io non lho sentito
LAURETTA: Si, s lho sentito anchio suonava, suonava e come suonava
BENEDETTO: (da fuori) Pronto, chi parla.?. scusate ma si sente male .. ah sua eccellenza .. (grande eccitazione, Adalgisa abbassa la musica, tutti si fermano ad ascoltare) e come dite ? State riparando la macchina .. ah bene Eccellenza .. allora riuscirete ad arrivare questa sera ..
SILVIA: (va verso la madre) Ecco lo sapevo che finiva cos
BENEDETTO: ah benissimo siamo molto contenti
SIG.RA BERNABEI: Ma via Silvia non colpa sua , se arriva sua Eccellenza
BENEDETTO: (rientrando, da questo momento grande eccitazione con battute rapide, solo Lauretta rimane seduta calma a fumare) il ministro sta riparando la macchina e sar qui fra poco, bisogna preparargli subito la stanza, oh mi raccomando quella di Garibaldi!
SILVIA: Ma ci sono le valigie, bisogner toglierle
SIG.RA BERNABEI: Non ti preoccupare adesso lo dico al cameriere (Silvia esce. Il Cameriere sentendo che lo cercano si nasconde dietro la tenda del sipario. La Signora Bernabei lo cerca attorno) Spartaco ! Spartaco ! (poi lo vede) Ma sei diventato sordo ?
CAMERIERE: (offrendo i salatini) Mi avete chiamato signora ?
SIG.RA BERNABEI: Presto le valigie che sono nella camera di Garibaldi bisogna portarne una al piano di sopra e una a pianterreno
CAMERIERE: (aria desolata) Ma se mi avete appena detto di metterle ...
SIG.RA BERNABEI: Ma insomma non discutere sempre ! Bisogna sempre che ti spieghi tutto, adesso ti faccio vedere
CAMERIERE e SIG.RA BERNABEI escono, il cameriere la segue con lo stesso borbottio
BENEDETTO: (avvicinandosi a Lauretta) Camere separate sei contenta adesso
LAURETTA: (si alza per andarsene)Guarda che ti aspetto !
BENEDETTO: Ma ti ripeto che c lui
LAURETTA: (si ferma un attimo)Oh per quello non ti preoccupare ci penser io (escono entrambi)
DOTTORE: (entra come se proseguisse un discorso spostandosi da DX a SX) Oh ma quando questa eccellenza arriver dovr mangiare , avr appetito
ADALGISA: (seguendolo) Certamente prepareremo un cena
DOTTORE: (fermandosi, senza guardarla) Con le posate doro ?
ADALGISA: No quelle le teniamo per domani per il pranzo ufficiale
DOTTORE: (senza guardarla) Ma intanto queste posate stanno qui in giro per la casa , sa non vorrei che qualcuno ne approfittasse
ADALGISA: Non preoccupatevi, stanno al sicuro (si stacca, gli gira le spalle, poi in tono confidenziale) in cassaforte
DOTTORE: (si volta) A perch avete anche una cassaforte ?
ADALGISA: E gi
DOTTORE: Per bella casa .... e ... (si avvicina) dove sta la cassaforte ?
ADALGISA: Voi non immaginate nemmeno .. (si volta e si trova di fronte al dottore) in camera vostra
DOTTORE: (la abbraccia)Ma no !
ADALGISA: (ricambia labbraccio) Ma s
DOTTORE: (si allontana di un passo indietro) Ma va' !
ADALGISA: (con intenzione, avvicinandosi) Volete che ve la faccia vedere ?
DOTTORE: (allontanandosi di un passo laterale) Non disturbatevi ! Sar per unaltra volta
ADALGISA: Magari quando non c pi nessuno in giro ?
DOTTORE: (cercando di evitare lAdalgisa le gira le spalle) Ecco, ecco, facciamo un po pi tardi, ma cos per dire .. (verso il pubblico) chiss che combinazione
ADALGISA : Che modi allusivi che usate voi, facciamo per combinazione (gesto per indicare lora)11 e 30
DOTTORE : (con la mano fa il gesto) da sinistra verso destra ?
ADALGISA : (fa segno di no con il dito) no (prende la mano del dottore e se la appoggia piano sulla spalla) da destra a sinistra
DOTTORE : (battendole sulla spalla per cambiare discorso) Sapete mi informavo cos per parlare del pi e del meno
ADALGISA : Ah ! che birichino ! (esce, salutando con la mano, il dottore si siede sulla sedia a SX)
Entrano la Signora Bernabei, Benedetto e Lauretta che va in piedi dietro la sedia dove seduto il dottore)
SIG.RA BERNABEI: (rientrando) Ecco fatto adesso tutto sistemato (si va a sedere sulla poltrona)
BENEDETTO: Benissimo allora possiamo andare tutti a dormire
SIG.RA BERNABEI: Ma non dobbiamo aspettare Sua Eccellenza ?
BENEDETTO: E perch ? ... (riprendendosi) ah, no, mi ha detto che arriver molto tardi e sar stanchissimo, non proprio il caso
SIG.RA BERNABEI: Non ti preoccupare se sei stanco lo aspetter io
BENEDETTO: Ah bene allora
LAURETTA: (Lo accarezza. Con tono molto caricato) Vogliamo andare a letto caro?
DOTTORE: (rispondendo alla carezza, con tono sdolcinato) Come vuoi amore
SIG.RA BERNABEI: (a Benedetto, che si girato seccato) : Vedi come sono carini
BENEDETTO: (inviperito) Carini, carinissimi
SIG.RA BERNABEI: Sembrano alla loro prima notte di nozze,
BENEDETTO: (preoccupato) Speriamo di no !
SIG.RA BERNABEI : Ma cosa dici?
BENEDETTO: (arrabbiato)Niente, niente che questa giornata piena di imprevisti, mi ha reso un po nervoso
SIG.RA BERNABEI : Su, su lasciamoli soli (accompagna fuori Benedetto)
Escono entrambi Rimangono Lauretta e il dottore. Lauretta si stacca bruscamente e si va a sedere sulla poltrona)
DOTTORE: (alzandosi in piedi) Allora vogliamo andare ?
LAURETTA: Andare dove ?
DOTTORE: (si porta dietro la poltrona) Come dove andiamo ? A letto , me lavete detto voi (ripete il tono ed i gesti di prima, accarezzandola) vogliamo andare a letto caro? e io ho risposto s amore
LAURETTA: (gli da una sberla sulla mano) Ma si vergogni ! (gli indica le sedie) si cerchi piuttosto un divano dove dormire
DOTTORE: Ma cosa direbbe la gente ! E poi almeno mi provi, (si siede sul bracciolo ) posso assicurarle che ho sempre fatto una buona riuscita (allunga una mano sulla coscia)
LAURETTA: (altra sberla sulla mano poi si alza di scatto) Ma come si permette ! (gira nervosamente per la stanza seguita da vicino dal dottore)
DOTTORE: Beh ! Che c di male, sono vostro marito
LAURETTA: Ma quale marito! Adesso vado in camera che sono stanca e mi devo spogliare
DOTTORE: Ah fate pure non mi disturba (comincia a togliersi la cravatta) io mi siedo in camera buono buono (si slaccia la camicia) e mi limito a guardare
LAURETTA: Che spiritoso ! (il Dottore la segue) Ma cosa fa? Non vorrete mica seguirmi?
DOTTORE: E perch ? (si toglie la camicia dai pantaloni) Come diceva Garibaldi Questa camera me lhanno data e guai a chi me la tocca
LAURETTA: Quello era Napoleone (esce)
DOTTORE: (riflettendo a voce alta) E va beh Garibaldi, Napoleone (si mette la mano sul petto) che differenza fa.. (esce dalla stessa parte come se le parlasse a voce alta) io dalla mia stanza non mi muovo
Entra la SIG.RA BERNABEI, controlla che tutto sia in ordine, poi prende un libro e si va a sedere sulla poltrona, comincia a sfogliarla, ma poi si addormenta. Si sente suonare il campanello. Entra il Commissario con fare circospetto osservandosi attorno, in punta di piedi, guarda il libro , sotto le due sedie, fuori dallaltra stanza, annusa il bicchiere e la bottiglia, poi fa entrare il Ministro seguito dal cameriere con le valigie. Il Ministro la vede e la tocca leggermente sulla spalla)
SIG.RA BERNABEI: (svegliandosi di soprassalto, fa cadere il libro) Eccellenza, Benvenuto ! (prende limpermeabile del ministro e lo mette sull attaccapanni)
MINISTRO : Grazie, mi scuso di capitare cos allimprovviso, ma quando mi hanno riparato il guasto l'ufficio dei telefoni era gi chiuso
SIG.RA BERNABEI: Ah ma noi eravamo stati avvisati
MINISTRO : Oh bella e da chi ?
SIG.RA BERNABEI: Ah non lo so, ha parlato mio genero
MINISTRO : Sar stato il mio segretario
SIG.RA BERNABEI: Ma non ha importanza, laspettavamo prego si accomodi .. per favore le valigie ..
Il Commissario blocca il cameriere, controlla le valigie lo perquisisce poi lo lascia passare. Mentre lo perquisisce il cameriere tiene la mano in alto chiusa a pugno)
COMMISSARIO: (Entra Adalgisa con passo sostenuto, il Commissario la ferma ): Alt ! Chi siete Voi?
ADALGISA: (sussiegosa)Sono la padrona di casa
COMMISSARIO : Scusate ma nella mia qualit di addetto alla sicurezza di sua Eccellenza, essendo voi la padrona di casa, dovrei farvi qualche domanda
ADALGISA: Prego
COMMISSARIO: Voi conoscete tutte le persone che sono in casa vostra ?
ADALGISA: Ah ma certo e ne garantisco personalmente, ci siamo (conta con le mani, mentre il commissario annuisce) io, mia sorella, mia nipote, mio genero e (pausa di orgoglio) il dottor Federzoni (pi velocemente come se non fosse importante) con sua moglie
COMMISSARIO: (il commissario che aveva annuito si ferma di colpo) Il dottor ?
ADALGISA: Il dottor Federzoni, (stupita) voi non sapete chi ?
COMMISSARIO: No
ADALGISA: Ma come ? E il medico personale di . Lui
COMMISSARIO: Lui chi ?
ADALGISA: Ma Lui (indica con gli occhi verso lalto)
COMMISSARIO: (non ha capito) Ah . (improvvisamente capisce e fa il saluto romano) Lui? (guarda Adalgisa per chiedere conferma , Adalgisa fa di s con la testa) .. oh allora possiamo dormire tranquilli (escono e Adalgisa spegne la luce)
Entra Benedetto con la camicia da notte, la papalina ed una candela in mano, si dirige verso il tavolino per bere, appoggia la candela e si versa da bere. Lauretta sopraggiunge alle sue spalle e gli chiude gli occhi. Benedetto accende la luce)
BENEDETTO: Ma sei impazzita? cosa fai qui non dovevi restare nella tua stanza
LAURETTA: Quel cretino non vuole andarsene (lo accarezza)
BENEDETTO: Ferma sta ferma , qui vicino dorme mia moglie e mia suocera. Aspetta almeno che vado a vedere se dormono (esce)
LAURETTA: E va bene aspetto, ma non tardare (Lauretta si va a sedere sulla sedia di DX)
MINISTRO (entrando, si va a sedere sulla sedia accanto) Che piacere trovare una bella donna alzata a questora (Lauretta si volta)
MINISTRO : (stupito) Voi ! Voi qui ? (si scosta un po)
LAURETTA: Tu Ah ! Ah! Ma perch mi dai del Voi ?
MINISTRO : (continuando a scostarsi) E che tutto immaginavo meno che trovarvi ... trovarti qui (cade dalla sedia, e avanza a carponi dietro le sedie)
LAURETTA: (lo guarda da sopra le sedie con aria canzonatoria) Ed io non pensavo davvero che sua eccellenza fossi tu
MINISTRO : (rialzandosi guardingo) Ma ti trovi qui per caso ?
LAURETTA: : No, no, sono venuta appositamente per salutare sua Eccellenza, (sfilandosi la vestaglia e rimanendo in sottoveste nera) come vedi sono in camicia nera
MINISTRO : Credimi nella mia situazione, con tanta gente che mi controlla, non posso (guarda in basso)
LAURETTA: (con intenzione guardando nello stesso punto) Capisco, capisco, se non puoi ., non preoccuparti .. stammi bene eccellenza e sogni d'oro (gli mette addosso la vestaglia come se gli rimboccasse le coperte)
(Il Ministro stupito dall'incontro si siede sconsolato sulla poltrona )
BENEDETTO: : (Entra al buio nella camera, con movimenti circospetti, vede una persona sulla poltrona, appoggia la candela) Pss Pss
MINISTRO : E adesso che cosa succede? (preoccupato della nuova intrusione si nasconde a gattoni dietro la poltrona. Benedetto si avvicina facendo ancora Pss Pss e si mette a gattoni, il Ministro sentendosi inseguito avanza verso il centro del palcoscenico, Benedetto lo raggiunge e gli da un bacio sul sedere. Il Ministro scatta in piedi e salta su una sedia)
MINISTRO : (in piedi sulla sedia ) Come vi permettete? Chi siete Voi ?
BENEDETTO: (rialzandosi) Oh scusatemi ! (gli spolvera le scarpe) . pensavo che questa fosse la camera di Garibaldi
MINISTRO : E allora Vi sembra una buona ragione per saltarmi addosso? Sapete chi sono io ? (mettendosi in posa mussoliniana) Sua Eccellenza il Ministro ! (con gesto plateale, indicando con il braccio) Fuori !
(Benedetto raccoglie la candela ed esce, mentre il Ministro indignato si spazzola i pantaloni)
Da DX , a carponi entra Adalgisa)
ADALGISA : (chiamando sottovoce, ) Dottore (schiocco di bacio), dottore (schiocco di bacio), sono qui ..sono le 11,30 e vengo da destra a sinistra vi voglio mostrare la cassaforte
Il Ministro la guarda incuriosito. Adalgisa avanza fino alla sedia ,guarda lentamente verso lalto e riconosce il ministro)
ADALGISA :Scusatemi , non trovo pi il gatto (chiama il gatto come se lo cercasse sotto la poltrona e se ne va dalla stessa parte sempre a carponi )
MINISTRO : In questa casa non solo ha dormito Garibaldi , ma ci sono rimasti i mille ! (esce)
La mattina dopo
Entra Benedetto, si toglie la giacca e va a metterla sullattaccapanni, poi si siede su una sedia soddisfatto e si mette a leggere un giornale
SIG.RA BERNABEI: (entrando lo vede e gli va alle spalle) Ma Benedetto te ne stai sempre appartato, fai compagnia a Sua Eccellenza, lo abbiamo invitato apposta per la tua carriera
BENEDETTO: : S la mia carriera, comunque visto che lo desiderate risponder come Garibaldi Obbedisco (si alza in piedi e va verso lattaccapanni per rimettersi la giacca, nel momento in cui dietro allattaccapanni entra il Ministro seguito dal Segretario. Benedetto rimane dietro ad ascoltare)
SEGRETARIO : (come se proseguisse un discorso iniziato fuori) Ma proprio sicuro eccellenza ? lavete vista bene ?
MINISTRO : Ma come sicuro ? Se le dico che era qui proprio su questa sedia ! (si siede)
SEGRETARIO : E lei vi ha riconosciuto ?
MINISTRO : E come avrebbe potuto dimenticarsi di me (si alza e parla fra s e s girando attorno alle sedie) dopo quella notte in vagone letto e quello che capitato (si mette di fianco al segretario)
SEGRETARIO : Non esageriamo Eccellenza un incidente pu capitare a tutti (con voce tenorile) anche un grande tenore pu fare una stecca
MINISTRO : (ripetendo la voce) Gi un tenore, (abbassandola come per fare una confidenza) ma non io ! Se lo viene a sapere Lui , mi fa dare le dimissioni !
SEGRETARIO : E chi glielo dovrebbe dire Eccellenza ? non certo io ! (si mette la mano sul petto come se giurasse fedelt)
MINISTRO : (prendendolo per un braccio come per svegliarlo) Ma come chi ? (abbassa la voce) il Commissario , ogni sera manda un rapporto scritto, e se Lui lo viene a sapere con le idee che ha sulla virilit... perci finch restiamo qui sono in pericolo, (alza la voce con tono mussoliniano) per cui niente pranzo di gala, dopo la cerimonia si parte subito per Roma
SEGRETARIO : Va bene eccellenza (scatta sullattenti) avviso subito i padroni di casa (batte i tacchi e si gira sulla sua sinistra per uscire)
MINISTRO : (fermandolo con una mano sulla spalla) siate sincero voi cosa ne pensate ?
SEGRETARIO : della situazione politica? (fa il saluto romano) ottima signor Ministro !
MINISTRO : Ma no ! (gli abbassa la mano) Del mio incidente con la Signora
SEGRETARIO : (guardando la mano abbassata) Ma non saprei, le capita spesso ?
MINISTRO : A Chi? A me ? (con tono secco) Mai ! (gira intorno al segretario abbassando il tono) Solo quella volta
SEGRETARIO : (con aria decisa e accondiscendente) Non lo metto in dubbio
MINISTRO : Sar stato .. il caldo
SEGRETARIO : S
MINISTRO : Il movimento .. del treno ..
SEGRETARIO : S
MINISTRO : Forse anche perch hanno bussato alla porta
SEGRETARIO : S !
MINISTRO : ma valle a far capire certe cose a una donna !
BENEDETTO: (richiama lattenzione tossendo, il Ministro accorgendosi che c qualcuno si allontana verso DX) Eccellenza scusatemi (si rimette la giacca)
MINISTRO : (facendo finta di parlare d'altro, con il Segretario) dicevo vai a fare capire ad una donna i problemi della bonifica dellAgro Pontino, (con tono autoritario) ma insomma si sbrighi non stia sempre l impalato !
SEGRETARIO : (scatta sullattenti) Subito Eccellenza, (cambia tono) ma (indica con la testa Benedetto)
BENEDETTO: : (al Segretario) Non preoccupatevi ! A Sua Eccellenza ci penso io (Segretario esce)
MINISTRO : (guardingo, fa un passo verso Benedetto) Voi per caso avete sentito quello che dicevo ?
BENEDETTO: (facendo pure lui un passo) il discorso del treno, del movimento, quelli che bussano alla porta .. (pausa) no, no, non ho sentito niente
MINISTRO : (altro passo) E comunque non parlavo di me parlavo di un mio amico
BENEDETTO: (altro passo) Ah certo, era un vostro amico, comunque una bella disgrazia
MINISTRO : (sono di fianco) Beh non direi , in fondo (con accento tenorile) anche un grande tenore pu fare una stecca
BENEDETTO: Ah certo mi viene mente un famoso tenore russo, una volta prese una stecca e ci rimase cos male che non cant pi per tutta la vita
MINISTRO : (deglutisce gli volta le spalle) non vedo che cosa centri (si incammina verso luscita) e poi il mio amico non russo !
BENEDETTO: Ah no ma dicevo cos per dire, ma scusatemi Eccellenza (il Ministro si ferma) quel vostro amico ancora vivo ?
MINISTRO : (voltandosi) Certo, ma perch ?
BENEDETTO: Ah no perch c chi si sparato per molto meno, (fa segno al Ministro di passare con un leggero inchino) prego eccellenza (escono)
ADALGISA: (Entrando con il Dottore, si siede sulla sedia di DX) Prego accomodatevi (gli indica la sedia di fianco) successo una cosa grave, molto grave
DOTTORE: (andandosi a sedere sulla poltroncina) Oddio cosa successo ?
ADALGISA: (si sposta sullaltra sedia) E successo che il segretario del Ministro mi ha detto che Sua Eccellenza non si fermer a mangiare
DOTTORE: (ridendo) Tutto qui ? Vuol dire che non avr appetito
ADALGISA: (si avvicina al Dottore parlandogli in confidenza) fatemi una cortesia diteglielo voi
DOTTORE: Glielo dico io ?
ADALGISA: Ma s, se glielo dite voi quello ci ripensa
DOTTORE: S figuriamoci ! Ma cosa vuol mai che sia se non si ferma a mangiare !
ADALGISA: (si allontana e si torna sedere sulla sedia come se parlasse fra s e s) E che avevamo gi preparato tutto , il pranzo , le posate doro
DOTTORE: (improvvisamente interessato, si alza e va dietro alla sedia dellAdalgisa) Ah perch se il Ministro non si ferma a pranzo voi non mettete le posate doro ?
ADALGISA:: Ma no figuratevi nemmeno il fastidio di levarle dalla cassaforte
DOTTORE: (un po risentito appoggia le mani sulla spalliera della sedia vuota) Ah !
ADALGISA: Oh scusatemi, a meno che voi non ci teniate allora le mettiamo (gli afferra le mani)
DOTTORE: Ma no non disturbatevi per me , io posso mangiare anche con le mani (si libera le mani) se necessario
ADALGISA: (si alza in piedi gli afferra le mani e se le mette sul petto) Allora conto su di voi, glielo direte
DOTTORE: Non preoccupatevi, (si libera le mani e le afferra come per un saluto) glielo dir
ADALGISA : Bene sono sicuro che non potr rifiutare un vostro invito (esce. Voce fuori campo) Spartaco prendi fuori le posate e comincia a lucidarle.
ADALGISA: esce . Entra il cameriere entra con la scatola della posate, ne prende fuori alcune, e comincia a lucidarle poi sente suonare il campanello, sbuffa ed esce lasciando le posate sul tavolo. Il Dottore comincia a raccogliere le posate. Ad un tratto sente il Commissario che lo chiama, si guarda attorno vede un impermeabile, e nasconde velocemente le posate nella tasca dellimpermeabile.
COMMISSARIO: (Entrando) Ah finalmente vi ho scoperto !
DOTTORE: (voltandosi lentamente) Ah, mi avete scoperto !
COMMISSARIO: S e mi dispiace dirlo, ma dovete venire con me
DOTTORE: E va bene prima o poi doveva capitare, ma voi come lo avete saputo ?
COMMISSARIO: Cosa volete il mio mestiere
DOTTORE: Sa cosa le dico , questa volta pensavo proprio che nessuno mi scoprisse
COMMISSARIO: Eh, ma io vi ho capito subito che non volevate farvi notare
DOTTORE: E va bene fate il vostro dovere (allunga le mani come per ricevere le manette)
COMMISSARIO: lo so che non dovrei permettermi ma voi siete cos gentile .. ecco questo il mio biglietto da visita (glielo mette nella mano)
DOTTORE: (lo guarda)E cosa me ne faccio ?
COMMISSARIO: Scusatemi, ma dove andate voi, se poteste mettere una buona parola
DOTTORE: Ma si pu sapere dove vado ?
COMMISSARIO: Ma come dove ? Andiamo alla cerimonia
DOTTORE: (ricordandosi improvvisamente) Ah, vero ! La cerimonia
COMMISSARIO: Ma certo e mi raccomando non dimenticatevi di me
(escono. Passa il cameriere che raccoglie la scatola si accorge che pesa poco e corre ad avvertire la signora )
MINISTRO : (Entra con la fascia con passo deciso seguito dal Segretario, parlando poi si piazza di fronte al pubblico) : Basta non ne posso pi di questa cerimonia, e poi anche voi vi ho visto, voi parlavate con quella signora e voi ridevate
SEGRETARIO : (si piazza alle sue spalle , ridendo) Ma Eccellenza era vicino a me cosa dovevo fare ?
MINISTRO : voi ridevate alle mie spalle
SEGRETARIO : (gli va davanti) Ma Eccellenza come pu pensare a una cosa simile e poi non cero mica io quella notte in treno
(arriva BENEDETTO che ascolta le ultime parole)
MINISTRO : (se ne accorge e da una pacca alla spalla destra del segretario)Ah, stavamo sempre parlando di quel mio amico
BENEDETTO: (da anche lui una pacca al segretario che si tira indietro, come per discrezione) Ah s quello che prendeva sempre le stecche
Cominciano a parlare con ritmo crescente
MINISTRO : Prego ! ne ha presa una sola !
BENEDETTO: (subdolo) Basta rubare una sola volta per essere considerati ladri, ma vedo che le piace parlare di quel vostro amico
MINISTRO : Sono storielline piccanti e cos se ne parla .. pensi che quando me lo ha detto non ci volevo credere
BENEDETTO: Beh sono cose che succedono, ma (pausa) questo vostro amico normale ?
MINISTRO : (arrabbiato) Ma certo ! Cosa le salta in mente ?
BENEDETTO: No che a volte uno pensa di essere un (voce tenorile) tenore e invece si accorge che un (falsetto) soprano
MINISTRO : (adirato) Come vi permettete ! Vi ho gi detto che stata una disgrazia , sapeste come ci sono rimasto male
BENEDETTO: (subdolo. Molto caricato e lento) Voi ci siete rimasto male ? ... ma voi cosa centrate ?
MINISTRO : (si scosta verso SX) No, volevo dire ci sono rimasto male per lui , sapete mettiamo che fosse accaduto a voi (lo guarda per intero)
BENEDETTO: A me? Ah no mi dispiace Eccellenza, (di fronte al pubblico) ma a me certe cose non succedono!
MINISTRO : (si mette alle sue spalle alla sua destra) Ma no facciamo una (segna con il dito) ipotesi
BENEDETTO: Ma nemmeno una ipotesi ! A me non succede perch ho il fisico adatto (in posa)
MINISTRO : (gli appoggia una mano sulla spalla alla sua sinistra con atteggiamento confidenziale) Va bene , ma al posto del mio amico voi cosa avreste fatto ?
BENEDETTO: Al posto del vostro amico non saprei, ma (gli va dietro e poi con tono confidenziale come se gli desse un suggerimento riservato) . se fossi al vostro posto cercherei quella donna e mi riabiliterei
MINISTRO : Ma cosa centro io ? Ve lho gi detto io non ho fatto niente !
BENEDETTO: Appunto (di nuovo allorecchio) ... fate ... fate , vado a dare disposizione per i bagagli (si allontana)
SEGRETARIO : (bloccandolo con la voce)No, no, non fate preparare i bagagli !
BENEDETTO: Va bene se lo dite voi ! (esce a DX)
MINISTRO : Ma cosa dite ! Fate fare i bagagli che partiamo subito !
SEGRETARIO : (prendendola posizione di Benedetto) Eccellenza date retta a quel consiglio, riabilitatevi
MINISTRO : Voi credete ?
SEGRETARIO : Ma si Eccellenza! .. fate, fate, fermatevi a pranzo
MINISTRO : (ci pensa un attimo) s, mi sembra una buona idea, e prima del pranzo sempre meglio, si pi .. (si mette in posa con le mani sui fianchi ed il mento avanti) volitivi
SEGRETARIO : Giusto !
MINISTRO : pi, pi ..(si mette a fare delle flessioni) attivi
SEGRETARIO : Giusto !
MINISTRO : pi, pi .. (da un pugno sulla spalla del segretario) vigorosi
SEGRETARIO : Giustissimo Eccellenza e buon appetito
MINISTRO : (esce cantando) rapidi ed invisibili vanno i sommergibili
(appena in Ministro uscito il Segretario comincia a massaggiarsi la spalla e si siede sulla sedia)
BENEDETTO: (al Segretario rientrando, andando verso il centro del palcoscenico) Scusatemi stavo cercando la sig.ra Federzoni, ma non la trovo, per caso lavete vista ?
SEGRETARIO : (continuando a massaggiarsi) No, ed meglio che non la cerchiate
BENEDETTO: E perch ?
SEGRETARIO : Perch sua Eccellenza ha accettato il vostro consiglio
BENEDETTO: (rivolto al pubblico) Che cretino !
SEGRETARIO : (saltando in piedi) Che cosa ? Sua Eccellenza ? Ma come osate ?
BENEDETTO: No che cretino io, non sapevo che si trattasse della signora Federzoni
SEGRETARIO : (dondolandosi con aria un po strafottente) E adesso che lo sapete cosa ve ne importa ?
BENEDETTO: A me niente, ma mi dispiace vedete (cerca un scusa) ... il dottore un mio carissimo amico
SEGRETARIO : (mettendogli una mano sul braccio)Bene se un vostro amico voi sapete cosa fare
BENEDETTO: Che cosa ?
SEGRETARIO : intrattenetelo (gli mette tutte e due le mani sul braccio)
BENEDETTO: (si stacca e gli volta le spalle) Ah no mi dispiace questo proprio no !
SEGRETARIO : (parlandogli da dietro) Vedrete che Sua Eccellenza non un ingrato e vi sapr ricompensare .. (sente dei rumori e guarda a DX) il dottore sta arrivando! fate fate .. (esce)
DOTTORE: (entra ancora masticando) Allora, cosa si dice di bello ? (sposta la sedia e si mette a cavalcioni)
BENEDETTO: Ah cos tu la prendi in questo modo ?
DOTTORE: Perch cosa c ?
BENEDETTO: C, c che ti stanno insidiando la moglie !
DOTTORE: Mi stanno insidiando la moglie ? Ah che ridere !
BENEDETTO: : Ma come ci ridi pure ?
DOTTORE: : Eh gi, che me ne importa, facciano pure il loro comodo .. sei tu che devi preoccuparti perch sai benissimo che mia moglie in realt la tua amante
BENEDETTO fa latto di picchiarlo e non si accorge che entrata Silvia che ha udito le ultime parole ed esce subito
DOTTORE: (alza la sedia per difendersi) Gi le mani! Se no la prossima volte all'ospedale di Fermo ti faccio morire di tifo
BENEDETTO: Ma non dire sciocchezze non ti ho nemmeno toccato
DOTTORE: Per lintenzione cera ! Ecco lo sguardo assassino, gli occhi iniettati di sangue
(appoggia la sedia, si siede e accavalla le gambe) Ma cos giusto per curiosit chi che insidia mia moglie ?
BENEDETTO: Sua Eccellenza
DOTTORE: Ah beh allora bisogna lasciarlo fare. (pausa) Ma non era partito ?
BENEDETTO: No si ferma qui a mangiare
DOTTORE: (scatta in piedi come se parlasse fra s e s) :Oddio le posate !
BENEDETTO: che cosa le posate ?
DOTTORE: Niente dicevo metteranno in tavola le posate
SIG.RA BERNABEI : : (Entra di corsa attraversa la scena e torna ad uscire da DX) E successa una cosa terribile bisogna avvertire subito il Commissario, hanno rubato le posate doro !
BENEDETTO: (agitato) Hanno rubato le posate doro ? (corre fuori da DX)
DOTTORE: (serafico) :Hanno rubato le posate doro (esce con calma da DX)
Le luci si abbassano musica - Entrano il Ministro e Lauretta
MINISTRO : Ricorder per tutta la vita questi momenti e quelli che verranno (le porge un fiore)
LAURETTA: (prende il fiore) Grazie sei molto gentile
MINISTRO : C un piacere sottile nel prolungare lattesa (le slaccia un bottone della giacca)
LAURETTA: (sbottonandola tutta e mettendola sulla poltrona) Purch non sia troppo sottile e troppo prolungata
MINISTRO : Alludi ?
LAURETTA: Oh no non ne avevo la minima intenzione (gli allenta la cravatta e gli tira fuori la camicia)
MINISTRO : Non temere ! Fai conto che luomo di quella notte non ero io, ora tutto diverso (comincia sfilarle la camicetta)
LAURETTA: Ma fa caldo anche adesso (comincia a sbottonargli la camicia)
MINISTRO : S ma ora non c il movimento del treno e soprattutto nessuno busser alla porta
(Bussano) Lauretta va a sedersi sulla poltrona .Il Ministro da segni di insofferenza e va ad aprire,entra Benedetto che rimane sulla soglia, Mentre il Ministro gli sbarra la vista della camera
BENEDETTO: Eccellenza scusatemi , ma sono venuto a darvi un consiglio
MINISTRO : Grazie me lo avete gi dato e lo sto mettendo in pratica (lo gira e lo spinge fuori) andatevene perch sono con una donna
BENEDETTO: (girandosi) lo so, lo so, lo sanno tutti, mandatela via prima che succeda uno scandalo
MINISTRO : Magari !
BENEDETTO: Come magari ?
MINISTRO : Certo a Lui queste cose piacciono molto e poi stasera sono in forma e non ci saranno stecche , andate .. andate .. (lo invita ad uscire)
BENEDETTO: Eccellenza ascoltate un consiglio
MINISTRO : Un altro ?
BENEDETTO: Si Eccellenza ammettiamo, per ipotesi, che quella donna fosse la signora Federzoni
MINISTRO : Ammettiamolo pure e allora
BENEDETTO: Se suo marito lo venisse a sapere .
MINISTRO : Me ne frego ! (ridendo) E forse geloso ?
BENEDETTO: Peggio , peggio , (abbassa la voce) il medico del Duce
MINISTRO : No!
BENEDETTO: S, fate voi ! (Benedetto esce)
MINISTRO : (raccoglie la roba di Lauretta) Vi prego non c un minuto da perdere, andatevene
LAURETTA: E perch ? ma non ci davamo del tu un minuto fa ?
MINISTRO : (continua a cercare la roba) Credete ? no, vi sarete sbagliata !
LAURETTA: : Ma poco tempo fa eri molto affettuoso
MINISTRO : (cercando di spingerla fuori) Signora cercate di capirmi la mia una posizione molto delicata
LAURETTA: (liberandosi e guardandolo in basso) Molto delicata e direi senza speranza
MINISTRO : Ma signora vi prego (rumori) Oddio arriva qualcuno nascondetevi presto, nascondetevi (la spinge verso lattaccapanni)
MINISTRO : Lo so io, lo so io, ecco qui dietro
LAURETTA: Ma io non (scaglia una scarpa verso le sedie)ci voglio andare dietro lattaccapanni
MINISTRO : Signora la prego (il Ministro cerca di raccogliere laltra scarpa e si china dietro le sedie. Nel frattempo entra il Dottore, si tolto le scarpe per non fare rumore, si guarda intorno e si dirige verso lattaccapanni)
MINISTRO : (sbucando da dietro le sedie) No vi prego !
DOTTORE: (facendo un balzo) Oddio che spavento (nasconde le scarpe dietro la schiena)
MINISTRO : (rimanendo in ginocchio, con la scarpa nascosta dietro la schiena)Si fermi, potrebbe trovare una sgradita sorpresa
DOTTORE: Ah ! Mi hanno fregato eh ?
MINISTRO : No, voi forse pensate che in questa stanza ci sia quello che voi credete ma vi assicuro che non c quello che voi pensate
DOTTORE: (inginocchiandosi anche lui) Eccellenza, per favore, traducete in italiano! non vi capisco
MINISTRO : (si alza in piedi con tono orgoglioso) Dottore, voi credete alla parola di un Ministro ?
DOTTORE: (alzandosi) Per niente , comunque dite pure
MINISTRO : voi lo sapete cosa c in questa stanza ?
DOTTORE: Io s e voi lo sapete ?
MINISTRO : Si lo so ... c una donna Ma non quella che credete voi, dottore per favore non ditelo a nessuno .. qui nascosta c , c ... la moglie del camerata Benedetto
DOTTORE: Capperi !
MINISTRO : No capperi, Silvia
DOTTORE: Appunto capperi Ohi, ohi !
MINISTRO : Dottore voi siete un uomo di mondo, per favore chiudete un occhio
DOTTORE: Se per farvi un piacere
MINISTRO : Grazie allora siamo daccordo voi non avete visto niente, qua la mano
(si tendono la mano con le scarpe, poi accortisi dellerrore, nascondono entrambi le scarpe dietro la schiena e si danno la sinistra. Il Dottore esce)
MINISTRO : (a Lauretta) ecco signora adesso pu andare
LAURETTA: Certo che me ne vado, nessuno mi ha mai trattato cos !
Voci fuori scena
MINISTRO : Delle voci ancora gente torni qui dietro !
LAURETTA: Ancora !
COMMISSARIO: E io voglio vederci chiaro in questa faccenda !
SEGRETARIO : Ma commissario, non si pu entrare
COMMISSARIO: (entrando) Ah s ? e chi me lo impedisce ?
(nel mettere dietro Lauretta. Questa fa cadere limpermeabile e nello stesso istante che entra il commissario tutte le posate d'oro cadono ai suoi piedi)
COMMISSARIO: Eccellenza voi qui ! mi scusi , non credevo .. (vede le posate doro e in quel momento entrano la sig.ra Bernabei e il Dottore)
COMMISSARIO: : (imbarazzato, cerca di fermare la signora Bernabei sulla soglia) Bene le posate le abbiamo ritrovate . adesso bisogna trovare il ...
SIG.RA BERNABEI: (cercando di allungare il collo) il ladro signor commissario, bisogna trovare il ladro !
COMMISSARIO: Suvvia non usiamo parole grosse, (fa segno al Ministro di andarsene, il Ministro esce, coprendo Lauretta) voi non avete mai sentito parlare di cleptomania
SIG.RA BERNABEI: : Ma quale Cleptomania ? Chi ha rubato le posate un ladro, un ladro e voi sapete cosa deve fare ! (esce, mentre il Dottore rimane a guardare sconsolato le posate)
COMMISSARIO: (andando dietro al dottore) Dottore, adesso ho capito tutto
DOTTORE: Oddio di nuovo !
COMMISSARIO: E adesso so chi il ladro
DOTTORE: E va bene ! mi avete scoperto, arrestatemi ! (mette le mani come per le manette)
COMMISSARIO: (spostandogli le mani) Non scherzate in questo momento, ( si allontana, con aria imbarazzata) lo sanno tutti oramai (verso il pubblico) E stato sua Eccellenza
DOTTORE: Sua Eccellenza ?
COMMISSARIO: Certo! (si avvicina parlando sottovoce) e voi mi dareste un consiglio?
DOTTORE: Ma certo ! (guardandosi con aria circospetta e a bassa voce) E' stato sua Eccellenza ?
COMMISSARIO: s
DOTTORE: (con voce forte e autoritaria) allora arrestatelo !
COMMISSARIO: (facendogli segno di abbassare la voce) ma via, dottore, non possiamo arrestare sua Eccellenza
DOTTORE: E allora mi chiedete un consiglio e poi non lo seguite (si va a sedere)
COMMISSARIO: (gli parla da dietro la poltrona) E che sua Eccellenza non un ladro malato .. un cleptomane (come se parlasse a s stesso) Il problema come ci comportiamo con .... Lui (fa un segno verso lalto)
DOTTORE: Ci comportiamo con ... (rif il gesto senza capire, pensando che fosse linquilino del piano di sopra)
COMMISSARIO: Bisogner informarlo
DOTTORE: E informiamolo !
COMMISSARIO: Bisogner chiamare Lui (torna ad indicare) al telefono
DOTTORE: E chi lo chiama ?
COMMISSARIO: Lo chiamate voi
DOTTORE: Io ? e perch ?
COMMISSARIO: Perch voi e lui (fa il segno con la mano)
DOTTORE: (Che continua a non capire. Si Alza in piedi) E chi questo Lui ?
COMMISSARIO: Su non scherziamo adesso, la faccenda seria. Le porto il telefono (va a prendere il telefono e glielo mette in mano) ... vi prego , io non voglio sentire esco .. (esce)
DOTTORE: Ma chi sar questo Lui ? Vediamo un po' sullelenco La la lu igi , no Lui qui non c
SEGRETARIO : (Entrando di corsa) Dottore, cosa vi ha detto il Commissario ?
DOTTORE: di telefonare a .. (rif il gesto) a Lui
SEGRETARIO : E voi volete veramente telefonare ?
DOTTORE: E per forza il Commissario me lo ha chiesto per piacere
SEGRETARIO : Allora piacere per piacere, fatene uno a sua Eccellenza .. (gli prende il telefono) non telefonate
DOTTORE: Non devo telefonare ?
SEGRETARIO : No per favore Sua eccellenza sapr essere generoso
DOTTORE: : Va bene allora vuol dire che non telefoner
SEGRETARIO : (ritornando ad un tono ufficiale) Posso allora tranquillizzare sua Eccellenza ?
DOTTORE: Se ci tenete, tranquillizzatelo pure
SEGRETARIO : Grazie, voi siete un vero amico
DOTTORE: Prego
SEGRETARIO : Grazie ancora (esce portandosi via il telefono)
DOTTORE: : Prego ancora ... (con aria di chi non capisce cosa stia succedendo, si siede sulla poltrona) Mah !
COMMISSARIO: (Entrando) Ma come dottore non telefonate ?
DOTTORE: Ho gi telefonato ma Lui (fa il gesto verso lalto) non in casa
COMMISSARIO: Non in casa ?
DOTTORE: : No uscito a fare due passi, a prendere un caff, sa com' ogni tanto uno esce a prendere un caff
COMMISSARIO: Ah voi riuscite sempre a scherzare
DOTTORE: : (prendendo sotto braccio il Commissario e portandolo fuori) Chiameremo dopo quando sar rientrato, ma intanto cosa dice se andiamo anche noi a farci un bel caff
(Entra la sig.ra Bernabei con il Cameriere che porta la cassetta delle posate in mano. La Signora Bernabei regge la cassetta ed il cameriere mette dentro le posate, mentre la signora le controlla)
SILVIA : (entra di corsa agitata) Mamma , mamma adesso sono sicura !
SIG.RA BERNABEI : Hai scoperto il ladro
SILVIA : No ho scoperto che mio maritomi tradisce
SIG.RA BERNABEI : (La zittisce e la fa sedere su di una sedia, poi rivolta al cameriere) Su sbrigatevi, contatele voi poi lucidatele
CAMERIERE : S signora (finisce di raccogliere le posate ed esce)
SIG.RA BERNABEI : (avvicinandosi alla sedia)Ma andiamo sempre questa idea fissa !
SILVIA : Mi tradisce , mi tradisce, lho sentito con le mie orecchie
SIG.RA BERNABEI : Oh bella e con chi ti tradirebbe ?
SILVIA : Con la moglie del dottore !
SIG.RA BERNABEI :Ma via, con la moglie del suo migliore amico ,(si allontana verso SX) non pu essere vero !
LAURETTA : (entrando, rivolta alla sig.ra Bernabei) E invece vero, (va verso Silvia da dietro la sedia) ma non si preoccupi di suo marito signora ! Glielo rendo, mi ha stancata !
SILVIA : Me lo rende ! Ma che faccia tosta, vergognatevi !
LAURETTA : Io ? Vergognatevi Voi ! (la squadra con aria da intenditrice) Non siete n grassa, n vecchia, n brutta e vi lasciate sfuggire il marito
SILVIA : Come vi permettete ? (corre a rifugiarsi dalla mamma piangendo sulla spalla)
LAURETTA : Mi permetto si ! (va vicino alle due donne in modo che Silvia si trovi in mezzo alle due) Ma andiamo se voi vi deste un po da fare, sarebbe vostro marito a non cercare avventure, smettetela di bagnare il cuscino e accendete il fuoco sotto le lenzuola!
SILVIA : (irritata, cercando appoggio nella madre) Anche questo mi tocca sentire !
SIG.RA BERNABEI : Per devo dire che non ha tutti i torti
SILVIA : (sempre pi irritata)Anche tu mamma!
SIG.RA BERNABEI : S, devo dirti che la signora mi sembra particolarmente competente, prego accomodatevi, (le fa sedere sulle sedie) e fatemi un favore date a mia figlia qualche consiglio di quelli che non posso darle io, ( fra s e s, verso il pubblico) per pudore, non per inesperienza ! (va verso il fondo come per lasciarle sole , ma di fatto continua ad ascoltare)
LAURETTA : Con piacere signora (si avvicina a Silvia e comincia a parlarle allorecchio, Silvia ogni tanto dice Ma davvero ? , No, non potr mai farlo ! , risatine le due donne entrano in confidenza.
LAURETTA : E poi se vuoi un ultimo consiglio, fallo ingelosire
SILVIA : Dici ?
SIG.RA BERNABEI : (venendo dal fondo e che ha sentito tutto)Ma certo una ottima idea.
(Escono, continuando a ridacchiare)
Entra il Ministro va verso limpermeabile per accertarsi come possono esserci finite le posate , ne trova altre due, prende limpermeabile sul braccio
SEGRETARIO : (entrando) Eccellenza lho fermato appena in tempo stava per telefonare
MINISTRO : Chi il dottore ? (con aria seccata) Ma se quello scopre che in realt stavo con sua moglie
SEGRETARIO : Ma no, bisogna insistere sullaltra versione !
MINISTRO : Quella che ho rubato le posate ? (gli mette le posate in mano , sempre seccato), dalla padella alla brace !
SEGRETARIO : Ma no quellaltra ! che cosa avete detto al dottore ? che con voi cera la moglie del camerata Benedetto
MINISTRO : Ma anche quella sposata ! (getta limpermeabile al segretario e va verso il centro del palcoscenico, rivolto al pubblico)
SEGRETARIO : (gli va dietro con tono da consigliori) S, ma se il marito fosse daccordo
MINISTRO : (ascolta attento, senza guardarlo) Voi credete che il camerata Benedetto ?
SEGRETARIO : (con lo stesso tono) Sa promettendogli una carriera ..
MINISTRO : (come se lidea fosse venuta a lui)Mi sembra una buona soluzione (si volta verso il segretario riprendendo il tono autoritario) spiegateglielo voi e poi fatelo venire qui
Nell attesa il Ministro fa le prove di come parlare con Benedetto, prima con tono fascista, ma non gli piace, poi con tono supplichevole, ma scarta anche questa idea, poi con tono discorsivo, questa soluzione sembra piacergli, decide che meglio dirlo seduto, prova, poi accavalla le gambe)
MINISTRO : Camerata Benedetto
BENEDETTO: (entra e si rivolge subito al Ministro, come se lo avesse chiamato) Io dovrei passare da cornuto? non ci penso nemmeno
MINISTRO : Suvvia la sua signora una donna di spirito si far una risata
BENEDETTO: Ma io no! Se le serve un alibi per le posate perch non dice che stava con la moglie del dottore
MINISTRO : (alzandosi e facendogli segno di abbassare la voce) Zitto, zitto non pronunci queste parole ad alta voce, non vorr che mi faccia nemico il medico del Duce
BENEDETTO: Ma andiamo ! Chi glielo ha detto che il medico del Duce ?
MINISTRO : Me lo avete detto voi !
BENEDETTO: Io ? (ricordandosi improvvisamente) ah gi, vero
MINISTRO : Suvvia, io sono generoso, (con tono ufficiale) entro un mese voi sarete addetto in una importante ambasciata Londra, Parigi o addirittura Berlino e Commendatore della Corona dItalia
BENEDETTO: E principe dei becchi !
MINISTRO : Allora?
BENEDETTO: (con tono deciso) No, no e poi no (un attimo di silenzio) ... piuttosto preferisco passare da ladro !
MINISTRO : Sarebbe a dire ?
BENEDETTO: Mi accuso io del furto delle posate
SEGRETARIO : (sbucando improvvisamente dalle quinte con il solo busto) E una idea !
MINISTRO : (come se lidea fosse sua) Ma certo! Voi vi accusate del furto e tutto va a posto, (rivolto al segretario con lo stesso tono autoritario) chiami il Commissario, e tutti quanti deve essere una confessione pubblica, (Segretario esce) e mi raccomando sia convincente !
BENEDETTO: Far il possibile, ma non sar facile le posate non le ho micca rubate io
(Entrano tutti, si mettono a semicerchio, il dottore a SX, il Ministro dietro la poltrona. Benedetto volta le spalle al pubblico come se fosse davanti ad una giuria)
MINISTRO : Commissario ho trovato il colpevole! Su avanti ripeta quello che mi ha detto
BENEDETTO: Ebbene s lo confesso : (abbassa il capo come se ammettesse la colpa) il ladro sono io ! (si volta verso il pubblico)
ADALGISA: (fa un passo avanti) Come hai potuto rubare in casa dei tuoi familiari ? (torna al suo posto)
BENEDETTO: Perch non ho sufficiente pratica per rubare in casa daltri
COMMISSARIO : (fa un passo avanti)Io lo sapevo ! Ma perch lo avete fatto ? (torna al suo posto)
BENEDETTO: (tono melodrammatico, senza guardarli) Perch... perch... il demone il demone del gioco .. ho cercato nel gioco quello che non trovavo negli affetti familiari : una moglie senza amore e un focolare vuoto oltre (si ferma guarda il Ministro, cambiando tono per ricordargli il suo impegno) ad un misero stipendio da impiegato statale, ne parli, ne parli con il ministero competente (riprende il tono melodrammatico) e cos, per mantenere un minimo di dignit, mi sono buttato sul tavolo verde (si lascia cadere sulla poltrona) e ho perso .. (piangendo) perch perch lho fatto ?
MINISTRO : (battendogli una mano sulla spalla) Su, su, non il caso di abbattersi cos
SILVIA: (entra attraversa il cerchio delle persone e si mette a DX) Benedetto ti devo parlare
BENEDETTO: (con lo stesso tono melodrammatico) Anchio Silvia ti diranno che sono un ladro, ma non fidarti delle circostanze (cambia tono) e in ogni caso meglio ladro che cornuto
SILVIA: Oh, ma tu lo sei !
BENEDETTO: (che non capisce) Che cosa ?
SILVIA: Quello che hai detto ... cornuto
BENEDETTO: Ma andiamo non questo il momento di scherzare
DOTTORE: S, s, vero ! (tutti si voltano verso il dottore)
SILVIA: Ma voi come lo sapete ? (tutti si voltano verso Silvia)
DOTTORE: Me lo ha detto anche Sua Eccellenza (tutti si voltano verso Silvia)
BENEDETTO: Sua eccellenza? e cosa hai fatto con quello ?
SILVIA: E tu allora con quella ?
BENEDETTO: (si alza di scatto , sale sulla poltrona scagliandosi verso il Ministro, che fa un passo indietro) Ma chi credete di essere ? Gabriele DAnnunzio (viene fermato dal Commissario e dal Segretario, che lo trattengono per le braccia, mentre Benedetto cerca di divincolarsi per andare a picchiare il Ministro)
COMMISSARIO: Non tocchi sua Eccellenza !
SIG.RA BERNABEI: (si pone di fronte a Benedetto)| Ma Benedetto pensa alla carriera
BENEDETTO: (continuando a divincolarsi) Me ne frego della carriera ! io penso a mia moglie
MINISTRO : (irritato) Io non capisco , esigo una spiegazione !
SIG.RA BERNABEI: Ve la do io la spiegazione venga (lo accompagna fuori a SX)
DOTTORE: Vuol dire che mentre tutti si spiegano noi possiamo cominciare con il pranzo (prende sottobraccio Adalgisa e Lauretta ed esce a DX)
Rimangono solo Benedetto a SX e Silvia a DX
BENEDETTO : Ma Silvia Come hai potuto? (si avvicina)
SILVIA : E tu allora ? (si avvicina)
BENEDETTO : Io cosa ? (si avvicina)
SILVIA : Come hai potuto tradirmi con la sig.ra Federzoni ! (si avvicina)
BENEDETTO : Io non ti ho mai tradito con la sig.ra Federzoni, e poi nemmeno la conosco
SILVIA : Non mentire ti ho sentito ! (sono di fronte vicinissimi)
BENEDETTO : Ah Lauretta ..(si allontana e va verso la poltrona) oh scusa .. ebbene s lo confesso (si siede) , ma anche tu mi devi delle spiegazioni
SILVIA : (gli va dietro alla poltrona, accarezzandolo, con tono insinuante) Sei forse geloso ?
BENEDETTO : Qui non si tratta di gelosia , ma del fatto che sei mia moglie !
SILVIA : (comincia a sbottonargli la camicia) Suvvia ammettilo che sei geloso !
BENEDETTO : Ecco proprio geloso non direi, ma insomma mi secca
SILVIA : (continua ad accarezzarlo)
BENEDETTO : S vero sono geloso,
SILVIA : (sempre con tono suadente)e quindi pensare che un altro uomo mi toccava, ad esempio qui (gli infila la mano dentro la camicia)
BENEDETTO : Oddio Silvia, per favore, cosa ti sta succedendo? non qui pu arrivare gente ..
SILVIA : E allora se qui non si pu, andiamo in camera
BENEDETTO : Con piacere ! (La prende in braccio ed escono)
SIG.RA BERNABEI (entra chiamando, seguita dal Ministro, poi Adalgisa, il Dottore e il Commissario e il segretario come se fossero in corteo dietro al Ministro) Benedetto ! Silvia ! Ma dove siete ?
(Entrano Benedetto e Silvia , Benedetto ha la cravatta per traverso e si sta sistemando la camicia, Silvia ha i capelli scomposti)
SIG.RA BERNABEI: Ma insomma dove vi eravate cacciati ? Sua Eccellenza ha una bella notizia da darti
MINISTRO : (con tono ufficiale) Ho comunicato alla sig.ra Bernabei che Il Commissario, dietro mia insistenza ha deciso di non procedere con la denuncia per il furto e che, comprese le sue difficolt economiche che non si addicono ad uomo delle sue capacit, presto voi sarete addetto d ambasciata
DOTTORE: (sfregandosi le mani)Allora si pu mangiare adesso (batte le palme)
Al rumore delle mani tutti che prima ascoltavano con ufficialit il discorso del ministro si mettono in movimento, il Ministro va sulla poltrona con un giornale, il segretario ed il commissario in piedi sul fondo osservano il movimento, la sig.ra Bernabei, Lauretta, Adalgisa e Silvia cominciano a muoversi indaffarate per preparare la tavola nella stanza accanto, passano con una tovaglia, il cameriere passa con i bicchieri sullo sfondo)
BENEDETTO: (prende in disparte il Dottore e lo porta sul proscenio a DX) Mi raccomando non mi smentire tu sei il suo medico personale
DOTTORE: (non capisce) Il medico di chi ?
BENEDETTO: Ma se lo sanno tutti
DOTTORE: Lo sanno tutti fuorch me , se io sono il dottore io non so chi il paziente mi vuoi dire chi !
BENEDETTO: ( Glielo dice in un orecchio)
DOTTORE: (spaventato) Accidenti ! Ecco perch tutti mi ossequiavano! No, no, non ci sto troppo pericoloso, cappello e cappotto e me ne vado (fa per andarsene)
BENEDETTO: (lo afferra per un braccio) Ma dove vai ? Se il ministro lo viene a sapere sono rovinato, finisco in galera altro che carriera e ci finisci anche tu !
DOTTORE: : Accidenti in che guaio mi hai messo
SIG.RA BERNABEI: (che nel frattempo era uscita rientra dalla DX, rivolgendosi al Dottore e Benedetto) Ma allora perch state sempre in disparte , (al Ministro) vogliamo andare a pranzo ?
Il Ministro si alza , tutti terminano le loro attivit cominciano a spostarsi verso la porta di DX)
DOTTORE: (portandosi da DX a SX)Avete messo le posate doro ?
SIG.RA BERNABEI: Ma certo ! Questo un pranzo donore ! Andiamo
Tutti si incamminano verso la porta di DX
DOTTORE: : Un momento! Camerati prima di appropinquarci alla tavola imbandita , rivolgiamo un deferente saluto a chi nella nuova Italia ci conduce rivolgendo un Eia Eia (tutti rispondono Alal, scattando sullattenti con il braccio alzato, solo il cameriere, dietro a tutti, fa un gestaccio di nascosto ) Riposo, Commissario per favore il telefono (calcando sulle parole) che devo fare una telefonata
(Il Commissario con aria di sussiego gli porge il telefono. Il Dottore prende la cornetta mentre il Commissario gli regge il telefono. Fa un numero, il Commissario lo sta guardando incuriosito, il Dottore lo fulmina con uno sguardo, tutti lo guardano raggruppati sul lato d DX) Pronto .. Ah eccellenza Buon Giorno e oggi come andate? Non niente , non niente, glielo dico io! Dica 33 benissimo, voi avete una salute di ferro come sempre ! (sorrisi di approvazione e soddisfazione) Come dite ? Cosa sto facendo ? stiamo per andare a tavola .. una bella tavolata piena di gente allegra e fascista (altri sorrisi e piccoli commenti) ... c anche il Ministro .. Ah s glielo dico ...(rivolgendosi al ministro) dice che vi saluta e noi tutti la salutiamo romanamente ...(saluta e tutti gli altri lo imitano) una bella tavola ci sono anche le posate doro incise da Benvenuto Cellini ... come dice ? Ma no incredibile !A Roma c la mostra dellarte Orafa fiorentina e le vorrebbe esporre giusto larte italiana non deve stare chiusa in cassaforte ma deve essere mostrata al mondo certo .. saranno felicissimi (al cameriere) presto raccogliete le posate e mettetele in una scatola svelto .. domani gliele porto quando vengo a Roma ... come dice le volete subito se lo dite voi obbedisco, arrivo subito.. vi riverisco eccellenza e a presto. (chiude il telefono con aria solenne , poi guarda tutti che sono restati ammutoliti)
Su datevi da fare tutti raccogliete le posate .. devo partire subito ! (tutti si mettono in moto per radunare le posate tranne il Ministro e Benedetto)
COMMISSARIO: (premuroso) Non si preoccupi vi accompagno io alla stazione con la macchina
BENEDETTO: (preoccupato) Se permettete vorrei accompagnarlo io !
DOTTORE: Ma nemmeno per sogno si gi offerto il Commissario !
BENEDETTO: E la tua signora ?
DOTTORE: (rivolgendosi a Lauretta) Tu cara puoi rimanere. Anzi Signor Ministro se fosse cos gentile di riaccompagnarla a Roma domani in treno, magari in vagone letto ! Arrivederci (Il ministro prende Lauretta sottobraccio ed esce)
( Prendendo il Commissario in disparte) Per andare alla stazione mi basta lautista e la macchina, piuttosto Lui (indica verso lalto) ha detto che da qui, per due ore, non deve uscire nessuno ha capito bene
COMMISSARIO: Benissimo dottore, non si preoccupi
(entra la sig.ra Bernabei che regge la scatola delle posate come fosse un prezioso dono)
DOTTORE: Le posate sono pronte ? (La sig.ra Bernabei apre la scatola e le mostra. Il Dottore estrae un cucchiaino e lo guarda) Benissimo e tanti saluti da parte di (si accorge di avere ancora un cucchiaino in mano e lo porge al commissario) Eia Eia Alal ..arrivederci (Gli altri rispondono al saluto, il Commissario per farlo si mette il cucchiaino in tasca)
Il Dottore scende la scaletta del palcoscenico e si avvia per la platea Benedetto fa per seguirlo
COMMISSARIO: (bloccandolo) Dove andate?
BENEDETTO: Lo accompagno
COMMISSARIO: No! Voi non andate da nessuna parte rientrate nella stanza!
BENEDETTO: Ma veramente
COMMISSARIO: (con tono imperioso) Vi ho detto di rientrare ! (Benedetto esce)
COMMISSARIO: (Si mette le mani in tasca guardando il Dottore che si allontana, poi improvvisamente) Un momento ! si fermi !
DOTTORE: (che era gi arrivato a met sala si blocca e rimanendo con le spalle al palco)Lo sapevo che era troppo bello ! (torna verso il palco e sale) Eh va beh, non andata !
COMMISSARIO: (con aria di sussiego) avete dimenticato una posata !
DOTTORE: (con un sospiro di sollievo) Uh! Che distratto, sa com la fretta
COMMISSARIO: (col tono di chiede un favore importante. Con le spalle perpendicolari al palcoscenico) Dottore, permettetemi un ultima richiesta, non dimenticatevi di me !
DOTTORE: State tranquillo ! (con il viso rivolto al pubblico) Voi adesso siete commissario ?
COMMISSARIO: S dottore !
DOTTORE: : Bene! Vi assicuro che fra qualche giorno non lo sarete pi ! Quello che avete fatto per me ve lo ricorderete per tutta la vita !
COMMISSARIO: Grazie dottore non so come ringraziarvi
DOTTORE: (voltandosi verso il commissario) Non mi ringrazi, non mi ringrazi ... dopo capir (con saluto romano) Eia eia
COMMISSARIO: Alal !
DOTTORE: (fa un gesto come di saluto ed esce veloce)
(Il Commissario rimane impalato a salutarlo romanamente, mentre i sipario si chiude)
FINE
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