Il medico di famiglia

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I L M E D I C O D I F A M I G L I A

IL MEDICO DI FAMIGLIA

                   Commedia in tre atti di:

                              Patrizia De Cristofaro

                                                             TRAMA

In casa Di Stasio tutto è pronto per festeggiare il Capodanno del 2000. Anzi, la festa è doppia. Oltre al primo giorno del 2000, infatti, si festeggia un evento eccezionale: Maria Teresa a mezzanotte e un minuto ha dato alla luce, in casa, una meravigliosa bambina (Camilla). L’evento, grazie alla sapiente organizzazione di Giulianella (la sorella minore di Maria Teresa), viene ripreso da una troupe televisiva della Rai di Napoli, per cui i vari telegiornali danno la notizia.

Ma non è oro tutto ciò che luccica.

La signora Matilde (la madre di Maria Teresa) si confida col medico di famiglia Renato Cortese e gli dice che sua figlia, per dare una scossa al marito, da un po’ di tempo apatico sia nei confronti di lei che in tutto quello che fa, si è fatta l’amante. Donna Matilde vuole che il medico intervenga affinché ritornino la pace e la serenità in famiglia. Però Renato si tiene sul vago e cerca di sdrammatizzare: è lui l’amante di Maria Teresa.

Alfredo, il marito della neomamma, mostra delle radiografie al dottore, che conferma la diagnosi avuta da altri medici: l’ingegner Di Stasio ha un tumore al pancreas. Renato intuisce che probabilmente l’apatia di Alfredo è dovuta al suo stato di salute e di punto in bianco diventa freddo e distaccato con Maria Teresa. La quale Maria Teresa non riesce a capire il brusco cambiamento del dottor Cortese.

Alfredo e sua moglie si chiariscono e in famiglia ritornano quella pace e quella serenità tanto desiderate dalla signora Matilde, sebbene Maria Teresa dica sinceramente che per lei sarà abbastanza difficile dimenticare Renato…

PERSONAGGI

ALFREDO DI STASIO, ingegnere

MARIA TERESA, sua moglie

MATILDE, madre di Maria Teresa

GIULIANELLA, sorella di Maria Teresa

RAFILINA, cameriera

RENATO CORTESE, medico

ANTONELLA

LORENZO                                     amici di Alfredo e Maria Teresa

ADRIANA

FILIPPO

LUIGI, padre di Alfredo

AMALIA, sua moglie

GIORNALISTA

LUCIELLA

                                                                    PRIMO ATTO

La camera da letto di Alfredo e Maria Teresa Di Stasio. Al centro vi è un letto matrimoniale disfatto in stile moderno coperto da una preziosa coperta color ecrù. Ai due lati del letto vi sono i comodini. Sul comodino di sinistra ci sono un telefonino e un bicchiere vuoto; su quello di destra, invece, troviamo una radio – sveglia. A sinistra del letto ci sono una piccola culla; la copertina, il lenzuolino e il cuscino sono bianchi. Sulla culla è appeso il classico giocattolo per neonati delle api colorate che girano, mentre il carillon suona una dolce ninna nanna. Sempre alla sinistra del letto ci sono un piccolo armadio e un fasciatoio. Alla destra del letto troviamo una finestra praticabile socchiusa e una porta.

Sono le dieci del mattino del primo gennaio del 2000.

All’alzarsi del sipario Giulianella è chinata sulla culla.

GIULIANELLA (ha 22 anni. E’ simpatica e spigliata. Con voce dolcissima, parlando alla neonata) Ciao, piccola. Madonna! Come sei bella! Sei un angioletto! Io sono tua zia. Mi chiamo Giuliana, ma tutti mi chiamano Giulianella. Forse perché sono cortina e mingherlina. (La neonata inizia a piangere. Dondolando la culla) Sì, sì, hai ragione: a te di queste stronzate che sto dicendo non te ne può fregare di meno. (Si accorge che la finestra non è chiusa del tutto. Alla neonata) Ah, ho capito. Tu senti freddo. Aspetta, non ti muovere, che adesso zia chiude la finestra. (E la va a chiudere. La bimba smette di piangere all’istante. Alludendo alla nipotina) Poverina! Sentiva freddo e non l’ha detto. (Nuovamente china sulla culla) Che dici? Ti prendo un poco in braccio? (Vibra il telefonino. Sussultando) Chi è? Ah, il cellulare di Maria Teresa. (Alla piccola) Adesso zia risponde al telefono e poi ti prende in braccio. Va bene così? Sì? (Al telefono) Pronto. (Ascolta, quindi) Grazie, Antone’, pure a te. (C.s.) E certo che potete venire. (C.s.) Ma stai scherzando? Anzi, voi dovete venire. (C.s.) No, Antone’, Maria Teresa  in questo momento non te la posso passare: si sta facendo la doccia. (C.s.) Va bene. Ci vediamo più tardi. Ciao. (Stacca la comunicazione. Suona il campanello. Giulianella esce per la porta. Poco dopo rientrando con Renato Cortese) Vieni, Rena’, vieni.

RENATO (è un simpatico cinquantenne. Scherzoso) Allora, Giuliane’, come stanno andando queste prime ore da zia?

GIULIANELLA Bene. Uè, fatti una risata. Prima Camilla sentiva freddo e io mi sono detta: “Poverina! Non me l’ha detto.” Mi ero scordata che non parla ancora.

RENATO (ridendo) Giuliane’, tu poi…

GIULIANELLA Rena’, Camilla è troppo bella. Guarda, io vorrei che già parlasse, già camminasse…

RENATO Lo so, ma devi aspettare almeno un anno.

GIULIANELLA E già. (Dopo una piccola pausa, ripete ammirata) E’ troppo bella bellissima!

RENATO (convenendo) Sì. Maria Teresa ha fatto un autentico capolavoro. A proposito, dive sta?

GIULIANELLA Maria Teresa? Sì sta facendo la doccia.

RENATO (sbotta con disappunto) La doccia? Dico: ma tua sorella è pazza? E io gliel’ho detto pure stanotte  prima di andarmene, di non farsela, almeno oggi.

GIULIANELLA Sì, figurati… Tu non volevi far fare la doccia a Maria Teresa? Allora la volevi vedere morta! Comunque, non ti preoccupare: Maria Teresa si sente bene.

RENATO Lo so, però… tua sorella ha commesso un’imprudenza.  Va bene, ormai è fatta… (Pausa. In tono professionale) Ha mangiato ancora?

GIULIANELLA (ridendo) Caspita! Rena’, tu non puoi immaginare che cosa è stata capace di mangiarsi! Ha preso una tazza di caffè, poi si è presa il tè con cinque biscotti, e una fetta così di pandoro.

RENATO (piuttosto disorientato) Ma chi?

GIULIANELLA Maria Teresa.

RENATO Ah, no. Io parlavo di Camilla. Ha mangiato?

GIULIANELLA (ridendo) Ah, ecco. Dicevo io… E’ vero che ormai tu sei intimo… (Renato la guarda torvo. Incuriosita e preoccupata) Che c’è, Rena’?

RENATO (evasivo) No, niente. Stavi dicendo?...

GIULIANELLA Stavo dicendo: è vero che tu sei intimo della casa, ma interessarti addirittura se Maria Teresa aveva mangiato… Sì, da quando te ne sei andato, Camilla ha fatto altre tre poppate. E… (guarda l’orologio) fra un quarto d’ora – venti minuti deve mangiare un’altra volta.

RENATO (soddisfatto) Bene!

GIULIANELLA Mia nipote è di buon appetito, eh? (Suona il campanello) Scusami un attimo.

RENATO Prego.

Giulianella esce per la porta.

RAFILINA (poco dopo dall’interno grida emozionata e commossa) Uè, signori’, che bella cosa! ‘A signora Maria Teresa a mezanotte ha figliato chella figlia ‘e Copinto  ‘ammore! Avevo visto tutte cose per dentro al “tecelornale”.

GIULIANELLA (dall’interno) Rafili’, per piacere, non gridare. (Alludendo alla neonata) Sta dormendo. (Entrando dalla porta, seguita da Rafilina) Vieni, vieni.

RAFILINA Uh, sì? ‘A voglio vere’. (Si china sulla culla. Teatralmente ammirata) Uè! E’ troppa bellissima! E’ na principissina! Signori’, ‘a piccerella si chiama Camilla. Sì, eh?

GIULIANELLA Sì, si chiama Camilla.

RAFILINA (convenzionale) Signori’, è tale e quale a voi.

GIULIANELLA Sì?

RAFILINA Come no! Quello po’, parlammo che Dio ce sente, ‘o sangue quell’è. (Piccola pausa) Ma però me faccio specie che ‘a signora non ci ha “mettuto” la “supponta”.

GIULIANELLA Scusa, Rafili’, che cos’è la supponta?

RAFILINA (irata contro se stessa) Uè… Comme se rice?... Insomma, ‘a signora ‘a piccerella non ci ha “mettuto” il “nomo” della mamma dell’ingegnere.

GIULIANELLA Noo… La famiglia di Alfredo non ci tiene a queste cose. E poi, si sarebbe dovuta chiamare Amalia? Che bella cosa! Meglio Camilla. Ti pare, Rena’?

RENATO (ridacchiando) Assolutamente sì.

RAFILINA (accorgendosi soltanto adesso della presenza di Renato) Uè, dotto’, voi già state qua? Auguri.

RENATO (lievemente ironico) Grazie tante.

RAFILINA Signori’, mi ero diminticata di vi fare gli auguri pure a voi. Sì, eh?

GIULIANELLA (taglia corto) Va be’, va be’, Rafili’. Come fatti. Me li hai fatti quando te ne sei andata ieri sera.

RAFILINA Mi dovete scusa’, ma però quando veco ‘e piccerille appena nati, io non ci vedo più. Signori’, ma però non sta bene che la signora Maria Teresa ‘a piccerella non ci ha “mettuto” il “nomo” della mamma dell’ingegnere. Per dire, se quando scendo a fare la spesa la gente mi “addimannano”, io che figura ci faccio?

GIULIANELLA Ma perché, scusa, la gente ti deve domandare come si chiama la bambina?

RAFILINA (imbarazzata) No, signori’, spieghiamoci bene. Non è che la gente mi “addimannano all’intrasatto”, ma però sapete come vanno queste cose? Uno si trova a parlare…

GIULIANELLA Ah, ecco: quando tu inizi a parlare…

RAFILINA (orgogliosa) Eh. Io stammatina, dopo che avevo “’ntiso” per dentro al “tecelornale” che la signora mia aveva figliato,  subbeto avevo “tefelonato” alla signora affianco e a Luciella che sta di casa abbasso da me per ci dire il fatto. Ma però lo sapevano già perché l’avevano “’ntiso” pure loro per dentro alla “teveleisione”. Signori’, ho fatto bene? Sì, eh?

GIULIANELLA (ironica) Certo, come no! Hai fatto benissimo!

RAFILINA (di palo in frasca) Dotto, voi avete “dormuto” qua? Sì, eh?

GIULIANELLA (c.s.) Proprio così. Il dottore ha dormito nella culla vicino a Camilla.

RAFILINA (interdetta) Uè, e come avete fatto, dotto’? Quello voi siete “auto”, mentre invece la “connola” è corta… (Dopo averci pensato un po’ su) Ah, ho capito. Voi vi siete fatto piccerillo piccerillo. Sì, eh?

GIULIANELLA (esasperata) Rafili’! Non dire sciocchezze, su!

RENATO Giuliane’, io me ne vado. Magari ripasso più tardi per vedere le cose come vanno.

GIULIANELLA Va bene.

RENATO Ciao. Me li saluti tu Maria Teresa e Alfredo.

GIULIANELLA D’accordo. Rafili’, accompagna il dottore.

RAFILINA Va bene.

RENATO (avviandosi ad uscire per la porta) No, Rafili’, lascia stare. Grazie, faccio da solo. (Ridacchiando) Ormai questa strada la conosco a memoria. (Esce)

Rafilina comincia a rifare il letto.

GIULIANELLA Rafili’, mo ti do io una mano, così facciamo presto presto.

RAFILINA (pronta) Noo. Signori’, lasciate sta’. ‘O lietto ‘o faccio io.

GIULIANELLA E fallo tu. (Ancora chinata sulla culla, dolcissima e tenera) Piccola! Come va? Tutto a posto? Sì? (Leziosa) E sì?

RAFILINA (maliziosa) Signori’, è vero che il dottore Cortese viene sempre qua perché è il compare della signora Maria Teresa? Sì, eh? (Giulianella non risponde) Quello l’ingegnere alla signora Maria Teresa non la “siddisfa” bene. Sì, eh? (Giulianella c.s. La cameriera insiste) Signori’. Voi a me me lo potete dire perché io non è che vado parlando.

GIULIANELLA (con ironia) Come no!

Dalla porta entra Alfredo. L’ingegner Di Stasio ha 34 anni. Parla con apatia, dando la costante impressione di stare a pensare ad altro. E’ sommariamente vestito: infatti la camicia è ancora un poco sbottonata e non ha la giacca. Si avvicina all’armadio e prende una cravatta.

RAFILINA (appena lo vede, di volata gli si accosta. Baciandolo sulle guance) Auguri.

ALFREDO (abbozzando un mezzo sorriso) Grazie, Rafili’.

RAFILINA (entusiasta e a voce alta) Ingegne’, stammatina io avevo visto tutte cose per dentro alla “teveleisione”. Ce l’avevo ritto pure a mammà e a papà: “A signora mia se fire ‘e ricere e ‘e fa’!”.

GIULIANELLA (interviene prontissima) Ehi! Rafili’! Ti ho detto di parlare a bassa voce, se no Camilla si sveglia.

RAFILINA Noo. Chella ‘a piccerella a quest’età qua è “insinsibila”.

La bambina piange.

GIULIANELLA (a Rafilina, riferendosi a Camilla) Hai visto? L’hai fatta piangere. Sei contenta, adesso?

RAFILINA Nun fa niente, nun ve preoccupate. Allora io qua che ce sto a ffa’?! Mo vi faccio vede’ io ‘a piccerella come si “addorme” un’altra volta. (Prende a dondolare con violenza la culla, cantilenando ad altissima voce) No no, no no, no no.

GIULIANELLA (rimproverandola) Rafilina! Sei impazzita? Calma! Così la fai spaventare.

RAFILINA Noo. Lasciate fa’ a me. (Cantilena come prima) No no, no no, no no, no no, no no. (Camilla non piange più. Orgogliosa) Avete visto? S’è “addormuta”. Io so’ “isperta”: ‘e ccriature come si “svigliono” così si “addormono” un’altra volta.

ALFREDO (intanto ha annodato la cravatta davanti allo specchio dell’armadio. Ora sta indossando una giacca. Repentinamente si comprime lo stomaco, mentre fa una smorfia di dolore e grida) Ahi! (A fatica va a sedersi sull’orlo del letto)

RAFILINA (allarmata) Ingegne’, ch’è stato?

GIULIANELLA (smarrita) Alfre’?...

ALFREDO (volutamente evasivo) No, niente… Nu crampo… Ma è passato… (Pausa. Amaro, quasi tra sé e sé) “Purtroppo così deve andare, in attesa del…” (Sospira)

GIULIANELLA (si avvicina al cognato. Carezzevole) Alfre’, che stai dicendo? (Il cellulare vibra) Pronto. (Ascolta) Uè, ciao.  Grazie, anche a te. Dimmi. (C.s.) E’ meravigliosa! (C.s.) E certo! (C.s.) No, no. Che cosa?! (C.s.) Prima ha chiamato Antonella. Gliel’ho detto pure a lei: voi dovete venire, se no Maria Teresa e Alfredo si pigliano collera. (C.s.) Va bene. Ciao. (Interrompe la comunicazione)

ALFREDO Chi era?

GIULIANELLA Era Adriana.

ALFREDO Ah. Che voleva?

GIULIANELLA Voleva sapere se nonostante il fatto di Maria Teresa, lei e Filippo con Lorenzo e Antonella potevano comunque venire a pranzo. Io ho detto di sì, anzi ho detto che dovevano venire.

ALFREDO (rammentando con fastidio, alludendo agli amici) Ah, eh… Devono venire a mangiare qua… (Pausa. Con rabbia) Ma… Io non capisco.

GIULIANELLA Che cosa?

ALFREDO (c.s.)Ma niente… Gli amici sono belli e cari, ma ‘e vvote so’ invadenti.

GIULIANELLA (incuriosita) Perché?

ALFREDO (c.s.)Ma no. Non si fa così! Dico io: tu Adriana hai saputo che Maria Teresa è partorita? Bene. O non telefonare proprio; o, magari, telefona soltanto per fare gli auguri e dici con una scusa che non puoi venire a pranzo. E’ chiaro che se chiedi se comunque potete venire, uno ti risponde di sì.

GIULIANELLA Certo, la buona educazione e la discrezione vorrebbero quello che hai detto tu, però Adriana e Filippo, come Antonella e Lorenzo, sono di casa: non danno fastidio.

ALFREDO (c.s.) Giuliane’, non è che mi danno fastidio, anzi… Figurati… Mi da fastidio la situazione in se stessa, capisci? Mo Maria Teresa deve badare alla bambina, deve preparare… Nu ‘mbruglio.

RAFILINA (superficiale e pigra) Eh… Non fa niente, ingegne’. Quelli i cannelloni sono pronti: si devono solamente aggiustare nel ruoto e si devono mettere dentro al forno.

ALFREDO (sul limite della porta) Va be’. Io esco un poco. Vado a comprare anche due bottiglie di spumante. Arrivederci.

GIULIANELLA Ciao. (Si ricorda) Ah. Prima è venuto Renato Cortese. Si è venuto a informare se Camilla aveva mangiato ancora e io gli ho detto che da quando se n’è andato stanotte, ha fatto altre tre poppate.

ALFREDO Bene. (Comprimendosi di nuovo lo stomaco) Ahi! Mannaggia! Il solito crampo. (Giulianella e Rafilina accorrono. Rassicurandole) No, niente, grazie. M’è passato. Io vado. (Ed esce)

Pausa.

RAFILINA Signori’, ma l’ingegnere tiene la brutta malattia? Sì, eh?

GIULIANELLA (seccata) Rafili’, che cosa ti sta passando per la testa?!

RAFILINA (come per chiedere scusa) No, io avevo detto… senza ci pensare sopra… Siccome che l’ingegnere aveva tenuto il “granchio” per due volte… Ah, ho capito. (Maliziosa) Signori’, “sicondo” me l’ingegnere ha “annasato” che il dottore Cortese e la signora Maria Teresa… Sì, eh? (Suona il campanello. Giulianella fa per uscire. La cameriera pronta) Lasciate sta’, signori’, non v’incomodate. Vado io a vedere chi è. (Esce per la porta. Dopo poco dall’interno) Ciao, Lucie’. (Entrando con Luciella, la quale ha in mano un grosso fascio di fiori di cattivo gusto) Vieni, vieni. Stiamo qua. “Stevemo” a apparecchia’ ‘a stanza r’’a piccerella.

LUCIELLA (eccitata al massimo) Addò sta, addò sta? Rafili’, famme verè subbeto ‘a criatura.

RAFILINA (indicando la culla) Sta qua. Sta rurmenno.

LUCIELLA (dopo averla osservata, c.s.) Maronna santa! E’ comm’è bella! (A Giulianella) Buongiorno, signo’. Io so’ Luciella, na cumpagna ‘e Rafilina. Auguri, auguri, auguri! Uè, signo’, che bella cosa! Quanno Rafilina m’ha ritto che vuie iveve sgravato propeto a mezanotte, v’’o giuro ‘ncopp’ all’anema santa r’’a bonanema ‘e chella bella mamma mia, me so’ misa a zumpa’ pe’ tutta ‘a casa tanto r’’a priezza. (Giulianella fa per parlare perché vuole chiarire che non è lei la mamma della bambina, ma l’altra non gliene dà il tempo. Consegnandole i fiori) Mi so’ permisa ‘e purta’ stu mazzo ‘e ciure. Signo’, scusate si è piccerillo (Giulianella la guarda interrogativamente: Luciella sta dicendo sul serio o sta scherzando?), ma… comme se rice… cheste so’ ‘e possibilità mie.

GIULIANELLA (convenzionale, tuttavia con una smorfia di fronte alla bruttezza dei fiori) Grazie. Basta il pensiero. Gentilissima. Ma…

LUCIELLA Signo’, scusate… E comm’è ghiuto ‘o parto?

GIULIANELLA Bene. Ma non sono io la mamma della bambina: è mia sorella.

RAFILINA ‘A signorina qua è ‘a zia r’’a piccerella.

LUCIELLA (alquanto infastidita) Eh, Rafili’, aggia capito! Scusate, signuri’, io nun ‘o sapevo.

GIULIANELLA Non vi preoccupate, non fa niente. Adesso vi vado a chiamare mia sorella.

LUCIELLA No, signuri’, nun l’incomodate. Po’ essere che ‘a signora sta facenno quacche fatticiello suoio… Lassate ‘a sta’. Io mo me ne vaco. Ll’augurie c’’e ffacite vuie. “L’importanza” è che io aggia fatto ‘o duvere mio.

Breve pausa.

GIULIANELLA Ma oggi fa caldo, eh?

RAFILINA Sì, signori’. Quello oggi ci sta il vento di “sciocco”.

GIULIANELLA (andando ad aprirla) Apro un poco la finestra. (Butta i fiori, quindi ipocritamente mortificata) Mannaggia! Sono caduti i fiori giù.

LUCIELLA Guardate, che peccato! Signuri’, comme se rice? So’ ccose che ponno succerere. Nun ve n’incaricate: rimane e matina ve porto n atu bellu mazzo.

GIULIANELLA (come allarmata) No! Per carità!

MARIA TERESA (dall’interno) Giulianella?

GIULIANELLA (verso l’interno) Maria Tere’, che c’è?

MARIA TERESA (c.s.) Vieni un attimo di qua.

GIULIANELLA (uscendo per la porta) Eccomi. Arrivo. (Esce)

LUCIELLA (dopo un breve silenzio, dubbiosa) Rafili’, tu che dice? ‘A signorina ‘e ciure nun lle so’ piaciute?

RAFILINA Sicondo me è propeto accussì, Lucie’.

LUCIELLA (meravigliata) Uh, e comme va, neh? (Alludendo ai fiori) Chille ereno tantu bbelle…

RAFILINA Sissignore, ereno bbelle, ma però ereno fatte…comme te pozzo ricere mo… troppo a caulisciore. (Alludendo alla famiglia Di Stasio) Lucie’, per dire, chesta nun è gente comm’ a nuie. Chesta è na famiglia perbene.

LUCIELLA ‘O saccio, ‘o saccio.

RAFILINA Che te crire tu? Chella ‘a signora Maria Teresa tene pure… (La bambina piange) Aspetta. (Si avvicina alla culla. A Camilla) E no, e no… Vedi le “ape”? Come sono belle! (Muove un poco il giocattolo) Uh! Questa è verde. Questa è rossa. Quest’altra qua è “frucsia”. (Ora la bimba strepita. Amara, quasi tra sé) Eh… Chesta ll’ape nun ‘e penza propeto! (Scuote la culla come prima e cantilena) No no, no no, no no, no no. (Camilla non piange più) Lassa fa’ a Dio! S’è addurmuta n’ata vota.

LUCIELLA Menu male. (Pausa) Rafili’, tu che me stive ricenno?

RAFILINA Io? Nun m’arricordo. Che te stevo ricenno?

LUCIELLA Me stive ricenno che ‘a signora Maria Teresa tene… Che tene?

RAFILINA (ricordando a volo) Ah! ‘A signora Maria Teresa tene ‘o cumpare.

LUCIELLA (fissandola con enorme sorpresa) Tu che dice?! Veramente? E tu che nne saie, neh, Rafili’?

RAFILINA (orgogliosa e maliziosa) Eh… Me ne so’ addunata.

LUCIELLA (vogliosa) Uè! Rafili’, rice, rice.

RAFILINA (c.s.) Eh… ‘O fa veni’ quase ogne sera a mangia’ cca. E saie chi è? E’ ‘o vammano che l’ha fatta figlia’ stanotte, ‘o duttore Cortese. (Pausa) Lucie’, sicondo me ‘a signora Maria Teresa tene ‘o cumpare pecchè l’ingegnere, ‘o marito, nun… (Fa un gesto eloquente col pollice e l’indice come a voler dire che Alfredo è impotente)

LUCIELLA (dandole uno schiaffo sulla mano, scandalizzata) Uè, Rafili’! Embè?

RAFILINA (tra le nuvole) Che cosa?

LUCIELLA (severa) ‘O ssaie che cheste so’ mmosse che nun se fanno e che nun se penzano nemmeno? Tu si’ signurina…

RAFILINA (ironica) Sì? Pecchè, tu fusse ‘a femmena spusata e mamma ‘e figlie?

LUCIELLA Che c’azzecca?! (Pausa. In altro tono) Allora? Tu rice che veramente ‘o ‘ngignere nun…

RAFILINA (prontissima) Lucie’, tiene ragione tu. Io cierti ccose nun ‘e pozzo ricere, io so’ signurina: è peccato. (Piccola pausa) Ma però quacche ccosa ce starrà. Chella ‘a signurina Giulianella nun m’ha vuluto ricere niente, ma però sicondo me… l’ingegnere tene ‘a brutta malatia pecchè primma mentre steve cca, aveva tenuto duie granchie ‘o stommeco.

LUCIELLA Povero ommo! Basta. Rafili’, io mo me ne vaco. E’ tarde, aggi’’a i’ ‘a messa. Statte bbona.

RAFILINA Ciao. Lucie’, pe’ carità, nun dicere niente a nisciuno ‘e chello che t’aggia ritto io.

LUCIELLA (quasi offesa) Neh, Rafili’, staie pazzianno?! Pe’ chi m’he’ pigliato a mme?

RAFILINA No, saie comm’è?... (Il cellulare vibra) Aspetta nu mumento. (Al telefono) Pronto. (Ascolta) Buongiorno, signo’. Auguri. (C.s.) No, signo’. Vostra figlia sta di là. Io sto nella stanza r’’a piccerella. (C.s.) Sì, signo’. Sta a dormire. Io sto qua con Luciella, una compagna mia. Aspettate. Mo vi vado a chiamare “alla” signora Maria Teresa. (C.s.) Va bene, va bene: ce lo dico io. (C.s.) Arrivederci, signo’. (Stacca. Riprendendo il discorso interrotto, a Luciella) Saie comm’è? Uno ‘e vvote se trova a parla’…

LUCIELLA (per dissipare qualsiasi timore) Noo. Rafili’, cu mme nun ce sta nisciunu pericolo. Ma però tu a mme famme sape’ ‘o fatto comme fernesce, m’arraccumanno. Ciao, statte bbona.

RAFILINA Jammo, jammo, t’accumpagno. (Le due ragazze escono per la porta)

Pausa piuttosto lunga, dopodiché, sempre dalla porta, entra Maria Teresa.La donna è bella e curatissima. E’ un po’ stanca, tuttavia le energie non le mancano. Si china sulla culla e resta a fissare sua figlia estasiata, intenerita e sorridente. Rafilina ritorna.

RAFILINA Buongiorno, signo’. Auguri. (La bacia)

MARIA TERESA Grazie, Rafili’.

RAFILINA (timorosa d’improvviso) Signo’, voi… avete “sentuto”...?

MARIA TERESA (incuriosita) Che cosa?

RAFILINA (più che confusa) Era venuta Luciella, una compagna mia, per vi fare gli auguri. “Avevemo” parlato un poco e io avevo detto che… (E zittisce)

MARIA TERESA (c.s.) Che cosa?

RAFILINA Signo’, vi piace il letto com’è venuto? Sì, eh? L’ho fatto io.

MARIA TERESA Brava. Rafili’, mo devi andare in cucina e devi mettere i cannelloni nella teglia rettangolare.

RAFILINA Che devo fa’?

MARIA TERESA (con pazienza) Devi mettere i cannelloni nel ruoto.

RAFILINA Ah. (Non si muove)

MARIA TERESA E vuoi andare? Ti sei incantata?

RAFILINA Noo. “Stevo” a penzare che io vi dovevo dire che prima aveva “tefelonato” vostra mamma. Aveva detto che aveva comprato le “carcioffole arrostute”. Più tardi le portava qua.

MARIA TERESA Bene.

RAFILINA Signo’, io vado a fa’ i cannelloni. (Esce per la porta)

MARIA TERESA (rimasta sola, va a chiudere la finestra, quindi si china sulla culla e resta a fissare sua figlia come prima. Camilla comincia a piangere. Tenera e quasi in un sussurro) Ciao. Ti sei svegliata, sì? Tesoro, vieni un poco in braccio a mamma tua.

                                                 FINE DEL PRIMO ATTO

                                             SECUNDO ATTO

E’ ampia e confortevole la stanza da pranzo – soggiorno dei coniugi Di Stasio. In primissimo piano, di spalle al pubblico e verso destra, c’è un televisore; al centro della stanza un divano biposto è collocato di fronte alla TV. In fondo a sinistra c’è un tavolo con otto sedie; un mobiletto è in fondo, in corrispondenza del divano. Vi sono tre porte: quella in fondo è la porta d’ingresso, la porta di sinistra dà in cucina e quella di destra dà nella zona – notte dell’appartamento. Un albero di Natale fa bella mostra in un angolo. Appesi alle porte ci sono allegri addobbi natalizi.

Sono le 13,20.

A sipario chiuso si sente “Il bel Danubio blu”, che va scemando man mano che il sipario si apre. Giulianella e Rafilina, sedute sul divano, stanno guardando la TV. La televisione sta trasmettendo il concerto di Capodanno, la cui orchestra – essendo il concerto alle ultime battute – sta eseguendo la Marcia di Radetzky. Sulle ultime note della marcia Giulianella guarda l’orologio.

GIULIANELLA  Madonna! E’ tardissimo! (Si alza. Come per esortare la cameriera a muoversi) Rafili’, forza!

RAFILINA (svogliata e pigra) Eh… signori’, piano piano. E’ tutto pronto. Si deve preparare solamente la tavola.

GIULIANELLA (lievemente ironica) E la vogliamo preparare, che dici? O dobbiamo mangiare per terra? (Rafilina ride da ebete. Mentre Giulianella si accinge a sgombrare il tavolo, la cameriera si alza e rimane immobile al centro della stanza, imbambolata a guardare la pubblicità. L’altra l’osserva, quindi) Rafili’, è interessante il Timmy, eh?

RAFILINA (tra le nuvole) Eh… Che avete detto?

GIULIANELLA No, dicevo: ti vuoi comprare il cellulare?

RAFILINA (pronta) Noo. Seh! Me vulite fa’ accatta’ ‘o tefelonino a me? Io nun ‘o saccio manco ausa’…

GIULIANELLA No, ti ho vista così interessata…

RAFILINA Io? Noo. Stevo penzanno che quando stammatina avevo visto a vostra sorella per dentro al “tecelornale” delle otto,”avevo” zumpata.. Ce l’avevo detto pure a mammà e a papà: “ ‘A signora mia è chello che r’è! Nientedimeno ha figliato propeto a mezanotte r’’o Ruimila!” Signori’, ma mo per dentro a questo “tecelornale” qua fa vedere un’altra volta? Sì, eh?

GIULIANELLA Penso di sì. Ma adesso è meglio che prepari la tavola.

RAFILINA Aspettate. Voglio vedere se fa un’altra volta.

GIULIANELLA Non ti preoccupare. Se il servizio lo fanno vedere di nuovo, ti chiamo.

RAFILINA Allora mi chiamate voi? A “penziero” vostro.

GIULIANELLA (per rassicurarla) Non ti preoccupare. (Intanto inizia il telegiornale. Suona il campanello) Apro io. (Rafilina, lentamente e distrattamente, comincia a prendere la tovaglia, i tovaglioli e i piatti dal mobile. Giulianella apre la porta in fondo e lascia entrare Adriana, Lorenzo, Antonella e Filippo. Li saluta festosamente) Buongiorno.

ADRIANA (baciandola) Auguri, Giuliane’. Buon anno. Anzi, auguri doppi.

GIULIANELLA (scherzosa) Grazie grazie. Due volte.

LORENZO (come Adriana) Buon anno. Sei diventata zia, eh?

GIULIANELLA (c.s.) Ebbene sì!

ANTONELLA (come Adriana) Giuliane’, buon Duemila. Oh! Tutto perfetto! Camilla è nata a mezzanotte e un minuto!

GIULIANELLA Hai visto, Antone’?

FILIPPO (come Adriana) Giulianella, augurissimi! E’ stato semplicemente fantastico!

GIULIANELLA E non ti dico stanotte!

Adriana, Lorenzo, Antonella e Filippo, dopo aver salutato Giulianella, man mano sono andati a dare gli auguri a Rafilina, la quale ha risposto a tutti “auguri”.

LORENZO (mentre si toglie il cappotto e lo poggia sulla spalliera di una sedia e mentre gli altri fanno altrettanto) Bene bene. E Maria Teresa dov’è?

RAFILINA Sta a fare mangia’ ‘a piccerella.

GIULIANELLA (si accorge che soltanto in questo momento la ragazza sta spiegando la tovaglia sulla tavola) Rafili’! Tu ancora devi mettere la tovaglia?! Forza! Anzi, qua faccio io: tu vai a portare questi cappotti di là.

RAFILINA Va bene. (Prende i cappotti ed esce per la porta di destra)

Lorenzo e Filippo si sono seduti sul divano e stanno guardando con interesse il telegiornale.

GIULIANELLA (alle amiche, cominciando ad apparecchiare la tavola, aiutata da Antonella e da Adriana) Rafilina è una bravissima ragazza, ma per farle fare una cosa… Da stamattina, poi, mi ha messo in croce col fatto che ha visto Maria Teresa “per dentro al tecelornale”. (Le amiche ridono)

ANTONELLA Non ti spazientire. Le cameriere sono tutte uguali. Oggi Luba, l’ucraina che c’ho io, si è presentata alle undici e mezza. Sai che mi ha risposto quando le ho domandato perché aveva fatto tardi? Ha detto: (imitando il modo di parlare degli ucraini) “Signora, tu stanotte divertita. Come io!”

GIULIANELLA Addirittura?!

ANTONELLA Eh. Ti risponde a tu per tu. (Scartocciando una composizione natalizia che ha portato con sé e che nell’entrare ha poggiato sul mobile) Senti, Giuliane’. Noi non sapevamo proprio cosa portare. Abbiamo pensato a una composizione. (La poggia al centro del tavolo. La composizione sarà intonata con la tovaglia) Oh! Manco a farlo apposta! Adria’, guarda. Sta proprio bene, eh?

ADRIANA E’ vero.

Rafilina entra dalla porta di destra.

GIULIANELLA Bella! Grazie. Siete stati carinissimi tutti quanti.

RAFILINA (si avvicina a Giulianella. Ha in mano alcuni piatti) Signori’, metto questi piatti qua? Sì, eh?

GIULIANELLA Sì, sì.

FILIPPO (ha visto qualcosa di interessante alla TV) Shhh! Silenzio! Ecco qua! Maria Teresa! Vieni a vedere, Adria’.

Le amiche e Giulianella si avvicinano al televisore. Anche Rafilina si fa attenta e, commossa, piange.

ANTONELLA (ad Adriana) Ma tu non l’hai visto ancora?

ADRIANA No. Stamattina mi sono svegliata tardi.

LORENZO (infastidito) E stateve nu poco zitte! Sentimmo!

VOCE GIORNALISTA (che può essere un uomo o una donna) … un evento che sembra lontano nel tempo, eppure è accaduto stanotte. Maria Teresa Dominici – una donna napoletana di ventotto anni – a mezzanotte e un minuto ha dato alla luce, in casa – con l’aiuto del dottor Renato Cortese -, la prima nata del Duemila. Camilla – così si chiama la bambina – e la neomamma stanno bene.

VOCE MARIA TERESA E’ stata un’esperienza bellissima!

VOCE GIORNALISTA Auguri alla neomamma. Ed ora passiamo…

GIULIANELLA Va buo’! Mo abbiamo sentito: possiamo spegnere. (Spegne la TV. Si accorge che la cameriera sta piangendo) Rafili’, ma stai piangendo?

RAFILINA (tirando su col naso, commossa) Io? Noo.

GIULIANELLA Come: “noo.”?! (Dolce) Che è successo? Non ti senti bene?

RAFILINA (c.s.) Noo. Signori’, è stato troppo bello!

GIULIANELLA (c.s.) E va bene. Ma mo calmati.

LORENZO Giuliane’, mo devi dire la verità: sei stata tu che hai organizzato…?

GIULIANELLA … il tutto. Ebbene sì!

LORENZO Eh, l’ho immaginato. Ma io te l’ho detto sempre? Tu sei un’organizzatrice nata.

ANTONELLA Verissimo! Tu potresti fare l’animatrice dei villaggi turistici. Fai la domanda.

GIULIANELLA Antone’, si’ ppazza?! Non esiste proprio! A me mi piace organizzare, ma lo devo fare quando mi va. Ieri, per esempio, Renato Cortese è venuto a fare gli auguri… Guardate, Renato è incredibile! Io non so come si può fare. Lui è medico generico, ma sa fare pure il falegname, l’elettricista, è l’amante di Maria Teresa (Adriana e Filippo rimangono perplessi: Giulianella difatti ha detto quest’ultima frase con estrema semplicità. Antonella e Lorenzo, invece, restano impassibili. Giulianella intanto continua) e adesso sa fare pure l’indovino (Ride). Uè, quello ieri, senza nemmeno visitare Maria Teresa, ha detto: “Maria Tere’, Camilla nascerà a mezzanotte meno un quarto – mezzanotte.” Stando così le cose, ho pensato che il fatto che Maria Teresa aveva deciso di partorire in casa già era na cosa bellissima di per sé; figuriamoci poi se la bambina nasceva effettivamente a mezzanotte in punto! Vi pare? (Gli amici annuiscono con parole a piacere) Alle dieci e trentacinque Maria Teresa ha incominciato ad avere i dolori e allora io immediatamente ho telefonato a Marisa Spasiano, una mia amica carissima giornalista che lavora alla Rai di Napoli. Sono venuti Marisa e due cameramen. Quando mamma è venuta di qua e ha detto che era tutto a posto, che era nata una bambina bellissima, eccetera eccetera, non vi dico! Siamo corsi tutti in camera da letto. Marisa ha incominciato a intervistare e a dare le disposizioni per le riprese televisive…

FILIPPO (l’interrompe) Ma Maria Teresa non sapeva niente?

ANTONELLA Quanto sei scemo, Fili’! E’ logico che Maria Teresa non sapeva niente. Giulianella ha fatto una sorpresa.

GIULIANELLA (ridendo) Se devo dirla tutta, Maria Teresa sulle prime s’è ‘ncazzata nu poco, ma dopo è stata contenta pure lei perché abbiamo brindato e abbiamo mangiato il cotechino con le lenticchie, che solitamente mangiamo a Capodanno.

LORENZO Quindi mo niente cotechino e lenticchie.

GIULIANELLA Ah, a te ti piace, eh? No, Lore’, mi dispiace: quest’anno niente cotechino e lenticchie.

LORENZO Non fa niente, figurati! La cosa importante è che Maria Teresa e Camilla stanno bene.

ADRIANA Scusa, Giuliane’, ma ho sentito bene? Hai detto che Renato è l’amante di Maria Teresa?

GIULIANELLA Sì, hai sentito bene. Perché?

ADRIANA (incerta) No… Niente… Siccome l’hai detto con una tale semplicità…

GIULIANELLA (divertita) E come lo dovevo dire, scusa? Ormai lo sanno tutti. Secondo me, gli unici che non lo sanno ancora sono Alfredo – logicamente -, mamma e i genitori di Alfredo.

ANTONELLA No, Giuliane’, mamma tua qualcosa la sa.

GIULIANELLA Sì?

ANTONELLA L’ha detto lei a noi. (A Lorenzo) E’ vero?

LORENZO Sì. Ce lo disse un paio di settimane fa. Sì, mi ricordo bene. Era prima di Natale.

RAFILINA (si avvicina timidamente. A Giulianella) Signori’, quali bicchieri aggia mettere?

GIULIANELLA Aspetta, mo vengo io. (Agli amici) Scusate un attimo. (Esce per la porta di sinistra, seguita da Rafilina. Le due ritorneranno poco dopo recando dei bicchieri di cristallo, che disporranno sulla tavola)

ADRIANA Antone’, se lo si dice, non ci si può credere! Maria Teresa era innamoratissima di Alfredo…

LORENZO (sospira) Cara Adriana, purtroppo sono cose che capitano.

FILIPPO Sì, va buo’, Lore’, capitano… Però…

ANTONELLA Fili’, io Maria Teresa la conosco da una vita. Un giorno mi ha accennato che…

FILIPPO (l’interrompe, sbarrando gli occhi) Ti ha detto il fatto di Renato?

ANTONELLA (le scappa da ridere) No. (Ridiventa seria) Mi ha accennato che Alfredo è diventato apatico. Io per la verità pensavo che Maria Teresa si riferiva al fatto che Alfredo fosse diventato apatico soltanto nei suoi confronti… Invece no. Maria Teresa mi ha detto che è come se Alfredo avesse perduto la voglia di vivere. Praticamente, mo sono arrivati al punto che lui si arrabbia per qualsiasi sciocchezza. Sinceramente, io non so più a che cosa pensare. Però credo che è successo quello che succede quasi sempre: Maria Teresa per quattro anni non ha voluto figli, mo lei si è decisa e lui ha perduto ogni entusiasmo.

ADRIANA (avanzando un’altra ipotesi) Io non la voglio credere, ma può darsi pure che Maria Teresa ha scoperto che Alfredo ha un’altra.

LORENZO No, Adria’. Mo ti stai sbagliando.

ANTONELLA Scusa, ma secondo me Adriana non ha tutti i torti. Ci sta la segretaria dello studio di Alfredo che oltre a essere una bella donna, è anche abbastanza provocante, lo devi ammettere.

LORENZO Chi? Quella? Antone’, quella fa tutto fumo e niente arrosto. (Ad Adriana) No, ti posso garantire che Alfredo a Maria Teresa le vuole un bene dell’anima. (Conclusivo) Maria Teresa si è innamorata di Renato. Questo è tutto.

MARIA TERESA (entra dalla porta di destra) Tutto a posto. (Alludendo alla neonata) Ha mangiato, l’ho cambiata e mo sta dormendo.

ANTONELLA (gioviale) Eccola qua! (Salutando  e baciando l’amica) Auguri, Maria Tere’. (Lorenzo, Adriana e Filippo scambiano a soggetto saluti e auguri con Maria Teresa) Allora? Raccontaci tutto.

MARIA TERESA Antone’, aspetta: famme assetta’ primma. (Si siede sul divano e gli amici le si avvicinano) Madonna mia! Che nottata, che nottata!

ANTONELLA Immagino! Ma almeno hai riposato un poco?

MARIA TERESA Per niente. Cioè, quando se ne sono andati tutti quanti, volendo mi sarei potuta riposare; ma mi sentivo così sfinita che, sembra strano, non avevo manco la forza di addormentarmi. Verso le sette meno un quarto finalmente stavo per prendere sonno. Hanno bussato. Chi era? ‘A signora di fronte. Quella poi è na vasciaiola… “Mamma mia! Signo’, che bella cosa! Auguri, auguri!” Poi è venuta la signora del primo piano… Insomma, ho detto: “Levammo mano.” E tutto questo perché? (In tono ironico e di bonario rimprovero) Perché Giulianella ha avuto la brillante idea della televisione e ha fatto sapere urbi et orbi che ho partorito.

GIULIANELLA (impermalita) Ho fatto bene, scusa. Non capita tutti i giorni che un bambino nasce a mezzanotte del primo gennaio del Duemila.

MARIA TERESA Certamente. (Agli amici) Però sono venuti a scocciare me, voglio dire. (Gli amici ridono)

GIULIANELLA (alludendo al viavai delle persone che sono venute a dare gli auguri alla neo mamma) Va be’, ma mo è finita.

MARIA TERESA E ci mancherebbe ! (Agli amici) Quando ti viene a trovare una persona che tu conosci soltanto a livello di “buongiorno – come state”, che devi dire?

ANTONELLA Certo.

MARIA TERESA E a me stu fatto me scoccia. (Brevissima pausa) Comunque, è filato tutto liscio. E’ nata una bambina meravigliosa… Dopo ve la faccio vedere… Renato Cortese, poi, è stato un angelo: è stato vicino a me per tutto il tempo. Se non fosse stato per lui… Quando gli feci vedere l’ultima ecografia, fu lui a consigliarmi di partorire in casa. E ha avuto ragione: è stata na sensazione bellissima! (Pausa. Superficiale) Uè! Nel momento in cui hai più bisogno di tuo marito, è proprio allora che tuo marito se la squaglia. Stanotte alle quattro se ne sono andati tutti quanti, io so’ rimasta sola con una bambina appena nata… Embè, Alfredo non se n’è andato a dormire nella stanza degli ospiti?

ANTONELLA A proposito, stanotte Alfredo che ha detto quando è nata Camilla? (Evidentemente si accorge di aver detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire, per cui rimedia) Non ti preoccupare: puoi parlare tranquillamente. Maria Tere’, mi devi scusare. M’è scappato. Ce l’ho detto pure a loro (indica Filippo e Adriana) che Alfredo…

MARIA TERESA (c.s.) Ma no! Figurati! Non c’è nessun problema. Alfredo? Non dico che non sia stato felice, questo no. Però… Antone’, qua stanotte mancavano soltanto ‘e botte a muro! Abbiamo fatto un sacco di mmuina. Lui era quasi indifferente.

LORENZO Ma mo non lo vedo. Mica sta ancora a durmi’?

MARIA TERESA (divertita) Lore’, nun ce sta niente ‘a fa’! Si’ sempe tu! (Superficiale) Stamattina è venuto a vedere la figlia, l’ha presa un poco in braccio, dopo di che non so che fine ha fatto.

RAFILINA L’ingegnere è andato a comprare “il schiumante”.

MARIA TERESA Sono cinque mesi che Alfredo non si capisce più e, vi dico la verità, non cerco manco di capirlo più. Ci ho rinunciato.

FILIPPO Ma ne hai parlato con lui?

MARIA TERESA (serena) Fili’, perciò dico che non lo voglio capire più. Non una, ma diverse volte ho cercato di affrontare il problema. Lui subito se ‘ncazza e mi risponde che sono affari suoi. (Pausa) Secondo me, Alfredo mi fa le cornicelle. (Fa le corna con la mano)

LORENZO No, Maria Tere’, scordatelo! Questo dicevo prima a Adriana: Alfredo ti vuole un bene dell’anima.

MARIA TERESA Prima, forse. Ma mo no. Ti ricordi com’era geloso? Mo Alfredo vede che quasi ogni sera Renato… (Indugia) Il dottor Cortese… (Taglia corto) Va be’, poi ne parliamo. (Sottovoce) Ci sta Rafilina e non mi va di parlare.

RAFILINA (pronta e maliziosa) Signo’, io ‘o ssaccio che l’ingegnere non vi “siddisfa”. Mentre invece il dottore Cortese vi “siddisfa” bene. Sì, eh? Ma però voi non vi dovete preoccupare: io mi sto zitta come un “pescio”. (Avviandosi per uscire per la porta a sinistra) Permettete. Vado a vedere i cannelloni sotto ‘o furno. (Esce)

ANTONELLA (alludendo alla prontezza della cameriera) Però! Rafiilina sembra che non vede e non sente… Eh?…

GIULIANELLA Rafilina? E mo te la fai!

ADRIANA (per riprendere il discorso interrotto) Maria Tere’, allora? Stavi dicendo il fatto che Alfredo…?

MARIA TERESA Niente. Mo Alfredo vede che io e Renato usciamo insieme, che Renato molto spesso si trattiene a cena da noi, e non dice niente. Che devo pensare?

ADRIANA (sospira) Non so proprio cosa dirti.

FILIPPO Aspetta un momento. Alfredo ha piena fiducia di Renato; ormai lo considera un amico. Lo dice anche a me: “Ieri sera abbiamo mangiato questo e quello perché è venuto Renato Cortese a cena.”

MARIA TERESA Quello che dici tu è vero. Ma ciò non toglie che Alfredo… Parla poco…

LORENZO (per sdrammatizzare) Per la verità, Alfredo non è mai stato un tipo di troppe parole.

MARIA TERESA (taglia corto per sottolineare l’inopportunità dell’uscita di Lorenzo) Questo è un altro discorso. E’ diventato irascibile, ve l’ho detto: si incazza per qualsiasi cosa. (Risoluta) No, no, se continua così, io chiedo la separazione. Non ce la faccio più.

ANTONELLA Hai ragione.

ADRIANA Maria Tere’, pensaci bene: tu adesso hai una figlia. La cosa non è semplice.

Rafilina entra dalla porta di sinistra.

MARIA TERESA Eh… Lo so. Uè! Certe volte mi sento così confusa…

Proveniente dall’interno, si sente il vagito della neonata.

RAFILINA Signo’, ‘a piccerella sta a chiagnere.

MARIA TERESA (alzandosi in fretta) Uh, si è svegliata! (Agli amici) Venite, venite. (Esce per la porta di destra, seguita dagli amici e da Giulianella)

Rafilina fa per seguire tutti, ma suona il campanello.

RAFILINA (apre la porta in fondo. Salutando e baciando Matilde) Buongiorno, signo’. Auguri. (Matilde risponde con un lieve cenno del capo. Salutando Luigi) Auguri.

LUIGI Grazie, grazie.

RAFILINA (salutando e baciando Amalia) Auguri.

AMALIA Grazie.

MATILDE (ha sessantotto invidiabili anni. E’ agitata e accaldata) Rafili’, mia figlia dove sta?

RAFILINA Sta dentro c’’a piccerella perché ‘a piccerella s’è svigliata.

MATILDE (taglia corto) Va be’, va be’, lasciala stare. (Consegnando alla cameriera una busta che ha in mano) Tieni, Rafili’. Questi sono i carciofi. Pe’ piacere, portali in cucina. (Rafilina esce per la porta di sinistra e ritorna quasi subito) Don Lui’, donn’Ama’, volete rimanere a pranzo con noi?

LUIGI No, grazie, donna Mati’. Dopo che abbiamo parlato c’’o duttore, ce ne iammo ‘a casa. Vi dico la verità, oggi voglio mangiare solamente na cosa leggera. Questo ho detto stamattina a mia moglie: sti ffeste veneno pe’ ‘nguaia’ ‘o stommeco.

AMALIA (convenzionale) E poi Maria Teresa è fresca partorita…

MATILDE Ah, ma se lo fate per questo, non vi dovete preoccupare proprio!

LUIGI No, no. Vi ripeto…

MATILDE (subito) Sì, sì, avete ragione. Mi dispiace solo che vi ho incomodato, ma, capirete, il fatto è grave. (Sospira) Mi dovete credere, sinceramente mi auguro che sto sbagliando io e che non è vero niente. Comunque, stu capo l’avimm’’a tira’ ‘nterra! Donn’Ama’, voi mi potete capire: na mamma certe cose le capisce subito. Quando mia figlia mi disse che Alfredo non era più quello di una volta e che faceva qualunque cosa “per atto pratico”, io, conoscendola, subito pensai: “E’ fatta! Maria Teresa si è innamorata di un altro uomo.” Ecco che stamattina il primo pensiero sono andata a chiamare il dottore Cortese e gli ho detto di venire alle due qua.

LUIGI Avete fatto bene.

AMALIA E’ logico. (Piccola pausa. A Matilde) Scusate che ve lo dico in faccia e che si tratta di vostra figlia, ma da Maria Teresa non me l’aspettavo. Alfredino una cosa del genere non se la merita.

MATILDE Ma che lo dite a fare?! A parte il fatto che Alfredo è la perla degli uomini, non sta bene che… Insomma, una donna maritata così, all’improvviso, perde la testa per un altro uomo? Dove siamo arrivati! Non sta bene!

LUIGI Troppo giusto!

MATILDE Mo è nata pure quell’amore di figlia.. No, no, per carità! Ma io so’ sicura che il dottore Cortese ci pensa lui.

LUIGI Donna Mati’, mi compiaccio! Avete fatto una pensata santa! Chillo ‘o duttore sta sempe cca. Oramaie è na perzona ‘e casa. Siì! E’ come dite voi. Ce parla isso cu Maria Teresa e mette ‘e ccose a posto.

ADRIANA (entrando dalla porta di destra con Maria Teresa, gli amici e Giulianella, allude alla neonata) E’ bellissima!

Scambio di auguri degli amici con la madre e i suoceri di Maria Teresa.

ANTONELLA Guarda, Maria Tere’, io le somiglianze non le ho mai sapute vedere, ma si vede chiaramente che Camilla da qua a qua (con le mani mostra lo spazio compreso tra la fronte e il naso) è te e da qua a qua (ora mostra lo spazio labbra – mento) è Alfredo.

ADRIANA Ogni quanto tempo la fai mangiare?

MARIA TERESA Senti, Renato mi ha detto che per i primi dieci – quindici giorni la devo far mangiare ogni due ore e poi devo passare a tre ore.

La porta d’ingresso si apre ed entra Alfredo.  Ha in mano due bottiglie di spumante.

ALFREDO (consegnando le bottiglie alla cameriera) Rafili’, mettile nel freezer.

RAFILINA Va bene. (Esce per la porta di sinistra)

FILIPPO (avvicinandosi ad Alfredo e salutandolo) Caro Alfredo! Auguri.

ALFREDO (si sforza di essere disinvolto, tuttavia si capisce benissimo che è infastidito dalla presenza degli amici) Uè, Fili’! Grazie. Scusami… Stavo distratto…

ANTONELLA (salutando Alfredo) Auguri, Alfre’.

ALFREDO (c.s.) Eh, grazie, Antone’.

ADRIANA (si avvicina a sua volta) Auguri.

ALFREDO (c.s.) Grazie.

LORENZO Alfre’, complimenti! Hai fatto una figlia che più bella non si poteva.

ALFREDO (c.s.) Eh, grazie, grazie.

MARIA TERESA (alludendo scherzosamente al fatto che suo marito ha ritardato) Alfre’, ma tu stu spumante si’ gghiuto a pigliarlo direttamente in fabbrica?

ALFREDO (scattando) Maria Tere’, e dai! E non dire sempre le solite cose! Se ho fatto tardi, vuol dire che un motivo ci deve pur essere, no?

ANTONELLA (scherzosa) Eh! E che è successo?! Alfre’, non è il caso di innervosirsi tanto. Maria Teresa una domanda t’ha fatto!

ALFREDO No, Antone’, allora nun he’ capito. Qua non si tratta di innervosirsi. Qua si tratta che Maria Teresa se ne esce sempre con queste stronzate che non stanno né in cielo, né in terra. Secondo lei, a Capodanno int’’o bar stanno tutti a girarsi i pollici, aspettando Alfredo Di Stasio che va a comprare lo spumante.

MARIA TERESA (dopo un lungo sospiro, che la dice tutta sul livello raggiunto dalla sua pazienza) E va bene, Alfre’! Hai trovato folla. Basta.

GIULIANELLA (cambia discorso) Neh, ma quando si mangia? (Suona il campanello) E mo chi è? (Piccola pausa)

ALFREDO Giuliane’, guarda che se non apri, non lo saprai mai.

GIULIANELLA (di rimando) Ma guarda un po’! (Apre la porta in fondo) Ciao, Rena’.

RENATO ( reca una borsa da medico. Gioviale) Giulianella. (Dandole un affettuoso pizzicotto sulla guancia) Come sta andando il primo giorno da zia?

GIULIANELLA Bene, bene.

RENATO (rivolge intorno un saluto generale) Buongiorno e buon anno a tutti! (Quindi scambia a soggetto gli auguri con ciascuno dei presenti) Signora Matilde, che è successo? Mi avete fatto preoccupare. Quando sono ritornato a casa, mia moglie mi ha detto che voi stamattina le avete raccomandato di farmi venire alle due qua perché vi siete svegliata con un forte capogiro. Che è successo?

MARIA TERESA Mamma, sei unica! Dico io: tu fai venire Renato qua, a Capodanno, a ora di pranzo, perché? Per un poco di giramento di testa?

MATILDE (con lieve scatto) Maria Tere’, stu capo l’avimm’’a tira’ ‘nterra! (Materna) Non mi dire niente. Dieci minuti solamente.

MARIA TERESA (paziente) E va bene. (Agli amici) Andiamo di là. Nonni, venite pure voi, prego.

MATILDE (pronta) No, no. Ce l’ho detto pure a don Luigi e a donn’Amalia che il dottore veniva qua e loro hanno detto che, giacchè il dottore si trovava, si volevano misurare la pressione. Dotto’, vi dispiace?

RENATO Assolutamente no.

MARIA TERESA (quasi scherzosa) Mamma, però mi raccomando: stringi. Qua abbiamo fame. (Agli amici) Andiamo di là. (Esce per la porta di destra seguita dagli amici e da Giulianella)

ALFREDO Rena’, scusami. Prima che te ne vai, ti voglio fare vedere una cosa.

RENATO D’accordo. Visito un momento tua suocera e poi sono a te.

ALFREDO Va bene. (Esce per la porta di destra)

MATILDE (mostrando una sedia) Prego, dotto’, accomodatevi.

RENATO (poggiando la borsa su una sedia) Allora. Vediamo un poco la pressione che dice. (Fa per prendere lo sfigmomanometro dalla borsa)

MATILDE (fermandolo) No, dotto’, voi non mi dovete visitare.

RENATO Ma… Non capisco…

MATILDE (un tantino imbarazzata) Ecco… (Mostrando nuovamente le sedie) Prego, accomodatevi, che mo vi spiego. Don Lui’, donn’Ama’, prego. (I quattro si siedono) Dotto’, io poi alla signora vostra come dovevo dire?! Ho trovato la scusa che mi girava la testa…

LUIGI (papale papale) Dotto’, donna Matilde vi ha fatto venire qua perché si è accorta che Maria Teresa ha perduto ‘a capa pe’ n at’ommo. Voi, come medico di famiglia… che oramai siete una persona di casa… ce avit’’a parla’ e ll’avit’’a fa’ capi’ che una volta accasato, uno deve sopportare nel bene e nel male. Certe cose non stanno bene!

AMALIA (quasi piangendo) Alfredino non se lo merita.

RENATO (superficiale, ma sicuro del fatto suo) Ma no! Signora Matilde, vi siete impressionata. Ormai sono…

MATILDE (interrompendolo) Dotto’, scusate se vi spezzo parola. Dotto’, qua qualche cosa è successo. Guardate, io a Maria Teresa la conosco bene e quando mia figlia mi arriva a dire che Alfredo non è più quello di una volta, significa che qualche cosa non funziona. (Renato fa per replicare, tuttavia la donna l’interrompe di nuovo) Aspettate, fatemi finire. Scusate, eh? Può darsi pure che Maria Teresa si è accorta che Alfredo ha preso… diciamo… una sbandata. Ma non è possibile. E non lo dico perché ci stanno don Luigi e donn’Amalia presenti. A parte il fatto che Alfredo è la perla degli uomini, quello in nove anni di fidanzamento con Maria Teresa ne ha passate che ne ha passate, se sapeste… Comunque. o Maria Teresa o Alfredo, voi dovete mettere le cose a posto. (Ai consuoceri) Dico bene?

LUIGI E’ giusto!

AMALIA (sospirando) Eh… Come no…

RENATO (c.s.) Ma non c’è niente da mettere a posto. Vi stavo dicendo che ormai sono un paio di anni che Alfredo e Maria Teresa sono miei assistiti. Oltre ad essere il loro medico curante, ho avuto la fortuna e il piacere di essere diventato un loro amico. Alfredo ha un carattere particolare, questo sì, a volte dà l’impressione di essere svagato, distratto… ma lui così è fatto. Per quanto riguarda Maria Teresa, vi posso garantire che è una donna molto riflessiva. Prima di fare una cosa, lei ci pensa non una, ma cento, mille volte sopra. State tranquilla. (E si alza)

LUIGI (si alza a sua volta, imitato da Matilde e da Amalia. Convinto e stringendo la mano a Renato) Va buo’. Ad ogni modo, voi vedete di capire bene come stanno le cose effettivamente. Non vi dico altro. Fate come se Maria Teresa fosse vostra sorella. Noi stiamo nelle vostre mani.

RENATO (ridendo) Eh… Addirittura?! Per così poco?! State tranquillo.

LUIGI (guarda l’orologio, dopo di che) Ama’, so’ ‘e ddoie e nu quarto. Ce ne vulimm’i’?

AMALIA Sì, sì.

LUIGI Vi saluto, donna Mati’.

MATILDE Arrivederci.

Convenevoli, quindi Luigi ed Amalia escono per la porta in fondo.

RENATO Signora Matilde, adesso vi sentite più tranquilla?

MATILDE Sì, sì, grazie.

RENATO (stringendole la mano) Arrivederci.

MATILDE Arrivederci, dotto’. (Brevissima pausa) No, aspettate. Se non sbaglio, Alfredo vi deve dire una cosa.

RENATO (ricordandosi) Ah, sì…

MATILDE (mentre si avvia per uscire per la porta a destra) Permettete. Ve lo vado a chiamare. (Esce. Dall’interno) Scusate. (Col tono di che voglia dire: “Ti devi sbrigare”) Alfredo, il dottore se ne deve andare.

ALFREDO (dall’interno) Sì. Grazie. (Entra dalla porta di destra. Ha tra le mani una grossa busta gialla contenente delle radiografie e una cartella nella quale sono riportati i risultati di una gastroscopia) Senti, Rena’. Cinque  - sei mesi fa avvertivo spesso dei crampi allo stomaco. La segretaria che tengo allo studio mi ha portato da suo marito gastroenterologo, che mi ha consigliato na radiografia e na gastroscopia. Vuoi dare pure tu n’occhiata, per piacere?

RENATO Certo. Fammi vedere. (Prende dalle mani di Alfredo la busta e la cartella, ne osserva il contenuto, quindi mugola enigmaticamente) Mmm… (Professionale) Adesso questi crampi li avverti ancora?

ALFREDO Ogni tanto. Ma Corrado Coscia… lo conosci?…

RENATO Di nome. Personalmente non lo conosco.

ALFREDO Insomma, questo gastroenterologo mi ha detto che purtroppo così deve andare. In attesa del trapianto. .Capirai benissimo che,trattandosi di un trapianto,voglio vedere bene i fatti miei..Guarda, Rena’, io ti giuro che gli ultimi mesi di gravidanza di Maria Teresa li ho vissuti malissimo. Maria Teresa mi vedeva preoccupato, ma io non le ho voluto dire mai niente. Mi rendevo conto che ero diventato perfino arrogante, però…

RENATO Certo, certo.

ALFREDO Povera Maria Teresa! La vedevo così felice perché doveva nascere Camilla… (Pausa) Rena’, tu che ne pensi? (Alludendo al suo stato di salute) E’ grave? Stu trapianto è necessario,me l’aggia fa’?

RENATO (rassicurante) Ma che devi fare?! Il collega ti ha fatto preoccupare inutilmente. Sì, ci sta qualcosina a livello pancreatico; la situazione è da tenere sotto controllo, so’ d’accordo, ma per almeno i prossimi venti – venticinque anni di trapianto non se ne parla proprio.

ALFREDO (meravigliato, intimamente liberato) Rena’, ma… non è che mi nascondi qualche cosa? Mi hai detto la verità?

RENATO Alfre’, questa non è una situazione da prendere sotto gamba. Se ti ho detto così, così è. (Prende dalla borsa una scatola e la consegna ad Alfredo) Quando ti vengono i crampi, se non riesci a sopportarli, ti pigli na compressa di queste. (In fretta) Scusami, ma mo devo scappare: tengo ospiti. (Gli stringe la mano) Ciao.

ALFREDO (trattenendolo) Senti, ti volevo domandare un’altra cosa. Posso stare tranquillo in tutto e per tutto? No, perché… Un poco perché Maria Teresa era incinta, un poco perché avevo paura… Insomma, anche la nostra intimità ha lasciato a desiderare.

RENATO Guarda, da questo lato puoi dormire su cento cuscini. (Scherzoso) Anzi, no: è meglio che non dormi. (Alfredo ride di cuore) Ciao.

ALFREDO Ciao. Grazie. (Apre la porta di destra. Verso l’interno) Maria Teresa? Renato se ne va.

MARIA TERESA (entrando) Eccomi.

ALFREDO Ciao, Rena’. (Esce per la porta dalla quale è entrata sua moglie)

MARIA TERESA (fa per abbracciare Renato, ma dalla porta di sinistra entra la cameriera) Rafili’, che c’è?

RAFILINA (timida) Posso portare l’antipasto?

MARIA TERESA Sì. (La cameriera fino all’uscita di scena di Renato, entra ed esce dalla porta di sinistra, portando a tavola i piatti con l’antipasto. Dolcissima e confidenziale) Vuoi rimanere a pranzo con noi?

RENATO (freddo) No.

MARIA TERESA (abbraccia l’uomo, non corrisposta. C.s.) Sai che sto pensando? Che Alfredo non sospetta nemmeno lontanamente che io e te… (Dandogli piccoli baci sul collo) Meglio così, no?

RENATO (freddo e rigido) No.

MARIA TERESA (disorientata) Rena’, che c’è? (Semplice) Mia madre ti ha riempito la testa di chiacchiere, eh?

RENATO (c.s.) No.

MARIA TERESA (non disarma. Abbraccia nuovamente Renato. Ammiccando) Ci vediamo domani?

RENATO (c.s.) No. (Esce per la porta in fondo, lasciando Maria Teresa di sasso)

RAFILINA Signo’, è pronto.

MARIA TERESA (con la testa altrove) Sì…

GIULIANELLA (entra dalla porta di destra) Maria Tere’, ma quando si mangia?!

RAFILINA E’ pronto, signori’.

GIULIANELLA Finalmente! (Allegra, verso la porta di destra) A tavola! (Gli amici, Alfredo e Matilde entrano. Tutti, parlando tra loro, prendono posto intorno alla tavola. Maria Teresa, mogia mogia, va a sedersi. Giulianella sempre più allegra) Buon appetito! Auguri!

Tutti fanno eco al “buon appetito” e agli auguri di Giulianella. Tutti, tranne Maria Teresa. La donna è lì lì per scoppiare a piangere, ma si trattiene: la presenza e l’allegria con cui gli ospiti e i suoi familiari cominciano a mangiare glielo impediscono.

                                      FINE DEL SECONDO ATTO

                                              TERZO ATTO

La stessa scena del secondo atto. Sono passati tre giorni.

 Maria Teresa e Antonella sono sedute sul divano e stanno chiacchierando.

ANTONELLA Tu però prima o poi te lo dovevi aspettare, scusa.

MARIA TERESA No, Antone’. Non è da Renato un cambiamento così improvviso.

ANTONELLA E chi te l’ha detto?! Può darsi benissimo che la moglie abbia capito tutto e che ora Renato voglia far passare un poco di tempo. Dammi retta: dagli tempo.

MARIA TERESA (scuote la testa) Guarda, mi auguro che sia come dici tu, ma non è così, so’ sicura. La moglie non ha capito niente. Stamattina ho chiamato Renato perché Camilla aveva qualche decimo di febbre. Ha risposto la moglie. E’ stata gentilissima: “Non si preoccupi, signora. In giornata mio marito verrà da lei.” Ti pare che se avesse capito qualcosa, avrebbe risposto così? (Sfiduciata) La moglie non ha capito niente. L’altro ieri gli telefonai… almeno per avere spiegazioni… e la cameriera mi disse che lui non c’era. Invece stava giocando a poker con gli amici.

ANTONELLA (ironica) Sì? E tu che ne sai? C’hai il videotelefono? Tu non devi fare il processo alle intenzioni.

MARIA TERESA (c.s.) Non è un processo alle intenzioni. Lui spesso organizza un pokerino con gli amici.

ANTONELLA (paziente) Va bene, come vuoi tu. Ma non è la fine del mondo! Ti posso dire una cosa? Non so che è successo, ma oggi Alfredo l’ho visto più allegro, più disponibile…

MARIA TERESA Sì, me ne sono accorta pure io, però vorrei capire… Io ormai voglio bene solo a Renato, Antone’.

ANTONELLA Una cosa, Maria Tere’, non essere impulsiva. Okay, tu vuoi bene a Renato, ma tuo marito è Alfredo. Avete fatto una figlia. A questo ci pensi?

MARIA TERESA (ammette) Eh.

ANTONELLA Maria Tere’, è inutile che insisti: è Alfredo il tuo uomo. Tu già lo sai, ma non lo vuoi ammettere. Senti a me, ti basterà poco per riscoprirlo, diciamo.

MARIA TERESA (che evidentemente si aspettava maggiore solidarietà dall’amica, reagisce parlando in tono quasi di sfida) E che dovrei fare?!

ANTONELLA Niente. Devi aspettare.

RAFILINA (entra dalla porta di sinistra. A Maria Teresa) Signo’, sta venendo vostra mamma, il signor Luigi e la signora Amalia. Ho visto a tutti e tre da sopra alla finestra della cucina.

MARIA TERESA (infastidita per l’imminente presenza di sua madre e dei suoi suoceri) Ah. (Si alza)

ANTONELLA (alzandosi a sua volta) Io vado. Voglio andare a comprare un maglione a Lorenzo per la Befana. Mi fai compagnia?

MARIA TERESA Antone’, oggi non mi va. Non mi dire niente.

ANTONELLA Eh, figurati!… (Tuttavia insiste) Ma tu non devi fare la Befana a Alfredo? Ho scoperto un negozietto che vende dei maglioni favolosi a prezzi accessibilissimi.

MARIA TERESA (invogliata e interessata suo malgrado) Sì? Dove sta?

ANTONELLA Quando vuoi andare, ti porto io. Ciao. Un bacione a Camilla e… fammi sapere.

MARIA TERESA Il fatto del regalo?

ANTONELLA No. Tu mi hai capita.

Suona il campanello. Maria Teresa esce per la porta a destra. Rafilina apre la porta in fondo. Antonella scambia saluti con i nuovi arrivati ed esce.

MATILDE (a Rafilina, ansiosa) La bambina tiene ancora la febbre?

RAFILINA Sì. Ma non vi preoccupate: chille ‘e ccriature hann’’a fa’ ‘o quaglietiello.

MATILDE (ne approfitta che la cameriera si è distratta per far rilevare ai consuoceri una “caratteristica” di Rafilina) Vedete se quella conclude! Che c’entra la febbre c’’o quaglietiello!

AMALIA (anch’ella ansiosa) Rafili’, dimmi una cosa… (In tono discorsivo, a Matilde) Ieri Alfredino mi ha detto che aveva comprato un’orata e mi ha detto che Maria Teresa la cucina “all’acqua pazza”. Però Alfredino l’orata la preferisce “al sale”, come gliela facevo io, e mi ha detto…

LUIGI (infastidito per il dilungarsi di quel discorso) Va buo’, Ama’… E allora?…

AMALIA (seccata) Lui’, nu mumento! (A Matilde) Stamattina ho telefonato per dire a Maria Teresa come si fa l’orata “al sale”. Maria Teresa mi ha detto, garbatamente, per carità, questo lo devo dire: “Nonna, me lo dite un’altra volta.” Però mi ha sbattuto il telefono in faccia. Maria Teresa non si è mai comportata così con me. (Nuovamente ansiosa) Rafili’, ma secondo te l’ingegnere e la signora… si vogliono bene?

RAFILINA (sorride maliziosa, poi con circospezione) Vi devo dire la verità? L’ingegnere alla signora mia la vuole bene. Na mezz’oretta fa è venuto a pigliare “alla “signorina Giulianella perché ha detto che ci deve comprare un anello di brillanti. ‘A signora mia… (Quasi minacciosa) Voi non dovete dire niente di quello che vi sto dicendo io perché è una cosa assai “gravita”.

LUIGI No, e chi parla!

RAFILINA Voi non avete capito niente, mentre invece io ho capito “tutte cose”. Prima il dottore Cortese alla signora Maria Teresa la “siddisfava” bene.

AMALIA (che non ha capito) Aspetta. Il dottore Cortese che faceva?…

RAFILINA Il dottore Cortese alla signora Maria Teresa la “siddisfava” bene… (In dubbio) Perché, non si dice così?

MATILDE (impaziente) Rafili’, che vuoi dire?

RAFILINA (contro se stessa) Uff! Io non so dire bene. (Risolvr) Prima il dottore Cortese e la signora Maria Teresa “se la facevano”. (E unisce ripetutamente i due indici al fine di rendere meglio l’idea. Matilde e Luigi rimangono costernati. Amalia è indifferente: forse pensa ad altro) Mo sono due o tre giorni che il dottore Cortese non viene più qua. Ma quello si capisce: quella la moglie del dottore ha “annasato” il fieto e il dottore si sarà “mettuto” paura perché quelli gli uomini sono “cacasotti”, scusate la parola. E mo la signora Maria Teresa sta nervosa. Avete capito?

MARIA TERESA (entra dalla porta di destra, rimanendo sulla soglia) Rafili’… (Si accorge di sua madre e dei suoceri) Ciao, mamma; ciao, nonno; ciao, nonna. Rafili’, mi vieni a dare na mano a cambiare Camilla? (Esce)

RAFILINA Subito. (Agli altri) Permettete. (E segue Maria Teresa)

AMALIA (sbotta) Ma sono cose dell’altro mondo! (Nostalgica) Io a Alfredino ce lo dicevo: “Alfredi’, pensaci bene. Maria Teresa ti farà una cattiva riuscita.”

LUIGI Ama’, ma che staie dicenno?!

AMALIA (cerca di correggere il tiro) No, per carità, non è che Maria Teresa sia una cattiva ragazza, ma… è una che la testa non la fa patire.

LUIGI Ma statte nu poco zitta! Donna Mati’, abbiate pazienza: mia moglie quando parla di Alfredo, squaglia. (Pausa. Quasi divertito) ‘Aspita! Intanto, avete visto? Nuie vulevemo fa’ parla’ ‘o duttore cu Maria Teresa, e chillo era proprio ‘o duttore… Comunque, tutto si è risolto per il meglio. ‘O duttore, da quella persona perbene che è, ha fatto marcia indietro.

AMALIA (con circospezione) Però noi adesso a Alfredino non ci dobbiamo dire niente di quello che è successo, mi raccomando. Alfredino è molto sensibile.

LUIGI (ironico) P’’ammore ‘e Ddio! Guai a chi tocca ‘a sensibilità ‘e Alfredo! Donna Mati’, vuie l’avissev’’a tucca’?

AMALIA (irritata, taglia corto) Sì, va bene… Fai lo spiritoso tu…

MATILDE Donn’Ama’, state tranquilla. Noi facciamo come se non fosse successo niente, che d’altra parte niente è successo. Mia figlia ha pigliato una sbandata, però poi… Ecco tutto.

Suona il campanello. Rafilina entra dalla porta di destra ed apre la porta in fondo.

RENATO (entrando. Ha in mano la borsa da medico) Buonasera.

LUIGI (stringendogli la mano) Dottore.

RENATO (salutando Matilde) Signora Matilde, come andiamo?

MATILDE Non c’è male, grazie.

RAFILINA Dotto’, la signora Maria Teresa vi sta aspettando nella stanza da letto. (Apre la porta di destra)

RENATO Vado subito, grazie. (Agli altri) Permesso. (Esce)

AMALIA (a suo marito) Hai visto? (Imitandolo a mo’ di caricatura) “E’ finito tutto.” “Il dottore, da quella persona perbene che è, ha fatto marcia indietro.”… Il dottore, da quella persona perbene che è, adesso è andato nella camera da letto.

LUIGI Ama’, ‘a criatura tene ‘a freva.

AMALIA (confusa) Ah, già.

Suona il campanello. Rafilina apre la porta d’ingresso e Giulianella entra.

GIULIANELLA Buonasera.

Luigi ed Amalia fanno eco al saluto.

MATILDE Uè! Già sei tornata?

GIULIANELLA Sì, ci siamo sbrigati presto.

MATILDE Alfredo?

GIULIANELLA E’ andato a fare un altro servizio. Uè, che sete! (Ed esce per la porta di sinistra)

LUIGI Donna Mati’, noi ce ne andiamo. Voi volete un passaggio?

MATILDE No, grazie: preferisco fare quattro passi.

LUIGI (stringendole la mano) Come volete. Arrivederci.

MATILDE Arrivederci.

AMALIA (salutando e baciando Matilde) Arrivederci.

MATILDE Arrivederci.

Rafilina apre la porta in fondo.

LUIGI (sulla soglia) Buonasera, Rafili’. (Esce)

RAFILINA Buonasera.

AMALIA (a Rafilina) Buonasera.

RAFILINA Buonasera, signo’.

Amalia esce. Rafilina chiude la porta. Giulianella entra dalla porta di sinistra.

MATILDE Avete comprato l’anello?

GIULIANELLA Sì. (Entusiasta) Mamma, è bellissimo! Praticamente è una fascia d’oro con tutti brillantini piccoli piccoli sopra.

RENATO (dall’interno, sulle sue, alludendo alla febbre della neonata) E’ una sciocchezza. Vado un momento a lavarmi le mani.

MARIA TERESA (dall’interno) Vai, vai. (Entra dalla porta di destra)

MATILDE (salutando in fretta sua figlia) Ciao, Maria Tere’. Me ne voglio andare perché se no si fa più tardi e…

MARIA TERESA (con sufficienza) Ciao.

MATILDE (materna) Maria Tere’, ma che è successo? Parla con mamma tua.

MARIA TERESA (con lieve scatto) Niente, mamma, niente.

MATILDE (delusa) Va bè. Ciao.

GIULIANELLA Ciao, mamma. Ci vediamo più tardi.

MATILDE Va bene. (Aprendo la porta in fondo) Ciao, Rafili’.

RAFILINA Arrivederci. (Matilde esce) Signo’, io vado a fare una macchinetta di caffè per il dottore? Faccio la macchinetta piccolo? Sì,eh?

MARIA TERESA Sì. (La cameriera esce per la porta di sinistra. Maria Teresa con aria complice e ansiosa) Giuliane’, Alfredo addo’ sta?

GIULIANELLA Abbiamo incontrato Filippo. Mi hanno lasciata qua e loro sono andati a fare un servizio.

MARIA TERESA (soddisfatta) Ah, bene!

GIULIANELLA Maria Tere’, Alfredo ti ha comprato un anello stupendo! E’ proprio come lo volevi tu. Poi lo vedrai alla Befana. (Piccolissima pausa) Guarda, se fossi in te, a questo punto Renato lo lascerei perdere.

MARIA TERESA (scattando) Giuliane’, e pe’ piacere! Mo ti metti a farmi la predica pure tu?!

GIULIANELLA No. Ti volevo dire soltanto che… Scusa, tu ti sei messa con Renato per dare una scossa a Alfredo?

MARIA TERESA (sincera) All’inizio. Adesso… E mi dispiace, non tanto per me, quanto per lui… (Come a voler dire: “Credimi almeno tu”) Per Alfredo non sento più l’amore di prima, Giuliane’.

GIULIANELLA Va bene, questo è un altro discorso. Però per quanto riguarda la scossa, Alfredo l’ha avuta. E buona! Te lo giuro. Non saprei dirti se è stato per il fatto di Renato o perché è nata Camilla, fatto sta che Alfredo apatico non lo è più. Anzi! Per la strada mi ha fatto fare un sacco di risate. (Vedendo entrare Renato dalla porta di destra) Ciao, Rena’.

RENATO Giulianella. (Dandole il solito pizzicotto sulla guancia) Come stai?

GIULIANELLA Bene. Vado un poco vicino a Camilla. (Esce per la porta di destra)

RENATO (un tantino a disagio, ma sulle sue) Io… andrei…

MARIA TERESA (decisa) Aspetta. Tu non vai da nessuna parte! (In tono che non ammette repliche) Siediti! (L'uomo posa la borsa su una sedia, poi obbedisce prendendo posto sul divano. Incoraggiata dalla “docilità” di Renato, che forse non si aspettava, Maria Teresa parte in quarta) Non te la senti più di continuare la relazione con me? Non mi ami più? Non ti preoccupare: non fa niente. Soffrirò, ma prima o poi finirò col rassegnarmi. Però me lo devi dire chiaramente in faccia.

RENATO (avvilito) Hai ragione: mi sono comportato come un cafone, ma li per li non ho avuto altra scelta, cerca di capirmi.

MARIA TERESA (si siede accanto a lui. Dolce e confidenziale) Scusami. Tua moglie ha scoperto… Eh?

RENATO (c.s.) Non è questo il discorso. Dal primo dell’anno mi sembra di stare su delle braci roventi. Avevo pensato anche di parlartene, però… Su due piedi ho scelto la strada più facile: me la sono squagliata.

MARIA TERESA (sempre più dolce) Ma mi vuoi dire che è successo? Forse ho fatto qualcosa senza volerlo che ti ha dato fastidio?

RENATO (c.s.) Assolutamente no. Tu non c’entri niente. (Di palo in frasca) Alfredo avverte ancora i crampo allo stomaco?

MARIA TERESA (è disorientata da questa domanda a dir poco strana in questo momento; tuttavia asseconda Renato, sperando in tal modo di “scioglierlo”) Ogni tanto. Proprio ieri l’ho visto prendere una compressa e lui mi ha detto che ti aveva parlato di questi pizzichi e che tu gli avevi dato quelle compresse. A proposito, lo sai che sono un paio di giorni che Alfredo sta meglio? Sta diventando un’altra volta carino, dolce… (Un po’ preoccupata) Però non vorrei che abbia deciso di adottare questa tattica perché ha saputo di me e di te.

RENATO (sicuro) Non penso. (Piccola pausa) Maria Tere’, io e te siamo stati troppo leggeri e ci siamo sbagliati. Tu volevi dare una smossa a tuo marito, tu mi piacevi ed è successo quello che è successo. Però adesso dobbiamo dimenticare tutto. E sai perché? Perché Alfredo non è mai cambiato. Cioè, ti ha dato l’impressione per un certo periodo di essere diventato apatico perché gli hanno messo nell’orecchio la pulce che ha un tumore al pancreas.

MARIA TERESA (sussultando e sbarrando gli occhi) Rena’, tu che dici?! Alfredo… Un tumore?… E’ pazzesco! E quell’incosciente non mi ha detto mai niente!…

RENATO Da un certo punto di vista, ha fatto bene: ti avrebbe allarmata solo inutilmente. Maria Tere’, capiscimi bene: attualmente Alfredo ha una situazione che se non è tenuta sotto controllo, si potrebbe trasformare in qualche cosa di veramente preoccupante.

MARIA TERESA (confusa) Aspetta… Fammi capire bene… Per il momento il tumore non ci sta.

RENATO No.

MARIA TERESA (c.s.) Però quello che mo tiene Alfredo si può trasformare in tumore?

RENATO (precisa) Potrebbe. Stagli il più vicino possibile, mi raccomando.

MARIA TERESA (c.s.) Va bene.

RENATO (alzandosi, così come Maria Teresa. Per accomiatarsi e con un tono che lascia capire che comunque Maria Teresa può in ogni momento contare su di lui) Bene. Me ne devo andare perché oggi ho un giro di visite interminabile. Se dovessi avere ancora problemi con Camilla, mi chiami. Ma non ce ne dovrebbero essere. Ciao.

MARIA TERESA (aprendo la porta in fondo) Ciao, Rena’.

Renato esce. Giulianella entra dalla porta a destra.

GIULIANELLA (in fretta) Ciao, Maria Tere’. Devo scappare. Mi ha telefonato Marisa: dobbiamo andare a cinema.

MARIA TERESA Vai, vai. Buon divertimento.

GIULIANELLA Grazie.

ALFREDO (entra dalla porta in fondo. Si avvicina a sua moglie e la bacia, quindi scherzoso a sua cognata) Giuliane’, muoviti. Marisa te sta aspettanno. Iammo bello.

GIULIANELLA Sì, sì, vado. Ciao. (Esce in fretta per la porta in fondo)

Contemporaneamente Rafilina entra dalla porta di sinistra. Ha in mano un vassoio con una tazza di caffè.

ALFREDO Oh, grazie. (Prende la tazza e beve. Rafilina è a disagio, tuttavia non osa parlare. Alfredo scherzoso, riponendo la tazza vuota sul vassoio) Maria Tere’, hai visto? Rafilina non solo sapeva che ero arrivato, sapeva pure che vulevo na tazza ‘e cafè. Grandissimo!

RAFILINA (timida) Ma questa tazza di caffè non era per voi, ingegne’. Era per il dottore Cortese.

MARIA TERESA Eh… Se il dottore Cortese voleva aspettare il caffè, stava fresco. Ma che hai combinato, sei andata in Brasile?

RAFILINA (c.s.) Noo. Ho fatto due macchinette. Si sapisseve ch’è succieso… Pe’ miracolo nun so’ morta!

ALFREDO (c.s.) Eh… Tu si’ sempe esagerata! “Pe’ miracolo nun so’ morta!” E che he’ fatto!?

RAFILINA (seria) Eh. Io stevo murenno veramente! Ho fatto la prima macchinetta? Il caffè non voleva salire. All’improvviso ho sentito una puzza tremenda e ho visto un sacco di fumo, che a un altro poco mi “affummechiava” pure a me. Mamma mia! Che paura! Ho pigliato la macchinetta e l’ho “mettuta” sotto all’acqua corrente. Neh, voi vedete il diavolo! “Mi avevo dimenticato” di metterci l’acqua. E così ho dovuto fare un’altra macchinetta.

ALFREDO (che non ha dato importanza a ciò che ha detto la cameriera, a Maria Teresa) Ah, Renato è venuto?

MARIA TERESA Sì, è venuto. (Si accorge dalla borsa sulla sedia) Uh! Guarda qua. La borsa di Renato. (In tono di quasi compiacimento perché è presumibile che il dottor Cortese ritorni per riprendersela) Se l’è scordata.

ALFREDO (apprensivo) Camilla come sta? Renato che ha detto?

MARIA TERESA (leggera) Niente, è na sciocchezza. A proposito. Rafili’, dopo vai in farmacia a comprare na scatola di Tachipirina per lattanti.

ALFREDO (scherzoso) Rafili’, he’ capito? (Scandisce) Tachipirina per lattanti.

RAFILINA Eh, ho capito. Signo’, alla farmacia ci vado mo. Sì, eh?

MARIA TERESA Vai quando vuoi tu.

RAFILINA (togliendosi il grembiule e uscendo per la porta di sinistra, dall’interno) Ci vado mo. (Rientra) Signo’, io faccio subito subito. (Esce per la porta in fondo e lascia la porta socchiusa)

Lunga pausa.

MARIA TERESA Alfre’, che c’è?

ALFREDO (come se fosse stato distolto da una cosa importante) No… Niente… Stavo pensando che quasi quasi l’anello te lo voglio dare adesso. Visto che già sai il regalo, è inutile che aspetto la Befana per dartelo, te pare?

MARIA TERESA (leziosa) No, lo voglio il sei gennaio.

ALFREDO (abbraccia sua moglie di spalle e mette a contatto la sua guancia con quella di lei. Dondolandosi e tenerissimo) Mmm… Sei irresistibile!

MARIA TERESA (c.s., lusingata) Dai!…

ALFREDO (continuando a dondolarsi all’unisono con la donna, le sussurra insinuante) ‘O famo strano?

MARIA TERESA (scherzosa, riferendosi ai protagonisti coatti del film “Viaggi di nozze”) Eh… Ivano e Jessica…

ALFREDO (serio) No, Maria Tere’, vieni qua. (La prende per mano. Facendola sedere sul divano) Siediti. Ti devo dire una cosa.

MARIA TERESA Prego.

ALFREDO (non sa come iniziare) Maria Tere’, io ti voglio bene. Non so come ho fatto a stare cinque mesi senza accorgermi di te… Cioè, io ti tenevo davanti, ma ti sfuggivo, mi eri diventata indifferente. Ma mo è inutile dire qualsiasi cosa: la colpa è stata mia, soltanto mia.

MARIA TERESA (ha capito dove vuole andare a parare suo marito e cerca di sviarlo) Ma è mai possibile che alle quattro e mezza del quattro gennaio tu non trovi niente di meglio da fare che farti l’esame di coscienza? Alfre’, nun da’ retta.

ALFREDO (un poco irritato) E no! Se fai così, è la fine! Tu mi devi stare a sentire. (Ora parla quasi a se stesso) Certe volte uno per orgoglio se sta zitto e sbaglia. Io non volevo parlarne con te per non turbarti, e va bene, Capirai, tu eri incinta, eri così felice, come era giusto che fosse… Ma, p’’a miseria!, che ci voleva a fare vedere immediatamente a Renato ‘a radiografia e ‘a gastroscopia che m’aveva fatto fa’ chillu strunzo (allude al gastroenterologo). Invece niente! Me so’ stato a chello che me ricette ‘o strunzo, per orgoglio me so’ stato zitto e ti ho perduta. (Un poco patetico) Cerca di capirmi, se puoi. Io sapevo benissimo che negli ultimi tempi c’’o fatto che me ‘ncazzavo pe’ qualsiasi cosa, c’’o fatto che ero diventato arrogante, prima o poi ti avrei perduta. Ma l’ho fatto apposta: ti volevo perdere.

MARIA TERESA (amara, pensando che forse accanto alla sua supposizione ci sia qualche altra cosa) Praticamente mi stai dicendo che ti sei innamorato di un’altra. Ma io l’ho capito, caro mio.

ALFREDO (dubbioso) Maria Tere’, ma me staie sentenno?

MARIA TERESA Sì.

ALFREDO E secondo te, io poi mi ero innamorato di un’altra e dovevo fare vedere le radiografie a Renato?

MARIA TERESA Ah, già. Allora?

ALFREDO Allora se mi fai parlare, ci arrivo. Se ti ricordi, a luglio ti accennai a dei crampi allo stomaco. Andai dal marito della segretaria dello studio, gastroenterologo, il quale mi consigliò di farmi na radiografia e na gastroscopia, poi mi disse che purtroppo avrei dovuto avere un trapianto perché c’era un brutto tumore al pancreas. (Maria Teresa sgrana gli occhi. Alfredo si siede accanto a lei e le prende una mano) Maria Tere’, fino a Capodanno ho vissuto nell’inferno. Se da una parte ti volevo perdere… capirai, nun saie ‘e ccose comme vanno… dall’altra cercavo di non pensarci. Invitavo spesso Lorenzo, Antonella, Renato… appunto per distrarmi. Ma che vuoi distrarre! A Capodanno finalmente ne ho parlato con Renato, il quale mi ha detto che devo stare sotto controllo, ma che non c’è niente di preoccupante.

Pausa.

MARIA TERESA Ma… Dico io: tu sapevi che tenevi un tumore e non dicevi niente? Ma si’ scemo?!

ALFREDO Lo so, ho sbagliato. Però, pe’ piacere, mo chiudiamo questa parentesi. Non ci voglio pensare più. (E abbraccia Maria Teresa)

RENATO (entra dalla porta in fondo, scorge i due sul divano, quindi chiede un poco imbarazzato) Disturbo?

MARIA TERESA (sussultando) Chi è?

ALFREDO (si volta) Uè, Rena’. Vieni, vieni.

RENATO (per giustificare la sua “intrusione”) La porta era aperta. (Chiude la porta)

MARIA TERESA (sospirando) Rafilina! Uè, io ce l’ho detto un sacco di volte, ma quella quando esce, la porta non la chiude mai.

RENATO La mia borsa sta qua?

MARIA TERESA Sì, sì, sta qua. (La prende e gliela dà)

RENATO Grazie. Io, poi, sono sceso dalla macchina per andare a fare una visita e non ho trovato la borsa. Subito ho pensato che me l’avevano fregata e già stavo andando a fare la denuncia dai Carabinieri; poi mi sono ricordato che l’avevo dimenticata qua.

ALFREDO ‘E vvote vanno a capita’ cierti ccose… Eh?

RENATO (lievemente allusivo) Già.

Suona il campanello.

ALFREDO (apre la porta in fondo ed entra Rafilina. Alfredo chiude la porta) Rafili’, quanno se trase o se esce, ‘a porta se chiure, generalmente.

RAFILINA (vede se la porta è chiusa bene, dopo di che afferma con candore) Sta chiusa.

ALFREDO (sottolineando la cosa) Mo. E l’ho chiusa io.

RAFILINA (che non ha capito l’allusione, ride da ebete) Uff! Ingegne’, oggi state ‘e genio? Sì, eh?

ALFREDO (c.s.) Rafili’, ‘a porta si chiude sia dopo che uno è entrato che dopo che uno è uscito.

MARIA TERESA Alfre’, lassa sta’. E’ inutile.

RAFILINA (prendendo dalla tasca del giaccone una scatola e consegnandola a Maria Teresa) Signo’, ho comprato “le Tachipirine”.

MARIA TERESA Grazie.

RENATO Scusate. Io devo scappare. Ciao a tutti.

ALFREDO Rena’, vieni più tardi: ti mangi qualcosa con noi. Voglio fare l’orata “al sale”. 

RENATO Ottima!

RAFILINA (ad Alfredo) Cucinate voi? Sì, eh?

ALFREDO (scherzoso) Eh. Cucino io! Pecchè, tenisse quacche cosa ‘a ricere?

RAFILINA Io? Noo. Voi sapete cucinare bene. Ma però per stasera dovete cucinare per forza voi perché la signora Maria Teresa l’orata come avete detto voi non la sa cucinare. Anzi, stamattina vostra mamma per dentro al telefono ci voleva dire come si faceva, ma però la signora Maria Teresa ci ha sbattuto il telefono in faccia perché stava nervosa. (Premurosa) A proposito, signo’, mo vi sentite “più meglio”? Sì, eh?

MARIA TERESA (evasiva) Sì, non ti preoccupare.

RENATO (in fretta) Ciao, Maria Tere’. Ciao, Alfre’. Stammi bene.

ALFREDO Rena’, allora vieni più tardi? Ti aspetto.

MARIA TERESA (prontissima) No, no. Renato stasera è impegnato.

RENATO (ha capito il gioco) Sì, ha ragione Maria Teresa. Alfre’, ci vediamo un’altra volta, ma stasera no. (Nel  dire) Brava Maria Teresa! (le fa l’occhiolino e le dà un affettuoso pizzicotto sotto il mento. La donna assume un’espressione di pieno benessere) Ciao. (A Rafilina) Arrivederci.

RAFILINA Arrivederci, dotto’. (Renato esce per la porta in fondo) Signo’, mo me ne vado pure io? Sì, eh?

MARIA TERESA Sì, vai, vai.

RAFILINA Buonasera. (Esce, lasciando la porta socchiusa)

ALFREDO (grida verso l’interno) Rafili’, ‘a porta! (Ma la ragazza già è lontana. L’uomo chiude la porta, poi) Guarda, Rafilina è incredibile! (Lunga pausa) Senti… Sai, io a volte là per là non faccio caso a determinate cose, poi ci rifletto e… Perché non hai voluto che Renato stasera venisse a cena da noi? E’ successo qualcosa?

MARIA TERESA (elude) No, niente. E’ che per cena teniamo soltanto l’orata e un poco di insalata…

ALFREDO (brusco) No, Maria Tere’, tu non mi convinci. Che è successo?

MARIA TERESA (infastidita) Uffà! E’ successo che Renato mi ha detto che ti avevano messo in testa che tu avevi un tumore al pancreas.

ALFREDO (inaspettatamente calmo) Bè? Che c’entra questo c’’o fatto che non l’hai voluto fare venire a cena da noi.

MARIA TERESA (implorante) Alfre’, ti prego, nun me fa’ parla’. Non voglio darti un dolore. Tu già hai sofferto abbastanza.

ALFREDO (irritato) E parla, per Dio! Hai detto che non mi vuoi dare un dolore, ma ti rendi conto che mi faresti soffrire di più se mi lasciassi in un dubbio? Dimmi la verità: Renato ti ha rivelato che io ‘o tumore ‘o tengo veramente.

MARIA TERESA Ma che tumore! Quello te lo devi dimenticare soltanto. Tu vuoi sapere la verità? E io te la dico. Però ti avverto che soffrirai, e molto.

ALFREDO (categorico) Maria Tere’, he’ parla’!

MARIA TERESA Tu per cinque mesi mi hai trascurata, non per colpa tua, d’accordo, ma mo hai trascurata. Renato era gentile, affettuoso… mi piaceva… e…

ALFREDO (amaro e a colpo sicuro) M’he’ fatto ‘e ccorne.

MARIA TERESA In parte sì.

ALFREDO Che significa “in parte”? Parla chiaro.

MARIA TERESA Non sono andata a letto con lui.

ALFREDO (pacato) Come mai?

MARIA TERESA (sincera) Avremmo voluto. Però ci siamo accorti che i baci, le carezze e le coccole ci bastavano.

Pausa.

ALFREDO E mo? Le cose come stanno?

MARIA TERESA Renato oggi mi ha spiegato il motivo per il quale tu mi trascuravi e mi ha fatto capire che forse era meglio smettere, diciamo, la nostra complicità. Io sono d’accordo. Però mo è inutile che ti dico queste cose: tu non mi crederai mai.

ALFREDO Ma perché, scusa. (Sospira) Cara mia, la vita è fatta di tanti “punto e a capo”. Noi mo dobbiamo andare a capo, sempre se lo vuoi, è chiaro.

MARIA TERESA (supplicante e come chi abbia voglia di intraprendere qualcosa, benché non vi riesca ancora del tutto) Sì, hai ragione. Ma… tu mi devi aiutare perché, te lo dico sinceramente, per me non sarà facile dimenticare Renato.

ALFREDO Immagino. Comunque, tu devi stare solo tranquilla: ci penserò io, a fartelo scordare. (L'accarezza e le sussurra teneramente) Presto, vedrai.

                                             FINE

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