Il minotauro

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LUIGI FILIPPO PARRAVICINI

ASTERIONE - IL MINOTAURO

TRAGEDIA

Personaggi

Asterio o Asterione – Il Minotauro.

Pasife – Regina di Creta (ex moglie di Minosse) amante del Minotauro.

Dante Alighieri.

Lo spirito di Virgilio.

Teseo – Campione dei giochi di Olimpia e futuro principe di Atene.

Arianna – Principessa di Creta.

Vestali.

Guardie ateniesi.

Personaggi

Il figura di Asterione è quella di un uomo dilianiato dalle sue stesse passioni; per questo prigioniero di se stesso, metaforicamente nel ‚Labirinto di Cnosso‛. Evidentemente si trova in preda a un fuocodell’anima, che non riesce a controllare in nessun modo. Probabilmente il suo più grande errore è quello di ritenere, che per mezzo della sua volontà, e attraverso il suo potere fisico e mentale, che pure è notevole, possa ottenere ciò che vuole e bastare a se stesso. È essenzialmente un ateo e un

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edonista nel senso più carnale del termine; la sua esistenza e i suoi giudizi sono quasi basati unicamente sul materialismo e sui sensi. Il suo orizzonte primario è il godimento carnale; finendo poi per pagarne le conseguenze. Di tutto questo però è consapevole. E lo detesta; certamente si disprezza, ma è spiritualmente ancora troppo ignorante anche solo per intravedere altre possibilità.

Dante Alighieri è un personaggio molto simile a quello della Commedia, come rappresentato nel Purgatorio e nell’Inferno, ha però molta più sicurezza nella proprie capacità e confidenza con Virgilio.

Essenzialmente timido è comunque intimorito dal mondo e dai personaggi che incontra, e stupitissimo di ritrovarsi in un luogo in cui non avrebbe mai pensato di ritornare. Al contempo è presente dentro di lui la chiara consapevolezza che nulla può più toccarlo. Effettivamente è diventato un maestro, e in quanto tale è libero. È un uomo che nella sua vita ha pagato tutto cento volte, e senza però aver mai raccolto niente di niente. In qualche modo è simile a uno schiavo nero americano, che dopo una vita intera di privazioni e di sacrifici, è tornato redivivo, nel luogo del suo misfatto. Or quindi un Dante Alighieri umile e mite di cuore, come sempre, ma libero è protetto dalla giustizia divina, assoluto arbitro della sua nuova vita, che si trova nella condizione di poter decidere autonomamente cosa fare: se restare, andare, tornare, negare, affermare rifiutare e quant’altro. In ultima analisi, dopo aver scritto cotanti capolavori per l’umanità intera, si trova ad essere il Signore del suo destino.

Il personaggio di Virglio è puro spirito. In questo senso quindi è visibile solo a Dante – il quale, come sempre, può interpellarlo a suo piacimento - gli altri non possono vederlo né percepirlo, in quanto non rinati al Paradiso. Si noti bene: Virgilio era in paradiso, e non nel limbo come indicato nella Commedia. Questo perché Cristo, prima di risorgere, è disceso negli inferi e ha liberato i giusti che attendevano la sua venuta.

Dante è naturalmente un personaggio più evoluto di Virgilio, ma l’affetto che cova per il suo antico maestro resta attualmente immutato. In questa particolare occasione egli subisce per una volta ancora le sue indicazioni, e

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per questo ne rimane molto stupito. Di solito non è così, ormai da tanto tempo.

Pasife è una figura psichica debolissima. È una donna che finge di mascherare la sua assoluta inadeguatezza con la disponobilità affettiva e la passione carnale: ‚L’amore per il suo uomo‛. A tutti gli effetti di amore non si tratta (in qualche modo nel suo caso si potrebbe parlare di plagio). La sua è semplicemente inadeguatezza. È una persona mediocre sotto tutti i punti di vista. Non ha passioni, non ha interessi, non ha idee, non ha cultura di alcun tipo. Vive degli steriotipi inconstistenti del proprio tempo, del materialismo del mondo, solo parzialmente camuffato e dell’assoluta vanità che la circonda.

Il rapporto tra lei e il Minotauro è un rapporto illegittimo, per cui ai giorni, nostri sarebbe paragonabile a qualcosa di simile a quello di una famiglia allargata. Comunque non certo quello di una famiglia felice.

Arianna è una ragazzina di diciassette anni e mezzo; è sul filo dell’adolescenza, nel fiore della sua età, ancorata ancora da una parte alsuo essere bambina, dall’altra a diventare una donna. Svolgendosiverosimilmente il dramma nell’arco di sei mesi, si potrebbe dire che per i primi tre è ancora bambina, mentre per i secondi tre, si è già trasformata in giovane donna innamorata. È molto dolce e spontanea, ma anche intelliggente e perspicace. Di fatto non è assolutamente una persona comune. La vedremo poi follemente innamorata di Teseo, ma il loro amore rimarrà segreto sino alla fine…

Sarà il filo dell’amore, della conoscenza, della logica disarmante di Dante e di Virgilio, insieme alla pazzia di Asterione, che permetterà a lei e a Teseo, di coronare il loro sogno d’amore.

Teseo è un giovane virgulto. E’ il principe di Atene, campione dei giochi.Nella reggia si cela come insegnante di musica di Asterione, ma è ovvio che sia un escamotages per celare la sua presenza. Si finge quindi a tratti umile e forse anche stupido. Di fatto non è nè l’uno, nè l’altro. Anzi al contrario, è molto colto e preparato. E per di più è un uomo forte, coraggioso e impavido…. Che non teme la morte!

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Il luogo

La sala dei banchetti della reggia del Re di Creta, ai giorni nostri. Riccamente addobbata. Un grande camino in pietra con il fuoco accesso. Divani ampi e spaziosi. Un tavolo. Un vecchio pianoforte scordato sulla sinistra. Un vecchio ampli Fender valvolare. Il trono sulla destra.

ATTO PRIMO

Sipario

Scena prima.

Da una densa nuvola di fumo, dietro lampi e tuoni, appare Dante Alighieri, vestito di tutto punto, con la corona di alloro sulla testa, davanti a una porta chiusa. E’ una porta di ferro, molto pesante con una finestrella rettangolare ad altezza uomo. A lato del vetro, un citofono.

Quando le nebbie si diradano, Dante guarda all’interno della finestrella.

Dante (molto stupito)      – Ohibò…. (breve pausa)Questa proprio non me

l’aspettavo!

Continuana a guardare all’interno, poi legge a voce alta il nome sul citofono.

Dante – ‚Asterione, il Minotauro‛. E’ sì che è proprio lui… Ma che sarà mai?! Questo davvero non me lo aspettavo! (A voce alta, interrogativo, come rivolgendosi a qualcuno più in alto) Ma è uno scherzo?

Tuono dal cielo seguito da lampo e fumo in scena.

Dante – ….Evidentemente no! Uhm… (breve pausa) Va bene.

Dante preme il citofono con il dito, con conseguente suono del campanello.

Dante – Si poi questa però lo duca mio me la deve spiegare….

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La porta si apre con cigolio di ferraglia.

Dante (intimorito) – ... È permesso?

Asterione (aulicamente) – Amico mio! Entra, entra... entra! Vieni dentro!

Quanto tempo è passato!

Dante – Disturbo?

Asterione – Ma figurati. Ha mai disturbato il più sommo dei poeti?!

Accomodati! Mai avrei sperato di rivederti!

Dante (facendosi incontro) – Effetivamente neanch’io...

Asterione lo abbraccia.

Asterione – Qui devi fare come fossi a casa tua. Dopo ti do le chiavi...

Come stai? Quanto tempo è passato?

Dante – Qualche secolo...

Asterione – Allora che mi racconti?

Dante (guardandosi intorno) Beh... però non è che stai messo proprio male qui… Credevo fossi in un labirinto.

Asterione – Ti piace?

Dante – Eh... (breve pausa ammirando la reggia)

Asterione – Adesso lavoro in televisone! (con aria furbissima) Sono un V.I.P.!!! A proposito: mi hai visto ?!

Dante (Facendo lo sforzo di ricordare) – Ah… Sì, sì… ho visto! Asterione – … Ma voi potete vedere?

Dante–... Purtroppo sì… si vede tutto. Ma possiamo scegliere cosa guardare.

Asterione – Ah… ho capito!

Dante – Io di solito non guardo affatto… mi interessa solo la conoscenza, sai le cose di cultur…

Asterione (interrompendo) – Non per vantarmi ma sono molto bravo… Faccio più del venti percento di share!!!

Dante – Complimenti, complimenti!

Asterione – Parlo bene è... Davvero!

Dante – È sì, sì… Me lo hanno detto tutti!

Asterione – Non è facile sai... bisogna tenere il cotrollo… di solito uno si emoziona… dominare la tensione… in me non c’è un’ombra di imbarazzo! ‚Buco lo schermo!‛.

Dante (perplesso) – Buchi lo schermo?!

Asterione (tronfio e orgogliosissimo) – Come si dice oggi: ‚spacco...‛

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Dante – Spacco?!

Asterione – Sì, sì! Spacco!

Dante – Davvero complimenti.

Asterione – Lo so: me lo dicono tutti. (Con aria sorniona) E in più ci sono un sacco di tope!

Dante (stupitissimo) – Davvero?

Asterione – Ragazzine…. Alighieri? Vent’anni!!! Non puoi capire… La

carne… soda! La tonicità del corpo di una ventenne, ha una consistenzache tu non puoi nenanche immaginare. E sono disposte a tutto.

Dante (imbarazzatto, guardando da un'altra parte) – Immagino...

Asterione (compitando le sillabe) – Di-si-ni-bi-te!

Dante – Uhm.. Bene!

Asterione – Fratello mio puoi credermi. Il paradiso è qui! Adesso ne ho un paio per le mani... e c’è anche un regalino incorporato!!!

Dante lo guarda interrogativo.

Asterione (ridendo) – Della serie: ‚Il cannolo alla crema!‛ Dante (disgustato dall’antifona) – Uhm…

Asterione – E tu come lo vuoi il cannolo: alla crema o al pistacchio? Dante (accennando un dinego) – Grazie.

Asterione – Forse a a te tipiace alla mandorla! Anzi no: la mandarla ce la metti tu!!!! (Sbottando in una risata)

Dante – Asterione ti prego.

Asterione – Perché ce l’hai piccolo!

Dante – Guarda che me ne vado!

Asterione – Scusa, scusa Alighieri. Mi ero dimenticato che tu eri a dieta! Dante – Asterione…

Asterione (facendo segno) – Scusa.

Dante – Grazie.

Asterione (poi girandosi dall’altra parte e facendo il gesto con la mano:

come a dire cilecca) – E’ che lui èa dieta da settecento anni!!!

Dante (seccato si incammina) – Adesso basta, me ne vado.

Asterione (rincorrendolo) – No, no, no. Scusami poeta! Ti prego perdonami… non andare.

Dante – Ed io comunque non sono a dieta!

Asterione – Ah è vero dimenticavo…. Come sta Beatrice?

Dante (freddissimo) – Bene. Grazie!

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Scena seconda.

Asterione lo accompagna in salotto e poi si stravacca sul divando, e prendendo una chitarra acustica inizia a strimpellare.

Dante – Adesso ti sei messo anche a strimpellare? Asterione – Ho iniziato da poco, e mi piace moltissimo! Dante – Davvero?

Asterione – Sì, sì, sono entrato in fissa. So già il giro di Do, di Fa e di Sol. Ascolta ti faccio sentire. (Accennando gli accordi) Sol maggiore...

(con grande impegno e dedizione anche se incapace) Mi minore... Laminore... Re.

Dante – Il Re è di settima.

Asterione – Come ?

Dante – Nel giro di Sol il Re è maggiore con la settima! È la dominante.

La dominante è di settima... settima dominante.

Asterione – Va beh... poi vedremo. Io adesso inizio così! (Mettendo via lo strumento) Poi vedremo.

Breve pausa.

Dante – Cosa hai fatto in questi giorni? Asterione – Sono stato ad Assisi. Dante (stupito) – Ah, bellissimo!

Asterione – Non ci crederai... siamo andati ad un raduno Urasha. Dante – E che sarebbe?

Asterione – È una delle più antiche comunità Andine del Perù! … Hanno mischiato le vecchie tradizioni tribali con quelle del Cristianesimo.

Dante lo guarda stupito.

Asterione (convinto) – Hanno salvaguardato la tradizione delle loro culture originali, e camuffandole, sono riuscite a mischiarle con i riti cattolici, importati dai missionari spagnoli....

Dante – In che senso scusa? Come la Santeria a Cuba?

Asterione – Più o meno.

Dante – E che cosa fanno ad Assisi?

Asterione – Fanno dei raduni in cui bevono questa bevande, l’Harquata, che sarebbe un misto tra il battuto di una foglia di canapa e un’erba strana del loro paese, un arbusto. E attraverso dei canti tradizionali, che

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inneggiano anche la Madonna e Gesù, entrano in contatto con delle realtà trascendentali.

Dante (serio) – Ma stai scherzando?!

Asterione – No, no… Ci siamo messi a ballare, saremmo stati un centinaio. Dante ci credi abbiamo cantato e ballato per dieci ore di seguito!

Èuna forma di guarigione molto potente. L’Harquara è strumento eccezionale, libera la gioia dentro di te! Ti da la possibilità di ritrovare quegli istinti che ormai nella vita moderna proprio non ci sono più ... (Con enfasi) Liberare gli istinti primordiali!

Dante (molto serio) – Asterione, guarda: devi stare attento: queste cose possono essere molto pericolose. È uno stupefacente?

Asterione – No. Non è incluso nella lista degli stupefacenti. Dante – Cioè… non è stata ancora riconosciuta come tale. Asterione – Esatto.

Dante – Ma è un allucinogeno?

Asterione – Sì. Contiente una certa quantità di L.C.D.

Dante – Asterione devi stare attento perchè vi sono realtà trascendentali che tu ignori, ed è pericolossimo mischiare la religione con situazioni del genere.

Asterione – Fidati, amico mio! So quello che faccio.

Dante – Guarda, ti avverto: ci sono entità che non puoi controllare. Asterione – Fidati... è tutto regolare.

Dante – Ne sei certo? Asterione – Ci curano l’eroina!

Dante – Ma c’era un sacerdote?

Asterione – No. Però c’è una statuetta della Madonna e un’immagine del Salvatore.

Dante – Non significa niete!

Scena terza

Entra Pasife in scena di corsa, saltando letteralmente addosso ad Asterione; lo bacia e lo abbraccia con impeto e passione. I baci sono al limite dello sconcio, con la lingua e privi di qualsiasi pudore o rispetto, nei confronti del pubblico. Lui le mette le mani addosso.

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Pasife – Come stai amore mio, ti sono mancata?

Asterione (virilmente) – Sì. E tu?

Pasife – Ti ho pensato dal primo all’ultimo momento. Ti desidero. Ti desidero tanto… Mi hai preparato quella cosina?

Asterione – Sì certo. La stavo facendo adesso...

Prendendo il necessario da una scatoletta di ebano sul tavolino, Asterione, non visto, si mette a rollare una sigaretta di cannabis per Pasife.

Pasife (rivolgendosi al nuovo ospite) – E tu che ci fai qui…

Dante – È quello che mi sto chiedendo anch’io… (poi avvicinandosi e togliendosi il cappello, accenna il bacia la mano) Buon giorno, DanteAlighieri.

Pasife – Ancora da queste parti? (poi seria, rispondendo all’inchino) Piacere, Pasife.

Dante – Piacere mio.

Pasife – È un po’ che non ci vediamo.

Dante – Solo qualche secolo.

Pasife – È proprio vero che certe cose non cambiano mai.

Dante – Può dirlo forte.

Il minotauro passa la sigaretta alla ragazza.

Pasife (lo bacia un’altra volta, sensuale e famelica, prende la sigaretta, poi sussurrando rivolto ad Asterione) – Te l’ho mai detto che sei untesoro? (lo bacia di nuovo, poi si alza e rivolgendosi agli astanti) Signori: …a questo punto vi devo proprio lasciare. Addio... Mi ritirerò nelle mie stanze.

Èevidente che una volta ottenuto quello che vuole, non ha più bisogno di altro. Prima di uscire di scena si ferma e lancia un ultimo sguardo al Minotauro con fare lascivo.

Pasife – Asterione ti aspetto... (sussurrato) sai dove trovarmi.

Pausa. Dante si aggira pensieroso interrogandosi per l’accaduto. Poi tornan a sedersi accanto ad Asterione.

Dante (sinceramente interessato) – Dimmi la verità…: come stai, amico mio?

Asterione (serio) – Non lo chiedere.

Dante scuote la testa e non risponde.

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Asterione – Non me lo chiedere. Certe cose è meglio non indagarle...

forse è meglio non saperle del tutto.

Dante lo osserva con un sorriso di serenità negli occhi, come per dire:

ma cosa vai cercando?

Asterione – Cosa vuoi che ti dica: la mia vita è così (mimando il gesto con la mano) Alti e bassi, alti e bassi. Un giorno sei alle stelle, e ilmomento dopo ti trovi in mezzo a un letamaio.

Dante (calmo ma deciso) – Preghi? Asterione – Ma non dire stupidaggini… Dante lo guarda severo.

Asterione – … non è vero qualche volta mi capita. Poi mette la testa tra le mani e si dispera.

Scena quarta

Una luce bianca va ad illuminare la presenza di Virgilio in forma di Spirto che, visibile soltanto a Dante, torna a coversare amabilmente con lui.

Dante (aulicamente) – Oh mio grazioso duca, amatissimo maestro… (cambiando tono) permetti una domanda?

Virgilio – Certamente: …anche due.

Dante – Vorrei sapere una cosa; solo una cosa: c’è semplice ragione plausibile perchè mi trovo costretto in questo luogo? (alzando il tono di voce) Ma dico: li hai sentiti? Siamo al delirio, questi sono completamentematti!

Virgilio – Se vuoi, te ne puoi andare.

Dante – Grazie al cielo questo lo so! E lo farò anche al più presto – (quasi gridando) ma perchè me li hanno fatti rivedere?

Virgilio – Magari gli potresti essere utile.

Dante (serio) – Mi stai prendendo in giro?

Virgilio – Non sto scherzando...

Danti – Senti, lasciamo stare, me ne torno da dove ero prima e la facciamo finita con questa pagliacciata.

Virgilio – ... Potresti salvarlo.

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Dante (incredulo e scettico oltre ogni dire) – Chi? Lui! Il minotauro. È già bell’e morto e spacciato da più di tremila anni.

Virgilio – Non ne sarei così sicuro, se fossi in te!

Dante – E allora, l’altra volta che ne abbiamo fatto?!

Virgilio – Sai, sono cambiate molto cose da quando siamo passati l’ultima volta..

Dante (leggermente sarcastico) – Sì e che cosa? L’uomo continua a fare gli stessi errori, anzi molto peggio: sembra che si sia addirituttura involuto.

Virgilio – Dovresti vedere quanti Minotauri ci sono in giro nel mondo oggi giorno!

Dante – Non ci tengo, grazie! E comunque tanto peggio per loro, marciranno all’inferno. E comunque quel che è certo è che Asterione non si è salvato di sicuro!

Virgilio (con tono discorsivo) – ... ma sai: Asterione è solo il primo delle lista. E comunque tu oggi sei un maestro o no?

Dante – Certo che lo sono! Non lo vedi l’alloro? (indicando il rametto nei capelli)

Virgilio – E allora hai dei doveri!

Dante – Sì, ma non certo verso Asterione!

Virgilio – Naturalmente: ma io sono comunque convinto che tu potresti

fargli un gran bene: forse addirittura salvarlo...

Dante – Ma figuriamoci!

Virgilio – Tu ti sottovaluti troppo figliolo... Non lo sai che sei il più grande poeta dell’umanità?

Dante (al limite del seccato) – Grazie. Questo me lo hanno già detto!

Virgilio – E poi io comunque ho fatto moltissimo per te...

Dante – Di questo ti ringrazio, ma cosa c’entra?

Virgilio – Hai delle responsabilità... se io o anche persone più in alto di me ti hanno amato e ti hanno insegnato tanto, è bene che tu in qualche modo, ti trovi a ricambiare.

Dante (esterrefatto) – L’ho già fatto!

Virgilio – Ti si chiede solo un piccolo passo ancora…

Dante – Mi sembra di parlare con un sordo: forse non hai capito! Questi sono due eretici, prendono sostanze! Fanno il baccanali nei boschi con la figura di Cristo! Questa è blasfemia bella e buona!

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Virgilio – … non è una novità.

Dante – Praticamente sono due indemoniati! Tra poco arriva il diavolo e se li porta via alla velocità della luce. Io non posso proprio fare un bel niente per costoro!

Virgilio – Questo non è vero.

Dante – Forse non mi sono spiegato bene: (enfatizzando) io non ‚voglio‛ fare più niente.

Virgilio – Tanto poco vale la tua misericordia?!? Ancora non hai incominciato e parli già di mollare la spugna.

Dante (esasperato) – Maestro!!! … ma con Asterione!?! Virgilio – Più è grande il maestro, più difficile la prova. Dante – Ma siamo impazziti o cosa? Virgilio – Credimi: tu puoi farlo.

Dante (quasi al limite) – Questa è follia!!!

Virgilio – Può darsi...

Dante – E comunque lui non vuole!

Virgilio – Dici bene infatti, questo è il problema principale: Lui non vuole!

Dante – Non vuole redimersi e non vuole ascoltarmi.

Virgilio – Non sino in fondo.

Dante – Se lui non vuole ascoltarmi, io nulla potrò e in nessun modo. Virgilio – Non ti ricordi come eri tu all’inizio!

Dante        –       Balle!     Figuriamoci!     E     comunque     io     ti     ascoltavo!

Pedissequamente. …Averne di gente così!

Virgilio – Non era un caso infatti... Guarda cosa sei diventato. Dante – E se fallisco?

Virgilio – Beh... se fallisci allora niente: (con molta calma) La Misericordia Divina, avrà fornito una ennesima prova della sua infinita bontà.

Dante (indicandolo col dito) ... E se ne lava le mani!!!

Virgilio – Dai che lo so: farai un gran bene...

Dante – Facile a dirsi è…!

Virgilio – Se ci sono problemi, chiamami.

Dante (Sarcastico) – Grazie. (Poi protestando) E’ un lavoraccio! Virgilio – Addio amico mio...

Dante – Se non mi piace me ne vado!

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Virgilio – Certamente...

Dante – Addio.

Virgilio – A presto. Vecchio pazzo !

Si spengono le luci.

Scena quinta

Nella penombra Dante dorme sul divano di Asterione arrotolato in una coperta. Entra una bellissima ragazza e si mette a cercare al buio gli interruttori.

Arianna – Ma dov’è ?

Dante si è destato.

Arianna – Mannaggia sono in ritardo... (l’interruttore non funziona)

Dante – Accendi quella... (indicando la lampada) È lì, guarda.

Arianna ( presa di soprassalto sobbalza) – E lei chi è ?!

Dante (dolcemente) – Tu dovresti essere… Arianna, vero?

Arianna (interrogandosi) – ...Sì.

Dante – Accendi, accendi la luce. È lì.

Arianna – E lei chi ?

Dante (molto cortese, le va incontro e le bacia la mano, solo sfiorandola)

– Dante Alighieri... Buona giornata. Arianna – Ah il poeta!

Dante – Ci siamo già visti. Non si ricorda di me? Arianna (pensierosa) – Veramente no.

Dante – Sono un vecchio amico di papà. Arianna – Ah...

Breve pausa.

Arianna – Mi scusi ... sto cercando la divisa.

Si accende una luce sul tavolino e la ragazza si mette a frugare tra i

cassetti.

Arianna – Mi scusi è… posso farle una domanda?

Dante – …Certamente

Arianna – Come fa a scrivere tutte quelle cose?

Dante– E’… bisogna studiare… Tutto qui.

Arianna – Ma come si fa a crearla, cioè come succede? Viene?

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Dante – Beh… bisognerebbe studiare, magari il latino, il greco meglio ancora.. E amare tanto la poesia, leggere la poesia.

Arianna – Ah… ho capito; è che oggi non va più.

Dante – E’ sì… ho visto, oggi va di meno; ma ci sono sempre le canzoni, i sonetti… come li chiamate voi… i cantautori.

Arianna (continuando a frugare nei cassetti) – Ah… quelli…

Dante – C’erano anche ai miei tempi, si chiamavano ‚trovatori…‛

Arianna (Spazientita) – Sì ho capito, ma come le viene a lei una poesia?

Dante – E’ facile… basta che studi poesia; leggi poesia; ami la poesia,così finisce che ti metti a pensare in poesia… (Breve pausa)poi alla finela scrivi.

Arianna – Ah… Ho capito.

Prende una cravatta, un gilet blu e una gonna plissettata della stessa tinta.

Arianna – È la divisa della scuola... sono in ritardo. (Continuando a rovistare, guarda nell’armadi) Va beh... (parlando tra sè) la giacca non latrovo. Vado senza...

Dante – Sono capitato nella tua camera...

Arianna – No, no, non fa niente. Io di solito dormo nell’altra stanza.

Dante – Scusi ancora.

Arianna – No, no. Stia pure quanto vuole. (Fa per uscire) Arrivederci… Dante – Arrivederci tesoro…

ATTO SECONDO

Scena prima.

Asterione e Pasife da soli in salotto. L’Alighieri non visto, dietro una tenda.

Asterione (preoccupato) – Pasife... sono stato male!

Pasife – Perchè? Dimmi amore, cosa ti è successo.

Asterione – Questa notte. Sono stato male, non capisco che cosa sia stato... Non sono riuscito a dormire...

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Pasife – No... il mio piccolo grande uomo.

Asterione – Non sto scherzando!!!

Pasife (prima seria) – No, no... ci credo!(poi mielosa e affettata, abbracciandolo) Il mio Big Jim è stato male.

Asterione – Credici perchè questa volta non è un caso.

Pasife – Ti credo!

Asterione – Mi sono addormentato che erano le due e alle tre ero già sveglio e mi sono ritrovato in un bagno di sudore. E tremavo, tremavo...

avevo i brividi e avevo freddo: mi tremavano i muscoli! Come se avessi delle scosse alla schiena, continue... tan, tan, tan... Avevo tutti i muscoli del dorso, rigidi come fossero di marmo... andavano in ipertensione e sentivo come dei colpi, come se si irrigidisse tutto. Non riuscivo quasi a muoveremi!

Pasife – Il mio piccolo eroe!

Asterione – Sono riuscito ad alzarmi e a bere dell’acqua... poi piano piano mi sono calmato... Ma le gambe continuavano a tremare: tan, tan, tan!

Pasife – Probabilmente hai avuto una crisi...

Asterione – No, non era una crisi... era qualcosa di più!

Pasife lo guarda interrogativa.

Asterione (serio) – Pasife: voglio smettere! E voglio che tu mi dia una mano.

Pasife – Certo tesoro... farò tutto quello che vuoi!

Asterione – Voglio vedere un dottore, e voglio trovare qualcosa che mi piaccia. Se no la vita non ha senso. Voglio uscire fuori da questo incubo! Che senso ha vivere!?

Pasife – Ma certo tesoro: faremo tutto quello che vuoi...

Asterione – Voglio studiare la musica; la musica, la musica riesce a calmarmi.

Pasife – Sì amore... faremo tutto quello che vuoi!

Scena seconda

Arianna seduta sul divano con il telefonino in mano si scatta dei selfie, mimando delle pose, scattando delle foto e filmandosi. Le immagini

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vengono riprodotte in uno schermo più grande sulla parete, in maniera che il pubblico possa fruirne.

La ragazza è molto fotogenica, senza però essere maliziosa. Il suo è una sorta di edonismo infantile, in cui l’adolescenza non ha ancora completamente colmato lo spazio della femminilità. Assomiglia più a un bambino che si guarda allo specchio, stupito del suo aspetto, che alla malizia di una giovane donna in fiore.

Arianna sorride, mima, pensa, esprime e cambia le sue espressioni rispetto agli stati d’animo percepiti. A corallorio di ogni dinamica, scatta la foto.

Poi passa all’emozione successiva.

Dante non visto osserva tutto defilato. Poi entra in scena.

Dante (rivolto ad Arianna) – Vuoi fare l’attrice ?

Arianna – Cosa?

Dante – L’attrice... vorresti fare l’attrice?

Breva pausa, Arianna non risponde e continua a filmarsi.

Arianna – Perchè?

Dante non risponde. Ed è completamente rapito dalla scena e dalla proiezione sullo schermo.

Arianna – Le piace ?

Dante – Sì.. E’ bellissimo. Un pò strano, ma… intrigante.

Dante si avvicina per parlare meglio.

Arianna – No, aspetti non entri! Se si avvicina finisce sullo schermo Dante – No, no... io non voglio comparire.

Arianna – Allora riproviamo! One, two; one, two, three....

La musica parte e Arianna mima letteralmente un balletto.

Dante (avvicinandosi di lato per guardare lo schermo) – Ma lo pubblichi, poi ?

Arianna – No... Perchè?

Dante (incuriosito) – No?!

Dante – Vuoi fare la regia?

Arianna – Cosa ?

Dante (seriamente) – Potresti fare la regista o la ballerina. La coreografa, non credi?

Arianna gira la faccia dall’altra parte, facendo un gesto di diniengo.

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Entra Pasife.

Pasife (fintamente amichevole, ma acida e scostante)– Scusami ragazzina, prima di andare, ricordati di mettere a posto camera tua. Per favore; grazie.

Arianna gruarda Dante incuriosita.

Arianna – Sì, va bene...

Dante – Uhm...

Pasife accende un bastoncino di incenso e fa per ritornare nelle sue stanze.

Pasife – E inizia ad apparecchiare che tra poco mangiamo.

Arianna (non vista mostra una boccaccia, poi sarcastica e fintamente filiale ) –Sì, certo mammina!

Pasife (seccata) – Non fare la spiritosa!

Pasife scompare nelle sue stanze.

Arianna (con grande disgusto) – Io li odio questi cosi! Mi fanno schifo. Dante – Cosa: l’incenso ?

Arianna – Sì! Mi fanno venire il mal di testa!

Dante – E spegnili no?

Arianna – Li spengo?

Dante – Sì, certo; buttali via!

Arianna prende il bastoncino e lo butta via.

Scena terza

Dall’altra parte della scena il minotauro davanti al computer sfoglia le pagine degli acquisti di Amazon. Dante incuriosito, dietro lo sue spalle. Arianna da un lato e Pasife dall’altro.

Asterione – Voglio una cuffia come si deve!

Dante non risponde.

Asterione – Vediamo questa; no, questa non mi piace. 158. Non mi piace il designo. E questa: 46 e 99... Cover in legno; Sarà una cavolata. (breve pausa) E questa? Disponibile ora, 99 e 50. Vediamo le caratteristiche... Iola compro.

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Dante – Ma la compri davvero?

Asterione – E certo che sì! Dunque vediamo: Bluetooth, Eight traks, Eight driver... Prezzo consigliato 199,50 sconto 100 euro, spedizione gratuita. (cliccando sul display) Comprata.

Dante – Ma l’hai comprata davvero?

Asterione – E no... per gioco. (breve pausa) E questo cos’è... Sollevatore per bicicletta da muro. 19 e 90. Figo! Bellissimo. Vediamo, ma che ci potrei sollevare? Io in biciceltta non vado...

Dante non credendo ai suoi occhi sgrana lo sguardo sullo schermo. Asterione – Allora Arianna... Noi il mese prossimo partiamo, io e Pasife,

facciamo una settimana a Zanzibar.

Arianna – Noo... dai che bello... voglio venire anche’io!

Asterione – E’ no, tesoro, questa volta non puoi venire... la prossima...

Arianna – Ma dai papà, perchè no?!

Asterione – Perché è cosi…

Pasife (tenerona) – Perchè è la nostra settimana d’amore... Non abbiamo mai fatto una pausa, da un pezzo a questa parte.

Arianna – Ma insomma, non è giusto!

Asterione – Tesoro, mi dispiace... la prossima volta.

Arianna (risentita e imperiosa) – Io questa estate voglio andare al college in Florida. Prende il dispositivo in mano e inizia a cliccare in cerca delle foto del college.

Asterione – E perchè vuoi andare al College? Cosa vorresti fare? la summer school.

Arianna – Insomma Asterione. Tutte le mie amiche ci vanno! Voglio andarci anch’io!

Asterione – Ma chi... ci va?

Arianna – Tutti.

Asterione – Ma figuriamoci...

Arianna – Quando io vi porterò regali per tutti di ritorno da Miamy, voglio vedere se non sarete contenti.

Teseo alza la testa incuriosito.

Asterione – E come fai ad andarci?

Arianna – Mi faccio dare i soldi dalla mamma!

Asterione – E a chi glieli dà la mamma? Se non glieli do io dove vuoi che vada?

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Arianna – Insomma non è giusto tu te ne vai a Zanzibar una settimana e io non posso andare a Miami questa estate!

Asterione – Non ti permettere ragazzina che ti da un malrovescio che ti faccio valore da qui a là! Questi non sono affari tuoi.

Arianna – Va bene allora io vado in palestra.

Asterione – Ok. Vai in palestra. Qui si mangia all’una e mezza. Ci sono gli gnocchi di spinaci con il pomodoro.

Arianna – A me li scoli in bianco.

Astetrione – Perchè scusa?

Arianna – Non mi piace il pomodoro.

Asterione – Senti Arianna vai a fare in c.... che oggi non è aria!

Scena quarta

Dante si apparta per parlare con Virgilio, che non visto compare da un lato del proscenio.

Dante (entusiasta) – O duca mio... Ci sono novità!!!

Virgilio – Bene, bene, molto bene. Quali novità?

Dante – Grandissime novità! Allora: lui ha avuto una crisi! E’stato male. Virgilio – Chi ?

Dante – Il Minotauro, è ovvio; Asterione! Dice che vuole smettere... Virgilio – Bene, molto bene. Hai visto figliolo, tu che non ci credevi? Dante – Eccome!

Virgilio (con tono da omelia)– Ricorda amico mio… E la scienza per quanto importante e certa sia, è nulla in paragone al formidabile mistero della Trinità!

Dante (tagliando corto) – Sì, sì certo, Padre Pio. E in più c’è la figlia: Arianna! Un bel peperino anche lei! Devi vedere... e poi ci sono tutti questi giochi assurdi e strani... E’ come in uno specchio d’acqua che si riflette... e si riproduce! Mai visto niente di simile!!! E in più ti fa apparire anche altre cose! Dice che si possono comprare...

Virgilio – E’ ovvio, no... Perchè non lo sapevi?

Dante – Però c’è anche lo smog... è come respirare il carbone. E l’aria puzza! Ai nostri tempi uscivi di casa, sembrava di stare in un giardino… l’aria era fresca, c’era il cielo, la luna, i prati. Non te ne accorgevi ma

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sembrava di stare.. in paradiso... Qui non appare mai il sole all’orizzonte. Il cielo è piccolissimo. Non hanno più la natura! Sono solo palazzi di cemento! E’ orribile!

Virgilio – Hai visto...

Dante – Ho visto sì! Fa schifo.

Virgilio – E oggi?

Dante – … Oggi sembra di stare all’inferno! (quasi gridando) E’ tutto grigio !!!

Virgilio – Poveretti! …

Dante – Poveretti un corno! Hanno distrutto tutto!

Virgilio – Ma lei che fa?

Dante – Adesso non ho idea. Pasife è la matrigna. E’ cattiva e ha paura della ragazzina, perché è la figlia così la attacca ed è scostante. Arianna però sembra che gli tenga testa! Magari non subito, ma tra qualche anno di sicuro! Asterione è un incapace, non capisce niente, anzi peggio, da ragione all’amante!

Virgilio assentisce con il capo.

Dante – Però la cosa incredibile è che lui si sente responsabile! Le vuole bene. E questo lo salverà. Ma ci pensi... il Minotauro che ha una figlia! Ed è Arianna!

Virgilio – Hai visto?

Dante – Il ragazzo non l’ho trovato... Dovrebbe esserci, Teseo… Virgilio – Vedrai che arriverà dopo. E’ inevitabile.

Dante – Sì, sì, certamente ... ma adesso vai. Ti faccio sapere io.

Virgilio – Sì ma tu prega, se no non lo salvi.

Dante – Sì, sì, va bene. Adessi però vattene.(Spingendolo fuori) E non farti vedere.

Virgilio (tra sè e sè)– Tanto non mi vedono lo stesso...

Scena quinta.

Dante torna da Asterione.

Asterione (prendendolo sotto un braccio) – Amico mio... Questa notte mi sono fatto una scopata pazzesca!

Dante – Eccolo...(con gli occhi al cielo) Le ultime parole famose!

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Asterione – Non sai... A me piace così! Capisci cosa intendo?

Dante – Capisco, capisco...

Asterione – E’ più forte di me.

Dante – Amico mio, tu lo sai come la penso...

Asterione – Ieri è stata bravissima. Camminava nuda per casa, era una cosa fantastica! Con queste due gambe infinite, un pezzo di figa non ti dico...

Dante – Sì... Grazie. I particolari, magari un'altra volta.

Asterione (con rabbia) – Il problema è che sta sempre male! Sai cosa vuol dire: sempre! E così non va bene, figlia mia bella! L’altro giorno sono dovuto andare a fare la spesa!

Dante lo guarda incuriosito.

Asterione – Ma ti pare che uno come me possa andare a fare la spesa?! Dante – Ma perchè: lei non poteva?

Asterione – No! Stava male. Il problema è che se vado a fare la spesa io si mangia, se va lei, che è taccagna, compra due cagate macrobiotiche!

Dante – Ma perché, non puoi dirle quello che deve prendere? Asterione – E’ niiii... cioè andrebbe istruita. Non è una cosa facile. Dante – Capisco...

Asterione – E vuoi sapere come andrà a finire?

Dante – Che te la prendi in saccoccia...

Asterione (in crescendo) – No! Che dovrò a pagare qualcuno che andrà a fare la spesa al posto suo!

Breve pausa; Dante non risponde.

Asterione – E’ che c’ha il minimo basso... Io gli volevo dire, a Natale, fai una preghierina, e di così: Babbo Natale, ti prego: ‚Fammi diventare unaninfomane..!‛ Anzi sono io che devo fare la preghierina: ‚ Babbo Natale: fai che lei diventi una ninfomane...! (Cambiando tono repentinamente) Che però venga solo con me!

Dante scuote la testa disarmato.

Asterione – Comunque da quando ci siamo menati va tutto molto meglio! Dante (esterrefatto) – Ma perchè: ti ha picchiato?!?

Asterione (entusiasta) – Certo!!! Sono io che l’ho voluto! (con furbizia)

Èstato un modo per prendere il vantaggio...

Dante – E come hai fatto?

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Asterione – So io dove colpire... ci sono certi punticini che se stuzzicati danno ottimi risultati...

Dante – E poi l’hai ripicchiata?

Asterione – Ovvio... Era quello il piano!

Dante non riesce a credere alle sue orecchie!

Dante – Ma stai scherzando o sei serio?!?

Asterione – Ti racconto una barzelletta!

Dante – Asterione senti, ti prego, già non sono dell’umore giusto. Asterione – E’ carinissima, ascolta: il Minotauro arriva in Paradiso... Dante – In Paradiso?

Asterione – Sì, sì, in Paradiso. Precisamente alle porte del Paradiso. E c’è questa folla sterminata di anime, (mimando con le braccia) tutte intorno, a perdita d’occhio. Poi c’è uno spiazzo, un rialzo, come un proscenio, con unaltare no... e dietro di lui questi dodici vegliardi, bellissimi, tutti vestiti di bianco, luminosissimi, con queste barbe lunghe, seduti sui dodici seggi delle tribù di Israele, tutti assisi in contemplazione...

– Il Minotauro va al microfono e rivolgendosi a queste sterminatamoltitudine, prende la parola, e dice: (attimi di tensione, il momento è topico, poi mimando il gesto del megafono, con voce aulicissima) ‚LE PIPPE NON VALGONO!‛ E tutti: ‚AHAHAHAH....‛

Asterione ride della sua bravata. Dante – Hai finito?

Asterione (strizzando l’occhiolino)– No. Ce n’è un’altra...

Dante - Non la voglio sentire.

Asterione – Due vecchietti sono al parco seduti su una panchina, uno dice all’altro: (mimando il balbettarare della caducità nella difficoltà diespressione) ‚ Ma tu... come... fai ... peeeer... il se...ss...sso.

– E l’altro risponde(mimando il gesto volgare con la mano)‚Ba...sta che

.... trovo ... una con l’all.....za...imer!‛

Asterione ride ancora.

Pausa. Poi a un tratto diventa serio.

Asterione (serissimo, al limite della collera) – Il problema è che la vita non ti da mai quello che vuoi... intendiamoci amico mio: sto parlando di sesso. Io ha una smania dentro, lo farei in contiuazione, ma una giorno c’è

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questo, una giorno c’è quell’altro e poi ha il mal di testa, e il mal di pancia, e poi quei giorni lì non ne parliamo.

– Perchè parliamoci chiaro: le donne si comprano. In un modo o in unaltro, finisce sempre che le paghi. O per i soldi, o per la testa, o per il lavoro... Intendiamoci: non dico che sia tutto male, ma uno finisce sempre con la persona che in qualche modo gli da quello che cerca. Ciò di cui hai bisogno...

Dante – Sì, certo... Ma c’è modo e modo.

Asterione – Ovvio... Ma i patti devono essere chiari. Vuoi fare le vacanze nei posti più fighi, l’inverno a sciare e l’estate in montagna... e poi i tropici, e le cene, e i week-end, gli aperitivi... questo e quell’altro. Sì ho capito ma mi devi far scopare, figlia mia, se no non ci capiamo! Io ci sto pure a questa giostra... della quale ti assicuro, non me ne frega un cazzo, ma il pacchetto deve essere completo, se no io pago, pago, pago... Ho capito, ma io voglio scopare la mattina! Voglio fare la seconda... E una volta c’è questo, un’altra c’è quello...

Dante – Asterione… sei stato molto chiaro. Abbiamo inteso: eloquentissimo... Quello che mi chiedo, scusa è: ma se hai tutta questa smania... perchè non ti prendi... che ne sò: due ancelle… non dico una servetta, ma un asiatica, una filippina, magari un extracomunitaria, come dici tu… te la tieni in casa, ti lava, ti cucina, ti cura, ti stira, fai quello che vuoi. La paghi e ti sfoghi come ti pare. E il problema è risolto.

Asterione (risoluto) – No! Io voglio anche una donna. Io voglio che lei faccia anche qualcosa, che si prenda le sue responsabilità. Che abbia una vita, che faccia delle cose, che mi ‚dica‛ delle cose..

Dante – ... certamente: tu vuoi qualcuno sulla quale ti possa anche in qualche modo... appoggiare. Capisco.

Asterione – Esatto!

Dante – Magari un parere...

Asterione – Esatto: magari un parere, una coccola, qualcosa. Dante – Uhm... (Pausa. Dante meditabondo).

Asterione – Che ne pensi? Qual è la tua idea...

Dante – Tu vuoi troppe cose! E oltre tutto non credo sia lei! Pasife non è adatta. Ha troppi problemi. Non sembra una persona sulla quale ci si possa appoggirare.

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Asterione (spazientito) – ...ehhh. Senti: questo è quello che mi hanno dato. Questo è quello che passa il convento.

Dante – Ma che ne sai... magari lo potrebbe diventare.

Asterione – Appunto.

Dante – Chi può dirlo: nella vita si cambia...

Asterione – Perchè lei mi dice: ‚Dopo un po’ di anni è normale che lacosa si affievolisca, tutte le coppie...‛ Sì, ma io dico(forte): ‚Tutti chi!?‛ (breve pausa) Ma tu come fai?

Dante – In che senso?

Asterione – Tu come fai con Beatrice?

Dante (colpito dalla domanda estremamente imbarazzato) – Beh... non lo so. Sai... credo sia un caso diverso.

Asterione – Ma tu come fai col sesso?

Dante (boffonchiando una risposta) – Ma sai, ci sono delle esigenze… dipende dalle situazione, se lei deve fare delle cose, se è stanca... io studio troppo, ad esempio ultimamente sono stato male.

Asterione – Ma lo fate spesso?

Dante – Beh... se fosse per noi lo faremmo tutti i giorni. Solo che non è che sempre si può. Bisogna sentire anche l’altro. Certo è che se io glielo chiedessi, lei farebbe tutto quello che voglio.

Asterione (stupitissimo) – Tutto?!

Dante (con naturalezza) – Sì, certo...

Asterione – Tutto ?!

Dante – Sì: tutto. Ed io per lei lo stesso.

Asterione – Pasife no.

Dante – ... E questo lo vedo!

Asterione – Uhm!

Dante – Ci credi se ti dico che Beatrice non mi ha mai, e poi dico MAI chiesto niente! Sono io che devo insistere per farle un regalo. E il più delle volte rifiuta. Ma se io alzo un sopracilio, lei capisce a cosa penso....

Asterione trattiene uno scatto di ira, come se quelle parole lo avessero pugnalato al cuore.

Dante – E’ ovvio che se c’è un momento in cui lei stà male, io non glielo chiedo; perchè voglio che stia bene. Perche le voglio bene. Io la amo. Ma non è che siano scuse...

Asterione diventa serissimo e inizia a camminare per il proscenio.

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Dante (che non si è accorto del suo stato, trasognando, alza leggermente gli occhi verso il cielo, innamoratissimo) –Ma non è che ci sia bisogno didirlo. Non c’è bisogno di parlare... (breve pausa) noi due siamo… uno.

Asterione emette un grido fortissimo e sbatte i pugni sulla scrivania, con tutta la forza che ha!

Asterione – Ahaha!!!

Dante stupido lo guarda.

ATTO TERZO

Scena prima

Pomeriggio inoltrato. Dante sul divano raggomitolato dentro la coperta.

Entra Asterione di ritorno da fuori, con in mano due bottiglie di vino rosso.

Asterione – Amico mio carissimo, come stai?

Dante – Bene, grazie.

Asterione – Sei già a dormire!?

Dante – Più o meno tu cosa fai?

Asterione – Domani sera festeggiamo! Oggi sono caricato a pallettoni! Domani che fai?

Dante – Credo che studierò un po’...

Asterione – Ok. Perchè io domani, nel pomeriggio ho una riunione importante, vuoi venire?

Dante – No. grazie.

Asterione – Guarda che è un business interessante: magari ti piace.

Dante – No, no, lo conosco, ma non credo...

Asterione – Domani vengono Arianna e forse anche il mio maestro di musica, Teseo…

Dante – Ah… si chiama Teseo?

Asterione– Sì, sì… Un bravo ragazzo… E poi mangiamo tutti insieme! Dante – Con piacere...

Asterione – Ok amico; io devo scappare. Allora a dopo, batti il cinque.

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Si battono il cinque e Asterione esce di scena; contemporanemente entra Pasife.

Pasife (andandogli incontro) – Dante, Dante, vieni qui, guarda. Dante (distratto, seduto sul divano) – Cosa?

Pasife (sedendosi accanto a lui, gli mostra un anello) – Non è meravoglioso!?!

Dante – Davvero! E che cos’è un brillante?

Pasife – Sì, incastonato in una perla! Sono al settimo cielo!

Dante – No davvero!

Pasife – Adesso andiamo a fare shopping.

Dante (perplesso) – Bello! … interessante.

Pasife – Ascolta tesoro, ti volevo dire una cosa… (cambiando tono) ; se vuoi… solo se vuoi però…

Dante – Si certo..

Pasife – Se vuoi ti presento una mia amica…?

Dante – Ti ringrazio del pensiero Pasife, ma io sono a posto così.

Pasife – Perchè io lo so che tu sei tanto buono. Dall’aspetto sembri un po’ emaciato... ma uno non deve guardare le apparenze; io lo so che dentro sei davvero un tesoro!

Dante (sorridendo) – Ti ringrazio Pasife, onoratissimo...

Pasife (rimardo il suo anello) – Va bene, allora io vado, se hai bisogno di qualcosa, non hai che da chiedere.

Dante – Ti ringrazio; non mancherò.

Pasife (uscendo di scena) – Addio...

Dante – Addio...

Breve puasa.

Dante (scuotendo la testa) – In vita mia, davvero giurio, devo averle viste tutte!!!

Dante torna a dormire.

Scena seconda

Notte fonda. Suona il campanello. Dante va ad aprire. Titubante si ferma davanti alla porta. Guarda dietro il vetro sfuocato e non vede nessuno. Il campanello suona ancora.

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Dante (facendo per aprire) - E adesso chi è?! Che faccio: apro? (breve pausa) E se poi è un ladro…!? (meditabondo) Potrei chiedere chi è? …‚Chi è?‛

Arianna – Sono io… Arianna.

Dante (aprendo la porta) – Ciao tesoro come stai?!

Lei gli butta le braccia al collo e lo bacia sulla guancia. Lui ne resta turbato ma lei non se ne avvede.

Arianna – Bene e tu!

Dante – Più o meno… grazie.

Arianna sgattaiola all’interno e si mette a cercare in giro in fretta e furia. Arianna – Devo solo prendere una cosa e me ne vado…

Dante – Ma figurati, stai pure quanto vuoi! Come stai tesoro? Arianna – Sono di fretta, devo andare ad una festa.

Arianna entra in casa e frettolosamente si muove entrando nelle stanze sul retro.

Arianna (con voce fuoricampo, dal retro) - Dai Perlingeri.. li conosci? Dante (tra sé e sé) – …Sì, mi ricordo. Qualcosa il nome mi dice.

Arianna (dall’esterno con voce alta, poi rientrando) – E devo trovare un bottiglia di champagne!

Dante – …Champagne ?

Arianna – Sì Champagne! Vino francese...

Dante – Uhm… Non credo che troverai qualcosa di simile qui in giro… (con cambio di tono, ripensandoci) Ma scusa, tu come come sei arrivataqui?! Sei sola?

Arianna (orgogliosissima) – Sì. Ho la macchina!

Dante (trasalendo) – La macchina?! Ma quanti anni hai ?!?

Arianna (Si allontana continuando a cercare) … Ma è una macchina piccola, per neo patentati! Ormai sono autonoma.

Dante (fintamente) – Buono…

Arianna (con grande soddisfazione) – Figo eh!!!

Dante – Uhm..

Arianna – Ah… Guarda che cosa ho trovato qua… (Mostrando una bottiglia impolverata) Brunello di Montalcino; Biondi Santi!!!

Arianna – Mica male !

Dante – Che anno è ? (guardando l’eticchetta impolverata) ‘98! Mica male davvero!

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Arianna – Uhm…

Dante – Sì, ma mi sa che tuo padre se gli porti via questa si arrabbia! Arianna – Uhm… certo.

Dante – Questa roba qui potrebbe costare una sacco di soldi… anche più duecento fiorini!

Arianna – Credo anche io, meglio lasciare stare (Dantre riposa la bottiglia). Niente da fare, devo andarla a comprare al supermercato.

Dante – Ma adesso non sono chiusi?

Arianna – Ce n’è uno aperto tutta la notte. Ma non possono vendere alcolici…

Dante – Ah già, è vero…

Arianna (delusa) – Gia è vero… e adesso come faccio? Ho promesso che la portavo io…

Dante – Dai vengo con te che la regalo io.

Arianna – Davvero?! Grazie. (Entusiasta) Gli salta al collo e lo bacia sulla guancia. (Danti imbarazzatissimo arrossisce) Non ti andrebbe di venire con noi?

Dante (protestando) – No, grazie! (breve pausa, poi timido) Io non desidero venire alla festa con i tuoi amici!

Arianna – E va bene, alla festa allora non ci venire, mi accompagni solo a prendere lo champagne! Dai così ti fai un giro By Night! Sei sempre chiuso in casa!

Dante - Ok ci sto! Dai andiamo a prendere la bottiglia dei Franzosi!

Arianna – Andiamo!

Dante fa per prendere il suo mantello.

Dante (serio, con il cuore in mano) – Ascolta tesoro, ti volevo chiedere una cosa…

Arianna – Sì, dimmi.

Dante – Ma tu con Pasife, in che rapporti stai? Arianna – Pasife!? E’ una stronza, la odio. Dante (Scoppia a ridere) – Perché?

Arianna – Perché se ne approfitta, è superficiale e stupida. E’ una approfittatrice, ma come c’è una situazione difficile si squaglia. Sparisce alla velocità della luce e non la vedi più. E’ una vigliacca!

Dante – Uhm…

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Arianna – Parla solo di stupidaggini, feste, viaggi, vacanze, ristoranti e spendere soldi. E intanto lo spolpa.

Dante (balbettando) – E’… Purtoppo….

Arianna – Te l’ho detto… la odio.

Dante – Sai che cosa c’è tesoro… al mondo ci sono persone forti e persone deboli… Non è che si può pretendere più di tanto, se uno non è forte.

Arianna – Sì ma allora lui che ci sta a fare con lei!

Dante – … E’…. Questa è una bella domanda!

Arianna – Quello che mi chiedo io è…: che ci troverà mai in quella?!

Dante (alzando gli occhi al cielo) - … E che ci trova!? Indovina un po’…

Arianna – E’ quello che dico anche io!

Dante (tagliando corto) - Andiamo… Arianna – Hai preso lo chiavi? Dante – Si…

Scena terza

Tarda mattinata. Pasife e Asterione abbracciati sul letto; lei è letteralmente sprofondata nelle sue braccia. Ha una gamba distesa che punta verso il cielo e accoccolata a lui lo bacia sfiorandogli la guancia. Nella stanza c’è una grande confusione.

Asterione (sottovoce, mogio mogio, come un bambino che si confida con la mamma in attesa di essere consolato) – …Einsomma mi rode, perchého perso 300 euro. Ne dovevo guadagnare 3000 e ne ho perse trecento! E sono stato talmente stupido che potevo chiudero tutto alla fine del primo tempo e portarne a casa 1500. E invece non l’ho fatto!

Pasife (amandolo con tutte le sue forze; tra i due c’è un momento di profonda intimità) – Poverino…ma cosa è successo?

Asterione – Insomma lo davano 10 a uno! Il Barcellona di solito quando gioca fuori casa, mette sotto tutti quattro a zero! Cavolo… e va a pareggiare con il Marsilia!!!

Pasife – E’ vero…! Poverino: e sei tanto arrabbiato?

Asterione – Sì!

Pasife – Tanto tanto?

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Asterione – No, tanto tanto no!

Pasife – Il mio piccolo grande ometto!

Asterione la bacia sulla bocca come volesse succhiarle le labbra. Asterione – Sono arrabbiato come uno che doveva vincerne 3000 e

invece ne ha perse 300! Sono arrabbiato sì!

Pasife – Poverino…

Asterione (guardandosi in giro) – Ascolta tesoro… non potresti fare un po’ di ordine qui in giro?

Pasife – Sì dopo.

Asterione – Dici sempre così…

Pasife – Dai non fare il noioso…

Asterione – Non vedi quanta confusione, c’è in giro? E c’è anche sporco.

Pasife (triste e fintamente abbattuto) – …E va bene!

Paisife si alza e inizia a mettere a posto.

Pasife (prendendo degli oggetti vari, camicie, indumenti, cartacce etc. e mostrandoli ad Asterione. E’ mossa da un sentimento non sincero e quindi seccato di fare qualcosa per lui e la suo è quindi solo una finta intenzione di rendersi utile) –Ascolta Asterio, questa la mettiamo a lavare? (Odorandola) Non è tanto pulita..

Asterione – Va bene.

Pasife – E questo lo buttiamo…

Asterione – Va bene.

Pasife – Questo pure…

Asterione – Ok…

Pasife – Il carica batterie ti serve? Non possiamo metterlo da qualche parte? Deve stare proprio così in giro? Magari in questo cassetto…

Asterione – Possiamo anche metterlo da qualche parte, ma mi serve…

Pasife – Dai lo metto nel cassetto.

Asterione– Così poi non lo trovo più…

Pasife (riponendolo nel cassetto) – Sai cosa stavo pensando? Asterione – No dimmi…

Pasife – Non ho mai visto la Puglia… Potremmo andare a fare un viaggio questa estate, sarebbe bello, non credi?

Asterione – Lo sai che ci hanno invitati.

Pasife – Davvero ! Dove?

Asterione – In Puglia!

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Pasife – Davvero !? E dove?

Asterione – In quel posto … sai, come si chiama? …Subito dopo Santa Maria di Leuca. Subito dopo la punta.

Pasife – Non lo so…

Asterione – Ma sì, dai che lo conosci. E’ famoso… E’ bellissimo e c’è un mare stupendo.

Pasife (prendendo il telefonino in mano) – Aspetta, vediamo. Asterione – Nel parco del Cilento… Pasife – … Parco del Salento.

Asterione – No, il Salento sta da un'altra parte. Il Salento è in Campania/Basilicata. Il Cilento in Puglia.

Pasife – Qui c’è Taranto e Santa Maria di Leuca… Asterione – Esatto in mezzo. Ma più verso la punta. Pasife – Gallipoli!

Asterione – Ecco Gallipoli! Ci hanno invitati a Gallipoli.

Pasife (sempre guardando il dispositivo) – Eccolo qua! Che è nel parco del Salento.

Asterione – Davvero?

Pasife – Sì.

Asterione – E vedi, non si direbbe… Pensavo fosse il contrario.

Pasife – Hai visto… tu che mi critichi sempre… (soddisfatta) Questa volta ho detto bene io!

Asterione – No. Non hai ‚detto‛ bene tu! Hai ‚letto‛ bene tu. E’diverso…

Pasife resta di stucco e non sa che cosa rispondere…

Asterione (molto compiaciuto, parlando tra sé e sé) – Sono veloce è… Ilmio problema è che sono veloce… (poi rivolto a lei) Vieni tesoro… prendi la nocciolina…

Asterione le tira una nocciolina, lei la prende al volo e la mangia. Asterione – Brava, così…. Ecco. Prendine un’altra…

Le tira la seconda nocciolina, lei la prende al volo e la mangia.

Asterione – Adesso dammi il telefono che voglio parlare con l’Alighieri!

Pasife – Ti prego, non ti arrabbiare, ti supplico… io farei qualsiasi cosaper te, e lo sai. Basta solo che tu mi dica ‚mi manchi‛, e mi precipiterei da te per mettermi ai tuoi piedi. … e te l’ho dimostrato.

Pasife si inginocchia ai suoi piedi e lo bacia.

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Pasife – Non puoi chiedere, è più forte di te… (Breve pausa).

Asterione prende l’apparecchio e impassibile compone il numero di telefono. Pasife resta in ginocchio ai suoi piedi.

Scena quarta

Asterione (Parlando al telefonino) – Ciao Dante, dovresti farmi un favore…

Dante (nella stanza accanto guardando l’apparecchio con fare sospetto) – Ciao Asterio! Sì dimmi…

Asterione – Dove sei?

Dante – In sala.

Asterione – Ti disturbo?

Dante – No, sto studiando…

Asterione – La vedi quella scatola marrone e blu sulla scrivania… Dante – Sì, ce l’ho qui, davanti agli occhi.

Asterione – Ecco. Tu sai per caso se ieri sera, quando è venuta Arianna, ha guardato lì dentro?

Dante – Non saprei… Potrebbe anche. Era molto di fretta… sai come sono questi giovani che si muovono sempre e non sono capaci di stare fermi.

Asterione – Ma quando lei è venuta lì che cosa cercava? Un indumento, un oggetto, che cosa?

Dante – Non lo so… di indumenti non ne ha presi… Almeno così mi sembra… Magari ha preso qualcosa tipo un indumento femminile e lo ha messo nella borsetta… O una collanina… E’ andata dietro e poi è venuta qua.

Asterione – Ha girato intorno alla scrivania?

Dante – Sì, certo… ma molto velocemente.

Asterione – Ok. Nel primo cassetto ci drovrebbe essere una scatola marrone…

Dante –Sì.

Asterione – Dentro ci dovrebbe essere un pezzetto di cioccolato nero… Danti – Sì… questo! (lo prende in mano e lo guarda, è avvolto in una

carta trasparente e sembra cioccolato, ma fino a un certo punto. Dante ne scarta un pezzetto e lo annusa) Non sa di cioccolato.

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Asterione – … credo non proprio.

Dante – E’ andato a male… (lo mette tra i denti come per assaggiarne un poco) – Ma ha un sapore orrendo…

Asterione – Non lo mangiare.

Dante – No?

Asterione (tagliando corto) – No, no. Non si mangia! E’ andato a male..

Dante – Ah ok...

Asterione – Ascolta quanto è grosso? Dante – Boh…. Sarà circa… tre centimetri.

Asterione – Per quanto?

Dante (guardando lo strano oggetto) – Beh.. tre per tre. Tre per due.

Asterione – Ok. Allora prendilo e buttalo nel gabinetto.

Dante– Ok.

Asterione – Poi nella scatola ci dovrebbe essere anche una busta trasparente con del tabacco…

Dante – No, non c’è.

Asterione – Non c’è?

Dante – No. Io non la vedo.

Asterione – E’ come del tabacco da pipa, diciamo da sigaretta, ma più tendente al verde.

Dante – Tabacco da fiuto?

Asterione – Ma che tabacco da fiuto!?

Dante – Tabacco americano… Tabacco del Virginia!

Asterione – Ma quale Virginia !?! (spazientito) C’è o non c’è?! Dante – No. Non c’è.

Asterione – E lei ieri sera è stata lì e poi dove è andata?

Dante – Andava a una festa dai Perlingeri. E aveva bisogno di una bottiglia di Vino francese con le bolle! Che qui non c’era. Allora l’ho accompagnata io al super mercato che non ce l’ha venduta, perche è vietato vendere alcool dopo le dieci. E allora siamo entrato in un strano ristorante del Giappone e le ho comprato io due bottiglie di Prosecco.

Asterione (scoppiando a ridere) – Bravo. Hai fatto bene!

Dante – Poi io me ne sono tornato a casa e lei è andata alla festa con i suoi amici.

Asterione – Niente altro?

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Dante – Guida come una pazza! Ha una macchina molto piccola che va velocissimo e fa un rumore orribile. Tu lo sapevi sì?

Asterione – Sì.

Dante – Ma gliel’hai comprata tu?

Asterione – No, la madre!

Dante – Guida come una pazza!

Asterione – Sì lo so!

Dante – Secondo me è ancora troppo giovane per guidare. Tu fai conto che quando ha parcheggiato, stava andando contro un palo!

Asterione – E’ una pazza scriteriata. (leggermente compiaciutio) Chissà da chi avrà preso…

Dante – A marcia indietro è all’incontrario, invece che girare a destra il carretto va a sinistra.

Asterione – Sì va beh, (breve pausa, pensieroso) Va beh… poi vedremo. Ascolta, ti volevo chiedere una cosa…

Dante – Dimmi …

Asterione – Ma io devo fare il digiuno venerdì? Dante (stupito) – Ma di cosa stai parlando?! Asterione – Questa è la settimana Santa… Dante – Ah…Sì. E’ vero…

Asterione – Venerdì si deve fare digiuno. Tu non lo fai?

Dante – No! Non ci penso nenache, ma quale digiuno!?

Asterione – E io lo devo fare?

Dante – Ma che stai dicendo Asterione?! Asterione – Lo devo fare o non lo devo fare? Dante – Se vuoi fare, fallo... Asterione –Sei sicuro?

Dante – Sì! (breve pausa) Asterione tu non devi fare proprio un bel niente. Devi solo cercare di essere una brava persona ed essere mio amico.

Asterione – Ok. Ho capito. Butta quell’affare, siamo intesi?! Dante – Certo che lo butto! Fa schifo. E’ andato a male.

Si interrompe la telefonata e Dante va a buttare il cioccolatino nel gabinetto e tira lo sciacquone.

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Scena quinta

Si sente il rumore dello sciacquone. Compare lo spirito di Virgilio e Dante torna in scena.

Virgilio – Hai visto?

Dante – Hai visto cosa?!

Virgilio – Sta facendo dei grandi progressi!

Dante – Sì… buona notte.

Virgilio – Sta procedendo a passi da gigante, come direbbe il nostro profeta americano…‚Giant Steps‛ ‚Passi da Gigante‛!

Dante – Sì adesso è arrivato pure John Coltrane!!!

Virgilio – Voleva fare il digiuno… e adesso vedrai che si Comunica! Dante – Sì buona notte! Hai visto come tratta Pasife... Quello lo ama! E

lui le tira le noccioline con il pollice… (mimando il gesto) nenache fosse una scimmietta! La tratta come una pezza da piedi!

Virgilio – E hai visto com’è preoccupato per la figlia! Non vuole che commetta gli stessi errori che ha commesso lui!

Dante – Arianna!!! Quella sì che è una pazza scellerata! In cinque minuti che l’ho accompagnata in quella scatola infernale, avrò perso trent’anni di vita!

Virgilio – Alighieri si svegli!!! I tempi cambiano!!!

Dante – I tempi non cambiano affatto…

Virgilio – Quello non era tabacco Creoglio!

Dante – In che senso?

Virgilio – No! Mi caro il Signor Conte, era tutta un’altra cosa. Dante – Davvero…?

Virgilio – Davvero sì! Si svegli! Si aggiorni! Lei dorme, si ammuffisce dietro i libri! ‚Il vento soffia dove vuole ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va…!

Dante – Giovanni 3,8!

Virgilio – Arrivederci….

Dante – Addio!

Virgilio esce di scena e scompare. Dante resta un pochino come un fesso, con una espressione stupita.

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Dante – Parola mia, questo c’ha qualcosa che non va! Altro che Asterione, è lui il vero pazzo di questa ‚Commedia‛!

INTERVALLO

ATTO QUARTO

Scena prima

Camera di Teseo. Arianna e Teseo abbracciati sul letto. Luci soffuse. Lei indossa una camicia bianca da uomo, le mutandine. E’ sopra di lui, lo bacia e lo abbraccia ripetutamente. I dialoghi sono molto lenti, l’atmosfera

èquella tipica di due ragazzi che si amano alla follia e hanno appena finito di fare l’amore. Si trovano come in una specie di limbo. Lui l’accarezza e la bacia a sua volta…

Arianna (distaccandosi con dolcezza) – Basta… troppi baci!

Teseo – No amore mio, non saranno mai abbastanza (e la bacia ancora). Lei continua per un po’, ma poi si alza sul busto, come a ricordare un qualcosa.

Arianna – Lo sai che l’altro giorno mi sono affacciata così dal balcone e poco più avanti è sbucato un tizio che mi guardava. Ero in camicia da notte. Ma non è mai successo…

Teseo – Non è mai successo cosa?

Arianna – Che ci fosse qualcuno… Non c’è mai nessuno in questo palazzo.. ero sempre sola! E mi guardava… Teseo – Uhm…

Arianna –E ci ha messo anche un po’ a capire che doveva smettere e andarsi a fare gli affari suoi!

Teseo – E’… tesoro mio, ma tu non puoi mica pretendere di uscire sul balcone così (indicando il suo corpo), e che la gente non ti guardi.

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Arianna – Ma non ero proprio così… (E riprende a baciarlo) Lo sai che sei bello…

Teseo – Davvero? Grazie…. Anche tu!

Arianna – Quando sei sdraiato il tuo volto cambia… e assomigli sempre di più a quello di una statua.

Pausa. Lo bacia ancora poi lo osserva con volontarietà.

Arianna – Quando non ti vedo non riesco ad immaginarmi bene il tuo viso… Ho un ricordo, ma è vago…

Teseo – Magari non ti viene in mente.

Arianna – No. Me lo ricordo, ma è vago. E’ sfuggente… Quando non ci sei è come se scomparissi. Poi ritornoie tutto si illumina di nuvo. (Lo bacia ancora sulla bocca)

Teseo – Ti amo.

Arianna – Anche io ti amo.

Teseo – Sei dolcissima.

Arianna – Anche tu!

Teseo – E sei morbidissima…

Arianna – Anche tu… (lo bacia ancora) solo che vorrei portarti via con me… ma non ci riesco. E allora cerco di imprimerti nella mia memoria… (Lo bacia ancora).

Teseo (La bacia a sua volta) – Non lo so se funziona così… Arianna – Perché’?

Teseo – L’immaginazione non è diretta… o almeno non so fino a che punto sia una facoltà diretta.

Arianna – In che senso?

Teseo – E’ più come un sogno. Non al cento per cento, ma il sogno ti capita. (Breve pausa) Sai come quando non ti viene in mente il nome di una persona… perche sei stanco o perche pensi ad altro. E’ perche lo stato psichico è sbagliato. Poi magari fai un'altra cosa, ritorna e te lo ricordi immediatamente.

Arianna – Beh, ma con i nomi è diverso, con le parole…

Teseo – No, perché?

Arianna – Non so.

Teseo – Se io ho una canzone in testa, un motivetto o qualcosa di simile, e mi va di cantarlo perché in quel momento lo senti, hai presente?

Arianna – Si certo.

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Teseo – Quando lo canti è perfetto, è intonato, è a tempo, ha ritmo, ha tutto… Poi lo vai a incidere e tutto scompare. Allora devi usare la tecnica. Perché sei uscito da quello stato mentale. Questo è il problema.

Arianna ci pensa un attimo e sembra seguirlo.

Teseo – L’immaginazione non è una cosa così… non è un soprammobile che lo prendi e lo sposti, un posacenere che metti sulla scrivania. E’ più un dono io credo. Come un sogno… o comunque c’è una componente onirica.

Pausa

Teseo – Ci sono dei momenti in cui senti delle persone, che non ci sono intendo, che magari sono morte, o che comunque non sono lì con te in quella stanza. E te le immagini; e senti tutto di loro… Mentre invece quando le hai incontri nella tua vita, non sei riuscito a dirgli più di tanto… E che alla fine sembra che ti abbiano dato molto di più nel sogno che nella realtà… Non ti è mai capitato ?

Arianna (seria e pensierosa) – Sì.

Pausa.

Arianna – Come è Asterione in musica? E’ un bravo allievo? Teseo – Pessimo.

Arianna (sorridendo) – Davvero?

Teseo – Sì davvero. Assolutamente un disastro.         Non vuole imparare….

Peggio. Pretende lui di sapere meglio di te come deve fare per imparare la musica. E ti assicuro che è un cane.

Arianna – Ci credo...

Teseo – E’ completamente stonato e fuori tempo. Ritmicamente è un disastro. Anzi, credo che neanche gli passi dall’anticamera del cervello che la musica debba seguire un tempo.

Arianna ride.

Teseo – Secondo lui dovrebbero tutti stargli dietro.

Arianna – E’ così anche nella vita.

Teseo – Il dramma è che è superbo. (Con calma) Se va avanti così non imparerà mai nulla!

Teseo si alza, prende la chitarra in mano fa un arpeggio e inizia a cantare.

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Teseo – ‚Ma come hai fatto… a farmi innamorare così tanto… mi guardo nello specchio e mi domando… se quello lì… sono io!‛ (Esegue integralmente tutta la canzone di Mimmo Modugno ‚Ma come hai fatto‛)

Arianna lo guarda trasognata e sorride... E’ perdutamente innamorata di lui. Finita la canzone Teseo si affaccia alla finestra e si ferma un istante a guardare la luna.

Teseo (sorridendo) – Lo sai cosa stanno facendo a casa di mio padre adesso?

Arianna – No…

Teseo – E’ luna nuova… fa freddo, la vendemmia è passata; le messi sono nel granaio e l’anno va per finire… (sorridendo) Stanno ammazzando il maiale!

Ariana (ridendo) – Davvero?

Teseo – Sì. Ti giuro…

Arianna – E tu lo facevi.

Teseo – Sì… certo.

Arianna – Mo lo ammazzavi tu?!

Teseo – Si certo. L’ho ammazzato tante volte, adesso però mi sono

stufato, lo fa mio fratello.

Arianna – Ma non è terribile.

Teseo –E’ si. Purtroppo si… perché lui lo sente.

Arianna –Cioè il porco se ne accorge?

Teseo – Sì sì, eccome. Solo come entri che lo vai a prendere, anche se sei da solo lui già si mette a piangere.

Arianna – Ma come, piange !?!

Teseo – Grida come un pazzo!

Arianna – Davvero grida ?

Teseo – Si… Cioè, anche se gli dai la pannocchia, non serve… Poi quando arrivano gli uomini per prenderlo, urla fortissimo.

Arainna – Davvero?

Teseo – E’ una scena davvero straziante!

Arianna – Ma come succede?

Teseo – …E’ niente. Gli si dovrebbe dare il grano turco, per attirarlo, e poi però se non viene lo si prende, quattro uomini e lo si mette a testa in

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giù. E c’è una macchina, come una carrucola che viene tirata fuori una volta l’anno, che lo tiene sospeso. Ed è davvero drammatico, lui grida come un pazzo e piange. E poi gli si taglia la gola. Arianna – Ma tu lo hai fatto?

Teseo – Se gliel’ho tagliata? Sì. Te l’ho detto; lo facevo io.

Pausa, silenzio.

Teseo – Lui grida e si dimena e fa un casino pazzesco e tu devi essere deciso a tagliargli la gola con un colpo netto. Se no è peggio. E quindi lui rantola (grrrr… mimando il suono) e le donne devono sbigarsi a mettere sotto la bacinella per raccogliere il sangue, perché non vada sprecato, lui rantola e alla fine spira. (Breve pausa)

– Ma è una grande festa! Viene tutto il paese.. Infatti mio padre adesso si

èspazientito, perché non ne restava più niente, ammazzavamo dieci maiali ce ne restavono tre scarsi.

Arianna – Perché lo regalavate?

Teseo – Eh, si… si da via. Per cui papà ha detto basta. Al massimo cinque famiglie, proprio solo quelle del vicinato e basta.

Arianna (Ridendo) – Solo cinque… Teseo – E’ sì.

Arianna – E poi?

Teseo – E poi niente, lo si squarta e si tolgono le interiora, e poi si inizia a tagliare la carne dentro (indicando il petto e la pancia su di sé) e ci deve essere almeno un dito di graso, se non vuol dire che non è buono. Il cervello si butta, perché dicono che fa male. I vecchi lo mangiavano lo stesso, ma a me non piace. Dicono che ti possono venire delle malattie… ma dopo è…

– E poi queste strisce di carne si tagliano e si fanno come dei pezzetti che devono essere cucinati in dei cocci.

Arianna – Ma perché non si fanno alla brace?

Teseo – No. La brace si fa il sencondo giorno, perché il primo giorno è ancora saporita. E tutti mangiano e si beve il vino nuovo!

– Poi lo si divide, e si tagliano i pezzi, cioè la spalla, il prosciutto, cioè la coscia, la testa, e si fanno salsicce, luganeghe, il cotechino… Ed è una

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gran festa. Te l’ho detto, veniva tutto il paese! E’ molto divertente, è bellissimo, ci vogliamo tutti bene!

Si sentono dei rumori dall’esterno. Arianna e Teseo si guardano e si intendono in un atttimo.

Teseo –E’ lui?

Arianna – Credo di si…

Teseo – Devi andare.

Arianna – Si certo! Ti amo, amore mio.

Teseo – Anche io ti amo. Addio, devi andare.

Arianna – A domani sera amore mio…

Teseo – A presto amore mio! A prestissimo…

Arianna si allontana lasciando il suo amore con un ampio sospiro.

Scena seconda

Dalla parte opposta entra Asterione raggiante, con una chitarra Gibson Diavoletto rosso fuoco a tracollo, e un plettro in mano.

Asterione – Allora mio caro, guarda che cosa ho qui per te!!!

Teseo (con toni compiacenti) – Asterione, ma cosa ha fatto! Ma no… non doveva.

Asterione – Bella no?!

Teseo – Bellissima!

Asterione – L’ho presa con il dieci percento di sconto!

Teseo – E’ uno strumento meraviglioso…

Asterione – Puoi dirlo forte ragazzo. E’ la Gibson originale di Angus Young degli AC/DC!

Asterione attacca il jack dell’amplificatore vicino al divano e immediatamente la chitarra sprigiona il suono fortissimo di un accordo distorto.

Teseo – No, no, no… piano!

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Asterione incurante affonda un'altra volta il plettro sulle corde, riproducendo l’ennesimo frastuono.

Teseo – No, no, no… adesso piano; non dobbiamo fare questo.

Entra in scena Dante Alighieri.

Dante – Ma che cosa diavolo è questo frastuono orribile! Io volevo riposare…

Asterione – Non è tempo di riposare vecchio mio, è tempo di (mostrando il segno delle corna con la mano e un grido da indemoniato): Roockkk!!!

Dante – O Madonnina Santa, e adesso questo chi lo ferma più…

Teseo – Ascolti, ascolti Asterione… allora; con calma: dobbiamo cominciare; adesso proveremo a suonare qualcosa: lei che musica fa. Che cosa studia?

Asterione – (con disinvoltura) Un po' di tutti i generi… Ma soprattutto (con tono esaltato e la dita messe a corna): roockkk!!!!

Teseo (esasperato con gli occhi al cielo) – Questo me lo ha detto anche anche prima.

Asterione (rientrando in sé, divertito) – Faccio un po’ di tutto, faccio le scale.

Teseo – …Gli accordi?

Asterione – Gli accordi meno. Faccio la pentatonica…

Teseo – Quindi può suonare un blues…

Asterione – Sì, sì, certo.

Teseo - In che tonalità? Un blues in Do, un blues in Fa? Asterione – Faccio la tre quarti box di pentatonica e la scala blues.

Dante  Alighieri  –  Scusate  è….  (con  una  grande  umiltà,  tanto  che

stupisce) Scusate se mi permette maestro, ma che cosa è il box?Asterione (interrompendo) – E’ un …

Dante – Sono otto battute?

Asterione – No, no, no. Sono la forma di diteggiatura delle scale.

Teseo (con una certa sufficienza) – E’ un modo che hanno adesso di studiare i ragazzi … sono come delle griglie.

Asterione – No, no. E’ la diteggiatura delle scale.

Teseo – Sarebbe il diagramma delle posizioni dei tasti da premere per ottenere una certa scala, indipendentemente dalla nota di partenza.

Asterione – Che per tutto il manico, sono cinque posizioni. Cinque box!

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Dante – No, io i box non li conosco… ma neanche questo tab che scrivono sui libri per i liuti.

Teseo – La tablatura. E’ facilissimo, sarebbero le posizioni delle note per un determinato pezzo.

Dante – Io conosco le note e l’armonia. Quelle di Zalino… Mi sa, che sono rimasto un po’ indietro…

Teseo – In verità lei è un po’ più avanti, comunque, vedremo… (poi tornando ad Asterione) quindi lei conosce le scale pentatoniche.

Asterione – Sì, certo.

Teseo – Ma la Blue note la usa?

Asterione – Yesss.

Teseo – E qual è la Blue note?

Asterione (facendo uno sforzo per concentrarsi) – E’ l’aumento della quinta bemolle.

Dante – No, è la quinta bemolle.

Asterione (un pochino troppo saccente) – No. E’ l’aumento sulla scala pentatonica della quinta bemolle.

Teseo – Mi scusi, Asterione…. Ma perché dice l’aumento?

Asterione – Perche la scala pentatonica non ha la quinta bemolle… Teseo – Se è bemolle non può essere aumentata.

Asterione – No, cioè… ti sto dicendo: se aggiungi alla scale una bemolle.

Dante – Quindi vuoi dire se aggiungi la nota di bemol cinque.

Asterione – Esatto.

Teseo – No perché siccome la nota aumentata è un'altra cosa… Dante – L’accordo aumentato è un'altra cosa…

Teseo – Infatti!

Dante – E’ il diesis cinque, non il bemol cinque.

Teseo – Infatti. (Tornando ad Asterione) Molto bene… Quindi se lei usa la Blue note, aggiunge un bemol cinque alla scala blues.

Asterione – No. Non è la scala blues, è la pentatonica. Teseo – Di solito è sulla scala blues si usa la blue note…

Asterione – No. La scala pentatonica sono cinque note, con la blue note diventano sei.

Teseo (cercando invano di fare il punto della situazione) – Allora ricapitolando: quali sono queste cinque note della scala?

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Asterione – La prima, la terza minore, la quarta la quinta e la settima bemolle.

Teseo – Ok. Ma allora lei le nona e le sesta non le userà mai?

Asterione – No, no. Queste sono le scale, non è nona. La nona sono accordi; accordi di nona.

Teseo – La nona è il Re. Tu lo usi o non lo usi?

Asterione – La nona la faccio con l’accordo di nona, sulla scala no. Dante – Quindi che fai: vai sempre direttamente alla terza minore?

Teseo – Sì ok; ma esiste anche la scala blues normale che comprende la pentatonica, non solo la pentatonica… La pentatonica per se stessa non ha il bemol cinque. Se non lo dice il nome le note diventerebbero sei…

Asterione si ferma imbarazzo e si mette a contare mentalmente il numero delle note… Poi risoluto

Asterione – Non è quella che sto studiando io.

Teseo – Certo Asterione… Lei ha studiato la pentatonica, ma ci sono anche altre scale oltre alle pentatoniche.

Asterione – Sì, sì certo… (pronunciando a fatica i nomi) c’è la dorica, l’eolia, la misolidia… Ci sono cinque scale.

Dante (in disparte) – …Sette scale.

Teseo – A parte che queste sono scale modali, non c’entrano niente. Asterione (Sempre balbettando) – C’è quella Frigia… la Misolidia… Dante – Ionica, Dorica, Frigia, Lidia, Misolidia, Eolia e Locria. Teseo – E lei le usa nel Blues?

Asterione – Sì.

Teseo – Molto bene.

Asterione – Ci sono molti tipi di scale… Ci sono le scali giapponesi, egizie… le scale ungheresi.. ci sono un sacco di tipi di scale.

Una vestale si affaccia e fa un cenno ad Asterione.

Asterione – Ok! Arrivo… Scusate ragazzi. Il dovere mi chiama! Tieni Alighieri, reggimi questa. (Passa la chitarra a Dante Alighieri, che divertito la imbraccia volentieri).

Dante accenna un accordo dolce e malinconico e Asterione esce di scena.

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Scena terza

Il clima cambia completamente. Vi è un dramma in atto e nessuno ritiene in alcun modo che possa essere fermato.

Teseo (sconsolatissimo) – Non imparerà mai… Dante (serissimo e drammatico) – Non si può salvare.

Pausa.

Dante (incredulo) – In nessun modo.

Teseo – E’ difficilissimo insegnarli qualcosa… Sono stravolto. (Pausa) Si fa una fatica pazzesca.

Dante – Assolutamente.

Teseo – Il problema è che pensa di essere lui il maestro… Cioè: gli si dovrebbe spiegare, che non sa nulla di nulla...

Dante – Esatto. Il problema è che lui crede di essere…. Mozart.

Teseo – E ha una confusione in testa che è una cosa pazza… Un guazzabuglio di idiozie!

Dante – E’ veramente grave.

Esce Teseo e entra lo spirito diVirgilio.

Dante (tristissimo) – …Hai visto?

Virgilio – Sì.

Dante – Non si salverà mai.

Virgilio – Se va avanti così ne dubito...

Dante – La sua anima ha qualcosa di… folle. Di assolutamente egoista.

Virgilio – Sì ma è ovvio. E’ folle… E’ dominato dal suo ego.

Dante – Lui, ma non solo lui, tutti qua… Questi pensano a tutto, a tutto tranne a ciò che dovrebbero pensare. Questi vogliono tutto e il contrario di tutto. Sono semplicemente pazzi!

Virgilio – Se non esiste Dio, è ovvio che l’uomo resta una essere in balia di qualsiasi circostanza. Come foglia impazzita nel vento. Non saprà mai dove andare!

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Dante – Esatto… Ma è il cuore. Il cuore è il problema. Il suo cuore è troppo duro, e così finirà che non riuscirà a fare mai niente….

Virgilio – Il problema è che l’egoismo in generale, l’egoismo tout cour, ha fondamento irrazionale. Per cui più sei egoista, più sarai irrazionale e meno riuscirai a fare qualsiasi cosa. E’ un gatto che si morde la coda.

Dante – E allora…?

Virgilio – E allora niente. Assisteremo all’epilogo di questa follia.

Breve pausa.

Dante (concitato, poi triste) – Io te lo avevo detto: è una follia! E non ho neanche capito che mi ci avete mandato a fare qui!?! Se questo non riesce a imparare una cosa così semplice come la musica? Cosa vi pensate che faccia?!? Questo è destinato all’inferno!!! Lì era e lì doveva restare! Lì doveva rimanere, altro che Misericordia Divina. Qui spada ci vuole: giustizia! Questi, solo quella capiscono. La frusta! Altro che indulgenza! Altro che Misericordia!

Virgilio – Lo so.

Dante – E allora?

Virgilio (breve pausa) – Vuolsi, così colà dove si puote, ciò che si vuole, e più non dimandar….

Dante – Sì va bene. Questo l’ho scritto io. Non cominciamo a fare confusione. Lo sai che adesso c’è il ‚Diritto di Autore!‛ (molto compiaciuto con fare da bambino) Io sarei plurimiliardario!

Virgilio – Sì, lo so… (e scompare…)

Scena quarta

Entra in scena Pasife.

Pasife – Ascolta tesoro, ti ho messo nel gruppo di preghiera del bagno di Gong…! Sai c’è anche quella mia amica di cui ti parlavo…

Dante (in disparte con gli occhi al cielo) – O mio Dio, no ti prego… non ce la posso fare! (Verso di lei) … E che cosa sarebbe questo (enfatizzando

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le parole, sarcastico, ironico e non compreso) ‚gruppo delbagno del…Gong!?!‛ (La verità è che vorrebbe diretutta un’altra cosa ma non può).

Pasife – Allora chiamiamo un tizio che porta tutta una serie di campane tibetane che emettono delle frequenze bellissime che hanno il potere di connettersi e purificare tutti centri energetici della tua anima.

Dante (ironico e non compreso) – …Interessante.

Pasife – Ci mettiamo tutti seduti per terra, dura circa un’oretta e quando finisci ti senti tutto rigenerato!

Dante – Bellissimo.

Pasife – La prossima volta vieni, ti ho inserito nel gruppo, riceverai la comunicazione! Vedrai è bellissimo, ci divertiremo un sacco…

Dante – Ma sono frequenze molto basse?

Pasife – No, no, no, c’è scritto… (prendendo il telefonino in mani legge da google a macchinetta) Ecco guarda: ‚è lo strumento principe di tutti isuoni terapeutici… Inizialmente utilizzato dagli sciamani a favorire gli ampliamenti degli stati di coscienza. Si parla di bagno di preghiera perché si ha la sensazione di essere immersi in un oceano vibrazionale di suoni. Per effetto del principio di risonanza si armonizza e si ripristina il principio naturale si frequenza degli organi interni del corpo umano. Cioé…: (seria) Puoi guarire.

Dante (un po’ in sospeso) – Uhm… Certo.

Pasife – Vengono infatti stimolati e riattivati tutti i centri energetici sottili. Grazie alla particolare emissione di frequenza stimola l’integrazione emisferica di onde celebrali ‚Alfa e Beta‛, che permettonodi accedere a livelli mentali profondi e attivano processi di auto guarigione.

Dante – Ma i suoni sono gravi o sono acuti?

Pasife non risponde.

Dante – Sono alti o sono bassi?

Pasife – Sono bassi… Ma sono tanti. Vieni ricoperto, cioè tu non pensare al suono di una chitarra. Pensa…. (Mimando le parole come fosso un po’

in trance) Che ti prende tutte e due gli emisferi del cervello perche tu tisenti, come innondato da tutta na serie di suoni.

Dante (ironico) – Bello.. Non vedo l’ora.

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Pasife – Tu che sei musicista dovresti provare… Mi sembra che ti ho messo, perche ho messo tutti i miei amici musicisti. (Guardando Facebook) Eccoti! ‚Dante Alighieri, poeta‛. (Entusiasta) Inserito!

ATTO QUINTO

Scena prima.

Una tavola eccezionalmente imbandita, con ogni ben di Dio. Candelieri d’argento. Caviale e champagne, da una parte, vino rosso e costate al sangue dall’altra. Servitori, coppieri e ancelle tutt’intorno. Lo spirito di Virgilio dietro una tenda.

Tutti i personaggi entrano in sala. Asterione naturalmente fa gli onori di casa e si siederà al centro. Alla sua destra Pasife, alla sinistra Arianna. Accanto a lei Teseo. Dante dall’altra parte accanto a Pasife.

Asterione (soddisfattissimo e felice) – Molto bene amici miei! Eccoci finalmente a tavola… tutti riuniti. Questo è davvero il momento che mi piace di più. Un momento che pregustavo da anni… da secoli… Un momento che non avrei mai immaginato potesse avverarsi.

– Non solo perche sono riuniti qui con me tutti i miei cari! E parlo diPasife, la mia dolce spossa (dicendo questo le tocca il sedere e la bacia), la mia dilettissima figliola Arianna.

Arianna (mostrando un sorriso sforzato e di circostanza) – Uhm…

Asterione – Iniseme naturalmente al mio fido maestro di musica, nonché vincitore dei giochi ad Olimpia, futuro principe di Atene, il valentissimo e audacissimo Teseo. Che certamente questa sera ci onorerà con la sua arte….

-Ma anche e soprattutto una persona che io non avrei mai sperato di incontrare qua. Il mio più prezioso amico: il sommo poeta…: DanteAlighieri. Il Padre di ogni rimatore… Padre della lingua più bella delmondo, nonché maestro in teologia. Maestro in filosofia, maestro di vita e

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di morte, a cui probabilmente nessuno potrà mai aggiungere o togliere qualcosa… e direi di più… teologo, astrofisico, precorritore dei tempi edelle scienze tutte.

– Ragione per cui, parafrasando il Sommo Bene, si potrebbe facilmente ripetere…. ‚Al cui cospetto, ogni ginocchio si pieghi!‛.

(Impugnando un calice traboccante di vino)

– Ordunque io vi dico, signori: abbiano inizio le danze, Brindindiamo!Tutti i coro – A noi! A noi! A noi!

Teseo – A noi…

Dante – Troppo grazia… Troppo onore, non merito nulla di tutto questo.

Asterione – Or dunque, sommo poeta, dicci qualcosa! Onora anche tu

questo desco. Come io indegnamente ho cercato di onorare te! Pausa.

Dante (Si alza in piedi, prendendo la parola) – Amico mio.. tu mi commuovi. Non merito tanto. E ti dirò di più… mai in vita mia ricevettitanto. Grazie… Grazie di cuore…

– Una cosa però voglio dire… E vi pregherei di ricordarvela… (reazioniin sottofondo degli astanti) se un uomo in vita sua, possa fare qualcosa, inqualsiasi ambito artistico intendo… qualcosa di buono e di valido, qualcosa di duraturo e importante, per i suoi simili e per le generezioni a venire. Ebbene lo potrà fare solo e unicamente in un caso…

Silenzio generale, pausa.

– Lo potrà fare soltanto in un modo. Riuscirà solo se Dio glielo permette.

Il Genio dell’uomo è che colui che con perseveranza e abnegazione,inisistendo, provando e riprovando riuscirà ad compiacere la Benevolenza di Dio. Sino al giorno in cui Dio gli parlerà e gli dirà cosa fare.

– Cosa scrivere. Cosa costruire. Cosa inventare…

– Perché credetemi…: un uomo da solo non può nulla… Credetemi.

– E questo è il cammino più lungo e il cammino più difficile. Questo è il cammino di ogni uomo… E in definitiva quello che ho descritto. …Ebadate bene, il cammino è difficile perché Dio non si vede… Dio non si trova e in definitva nonn si sa dove cercarlo… Siamo tutti dispersi in codesta valle oscura… e il dramma è: che non si può tornare indietro..

– Vi è un posto però in cui potrai incontrarlo. Ebbene questo posto è lamente. Se ciascuno di voi proverà, nello studio e nel sacrificio, riuscirà certametne a purificare il proprio cuore. Ed ecco allora, che magari una

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notte, all’alba, nella preghiera, nel dormiveglia, riuscirà certamente ad intendere la voce di Dio .

– Io l’ho fatto. Potete farlo anche voi… Credetimi. Non è impossibile…

– La poesia è sussurro, è una parola nel tuo cuore, è una campana che suona nel tuo orecchio. E ha un suono tutto suo; è particolare. E quando lo senti non puoi non riconoscerla. Perché è migliore di te! E tu lo sai!

– C’è una grande differenza tra parlare ed ascoltare. Per scrivere una poesia bisorrebbe tacere, non parlare. Ascoltare la Sua voce, non accusare la propria. Tutto qua…. Non ho altro da aggiungere.

– Adesso basta perché per oggi ho già parlato troppo…

– Tanti auguri a tutti!!! (Applausi) Grazie di cuore.

Commenti di approvazione da parte di tutti gli astanti. Teseo suggerisce qualcosa all’orecchio di Arianna e lei lo bacia. Lo spettro di Virgilio si affaccia sul proscenio e commosso si asciuga una lacrima dal viso.

Virgilio (singhiozzando strozzato in gola) – Che Dio ti Benedica, figliolo…

Gli astanti in coro – Evviva, evviva! Bravo. Bravo.

Asterione (tracannando una coppa di Lambrusco) – Al più grnade Poeta dell’umanita! Al mio amico! Alla salute! Evviva.

Gli astanti in coro – Salute. Evviva! Auguri! (Toccandosi i bicchieri) – Cin Cin!!! Cin Cin!!!

Scena seconda

Al quarto bicchiere il clima inizia a farsi davvero disinvolto. Pasife si è alzata per andare a parlare cinque minuti con una sua ancella. Tutti ridono e scherzano, molti straparlano.

Arianna – …Insomma non è giusto!!!

Asterione – Allora cosa facciamo questa estate?

Arianna – Mi avevi promesso che andavamo a Miami!

Asterione – Non ti ho promesso un bel nulla!

Arianna – Insomma non è giusto! Perché papà è cattivo.

Dante – Ma no tesoro… Non dire così.

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Arianna – Lui vuole andare a Zanzibar con lei e lasciarci qui a marcire in campagna con questo caldo!

Dante – …Davvero?

Arianna – Sì! Asterione è cattivo! Se ci volesse bene, potremmo andare tutti insieme in vacanza a Miami, che c’è pure la zia, e mia cugina.

Dante – Ma capiterà di certo… Sicuramente ci andrete un’altra volta.

Magari l’anno prossimo.

Arianna – Sì… Buona notte!

Breve pausa.

Arianna (mettendo il broncio) – Insomma, non è giusto! Papà è cattivo! Con uno scatto repentino e violentissimo Asterione afferra la ragazza

per i capelli e le sbattte la testa contro il tavolo. Tendo la ferma in quella posizione le parla forte nell’orecchio. Il suo tono di voce è alto ma non alterato. Effettivamente il suo non è un grido è un pronuncia volontaria e terribile.

Asterione – Ascoltami bene ragazzina. Io se voglio ti annego nella piscia del tuo cane. Ti spacco il naso. Ti lego a un palo nuda e ti lascio li a marcire tutta la notte.

Dante (gridando) – Asterione !!!

Asterione (gridando) – Non ho chiesto il tuo parere e non ho bisogno di un avvocato!

Arianna (gridando) – Ma cosa vuoi da me!!! Lasciami stare! (Si divincola e scappa via in lacrime terrorizzata) .

Dante – Asterione!!!

Asterione – Non rompere Dante, non gli ho fatto niente!

Gli astanti sono perfettamente allibiti. Cala un silenzio tombale. La scena si fa improvvisamente buia. Spot ad occhio di bue su Teseo. E’ livido di rabbia e ha già messo la mano al coltello. Se potesse lo avrebbe già ammazzato.

Teseo – Tu per questo morirai…

Dante si avvicina e l’occhio di bue si allarga.

Dante – No ti prego; non farlo.

Teseo – Dammi solo una ragione per cui non dovrei farlo… Dante – Ti prego… non farlo. Non è la cosa giusta.

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Teseo – E’ la cosa da giusta … e tu lo sai.

Dante – No.. no…. No.. No!

Teseo – E’ l’unica cosa da fare.

Dante – No. No…

Teseo – Per favore Dante… sii serio: Ma di cosa stiamo parlando?

Dante (scuotendo la testa) – Ucciderlo non può essere la soluzione. Ti rimarrà sulla coscienza, tu sei troppo giovane; ascoltami, ti prego… comprometterai tutta la tua vita.

Teseo – Sarebbe compromessa comunque.

Dante – Non è vero.

Teseo – L’ho hai visto anche tu o no? Dante (costernato, non ha parole) – …sì. Teseo – Quello non è un uomo. È una bestia! Dante – E’ una creatura di Dio. Teseo – Balle… è solo un demonio.

Dante – Non sei tu che puoi decidere della sua vita.

Teseo – Ascolta amico mio, io ti voglio bene… ma tu lo sai meglio di me. Non è questo il problema… (breve pausa) Il problema è che…. se io non uccido lui, lui ucciderà me.

Pausa.

Teseo – Cosa vuoi che gli dica: che amo sua figlia e la porto via con me?!? Non lo permetterà mai.

Dante (desolato) – No…

Teseo – Lo so.

Dante – Ma non c’è un altro modo?

Teseo – Non credo proprio. Lui o ucciderà me. O ucciderà lei. O più verosimilmente tutti e due, nel prossimo raptus di follia.

Dante abbassa la testa e non può rispondere.

Teseo – …nel momento stesso in cui scoprirà che ci amiamo!

Scena terza

Dante – Virgilio! Virgilio…

Virgilio appare sbucando fuori dalla tenda

Dante – Hai visto?!?

Virgilio – Si… ho visto.

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Dante – Ma è possibile… sembrava andare tutto così bene!

Virgilio – Sembrava…

Dante – Ma è follia o cosa? Rispondi: è folle Asterione, è solo un pazzo?

Virgilio – Purtroppo nella vita non ci sono due strade… ce n’è solo una.

Dante – Ma questa è follia. E’ un momento di follia.

Virgilio – Amico mio, credimi… non esistono i momenti di follia. Esiste Dio e il demonio. Più una creatura si allontana da Dio più scivolava verso il nemico. E questi a poco a poco, lo mangia e lo inghiotte sino a distruggerlo e portarlo via con se. L’egoismo umano apparentemente mostra gli stessi eccessi della follia. Esternamente si potrebbe definire follia… ma la patologia è un'altra cosa… la parola giusta non è quella. La parola giusta è che il demonio è in lui, e sta prendendo possesso di lui! E lui non fa nulla per arrestarlo.

Dante – Ma non possiamo fare niente?!? Non c’è una soluzione… Virgilio – E’ ovvio che ci sia una la soluzione. Una soluzione c’è sempre.

Ed è sempre la stessa. Da duemila anni.

Dante – Cioè ?

Virgilio – Dovrebbe pentirsi. Implorare perdono davanti a Dio e agli uomini. Pagare il suo dazio e rinascere. Dante – Ma non lo farà mai…!!!

Virgilio – Non credo.

Dante – Ma in qualche modo va fermato. Va punito.

Virgilio (sarcastico) – Vuoi farlo tu?

Dante – Ma figuriamoci… Quello mi ammazzerebbe prima ancora di proferir parola.

Virgilio – Eccome!

Dante – Ma allora cosa succederà ? Teseo non può farlo! Rovinerà la sua vita. E’ solo un ragazzo.

Virgilio (triste) – Sì… E’ solo un ragazzo..

Dante – Ascolta: mandiamoli via, facciamoli scappare… Organizziamo noi per loro la fuga. Io e te. Possiamo farlo… non ci scopriranno!

Virgilio – Io e te… Non possiamo proprio nulla. Se un uomo si vuole dannare, io e te non possiamo proprio nulla.

Dante – Ma Asterione morirà?

Virgilio – Nulla può impedirlo, …ormai. Dante – Dio non fa niente? Non guarda?!?

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Virgilio – Dio ha fatto anche troppo.

Dante – Ma allora Asterione morirà?! Sarà dannato in eterno? Virgilio – Questo non è detto.

Dante – E il ragazzo sarà dannato anche lui?

Virgilio – Tu conosci la storia, nevvero?

Dante – Si. Le vele nere… lo scambio delle vele. Suo padre morirà… ma

èun dramma senza fine…

Virgilio – L’egoismo umano? Sì. È un dramma senza fine. Ed esiste solo una e una sola via.

Dante – La croce.

Virgilio – Esatto.

Dante – E Asterione….

Virgilio – Se Dio lo vuole, volente o nolente, la prenderà….

Scena quarta

Rientra Asterione con la chitarra in mano tranquillo e sorridente. Dante affonda in una poltrona sconsolato. Asterione si siede accanto a lui.

Asterione (con tono tranquillo e pacato, quasi umile) – Ascolta, amico mio, ti volevo chiedere una cosa.

Dante – Certo. Dimmi, caro…

Asterione – Cos’è questa storia della nona?

Dante – In musica?

Asterione – Si.

Dante – In musica non esiste la seconda, esiste la nona.

Asterione – Perche?

Dante – … Un accordo è costituito essenzialmente dalla prima, dalla terza quinta, no?

Asterione –Sì.

Dante – Se tu suonassi la seconda, a parte che sulla chitarra è impossibile.

Asterione – Perche è impossibile?

Dante – Non puoi farlo. Prova.

Asterione (imbracciando lo strumento) – Ah… è vero. Non si può fare.

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Dante – Si può fare al piano… Se tu facessi le tre note insieme, l’accordo

ècacofonico. Intendiamoci, c’è gente che l’ha fatto, ascoltami bene. Ma di fatto il suono è enarmonico.

Asterione – Ah…

Dante – La seconda nota delle scala. Do, re, mi, fa… Cioè il Re, a livello armonico, non è una seconda ma una nona.

Asterione – Cioè ?

Dante – Dentro alla singola nota di do, ci sono tante altre note. Piccoline, in percentuale. Come un colore, un colore non è mai fatto da un singolo tono di colore, ci sono dentro tante piccole particelle percentuali di altri colori.

Asterione – Si certo.

Dante – Lo stesso nella musica. Ogni singola nota mantiene al suo interno, si dice delle note dette… ‚di tensione‛ (mostrando l’estensione dell’accordo al piano) per cui quando lo si sviluppa e viene fuori la nona.Per cui, bemol nona, diesis nona, sesta nona. La tua blue note è qua in cima. Però su un accordo di dominante.

Asterione – Ah… ho capito.

Dante – Ovviamente quando uno fa una melodia o un aperpeggio, è ovvio che viene fuori la seconda, ma sono note in successione, quindi melodia, non armonia; non sono note da potersi suonare insieme. Se no sarebbero enarmoniche.

Asterione – Ah..

Dante – Per cui in una scala blues, è ovvio che si utilizzi la seconda. Do, Re, Mi. O do, re, mibemolle. Ma a livello armonico quella è una nona.

Asterione – Ah.. ok. (Breve pausa, poi con calma accantonando lo strumento) Sai che c’è nelle musica… La musica mi calma. C’è unqualcosa di spiritule in lei. Mi serve…

Dante – Ma certamente..? Te lo avevo detto… Non ricordi, ti dissi: devi studiare uno strumento.

Asterione (Completamente astratto) – Ti dico la verità… la mia vita disgusta. Detesto vivere. Detesto mangiare. Detesto tutto… Ma c’è solo una ragione per cui i vorrei rinascere… la musica.

Dante – Davvero ?

Asterione – Sì. Vorrei avere più spazio e nel cervello, vorrei avere più sinapsi collegate. Cioè vorrei averle più larghe.. Vorrei che ci stia la

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musica. Vorrei che ci sia più spazio… Adesso sento come se fosse tutto legato! Come se ci fossero delle catene, non ho spazio… Mi segui?

Dante – Ti seguo eccome...

Asterione – Ascolta dimmi una cosa: tu, quanto hai sofferto in vita tua?

Dante – Io ?!?

Asterione – Sì tu...

Dante (in un lago di disperazione inconsolabile) – Upf… ho perso il conto.

Asterione – Sai che ti dico: se dovessi morire, non ci troverei nulla di male. (risatina compiaciuta) Vuoi che ti dica la verità?

Dante – Sì…

Asterione – Cosa vivo a fare… Qui è tutto schifo. Fai una cosa, e la fai per orgoglio… vuoi una donna e dice che le vuoi bene, ma non è vero. Menti. Vuoi solo portartela a letto. Ci vai, le racconti un sacco di storie su di te, ma vuoi davvero il suo bene? … No io non credo. Io voglio prendere e basta. Lo faccio per lei? Ma figuriamoci. Lo faccio per me è basta. Anche solo psicologicamente…

Dante – L’uomo è fatto così…

Asterione – Vuoi sapere? Il mio vivere è l’elenco dei peccati mortali del mondo. Praticamente il decalogo. E’ tutto vizio. Dimmi tu un vizio che io non abbia, e ti regalo quello che vuoi. Accidia, indolenza, lussuria, gola, avarizia, invidia... tutto!

Dante – E’ vero…

Asterione – …E io sono stufo, non ho più voglia di essere mediocre. Tutto quello che si poteva fare di male al mondo l’ho fatto. E anche adesso che provo a fare qualcosa di buono, lo stesso.

Dante – Ma non è così.. Se tu provi e ti impegni, puoi migliorare… Asterione – Ma dai falla finita, lo sai meglio di me. Lasciamo stare…

Dante si alza in piedi e di passeggia pensieroso per il proscenio.

Scena quinta

Entra Teseo con due guardie Ateniesi.

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Asterione – Ecco qui il principe di Atene! Con tanto di guardie in pompa magna! A che devo l’onore di questa visita?

Teseo – Ci sono novità…

Asterione – E quali?

Teseo – Io a Arianna andiamo via.

Asterione (sarcastico e cattovo) – A sì…? E dove? Teseo – Ad Atene. Ci amiamo e lei viene via con me.

Asterione – Ma non mi dire… E pensi che io la lasci andare via così? Teseo – Precisamente.

Asterione – Non scherzare dai… Non te lo permetterò mai.

Teseo – Adesso vedremo. (Rivolto alle guardie) – Prendetelo.

Le guardie lo afferrano da destra e da sinistra.

Asterione – Oh… Addirittura. Ma quale ardore… (cambiando tono) Dovrai uccidermi. Questo lo sai?

Teseo – Precisamente: è questo il piano.

Asterione – Non ne hai il coraggio.

Teseo – Adesso vedrai.

Asterione – Allora liberami.

Teseo (estraendo il coltello) – Lasciatelo… (Pausa) Uccidere te è facile. Tu Asterio sei solo una bestia… Se fossi un uomo sarebbe diverso. Ma non lo sei.

Asterione – Sei solo un bamboccio.

Teseo – Adesso vediamo…

Gli si avvicina e lo pugnala all’addome. Pasife (Entra gridando) – Ah… Dante – No.

Teseo – Muori. Cane rabbioso! Asterione cade tra le braccia di Pasife. Asterione – Finalmente… Alighieri. Dante accorre in suo aiuto.

Asterione (scosso dai singulti) – Devi dire ad Arian… Di a mi figlia che le voglio bene.

Teseo ordina alle guardie di bloccarlo. Lo afferra per i capelli e gli taglia la gola.

Asterione muore rantolando...

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Virgilio e Arianna entrano in scena. Teseo butta via il coltello e va a lavarsi le mani in una bacinella.

Arianna guarda il padre morto a terra.. e non accenna al minimo segno di sconforto.

Teseo (rivolto alle guardie indicando Pasife) – Lei portatela via e chiudetela in cella. Qui prendete tutto quello che c’è di valore e caricatelo in barca; questa sera quando si alzerà il vento partiremo. (Rivolto a Dante) Tu vieni con noi ?

Dante (scuotendo la testa) – No… Grazie.

Teseo – Allora a presto, vecchio saggio.

Dante – Addio ragazzo.

Teseo – Ma quale addio! Alla prossima… Arrivederci poeta.

Dante – Stai attento alle quelle vele… Non cambiarle.

Teseo – Qui poi bruciate tutto!

Escono tutti discena tranne Virgilio da un lato, Asterio a terra e Dante nel mezzo sconsolato.

Sipario.

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L’opera ‚Asterione – Il Minotauro‛ E’ stata depositata alla S.I.A.E. diRoma, il giorno 28 luglio 2017, con numero di repertorio 278469, tutto i diritti sono riservati. Per qualsiasi rappresentazione rivolgersi all’autore

parraviciniluigifilippo@yahoo.it

www.luigifilippoparravicini.it

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