IL MIO AMICO SALVATORE
(Due atti di Franco Maione)
1 Atto
Un interno della casa di Mauro Santelli, mattina, Mauro intento a leggere la pagina di un giornale - settore offerte di lavoro. Ambiente: un vano soggiorno. Tempi attuali.
CATE : (entrando dallainterno della casa, si porta verso un asse da stiro. Ha in mano un camicia del figlio) Ghu, Mauro
Come mai non sei uscito stamattina ?
MAURO: Uscivo ? E dove andavo Cater ? Stavo leggendo qualche annuncio di lavoro.. (Leggendone uno) Cercasi
responsabile di reparto,esperienza decennale nel settore,conoscenza lingua inglese e francese, disposto a
spostarsi su territorio nazionale ed estero, massimo quarantenne, E manche chiste cosa..massimo
quarantenne.
CATE: Ma pecch tu conosci linglese e il francese ? E poi chi vuoi che cerchi un restauratore ? Adesso i mobili e gli
arredamenti sono fatti tutti in fabbrica.. e di legno ce ne st poco !
MAURO : Questo vero, ma io stavo cercando anche qualche altra cosa, almeno per arrangiare. Ma qua non si vede la
via di uscita da questa situazione.. ed i figli crescono
CATE: (Accennando ad una famosa canzone) E le mamme imbiancano.
MAURO: Beata te, beata te che riesci a prenderla in questo modo
CATE: E che devo fare ? He ? Mauro, dimmi tu io che devo fare ? Credi che sia facile far finta di niente,cercare di non far
pesare questa situazione a te, ai nostri figli a mia madre che, da quando le cose vanno male, ci sta dando una
mano con la sua pensione ? Credi che solo perch mi vedi sempre pronta ad affrontare le situazioni con un
sorriso sulle labbra io non avverto le difficolt che ci circondano; cercando di mantenere alto il senso della
dignit ?! Dimmelo tu allora cosa devo fare ! Dimme caggia fa ?!
MAURO: Ma che ne saccio ? Cater, je nun saccio manchio chello caggia fa ! Mi devi credere a volte sento cos alto lo
sconforto che vulesse mur !
CATE: Jammo, nun fa accuss ! Vedrai che il Signore ci dar una mano ! E poi ricordati una cosa, abbiamo due figli che
ci vogliono bene e che stanno bene in salute, come noi ! E questa gi una fortuna..
MAURO: Lo so, ma la preoccupazione mia proprio quella. Cater, qua se non si mangia con regolarit.A salute se
ne v ! (Squilla il telefono)
CATE: (Rispondendo) Pronto ?! Si casa Santelli, chi al telefono ? Ha, si, si ! certo Avvocato, ora ve lo passo subito !
Mauro, vieni lAvvocato Guadagno, ti vuole..
MAURO: Lavvocato Guadagno ? Che bellu cugnome che tiene, speriamo buone notizie.. Pronto ?.. Si Avvoc, sono
io, ditemi s셅. Certo.. quando volete voi Fra 20 minuti ? (Guarda Caterina che gli fa segni come per
dire di far credere all avvocato di avere molti impegni) No, non possibile devo consegnare un lavoro
urgente Ha,.. e allora facciamo cos셅 il lavoro urgente lo consegno domani, trovo una scusa con il
cliente e vengo da voi. Si ! Come no ! Va bene.. alla stazione di Napoli fra un oretta, oh ! avvoc scusate,
ma io come vi riconosco ? Ah ecco, un abito antracite ed una borsa di pelle color amaranto.. baffi come a
borsa tene e baffe ? ah ! Voi , voi avete i baffie scusate mi ero confuso.. si, si, lo so che le borse non hanno
i baffi ma sapete con le pubblicit di oggi. E camice cu e baffe, e scarpe cu buche a sotte non si
capisce pi niente Lo so che non centra comunque ci vediamo alla stazione. Ossequi avvoc ! Arrivederci..
(Riattacca)
CATE: Allora ?
MAURO: Cater, ma se po sap che dicive..cu tutte chilli segne che me facive ?
CATE: No, io cercavo di farti capire.fai la persona importante.fai capire che sei pieno di lavoro.che sei impegnato.
MAURO: Se, chille appena a sentito che avevo un impegno ha detto, allora mi rivolgo altrove perch laffare
urgente.. che facevo ?
CATE: Ma di che si tratta ?
MAURO: Niente, si tratta di un lavoro di restauro di cose sacre, e mi ha chiesto se era il mio campo. Io gli ho detto di s
! E mi aspetta oggi per parlarmi della cosa !
CATE: Cose sacre ? E quanne majhe tu hai restaurato cose sacre ?
MAURO: E tu che avresti fatto Cater ? Avresti detto di no ? Io vado a vedere, se si trratta di legno lo faccio e se no
pazienza, abbiamo scherzato !
CATE: Speriamo bene ! Ma come ha avuto il tuo numero di telefono ?
MAURO: Mi ha detto che un amico gli ha parlato di me e che poteva rivolgersi a me per questo lavoro.
CATE: Madonna mia, speriamo bene, se fosse aperto nu purtone ? Io vado a preparare qualcosa da mangiare, sto in
cucina. (esce)
MAURO: Speriamo bene veramente. Chis cosa sar stu lavoro ?! (Riprende il giornale, pi guarda il crocifisso che alla
parete, si alza e lentamente gli si avvicina) Signore mio, dateme na mano. Avete sentito ? Si tratta di cose
sacre !. E chi pi di voi su queste cose me po da na mane ? je e mie v mette a disposizione tutte ddoje !
Ma Vuje mettetencelle na mano da vosta, pe na vota sola.(Si porta il capo fra le mani e rimnane come in
preghiera con un senso di disperazione, che tramette)
GIGI: (entrando in scena, nota il padre e gli si porta alle spalle, poggiandogli una mano sulla spalla. Mauro ha un moto
di sconvolgimento che quasi lo fa cadere) Pap, ma ch succieso ? Te siente buono ?
MAURO: Tu, si cretino. E capite ? Si cretino !
GIGI: Ma chagge fatto ?
MAURO: Ma comme uno vene arete.. doppe cagge fatte na richiesta.. insomma te pare ca fatte na cosa normale ?
CATE: (Entra) Mauro, ma ch succieso ?
GIGI: Niente, mamm, ho visto pap appoggiato sul mobile e gli ho messo una mano sulla spalla e lui si arrabbiato !
MAURO: E certo ca me s arrabbiato ! Uno dice mettitece a mana vosta. E chille che fa ? Nce mette asoja ?
CATE: Gig, a mamm, fammi un piacere (fa segni di evitare) mi vai a prendere il pane da don Ciro ? Jammo,a mamm,
nun me fa scennere nata vota ! Mo ti vado a prendere i soldi. (esce)
GIGI: Va bene ! (Fa segni alla madre) Pap, ti serve qualcosa ?
MAURO: Si ! Mi serve che tu facisse na vita nu poche pi regolata !
GIGI: Pi regolata ? E perch che faccio di irregolare ? Mi sono diplomato, mi sono iscritto alluniversit, cerco di fare
qualche esame
MAURO: Eccolo qui ! Questo il punto ! Cerchi di fare qualche esame. Ma quando ? Fino ad oggi non ne hai fatto
nemmeno uno !
GIGI: Pap, ma non che uno allimprovviso va a fare un esame !
MAURO: No ?
GIGI: E no ! Allora quando si prende una decisione del genere; Ci si alza al mattino ! Ci si prepara, si sceglie largomento
e la materia giusta, ci si organizza un piano di studi, ci si prenota e poi si comincia a studiare per dare
quellesame.
MAURO: Nientedimeno ! Si devono fare tutte queste cose per dare un esame ? E tu non lo darai mai !
GIGI: Ma perch sei cos pessimista ? (Intanto rientra Caterina con soldi)
MAURO: Perch conosco le tue abitudini e il discorso che hai fatto non fa una grinza, c solo un particolare che mi
avvilisce.
GIGI: E qual questo particolare ?
MAURO: La prima parte del discorso. Tu hai detto , e la sta tua madre per testimone, ci si alza al mattino !
CATE: Mauro, jammo ! Pecch non si sta alzando pi presta la mattina ?
MAURO: Cater, scusa, ma per te, o per voi, che significa alzarsi al mattino. Cio, quando comincia lorario mattutino e
quando quello pomeridiano o seralefatemi capire !
CATE: Mauro, ma sta discussione sui fusi orari, la dobbiamo fare adesso ? Proprio quando Gigi mi deve comprare il pane
? Poi chiude Ciro o salumiere e nuje per colpa dei fusi orari, restammo senza pane!
MAURO: E va bene . Rimandiamo il discorso per non perdere il pane quotidiano !
GIGI: Io vado allora (esce)
CATE: Allora ? Si pu sapere cosa successo ?
MAURO: Niente ! Non successo niente..
CATE: Mauro, ascoltami, il fatto che stai attraversando un periodo nero per il lavoro non deve farti sentire un uomo
finito. Vedi ? La telefonata di oggi ?! Vedrai che sar una bella occasione di lavoro. Pensa positivo, come dice
Laura, nostra figlia, e vedrai che tutto si aggiusta.
MAURO: Laura dice pensa positivo, ma si comporta negativamente !
CATE: Ma dai, cosa fa di male ?
MAURO: Per il momento mi auguro che non faccia niente di male. Ma quei modi di esprimersi. Di vestirsi le
amicizie che pratica. Non mi piacciono molto ! Quando le dici una cosa, ti senti rispondere, Pap ma staje ore ?
Chis qua vote e chesta a mette fore overamente
CATE: Mamma mia, come sei catastrofico ! E un modo di dire, un intercalare che tutti i giovani usano ma senza
cattiveria. A me ogni tanto, quando le faccio qualcosa che le fa piacere sai cosa mi dice ? Mamm si nu mostro !
MAURO: Nu mostro ?
CATE: Si, e come se dicesse sei grande !
MAURO: E ti sembra un linguaggio normale ?
CATE: No ! ma un modo di esprimersi che usano un po tutti i ragazzi ! Piuttosto dimmi, ora ti sei calmato? Vuoi
prepararti per lappuntamento con lavvocato Guadagno ?
MAURO: E che mi devo preparare ? Io sono gi pronto (Squillo di campanello)
CATE: Stai, vado io sar Gigi che tornato(va ad aprire) (Da dentro si ode la voce di Laura)
LAURA: Ci M ! (Poi entra salutando il padre) Ci P ! (Proseguendo per linterno, segue CATE)
MAURO: Ci Sc !
LAURA: Come hai detto ?
MAURO: Niente ! Ti ho salutato a modo tuo !
LAURA: E mi chiami scema ?
CATE: Jammo, non cominciamo ! Laura vai a fare quello che devi fare.
LAURA: Scusa mamm, ma te pare normale che io saluto e pap mi chiama scema ?!
MAURO: E a te te pare normale che uno entra in casa e saluta dicendo Ciam e Ciapmanche stesseme a Milano ? Noi
gi non parliamo mai, mo nce mettimme pure a sparagn ncoppe e salute ?! E che te costa e dicere Ciao
Mamma e Ciao Pap ?!
LAURA: Ho capito. Oggi tira aria di bufera Alzo i tacchi
MAURO: Ecco brava alza i tacchi e mettiti un cappottino perch a bufera pesante !(Squillo di campanello)
CATE: Stai, vado io (Esce, poi d.d.) Prego, Giovanni, accomodatevi. (entrando) Mauro c Giovanni, prego entrate.
GIOVA: Grazie, Cater, caro don Mauro come state ?
MAURO: Non c male, e tu ?
GIOVA: Tutto bene grazie.
CATE: Vado a fare un poco di caff, ve lo prendete ?
GIOVA: Si grazie, Cater, siete sempre molto gentile (Caterina esce)
MAURO: Allora Giov, sei ambasciator di buone nuove ?
GIOVA: Io ? E se io ero ambasciatore secondo voi stavo ancora qui ? E po che so sti nuove buonecomme avite ritte
vuje ?
MAURO: Ma che hai capito ? Ti ho chiesto se mi porti qualche buona notizia.
GIOVA: Ah, si ! Don Guido, il Parroco, mi ha chiesto se gli potete fare qualche aggiusto alle panche della chiesa !
MAURO: E quante ne sono ?
GIOVA: 31 !
MAURO: Ah ! Allora un bel lavoretto ! Non c niente da fare mia moglie ha sempre ragione. Se chiude na porta
sarape nu purtone.
GIOVA: Overo ? E pecch ?
MAURO: Perch quando meno te lo aspetti, ti arriva qualche boccata di ossigeno che ti consente di tornare a respirare.
GIOVA: E questo che ciazzecca con le panche della Chiesa ?
MAURO: (Lo guardo per un attimo poi esclama) Niente ! Nun cazzecca niente. Allora D. Guido vuole essere fatto un
preventivo di spesa ?
GIOVA: Chi ?
MAURO: Comme chi ? Don Guido !
GIOVA: Devete fare la spesa a Don Guido ?
MAURO: Ma chi ?
GIOVA: Vuje ! Avete detto D. Guido vuole essere fatto quel coso della spesa ?!
MAURO: Un preventivo di spesa ! Cio, D. Guido vuole sapere quanto ci vuole per riparare le panche ?
GIOVA: No, lui ha detto che non una cosa urgente, lo potete fare a tempo persosenza fretta.
MAURO: Giov sentimi bene, ma D. Guido non vuole sapere quanto gli viene a costare stu lavoro ?
GIOVA: No ! A verit lui non ha parlato di soldi !
MAURO: No ? Scusa, ma come ti ha detto precisamente ?
GIOVA: Vedete, don Mauro, io mi sono permesso di dire a D. Guido che state attraversando nu periodo nu poco
..triste, diciamo, perch non avete lavoro, e lui , a verit, senza nemmeno farmi finire di parlare mha detto
Don Giovanni dite a Mauro che pu venire qua e dedicarsi un poco alle panche della Chiesa, cos non sar pi
triste perch di lavoro qua c n !
MAURO: Ho capito ! Quindi D. Guido sta facendo un opera di bene nei miei confronti ? E vero ?
GIOVA: Certamente, voi cos lavorate e vi distraete !
MAURO: Ho capito !
GIOVA: Allora ? Che nciaggja dicere a D. Guido ?
MAURO: Gli devi dire che lo ringrazio, ma proprio oggi ho avuto una proposta di lavoro che mi terr impegnato per molto
tempo.
GIOVA: Ah, bravo ! Me fa piacere.e di che si tratta.chi che ve lo ha proposto.quanto vi danno
MAURO: Giov ! Ma ched ? Ninterrogatorio e terzo grado ? Sono cose personali !
GIOVA: Uh , scusate non voelvo essere invadente !
MAURO: Menu male !
GIOVA: Allora, io vi saluto.
MAURO: E il caff ? Non te lo prendi ? Aspetta. (Chiama) Caterina, Cater !
CATE: Eccomi, che c ?
MAURO: Il caff per Giovanni, che deve andare via, pronto ?
CATE: Come no ! Mo ve lo porto subito ! (esce)
TERE: (entrando) Buongiorno Don Giov !
GIOVA: Signora Teresa carissima, buongiorno a voi.
TERE: D. Giov fatemi un piacere, quando vedete a vostra sorella, ce dicite si me po ven a truv, quanne st comoda,
nciaggia cerc nu favore ?!
GIOVA: Come no ! Appena la vedo ve la mando !
TERE: Grazie, sempre gentile !
GI0VA: Ma figuratevi.
CATE: Ecco il caff ! Gu mamm, tu sei tornata ? Prego Giov, servitevi.
GIOVA: Grazie Donna Cater ! (Si serve)
TERE: (Che intanto si seduta in poltrona) Ancora nessuna novit ? (guarda Mauro che non ha capito che Teresa di rivolta a lui, quindi Teresa si ripete) Ghu-Ghu ! Ancora nessuna novit ?
MAURO: (La guarda) Ma state parlando con me ?
TERE: Sissignore sto parlando con te !
MAURO: (Guarda Caterina e come a voler sottolineare i modi con i quali la madre gli si rivolta, ripete il verso di Teresa)
Ghu-Ghui ! No, nessuna novit !
GIOVA: Comme nessuna novit ? E il nuovo lavoro che avete preso ? Nun ciavite ditte ancora niente a Signora Teresa ?
MAURO: Don Giov, ve lo siete preso il caff ?
TERE: Quale nuovo lavoro ?
CATE: Veramente una proposta che oggi Mauro va a vedere !
GIOVA: Allora nunn sicuro ancora ?
MAURO: Scusate signori, ma nun ve pare che state parlanne dei fatti miei ?
TERE: Veramente chiste so pure fatte nuoste.anzi pure miei.visto che io aiuto la barca con la mia pensioooneee..
MAURO: Questo vero.per pure vero che in questa barcaVoi mangiate, dormite e fate tutti i fatti vostri..
(dopo aver pronunciato questa frase, Mauro resta poggiato con la mano sul tavolo flettendo la gamba nervosamente, unitamente alla testa, stessa cosa, a soggetto faranno gli altri, Mauro dopo alcuni secondi si rivolge a Giovanni)
Giov, noi poco fa stavamo bene ! Guarda come ci hai ridotto ? Ma non dovevi andare via ?
GIOVA: Scusate io tolgo il disturbo perch dovete parlare di cose di famiglia ed io non vorrei..capitemiper se volete, io resto !?
MAURO: Vai, Giov, vai pure.
CATE: Vi accompagno.. (lo invita)
GIOVA: (Uscendo) Buona giornata a tutti, e grazie per il caff ! (esce)
MAURO: Non perdete occasione per lanciare le vostre bordate, vero ?
TERE: E bordate ? Je sacce solo ca nun se vede a croce e na lire e tu staje sempe senza fa niente.. Ma possibile
maje che nun truovo na cosa da fare p guadagn na cosa e sorde ? Eppure tiene narte dinte e mmane se
fanne tanti ccose co legno. Tu nun si capace e fa niente !
MAURO: Vuije, se volte essere fatta na cosa e legna je ve la gaccio subito, e gratis !
TERE: Chella tha faje pe te ! Scustumato !
CATE: Abbiamo cominciato ? mamm, per piacere, ti ho detto mille volte che nelle cose di mio marito non ci devi
rispondere ! Mauro deve dare conto solo a me ed ai suoi figli. Se la cosa ti stabene va cos, altrimenti
TERE: Altrimenti cosa ? Jammo dille ca lla sta a porta !
CATE: Si, mamm, si a cosa non ti aggrada ll sta a porta !
MAURO: Io mi vado a preparare, stiamo calmi ! Stiamo tutti calmi, on permesso (esce)
TERE: Bella ricunuscenza, verso tua madre, verso chi vi da na mano a camp !
CATE: E tu pe chelle ci ha da na mano, pe camp ! No pe ce distruggere. Ma lo vuoi capire che quello mio marito il
padre dei miei figli. La persona con la quale ho deciso di vivere e non perch era ricco o benestante. No !
Ma perch ha dimostrato di volermi bene, di amarmi e di mettermi a disposizione la sua onest, la sua vita, il
suo lavoro
TERE: Quando ci stava il lavoro
CATE: E vero, quando ci stava e quando ci stava ci stava per tutti quanti nessuno esclusonon vi risulta mamm ?
Che d, abbassate la testa ? Quando finito pap a chi ti sei trovato vicino ? Quando sei stata in ospedale, chi
ti veniva a portare da mangiare ? Quando hai espresso il desiderio di venire con noi chi ti ha aperto quella porta
? Mamm pensace buono, io a Mauro o voglio bene e se qualcuno gli manca di rispetto comme se mancasse
di rispetto a me ! Se lo mortifichi unaltra volta parlando della tua pensione io stessa ti dico che, da quella
pensione, non accetteremo pi un centesimo ! E sai pecch mamm ? Perch la dignit non ha prezzo ! (esce)
LAURA: Ci n ! Bacio b ! (Si china, la nonna la bacia, mentre piange, laura avverte il bagnato sul suo volto) Nonna !
Ma stai piangendo ? E perch piangi ?
TERE: Niente a nonna ! Un momento di tristezza stavo pensando alla buonanima di nonno Mario, e mi sono
commossa ! Ma adesso mi passato. Ma comme te si vestita ?
LAURA: Ti piace ?
TERE: No, a nonna ! Manco nu poco ! Ma pecch nun te miette na cosa normale ? Che sacce na gonna cu e pliss
na camicetta cu e merlette
LAURA: Na scarpa co decolt e nu cappellino bianco Nonnaaa ma staje fore ?
TERE: Fore addo ?
LAURA: Ma secondo te mi devo vestire da collegiale ? Oggi la moda libera e ognuno si veste come vuoleguarda tu
come sei combinata..comunque adesso ti sgancio perch devo andare a pariare
TERE: A studiare ?
LAURA: A pariareeee ! Ci no ! (esce)
TERE: E chi a capisce. Sta guagliona tene na maniera e parl tutta particolare,a pariare? Ma forse ha ditto a parlare?
Quanno torna ncio domande ! (esce) (Squillo di campanello)
CATE: (Entra) Stai mamm, vado io. (d.d.) Ghu, Gianna, vieni accomodati (entrano) come mai sta visita?
GIANNA: Ciao Cater !(entra con in mano un impasto per pizza che di tanto in tanto infarina, facendo cadere dei residui a
terra) Veramente tua madre mi ha mandato a chiamare per Giovanni, ed eccomi qua !
CATE: E mamma st l ! Mentre vi parlate ti vado a prendere un poco di caff che ho fatto poco fa proprio per tuo
marito. Con permesso.
GIANNA: Fai con comodo, e grazie. Donna Teresa, eccomi qua !
TERE: Grazie Sig. Gianna, sempre compita e gentile.
GIANNA: Ma voi meritate. Allora, vi serve qualche cosa ?
TERE: Si ! Sig.ra Gianna, voi mi dovete fare un grosso favore, fate conto come se ve lo chiedesse vostra madre.
GIANNA: Ditemi !
TERE: (Si guarda intorno) Si tratta di mio nipote, Gigino; (piange)
GIANNA: Donna Ter, calmatevi..ma na cosa grave ?
TERE: Grave, grave assaie.se non interviene qualcuno nuje a stu guaglione o perdimme
GIANNA: Addirittura ?!
TERE: Sta praticanne brutte amicizie.. gente malamente.. e o pate e a mamma nun se songhe accorte e niente
GIANNA: E vuje comme ve ne site accorte ?
TERE: Spianne.controllanne.. guardate cagge truvate nascoste dinte a nu mobile da stanza soja.. (Mostra
un piccolo involucro)
GIANNA: E che d ?. Na bustina e zucchero a velo ?!
TERE: O zucchero a velo ? Sign, ma pecch mio nipote fa o pasticciere ? Nunnavite capite che d ?
GIANNA: (Portandosi di colpo le mani alla bocca con aria di spavento) Uh, madonna mia !
CATE: (Entrando simultaneamente) Gianna ch succieso ?
GIANNA: (di rimando) E patane ncoppe o ffuoco Mo vengo. (esce di corsa)
CATE: E che mode so chiste ? Una allucche e chella manerape patate ?
TERE: Avr pensate che lacqua che bolle forte putetva stut a fiamma do gas e po si uno bussava o campaniello da
casa a scintilla faceva zump o palazzo !
CATE: Eeeeh ! Ma che esagerazione ! Chella trasuta due minuti fa.e vuje avite fatte gi cad o palazzo !
GIANNA: (Entra) Eccomi qua ! (vede Caterina) Guh Cater (Sconvolta) tu staje cc ?
CATE: Guarda ca je pure prima stavo qua !
GIANNA: Ah, si, overo,sa me so mise paura che sazzeccavene alice dinto o ruoto..
CATE: Ma pecch tu lalice e faje cu e patate ?
GIANNA: E patate ?
CATE: Tu prima hai detto..E patane ncoppa o ffuocoe sei scappata.
GIANNA: Ah, no ! Vuleve dicerealice dinto o furno !
CATE: Ma perch tu tieni il forno a gas ?
GIANNA: No ! Tengo il forno elettrico !
CATE: Emb e cumme zumpave e naria stu palazzo (guarda Teresa) nun s maje ntise ca nu furno elettrico fa zump
nu palazze in aria ! Io vado in cucina ! (esce)
TERE: Je pensave ca teneva o furno a gas !
GIANNA: Ma pecch era zump o palazzo enaria ?
TERE: Signora Gianna, scusate se ve lo dico, ma vuje fusseve nu poco scema ? A mumento mia figlia capiva tutto !
GIANNA: Aggiate pacienza, Donna Ter, ma a me chella rrobba me fa mpressione assaje !
TERE: Allora facimme na cosa, mo ce nandiamo dinte a stanza mia e parlamme(si alza)
GIANNA: Ecco brava (la segue)
TERE: E pure vuje avita fa a brava..
GIANNA: Comme no !
TERE: Natu strille e chille e ve me menco a coppa a bascio !..
GIANNA: Nun ve preoccupate.. (escono)
MAURO: (in procinto di uscire) Caterina, Cater..
CATE: Che c Mauro..(entra)
MAURO: Cater, io vado a questappuntamento. Tu intanto incrocia le dita e.
CATE: Penso positivo. Come dice Laura. Vedrai che andr tutto bene.
MAURO: Speriamo ! Ciao, (La bacia) a pi tardi. (esce)
CATE: (Dopo averlo accompagnato, torna e rivolgendosi al Cristo, alla parete) Signore mio accompagnalo tudagli na
mano. Mauro se la merita.. Grazie ! (Intanto un attimo prima del grazie entrata Gianna) La scena
seguente sar eseguita con un tono di voce quasi confidenziale, come di chi non vuol fare ascoltare ad altri le
proprie parole)
GIANNA: A chi state ringraziando ?
CATE: Come a chi ? O Signore !
GIANNA: (Si guarda in giro) O Signore ?
CATE: E certo ! E a chi se no ?!
GIANNA: Eh ! Quello che dico pure io (guardandosi intorno) A chise no ? Oh. Cater, dimmi na cosa. Ma o
signore.diciamo, stava qua?
CATE: Stava ? Quello., sta sempe cc !
GIANNA: Pure mo ?
CATE: Pure mo !
GIANNA: Aaah ! Ho capito ! Cater, io vado, tengo o brodo ncoppe o fuoco..
CATE: O brodo mo ? Gianna ma te siente bona ? Tu a vote me pare na scema !
GIANNA: Hai ragione ! (Guardandosi circospetta) Comunque io m devo andare dentro. Vaco a pripar nu poco e
mangi ! (Si guarda intorno) O signore sta sempe cca ?
CATE: Sempre !
GIANNA: E allora salutemmello tu.. se vere ca starr into o gabinetto ! Ciao(esce)
CATE: (Ridendo) E proprio na macchietta..Ges quella avero nunnha capito e quale signore parlavo.
GIGI : (Rientra con pane ed incrocia Gianna che ha uno strano moto) Mamma, qua c il pane ! Io scendo, ci vediamo
pi tardi..
CATE: Ti raccomando non fare tardi..
GIGI: (Uscendo) Va bene
TERE: (Entrando) Cater !
CATE: Che c mamm ?
TERE: Cater, dove andato Gigi ?
CATE: E sceso un poco. Ma pecch ?
TERE: Ma tu, ncio domande maje add v ? Cu chi sa fa ?
CATE: Mamm,ma pecch me staje facenne sti domande ? E succieso quaccosa ?
TERE: Nun ho sacce !
CATE: Che significa, nun ho sacce ?
TERE: Significa, ca nun sacce ancora chello ca succieso,.. ma quaccosa succieso !
CATE: Mamm, per piacere ! Parlate chiaro e nun me facite mettere penziere ncape !
TERE: E io parlo chiaro ! Sti guagliune vuoste lavita segu nu poco meglio ! Nun se po lassa tutte mmane a loro, avita
arap nu poche lluocchie ! Je so vecchia, forse nun capisco tanti ccose de giuvene e ogge ma na cosa a
capisco ancora. A luce e lluocchie, chella luce ca te parle ..te dice chello ca a vote nun se vo dicere. Chella
luce ca nun tannasconne niente pecch tene e culore suoje.chiari quanne staje buono e scure quanne staje
male..
CATE: E questo che centra con i miei figli ?
TERE: Centra, Cater, centra ! A quantu tiempo nun guarde dinte a luocchie a Luigi ? A tuo figlio ?
CATE: A Gigino ? Ma io lo guardo tutti i giorni, forse non proprio negli occhi, ma lo guardo.
TERE: E tu invece li a guarda dinte a luocchie, dinte a e sacche, dinte a stanza soja.
CATE: Mamm, ma insomma. Parla chiaro !
TERE: (Con gesto di stizza) Guarda cc ! (Lancia la bustina sul tavolo) O ssaje ched ? (Le due si guradano alternando
lo sguardo alloggetto ed al suo contenuto, poi Caterina, sgomenta)
CATE: Uh, Madonna mia ! Add l truvate ?
TERE: Dinto o cassetto de calzine !
CATE: Quando ?
TERE: Stammatina ! Mentre jsse se faceva a doccia.
CATE: Mamm, nun dicere niente a nisciune ! Chesta na cosa che devo seguire io personalmente. E se Gigino ti chiede
qualcosatu nun saje niente.sta cosa lagge truvate io ! (Si appresta per uscire)
TERE: E mo add vaje ?
CATE: Vache a cerc a Gigino, vache a cerc a mio figlio hai ragione mamm, laggia guard buone dinte a
lluocchje..chella luce ca dice tu, aggia ved e che colore ! (esce)
TERE: Va, va a mamm, a Madonna taccumpagne (scoppia a piangere, entra Laura)
LAURA: Nonna Terry, mi hai stirato la gonna?. (nota il pianto della nonna) Nonna, ma ch successo ?
TERE: Niente, a nonna tua !
LAURA: Come niente ? Tu staje piangendo ? E non mi dire che stai pensando al nonno pecch sta vota nun te credo !
Dai sputa il rospo !
TERE: Eh che schifo ! Nun te preoccup, aggio fatte nun poche e storie con tua madre, so cose tra mamma e figliapoi
passano.
LAURA: Va bene, ma nun te pigli collera.A vecchia te vo bene !
TERE: E chi sta vecchia ?
LAURA: Comme chi ? Mia madre tua figlia insomma !
TERE: E si tua madre vecchia, io che so ?
LAURA: Tu sei Tutancamen ! La mummia sacra ! Ma come fai a mantenerti cos in forma ? Dimmi la verit tu ti fai le
pere eh ?
TERE: E Pere ? No a nonna, a me e pere nun me piacene, quacche mela cotta ma faccio, ma e pere no !
LAURA: Nonna, sei mitica ! Cia, cia.cia-cia-cia !(va in camera sua)
TERE: Beata a essa ! Che bella cosa a giovent ! (Suonano alla porta) (Teresa va ad aprire)
MAURO: (Rientra insieme allAvv. Guadagno e con in mano oggetti incartati) Prego Avvoc, accomodatevi. Vi presento
mia suocera !
AVV.: Molto lieto signora !
TERE : (tutte le risposte di Teresa saranno secche e scostanti) Grazie.purio !
MAURO: Mamm come mai avete aperto voi, state sola ?
TERE: Si, sto sola.
MAURO: E Caterina ? Dov andata ?
TERE: E scesa a comprare na cosa che le serviva. Permettete io vado di l !
AVV.: Prego signora ! (Teresa esce) Allora Sig. Santelli, tutto chiaro ? Voi rispettate i tempi ed io rispetto gli impegni !
Come vi ho detto si tratta di clienti danarosi che pagano bene, ma pretendono anche il lavoro fatto a regola
darte. Quindi la consegna degli oggetti che vi ho portato dovr essre fatta entro 30 giorni e nella maniera
richiesta. Qui c lassegno di acconto di 2 milioni ed altri 3 vi saranno dati a consegna effettuata e a
soddisfazione della qualit ! E tutto chiaro ?
MAURO: Certo, avvoc !
AVV.: A ch intesto lassegno ?
MAURO: A me ! Mauro Santelli. (Lavvocato scrive)
AVV.: Ecco fatto. Allora restiamo intesi ?! Vi raccomando rispettate gli accordi e se il lavoro sar ben fatto e mi farete
fare bella figura io cercher di farvi fare anche un regalino a parte. Sapete, se io voglio. Sono sato chiaro ?
MAURO: Siete stato chiarissimo, avvoc !
LAURA: (Entrando) Ciao Pap ! Buongiorno !
AVV.: (Notando Laura e con molto inetresse alla persona le risponde) Buongiorno !
MAURO: Ah ! Laura,,, Avvoc lei mia figlia Laura. La prima !
AVV.: Molto lieto. Avvocato Guadagno, Stefano Guadagno. Complimenti, signor Santelli, avete veramente una bella figlia!
Fortunato quel giovane che incontrer le sue attenzioni.
MAURO: (Notando il tono ineterssato) Grazie ! Ho anche un figlio maschio, Luigi. (intanto fra i due giovani vi saranno
sguardi di piacevole intresse reciproco) ma noi lo chiamamo Gigi.
LAURA: Pap, io vado da Monica devo accompagnarla a fare acquisti ! (Guarda Stefano)
MAURO: E come ci arrivi da monica ? Guarda che c lo sciopero dei mezzi pubblici fino alle cinque !
LAURA: Pazienza, trover qualcunoi che mi dar un passaggio !
AVV.: Se volete posso darle un passaggio io !
MAURO: Ma non vi scomodate ! E poi voi non siete pratico di Napoli !
AVV.: Vi sbagliate ! Sono abbastanza pratico. E una citt che frequento spessoe poi mia madre era napoletana e
quindi spesso venivo a trovare i parenti con lei ! E chiaro che lofferta valida se alla signorina Laura fa
piacere.
LAURA: Se non dispiace a voi.non dispiace nemmeno a me ! Allora andiamo ?
MAURO: Avvoc, scusate la sfrontatezza di mia figlia. Comunque vi ringrazio della cortesia!
AVV.: Ma figuratevi ! Ci sentiamo in questi giornivi chiami io per aggiornamenti. Va bene ?
MAURO: Va benissimo. Arrivederci avvoc, e grazie ancora.
AVV.: Grazie a voi. Arrivederci ! (A Laura con galanteria) Prego signorina, dopo di lei.
LAURA: Grazie ! (I due escono)
MAURO: Mi sbaglier.ma io a Laura lho vista diversa..sembrava quasi una persona normale ! Ma !
TERE: (Esce scrutando Mauro che intetno a scartare il materiale ricevuto) Mauro !
MAURO: Che c ?
TERE: Allora ? Che hai fatto con lavvocato ?
MAURO: Tutto a posto ! Mi ha consegnato del lavoro da fare che se va in porto, come spero, ci frutter un bel
guardagno. Intanto guradate qua ! (Tira fuori dalla tasca un assegno e lo mostra)
TERE: E ched ? Je nun veco buono.
MAURO: Un assegno, mamm ! Un assegno di acconto per le spese e lanticipo per me !
TERE: Ah, bravo ! E di quant ?
MAURO: Mille Euro !
TERE: No, Dimmelo in italiano, io levero nunn o capisco !
MAURO: Due milioni !
TERE: Due milioni ? E quanto Guadagno per fare tutto il lavoro ?
MAURO: Cinque milioni ! Per ha detto lavvocato che se il lavoro viene fatto bene, oltre ad esserci un regalino extra, mi
proporr altre cose, perch lui cura gli interessi di molti clienti. Tutta gente danarosa e benestantenobili !
TERE: E mobili !
MAURO: Nobili, gente altolocata
TERE: Aaah ! Baste che te pavane buono.che te mporta comme songhe. E che robba tha dato ?
MAURO: (Mentre scarta) Un crocifisso, due portalumi, ed un quadro.tutta roba antica e di valore(nel dire queste cose Mauro posizioner i due portatimi sul tavolo uno a destra e laltro a sinistra della suocera e gli porger il crocifisso in mano) Vi pice questo Crocifisso ?
TERE: Si, me piace !
MAURO: (Guardando la scena) Pure a me.mi piace
TERE: (Capisce a cosa allude Mauro ed abbasando i due portalumi reagisce) Ma tiene sempe a stessa capa ?
MAURO: Ma cosa avete capito ? Io parlavo del crocifisso.
TERE: Si va bene ! Come dici tu ! E o quadro ? Perch te l ha dato, mica sei pittore tu ?!
MAURO: E infatti, pi che un quadro, una grossa cornice del 500 con dentro una foto depoca di un nobile che
apparteneva a questa famiglia romana !
TERE: Uh, (alzandosi) o voglio ved !(Va verso Mauro che le mostra limmagine) Mamma do Carmene, e quant brutto!
MAURO: Mamm, questo un morto !
TERE: Ho capito. Pace allanima sua, ma era brutto overo !
MAURO: E o crocifisso ? Lavite viste quant bello ?
TERE: (Lo guarda) Overo bello ! Comme cunsumato
MAURO: Lo so ! Ed io lo devo restaurare ! Questoparla.
TERE: (Quasi spaventata) Overo ?
MAURO: Mica parla overo ! Parla, nel senso che una scultura perfetta
TERE: Aaaah, je me credevo che parlava..
MAURO: E chille mo devono a me ? Mo me vaca a sistem sta roba in camera mianon la voglio tenere in mezzo.nun
se po maje sapve pare ?
TERE: Comme no, vaje, vaje, faje buono. Ma Laura uscita ?
MAURO: Si ! E andata da Monica, quellamica sua.anzi lha dato nu passaggio lavvocato !
TERE: Lavvocato ? E comme maie ?
MAURO: Pecch ce sta o sciopero dei pulman io vado di l ! (Mauro esce) (Suonano alla porta, Teresa va ad aprire e
torna preceduta da Gigi)
GIGI: Nonna che si mangia ?
TERE: Nunnho saccio ! Ma nun l ncuntrata a tua madre ?
GIGI: A mamm ? No, pecch ?
TERE: Saccio chera venuta a te cerc. Nun saccio che taveva dicere
GIGI: E quando torna nce parle (Sta per andare in camera sua quando la nonna lo ferma verbalmente)
TERE: Guarda che tua madreha fatto pulizia in camera tua..se non trovi qualcosa..chidelo a lei !
GIGI: E pecch nunnavessa truv qualcosa ? Mamm nun tocca mai niente dinte a cammera mia ! (Sta di nuovo per
andare via quando la nonna interviene ancora con decisione)
TERE: Vire buono..je saccio ca tha sistemato e cravatte e.e calzine ! (Gigi ha come uno scatto con la testa e poi
va verso camera sua in modo frenetico) (Suonano alla porta e Teresa va ad aprire)
GIANNA: (Entrando insieme a Teresa) Signora Ter scusate se vi do un poco di fastidio. Ma mentre cucivo stavo
cucendo un bottone della camicia a mio marito s spezzato lago. O tenite nago da prestarmi, poi lo compro e
ve torno a dare
TERE : Comme no ! Mo ve lo prendo subito.(esce)
MAURO: (entrando) Cara signora Gianna !
GIANNA: Uh, signor Maurobuongiorno ! Scusate il fastidio !
MAURO: Ma di che (Mauro entrato con in mano il crocifisso e comincia a studiarlo ed a sploverarlo con un pennellino.
Si siede al tavolo.)
GIANNA: Sapete cos ? Stavo cucendo un bottone alla camicia di mio marito e s spezzato lago.
MAURO: E non ti devi meravigliare, oggi il materiale non pi quello di una volta
GIANNA: E vero, quest ago era di mia madre, tiene si e no una decina d anni !
MAURO: Dieci anni ? E fai un reclamo alla ditta, quello te lo cambiano.
GIANNA: (nota il crocefisso ) Uuuh ! Quant bello !
MAURO: Vi piace ?
GIANNA: Assaie ! Lavete comprato adesso ?
MAURO: No ! E di un cliente ! Lo devo restaurare !
GIANNA-. Deve andare a ristornate ?
MAURO: Si, si va a fare na pizza e na birra. Lo devo restaurare !!
GIANNA: Bello, veramente bello !
TERE : (Entrando con ago) Ecco qua lago ! (Lo porge a Gianna)
GIANNA: (Prendendo lago ) Grazie ! Donna Ter, avete visto quant bello stu crocifisso ?
TERE : Ho visto, ho visto ! Mauro dice che parla !
GIANNA: Overo ? Madonna che impressione e che dice ?
MAURO: (Con ironia) Eh, dice: Buongiorno..Che si mangia oggi ?
GIANNA: Jammo nun pazziate ! Ma pecch mangia pure ?
TERE: Nun ce facite caso ! A Mauro le piace e pazzi !
GIOVANNI: (Entrando in camicia e con la testa alzata) Neh ! Gianna ! Ma se po sap che fine fatto ? Me lassate ca
capa accuss e te ne si juta ! E ditte pure nun te more mo vengo ! Songhe asciute pure fore a porta pe ved
addo stive. E passato a signora Cuomo, mha visto accuss ha ditte: Don Giov pecch guardate la ncoppa ?
GIANNA: E tu che l ditte ?
GIOVANNI: E che lera dicere ? Agge diitte, no niente, sto pensanne e fa na pittatella o suffitte ca tutte spuorche..
GIANNA: Guardate ! E essa ca rispsote ?
GIOVANNI: Ha ditte, ah ! bravo ! Si facite stu fatte m facite pure a me ?
GIANNA: E va bbuono ! Comunque stavo venendo ! Comme si frettella !
GIOVANNI: Io s o frettella ? Mi dovete credere don Mauro, chella fa sempe chesto ! Ogni tanto sparisce e nun sapite
add v ! Solo nu santo comme a me te po suppurt !
GIANNA: Tu fusse o santo ? E meglio ca me stonghe zitta ! Sign scusate il disturbo, io vado dentro vaco a cosere o
buttone a San Giovanni martirecon permesso ! Don Mauro arrivederci ! (esce)
GIOVANNI: Signori scusate il disturbo !
TERE: Jate don Giov, nun ve preoccupate !
GIANNA: (Da dentro urlando) San Giov ! Te muove ?
GIOVANNI: Vengo ! Ma quanto sgarbata ! Con permesso ! (esce di corsa)
MAURO: Certo ca so doje m,acchiette, tutte e dduje ! (Esce) (Suonano alla porta, Teresa va ad aprire)
LAURA: Ciao nonninna !
TERE : Laura, ma ch succieso ? Non dovevi andare a casa di Monica ?
LAURA : Non ci sono andata pi ! E po se lo vuoi sapere, quella proprio una s
TERE: Heee ! Ma se po sap ch stato ? Jammo calmate nu poco.
LAURA : Ma che maggia calm ? Ma te pare possibile che la mia migliore amica se mette a fa a cretina con il ragazzo
che esce con me ? Chella..
TERE : Laura !
LAURA : Ma Laura che ? Je a spacca a faccia !
TERE : Ma insomma ! E po chi stu guaglione ca esce cu te ?
LAURA : Nonna ! Mo te ce miette pure tu ? E famme camp quiete.
MAURO : (Entra perch attirato dalle grida di Laura) Gu ! Ma che sta succedendo ? Mi sembra di stare al mercato ! Ma
questo che coss ?!
TERE : Niente, Mauro stavamo discutendo su delle cose che devo stirare a Laura.
MAURO : Nientemeno ?! E quanne facite storie camma fa ? Avimma chiamma e Carabiniere ?
LAURA : Pap, la verit che la nonna, nun se fa e fatte suoje ! Ecco !
TERE : Ah ! Mo a colpa a mia ? (Mauro assiste alla scena a soggetto)
LAURA : Si ! Perch se ti dico una cosa, solo perch sto nervosa, tu subito vu tras dinte a scazzetta
TERE : Ma chi vo tras dinte a sta scazzetta ?
LAURA : Tu ! Tu nce vu tras staje sempe pronta ..
MAURO : Ma insomma ! Laura, tu ti devi calmare hai capito ? E porta rispetto per tua nonna ! E questi che modi sono ?
LAURA : Ecco ! Lo sapevo, adesso ho torto io !
MAURO : Tu se avessi ragionecon i tuoi modi, riesci a passare dalla parte del torto Ti ho sempre raccomandato di
portare un minimo di rispetto per le perone anziane non puoi mai sapere la reazione che possono avere quando si agitano.a volte possono sentirsi male. (la nonna rimane perplessa) ed un malore improvviso pu
provocare la morte (la nonna fa gli scongiuri) E il rimorso? Non pensi al rimorso che ti potrebbe prendere
se. (Teresa interviene energica ed infastidita)
TERE : Eeeh ! Eh jammo m ! Nunnesager ! Staje facenne ven a fine do munno.(scongiuri)
MAURO : Avanti, (a Laura) chiedi scusa alla nonna, jammo facite pace..
LAURA : (Infastidita) Scusaaaa !
TERE : Nun fa niente, a nonna !
LAURA : Per nun tras dinte a scazzetta ! (esce verso camera sua)
MAURO : Nun ce facite caso mamm, o sapite comme so fatte sti guagliune. Fanno bu-b, per ve vonne bene ! E
proprio na giovent frenetica, indispettita.pare che ce lhanno con il mondo intero. A volte sembra che odiano
tutti e tutto ma nello stesso tempo pretendono tutto da tutti. E la colpa di chi ? Eh ? Di chi la colpa ?.( la
guarda)
TERE : Vu ved che a colpa a mia ?
MAURO : No ! Io volevo dire che la colpa solo nostra
TERE : A mia e a toja ?
MAURO : Nonsignore ! Nostra in senso generalecio di noi adulti, che non abbiamo saputo mettere un freno o stabilire
un limite alle loro libert. Ed ecco che i problemi si moltiplicano la scuola perde il suo peso sociale; i vizi
prendono il sopravvento; la disoccupazione rode i giovani; e poi la droga !
TERE : (Impaurita) A droga ?!
MAURO : Si la droga !
TERE : La droga ?!
MAURO : Eh, mamm ! A droga ! Ma che site sorda ?
TERE : No, ca sta parola me fa ven o friddo ncuollo !
MAURO : E avete ragione ! Perch un male terribile che entra nelle case. Vi annienta, vi rende una larva umana, vi
porta alla morte senza scampo..
TERE : (Colta da uno sconforto profondo, urla) Maronna mia, no ! No, chesto nunnadd succedre(esce di corsa) dinte
a casa nosta no !
MAURO : Ma cavite capito ? (Suonano alla porta, Mauro va ad aprire e rientra con Caterina vistosamente agitata) Cater
ch stato ? Ti vedo agitata
CATE : Gigino tornato ?
MAURO : Si, sta dentro..ma ch successo ?
CATE : (Scoppia a piangere) Dobbiamo fare qualcosa Mauro, dobbiamo intervenire..
MAURO : Ma a proposito di che ? Fammi capire !
CATE : Gigi ! Gigi ha preso na brutta strada na brutta strada ! (piange)
MAURO : Na brutta strada ? Che significa na brutta strada ?
CATE : (Tira fuori dalla borsa la bustina e la butta sul tavolo) Ecco che significa Mauro, chesta bustina steve dinto a
stanza soja !
MAURO: E che robba ?
CATE: (Disperata) Non lhai capito che roba , Mauro ?! Non lhai capito ?
MAURO: Zitta ! Nun strill ! Agge capito ! (Sconfortato) Agge capito..
CATE: Mauro, je nun ce pozzo penz ! Gigino mio..cu sta schifezza..
MAURO: Cater ! Non disperare. Io non lo so, ma me pare na cosa impossibile. Vedrai che si tratta di uno scherzo o di
qualcosa nella quale Gigi non centra. Non mi chiedere perch, ma so sicuro che c qualcosa che non grave
come sembra. Lascia che parlo io con Gigi. Madda da na spiegazione!
CATE: Mauro, ti raccomando ! Cerca di restare calmo. Non laggredire, cerca e le fa cap ca o vu bene! Vedrai che ti
dir la verit. Si o saje pigli Gigino te dice a verit.
MAURO: Stai tranquilla ! Non laggredisco.
GIGI: (Entrando in scena. Quasi con agitazione) Mamm ! (Poi nota la presenza e lo sguardo del padre ed ha un
cambiamento di tono, pi dolce ma freddo) Puoi venire un momento in camera mia ? Ti devo far vedere una
cosa !
CATE: Si, mo vengo !
MAURO: (Caterina sta per alzarsi, ma viene fermata da Mauro) Aspetta Gigi ! Prima di andare con tua madre in camera
tua, possiamo farti vedere noi una cosa ?
GIGI: Che cosa ?
MAURO: Cater, fai vedere a Gigi quella cosa che hai fatto vedere a me !
CATE: (Tirando fuori la bustina, la mette sul tavolo) Eccola qua !
MAURO: E di questa cosa che volevi parlare a tua madre ?
GIGI: (Vincendo limbarazzo del momento) Si ! Ma non vi allarmate, ora vi spiego tutto ! (Bussano alla porta ) Vado io !
(Va ad aprire)
MAURO : Lieve sta rroba a miezo !
GIGI: (Rientra precedendo Gianna) Mamm a signora Gianna ! (Si mette di lato a destra)
GIANNA : Cater scusa, te vulevo domand na cosa (prosegue senza rendersi conto della situazione) Je vulesse fa nu
bellu ruote e patane arrecanate cu nu poche e baccal.per m venuto nu dubbio.e patane e facce scald
primma e poi le facce navutata e na girata dinta o sugooppure (comincia a notare che Mauro rivolto verso
la parete o finestra, Caterina davanti allimmagine sacra di Cristo) (Cercando di capire la situazione, prosegue
con tono diverso) epo o baccal. o faccio primma spugn.
(mentre Gianna continua a parlare, sempre pi lentamente, si chiude il sipario del 1 atto)
IL MIO AMICO SALVATORE
2 Atto
Stessa scena del primo atto. In scena ci saranno Caterina e Gianna. Sul tavolo posto in angolo vi saranno poggiati le cose che Mauro sta restaurando. Caterina in preda alla disperazione e si confidata con Gianna.
CATE : (come per proseguire un discorso gi iniziato) Cara Gianna, e chi se laspettava na tragedia e chesta. E che tu
cerchi di non fargli mancare niente, e che tu le staje appriesso, cerchi di accontentarli, nei limiti del possibile,
niente; quando il diavolo nce mette e corne
GIANNA: Ma si sicura e chello che dice ? Ma comme Gigino sempe stato nu guaglione a modo. Nun se vede e nun se
sente. Ma comme possibile nu fatto e chisto ?
CATE : E che taggia dicere ? Per noi stato nu fulmine a ciel sereno . Ma io devo scoprire chi lha dato chella rrobba !
GIANNA: Pecch, o guaglione nun ve la vulute dicere ?
CATE : No ! Dice che nun roba soja ! Dice che un amico suo lha chiesto o piacere di conservagliela pecch nun vuleva
ca o pate e a mamma se ne putevano accorgere ! Ie nun saccio a chi aggi cerdere.
GIANNA: Emb ! E fatevi dire chi stamico !
CATE : Niente, Gianna, nun ci v o dicere ! Dice ca jsse nun fa a spia ! Eppure io lo vedo normale, nun me pare nu
guaglione che fa sti cose ! Quaccosa me dice ca nun me sta dicenne na bucia ! (Suonano alla porta)
GIANNA: Stai Cater, vado io, adda essere chillu scucciante e Giovanni ! (Va ad aprire) (Torna con lAvv.)Cater, ci sta
lavvocato Lavagna !
AVV: Guadagno, signora Guadagno !
GIANNA: Biate a vuje ! Ca pe ved nu sorde nce ne vo !
AVV: No, signora ! Che avete capito ? Guadagno il mio cognome ! Stefano Guadagno.
GIANNA: Uh ! Scusate, che brutta figura ! Io avevo capito Lavagna ! Sapite chelle ca usano a scola !
AVV: So perfettamente cos una lavagna ! Ma non c bisogno di scusarvicapita !
CATE: Avvoc, ma avevate appuntamento con mio marito ? Perch lui non c !
AVV: No, signora ! Io sono venuto proprio per parlare con lei ! (Guarda Gianna) Magari in privato, con il permesso della
signora naturalmente !
GIANNA: Come no, avvoc ! Figuratevi, fate pure !
CATE: Gianna ! Credo che lavvocato vuole parlare con me da solo !
GIANNA: Ah, allora io vado a preparare..
CATE: (Allunisono con Gianna) .qualcosa da mangiare..Gianna, ma tu cucini sempre ?
GIANNA: Ma la colpa non mia ! La colpa, avvoc, non mia. Quello mio marito che di buon appetito, comme se
dice.Ttiene lo sfunnolo !
AVV. : Ah !
GIANNA: Comunque io vi lascio. Buone cose avvoc ! Cater noi ci vediamo pi tardi. (Va verso il fondo) Stai comoda
Cater, conosco la strada. (esce)
CATE: Non ci fate caso, un soggetto particolare. Ma prego avvocato, accomodatevi ! Ve lo faccio preparare un poco di
caff ?
AVV.: No, grazie ! Siete molto gentile, ma l ho preso da poco ! (Si siede)
CATE: Come volete. E allora ? Ditemi tutto.
AVV.: Signora Santelli, io volevo parlarle di Laura
CATE: Di Laura ? E che centra Laura con gli affari che avete con mio marito ?
AVV.: Niente ! Con i nostri affari non centra niente !
CATE: E allora ? A che proposito volete parlarmi di Laura ? Non capisco !
AVV.: Vedete , Signora. Qualche giorno fa, offrii a Laura un passaggio, per accompagnarla da quella sua amica
CATE: Monica ?!
AVV.: GiMonica! Quella sera,come dicevo, Laura, in effetti, non doveva andare da Monica..perch Laura stessa mi
confid che aveva litigato con questa sua amica. E questo litigio era stato cos forte che Laura ne era rimasta
sconvolta al punto tale da non volerla pi vedere.
CATE: Andate avanti.
AVV.: Laura si sfog con me, come se mi conoscesse da tempo, e mi confid che il suo litigio con MONICA era scaturito
dallinteresse che Laura stava avvertendo per un uomo, molto pi grande di lei
CATE: Molto pi grande ? Pi grande quanto ?
AVV.: Pi grande..e . sposato !
CATE: Sposato ? Cio .Laura lamante di un uomo sposato ?
AVV.: No ! Almeno non lo ancora ! Anzi, quando mi sono reso conto della situazione ho cercato di dissuadere Laura,
dallintraprendere una relazione del genere e credo di esserci riuscito, almeno in parte ; perch pare che Laura
abbia recepito il messaggio nel giusto verso e mi ha promesso che si sarebbe allontanato da questuomo !
CATE: Ma tutto questo successo in quel poco tempo che siete stati insieme ? E perch me ne state parlando solo
adesso !
AVV.: Vedete signora Santelli, in questi tre giorni, io mi sono trattenuto a Napoli.per delle commissioni, e. mi sono
incontrato con Laura giornaliermente per non farla sentire da sola.
CATE: Ah si ? E voi, non le potevate dire di parlarne con me, di queste cose ?
AVV: Vedete, Laura desidera evitare che questa storia venisse a conoscenza dei suoi genitorisolo che io ho ritenuto di
dover parlare con lei, e solo con lei, perch lei da madre, oltre che da donna,dia a Laura lappoggio e laffetto di
cui si ha bisogno in questi casi..
CATE: (Presa dallo sconforto) Io non capisco ! Non capisco che sta succedendo in questa casa.sembra quasi che una
situazione negativa, nel momento in cui comincia a diventare lentamente positiva,venga attaccata da mille
difficolt , sembra quasi che ad ogni cambiamento verso la tranquillit, si debba pagare un tributo al dispiacere
E allora a che serve migliorarsitanto vale restare persone poco agiate ma felici.
AVV.: Signora Santelli, non faccia lerrore di deporre le armi. Adesso il momento di tenerle ben salde in mano
altrimento lo sconforto le far perdere ogni battaglia. Nel mio piccolo sono a sua disposizione.. e soprattutto
non riferisca a suo marito quanto le ho detto. Laura ne soffrirebbe troppo !
CATE: State tranquillo, avvoc ! Questo non succeder(intanto entra Mauro)
MAURO: Ciao Cater, (poi nota la presenza dellavvocato) Oh, avvoc ! E che ci fate qua ? Siete venuto a controllare se
rispetto gli impegni presi ?
AVV.: Assolutamente no ! Sua moglie mi stava giusto rassicurando che il lavoro sr consegnato nei tempi previsti, senza
alcun ritardo.
CATE : Se mio marito prende un impegnostate tranquillo che lo mantiene.
AVV.: Ero solo passato a salutarla, e a comunicarle che forse in arrivo qualche altra commissione per lei! Per aspetto
conferme. Per adesso mi dovete scusare ma devo proprio scappare. (Si alza)
CATE : Non vi preoccupate avvocato !
AVV.: Allora io vi saluto. Signor Santelli ci sentiremo in questi giorni. Di nuovo. (Esce)
MAURO: Cater ! Ti vedo preoccupata ! C qualche problema ?
CATE: No ! E che sono un poco preoccupata per il rispetto dei tempi di consegna del lavoro.
MAURO: Stai senza pensiero ! Andr tutto bene. Anzi ora mi metto subito allopera.
CATE : Mauro, allora io vado a fare un poco di spesa ?
MAURO: Vai tranquilla..
CATE : Allora vado a vestirmi. (esce)
MAURO: (Rimasto solo) Mo devo riflettere bene su quello che c da fare.(Entra Caterina ma Mauro non se ne avvede)
devo decidere quale dei due problemi devo affontare per pirmo
CATE : Che fai parli da solo ?
MAURO: Chi ?
CATE : Comme chi ? Tu !
MAURO: Io ?
CATE : Mauro , ma ti senti bene ?
MAURO: Comme no ! Pecch ?
CATE :Perch ti vedo strano.
MAURO: Cater, solo frutto del brutto periodo che stiamo attraversando..
CATE: Questo vero ! Sti figli nostri che ci danno preoccupazioni Gigi da una parte e Laura dallaltra..
MAURO : Laura ? Che centra Laura ?
CATE: No, volevo direLaura che non trova la via di sitemarsi.di trovarsi un marito
MAURO : E che cos sta novit ? Mo allimprovviso Laura diventa un altro problema ?
CATE: No, stai tranquillo! E che una madre, vorrebbe vedere sistemati i figli al pi presto. Allora io vado?!
MAURO: Vai , vai. Ci vediamo al ritorno ! (Cate, prima di andare gli va a dare un bacio sulla guancia)
CATE : Non ti scordare che ti voglio bene. (esce)
MAURO: (Ormai da solo) Te voglio bene pure ioma non so pi a chi Santo rivolgermi ! (Prende il quadro ed il
crocifisso. Si siede e comincia a lavorarci sopra con pennelli per pulizia. In questa fase comincia un dialogo
verso gli oggetti. Mentre spolvera il Crocefisso..) Io poi parlo dei Santi ho la fortuna di trovarmi di fronte a te
e penso di rivolgermi ai Santi. Ma perch la cattiveria umana cos grande ? A volte pi grande di chi la
possiede a volte la mettono in atto per puro egoismo o per il semplice gusto di procurarsi un piacere senza dar
conto al dispiacere degli altri. Dammi una mano ! Lo so, ci sono problemi pi grandi dei miei che sicuramente ti
tengono occupato dalla mattina alla sera; per se riuscissi a trovare un momento per me, te ne sarei grato
per tutta la vita ! (Poi rivolgendosi al quadro) Tu me guarde ? Hai ragione! Uno che parla da solo non
normale, vero ? Eppure ti assicuro che a volte lo si fa proprio per non uscire pazzo ! Ma tu poi hai vissuto
tempi dove era tutto pi semplice, pi facile.(Una voce scuote il silenzio della stanza)
SALVAT: Questo lo credi tu ?!
MAURO: Si, vabb ! Vuo dire che ai tuoi tempi (si ferma di colpo) Ges ! A volte a suggestione te fa sent e voce .ca
nunesistono !
SALVAT: E questo pure lo credi tu !
MAURO: (Sconvolto) Gig, si tu ? Nun fa o cretino ! Tiene sempe a stessa capa ! (Si affaccia verso le stanze) Stai qua ?
(Alle sue spalle figura il personaggio della foto)
SALVAT: Sto qua ! E non sono Gigi ! Sono Salvatore !
MAURO: (In preda ad una semicoscenza) Salvatore ? E come sei entrato ?
SALVAT: Io entro dove voglio !
MAURO: (Lo guarda, poi guarda il quadro, poi lo riguarda) Ma tu.
SALVAT: Si ! Sono proprio io, quello del quadro !
MAURO: Uh Madonna mia ! Ma chisto nu suonno ?!
SALVAT: Ecco qua ! Ma perch dovrei essere un sogno ?
MAURO: Ma comme, uno sappresenta accuss ! Senza manche avvis ? Ma fusse a morte ?
SALVAT: Ah, ma allora sei tosto ! Sono Salvatore ! E visto il tuo sconforto, ho avuto il permesso di ascoltarti E nei limiti
del possibile di darti una mano, come tu avevi chiesto !
MAURO: Sei venuto a darmi una mano ? Allora posso sperare di risolvere i miei problemi ?
SALVAT: Forse ! Se mi ascolterai ! Chiaramente questo un aiuto che mi ricambierai !
MAURO: E ti pareva ! Ca overo nisciune fa niente pe senza niente ! Ma io accetto e quando torner Caterina vedrai
come sar contenta..
SALVAT: Caterina, non potr ne vedermi ne sentirmi, come tutti gli altri. Questa una cosa riservata solo a te ! Perci
rassegnati e ascoltami , la riuscita del mio intervento dipender solo da te. Ti anticipo che non sar facile.ma
se ti impegni ci riuscirai !
MAURO: E va bene ! Se questo servir a risolvere i miei problemi.ci st ! Dopotutto mica mi poteva andare tutto
liscio.questo un periodo di prova per me.di dura prova ! (Bussano alla porta) Presto nasconditi.
SALVAT: E perch ? Allora non hai capito quello che ti ho detto ?
MAURO: E va bene ! Guarda che se non vero.po facimme e cunte ! (Va ad aprire, mentre lentit si mette seduta sul
tavolo) (Mauro rientra con Giovanni, il quale reca un pacco)
GIOVANNI: (Entra con pacco mentre Mauro rimane sulla soglia della porta a guardare gli esiti) Mauro ! Dove lo metto
sto pacco, sul tavolo ?
MAURO: (Osservando Salvatore) Come sul tavolo ? E non vedi che occupato ?
GIOVANNI: E occupato ? E che ce sta ?
MAURO: Non vedi niente ?
GIOVANNI: Ma che cosa ?
MAURO: Non lo vedi a Salvatore ?
GIOVANNI: Salvatore ?
SALVAT: Stai facendo una brutta figura !
MAURO: (Rendendosi conto della realt finge uno scherzo che incuriosisce e insospettisce Giovanni) Ah., ah, ah (ride
in modo innaturale) Tagge fatto nu scherzo !
SALVAT: Bravo ! Cos va bene !
MAURO: (Distinto) Tu penza a te ! E stai zitto !
GIOVANNI: Ma chi st parlanne !
MAURO: Nun parlave cu te !
GIOVANNI: E cu chi stiveve parlanne ?
MAURO: Ma tu, seduto sul tavolo, non vedi nessuno ?
GIOVANNI: Mauro, ma a chi avessa ved seduto sul tavolo ?
MAURO: Salvat, fatte ved, se n questi non mi credono !
GIOVANNI: Mauro, scusa, ma tavissa fa ved tu ! Je te veco nu poco strano ! Questo deve essere un forte esaurimento
nervoso ! Scusa ma io vado di fretta. (Sta per andare)
MAURO: No aspetta ! Aspetta Giov ! Lo so che ti sembro strano, ma vedi c una spiegazione. Forse tu non sei
lelemento adatto, fammi a cortesia ? Fammi entrare a Gianna tua moglie, chissforse lei riesce a vedere
qualcosa.
GIOVANNI: Come vuoi. Mo te la chiamo..ma tu sicuro che ti senti bene ?
MAURO: Benisimo, Giov, per piacere, va a chiamare tua moglie.lascia pure la porta aperta..
GIOVANNI: Va bene ! Mo vado. (esce)
SALVAT: (Scendendo dal tavolo. Va a mettersi verso il balcone) Sei duro eh ? Non mi credi ?
MAURO: Ma dimmi na cosa ! Sei venuto per aiutarmi o per farmi uscire pazzo ? (Intanto entra Gianna) Tu dici che io
sono duro ? E tu ? Che ti costa evitarmi tutte queste complicazioni. Eh ?
GIANNA: (Impaurita) Permesso ? (La segue Giovanni)
MAURO: Ah, Gianna ! Scusate se vi ho fatto chiamare, ma prima con vostro marito ci sono stati dei problemi.
GIOVANNI: Cu mme ?!
MAURO: Gianna, vedete qualcuno vicino al balcone ?
GIOVANNI: Ma nun steve ncoppa o tavolo ?
MAURO: Nonsignore ! Prima stava li, adesso sceso e si messo vicino al balcone. Non lo vedete ?
SALVAT: Non insistere !
MAURO: Avete sentito ? Avete sentito che ha detto ?
(Giovanni e Gianna si guardano in faccia quasi come per dire assecondiamolo)
GIANNA: (Con voce tremolante) Veramente non ho capito beneforse ha parlato a bassa voce ?
MAURO: Ah ! Allora avete sentito qualcosa ? E che avete sentito ?
GIOVANNI: (A Gianna) Tu che hai sentito ?
GIANNA: Io ? Io agge ntiso (mugugni incomprensibili da parte di Gianna)
MAURO: E che d ? Io non ho capito niente !
GIANNA: E manchio ! Don Mauro, scusate ma io tengo
MAURO: (allunisono con Gianna)o mangi ncoppa o fuoco.. e te pareva ! Comunque grazie lo stesso.
GIANNA: Di niente ! Con permesso ! (esce quasi di corsa con Giovanni)
MAURO: E va bene ! Mi hai convinto ! Ma adesso tu mi aiuti a risolvere i problemi della mia famiglia !
SALVAT: Oh, Bravo ! Adesso cominci a ragionare ! Ora stabiliamo bene i patti ! Io ti aiuto a risolvere i problemi tuoi e tu
non metterai mai in dubbio ci che io ti dico di dire o di fare, anche se ti dovesse costare caro fare o dire certe
cose. Chiaro ?
MAURO: Va bene ! Se prima non mi portano al manicomio !(Mauro sente rumori provenienti dallingresso e chiede) Chi ?
LAURA : (Entrando) Sono io pap !
MAURO : (Sorpreso) Pap ? E chisto o primmo miracolo ! (Guarda a Salvatore) Grazie Salvat !
LAURA : (Lo guarda) Salvatore ? (Si guarda intorno) Ma con chi parli ?
MAURO: (Indicando il quadro) Con il mio amico Salvatore.
LAURA : Pap ma mo ti metti a parlare con i quadri ? Ma ti senti bene ?
MAURO: Io mi sento benissimo. E tucome ti senti tu !?
SALVAT: Chiedile dellavvocato
LAURA : Io anche bene !
MAURO: (Rispondendo a Salvatore) E perch ?
LAURA: Come perch ? Perch mi sento bene
MAURO: No, scusa, non parlavo con te
LAURA: Non parlavi con me ? E con chi parlavi ?
MAURO: Con nessunonon ci fare caso. Piuttosto hai sentito lavvocato Guadagno ?
LAURA: Chi, io ? (Si gira di spalle, imbarazzata) No. Perch ?
MAURO: (Verso Salvatore) Perch ? (Salvatore non risponde e va dietro la tenda) Odd vaje ?
LAURA : (Che intanto si era girata sul primo perch guarda suo padre con aria meravigliata)
MAURO : (Si accorge dello sguardo stupito di Laura e cerca di rimediare non nascondendo il suo imbarazzo) Stavo
dicendo.e mo dove vai ? In camera tua ? (Espressione stupida con sorriso assente) Eh ?
LAURA: Si ! Pap..io vado in camera mia. Ma tu, sei sicuro che ti senti bene ?
MAURO: Nata vota ? Sto benissimo ! Quello lui che.bello e buonosparisce !(va dietro la tenda a guardare)
LAURA: Ho capito ! Io vado in camera mia ! (esce)
MAURO: Mo avessa pass pure pe pazzo?(rumori provenienti dallingresso causati da Teresa che entra) Salvat, sei tu ?
TERE: No, sono io ! Sto con Maria. E poi chi stu Salvatore ?
MAURO: (Imbarazzato, guarda verso il quadro) E chillo do quadro !
TERE: E ched mo parle cu e quadre ? (Guarda Maria che intanto rimane immobile)
MAURO: (Rivolto allimmagine) Oh bi ?! Tu vedi in che situazione mi stai mettendo ? Mo mia suocera che deve
pensare? Eh ? (Teresa resta a guardare impressionata) Lei adesso mi chieder se mi sento bene ! Ed io dovr
rassicurarla che va tutto bene e invece no ! (Alterandosi) Tu lo sai che non va tutto bene ! (Rivolto a Teresa)
Perch le cosenon vanno tanto bene(avviandosi verso camera sua) non vanno per niente bene ! (Sparisceper un attimo e velocemente si riaffaccia rivolgendosi ancora al quadro) E tu ! Nun te movere a
lloche e nun fa vuaje ! (esce)
MARIA: Mamm ! Ma Mauro nun sta bbuono ?
TERE: E che taggia dicere figlia mia ! Cca nun se sta capenne cchiu niente ! L viste pure tu ?
MARIA: (Quasi ridendo) E poi, vicino quadro.nun te movere ?
TERE: Ti sembra nu comportamento normale ? Mo che sale tua sorella lavimma fa cap che bisogna fare qualcosa !
Fosse pure farlo vedere da un buon medico !
MARIA: Questo si ! Per mamm, vedrai che si tratta sicuramente di un poco di esaurimento nervoso !Mauro e Caterina
non stanno certo attraversando un buon periodo ! Vedrai che con una curetta per i nervi passer tutto !
TERE: Eh, parli bene tu ! Intanto in questa casa ci sto io ! E se gli viene na crisi di nervi ?
MARIA: E che fa ? Pure se gli viene la crisi di nervi ? Poi gli passa !
TERE: Si ! Ma tanta gente in queste crisi.fa cose e pazze ! Nun siente e telegiornali ? Genero uccide la suocera in
preda a crisi nervosa !
MARIA: Eeeh ! Non fare le solite tragedie greche ! E poi perch dovrebbe uccidere prorpio te ?
TERE: Lo so io perch ! (Entra Mauro, guarda le due donne con aria sospetta,mentre affile due coltelli da legno, le due lo
guardano e si guardano. Ci sar un momento di panico silenzioso dove luno cercher di capire le intenzioni
dellaltro. Poi Mauro muovendosi con fare lento verso le donne provocher lo spostamento speculare delle
stesse. Poi romper il silenzio con naturalezza di chi sta benissimo, rivolgendosi a Teresa)
MAURO: Avete incontrato Caterina ? (Si porta alle spalle delle donne continuando ad affileare gli attrezzi)
TERE: Perch ?
MAURO: Che significa perch ? Io ho chiesto se lavete incontrata ! (Poi agitando i coltelli in verticale e orizzontale)
Dovete rispondere o si o no !
MARIA: Ha ragione Mauro ! Hai fatto una domanda stupida (la guarda con monito) . Hai ragione Mauro, ci siamo
incontrate per strada e Caterina ha insistito tanto perch venissimo a mangiare da voi. Anzi adesso ci raggiunge
con Gaetano, si sono fermati dal salumiere !
MAURO: (Alle spalle delle due, facendole sobbalzare) Ah, bravo ! Mi fa piacere, non lo vedo da parecchio tempo.
(Bussando alla porta) (Teresa e Maria si precipitando a voler aprire per togliersi da quella situazione che ormai
le impaurisce)
TERE: Vado io !
MARIA: No, stai mamm, vado io !
TERE: Nonsignore ! (La blocca) Vado io e basta ! (esce)
MAURO: Ma sta nervosa ?
TERE: Prego don Guido accomodatevi ! (entra con il prete)
GUIDO: Grazie ! E buongiorno a tutti !
MARIA: Buongiorno padre (bacia la mano)
MAURO: Don Guido carissimo (bacia mano), siete venuto per le panche ?
GUIDO: No ! Sono venuto per te !
MAURO: (Meravigliato) Per me ?
GUIDO: Si, volevo parlarti di alcune cose.(Affetto da una strana malattia del sonno, si addormenta di colpo)
MAURO: (Infastidito) Cominciamo bene. Questo gi si addormentato. Mo gli metto una tovaglietta e gli faccio barba e
capelli ! (Lo svaglia prima chiamandolo e poi toccadolo) Don Guido ! Don Guido !
GUIDO : (Svegliandosi e continuando a parlare come nulla fosse accaduto) Se non ti dispiace naturalmente.
MAURO: No, ma che dite. Non mi dispiace affatto, anzi sono onorato della vostra visita. Mamm scusate, mentre io don
Guido facciamo quattro chiacchiere, ce lo preparate un caff ? Voi lo gradite ?
GUIDO: Un goccino lo prendo con piacere !
TERE: Mo ve lo preparo subito. Mar, vieni con me, m fai compagnia !
MAURO: Vi raccomando, il caff, bello stretto e forte !
MARIA: Come no ! Con permesso (escono)
MAURO: Allora, don Guido, in cosa posso esservi utile ? (Intanto il prete si portato in prossimit del crocifisso e lo
prende in mano per guardarlo)
GUIDO: Sapete che molto bello !?
MAURO: Vi piace ? Lo sto restaurando per conto di un cliente !
GUIDO: Molto bello ! Mi fa anche molto piacere che hai trovato del lavoro da fare ! E il resto, come va ?
MAURO: Il resto ? Veramente non molto bene don Guido ! Io e Caterina abbiamo qualche preoccupazione per Gigi, sta
forse frequentando amici poco raccomandabili
GUIDO: Veramente ?
MAURO: Vedete, don Guido, questa cosa non la conosce nessuno, e non vorrei..
GUIDO: Tranquillo Mauro, queste cose che mi dici e come se me li dicessi in confessionale ! (Poggia una mano sulla
testa di Mauro, poi preso da un colpo di sonno gliela abbassa fino al tavolo rendendo difficile a Mauro il parlare
ed il respirare)
MAURO : (Si libera e reagisce) Don Guido ! Ma che modi ?
GUIDO: Tranquillo Mauro, la mia la mano del perdono !
MAURO: Meno male ! Comunque una mano pesante. Insomma, abbiamo trovato una bustina nella camera di
Gigipare che non sia sua per, capirete la nostra preoccupazione forte insomma le cose non vanno bene !
E anche io non mi sento molto bene, a volte parlo con figure immaginarie, a volte vedo cose che magari non
esistono.
GUIDO: Tutto questo non altro che uno stato di tensione e di stress (Nel dire questa parola Guido prolungher la s
finale fino a affievolirla e si accscer di nuovo sul tavolo dormiente)
MAURO: (avvilito) Eh ! Ha avuto na perdita e gas e s e addurmuto ! (Lo sveglia con il solito sistema) Don Guido !
GUIDO: Dovuto ai fatti che preoccupano la tua mente. Ma vedrai che con laiuto del Signore si aggiusta tutto, Lui.. il
Salvatore !
MAURO: (Ha un sobbalzo) Salvatore ?! Add st ?
GUIDO: Lui dappertutto, anche in questa casa !
MAURO: Lo so ! A volte sta sul tavoloa volte dietro la tenda. (Guido lo guarda) Voi mi guardate, giustamente
pensatequesto pazzo ! E forse lo sono davvero. Per mi dovete credere, io lo vedo, gli parlo..a volte fa
pure lo spiritoso con me. Per mi ha promesso che mi aiuter a risolvere i miei problemi ed io ci credo.ci
voglio credere !
MARIA: (Entra con vassoietto e caff) Ecco fatto ! Ho messo un cucchiaino di zucchero per parte, per voi va bene don
Guido ?
GUIDO: Va benissimo, grazie ! (prende il caff) (Maria da il caff anche a Mauro che la ringrazia)
MARIA: Io vado di l ! Se avete bisogno.con permesso ! (esce)
GUIDO: Vedi Mauro, la fede in questi momenti molto importante ! Tu fai bene a credere che c qualcuno che ti aiuter
a risolvere i tuoi problemi, per non perdere mai di vista di agire con raziocinio ed intelligenza ! Credo di essere
stato chiaro, vero ?
MAURO: Certo, don Guido. Siete state chiarissimo e state tranquillo che seguir il vostro consiglio. Mi dispiace solo che
adesso non c, altrimenti ve lavrei presentato.ma sono sicuro che ci sta ascoltando !
GUIDO: Ne sono certo anchio ! Ma ti sbagli se credi che non ci sia. Lui.il Salvatorec sempre ! Ti auguro buona
giornata e sei hai bisogno di me vieni pure a trovarmi, o se preferisci, mandami a chiamare ed io verr subito (Nel dire questo si appoggia con le mani sul tavolo e si riaddormenta)
MAURO: Magari lo mando a chiamare il giorno prima (lo sveglia come prima)
GUIDO: Comunque prima di andare via voglia fare una benedizione particolare alla casa (esegue ad alta voce,
benedicendo anche il quadro ed altre cose) Allora io vado, pace e bene Mauro.
MAURO : Pace e bene pure a voi, don Guido ! (Guido v verso la cappelliera per prendere il cappello e vi rimane fermo di
spalle addormentandosi di nuovo. Mauro se ne avvede ed esclama)
Ma comme, chisto s addome allerta comma e cavalle ?! (Chiama) Don Guido !
GUIDO: (Riavendosi come da un risveglio, crede di essere arrivato in quel momento) Oh, caro Mauro, sono venuto in
questa casa per.
MAURO: (Rendendosi conto dell equivoco) Don Guido, guardate che voi ci siete gi stato in questa casa.
GUIDO: (Meravigliandosi) Gi ci sono stato ?
MAURO: Come no, ricordate, il caff ?
GUIDO: No, grazie, il caff mi fa male..
MAURO: No, don Guido, il caff ve lo siete gi preso.
GUIDO: Gi me lo sono preso ? Per questo mi sento cos arzillo ?
MAURO: Infatti, si vede, sembrato un grillo !
GUIDO: Bene, allora io vado. (Va verso la stanza di Teresa e Mauro interviene per correggere la traiettoria duscita)
MAURO: Don Guido ! Dove andate ? Quella la stanza di mia suocera. Di qua prego (lo guida e Guido esce) Io non
capisco come fa a portare avanti una parrocchia ! Con questo problema dei colpi di sonno(squilla il citofono e
Mauro va a rispondere) Si ? Chi ? Ah don Pasquale, dite ?.Come ?..Ma quello sceso proprio adesso
!.S addormentato in mezzo alle scale ?..E cosa devo fare io ?.Ma non se ne parla proprio, mandate a
chiamare il sagrestano e se lo viene a prendere lui, statevi bene ! (Riaggancia la cornetta e commenta a
soggetto, mentre alle sue spalle entra Salvatore, ma Mauro non se ne avvede)
SALVAT: (Uscendo da dietro la tenda) Bravo !
MAURO: (Spaventatissimo) Puozze mur !
SALVAT: Ancora !!
MAURO: Scusami, m scappato ! Ma tu compari cos allimprovviso ! (Intanto entra Maria che si viene a trovare sulla
traiettoria di Salvatore, mentre Mauro non avvedendosi del suo ingresso continua a parlare con Salvatore) Ti
sembra corretto entrare cos senza nemmeno ussare, oppure chiedere permesso ? Na persona per bene,
tornerebbe indietro e direbbe: (fa il gesto di chi bussas) Toc-Toc ! Permesso ? Posso entrare? Ecco !
MARIA: (Esegue, tornando indietro) Toc-Toc ! Permesso ? Posso entrare ? (In tutto questo Salvatore assiste divertito)
MAURO: Gue ! Maria, sei tu ? E c bisogno di chiedere permesso ? Dimmi !
MARIA: (Perplessa e quasi intimorita) Ha detto mamma, vanno bene i maccheroni al rag per primo ?
MAURO: Si, si fate voi, per me va tutto bene !
MARIA: Va bene ! E scusa per prima.(esce quasi di corsa)
MAURO: Ma scusa di che ? E chi a capisce allora ? (rivolto a Salvatore) Mi vuoi far saper come stanno le cose per Gigi ?
SALVAT: Stai tranquillo ! Gigi vi ha detto la verit ! Quella roba non gli appartiene a fatto solo un piacere, stupido, ad un
amico !
MAURO: Overo ? Grazie ! Chesta una notizia che mi rid la gioia di vivere ! E come posso tranquillizzare mia moglie ?
Cosa posso dirle
SALVAT: Le dirai che hai contattato quellamico di Gigi, il quale ti ha confermato la cosa ! (Bussano alla porta)
MAURO: Aspetta, vado ad aprire. Tu resta qua ! (Va ad aprire e rientra con Gaetano e Caterina) Gu ! Caro Gaetano,
che piacere vederti ! Ciao Cater, ho una buona notizia da darti ! (Intanto Salvatore si porta in prossimit del
quadro, alle spalle di Gaetano, poi entra Maria che venuta a sincerarsi chi era arrivato)
MARIA: Toc-Toc ! Permesso ? Posso entrare ?
MAURO: Nata vota ?!
CATE: Ma ched Mar, mo cirche permesso pe tras ? Tu sei della famiglia, sei di casa.
GAETA: Nun ce fa caso. Quella tua sorella ogni tanto fa le stranezze !
MARIA: Io ?!
GAETA: E chi, noi ?
CATE: E qual sta buona notizia ?
MAURO: Gigi ! Tutto a posto ! Sono riuscito a sapere chi era quel suo amico, il quale mi ha confermato che Gigi non
centra niente ! Ha fatto solo nu piacere, stupido, a questo amico ! Si cuntenta ?
CATE: Se sono contenta ? Tu non immagini la gioia che mi stai dando ! (Va verso limmagine sacra, dove nei pressi si
messo Salvatore) Grazie !
MAURO: Gu ! Ti sta ringraziando ! Vuoi rispondere ? (Indica Salvatore)
GAETA: E comme a risponne ?
MAURO: Ges ! Le dice: Di niente, figurati .
GAETA: O quadro ? O quadro ladda risponnere ?
MAURO: (Va verso Gaetano) Ma dico io, hai visto mai un quadro rispondere ?
GAETA: Appunto !
MAURO: Io parlavo con Salvatore !
TUTTI: Salvatore ?!
SALVAT: Aspetta !
MAURO: Ma caggia aspett ! Io pensavo che Caterina ti aveva visto ! Mi hai tratto in inganno !(Rivolto ai presenti) E
vero ?
GAETA: (Assecondandolo) Certo !
(Salvatore, si dirige verso la tenda e scompare)
MAURO: Ecco qua ! Mo se ne va, e me lasse a me dinte e guaje !
CATE: Mauro !
MAURO: Cater, non dire niente ! Io ti assicuro che sto bene, per devi venire con me in camera nostra, io ti devo
parlare, altrimenti vado veramente al manicomio. Vieni ! (La porta con se ed escono)
GAETA: Si nun nce va isso, ce lo porto io al manicomio ! O quadro add a risponnere ?
MARIA: Gaet, Mauro non sta tanto bene !
GAETA: E me ne songhe accorto ! (Campanello) Vai ad aprire, vedi chi !
MARIA: (Rientra con Gianna) Prego accomodatevi !
GIANNA: (Entra con tegamino e mestolo in legno, gira di tanto in tanto il contenuto) Signora Maria, volevo sapere come
sta Mauro ! Buongiorno don Gaetano !
GAETA: Buongiorno !
MARIA: Ma perch mi fate sta domanda ? Vi risulta che Mauro non sta bene ?
GIANNA: Nientedimeno ? Quello Giovanni ha fatto venire anche a don Guido, il parroco !
GAETA: O parroco ? E che laveva d, lestrema unzione ?
GIANNA: No ! Ma che avete capito ? (A Gaetano) Vulite ved come di sale ?
GAETA:Nonsignore ! E perch avete fatto venire il parroco ?
GIANNA: Pecch ? Quello, Mauro, sta dando i numeri. Parla con persone che non esistono,(durante i discorsi di Gianna,
la stessa user il mestolo gesticolando e procurando di tanto in tanto piccoli schizzetti sia verso Gaetano che
verso Maria i quali infastiditi provvederanno a pulirsi a soggetto), che dice di vedere e invece non ci
stanno(assaggia il sugo) secondo me nce nu poche e sale
MARIA: E che ciazzecca o sale ?
GIANNA: E sentite pure voi..(porge il mestolo verso Maria)
GAETA: Sign o vulite pus stu coso ? Allora ? Ched stu fatto che vede le persone che non ci stanno?
GIANNA: Ve lho detto ! Poco fa ci ha chiamato a me e a Giovanni per farci conoscere un certo Salvatore, che prima
stava seduto sul tavolo e poi si messo davanti al balcone..
GAETA: Emb ? E che c di strano ?
GIANNA: C di strano che questo Salvatore, lo vedeva solo lui e ci parlava pure, ma quello non cera !(Su questa frase
effettua un gesto terminale di negazione che procura a Gaetano l ennesimo schizzo di sugo. Gateano reagisce
togliendo di mano a Gianna il mestolino di legno e spezzandolo sulla propria gamba lo getta via. Si creer un
attimo di silenzio fra i tre. Gianna guarda Maria e poi Gaetano con un espressione di rimprovero, poi Maria per
togliersi da quella situazione imbarazzante, quasi come se nulla fosse accaduto, esclama)
MARIA: Non cera ? Uh Madonna mia ! Allora overo nun sta buono ?
GIANNA: (Lespressione di Gianna dovr essere un tutt uno con lazione. Infatti la stessa nel dire la prima battuta
estrarr un secondo mestolo dalla tasca del grembiule, provocando la reazione di Gaetano) E ve lho detto !
GAETA: Ma che cammina armata chesta ?
GIANNA: Veramente pure Caterina non sta tanto bene, perch stamattina parlava con un signore che pure lui non cera !
(Intanto Gaetano prender un panno dal banchetto di Mauro e invitando Maria a fare altrettanto con uno
straccio da cucina che sul tavolo, si protegge dagli schizzi aprendoloIo ho guardato pure, ma non lho visto !
Per nciagge lassate e salute !
GAETA: Comme, nciate lassate e salute ?
GIANNA: Don Gaet, a me sti cose me fanne impressione, e per non contradirla lagge assecondata; per sapete c
aggio fatto ? (Gianna usa un tono quasi di chi sta confidando un segreto, i due presi dalla curiosit si
avvicinano leggermente con la parte superiore del corpo verso Gianna)
GAETA: C avite fatto ?
GIANNA: (effettuer un movimento simultaneo di braccia e spalle che sar seguito all unisono da Maria e Gaetano con i
rispettivi fazzoletti protettivi.) Agge alzate ncuooloo e (nel pronunciare questa seconda parte della frase
Gianna abbasser di colpo le mani fermandole al di sotto del fazzoletto protettivo di Gaetano producendo con il
movimento della mano che impugna il mestolo ulteriori schizzi alla parte bassa del pantalone di Gaetano)
Scsc me ne so ghiute !
GAETA: (Resosi conto dellaccaduto, pi che mai avvilito per l ulteriore danno subito e con molta calma, rassegnatao,
esclamer) M ha fatto !
GIANNA : Io penso che sono i dispiaceri, spece dopo il fatto di Gigino.
MARIA: E a voi chi ve lo ha detto ?
GIANNA: Caterina ! Vedete io e Caterina siano molto affezzionate e ci confidiamo sempre tutto. Ma io sono una tomba !
GAETA: Agge visto ! Mo se noi non lo sapevamo..
GIANNA: Eh, voi siete i parenti stretti..
GAETA: Sicch, pure Caterina vede persone che non ci sono ? (a Maria, mentre si pulisce) E qua bisogna fare qualcosa
MARIA: (Alludendo al vestito ormai rovinato) Je penzo che s adda solo jett ! (Si muove e scosta Gianna con lieve
sgarbo) Luvateve a nanze ! (Va verso Gaetano, mentre Gianna va verso il tavolo e, spalle al pubblico comincia
a girare il contenuto del tegamino, che avr poggiato sul tavolo, effettuando un movimento ritmico con braccio
e gamba destra, a scatti, quasi seguisse una musica popolare) Vedrai Gaet, sar colpa di un poco di
esaurimento nervoso. Certo stanno attraversando un brutto periodo, bisogna capirli.(Nel dire queste cose Maria
di tanto in tanto guarda loperato di Gianna, poi presa dalla curiosit chiede a Gaetano) Gaet, ma secondo te,
che sta facendo ?
GAETA: Secondo me, st prepranno a salsa cu o triccheabballacco ! (Suonano alla porta, Maria un attimo prima dello
squillo del campanello di ingresso va verso Gianna, quasi per chiederle cosa sta facendo)
GIANNA: (Alzando la mano destra e non avvedendosi dell arrivo di Maria, indicando quindi la direzione dalla quale
proviene lo squillo, dir) A porta ! (Con questo desto, effettuato con la mano che impugna il mestolo, produrr
l ennesimo schizzo di sugo sul volto di Maria)
GAETA: (Che ha visto tutto) T ha colpito ? (Maria, mentre si oulisce fa cenno di si) E lo sapevo, quella non sbaglia un
colpo ! (Intento Maria andata ad aprire e torna con Monica)
MONICA: Buongiorno ! (I presenti rispondono, poi MONICA si rivolge a Maria) Signora, scusate, c Laura ?
MARIA: Si ! E tu chi sei ?
MONICA: Sono MONICA ! Una sua amica.
MARIA: Aspetta, adesso te la vado a chiamare ! (Esce)
GIANNA: Sei unamica di Laura ?
MONICA: Si ! Sono una sua amica !
GIANNA: Ah ! Ho capito ! E vi conoscete da molto tempo ?
MONICA: Si ! Abbiamo fatto le superiori insieme ! Poi siamo rimaste amiche anche dopo scuola !
GIANNA: (Verso Gaetano) Vanno ancora al doposcuola ? E come mai ?
GAETA: Ma quale doposcuola, sign ! Voleva dire che dopo la scuola si continuano a frequentare !
GIANNA: Ah ! E che classe frequentano ?
MARIA: (Chiama MONICA sulluscio della porta) MONICA vieni, Laura ti aspetta in camera sua.
MONICA: (Andando verso Maria) Grazie ! Con permesso ! (esce, accompagnata da Maria)
GAETA: (Guardando verso il balcone e riferendosi a Gianna senza voltersi) E non sapete cosa si sono detti ?
GIANNA: E chisto mo cu chi sta parlanno ? Scusate, ma con chi state parlando ?
GAETA: Scusate, ma chi vedete in questa stanza ?
GIANNA: Mo accuminciate pur vuje ? Ma pecch chi nce sta ? Nun me fecite mettere paura !
GAETA: (Alterando i toni come infastidito dal fatto che Gianna non ha capito di cosa sta parlando) Ma chi nciadda sta !?
Io sto parlando con voi ! Vi ho chiesto se sapete che cosa si sono detti don Guido e Mauro !
GIANNA: (Infastidita dai toni alterati di Gaetano, sempre con il tegame ed il mestolo tra le mani, reagisce con gesti che
avranno un crescendo durante la sua reazione e che faranno di Gaetano un bersaglio continuo. Da parte sua
Gaetano, mentre cercher riparo, con le mani, dai primi schizzi, si rassegner e prendera la posizione di un
crocifisso lasciandosi cospargere da Gianna, ormai incontrollabile) Sentite, vuje senza che ve facite brutto ! Io
non cero quando si sono parlati! E tene sempe quaccosa a dicere !
CATE: (Entra attratta dai toni alti dei due) Ma che sta succedendo ?
GAETA: Niente ! L imbianchino qua, mi stava dando la seconda mano.
CATE: Come ?
GAETA: No, Cater, che avevo chiesto una cosa alla signora, e lei aveva capito unaltra cosa e cos ci si stava
chiarendo.
CATE: Ho capito ! Per se potete evitare di alterarvi.perch qu gia siamo abbastanza alterati.(Siede)
GAETA: Maria sta dentro ?
CATE: Si, sta in cucina con mamm !
GAETA: Con permesso ! (esce)
GIANNA: Cater ! (Le si avvicina) (Caterina scoppia a piangere) Jamme ! Nun fa accuss ! Vedrai si aggiusta tutto!
(Pausa) Ma successo qualche altra cosa ? (Caterina la guarda un solo attimo e mentre piange le fa cenno di
si) E che altro successo ?
CATE: Laura !
GIANNA: Laura ? Mo Laura ?
CATE: Ha preso na sbandata per un uomo sposato !
GIANNA: Uh Santa Madre ! E chi chisto ?
CATE: Non lo so ! Lo conosce quella sua amica, Monica !
GIANNA: Monica ? La sorella di MONICA ?
CATE: E chi sta MONICA ?
GIANNA: Ges, comme chi ? La sorella di Monica !
CATE- E tu come lo sai che la sorella di Monica si chiama MONICA ?
GIANNA: Me lo ha detto lei ! Quella venuta cinque minuti fa. Maria, tua sorella, lha accompagnata dentro da Laura !
CATE: Veramente ?
GIANNA: SI ! Mo sta in camera sua con lei !
CATE: Gianna, io devo parlare con questa sorella di Monica, da sola ! Come devo fare ?
GIANNA: Mo ci penso io ! Vammi a chiamare a Laura !
CATE: Che vuoi fare ?
GIANNA: Non ti preoccupare ! Modestamente qua ce st A lacrima e Cristo !
CATE: Lacrima e Cristo ?
GIANNA: La famosa scrittrice di gialli ! La signora in giallo !
CATE: A lacrima e Cristo ? ..Agata Cristi ! L fatta addivent nu vino !
GIANNA: E vabu ! Mo statte accorta ! Vamme a chiamm a Laura !
CATE: (Si affaccia nel corridoio e chiama) Laura ! Laura, vieni un momento ti vuole la signora Gianna !(Poi a Gianna)
Gu, ti raccomando, non fare guai !
GIANNA: Stai tranquilla, io nce sacce fa !
LAURA: (Entra insieme a MONICA) Che c mamm ? (Vedendo Gianna) Buongiorno Gianna !
CATE: Gianna ti vuole chiedere un piacere.
LAURA: Dimmi Gianna !
GIANNA: Laura, con il permesso della tua amica, puoi venire un attimo dentro da me ? Ti devo far vedere una cosa,
vulesse nu cunsiglio tuoje !
LAURA: Come no ! Mamm tieni tu compagnia a MONICA ?
CATE: Certo che le faccio compagnia. Vai, noi facciamo due chiacchiere !
LAURA: Va bene ! Gianna andiamo. (escono insieme)
GIANNA: Con permesso ! Noi mo veniamo ! (via)
CATE: Gianna una carissima amica. Ci conosciamo da tanto tempo ! Un poco come tu con Laura. Ed io so che Monica
vuole molto bene a Laura. E cos ?
MONICA: Certo, proprio cos ! Fra me e Laura c un bel rapporto di amicizia !
CATE: E credo che, come amica, non permettereste mai a Laura di fare qualcosa di sbagliato ?!
MONICA: Certamente ! Ma, perch mi fate questa domanda ?
CATE: Perch mi aspetto da te, un aiuto !
MONICA: Un aiuto ? In che senso ?
CATE: Tu hai capito MONICA ! Hai capito perfettamente a cosa mi riferisco..chi questa persona sposata che gira
intorno a Laura ?
MONICA: Una persona sposata che gira intorno a Laura ?
CATE: Proprio cos ! E tu sai benissimo di chi parlo ! E se sei veramente amica di Laura e lei vuoi bene come dici, devi
aiutarmi ed aiutarla ! Io lo farei per un amica !
MONICA: Signora Caterina, io sono in difficolt nel parlare di questo argomento. Sapete, sono cose molto delicate e non
vorrei creare problemi a Laura..
CATE: (Quasi come a rimproverare MONICA) Invece stando a guardare, favorendo un rapporto a rischio, oppure
evitando di far capire a Laura che sta sbagliando, i problemi saranno solo di Laura vero ? E non aiutando una
madre ad evitare una spiacevole esperienza alla figlia, vi sentite con la coscienza a posto, vero ? Ti senti
incolpevole di questa situazione ? Tanto il problema di Laurachi se ne frega ! (MONICA a capo chino si
mortifica) Ma evidentemente non sto parlando ad una amica di mia figlia, ma ad una estranea ! (Poi Caterina ha
un attimo di pausa, si accorge di esser stata troppo dura con MONICA che intanto accenna ad un pianto
contenuto, tirando fuori un fazzoletto con il quale asciuga qualche lacrima, quasi a nascondere il gesto)
MONICA: Siete ingiusta a parlarmi cos ! Cosa sapete di quello che ho fatto o di quello che sto facendo per
convincere Laura a non fare errori ? Cosa ne sapete di quello che sono costretta a sopportare da Laura, sia io
che Monica, per non lasciarla da sola a prendere magari decisioni che in questo momento potrebbero essere
solo dannose per lei ? Perch mi accusate in questo modo ?
CATE: (Addolcendosi va verso MONICA) Hai ragionescusami; ma credo che capirai il mio stato danimo !
MONICA: Certo, capisco cosa si prova a non poter fare qualcosa per la persona a cui si vuole bene. Per io vorrei
tranquillizzarvi, almeno in parte. Vedete, io conosco perfettamente il carattere di Laura; si, insomma mi accorgo
subito quando i suoi umori o i suoi interessi cambiano; e credo che qualcosa stia sicuramente cambiando.
CATE: In che senso ?
MONICA: Credo che Laura stiia provando un certo interesse per una persona nuova !
CATE: (Con cautela e speranza) E questapersona nuova, diciamo...celibe ?
MONICA: (Accennando ad un sorriso) State tranquilla, celibe !
CATE: Oh Signore, ti i ringrazio !
MONICA: E forse voi lo conoscete pure.
CATE: (Ha un attimo di pausa, pensa e poi reagisce come chi ha avuto un ricordo improvviso) Lavvocato! L avvocato
Guadagno ! E lui vero ?
MONICA: Si ! E lui ! (Entra Laura)
LAURA: Eccomi qua ! Scusa MONICA, ma la signora Gianna mi ha trattenuto pi del dovuto.
MONICA: Non ti preoccupare, sono stata in ottima compagnia ! Tua madre una persona speciale !
LAURA: Lo so ! (Labbraccia) Ed io le voglio un gran bene, alla mia mammona !MONICA allora andiamo ?
MONICA: Subito. Signora vi saluto. (esce)
CATE: Speriamo bene ! (Va verso limmagine sacra, mentre alle sue spalle entrano Maria e Teresa) Io lo so che ci stai
dando una mano e se vero quello che ha detto Mauro.so sicura che tutto si sta aggiustando !
MARIA: Cater ! Ma mo pure tu parle cu e quadre ?
CATE: Pecch tu non preghi mai ? Nomn rivolgi mai una richiesta a qualche Santo ?
MARIA: Questo si ! Ma mi pare che in questa casa non si fa altro che parlare e vedere persone immaginarie e allora
capirai.
CATE: Se alludi a quello che sta capitando a Mauro, io ti dico che proprio di questo abbiamo parlato poco fa io e lui. Sar
pure che Mauro un poco esaurito, stanco, preoccupato.per io lho visto abbastanza lucido e credo che forse
qualcosa di vero c ! Sar pure frutto della sua immaginazione, ma lui sicuramente vede o sente qualcosa che
non non percepiamo !
TERE: Salvatore ?
CATE: Gi ! Salvatore !
TERE: Mah ! Comunque cambiamo discorso, pecch pure a me sti cose me fanno impressione ! Alloraio vado, posso
buttare la pasta ?
CATE: Certo, puoi buttare la pasta.
TERE: Va bene, (torna sui suoi passi) e quanti ne siamo ?
CATE: Quanti ne siamo ? Io, tu, Mauro, Maria e Gaetano !
TERE: Va bene. (torna sui suoi passi) E Gigi e Laura ?
CATE: Laura esce con MONICA e Gigi non lo so se viene a mangiare. Comunque conserva un piatto pure a loro, non si
pu mai sapere.
TERE: Va bene ! (c.s.) E Salvatore mangia cu nuje ?
CATE E MARIA: Salvatore ?!
TERE: Vuje che vulite a me ? M avite nzallanuta ! (poi mentre esce) Comunque je nu piattino ce o stipo pure a jsse !
(Caterina e Maria si portano al tavolo e si siedono per parlare dell accaduto)
MAURO: (Entra) Signore scusate, ma devo fare una telefonata.
CATE: A chi devi chiamare ?
MAURO: Allavvocato Guadagno, ci devo chiedere una cosa. (Prende il telefono e compone il numero) (intanto Caterina e
Maria siedono e dialogano a soggetto) Pronto, lavvocato Guadagno ? / Salve avvoc, sono Santelli da Napoli /
Volevo chiedervi se la cornice della fotografia di Salvatore pu venire pi chiara o la donniamo lasciare cos
com . / Come ? Come faccio a sapere che si chiamava Salvatore ?(azione di Caterina e Maria) Ges, e me lha
detto lui (Guarda le due che fanno cenni) (Alle loro spalle appare Salvatore)
SALVAT: Ma che dici ?
MAURO: Mo che gli dico a questo ?
CATE: Digli che scherzavi.
SALVAT: Digli che era inciso dietro la tela
MAURO: Ah, (fa segno di ok a Salvatore) era inciso dietro la tela ! (Cate e Maria si guardano) Come ? Se cera anche il
cognome ? (Cate e Maria fanno cenno di no)
SALVAT: Certamente !
MAURO: Certamente ! (Cate e Maria c.s.) Ah, come c scritto ? (Fa segni di interrogazione)
MARIA: E m che vu ? Dille Gentile !
SALVAT: De Magistris !
MAURO : (fa segno di ok a Salvatore) De Magistris ! (Maria guarda Cate che la guarda) Certo ! Allora la lasciamo cos ?
Va bene. /Ah siete a Napoli ? / Come no, se volete mangiare con noi saremo a tavola fra un oretta ! Vi saluto,
buona giornata ! (Riaggancia) E andata !
CATE: Ma come ti venuto di dirgli che si chiamava Salvatore ?
MAURO: M scappato ! Intanto il suo vero nome !
MARIA: E pecch hai detto De Magistris quando io tavevo detto Gentile !
MAURO: Quello me lha detto lui ! (Indica)
CATE: Luichi ?
MAURO: Salvatore !
CATE: Pecch sta qua ?
MAURO: Certo, sta l ! (indica)
MARIA: (Girandosi con cautela e impaurita, unitamente a Caterina ) Buonasera ! (Entra Teresa)
CATE: (Va a guardare dietro al quadro e legge ad alta voce) Salvatore De Magistris ! Overo c st scritto! (Guarda Maria
e Teresa, poi guarda Mauro) Sta ancora qua ?
MAURO: Sta sempe l ! (Indica)
TERE: Ma chi ?
MARIA: Zitta ! Callucche a fa ? (Poi con un sorriso reverenziale, verso Salvatore) Vi presento mia madre, anzi nostra madre, mia e di Caterina..
ERE: Ma vuje stisseve perdenne a capa ? Ma cu chi staje parlanne ?
CATE: Mamm ma che gridi a fare ? Ti stava solo presentando a Salvatore ! Mi sembri una pazza !
TERE: Io ? Ah, io ti sembro una pazza ? E vuje ? E meglio che me ne vaco dinto ! Loro parlano che fantasme e io fosse
a pazza ! (esce)
CATE: Mamm, aspetta ! (Poi a Mauro) Mauro dobbiamo spiegare anche a mia madre quello che sta succedendo;
altrimenti qua andiamo davvero al manicomio ! Dai andiamo da lei.
MAURO: E va bene, facciamo come dici tu. Ma quella non ci creder ! (Va con Caterina)
CATE: Maria, fammi na cortesia se viene Laura o Gigi, trattienili, non farli entrare da mamm ! (esce)
MARIA: (Rimasta sola, mentre Salvatore sparisce dietro la tenda, crede che invece lentit sia ancora presente) (Con fare
timoroso e con un sorriso forzato si rivolge a Salvatore) Certo che proprio na situazione curiosa ! Io, mi
dovete credere, ho sempre creduto a queste cose.poi sono molto religiosa..(intanto entra Gaetano che si
sofferma a seguire il discorso di Maria) almeno io ! Mio marito, Gaetano, non come me, no ! Lui, sapete, un
po pi scettico su certe cose.per un bravuomo !
GAETA: Maria !
MARIA: Maronna mia ! Mha chiamato ! (Si siede in preda ad una crisi di panico) Me sento male !
GAETA: (Portandosi di corsa verso di lei) Maria !
MARIA: Mamma do Carmene, quant brutto ! (nasconde il viso tra le mani)
GAETA: Mero scurdato ! Sofia Loren !
MARIA: Gaet ! Si tu ?! Che tanna accidere !
GAETA: Pure ! Ma se po sap che hai trascorso ? Parle tu sola ! Nun me cunusce ! In questa casa stanno succedendo
troppe cose strane ! Allora ? Con chi parlavi prima ?
MARIA: Cu Salvatore !
GAETA: Pure tu cu stu Salvatore ? Me sta addiventanne proprio antipatico stu crestiano !
MARIA: Zitto, callucche a fa ? (Poi a Salvatore) Scusate, quello un cafone !
GAETA: Io sono un cafone ? (Entrano Mauro, Caterina e Teresa) (Entra anche Laura)
MAURO: Gaeta ! Ma che sta succedendo ?
GAETA: Sta succedendo che mia moglie si rincretinita ! E non solo lei ! Ma che vi siete messi in testa ?! Ci volete fae
uscire pazzi a tutti quanti ?
CATE: Gaet, ma di chi parli ?
GAETA: Di tutti ! Di Mauro, di te, di tua madre e di questo Salvatore che vi siete inventati chis per quale motivo !
MAURO: Qua non si inventato niente nessuno Gaet ! Tu hai ragione a dubitare di certe cose, per non pensare che ci
sia un motivo particolare perch si parli di questo Salvatore.
MARIA: Mauro, ma adesso ci st ?
MAURO: No !
MARIA: E quando siete entrati, cera ?
MAURO: No, Maria, non cera !
MARIA: Allora aggio parlato io sola, comme na cretina ?
GAETA: Lo vedi che ho ragione ?
MAURO: Aspettate ! Calmatevi un poco tutti quanti. Ora vi spiego tutto e vi parlo di questo Salvatore !
LAURA: Ma insomma ! Volete far capire qualcosa pure a me ? Chi questo Salvatore ?
MAURO: Certo ! Adesso ci accomodiamo tutti e vi spiego ogni cosa !
(A questo punto, mentre i presenti si accomodano intorno al tavolo e Mauro comincia a spiegare loro tutta la storia, si abbasseranno le luci ed un alone di azzurro intenso invadera la scena luce UV dalla tenda far il suo ingresso Salvatore in abito bianco e si rivolger al pubblico)
SALVAT: Mauro Santelli, sta spiegando a tutti la sua storia, sta parlando di Gigi, di come ha saputo la verit su quella
bustina, sta parlando di Laura e del suo nuovo rapporto amoroso con lavvocato Guadagno e sta parlando di
quanto siano diventati poco importanti i soldi !Laver ritrovato la tranquillit familiare per Mauro e Caterina
stato il miglior affare della loro vita. Io sono sicuro che rester per Mauro il suo migliore amico e di avergli
ridato la fiducia in qualcosa che esiste in un'altra dimensione ma principalmente nel suo cuore. Si ! Sono
sicuro che rester il suo amico Salvatore !Adesso io vado via, senza salutare nessuno, nemmeno Mauro, cos lui
sapr che avr sempre un punto di riferimento in me anche se non mi vedr pi !Gli amici, quelli veri,anche se
ci lasciano, restano nei nostri pensieri e nel nostro cuore e noi continueremo a dialogare con loro, per sempre !
(Uscir di scena dalla comune, mentre lazione riprender)
(Durante il dialogo di Salvatore la scena alle sue spalle si svolger regolarmente come se lazione continuasse in assenza dello stesso. Rientrer Gigi, dalla comune e Caterina e Mauro lo accogliereanno con un abbraccio rivelando anche a lui laccaduto; far il suo ingresso Gianna che chieder qualcosa a Caterina; subito dietro di lei entrer lavvocato Guadagno al quale andranno incontro sia Caterina che Mauro abbracciandolo. Poli lo stesso uscir insieme a Laura. Durante questa azione gli attori eseguiranno le battute dello stralcio al copione riportato di seguito)
Azione di controscena al parlato di Salvatore:
Mauro: E stato Salvatore a dirmi la verit su Gigi e su quella bustina (Entra Gigi che viene abbracciato dai genitori)
Cater: Gigi, figlio mio fatti dare un bacio;
Gigi : Mamma cos, una riunione di famiglia ? Scusate io vado in camera mia. (esce)
Mauro: Ed stato Salvatore a riferirmi sul nuovo amore che nato tra Laura e Stefano (campanello muto, entrano Gianna e
lavvocato)
Cater: Prego avvoc accomodatevi ! Laura, fai sedere lavvocato.
Laura: (Andando incontro a Stefano) Vieni Stefano, ho detto ai miei che ci vogliamo bene. (Lo abbraccia)
Stefano: Vi accorgerete anche voi, signori Santelli, che non vi daremo alcun problema.
Cater: E allora che fate qui con noi ? Andate a festeggiare questa data !
Laura: Grazie mamma (la bacia) e grazie anche a te pap ! (lo bacia) Andiamo Stefano ? (lo prende per mano e esvcono insieme
mentre Stefano saluta tutti con un A pi tardi ! (Sulla loro uscita entrer Gianna che andrverso Caterina)
Gianna: Che bella riunione e famiglia !
Cater: Hai visto ? Siamo tutti contenti ! (Squilla il citofono e Caterina va a rispondere) (Parla con lavvocato che le riferisce che
passer il proprietario del quadro a riprenderselo) (Quando Salvatore esce Mauro si rivolge a Caterina)
MAURO: Cater, chi era ?
CATE: Era lavvocato, cio Stefano, ha detto che verr il proprietario del quadro a ritirarlo.
MAURO: E non tha detto come si chiama e quando viene ?
CATE: No ! Ha detto che verr in giornata !
GAETA: Signori, scusate, ma qua oggi non si mangia ?
TERE: Ha ragione Gaetano ! Mo ci mettiamo tutti a tavola, cos festeggiamo questa bella giornata !
CATE: Allora andiamo nel salone, Maria ha gia preparato la tavola ! Hai messo pure lantipasto ?
MARIA: Ho messo tutto, pure il vino con il ghiaccio dentro ! Mamm, Gaet, venite a darmi na mano, affettiamo il pane
e mettiamo le olive nei piattini (si avvia)
GAETA: (Seguendo poi Maria) E andiamo ! (Rivolto a Teresa) Mamm voi affettate il pane e io sistemo le olive !
TERE: (Seguendo poi Gaetano) E trove tutte affezzionati e faticatori ! Andiamo ! (Esce)
CATE: Benissimo ! Gianna, ti vuoi trattenere con noi ?
GIANNA: Ah, me facesse assaje piacere !
CATE: E allora vai a chiamare pure a Giovanni, cos mangiate con noi !
GIANNA: Veramente ? E mo vado subito. Anzi mo porto pure quello che avevo preparato io cos facciamo na bella
tavolata, na bella abboffatae na bella bicchierata
MAURO: Brava ! E che hai preparato di buono, tu che stai sempre alle prese con i fornelli ?
GIANNA: Ho fatto un po di brodo vegetale !
MAURO: Ah ! Con le verdure passate ?
GIANNA: No ! Col dado ! Permettete, vado a chiamare Giovanni ! (fa per escire)
CATE: Gianna, lascia la porta aperta, cos quando torni con Giovanni non c bisogno che bussi !
GIANNA: Va bene ! (esce)
MAURO: S sprecata a verit !
CATE: Non ci fare caso. Lo sai che Gianna nu poco spustata !
MAURO: Ma come ? Quella ci tartassa continuamente con i suoi dubbi in cucina. E mo e pizzette fritte, e mo i bucatini
alla matriciana, e mo o baccal con le patate; ca je nce vaco pazzo, e mo che deve portare qualcosa da noio
brodo vegetale fatto col dado ?
CATE: E che vuoi fare ? La vuoi uccidere ?
MAURO: Io l acceresse overamente a essa e q o frato! Cater, io vado a farmi na sciaccuata generale e poi vengo a
tavola, voi cominciate pure con laperitivo ! (fa per uscire)
CATE: Mauro !
MAURO: Che c ?
CATE: Voglio dirti che sono contenta, anzi felice. (Guarda verso Salvatore econduce con se Mauro prendendolo per
mano) Sai, anche se ti sembrer strano, credo che tu hai avuto la fortuna di conoscere un vero amico !
MAURO: Salvatore ?
CATE: Si ! Salvatore ! E pensare che allinizio tutti credevano che tu eri impazzito
MAURO: Anche tu, vero ?
CATE: Beh ! Capirai, non ti avevo mai visto cos, n ti avevo mai sentito parlare in modo strano come tu facevi, ed
invece.
MAURO: Ed invece era tutto vero !
CATE: Esatto. Era tutto vero. Questo significa che il Signore ci ha voluto aiutare e sai che ti dico che il suo nome dice
tutto..Salvatore !
MAURO: E vero, hai ragioneSalvatoreecco perch don Guido diceva Il Salvatore..
CATE: Don Guido ? Perch stato qua ?
MAURO: Si, s venuto a fare na mezora e suonno allerta allerta.
CATE: Dai Mauro, non scherzare, lo sai che lui ha quella malattia particolare..
MAURO: Ma chi scherza Cater ! Chille s addurmuto quattro cinque volte, allultimo lho dovuto togliere dalla cappelliera
se no la rimaneva !
CATE: Tu che dici ?
MAURO: Te lo giuro. Anzi quando lho svegliato sera pure dimenticato che era gia stato qua e stava cominciando da
capo. Adesso per fammi andare a fare sta rinfrescata altrimenti si cuoce la pasta e sto ancora qua..e chi la
sente a tua madre. Io vado e torno subito (esce)
CATE: (Va verso limmagine) Anche quando andrai via da questa casa, io ti ricorder sempre. Grazie di tutto!
SALVAT: (Una voce dallingresso) E permesso ? Si pu ?
CATE: Prego, chi ?
SALVAT: (Entrando dalla comune) Chiedo scusa, ma ho trovato la porta aperta.
CATE: (Ha come un moto di sbandamento) Ma..Gesio vi vedo e vi sento !
SALVAT: Perchprima.
CATE: No, prima mai !
SALVAT: Beh, mi fa piacere, ma credo che non sia merito mio. Mi scusi signora, io sono venuto per ritirare il quadro.
CATE: Lo so ! Eccolo la !
SALVAT: Oh, benissimo. Posso ?
CATE: Sapete che siete meglio di persona ? Quel ritratto vi invecchia un poco.
SALVAT: Ma, veramente.
CATE: Non dite niente ! Capisco perfettamente ! E come mai questa decisione ?
SALVAT: Quale decisione ?
CATE: Quella di farvi vedere ?
SALVAT: Ma forse lavvocato Guadagno non vi ha avvisato ?
CATE: Come no ! Ma lui mi ha detto che veniva un vostro parente !
SALVAT: Un mio parente ? No, io gli ho detto che sarei venuto personalmente !
CATE: Ah si ? E forse non me lo ha detto per non farmi impaurire
SALVAT: Impaurire ? Ma perch, sono cos brutto ?
CATE: No, che dite. Anzi, siete un belluomo..beh se si pu dire.uomo !
SALVAT: Come se di pu dire ? E che sono una donna ?
CATE: No ! Ma io volevo dire.che uomo lo siete stato prima, adesso..mi capite ?
SALVAT: No ! Signora, scusate ma non vi capisco (Entra Mauro)
MAURO: Eccomi pronto ! (Scorge Salvatore) Ghu ! Cater sai chi ci sta vicino a te ?
CATE: Lo so !
MAURO: Lo sai ? (Guarda Salvatore) Lo sa ?
SALVAT: Lo sa !
MAURO: E lo vedi ?
CATE: Lo vedo ! (Mauro guarda di nuovo Salvatore)
SALVAT: Mi vede !
MAURO: E come mai questa decisione?
SALVAT: Anche lei con questa domanda ? Io ho avvertito lavvocato Guadagno che sarei venuto !
(Mauro e Caterina si guardano, poi)
MAURO: L avvocato Guadagno..quindi sapeva ?
SALVAT: Certo ! Sapeva perch l ho avvisato !
(Mauro e Caterina si guardano, poi)
MAURO: L avvocato Guadagno..quindi sapeva ?
SALVAT: Certo ! Sapeva perch gli ho telefonato !
CATE: Gli avete telefonato ?
SALVAT: Certo ! Ma perch vi meravigliate ?!
MAURO: Cater, quelliper fare soldi portano i telefoni pure in Paradiso !
SALVAT: A questo certo. I telefoni ormai sono dappertutto !
MAURO: Lo vedi ?
CATE: GesGes !
SALVAT: Sig. Santelli, scusatemi ma devo proprio andare.
MAURO: E ched Salvat ? Mi hai sempre parlato con il tu ! M mi dai del lei ?
SALVAT: Chiedo scusa, ma non capisco ! E poi perch mi avete chiamato Salvatore ?
CATE: Ma perch ? Come vi chiamate ?
SALVAT: Io mi chiamo Raimondo ! Raimondo De Magistris ! Salvatore era mio padre !
MAURO: Ma perch ? Luomo del quadro vostro padre ?
SALVAT: No ! Questo era il mio bisnonno ! Ed ora che ci penso, anche lui si chiamava Salvatore !
CATE: Questo lo sappiamo ! Ormai era diventato uno di famiglia ! Mauro, ma tu vedi ? Sono due gocce
dacqua !
MAURO: Caspita ! Come non lo vedo?
SALVAT: Scusate, ma non riesco e seguirvi !
MAURO: Non c bisogno che ci seguite ! Vedete signor De Magistris la cosa abbastanza lunga da spiegare;
per dovete sapere che la mia famiglia e ed il vostro bisnonno..hanno avuto molte cose in
comune.e forse un giorno questa storia ve la racconter lui stesso ! Adesso per mi dovete fare
una grossa cortesia
CATE: Mauro, che vuoi fare ?
MAURO: Cater, lasciami fare e stai tranquilla. Signor De Magistris vedete, io, grazie al vostro bisnonno, ho
attraversato qualche momento difficile con la mia famiglia, i miei parenti, i miei vicini.. e visto che
stanno tutti qua in casa mia, avrei piacere di prendermi un piccola rivincita..
SALVAT: Ma cosa dovrei fare ?
MAURO: Niente ! Voi non dovete fare proprio niente ! Anzi dovete stare cos (lo posiziona) con il quadro in
mano e salutare ad una ad una le persone che entreranno in questa stanza . Me lo fate questo
piacere ?
SALVAT: Ma veramenteio non riesco a comprendere i motivi.
MAURO: Signor De Magistris, fatelo per i vostri morti ed in particolare per Salvatore, che vicosta ? Anzi se mi
fate questo piacere, il lavoro di restauro non me lo pagate, ve lo offro io.allora ?
SALVAT: E va bene ! Non so perch lo faccio, ma la voglio accontentare, purch ci sbrighiamo!
MAURO: Grazie ! Ora io busso alla porta e mi metto qui in disparte con mia moglie, vedrete che qualcuno verr ad aprire ed aspettiamo che ognuno vi veda; voi per non dite niente, qualsiasi cosa vi chiedono e quando ve lo dir io ve ne andrete tranquillamente
CATE: Mauro, ma perch ?..
MAURO: Cater, non mi ostacolare, dai damme na mano..
CATE: E va bene.
MAURO: Allora io vado a bussare, non vi muovete di qua.(fa azione e torna fermandosi con Caterina vicino
alla loro porta della stanza)
GAETANO: (Entra per andare ad aprire) Avanti, vedimmo si simme capace e ce mettere a tavola..(vede Salvatore)
Scusate, stavate qu.. non potevate aprire la porta ?
SALVAT: Buonasera !
GAETANO: (Lo guarda, poi guarda il quadro, poi realizza) Buonasera ! (Quasi vacillando sulle gambe, prende
la via della comune esterna) Con permesso ! (esce) (Dallesterno grida) Mariaaaa !!
MARIA: (Entrando scorge Salvatore e si ferma, torna indietro e dice) Toc, Toc,permesso posso entrare ?
SALVAT: Prego !
MARIA: Io pure.io pure prego sempre.(guadagno luscita) mio marito no ! Lui pi scettico..(esce)
MAURO: Bravo ! Continuate cos che ci divertiremo !
SALVAT: Infatti ! Sto cominciando a divertirmi anch io !
GIGI: (dallingresso) Buonasera !
SALVAT: Buonasera !
GIGI: (Va verso il mobile e prende qualche biscotto - Poi guarda Salvatore) Sono biscotti, li fa mia nonna,
sapete sono belli freschi.con permesso ! (Poi preleva la biscottiera e prima di uscire esclamer) Ma chi l ha fatt ascj a dinte o quadro a chisto ? (via)
LAURA: (Entra come Gigi) Gigi, potevi almeno lasciare la porta aperta, (vede Salvatore) Buonasera !
SALVAT: Buonasera !
LAURA: (Fa per andare, poi torna sui suoi passi guarda il quadro e poi esclama) Mar ! Ci-Sa ! (sappa)
MAURO: Non ci fate caso mia figlia.voleva dire ciao Salvatore. (Salvatore ride)
TERE: (Da dentro) Ma se po sap che fine avete fatto (entrando) Gaetano, Maria ! (vede Salatore, ha un
sussulto)
SALVAT: Buonasera !
TERE: (Quasi a volerlo ignorare) Maria ! (Lo guarda, vede che lui la guarda e va via come in processione)
Ave Maria, piena di grazie, il Signore..
(Mauro e Teresa ridono)
GUIDO: E permesso ?
SALVAT: Prego !
GUIDO: Buonasera, sono venuto perch mi hanno detto che in questa casa.(lo guarda e si addormenta
sulla sua spalla)
SALVAT: E adesso come faccio ?
MAURO: Non vi preoccupate, mettetelo sulla sedia, lo svegliamo dopo !
SALVAT: (esegue) Ms sono finite le persone ?
CATE: Non ancorale ultime due !
GIOVANNI: (Entrando) Chiste stanna ascenne scieme ! Ecco qua ! Chi nce sta ?
SALVAT: Buonasera !
GIOVANNI: Buonasera ! (Gridando verso linterno) Non c nessuno ! (Poi rivolto a Salvatore) Nun diciate
niente che v agge viste ! Se quelli mi prendono per pazzo ! Statevi bene ! (esce)
GIANNA: (Salutando Teresa da dentro) Donna Ter, avete sentito ? Io vado dentro a vedere dove stanno
Mauro e Caterina, mo vengo ! (Entra e vede subito Salvatore)
SALVAT: Buonasera !
GIANNA: (Dopo un attimo di riflessione ed esitazione)(Gridando) Tengo e patane coppe o fuoco.alice dinte o furno..o baccal a spugn.a paste pe pizze che sta crescenne.(mentre esce)
C H I U D E I L S I P A R I O
F I N E
Rep.SIAE N. 300 del 21.10.02 Franco Maione: Cod.SIAE N. 122305
Il presente lavoro risultato vincitore del 1 P REMIO, quale miglior testo inedito, della 1^ Rassegna Teatrale PULCINELLARTE 2003-2004 del Comune di VILLARICCA Citt del Teatro (Napoli)
- Questo copione è stato visto:


