IL MONACO SCALDALETTO
Commedia in due atti di Pasquale Calvino(Posizione SIAE n. 180531)
La commedia(7m-6f-+ o -2 personaggi) si pu avere con un numero ancora diverso di personaggi scrivendo a:
calvinopasquale@gmail.com
Cell: 347-6622400
Liberamente ispirato al teatro di Scarpetta(1853-1925) , a sua volta ispiratosi a La Boule, di Meilhac e Halvy
Commedia in due atti(7m-6f +-2;ab)-Pagine 34-parole circa 14000
Nel primo atto si conosce la storiail secondo comicissimoalla fine quando fa larringa lavvocato Don Anselmo Tartaglia(balbuziente) si muore dalle risatein quella scena, perfino Luca De Filippo e gli attori della sua compagnia quando lo rappresentarono al teatro Impero di Brindisi ridevano assieme agli spettatori. Per lo spettacolo si consigliano abiti non comuni e pettinature che rivelino le personalit comiche dei personaggi
Personaggi
1m-Felice Fresco sposo di Amalia
2m-Don Gaetano- Ottantenne fidanzato di Emma Carcioffola e marito di Dorotea
3m-Don. Anselmo Tartaglia- Avvocato di Amalia(balbuziente)
4m-Raffaele Giudice del Tribunale
5m-Antonio Saponetta- Avvocato di Felice(pu essere anche donna)
1f-Emma Carcioffola- Ballerina
2f-Dorotea -Moglie dispettosa di Gaetano
3f-Giacomina- Usciere(pu essere anche uomo)
4f-Amalia Moglie di Felice
5f-Rosella Cameriera e cuoca di Don Felice
6m-Michele-Cameriere tuttofare che mette zizzania
7m-Gennarino-Barista (non sente benepu essere anche donna)
6f-Cancelliere del Tribunale(pu essere anche uomo)
ATTO PRIMO
Camera da pranzo in casa di Felice. Come ritengono il regista e lo scenografo oppure: porta in fondo e 2 laterali. Una finestra seconda a destra dello spettatore. In fondo a destra una credenza o parete attrezzata con piatti, bicchieri, posate, tv e libri. A sinistra in fondo una cristalliera. Nel mezzo della scena una tavola apparecchiata per due. Sedie, divano ecc. ecc.
SCENA PRIMA
Rosella, poi Michele.
ROSELLA ( mattinaentra dal fondo):Com bello dormire e sognareSe si potesse lavorare di meno e sognare di piQuinon ci sta nessuno. Dopo la nottata di stanotte staranno dormendo ancora. Mamma miache gente!!! Nemmeno la notte stanno quieti.
MICHELE : Ross io ci sono e non sono nessuno!Comunque Io non capisco il padrone quando uno ricco, potrebbe avere tutte le donne che vuole ed essere sempre libero, frequentare i circoli, gli amiciinvece cosa fa? Si sposa una rompiscatole che gli distrugge il buon umore e lo avvelena lo spiritoQuesto il caso del mio padrone Don Felicema io riuscir a farlo di nuovo sorridere
ROSELLA: Io ti avevo vistovolevo dire: nessuno dei padroni ci staDopo il litigio notturno staranno dormendo ancoraMamma miache brutto matrimonio! Invece di dormire o di amarsi la notte litigano come pazzi
MICHELE. Rosina che vuoi?
ROSELLA: Sono entrata per due cose, prima, per dire a Don Felice che stamattina venuta una persona che si vuole fittare la casa al terzo piano e volevo anche sapere come andato a finire il litigio di stanotte.
MICHELE: E andato a finire che dopo tanti strilli, dopo tante grida, la moglie s addormentata sopra a una poltrona, e Don Felice il marito s addormentato a terra!
ROSELLA: Voi vedete che gente strana e stravagante. Ma perch fanno sempre questioni?
MICHELE: E perch... e perch D. Felice non doveva sposarsi cos presto e non prendere per moglie una donna cos rompiscatole, petulante, scontrosa, lamentosa, capricciosae gelosauna pazza delirante! Tutto quanto le d fastidio, per niente sattacca i nervi, spirito di contradizione
ROSELLA: Ma tu stai da parecchio tempo a servire con D. Felice?
MICHELE: Uh! Ci sto da 10 anni, da quando mor la mamma, e fino allanno passato io non ero stato mai un servitore, facevo quello che volevo io. D. Felice non andava da una parte se non mi portava con lui, mangiavamo a tavola insieme, dormivamo dentro a un letto, insomma io ero un amico. Da un anno a questa parte che s sposato, io non ho avuto pi pace; da che facevo tutto quello che volevo io, ora non posso aprire manco la bocca. Ma se mi riesce quello che sto facendo...
ROSELLA: Che stai facendo Mich?
MICHELE: Niente, niente, ora non te lo posso dire! Vattene ora che se esce quellarpia della moglie, senti gli strilli e gli allucchi
ROSELLA: Si dici bene, allora torno tra poco, per sapere che risposta vogliono dare a quel signore che si vuole affittare la casa. Statti bene!. (Via pel fondo.)
MICHELE: Ora vediamo se raggiungo il mio piano. Tanto fuoco devo mettere, tanta cose devo fare, fino a che D. Felice si separa dalla moglie. (Dalla strada si sente suonare un tamburo, una cassa e piatti, con grande fracasso.) Ah! Eccoli qua, sono venuti. (Corre alla finestra.) Giovanottiforzasi inizia!... (Viene avanti.) A questi gli do 50 mila lire al giorno per farli suonare sotto casa... ora vediamo se riesco nel mio piano. (Di nuovo cassa, piatti e tamburo.)
SCENA SECONDA
Felice, poi Amalia e detti.
FELICE ( dalla prima a destra):Mannaggia lanima delle mamme vostre! Questi hanno cominciato unaltra volta allalba. (Fuori in veste da camera e berretto. Michele si ritira in fondo.) Mannaggia Chi vi ha messo al mondo. (Corre alla finestra, gridando.) Neh, lazzaroni, fetentoni, scostumatoni! (Colpi fortissimi di tre strumenti insieme.) Levatevi da l sotto, che vi butto lacqua e la roba vecchia in testa! (Colpi c.s e parolacce.) Voi per chi mavete preso? Io sono un galantuomo. (Colpi c.s.) Allanima vostra!... E qua se non me ne vado faccio fa la folla!
AMALIA (dalla prima a sx va alla finestra):Ecco qua la solita grancassa, tromba e piattini, ecco qua il solito stonamento.non si pu dormire in pace!
FELICE: Sta cosa dei musicanti-giocolieri a me non mi fa capace. Michele, va dare qualcosa a questi maleducati curiosi qua sotto, e falli andare via.
MICHELE: Subito (Via pel fondo.)
FELICE: Posso mai credere, che da un mese, questi musicanti da strapazzo, ogni mattina vengono sotto la finestra mia, al primo piano nobile, alla stessa ora a fare casino
AMALIA: Cos, spontaneamente.
FELICE: Senza che nessuno gli dica e dia niente.
AMALIA: Senza che nessuno li paghi.
FELICE: Qualcuno ci deve essere che li chiami...
AMALIA: Qualcuno ci deve essere che li chiami e li paghi .
FELICE: Io per me, certamente non li chiamo n li pago.
AMALIA: E io nemmeno.
FELICE: impossibile!... Perch se quelli non fossero pagati, non verrebbero qui a fare tanto fracasso. Io ho capito tutto, quei ridicoli, sono pagati da te.
AMALIA: Da me? Ah! ah! ah! Quello sono pagati da te.
FELICE: Da me? Uh! Io pagavo a quelli per fargli fare: Nfrunghete, nfranghete, nfr?
AMALIA: S, da te, che stai facendo tante brutte cose, per farmi morire a me poverella. Da un anno che siamo sposati, io ho perso la pace, ora per una cosa e ora per unaltra, non posso stare mai tranquilla. Stanotte ho fatto una brutta nottata.
FELICE: E che lhai fatta per me la nottata?
AMALIA: Si capisce, perch tu mhai fatto scottare con lo scaldaletto.
FELICE: Io? Io non uso le bottiglie dacquaSi usavano centanni faLhai messo tu nel letto con lacqua calda e chiuso anche male... e poi era chiaro che succedesse il guaio! Che uscisse lacqua e bagnasse me e il letto Lhai messo tu!!!
AMALIA: Uh! Io lho messo! Io lho trovato dentro al letto. Vattene, vattene, assassino disgraziato, questa vita non la posso sopportare pi, me ne voglio andare, mi voglio separare, non ti voglio vedere pi (Via prima a s.)
FELICE: E io questo vado cercando. Mannaggia lanima di tua madre, vedi questa rompiscatole assassina che mi sta facendo passare?! Ma ora ti acconcio io per le festeci dobbiamo separareognuno a casa sua (Via prima a d.)
SCENA TERZA
Michele, poi Rosella, poi Felice, indi Amalia.
MICHELE (entra dal fondo):Ah! ah! ah! Come andiamo meravigliosamente bene! Ora vediamo se riesco a farli separare. Voglio fare un altro scherzo. (Va alla tavola.) Leviamo questa salvietta a D. Felice, e mettiamoci invece questo. (Va alla credenza e prende dal tiretto un mutandone bianco da uomo, piegata come una salvietta, in modo che il pubblico non se ne accorga, e la mette nel piatto.) Ora sentiremo le risate!
ROSELLA (dal fondo con 2 piatti, uno con carne, e laltro con 2 uova sode.) Michele, i padroni che fanno? (Li mette in tavola.)
MICHELE: Che fanno?... Ora hanno finito di fare un altro ringun altro litigio!.
ROSELLA: Mamma mia ma questi fanno unarte dalla mattina alla sera? Si divertono a fare cane e gatto Stanotte successa quella confusione, pianti, grida rumori di oggetti. Dico io, se devono stare cosi, meglio che si separano.
MICHELE: E quello che dico anche io.
ROSELLA: Invece di stare tranquilli, non gli manca niente, sono due persone, senza figli...potrebbero pensare a fare un figlio Ah!... (Guarda verso d.) Uh! Zitto!... viene D. Felice. (Si ritirano in fondo.)
FELICE (con lettera):Mich, devi subito dire al guardaporta che portasse subitoimmantinentemente questa lettera al suo indirizzo. Bada ch un affare di premuraurgentissimo!
MICHELE: Volete che la porto io stesso?
FELICE: Si forse meglio Basta che fai presto.
MICHELE: Va bene. (P.a.)
AMALIA (con lettera):Michele, porta subitissimamente questo biglietto al suo indirizzo. (Ce lo d.)
MICHELE: Scusate, signora, devo portare prima questa lettera di vostro marito.
AMALIA: La porti dopo...la mia lettera ugentissima
FELICE: La mia super urgentissima!
AMALIA: La mia codice rosso!
FELICE: La mia codice super rosso sangue!
ROSELLA: Va bene Michele, fa un salto, e portale tutte e due.
MICHELE: Ora vi servo subito subito. (Via.)
ROSELLA: Ma come, signori, voi ora state sempre nervosi per una cosa da niente vi dovete pigliare tanta collera? Perch non fate pace
FELICE: No, ora finisce tutto.
AMALIA: Tra poco si aggiusta tutto quanto.
ROSELLA: Sedetevi, fate colazione. Qua sta la carne, qua stanno le uovavolete altro?... QQQuesto che cos, siete sposati da un anno, dovreste volervi bene, invece fate sempre chiacchierequestioni
FELICE: Tu fatti i fatti tuoi.
AMALIA: Queste sono cose che a te non ti riguardano.
FELICE: Tu sei una serva, e sta al tuo posto.
AMALIA: Vattene fuori.
FELICE: Vattene in cucina.
ROSELLA: Eccome se me ne vado. Se ho parlato stato per il bene vostro. (al pubblico)Che me ne frega a me se si uccidono) (Via pel fondo. Fel. ed Amalia: si sono seduti a tavola, luno di fronte a laltra. Pausa. Si guardano. Lazzi.)
AMALIA: (Vuoi sapere la verit... ora mangio, altrimenti mi faccio secca secca, magra magra e poi muoio, e quello si sposa unaltra ! No questo mai, non gliela do per vinta). (Si volta per mangiare facendo molto rumore con i piatti e le forchette.)
FELICE ( dopo pausa, guarda 2 o 3 volte i piatti):Ora mangio anchio!... Altrimenti quella si mangia tutto quanto!. (Senza avvedersene, mette la mutanda alla gola, come la salvietta.) Non lho messo io la bottiglia calda dentro al letto? Io uso lo scaldino ad accumulo di caloremezzi moderninon potevo mettere una bottiglia col tappo di sughero
AMALIA: E nemmeno io?
FELICE: E chi lha messo? Hai voluto farmi uno scherzo di cattivo gustoTu sei la freddolosaVa bene, questo poi si vedr. (Tutti e due a soggetto: prendono le forchette, ed insieme afferrano una sola fetta di carne. Pausa. Si guardano.) Ma vedi che la sto prendendo io!
AMALIA: E io pure la stavo prendendo.
FELICE: Ma a me, mi pare, che deve prendere prima il marito.il capo di casa!
AMALIA: No, no, mio caro, sei in errore, si serve prima la mogliela capa, la reginala donna, la moglie!
FELICE: Ma niente affatto, prima il marito.
AMALIA: No, prima la moglie. Chi ti ha insegnato leducazione?...Ma gi, non questo e non quello, che mi vuoi contrariare in tutto. Tu hai visto che io stavo prendendo la carne, e hai detto: Io a questa non la devo far mangiare, la devo torturare, la devo far soffrire!... Non vero? hai detto questo? S? E va bene!... Non mangiamo pi. E fatto. (Lascia la forchetta e gli volta le spalle.)
FELICE (pausa):E nemmeno io voglio mangiare! Stiamoci digiuni come due cani. (Lascia la forchetta.)
AMALIA: Gi, questa leducazione che hai ricevuto da tuo padre... un baccalaiuoloun venditore di baccalari, acciughe, aringhe e pesci puzzolenti!
FELICE: Mio padre non era un baccalaiuolo ma un imprenditore commerciante di baccalari e pesci salati e affumicati. Capito?
AMALIA: E non la stessa cosa?
FELICE: Ricordati invece di tua madre, chera callista, cerettara, capera, siringaratoglieva i peli con la ceretta, i pidocchi, i calli, faceva le siringhe si pigliava 5mila lire a persona!
AMALIA: Mia mamma! (Alzandosi:) Mia mamma era una grande donnaMi ha lasciato un palazzoquesto palazzoNon parlare male di mia madre
FELICE (alzandosi lascia vedere la mutanda):E tu non parlare di mio padre.
AMALIA: Uh! (Ridendo.). Che ti sei messo al collo? Una mutanda?!
FELICE: E io come mi trovo la mutanda al posto della salvietta? (Se lo toglie.) Va bene... questo stato un altro scherzo che mi hai fatto, mi hai messo la mutanda nel piatto?
AMALIA: A me? Dovevo essere pazza, facevo lo scherzo a lui.
FELICE: Intanto se ora mi vedeva qualcuno, rideva alle mie spalle.
AMALIA: E tu questo fai sempre, fai ridere.
FELICE: No, m piaciuto invece della salvietta, la mutanda... Ma questa mutanda, cara signora, la porter in tribunale; la far vedere al Presidente. (Lo mette sulla credenza, e da questa prende un libro.)
AMALIA: Fai vedere una bella cosa!
FELICE: Mangia tu, perch io non tengo appetito.
AMALIA: Oh! Meno male, cos sto tranquilla. (Si mette a mangiare.)
FELICE (apre il libro, ed appoggiandolo alla bottiglia dellacqua, si mette a leggere).
AMALIA (prende la bottiglia e fa cadere il libro, e si versa un bicchiere dacqua).
FELICE (prende la bottiglia del vino e fa lo stesso).
AMALIA: Questacqua assoluta com disgustosa. (Prende la bottiglia del vino per metterne un poco nellacqua, e fa cadere il libro.)
FELICE: Non devo leggere neppure? E non leggiamo! (Chiude il libro.)
SCENA QUARTA
Michele e detti, poi Rosella.
MICHELE: Le lettere sono giunte a destinazione .
FELICE: Bravissimo.
MICHELE: Don Felice, fuori ci sta Rosella che vi vuole parlare.
FELICE: Ora non possibile!.
AMALIA: Perch non possibile?
FELICE: Perch io sto facendo colazione... ossia sto , sto guardando...come mia moglie mangia
AMALIA: E io voglio sentire che vuole.
FELICE: E io no!
AMALIA: E io s!
FELICE: Ma io sono il marito, e la moglie deve stare sottoposta al marito.
AMALIA: No, no, no, tinganni, sei tu che devi stare al disotto di me.
FELICE: Quando lo voglio io! Ora per qualche gentilezza che ti ho fatto.
AMALIA: Che gentilezza... Mich, falla entrare, vediamo che vuole.
MICHELE (in fondo)Entra Ros. (Ros. entra.)
FELICE: Che cosa volete?
ROSELLA: Signori, ci sta una persona che vorrebbe affittare la casa al primo piano.
AMALIA: E uomo, o donna?
ROSELLA: E una donna!
AMALIA: Ah! una donna! (Guardando Felice a denti stretti:) una donna
FELICE: E che devo fare che una donna?
ROSELLA: Mha dato questo biglietto da visita, leggete. (A Felice.)
FELICE (legge) Emma Carcioffola, ballerina.
AMALIA (c.s.):Ah!... una ballerina?... E tu che le hai detto?
ROSELLA: Le ho detto che il padrone non voleva affittare la casa a donne senza uomini.
AMALIA: E lei che ha risposto?
ROSELLA: Mha detto che oggi viene a parlare un signore col padrone.
AMALIA: Ci perde la venuta.
FELICE: Ma perch ci perde la venuta?
AMALIA: Per questo. Perch non voglio che dentro a una casa che tho portato per dote, e che mi ha lasciata la felice memoria di mamm, ci vada ad abitare una donna sola.
FELICE: Ma in questo modo la casa non la fitteremo mai.
AMALIA: E che me ne n importa, rester sfittata, ci metto gli uccelli dentro.
FELICE: Ma oggi, presentemente, il padrone sono io.
AMALIA: No, la padrona sono io, la casa roba mia.
FELICE: Stai in errore, mia cara, prima era tua, ma ora la mia.
AMALIA: Questo lo vediamo tra poco. Rosella, vattene.
ROSELLA: Ma vedete...
AMALIA: Vattene tho detto, se no ti tiro una cosa in faccia.
ROSELLA: Subito(Via.)
FELICE: (Ti tiro una cosa in faccia, e io qua che sono, nattaccapanni).
AMALIA: Hai detto che la casa era roba tua?
FELICE: Si capisce, e io per le case ti ho sposata!
AMALIA: Ah! Neh? E va bene, tra un altro poco lo vediamo, se roba tua, o roba mia.???...Capirai che questa una cosa che la decider il tribunale, non la puoi decidere tu che sei un cretino, una bestia! No, mi piace lidea: La casa roba mia!... Insomma tu saresti il proprietario?... Ma... proprietario di che cosa sei? Di baccal forse? Tu puzzi di baccal che appesti!...Vuole fare luomo, si mette in ghingheri... La casa roba sua. M, m, tra non molto vediamo di chi sono le casedi chi il palazzo. M, m. (Via prima a s.)
FELICE: Insomma essa ordina, essa comanda, e io devo stare zittoma chi LA GUAPPA?
MICHELE (levando la tavola dal mezzo la mette in fondo a s.):Ah! D. Fel, che avete fatto, perch vi siete sposato? Stavate cos bello.
FELICE: Ti ricordi? Ti ricordi, amico mio che vita felice era la mia?... Ti ricordi...Ti ricordi quei divertimenti, teatri, cene, feste, e quando li provi unaltra volta?
MICHELE: Non trascorreremo pi giorni cos belli per colpa di una donna isterica e pazza
FELICE: S, ma ora finito tutto. Ho mandato a chiamare lavvocato, e mi voglio separare assolutamente, assolutissimamente. (Via prima a d.)Ritorneremo ai vecchi tempi!
SCENA QUINTA
Rosella, Anselmo e detto, poi Antonio, indi Felice.
ROSELLA (dal fondo):Favorite, favorite, da questa parte, ditemi chi siete. (Ans. si ferma sotto luscio.)
MICHELE: (Uh! Chi ? )
ANSELMO: Dite alla signora, che io sono Anselmo Raganelli lavvocato poco prima mha mandato questo biglietto. (Lo mostra.)
ROSELLA: Va bene, ora vi servo, aspettate un momento. (Via prima a s.)
MICHELE: Scusate voi siete avvocato?
ANSELMO: Cicicivile..
MICHELE: E voi con questa faccia, con questa figura vazzardate a fare lavvocato?
ANSELMO: Pepeper fare lavvocato, ci vuole la fi fi fi fig fig la figura; la lenza devessere buona. La lingua deve essere buona.
MICHELE: E me ne so accorto.
ROSELLA: La signora ha detto di entrare dentro. (Via pel fondo.)
ANSELMO: Pro pro ntissimo. (Sogg. col servo poi via prima a s.)
MICHELE: Deve essere curioso quello quando difende qualche causa. (Ridendo.)
ANTONIO (dal fondo):E permesso?
MICHELE: Chi ?
ANTONIO: in casa il Signor Felice Sciosciammocca?
MICHELE: Sissignore, ditemi chi siete.
ANTONIO: Lavvocato Antonio Saponetto.
MICHELE: Saponetto? (Guardandolo.) (E quello mi pare un cerotto). Vi vado subito ad annunziare. (P. a d.) Ah! ecco qua il padrone.
ANTONIO: Caro D. Felice.
FELICE: Pregiatissimo Avvocato, con quantansia vaspettavo. Senza cerimonie posso offrirvi qualche cosa? (Pigliandosi il cappello e mettendolo sulla credenza.)Un liquorino, un caff?
ANTONIO: No! grazie. Non mettetevi in cerimonia!(Michele d le sedie.)
FELICE: Na piccola cosa.
ANTONIO: Ma se proprio insistete potrei gradire un caff, due sfogliatelle, due cannoli siciliani e due cassatine!
FELICE: (al pubblico) Questo perch non voleva niente!...(Michele vai al caff di fronte e porta qui due caff, quattro sfogliatelle due frolle e due ricce, cannoli, cassatine..questo affamato)
MICHELE: (Ora vi servo). (Via fondo.)
FELICE: Mi dovete scusare se vi ricevo in questa stanza, ma, per andare nel mio studio bisogna passare davanti a mia moglie, e io non voglio.
ANTONIO: Ma non fa niente, grazie, ditemi, di che si tratta?
FELICE: Signor Avvocato, voi mi dovete aiutare, voi dovete essere il mio salvatore Avvoc io sto nelle vostre mani.
ANTONIO: Ma se non mi dite?
FELICE: Io mi voglio separare da mia moglie.
ANTONIO: Una separazione.
FELICE (lazzi):Ma senza perdere tempo. Voglio spendere qualunque somma, dopo che se ne devono andare 400, 500 mila lire , non me nimporta.
ANTONIO: Ma 400 500 mila lire non bastano. (Ridendo.)
FELICE: Anche qualche euro in pi... io sono ricco e non bado al danaro. Signor Avvocato da un anno che mi sono ammogliato, ho perduta la pace, non sto una giornata quieto, insomma, domando la separazione.., e tengo mille ragioni per averla.
ANTONIO: Benissimo. Ditemi quali sono queste ragioni.
FELICE: Ecco qua, ora vi dico io la vita che passo. La mattina allalba, mentre sto dormendo saporitamente, sono svegliato da una grancassa, da un tamburo e altri strumenti, tre disgraziati vengono a fare chiasso sotto la mia finestra.
ANTONIO: Ma scusate, qui non centra vostra moglie.
FELICE: Centra, centra, perch mia moglie li paga per farli venire.
ANTONIO: Possibile!?
FELICE: Possibilissimo. Seh, e questo non tutto? Io tengo la mutanda... ora ve la faccio vedere.
ANTONIO (ridendo):La mutanda?
FELICE: Gi... unaltra cosa che mha fatto; ma questo niente. Io verso le 10, voglio fare colazione, mia moglie dice che non tiene appetito, vuole fare colazione a mezzogiorno, e quindi a mezzogiorno si deve cucinare unaltra volta. Quando io voglio mangiare il rag, lei vuole la carbonara quando io voglio mangiare la carbonara, lei vuole lamatriciana o il rag. Ma questo non lo fa perch vuol mangiare rag, ma lo fa per... come si dice... per...
ANTONIO: Per ostacolarvi.
FELICE: Bravo. Per ostacocarmi.
ANTONIO: Ostacolarvi.
FELICE: Ostalocarni.
ANTONIO (ridendo):No, no, no...
FELICE: Avvoc, non importa, io quando sto nervoso mi incacagliodivento balbuziente... Per esempio, Signor Avvocato, io vado pazzo per i fagioli, e come, dentro un anno non me li ha voluti fare mai. Perch dice che so cibi cattivi cibi che fanno arie
ANTONIO: Eh!... Ha ragionesono cibi aerofagici
FELICE: S, questo va bene, forse c un poco di ragione, perch i fagioli sono aereo fagici...... sono un poco scostumati! Ma una volta ogni tanto. Oh! Quando usciamo, se io voglio andare in auto, lei vuole andare a piedi, se io voglio andare a piedi, lei vuole andare in auto. Quando io sto allegro, lei sta di cattivo umore, quando io sto di cattivo umore, mia moglie sta allegra Se voglio fare lamore lei ha sempre mal di testaIo amo lombra e lei il sole, io il freddo e lei il caldo vi assicuro che facciamo sempre cane e gatto, non la posso pi sopportare, Avvocato, voi mi dovete aiutare. (Pausa.)
ANTONIO: Sentite, io non saprei che rispondervi, tutto quello che mi avete detto, niente, proprio niente.
FELICE (pausa guardandolo):Avvoc, niente?
ANTONIO: Caro D. Felice, non sono ragioni per avere la separazione. Vi pare che il Presidente si pu incaricare della mutanda , dei fagioli?
FELICE: E perch? Posso trovare un Presidente a cui piacciono i fagioli, e mi d ragione.
ANTONIO (ridendo):Uh! D. Fel, statevi zitto!... Una cosa potremmo vedere.., invocare la incompatibilit di carattere.
FELICE: Bravo, questa la cosa giustala incompalabilit
ANTONIO Incompatibilit.
FELICE: Incompatibilib... Incomatitilib.
ANTONIO: Incompatibilit. (Ridendo: Ma difficilmente ne potremo ricavare qualcosa. Queste cose in faccia alla legge sapete cosa sono? Futilit. (Poca pausa.)
FELICE: FuttilitE gi... quello il presidente dice, mio caro signore queste non sono ragioni.., queste in faccia alla legge sono futtilil...
ANTONIO: Fu-ti-lit.
FELICE: Ho capito, ho capito. (Io ora se dico sta parola, sai che malaparola mesce dalla bocca.)
ANTONIO: Non avete qualche ragione pi positiva?
FELICE: Una ragione pi positiva?... Quando tornammo dal viaggio di nozze era estate e io volevo dormire con laria condizionata ma lei sentiva freddo e dovetti sopportare per sempre il caldo afosoAh! Aspettate, vi voglio raccontare un fatto recente il fatto di stanotte.
ANTONIO: Ah! Vi un fatto?
FELICE: Un fatto? Io muoio di sonno! Sentite. Sul principio che me la sposai, essa mi fece cap anche che la notte dormiva con la luce di una lampadina, e non doveva essere troppo fioca al contrario di me, che se la stanza non sta allo scuro io non posso prendere sonno.
ANTONIO: Guardate un po, altre due abitudini diversecontroversie caratteriali
FELICE: E gi, che questo stato: il controsensocatarrale(lavvocato gesticola) ma pure per contentarla le accesi la lampadina. Due o 3 giorni dopo, la notte mi sveglio, e la trovo assettataseduta in mezzo al letto. Neh, Amalia, e tu che fai, perch non dormi? (fa la voce della donna)Io non posso pigliare sonno, quella lampadina troppo bassa, io voglio unaltra lampadina pi forte alla mia destra Allora io con pazienza, le accesi unaltra lampadina pi forte alla sua destra, e cos stetti quieto per un paio di mesi. Dopo sti 2 mesi, una notte mi sveglio, e non la trovo dentro al letto! Vado vedendo per la casa e non la trovo, dove la trovo, fuori al balcone!... Tu che fai l fuori? Entra dentro, tu puoi pigliare il raffreddore... No, io voglio sta qua, perch io non tengo tutte le comodit della casa di mamm mia, io non posso dormire perch sto troppo alloscuro... io voglio un altra lampadina vicino alla porta!
ANTONIO: Una terza lampadina?
FELICE: Avvocato mio, quella camera da letto sembra una galleria per non dire un cimitero! Basta, per levare ogni questione, laccontentai. Ma per, sapete io che facevo, verso luna dopo mezzanotte quando lei sera addormentata, scendevo dal letto zitto zitto, quatto quatto e stutavo le luci. (Ridendo.)
ANTONIO (ridendo):Bravo, un bel ritrovato.
FELICE: Eh, per dormire io, senn dormiva solo lei. E ho fatto questo per un bel po di tempo. Stanotte, dopo un poco che io avevo stutato le lampe, ho sentito lei che gridava come una pazza. Ah! Chi ha stutato le lampe, chi stato... Chi lo sa, moglie mia, se saranno stutate da sole. No, sei stato tu, che hai deciso di farmi morire, mi vuoi fare venire una pissicoosi(gesti dellavvocato) a me poverella... Nu fracasso, avvocato mio! corsa la serva, il servitore, il guardaporta, la folla sotto al palazzo cos... si credevano chera incendio! Basta dopo tantammuina, dopo tanti strilli, ho acceso le lampe un'altra volta, lei s addormentata a un lato del letto... io allaltro... perch comprenderete bene caro Avvocato con tutti sti contrasti che succedono ogni sera... lei sta a un lato del letto... io da un altro... Quando tutto insieme, sono andato per stendere la gamba, e ho sentito il fuocomi sono scottato la gamba. (Mostra il polpaccio.)Dunque, vado a ved, e quella che era neh? Una bottiglia piena dacqua bollente.
ANTONIO: Oh! Ma questa poi una cosa strana. Si usava tanti tanti anni fapoi la fecero di gomma con un tappo di sicurezzavecchi rimediTutti lusavano allinverno. Specie in alta Italia. A Torino, a Milano, a Genova.., tutte le famiglie. E lho usato anche io quando ero piccolo... sicuro; sapete come si chiamava? Il monaco.
FELICE: Ah! Gi, avete ragione, lho inteso dire anchio... sicuro.., il monaco... Basta, sono andato per voltarmi, e ho visto che vicino a mia moglie, ci stava...
ANTONIO: Il monaco!
FELICE (pausa):Avvoc diciamo la bottiglia di acqua calda, mi suona cos brutto allorecchio laffare del monaco vicino a mia moglie.
ANTONIO: Allora dite scaldaletto.
FELICE: Bravo, diciamo scarfalietto.
ANTONIO: E chi laveva posto nel letto?
FELICE: Lei, lei, e senn chi ce lo metteva dentro. Basta, io mi sono sentito scottare, e con il piede lho buttata dalla sua parte, essa me lha buttata dalla mia, butta io, e butta tu... avvoc, s rotta la bottiglia!... Ma noi non ce ne siamo accorti, dopo un poco che mi ero addormentato, sento una cosa calda, le gambe bagnate, vado a vedere e vedo il letto tutto bagnato ma di unacqua calda... vedete , Signor Avvocato (ridendo) io era andato allidea che fosse stata una mia mancanza involontaria!
ANTONIO: Ah! ah! ah!... Questa veramente da ridere. (Ride in modo da impedire a Fel. di parlare.)
FELICE: Avvoc, non ridete che mi toccate i nervi. Io gli sto raccontando questi guai, e quello ride. Insomma Avvoc, io lo scarfalietto non lo voglio vedere pi.
ANTONIO: Ditemi una cosa, vostra moglie vha portato dote?
FELICE: Sissignore, questo palazzettoquattro appartamenti...
ANTONIO: Non lavete mica mangiato?
FELICE (pausa):Per dote mha portato questo palazzo.
ANTONIO: Ho capito, non lavete mica mangiato?
FELICE: Il palazzo?
ANTONIO: Uh! Il palazzo . (Ridendo.)
FELICE: E che era una cassata siciliana?
ANTONIO: Ma no, io dico intatto comera?
FELICE: Ah! S, solo il cornicione si deve rifare.
ANTONIO: Ma no, voglio dire, pulito?
FELICE: Sicuro, non avete vistla cameriera pulisce anche le scaleHo fatto rifare anche le facciate
ANTONIO: Che facciate? Io dico ci sono ipoteche?
FELICE: Sissignore, quattro appartamenti e 6 poteche6 negozi
ANTONIO: Ma no, se ci sono iscrizioni?
FELICE: S, sopra ai negozi ci sono le iscrizioni: Salumeria, Macelleria, Pescheria e Panetteriali tengo tutti affittatisolo un appartamento sfitto
ANTONIO: No (ridendo), io voglio sapere, se intatto, se ci sono ipoteche, se ci sono debiti insomma.
FELICE: Ah! Ho capito. Niente Signor Avvocato, intatto. Voi sapete che pap mha lasciato bene.io ho molti terrenicirca 600 ettari e pure qualche propriettutto fittato ai coloni, aziende agricoleMa per causa di questo palazzo di mia moglie che ci stanno sempre questioni. E ogni momento, il palazzo mio, il palazzo mio. Signor Avvocato, mi credete, vengono certi giorni, che quando mi ritiro, non vorrei trovare il palazzo.
ANTONIO: Oh! Non lo dite neppure. Ditemi unaltra cosa, in tutti i contrasti che avete avuti, ci sono state persone presenti?
FELICE: Persone presenti... S, Michele il cameriere tuttofare, Rosella la cuoca e cameriera.
ANTONIO: E no, queste sono persone vostre salariate, voi dovreste avere dei testimoni estranei. Prima di tutto, dovete mostrarvi con vostra moglie, dolcissimo, non contradirla, in niente, e quando vi un estraneo presente, un amico, uno qualunque, fate in modo che il contrasto cominci da lei, che vi dicesse delle parole insolenti, che vi minacciasse, e se capitasse, che vi desse uno schiaffo. Se noi abbiamo uno schiaffo, un calcio, un piatto, una bottiglia o altro oggetto ci colpiscenoi siamo a cavallo.
FELICE (pausa):Li dovete avere pure voi lo schiaffo, il calcio?
ANTONIO: No, no, voi solamente!
FELICE: No, perch voi avete detto, se noi abbiamo uno schiaffo.
ANTONIO: Ah! Va bene, ma noi altri avvocati parliamo sempre in persona plurale.., facciamo, diciamo ma sempre per voi...Plurale maiestatis
FELICE: Io devo avere lo schiaffo. Ho capito, ho capito! E avendo uno schiaffo, posso avere la separazione?
ANTONIO: Oh! Senza dubbio, ma sempre con un paio di testimoni presenti, uno pure basta
FELICE (salza):Va bene.
ANTONIO: Quando sar successo questo, me lo farete sapere, mi farete conoscere il nome, o i nomi dei testimoni, labitazione, cos noi li citeremo, e non dubitate che riusciremo a lintento.
FELICE: Va bene, Sig. Avvocato, vi ringrazio tanto tanto. (Dandogli il cappello.)
ANTONIO: Oh! Niente. Siate docile, siate buono, acconsentite a tutto quello che dice lei.
FELICE: Va bene, non ci pensate... arrivederci. (Strette di mano.)
ANTONIO: Arrivederci.., prego, non vincomodate. (Via pel fondo.)
FELICE (seguitando ad inchinarsi sotto la porta poi parlando verso linterno):Accompagnate lavvocato. (Viene avanti.) Mi devono schiaffeggiare, prendere a calci, piatti in faccia Per venire il contrasto, il litigionon ci vuole niente, ma ci vogliono i testimoni? M vado ad affacciarmi al balcone, se passa qualche amico, lo chiamo, sale, mi prendo le mazzatelui testimonia al processo e la cosa risolta.
SCENA SESTA
Amalia e Anselmo, poi Felice indi Rosella.
ANSELMO: Dudu dunque signore arrivalecci arri vederci.
AMALIA: Arrivederci Signor Avvocato e vi raccomando.
ANSELMO: (come un asino)Io, io io ve lho detto, dipende da voi. Siate dodici.docile, ubbidiente, e fate che il contrasto venga da lui, sempre con il testimone presente.
AMALIA: Va bene, non dubitate, ci penso io.
ANSELMO: Ee e di nuovo. (Via pel fondo.)
AMALIA: Vediamo se ci riesco. (Prende un libro e si siede leggendo.)
FELICE: (Non passato nessuno, ci stava il castagnaro allangolo, potevo chiamare il castagnaro per un coppo di castagne? Ah! Quanto pagherei ora namico, un conoscente qualunque. Che vedo, lei sta qua... te voglio aggiustare io per le feste io, te voglio). (Siede, caccia una sigaretta, laccende e incomincia a fumare.) (No... aspetta... ora spengo la sigaretta, pu essere che sopra al tribunale dica che il fumo le fa male.) (Getta la sigaretta.)
AMALIA (con modi gentilissimi):Fel, perch hai spento la sigaretta?
FELICE (c.s.):Perch mi sono ricordato che il fumo ti fa male.
AMALIA: No, anzi, mi fa piacere, fuma, fuma marito mio.
FELICE (pausa):(E quando mai? Io ero privo di prendere una sigaretta in mano!).
ROSELLA (dal fondo):Don Felice, fuori ci sta un signore che vuole parlare con voi.
FELICE: Chi ?
ROSELLA Il nome non me lha voluto dire. Dice che vi deve parlare della casa che si fitta .
FELICE Fallo entrare. (Ros. via.)
AMALIA: Fel, io me ne vado dentro.
FELICE: E perch, tu puoi restare liberamente.
AMALIA: No, sarebbe unimprudenza, quando un signore viene per parlare daffari che la moglie fosse presente. Parlaci tu con questo signore, e poi se vuoi mi fai sapere qualche cosa. Capirai che se ho voluto sapere qualche cosa nel passato, stato cos... sai per semplice curiosit, non per altro. Del resto tu sei il capo di casa il padrone di fare tutto ci che ti pare e piace. (Azione di Fel.) Perch tu, sei la perla dei mariti... sei il modello dei mariti. Io dubitare dite? Oh! No, non ci ho mai pensato a questo, n ci penser giammai. Hai capito? Marito mio bello bello bello! (Azione di Fel.) Parlaci tu con questo signore, vedi prima che cosa vuole, cosa desidera, e poi se credi gliela daigliela fitti, poi se vuoi... mi fai sapere di che si tratta... marito mio caro, caro, caro! Una moglie deve sempre obbedire e seguire il marito in ci che pi lo aggradain ci che pi gli piacciadeve fare la felicit del marito!(Via prima a s.)
FELICE (pausa):Io ora impazzisco!... Se fa cos io schiaffi, calci, piatti in faccia non li prendo mai!
SCENA SETTIMA
Gaetano e detto.
GAETANO ( dal fondo):permesso?
FELICE: Favorite. (Gaetano tipo di vecchio elegante. Compare sotto la porta e si ferma.) (Uh! Questo scappato da qualche museo)
GAETANO: D. Felice Sciosciammocca?
FELICE: Sono io, a servirvi.
GAETANO: Favorirmi sempre. (Mette il cappello sulla credenza.)
FELICE: Accomodatevi. (Gli d la sedia.)
GAETANO: Grazie. (Siede, restando fermo in una posizione comica.)
FELICE (lo guarda, pausa):Il guardaporta me lo combina sempre... Signore, avete sbagliato, non qua, allultimo piano.
GAETANO (senza muoversi):Che cosa?
FELICE: Il fotografo.
GAETANO: E cosa devo fare col fotografo?
FELICE: Voi vi volete fare il ritratto?
GAETANO: Niente affatto, io voglio parlare con voi.
FELICE: E voi vi siete messo in posizione da ritratto. (Imitandolo.)
GAETANO: Ah! Ho capito... Quella graziosit che tengo io. Io sono tutto grazioso!
FELICE: (Bello b). (Siede.)
GAETANO: Voi ora vorreste sapere io come mi chiamo, ma quando vi dico quello che sono venuto a fare, che ve nimporta, che ve nimporta, che ve nimporta?
FELICE: Voi se me volete dire bene, e se no che me nimporta, che me nimporta, che me nimporta.
GAETANO: Stamattina, venuta una persona per affittarsi la vostra casa sfitta?
FELICE: Sissignore, una certa Emma Carcioffola, ballerina.
GAETANO: Per lappunto, e l stato detto che il proprietario, non voleva fittarla a donne sole. (Marcato.)
FELICE: Sissignore, perch cos vuole mia moglie... capite...
GAETANO (approva muovendo la testa comicamente).
FELICE: (Ma che ha la testa con le molle?!).
GAETANO: Me lo sono immaginato, perch forse, ha inteso ballerina, e va trova che se crede. Ma sapete che ci sono le eccezioni, ci sono le ballerine buone e le cattive. Emma... un angelo! Emma... un fiore di virt!
FELICE (pausa guardandolo) :Ma scusate, voi che le siete padre o lo zio di Emma?
GAETANO: Padre? (Ridendo comicamente.) Uh! Il padre? Lo ziouh lo zio!(ride)
FELICE: E non fate questa brutta faccia!
GAETANO: Sono uno che le vuole bene come una figlia o una nipote, anzi ora vi dico come la conobbi : Un giorno, mentre camminavo per via Caracciolo...
FELICE: Ah! Voi l andate a passeggiare?
GAETANO: Sicuro, spesso, al mattino.
FELICE: E l ci tira tutto quel vento?
GAETANO: Anzi, quando fa vento io l vado a passeggiare, mi fa tanto bene il vento.
FELICE: E voi sembrate una trottola!
GAETANO: Perch?
FELICE: Perch quando siete entrate, avete girato torno torno.
GAETANO: Ah! E quella graziosit che tengo. Ve lho detto, io sono tutto grazioso.
FELICE: (Brutto, br!).
GAETANO: Vi dico la verit, la sua bellezza mi colp... essa andava avanti, e io appresso. Quando tutto insieme, viene nu forte ventola gonna si alzale gambe erano stupende forte temporale, tuoni, lampe, e nacqua tremenda. La poveretta stava senza ombrello, allora io colpii loccasione, mi ci accostai, e le dissi: Signorina, riparatevi qui sotto. (Con voce bassa.)
FELICE: Lei si spavent?
GAETANO: Che!... Anzi accett linvito e laccompagnai fino a casa.
FELICE: A casa vostra?
GAETANO: A casa mia? Non lo si dica nemmeno per scherzare !... Io sono ammogliato... quella se la vedeva mia moglie la buttava dalla finestra!
FELICE: Ah! Voi siete ammogliato?
GAETANO: Sissignore. Laccompagnai fino a casa sua, e per istrada mi raccont tutta la sua storia. Vi assicuro che mi fece tanta pena... e tanta pena...Mi fece tanta compassione, che da 8 mesi non mi sono fidato di lasciarla.
FELICE: Ma lei non lo sa che siete ammogliato?
GAETANO: Ah! Oh! Ah! (Lazzi.)Lei non sa nienteper lappunto laltro giorno, mi disse: Mio caro, perch non mi sposi? (Imitando la voce di donna.)
FELICE: E voi che le rispondeste?
GAETANO: Eh! Trovai subito la scusa. Le dissi che pap non vuole chio mammogli!
FELICE: Pap vostro?
GAETANO: Gi!
FELICE: Scusate, pap vostro chi Giacobbe? O No?
GAETANO: Ah! Ho capito... volete dire ch un poco anziano?
FELICE: Un poco?!... Col conto che mi posso fare io... povero vecchio... deve avere 120 130 anni...
GAETANO: No! che dite? Pap tiene solo 102 anni. diciamo diversamente maturo mi ebbe quando era fanciulloaveva solo 22 anni
FELICE: ... Sentite, io poi avrei trovato unaltra scusa, le avrei detto: Mia cara, non ti posso sposare, perch sto ancora studiandomi devo prendere una laurauna laurea.
GAETANO: Ne ho prese gi 4 di laureeMai nessun lavoronessuna pensionese non fosse stato per i soldi di papinoavrei fatto la fame e farei ancora la fameinvece non me la passo male
FELICE: Oh! Ma scusate se entro nei fatti vostri.., lei La melenzanaperch se ne vuole andare da dove sta di casa?
GAETANO: Carcioffola non Melenzana Per la lontananza che tiene dal teatro. Essa abita a Portici e lavora nei teatri napoletani, ora stata scritturata al San Ferdinando, come pu fare la poverella andare e venire 4 volte al giorno? Spesso per lo sciopero dei mezzi deve venire a piediconsuma un sacco di scarpeLa vostra casa era proprio adatta... qua vicino, mhanno detto che si pagano 500 mila lire al mese, io, se me la date, vi d unannata anticipata
FELICE: (Sangue di Bacco, sto pensando una cosa... questo sarebbe un buon testimone, per questo fatto il litigio verr sicuramente). Sentite, signore, io voglio interrogare prima mia moglie, perch capite, io non faccio niente senza il suo consenso.
GAETANO: giusto. Si vede che siete un marito proprio affezionato.
FELICE: Marito affezionato?
GAETANO: Sicuro.
FELICE: Ricordatevi sta parola.
GAETANO: E perch?
FELICE: Pu essere che la dovrete dire in tribunale. (Chiamando salza:) Rosella.
SCENA OTTAVA
Rosella e detti, poi Amalia, indi Michele e Gennarino.
ROSELLA: Comandate?
FELICE: Andate a dire a mia moglie, che se sta comoda, se le fa piacere, venisse un momento qua, che le debbo dire una cosa.
ROSELLA: Va bene. (A Gaet.:) Permettete. (Via prima a s., lazzi di Gaet. poi torna.)
GAETANO: Speriamo che si fa capace.
FELICE: Mio caro signore, io per me, ci ho tutta la buona intenzione speriamo che lei dir di s.
GAETANO: Ora vediamo, una parola voi, una parola io...
ROSELLA: Ecco qua la signora. (Via pel fondo.)
AMALIA (sempre con modi gentilissimi):Eccomi qua marito mio caro
FELICE: Cara Amalia.
GAETANO: Rispettabilissima Signora. (Lazzi nel salutare.)
AMALIA: Signore. (Salutando.)
FELICE: Moglie mia, il Signore qua, venuto per fittarsi la casa al primo piano.
AMALIA: Con piacere, e avete firmato il contratto?
FELICE: No, non ancora, sai che io non faccio niente senza il tuo consenso.
AMALIA: Il mio consenso!? E a che serve? Il padrone sei tu marito mio.
FELICE: No, moglie mia, la casa roba tua, e tu ne devi disporre.
AMALIA: Ma che dici... il padrone sei tu, e quello che fai tu, fatto tutto bene.
FELICE: Ma no, sei tu la padrona.
AMALIA: No, sei tu marito mio.
FELICE: No, sei tu...
AMALIA: Ma no, sei tu...
GAETANO: (a parte) Come sono sdolcinati!
FELICE: Dunque, ce la vuoi dare?
AMALIA: Se ti fa piacerece la dola darei a qualsiasi uomo che a te piacesseUna buona moglie deve fare la felicit del marito.Qual il vostro illustre nomeCome vi chiamate e dove abitate per il contrattodobbiamo registrarlose vi devo dare la casa
GAETANO: Si signoraComunque Sapete Signora, voi non me la date gratis e per amore della gloria...cio non me la date per senza niente, io vi do un anno anticipato , nannata anticipata.il mio modesto nome Commendatore, Cavaliere, Grand Ufficilale, Prof. Dott. GAETANO PAPOCCHIA VIA TRIBUNALI, 175-Napoli
FELICE: Si ma ... mia moglie non sa ancora la casa per chi serve, capite?
AMALIA (con ingenuit caricata):Ah! Non serve per lui?
FELICE: E no, perci ti ho chiamata. Il signore ammogliato, abita con la moglie.
(lunga pausa):La casa serve per quella tale ballerina, Emma Carcioffola. (al pubblico)Ora arrivano le mazzatele botte!
AMALIA (c.s.):Ah! E va bene... che male ci sta?
FELICE: Come!... Vuoi fittarla alla ballerina?
AMALIA: Voglio?... Ma io non voglio niente. Se tu credi, io so contenta, la tua volont pure la mia
GAETANO: Brava. Vera moglie obbediente.
AMALIA: Moglie obbediente? (A Gaet. sotto voce:) (Ricordatevi sta parola!).
GAETANO: (E perch la devo ricordare?). ..D. Felice ora dipende da voi.
FELICE: Aspettate... (Mi straccerei tutti i panni da addosso per quanto certa la morte!) Ma moglie mia cara cara, ma come, tu stamattina eri tanto avversa a fittare la casa alla ballerina.., e ora?
GAETANO: E ora s fatta capace, e me la vuole dare
AMALIA: Ma nossignore... quando mai? stato lui che non ha voluto mai che la dessiin fittoche la fittassi
FELICE: Io?, Oh! (Per inveire, sarresta, ridendo poi a denti stretti:) Ma moglie mia cara cara... non dire bugie, tu mezzora fa, quando ce lha detto la cameriera per poco non chiamavi la polizia!
AMALIA: Io!?... Ma tu sei pazzo!
FELICE (subito):Pazzo?! (A Gaetano sotto voce:) (Signore, ricordatevi che mha chiamato pazzo!). Gi hai ragione di chiamarmi pazzo, perch se non ero pazzo, non avrei potuto sposare una pazza schizofrenica paranoica come sei tu.
AMALIA: Schizofrenica? Se schizofrenica una parola cattivasei schizofrenico tu e tutta la razza tua!(A Gaet. c.s.:) (Signore, ricordatevi che mha chiamata schizofrenica!).
FELICE (gridando):Signore, un anno che io sto nellinferno, questa non una donna, una sciacalla tigre!
AMALIA: Sciacalla Tigre?! (A Gaetano:) (Signore, ricordatevi che mha chiamata sciacalla tigre!).
GAETANO: Qui ci vuole un quadernone.
AMALIA: Vattene, che tu non eri degno di sposarti a me.
FELICE: Io? Io ero un signore, tua madre era una purtusara(chi fa buchi). Signore (a Gaetano:) la madre pigliava 5 mila lire per cerette, siringhe, pidocchi, massaggi e chi sa che altro faceva per comprarsi questo palazzo
GAETANO: Questo non lo voglio sapere.
AMALIA: Ti ho detto tante volte, non parlare di mia mamma. La famiglia mia ti ha nobilizzato!
FELICE: A me mi ha nobilizzato? Vattene. (Dando una spinta a Gaetano: lazzi.) Io tho sposata senza cappello!
AMALIA: A me? Vattene, baccalaiuolo!
FELICE: Ah! (A Gaetano:) (Signore, ricordatevi che mha chiamato baccalaiuolo!)
GAETANO: (Eh! Dalle sotto!).
FELICE: Vattene tu, zentraglia vasciaiola!
AMALIA: Zantraglia a me?! (A Gaetano:) (Signore, ricordatevi che mha chiamata zentraglia!). (A questo punto viene dal fondo Michele con Gennaro, questultimo, porta il caff e i dolci Michele vedendo il contrasto, situa Gennaro in un angolo della scena, dicendogli con gesti daspettare, e va via pel fondo. Gennaro guarda i 3 meravigliato.) Signore, ma che altro volete sentire da questo lurido maiale porco!
FELICE: Porco?! (A Gaetano:) (Signore ricordatevi che mha chiamato porco!) (Poi tirandolo da parte:) Signore, come avete detto di chiamarvi ?
GAETANO (subito):Gaetano Papocchia
FELICE: Dove abitate?
GAETANO: Via Tribunali,175.
FELICE: Benissimo. (Va a scrivere lindirizzo sulla tavola in fondo)
FELICE (viene avanti):Signore, potete andarvene, che domani parleremo.
AMALIA: Signore, andatevene adesso, domani parliamo.
GAETANO: State freschiquesti sono pazzi di manicomio criminale Seh! State freschi!...! (Via pel fondo correndo.)
AMALIA: Mhai chiamata zantraglia?
FELICE: S, zentraglia, zentraglia e mezza. (Dopo altre parole a soggetto dei due, Amalia d un forte schiaffo a Felice e via prima a s. Pausa. Felice tenendosi la mano alla guancia, si volta e vede Gennarino che porta caff e paste, quindi correndogli vicino lafferra pel braccio e lo porta avanti.) Hai visto? (Mostrando la guancia.)
GENNARINO: Eh! ho vistoVi ha schiaffeggiato!(ride)
FELICE: E andiamocene, esci. (Trascinandolo in fondo.)
GENNARINO: Io devo andare al caff, io devo andare al caff! (Gridando va via.)
(Cala la tela.)
Fine dellatto primo
ATTO SECONDO
La scena rappresenta una sala del Tribunale(secondo lidea del regista e dello scenografo oppure: La ruota in fondo. A destra, sedia per il Cancelliere, al centro Presidente, a sinistra quella del P.M. Tavoli per gli avvocati sul davanti a destra, e a sinistra, con sopra occorrente da scrivere e vicino una sedia. Sedie a destra e a sinistra per i testimoni prima a destra porta comune. In fondo a destra e a sinistra due porticine con tendine verdi. Sulle sedie dei due avvocati le loro toghe.
SCENA PRIMA
Usciere, accomodando le sedie, poi Raffaele.
USCIERE: E questa unaltra giornata, ora vedi che pure alle 5ce ne andiamo. Mi so proprio seccato di fare lusciere.Non un lavoro per una donna che ha tre figli e un marito che vale due figli
RAFFAELE (veste con grosso soprabito nero, colli alti e grossa cravatta nera. Cappello a cilindro, guanti di lana color marrone Entra frettoloso):Ciao, Giacomina, stai qua?
USCIERE: Buon giorno, EccellenzaGiudice caro
RAFFAELE: C una gran folla fuori che non lascia passare.
USCIERE: Eccellenza, avete fatto un poco tardi stamattina?
RAFFAELE: Lasciami sta, Giacomina, tengo la testa che va per laria. Stanotte ho fatto una nottata chiara chiara, io e quella povera infelice di mia moglie.
USCIERE: Ma figliata, ha partorito o no?
RAFFAELE: Niente... sono 3 giorni che tiene i dolori, una casa rivoltata... sto con un pensiero che non ti puoi credere. Fra le altre cose tengo 7 figlie femmine, non ho potuto avere mai un maschio, ti assicuro che mi arrabbierei assai se facesse unaltra femmina. Ora lho lasciata coi dolori, stanno tutte i parenti a casail ginecologoha voluto partorire a casa
USCIERE: E lasciate fare al Cielo, pu essere cheanzi sicuramente avrete una buona notiziaIo ho tre maschianzi con mio marito sono cinque
RAFFAELE: Ho lasciato detto alla serva che appena mia moglie partorisce, me lo venisse a dire, emi facesse sapere se maschio o femmina. Se femmina Giacomina, parola donore, la regalo a te che hai solo maschi e desideri la femmina!
USCIERE: (E s, lha presa per un cagnolino). Dott, andatevene, che dite...i figli non si regalanopoi a casa vostra stanno benissimoil vostro stipendio buono!
RAFFAELE: Tu ora mi credi, io sto sulle spine, me ne vorrei tornare a casa.
USCIERE: Eccellenza, voi scherzate, oggi si deve fare la causa di D. Felice Sciosciammocca, che si vuole separare dalla moglie.
RAFFAELE: Ah! Gi, hai ragione, che vuoi da me, non ci avevo pensato. Va bene, lasciami cambiare questa camicia che per correre sono una zuppa di sudore. (Ra. poi torna.) Neh! Giacom, che dici, lo fa il maschio?
USCIERE: E io che ne so, cos speriamo.
RAFFAELE: Che diavolo!...unaltra femmina. E questa sarebbe una disdetta, una disdetta! (Via nella porticina in fondo a sinistra.)
USCIERE: Ah!!... Queste so cose proprio curiose.
SCENA SECONDA
Michele, Rosella e detto, poi Felice ed Antonio.
MICHELE: Neh, scusate... qua si fa la causa del padrone mio?
USCIERE: Chi il padrone vostro?
MICHELE: D. Felice Sciosciammocca.
USCIERE: Ah! signors, qua. Ditemi il nome vostro, io vedo se state dentro alla nota dei testimoni. (Legge una carta che sta sul tavolo del Cancelliere.)
ROSELLA: Io mi chiamo Rosella Paparella.
MICHELE: E io mi chiamo Michele Pascone.
USCIERE: Rosella Paparella... e Michele Pascone... Sissignore siete testimoni, sedetevi l. (Indica sinistra e Michele va a sedersi al posto del Presidente.) Neh, gu! Uh! Mannaggia a te, scendi da l! Questo il posto del Presidente.
MICHELE: Voi avete detto, sedetevi qua.
USCIERE: L, animale! (Laterale a sinistra.)
FELICE (entra con Antonio):D. Ant, non mi lasciate solo ...
ANTONIO (d.d.):State con me(passa Don Anselmo)
FELICE (fuori):Voi non lavete visto era lui quello scorfano di mare, che m passato per vicino, era lui.lavvocato di mia moglie
MICHELE: (Uh! il padrone!).
ROSELLA: (Come sta arrabbiato).
FELICE: Quella bestia balbuziente non sapete che mi fece? Quando venimmo qua la prima volta, mi prese in giro, mi chiam marito impossibile!... So marito impossibile io?
ANTONIO: E io che ne posso sapere?
FELICE: Ha ragione che stiamo qua sopra, ma se stamattina sazzarda solo di guardarmi, con un pugno gli rompo la capa. (Gridando.)
USCIERE: Signore... vi prego... un poco pi zitto, l dentro, il presidente si sta cambiando la camicia.
FELICE (togliendosi il cappello):Scusate... Sig. Cancelliere.
ANTONIO: (Che Cancelliere, statevi zitto, quello non il Cancelliere).
USCIERE: Nonsignore, io sono lusciere.
FELICE: Ah! Lusciere? Allora mi raccomando a voi, sapete.... io a quella donna, non la potevo pi sopportare. (Ant. ride.) Se vinco sta causa sapr ricompensarvisar a disposizione vostra
ANTONIO (ridendo):D. Fel, ma voi che state dicendo? Che centra lui? La signora usciere, quella non pu far niente, quella sapete che fa? Quando viene il presidente dice: In piedi entra la corte
USCIERE: Caro signore... volesse il Cielo, ma io non posso far niente.
FELICE (lo guarda prima un poco):E va bene, vai a fa quello che devi fare! (Mettendosi il cappello.)
USCIERE: Neh che hai?
FELICE: Quella non pu fare niente, e io mi metto a raccontare i fatti miei a lei!
USCIERE: E chi vha pregato di dirmi i fatti vostri? Voi vedete che si passa.
FELICE: (sottovoce)Vedi quanto bella.., mi pare una bottiglia dinchiostro!
USCIERE: (che ha sentito)Oh! Neh, avvoc, ma quello minsulta.
ANTONIO: Va bene, non ci fate caso, quello sta un poco nervoso. (D. Fel statevi zitto.)
FELICE: Tutta neranon so che mi pare!
USCIERE: Neh! avvoc, e ora che dobbiamo fare?
ANTONIO: Non importa, signora, vho pregato che sta nervoso.
USCIERE: Che mimporta che sta nervoso?... Sia fatta la volont del Cielo. (Via a destra:)
ANTONIO: D. Fel statevi zitto. Mettetevi qua, e non vi muovete pi. E quando si fa la causa statevi zitto, non dite nemmeno una parola, se ci sta qualche cosa da dire ci penso io.
FELICE: Ci pensate voi?
ANTONIO: E si capisce, io sono lavvocato vostro.
FELICE: Va bene. (Siede a destra.)
ANTONIO: Zitto, viene vostra moglie.
SCENA TERZA
Anselmo, Amalia e detto, poi Usciere e Gaetano.
ANSELMO: Si, si..Sign, vi raccomando la calma. L sta vostro marito, sedetevi qui. (Siede al tavolo.)
AMALIA: venuto l infame! (Siede vicino al tavolo dAnselmo.)
ANTONIO: (D. Fel, vi conviene di salutarla).
FELICE: (A chi?).
ANTONIO: (A vostra moglie).
FELICE: (Non se na parla proprio, caro avvocato! Quella mha fatto passare tanti guai).
ANTONIO: (E voi salutandola fate vedere che essa la birbante. Capite).Poi per qualcuno i guai sono belliNon vi ricordate la canzone di Vasco Rossi: Voglio una vita spericolatauna vita piena di guai Fate il buonosalutatela con gentilezza!
FELICE: (Ah! Gi, dite bene... Allora ora la vado a salutarela saluto?).
ANTONIO: (Sicuro).
FELICE (salza):Eh! Questo il mondo. (Naturalmente si dirige verso la ruota, in fondo, passeggiando piano piano e arrivato vicino a Amalia si toglie il cappello):Oh! Cara signora moglie (Amalia cambia di posizione alla sedia, si siede volgendogli le spalle mentre Felice ritorna al suo posto.) Mi avete fatto fare questa figura. (Ad Antonio poi siede.)
ANTONIO: (Bravo, bravo, ne ho avuto tanto piacere).
FELICE: (E io no). Sangue di Bacco!... Ma forte sapete, quella ha torto, e vuole fare pure la sostenuta.
AMALIA (rimettendosi come prima):(Vedi che assassino!... Ha pure il coraggio di salutarmi).
FELICE: Quando uno saluta bisogna risponderesalutare cortesiarispondere un dovere!
ANTONIO: (Statevi zitto, non parlate con lei).
FELICE: Io non parlo con lei, ce lho con una persona che stamattina lho salutata e non mi ha risposto. Se lo sapevo non la salutavo!
AMALIA: Io non tengo cento facce come le tieni tu!
ANSELMO: Signora, voi non dovete fare tante chiacchiere, non parlate con lui.
AMALIA: Io non parlo con lui, ce lho con una persona che sta diventando abbastanza ridicola!
FELICE: Oh! Ridicolo poi...
ANTONIO (ridendo):Bravo, bravo, bravo...
FELICE: E questo qua si diverte!
ANTONIO: (D. Fel, ha detto solo ridicolo? Io avrei voluto che vavesse detto delle altre cose).
FELICE: (E gi, se mi dava una sedia in testa, sareste contentoanzi felice).
ANTONIO: (Non ve nincaricate, poi vedete che accusa che faccio io).
FELICE: (Eh, accusate tre tre, e la napoletana a coppa!).
MICHELE (a Rosella):(Ora vedi che si sparano qua sopra).
ROSELLA: (E a questo si andr a finire).
USCIERE (uscendo):Favorisca signore, da questa parte. (Introduce Gaetano e via. Gaetano indosser un soprabito col bavero alzato. Sar pallido. Entra piano piano col cappello in mano, e guardando intorno.)
FELICE: Uh! D. Gaetano. (Andandogli incontro:) D. Gaetano mio. Eh, dice che non veniva D. Gaetano il galantuomo sempre galantuomo . Quanto bello D. Gaetano! D. Gaet, ricordatevi, porco e baccalaiolo!
GAETANO: Seh, ora penso giusto a voi! Tengo altro per la capa D. Fel. Mia moglie mi vuole fare la causa di separazione capite?
FELICE: E a me che me ne importache ci posso fare?
GAETANO: E devi vedere a me che mi importa dei fatti tuoi !
FELICE: No, dico, che oggi non mi interessa forse domani...
GAETANO: E a me mi preme oggi e domani.
FELICE: D. Gaet, sedetevi qua, vicino a me.
GAETANO: (E vedi quanto seccante). (Siede vicino a Felice a s.)
FELICE: D. Gaet voi dovete dire che mia moglie mi chiam porco e bacca laiulo o baccalaioloinsomma puzzolente di baccal!
GAETANO: Ma io tengo i guai miei.
FELICE: D. Gaet... contentatemi, che io poi... mi levo lobbligazione. Ho preparato una cosa che... poi ve la mando a casa... una cosettina... che vi far piacere... Dice, ma che cos!... Non lo so. (Ridendo.) Non si pu dire! (Accomodandogli i capelli:) Voi fatemi un buono testimone che io poi... non me lo tengo. Vedrete che bella sorpresa... Dice, ma che cos? Non lo so!
GAETANO: (Questo mezzo pazzo!). (Ad Antonio:) Avvoc ci vuole molto tempo?
ANTONIO: un affare di pochi minuti.
GAETANO: A proposito, Sig. Avvocato, vi dovrei dire una cosa. (Alzandosi.)
ANTONIO: A me? Eccomi. (Salza e viene avanti.)
GAETANO: Ecco qua... (Passando a destra con Antonio.)
FELICE: D. Gaet, dove andate?
GAETANO: Debbo dire una cosa a lavvocato.
FELICE: Ma uscite fuori?
GAETANO: Nossignore qua.
FELICE: Non vi allontanate
GAETANO: Che?
FELICE: Dico, non uscite fuori, vi state qua?
GAETANO: Sissignore.
FELICE: Insomma non uscite fuori?
GAETANO: Nossignore, sto qua.
FELICE: Ah! Va bene!.
GAETANO: Avvoc, Sentite, vediamo daccomodare questaffare mio con mia moglie.
ANTONIO: Perch di che si tratta? (Felice mettendosi in mezzo ai due per sentire.)
GAETANO (lo guarda un poco, e fa ancora qualche passo a destra):Dunque avvoc, vi stavo pregando... (Felice c.s.) Oh! ma insomma che educazione questa? Volete sentire i fatte miei.
FELICE: No io sto qua, sto passeggiando.vicinovicino allavvocato!
GAETANO: State passeggiando? (Impaziente.)
ANTONIO: D. Fel, abbiate pazienza, mi sta parlando di un affare serio.
FELICE: E fate. (Va a sedersi.)
GAETANO: Dunque, avvoc, vi stavo pregando... Vedete daccomodare questaffare mio con mia moglie... Quella, sono 15 giorni che mi ha lasciato, e se n andata dai parenti suoi... si vuole dividere assolutamente da me, mi vuole fare la causa.
ANTONIO: E perch?
GAETANO: Perch le capit una lettera in mano che io avevo fatta a una signorina... capite?
ANTONIO (ridendo):E voi di questa et andate facendo lettere alle signorine?
GAETANO: Che volete.., sono errori di giovent.
ANTONIO: Di giovent? (Allanima della giovent.)
FELICE: Avvoc, ma voi sapete che il suo pap non vuole che sammogli?
ANTONIO: Il padre? Tiene il padre?
FELICE: Sicuro.
GAETANO: Ma che , vi meravigliate che io tengo a pap?
ANTONIO: D. Gaet, no no per altri centanniVa bene, D. Gaet, non ci fate caso... dunque?
GAETANO: Io ho giurato che non lo far pi!... Vedete di aggiustare questa cosa. Io vi mander da lei, in casa dei parenti suoi.
FELICE: Avvoc, avete visto che bella testa tiene D. Gaetano?
ANTONIO: Ah! sicuro, in moda.
FELICE: Mi pare un polipo sotto e sopra! Porta i capelli come quel famoso psichiatraVittorino Andreoli
ANTONIO: Ah! Ah! Ah! (Ridendo Gaetano fa gesti dimpazienza.) D. Gaet, non importa.
GAETANO: Si vede ch mancanza deducazione... Perch io sto parlando daffari seri con lavvocato, e voi minterrompete, e mi stuzzicate di dietro.
FELICE: Io vi stuzzico di dietro?
GAETANO: E si capisce, mi state stuzzicando, fino a che perdo la pazienza poi! Eh! mi pare!... Perci stia a suo posto signore, e si faccia i fatti suoi.
ANTONIO: D. Gaet non importa, non vi pigliate collera.., dunque?
GAETANO: Io vi mander da lei, in casa dei parenti suoi, voi ci parlerete e le direte che io sono pentito, sono amaramente pentito, che non lo far pi, mai pi. (Con voce bassa.)..non posso pi viveresono disperato
FELICEironico) Fate lelemosina a un povero padre di famiglia, non posso lavorare...il Signore ve lo renda!
GAETANO: Oh! Ma insomma, mi volete far parlare? Ora prendo e me ne vado, e felice notte!... Eh! Perch vi state pigliando troppa confidenza ora! Mi state rompendo, proprio come se dice, le uova nella cestanel paniere !...
FELICE: Io non voglio rompere le uova dentro al vostro paniereCavete lovaio?
GAETANO: Basta!...Io tengo lovaio? Lo scherzo fino a un certo punto, ma poi basta poi. (Pausa.) Perci, stia al suo posto esi faccia i fatti suoi. (Poi ad Antonio:) Dunque avvoc... Mia moglie poi la sera mi fece una mazziata numero uno... scarpe, piatti in faccia e mattarello
ANTONIO (ridendo):Vi men?
GAETANO: Mi picchi a sangue? Io so stato fino allaltro giorno a letto. Tengo sta spalla che non la posso muovere!... Ma vi prego, non dite niente a nessuno!
ANTONIO: Ah! Ah! Ah! Questa bella!
FELICE: Avvoc, ch stato?
ANTONIO: La moglie lo men!
FELICE: Uh?... Ah! Ah! Ah!
GAETANO: Emb, avvoc. Io vi ho pregato di non dire niente.
FELICE (ridendo):M che esco fuori lo dico a tutti quanti.
GAETANO (ad Antonio):Avete visto? Io lo sapevo, quello un trombettaro! Suona la trombetta in ogni quartiere e poi spiffera i fatti a tuttiOra lo sapr tutta Napoli
ANTONIO: Va bene, vedr io daccomodare tutto.
GAETANO: Vi ringrazio anticipatamente. (Ritornano ai loro posti.)
SCENA QUARTA
Usciere, Emma e detti, poi Gennarino.
USCIERE (introducendo Emma):Favorisca, signora, saccomodi.
EMMA: Grazie. (Siede vicino ad Amalia, dopo aver salutato tutti senza parlare.)
GAETANO: (Uh! Emmuccia!). (Con molta passione.)
FELICE: (Ora muore D. Gaetano!).
GAETANO (alzandosi):Avvoc, unaltra preghiera.
ANTONIO: Dite. (Salza e viene avanti.)
GAETANO (sotto voce):(Questa qua, quella tale giovine, ballerina, alla quale io avevo scritto la lettera che mia moglie trov).
ANTONIO: (Ah! questa qua?).
GAETANO: (Sissignore).
ANTONIO: (Bravissimo!)
GAETANO: (Come vi pare?).
ANTONIO: Eh! molto simpatica!...Ma scusate, abbiate pazienza, io non capisco come una cos giovane e bella donna si possa innamorare di voi.
GAETANO: Avvocio sono graziosotengo il fascino seminascosto(si guarda i pantaloni)lho affascinata)! (Felice ride.)
EMMA: Egli disse che voleva sposarmi, ed io, a questa lusinga, non guardai n luomo, n lamante, n il pisn il mandrillo, ma il marito.
ANTONIO: Il marito?... Ma guardaste il marito di una signora! Una ragazza per bene non lo favoi siete unalasciamo stare!
EMMA (forte ed alzandosi):Voi siete una Una pagliettaUn azzeccagarbugli! Un imbecille!
ANTONIO: A me imbecille?! Al principe del foro Cavaliere, Commendatore, Avvocato Antonio Carlo Saponetta(Salza e viene avanti impettito mentre si sente un pernacchio)
EMMA: S, a voi. (Gridando.)
FELICE: Pss... non gridate. (Mettendosi in mezzo ai due, gridano contemporaneamente tutti e tre.)
USCIERE: Pss... signori... signori... vi prego, un poco di silenzio... il presidente si sta cambiando la camicia.
FELICE: Questo unora che se la sta cambiando!
ANTONIO: (fa finta di non aver sentito il pernacchio)Va bene, questa parola me la pagherete.
EMMA: Ve la pagher come si pagano tutte le vostre parole.le parole degli avvocatibella gente! (Usciere via e poi torna.)
ANTONIO: Voi siete una donna, e non mi conviene mettermi con voi mandatemi qualche vostra persona e ce la vedremo. (Gaetano si sar fermato col cappello in mano guardando Emma con molta passione.)
EMMA: E va bene, vi mander mio fratello.
ANTONIO: Benissimo! (Ritorna al suo posto.)
FELICE (ad Emma):Va bene, mandateci pure vostra sorella. (Poi ad Antonio:) Avvoc, voi invece di pensare alla causa mia... (Poi vedendo Gaetano si mette vicino a lui togliendosi il cappello.) Signori... fate bene a un povero cecato... ho perso il meglio della vita mia!... La vista!
GAETANO: Ma voi siete naffare serio... sapete?
FELICE: E voi mi sembrate un pezzente, che cerca lelemosina!
GAETANO: Che pezzente... io sto guardando quella signorina... Io so quella quando si innervosisce quanto terribile! (Siedono tutti.)
USCIERE (introducendo Gennarino):Entra, entra, levati il cappello.
FELICE: Il caffettiere. (Alzandosi.)
GAETANO: A prima mattina!
USCIERE: Siediti l dietro. (Indica dietro la ruota.)
FELICE: Un momento, Signora, perdonate... (A Gennarino:) Gennar vieni qua, siediti vicino a me. (Lo piglia per la mano.)
USCIERE: Nossignore, scusate, questo non pu stare qua.
FELICE: Perch non pu stare? Quello testimone a carico...
ANSELMO: No, no, a discarico.
FELICE (a lusciere):E dunque lasciatelo discaricare. (Gennarino siede vicino a Gaetano.)
USCIERE: E se ne va gi al porto a scaricare, qua non pu stare. (Lo piglia per mano per farlo alzare.)
FELICE: Ma nossignore, Usci, quello persona mia.
USCIERE: Ma scusate, quello sta combinato in quella maniera...
FELICE: E che vuoi dire? Ora il testimone lo facciamo venire in frak e cravatta bianca! Come si trova, viene, sarebbe bella! Gennar, siediti non ti preoccupare
ANTONIO: Va bene, Usci, lasciatelo stare. (Tutti siedono.)
GAETANO (pausa, guardando Gennarino e Felice):Oh! Ma insomma voi ora che tenete in mente: questo lazzarone lo volete fa stare qui vicino a me?
FELICE: Lazzarone?!... D. Gaet e che sta parola? Sapeste voi quello che sa questo.
GAETANO: Perch istruito, istruito assai?
FELICE: Istruito? Quello sa il fatto dello schiaffo.
GAETANO: Vedi che grande cultura teh!
FELICE (appoggiandosi con Gennarino sulle gambe di Gaetano):Gennar, tu devi dire che lo schiaffo fu tanto forte, che subito mi gonfiai tutta la faccia.
GENNARINO: Va bene.
GAETANO: Oh! ma volete un divano, una dormeuse due cuscini... per sapere almeno. (Poi a, Gennarino gridando:) E scostati... tu puzzi di cipolla che appesti!
USCIERE: Pss... pss... Signori miei, un poco de silenzio. Vi ho pregato che il presidente si sta cambiando...
FELICE: La camicia.
GAETANO (pausa, salza e savvicina a lusciere, mostrando Gennarino): Puzza di cipolla! (Siede.)
USCIERE: Levati da l.
FELICE: Oh! Usci, ma ora mi pare che sia una mancanza di rispetto proprio a me. Vi ho detto ch persona mia, e qua deve stare.
USCIERE: Ma quello puzza di cipolla!
FELICE: E che vuol dire che puzza di cipolla, il signore questo ha fatto colazione. D. Gaet, ma che sta cosa? Puzza di cipolla, e non puzza di cipolla... vi voltate da questa parte, e non la sentite. Ora mi disgustate un testimone perch puzza di cipolla!... Questo ha potuto mangiarepane e cipolla ha fatto colazione! (A Gennarino:) Signore puzzate! (Siede. A destra lunga suonata di campanello.)
USCIERE (annunziando):La Corte! Entra la cortetutti in piedi!(Tutti si alzano.)
GENNARINO (a Gaetano): La corta dove sta?...Neh!... Io pure mi devo alzare?
GAETANO: Alzati, siediti, ma a me che minteressa!... (Gennarino salza.)
SCENA QUINTA
Raffaele, 2 Giudici, Pubblico Ministero e il Cancelliere, con toghe e berretti neri. Raffaele siede nel mezzo della ruota, e 2 Giudici a destra e a sinistra del detto, il Pubblico Ministero a sinistra della ruota, ed il Cancelliere a destra.
RAFFAELE: (Chi sa se mia moglie ha partorito !). (Suona il campanello che sul tavolo.)
(piano a lusciere):LUdienza aperta.
USCIERE (verso la comune gridando):Ludienza aperta. (Tutti siedono.)
RAFFAELE (fa un gesto al Cancelliere, per farlo incominciare a leggere): Avanti.
CANCELLIERE (prende la lista dei testimoni e legge):Michele Pascone!
USCIERE: Pascone Michele... Pascone Michele... (Poi verso la comune:) Pascone Michele!... cameriereSig. Presidente. Michele Pascone manca.
MICHELE (alzandosi):Chi manca? Presente.
USCIERE: Come! Vi ho chiamato 3 volte, e non rispondete.
MICHELE: Quando mavete chiamato? Voi avete chiamato Pascone Michele... Io mi chiamo Michele Pascone! (Siede.)
FELICE (salza e fa per tirargli il cappello):Ah! M cerco permesso al Presidente, e ti tiro il cappello e unascarpa! Bestia! Pascone Michele, e Michele Pascone non lo stesso?
RAFFAELE (a Felice):Pss... basta, basta. (Al Cancelliere:) Avanti.
CANCELLIERE (legge):Rosella Paparella. ..cameriera
USCIERE (c.s.):Rosella Paparella?
ROSELLA: Presente. (Salza e siede subito. Gennarino s addormentato.)
CANCELLIERE (c.s.):Emma Carcioffola.ballerina
USCIERE (c.s.):Emma Carcioffola?
EMMA: Presente. (Salza e siede subito.)
GAETANO: (Quanto bella, quanto bella!).
CANCELLIERE (c.s.):Gennarino Fasulillo.Barista
USCIERE (c.s.):Gennarino Fasulillo?... Gennarino Fasulillo? (Poi alla porta:) Gennarino Fasulillo? (A Raffaele:) Sig. Presidente, manca Fasulillo.
FELICE: Che manca? Subito dite che manca.
USCIERE: E dove sta?
FELICE: Sta qua, si era addormentato un poco.
USCIERE: E svegliatelo.
FELICE (afferra Gennarino per la mano e lo scuote):Dite, presente, presente.
GENNARINO (stropicciandosi gli occhi):Presente (piangendo):Ma io me la dovrei pigliare con questo qui, lo vedete?! (Mostrando Gaetano.) Ma come, due compagni, vanno a fare un servizio, tu hai visto che io mi sono addormentato come mio compagno mi vuoi svegliare per non farmi scomparire con quello che sta l sopra ?
GAETANO (pausa, guardandolo):Ma quali compagni? (Pi forte:) Ma quali compagni? A te chi ti conosce? (Alzandosi.)
RAFFAELE: Pss... pss...(c.s. al Cancelliere):Avanti.
CANCELLIERE (c.s.):Dorotea Papocchia.
USCIERE (c.s.):Dorotea Papocchia.
ANTONIO: Non venuta ancora. (Salza e siede subito.)
GAETANO (alzandosi):Sta cucinando le patate per fare il gateaula pizza di patate! Ma viene subito mia moglie!
USCIERE: E salutatemela!
RAFFAELE (al Cancelliere):Passate avanti.
CANCELLIERE (c.s.):Gaetano Papocchia.
GAETANO (a Gennarino):Il compagno... se ne viene, due compagniamicima quando mai abbiamo mangiato insieme!... Puzza di cipolle!
FELICE-Potevate fare patate e cipolle!
USCIERE (c.s.):Gaetano Papocchia?
GAETANO (a Gennarino):Non ti permettere piio sono un signore.!!!..
USCIERE (c.s.):Gaetano Papocchia?
GAETANO: Vedete che si passa.
USCIERE (pi forte): Non c Gaetano Papocchia?
FELICE: D. Gaet, l vi chiamano.
GAETANO (subito ed alzandosi):Presente, sto qua io!
USCIERE: Presente, sto qua io, e non rispondete? Ma che siete sordo?
GAETANO: Nossignore.
USCIERE: E perch non rispondete?
GAETANO: Ho risposto adesso.
USCIERE: Dopo 3 volte che vho chiamato?
GAETANO: Sissignoreero distratto dalla puzza di cipolle del puzzolente!
USCIERE: Allora sedetevi.
GAETANO: Grazie tante.
USCIERE: Niente!
GENNARINO (a Gaetano):E vi volete levare davanti, mi volete fare vedere cosa fanno quelli lcon la veste nerasono preti speciali e stanno recitando?
GAETANO: Sono togatihanno la toga! Ma che devi vedere, lopera dei pupi? Ora te lo cieco un occhio!
GENNARINO- (Fanno ridere molto gli uomini con le toghe!)
RAFFAELE (a Gaetano suonando leggermente il campanello):Pss... psS...
CANCELLIERE: Sig. Presidente, pare che manchi soltanto la Papocchia.
RAFFAELE: E va bene, possiamo incominciare senza la Papocchia.
FELICE: Io non so se mi fa male o me fa bene a incominciare senza la Papocchia?
RAFFAELE: Giacomina, per cortesia, vattene fuori, eappena viene la mia cameriera, mi fai sapere se mia moglie ha fatto il maschio o la femmina.
USCIERE: Va bene, Eccellenza. (Via.)
GAETANO: Ma che tiene la cova delle uova?
FELICE: Quali uova, quella la moglie che deve sgravarepartorire
RAFFAELE (ai 2 guardandoli sottocchio):Un poco di silenzio da quella parte. (Poi fa un cenno al Cancelliere dincominciare a leggere.)
CANCELLIERE (prende unaltra carta e legge):In nome della legge, ecc. ecc. Noi Presidente ecc. ecc. con sentenza in data del 25 gennaio...
FELICE (interrompendolo):Eccetera, eccetera. (Il Cancelliere si ferma e guarda, Raffaele.)
RAFFAELE (manda un occhiata dimpazienza a Felice poi fa il solito gesto al Cancelliere di seguitare):Seguitate.
CANCELLIERE (legge):Autorizziamo la signora Amalia Sciosciammocca, nata Maruzzella, a provare i seguenti fatti.
GAETANO: Vi sposaste una maruzzella. (canta:Maruzzella, maruzzme miso dinta luocchio o mare)
FELICE: Che centra, quello cognome.
GAETANO: Anche il cognome devessere bello.
FELICE: E gi... meglio il suo: Papocchia!
GAETANO: Si capisce, ti riempie la bocca, Pa po cchia!
GENNARINO- Si chiama Chiapucca?
RAFFAELE (lazzi):Pss... pss... (Solito gesto al Cancelliere.)
CANCELLIERE (c.s.):1 Che il Sig. Felice Sciosciammocca suo marito, voleva farla morire di freddo, perch non voleva che in letto avesse tenuta la bottiglia dacqua calda, usata come scaldaletto.
FELICE: E ma questo uninfamit! Non possibile!
ANTONIO: (Statevi zitto). (Raffaele impone il silenzio suonando il campanello, ed aprendo la bocca. Lazzi.)
CANCELLIERE (c.s.):Per causa di questo nacquero mille questioni, sempre occasionate dal Sig. Sciosciammocca, il quale voleva financo fittare una casa fatta fabbricare dalla madre della Sig. Amalia, a certa gente che l avrebbero sicuramente discreditata....
EMMA (alzandosi):Oh! questo poi...
RAFFAELE (imponendole silenzio suonando il campanello piano piano e gentilmente):Pss...(al Cancelliere):Avanti.
CANCELLIERE: 2 Che il Sig. Sciosciammocca, non contento di far morire di freddo la Sig. Amalia sua moglie con condizionatore al massimo del freddo, voleva perfino toglierle il sonno, e per ottenere questo, pagava dei saltimbanchi, i quali ogni mattina, con grancassa e tamburo, facevano tanto rumore, che la Sig. Amalia, era costretta di levarsi e non poter pi dormire.
FELICE: (Uh! Non vero, questo lo faceva lei a me).
ANTONIO: (Statevi zitto).
FELICE: E ma qua un moriresi dicono solo fesserie!
RAFFAELE (suonando):Neh! neh! ma voi la volete finire s o n?... Ma chi lavvocato di quel signore?
ANTONIO: Sono io...
RAFFAELE: E mi faccio meraviglia di voi, Sig. Avvocato, che non gli dite niente.
ANTONIO: Ma ce lho detto.
RAFFAELE: Che educazione questa? Ve lho detto per la prima, per la seconda E per la terza volta. M succede che faccio sgombrare la sala, e la causa ce la facciamo noi a porte chiuse! Eh! (Al Cancelliere:) Avanti.
CANCELLIERE (c.s.):3 Che il Sig. Sciosciammocca tormentava sempre la Sig. Amalia, ora per una cosa, ora per unaltra e specialmente nellora della colazione o del pranzo, ed in ultimo laveva fatta priva di ogni divertimento lecito ed onesto.
SCENA SESTA
Usciere e detto, poi Dorotea.
USCIERE (correndo e gridando):Eccellenza, eccellenza!
RAFFAELE (alzandosi):Giacom che ? E maschio?
USCIERE: C una femmina!
RAFFAELE: Nata femmena! 7 e una 8! Ma una disdetta!
USCIERE: Nonsignore, Eccellenza, voi che avete capito! Fuori ci sta una femmina, si chiama Dorotea Papocchiadice che la moglie di Gaetanolanziano
RAFFAELE: Allanima e mammeta! Mi credevo che mia moglie avesse fatto nata femmena! Mi fai prendere un infartoun ictus!... Falla entrare.
USCIERE: Favorite.
DOROTEA (entra, d unocchiata di rabbia a Gaetano ed Emma):Signori miei, salute a voi!
GAETANO: Ora che scendiamo da qua certo prendo mazzate!).
RAFFAELE: Giacom, va fuori e stai attenta.
USCIERE: Va bene. (Via.)
DOROTEA (a Gaetano):Vi siete messi di fronte, ora che scendiamo gi, ti voglio rompere le gambe a te e a essa.
GENNARINO- Chi fessa?
RAFFAELE (legge nella lista dei testimoni):Emma Carcioffola, venite avanti. (Emma salza e si dirige verso Raffaele e Dorotea occuper la sua sedia.)
GAETANO: Come cammina bello, che belli passe, che belli passe.
RAFFAELE (con caricata eleganza):Voi siete Carcioffola?
EMMA: S signore.
RAFFAELE: Siete la ballerina?
EMMA: Sicuro.
RAFFAELE: Bravissima!... Eh, a me mi piacciono tanto le ballerine. Io vengo tutte le sere al teatro, dove state voi, tengo la poltrona in prima fila, non mavete visto mai a me?
EMMA No, non ci ho fatto caso.
RAFFAELE: Eh, come, io vengo sempre. Tengo un binocolo grande grande, e vi fisso, vi fisso tutta la serata.
EMMA- Ma se siete in prima fila a che vi serve il binocolo grande grande?
FELICE: (Ma possibile che dobbiamo sopportare queste schifezze sdolcinature
RAFFAELE: Dunque giurate di dire la verit, tutta la verit, nientaltro che la verit?
EMMA: Lo giuro.
GAETANO: Quanto bella, quanto bella!
RAFFAELE: Che sapete voi di questo Felice Sciosciammocca e sua moglie?
EMMA: Niente, Sig. Presidente, so che sono i proprietari di un appartamento vicino al mio teatro...
RAFFAELE: Voi avete un teatro di propriet?
EMMA- No il teatro dove lavoro
RAFFAELE-E questo appartamento voi vi volevate fittare?
EMMA: S, perch era vicino al teatro dove sto scritturata
RAFFAELE: Pss... (Suonando il campanello; mostrando Dorotea):Gu, n venuta unaltra! E poi perch non lavete pi fittato?
EMMA: Perch il proprietario non me lo voleva pi dareper via della moglieche non voleva che il marito lo desse a una ballerina
FELICE: No, io lo volevo darecon piacere alla signorinama mia moglie non voleva che lo dessi a lei molto gelosa!(Raffaele fa gesti dimpazienza; lazzo di tirare il campanello.)
GAETANO (riparandosi dietro Felice):(D. Fel statevi zitto, quello mena a voi e coglie a me!).
RAFFAELE: Sapete niente come questo Sig. Sciosciammocca trattava la moglie?
EMMA: No, di questo non so niente.
RAFFAELE: Come, non sapete tutte le questioni, tutte le chiacchiere, tutte le liti che succedevano in casa.
EMMA: No, niente.
RAFFAELE (aprendo la bocca sul manico del campanello):Ah!
FELICE: (Oh! M se lo mangia il campanello! ).
RAFFAELE: Allora, una volta che non sapete niente, potete ritirarvi. (Dandole la mano.)
EMMA: Grazie.
RAFFAELE: Ricordatevi di guardarmi la sera, sa?
EMMA: Va bene. (Salutando.)Presidentevenitemi sempre a vedere a teatroVenite col binocolovi faccio vedere tante belle cose Signori. (Passando davanti a Dorotea questa le volta le spalle.)
GAETANO (guardando Emma):Ora se ne v!... Ora se la portano..
RAFFAELE (leggendo c.s. nella lista):Rosella Paparella.cameriera
ROSELLA: Presente. (Salza.)
RAFFAELE: Venite avanti.
ROSELLA: Eccomi qua.
FELICE: Questa una buona testimone, sa tutti i fatti miei! (Piano a Rosella:) Ros, ricordati che ti faccio il vestito nuovo al tuo onomastico!
ROSELLA (savvicina a Raffaele):(Va bene).
RAFFAELE (sorridente):Voi siete la cameriera di D. Felice?
ROSELLA: Sissignore.
RAFFAELE: Bravo! A me mi piacciono tanto le cameriere.
FELICE: (a sto Presidente gli piacciono tutte quantebasta che respirano).
RAFFAELE: Se mai ve ne andate da D. Felice, fatemelo sapere, perch vi prendo al mio servizio. Io tengo 7 figlie femmine, mia moglie sta partorendo ho bisogno di unaltra cameriera. B!... Giurate di dire la verit, tutta la verit, nientaltro che la verit.
ROSELLA: Lo giuro.
GAETANO: Simpatica.
FELICE: Io ve lho detto che bona.
RAFFAELE: Sapete niente se i vostri padroni si contrastavano mai?
ROSELLA: Sempre, ogni minuto secondo!
FELICE: Bene! (Dando un colpo sul cappello di Gaetano che aveva sulle gambe.)
GAETANO: Devi passare guai. Mha rovinato il cappello!
FELICE: Abbiate pazienza, D. Gaet, stato per fare una mossa di piacere.
GAETANO: E che piacere, scusate!... Sia fatta la volont del Cielo!
RAFFAELE (ai due):Questo mormorio, questo mormorio! Ah! E sapete niente dellaffare dello scaldaletto?
ROSELLA: No, dello scarfalietto non ne so niente.
RAFFAELE: Chi era la causa del contrasto, il marito ola moglie?
ROSELLA: Non lo so signore, io mi trovavo sempre quando si stavano appiccicando, contrastando non so da chi proveniva.
RAFFAELE: Va bene, sedetevi, che poi sarete richiamata. E ricordatevi, se ve ne andate da D. Felice fatemelo saperevi assumo io!
ROSELLA: Va bene. (Ritornando al posto:) (Mamma mia! Ora muoio dalla paura).
FELICE: (Bestia, tu dovevi dire che proveniva da lei).
GAETANO (a Gennarino):Non taddormentare.
RAFFAELE (leggendo sulla lista):Gaetano Papocchia. possidente
GAETANO: Statti sveglio, altrimenti hai uno schiaffo
RAFFAELE (c.s. gridando):Gaetano Papocchia.
FELICE: D. Gaet, andate l.
RAFFAELE: Ma ci sta sta Papocchia, o no?
GAETANO: Presente, sto qua io. (Alzandosi.)
RAFFAELE: Ma voi siete sordo?
GAETANO: Nossignore!
RAFFAELE: E venite avanti.
GAETANO: Mi volete da voi? Devo venire?
RAFFAELE: E volete che vengo io l?
GAETANO: Nossignore.
RAFFAELE: E dunque, venite. (Gaetano si avanza, e facendo segni con la moglie di volerlo perdonare, ritarda di andare da Raffaele. Questi lo chiama con un grido e d un colpo col campanello. Gaetano fa un salto.) Papocchia! Ma volete venire s o no?
GAETANO: Eccomi. (Savvicina a Raffaele.)
FELICE (sotto voce):D. Gaet, ricordatevi, porco e baccalaiuolo!
GAETANO (arrivato vicino a Raffaele gli dice):Porco e baccalaiolo!
RAFFAELE: Oh! (Salza gridando:) Chi porco e baccalaiolo!?
FELICE: (Che animale!). (Sogg. lazzi.)
RAFFAELE: Giurate di dire la verit, tutta la verit, nientaltro che la verit.
GAETANO (guardando ora Felice, ora Dorotea che lo minaccia):Lo giuro! (Giura con la mano sinistra.)
RAFFAELE: Con la mano sinistra giurate?
GAETANO (a Felice):Con la mano sinistra mi fate giurare
FELICE: E che so io?
GAETANO (c.s.):Lo giuro! (Mettendo la mano destra sul calamaio.)
RAFFAELE: Sopra al calamaio!
GAETANO (a Felice):Sopra al calamaro? A me piacciono fritti i calamari!
RAFFAELE: Qua, qua, dovete giurare. (Sulla bibbia che avr innanzi.)
GAETANO: Lo giuro!
RAFFAELE: Voi volevate fittare la casa del Sig. Sciosciammocca?
GAETANO: Sissignore. (Ora che scendo gi mia moglie mi uccide.)
RAFFAELE: Ma questa casa non serviva per voi, serviva per la ballerina Emma Carciofi?
GAETANO: ( fatta la frittata!). (Poi pianissimo a Raffaele:) Sissignore.
RAFFAELE: Che avete detto?
GAETANO (c.s.):Sissignore.
RAFFAELE: E urlate, io non vi capisco.
GAETANO: (pianissimo) (Sig. Presidente, c mia moglie l, non vorrei far sapere.)
RAFFAELE: Che mimporta a me di vostra moglie, lo debbono sentire tutti. Avanti.
GAETANO: Sissignore. (Forte.)
RAFFAELE: E quando andaste per fittarla, il Sig. Sciosciammocca si stava contrastando con la moglie?
GAETANO: Sissignore.
FELICE: (D. Gaet, m viene).
GAETANO (a Raffaele):M viene.
RAFFAELE: Chi viene?
GAETANO (a Felice):Chi viene?
FELICE: (Il porco).
GAETANO (a Raffaele):Il porco!
RAFFAELE: Viene il porco qua?
GAETANO (a Felice):Viene il porco qua?
FELICE: (Che bestia!).
RAFFAELE: E chi lo porta?
FELICE (a Gaetano):( baccalaiuolo).
GAETANO (a Raffaele):Il baccalaiuolo.
RAFFAELE: Il baccalaiuolo porta il porco qua?
GAETANO (a Felice):Porta il porco qua?
FELICE: (No! La moglie).
GAETANO: La moglie.
RAFFAELE: La moglie porta il porco?
FELICE: (No! la moglie lo chiam porco).
GAETANO: La moglie chiam il porco.
FELICE: (porco e baccalaiuolo!).
GAETANO: Porco e baccalaiuolo!
RAFFAELE: La moglie chiam il porco e il baccalaiuolo?
FELICE: (No! A me, a me!).
GAETANO: A lui, a lui!
RAFFAELE: A lui? Voi che state dicendo? (Gridando:) Si pu sapere chi lo porta sto porco?
GAETANO: Ecco qua... (Poi mostrando Felice:) Quello mi fa imbrogliare e mi fa carcerare!). Si dissero delle parolacce , tanto lui a lei, che lei a lui
RAFFAELE: Va bene, ho capito, andatevi a sedere!... Va!
GAETANO: Grazie, Sig. Ministro.
FELICE: (Che ministro? Presidente).
GAETANO: Grazie, Sig. Presidente.
FELICE: (Cavalier Presidente).
GAETANO: Cavalier Presidente.
RAFFAELE (gridando):Sedetevi! (Gaetano siede spaventato.) Dorotea Papocchia.
DOROTEA: Presente. (Salza.)
RAFFAELE: Avanti.
DOROTEA: Eccomi qua. (Savvicina.)
RAFFAELE: Giurate di dire la verit, tutta la verit, nientaltro che la verit.
DOROTEA: Lo giuro.
RAFFAELE: Che sapete voi di questo Sig. Sciosciammocca e sua moglie?
DOROTEA: Sig. Presidente, io non li conosco.
RAFFAELE: Come? E non sapete niente.
DOROTEA: Niente, proprio niente.
RAFFAELE: E allora perch ci siete venuta?
DOROTEA: Perch voi mi avete chiamata. (Esce lusciere.) E poi sono venuta per dirvi che mio marito mi tradisce con la Carcioffola! (Gridando:) Ma io non me lo tengo, Sig. Presidente, io gli scippograffio tutta la facciae non solo!
RAFFAELE (suonando il campanello):Pss... silenzio.., basta.
USCIERE (pigliandola pel braccio per farla ritornare al posto):Pss... prego.. sign... silenzio...
DOROTEA: Ma Sig. Presidente, noi siamo tutti qui per essere giustiziati.
FELICE: (Lha pigliato per il boia!).
DOROTEA (Dorotea ritorna al suo posto e lusciere va via e poi torna.)
ANSELMO (alzandosi):Sig. Presidente, que... questi ci ba... ba... bastano, gli altri te... te... testimoni si po... po... possono inter...interrogare do... dopo... (Raffaele cerca parere ai Giudici, e al P.M. i quali con cenni approvano. Poi Anselmo ha la parola, e chiama lusciere:) Usci la toga!
GENNARINO: Neh, ma io devo andare al caff.
GAETANO: Stai zitto!... (Lusciere ritornando con toga sul braccio, bottiglia dacqua e un bicchiere nel piatto.)
USCIERE: Ecco servito, Sig. Avvocato. (Lazzo, bottiglia nel cappello dAnselmo. Poi laiutano a mettere la toga e via.)
GENNARINO-Lui si fa carabbbiniere
FELICE- Si generale dei carabinieri
ANSELMO (dopo aver bevuto): Signor Presepio Presidente, e signori Ciucci... signori Giudici, qui non si tra... ta...ta... tta... tra...tra.
FELICE: Buh! (Ha sparato nu tracco!)
ANSELMO: Qui non si tra...tta di fare la caucia... la causa per un omicidio primmerattato... premeditato, e di un fu... o di un fu...fu...fu...
GAETANO: Piano con questa parola.
ANSELMO: O di un fu...furto con asso... asso...
FELICE: Lascialo starenon lo picchiare?!
ANSELMO: Asso...assassinio, ma soreta se ratta... ma solo si tratta di una povera mula sventrata... di una povera moglie sventurata, che viene innanzi a voi signor Puzzulente... signor Presidente, per provare con li fritte con i fatti de tartufe... le torturecon i fatti le torture che le dava co... co... co...(beve)
GAETANO: Ha fatto luovo!
GENNARINO: (a Gaetano)Ma tu mi chiamavi signor puzzolente o signor presidente? Io sono barista!
ANSELMO: Co... co continuamente suo marito. Chella che ha rotta la pupatella.
FELICE: Chi ha rotto la bambola?
ANSELMO: Quello che ha detto la Paparella, ci prova tutta la sua coppola... la sua colpa, e la Parrocchia de S. Gaetano... e il Papocchia sig. Gaetano, uomo impotente... uomo imponente e incapace di mentire, poco fa ci ha detto che 40 ove pe la frittata co cas... che quando and per fittarsi la casa, vide che il sig. Sciosciammocca, se cuccava la state co la provola mmocca...
FELICE: Io me cuccava all estate con la provola in bocca?
ANSELMO: Si contrastava con la propria moglie, e si facevano delle pommarole in brodo... e si dicevano delle parole improprie! AttenzioneDali tett li chiancarelle(dal tetto le tegolecadono tegole dal soffitto)! (Tutti si alzano spaventati, gridando e guardando il soffitto. Felice si copre la testa con una sedia, il Presidente impaurito si curva lasciando vedere dal tavolo la sola testa, e il braccio destro che suona il campanello. Anche Anselmo, vedendo gli altri si spaventa.)
FELICE: Ch stato?... Avete visto cadere qualche cosa? (Mostrando la soffitta.)
ANSELMO: No, io voleva dire... la suddetta Paparella. (Tutti rassicurati si mettono a posto.)
GAETANO: Ah! Sangue di Bacco! Ora gli tiro una sedia La suddetta Paparella, da li tett li chiancarelle! (Siede.)
ANSELMO (seguitando):Dunque(legge)Attenzione la suddetta Paparella, come serva della casa e donna salata... e donna salariata poteva dire che i suoipalloni.., che i suoi padroni non si contrastavano mai, ma nonna nonna...
FELICE: Bella bimba della nonna..
ANSELMO: Ma no... ma no... Essa venne a direce.. Essa venne a dirci che il Sig. Felice e sua moglie se coccavene ogne minuto secondo.
FELICE: E quando ci alzavamo?
ANSELMO: Si contrastavano ogni minuto secondo. (Pausa breve.) Signor Presepio... signor Presidente, si prore a buje e a Giustina...
RAFFAELE: Piano piano avvoc!
ANSELMO: Se preme a voi la Giustizia, potreste credere che questi contrasti venivano secula... per secula...
GAETANO: Seculorum amen!
ANSELMO: Se... sempre prima da parte della maglia.., della moglie? E chi-chi-ri-chi.
FELICE:S fatto giorno!
ANSELMO: E chi... chi non sa che la donna assai pi debole del marito? E poi, guardate sta figliola, e ciuncate voi sig. Presidente.
RAFFAELE: (Tu e lanima de mammeta).
ANSELMO: E giudicate voi, signor Presidente, se in quel vizio.., viso vi pu essere mannaggia...
GAETANO: Lanima de patete.
ANSELMO Mannaggia...
FELICE: Chi tha allattato!
ANSELMO: Ma... mal... vagit. (Crescendo:) Ella non col pepe.
FELICE: No, col sale!
ANSELMO: Non colpevole, il marito che vuole pane cevuze e case-cavalle..(pane, gelsi e caciocavallo).Che vuole paglia per cento cavalli!
GAETANO: Allanima della lingua!
ANSELMO (gridando):Ma chi di voi non tiene corna?
GAETANO: Io!!!
FELICE: M andiamo carcerati tutti quanti.
ANSELMO: Non tiene cuore, non pu fare altro che darle rangiata.
GAETANO: O limonata.
ANSELMO: Darle ragione!... Qui... qui... qui...: Quindi, io con chiodo concludo Sig. ResidentePresidente, voi che rappresentate la gestunia La... giustizia, vedetelasso..assolveteli ocondon o condannateli con una perapena(Siede.)
ANTONIO: Sig. Presidente, vi prego dascoltare gli altri testimoni...
RAFFAELE (legge la lista):Michele Pascone. Avanti. (Michele savvicina.) Giurate di dire la verit, tutta la verit, nientaltro che la verit.
MICHELE: Lo giuro.
RAFFAELE: Tu sei il servo di D. Felice Sciosciammocca?
MICHELE: Eccellenza si...
RAFFAELE: Che sai tu dei tuoi padroni?
MICHELE: So che sappiccicavano sempre.
RAFFAELE: E lo scaldaletto chi lha posto nel letto, il marito, o la moglie?
MICHELE: La moglie!
AMALIA: Non vero, Sig. Presidente!
FELICE: Pss. Lasciate parlare il testimone...
ANTONIO: Lasciatelo finire.
DOROTEA (a Gaetano):Galantuomo, noi poi facciamo i conti nostri.
GAETANO: Perdonami.
(Tutti parlano e fanno confusione. Raffaele agitando sempre il campanello impone silenzio.)
SCENA ULTIMA
Usciere e detti.
USCIERE (gridando):Eccellenza, eccellenza.
RAFFAELE: Giacom che c? (Con interesse.)
USCIERE: figliata vostra moglie!
RAFFAELE: Ha fatto il maschio? (Alzandosi.)
USCIERE: Nonsignore!
RAFFAELE: La femmina?
USCIERE: No
RAFFAELE-E ermafrodita?
USCIERE- No un parto trigeminoTre femmine!
RAFFAELE: 7 e 3 dieci! Signori miei permettete, lasciatemi correre a casa, resta sospesa per unora ludienza .
AMALIA: Sig. Presidente, questo Gaetano un testimone falso un bugiardo.
RAFFAELE: Va bene, alla prossima udienza, se un bugiardo andr subito carcerato. (si prepara per andar via mentre ascolta Michele. I Giudici, P.M. e Cancelliere poi lo seguono.)
MICHELE: Carcerato! Nossignore Eccellenza, ora vi dico la verit! Lo scarfalietto lo misi io dentro al letto, i giocolieri li facevo venire io ogni mattina, tutti questi imbrogli li ho fatti io!(Raffaele ascolta mentre esce)
FELICE: Che! (Dando un colpo sul piede di Gaetano, che si trovava vicino a lui.)
GAETANO: Ah! Sul callo! (Zoppicando va da Dorotea a domandare perdono.)
FELICE: E levatevi da dietro!
AMALIA: E perch hai fatto questo?
MICHELE: Perch D. Felice, prima di sposarsi mi trattava bene dopo sposato non mi trattava pi come una volta, e io cercavo tutti i mezzi per farlo separare da voi.
AMALIA: Ah! Adesso ho capito.
FELICE: Birbante, per causa tua mi facevi lasciare questo pezzo di burro. Moglie mia cara, cara, perdonami.
MICHELE: Signore mio perdonatemi, non lo faccio pi!
FELICE: Esci! Non ti voglio pi vedere.
AMALIA: Va bene, Fel, perdonalo quello scemo.
FELICE: Lo vuoi tu? Ebbene, per questa donna io ti perdono. (A Dorotea ed a Gaetano:) Avete fatto pace pure voi?
GAETANO: Non ci rompetelasciateci fare lo speziale!(si abbracciano)
FELICE: Bravi. Mi dispiace che il Presidente se n andato, ma alla prossima udienza sono sicuro davere una sentenza dassoluzione e di perdono. Ora ce ne andiamo tutti quantice ne andiamo a mangiare tutti quanti da Pasqualino a mare, autore di questa commedia scarpettiana e cuoco sopraffino Sperando per, come sempre, di aver contentato questo rispettabile pubblico!
(Cala la tela.)
Fine dellatto terzo
FINE DELLA COMMEDIA
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