IL MONDO DELLA LUNA
Carlo Goldoni
Dramma giocoso per musica di Polisseno Fegejo Pastor Arcade, da rappresentarsi nel Teatro Giustinian di S. Mois il Carnovale dell'Anno .
PERSONAGGI ECCLITICO finto astrologo.
Il Signor Alessandro Renda. BONAFEDE
Il Signor Francesco Baglioni. FLAMINIA figlia di Bonafede.
La Signora Dionisia Lepri. LISETTA cameriera.
La Signora Costanza Rossignuoli. CLARICE altra figlia di Bonafede.
La Signora Serafina Penni. CECCO servitore di
Il Signor Francesco Carrattoli. ERNESTO
La Signora Berenice Fermi Quattro Scolari di Ecclitico
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Quattro Paggi lunari |
} cantano nei cori.
MUTAZIONI DI SCENE
ATTO PRIMO
Terrazzo sopra la casa di Ecclitico con torre nel mezzo, o sia specula, ed un gran canocchiale su due cavalletti. Notte con luna e cielo stellato; e quattro fanali che illuminano il terrazzo. Camera in casa di Bonafede con loggia aperta, tavolino con Lumi, e sedie.
ATTO SECONDO
Giardino delizioso in casa di Ecclitico raffigurato nel Mondo della Luna, ove si rappresentano alcune stravaganze ordinate dall'Astro, logo per deludere Bonafede. In fondo al giardino evvi un ponte levatore, che unisce il giardino al cortile, da cui a suo tempo viene un carro trionfale, indi una macchinetta, e lateralmente il trono.
ATTO TERZO
Camera in casa di Ecclitico con tre sedie.
Sala in casa di Ecclitico con piccolo tempio in prospetto illuminato.
colla statua di Diana e trono da un lato.
Le Scene sono d'invenzione e direzione del Sig. Gerolamo Mauro.
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Notte con luna e cielo stellato. Terrazzo sopra la casa di Ecclitico con torre nel mezzo, o sia specula, ed un gran canocchiale su due cavalletti. Quattro fanali che illuminano il terrazzo.
Ecclitico e quattro Scolari.
TUTTIO Luna lucente,
Di Febo sorella, Che candida e bella Risplendi lass, Deh, fa che i nostri occhi S'accostino ai tuoi, E scopriti a noi Che cosa sei tu.
ECCL.Basta, basta, discepoli,
Alla triforme dea le voci giunsero;
Esauditi sarete in breve termine.
Su via, tosto sugli omeri
Prendete l'arcimassimo
Mio canocchial novissimo.
Drizzatel su la specula,
Perpendicolarmente in ver l'ecclitica.
Vu veder se avvicinasi
De' due pianeti il sinodo,
Idest, quando la Luna al Sol congiungesi,
Che dal mondo volgare ecclissi appellasi.
Andate, andate subito,
Pria che Cinzia ritorni al suo decubito.
SCOL.Prendiamo, fratelli,
Il gran telescopio, O sia microscopio, O sia canocchial. Vedrem della Luna Se il tondo sereno Sia un mondo ripieno Di gente mortal. (Prendono il canocchiale, e lo portano dentro alla specula, vedendosi spuntar fuori dalla sommit della medesima.)
ECCL.Oh le gran belle cose
Che a intendere si danno
A quei che poco sanno per natura!
Oh che gran bel mestier ch' l'impostura!
Chi finge di saper accrescer l'oro,
Chi cavar un tesoro,
Chi dispensa segreti,
Chi parla dei pianeti,
Chi vende mercanzia
Di falsa ipocrisia;
Chi finge nome, titolo e figura:
Oh che gran bel mestier l'impostura!
Io fo la parte mia
Con finta astrologia,
Ingannando egualmente i sciocchi e i dotti,
Ch un bravo cacciator trova i merlotti.
Eccone uno: ecco quel buon cervello
Del signor Bonafede.
Da lui che tutto crede,
Con una macchinetta,
Inventata dal mio sottile ingegno,
Far un colpo galante ora m'impegno.
SCENA SECONDA Bonafede e detti.
BON.Si puol entrar?
ECCL.S, venga, mi fa grazia.
BON.Servo, signor Ecclitico:
In che cosa si sta lei divertendo?
ECCL.Nella speculazion di varie stelle.
Stav'or considerando L'analogia che unisce Alle fisse l'erranti, Al capo di Medusa il Can celeste, Al cuore del Leon la Spiga d'oro, Ed all'Orsa maggior l'occhio del Toro.
BON.Oh bellissime cose!
Anch'io d'astrologia son dilettante; Ma quel che mi d pena il non saper trovar dottrina alcuna Che mai sappia spiegar cos' la Luna.
ECCL.La Luna un corpo diafano
Che dai raggi del sol illuminato; Ma in quel bel corpo luminoso e tondo, Che credete vi sia? V' un altro mondo.
BON.Oh che cosa mi dite?
Col v' un altro mondo?
Ma cosa son quei segni
Che si vedon nel corpo della Luna?
So che un giorno mia nonna,
La qual non era sciocca,
Mi disse ch'ella
avea gli occhi e la bocca.
ECCL.Scioccherie, scioccherie.
Le macchie oscure
Son del Mondo Lunar colline e monti.
Non gi monti sassosi
Come da noi veggiam, ma son formati
D'una tenue materia,
La qual s'arrende e cede
Alla pression del piede;
Indi s'alza bel bello e non si spacca,
Onde l'uomo cammina
e non si stracca.
BON.Oh che bel mondo! Ma ditemi, amico,
Come siete arrivato
A scoprir cosa tale?
ECCL.Ho fatto un canocchiale
Che arriva a penetrar cotanto in dentro
Che veder fa la superficie e il centro.
Individua non solo
I regni e le provincie,
Ma le case, le piazze e le persone.
Col mio canocchialone
Posso veder lass, per mio diletto,
Spogliar le donne
quando vanno a letto.
BON.Oh bellissima cosa!
Ma dite, non potrei,
Caro Ecclitico mio,
Col
vostro canocchial veder anch'io?
ECCL.Perch no? Bench io sia
Solo inventor della mirabil arte,
Voglio che ancora
voi ne siate a parte.
BON.Obbligato vi sono, e vi sar.
Vederete
per voi cosa far.
ECCL.Nella specula entrate;
Nel canocchial mirate.
Cose belle vedrete,
Cose
rare, per cui voi stupirete.
BON.Vado, e provar io voglio,
Se con quel canocchial s lungo e tondo
Alla Luna poss'io veder il fondo.
Ma chi son quei signori,
Che dove io deggio
entrar, vengono fuori?
ECCL.Sono scolari miei,
Amanti della Luna come lei.
SCENA TERZA Gli Scolari escono dalla specula, e s'inchinano a Bonafede
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BON. |
Servitor obbligato. |
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SCOL. |
Felice e fortunato |
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Chi amico della Luna; |
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Per voi s gran fortuna |
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Il ciel riserber. |
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BON. |
Il cielo mi conceda |
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S gran felicit. |
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SCOL. |
La vostra bella mente, |
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Che pi d'ogn'altra sa, |
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La Luna facilmente |
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Conoscere potr. (partono) |
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BON. |
Il cielo mi conceda |
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S gran felicit. (entra nella specula) |
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ECCL. |
(Far che tutto creda |
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La sua semplicit). |
Ol, Claudio, Pasquino, (vengono due Servi)
La macchina movete,
Fate ch'ella s'appressi al canocchiale;
Onde mirando in quella
Il signor Bonafede
Movere le figure ad una ad una,
Creda mirar nel Mondo della Luna. (partono i Servi)
Quanti sciocchi mortali
Con falsi canocchiali
Credono di veder la verit,
E non sanno scoprir la falsit.
Quanti van scrutinando
Quello che gli altri fanno,
E se stessi conoscere non sanno.
(Si vede accostarsi alla cima del canocchiale una macchina illuminata,
dentro la quale si muovono alcune figure)
Il signor Bonafede
Ora di veder crede
Le lunatiche donne sol lass,
E lunatiche sono ancor quaggi.
(Bonafede
esce dalla specula ridendo)
BON.Ho veduto, ho veduto.
ECCL.E cosa mai?
BON.Ho veduto una cosa bella assai.
Ho veduto una ragazza
Far carezze ad un vecchietto.
Oh che gusto, oh che diletto Che quel vecchio prover!
Oh che mondo benedetto,
Oh che gran felicit! (torna nella specula)
ECCL.Se una ragazza fa carezze a un vecchio,
Non la sprona l'amor, ma l'interesse: Lo vezzeggia, lo adora. Ma che crepi il meschin non vede l'ora. (Bonafede esce dalla specula)
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BON. |
Ho veduto, ho veduto. |
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ECCL. |
E che, signore? |
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BON. |
Una cosa per cui rido di cuore. |
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Ho veduto un buon marito |
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Bastonar la propria moglie |
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Per correggere il prorito |
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D'una certa infedelt. |
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Oh che mondo ben compito, |
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Oh che gusto che mi d! (torna nella specula) |
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ECCL. |
Volesse il ciel che quanto |
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Fintamente ha mirato |
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Fosse nel nostro mondo praticato. |
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Se gli uomini di garbo |
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Alle cattive mogli |
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Desser di bastonate un precipizio, |
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Avrebbero le donne pi giudizio. |
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(Bonafede torna a uscir dalla specula) |
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BON. |
Oh questa assai mi piace! |
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ECCL. |
Che vuol dire? |
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BON. |
Ho veduto il contrario |
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Di quello che fra noi si suol usare, |
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Da un uomo e da una donna praticato. |
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Ho veduto dall'amante |
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Per il naso esser menata |
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Certa donna innamorata |
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Che chiedeva invan piet! |
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Oh che usanza prelibata! |
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Oh si usasse ancora qua! |
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ECCL. |
E qui ancor si useria, |
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Se gli uomin non patisser la pazzia. |
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BON. |
Caro signor Ecclitico, |
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Ho veduto gran cose; |
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E per farvi veder che son contento, |
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Questa borsa tenete. |
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ECCL. |
Oh, meraviglio! |
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BON. |
Eh prendetela, via, che io cos vu. |
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ECCL. |
Se volete cos, la prender. |
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BON. |
Diman ritorner. |
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ECCL. |
Siete padrone. |
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BON. |
Certo quel canocchiale assai ben fatto. |
Tutto, tutto si vede. Ho un gusto matto.
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La ragazza col vecchione: |
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Uh carina, bel piacere! |
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Il marito col bastone: |
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Bravo, bravo, oh bel vedere! |
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Una donna per il naso: |
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Che bel colpo! Che bel caso! |
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Oh che mondo benedetto! |
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Oh che gran felicit! |
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Che piacere, che diletto, |
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Oh che gusto che mi d. (parte) |
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SCENA QUARTA |
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Ecclitico, poi Ernesto e Ce |
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ECCL. |
Io la caccia non fo alle sue monete; |
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Ma vorrei, se potessi, |
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La sua figlia Clarice, |
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Custodita con tanta gelosia, |
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Torla dalle sue mani e farla mia. |
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ERN. |
Amico, vi son schiavo. |
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ECCL. |
Servo, signor Ernesto. |
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CEC. |
Riverisco |
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Il signor segretario della Luna. |
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ECCL. |
Sei pazzo, e tal morrai. |
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ERN. |
Veduto uscire |
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Ho dalla vostra casa |
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Il signor Bonafede. vostro amico? |
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ECCL. |
Amico ed amicone |
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Della mia strepitosa professione. |
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ERN. |
Egli ha una bella figlia. |
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ECCL. |
Anzi n'ha due. |
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CEC. |
Anzi rassembra a me |
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Che colla cameriera n'abbia tre. |
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ERN. |
Son di Flaminia amante. |
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ECCL. |
Ed io Clarice adoro. |
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CEC. |
Per Lisetta ancor io spasimo e moro. |
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ERN. |
L'ho chiesta a Bonafede, |
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Ed ei me l'ha negata. |
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ECCL. |
Spera di maritar le proprie figlie |
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Con principi d'altezza. |
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CEC. |
E cos spera |
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A un conte maritar la cameriera. |
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ECCL. |
Corrisponde Flaminia all'amor vostro? |
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ERN. |
Mi ama con tutto il cor. |
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CEC. |
La mia Lisetta |
Per
le bellezze mie par impazzita.
ECCL.E Clarice di me pur invaghita.
Ditemi, vogliam noi
Rapirle a questo pazzo?
ERN.Il ciel volesse!
ECCL.Secondatemi dunque, e non temete.
CEC.Un ottimo mezzan so che voi siete.
ECCL.Di denar come state?
ERN.Quando occorra,
Io voter l'erario.
CEC.Io sacrificher tutto il
salario.
ECCL.Andiamo; ho un macchinista
Che prodigi sa far. Con il mio ingegno
Oggi di far m'impegno
Che il signor Bonafede, o sia baggiano,
Le tre donne ci dia
colla sua mano.
CEC.Oh bravo!
ERN.E come mai?
ECCL.Tutto saprete.
Preparate monete;
Preparate di far quel che dir,
E la parola mia vi manterr.
Un poco di denaro E un poco di giudizio Vi vuol per quel servizio: Voi m'intendete gi.
Contento voi sarete, Ma prima riflettete Che il stolido e l'avaro Mai nulla ottenir. (parte)
SCENA QUINTA
Ernesto e Cecco
CEC.Costui dovrebbe al certo
Esser ricco sfondato.
ERN.E a che motivo?
CEC.Perch a far il mezzano
Egli non ha difficoltade alcuna;
Ed questo un
mestier che fa fortuna.
ERN.Tu dici male; Ecclitico sagace,
E se in ci noi compiace,
Il fa perch
Clarice ei spera ed ama.
CEC.Ho inteso, ho inteso. Ei brama
Render contenti i desideri suoi,
E vuol far il piacer pagar a noi.
ERN.Ors, taci e rammenta
Chi son io, chi sei tu.
CEC.Per cent'anni, padron, non parlo pi.
ERN.Vado in questo momento
Denaro a provveder. Tu va, m'attendi D'Ecclitico all'albergo, ove domani, Merc il di lui talento, Spero che l'amor mio sar contento.
Begli occhi vezzosi Dell'idolo amato, Brillate amorosi, Sperate che il fato Cangiar si dovr.
Bei labbri ridenti Del viso che adoro, Sarete contenti Che il nostro ristoro Lontan non sar. (parte)
SCENA SESTA
Cecco solo.
Qualche volta il padron mi fa da ridere.
Ei segue il mondo stolido:
Cambia alle cose il termine,
E il nome cambia bene spesso agli uomini.
Per esempio, a un ipocrita
Si dice uom divotissimo,
All'avaro si dice un bravo economo,
E generoso vien chiamato il prodigo.
Cos appella talun bella la femmina,
Perch sul volto suo la biacca semina.
Mi fanno ridere
Quelli che credono
Che quel che vedono
Sia verit. Non sanno i semplici
Che tutti fingono:
Che il vero tingono
Di falsit. (parte)
SCENA SETTIMA
Camera in casa di Bonafede con loggia aperta, tavolino con lumi, e sedie.
Flaminia e Clarice
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CLAR. |
Eh venite, germana: |
|
Andiam su quella loggia |
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|
A goder della notte il bel sereno. |
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FLAM. |
Se il genitor austero |
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Ci ritrova col, misere noi! |
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CLAR. |
Che badi a' fatti suoi. |
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Ci vuol tener rinchiuse |
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E dall'aria difese, |
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Come fossimo noi tele di ragno |
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FLAM. |
Finch noi siam soggette |
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Al nostro genitor, convien soffrire |
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CLAR. |
Ma io, per vero dire, |
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Stanca di questa soggezion noiosa, |
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Non veggo l'ora d'essere la sposa. |
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FLAM. |
E quando sarem spose, |
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Avrem di soggezion finiti i guai? |
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|
Anzi sarem soggette pi che mai. |
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CLAR. |
Eh sorella, i mariti |
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Non son pi tanto austeri: |
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Aman la libertade al par di noi, |
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Ed abbada ciascuno ai fatti suoi. |
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FLAM. |
Felici noi, se ci toccasse in sorte |
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Un marito alla moda. Ah sventurate, |
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Se un geloso ci tocca! |
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CLAR. |
In pochi giorni, |
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O ch'io lo guarirei, |
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O che al mondo di l lo manderei! |
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FLAM. |
Vorreste forse avvelenarlo? |
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CLAR. |
Oib! |
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Ma il segreto io so, |
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|
Con cui questi gelosi |
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Dalle donne si fan morir rabbiosi. |
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FLAM. |
Se l'accordasse il padre, |
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Spererei con Ernesto esser felice. |
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CLAR. |
Lo spererei anch'io |
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Con Ecclitico mio. |
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FLAM. |
Quell'Ecclitico vostro |
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un uom ch'altro non pensa |
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Che a contemplar or l'una or l'altra stella. |
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CLAR. |
Questo quello, sorella, |
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Che in lui mi piace pi. |
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Finch ei pensa alla Luna, ovvero al Sole, |
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La sua moglie far quello che vuole. |
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FLAM. |
Ma il genitore io temo |
|
Non vorr soddisfarci. |
|
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CLAR. |
Evvi in tal caso |
Un ottimo espediente:
Maritarci da noi senza dir niente.
FLAM.Ci so che non conviene a onesta
figlia,
Ma se amor mi consiglia, E il padre a me si oppone, Io temo che all'amor ceda ragione.
Ragion nell'alma siede Regina dei pensieri, Ma si disarma e cede Se la combatte amor.
E amor, se occupa il trono, Di re si fa tiranno, E sia tributo o dono, Vuol tutto il nostro cor. (parte)
SCENA OTTAVA Clarice, poi Bonafede
BON.Brava, signora figlia!
V'ho detto tante volte Che non uscite dalla vostra stanza
CLAR.Ed io tant'altre volte
Mi sono dichiarata Che non posso soffrir di star serrata.
BON.E ben, bene, fraschetta,
So io quel che far.
CLAR.S, castigatemi;
Cacciatemi di casa e maritatemi.
BON.Se io ti maritassi,
Non castigherei te, ma tuo marito: N castigo maggior dar gli potrei, Quanto una donna pazza qual tu sei.
CLAR.Io pazza? V'ingannate.
Pazza sarei qualora Mi lasciassi un po' troppo intimorire, E avessi per rispetto a intisichire.
Son fanciulla da marito, E lo voglio, gi il sapete; E se voi non mel darete, Da me stessa il prender.
Ritrovatemi un partito Che sia proprio al genio mio; O lasciate, far io: Se lo cerco, il trover. (parte)
SCENA NONA Bonafede, poi Lisetta
BON.Se mandarla potessi
Nel Mondo della Luna, avrei speranza
Castigata
veder la sua baldanza.
LIS.Serva, signor padrone.
BON.Addio, Lisetta.
LIS.Vuol cenare?
BON.E anco presto, aspetta un poco.
LIS.Ho posta gi la panatella al foco.
BON.Brava, brava. Lisetta, oh se sapessi
Le belle cose che ho
vedute!
LIS.E cosa
Ha
veduto di bello?
BON.Ho avuto la fortuna
Di
mirar dentro al tondo della Luna.
LIS.(Ecco la sua pazzia).
BON.Senti, pu darsi...
Sai che ti voglio ben. Pu darsi ancora,
Se tu mi sei fedel, se non ricusi
Di darmi un po' d'aiuto,
Ch'io ti faccia
veder quel che ho veduto.
LIS.Sapete pur ch'io sono
Vostra serva fedele, e se mi lice,
Vostra tenera amante.
(Invaghita
per sol del contante).
BON.Quand' cos, mia cara,
Della ventura mia ti voglio a parte.
Vedrai d'un uomo l'arte
Quanto pu, quanto vale;
Le prodezze vedrai d'un canocchiale.
LIS.Vorrei che un canocchial si
desse al mondo
Con cui vedeste il fondo
Del mio povero cor, che sol per voi
Arde d'amore e fede.
(Egli
pazzo davver se me lo crede).
BON.Per
rimirar l dentro
In quel tuo cor sincero,
Serve di canocchial il mio pensiero.
Vedo che mi vuoi bene,
Vedo che tu sei mia.
LIS.(Ma non vede che questa una
pazzia).
BON.Doman ti vu menar dal bravo Astrologo;
Vedrai quel che si pratica lass
Dalle donne da ben come sei tu.
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LIS. |
Una donna come me |
|
Non vi fu, n vi sar; |
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Io son tutta amore e f, |
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Io son tutta carit. |
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Domandate a chi lo sa. |
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S ch' vero, ognun dir. |
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Io malizia in sen non ho: |
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Sono stata ognor cos. |
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Poche volte dico no; |
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Quando posso, dico s. |
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Ma lo dico, gi si sa, |
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Salva sempre l'onest. (parte) |
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SCENA DECIMA |
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Bonafede, poi Ecclitico. Poi Clarice e L |
|
|
BON. |
poi la mia Lisetta |
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Una buona ragazza. |
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Non di quelle serve impertinenti |
|
|
Che, quando hanno le grazie del padrone, |
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Vogliono in casa far le braghessone. |
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|
ECCL. |
Ehi, signor Bonafede, (di dentro) |
|
Si puol entrar? |
|
|
BON. |
Oh cappari, chi qui? |
|
Venite, signor s; |
|
|
Cos' sta novit? |
|
|
Qualche cosa di grande vi sar. |
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|
ECCL. |
Compatite s'io vengo |
|
In quest'ora importuna a disturbarvi: |
|
|
Un segno d'amicizia io vengo a darvi. |
|
|
BON. |
Oh, che buona ventura a me vi guida? |
|
ECCL. |
V' nissun che ci ascolti? |
|
BON. |
No, siam soli. |
|
Parlate pur con libert. |
|
|
ECCL. |
Voi siete |
|
L'unico galantuom ch'io stimo ed amo: |
|
|
Onde vi vengo a usar per puro affetto |
|
|
Un atto d'amicizia e di rispetto. |
|
|
BON. |
Obbligato vi son. Ma che intendete |
|
Voler dire con ci? |
|
|
ECCL. |
Vengo da voi |
|
Per sempre a licenziarmi. |
|
|
BON. |
Oh dei! per sempre? |
|
Ditemi, cosa fu? |
|
|
ECCL. |
Amico, addio. Non ci vedrem mai pi. |
|
BON. |
Voi mi fate morir. Ma perch mai? |
|
ECCL. |
Tutto confido a voi. Sappiate, amico, |
Che il grande imperatore
Del bel Mondo Lunar con lui mi vuole.
fra pochi momenti
Sar insensibilmente
Trasportato lass per mio destino,
E sar della Luna cittadino.
BON.Come? vero? Oh gran caso! Oh me infelice,
Se resto senza voi! Ma in qual maniera
La
voce di lass pot arrivare?
ECCL.L nel Mondo Lunare
Un astrologo v', come son io,
Che ha fatto un canocchial simile al mio.
Congiunti nella cima i canocchiali,
E levato il cristallo, o sia la lente,
Facilissimamente
Sento quel che si dice in l'altro mondo,
E
col metodo stesso anch'io rispondo.
BON.Oh prodigio! oh prodigio!
Ed in che modo
Sperate andar tant'alto?
Dalla
terra alla Luna vi un gran salto.
ECCL.Tutto vu confidarvi.
Dal canocchiale istesso
grande imperatore
Mi ha fatto schizzettar certo licore
Che, quando il bever,
Leggermente
alla Luna io voler.
BON.Amico, ah, se voleste,
Aiutar mi potreste.
ECCL.E come mai?
BON.Schizzettatemi un po' di quel licore
Che
v'ha mandato il vostro imperatore.
ECCL.(Eccolo nella rete).
BON.E poi anch'io
Verr lass con voi.
ECCL.Ma non vorrei
Che se ne avesse a mal
sua maest.
BON. un signor di buon cor, non
parler.
ECCL.Ors, mi siete amico;
Vi voglio soddisfar. Quest' il licore.
Giacch non v' nessuno,
Vu
che ce lo beviam met per uno.
BON.E poi come faremo?
ECCL.E poi ci sentiremo
Sottilizzar le membra in forma tale
Che
andremo ins come se avessim l'ale.
BON.Beverei, ma non so...
Sono
fra il s ed il no...
ECCL.Compiacervi credevo;
Se pentito gi siete, io solo bevo. (finge di bere)
|
BON. |
Non lo bevete tutto, |
|
Per carit. |
|
|
ECCL. |
Tenetemi, che ormai |
|
Mi sembra di volare. Oh me felice! |
|
|
Oh singolar fortuna! |
|
|
Or or sar nel Mondo della Luna. (straluna gli occhi) |
|
|
BON. |
Cos'avete negli occhi? |
|
Parete ispiritato. |
|
|
ECCL. |
Dallo spirto lunar son invasato. |
|
Addio. Vado. |
|
|
BON. |
Fermate. |
|
Voglio venir anch'io. |
|
|
ECCL. |
Ecco: tenete |
|
Il resto del licor dunque, e bevete. |
|
|
BON. |
Ma le figliuole mie? Ma la mia serva? |
|
ECCL. |
Quando sarete l, |
|
Grazia per esse ancor s'impetrer. |
|
|
Vado, vado. |
|
|
BON. |
Son qui, bevo; aspettate. (beve) |
|
ECCL. |
(Bevi, buon pro ti faccia. |
|
Io bevuto non ho. Fra pochi istanti |
|
|
Dal sonnifero oppresso e addormentato, |
|
|
Creder nella Luna esser portato). |
|
|
BON. |
Ecco bevuto ho anch'io. |
|
Mondo, mondaccio rio, |
|
|
Per sempre t'abbandono. |
|
|
Uomo sopralunar fatto gi sono. |
|
|
Oim! sento un gran foco. |
|
|
ECCL. |
Soffrite. A poco a poco |
|
Tramutar sentirete |
|
|
Tutte le vostre membra, e goderete. |
|
|
BON. |
Par che mi venga sonno. |
|
ECCL. |
Ecco l'effetto |
|
Che fa il licor perfetto. |
|
|
BON. |
Non posso star in piedi. |
|
ECCL. |
Accomodatevi. (lo fa sedere) |
|
State pronto a salire, e consolatevi |
|
|
BON. |
Mi sembra di volar. |
|
ECCL. |
Lo credo anch'io. |
|
BON. |
Caro Ecclitico mio, |
|
Ditemi dove sono. In terra, o in aria? |
|
|
ECCL. |
Vi andate a poco a poco sollevando. |
|
BON. |
Mi vo sottilizzando. |
|
Ma come uscir potrem... da questa stanza? |
|
|
ECCL. |
Abbiamo in vicinanza |
|
Un ampio fenestrone. |
|
|
BON. |
Vado, vado senz'altro. |
|
ECCL. |
(Oh che babbione!) |
|
BON. |
Vado, vado; volo, volo. |
|
ECCL. |
Bravo, bravo, mi consolo. |
|
|
BON. |
Dove siete? |
|
|
ECCL. |
Volo anch'io. |
|
|
BON. ECCL. |
} a due |
Addio mondo, mondo addio. (escono Clarice e Lisetta) |
|
CLAR. |
Caro padre, cosa c'? |
|
|
LIS. |
Padron mio, che cos'? |
|
|
BON. |
Vado, vado; volo, volo. |
|
|
CLAR. LIS. |
} a due |
Dove, dove? |
|
ECCL. |
Oh che fortuna! |
|
|
BON. |
Vo nel Mondo della Luna. |
|
|
CLAR. LIS. |
} a due |
Muore, muore, oim che muore! |
|
BON. |
Oh che gusto, oh che diletto! |
|
|
ECCL. |
Viva, viva, oh che fortuna! |
|
|
CLAR. LIS. |
} a due |
Muore, muore. |
|
BON. |
Cara Luna, Vengo, vengo, vengo a te. (s'addormenta) |
|
|
CLAR. LIS. |
Muore, muore, presto, presto. |
|
|
} a due |
Qualche spirto trover. |
|
|
Presto presto torner. (partono) |
||
|
ECCL. |
Il buon sonnifero Gli offusca il cerebro. Portar dagli uomini Via lo far. Fabrizio, Prospero, (vengono due Servi) Su via, prendetelo, E l portatelo Nel mio giardin. (portano via Bonafede) Le donne tornano E si disperano, Perch gi credono Morto il meschin. (tornano Clarice e Lisetta) |
|
|
CLAR. |
Povero padre, ahi che mor! |
|
|
LIS. |
Ahi, che di vivere tosto fin! |
|
|
ECCL. |
No, non piangete, non cos. |
|
|
CLAR. |
} a due |
Ahi, che di vivere tosto fin! |
|
LIS. |
Ahi che tormento, ahi che mor! |
|
|
ECCL. |
Fe' testamento: eccolo qui. |
|
|
CLAR. LIS. |
} a due |
Ahi che tormento, ahi che mor! |
|
ECCL. |
Lascio a Clarice sei mille scudi Se di sposarsi risolver. |
|
|
CLAR. |
Era mortale, questo si sa. |
|
|
ECCL. |
Lascio a Lisetta cento ducati Quando il marito ritrover. |
LIS. ECCL. CLAR. LIS. ECCL. LIS. CLAR. a tre
} a due } a due
Era assai vecchio, questo si sa. Povero vecchio, pi nol vedrete!
Ahi che tormento che voi mi date!
Pronta la dote, se la volete. Mi fate ridere, mi consolate.
Viva chi vive. Chi morto, morto.
Dolce conforto
La dote sar.
Segue il Ballo, nel quale si rappresenta il Mondo della Luna in un globo trasparente, con l'Astrologo ed il credulo che fanno le loro osservazioni, derisi dalle Donne che attendono l'effetto dell'impostura. S'apre il
globo ed escono da quello due Uomini e Due Donne Lunari, che si figurano esser quelli veduti gi da Bonafede col canocchiale, e descritti nelle sue canzonette; dopo di che s'uniscono, ed intrecciano le loro
danze.
ATTO SECONDO SCENA PRIMA
Giardino delizioso in casa di Ecclitico, raffigurato nel Mondo della Luna, ove si rappresentano alcune stravaganze ordinate dall'Astrologo per deludere Bonafede.
Bonafede che dorme sopra un letto di fiori. Ecclitico travestito con abito capriccioso. Ernesto ne' suoi abiti.
ECCL.Ecco qui Bonafede
Nel Mondo della Luna. Egli ancor dorme;
E quando sia destato,
Esser non creder nel mio giardino,
Ma nel Mondo Lunare,
Fra
le delizie peregrine e rare.
ERN.Ma Flaminia e Clarice
Son del tutto avvisate?
ECCL.Il tutto sanno,
E a ogni nostro disegno aderiranno.
Lisetta nulla sa, ma non importa;
Con un'altra invenzione
Far ch'ella si creda
Nel Mondo della Luna trasportata.
Ella da Cecco amata,
E Cecco la desia;
E acciocch'egli aderisca alle mie voglie,
Gli
ho promesso che lei sar sua moglie.
ERN.Flaminia
sar mia.
ECCL.E mia sar Clarice.
Oggi ciascun di noi sar felice.
Le macchine son pronte;
Son pronti i giuochi, i suoni, i balli e i canti,
Cose
che pareran prodigi o incanti.
ERN.Ed io, per esser pronto
A sostener la mia caricatura,
Vado tosto a cambiar spoglie e figura. (parte)
SCENA SECONDA
Ecclitico e Bonafede che dorme.
ECCL.Bonafede ancor dorme:
Tempo di risvegliarlo. Con questo sal volatile,
|
Sciogliendo i spirti che fissati ha l'oppio, |
|
|
In s ritorner. (gli pone un vasetto sotto le narici) |
|
|
BON. |
Flaminia... |
|
ECCL. |
Ei chiama |
|
La figliola fra il sonno e la vigilia. |
|
|
BON. |
Ehi, Clarice... Lisetta... |
|
ECCL. |
Ora si va svegliando. |
|
BON. |
Eh! dove sono? (si alza bel bello) |
|
ECCL. |
Amico. |
|
BON. |
Ol, chi siete? |
|
ECCL. |
Che? non mi conoscete? |
|
Non ravvisate Ecclitico? |
|
|
BON. |
Voi quello? |
|
ECCL. |
S; quel son io. |
|
BON. |
Ma dove, |
|
Dove, amico, siam noi? |
|
|
ECCL. |
Dove la sorte tutti i beni aduna, |
|
Nel bellissimo Mondo della Luna. |
|
|
BON. |
Eh! mi burlate? |
|
ECCL. |
E non ve ne accorgete |
|
Dello splendor che fa pi bello il giorno? |
|
|
Dell'aria salutar che spira intorno? |
|
|
BON. |
vero. Oh che bel giorno! |
|
Oh che aria dolcissima e soave! |
|
|
ECCL. |
Mirate a' vostri piedi |
|
Dal bel terren fecondo |
|
|
Nascer le rose e i gigli. (si vedono spuntar i fiori) |
|
|
BON. |
Oh che bel mondo! |
|
ECCL. |
Udite il dolce canto |
|
Degli augelli canori. (s'odono a cantar i rusignoli) |
|
|
BON. |
Oh che contento! |
|
Son fuor di me, non so dove mi sia. |
|
|
ECCL. |
Udite l'armonia |
|
Ch'esce dagli arboscelli, |
|
|
Agitati dai dolci venticelli. |
|
|
(Odesi un concertino principiato dai violini ed obo in |
|
|
risposte de' corni da caccia e fagotti dentro la scena) |
|
|
BON. |
Bravi, bravissimi! |
|
Gli alberi in questo mondo |
|
|
Suonan meglio dei nostri sonatori. |
|
|
ECCL. |
Or vedrete ballar ninfe e pastori. |
|
(Escono Ballerini, quali intrecciano una bella danza) |
|
|
BON. |
Oh che ninfe gentili! Oh che fortuna! |
|
Oh benedetto il Mondo della Luna! |
|
|
Ma sa l'imperatore |
|
|
Ch'io qui son arrivato? |
|
|
ECCL. |
E di tutto informato. |
|
BON. |
Andiamlo a ritrovar. |
|
ECCL. |
Non permesso |
|
Con quell'abito andar innanzi a lui, |
orchestra, colle
BON.
S'egli non ve manda uno de' sui. Ma ecco i cavalieri Con i paggi e i staffieri. Il gran monarca Vi manda da vestir.
Oh che bel mondo!
SCENA TERZA
Quattro Cavalieri con Paggi e Staffieri, che portano abiti da travestire Bonafede, e detti. Intanto che i Cavalieri cantano il coro, i Paggi levano le sue vesti a Bonafede, e lo vestono con gli abiti
capricciosi da loro portati.
|
CAVALIERI |
Uomo felice, |
|
Cui goder lice |
|
|
Di questo mondo |
|
|
L'alta belt, |
|
|
L'imperatore, |
|
|
Per farvi onore, |
|
|
Prove vi manda |
|
|
Di sua bont. |
|
|
Il ciel lo guardi |
|
|
BON. |
Sempre d'affanni; } a due Viva mill'anni |
|
ECCL. |
|
|
Con sanit |
|
|
CAVALIERI |
Or che vestito |
|
Siete, e pulito, |
|
|
Andar potrete |
|
|
Da sua maest. |
|
|
TUTTI |
Il ciel lo guardi |
|
Sempre d'affanni; |
|
|
Viva mill'anni |
|
|
Con sanit. (partono i Cavalieri, Paggi e Staffieri) |
|
|
BON. |
Come avr a contenermi? |
|
Quante gran riverenze avr da fare? |
|
|
ECCL. |
Il nostro buon monarca |
|
Non vuol adulatori. Egli un signore |
|
|
Ch' tagliato alla buona, e di buon core. |
|
|
BON. |
Andiam, non vedo l'ora di vederlo. |
|
Ma quanto in anticamera |
|
|
Aspettar ci far? |
|
|
ECCL. |
Qui in anticamera |
Sospirar non si sente, o bestemmiare. Ognuno puol entrare, Ognuno puol andar dal suo sovrano, E pu baciargli il pi, nonch la mano. Ma restate, che or io
Ander ad avvisarlo;
Egli ha tanta bont,
Che per farvi piacer
qui venir.
BON.E la mia cameriera, e le mie
figlie,
Non
verranno con noi?
ECCL.S, s, verranno poi;
Anzi le nostre donne
Han jus particolare a questo impero,
Perch va con la Luna il lor pensiero.
Voi lo sapete
Come son fatte:
Ora vezzose,
Tutte amorose;
Ora ostinate,
Fiere arrabbiate.
Che? Non vero?
Sono lunatiche,
Oh signor s. Mutan figura,
Mutan pensiere;
Son per natura
Poco sincere.
Certo, credetemi,
Che l' cos. (parte)
SCENA QUARTA
Bonafede solo.
Parmi che dica il vero; anzi Lisetta
Ora meco amorosa, or sdegnosetta.
Ma s'ella qui verr,
Forse si canger. Ben mi ricordo
Del bellissimo caso
Della donna menata per il naso. (parte)
SCENA QUINTA
Si alza il ponte levatore, e vedesi in fondo della Scena un carro trionfale, tirato da sei Uomini
bizzarramente vestiti, con sopra il carro Cecco, vestito da Imperatore, e a' piedi del medesimo
Ernesto, vestito all'eroica, con una stella in fronte. Bonafede osserva con meraviglia.
A suono di sinfonia s'avanza il carro, e giunto alla met della scena, lo fermano; Ernesto scende ed aiuta a
scender Cecco con affettata sommissione.
|
BON. |
Umilmente m'inchino |
|
A vostra maest. |
|
|
CEC. |
Chi siete voi, |
|
Che indrizza i suoi saluti |
|
|
Alla maest nostra, e non a noi? |
|
|
BON. |
Perdoni; io fo all'usanza |
|
Del mondo sublunar dove son nato. |
|
|
CEC. |
S, S, son informato |
|
Che l nel vostro mondo |
|
|
Trionfa l'albagia, |
|
|
N di titoli mai v' carestia. |
|
|
BON. |
Dice ben... Ma che vedo! |
|
Quivi il signor Ernesto? |
|
|
ERN. |
V'ingannate. |
|
Io stella sono, ed Espero m'appello; |
|
|
E quando il cielo imbruna, |
|
|
Esco primiero a vagheggiar la Luna. |
|
|
Sortito avr l'influsso, |
|
|
Quel ch'Ernesto s'appella, |
|
|
Dalla costellazion della mia stella. |
|
|
BON. |
Io non so che mi dir; voi tutto Ernesto |
|
Certo rassomigliate. |
|
|
CEC. |
Non vi meravigliate, |
|
Ch nella nostra Corte abbiamo noi |
|
|
Un buffon che somiglia tutto a voi. |
|
|
BON. |
Grazie a vostra bont del paragone; |
|
Ma io, per dirla a lei, non son buffone. |
|
|
CEC. |
Eppur nel vostro mondo |
|
Chi sa far il buffon fortunato. |
|
|
BON. |
Cappari! egli informato. |
|
CEC. |
Or che vi pare? |
|
Vi piace il nostro mondo? |
|
|
BON. |
In fede mia, |
|
A chi un mondo s bel non piaceria? |
|
|
Ma per esser contento, |
|
|
Una grazia, signor, ancor vi chiedo. |
|
|
CEC. |
Chiedete pur, ch'io tutto vi concedo. |
|
BON. |
Ho due figlie e una serva, |
|
Vorrei... |
|
|
CEC. |
V'ho gi capito, |
|
Le vorreste con voi. |
|
|
Andr, per consolarle, |
|
|
Una stella cometa ad invitarle. |
|
|
BON. |
Ma le stelle comete |
|
Portan cattivo augurio. |
|
|
CEC. |
Oh, gente pazza |
|
Del mondo sublunar! poich le stelle |
|
|
Conoscer pretendete, |
|
|
E voi stessi laggi non conoscete. |
|
|
BON. |
Ha ragion, ha ragion, non so che dire. |
CEC.Io le far venire,
Ma per con un patto,
Che vu, senza recarvi pregiudizio,
La vostra cameriera al mio servizio.
BON.Ma, signor...
CEC.Gi lo so
Che siete innamorato In quei begli occhi suoi, Ma questa volta la vogliam per noi.
BON.Dunque lei l'ha veduta?
CEC.Signor s.
Una macchina abbiamo, Da cui spesso vediamo Quel che si fa laggi nel basso mondo; E il piacer pi giocondo Che aver possano i nostri occhi lunari, il mirar le pazzie dei vostri pari.
Un avaro suda e pena, E poi crepa e se ne va. Un superbo senza cena Vuol rispetto, e pan non ha. Un geloso tormentato, Un corrente criticato. Quasi tutti al vostro mondo Siete pazzi in verit.
Chi sospira per amore, Chi delira per furore, Chi sta bene e vuol star male, Chi ha gran fumo e poco sale; Al rovescio tutto va. Siete pazzi in verit. (Sale nel suo carro, e parte col seguito)
SCENA SESTA
Bonafede ed Ernesto
ERN.Voi avete due figlie?
BON.Signor s.
ERN.Fanciulle, o maritate?
BON.Son ragazze,
E non ho ancora lor dato marito,
Perch non ho
trovato un buon partito.
ERN.Avete fatto ben. Nel vostro mondo
Due cattivi mezzani
Soglion far qualche volta i matrimoni;
Uno il capriccio, e l'altro l'interesse.
Dal primo ne provien la saziet,
Dal
secondo la nera infedelt.
BON.Vussignoria favella
Come
appunto parlar deve una stella.
ERN.Qui non v' alcun che dica
Di morir per l'amata;
Non v' alcun che sia fido ad un'ingrata.
Non vedrete chi voglia
Nella tasca portar ampolle o astucci
Con balsami o ingredienti,
Utili
delle donne ai svenimenti.
BON.Ma se svien una donna,
Come la soccorrete?
ERN.Accostumiamo
Una corda portare, e quando fanno
Tali caricature,
Le
faccian rinvenir con battiture.
BON.Questo, per vero dire,
un perfetto elisire.
ERN. un elisir che giova;
E credetelo a me che il so per prova.
Qualche volta non fa male Il contrasto ed il rigore. Sempre pace, sempre amore, Fa languire anco il piacer.
Quando poi cessa lo sdegno, Sente il cor maggior diletto; Pi vigor prende l'affetto, E moltiplica il goder. (parte)
SCENA SETTIMA
BoNAFEDE solo, e varie persone di dentro che forman l'Eco.
BON.Io resto stupefatto:
Questo un mondo assai bello, assai ben fatto.
Cantan s ben gli augelli;
Suonano gli arboscelli;
Ognun balla, ognun gode;
Ognun vive giocondo.
Oh che mondo felice! oh che bel mondo!
Me lo voglio goder.
Vu andar girando
Per questa ch'esser credo
La principal citt.
Non so s'abbia d'andar di l, o di qua.
(L'Eco risponde da varie parti)
|
ECO |
Di qua, di qua, di qua. |
|
BON. |
Oh questa s ch' bella! |
|
Ognuno a s mi appella, |
|
|
E mi sento a chiamar di qua e di l. |
|
|
ECO |
Di l, di l, di l. |
|
BON. |
E siam sempre da capo. |
|
Vorrei venire e non vorrei venire: |
|
|
Sono fra il s ed il no. |
|
|
ECO |
No, no, no, no, no, no. |
|
BON. |
No di qua, no di l. |
|
Dunque rester qui, |
|
|
Sempre fermo cos. |
|
|
ECO |
S, s, s, s, s, s. |
|
BON. |
Ah, ah, v'ho conosciuto, |
|
Signor eco garbato. |
|
|
Oh che piacer giocondo! |
|
|
Oh che spasso, oh che spasso! oh che bel mondo! |
|
|
Che mondo amabile, |
|
|
Che impareggiabile |
|
|
Felicit! |
|
|
Gli alberi suonano, |
|
|
Gli augelli cantano, |
|
|
Le ninfe ballano, |
|
|
Gli echi rispondono, |
|
|
Tutto godibile, |
|
|
Tutto belt. |
|
|
Che mondo amabile, |
|
|
Che impareggiabile |
|
|
Felicit! (parte) |
SCENA OTTAVA Ecclitico e LISETTA condotta da due, con gli occhi bendati.
|
LIS. |
Dove mi conducete? |
|
Siete sbirri, sicari, o ladri siete? |
|
|
ECCL. |
Levategli la benda, |
|
Or che la fortunata |
|
|
A questo nostro mondo gi arrivata. (gli levano la benda) |
|
|
LIS. |
Oim, respiro un poco. |
|
ECCL. |
Bella ragazza, io gioco |
|
Che adesso dove siate |
|
|
Voi non v'immaginate. |
|
|
LIS. |
E che volete, |
|
Caro signor Ecclitico, ch'io sappia? |
|
|
Dormivo ancor nel letto, |
|
|
Allorch son venuti |
Quei marioli cornuti:
M'hanno bendati gli occhi,
M'hanno condotta via,
E
adesso non so dir dove mi sia.
ECCL.Lisetta, avete avuta la fortuna
D'esser passata al
Mondo della Luna.
LIS.Ah, ah, mi fate ridere;
Non sono una bambina
Da
credere a s fatte scioccherie.
ECCL.Delle parole mie
Voi la prova vedrete
Quando sposa sarete
Del nostro imperatore,
Che pel vostro bel
viso arde d'amore.
LIS.La favola va lunga.
Il padrone dov'?
ECCL.Morto si finse,
Ma nel Mondo Lunare egli passato,
E anch'io dopo di
lui sono arrivato.
LIS.Caro signor lunatico,
Non mi fate adirar. Per qual cagione,
Ditemi,
uscir di casa mi faceste?
ECCL.Di casa uscir credeste;
Ma dal balcon passata,
Foste qui da una nuvola portata.
LIS.Ors, tali pazzie soffrir non
voglio;
Vu saper dove
tende quest'imbroglio.
ECCL.Ecco il vostro padrone:
Domandatelo a lui, che lo sapr.
Io vado a ritrovar sua maest. (parte)
SCENA NONA Lisetta, poi Bonafede
LIS.Quello il padrone? lui.
Non capisco la sua caricatura.
Oh che moda
graziosa! oh che figura!
BON.Lisetta, oh ben venuta.
Tu ancor sei qui con noi?
Fortunata
davver chiamar ti puoi.
LIS.Ma dove siam?
BON.Nel Mondo della Luna.
LIS.Mi volete ingannar?
BON.No, te lo giuro:
Questo il Mondo
Lunar, te l'assicuro.
LIS.Adunque sar vero
Che una nuvola qui m'avr portata.
|
BON. |
Sei stata fortunata. |
|
Perch'io ti porto amore, |
|
|
Sei venuta a goder s grande onore. |
|
|
LIS. |
Ma qui che far dovr? |
|
BON. |
Quello che devi far, t'insegner. |
|
Tu devi voler bene al tuo padrone. |
|
|
LIS. |
E non altro? |
|
BON. |
Tu devi |
|
Fargli qualche carezza! |
|
|
LIS. |
Lo sapete, signor, non sono avvezza. |
|
BON. |
Credi forse che qui |
|
Si faccian le carezze |
|
|
Con la malizia che si fan da noi? |
|
|
Qui ognuno si vuol ben con innocenza, |
|
|
E sbandita quass la maldicenza. |
|
|
LIS. |
Oh, se fosse cos, saria pur bello |
|
Questo Mondo Lunar! |
|
|
BON. |
Credilo, tale. |
|
LIS. |
Questo mi piace assai. |
|
BON. |
Vien qua, Lisetta, |
|
Dammi la tua manina. |
|
|
LIS. |
Oh signor no! |
|
BON. |
Perch? |
|
LIS. |
Perch non so |
|
Se nel vostro operar vi sia tristizia. |
|
|
BON. |
Eh, qui tutto si fa senza malizia. |
|
LIS. |
Quand' cos, prendete. |
|
BON. |
Oh cara mano! (la stringe) |
|
LIS. |
Piano, signore, piano. |
|
Voi me l'avete stretta s furioso, |
|
|
Che mi parete alquanto malizioso. |
|
|
BON. |
Io sono innocentino, |
|
Credi, Lisetta mia, come un bambino. |
|
|
LIS. |
(Che caro bambinello! |
|
Egli tanto innocente quanto bello). |
|
|
BON. |
Che dite? ch'io son bello? |
|
LIS. |
Signor s. |
|
BON. |
Quando lo dite voi, sar cos. |
|
LIS. |
( pazzo pi che mai). |
|
BON. |
Via, Lisettina, |
|
Datemi un abbraccino... |
|
|
LIS. |
Oh questo no. |
|
BON. |
Senza malizia gi v'abbraccer. |
|
LIS. |
Quando fosse cos... |
|
BON. |
Cos sar. |
|
LIS. |
Non mi fido. |
|
BON. |
Piet. |
|
LIS. |
Se piet mi chiedete, |
|
Malizioso voi siete. |
|
|
BON. |
Ah, malizia non ho. |
|
LIS. |
Ma cos' quel sospiro? |
|
BON. |
Non lo so. |
|
Non aver di me sospetto, |
|
|
Malizioso io non ho il core. |
|
|
LIS. |
Vi conosco, bel furbetto, |
|
Malizioso il vostro amore. |
|
|
BON. |
Non ver. |
|
LIS. |
Non me ne fido. |
|
BON. |
Son pupillo. |
|
LIS. |
Io me ne rido. |
|
BON. |
Via, carina, - una manina. |
|
LIS. |
No, non voglio. |
|
BON. |
Oh crudelt! |
|
Come fo alla mia cagnina, |
|
|
Le carezze io ti far. |
|
|
LIS. |
Ed io qual da una gattina, |
|
Le carezze accetter. |
|
|
BON. |
Vieni, o cara barboncina. |
|
LIS. |
Vieni, o bella piccinina. |
|
BON. |
Vien da me, non abbaiar. |
|
LIS. |
Frusta via, mi vuoi graffiar. |
|
SCENA DECIMA |
Cecco nell'abito di finto Imperatore, con seguito; poi Bonafede e Lisetta
CEC.Ol, presto, fermate Bonafede e Lisetta.
Dite che il loro imperator li aspetta. (Partono due Servi)
Vu procurar, fin che la sorte amica,
Il
premio conseguir di mia fatica.
BON.Eccomi a' cenni vostri.
LIS.Oh! cosa vedo?
Cecco l'imperator?
CEC.Lisetta, addio.
LIS.Ti saluto: buon d, Cecchino mio.
BON.Sei pazza? Cosa dici
Al
nostro imperatore?
LIS.Pazzo sarete voi:
Ci conosciamo bene fra
di noi.
CEC.Bella, Cecco non son, ma vostro
sono.
Ol, s'innalzi il trono.
Lisetta, vezzosetta e graziosina,
Ti voglio far lunatica regina.
(Dalla
parte laterale esce un trono per due persone)
BON.(Io non vorrei che il nostro imperatore
Mi facesse l'onore
Di rapirmi Lisetta).
|
CEC. |
E ben, che dite? |
|
Ecco il trono per voi, se l'aggradite. |
|
|
LIS. |
Il trono? Oim, non so; |
|
Sono fra il s ed il no. |
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|
Cotante cose stravaganti io vedo, |
|
|
Che dubito di tutto, e nulla credo. |
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CEC. |
Eh via, venite in trono, |
|
Se vi piace il mio volto. |
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Sia Cecco, o non sia Cecco, |
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Che cosa importa a voi? |
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Dopo ci aggiusteremo fra di noi. |
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LIS. |
questa una ragion che non mi spiace. |
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Vengo. (s'incammina verso il trono) |
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BON. |
Dove, Lisetta? |
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LIS. |
A ricever le grazie |
|
Del nostro imperatore, |
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|
Giacch'egli mi vuol far s bell'onore. |
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BON. |
Come! non ti vergogni? |
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Non hai timore della sua tristizia? |
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LIS. |
Eh, qui tutto si fa senza malizia. |
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BON. |
Lisetta, bada bene. |
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LIS. |
innocentino |
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Il nostro imperator, come un bambino. |
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CEC. |
Aspettar pi non voglio. |
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Presto, venite al soglio. |
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LIS. |
Dunque lei... |
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CEC. |
S, mia cara, son vostro, se volete. |
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LIS. |
Lei mio... Ma se poi... ma s'io non sono... |
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Non so quel che mi dica. |
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|
CEC. |
Al trono, al trono. |
|
LIS. |
Se lo comanda, s, venir. |
Signor padrone, cosa sar?
Imperatrice dunque sar?
Oh fosse almeno la verit!
Sento nel core certo vapore
Che m'empie tutta di nobilt. Che bella cosa l'esser signora,
Farsi servire, farsi stimar!
Ma non la credo, ma temo ancora:
Ah, mi volete tutti burlar!
Voglio provarmi, cosa sar?
Ah, fosse almeno la verit! (Cecco d braccio a Lisetta, e frattanto che si fa il ritornello dell'aria, la conduce in trono)
BON.Eccelso imperator, la fortunata
Solo Lisetta stata. Le povere mie figlie Ancor non hanno avuta la fortuna
Di
venire nel Mondo della Luna.
CEC.Un araldo lunare ha gi recato
Che in viaggio sono, e che saran fra poco
Ancor
esse discese in questo loco.
BON.Perch dite discese, e non
ascese?
Per venire dal nostro a questo mondo,
Signor, si sale in su.
Or
perch dite voi: scendono in gi?
CEC.Voi poco ne sapete. Il nostro
mondo,
Come un pallon rotondo,
Dal cielo circondato;
E da qualunque lato
Che l'uom verso la Luna il cammin prenda,
Convien
dir che discende, e non ascenda.
BON.Son ignorante, ver, ma mi consolo,
Che
se tale son io, non sar solo.
CEC.Allegri, o Bonafede,
Che la coppia gentil scender si vede.
SCENA UNDICESIMA
A suono di sinfonia vengono in macchina Flaminia e Clarice. Bonafede le aiuta a scendere; Cecco e Lisetta restano in trono, e frattanto sopraggiungono Ernesto ed Ecclitico
|
BON. |
Figlie, mie care figlie, |
|
Siate le benvenute. Ah, che ne dite? |
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|
Bella fortuna aver un genitore |
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Dello spirito mio, |
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Ch'abbia fatto per voi quel ch'ho fatt'io! |
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Lunatiche ora siete; |
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Un mondo goderete |
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Pieno di cose belle; |
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Splenderete quaggi come due stelle. |
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FLAM. |
Molto vi devo, o padre. |
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Un uom saggio voi siete; |
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|
Di politica assai voi ne sapete. |
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CLAR. |
Si vede certamente |
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Che avete una gran mente. |
|
|
Siete un uom virtuoso senza pari; |
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|
Cedon gli uomini a voi famosi e chiari. |
|
|
BON. |
Inchinatevi tosto |
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Al nostro imperatore; |
|
|
Grazie rendete a lui di tanto onore. |
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|
FLAM. |
Ma colei Lisetta. |
|
BON. |
Che volete ch'io dica? |
|
Colei la felice |
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|
Del Mondo della Luna imperatrice. |
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|
CLAR. |
Oh fortunata invero! |
Mentre
quel della Luna un grande impero.
FLAM.Monarca, a voi m'inchino.
CEC.Manco male che voi
Vi
siete ricordata alfin di noi.
FLAM.Perdon io vi dimando,
E
alla vostra bont mi raccomando.
CEC.Ol, Espero, udite: (ad Ernesto)
Questa bella servite.
Conducetela tosto alla sue stanze,
E
insegnatele voi le nostre usanze.
ERN.Obbedito sarete.
BON.Ehi ehi, fermate.
Signor, le figlie mie
Con
gli uomini non van da solo a sola.
CEC.In questo nostro mondo
Le femmine ci van pubblicamente,
E
non lo fanno mai secretamente.
BON. ver, non parlo pi.
FLAM.Contenta io vado,
Giacch il mio genitor non se ne lagna,
Con Espero gentil che m'accompagna.
Se la mia stella Si fa mia guida, Scorta pi fida Sperar non so. Al suo pianeta Contrasta invano Quel labbro insano Che dice no. (parte, servita da Ernesto)
SCENA DODICESIMA Cecco e Lisetta in trono; Bonafede, Ecclitico e Clarice
CLAR.Mia sorella sta bene,
Ed io cosa far?
La
mia stella ancor io non trover?
CEC.Ecclitico,
che siete
Del mio trono lunar cerimoniere,
Con
Clarice gentil fate il bracciere.
ECCL.Prontamente obbedisco.
BON.Eh no, non voglio
Che
mia figlia da un uom sia accompagnata.
CEC.L'usanza
praticata
Ancor nel vostro mondo,
Ma si serve da noi sol per rispetto,
E non lo fanno qui con altr'oggetto.
BON.Taccio, non so che dir.
CLAR.Vado contenta
A contemplar d'appresso Le lunatiche sfere Col lunatico mio cerimoniere.
Quanta gente che sospira
Di veder cos' la Luna,
Ma non hanno la fortuna
Di poterla contemplar. Chi non vede,
Il falso crede;
Ciaschedun saper pretende.
Pi che studia, manco intende,
E si lascia corbellar. (parte, servita da Ecclitico)
SCENA TREDICESIMA Bonafede; Cecco e Lisetta in trono.
LIS.Ed io son stata qui
Con poca conclusione,
Come una imperatrice di cartone.
CEC.Mia bella, eccomi a voi. (si alza)
Vi voglio incoronare, E nello stesso tempo anco sposare.
LIS.Ringrazier la vostra cortesia.
BON.(E pur sento un tantin di gelosia).
CEC.Ol, vengano tosto
Le insegne imperiali,
E si facciano i gran cerimoniali.
SCENA QUATTORDICESIMA
Ecclitico con Cavalieri e Servi che portano scettro e corona per incoronare Lisetta; e detti.
ECCL.Ecco gi preparato
Per la pompa real l'alto apparato.
(La orchestra suona il ritornello del quartetto, e intanto Cecco fa la
incoronazione di Lisetta; poi scendono dal trono)
CEC.Mia principessa,
Mia monarchessa,
Tutto vi dono
Lo
scettro e il cor.
LIS.Grazie vi rendo
Del
vostro favor.
ECCL.Di cor mi consolo
Con
vostra maest.
LIS.Vi sono obbligata
Di tanta bont.
BON.Anch'io mi rallegro,
Signora maest.
LIS.Vi sono obbligata
Di tanta bont.
ECCL.Deh lasci che almeno... (gli
vogliono baciar la mano)
BON.Mi dia permissione...
|
LIS. |
Prendete, tenete, |
|
Son tutta bont. (d loro la mano) |
|
|
BON. Evviva mill'anni ECCL. } a tre La nostra maest. CEC. |
|
|
CEC. |
Cara, v'abbraccio. |
|
LIS. |
Senza malizia. (abbraccia Cecco) |
|
BON. |
Ed a me niente? |
|
LIS. |
Senza malizia. (abbraccia Bonafede) |
|
ECCL. |
Sono innocente. |
|
LIS. |
Senza malizia. (abbraccia Ecclitico) |
|
TUTTI |
Oh che bel mondo! |
|
Bella innocenza! |
|
|
Viver giocondo! |
|
|
Caro piacer! |
|
|
ECC. |
Sposa diletta. |
|
LIS. |
Caro mio sposo. |
|
ECCL. |
Oh benedetta! |
|
LIS. |
Siete grazioso. |
|
BON. |
Ed a me niente? |
|
LIS. |
S, buona gente: |
|
Tutta di tutti, |
|
|
Senza malizia, |
|
|
Sempre sar. |
|
|
TUTTI |
Senza malizia, |
|
Senza tristizia, |
|
|
Sempre amer. |
|
|
Bello l'amare |
|
|
Senza bramare |
|
|
Quello che avere |
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|
Gi non si pu. |
|
|
Senza malizia, |
|
|
Senza tristizia, |
|
|
Sempre amer. |
|
Segue il Ballo, nel quale ad imitazione dell'incoronazione seguita dell'Imperatrice della Luna, si fa l'incoronazione di Diana, sposata da Endimione, col seguito di Ninfe e di Pastori del Mondo Lunare, da' quali per allegrezza della loro Sovrana si formano varie graziose danze.
ATTO TERZO
SCENA PRIMA
Camera in casa di Ecclitico con tre sedie.
Lisetta con Paggi.
LIS.Ol paggi, staffieri,
Camerieri, braccieri, Datemi da sedere. Arricordatevi Ch'io son la monarchessa. Voglio esser obbedita e rispettata, E se farete ben, vi sar grata. Sopra tutto avvertite Di nulla riportarmi Di quel che fa il mio sposo, E nulla a lui mai riportar di me, Mentre ognuno di noi pensa per s. Avete a dormir poco, Avete a mangiar freddo; E nell'ore dell'ozio Vu che l'astrologia tutti studiate, Acci saper possiate Quello che far vi tocca, Senza che a comandarvi apra la bocca. Se qualchedun sospira Per le bellezze mie, ditelo in modo Di non farmi arrossir. Se la fortuna Aiutar vi vorr con delle mancie, Un occhio serrer, N la vostra fortuna impedir. Ma che vedo? Son qui le mie padrone? Che padrone? son io la maest: Mi metter in contegno e gravit.
SCENA SECONDA
Flaminia, Clarice e detta.
FLAM.(Divertiamoci un poco). (a Clarice)
CLAR.(tanto sciocca
|
Che il sognato piacer si gode in pace). |
|
|
FLAM. |
(Facilmente si crede a quel che piace). |
|
LIS. |
(Che dicono? che fanno? |
|
All'uso femminil, mormoreranno). |
|
|
FLAM. |
Signora, mi consolo |
|
Della vostra fortuna. |
|
|
LIS. |
Vi ringrazio. |
|
CLAR. |
Me ne consolo anch'io. |
|
Viva vostra maest. |
|
|
LIS. |
Ragazze, addio. |
|
FLAM. |
Si ricorda, signora, |
|
Quand'era nostra serva? |
|
|
LIS. |
State zitta: |
|
Del nostro primo mondo mi scordai, |
|
|
Come se non ci fossi stata mai. |
|
|
CLAR. |
Quest' l'uso comune; |
|
Chi sorte ha migliorato, |
|
|
Non si ricorda pi del primo stato. |
|
|
LIS. |
Come vi piace il Mondo della Luna? |
|
FLAM. |
bello, bello assai. |
|
LIS. |
Sediamo un poco. |
|
CLAR. |
Lei ci fa troppo onore. |
|
LIS. |
S, s, vi voglio far questo favore. |
|
FLAM. |
( ridicola invero). |
|
CLAR. |
(Io me la godo). |
|
Mi favorisca lei. |
|
|
provveduta ancor di cicisbei? |
|
|
LIS. |
Oh, che diamine dite? |
|
Oggi ho preso marito. |
|
|
CLAR. |
In questo mondo, |
|
Per quel che m'hanno detto, |
|
|
Insegna della Luna il galateo |
|
|
Essere posto in uso il cicisbeo. |
|
|
FLAM. |
Quest' comune usanza; |
|
E saria il non averlo una increanza. |
|
|
LIS. |
Ma il marito? |
|
CLAR. |
Il marito, |
|
Fra i lunatici umori il pi corrente, |
|
|
Tacer, soffrir, non dir niente. |
|
|
FLAM. |
Il lunar cicisbeo, |
|
Pria che siate levata, |
|
|
Verr a bever da voi la cioccolata. |
|
|
LIS. |
E il marito? |
|
CLAR. |
E il marito |
|
Col medesimo gioco |
|
|
Andr a beverla anch'egli in altro loco. |
|
|
LIS. |
Ma io che son novella, |
|
Trovarmi non saprei |
|
|
Di questi cicisbei. |
|
|
CLAR. |
Fate cos: |
Ditelo al vostro sposo.
Un marito amoroso
Alla moglie prudente
Trova egli stesso il cavalier servente.
Un parigin che serva
Per mera civilt,
Col suo servir conserva
Le leggi d'onest. Guardatevi da quelli
Che voglion comandar.
Gi so che m'intendete,
N voglio mormorar. Vi basti un solo laccio,
Che quel del vostro sposo;
Fuggite il duro impaccio
D'un cicisbeo geloso. Se docile il servente,
Si puole sopportar;
Ma quando impertinente,
Si manda a far squartar. (parte)
SCENA TERZA
Flaminia e Lisetta
FLAM.Possibile, o Lisetta,
Che ti lasci acciecar dall'ambizione?
E non vedi
che questa una illusione?
LIS.Ol, come parlate? (si alza)
FLAM.Si fan delle risate
A causa
della tua sciocca credenza.
LIS.Cos' questa insolenza?
Lo so che per invidia voi parlate.
Io sono
imperatrice, e voi crepate.
FLAM.Tu
sei pazza...
LIS.Tacete.
FLAM.Lo vedrai...
LIS.Non v'ascolto.
FLAM.Cecco l'imperator.
LIS.No, non vero.
FLAM.Il lunatico impero
Terminer in fischiate.
LIS.Io sono imperatrice, e voi
crepate.
FLAM.Ah pur troppo il nostro core,
Che mal regge i propri affetti, Ingannar da falsi oggetti
Sempre mai si lascier. Or la gioia, or il dolore Forsennato in s comprende, Ma n l'un n l'altra intende, E scoprire il ver non sa. (parte)
SCENA QUARTA
Lisetta sola.
Oh guardate, garbata signorina!
Con me che son regina e monarchessa
Voler venir a far la dottoressa?
Ma pur troppo cos. Quando si dona
A certa gente bassa
Un po' di confidenza,
Convien sempre temer qualche insolenza:
E poi, e poi l'invidia
il vizio che a costoro il cor martella;
Or di questa, or di quella
Si mormora da loro a pi non posso,
E si taglian agli altri i panni addosso.
Quando si trovano
Le basse femmine,
Dicono, parlano
Sempre cos:
Ehi, non sapete?
Nina l'ha fatta.
Che cosa dite?
Lilla fugg.
Le triste femmine
Sono cos. Ma di quel numero
Io non voglio essere.
Son fatta nobile,
E il basso spirito
Da me svan. (parte)
SCENA QUINTA
Sala in casa di Ecclitico con piccolo tempio in prospetto, illuminato, colla statua di Diana e trono da un lato.
Ecclitico, Bonafede, Cecco da imperatore, Ernesto, e seguito di Cavalieri e Servi.
CEC.O uomo sublunare,
In questo nostro mondo
Le figlie, quando sono da marito,
Si maritano tosto, e non si aspetta,
Come talor nel vostro mondo usate,
Che
le femmine sian quasi invecchiate.
BON.Eh signor, le mie figlie
Son pure ed innocenti.
CEC.E pur si dice
Che le femmine vostre
Nascon
laggi colla malizia in corpo.
ECCL. vero, dite bene:
Appena una ragazza sa parlare,
Principia a ricercare
Cosa vuol dir sta cosa, e poi quest'altra,
E con il praticar diventa scaltra.
Le fanciulle alla moda
Sanno
dove che il diavolo ha la coda.
BON.Ma Flaminia non sa, non sa Clarice
Distinguer
dalla rapa la radice.
CEC.Ors, se queste figlie
Hanno da star quass,
Maritarle conviene,
Altrimenti
cos non stanno bene.
BON.Io mi rimetto a quello che far
Vostra pi che lunare
maest.
ECCL.Ecco, viene Flaminia, ecco
Clarice,
Corteggiando la nostra imperatrice.
SCENA ULTIMA TUTTI
LIS.Brave, brave ragazze, mi piacete.
Se voi mi servirete,
La mancia vi dar,
E
quanto prima vi mariter.
CEC.Sposa, venite in trono:
Se vostro sposo io sono,
Vu che siam promotori e testimoni
Di due altri felici matrimoni. (va in trono con Lisetta)
Espero, a voi destino (ad Ernesto)
Flaminia per consorte.
La prenderete voi?
ERN.S, mio signore,
Lieto
la sposer con tutto il core.
CEC.E voi, Flaminia bella,
Siete di ci contenta?
|
FLAM. |
Contentissima. |
|
ERN. |
Sposa mia dilettissima. |
|
FLAM. |
Adorato consorte. |
|
a due |
Oh felice momento! oh lieta sorte! |
|
ERN. |
Cara, ti stringo al seno. |
|
FLAM. |
Caro, gi tu sei mio. |
|
a due |
Oh che contento, oh Dio! |
|
Ah che mi balza in petto |
|
|
Tutto brillante il cor! |
|
|
BON. |
Oh figlia, oh sangue mio, |
|
Nel vederti gioir, giubilo anch'io. |
|
|
CEC. |
Ecclitico, a voi tocca |
|
Render lieta e felice |
|
|
Con i vostri sponsali anco Clarice. |
|
|
ECCL. |
Eccomi, pronto io sono, |
|
E della destra sua sospiro il dono. |
|
|
CEC. |
Clarice, il prenderete? |
|
CLAR. |
E perch no? |
|
Anzi con tutto il cor lo prender. |
|
|
ECCL. |
Ecco la mano. |
|
CLAR. |
E con la mano il core. |
|
a due |
Oh felice fortuna! oh lieto amore! |
|
ECCL. |
Sposina mia cara. |
|
CLAR. |
Sposino diletto. |
|
ECCL. |
Mi sento nel petto |
|
Il core balzar. |
|
|
CLAR. |
La gioia, l'affetto |
|
Mi fan giubilar. |
|
|
a due |
Oim, che contento! |
|
Oim, cosa sento? |
|
|
Non posso pi star. |
|
|
BON. |
Cara la mia figliola, |
|
Il vederti contenta mi consola. |
|
|
CEC. |
Bonafede, che dite? |
|
Siete di ci contento? |
|
|
BON. |
Anzi ho piacere |
|
Che sian le mie figliole maritate. |
|
|
CEC. |
Voi stesso l'approvate? |
|
BON. |
Signor s... |
|
CEC. |
Quando dunque cos, |
|
Per maggior sussistenza |
|
|
Del loro matrimonio, |
|
|
Acci non si rendesse un giorno vano, |
|
|
Congiungetele voi di vostra mano. |
|
|
BON. |
S, signor, dite bene: |
|
Questa funzione al genitor conviene. |
Qua la mano, qua la mano. (a Flaminia ed Ernesto)
Io v'unisco in matrimonio.
Stia lontano quel demonio
Che si chiama gelosia.
Lunga vita il ciel vi dia,
E figlioli in quantit. Qua la mano, qua la mano. (ad Ecclitico e Clarice)
Vi congiungo, e sposi siete.
State uniti, se potete;
Fra voi altri non gridate,
E al dovere non mancate
Della vostra fedelt.
CEC.Ors, tutto finito. (s'alza)
Son fatti i matrimoni.
Bonafede contento,
Voi siete soddisfatti.
Ognun vada a goder la sua fortuna,
E
bisogno non v' pi d'altra Luna.
ECCL.S, s, voi dite bene.
Or che siam maritati,
Or ch' ognuno di noi lieto e giocondo,
Tornar
tutti possiam al nostro mondo.
ERN.Al mondo ritorniamo,
E
grazie a Bonafede noi rendiamo.
BON.Come? che cosa dite?
Intendervi non so.
CEC.Meglio dunque con voi mi
spiegher.
Bonafede tondo tondo
Come il cerchio della Luna,
Ritornate all'altro mondo
A cercar miglior fortuna.
ECCL.E le vostre donne belle
Resteranno qui con noi,
Maritate con tre stelle
Che son furbe pi di voi.
ERN.Signor suocero garbato,
Non son stella qual credete:
Bench in stella trasformato,
So che voi mi conoscete.
BON.Ah bricconi, v'ho capito,
Son da tutti assassinato;
Ma tu sei che m'ha tradito, (ad Ecclitico)
Canocchiale disgraziato.
LIS. finito tutto il chiasso
Per me, povera meschina.
Lascio il trono e vengo a basso,
Che mi attende la cucina.
TUTTIQuesto quello che succede
A chi vuol cambiar fortuna: Tutto spera, e tutto crede Nelle stelle e nella Luna; Ma alla fin si pentir Chi lunatico sar.
Fine del Dramma.
- Questo copione è stato visto:


