Il muro d’ombra

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PAUSA PRANZO

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Titolo

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IL MURO D’OMBRA

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

01.03.2014

Anno di stesura

2014

Genere

dramma

Atti

1

Durata (minuti)

60

Lingua

italiano

Personaggi maschili

2

Personaggi femminili

0

Minimo attori maschili

2

Minimo attrici femminili

0

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Codice opera 912387A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

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SINOSSI: “ il muro d’ombra”  è lo specchio veritiero della realtà e dell’ ambiguità del genere umano , questa trama è la storia di una serie di traumi personali e sociali : Sauro ristoratore ormai fallito rivive nell’incontro con Paolo il trauma della sua vita fatta di frustrazioni:  l’albergatore si sfoga e si confida  con il cliente rincorrendo i fantasmi ossessivi della sua vita disordinata come fossero proiezioni del suo io ormai  irrazionale. Paolo riversa su di lui una inaspettata solidarietà, alimentandogli una falsa sicurezza che poi sfocia in un  crudele cinismo.

IL MURO D’OMBRA

Dramma

Di Giuliano Angeletti

numero posizione SIAE 198563

Codice opera 912387A

Atti 1

Personaggi:

Sauro Abatucci : ( titolare della locanda)

Paolo Martini : (ruspista)

Scena: (ambientazione) locanda di campagna, il locale un tempo bello ora è in decadenza, non molto pulito, il gestore è depresso e trasandato nel vestire,  l’avventore  è in tuta da lavoro … fuori il tempo è infame, si sentono tuoni e si vedono lampi il lontananza … la pioggia è intensa

(Fondo neutro: un tavolino, due sedie, una finestra simbolica , un attaccapanni,  in alto una finestra da cui si intravedono  i lampi e la pioggia intermittente)

SCENA 1

PAOLO MARTINI – SAURO ABATUCCI

( musica )

( al cessare della musica entra in scena Paolo Martini, il quale si toglie la capote  bagnata la sbatte e la posiziona sull’attaccapanni, gira nervoso in scena dopo si decide a chiamare )

PAOLO MARTINI:  ( calmo) c’è nessuno! ( gira per il locale) c’è nessuno!

(nessuno risponde) (tra se e se) io aspetto, prima o poi qualcuno verrà: il locale è aperto!

(ripete) c’è nessuno!

(voce fuori campo) vengo ! Vengo!

PAOLO MARTINI: (tra se e se) meno male! Qualcuno si fa vivo!

(entra in scena l’oste ,  il suo sguardo a volte si perde nel vuoto, i suoi abiti sono dimessi, è un uomo ormai allo stremo, si sta lasciando andare )

SAURO  ABATUCCI: buon giorno, in che cosa posso servirla!

PAOLO MARTINI: io vorrei mangiare qualcosa

SAURO ABATUCCI:  (tra se e se) mangiare qualcosa, è tanto tempo che nessuno  non entra nel locale e mi dice “ vorrei mangiare qualcosa”

PAOLO MARTINI: ( capisce ) ma cosa sta dicendo! Non capisco

SAURO ABATUCCI: (a bassa voce) niente … parlavo tra me e me (ad alta voce) desidera

PAOLO MARTINI: il locale è aperto !

SAURO ABATUCCI:  (tentennando) si !

PAOLO MARTINI: io vorrei mangiare

SAURO ABATUCCI:  (tentennando) mangiare, va bene … si sieda …  è solo o in compagnia

PAOLO MARTINI: solo

SAURO ABATUCCI: (indica) ecco questo tavolo va benissimo ( indica)

PAOLO MARTINI:  grazie

SAURO ABATUCCI:  prego

PAOLO MARTINI: ( si siede) è possibile avere una lista

SAURO ABATUCCI:  ( scusandosi) mi spiace ma non abbiamo lista

PAOLO MARTINI: (contrariato)  va bene, mangio quello che avete di pronto, basta che sia qualcosa di caldo!

SAURO ABATUCCI:  si qualcosa di caldo

PAOLO MARTINI:  (guarda il locale) complimenti è un bel locale, arredato bene … complimenti!

SAURO ABATUCCI: grazie, ma magari una volta, ora …

PAOLO MARTINI: (si alza e gira per il locale seguito dall’oste) basterebbe magari frenare

quell’ umidità nell’angolo del muro

SAURO ABATUCCI:  (perplesso) si l’umidità!

PAOLO MARTINI: si avvicina ad un angolo simbolico della scena ed indica con un dito … Sauro lo segue controvoglia)

Vede quell’ alone  (lo indica)

SAURO ABATUCCI:  (svogliato) si!

PAOLO MARTINI: è un’infiltrazione che viene dal tetto, potrebbe essere una cosa da niente, come una tegola rotta, o al limite venata perché anche le venature trascinano all’interno l’umidità che poi si condensa e fa trasudare … oppure potrebbe essere molto peggio, magari la guaina sotto,  oppure chissà? Quando ha un po’ di tempo e il tempo lo permette, le consiglio di andare a vedere

SAURO ABATUCCI: la ringrazio, per il consiglio !

(Sauro è perplesso)

PAOLO MARTINI: se vuole torno io a vedere, le faccio un buon prezzo

SAURO ABATUCCI: (svia il discorso) la ringrazio,  ma adesso ho altri problemi, al limite le faccio sapere!

(Paolo torna a sedersi)

SAURO ABATUCCI:  vuole mangiare!

PAOLO MARTINI: si, oggi ho anche più tempo del previsto meno male che ho fatto in tempo a finire: perché con questa tempesta non si può salire sulla ruspa e oltretutto in una zona così pericolosa.

SAURO ABATUCCI: lei è venuto per la frana

PAOLO MARTINI: si io lavoro per la Ditta Rossi, il comune ha contattato il mio titolare e lui mi ha mandato qua con il compito di liberare la strada dalla frana

SAURO ABATUCCI: pensavo avesse finito!

PAOLO MARTINI:  si ho finito il grosso e non ho lavorato neppure in sicurezza: se mi succedeva qualcosa non prendevo neppure un centesimo

SAURO ABATUCCI: certo che non ci voleva quella frana

PAOLO MARTINI: un disastro! Un disastro!

SAURO ABATUCCI: ( indica) a pensare che  la collina mi dava sicurezza, sembrava un rassicurante muro d’ombra … la sua pineta era rilassante, venivano dalla città  famiglie per il fine settimana  e questa sala era piena. Dopo i pini hanno cominciato ad ammalarsi e a seccare e allora è venuta la Forestale  ed hanno cominciato ad abbatterli senza più sostituirli: per me caro signore quelle radici se pur morte trattenevano il monte e questo disastro si poteva evitare.

PAOLO MARTINI: se lo avranno fatto, avranno avuto le loro buone ragioni, i periti della forestale sono tutti super esperti.

SAURO ABATUCCI:  per quanto so io, nella mia ignoranza in materia e ascoltando i vecchi: quando abbatti un albero al suo posto ne devi  piantare un altro, così rinnovi il bosco. Si dice rinnovi il bosco o sbaglio …

PAOLO MARTINI: non so se si dice, rinnovare il verde

SAURO ABATUCCI: così morale della favola, hanno reso il colle brullo e la pioggia non trovando ostacoli ha fatto la sua  parte

PAOLO MARTINI: deve essere stato una cosa terrificante

SAURO ABATUCCI: sembrava viva quella massa inerme che palpitante  scendeva come un mostro lento e silenzioso portando con se tutto ciò che trovava.  Con un boato che sembrava  un respiro, un respiro ansante angoscioso travolgeva quella  casa (la indica) , la baracca, la strada  (pausa) ed è un vero miracolo che non vi siano state vittime ( pausa) e poi questa pioggia che non vuole cessare

( lampi, rumore dei tuoni e pioggia intermittente)

PAOLO MARTINI: la strada sono riuscito a liberarla, ed è stato duro  … con una ruspa e uno scavatore  e due camion, abbiamo lavorato senza tregua per tutta la mattinata … ma ora finalmente non è perfettamente in sicurezza, ma è agibile

SAURO ABATUCCI: ma la casa di Cozzani

PAOLO MARTINI:  per la casa di Cozzani, mi dispiace ma è troppo sotto e non possiamo operare più di tanto, comunque ci sono i volontari della protezione civile che danno una mano a sfollare.

SAURO ABATUCCI: fanno quello che possono!

(barcolla e si appoggia al tavolo)

PAOLO MARTINI: ( lo sorregge) cos’à! Tutto a posto, non si sente bene

(s rialza e cerca di mantenere un contegno)

SAURO ABATUCCI: (ride) sto bene, non si preoccupi, è solo un calo di pressione, una scemata

PAOLO MARTINI: ( sia alza e si avvicina all’oste)  per favore signor

SAURO ABATUCCI:  Sauro, Sauro Abatucci

PAOLO MARTINI: si sieda Signor Sauro e si riposi un attimo

(Sauro rifiuta di sedersi, ma Paolo lo fa sedere)

SAURO ABATUCCI: (seduto) ma signore, lei deve mangiare

PAOLO MARTINI:  signore, questa poi! Di signore ce ne stato uno solo e lo hanno messo in croce  (ridono entrambi) il mio nome è Paolo Martini ma mi chiami Paolo e diamoci del tu!

(si stringono la mano)

SAURO ABATUCCI: si Paolo … rimango seduto ancora per un minuto dopo vado in cucina a preparare

PAOLO MARTINI: non ti preoccupare, facciamo le cose con calma

SAURO ABATUCCI: ma non devi tornare a lavorare tra un’ora

PAOLO MARTINI: ( sorride) no, con questa frana per oggi ho finito, devo solo aspettare il camion per poter caricare lo scavatore: ci trasferiamo a Vezzano è franato Beverone

SAURO ABATUCCI: è franato anche Beverone… certo che questa pioggia ne ha fatto di danni!

PAOLO MARTINI: meno male che sono eventi straordinari

SAURO ABATUCCI: meno male (si alza)

PAOLO MARTINI: come ti senti

SAURO ABATUCCI: meglio, molto meglio

PAOLO MARTINI: ti accadono spesso

SAURO ABATUCCI:  no … ma in questi periodi in modo più frequente

PAOLO MARTINI: ma hai fatto accertamenti!

SAURO ABATUCCI: appena avrò tempo, li farò

PAOLO MARTINI: si ma non aspettare troppo, con la salute non si scherza!

SAURO ABATUCCI: lasciamo perdere, ma con il tuo mestiere ne hai tanto di lavoro? E poi questi disastri te ne portano ancora di più!

PAOLO MARTINI: (alterato)  si lavoro ne abbiamo tanto, ho il patentino per poter usare ruspe e scavatori e camion ma preferisco operare su nuove costruzioni e vedere il volto radioso di un uomo magari un operaio  che ti chiama per tracciare le fondamenta della nuova casa dove ha investito i risparmi di una vita, oppure l’imprenditore che ti mostra il progetto per costruire palazzine ( a voce bassa)  non mi piace vedere gente piangere perché il fiume ha esondato e c’è chi si ritrova senza più niente con la casa e il giardino sommersa da fanghiglia, oppure scene strazianti come il volto di Cozzani che ormai inebetito non aveva neppure più la forza di piangere.

SAURO ABATUCCI:  che fine farà Nicola!

PAOLO MARTINI: la sua casa purtroppo ormai è irrecuperabile, per metterla in sicurezza dovrebbe costruire un muro di contenimento che costerebbe a dir poco duecentomila  Euro

SAURO ABATUCCI: quasi quanto il valore della casa

PAOLO MARTINI: si

SAURO ABATUCCI: e adesso lui che fine farà!

PAOLO MARTINI:  per un breve periodo verrà ospitato in albergo a spese del comune, dopo cercherà ospitalità da qualche parente

SAURO ABATUCCI: Nicola non ha parenti

PAOLO MARTINI: con la pensione si prenderà un appartamento in affitto

SAURO ABATUCCI: prende il minimo, non so come potrà andare avanti

PAOLO MARTINI: sono queste cose che mi lasciano sgomento, ma io purtroppo non posso farci niente!

SAURO ABATUCCI: ed io … è meglio non parlarne,  disturbo se mi siedo per un minuto

PAOLO MARTINI: no per niente, anzi mi fa piacere

(si siede)

SAURO ABATUCCI: sai mi gira ancora la testa

PAOLO MARTINI:  vado a prenderti qualcosa (si alza e si avvicina al banco bar) cosa vuoi un goccio di grappa … o altrimenti

SAURO ABATUCCI: no prendimi un pacchetto di Pocket Coffe, sono li tra le cioccolate

PAOLO MARTINI: trovati!

( Paolo prende i cioccolatini e li passa ad Sauro che ne scarta avidamente uno  e lo mangia )

 

SAURO ABATUCCI: ecco adesso sembra tutto passato, (pausa) vado a prepararti il pranzo

(Sauro fa l’atto di alzarsi ma Paolo cerca di farlo desistere)

PAOLO MARTINI: rimani seduto e non preoccuparti un minuto in più non cambia niente

SAURO ABATUCCI: grazie ma preferisco alzarmi (si alza)

PAOLO MARTINI: va bene fai quello che vuoi, però promettimi che in seguito, farai degli accertamenti  (breve pausa) con la salute non si scherza!

SAURO ABATUCCI: va bene … promesso! Cosa vuoi come pranzo

PAOLO MARTINI: cosa c’è di pronto!

SAURO ABATUCCI: di pronto! Io cucino solo cose fresche …

PAOLO MARTINI: bene!

SAURO ABATUCCI: risotto al radicchio trevigiano va bene. Lo stavo preparando anche per me!

PAOLO MARTINI: benissimo

SAURO ABATUCCI: e come secondo pollo arrosto con patate

PAOLO MARTINI: benissimo

SAURO ABATUCCI: ( scusandosi) il pollo è ruspante, per la cottura ci vuole più tempo

PAOLO MARTINI:  fai con comodo

SAURO ABATUCCI: io allora vado a preparare

PAOLO MARTINI: ma non hai un cuoco

SAURO ABATUCCI: (sorride) un cuoco! Una volta avevo un gran cuoco, e la gente faceva dei chilometri per venire a mangiare al muro d’ombra …  ma ora c’è crisi ! Sono padrone e garzone (pausa) i bei tempi sono passati

(mette la tovaglia, i piatti e le posate)

Intanto  porto da bere

PAOLO MARTINI: una bottiglia di acqua minerale naturale

SAURO ABATUCCI: vino!

PAOLO MARTINI: non dovrei berne, ma visto che ormai non devo più guidare portalo

SAURO ABATUCCI: rosso, ne ho nostralino ,  non è forte ma è da pasto … ne porto un litro

PAOLO MARTINI: ma sarà troppo!

SAURO ABATUCCI: bevi solo quello che ti senti, lo offro io

PAOLO MARTINI: ma non devi

SAURO ABATUCCI: non è un litro di vino che mi farà diventare ricco

PAOLO MARTINI: ma non mi sembra giusto

SAURO ABATUCCI: chi comanda qua!

PAOLO MARTINI: va bene, ma a buon rendere

(esce di scena, torna con il vino)

SAURO ABATUCCI: dai assaggialo, dimmi cosa ne pensi

(Paolo sorseggia il vino)

PAOLO MARTINI: ( posa la bottiglia sul tavolo, Paolo lo assaggia)  si non è male

SAURO ABATUCCI: non è un gran vino, diciamo che è un vinello da pasto

PAOLO MARTINI: si beve bene! Bevi un sorso anche tu

SAURO ABATUCCI: (prende un bicchiere ) cin cin … ( si toccano i due calici e bevono dopo Abatucci lascia il bicchiere sul tavolo)

SAURO ABATUCCI: ok ora io vado tra i fornelli

PAOLO MARTINI: fai con comodo

(Sauro esce di scena)

PAOLO MARTINI: ( si siede mette il cellulare sopra il tavolo ) (tra se e se) ma che bel locale,  ora purtroppo è ridotto male ed è un peccato (squilla il cellulare)

E chi sarà ! a quest’ora , non ti lasciano neppure il tempo per mangiare, sono fortunati quelli che lavorano in proprio e non devono dipendere da nessuno, non i disgraziati come me:

 non rispondo!

(squilla il cellulare)

Guardiamo chi è!  ( guarda la chiamata) è Aldo devo rispondere!

( risponde al cellulare): pronto

(voce di Aldo, fuori campo): ciao Paolo, sono Aldo scusami se ti disturbo, sei in pausa pranzo!

PAOLO MARTINI: si mi sono fermato a “ Il muro d’ombra ” a mangiare un boccone …

( voce di Aldo, fuori campo): “ Il muro d’ombra” è la ex “ Rosa d’oro”  ma la locanda è aperta!

PAOLO MARTINI:  si è aperta , anch’io pensavo fosse chiusa

( voce di Aldo, fuori campo): sai chi ha rilevato la gestione

PAOLO MARTINI: un certo Sauro, ma non lo conosco,  dopo ti so dire come si mangia

( voce di Aldo, fuori campo): va bene! Buon appetito

PAOLO MARTINI: grazie, ma non mi avrai telefonato solo per dirmi come si mangia

( voce di Aldo, fuori campo): no ti ho telefonato per dirti che veniamo più tardi a prendere il mezzo, per questo mangia pure con calma, dopo però sul tardi dovresti fare un viaggio, perché  Oreste , ha marcato visita un’altra volta , ormai non ce la fa più, se continua così dovrò assumere un altro autista, anzi se ti capita qualcuno affidabile mandamelo.

PAOLO MARTINI:  (glissa la domanda) ci vorrebbe davvero un altro autista, comunque non preoccuparti  per questa volta Il viaggio lo faccio io: dove dovrei andare?

( voce di Aldo, fuori campo): ci sarebbe un carico di misto ghiaia da portare a Giacopinelli , davanti a casa sua c’è un pantano.

PAOLO MARTINI: va bene, vado io ma fammi trovare il camion carico.

( voce di Aldo, fuori campo): ok lo sapevo che potevo contare su di te. (pausa) ora  avverto  Giacopinelli e gli dico che il carico di ghiaia lo porti stasera o al massimo domani in mattinata, com’è il tempo lì?

PAOLO MARTINI: infame … non ha smesso un attimo, addirittura ha anche grandinato

( voce di Aldo, fuori campo): questa pioggia non durerà in eterno, prima o poi smetterà,  cerca di mettere lo scavatore al sicuro e non ti muovere dal ristorante … ti chiamo appena arriviamo e buon appetito

PAOLO MARTINI: grazie e a presto

( posa il cellulare sul tavolo)

Si … il carico lo faccio io tanto anche se arrivo a casa un’ora più tardi non cambia niente, che vita  la mia lavoro e casa , casa e lavoro e poi per quanto tempo: e chi lo sa?

(arriva Sauro Abatucci con il risotto al radicchio trevisano)

SAURO ABATUCCI: (con la pirofila ) Paolo  ecco il risotto, cucinato  alla casalinga, senti il profumo (annusa) senti che profumo, qua dentro non c’è ne roba precotta ne bustine (pausa)  questo risotto è la mia specialità …

PAOLO MARTINI: l’aspetto mi sembra buono!

SAURO ABATUCCI: buono! Buonissimo una vera sciccheria …

( Sauro mette la pirofila sul tavolo)

PAOLO MARTINI: (guarda la pirofila meravigliato) una pirofila tutta per me!

SAURO ABATUCCI: le porzioni nel mio ristorate sono sempre così

PAOLO MARTINI: va bene che io sono un uomo di appetito, e si vede ( si tocca la pancia ) ma questo mi sembra troppo

SAURO ABATUCCI: (sorride) avanti Paolo fai onore alla mia cucina prima che si raffreddi

PAOLO MARTINI: (si versa il riso nel piatto) allora io vado

SAURO ABATUCCI: e vai sul sicuro, è gustosissimo … buon appetito

PAOLO MARTINI: grazie!

SAURO ABATUCCI: adesso ti lascio, vado a mangiarmi un piatto di riso in cucina e dopo inforno i polli, le patate le ho già infornate.

PAOLO MARTINI: come sono le patate

SAURO ABATUCCI: nostrane naturalmente, ma adesso ti devo lasciare se voglio mangiare un boccone caldo, perché il riso o lo mangi subito o scotto diventa una poltiglia …

( Sauro sta per uscire di scena, Paolo lo chiama)

PAOLO MARTINI: Sauro ! Sauro!

SAURO ABATUCCI: cosa c’è il riso non è buono!

PAOLO MARTINI: il riso è ottimo, ma se c’è una cosa che odio è proprio mangiare solo, vieni e siediti qua

SAURO ABATUCCI: ma se dovesse venire un cliente

PAOLO MARTINI: ti alzi e lo vai a servire

SAURO ABATUCCI: ma non è professionale ( tra se e se) tanto non viene nessuno ( a voce alta) si va bene, al limite mi alzo

PAOLO MARTINI: dai siediti ( si alza e gli scosta la sedia)

SAURO ABATUCCI: vado a prendere il riso e mettere nel forno il pollo faccio in un attimo

PAOLO MARTINI: dai che ti aspetto, altrimenti si raffredda

(si alza e da un tavolo prende posate piatto e tovagliolo e le posiziona al tavolo di Paolo)

( Sauro esce di scena ma torna subito con il riso, posa la pirofila sul tavolo e si siede)

SAURO ABATUCCI: allora di nuovo buon appetito

PAOLO MARTINI: grazie, ma allora facciamoci un bicchierotto

SAURO ABATUCCI:  (alzano i calici ) cin … cin!

PAOLO MARTINI: buono, complimenti onore al cuoco!

SAURO ABATUCCI: (sorride) io non sono propriamente un cuoco

PAOLO MARTINI: ma questo risotto è sublime

SAURO ABATUCCI: no non sono un cuoco, se sapessi cosa sono!

PAOLO MARTINI: e cosa sei?

SAURO ABATUCCI: tu non ci crederai ma io sono laureato

PAOLO MARTINI: sei laureato e in che cosa?

SAURO  ABATUCCI: (alterato)  io sono laureato in lettere  (pausa) e mi sono trovato qua a fare il tuttofare in questa trattoria dove ormai non viene più neppure un cane

PAOLO MARTINI: (paterno)  non prendertela , nella vita ci sono alti e bassi (pausa) e in questo momento le cose non vanno bene per nessuno (pausa) ma passerà …

SAURO ABATUCCI: (alterato) passerà! Passerà! Tutti dicono che passerà ma io e come me tanti altri, si ritrovano a quaranta anni con un pugno di mosche in mano

PAOLO MARTINI: tutti sono con mosche in mano, ma cosa dici!

SAURO ABATUCCI: adesso mangiamo, altrimenti si raffredda

(mangiano il risotto)

PAOLO MARTINI: (mangia) sapessi io sono un’amante del riso, lo mangerei tutti i giorni e fatto in qualunque modo, addirittura mi piace anche in bianco con un filino d’olio buono

SAURO ABATUCCI:  io invece sono un pastaio, al riso preferisco la pasta è molto più duttile la puoi fare in tantissimi modi

PAOLO MARTINI: i gusti sono gusti, lo sai cosa mi piace del tuo riso ?

SAURO ABATUCCI: dimmi sono curioso

PAOLO MARTINI: il suo aroma e il radicchio fresco croccante

SAURO ABATUCCI: il suo aroma è semplicissimo basta soffriggere tanta cipolla e radicchio trevigiano a listine, soffriggere si ma non troppo, non deve abbrustolirsi, dopo bisogna cuocere il riso tostandolo con un filo di brodo caldo e un bicchiere di barolo o al limite un altro vino rosso ed infine quando è tutto pronto lasciarlo tirare aggiungendo il soffritto cipolla e radicchio preparato prima , finito semplice no, scusa dimenticavo una trittatina di radicchio fresco: questa è una ricetta che può fare chiunque

PAOLO MARTINI: basta avere tempo!

SAURO ABATUCCI: ci vuole venti minuti, ed è una ricetta facile, ci scommetto che tua moglie la fa spesso!

PAOLO MARTINI: (con voce soffocata) mia moglie (pausa) mia moglie se ne è andata tre anni fa

SAURO ABATUCCI: mi dispiace

PAOLO MARTINI: non fa niente, sì se ne è andata , così senza litigare e senza un perché!

SAURO ABATUCCI: aveva un altro!

PAOLO MARTINI: se avesse avuto un altro sarebbe stato meglio, invece senza nessuna spiegazione se ne è tornata da sua madre …

SAURO ABATUCCI: hai sofferto molto!

PAOLO MARTINI: ho passato dei brutti momenti, anche perché io credo sempre di averla trattata bene

SAURO ABATUCCI: le donne sono animali strani

PAOLO MARTINI: Magda non lavorava, ma io non gli facevo mancare niente , io mi spellavo le mani a lavorare fino a tardi per poterci permettere almeno una volta all’anno una vacanza

SAURO ABATUCCI: lei non lavorava?

PAOLO MARTINI: no …ma  adesso lavora in uno studio dentistico

SAURO ABATUCCI: forse era quello che voleva, un po’ di indipendenza

PAOLO MARTINI: (a bassa voce) ma che indipendenza, io gli lasciavo un sacco di soldi e poteva fare tutto quello che voleva (pausa) ( ad alta voce alterato) di indipendenza ne aveva anche troppa.

SAURO ABATUCCI: scusami, io non volevo: e poi non posso e ne ho voglia di giudicare una persona che non conosco …

PAOLO MARTINI: (alterato) hai detto una cosa verissima, non giudicare le persone che non conosci e adesso fai silenzio e non rovinarmi la giornata.

SAURO ABATUCCI: ( calmo) ti chiedo scusa (pausa) se vuoi posso tornare a finire di mangiare in cucina

PAOLO MARTINI: (calma apparente) no: ci mancherebbe altro , rimani seduto (si alza)

SAURO ABATUCCI: ma io devo andare a vedere il pollo e le patate

PAOLO MARTINI: (calmo) va bene, vai a vedere ma torna

( Sauro Abatucci esce di scena)

PAOLO MARTINI: (alterato parla tra se e se) il mondo è pieno di deficienti come questo Abatucci, credevo fosse diverso ma è come tutti gli altri , pettegolo come una comare e insolente come tutti quelli che conosco perché (pausa) tutti vogliono sapere  di Magda: come sta Magda, di cosa vive Magda (ad alta voce) sembra che tutti si interessano alla sua vita, alla vita di una (pausa) lasciamo perdere … nessuno si interessa a me che continuo a soffrire ( a bassa voce e con un singulto) io mi sono trovato solo come un cane da un giorno all’altro.

(ritorna Sauro Abatucci)

SAURO ABATUCCI: hai chiamato!

PAOLO MARTINI: no! Non ho chiamato

SAURO ABATUCCI: strano mi è sembrato di sentire la mia voce

PAOLO MARTINI: ti sei sbagliato e adesso vieni a finire di mangiare prima che si raffredda

SAURO ABATUCCI: vengo (si siede) tra pochi minuti il pollo è pronto

( Sauro Abatucci si siede e mangia il riso)

PAOLO MARTINI: ormai si è raffreddato

SAURO ABATUCCI: io mangio di tutto, non sono uno che si fa problemi e poi in questo periodo di crisi uno si deve arrangiare, pensa un po’ quanta gente ci sarà che non riesce a permettersi neppure un piatto di minestra

PAOLO MARTINI: (ride) i nostri ministri hanno detto che la crisi è momentanea

SAURO ABATUCCI: loro la crisi non la sentono, la sentiamo solo noi, anzi la sento io che sono un poveraccio.

PAOLO MARTINI: il poveraccio sono  io che lavoro sotto padrone, tu con  non devi rendere conto a nessuno.

SAURO ABATUCCI: (alterato) come non devo rendere conto a nessuno! Ma scherziamo, io devo rendere conto a tutti, al cliente prima di tutto! C’è chi la vuole cruda, chi cotta è duro accontentare tutti, e poi ci sono le tasse

PAOLO MARTINI:  le tasse le paghiamo solo noi dipendenti, mentre voi siete degli evasori

SAURO ABATUCCI: degli evasori, noi ! (breve pausa) lo stato ci tartassa, chiedi un mutuo ti fanno degli interessi da usurai, impegni tutto te stesso per raggiungere un obbiettivo e poi trovi sempre qualcuno che ti mette i bastoni tra le ruote

PAOLO MARTINI: (calmo) ma non siete riuniti in un’associazione  che tutela i vostri interessi

SAURO ABATUCCI: ( alterato) a parole! Si (pausa) a parole tutelano i nostri interessi, ma a fatti tutelano solo chi ha i soldi, per sponsorizzare il prodotto o questo o quel ristorante, io soldi non ne ho e quindi (pausa) io sono un poveraccio e rimarrò tutta la vita un poveraccio perché la mia vita è stata un susseguirsi di sbagli che ho pagato e continuo a pagare sulla mia pelle.

(pausa di pochi secondi)

PAOLO MARTINI:  va bene, non serve prendersela tra noi ( pausa) è come fare una guerra tra poveri

SAURO ABATUCCI: purtroppo è vero e non possiamo fare niente per modificare tutto questo

PAOLO MARTINI: ci rimane il voto ma per qualunque persona voti …

SAURO ABTUCCI: pensa solo ai suoi interessi e basta: io mi sono stufato! 

PAOLO MARTINI:  ( ridacchia) ci sei arrivato !

SAURO ABATUCCI: ( calmo) io non mi fido più di nessuno

PAOLO MARTINI: devi fare tutto da te, ogni cosa perché dagli altri non ti devi aspettare niente, la gente e le istituzioni pensano solo a fregarti

SAURO ABATUCCI: è vero! È vero! Sapessi quante cose mi sono successe ( singulto)

PAOLO MARTINI: (cerca di essere comprensivo)  ma  Sauro … cosa  fai piangi ( si alza dal tavolo e si avvicina ad Sauro) ma cosa ti è preso, dai calmati

( Sauro Abatucci si alza di scatto)

SAURO ABATUCCI: ( alterato) non ho niente … non ho niente, basta: vado a prendere i polli con le patate

(sparecchia e porta via i piatti)

(Paolo Martini rimasto solo)

PAOLO MARTINI:  (tra se e se) ma cosa gli è preso: mi dispiace, forse ho detto qualcosa che non dovevo dire (pausa) e poi questo suo atteggiamento (pausa) ma poi cosa vuole da me, non sono una crocerossina, se ha dei problemi … io cosa c’entro: non riesco neppure a risolvere i miei: sai cosa dico ( tira fuori il portafogli ) ora gli lascio i soldi del risotto e il vino poi me ne vado via da questa gabbia di matti ( mette i soldi sul tavolo)

( si alza si avvicina all’ attaccapanni si mette la capote antipioggia si avvicina alla porta  fa per uscire, tentenna si sente fortissimo il rumore della pioggia e il flash di un  lampo illumina la scena nel sottofondo si sente il rumore del tuono)

( Paolo rimane immobile, entra Sauro)

SAURO ABATUCCI: ( premuroso) Paolo, dove vai… vieni finisci almeno di mangiare, vai a sederti.

(Paolo

PAOLO MARTINI: ( con imbarazzo cerca una scusa) io devo andare,  ho ricevuto una telefonata (pausa) insomma passano a prendermi, sono già partiti: ho lasciato i soldi del risotto e del vino sul tavolo

SAURO ABATUCCI: dai torna a sederti, anche se sono partiti, ci metteranno a dir poco mezz’ora prima di arrivare ( pausa) e poi con questo tempo da lupi ( cerca di convincerlo) dai torna a sedere, vado a prendere il pollo e le patatine, il pollo è ruspante è le patate sono di campo.

PAOLO MARTINI: (con imbarazzo) va bene tanto è questione di un attimo

(Sauro toglie la capote al cliente e la mette sull’attaccapanni)

SAURO ABATUCCI: che tempo, speriamo  smetta , altrimenti sono guai

PAOLO MARTINI: in effetti sono guai!

( Paolo Martini torna a sedersi)

PAOLO MARTINI: (tra se e se) ognuno hai propri guai, e chi li ha se li deve tenere!

(entra Sauro Abatucci con i polli e le patate e li mette sul tavolo)

SAURO ABATUCCI: senti che profumo!

PAOLO MARTINI: se il gusto del cibo, si dovesse misurare col profumo, posso dire che deve essere buonissimo

SAURO ABATUCCI:  direi eccellente!

PAOLO MARTINI: ( ridendo) la modestia è il tuo forte!

SAURO ABATUCCI: (ride) invece di protestare assaggialo!

(Paolo assaggia il pollo)

PAOLO MARTINI: (mima)  buonissimo

(entrambi mangiano)

PAOLO MARTINI: è talmente buono che non assomiglia minimamente ai polli che sono abituato a mangiare, la carne è talmente dura che non si stacca neppure dall’osso

SAURO ABATUCCI: sono ruspanti, vivono a terra e sono abituati a mangiare granaglie e quello che trovano

PAOLO MARTINI: e si sente!

SAURO ABATUCCI: ( soddisfatto) ne ero certo, adesso vado a riprendere del vino

PAOLO MARTINI: si vai !

SAURO ABATUCCI: ma tu, devi guidare: non vorrei ti causasse dei problemi con i merli *!

PAOLO MARTINI: (ride) i merli: quelli con le strisce rosse e la paletta* ( i carabinieri)

SAURO ABATUCCI: (ride) si!

PAOLO MARTINI: non credo in una giornata come oggi abbiano il tempo di pensare a fare l’etilometro.

SAURO ABATUCCI: perché se ti fermassero

PAOLO MARTINI: (ride) mi strapperebbero la patente

SAURO ABATUCCI: cosa dici, sarebbe meglio se non ne prendessi altro di vino!

PAOLO MARTINI: vai e non ti preoccupare!

( Sauro Abatucci si alza ed esce di scena)

PAOLO MARTINI: (tra se e se) ( guarda l’orologio) dunque sono le 15,30 … loro passano a prendermi intorno alle 16,30, mi portano al garage e il camion lo prenderò verso le 18,00  sono quasi cinque ore buone e in questo lasso di tempo l’alcol lo smaltisci come vuoi. Oggi posso anche permettermi qualche stravizio ( ride tra se e se)

SAURO ABATUCCI: (porta una nuova bottiglia) vedi questa costa 90 Euro, è Morellino di Scansiano del 2004 : apriamo questa!

PAOLO MARTINI: (meravigliato) Morellino di Scansiano! No! Proprio no!

(si alza e cerca di fermare  Sauro che sta stappando la bottiglia)

SAURO ABATUCCI: lasciami stare! Lasciami stare!

(Sauro ha stappato la bottiglia)

PAOLO MARTINI: non dovevi, non dovevi! E poi mi costa troppo , io non posso permettermelo!

SAURO ABATUCCI: non preoccuparti! Questa la offro io, e non solo ti offro anche il pranzo … oggi devo festeggiare

PAOLO MARTINI: (euforico) non so cosa devi festeggiare, ma sei un grande, un vero signore!

(alzano i calici)

SAURO ABATUCCI: un signore! Si sono senza soldi ma sono un signore, a differenza di tanti che sono pieni di solti ma vivono da barboni!

PAOLO MARTINI: se vuoi puoi non dirmi niente ! Ma posso sapere cosa festeggiamo!

(Sauro cambia umore e viene avvolto da un manto di tristezza e depressione)

SAURO ABATUCCI: (scoppia in lacrime)

PAOLO MARTINI: (cerca di consolarlo) ma Sauro, cosa ho detto di male! ( va ad abbracciarlo) scusa, io ero convinto che festeggiavi un avvenimento importante… invece.

Ti chiedo scusa di nuovo, dovevo starmene zitto!

SAURO ABATUCCI: ( smette di piangere) non è niente, non è niente! E lasciami stare!

( si divincola)

PAOLO MARTINI: ( alterato) ma come, lasciami stare! Io sono di tutto meno che una bestia, dimmi cosa c’è che non va! Se posso cercherò di aiutarti!

SAURO ABATUCCI: nessuno mi può aiutare

PAOLO MARTINI: come sarebbe, io cercherò nel limite del possibile di aiutarti!

SAURO ABATUCCI: (disperato) aiutarmi, aiutarmi! Tutti cercano di aiutarmi: questo è un film già visto (pausa) nessuno mi può aiutare! Io non ho niente da dare in cambio!

PAOLO MARTINI: (alterato) ma la vuoi finire! Cosa credi che tutti facciano le cose per interesse!

SAURO ABATUCCI: (disperato) la gente è così! Accecata dalla cupidigia

PAOLO MARTINI: (premuroso) non tutti sono così, almeno non io, se ti dico che ti darò una mano, io ti aiuterò

SAURO ABATUCCI: ( si accascia sulla tavola, con le mani  si tiene il voto ) non so se potrai fare qualcosa!

PAOLO MARTINI: raccontami e ricordati che a tutto c’è rimedio, meno che la morte!

SAURO ABATUCCI: (disperato) la morte , quante volte ho desiderato la morte,  quante volte la ho progettata ( pausa) ma sono stato troppo vigliacco per avere la forza di spararmi con il fucile da caccia o di gettarmi giù dal ponte (pausa con singulto) sono andato sul ponte, mi sono avvicinato alla ringhiera ( pausa) guardavo il vuoto, c’era il fiume sotto, l’acqua era limpida, la ghiaia e i sassi levigati bianchi, sentivo la voce del fiume (pausa) perché il fiume parla e sembrava con voce suadente mi dicesse: vieni … vieni … Sauro vieni … ti aspetto, buttati e getta al vento tutti i tuoi problemi: allora ho scavalcato il parapetto, mi sono guardato intorno … ho chiuso gli occhi, non ho pensato a niente ( cambia il tono di voce) ascoltavo il fiume che mi diceva: buttati Albertino buttati, non pensare a niente buttati;  allora ho contato fino a te … 1 … 2 … 3 … il 3 è diventato 30 … poi 60 … poi 100 e non ho avuto più la forza di buttarmi: sono un fallito Paolo.

PAOLO MARTINI: ( agitato) sei un pazzo Sauro, non lo fare più … non si può gettare via la vita … non si può! Io ti darò una mano a risollevarti!

SAURO ABATUCCI: grazie Paolo! Grazie ma io sono  un caso disperato …

PAOLO MARTINI: (concitato)  a tutto c’è un rimedio, cosa credi io sono un ruspista, ma cosa credi che il mio lavoro mi piaccia: a tutti piace stare dietro una scrivania e magari lavorare in Comune, ma purtroppo non è possibile (pausa)  io faccio questo lavoro per necessità.

Sono uscito dalle scuole con un diploma che non mi è servito a niente (pausa) a pensare che i miei mi dicevano: studia … studia che un domani farai strada : si in effetti ho fatto tanta strada (ad alta voce) ho preso la patente per il camion e in effetti non avevano sbagliato con il camion ho girato l’Italia in lungo e in largo, guadagnando ma facendo una vita da bestia, dopo mi sono sposato ma io partivo e lei rimaneva a casa:  la trattavo come una signora, ma lei diceva “ Paolo parti anche oggi” infine mi ha lasciato ( ad alta voce ) non è vero che la trascuravo, era il mio lavoro che mi portava fuori ( con un singulto ) io volevo bene a Magda … ma lei non capiva .

SAURO ABATUCCI: ( cerca di consolarlo) non te la prendere, anche Rossella se ne è andata , e mi ha lasciato con un mutuo da pagare!

PAOLO MARTINI: come ti ha lasciato con un mutuo da pagare?

SAURO ABATUCCI: (ad alta voce) si mi ha lasciato con un mutuo da pagare, perché avevamo preso questo locale in società

PAOLO MARTINI: una società in due è troppo, come dicevano i vecchi!

SAURO ABATUCCI: i vecchi avevano ragione, ora ti racconto.

PAOLO MARTINI: sono tutt’orecchi!

SAURO ABATUCCI: ti avevo detto che sono laureato in lettere moderne

PAOLO MARTINI: si!

SAURO ABATUCCI:  allora dopo la laurea, preso dall’ entusiasmo ho fatto tanti concorsi i quali mi sono andati talmente bene che mi sono trovato precario ad insegnare in una scuola privata  con una paga da fame, pensa che lo stipendio non arrivava neppure regolarmente tutti i mesi e poi come se non bastasse mi avevano dati una classe di scalmanati ( pausa) ero al limite della sopportazione

PAOLO MARTINI: insegnare è duro specialmente quando gli alunni non ti seguono e prendono il sopravvento: ai miei tempi quando il professore parlava eravamo tutti in silenzio, zitti come mosche e quando faceva una nota,  a casa ci pensava mio padre a darmi il resto: ora invece le cose sono cambiate, (sorride) pensa che io abitavo vicino alle scuole elementari e sentivo i bambini  gridare  alle maestre frasi tipo “ maestra … maestra buttati giù dalla finestra “

SAURO ABATUCCI: e la maestra !

PAOLO MARTINI:  Iside poveraccia, non ci può fare niente, subisce in silenzio perché se rimprovera qualche bambino mettendolo in punizione, rischia una denuncia da parte dei genitori che naturalmente danno ragione ai loro figli e non all’educatrice.

SAURO ABATUCCI: pensa quello che succede  alle scuole medie, il professore è una vittima presa tra le morse di un programma da portare in fondo, e gli alunni che per la maggior parte dei casi sono dei piccoli teppisti, che non hanno regole per giunta spalleggiati dai loro genitori: (pausa) e poi ci sono i casi di bullismo che noi docenti facevamo finta di ignorare più per opportunismo e vigliaccheria che per altro.

PAOLO MARTINI: addirittura la scuola è ridotta così!

ALBRTO ABATUCCI: ma lo sai che Rossella ha provato a prendere le difese di un ragazzetto vessato dai compagni e taglieggiato dalla paghetta dal piccolo Boss  della classe ed ha denunciare il caso al direttore didattico.

PAOLO MARTINI:  questa signora ha fatto bene è una donna da ammirare!

SAURO ABATUCCI: (alterato) ma come ha fatto bene!  lo sai che più delle volte quando usciva da scuola  trovava l’auto rigata e con le gomme bucate … ed in più riceveva telefonate anonime durante la notte. (a voce alta) la sua vita era diventata impossibile. E purtroppo è arrivata al punto di arrivare per il quieto vivere in accordo con il direttore didattico di rimangiarsi la parola ed affermare di essersi sbagliata e quelle angherie che subiva il ragazzino erano solo scherzi innocenti.

PAOLO MARTINI: (alterato) e no! Non ci si comporta così! La professoressa doveva assumersi le proprie responsabilità e non lasciarsi intimorire.

SAURO ABATUCCI: a parole si fa presto, a giudicare ma prova a metterti nei suoi panni: nei panni di una povera ragazza che da Bologna si trova in una piccola scuola di provincia a fare la supplente. Io la giustifico.

PAOLO MARTINI: io non la giustifico per niente:  a me non piacciono questi comportamenti omertosi … l’Italia va male perché ci sono persone così, ma che insegnamento può dare agli alunni ai futuri uomini e donne del domani, questa ragazza invece di insegnare avrebbe dovuto cambiare mestiere.

SAURO ABATUCCI: in effetti ha cambiato mestiere, Rossella è diventata mia moglie ed insieme abbiamo deciso di abbandonare la scuola, intraprendere vari lavori ed in comune accordo  di aprire questo ristorante.

PAOLO MARTINI: prima del ristorante che lavoro hai fatto?

SAURO ABATUCCI: ho preso la patente per la guida degli autoarticolati ed autosnodati, ed ho guidato i Tir da dipendente (pausa) sapessi quanti viaggi ho fatto con la Ditta Magnani … e tutti nel sud.

PAOLO MARTINI: anch’io ho lavorato con la Ditta Magnani, ma non mi sono trovato bene!

SAURO ABATUCCI: come si fa a trovarsi bene con un padrone simile

PAOLO MARTINI: difatti, i camionisti  appena possono  dopo i primi tempi cercano di cercarsi un’altra ditta

SAURO ABATUCCI: pagare, pagava di questo non potevo lamentarmi, mi lamento solo per il fatto che la paga invece di aumentare diminuiva,  perché veniva uniformata a quella dei camionisti polacchi che per pochi soldi facevano viaggi impossibili e per un salario da fame, ma  per loro andava bene. Alla fine Magnani il vecchio, mi faceva lavorare in nero e  solo a  chiamata: così a poco a poco mi sono trovato licenziato

PAOLO MARTINI: io per il solito problema , in quella ditta  ci sono rimasto solo sei mesi, poi ho trovato  Aldo Rossi e mi trovo abbastanza bene. (pausa) la paga non è alta, ma se non altro sono a casa (pausa) ma dimmi, come hai fatto da camionista a ritrovarti ristoratore?

SAURO ABATUCCI: con i viaggi ero riuscito a mettere via un po’ di soldi, nel frattempo mi sono sposato con Rossella ed è capitata questa occasione.

PAOLO MARTINI:  il posto è bello, a contatto con la natura

SAURO ABATUCCI: (ad alta voce) il posto era bello e questo fresco muro d’ombra, di pini rendeva il posto meraviglioso, sapessi quanta gente veniva per il week end c’erano famiglie che si fermavano anche a dormire. (pausa) io ero innamorato di questo posto, e ne era innamorata anche mia moglie, così appena abbiamo visto che questo locale rea in vendita abbiamo deciso di fare un mutuo per comprarlo. Eravamo d’accordo anche per il nome “ Locanda il muro d’ombra”

PAOLO MARTINI: mi ricordo che il locale una volta non era così !

SAURO ABATUCCI: ti ricordi, era poco più che una stamberga  (si alzano e Sauro indica)  (girando per il palco) vedi li c’era il muro, lo abbiamo fatto abbattere per ampliare il locale , e la cucina a sua volta è stata ingrandita e quell’immenso pergolato dove d’estete mettiamo i tavolini per i clienti che vogliono mangiare all’aperto (soddisfatto) sai che tante volte abbiamo fatto il completo, e per questo abbiamo dovuto assumere anche un cuoco, e il cuoco costa  (mima) e anche parecchio perché i cuochi bravi si fanno pagare, i camerieri eravamo io e mia moglie, è arrivato un periodo che gli affari andavano bene e le tratte del mutuo erano pagate … poi …

PAOLO MARTINI: dopo cosa è successo?

SAURO ABATUCCI: ( voce fioca) in albergo c’era un via vai di clienti, il lavoro era tanto e non si stava male … la clientela era composta da clienti abituali ed il rapporto con loro era diventato familiare, poi un giorno.

PAOLO MARTINI: un giorno?

SAURO ABATUCCI: un giorno è capitato in locanda un tipo sui quarant’anni,  un tipo a dir poco insignificante, veniva solo nei giorni di apertura:  pernottava per un paio di giorni, veniva per  cacciare e prendeva anche tanta selvaggina, insomma uno dei tanti, tuttavia quando mia moglie lo vedeva lo copriva di attenzioni e lei stessa sembrava trasformata, avrei dovuto capirlo subito che tra loro due era nato qualcosa ma io sono sempre stato un ingenuo ed un giorno quando con il furgone sono rientrato dal mercato carico di verdura, non ho trovato più ne lei ne il cacciatore ma solo un biglietto nella nostra camera che diceva, ricordo ancora tutte le parole, comunque ho qui la lettera:

(si alza esce di scena e torna)

Eccola! Adesso la leggo, ascolta!

“ Caro Sauro con te ho passato dei momenti indimenticabili, ma purtroppo come ogni cosa anche l’amore passa e  non me la sentivo più di continuare, con Marco ho trovato finalmente quello che ogni donna desidera : ed ora tenendoti nel mio cuore esco dalla tua vita ma ti lascio tutto, perché non voglio assolutamente nulla che non sia del tutto mio, nell’augurarti tanta felicità, confido nel risolvere tutto amichevolmente … presto ti scriverà il mio legale, buona fortuna tua Rossella”

PAOLO MARTINI: ti ha lasciato anche il locale, a me sembra che si sia comportata in modo corretto!

SAURO ABATUCCI: (alterato) Cosa mi ha lasciato, il mutuo da pagare mi ha lasciato quella troia! Un mutuo che mi ha stroncato ed ora la banca si è ripresa tutto!

(agitato gira indicando per il palco)

Vedi questo! E questo ! ora non è più mio, ma della banca … tutto è della banca … sono rovinato,  questo pranzo è l’ultimo pranzo del locale …

(si siede sulla sedia e si accascia sul tavolo)

Sono disperato! Disperato!

PAOLO MARTINI: (si avvicina ad Sauro e cerca di calmarlo) dai coraggio, vediamo di trovare un rimedio, non disperarti …

SAURO ABATUCCI: nessuno mi può aiutare, finirò sotto i ponti

PAOLO MARTINI: dai calmati, calmati …

SAURO ABATUCCI: (disperato) voglio morire, voglio morire

( prende un coltello e cerca di conficcarselo nel cuore, ma Paolo con forza lo disarma gettando il coltello ai lati della scena)

PAOLO MARTINI: ma cosa combini, non fare pazzie cerchiamo di rimediare

SAURO ABATUCCI: (disperato) non c’è nessun rimedio … nessun rimedio … nessuno!

PAOLO MARTINI: calma, ti aiuto io … ti aiuto io (lo abbraccia)

SAURO ABATUCCI: (piange) lasciami stare, lasciami stare!

PAOLO MARTINI: (risoluto) adesso basta piangere e ascoltami!

(sentendolo risoluto si calma)  adesso ascoltami!

SAURO ABATUCCI: (con un singulto) lasciami stare, per favore lasciami …

PAOLO MARTINI: calma Sauro, calmati … forse ti posso aiutare, ma devi avere fiducia

SAURO ABATUCCI: io non ho più fiducia di nessuno

PAOLO MARTINI: io non sono nessuno, adesso ascoltami

SAURO ABATUCCI: adesso sentiamo …

PAOLO MARTINI: tu hai la patente per guidare i camion

SAURO ABATUCCI: ( sempre concitato) si posso guidare anche i TIR

PAOLO MARTINI: è ancora valida ?

SAURO ABATUCCI: (concitato) si che è valida!

PAOLO MARTINI: me la puoi fare vedere

SAURO ABATUCCI: adesso vado a cercarla!

PAOLO MARTINI: si vai a cercarla

SAURO ABATUCCI: si subito!

( Sauro esce di  scena e rientra aprendo tutti i cassetti e gettando sul palco tutto ciò che trova dentro)

Non la trovo! Non la trovo!

PAOLO MARTINI: cerca con calma, cerca con calma!

SAURO ABATUCCI: (concitato fruga tra le carte che sono per terra) non la trovo! Non la trovo!

PAOLO MARTINI: (si alza e anche lui cerca tra le carte) deve essere questa!

( prende la patente e la esamina) si è questa!

SAURO ABATUCCI: si è questa! Visto è questa!

(prende la patente in mano) è questa! È questa!

PAOLO MARTINI: ( legge la scadenza) scade nel 2017

SAURO ABATUCCI: ( eccitato) nel 2017 è ancora valida, è ancora valida!

PAOLO MARTINI: (calmo) si è ancora valida, e adesso ascoltami!

SAURO ABATUCCI: (eccitato) dai … dai …

PAOLO MARTINI: Sauro, sai che sei un uomo fortunato!

SAURO ABATUCCI: tutto si ma fortunato no!

PAOLO MARTINI: fortunato perché il mio titolare sta cercando un camionista, per piccoli viaggi: e tu hai tutte le referenze.

SAURO ABATUCCI: ma è tanto che non guido!

PAOLO MARTINI: non preoccuparti: ad un camionista basta poco per riprendersi, con un paio di guide torni come prima, e poi ci sono io a darti una mano

SAURO ABATUCCI: davvero faresti questo per me!

PAOLO MARTINI: si!

SAURO ABATUCCI: ma mi conosci appena!

PAOLO MARTINI: mi basta, fidati!

SAURO ABATUCCI: grazie … grazie … in più non so cosa dire!

PAOLO MARTINI: guarda che devi lavorare sodo!

SAURO ABATUCCI: il lavoro non mi spaventa

PAOLO MARTINI: i viaggi da fare sono tanti!

SAURO ABATUCCI: aiutami … aiutami …

(prende delle bottiglie, dei salami tutto quello che trova e le mette in un cestino )

 ( regala tutto a Paolo)

tieni prendi questo, e questo

 PAOLO MARTINI: (Paolo prende tutto) grazie … ma non devi!

SAURO ABATUCCI: prendi tutto, prima che arriva l’ufficiale giudiziario

PAOLO MARTINI: ma sono in imbarazzo, e poi non ho ancora fatto niente!

SAURO ABATUCCI: (prende altra roba e la da a Paolo)

PAOLO MARTINI: ma è troppo, cosa fai!

SAURO ABATUCCI: (prepara un altro pacco con dello champagne )  questo dallo a Rossi!

PAOLO MARTINI: anche lo champagne si ma non devi, magari dopo se ti assume!

SAURO ABATUCCI: digli che lavorerò giorno e notte

PAOLO MARTINI: ma questa bottiglia

SAURO ABATUCCI: dalla a lui, che è la mia ultima speranza …

PAOLO MARTINI: si e ricorda che c’è sempre una soluzione, mai abbattersi … solo con la morte non c’è speranza.

SAURO ABATUCCI: grazie Paolo, grazie per tutto quello che hai fatto per me e che farai

PAOLO MARTINI: io posso fare ben poco!

(squilla il telefono di Paolo)

PAOLO MARTINI: (risponde) sono loro, sono arrivati !

SAURO ABATUCCI: adesso vai, e cerca di fare qualcosa!

( Sauro prende la capote di Paolo e l’aiuta a vestirsi)

Mi raccomando la roba che ti ho dato, sono nelle tue mani, aiutami

PAOLO MARTINI: (prende tutto) grazie … grazie …

SAURO ABATUCCI: adesso devo andare, fammi sapere qualcosa … con i pacchi ti ho messo anche il numero di telefono, anche più volte

PAOLO MARTINI: grazie … presto ti farò sapere … ad ogni modo tieni ( da ad Sauro il biglietto da visita della Ditta) domani ti chiamo e ti faccio sapere dove presentarti per il colloquio, altrimenti  se non riuscissi a telefonare telefona a questo numero, ti risponderà la segretaria che ti darà un appuntamento con il titolare e in bocca al lupo.

SAURO ABATUCCI: crepi

PAOLO MARTINI: a proposito quanto ti devo per il pranzo …

SAURO ABATUCCI: niente, offro io … stai facendo anche troppo per me

PAOLO MARTINI: allora grazie, ciao  a presto, e a buon rendere

SAURO ABATUCCI: a presto, ma prima volevo dirti che è difficile a mondo d’oggi trovare una persona così altruista e sensibile come te, in tutta la mia vita non mi era mai capitato grazie

PAOLO MARTINI: se non ci aiutiamo tra noi poveracci

SAURO ABATUCCI: ciao e grazie di nuovo

(abbraccia Paolo e piange)

PAOLO MARTINI: ciao, non fare così

(i due si staccano e Sauro e Paolo escono di scena)

EPILOGO:

(Buio)

(fascio di luce su Paolo Martini)

(Paolo Martini telefona al suo titolare)

PAOLO MARTINI:  Ciao Aldo, ho appena fatto il viaggio, una camionata di misto per Scappazzoni e sono appena rientrato in sede (pausa) si ha pagato, ha pagato e mi ha lasciato anche la mancia, è un piacere lavorare per certa gente ( pausa ) si gli Scappazzoni sono gente onesta, hanno sempre pagato e quando non pagano ti hanno portato i soldi il giorno dopo, a differenza di tanta gente che fanno “ attaccare il foglio al chiodo” (pausa) per quanto riguarda Oreste,  ormai è arrivato all’età della pensione … basta che lo paghi a prestazione e i suoi viaggi li faccio io (pausa) è vero ti serve un autista ma volendo, se ragioni in modo razionale ne puoi fare anche a meno, ci sono io a tempo pieno quando sono libero dalla ruspa (pausa) a proposito ieri a “ Il muro d’ombra” vuoi sapere come mi sono trovato: si mangia da cani e il locale è ipotecato, il titolare mi sembra fuori di testa ( pausa) anzi mi ha chiesto visto che ha la patente per la guida di autoarticolati ed autosnodati con scadenza nel 2017, ma sono anni che non guida (pausa) di venire a lavorare da te (pausa) io per correttezza gli ho lasciato il tuo biglietto da visita (pausa) ma sinceramente non te lo consiglio, cosa stai ad assumere un operaio che non sai se è affidabile o no, un dipendente che ti trovi sul groppone anche quando c’è poco lavoro ( pausa) lui è talmente convinto che lo assumi che ti ha mandato un salamino, che oltretutto non puoi neppure mangiare ( pausa)

 

( voce fuori campo): ok Paolo, ormai il colloquio con il signor Abatucci è programmato e devo farlo, ma non lo assumo sempre se mi assicuri che lavori per due …

PAOLO MARTINI: (risponde al telefono) quello sicuramente non preoccuparti!

( voce fuori campo): va bene, non lo assumo ma non starmi a ripetere le cose, anzi devo ringraziarti per quella bottiglia di champagne che mi hai fatto avere, non dovevi

PAOLO MARTINI: come non dovevo, figurati te la stappi con Cristina alla mia , adesso vado a fare manutenzione alla ruspa … ciao Aldo

 ( voce fuori campo): è proprio vero che se non ci fossi tu, questa ditta va a gambe all’aria ciao Paolo …

SIPARIO

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