Il naufragio

STORIE DI NAUFRAGHI

IL NAUFRAGIO

di

Alfredo Balducci

[Testo tutelato dalla Societ Italiana degli Autori e degli Editori (S.I.A.E.)]

Monologo (1 personaggio femminile)

Il testo si sviluppa attraverso ben dosati colpi di scena, proprio come accade

nei lavori a pi personaggi. La vicenda narrata non vuole soltanto intrattenere

luditorio, ma ha unambizione pi alta: quella di svolgere -nei limiti di un

divertimento sempre presente- anche una critica di costume. E una certa

mentalit da ricchi sfaccendati che viene presa di mira, insieme con la loro

convinzione che fra i privilegi di cui godono, ci sia anche il diritto alla

spregiudicatezza. Nessuno sfoggio di moralismo, per, nessuna pesantezza

didascalica, nessun lancio di messaggi: tutto trattato con estrema leggerezza,

allinsegna del buonumore.

Scena:

Una spiaggetta in mezzo alla scogliera. Il mare al proscenio. In fondo, a

sinistra, una piccola capanna; accanto all'acqua, piantato fra gli scogli, un

palo. La protagonista, vestita come una naufraga, sdraiata sulla sabbia.

(Si sveglia, sbadiglia, si stira, si solleva, si tocca la schiena dolorante, poi

fruga nella sabbia sotto di lei.)

'Sti letti moderni!

... Ecco che cosa non andava...

(tira fuori una grossa pietra e la getta via)

... una molla del materasso da cambiare!

(altri sbadigli e stiramenti; si alza e guarda la capanna)

... e se fosse arrivato mentre dormivo?

(corre alla capanna, entra e riesce)

... no, qui non c' ancora nessuno...

(va a scrutare il mare)

... e nessuna nave in vista...

(guarda il palo)

... lo straccio!

(corre ai piedi del palo, raccoglie uno straccio caduto e lo lega di nuovo sulla

sommit)

... non servir a niente, ma almeno la coscienza a posto...

"Ma chi te l'ha detto di andare in crociera alla scoperta del Pacifico?"... mi

pare di sentirle la Pupa la Diletta... e anche la Francesca Romana... s, anche

lei... il senno del poi. E chi se l'aspettava una scarogna simile?... o, vista

dall'altra parte, una fortuna simile, perch, magari, sono la sola ad essermi

salvata.

Che finimondo ragazze! A cena avevo mangiato dei gamberoni alla panna che

avevano subito cominciato a farmi male, tanto che, per mandarli gi, li avevo

per cos dire, affogati nel Madera, due bottiglie... una ciucca! La nave ballava

sulle onde, e io che credevo che fossero i gamberoni al Madera che avevo sullo

stomaco. La gente gridava, buttata da tutte le parti, e io che pensavo "ma

guarda te che strage che hanno fatto quei gamberoni... pensa un po' che porcate

che ci danno da mangiare! magari erano quelli avanzati dalla crociera

precedente...!"

Insomma, scendo in cabina, mi sdraio sul letto e mi ritrovo in mare. Cos'era

successo? Niente di strano: un'ondata aveva sfondato l'obl, riempito la cabina

e risucchiato me in acqua.. Ma il bello era che io... beh, "bello" sempre per

modo di dire... io non sapevo di essere in mare... pensavo di avere sbagliato,

per colpa del Madera, e anzich sul letto, di essermi sdraiata nella vasca da

bagno. "E io che credevo che a bordo ci fossero soltanto le docce!" dicevo..."e

la vasca piena, chi l'avr preparata?... Ma no, questa non una vasca: la

piscina... si vede che anzich in cabina, sono finita sul ponte di coperta... ,

ma proprio in piscina dovevo cascare... accidenti ai gamberoni!... Toh, senti

senti, la tavola del trampolino... questa non me la lascio scappare... verr

qualcuno, poi, a darmi una mano... , ma che buio... e che tempo di merda!" E

cos, aggrappata a quella tavola, mi sono addormentata... e mi sono svegliata

qui: pensate, ero sopravvissuta ai gamberoni!

Dunque apro gli occhi e scopro di non essere in piscina e che la tavola a cui mi

ero aggrappata non era quella del trampolino, ma la porta di un gabinetto...

c'era sopra la targhetta d'ottone... e per fortuna era un gabinetto delle donne!

Allora, mi trovo sulla spiaggia e dico: " fatta! alla Pupa verranno le

convulsioni quando sapr che sono scampata al naufragio, lei che si dava tante

arie perch l'anno scorso, andando a sciare, rimasta chiusa in macchina due

ore per via della valanga... , e la Diletta che pu vantare soltanto un

tentativo di violenza carnale in ascensore?... E la Francesca Romana , poi, che

non ha niente, assolutamente niente al suo attivo?! Adesso mi alzo, dico, e vado

nel posto pi vicino a telegrafare". E infatti sono andata e due ore dopo ero di

ritorno, dopo aver fatto il giro completo dell'isola... perch proprio su

un'isola che mi ritrovo, e per giunta, disabitata... un atollo, come lo chiamano

da queste parti... o no?!

L per l, non mi sono disperata "verranno a prendermi" ho detto. Ho trovato un

palo e ho sacrificato un pezzo di vestito... cos ho fatto il modello

"naufragio"... avrei anche acceso il fuoco ... ma chi che ha detto che

sfregando due pezzi di legno...? Proprio vero: la mamma degli imbecilli sempre

incinta...

Ma non perdiamo la calma, self control! anche se qui non ce nessuno a

guardarti, in fin dei conti sono qui solo da tre giorni...

Bisogna che non me ne dimentichi, almeno per mantenere i contatti col

calendario. Dunque, questa la data di arrivo, e qui ci sono i tre segni... tre

giornate ad aspettare una nave, un aereo: niente... ormai non cercheranno

neanche pi... penseranno che non ci sono superstiti.

Organizzano le crociere e non sanno organizzare i naufragi! Basta, ormai e

fatta, self control! Prima della partenza ti danno un bel programmino preciso

eh! con le tappe che far la nave, le cose che ti faranno vedere, le specialit

che ti faranno mangiare... (bleah! gamberoni!)... persino i vini che ti faranno

bere... (oddio il Madera!)... e niente, proprio niente sui naufragi! roba da

matti! neanche una notina in fondo alla pagina ,che so, "in caso di naufragio,

il servizio di soccorso sar garantito da tanti aerei, tanti elicotteri, tante

navi da ricerca, eccetera, eccetera... " Ma chi me l'ha fatto fare a me, di

partecipare alla scoperta del Pacifico?!

Beh, ormai fatta: selfcontrol. Parliamo della capanna... appena l'ho vista mi

sono detta "meno male che qui c' qualcuno che pu darmi una mano"... e invece

dentro oh, nessuno, neanche un'anima viva. Pi che un'abitazione, sembra la

baracca di un pescatore: qualche attrezzo, un grosso recipiente con l'acqua da

bere... e il pescatore dov' che sono tre giorni che l'aspetto?! Che sia stato

spazzato via dalla tempesta, come la nave? Ma no, lui non si fa mica incastrare

dal temporale, non mica come quei fessi che hanno organizzato la crociera,

lui: uno di queste parti e il mare di casa sua lo conosce bene... speriamo.

E se a quello, tornando e vedendo una donna sola, gli venisse in mente... ? Ma

no, qui nel Pacifico il sesso vissuto in un'altra maniera, lo diceva persino

il programma della crociera... Beh, appunto per questo... un giovane, atletico

pescatore, trovando una donna sola sull'atollo... in questo caso dovrei fare

buon viso a cattiva sorte... no... cattivo viso a buona sorte...E se invece il

pescatore fosse vecchio e cadente? ... Beh, se proprio vecchio e cadente, il

problema non sussiste. Oppure nel Pacifico le cose vanno in un altro modo?

Eccole, eccole le cose che dovrebbero scrivere sui programmi di viaggio, invece

di tante stronzate! Ho fame!

Guardiamo se avanzato qualcosa della cena di ieri sera...

(va a prendere qualcosa in un punto della spiaggia)

... un avanzo della cena, della prima colazione e della seconda, di ieri,

dell'altro ieri e del giorno prima: un granchio. Non ho mangiato che granchi da

quando sono qui. E pensare che prima mi facevano schifo soltanto a vederli!...

Ma qui, se voglio sopravvivere... ci ho mica tanto da sfogliar verze... Se mi

riuscisse almeno di accendere il fuoco, potrei mangiarli cotti invece che

crudi... la Pupa direbbe che una fortuna, "perch in questo modo le vitamine

si conservano inalterate"... una fortuna... lei che in questo momento, magari,

seduta davanti a una buona cenetta... vorrei vedere lei di fronte a un men del

genere: granchi crudi e acqua.

(Come se dialogasse con l'amica)

"... ho detto di no... non me ne frega niente se hai delle buone intenzioni...

ti pare il caso di farle a una come me, nelle mie condizioni, le tue sviolinate

sull'ecologia?...

(Piagnucola)

... no, questo da te, Pupa, non me lo sarei mai aspettato, per te vitello

arrosto e per me granchi, crudi... e poi vieni fuori con la faccenda delle

vitamine! vitamine un corno!"

Se almeno arrivasse questo pescatore per portarmi al suo villaggio!... Perch

sar quello che vorr fare, no? Che cos'altro potrebbe venirgli in mente,

trovando una naufraga su questo atollo?... Potrebbe... ? S, va bene:. Dopo,

dico, dopo... non mi lascer mica sola, per caso? Ma no, questa gente

ospitale... almeno cos diceva il programma... mi porter sulla sua isola, fra

la sua gente... da queste parti non esistono problemi di sopravvivenza... alle

brutte, i granchi (che schifo!)... ci sono sempre... il clima mite e si vive

all'aperto, e per vestire basta un pareo. Imparer anch'io a danzare sulla

spiaggia, perch questa credo che sia l'occupazione principale delle donne di

quaggi... altro che stress della casalinga e sindrome della donna manager... le

donne di qua han capito tutto!

Comunque danza a parte, potrei rendermi molto utile in una comunit primitiva;

potrei insegnare la nostra civilt... beh, non tutta, si capisce... non che

io... qualcosina... per esempio... il Teorema di Pitagora, questo me lo ricordo

bene!... gi, ma che cosa gliene frega alla gente di qua del Pitagora? Altre

cose sarebbero importanti: come tessere una tela, per esempio, o come costruire

una barca, oppure come cuocere la ceramica... gi, ma questo, possono insegnarlo

loro a noi... noi, che ci diamo tante arie! Ma che cosa ci fanno imparare a

scuola?... I principi?... Ma quali?... Acca due esse o quattro... e poi?...

spero promitto e iuro reggono l'infinito futuro... ? E poi?... E poi capiti su

un atollo del Pacifico e il primo pescatore che incontri ti fa fare la figura

del pirla!

Che cosa diavolo potrei fare per rendermi utile? Potrei insegnare la mia lingua,

questo s, un po' nordica magari..., ma di questi tempi fa tendenza... gi, ma

prima devo imparare la loro, altrimenti chi mi capisce? E quando gli ho

insegnato la mia lingua, loro cosa se ne fanno?... Potranno leggere i nostri

classici. E i libri dove li pigliano, se non hanno contatti con il mondo

civile?... Potrei riscriverli io... ma s, guarda che idea!... "Quel ramo del

lago di Como che volge a mezzogiorno... " ragazze che meraviglia! Divento la

Manzoni del Pacifico...per, siamo seri, ce li vediamo questi giovanottoni

muscolosi o 'ste ragazzotte seminude, sulla spiaggia, che invece di...

(Accenna ad un passo di danza)

"Quel ramo del lago di Como... " No, non sarebbe un bestseller. Che cosa posso

fare allora?... Ma s! Ci sono! La musica! La pi primitiva delle arti! La

musica comunicazione linguaggio! E poi ho sempre avuto una gran passione per

il musical Potrebbe essere la mia occasione! La possibilit di avere un pubblico

tutto per me, cimentarmi nei brani pi impegnativi e spettacolari! Come quello

per esempio del "Victor Victoria" che ci ho fatto una malattia! Come faceva?

Vediamo se mi ricordo...

(Canta la canzone spagnola)

Pensa te se ci fossero qui quelle tre betoniche della Pupa, della Diletta e

della Francesca Romana, loro che sono stonate come campane, s per, diciamo la

verit, il musical non ha mai fatto chic, non mai entrato nel tempio della

cultura... sar stonata anche la cultura?.. bah, comunque per non sbagliare, io

mi butto sulla poesia, quella s che va bene, la poesia il mezzo per elevare

anche i pi semplici alle vette sublimi dell'arte...

(Come rispondendo a una domanda)

... No, quella non possibile, fuori discussione... lo so che sarebbe

importante, volete che non lo capisca?... "Nel mezzo del cammin di nostra vita,

la bocca sollev dal fiero pasto, e quindi uscimmo a riveder le stelle"...

Questo tutto quello che mi ricordo; e il resto chi lo scrive? Ne so pochino?

No, neanche l'Alighiera del Pacifico posso diventare... Per, c' una poesia

completa che conosco: "M'illumino d'immenso". Finita! un po' cortina... ah! Ce

n' un'altra!... questa pi lunga e la so tutta a memoria, state a sentire...

"T'amo o pio bove e mite un sentimento"... Ma come si fa?... Qui di bovi non ce

ne sono, non ne hanno mai visto uno, di bove... come se da noi qualcuno

scrivesse "T'amo o pio iguana... "!

No! Non c' niente da fare qui per me, se non infilare conchiglie nelle collane,

o entrare nel corpo di ballo sulla spiaggia... e poi, un momento, qui il ballo

tutto un dimenamento di fianchi... mica facile, bisogna cominciare da bambini...

io intanto ci provo, no... meglio di no.

Che ore saranno?

(Va a guardare in una zona della spiaggia)

Io l'orologio solare l'ho fatto: uno stecco infilato nella sabbia, s, ma con

l'ombra non ci capisco un tubo, ci vorrebbe un orologio vero per controllare gli

spostamenti. Gi, c'avessi un orologio vero, 'nteressa a me di quello solare!

Uffa! Per che barba su questi atolli! Una volta che hai segnato il giorno e

guardato l'ora, non c' pi un cavolo di niente da fare... ah, devo rifarmi il

letto...

(Gratta un po' la sabbia dove ha dormito)

S, io continuo a dormire qui, mica nella capanna. Il pescatore potrebbe

arrivare anche di notte, e se mi trovasse lunga distesa sulla sua stuoia, che

idea si farebbe di me? Uno che arriva dal lavoro e si trova una donna nel letto,

che cosa deve pensare? Si, una naufraga, va bene... ma sempre donna . E cos

il letto me lo preparo qui. Non che con questo mi senta sicura, intendiamoci:

sono nelle sue mani... e non intendo sottrarmici... non ci tengo mica io a

entrare nel calendario come SantaMartireVergine che su un atollo del Pacifico,

per difendere la sua (diciamo cos) purezza, oh!... Ma non me lo sogno neanche,

non me lo sogno... solo che, un briciolo di forma, bisogna pur salvarla,

bisogna. No dico, magari lui nemmeno ci pensa... sta mica bene che sia proprio

io a mettergliela davanti... lidea.

S ma, se fossero pi di uno?... due?... tre?... O magari di pi?... Bah,

vedremo sul momento il da farsi... o il "da farsi fare"...Per, si potrebbe

verificare anche un altro caso: ho letto che da queste parti, quando due giovani

si sposano, vanno a passare la luna di miele su un isolotto deserto. E se questa

l'avessero costruita due sposi? Oh, mama!... Loro poveretti, arrivano qua per

avere un po' di privacy: cosa faccio, ci tengo il moccolo?... Ma che colpa ne ho

io... lo capiranno, no? Non che io sia venuta qui apposta per spiare le vostre

intimit: stato il caso a portarmi qui, il fato... Oh, mama! Il fato!

Cominciamo con le complicazioni religiose, che han fatto pi danni quelle l

della bomba atomica!... lui magari dice "Ma guarda te che bel regalino mi ha

mandato la dea dell'amore" e...

(Fa il gesto di chi abbraccia)

... e lei invece "Guarda un po' chi mi ha messo fra i piedi la dea del

tradimento "e... sgnacchete!

(Fa il gesto di chi pugnala)

Eh, no ragazzi, andiamoci piano!

E, se mi prendessero come un regalino per tutti e due?...oh! Paghi due e porti

tre! Mah... io non conosco bene le usanze di queste parti... e a me,

francamente, le donne non che mi dicano un gran che... ma in caso di

necessit... si pu sempre considerare un'apertura verso una nuova esperienza...

Ma cosa vado a pensare?! Questa gente semplice, che vive vicino alla natura, e

che obbedisce sempre alle sue leggi. Quindi, l'uomo, appena mi vede mi salta

addosso, e la donna... sgnacchete!

(Fa il gesto di chi pugnala)

Per, io sono un'ospite, e l'ospitalit sacra. Ma anche il matrimonio

sacro... e mi buttano in mare. Ma guarda un po' in che razza di guaio dovevo

andarmi a cacciare, senza n colpa, n peccato! Ma vaglielo a far capire a

quelli l!... non capiscono niente: Su con la vita, ragazzi!... su, su... "Mio

nome Vittoria... Vittoria! Do you know? Beh! lasciamo perdere. Io venuta qui a

nuoto... cos, splasc! grande tempesta: sblot sblot, pluff pluff, sciaffete

sciaffete, e nave caput!... (caput? ma cosa c'entra il caput con loro)...

(Con gesti e rumori cerca di rappresentare il temporale e le altre cose che

dice)

... io molto male qui, perch mangiato gamberoni alla panna... (s, adesso gli

spiego la panna!)... io amica... io spiacente voi sposati... (oh, mama!)... no,

volevo dire, io contenta voi sposati, ma spiacente essere qui... voi non pensate

me, voi fate vostro ficfic tranquilli... io non disturbare... qui stare bene...

grande letto per dormire... molti granchi crudi per mangiare... a proposito,

solo piccolo favore io chiede: voi insegnare me fare fuoco... poi fare quanto

ficfic volete e quando voi stanchi e volere tornare grande isola, voi dare

passaggio me, capito?"...

S, capito... neanche fossero Einstein avrebbero capito!... Prima di tutto devo

dire che sono un'amica... come glielo faccio capire?... Ah, cos... io amica...

(Si bacia il dorso della mano)

... Brava! Cos lui ti salta subito addosso, e lei... sgnacchete!

(Fa l'atto di chi pugnala)

Oh!... Ma com' difficile vivere con questa gente... non gliene va mica mai

bene una!...Che fatica! Son qua tutta rotta

come quando uscivo dal corso di jazz dance, che anche quella l, e stata

unesperienza!

(Canta jazz dance)

(Si sente il trillo di un telefono. La donna rimane perplessa, fa un gesto di

stizza, entra nella capanna e ne riesce con un telefonino portatile)

"Victor?!... Deficiente, cretino, rimbambito... ma che cosa ti viene in mente di

telefonare e di sciupare tutto?... Quando faccio la naufraga, il telefono non

esiste, hai capito?... Solo se bruciasse la villa. Victor! Sta bruciando la

villa?... E allora perch mi telefoni? Stronzo! Chi la ricrea adesso l'atmosfera

che avevo costruito?

Ma, a proposito, perch sei ancora l, perch non sei ancora saltato sulla

piroga polinesiana per arrivare qui con il tuo bel perizoma da pescatore?...

cosa... non arrivi?!... E si pu sapere perch non arrivi?... Ah! Ho capito!

Forse perch devi fare il filo alla Giuseppina, la nuova cameriera?... di di

non fare lo gnorri: ho visto bene come la guardi... ma perch vuoi negarlo

scusa, di che cosa hai paura?... stiamo giocando col "Naufragio nel Pacifico"

mica con "La gelosia a Napoli"... e poi se proprio volevi, potevi portarla con

te, la Giuseppina, come moglie del pescatore... Fra l'altro, lo sai, io faccio

anche l'ipotesi della giovane coppia di sposi che arriva e trova la naufraga...

lo so che non l'abbiamo mai fatto: questa poteva essere l'occasione, no?... Come

sarebbe a dire che non sai la parte: guarda che non devi proprio aprire bocca...

cosa si possono dire una naufraga e un pescatore del Pacifico?... Solo gesti,

proprio come hai sempre fatto... beh, tutto tutto, davanti alla Giuseppina,

no... ma non pensi che a quello, tu?... Ma s, la vivi in modo troppo monotono

la situazione... arrivi qua con quell'idea in testa, come se lo sapessi di gi,

e appena mi vedi, gi a pesce!... E magari, senza neanche portarmi nella

capanna... sulla spiaggia, come l'altro giorno, brutto testone, con i

MiglioriniCasati che con la scusa dello sci nautico passavano in su e in gi

qui davanti.

Allora, si pu sapere perch non sei ancora arrivato col tuo bel perizoma da

pescatore?... Non vuoi pi salire sulla piroga polinesiana?... Hai paura di

andare a fondo?... Oh! ma dico, siamo impazziti?... Ma non lo sai che le

imbarcazioni a bilanciere sono le pi stabili del mondo?... Non la nostra?... Ma

se la copia esatta di quella del "Muse de l'homme" di Parigi?! No che non sto

parlando in dialetto, (Questi autisti sono proprio un po tardi! Degli autisti

non ci si puo proprio fidare!)... Lo sai vero, quanto ci costata la

riproduzione?... Hanno sbagliato le proporzioni?... E te ne accorgi adesso, dopo

un mese che l'adoperi?... Che cosa?... Vuoi arrivare a nuoto come scampato al

naufragio anche tu?... Ma se non sai nuotare!... Aggrappato a una tavola...

l'altra porta del cesso?... Non hai sforzato la fantasia, mi pare (un autista!).

Insomma! Il pescatore non lo fai pi!... Ho capito: un personaggio che scompare

dai nostri giochi... ah, ce n' un altro che scompare, almeno per stasera... ha

telefonato che non pu venire... e chi ?... La Doda?... Stasera la Doda non

viene?... Porca puttana! E a chi la facciamo fare la padrona del casino?...

Direttrice di sala, si chiama?... No che non lo sapevo: non l'ho mica inventato

io il casino...s, il gioco del casino... di mio marito... s, il signore... e

poi, inventato... cosa vuoi che inventi, lui... l'ha ricopiato... il mio

naufragio s che tutto inventato... io, sugli atolli del Pacifico non ci sono

mai naufragata, io..., ma torniamo a casa... volevo dire, al casino: a chi la

facciamo fare la matresse stasera?... Va bene che tu non partecipi, ma una mano

me la puoi sempre dare, anche dal di fuori, no?...

No, troppo tardi: non si pu pi disdire, ormai... figurati mio marito, poi...

viene la mia cugina col Fulvio, la trib dei CostaVolpicelli, la Cocca, il Pier

Franco, la Fabiana... a chi?... Alla Fabiana? Ma sei impazzito?! La Fabiana va

bene ancora come ragazza di camera... oh, ma gliele hai viste le tette?...

No?... Beh, guarda, te le posso descrivere io... ma cosa vuol dire se non pi

giovanissima, cos', erano tutte teenager nei casotti, una volta? Insomma, la

Doda stasera, ci ha proprio lasciati nei casini, il caso di dire... bisogna

che trovi una sostituta... sostituta, non prostituta, sei diventato sordo?...

chi? non lo so ancora, non lo so... ci devo pensare... ti richiamo dopo.

(Chiude il telefono, si guarda intorno, sbuffa e scrolla le spalle)

... Tanto vale, ormai...

(Va nella capanna, accende la radio, parte Tropicana, cantando esce dalla

capanna in bikini cappello e occhiali, porta fuori una sedia a sdraio e una

borsa, alla fine del brano si siede sulla sdraio)

... e cos... niente naufragio... niente fic fic...

Non ci resta che darci alla letteratura!

(Prende Novella 2000 dalla borsa e si mette a leggere)

Una volta che era andato tutto bene, stata la piroga polinesiana a non

funzionare!... e adesso anche quella scema della Doda ci si mette! Lo sapeva da

una settimana del gioco di stasera, doveva tenersi libera... eh, s, carina: la

seriet prima di tutto. E adesso come faccio?... Ci sarebbe la Corinna che

potrebbe andar bene: la faccia ha proprio le pieghe giuste... e lo sguardo poi,

perfetto... ma chi glielo dice che proprio il tipo che ci serve per fare la

maitresse?... Lei! Che tutti i giorni va in chiesa! quasi quasi la faccio io...

anche se, modestamente... no, sarei ridicola...

Ma tu guarda che giornata fantastica sarebbe stata per il naufragio!... Invece,

tutto a rovescio... e anche la Doda adesso... ma, un momento!... Ma perch mi

devo rompere la testa proprio io, per questa sera? Non mica mio il gioco: il

Pier Luca che l'ha inventato, lui il regista, e lui ci deve pensare... ma

guarda che cretina! Vado a prendermi le gatte da pelare degli altri... a rischio

poi, di sentirti dire che hai sbagliato tutto, che le matresse erano fatte cos

e cos... ma cosa ne so io di come erano fatte... non ho mica passato la

giovinezza nei casotti io, ma nei collegi delle monache... e anche se... beh,

c' una bella differenza!

Ah, ma ti aggiusto io... ti piace fare il regista? E allora goditela fino in

fondo...

(Prende il telefonino e compone un numero)

"Victor!?... Come chi Victor?! Ma sei tu Victor no? Lo so, lo so che tu ti

chiami Calogero e sei di Rocca Lumera in provincia di Agrigento, ogi di l, ma

nella vita darsi un tono e importante! Pensa te se, da domani, Pippo Baudo non

potesse pi parlare di fictions, Maurizio Costanzo di talk show e Berlusconi di

audience: bognerebbe rimandarli tutti a scuola di italiano.Comunque ti telefono

per dirti che ci ho riflettuto e ho concluso che dell'affare della Doda non me

ne frega proprio niente!

Adesso mi fai il favore di chiamare mio marito in ufficio! Come?... Mio marito

non c'?... Ha telefonato un minuto fa: che partito per un viaggio

d'affari?... Ma quale viaggio d'affari, ma se io non ne sapevo niente... e

quanti giorni sta via?... Non l'ha detto... eh, gi, bisognava domandarlo alla

sua segretaria quanti giorni lei, vuole star via... s, a quella troia... macch

viaggio d'affari: non ci sono viaggi d'affari per mio marito!... Anzi, per lui,

non ci sono neanche gli affari: l'azienda che gli ha lasciato il suo paparino va

avanti per conto suo... vedi, affari una parola che ci ha tanti significati:

ci sono gli affari pubblici, gli affari di stato, gli affari esteri, gli

affaroni, gli affaracci... tutti ci hanno il loro affare!

Ma no, sono modi di dire! Ma allora, proprio non si pu pi parlare... comunque,

se l'intendi in questo modo, allora quello di mio marito con la sua segretaria,

proprio un viaggio per gli affari!...

Troppo severa? Ah, tutti abbiamo i nostri peccatucci?... Eh, no, caro mio: i

nostri sono giochi e quella invece la realt... non puoi mica mischiare le

carte...

Adesso che ci penso, per, un vantaggio c': va a monte la riunione di stasera.

Oh, meno male: un gioco che proprio non mi va n su n gi; volgare, stupido,

imbecille... proprio come mio marito!

Comunque, in camera mia troverai la lista degli invitati di stasera... telefona

a tutti e d che la riunione sospesa perch il signore... in viaggio

d'affari... passo e chiudo."

(Chiude la comunicazione nervosamente)

... In viaggio d'affari, lo stronzo!... Ma come si permesso di introdurre la

sua verit nei nostri giochi?... Di umiliare la nostra fantasia coi suoi sporchi

"affari" personali?...

(Parte la musica)

Maiale! Ha sciupato tutto, ha sporcato tutto...

(Ha un accenno di singhiozzo, canta: "Crazy world")

... "Cosa faccio, piango, adesso?"... "ma no, sono i nervi... la rabbia che mi

sento in corpo per quel... bastardo... dopo tutti gli anni che gli ho dedicato,

dopo tutti i sacrifici che ho fatto per sopportare la sua volgarit...

"Di su... facciamo il casotto stasera... ci stai anche tu, vero?..."

(Singhiozza)

... "Ingrato, porco!"... "cosa fai, cretina, ti metti a piangere?"... "ma no, di

lui non me ne frega niente, non si merita una cicca lui... per gli anni che ho

sprecato che..."

(Continua a piangere)

... "Ma la vuoi smettere?!... Sembra che tu abbia riesumato l'Abbandonata nel

motel"...

(Alza le spalle)

... "E poi, le lacrime non c'erano neanche l..."... "E io ce le metto! Sar

padrona di piangere quando mi pare e piace?!"... "Non nei nostri giochi"... "E

perch...?" "Perch?, ma perch li facciamo per divertirci, e le lacrime vere

non ci stanno, evidente"... "E' evidente, sono fuori gioco... e tutta colpa di

quel... di quel... quel cornuto!"...

... Cos adesso divento adultera quando cedo al pescatore del Pacifico e puttana

quando gioco al casotto... neanche Pirandello ci si raccapezzerebbe!... Cos, il

signorino non vuole pi stare alle regole eh? E allora perch dovrei starci

io?... Eh no, caro mio, non sono mica cretina fino a questo punto: io mi butto

sull'occhio per occhio, dente per dente", e chi s' visto, s' visto!... Oh! E

meno male che hanno inventato il cellulare familiare, se no, sai che bollette!

Altro che latollo nel Pacifico, qui mi finiva a Milano Marittima se andava

bene!

(Prende il cellulare e compone un numero)

... "Calogero!... hai telefonato per disdire?... Bene... e come la prendono?...

Ah, ridacchiano quando sentono che il signore in viaggio d'affari!... si

capisce! lo conoscono bene, il signore e lo sanno di quali "affari" si

tratta!... beh, appena hai finito, d alla Carla e alla Giuseppina che hanno la

giornata libera e che se ne vadano fuori dai piedi: restiamo in villa noi due

soli, per un nuovo gioco... di cosa si tratta?... Il titolo potrebbe essere "La

signora e il suo autista"... sapevo che ti sarebbe piaciuto,(un autista!)...

Perch non l'abbiamo mai fatto? Ma perch era troppo vicino alla realt e non lo

trovavo di buon gusto... non mica la stessa cosa: si tratta di sfumature...

che per possono cambiare tutto... vedi, il gioco del casino, lo facevo

solamente perch piaceva a mio marito, e in quello del naufragio non mi sentivo

colpevole perch sottostavo a una forza superiore alla mia, soccombevo sotto il

peso di una circostanza...

(Piagnucolando)

... E che altro poteva fare una pora dona, sola, su un atollo del Pacifico?...

No, adesso non ho pi scrupoli: mio marito se ne va "in viaggio d'affari" eh? E

io gioco alla "signora con il suo autista".

Prepara tutto per bene: indossi la divisa nuova e porti il Volvo davanti

all'ingresso principale della villa... quando tutto a posto, mi dai un colpo

di telefono: io entro in casa dalla porta di servizio e salgo in camera mia a

vestirmi... appena pronta, stacchiamo il telefono e incominciamo... nessuno ci

disturber pi...

Come, che bisogno c' di questo apparato?!... Ma cosa dici?!... Ti rendi

conto?!... Mi prendi per mio marito?!... O peggio, per una signora che se la

spassa davvero col suo autista?!... Ma allora non hai capito un accidente!... ma

certo che c' differenza... senti fai come ti ho detto, e non metterti in testa

certe idee!..."

(Chiude il telefono)

... Perch quest'apparato, domanda... c' da farsi cadere le braccia... ma,

allora non ha capito proprio niente!... Gratta gratta, le origini vengono

fuori... una questione di cultura... di classe... eh, s, caro Carletto...

(Carlo Marx, naturalmente)... ce ne ha ancora di strada da fare, il

proletariato!... Hai voglia te a sacrificarti, a spiegare, ad insegnare...

guarda qua che risultati!...

Ma non sono mica conti da fare, questi... chi ci ha l'abitudine di dare, come

me, non pu che continuare su questa strada, senza lasciarsi scoraggiare dai

frutti raccolti... e forse un giorno... chiss...

(Accenna l'aria dell'inno dei lavoratori)

"Su fratelli, su compagne... "

SIPARIO

S E C O N D A P A R T E

SUPERIORITA DELLATTORE

monologo

Lattore in scena con un immaginario interlocutore. Sul fondo una quinta

teatrale oltre la quale si intravvedono la ribalta accesa e la buia distesa di

una platea affollata. Lo spettacolo in corso. Ogni tanto, qualche musichetta,

brusio di folla, risate, applausi.

Lattore

no e no ho detto di no! io non le faccio queste figure. Dovevo saperlo

prima, mi sarei preparato qualcosa. Lo so che non fai lindovino, ma nemmeno io

faccio il tappabuchi. Quello che potevo fare lho fatto: ho allungato il mio

numero di cinque minuti di pi non potevo starci l sopra lo capisci subito

quando il pubblico stanco. Figurati un po se posso ritornare in scena a

raccontare che cosa, poi? come dici? lattore di razza lanimale da

palcoscenico? balle! limprovvisazione non mai esistita, neppure ai tempi

della commedia dellarte e neanche Petrolini no, neanche lui, con quelle

battute brucianti che sembravano nate l per l un campionario ne aveva, tutte

belle allineate le battute brucianti, per tutte le occasioni queste per il

ritardatario, queste altre per lo spettatore che si alza prima della fine per

chi non applaude, per chi chiacchiera col vicino di posto, e via di seguito.

Dunque, se neanche Petrolini se la sentiva di affrontare il pubblico a mani

nude, vuoi che io, proprio io eh, andiamo! La faccia mia e non la butto via

cos facilmente. Che cosa dovrei fare? barzellette? non ne conosco una storia

qualsiasi, un episodio della mia vita? beh, ma per chi mhai preso, per Giacomo

Casanova? Cosa credi che sia stata la mia vita, un romanzo? una vita come tutte

le altre, n pi, n meno anzi, forse meno che pi. E poi, non lo sai che una

vita appare interessante solo quando appartiene a chi diventato qualcuno,

quando qualsiasi cosa abbia fatto diventa un segno rivelatore, anticipatore del

genio? Se io, per esempio, vado fuori a raccontare che mio padre non voleva che

facessi del teatro, sai cosa dice la gente? aveva ragione! come? Se gliela

racconto cos si mette a ridere? Non credere: oggi il pubblico molto esigente

ci vuol altro per farlo ridere come dici? con i discorsi dei politici di tutti

i giorni io dovrei raccontare questa roba? non sono ancora sceso cos in

basso e poi a me il qualunquismo non piace, lo sai. No, non insistere, le mie

doti di comunicazione ci sono ancora quando ho un testo nel cervello, provato e

riprovato ma poi, ti rendi conto chi dovrei sostituire?.. Kira e Samantha

tette, cosce e chiappe ti rendi conto? Il novanta per cento del pubblico viene

per vedere loro, e io dovrei dare almeno qualcosa dello stesso peso ah, non

pretendi che lo spogliarello lo faccia io sei generoso! ma perch quelle due

cretine sono andate a finire in un incidente stradale facendosi incastrare dalla

polizia per via delle testimonianze?!.. Va beh, affari loro Senti, perch sulla

scena non mandi Gloria cosa vuoi che sia per lei cantare altre tre o quattro

canzonette? non la vogliono sentire, una cagna sfiatata? mi di ragione,

finalmente! e perch lhai ficcata in compagnia, allora, perch ce la portiamo

dietro? va a letto con lonorevole... lo so e allora che venga lui qui,

lonorevole, a riempire questo vuoto potrebbe essere unidea: lonorevole

tappabuchi eh, no, questo non qualunquismo: non un onorevole qualunque,

un onorevole con nome e cognome. Di, non te la prendere, lo so che non il

momento di scherzare, che non vuoi avere da dire con il proprietario della sala

vediamo come si pu rimediare il duo Foster! Non hanno un altro balletto da

presentare? non ce lhanno. ScinLao, luomo che legge nel pensiero, pu

allungare il suo numero come ho fatto io, no? ... allungher di dieci minuti e

perch non di pi? c un limite a tutto? e lasciamoglielo trovare a lui

questo limite: sar ben capace di leggerlo nel pensiero del pubblico quando il

momento di smetterla ma no ti ho detto che voglio aiutarti, non cerco le

battute vengono fuori da sole perch siamo qui, si capisce l non uscirebbe

nulla. Senti, non c che Susy che possa salvare la situazione lei, se vuole,

pu farlo durare almeno un quarto dora il suo numero dici di no? cinque

minuti tutta vestita cinque minuti per togliersi il reggiseno e cinque minuti

dal reggiseno alle mutandine guarda, Susy che pu darti una mano beh, una

mano con tutto il resto, si capisce! Ma non c verso di farti smuovere! sei

proprio fissato con me, te li devo riempire io questi dieci minuti! il pubblico

vuole me? ti ringrazio, ma il pubblico prende quello che passa il convento: il

pubblico un buon bestione che chiede soltanto di poter sonnecchiare in pace.

Io non so cosa andare a dire, hai capito? Io senza il copione sono un uomo

morto, Ah, s, la fai facile, tu ma prova ad affrontarlo tu, il pubblico

quella platea silenziosa che aspetta il momento giusto per sbranarti eppure

dovresti conoscerlo anche tu, il pubblico, dovresti sapere di che mostro si

tratta come? mi contraddico? non c contraddizione, il pubblico pu cambiare:

a volte buon bestione, a volte mostro spietato. Insomma, lo vuoi capire che non

me la sento? dovrei entrare dopo il numero degli equilibristi, fra dieci minuti

esatti... cosa vuoi che prepari in dieci minuti? non per dar retta a

Stanislavskij, ma un po di tempo ci vuole Senti, ho unidea: allunghiamo di

cinque minuti lintervallo fra il variet e il cinegiornale e di cinque quello

fra il cinegiornale e il film beh, scusa tanto, non volevo mica offenderti,

cercavo di aiutarti s, lo so che col vuoto non si riempie nulla, che lo

spettacolo gi uno schifo cos escluso il mio numero? Grazie, ma non ti

incomodare, tanto sul palcoscenico non ci torno. Un pugnale nella schiena? eh,

via, mi sembri un po tragico! Se sei capace di fare queste scene madri, perch

non ci vai tu davanti al pubblico?uffff no e poi no! ho parlato cinese

finora? perch non ripeto il numero dellaltro variet? ah, questa poi! ma,

dico, sono tre mesi che andiamo in giro, che ci sciroppiamo due spettacoli al

giorno, tre la domenica e gli altri festivi, e non ti sei ancora accorto che il

mio numero ancora quello vecchio?! che abbiamo scartato il numero nuovo, dopo

i primi giorni, perch non faceva ridere nessuno?! s, lo so, a te non frega

nulla di quello che facciamo noi: tu ascolti soltanto gli applausi e conti i

biglietti venduti certo che hai ragione: gli applausi e gli incassi sono la

cosa pi importante nel nostro mestiere anzi, a guardar bene, gli applausi

contano soltanto perch fanno aumentare gli incassi, altrimenti, voi, neanche

degli applausi sapreste cosa farvene. Perch adopero il voi, perch faccio delle

divisioni, prendo delle distanze? perch ogni tanto bisogna incominciare ad

alzare dei muri, a scavare delle fosse eh, no, mio caro, non siamo sempre sulla

stessa barca ci sono delle differenze, eccome se ci sono! Guarda adesso, per

esempio, venire a scoprire che dopo tre mesi, con duecento e passa spettacoli

sulla schiena, tu non hai mai ascoltato il mio numero! daccordo, hai altro da

fare non vuoi perdere docchio la cassa, daccordo ma una volta su duecento,

una volta sola anche per curiosit e per un briciolo di soddisfazione a questo

fesso sbattuto laggi Pazienza! Come non detto. No, guarda, non insistere

perch proprio non me la sento. No, non me la sono presa a male: a certe cose ci

si fa il callo e poi, in un momento come questo non starei a guardare. Te lho

detto e ridetto il motivo: non ho un copione, e non so cosa raccontare. Come

dici? lattore superiore al testo? guarda, io questa superiorit dellattore

non lho mai capita. C gente che riesce a fare spettacolo con un niente, con

la loro sola presenza: io no, ho bisogno di un copione, di prove e riprove per

essere decente e forse proprio per questo che, come dici tu, qualche applauso

lo strappo. Se no sarei un disastro, una frana Ma renditi conto che mi chiedi

limpossibile la mia vita, i miei ricordi non possono interessare nessuno ma

lo sai veramente quello che pu esserci dentro una persona? quello che c

dentro di me, lo sai? forse non te limmagini neppure Ecco, fai conto della

porta di un camerino che si apre e di vedere tua moglie, mezza nuda, abbracciata

con il suo compagno di numero. Come? pu non essere una sorpresa? daccordo: in

certi casi uno se laspetta e, quando capita, che impressione vuoi che gli

faccia? Ma se questo sospetto non t mai passato per la testa, se mai e poi mai

hai pensato che potesse succedere, me lo dici come ci rimani, eh? e io? e che

cosa volevi che facessi, la tragedia? in una compagnia di rivista! sul comico

lho buttata dico: che succede, ragazzi, state provando un numero nuovo? fate

bene perch il pornoshow va forte e loro? mia moglie senza fiato, e lui:

non crederai che si facesse sul serio e io: ma per chi mi prendi? Lo so bene

che a te piacciono i maschi. Ma perch mi fai raccontare queste cose che

conosci benissimo? no? ma se lo sanno tutti! e va bene, se davvero ci tieni e

se proprio non lo sai, io sono imparziale: o tutti o nessuno Allora, che cosa

vuoi sapere? se era vero che lui? io lho buttata l a caso, tanto per

umiliarlo, ma, guarda un po, ci avevo indovinato sembra che fra tanti

tentativi che avesse fatto di andare con le donne, solo con mia moglie capisci?

Vedi bene che non si trattava di un adulterio era unopera di beneficenza era

come una dama di San Vincenzo, mia moglie la San Vincenzo degli invertiti. Come

lho presa io al momento? scusate tanto ho detto, e ho richiuso la porta

quando si pu fare del bene a qualcuno! Dici che sono un uomo caritatevole? e

mia moglie, allora, che se ne and con lui a continuare la sua missione?! Due

anni insieme c stata pensa che forza danimo! Ecco, vuoi che vada fuori a

raccontare questa roba? oppure dellanno scorso, prima di venire con te, quando

incontro Esposito quello della compagnia Blle Epoque s, lui, il vecchio,

quello con due denti doro proprio qui davanti mi dice: Sto mettendo insieme

uno spettacolo, vuoi venire con noi? E io, con laria di chi naviga in mezzo

alle proposte: Potrebbe anche di che si tratta? E lui: Avresti un numero con

un bocconcino tutto pepe ma che non ti venga in mente di allungare le zampe,

perch quella me la pascolo io Beh, il bocconcino era mia moglie sempre nel

campo della beneficenza: ora si occupava di assistenza agli anziani Come and a

finire? Che non potei entrare in compagnia era un tipo geloso Esposito, e

quando seppe eh, no, fu proprio lui a non volermi: io ci sarei passato sopra

ero a spasso da sei mesi vuoi parlare di dignit a uno che da sei mesi si

arrampica sugli specchi per campare?! Questo dovrei andare a raccontare?! ah,

dici che potrebbe divertire? Ma per cosa lhai preso il pubblico, per una

pattumiera che raccoglie ogni rifiuto? ora non voglio farti una lezione, ma

devo ricordarti che il teatro finzione, l sopra la verit non ci pu stare:

stonata, d fastidio Dici che la mia non pi verit, che la trasfiguro nel

raccontarla? ah, se fosse vero! se per noi attori non esistesse mai una vita

autentica, ma solo finzioni da rappresentare! se ogni vicenda della nostra

esistenza, invece di entrarci nella carne, si rovesciasse sul pubblico! una vita

intera che passa su di te come lacqua di un fiume, e tu che hai il solo compito

di mostrarla, secondo precise regole estetiche, estraniandola, magari,

oggettivandola Pensi che stia recitando? Ma uno che dice: scusate tanto e

chiude la porta, che cosa fa se non allontanare da s quella vicenda che gli

caduta addosso? Che cosa ha fatto in quel momento: ha pensato a sfogare un moto

dellanimo, o si preoccupato dellapplauso del pubblico? dici che mi ubriaco

di parole? forse hai ragione, ma unidea che mi piace questa, una scoperta che

mette tutto a posto ah, come mi sento leggero, adesso! S, ora potrei anche

andare l fuori, se fossi capace di raccontare quello che provo no, scherzavo,

non ci sperare: io fuori non ci vado. A parte il fatto che non saprei come

spiegarla, non me la sento ancora bene addosso questa verit devo farci

labitudine sai, non un fatto da niente: qualcosa che entra profondamente

in te, che si stabilisce nella tua fisionomia che succede, ragazzi, state

provando un numero nuovo? e risate e risate scusate tanto e gi uno scroscio

di applausi il pubblico, capisci, sempre intorno a noi perch il teatro

insieme autore, attore e pubblico anche quando provi la parte nel tuo camerino,

il pubblico immagini sempre che ci sia e chi scrive un copione per il teatro,

sente lattore che lo recita e il pubblico che lascolta sempre! Che cosa dici

che cos per tutti, che lintera vita umana teatro? Via, mi meraviglio che

tu non labbia ancora scoperto che soltanto la consapevolezza a darti la

misura della tua esistenza. Parlo troppo difficile?... e allora ti dir che gli

altri non possono essere attori perch non sanno nulla del teatro. Per loro

lesistenza un groviglio confuso di azioni da compiere, di parole da dire, di

azioni e di parole da soffrire dentro di loro, e non da mostrare soltanto,

perch loro non sanno che c un pubblico intorno, che deve esserci sempre. Noi,

invece, che questa consapevolezza labbiamo dentro, noi s che sappiamo quali

cose sono importanti. E importante il gesto: aristocratico paterno triviale

importante lincedere: solenne incerto dimesso sono importanti toni,

volumi, pause, fiati che succede, ragazzi, state provando un numero nuovo?

scusate tanto sentito che perfezione? E questo non niente, avresti dovuto

sentirmi quel giorno con Esposito un capolavoro! e sai che a me non piace

vantarmi, che amo la modestia e passare inosservato come tutti gli attori, del

resto cosa fai, ti metti a ridere? beh, una battuta ogni tanto me la

concederai, no? Allora, quel giorno Esposito mi fa: Devi scusarmi, sai, ma io

della faccenda di te e di tua moglie non sapevo nulla e io, con un largo

sorriso alla platea: che vuoi farci, mio caro, cose che capitano e lui: Ora

quello che mi rincresce di pi di non poterti avere in compagnia Lento

girare della testa, lieve movimento delle spalle, espressione stupita: Non vuoi

pi che rimanga e perch? Non vorrai restare qui con tua moglie e me Aria

innocente, voce flautata dingenua Agnese nella Scuola delle mogli di Molire

perch, c qualcosa c che non va? E lui, da vecchio, consumato istrione,

rotto a tutte le tempeste di palcoscenico: Ma cosa dici?! la mia una

compagnia seria! E qui ho toccato lapice del professionismo dentro di me

cerano i bauli sequestrati dalla padrona di casa, lorologio doro al monte di

piet, lassegno scoperto in trattoria eppure non ho pensato che a una sola

cosa: a chiedere aiuto a tutti gli Armando Duval della storia e, a testa alta,

con un sorriso beffardo: Ma via, Esposito, che cosa vai a tirar fuori siamo

uomini di mondo, no?! Fantastico, vero? E un sistema che ho trovato da solo,

sai... certo, non lho inventato io, si capisce, ma io lho riscoperto,

rispolverato, rimesso in esercizio e ne posso spiegare per filo e per segno il

funzionamento. Hai un peso che ti schiaccia? Appoggialo sul pubblico. C

qualcosa che ti d fastidio? Buttala in platea. Magnifico! Ecco, ora ho capito:

questa lautentica superiorit dellattore. Fantastico il mio sistema, vero?

Peccato che non si possa brevettare, perch non pu andare bene per tutti...

bisogna essere attori per poterlo adoperare: vivere fra palazzi di cartapesta,

pugnali a lama rientrante, travestimenti, capelli finti guarda mia moglie che

stata due anni con un finto maschio dici che anche lei era una finta moglie?

naturale! lo sbaglio era stato il mio, quello di introdurre un sentimento vero

nella finzione generale, quello di vivere in privato ci che invece era

destinato al pubblico ma lho capito subito per fortuna, e ho saputo rimediare

in tempo: state provando un numero nuovo? opl sul pubblico! siamo uomini di

mondo, no? Scaricato!... Sai cosa ti dico? Ora potrei anche andarci sul

palcoscenico a riempirti quei dieci minuti eh, come corri ho detto potrei

ma s, su con la vita: te lo faccio io il tappabuchi ora posso affrontare

qualunque situazione: non ho pi paura di nulla, adesso. Che meraviglia! posso

tirare a inventare o raccontare quello che veramente successo non cambia

nulla, perch un copione, capisci?... un copione scritto per me da mia moglie

o da un Esposito qualsiasi No, non c bisogno di ringraziarmi: mi costa cos

poco ecco la musichetta che chiude il numero tocca a me, allora hai detto

dieci minuti, vero?... lascia fare a me e piantala con i ringraziamenti

ringrazia il fatto di avere in compagnia un attore di razza, capito? un

autentico attore!

(Si muove verso il palcoscenico)

DELIRIO ALLUFFICIO POSTALE

(minimatto)

Personaggi:

Luigi

Il Generale

Pasquale

Cliente (voce)

Silvia

Nota: I quattro ruoli maschili possono essere interpretati anche da un solo

attore.

La scena:

Interno di ufficio postale reparto raccomandate. Al centro sacchi di

corrispondenza; di fronte un pannello divisorio; a sinistra due armadietti

guardaroba. Lo sportello di accettazione delle raccomandate di fianco, vicino

al proscenio.

(Allaprirsi del sipario, Luigi davanti al suo armadietto: si toglie la giacca

e indossa una vestaglia. Silvia entra con passo stanco e si siede su uno

sgabello al centro.)

LUIGI: - (voltandosi e accorgendosi di Silvia:) Ah, sei gi qui! Non ti avevo

sentita un po gi stamani, eh? capita anche a me quando mi alzo.

SILVIA: - E la voglia di vomitare, la mattina, ti viene mai?

LUIGI: - Dipende da cosa ho mangiato la sera.

SILVIA: - Non arriva di qui (si tocca lo stomaco) ma di qui (si tocca la

fronte)

LUIGI: - (gridando a qualcuno in un altro reparto) Mancano cinque minuti

allapertura!

SILVIA: - Io non ero nata per questa vita.

LUIGI: - A chi lo dici! Pensa che sarei potuto essere in banca.

SILVIA: - E non sarebbe lo stesso?

LUIGI: - Eh, no: ci sarebbe una bella differenza.

SILVIA: - Mi pare di sentire Pasquale.

LUIGI: - Cosa centra tuo marito?

SILVIA: - Siete senza fantasia, voi uomini. Sai che Pasquale invidia il mio

posto a quello sportello?

LUIGI: - E naturale. Devessere dura andarsene in giro tutto il giorno a fare

il commesso viaggiatore.

SILVIA: - E cos, con lui non parlo neanche pi, per non finire a leticare.

LUIGI: - Guarda che fra due minuti si apre.

SILVIA: - (andando verso il suo armadietto) Si chiude, Luigi, fra due minuti

anche lultimo spiraglio sul mondo, si chiude

LUIGI: - Si pu sapere che cosa vorresti fare, tu?

SILVIA: - E chi lo sa lesploratrice, magari o la stella del cinema

LUIGI: - Mica male lidea, avendo il fisico adatto. Hai visto il film di ieri

sera in Tv?

SILVIA: - Lho sentito.

LUIGI: - Sentito?!

SILVIA: - S, la sera, davanti alla televisione, ho i calzini di Pasquale da

rammendare.

LUIGI: - Ah, i calzini

SILVIA: - Tu non hai idea di come li consumi due paia al giorno con buchi

grossi cos

LUIGI: - Sfido io, con tutto quel camminare che fa! (gridando nellaltro

reparto) Francesco, puoi aprire!

SILVIA: - Sai come lo vedo il mondo, io, Luigi?

LUIGI: - Come me, penso: una scatola buia piena di insetti che sbatacchiano qua

e l, senza sapere dove andare.

SILVIA: - S, una scatola, ma a forma di calzino e non buia, perch ha un

buco sul calcagno (alza la ghigliottina del suo sportello) questo!

LUIGI: - (superando il pannello di separazione) Buon lavoro!

SILVIA: - (incomincia a lavorare) Telegrammi sportello accanto qui solo

raccomandate manca il numero di codice (astraendosi) s, per diventare una

diva del cinema ci vorrebbe il fisico adatto La bellezza un aiuto, qualunque

cosa tu faccia (prende dalla borsa uno specchietto e si esamina il viso) ma la

personalit ancora pi importante Giovanna dArco, per esempio, era bella o

era brutta? doveva esser bella, altrimenti come avrebbe fatto a convincere i

suoi contemporanei di essere stata incaricata da Dio Ma va l Stai a vedere

che Dio si rivolge a una bruttona come lei Con tutte le pulzelle che ci sono!

era bella: chiaro

CLIENTE: - Allora, questa raccomandata?!

SILVIA: (prende una lettera) chiaro bisogna scrivere . Che cos, Pescara,

questa? Perch non adopera lo stampatello? (sbrigando il lavoro) se proprio

non era bella, doveva almeno avere un viso particolare, unespressione ascetica:

Delfino di Francia, le voci mi hanno detto che devi prendere le armi per

liberare la patria macch bella o brutta: altra gente, altri tempi! te

limmagini oggi? Signor Presidente, le voci mi hanno detto che devi prendere

le armi pronto? unambulanza urgente qui alla presidenza

CLIENTE: - Come ha detto?

SILVIA: - Non parlavo con lei, ma col Presid a chi tocca? raccomandata

espresso?

CLIENTE: - Espresso soltanto

SILVIA: - Lespresso solo lo prende al bar: qui devessere anche raccomandato.

CLIENTE: - Faccia lei.

SILVIA: - (a se stessa) E cos, per la centomillesima volta, ho detto la mia

battuta. Che spirito! forse neanche Pasquale, quando va dai clienti ma perch

me la prendo sempre con lui, povero uomo? s, un po limitato, ma mi vuol

bene mi d tutto quello che pu anche se io avrei bisogno di ben altro la mia

vita si consuma in solitudine inaridisco in un angolo, come una pianta

senzacqua avrei bisogno di contatti umani, di scambi spirituali

LUIGI: - (apparendo dal divisorio) Hai da cambiare diecimila?

SILVIA: - Da cambiare con cosa?

LUIGI: - Come Con cosa ? dieci fogli da mille o venti da cinquecento

SILVIA: - Scusa, Luigi, stavo pensando a unaltra cosa (cambia il biglietto)

quattro cinque stamani non riesco ad ingranare.

LUIGI: - A chi lo dici! grazie (sparisce oltre il divisorio)

SILVIA: - Eccolo il mio dramma: lincomprensione quando qualche mattina dico:

stamani non mi sento, Pasquale pronto: te lavevo detto ieri sera di non

mangiare i carciofi! e cos ho imparato a non dire pi niente (si alza e si

muove con atteggiamenti da attrice vecchio stile) s, signori: ho imparato a

soffocare dentro di me ogni impulso, ogni anelito verso quella libert dello

spirito che ogni essere umano ha bisogno di raggiungere

CLIENTE: - Chi me la fa la raccomandata?

SILVIA: - Che succede?

CLIENTE: - E unora che sono qui.

SILVIA: - Unora ? e io tutta la vita che insomma, un momento per respirare

me lo darete no, va bene soffocare ogni impulso, ogni anelito ma c bisogno

anche di respirare, no? (torna a sedere) dia qua ma questo un contrassegno

e a questo sportello i contrassegni non si fanno: c il cartello qui fuori qui

si fanno solo le raccomandate niente telegrammi, n vaglia, n pacchi postali

e nemmeno i servizi di conto corrente leggeteli questi benedetti cartelli! (di

nuovo astraendosi) e se fosse cos anche per me ? tutta una serie di cartelli

che nessuno legge: sentimento immaginazione sensibilit tenerezza

sensualit (torna al lavoro) manca lindirizzo del mittente e anche il numero

di codice (astraendosi)... e se fosse proprio per quello se questi messaggi

non fossero arrivati perch mancava il numero di codice?! sarebbe il colmo!

per tutta la vita hai aspettato la risposta a una lettera che non mai

arrivata

CLIENTE: - E dov andata a finire?

SILVIA: - Che cosa?

CLIENTE: - La lettera che cosa ne avete fatto?

SILVIA: - (punta sullorgoglio professionale) Fatto cosa? qui non c niente

che scompare! della posta si pu dire di tutto: ritardi, disguidi ma niente va

perso. Quante volte veniamo a sapere di una lettera che dopo venti o trenta o

quarantanni (astraendosi) cos, magari, un giorno potrebbe capitare

(Cerchio di luce di un proiettore verso il pannello divisorio. Allegra nota di

una marcetta militare. Appare un signore con capelli e lunghi baffi candidi:

veste una fantasiosa e pittoresca divisa militare. Il nuovo arrivato saluta

militarmente, compiendo un leggero inchino).

GENERALE: - Generale della riserva Filiberto de Savignac solo ora ho avuto

notizia della sua esistenza , signora Solo ora mi rendo conto che in questa

parte del mondo esisteva una creatura dolce e soave come lei, la mia anima

gemella, la donna che ho cercato invano per tutta la vita. Eccolo, dopo

quarantanni, lessere accanto al quale avrei potuto vivere felice! Quanto

tempo sciupato! Mentre la cercavo disperatamente, signora, ho consumato la mia

carriera da sottotenente a generale di corpo darmata; ho messo al mondo sette

figli con laiuto delle due donne che, per un crudele scherzo del destino, hanno

occupato una dopo laltra, naturalmente quel posto accanto a me che spettava a

lei

CLIENTE: - (risentito) Guardi che ora tocca me!

(Generale, luce e musica scompaiono)

SILVIA: - (trasognata) E perch dovrebbe toccare a lei?

CLIENTE: - Sono il primo della fila.

SILVIA: - C il generale prima di lei!

CLIENTE: - Quale generale? io non lho visto.

SILVIA: - Era qui un attimo fa

CLIENTE: - Ma se unora che sono qui!

SILVIA: - Unora? ma faccia il piacere! lui sono quarantanni che aspetta!

CLIENTE: - Beh, se davvero aspetta da quarantanni, allora arrivato prima di

me.

SILVIA: - (si alza e gira per lufficio) Generale!... dov andato, generale?

(Si riaccende il riflettore sul divisorio dove appare un uomo di schiena. Silvia

fa un passo verso di lui)

SILVIA: - Ah! tornato! (luomo si volta: e Pasquale con le valigie del

campionario) Pasquale!... tu ?! che che cosa fai qui?!

PASQUALE: - Cerco un paio di calzini Dove li hai ficcati?

SILVIA: - (smarrita, disperata)... I calzini quali calzini. Come i calzini?!

PASQUALE: - i calzini, s, cosa c di strano?! posso andar fuori senza i

calzini?! (mostra i piedi nudi)

SILVIA: - Li ho rammendati ieri sera sono nel primo cassetto dove li metto da

quarantanni

PASQUALE: - Quali quarantanni, se siamo sposati da cinque?

SILVIA: - E io sono quarantanni che rammendo calzini quattrocento quattromila

anni! cassetti pieni di calzini armadi montagne di calzini!

(Pasquale sparisce; Silvia torna al suo posto affranta. prende in mano un

pacchetto)

SILVIA: - i calzini!

CLIENTE: - Guardi che dentro non ci sono calzini.

SILVIA: - E invece ci sono!

CLIENTE: - Ma se lho fatto io il pacchetto!

SILVIA: - (riprendendosi) Scusi mi ero distratta un momento (si astrae di

nuovo) e tutto per uno scherzo del destino (colpisce col timbro a guisa di

pugnale)... muori, destino atroce muori, infame!

CLIENTE: - Ma cosa fa col timbro, scusi?

SILVIA: - Come? (riprendendosi) lo vede cosa faccio timbro! ogni ricevuta

che esce da un ufficio postale deve essere timbrata

CLIENTE: - Ma lei mi ha timbrato anche le mille lire di resto!

SILVIA: - beh, cos, se risultano false, lei sa chi glielha date.

(Le luci si affievoliscono, quindi tornano a rialzarsi)

LUIGI: - (apparendo dal divisorio) Vuoi fare gli straordinari? ora di

chiusura.

SILVIA: - Ah, s? (ad alta voce) si chiude!

(Silvia abbassa la ghigliottina dello sportello, quindi resta seduta a guardare

Luigi che si toglie la vestaglia fischiettando)

LUIGI: - Giornata dura, oggi

SILVIA: - Non mi sembri troppo depresso, per.

LUIGI: - E il pensiero di quello che mi aspetta a casa a tirarmi su la Juve

stasera gioca in Olanda e trasmettono la partita in Tv (fischietta)

SILVIA: - Ah!

LUIGI: - peccato che a te il calcio non piaccia.

SILVIA: - Tanto, anche se mi piacesse, davanti al televisore

LUIGI: - Gi i calzini

SILVIA: - (quasi piangendo) Anchio, per, sono allegra, sai

LUIGI: - Non si direbbe.

SILVIA: - Figurati che ho visto una persona che avrei dovuto incontrare

quarantanni fa

LUIGI: - Ma se quarantanni fa non eri ancora nata!

SILVIA: - Che centra lui mi cercava lo stesso! fa piacere, sai, sapere che

qualcuno Il mondo sembra persino diverso

LUIGI: - C poco che cambia: la solita scatola buia, attraversata ogni tanto da

brevi raggi di luce.

SILVIA: - Le partite della Juve in Tv, magari.

LUIGI: - Ecco.

SILVIA: - Una mia lontana parente, anni fa, spos un tenente colonnello

generale di corpo darmata pi di tenente colonnello?

LUIGI: - Eh, s un bel po di pi

SILVIA: - S, forse hai ragione: una scatola buia e qualche raggio di sole ogni

tanto

(E pensierosa mentre Luigi continua a fischiettare. La luce si affievolisce e

torna ad alzarsi: una nuova giornata. Luigi sta indossando la vestaglia. Entra

Silvia con passo stanco.)

LUIGI: - Ciao, Silvia Come va stamani? (Silvia alza le spalle) Io ho un diavolo

per capello.

SILVIA: - La Juve ha perso ieri sera?

LUIGI: - Allultimo minuto un maledetto raso-terra uno a zero!

SILVIA: - E cos, ora nella scatola non c che buio, vero?

LUIGI: - Fino a marted prossimo.

SILVIA: - E che cosa succeder marted?

LUIGI: - C la partita di ritorno E quella non si gioca in Olanda, ma qui.

SILVIA: - E che cosa cambia?

LUIGI: - Tutto cambia altra musica! e tu, invece?

SILVIA: - Beh, anchio me la cavo ieri mi hanno detto che sono una creatura

dolce e soave.

LUIGI: - Accipicchia che complimento! Non stato Pasquale a fartelo, per caso?

SILVIA: - Non c pericolo! Come fa lui ad accorgersi di qualcosa che non nel

suo campionario?

LUIGI: - Una creatura dolce e soave fa venire a mente le opere liriche.

SILVIA: - E perch?

LUIGI: - Come, perch linguaggio da opere quello (con gesto e timbro di

tenore) Oh, soave fanciulla

SILVIA: - Sai anche cantare?

LUIGI: - Una volta, quandero ragazzo Avrei dovuto studiare canto eh, s, se

mi avessero fatto studiare, chiss dove sarei adesso (riprende con maggiore

impegno) Oh soave fanciulla, fulgido a te si schiude un radioso avvenir

SIPARIO

    Questo copione รจ stato visto: