Il nuovo pensionante

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di Achille Campanile

[da RIDOTTO n. 3 marzo 1984]

Personaggi:

IL NUOVO PENSIONANTE

L'ALBERGATORE

CAMERIERI (che non parlano)

(La scena si svolge nel vasto salone da pranzo dell'albergo-pensione al mare. Sono le dieci di sera. La sala, che ricorda vagamente un ristorante di stazione, con l'ampio soffitto sonetto da colonne, s'è a poco a poco vuotata dei pensionanti che, terminato il pasto serale, si sono riversati all'aperto nella cittadina balneare, per raggiungere chi la passeggiata, chi un cinema, chi un Luna-Park, chi i caffè all'aperto. La sala presenta l'aspetto d'un campo di battaglia dopo un furioso combattimento conclusosi con la fuga di entrambi gli eserciti. Sedie spostate e in disordine, miste a seggioloni per bambini, salvagente, palloncini, pupazzi di gomma. Le tavole sono caoticamente cosparse dei resti della cena, stoviglie, bucce di frutta, bacinelle piene d'acqua, bottiglie smezzate con una medaglia numerata al collo, fiori spennac­chiati e penzolanti, piatti con teste, lische e code di pesci fritti. Pezzi di pane sbocconcellati, tovaglioli. Fra le colonne si vedono i camerieri che vanno sparecchiando le tavole e riapparecchiandole per il caffellatte dell'indomani mattina. Solo, a un tavolino in fondo, c'è il nuovo pensionante che, arrivato da poco, non ha ancora finito la cena della pensione. All'alzarsi del sipario gli si avvicina l'albergatore)

ALBERGATORE - Tutto bene?

NUOVO PENSIONANTE - Benissimo grazie.

ALBERGATORE - Qui da noi desideriamo che il cliente si senta come in famiglia e continui il più che sia possibile le proprie abitudini. Se ha qualche particolare desiderio...

NUOVO PENSIONANTE - Ecco. Il caffellatte io non lo prendo tra le otto e le nove della mattina, come ho letto nell'orario dei pasti, ma un po' prima. Si può?

ALBERGATORE - Certamente. Purché non troppo presto, però. Per il servizio. A che ora lo desidera?

NUOVO PENSIONANTE - Alle dieci.

ALBERGATORE - Un po' dopo, allora.

NUOVO PENSIONANTE - Non mi sono spiegato. Alle dieci di sera.

ALBERGATORE - Caspita. Molto dopo, allora.

NUOVO PENSIONANTE - No. Alle dieci della sera precedente. Dopo aver cenato, prendo il caffellatte dell'indomani mattina. Adesso, per intenderci, lo prenderai É una mia vecchia abitudine. Altrimenti non dormo.

ALBERGATORE - E resiste, poi, fino all'indomani all'ora di pranzo?

NUOVO PENSIONANTE - Altro che! Però, il pranzo lo faccio un po' prima dell'orario. Si può?

ALBERGATORE - Be', in linea eccezionale. Vuol dire che glielo farò servire un po' prima che agli altri. A che ora lo desidera?

NUOVO PENSIONANTE - A mezzanotte.

ALBERGATORE - Eh?! Ma a quell'ora i camerieri dormono, la cucina è chiusa. (pensa un po', poi) Be', vuoi dire che le farò tenere il pranzo da parte, poi glielo manderò in camera e lei lo consumerà all'ora che le farà più comodo.

NUOVO PENSIONANTE - M'accorgo che non ci siamo intesi. Lei dice che mi farà mettere il pranzo da parte. Ma io non ho detto di volerlo consumare dopo l'orario, ma prima. Siamo allo stesso equivoco del caffellatte. lo parlo della mezzanotte del giorno prima. Sa, ho abitudini del tutto personali.

ALBERGATORE - Me ne accorgo. Cosicché, scusi, lei, per esempio, stasera alle ventuno ha cenato. Alle ventidue prende il caffellatte dell'indomani mattina, e a mezzanotte vuol fare il pranzo dell'indomani a mezzogiorno.

NUOVO PENSIONANTE - Vedo che lei ha afferrato perfettamente la situazio­ne.

ALBERGATORE - Signore, ma non è possibile che poi lei passi l'intiera giornata di domani digiuno, fino all'ora di cena.

NUOVO PENSIONANTE - È possibilissimo, in quanto io ceno all'ora del caffellatte. Si può? Immagino che la cosa non comporti un aumento di prezzo, un supplemento.

ALBERGATORE - No, certo. È una semplice questione d'orario.

NUOVO PENSIONANTE - Allora, sia gentile. Me lo faccia servire completo, il caffellatte.

ALBERGATORE - E va bene. Tutti i gusti son gusti. (chiama): Eugenio!

CAMERIERE - Comandi.

ALBERGATORE - Un caffellatte completo al signore.

CAMERIERE - Subito. (via)

ALBERGATORE - Bene, bene, bene. Un nuovo pensionante. Vedrà che qui si troverà come in famiglia.

CAMERIERE - Ecco il caffellatte! (torna con caffellatte, burro e marmellata. E lo serve al nuovo pensionante che lo consumerà mentre continua il dialogo con l'albergatore)

NUOVO PENSIONANTE - (all'albergatore) Mi raccomando il servizio di domattina.

ALBERGATORE - Quale servizio?

NUOVO PENSIONANTE - Domattina alle otto faccio il pranzo che gli altri pensionanti faranno alle otto di sera. Sempre le otto sono. Soltanto...

ALBERGATORE - ...invece che le otto di sera, saranno le otto della mattina.

NUOVO PENSIONANTE - Precisamente.

ALBERGATORE - Cosicché, domattina alle nove lei avrebbe già sparecchiato tutto quello che le spetta fino all'indomani alla stessa ora.

NUOVO PENSIONANTE - Esatto.

ALBERGATORE - E scusi, lei allora, domani salta tutti i pasti della giornata?

NUOVO PENSIONANTE - Certo. Salto i pasti di domani perché li ho già fatti. Eh, sarebbe  una bella pretesa,  se volessi consumarli due volte. Non mi permetterei mai una cosa simile.

ALBERGATORE - Volevo ben dire.

NUOVO PENSIONANTE - No, no, stia tranquillo. Domani consumerò i pasti di posdomani, con un leggero anticipo sugli orari.

ALBERGATORE - Cioè?

NUOVO PENSIONANTE - Cioè, due ore dopo la mia colazione...

ALBERGATORE - ...fatta con la cena...

NUOVO PENSIONANTE - ...fatta con la cena, e precisamente alle dieci del mattino, prenderò il caffellatte dell'indomani. A mezzogiorno farò il normale pranzo di mezzogiorno... ALBERGATORE - ...del giorno dopo.

NUOVO PENSIONANTE - Del giorno dopo, s'intende. Perché quello dell'indo­mani l'ho già fatto. Non pretendo mica di fare due volte lo stesso pasto. Sarei pazzo a pretendere una cosa simile.

ALBERGATORE - Quindi, quello che lei  chiama  «il normale  pranzo  di mezzogiorno», lei lo farebbe con un anticipo di ventiquattr'ore, nientemeno.

NUOVO PENSIONANTE - Eh, già.

ALBERGATORE – E, scusi, tanto per curiosità, la cena?

NUOVO PENSIONANTE - La cena la farei con un anticipo di trenta ore circa, all'ora del tè. Naturalmente, al tè rinunzierei, perché non mi piace empirmi troppo. E, poi, perché il tè è un extra e io, non se ne abbia a male, sono contrario agli extra in pensione. Preferisco attenermi al trattamento normale.

ALBERGATORE - Già. Scusi, e all'ora di cena che farà? Starà a guardare gli altri che mangiano?

NUOVO PENSIONANTE - Nemmeno per idea. Prenderò il caffellatte di due giorni a venire.

ALBERGATORE - E andrà a letto col solo caffellatte?

NUOVO PENSIONANTE - No, perché alle ventidue farò il pranzo di mezzogior­no di due giorni a venire.

ALBERGATORE - Ah.

NUOVO PENSIONANTE - Potrei invece prendere degli extra, ma le ho già detto che non mi piace e che preferisco attenermi strettamente al trattamento della casa, con qualche anticipo sugli orari, come le sto spiegando.

ALBERGATORE - E, sempre per curiosità, in linea d'ipotesi, la cena di due giorni a venire quando intenderebbe farla?

NUOVO PENSIONANTE - All'ora del caffellatte di posdomani.

ALBERGATORE - Ah.                

NUOVO PENSIONANTE - E alle dieci antimeridiane prenderò il caffellatte dell'indomani dei due giorni a venire.

ALBERGATORE - Ah.

NUOVO PENSIONANTE - E a mezzogiorno farò il normale pasto di mezzogior­no...

ALBERGATORE - Non di quel giorno.

NUOVO PENSIONANTE - Non di quel giorno, ma di detto giorno, col che mi rimetterò in regola con l'orario...

ALBERGATORE - Ma non col calendario. Perché lei avrebbe consumato già due intieri giorni di pensione in anticipo.

NUOVO PENSIONANTE - Questo è nella regola, perché lei m'ha detto che posso, volendo, anticipare l'ora dei pasti.

ALBERGATORE - L'ora, ma non i giorni. Le conviene pagare questi due giorni di pensione in più, e poi rimettersi in carreggiata.

NUOVO  PENSIONANTE  - Le ripeto ancora una volta che non mi piace prendere degli extra. Preferisco anticipare gli orari, tanto più che con questi mi troverei in regola soltanto per breve ora, in quanto alle diciassette dello stesso giorno farei la cena...

ALBERGATORE - Di tre o quattro giorni a venire, credo. Adesso ho perso il conteggio. Ma così lei, come le dicevo, anticipa non soltanto tutti gli orari, ma addirittura i giorni.

NUOVO PENSIONANTE - Non fa niente. Poi mi rimetto in pari con qualche giorno di digiuno. Proviamo.

ALBERGATORE - Ci vuol altro che qualche giorno. Fra qualche giorno lei sarà già in anticipo di una settimana. In una settimana avrà già consumato i pasti d'un mese.

NUOVO PENSIONANTE - Questo non deve preoccuparla, poi mi metterò in pari.

ALBERGATORE - E quando sarà in anticipo di alcuni mesi?

NUOVO PENSIONANTE - Stia tranquillo. Starò qualche anno digiuno. Questio­ne di metodo.

ALBERGATORE - Signore, passeranno gli anni... Lei potrebbe morire.

NUOVO PENSIONANTE - E con questo? Non si preoccupi. Se morirò, starò anni, secoli, senza mangiare. Non mangerò più. Via via, mi faccia servire il pranzo di domani, che a momenti è mezzanotte, e ho già preso il caffellatte di domattina, dopo la cena di stasera.

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