IL PADRE
Tragedia in tre atti
di August STRINDBERG
PERSONAGGI
IL CAPITANO DI CAVALLERIA
LAURA, SUA MOGLIE
BERTHA, LORO FIGLIA
IL DOTTOR OSTERMARK
IL PASTORE, FRATELLO DI LAURA
LA BALIA
NJD, SOLDATO DI CAVALLERIA
LATTENDENTE
Da Tutto il teatro, a cura di Andrea Bisicchia Vol. I (1869-1887)
U. Mursia Editore S.p.A. Milano
1984
ATTO PRIMO
Stanza di soggiorno in casa del Capitano. Sul fondo, a destra, una porta. Nel centro una gran tavola rotonda ingombra di giornali e riviste. A destra, un divano in pelle con un tavolinetto. Nellangolo di destra, una porta in tappezzeria. A sinistra, uno scrigno a ribalta, con sopra una pendola, ed una porta daccesso allappartamento. Alle pareti, panoplie con sciabole, fucili, carnieri, eccetera. Accanto alla porta di fondo un attaccapanni con indumenti militari. Sulla tavola grande un lume acceso.
SCENA PRIMA
Il Capitano e il Pastore, quindi lAttendente.
Ambedue sono seduti sul divano. Il Capitano in bassa uniforme con stivali e speroni. Il Pastore, in abito nero e cravatta bianca, ma senza collare, fuma la pipa.
Il capitano - (suona il campanello).
Lattendente - (entrando) Comandi, signor capitano!
Il capitano - C Njd di l?
Lattendente - S, signor capitano, in cucina. Aspetta i suoi ordini.
Il capitano - Ancora in cucina!..... Va a dirgli di venir subito qui.
Lattendente - S, signor capitano. (esce)
Il pastore - Cosaltro c, adesso?
Il capitano - C che quel tanghero me ne ha combinata unaltra con la serva! proprio un diavolo, costui!
Il pastore - Qual il nuovo guaio che ti ha combinato?
Il capitano - Deve aver preso di mira la mia serva, adesso, quel mascalzone! proprio un pendaglio da forca!
Il pastore - Si tratta di quel Njd che, lanno scorso, ne combin anche unaltra?
Il capitano - S, proprio quello. Te ne ricordi? Non vorresti dirgliele tu due parole? Forse potranno essere pi efficaci. Io gliene ho dette gi tante!.... lho persino picchiato!.... e non servito a nulla!
Il pastore - E allora vorresti che gliela facessi io, la predica. Che effetto timmagini possa avere la parola di Dio sopra un soldato di cavalleria?
Il capitano - Gi, nemmeno su di me fa effetto la parola di Dio, come ben sai...
Il pastore - S che lo so... purtroppo!
Il capitano - Ma su di lui! Puoi sempre provare.
SCENA SECONDA
Njde i Precedenti.
Njd - (entrando). Comandi, signor capitano!
Il capitano - E adesso che cosa m'hai combinato, Njd?
Njd - Oh, signor capitano!... Per l'amor di Dio!... Non posso certo dirlo davanti al signor pastore!
Il pastore - Non aver soggezione di me, ragazzo mio!
Il capitano - Su, confessati, adesso... altrimenti sai bene come andr a finire, no?
Njd - Be'... vedete... insomma la cosa andata cos: s'era andati a ballare da Gabriel, e allora Ludvig ha detto...
Il capitano - Cosa c'entra Ludvig in codesta faccenda? Cerca di restare in argomento!
Njd - S, e allora stata la Emma a dire di andare nel granaio.
Il capitano - Bravo!... Vuoi vedere ch' stata Emma a sedurre te!
Njd - Gi... stato quasi cos. Perch io dico che se la ragazza proprio non vuole, allora... allora non accade nulla, no?
Il capitano - Poche storie: sei tu o non sei tu, il padre del bambino?
Njd - E questo chi lo pu sapere, signor capitano, questo?
Il capitano - Cosa mi conti!... E tu, non lo sai, tu?
Njd - No! E dico che questo non si pu mai sapere.
Il capitano - Intendi dire che non eri il solo che...
Njd - S, quella volta s, ero il solo, ma non si pu mai sapere di certo se si stato il solo.
Il capitano - Insomma vorresti darne la colpa a Ludvig? Non questo che pensi?
Njd - Ma non si pu mai esser sicuri di chi sia la colpa.
Il capitano - S, ma non avevi detto ad Emma che l'avresti sposata?
Njd - S, glielo avevo detto, ma queste son cose che si dicono sempre.
Il capitano - (al pastore). Ma non son cose inaudite?
Il pastore - No, sono storie vecchie! Ascolta, Njd, non vorrai farmi credere che tu sia cos stupido da non sapere se tu sia il vero padre!
Njd - Quello ch'io so che sono stato a letto con quella ragazza; ma non detto che di necessit debba sempre succedere quello. Anche il signor pastore lo sa!
Il pastore - Ma ascolta, ragazzo mio, di te che si parlava, adesso: non voglio credere che tu voglia piantare in asso quella ragazza con il bambino! S... certo... non ti si pu forzare a sposarla, ma al bambino bisogna pur provvedere; e tu vorrai ben farlo, no?
Njd - Ma allora dovr occuparsene anche Ludvig.
Il capitano - Ho inteso; la questione sar portata in tribunale! Non vedo una soluzione diversa. D'altro canto a me cosa importa? Dunque, vattene al diavolo! March!...
Il pastore - Ancora una parola, Njd: uhm... e non ti pare vergognoso abbandonar sola una ragazza con un bambino? Cosa ne pensi? E non credi che uhm... uhm... un tal modo d comportarsi...
Njd - S, capisco; ma dovrei almeno esser certo che sono io il padre del bambino... e questo non si pu mai sapere. Anche lei vorr ammettere, signor pastore, che dedicar la propria vita ad allevare il figlio di un altro, non mica una cosa troppo divertente! E lei lo capisce bene, questo, signor pastore. E anche lei, signor capitano.
Il capitano - E allora vattene: march!...
Njd - Dio la protegga, signor capitano! (Si avvia per uscire.)
Il capitano - E adesso non tornartene a ronzare in cucina, mascalzone!
SCENA TERZA
Il capitano e Il pastore
Il capitano - dunque cos che hai inveito contro di lui?
Il pastore - E non l'ho fatto? Gliene ho dette, no?
Il capitano - Ma va'!... Te ne sei restato l a borbottare per conto tuo!
Il pastore - Se debbo dirtela francamente, proprio non sapevo cosa dirgli. Certo... mi fa molta pena, quella ragazza... ma anche Njd!... Pensa!... Se non fosse lui il vero padre? La ragazza, comunque, potr andarsene a far da balia nello stesso brefotrofio dove sar ricoverato suo figlio. E potr restarvi ben quattro mesi. Ma il giovanotto?... Non potr mica mettersi a far la balia, il giovanotto! E dopo?... Dopo la ragazza potr procurarsi un posto migliore presso qualche famiglia, ma il giovanotto, se venisse congedato dal reggimento, resterebbe con tutto il suo avvenire pregiudicato!
Il capitano - Gi, e io vorrei essere al posto del giudice che dovr emanare la sentenza. Quel giovanotto non cos innocente come vorrebbe far credere. Questo, per, non si potrebbe accertare. Ci che viceversa ben certo, la colpa della ragazza; ammesso che si possa parlar di colpa.
Il pastore - Certo, certo!... Non condanno nessuno, io! Ma... di che cosa si discorreva, quando ci siamo attardati su questa disgraziata vicenda? Ah, ci sono: si parlava di Bertha e della sua Confermazione. Non cos?
Il capitano - S, ma non tanto della sua Confermazione, quanto di tutta la sua educazione. E piena di donne, questa casa, lo sai bene. E tutte vorrebbero occuparsi dell'educazione di mia figlia! Mia suocera vorrebbe farne una spiritista; Laura la vorrebbe artista; la governante vuol farne una metodista e la vecchia Margret un'anabattista. Quanto alle serve, esse vorrebbero che Bertha entrasse nell'Esercito della Salvezza. E come si pu aver cura di un'anima in siffatte condizioni? E intanto io, su cui incomberebbe il dovere della sua educazione, non ho voce in capitolo.
Il pastore - S, vero, hai troppe donne che comandano, in casa tua!
Il capitano - S, son proprio troppe! . come metter piede in una gabbia di tigri: se non sei svelto a metter sotto il loro o un ferro rovente, sei bell'e sbranato in un solo istante. Gi, tu te la ridi, briccone! Non t' bastato d'avermi affibbiato tua sorella; hai voluto darmi per giunta anche la ma vecchia matrigna!
Il pastore - Be', santo Dio, non c' nessun gusto a tenersele in casa, le matrigne!
Il capitano - Sicuro! E tu preferisci le suocere... ma in casa altrui!
Il pastore - Eh... s, ognuno ha da portar la propria croce nella vita!
Il capitano - S, ma la mia pi pesante delle altre! A me capitata anche la mia vecchia balia; la quale mi tratta come se ancora dovesse darmi da poppare, una buonissima donna, intendiamoci, ma in questa casa non proprio al suo posto!
Il pastore - Bisognerebbe che tu le tenessi un poco al guinzaglio tutte codeste donne!... e invece lasci che esse comandino un po' troppo.
Il capitano - Ascolta, fratello, me lo sapresti insegnare come si fa a tenere al guinzaglio le donne?
Il pastore - S... capisco... Laura, vedi, mia sorella, ma stata sempre d'un caratterino un po'... un po' difficile, ecco!
Il capitano - S, certo: ha i suoi difetti, Laura; ma, con lei, la convivenza non pericolosa.
Il pastore - Su, sputa fuori il rospo, perbacco! La conosco bene, mia sorella, io!...
Il capitano - Ebbene, s; stata allevata in un modo... per dir cos... romantico; e cos non riesce a ritrovar se stessa. Comunque mia moglie e...
Il pastore - ... e quindi la migliore delle mogli! No, cognato mio, questa non me la di a bere. E proprio Laura quella che ti tormenta di pi!
Il capitano - Sia come sia, in questa casa tutto va a catafascio. Laura non vuole che Bertha si stacchi da lei, ma io non posso tenerla in questa gabbia di matti!
Il pastore - Ah, cos? Dunque Laura che non vuole! Ma allora io temo il peggio! Perch, vedi, quando Laura era bambina, era capace di mettersi distesa come morta, e non si muoveva prima di aver ottenuto ci che voleva. Ma, appena l'aveva ottenuto, si affrettava a restituirlo, spiegando che non era l'oggetto in se stesso che desiderava; pretendeva soltanto di far prevalere la sua volont.
Il capitano - To', gi a quel tempo era cos? Uhm!... Talvolta, vedi, ha certi sfoghi di passione che mi preoccupano seriamente. Gi, perch temo che sia ammalata.
Il pastore - Ma in che cosa non vi potete accordare, nei riguardi di Bertha? Non potreste transigere ciascuno un poco?
Il capitano - Non devi credere ch'io voglia farne una ragazza prodigio; e nemmeno farne una copia di me stesso; ci vorrebbe altro! E neanche penso di mettermi a far da mezzano a mia figlia per avviarla soltanto al matrimonio! Comprendi bene che se poi restasse zitella, ne nascerebbero dei guai. D'altro canto, se l'avviassi a una professione, diciamo cos, mascolina, la cui preparazione richiedesse molto tempo, questo sarebbe tempo sprecato se poi essa volesse andare a marito.
Il pastore - Ma tu, insomma, che cosa vorresti?
Il capitano - Vorrei che diventasse maestra. Gi, perch se restasse zitella, potrebbe anche mantenersi da s senza andare incontro a gravi difficolt, come tanti poveri insegnanti che han da mantenere un'intera famiglia. Che se invece si maritasse, potrebbe impiegare le capacit acquisite per l'educazione dei figli. Non ti sembra che sia ben pensato?
Il pastore - S, mi sembra di s, ma non sarebbe come contrastare la naturale inclinazione della figliola che dimostra tanta passione per la pittura?
Il capitano - Oh no! Pensa che ho mostrato i suoi disegni a un rinomato pittore e costui mi ha assicurato che essi non erano niente di pi di ci che, ordinariamente, le ragazze fanno a scuola. Sennonch, la scorsa estate, sbuc fuori uno sbarbatello che ne sapeva assai pi del pittore, evidentemente, e proclam senz'altro che Bertha dimostrava un talento veramente singolare. E la questione venne risolta nel modo che voleva Laura.
Il pastore - Ed era innamorato della fanciulla, lo sbarbatello?
Il capitano - Questo sottinteso.
Il pastore - E allora che Dio ti aiuti, ragazzo mio! Perch non vedo su chi altro potresti contare. E deve essere una questione veramente seccante, perch Laura, naturalmente, non avr mancato di mettere il suo zampino in tutta codesta faccenda!
Il capitano - Puoi tenerlo per certo! E le fiamme gi divampano invadendo tutta la casa! Inoltre - ma questo resti fra di noi - non pu dirsi una guerra delle pi leali quella che si combatte contro di me!
Il pastore - E tu credi ch'io non lo sappia? (Si alza.)
Il capitano - Lo sapevi anche tu?
Il pastore - Anche?...
Il capitano - Il guaio che ho una gran paura che, da parte loro, decideranno dell'avvenire di Bertha sopra un piano di rappresaglia. Vanno dicendo che l'uomo si deve persuadere, una buona volta, che la donna capace di far questo e di far quello! Insomma, tirano sempre in campo il femminismo, sempre, dalla mattina alla sera!... Ma gi te ne vuoi andare? No, resta qui fino a stasera. Non ho gran cosa da offrirti, a dir vero, ma... comunque... A proposito, lo sai che aspetto un nuovo medico? Lo hai gi visto, tu?
Il pastore - S, l'ho appena intravisto di passaggio. Ha un aspetto simpatico e serio.
Il capitano - S?... E pensi che possa diventare un mio alleato?
Il pastore - Chi lo sa! Questo dipende dall'esperienza che ha delle donne.
Il capitano - Gi, capisco... Ma dunque non vuoi proprio restare?
Il pastore - No, grazie. E che ho promesso alla mia vecchia di tornar presto a casa, questa sera; e se tardassi se ne preoccuperebbe esageratamente.
Il capitano - Se ne preoccuperebbe, hai detto?... Andrebbe in bestia, volevi dire! Be', fa' come vuoi. Aspetta che ti do una mano per metterti la pelliccia.
Il pastore - Fa un freddo cane, questa sera! Grazie! E tu riguardati, Adolf; mi sembri cos nervoso.
Il capitano - Sembro nervoso?
Il pastore - S! ti senti proprio bene?
Il capitano - Di' un po', cognato, non Laura che ti ha messo queste idee nella testa? Son venti anni, ormai, che mi tratta come se fossi in fin di vita!
Il pastore - Laura?... No. Sei tu che mi preoccupi. Abbiti riguardo, proprio te lo consiglio. Addio, vecchio mio! Ma non era della Confermazione che intendevi parlarmi?
Il capitano - Niente affatto! Comunque puoi esser certo che la faccenda seguir il suo corso secondo la coscienza ufficiale della comunit, perch non sono n un apostolo n un martire, io! Dunque di ci non se ne parli pi. Arrivederci! E tanti saluti a casa!
Il pastore - Addio fratello, e salutami Laura.
SCENA QUARTA
Il capitano quindi Laura.
Il capitano si porta davanti allo scrigno, ne abbassa la ribalta, tira fuori un registro e si mette a far conti.
Il capitano - Trentaquattro e nove quarantatre; sette per otto... cinquantasei...
Laura - (entrando dalla porta che mena all'appartamento). Vorresti compiacerti di...
Il capitano - Subito!... sessantasei... settantuno... ottantaquattro... ottantanove... novantadue... cento! Cosa c'?...
Laura - Ti disturbo?
Il capitano - No, affatto... Cos'? vuoi soldi per la spesa?...
Laura - Gi, i soldi per la spesa.
Il capitano - I conti puoi metterli l; li controller pi tardi.
Laura - I conti?...
Il capitano - Gi, i conti!
Laura - Si debbono far conti... adesso?
Il capitano - Naturalmente che si debbono fare! L'economia della casa va zoppicando, e se s dovesse giungere al fallimento, i conti dovranno esser trovati in ordine; altrimenti potremmo esser colpiti per incauta amministrazione.
Laura - Se l'economia della casa zoppica, non certo colpa mia!
Il capitano - Ma appunto questo che deve esser provato dai libri contabili.
Laura - colpa mia se l'affittuario non paga?
Il capitano - Ma chi me lo raccomand, e caldissimamente, quell'affittuario? Non fosti tu? E perch me lo raccomandasti se era un pasticcione?
Laura - E tu perch lo assumesti se era un pasticcione?
Il capitano - Per il semplice motivo che non mi lasciaste n mangiare in pace, n dormire in pace, n lavorare in pace finch non riusciste a farmelo assumere. Tu volevi che lo assumessi perch tuo fratello voleva liberarsene; la suocera lo voleva, proprio perch non lo volevo io; la governante lo voleva perch era un bigotto; e la vecchia Margret lo voleva perch aveva conosciuto l'anima di sua nonna! Ecco perch io lo assunsi! Che se non l'avessi assunto, a quest'ora mi troverei al manicomio; oppure riposerei le mie ossa nella tomba di famiglia. Comunque, eccoti i soldi; i conti puoi presentarmeli dopo.
Laura - Mille ringraziamenti!... E... dimmi un po': prendi nota anche dei soldi che spendi tu, quando sei fuori di casa?
Il capitano - Queste sono cose che non ti riguardano.
Laura - Gi, non mi riguardano! E l'educazione di mia figlia, nemmeno quella mi riguarda? I miei signori padroni han preso forse, al riguardo, qualche decisione definitiva nella seduta plenaria di questa sera?
Il capitano - La mia decisione era stata presa anche prima della seduta, e non mi restava che comunicarla al solo amico che restato a me e alla mia famiglia. Bertha sar messa in pensione in citt e partir fra quindici giorni.
Laura - E m' permesso di chiedere presso chi andr in pensione?
Il capitano - Presso l'auditore Savberg.
Laura - Da quel libero pensatore?!
Il capitano - I figli, secondo le leggi in vigore, debbono essere allevati nella fede del padre.
Laura - E la madre, circa questa faccenda, non ha nulla da dire?
Il capitano - Assolutamente nulla!... Essa, secondo la legge, ha venduto al marito ogni suo diritto, ricevendone in cambio l'obbligo ad esser mantenuta lei e i suoi figli.
Laura - Dunque una madre non ha nessun diritto sopra sua figlia?
Il capitano - Assolutamente nessuno! chiaro che, quando uno ha venduto la propria mercanzia, non pu riprendersela trattenendo il prezzo che ne ha ricevuto.
Laura - Ma la decisione non potrebbe esser presa di comune accordo, fra il padre e la madre?
Il capitano - Ma come si potrebbe venire ad un accordo fra me ete se io voglio che la figlia venga educata in citt e tu vorresti tenertela qui? Secondo una media aritmetica, nostra figlia dovrebbe andare a starsene nelle vicinanze della stazione ferroviaria, la quale si trova appunto a mezza strada fra questa casa e la citt. Come vedi, la questione non pu essere risolta di comune accordo.
Laura - E allora mette conto troncarla. Cosa voleva quel Njd?
Il capitano - Questo un mio segreto d'ufficio!
Laura - Sennonch un segreto d'ufficio che in cucina tutti conoscono.
Il capitano - Se cos, devi conoscerlo anche tu.
Laura - E infatti lo conosco.
Il capitano - Ed hai gi preparata la tua sentenza?
Laura - Ma scritta nella legge, la sentenza!
Il capitano - Ma come pu esser scritta, nella legge, la paternit del bambino?
Laura - No, questo non c' scritto, ma, ordinariamente, cosa ben nota.
Il capitano - Sennonch le persone di buon senso affermano che ci non si pu mai sapere.
Laura - Questa s che straordinaria! Non si pu mai sapere chi sia il padre d'un bambino?
Il capitano - Pare di no!
Laura - Ma allora come maiun padre pu aver tanti diritti sopra il figlio d'una donna?
Il capitano - Li ha perch o se li assume spontaneamente oppure gli vengono imposti. Comunque nello stato matrimoniale non ci son dubbi sulla paternit.
Laura - Non ci son dubbi?
Il capitano - No!... Almeno cos da sperarsi!
Laura - E... se la moglie fosse stata infedele?
Il capitano - Questa una questione che... a noi non riguarda! Hai altre domande da farmi?
Laura - No, nessun'altra.
Il capitano - Allora mi ritiro nella mia stanza e ti prego di chiamarmi quando arriva il dottore. (Chiude la ribalta dello scrigno e si alza.)
Laura - Non mancher di farlo.
Il capitano - (avviandosi verso la porta in tappezzeria). Non appena sar arrivato, devi avvertirmi, mi capisci? Non vorrei mostrarmi scortese. (Esce.)
SCENA QUINTA
Laura, quindi il dottore.
Laura, restata sola, si mette a contare il denaro lasciatole dal capitano.
Voce della suocera - (dall'interno). Laura!...
Laura - Son qui!...
Voce della suocera - pronto il mio t?
Laura - Te lo porto subito! (Va verso la porta di fondo dove s'incontra con lattendente)
Lattendente - Il dottor Ostermark! (Esce.)
Il dottore - (entrando). Buongiorno, signora!
Laura - (andandogli incontro e tendendogli la mano). Benvenuto, signor dottore, un cordiale benvenuto! Il capitano fuori di casa, adesso, ma rientrer subito.
Il dottore - Mi scusi se arrivo in ritardo, ma ho dovuto far prima un'altra visita di cortesia.
Laura - Si accomodi, signor dottore, si accomodi.
Il dottore - Grazie, signora.
Laura - Sapr gi che in paese attualmente vi sono molti ammalali, ma spero che lei finir col trovarsi a suo agio. Per noi che, qui in campagna, si vive cos isolati, molto importante avere un medico che s'interessi alla clientela... Ho sentito parlar molto bene di lei, dottore, e voglio sperare che, fra di noi, s creino rapporti di buona amicizia.
Il dottore - Lei troppo buona, signora mia, e, da parte mia, spero che le mie visite professionali non debbano esser troppo frequenti, qui. La sua famiglia, ordinariamente, gode buona salute e quindi...
Laura - S, per nostra fortuna, non abbiamo avuto gravi malattie; tuttavia, le cose non vanno come dovrebbero, qui.
Il dottore - No?...
Laura - No, purtroppo! In ogni modo non vanno come si desidererebbe.
Il dottore - Oh, questo mi dispiace!
Laura - Gi, in una famiglia si possono verificare delle circostanze che, per motivi di decoro o di coscienza... si costretti a tener celate a tutti.
Il dottore - Ma non al medico, per.
Laura - Appunto! Quindi il mio primo e doloroso dovere d farle conoscere tutta la verit.
Il dottore - Ma questa conversazione potremmo rinviarla a quando avr avuto il piacere d esser presentato al signor capitano.
Laura - No, dottore, necessario che lei mi ascolti prima di averlo incontrato.
Il dottore - Questo vuol dire che si tratta di lui?
Laura - S, si tratta proprio di lui; del mio povero e diletto marito.
Il dottore - Lei mi mette in apprensione, cara signora, e... voglia credermi, prendo viva parte alla sua angoscia.
Laura - (estraendo il fazzoletto). Grazie. Il mio povero marito ammalato di mente! Eccogliela detta! Adesso lei a conoscenza di tutto e potr regolarsi da s.
Il dottore - Ma cosa mi dice, signora!... E pensare che io ho letto, con grande ammirazione, alcuni studi di suo marito su questioni mineralogiche! Ma essi rivelano un intelletto chiaro ed acuto!
Laura - Dice davvero?... Oh, come sarei contenta se tutti della famiglia ci fossimo ingannati!
Il dottore - S, per ci non esclude che, in tutt'altro campo, la vita psicologica di suo marito possa presentare delle anomalie che... Dunque sar bene che lei mi spieghi...
Laura - Ma appunto questo che noi temiamo! Vede, dottore, talvolta gli vengono delle idee cos bizzarre che si potrebbero anche perdonare ad uno scienziato come lui, sennonch hanno un'influenza assai nociva su tutto l'andamento dell'azienda domestica. Egli, ad esempio, ha la mania d'acquistare ogni sorta di roba.
Il dottore - S?... un sintomo preoccupante, questo! Cosa compra?
Laura - Intere casse di libri, per esempio, che non legge mai!...
Il dottore - Ma se una persona d cultura acquista dei libri... non ci vedo nulla di anormale!
Laura - Ma allora lei non crede a ci ch'io le dico?
Il dottore - Ma s, signora, sono assolutamente convinto che lei crede a ci che dice, ma...
Laura - E le pare accettabile che un uomo pretenda di vedere, con un microscopio, ci che accade in un altro pianeta?
Il dottore - Ma il capitano che pretende di poter far questo?
Laura - Ma s, appunto questo che dice di poter fare!
Il dottore - Con un microscopio?
Laura - Gi, con un microscopio!
Il dottore - Ma se cos, la cosa davvero preoccupante!
Laura - Se cos, dice lei? Ma dunque non si fida di me, signor dottore!... E intanto io le vado confidando i segreti di famiglia, oh!...
Il dottore - Ascolti, signora mia, io sono molto lusingato della sua fiducia, ma, nella mia qualit di medico, son tenuto ad indagare, accertare, prima di giudicare! Nel signor capitano lei ha forse rilevato sintomi di debolezza di carattere o d'incostanza volitiva?
Laura - Oh, se l'ho rilevata!... In ventanni, da quando ci siamo sposati, non ha mai presa una decisione che non si sia poi subito rimangiata!
Il dottore - caparbio?
Laura - E come!... Vuole sempre imporre la sua volont! E quando poi vi riuscito, si disinteressa di tutto e prega me di decidere.
Il dottore - Il caso veramente grave e merita riflessione. Perch vede, signora, la volont la spina dorsale dello spirito, e, se essa si spezza, anche lo spirito vacilla.
Laura - Dio solo lo sa cosa m' costato, in questi lunghi anni di tormento, imparare a secondare tutti i suoi desideri. Oh, se sapesse che vita ho dovuto condurre al suo fianco! Oh, se lo sapesse!
Il dottore - La sua disgrazia, signora mia, mi tocca profondamente e le prometto che far del mio meglio. La compatisco nell'intimo del cuore e la prego di contar su di me senza alcuna riserva. Ma, sulla base di quanto mi ha detto, debbo pregarla di evitare al paziente le impressioni violente, perch esse, in un cervello malato, si trasformano rapidamente fino al punto di diventare monomanie... idee fisse, comprende?
Laura - Detto in due parole: occorre evitargli ogni diffidenza.
Il dottore - Appunto! Infatti ad un malato gli si pu far credere qualunque cosa, perch facilmente impressionabile.
Laura - Gi, lo capisco.
Suono di campanello dall'interno.
Scusi, dottore, mia madre che ha bisogno di qualche cosa! Un momento e... Ma ecco Adolf!... (Esce.)
SCENA SESTA
Il dottore, il capitano quindi la balia.
Il capitano - (entrando dalla porla di destra). Ah, lei gi qui, signor dottore; s'abbia dunque il nostro cordiale benvenuto!
Il dottore - Grazie, signor capitano, e per me un vero piacere essere accolto cos cordialmente da uno scienziato come lei.
Il capitano - Oh, dottore, il mio servizio militare m'impedisce di condurre delle ricerche pi approfondite; tuttavia posso dirle che credo d'essere sulle tracce di una grande scoperta.
Il dottore - S?!!..
Il capitano - S, ho sottoposto all'analisi spettroscopica alcune meteoriti ed ho potuto riconoscervi delle tracce di carbonio, sicuro indizio d'esistenza di vita organica. Che le pare?
Il dottore - E questo, lei, lo ha potuto vedere col microscopio?
Il capitano - Ma che microscopio d'Egitto!... Ho detto con lo spettroscopio!
Il dottore - Ah, con lo spettroscopio! Mi scusi! Ma allora ben presto avremo notizie di ci che accade sul pianeta Giove.
Il capitano - Non precisamente di ci che vi accade, ma piuttosto di ci che vi accaduto. Se soltanto quel dannato libraio d Parigi mi mandasse i libri che gli ho chiesto!... Ma si direbbe che tutti i librai dell'universo vadano congiurando contro di me. Pensi che, da due mesi a questa parte, nemmeno uno mi ha spedito ci che ho ordinato, o ha risposto alle mie lettere. Non hanno replicato nemmeno alle mie insolenze telegrafiche! Non ci capisco pi nulla in questa storia; e ci divento matto!
Il dottore - Oh, ma vedr che si tratta di semplice trascuratezza!... Lei non deve prendersela cos a cuore!
Il capitano - Sar, ma intanto, porca miseria, non arriver a finire in tempo la mia monografia! E pensi che, a Berlino, si lavora sodo sullo stesso piano di studi. Ma non era di codeste cose che si doveva parlar fra di noi: di lei che dovevamo parlare. Se lei desiderasse abitare qui, potremmo mettere a sua disposizione un appartamentino in un'ala della casa; se invece preferisse restare nella vecchia abitazione del dottore...
Il dottore - Come vuole lei.
Il capitano - Ma no: mi dica cosa vuole lei!
Il dottore - lei che deve decidere, signor capitano!
Il capitano - Io non decido nulla, io! lei che deve dirmi che cosa preferisce. Io non voglio nulla, assolutamente nulla!
Il dottore - Ma no; non spetta a me decidere...
Il capitano - Ma, in nome di Dio, me lo vuol dire, egregio signore, qual l'appartamento che vuole avere? Io non ho nessuna volont da far valere, nessun desiderio, nessuna opinione e nessuna preferenza!... E lei non sar tanto sconclusionato da non sapere cosa vuole! Dunque risponda, e non mi faccia prendere dai nervi.
Il dottore - Giacch lo rimette al mio arbitrio, scelgo di restar qui.
Il capitano - Oh, finalmente!... E la ringrazio. Mi deve scusare ma non c' nulla che mi faccia pi facilmente andare in bestia quanto il sentir dire da qualcuno che questa o quella cosa gli completamente indifferente. (Suona il campanello.)
Entra la balia.
Il capitano - Ascolta, Margret, mi sai dire se l'appartamento destinato al dottore in ordine?
La balia - S, signor capitano, in ordine.
Il capitano - Allora, dottore, non voglio trattenerla ulteriormente; tanto pi che lei sar stanco, forse. Dunque, arrivederla a domani... spero.
Il dottore - Buonasera, signor capitano.
Il capitano - Suppongo, naturalmente, che mia moglie l'abbia messa un po' al corrente di come vanno le cose, qui.
Il dottore - S, sua moglie, gentilmente, mi ha dato alcune informazioni che potranno essermi utili, essendo io del tutto nuovo, qui. Di nuovo buonasera, signor capitano.
SCENA SETTIMA
Il capitano e la balia.
Il capitano - Cosa vuoi, mia cara, c' forse qualcosa che...
La balia - Ascolti, signor Adolf, le volevo dire...
Il capitano - S, vecchia Margret, parla, parla pure. Tu che sei l'unica persona che io possa ascoltare senza che mi prendano le convulsioni.
La balia - Ascolti, signor Adolf, non potrebbe mettersi d'accordo con la signora, transigendo per la faccenda della piccina? Essa la madre, dopotutto!... Pensi!...
Il capitano - E io, Margret, sono il padre, dopotutto!... Pensa!...
La balia - Ma andiamo, signor Adolf, lei sa bene che un padre ha anche altre cose cui pensare, mentre la madre non ha che i suoi figli!...
Il capitano - E giusto, vecchia mia, ma questo vuol dire che essa ha un sol peso sulle sue spalle, mentre io ne ho almeno tre. Senza poi contare che mi sono caricato anche del suo peso. Non credi che avrei potuto raggiungere tutt'altra posizione nella vita, anzich quella d'un vecchio soldato, se non avessi avuto sulle spalle lei e sua figlia?
La balia - S, ma non questo che intendevo dire.
Il capitano - Lo credo bene! Tu vorresti persuadermi che sono dalla parte del torto!
La balia - Ma allora lei, signor Adolf, non crede ch'io le sia affezionata?
Il capitano - S, questo lo credo, sennonch tu non sai quel che ci vuole per me. A me, vedi, non basta aver dato la vita a mia figlia, intendo darle anche l'anima mia!
La balia - S, son cose, queste, ch'io non capisco; per penso egualmente che si potrebbe trovare una via d'intesa.
Il capitano - Tu non mi sei amica, vecchia Margret!
La balia - Io! Oh, santo Dio! cosa dice mai, signor Adolf? Dunque lei crede che io possa scordarmi di quand'era piccino? Era il mio bimbo, allora!
Il capitano - E tu, cara Margret, pensi che iopossa essermelo scordato? Tu sei stata, per me, come una mamma, e mi hai sempre sostenuto quando tutti m'erano contrari; sennonch adesso, proprio adesso che ne avrei maggior bisogno, tu mi privi del tuo appoggio, mi tradisci e passi al nemico!
La balia - Al nemico?...
Il capitano - S, proprio al nemico! Perch tu lo sai troppo bene come vadano le cose, in questa casa!... tu hai sempre potuto veder tutto dal principio alla fine!
La balia - Certo che l'ho veduto! Ma perch, santo Dio, due persone debbono avvelenarsi vicendevolmente la vita? Due persone che son tanto buone e che vogliono il bene di tutti? Mai la signora stata cosi buona con me econ gli altri!...
Il capitano - Soltanto verso di me non stata affatto buona! E questo lo so di certo. Pertanto debbo dirti questo, Margret; se tu mi abbandonassi, commetteresti un vero delitto. Persuaditi che, adesso, io non ho attorno a me che nemici! Persino quel dottore non amico mio!
La balia - Oh, signor Adolf, lei pensa sempre male di tutti! Ma, vede, ci accade perch lei non possiede la vera fede. Gi, proprio per questo!
Il capitano - E invece tu e tutti gli altri anabattisti l'avete trovata la vera fede! Eh!... tu sei felice, tu!
La balia - S, sono felice; o, per lo meno, non sono cos infelice come lo lei, signor Adolf! Cerchi d'umiliare il suo cuore davanti a Dio e vedr che Egli la render felice nell'amore del prossimo!
Il capitano - Come strano, per! Quando tu parli di Dio e dell'amore del prossimo, ne parli con un tono di voce che diventa aspro, e i tuoi occhi esprimono odio! No, Margret, tu non la possiedi la vera fede!
La balia - E sia, ma lei pu essere fiero quanto vuole della sua scienza, per quando lei sar giunto all'estremo momento, non le servir proprio a nulla tutta questa sua scienza.
Il capitano - E tu, che sei di cos umile cuore, puoi parlare con tanto orgoglio della vera fede? Lo so bene che per delle bestie come voi la sapienza non pu servire a nulla!
La balia - Dovrebbe vergognarsene, signor Adolf! La vecchia Margret, per, resta egualmente affezionata al suo grosso bambinone. Il quale, quando scoppier la tempesta, torner di certo a lei come il figliol prodigo.
Il capitano - Perdonami, Margret, ma io, qui, credimi, all'infuori di te, non ho nessuno che mi voglia bene! E tu devi aiutarmi perch sento che qualche cosa sta per succedere. Non saprei dirti che cosa, ma ben certo che dovr accadermi. E questo non va!
Si odono degli strilli provenienti dall'appartamento.
Ma cos'? Chi che strilla?
SCENA OTTAVA
Bertha e i precedenti.
Bertha (entrando di corsa). Babbo! babbo! aiutami, babbo!
Il capitano - Cosa c', figliola mia? Su, parla!
Bertha - Aiutami, babbo, lei vuole farmi del male!
Il capitano - Ma chi vuole farti del male? Parla!
Bertha - La nonna! la nonna che vuole battermi; ma stata colpa mia, per! Io l'ho ingannata!
Il capitano - Spiegati, dunque!
Bertha - S, ma tu non devi dire nulla alla nonna! M'intendi, babbo, te ne prego!
Il capitano - Non temere, ma spiegati, per. Cos' accaduto?
La balia esce.
Bertha - S, te lo spiego: la nonna, vedi, sull'annottare, suole abbassare la luce e poi vuole che io mi metta al tavolino con un foglio di carta davanti e la penna in mano. E dice che verranno gli spiriti e mi faranno scrivere...
Il capitano - Guarda che roba! E tu non me ne hai mai detto nulla?
Bertha - Scusami, babbo, ma la nonna dice che, se uno ne parla, gli spiriti si vendicano. E dunque la penna scrive. E io non so se la penna che scrive, o se sono io. E poi, alle volte la cosa va bene, e altre volte la cosa non va bene. Quando io sono stanca, per esempio, quella faccenda proprio non va. Ma la nonna vuole che io scriva lo stesso. Questa sera pensavo che tutto andasse bene; e invece la nonna ha detto che erano parole del poeta Stagnelius e che io volevo imbrogliarla. Si terribilmente arrabbiata.
Il capitano - Ma tu credi che esistano gli spiriti?
Bertha - Questo non lo so.
Il capitano - E io invece so benissimo che non esistono.
Bertha - S, ma la nonna dice che tu, babbo, queste cose non le capisci. Anzi, che fai di peggio: che vai a guardare quello che accade negli altri pianeti.
Il capitano - questo che dice? Dice proprio questo? E che altro dice?
Bertha - Dice che non sei capace di far sortilegi!
Il capitano - Ma guarda! Come se avessi mai inteso d farne! E tu, Bertha, sai cosa sono le meteoriti? S, le pietre che cadono da altri corpi celesti? Ebbene devi anche sapere che io posso analizzarle e stabilire se contengono le stesse sostanze che si trovano sulla terra. E questo tutto ci che io posso vedere.
Bertha - S, ma la nonna dice che ci sono delle cose che essa pu vedere e che tu non puoi.
Il capitano - Ebbene, non lo vedi? Dice delle menzogne!
Bertha - Oh no!... La nonna non dice mai delle menzogne!
Il capitano - E perch no?
Bertha - Perch, in questo caso, mentirebbe anche la mamma!
Il capitano - Uhm!...
Bertha - Se mi dici che anche la mamma mente, non ti creder mai pi!
Il capitano - Ma, visto che non lo dico, vorrai credermi, no? E allora ti dico che tu, per il tuo bene, per il tuo avvenire, devi allontanarti da questa casa. Non lo desideri anche tu? Non vorresti andartene in citt per imparare qualcosa di utile?
Bertha - Oh, s che mi piacerebbe! Oh, andarmene in citt!... uscire di qui!... Ma in qualunque altro posto sono pronta ad andare! Purch possa vederti qualche volta, anzi spesso, beninteso! Oh... in quell'appartamento cos tetro, cos brutto... E come una notte d'inverno! E quando arrivi tu, babbo, come quando, in primavera, si tolgono le doppie impannate dalle finestre.
Il capitano - Oh, mia cara figliola, mia adorata bambina!
Bertha - S, ma tu, babbo, devi essere buono con la mamma! Mi ascolti?... Piange tanto spesso, lei!
Il capitano - Dunque ci andresti volentieri, in citt?
Bertha - Certo che ci andrei volentieri!
Il capitano - Ma se la mamma non volesse?
Bertha - Ma deve volerlo, la mamma!
Il capitano - E se invece non lo volesse?
Bertha - Allora... Allora non so come si potrebbe fare. Per deve volerlo; lo deve!
Il capitano - Vuoi pregarla tu?
Bertha - Sei tu che devi farlo, ma con buone maniere, tanto pi che, di ci che dico io, la mamma non ne fa gran conto.
Il capitano - Uhm!... Be', ma se tu vuoi come io lo voglio, e lei non volesse, come potremo regolarci?
Bertha - Oh, come tutto diventa difficile, qui!... Ma perch voi due non potreste...
SCENA NONA
Laura e detti, quindi la balia, infine lattendente.
Laura - (entrando). Oh, Bertha qui; dunque potremo sentire anche il suo parere, giacch si tratta di decidere del suo avvenire.
Il capitano - Nostra figlia non pu avere un'idea precisa della condotta di vita di una fanciulla adolescente; siamo noi che abbiamo l'esperienza cui compete il dovere di guidarla.
Laura - Ma, visto che noi due non siamo d'accordo, l'opinione di Bertha potrebbe esser decisiva.
Il capitano - No, perch io non permetter a nessuno di usurpare i miei diritti: sia essa una donna o una bambina. Ascolta, Bertha, vuoi lasciarci soli?
Bertha esce.
Laura - Non hai voluto che Bertha esprimesse la sua opinione perch temevi che sarebbe stata favorevole alla mia!
Il capitano - Gi, perch se io so che anche la bambina desidera uscire da questa casa, so pure che le puoi far cambiare opinione a tuo piacere.
Laura - Oh, cos potente sarei!
Il capitano - S, tu hai il satanico potere di far prevalere la tua volont! Ma fanno tutti cos quelli che non si preoccupano dei mezzi per conseguire il loro scopo. Non hai fatto cos, ad esempio, per mandar via il dottor Norling e farne venire un altro?
Laura - Come avrei fatto?
Il capitano - Te lo spiego subito: gli hai reso la vita impossibile, cosicch egli s' sentito in obbligo di andarsene; e poi hai dato incarico a tuo fratello di procurare voti a questo che venuto.
Laura - Semplicemente! In modo perfettamente legale, per!... Dunque deciso che Bertha debba partire?
Il capitano - S, e partir fra quindici giorni.
Laura - proprio deciso?
Il capitano - S!
Laura - E a Bertha ne hai gi parlato?
Il capitano - S!
Laura - E allora bisogner rimediare!
Il capitano - Non ti permesso di farlo!
Laura - No?... E tu t'immagini che una madre si rassegni a far andar la propria figlia fra gente malvagia, per imparare che tutto ci che le ha insegnato la madre non sono che sciocchezze? E che una madre si rassegni a sentirsi disprezzata dalla figlia per tutta la vita?
Il capitano - E tu t'immagini che un padre si rassegni al pensiero che donne vane e senza criterio insegnino a sua figlia che egli un ciarlatano?
Laura - Questo, per il padre, non pu avere grande importanza.
Il capitano - Come mai?
Laura - Anzitutto perch la madre a trovarsi pi vicina alla propria figlia, giacch stato provato che nessuno pu esser certo della sua paternit.
Il capitano - Ma cosa c'entra, questo, nel caso nostro?
Laura - Perch, non c'entra? Sei forse sicuro, tu, d'essere il padre di Bertha?
Il capitano - Non capisco...
Laura - Non capisci? Come mai potresti sapere tu ci che nessuno mai pu sapere?
Il capitano - Ma tu vuoi scherzare, Laura!
Laura - No; voglio soltanto far uso dei tuoi insegnamenti. D'altronde come potresti sapere se io t'abbia tradito?
Il capitano - Oh, ti credo capace di tante cose, Laura, ma non certo di questa! E poi non verresti certo a raccontarmelo, se tu lo avessi fatto.
Laura - E allora supponi che io sia decisa a sopportate qualunque cosa... di venir vilipesa, d'essere scacciata... pur di tenermi mia figlia e mantenere su di lei la mia autorit; e che, con tale intento, venissi a dirti: Bertha s mia figlia, ma non anche la tua! Ecco: supponilo.
Il capitano - Smettila!...
Laura - Vedi bene che, solo che tu lo supponga, il tuo potere finito.
Il capitano - S, ma in tal caso tu dovresti avermi provato che il padre non sono io!
Laura - Non sarebbe certo difficile provartelo; resta a vedere se tu lo gradiresti.
Il capitano - Ma finiscila, dunque!
Laura - Basterebbe, per esempio, che io ti facessi il nome del vero padre, precisando il luogo e la data. Vediamo un po'. Quando nata Bertha?... Tre anni dopo il nostro matrimonio; ebbene, in quel tempo...
Il capitano - Ti ho detto di finirla!... Altrimenti...
Laura - Altrimenti... che cosa?... Ma s, finiamola pure, adesso, ma rifletti bene su ci che stai per fare, su ci che stai per decidere. E cerca soprattutto di non renderti ridicolo!
Il capitano - estremamente triste, tutto ci!
Laura - S, per questo tu diventi anche pi ridicolo!
Il capitano - E tu, no?
Laura - Io no! Non fosse altro per la maniera intelligente con cui ho impostata la questione.
Il capitano - Gi, siamo alle solite: con te non si pu discutere!
Laura - E allora perch vuoi misurarti con un avversario che ti superiore?
Il capitano - Superiore?
Laura - S, pu parer strano, ma non ho mai incontrato nessun uomo senza che mi sentissi superiore a lui.
Il capitano - Sappi che quando, finalmente, t'imbatterai in un avversario pi forte di te... non potrai scordartene tanto facilmente!
Laura - Questo s che sar interessante!
La balia - (entrando). Il pranzo servito: vogliono accomodarsi?
Laura - Volentieri!
Il capitano indugia, poi va a sedersi sulla poltrona accanto al tavolino.
Non intendi cenare, questa sera?
Il capitano - No, grazie: non ho voglia di nulla!
Laura - Ma andiamo!... Sei forse irritato?
Il capitano - No, semplicemente che non ho appetito!
Laura - Non fare storie! Non capisci che, altrimenti, ti si potrebbero rivolgere delle domande... superflue?... Su, coraggio!... Non ne vuoi proprio sapere? E allora resta pure l (Esce.)
La balia - Che storie sono queste, signor Adolf!...
Il capitano - Proprio non riesco a capire: me lo sapresti spiegare, tu, perch trattate un uomo vecchio come me alla stessa stregua di un bambino?
La balia - No, io non saprei spiegarglielo; ma forse perch voi uomini, grandi e piccini, siete pur sempre figli di donna!
Il capitano - E invece nessuna donna mai nata da un uomo. Gi, cos. Ma io, comunque, sono il padre di Bertha. Tu non lo credi, Margret? Dimmi, non lo credi?
La balia - Oh, buon Dio!... Ma possibile che lei sia cos bambino? Certo che lei il padre di sua figlia! Venga a cena, adesso! e non stia ad arrovellarsi l'anima! Su, andiamo!
Il capitano - Vattene via, femmina! All'inferno le streghe! (Gridando verso la porta.) Svard!... Svard!!
L'attendente - (entrando). Comandi, signor capitano!
Il capitano - Ordina che attacchino la slitta! Subito!
La balia - Stia a sentire, signor capitano...
Il capitano - Fuori di qui, femmina! Subito!
La balia - Dio ci protegga! che cosa accadr, adesso?
Il capitano - (mettendosi il berretto e preparandosi ad uscire). Non aspettatemi prima di mezzanotte! (Esce.)
La balia - Ges aiutateci! Cosa accadr, adesso?
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ATTO SECONDO
La stessa scena del primo atto. Il lume sul tavolo acceso. notte.
SCENA PRIMA
Il dottore e Laura, quindi la balia.
Il dottore - In base a ci che ho potuto rilevare, nel nostro recente colloquio, il suo assunto, signora, non mi risulta del tutto provato. Anzitutto, lei s'inganna quando pensa che il capitano sia pervenuto alle sue straordinarie scoperte, concernenti i corpi celesti, mediante un microscopio. Infatti, sono venuto a sapere che si tratta di uno spettroscopio; il che non soltanto elimina ogni sospetto d'infermit mentale, ma sta a provare che suo marito ha reso alla scienza un servizio prezioso.
Laura - Tutto sta bene, sennonch io non ho mai detto nulla di simile.
Il dottore - Ma, cara signora, io ho preso nota di ci che stato detto nel nostro primo colloquio, e rammento che, temendo di aver mal compreso, le ho chiesto alcuni chiarimenti sulle questioni essenziali. Quando si avanzano accuse che potrebbero portare all'interdizione, bisogna essere estremamente scrupolosi.
Laura - Possono portare all'interdizione?
Il dottore - Gi. Lei sa che un ammalato di mente perde i suoi diritti di famiglia.
Laura - No, questo non lo sapevo.
Il dottore - Ma anche un altro punto non mi parso ben chiaro. Il capitano dice che tutta la sua corrispondenza con i librai sempre restata senza alcun riscontro; orbene, mi permetter di chiederle se stata lei a intercettarla. Con buone intenzioni, naturalmente, ma non troppo opportune, a parer mio.
Laura - S, sono stata io. Ma non era forse nei miei diritti mettere in salvo gli interessi della famiglia? Non potevo certo lasciare che ci rovinasse tutti.
Il dottore - Mi scusi, signora, ma non mi sembra che lei abbia ben valutato le conseguenze del suo operato! Non appena il capitano si render conto che lei usa interferire nelle sue faccende, i suoi sospetti avranno un solido fondamento e ben presto andranno accrescendosi come fa una valanga. Contrariandolo nella sua volont, lei non far che inasprire la sua intolleranza. Lei stessa avr provato di certo quanto si soffra nel vedersi intralciati nella realizzazione dei propri desideri o nel subire costrizioni alla propria volont.
Laura - Oh, se l'ho provato!
Il dottore - Pu dunque ben giudicare ci che egli ha provato.
Laura - (alzandosi). mezzanotte, ormai, e ancora non tornato a casa. C' sempre da temere il peggio, con lui,
Il dottore - Ma mi dica, signora, oggi, dopo che io me ne sono andato, che cosa accaduto? Mi scusi, ma debbo saper tutto, io.
Laura - Ha comincialo a farneticare e gli son venute in testa delle idee veramente bizzarre. Lo crederebbe che gli venuto il dubbio di non esser lui il padre della bambina?
Il dottore - Questo veramente singolare! Ma a che proposito lo ha pensato?
Laura - Non saprei dirglielo con precisione; ma, nella mattinata, aveva interrogato uno dei suoi soldati a proposito del riconoscimento di un figlio illegittimo; e, avendo io preso le parti della ragazza, si subito inalberato e ha cominciato a dire che non si pu mai assodare chi sia il padre d'un bambino. Dio lo sa se ho fatto tutto per tranquillizzarlo; ma... temo che sia arrivato a tal punto d'incoscienza che nessun rimedio potr pi giovargli. (Si mette a piangere.)
Il dottore - Comunque non lo si pu abbandonare, e qualcosa bisogna pur fare! Senza che lo sospetti, per. E mi dica: il capitano ha avuto altre volte idee fisse di questo genere?
Laura - Ma s, sei anni or sono!... Anzi, quella volta, riconobbe da s che poteva trattarsi d'una malattia mentale. Ne scrisse persino al suo medico curante.
Il dottore - Gi... gi... Temo che questa mania abbia gi messo profonde radici!... E ne va della tranquillit domestica. Domande dirette non potr fargliene... e dovr limitarmi ad argomentare dai fatti. Ci che stato non lo si pu distruggere, disgraziatamente, sennonch e proprio a ci che stato che va applicata la cura! Dove pu trovarsi adesso?
Laura - Non saprei dirglielo; d'altronde ha dei capricci cos pazzi, in questi ultimi tempi!
Il dottore - Vuole che resti ad aspettarlo finch ritorna? E affinch non abbia dei sospetti, gli si pu dire che sua madre era indisposta e che io sono stato chiamato per visitarla.
Laura - S, questo ben pensato! Ma lei non ci deve abbandonare, dottore! Oh, se sapesse quanto sono preoccupata! E non sarebbe meglio dirgli francamente ci che lei pensa della sua salute?
Il dottore - Oh no!... Questo non va mai detto agli ammalati di mente. A meno che non siano essi stessi a portare il discorso sull'argomento. Ma anche in tal caso lo si deve fare in via assolutamente eccezionale. Tutto dipende dal modo come si mettono le cose. Ma cerchiamo di non farci trovar qui a complottare: non bisogna che sospetti che lo si era preparato, quest'incontro. Mi ritirer nella stanza accanto.
Laura - S, meglio. Qui gli si far trovare Margret; lei che, di solito, resta ad aspettarlo quando tarda a rientrare. la sola persona che abbia qualche ascendente su di lui.
Si reca sulla soglia della porta a sinistra.
Margret!... Margret!...
La balia - (entrando). Cosa vuole, signora? rientrato il padrone?
Laura - No, ma tu puoi aspettarlo qui, e quando arriver gli dirai che mia madre non si sentiva troppo bene, e che perci abbiamo fatto venire il dottore.
La balia - Ma s, certo! far in modo che tutto vada bene!
Laura - (aprendo la porta a sinistra). Vuole accomodarsi qui, dottore?
Il dottore - S, grazie, signora.
Escono ambedue.
SCENA SECONDA
La balia, quindi Bertha.
La balia siede accanto al tavolo, apre il libro dei salmi e si mette gli occhiali.
La balia - S... s... s!... s!...
(Intona questa cantilena.)
E ben misera la vita!
ma sen passa presto via!
Scende un angelo dal cielo
e ci annunzia in sua favella:
tutto vano! tutto vano!
S... s... s!... s!...
L'uomo polvere qui in terra,
ed in polvere ritorna.
Non ci resta che il dolore
che scolpisce sulla tomba:
Tutto vano! tutto vano!
S... s...
Mentre la balia cantava, entrata Bertha col bricco del caff e un telaio da ricamo.
Bertha - Posso trattenermi qui con te, Margret? E cos tetro di sopra!
La Balia - Oh, Dio mio!... Ancora in piedi, Bertha?
Bertha - Debbo preparare il regalo di Natale per il babbo, e qui ho qualcosa di buono per te, Margret.
La balia - Grazie, cara la mia piccola, ma cos non va! Lo sai bene che domattina ti devi alzare per tempo, e adesso gi passata la mezzanotte.
Bertha - E cosa importa? Vedi, io non ho il coraggio di. restarmene sola di sopra!... Ho paura che ci siano gli spiriti!
La balia - Lo vedi?... Cosa ti dicevo?...Vuoi crederlo?... In questa casa non bazzicano di certo i maghi benefici! E che cos' che hai sentito, Bertha?
Bertha - Oh, se sapessi!... Ho sentito cantare nel granaio!
La balia - Nel granaio?... A quest'ora?...
Bertha - Ma s!... Ed era una canzone tanto malinconica! Non ne avevo mai sentito di cos malinconiche! E pensa!... Mi pareva che quel canto venisse dalla soffitta! Che uscisse proprio dalla parete dove si trova la culla. Lo sai bene: la parete a sinistra.
La balia - Ahim!... e in una notte come questa! Vedrai che il vento finir per tirar gi anche i fumaioli!
Com' misera la vita!
pene, lagrime e tormenti!
Pu talvolta parer mire,
ma ti serba gran dolori!
S, cara la mia bambina, che Dio ci conceda un buon Natale.
Bertha - Vuoi dirmi una cosa, Margret, vero che il babbo malato?
La balia - S, Bertha, proprio malato.
Bertha - Ma allora non si far nessuna festa, la notte di Natale!... Ma, se malato, com' che pu stare in piedi?
La balia - Vedi, figliola mia, soffre d'una malattia che gli permette distare in piedi. Ma zitta!... C' qualcuno di l!... S, nella stanza d'ingresso. Tu va' a letto, adesso!... E portati via il caff, altrimenti il babbo s'indispone.
Bertha - (riprendendo il bricco e avviandosi). Allora buonanotte, Margret!
La balia - Buonanotte, figliola mia; che Dio ti benedica!
SCENA TERZA
La balia e il capitano.
Il capitano - (entra togliendosi il cappotto). Sei ancora in piedi, tu? Vattene a letto!
La balia - Volevo soltanto aspettare che...
Il capitano accende un altro lume, va a sedersi davanti allo scrigno, ne abbassa la ribalta e tira fuori di tasca lettere e giornali.
La balia - Signor Adolf!
Il capitano - Cosa vuoi?
La balia - La signora vecchia, malata... Di l c' il dottore, e...
Il capitano - cosa grave?
La balia - No... credo di no... deve trattarsi d'un semplice raffreddore...
Il capitano - (alzandosi). Dimmi un po', Margret, chi era il padre di tuo figlio?
La balia - Ma se gliel'ho detto infinite volte!... Era quello sfaticato di Johansson.
Il capitano - Lo sai di certo che era lui?
La balia - Che domande!... Naturalmente che lo so di certo! Non era forse il solo che...
Il capitano - E lui era certo d'essere il solo? In qual modo avrebbe potuto esserlo? Invece tu la potevi ben avere, la sicurezza. La cosa assai diversa, come vedi.
La balia - A dire il vero, io non ce la vedo la diversit.
Il capitano - Naturalmente che non puoi vederla! Ma essa esiste lo stesso. (Si mette a sfogliare un album di fotografie e ne osserva attentamente una.) E dimmi: ti sembra che Bertha rassomigli molto a me?
La balia - Ma certo!... Come due gocce d'acqua!...
Il capitano - E... riconobbe d'essere il padre, quel Johansson?
La balia - Oh!... ma ora l'obbligo suo, questo!
Il capitano - Oh!... veramente terribile!... Ma ecco il dottore.
SCENA QUARTA
Il capitano, la balia e il dottore.
Il capitano - (al dottore che entra). Buonasera, dottore, come va la suocera?
Il dottore - Oh, nulla di grave: una lieve distorsione al piede sinistro.
Il capitano - Una distorsione?... Mi pareva che Margret mi avesse parlato d'un raffreddore!... Be', lasciamo andare: si tratta di opinioni; e possono ben essere discordi. Va' pure a dormire, Margret.
La balia esce. Pausa.
Si accomodi, dottore, la prego.
Il dottore - (sedendosi). Grazie.
Il capitano - Mi saprebbe dire se sia vero che, quando il maschio d'una zebra si accoppia con una giumenta, ne nascono dei puledri striati?
Il dottore - (tutto sorpreso). Ma... pare di s;anzi, verissimo.
Il capitano - Ed vero che se si insiste nell'allevamento con uno stallone, anche la prole successiva nasce col manto striato?
Il dottore - S, vero anche questo.
Il capitano - Dunque, concludendo, in certi casi uno stallone pu esser padre di puledri striati e viceversa.
Il dottore - Gi, pare che sia cos.
Il capitano - Allora vuol dire che la rassomiglianza della prole col padre non prova nulla!
Il dottore - Be'...
Il capitano - Che come dire che la paternit non pu esser provata.
Il dottore - S, ma...
Il capitano - Lei, dottore, che adesso vedovo, ha mai avuto dei figli?
Il dottore - Sss... s!...
Il capitano - E, come padre, non si sentito ridicolo, qualche volta? Gi, perch io penso che non vi sia nulla di pi buffo d'un padre che conduca a spasso dei figlioli. O d'un padre che, parlando dei figli, dica i miei figli . Non dovrebbe, piuttosto, dire i figli di mia moglie ? Non si mai sentito in una posizione equivoca, lei? Non mai stato assalito da dubbi, lei? Non ho detto da sospetti, badi bene, perch io, nella mia qualit di gentiluomo, penso che sua moglie sia stata immune dal pi lieve dei sospetti.
Il dottore - No, a dire il vero, non ho mai avuto siffatti dubbi. Ma vede, signor capitano, i figlioli bisogna accettarli con fiducia, come consigliava Goethe... mi sembra.
Il capitano - Accettare con fiducia ci che dice una donna? Mi pare un po' rischioso, perbacco!
Il dottore - Oh!... ma, di donne, ce ne sono di tante specie!
Il capitano - Le pi recenti esperienze hanno provato che ve ne sono soltanto d'una specie. Vede, quando io ero giovane, ero molto forte e, senza vantarmene, ero anche bello. Ebbene, posso riferirle le impressioni che ebbi a provare in due diverse circostanze. Esse, pi tardi, m'hanno dato seriamente da pensare. Una volta, viaggiando in piroscafo, ero nel grande salone in compagnia di alcuni amici. La giovane direttrice del ristorante, venutasi a sedere accanto a me, prese a raccontarci del suo fidanzato che era morto in un naufragio. Le esprimemmo le nostre condoglianze ed io, per confortarla, ordinai una bottiglia di champagne. Quando ebbe tracannato il primo bicchiere, le feci il piedino; al secondo intrecciammo le gambe; al terzo ci trovammo a contatto con i ginocchi, e... prima che sorgesse il sole, l'avevo completamente soddisfatta e consolata.
Il dottore - Doveva essere una mosca bianca, quella!
Il capitano - Gi!... Ma adesso viene la mosca nera! Ero a Lusekie dove si trovava anche una giovane signora. Aveva con s i suoi figlioli, mentre il marito era restato in citt. Oh... era molto religiosa edi retti principi, quella signora!... Tanto vero che mi rivolgeva dei predicozzi sulla morale che me la facevano ritenere onestissima! Le detti da leggere alcuni libri e lei - il che accade di rado - prima di partirsene me li restitu puntualmente. Trascorsero alquanti mesi, ed io, per puro caso, sfogliando uno di quei libri, vi rinvenni un bigliettino amoroso. Oh!... innocentissimo, creda! Altrettanto innocente quanto pu esserlo una dichiarazione d'amore da parte di una donna maritata ad uno sconosciuto. Il quale non aveva nemmeno lontanamente pensato di prendere qualche iniziativa! Dal che discende il principio morale: non fidarti mai troppo!
Il dottore - Ma neanche troppo poco!
Il capitano - Gi... quel tanto che giusto. Ma vede, dottore, quella donna era cos birbacciona, pur non avendone coscienza, che non si faceva scrupolo di dire al marito che era perdutamente innamorata di me! E il pericolo, vede, sta proprio nel fatto che le donne sono inconsapevoli della loro disonest istintiva. Circostanza, questa, che pu anche essere un'attenuante, ma non pu mai cancellare il misfatto.
Il dottore - Signor capitano, codeste sue argomentazioni hanno alcunch di morboso; ed io penso che lei dovrebbe... sorvegliarsi!
Il capitano - Lei, signor mio, la parola morboso non dovrebbe adoperarla a vanvera; perch quando il manometro sale a cento, tutte le caldaie saltano in aria, ma il cento non uguale per tutte le caldaie. Non so se mi capisce. Comunque, lei qui per indagare, per sorvegliarmi; e se io non fossi un uomo, avrei diritto di accusare... di deplorare... (non cos che si dice?) alcune circostanze di fatto. Potrei infatti fornirle una precisa diagnosi, anzi addirittura la storia della mia malattia. Ma sono un uomo, purtroppo, e non posso fare che come gli antichi romani: incrociare le braccia sul petto e trattenere il respiro fino a quando non giunga la morte. E le auguro la buonanotte.
Il dottore - Signor capitano! Se lei ammalato, il dirmi tutto non pu ferire il suo onore maschile. E mio dovere sentire anche l'altra parte!
Il capitano - Quanto alla prima, penso che l'abbia sentita abbastanza!
Il dottore - S'inganna, signor capitano! Anzi, le dir che quando, ascoltando Gli spettri di Ibsen, udii che la signora Alving faceva l'elogio funebre di suo marito, pensai subito: che peccato che quell'uomo sia morto!
Il capitano - E lei pensa che se quel marito fosse stato ancora vivo, avrebbe replicato alla moglie com'essa meritava? E lei pensa che se, fra tutti i mariti morti, ce ne fosse uno solo che risuscitasse e parlasse, gli si presterebbe fede? Le auguro la buonanotte, dottore, e, come vede, sono tranquillissimo, io. Dunque lei pu pure andarsene a letto senza scrupoli.
Il dottore - E allora buonanotte, signor capitano, vedo bene che di questa storia non debbo occuparmene.
Il capitano - Siamo dunque nemici?
Il dottore - No, affatto! Deploro soltanto che non possiamo essere amici! Buonanotte! (Esce.)
Il capitano accompagna il dottore alla porta di fondo, quindi si reca alla porta di destra e la socchiude.
Il capitano - E adesso puoi anche entrare e discorrere. Credevi che non me ne fossi accorto che stavi dietro la porta a origliare?
SCENA QUINTA
Il capitano eLaura
Entra Laura tutta imbarazzata.
Il capitano - S, siamo a tarda notte, ormai, ma a una conclusione si deve venire. Mettiti l a sedere. (Pausa.) Questa sera sono stato a ritirare delle lettere all'ufficio postale. Ho potuto assodare che tu, nascostamente, hai sempre intercettato tutta la mia corrispondenza. Quella in arrivo e quella in partenza. Ne risultata una perdita di tempo a tutto detrimento delle mie ricerche, i cui risultati erano attesi da tutti gli scienziati.
Laura - Se l'ho fatto, stato a fin di bene, perch tu, a cagione del tuo lavoro scientifico, trascuravi il tuo servizio.
Il capitano - No, non lo hai fatto a fin di bene! Avevi ben capito che io, col mio lavoro scientifico, mi sarei acquistato una fama che non pu darmi di certo il mio servizio. La cosa che pi ti faceva ombra, era che io pervenissi alla gloria. Perch ci avrebbe messo in risalto la tua mediocrit. E poich mi son dato la pena d'intercettare alcune lettere indirizzate a te...
Laura - Nobile azione, in fede mia!
Il capitano - (continuando). ... m' risultato che tu, gi da gran tempo, vai mettendo contro di me tutti i miei amici, dando loro a intendere che le mie facolt mentali si vanno indebolendo. E hai ottenuto pieno successo, in codesta tua bella iniziativa! Infatti, ormai, dal mio colonnello alla mia cuoca, non c' pi nessuno che non mi creda pazzo da legare. S, sono ammalato, ma il mio intelletto ancora ben saldo e, come sai benissimo, mi consente di disimpegnare, lodevolmente, tanto il mio lavoro, quanto i miei doveri di padre. Posso ancora padroneggiare i miei sentimenti, e potr sempre farlo finch la mia volont sar sana. Sennonch la mia volont stata da te talmente logorata che temo che, un giorno o l'altro, scatter qualche ingranaggio del mio cervello, e tutto il meccanismo ne rester scombussolato. Ora io non intendo fare appello ai tuoi sentimenti di moglie, perch so che non ne possiedi, ed in ci che consiste la tua forza, ma mi appello ai tuoi stessi interessi...
Laura - Di pure...
Il capitano - Col tuo modo di procedere sei riuscita a destare i miei dubbi, sicch il cervello mi si comincia a ottenebrare, e le idee mi si confondono. Sento che su di me incombe la follia, quella follia che tu attendi e che pu investirmi da un istante all'altro. Ed ecco che per te si pone il seguente dilemma: ti conviene che io stia bene in salute, oppure che non stia bene? Pondera bene le cose: se mi desse di volta il cervello, io perderei il mio grado e allora tutto sarebbe finito anche per voi. Se io morissi, voi riscuotereste il premio dell'assicurazione, ma se morissi suicida, voi perdereste anche il premio. Concludendo: mi sembra chiaro che il tuo interesse che io viva tutta la mia vita naturale.
Laura - forse un tranello che mi vai preparando?
Il capitano - Naturalmente!... e tocca a te di non restarvi impigliata.
Laura - In altri termini, mi rappresenti il tuo suicidio in tono di minaccia. Ma io so che tu non ne farai nulla e quindi...
Il capitano - E ne sei certa, tu? Credi dunque che un uomo possa continuare a vivere quando, nella sua vita, non ha pi nessuno scopo da raggiungere?
Laura - In altri termini, ti proponi di capitolare?
Il capitano - No, ma ti propongo un trattato di pace.
Laura - A quali condizioni?
Il capitano - A condizione che tu faccia in modo che io possa conservare il mio senno... che io possa liberarmi dei miei dubbi. A questa condizione io abbandono la lotta.
Laura - Ma di quali dubbi mi parli?
Il capitano - Il dubbio sulla paternit d Bertha!
Laura - Ma c' forse qualcuno che possa avere dei dubbi su questa questione?
Il capitano - S, ci sono io che nutro dei dubbi, e sei stata tu a farmeli nascere nella testa!
Laura - Io?
Il capitano - S, proprio tu, che hai fatto cadere nel mio orecchio, come altrettante gocce di veleno, le circostanze che potevano avvalorare quei dubbi. Liberami da questo incubo! confessami tutta la verit, ed io ti perdono. Vedi: ti perdono in anticipo!
Laura - Come posso caricarmi di una colpa che non ho!
Il capitano - E che t'importa quando puoi esser certa che io non lo direi a nessuno? chiaro che nessuno andrebbe in giro proclamando il proprio disonore!
Laura - Ma se io ti dicessi che i tuoi dubbi sono infondati, tu non ne avresti nessuna certezza; se, viceversa, ti dicessi che essi sono fondati, tu mi crederesti in pieno. In fondo, tu vorresti che io mi confessassi in colpa.
Il capitano - S, forse. Perch nel primo caso il fatto non potrebbe essere provato, mentre, nel secondo caso, potrebbe esserlo agevolmente.
Laura - Ma hanno qualche fondamento, codesti tuoi dubbi?
Il capitano - Be', lo hanno e non lo hanno.
Laura - Lo sai che cosa credo? Credo che tu vorresti credermi in colpa, per poterti liberare di me e restar padrone della bambina. Ma t'inganni se pensi che io mi lasci prendere in questa trappola!
Il capitano - E tu pensi che se io avessi la prova della tua colpa, vorrei caricarmi del peso di una figlia altrui?
Laura - Sono persuasa del contrario, invece! Ed per questo che penso che, quando tu, poco fa, dicevi di volermi perdonare in anticipo, dicevi una menzogna.
Il capitano - (alzandosi). Ma tu devi aiutarmi, Laura! Non devi farmi impazzire! Tu nemmeno cerchi di compenetrarti del mio stato di coscienza; se la figlia non fosse mia, io non avrei alcun diritto su di lei; e nemmeno vorrei averlo, naturalmente. Ma questo appunto ci che tu desideri. Non forse cos? Oppure pretendi anche di pi? Vuoi forse avere ogni potere sulla figlia, lasciando a me soltanto l'obbligo di mantenervi ambedue?
Laura - S, voglio il potere! E che scopo avrebbe tutta questa controversia sulla vita e sulla morte, se non si trattasse d'impossessarsi del potere?
Il capitano - Per me, che non credo in una vita nell'aldil, la figlia rappresenta la continuit della vita terrena. Questo il mio concetto dell'eternit. E non credo d'esser lontano dal vero. Quindi, se tu mi togli questa fede, mi togli la vita!
Laura - Oh, perch non ci siamo separati quando ne era il tempo!...
Il capitano - Perch era la figlia a tenerci legati. Un vincolo che divenne ben presto una catena. Ma come potuto accadere tutto ci? Non me l'ero mai posto questo quesito, ma ora risorgono i ricordi. Ricordi che accusano, che forse condannano! Ci eravamo sposati da due anni e non avevamo avuto figlioli. Tu ne conosci il motivo anche meglio di me. Poi caddi ammalato e venni a trovarmi fra la vita e la morte. In un momento di lucidit mentale, potei riconoscete delle voci nella stanza accanto: la voce tua e quella dell'avvocato. Parlavate delle mie sostanze. Gi, perch, in quel tempo, avevo ancora delle sostanze. Egli ti spiegava che, a cagione del fatto che non avevamo avuto figli, a te, in caso di mia morte, non sarebbe spettato alcuna eredit. E anzi mi ricordo che ti chiese persino se tu fossi incinta. Non udii la tua risposta. Ricuperai la salute, ed ecco che, poco dopo, ci nacque la figlia. Chi ne il padre?
Laura - Tu!
Il capitano - No, non sono io! Qui c' un delitto sepolto che incomincia ad emergere. E che infernale delitto! Ci si facilmente commossi sulla sorte degli schiavi negri e ci si affrettati a concedere loro la libert; ma gli schiavi bianchi esistono ancora! Ed io e per te, e per tua figlia, e per tua madre, e per i tuoi servitori, ho faticato come uno schiavo, ho sacrificato la mia carriera e ho sopportato torture e frustate, ansie e insonnia, per la vostra esistenza, Fino al punto di averne i capelli bianchi, ho sopportato! Affinch tu potessi vivere una vita senza preoccupazioni; affinch io, invecchiando, potessi vederti rivivere nella tua creatura, ho sopportato tutto senza emettere un lamento. E tutto ci perch ritenevo d'essere il padre della bambina. Ma questo un autentico furto! Questa la peggior forma di schiavit! Ero innocente e ho dovuto scontare diciassette anni di lavori forzati! Qual il compenso che puoi darmi tu?
Laura - Adesso s che mi diventi pazzo del tutto!
Il capitano - (sedendosi). Gi, appunto ci che tu speri, non vero? Ed io li ho ben visti i tuoi sforzi per nascondermi il delitto! Ho avuto compassione di te perch potevo capire il tuo tormento. Spesso ho cercato di calmarti, di attenuare i rimorsi della tua coscienza. Ti ho udita strillare nel sonno e non sono stato ad ascoltare ci che dicevi. Ma adesso tutto mi torna in mente. La notte precedente la nascita di Bertha, eran forse le due o le tre del mattino, io stavo leggendo non so che cosa e ti udii lanciare degli urli come se qualcuno ti volesse strozzare. Non venire! non venire! cos che dicevi. Fu allora che picchiai sulla parete perch... perch non volevo ascoltare di pi. Gi da tempo ero tormentato da dubbi, ma mi mancava il coraggio di procurarmi delle prove. Ecco tutto ci che ho sofferto per te! E tu cosa puoi fare per me?
Laura - Che cosa io posso fare per te, mi domandi? Posso giurare davanti a Dio e su ci che vi di pi sacro che tu sei il padre di Bertha!
Il capitano - Ma a che possono servire i tuoi giuramenti dopo che mi hai detto che una madre pu, anzi deve, commettere qualunque delitto per la sua creatura? Ti prego, t'imploro in nome delle memorie del passato, di dirmi la verit; te lo chiedo come il ferito a morte che invoca il colpo di grazia. Non lo vedi che sono come un bambino e che ho bisogno d'aiuto? Non lo senti che mi rivolgo a te come a una mamma? Non puoi dimenticare, almeno per un istante, che sono un uomo e che sono un soldato? S, con una parola posso comandare a uomini e ad animali, tuttavia sono ridotto a chiedere compassione. E, deposte le insegne del mio potere, imploro da te la grazia della vita.
Laura gli si accosta e gli appoggia una mano sulla fronte.
Laura - Ma come!... Tu piangi?... Tu?... Un uomo!...
Il capitano - S, piango!... Piango bench sia un uomo! Non ha forse gli occhi per piangere, un uomo? E non ha le braccia, le mani, i sensi, i desideri, le passioni? Non vive forse degli stessi cibi? Non ferito dalle stesse armi? Non sente forse la calura estiva e il rigore invernale come una donna? Se ci pungete, non sprizziamo sangue anche noi? Se ci propinate veleno forse che non moriamo? E perch, essendo un uomo, non si dovrebbero muover lamenti? perch un soldato non dovrebbe piangere?... Perch non sarebbe virile; e cos che voi dite. Ma perch non sarebbe virile?
Laura - Ma piangi!... piangi pure, bambino mio! e vedrai che la tua mammina sar di nuovo accanto a te. Sono stata come una seconda madre, per te, quando, per la prima volta, entrai nella tua vita. Era forte, era sano il tuo corpo, in quel tempo, ma purtroppo erano deboli i tuoi nervi. Eri come un bambinone cresciuto troppo in fretta e, forse, venuto al mondo senza essere desiderato.
Il capitano - S, proprio cos. Laura. Mio padre e mia madre non mi volevano, ed ecco che io sono venuto al mondo senza forza di volont. Pertanto, con la nostra unione, a me parve di completare la mia essenza; e tu fosti padrona. Io che, in caserma, comandavo i soldati, rientrato in casa obbedivo a te. Ho vissuto accanto a te considerandoti un essere superiore e ascoltandoti come se fossi un tuo figliolo inesperto.
Laura - Oh, s! I nostri rapporti erano appunto in tali termini, e, pertanto, io ti amavo come se tu fossi mio figlio. Anzi, ti dir di pi; e ci che ti dir non potr sorprenderti perch anche tu ne eri consapevole. Quando il tuo sentimento cambiava natura, quando tu, in luogo d'un figliolo, ti trasformavi in un amante, io ero presa da un turbamento profondo. Al piacere procuratomi dal tuo amplesso, succedeva il rimorso della mia coscienza. Era quasi una naturale ribellione del mio sangue. Una madre che diventa un'amante! Oh, che schifo!...
Il capitano - S, io mi rendevo ben conto di questo stato di cose, ma non riuscivo a capirti. E quando mi parve che il tuo disprezzo per me procedesse dalla mia scarsa virilit, cercai di farla da maschio per conquistare in te la femmina.
Laura - S, ma appunto questo fu il tuo errore; perch se la madre ti era amica, la femmina ti era nemica. L'amore fra l'uomo e la donna una lotta, Adolf! e non devi credere che io mi sia mai data a te. No!... sono io che ho preso da te... ho preso ci che appunto volevo avere. Ma tu ti trovavi pur sempre in una condizione di superiorit che io ben sentivo e di cui volevo tu ti rendessi conto.
Il capitano - La superiorit non apparteneva che a te, Laura. Tu riuscivi quasi ad ipnotizzarmi, e, pertanto, io non sentivo e non vedevo pi nulla. Mi limitavo a volere ci che tu volevi, ad obbedirti supinamente, insomma. Avresti anche potuto darmi una patata e dirmi che era una pesca, ed io l'avrei creduto. Avresti potuto riempirmi d'ammirazione per le tue idee pi sciocche, ed io le avrei ritenute geniali. Avresti potuto farmi compiere le azioni pi abiette, persino un delitto! Ed ecco come,pur difettando d'intelligenza, potevi operare di testa tua prescindendo dai miei consigli. Ma quando, pi tardi, destandomi dal mio letargo, potei rendermi conto che il mio onore era stato esposto a gravi rischi, mi venne una gran voglia di riabilitarmi compiendo qualcosa di grandioso: un'azione eroica, una grande scoperta, magari una morte gloriosa. Volevo partire per la guerra, ma non mi fu concesso. Fu allora che mi dedicai alla scienza. E adesso, quando non mi resta che allungare la mano per cogliere il frutto, ecco che tu mi tronchi il braccio. Sono disonorato, ormai! E non voglio pi vivere! Non pu restare in vita un uomo che ha perduto l'onore!
Laura - E una donna?
Il capitano - Una donna pu vivere perch essa, se altro non fosse, possiede i suoi figli. Quei figli che l'uomo non possiede. Ma noi, e tutta la parte maschile dell'umanit, abbiamo vissuto inconsciamente; come altrettanti bambini, abbiamo vissuto! Imbevuti d'ideale e di vane illusioni. E quando, improvvisamente, ci siamo destati, ecco che ci siamo trovati con i piedi sul guanciale. E colui che ci ha destati era anch'esso un sonnambulo! Quando le donne invecchiano, cessando d'essere donne, sul loro mento spunta la barba. E qui il caso di chiedersi che cosa accada agli uomini quando invecchiano cessando d'essere uomini. Non erano dei galli quelli che si mettevano a cantare al levar del mattino; erano dei capponi! E al loro appello non hanno risposto che le pollastre. Ed cos che quando avrebbe dovuto sorgere il sole, ci siamo trovati al chiaro di luna in un mare di rovine, Come nei bei tempi antichi... Non s'era trattato che d'un pisolino pieno d'incubi strani e senza risveglio.
Laura - Saresti stato un buon romanziere, tu, Adolf. Non te ne sei mai reso conto?
Il capitano - Mah!... sono cose che non si possono mai sapere.
Laura - Gi, ma io, adesso, cado dal sonno e se tu avessi per la testa altre fantasie, puoi rimandarle a domani.
Il capitano - Prima, per, devi dirmi ancora una parola in tutta sincerit: nutri odio per me?
Laura - S, talvolta: quando ti metti a fare il maschio.
Il capitano - un odio atavico, allora! Se vero che discendiamo dalle scimmie, ve ne debbono essere state almeno di due specie. Chi potrebbe asserire che vi sia qualche affinit fra noi due?
Laura - Che cosa intendi dire con questo?
Il capitano - Intendo dire che, in questa eterna lotta, uno di noi due dovr soccombere.
Laura - Ma chi di noi due?
Il capitano - Il pi debole, naturalmente!
Laura - E la ragione star dalla parte del pi forte?
Il capitano - Ha sempre ragione chi si aggiudicato il potere!
Laura - Allora la ragione dalla parte mia.
Il capitano - Lo hai gi conquistato il potere?
Laura - S, e in base alla legge! Quando domani ti avr fatto mettere sotto tutela...
Il capitano - Sotto tutela?...
Laura - S, sotto tutela: dopo di che potr educarla da sola la mia figliola, senza stare a pensare alle tue fantasie.
Il capitano - E quando io non ci sar pi, da chi saranno sopportate le spese?
Laura - Si tirer avanti con la tua pensione.
Il capitano - (andando minacciosamente verso la moglie). E in qual modo potrai farmi mettere sotto tutela?
Laura - (cavando dal seno una lettera). Con questa lettera la cui copia autentica e gi stata depositata in tribunale.
Il capitano - Quale lettera?
Laura - (indietreggiando verso la porta a sinistra). Una lettera dove tu dichiari al tuo medico d'essere un pazzo!
(Il capitano guarda la moglie, impietrito).
Il tuo compito di padre lo hai assolto, ormai; esso era necessario per il mantenimento della prole, ma adesso non occorre pi e tu puoi anche andartene. Puoi andartene avendo sperimentato che il mio ingegno forte quanto la mia volont... ancorch tu non l'abbia mai voluto riconoscere.
Il capitano corre al tavolo centrale, afferra il lume acceso e lo scaglia contro la moglie che, sempre indietreggiando, quasi fuori della porta.
Tela
ATTO TERZO
La stessa scena dell'atto precedente, ma con un lume diverso; la porta in tappezzeria sbarrata da una seggiola.
SCENA PRIMA
Laura e la balia, quindi Njd
Laura - Hai avuto le chiavi?
La balia - Avute?... Dio mi perdoni, le ho prese io dalla tasca del padrone mentre Njd spazzolava i suoi vestiti.
Laura - Il che vuol dire che di giornata Njd, oggi.
La balia - S, ma stato come rubarle, quelle chiavi: perch ... non li sente i suoi passi di sopra?... Avanti e indietro... avanti e indietro...
Laura - chiusa bene, la porta?
La balia - Certo!... ed anche sbarrata con una seggiola, come vede.
Laura - (abbassando la ribalta dello scrigno e sedendovisi davanti). Cerca di dominarti, Margret. Si tratta di mantenerci calmi, se vogliamo salvarci.
Bussano alla porta.
Chi sar?
La balia - (socchiudendo la porta verso il corridoio). E Njd!
Laura - Lascialo entrare.
Njd - (entrando). Un dispaccio del signor colonnello!
Laura - Da' qui! (Legge.) Dunque, Njd, le hai tolte tutte le cartucce dal fucile e dalle giberne?
Njd - stato fatto secondo gli ordini, signora.
LAURA - Puoi andare ad aspettare di l, mentre rispondo alla lettera del colonnello.
Njd esce e Laura si mette a scrivere.
La balia - Lo sente, signora!... Chiss che cosa star facendo di sopra!
Laura - Cerca di startene zitta mentre scrivo.
Si ode come il rumore di una sega.
La balia - (fra s, sottovoce). Signore, aiutateci! Come andr a finire?
Laura - To', prendi questa e portala a Njd. Mia madre non deve saper nulla di tutto ci, m'intendi?
La balia si avvia per uscire; Laura apre i cassetti dello scrigno e ne toglie delle carte.
SCENA SECONDA
Laura eil pastore.
Entra il pastore e, presa una seggiola, va a sedersi accanto a Laura che davanti allo scrigno.
Il pastore - Buonasera, cara sorella, arrivo in questo momento dopo essere andato in giro l'intera giornata, come sai. Frattanto pare che siano accadute delle cose gravi, qui.
Laura - S, caro fratello, mai prima d'ora avevo passato un giorno e una notte come questi.
Il pastore - Comunque, da queste vicende non te n' venuto alcun danno, a quel che vedo.
Laura - No, grazie a Dio, ma pensa a quello che sarebbe potuto accadere!
Il pastore - Vuoi dirmi com' cominciata tutta questa storia? Ne ho gi ascoltato molti ragguagli, ma... tutti contraddittori.
Laura - cominciata con le sue solite fantasie: che lui non il padre di Bertha, che la paternit non si pu mai conoscere... e poi andata a finire che m'ha scagliato sulla faccia il lume acceso.
Il pastore - Ma una cosa terribile! follia autentica, questa! E che cosa si far, adesso?
Laura - Dobbiamo cercare di evitare ulteriori violenze, e, a ogni buon conto, il dottore ha mandato a prendere al manicomio la camicia di forza. Io ne ho dato notizia al colonnello e adesso cerco di mettermi al corrente degli affari di casa che egli ha deplorevolmente trascurato.
Il pastore - E veramente triste, tutta questa storia, per debbo confessarti che mi attendevo qualcosa di simile: fuoco e acqua dovevano causare un'esplosione. Cos'hai in codesto cassetto?
Laura - (che ha estratto un cassetto dallo scrigno). To', guarda qui come ha conservato ogni cosa!
Il pastore - (frugando nel cassetto). Signor Iddio! ma la tua bambola, questa!... E questa la tua cuffietta del battesimo!... E poi il campanellino di Bertha!... e le tue lettere!... C' anche il tuo medaglione!... (Si asciuga gli occhi.) Oh!... deve averti amata immensamente, Laura! Io non le ho conservate di certo simili cianfrusaglie!
Laura - S, credo che, al principio, m'abbia amata, ma... col passar del tempo... Il tempo muta molte cose, fratello mio!
Il pastore - E cos' questo gran foglio? To', il contratto per l'acquisto della tomba!... S, certo, sarebbe stata assai meglio la tomba che il manicomio, Laura!... Ma dimmi: tu... in tutta questa vicenda, non... hai proprio nessuna colpa?
Laura - Io?... E che colpa potrei avere io se a lui ha dato di volta il cervello?
Il pastore - Gi... gi, e io non posso dir nulla, io! S, perch il sangue non acqua, dopotutto...
Laura - Che cosa vorresti insinuare?
Il pastore - (fissandola). Ascolta, Laura...
Laura - Che cosa?...
Il pastore - Ascolta, Laura, non puoi certo negare che hai desiderato di poter educare tua figlia a tuo talento.
Laura - Non capisco.
Il pastore - Sapessi come ti ammiro. Laura...
Laura - Mi ammiri? Uhm!...
Il pastore - Comunque, adesso, toccher a me la tutela di quel libero pensatore! Io, vedi, l'ho sempre considerato come la malerba del nostro giardino!
Laura - (con un sorrisetto subito smorzato). E tu osi dir questo a me che sono sua moglie?
Il pastore - Oh, ma tu ne hai della forza. Laura!... Sei veramente straordinaria! Ti comporti come una volpe presa in trappola: preferisci amputarti una zampa con i tuoi stessi denti anzich lasciarti catturare! E, allo stesso modo di un ladro professionale, non vuoi aver complici; neanche la tua stessa coscienza!... Guardati allo specchio... seppure ne hai il coraggio!
Laura - Ma io non li adopero mai, gli specchi!
Il pastore - Certo! non ne hai il coraggio!... Lasciami vedere la tua mano!... To', nemmeno la pi piccola traccia di sangue che possa tradirti! E nemmeno alcuna traccia del veleno mortale che hai saputo propinare. Soltanto un piccolo assassinio!... Nient'altro che un innocentissimo assassinio. Tant' vero che la legge non lo pu colpire. E un delitto inconsapevole!... Lo senti come sta lavorando di sopra? Cerca di fare attenzione: se lui riesce a liberarsi, ti sega fra due tavole!
Laura - Tutte codeste chiacchiere stanno a significare che non hai la coscienza troppo pulita, tu!... Avanti! continua pure; tira fuori le tue accuse precise, se ne sei capace!
Il pastore - No, non posso!
Laura - Lo vedi?... Non puoi! Dunque io sono innocente. Occupati piuttosto del tuo pupillo, adesso. Io mi occuper di mia figlia. Ma ecco che arriva il dottore.
SCENA TERZA
Il dottore e detti.
Laura - (alzandosi). Bentornato, signor dottore! Vorr venire in mio aiuto almeno lei, non vero? Ma non avr molto da fare, disgraziatamente; non lo sente cosa sta combinando di sopra? persuaso di ci che le dicevo, adesso?
Il dottore - Sono persuaso che ha commesso un atto violento; resta a vedere se si tratta di un accidentale impeto d'ira, oppure di follia costante.
Il pastore - Ma, indipendentemente da questo accesso, lei vorr riconoscere che ha delle idee fisse.
Il dottore - Credo, signor pastore, che le sue idee personali siano anche pi fisse!
Il pastore - I miei fondati convincimenti sulle cose pi elevate...
Il dottore - Lasciamo da parte i fondati convincimenti... Allo stato delle cose, dipende da lei, signora mia, di far s che suo marito venga considerato passibile di ammenda o di prigione; oppure che debba essere ricoverato in un manicomio. A che cosa attribuisce il comportamento del capitano?
Laura - Mah... in questo momento non saprei che cosa rispondere.
Il dottore - Dunque lei non possiede alcuna opinione su ci che sarebbe pi conveniente per gli interessi della famiglia? E lei, signor pastore, che cosa ne pensa?
Il pastore - Be', in ambo i casi non pu evitarsi uno scandalo. E non facile pronunziarsi.
Laura - Gi, ma se, per i suoi atti di violenza, gli venisse inflitta soltanto un'ammenda, non gli si lascerebbe piena libert di ripeterli?
Il dottore - Anche se gli infliggessero la prigionia, questa finirebbe presto. Dunque, la nostra opinione comune non pu essere altra che il trattamento da pazzo furioso... Dov' la balia?
Laura - Per che fare?
Il dottore - Per mettergli la camicia di forza; a lei che tocca. Dopo che io avr parlato con lui, beninteso; e soltanto quando ne dar l'ordine, non prima. La camicia l'ho lasciata di l.
(Esce nel corridoio poi rientra con un grosso involto.)
Si compiaccia di far venire la balia.
Laura suona il campanello.
Il pastore - E terribile, terribile!
Entra La balia.
Il dottore - (aprendo l'involto). Ecco qui: state a vedere. La camicia deve esser messa al capitano, tenendosi alle sue spalle, nel momento che io riterr opportuno per impedirgli atti di violenza. Come potete vedere, le maniche sono state fatte assai lunghe per poter impedire ogni movimento con le braccia, e vanno legate sulla schiena. Attraverso questi occhielli scorrono due cinghie che dovranno essere agganciate ai braccioli della poltrona o del divano. A seconda dei casi. Siete disposta a far ci?
La balia - No, signor dottore! non posso. No, non posso!
Laura - Ma perch, signor dottore, non pu farlo lei stesso?
Il dottore - Perch il paziente diffider di me. Veramente, la persona pi adatta sarebbe lei, signora mia, ma temo che il capitano sospetterebbe anche di lei.
Laura resta ammutolita.
Forse lei, signor pastore?
Il pastore - Oh, no!... Io no. Me ne dispensi.
SCENA QUARTA
Njd e i precedenti.
Entra Njd.
Laura - Lo hai consegnato, il biglietto?
Njd - Secondo gli ordini, signora.
Il dottore - To', sei tu, Njd! Ebbene, tu che sei al corrente d'ogni cosa, sai anche che il capitano ammalato, naturalmente, e tu devi darci una mano per curarlo.
Njd - Se si tratta di far qualche cosa per il signor capitano, Njd sempre pronto. E lui lo sa.
Il dottore - Si tratterebbe di mettergli la camicia di forza, e...
La balia - No! costui non deve toccarlo! Non gli deve far nulla, Njd! Piuttosto lo far io! E credo di poterlo fare per benino. Pu starsene fuori, Njd, e venirmi ad aiutare... se fosse necessario. S, cos che si deve fare!
Si sente picchiare alla porta in tappezzeria.
Il dottore - E qui lui!... Mettete la camicia sopra una seggiola e copritela con uno scialle. Per il momento potete uscire tutti di qui. Gli terremo fronte io e il pastore, se sar il caso. Fuori tutti, dunque, che quella porta non potr reggere che per qualche minuto!
La balia - (uscendo per la porta a sinistra). Signore, aiutateci!
Laura chiude lo scrigno e quindi esce a sinistra; Njd esce dalla porta di fondo.
SCENA QUINTA
Il capitano, il dottore eil pastore.
La porta in tappezzeria viene spalancata con tanta violenza che la seggiola che la sbarrava rotola per terra e la serratura salta in aria.
Il capitano - (entrando con un fascio di libri sotto il braccio). Ecco qui; lo potete leggere stampato in tutti questi libri! Dunque non sono un matto, io! Nel primo canto dell'Odissea,al verso 215, pagina sei della traduzione stampata a Uppsala, Telemaco, parlando ad Atena, le dice: Pu ben sostenere, mia madre, che lui (cio Ulisse) mio padre; ma io non lo so, perch, sinora, nessuno ha mai conosciuto la propria discendenza! . E se un tal dubbio lo ha Telemaco nei riguardi di Penelope, che era la donna pi virtuosa del mondo, questa una cosa che fa veramente piacere! E qui, nella Bibbia,abbiamo il profeta Ezechiele: Vedi - dice l'insensato - questo mio padre; ma chi pu mai esser certo di chi sia stato il proprio genitore?. La cosa evidente! E che altro libro ho io qui? Ho la storia letteraria russa di Merslkov. Ebbene, Aleksandr Pukin, che il pi grande poeta russo, quello stesso che mor pi per le chiacchiere che si facevano sulla fedelt di sua moglie, che per la palla buscatasi in pieno petto nel duello che ne segu. Costui, sul suo letto di morte, giur che sua moglie era assolutamente innocente! Asino! bestia! Ma come, domando io, si pu giurare una cosa simile? Comunque state a sentire che cosa dicono i miei libri!... Ecco qui; dove sei, Jonas? Insieme col dottore, naturalmente! E lo volete sapere che cosa ho replicato a una signora inglese che deplorava che gli irlandesi avessero l'abitudine di buttar sulla faccia delle loro mogli lumi a petrolio accesi? Accidenti che razza di donne! esclamai io. Di donne? fece lei tutta sorpresa. Ma s , spiegai io, quando un uomo arriva al punto che finisce per tirare sulla faccia della moglie - che pure egli, un giorno, ha amata e adorata - un lume a petrolio acceso, allora si pu ben capire che... .
Il pastore - Cos' che si pu capire?
Il capitano - Ma nulla!... Non si capisce mai nulla! Si crede, soltanto!... Non vero, Jonas? Si crede ed cos che ci si salva. S, proprio cos che si fa! Ma andiamo!... Lo so bene, io, come ci si possa dannare credendo! Lo so io, lo so io!
Il dottore - Ma signor capitano!...
Il capitano - Stia zitto, lei! Non voglio parlare con lei! Non voglio che stia a ritelefonare ci che si sta dicendo l dentro! L dentro, mi ha capito?... Ascolta, Jonas, credi tu d'essere veramente il padre dei tuoi figli? Mi pare che avevate in casa un certo precettore dagli occhi belli... e si mormorava che...
Il pastore - Controllati, Adolf! Ma ti pare che...
Il capitano - E tu... Datti una tastatina sotto la parrucca, tu! E controlla se per caso non vi si trovino due belle protuberanze. Sull'anima mia mi sembra eh egli sia impallidito! Gi. gi: si tratta di chiacchiere naturalmente! Ma ce ne furono un po' troppe di chiacchiere, perbacco! A conti fatti, noi uomini ammogliati, siamo tutti di una razza: stupidi e malvagi. Non le pare, signor dottore?Esaprebbe dirmi, lei, che cosa accadde su quel vostro divano domestico? Non trafficava, in casa sua, un certo tenentino che... Aspetti un po' che mi ricordi... Non si chiamava... (Dice un nome nellorecchio del dottore.) To', anche costui impallidisce! Non le dispiaccia, dottore, sua moglie morta e sepolta, ormai, e ci che stato stato. Comunque io lo conoscevo, quel tenentino; e adesso ... Mi guardi negli occhi, dottore!... S, mi guardi!. Adesso maggiore nei dragoni! E, parola mia, non credo che abbia le corna anche lui.
Il dottore - Le dispiacerebbe di parlar d'altro, signor capitano.
Il capitano - Ma guarda!... quando mi va di parlare di corna, lui vorrebbe che parlassi d'altro!
Il pastore - Lo vedi bene, fratello mio, che sei ammalato.
Il capitano - S, lo vedo bene. E vedo anche che se io potessi manovrare i vostri cervelloni soltanto per un momento, riuscirei, in quattro e quattr'otto, a far rinchiudere in un manicomio anche voi due. Son pazzo, s; ma com che lo sono diventato? Gi, una circostanza, questa, che non vi conviene approfondire, e allora vorreste cambiar discorso. (Prende sul tavolo l'album delle fotografie) To, Ges mio . Questa mia figlia!... Mia?... Non lo si pu sapere! Ma statemi ad ascoltare e vi dir come si deve fare per poterlo sapere. Prima di tutto si prende moglie; e, con tal mezzo, subito si acquista considerazione in societ. Subito dopo si divorzia; e, con tal mezzo, ci si pu mettere a convivere con la moglie, ma in qualit di amante; e si adottano i figli. In questa maniera chiaro che i figli di vostra moglie, chiunque ne sia il vero padre, per voi non sarebbero che figli adottivi. giusto, questo, no? Ma a che pu servire tutto ci? A che mi pu servire se mi togliete il mio concetto dell'eternit? A che mi possono giovare la scienza e la filosofia, se non mi resta nulla per cui valga la pena di vivere? Che posso farmene della vita, se ho perduto l'onore? Ho proceduto all'innesto del mio braccio destro, della met del mio cervello, nonch della met del mio midollo spinale, in un altro tronco; ecco tutto! Speravo che si sarebbero sviluppati insieme e si sarebbero intrecciati in un albero solo; ma capitato qualcuno che ha inciso l'albero proprio al disotto dell'innesto, E qual il risultato? questo: io non sono pi che un mezzo albero; mentre l'altra met continua a svilupparsi insieme col mio braccio, con la met del mio cervello, nonch con la met del mio midollo spinale. Ed io, dopo aver sacrificato le migliori parti di me stesso, vado avvizzendo. Dopo di che non mi resta che morire! E voi potete far di me ci che meglio vi piace. Non esisto pi, io!
Il dottore e il pastore si mettono a discorrere insieme, quindi escono per la porta che d all'appartamento. Appena usciti loro, entra Bertha.
SCENA SESTA
Il capitano e Bertha, quindi la balia e Njd.
Il capitano siede accasciato presso il tavolo.
Bertha - (accostandosi al padre). Non ti senti bene, babbo?
Il capitano - (guardandola con indifferenza). Io?...
Bertha - Ma non lo sai, babbo, che cosa hai fatto? Lo sai che hai buttato il lume acceso sulla faccia della mamma?
Il capitano - Io?... Io ho fatto questo?
Bertha - S, babbo, lo hai fatto! Non pensi che avresti potuto farle assai male?
Il capitano - E che cosa sarebbe importato?
Bertha - Tu non sei il mio babbo se parli in codesto modo!...
Il capitano - Cosa dici?... Che io non sono tuo padre?... E come lo sai? Chi te l'ha detto? E allora dimmi: chi tuo padre? Chi?...
Bertha - Non certo tu, comunque.
Il capitano - Non certo io? E allora chi? Chi? Si direbbe che tu ne sia assai bene informata, piccola! Chi ti ha messo al corrente? Ma guarda! Mi doveva toccare anche questa! Mi doveva toccare che mia figlia venisse a gridarmi sulla faccia che io non sono suo padre! Ma Bertha!... Non capisci che, cos dicendo, insulti tua madre? Non capisci che, se cos fosse, essa sarebbe disonorata?
Bertha - Non devi parlarmi male della mamma, m'intendi?
Il capitano - Gi, gi... Siete tutti d'accordo; tutti contro di me! Proprio cos! Gli altri non erano che pensieri di una mente malata, venuti sulle ali del vento come la peste e la febbre. Guardami, Bertha, fa che io, nei tuoi occhi, possa vedere l'anima mia!... Ma anche l'anima di lei, vi scorgo! Tu, Bertha, possiedi due anime! Con l'una mi ami, ma con l'altra mi odii. Ma tu devi soltanto amarmi, tu devi avere un'anima sola! Oh, non stato mai cos!...
Bertha - Ma babbo!...
Il capitano - Non devi usarla pi codesta parola!
Bertha - Ma babbo, babbo!...
Il capitano - (attirandola a s). Bertha! Mia cara, amata figliola! Certo che sei mia figlia!... S, s, non pu esser diverso! Altrimenti non avresti pi pace! E... nemmeno io l'avrei! Tu, Bertha, non devi avere che un solo pensiero, e questo deve esser figlio del mio proprio pensiero. E anche una sola volont devi avere, e questa deve essere la mia!
Bertha - Oh no!... quanto a questo non siamo d'accordo: io voglio avere la mia propria volont, io!
Il capitano - Ecco! questa non la vuoi avere. Ecco, vedi, io sono un cannibale, io!... Voglio cibarmi delle tue carni, io! Anche tua madre voleva cibarsi di me!... Non ne venuta a capo, per. Sono Saturno, io!... Quello che mangiava i propri figli, E aveva ragione! Gi, perch era scritto che, altrimenti, sarebbero stati i figli a cibarsi di lui! Mangiare o esser mangiati! questo il gran problema! Se io non divorassi te, saresti tu che divoreresti me! E gi mi hai mostrato i denti! Ma non temere, mia adorata figliola, ti manger ma non ti far alcun male, io! (Va verso una panoplia e ne prende una pistola.)
Bertha - (tentando di sfuggirgli). Aiuto!... aiuto, mamma, aiuto! Mi vuole ammazzare!
La balia - (entrando in fretta). Ma, signor Adolf, cos'accade qui?
Il capitano - (esaminando la pistola). Sei stata tu a toglierne le cartucce?
La balia - S, e le ho messe da parte. Si metta a sedere qui e si tenga tranquillo: gliele riporto subito, le cartucce.
(Prende il capitano per un braccio e lo conduce a sedere sopra una seggiola, dove egli resta apatico. La balia, presa la camicia di forza, la depone dietro la seggiola.)
Se ne ricorda, signor Adolf, di quando lei era il mio diletto bambino, e la sera, messolo a letto, rincalzavo le coperte e pregavo Dio per lei? E quando, di notte, mi levavo dal mio letto per darle da bere, se lo ricorda? E quando accendevo la luce e le raccontavo qualche favola per farle riprender sonno, quando non poteva dormire, se lo ricorda?
Il capitano - S, Margret, continua a parlarmi cos... mi riposa la mente. Racconta, racconta...
La balia - S, ma allora lei deve darmi retta! Se ne ricorda di quando, un giorno, per fabbricare delle barchette di carta, s'era impossessato di un coltello da cucina, ed io, per levarglielo di mano, dovetti ricorrere a un sotterfugio? Era un bambino irragionevole, allora! Tuttavia qualche volta lo si doveva ingannare. Gi, perch lei non credeva che si facesse per il suo bene! Dammi quel serpente! cos che le dissi, che altrimenti ti morde! e lei si lasci levare il coltello.
(Toglie delicatamente la pistola dalle mani del capitano.)
E si ricorda di quando si doveva vestire e lei non voleva saperne? Allora ricorrevo a qualche altro trucco: le davo ad intendere che le avrei messo addosso un manto dorato e l'avrei vestito come un principe. E invece davo di mano al suo ordinario farsetto, che era soltanto di lana verde, e le dicevo: Lesto, infila qui le tue braccine! . Quindi aggiungevo: Sta' buono, adesso, lascia che te lo abbottoni dietro le spalle. ( andata infilandogli la camicia di forza.) E finalmente le dicevo: Tirati su adesso, e cammina disinvolto per farmi vedere come ti sta addosso! . (Lo conduce verso il divano.) E concludevo: Adesso puoi coricarti.
Il capitano - Cosa dicevi? Che dovevo coricarmi dopo che mi avevi vestito? Accidenti!... Che diavolo m'hai combinato? (Cercando di liberarsi.) Strega dell'inferno! E chi l'avrebbe immaginata tanta malizia! (Lasciandosi cadere sul divano.) Eccomi prigioniero!... legato!... ingannato!... E non poter nemmeno morire!...
La balia - Mi scusi, signor Adolf, mi perdoni, ma io le dovevo impedire d'ammazzare la bambina, no?
Il capitano - E perch non me la lasci ammazzare? La vita non che un inferno! E la morte il regno dei cieli. E i bambini appartengono al cielo, no?
La balia - Ma che cosa ne pu sapere lei di ci che accade dopo la morte?
Il capitano - Ma se questa la sola cosa che si sappia! della vita che noi non sappiamo un bel nulla! Oh, se al principio ne avessimo qualche nozione!
La balia - Signor Adolf, cerchi di umiliare il suo duro cuore e implori la grazia da Dio. Non ancora troppo tardi! Come non fu troppo tardi per il ladrone inchiodato sulla croce, quando il Redentore gli disse: Oggi sarai con me in Paradiso! .
Il capitano - E tu te ne stai costi a gracchiare sul mio cadavere, vecchia cornacchia!
La balia cava di tasca il libro dei salmi.
Il capitano - (gridando). Njd!... Nojd!... Non c' Njd l fuori? (Entra Njd.) Buttami fuori questa maledetta femmina! Vuole assassinarmi col suo libro dei salmi! Buttala dalla finestra! o scaraventala nel camino!... Come meglio ti pare!
Njd - (guardando la balia). Che Dio la protegga, signor capitano... ma... ma non posso, proprio non posso!... Si trattasse di un uomo... anche di sei uomini... ma una donna!...
Il capitano - Non ce la fai contro una donna? A chi vuoi darla a intendere?
Njd - Per farcela, ce la faccio, ma che un uomo non pu alzare le mani sopra una donna.
Il capitano - Cosa mi racconti? E non ha forse alzato le mani su di me, essa?
Njd - S, ma... io non posso farlo, signor capitano! come se lei mi dicesse di picchiare il pastore. la religione che me lo vieta! Non posso.
SCENA SETTIMA
Laura e i precedenti.
Laura, entrando, fa subito cenno a Nojd di andarsene; Nojd esce.
Il capitano - Onfale! Onfale!... Ecco che tu ti eserciti con la clava, mentre Ercole fila la lana!
Laura - (avvicinandosi al divano). Guardami, Adolf, puoi tu credere che io ti sia nemica?
Il capitano - S che lo credo! E credo anche che tutti mi siete nemici! A cominciar da mia madre che non voleva che io nascessi per non soffrire le doglie del parto. Fu essa la mia prima nemica, privando del suo alimento il mio primo germoglio vitale. E fece di me quasi uno storpio. Mia sorella mi fu anch'essa nemica insegnandomi che dovevo esserle sottomesso. La prima donna che abbracciai mi fu nemica perch, in ricompensa dell'amore che le avevo dato, mi fece il regalo di dieci anni di malattia! Persino mia figlia m' stata nemica dal giorno in cui s' trattato di scegliere fra me e te. E tu, mia moglie, sei stata la mia peggiore nemica, perch non hai lasciato la presa fino a che non mi hai visto cadere privo di vita!
Laura - Non so se ho mai pensato o voluto ci di cui mi accusi, ma pu anche darsi che, in me, abbia agito un inconfessato desiderio di liberarmi di te; ma se nel mio modo di comportarmi tu scorgi una premeditazione, ben possibile che vi sia stata, ancorch io non me ne sia avveduta. Non ho mai riflettuto sulle varie vicende; esse si sono susseguite correndo su rotaie da te stesso impiantate. Di fronte a Dio e alla mia coscienza io mi sento innocente, anche se non lo sono. La tua presenza stata per me come un macigno che pigiava, pigiava sul mio cuore, e allora ho voluto sbarazzarmi di quel peso opprimente. Ecco come sono andate le cose. E se inconsapevolmente ti ho fatto del male, ti chiedo di volermi perdonare.
Il capitano - Pu anche darsi che sia stato cos, ma che mi giova? E su chi ricade la colpa? Forse sul matrimonio spirituale? Una volta ci si sposava con una moglie, ora, viceversa, mentre ci si associa con una donna d'affari, si va a convivere con un'amica. E in tal modo mentre s'imbroglia l'associata, si compromette l'amica. E l'amore dove andato a finire? Il puro amore sensuale? morto anch'esso in questa transazione commerciale! E quali sono i frutti di un amore siffatto? Di un amore con azioni al portatore e senza responsabilit solidale? E chi il portatore d'azioni in caso di fallimento della societ? Chi il padre naturale di un figlio spirituale?
Laura - Quanto ai tuoi dubbi sulla paternit della bambina, sono del tutto infondati.
Il capitano - Ma appunto questa la cosa tremenda! Se i miei dubbi fossero fondati, avrei almeno qualcosa cui appigliarmi! Invece non si tratta che di ombre che si appiattano fra i cespugli e, di quando in quando, sbucano fuori per sganasciarsi dalle risa! come se si volesse combattere contro l'aria; come se si volessero modellare delle statue con la sabbia. Una fatale realt mi avrebbe sospinto a resistere, mi avrebbe eccitato all'azione: anima e corpo. Ma adesso i miei pensieri si dissolvono in fumo e il mio cervello si arrovella inutilmente fino a divampare. E adesso mettimi un guanciale sotto la testa perch ho freddo. Tanto freddo!
Laura si toglie lo scialle e lo distende su di lui. La balia esce in cerca d'un guanciale.
Laura - Da' qui la tua mano, amico!
Il capitano - La mia mano? La mano che hai ammanettato?... Onfale!... Onfale!... Tuttavia sento sulle mie labbra il tuo scialle: morbido, tiepido, vellutato come le tue braccia! E diffonde un profumo di vaniglia, come i tuoi capelli, quando eri una giovinetta! Quand'eri una giovinetta, Laura, e noi ce ne andavamo nel bosco di betulle fra le primule e il canto dei tordi. Oh, che delizia! che suprema delizia! Com'era bella la vita, allora! Pensa! E pensa anche a che cosa ormai ridotta! Tu non volevi certo che si arrivasse a tal punto! E neanche io lo volevo! Eppure andata cosi. Ma dunque chi che pu dominare la vita?
Laura - Dio soltanto dispone.
Il capitano - Ma il dio della guerra, allora! Oppure la dea. cos che bisogna dire, ormai! E toglimi quel gatto che mi si accucciato sul petto. Toglilo!
La balia entra col guanciale e ritira lo scialle.
Portami la mia casacca da capitano! E poi coprimi con essa.
La balia va a prendere la giubba dall'attaccapanni e la stende su di lui.
Oh, la mia ruvida pelle di leone! E tu volevi rubarmela? Onfale!... Onfale!... Donna scaltra che, facendoti amante della pace, hai inventato il disarmo! Svegliati, Ercole! Svegliati prima che ti tolgano la clava! E con la frode che volevi strapparci di dosso anche l'armatura facendo le viste che si trattasse di un ornamento! Oh no! prima che fosse ornamento, era durissimo ferro! Un tempo era il fabbro che confezionava un vestito, e invece adesso una ricamatrice! Onfale!... Onfale!... La forza bruta stata sopraffatta dalla debolezza insidiosa. Guai a te diabolica femmina! E sia maledetta la tua stirpe! (Si solleva per sputare ma ricade sul divano.) Che razza di guanciale mi hai dato, Margret! E duro, freddo!... Oh, com' freddo!... Ma vieni qui, siedi accanto a me! S, cos... Posso appoggiare la testa sulle tue ginocchia? Oh com' buono!... com' caldo! Piegati su di me, fa' che io possa sentire il tuo seno! Come dolce assopirsi sul seno di una donna! Sia essa la mamma, sia l'amante! Ma no; il seno materno tanto pi dolce!
Laura - La vuoi vedere, tua figlia, Adolf?
Il capitano - Mia figlia? Un uomo non ha figli! Sono soltanto le donne che hanno dei figli, e in loro mano l'avvenire, perch noi uomini, si muore senza alcun figlio. Dio mio, tu che ami tanto i bambini!
La balia - Ascoltate... sta pregando Dio!...
Il capitano - No, soltanto te che io prego, Margret! e ti prego di farmi dormire. Sono tanto stanco, io! Buonanotte, Margret, che tu sia benedetta fra le donne! (Si solleva ma subito ricade, gemendo, in grembo alla balia.)
SCENA OTTAVA
Il dottore, il pastore, i precedenti, quindi Bertha
Laura va alla porta di sinistra e chiama il dottore che entra subito insieme col pastore.
Laura - Ci aiuti, dottore, ci aiuti!... Seppure non troppo tardi!... Vede: non respira pi!
Il dottore - (tastando il polso al capitano). Deve trattarsi di un colpo d'apoplessia.
Il pastore - E gi morto?
Il dottore - No, potrebbe ancora risvegliarsi. Ma quale sar la forma di risveglio... non lo saprei dire.
Il pastore - Prima morto; quindi giudicato...
Il dottore - No, nessuna accusa e nessun giudizio! Ci crede, lei, in un Dio che regge le sorti del mondo? E allora si rivolga a Lui!
La balia - Oh, signor pastore, egli ha pregato Dio nei suoi ultimi istanti!
Il pastore - (a Laura). Ma poi vero, questo?
Laura - S, vero!
Il dottore - Se cos che stanno le cose, e dato che di ci non posso giudicare, come nemmeno sulle cagioni della sua malattia, il mio compito esaurito.
Laura - Ed soltanto questo che lei pu dire davanti a questo letto di morte?
Il dottore - Gi, non posso dire altro. E parli chi ne sa pi di me.
Entra Bertha correndo verso la madre.
Bertha - Mamma, mamma!...
Laura - Figlia!... Figlia mia!... Figlia soltanto mia!...
Il pastore - Amen!
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