Il pendolo

IL PENDOLO


Commedia in due tempi

di Aldo Nicolaj

da IL DRAMMA n. 322/323

Luglio-Agosto 1963

Persone

MIRA

RUPEO

Ovunque, ai nostri tempi.

PRIMO TEMPO

(La scena si svolge su di un fondale neutro. In centro alcuni elementi stilizzati di un soggiorno. Mira e Rupeo, sui cinquant'anni, sono seduti l'uno di fronte all'altra, davanti alla colazione del mattino. Mira versa il caff a Rupeo. Rupeo sorride, ringrazia e mette lo zucchero nella tazzina della moglie. Le loro reciproche, automatiche e mute gentilezze durano per decine di secondi. Pare quasi che i due non vogliano smettere di scambiarsi cortesie e sorrisi. Quando alla fine si accingono a fare colazione cominciano a parlare).

Mira Come hai dormito?

Rupeo Bene. Ma non che mi senta completamente riposato.

Mira Forse hai sognato troppo.

Rupeo Esatto. Ho sognato troppo.

Mira Che genere di sogni?

Rupeo Campi arancione, papaveri fioriti e cavalli che correvano lungo il mare.

Mira Strano sogno.

Rupeo Bellissimo, per. Tutto a colori.

Mira Io sogno sempre e soltanto in bianco e nero.

Rupeo Affatica di meno.

Mira Ma anche il divertimento minore. (Pausa) Ancora caff?

Rupeo Grazie. Con un po' di latte. Vuoi una sigaretta?

Mira Grazie. Molto gentile. (Eseguono le azioni) Al mattino, dopo il caff non c' niente di meglio che una sigaretta.

Rupeo(accendendogliela) Anche la sera. Prima di dormire.

Mira Non a tutti piace.

Rupeo A me s.

Mira Anche a me.

Rupeo Una volta, appena a letto, mi veniva voglia di far l'amore. Adesso... mi piace fumare.

Mira Una volta a me non piaceva n far l'amore, n fumare.

Rupeo Poi hai provato... e hai cambiato idea. (Mira lo guarda con leggero fastidio. Dopo una pausa) Cosa ne diresti di mangiare per cena del prosciutto di cinghiale?

Mira Dici?

Rupeo Non so... un'idea che mi venuta cos...

Mira Io, invece, pensavo che mi piacerebbe un vestito di chiffon: proprio di chiffon.

Rupeo In un buon negozio del centro se ne pu trovare.

Mira Chiffon?

Rupeo No. Prosciutto di cinghiale.

Mira A diciott'anni avevo uno stupendo vestito di chiffon. Rosa. Come il prosciutto di cinghiale. (Si voltano entrambi verso il pubblico).

Rupeo Cos ogni mattina. Lei e io seduti qui. L'uno di fronte all'altra. Facciamo colazione senza sapere cosa dirci. Ogni mattina. Trecentosessantacinque volte all'anno.

Mira Lui coi suoi sogni colorati.

Rupeo Lei coi suoi sogni in bianco e nero.

Mira Io parlo e lui non ascolta...

Rupeo Qualsiasi cosa dica, lei non mi sta a sentire.

Mira Tanto varrebbe che facesse anche lui come tanti mariti, che fanno colazione leggendo il giornale. Mi eviterebbe almeno lo sforzo di proporre continuamente una conversazione...

Rupeo la fatica d'ingranare la giornata. Perch svegliandosi al mattino, si fa sempre fatica a rituffarsi nella realt. cos bella la vita mentre si dorme... niente drammi... niente noia... si vivi, ma fuori del mondo. Poi, si apre gli occhi...

Mira ... e finisce la beatitudine, l'euforia... Mi vedo subito davanti lui, con la testa sul cuscino che mi guarda... Gli dico: buongiorno Rupeo.

Rupeo Io le rispondo: buongiorno Mira. E mi rendo immediatamente conto che un'altra giornata che comincia... un altro pezzetto di vita che devo vivere con lei...

Mira Una vita che, a volte, mi pare cos lunga... cos lunga...

Rupeo Lunghissima. Non riesco nemmeno pi a pensare da quanto tempo siamo sposati.

Mira Qualcosa come tremila anni...

Rupeo Forse anche di pi.

Mira Forse anche di pi.

(Riprendono la loro posizione iniziale).

Rupeo Sbaglio o domenica?

Mira Visto che ieri era sabato, oggi domenica.

Rupeo Avevamo deciso cosa avremmo fatto oggi?

Mira Bel tempo ai laghi, brutto tempo in casa.

Rupeo Piove?

Mira sereno.

Rupeo Allora bisogna andare ai laghi. La strada sar piena di macchine. Quando bel tempo tutti vanno ai laghi, la domenica. Impiegheremo pi tempo che d'abitudine.

Mira Guarder il paesaggio.

Rupeo Non si vede pi il paesaggio. Si vedono soltanto cartelloni pubblicitari.

Mira Ce ne sono di bellissimi.

Rupeo Ma non pi belli del paesaggio.

Mira Forse pi belli ancora. Ce n' uno meraviglioso con un lago blu, in mezzo ai pini, e sull'acqua galleggia un cigno bianco, col collo lungo; lungo, il becco giallo e nel becco una saponetta rosa.

Rupeo Come quella che c' nel nostro bagno.

Mira Anche la reclame delle lavatrici non male...

Rupeo Anche i cartelloni dei nostri articoli sanitari sono piacevoli...

Mira Perch non li avete messi sulla strada dei laghi?

Rupeo Pensavamo che interessassero di pi sulla strada del mare. Ma proporr al Consiglio di Amministrazione di metterne anche su strade non nazionali. Ben inteso se ci sar ancora posto.

Mira Sulla strada dei laghi non c' pi posto.

Rupeo Subentreremo a una industria che fallir. (Pausa) Mangiamo al ristorante?

Mira No. Il tempo buono. Faremo un picnic. pi divertente. E, poi... in casa c' tanto di quello scatolame... Forse l'ultima volta che sono stata al Supermercato ne ho comprato troppo.

Rupeo Certo che pratico lo scatolame. Carne in scatola, formaggio in scatola, verdura in scatola, frutta in scatola. Tutto sistemato in una bella scatola e caricato sulla macchina, nella quale staremo anche noi come in una scatola.

(Si voltano entrambi verso il pubblico).

Mira Tutto in scatola.

Rupeo Il secolo in cui viviamo una scatola.

Mira Minestra, latte, formaggio...

Rupeo Idee, problemi, opinioni...

Mira Budini, ravioli, spinaci...

Rupeo Cultura in scatola...

Mira Affetti in scatola...

Rupeo Cervelli in scatola. E Mira e io presi e messi in scatola assieme.

Mira Ogni tanto mi domando perch mai abbia sposato Rupeo. Bello non lo mai stato...

Rupeo Ero bello. Bellissimo. Una bellezza di classe...

Mira ... simpatico, be', simpatico nemmeno...

Rupeo Piacevo. Piacevo a tutte le donne...

Mira ... una intelligenza non certo superiore alla media...

Rupeo Ho un quoziente intellettuale di 112 e mezzo. La media, invece, sugli ottanta. Gli americani - perch sono loro che fanno queste statistiche - sostengono che sopra i 120 ci sono soltanto i genious , i genii. Perci io non sar un genio, ma non sono nemmeno uno stupido.

Mira Come mi sarebbe piaciuto sposare un genio! Dev'essere tutta un'altra cosa la vita, accanto a un genio. Io ho conosciuto un ragazzo intelligentissimo, un vero genio. Ma prima che gli altri si accorgessero che era un genious morto. Giovanissimo. Schiacciato dentro a una macchina. Come in una trappola.

Rupeo La nostra civilt non distingue. La scatola. La trappola. (Riprendono la loro posizione iniziale) Allora vada per il picnic...

Mira Portiamo anche la scatola frigorifero, col ghiaccio sintetico in scatola.

Rupeo Certo. Nella scatola frigorifero la birra in scatola si mantiene freschissima.

Mira Bisogna riconoscere che al giorno d'oggi ci sono delle grandi comodit.

Rupeo Chiss se anche i nostri pensieri possono conservarsi in scatola?!

Mira Come dici, Rupeo?

Rupeo Nulla, Mira. Sciocchezze.

(Tre lunghi bastoni che portano infilati dei bellissimi cappelli adorni di piume, nastri e frutta, entrano in scena ornati di collane, monili, braccialetti, orecchini e pendagli. Alzandosi)

Le tue amiche, Mira.

Mira Vengono per la festa di gioved. A prendere gli ultimi accordi. Sar una festa di beneficenza riuscitissima. (Si alza e va incontro alle amiche) Gi qui? Come siete mattiniere. Che care. E vi siete disturbate a venire fin da me, puntualissime come sempre.

Rupeo(con cavalleria, accennando a un inchino) La puntualit la cortesia dei re.

Mira(alle amiche) Avete sentito Rupeo? La cortesia dei re. Fatevi guardare: siete bellissime. Di un'eleganza... Dunque, dopo aver pensato a lungo avrei deciso, se anche voi siete d'accordo, naturalmente, per tavole imbandite in sette stili differenti. Dall'et della pietra ai giorni nostri, per intenderci. Faremo pagare l'entrata cinquecento lire e mille lire le pizzette alla napoletana. O voi pensate che sia meglio vendere pagnottelle? Ma col prosciutto o col formaggio? Sentiamo la vostra opinione. meglio discuterne.

(Le amiche si muovono concitate attorno a Mira che inizia con loro una lunga conversazione, mentre una musica elettronica riprodurr il loro linguaggio concitato. Rupeo, intanto, viene avanti verso il pubblico).

Rupeo Mira dama patronessa. Questa, ormai, diventata la sua principale occupazione. Da qualche tempo a questa parte alla beneficenza dedica tutto il suo tempo e i suoi pensieri. Lei che non riuscita ad organizzare la nostra vita... cerca di organizzare quella degli altri. Fenomeno abbastanza diffuso e comune ai giorni nostri. Altrimenti l'esistenza di tante dame di beneficenza come si spiegherebbe?

Mira (continuando con le amiche) ... tolto le spese, il resto, naturalmente, tutto in beneficenza. Le spese sono... vediamo un momento assieme : l'affitto della sala, il trasporto del materiale... l'illuminazione... i fiori... il servizio di sorveglianza... le fotografie... la stampa dei manifesti... dei biglietti... dei cartoncini d'invito...

Rupeo(sempre al pubblico) Anche questa una forma di evasione. D'altra parte mai come ora tutti cerchiamo di evadere dalla realt. Scri-vendo... viaggiando... cantando... pregando... assassinando... un bisogno che ormai tutti sentiamo. Ma perch Mira vuole evadere da me? Lo so, c' qualcosa tra noi che non va. Me ne sono da tempo preoccupato. Una volta sono stato persino da un medico e mi sono fatto psicanalizzare. M'ha fatto fare lunghe sedute e, alla fine, l'unica cosa che ha scoperto stato che da piccolo avevo il vizio d'inghiottire noccioli di ciliegia per una forma di ribellione contro l'ubbidienza a cui ero costretto. Ma che rapporto ci pu essere tra Mira e i noccioli di ciliegia?

Mira(continuando con le amiche) ... Detraendo inoltre le altre piccole spese vive come quelle dei rinfreschi... dei camerieri... dei piatti di cartone, dei bicchieri di cartone, dei vassoi di cartone... Ma, un momento, non sarebbero meglio di plastica?

Rupeo(sempre al pubblico) Eppure... sembravamo fatti l'uno per l'altra... Mira era una ragazza cos simpatica... cos fine... carina... quando ci siamo conosciuti...

Mira(alle amiche) Perfetto, allora. Lascio fare tutto a voi. Disponete come meglio vi pare. Poi, stasera, quando torno dal picnic, prenderemo le ultime decisioni. Per le sei sono di ritorno. Grazie. Rupeo, le mie amiche ti salutano.

Rupeo(con un profondo inchino) A presto... A presto...

Mira A stasera, allora. Vi aspetto.

(I bastoni s'inchinano e se ne vanno. Mira si avvicina a Rupeo)

Non trovi che Cicci Panegalli non dovrebbe vestire in modo cos giovanile? Non ci sonche gli abiti giovanili capaci d'invecchiare le persone che giovani non lo sono pi. Mah! Questa festa di beneficenza tremendamente impegnativa. Prendo un tranquillante per calmarmi i nervi. Ma siccome il tranquillante troppo forte, ci bevo sopra una bella tazza di caff.

Rupeo (sempre al pubblico, seguendo il filo dei suoi pensieri) Deliziosa. Quando l'ho conosciuta era una donnina deliziosa: indossava sempre abiti chiari... freschi... vaporosi... Di un gusto, di un'eleganza...

(Mira si sfila lo chemisier scuro ed appare in un vivace abito chiaro a fiori. Ora ha venticinque anni. Rupeo si toglie la vestaglia e la sciarpa ed appare in pullover blu con camicia bianca aperta sul collo. Pantaloni grigi di flanella. Non ha ancora trent'an-ni. Non necessario che gli attori usino trucchi per ringiovanirsi. Sono i loro modi, i loro gesti, il modo di muoversi e di parlare che dovranno farli apparire giovani)

Ricordo con tutti i particolari il modo con cui Mira e io ci siamo conosciuti.

(Rumore di traffico. Mira cammina sovrapensiero, come se stesse attraversando una strada affollata e piena di traffico. Rupeo si precipita verso di lei e con violenza la tira indietro, affinch non venga investita. Rumore di una brusca sterzata e quindi quello di una macchina che si allontana).

Mira Oh... grazie.

Rupeo Scusi se i miei modi sono stati un po' bruschi, ma...

Mira S'immagini... Se non fosse stato per lei... M'ha salvata la vita...

Rupeo Lei si spaventata. Mi permette di offrirle qualcosa da bere?

Mira Veramente... Grazie.

Rupeo C' un bar proprio all'angolo...

Mira No, grazie. Mi basta un po' d'acqua. Guardi, l c' una fontanella. (Indica un lato della scena verso il quale si avviano insieme).

Rupeo Mi spiace di essere stato troppo impetuoso...

Mira(chinandosi per bere alla fontanella) La colpa mia. Sono sempre cos distratta... Attraverso le strade come un'oca, con la testa tra le nuvole.

Rupeo(galante) Chiss a cosa pensava... a chi pensava...

Mira A nulla d'allegro, gliel'assicuro.

Rupeo Non avr avuto l'intenzione di farsi ammazzare, spero.

Mira Oh, no. (Ride) Qualsiasi cosa possa succedermi sono troppo attaccata alla vita. Perch la vita mi piace. Ci credo.

Rupeo Anch'io. Ci credo proprio. Finalmente qualcuno che la pensa come me. Sediamo?

Mira Perch no? (Siedono vicino alla fontanella).

Rupeo Al giorno d'oggi come una moda: tutti i giovani dicono di essere scoraggiati... delusi... di non credere nella vita. Non capisco il perch di questa posa. Perch il mondo, non si pu negare, nonostante tutto, ha molti lati buoni e la vita vale la pena di essere vissuta.

Mira Basta guardarsi attorno per sentire la gioia di vivere: il cielo... il sole... gli alberi fioriti...

Rupeo E mille altre cose, anche pi banali : le ciliegie, per esempio... le cipolline fresche...

Mira Piacciono anche a lei? nell'insalata novella le cipolline sono una delizia...

Rupeo Con un po' di sedano... un peperoncino... il profumo del basilico... (Si stacca dal personaggio di Rupeo-giovane e torna alla realt, costringendo anche Mira a rientrare in se stessa) E tu su queste parole hai cominciato a piangere...

Mira Per favore, non farmi cos stupida. Ho cominciato a piangere dopo ...

Rupeo Quando dopo ?

Mira Dopo che hai cominciato a parlarmi di te, della tua solitudine, della tua miseria...

Rupeo Della mia miseria? ma cosa stai dicendo?

Mira Ho detto miseria per dire infelicit. Cerca di capirmi.

Rupeo E io, dopo le cipolline fresche, t'avrei parlato di me?

Mira C' stata prima ancora qualche battuta, ma senza importanza, trascurabilissima. Poi hai cominciato a confidarti... Mi hai commossa, intenerita...

Rupeo Ma se hai cominciato subito a piangere raccontandomi di Ottavio che ti aveva piantata...

Mira Dopo... dopo... Prima ti sei sfogato tu. M'hai detto di tuo padre, che voleva che ti occupassi della sua fabbrichetta... eri depresso perch Flavia ti aveva lasciato... Avevi degli occhi cos tristi... E siccome anch'io ero tanto depressa, ci siamo sentiti simili... solidali... con gli stessi problemi di solitudine da risolvere...

Rupeo E allora ti sei messa a piangere.

Mira Una lacrima...

Rupeo Singhiozzi veri e propri, cara mia!

Mira La tua solita mania che ti porta ad esagerare sempre.

Rupeo Ma non vero!

Mira Sei sempre stato un mitomane!

Rupeo Basta. inutile discutere. Torniamo alle cipolline fresche.

(Rientrano entrambi nei loro personaggi di trent'anni fa).

Mira(riprende l'atteggiamento di ragazza, ma subito torna ancora un attimo alla realt) Sar meglio tralasciare le frasi inutili e superflue. (Rientrando nel personaggio) E allora... mi diceva?

Rupeo Mia cara signorina, la vita... a volte... giuoca certi tiri... Ci vuole una grande forza per superare gli scogli che il destino si diverte a metterci davanti... (Staccandosi dal personaggio) Di qui?

Mira(tornando anche lei alla realt) Avanti... Pi avanti... Arriviamo ai concetti...

Rupeo(dicendo di ogni frase di allora la parola pi importante, rapidamente) Affanni... Mondo... Conclusione... Vivere... Speranza... Maledizione... Gerusalemme...

Mira(interrompendolo) Gerusalemme?

Rupeo Precisamente. (Con una certa fierezza) Dietro le palme di Gerusalemme c' sempre l'orto dei Getsemani. Io credevo che pap vedendo quel mio articolo su di una rivista, avrebbe capito che il mio destino era la letteratura ed avrebbe rinunciato a farmi entrare nella sua ditta di articoli sanitari. Invece...

Mira Hai ragione. Ricordo benissimo. Vai avanti...

Rupeo(come prima) Soldi... Ideale... Niente... Aspirazioni... Sofferenza interiore... Capanna... Bruciato... Solitudine. (Arrivando sollevato all'ultima frase) ...Allora, bisogna domandarsi: non c' nulla nella vita?

(Sono definitivamente rientrati entrambi nei loro personaggi giovani).

Mira E l'amore?

Rupeo Lo so, c' l'amore. Ma, purtroppo, capita spesso di sbagliare. Io, per esempio, credevo d'aver trovato la donna ideale : Flavia. Invece, dopo tre settimane di romantico amore, mi ha detto: o ti sistemi o ti pianto.

Mira E cosa accadde?

Rupeo Si sistemata lei sposando un mio vecchio zio ricchissimo. Adesso lei diventata mia zia e io non sono pi l'erede di mio zio. Sono colpi duri! Poi la gente si meraviglia che uno si senta depresso. Ma la sofferenza. Succede. Succede, purtroppo. Anche se il mondo bello. Anche se attorno a noi ci sono cose meravigliose. Il canguro, per esempio.

Mira Il canguro?

Rupeo Volevo dire... la cangura, che nella borsa del suo ventre tiene i piccoli. I cangurini. Grande mamma la cangura. (Mira ha un singhiozzo) Lei piange?

Mira Non nulla. Una lacrima. (Ha voluto precisare).

Rupeo(ostinato) Un singhiozzo. (Pausa) Perch?

Mira Avevo un fidanzato. Poi... una disgrazia. Un aereo e... (Fa un gesto come per dire che sparito).

Rupeo Morto?

Mira Ma che morto! Semplicemente partito.

Rupeo Allora... non si tratta di una disgrazia...

Mira Per lui no, ma per me... s. partito e mi ha lasciata.

Rupeo E dove se n' andato?

Mira(drammatica) In India.

Rupeo Forse torner.

Mira No. L'India immensa e misteriosa. Si trover un'altra donna. Un'indiana col sari e con la stella in fronte. Vivr come un indiano.

Rupeo Come un ind.

Mira Come un ind. Far un matrimonio ind, avr dei figli ind, una casa ind. Diventer un ind.

Rupeo Lei non pianga. Lo dimentichi.

Mira E come faccio? Se non penso a lui, se non soffro, se non mi tormento, che senso pu avere la mia vita?

Rupeo Lei graziosa, lei sensibile. Incontrer un altro uomo.

Mira Sono figlia di un cancelliere, lo tenga presente.

Rupeo Come sarebbe a dire?

Mira Povera. Figlia di un impiegato statale. Di un funzionario statale.

Rupeo Che c'entra? quando c' l'amore... il vero amore...

Mira A volte il danaro... l'interesse... la malafede... uccidono anche l'amore.

Rupeo Poco fa mi diceva di credere nella vita...

Mira Credo. Ma dubito.

Rupeo Dubita, perci crede.

Mira Forse.

Rupeo Certamente.

Mira Per lei molto pi facile avere fiducia nel mondo. Ha pi ideali di me: lei un artista.

Rupeo L'ultimo degli artisti.

Mira L'arte sempre arte.

Rupeo In fondo... ha ragione.

Mira Lei scrive, da quanto m' sembrato di capire.

Rupeo S.

Mira Mi piacerebbe poter leggere qualcosa disuo. Lei ha molta sensibilit.

Rupeo Troppa.

Mira Come i veri artisti. Mi far leggere qualcosa che ha scritto?

Rupeo Guardi la combinazione. Ho appunto in tasca un raccontino. Non gran cosa, ma originale... s. Si intitola La sera d'inverno comincia alle sette meno un quarto (Tira fuori di tasca dei fogli e si accinge a leggere).

Mira(si alza, va a prendere lo chemisier che aveva lasciato su di una sedia e se lo infila. Venendo verso il pubblico) Cos cominciata la nostra storia. Io, poco pi che una ragazza... sola... delusa...

Rupeo(va a prendersi la giacca - una giacca sportiva - pronta su di un attaccapanni e infilandosela, viene verso il pubblico) Io, un giovanotto che non aveva avuto molta fortuna in amore...

Mira Io ho creduto in lui...

Rupeo E io in lei. Entrambi eravamo in buonafede.

Mira Acqua passata. Fuggita via. Da tempo. (Riordina il tavolo).

Rupeo(al pubblico) Ogni tanto, come oggi, a me viene una voglia di capire... Una voglia rabbiosa... Chiss poi perch... m'intestardisco. Capire la mia... la nostra vita...

Mira(a s) Come servisse a qualcosa. (A Rupeo) Ti spiace aiutarmi a preparare per il picnic? (Tira fuori dall'armadio una grossa borsa e la mette sul tavolo che intanto ha sparecchiato. Poi da una dispensa prende dello scatolame. Lo esamina e lo passa a Rupeo).

Rupeo(disponendo lo scatolame nella borsa) A te, Mira, piace fare i picnic?

Mira Non questione che piaccia o non piaccia. I picnic bisogna farli.

Rupeo Perch?

Mira Perch i nostri nervi hanno bisogno di distendersi, i nostri polmoni di disintossicarsi, il nostro organismo di tonificarsi. I medici lo consigliano, gli psichiatri lo suggeriscono, i fabbricanti di automobili lo impongono. Fa parte della nostra vita contemporanea. Un'abitudine. Una forma di educazione. Ti piace soffiarti il naso? Non credo. Ma una cosa che si deve fare. Dopo si sta meglio. Cos il picnic.

Rupeo Una volta il picnic lo si faceva soltanto il giorno di Pasquetta.

Mira E il fisico ne risentiva.

Rupeo Mio nonno morto a ottantotto anni.

Mira Ma prima di morire si certo gravemente ammalato. Ai nostri tempi, invece, grazie anche ai picnic, non ci si ammala pi. Un infarto e si muore in un attimo.

Rupeo Ti dir che io, alla domenica, preferirei starmene in santa pace a casa mia...

Mira Perch sei pigro e perch non pensi alla tua salute. Perch sei troppo schiavo delle tue abitudini. Perch non hai spirito sportivo. Quando si sta tutta la settimana dentro un ufficio, alla domenica necessario respirare un poco d'aria pura. Perci nulla di meglio di una giornata trascorsa in santa pace in campagna.

Rupeo Come se ci si stesse tranquilli, in campagna. Alla domenica, poi, ogni albero viene preso d'assalto, dappertutto radioline che stre-pitano, motori che tuonano, donne che urlano, bambini che sbraitano, uomini che gridano. Persino le mucche, la domenica, preferiscono starsene nelle loro stalle. E gli uccellini, sai che fanno? Per stare in pace vengono a fare il picnic in citt.

Mira Tu hai troppa fantasia. Prendi la borsa e l'ombrellone e andiamo. Passiamo da Paolo. Chiss che non venga con noi.

Rupeo Gli hai telefonato?

Mira Ha mal di denti, poverino.

Rupeo Allora... se ne star a casa, come al solito.

Mira Ad ogni modo... passiamo un momento da lui.

Rupeo Credi proprio che sia il caso?

Mira(sdegnata) Neanche una volta alla settimana senti il bisogno di andare a trovare tuo figlio?

(Rupeo si allontana con la borsa e un ombrellone. Sparisce la scena del soggiorno e rimane soltanto il fondale neutro. Mira viene avanti verso il pubblico)

Era un bambinone biondo, Paolo. Biondo e roseo. Un bambinone che sgambettava e faceva mille versi graziosi nella culla. Oggi un giovanottone grande e grosso: si sposato e si occupa di fisica nucleare. Io avevo puntato tutto su di lui. Tutto. Da quando se n' andato d casa, la mia vita gira a vuoto. Non so pi cosa fare. Ogni momento della giornata vorrei scappare e correre da lui. Come se avesse ancora bisogno di me. Invece, di me non ha bisogno. Ma io m'illudo sempre di ritrovare il bambinone biondo e roseo che non voleva mai stare lontano da me. Invece... mi trovo davanti un uomo. Perch diventato un uomo. Irrimediabilmente. Si occupa di problemi difficili, studia questioni astruse, s'interessa solo dell'atomo, scompone la materia e la fa a pezzettini, tutte cose che una povera madre come me come pu capire? Riesco soltanto a capire che anche l'affetto che portavo per lui stato scomposto. Ne trovo soltanto pi qua e l dei pezzettini che non riesco a rimettere insieme. E cosa posso farci io? diventato un uomo e se n' andato. Speravo almeno di riversare tutta la mia tenerezza sul figlio che gli nato, ma non mi permesso toccarlo, non posso nemmeno giocare con lui. La madre ne gelosa. Ho un bel distrarmi con la beneficenza e le tavole imbandite. Mi sento sola e il cuore dentro mi fa male.

(Se ne va tristemente mentre dall'altra parte della scena appare Rupeo).

Rupeo(viene avanti verso il pubblico) Una porta che ti sbatte sul naso, ecco cos' mio figlio. Lo guardi e tac! sul naso. Cosa non ho fatto per cercare di attaccarlo un poco a me... Mai riuscito! Forse la colpa mia, sono un padre sbagliato. Povera creatura, cosa ci pu fare? Mi stato sempre nemico. Anche quando era piccolissimo. Anche quando non era ancora nato. Mira mi sfidava con la sua pancia di sette, otto mesi e io non avevo pi il coraggio di fiatare. E poi, dopo che nato... Rupeo, c' il bambino... , Rupeo, pensa al bambino... , Rupeo, col bambino... . E, cos, fin da piccolissimo, lui mi ha sempre impedito di fare quello che mi sarebbe piaciuto, fare persino le piccole, innocenti sciocchezze che danno sapore alla vita. Poi il bambino si fatto ragazzo e Mira si occupata sempre meno di me, per occuparsi sempre pi di lui. Avevano formato una specie di alleanza, dalla quale io mi sentivo escluso. Avevo sempre l'impressione, quand'ero con loro, di essere di troppo. Si dice che i figli cementano la famiglia. Storie! La distruggono. Il buono che c' se lo succhiano loro. Se l'assorbono tutto e se ne vanno. Infatti... a me cosa rimasto? L'amaro. Un bel giorno se n' andato di casa, s' sposato una donna che sembra una malese, che parla una lingua che non capisco, ha un bambino piccolo, piccolo, che gli somiglia e non gli somiglia... Anche a me spesso viene la voglia di prenderlo tra le braccia, di giocare con lui. Ma non si pu. La madre non vuole. gelosa di lui, come Mira era gelosa di Paolo. Ma mia moglie non lo capisce e se ne fa una croce, povera donna!

(Sul fondo della scena appare un grande fantoccio, davanti a una lavagna piena di formule complicate. Ha una guancia gonfia e un fazzoletto legato attorno al viso. Accanto a lui una pupazza che sembra una malese, con un pupazzettino piccolo, piccolo in braccio)

Questo il nucleo familiare di mio figlio Paolo. La moglie parla una lingua che sembra malese, il bambino non parla ancora, mio figlio non parla mai: pensa.

Mira(andando verso il figlio, affettuosa e piena di tenerezza) Come va il tuo mal di denti? Stai sempre l, davanti a quella lavagna. Riposati... Non lavorare tanto. (Fa una carezza al pupazzettino. Uno strillo. La pupazza si ritrae) Che bella, questa creaturina. E come sta questa mamma fortunata?

Rupeo(a Paolo) Non sei poi cos gonfio...

Mira Io lo credevo molto, ma molto meno gonfio...

Rupeo Sei uno scienziato e hai paura del dentista. Ma perch non inventate un aneste-tico speciale che non faccia sentire il dolore? Su, coraggio, fatti estrarre questo dente e il male se ne andr.

Mira In fondo un dente del giudizio un dente che non serve a nulla. Non si sa nemmeno perch nasca.

Rupeo Per farsi estrarre.

Mira(venendo un poco avanti verso il pubblico) Quando sono davanti a Paolo, non so cosa dire. Eppure sento dentro di me un mare di parole, un mare di parole tenere ed affettuose, che mi premono... che mi fanno male... Ma non vengono fuori. Non riesco a parlare. Dico un sacco di cose stupide... parlo del tempo... del mal di denti... di politica... cose che non interessano lui, che non interessano me... I miei sentimenti sono come paralizzati. Paolo finir per sentirmi come un'estranea, per giudicarmi una stupida... Ma perch non deve avere pi bisogno di me, che l'ho fatto e che l'ho cresciuto? (Rivolgendosi al figlio) Pensavo che saremmo andati fuori insieme... una cos bella giornata! Vuoi che portiamo con noi tua moglie e il bambino?

Rupeo A Paolo non piace restare in casa tutto solo.

Mira Ma al bambino farebbe bene un poco d'aria buona...

Rupeo Quando sar pi grandicello, vedrai, Mira, lo affideranno a noi... ci divertiremo a portarlo a passeggio... ad andare con lui in campagna...

Mira(si avvicina con estrema tenerezza al bambino) Guardalo che amore! Questa boccuccia bella chi te l'ha fatta?... E queste manine questi occhioni d'oro...

(Strilli del bambino. La pupazza sparisce immediatamente insieme al pupazzettino) Non mi conosce ancora... Ha paura di me... Ma perch?

Rupeo Forse parli troppo forte e lo spaventi... I bambini sono cos sensibili... cos delicati...

Mira Vuoi che non sappia come si parla ai bambini? Il fatto che non mi conosce... che non abituato a vedermi... (Al pubblico) Io vorrei parlare a Paolo, dirgli: gioia mia, perch tua moglie non ha confidenza in me? Sono stata mamma prima di lei, so anch'io come si sta con un bambino. Lei, lo so, preferisce sistemi e metodi pi moderni, consulta libri che non ho letto, segue consigli di specialisti che ai miei tempi non esistevano. Ma in fondo, ad un bambino nulla si pu dare di pi importante dell'affetto. E io ne ho tanto per lui... E poi... i miei vecchi metodi non sono tanto cattivi... Non t'ho allevato bene, io? Sapessi quanto ho desiderato un figlio tuo. stata la sola speranza che mi hai lasciata il giorno in cui mi hai detto che ti saresti sposato. Un figlio tuo, mi dicevo, mi avrebbe ringiovanita, m'avrebbe fatta ritornare ai bei tempi, quando ero una mamma e, soprattutto, avrebbe dato nuovamente uno scopo alla mia vita. Se tu, Paolo, dicessi qualche volta a tua moglie di affidare il piccolo a me, invece che alla bambinaia diplomata... Se glielo dicessi con dolcezza, come sai dirlo tu... A te non risponderebbe di no... (Con un sospiro) Ma perch non sono capace di dire tutte queste cose a Paolo? Perch di fronte a lui mi sento... non so? soggezione... vergogna... paura... (Rivolgendosi a Paolo) Perch non ci raggiungi dopo colazione?

Rupeo Prendi la macchina, ci carichi sopra la famiglia e in quaranta minuti sei da noi.

Mira Ti spiego dove ci puoi trovare: alla sesta curva della strada del lago, dopo il bivio, precisamente tra il cartellone del dentifricio Tim e quello del fertilizzante Pum. Vedrai, proprio a sinistra, una stradetta che scende... Ci troverai al nostro posto, tra il terzo e il quarto albero a destra.

Rupeo Cos... faremo merenda insieme.

Mira Lo so, non puoi promettercelo, secondo come ti senti...

Rupeo Hai gli occhi cos segnati...

Mira Poverino, stanotte non ha dormito. Non vuoi che la tua mamma ti medichi come quando eri piccolo... Un chiodino di garofano nel dentino malato e la bub spariva...

Rupeo Mira, nostro figlio ora un uomo: uno scienziato...

Mira(sospira) Arrivederci, Paolo, non ti stancare...

Rupeo Saluta tua moglie...

Mira Un bacetto al bambino. Se hai bisogno, telefona...

(Il fantoccio sparisce ed appare in scena lo scheletro di una macchina, sulla quale salgono subito Mira e Rupeo. Rumore della macchina che si mette in moto e quindi del traffico stradale).

Rupeo A parte il mal di denti, l'ho trovato benissimo.

Mira Sciupato, invece. Quella donna non si occupa abbastanza di lui.

Rupeo A me sembra contento e soddisfatto. sempre stato di poche parole.

Mira Ma non con me...

Rupeo Cosa vuoi, adesso ha moglie...

Mira Bella moglie! Quella sembra una malese. Gli dar da mangiare soltanto del riso...

Rupeo Il riso un alimento sano.

Mira Lo so, ma non contiene sufficienti vitamine. Paolo intellettuale: pensa. Perci deve nutrirsi bene: mangiare uova fresche, frutta fresca, verdura fresca, latte fresco, carne fresca. Ha bisogno di vitamine, di tante vitamine : vitamina A, vitamina B, vitamina C, vitamina D, vitamina E, vitamina...

Rupeo Un bel sole, oggi.

Mira Fa pi caldo di ieri.

Mira Nel '48 abbiamo avuto un'estate caldissima.

Rupeo Dopo un'estate calda, molto calda, di solito si ha un inverno freddo, molto freddo.

Mira Al contrario. piuttosto dopo un inverno molto freddo che si ha un'estate molto calda.

Rupeo E poi l'inverno successivo freddo?

Mira Pu essere freddo, pu non essere freddo. Dipende dai fattori atmosferici.

Rupeo Bisogna per riconoscere che da un po' di tempo a questa parte le stagioni sono cambiate.

Mira Direi piuttosto che non ci sono pi stagioni.

Rupeo Colpa degli esperimenti nucleari...

Mira ... delle bombe atomiche...

Rupeo ... delle esplosioni stratosferiche...

Mira ... delle radiazioni...

Rupeo Un giorno o l'altro questi matti faranno scoppiare la terra come una mela al forno. Pam!

Mira Anche per questo bisogna difenderci in tempo con le vitamine. (Con un grido) Sterza!

Rupeo Maledetto! Per un pelo non mi venuto addosso.

Mira Poi si meravigliano che succedono degli incidenti. Ma con tutti gli incoscienti che ci sono in giro... per forza!

Rupeo Dnno la patente a tutti gli imbecilli, ecco come si spiega.

Mira Guarda quello: con una seicento va a pi di cento all'ora.

Rupeo Ora lo sistemo io.

Mira Come fai? Non ti d la strada...

Rupeo Scommetto che quel delinquente ha il motore truccato!

Mira Forza, sorpassalo... Bravo! E adesso sorpassa anche quella Giulietta... Ma perch vanno tutti come dannati? Che fretta avr mai la gente... Forza, spingi l'acceleratore. Dobbiamo superarli tutti, questi matti!

Rupeo Hai visto? anche questo figlio di pap l'ho fregato.

Mira T'ha fatto le corna!

Rupeo(gridando dal finestrino) Imbecille! (Gli fa le corna).

Mira(anche lei dal finestrino) Deficiente! Menomato! Porco! (Al marito) Che modi! La gente non ha pi rispetto... non ha pi educazione. (Sorpresa perch la macchina ha rallentato) Cosa succede?

Rupeo Bisogna mettersi in colonna. Guarda che fila di macchine.

Mira Non si pu sorpassare?

Rupeo Impossibile!

Mira Come si forma una colonna?

Rupeo Con tante macchine, l'una dietro l'altra.

Mira E in testa alla colonna?

Rupeo Una macchina.

Mira E perch in testa alla colonna mettono una macchina che va cos piano?

Rupeo Non che vada piano. Sono le altre macchine che le sono dietro, che non possono pi andare forte.

Mira Hai visto? Un altro che fa l'autostop.

Rupeo Chi non ha mezzi per viaggiare se ne stia a casa sua.

Mira Comodo viaggiare per il mondo a spese degli altri.

Rupeo Gente che non si conosce... Alla larga! Capace di salire in macchina per aggredirti.

Mira Probabilissimo. Non c' pi carit cristiana.

Rupeo Con tutto quello che si legge ogni giorno in cronaca...

Mira(indicando, mentre la macchina ha ripreso velocit) E quelli, d...

Rupeo Quattro su di una moto. Incoscienti!

Mira(scoppiando a ridere) Gli hai fatto prendere una di quelle fife...

Rupeo Bisogna pur dargli una lezione. In prigione dovrebbero metterli! Pirati della strada! Si mettono in giro solo per farsi ammazzare e provocare grane alla brava gente!

Mira A quanto andiamo?

Rupeo A centoventi.

Mira Rallenta : dev'essere da questa parte.

Rupeo Che cosa?

Mira La nostra stradina.

Rupeo Di gi?

Mira Eccola.

Rupeo Questa?

Mira S. Infilati dentro.

(Rumore di gente, vocii, musiche di radioline).

Rupeo Quanta gente! Che chiasso!

Mira Basta farci l'abitudine. Dopo un po' uno nemmeno se ne accorge. Ecco, l c' posto. Tra il terzo e il quarto albero. Fermati.

(Si fermano. Tirano fuori dalla macchina una quantit incredibile di roba: sedie a sdraio, seggioline pieghevoli, materassini, tavolino, radiolina, giradischi a pila, valigetta dei dischi, cuscini, borsa frigidaire, cassetta di acque, libri, giornali, plaids, asciugamani, tovaglie, thermos, foulards, cappelloni di paglia, ecc).

Rupeo(spruzza dell'insetticida sull'erba) Ecco... adesso sistemo le eventuali formiche...

Mira Mhm... che cattivo odore... Puzza di stalla! (Spruzza del deodorante per aria. Poi si guarda intorno, respira profondamente) Ah, la natura! (Siede esausta sulla sdraio) Vuoi mangiare subito?

Rupeo(siede anche lui sulla sdraio) No, ancora troppo presto.

Mira Cosa vuoi fare, allora?

Rupeo Non lo so.

Mira Vuoi parlare?

Rupeo Di che cosa?

Mira Non lo so.

Rupeo Per me... si pu anche non parlare.

Mira cos bello il silenzio...

Rupeo Gi. Il silenzio della natura.

(Pi forti le voci delle radio e lo strepito dei picnichisti).

Mira(si mette in testa un cappellone di paglia e dopo aver guardato il marito che sfoglia i giornali, al pubblico) Queste giornate all'aria aperta... Almeno Rupeo mi tenesse compagnia... Invece, in qualsiasi posto si arrivi, lui si sprofonda in una poltrona e si mette a leggere i giornali. Io, invece, cerco di distendermi... di distrarmi... guardo il cielo... il paesaggio... i fiori... (Sospira) Ma i pensieri dentro sono sempre gli stessi : ci portiamo anche la nostra solitudine a fare il picnic.

Rupeo(sfogliando i giornali consulta la Borsa) I Chimici sono stati molto venduti mentre gli Elettrici no. Ricoperture ed interventi tendenti a rialzare i Meccanici, si sono risolti con l'intervento dei Mineralmeccanici. Per gli Alimentari si sono stabilizzati.

Mira(d uno sguardo al marito, sospira, poi) E pensare che stato proprio in campagna che mi sono innamorata di lui. Una domenica come questa, in un posto pi o meno come questo. Intorno tutto uguale eppure tutto diverso. Gli alberi... il cielo... le foglie... che differenza c'era? Eppure, allora, tutto sembrava cos meraviglioso... E io mi sentivo felice di vivere... felice di avere scoperto l'uomo della mia vita... (A Rupeo che continua a leggere il giornale) Di che cosa parlavamo quel giorno, Rupeo?

Rupeo(senza alzare gli occhi dal giornale) Quale giorno? (E continua a leggere).

Mira(si toglie di testa il cappellone, si sfila lo chemisier e riappare nuovamente con l'abito chiaro) Parlava del sole... del mare... della casa dove era nato... di una vecchia zia un poco matta... Discorsi che fanno gli innamorati, per i quali persino l'olio di ricino diventa argomento di seduzione...

(Rupeo intanto si toglie la giacca e riappare in pullover e camicia aperta. Mira gli si avvicina, piena di grazia giovanile)

La mia mamma l'olio di ricino me lo faceva sempre prendere col succo d'arancia.

Rupeo(siede vicino a lei) Anche la mia.

Mira Io non volevo. Lanciavo certi strilli... tiravo persino calci...

Rupeo Anch'io, ma, alla fine, per amore o per forza, dovevo cedere. Prendevo il bicchiere e buttavo gi, d'un fiato.

Mira Una volta ho fatto accorrere tutti gli inquilini del palazzo tanto strillavo...

Rupeo Dovevi essere molto capricciosa da bambina...

Mira Avevo tutti i capelli ricci.

Rupeo Ricci... capricci...

Mira E non mi crederai: avevo un nasino cos piccolo che mi chiamavano tutti pata-tina . Poi, una mattina, non so come, mi guardo allo specchio e mi accorgo che il naso mi era cresciuto.

Rupeo Avrai detto una bugia, come Pinocchio.

Mira Dico sul serio, sai? Il naso mi era cresciuto. E non ti sto a dire di quanto.

Rupeo In una notte?

Mira Credo. Il giorno prima, specchiandomi, non mi ero accorta di niente...

Rupeo Andiamo... non esagerare...

Mira E appena sono uscita dalla mia camera, tutti a domandarmi: cos'hai fatto al naso? Niente, rispondevo, mi cresciuto. Ma dentro di me... una rabbia!

Rupeo Eri cresciuta tutta, perci anche il naso ti era cresciuto.

Mira Ma prima avevo un nasino cos piccolo... La cosa migliore che avevo era proprio il naso. (Ora parlano entrambi al pubblico) Ripetuti cos paiono discorsi cretini, ma sembrano invece cos importanti, quando si innamorati. Perch quando si innamorati...

Rupeo ... il morbillo...

Mira ... la sculacciata di pap...

Rupeo ... il quattro in latino...

Mira ... il capitombolo dalla bicicletta...

Rupeo ... si idealizzano...

Mira ... entrano a far parte della storia patria...

Rupeo ... e saranno domani i caposaldi della vita familiare... (Riprendono entrambi la posizione di prima: giovani e innamorati).

Mira Quando mi domandavano cosa volevo fare da grande, sai cosa rispondevo? La sgualdrina.

Rupeo(ridendo) Questa poi...

Mira Gli schiaffi che mi sono presa... Immaginati, poi, la faccia delle suore. Ma io insistevo. Non sapevo cosa significasse quella parola, ma mi affascinava...

Rupeo Io, invece, volevo fare il pompiere. Mi piacevano le auto rosse, le scale lunghe, le divise colorate... E avevo una grande ammirazione per Nerone perch aveva incendiato Roma. Un uomo generoso, pensavo, che aveva dato lavoro ai pompieri. (Con un sospiro) Poi... i miei gusti sono cambiati e ho deciso di fare lo scrittore. E, invece, sono stato costretto ad occuparmi di articoli sanitari...

Mira Ma un lavoro che rende, no?

Rupeo Comincio a dare ragione a mio padre. Se riusciamo a potenziare la nostra fabbrichetta... In fondo appassionante. Non tanto la produzione che m'interessa, quanto l'organizzazione delle vendite...

Mira In un certo senso meglio occuparsi di una piccola industria, piuttosto che fare lo scrittore. Uno scrittore prima di diventare celebre deve fare tante di quelle rinunce. E se si sposa, la moglie deve fare una vita di privazione per tanto di quel tempo...

Rupeo D'altra parte, anche lavorando chi mi vieta di continuare a scrivere se ne sento il bisogno? Per farsi una famiglia... il danaro necessario. Io ho il dovere di offrire un'esistenza tranquilla alla donna che sceglier.

Mira(sentono un suono di organo. Al pubblico) Per la prima volta sentii nel cuore come una fiammata...

Rupeo Io non ho altro desiderio che quello di formarmi una famiglia. La vita troppo piena di violenze, di lotte, di cattiverie... Invece, cos bello volersi bene. Crearsi una famiglia e dimenticare il mondo... formare per noi un'isola di pace... un'isola d'affetti...

(Suono di organo).

Mira(al pubblico) E io mi vedevo gi con lui in quell'isola. Le mani in mano... la carezza della sabbia tiepida... i figli attorno che crescevano forti sotto il sole...

Rupeo ...allora non importa pi il tempo che passa. Nemmeno la vecchiaia fa paura.

(Suono di organo).

Mira(al pubblico) Mi vedevo vicino a lui come la pi fortunata tra le donne. Vedevo la sua vita divisa tra me ed i suoi articoli sanitari... un lungo infinito sentiero di rose senza spine...

Rupeo ... perch nulla ha importanza quando ci si ama sul serio.

(Suono di organo).

Mira(al pubblico) Ed era sincero.

Rupeo Ero sincero. (Torna alla sua sdraio e scompare dietro al giornale).

Mira(al pubblico, come in confessione) Mi sembrava cos nobile, cos bello... vedevo straor-dinari riflessi nei suoi occhi... i capelli sottili e morbidi... le mani lunghe, affusolate... Non vestiva un paio di pantaloni e un pullover, ma uno stupendo abito di raso azzurro e un gran manto dorato, con lo strascico. E sulla testa mi pare che brillasse persino non so se un'aureola o una corona...

Rupeo(al di sopra del giornale, strizzando l'occhio al pubblico) Non si innamorata di me, ma del re di denari. Non le importava nulla di quello che ero io. Pensava soltanto alla serenit, al benessere, all'affetto che io avrei potuto darle.

Mira(al pubblico, come se non desse peso alle parole di Rupeo) Mi sono innamorata di Rupeo perch mi piaceva stare con lui e pensavo che solo con lui sarei stata felice.

Rupeo(come prima) Non lo nego. Un po' d'attrazione fisica c' stata. Lo ripeto, non ero un uomo da buttare.

Mira(torna al tavolo per preparare la colazione) Nell'insalata preferisci l'aceto o il limone?

Rupeo L'aceto.

Mira Ti farebbe meglio il limone.

Rupeo Per via delle vitamine. Lo so. Ma preferisco l'aceto. (Si alza dalla poltrona e ora viene lui verso il pubblico) Tutto quello che ci diciamo di un tale squallore... Due estranei hanno pi cose da dirsi. Sembra impossibile pensare che un giorno abbiamo potuto crederci veramente anime gemelle. Perch ne eravamo convinti tutti e due. Ricordo il nostro primo appuntamento al Caff delle Rose. La guardavo affascinato senza avere il coraggio di parlare. Un essere cos sensibile... cos delicato.

Mira(continuando a preparare il tavolo lancia un urlo con rabbia) Accidenti! Non bastavano le formiche. Anche le coccinelle. Ora le sistemo io. (Con la foga ricomincia a usare l'insetticida).

Rupeo Aveva il viso pallido... gli occhi luminosi... grandi... Ci eravamo seduti l'uno di fronte all'altra. Lei ordin un gelato e io un frapp.

(Mira viene avanti e siede accanto a lui. Chiamando)

Cameriere?... Senta, cameriere... Un gelato di frutta misto alla signorina e un frapp al ribes per me.

Mira Goloso, eh?

Rupeo Molto. Vado matto per le torte, le creme, i pasticcini, i canditi, i croccanti... (Al pubblico) Forse non era che una forma d'infantilismo... Infatti ora che invecchio ritorno goloso... (A Mira) S'immagini, signorina, che mi reggevo appena sulle gambe e gi rubavo la marmellata alla mamma. Cose che i bambini al giorno d'oggi non fanno pi. Ora rubano vino... sigarette... liquori... Se ne fregano della marmellata.

Mira Io sono stata felice fino a cinque anni. Poi pap ci lasci e la mamma, che era ancora giovane, si rispos ed ebbe altri figli. Io mi sono sentita trascurata, infelice... Mi sono rinchiusa in me stessa e sono cresciuta sola, come... una incompresa.

Rupeo Capita spesso ai ragazzi...

Mira Ma mi succede anche oggi che sono una donna. Mi pare persino che la gente sia differente da me. I miei gusti, le mie idee, le mie speranze sono diverse da quelle degli altri. E il modo di sentire, poi... Quando ho fame o sete, penso: ma gli altri avranno fame o sete proprio come me?

Rupeo un'osservazione profonda. Gli altri... per gli altri il frapp al ribes avr lo stesso sapore che ha per me?

Mira E il sapore del rabarbaro? A molti non piace.

Rupeo E a lei?

Mira Nemmeno.

Rupeo Neppure a me. E il cavolo le piace?

Mira Non posso sopportarne nemmeno l'odore.

Rupeo Lo stesso effetto che fa a me.

Mira E gli spinaci all'agro?

Rupeo Mi piacciono.

Mira Anche a me.

Rupeo Il fritto di zucchine e carciofi?

Mira la mia passione.

Rupeo Anche la mia. E la cicoria?

Mira No.

Rupeo Il pollo al pomodoro? Ne vado pazzo.

Mira A me il pollo piace fatto in qualsiasi modo. E la cassata alla siciliana?

Rupeo S.

Mira Anche a me. Le piace il mare?

Rupeo Tanto. E anche la pioggia.

Mira Il vento, invece, no. Ma la neve cos bella... soffice... leggera...

Rupeo meravigliosa la neve.

Mira E l'inverno...

Rupeo E l'autunno...

Mira E la primavera...

Rupeo E l'estate... mi piacciono le quattro stagioni.

Mira Che bello! Ci rassomigliamo.

Rupeo Abbiamo gli stessi gusti. Siamo proprio due anime gemelle. (Al pubblico) Forse non eravamo completamente sinceri, ma che importa? Lei voleva piacere a me come io volevo piacere a lei. Un giorno lei dovette confessarmi che la cicoria non le spiaceva e io... che mi piaceva il cavolo... Ma era tutto un giuoco... Ci sentivamo attratti l'uno verso l'altra. Questa, la verit.

Mira Mi piacciono le mandorle, i cedri, le albicocche, gli alberi, la luce, il buio, il sole, l'universo...

Rupeo(al pubblico) E poi, forse, non capivamo nemmeno quello che ci dicevamo... Le parole non avevano importanza: erano suoni... Suoni che ci univano. Avremmo potuto anche dire parole senza senso... parole incomprensibili...

Mira Timbuctu caraco...

Rupeo Gluparamiticoto... munimarevestretci...

Mira Stacopatoscherula...

Rupeo(al pubblico) ... e sarebbe stata la stessa cosa. Che importanza potevano mai avere le parole? Ci guardavamo negli occhi... sorridevamo... E io scoprivo la vera ragione per cui ero venuto al mondo: per proteggerla, per renderla felice... per darle quello che non aveva mai avuto... Io mi sono innamorato per dare. Lei per avere.

(Si alzano e parlano entrambi al pubblico).

Mira In fondo la stessa cosa. (Indossa lo chemisier).

Rupeo No, non la stessa cosa. Lo sbaglio ecco dov': qui. (Indossa la giacca sportiva).

Mira Lui si innamorato per sentirsi forte, per sentirsi uomo. E io, permettendogli di proteggermi, lo facevo felice. Gli permettevo di soddisfare il suo orgoglio maschile. Io, invece, sono donna. Perci pensavo a me stessa...

Rupeo Lei si innamorata per egoismo.

Mira Ci si innamora sempre per egoismo.

Rupeo No. Io mi sono innamorato per generosit, per dare...

Mira Pu essere felicit dare, pu essere felicit ricevere. Ma si da o si riceve per sentirci felici. Sempre soltanto per far piacere a noi stessi: per egoismo. (S' rimessa a preparare la tavola. Riprendono pi forti di prima i rumori delle radioline e le voci dei vicini).

Rupeo Mi sono innamorato di lei per egoismo? Certo, mi sentivo felice amandola, ma... (Alza le spalle e torna alla sua sdraio) Che ora ?

Mira L'una e cinque.

Rupeo Sar meglio metterci a tavola.

Mira Appetito?

Rupeo Be', sento un po' di vuoto dentro..

Mira l'aria pura: apre lo stomaco.

Rupeo l'ossigeno.

Mira Ed anche l'azoto!

(Siedono entrambi a tavola).

Rupeo Buon appetito, Mira.

Mira Buon appetito, Rupeo. Per favore, vuoi essere cos gentile da stappare le birre?

Rupeo(stappa le birre) Mi passi un panino?

Mira Ecco, te lo preparo. Passami il burro.

Rupeo Se mi passi l'apriscatole, apro gli antipasti...

Mira Ecco, sul burro vuoi anche un'acciughina?

Rupeo Grazie. Dammi il bicchiere, ti verso la birra.

Mira Poco... cos. Questo prosciutto migliore di quello di domenica scorsa.

Rupeo Questo formaggio migliore di quello di domenica prossima.

Mira Vuoi la senape?

Rupeo S. Ti serve il sale?

Mira Piano col pepe. Riscalda.

Rupeo Ecco la scatola del tonno...

Mira Passami il piatto...

Rupeo Metti nel tuo...

Mira Va bene, tu prendi il mio, io prendo il tuo...

Rupeo Lasciami per la mia forchetta.

Mira Certo ti lascio la tua. Il bicchiere il mio?

Rupeo ... s, il tuo.

(Si mettono a mangiare) Secondo le pi recenti statistiche il mercato degli articoli sanitari in continuo aumento...

Mira Chiss se a Paolo il mal di denti passato.

Rupeo Gli articoli sanitari hanno un enorme avvenire nella vita moderna.

Mira Perch s' sposato quella donna? Non vuole il mio affetto... non vuole la mia tenerezza...

Rupeo Il mondo, in questo secolo, stato rivoluzionato dagli articoli sanitari. Nell'ottocento solo le teste coronate usavano il bidet...

Mira Oltretutto non mi pare nemmeno troppo sana come donna. Se lei morisse, Paolo, certo, ne soffrirebbe. Ma alla fine dovrebbe per forza rassegnarsi. E il bambino verrebbe affidato a me.

Rupeo Per bisogna stare attenti: andando di questo passo non arriveremo all'inflazione degli articoli sanitari?

Mira Per fortuna c' la beneficenza. La beneficenza una grande risorsa per l'umanit.

Rupeo Per fortuna c' l'umanit. L'umanit una grande fortuna per la beneficenza.

(Lunga pausa).

Mira Hai mangiato bene, Rupeo?

Rupeo Forse troppo.

Mira Io mi sento benissimo

(Si alzano dalle sedioline e siedono sulle sdraio).

Rupeo Prover a fare un sonnellino.

Mira Cercher anch'io di dormire.

(Si dnno un bacio sulle guancie ed entrambi chiudono gli occhi mentre cala la tela).


SECONDO TEMPO

(Mira e Rupeo sono seduti sui loro sgabelli da camping al riparo di una tettoietta di paglia. Piove. Si asciugano con un fazzoletto il viso e il capo).

Rupeo Almeno avessi portato un ombrello...

Mira E chi poteva prevedere questo tempo? Quando siamo partiti non c'era una nuvola..., c'era il sole...

Rupeo Appunto, avremmo potuto portarci un parasole. E sarebbe servito come parapioggia.

Mira Il tempo cos incostante...

Rupeo Del resto un po' di pioggia fa bene alla campagna.

Mira(romantica) Fa nascere i fiori...

Rupeo Per dannosa alle viti. la siccit che fa il vino buono.

Mira Domenica prossima porteremo le galoches, l'impermeabile e l'aspirina.

Rupeo E l'ombrello.

Mira Anche.

Rupeo Non c' niente di peggio di un raffreddore in questa stagione.

Mira Peggio ancora la febbre del fieno.

Rupeo Sfilati le scarpe, sono fradice.

Mira Asciugati i capelli, gocciolano.

Rupeo Un po' di whisky?

Mira Preferisco un po' di t. Per fortuna che ne ho portato un thermos pieno.

(Rupeo beve del whisky, Mira del t).

Rupeo Chiss quante domeniche di pioggia avremo, ora.

Mira L'estate sta per finire.

Rupeo Tra poco autunno.

Mira In autunno piove spesso.

Rupeo Dipende. A volte piove meno in autunno che in estate.

Mira Le stagioni non sono pi quelle di una volta.

Rupeo Questo discorso l'abbiamo gi fatto stamattina.

Mira(dopo un silenzio) Io adoro il sole.

Rupeo Ma non il caldo.

Mira Mi piace il caldo, quando non troppo caldo. Per tutto sommato, neppure il freddo mi dispiace.

Rupeo Quando non troppo freddo.

Mira(sognante) Ci sono regioni dove il clima sempre temperato.

Rupeo All'Equatore, invece, fa sempre caldo.

Mira E al Polo Nord fa sempre freddo.

Rupeo Anche al Polo Sud.

Mira Davvero?

Rupeo Certo.

Mira Curioso. Al Sud, di solito, fa sempre caldo.

Rupeo Ora con l'aria condizionata tutti possiamo avere la temperatura che preferiamo. In una casa dell'Equatore, dove fa caldo, pu fare pi freddo che in una casa del Polo Nord, dove fa freddo.

Mira Cos' il progresso!

Rupeo E in una casa del Polo Nord, dove fa freddo, pu fare pi caldo che in una casa dell'Equatore, dove fa caldo.

Mira L'Equatore in Africa?

Rupeo Anche.

Mira L'Africa il continente dell'avvenire.

Rupeo Anche l'Asia.

Mira Anche l'America.

Rupeo Forse. E l'Europa?

Mira Secondo gli americani l'Europa troppo vecchia.

Rupeo Non che l'Europa sia troppo vecchia, sono gli americani che sono troppo giovani.

Mira Per gran bei ragazzi gli americani.

Rupeo Sportivi.

Mira Atletici.

Rupeo Sani. Ben nutriti.

Mira E soprattutto... puliti.

Rupeo Peccato che bevano molto. (Beve il suo whisky).

Mira Gi. Bevono.

Rupeo Bevono tutto.

(Non hanno pi nulla da dirsi).

Mira(facendo uno sforzo per riprendere la conversazione) Io, una volta, ho conosciuto un americano astemio.

Rupeo Io, una volta, ho conosciuto una signora con un occhio blu e l'altro nero.

Mira E questo che significa?

Rupeo Nulla. Che l'umanit varia.

Mira La natura varia.

Rupeo Perci il mondo vario.

Mira Non ci sono regole.

Rupeo Ci sono regole, ma ci sono eccezioni.

Mira E le eccezioni confermano le regole.

Rupeo Lo si vede anche dalle statistiche.

Mira Io vorrei sapere, secondo le statistiche, quante statistiche occorrono di solito per fare una statistica.

(Sono esausti, non sanno pi di che parlare).

Rupeo Che ora ?

Mira Le tre e dieci.

Rupeo A che ora rientreremo?

Mira Alle cinque. Da un picnic non si torna mai prima delle cinque.

Rupeo E ora sono appena le tre e dieci. (Si alza e viene verso il pubblico) Una volta, la domenica, a quest'ora, facevamo la siesta. Ci svegliavamo alle cinque. La camera in penombra... noi due nel grande letto... i corpi vicini... fuori, la citt in riposo... Se aprivo gli occhi prima io, svegliavo Mira con un bacio...

Mira(viene anche lei verso il pubblico) Se, invece, ero io la prima a svegliarmi, restavo a guardare Rupeo che dormiva, senza osare di fare un movimento. Mi piaceva vederlo riposare sereno... ascoltare il suo caldo e regolare respiro... Poi, quando si svegliava...

Rupeo ...un lungo abbraccio... una tazza di caff... ed uscivamo per le strade... stretti, stretti... felici.

Mira Una felicit incantata... una felicit di vetro... Ma durata cos poco...

Rupeo Appena qualche anno.

Mira Meno... meno... Molto meno. Perch da quello stato di grazia in cui mi trovavo, un giorno, all'improvviso mi svegliai per ripiombare nel mondo... nella realt. E Rupeo mi apparve non l'uomo che credevo, l'uomo che avevo costruito nella felicit del mio sogno, ma l'uomo che lui era. Un uomo comune... egoista... superficiale... meschino... S, anche meschino. E cos mi apparve senza aureola... senza strascico... senza velluto...

Rupeo Io non so quando accadde tutto questo, n il perch. So soltanto che il modo di comportarsi di Mira nei miei riguardi cambi all'improvviso. L'amore s'era trasformato: niente pi passione, ma accettata abitudine, niente pi trasporto, ma passivit silenziosa, niente pi tenerezza, ma un gelo battagliero.

Mira Una sera in cui Rupeo tornava dall'ufficio, stanco come sempre... con le sue solite preoccupazioni di lavoro... con quell'aria di martire che gli piaceva cos tanto assumere...

(Rupeo fa un lungo giro attorno alla scena, si avvicina a Mira e la saluta come se rientrasse a casa. Si toglie la giacca e ringiovanisce. Mira s' tolta lo chemisier, riappare con un abito giovanile, sul quale s' allacciato un grembiulino da cucina).

Rupeo Ciao, tesoro, come stai?

Mira Una giornataccia. E tu?

Rupeo stata una giornataccia anche per me. Un brutto momento. Dobbiamo fermare la produzione. Non solo mancano le ordinazioni, ma ci arrivano disdette alle ordinazioni gi ricevute. I magazzini sono strapieni di roba, non sappiamo pi dove metterla. Non si vende. E all'orizzonte nessuna possibilit di schiarita.

Mira Un po' di pazienza e tutto si aggiuster.

Rupeo Ma che pazienza. Siamo in piena crisi. Gli articoli sanitari, in questo momento, nessuno li vuole pi.

Mira Certo, spiacevole, ma...

Rupeo Spiacevole? E tutto quello che sai dire che spiacevole ?

Mira E cosa vuoi che ti dica? Non posso ordinare io articoli sanitari per far cessare la crisi...

Rupeo Gi, questi problemi non ti interessano. Le grane toccano a noi uomini. Siamo noi che dobbiamo portare il peso di tutto.

Mira(cercando di evitare una discussione) Ma tu non devi prendertela cos. Hai una faccia... Su, tesoro, fammi un sorriso...

Rupeo In questo momento ho proprio voglia di sorridere! Ma gi, voi donne i nostri problemi, le nostre preoccupazioni, non le capite. Ve ne infischiate delle difficolt che abbiamo. Pur che continuiate a spendere il danaro che noi guadagniamo con tanta fatica... Voi non pensate ad altro...

Mira(al pubblico) Fu il primo colpo. Non solo non si era minimamente preoccupato di domandarmi perch anche la mia era stata una giornataccia, ma voleva solo comprensione per la sua. E mi veniva a dire che io me ne infischiavo dei suoi problemi... che a me bastava spendere il danaro che lui guadagnava... E diceva questo a me?! A me che ero economa in un modo... parsimoniosa al punto che rinunciavo a un vestito se costava troppo... che mi facevo una croce per non spendere... che amministravo la casa spendendo la met di quanto spendevano le mie amiche... a me che rinunciavo a tante cose per tirare avanti... che sgobbavo dalla mattina alla sera e per il mio silenzioso lavoro non avevo mai ricevuto una parola... un ringraziamento... una lode... Dovevo anche sentirmi offendere, ora...

Rupeo(che rimasto a guardare Mira) perfettamente inutile che mi guardi con quegli occhi spenti. Sono dentro ai guai fino al collo e tu non cerchi nemmeno di aiutarmi... Cosa fai tu per me?

Mira(al pubblico) Cosa facevo per lui? E osava anche domandarmelo?

Rupeo(a Mira) Io tutto il giorno in fabbrica a sgobbare duro, a farmi venire i capelli bianchi per cercare di uscire da una situazione difficile... dopo aver abbandonato tutti i miei ideali... rinunciato alle mie ambizioni letterarie...

Mira(al pubblico) Scriveva dei raccontini che erano una pena... Pensierini da liceale ripetente... Con certi errori di sintassi...

Rupeo(a Mira) E quando torno a casa devo sentirmi dire da mia moglie di non pensare ai miei guai... di farle un bel sorriso. Ma io non posso sorridere. Ho voglia di piangere, io!

Mira(al pubblico) Il tipico vittimismo maschile. Perch gli uomini sono cos, sempre, devono farsi compatire a tutti i costi!

Rupeo(a Mira) Ma cosa pretendi? Che quando torno a casa mi metta a ballare per la contentezza?

Mira(al pubblico) In un altro momento io sarei passata sopra a tutte quelle sciocchezze che diceva... al suo pianto greco... alla sua smania di essere compatito e confortato sempre. Ma quella non era una sera come le altre. (Si rivolge a Rupeo e con dolcezza) Vedi, Rupeo, anch'io, oggi, ho avuto una giornataccia, come dici tu. E non vedevo l'ora che tu tornassi a casa per confidarmi... per sfogarmi un poco...

Rupeo Perch? cosa ti successo?

Mira Non lo so... ho dei giramenti di testa... delle fitte per tutto il corpo... un malessere generale...

Rupeo Voi donne avete sempre un qualche bub. Tutti i giorni!

Mira(al pubblico) L'avesse avuto lui il bub che avevo io... ero incinta; ecco cos'era il mio bub. (A Rupeo) Oltretutto ho anche avuto una scenata con la donna: l'ho dovuta licenziare su due piedi, quella matta. Perci sono stata costretta a fare io tutto il lavoro di casa... Lavare... stirare... fare le pulizie...

Rupeo L'hai licenziata? Anche questa? ma come mai le donne di servizio tu non le sai tenere?

Mira Non che non le sappia tenere. Le ho fatto una osservazione e lei per tutta risposta mi ha detto che ero una cretina. Capirai...

Rupeo E tu potevi evitare di farle un'osservazione. (Pausa) Cosa c' da mangiare, stasera?

Mira Per primo minestrina, per secondo il lesso di stamane...

Rupeo Sai che odio il lesso e tu me lo fai due volte in un giorno.

Mira Se avanza mica posso buttarlo, no? Ti ho fatto anche la salsetta verde che ti piace tanto...

Rupeo A te non riesce. Mia madre s che sapeva farla lei, quella salsetta.

(Mira ha un giramento di testa e si appoggia a una sedia) Che c'?

Mira Un giramento di testa.

Rupeo Sapessi quanti ne ho io durante il giorno.

Mira Non normale che tu abbia dei giramenti di testa. Dovresti farti visitare da un bravo medico...

Rupeo Buona, questa. Vado a perdere tempo dai medici. Quelli non capiscono niente, perci ti fanno fare analisi su analisi e ti mandano avanti per settimane intere. Sto benissimo. I miei sono disturbi che passano. Basta non dargli importanza. Stupidaggini che lasciano il tempo che trovano.

Mira Lavori tutto il giorno, non riposi mai. Ora con la primavera... se facessi una buona cura ricostituente...

Rupeo Bistecche al sangue, altro che medicine. Bistecche al sangue invece del lesso.

Mira(al pubblico) Di me non gl'importava nulla. Stavo male... mi sentivo svenire... lui se ne infischiava. La colpa era mia: non sapevo sopportare nemmeno un malessere trascurabile. Il fastidio che mi dava questa sua ostentata ed ipocrita superiorit maschile. (A Rupeo) Ti spiace servirti da solo?

Rupeo Perch?

Mira Te l'ho detto: non mi sento bene. Una nausea dietro l'altra. (Trovando finalmente il coraggio di parlare) tutto il giorno che ci penso, Rupeo. Questa volta credo proprio di essere incinta.

Rupeo Perch meravigliarsene? Dal momento che tutte le sere andiamo a letto e facciamo l'amore...

Mira(al pubblico) Detto cos e in quel momento, la frase mi suon come un insulto.

Rupeo(a Mira) Perch mi guardi a quel modo?

Mira(dominandosi) Tu... tu... saresti contento di avere un bambino?

Rupeo Be' con la crisi che stanno attraversando gli articoli sanitari, non sarebbe questo il momento pi indicato. Ma ad ogni modo...

Mira Se sono in stato interessante...

Rupeo Da quando siamo sposati ogni mese sei sicura di essere incinta. Poi si tratta sempre di un falso allarme. Creder che aspetti un bambino quando ti vedr con la pancia. (Siede e comincia a mangiare).

Mira(viene avanti perso il pubblico) Non soltanto era gretto e meschino, ma anche volgare. Di quel tipo di volgarit propriamente maschile e che cos offensiva per noi donne. Io ero l, davanti a lui: la casa era ordinata e pulita, avevo preparato la tavola con cura, come sempre, gli avevo preparata la salsa verde, anche se mi sentivo male... e lui non aveva una parola affettuosa per me... non un gesto di tenerezza... non un segno d'amore. Facevo il mio dovere, ma lui mi aveva sposato per servirlo; tutto gli era dovuto. Non capiva nemmeno la mia commozione per quella piccola vita che gi mi pareva di sentire palpitare dentro di me... Pensava solo a se stesso, ai suoi diritti di uomo, alla crisi degli articoli sanitari. E io, nelle condizioni in cui ero, avrei dovuto anche consolarlo... sedermi sulle sue ginocchia... distendergli le rughe con una carezza... dissipare il suo malumore coi miei sorrisi... compatirlo... dimenticare le mie giuste e meravigliose trepidazioni per interessarmi solo alla sua persona. Ed alla fine l'amplesso nel grande letto matrimoniale, perch il signore dimenticasse tutti i suoi guai: ecco cosa voleva da me l'uomo che avevo sposato. Ecco cosa intendeva lui per amore. Ma a me lui cosa dava?

Rupeo(si alza e viene verso il pubblico) Non sono affatto sicuro di essere stato cos sgradevole con lei quella sera. Per... pu darsi: ero nervoso... seccato. La fabbrichetta, che mi aveva lasciato mio padre, non era ancora la fiorente industria di oggi. Mi costava fatica rimetterla in sesto, avviarla... Perci tornavo a casa affaticato, avvilito. Mi aspettavo di essere compatito... consolato... Ero sicuro che, appena entrato in casa, Mira mi sarebbe venuta incontro sorridendo... mi sarebbe saltata sulle ginocchia... un bacio... un altro bacio... Ero un uomo di trent'anni, andiamo, era logico che m'aspettassi anche quella forma di consolazione! Perci accorgermi che non avrei avuto quella sera nemmeno quel poco... diciamo cos... di abbandono-mi rendeva ancora pi nervoso. E oltretutto ero completamente impreparato alla notizia della sua incipiente maternit. Erano mesi che mi sentivo ogni mese puntualmente ripetere Credo proprio di essere incinta... questa volta ci siamo veramente... che non potevo, sul momento, commuovermi... Ammetto anche di avere usato delle espressioni poco felici. Ma quella era una serata... nata male, ecco. In generale sono sempre stato affettuoso con Mira, comprensivo... Ricordo che quando il medico mi conferm che aspettava un bambino, mi sentii l'uomo pi felice del mondo. Mi misi persino a piangere... (A Mira) Negalo, se puoi.

Mira Non lo nego. (Al pubblico) Ma, ormai, quello che doveva succedere era purtroppo accaduto. M'era caduta la benda dagli occhi. Mezz'ora prima credevo ancora di essere appassionatamente innamorata di lui. Ora sentivo di non amarlo pi. Lo guardavo come un estraneo, come se nulla tra me e lui fosse successo. Mi stupiva pensare di avergli dedicato ogni momento della mia vita. Ma perch? Non sentivo pi nulla per Rupeo, nulla. Ora pensavo alla piccola creatura che doveva nascere sulla quale avevo gi riversato ogni mio affetto. Era lei che contava, ora. L'amore per Rupeo era scomparso. Volatilizzato. Irrimediabilmente finito.

Rupeo(al pubblico) Comodo! Ora che io avevo assolto il mio compito, Mira poteva anche fare a meno di me.

Mira(al pubblico) Non si tratta di questo. Ma non aveva capito la mia dedizione. Mi aveva offesa.

Rupeo(al pubblico) Le donne non capiscono che non possiamo sempre stare in adorazione davanti a loro. Abbiamo anche altre cose a cui pensare. E molto importanti, anche. Dobbiamo mantenere la famiglia. (Con uno scatto) E poi noi delle donne li accettiamo i difetti? Ebbene, loro accettino anche i nostri, ci prendano come siamo.

Mira(al pubblico) I difetti? Ma certo, li accettiamo. Ne abbiamo tutti di difetti... Ma il modo assurdo che hanno gli uomini di pensare... la loro assoluta mancanza di senso pratico... di ogni logica pi elementare... (Rupeo torna a sedere sulla sua sedia) Anche quella sera, ricordo... se ne stava seduto pensieroso, sembrava assorto in chiss quali meditazioni, quando a un tratto... (Va a sedere al suo posto, accanto a Rupeo).

Rupeo Bisogner prendere la decisione di cambiar casa. In questo buco non mi ci posso pi vedere.

Mira(piena di speranza) Per quando nascer il bambino?

Rupeo Che c'entra il bambino? Questa casa piccola, scomoda, lontana dal centro... Ho visto oggi, per caso, un villino che sembra fatto apposta per noi: grande, con tutti i comforts... un salone che non finisce pi... due bagni... un giardino...

Mira(al pubblico) E con la crisi che stava attraversando il mercato degli articoli sanitari... con le spese che sarebbero aumentate con la nascita del bambino... proprio nel momento pi difficile della nostra vita in comune... lui veniva fuori con i suoi sogni di grandiosit, con la sua megalomania: la villa. Sentivo di odiarlo.

Rupeo E anche il nostro macinino bisogner cambiarlo. Ci vuole una buona macchina, robusta, solida, vistosa...

Mira E ti pare proprio il momento pi opportuno, questo, per fare una spesa del genere?

Rupeo E perch no? Nella vita bisogna avere coraggio. Guai a lasciarsi abbattere, cara mia. Audaces fortuna juvat. La fortuna aiuta gli audaci.

Mira(al pubblico) E due minuti dopo, perch gli avevo detto di essermi comprata un paio di scarpe...

Rupeo Mi domando che cosa ti sia saltato in testa. Con tutte le scarpe che hai. Sai che ci troviamo in un momento difficile... che non abbiamo soldi... E, poi, ci sono altre cose ben pi importanti da comprare, altro che le scarpe!

Mira Gi, la macchina...

Rupeo(al pubblico) Ma la machina... la villa... erano sogni. Sogni che in quel momento mi aiutavano... Le scarpe, invece, erano una realt meschina... insulsa. Ma lei non lo capiva.

Mira(al pubblico) Non che non lo capissi, ma mi faceva rabbia, ecco, una rabbia feroce. Perch guardavo quell'uomo che mi stava vicino e non trovavo pi nulla in lui che mi piacesse. Rupeo non era pi Rupeo. Era un uomo qual-siasi, che non conoscevo e che, soprattutto, non stimavo.

Rupeo Stamattina m'hai fatto uscire senza fazzoletto...

Mira Sai in quale cassetto sono i fazzoletti. Avresti potuto prendertene uno...

Rupeo Ma se tu non ti occupi nemmeno di prepararmi il fazzoletto alla mattina, allora... (Si mette a mangiare).

Mira(al pubblico) Con che coraggio mi diceva queste cose... E con che tono! (Osserva Rupeo che sta mangiando) Ora, guardandolo, mi pareva disgustoso anche il suo modo di mangiare. Possibile che non lo avessi mai notato? Ogni volta che si metteva in bocca un boccone, prima masticava, poi, prima di inghiottire... allungava le labbra, come una bestia. (A Rupeo) Hai un curioso modo di mangiare...

Rupeo Io? perch?

Mira Fai certe smorfie prima di mandare gi un boccone...

Rupeo il mio modo di mangiare. Cosa ti prende, stasera?

Mira(al pubblico) Tutto di lui mi dava fastidio. Come parlava... come guardava... Avevo sempre creduto che Rupeo avesse dei begli occhi. Macch! Aveva degli occhi grandi, ma vuoti, senza espressione. E mentre mangiava, sudava sempre. Mi venne in mente all'improvviso che, anche nell'intimit, sudava... E che disgusto quelle sue mani molli, sempre un poco umi-dicce...

Rupeo(al pubblico) E cos Mira si allontan da me. (Viene avanti, mentre Mira rimane sotto la tettoia) Io non lo notai subito. Attribuivo quel suo cambiamento alla gravidanza che trasforma sempre il carattere di una donna. Noi uomini siamo cos tardi a capire... cos ingenui... siamo sempre vittime della nostra buona fede. Perci non sospettai neppure che i sentimenti di Mira verso di me fossero cambiati. Avevo cos fiducia in lei, ero cos sicuro del suo amore... Era diventata pi fredda, pi riservata, meno espansiva... Pazienza, mi dicevo. Cercavo di non far caso... di non lamentarmene... Poco per volta mi abituai persino a quel suo strano modo di fare. Continuavo a volerle bene, per abitudine, forse, ma Mira era per me la sola donna che esistesse al mondo, non pensavo nemmeno a tradirla. Il bambino, intanto era nato, cominciava a sgambettare... correva per la casa portando in ogni angolo la sua gioia di vivere... Mira, gelosa come una leonessa, era perfetta: una madre esemplare. (Compie un'azione attorno alla scena come per rientrare in casa).

Mira(appena lo vede, lo ferma con un gesto) Fai piano: dorme.

Rupeo Vado a dargli un bacino.

Mira Bravo, cos lo svegli. La fatica che ho fatto per farlo dormire... Sono stanca morta. Perch Paolino di una vivacit... Un bambino straordinario. Ma quanto d da fare: gli ho fatto il bagno... l'ho incipriato... profumato... Era cos carino con quel pigiammo nuovo... Ho impiegato pi di un'ora per farlo mangiare... Poi gli ho fatto fare quattro salti perch digerisse e finalmente a letto. Saranno cinque minuti che si addormentato. Ho un mal di schiena...

Rupeo Esageri ad occuparti cos del bambino. Potresti lasciare fare alla donna...

Mira No, preferisco starci io, con mio figlio. E poi... mi diverte.

Rupeo Volevo telefonarti. Pensavo di andare a cena fuori con te...

Mira Perch?

Rupeo Oggi il 12 settembre.

Mira E con questo?

Rupeo Non ricordi cosa successo il 12 settembre?

Mira No.

Rupeo Ci siamo conosciuti.

Mira(senza entusiasmo) Davvero?

Rupeo Mi sarebbe piaciuto festeggiare questo giorno con un buon pranzetto e una bottiglia di champagne. Noi due, soli, soli. da parecchio che non passiamo pi una serata insieme...

Mira Siamo stati al cinema l'altra sera...

Rupeo Non la stessa cosa. Mi piacerebbe uscire con te, come facevamo una volta, ricordi?

Mira Meglio di no. Se il bambino si sveglia...

Rupeo C' la donna. Quando andiamo al cinema, allora...

Mira Quando andiamo al cinema un'altra cosa. E, poi, che senso ha, ormai, andare in giro a fare la coppietta? Ogni frutto ha la sua stagione.

Rupeo Appunto. E la nostra stagione proprio questa.

Mira(secca) Sbagli. passata, invece. E da parecchio, anche.

Rupeo Passata? (al pubblico) Fu il primo colpo. Guardai Mira smarrito. Di fronte avevo una donna fredda, ostile, che discuteva con me con una sua logica precisa, staccata, senza lasciar posto al sentimento. La voce aspra, dura, gli occhi... senza dolcezza...

Mira Lo sai benissimo anche tu, del resto. Sbrigati e mettiti a tavola.

Rupeo Scusa, Mira, forse non ho capito bene: hai detto che...

Mira Hai capito benissimo, invece. Su, non farla tanto lunga. Lo sai anche tu che non c' nessuna ragione per andare in giro a festeggiare. Festeggiare che? E poi... ci annoieremmo soltanto. E per te sarebbe un'altra delusione.

Rupeo E per te no?

Mira No, certo. Perch io di illusioni, non ne ho pi. Almeno per quello che riguarda noi due.

Rupeo Perch? Cosa ti ho fatto?

Mira Nulla. Cosa vuoi avermi fatto? Non mi hai preso a schiaffi, n a bottigliate. Siamo cambiati, ecco tutto. Il tempo passa. Cambiano tutti. Siamo cambiati anche noi.

Rupeo Sarai cambiata tu, perch io...

Mira Tutti e due, Rupeo, tutti e due.

Rupeo Spiegati: cosa vuoi dire?

Mira Che l'amore passato. Un capitolo chiuso.

Rupeo Non lo dirai sul serio, spero...

Mira Ma certo, tesoro. Forse tu sei troppo orgoglioso per ammetterlo. O non lo ammetti perch ti piace illuderti. Ma io sono chiara, soprattutto con me stessa.

Rupeo(al pubblico) Io non l'amavo pi? E non me n'ero mai accorto? Ma no... andiamo mi pareva ridicolo. Ma se non pensavo che a lei... se non vivevo che per lei...

Mira(al pubblico) La superficialit degli uomini. Credono che l'amore, una volta raggiunto, debba durare tutta la vita. Come un quadro che, appeso una volta alla parete, non lo si sposta pi. Come un orologio a pendolo, che basta caricarlo una volta ogni tanto, perch quello vada avanti tranquillo con il suo tic tac. Sono convinti che l'amore debba essere eterno, senza scosse, senza mutamenti solo perch si ha una casa in comune, un figlio in comune, un dentifricio in comune...

Rupeo(al pubblico) La guardavo ed era come se la vedessi per la prima volta. Una donna cos differente da quella che credevo io... Che cosa ci legava? Nulla. Cosa sentivo per lei? Nulla. Mi sentivo come svuotato. Avevamo in comune solo qualche ricordo. Ma i ricordi avevano lo stesso valore... la stessa importanza per lei e per me? Cominciavo a dubitarne, dal momento che ci eravamo cos allontanati... Adesso cominciavo a capire i nostri rapporti cos mutati... le nostre confidenze ora piene di riserve... le notti ormai tranquille... i nostri pensieri che correvano su binari troppo diversi...

Mira(al pubblico) Forse se quella sera non glielo avessi fatto capire cos chiaramente, Rupeo avrebbe continuato a vivere con me convinto di amarmi.

Rupeo(rivolgendosi a Mira, con violenza) Sarebbe stato meglio che non me lo avessi mai fatto capire!

Mira(a Rupeo, con voce seria) Viviamo in una realt precisa, non in una favola.

Rupeo Ma aver scoperto quella realt per me stata una tragedia!

Mira E non lo stato anche per me, quando me ne sono accorta? non ne ho sofferto anch'io?

Rupeo Ma io mi sarei continuato ad illudere che tu...

Mira(troncando) E, in seguito, hai continuato ad illuderti. Ma non pi con me.

(Accompagnato da un facile motivo musicale entra un manichino snodabile di donna nuda, rosa, bellissima, e si avvicina a Rupeo).

Rupeo Certo che mi sono illuso. Come ho potuto. Del resto il mondo pieno di donne.

Mira(indicando il manichino) Ma per quella avevi perso proprio la testa.

Rupeo(alza le spalle) Era cos carina...

Mira E stupida.

Rupeo Ma carina.

Mira(al pubblico) Quando l'ho saputo, non ne ho sofferto. Anzi devo confessare che mi ha fatto piacere. La notte Rupeo rientrava tardi, in punta di piedi, preoccupato che mi potessi svegliare. S'infilava nel letto con mille precauzioni, rispettando il mio riposo e, dopo cinque minuti, lo sentivo russare. Qualche volta l'osservavo mentre dormiva: sorrideva sempre. Certo, sognava di lei... perch aveva un'espressione cos beata, cos soddisfatta... Mi domandavo: possibile che i loro incontri possano essere cos sconvolgenti... cos fantasiosi?

Rupeo(al manichino) Quanto bene mi vuoi? No... (fa sedere il manichino sulle sue ginocchia)... mi piace sentirmelo dire. Vieni qui. Metti la testa sulla mia spalla e dimmi che mi vuoi bene. Ripetimi: ti voglio bene... ti voglio bene... ti voglio bene...

Mira(al pubblico) Ecco cosa sono gli uomini: specchi. Il loro amore soltanto un riflesso del nostro. Ci amano se noi li amiamo. Noi non li amiamo pi? Loro smettono di amarci. Non s'innamorano di noi, ma amano soltanto la loro vanit, il loro orgoglio. Se io fossi stata pi astuta e meno onesta, se appena avessi finto con lui, come fanno tante donne, Rupeo non mi avrebbe mai tradito e avrebbe creduto che il nostro amore fosse ancora forte e verde come il primo giorno.

Rupeo(al manichino) ... Anch'io... Ti amo tanto. Tanto, come grande il mondo. No... questa sera non posso. Cosa dico a mia moglie?... La prossima settimana, te lo prometto. Devo stare attento... Mia moglie cos sospettosa...

(Mira fa un'azione mimica di commento. Al manichino)

Con mia moglie? (Scoppia a ridere)... No, tesoro, non c' pi niente... Quasi niente... Com' lei?... be', una donna arida. No, cattiva no: sgradevole... Eh, s, ne ho sofferto. E molto, anche. Poi ho cercato di darle sempre ragione, di non litigare pi... tanto... ormai cosa vuoi che me n'importi di quella pazza?

Mira(al pubblico) Perch cos sono gli uomini: con le loro amanti, appena possono, parlano male di noi. Anche per questo ci tradiscono.

Rupeo(al manichino) Con te, invece... una pace... un riposo... Perch con te amore vero, capisci? Tu sola mi vuoi bene... tu sola sai capirmi... Quando c' l'amore, la vita tutta un'altra cosa. Io, poi... sono pronto a tutto... sono capace a mille rinunce, pur di avere per me un po' d'amore... Proprio cos, non pretendo molto dalla vita. Mi accontento di cos poco...

Mira(al pubblico) Di troppo poco. Infatti la bellona, mentre una notte andava alla ricerca di adoratori, fu presa in una retata...

(Il manichino si alza dalle ginocchia di Rupeo).

Rupeo(al manichino) Non t'avrei mai creduta capace di un'azione come questa. Mai!

(Il manichino si allontana, sparisce, e con lei il motivo musicale).

Mira(al pubblico) Ritorn a me come un cane bastonato. Ma cosa potevo ormai fare io per lui? Nulla. L'ho ricevuto qualche volta disperato tra le mie braccia; ma lui in me cercava quell'altra. E ho finto di non accorgermi di nulla. Tanto... ormai la mia vita aveva un senso preciso: avevo mio figlio e questo mi bastava. Paolo cresceva bene... Cos forte... intelligente... studioso...

Rupeo(al pubblico) ... E cos poco mio... Non che non mi volesse bene. Ma era carino con me, solo quando io lo ero con lui.

Mira(al pubblico) Un uomo anche lui. Come suo padre.

Rupeo(al pubblico, mentre va a sedere, come all'inizio, sulla sua sedia, dopo essersi messo la giacca) Il suo affetto dovevo comprarmelo continuamente... Con dolci... giocattoli... soldi... (S' seduto e si assopisce).

Mira(rimettendosi il suo chemisier scuro, al pubblico) La nostra vita coniugale era arrivata a un punto morto. Avevamo raggiunto un equilibrio, quasi un'armonia. In quel periodo decidemmo anche di dividere i letti, con la scusa che io ero molto nervosa e soffrivo d'insonnia. E anche questo serv a semplificare i nostri rapporti. (Torna alla sua sedia e sfoglia un giornale. Voci e musiche lontano. A Rupeo, svegliandolo) Ehi... ti sei addormentato?

Rupeo(scuotendosi) Mi ero un poco assopito...

Mira Sono quasi le cinque. ora di tornare.

Rupeo Ha smesso di piovere?

Mira S.

Rupeo(alzandosi gli esce un lamento) Ahi!

Mira Che c'?

Rupeo Un dolore... qui, alle reni. Dev'essere l'umidit.

Mira Gi. Bisogna stare attenti ai reumatismi, ora con l'autunno. (Mette in ordine ed ammucchia la roba).

(Sparisce la tettoia e riappare la macchina. Mira e Rupeo caricano sulla macchina tutta la roba da camping rimasta ancora fuori).

Rupeo Hai dormito anche tu?

Mira No. Ho dato una scorsa ai giornali.

Rupeo Hai letto di quel vecchio strangolato da una suora travestita da frate?

Mira Era una falsa suora.

Rupeo E naturalmente un falso frate.

Mira Che ne dici di quel novantottenne che si risposato?

Rupeo Roba da matti!

Mira Il figlio della principessa lo chiameranno Clodovaldo. Che razza di nome.

Rupeo Meno male che nato. Ora smetteranno di parlarne.

Mira Figurati. Ora ci sar il battesimo. Chiss che cerimonia! La faranno vedere anche in televisione...

Rupeo Poi ci sar il matrimonio della zia...

Mira La regina d'Inghilterra non sar presente alle nozze, l'ho letto proprio oggi.

Rupeo Come mai? in lutto?

Mira No, perch non approva quel matrimonio. Il nome di lui non nemmeno scritto sul libro del Gotha...

Rupeo Cio?

Mira Non di sangue reale, non neppure nobile.

Rupeo Sua madre non era arciduchessa?

Mira In prime nozze non conta. Poi ha sposato un industriale americano e ha perso il titolo. E poi lui... fa l'attore.

Rupeo Che cattivo gusto. Farsi fotografare in slip in piscina. Peloso com'.

Mira Ma un gran bel ragazzo.

Rupeo Ma l'ostentazione della piscina...

Mira Ormai ce l'hanno tutti.

Rupeo Persino quell'attricetta da quattro soldi che abbiamo conosciuto la settimana scorsa.

Mira Con quello che guadagnano i cinematografari, oggi...

Rupeo Milioni e milioni per un filmetto...

Mira Si fanno delle case che dentro sono un orrore.

Rupeo Per hanno certi mobili...

Mira Hai letto la puntata del memoriale del generale?

Rupeo Che mostro!

Mira E mica lo arrestano.

(Salgono in macchina).

Rupeo Invece di metterlo al muro. E poi mettono dentro una vecchia perch ha rubato una pagnottella. (Mette in moto la macchina).

(Rumore del traffico).

Mira Jim mica la scampa, ne sono sicura.

Rupeo Jim?

Mira Quel negro che hanno condannato alla sedia elettrica.

Rupeo Sempre meglio la sedia elettrica che la ghigliottina.

Mira E della forca.

Rupeo E della camera a gas.

Mira Mi pare pi umano, tutto sommato, il plotone di esecuzione.

Rupeo Come fanno di l ? Non credere, per, che di l sia meglio.

Mira Non bisogna poi prendere per oro colato tutto quello che dice la propaganda...

Rupeo Per hai sentito anche tu quello che raccontano le persone che ci sono state...

Mira Gente con due facce. Quando di l, dice una cosa; quando di qua, ne dice un'altra.

Rupeo Scusa, ma a te piacerebbe che di qua ci fossero quelli di l a comandare?

Mira E tu pensi che a quelli di l piacerebbe avere questi a comandare?

Rupeo Questi, in che senso?

Mira Questi che sono da noi: questi di qua.

Rupeo Precisiamo: perch anche di qua ci sono di quelli che vorrebbero essere di l.

Mira Certo. E anche di l ci saranno sicuramente di quelli che vorrebbero essere di qua.

Rupeo Per se tutti quelli di l che preferirebbero essere di qua, venissero di qua, e tutti quelli di qua che preferirebbero essere di l, andassero di l, non credi che le cose andrebbero meglio di qua e di l?

Mira Non credo affatto.

Rupeo Perch?

Mira Scoppierebbe subito la guerra.

Rupeo Dici?

Mira Certo, perch tutti quelli di qua vorrebbero che tutto il mondo fosse di qua, mentre quelli di l vorrebbero logicamente che tutto il mondo fosse di l.

Rupeo Gi. E finirebbe che non ci sarebbe pi n di qua, n di l.

Mira(con un grido) Attento!

Rupeo Maledetti ciclisti!

Mira Ma non proibito ai camions circolare di domenica?

Rupeo Quello non un camion, ma un torpedone.

Mira E non la stessa cosa?

Rupeo No. I camions trasportano materiale, i torpedoni trasportano persone.

Mira E questo che significa? Si tratta sempre di mezzi di trasporto piuttosto ingombranti.

Rupeo Il guaio che ci sono troppe macchine!

Mira E troppo poche strade.

Rupeo E poi questa smania di correre...

Mira La smania della velocit. (Pausa) Chiss oggi Paolo che cosa ha fatto. Lo avranno portato fuori il bambino?

Rupeo Domani Consiglio di amministrazione.

Mira Non gli fanno respirare mai una boccata d'aria, povera creatura.

Rupeo E quel Gastaldi capacissimo di non arrivare nemmeno domani. Cos dobbiamo rimandare un'altra volta il Consiglio, come gioved scorso.

Mira Gioved? Quanto tempo manca a gioved? Solo tre giorni. Faremo a tempo con le tavole imbandite?

Rupeo Certo, un peccato che se ne sia andato cos quel povero Ciabotti. Un uomo tanto serio...

Mira Domani mattina mi alzo presto e vado per l'argenteria. A me la prestano sicuramente.

Rupeo Non era pi un giovanotto, lo so. Aveva sessantadue anni. Ma se li portava molto bene.

Mira Anche per la cristalleria andr io. Altrimenti non la prestano.

Rupeo Per... sessantadue anni... Io ne ho gi cinquantacinque...

Mira Meglio le pizze che i panini. Si vendono meglio e s'incassa di pi. Nei panini ci vuole il prosciutto che cos caro...

Rupeo Cinquantacinque anni. Ho gi cinquantacinque anni. Non sono vecchio, ma non sono neppure pi un giovanotto...

Mira E poi le pizzette si comprano bell'e fatte.

Rupeo Mi fanno una rabbia quei ragazzetti di sedici, diciassette anni... Come si fa ad avere sedici, diciassette anni?

Mira Per queste manifestazioni portano via troppo tempo. Potessi dare le dimissioni da presidentessa...

Rupeo Per loro un uomo di cinquantacinque anni gi vecchio. Cretini! Possiamo dare tanti di quei punti a quegli stupidelli...

Mira Certo che posso dare le dimissioni. Perch no?

Rupeo Per, anche a me, quand'ero ragazzo, un uomo di cinquantacinque anni mi sembrava vecchio... Perch, vediamo un po': quanti me ne potranno ancora rimanere? trenta? venti? Il povero Ciabotti se ne andato a sessantadue. Brrr!

Mira Infila il corso: arriviamo prima.

Rupeo Come dici?

Mira Se prendi il corso arriviamo prima.

Rupeo Non posso: direzione vietata. Ieri si passava, oggi non pi. Cambiano sempre.

Mira La domenica la citt si svuota.

Rupeo Tutti fuori. Non c' nessuno in giro.

Mira Per dopo aver passato una giornata fuori, fa piacere tornare a casa.

Rupeo Cinquantacinque anni! Come sono passati in fretta!

Mira Guarda... puoi parcheggiare davanti al portone... C' posto.

Rupeo Che miracolo. Su, scendi svelta.

(Scendono dalla macchina e la macchina sparisce. Mira e Rupeo fanno un giro attorno alla scena, sulla quale riappare il soggiorno dell'inizio. Mira e Rupeo rientrano in casa).

Rupeo(si toglie la giacca e indossa la vestaglia, poi siede su di una poltrona) Mira?

Mira(si mette una sciarpa e siede anche lei) S?

Rupeo Quanti anni hai?

Mira Lo sai: cinquantadue. Perch?

Rupeo Per, anche tu i tuoi anni, ce li hai.

Mira Sempre tre meno di te.

Rupeo Hai mai pensato che tra poco saremo vecchi?

Mira A me la vecchiaia non fa paura.

Rupeo Neppure a me, figurati. ( diventato di cattivo umore).

Mira Oggi ho letto sul giornale che morta una mia compagna di scuola, Bruna Tossini. L'avevo persa completamente di vista. Non riesco nemmeno pi a ricordarmi che faccia avesse. Eppure eravamo cos amiche, una volta...

Rupeo La quantit di gente che se ne va in questo periodo...

Mira La vita passa per tutti...

Rupeo C' troppa gente che non cura abbastanza la propria salute...

Mira Di' piuttosto che dobbiamo darci il cambio. Leggevo su una rivista che nascono 180 bambini al minuto. Oppure 1800?

Rupeo Si vede che nonostante tutto, si continua a fare l'amore.

Mira Il mondo perci non andr mai alla fine.

Rupeo Mira?

Mira S?

Rupeo Non potresti prepararmi qualcosa di caldo?

Mira Perch? Non ti senti bene?

Rupeo Mi sento qualcosa sullo stomaco. Forse non ho digerito. Subito dopo mangiato quella corsa che abbiamo fatto per ripararci dalla pioggia. E poi l'umidit...

Mira Mi riposo due minuti e vado a scaldarti un po' di brodo...

Rupeo Grazie. Ho come dei brividi di freddo...

Mira Per, una giornata all'aria aperta e si torna a casa... stanchi... ubriachi.

Rupeo Mentre una volta, invece, si tornava, con una carica tale di energia...

Mira Una volta!

Rupeo Di' un po': com'ero a vent'anni?

Mira Non lo so. Ti ho conosciuto a venticinque.

Rupeo Non credo di essere poi molto cambiato da quand'ero giovane, non ti pare, Mira?

Mira Io s. Sono cambiata...

Rupeo Dovrei fare un po' di sport. Riprendere il tennis. Ma dove lo trovo, il tempo? Se giocassi a tennis mi andrebbe via questo po' di pancia...

Mira Io dovrei riprendere i massaggi: mi facevano cos bene...

Rupeo Fatti pure i massaggi. Pur che non ti ritinga i capelli di quell'orribile colore dell'altra volta.

(Mira si alza di scatto ed esce).

(Al pubblico) Io sul momento non ci avevo trovato niente di strano sul fatto che si fosse tinta i capelli. Il colore, questo s, mi pareva un poco azzardato, ma lei a dirmi che ora andava di moda cos... Certo per che quella sera che me la trovai davanti con i capelli platinati e un vestito rosso fuoco, la guardai esterrefatto. Non che stesse male, intendiamoci, ma era un'altra. Prendeva persino un'aria equivoca, che lei, povera Mira, non aveva mai avuto. Una di quelle vecchie che si vogliono ringiovanire a tutti i costi. Nostro figlio si era sposato da poco e la nostra vita scorreva abbastanza serena. Litigavamo di meno, ci confidavamo di pi. O almeno... cos mi pareva. Io continuavo a concedermi qualche capriccio, una volta ogni tanto. Ma niente d'impegnativo, intendiamoci. Se mi capitava a tiro un'occasione, non la mandavo a un altro. Ma una volta e via. Niente relazioni. Anzi, queste avventure si verificavano ormai sempre pi di rado. Di questi tradimenti non sentivo alcun rimorso. Era un peccato ormai da tempo entrato nel giro delle mie abitudini. La fabbrica era avviatissima, guadagnavo bene, perci mi concedevo qualche distrazione...

Mira (torna in scena con una vistosa acconciatura biondo-platino ed un vestito sfacciatamente rosso. molto truccata, quasi irriconoscibile. Ha sul volto un'espressione dolorosa che contrasta col vestito e col trucco. Viene avanti e al pubblico) Rupeo non ha mai capito nulla di me. Mai. Neppure quella volta. Non riusciva neanche ad immaginare cosa avesse voluto dire per me il matrimonio di Paolo... Quanto avessi sofferto vedendomelo andar via di casa... Perch avevo vissuto la mia vita solo per lui. Venticinque anni gli avevo dato. I pensieri di venticinque anni, le ansie di venticinque anni... la giovinezza... tutto. Non avevo voluto altri figli per dare a lui tutto l'amore... tutta la tenerezza... Avevo vissuto la sua vita, non la mia. Se passava la notte a studiare, gli restavo vicino... non dormivo se rientrava tardi... ero triste se Paolo era triste... allegra, se Paolo era allegro... Non ero pi abituata a vivere per me. Non sapevo nemmeno pi cosa significasse. Per questo il giorno in cui mi disse Mamma, mi sposo , mi sentii venir meno. Cosa avrei fatto senza di lui? Nemmeno pi il suo letto da fare... i suoi vestiti da spazzolare... La sua stanza ormai sgombra... S'era portato via i suoi libri... i suoi dischi La mia giornata senza di lui era cos vuota... Allora pensai che avevo dato troppo agli altri e mai nulla a me stessa... e che, ora, avrei dovuto rifarmi... E mi venne come una specie di ribellione.

Rupeo Le venne in mente di riguadagnare il tempo perduto... (Ha parlato anche lui al pubblico).

Mira(al pubblico) No, questo... no. Solo volevo sentirmi viva. Pensare a me stessa e soltanto a me stessa. Ne avevo il diritto, in fondo. (A Rupeo) Del resto non facevi altrettanto anche tu?

Rupeo(alza le spalle, poi, al pubblico) Donnine da quattro soldi. Non erano tradimenti i miei. Lo facevo per stordirmi... per non pensare. Dopo che ero stato un'ora tra le loro braccia, non ricordavo nemmeno pi il loro viso...

Mira(a Rupeo) E non avevo il diritto anch'io di fare altrettanto?

Rupeo A cinquant'anni? Coi capelli tinti? Con un figlio sposato? alla vigilia di diventare nonna?

Mira E non avevi cinquant'anni e un figlio sposato anche tu?

Rupeo diverso, un uomo pu...

Mira Un uomo... una donna... la stessa cosa. Siamo uguali, fatti nello stesso modo, perch non dobbiamo avere gli stessi diritti?

Rupeo Ma ridurti come ti sei ridotta tu... (Mira alza le spalle ed evita il suo sguardo) Vedi, Mira, mi hai sempre rimproverato d essere un sognatore... di non sapere guardare in faccia la realt... di continuare ad illudermi, anche se gli anni passavano... Ma come hai fatto tu, a cinquant'anni ad illuderti cos? E con un ragaz-zotto qualsiasi... un mascalzoncello di periferia... mai possibile che tu possa aver creduto d'aver trovato veramente l'amore?

(Note di un motivo in voga; entra in scena un fantoccio di ragazzo-fusto con maglietta a righe e blue-jeans e va a disporsi vicino a Mira)

E hai pensato veramente che quello ti amasse?

Mira(vergognosa) Me lo diceva continuamente... Era cos appassionato... Avevo fiducia in lui... Mi sembrava felice di stare con me... Era allegro... rideva sempre...

Rupeo Rideva di te...

Mira Non era l'amore che tu credi quello che io cercavo in lui, ricordatelo.

Rupeo Per a letto ci andavi.

Mira L'ho fatto per lui, non per me.

Rupeo(al pubblico) L'abnegazione femminile. Mai una volta che una donna confessi che quel peccato piace anche a lei come a noi. No. La donna superiore a tutto. Si concede per farci felici. Alla sua felicit non pensa mai. Per... me l'immagino i momenti di felicit di Mira con quello l. (Indica il fantoccio).

Mira(al fantoccio, come se Rupeo non esistesse) Sto cos bene con te... Mi sento come un'altra donna... Dimentico che ho un marito... un figlio... una casa... Dimentico tutto. Le giornate, quando non ti vedo, non passano mai, mentre se sto con te le ore volano... Stringimi tra le tue braccia... (Si fa stringere tra le braccia del fantoccio) Pi forte... Mi sento protetta, ora... Come una bambina...

Rupeo(al pubblico) Una bambina di cinquant'anni. Che tristezza!

Mira(al fantoccio) A volte quasi mi vergogno d'amarti. Sai che potresti essere mio figlio?... No, non ridere... Te lo giuro. Quanti anni mi di?... (Ride) No, qualcuno di pi... molti di pi... Non mi credi?... Ho un figlio della tua et... Non ridere... Sul serio... Mi sono sposata che ero ancora una bambina...

Rupeo(al pubblico) Aveva ventisei anni compiuti.

Mira(al fantoccio) Sono stata di parola: l'orologio che ti piaceva tanto... Sei contento? Anch'io. Sono sempre felice quando ti vedo felice. Oh, non pensare a quanto costa... Dietro ho fatto incidere le mie iniziali... Cos, ogni volta che guarderai l'ora, penserai a me...

Rupeo (al pubblico) L'ora l'ha guardata per due giorni. Il terzo s' venduto l'orologio.

Mira(al pupazzo) Come?... L'hai perduto?.. Ma come hai fatto? Il cinturino troppo largo?... Mi spiace. Era un orologio di gran marca... E poi sulla cassa c'erano le mie iniziali... Mi fai ridere... Certo, il mondo pieno di orologi... Te ne comprer un altro, uguale a quello che hai smarrito.

Rupeo(al pubblico) Aveva perduto la testa. Non aveva pi ritegno. Sul suo volto sfiorito e truccato aveva sempre una espressione estatica... trasognata... La sorprendevo sovente davanti allo specchio che fissava la sua immagine, come se avesse voluto ipnotizzare le rughe per farle tornare indietro...

Mira(al pupazzo) Qui... la testa sulle mie ginocchia... Cosa faccio?... Nulla. Ti guardo. Sai cosa pensavo? Che avremmo potuto passare la vita senza incontrarci mai. Sarebbe bastato che quella sera la gomma della mia macchina fosse scoppiata cinquecento metri pi in l... o che io fossi passata per un'altra strada... Invece, successo proprio sotto i tuoi occhi... Ti sei precipitato ad aiutarmi e, poi, ridendo, mi hai chiesto un passaggio per il centro. Mentre guidavo sentivo i tuoi occhi su di me. Poi, il giorno dopo, quando ti ho rivisto davanti al cancello del garage... il cuore mi saltato in gola... Senza dirmi nulla sei salito in macchina e m'hai indicato la strada che volevi che prendessi... Quel giorno e il giorno dopo, la sarta mi ha aspettato invano... La campagna era verde... l'erba alta... vedevo solo il cielo azzurro...

Rupeo(al pubblico) Cos... senza nemmeno resistergli... Come una donna di strada. Senza sapere nemmeno come si chiamasse. Il primo ragazzaccio che le era venuto vicino... Una donna come lei. Una signora!

Mira(al fantoccio) A mio marito dir che sono invitata in casa di amici per passare il week-end. Staremo due giorni assieme. No... figurati... lui non dubita nulla. cos preso dal suo lavoro...

Rupeo(al pubblico) E mi faceva passare anche per imbecille...

Mira(al fantoccio) La prossima settimana ci torneremo, vuoi?

Rupeo(al pubblico) Andavano fuori in macchina, si fermavano al primo albergo e chiedevano una camera matrimoniale...

Mira(al fantoccio) Davvero devi partire?... Quanto starai fuori? Una settimana? cos lunga una settimana senza di te... Vuoi davvero? Ma certo, ti scriver... Non mi credi?... Lasciami il tuo indirizzo, ti scriver ogni giorno.

Rupeo(al pubblico) Cinque lettere: centomila lire l'una. Me le port proprio lui, il giovanotto, fissandone il prezzo. Un mascalzoncello che viveva di ricatti.

(Il fantoccio si allontana, sparisce e con lui la musichetta)

Un'avventura che, in fondo, gli aveva fruttato bene. (A Mira) Anche quelle lettere, le hai scritte per sentirti viva?

Mira(confusa, vergognosa) Non lo so... Non lo so... (Ora anche buffa con quei capelli tinti, il vestito troppo scollato, il trucco sfatto dalle lacrime, il volto disperato. Sembra anche lei un fantoccio).

Rupeo Che storia sporca!

Mira Per me era un sentimento puro... un bisogno di dare... non una storia sporca come credi tu.

Rupeo Spiegami almeno che cosa significava per te quel disgraziato...

Mira Non lo so... ti dico che non lo so... un bisogno di afferrare ancora la vita... la giovent... l'amore...

Rupeo No, l'amore no...

Mira Mi sentivo cos sola... Tu eri freddo, distante... Mi pareva che anch'io avessi se non altro il diritto di...

Rupeo(al pubblico) Diritti... doveri... ci si accorge ad un tratto che anche le parole nelle quali credevamo di pi non hanno senso... non significano niente... E che si arrivati a cinquant'anni senza aver capito nulla n della nostra vita, n di quella di chi viveva accanto a noi...

(Lunga pausa).

Mira(timidamente) Sarebbe bastato che tu in quei giorni ti fossi accorto di me... della mia solitudine...

Rupeo Ti sei mai accorta, tu, di quando io mi sentivo solo?

Mira(alza le spalle, dopo un silenzio) Ma tu avresti dovuto capire che dopo che Paolo se n'era andato...

Rupeo(al pubblico) E, come sempre, la colpa nostra. Noi uomini siamo sempre responsabili delle sciocchezze che commettono le nostre donne. Ma dei nostri errori loro se ne assumono mai la responsabilit?

Mira(dopo una pausa) E, adesso, cosa farai?

Rupeo Non lo so.

Mira Se vuoi... me ne vado.

Rupeo E dove vuoi andartene?

Mira Non lo so... lontano...

Rupeo Dopo tanti anni che siamo insieme? Separarci alla nostra et? Oltretutto, sarebbe ridicolo...

Mira Mi vuoi ancora con te?

Rupeo(la guarda a lungo, commosso suo malgrado, poi) Almeno quei capelli da ballerina potrai farteli tornare com'erano?

(Mira piangendo silenziosamente fa cenno di s e si toglie la parrucca)

E di quell'altro, che vuoi che ne faccia? Lo mando in galera? Tanto, non so se lo sai, ne era uscito da poco... Ma s, lasciamo perdere. Ormai...

(Mira avvilita, disperata lo guarda un attimo in silenzio, poi se ne va. Rupeo viene avanti verso il pubblico)

Forse avrei dovuto approfittare di quel momento di disperazione... di gratitudine... per riavvicinarmi a lei. Invece non l'ho fatto. Non so nemmeno io il perch. Forse per orgoglio... per paura del ridicolo... perch mi pareva sleale coglierla in quel momento... cos disarmata... cos indifesa... Eppure in quel momento, mai come in quel momento, mi sono sentito d'amarla... Forse non era amore... era tenerezza... piet... Ma era un sentimento dolce... cos dolce...

(Nella sua voce c' una infinita tristezza, la voce incrinata dal pianto)

E siamo rimasti cos, l'uno da una parte, l'altra dall'altra del proprio dolore. E abbiamo ripreso insieme una vita pi silenziosa, pi grigia di prima. Come potevamo, ormai, parlare tra noi ricacciando indietro tanti pensieri? E senza quei pensieri cosa avremmo avuto da dirci? (Lunga pausa) Poi, Mira trov una valvola di sicurezza nelle opere di beneficenza... Un modo come un altro per far passare le giornate... le ore...

(Mira riappare nel fondo con le tre amiche-bastoni e parla animatamente con loro. Musica elettronica del loro linguaggio).

Trascorrono i pomeriggi organizzando manifestazioni benefiche alle quali partecipano donne di mezzaet, che combattono la noia come loro... Io, avanti e indietro, casa e ufficio, continuando ad occuparmi di vendite... di produzione... Gli articoli sanitari non riempiono la vita, lo so. Ma anche il lavoro serve da evasione. L'azienda va a gonfie vele... Siamo ricchi... abbiamo raggiunto anche noi un certo benessere economico... Tanta fatica abbiamo fatto... ed ora? Ed ora cosa significa aver vissuto insieme una vita? (Alza le spalle, va a sedere sulla poltrona e chiama) Mira? Mira?

Mira (dal fondo) Un momento... Sto salutando le mie amiche... (Congedandosi dalle sue amiche) Grazie di essere venute. Siete state molto carine, ci vediamo domani in mattinata... L'associazione vi deve molto...

(Saluta le amiche che si allontanano ed escono e si avvicina a Rupeo. Naturalmente riapparsa col suo chemisier nero e la sua aria spenta)

Mi volevi?

Rupeo M'avevi promesso qualcosa di caldo...

Mira Scusa, che sbadata: l'ho lasciato di l in cucina il brodo che ti avevo preparato...

(Esce e torna subito con una tazza di brodo fumante. Rupeo sulla sua poltroncina, sbuffa come se avesse qualcosa che gli d fastidio e che lo soffoca. Mira rientra, lo guarda, posa il brodo) Cos'hai? Sei diventato pallido...

Rupeo Non niente... non niente... (Si slaccia il colletto: fa fatica a respirare).

Mira(lo guarda spaventata) Ti senti male?

Rupeo Ho un dolore qui... (indica il cuore) un senso di soffocamento... Dev'essere il cuore...

Mira(confusa, agitata si affaccenda intorno a lui, gli massaggia la fronte, gli fa aria) Rupeo... Rupeo... Parla... di' qualcosa... Come ti senti... Non ce la fai a parlare? Chiamo il medico?

Rupeo No... no...

(Lunghissima pausa. Mira non sa cosa fare, Rupeo ha abbandonato la testa sulla poltrona. Poi, un lungo sospiro, risollevato) passato.

Mira Ti senti meglio?

Rupeo S. Meglio.

Mira Domani ti accompagno dal medico: farai subito un elettrocardiogramma...

(Si china su di lui per guardarlo. Rupeo trovandosi vicino il viso di Mira, le fa una carezza. Affettuosa e commossa)

Come va?

Rupeo Forse ho preso freddo durante la digestione... Tutta quella pioggia... Poi mi sono addormentato in una posizione scomoda. Sai, alla mia et bisogna stare attenti a tutto...

Mira Vorrai dire: alla nostra et.

Rupeo(sorride) Alla nostra et.

Mira T' tornato un po' di colore... Si vede che stai meglio...

Rupeo S, tutto passato.

Mira Domani ti porto dal medico: assolutamente.

Rupeo Ti sei spaventata?

Mira Certo. Te ne meravigli?

Rupeo Dimmi: cosa avresti fatto se io...

Mira Rupeo, per favore, non farmi pensare...

Rupeo No, dimmelo.

Mira( sincera, spaventata solo al pensiero di quello che potrebbe essere successo) No, Rupeo... per favore...

Rupeo Devi abituarti all'idea. Perch tanto... un giorno o l'altro... succeder.

Mira Preferirei essere io la prima ad andarmene.

Rupeo(spaventato) E io... rimarrei solo?

Mira la vita, Rupeo.

Rupeo Ma la morte...

Mira Per favore, Rupeo, cambiamo discorso...

Rupeo Prima dimmi se soffriresti davvero se io me ne andassi.

Mira E me lo domandi?

Rupeo Rispondi.

Mira(domina la sua commozione) Ci si affeziona a un cane, a un gatto... vuoi che non si senta nulla per un uomo col quale si vissuta tutta una vita? Su, bevi il brodo.

Rupeo(si alza e siede a tavola) Mi sento debole. Ho bisogno di mangiare. (Beve il brodo).

Mira(siede a tavola anche lei. Sono ora come all'inizio della commedia, seduti l'uno di fronte all'altra) Ti spiace darmi una sigaretta?

Rupeo(le d una sigaretta e gliel'accende) Una volta fumavi di meno. (Fa per accenderne una anche lui, ma subito vi rinuncia).

Mira Tu, invece, hai sempre fumato troppo.

Rupeo Ora ho diminuito. Alterno le sigarette con le caramelle. Lo sai che sono di nuovo diventato goloso come un ragazzino?

Mira A me succede con i gelati. Non mi sono mai piaciuti tanto. E ora ce ne sono di una variet infinita. Li fanno persino alla menta...

Rupeo Ho un debole per le caramelle alla gelatina di frutta. Anche da bambino erano quelle che preferivo.

Mira E io mi mangio certe coppe di gelato... con la panna. E non dovrei... Per il fegato.

Rupeo Adesso ti faccio ridere: in ufficio, dentro la cassaforte, ho uno scatolone di caramelle. Ogni tanto apro e pesco. Figurati se lo sapessero i miei dipendenti...

Mira Per il prossimo inverno voglio farti un bel pull-over. Cercher una bella lana morbida, calda... M' sempre piaciuto lavorare a maglia...

Rupeo A volte mi riprende la tentazione di scrivere... Ma non lo faccio, me lo proibisco. Meglio pensare. Perch fino a quando non l'hai scritto, puoi sempre continuare a credere che hai in testa un capolavoro...

Mira Ho telefonato a Paolo. Il mal di denti gli passato. In settimana la moglie ci porter il bambino...

(Arriva dalla strada un rumore di traffico).

Rupeo Senti le macchine? La gente torna in citt.

Mira stata una buona giornata, tutto sommato.

Rupeo Abbiamo respirato aria buona.

Mira Fa bene uscire dalla citt una volta alla settimana.

Rupeo L'erba era molto verde.

Mira C'erano pochissimi fiori.

Rupeo Domani mattina devo alzarmi presto.

Mira Stasera voglio proprio andare a letto presto.

Rupeo Se domani fosse domenica invece di luned, dormirei tutto il giorno.

Mira Ho un occhio che mi salta. Dicono che annunci una sorpresa.

Rupeo Da domani mangio in bianco.

Mira Queste calze non valgono niente. Non le hai ancora messe che gi sono da buttare.

Rupeo ... e devo uscire qualche volta a piedi. Faccio troppo poco moto. Sempre in macchina...

Mira No... no, basta con la beneficenza. Meglio che mi occupi della casa. Si mangia bene solo quando cucino io.

Rupeo Quanto posso impiegare di qui all'ufficio? Un quarto d'ora? Venti minuti? Mezz'ora?

Mira I grassi fanno male. Bisogna evitare i grassi.

Rupeo In fondo... siamo nati con le gambe, mica con le ruote!

Mira Dobbiamo mangiare pi verdura bollita. Con limone.

Rupeo Anche se arrivo con un po' di ritardo, in fabbrica, cosa importa? la produzione degli articoli sanitari non diminuir per questo.

Mira E a letto presto, la sera. Dopo una cena leggera. E quest'anno metter anche la maglia di lana. (Guardando fuori) Ecco... piove di nuovo.

Rupeo L'estate proprio finita.

Mira Chiss quante ne avremo ancora di giornate di pioggia come questa.

Rupeo Gi. Chiss quante ne avremo.

Mira Ormai...

Rupeo Ormai...

(Mentre Mira e Rupeo guardano fuori pensosi, cala la tela).

F I N E

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