febbraio 2011
Due atti unici
Addio, amore mio di Mario Pozzoli
L'amaro piacere di dirsi addio
Sono qui per dirti addio di Mario Pozzoli
Il delizioso piacere di dirsi addio
1 rappresentazione: Buccinasco, 21 gennaio 2012
Auditorium della Fagnana, via Tiziano
Questa commedia tutelata dalla SIAE (codice SIAE: 898378A)
TITOLO DELLOPERA:Il piacere di dirsi addio
(codice SIAE: 898378A)
AUTORE: MARIO POZZOLI (da A. Cechov e J. Renard)
GENERE: Due atti unici: seducente e spassoso
ATTI: Due: 30 minuti / 40 minuti (circa)
SCENA: Variabile
PERSONAGGI: 2 donne, 3 uomini
SOGGETTO:Lasciarsi di venerd porta disgrazia? si domandano le eroine di queste storie avvincenti e indimenticabili. E ognuna di esse risponder in maniera diversa, originale.
Due atti unici che si intrecciano in maniera paradossale, ma diversissimi tra loro, tratti da due autori dell800, in una nuova traduzione, riduzione e adattamento agli schemi dellattuale commedia moderna.
Seducente il primo, spassoso il secondo. Da vedere!!!
INFORMAZIONI: Mario Pozzoli cell. 334 3320184
febbraio 2011
di Mario Pozzoli
P E R S O N A G G I
01) ANGELICA(Oh, mio Dio!)
02) BRUNO (Che viene da chiedersi : )
E L E N C O S C E N E
scena 1 lultimo incontro
scena 2i futuri sposi
scena 3 la domanda
scena 4 finale
Per il dettaglio delle musiche, per informazioni, suggerimenti oppure per ricevere una copia del CD con TUTTE le musiche originali di scena (fornita senza alcuna spesa) contattare lautore:
Mario Pozzoli - Tel. 334 3320184
ATTO UNICO
- Lamaro piacere di dirsi addio -
N.B. Le battute in questo carattere si ripetono uguali (o con minime variazioni) in tutti e due gli atti unici.
scena 1
lultimo incontro
- LUCI PALCO soffuse
- LUCI SALA fine
Entra Angelica da sinistra. Indossa a scelta un pigiama, una camicia da notte, una vestaglia, un accappatoio.
- APPLAUSI REGISTRATI
Col classico incedere della concertista si presenta al pubblico per lapplauso e lo riceve benignamente.
Poi si gira e prende posizione al pianoforte. Un cenno dintesa con il direttore dorchestra e...
- CIAIKOVSKJ - CONCERTO PF N.1 OP.23 - 1 MOVIMENTO
Ora Angelica (che deve conoscere a fondo il pezzo orchestrale!) suona la parte al pianoforte.
Bruno entra da destra dopo 10 secondi circa, quando il piano ha iniziato a suonare.
Occupa il tempo fino a quando la musica decresce di volume, - 54 secondi - togliendosi il soprabito, facendo sgocciolare lombrello, guardando il poster appeso valutando quello che rappresenta.
Fatte queste tre cose, accende la luce centrale.
- LUCI PALCO piene
Poi si mette alle spalle di Angelica.
Quando la musica decresce di volume, - 54 secondi - Bruno cerca di stringerla a s.
Angelica si nega e continua a suonare fino alla fine del brano
- minuto 1,30 -
BRUNO - (scivola via) Non avevo in mente nulla di imbarazzante.
ANGELICA - Nemmeno io; e quindi inutile.
Pausa.
BRUNO - Buongiorno, Angelica.
ANGELICA - Buongiorno a te, Bruno.
Pausa.
BRUNO - La quinta di Beethoven!
ANGELICA - Ciaikovskj!
BRUNO - Non limbrocco mai!
Angelica termina il pezzo al pianoforte - minuto 1,30 - e poi si alza.
ANGELICA - Come vanno i preparativi? (esce da sinistra per cambiarsi)
BRUNO - Vanno che viene da chiedersi: Sar un bene? Perch poi non possibile addormentarsi celibe e risvegliarsi sposato?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientra) Oh, mio Dio, sarebbe troppo bello! Molti si sono lasciati poco prima del matrimonio a causa dei preparativi!
BRUNO - In Comune mi hanno indirizzato di qua, di l, a destra, a sinistra. Non il giorno giusto. C lo sciopero!. Viene da chiedersi: Ma la prima volta che qualcuno si presenta in Comune per sposarsi?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientra) Povero caro!
BRUNO - Da l via di corsa dal sarto. Labito non andava ancora bene: ho una spalla pi bassa dellaltra. (si guarda e muove le spalle) Boh!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientra) Non lavevo notato.
BRUNO - Poi sono andato in Chiesa. Sembra proprio che dovr confessarmi.
Mio caro giovanotto, il problema si pone in questi termini: essere veramente cristiani o fingere di esserlo? Vivere solamente le tradizioni oppure... Bla, bla, bla. Mi aspetta un piacevole quarto dora.
(si siede al tavolo, sulla destra)
ANGELICA - (fa capolino con la testa) Oh, mio Dio, credo proprio che per lavarti lanima ci vorr un po pi di un quarto dora! (esce)
BRUNO - Dici?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientra) La tua fidanzata ti sar grata di un simile sacrificio!
BRUNO - Lei ci tiene... e io laccontenter! Che devo fare?
ANGELICA - (rientra e si appoggia al pianoforte, guardandolo) Accontentarla!
BRUNO - Angelica, verrai in Chiesa?
ANGELICA - Verr.
BRUNO - Ci conto. (un tempo. Molto acido) Ci divertiremo.
ANGELICA - Senza dubbio. Ed io sar in prima fila, a godermi lo spettacolo!
BRUNO - Come mai non hai avuto nemmeno una piccola esitazione ad acconsentire? Viene da chiedersi: Costei verr forse nascondendo sotto la gonna pistole, fucili e bombe a mano!
ANGELICA - Eh, eh! Vuoi conoscere fin da ora le mie intenzioni? Sar una sorpresa.
BRUNO - Non mi spaventi. Per mi piacerebbe sapere in anticipo cosa userai di tutto ci.
ANGELICA - Di sicuro non le bombe a mano. Avrei paura di rovinarmi il vestito!
BRUNO - (sorride) Le donne! E per divertirci fino in fondo sai cosa far? Ti presenter alla mia novella sposa.
ANGELICA - Oh, mio Dio, forse questo davvero un po troppo!
BRUNO - Cara, ecco Angelica, una mia lontana parente...
ANGELICA - Appena arrivata dallInghilterra...
BRUNO - E sola e adora i bambini...
ANGELICA - Quando avremo dei frugoletti, li affideremo a lei per avere qualche serata di libert.
BRUNO - (divertito) Non sei proprio una donna come le altre!
ANGELICA - Nessuna donna come le altre. (recita, tipo diva del cinema anni venti) E dunque: che donna son io?
BRUNO - Mah. Una donna... Una donna di tatto.
ANGELICA - (recita, tipo diva del cinema anni venti) Oh, mio Dio! Che ritratto freddo e antico!
BRUNO - Una donna eccezionale!
ANGELICA - (recita, tipo diva del cinema anni venti) Questo, mio caro amico, mi appaga assai di pi!
BRUNO - (un tempo. Triste) Non ci rivedremo pi.
ANGELICA - Ci rivedremo da amici.
BRUNO - Amaro. Amaro e desolante.
ANGELICA - La vita!
BRUNO - Perch non volevi che oggi venissi qui?
ANGELICA - Perch oggi venerd. Non pensi che lasciarsi di venerd porti disgrazia?
BRUNO - Porta sempre disgrazia quando ci si ama.
ANGELICA - Il venerd per me sempre stato un giorno infausto.
BRUNO - Mentre venivo qui mi chiedevo: Come sar questo nostro ultimo incontro? Come sar lei? Come mi affronter?.
ANGELICA - Non ti angustiare. Non ho proprio nulla da rimproverarti, mio caro Bruno. Sapevo gi, quando mi sono data a te, che un giorno o laltro avrei dovuto riprendermi. Noi non siamo persone tipo due cuori e una capanna.
BRUNO - Gi.
ANGELICA - Io povera, una povera pianista mediocre.
BRUNO - Brava pianista.
ANGELICA - E va bene, brava. Ma per poter vivere con larte non basta. Bisogna essere molto, molto bravi; dei geni.
BRUNO - E anche cos... Se non hai fortuna...
ANGELICA - Appunto. Quindi, dicevo, io povera, tu squattrinato, sapevo gi che il nostro amore sarebbe stato senza futuro.
BRUNO - E tutto cos difficile...
ANGELICA - Certo. Ma ormai i nostri cuori se ne sono fatta una ragione e si sono lasciati staccare.
BRUNO - (sconsolato) I nostri cuori...
ANGELICA - (dal ripiano del pianoforte prende un sacchetto e, sedendosi al tavolo sulla sinistra, glielo porge. Come canzonandolo:)
Di questi nostri poveri cuori, ho messo in questo sacchetto le loro ultime radici: le tue fotografie, uno spazzolino, una cravatta... Le tue lettere le ho bruciate.
BRUNO - I posteri ti giudicheranno!
ANGELICA - Gi, non potranno mai sapere che sei stato un grafomane! Ci sono anche i libri che mi hai prestato.
BRUNO - (estraendone uno) Ah, Alla ricerca del tempo perduto. Marcel Proust.
Ti piaciuto?
ANGELICA - Noiosissimo! Cinquanta pagine per raccontare che la mamma non gli ha dato il bacio della buona notte!
BRUNO - Viene da chiedersi: A che servono le letture impegnate?
Si guardano un attimo in silenzio.
scena 2
i futuri sposi
BRUNO - E talmente raro lasciarsi cos? Ci siamo amati finch stato possibile, come si ama una sola volta nella vita, e ora ci separiamo, perch bisogna separarsi.
ANGELICA - E sar giusto farlo. Senza odio, senza amarezza, senza cattiveria.
BRUNO - C quasi un sottile piacere nel dirsi addio con te.
ANGELICA - (amara) Gi, il famoso piacere di dirsi addio! (un tempo) Le mie foto?
BRUNO - Eccole. Tranne questa, la conservo. (la mette nel portafoglio)
ANGELICA - Sarebbe meglio che tu mi restituissi anche quella.
BRUNO - Assolutamente no. (infila il portafoglio nella giacca)
ANGELICA - Oh, mio Dio, falla a pezzi, piuttosto che finisca ammuffita in fondo ad un cassetto.
BRUNO - No, non invecchier in un cassetto, ma qui (toccandosi il petto),sul mio cuore. Lasciami di te almeno questa. Il viso di una persona, anche se cara, svanisce presto nella memoria.
ANGELICA - (sorride, triste. Un tempo) Le mie lettere?
BRUNO - Le tue (sottolineando) tre lettere. Fredde come delle fatture!
ANGELICA - Detesto scrivere.
BRUNO - Voglio conservare anche quelle. Mi difenderanno dalla nostalgia.
ANGELICA - O potrai registrarle nelle spese.
BRUNO - Scaricando lIva.
ANGELICA - (sorride, un tempo) E cos il gran giorno si avvicina. E la futura sposa sa apprezzare le cose belle?
BRUNO - S, quando costano care!
ANGELICA - Oh, oh! E quando siete soli com? Appassionata?
BRUNO - Come un mobile.
ANGELICA - Dolce?
BRUNO - Come un thriller.
ANGELICA - Oh, mio Dio! Carina?
BRUNO - Tu sei carina.
ANGELICA - Stiamo parlando di lei. Ti piace almeno?
BRUNO - Diciamo che mi sto abituando. Ma viene da chiedersi: Riuscir a convivere con quella zitella, ricca, stagionata e fredda come un iceberg?. (si guarda in giro con attenzione)
ANGELICA - Ce la farai. Se non altro per il primo aggettivo che hai pronunziato: ricca. (lo osserva) Cosa guardi?
BRUNO - Mi riempio gli occhi. Faccio provviste di ricordi.
ANGELICA - I ricordi... (si scuote) E ha gusti particolari?
BRUNO - Chi?
ANGELICA - Chi mai? La zitella.
BRUNO - Le piace tutto quello che piace a me.
ANGELICA - Insipida, allora?
BRUNO - Come una rapa. Ma piena di soldi, come hai appena sottolineato. Tanti... Tanti come quelli di Adriano.
ANGELICA - (si alza, risentita) Lasciamo perdere Adriano!
BRUNO - (si alza) Viene da chiedersi: Mi sposo solo io?
ANGELICA - Certo che no.
BRUNO - E quindi come abbiamo parlato del mio, possiamo ben parlare del tuo di matrimonio. Tu ti interessi al mio futuro, il meno che io possa fare di preoccuparmi del tuo.
Daltronde ci stiamo sistemando con un reciproco consenso, o no?
ANGELICA - Mio Dio, s.
BRUNO - Mio Dio, s. E viene spesso qui?
ANGELICA - (sfugge) Una volta alla settimana. Regolarmente.
BRUNO - Metodico e ordinato!
ANGELICA - Gi.
BRUNO - Non pi di un t alla settimana, dunque?
ANGELICA - Gi.
BRUNO - E immagino non aggiunga mai una fetta di limone, darancia, zucchero. Si accontenta di gustarlo, insieme a te, insipido, come lacqua calda.
ANGELICA - Gi.
BRUNO - E mentre tu lo bevi, lui ti guarda... ti adora... ti venera... come una regina... come una Venere... posta sullaltare dellamore.
ANGELICA - (sorridendo) Non proprio.
BRUNO - Angelica, io lo facevo.
ANGELICA - (si gira e lo guarda) Lo so, Bruno, lo so... E lo ricordo.
Si guardano ancora.
BRUNO - E quando viene, come passate il tempo?
ANGELICA - (va al proscenio, verso il pubblico) Cosa vuoi che si faccia? Un cinema, un giro in galleria... Si parla, molto. Lui sa molto. Si interessa di tutto. Gli piace la musica classica.
BRUNO - Almeno in questo ti soddisfa!
ANGELICA - Gi.
BRUNO - (la segue, girato verso di lei) E quando la conversazione finita e la musica tace?
ANGELICA - Oh, mio Dio! Ne abbiamo gi parlato un secondo fa.
BRUNO - Io ho parlato di me, non di lui.
ANGELICA - S, vero. E allora mi rifugio nel diritto internazionale di non rispondere.
BRUNO - Indoviner: e quando la conversazione finita e la musica tace, cala gelido limbarazzo. Il disagio riempie laria che si fa densa di tristezza. E poi... il freddo e squallido dovere.
ANGELICA - Oh, mio Dio, vista cos, atroce! Forse nella realt un poco meglio.
BRUNO - Sono contento per te. Ma... senza amore, come si fa?
ANGELICA - Si fa. Si fa.
BRUNO - Ma senza lamore, che rende felici, come farai?
ANGELICA - Attento a te, mio caro, lamore non d la felicit. Bisogna prima essere felici per poter veramente amare. E poi ci sono altre cose nella vita... Lamore lho conosciuto con te. Ora posso rinunciarvi.
BRUNO - Viene da chiedersi...
ANGELICA - (lo interrompe, stizzita) Non viene da chiedersi nulla!
BRUNO - Nulla chieder! (si siede al piano)
ANGELICA - (va al piano, in piedi, sul fianco che da sul fondo, girata verso di lui) Adriano un buon amico. Mi vuol bene per quella che sono, per le mie qualit, e non per le sue soddisfazioni.
BRUNO - Frugale adoratore!
ANGELICA - Adriano conserva le maniere dei secoli passati. Quando viene a trovarmi, per delicatezza mi avverte con due giorni di anticipo.
BRUNO - Oh, mio Dio, diresti tu!
ANGELICA - E felice di sposare una donna niente affatto spiacevole. Una donna che gli mostrer sempre un viso felice, che lascolter con interesse e che gli sar buona compagna. Una donna che ricever con garbo i suoi amici, senza annoiarlo mai. Lui non chiede che io gli prometta pi di questo.
BRUNO - E se venisse a sapere di un tuo, diciamo, piccolo sbandamento?
ANGELICA - Non ci sar nessuno sbandamento, puoi esserne certo. Ma se dovesse succedere e venisse a saperlo, non me lo farebbe capire.
BRUNO - Un gran signore, dunque.
ANGELICA - Un gran signore.
BRUNO - Poi ricco, molto. Non decrepito, immagino, forse non pi giovanissimo, ma ancora attraente.
ANGELICA - Esatto.
BRUNO - Insomma un uomo piacevole, cordiale, ben curato, fisico in gran forma. Il tipo duomo da cui una donna divorzia con piacere.
ANGELICA - E invece io lo sposo!
BRUNO - E a questo punto viene da chiedersi: Ma di uomini cos, ne esistono ancora?
ANGELICA - Io lho trovato.
BRUNO - (ironico) Una fortuna! (si alza. Andr a guardare la lampada. Da l) E cos vissero tutti felici e contenti.
Il signore non pi giovanissimo, ma ancora attraente, vicino a te, far la sua fine. Io sto preparandomi la mia, vicino alla stagionata, insipida, ma ricca zitella. E tu prepari la tua, vicino allultimo gentiluomo rimasto sulla terra. Una catastrofe!
ANGELICA - Senza vittime.
BRUNO - Questo non lo credo. Le vittime ci saranno, e saremo noi. Io, costretto a vivere con la zitella, e tu accanto al metodico, colto, non pi giovanissimo.
ANGELICA - E costoro faranno di noi delle vittime. Speriamo di no.
BRUNO - Lo spero anchio. Ma sai, viene da chiedersi: Sapranno amarci? E come?.
ANGELICA - Non essere amati solo sfortuna. Non saper amare una tragedia. Albert Camus.
scena 3
la domanda
BRUNO - (si siede al tavolo e dopo 13 secondi) Una domanda. Cos. Sciocca. Sai quelle che si pongono ai bambini, del tipo: Vuoi pi bene al pap o alla mamma?.
ANGELICA - (seduta al piano) Non troppo sciocca, forse.
BRUNO - Forse no.
ANGELICA - Giusto per metterli in difficolt. (un istante di silenzio) Sentiamo.
BRUNO - Se io ti pregassi di farlo, rinunceresti ad Adriano?
ANGELICA - Oh, mio Dio! Sciocca! Lho detto.
BRUNO - Forse.
ANGELICA - Al punto in cui siamo una domanda senza senso.
BRUNO - S, hai ragione. Era solo per fare conversazione, quella conversazione che mi permette di restare ancora un po qui, a inzupparmi di questo luogo.
ANGELICA - E allora, solo per fare conversazione, ti ricordo che una sera tu mi chiedesti di sposarti, di partire con te, per vivere in una baita in montagna, dove la vita costa meno, col solo pane quotidiano, la natura, gli animali. Ricordi forse cosa ti ho risposto?
BRUNO - Che la miseria ti spaventa, cos come il pane secco, il freddo, lo sporco. Mi hai risposto che le bestie da accudire ti fanno orrore e che le tue mani non sono adatte a preparare la legna per linverno, ma solo a fare carezze.
ANGELICA - Hai buona memoria.
BRUNO - Buona, s. (un tempo) A quando il matrimonio?
ANGELICA - Oh, mio Dio, ancora! (si alza e sfoglia uno spartito posato sul piano) Presto.
BRUNO - Sa che tu... insomma...
ANGELICA - Lo sa. Adriano conosce la vita.
BRUNO - (viene avanti, girato verso il pubblico) Anche la mia futura suocera conosce la vita. E soprattutto credo che conosca la mia di vita, perch un giorno mi ha detto: So chi sei e cosa hai fatto finora. Nulla. E con questa parola sono stata pi che indulgente. Pur tuttavia so per certo che farai felice mia figlia, o io non conosco pi gli uomini!
ANGELICA - Perdutamente conquistata!
BRUNO - Gi. E quindi con me, la zitella sar felice. Adriano sicuramente lo sar con te. Ma a questo punto viene da chiedersi: E noi? Noi saremo felici?
ANGELICA - Cercheremo di esserlo.
BRUNO - Cercheremo, dici.
ANGELICA - Sei ossessionato da questa parola, felicit.
BRUNO - Ho paura.
ANGELICA - Anchio, ma dobbiamo essere coraggiosi. Daltra parte di felicit ce n pi duna. Non sono tutte uguali. E ognuna ha il suo fascino. (si siede al pianoforte con lo spartito)
BRUNO - Credo che gli anni felici della mia vita siano finiti. E non torneranno pi.
ANGELICA - Sei ancora giovane.
BRUNO - Dentro non pi. Quando mi hai accolto nella tua vita, dentro ero un ragazzo, ora un vecchio se ne va. (si gira verso di lei)
ANGELICA - Eri come un ragazzino, un adolescente incivile e primitivo.
Mi sono divertita a trasformarti in un una persona adulta, distinta, che sa come vestirsi; pulita e profumata, con il nodo alla cravatta sempre a posto.
BRUNO - Mi hai insegnato altre cose ancora, molto pi interessanti.
ANGELICA - (ride) Oh, mio Dio, certo che s! E tu imparavi molto velocemente!
(si alza, estrae una lettera, gliela porge) Una tua lettera.
BRUNO - Non le avevi bruciate?
ANGELICA - Tutte, tranne questa. A questa ci tengo. E la testimonianza della felicit che mi devi. Quattro pagine! (torna a sedersi al pianoforte)
BRUNO - (la prende) Quattro pagine! Quando il cuore parte, chi riesce a fermarlo?
(la guarda) La riconosco. Carta da quattro soldi. Lho scritta in un caff, appena uscito da casa tua, ancora tutto... (si ferma)
ANGELICA - Ancora tutto fremente.
BRUNO - E palpitante damore. (la apre)
Angelica inizia a suonare e continuer fino alla fine della musica.
Bruno viene al proscenio e, rivolto verso il pubblico, legge.
Angelica aspetta circa 9 secondi dallinizio della musica. Poi cita la lettera a memoria.
ANGELICA - Ti amo. Ti amer per sempre. Irrevocabilmente. Amo la tua anima e il corpo che la riveste. (un tempo) Sei cos indulgente con i difetti altrui che si amano i tuoi.
Praticamente mi hai detto che sono piena di difetti!
BRUNO - Non volevo dir questo.
ANGELICA - Ami lo specchio, perch puoi ammirarti; il cinema, perch puoi ridere; il teatro, perch puoi appassionarti; il mondo, perch ti inebria. (un tempo)
Sei pigra, e giustamente, perch credi che il ruolo di una bella donna sia quello di restare sempre tale. Sei donna, come la sogna un uomo, e allora sei certa che ti si debbano, senza nemmeno chiederli, vestiti, denaro, gioielli. Non sempre delicato, direi.
BRUNO - Lo ammetto.
ANGELICA - Vuoi essere amata delicatamente. Desideri che ti si offra un mazzetto di viole, un cioccolatino, un braccialetto da due soldi. Chiedi che si abbiano per te quelle piccole attenzioni senza prezzo, che riscaldano il cuore di una donna, pi di una collana di diamanti.
BRUNO - Qui mi sono riscattato!
ANGELICA - Ti eri gi dimenticato di quello che avevi scritto due righe prima!
Bruno con rabbia getta la lettera per terra.
Angelica smette di suonare.
BRUNO - Tu sei la donna che sognavo! Tu! E adesso dovrei lasciarti!
ANGELICA - Bruno, Bruno... questo non scritto! (si alza dal piano)
BRUNO - Angelica, io amo di un amore divorante, appassionato, incomprensibile, indistruttibile.Una sola parola e io mando tutto allinferno. La zitella, i suoi soldi, il mio avvenire.
ANGELICA - Oh, mio Dio, faresti questo per me?
BRUNO - Esattamente!
ANGELICA - Grazie. Una tale dichiarazione damore Fa sempre piacere a una donna. Ma quella parola non la dir. Me ne star zitta. (un tempo) Ostinatamente zitta. (si siede al tavolo)
scena 4
finale
BRUNO - Angelica, come potr vivere senza di te?
ANGELICA - (scherzando) Senza di me o senza il mio... t?
BRUNO - Di entrambi. Io... Io ho sete, sete di te... e di t... s, insomma...
ANGELICA - Non ti disseterai!
BRUNO - (si siede) Perch no? Sar delizioso. Forse triste, ma delizioso. Sar...
ANGELICA - Sar sporco! E quel t avr un amaro sapore: il gusto delladulterio ancora prima di appartenere a chi si sposa.
BRUNO - No, avr il gusto del nostro amore, da domani costretto a restare per sempre in uno scrigno, in fondo al cuore.
ANGELICA - Mi stai offrendo di rivivere per lultima volta la bellezza della nostra passione, per poi stingerci la mano e prendere ognuno la propria strada. Che idea squallida!
BRUNO - Ma non vero! E poi, scusa, a chi faremo del male?
ANGELICA - A noi stessi.
BRUNO - (si alza, acido e cattivo. Appoggia le mani al tavolo e la guarda fissa negli occhi) ) Sei ridicola e infantile. Rifiuti per orgoglio, per avere unaria onesta, perch sei irritata a causa del mio matrimonio. Come se non fosse opera tua! Tu mi hai spinto, malgrado non volessi. E ora capisco la tua trama: fare in modo che me ne andassi, per conto mio, cos avresti avuto la scusa pronta per realizzare i tuoi progetti da gatta sorniona. E scommetto che da tempo il tuo Adriano aspettava alla porta!
ANGELICA - Oh, mio Dio! Bruno...
BRUNO - La prova che dico la verit che io ti sacrificherei, subito, senza rimpianti, una fortuna a cui non tengo, mentre tu...
ANGELICA - Questo prova solamente che faresti uno sbaglio e che io, sola, ragiono, per tutti e due.
BRUNO - (si alza) Basta! Non me ne importa pi nulla! Non sei poi quella donna che mi sono sempre portato nel cuore! (prende di malagrazia il suo soprabito e lombrello)
Addio, Angelica. Non arrivederci. E saluti al signor Adriano! (ma non esce, armeggia con lombrello)
ANGELICA - (con dolorosa malinconia) Cos doveva finire! Che modo meschino! Lo temevo. Mi lasci con gli insulti dopo essere venuto come un bravo ragazzo, desideroso di essere leale e tenero fino alla fine.
Ma gi, sedurre una donna cosa che sa fare qualunque imbecille. Saperla lasciare con eleganza, qui si riconosce il vero uomo, il signore che non ho saputo fare di te.
Gli amanti contano per i buoni ricordi che si lasciano. Noi avremmo dovuto lasciarci dei ricordi preziosi, ma tuhai rovinato tutto.
BRUNO - (contrito) Io rovino sempre tutto! Ma tu non centri. Tu sei unamica adorabile e io veramente un amante meschino. Mi riprometto sempre di essere come non sono, di fare ci che non riesco a mantenere. (un tempo) Meschino.
ANGELICA - Ma no, non vero. E che a volte provi un sottile piacere a dire parole crudeli. Ma io so che non le pensi.
BRUNO - Mi passano per la testa e non riesco a tacere.
ANGELICA - Fino ad ora eri stato cos saggio e giudizioso! Tutto andava cos bene. Cosa ti ha preso?
BRUNO - Un eccesso di cattiveria.
ANGELICA - Ti perdono.
BRUNO - Tu perdoni sempre. Ma il tuo perdono non mi scusa. Sbaglio sempre, anche ora. Ma in questo modo non vi pi piacere a dirsi addio, solo... amarezza.
ANGELICA - Amarezza. (un tempo) Gi, il famoso piacere di dirsi addio...
BRUNO - Beh... non mi resta che liberarti della mia odiosa presenza. Nulla ci dobbiamo!
ANGELICA - Ricominci?
BRUNO - No, certo, no, scusa. Ma ... difficile. Difficile lasciarti. Difficile abbandonare una compagna di viaggio: ecco io sono arrivato, scendo, saluto. Corretto, ma crudele. (un tempo) Invece vorrei dire qualcosa di... profondo, di dolce, di importante. Ma la parola finale non la trovo.
ANGELICA - (dolcissima, ma decisa) Non tormentarti. Non cercare niente. Non dire niente. Il silenzio ha parole pi profonde, pi importanti di quelle che potresti dire. (un tempo. Lo guarda, si guardano) E ora vai.
BRUNO - (ancora un istante con gli occhi in quelli di lei) Addio, amore mio.
ANGELICA - (con gli occhi in quelli di lui) Addio, amore mio.
Bruno si muove con lentezza e va.
ANGELICA - Il sacchetto!
BRUNO - (ritorna) S, lo prendo... (va, si ferma) Se almeno fossi sicuro che non ce lhai con me...
ANGELICA - No, non ce lho. Vai.
BRUNO - S. (esce)
Angelica appoggia la schiena alla sedia e abbassa il capo chiudendo gli occhi e mormorando in modo quasi inudibile:
ANGELICA - Oh, mio Dio...
Bruno rientra, le si avvicina e la fa una carezza tra i capelli.
ANGELICA - (abbandonata) Ancora qua?
BRUNO - Sst. Non angustiarti. Non ti preoccupare di me. Sono uscito. Non ci sono pi. La mano che ti accarezza i capelli il mio cuore, che restato qui, con te.
ANGELICA - Che senso di vuoto! Quante cose ti porti via! (pianissimo) La mia vita...
BRUNO - Ti resta la parte migliore. (un tempo) E forse forse... hai vinto tu.
Bruno esce da destra.
ANGELICA - Gi, forse ho vinto io...Forse... Addio, amore mio.
E stato un piacere stare con te... E forse anche un piacere, un amaro piacere il dirti... addio.
Angelica si prende la testa tra le mani e... piange.
- BUIO
F I N E
febbraio 2011
di Mario Pozzoli
P E R S O N A G G I
01) ANGELICAEGRUKA POPŎVA-Teatrale-
(Angelica EgruskaPopva(Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio!)
02) BRǓNOV PĚTROVIC LUBKŎV -Un industriale volgare e sanguigno-
(BrnovPtrovicLubkv(Perch dovrei arrabbiarmi?)
03) ADRINOVIC-Vecchio servitore-
Adrinovic(Sar un bene?)
NIKOLẦJ IVANĚNKO-Il marito deceduto-
NikoljIvannko
E L E N C O S C E N E
scena 1prologo
scena 2 Brnov Ptrovic Lubkv
scena 3 larchetto
scena 4 il duello
scena 5 le pistole
Per il dettaglio delle musiche, per informazioni, suggerimenti oppure per ricevere una copia del CD con TUTTE le musiche originali di scena (fornita senza alcuna spesa) contattare lautore:
Mario Pozzoli - Tel. 334 3320184
ATTO UNICO
- Il delizioso piacere di dirsi addio -
N.B. Le battute in questo carattere si ripetono uguali (o con minime variazioni) in tutti e due gli atti unici.
scena 1
prologo
- LUCI PALCO
- LUCI SALA fine
Entra Angelica da sinistra. Indossa un abito nero, elegante. E bella, messa bene. Per calza ai piedi un paio di ciabattone da piet! e sopra il vestito un golfino o qualcosa sempre da piet!
Tiene in mano un violino. Lei il primo violino dellorchestra di turno.
Angelica si siede, accorda il violino, poi si alza e rivolta agli altri orchestrali, suona una nota sola: il LA.
Si risiede, appoggia il violino in grembo e aspetta.
Un applauso...
- APPLAUSI REGISTRATI
...indica che entrato il direttore e il pianista-concertista.
Angelica si alza. Poi il direttore si gira, il pianista prende posto e lapplauso si smorza. Anche Angelica si siede.
Angelica risponde al cenno del direttore, che le chiede se sono tutti pronti, con un altrettanto cenno dassenso e si prepara con larchetto in posizione. Un istante di silenzio e:
- CIAIKOVSKJ - CONCERTO PF N.1 OP.23 - 1 MOVIMENTO
Ora Angelica (che deve conoscere a fondo il pezzo orchestrale!) suona il violino insieme alla sua immaginaria orchestra.
Entra Adrinovic da destra. Guarda la foto del padrone: tenta di sistemarla. Poi, dopo aver osservato per qualche secondo Angelica, la chiama mentre la musica sempre alta.
ADRIANOVIC - (urla) Angelica! Angelica Egruska! Angelica EgruskaPopva!!!
ANGELICA - (urla) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! (con un gesto di stizza lascia andare il violino e la musica finisce)
ADRIANOVIC - La quinta di Beethoven!
ANGELICA - Ciaikovskj!
ADRIANOVIC - Non limbrocco mai!
ANGELICA - Cosa vuoi, Adrinovic? (depone il violino sul divano)
ADRIANOVIC - Angelica Egruska Popva, signora mia, sbaglia, sbaglia tanto! Cos non fa altro che rovinarsi.
ANGELICA - Adrinovic! Ancora!
ADRIANOVIC - (mettendo a posto la sedia) E primavera: la cameriera andata (con un gesto significativo) a cercar fragole, il suo gatto se la gode cacciando gli uccellini e lei se ne sta chiusa qui dentro tutto il santo giorno. Sar un bene?
ANGELICA - Non ti sopporto pi!
ADRIANOVIC - O suona o rimira la foto del padrone o legge. (prende in mano il libro che c sul tavolo) Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust. E bello?
ANGELICA - Noiosissimo! Cinquanta pagine per raccontare che la mamma non gli ha dato il bacio della buona notte!
ADRIANOVIC - Vede?Esca, piuttosto! E quasi un anno che non esce di casa! Sar un bene?
ANGELICA - E non uscir mai, caro Adrinovic! La vita non ha alcun senso, tuttavia ogni essere umano vi trova un motivo per vivere, e il mondo va avanti.
Ma io di motivi per vivere non ne ho pi. (indica la foto. Fatale)
Lui giace nella tomba e io sepolta tra queste quattro mura. Siamo morti entrambi! (esce a sinistra per cambiarsi le scarpe e altro)
ADRIANOVIC - (mettendo a posto il leggio) Vecchia storia la morte, ma a ognuno riesce nuova! (un tempo, guarda la foto) Ma perch la foto di quel cane e non quella del mio amato padrone?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! E la millesima volta che me lo chiedi! Ho le mie buone ragioni!
ADRIANOVIC - Comunque, Angelica Egruska Popva, non si dicono cose simili! Siamo morti entrambi! Suo marito morto, e lei non pu farci nulla. Dio ha voluto cos. Pace allanima sua!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Pace allanima sua!
ADRIANOVIC - Ha pianto. Adesso basta. Non vorr mica versar lacrime e portare il lutto tutta la vita?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Per tutta la vita!
ADRIANOVIC - Sar un bene? No, no! Non ne vale la pena, se lo lasci dire dal suo vecchio domestico, che la ama e la venera come una figlia! (un sospiro)
Ha dimenticato tutti i vicini. Non vuole riceverli. Capirei se non ci fosse gente per bene, ma qui intorno pieno di uomini, soli, giovani e meno giovani, ma tutti ricchi!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Ricca lo sono gi!
ADRIANOVIC - Gi. Per lei bella, fresca come una rosa e non le sar difficile trovare chi le possa offrire qualche buona, ma onesta, tazza di t da gustare nel talamo matrimoniale. Il tutto, glielo assicuro, con la benedizione del suo compianto marito Nicolj Ivannko, che certamente preferirebbe vederla di nuovo felice e maritata.
ANGELICA - (rientra. Fatale. Si sprofonda sul divano guardando la foto) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Non parlarmi mai di queste cose! Da quando morto Nikolj Ivannko la vita per me ha perso ogni valore. A te sembra che io sia viva?
ADRIANOVIC - S.
ANGELICA - E soltanto apparenza!
ADRIANOVIC - Non dica cos! Lei viva e bellissima. Ma la bellezza non eterna, e quando passata, allora tardi!
ANGELICA - Tanto meglio! (si gira sul divano e mostra il viso al pubblico)
S, lui era... era ingiusto, crudele e persino infedele, ma io con lui ho bevuto la mia prima tazza di t, e mentre io la bevevo, lui mi guardava... mi adorava... mi venerava... come una regina... come una Venere... posta sullaltare dellamore. (si gira verso Adrinovic)
E allora io gli dimostrer il mio amore, rimanendogli fedele fino alla tomba!
ADRIANOVIC - Farebbe meglio ad andare a passeggio, a veder vetrine, a mostrarsi in giro. Cosa c di pi eccitante per una donna che essere bella, ben vestita e farsi ammirare da coloro che sanno apprezzare?
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Adrinovic, vattene!
ADRIANOVIC - Angelica Egruska Popva, la prego, mi dica: Mio buon Adrinovic, oggi non ho nulla da fare e quindi fai fare il pieno alla Ferrari in modo che il mio autista Tobia mi porti in giro, a bighellonare senza meta, per godere il mondo!
ANGELICA - Mai! (vede dalla finestra) Guarda, c gente al cancello. (si alza. Prende un cannocchiale e lo usa) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! (in crescendo) Dov il giardiniere? Il cuoco? Lautista?Dove sono i domestici? (isterica) Dove sono tutti?
ADRIANOVIC - Ora li cerco.
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Un uomo!
ADRIANOVIC - Era ora!
ANGELICA - Adrinovic, mio fedele Adrinovic! Pensaci tu!
ADRIANOVIC - S, signora. (sta per andare)
ANGELICA - Dove vai?
ADRIANOVIC - Ad accogliere...
ANGELICA - Adrinovic!
ADRIANOVIC - S, signora.
ANGELICA - Cosa devi fare?
ADRIANOVIC - Non lo so!
ANGELICA - Fai entrare!
ADRIANOVIC - S, signora.
ANGELICA - Ma d che non ricevo!
ADRIANOVIC - S, signora. (esce a destra)
Angelica siede sul divano, imbraccia il violino e suona.
Dopo 12 secondi smette e gira il viso verso il pubblico.
ANGELICA - (fatale) Oh, mio amato Nicolj Ivannko! I tuoi tradimenti, i tuoi sguardi avidi e smaniosi per le altre sono stati per me un doloroso piacere.
Le tue urla e le tue crudelt, un piacere tormentoso.
Le tue assenze, un amaro piacere. (riprende a suonare)
Angelica dopo 12 secondi smette e gira il viso verso il pubblico.
ANGELICA - Ma alla fine ho assaporato un nuovo piacere, il pi grande di tutti: il delizioso piacere di dirti... addio!
(riprende a suonare fino alla fine e intanto parla)
Ed io sono qui, sono qui per dirti addio. Ogni giorno. Sempre. E a gustare fino in fondo la gioia che tu sia morto e sepolto e che non potrai pi comparirmi innanzi.
Sedurre una donna cosa che sa fare qualunque imbecille. Saperla lasciare con eleganza, qui si riconosce il vero uomo!
E tu in questo sei stato un grande: sei crepato!
scena 2
Brnov Ptrovic Lubkv
ADRIANOVIC - (entra da destra. Ha in mano un biglietto da visita che porge ad Angelica) C il signor Brnov. Brnov Ptrovic Lubkv.
ANGELICA - (lo prende, lasciando violino e archetto sul divano) E chi sarebbe?
ADRIANOVIC - Non lha detto.
ANGELICA - Non ricevo nessuno!
ADRIANOVIC - E un prepotente...
BRUNOV - (entrando da destra come se si divincolasse da qualcuno) E lasciami! (vede Angelica. Colpito, ha un momento di imbarazzo)
Signora, ho lonore di presentarmi:Brnov Ptrovic Lubkv. Industriale.
ANGELICA - (con molta calma lo guarda. Si alza e gli tende la mano affinch la baci) Angelica Egruska Popva.
BRUNOV - (guarda la mano, non capisce e poi si decide: gliela stringe)
Vengo subito al dunque, perch non amo perdere tempo.
(togliendo dalla tasca due cambiali)
Suo marito mi rimasto debitore di due cambiali.
Brnov gliele mostra.
Angelica sta per prenderle, ma lui lanticipa ritirando la mano e rimettendo in tasca le cambiali.
ANGELICA - (lo guarda male) Se mio marito rimasto suo debitore, naturalmente pagher. (dandosi delle arie) Adrinovic!
ADRIANOVIC - Comandi, signora.
ANGELICA - (parla con Adrinovic, ma a favore di Brnov, per farsi interessante)
Poich non ho nulla da fare, fai fare il pieno alla Ferrari e d a Tobia che mi dovr portare in giro a godere il mondo.
ADRIANOVIC - Ora?
ANGELICA - S, ora! Vai!
ADRIANOVIC - Ora? Sar un bene? (esce)
BRUNOV - E poich invece io ho parecchio da fare, la pregherei di saldarmi subito il debito di suo marito.
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Che fretta! Ha aspettato un anno, potr pur aspettare ancora!
BRUNOV - Non posso. Domani devo pagare gli interessi alla banca, quindi la pregherei di saldarmi oggi stesso.
ANGELICA - Purtroppo oggi non dispongo di denaro liquido.
BRUNOV - Lo trovi!
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Come se il denaro crescesse in giardino! La settimana prossima torner dalle vacanze il mio commercialista e gli dar ordine di pagarle quanto le spetta.
BRUNOV - Se domani non pago gli interessi, procederanno ad un sequestro.
ANGELICA - La settimana prossima avr i soldi.
BRUNOV - (alza la voce) I soldi mi occorrono oggi, non la settimana prossima!
ANGELICA - (alza la voce) Ma oggi non posso pagarla.
BRUNOV - (urla) Ed io non posso aspettare i suoi comodi!
ANGELICA - (urla) Lei un villano! Se ora non li ho, non posso farci niente! (calma) E non urli!
BRUNOV - (pi quieto) Vuol dire che non pu pagare?
ANGELICA - (quieta) Non posso.
BRUNOV - (facendole il verso) Non posso. Ma perch dovrei arrabbiarmi? (facendole il verso) Non posso!
ANGELICA - Esatto.
BRUNOV - E la sua ultima parola?
ANGELICA - Lultima.
BRUNOV - Ne certa?
ANGELICA - Certissima.
BRUNOV - Ma perch dovrei arrabbiarmi? (un tempo) Io so per certo che la signora i soldi li ha.
ANGELICA - Crede?
BRUNOV - Non ho dubbi!
ANGELICA - Solo gli idioti non hanno dubbi!
BRUNOV - Ma guarda questa! Con chi crede di parlare? Con suo fratello?
ANGELICA - (quieta) Non ho fratelli.
BRUNOV - Questa i soldi li ha, ma non vuole darmeli, per un capriccio da donnetta, e io rischio il fallimento. Ma perch dovrei arrabbiarmi?
ANGELICA - Non si arrabbi, allora!
BRUNOV - Infatti non mi arrabbio, sono contento!
ANGELICA - Sono contenta della sua contentezza!
BRUNOV - (urla) Ho bisogno di quei soldi, subito!
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio... Mi pare di aver parlato chiaro: il mio commercialista la settimana prossima salder il suo credito.
BRUNOV - (urla) Io sono venuto da lei, non dal suo commercialista! Che diavolaccio schifoso me ne faccio del suo commercialista?
ANGELICA - (guardando il biglietto da visita) Egregio... Brnov Ptrovic Lubkv. Io non sono abituata a queste espressioni volgari e a questo tono. Lei un cafone! Un cafone villano! Non voglio pi ascoltarla. (chiama) Adrinovic! (a Brnov) La saluto e la prego di lasciare questa casa!
Entra da destra Adrinovic.
ANGELICA - (uscendo a destra) Accompagna alla porta questo (in modo spregiativo) signore!
BRUNOV - Ma perch dovrei arrabbiarmi? Cameriere!
ADRIANOVIC - Comandi.
BRUNOV - Che tipo ?
ADRIANOVIC - (indica la foto) Le morto il marito un anno fa.
BRUNOV - Quello?
ADRIANOVIC - No! Quello un cane.
BRUNOV - Lo vedo! Ma perch la foto del cane?
ADRIANOVIC - Dice che ha le sue buone ragioni.
BRUNOV - (guarda la foto e non capisce) Beh, tutto questo non mi riguarda. Perch non vuole pagarmi?
ADRIANOVIC - E ancora scossa per la perdita e penso non sia nelle condizioni di occuparsi di questioni economiche.
BRUNOV - Uno con lacqua alla gola, gli servono i soldi, e lei non ti paga perch non nelle condizioni di occuparsi di questioni economiche!
Dille che laspetto e di qui non mi muovo. E portami da bere!
Adrinovic esce a destra.
BRUNOV - Ecco com la logica delle donne: tutto uno svolazzo! Meglio star seduto su un pacco di dinamite piuttosto che parlare con una donna.
Brr!... Mi basta vedere anche da lontano una di queste poetiche creature che mi vengono i crampi ai polpacci.
ADRIANOVIC - (entra da destra portandogli da bere) La signora sta male e non vuole pi parlare con nessuno.
BRUNOV - (ironico) Avr il mal di testa! No, quello lavr avuto quando era sposata! Per far dannare il marito.
ADRIANOVIC - Era il marito che faceva dannare lei.
BRUNOV - Possibile? Un tipetto simile?
ADRIANOVIC - Era un donnaiolo.
BRUNOV - Non sono affari che mi riguardano. E cos mi dici che sta male e non riceve! E va bene, padronissima. Io non mi muovo di qui finch non mi d i soldi.
ADRIANOVIC - Ma sar un bene?
BRUNOV - Certo che lo ! (urla sempre di pi in maniera rozza)
Se sta male una settimana, io sto qui una settimana! Se sta male un anno, io sto qui un anno! Io non mi lascio commuovere n dal lutto, n da tutte quelle sue mossettine! (imita) Le conosciamo queste mossettine! (si stravacca sul divano a gambe divaricate)
Mi siedo qui, bello, tranquillo, e aspetto. Perch dovrei arrabbiarmi?
scena 3
larchetto
ANGELICA - (entra da destra, aggressiva) Adrinovic, vai.
Adrinovic esce a destra.
ANGELICA - Egregio signore, io sono una donna sola e fragile e non sopporto che si gridi. Lei sta turbando il mio dolore!
BRUNOV - (non si alza) Paghi, e me ne vado.
ANGELICA - Glielho gi detto chiaro e tondo: adesso non ho n contanti n assegni, dovr aspettare fino alla settimana prossima.
BRUNOV - Anchio ho avuto lonore di dirle chiaro e tondo che i soldi mi servono oggi. Se oggi non mi paga, domani dovr impiccarmi.
ANGELICA - Non sar una gran perdita!
Brnov si alza colpito dallinsulto. Vorrebbe quasi aggredirla, ma si ferma.
BRUNOV - Perch dovrei arrabbiarmi?
ANGELICA - Ma certo che no!
BRUNOV - In tal caso io resto qui e non mi muovo finch non avr preso i miei soldi. Pagher la settimana prossima? Perfetto! E io me ne star cos fino alla settimana prossima. (si stravacca sul divano a gambe divaricate) Com il suo letto?
ANGELICA - (sta per aggredirlo) Sfacciato, villanzone, sudicio, schifoso!
BRUNOV - (istintivamente ha preso il violino per difendersi) Calma, calma, era uno scherzo.
ANGELICA - Scherzo da camionista!
BRUNOV - (ride guardando il violino) Mi stavo difendendo da lei con un violino! (lo imbraccia goffamente, senza archetto, e il violino si mette a suonare)
BRUNOV - (dopo circa 5 secondi, stupito) Suona da solo?
ANGELICA - E uno Stradivari. Pu fare anche questo. (strappandoglielo di mano esattamente alla fine della musica)
BRUNOV - Ma pensa! C sempre da imparare a questo mondo!
ANGELICA - (sprezzante) Soprattutto le persone ignoranti!
BRUNOV - (colpito, ma la ignora di proposito) E come mai la foto del cane invece che quella...?
INSIEME - Ho le mie buone ragioni!
ANGELICA - E si alzi quando parla con una signora! Buzzurro!
BRUNOV - (sarcastico) Mi scuso. (si alza e volteggia come un damerino. Parlando come scritto) Pardon, madame, ma je suisse tres jol che lei la me dia pas il mio argiant.
ANGELICA - Deficiente!
BRUNOV - Mia bella occhioni neri, (il colore degli occhi dellattrice)io dunque non saprei come ci si comporta con le signore?
ANGELICA - Esattamente!
BRUNOV - Nella mia vita ho fatto a pugni con tre uomini a causa di altrettante donne. Ho impallinato il sedere di tre amanti di altrettante mie amanti che mi facevano becco.
ANGELICA - Ne ho gusto!
BRUNOV - Di donne ne ho piantate quindici e sei hanno piantato me!
ANGELICA - (ironica) Mamma mia, che donnaiolo!
BRUNOV - Sissignore! Ho amato con passione, con furore, in tutte le maniere. Ma ora basta!
(fa il suo ritratto e intanto la guarda attentamente, interessato)
Occhi neri, pieni di passione, labbra di corallo, viso dangelo...
(si sgancia, al pubblico) La luna, i sussurri, i languidi sospiri...
Tutte le donne, nessuna esclusa, sono false, smorfiose, pettegole, maligne, bugiarde sino alla punta dei capelli, futili, meschine, e dotate di una logica da far venire i brividi.
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio!
BRUNOV - (le fa il verso) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio!
Capisco il suo lamento. Lei ha la disgrazia di essere donna e quindi di conoscere per diretta esperienza la natura femminile.
ANGELICA - (si lascia andare sul divano) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio!
BRUNOV - Ecco, capace solo di lagnarsi e piagnucolare.
ANGELICA - Non parliamo degli uomini quando hanno un piccolo male.
BRUNOV - In amore, poi!
ANGELICA - In amore, cosa?
BRUNOV - Tutto lamore della donna si manifesta soltanto nel cercare di pigliarti i soldi.
ANGELICA - E tutto lamore degli uomini si manifesta soltanto nel cercare di pigliarti! Pigliarti e basta.
BRUNOV - (ironico) Ma che parlare da camionista!
ANGELICA - Conosco gli uomini. Tutti sporcaccioni!
BRUNOV - (allibito dalle parole di Angelica) Oh, poffarbacco!
ANGELICA - (imita) Oh, poffarbacco!
BRUNOV - E lei ha mai conosciuto una donna che sia sincera e fedele? Io s. Per erano tutte vecchie e brutte!
ANGELICA - E chi sarebbe fedele e costante? Luomo?
BRUNOV - Esattamente.
ANGELICA - Non ne ho mai conosciuto uno! (un tempo) E quindi io sarei brutta?
BRUNOV - Beh... no.
ANGELICA - E allora come mai io sono fedele?
BRUNOV - Lei, fedele?
ANGELICA - (guardando la foto) S, fedele. Lo amavo follemente, lo adoravo. Gli ho dato la mia giovinezza, la mia ricchezza e lui...?
(sempre seduta sul divano, gira il volto verso il pubblico)
Lui mi ingannava nel modo pi spudorato! Mi lasciava sola per intere settimane. Sotto i miei occhi corteggiava le altre donne.
BRUNOV - E cosa pensava quando si sposata? Se crede che un uomo non debba farsi le sue storie e andare a curiosare altrove, allora doveva prendersi un cane, (indica la foto) non un uomo!
ANGELICA - Per quello che l c un cane!
BRUNOV - Ah, ecco: Ho le mie buone ragioni!
ANGELICA - E nonostante tutto, io lo amavo, gli ero fedele e lo sar sempre, e fino alla tomba porter questo lutto!
BRUNOV - Lutto! Li conosciamo, questi trucchi. Lei si sepolta viva, ma non si dimenticata di truccarsi e di mettersi tutta in ghingheri!
ANGELICA - (si alza e lo affronta) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! (grida) Come osa parlarmi cos?
BRUNOV - Non gridi con me, non sono mica il suo giardiniere! Piuttosto mi paghi e me ne vado!
ANGELICA - Per farle dispetto non le dar neppure un centesimo!
BRUNOV - Ecco! (siede sul divano e prende larchetto) Perch dovrei arrabbiarmi?
ANGELICA - (soffocando per lira) Lei si seduto?
BRUNOV - Proprio cos.
ANGELICA - (grida) La prego di andarsene!
BRUNOV - (ha in mano larchetto e lo punta verso di lei. Grida) Mi dia i miei soldi! Ah, quanta rabbia...
ANGELICA - (grida) Fuori di qui!
BRUNOV - (grida) No.
ANGELICA - (grida) Non se ne va?
BRUNOV - (grida) No.
ANGELICA - (grida) No?
BRUNOV - (grida) No!
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio, che rabbia!
BRUNOV - Si arrabbi pure. Quando si arrabbia pi bella.
ANGELICA - Brutto villano! Con chi crede di parlare?
BRUNOV - Con una bella pollastrella!
ANGELICA - (stringendo i pugni e pestando i piedi) Lei un cafone! Un orso! Un mostro! (si calma) Lo sappiamo perch gli uomini come lei si comportano cos. Perch devono mostrare una virilit che non hanno!
BRUNOV - Cosha ha detto?
ANGELICA - Ho detto che lei una checca!
BRUNO - (dalla rabbia spezzando larchetto che ha in mano e sovrapponendosi allultima parola di Angelica) Maledizione!
Cala il gelo e il silenzio.
Entrambi guardano larchetto spezzato.
scena 4
il duello
ANGELICA - (tesa, irosa, ma a voce bassa e sibilante) Brnov Ptrovic Lubkv, lei... lei ha rotto larchetto del mio Stradivari...
BRUNOV - Ecco...
ANGELICA - Brnov Ptrovic Lubkv, lei un essere... Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! (risoluta) La sfido a duello!
BRUNOV - Mi sfida a duello?
ANGELICA - Lei ha rotto il mio prezioso Stradivari e io lammazzer!
BRUNOV - Ma guarda questa! Va bene, ha ragione, ma non si arrabbi. Glielo ricomprer!
ANGELICA - (urla) Uno Stradivari non si compera! Si eredita!
BRUNOV - Ne faremo costruire uno nuovo! Dove si trova questo signor Stradivari?
ANGELICA - (urla) Stradivari morto da tempo!
BRUNOV - Ah, non lo sapevo. Mi dispiace. E lei si serviva da lui? Magari eravate diventati amici.
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio... Ma gi, cosa vuol capire lei? Un essere di nessun valore!
BRUNOV - Ma porca di quella...
ANGELICA - Non dica parolacce!
BRUNOV - E lei pensa, essendo donna, di avere il diritto di offendermi impunemente?
ANGELICA - Si, la offendo. E allora? Pensa che abbia paura di lei?
BRUNOV - Guardi, non mi arrabbio. Perch dovrei arrabbiarmi? Accetto il duello! Cosha in casa?
ANGELICA - Non lo so. Con cosa si fa un duello?
BRUNOV - Guantoni da box?
ANGELICA - Non ne ho.
BRUNOV - Spade?
ANGELICA - No.
BRUNOV - Coltelli?
ANGELICA - S. Da tavola.
BRUNOV - Con quelli non ci taglia neppure il salame! Frecce?
ANGELICA - Frecce?
BRUNOV - Fucili?
ANGELICA - Non credo.
BRUNOV - Palle da biliardo?
ANGELICA - Non sia ridicolo!
BRUNOV - Oh, mio Dio, ma lei non ha niente! E vuole fare un duello! (ride)
ANGELICA - Non rida! Qualcosa troveremo! Non penser mica che gliela faccia passare liscia?
BRUNOV - Con lei non ho certo questa speranza! Pistole ad acqua?
ANGELICA - S, pistole! Vere per!
BRUNOV - Bene. Alla pistola!
ANGELICA - Alla pistola! (chiama) Adrinovic!
Per un istante, aspettando Adrinovic, si fissano spavaldi, ma affascinati reciprocamente...
ADRIANOVIC - (entra da destra) Comandi.
ANGELICA - (sempre guardando negli occhi Brnov) Porta le pistole di mio marito.
ADRIANOVIC - Oh santa Redegonda, vergine e martire immacolata! Ma per fare cosa?
ANGELICA - (sempre guardando negli occhi Brnov) Un duello!
ADRIANOVIC - Un duello? No, signora, un duello di venerd porta disgrazia!
ANGELICA - (sempre guardando negli occhi Brnov) Le pistole! Presto!
ADRIANOVIC - Signora, quelle pistole sono perfettamente funzionanti!
ANGELICA - (sempre guardando negli occhi Brnov) Lo so.
ADRIANOVIC - Ma sar un bene?
ANGELICA - (sempre guardando negli occhi Brnov) Sbrigati!
ADRIANOVIC - Vado, vado. (esce a destra)
Brnov si gira per guardare Adrinovic che se ne va.
Angelica esce a sinistra.
BRUNOV - Bene, adesso la vedremo! (si gira verso Angelica, ma non la vede pi) Ma dov andata? Signora Angelica!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Angelica Egruska Popva!
BRUNOV - (allarga le braccia) Signora Angelica... Egruska Popvina...
ANGELICA - Popva!
BRUNOV - Popva. Ma dove diavolo si cacciata?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) In camera mia.
BRUNOV - E scappata? Ha paura?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Non si illuda!
BRUNOV - Certo che non mi illudo! (al pubblico) Il duello! Questa s che parit di diritti! Qui s che c parit dei sessi! La stender secca, per principio! (un tempo) Ma che donna! Che donna!
Rossa dira, gli occhi lampeggianti, le labbra frementi... Parola donore, la prima volta in vita mia che vedo una donna simile. Non tutte quelle smorfiosette, papp, cicc, cocc... Questa s che una donna, niente da dire! Una vera donna! Un fuoco, una polveriera, una bomba! Mi dispiace persino ucciderla!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Allora? Non sento pi niente. E forse scappato? O la tremarella le ha paralizzato la lingua?
BRUNOV - Stia tranquilla, io di qui non mi muovo! Ma forse lei andata in bagno per la paura. Pip?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer. Furibonda) BrnovPtrovic Lubkv! Non... Non ho parole!
BRUNOV - Scherzavo! Dove si nascosta?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Mi sto cambiando.
BRUNOV - Si sta cambiando cosa?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Labito. Non penser che affronti un duello con un uomo, vestita comero prima?
BRUNOV - Ma senti questa! Ah, le donne! Deve fare un duello, fra poco si prender una bella palla in fronte e lei pensa al vestito! Le donne, le donne!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Non creder mica di spaventarmi coi suoi pugnacci e con la sua voce da orco? Eh? Villanzone che non altro!
BRUNOV - Venga fuori e le far vedere io! Non mimporta che lei sia una donna, (ironico) una debole creatura. (prende il violino, lo guarda, lo imbraccia)
Dopo 6 secondi, Brunov, sconcertato, lo allontana da s. Silenzio.
Lo imbraccia di nuovo.
Dopo 4 secondi lo allontana. Silenzio.
Lo imbraccia di nuovo, il violino riprende a suonare e poi quando ci sar il pieno orchestrale lo adager sul divano inorridito, ma la musica continuer fino alla fine.
BRUNOV - Per! Questo signor Stadivari!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Lasci stare il mio Stradivari! Lei non neppure degno di sfiorarlo!
BRUNOV - Non permetter a nessuno di offendermi!
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer. Cercando di gridare pi forte) Lei una piattola!
BRUNOV - Corpo di Bacco! (un tempo) Cos una piattola?
ANGELICA - (da fuori, finch non rientrer) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Con che piacere pianter una pallottola nella sua testa di legno!
BRUNOV - La stendo secca come un pollas...
Compare Angelica, ancor pi bella. Indossa una mise molto affascinante e insinuante. Si fa ammirare per qualche secondo.
ANGELICA - Beh, allora? Mi stende secca come cosa?
BRUNOV - (riprendendosi pian piano) Come una... bella pollastrella...
ANGELICA - E io la impalliner come un fringuello!
BRUNOV - (la guarda infuocato) E io... Io...
ANGELICA - (con aria di sfida) E lei?
scena 5
le pistole
ADRIANOVIC - (entra da destra portando le pistole) Un duello! Ma sar un bene?
ANGELICA - Dai qui!
ADRIANOVIC - Signora, Tobia ha fatto il pieno alla Ferrari ed pronto a scorazzarla in giro, a godere il mondo.
ANGELICA - Non ho tempo ora!
ADRIANOVIC - Non ha tempo, dice! (a Brnov) Signore mio, se ne vada, la scongiuro! Pregher per lei in eterno!
ANGELICA - Vai, ti dico!
Adrinovic esce da destra.
Mentre Angelica armeggia con le pistole, non avendone mai presa una in mano...
BRUNOV - (al pubblico) Devo dire che decisamente mi piace! Decisamente!
Sono persino pronto a condonarle il debito. Anche la rabbia mi passata...
ANGELICA - (puntandogli maldestramente la pistola addosso) Venga un po qui e mi faccia vedere come si fa a sparare!
BRUNOV - Attenta! (scosta la pistola) Vediamo, dunque, la pistola va tenuta cos. (le prende la mano, le fa impugnare la pistola, le gira intorno posizionandosi alle sue spalle)
Bisogna fare in modo che la mano non tremi.
Angelica la impugna con entrambe le mani.
BRUNOV - (le prende le mani, le separa, con una le fa stringere la pistola e si avvicina molto a lei, intanto parla) Non con due mani! Non siamo mica nei film polizieschi! La testa un po indietro!
ANGELICA - (ci sta, si adegua, portando la testa un po indietro) E il corpo? Cos? (si appoggia)
BRUNOV - S... s... (si fa aria) Ora tenda il braccio. La regola principale di non perdere mai il sangue freddo.
ANGELICA - Qualcuno qui lo sta perdendo!
BRUNOV - (al pubblico) Che occhi, che occhi! (abbassa il viso sul suo collo)
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Brnov Ptrovic Lubkv, lavverto che quasi un anno che mio marito morto.
BRUNOV - (rialza il viso) Un anno senza una calda e fumante tazza t?
ANGELICA - Esattamente! E nel caso mi venisse offerta, non garantisco di avere la forza di rifiutarla.
BRUNOV - (ironico) Forse qualcuno gliela sta offrendo?
ANGELICA - (guardando e indicando il loro atteggiamento) Beh, direi che...
BRUNOV - (la molla) Che io sparer in aria!
ANGELICA - Perch?
BRUNOV - Perch... Perch... affar mio, perch!
ANGELICA - (trionfante) Ha paura! Lei soffre di vigliaccheria congenita, la caratteristica principale degli uomini che si trovano di fronte ad una vera donna!
BRUNOV - Non sono un vigliacco!
ANGELICA - E invece s! Mentre io non sar tranquilla finch non le avr bucato la testa. (la tocca) Questa odiosa testa di villano, maleducato.
BRUNOV - Signora, non mi stuzzichi!
ANGELICA - Lei non vuole battersi perch ha paura di una donna!
BRUNOV - Si, ho paura!
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio, il superuomo ha paura di me! Ha paura forse della mia mira?
BRUNOV - Non di quella.
ANGELICA - E di che cosa, allora?
BRUNOV - E che... C dellaltro!
ANGELICA - E che (calcando) altro ci sarebbe?
BRUNOV - Ci sarebbe che... (al pubblico) Che donna eccitante! Una donna straordinaria! Non posso dominarmi, devo dirglielo.
(a lei) E che lei mi piace!
ANGELICA - (una risata) Io gli piaccio! Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio, io gli piaccio! Fa lorso, il villano, il prepotente e poi osa dire che gli piaccio! (indica la porta) Prego!
BRUNOV - (si avvia. Vicino alla porta si ferma, torna indietro) Ascolti, lo so che arrabbiata. Anchio sono su tutte le furie, ma, come posso dire...? Il fatto che, dunque, una storia cos, a dir la verit... (urla) forse colpa mia se lei mi piace? (afferra una sedia o un oggetto a scelta e lo rompe)
ANGELICA - Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio! Ma mi vuole disfare la casa? Prima lo Stradivari...
BRUNOV - Mi perdoni, gliela far riparare.
ANGELICA - Ma cosa vuol far riparare! (cambio repentino di tono) Diceva?
BRUNOV - Quando?
ANGELICA - Poco fa. Che io...
BRUNOV - S, lei mi piace! Io... io sono quasi innamorato! No, io (calca) sono innamorato! No, no, neppure questo va bene. Io... lamo!
ANGELICA - (plateale) Se ne vada, io invece la odio!
BRUNOV - Non vero.
ANGELICA - E invece s!
BRUNOV - (al pubblico) Dio, che donna! Mai nella mia vita ho visto niente di simile! Sono perduto! Sono finito! Sono caduto in trappola come un topo!
ANGELICA - (prende la pistola, se non lha ancora deposta) Se ne vada, o sparo!
BRUNOV - Spari! Lei non pu capire che felicit sia morire sotto lo sguardo di quei suoi occhi meravigliosi! (al pubblico) Sono impazzito!
ANGELICA - Guardi che con me queste smancerie non attaccano. I suoi soldi non glieli dar mai!
BRUNOV - Vuole diventare mia moglie?
ANGELICA - Eh!?
BRUNOV - Vuole diventare mia moglie?
Angelica lo fissa stralunata e le cade la pistola dalla mano.
- UNO SPARO
Nessuno dei due fa il minimo movimento di sorpresa.
BRUNOV - Non mi guardi cos! Lo so, sono impazzito!
Angelica lo fissa ancora a bocca aperta.
BRUNOV - Decida subito perch se esco di qui, non ci rivedremo mai pi! Vuole diventare mia moglie?
ANGELICA - Mai!
BRUNOV - Sono ricco.
ANGELICA - Lo sono anchio!
BRUNOV - Sono sportivo.
ANGELICA - Odio lo sport!
BRUNOV - Mi piace viaggiare.
ANGELICA - Preferisco guardare le cartoline!
BRUNOV - Sono deciso e risoluto.
ANGELICA - Anchio!
BRUNOV - Sono una persona intraprendente.
ANGELICA - Un bifolco!
BRUNOV - Ma so anche essere dolce e tenero come...
ANGELICA - Un orso!
BRUNOV - Orsacchiotto!
ANGELICA - Orso!
BRUNOV - So far felici le donne che non amo. Immagini quelle che amo. (prendendola per le spalle) E so preparare delle meravigliose e infuocate tazze di t!
E mentre lei le berr, io la guarder... ladorer... venerandola come una regina... come una Venere... posta sullaltare dellamore.
ANGELICA - (senza convinzione) Lo faceva gi mio marito.
BRUNOV - E io far di meglio.
ANGELICA - (senza convinzione) Mi lasci! Dov la mia pistola? (ma rimane vicina lui) Voglio il duello! Voglio battermi!
Brnov la molla e va al proscenio.
BRUNOV - (al pubblico, sdegnato con s stesso) Avrei proprio pensato che un momento come questo non sarebbe mai arrivato. Mi sono innamorato come un ragazzino, come uno stupido! Mi faccio schifo!
(cambia, dolce) Ma devo dire che molto piacevole!
(cambia, sdegnato con s stesso) Che vergogna, che obbrobrio!
(torna e la riprende per le spalle, come prima)
Lamo di un amore divorante, appassionato, incomprensibile, indistruttibile. Io lamer, per sempre. Irrevocabilmente.
Le chiedo la mano!
ANGELICA - (si divincola senza convinzione e grida) Voglio battermi!
BRUNOV - (al pubblico) Incastrato come un merlo! (a lei) Non vuole? Fa niente! Me ne vado! (si dirige rapidamente verso la porta di destra)
ANGELICA - Aspetti!
BRUNOV - Allora?
ANGELICA - Niente! Se ne vada!
Anzi, aspetti!
No, vada, vada! Io la odio!
Cio, no! Si fermi!
Ah, se sapesse quanta rabbia ho in corpo!
Perch si fermato? Via di qui!
BRUNOV - Addio. (esce)
ANGELICA - (grida) Ma dove va?
BRUNOV - (entra) Basta cos! (le si avvicina)
ANGELICA - (indietreggia fino al divano) Cosa fa? Non si avvicini, non si avvicini! Ah, quanta rabbia!
BRUNOV - (raggiungendola) Guardi che con la pistola da venti metri, centro una moneta lanciata in aria.
ANGELICA - Sbruffone!
BRUNOV - Avrei dovuto bucarle questa bella testolina! Ma mi sono innamorato... Cotto, come uno studentello...
(al pubblico, intanto che va dallaltro lato del palco)
Mi vengono i brividi! Domani devo pagare gli interessi in banca...
ANGELICA - (al pubblico) Non gli dar un soldo!
BRUNOV - In fabbrica, se non ci sono io, va tutto a rotoli...
ANGELICA - Superman!
BRUNOV - Ho un pranzo con una delegazione cinese...
ANGELICA - Pesce marcio gli devono servire!
BRUNOV - Ho un congresso di industriali...
ANGELICA - Se manca lui si ferma il mondo!
BRUNOV - Tutti mi aspettano e salta fuori lei! Non me lo perdoner mai! (le si avvicina)
ANGELICA - Cosa fa? (si ritrae vicina al divano)
BRUNOV - Ora la prendo tra le braccia. (la prende tra le braccia)
ANGELICA - (non oppone resistenza) Mi lasci stare! Gi le mani! Io la odio! Voglio battermi!
BRUNOV - Angelica, ormai non posso pi vivere senza di te... ho sete, sete di te... di t... si insomma... (e si butta insieme a lei sul divano, nascosti al pubblico)
ANGELICA - (urla tra un bacio e laltro) Cosa fa? Mi bacia? Zotico! Villanzone!
(un tempo) Oh, mio Dio, mio Dio, mio Dio, anche questo... Non ci posso credere... Cafone! Orso!
(si affaccia al divano scarmigliata)Che delizia! S, mio caro, Nikolj Ivannko, statoun piacere, un delizioso piacere il dirti... addio!
Mentre parte la musica finale. Brnov la tira gi.
Dopo un poco Angelica risale a prender fiato. E poi di nuovo gi.
Si alza un braccio, una testa, una gamba...
Volano foulard, scarpe, parrucche...
E alla fine unesplosione di stelle filanti!
F I N E
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