Leggenda in un atto
di Paul ARNOLD
Titolo originale dell'opera: LE P'TIT TAILLEUR
Versione italiana di Ermanno Maccario
da IL DRAMMA n. 189 del 15 Settembre 1953
LE PERSONE
IL SIGNORE DI KERMILAINE
ISOTTA
IL SARTO
IL SERVO
* Tutti i diritti sono riservati.
(In Bretagna, molti secoli fa. Interno di una vecchia torre abbandonata. In fondo una porta. A sinistra una profonda feritoia. Luce debole. Colpi contro la porta; stridere di una serratura che si apre con difficolt).
Il Signore di Kermilaine arrugginita, la serratura?
Il Servo Un po', signore. Ma la chiave gira...
Il Signore di Kermilaine Forza! un colpo di spalla!
(La porta si apre con difficolt, stride sui cardini e lascia appena il passaggio al signore di Kermi-laine. Il servo s'inchina).
Il Signore di Kermilaine Maledetta porta! Cerca di aprire un po' meglio.
Il Servo Impossibile, signore. Anche i cardini sono arrugginiti.
Il Signore di Kermilaine E che odore! Apri la finestra.
Il Servo In quanto a finestra... non c' che un buco l in alto. Aspetti che salgo. una vecchia feritoia, signore.
Il Signore di Kermilaine(vivacemente) Credi che sarebbe possibile uscire di l, per un uomo?
Il Servo C' una grossa sbarra in traverso. E piena di punte. Nemmeno un ragazzo, ce la farebbe.
Il Signore di Kermilaine Resistente?
Il Servo La sbarra? Da appenderci un bove.
Il Signore di Kermilaine E fuori, che cosa si vede?
Il Servo Mare. A perdita d'occhio. E minaccioso.
Il Signore di Kermilaine Non avevano il senso del confort , i miei cari antenati! Ma questo odore da dove viene?
Il Servo Un odore di chiuso. La corrente d'aria lo far sparire. Attenzione a sinistra!
Il Signore di Kermilaine Che cos'? un trabocchetto?
Il Servo Una fossa profonda
Il Signore di Kermilaine Un dimenticatoio lo chiamavano. A giudicar dall'odore, dovevano dimenticarci un po' di tutto. Anche i propri nemici.
Il Servo Non dovevano dimenticare facilmente,i signori di Kermilaine.
Il Signore di Kermilaine Una memoria di ferro, i miei cari antenati. Puoi scendere.
Il Servo Non si pu dir che sia allegro, come locale.
Il Signore di Kermilaine Guarda. L in fondo. Che roba ?
Il Servo Vecchi abiti. Stracci alla rinfusa. Un covo di tarme. Un paio di... di scarpe a quel che sembra. Vecchie scarpe d'altri tempi.
Il Signore di Kermilaine Via tutto di l.
Il Servo Nel trabocchetto?
Il Signore di Kermilaine Mai pi. Non un filo, qua dentro. Butta fuori!
Il Servo Come volete.
Il Signore di Kermilaine Fuori! Non vedi altro? Tela, lino, canapa, lana, seta?
Il Servo No. S, c' una corda. Laggi. Una corda a chiodi, attaccata al soffitto.
Il Signore di Kermilaine Levala.
Il Servo Accidenti. Non riesco a staccarla. Doveva servire ad appendere la gente per i piedi...
Il Signore di Kermilaine Tagliala, allora. Il pi alto possibile. Che non si arrivi a toccarla.
Il Servo Fatto. Accidenti! Una canapa meravigliosa. Non se ne fanno pi, oggi, corde di questa sorta. Nemmeno per impiccare.
Il Signore di Kermilaine Non c' altro? Tutto pulito?
Il Servo Non vorr mica darci un ballo, qua dentro?
Il Signore di Kermilaine Quasi. Via, andiamo. in ritardo quel maledetto sarto
Il Servo Mi aveva detto di farlo venire alle sei. appena l'ora. Anche ai condannati a morte, si lascia un quarto d'ora di grazia! E sa venir su al castello, dalla citt, con questo caldo!
IlSignore di Kermilaine Lo farai entrare qua dentro.
Il Servo(sorpreso) Qua?
(Entra Isotta).
Isotta Beh, che cosa mi si nasconde? Avete fatto costruire una forca enorme, come dovesse servire ad impiccare un Golia.
Il Signohe di Kermilaine Quasi...
Isotta Ma insomma, che cosa succede? Il prevosto mi ha detto che non c' nessuno, in prigione, che nessuno stato arrestato, che nessun delinquente segnalato nei dintorni, e che a parte quattro sgualdrine, lui non conosce, a Plouescat, che della gente perbene,
Il Signore di Kermilaine Messe a parte, quelle quattro baldracche.
Isotta Ditemi, cosa mi nascondete?
(Il servo si ritira portando via la corda e gli stracci).
Il Signore di Kermilaine Nulla.
Isotta Tuttavia non certo per dare un ballo che avete fatto drizzare una forca.
Il Signore di Kermilaine Perch no? I nostri cugini Kertoual, non han forse dato un ballo della
Croix Rouge? Perch non potrei dare un ballo della forca?
Isotta E per quando?
Il Signore di Kermilaine Domani.
Isotta Domani? Ma siete pazzo, amico mio? Devo farmi il vestito. E non si pu invitare la gente...
Il Signore di Kermilaine Ho preso le mie precauzioni. Ho avvertito chi di dovere. E il sarto... sar qui tra un momento.
Isotta Non pretenderete che per domani quel poveretto...
Il Signore di Kermilaine E perch no? Se non se la caver, ne faremo chiamare un altro.
Isotta Ah, no! Si offenderebbe. E poi, lavora cos bene. Un taglio. Una linea. Guardatemi.
Il Signore di Kermilaine(freddamente) Vi sto guardando.
Isotta E non vi piace, il mio abito? Non vi sembra adorabile?
Il Signore di Kermilaine No.
Isotta Siete un uomo privo di gusto.
Il Signore di Kermilaine Siete certa che il vostro sarto ne abbia?
Isotta Ne sono convinta come son convinta di Dio.
Il Signore di Kermilaine(ambiguo) Allora, non c' pi alcun dubbio.
Isotta Affidatevi a me. Chiunque ha pi gusto di voi. Persino il piccolo...
Il Signore di Kermilaine Quale piccolo?
Isotta Il vostro paggio con quel nome inglese... cos difficile che non riuscir mai a pronunciarlo.
Il Signore di Kermilaine Non avrete il tempo di impararlo, signora.
Isotta Vorreste mettere anche lui alla porta? Ma che cosa vi ha fatto quel ragazzo? Povero piccolo. Non fa che lamentarsi di voi.
Il Signore di Kermilaine(vivacemente) Si lamenta? Con voi?
Isotta Bisogna pure che si lagni con qualcuno. Non ha nessuno.
Il Signore di Kermilaine Ha voi, per.
Isotta Certo. Se foste riuscito a danni un figlio, cos che l'avrei voluto.
Il Signore di Kermilaine Non io.
Isotta naturale: non vi assomiglierebbe.
Il Signore di Kermilaine Non mi paragonate a quel paggio, vi prego.
Isotta Me ne guarderei bene. Il confronto sarebbe troppo crudele, per voi.
Il Signore di Kermilaine Per voi, anche. Quando non ci sar pi.
Isotta Il paggio rester qui.
Il Signore di Kermilaine Credete?
Isotta Vi state coprendo di ridicolo, a furia di licenziar tutti i servi. E licenziare non la parola esatta. Alcuni spariscono non si sa come. Senza contare il palafreniere che ha rischiato di strozzarsi alle redini del mio cavallo. Si comincia a mormorare...
Il Signore di Kermilaine(incuriosito) E che cosa si dice?
Isotta Che la casa stregata... O che voi siete pazzo... o geloso. (Con malizia) Preferirei quest'ultima spiegazione. (Altro tono) Addio, amico mio. E mandatemi il sarto, appena viene.
Il Signore di Kermilaine Mandarvelo. Dove?
Isotta In camera mia, naturalmente.
Il Signore di Kermilaine Naturalmente.
Isotta Conosce la strada.
Il Signore di Kermilaine Non ne dubito.
(Isotta s'avvia ad uscire)
Un momento. Supponete che non accetti...
Isotta Sarebbe la prima volta.
Il Signore di Kermilaine Potremmo sentire la sarta...
Isotta La vecchia strega? Sempre sudata e coi denti gialli? Ma non ha la minima idea, quella, amico mio. Il piccolo sarto conosce bene i miei deboli...
Il Signore di Kermilaine Se li conosce... (Altro tono) Ma insomma, non pu far miracoli! Un mantello per me, una veste da ballo per voi, e tutto per domani sera!
Isotta Avreste potuto dirglielo prima. Le occasioni non sono mancate. Anche iersera. Quando mi ha portato questo abito. Gentile. Ha tenuto a portarmelo lui, in persona.
Il Signore di Kermilaine vero. In persona. Le occasioni non sono mancate. Ma ho deciso di dar questo ballo quando il sarto se n'era gi andato.
Isotta Pazienza.
Il Signore di Kermilaine Allora, cambiate idea?
Isotta Siete pazzo. Il piccolo sarto far il suo possibile. Per me, farebbe qualunque cosa.
Il Signore di Kermilaine vero. Lavete ripetuto abbastanza. Credete che acconsentir?
Isotta Se sono io a chiederlo...
Il Signore di Kermilaine Allora...
Isotta Allora: che cosa?
(Rientra il servo)
Il Servo Il sarto sta arrivando.
Il Signore di Kermilaine Bene. Mandalo qui.
Isotta Qui? Volete riceverlo qui?
Il Signore di Kermilaine E perch no?
(Il servo esce).
Isotta Decisamente siete sempre pi matto.
Il Signore di Kermilaine Niente affatto. Dovremo danzarci, qui dentro. Si far un idea dell'ambiente.
(Il servo rientra seguito dal sarto un po' intimorito dal luogo, rispettoso e servizievole). Il Sarto (s'inchina profondamente) Buonasera, signore.
Isotta Buonasera, amico mio.
Il Sarto La signora scuser il mio ritardo. Ho dovuto terminare il mantello del Podest. E dovr vegliare tutta la notte, se voglio finire quello del prevosto. Perch domani...
Il Signore di Kermilaine(tagliando corto) Il prevosto aspetter.
Il Sarto Ho dato la mia parola.
Il Signore di Kermilaine Vi dispenso dal mantenerla.
Il Sarto Non credo vi sia possibile.
Isotta Parler col prevosto.
Il Sarto La signora troppo buona...
Il Signore di Kermilaine Credete?
Isotta Abbiamo bisogno di voi, caro amico.
Il Signore di Kermilaine Un lavoro importante. Da fare rapidamente.
Isotta Non c' niente che faccia paura, al mio sarto!
Il Sarto Il lavoro? No certo, signora. Gli uomini, mi fanno paura...
Il Signore di Kermilaine Io, per esempio?
Il Sarto Voi siete il padrone.
Isotta Brutta parola!
Il Sarto Scusatemi. per la signora?
Il Signore di Kermilaine Un mantello per me.
Isotta E per me, una veste da ballo.
Il Signore di Kermilaine Da ballo. Proprio da ballo.
Isotta Qualcosa di eccezionale.
Il Sarto La signora sar soddisfatta.
Il Signore di Kermilaine Non c' il minimo dubbio. Sembrate fatto apposta, per soddisfar la signora.
Il Sarto Troppo gentile. La signora ha un corpo di fata.
Isotta Credete?
Il Sarto Per questa veste da ballo ho gi in mente qualcosa. Una meraviglia. Un modello originale. Lo chiamer... Melusina.
Il Signore di Kermilaine(ironico) Squisito davvero.
Isotta Straordinario.
Il Sarto Ho ricevuto ieri un tessuto dall'India da far venire le lacrime agli occhi, per voi, signore. Domani comincer a tagliarlo...
Il Signore di Kermilaine Sar troppo tardi. Mi occorre il mantello per domattina.
Isotta E il mio abito, per domani sera.
Il Sarto Signora, mi dispiace. impossibile.
Il Signore di Kermilaine Arrangiatevi.
Il Sarto Ma occorrono almeno due giorni per un mantello. E tre, per un abito come questo.
Il Signore di Kermilaine Per una volta tanto un giorno dovr bastarvi.
Il Sarto Non sono uno stregone, signore.
Il Signore di Kermilaine Non ditelo. Potreste riuscirci... e allora si dir che lo siete.
Il Sarto E avreste ragione.
Il Signore di Kermilaine Allora... no?
Il Sarto Per forza.
Isotta Ma amico mio! Si direbbe che abbiate da lamentarvi di noi! Vi stato mai mancato di riguardo? Siete stato mal ricevuto? Non parlo del vostro interesse. So bene, non al guadagno che voi mirate. Vi parlo di noi, di me. Vi parlo col cuore in mano. Avete da lamentarvi di noi?
Il Sarto Signora! Tutt'altro.
Isotta E allora perch farvi pregare? Mi occorre quest'abito per domani. un salvataggio in extremis, che vi chiedo. E non al sarto, lo chiedo, all'amico.
Il Signore di Kermilaine Esattamente.
Il Sarto Sono davvero confuso. Ma, signora... come potrei?
Isotta Si pu quel che si vuole. Avreste il coraggio di darmi una delusione?
Il Sarto Signora...
Isotta(troncando) Grazie, amico mio, grazie. Conto su voi. Come voi potrete sempre contare su me...
Il Sarto impossibile rifiutarvi qualcosa. Ma...
Isotta(troncando) D'accordo. Vi aspetto. Conoscete la strada. Per il tessuto va bene. Ho fiducia in voi. Sceglieremo il modello insieme. Ho anch'io qualche idea... Che non vi dispiacer, state certo. A presto, allora.
Il Signore di Kermilaine Alla buon'ora! Vedete bene, mio caro sarto, che vi era possibile.
Il Sarto Ha un modo di fare. Mi farebbe prometter la luna.
Il Signore di Kermilaine Gliela prometterete.
Il Sarto Posso prendervi le misure?
Il Signore di Kermilaine Fate pure.
Il Sarto Siete fortunato, signore. Non conosco una donna che le sia paragonabile. Settantasei.
Il Signore di Kermilaine Con tutte quelle che conoscete...
Il Sarto Per forza! Le vesto. Sono una specie di confessore, io. Il braccio. In alto. Cos.
Il Signore di Kermilaine E tutte le donne hanno qualcosa da confessarvi?
Il Sarto Tutte signore. Cinquantaquattro. Lunga, la manica? S, meglio lunga. Fino a met della mano...
Il Signore di Kermilaine Quindi... meglio che il marito non sia presente, alle prove?
Il Sarto Mille volte meglio, potete credermi. Sessantatr. La vita... attillata?
Il Signore di Kermilaine E di che cosa parlate durante le prove?
Il Sarto Di tutto. L'argomento non ha importanza.
Il Signore di Kermilaine Ne dubitavo. Le donne sono insaziabili di parole.
Il Sarto Insaziabili: l'avete detto. I bottoni?
Il Signore di Kermilaine Vi lascio scegliere.
Il Sarto E come collo?
Il Signore di Kermilaine Il vostro.
Il Sarto Ah. Vi piace?
Il Signore di Kermilaine Che cosa portate in quella borsa?
Il Sarto I ferri del mestiere, signore: aghi, filo, forbici...
Il Signore di Kermilaine Quindi avete tutto il necessario.
Il Sarto Sempre, signore. Come un gentiluomo con la sua spada.
Il Signore di Kermilaine E potreste lavorare dovunque?
Il Sarto Indifferentemente, signore.
Il Signore di Kermilaine Allora, starete benissimo qui.
Il Sarto(sbalordito) Qui?
Il Signore di Kermilaine Qui, come altrove. Qui vi ho a portata di mano.
Il Sarto Troppo onore davvero.
Il Signore di Kermilaine L'onore mio.
Il Sarto Il brutto ... che tra poco sar buio.
Il Signore di Kermilaine Vi far portare un lume. Va bene?
Il Sarto Dopo tutto... Se ci tenete...
Il Signore di Kermilaine Far chiuder la Porta. Per evitare le correnti d'aria. Cos non avrete freddo.
Il Sarto Ma io non son freddoloso.
Il Signore di Kermilaine Avete tutta la notte. Per questo mantello. Promesso?
Il Sarto Promesso.
Il Signore di Kermilaine(tagliando corto) Allora, nulla vi manca?
Il SartoNulla? La stoffa...
Il Signore di Kermilaine Ebbene: ne farete a meno! (Ride) E non dimenticate: ogni promessa debito. Non tollero che ci si prenda gioco di me. C' una forca, in cortile. Avreste dovuto vederla passando. ben visibile. (Ride).
Il Sarto Signore...
Il Signore di Kermilaine Buon lavoro! Verr all'alba a provare il mantello. E se non pronto...
Il Sarto Ma signore, volete scherzare...
Il Signore di Kermilaine Non scherzo mai, coi miei servi. Soprattutto con quelli che ridono con mia moglie. Salute. E a domani. Forca o mantello. Sta a voi scegliere. (Al servo) Chiudi a doppio giro.
(Esce seguito dal servo. Rumore fortissimo di porta che viene chiusa d'un colpo. Il sarto, comprendendo la situazione corre alla porta).
Il Sarto Signore! Signore... Come faccio... senza stoffa? No, non chiudete! La stoffa! Devo andarla a cercare! Aprite! Signore! Signore! (Scuote la porta) Se n' andato. Ma forse... la maniglia... No. Chiuso di fuori. C' la finestra. troppo in alto. (Si lamenta nello sforzo di salire) No. Posso arrivarci.... Ci arrivo... Ah... ci arrivo... Ah: d sul mare. No. C' una sbarra. Niente da fare. Non passo. Non passo... (Un tonfo) Accidenti! Era pi alto di quel che credevo. (Batte alla porta) Signore! Signoooree! (Pausa) Ma l c' un passaggio. buio. Ma in fondo... l'unica via che mi resti. Forse non profondo. Una pietra... ci sar bene una pietra in questa dannata spelonca? Ah. Ecco. Una pietra. (Lancia una pietra nel pozzo profondo. Rumore finale ingigantito dall'eco) Niente da fare. E che odore... D le vertigini. insopportabile! (Batte alla porta) Aprite! Mi hanno chiuso! Chiuso per sbaglio... (L'eco risponde Per sbaglio) Ma no, sono pazzo. uno scherzo. Mi stanno facendo uno scherzo. E stupido. Perch poi non avr pi tempo per gli abiti. Devono morir dalle risa, l, dietro la porta. E va bene, uno scherzo! Ora mi apriranno. Al lavoro! Gi: le misure. Se le dimenticassi... dovrei ricominciare daccapo. Via! Bisogna annotarle da qualche parte... Un pezzo di gesso... Ma dove annotarle? Ah. Ecco. Sul muro. Qui. No! Che cosa c' qui? chi ha scritto sul muro? (Legge) Muoio innocente . Chi l'avr scritto? Roba vecchia. Di tempi passati. (Reagendo) Via, le misure! 76 - 54- 32- 63 - 128. (Urla) Ah! Viene qualcuno! lui! Lo sapevo. Uno scherzo! Era uno scherzo!
(La porta si apre)
No, non lui. quel maledetto servo che lo accompagna sempre. Ebbene?
Il ServoEccovi il lume. E una sedia.
Il Sarto Ma allora? Lo scherzo continua?
Il Servo Non saprei... Quando gli piglia... Siamo in autunno. La sera fa presto a calare. E non sar quel buco l in alto, a darvi luce.
Il Sarto Si rende conto, il tuo padrone, del tempo che mi fa perdere? Crede che sia il suo giullare?
Il Servo A volte si fa delle idee...
Il Sarto Poco spiritose, lo ammetterai. E intanto sua moglie mi aspetta in camera sua e il lavoro non va avanti. Se vuol per domani il mantello e la veste da ballo...
Il Servo Ma tu ci credi a quel ballo?
Il Sarto Perch no? Sono tre anni che non ne d...
Il Servo Non ha invitato nessuno. Me Iha detto il prevosto... E nemmeno lui ci crede.
Il Sarto Ma allora il mantello... la veste...
Il Servo Fan parte dello scherzo. Anche loro.
Il Sarto Detto tra noi, esagera il tuo padrone. Ho un lavoro enorme, io! Del lavoro sul serio, dei clienti che aspettano, delle donne che mi strozzeranno se manco alla mia parola. Puoi dirglielo da parte mia. Io me ne vado. Arrivederci.
Il Servo Calma.
Il Sarto Lasciami passare.
Il Servo Ordine del padrone: il sarto dentro la torre.
Il Sarto Ma pazzo?
Il Servo Non dire sciocchezze.
Il Sarto Abbiamo parlato abbastanza. Levati dalla porta. Devo andarmene. Ho fretta.
Il Servo Fermo l. Ordine del padrone, ti ho detto.
Il Sarto Ma parli sul serio?
Il Servo Te ne accorgerai.
Il Sarto Insomma, che cosa significa questa faccenda?
Il Servo Cosa vuoi che ne sappia?
Il Sarto Non vorr mica lasciarmi chiuso qua dentro?
Il Servo Fino a domani.
Il Sarto Con che diritto?
Il Servo il padrone.
Il Sarto Ah, questa...
Il Servo Il padrone, sicuro. E tu, il suo sarto. Uno zero, capisci?
Il Sarto Un uomo.
Il Servo Proprio per questo
Il Sarto Per questo?
Il Servo Proprio perch sei un uomo...
Il Sarto Ma cosa vuoi dire?
Il Servo Non fare lo stupido. Con lui, passi: il marito. Ma con me!
Il Sarto Che il diavolo mi porti se ci capisco qualcosa!
Il ServoCi non toglie che sei fortunato. A ogni prova... e lei prova continuamente... Anch'io, se avessi certe idee per la testa... ma non sono mica scemo. Perch alcuni li manda via. Ma ci sono anche quelli che impicca. Dove e come gli importa poco. E non fa mai nulla per ridere.
Il Sarto Ma via! Non scherziamo! Vuoi dir che s'immagina che io...
Il Servo E lei. Bravo. Ormai lo ha capito.
Il Sarto Ma pazzo.
Il Servo un marito.
Il Sarto Come pu pensare che io...
Il Servo E perch no? Dopo tutto non sei fatto male.
Il Sarto mostruoso.
Il Servo Fermo l, bello.
Il Sarto Bisogner che gli parli.
Il Servo Inutile.
Il Sarto Ma non posso lasciargli credere...
Il Servo La verit?
Il Sarto Anche tu...?
Il Servo Non mi riguarda.
Il Sarto E non ti accorgi che la mia vita in giuoco?
Il Servo Bisognava pensarci un po' prima.
Il Sarto Ho moglie, io. Tre bambini...
Il Servo Proprio per questo.
Il Sarto(urla) Lasciami passare!
Il Servo Non fare il cattivo. Mi arrivi appena alla spalla.
Il Sarto Non posso restare in questa prigione!
Il Servo Un'idea come un'altra.
Il Sarto Ma debbo parlargli!
Il Servo Per quel che potrebbe servirti. lungo a decidersi, lui. Quando si deciso... pi niente da fare.
Il Sarto Ma si inganna!
Il Servo Possibile. E poi? Ha pesato il pro e il contro. Ha deciso. Tutte le tue parole non servirebbero che a confermare la sua certezza.
Il Sarto Ma la verit...
Il Servo Verit. La verit quella che ci facciamo. Come tu, gli abiti. Ognuno alla sua misura.
Il Sarto Con lei, allora. Debbo parlare con lei!
Il Servo Strana idea.
Il Sarto Strana?
Il Servo Cattiva. Vi sorprenderebbe in flagrante. Per soffocarvi insieme sotto il guanciale.
Il Sarto Non dir stupidaggini. Lei non sa nemmeno che son chiuso qua dentro.
Il Servo Finir col saperlo. Senza che tu glielo dica.
Il Sarto Ma lei... lei ha interesse che non si discorra...
Il Servo Di certe cose? Meglio non occuparsene. Poco a poco, col tempo, si dimentica tutto,
Il Sarto E non ho che la notte davanti a me!
Il Servo gi cominciata. Al tuo posto, ci penserei bene.
Il Sarto A che cosa? A che cosa vuoi che fletta?
Il Servo Non ha detto che sarai impiccato: ha detto che ti impiccheranno se il suo mantello non sar pronto.
Il Sarto lo stesso, non capisci? Senza la stoffa come...
Il Servo(troncando) Affar tuo. Indietro!
Il Sarto la mia vita che difendo!
Il Servo Anch'io. Se ti lascio scappare sar impiccato al tuo posto.
Il Sarto assurdo!
(S'apre la porta ed entra Isotta. Il servo s'affretta a richiudere la porta).
Isotta Ma allora vero! (Al servo) Vai a cercare il tuo padrone.
Il Servo Scusate, signora: ma ho l'ordine di non far entrare nessuno. E tanto meno di lasciarvi soli...
Isotta Non discutere. Vai.
Il Servo Non nel vostro interesse...
Isotta Da quando in qua un servo rifiuterebbe di ubbidirmi?
Il Servo L'avrete voluto. Vado. Scusatemi, ma sono obbligato a chiudere dal di fuori.
Isotta Come ti pare.
(Il servo esce e chiude la porta).
Il Servo(dal di fuori) Torno tra un attimo.
Isotta stupido che abbia creduto anche a questo. Ma perch? Mostruoso imbecille! Che cosa gli avete mai detto?
Il Sarto un sortilegio, signora. Un sortilegio! Ho sempre avuto per voi un grande rispetto. Il massimo rispetto, no? Posso giurare su tutti i Santi di non aver mai nutrito su voi delle idee meno che oneste. Sono a posto con la coscienza, io. E allora? Che cosa posso aver fatto per fargli credere...
Isotta Gli avrete detto qualcosa. una storia da pazzi. Come ha potuto pensarlo? Non si inventano certe cose! Non si sogna a occhi aperti! Che prove ha creduto di avere? Su quali apparenze...
Il Sarto Nessuna. N fuoco, n arrosto. Neppure la minima traccia di verit. Tre anni di umilt, di lavoro, di rispetto per voi, il vostro nome, la vostra casa, i vostri mobili. Tre anni di lavoro dannato per inventar dei modelli. E non uno sguardo, se non per una piega mal fatta. Non una carezza, se non per una stoffa. Non un soffio, se non per una madreperla appannata. Non una parola fuori di posto. Non un'ombra nei miei pensieri. E allora... allora perch...?
Isotta Non possibile. Un mostro, sarebbe. E lui non un mostro...
Il Sarto Ma se ha deciso di farmi impiccare all'alba! Senza una prova! Parlategli, signora! parlagli voi, ve ne scongiuro!
Isotta Gli parler, certo. Ma allora... tutti coloro che sono scomparsi... il palafreniere impiccato al cavallo... per questo che si allontanano tutti... che hanno paura... di una sola parola ch'io possa rivolgere loro? mostruoso!.
Il Sarto Parlategli, voi. Voi potete parlargli da pari a pari... gli occhi negli occhi.
Isotta(assente) Gli parler..
Il Sarto Dubitate di persuaderlo? Cercate di capirmi, signora! Se non riuscirete voi, nessuno al mondo potr riuscirci!
Isotta(c. s.) Lo credo bene.
Il Sarto Ma io, io non voglio morire!
Isotta Morire? Per nulla al mondo vorrei che moriste per me.
Il Sarto Che cosa contate di fare?
Isotta Non lo so. Non so pi...
Il Sarto Non sapete? Niente da fare? Pi niente? Che cuore avete? Un cuore di pietra? Di pietra? Che dico! Una pietra risuona, quando viene gettata... in questo buco, guardate! (Getta una pietra nel trabocchetto) Ma il vostro cuore...
Isotta Sanguina, povero caro. Sanguina. Ma cosa potrei fare? Tu non lo conosci. Ostinato peggio di un mulo. Non ha nessuna ragione di dubitare di me! Eppure dubita. certo! Che vuoi che faccia?
Il Sarto Allora finita? Buio, vero? Dappertutto come in questa prigione. Una storia conclusa. Una volta per tutte. Facile, rassegnarsi, per voi! Ed io? Io, domani in fondo a una corda sbattuto come uno straccio dal vento d'autunno. Per avere servito due pazzi!
Isotta No! Non vero! Io non mi rassegno. Non dire che io mi rassegni. Non potrei sopportarlo. Sarebbe troppo crudele. Far di tutto. Di tutto! Stai certo. Tutto quel che potr. Gli parler senza dargli tregua, gli parler fino a che...
(Rientra il servo ed apre la porta).
Il Sarto(troncando) Eccolo. Attenta. La porta si apre. No, non lui. il solito servo.
Il Servo Non verr lui.
Isotta Non verr?
Il Servo Non prima dell'alba. A provare il mantello.
Isotta Vado a vederlo. Non temere. Far tutto il possibile.
(Esce. Ripete, mentre si allontana) Far tutto il possibile.
Il ServoAl tuo posto, non ci conterei troppo.
Il Sarto E su chi vuoi che conti?
Il Servo Non certo su di me. Tengo troppo alla pelle io. In fondo, mi chiedo perch. Qui in terra ci resto perch ci sono. Una vecchia abitudine. Una mania. Ma finire impiccato, no grazie! Tre volte, ho rischiato il capestro. Me la son sempre cavata. E allora? Farmi impiccar per un altro? A ognuno il suo, no? Detto tra noi, si chiuso in camera il vecchio. A doppia mandata. Lei non potr vederlo. (Brusco) Non ti avr mica lasciato una pezza di stoffa?
Il Sarto Di stoffa?
Il Servo Come no? Sotto la gonnella. Un pezzo di stoffa per il mantello. Avrebbe dovuto pensarci, lei, se ti amava. Anche il vecchio ci ha pensato. Dove puoi averlo messo? Nel trabocchetto? Fai vedere. No. Troppo profondo. Difficile andarlo a ripescare l dentro.
(Il sarto gli salta addosso. Tramestio di lotta) Ah, s?
Perch mi sono voltato. Povero piccolo che vuoi fare il furbo!
(Urlo di dolore del sarto)
Per forza! Credevi ti lasciassi andar via?
Il Sarto Mi hai spaccato una mano...
Il Servo Per quel che pu ancora servirti. Troppo sensibile, il signorino. Sputaci sopra, sulla tua mano. E un buon massaggio...
Il Sarto A che scopo?
Il Servo Non si pu mai sapere. In quanto alla chiave, inutile che tu la guardi. In tasca, la metto. E nella tasca di dentro. Permetti? Il tempo di finire la mia ispezione. Fuori la stoffa!
Il Sarto Inutile. Fatica sprecata.
Il Servo Ho un ordine, io. Forse, l'hai addosso. Permetti?
Il Sarto Dire che la vita di un uomo non ha pi valore di otto palmi di stoffa...
Il Servo Non lamentarti. Ne ho conosciute delle altre io che valevano meno.
Il Sarto Nessuna piet. Di nessuno.
Il Servo una cosa che passa presto a forza di guardare il mondo in faccia. A peso, si vende, la piet! Stavano per tagliarmi le orecchie, a me. Per poi imbarcarmi su qualche galera. Era il vecchio, che mi giudicava. Abbiamo concluso un contratto. Leale, sai? Piet per piet. Ha avuto piet di me. Ora io debbo avere piet di lui. Povero piccolo. Hai mancato la tua carriera d'uomo. Se lei ti amasse davvero, se non potesse fare a meno di te, a quest'ora avrebbe appiccato gi il fuoco al castello, bruciato la forca e messa la selvaggina in libert... Con lei non ci sono mezze misure: con lei si prende e si esige. Tu hai teso l'altra guancia...
Il Sarto Chetati: sto pregando.
Il Servo Credi davvero che ti servir a qualcosa?
Il Sarto Prego perch Iddio l'assista mentre gli parla.
Il Servo E che il pazzo ti esaudisca?
Il Sarto Ho fiducia...
Il Servo Vocazione di martire!
(Picchiano alla porta).
Isotta(voce esterna) Apri!
Il Servo Siete voi, signora?
Isotta(c. s.) Apri!
Il Servo Non posso: ho degli ordini...
Il Sarto Lasciala entrare. Bisogna ch'io sappia...
Il Servo Sai gi.
Il Sarto Apri. Debbo parlarle. Parlate, signora. Vi ascolta. teso come un arco.
Il SartoChecosa ha detto? Che ha detto?
Isotta(voce esterna) Si chiuso a chiave. Non ho potuto parlargli.
Il Sarto Non avete gridato? Urlato?...
Isotta C'eran due stanze tra me e lui. Non poteva sentirmi.
Il Sarto E qual il muro cos spesso da impedir di sentire il cane che urla di notte alla morte?
Il Servo Che galanterie!
Isotta Non mi resta altro da fare: pregare per te.
Il Servo Giustissimo. Andate a pregare, signora. Non si prega mai troppo. (Una pausa) Se n' andata. Le donne si consolano presto. Una lacrima e via. Ti porter dei fiori ogni domenica. Puoi starne certo. Fino alla festa dei morti. E forse di pi. Purch ritrovi la tomba. Perch gli impiccati...
Il Sarto(grida improvviso) Ma impossibile!
Il Servo Anch'io l'ho detto, le prime volte. E poi ci si abitua alla cattiva sorte, come al resto. Questo l'ordine. dell'ordine, che ci vuole.
Il Sarto(eccitandosi sempre di pi) Ma c' un errore. La citt governata da un pazzo. Bisogna gridarlo! Un pazzo! Bisogna suonar le campane, gridare al popolo che si rivolti...
Il Servo Non prendertela. I muri non hanno orecchie.
Il Sarto Ma tu? Tu, mi ascolti, no? Lo sai che pazzo, che s'inganna e che io non ho mai, mai una volta, mancato di rispetto a quella donna! Tu, tu lo sai!
Il Servo Io non so nulla.
Il Sarto Ah, nulla? Peggio di lui, tu! Lui almeno pazzo, pazzo da abbattere come un cane arrabbiato, da gettare nel fuoco, alla forca, all'odio degli altri. Ma tu, tu con quelle tue arie di spavaldo tranquillo e quel tuo cinismo di mercenario che prima di finire un uomo pensa a quanto pu ricavarne...
Il Servo Povero merlo. Io difendo la mia pelle. E con calma. Tu non fai altro. E gridi come una donna.
Il Sarto Che dovrei fare? Io non posso difenderla, la mia pelle! Contro nessuno! Sono legato, imbavagliato, sepolto vivo! Se urlo nessuno mi ascolta. Tu puoi strangolarlo quel pazzo, dare l'allarme, accendere un fuoco sulla torre pi alta, far correre la gente. Puoi tutto tu! Sei libero!
Il Servo Non dire bestialit. Dimentichi che il mio dovere che faccio. Io faccio quel che mi ordinano. Vanno eseguiti, gli ordini. Senza discutere. Dove si andrebbe a finire, altrimenti?
Il Sarto(balza addosso al servo) Maledetto! Il tuo collo, il tuo collo... tra le mie mani!
Il Servo(soffocato) Lasciami! lasciami!
Il Sarto (Urlo di dolore) Ah! Mi hai spaccato le reni!
Il Servo(ancora ansimante) Vigliacco! Cos mi ringrazi? Di tutte le mie attenzioni? Appena mi volto! Un porco sei, come gli altri! Chi gioca male, perde, piccolo mio. E deve avere il coraggio di morder la lingua tra i denti prima che gliela strappino. In quanto a me, sono un idiota. Vorrei sapere chi mi tiene qua dentro. Addio, sarto. Pigliatela col muro, se vuoi.
(Esce e richiude la porta).
Il Sarto Vero. Era un gioco. Ed io ho mal giocato. Ho fatto un braccio per colui che non ne aveva; un'anca a chi ne era priva; un petto al giovane rifinito; un seno di fanciulla a una strega. Erano tutti davanti a me, nudi e vergognosi del loro povero corpo. E, il sorriso alle labbra senza chiedere nulla, ho fatto di ognuno di loro il pi bell'uomo e la pi bella donna. Un corpo a somiglianza di Dio, perch calpestassero il mio corpo. Ho scolpito nel dolore e l'insonnia questa povera mano che lei ha chiamato mano di fata. Perch un servo la spacchi a colpi di zoccolo. Ho usato gli occhi per disegnare un'apparenza decente all'uomo, un soffio d'amore alla donna, un po' di dignit a tutti. Dignit umana. Per avere in cambio le tenebre di una torre e la speranza di una tomba introvabile. Ho usato la mia voce a incoraggiare gli inferni, a lusingare i brutti, a inorgoglire i rognosi. Perch un pazzo rifiuti un giorno di starmi a sentire mentre urlo alla morte. Eppure tutto urla alla morte. E quest'uomo ha ragione. Io non ho fatto diversamente da ci che sta facendo lui. Lui che mi vende per il peso della mia corda e il peso del mio grasso di impiccato. Non ho agito diversamente dal cappellano che ho incontrato venendo e che mi ha fatto un gran saluto per la sottana che deve ancora pagarmi e che all'alba, domani, mi dar la sua benedizione col braccio sinistro pensando alla fattura che non pagher mai e al fagiano che il pazzo gli doner per essersi scomodato. Non diversamente dal prevosto, giallo di bile, col suo giustacuore che ho dovuto far corto perch si vedessero meglio i galloni d'oro sulla coscia, in alto e che domani scriver sul registro: un danaro, quattro soldi e sei quattrini all'esecutore Arbraz, per una impiccagione il giorno di san Clemente e che annoter sul suo calepino: otto soldi e due quattrini di economie, sulla morte del sarto. Non ho fatto diversamente da ci che far il becchino del piccolo cimitero dei poveri, che dar tre colpi di pala accanto a una tomba onesta e curata e far avvertir la famiglia perch accorra e gli dica : niente impiccati, accanto al povero nostro: un danaro per te, se lo sotterrerai pi lontano. Pi lontano in terra non benedetta accanto al mucchio di spazzature dove si aggirano i cani, fiutando in attesa del silenzio notturno per rubare un osso di uomo alla terra. Vanit. Sar la terra ghiacciata, sporca, senza campane n assoluzione, la terra morta. Vanit. La fossa che invano si cerca, dove nulla, n un fiore n una pietra, ricorda il padre.
(Batte violentemente alla porta)
Aprite! Ho tre figli, io! Non avete diritto.
(L'eco gli risponde: diritto ).
Non hanno diritto. Ma lui ha tutti i diritti. La legge gli d tutti i diritti. perch c' una legge e non ci sono diritti. Ed io un nome sopra un registro. Lui il padrone. Fino all'alba. E se fosse il contrario? Potrebbe esserlo perfettamente. A casa mia, sono io il padrone, eppure mia moglie mi inganna. Ed io non mi vendico. Ho diritto di vita e di morte, su di lei: ed lei che si augura ed attende la mia. Tutto potrebbe essere il contrario di quello che e forse il pi ragionevole il pazzo che fa della vita una follia con la forca al suo termine. Tutta una carriera d'uomo, una carriera di pazzo. Il mondo! Eccolo, il mondo: una torre. Una scena tonda come l'orizzonte, una forma che non si sa dove cominci e finisca come una bara mezza marcia: e al disopra un cielo di tenebre di cui non si vede lafine... Ed io, qui solo, con una piccola luce che rischiara appena i miei piedi. Io che grido al muro e che sogno, l in alto, oltre le tenebre cercando la fine di un cerchio, l'uscita del circolo chiuso da cui possa andarmene. (Marcato) Muoio innocente. Potrei scriverlo anch'io sul muro come quell'altro di due secoli fa. Innocente? E chi potrebbe mai dirlo? Poich dire questo sarebbe una ribellione, sarebbe non accettare la follia del padrone e la follia della vita! E che forse la trota gettata viva nell'acqua bollente era colpevole, o il salmone quando rimonta il corso dell'acque e salta le cascate quando in calore per protestare contro la morte o spaccarsi allo spigolo di una pietra che emerge? Ecco la verit: quella che nessuno inventa. E non c' altra preghiera per i vivi che lo scoppio del cerchio, la fine della danza, all'avvicinarsi dell'alba. Questo pazzo sogna una purezza impossibile: una purezza di donna e uccide i suoi incubi nell'attesa dell'alba. Quel servo sogna una libert assurda e Chiude a doppia mandata il grido della piet nell'attesa dell'alba. Io, ho sognato dell'uomo: bello come un Dio e non ho fatto che coprire l'orrore nell'attesa dell'alba. Tutti, tutti non tracciamo che un'ombra dentro lanotte in attesa che venga la nostra alba e si compia il nostro destino. Signore di Kermilaine, voi volete un mantello, un mantello senza tessuto: eccolo. A colpi di gesso inciso sul muro, eccolo, il vostro mantello! Ecco il collo, le spalle la vita; ecco le braccia del Signore di Kermilaine. Eccolo disegnato! Pronto per voi! Non vi resta che metterlo, disegnato perfetto come la vostra stupidit.
(Entra il Signore di Kermilaine seguito dal servo. Fuori albeggia).
IlSignore di Kermilaine(improvviso, duro) l'alba. Questo mantello pronto?
IlSarto Appena terminato, signore. L al muro. Il pi felice modello che sia mai uscito dalle mie mani. Non vi resta che indossarlo.
(Il Signore Kermilaine guarda il disegno, poi dopo un attimo di silenzio comincia a ridere) Guardate! Un collo rialzato fieramente oltre i vostri pensieri... petto pi che marziale, imbottito di cotone, spalle superbe lanciate all'orizzonte, vita finissima, meglio di una gazzella, galloni nel fondo e cosce di Giove. Anche un idiota che lo indossasse sarebbe capace di conquistare il mondo.
Il Signore di Kermilaine(ridendo) Non ti avrei mai creduto cos ingegnoso.
(Entra affannata Isotta).
Isotta Grazia per lui, signore! innocente!
Il Signore di Kermilaine(furioso) Le donne debbono sempre guastare ogni cosa!
Isotta Avete rifiutato, pazzo che siete, di ascoltarmi stanotte. Avete rinchiuso quest'uomo in una tomba. Gli avete imposto un lavoro impossibile. E osate ancora...
Il Signore di Kermilaine(troncando) Siete in ritardo, signora. Come sempre. Il mantello pronto. Guardate. magnifico.
Isotta Avete il coraggio di prendervi gioco di lui quando state per farlo impiccare?
Il Signore di Kermilaine Mi domando se ora sono io o siete voi a farlo impiccare.
Isotta Ebbene, lasciate allora che quest'uomo parli dal momento che non volete ascoltarmi. Che parli davanti a me, gli occhi negli occhi, come davanti alla morte. Se nei momenti in cui stato solo con me...
Il Signore di Kermilaine Solo con voi: ci tenete proprio...
Isotta Se c' stato tra me e lui solo un gesto, solo un atto... se egli ricorda una colpa sola... se vi stata da parte sua o mia una intenzione dei nostri corpi oltre la volont, o solo un piacere degli occhi. Se una di queste cose mai vera, ebbene, impiccatemi assieme a lui.
Il Signore di Kermilaine(furioso: la gelosia si riaccende in lui) Troppo facile, cara! un modo come un altro per fargli comprendere che non una parola deve essere uscita dalla vostra bocca. Gli spiegate che cosa deve dirmi affinch non dica il contrario! E alla fine se il peggio dovesse accadere, da femmina previdente, chiedete la morte con lui! Errore. Io non voglio impiccarvi. Isotta Ma lasciate che si difenda!
Il Signore di Kermilaine Che calore nella vostra difesa! Non impieghereste lo stesso per me!
Isotta Difendo me e lui! Anche me, debbo difendere! E contro un pazzo.
Il Signore di Kermilaine Io? Dimostratelo!
Isotta Ma lasciate parlare quest'uomo!
Il Signore di Kermilaine Mancano ancora pochi minuti. Poi sar l'alba. Parli pure. Io l'ascolto
Isotta Parla. Non hai che da dire la verit
Il Signore di Kekmilaine Suggeriteglieli, signora. Egli ripeter docilmente.
Il Sarto Credete? Credete che il braccio che si alza per svolgere un broccato d'oro non si prepari ad altre carezze meno fredde e meno precise? Che la mano che serra la vita per meglio aggiustar la cintura non desideri quello che palpita sotto la veste? Che le dita che sciolgono lente una piega sotto l'ascella od il seno non reclamino un fremito strano o un sorriso che approva allo specchio? Isotta(smarrita) Ma cosa dice?
Il Signore di Kermilaine Lasciatelo parlare!
Il Sarto questo. veramente questo che nessuno suppone. Quanti pensieri mostruosi, covino dentro di noi. Quante virt corruttrici, quanti desideri indicibili, che la nostra dignit veste. Quanto ci siamo mentiti tra noi e quanto le nostre menzogne hanno mentito agli altri, a te soprattutto, Kermilaine...
Isotta Ma pazzo!
Il Signore di Kermilaine Perch confessa?
Isotta Perch dice il falso!
Il Signore di Kermilaine Ebbene, la forca si incaricher di rettificare. Andiamo.
Isotta No! Non ne avete il diritto. Ha perso la ragione, vi dico! Solo, nella notte, in questa prigione, col folle terrore dell'alba... Ma non capite che pazzo? Non si ha diritto di uccidere un pazzo!
Il Signore di Kermilaine Non pazzo vi dico!
Il Sarto No, non son pazzo. Non lo son pi di voi. Anch'io vedo! Vedo come voi l'alba che sorge ed rossa, perch il mondo viene sgozzato. Il suo sangue l'accende. Vedo come voi questa porta: enorme, aperta sul mattino che nasce... su noi a doppio giro fino alla notte. Vedo come voi questi muri che si colorano e noi no, noi che dovremmo arrossir di vergogna. Vedo come voi che siamo dei vivi... eppure siamo gi morti.
Isotta Quest'uomo pazzo!
Il Signore di Kermilaine pazzo. Che se ne vada! Via! Via!
Il Sarto Volete rubarmi anche la mia libert?
Il Signore di Kermilaine Sei libero! Capisci? Libero, ti dico. Ma vattene!
(Il sarto ha un gesto di disperazione. Poi esce come dovesse recarsi al supplizio. Il Signore di Kermilaine lentissimo dopo una lunga pausa) E noi restiamo qui con i nostri dubbi e le nostre mezze certezze.
F I N E
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