Il pittore esigente

IL PITTORE ESIGENTE

Commedia in un atto

di TRISTAN BERNARD

Traduzione di Vittorio Guerriero

PERSONAGGI

HOTZEPLOTZ

IL SIGNOR GOMOIS

ENRICO

TOURILLON

UN OPERAIO

LA SIGNORA GOMOIS

LUCIA

LA DOMESTICA

LA CUOCA

Commedia formattata da

La scena si svolge in una ricca casa borghese nel quartiere di Passy. Una vetrata, a sinistra, lascia scorgere un giardino. A destra, una porta a due battenti. Una porta a sinistra, in primo piano. La tenda della porta di destra di un panno evidentemente nuovo e di un colore diverso da quello delle altre tende della sala. Vicino alla vetrata, in fondo, uno specchio e una specie di cassaforte da salotto. Ai due lati dello specchio, due quadri dissimulati da altrettante tendine di seta verde, come si usa in qualche museo. Il quadro di sinistra scoperto; quello a destra dello specchio invece coperto a met. La signora Gomois seduta sul divano, a sinistra. Il signor Gomois e il signor Tourillon sono seduti alla tavola in centro della sala e stanno fumando dm sigari. Tourillon in costume da automobilista; ha il tipico berretto da viaggio e gli occhiali sopra la fronte. La signora Gomois in toeletta da visita; quindi, molto vestita. Il signor Gomois in redingote e ha un fiore all'occhiello.

SCENA PRIMA

Gomois, la signora Gomois, Tourillon.

Tourillon - Allora, vediamo un po'! Che cosa vuol dire questo? Una delle due: o io vi disgusto... (la signora Gomois protesta),.. oppure siete voi che avete paura... Di qui non s'esce!

Gomois - No, amico mio, non si tratta di questo... Non te lo posso dire... (alla signora Gomois) Mi autorizzi a parlare?

La signora Gomois - Non so..

Gomois - Lo vedi? Non te lo posso dir.

Tourillon - Dal momento che non potete dirmi nulla, tenete per voi il vostro segreto.

Gomois - S, ma non avertene a male!

Tourillon - Io non mi offendo: ognuno ha un certo numero di segreti da conservare... (una pausa). Anche se mi diceste tutto, non fareste che affidarvi ad uno che i segreti li sa ben conservare, ma dal momento che non potete...

La signora Gomois - Voi ve la siete avuta a male, signor Tourillon....

Tourillon - Perch ? Ho forse l'aria di uno che se l' avuta a male?

Gomois - S... (alla signora Gomois) Tuttavia, cara, potremmo anche dirglielo...

Tourillon - Ma io non ci tengo, vi ho detto. Vi ho forse domandato qualche cosa? Io non voglio saper niente. Preferisco che non vi confidiate con me. Andiamo! Mi conosci da trentacinque anni e se questo non ti sufficiente per ammettermi a godere della tua intimit!...

Gomois - Ascolta... Ecco di che si tratta: te lo dico proprio perch sei tu...

La signora Gomois - Ah! s, proprio perch si tratta di voi.

Gomois - (alla signora) Posso cominciare?

La signora Gomois - D pure, dal momento che abbiamo deciso...

Gomois - Ebbene: ci stiamo facendo fare il ritratto!

Tourillon - (guardandolo con stupore) E questo il segreto di cui mi onorate? Vi ringrazio. Mi avete data una prova di confidenza che io non dimenticher mai.

Gomois - Ho limpressione che tu non ti 6ia reso esattamente conto della importanza della cosa.

La signoraGomois - No, non ne ha compresa l'importanza.

Gomois - Sfido! Non sa con quale pittore noi abbiamo a che fare!

La signora Gomois - Un uomo di genio!

Gomois - Si detto di tanti pittori che avevano del genio... Non vero; non mai stato vero... E' vero solamente per il pittore che ci far il ritratto.

Tourillon - E come si chiama?

Gomois - Tu non conosci certamente il suo nome.

La signora Gomois - Voi non conoscete certamente il suo nome.

Gomois - Ad eccezione di pochi privilegiati, nessuno conosce il suo nome.

La signora Gomois - (entusiasticamente) Ma un pittore di genio!

Gomois - E' il solo vero grande pittore dei nostri tempi.

Tourillon - Il solo vero grande pittore dei nostri tempi? Accidenti! Ma chi lo ha detto?

Gomois - Te lo dico io.

Tourillon - Tu? E' ammirevole! Ma da quando in qua ti venuta fuori questa competenza? Ancora due mesi fa, tu non ti occupavi affatto di pittura...

Gomois - (alla signora Gomois, sorridendo ironicamente) Lo senti? Due mesi fa, io non mi occupavo di pittura!

La signora Gomois - (col medesimo tono) S.

Gomois - Lui crede di avermi messo a posto. Secondo lui, siccome due mesi fa io non mi occupavo affatto di pittura, oggi sono incapace di dare dei giudizi! Come si vede che non sei al corrente, vecchio mio!

La signora Gomois - Come si vede che voi non conoscete il nostro amico!

Gomois - Me se tu lo conoscessi, magari per due giorni soltanto, tu diventeresti subito l'uomo pi competente di pittura che ci sia in Francia... E ti capiter di vedere dei professori cosiddetti autorevoli, degli accademici, che si occupano di pittura fin da bambini e che, ciononostante, si illudono di intendersene...

La signora Gomois - (con un tono autoritario) E invece non se ne intendono affatto!

Gomois - L'importante avere la fortuna di imbattersi in un uomo che se ne intenda sul serio. Una volta che lo si incontrato, ci si fa dire da lui tutto quello che bisogna sapere.

La signora Gomois - Quello che capitato a noi con il signor Hotzeplotz.

Tourillon - Hott... plott...?

Gomois - - E il nome del nostro pittore.

Tourillon - Ma di che paese?

Gomois - Ha un nome straniero, ma francese. In ogni modo, ha l'occhio francese. Ce l'ha spiegato lui.

Tourillon - E i vostri ritratti dove sono? Sono a buon punto?

Gomois - (guardando la signora Gomois) Lo senti? Vuol sapere se i nostri ritratti sono a buon punto?

La signora Gomois - Crede che i ritratti si facciano da soli.

Gomots - Crede che il ritratto si crei da s. (a Tourillon) Vedrai che cosa ha fatto in una sola seduta! (va a prendere su di un cavalletto un quadro che rappresenta vagamente un personaggio)... Perch, bisogna che te lo confessi, sta lavorando qui, da ieri.

La signora Gomois - Prima, andavamo noi, tutti i giorni, nel suo studio.

Gomois - Poi, lui ha preferito vederci nella nostra atmosfera.

Tourillon - (guardandolo stranamente) Ah!

Gomois - Nel nostro ambiente.

Tourillon - (come sopra) Ah!

Gomois - Guarda! (la signora Gomois mostra il quadro).

Tourillon - Ma questo non un ritratto...

Gomois - (sdegnosamente) Si capisce che non un ritratto!

Tourillon - Mi sembra piuttosto un paesaggio.

Gomois - S, sembra infatti quello che la gente chiama: un paesaggio. Decisamente tu non sai che cosa sia la pittura (va a rimettere il quadro al suo posto).

Tourillon - Ma al vostro ritratto, non ha ancora lavorato per niente?

Gomois - Vorrai dire che non sta facendo altro... Non ha ancora messo nulla sulla tela, ma sta lavorando ininterrottamente da tre settimane... Decisamente, tu vivi con le vecchie idee! Tu ti credi che un pittore venga da noi, si metta di fronte alla tela, prenda i suoi pennelli e via! S, ce ne sono purtroppo di questi pittori! Ma, per, non sono dei pittori. Lui ci far il ritratto solo quando sentir di poterlo fare. Probabilmente, presto, perch ieri lasciandoci ci ha detto: a: Vi ho trovati! .

La signora Gomois - (commossa) Ci ha trovati!

Gomois - Per, nell'attesa di. trovarci, ha dovuto cercarci.

LA signora Gomois - Quante volte ci ha detto: Tacete!... Tacete!... Vi sto cercando .

Tourillon - (dopo averli esaminati con inquietudine, si alla, bruscamente) Dove ho messo il mio berretto?

Gomois - Adesso sta cercando anche nostra figlia Lucia.

Tourillon - Ah! Ah!

La signora Gomois - Che volete dire con questo: Ah! Ah!

Tourillon - Niente... Forse cercandola, le fa la corte.

Gomois - Non c' pericolo: magari fosse cos!

La signora Gomois - Magari fosse cos!

Tourillon - Come? Voi vorreste che fosse cos?

Gomois - Lo desidererei vivamente. Prima di tutto perch, se Lucia pensasse a Hotzeplotz, la finirebbe di pensare a suo cugino Enrico...

Tourillon - Lo conosco: quello che impiegato alla Banca Dorin?

Gomois - Proprio lui... Disgraziatamente Enrico piace a mia figlia, ma n io, n mia moglie vogliamo saperne.

La signora Gomois - N io n mio marito...

Tourillon - Ma perch? Enrico un grazioso giovinotto...

Gomois - S, ma non ha una posizione abbastanza solida. Essere impiegato alla Banca Dorin non vuol dire avere una posizione. Non serio. Se almeno fosse socio o cointeressato. Ma non lo ancora. Lo diventer chiss quando. E mia figlia ha gi vent'anni e io non intendo aspettare che ne abbia trentacinque per darle marito.

La signora Gomois - Ah! certo.

Tourillon - Alla fine dei conti, queste sono cose che riguardano solamente voi... Insomma, non posso proprio condurvi con me?

Gomois - Come vedi, non possibile.

Tourillon - Sta bene: e allora chi potrei portare con me?

Gomois - Dunque, eri venuto a cercarmi, proprio perch non sapevi chi portare con te?

Tourillon - No, che c'entra? Con voi mi sarei divertito... In ogni modo, sar per un'altra volta.

La signora Gomois - Arrivederci!

Gomois - Arrivederci!

Tourillon - (andandosene) Ma com', avete cambiato la tinta del vostro salotto?

Gomois - S, abbiamo messo quel panno nuovo su quella tenda.

Tourillon - Come stoffa, per dire la verit, non mi entusiasma troppo.

Gomois - Eppure l'ha scelta Hotzeplotz.

Tourillon - L'ha scelta Hotzeplotz!...

Gomois - Gli serviva come sfondo e siccome di stoffa di quel colore non ce n'era a sufficienza nei negozi, cos abbiamo dovuto ordinarne dell'altra apposta alla fabbrica... E costa molto!...

Tourillon - Del resto, sono forse io quello che ha torto: pu darsi anche che sia una bellissima stoffa... Arrivederci!

Gomois - Arrivederci!

La signora Gomois - Arrivederci!

Tourillon - (uscendo s'incontra con la domestica che ha una casseruola in mano).

SCENA SECONDA

Gomois, la signora Gomois, la Domestica.

Gomois - (alla domestica) Cosa avete in quella cesseruola?

La domestica - Della cenere: la debbo gettare sulla tenda nuova.

La signora Gomois - Ma siete impazzita?

La domestica - E' il signor Hotzeplotz che mi ha detto ieri di gettare della cenere sul panno perch troppo nuovo. Lui ci tiene che sia un poco sporco... Ha detto che ne ha bisogno per lo sfondo

La signora Gomois - S, ma noioso rovinare quel panno nuovo! Le macchie non se ne andranno pi e noi saremo poi costretti a sporcare anche la stoffa nuova elle abbiamo ordinata.

Gomois - (alla domestica) Per ora, posate quella casseruola: vedremo quello che dir il signor Hotzeplotz. (La domestica esce).

SCENA TERZA

Gomois, la signora Gomois

La signora Gomois - Prima di rovinare quella stoffa, voglio domandare al signor Hotzeplotz se assolutamente necessario.

Gomois - S, ma la tua domanda gli dispiacer.

La signora Gomois - (inquieta) Credi? Alla fine dei conti, daremo la colpa alla domestica. Diremo che se n' dimenticata e le daremo due lire perch non ci smentisca, (si sente suonare) ' lui!

Gomois - E' lui!

La signora Gomois - Chi sa che cosa far oggi?

Gomois - Non lo so: ma non te ne occupare... Adesso, quando entra, stai attenta a non dargli il buongiorno... L'ultima volta, gli hai dato il buongiorno mentre lui stava inseguendo le sue immagini e si irritato... Non dirgli niente e aspetta che ti dia lui il buongiorno per il primo... Accidenti! Speriamo che non veda nulla! (copre precipitosamente il quadro coperto a met).

La signora Gomois - Meno male che hai pensato in tempo!

Gomois - Meno male!

SCENA QUARTA

Gli stessi, Hotzeplotz

Hotzeplotz - (passa senza dir niente davanti a Gomois e alla signora. Fa semplicemente un segno colla mano, al disopra della spalla. Poi, tira fuori una chiave dalla tasca, va ad aprire la cassaforte e vi prende con precauzione due tele, una paletta e due pennelli. Poi mette tutto sulla tavola).

Gomois - (sottovoce alla signora) Taci, dal momento che non dice niente! Eccolo che si ferma davanti alla tenda!... Bisogner che gli dia delle spiegazioni... (a Hotzeplotz, timidamente) Voi avevate dato degli ordini per quella tenda?

Hotzeplotz - (con un'aria sognatrice) S, infatti, avevo dato degli ordini.

Gomois - Non li hanno eseguiti... Vi spie-gher...

Hotzeplotz - Meglio cos, perch ho cambiato idea nei riguardi di questa stoffa.

Gomois - E' una stoffa cos bella!

Hotzeplotz - Intendo lacerarla. La sottometter all'azione di alcuni acidi e la far bagnare in una soluzione di piombo. Dopo avremo uno sfondo meraviglioso... (giocosamente) Pieno d'espressione!

Gomois - (felice alla moglie) Meno male che di buon umore.

Hotzeplotz - Signor Gomois, io credo che oggi lavorer: capite? Uscir qualche cosa, ma, attenzione! Adesso io mi sieder qui. (si siede) Voi camminerete, popolerete la camera, camminerete fino a quando io vi dir di fermarvi. Quando vi dir: Alt! , voi vi fermerete, ma nella posizione esatta in cui verrete a trovarvi quando io lancer il mio grido... Siamo intesi? Via!... (il signor Gomois e la moglie camminano luno dietro allaltro attorno a Hotzeplotz). Vi stanca camminarr cos, signora Gomois?

La signora Gomois - No, signor Hotzeplotz, non mi stanca affatto.

Hotzeplotz - Tanto peggio! Una persona anziana che fa del moto: mi sarebbe piaciuto vedere delle tracce di stanchezza sul vostro viso... (guardando Gomois). Come bello quel Gomois! E' il vero mercante: il mercante! (si alza, strappa e getta a terra U fiore che Gomois aveva allocchiello; poi, torna a sedersi).

Gomois - Infatti, sono stato in commercio trent'anni!

Hotzeplotz - (in piena estasi) S, s, la ferocia, la cupidigia tipica del mercante. L'uomo che resta dietro al suo banco ore ed ore, senza mai stancarsi, senza annoiarsi mai, pensando solo a guadagnare e ad accumulare, pur rimanendo scrupoloso nei suoi affari... Cogli scrupoli che occorrono per forza per, non uno di pi... Ah! che bel modello! (dopo una pausa, guardando la signora) Ah! ma anche la signora Gomois ammirevole!

La signora Gomois - Signor Hotzeplotz, voi siete molto gentile!

Hotzeplotz - (con tono patetico) La figura tradizionale della massaia guardinga ed attiva. E soprattutto - dico: soprattutto - nient'affatto intelligente! Non la bruta, la nauseante intelligenza. No: quello che mi occorre per il quadro proprio della idiota semplicit. Voi non potete comprendere come io sia felice nel constatare che non siete per nulla intelligente!

La signora Gomois - (timidamente) Eppure, a scuola mi dicevano che lo ero.

Hotzeplotz - Ma nemmeno per sogno! In ogni modo, non lo siete pi!

Gomois - (alla moglie) Ringrazialo, dunque.

La signora Gomois - Ma perch: un bene o un male, non essere pi intelligente?

Gomois - (sottovoce) Non lo so, ma in ogni modo meglio ringraziarlo.

La signora Gomois - (dopo una leggera esitazione rivolgendosi a Hotzeplotz) Mille grazie.

Hotzeplotz - Grazie, di che? Ma di che cosa mi ringraziate? Perch siete quello che siete? Ma bisogna che non ve ne accorgiate neppure. Bisogna che siate cos, inconsciamente. Se cominciate ad avere coscienza, tutto finito! (gemendo e cadendo affranto sul divano) Se per disavventura perdete la vostra magnifica ingenuit, che cosa potr pi fare io? (bruscamente) Fermatevi... Fermatevi tutti e due! Mettetevi vicini l'uno all'altra... Accidenti! ma lasciate pendere con naturalezza le vostre braccia e le vostre mani! Semplici... Semplici.... Cos... Cos... (cambiando tono) E, adesso, andatevene!

La signora Gomois - Non avete pi bisogno di noi?

Hotzeplotz - No: sento che le mie idee stanno maturando. Vuol dire che se avr ancora bisogno di voi. vi far chiamare. Per ora, via!... Non voglio che le vostre immagini sovrapposte vengano ad annebbiare limmagine che adesso mi avete data. Chiamatemi invece vostra figlia.

Gomois - (verso l'interno) Leontina, chiamate la signorina...

Hotzeplotz - Cercher di lavorare un poco con vostra figlia. Le vostre immagini si realizzeranno a suo tempo... Forse fra pochi minuti, forse fra cinque o sei anni, non so... (dopo averci pensato, con la mano sugli occhi) Signor Gomois, ci tenete molto alla vostra barba?

Gomois - Veramente l'ho sempre portata...

Hotzeplotz - Errore! Vi offusca e vi toglie ogni espressione: stareste cento volte meglio senza quella barbaccia.

Gomois - Ma io non ci tengo alla civetteria...

Hotzeplotz - - Cosa c'entra? (con disprezzo) Non ho mica voluto dire che senza barba diventereste pi bello, ma avreste un volto pi interessante, pi eloquente, pi vivo.

Gomois - Andr domani dal mio barbiere.

Hotzeplotz - Ha il telefono, il vostro barbiere?

Gomois - Credo.

Hotzeplotz - Non faremo niente di buono finch avrete quel materasso di peli sulla faccia... Forse lavorer con voi verso la fine del pomeriggio, sempre che la luce si modifichi. .. (guarda la finestra, a destra) Ecco una finestra collocata in una maniera abominevole.

La signora Gomois - Eppure si apre in pieno sole!

Hotzeplotz - Proprio cos: si comincia un quadro con una luce buona. Dopo poco tempo, diventa accecante; poi, nero... Ah! se si potesse cambiar posto a questa finestra!

La signora Gomois - Si potrebbero mettere delle tendine...

Hotzeplotz - Non basta: bisognerebbe murare, murare, murare... E poi aprire un'altra finestra dall'altro lato, (ire seguito ad un gesto di Gomois) Non oggi, per... Prima, ci stu-dieremo su. Anche questo albero davanti alla finestra mi piace poco.

Gomois - Ha tre secoli. Il suo fogliame magnifico e d ombra a cento metri.

Hotzeplotz - - Cercheremo di sradicarlo questo vegetale ingombrante e lo ficcheremo in un angolo del giardino; cos, non seccher pi nessuno.

La domestica - (entrando) La signorina sta congedando la maestra di piano. Poi verr subito.

Hotzeplotz - Benissimo. Lavorer con lei. Andatevene signor Gomois. E anche voi, signora.

Gomois - (alla moglie, andandosene) Meno male: oggi mi pare ben disposto.

SCENA QUINTA

Hotzeplotz, La domestica, poi Lucia

Hotzeplotz - Verr la signorina?

La domestica - Fra poco.

Hotzeplotz - Avvicinatevi, voi... Guardatemi e sollevate un po' la vostra manica... Pi in su - (esaminando il braccio) Bene! Bene! Adesso aprite un po' la vostra scollatura!

La domestica - (con gesto pudico) Ma signore.

Hotzeplotz - A che cosa pensate, maleducata? Aprite la vostra scollatura, (la domestica, apre il corsetto. Hotzeplotz la guarda attentamente) Un bel tocco di carne... Ne uscirebbe benissimo una bella Driade fra il verde degli alberi... Vi spoglierete completamente ed andrete ad aspettarmi nella serra.

La domestica - Ma per fare che?

Hotzeplotz - Non mi piace che mi si facciano troppe domande. Andate e spogliatevi!

La domestica - (andandosene) Chiss che intenzioni ha!... Ecco la signorina.

Hotzeplotz - (a Lucia che entra da sinistra) Buongiorno, signorina... (Lucia ha l'aria desolata. Hotzeplotz, senza guardarla, collocando il cavalletto e la tela) Quanto a voi, lo so benissimo quello che siete... Non c' pi niente da cercare. D'altronde, non ho cercato molto: mi bastato vedervi una volta sola e ho subito deciso. Voi avete il sorriso: un sorriso chiaro e limpido... Un sorriso fragile e furtivo e, nello stesso tempo, definitivo ed eterno... Tutto quello che pu esserci di pi semplice e di pi assoluto insieme, (si volta e la guarda) Ma, signorina, bisogna che voi sorridiate e, invece, non sorridete affatto...

Lucia - (sforzandosi) Ma s signore, sorrido.

Hotzeplotz - Vi dico che non sorridete... Mettetevi su quella sedia: io mi metter davanti alla tela e voi sorriderete... Io dipinger e voi sorriderete... Io parler, dir delle cose, non importa che cosa, per stordirmi, per arrivare a dipingere meccanicamente, per fare sparire da me l'Intenzione, la nociva Intenzione, affinch la mia pittura sia una emanazione naturale di me stesso, un'opera rapida e spontanea del mio istinto (appoggia tutt'ad un tratto il pennello sulla tela). Ecco il punto dove voi sorriderete: l che il vostro sorriso. Si tratta di un punto essenziale... Adesso, non vi occupate pi di me: sorridete... Stamattina, nella strada che percorro sempre per venire qui ho visto un operaio cadere da un tetto e sfracellarsi sul selciato. Sorridete... Sorridete...

Lucia - Ma non mi pare che ci sia troppo da sorridere.

Hotzeplotz - Non date retta a quello che dico. Vi ho detto che parlo,a caso, affinch il mio pennello vada, mio malgrado, al di fuori del mio io... (Lucia sospira. Hotzeplotz si alza) Ebbene, che cosa succede adesso. Sospirate: siete triste?

Lucia - Signor Hotzeplotz, non mi assolutamente possibile sorridere in questo momento.

Hotzeplotz - Ma voi non avete il diritto di non sorridere.

Lucia - (tenta di sorridere, ma poi scoppia in pianto) No, non posso sorridere, sono troppo infelice!

Hotzeplotz - Ma perch?

Lucia - Mio padre troppo cattivo con me.

Hotzeplotz - Non capisco.

Lucia - Ecco. Vi dir tutto. Io vorrei sposare mio cugino e mio padre non vuole perch Enrico troppo giovane e perch non ha una posizione.

Hotzeplotz - Ma bisogna mettere a posto subito questa faccenda. Diremo subito a vostro padre di venire qui. (va verso l'interno e alla domestica che passa) Dite al signor Gomois di venire qui immediatamente.

Lucia - Come, signore? Voi direte a mio padre quello che vi ho confessato? Ah! Se voi poteste piegarlo, voi mi rendereste felice!

Hotzeplotz - Dir a vostro padre quello che devo dirgli e quello che il mio dovere di artista mi impone di dire.

Lucia - - Allora io me ne vado... Non oso rimanere.

Hotzeplotz - Riprenderemo la nostra seduta fra una mezz'ora. Bisogna regolare al pi presto quest'affare, perch essenziale che voi sorridiate. (Lucia sorride) Ecco, cos...

SCENA SESTA

Gomois, Hotzeplotz

(All'entrare di Gomois, Hotzeplotz seduto, affranto sul divano. Gomois completamente raso).

Hotzeplotz - (guardandolo stupefatto) Che diavolo avete fatto?

Gomois - Mi sono fatto tagliare la barba.

Hotzeplotz - Pessima idea, ma non nulla di fronte al grave torto che voi mi avete fatto oggi.

Gomois - Non capisco.

Hotzeplotz - Voi avete una figlia di diciotto anni... Io avrei potuto benissimo non vederla mai... Avrei potuto incontrarmi con dei milioni di persone e non con lei... La Provvidenza ha dunque voluta questa coincidenza miracolosa e ha deciso che quella ragazza si troverebbe un giorno sul mio cammino.

Gomois - Ho capito, voi amate mia figlia!

Hotzeplotz - Ma no, chi vi parla di amore? Quello che accade molto pi grave!

Gomois - (inquiet) Molto pi grave?

Hotzeplotz - Il giorno in cui l'ho incontrata, vostra figlia sorrideva... Mi capite? Sorrideva... E voi non sapete che cosa sia il sorriso di vostra figlia!

Gomois - Sono suo padre e lo so: vi assicuro che quando mia figlia sorride, io sono molto contento.

Hotzeplotz - - Voi non conoscete il suo sorriso: non l'avete mai visto. Nessuno l'ha visto. Solo io l'ho veduto; al di fuori di me, nessuno. (si tocca la fronte) Adesso, quel sorriso qui. Non esiste che qua dentro. Per vederlo, quel sorriso, per fare in modo che tutto il mondo possa vederlo, bisogna che venga, (segue col dito la linea del suo braccio) bisogna che venga fino alla punta del mio pennello, a questo punto preciso, su quella tela. Allora tutti lo vedranno, io potr andarmene e quel sorriso esister definitivamente. Per ora, appena fissato in me. Ne conservo appena la immagine fuggitiva. E perch? Perch non l'ho ancora veduto abbastanza... Perch non ho ancora abbastanza guardata vostra figlia!

Gomois - Ma voi potete guardarla quanto vi pare e piace!

Hotzeplotz - Ma come volete che la guardi se non c'?

Gomois - La far chiamare subito.

Hotzeplotz - Verr una signorina che risponde al nome di Lucia, ma che non pi quella che io ho conosciuta. Il mio modello non esiste pi, perch non sa pi sorridere.

Gomois - Comincio a capire qualche cosa. Si confidata con voi e vi ha detto che noi non eravamo troppo d'accordo circa i suoi progetti di matrimonio. Ma, d'altronde, non pretenderete mica che io, per ridarvi per modello il sorriso di mia figlia, acconsenta ad un matrimonio che non mi va?

Hotzeplotz - (calmissimo) Non esigo nulla. Ho parlato abbastanza. Noi non ci intenderemo mai. Lascer subito questa casa dove sono entrato con tanta speranza. Un'ora fa ero il pi grande ed il pi felice degli uomini; adesso sono il pi piccolo e il pi infelice. Addio! (cambiando tono). Se desiderate utilizzare queste tele che io vi ho fatto comprare, vi mander un pittore (sorridendo), quello che voi chiamate un pittore. Vi far un ritratto in otto sedute con o senza barba. Vi far il ritratto della signorina Lucia con o senza sorriso per ornare il salone di un genero di vostro gradimento, con una bella posizione. Addio!... (fa per uscire, ma Gomois lo trattiene).

Gomois - Voi non potete assolutamente andarvene cos, ma capirete bene che io ho l'obbligo di pensare alla futura felicit di mia figlia.

Hotzeplotz - (guardando con stupefazione) E che ne sapete voi della felicit di vostra figlia? Voi non sapete nulla dell'avvenire, capite? La sola cosa di cui potete essere sicuro la sua gioia presente. Non avrete la folle pretesa di essere pi forte del Destino?

Gomois - C' del vero in quello che dite: giusto...

Hotzeplotz - Io non dico che delle cose giuste.

Gomois - Certo non si mai sicuri della felicit futura.

Hotzeplotz - Mentre lo si pu essere di quella presente.

Gomois - Sentite, esaminer pi attentamente il progetto matrimoniale di mia figlia e se riesco ad abituarmici col pensiero... Non precipitiamo: lasciatemi tre giorni... due... fino a domami...

Hotzeplotz - (lirico) Domani! Domani! Domani! Ma fino a domani, intanto, il mio modello non esister pi! Infliggendo a vostra figlia ventiquattro ore di dolore supplementare, voi farete di lei un essere pi consumato, pi vecchio... Martirizzando quella povera fanciulla...

Gomois - Martirizzando? Ma dunque un cos grande dolore?

Hotzeplotz - Volete insegnare a me, che sono un pittore, quello che significa un grande dolore? Ma il dolore di vostra figlia cos grande e cos vero che io mi domandavo se non era mio dovere artistico l'esasperarlo, per arrivare cos alla vera sintesi del Dolore...

Gomois - (interrompendo) Ah! questo poi no! Preferisco vederla sorridente e felice.

Hotzeplotz - Anch'io. Non sento troppo il quadro del Dolore. Non so se mi riuscirebbe. Mentre il Sorriso c'... Anzi, c'era, perch non c' pi.

Gomois - Ebbene, ci sar di nuovo!

Hotzepltz - Davvero?

Gomois - Ci sar. Se voi che ve ne intendete siete convinto che mia figlia realmente infelice, io non posso crearmi dei rimorsi e la voglio vedere contenta. D'altra parte, se quel giovanotto oggi non ha una posizione, l'avr un giorno certamente.

Hotzeplotz - (calorosamente) Certo!

Gomois - Nell'attesa avr fatta felice mia figlia.

Hotzeplotz - E avrete dato al mondo un capolavoro; avrete compiuto un atto di onnipotenza. Adesso, non perdiamo tempo e andate subito ad annunciarlo a vostra figlia.

Gomois - S, subito.

(La cuoca apre la porta ed entra).

La cuoca - C' il signor Enrico.

Gomois - Fate entrare. Ma come mai avete aperto voi la porta invece della cameriera?

La cuoca - Leontina non pu. E' tutta nuda nella serra. (Gomois la guarda stupefatto) Ecco il signor Enrico.

SCENA SETTIMA

Gli stessi, Enrico entra e saluta. Una pausa.

Gomois - (fra se) Come giovane!

Hotzeplotz - (guardando Enrico) E' un triste Ha l'aria triste.

Gomois - Enrico, ho riflettuto e mi sono ricreduto sul tuo conto.

Hotzeplotz - (c. s.) Il suo sorriso non mi piace.

Gomois - Ed ecco quanto ho deciso.

Hotzeplot - (interrompendolo) Tacete! (fra se) Il sorriso gli sta male, (ad Enrico) Buongiorno, signore. Il signor Gomois mi incarica di dirvi che ha riflettuto. Vi trova troppo giovane...

Gomois - Ma, signor Hotzeplotz...

Hotzeplotz - Lasciatemi, (ad Enrico) Vi trova troppo giovane per darvi sua figlia.

Enrico - (scoppiando in pianto) Ne dubitavo! E' spaventevole!

Hotzeplotz - Cos va bene!

Gomois - Ma insomma che cosa significa tutto ci?

Hotzeplitz - Lasciate fare... E ha deciso di darla in isposa ad un altro.

Enrico - E' spaventevole quello che dite! Ah! mio Dio!

Hotzeplotz - (esaminando con attenzione il volto di Enrico) n matrimonio si far entro tre settimane. Lucia andr a fare un viaggio in Italia con un altro... Un altro allaccer il suo corpo e carezzer i suoi capelli biondi...

Enrico - - E' spaventevole quello che dite!

Hotzeplotz - (guardandolo) - No, decisamente non interessante. Pu sorridere o piangere, per me lo stesso... (ad Enrico) Vi stata accordata la mano della signorina.

Gomois - (lo guarda stupefatto) Signor Hotzeplotz...

Hotzeplotz - Andate a dare a vostra figlia il vostro consenso... Questo giovanotto insignificante... Dategli pure vostra figlia.

Enrico - (raggiante) Zio!... Zio!... Dunque posso annunciare la cosa al mio principale?

Hotzeplotz - Annunciatelo a chi volete, ma andatevene! Lasciate invece che il signor Gomois vada a dire alla signorina!... (Enrico ringrazia commosso Gomois ed esce. Anche Gomois esce. Hotzeplotz si colloca davanti alla tela e fa due tratti. La cuoca bussa) Che c' ancora?

La cuoca - Signore, venuto l'operaio a prendere la tenda.

SCENA OTTAVA

Hotzeplotz, l'operaio

Hotzeplotz - Fatelo entrare. (loperaio entra con una scala) Finche quell'odiosa tenda nuova sar l, io non potr lavorare... Spicciatevi! (loperaio sale sulla scala e comincia a schiodare la tenda. Hotzeplotz lo osserva e, ad un tratto, lo interrompe) Fermatevi! Non muovetevi!

L'operaio - Perch, signore?

Hotzeplotz - (commosso) Ve ne scongiuro, quel gesto del braccio! (agitatissimo, toglie la tela del Sorriso e ne colloca sul cavalletto una bianca) Non vi muovete, ve ne supplico a mani giunte. Ah! quel braccio! Tutto il gesto del lavoro umano! (comincia a disegnare).

L'operaio - Ce ne sar per un pezzo?

Hotzeplotz - Non lo so, ma non ve ne pentirete, (continuando a. disegnare) Quel braccio! C' tutto il lavoro della razza, tutta l'umanit che si sforza e che pena. Fermer sulla tela la sintesi del lavoro eterno!

Gomois - (entrando) Siate felice! Mia figlia ha ritrovato il suo sorriso! (Hotzeplotz disegna senza rispondere) Sta gi lavorando, (alla signora Gomois e a Lucia che entrano) Chiss come sar contento.

Lucia - Anch'io sono contenta, pap.

La signora Gomois - E anch'io.

Gomois - Tuttavia temo di essere stato imprudente... Enrico tanto giovane!

SCENA NONA

Enrico - (entrando di corsa) Zio! E' proprio vero che le felicit non vengono mai sole. Sapendo che diventer presto vostro genero, il mio principale mi ha associato nei suoi affari.

Gomois - Benissimo. E tutto questo merito del signor Hotzeplotz... Signor Hotzeplotz, guardate mia figlia! (Hotzeplotz si voltai, sorride vagamente a Lucia e si rimette a lavorare).

Enrico - Signor Hotzeplotz, avete sentito? Il mio principale mi associa nei suoi affari.

Hotzeplotz - (seccato, nervosamente) Complimenti... Signori, volete rendermi un grande servizio?

Gomois - Sapete bene che non possiamo rifiutarvi nulla!

La signora Gomois - Voi siete ormai il benefattore della famiglia!

Hotzeplotz - Ebbene, andatevene via, tutti quanti... Che io non vi veda e non vi senta pi! (Gomois e gli altri si dirigono timidamente verso la porta).

L'operaio - Ce ne sar ancora per molto, signore?

Hotzeplotz - (con una voce terribile) - Non muovetevi! Il signor Gomois vi dar duemila franchi... (a Gomois) Duemila franchi basteranno. (ali1 operaio) Ma non muovetevi!

L'operaio - Duemila franchi!

Hotzeplotz - Non muovetevi! (agli altri) Andatevene! (fra se) Tutto il lavoro della razza umana...

La tela cade lentamente mentre gli altri escono. Hotzeplotz continua a dipingere, al colmo della esaltazione.

FINE

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