Il primo amore non si scorda mai… la chitarra spesso!

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IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI... LA CHITARRA SPESSO!

di Gennaro Castaldo

(posizione SIAE 98720)

Personaggi:

Biagio- Padrone di casa.

Sandra- La moglie

Michele- Vecchio amico

Giulia- Moglie di Michele

Ladro

Ladra

Poliziotto

Poliziotta

Una coppia vive la solita routine quotidiana. Lui è impiegato in banca, lei insegnante. Sono sposati da vent'anni e non hanno avuto figli. I sogni della gioventù se ne sono andati presto. Si sono conosciuti ai tempi del liceo perché facevano parte della stessa rock band. Lei cantante, lui chitarrista. Si sono scontrati poi con la necessità di portare il pezzo di pane a casa ogni giorno. La loro vita è monotona. Ormai parlano quasi a monosillabi. Sandra farebbe di tutto per riavere il Biagio che ha conosciuto lei

Sandra: (è in cucina e sta preparando la colazione. Canticchia una vecchia

                  canzone)

Biagio: (entra tutto assonnato, è ancora in pigiama. Sbadiglia) 'Giorno amo'.

Sandra: Giorno amo'.... (continua a canticchiare)

Biagio: Ma com'è che stai ancora qua? Non devi andare a scuola?

Sandra: Ma è mai possibile che mi fai la stessa domanda tutte le settimane? Sono

               dieci anni che ho il venerdì come mia giornata libera e a te ancora non

               è entrato in testa. (continua a canticchiare con rabbia)

Biagio: Ah... già... hai ragione. Scusa... è che stamattina proprio non ci sto con la

             testa.

Sandra: Stamattina? Eh già... fosse solo stamattina! (porta la colazione a tavola)

Biagio: Ah... la colazione eh?

Sandra: Esatto! Complimenti per l'acuta osservazione.

Biagio: Uhhh... e Sandra non fare così. Lo sai che ho bisogno di qualche minuto

              per svegliarmi...

Sandra: Minuto? Col tempo che ti ci vuole per svegliarti sei già pronto per

                andarti a coricare un'altra volta.

Biagio: Aggio capito.... staje storta. Mangiamo che è meglio. (Cominciano a

mangiare in un silenzio forzato. Poi Biagio prova a sdrammatizzare.)

               E com'è? Tu a me non lo chiedi perché non sono andato al lavoro?

Sandra: Biagiooooo... me lo hai detto per settimane che stamattina volevi

prenderti una giornata libera.... perché poi non lo so. Proprio oggi poi...

               sarebbe così strano...la prima volta dopo anni....Oddio un pensierino lo

avevo fatto ma... non riesco a crederci. Sarebbe rivoluzionario.

Biagio: Un pensierino rivoluzionario? Quale? Ah, già... perché ho preso una

giornata libera? Come sei spiritosa... l'ho fatto così... per fare qualcosa di

diverso. Per uscire dalla  routine... credo.

Sandra: (Eccitata) Veramente? Bene! Non... non è quello che pensavo ma va bene

               lo stesso. Io sono libera, tu sei libero... organizziamoci, no? Cosa avevi

pensato per oggi? eh... eh...? Facciamo qualcosa.

Biagio: (sempre apatico) E che cosa?

Sandra: Ma dico io... sono settimane che progetti di liberarti questo venerdì e

               ancora non hai pensato a cosa fare? Io sono libera il venerdì... tu scegli

              'questo' venerdì.... e io che mi ero illusa...

Biagio: Illusa? In che senso scusa?

Sandra: Bravo... hai fatto pure la rima! Illusa... illusa che tu avessi scelto proprio

               un venerdì... questo venerdì...

Biagio: Questo venerdì... un altro venerdì... che differenza fa? Probabilmente mi

               son ricordato che tu hai il venerdì come giorno libero e automaticamente

               mi è scattata l'idea.

Sandra: Lo sapevo che mi ero illusa. Avevo sperato per un momento che tu lo

                avessi fatto perché oggi... per poter stare finalmente un pocoinsieme...

per uscire...

Biagio: Uscire? Si... perché no... usciamo.

Sandra: Magari andiamo a un ristorante... a fare shopping. Qualcosa insomma!!

Biagio: Sì... si... lo possiamo fare...facciamo shopping al ristorante....scegli tu.

Sandra: Embè... quando fai così ti ammazzerei. Mai un'iniziativa... una presa di

               posizione. Ma che cosa sei diventato? Un'ameba? Un cefalopode?

Biagio: E non tirare in ballo le tue conoscenze per offendermi, hai capito?

             Solo perché insegni biologia non puoi chiama gli altri ame... ama...

amebopode.

Sandra: Ottima sintesi tra  Ameba e Cefalopode.

Biagio: Vabbè... quello che è!Ma tu guarda... uno non solo è così gentile da

              lasciare all'altro l'opportunità della scelta e viene pure accusato di...di...

cefalopoderia!

Sandra: Ma quando mai...quale gentilezza... la verità è che tu ormai sei un

                invertebrato. Non hai spina dorsale. La vita ti ha travolto, ti ha

               cambiato...

Biagio: Ci, cara... ci! Cara... sostituisci il 'ti' col 'ci'... la vita ci ha travolto... ci ha

               cambiato. Non pensare di cavartela accusando me e tirandoti fuori.

Sandra: Non sai cosa darei per riavere il Biagio di una volta. Avevi energia, voglia

               di vivere...

Biagio: E gli anni che passano non li prendi in considerazione?

Sandra: Che significa? Gli anni passano per tutti... allora tutti quanti siamo

               destinati a impigrirci nell'anima? Esistono dei passaggi obbligati? A

              diciott'anni hai voglia di fare e a quaranta... di mare?

Biagio: Mo' che c'azzecca il mare?

Sandra: Ma perché d'estate che fai, eh? Quando andiamo a mare... ti schiaffi sotto

                l'ombrellone a leggere e lì fu Napoli! La nostra vacanza è la metafora

della nostra esistenza. Immobili all'ombra sotto la comoda protezione

                della crema solare e dell'ombrellone. Hi... che schifezza!

Biagio: Ma scusa... che dovremmo fare? Andiamo in vacanza per riposarci, no?

Sandra: E come no... ci riposiamo talmente che dopo quindici giorni vado in

               astinenza da Amici di Maria de Filippi... comincio a cercare le vecchie

               puntate sul web per vedere qualcuno che si muove!

Biagio: Azz... staje 'nguaiatella!

Sandra: Io? Io starei 'nguajatella? Tu diventi tutt'uno con la sdraio. Ti alzi solo

               per andare a mangiare e poi vai a fare la pennichella...

Biagio: Si, ma di pomeriggio usciamo, no?

Sandra: Usciamo? E me lo chiami uscire? Facciamo due o tre vasche avanti e

indietro per il lungomare, a volte ci scappa il gelatino... altre volte la

bibitina... se abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno che conosciamo ci

scappa pure una chiacchieratina e poi?

Biagio: E poi?

Sandra: Ci ritiriamo quieti quietialla casettina nostra. Che bella cosa....

Biagio: Ancora con la storia della casettina nostra?

Sandra: Si! Sempre! Te l'avevo detto 'Biagio non compriamo una casa a mare se

                no siamo costretti ad andare sempre lì d'estate e non ci muoviamo più,

non faremo più viaggi.' E tu cosa rispondevi? Eh, te lo ricordi?

Biagio: E che rispondevo? Boh... ah, si! Che non significava niente... che potevamo

              andare a fare qualche viaggio ogni volta che volevamo.

Sandra: Esatto signor concorrente... ecco la prossima domanda, si concentri.

                Entri in cabina e si metta la cuffia.

Biagio: (porta istintivamente le mani alle orecchie come a mimare una cuffia. Poi

                si ravvede.) AH.... ma che me faje fa'!

Sandra: Non si distragga. Allora, la domanda è la seguente: 'Quante volte siamo

                andati a fare un viaggio da allora?

Biagio: Ma non mi ricordo... non lo so...

Sandra: Non lo ricordi perché non c'è niente da ricordare... andiamo alla

               casettina a mare  e ci scappa il gelatino, la bibitina, la chiacchieratina...

Biagio: Ma ogni tanto ci facciamo pure una pizzettina...

Sandra: Ah, già... dimenticavo la pizza! E quello è un evento da prima pagina!

                Quando succede si radunano orde di fotografi e giornalisti davanti

                all'ingresso di casa... tutti pronti ad avere lo scoop della loro vita!

                (imitando un giornalista col microfono puntato) Ci dica signora Sandra,

              cosa si prova ad andare in pizzeria? E' un'esperienza che intende

              riprovare? (lei risponde all'ipotetico giornalista) Beh... non so... mi hanno

              detto che è una realtà destabilizzante e che solo i più forti riescono a

                sopravvivere.

Biagio: Sandra... ma allora stajeproprio storta stammatina!

Sandra: Stammatina? Sulostammatina?

Biagio: Ho capito... nunn'è cosa (si alza e fa per andarsene)

Sandra: Dove vai?

Biagio: Nello studio... al computer...

Sandra: E chest'é? Questo farai stamattina? Ti sei tenuto la giornata libera per

                 passarla davanti a uno schermo?

Biagio: Ma non mi viene in mente niente... mi ricordavo qualcosa ma poi...  c'era

               qualcosa che mi aveva fatto scegliere questo giorno.... volevo fare

               qualcosa...

Sandra: E fai uno sforzo... fallo!

Biagio: E tu non vuoi decidere...

Sandra: Ma devo decidere sempre io?

Biagio: E qual è il problema, scusa? A me va bene tutto....

Sandra: E' questo il problema! Devi pur avere un'opinione... un'inclinazione... 'o

               genio 'e fàquaccosa piuttosto che un'altra! Una volta non eri così.

Biagio: Ancora con 'una volta'? Stai parlando di più di vent'anni fa. Eravamo

              giovani... avevamo speranze, sogni...

Sandra: Embè? Allora dopo i vent'anni finisce la vita? Non ci sono più sogni,

                speranze...

Biagio: E come no. C'è il sogno di poter arrivare a fine mese e la speranza che

               non arrivi una bolletta di EQUITALIA!

Sandra: Eppure sotto, sotto la fiammella deve pur esserci.Non so che darei

per farti riaccendere quella fiamma....

Biagio: Quale fiamma?

Sandra: Quella che tutti abbiamo da qualche parte sotto la cenere... la cenere

               degli anni che passano.

Biagio: Cenere siamo e cenere ritorneremo...

Sandra: Amen! Per cercarla in te devo usare il navigatore!

Biagio: (si avvia di nuovo) Fai una cosa, quando trovi la fiamma nascosta

              fammelo sapere... così non uso più l'accendino per le sigarette.

Sandra: Io t'appicciasse a te! (lo blocca) Ma ti ricordi quando ci siamo

conosciuti?

Biagio: E come no... avevamo diciassette anni...

Sandra: (con occhi sognanti) Diciassette anni...

Biagio: (rinfrancato dai ricordi) Te la ricordi la band?

Sandra: E come potrei scordarla... i Quasar! Che bel nome...

Biagio: Eh... allora era originale. Nessuno si chiamava così... oggi pure a un

             disinfettante per il bagno hanno dato lo stesso nome.

Sandra: Quasar... ma poi perché decidesti di chiamarla così? Lo sai che non  mi

               ricordo più?

Biagio: Quasar è l'acronimo di Quasi Stellar Radio Source... vale a dire Sorgente

               Radio Quasi Stellare...

Sandra: E allora?

Biagio: Ma come! La nostra musica emetteva potenti onde...  una sorgente quasi

             stellare, no?

Sandra: Il 'quasi' era per pudore o  falsa modestia?

Biagio: E va beh... mica potevo dichiararmi 'stella'? Magari se avessimo

              continuato a suonare, chissà...

Sandra: Chissà che fine hanno fatto gli altri... non hai più sentito nessuno, è vero?

Biagio: No... dopo aver sciolto il gruppo sono tutti scomparsi. Chissà che fine

              hanno fatto. E poi ci siamo trasferiti....

Sandra: Ma te le ricordi le nostre canzoni? Forse se avessimo osato di più...

Biagio: Ci abbiamo provato, non ricordi?  Tante porte sbattute in faccia... senza

                una lira... Tu però avevi una voce stupenda.

Sandra: E tu suonavi la chitarra meglio di Jimi Hendrix...

Biagio: Mo' nunn' esagerà! Diciamo che... che... in qualche passaggio mi

             confondevano con lui...

Sandra: Ma che ti è successo allora?

Biagio: Ancora col 'ti'? Perché accusi solo me? Tu non sei cambiata? Io mi sono

adattato... ho assecondato lo scorrere del tempo. Ho visto che anche

              tu  dopo tutto non ti sei lamentata fino ad adesso...

Sandra: Lo so... sono io ad essermi poco alla volta adattata al nuovo Biagio che si

               andava formando. Ho sempre pensato che prima o poi sarebbe venuto

                fuori non dico quello vecchio ma qualcosa di simile, invece ormai...

Biagio: Ma io non capisco... siamo cambiati insieme. Ognuno sa cosa vuole

              l'altro... ci capiamo a gesti... a occhiate...

Sandra: E' questo il problema! I gesti e le occhiate hanno portato alla

                scomparsa delle parole. Sei talmente convinto che ognuno di noi

                sappia tutto dell'altro che non ti sei minimamente posto il problema

               della comunicazione.

Biagio: Ma di che dobbiamo parlare scusa?

Sandra: Esatto... di che dobbiamo parlare? Resta solo una cosa da fare... un

                ultimo tentativo... così non potrò accusarmi di non averci provato.

Biagio: Ma un ultimo tentativo di che...

Suonano alla porta.

Sandra: E chi sarà a quest'ora? Vuoi vedere che è quella cretina del piano di sotto

                che come al solito viene a chiedere qualcosa in prestito?

Biagio: Ah... io me ne vado di là. Nunn' 'a pozzo vedè! (si alza e esce)

Sandra: (andando verso la porta) Chi è?

Fuori campo: Lettura del gas signora.

Sandra: Ah, certo... adesso apro. (esce e ritorna in scena precedendo un uomo

               robusto con un aggeggio in mano)

Letturista: Buongiorno. Dov'è il contatore?

Sandra: (indicando verso la sinistra del palcoscenico) Di là... fuori al balcone. Le

                faccio strada.

Biagio: (rientrando con circospezione) Sandra? Sandra... se n'è andata la scassa

               'mbrella? (avanza sempre di più nella stanza)

Sandra: (rientrando col letturista) Grazie l'accompagno alla porta.

Letturista: Grazie signo'... gentilissima. (incrocia Biagio) Ah, buongiorno... ho

                     appena letto il contatore  del gas... sa, sono un uomo di lettere!

Aahahahahahah.... (ride solo lui. Biagio e Sandra restano freddi)

Di lettere nel senso che leggo i contatori ahahahaha.... (gelo)

Ahemmm... come non detto... arrivederci.

Biagio: (colpito) Questa è una battuta alla Michele... Michele!! Michele...

sei tu?

Letturista: E voi come sapete il mio nome? Io non vi conosc... Ma no! Non ci

                      posso credere... Biagio! Ma allora voi... cioè tu, devi essere Sandra!

Sandra: Michele (lo abbraccia) che piacere! Ma come stai? Che fine hai fatto?

Biagio: Brutto disgraziato (lo abbraccia) ma comme te sì fatto?

Michele: Ma tu guarda che combinazione! Non vi avevo riconosciuto... e beh... il

                  tempo passa... cambia la vita... cambiano i fianchi!!

Biagio: Ahahahahah.... sì sempe 'o stesso!

Sandra: Ma siediti... ti faccio un caffè? (va a farlo)

Michele: Grazie... giusto cinque minuti. Devo finire il giro....

Biagio: Ma vieni qua... e così sei un letterato, eh? Ti dedichi alle letture dei

              contatori.

Michele: Eh... e chest'è! Non è quello che avrei sperato di fare nella vita ma con i

                 tempi che corrono meglio di niente, no?

Biagio: Ma certo. Non c'è dubbio... almeno è uno stipendio sicuro, no? Hai

famiglia? Ti sei sposato...hai figli? E la batteria? Ancora la suoni?

Michele: Sì, sono sposato... mia moglie lavora in un call center e insieme

                 riusciamo ad arrivare a fine mese. No, non tengo figli. Non ho avuto il

                 coraggio di mettere al mondo un bambino con una situazione lavorativa

                 così precaria. E la batteria... ogni tanto faccio qualche serata.

Sandra: (mentre ancora sta preparando il caffè) A noi invece non sono arrivati...

                  ci abbiamo provato in tutti i modi. Poi ci siamo arresi... io avrei voluto

                  adottarne uno ma il tuo amico là non ne ha voluto sapere.

Biagio: (infastidito)  Non ritorniamo sulla stessa storia... abbiamo conosciuto

              coppie che si sono dissanguate per avere un figlio... chi è andata in Russia,

              chi in Brasile... hanno speso anni e soldi per finanziare le casse di

             organizzazioni che a tutto pensano fuorché al bene dei bambini. Io non mi

             sono lasciato prendere dall'isteria come loro... ho fatto bene Michè?

Michele: Beh... veramente non so che dire...

Sandra: Isteria? E quando mai ti sei lasciato andare tu? Una botta di vita mai!

               Sempre lo stesso brodo... il brodo primordiale. Quello che ha generato le

               amebe! Anzi  no, 'o broro 'e purpo!! (porta il caffè ai due)

Michele: E speriamo che 'sto cafè non sia broro 'e purpo allora.

Biagio: E non torniamo sempre sullo stesso discorso... poi Michele chissà che

              pensa.

Sandra: Che c'è? Hai paura di far sapere al tuo amico quello che sei diventato?

Michele: Perché? Che cosa ti è successo Biagio?

Biagio: Ma niente... niente... Sandra sta sempre con la testa a vent'anni fa....

Sandra: E meno male che almeno io cerco di stimolare un po' la vita in questa

famiglia. Se no potevamo già prenotare la nicchia al cimitero.

Michele: Bià... ma come? Tu che eri un... un... tornado!

Sandra: Eh, un tornado una volta mo' non è nemmeno partido!!

Biagio: Sei sempre spiritosa, eh? Ma cosa posso farci? La vita cambia, no?

              Cambiano le esigenze...

Michele: Beh... effettivamente... anche se sinceramente io e mia moglie

                cerchiamo di prenderci degli spazi per noi ogni volta che è possibile...

Sandra: Ah, lo vedi? Non sono solo io a pensarla così! Mi piacerebbe conoscerla.

Biagio: Michè... te putive sta' zitto.

Sandra: Ma sì Michele... organizziamo un'uscita a quattro.

Michele: Ma certo, perché no... solo che non saprei quando...

Sandra: Mi è venuta un'idea. Michè... ma tu nel tuo mestiere puoi gestirti il lavoro

o devi seguire un orario prestabilito?

Michele: Beh... oggi è venerdì e lavoro mezza giornata... posso recuperare

                 quando voglio...

Biagio: Ho capito dove vuole arrivare Sandra. Perché non venite a pranzo da noi?

Michele: Oggi? Adesso?

Sandra: (stupefatta) Michele... la tua presenza ha fatto il miracolo. Mio marito ha

                preso un'iniziativa. Cose 'e pazzi!!!

Michele: Ma non so... dovrei parlarne con Giulia... però ora che ci penso lei

                 stamattina non è andata al lavoro....

Sandra: Michè... non perdiamoci questo evento storico.

Biagio: Ma la vuoi finire di fare la cretina?Miché prova a chiamarla... magari le

              farà piacere.

Michele: E va bene... perché no? Sono sicuro che Giulia sarà contenta di

                 conoscervi. Almeno per curiosità. Le ho parlato talmente tante volte 

                della vecchia band, di quando suonavamo, che è come se faceste parte

                della famiglia.

Sandra: E allora è fatta! Chiamala... vai a prenderla... vi aspettiamo. Non dovete

               venire per forza a ora di pranzo... non appena siete pronti venite.

Michele: Va bene. So' proprio contento... allora a tra poco... ciao baldi giovani!!

Vado, la spiazzo e torno! (esce)

Sandra: (tornando dopo aver accompagnato Michele) Ma che bella cosa. Sono

                felice.

Biagio: Pure io... ma tu guarda che combinazione.

Sandra: Dobbiamo pensare a cosa preparare. Io direi di...

Biagio: Antipasto di mare. Uno spaghetto con le vongole e calamari... tutto

              innaffiato da una falanghina. Per dessert un ricco babà e limoncello a

              chiudere. Caffè finale e chiacchierata a gogò!

Sandra: (allibita) E che è? Non hai detto pensaci tu? Fai tu che per me è uguale.

Cose 'e pazzi!! Hai preso un'altra iniziativa? Mi devo sedere altrimenti

svengo. Vuoi vedere che incontrare Michele è stato lo stimolo giusto?

Biagio: Che c'entra... è che rivedere un vecchio amico ti fa un po' tornare indietro

               nel tempo...

Sandra: Appunto! Vuoi vedere che fiammella sotto la cenere comincia a

risvegliarsi...

Biagio: (prende foglio e penna) Allora... adesso scendo e vado a comprare quello

               che serve.... dunque (comincia a prendere appunti)

Suonano alla porta.

Sandra: (mentre va ad aprire) Non dimenticare di segnare il pane... è finito.

Si sente Sandra gridare fuori scena. Voci straniere si sovrappongono. Improvvisamente entrano in scena due ladri, un uomo e una donna, col volto coperto da passamontagna. Sandra è tenuta stretta da uno di questi.

Ladro: (con accento dell'est) Fermi. No vi muovetevi... se fate di bravi no

vi succede di niente...

Ladra: Sentite cosa ci dice mio uomo. Tu, donna sedi... sedi vicino a uomo

 di te.

Sandra e Biagio sono ammutoliti. Impauriti, si guardano. I due malviventi si guardano nervosamente intorno.

Ladro: Dove tenere soldi? Cacciate fuori soldi.

Ladra: Soldi... gioielli... argenteria... mettete fuori cose... tutte cose...

Sandra: (balbettando) Ma... noi non abbiamo soldi in casa... usiamo solo carte di

                 credito... bancomat...

Biagio: Si... sì... ca... ca... carte di cre... cre... credito ba...ba...

Ladro:Ba...ba...basta tu. Tu zitto uomo. Tu cacaglio...Voi non dire di verità dove è

cassaforte?

Ladra: Dare me combinazione... o chiave... presto! Io apre, prende e noi va via.

No fare male di voi.

Sandra: Ma quale combinazione e chiave... quale cassaforte andate cercando? Se

vi abbiamo detto che non abbiamo soldi...

Ladro: Allora gioielli... gioielli che regalato tuo uomo... dove è?

Ladra: Quali gioielli hai donna? Collane, bracciali, spille? Cosa regalato te

tuo uomo?

Sandra: (ridendo quasi isterica) Ahahahahah... gioielli che regalato me mio

               uomo? Biagio... questi vogliono vedere i gioielli che mi hai regalato. Glieli

               vuoi mostrare tu?

Biagio: Gio... gio... gioielli? E qua...qua...quali?

Ladro: Parla,cacaglio... dire di dove stare gioielli!!

Ladra: Dare chiave... dire posto...

Biagio: Ma quale posto... e chiave... gioielli non ce ne stanno.

Ladro: Io no crede te... tu in tutti anni di matrimonio mai regalato gioielli

tua donna?

Ladra: Certo... compleanno... anno di versariodi matrimonio...

Sandra: Ah! Biagio dì a questi signori quand'è il nostro anniversario di

                matrimonio....

Biagio: Ma che c'entra adesso... così su due piedi non me lo ricordo... con una

              pistola puntata addosso poi...

Sandra: Il mio signor marito s'è ricordato dell'anniversario solo i primi anni. E

ogni volta mi diceva 'cara, che gioiello vuoi come regalo?'

Biagio: Tu  ti arrabbiavi e io ho smesso di chiedertelo... che vuò?

Sandra: (incazzata con Biagio) E che dovevo risponderti... manco a un regalo

               riesci a pensare autonomamente.

Biagio: Ma quando mai. Volevo che scegliessi tu per... per comprare qualcosa che

              sicuramente potesse piacerti...

Sandra: Ma che cretino. Sarebbe andata bene qualsiasi cosa...

Biagio: E allora se andava bene qualsiasi cosa perché non dovevi scegliere tu?

Ma perché dovete essere sempre così complicate voi donne? Non potevi

              dirmi 'voglio una collana... voglio un anello...'

Sandra: Niente... nun ce sta niente 'a fa. Gesti e occhiate... le parole sparite!

Ladro: (li interrompe finalmente) Basta! Voi rotto a me.... zitti! Anzi no...

parlare... dire verità.

Sandra: E' questa la verità. Nessun gioiello... quei pochi che avevo me li hanno

               rubati dei vostri colleghi diversi anni fa. Da allora,in casa l'unica cosa

preziosa è la chitarra  di mio marito... se la volete...

Biagio: Ma sei pazza? La mia chitarra? Mai!!

Ladra: Tu no regalato poi niente tua donna e preoccupa solo di chitarra? E

che schifezza è? (poi si rivolge al complice nella loro lingua)

Ladro: (risponde sempre nella loro lingua)

I due continuano a dialogare tra loro per qualche secondo.

Biagio: Aehmmm... che... che cosa vi state dicendo? Dobbiamo preoccuparci?

Ladra: Noi dire che tu proprio marito di... di ... meglio non dire

Biagio: 'A schifezza d'a schifezza... è così?

Ladra: Eh... parola venuta di mia mente uno poco diversa ma significato è

quello.

Ladro: Io regala mia donna sempre qualcosa. Di compleanno, di onomastico, di

anno di versario... sempre.

Biagio: E per forza. Arrubbate 'e ccose 'e llate e po' ve scagnate 'e regali...

Ladro: (diventa minaccioso) Come ti permette tu... io regalava cose mia donna

                 anche quando no rubava.

Ladra: Certo... pure senza occasione di compleanno... anno di versario... (diventa

             leggermente stizzosa) magari di occasione di qualche senso di colpa...

Ladro: No tornare sempre su stesse di cose... noi stare di lavorare...

Ladra: E perché allora regalato di me anello dopo tuo viaggio di Roma mese

             scorso?

Ladro: Ma perché visto... piaciuto e pensato stava bene di te...

Ladra: E magari consiglio di te dato da tua amica Anna di Roma che tu per di

             puro caso incontrato, no?

Ladro: Ma mia amica no vedeva da anni... da quando lavoravo di ufficio...

Sandra: (per stemperare la situazione) Ah... quindi non siete sempre stati dei

farabut... aehmm.. dei ladri, è così?

Ladra: Noi fare di queste cose solo di poco tempo...prima c'era lavoro di

 paese nostro... poi crisi e noi venuti qua...

Biagio: Cervelli in fuga...

Ladro: Tu fa altra battuta e io fare di fuggire tuo di cervello. Con uno buco di

                  testa.

Sandra: No... no... per favore non arriviamo alla violenza... fate una cosa girate

               per casa... guardate dappertutto... se c'è qualcosa che volete prendere,

               prendetela e lasciateci in pace. Eh, che ne dite?

Ladro: (rivolto alla complice) Va tu di vedere, io rimane qua a fare di guardia.

                 (la donna va)

C'è qualche secondo di silenzio. Poi Biagio prova ad alzarsi per potersi sgranchire.

Ladro: Stare di fermo tu! No fare di scherzi!

Biagio: No... quali scherzi... è che mi è venuto un crampo alla gamba e volevo

sgranchirmi un poco...

Ladro: Tu no sportivo eh? Tu siede sempre... tu culo mollo.

Sandra: Azz, Biagio... ti ha immortalato. Ti ha fatto la risonanza magnetica!

Biagio: Ma quando mai... culo mollo a me? Io faccio frequentemente esercizi di...

Sandra: Sollevamento pesi... forchette, cucchiai...

Ladro: Ahahahahah... signora simpatica... lei dice di cose vere... tu lasciato di

andare...

Biagio: Ma tu vide nu' poco se uno deve essere pure sfottuto da un ladro...

facimmocurnuto e mazziato!

Ladro: (impaurito guarda verso la stanza dove è andata la sua compagna) Zitto!

              Tu no dire curnuto... se no mia donna prendere palla di balzo e rompere

              di scatole...

Biagio: Ah... oltre a rubare oggetti rubate pure i cuori... e comunque io avevo

             detto curnuto e mazziato che è

Ladro: (ride in modo falso) Ahahahhaa... belle di queste parole... curnuto (detto a

               bassa voce) e mazziato (a voce alta) io amo di vostra lingua napolitana...

stare già prendere di vostro accento.

Sandra: E come no! Si capisce subito... venite da Napoli Est?

Biagio: Sandra... e nunn' 'o sfruculjà!

Ladro: (senza ascoltarla) Sentire di mia frase preferita di napolitano...

(schiarisce la gola e la pronuncia in modo impossibile)

Ogni scarrafione è bello di mamma soja.

Sandra: Ma complimenti... e a voi devono dare le chiavi della città!

Ladro: A proposito chiavi... dare me tutte chiavi di cassetti... armadio...

Biagio: Sandra... ciertivvote sei insuperabile.

Sandra: Ancora cu' 'sti cchiavi? Non ne abbiamo, come devo dirvelo.

Rientra la Ladra. Ha una chitarra in mano.

Ladra: Niente di prendere di là.... niente di cosa preziosa... solo di questa...

Ladro: Solo di questa? Una chitarra e basta? Io no  crede... adesso cominciare di

                 arrabbiare... adesso cominciare di sparare in una gamba marito....

Sandra: Eh, sì... fa' 'na cosa,accummengia'a chellaaddo' c'è venuto 'o crampo...

Ladra: Ah... solo donna innamorata fare di vedere quale essere di vero amore. Se

lei no amava  te faceva te sparare in gamba sana.

Ladro: Pure mia donna no spara me in gamba sana...

Ladra: Qualche volta desiderato di farlo... perché marito troppo di distrazione

              con altre donne... ma poi pensato che marito con gambadi zoppo no

buono...

Biagio: Ma quale gamba... crampo e sparà! Vero amore... non facciamo scherzi!

Suonano alla porta. Tutti restano bloccati. Risuonano.

Ladro: Donna... voi aspettare di persone?

Sandra: No... cioè si... un vecchio amico deve venire a pranzo con la moglie...

I due malviventi si consultano sempre nella loro lingua. Bussano ancora alla porta.

Ladro: Tu donna vai di aprire porta ma fare di attenzione. Noi resta di qua con

                 uomo... se tu fare scherzo io spara! Spara in coscia senza crampo.

Biagio: E per forza... lui non mi ama!

Ladra: Se è tuo amico, fare di entrare... no di sospettire... capito?

Sandra: No... no... non faccio scherzi... apro e vedo chi è, va bene?

Col tacito consenso dei ladri si alza e va ad aprire.

Sandra: (fuori campo, con voce affettata) Entrate... entrate e scusate....

Michele: (Entrando con Giulia, la moglie) E scusate di che... scusate voi per il rit...

                   (si blocca vedendo la scena)

Giulia: (entrando dopo) Sandra... ma lo sai che sei proprio come ti avevo

               immaginata? Sono proprio curiosa di vedere se pure Biagio risponde al

              quadro che mi sono fatt... (si blocca anche lei)

Biagio: Bel quadro, eh? Ciao Giulia... non è certamente il modo migliore di

               conoscersi... ma tutto si metterà per il meglio. Vero? (rivolgendosi ai due

ladri)

Ladro: Venite di avanti voi due... sedete vicino uomo di casa... uomo mo' (ironico)

Biagio: Uè... embè? Va bene che tieni il coltello dalla parte del manico ma non ti

              consento di fare commenti sulla mia vita. 'E capito?

Michele: Biagio... non provocare... uomo, non uomo... che te ne 'mporta!

Sandra: Ma sì... che ti costa...

Biagio: Nè... ma stessimo dando i numeri qua? Sentite voi due con la maschera...

dovete rubare? Rubate... e poi vedete dove dovete andare, ja'!

Ladra: Cosa è... tu avere paura di critica? Ti dare di fastidio che estranei fare

              uscire tuoi difetti? Avere paura di verità?

Giulia: (impaurita, quasi gemente) Biagio... per favore... e dì loro la verità.

Biagio: Ma quale verità? Ma che sta diventando qua... una seduta di psicoterapia

              di gruppo?

Ladro: Va bene...va bene... lasciamo di perdere... a noi interessa solo soldi... come

              volere fare?

Sandra: Ma ve l'abbiamo detto... non abbiamo soldi in casa... solo carte di credito.

Biagio: Se avete il POS vi posso fare un versamento con la carta di credito...

Ladra: Tu non avere spina dorsale ma avere senso di umore...

Biagio: 'N 'ata vota? E mo' basta! (fa per alzarsi)

Ladro: (puntandogli decisamente contro l'arma) Fermo... no ti muovere... se no ti

               fare di molto male. (poi rivolgendosi ai nuovi venuti) Voi due... siete

              amici di coppia? Avete di soldi... di gioielli... svuotare tasche.

Michele e Giulia lo fanno. Non hanno soldi né altro. I ladri controllano i portafogli e trovano solo carte di credito.

Ladra: Anche voi senza di soldi... ma come vivete qua, eh?

Giulia: Sapete com'è... è una questione di precauzione. In giro ci stanno un sacco

              di farabutti...

Ladra: Come ti permettere tu?

Michele: Giulia!! E sta' attenta a quello che dici... (rivolgendosi alla ladra) Ma no...

                non ce l'aveva con voi... è che le hanno scippato la borsa un sacco di

                volte e allora...

Sandra: A chi lo dici.... pure a me è successo... che brutta cosa. Addirittura in casa

                sono entrati e...

Giulia: Uh... tu veramente fai? E quando è successo?

Sandra: Parecchi anni fa. Si presero tutti i gioielli che avevo...

Giulia: Uh quanto mi dispiace... e avete sporto denuncia?

Sandra: No... e che lo facevamo a fare, tanto...

Giulia: Eh, hai ragione e quella la Polizia quando li acchiappa a questi...

Ladra: HEY! Avere finito di conversazione?

Giulia: (sottovoce a Sandra) Si è sentita chiamata in causa... difende la categoria.

Ladro: Silenzio. Basta! Noi dovere trovare di soluzione. No soldi... no gioielli...

Biagio: E se facessimo una cosa? Voi ve ne andate... io domani vado in banca e

              prelevo.... prelevo... diciamo cinquecento euro... poi ci incontriamo e ve li

             dò. Eh, che ne dite?

Ladra: Tu credi noi fessi vero?

Ladro: No... lui crede di fare furbo.... crede che solo perché noi ladri, noi stupidi.

Michele: Biagio... ma che razza di proposte vai facendo?

Giulia: Già... mica so' scemi, scusa? So' farabutti... mica scemi. Oh... scusate... non

            volevo...

Sandra: Guardate che mio marito non ha fantasia... se vi ha detto quella cosa del

                  prelievo in banca è perché veramente lo farebbe...

Biagio: Beh, sto scoprendo cose fantastiche... mia moglie che ha un'altissima

              considerazione di me. Stavo cercando il sistema per trovare una

              soluzione...

Ladro: Soluzione? Tu vuole di trovare soluzione? Tu sapere che oggi festa e 

banche chiuse. Domani è sabato ebanche chiuse pure domani... tu volere

              avere di tempo chiamare polizia... io quasi quasi spara te e va via.

Ladra: Aspetta... forse sua idea no cattiva.

Michele: Ma le banche oggi e domani sono chiuse! Che cosa ci possiamo fare...

Giulia: Le Poste sono chiuse oggi ma domani sono aperte però...no? (gli altri la

guardano sconsolati) beh... che ho detto?

Sandra: Giulia... hai ragione... potremmo prelevare dal bancoposta...

Ladro: Si, ma noi non potere aspettare domani... troppo di rischi... a meno che

             restare qua fino domani e poi aspettare che uomo di casa va e torna con

             soldi e noi stare qua con altri.

Ladra: Vero... se lui no torna o torna con polizia noi sparare tutti. Bella idea.

Michele: Bella idea... ih, che cosa fantastica! Vengo qua a pranzo e ci devo restare

                per cena... per colazione... e magari per sempre!

Giulia: Ma io sto a dieta... non posso....

Biagio: Fatemi capire una cosa... vorreste stare qua tutto il giorno e la notte fino

              a domani mattina?

Ladra: Perché... dispiace te? Tu no tanto ospitale, no?

Biagio: E certo... mo' so' io a non essere ospitale... ma prego accomodatevi,

              sedetevi, volete mangiare con noi?

Ladro: Questa altra buona idea... noi avere di fame... voi stavate preparando di

             pranzo, no?

Sandra: Si... ma dovevamo andare a fare la spesa... non c'è granché in casa e...

Giulia: Ma noi ci arrangiamo, vero Michele? Per noi va bene anche uno spaghetto

             aglio e olio...

Michele: E chi tiene fame? Mi si è chiuso lo stomaco...

Ladra: Bene... allora tu donna di casa... fare vedere me cosa avere di cucinare...

             (esorta Sandra ad alzarsi gesticolando con la pistola)

Sandra: (alzandosi) Ma non so... in frigo non c'è granché... è venerdì e di solito

                 noi...

Ladra: No preoccupa... fare di vedere...

Giulia: Po... posso venire anch'io? Se non faccio qualcosa divento isterica...

Ladro: Si... perché no... tu va... noi aspetta.

Per qualche secondo c'è un silenzio imbarazzante. Si sentono solo le donne che nominano alcune cose presenti in frigo o in dispensa e cercano di organizzare un pranzo di fortuna.

Ladro: Bene... visto che dovere fare di attesa... perché non parlare? Tu, (rivolto a

            Michele) conoscere di molto uomo di casa Biagio... ti potere chiamare

            Biagio?

Biagio: E figurati... fino 'a dimani ascimmo 'a parienti!E tu come ti chiami?

Ladro: Io no capire se tu fare fesso o essere fesso....

Michele: Biagio... e secondo te quello ti dice come si chiama?

Biagio: Ma io lo dicevo per fare discussione... non avevo pensato...

Ladra: (voltandosi) Tu chiama lui Georghju e me Milenskaja... ti piace te?

Giulia: Milenskaja... bello. Non l'avevo mai sentito. Di dove siete?

Sandra: Giulia.. ma niente niente hai qualche gene in comune con Biagio?

Ladro: Giusto... mia amica detto nomi e io dire di paese.... diciamo che noi

     venire di... di... Slovazia.

Biagio: Da dove?

Ladro: Slovazia... no conosce tu Slovazia?

Michele: Ma sì... dicesi Slovazia una nazione che confina con... con... che ha i fiumi

                 che...le montagne poi... le risorse... l'agricoltura... ma addo' sta 'sta

Slovazia?

Giulia: Al confine tra Slovenia e Croazia, no?

Ladro: Brava signora... lei si che studiato di geografia.

Biagio: Allora tanto... tanto piacere Georghju e Milenskaja della Slovazia. E

              adesso che facciamo...andiamo in vacanza insieme?

Sandra: No... per carità! E li vuoi intossicare...che hanno fatto di male?

Giulia: Perché Sandra... che fate in vacanza di solito?

Ladra: Pure in vacanza avere di problemi?

Michele: Ma perché Biagio... vai in vacanza con tua suocera per caso?

Giulia: Eh non credo... quello è un problemino solo nostro, è vero Michele?

Michele: Ma ti sembra il momento di tirare in ballo le vacanze nostre?

Giulia: Nooo... e chi tirerebbe in ballo il fatto che se non portiamo tua madre con

             noi, non ci possiamo muovere...

Michele: Ma metti sempre in mezzo mia madre tu? Pensa a qualche altra cosa

                 ogni tanto!

Giulia: Eh già... quando gli tocchi la mammina lui svicola. Guai a nominare il

             nome della suocera invano.

Ladra: Pure noi avevamo di problemi come vostro... poi tutto risolto.

Giulia: E' morta la suocera?

Ladra: NO... è che mio uomo capito che doveva scegliere. Se fare di bambino per

             tutta vita o fare di marito... così lui tagliato cordone ombelico.

Giulia: E magari lo tagliasse pure qualcun altro. Ma noi viviamo nello stesso

             palazzo della mammina e se si taglia il cordone se ne cade 'a casa!!

Michele: Ma la vuoi finire? Stiamo parlando delle vacanze di Biagio... e parliamo

                  di Biagio, no?

Biagio: No... no... fatemi sentire... fino a mo' sono stato io sul banco degli

              imputati. Un po' per uno non fa male a nessuno...

Ladra: Parlare di Biagio che essere di molto meglio... perché io ci messo di anni

              per far tagliare cordone di mio uomo... che poi trovare altro cordone in

             donne più di vecchie...

Ladro: Ma quale di cordone in donne di vecchie... tu dice sempre cose di

cretinaggine.

Ladra: Ah, sì? E quanti anni di aveva Rita... stessi di tua mamma?

Ladro: Ma quando di mai... e poi poteva essere di mia sorella...

Ladra: Sì... sorella Rita si accascia!!

Giulia: Veramente quella è santa Rita da Cascia, non credo che...

Michele: E basta... stavamo parlando di Biagio... e parliamo di Biagio.

Biagio: Ma tu vire a chisto! Miché ma per caso...

Ladro: Zitto! E' giusto. Dove stavamo? Ah,no regali di gioielli tua moglie... no

pensieri di compleanno... di anno di versario... no vacanze divertenti... ma

come fatto voi due di stare insieme?

Sandra: Eh... bella domanda. Diciamo che una volta il mio signor marito non era

               così.

Ladra: E come era? Alto... biondo... con occhi azzurri?

Biagio: Sì... ero tale e quale a Brad Pitt!!

Michele: Mo' t'avessero chiammà Brad Pittbull!!

Tutti ridono

Ladro: Simpatico amico di Biagio... Michele... conosce di molto lui?

Michele: Eh... hai voglia... fin dai tempi del liceo.

Giulia: Sì... sì... mi ha raccontato tante cose su quello che facevano... sui concerti

             della loro band...

Ladra: Lui suonare? In band? Io non riuscire di credere.... e come chiamare band?

Biagio e Michele: Quasar

Ladro: Quasar... come nome di disinfettante di cesso? Tu suonavi come cesso?

Biagio: Io non solo suonavo ma ero anche il leader... è chiaro?

Michele: Mo' nunn' esagerà! Eri la chitarra solista...

Sandra: Se permetti ero io la leader... la cantante!

Ladro: Tu cantante? In band di lui?

Giulia: Si... mio marito mi ha raccontato che aveva una voce bellissima...

Ladra: E allora perché non farci di sentire qualcosa... lui suona di chitarra e tu

            canta. No?

Sandra: Ma no... non canto da una vita... mio marito non mi accompagna più con

 lo strumento. In tutti i sensi... lasciamo perdere... No, non è cosa...

Michele: Bià... ma perché, non suoni più la chitarra nemmeno come passatempo?

Biagio: No Michè... non ho tempo... gli impegni... il lavoro...

Sandra: Si, come no... gli impegni... il lavoro... il divano... la televisione... il

              computer...

Giulia: Ah, noi no... è vero Miché? Noi odiamo la televisione... non appena

               possiamo cerchiamo di fare qualcosa... andiamo a vedere musei, a fare

               passeggiate...

Ladra: Pure noi... noi piace di molto teatro...

Biagio: E ci andate in divisa o in borghese?

Ladro: Che divisa?

Biagio: Questa qua... il passamontagna.

Ladro: Tu fa battute di stupidità... noi ama anche cinema... andare spesso di

              vedere film...

Biagio: E certo... 'Guardie e Ladri' ... 'Ladri di Biciclette'... 'Operazione San

              Gennaro'

Sandra: Noi invece l'ultima volta che siamo andati al cinema davano Via col

Vento!

Biagio: Ma che c'entra... e poi abbiamo l'abbonamento a Sky... possiamo vedere

              decine e decine di film... stando comodamente seduti.

Michele: Praticamente tu nun t'ajize 'a copp' 'a seggia!

Biagio: Miché... e nun te ce mettere pure tu!

Ladra: Se io tua donna... io sparavo te. (Giulia e Sandra fanno capire con la testa

che sono d'accordo.)  In coscia senza crampo.

Biagio: (alzandosi) Abbiamo finito l'atto di accusa? Avete qualche altra cosa da

              dire all'imputato Biagio?

Ladro: Tu ti dichiara colpevole o non colpevole?

Giulia: Biagio... dichiarati non colpevole... che con un buon avvocato te ne esci.

Michele: No... è meglio dichiararsi colpevole... così ti danno le attenuanti.

Anche gli altri intervengono sulla questione. Qualcuno propende per la dichiarazione di colpevolezza e qualcuno per l'innocenza. Ad un certo punto Biagio esplode.

Biagio: E BASTA MO'!! (tutti ammutoliscono) Basta. Colpevole... non colpevole...

              vuoi vedere che entrano due ladri in casa e l'accusato devo essere io?

Ladro: Tu calma... no accusa... noi solo di parlare...

Michele: Ma no... e chi ti accusa... era solo per fare discussione...

Biagio: E allora cambiamo argomento, va bene? Vi ho sentiti... quando si accenna 

              alle vostre beghe personali subito evitate il discorso. Se si parla di me

              invece vi tuffate dentro. Parlate di altro... di pallone per esempio!

Giulia: Si... si... parliamo di calcio... io sono tifosissima del Napoli.

Michele: Pure io... quando ce lo possiamo permettere andiamo allo stadio.

Sandra: Mi sarebbe piaciuto andarci qualche volta...

Ladro: (rivolto a Biagio) Neanche pallone piace di te? Io una volta giocare...

Ladra: Si... lui aveva tocco di palla fenomenoso... poi perso tocco... almeno con

             me...

Ladro: No continua... allora, non ti piace di calcio?

Biagio: Ma che c'entra... certo che mi piace il calcio. Non a caso  abbiamo

l'abbo...(non finisce la frase che tutti continuano all'unisono

cantilenando)

Tutti: Abbonamento a Sky e ci possiamo vedere le partite comodamente seduti.

Biagio: Ma che è? Cantate nel coro della parrocchia? Sapite tutt' 'e parole a

              memoria?  (si arrabbia) La canzone è sempre dedicata a me, eh? Sono la

              vostra musa ispiratrice?

Ladra: Bevi bicchiere di acqua... tu troppo nervoso.

Ladro: Si... tu va a bere bicchiere di acqua... tu troppo nervoso.

Biagio: E grazie... mi è stata concessa l'ora d'aria! Posso bere un bicchiere

               d'acqua (va verso la cucina)

Nel frattempo gli altri parlottano tra loro come se nulla fosse. Biagio si rende conto che nessuno fa più caso a lui. Lancia uno sguardo alla chitarra. L'afferra alla chetichella e la suona in testa sia al ladro che alla complice. I due stramazzano al suolo. Attimi di silenzio.

Michele: Biagio... ma che hai fatto?

Biagio: E' vero... maronna mia e ch' aggia fatto!!! C'aggia fatto.... aggio scassato 'a

   chitarra!! A chitarra mia...

Michele: Ma come... chilli dduje stanno 'n terra e tu pienzi 'a chitarra? E si

so'muorti?

Sandra: Ma sei impazzito? Li hai ammazzati?

Biagio: Ma che muortie ammazzati... solo una botta in testa...

Giulia: Uh, puverielli... saje che dulore!

Michele: E quelli mo' che si svegliano ci fanno nuovi nuovi...

Biagio: Ma che nuovi nuovi e nuovi nuovi.... (pende le pistole dei due) Ecco qua.

             Mo' voglio proprio vedere se dicono ancora 'tu uomo di schifezza' 'tu no

pensa tua donna'...

Sandra: Biagio! Posa quelle pistole che è pericoloso.

Michele: Bià... hai fatto un guaio.

Biagio: Un guaio? E perché, scusa?

Michele: Eccesso di legittima difesa...

Giulia: Te l'avevo detto di dichiararti non colpevole... ti serve un buon avvocato.

Biagio: Ma state dando i numeri? Due intrusi entrano in casa mia, minacciano

              me, mia moglie e degli amici con le armi e io avrei avuto un attacco di

              legittima difesa?

Sandra: Ma tu i telegiornali non li senti? Non vedi che i giudici danno sempre

              ragione ai delinquenti.

Michele: Aheje... e qua c'è pure il rischio che devi risarcirli.

Giulia: Biagio... fa' 'na cosa. Quando si svegliano dagli immediatamente la carta di

             credito così vanno direttamente loro a prelevare i soldi.

Biagio: Secondo me voi non state bene... io non ci penso proprio a... (viene

                interrotto dai mugugni dei due che si stanno svegliando)

Sandra: Michè... aiutami a metterli seduti. Giulia... e pure tu Biagio... dateci una

               mano... alziamoli e facciamoli stendere sul divano. Magari limitiamo i

              danni.

Biagio: Mo' gli facciamo pure un caffè, eh che dite?

Giulia: NO...no... ci vuole un thè verde... forte....

Michele: Biagio.... e dammi una mano! Magari se si ritrovano seduti saranno

                meno arrabbiati.

Biagio: No... no... io mi tengo a distanza. Ho le pistole... hai visto mai che fanno

              qualche scherzo... li minaccio...

Sandra: Ah sì? Perché se fanno qualche movimento strano che fai tu, spari?

Giulia: Ma ce l'hai il porto d'armi?

Biagio: No.

Giulia: E allora non puoi sparare. Vai in galera di corsa...

Biagio: Ma tu guarda nu poco 'a miseria.... metteteli seduti.... io li minaccio ma

               non sparo... tanto loro nunn' 'o sanno che non tengo il porto d'armi.

Sandra, Giulia e Michele si avvicinano ai due e li aiutano a sedersi sul divano. I ladri continuano a lamentarsi toccandosi la testa.

Biagio: (facendo lo sbruffone) E allora? Adesso non fare più buco di mia testa,

              eh? Adesso fare io buco in tua testa, è così?

Ladro e ladra: (in perfetto napoletano) Mamma do' Carmine! M'ha scassato 'a

                            capa! Tengo 'e pampoglie annanze all'uocchie!!

Tutti restano allibiti. Fine Primo atto

Secondo atto

Alla riapertura del sipario la scena è la stessa con cui è finito il primo. I due ladri sono ancora intontiti e continuano a lamentarsi.

Biagio: Eccoli qua. Comme se chiammavano? Ah, si... Gheorghiu e Milenskaja...

              seh! Chisti so' cchiù napulitane 'e me e vvuje. Adesso non possono fare

più gli sbruffoni... 'e smargiassi!

Sandra: Si, ma  Biagio... adesso che facciamo? Mica possiamo rimanere così, no?

Giulia: Giusto... dobbiamo chiamare la polizia, no?

Michele: La polizia?  Eh già... la polizia... ma poi? Che gli diciamo?

Biagio: Ma come che gli diciamo? Quello che è successo, no?

Michele: Si... ma pure la cosa della botta in testa?

Biagio: E certo... vuoi vedere che devo aver paura di dire che mentre due ci

              minacciavano con le armi io li ho neutralizzati?

Sandra: Allora che faccio, chiamo?

Giulia: Sì...sì...

Biagio: Io però prima gli vorrei togliere quei passamontagna per vedere che 

               faccia hanno...

Michele: Ma sei pazzo? Non puoi farlo! Mo' all'eccesso di legittima difesa vuoi

                 aggiungere pure la  violazione della prvacy?

Biagio: Che cosa? La violazione della privacy? Michè... ma staje danno 'e

              nummere?

Giulia: Ha ragione Michele. Metti che... che... ecco, che putacaso sono di una

religione particolare e devono per forza indossare quelle cose...

Biagio: Ma qua' religione e religione.... e che so'...musulmani col burqa? Pure

l'uomo mette il burqa? Ma fatemi il piacere....

Sandra: (Nel frattempo comincia a parlare al telefono con la polizia) Pronto? Sì...

                volevo denunciare un furto... si... no... non hanno rubato niente... è che ci

                hanno provato e... no, non sono scappati, stanno qua. Si... stanno ancora

                qua... li abbiamo bloccati... che dobbiamo fare adesso? No... non sono due

                uomini... sono un uomo e una donna... cosa? Ah... si... ho capito... va bene.

                (riattacca)

Biagio: E allora?

Giulia: Mandano una squadra?

Michele:  Ris... Ros...?

Biagio: Rus, Res e Ras... Miché! E che so' terroristi internazionali?

Michele: E tu che ne sai?

Nel frattempo i due ladri si riprendono ancora di più.

Ladro: Ma che m'è arrivato 'ncapa? 'Na preta?

Ladra: Me sento tutta 'ntrunata... me gira 'a capa.

Biagio: Terroristi internazionali? L'unico posto internazionale che hanno visto

              so'  'e quartieri spagnoli.

Giulia: La solita discriminazione! Ma perchè? Un napoletano non può essere

              terrorista?

Michele: E' giusto! Vuoi vedere che noi non siamo capaci di fare i terroristi come

                 gli altri... e un po' di sano orgoglio, no?

Biagio: Michè... ma tu oltre a leggere i contatori del gas te ne fumi pure un poco?

Sandra: E smettetela... la polizia sta arrivando. Pensiamo bene a cosa dire...

Biagio: E cosa vuoi dire? Quello che è successo, no?

Michele: Beh... potremmo dire che la situazione stava degenerando e che... che...

Giulia: Che avevamo paura per la nostra vita... perché i terroristi internazionali

             napoletani (sottolinea quest'ultima) sono notoriamente molto pericolosi

            e senza scrupoli.

Ladro: Ma qua' terrorista e terrorista!

Ladra: Terrorista a me? Ma comme te permiette?

Sandra: Hai visto?  Si sono pure offesi...

Biagio: Vi siete offesi? Oh... quanto mi dispiace! E fatemi vedere la vostra faccia...

              così mi rendo bene conto di quanto vi abbiamo oltraggiati.

Ladro: No.

Ladra: No.

Biagio: Va bene... tanto mo' arrivano gli uomini della polizia e ve la vedrete con

               loro.

Sandra: Un uomo e una donna.

Biagio: Eh? Che significa?

Michele: Un poliziotto e una poliziotta... Sandra ha detto che c'era pure una

                  ladra e loro mandano pure un poliziotto femmina, no?

Giulia: Giusto. Che poi le terroriste internazionali femmine e per giunta

              napoletane  so' ancora più pericolose degli uomini.

Ladra: Ancora co' 'sta terrorista? Io nun so' terrorista, 'e capito?

Giulia: E va be'... ti volevo fare un complimento.

Ladra: Tienatilli pe' te i complimenti.

Biagio: Non siete terroristi ma non siete nemmeno slovazi, è così?

Ladro: Perché, si sente?

Tutti: Nooooo... e quanno maje!

Michele: Figurati che avevo scambiato il vostro accento per bulgaro!!

Giulia: Ma perché Michele... tu conosci il bulgaro?

Ladra: Ma quando arriva la polizia? Meglio la galera che 'sta banda 'e sciemi!

Biagio: Uè... non offendere, hai capito?

Ladro: Perché... se no che fai?

Biagio: Che faccio? E che faccio...? Ah, sparo!

Ladro e ladra: ridono di gusto

Michele: Biagio... questi ti stanno sfottendo.

Giulia: I terroristi internazionali sono famosi per il loro sangue freddo.

Ladro e ladra: N'ata vota?

Ladro:Non siamo terroristi! Azz... ma 'a signora è tosta!

Ladra: Ma qua' tosta... chella è sulo scema!

Michele: Non ti permettere hai capito?

Giulia: Lascia stare... Michele... lascia stare... tanto i terroristi internazionali non

             ammetterebbero mai di esserlo. Sono perfidi. Sono fatti d'acciaio.

Resistono anche alla tortura...

Ladra: E no! Io a questa tortura non resisto. Levatamella 'a tuorno... nun c'ha

              faccio cchiù! Poliziaaaa.... poliziaaaaa!!!

Suonano alla porta. Sandra va ad aprire.

Sandra: Prego... prego... stiamo di là.

Entrano due poliziotti in borghese. Un uomo e una donna. Vestiti con giubbotto di pelle e occhiali da sole. Vedono Biagio con le pistole e subito gli rivolgono le armi contro.

Poliziotto: Fermo! Non fare scherzi! Abbassa quelle armi e parliamone.

Poliziotta: Tutti dieto di me vi proteggo io...

Biagio: Stammo apposta... c'hanna mannato Starsky e Hutch!!!

Giulia: Ma scusa... Starsky e Hutch non erano due uomini?

Poliziotto: Quali sono le tue richieste? Cosa vuoi per liberare gli ostaggi.

Poliziotta: Parla. Non aver paura. Io sono esperta in negoziazioni con i criminali.

Sandra: Biagio... parla che qui finisce male.

Michele: Si... Biagio... fagli sapere quali sono le tue richieste.

Giulia: E su Biagio... che ti costa? Digli che hai quasi ammazzato quei due là.

Mentre tutti parlano Biagio li guarda allibito.

Poliziotto: Ah, vedi Manu, già c'è stata violenza... e qui il codice penale si diverte!

Poliziotta: Certo Bob, (poi rivolta a Biagio) Vuoi che chiamiamo qualcuno? Tua

moglie i tuoi figli? Vuoi parlare con loro?

Biagio: Scusate come si fa a cambiare canale? Questo è il peggior incubo che

              potevo immaginare... Ma quale criminale... quasi ammazzato... codice

              penale... io a questi due li ho disarmati. Sono loro ad essere entrati in casa

              mia per rubare.

Giulia: Ah, sì.... è vero maresciallo.

Poliziotto: Sono capitano non sono maresciallo.

Giulia: Ah, allora la marescialla è lei?

Poliziotta: Sono tenente, non sono maresciallo.

Giulia: Ma nisciuno è mariscia'...?

Sandra: Tuppe... tuppe mariscia', arapite so' n'amica (tutti quanti continuano a

                cantare e magari improvvisano un trenino a cui si aggregano anche i due

                malviventi. Il solo Biagio resta immobile.)

Biagio: (Dopo qualche secondo di quella ignobile farsa) Uè...UEEE'... e che cos'è

              questo? Stiamo al veglione di capodanno? (tutti si bloccano e tornano al

              loro posto) Vogliamo aprire lo spumante?

Giulia: Uh... sì...sì... a me mi piace quello Brut... quello dolce no.

Michele: A me no, grazie... le bollicine mi fanno venire subito mal di stomaco.

Poliziotto: Ah... ah! Come al solito Manu, tentativo di corruzione! Vuole offrirci

dello spumante per alleviare la sua pena.

Poliziotta: Si, Bob. Lui sa perfettamente che siamo in servizio e non possiamo

bere. Lascia andare gli ostaggie  non terremo conto di questo tuo

tentativo.

Sandra:  Biagio... e lasciali andare.

Michele: Si, Biagio... che ti costa. Poi ci mettiamo a tavola...

Giulia: Sì. E magari invitiamo pure i farabutti e i poliziotti, eh... che ne dici?

Poliziotto: Guarda che questo è sequestro di persona...

Poliziotta: Magari se abbassi le armi i signori non aggiungeranno pure questo

                     alla denuncia...

Giulia: E poi magari non subirai le ritorsioni della loro organizzazione.

Biagio: (urlando) UUUUEEEEEEEE'!!! Ma che sta succedendo qua? Ma quali

               ostaggi... pranzo e invitati a tavola! Sequestri di persona...

               ritorsioni.... basta! Stop! Reset! Vogliamo tornare alla realtà, per

favore? Tutti zitti... adesso parlo io. (Visto che tutti sono pronti ad

               ascoltarlo, continua quasi facendo lo spelling per farsi comprendere

               meglio). Allora... cari i miei tutori dell'ordine, le cose stanno

               così... (gesticola quasi come se stesse parlando il linguaggio dei sordi.

               Gesticola con le pistole in mano e a turno tutti si scansano)

Io e mia moglie stavamo organizzando un pranzo con un vecchio

                amico e sua moglie quando questi due sono piombati in casa per

               rapinarci. In un momento propizio ho approfittato della loro

                distrazione e li ho colpiti con la chitarra.  Sono svenuti e vi abbiamo

                chiamato. Tutto qua.

Tutti gli altri ospiti fanno cenni di assenso. Anche i ladri.

Poliziotto: E va bene... allora adesso volete abbassare le armi per piacere?

Poliziotta: (avvicinandosi a lui con molta cautela) Datele a me... su'.

Biagio le consegna e si sente un sospiro di sollievo generale.

Poliziotto: (la collega gli mostra le pistole con una certa aria di scherno)

                   Ahahaaha Manu, guarda qua c'è un problema.

Biagio: E ti credo! Finalmente!

Poliziotto: No... non avete capito signor Biagio. Il problema qua è vostro.

Biagio: In che senso scusate?

Poliziotta: Bob ha ragione, nel senso che le pistole dei due malviventi sono armi

giocattolo.

Biagio: E allora? Io come potevo sapere che erano dei giocattoli?

Poliziotto: Manu, lui non lo conosce il detto.

Biagio: Quale detto?

Poliziotta: Si, Bob... glielo ricordo io. (incomincia lei e viene poi seguita da tutti in

                      coro)  La legge non ammette ignoranza.

Biagio: Altra esibizione del coro polifonico della parrocchia?E poi cos'è 'sto Bob

               e Manu? Non siete italiani?

Giulia: Ahah! Per combattere i terroristi internazionali hanno mandato delle

            teste di cuoio internazionali... ottima scelta!

Michele: Perfetto... si combatte l'acciaio con l'acciaio!

Poliziotto: Ma qua' internazionali e teste di cuoio... io e la mia collega amiamo

                     chiamarci così.

Poliziotta: Sì, Bob e Manu... più devastanti di una bomba a mano! E' il nostro

                    slogan.

Giulia: Uaà... comme me piace! Lo ripetete per favore?

Poliziotto/a: Bob e Manu... più devastanti di una bomba a mano! (si mettono

                          anche in posa)

Biagio: Sandra? Ma hai chiamato il commissariato o la clinica psichiatrica?

Poliziotto: Faccia poco lo spiritoso....

Poliziotta: Tu non sai con chi hai a che fare!

Poliziotto: E questo Manu lo dice sempre...

Poliziotta: Che vorresti dire Bob?

Poliziotto: Niente... che come al solito pensi di essere superiore agli altri.

Poliziotta: Ma quando mai? Non sono io ad essere superiore... sono gli altri che si

                    dimostrano... si dimostrano... inferiori.

Poliziotto: Ma è mai possibile che non ce n'è uno alla tua altezza?

Poliziotta: E che ci posso fare? Io ho classe e so come vivere...

Poliziotta: E come far morire me...

Poliziotta: BOB!! Ne parliamo a casa... non è il momento. Veniamo al dunque.

Biagio: Altra coppia fantastica.... veniamo al dunque che è meglio... voi dovete

arrestare questi due... questi due...

Sandra: Biagio! Non peggiorare le cose! Contieniti!

Giulia: Sì, Biagio... non chiamarli farabutti, pezzi di merda, scarti della società

             (poi comincia a diventare isterica) curnuti, figli 'e bbona mamma,

            magnafranca, pesci 'a broro, stracciafacenne, (continua con altri epiteti

infervorandosi sempre più)

Michele: Giulia! Calmati... e che cos'è? Ma da dove hai tirato fuori tutta questa

                conoscenza?

Giulia: Uh... scusate. E' che mi sono lasciata trasportare dall'entusiasmo.

Poliziotto: Comunque... torniamo a noi. Per vostra stessa ammissione avete

                     colpito questi due signori con un oggetto contundente.

Biagio: Signori? 'Sti dduje...

Sandra: Biagio!!

Biagio: 'Sti dduje... visitatori. Va bene così?

Poliziotto: Allora... dicevamo... avete colpito i due 'visitatori' con un oggetto

                    contundente. La vostra chitarra se non sbaglio, è giusto?

Biagio: Esatto! E voglio pure un risarcimento... non solo per danni materiali ma

             anche per quelli morali. Questa chitarra è un ricordo della mia gioventù...

             di quando suonavo con la mia band...

Poliziotta: Ah, suonavate? E come si chiamava la band?

Biagio e Michele: Quasar.

Poliziotto e poliziotta: Come il disinfettante per il cesso?

Biagio: No è che all'epoca....(tenta di spiegare, poi desiste. I due ladri

sogghignano.)

Giulia: Beh... pure un detergente per i vetri si chiama così.

Sandra: Se è per questo ho visto una lampada che si chiamava Quasar.

Michele: (volendo paragonare il nome a qualcosa di meno degradante) Beh... ci

                 stanno pure delle agenzie, dei siti web che si chiamano quasar...

Biagio: Sì, ma quando l'ho scelto io, nessuno sapeva nemmeno cosa fossero i   

              Quasar.

Giulia: Allora sei stato un pioniere! E dovevi chiamarti Pioneer!

Poliziotto: Lo hai sentito Manu? E' un nostalgico.

Poliziotta: Certo Bob... uno che vive nel passato e se ne frega del presente... delle

                    persone che ha intorno.

Poliziotto: Eh... come una poliziotta che conosco io. Non le va bene nessuno. Tutti

                     hanno dei difetti... non sono buoni... non sono all'altezza...

Poliziotta: Mo' tiri in ballo un'altra volta la nostra vita coniugale? Ma perché

                     dovrei farmela con gente che non è alla mia altezza?

Poliziotto: Perché non c'è rimasto più nessuno da poter frequentare. Ecco

                    perché.

Poliziotta: E allora cerchiamo altrove... allarghiamo la cerchia.

Poliziotto: Noi possiamo allargarla fino all'equatore la cerchia... sei tu che non

                     vuoi cambiare proprio....

Giulia: Questione simile a quella di mammina... è 'o vero Michele? Se mammina

             non vuole andare in un posto non si va... se a mammina non piace una

             persona bisogna allontanarla...

Michele: Ma quella è anziana... si comporta da persona anziana...

Giulia: Adesso è anziana... ma si comporta da anziana 'a trent'anni, Michè!

Michele: E ch'aggia fa'? L'aggia lassa' sola?

Giulia: Sola? E tuo fratello che ci sta a fare? Solo a chiedere... mai a dare?

Michele: Sei diventata pure poetessa. Ma che ci posso fare se mia mamma vuole

                stare solo con me

Biagio: Le coppie del secolo!

Poliziotto: Comunque... non tergiversiamo. Lasciamo perdere  la gente all'altezza

                     e mammina anziana. Sorvoliamo pure sul nome della band e veniamo

al presente. Appunto. Non pensate nemmeno per scherzo ai danni

morali e materiali...  c'è il rischio che siano i due 'visitatori' a doverli  

chiedere a voi.

Ladro: Certo... io potere avere anche di commozione cerebrale.

Biagio: Questo è poco ma sicuro...

Ladra: Io già avere di vertigini.

Ladro: Tu avere sempre di vertigini... anche quando stesa di letto e io avvicinare

              per... per...

Ladra: No parliamo di cose nostre! Se io avere di vertigini e male di testa che ci

              potere fare?

Ladro: E ti venire solo quando io avvicinare?

Ladra: E si vedere che tua vicinanza no fare di me molto bene!

Ladro: Una volta però ti faceva di bene... una volta tu non aveva di vertigini ogni

              notte...

Ladra: E si vede che mi sono venute con la vecchiaia.

Biagio : Altra coppia del secolo! Ma io non capisco... ma che è siete tornati in

Slovazia? Non parlate più napoletano? O lo fate solo dopo una botta in

testa?

Poliziotta: (Rivolgendosiun po' a tutti) Vogliamo continuare con la questione

o dobbiamo stare a discutere tutto il giorno? Dobbiamo

                    mettere a verbale tutte le dichiarazioni dei presenti. E' chiaro adesso?

Poliziotto: Allora... avete colpito questi due signori con un oggetto provocandone

                    lo svenimento. Perché lo avete fatto?

Biagio: Perché sono allergico alle pistole puntate contro.

Giulia: Uh... e da quanto tempo? Mi dispiace. Ti escono le bolle? Prendi il

                cortisone... ?

Michele: Giulia!

Poliziotto: Manu, il signore si crede  spiritoso... è allergico alle pistole che gli

puntano  contro, è così? A tutte o solo a quelle giocattolo?

Biagio: Che significa?

Polizotta: Bob, adesso il signore fa lo gnorri. Significa che queste armi sono finte

e voi avete malmenato due persone che, per quanto ne sappiamo,

                    potevano anche aver solo voglia di farvi uno scherzo.

Biagio: Uno scherzo? Ma stiamo dando i numeri? Io non ci capisc....

Poliziotto: Posso continuare? Allora cominciamo con vostra moglie. Signora?

Sandra: Sandra...

Poliziotto: Bene, signora Sandra, allora... lei conferma la versione di suo marito?

Sandra: Ma certo. Questi due sono entrati con la forza e...

Poliziotta: Hanno scassinato la porta? Hanno minacciato di farlo se non aveste

                     aperto?

Sandra: No, ma...

Poliziotta: Quindi voi avete aperto spontaneamente... giusto?

Michele: E allora non c'è costrizione... mi sembra chiaro.

Giulia: Sì, non c'è costruzione...

Biagio: Sì, mo' chiediamo  il condono edilizio... nè, ma voi siete amici miei o del

               giaguaro?

Giulia: (guardandosi intorno impaurita) Uh Michè... c'è un giaguaro qua in giro?

              Lo sai che sono allergica al pelo di gatto!

Michele: Ma no... ma no... si dice amico del giaguaro perché... quando... vabbè poi

te lo spiego.

Poliziotto: Continuiamo per favore. Allora... una volta entrati, cosa hanno fatto i

                     due signori?

Sandra: Cosa hanno fatto? E che hanno fatto? Ah, hanno chiesto se avevamo soldi

                in casa... e noi abbiamo risposto che non usiamo contanti.

Poliziotto: Hanno chiesto altro?

Sandra: Sì, se avevamo cose preziose... gioielli...

Poliziotta: E voi avete chiaramente risposto di si.

Sandra: Veramente... non ho gioielli in casa.

Poliziotta: Li tenete nella cassetta di sicurezza della banca?

Sandra: No... non ne tengo proprio....

Poliziotta: Ma come? Neanche un gioiello... un presente... un regalo di vostro

                    marito?

Sandra: Una volta c'erano, poi ce li hanno rubati anni fa... e da allora niente.

Ladro: Lui no regala nemmeno in anno di versario....

Biagio: E che è? Continui a parlare  slovazio? T'è scurdato 'o napulitano?

Giulia: Fate attenzione signore guardie... sono due terroristi internazionali! Sono

              furbissimi.... sono pure napoletani.

Michele: Giulia... 'a vuo' fernì?

Ladra: Levare di me di torno di quella... quella... (dice una parola in slovazio)

Giulia: Miché... che significa quello che ha detto?

MIchele: Non lo so... ma dal tono si capisce molto bene.

Poliziotto: Allora! Torniamo a noi... (continua a prendere appunti) niente gioielli

perché il marito non li vuole regalare alla moglie....

Biagio: Ma quando mai! Io ho sempre chiesto a lei di scegliere...

Poliziotta: E' modo di fare questo? Un regalo deve essere personale, spontaneo...

               non si può chiedere 'cara esci compra quello che vuoi e

                   portami il conto'.

Poliziotto: Eh... proprio accussì! Il regalo deve essere spontaneo... non venire da

                     una richiesta ben precisa... tipo 'se quella sciacquetta ha un punto luce

                     da tre carati per me ce ne vorrebbe almeno uno da cinque'!

Poliziotta: Ma perché io e quella sciacquetta siamo la stessa cosa?

Poliziotto: Allora se lei aveva il punto luce da 10 carati io te lo dovevo regalare

                     da 15?

Poliziotta: E' normale! 'O livello è livello!

Giulia: A me invece la suocera mi ha regalato TAAAAANTI gioielli. Ne aveva molti

              e li ha equamente divisi tra le due nuore... è vero Miche'?

Michele: Ma io mica posso dire a mia madre cosa fare delle cose sue!

Giulia: Ma il tuo fratellino si, però. L'altra nuora è più nuora di me

              evidentemente.

Michele: Ma che dici? E poi erano tre quattro cose... roba da poco.

Giulia: Non conta! E' il gesto che ha la sua importanza.

Poliziotto: Vogliamo continuare? Allora... cosa è successo poi?

Biagio: E poi? Cosa è successo? Ah, sono arrivati Michele e Giulia e i due

               'visitatori' hanno fatto svuotare le tasche pure a loro.

Poliziotto: (rivolto a Giulia e Michele) Confermate?

Michele: Sì.. sì...

Giulia: Pure a noi hanno chiesto i soldi... (poi a raffica) noi non ce li avevamo e

              allora Biagio ha proposto di usare la carta di credito per fare un prelievo

             alla banca domani... ma domani le banche stanno chiuse e i due terroristi

             non ci sono cascati. e allora io ho avuto un colpo di genio e ho detto che

invece le poste erano aperte... e così...

Poliziotto: (scrivendo) Tentativo di truffa nei confronti dei due visitatori....

Biagio: Ma che state scrivendo?Quale truffa?

Poliziotta: Non interrompete... alla fine farete tutte le vostre rimostranze.

                    Continuiamo...

Michele: Posso? Grazie... volevo solo dire che poi le signore sono andate a

                 cucinare qualcosa e noi siamo rimasti a parlare...

Poliziotto: Di cosa avete parlato?

Michele: Di cosa? Ah... e mo' non mi ricordo... ah, sì! Mi pare di vacanze...

Sandra: Meglio non toccare questo tasto!

Ladro: Lui no muove culo neanche in vacanza... lui culo mollo.

Poliziotto: (scrivendo) L'intruso dichiara che il padrone di casa ha il culo mollo...

Biagio: Scusate ma questo sarebbe un verbale normale? Io non sono del campo

ma mi sembra che nemmeno in Scuola di Polizia siano arrivati a scrivere

               idiozie del genere.

Poliziotto: (si interrompe, guarda per un secondo Biagio e poi sempre

scrivendo) Il padrone di casa definisce  idiozia il verbale redatto da

un pubblico ufficiale....

Sandra: Biagio... nun parlà cchiù! Fai solo danni.

Michele: Sì, Biagio... abbozza.

Giulia: Zitto... zitto... per carità!

Poliziotta: Quindi oltre a non regalare più niente a sua moglie le offre pure delle

                    vacanze... vacanze...

Ladra: Che fanno di palla grande come mongolfiera.

Biagio: Ma tu mi devi spiegare perché adesso parlate un'altra volta con finto

              accento straniero... non eravate napoletani, no?

Ladro: Noi no napoletani... noi di Slovazia...

Giulia: (con aria cospirativa) Signore guardie non fatevi prendere in giro... sono

              due terroristi internazionali... sono perfidi... sono capaci di parlare pure

              in  napoletano.

Poliziotto: Continuiamo... allora... signor Michele ricorda altro?

Michele: Non mi sembra... ah, si... abbiamo parlato di quando si va a cinema o allo

                 stadio...

Poliziotta: (rivolta a Biagio) Quante volte porta sua moglie al cinema... a teatro...

                    allo stadio...

Biagio: Ma questo pure c'entra con il verbale e tutto il resto?

Poliziotto: E certo... dobbiamo aver il quadro completo per poter procedere.

Ladra: Lui no jesce da casa...

Ladro: Solo tarramoto farebbe fujire di lui.

Biagio: Ahah! Li avete sentiti? No jesce... tarramoto... fujire... parlano napoletano.

              Vi ho sgamati!

Giulia: Sono perfidi... perfidi...

Michele: Giulia... 'a vuò fernì?

Ladro: No vero... questa è lengua slovazia... noi  parlare di così.

Biagio: E scommetto pure che nella 'lengua'slovazia pomodoro si dice

pummarola, no?

Ladra: Bravo! Tu conoscere slovazio?

Poliziotto: Dove eravamo?

Sandra: Alle numerose uscite di casa...

Poliziotta: Andate spesso fuori allora?

Sandra: Sì... come no! Con la scusa che abbiamo l'abbonamento alla pay tv non

               andiamo a cinema da quando i fratelli Lumiere lo hanno inventato.  A

               teatro lui dice che si scoccia... mi ha comprato dei dvd per vedere le

               commedie che mi piacciono....

Poliziotto: La moglie dichiara che il marito la tiene segregata in casa...

Poliziotta: Beh... ma non lo avete mai denunciato signora?

Biagio: Datemi un pizzicotto. Io sto sicuramente avendo un incubo.

Giulia: (lo prende in parola si avvicina e lo fa)

Biagio: Ahiaaaa!! Mi hai fatto male.

Giulia: Allora significa che non stai dormendo.

Ladro: Lui dorme solo davanti di televisione ahahahahaah....

Ladra: Io crede che lui dorme pure davanti partita di sua squadra di cuore

              ahahahah...

Ladro: Come quando tu tornare di palestra... tu subito di dormire... chissà

              perché?

Ladra: Perché io stanca... come perché?

Ladro: Alle sei di pomeriggio? O stanca perché trovato di meglio di fare... con

             personal trainer... di molto personal.

Ladra: No fare insinuazioni su mio comportamento... no ti permette...

Ladro: Eh già... tu fare di palestra e poi dormire... fare di tennis e poi dormire...

              chissà perché non avere mai di vertigini dopo sport...

Ladra: E si vede che sport mi fare di bene....

Sandra: (Richiamando all'ordine) Stavamo parlando di Biagio... allora...

Biagio: Ma no... ma no... fammi sentire... qua ognuno ha il suo problemino a

             quanto vedo...

Sandra: Eh! ma stavamo parlando di te... lui vede le  partite giusto perché sono

comprese nel pacchetto dell'abbonamento, se no...

Biagio: Ma perché... oggi se non sei tifoso di qualche squadra in particolare non

               puoi vedere le partite?

Michele: E vabbeh... però vuoi mettere la squadra del cuore... soffrire... seguire le

                 azioni... prendersela con l'arbitro quando sbaglia...

Biagio: Il solito vittimismo... l'unica cosa che sapete fare voi tifosi è prendervela

             con gli arbitri. Secondo me non sbagliano poi tanto e alla fine i loro errori

           si compensano sempre nell'arco dell'intero campionato.

Poliziotto: (sempre prendendo appunti) Il padrone di casa è juventino...

Michele: Biagio! Sei juventino? Eh, no... questo no. Da te non me lo aspettavo.

Giulia: Ah, ecco perché ha scassato la chitarra in testa a quei due... si è

              trasformato in difensore della Juve. Tanto lo sa che nessuno gli fa niente...

               nemmeno un cartellino giallo....

Poliziotta: E quindi anche le partite le vedete seduti sul divano...

Giulia: (a Sandra) Digli dello stadio... digli dello stadio...

Sandra: Ah... già... io non è che sono particolarmente tifosa ma mi sarebbe

                piaciuto qualche volta andare allo stadio per respirare quell'atmosfera...

                essere coinvolta nei festeggiamenti per una vittoria della squadra...

Poliziotto: (scrivendo) Il padrone di casa non si muove da casa... manco con le

                      cannonate.

Biagio: No... no... adesso conto fino a tre e mi sveglio. (mette le mani davantiagli

occhi e conta)Uno, due e.... tre (riapre gli occhi) State ancora qua! Ma che

ho fatto di male?

Poliziotto: Avete finito con la sceneggiata?  Adesso interroghiamo i due intrusi...

allora... vi chiamate?

Ladro: Gheorghju

Ladra: Milenskaja

Biagio: Ma quale Georghju e Milenskaja... chisti se chiammano Pascale e

               Nunziatina!!

Poliziotta: La vuole smettere si o no?

Poliziotto: (imperterrito) E il cognome?

Ladro e Ladra: Thomashewerkjustranodadojkush.

Tutti all'unisono: EH?

Ladro e ladra: Thomashewerkjustranodadojkush.

Giulia: Ma che cos'è, uno scioglilingua?

Michele: Giulia! Non offendere....

Giulia: E' come se io dicessi 'Piacere, Giulia Acuoppocupopocopepecapa'.

Poliziotto: (imperterrito scrive) I due intrusi non vogliono dichiarare il

proprio cognome... va bene. Allora cosa avete da dire voi due? Perché

siete entrati in questa casa?

Ladro: Noi avere di bussato... donna aperto.

Ladra: E noi entrato con pistole di giocattolo per fare di scherzo...

Poliziotto: (rivolgendosi a Biagio) E allora?

Biagio: E voi gli credete?

Poliziotta: E' la sua parola contro la vostra.

Biagio: Non proprio... c'erano anche mia moglie e i nostri due ospiti. Chiedete

               pure a loro.

Poliziotto: (rivolgendosi agli altri) Allora... confermate quanto detto dai due

                   intrusi o quanto detto dal signor Biagio?

Michele: (titubante) Si... certo... Biagio ha ragione, solo che...

Biagio: Miche'... e allora? Perché non parli? Hai paura?

Giulia: Zitto Michele... zitto! Non accusare nessuno. I terroristi internazionali

sono famosi per le loro vendette.

Ladra: Sì... noi famosi per vendette, ma vendette trasversali! Noi uccidere moglie

             di chi accusa noi!

Michele: Ma quale paura! E' solo che... tutto sommato non ci hanno fatto del

                 male.

Biagio: Io non capisco... per poterli accusare dovevano spararmi in una gamba

               allora?

Michele: Eh... così si. Sarebbe stato diverso

Sandra: Beh... se ti sparavano nella gamba col crampo ci sarebbero state delle

                attenuanti...

Giulia: E per forza... era una gamba che già stava messa male... che non serviva a

             niente...

Biagio: Nè... ma io fossi ciunco e nunn'o saccio?

Poliziotto: Continuiamo... allora... avete chiesto se c'erano soldi in casa e vi è

                   stato detto di no... se c'erano gioielli e vi hanno detto di no...

Poliziotta: Che fetenzia...

Giulia: Che schifezza...

Poliziotto: Poi c'è stato il tentativo di truffa delle carte di credito...

Biagio: Ma quale truffa? Ancora co' 'sta truffa?

Poliziotta: E basta! Stiamo conducendo un'indagine! Stia zitto?

Ladro: Noi volere di collaborare...

Ladra: Certo... noi dire solo di verità... nient'altro che di verità.

Biagio: (ironico) Lo giurate pure sulla Bibbia?

Giulia: Signore guardie non gli credete! I terroristi internazionali sono tutti

             musulmani. Per loro giurare sulla Bibbia non ha nessun significato.

Sandra: (altrettanto ironica) Allora li facciamo giurare sul Corano eh? Che ne

                dite?

Giulia: Siiii.... ottima idea!

Michele: E mo' dove la troviamo una copia del Corano?

Poliziotto: Ma quale giuramento e giuramento... mica stiamo in aula? Vogliamo

                     continuare? Allora... dove eravamo, Manu?

Poliziotta: Alla truffa delle carte di credito,  Bob.

Poliziotto: Ah, già... quando il padrone di casa vi ha detto che potevate usare la

                     sua carta di credito, voi che avete fatto?

Ladro: Lui pensava che io battilocchio... (fa il gesto a dita chiuse)

Biagio: Battilocchio pure è slovazio, è così?

Ladra: Mio Georghju allora detto che noi di aspettare fino a domani mattina e poi

             lui (indica Biagio) andare di Bancomat e prendere di contanti.

Poliziotta: Allora è chiaro Bob. Il signor Biagio si è offerto spontaneamente di

                    dare dei soldi a questi due signori.

Poliziotto: Giusto Manu. Cosa ha da dire signor Biagio?

Biagio: Che è una cosa che faccio spesso... sì. Quando mi viene il raptus prendo la

               carta di credito, prelevo i soldi e li regalo al primo che passa.

Giulia: Però... che animo nobile, eh Miché? Come l'appartamento che tuo padre

              buonanima aveva promesso a noi e che tua madre, non buonanima, ha

             dato a tuo fratello

Michele: Si... Biagio è sempre stato uno generoso... (poi rivolto a Giulia) Ma a noi

                hanno dato quello al primo piano, no? Non è la stessa cosa?

Giulia: No... è più umido e si sente di più il rumore della strada... alla nuora

             prediletta dava fastidio... tu sei stato molto generoso col tuo fratellino.

             Biagio è generoso... tu sei generoso... La band dovevate chiamarla 'I

            Buoni Samaritani'

Michele: Bello... mi piace!

Biagio: Miché... tu con gli anni sei peggiorato sicuramente. Ma tu e Giulia dove vi

              siete conosciuti... da Uomini e Donne?

Giulia: Ma quando mai... ci siamo incontrati in un centro commerciale...

              (racconta estasiata guardando il marito) io avevo un banchetto con le

              brochure del mio gruppo di fede religiosa... dicevo così - (con voce

               tonante) LA FINE DEL MONDO E' VICINA. DOVETE PENTIRVI E SEGUIRE

              LA STRADA DEL SIGNORE!

Sandra: E a quale gruppo religioso apparterresti?

Giulia: Appartenevo... erano 'Le pie consorelle della terza lacrima di Nostro

Signore stillata dalla palpebra sinistra.'

Biagio: Mai sentite!

Giulia: Forse conosci 'Le pie consorelle della terza lacrima di Nostro Signore

             stillata dalla palpebra destra'?

Biagio: No... neanche quelle. Ma comunque? Che accadde?  Riuscisti a convertire

Michele?

Giulia: Ma no... quando mai... (di nuovo estasiata) lui si avvicinò e io gli dissi

             quelle cose, no? La fine del mondo... eccetera. Al che lui rispose... dillo tu

Michele come rispondesti.

Michele: (anche lui perso negli occhi della moglie) Io risposi 'Guardi che sono

                  agnostico.'

Giulia: E io subito... uh, quanto mi dispiace... allora tornate più tardi?

Biagio: Confermo! Michè... sì peggiorato!

Poliziotta: A proposito di centri commerciali... scommetto che è l'unico posto

                    dove portate vostra moglie. E' così?

Biagio: Beh... veramente è lei che porta me là. Io... ma mo' ci azzeccano pure i

               centri commerciali?

Ladra: Belli centri di commerciali...

Ladro: Noi andare spesso...

Biagio: E ti credo... vi trovate in famiglia! Tutti ladri pure là. Ci stanno certi prezzi

                che quando vai a pagare non sai se hai fatto la spesa o ti hanno chiesto

                 una rata del mutuo.

Sandra: Si, comunque è vero. Sono io a trascinarlo... mi piace avere qualche

               consiglio sui capi di vestiario... sulla spesa alimentare...

Biagio: Consiglio? Io non appena mi avvicino a un banco qualsiasi per comprare,

magari qualcosa da mangiare per sfizio, tu subito te ne esci con 'ma che

devi fare co' 'sta roba.... non è salutare... fa male.' Ma perché tutto quello

che è buono fa male? Io qualche schifezza ogni tanto vorrei mangiarla....

Sandra: E non ti basta la cucina di tua madre?

Ladra:  Ahahahahah..... Questa di bella battuta... pure madre di Geoghju cucinare

               come  di fetenzia...

Ladro: Tu dire sempre di stessa cosa... a me piacere cucina di mia madre e io

              contento si mangio qualcosa di lei...

Ladra: E perché si mangi qualcosa di me tu mai contento?

Ladro: Io no avere molte possibilità di mangiare qualcosa di te... no?

Ladra: Che volere dire?

Ladro: Che quando tu avere di vertigini... io no potere di mangiare niente!

Ladra: Ma tu pensare sempre di stessa cosa?

A questo punto comincia un battibecco tra i due. Degenera fino a quando i due si scambiano accuse in napoletano. Nessuno ci fa caso tranne Biagio che indica insistentemente la cosa ai poliziotti.

Poliziotto: UUEEEEE..... e basta! (poi riprendendo gli appunti) Il signor Biagio

                    non vuole andare nemmeno nei centri commerciali... come una certa

                   poliziotta che conosco.

Poliziotta: Ma perché dovrei mescolarmi a tutta quella massa di gente? Quando

                     mi serve qualcosa vado nel negozio che dico io e...

Poliziotto: E si svuotano le carte di credito come per magia...

Poliziotta: Scusa ma dovrei comprare roba dozzinale, non di marca?

Poliziotto: Noooo, per carità... e tu se non vesti Dolce e Gabbana schiatti.

Poliziotta: Ma che uomo povero d'animo!

Poliziotto: No... ormai povero in tutti i sensi.

Biagio: Facciamo una cosa...  per evitare crisi familiari mi dichiaro direttamente

colpevole e mi assumo tutta la responsabilità. Condannatemi

all'ergastolo!!

Giulia: E non esagerare... al massimo te la caverai con una decina di anni...

Michele: Ma no... macché... al massimo arrivi a sei con la condizionale...

Poliziotta: Avete finito di dare verdetti? Vai avanti Bob.

Poliziotto: Brava Manu... allora continuiamo?

Giulia: Signora poliziotta...

Poliziotta. Che c'è?

Giulia: Me lo fate un'altra volta?

Poliziotta: Che cosa?

Giulia: Lo slogan vostro...

Poliziotto/a: (si guardano sorridendo) Bob e Manu... più devastanti di una

                          bomba a mano!

Giulia: Comme me piaceeeee...

Biagio: Mi posso dichiarare prigioniero politico? Ho ucciso io John Kennedy...

               anzi no, sono il capo dell'ISIS.

Sandra: Statte zitto... che Giulia subito interviene... eh Giulia? (la blocca proprio

                mentre stava per dire qualcosa

Poliziotta: Basta! Vogliamo continuare con l'interrogatorio?

Biagio: Perché... ho qualche alternativa?

Poliziotto: No... dobbiamo sviscerare i motivi che vi hanno indotto a colpire

                    ignominiosamente questi due visitatori.

Polizotta: Eh? Che hai detto Bob? Ignomo...igniminio... che è?

Poliziotto: Scusa Manu... ma sai ogni tanto mi lascio prendere dalla mia enorme

                     cultura. Ho detto Ignominiosamente.

Poliziotta: E che significa?

Giulia: Che questi sono un'ignominia...  fetente!

Ladra: Come ti permettere tu? Tu chiamare fetente a tuo marito e suo

amico  Biagio.

Biagio: Uè...uè... ladra di Slovazia.... e che è pure nel vostro paese conoscete il

              significato di 'fetente'?

Ladro: E certo che noi conosce... tu no sa che prime parole che impara straniero

             a Napoli sono maleparole?

Giulia: Lo avevo detto che i terroristi internazionali sono perfidi.

Michele: Giulia... 'a vuo' fernì?

Sandra: Per favore... signori poliziotti... io nun c'ha faccio cchiù! Andiamo avanti

                e cerchiamo di arrivare a una soluzione.

Poliziotto: Certo... allora dicevo...il signor Biagio ha colpito ignominiosamente,

                     cioè  in modo spregevole, proditorio...

Giulia: Uh... e mo' che c'azzecca Prodi col mortorio?

Poliziotto: Ma qua' Prodi e mortorio? Proditorio.... cioè disonesto... a cazzimma!

Ladro e ladra: E parla comme t'ha fatto mammeta!

Biagio: Voi due dovete indicarmi il vostro insegnante di lingua napoletana...

dev'essere un professionista fantastico.

Poliziotta: Vai avanti Bob... perché se no perdo il controllo... (fa la sexy) lo sai che

quando parli difficile mi fai venire i brividi.

Poliziotto: Ah... lo so... mia ninfa eterea, (a ogni parola la poliziotta emette

                     mugolii di piacere), mia silfide....

Giulia: (fa per intervenire ma viene subito stoppata dal marito)

Michele: Silfide...Giulia... ha detto silfide!!

Poliziotto: (continuando) mia crisalide...

Biagio: Scusate... signor crisalide... aspettiamo che nasce la farfalla o andiamo

               avanti?

Ladro: Se io dire te ninfa e silfide tu fare passare di vertigini?

Ladra: Perché, ninfa e silfide sono pillole di mal di testa?

Ladro: No... pillola di mal di testa è nome di Marco... tuo amico, vero? Chissà

             perché tu vede  lui quando io non è di casa...

Poliziotto: (con fastidio) E andiamo avanti! Abbiamo parlato di... dunque...

                     (consulta gli appunti) niente regali... uno schifo di vacanze estive...

                      sempre davanti al televisore... niente cinema... niente teatro... niente

                      stadio... tifoso della Juve e questa è un'aggravante seria.... odia i centri

commerciali....

Poliziotta: Ma almeno vi vedete con amici? Avete frequentazioni?

Biagio: Volete sapere pure se ho fatto le vaccinazioni? Se ho avuto il morbillo o la

              scarlattina?

Giulia: Io non ho avuto la rosolia... che dite devo preoccuparmi?

Ladra: No... tu  no ti preoccupa... se pure viene di te tu no avere complicanze

             neurologiche... tanto più scema di così no è possibile.

Giulia: Miché... ho la vaga impressione che la farabutta mi ha preso per il culo.

             Mi sbaglio?

Michele: Ma sì che ti sbagli... quella è straniera... chissà che ha capito...

Sandra: Biagio... per favore, non tergiversare... rispondi e facciamola finita.

Biagio: E va bene... qual era la domanda?

Ladro: Se tu avere di amici che frequenti.

Biagio: Tu fai l'assistente aggiunto?

Sandra: Biagio!!

Biagio: Va bene... va bene... amici che frequentiamo? Ma certo... ci vediamo

              spesso con... con... e pure con un'altra coppia... senza contare gli

              onomastici di... coso... cosa... ci vediamo sempre....

Poliziotto: (appuntando) Non ha un cane con cui scambiare una chiacchiera...

                    tale e quale a noi.

Poliziotta: Ancora con questa storia? Andiamo avanti. Stiamo qua per una

                    ragione ben precisa, no? Dicevamo... non vi vedete nemmeno con gli

                    amici della vecchia band? Mi è  sembrato di capire che foste molto

affiatati.

Biagio: Ma non li ho visti più... non si sono fatti sentire... vedere...

Ladro: Ma perché tu cercato loro?

Ladra: Se io tenere di qualcuno io cerca... chiama...

Ladro: Come chiama Marco... Luigi... personal trainer molto personal...

Ladra: Io chiama chi mi pare... no potere avere di amici?

Ladro: Di molto intimi....

Poliziotta: Basta voi due! Sto parlando col signor Biagio. Allora? La band?

Biagio: Non li ho contattati è vero, ma perché dovevo farlo io? Non potevano

farlo loro?

Sandra: Quante volte ti ho detto che mi sarebbe piaciuto ricontattare tutti? Cosa

                mi hai sempre risposto?

Biagio: Che se avevano voglia di vedermi mi dovevano chiamare... cosa c'è di

               strano?

Poliziotto: C'è di strano che se uno ha veramente voglia di fare qualcosa, la fa.

Poliziotta: In amicizia non vince chi prende l'iniziativa...

Biagio: E perché non l'hanno fatto loro?

Michele: Ma se te ne sei andato via dalla città senza che nessuno sapesse dov'eri

                 finito!

Giulia: Hai voluto creare il deserto intorno a te...

Biagio: Ma quando mai... il deserto... è solo che...

Ladro: Hai voluto di lasciare alle spalle di tutto quello che c'è stato...

Biagio: Ma come ti permetti? Io non mi sono lasciato niente alle spalle e...

Ladra: Tu  rifugiato in  covo tranquillo... senza di problemi... tutto  di previsto...

             tutto di organizzato...

Biagio: Un'altra che emette giudizi... ma insomma!

Tutti all'unisono: E ti sei trascinato dietro tua moglie costringendola a una vita

                                  infelice.

Biagio: E no! E no! Basta adesso! Io non posso più tollerare queste stupide

              accuse... fatte da chi poi? Due poliziotti neuropatici... con problemi di

              relazioni con gli altri, due ladri pseudo stranieri con problemi di fedeltà

               coniugale e  un amico e sua moglie che parlano solo della suocera e del

              cordone ombelicale.

Sandra: No... non da loro... queste cose te le imputo io! Hai trasformato la nostra

vita in una routine squallida. All'inizio pensavo che la preoccupazione

               per il lavoro, quella per il mutuo, quella per avere figli fosse la causa di

               questo tuo cambiamento.... invece no.

Biagio: Ma Sandra... io...

Sandra: Fammi parlare! Ti sei volutamente allontanato dalla nostra città e dai

               nostri vecchi amici per paura... paura di far vedere che non riuscivi ad

               affrontare una vita che non avevi previsto... così diversa da quella che   

               avevi sognato.

Biagio: Non è così. O meglio... solo in parte. Si,ho avuto paura di rimettermi in

gioco. Avevo un'identità... un ruolo... significavo qualcosa per qualcuno...

poi tutto sparito. Intorno a me nessuno parlava più la mia stessa lingua...

dovevo adattarmi. Anche con te, Sandra, poco alla volta siamo scivolati nel

silenzio. Era più comodo.

Sandra: Ma comodo per chi? Per te forse... io dovevo sempre capire, immaginare,

sapere, prevedere... quello che volevi, che pensavi... non c'era più

                bisogno di parlare... tanto ci conosciamo da una vita! E poi ti andava

bene tutto...

Biagio: Ma discutere di che? Ogni discussione diventava un atto di... di

accusa nei miei e nei tuoi confronti. Il rapporto con gli altri, parenti

             compresi, ci costringeva ad assumere una facciata. Fare finta di essere

             una coppia normale. Eh, già...normale, ma che significa normale?

             Assecondare i racconti  familiari degli altri e far capire che anche noi

facevamo lo stesso? Che eravamo perfettamente integrati?Io ho sempre

            sentito in modo diverso dagli altri, lo sai. Non riesco a simulare interesse

            per le discussioni inutili su... su gossip idioti o su chi si deve frequentare in

            rapporto a quanto ti sia utile.

Sandra: Lo so che senti in modo diverso... perché pensi mi sia innamorata di te?

               Perché pensi che sia rimasta accanto a te fino ad ora? Nonostante...

Biagio: Nonostante cosa?

Sandra: Nonostante tu non sia più quello di una volta. E' vero... forse non lo sono

neanch'io... ma io mi sono adattata molto più di te. Tu hai pensato solo al

               tuo modo di sentire e basta. Ma non esiste solo quello, no? Esisto anch'io

              o no? E non sono una proiezione dei tuoi pensieri... della serie tanto lei mi

             capisce al volo, che parliamo a fare...

Biagio: Sarò stato egoista... certo. Tu dicevi sempre che dopo tutto sarebbe 

bastato un minimo di finzione... e l'ho fatto. Ci ho provato... ma noi? Noi

due? Non solo io, anche tu poco alla volta ti sei costruita un tuo mondo.

              L'assuefazione si è poco alla volta insinuata anche nel nostro

 rapporto.Siamo cambiati nel corso degli anni. E alla fine non

siamo più riusciti ad andare al di là del nostro ego. Ognuno sul suo binario.

Avessimo avuto dei figli... chissà. E poi chi ci dice che cambiava qualcosa?

Una volta andati via i figli noi saremmo rimasti in silenzio comunque.

Pensaci... di cosa parliamo più adesso? Se avessimo avuto dei figli, i nostri

interessi, i nostri discorsi sarebbero stati tutti in loro funzione ma una

volta andati via? Una volta che avessero preso la loro strada? Sarebbe

piombato un silenzio improvviso, devastante. Invece così ci siamo abituati

             al silenzio poco alla volta. Ci scambiamo giusto quelle parole che servono

             per condurre una vita autosufficiente. Viviamo due vite diverse e

             parallele. Ci siamo arrivati poco alla volta... senza traumi. L'alternativa

             sarebbe stata separarsi e ricominciare con qualcun altro... io non ce l'avrei

             fatta. E allora ho scelto il male minore. Scivolare in un'indifferenza

             controllata... verso tutto e tutti.

Sandra: Ancora una volta hai deciso per tutti e due... io ho sperato fino alla fine

                che qualcosa potesse smuoverti...

Biagio: E ci sei riuscita. Sentire parlare i ladri, i poliziotti... anche Giulia e Michele

              delle loro vite, dei loro piccoli problemi quotidiani, delle loro

               incomprensioni mi ha fatto capire che la vita è pure questo. Non ci

               vogliono sempre montagne da esplorare per consolidare un rapporto... 

                basta anche superare qualche collina ogni tanto.

Ladro: (togliendosi il passamontagna) Pensi che ognuno di noi abbia avuto la

              vita che sognava? Che nessuno di noi abbia dovuto lottare per mantenere

              una sorta di integrità?

Ladra: (togliendo anche lei il passamontagna) Bisogna avere la forza di

              affrontare quello che ci viene posto davanti.... facendolo in due.

Poliziotto: (togliendo gli occhiali da sole) C'è sempre un lato positivo da

                      prendere come spunto... di cui poter parlare, discutere...

Poliziotta: (anche lei toglie gli occhiali) Bisogna avere la forza di combattere

                      e non lasciarsi andare... specialmente quando si è in due. Ognuno

                     deve inclinarsi leggermente verso l'altro e condividerne parte della

                      vita.

Biagio: (totalmente allibito) Ma voi... voi siete... altro che Gheorghju... tu sei

               Giorgio... e lei?

Ladra: Milenskaja.... Milena, sua moglie.

Biagio: E tu? Altro che Bob... sei Roberto!

Poliziotta: E io Manu... Manuela.

Michele: Biagio... a me già mi hai riconosciuto....

Biagio: E lei? Giulia è veramente tua...

Giulia: Certo... sono sua moglie. Ti è piaciuta l'interpretazione della cretina?

Biagio: Sandra... ma è tutta la band! Che significa?

Sandra: Significa che erano mesi che stavo organizzando questa cosa... e quando

                 mi hai detto che proprio oggi ti eri tenuto la giornata libera,ho fatto

                 partire la commedia.

Biagio: Per oggi? E perché proprio per oggi?

Tutti: Perché è vostro anno di versario!!!

Biagio: Uh porca miseria! Me l'aggio scurdato n'ata vota! Ma non succederà più

              Sandra, vedrai che...

Ladro: E certo che non succederà più... da oggi in poi ci vedremo

              sistematicamente e festeggeremo i nostri anniversari insieme.

Ladra: E ci vedremo per i compleanni...

Biagio: Ma non è che poi tuo marito sarà geloso di me e Michele?

Ladro: Di te e Michele? Ma figurati...  non siete all'altezza! (tutti ridono)

Michele: Andremo in vacanza insieme...

Giulia: Eh... finalmente! Magari senza più mammina!

Poliziotto: Allo stadio... ma sei veramente tifoso della Juve?

Biagio: Ma quando mai...

Poliziotta: Ti aiuterò a scegliere i regali giusti per tua moglie...

Biagio: Si, ma vacci piano! Ah, a proposito... allora noi siamo degni del tuo livello?

               Ci possiamo frequentare?

Poliziotta: Ho talmente sentito parlare di voi che è come se avessi a che fare con

                     delle copie di mio marito.

Giulia: E dai Manuela fammi un'altra volta la scenetta... l'abbiamo provata un

              sacco di volte e mi è sempre piaciuta.

Biagio: Avete fatto addirittura le prove? Una commedia a tutti gli effetti!

Sandra: E per forza... sapessi quante risate durante le prove. Avanti Bob e Manu.

Roberto e Manuela: Bob e Manu... più devastanti di una bomba a mano

Giulia: Comme me piaceeeee.... (tutti ridono)

Michele: Che idea!!! Rimettiamo insieme la band!

Tutti: Si... bello.... Sarebbe fantastico... bellissima idea... (etc)

Sandra: Basta che non si chiami più Quasar però!

Tutti: Come disinfettante di cesso!

Biagio: Io non so che dire... sono felice... sbalordito... c'è solo una cosa che mi

            rimane sullo  stomaco...

Tutti fanno varie ipotesi: la casa per le vacanze? andare allo stadio? lasciar

                                                perdere l'abbonamento a SKY? i centri commerciali?

                                                Parlare finalmente!

Biagio: No... 'a chitarra scassata! Mo' comme s'accongia cchiù?

Tutti: Ma fammi 'o piacere!!!

Fine

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