IL PROCESSO CRAINQUEBILLE
Commedia in tre atti
di ANATOLE FRANCE
Traduzione di G Marcellini
Personaggi
CRAINQUEBILLE
L'AGENTE 64
Il dottor DAVIDE MATHIEU
Il presidente BOURRICHE
L'avvocato LEMERLE
LERMITE
La signora BAYARD
La signora LAURA
TOPOLINO
IL VENDITORE DI BRUCIATE
L'USCIERE
AUBARREE
L'AGENTE 121
LO STRILLONE
IL VINAIO
ALFONSO
IL PICCOLO SA LUMAIO
Negozianti - Operai - Uomini Donne - Ragazzi.
In via Beaujolais.
Commedia formattata da
Lo Strillone - ( vestito come un impiegato del Louvre. In piedi su uno sgabello, con davanti una scatola grande come un piccolo baule, che ha appesa alla estremit di un ramo d'albero, e da cui cava continuamente degli oggetti che subito dopo ricolloca al loro posto, termina di sciorinare all'uditorio che lo circonda una cicalata di cui ecco la fine. Ogni volta che gli avviene di citare la Sua Casa, M toglie il cappello a cilindro) ... Se la Casa Gameron, Cocmandel e Compagni, che io ho l'onore di rappresentare 'Su questa piazza, si decisa ai molteplici sacrifici di cui vi ho teste fatta l'enumerazione, non , o signori, per un fine puramente umanitario. Nessuno di voi lo crederebbe. E' falso, ed io non temo di dichiararlo altamente, che la Casa Gameron, Coiimandel e Compagni abbia intrapreso la rovina dei grandi magazzini, ovvero del piccolo commercio, come certe persone malintenzionate han tentato di far credere, in pura perdita, del resto, spargendo a piene mani calunnie che a noi ci basta guardarle negli occhi per farle rientrare sotto terra. No, o signori, la Casa Gameron, Cormandel e Compagni non mira che a un solo, unico scopo. Esigo ha la sua importanza e ve la riveler subito. Io non domando alla vostra ben nota cortesia che un momento di pazienza, e ne approfitto per riassumere quanto ho detto : i sei articoli1 che sono messi a disposizione di ogni persona che ne faccia richiesta vengono consegnati dietro una parola, un movimento, un gesto, un semplice cenno. Questi sei articoli, di cui ecco la breve enumerazione, consistono: 1) In un bastone pneumatico che si ripiega su se stesso mediante una semplice pressione delle dita, formando cos un oggetto di minuta dimensione che si pu perfettamente nascondere in una tasca di media grandezza. Questo oggetto, interamente costruito d'un metallo inossidabile, rappresenta un valore commerciale di franchi tre. Io credo, o signori, che non sar da voi tacciato di esagerazione. Basta riportarsi col pensiero al prezzo esorbitante raggiunto oggi dalla mano d'opera. Proseguo: 2) Una superba guarnizione da camicia in similoro. Tre bottoni per lo sparato; due per i polsini in alluminio refrattario, suscettibile di resistere all'azione del fuoco per pi di quattro ore- Poi il bottone per il colletto, ornato d'una splendida pietra blu semi-turchese. Io vi domando, o signori, - e mi rivolgo specialmente alle persone competenti - credete voi che un gioielliere. e non intendo parlare dei Bucherons o dei Vevers...
Un piccolo Salumaio -(si distacca dalla folla e interrompe arrogantemente lo strillone).
Lo Strillone - (con un sorriso pieno d'odio) Aspettate un momento, amico mio... Aspettate. Finisco subito e poi potr occuparmi di voi...
Il piccolo Salumaio -(facendo il gesto) Monta quass, che vedrai Montmartre! (Esce).
Lo Strillone - Se preferite ritirarvi, giovanotto, nessuno vi trattiene. Proseguo: credete voi, dico, che un modesto gioielliere, contentandosi d'un beneficio derisorio, possa materialmente fissare questo articolo a meno di un franco e cinquanta? No, vero?... Ebbene, io, per il momento, lo calcolo a un franco. 3) Una scatola di sapone miracoloso, il sapone Oceano , di cui vi ho fatto dianzi la luminosa dimostrazione, e che riduce a nulla le macchie pi ribelli ridonando al tessuto lo splendore del nuovo. Io non voglio, o signori, abusare della vostra facolt di valutazione, e ne fisso una volta per tutte, il valore al prezzo ridicolo di venticinque centesimi... 4) Un astuccio in celluloide di Norvegia, colorato a fuoco, e contenente cinquanta pastiglie d'un effetto sicuro nelle affezioni bronchiali. Il valore? Quale valore?... Quindici centesimi... Si pu scendere pi in la so? Sicuro, che si pu; e ve ne do la prova. Ed ecco la meraviglia delle meraviglie: due ultimi articoli, piega-sottane, porta-salviette, pi un rilegatore automatico, e, infine, una catena da orologio o collare da dama con un fermaglio quasi in oro... Il prezzo? Nessun prezzo!... Niente!... Regalato!... Zero franchi, zero centesimi, che, riuniti e formando totale con gli oggetti sopra enunciati, ci danno la cifra di... (Rapidamente) Tre franchi per il bastone pneumatico, un franco per la guarnizione in similoro, venticinque centesimi per il sapone Oceano , quindici centesimi per le pastiglie salutari: quattro franchi e quaranta che la Casa Gameron, Cormaudel e Compagni, che io ho l'onore di rappresentare su questa piazza, mi ha ordinato idi convertire in un regalo. S, un regalo, lo proclamo e lo sostengo, un regalo; giacch non si tratta qui di quattro franchi e quaranta, ne idi tre franchi o d'i due franchi, e neanche idi un iranico, e neppure di cinquanta centesimi... si fratta o signori, della somma grottesca, ridicola stupefa cento, assurda idi... venti centesimi... (Tutti si frugano nelle tasche) E se, tornati in famiglia, riuniti sotto la lampada attorno al desco dove fuma il vostro pasto serale... se per un sentimento di curiosit, ben scusabile, o signori, cercherete idi rendervi conto del motivo che ha indotto la Casa Gameron, Cormaindel e Compagni... fermatevi nelle vostre investigazioni, rinunciate a comprendere!... Non ci arriverete mai!... E' una reclame! ... (Egli consegna a ciascuno di coloro che gli tendono quattro soldi gli oggetti che i compratori esaminano uscendo dalla scena).
Una Negoziante - (rivolgendosi a un operaio) E' buono questo affare per togliere le macchie?
L'Operaio - Ma, mia buona donna, che devo dirvi? Sono venticinque anni ch'io faccio il tintore e se fosse buono me ne servirei... E' una porcheria! ,
La Negoziante - Alla fine, tutta questa roba, per quattro soldi, non cara.
Crainquebille - Cavoli! Navoni! Carote! Un gruppo di Ragazzi (di ritorno dalla scuola) Che, pap Crainquebille!
Crainquebille - Andatevene alla scuoia, invece d'imparar vizi nelle strade. Vero, che possono imparare nelle strade? Non possono imparare che il male... Mazzi d'asparagi!
Una Donna - Dove sono, gli asparagi?
Topolino - Non siete affatto furba, voi. Gli asparagi di Crainquebille sono i porri. Il porro lo sparagio del povero. Tutti lo sanno (A uno dei monelli che si mette a frugare e a crear disordine tra le cose del carretto di Crainquebille) lasciatelo tranquillo, che ha da guadagnarsi la vita, pap Crainquebille. Se, come me, doveste guadagnarvi il pane. Ragazzacci.
Crainquebille - Tu ti guadagni la vita?
Topolino - Bisogna bene che me la guadagni.
Un ragazzo - Non vero, uno scansafatiche. Dorme fuori di casa. un figlio di nessuno non ha genitori.
Crainquebille - Se non ha genitori, colpa loro, dei genitori, non sua.
Un ragazzo - Non ha di che mangiare per s e si permette di nutrire un cane. E mangiatelo, il tuo cane!
Topolino - Chi ha detto chio dormo per la strada? Chi lha detto? Che lo ripeta e poi vedremo io non dormo per la strada, e la prova eccola qui: questa la mia finestra.
Un ragazzo - E senza mattoni, la tua finestra. Dorme da le demolizioni.
Topolino - Faccio di notte la guardia al magazzino che in riparazione. Questo prova che sono onesto. Eppoi, non voglio esser seccato!
Crainquebille - In che cosa tingegni per vivere?
Topolilno - Raccolgo le palle ai ragazzi che giuocano, vendo giornali, faccio commissioni. Di tutto faccio.
Crainquebille - Come ti chiami?
Topolino - Topolino.
Crainquebille - Ah, Topolino! Ebbene, tu hai pi giudizio degli altri. Tu comprendi meglio la vita.
Topolino - Perch io ho sofferto la miseria. Essi non la conoscono. Quando non si stati disgraziati, si molto maligni.
Crainquebille - Tu hai sofferto la miseria?
Topolino - E la soffro ancora.
Crainquebille - Infatti non hai una buona cera. Tieni, eccoti una pera. E' un po' troppo matura, ma d'una buona specie. E butirrosa.
Topolino - E' proprio molle. Se anche tua moglie ha il cuore cos tenero... Grazie lo stesso, pap Crainquebille.
Una Ragazzina -(che porta un pane pi grande di lei, e parla come recitando la lezione) Sono belli, questi vostri cavoli?
Crainquebille - Da nessuno ne trovi di migliori. In coscienza...
La Ragazzina - Quanto costano? Mamma malata, e non pu fare la spesa.
Crainquebille - Che cos'ha tua madre? Dov' malata?
La Ragazzina - Non so... E' malata dentro... Mi ha detto di comprare un cavolo da voi.
Crainquebille - Non aver paura, piccola mia, che ti servir bene, come se servissi tua madre. E meglio anche: perch se, per una supposizione, dovessi ingannare qualcuno, ingannerei una dorma anziana, e di quelle che si fidati poco. Non bisogna rubare a nessuno, Certamente.-A ciascuno il suo. Ma se occorresse, mi piacerebbe imbrogliare quelli che vogliono imbrogliar me. Ma fare un torto a un cherubino come te, mi rimorderebbe la coscienza. (Le d un cavolo) Tieni, ecco il pi bel cavolo. Guardalo: sembra un senatore. (La ragazzina gli d cinque soldi) Sono sei: ne manca uno. Mica vorrai rovinarmi?
La Ragazzina - Signore, mamma mi ha dato cinque soldi.
La signora Laura - Non quel che mangio che mi fa male: ormai non posso pi cibarmi che d'insalata e ramolacci. E' vero, tuttavia, che ex s consuma a Parigi. (Pensierosa) Vedete, pap Crainquebille, io vorrei gi essere arrivata a quel giorno in cui potr fare a meno dei vostri cavoli e delle vostre carote, in cui io stessa ne farei nascere in un orticello a ventiquattro leghe da Parigi, nella mia propriet. Si starebbe osi tranquilli in campagna ad allevar polli e maiali!
Crainquebille - Verr quel giorno, signora Laura, verr, non vi disperate. Voi siete una donna economa e ordinata. Io non mi occupo degli affari delle clienti. Tutti i mestieri sono buoni, e c' della gente rispettabile in ogni ceto. Ma voi siete una' persona giudiziosa. In vecchiaia sarete ricca, ve lo dico do, e avrete una casa ove meglio vi piacer, nel luogo dove siete nata... E 6arete rispettata da tutti, ve lo dico io. Ai piacere di servirvi, signora Laura.
La signora Laura - . Sar per un'altra volta, pap Crainquebille!
Crainquebille - Sicuro, c' della buona gente in tutti i Mestieri. (Gridando) Cavoli! Navoni! Carote!
La signora Bayard - (uscendo dal suo negozio di calzoleria) Non sono mica belli, questi vostri porri. Quanto al mazzo?
Crainquebille - Quindici soldi, cittadina. Non ne troverete di migliori da nessuno. In coscienza...
La signora Bayard - Quindici soldi tre pessimi porri? L'Agente 64 - Circolate!
Crainquebille - S, s, quindici soldi... Via, fate presto, cittadina! Avete sentito1 quel che ha detto la guardia ?
La signora Bayard - Bisogna bene che mi scelga la merce... Quindici soldi? Mai pi... Dodici soldi, volete?
Crainquebille - Costano di pi a me, piccina mia... Pensate che debbo essere alle cinque, ed anche prima, al mercato, per avere tutto quel che c' di meglio.
LAgente 64 - Circolate!
Crainquebille - S... s... subito... Andiamo, spicciamoci, signora Bayard.
La signora Bayard - Dodici soldi...
Crainquebille - E' dalle sette che mi brucio le mani alle stanghe gridando: Cavoli! Navoni! Carote!... E dovrei fare tutta questa fatica per rimetterci! A sessantanni passati, voi capirete bene, non si fa ci per divertimento!... Non ci mancherebbe altro... Credetemi, io ci guadagno s e no due soldi.
La signora Bayard - Be', vi dar quattordici soldi. Ma bisogna che vada a prenderli in bottegai, giacch non ho niente in tasca. (Esce).
LAgente 64 - Circolate!
Crainquebille - Aspetto il mio denaro.
LAgente 64 - Io non vi dico d aspettare il vostro denaro, io vi dico d circolare. Insomma, insomma!,.. Non sapete che bisogna circolare?
Crainquebille - Sono cinquant'anni che lo so, che spingo il carretto... Ma mi devono pagare, l, vedete, all' Angelo custode , al magazzino di calzature della signora Bayard. La signora andata a prendermi quattordici soldi e aspetto.
L'Agente 64 - Volete che vi schiaffi una contravvenzione? Proprio lo volete? Via, liberatemi il posto... Avete capito?
Crainquebiixe - Buon Dio, sono cinquant'anni che mi guadagno il pane vendendo cavoli, navoni e carote, e perch non voglio perdere quattordici soldi, voi... (Un garzoncello di salumaio costretto a fermarsi).
L'Agente 64 - (cavando un taccuino e un mozzicone di lapis) Datemi la vostra piastra.
Crainquebille - La mia piastra?
LAgente 64 - S, la vostra piastra di venditore ambulante. (Entra un garzoncello di pasticcere con una cesta).
Crainquebille - Ah, caro mio, se la volete vedere, la mia piastra, bisogna venire a caga.
LAgente 64 - Non avete la piastra?
Crainquebille - S, ne ho una... ma la tengo a casa... Ne ho perdute gi due, che mi costarono tre franchi una. Allora ho detto: facciamo punto e basta,
LAgente 64 - Il vostro nome?
Crainquebille - Ohe, non scherziamo... Perch volete farmi perdere quattordici soldi? (Impugna le stanghe e s'incammina verso la strada).
LAgente 64 - Volete star fermo?
Crainquebille - Me ne vado...
LAgente 64 - Troppo tardi... (Va verso Crainquebille e lo afferra per il braccio. Crainquebille si ferma proprio in tempo per ricevere sul suo carretto un carico di materiale di certi imbianchini, i quali si mettono a urlare e a bestemmiare).
Gl'imbianchini - Non aveva altro posto da mettersi, questo budello d porco!
LAgente 64 - Vedete quel che succede per causa vostra? (Un giornalaio ciclista va a cozzare con tutto il suo apparecchio contro il carretto di Crainquebille; e urla).
Il Giornalaio - (che ha sul capo un pacco di centocinquanta copie della Patrie) Bada dove ti cacci, sozzo bubbone!
LAgente 64 - Vedete? Vedete?...( Si pone alla destra di Crainquebille, il quale, voltando completamente il carretto, fa proprio in tempo perch la ruota sinistra vada a incastrarsi nella ruota sinistra del carretto di uno stabilimento di bagni carico d'una vasca di rame, condotto da un uomo che sbraita e bestemmia terribilmente) Ah, questa volta l'avete fatta proprio bella!
Crainquebille - Adesso come si fa a circolare?
LAgente 64 - Colpa vostra.
Crainquebille - Colpa della signora Bayard. Se fosse qua, lo riconoscerebbe lei stessa che la colpa sua. E' strano che non sia qua la signora Bayard. Dove s' cacciata? (Frattanto la gente aumenta: monelli, operai, commercianti, oziosi. Dal fondo, al seguito del carretto degli imbianchini, giunge un carro aperto da trasporto carico di casse piene di sifoni d'acqua di Seltz. Un cane galoppa sui sifoni abbaiando furiosamente. Pian piano il carro si insinua nel mucchio dei carretti e contribuisce a formare una confusione babelica di veicoli. Sessanta persone sono per la strada, sui marciapiedi, sulle scale, sui carretti; trenta sono alle finestre. Tutta questa gente s'agita in senso diverso. L'agente 64 va sulla furie, afferra Crainquebille per la spalla e gli dice)
LAgente 64 - Ah, voi avete detto : Morte alle vacche! . Sta bene; seguitemi.
Crainquebille - Io ho detto...? Io?
LAgente 64 - S, che l'avete detto.
Crainquebille - Morte alle vacche? (Risa).
LAgente 64 - Ancora!
Crainquebille - Che cosa?
LAgente 64 - Voi non avete detto : Morte alle vacete? (Risa).
Crainquebille - S.
LAgente 64 - Ah!
Crainquebille - Ma io non l'ho detto a voi. (Risa).
LAgente 64 - Non l'avete detto a me?
Crainquebille - No, corpo d'un asino!
Un Uomo - Che succede?
Crainquebille - Succede che costui pretende ch'io mi sia voltato verso di lui per gridargli (si volta verso Vagente e gli grida a mo' di dimostrazione) Morte alle vacche! .
L'Acente 64 - (che sta scrivendo sul taccuino, riceve in piena faccia il grido e dice senza collera) Oh, ormai potete dirlo pure duecento volte, che quel che dovete pagare, lo pagherete lo stesso.
Crainquebille - Ma io voglio piegare a questi signori che non l'ho detto a voi.
Un Uomo - (a un altro che gli sta vicino, sorridendo) A me non me ne importa un fico, ma l'avr detto almeno tre volte.
L'Altro - Ma no, la guardia che glielha fatto dire.
L'Uomo - Oh, non possibile! Un agente non fa di queste cose!
L'Altro - Quando ha visto che il pubblico ci si divertiva, egli s' seccato, e ha perso la bussola.
Crainquebille - E' semplicissimo
L'Agente 64 - Basta cos! (L'agente arresta Crainquebille. Un vecchio, il dottor Davide Mathieu, si avvicina: vestito di nero, cappello a cilindro, capelli bianchi, nastrino di ufficiale della Legion d'Onore).
Il dottor Mathieu - (tirando delicatamente l'agente per la manica) Permettete... permettete... Voi vi siete ingannato.
LAgente 64 - Ingannato? Che dite, ingannato io?
Il dottor Mathieu - (con calma e fermezza) Voi avete capito male... Quest'uomo non vi ha insultato.
LAgente 64 - Capito male?... Io?...
Il dottor Mathieu - Ho assistito a tutta la scena ed ho perfettamente udito quel che stato detto.
LAgente 64 - E allora?
Il dottor Mathieu - E allora affermo che quest'uomo non ha pronunciato alcun insulto che giustifichi...
LAgente 64 - Questo non vi riguarda.
Il dottor Mathieu - Vi domando scusa, ma io ho il diritto e ili dovere di avvertirvi d'un errore che pu avere per questo brav'uomo delle conseguenze spiacevoli, ed ho il diritto e il dovere di portare la mia testimonianza...
LAgente 64 - Vi prego di usare altri termini.
Un Operaio - Il signore ha ragione. Non vero che l'ortolano ha gridato: Morte alle vacche! .
La Folla - S, l'ha detto! No! S! No! S!
L'Agente 64 - (all'operaio) Volete che arresti anche voi? (L'operaio si dilegua).
Il dottor Mathieu - (all'agente) Voi non siete stato insultato. La frase che vi parso di udire non stata pronunciata. Quando sarete pi calmo lo riconoscerete voi stesso.
L'Agente 64 - Prima di tutto, chi siete voi? Io non vi conosco.
Il dottor Mathieu - Ecco la mia carta da visita; dottor Mathieu, direttore di clinica all'Ospedale Ambroi-se-Par.
LAgente 64 - Questo non mi riguarda.
Il dottor Mathieu - Vi riguarda. Vi prego di prendere il mio nome e indirizzo e di scrivere la mia dichiarazione.
LAgente 64 - Dunque insistete? Bene, seguitemi: vi spiegherete davanti al commissario.
Il dottor Mathieu - E' ben questa la mia intenzione.
Un'Operaia - (al marito, indicandogli il dottore) Ma guarda un po' se un signore cosi distinto e bene educato debba immischiarsi in certe faccende. Se avr delle noie, potr dire d'essersele meritate. Non bisogna mai immischiarsi negli affari degli altri. Vieni, vieni... Io ho visto com' successo. L'ortolano diceva: E dove s' cacciata la signora Bayard? . E la 'guardia ha udito: Morte alle vacche! . Hai capito com' andata?... Vieni, vieni, altrimenti pigliano anche te come testimonio.
La signora Bayard - (uscendo dalla calzoleria) Ecco i vostri quattordici soldi To', l'hanno arrestato. Io non posso dare del denaro a un arrestato. Non sta bene. Credo che sia pensino proibito. (La folla ha preso parte a tutta la scena con una serie di movimenti di cui impossibile determinarne la tendenza. Essa s accalca al seguito del gruppo formato dallagente 64, da Crainquebille e dal dottor Mathieu. Gran confusione: schiamazzo, bestemmie, richiami d monelli, trombette di ciclisti, latrati di cani, ecc. Nel trambusto una madre si ferma nel mezzo della scena e d un ceffone al figliuolo che tenta di sfuggirgli di mano per seguire la folla).
FINE DEL PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
Un'aula della Corte correzionale.
Il presidente Bourriche - (leggendo una sentenza) Il Tribunale, dopo aver deliberato conformemente alla legge, attesoch.
LUsciere - Silenzio!
Il presidente Bourriche - ...attesoch risulta sufficientemente provato dagli atti dell'incartamento e dalle deposizioni udite all'udienza, che il 3 ottobre, Fromage Alessandro, s' reso colpevole del reato di mendicit, reato previsto e punito dall'articolo 274 del Codice Penale, applicandogli il detto articolo, condanna Fromage Alessandro a sei giorni di .prigione . (Fromage, che seduto a lato di Crainquebille, viene condotto fuori dallaula da due guardie. Una pausa. Rumori. Il presidente riprende, sfogliando un incartamento) Voi vi chiamate Crainquebille.Alzatevi in piedi... Dunque, voi vi chiamate Crainquebille Girolamo, nato a Poissy (Senna), il 14 luglio 1843. Non siete stato mai condannato.
Crainquebille - E la verit. Io non devo niente a nessuno. Un soldo un soldo. Io sono preciso in tutto. Chi mi conosce lo sa.
Il presidente Bourriche - Tacete... Il venticinque luglio ultimo scorso, a mezzod, in via Beaujolais, voi avete ingiuriato, oltraggiato un agente della forza pubblica nell'esercizio delle sue funzioni. Voi l'avete trattato da V... (Egli non pronuncia che la prima lettera). Riconoscete i fatti?
Crainquebille - (rivolgendosi al suo avvocato) Ma che cosa dice? E' con me che parla?
Il presidente Bourriche - Voi avete pronunciato
delle minacce. Avete gridato : Morte alle v... (C. .).
Crainquebille - Morte alle vacche, volete dire?
Il presidente Bourriche - Dunque, non negate?
Crainquebille - Su quel che ho di pi sacro al mondo, sul capo di mia figlia, se ne avessi una, dichiara che non ho insultato l'agente. Questa la verit.
Il presidente Bourriche - Ricostruite la scena... Esponete come, a vostro giudizio, i fatti si sono svolti.
Crainquebille - Signor presidente, io sono un galantuomo. Io non devo niente a nessuno. Un soldo un soldo. Io sono preciso in tutto. Tutti lo possono dire. E' da quarantanni che mi conoscono, al mercato e nel sobborgo di Montmartre, e dappertutto... A quattordici anni io gi mi guadagnavo la vita...
Il presidente Bourriche - Io non vi chiedo la vostra biografia. (Movimenti nellaula).
LUsciere - Silenzio!
Il presidente Bourriche - Io vi chiedo di dire come, secondo voi, s' svolta la scena che ha preceduto il vostro arresto.
Crainquebille - Quel che posso dirvi, che in quarant'anni che faccio il mio .mestiere, ho imparato a conoscer bene le guardie. Appena ne vedo una da una parte, io me la batto dall'altra. Cos non ho avuto mai a che dire con esse. Ma in quanto ad ingiuriarle con parole od altro, mai; non nel mio carattere. Perch dovrei cambiare alla mia et?
Il presidente Bourriche - Voi avete resistito alle ingiunzioni dell'agente che vi intimava di Circolare.
Crainquebille - Oh, circolare!... Avreste dovuto vedere!...! carretti erano entrati uno dentro l'altro, e non c'era verso di dare neanche un mezzo giro a una ruota.
Il presidente Bourriche - Infine, riconoscete di aver detto: Morte alle v...? .
Crainquebille - Io ho detto Morte alle vacche! perch il signor agente ha detto Morte alle vacche! . Allora io ho detto Morte alle vacche! . Capite, com' stato?
Il presidente Bourriche - Voi dunque pretendete che l'agente abbia pronunciato il grido per primo?...
Crainquebille - (disperando di non poter riuscire a spiegarsi) Io non pretendo niente... Io...
Il presidente Bourriche - Non insistete: avete ragione. Sedetevi. (Pausa. Movimenti del pubblico).
LUsciere - Silenzio!
Il presidente Bourriche - .Sentiamo i testimoni. Usciere, fate entrare il primo testimonio.
L'Usciere - (uscendo dallaula va in mezzo al pubblico e chiama ad alta voce) Agente Bastiano Matr. (Entra Matr; egli ha il cinturino).
Il presidente Bourriche - Il vostro nome, et e professione.
Matr - Matr Bastiano, nato il 15 agosto 1870 a Bastia (Corsica). Agente dell'ordine numero 64.
Il presidente Bourriche - Giurate di dire la verit, tutta la verit, nient'altro che la verit. Dite: lo giuro.
Matr - Lo giuro.
Il presidente Bourriche - Fate la vostra deposizione.
Matr - (si toglie il cinturino) Trovandomi in servizio, il 20 ottobre, sull'ora di mezzod, notai in via Beaujolais un individuo che dall'aspetto mi parve un venditore ambulante, e che teneva il suo carretto indebitamente fermo all'altezza del numero 28, causando cos un ingombro di veicoli. Gli intimai per tre volte l'ordine di circolare; e per tre volte egli rifiut di ottemperarvi. E mentre io l'avvertivo che avrei steso il verbale, egli mi rispose gridando: Morte alle vacche! grido che gli sembr ingiurioso.
Il presidente Bourriche - (con fare paterno, a Crainquebille) Sentite quel che dice l'agente?
Crainquebille - Io ho detto: Morte alle vacche! perch lui ha detto: Morte alle vacche! . Allora io ho detto: Morte alle vacche! . E' cos facile a capirsi!
Il presidente Bourriche - (che non ha ascoltato e che gi si prepara a redigere la sentenza) Non ci sono altri testimoni?
LUsciere - S, signor presidente, ce ne sono ancora due.
Il presidente Bourriche - Come, ancora due?
L'avvocato Lemerle - Abbiamo fatto citare due testimoni a discarico.
Il presidente Bourriche - Avvocato, ci tenete proprio a che siano uditi?
Lemerle - Ma s, signor presidente.
Il presidente Bourriche - (sospira; poi alludendo all'agente che si sta rimettendo il cinturino) L'agente non si ritiri...
L'Usciere - (chiama) Signora Bayard! (Entra la signora Bayard, elegantemente vestita).
Il presidente Bourriche - Il vostro nome, cognome, et e professione...
La signora Bayard - Paolina Felicita Bayard, negoziante in calzature, via Beaujolais, numero 28.
Il presidente Bourriche - Che et avete?
La signora Bayard - Trent'anni. (Movimenti nella sala).
LUsciere - Silenzio!
Il presidente Bourriche - Giurate di dire tutta la verit, nient'altro che la verit. Alzate la mano e dite: lo giuro. (La signora Bayard alza la mano) Toglietevi il guanto dalla mano destra... Usciere, fatele togliere il guanto... (Ella si toglie il guanto) Dite: lo giuro.
La signora Bayard - Lo giuro.
Il presidente Bourriche - Fate la vostra deposizione.
Crainquebille - Ha l'aria di non riconoscermi. superba, la signora Bayard.
LUsciere - Silenzio!
Il presidente Bourriche - (alla signora Bayard) Dite quel che sapete. (La signora Bayard tace) Dite quel che sapete della scena che ha preceduto l'arresto di Crainquebille.
La signora Bayard - (a bassa voce) Comperavo un mazzo di porri, quando l'ortolano mi ha detto: spicciatevi. Allora io gli ho risposto...
Il presidente Bourriche - Parlate chiaramente.
La signora Bayard - ... gli ho risposto che volevo scegliere la merce. In quel momento, una cliente entrata in negozio, ed io sono andata a servirla. Era una signora col suo bambino.
Il presidente Bourriche - E questo tutto quello che avete da dire?
La signora Bayard - Mentre l'ortolano si spiegava con la polizia, io provavo un paio di scarpette al bambino di >diciotto mesi... gli provavo un paio di scarpette azzurre...
Il presidente Bourriche - (a Lemerle) Avvocato, avete nessuna domanda da rivolgere alla teste? (Lemerle fa un cenno di diniego) E voi Crainqubille? Avete nessuna domanda da rivolgere alla teste?
Crainqubille - Ma s, ho una domanda da rivolgerle...
Il presidente Bourriche - Fate.
Crainqubille - Domando alla signora Bayard se io ho detto Morte alle vacche . Essa mi conosce, una mia cliente, e pu dire se nel mio carattere dire delle frasi di questo genere. (La signora Bayard tace) Potete parlare, ignora Bayard: voi siete una cliente, una vecchia cliente.
Il presidente Bourriche - Non interpellate il testimonio. Parlate al tribunale.
Crainqubille - (che non sa evidentemente sottilizzare) Via, signora Bayard, noi ci conosciamo. E la prova che imi dovete quattordici soldi. Oh, non ve lo dico certo per reclamarli, giacch, grazie a Dio, io sono superiore a quattordici soldi! (Risa. Rumori).
LUsciere - Silenzio!
Crainqubille - Ma per dimostrare che siete mia cliente.
La signora Bayard - (a Crainqubille) Io non vi conosco. (Esce).
Il presidente Bourriche - (alla test) Potete ritirarvi. (A Lemerle) Questa deposizione non contraddice in nulla quella dell'agente. C' ancora un testimonio?
Lavvocato Lemerle - Uno solo.
Il presidente Bourriche - Avvocato, voi insistete che sia udito dal tribunale?
Lavvocato Lemerle - Signor presidente, io ritengo la deposizione che ora udrete utile alla dimostrazione della verit. Essa verr fatta da un uomo eminente, la cui testimonianza, a mio avviso, importante, capitale, decisiva.
Il presidente Bourriche - (rassegnato) Fate entrare Fultimo testimonio.
LUsciere - Dottor Mathieu! (Il dottor Mathieu entra).
Il presidente Bourriche - Il vostro nome, cognome, et e professione.
Il dottor Mathieu - Mathieu Pietro Filippo Davide, sessanta due anni, medico primario dell'ospedale Am-broise-Par, ufficiale della Legion d'Onore.
Il presidente Bourriche - Giurate di dire tutta la verit, niente altro che la verit. Alzate la mano e dite: lo giuro.
Il dottor Mathieu - Lo giuro.
Il presidente Bourriche - (a Lemerle) Avvocato Lemerle, quale domanda desiderate fare al testimonio?
Lavvocato Lemerle - Il dottor Mathieu era presente al momento dell'arresto di Cramquebille. Vi prego, signor presidente, di domandargli ci che ha visto e udito.
Il presidente Bourriche - (al testimonio) Avete udito la domanda?
Il dottor Mathieu - Mi trovavo tra la folla riunita intorno all'agente, mentre intimava all'erbivendolo di circolare. Tale era l'ingombro dei veicoli, che riusciva impossibile muoversi. Cos fui testimonio della scena che segu, e posso affermare che non ne persi una parola. Ho perfettamente notato che l'agente aveva preso un abbaglio: egli non era stato insultato! L'ortolano non aveva emesso il grido che all'agente era parso di udire. La mia osservazione fu corroborata da quella delle persone che mi circondavano e che furono unanimi nel constatare l'errore. Mi avvicinai all'agente e lo avvertii dell'equivoco, gli feci considerare che quest'uomo non lo aveva affatto ingiuriato, ma che, al contrario, aveva tenuto un linguaggio riservatissimo. L'agente mantenne l'ortolano in stato idi arresto, e un po' rudemente invit me a seguirlo davanti al commissario. Ci ch'io feci, ripetendo la mia dichiarazione davanti al commissario.
Il presidente Bourriche - (glaciale) Va bene. Potete sedervi... Matr. (Matr dopo aver deposto il cinturino, oggetto di tutti i suoi pensieri, torna alla sbarra) Matr, quando avete proceduto all'arresto dell'accusato, il signor dottor Mathieu non vi ha fatto osservare che vi ingannavate? (Silenzio di Matr) Voi avete udito la deposizione del signor dottor Mathieu? Vi domando se, quando avete proceduto all'arresto di Crainqubille, il signor dottor Mathieu vi ha fatto comprendere come egli ritenesse che voi vi eravate ingannato.
Matr - Ingannato? Ingannato... Vale a dire, signor presidente, ch'egli mi ha insultato.
Il presidente Bourriche - E che cosa vi ha detto?
Matr - Mi ha detto Morte alle vacche! .
Il presidente Bourriche - (precipitosamente) Potete ritirarvi. (Mentre Matr si rimette il cinturino, rumori e tumulto nell'aula, sorpresa dolorosa nel pallido volto del dottor Mathieu),
L'avvocato Lemerle - (agitando le maniche della toga in mezzo al tumulto) Io lascio le parole del testimonio all'apprezzamento del tribunale. (Il tumulto continua).
Una voce nell'aula - (tra il baccano) Ha avuto il fatto suo, la guardia! Eccoti bell'e assolto, pap Crainqubille.
LUsciere - Silenzio! (La calma si ristabilisce a poco a poco).-
Il presidente Bourriche - Queste manifestazioni sono estremamente indecenti. Avverto che qualora si ripetessero, far immediatamente sgombrare l'aula... La parola all'avvocato Lemerle. (Lemerle spiega il suo incartamento). Avvocato, parlerete a lungo?
Lavvocato Lemerle - No. Io reputo che la deposizione dell'agente Matr abbia singolarmente abbreviato la mia arringa, e se questo sentimento condiviso dal tribunale, io...
Il presidente Bourriche - (seccamente) Io vi domando se parlerete a lungo!
Lavvocato Lemerle - Venti minuti al massimo.
Il presidente Bourriche - (rassegnato) Avete la parola.
Lavvocato Lemerle - Signori, io apprezzo, io stimo, io rispetto gli agenti della Prefettura. Un incidente di udienza, per quanto caratteristico, non potrebbe allontanarmi dai sentimenti favorevoli che io professo al riguardo di questi modesti servitori della societ che, merc una retribuzione irrisoria, sopportano le pi dure fatiche, affrontano continui pericoli, e praticano l'eroismo, il pi difficile degli eroismi, forse. Essi sono dei vecchi soldati, e che restano soldati... (Rumori tra il pubblico).
Una voce - Ecco che difende le guardie!... Ma difendi Crairiquebille, ipocritone! (Una guardia espelle uno spettatore).
L'Espulso - Io non ho detto niente... Vi dico che non ho detto niente!
L'avvocato Lemerle - (continuando) Non sar certo io a negare i servigi modesti e preziosi che deridono giornalmente gli agenti dell'ordine alla laboriosa popolazione di Parigi. E non avrei mai consentito, o signori, di assumere la difesa di Crainquebille se avessi riconosciuto in lui l'uomo capace di ingiuriare un vecchio soldato. Ma esaminiamo i fatti. Si accusa il mio cliente di aver detto: Morte alle vacche! . Io posso, senza ferire le vostre orecchie, ripetere ad alta voce il nome della indolente regina dei prati, della buona e pacifica lattaia. Non gi ch'io voglia disconoscere il carattere ingiurioso che acquista questo nome in certe circostanze in certe bocche. Ce anche in questa parola, o signori, un piccolo problema assai curioso di filologia popolare. Se voi aprite il dizionario della Langue verte , che riporta i termini in gergo, vi leggerete (legge) Vachard , pigro, fannullone ; che si sdraia pigramente a guisa di vacca, invece di lavorare. Vache (vacca), colui che si vende alla polizia, cio spia. Morte alle vacche! ai dice per l'appunto in certi ambienti. Ma tutta la questione qui: come Crainquebille ha detto? E ancora: l'ha veramente detto? Permettetemi, o signori, di dubitarne. Io non sospetto l'agente Matr di alcuna cattiva intenzione. Ma egli compie, come abbiamo detto, una mansione penosa. E' talvolta stanco, spossato, esaurito. In queste condizioni, egli pu essere stato vittima di una specie di allucinazione della coscienza. Perch quando egli viene a dirvi, o signori, che il dottor Davide Mathieu, ufficiale della Legion d'Onore, medico primario dell'ospedale Ambroise-Par, un principe della scienza e un uomo d'esperienza, quando viene a dirvi che costui ha gridato Morte alle vacche! noi siamo costretti a riconoscere che Matr posseduto dalla malattia dell'ossessione, e, se il termine non eccessivo, dalla mania di persecuzione.
Voci nell'uditorio - (espressioni rumorose e tumultuose di approvazione) Ma s! Ma s! Non c' bisogno di farla tanto lunga! Abbiamo capito! Benone! Benissimo!
LUsciere - Silenzio!
Il presidente Bourriche - Ogni segno di disapprovazione o di approvazione severamente proibito. Ordino alle guardie di espellere i disturbatori. (Silenzio glaciale).
Lavvocato Lemerle - Signori, io ho qua, sotto gli occhi, un libro che fa autorit in materia: Il trattato delle allucinazioni , d'i Brierre de Boismont, dottore in medicina della facolt di Parigi, cavaliere degli ordini della Legion d'onore, del merito militare di Polonia, ecc. Il trattato spiega che le allucinazioni dell'udito sono frequenti, frequentissime, e che persone sane di mente possono esserne colpite sotto l'influenza di un'emozione viva, d'una stanchezza eccessiva, di soverchia fatica intellettuale o fisica. E qual' la natura ordinaria, costante, di queste allucinazioni? Qual' la parola che l'agente Matr creder di udire, in questo stato di malessere, che occasiona le false percezioni dell'orecchio? Ve lo dice il dottor Brierre de Boismont (legge) La maggior parte delle illusioni sono legate alle preoccupazioni, alle abitudini, alle passioni dei malati . Notate bene, o signori: alle preoccupazioni, alle abitudini... E' cos che, in stato di allucinazione, il chirurgo udr i lamenti dei pazienti; l'agente di cambio gli ordini di borsa; l'uomo politico le violente interruzioni dei deputati, suoi colleghi; l'agente di polizia il grido di: Morte alle vacche! . C' bisogno d'insistere, o signori? (Diniego del presidente) E allora, ammesso pure che Crainquebille abbia gridato: Morte alle vacche! , resterebbe a sapere se la frase acquista nella sua bocca il carattere di un reato. Signori, in materia di contravvenzione, basta che la contravvenzione sia constatata, che poco importa la buona o cattiva fede del contravventore. (Mormorii) Ma qui siamo in diritto penale, in rigoroso diritto. Quel che il tribunale persegue, quel che voi punite, o signori, l'intenzione delittuosa. Dinanzi al tribunale correzionale, l'intenzione diventa l'elemento essenziale del reato. Ebbene, nel caso in esame, esiste l'intenzione (Nuovi prolungati mormorii).
LUsciere - Silenzio!
Lavvocato Lemerle - Crainquebille figlio di una venditrice ambulante, perita miseramente fra le sregolatezze alcoliche e sessuali. Egli ...
Una voce - Adesso insulta sua madre!
Lavvocato Lemerle - ... egli nato alcolizzato. Di intelligenza naturalmente limitata, insulta, egli non agisce che sotto l'impulso dei suoi istinti. E, permettete che ve lo dica, questi istinti non sono in fondo cattivi; ma sono bestiali. La sua anima rivestita di un involucro tale che non permette a nessun sentimento di penetrarvi. Egli non comprende esattamente n ci che gli si dice, ne ci che lui medesimo dice. Le parole non hanno per lui che un senso confuso e rudimentale. E' uno di quegli esseri miserabili, dipinti a cos foschi colori dal pennello di La Bruyre, uno di quegli uomini che si prenderebbero per animali a vederli curvi a terra. Eccolo qui davanti a voi, abbrutito da sessant'anni di miseria. Orbene, o signori, voi affermerete ch'egli un irresponsabile. (Lemerle si siede).
Il presidente Bourriche - Il tribunale delibera. (Rumori. I due giudici assistenti si chinano sul presidente, che mormora).
Crainquebille - (al suo difensore) Si vede bene che siete istruito, per parlare cos d'improvviso. Voi parlate bene, ma parlate troppo in fretta. Impossibile comprendere quel che dite. Io non so di che avete parlato; ma vi ringrazio lo stesso... Soltanto.
LUsciere - Silenzio!
Crainquebille - Quando costui grida mi sembra di ricevere un pugno nello stomaco... Soltanto, voi avreste dovuto dir loro che io non debbo niente a nessuno. Perch vero. Io sono rigoroso: un soldo un soldo. Ma forse voi l'avete detto senza che io me ne sia accorto... Eppoi avreste dovuto domandar loro dove mi hanno cacciato il carretto.
Lavvocato Lemerle - Nel vostro interesse, meglio che ve ne stiate tranquillo.
Crainquebille - Che cosa fanno ora? Covano la mia sentenza? Santo Dio, quanto ci mettono!
LUsciere - Silenzio! (Il silenzio si ristabilisce).
Il presidente Bourriche - (leggendo su dei fogliettini di carta, partecipazioni di morte, di matrimoni, fatture, ecc.) : II tribunale... .
Una Voce - (insorgendo tra la folla silenziosa) Assolto!...
Il presidente Bourriche - (lanciando allinterruttore uno sguardo fulminante) ...dopo aver deliberato conformemente alla legge, atteso ch risulta provato dagli atti dell'incartamento e dalle deposizioni udite all'udienza, che il 25 luglio, giorno del suo arresto, Gerolamo Crainquebille si reso colpevole del reato... (Un sordo e formidabile mormorio si leva dal fondo della sala: il presidente oppone al mormorio uno sguardo tagliente come una spada, e continua la lettura nel silenzio subito ristabilito) ... si reso colpevole del reato di oltraggio verso un depositario della forza pubblica, reato previsto e punito dall'articolo 224 del Codice penale, applicandogli il detto articolo, lo condanna a quindici giorni di prigione, e a franchi cinquanta di ammenda... . L'udienza sospesa. (Rumori).
Voci confuse - Questa forte!... Non l'avrei mai creduto!... E dura, non c' che dire!
Crainquebille - (alla guardia) Allora, io sono un condannato? (Il tribunale si ritira. Quando le guardie stanno per condurre via Crainquebille, Lemerle fa cenno che ha qualcosa da dire, e raccoglie le sue carte, parla coi colleghi, ecc. Crainquebille, alla guardia) Guardia! Guardia!... Ehi, guardia, dico a voi!... Chi l'avrebbe detto, soltanto quindici giorni fa, che mi sarebbe accaduto quello che mi accade. Persone perbene, quei signori del tribunale, non c' che dire. Mai parole grosse. Ma non ci si pu spiegare con essi. Non se ne ha il tempo. Non per colpa loro, veh! ma non se ne ha il tempo. Non vi pare, guardia? Perch non rispondete? (Silenzio) Si parla pure a un cane! Perch non parlate? Non aprite mai bocca, voi. Avete paura che vi puzzi il fiato?
L'avvocato Lemerle - (a Crainquebille) Ebbene, amico... non ci possiamo lamentare troppo. Avremmo potuto avere di peggio. .
Crainquebille - E' possibile.
Lavvocato Lemerle - Che volete?... Voi non avete seguito i miei consigli. Il vostro sistema di reticenze era d'un'insigne balordaggine. Avreste fatto meglio a confessare.
Crainquebille - Figliuolo mio, io non domandavo di meglio. Ma che dovevo confessare? (Pensieroso) Per, straordinario quello che mi succede.
L'avvocato Lemerle - (Non esageriamo. Il caso non raro, fuori di qui!... Suvvia, coraggio!
Crainquebille - (mentre le guardie lo conducono fuori dall'aula, si volge e dice) Sapreste dirmi dove mi hanno cacciato il carretto?
Aubarre - (a Lermite) Che cosa fai tu qui?
Lermite - Termino uno schizzo. Durante l'udienza sono stato costretto a disegnare nel fondo del cappello. E non comodo... Ora prendo qualche particolare...
Aubarre - Gli hai messo il presidente Bourriche?
Lermite - E' lui che ha condannato l'ortolano?
Aubarre - S, si chiama Bourriche.
L'avvocato Lemerle - (all'usciere) Lamprire, sapete se la causa Goupy, alla terza sezione, stata rinviata?
LUsciere - Nossignore, si discute oggi.
Lavvocato Lemerle - Corpo d'un cane, bisogna che scappi!... Torner alla ripresa dell'udienza. Ho un rinvio da chiedere al presidente Bourriche.
Lermite - (con fare sgraziato, frugandosi in tasca, chiama Lemerle, il quale non sente, ed esce) Avvocato Lemerle... Avrei una parola da dirvi. To', se n' andato...
Aubarre - Torner alla ripresa dell'udienza. Che cosa hai da dire a quell'individuo?
Lermite - Niente... Ho... Niente... Che ne dici, vecchio mio, non ti sembra forte la condanna di quel povero ortolano?
Aubarre - Crainquebille... E' forte, se vuoi; ma non straordinariamente forte. (Guardando lo schizzo) Ci farai! un quadretto su questo schizzo?
Lermite - S. Le scene del palazzo di giustizia sono molto richieste. Ho venduto questa mattina due avvocati f per cento franchi. Guarda, ho il foglio in tasca.
Aubarre - Ti credo senza bisogno che tu lo cavi fuori.
Lermite - Tu hai un bel dire, Aubarre; ma che il giudici abbiano condannato quel pover'uomo senza prove...
Aubarre - Senza prove?
Lermite - A dispetto della deposizione del professor 3 Davide Mathieu, e sulla sola testimonianza dell'agente, ci mi sembra incredibile. Io non ci capisco niente!
Aubarre - Eppure, facile a capirsi.
Lermite - Come? Preferire alla parola disinteressata di un uomo di gran merito, di un'alta intelligenza, il raglio di quell'essere ignaro tetro e cocciuto! Credere all'asino piuttosto che allo scienziato: tu trovi naturale questo? Ma mostruoso. Questo presidente Bourriche I faceto e sinistro.
Aubarre - Non dire cos, Lermite, non dire cos. Il presidente Bourriche un magistrato rispettabile, che ha dato una nuova prova del suo intelletto giuridico.
Lermite - Nel processo Crainquebille?
Aubarre - Senza dubbio. Opponendo l'una all'altra le deposizioni contraddittorie dell'agente 64 e del professor Davide Mathieu, il giudice si sarebbe cacciato da una via dove non s'incontra che dubbio e incertezza. Il I presidente Bourriche una mente troppo giuridica per I far dipendere le sue sentenze dalla ragione e dalla scienza, le cui conclusioni sono soggette a eterne dispute,
Lermite - Cosicch un giudice deve rinunciare a sapere?
Aubarre - S, ma non deve rinunciare a giudicare. A vero dire, il presidente Bourriche non considera Bastiano Matr, considera l'agente 64. Un uomo fallibile, pensa egli: Descartes e Gassendi, Leibnitz e Newton, Claude Bernard e Pasteur si sono ingannati spesso. Ma l'agente 64 non si inganna. E' un numero. E un numero non soggetto a errore.
Lermite - Questa una maniera di ragionare...
Aubarre - Irrefutabile. Eppoi, c' un'altra cosa. L'agente 64 un depositario della forza pubblica. Tutte le spade di uno stato debbono essere rivolte nel medesimo senso. Opponendo le une alle altre...
Lermite - Si turba l'ordine pubblico. Ho capito.
Aubarre - Infine, se il tribunale giudicasse contro la forza, chi eseguirebbe le sue sentenze? Senza i gendarmi, il giudice non sarebbe che un povero illuso. (Entra Lemerle).
Lavvocato Lemerle - Aubarre, vi aspettano alla quarta sezione... Come! l'udienza non stata ancora ripresa?
Aubarre - Ma no.
Lavvocato Lemerle - L'usciere dov'?
Lermite - Scusate, avvocato... Desidererei sapere se la condanna all'ammenda comporta, in caso di mancato pagamento, un prolungamento di pena.
Lavvocato Lemerle - S.
Lermite - Allora volete essere tanto cortese di consegnare cinquanta franchi a quell'ortolano?...
Lavvocato Lemerle - A Grairaquebille?
Lermite - S, ma senza dirgli da chi gli viene questo denaro.
Lavvocato Lemerle - Volentieri, signore.
Lermite - Per, io non ho che un foglio da cento franchi...
L'avvocato Lemerle - (frugandosi nelle tasche) Vediamo, forse... No... ho soltanto tre luigi... No... Ah, s, aspettate, ho dieci franchi: quaranta e dieci cinquanta. Ecco, signore.
Lermite - Grazie.
Lavvocato Lemerle - Sono io che ringrazio voi per lui.
Il dottor Mathieu - (entrando, a Lemerle) Avvocato, siete voi che avete difeso Crainquebille? Vi cercavo.
Lavvocato Lemerle - S, signor... dottor Mathieu. Voi avete testimoniato in favor nostro.
Il dottor Mathieu - Potreste consegnare questi cinquanta franchi al vostro cliente per pagare l'ammenda?
Lavvocato Lemerle - Con molto piacere. Ma ho gi ricevuto cinquanta franchi dal signore (addita Lermite) per la medesima destinazione.
Il dottor Mathieu - Oh, signore!... (Inchini. Pausa).
L'avvocato Lemerle - (tenendo in una mano i cinquanta franchi di Lermite e nell'altra i cinquanta franchi del dottore) Che pensate di fare, signori?
Il dottor Mathieu - Ebbene, cinquanta franchi per l'ammenda...
Lermite - S; e cinquanta franchi per quando uscir.
Lavvocato Lemerle - Benissimo! (Esce. Breve silenzio. Davide Mathieu e Lermite si salutano con simpatia. Davide muove per uscire, seguito da Lermite. In prossimit della soglia Davide si arresta, e si volge verso Lermite, che gli accanto. I due uomini, con la mano tesa, pronunciano insieme: Permettete... . Si sorridono, si stringono cordialmente la mano, ma non senza una certa malinconia. Davide esce).
L'Usciere - (annuncia) Il tribunale.
Lermite - Si ricomincia.
Fine del secondo tempo
ATTO TERZO
Notte.
Il Venditore di bruciate - Calde, le castagna, calde! (Serve un soldo di castagne ad un fanciulletto).
Crainquebille - (uscendo dalla bottega del vinaio con un brontolio di disputa) Ma guardate se son cose da farsi! Perch gli chiedo un bicchiere a credito, una buona ragione questa per trattarmi come un malfattore?
Il Venditore di bruciate - Credito morto. L'hanno ucciso i cattivi pagatori.
Crainquebille - Io domando a voi se giusto che mi si rifiuti un bicchiere a credito. Come se non mi avesse rubato abbastanza, quando avevo quattrini da spendere. Ladro! S, ladro! Non glielo mando mica a dire!
Il Venditore di bruciate - Esce da prigione e tratta la gente da ladri.
Alfonso - ( un ragazzetto di dodici anni; esce dalla bottega del vinaio, e dice a Crainquebille con un tono estremamente garbato) Dite, vero che si sta bene in gattabuia?
Crainquebille - Moccioso! (Gli sferra un calcio nel fondo della schiena. Alfonso rientra in bottega piagnUgo lando) Tuo padre dovrebbe esserci in gattabuia, invece di arricchirsi vendendo veleno!
Il Vinaio - (seguito dal figlio) Se non aveste i capelli bianchi, vi insegnerei io a picchiare mio figlio. (Al figlio) Su, in bottega, canaglia! (Rientrano in bottega).
Crainquebille - (al venditore di bruciate) Eh, hai sentito ?
Il Venditore di bruciate - Che vuoi? Ha ragione. Non sta bene picchiare i figli degli altri, n rimproverar loro il padre che non hanno scelto... Da due mesi che sei uscito di laggi, mio vecchio Crainquebille, tu non sei pi lo stesso uomo: ti sei fatto permaloso e sboccato. Ma questo non sarebbe niente. Ormai non sei pi buono che ad alzare il gomito.
Crainquebille - Io non sono stato mai un bettolante, ma ora cos: di quando in quando bisogna che beva un bicchiere per darmi forza e rinfrescarmi. Certo, io debbo avere qualcosa che mi brucia dentro; e non c' che una buona bevuta che possa rinfrescarmi.
Il Venditore di bruciate - Questo non sarebbe niente, ti dico; il guaio che ti sei infiacchito, sei diventato un buono a nulla. Un uomo nel tuo stato, quanto dire un uomo caduto a terra e incapace di risollevarsi. Tutti quelli che passano lo pestano.
Crainquebille - E' vero, non ho pi il coraggio che avevo una volta. Sono finito. Tanto va la secchia al pozzo finch ci lascia il manico. Eppoi, dopo la condanna, non ho pi il medesimo carattere. Non sono pi lo stesso uomo, ecco. Che vuoi? Mi hanno arrestato per aver gridato: Morte alle vacche! E non era vero. E5 stato un medico, un decorato a dire che non era vero. Ma i giudici non 'hanno voluto saper niente. Vedi, i giudici, Sion tutte garbate persone, non dicono mai parole grosse; ma non c' verso di potersi spiegare con essi. Mi hanno dato cinquanta franchi; ma mi hanno cos mal ridotto il carretto che mi ci son voluti quindici giorni prima di rimetterlo in uso. Tutto ci veramente straordinario. Ti giuro, stato come se fossi andato a teatro.
Il Venditore di bruciate - Ti hanno dato cinquanta franchi? Questa nuova: una volta non si faceva.
Crainquebille - Bisogna esser giusti. Questi cinquanta franchi me li hanno dati di seconda mano. Eppoi devo dirti in prigione ci si stia bene. E' un luogo decente, non si pu dire il contrario. Ben tenuto, pulito. Davvero! Uno potrebbe mangiare per terra. Ma quando si esce di li, allora son guai: nessun mezzo di lavorare, nessun mezzo di guadagnare un soldo. Tutti ti voltano le spalle.
Il Venditore di bruciate - Ascolta un consiglio. Cambia quartiere.
Crainquebille - O la signora Bayard, la calzolaia, non mi fa la boccaccia quando passo davanti alla sua bottega? Mi piglia in giro, capisci? E pensare che per colpa sua che mi hanno arrestato. E il peggio che mi deve quattordici soldi. Glieli avrei chiesti poco fa, ma aveva una cliente. Oh, aspetti pure: non perder niente ad aspettare.
Il Venditore di bruciate - Dove vai?
Crainquebille - Vado a parlare alla signora Bayard.
Il Venditore di bruciate - Lascia andare.
Crainquebille - Come? Ho pur diritto di pretendere i miei quattordici soldi. Ne ho bisogno. E se non me li d lei, me li dai tu? Se cos, dillo.
Il Venditore di bruciate - -Neanche a pensarci. Gi, per farmi cavare gli occhi dalla calzolaia. Te ne ho dati abbastanza di pezzi da venti e da quaranta soldi, da due mesi a questa parte.
Crainquebille - lo non posso mica crepare come un cane. Non ho pi un centesimo.
Il Venditore di bruciate - (richiamandolo) Crainquebille?... Sai che dovresti fare?
Crainquebille - Che cosa?
Il Venditore di bruciate - Dovresti cambiar quartiere.
Crainquebille - Non possibile. Io sono come la capra: bisogna che pascoli nel luogo dov' affezionata, e ci pascoli ancorch vi siano solamente ciottoli. (La signora Bayard accompagna una cliente fino alla porta del suo negozio. Quando la cliente svolta langolo della strada, va diritta verso Crainquebille e l'apostrofa vivacemente).
La signora Bayard - Che volete da me?
Crainquebille - E' inutile che mi guardate con quegli occhi come se fossero due pistole... Io voglio i miei quattordici soldi.
La signora Bayard - (cadendo dalle nuvole) I vostri quattordici soldi?
Crainquebille - S, i miei quattordici soldi.
La signora Bayard - Prima di tutto, io vi proibisco di entrare nel mio negozio, come avete fatto prima. O che maniere son queste?
Crainquebille - Va bene! Va bene! I quattordici soldi...
La signora Bayard - Io non so che cosa vogliate dire con i vostri quattordici soldi. Del resto, sappiate che non si deve nulla alla gente che stata in prigione.
Crainquebille - Puttana!
La signora Bayard - Canaglia! Ah, se avessi ancora mio marito, ti farei vedere io!...
Crainquebille - Se avessi ancora tuo marito, empiastro, lo piglierei a calci, cos impareresti a rubare alla gente, e a insultarla per giunta.
La signora Bayard - Ma non ci sono guardie? (Ella si barrica prudentemente in bottega).
Crainquebille - Tienili, i miei quattordici soldi, i tienili, ladra!
Il Venditore di bruciate - Ladra, ladra: tu non hai che queste parole sulla bocca. A sentir te, il mondo pieno di ladri. Io invece dico che tutti vogliono vivere, e che si pu vivere senza guastare gli interessi altrui. Ma ci non possibile... e allora...
Topolino - Buonasera, gente.
Il Venditore di bruciate - Buonasera, Topolino.
Topolino - Be la va meglio, nevvero, pap Crainquebille? Non vi ricordate? Topolino. Eppure mi conoscete bene. Mi avete dato un giorno una pera; buona, nonostante che fosse un po' mzza.
Crainquebille - E' possibile.
Topolino - Vado a riposarmi. Abito qui. Sono stanco. Sfido, quando si scarpinato tutto il giorno e si ha la gola secca! Adesso mangio un tozzo di pane, e poi mi stendo sul pagliericcio. Buonasera, gente.
Il Venditore di bruciate - Ma di che pagliericcio vai discorrendo?
Topolino - Non ho il pagliericcio? Vieni a vederlo, L'ho fatto di sacchi e di trucioli.
Crainquebille - Tu sei fortunato, bimbo mio. Io son due mesi che non mi sono coricato su qualcosa di soffice. (Topolino scompare). Davvero! Mi hanno espulso dal mio soppalco. Sono trenta notti che dormo in una rimessa, sul carretto. E piove oggi, e piove domani, la rimessa stata inondata. Per non annegare, bisogna tenersi coccoloni sulle acque pestilenziali, in compagnia di gatti, sorci e ragni grossi come funghi porcini. E, per soprammercato, questa notte, non si rompe il tubo della fogna? I carretti navigavano nel lerciume, porca miseria! Ci hanno messo anche un guardiano per non fare entrare la gente... perch il muro si muove, pare. E' come me, il muro: non si regge pi in piedi. (Vede la signora Laura entrare dal vinaio). To'! la signora Laura!
Il Venditore di bruciate - La signora Laura una f donna regolata e piena di decoro, che fa quello che fa, ma sa stare al suo posto. Le piace trincare, questo vero. Scommetto che tra poco esce con un litro per andarlo a consumare con gente di sua conoscenza.
Crainquebille - La signora Laura! Ma io la conosco come se l'avessi partorita. E' una cliente. Lo so che una donna perbene.
Il Venditore di bruciate - Ed anche una bella donna, vero? Ah, furbacchione! (La signora Laura esce dal vinaio). Eh? che ti dicevo io?
Crainquebille - Buonasera, signora Laura.
La sicnora Laura - (al venditore di bruciate) Venti centesimi di castagne; ma datemele ben calde.
Crainquebille - Non mi riconoscete pi, signora Laura? Sono l'ortolano; quello che vi vendeva i porri.
La signora Laura - Lo vedo. (Al venditore di bruciate) Non me le cavate dal sacco. Chiss da quanto tempo sono qui a raffreddarsi.
Il Venditore di bruciate - Sono bollenti. Mi bruciano le dita.
Crainquebille - Ecco, voi stentate a riconoscermi perch non ho il carretto. E' vero, qualche volta ci cambia le persone. E i vostri affari vanno sempre bene, signora Laura? (Le tocca il braccio). Vi domando se i vostri affari vanno sempre bene?
La signora Laura - (al venditore di bruciate) Via, buon'uomo, spicciatevi a darmi queste castagne. Ho gente che mi aspetta. E' festa oggi. Io non ricevo che le persone che conosco.
Crainquebille - Non mi fate torto, signora Laura. Voi siete un po' sofistica quando dovete comprare qualcosa, ma sempre una buona cliente.
La sicnora Laura - (al venditore di bruciate) Servitemi presto. Non piacevole essere avvicinati da un individuo che si fatto arrestare.
Crainquebille - Che cosa dite?
La signora Laura - Non parlo a voi.
Crainquebille - Tu dici che io mi son fatto arrestare, linguaccia velenosa? E tu? Non sei stata anche tu nel carrozzone dei detenuti? Vorrei avere tanti pezzi da cinque franchi per quante volte ti ci hanno visto...
Il Venditore di bruciate - Adesso insultami anche le clienti! Smettila, e ne buschi.
La signora - (Laura E vattene, vecchiaccio!)
Crainquebille - Vattene tu, prostituta! (Compare un agente che, immobile e muto, fa cadere la disputa. La signora Laura esce maestosamente).
Topolino - (dalla finestra) Finitela! E tappatevi la bocca! Non si riesce a dormire...
Crainquebille - Per certo, una puttana. Non c' femmina pi puttana di lei.
Il Venditore di bruciate - (portando via la padella, a Crainquebille) Bisogna aver perso il giudizio per pigliar di petto una persona mentre si fa servire. Levamiti dai piedi. Puoi dirti fortunato che non ti ho fatto arrestare. (Andandosene) Un uomo a cui presto da due mesi da venti ai quaranta soldi alla settimana! E non ha ancora imparato a vivere! (Il garzone del vinaio mette le imposte).
Crainquebille - Ehi, amico ascoltami. Scappa. Non vuol sentire ragioni. Se io ce l'ho contro quella baldracca della signora Laura, perch tutte, tutte fanno come lei. Fingono di non riconoscermi. Tutte!... E la signora Contreau, e la signora Lassenne, e la signora Bayard!... Tutte, dico!... E allora, perch uno stato messo in gattabuia per quindici giorni, non ha da essere pi buono a vender cavoli? E1 giusto che sia cos? E dov' il buon senso quando si fa morire 'di fame un galantuomo soltanto perch ha avuto a che dire con le guardie? Se non posso pi vendere i miei legumi, non mi resta che crepare... Crepare! Non c' altra parola. Se avessi rubato o ammazzato, se avessi la rogna, sarebbe la stessa cosa. Fa freddo, ho fame... e non ho mangiato niente. Ebbene, crepa, pap Crainquebille, crepa! Parola d'onore, in certi momenti c' da rimpiangere di non essere pi in prigione! (Un agente immobile nel fondo della scena. Cranquebille lo scorge e dice) Oh, imbecille che sono! Giacch conosco il trucco perch non dovrei servirmene?... (Si avvicina lentamente allagente che quasi sul proscenio e con voce esitante e debole pronuncia) Morte alle vacche ! (L'agente guarda Crainquebille con tristezza, vigilanza e 'disprezzo. Pausa. Stupito, Crainquebille balbetta) Vi ho detto : Morte alle vacche !
L'Agente 121 - Queste cose non si devono dire... No, non si devono dire. Alla vostra et si dovrebbe avere un po' pi di prudenza. Andate per la vostra strada.
Crainquebille - Perch non mi arrestate?
L'agente 121 - Se si dovesse arrestare tutti gli ubriachi che dicono cose che non dovrebbero dire, si starebbe freschi, noi!... Eppoi, a che gioverebbe?
Crainquebille - (annichilito, resta a lungo ebete e muto, poi bonariamente) Non mica per voi che ho detto: Morte alle vacche! . N per voi, n per nessun altro. E' per una mia idea.
L'Agente 121 - (con austera dolcezza) Che sia per una vostra idea, o per altro, non importa. Ma son cose che non si devono dire. Perch quando un uomo compie il suo dovere e sopporta tante sofferenze, non si deve insultarlo con parole futili... Vi ripeto di andare per la vostra strada.
Topolino - (dalla finestra) Pap Crainquebille! Pap Crainquebille! Pap Crainquebille!
Crainquebille - Eh? Chi parla sopra la mia testa? E' un miracolo?
Topolino - Pap Crainquebille!...
Crainquebille - Ah, sei tu?
Topolino - Dove andate cos, senza ombrello?
Crainquebille - Dove vado?
Topolino - S...
Crainquebille - Vado a gettarmi nella Senna.
Topolino - Ma no, non bisogna far ci! Fa troppo freddo, nella Senna; c' troppa acqua.
Crainquebille - Che cosa vuoi che faccia?
Topolino - Bisogna agire, vecchio mio. Bisogna vivere.
Crainquebille - E perch ?
Topolino - Perch , non lo so; ma bisogna aver forza e coraggio, ecco. Non dura mica sempre la sfortuna. Voi venderete ancora cavoli e carote, ve lo dico io. Venite da me. Ho una pagnotta, un par di salsicce e un litro. Venite. Ceneremo come milionari, e poi vi far un letto come il mio, fatto di sacchi e di trucioli, e poi, vedremo poi domani che cosa si potr fare. Venite, venite, vecchio mio.
Crainquebille - Tu sei giovane, non sei ancora guasto. Il mondo cattivo, e tu non appartieni ancora al mondo. Ragazzo, alla tua et puoi dire di aver salvato un uomo. Oh, non una grande cosa. Non c' ragione di andarne fieri, che ci non cambier il corso della luna, n far pi bella la Repubblica. Ma tu hai salvato un uomo. (Crainquebille, col capo chino e le braccia ciondoloni, risale silenziosamente la scena).
FINE


