Il programma

Davis Tagliaferro

IL PROGRAMMA

Testo protetto da ditti SIAE

AL LETTORE/SPETTATORE

Non farti domande

non cercare di capire

lo facciamo gi fin troppo.

ora di smetterla

ora di abbandonarsi.

Ogni tuo tentativo di comprensione

puro atto di violenza.

Atto unico

(Il suono del telefono non deve essere fastidioso, ma affascinante.

Il filo del telefono scende dal soffitto dallalto)

ALAN: Non si sa chi ha chiamato?

BRYAN: Non si sa.

ALAN: Sono giorni che mi accorgo della luna e ancora non lho mai vista.

BRYAN: Almeno tu te ne sei accorto.

ALAN: S alla fine sai che ti dico?

BRYAN: Che?

ALAN: Che non ci sono pi realt possibili.

BRYAN: Ne sei certo? Ti conosco vi conosco eh

ALAN: Solo una cosa non chiara.

BRYAN: La realt?

ALAN: La vita.

BRYAN: Lascia stare, datti per vinto.

ALAN: S, quando non ne avr pi ci sar da aspettare ancora un po.

BRYAN: Come vogliamo fare allora?

ALAN: Facciamo che tu mi aspetti qui e io ti racconto qui.

BRYAN: Ci sto. Ma non fino a quando

ALAN: non pensarci!

BRYAN: Attacca.

ALAN: Mi sentii male una domenica mattina e andai di corsa a farmi vedere al pronto soccorso. Tutto a posto dicono, lei soltanto stanco

BRYAN: E non sei contento?

ALAN: Aspetta.

BRYAN: Aspetto.

ALAN: Tutto tranquillo tornai a casa, mi feci un bel bagno caldo e cominciai a scrivere alcuni versi, cos per gioco mi immersi senza accorgermene, senza star li a riflettere del tempo maledetto di colpo un brutto nodo mi strinse la gola rimasi bloccato, secco. Fortunatamente avevo il telefono vicino. Chiamai lambulanza e finii di nuovo al pronto soccorso.

BRYAN: E che ti dissero?

ALAN: Aspetta.

BRYAN: Si aspetto.

ALAN: Gli risposi.

BRYAN: Aspetta, cosa ti dissero?

ALAN: Aspetta.

BRYAN: Si ho aspettato ma non me lo hai detto.

ALAN: Aspetta, aspetta.

BRYAN: (Si ferma e aspetta la risposta)

ALAN: E io aspettai mi visitarono dopo circa mezzora e di nuovo Lei sano come un pesce. A quel punto chiamai Clerick per cercare di risolvere la situazione, perch era chiaro... era qui che stavo male. Clerick mi trova uno psicoterapeuta occasionale, sai di quegli specialisti che vengono chiamati per pochi incontri, uno al massimo

BRYAN: ...ma di chi stai parlando scusa? Ma di cosa stai parlando? Poco fa mi parlavi di versi e di vita e ora mi parli di psicoterapeuti?

ALAN: Scusa ma, mi segui quando parlo o non posso aprire una parentesi che perdi il filo del discorso?

(squilla il telefono)

ALAN: (Alan si precipita sul tempo e risponde prima di Bryan) S s, ha chiamato lei prima? Ho capito S... s, a presto.

BRYAN: (Allinizio fa finta di non essere interessato a sapere chi fosse al telefono, poi dopo un po) Era lui?

ALAN: Lui chi?

BRYAN: Quello che avrebbe dovuto chiamarti.

ALAN: Quello potrebbe chiamare anche te!

BRYAN: Potrebbe si, ma

ALAN: Ma

BRYAN: Ma se ti facessi vedere quanto mi sono liberato del pensiero dal pensiero non avresti n bisogno n modo di rifletterci... solo che poi torna la logica e

ALAN: ...brutta bestia la matematica!

BRYAN: Gi, ma non sbaglia mai.

ALAN: Non sbaglia come non ama.

BRYAN: S, vero ci sarebbe da coprirsi ma io mi sono scoperto ormai, e volo rapido nel cielo tagliando laria come un falco (imita il falco che vola facendo il suo verso e tagliando laria)

ALAN: Direzione?

BRYAN: Non voglio saperla scherziamo? Finirebbe il gusto del viaggio (rif il verso del falco) Nello spazio!!!

(Squilla di nuovo il telefono. Stavolta Bryan che riesce a rispondere prima)

BRYAN: Pronto? Mi ha gi chiamato? Oggi intendo S, s. Arrivederci. (Attacca)

ALAN: Allora?

BRYAN: Allora cosa? Ma niente, niente.

ALAN: (risentito, lo provoca) Sai, da quando hai perso uno stile non sai pi bene cosa sei diventato. Te ne sei accorto?

BRYAN: Sei tu che non capisci il mio stile.

ALAN: Presuntuoso!

BRYAN: No, lungimirante.

ALAN: Presuntuoso!

BRYAN: Sai perch dico cos? Perch sono sicuro che se te lo spiegassi tu mi risponderesti cos (fa dei gesti) mi avresti risposto certamente cos, qualora non ti avessi mai detto questo, ovviamente

ALAN: Pensi di conoscermi cos bene?

BRYAN: Certo, come tu a me.

ALAN: Non mi risulta, dal momento che non capisco il tuo stile.

BRYAN: Vedi, solo che non lo riconosci ancora. questo il punto.

(Pausa)

ALAN: Cosa facciamo?

BRYAN: Chiamiamo.

ALAN: Chiamiamo?

BRYAN: S.

ALAN: Ok.

(proprio mentre si stanno accingendo a prendere il telefono, da cui ne viene fuori una serie di giochi su chi lo prende, squilla)

BRYAN: Rispondi tu?

ALAN: No rispondo io.

BRYAN: Prego.

ALAN: Lascia stare.

BRYAN: Rispondi o no?

ALAN: Senti, facciamo che se rispondo io, poi posso scegliere se s o no.

BRYAN: Perch gi sai qual la domanda?

ALAN: Certo, la domanda del s e del no.

BRYAN: Non mica un quiz imbecille!

ALAN: Non osare insultarmi polverina piuttosto, che facciamo?

BRYAN: Allontaniamoci da qui.

(si staccano dal telefono che proprio in quel momento smette di squillare.

I due si impressionano)

ALAN: Ci ha sentito.

BRYAN: Ma di che stai parlando?

ALAN: Perch scusa te fino ad ora di cosa stavi parlano?

BRYAN: Di....

ALAN: Beh, allora? Che facciamo?

BRYAN: Chiamiamo.

ALAN: Prego.

BRYAN: Non ricordo il numero.

ALAN: Non puoi dimenticare, il numero. Tu poi!

BRYAN: Come no?

ALAN: Sai benissimo che non si pu dimenticare il numero.

BRYAN: Questo lo pensi te.

ALAN: (afferrandolo) Smettila non ci provare!

BRYAN: Mi stai insultando!

ALAN: Calma, calma. Cerchiamo di capire le cose con calma.

BRYAN: Bene.

(squilla il telefono una sola volta)

ALAN: Vigliacco!

BRYAN: Shhh, ti sente. (si guarda intorno impaurito)

ALAN: Non essere sciocco, per favore.

BRYAN: Shhh.

ALAN: Senti, se vuoi giocare al mentecatto, dimmelo subito; altrimenti facciamo quello che dobbiamo fare.

BRYAN: Hai ragione, ci stiamo pensando troppo.

(pausa)

BRYAN: Non capisco non capisco proprio.

ALAN: Cos che non capisci? Il pensiero?

BRYAN: No, no, non capisco come sia possibile continuare a cercar di capire.

ALAN: Bella domanda.

BRYAN: Perch scusa, naturale un nostro bisogno, giusto?

ALAN: Naturale.

BRYAN: Beh, allora non capisco.

ALAN: Lascia stare, ti rompi soltanto la testa.

BRYAN: Cosa? Aspetta

ALAN: Aspetta.

BRYAN: Non ricominciare eh?

ALAN: Cosa?

BRYAN: Senti, io sono stufo, adesso chiamo. (Alza la cornetta e chiama. Al telefono) Come? S, qui. (ad Alan) Vuol parlare con te.

ALAN: Digli che non ci sono (i due si guardano, poi Alan prende la cornetta. Al telefono) Pronto? Pronto! S? (a Bryan) Ha riagganciato. (riaggancia)

BRYAN: (mentre Alan sta riagganciando) No! (infuriato) Basta! Basta! Io non ne posso pi con te adesso hai proprio superato ogni limite. possibile che ogni volta succede sempre la stessa storia! Io ti lascio qui, e me ne vado! Hai capito? Me ne vado!

ALAN: (arrabbiato ancor di pi) Vai vai! Vai pure! Pensi che sia un problema per me! Credi di spaventarmi per cos poco? Arrivederci.

(pausa, pian piano Alan e Bryan si calmano. Squilla di nuovo il telefono)

BRYAN: Cerca te.

ALAN: Lo so.

BRYAN: Dove vuoi arrivare?

ALAN: E tu?

(Smette di suonare il telefono)

BRYAN: Adesso mi ha proprio rotto anche lui.

ALAN: E cosa vorresti fare?

BRYAN: Dirglielo

ALAN: Beh, allora chiama.

BRYAN: Certo! Cosa credi che ho paura?

ALAN: No, no.. no.

BRYAN: Per prima devi dirmi una cosa.

ALAN: Cosa?

BRYAN: Dovrai essere sincero...

ALAN: Scusa, sei tu che vuoi chiamare, mica te lho detto io.

BRYAN: Che vuol dire?

ALAN: Che non abbiamo nessun patto da rispettare, non c scambio.

BRYAN: Fai il furbacchione eh?

ALAN: No, sei tu che cerchi di farlo.

BRYAN: Allora facciamo una cosa: io adesso me ne vado, poi torno e poi me ne rivado. Se quando ritorno ci sei ancora, risponderai alla mia domanda.

ALAN: Che razza di gioco idiota mai questo?

BRYAN: Ci stai?

ALAN: Non capisco perch devo rispondere alla tua domanda.

BRYAN: Hai paura della domanda?

ALAN: (iniziando ad innervosirsi) Dai, avanti, domanda pure.

(squilla il telefono)

BRYAN: (rivolto al telefono) No, no, non questo il momento! (Il telefono continua a squillare)

ALAN: Dai rispondi.

BRYAN: Veramente toccava a te rispondere.

ALAN: (Innervosito, alza violentemente la cornetta) Cosa? (spaventato) S s (riaggancia lentissimamente).

BRYAN: Cosa succede?

ALAN: Devo andare. Sono stato chiamato.

BRYAN: ora?

ALAN: S.

BRYAN: Quanto tempo ti rimane?

ALAN: 138 minuti.

BRYAN: Ce la fai a prepararti?

ALAN: Devo farcela.

BRYAN: Scusa, ma perch hai detto di s?

ALAN: (fingendo, scimmiottando) Gi, perch ho detto di s? Forse perch mi hanno sempre insegnato a farlo. (serio) Mi prendi in giro babbeo!

BRYAN: Sciocchezze, forse perch lo vuoi veramente.

(pausa)

ALAN: Ho paura.

BRYAN: Ti capisco.

ALAN: No, non vero, non puoi.

BRYAN: Mi dispiace.

ALAN: Questo s anche a me.

(pausa)

BRYAN: Hai deciso di andare?

ALAN: Non lo so.

BRYAN: E se disertassi?

ALAN: Sarei sarei il solo.

BRYAN: Appunto.

ALAN: Appunto cosa?

BRYAN: Saresti riconosciuto da tutti.

ALAN: Mh vero, ma come?

BRYAN: Come il disertore irrequieto.

ALAN: Perch non ci vai tu al posto mio.

BRYAN: Noooo, ma sei pazzo! E poi, hanno chiamato te.

ALAN: Aspetta un attimo! Sanno benissimo che a questo numero ci siamo tutti e due, perci, si aspettano uno dei due.

BRYAN: Cio te!

ALAN: ... O te!

BRYAN: Sei tu che hai detto di s.

ALAN: Perch tu avresti detto di no?

BRYAN: Non lo so.

ALAN: Certo che lo sai lo sai, lo sai.

BRYAN: Ma di fatto tocca a te.

(Squilla il telefono)

ALAN: Rispondi.

BRYAN: Forse cercano te.

ALAN: No, no, a me hanno gi cercato, ora cercano sicuramente te. (Bryan si avvicina timidamente al telefono) Avanti cos, pian piano forza!

(Bryan risponde)

BRYAN: S? (iniziando quasi un pianto di gioia per la notizia) Grazie, grazie. S certo (riaggancia)

ALAN: Che ti hanno detto?

BRYAN: (preso da un entusiasmo smisurato) Che non devo andarci pi, hanno detto che non devo andarci pi oh sah ah (inizia a fare mosse, cantare, saltare..)

ALAN: Ma mica ti avevano chiamato?

BRYAN: No, mi hanno chiamato adesso e mi hanno detto che non devo andarci pi.... che non devo andarci pi capisci... pi.... ah ah...uheh

ALAN: Ma mica ti avevano chiamato?

BRYAN: No, no, nouh! (continua a cantare fare mosse etc...)

ALAN: Sarebbe a dire che se ti avessero chiamato solo per dirti che non saresti dovuto andare, ti avrebbero detto qualcosa come Signore, abbiamo deciso che non pi il caso di trattenerla, libero; oppure Signore , abbiamo sistemato la sua pratica, e abbiamo deciso di liquidarla. Invece ti hanno detto che non dovevi andarci pi. Questo presuppone una chiamata precedente in cui cera stata una convocazione, quindi, un annullamento della convocazione.

BRYAN: Annullamento annullamento s, annullamento ed esonero del sottoscritto.. ah ahss uh! Ah, ah ah.

ALAN: (blocca Bryan) No, non ci confondiamo, lannullamento di una convocazione precedente. Ti avevano mai convocato sinora?

BRYAN: No.

ALAN: Beh, a me s. (inizia ad essere preso dallentusiasmo e inizia a cantare saltare, fare mosse)

BRYAN: No, no, no aspetta.

ALAN: S, s s, hanno chiamato me. Capisci? Ah.. ahhhh hanno chiamato me.... s.... ah ah ah... che notizia....uh! Eh!..(imitando la voce dallaltra parte del telefono) Revocato signore, abbiamo revocato la sua convocazione.... ah ah ah... s... s...

BRYAN: (di rabbia) Ah.. ahhhhh, basta! (silenzio, pausa) Non puoi appropriarti anche del mio entusiasmo. Non te lo permetto!

ALAN: Ah s? Allora lo sai che ti dico? Io resto qui. Da qui non mi muovo fino a nuova disposizione

BRYAN: Fai quello che vuoi ma non rubarmi lentusiasm

ALAN: ...(scocciato) Ahhhh. Sei talmente attaccato alle tue emozioni che finirai per farti soffocare.

BRYAN: (pensandoci seriamente) Lavessero fatto quando ero infante forse era meglio.

ALAN: Dovevano vedere prima come saresti cresciuto.

BRYAN: Sono sempre cresciuto con quella smania

ALAN: E infatti appena ha sconfinato te stesso

BRYAN: Appena venuta al mondo vorresti dire?

ALAN: Appena si mostrata al mondo

BRYAN: (con pena) Appena ha provato a respirare

ALAN: Ahhh, pensiamo troppo!

BRYAN: Siamo figli della modernit.

ALAN: Parliamo troppo!

BRYAN: E per questo che ci troviamo qui.

ALAN: Tu perch sei qui?

BRYAN: Io?

ALAN: Mh.. mh..

BRYAN: Beh, credo per..

ALAN: Credi o per?

BRYAN: Suppongo..

ALAN: Supponi o per..?

BRYAN: Immagino per

ALAN: Immag

BRYAN: Per il tuo stesso motivo, idiota!

ALAN: E quale sarebbe il mio stesso motivo, garon?

BRYAN: Ah, dimmelo tu!

ALAN: Che fai rigiri la domanda?

BRYAN: E tu che fai proietti la risposta?

ALAN: Sta attento, potresti farti del male.

BRYAN: Mi venuta unidea.

ALAN: Le tue idee sono pericolose. Avanti, che ti venuto in mente?

BRYAN: Grilli e civette

ALAN: Allora cantiamo

BRYAN: Ma no imbecille! una cosa seria.

ALAN: Lo era se non fossero stati grilli e civette, se fossero stati raggi e tamburi.

BRYAN: I tamburi non mi piacciono, lo sai benissimo e per raggi cosa intendi?

ALAN: Questo sta alla tua immaginazione.

BRYAN: Questo sta alla tua poeticit i raggi del sole illuminano, irradiano, mentre quelli del cerchio si fanno carico del peso della ruota che gira quelli x poi permettono di attraversare corpi e di rilevarne la struttura interna. Oppure c il raggio dazione, che

ALAN: Stai scadendo nel vocabolario, il tuo raggio di immaginazione si spento dopo le prime due trovate.

BRYAN: Raggio di immaginazione?

ALAN: E come se la luce del sole di punto in bianco si fermasse prima di arrivare sulla terra. Morirebbe tutta di colpo.

BRYAN: Sai qual la cosa pi interessante di queste tue uscite? Il vuoto che ne resta.

ALAN: E pensi che il vuoto sia pieno di niente? Credi che il niente sia soltanto il nulla? Lassenza, amico mio proprio l, nel buio nelloscurit che si racchiudono i misteri pi profondi che muovono il pensiero la fantasia, lemozione

BRYAN: (come se intendesse luna la causa dellaltra e in ordine di importanza a m di scala) Quindi buio, pensiero, fantasia, emozione come sei disgustosamente filosofico

ALAN: Come sei infelicemente matematico.

(si sente un rumore)

BRYAN: Hai sentito?

ALAN: Cosa?

BRYAN: Quel rumore.

ALAN: S, e allora?

BRYAN: E possibile che stiano vendendo a prenderci.

ALAN: Che stiano venendo a prenderti.

(Si guardano in tono da sfida, come per dire Tocca a te ad andare qualora venissero)

BRYAN: Ok, allora ce la giochiamo

ALAN: A cosa?

BRYAN: A villar.

ALAN: Villar? E che cos?

BRYAN: Villar, villar, si pronuncia con la gl.

ALAN: Daccordo villar, ma che cos?

BRYAN: Un gioco dastuzia allora, io tu devi prepararti un discorso in cui spieghi le ragioni del tuo essere al mondo, e spiegando le ragioni devi convincermi che sei qui, su questa terra, per un motivo o una serie di motivi ben specifici quindi, che so, per uno scopo, un obiettivo puoi immaginare quello che vuoi, sei completamente libero di fantasticare, pur sempre, nella credibilit

ALAN: S ma qual lo scopo del gioco?

BRYAN: Convincermi.

ALAN: Senti, non ho mai pensato di far lattore nella vita, quindi o facciamo un altro gioco, oppure

BRYAN: Ma non devi essere un attore, devi soltanto chiudere gli occhi, pensare, immaginare e sentire io nel frattempo conter fino a sessanta un minuto di solito sufficiente.

ALAN: Aspetta, facciamo una cosa visto che io non so bene come funziona e che tu conosci bene il meccanismo del gioco, comincia tu... me lo mostri, cos tutto diventa pi facile... poi possiamo fare tutte le partite che vogliamo

BRYAN: Ma facile, devi fare soltanto come ti ho detto, e vedrai che poi arriver tutto da solo

ALAN: Scusa, ma proprio non capisco perch insisti tanto. Cosa ti costa iniziare?

BRYAN: E a te cosa costa?

(Si guardano)

ALAN: Ok, ce la giochiamo.

BRYAN: A cosa?

ALAN: A Montpellier.

BRYAN: Montpellier? Come la citt?

ALAN: S, lo hanno inventato l.

BRYAN: Ah, l dove ti hanno

ALAN: S, s, l dove mi hanno Bene!

BRYAN: No, no.

ALAN: Come no?

BRYAN: Io voglio giocarmela a Tora.

ALAN: Ahhh.

BRYAN: Allora a..

ALAN: Senti, prima il gioco lo hai proposto tu e io ho accettato, ora

BRYAN: Con difficolt per!

ALAN: Con difficolt, ma ho accettato ora

BRYAN: (riflettendo) Eh s, sempre con difficolt che si accetta. Ci vuole coraggio. come la paura, la vilt

ALAN: (intendendo la vilt) Quella non si accetta con coraggio che dico!

BRYAN: No, no dici bene.

ALAN: Volevo dire con difficolt.

BRYAN: Ma proprio l che sta la cosa interessante

ALAN: Quella si accetta(arrabbiato) voglio dire, non si accetta

BRYAN: Ma lo hai detto. Altro lapsus. Strano non trovi? Riflettici...

ALAN: (furioso) Quella si subisce!

(Pausa. Squilla il telefono. I due si guardano. Inizia un altro gioco di intenzioni, un dialogo silenzioso, che alla fine porter a rispondere Alan proprio mentre il telefono cessa di suonare)

BRYAN: Hai ragione. Si subisce.

ALAN: Tanto fa lo stesso. Siamo qui.

BRYAN: Gi. Ma sai, a me non dispiace.

ALAN: Non c niente da dispiacersi.

BRYAN: Certo. Ormai dovrebbe mancar poco.

ALAN: (intendendo la chiamata) Forse era lei.

BRYAN: Forse.

ALAN: Tanto, non possiamo mica

BRYAN: No non possiamo.

ALAN: E poi anche se volessimo.

BRYAN: Sarebbe peggio.

ALAN: Forse no.

BRYAN: Ma s te lo immagini?

ALAN: Forse s ma forse no.

BRYAN: S vero, dipende da come lo vivi.

ALAN: Da come?

BRYAN: Eh beh! tutto l.

ALAN: E tutto l proprio tutto l..

BRYAN: Io preferirei andare

ALAN: Io (inizia una serie di smorfie che esprimono dubbi e incertezze) Non l

BRYAN: E dove?

ALAN: Eh dove

BRYAN: No, no, no, non fare lo stupido errore di fantasticare ora, proprio non ti aiuta. E comunque dobbiamo richiamare

ALAN: Perch?

BRYAN: Lo sai, lo sai... perch non hai risposto, perch altrimenti?

ALAN: Non abbiamo

BRYAN: Adesso ricominciamo?

ALAN: Perch no? Tanto.. ne abbiamo di tempo?

BRYAN: Spiritoso! Dai, chiama.

ALAN: Io non chiamo, mettitelo bene in testa. Non chiamo!

BRYAN: Non mi toccare.

ALAN: Non ti tocco e non chiamo.

BRYAN: Ok, ok continua pure cos.

ALAN: Ti hanno proprio ben addestrato eh! (ride)

BRYAN: (arrabbiato) Smettila imbecille!

ALAN: (inizia a prendere in giro Bryan facendo il verso del cane, ossia abbaiando e tirando fuori la lingua sino a che Bryan non spazientisce)

BRYAN: La vuoi smettere? Ma cosa ti preso adesso. Dai basta(infuriato mentre laltro continua) Smettila cazzo!

(silenzio. Pausa. Squilla il telefono. Alan si alza facendo come per andarsene)

BRYAN: Ma dove vai? (Alan si ferma) Dai, avanti. (Alan si ritrae). Ok ma vedrai vedrai (alza la cornetta) pronto? S si qui. Certo. Subito? Ah. Va bene no, no un po agitato ma tutto apposto. Perfetto. (Riaggancia)

(Alan si avvicina a Bryan come per chiedere cosa accaduto nella conversazione)

BRYAN: Non te lo dico (Alan insiste quasi come un bambino) Nooo, non te lo dico. (Alan continua ad insistere) ti ho gi detto e ridetto che non te lo dico.

ALAN: (dopo essersi bloccato fa una pausa) Sei pi bambino di me!

BRYAN: Daccordo, ma non te lo dico lo stesso.

ALAN: Ah no?

BRYAN: No.

ALAN: cos che si trattano gli amici eh?

BRYAN: Infatti, proprio cos che si trattano!

ALAN: Proprio cos.

BRYAN: (riferendosi alla chiamata ricevuta) Comunque presto.

ALAN: (Sospira)

BRYAN: Ma non manca molto.

ALAN: Ah s?

BRYAN: Si.

ALAN: Quanto?

BRYAN: Non me lo ha saputo dire, ma

ALAN: Ma?

BRYAN: Minuti ore.

ALAN: Non la stessa cosa.

BRYAN: Non lo so!

ALAN: E allora perch parli?

BRYAN: Perch mi hai fatto una domanda, ed io rispondo

ALAN: E dici stronzate

BRYAN: Ok, allora, la prossima volta che mi fai una domanda

ALAN: di cui non sai la risposta, non dire stronzate per favore grazie!

BRYAN: No, non ti rispondo.

ALAN: Ah!!! Finalmente! Cos la smetti di giocare con minuti e ore ti sembra il caso, nella situazione in cui ci troviamo?

BRYAN: Dai smettila.

ALAN: No, no, non la smetto. Tu non dai peso a quel che dici. Devi smetterla con questo superficialismo

BRYAN: Ooohh! Ma cosa ti preso?

ALAN: hai capito!

BRYAN: Mi spieghi adesso cosa ti preso? Sei impazzito tutto di un colpo? Prova a guardarti, ti sei innervosito cos (fa un gesto). Certo che sei proprio strano eh!

ALAN: Tu non pensi, non rifletti.

BRYAN: E tu ti innervosisci troppo facilmente

(Pausa)

ALAN: A proposito, sei sicuro che la chiamata era per me?

BRYAN: Era chiarissimo.

ALAN: Chiarissimo. E perch?

BRYAN: Perch sei tu il primo a dover andare.

ALAN: E questo chi lo ha stabilito?

BRYAN: Stai iniziando a prenderla male adesso!

ALAN: No scusa.

BRYAN: Lo sai, lo sai fin troppo bene che sei tu il primo. Da quant che lo sai? Almeno da tre mesi. Lascia stare che ti aiuto a farti illudere il contrario, lo faccio soltanto perch ti capisco... per cerca di non perdere il controllo proprio adesso. Sono i momenti in cui ne hai pi bisogno.

ALAN: (agitato, inquieto) Io chiamo.

BRYAN: E perch?

ALAN: Ho bisogno di chiedere quanto manca.

BRYAN: Dai calmati.

ALAN: No, devo chiamare.

BRYAN: Ok, chiama se vuoi, ma anche quando lo avrai saputo, cosa sar cambiato?

ALAN: La percezione.

BRYAN: Mh ok chiama!

ALAN: No.

BRYAN: Come no?

ALAN: Ci ho ripensato.

BRYAN: E quindi?

(Alan si mette al centro della scena e inizia a fare yoga)

BRYAN: Ma che cosa stai facendo?

ALAN: Schhh, mi sto concentrando.

BRYAN: Scusa ma

ALAN: Schhh.. abbi un po di rispetto!

BRYAN: (sottovoce) Rispetto, che centra il rispetto, non hai mai.

ALAN: (in crescendo) Niente, niente, niente non c niente da fare. Ti chiedo un po di silenzio e tu ahhh. Avanti, cosa vuoi fare?

BRYAN: No, tu cosa vuoi fare?

ALAN: Io volevo fare una cosa che tu non mi hai lasciato fare, quindi ora. Su avanti sentiamo

BRYAN: Beh, visto che manca poco, potremmo fare quella cosa che avevamo detto di fare prima che ci saremmo lasciati.

ALAN: E quale sarebbe questa cosa?

BRYAN: Quella cosa

ALAN: Quale cosa?

BRYAN: Lascia stare.

ALAN: Lascia stare? Ho lasciato stare quello che stavo facendo perch tu ci tenevi, pare, a disturbarmi, e ora devo lasciar stare anche questo? Eh no no, ora facciamo quello che dobbiamo fare

BRYAN: E proprio quello che volevo fare io.

ALAN: Bene allora.. quante chiacchiere inutili si fanno con te

BRYAN: Beh, il tempo per...

ALAN: ....s, s, s, il tempo intanto passa, daccordo ma linutilit delle tue chiacchiere rimane.

BRYAN: Delle nostre

ALAN: Infatti, basta!

BRYAN: (preoccupato) E cosa facciamo?

ALAN: Stiamo in silenzio. Respira prova a respirare, senza aggiungere il suono. Prova

BRYAN: (ripensandoci) Scusa, ma da dove ti uscita la storia che io sono chiacchierone? Anche questa cos (fa lo stesso gesto di prima).

ALAN: Perch vorresti negarlo?

BRYAN: (scuote la testa poi respira. Poi ad Alan) Respira

ALAN: Che fai prendi in giro?

BRYAN: (scuote la testa, poi respira di nuovo)

ALAN: Ti vendichi per prima eh?

BRYAN: (gli fa cenno di star zitto e respira, mostrandogli che sensazione di piacere si prova a farlo. Poi lo invita a respirare e a non pensare; Al ch Alan stizzito, cede e inizia a respirare anche lui ma)

ALAN: No, cos non vale.

BRYAN: Ma che fai?

ALAN: Cos no!

BRYAN: E perch?

ALAN: Mi innervosisco.

BRYAN: Veramente gi lo eri.

ALAN: E se continuiamo cos ancor di pi.

BRYAN: Va bene, va bene, allora forza, facciamo quello che dici te. Avanti!

(pausa)

ALAN: (dopo essersi fermato a riflettere) Stanno cambiando i termini.

BRYAN: Si, vero. Sono cambiati gi da un po.

ALAN: Dobbiamo fare qualcosa.

BRYAN: E quello che stavamo tentando di fare.

ALAN: Si, si, ma non quello il modo.

BRYAN: E quale allora ricordi?

ALAN: In questo momento vorrei poter non ricordare posso?

BRYAN: Se ci tieni cos tanto

ALAN: Grazie (pensa)

BRYAN: Su, su

ALAN: Con calma, calma. Sto pensando.

BRYAN: Tu pensi troppo forse te lho gi detto.

ALAN: Sono anni che lo dici. Perch continuare a ripeterlo allora? (scimmiottando) Ha gi dimenticavo, la matematica una serie di numeri che si ripetono allinfinito messi insieme, accoppiati, scoppiati, con virgole, punti, simboli s, s, ma ricorda che sono sempre gli stessi, gli stessi.

BRYAN: Il pensiero invece continuamente variabile, vero? Non ha barriere, non ha confini.. ma ricorda che anche il pensiero misurabile.

ALAN: Ah, ah, ah, questa bella! E come, caro il mio Pitagora? Avanti, esponi le tue teorie matematiche. il tuo momento. Come vorresti misurarlo in numeri, lettere, frasi, lunghezza larghezza, altezza, volume, profondit, spessore, come dimmi?

BRYAN: Hai finito?

ALAN: Ci sono uninfinit di metodi per poter misurare.o sbaglio professore?

BRYAN: Gi, solo per misurare il grado di sopportazione che ci vuole per starti vicino, ancora si riusciti a elaborare nessuna teoria.

ALAN: Perfetto! Una buona occasione per poter sviluppare finalmente il tuo teorema!

BRYAN: Devi smetterla con questa storia della matematica!

ALAN: E tu con quella della filosofia

BRYAN: Ok, allora facciamo un patto: se uno dei due dovesse ritirarla fuori da ora in avanti, pagher un pegno per aver sbagliato.

ALAN: Ci sto.

(Si danno la mano. Squilla il telefono)

ALAN: (Sicuro) Vado io. (Risponde) S pronto? No, no, non ci sono problemi. (iniziando a surriscaldarsi sempre pi) Un? Senta, cosa crede che stiamo giocando qui? E allora come fa a dire certe cose? Certo, certo, tanto sono qua, dove vuole che vada? ...Lei al mio posto come si sentirebbe? No non sto calmo, non sto calmo proprio per niente (si spaventa, poi riaggancia tra lo spaventato e il preoccupato)

BRYAN: Ma che cosa ti passa per la testa?

ALAN: (irritato) Sono stufo, ok! Sono stanco dei s, s, s, s! Non ne posso pi! (poi ripensando al finale della conversazione torna ad essere turbato)

BRYAN: Vedi, vorresti ma non puoi

ALAN: Non ce la faccio, sono troppo debole.

BRYAN: Vieni qui. (va verso Alan lo abbraccia e lo coccola)

ALAN: Eh, quante volte ci siamo consolati durante tutto questo tempo tra poco non servir pi a niente.. non si potr.

BRYAN: Beh, non ancora detto.

ALAN: Che fai prendi in giro?

BRYAN: No, ma sino a che il fatto non succede non fatto.

ALAN: Ma qui il fatto che sicuramente succede.

BRYAN: E un fatto ipotetico.

ALAN: Si, ma di fatto succeder tra pochissimo.

BRYAN: Va bene, va bene, lo dicevo solo per

ALAN: Ti ringrazio, lascia stare

(pausa)

BRYAN: Come ti senti?

ALAN: Come chi sta per andare

BRYAN: Quanto manca?

ALAN: Cosa cambierebbe?

BRYAN: La percezione.

ALAN: Quella gi alterata da un bel po

BRYAN: Ti ricordi...

ALAN: Ti prego, non il momento di essere patetici e sentimentali...

BRYAN: Perch no?

ALAN: Non ne ho voglia, sono stanco.

BRYAN: Allora... che ne pensi di tirare lacqua dal mulino...

ALAN: Quale mulino? Non ho mai avuto un mulino...

BRYAN: Ti presto il mio..

ALAN: Sei molto affettuoso, ma non saprei che farmene.

BRYAN: Quello che vuoi, limportante che tu sappia cosa hai intenzione di lasciare.

ALAN: Beh, a dir la verit vorrei proprio lasciare una cosa.

BRYAN: Cosa?

ALAN: Un pensiero.

BRYAN: Lascia pure, sar ben custodito.

ALAN: Voglio lasciare un piccolo pensiero a tutti coloro che da sempre sognano di toccare la luna.

BRYAN: Allora anche a me

ALAN: A tutti. Vorrei dirgli di non restare l a guardarla, ma di sussurrarle parole damore.

BRYAN: E come faranno ad avvicinarsi, a toccarla?

ALAN: Se veramente vogliono toccarla, sar lei che li raggiunger.

(pausa)

BRYAN: Mi racconti una storia?

ALAN: Ho cercato di farlo poco fa, ma ti sei perso alla prima parentesi.

BRYAN: Mi ero perso in un pensiero.

ALAN: Brutta bestia quello.

BRYAN: che si annida dentro a volte e non si sa come stanarlo.

ALAN: Non puoi farci niente, devi solo aspettare che si stani da solo.

BRYAN: Tu parli della rassegnazione.

ALAN: E di cosaltro potrei parlare?

BRYAN: Raccontami una storia.

ALAN: Non sono in vena, non il momento.

BRYAN: Dai, avanti, non vorrai finire schiacciato.

ALAN: Lo sono gi, lo siamo gi, lo siamo sempre stati. S, s, abbiamo sempre cercato di reagire, di superare... ma in fondo, dopo che la nostra natura stata bandita, rifiutata, demonizzata, trattata come se fossimo degli assassini, dei pedofili... noi abbiamo dovuto soccombere, e soccombere significa morire, e morire significa vivere, perch anche la morte qui ha cambiato prospettiva... e quella che verr, sar soltanto libert, libert dettata dalloppressione, che trova i suoi principi l dove finiscono e detta le sue regole proprio dove non necessario Ecco, la storia pi bella, o pi brutta del mondo, non potrebbe avere queste caratteristiche, perci, accontentati delle mie considerazioni

BRYAN: Ma adesso le tue considerazioni sono falsate dallevento.

ALAN: sempre cos!

BRYAN: Non vero, prima non lo erano perch te ne eri dimenticato.

ALAN: Non ho mai dimenticato, ho soltanto cercato di non esserne posseduto.

BRYAN: Allora continua a farlo.

ALAN: Ormai, oltre ad avermi posseduto, mi ha anche violentato.

BRYAN: No, no! Non permetter questo.

ALAN: Cosa vuoi fare?

BRYAN: Annientare questa forza .

ALAN: Servirebbe una penna.

(Squilla il telefono)

BRYAN: Ma sei pazzo!

ALAN: Non me ne frega pi niente tanto ormai

BRYAN: Ma cos ti toccher il peggio.

ALAN: Rispondi per favore.

BRYAN: (Risponde) S. S ha ragione solo che ho capito glielo dico subito Non c problema Assolutamente Grazie (riaggancia)

ALAN: (Blocca Bryan proprio nel momento in cui stava prendendo fiato per parlare) Non voglio saperlo, non mi interessa.

BRYAN: Ma guarda che

ALAN: Ho detto che non voglio saperlo, sar pur libero di decidere cosa mi interessa e cosa no.

BRYAN: importante.

ALAN: Lo per te.

BRYAN: Daccordo, ma

ALAN: Ma continui ad insistere! (pausa) Piuttosto, cosa credi che farai ora che rimarrai solo?

BRYAN: Mah, ancora non ci ho pensato.

ALAN: Ci penserai?

BRYAN: Non ora, voglio prima godermi questi ultimi momenti insieme.

ALAN: strano.

BRYAN: Cosa?

ALAN: Che sino ad ora cercavi di distogliermi dalla fine, ed ora invece ne affermi la presenza. stata la chiamata vero? (Bryan non risponde) Ma non capisci che ci hanno ammaestrato come leoni, (iniziando a esser preso come da una smisurata incontinenza di fervore) come fossimo assassini spietati che con i loro coltelli trafiggono gole e petti squarciandone le carni e abbandonandosi all anelito di piacere che ne sgorga incessantemente

BRYAN: Sta attento stai sforando

ALAN: (Preso dal delirio) Per le tacite vie al calar della notte

percosse eran le banchine dallumano calpestio,

ove inerme si diriga la perduta volont

trascinando dietro s e senza meta

il fardello di una colpa snaturata

BRYAN: (mentre Alan recitava furiosamente, ma venendo interrotto dai versi di Alan) Schhhh..ma sei pazzoschhhh Smettila.(poi dopo lultimo verso di Alan ..di una colpa snaturata.. gli tappa la bocca. Come gli tappa la bocca squilla il telefono. Bryan attraverso un gesto dice ad Alan di calmarsi e che risponder lui al telefono. Poi risponde) S chiedo umilmente perdono ma s lo so, lo so (Si spaventa e guarda Alan) Non potreste? ... Daccordo. (Riaggancia) Hanno cambiato programma

ALAN: Sarebbe a dire?

BRYAN: Ti mandano da unaltra parte.

ALAN: Al macello, insieme ai maiali?

BRYAN: Non dire sciocchezze!

ALAN: Non dico sciocchezze. E dove allora?

BRYAN: Non me lo hanno detto.

ALAN: Come al solito.

(pausa)

BRYAN: Certo dopo tutto questo tempo qui sar dura.

ALAN: Sar un ulteriore trauma.

BRYAN: Presto toccher anche a me.

ALAN: Non pensarci.

BRYAN: Dici bene ma

ALAN: Potrebbero anche mandarti dove manderanno me?

BRYAN: Dopo quello che hai appena fatto sar difficile.

ALAN: Hai pensato a quando rimarrai qui da solo in attesa di sentenza?

BRYAN: Scusa mi dici di non pensarci e poi mi ci rimandi?

ALAN: Ti sto rimandando ad altro.

BRYAN: Mi stai rimandando dove io non voglio.

ALAN: Volevo soltanto dirti che non sapendo la tua reazione in quei momenti, possibile che ti manderanno dove manderanno me.

BRYAN: Spero di non reagire come hai fatto te.

ALAN: Gi, ma non lo sai.

BRYAN: Non lo so.

(Pausa)

ALAN: Ti piacerebbe?

BRYAN: Certo, che domande fai.

ALAN: Anche a me. Chiss cosa incontrer? Che fine

BRYAN: (Bisbigliando ma senza guardarsi intorno con la paura di essere ascoltato, come se fosse abituato a farlo, e sapesse che facendo cos non avr problemi.. con naturalezza abitudinaria quindi) Beato Socrate.

ALAN: Lui ha pagato, ma almeno si vissuto il suo tempo

BRYAN: Vissuto

(Squilla il telefono. I due si guardano con rammarico. Poi..)

ALAN: Lascia (Risponde) Sono io Bene no, no, non ce n bisogno Tutto qui? qua.. (a Bryan) vuol parlare con te (gli passa il telefono)

BRYAN: (Al telefono) S come? Non capisco che successo? Ma certo, certo, per solo? Ma come sarebbe a dire? No, aspetti ma no, no Non possibile perch io sino ad ora ho sempre rispettato le condizioni no, adesso mi stia a sentire lei per favore io ho sempre rispettato, capisce, rispettato (Viene bloccato) Siete ripugnanti (attacca innervosito)

ALAN: (ride tra s)

BRYAN: Cosa ridi!

ALAN: Te lo avevo detto?

BRYAN: Vogliono lasciarmi qui.

ALAN: Lasciarti qui?

BRYAN: S, lasciarmi qui.

ALAN: Non possono.

BRYAN: Non potrebbero, ma possono.

ALAN: Bene, allora rimarr anchio.

BRYAN: Non puoi.

ALAN: Vale lo stesso per me.

BRYAN: Andrai in contro al peggio.

ALAN: Il peggio non ha pi dimensione n significato.

BRYAN: Ma ci riporta alla vita.

ALAN: come tossire e poi sbadigliare.

BRYAN: Peggio, come sognare e poi dormire.

ALAN: Hai dimenticato che i sogni nascondono anche gli incubi?

BRYAN: Non lho dimenticato, lho talmente normalizzato che non riesco pi a distinguerli.

ALAN: Faccio fatica anchio, ma a volte metto un punto, una sbarra e divido.

BRYAN: Stai sognando.

ALAN: Sto dormendo.

BRYAN: Lasciala in pace quella smania.

ALAN: lei che non lascia in pace me.

BRYAN: pi forte?

ALAN: invincibile.

BRYAN: Peggio per te.

ALAN: Peggio per noi.

BRYAN: vero. Ma vero anche che ho imparato a conoscerla, e ho trovato i miei trucchi per cingerla.

ALAN: (Ride) Ah ah Cingerla? Cingerla dove, intorno a cosa? A se stessa? Ah ah la verit che tu ti illudi di dominarla, (indicando il telefono) e poi fai sparate del genere la tua natura non puoi farci niente!

BRYAN: Siamo braccati.

ALAN: Mi sta venendo sonno.

BRYAN: Dormi allora.

ALAN: (rivolgendosi al telefono) S, ma staccalo, altrimenti mi sveglia (Bryan lo guarda). Cosa c, hai paura forse?

BRYAN: Staccalo te, io non ne ho voglia.

ALAN: E va bene. (si avvia deciso verso il cavo)

BRYAN: No aspetta. Aspetta.

ALAN: Che c adesso?

BRYAN: fraterno.

ALAN: Fraterno?

BRYAN: S come se fosse un leggero e delicato brusio che ci fa

ALAN: Falla finita, stai iniziando a delirare.

BRYAN: No aspetta, non cos

ALAN: Ancora?

BRYAN: dolce..

ALAN: ..e Il naufragar

BRYAN: Smettila, non ricominciare.

ALAN: Perch mai dovrei farlo?

BRYAN: Perch il

ALAN: Il cosa? Avanti!

BRYAN:Il batterio

ALAN: No, no, inutile, non ci provare, inutile non riuscirai mai a crederci veramente, mai.

BRYAN: Lillusione speranza.

ALAN: Ma come la vita destinata alla morte, non rimane che un frammento

BRYAN: Vorrei specchiarmi.

ALAN: Non ti concesso.

BRYAN: Vorrei lavarmi.

ALAN: Non sei sporco, sei macchiato.

BRYAN: Allora vorrei pulirmi.

ALAN: Questo non spetta a te.

BRYAN: Ma allora questo involucro che ci sta a fare?

ALAN: Serve a proteggerti.

BRYAN: Vorrei morire.

ALAN: troppo stupido. (pausa) Rilassati, ti stai turbando.

BRYAN: Dove ci manderanno?

ALAN: Dove hanno mandato gli altri.

BRYAN: A morire allora.

ALAN: Qualcuno si salvato.

BRYAN: mai possibile che si arrivati a tanto?

ALAN: Limprevedibilit umana ha raggiunto cose peggiori.

BRYAN: Soltanto lolocausto pu dirsi peggiore di questo inferno.

ALAN: Non un inferno una condanna.

BRYAN: Ho bisogno di scrivere.

(squilla il telefono. Bryan risponde come se se lo aspettasse)

BRYAN: S. Ho bisogno di una penna non ho pi paura Morte. Tortura. Batterio. Congelamento. Riguardo. Sistemazione. Momento. Idea di salvezza... Al diavolo! Pulizia. Discrezione. Mediocrit. Uniformit e tutti i valori in cui credete e a cui ambite..Al Diavolo!(si rende conto che dallaltra parte del telefono non c pi nessuno. Riattacca. Poi si mette a gridare ad alta voce come per farsi sentire da qualcuno. ormai fuori di s) Non ho pi paura, avete capito? Avete capito?

ALAN: Calmati calmati adesso.

BRYAN: Mi calmo mi calmo

ALAN: Fa parte del programma, lo sai meglio di me

BRYAN: Al diavolo anche il programma mi domando come mai siamo ancora vivi come mai ancora non abbiamo fatto la fine degli altri.

ALAN: Io non ho voglia di uccidermi.

BRYAN: Neanche io non lo so

ALAN: Avanti, non vorrai arrivare a tanto anche tu

BRYAN: Fino a prima mi domandavo come avranno fatto gli altri a farlo, ora mi sembra di iniziare a capire.

ALAN: Ora ti sembra, hai detto bene. (pausa) Sar meglio ritornare ai nostri giochi sono stati sino ad ora la nostra salvezza.

BRYAN: Al diavolo la salvezza.

ALAN: Stai cambiando.

BRYAN: Sono affranto.

ALAN: Ma come, sei sempre stato il pi forte?

BRYAN: Era una maschera.

ALAN: Allora lasciati sopraffare dallillusione, se ti aiutava tanto?

BRYAN: gi svanita.

ALAN: Ci stiamo accostando troppo alla realt, dobbiamo fare qualcosa.

BRYAN: Dobbiamo tagliare quel cavo.

ALAN: Sarebbe la fine di tutto.

BRYAN: La fine di tutto, fu quando inizi.

ALAN: Lo so benissimo, (sottovoce) ma potremmo fuggire se ci mandano via di qui.

BRYAN: Non mai fuggito nessuno.

ALAN: No, non ci ha mai provato nessuno.

BRYAN: E secondo te perch? Ci sar un motivo!

(pausa)

ALAN: Non ho il coraggio.

BRYAN: Facciamolo insieme.

ALAN: Pensi di meritare questo?

BRYAN: Non voglio pi pensare.

ALAN: Non vuoi pi soltanto non pensare.

BRYAN: Mi va bene lo stesso.

ALAN: il classico momento della rassegnazione.

BRYAN: No, stavolta ho deciso veramente di farla finita.

ALAN: Lo avrai detto milioni di volte da quando ti conosco.

BRYAN: Ho capito di cosa parli ma non cos ti dico.

ALAN: Lo vedrai tra dieci minuti, quando ti passer.

BRYAN: Ti dico che non mi passer, che mi passer soltanto se tagliamo quel dannato filo.

ALAN: Resisti ancora un po, vedrai, sta quasi finendo.

BRYAN: Ancora? Ho detto di no! No! dobbiamo farla finita una volta per tutte, basta!

ALAN: Ti racconter una storia.

BRYAN: Non voglio sentirle pi le tue storie.

ALAN: Ma come, ti piacciono tanto!

BRYAN: S mi piacciono ma in questo momento non ho voglia di sentirle.

ALAN: Ti racconter di quella volta che a Pechino capitai in un bar di cileni

BRYAN: Un bar di cileni?

ALAN: S a Pechino.

BRYAN: Ma quando la prima volta che scappasti?

ALAN: No, la quinta.

BRYAN: Ah, la quinta s! Ebbene?

ALAN: Lo vedi che passato?

BRYAN: S, s hai ragione passato.

ALAN: sempre cos

BRYAN: Gi, ma ogni volta ci cadiamo.

ALAN: naturale.

BRYAN: Ma come fai a dire che naturale? Pensi di aver ancora ben chiaro il concetto di Natura?

ALAN: Credo di s.

BRYAN: Appunto, credi.

ALAN: S.

BRYAN: E invece no, metti nel conto anche questo.

ALAN: Quale conto?

BRYAN: Ah ah, pegno!

ALAN: Ma di cosa

BRYAN: No, no, no, non ci provare ho visto benissimo la tua intenzione e il tuo tono era palesemente provocatorio.

ALAN: Stai delirando.

BRYAN: No, non deliro affatto. Pegno! I patti erano chiari.

ALAN: Tu sei pazzo. Non cera ancora volont.

BRYAN: Ma stava chiaramente facendosi strada.

ALAN: Ok, forse stava appena iniziando a nascere

BRYAN: Appunto, pegno!

ALAN: ma avrei potuto anche bloccarla.

BRYAN: Avanti, non diciamo fesserie. Era palese, lo sai benissimo, perci ora

(squilla il telefono)

ALAN: Che facciamo?

BRYAN: Non rispondiamo.

ALAN: Come no?

BRYAN: Vuoi rispondere te?

ALAN: Io non n ho bisogno la mia scelta lho fatta.

BRYAN: Ne sei sicuro?

ALAN: Ah ah ah

BRYAN: Beh allora, resto anchio e vediamo cosa succede!

(Smette di squillare il telefono)

BRYAN: Tanto ormai inutile rispondere, non trovi?

ALAN: Gi!

BRYAN: Bene, allora

ALAN: Allora cosa?

BRYAN: A questo punto

ALAN: A questo punto?

BRYAN: Non ci resta che

ALAN: Che?

BRYAN: (Guarda il filo del telefono)

ALAN: Tagliare?

BRYAN: Avanti, non pensarci troppo!

ALAN: Ah! Ah! Ah! Pegno!

BRYAN: Aspetta

ALAN: No, no no, non aspetto proprio niente

BRYAN: Alt! Fermo! Quello di poco fa

ALAN: Mh! Allora vorr dire che siamo pari

BRYAN: S, s, siamo pari ok. Ma torniamo a noi

ALAN: Siamo sempre tornati a noi torniamo continuamente, solo ed esclusivamente a noi

BRYAN: Perch sposti sempre il particolare al generale?

ALAN: Perch tu invece eternizzi avvenimenti sporadici e coincidenze con i tuoi sempre? Perch eternizzi lattimo?

BRYAN: Eternizzare? Da quale vocabolario lhai estratto?

ALAN: Lho appena coniato.

BRYAN: Non puoi permettertelo.

ALAN: Certo che posso invece.

BRYAN: Se fossimo vissuti in un altro mondo.

ALAN: Io me lo concedo anche in questo.

BRYAN: Va bene. Allora?

ALAN: Allora cosa?

BRYAN: Tagliamo?

ALAN: Tagliamo

BRYAN: Bene!

ALAN: No, aspetta ci stavo pensando.

BRYAN: Ancora? Cosa c da pensare?

ALAN: Cosa tagliare?

BRYAN: Sarebbe lo stesso sarebbe comunque la fine

ALAN: Io non ho voglia di farla finita

BRYAN: Cosa c rimasto da fare ancora?

ALAN: Potremmo scrivere!

BRYAN: Con cosa?

ALAN: Beh.. con i nostri escrementi?

BRYAN: E cosa risolviamo?

ALAN: Che non moriamo?

BRYAN: Una volta che avranno lavato il pavimento non rimarr pi nulla

ALAN: Non vero? Rimarr nelle teste di chi legger! E forse, non solo

BRYAN: Pensi che questa sia la tua salvezza?

ALAN: Penso che sia la mia meta

BRYAN: Beh, allora fallo prima che sia tardi

ALAN: Che intenzioni hai?

BRYAN: Te lho detto, stavolta non scherzo

ALAN: Me lo hai detto mille volte, ti passer anche stavolta

BRYAN: Questa volta diverso avanti, sbrigati a fare quello che devi fare...

ALAN: Ora non mi scappa. Aspetta.

BRYAN: Sono stanco di aspettarti.

ALAN: Ed io sono stanco della tua vigliaccheria.

BRYAN: Non provocarmi, non ci provare o la faccio finita prima del previsto

ALAN: Ormai sei andato oltre gi da un bel po da troppo, direi

BRYAN: Hai ragione.

ALAN: Non la voglio la ragione. Mi antipatica.

BRYAN: Beh, allora? Che facciamo?

ALAN: Allora ricominciamo.

(Squillo di telefono. Di colpo va via la luce)

Fine

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