IL PROSSIMO E IL BRONX
Titolo originale: The bronx is the next
Commedia in un atto
di SONIA SANCHEZ
PERSONAGGI
CHARLES
LA VECCHIA
LARRY
ROLAND
JIMMY
LO SBIRRO BIANCO
LA BALDRACCA NERA
Commedia formattata da
La scena: un isolato di Harlem. Due file di case d'affitto ai lati di una strada lunga, stretta e sporca con tanti bidoni stracolmi d'immondizia. In lontananza gente che esce dalle case portando roba e si ferma con questa roba per strada. C' trambusto, che per diminuisce quando Charles, un uomo alto e barbuto poco pi che trentenne, e la Vecchia avanzano verso il proscenio. notte.
Charles - Digli che si sbrighino, Roland. Sveglia, pelandroni. Muovetevi. Fateli andare quei vostri culi di piombo. Non abbiamo tutta la notte. Oh, merda. Senti, sorella. Cosi non va. Non puoi portare tutta questa roba. Solo le cose importanti, quelle che prenderesti e porteresti fuori in caso di incendio. Capisci? Se ci fosse un vero incendio, mica avresti tempo di prendere tutta questa roba.
Vecchia - Si, figliolo. vero quello che dici. Ma vedi, queste cose sono io. Le ho portate con me da Birmingham 40 anni fa. E le tengo sempre con me. Non posso farne a meno. Capisci cosa voglio dire, figliolo? Non posso lasciarle.
Charles - Si, sorella. Capisco cosa vuoi dire. Adesso qualcuno ti dar una mano per tornare al tuo appartamento. Puoi rimanere li. Non hai bisogno di venire stasera. Verrai un'altra volta, quando avremo posto per la tua roba. D'accordo?
Vecchia - Grazie, figliolo. Lascia che ti dia un bacio. Ringraziando il cielo ci sono ancora dei giovani che si prendono cura di noi vecchi. Come ti chiami, figliolo?
Charles - Mi chiamo Charles, sorella. E adesso devo tornare al lavoro. Ehi, Roland, Jimmy. Accompagnate questa al suo appartamento. Accertatevi che ci stia comoda. Non viene stanotte. Verr un'altra volta.
Roland - Un'altra volta? Sei ammattito, uomo? Non ti rendi conto...
Charles - Ho detto che verr un'altra volta, Roland. E adesso aiutala su per quelle scale di merda. E tu, Charles, vedi di prepararle un po' di t. Capito? tutto fissato per le dieci. Non c' tanto tempo. Non c' pi tempo per niente salvo che per quello che siamo venuti a fare. Capito? E adesso gambe. (Roland e Jimmy escono)
Larry - Ehi, Charles, corri qui. Guarda cosa ho visto uscire da una di quelle case.
Charles - Cosa, uomo? Ti ho gi detto che non ho tempo per niente tranne che per svuotare questo isolato entro le 10. Che cazzo c'?
Larry - Un bianco. Uno sbirro. Un potentissimo piedipiatti. Guarda. Credevo che li pagassero abbastanza per star lontani da Harlem stanotte. (Allo sbirro) Ehi, uomo. Come mai sei venuto qui a spiarci?
Sbirro - Spiarvi? Che intendete dire? Adesso vi spiego tutto. Io ho un'amica, vedete, che abita in questo isolato, e oggi alle 4, quando sono smontato, ho fatto un salto da lei. E mentre stavo per andarmene, ti vedo questo tizio e un altro tizio che stavano portando qualcuno di sopra. Mi hanno puntato contro una pistola e m'hanno portato qui.
Charles - Dimmi il numero della casa e dell'appartamento, uomo.
Sbirro - Numero 214, appartamento 10. Ma che te ne importa?
Charles - Larry, porta qui subito quella baldracca nera. Voglio darle un'occhiata per vedere per chi sgobbiamo stanotte. Gi. Per tutte le baldracche nere come lei. Sbirro (si voltato e ha visto tutto il trambusto) Ehi. Che ci fa quella gente in mezzo alla strada? Cosa sta succedendo? C' qualcosa in ballo di cui io non so niente, e ho tutto il diritto di sapere.
Charles - Diritto? Uomo, tu non hai diritti qui. E tieni chiusa quella schifosa bocca bianca se non vuoi cacciarti in guai che neanche ti immagini. Adesso vado a chiedere istruzioni. C' un telefono in uno di questi tuguri? Jimmy - Si. Io ne avevo uno l'anno che ho abitato qui. al numero 210 primo piano, appartamento 1 C sul retro. Mentre tu telefoni, io far compagnia e questo piedipiatti in vena di mondanit. (Charles esce)
Sbirro - (porgendo un pacchetto di sigarette) Vuoi fumare? Jimmy - Grazie, uomo. Mi prender tutto il pacchetto. Sar una notte lunga questa.
Sbirro - Cosa intendi dire?
Jimmy - (sorridendo) Solo quello che ho detto, uomo, e per te pu essere ancora pi lunga (ride), forse la pi lunga della tua vita.
Sbirro - (fumando, s'appoggia a un bidone della spazzatura) Come ti chiami, figliolo?
Jimmy - Non ti dico niente finch non torna Charles. Chiaro? Quindi piantala con le- tue scoccianti domande. (Si sposta sulla destra. Strilla) Cristo, Roland. Il tuo palazzo va avanti troppo piano. Abbiamo solo 2 ore. Di' a quegli stronzi di sbrigarsi. Dobbiamo aver finito per le 10.
Sbirro - Ehi. Cosa state facendo qui? Perch si riversano tutti per strada? Che sta succedendo? C' qualcosa di strano qui, e io voglio sapere cosa sia. Non potete impedirmi di usare gli occhi e il cervello, e non passer tanto tempo prima che io arrivi a una conclusione... e allora vedrete... ( rientrato Charles, che ha udito le ultime parole dello sbirro. Resta a guardarlo ancora un momento, poi viene avanti)
Charles - Cosa vedremo, uomo? Che avrai scoperto quel che sta succedendo? Non mica difficile arrivarci. Portiamo fuori la gente, a respirare la fresca brezza della strada... cosi duro da capire?
Sbirro - No. Ma perch? Voglio dire, lo so che gli appartamenti sono piuttosto caldi e brutti...
Charles - Dici bene, uomo. Piuttosto brutti. Hai sentito come li definisce questi merdai, Jimmy? Piuttosto brutti. Non riuscivamo a darne una descrizione precisa, finch non arrivato questo piedipiatti che ci ha messo sulla strada giusta. D'ora in avanti quando parler alla gente delle loro case dir: lo so che le vostre case sono piuttosto brutte...
Jimmy - Ehi, Charles, non meglio dire: lo so che forse le vostre case sono piuttosto brutte?
Charles - (ridendo) Giusto. Ci vuole proprio quel forse. Forse c' una vaga possibilit che le vostre case siano piuttosto... badate, non ne siamo del tutto sicuri... ma forse sono piuttosto brutte. (Ridiventa serio) Gi. cos che fanno i bianchi. Capiscono sempre tutto. Ma siccome tu e io sappiamo che queste case sono dei merdai, la conversazione pu finire qui.
Jimmy - Cosa t'han detto di fare del piedipiatti, Charles?
Charles - (allo sbirro) Oh, tutto a posto. Puoi andartene quando vuoi, uomo, ma prima fumati una sigaretta con noi.
Sbirro - Te ne offrirei una, ma me le ha portate via tutte.
Charles - Dai, uomo. Restituiscile al piedipiatti. E va a chiamare Roland. Digli di venire a fare quattro chiacchiere. Che serata. duro lavorare con questa gente. Non capiscono niente. Ma probabilmente lo hai scoperto anche tu, dato che fai lo sbirro. Dico bene?
Sbirro - (accendendosi una sigaretta) Si. L'ho scoperto. Ma quello che non riesco a capire come facciate voi neri a vivere in queste condizioni. Mi spiego. Tutti hanno avuto dei ghetti, ma se li costruivano da soli e c'era del rispetto li. Qui invece non c' niente del genere.
Charles - Hai proprio ragione, uomo. Venite, Jimmy, Roland. Facciamo due chiacchiere per passare il tempo. Per tornare a quello che hai detto, credo che la ragione per cui il nero non ce l'ha fatta - tu sei irlandese, no? - dipende dal colore. Voglio dire che anche gli irlandesi erano poveri, ma erano bianchi; qui invece, fin quando i bianchi ci odieranno perch siamo di un colore diverso, non ci lasceranno mai fare molto. Capisci?
Sbirro - Ma una disperazione. Un segno di miseria mentale e spirituale. Perch? Adesso le cose vanno molto meglio. Basterebbe che faceste un piccolo sforzo. Niente tumulti, per. Perch servono soltanto a far cambiare idea a tanta brava gente.
Roland - Dura da un pezzo, uomo, questa disperazione, e le cose non vanno certo meglio. Merda. E tutta quella brava gente che cambia idea, non ha mai creduto in noi, neanche all'inizio, cristo.
Jimmy - (si alza) Uomo. Lo sai che proprio ieri, mentre me ne andavo per la mia strada nel ghetto, due piedipiatti bianchi mi hanno fermato e mi hanno chiesto che ci facevo fuori nelle prime ore del mattino, e io, siccome ero un po' su di giri perch avevo fumato, ho detto: questa la mia strada uomo, e ci posso camminare quanto mi pare e piace. Allora m'hanno agguantato e mi hanno insegnato come stavano le cose.
Charles - Mi venuta un'idea. Scambiamoci di ruolo prima che questo piedipiatti se ne vada. Facciamo finta che lui sia un nero che passeggia in una strada del ghetto, e noi tre saremo dei bianchi, sbirri bianchi in una strada di Harlem.
Sbirro - Andiamo, ridicolo. A cosa servirebbe? Mi sentirei stupido...
Charles - Ti sentiresti stupido a far la parte del negro?
Sbirro - No, non questo... voglio dire, cosa sperate di provare? Cosa vi gioverebbe?
Jimmy - Potrebbe forse danneggiarci?
Sbirro - No, che io sappia... solo che strano... come fare un gioco.
Roland - Su, andiamo. Ho sempre desiderato di essere un bianco, e adesso ne ho l'occasione. Sar una cosa eccitante, dopo la noia di trattare con tutta quella marmaglia.
Jimmy - Se per hai paura, uomo, non ne facciamo niente.
Sbirro - Paura io? Neanche per sogno. Cominciamo pure.
Charles - (balza in piedi; sembra sollevato) Allora noi staremo fermi all'angolo a chiacchierare e tu passerai di li. Anzi, gi che ci siamo, forse faresti meglio a correre. D'accordo? (Charles, Roland e Jimmy si spostano su un lato della scena; lo sbirro va dalla parte opposta e comincia a correre verso di loro) Ehi, ragazzo, piano. Come mai tanta fretta?
Sbirro - (smette di correre) Si. Cos'ho fatto di male, agente?
Jimmy - Perch correvi?
Sbirro - Avevo voglia di correre, agente. Mi sentivo bene, e allora ho deciso di correre.
Roland - Ah, ti sentivi bene. E allora hai deciso di correre. Mai sentito tante stronzate.
Sbirro - vero, agente. Stavo ripensando a questa giornata... stata una gran giornata per me, e cosi mi venuta voglia di correre, e ho corso.
Charles - Ragazzo! Chi ti sta inseguendo? Cosa hai rubato?
Sbirro - Rubato? Niente ho rubato. Niente. Non ho niente in tasca. (Mette una mano in tasca)
Jimmy - (estrae una pistola) Via le mani di tasca, ragazzo. E mettiti subito contro il muro.
Sbirro - Ma cosa ho fatto? Stavo solo correndo. Non legale far questo. Non ne avete il diritto...
Roland - Hai perfettamente ragione. Non ne abbiamo il diritto. Pensa che non ho neanche il diritto di colpirti, ma lo faccio lo stesso. (Colpisce lo sbirro con la pistola)
Sbirro - (cade; si rialza) Ehi, un momento. Adesso state un po' esagerando...
Charles - Ti ho chiesto perch stavi correndo, ragazzo.
Sbirro - Sentite. Un bel gioco dura poco. Adesso basta, sono stanco.
Jimmy - Che c', negro? Non sai rispondere a una domanda cosi semplice? Ma lo so io cosa c'. Hai bisogno che ti aiuti a ricordare. (Lo colpisce con la pistola)
Sbirro - Siete diventati matti? Smettetela. Smettetela subito o ci saranno delle conseguenze.
Roland - Cosa hai rubato, ragazzo? Addosso non te l'abbiamo trovato, ma sappiamo che l'hai nascosto da qualche parte. (Lo colpisce di nuovo)
Sbirro - Dio mio. Smettetela.... Non possibile che capiti proprio a me. Guardate, sono io. Facevamo solo finta.
Charles - Portiamolo dentro. Non vuole cooperare. Non risponde alle nostre domande. Forse ha bisogno di pi aiuto di quello che possiamo dargli noi tre.
Jimmy - Non so. A me sembra che stia cercando di scappare. Tirate fuori le pistole. Questo negro sta cercando di scappare. Guardatelo. Non scappare, ragazzo. Fermati. Se non ti fermi, dovr sparare.
Sbirro - Siete ammattiti tutti? Non sto scappando. Sono inginocchiato. Smettetela. Non potete continuare cosi.
Roland - Tu non sei un ragazzo. Tu sei nero. Sei un negro che abbiamo sorpreso a correre per la strada, a correre e a rubare come tutti gli altri negri.
Charles - E adesso cerchi di scappare, dopo che t'abbiamo avvertito tre volte. E pi di tre avvertimenti mica te li possiamo dare... (Rumore fuori scena. Una voce di donna.)
Larry - Uomo. Questa baldracca non vuole cooperare, Charles. Ha detto che non aveva nessun obbligo di venire. Ho dovuto mollarle qualche sberla.
Charles - questa la maniera di fare, baldracca? Volevamo solo parlarti un momento. Sentito dire che hai ricevuto a casa questo bianco. cosi?
Baldracca - (lo guarda con aria di sfida. Porta una parrucca rossastra un po' in disordine) E tu chi sei? Non devo spiegazioni a nessun nero di quello che faccio. L'ultimo nero al quale ne ho date mi ha piantata, e da allora quello che fate non mi riguarda, soprattutto se un nero che organizza.
Jimmy - Furba la baldracca.
Baldracca - (si volta e avanza verso Jimmy) Dici bene, ragazzino. Sono una baldracca furba. Quel tanto che basta per starmene alla larga da quei neri bastardi che passano da una troia nera all'altra saltando come grilli. Si, so tutto dei neri io. Dei damerini e dei rivoluzionari. Potrei raccontartene per tutta la notte. Ma devo tornare a casa. Tra poco arriveranno i miei ragazzi.
Charles - Quanti figli hai, baldracca? Baldracca - Due. Due maschi. Due bei ragazzi neri. E in gamba, sai? Leggono loro. Ne sanno gi pi di me, ma mi vogliono bene, uomini. Loro sapranno a cosa serve una donna. Glielo insegner io. Io non sono istruita, ma gli dir: tenetela tra le braccia, amatela, amate sempre le vostre donne nere. Gli dir che io sono una donna nera e piango nella notte. Ma quando voi sarete uomini non farete mai piangere una donna nera nella notte. E loro me lo prometteranno.
Roland - Oh, merda. Un'altra matriarca nera tra i piedi, e con il suo amichetto bianco. Come puoi insegnarli tutta questa roba, quando ti sputtani con un bianco che ammazza neri tutti giorni? Come glielo spieghi? (La baldracca ride, una risata stridula, e s'avvicina allo sbirro) Spiega un po' questo. (Indica lo sbirro per terra).
Baldracca - Io spiego solo le cose importanti. Lui viene una volta la settimana. Mi scopa. Mi ficca dentro il suo uccello bianco grigiastro e si fa i suoi sogni. Che non mi riguardano. Spiegare lui ai miei ragazzi? (Ride) Io devo sopravvivere, uomo. Questo tizio viene regolarmente da due anni. Si ferma tutta la sera, e poi parte in macchina per Long Island dove ha la moglie bianca e i marmocchi e la realt. (Ride) Spiegare? Non spiego niente perch non c' niente da spiegare.
Charles - Gi. Ma resti sempre una baldracca. Puoi spiegare tutto quello che vuoi, ma non ti impedisce di essere una baldracca.
Baldracca - Lo so benissimo cose sono. (Si guarda attorno) Ma voi altri, rivoluzionari nazionali: ti o come diavolo vi chiamate, lo sapete dove andrete a finire? Io sono una donna nera e ho avuto uomini neri che ne 1 sapevano amare n me n i miei ragazzi; dove le troverete ; donne nere per amarvi quando sar finito tutto, quando avete bisogno di loro? Per quel che mi riguarda, ho giurato che nessun nero mi avrebbe pi toccata.
Charles - (le si avvicina) Davvero? Non saresti brutta se ti togliessi quello schifo di parrucca (Gliela toglie) Un bel pezzo di fica. (Le tocca il viso, il collo, le passa una mano sul corpo, le si agita contro finch lei non cerca di staccarsi) No, baldracca, non scappare. Baciami. Ti ho detto di baciarmi. (Comincia a baciarla sul viso, lentamente, sensualmente. Poi la baldracca lo afferra e lo bacia a lungo con passione, muovendo il corpo contro il suo.) Dunque nessun nero poteva pi toccarti, eh? (Ride e si stacca) Potrei fotterti anche qui se volessi. Tu lo sai che cos' un nero, eh baldracca? cosi che ti succede quando scopri quelle checche di bianchi? (La baldracca urlando attraversa di corsa la scena. Afferra Charles, lo colpisce pi e pi volte. Charles si volta e la butta per terra con un pugno. Il bianco volta la testa. Jimmy le va vicino.)
Baldracca - No. Guarda, ragazzo. Tu sei ancora giovane. Guardami. Non mi toccare. Guarda che adesso mi alzo. Ho male. Ma mi alzer. E quando sar in piedi avr smesso di piangere. Non piango mai quando sono in piedi. Oh. Sono di nuovo in piedi. C' nessun altro? Eccomi qui, una baldracca nera, pronta per chi la vuole. Chiunque mi va bene. Scegliete, fate voi, potete scoparmi o prendermi a sberle, la tariffa sempre la stessa.
Jimmy - Dai, lascia che ti aiuti. Hai un occhio gonfio. (Senza guardare Charles) Pu tornare a casa a prendere qualcosa, Charles? L'aiuto io.
Charles - Hai cinque minuti per aiutare questa baldracca nera, dopo di che dovrai riportare qui il tuo culo nero. Abbiamo perso abbastanza tempo. (Si china) Non scordarti il passaporto per il mondo bianco. (Le butta la parrucca) E tieni la bocca chiusa, baldracca. Intesi?
Baldracca - (mettendosi la parrucca) Ti ho detto che spiego solo le cose importanti. E qui per me non successo niente di importante. (Esce con Jimmy)
Charles - (ride) Che donna! Nonostante la parrucca. stata bene, per un po'. Ehi, piedipiatti. Adesso puoi alzarti. Lo scherzo finito. Lascia che ti aiuti a rassettarti. (Comincia a spazzolarlo) Ci siamo lasciati un po' trasportare.
Sbirro - Posso andare adesso? Sono stanco. stata una serata faticosa. Avevi detto che potevo andare.
Charles - Non vuoi andare a trovare la baldracca, a vedere come sta, ad accertarti che stia bene?
Sbirro - No, meglio di no. tardi. Mia moglie sar in pena ormai.
Charles - Non c' nient'altro che vuoi vedere prima di andartene? Posso soddisfare qualche tua curiosit?
Sbirro - Ho visto gente che passeggiava per strada. Niente altro. E non voglio sapere niente.
Charles - Ci credi se ti dico che sta succedendo lo stesso in tutte le strade di Harlem?
Sbirro - (nervoso) Non mi interessa. Voglio solo tornare a casa. Sono stanco.
Charles - vero, uomo. Hai l'aria stanca. Senti, fammi un favore. Vorrei andare dalla baldracca a chiederle scusa. Non ho agito bene, sai. A trattarla in quel modo. Accompagnami. Ehi, Roland, non forse giusto che lui mi accompagni?
Roland - vero, uomo. Dovrebbe farlo- In fondo la conosce meglio di te. Pu dirti come devi trattarla.
Sbirro - No, non voglio andarci. Non voglio pi vederla. finito tutto ormai. Sono stanco. Diteglielo voi. Lasciatemi tornare a casa.
Charles - Ma io ho bisogno di te, uomo. Devi aiutarmi a parlarle. Te ti ascolter. E comunque la tua presenza m'impedir di lasciarmi prendere un'altra volta dalla violenza. Vieni, uomo. l'ultima cosa che ti chiedo prima di lasciarti andare.
Larry - (fuori scena) Siamo pronti ad accendere, Charles? Cominciamo subito?
Charles - Si. Tranne il 214. Abbiamo qualcosa da sbrigare li. Dacci dieci minuti e poi accendi. (Lo sbirro cerca di scappare. Charles e Roland lo afferrano a un braccio e si mettono a camminargli accanto)
Sbirro - Non voglio venire. Devo tornare a casa. Mia moglie e i ragazzi mi stanno aspettando. Non ho mai ferito o ucciso un nero in vita mia. Si, lo so che certi sbirri lo hanno fatto, odiavano i neri loro, ma io no. Io ascoltavo. Mi veniva la nausea, ma non ho mai partecipato. Non ho mai fatto niente ai negri. Non voglio venire. Non ho fatto niente. (Comincia a piangere) Santa Madre di Dio, non potete farmi questo. (Urla) Io sono bianco! Bianco! Non pu succedermi questo! Io sono bianco! (Cerca di liberarsi, e Roland lo butta a terra; poi lo trascinano fuori scena. La scena si illumina - stanno bruciando gli edifici e la gente guarda le fiamme. Rientrano Jimmy, Roland e Charles)
Jimmy - Oh, ecco fatto, uomo. Che notte. Devo scrivere tutto stanotte, Charles?
Charles - Erano questi i tuoi ordini?
Jimmy - Si, Va bene, lo far mentre aspettiamo. E infiler il rapporto in una cassetta. A presto.
Charles - Un buon lavoro, Jimmy. Resta con loro adesso. Parlagli. Hanno bisogno di noi come non mai.
Roland - Dobbiamo andare, Charles. Abbiamo una riunione stanotte. Ma tu sai perch, uomo? (Estrae una sigaretta) Credi sia una strategia giusta bruciare i ghetti? Per me non ha molto senso, uomo. Ma gli ordini sono ordini. Tu sai cosa deve andar gi dopo?
Charles - (accendendosi una sigaretta) Si. Me l'hanno detto quando ho telefonato per quel bianco. Il prossimo il Bronx. Andiamo.
FINE
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