Il quarto Re

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IL QUARTO RE

IL QUARTO RE

I SCENA

(Giardino di una casa con sedie. Entrano i re magi dal fondo e passando attraverso il pubblico; cominciano a discutere)

1° re           : Sì, sì, è quella. (indica agli altri un punto nel cielo)

2° re           : No, non è quella, guarda è questa! Sono anni che la seguo, non mi posso sbagliare!

3° re           : Guarda che è come dice lui (indica il 1° re)

2° re           : Ti dico che è questa, è molto più grande.

3° re           : Però l’altra è molto più luminosa, senza dubbio è quella!

2° re           : Cosa significa? La mia stella si avvicinerà; c’è tempo, manca ancora un anno…

Artabano    : Sei un testardo, hanno ragione loro.

2° re           : Sono sicuro…

1° re           : Scommettiamo?

3° re           : Guarda che perdi!

2° re           : Ma figurati, sono sicuro! (Tutti guardano la mappa delle stelle e indicano con un dito) No, non è possibile!

Artabano    : Hai visto, testa dura! Ascolta i tuoi amici, sanno quello che dicono!

2° re           : Hanno vinto; è che siete tre contro uno!

(I tre re escono dalla scena. Resta Artabano che parla col pubblico)

Artabano    : Voi vi chiederete chi siamo, cosa stiamo facendo? Sicuramente vi sarete accorti che non viviamo nel tempo presente. No, signori, siamo in un tempo molto antico e lontano, un tempo di attesa; deve nascere un re, il Figlio di Dio! Voi lo sapevate? Con i miei amici abbiamo studiato per molto tempo le stelle e le parole dei profeti. La nostra conclusione è che manca poco alla nascita di questo re, il Figlio di Dio. Noi vogliamo visitarLo, incontrarLo, per offrirGli i nostri doni. Siamo pronti per il viaggio, stiamo aspettando un segno; la stella che brillerà per la seconda volta in cielo!

(Entrano in scena il papà di Artabano e i suoi amici)

Artabano    : Amici miei, vi comunico una notizia che mi riempie il cuore di gioia.

1° amico     : Che notizia? Parla ti ascoltiamo…

Artabano    : Ho studiato molto le stelle, scoprendo che una di esse annuncia la venuta di un grande re sulla terra. Così dicono anche le scritture antiche. Amici, voglio che mi accompagnate per rendere onore a questo re!

2° amico     : Capisco, Artabano, però ascolta, per me è solo un’illusione.

1° amico     : E’ solo fantasia… un nuovo re!

2° amico     : Non penserai che ti seguiamo dietro un sogno. Abbiamo una casa, i nostri bambini e tanti problemi…

1° amico     : Mi dispiace, non è possibile, io non vengo.

(Gli amici escono di scena, restano Artabano e suo padre)

Padre          : Artabano, non essere così triste. Non è possibile che tutti la pensino come te!

Artabano    : Padre mio, ero convinto di avere amici veri e preoccupati di cercare qualcosa di grande, di cercare il Re! Che amici sono?

Padre         : Non puoi dire: “Non sono miei amici perché non mi seguono!”. Hanno una famiglia, dei figli, non possono abbandonarli per andare in un luogo che non conoscono, lontano da qui per chissà quanto tempo! E poi, cercando un uomo sconosciuto, un re…

Artabano   : Padre, almeno tu capisci? Vieni, ti faccio vedere le stelle che abbiamo studiato, guarda, guarda! E’ questa, è il segno! E’ la stella più luminosa!

Padre         : Certo, la luce della stella e il tuo entusiasmo invitano a seguirti. Però io non posso, vai tu, io ti seguirò, starò al tuo fianco accompagnandoti.

CANTO

Stella     : Artabano, Artabano! Sono io, la Stella. So che ti senti un po’ abbandonato; però tuo padre è vecchio e i tuoi amici non hanno le tue stesse idee e la tua volontà. Devo dirti la verità, sono pochi quelli che la pensano come te, però è necessario che qualcuno cominci a camminare, a cercare.

Artabano    : Grazie stella, ti voglio seguire. Anche se nessuno mi accompagnerà io vado. E’ importante. Cercherò anche per gli altri, anche per quelli che non possono, che non vogliono o che non ne hanno il coraggio! Prenderò queste tre pietre, sono le più preziose che ho; le porterò in dono al Re che deve nascere.

Stella          : Andiamo, Artabano, il viaggio è lungo!

(La stella esce di scena, Artabano prepara il necessario per il viaggio)

II SCENA

(Un uomo assalito e derubato da due ladroni è steso in terra. Arriva Artabano)

Coscienza  : Artabano, è un uomo ferito, ha bisogno di te; fermati!

Artabano    : Ho poco tempo, i miei amici mi aspettano, non posso far tardi!

Coscienza : E’ un uomo, ha bisogno del tuo aiuto, non scappare, non abbandonarlo!

Artabano    : Ho poco tempo, non posso tardare…

(Guarda l’uomo ferito, torna indietro, gli da da bere, cerca nella sacca e trova uno zaffiro)

Artabano    : Ti regalo questo zaffiro. Ti servirà per comprare un vestito e curarti le ferite.

Uomo        : Oh, no, non posso accettare, hai già fatto molto per me. Mi hai dato da bere e curato le ferite è già molto, non voglio niente altro.

Artabano    : Accettalo, non preoccuparti, non voglio nulla in cambio. Ora vado, i miei amici mi aspettano. Stiamo cercando un uomo. Sono rimasto indietro e mi aspetta un lungo viaggio. Cerco un Re, un bambino…

Uomo         : Aspetta! Ho sentito che nella città di Betlemme nascerà una persona importante, un re…la gente dice che sarà il Messia, il Figlio di Dio, forse è lui che stai cercando…

Artabano    : Forse. Ti ringrazio per le tue informazioni, mi sei stato di grande aiuto. Avviserò i miei amici, addio.

(Il ferito esce lentamente e Artabano resta solo con la Stella)

Artabano    : Stella, Stella, mi ascolti?

Stella          : Sì, Artabano, ti ascolto anche quando non mi vedi.

Artabano    : Non so se ho fatto bene a fermarmi. Ho perso tempo, sono rimasto indietro. Però quell’uomo aveva bisogno di me, non potevo lasciarlo solo.

Stella         : Non preoccuparti, hai fatto quello che ti hanno detto la tua coscienza e il tuo cuore; hai fatto la cosa migliore.

Artabano    : Grazie Stella. (Escono)

CANTO

III SCENA

1° Re         : La stella è sempre davanti a noi e ci accompagna

2° Re         : Quanto sarà distante?

3° Re         : Molto, già mi immagino quanto dovremo camminare

1° Re         : E’ meglio incamminarsi, altrimenti facciamo tardi

2° Re         : Sì, sì, andiamo

3° Re         : Manca Artabano

1° Re         : E’ vero, dov’è Artabano?

2° Re         : Cerchiamolo, deve essere poco lontano da qui

3° Re         : Va bene, guardiamo qui attorno

 (I Re Magi cercano Artabano intorno, fuori e dentro la scena, ma non lo trovano. Si radunano e si caricano gli zaini, poi ricominciano il viaggio. Dopo poco entra Artabano con la stella)

Stella       : Veloce Artabano, è tardi, i tuoi amici ti hanno cercato, ma non ti potevano aspettarti, così sono partiti: guarda, sono là. Io devo andarmene, tu comincia a camminare, non fermarti, non stancarti. Vai ti seguirò e da lontano ti indicherò il cammino.

(La Stella e Artabano escono di scena)

IV SCENA

(Dentro una casa a Betlemme. C’è una lanterna ad olio accesa, una mamma col suo bambino seduta a terra sopra coperte e tappeti)

CANTO (Ninna Nanna)

Madre        : Chi sei?

Artabano   : Non aver paura, non ti farò alcun male; sono entrato in casa tua, ascoltando il tuo canto.

Madre         : Hai bisogno di qualcosa?

Artabano    : Sono in viaggio da molto tempo, sono stanco, vorrei riposare.

Madre     : Sono giorni tristi per noi. Siamo spaventati, il nostro sovrano è infuriato perché si dice che è nato un nuovo re. Un bambino che è nato in una grotta, povero, eppure i pastori delle alture dicono che gli angeli Lo visitano e gli rendono onore.

Artabano     : Ecco, è Lui che cerco!

Madre         : Cosa dici?

Artabano     : Niente, niente, racconta…

Madre         : Sono venuti a visitarLo da lontano tre Re, tre saggi. Questo significa che il bambino è un personaggio importante ma, se è così, perché è nato in un villaggio così piccolo e povero come Betlemme?

Artabano    : I saggi sono miei amici, io dovevo essere con loro, ma sono arrivato tardi.

Madre     : Sono molto ricchi i tuoi amici, hanno regalato al bambino doni preziosi, oro, incenso, mirra; però subito dopo la loro visita i suoi genitori sono scappati…

Artabano    : Con il bambino? Non sono più qui? Lo sapevo che il mio viaggio non poteva concludersi a Betlemme! Però, perché sono scappati?

Madre       : Il re di questo paese vuole uccidere il bambino; è un uomo molto crudele, disposto a fare di tutto per mantenere il potere. Quando ha saputo che sarebbe nato un altro re ha avuto una paura terribile di perdere il trono.

Artabano     : E dove si trova ora il bambino? Sai dove sono andati?

Madre       : Sembra che siano scappati in una terra molto lontana, si chiama Egitto.

Artabano   : Egitto! Oh no, è molto lontano…però ci andrò. Devo andare via subito, non c’è tempo da perdere!

(Si sente rumore per le scale)

Artabano     : Cosa succede?

(Si sentono gridi, urla. Entrano due soldati, uno fruga la casa in cerca di qualcosa da rubare, l’altro minaccia la mamma con la spada e cerca di prendere il bambino)

Soldato      : Dammi il bambino, lo ucciderò.

Madre        : Abbi pietà di me e di lui, ti prego!

Soldato      : Gli ordini sono ordini: dammi il bambino!

Madre        : No, per favore!

Soldato      : Devo uccidere tutti i bambini, senza pietà!

Artabano   : Si hai un po’ di bontà in cuore non fare del male a questo bambino innocente. Ti do questo rubino, però non ucciderlo, risparmialo.

 Soldato     : Va bene (afferra la pietra e scappa via).

Artabano   : Perdonami, mio Dio. Con la pietra che dovevo regalarti ho pagato il silenzio di quel soldato; però la vita del bambino era troppo preziosa.

V SCENA

(Nella casa di un’indovina. Una pentola in terra, la donna sta preparando una pozione)

Artabano    : Signora indovina, ho bisogno del tuo aiuto!

Indovina     : Dimmi, io ti conosco, so chi sei, ma non che cosa ti serve. So che hai perso qualcosa di molto importante e non sai dove ritrovarlo. Io te lo dirò.

Artabano    : Sto cercando un uomo e sono anni che giro per il mondo però non riesco a incontrarLo. Spero che, per lo meno, esista. Non vorrei aver perso tutto questo tempo per nulla!

Indovina     : Dimmi qualcosa di Lui, è ricco, povero, dimmi il suo nome…

Artabano    : So molto poco di Lui. Non conosco il Suo nome. So che si chiama il Messia, mi puoi aiutare?

Indovina     : Come è scritto nei libri antichi :”E’ nato un bimbo a Betlemme, figlio di un grande Re. E’ nato povero, lo ha annunciato una stella, ora è…”

Artabano    : Dove? Dimmi dov’è?

Indovina     : E’ in questo paese, in mezzo alla gente, con i poveri, i malati, coloro che soffrono, gli umili. Cercalo tra i bambini, i semplici, quelli che hanno un cuore puro. Sbrigati e non perderti d’animo, il Tuo Re è vicino a te, vicino ad ogni uomo buono e sincero. Un giorno, forse, Lo incontrerai; prosegui il cammino!

Artabano   : E’ Lui, è Lui che cerco, esiste davvero, non è un sogno! Vado, ora devo correre, ho poco tempo! Grazie!

VI SCENA

(Sono passati alcuni anni: Artabano è già vecchio. Arriva nella città di Gerusalemme, nella piazza del mercato. Ci sono diverse bancarelle e al centro della passa un mercante elegantemente vestito sta vendendo una giovane schiava.)

Mercante   : Vendo questa schiava, è giovane e bella, chi la vuole? Chi paga di più?

Schiava       : Come sarà la mia vita, sono giovane, ma non vedrò mai il sole. Sarò per sempre schiava di qualcuno, che vita sarà se non sarò libera?

Artabano   : Poverina, è così giovane: perché è in catene, qual è la sua condanna?

Mercante    : E’ la mia schiava, bella, giovane ed è in vendita a chi la vuole. Chi la paga se la porta via: vuoi comprarla?

Artabano   : La comprerò, voglio che sia libera. Ti do la mia perla, è di grande valore; ora lasciala libera, lasciala vivere.

Mercante   : E’ una bella perla…la schiava è tua, prendila, fa di lei quello che vuoi.

Schiava    : Chi sei? Perché hai fatto tutto questo per me? Non mi conosci neanche, però ti ringrazio, regalandomi la libertà mi hai regalato la vita.

(La schiava esce dalla scena, resta solo Artabano)

CANTO

VII SCENA

Artabano    : Ormai sono vecchio e stanco; non so più dove cercare a chi chiedere, come farò a trovare il mio Re?

Stella         : Artabano, Artabano, ti ricordi di me? Sono la tua Stella, la tua guida. Sei arrivato ormai, sei vicino, coraggio…

Artabano    : Ma io non so nemmeno come si chiama, come posso fare a trovare un uomo solo in questa città così grande?

Stella        : Qui tutti conoscono il tuo Re, anche se non tutti gli vogliono bene come te…vieni, ti porterò da Lui.

(Si vede in fondo alla scena l’ombra di una croce)

Stella          : Ecco, siamo arrivate, lì c’è il tuo Re, lì appeso alla croce.

Artabano    : No, non è possibile, trent’anni di cammino! Non è possibile, non ci posso credere! (guardando la croce si inginocchia). Sono arrivato mio Re e mio Dio, parlami, dimmi qualcosa; ho camminato per tanto tempo e ho le mani vuote ormai perché lungo il cammino ho regalato tutti i doni che avevo portato per Te. Mio Re ascoltami, non puoi morire così, rispondimi!

Stella      : Guarda in fondo al tuo cuore, Artabano, guarda bene e capirai. Ricorda lo zaffiro, ricorda il moribondo cha hai incontrato sul tuo cammino. Non sapevi cosa fare, avevi fretta, però alla fine lo hai aiutato. Quell’uomo era tuo fratello! Ricordi il bambino che hai salvato dai soldati? Quel bambino era un tuo fratello. E quando hai pagato per liberare la schiava: quella schiava era il tuo prossimo! Ma non hai capito? Hai camminato per tanti anni a fianco del tuo Re e non Lo hai riconosciuto? Volevi incontrarLo per offrirGli i tuoi doni, ascoltare le Sue parole! Tutto quello che hai fatto per il moribondo, per il bambino, per la schiava, lo hai fatto per il tuo Re! Però ora Lo hanno ucciso, sei arrivato tardi: è lì, sulla croce. E’ morto per difendere la verità , per amare, per amare tutti gli uomini e salvarli. Tu che hai regalato tutto quello che avevi, che hai fatto la carità, che hai conosciuto l’amore, tu puoi capirLo.

Artabano     : Ora capisco, io avevo i miei doni e ho regalato tutto. Mi sembrava di non ricevere nulla in cambio, di avere fallito, come a tutti sembra che abbia fallito il mio Re. Ho le mani vuote e sono in ginocchio sotto la croce del mio Re morto. Però ho camminato seguendoti, ho amato il cammino e la direzione che indicavi. Ti ringrazio per avermi guidato fin qui. Le mie mani non sono vuote, sono piene d’amore. Grazie Stella e grazie mio Dio! Ti ringrazio per questa vita vissuta bene per cercarTi e seguirTi.

CANTO

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