Il ricatto

In un paesino alla periferia di Napoli la vita scorre lenta e sorniona come sempre e come in tutti i paesi del mondo c chi vive la propria vita onestamente e chi invece vive nel malaffare.

La famiglia Ferrante una famiglia onesta e di sani principi. Il padre Carmine, che ha 66 anni, nonostante sia gi da un anno in pensione, cerca di arrotondare le misere entrate, facendo piccoli lavori. Assunta, la madre, 50 anni, un tipo molto apprensivo, ama il marito e stravede per lunico figlio. Assunta in giovent ha coltivato il sogno di diventare una grande artista ma a quei tempi era unimpresa ardua non solo il riuscire ma soprattutto il convincere i propri genitori.

Salvatore, figlio di Carmine ed Assunta, 18 anni, studente allultimo anno di informatica, nonostante debba prepararsi per gli esami di stato cerca di aiutare il padre nei lavori pi complicati.

La vita familiare, tra stenti, sacrifici e tanta buona volont era quasi normale sino al giorno in cui Salvatore incontra Renato de Santis, figlio di una delle famiglie pi facoltose del paese e capo di una comitiva di nullafacenti che lo seguono e gli obbediscono solo per la sua disponibilit economica.

Aldo Grassi, amico e luogotenente di Renato uno spacciatore di droga e spesso si reca in citt per mettere a segno qualche scippo caratterialmente un semplicione, parla quasi sempre a sproposito.

Don Alfredo Capannella figlio di contadini, laureato in Agraria, in giovane et sinnamora di Angelica, figlia unica del Barone Gaspare de Santis, il quale, sia per la differenza di ceto sociale, sia per la situazione economica della famiglia Capanella, impedisce ai due di concretizzare il loro sogno damore mandando Angelica in un convento svizzero. Per Alfredo un duro colpo. Per alcuni mesi si chiude a tutto e a tutti poi decide di mettersi dalla parte degli uomini donore, della guapparia, credendo cos di poter assumere, quella posizione di potere che gli permetter di vendicarsi del torto subito. Nel giro di una decina danni diventa un temuto Boss, sposa Gisella Floria che, dopo un anno, nel regalargli lunica figlia muore.

Rosina, figlia di Don Alfredo ha 18 anni e frequenta la stessa scuola di Salvatore. Tra i due nasce lamore.

Angelica de Santis, dopo il collegio, a diciotto anni, sposa Filippo Amedeo dei Duchi dAlmariva, ma la prima notte di nozze, colto da infarto, Filippo gli muore tra le braccia. Da quel momento la sua vita diventa una costante routine casa, chiesa e cimitero.

Romeo Rivetti il gestore dellunico Bar del paese ove si ritrovano quasi ogni sera tutti i giovani.

Grazia Talena, moglie di Lino Mennale e vicina di casa della famiglia Ferrante, una infermniera diplomata che svolge la sua attivit presso lospedale del paese.

Grazia ha una figlia, Ivana che, come gran parte delle bambine doggi, molto perspicace.

Ivana, come la sua amichetta del cuore Giusy Tosca, ha un caratterino molto particolare, irascibile, presuntuosa, dispettosa e credulona. Per la mamma diventa sempre pi complicato cercare di far capire ad Ivana le insidie che la vita doggi proprone nel quotidiano.

legenda personaggi:

Ca = Carmine As = Assunta Ro = Rosina

Gr = Grazia Iv = Ivana Re = Renato

Sa = Salvatore DA = Don Alfredo Gi = Giusy

Al = Aldo Rom = Romeo

Atto I

sera, al vicoletto SantAnna civico 30 abita la famiglia Ferrante, la scena si apre sulla stanza da pranzo dove Carmine al tavolo a fare conti, mentre Assunta, la moglie, in cucina e canticchia un vecchio motivo napoletano, ma non conoscendone bene n le parole n il motivo

As. O vita O vitamina . Tar tar . O core da coramina . Tar tar . Si stato o primmo ammore . Tar tar .

Ca. N tar tar, e acalammo nu poco sta vocia, sapisse almeno e parole e o mutivo

As. E o primo e lurdemo sarraie p mme! Zan! Zan!

Ca. Zan, Zan, che io stongo facenno e cunte.

As. Peppe repe repe per pe pepp o primmo e lurdemo sarraie p mme!

Ca. Ass! .(silenzio)

As. . Za! Za!

Ca. Acala sta vocia!

As. Carmeni, hai finito? .

Ca. si trovo nu poco e tranquillit, forza fernesco chisti cunte e so pronto (Assunta esce dalla cucina e tenendo il grembiule a mo di can can..)

As. Oh,Oh, Oh,Oh ,Oh,Oh,Oh ma vuie m che vulite, pecch nun me sentite

Ca. ch stato ma vuie verite a chesta .

As. Oh,Oh ,Oh,Oh ,Oh,Oh ie canto, canto, canto, ma che cant a ff?!

Ca. chello ca vurria sap purio!

As. LARTISTA ie dovevo faro, lartista, pecch ce lo tengo nel sanguo. e invece, me iette a nnamur e te ca nun tiene niente dartistiche!

Ca. E che ci vuoi fare songo e dispiette da vita .. putive nascere a Pariggio e l facive lartista o MULIN0 E RUGGIO e invece sei nasciuta qua! .. che ci vuoi fare?.

As. (guardandolo) Songo Francese e venghe da Parigi!

Ca. Ancora!?

As. Ancoratar tarAncora. tar tarNo Carmini chesta chella e Don Criscenzo nun conosce bbone, n i parole, n a musica ne faccio nata? quale vu sent ?

Ca. vulesse sulo nu poco e tranquillit! a pace.o silenzio

(dopo qualche attimo di silenzioAssunta inizia il motivo del Silenzio)

As. . Tar tarat . Salvatore c st?

Ca. . Tara tarat .Nun ancora sta qui! .. stasera sta casa me pare o San Carlo, stammo facenno lopera.

As. UUUUuuuuuuuuuh. strano che nun ancora turnato, tu che pienze?

Ca. forse ha deciso e se perdere o primatto, ma nun te preoccupa arriver certo a tiempo po sicondo che ce cante m?

As. Carmeni, nun pazzi, chillo nun ha maie fatto cchi tarde de lotto!

Ca. E se vede ca stasera teneva cchi cose a studi.

As. Io nun ho saccio commo faie tu a manten staie calma, cu tutte e cose ca se sentono ogge sta cosa mha fatto pass a vena canterina.ecco fatto!

Ca. e meno male v.

As. pecch nun vaie a ved add st?

Ca. Salvatore nu guaglione apposto, sape chello che adda fa, nun te sta a preoccup, m o vide e ven. (Assunta, molto agitata, rientra parlottando tra se in cucina .)

As. Stai calma, m vide che vene, nun te preoccup, e facile a dicere, ma ie nun ce riesco. (mentre Carmine continua i suoi conti bussano alla porta.)

Gr. E permesso?

Ca. Avanti, chi ?

Gr. Sono Grazia, Carmini posso entrare?

Ca. Accomodatevi, aperto, come mai? E successo quacche cosa?

Gr. No, niente, ero venuta a chiedervi la cortesia, se potevate, di lasciarvi un poco Ivana, mi hanno chiamato durgenza in ospedale e non so a chi lasciarla, ma questione di una mezzoretta. Me lo fate questo favore?

As. (dalla cucina)Chi Carmini,.. Salvatore?

Ca. No, a signora Grazia, a nfermera do spitale.

As. (esce preopccupara della cucina)Mamma mia bella o spitale e che successo?

Gr. Nulla Assunt, come dicevo a Carmine volevo lasciarvi Ivana per una mezzoretta, vi dispiace?

As. Ma che dicite, fate pure con comodo, senza offesa, a creatura sta in buone mani.

Iv. Creatura a me? Io sono una signorina! (rivolta alla mamma)incomicciamo bene qu!

Ca. nzestutella a signorina! (Grazia da un sonoro ceffone a Ivana)

Iv. Ahia ..

Gr. Si dice? Scusatela, ma questi ragazzi di oggi sono

As. Assaie cchi scetate e nuie!

(Carmine va verso il mobile lato cucina e legge delle ricevute..)

Gr. Forse anche troppo, per, Assunt, ma la mia paura sono i pedofili, perch, li vedete cos svegli poi appena si trovano di fronte un pedofilo si lasciano raggirare con enorme facilit! (Carmine nelludire la parola pedofili, non capendone il significato si ferma pensoso, poi rivolto a Grazia.)

Ca. ma che songo le PIROFELE?

Gr. (Non comprendendo il senso della domanda) sono le teglie per il forno

Ca. Ecco, m chiaro, e per forza che ce sta a se mettere appura, se ponno abbruciare, so sempe innucente creature!

Iv. Carmine, ve lho gi detto io sono una signorina e, pertanto, quando devo prendere una pirofila dal forno so bene che devo usare le presine!

Gr. Un momento, ma qui c un equivoco, Carmine io non parlavo delle pirofile ma dei pedofili

As. Ah, si, io manco e supporto, gente sporcaccionanun se lava maie!

Gr. Ma certamente non questo il dramma

As. Ecco, si ., si proprio ncoppo TRAM o ncuntraie..

Gr. Avete incontrato un pedofilo nel tram! Ma che dite?..

As. Stava seduto proprio affianco a me, che schifo, aggio a dicere a verit p poco nun le vummec ncuollo..

Gr. Ma come vi siete accorta chera un pedofilo?

As. Sapete, un poco il caldo, nu poco o tram era affollato, laria era addeventata pesante, se senteva chella puzza ca se sente sempe ncpoppo e tramme chella puzza .. commo se dice .. nun me vene

Ca. una specie daddore seveticcio, ammuffuluto, tipo, che so, e na bella sudatura sotto e bracce, dico bene!

As. Esattamente, quanno allintrasatto, grazia mia, sabbiaie a sent nata puzza strana, na puzza nova, na puzza ca nun teneva niente a che ver cu chella e primma. Era commo si avessero miso nu piezzo e pecorino, fracedo, ncoppo a nu muntone e paglia levato, frisco, frisco, a sotto a lanimale

Ca. mamma do carmene mio, che era chisto nu tram o na stalla?

As. fatto st che sta sbafatura se faceva sempe cchi presente, quanno po allintrasatto, zittu, zitto, chianu, chianu, sta ventecata e fieto interrurbano mabbiaie a tras dinte naserchie do naso abbampanname e ciglie e luocchie. Nun sapenno che era, mabbiaie a gir attorno, p cap, e fuie duranto chistu giro dillustraziona generale, che acalanno luocchie nmiezzo e cosce e chilo zuzzuso, che veco?

Ca. Che e visto?

As. quel petofilo, nzevato, sera levato e scarpe!

Ca. che scustumatezza!

Gr. Ma no, Assunta quello non era un pedofilo, perch i pedofili sono quelli che insidiano i bambini, li adescano con caramelle, biscotti e cioccolate e poi abusano della loro falsa ingenuit.

As. Ah, no, a chillo ce puzzavano solo e piedi!

Ca. A parte sti discorse e zuzzummaria, Ass, m facciamo andare a signora, pecch, a chello che aggio capito, v e presso. Tu va a furn e cucen che mi stongo io con la cria, cio, con la signurina Ivana, vero? (Assunta va in cucina mentre Grazia savvia alla porta e)

Gr. Allora io vado, mi raccomando fai la brava. A dopo.(Carmine rivolto a Ivana..)

Ca. assietate qua e statte buona, buona che io devo fare i conti

Iv Carmine posso fare un disegno?

Ca. vuoi fare un disegno? Certo, fai pure.

Iv posso farvi il ritratto?

Ca. il ritratto a me? e va bene per basta che o faie in silenzio.

Iv non vi preoccupate, non vi disturbo.

Ca. dunque, 7 lampadine a 850 lire luna fanno fanno

Iv 5.950 lire . (Carmine sbirciando sul foglio di Ivana, incredulo..)

Ca. Brava! .. Mah! ., 25 metre e cavetto a 750 lire o metro songo .. dunquo, 5 x 0 fa 0, scrive 0 ( si asciuga il sudore), 5 x 5

Iv fa 25

Ca. 25, giusto, . scrive 5 e mi porto 2 ( si asciuga il sudore), 5 x 7 fa .

Iv 35

Ca. Si, scrivo 5 .

Iv e no!

Ca. commo no?

Iv avete dimenticato il riporto di 2 quindi dovete scrivere 7.

Ca. hai gi, quello 2 eva il miporto (si asciuga il sudore. Entra Assunta che lo guarda e.)

As. ma che staie facenno, me pare uno che ha mpastato nu quintale e rena cu a caucia . E accattatella na machinetta pe fa e cunte oin! (ci dicendo rientra in cucina)

Ca. Accattatela, accattatela, into a sta casa basta ca se spenne po a fine o mese o vanno truvanno tutte quante a dinto a sti sacche overo?

As. (sulla porta della cucina)Ne, u, bellillo e mamma! tieno beno presento che, si nun e rappezzasso, io, chesti sacche! . Avisse voglia e ce truv pivezze e ciciuottole, vire e nun perdere tiempo, oin, ca pare staie chiurenno e cunte do Banco e Napule

Ca. Madonna mia bella do Carmene, fammella na bella grazia, nun taggio maie cercato niente

As. e famme sent, m che nci vorresti cercare?

Ca. nu poco e pace Ass, sulo nu poco e pace

As. sulo chesto? e nun te preoccup, lavrai la grazia, te cunceder na pace eterna. ( Carmine facendo scongiuri .)

Ca. Meglio che nun te rispongo e me fernesco sti cunte

As. e s, quannno nun saie che dicere, te staie zitto e nun parle cchi, eh?!

Iv Carmine non varrabbiate, quando si fanno i calcoli non bisogna distrarsi

Ca. Hai ragione ma, lhai sentita? Quella non perde mai loccasione, cunsapevule che facenno accuss, me distraggo e sbaglio. A papuocchio fatto, essa, cato nunaspetta! .. c se spogna o biscotto!

Iv Carmine ce lavete un biscotto? ho un languorino..

Ca. o biscotto ce st ma o liquorino no, e poi alla tua et ( la guarda ) anco se sei una signurina, te po fa male. Aspetta ca m te piglio o biscotto..

(va in cucina e torna con un biscotto. Mentre lo porge a Ivana, Assunta alle sue spalle)

As. AH! M ti mietta fa puro il PETOFILE!

Ca. (sobbalzando) Ma che staie dicenno! Io nu biscotto ci aggio datocavesse dato pure e caramelle i e ciucculate. E vero Ivana?

As. Va beh, vuol dire che lo stesso ti devo stare accorto, pecch il tuo putrebbe essero nu principio di petofile

Ca. petofilo se, chesto ce mancasse, ma commo le veneno ncapa cierti cose ie non so!

Iv E vero Carmine! Sapete com, oggi un biscotto, domani una caramelle poi le cioccolate e piano, piano diventate un pedofilo completo.

(Carmine sbuffando e non sapendo cosa rispondere torna ai suoi conti)

Ca. UFFA!.. nzomma tutale della somma della multiplicaziona me trovo . 18.750 lire . E se a chesto cassommo e doie ore e fatica caggio fatto .. carculanno emm . Dicimmo 10.000 lire a ora sarebbero . 2 x 1 fa 2 .. e si, songo nati 20.000 lire (Ivana mostrando il ritratto che ha fatto a Carmine )

Iv Vi piace, io lo trovo molto somigliante che ne dite?

Ca. Ma chi e questo sarei io? no, no tu e fatto nu papuocchio, nu coso brutto, cu doie recchie che me pareno duie parafanghe e nu camio americano..

Iv ma io vi vedo cos!

Ca. e se vede ca nun me vide buono! e po guarda cc, senza manco nu capillo, vero, quel che vero, ma io almeno quatto e tenghe ancora , no!, no!, no! , no!, no! questo nun songo io..

Iv Carmine non varrabiate e poi io vi ho fatto un ritratto per il futuro, vuol dire che voi diventerete cos!

Ca. ma che bellaugurio che me staie facenno,

Iv carmine i vostri capelli hanno ormai preso labitudine a cadere quindi rassegnatevi in futuro sarete cos!

Ca. siente a mme picc cio signurina!. mettiti in testa che il disegno nun arta toia. E m famme fern sti cunte, o, o, m me facive scurd o campanielo da porta.

Iv quella la vecchiaia

Ca. zitta tu! mparate a disegn ! e chesto cher! (Ivana con sufficuenza)

Iv e va bene m vi faccio daccapo va bene?

Ca u, u, cos questa cuffiatura? . vu ver che taggio a da pure o riesto. .. dunque dicevo? ah, si! o campaniello e chillo sulo isso costa 15.250 lire dunquo . Assummanno tutto cose arrivammo precise, precise .. e se, ti, ti nun c sta niente a fa, . i conti tornano cara la mia signora Cuncettina o vu, o nun vu, mi devo dare iusto, iusto 60.950 lire.. e con queste abbiamo apparato e 50.000 lire p pav lurdema cambiala do telefonino e Salvatore. E cavanzane pure 10.950 lire

As. ( dalla cucina)Fa na cosa bona, oin, tienete e 950 lire e damme a 10.000 lire a mme accuss Faccio a spesa dimano

Ca. ma si ancora li debbo incassare, commo vu che te

As. abb Carmeni, basta a discutere, tu hai fernuto?

Ca. Damme sulo duie minute, levo sti carte e priparo a tavula

(Ci dicendo si alza, toglie le sue carte dalla tavola e si reca in cucina. Esce dopo qualche attimo con la tovaglia, le posate e i piatti ed inizia ad apparecchiare.. in quellistante bussano alla porta)

Ca. chi ? Avanto!

Gr. Eccomi qua, ho fatto tutto, Ivana a mamma ti sei comportata bene?

Ca. Benissimo, e poi brava assaie a fa e cunte, co disegno nun tanto ce quaglia, ma a fa e cunte una machinetta

Gr. Non mi posso lamentare Carmine, a scuola ha tutti voti alti, su Ivana ora saluta che dobbiamo andare

Iv. Mamma, lo sai che Carmine sta iniziando a diventare pedofilo?

Gr. Ma che dici, Carmine che le avete fatto?

Ca. Sign niente stato p via do biscotto

Gr. Quale biscotto? Spiegatevi.

Ca. No, che io ce le stevo dicenno che mia moglie cu mme se spogna o biscotto, essa sentenno chesto ma cercate nu biscotto e mentre cho steve danno asciuta nmiez stu fatto do pitofilo, ma ve pozzo assicur che caramelle e cioccolate non gliene ho date, quintocomo ha detto giustamente la mia cunsorta, potrebbo essero solo un principio di petofilo

Gr. Mamma mia che spavento, ho capito Carmine, ora per, scusatemi ma devo proprio scappare

Ca che avete fatto?

Gr. Io niente?

Ca. e perch dovete scappare. forze quaccheruno ve corre appriesso?..

Gr. Ma no, nessuno, io alludevo al fatto che ho fretta

Ca. ma che fretta e fretta anzi volete fare una cosa, restate a cena con noi.

Gr. No, grazie, ma, non posso proprio, devo correre a casa, perch torna Lino ed io non ho ancora preparato nulla..

Ca. se le cose stanno cos dovete volare aldro che correre..

Gr. Allora grazie di tutto e salutatemi Assunta, buonasera.

Iv. Buonasera. (dicendo ci vanno via)

As. (portando tovaglia e piatti per apparecchiare) sti carte stanno ancora cca ncoppe?..e spicciate ja!! (Dopo poco mentre Carmine prepara la tavola entra Salvatore . Serio, pensieroso, tant che n saluta il padre n chiude la porta. Carmine osservandolo..)

Ca. Salvat! . Ma ch stato? .. e po cher, pare como si fusse trasuto colosseo! lasso e portaperte e fuie comme o viento

Sa. Ah si, vero, scusa pap ma stavo sopra pensiero e

Ca. E vire e scennere a coppo a stu pensiero quanno tuorne a casa. Ie pozzo pure cap la tua preoccupaziona, pecch devi fare lesamo, ma, ogni tanto, cerca pure e pensa a sti duie scuorteche ca stiame puranco, anco nuie, in apprenzze. in aprenzzi.. ah, si! .. in apprenzzionamento!

Sa. In apprensione pap, si dice in apprensione!

Ca. quello il plurale ca nun esce, per a vote pure tu .(Salvatore va verso la cucina incurante di ci che dice il padre ed incrocia la mamma che esce dalla cucina..)

As. U Salvat!

Ca. tu..tu..tu quanno parlo cu figliemo . trovo sempe occupato!..

As. Te pare che sta lora e tarreter.

Ca. ma pecch tenivene nappuntamento?

As. statte zitto Carmeni, quanno parlo cu figliemo. Parlio, tu zitto!

Ca. pammore e Dio e chi si vuolo intrumettere, abbasta ca facite na cusarella a ghiuorno, a ghiorno, che io, tengo famma!

As. bello e mamma commo maie e fatto tarde, tu o saie che io me preoccupo

Sa. Stavo a casa di Alberto a studiare, s fatto tardi e..

As. nu mumento . ma tu, tiene na faccia che nun me piace!

Ca. Accuminciammo, Salvat, saie che devo faro, dimane va addo Federico o ferramenta, chillo, pare, che proprio ogge ce songo arrevate doie o tre facce nove, ne faie scegliere una a mammeta e po a miette ncoppo a o cunto mio.

As. e pazziammo, oin, pazziammo! Nun o pens a mamm chillo pateto a furia e fa e cunte, stasera, ha squagliato chellu poco e cerviello che lera rimasto . Ma dimme a mamm che t succiesso?

Sa. Niente mamm, niente, sai com.

As. No, Salvat, non lo s, pecch si ho sapesse nun te lavarria Spiato. Te pare?

Sa. Si, em. Forse come dice pap, devessere lapplicazione allo studio, che mi fa stare teso, tutto qui, niente di grave.

As. a verit?..

Sa. E tu sai che qualche altra volta ti ho mentito, cu tte mamm, o saie, so nu libro apierto.

Ca. Sulo cu mme o libro se nzerra, chiss comm? .. per, Ass, commo parla bello o figlio nuosto, protamente nu . PIRETO NFURMATO!

Sa. Perito Pap, perito informatico!

Ca. accuss se dice m?

Sa. si sempre detto cos. ( ci dicendo fa per andare in camera sua )

As. e m add vaie?

Sa. Poso i libri e vengo, voi iniziate pure a cenare senza e m, tanto io non ho fame.

Ca. Ma commo Salvat, nuie aspettammo a tte, pe nun mangi Sule commo a duie eremite e tu

As.. Si, a mamma, na vota tanto ave raggiona sai che vuoi fare, posa e libbre e po viene a tavula, chello, commo se dice . a si, verenno e magn, a famma te vene!

Sa. avete ragione, scusate, poso i libri e vengo.(savvia nella sua stanza)

Ca. Finalmente si mangia, iammo me, che tengo na famma ..

As. Tu pienze a mangi!

Ca. Pecch cosaldro c?

As. Io a stu guaglione nun o veco buono..

Ca. Nun te preoccup Ass, dimane, a primma matina, te porto a do miereco oppure taccattate nu bellu binocolo! accuss o vire meglio .. Si sempe a stessa .. e situazione semplice e alimentare nun te piaceno . Allora te miette cu a capa e co pensiero e tanto faie e tanto dice che e faie addevent cumplicate. Ma si o guaglione te lha spiegato accus bello . lo studio, lo studio.. chilo devo affruntare lesamo capisce sta parola? le - sa - mo!

As. Carmeni, secondo me tu parle sulo pe te fa abbronz a lengua! Io sarraggio pure apprensiva, ma tu tiene proprio a capa commo e voccole. Nun capisce che cheste songo cose serie e meno male ca io che songo a mamma a figliemo, o conosco e o capisco troppo buono!

Ca. a, si? e dimme iammo, famme cap puro a mme, dimme che capito, di cos importante e drammatiche?

As. Salvatore. tene quacche pensiero che lassilla!

Ca. ma veramente? .. uh guardatechella a fatto a scoperta e lamerica e songo e pensiere dellesamo! iammo nun perdimmo tiempo a fa chiacchiere inutile ..

As. Po essere Chiss!?! .. ma io penso che chisto s miso a fa amore

Ca. Salvatore? . ma tu che dice? .. ce pienze, se sposa, arriveno e niputine, correno e pazzeano e ce chiammano: o n! . a n! e io me mecco vicino e ce faccio fare e lezione, se metteno a disegn . buono per no comme Ivana che fa tutte spilinguacchiere ..

As. peto....

Ca. no, no, nun te preoccup ie e mparo a disegn buone.

As. certamente, songo sicura!

Ca. ma che dice?

As. sarr succiesso quacche cosa, si, si, aggio capito certamente essa, m, lha lassato? . Tu e capito Carmeni, Sta nfama lha lassato proprio m, si m che tene cchi bisogno daffetto e cumprensiona . ma si saccio chi sta GRANDA

Ca. Eeeeeeeeee!, Ass! .. e fatto nu romanzo, s miso a fa ammore, la lassato, sta chesta, sta chestata Ma si ancora nun se sape si a tene o nun a tene na nnammurata, tu gi a fa e pruciesse e a vulisse accidere. siente a me, m calmate e penzammo a cen, iammo dimme chai priparato?

As. ( ironicamente) lengue e pappavallo nturtiera

Ca. bone . Proprio chello che ce v porta in tavola me.

As. ( andando verso la cucina.) nu mumento, vi serve subbeto!

Ca. na cosa senza pressa, tanto o saie, ormaie stongo npensione e pozzo puro aspett. Tanto s capito buono che Stasera na mala serata..(bevendo il vino che in tavola)ma chesto cher.acito! ma che haie accattato, semp p sparagn!

(intanto, Assunta esce dalla cucina e mette in tavola la cena e mentre fa i piatti si ferma e.)

As. Carmeni!

Ca. ch stato?

As. Ie o vego pure assaie sciupato. ma fa che se droga?

(Carmine che aveva messo un pezzo di pane in bocca, risputandolo.)

Ca. se droga? .. ma che vaie pensanno (pensandoci su gli sorge il dubbio) ma pecch tu, pienze che. . (ripensandoci, con certezza )No, nun possible..

As. Tutto possibile, Carmeni! . Tutto possibile, cu e tiempe che correno

Ca. Salvatore nun tipo e fa sti cose.

As. A vote basta na cumpagnia sbagliata e po po po, te truvato nmiezzo e guaie

Ca. E p po po che?..chillo cu chi se la fa cu Alberto, cu Gennarino no, songo sicuro, nun protamento possibble Ass.

As. Fatto sta che ora dobbiamo indagare ..

Ca. no Ass, m dobbiame mangiare. (fa per prendere il mestolo ma Assunta gli dandogli uno schiaffo sulla mano..)

As. ho detto che dobbiamo indagare, e cap!

Ca. e va bene indaghiame.

As. ce vulesse nu piano .

Ca. E no eh! no Ass nun avastano e cantate m ce mancano e sunate..

As. Ma qua sunate Carmeni?

Ca. u,u, nun tho neg sa! M, m le ditto che vulisse nu piano

As. Nzallan! nu piano . na priparaziona commo taggio a fa cap, a si ecco io e te m facimmo nu cumplotto pe scupri o figlio nuosto che sta passanno e capito m?

Ca. Si fa presto a dicere e capito, tu intanto spiegate meglio!

As. Ecco, avrei pensato, m che esce tu piglie e ce faie na bella parlata!

Ca. ah, si! . e se po sap, pecch cavesse a parl io?

As. O pate si tu!

Ca e si nun o saie tu!

As. si tu, si tu! e quindi tu ci devi parlare, e po Carmeni ce vulessemo fa o tuocco a chi cadda parl? . limportante che quaccheruno ci parli!

Ca. Si ma nun capisco pecch proprio io?

As. Ah !!!!!.......... Carmeni tu sei ommo?

Ca. U, u bell, te sisse misa quaccato pensiero dinto a capa?

As. Nun fa o scemo, io vulevo dicere tu sei uome e Salvatore anco lui uome, quindi?

Ca. Siame due uommene . Emb?

As. emb, tra uommene putite affrunt cierte discorze cchi facilmente, nun te pare?

Ca. e chesto pure overo...

As. Oh !, vedo che finalmente hai capito! allora rimaniamo cos, m che esce, tu ce parle! ( Assunta fa per servire Cermine che prepara il piatto ma.)

As. e no! m avimmo a penz chello che ci devi dire ( Assunta si siede ed inizia a pensare Carmine sbircia nella zuppiera ed avendo fame cerca di stringere i tempi..)

Ca. io veramente na mezza idea a tenesse .

As. oilloco, p! po! p! . ha fatto, ci venuta a la mezza idea carmeni, Carmeni! cc ce vonno lidee intere ..

Ca. vuleve dicere che.

As. no, no, no, una cosa cerca e mezze e nun parl a schiovere, Salvatore nun adda cap ca nuie vulimmo sap

Ca. Ma si io ancora aggio a parl!

As. Carmeni devi faro commo si o fatto nun fosse o nuosto, devi parlaro con molta moscia panz..

Ca. Moscia panza? e cher?

As. indifferentemente!

Ca. mo accumience cu nata canzona ..

As. ma quala canzona . cullindifferenza Carmeni, cullindifferenza!

Ca. e parla buono, che gi la questiona delicata, tu parle pure giangianese.

As. Era nu francisismo Carmeni, un francisismo e s, ma io po, me mecco a parl francese cu tte, che sei un ignoranto tutale!.

Ca. ignoranto tutalo a mme? ma io

Sa. mamma, dove sta il carica batterie del telefonino

As. lho messo nel comodino a fianco al letto. Ssssssss, zitto m, statte zitto! che st venenno E po limportante ce simmo capite, m statte zitto e parla quanno devi parlare (Entra Salvatore si siede a tavola e guarda il piatto senza parlare. Intanto Assunta inizia a spiattellare e mentre serve, abbondantemente, Salvatore. )

Sa. mamma troppo

As. ma salvat a mamm tu ne hai bisogno, devi studiare!

(detto ci mette un mestolo nel piatto di Carmine e si serve Lei, Carmine la guarda interdetto e)

Ca. Assunt e io devo fare i conti!

As. a te te saglie o polisterolo! .

(ci dicendo fa cenno a Carmine di parlare ma Carmine, a segni cerca di far capire di aspettarepoi )

Ca. Assunt, o pensato na cosa, vulimmo fa nu bello iuoco?

(Ci dicendo fa locchiolino ad Assunta. Che lo guarda interdetta.)

As. E che se tratta Carmeni?

Ca. facimmo na cosa stasera, chi nun tene probbleme, se stesse zitto! Chi invece e tene devo parlare

(Salvatore continua a fissare il piatto in silenzio)

Ca. ho detto chi tene e probbleme devo parlare!!

(Guarda Salvatore, che gli lancia unocchiata poi rituffa lo sguardo nel piatto)

Ca. U, Salvat, mi hai sentito? Salvat! .

(Salvatore preso dai suoi pensieri non risponde. Assunta fa cenno a Carmine di insistere)

Sa. Che c pap.

Ca. dicevo chi tene nu problema deve parlare chi invece nun ne tene si devo stare zitte e capito?

Sa. Si, emb? cosa dovrei fare?

Ca. emb, commo emb, voglio sap perch nun parle?

Sa. E cosa dovrei dire?

(Carmine rivolto alla moglie a bassa voce)

Ca. C caduto, m gli faccio la domanda finale alla quale madda rispondere per forza SI! (rivolto a Salvatore) Salvat tu tiene quacche problema?

Sa. No!

Ca. e allora parl. nu mumento comm sarebbe a dicere NO!?!

Sa. Sarebbe No!, non ho problemi, ecco tutto.

Ca. Ass tu hai sentito, quello ha detto NO!

As. Aggio sentuto e aggio capito! . a parlato Arsenico Lupino ma fammo piacere Carmeni

Ca. che vu dicere nun tenghe probleme, e allora pecch a quanno si trasuto pe dicere doie parole te lavimmo avuto a ter a vocca? ..stasera me pare na Mmummia, nun dice na parola..

Sa. esattamente, perch come hai detto, giustamente tu: chi non ha problemi deve tacere e io, che problemi non ne ho, sto zitto. Parlasse chi ha problemi

Ca. e secondo te, chi tene sti probbleme?

Sa. Non vorrei sbagliare, ma a me pare che proprio tu, staie chino e probleme pap! e sembrerebbe anche che hai tanta voglia di scherzare, mentre, invece io proprio no! a questo punto sapete che vi dico, (ci dicendo si alza e raggiunge luscita)ora vado fuori, vado a fare due passi.

As. A chestora?

Sa. Ma perch c unorario per poter fare due passi? (ci dicendo esce)

Ca. e che gli vuoi dare torto . Ma tu guarda nu poco .. faie tante sacrifici pe fa studia nu figlio e po, . po te lo ritrovi talmente striuto che tu parte pe tho fa ( mentre dice ci inizia a mangiare.)

As. e chilo te fa isso a tte! Carmeni, te si fatto fa commo a nu cucuzziello.

(Assunta, prende per un braccio Carmine e Nel parlare Assunta non da modo a Carmine di portare la forchetta alla bocca)

As. Carmeni, a vicchiaia carogna.

Ca. si, si

As. Tu a nu poco e tempo a chesta parte pare nu nzallanuto.

Ca. emb

As. Comunque nun hai visto che cera nera c teneva,

Ca. si, si

As. io sto troppo preoccupata.

Ca. EEH! Ass, e me staie sbrunzulianno a cc e a ll e nun me faie ngarr a mangi!

As. Guardate chilo penza a mangi mentre o figlio chis che sta passanno, susete, fa ampreso, currece appresso va a ved add v!

(Carmine stanco della situazione si alza e va verso la porta, poi si ferma si gira verso Assunta..)

Ca. Ass chilo stato sempe nu buonu guaglione, siente a mme lasciammo sta . E po si teneva quacche problema grave, certamente me ne avvarrai parlato, non ti pare?

As. Sarr commo dice ma io sto troppo preoccupata

Ca. e fa na cosa, spreuoccupate e ghiammucenne a durm!

(Assunta sparecchiando la tavola nervosamente.)

As. E cos stasera nisciuno a mangiato.

Ca. precisiamo! .. nun e fatto mangi a nisciuno,

As. ti guarda cc tutta grazia di Dio sprecata

Ca. non buttare niente, faccio nmarenna io dimane e matina.

As. E te pareva, io soffro po figlio mio e stongo Troppo preoccupata.

(Carmine ripete allunisono con assunta le ultime battute)

Ca. Troppo preoccupata! .. siente a m, visto a commo s miso a serata, ce cunviene e ce ne ire a cucc, si no cu tutte sti preoccupazione putimme pure addivent scieme

As. a parte o fatto che tu stu rischio nun o curro.. e po cu sti chiare e luna io nun tengo propetamento suonno .

Ca. cammina, che chello te vene..

(Ci dicendo prende la moglie per un braccio e la porta verso la stanza da letto. Dopo qualche minuto rientra Salvatore,si siede e fa per bere)

Sa. ma chist che hanno accattato, lacito!

( si sente leggermente bussare alla porta. Salvatore va ad aprire e dal corridoio (fuori scena).)

Sa. Ren, che vuoi ancora da me?

Re. Niente, niente volevo concludere quel discorso iniziato al Bar

(Entrano in scena)

Sa. Abbassa la voce, e poi tho detto che la cosa non mi interessa! Io .

Re. Ma non mi hai fatto parlare ascoltami prima e poi decidi.

Sa. Sta poco da parlare, a me, certi affari non interessano e poi.

Re. E poi?

Sa. E poi niente. So fatti miei..

Re. Fatti tuoi? . da un po di tempo che nel quartiere circola voce che una certa Rosina

Sa. Cerca di non mettere Rosina nei nostri discorsi . E chiaro? e poi che centra Rosina.

Re. Centra, centra .. centra una volta con il riporto a nove mesi .. di uno, o una .. c simmo capite!?!

Sa. Cio? adesso ti metti a fare il filosofo enigmatico?

Re. N luno n tanto meno laltro,(mostrando la sedia) posso sedere.

Sa. No Ren, parla allerta allerta, che si se scetano mamm e pap nun saccio che lle dicere, anzi, diceme chello che mi devi dire veloce, veloce e buonanotte!

Re. E quanta pressa, vedo per, che appena ho nominato Rosina te si appicciato commo a nu micciariello, commo se vede che.

Sa. che cosa Ren, che cosa!?

Re. Niente, calmati, niente dicevo commo se vede che lammore fucariello e spisso e vulentiere, quanno proprio bene e mesure nun se sapeno pigli ecco che inevitabile pu addevent (rivolto a Salvatore, con freddezza)..pap!

(Salvatore impietrisce, un nodo gli blocca la gola cerca di non scoprirsi..)

Sa. Ma

Re. Con i ma, i se, e i si po , non si mai fatto nulla nella vita, Salvat, queste sono ipotesi .. invece a te sono tutte certezze!

Sa. Tu che ne saie e sti fatte?

Re. Te lho detto, io dinta stu quartiere saccio tutto chello ca se fa e chello ca nun se fa. Altrimenti non potrei essere chi sono! Non ti pare?

Sa. Si va bene, ma io ancora non riesco a capire cosa vuoi da me.

Re. presto detto. Tu sei, comme se dice, si nu buonu guaglione, insospettabile. Tuo padre chiamato spisso da gente do paese per varie riparazioni.

Sa. Emb?

Re. Emb? . Tutti hanno stima e fiducia sia di te che di tuo padre quindi

Sa. Quindi?

Re. Ho saputo che laltro ieri stato chiamato da zia Angelica, la casta vedova, la quale, pare abbia voluto impiantare un antifurto in casa, sai comm forze, tene a coscienza sporca e se mette appaura che larrobbano.

Sa. Si vero, ma ancora non capisco cosa centro io?

Re. Salvat, tu hai aiutato tuo padre a montare lantifurto vero?

(Salvatore ha come un senso di liberazione e tirando un grosso sospiro..)

Sa. Questo tutto .io me pensavo che vulive, si vero, sai quel tipo dantifurto computerizzato e allora pap, sapendo che io ne capisco di computer, mi ha chiesto se potevo dargli una mano ecco tutto ma non vedo come la cosa possa interessarti pi di tanto..

Re. nun aggio ancora fernuto.

Sa. Ah! . E cosaltro c?

Re. C che tu, che cu stu fatto e Rosina te sei nguaiato,e se non vuoi peggiorare la tua posizione, devi fare ci che ora ti dir di fare.

Sa. E cio?

Re. Ora mi spieghi dettagliatamente il modo migliore per disattivare il congegno, in modo che possa mettere in atto il colpo che mi sistemer per tutta la vita, visto che la zia intende donare tutti i suoi beni agli orfani di Santa Maria degli Angeli e che mio padre intende diseredarmi, me pare pure logico che mi prenda ci che mi spetta per diritto, non ti pare?

Sa. Tu si pazzo, si, si, tu devi essere completamente pazzo!

Re. Io, forse, sar pure pazzo, ma tu, si nun faie chello che taggio ditto, certamente sei un uomo morto, stecchito Salvat .. defunto!

Sa. E chi sarebbe lesecutore di questa sentenza . Forse tu??!?!?

Re. Salvat, come sei ingenuo .. non capisco come fai a non compredere le cose pi elementari.. Allora, visto come stanno le cose mi spiego meglio, stamme a sent, segui attentamente il mio ragionamento: visto che o pate e Rosina Don Alfredo Capannella! e che lo stesso certi sgarri non li digerisce molto facilmente, anzi .. non li sopporta proprio, va da solo che chillo appena o vene a sap . Te fa a pella!

Sa. come fa a saperlo se io e Rosina abbiamo deciso di parlargliene solo

Re. Io Salvat, lo informo io della situazione si non mi dai na mano!

Sa. E tu tenisse o coraggio e fa chesta nfamit? . E poi io a Rosina la sposo certo non subito, ma appena dopo gli esami di stato, mi cerco un posto di lavoro e

Re. E, secondo me, sar troppo tardi, Don Alfredo potrebbe sapere molto prima di come stanno realmente le cose e songo sicuro che la cosa non gli far molto piacere te lo posso assicurare.

Sa. Si na vipera Ren . Si nu verme ma io.. (fa per aggredirlo)

Re. Stai calmo, pensa a mamm e a pap, si potrebbero svegliare.. chiedere spiegazioni. E tu che gli rispondi? e po arricuordate che io so nu lione, . nu lione Salvato non una vipera . ma non lhai ancora capita commo stanno m, e cose

Sa. Aggio capito, aggio capito Stongo dinto e mane toie

Re. Vedo con piacere che inizi a ragionare e po te conviene, pienzace buono, perch in tutto questo, se le cose vanno come devono andare, avrai anche la tua fetta di guadagno e ti posso assicurare che nun songo sciuscelle . Pecch a tt te dongo o 20% e quanto me danno a mme e tutta a refurtiva Socio!

Sa. Socio? . Ren io se decidessi di accettare, sappi bene che non voglio nulla . Non so che farmene dei tuoi sporchi soldi..

Re. Salvat, e sorde, purtroppo pure si songo sporche, nzevate, stracciate, puzzulente nun hanno maie fatto schifo a nisciuno e po te pozzo assicur che, a refurtiva roba e valore. Il tutto supera i 20 miliardi, tra gioielli e quadri dautore, e chillo che sha pigli mha ditto che me d 5 miliardi.

Sa. Te lho detto, e te lho ripeto di queste cose non voglio saperne nulla perch non minteressa..

Re. Ma e capito che o 20% e 5 miliarde, ovvero nu miliardo, io lo do a te, E credo che una cifra del genere, Salvat, ti permetterebbe di sposarti, di comprarti una casa, dei mobili, una macchina e, cosa pi importante potresti presentarti a Don Alfredo con tutta un'altra faccia. M invece, nelle tue condizioni che puoi assicurare a Rosina .. te lo dico io o riesto e niente!

Sa. Non lo so, non lo so e non voglio nemmeno pensarci

Re. E invece ci devi pensare, si tratta del futuro tuo e di Rosina, senza parlare poi al dolore dei tuoi genitori, Piensace Salvat, piensace buono, e po dimano e sera me faie sap se un si oppure un no! e m. buonanotte! (Detto ci Renato va via, mentre Salvatore si accascia sulla sedia poggiando i gomiti sulla tavola. Mille pensieri volano nella sua testa)

Sa. Se lo faccio rischio la galera a vita, Se non lo faccio rischio dessere ammazzato da Don Alfredo e a pap che gli dico? con che faccia potr guardare negli occhi mia mamma. che situazione assurda, mannaggia a mme (mentre pensa il sonno pi forte di lui e saddormenta chino sul tavolo)

(parte la base V guaglione v!.)

FINE PRIMO ATTO

ATTO II

( mattino la scena si apre sulla piazza del paese.Da dx arriva in piazza Giusy che si guarda intorno e va verso il bar..)

Gi. Romeo! .. Romeo! .

Rom. Si, chi ?

Gi. Sono Giusy, sono arrivati i gelati al lampone?

Rom. No, forse arrivano oggi pomeriggio!

Gi. Va bene, torno oggi, ciao.

Rom. ciao ( mentre Giusy savvia nel vicolo che porta a scuola giunge, di corsa Ivana alle sue spalle)

Iv. Giusy, giusy, ti sto chiamando da quando sei passata fuori casa mia, ma stamattina sei sorda?

Gi. Ivana, stamattina non proprio giornata, ho avuto unaltra discussione con mamma, ogni mattina la stessa tiritera!

Iv. Come ti capisco!ma possibile che non riescono proprio a capire che non siamo pi delle bambine!

Gi. Sempre gli stessi discorsi..:Stai attenta agli uomini con limpermeabile..

Iv. vorrei sapere poi chi quel pazzo che si mette limpermeabile con questo caldo.

Gi. Non accettare caramelle, cioccolate e biscotti da nessuno!

Iv. A propositoma secondo te pericoloso solo quando queste cose vengono date tutte e tre insieme, o anche se ti danno solo un biscotto?

Gi. Che vuoi dire? Spiegati

Iv. No, perch noi sappiamo bene che queste cose le fanno i pedofili, ma quello che non ho capito se uno pedofilo anche se ti da solo un biscotto

Gi. Io penso di ..si! Ma, perch me lo chiedi?

Iv. Sai, ho il sospetto che Carmine, il mio vicino, sia pedofilo!

(Intanto arrivano in piazza Carmine e Salvatore che parlano tra loro.Salvatore molto nervoso, causa gli eventi del giorno precedente. Giusy e Ivana nel vederli si allontanano velocemente dal bar. Salvatore saluta il padre e si siede al bar rivoltando nervosamente i libri che ha in mano, mentre Carmine va verso le bambine )

Ca. Oh.qua sta pure la . SIGNURINA Ivana! Dove andate? A scuola?

Iv. Certo ma, Carmine, usateci la cortesia di non rivolgerci la parola per strada, noi non parliamo con i pedofili! (ci dicendo va via con Giusy. Salvatore guarda il padre interdetto e..)

Sa. Pedofilo? ( Carmine dopo un attimo di silenzio)

Ca. Ma che hai capito, Ie nu biscotto caggio dato, mica caggio dato caramelle e ciucculate! . E s ce mancasse sulo chesto, aldre spese, aldri sorde p caramelle e ciucculate a spennere (ci dicendo va via ed allinizio del vicolo sincrocia con Rosina,)

Ro. Buongiono

Ca. Giorno Ros.

(Rosina, che avendo comunicato a Salvatore, alcuni giorni prima, di essere incinta, nel vederelo pensieroso e preoccupato, cerca di capire se realmente ci tenga a lei ad al bambino oppure si sia pentito )

Ro. Salvo, . Salvo che c?

Sa. Nulla Rosy, nulla..

Ro. Ti sei forse pentito delle promesse fatte, Salvo, sii sincero, perch se non vuoi io posso anche tenermi il bambino. Capisco la situazione e non voglio obbligarti a fare qualcosa di cui potresti pentirtene .

Sa. Che dici Rosy, non lo devi nemmeno pensare. Ti posso assicurare che stai fuori strada, i nostri problemi, sono nulla al confronto di ci che mi capitato ultimamente..

Ro. Solo il fatto, che mi parli, senza guardarmi negli occhi, mi da limpressione che tu, voglia.

( ci dicendo prendendo per il mento Salvatore lo obbliga a girarsi verso lei.)

Sa. Non essere sciocca, non puoi nemmeno immaginare in che assurda situazione mi trovo

Ro. Emb! . Parliamone .. labbiamo sempre fatto e siamo riusciti a trovare sempre la giusta soluzione

Sa. La giusta soluzione .. si, la giusta soluzione per ci che m accaduto. Non esiste .. una giusta soluzione!

Ro. Ma dai, impossibile, sai bene che a nulla non c il giusto rimedio, solo per la morte non esiste soluzione..

Sa. Giusto ed il mio un caso simile.. (Rosina capendo che Salvatore, realmente, ha un grosso problema ma non vuole confidersi nervosamente si alza e )

Ro. Ora basta! devi parlare! non posso sopportare questo tuo modo dagire. (poi comprendendo che innervosendosi potrebbe ottenere risultati indesiderati, lo guarda e, portandosi alle sue spalle e carezzandolo dolcemente sulle spalle..) Se tu hai un problema, questo obbligatoriamente anche mio. Ti prego, per lamore che ci unisce, parliamone..

Sa. Non voglio crearti altri pensieri oltre quelli che gi hai

Ro. Abbiamo!

Sa. vero, abbiamo. (Rosi si allontana e portandosi a centro scena.)

Ro. Se vero, come vero, che io e te siamo un'unica cosa, com giusto sia tra due persone che si amano, perch dovrei conoscere solo parte dei problemi tuoi, mentre tu, invece . (Salvatore alzandosi e raggiungendo Rosy)

Sa. Proprio perch ti amo Rosy, tu sei troppo importante per me, ed in special modo ora che porti in te una parte di me non voglio darti altri dispiaceri

Ro. Ma non capisci che agendo in questo modo fai lopposto di ci che stai Dicendo di volere

Sa. Ho paura Rosy, ho paura

Ro. Paura? e di che?. di chi?di cosa? . Santo Iddio, Salvo parla! . ora stai iniziando a farmi paura, cosa accaduto? (Salvatore, fa alcuni passi, vorrebbe dirle tutto ma qualcosa lo blocca, non sa che fare. Ha paura di commettere un ulteriore errore nel dirle ci che gli accaduto. ) Allora? ( Salvatore comprendendo che non pu pi tenere per se tutto si decide e)

Sa. E va bene, ..ieri pomeriggio mentre ero qui al bar, mi si avvicin Renato.

Ro. Chi, il figlio del Barone de Santis? .

Sa. Si, proprio lui, ma ti prego Rosy non mi interrompere, gi difficile per me dirti quanto sto per dirti, se minterrompi non riesco a continuare..

Ro. Scusa ..

Sa. Si seduto vicino a me e ha iniziato uno strano discorso, sulla vita che conduciamo noi giovani in paese, sulle nostre, non certo rosee prospettive future, su come alcuni di noi sono segnati ad una vita di stenti e sacrifici. Poi guardandomi negli occhi, ed accompagnandosi con una strana risatina sarcastica, mha detto:

(.Rosy e Salvatore si fermano guardandosi negli occhi mentre la voce fuoricampo di Renato..)

RE Ma chi, in questa savana, riesce a capire come fare per essere leone tiene un futuro assicurato. Pensaci Salvat, pensaci!

Sa e ci dicendo si alzato ed andato via..

Ro. Conoscendo lindividuo credo daver capito cosa abbia voluto dire..

Sa. Anchio Rosy, anchio credevo daver capito

Ro. Quel mangia pane a tradimento voleva coinvolgerti nei suoi loschi affari di droga e bravate da balordi.. vero?

Sa. Questo pensai ed per questo che mentre andava via gli dissi: Ren, la mia vita preferisco viverla tra stenti e sacrifici ma con la certezza di poter poggiare, ogni notte, la testa sul cuscino serenamente , non mi rispose, and via ridacchiando e ripetendo: pensaci Salvat, pensaci!

Ro. Si, va bene ma io non ci vedo nulla di drammatico in tutto questo.

Sa. Non finita qui Rosy, non finita qui! (ci dicendo Salvatore si allontana di qualche

passo e Rosy seguendolo.)

Ro. Cosa altro successo..

Sa. Stanotte .. venuto a casa . sapeva tutto di noi due e

Ro. Tu che stai farneticando come faceva a sapere?

Sa. Non lo so, so solo che mi ha imposto un vile ricatto .

Ro. e cio ..

Sa. se entro stasera non gli dico il modo con cui evitare i sistemi dallarme, che io e pap, abbiamo montato a casa di sua zia, lui andr dritto da tuo padre Don Alfredo, e gli dir tutto, capisci tutto, e sapendo che tuo padre, uomo donore, so anche la fine che far.. mammazza; se invece glielo comunico mi d un miliardo per sposarci

Ro. ma cos rischi il carcere.

Sa. Sono rovinato! .. Mi dici ora cosa dovrei fare? .. sono in un mare di guai.

(Rosina inizia a passeggiare mentre Salvatore raccogliendo i libri da terra si risiede. Dopo qualche attimo Rosy si ferma si volta verso Salvatore e..)

Ro. Ok, ci sono, si, Salvo non temere, penso daver trovato una soluzione..

Sa. E cio?

Ro. Lasciami fare, oggi pomeriggio, se mi riesce una cosa che ho in mente, ti faccio sapere, ora andiamo a scuola che tardi.

Sa. Ma dimmi almeno coshai intezione di fare?

Ro. Andiamo, A cose fatte saprai

(Rosina prende Salvatore per mano ed insieme savviano a scuola. Nel vicolo sincrociano con Carmine e)

Ca. Salvat, ma ch stato, fuie sempe comme o viento

Sa. tardi pap, ho fretta, devo correre a scuola, ci vediamo a casa, ciao.

( Carmine entra in scena con in mano una busta di materiale elettrico.)

Ca. Ho fretta, devo correre, ma stu guaglione se stesse priparanno p lolimpiade . mah! (guardando nella busta..) se, se, ie, guardo, guardo ma chello chesta e a robba. (riguardando nella busta), Tre lampadine, 15 metre e cavetto, e nun manco chello buono, na spina e na presa 33.000 lire? .. ma cheste songo cose e pazze! 33.000 lire, e che mha dato chisto? Ahh. Dimenticave ninterruttore esterno, a muro, Carmeni, questo prutetto dalla pioggia , ma che i a pass maie niente, ma pecch ninterruttore esterno commo adda essere? . Ah, e po dimenticavo chisto lurdemo tipo , e che significa, pecch nun fa e stesse cose che faceva o tipo e primma. Mariuole, songo tutte mariuole e cammurriste.. (mentre dice ci entra in scena Don Alfredo, che nel sentire le ultime parole di Carmine lo guarda, gli si avvicina e .)

DA. na cumbinazione! . O nallusione Carmeni! (Carmine impacciato ed intimorito.)

Ca. ma qua allusiona Don Alfr, non mi sarei mai permettuto, io ce lavevo cu chillu mariuolo a faccia nterra e Federico o ferramenta, vuie avite capito niente, quatto cianfrusaglie s pigliato 33.000 lire. Robba che sino a lautriere aggio pavato scarzo 15, 16 mila lire . Ma dove vogliamo arrivare.. e po io, sapite, stongo accuncia e luce de scale a casa e DonnAngelica e chella, quanno vere sente a cifra certamente se penza che io me voglio fa a ratta a coppa..

DA. Scusa Carmeni ma Federico te lha fatto scuntrino?

Ca. Se, se, o scuntrino . Federico?... Don Alfr, chella galletta e castiellammare me faceva o scuntrino esatto a mme? . (mette le mani nella busta e preleva unoscontrino, lo mostra a Don Alfredo e) eccolo qua, 6.000 lire ..questo il massimo che mha potuto fare .. Carmeni tho faccio e sei mila lire saie comm e chisti tiempo caso maie tacchiappasse a finanza ma commo faccio io cu 6.000 lire a giustific a spesa cu a clienta? . Carmeni chiste tra tasse e spese varie, o poco e nzogna se la voglieno squagliare loro e io si nun faccesse accuss avessa sulo a chiudere lattivit pe fallimento . Isso, ate capito niente Don Alfr, Isso avesse a chiudere p fallimento . Chillu peducchiuso ca nun se sape si tene cchi sorde inta o matarazzo o Sotto e marmette da cucina..

DA. E cos stai lavorando a casa di Donna Angelica?

Ca. ngnors, (con un sorrisetto ironico), Ci sto facendo un bel servizietto

DA. Emb! .. Carmeni, come vi permettete fare delle allusioni cosi basse al riguardo di una Nobil Donna come la Baronessa Angelica de Santis, badate a commo parlate, eppure cavete net!

Ca. scusate Don Alfr, m scappata.

DA. E voi la prossima volta trattenetela, si no pu anche finire male sapete!

Ca. Non si ripeter pi . Promesso!

DA. Speriamo non vorrei che abusaste della mia falsa ingenuit!

(ci dicendo entra nel bar. Carmine rimasto solo si alza raggiunge il centro poi ripensando alle paroel diGrazia)( fuori campo)

Gr. I pedofili sono quelli che abusano dellingenuit

Ca. Chisto nato ca se crere ca io songo nu Petofilo. Ahno, ie po mevo scurdato che Don Alfredo stato o primmo nnammurato di Donna Angelica, chillo perci c bruciato . (si guarda intorno ben bene e poI) o mazzo! eeeeeeeeeeeeeeeH, visto commo se songo mise e cose stammatina cunviene che primma e dicere quacche cosa uno se guarda attuorno pecch nun se po maie sap chi te sente che capisce..

(ci dicendo va via verso casa. Intanto dal lato opposto giunge, sulle note di un valzer antico, donna Angelica che si guarda intorno, sospira e poi prendendo il medaglione che porta al collo lo gira tra le mani guarda la foto e sospirando profondamente)

An. E anche stamattina, come ogni mattina da trentanni, tho fatto dire una bella Messa e mi sono comunicata (sospira) e adesso, come ogni mattina da trentanni, ti compro il solito mazzo di rose rosse e te li porto sulla tomba, (guarda di nuovo la foto, sospira e) Filippo, oh caro il mio sposo Filippo, .. sono trentanni che le mie giornate sono sempre uguali, casa, chiesa e cimitero, mai niente di nuovo, sono trentanni che faccio questa vita a volte penso che potrei anche impazzire..(alza lo sguardo al cielo e ) impazzire si, ma se non sono impazzita quella notte non posso impazzire pi. Ancora oggi quando ci penso.. mi viene la pelle doca (riguarda la foto), come si pu, ma come si pu Filippo me lo spieghi? (sospira), cosa che se me la racconto stento a credermi. .. Ricordo come fosse ora .. era la nostra prima notte di nozze, e che notte! Gi dallinizio fu un capolavoro perch c voluto il bello e il buono tra spiegazioni, chiarimenti, e delucidazioni per farti capire come stavano realmente le cose . E s!, perch tu, ti ricordi Filippo, si, proprio tu, eri talmente casto e puro che volevi da me lindirizzo della cicogna e quando ti chiesi che volevi dire mi rispondesti: su cara non fare lingenua, stasera dobbiamo scrivere la letterina alla cicogna affinch ci porti un erede, io credevo che tu stessi scherzando, tant che sorridendo ti dissi: via del boschetto 6 e invece ti trovai veramente a scrivere. (sospira), e che ce vulette pe te fa cap commo stevano e cose .. emb! tu che fai, quando finalmente avevi capito e stavi iniziando a dare sfogo ai tuoi istinti, dicendomi: ma allora cos, uh che bello ancora, ancora, aspetta non ti muovere ci sono anchio eccomi qua! taccasciasti e te ne andasti allaldil! . sei stato un egoista.

( giunge di corsa in piazza Rosina, affannata e)

Ro. Buongiorno Donna Angelica, cosa vi accaduto?

An. (sobbalzando), nulla, nulla, riflettevo sulla monotonia della mia vita . e tu invece come mai qui?

Ro. dovrei chiedervi un piacere personale su una cosa molto importante.

An. Oh bella e dimmi di che si tratta.

Ro. Veramente una cosa delicata, gradirei parlarvene in un posto sicuro da orecchie indiscrete, possibile?

An. Ma certo, sai che facciamo, ora tu maccompagni al cimitero, sai devo portare la foto di filippo nella cappella, lho fatta ingrandireaspetta ora te la mostro cos mi dici se ti piace(prende la foto dalla borsa)che ne dici?

Ro. davvero bello

An. strada facendo poi, mi spieghi questa cosa delicata, ti sta bene?

Ro. Benissimo.

An. Allora, inizia pure.

Ro. Vostro nipote Renato s messo in testa.

An. Lascialo perdere quel fannullone

Ro. No, un momento, non mi sono spiegata e forse meglio che parta dal principio altrimenti non ci comprendiamo

An. Se credi, dunque fammi capire

Ro. Io sono fidanzata, da circa due anni, con Salvatore Ferrante, il figlio di Carmine e sapete come vanno certe cose, ti vedi oggi, ti vedi domani la paglia vicino al fuoco subito saccende ed difficile poi spegnerla dico bene..

An. (sospirando) a me lo dici (ci dicendo savvia verso il vicolo che porta al cimitero). sono trentanni e non c verso . Hai voglia a buttarci acqua, niente un fuoco (sospirando) .duro a morire. scusa, dicevi?

Ro. Il fatto questo Salvatore( scema entrando nel vicolo e mentre le due donne scompaiono nel vicolo dal lato opposto entra in scena Renato seguito da Aldo )

Re. fatta Ald, fatta. Stasera Salvatore mi da le informazioni che ci servono e per sabato sera avremo in tasca quanto ci basta per andare via da questa fogna e rifarci una nuova vita in citt, ci pensi Ald.. macchine, femmene, divertimenti dogni genere tutto grazie alla cara vedovella..

Al. Ma si sicuro che Salvatore nun fa o fesso?

Re. Ald! . E tu sai bene che non gli conviene

Al. Si, va b ma si po se tira areta allurdemo mumento, nuie che facimmo..

Re. Semplice, andiamo da Don Alfredo e gli diciamo papale, papale: Don Alfr le cose Stanno cos, cos, e cos! e chiaro? (In quellistante Don Alfredo esce dal Bar e ascoltando il suo nome nellultima frase .)

DA. Signorino Renato, a me non affatto chiaro. Volete avere la compiacenza di spiegarmi queste cose che stanno cos, cos, e cos.. come stanno realmente?

Al. E mm!?! (Renato impacciato e non sapendo che dire..)

Re. No Don Alfr io stavo raccontando ad Aldo che in paese qualunque cosa si deve fare bene venire da voi, anche per un consiglio, e spiegare bene cosa si vuole fare, e vero Ald?

Al. Si, si, proprio cos, me steve a dicere proprio questo..

DA. E chiedo scusa, ma a che proprosito?

Al. No, se parlava do fatto da vedovella.

Re. Statte zitto!

DA. A vedovella? . chi vedovella?

Re. No, Don Alfr quello Alduccio non ha capito bene, si alludeva a chella telenovella, si chella che nun se capisce niente .. al momento mi sfugge il titolo, ma certamente ad una persona come voi non pu interessare pi di tanto visto che queste scemate voi non le seguite..

DA. Ma perch voi si!

Re. Qualche volta, sapete, a casa, capita che mentre se la guardano le nostre mamme siamo costretti a seguirle nostro malgrado e

DA. Si, va bene ma che centro io con queste telenovelle?(ci dicendo inizia a leggere un giornale trovato sul tavolo del bar)

Re. Giusto, che cosa centrate voi?

DA. Bellu guagli, ma nun che me vu strunzi!?! Ora o mi dai una spiegazione logica del perch e del per come il mio nome dovrebbe essere legato a sti strunzate o io ve faccio arricurda a iurnata dogge! ce simmo spiegato! .. e m parlate! (Renato rivolto ad Aldo a bassa voce)

Re. Ma pecch nun te cuse sta vocca! ogni vota che llarrape, pierde na bona occasione pe te sta zitto!

DA. Allora guagl, iammo che stongo perdenno a pacienza..

Re. presto detto Don Alfr, il fatto questo, in una delle ultime puntate uno dei personaggi organizza na rapina in banca senza avvisare il boss .

Al. Ma che dice ren! . Chilo o fatto do furto de quadre e de gioielle?

Re. Ma che dice, se vede che sta puntata non te la sei vista! pecch, commo dicevo, chillo alla fine viene arrestato, e il Boss da ordine ai suoi scagnozzi che stavano dentro di dargli una lezione. A questo proposito spiegavo ad Alduccio lo sgarro, facendogli notare che il boss,

Al. in questo caso voi

Re. Giusto, dovete essere sempre a conoscenza di tutto ci che accade in paese, altrimenti il rispetto che fine farebbe?

Al. Ren allora ci dobbiamo dire anche il fatto nostro?

Re. Ald, nun parl, pe piacere, statte zitto, si no te manno o spidale..

DA. Guagli, hai parlato bene, ma nun che sta sturiella mi abbia convinto assaie, perci per questa volta me la voglio bere, mha voglio ammucc! Ma si ve pesco ancora a parl e me senza na iusta ragione, ve faccio fa nu vestetiello e lignamme cu nu cappiello a forma e croce. Ci siamo capiti?

Re. Il discorso chiarissimo

Al. Nun fa na chiea.. (ironicamente). ce lavete stirato bene

DA. Sta poco a fa e spiritose, Don Afredo Capannella( entra in scena Angelica)

An. Buon giorno Don Alfredo, come al solito sempre agitato, chi vi ha messo in agitazione?

DA. Niente donna Angelica, robetta da ragazzi, posso offrire na tazzulella e caff? . E non mi dite di no, ve ne prego, sono anni che non mi date il piacere di.

An. E perch no, ho giusto bisogno, come dite voi, e na bella tazzulella e caf..

DA. (incredulo per laccettazione) Ci accomodiamo allinterno o preferite fuori?

An. Meglio qui, allaria aperta, grazie

(Aldo e Renato approfittano della situazione e si dileguano nel vicolo. Don Alfredo porge galantemente la sedia alle spalle di Donna Angelica che si accomoda. Poi don Alfredo si reca sullentrata del bar.)

DA. Romeo portateci due caff al tavolo..

Rom (dallinterno del bar) Vi servo subito Don Alfr (don Alfredo si siede. Angelica si guarda intorno e visto che non c pi nessuno.)

An. Alfr, ho da chiederti un grosso piacere..

DA. Donna Angelica, ma dite, senza problemi, Voi sapete bene che qualsiasi cosa, sono sempre .. vostro umile servitore

An. smettiamola con questi salamelecchi, tra noi c stato in passato un sentimento che ci obbliga ad essere sinceri l uno con laltro. Se vero, come credo sia, che il nostro stato vero amore, mettiamo gi una volta e per tutte questa maschera e cerchiamo di fare oggi qualcosa che possa porre rimedio al male che, in questi anni, abbiamo fatto ad altri, solo per il gusto di vendicarci di chi ci imped di coronare il nostro sogno.

DA. Ma.. non ti capisco .. ho fatto qualcosa che.

An. Niente Alfr, nun fatto niente ma!

DA. Ma.

An. Ma al di fuori delle mascalzonate da te commesse in questi anni oggi, potresti commettere quella che ti segnerebbe a vita

DA. Ma stai parlanno pe caso e tuo nipote Renato, io stevo pazzianno e po.

An. No Alfr! ... na cosa seria! .. In paese, per un tuo eventuale errore di valutazione, altri due cuori potrebbero infrangersi e fare la nostra stessa fine

DA. Gigi, io..

An. M chiammato commo me chiammave allora..

DA. Scusa m scappato non volevo..

An. Alfr .. dillo un'altra volta ti prego..

DA. Ma allora?

An. Ti prego dillo! .. chiammame commo sulo tu me chiammave.

DA. Gigi.

An. Si chiuro luocchie me pare e turn a chilli mumente quanno tu zumpanno o muro e cinta venive sotto a fenesta mia e allora te ne ive quanno ie maffacciave e te mannavo nu vaso(ci detto mandando un bacio da uno schiaffo ad alfredo, che intontito cerca la mano di angelica, e stringendola)

DA. E Tarricuorde quanno pe sagl ncoppo o barcunciello tuoio maggrappaie o rampicante

An. Commo no, e po appena stive pe zump ncoppo o balcone, sentenno a voce e pap pe fu, te menaste (sorridendo) abbascio e ghiste a fern dinto fuosso de puorche .

DA. Pe na ventina e iuorne mavetta lav cu a varricchina tant ca puzzavo

An. Bando hai ricordi, Alfr torniamo alla realt. Il fatto e questo..

(esce il barman con il caf)

Rom Ecco i caff, Oh donna Angelica, quale onore..

DA. E adesso lasciaci soli che abbiamo da parlare.

Rom tolgo il disturbo immediatamente

DA. Ah! mettili sul mio conto. ( ci dicendo rientra nel bar)

An. gustiamoci questo caff, (Dal vicolo giungono Carmine e Assunta chiacchierando tra loro. Appena Assunta vede angelica e alfredo)

As. buongiorno donna Angelica

Ca. esequie Don Afr (Angelica abbozza un sorriso, mentre don Alfredo sta per scattare )

An. cosa possiamo offrirvi? (Carmine e Assunta si guardano allibiti)

Ca. ( rivolto alla moglie) che v fa?..v suffr?

DA. Carmeni, vi ha chiesto se volete consumare.

Ca. Gentilissima signora e chi lo sa.. songo cose che sulo o Pataterno le sape..

An. Ma che state dicendo Carmine, non vi comprendo.

Ca. dicevo che sulo Dio sape quann che me cunsumo

An. Quann che vi consumate?

Ca. e, si, precisamente voi me laveto chiesto...

An. Ma no, si alludeva la consumazione al bar.

DA. Carmeni, tu e la tua gentile signora prendete qualcosa?..... prendete?

Ca. Ass, tu prende?

As. Dobbiamo prendere a forza?

Ca. non lo so, m ce lo spio.. don Alfr, per forza?

DA. Come sarebbe a dire?

Ca. cio, Assuntina mi chiedeva se era pe forza

DA. No, non lo .

Ca. bene, allora prendiame

DA. e cosa prendete?

Ca. Ass che prendiame? (Mentre don Alfredo parla a bassa voce con Angelica, Assunta estrae un foglietto dalla tasca e dandolo al marito.)

As. Sta tutto scritto, ecco, tiene cc!

Ca. Don Alfr ecco a lei, grazie.

(Carmine da il biglietto a don Alfredo)

DA. E questo cos?

Ca. questo .. cosa prendete!

(Alfredo inizia a leggere)

DA. Due chili di zuchero

As. Eh si io devo fare il panettone!

DA. un quarto di caff

As. Eh si, a salvatore ce piace into latte a matina

DA. una butteglia da mezzo litro di nnese

Ca. annese? ass ma cher annese?

As. chello che tu te miette into caf

Ca. ah, annse! e scrive bbuono!

DA. un littro di latte,un litro ccu doie t?

As. eh si, chell a butteglia grossa!

DA. un palatone di pane cuotto adduvere

As. si, si pecch cruro se ferma ncoppo o stommaco!

Da. sei ove fresce di ogge...(interrompe la lettura bruscamente e) ma, carmeni, chesta a lista da spesa?

As. Scusate voi avete detto cosa prendete?

DA. Si ma io .

As. E noi prendiamo questo, forse qualcosa non va?

(Angelica inizia a ridere, Assunta nel vederla ridere per non far vedere di non aver capito inizia a ridere pure lei. Don Alfredo fa per alzarsi ed Angelica lo trattiene dicendo)

Ca. (rivolto alla moglie) Ass ma che scritto a lista pa spesa o na barzelletta?

An. State calmo don Alfr una cosa da non credere, Carmine ordinate, tutto, a Romeo, poi riferite che pago io, se permettete.

DA. Alla mia presenza, siete sempre mia ospite. andate, e dite di mettere tutto sotto il mio conto. Buona giornata Carmeni!

(Carmine e Assunta entrano nel Bar e Angelica alzandosi)

An. Don Alfr, maccompagnate?

DA. Ai vostri comandi!

An Strada facendo, se ce lo consentono, vi parlo pure di quella questione (Ci detto Alfredo ed Angelica vanno via dal vicolo e Carmine e Assunta entrano nel bar. Intanto giunge in piazza Rosina che si siede al bar ed inizia a sfogliare un giornale in attesa che giunga Salvatore. Dopo qualche attimo escono dal bar Carmine e Assunta con le buste della spesa si dirigono verso casa.)

Ro. Buond

Ca. no, nun teneva piccer, ma si vu, te pozzo da nu biscotto da salute, o vu?

As. cammina nzallanuto che Rosina tha sulo salutato..

(Mentre dice ci entrano da sx Giusy, Ivana e Grazia che fermandosi allimbocco del vicolo..)

Iv. Lo vedi mamma Carmine continua a fare il pedofilo!

Gi. Si, vero signora Grazia! Ma perch quando un uomo ci offre un biscotto un pedofilo? ( Ivana e giusy cercano di far capire a Grazia perch Carmine un pedofilo raccontando ci che era accaduto. Intanto Rosina.)

Ro. Lasciate stare Signora Assunta, quello Don Carmine scherza sempre.

Ca. mha chiammato DON CARMINE, e capite Ass?

As. e se vede che tha pigliato pe preveto.

Ca. ma pecch o pate e preveto?

As. chillo e natu tipo e DON, cammina, cammina..

Ca. certo, chilo natu tipo e campana dico bene? ( va via con Assunta)

Gr. ma no, non cos avete le idee un po confuse, il pedofilo un uomo cattivo che vi offre caramelle e biscotti solo per tirarvi in inganno per poi farvi del male. Avete capito ora? (Si avviano verso Rosina e Giusy )

Gi. Rosy, Rosy

Ro si, dimmi Giusy, che c?

Gi. ma don Carmine voleva farti del male?

Ro. No, ma che dici! Carmine un giocherellone!

Gi. (rivolta a Grazia) Signora Grazia e i giocherelloni sono pedofili?

Gr. Tutti lo possono essere, perch la pedofilia una malattia, ma penso proprio che non sia il caso di Carmine, perci ora toglietevi dalla testa questi strani grilli e torniamo a casa che tra poco viene tua mamma a prenderti.

Iv. Arrivederci Rosina

(Ci dicendo le tre vanno via. Dopo poco entra Salvatore che nel vedere Rosina..)

Sa. Ma che hai fatto? .. dove sei stata?

Ro. Dammi un bacio e taci, la tua bambina, come dici tu, ha risolto ogni problema.

Sa. Davvero? .. e come?

Ro. Segreto . A suo tempo saprai.

Sa. Dai non fare cos, dimmelo, che hai combinato?

Ro. Ho promesso di non parlarne sino a stasera..

Sa. Ma io stasera devo dare una risposta a quel bellinbusto.

Ro. Non ti preoccupare, tutto sotto controllo, tutto calcolato dai ora baciami che me lo merito.

Sa. Stasera, a risultato finale, ora no.

Ro. Se non mi dai un bacio subito giuro che .. (Salvo abbracciandola teneramente, la stringe a se e la baciaMentre ci accade entra Renato e aldo )

Re. Che quadretto romantico

Al. me parite chilli e via col vento

Sa. Non mi dispiacerebbe se andaste via con lo stesso vento!

Re. Vedo che siamo spiritosi, la cosa non mi dispiace, i soci spiritosi mi sono sempre Piaciuti.

Ro. Il giorno in cui Salvatore diventer tuo socio io mi faccio monaca di clausura.

Re. E allora affrettati a trovare il convento, piccer

Al. Per sarebbe troppa grazia e Dio sprecata, nun te pare Salvat? (Salvatore sta per scattare quando dal vicolo esce Don Alfredo)

DA. Salvat, io penso che il giovanotto abbia veramente ragione, (rivolgendosi a Rosina) e tu vattenne a casa!

Ro. Ma papa io.

DA. A casa!!!!! ( nelludire il tono perentorio usato dal padre Rosina scappa verso il vicolo)

Sa. Don Alfr, buongiorno io..

DA. Tu meglio che dai la tua risposta a Renato, e cerca di farlo in fretta! dico bene Ren?

Re. Voi dite sempre bene Don Alfr, ma..

DA. Ma che? . vero o non vero che Salvatore entro stasera ti deve dare una risposta in base ad una seria proposta che gli hai fatto?

Re. Si ma una cosa, senza fretta, c tempo, overo Salvat?

Sa. si, don Alfr, c tempo e poi.

DA. E poi, . E poi, commo se dice, chi a tempo non lo aspetti mai, potrebbe essere lultimo minuto della sua vita, quindi Salvat, m! in questo preciso istante, io te dico che devi dare la tua risposta a Renato. E capito?! e allora muovete!

Al. Ren. cca e cose se mettono malamente, io me ne vaco(ci detto va via)

Sa. Don Alfr sentite .

DA. Guagli non sento!

Sa. Ma vedete .

DA. Guagli non vedo!

Sa. Don Alfr volevo dirvi che..

DA. Allora nun e capito niente? tu, non devi parlare con me, ma devi parlare con lui, cu Renato!

Sa. E va bene .. Ren, io, cho pensato bene, e resto sulle mie decisioni

Re. ovvero?

Sa. Cercati un altro socio Ren!

DA. Bh, caro il nostro signorino Renato, penso che questaffare non lo possiate concludere con salvatore

Re. Ma don Alfr, voi avete capito stu signurino che ha cumbinato?

DA. lo so, lo so, ha rifiutato nu miliardo ..(volgendosi verso salvatore che china la testa), di guai!

Re. Io volevo aprirvi gli occhi su unaltra questione

Sa. Ren non sbagliare, bada bene ha ci che dici

Re. Pecch mo vulisse viet tu, e chi si p mo viet?

DA. mio genero, .. tavasta? ( Renato non riesce ancora a capacitarsene)

Re. Non finisce cos, ti giuro che non finisce cos Salvat, arricuordate che io, Renato de Santis , te la far pagare..

DA. Puortame o cunto a mme, a don Alfredo Capannella, cos te lo liquido personalmente

Re. Ma don Alfr, voi non centrate nulla, vi prego lasciatemi risolvere cu stu chiachiello a questiona.

Sa. Chiachiello a chi? (Renato fa per scattare ma don Alfredo lo blocca prendendolo per bavero della camiciola)

DA. Ren, sino a m, hai emesso, con la bocca, sulo suone strane, rummure scunnesse e si, perch, hai parlato tutto sbagliato! e tu si continui accuss o campe poco, o muore ampressso (si guardano negli occhi) ma adesso sai che fai, da bravo guaglione, te faie a valigia e parte,

Re. parte? ..

DA. si parte Ren!, te ne vai dal paese!, e finch campo io, cerca e nun ce mettere cchi pede. Perch si ho faie, nun te dongo o tiempo dappuiarlo, che te faccio trov tre metre e terra nfaccia! Songo stato chiaro?!?! E m vattenne! scumpare ananzo a vista e luocchie mie.

(Renato scappa via, giunge in piazza Angelica. Rosina appena la vede gli corre incontro e)

Ro. Grazie donna Angelica, siete una Santa

Sa. Ma allora.

DA. Allora credo che io e te dobbiamo parlare di una certa questione che ti riguarda, e vero?

Ro. Pap, se permetti riguarda anche me, quindi gradirei essere presente a questo colloquio, non ti pare?

DA. Ros, staie ancora cc! nun tavevo ditto e te ne ire a casa?

An. Pare che gli animi non siano nella giusta condizione per potervi chiarire con Tranquillit e serenit. Credo sia opportuno che tutti e quattro ci sediamo un attimo e cerchiamo di venire a capo dellintera situazione. Siete daccordo DON ALFREDO !

DA. Se lo dite voi, non posso che darvi ragione ma, accomodiamoci qui, dunque, da quello che ho capito, voi due vi amate e vero?

Ro. Si pap, non saprei concepire un futuro senza il mio Salvatore.

DA. Frena piccer, frena, Salvat e tu che dici?

Sa. come dice Rosy, il nostro vero amore.

DA. Tant, che fra qualche mese sarete in tre a dividervelo overo?

Sa. Si, ma

DA. Ma, o dico io! E sarebbe a dire: ma come hai intenzione di mantenerla a sta piccerella?

Sa. Certamente non vivr come adesso, ma vi posso garantire che il necessario non le mancher mai..

Ro. A me basta avere te.

DA. Se, se . Questo per il primo anno, poi assieme o t ci vorrai i biscottini, poi la marmellata e poi.

An. Emb Don Alfr, tutto ci che si fa in questo mondo ha sempre un inizio difficile . e poi, e poi, e poi . poi saranno loro a costruirlo come meglio credono. Avete forse dimenticato che la dove c lamore c tutto.

DA. Scusate, ma forse voi vivete in un altro mondo . Ci vogliono solide basi Economiche per affrontare il peso di una famiglia, non si pu iniziare con il piede sbagliato altrimenti lamore viene soffocato dai debiti.

An. Salvat rispondi, fagli vedere chi sei, mostra la tua disponibilit economica, inchiodalo a questorso.

Sa. Ma donnAngelica .. io (si alza in piedi e) eccomi qua, questo tutto il mio patrimonio e se mi girate sotto sopra cadranno al massimo mille, mille e cinquecento lire, voi, mi chiedete limpossibile..

An. questo di certo un bel guaio, vero Don Alfredo?

DA. Indubbiamente, guagli come si dice: senza sorde nun se cantano Messe!

An. Giusto e dato che per celebrare un matrimonio la prima cosa la Messa, ci vogliono i soldi. Salvat tu ce li hai?

Sa. Ma allora forse stamattina parlo congolese, io, tengo solo quello che i vostri occhi vedono

An. Allora, penso sia indispensabile che tu vada a chiamare i tuoi genitori, pu essere che loro abbiano conservato qualcosa in questi anni, che so la liquidazione.

Sa. la liquidazione? quella serv per estinguere il mutuo sulla casa

An. Oh ecco, gi sappiamo che hai una casa.

DA. Ma donna Angelica per piacere, tre stanzulelle cu nu bagnetto e na cucenella me li chiamate casa? gi ci vivono castigati in tre, immaginiamoci in cinque!

An. Comunque Salvat, e meglio che vai a chiamare i tuoi. Vai

Sa. Come volete, (Salvatore si alza fa qualche passo poi si ferma e .) ma badate bene, io li chiamo, ma non vi permettete di umiliarli, non risponderei delle mie azioni..

An. Vai non stare a preoccuparti, nessuno si permetter di offenderli (Salvatore va via nervosamente e Rosina seguendolo)

Ro. Taccompagno

DA. Assiettate! (I due si bloccano)

An. Alfr! m devi tacere! Ros va, accumpagnalo..(I due vanno via)

DA. Ma Ang!..

An. Alfr, Alfr, . e m basta! ora di smetterla di fare del male a chi sta tentando quello che n io n tu siamo stati capaci di fare..

DA. Ma erano altri tempi e .

An. I tempi sono sempre gli stessi siamo noi che cambiamo .. e poi hai visto come siamo stati puniti io persi Filippo la prima notte di nozze . Tu perdesti Gisella quando mise al mondo Rosina le nostre vite unite avrebbero, forse, avuto evoluzioni differenti.

DA. Ang quello che stato, stato! e oramai nessuno pu pi cancellarlo!

An. Cancellarlo no, ma stroncarlo si

DA. E a che servirebbe .

An. A farci vivere, ci che nostro Signore ha deciso, con pi serenit, gustandoci, finalmente, le bellezze della vita, cosa che, n io n tu, conosciamo. Ma ci pensi Alfr cosa sono stati questi anni per noi.. chi siamo? .. cosa abbiamo fatto? Io della mia esistenza un initile eremitaggio tu della tua un continuo far del male solo per il gusto di vendicarti di quello subito .. e ti pare daver vissuto Alfr? (Alfredo tace) .penso proprio di no. E allora rimediamo, sinch stiamo in tempo, alfr, rimediamo. noi una vera famiglia non labbiamo mai avuta, mentre questi ragazzi se la vogliono creare, aiutiamoli, un nostro preciso dovere, Aiutiamoli. ( dal vicolo sodono le voci di Salvatore e Carmine che stanno giungendo in piazza.con Assunta e Rosy.)

Ca. Salvat, ma add stanno?......

Sa. stanno fuori al bar, da romeo.

Ca. Eccoci qua, a servirvi .

As. Ci avete fatto chiamare?

An. Si, accomodatevi qua, vicino a noi..

Ca. nun ve state a preoccup, nun sia maie detto, nuie assettarce al tavulo cu vuie? . nooooo, nun me pare propetamente il case, stammo buono allerta, dite, di che si tratta.

DA. Carmine, ma che dici, siedi qui accanto a noi.(girandosi verso lentrata del bar) Romeo metti un paio di bottiglie di spumante in ghiaccio

(Salvatore e Rosina nel sentire tutto ci, percepiscono che le cose hanno preso la giusta direzione e quindi non dovrebbero pi esserci motivi di attrito. Carmine timidamente prende posto sulla panca, lasciando lo spazio per la moglie e facendo cenno a questultima di sedersi accanto a lui)

Ca. Ass, viene cc, hai visto lonore che ci hanno dato .. e po tiene sempe che dicere.. (Assunta lentamente si accomoda vicino a Carmine)

As. Statte zitto, don Alfredo scusatelo. e possiamo sapere perch ci avete fatto chiamare? ( don alfredo, cercando di non far trapelare il suo impaccio ..)

DA. presto detto, vi ho fatto chiamare perch volevo essere io il primo a darvi la lieta notizia, e cio, che i nostri figli si amano ed hanno deciso di convolare a giuste nozze

As. ma commo malandrino,

Ca. doppo tutto chello che taggio nmparato tu che faie, vaie a da fastidio a figlia e don Alfredo?

DA. Calma, calma non successo nulla di grave, hanno avuto il mio consenso e la mia benedizione. Ora devono averli da voi..

As. (Alzandosi inizia a parlare) Da noi? ma noi.

Ca. (tirando Assunta gi a risedersi ed alzandosi lui) Assunt, zitta! . M, per piacere, devo staro zitta! .. se premmettete parlo io, assiettate. (Carmine si alza, fa qualche passo, poi si gira verso gli astanti e con aria seria) Carissima donna Angelica ed economino don Alfredo, scusato se il mio linguagge nun taliano verace, commo se cunverrebbe pe loccasiona, ma mhanno nmparato che quanno se parla cu o core nun c bisogno e nterprete, tutte larrivano a cap셅Vuie avite studiato, sieto struite, mentre io e Assuntenella mia nun lavimmo pututo fa, nuie duvevamo aiutare i nostri genitore nella campagna, a metere e a semmen. quanno po pigliaie o posto commo magazziniere al Cumuno lavesse pututo anco fare, ma tanno, io, doppo lore e fatica al Cumuno me ne ievo a faro piccule aggiuste, casa pe casa . e sapite o pecch? .. pecch duvevo accucchire e sorde pe me put ammaret cu Assuntenella mia. A vote, tarricuorde Ass, fernevo e quatto e cinche a matina e a ll stesso, una sciacquata alla faccia e via, al Cumuno, a fare il mio duvere M so passate lanne e proprio lanno passato, quanno so ghiuto in pensiona, cu e sorde della liquidaziona maggio scuntato il muto che aveve cu a banca. Salvatore, o piccerillo mio, sape buono chello chaggio avuto a fa po fa studi. M vuie me chiedite e da o cunsenso a sti duie nnammurate, (guardandoil figlio) ma figliu mio, io chi do cunsenso, nun te pozzo da si po a banca maccetta nato muto, emb allora, io stongo qua, pronto a ricuminciare, pecch tu saie buono che nuie avimmo campato e campammo sulo pa felicit toia

DA. Carmeni, hai parlato bene, ma non ti creare alcun problema, perch, ( incrociando una sguardo dintesa con donna Angelica), se permettete, mi accollo io tutte le spese, limportante, ora, che sti duie guagliune siano felici.

As. ma, scusate, sta cosa nun ve pare nu pucurillo offensiva, pe nuie, nun ve pare?

Ca. Assunt! . visto e cunsiderato che ogge o rispetto da gente cundiziunato nun tanto a chi si! . o a che chello ca fai, ma sulo, e sulamente a chello che tiene e nun mporta commo e tiene, basta che e tiene! .. penso che don Alfredo, rumpenno chesta catena, ce sta facenno na pruposta seria, e onesta .. don Alfredo ha capito veramente chi simmo Assunti! .. Don Alfredo nun ha guardato a facciata ma ha guardato buono dentro .. quindi ce sta poco a soffendere pecch, quanno na pruposta fatta cu o core, nunannasconne nfamit, ma rispetto e seriet!

An. Alfr, vorrei aggiungere che se non era per tua figlia e per questo bravo ed onesto giovane, sarei stata vittima di un furto di inestimabile valore. Pertanto tu, che sei il padre della sposa, onorerai, secondo le usanze, a tutto quanto di tua competenza al resto, se siete daccordo, provveder io!

DA. Ang che ti devo dire? per me va bene, tu che ne dici Carmine?

Ca. Quello che avevo da dicere lho detto, ma se premmettete vorrei sapere si sta bene a Salvatore, pecch si sta bene a isso, sta bene pure a nuie.

Sa. Non ho parole, per vorrei precisare una cosa a Donna Angelica

An dimmi.

Sa il vostro aiuto economico da ritenersi solo un prestito che col tempo vi rimborser, questo lo voglio perch questa famiglia che sta nascendo deve essere nostra in tutto e per tutto, com stata quella in cui sono stato cresciuto ed ho vissuto.

Ca. bravo Salvatore, chesto parl a ommo!

(Si spengono le luci e sodono solo le voci che vanno pian piano a scemare)

Rom ecco lo spumante. cosa si festeggia.

Ro. la nascita di una nuova famiglia.

An. Sana, onesta e basata sullamore e la reciproca fiducia.

Sa. Don Alfr

DA Guagli! .. m, col permesso di Carmine, me putisse pure chiamm pap, non ti pare?

Sa. un onore don Alfr

DA. Alle! ..

Sa. Scusate pap

Ca. e visto guagli . o dittantiche nun sbaglia maie duie pate e pu pure ten Ma a mamma e sempe una sola .. menu male e chi lavesse suppurtate Doie mugliere!

As. M accummience nata vota?

Ca. no, no . Ogge festa..

Ro. Pap, scusa, mi togli una curiosit?

DA. Certo piccer, dimmi.

Ro. Ma tu . ami ancora donna Angelica? ( alfredo impacciato pi che mai..)

DA. Ma che domande vaie facendo piccer, pienze a te e statte zitta!

An. Ros, lammore quanno verace, nun more maie e maie trova pace! quello che ci ha rovinati stato il fatto che non abbiamo saputo trovare la giusta forza per reagire ai ricatti impostici. (Carmine si porta in proscenio e rivolto alla platea )

Ca. vero, cara Baronessa, vero, pecch chesta vita fatta e continue ricatte, tant che spisso me mecco a pens, e nun riesco proprio a me capacit, commo possibile che nuie campammo in queste cundizione e tenimmo o curaggio e dicere che a nosta libert!

DA. e come potrebbe essere il contrario. la vita fatta cos e non c alcun rimedio.

Sa. scusate ma non sono daccordo, poich la vita e quella che noi ci costruiamo quotidianamente scegliando, liberamente, ci che ci proprone

DA e, si, scegliendo liberamente, ma come si fa?

An. basta saper amministrare con giustezza i SI ed i NO!.

DA per ce vulesse pure na spazzula ca te cancellasse, dal cervello, tutte ricorde brutte, astepanno sulo chilli belle.

An. no alfr, perch solo grazie ai brutti ricordi che si fanno quelle esperienze tali da permetterci di essere ci che siamo.

Ro. giusto, limportante trovare la forza per saper rimediare.

Ca. e voi, a quanto pare, lavete saputa trovare Don Alfr, scusate lardire posso darvi un consiglio?

DA. dimmi, carmeni

Ca. Cercate e ve Guard nu pucurillo dinto core e verite che a quacche parte certamente ce truvate, pure vuie, a forza e remmedi.

DA. e cosa dovrei rimediare, non ti capisco.

Ca. donna Ang, aiutatelo voi, pecch don Alfredo, secondo me, suttumesso o chi fetente de ricatte

DA. ma che dici, carmine! ricattato io, ma assurdo.

Ca. si don alfr, stu ricatto vuie o tenite dint e cervelle in poche parole siete suttumesso a nu ricattato che vuie stesso ve siete fatto.

An. credo che Carmine abbia ragione.

DA. ma che ragione e ragione io, .. io.

Ca. Io, io, ecco il vostro guaio . IO! . lorgoglio, . si lorgoglio ammiscato cu la paura di ricevero un eventualo rifiuto . ecco chello che ve frena. e levateve starmatura a cuollo, mustrate chello che veramente sieto..

DA. ma Carmine che dite?

Ca. A verit don alfr, . a verit! .. e penso che donna Angelica in questo, iputetico, spugliamento, possa essere di grande aiuto, dico bene?

An. credo che abbiate centrato il punto carmine, ma.. vedete ognuno di noi succubo della propria libert . sia quanno se v vest, (guardo Alfredo), che quanno se spogli (guardo Carmine).

Ca. Chesta libert, cara donna angelica, bisogna sapersela cercare e vedite sti duie guagliune? .. chiste se lhanno cercata e lhanno truvata, vuie, invece, no!

(tutti guardano Angelica ed alfredo il quale resta un attimo pensieroso poi, colpito da quantodetto da Carmine )

Da. Posso proporre un brindisi?

Ca. certamente!

(parte la base V guaglione v!.) orchestrale

DA. Riempite i bicchieri.

( don Alfredo prende la bottiglia la stappe ed inizia a servire alla fine, quando tutti hanno il bicchiere pieno Rosina .)

An Alfr, e a cosa vuoi brindare??

( don Alfredo si porta al centro della scena mentre gli altri si dispongono a semicerchio intorno a lui . Alfredo alzando il bicchiere)

DA voglio brindare a chi oggi ci ha dato una vera lezione di vita Carmine Ferrante. il quale, pur se tra stenti e sacrifici, ha dimostrato, non solo, di aver saputo crescere un figlio con sani principi ma, anche che la dignit una libera conquista delluomo, a patto che questi ne comprenda la vera essenza, ovvero, che la libert di ogni individuo, ha dei precisi limiti, infatti, essa deve iniziare in ognuno di noi ma deve terminare l, dove ha inizio quella degli altri!

(parte la base P tre note.)

F I NE

V guaglione v! v. & m. : Domenico Meles S.I.A.E. 53746

____prima parte____

I II____________________

Ogni ghiuorn na battaglia Chesta vita nu ricatto

pe chi scenne e pe chi saglie. che servuto dinto a nu piatto,

Ogni giorno trovi un duro cu lusinghe pe cuntorno,

che ti mette spalle al muro! a chi nfaccia nun tene scuorno!

e sta vita chiano, chiano E ce cade sulamente

se ne v! . chi po nmiezo a tanta gente

.. v cercanno e nun a trova

.. a libert .

IIIIV____________________

[Refrer]

V, V,

Guaglione v! Guaglione v!

V, accumience a vul! . V, cercate a libert

Tu cha pu fa! Tu saie add st,

zompa e vola, cu mme! e po nun pu sbagli.

nun tavvel! V guaglione m v,

. E pensa che

. a chi te v ricatt

. tu di sempe no!

____seconda parte____

V VI____________________

Ogni notte nu turmiento na rinuncia quanto costa

Ogni suonno nu lamiento. e me pare fatto apposta

Ogni sguardo unaccusa cchiu bisogno hai daiuto

E non puoi chiedere scusa! e cchi attuorno s rifiute!

E sta vita chiano, chiano E se salva sulamente

Se ne v. Chi po nmiezo a tanta gente

.. V cercanno e sa trova

.. a libert .

iII iVI____________________

[Refrer]

V, . ..

. tu d sempe no!

____FINALE____

V, Guaglione v! ..V, lai l lai l! .. V lai l lai l!

V, lai l lai l! ..V, lai l lai l! .. V Guaglione v!..

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