Il sangue
di Hakim
di
Francesco Delle Donne
Un uomo sulla trentina dorme su una sedia al centro della scena.
Uno spot ghiaccio puntato sul viso lo sveglia di soprassalto.
E come impaurito dalla luce e dalla visione della platea dinanzi a se.
Calmo, su calmo resta calmo...
pausa
Volevo dire...
Volevo dire che oggi, il mio bambino...
Compie quattro anni.
Adesso dorme ma dovreste vederlo.
I suoi occhi... quelli dovreste vedere.
A volte, se per qualche motivo faccio un brutto sogno o che so io, e mi sveglio
di soprassalto nel cuore della notte, spesso tre quattro, a volte anche tutte
le notti della settimana, a volte si, lo confesso...
Quasi tutte le notti...
Allora mi precipito di l, la seconda sulla sinistra.
Il letto proprio sotto la finestra e quellangelo l che sogna come solo un
angelo pu fare. E cos piccolo...
Spesso lo trovo con la copertina caduta da un lato e lui tutto raggomitolato
che cerca calore nella stretta forte del suo stesso abbraccio.
Allora arriva in soccorso il suo papi, che gli rimbocca le coperte... bacino
sulla fronte e cos sia, buona notte piccolo uomo, cresci meglio che puoi.
Questa una di quelle notti.
Non sono ancora andato di l, ho paura di fare un errore come lultima volta,
che quasi lho svegliato per poi farlo riaddormentare, come se cercassi
qualcosa da lui, che ne so... una specie di confessore, un amico con cui
parlare... una ninna nanna (ridicolo no?)
Povero piccolo.
Se questo padre comincia a romperti gi da ora, figuriamoci poi...
Sar che a me il padre mancato cos presto...
E solo che... ero l che pensavo e... mi venuto in mente di certe cose,
ricordi..., che se fosse un tantino pi grande sarebbe in grado, forse...
Ma troppo piccolo, piccolo cos...
pausa
Chiss di Hakim lui che avrebbe detto...?
Come la penserebbe se sapesse di quella faccenda...
Hakim chi?
Ma niente, era questo asiatico... pakistano se non sbaglio, sapete quella pelle
tra il giallognolo e il marrone, per carit, ma sembra quasi sporco...
Bravi s, come gli indiani che leggono la mano, spiccicato.
Aveva la mia et al tempo.
Era alto molto alto, sar stato un metro e ottantacinque, o uno e novanta e
nella notte i suoi occhi brillavano nel buio come riflettori accesi sulla
cresta del mare. Un che di misterioso, sospetto...
Questo Hakim faceva pulizie da noi, proprio in questa casa.
Allinizio veniva poco, quando a mamma le si gonfiavano le caviglie e cerano
giorni che non poteva fare nemmeno un passo.
Ero io stesso ad aprirgli la porta sorridendogli con tutto laffetto, perch
chiss insomma gli volevo bene.
Eravamo quasi coetanei, solo che io andavo gi alluniversit mentre lui
poverino laureato in ingegneria aereo-qualcosa nel suo paese non aveva trovato
niente di meglio che qualche pezza da risciacquare nel lavandino di certi
ricconi della Napoli bene... cio noi.
Per certi versi ringraziavo il cielo che ci fosse.
Mamma stava sempre peggio e Hakim divenne fondamentale.
Persona seria devo dire, non come alcuni di loro che vengono da noi...
Io non sono razzista, per carit, ci mancherebbe altro, ricordo che mio nonno
emigr in Argentina a suo tempo e tutto il rispetto, per quelli come lui,
limportante che stiano al loro posto, come si dice...?
E Hakim al suo posto ci stava, sembrava starci, ci rispettava.
Quando si spos, e subito dopo la moglie rimase incinta, mia madre non stava
nella pelle e quasi lo adott, tutta la sua famiglia a dire il vero adott, una
roba da matti!
Non faceva altro che stare da noi, quasi ogni ora. Successe che per due mesi
moglie e figlio tornarono in Pakistan per non so quali parenti che si sposavano
nel loro strano modo, ecc.
Una notte tornai che era tardi.
Sapete ero un ragazzo.
Saranno state le quattro, quattro e mezza. Un po sbronzo...
E ho come un allucinazione.
Apro la porta e pam! gli occhioni sgranati di Hakim mi compaiono dritto davanti
come impauriti.
Avete presente quelle situazioni imbarazzanti ma non si sa bene neppure perch?
Insomma ormai era uno di famiglia.
Magari poteva essersi addormentato sul divano per la stanchezza della giornata,
il lavoro e quindi...
Era gi capitato...
Magari non fino a quellora.
Ma non gli chiedo spiegazioni, ero solo un ragazzo.
Il tempo di fargli un cenno e lui scappa via furtivo.
Il giorno dopo era ancora da noi come se niente fosse mai accaduto.
Ma quella mattina e poi per tutta la settimana notai questo.
Che lui e la mamma non si rivolsero mai la parola.
In realt nemmeno si guardavano in faccia, magari era solo un mio trip mentale,
ma mi sembrato come se... mi fossi perso qualcosa.
Poi tutto torn come prima. certo, e Hakim ci fece conoscere anche sua moglie,
carina, una certa Monika o che so io, e poi inizi a portare sempre pi spesso
questo stupendo frugoletto dagli occhi splendenti come due pezzi di luna.
Capitava spesso che la mamma dovesse starsene ore ed ore seduta in poltrona per
le sue condizioni, sapete le caviglie ecc., e si teneva quel puffetto stretto
tra le braccia coccolandoselo come fosse suo figlio... quasi fosse suo.
Al tempo ero ragazzo e un po mi ingelosii di tutto questo, che stupido vero?
Geloso di uno... Ma si insomma... uno di quelli. Comunque
niente di serio, potete credermi, ma quellet strana.
Sei un po insofferente a tutto quello che ti capita...
Beh, fatto sta che finalmente la mamma si decise ad operarsi.
Per pi di due settimane sarebbe stata ricoverata per questa benedetta
operazione alle caviglie, perch non so che nervo occludeva non so nemmeno bene
che cosa. Una clinica privata, roba da ricchi. Bello. Tele e aria condizionata,
cosa vuoi di pi?
Noi riuscimmo a sopravvivere allentropia che invadeva la casa con lesclusivo
aiuto di Hakim.
Ogni volta che mamma se lo faceva passare al telefono... via in pompa magna con
tanto di complimenti su come Hakim era un santo, e Hakim di qua, Hakim di l,
un vero benefattore a starsene da noi con Marika, Monica o boh, insomma quella
s, perch per stare insieme spesso ora si portava dietro anche lei, che se ne
rimaneva seduta su una sedia in cucina a cantare ninne nanne musulmane o
buddiste al bambino.
La mia casa era diventata una specie di mecca.
Io tornavo ogni giorno dalluni e mi ritrovavo di fronte, immaginate, questa
scena da film, tipo Capanna dello zio Tom.
Mancavano solo i cori gospel, e per il resto...
Capitava gi che di notte, ma solo di tanto in tanto, mi svegliassi di soprassalto
spalancando i miei occhi come una porta in una stanza buia. Era sempre lo
stesso sogno: I suoi di occhi, quelli brillanti e arrossati di Hakim, sgranati
nella mia direzione, come a cercare una via di fuga.
Allora mi staccavo veloce dal letto e nel buio a tastoni cercavo linterruttore
della luce, il pi presto possibile... per poi accorgermi come uno idiota che
si era trattato solamente di un incubo, solo di un incubo.
Un maledetto cazzo di incubo!
Perdonate un momentino, non vorrei che...
Si dirige sulla sinistra a controllare la porta di ingresso.
No, scusate che sapete, il bambino piccolo, di questi tempi meglio esser
sicuri.
Dovero rimasto. Ah beh si ecco, non sono cose facili queste...
Eppure so bene che voi, voi non esistete e questa solo la mia immaginazione,
la mia coscienza che fa i capricci.
Un incubo, per lappunto.
Ma sono quegli incubi strani.
Non so se vi mai capitato.
Quelli che quando li sogni sai perfettamente che sono pura fantasia, ma ti
convincono lo stesso, e la mattina ti controlli la faccia nello specchio per
accertare che il mostro non ti abbia davvero strappato i denti e le orecchie.
pausa
Ma voi cosa credete? Io so chi siete.
Voi siete il mio mostro. Una platea di mostri che vuole giudicarmi.
Decidere se sono buono o cattivo.
Ma io non ho paura di voi, perch non ho paura di me.
Ho una coscienza io, e un piccolo uomo a cui badare. Un figlio, in carne e
ossa... sono responsabilit queste.
No, non che stia divagando, che a volte le cose vanno dette e bisogna esser
chiari.
Sappiate che lo faccio per lui.
Non per me, per lui solo per lui.
Bene, i fatti si svolsero in questo modo:
Un giorno di primavera la capanna dello zio Tom non era al completo, moglie e
figlio di Hakim erano usciti a fare spese, ed io a casa non ci tornai da solo.
Che vi devo dire, mi pass di mente, e feci venire a casa, direttamente
dalluni, questo mio amico di studi, tale Davide Pirrozzi, Pietrozzi che
nemmeno me ne ricordo bene. Sarebbe stato meglio di no... adesso che ci penso
Pirozzi con una r mi pare, si, boh? Ma mi ricordo la sua stazza, questo s.
Giocava a rugby il ragazzo, me lo ricordo perch era lunico che conoscevo che
ci giocasse. Noi tutti eravamo fissati per il calcio e invece lui...
Due spalle cos ed uno sguardo di ghiaccio.
Era capace di strappare la palla allavversario pi testardo, lasciarlo
attonito sullerba, correre per quasi due chilometri e poi infilarla come un
chiodo nella pelle del lunghissimo campo rettangolare, oltre la linea che
delimitava la zona di tachdown, sullerba bruna riarsa di sole.
Quanto lo ammiravo per la sua forza e quella sana bava di rabbia che gli
scendeva dagli angoli della bocca quando si incazzava, perch per lui il gioco
era una maniera di sfogare ladrenalina, capite? E tutte le frustrazioni che la
vita gli aveva riservato, povero David...
Ma quella settimana non doveva aver giocato. No...
Ricordo infatti di non essere andato allo stadio come al solito ad ammirare le
sue corse, forse era infortunato, si adesso mi pare di ricordare di una caviglia
fasciata, la sinistra se non sbaglio.
Insomma il tipo, Davide (io lo chiamavo David) doveva esser bello che carico
quel giorno perch non appena solc la soglia della mia villa prese a dare i
numeri.
Letteralmente... i numeri. Dalla soglia della porta dingresso dovette
intravedere in cucina quel colore strano della pelle di Hakim che vi ho detto
prima...
Non che io sia razzista, ma quel colore, che vi devo dire...
A me ricorda il giallognolo della merda fresca di cane, un cane che soffre di
stomaco.
Prende a ridere. Guarda la platea. Si contiene.
Ad ogni modo...
Ma cosa fai ti tieni in casa gente del genere?
Ma non lo sai che a mio padre uno cos gli ha fregato la vita, fottendosi di
punto in bianco tutti i soldi?!
Trovammo pure un biglietto sul tavolo di cucina, diceva: Perdonatemi, avevo
bisogno.
Capisci che lurido bastardo!
E sono tutti cos, lo sai io non sono razzista ma sono tutti cos...
Non farti fregare dal fatto che ha un famiglia, questi non cambiano mai.
E non la smetteva, secondo me sapeva che dallaltra stanza Hakim poteva sentire
e continuava continuava.
Insistendo in quel tono volutamente pi alto del normale.
Io di tanto in tanto gli facevo shhh sapete come per dirgli di parlare pure se
voleva, in fondo era una sua opinione, e che diavolo siamo o non siamo in
democrazia...? ma che almeno non si facesse sentire, senn sai che casino.
Ma lui niente l che insiste.
Arrivano nel nostro paese.
Allinizio remissivi, che quando vengono a chiederti un posto sono lumilt
fatta persona e poi invece a poco a poco sallargano e dalla mano cominciano
prendersi tutto il cazzo di braccio.
Ma non ti sei accorto che ti si sistemato in casa questo figlio di cagna. E
tu sei daccordo? Ti va bene cos?!
Te ne stai li zitto senza fiatare?
Beh in effetti non potevo dargli torto. Non riuscivo a spiccicare pi una sola
parola. Era come se fosse riuscito finalmente a dare una forma ai miei
pensieri, cos... tach, di colpo!
Sapete mi sentivo in colpa. Come se avessi offeso il mio amico.
Ma cosa aspetti che si fotta anche tua madre prima di scomparire con tutta
largenteria?!
Disse esattamente cos:
Ma cosa aspetti - che si - fotta anche - tua madre prima - di
scomparire con - tutta - largenteria?!
Eh no no un attimo.
Cosa hai detto?!
Io questo non te lo permetto amico, forse stai esagerando adesso!
Ma il sangue aveva gi iniziato a correre nelle mie arterie e a salirmi fin su
nel cervello, quasi non riuscivo pi a respirare.
E si guarda devo dirtelo, sono tuo amico.
Sai che questi hanno la nominata per le dimensioni e tutto il resto, e si
approfittano dei momenti di debolezza, ne ho sentito parlare.
Ricordo che il cuore inizia a battermi allimpazzata quando comincio a
gridare... basta basta smettila adesso, quel negro di merda si scopato la
mamma, lo so si scopato la mamma!
Ma cosa cazzo dici, io scherzavo, oh che dici?!
No no io ti dico che se le scopata, lho visto con i miei occhi, una notte,
quella notte alle quattro che tornammo dalla birreria, quella sul lago... come
cazzo si chiama, Red top, Red pop...?!
Era un anno fa e tu stavi con quella...
Gaia...?
Si esatto, Gaia!
S, mi ricordo quella sera.
E io tornai e lo vidi, li vidi, che schifo e vidi la porta socchiusa di mamma,
e vidi mamma sdraiata sul letto mezza nuda.
Che schifo che schifo!
Il negro... il negro se l fatta!
Cristo amici cristo che schifo...!
Hai visto te lo dicevo
E tu che lo hai fatto entrare in casa. Nella tua casa...!
Adesso ero io il quarterbeck incattivito, era a me che scendeva la bava alla
bocca, non ci vedevo pi.
Di tanto in tanto mi ritornava in mente quella notte e gli occhi sgranati di
Hakim come pezzi gialli di luna. Eravamo immobili inchiodati sul parquet
dellanticamera, come indecisi sul da farsi... anzi no, non sul da farsi, sul
come farsi...
Fremevamo ma non sapevamo ancora bene come fare.
E poi...
Non ci fu pi alcun bisogno di scegliere.
Fu Hakim a venire da noi, lui ad affacciarsi con quel mezzo sorriso del cazzo
stampato sul viso negro.
Ho finito posso andare...?
Doveva aver capito che era meglio sloggiare.
Laria si era fatta pesante, troppo pesante.
Cos divenne il pallone. Quello di cuoio ovoidale che chiede solo di essere
portato oltre la riga, quella del tach down definitivo.
Lo sradicai dal terreno delle sue sicurezze nascoste dietro il perbenismo delle
persone tolleranti con cui era entrato nel nostro paese, il nostro paese, lo
afferrai per i capelli trascinandolo verso David.
Strano come quei due metri di indiano non reagirono per niente.
Dovevo averlo preso alla sprovvista.
Penso mi considerasse una specie di fratello...
Si limitava a gridolare, sembrava una femmina, mi dava fastidio toccarlo, cos
lo mollai al mio amico.
Sapevo che era in grado di cavarsela da solo in questo genere di cose.
E infatti non vi dico.
Fu linferno.
Fu come se tutta la rabbia e il risentimento del mondo, di tutti i popoli
oppressi dagli immigrati invasori si sfogasse adesso sulla nuca di Hakim, sulla
sua schiena, sulle sue gambe, sulle sue reni ridotte in un ammasso molliccio di
nervi sfatti.
Il bello era sentire quel pack pack delle ossa che si rompono una alla volta,
una per ogni colpo, con la regolarit di un orologio svizzero.
Nel giro di un quarto dora lo aveva tumefatto e smontato come un burattino,
facendolo ricadere su se stesso come se in un colpo solo ne avesse tagliato via
fili sopra la testa.
Un grande il mio David.
Non vi dico la scena.
Lui tutto grondante sangue, la maglietta dei Simpson, quella con Burt che
sorride, anzi sghignazza, imbrattata totalmente ed io di fronte a lui a met
sconvolto a met felice, attonito e sprizzante adrenalina, come se l per l mi
fossi calato una pasta.
Altroch.
Ma il colpo di grazia David volle lasciarlo a me.
Infondo ero il suo migliore amico.
Afferr Hakim per i capelli, cos, trascinandolo in ginocchio fino a me, mentre
il tipo miagolava parole di preghiera in musulmano o che so io.
Insomma una di quelle religioni fondamentaliste...
Camminava cos ecco... adesso ve lo faccio... come un bambino, a carponi...
anzi no no, cazzo dico, non come un bambino, ecco s: come un fottuto lupo
sciancato braccato dai bracconieri. Proprio cos!
Magari credeva ancora di potercela fare, a uscire vivo da quellarena.
Devo confessarvi che non me la sentivo.
No, questo era troppo, infondo poteva bastare cos, nella vita ci vuole
tolleranza, insomma...
E invece? Il tempo di abbassare gli occhi un attimo e cosa vedo per terra?
Un laghetto, rotondo, piccolo cos...
Insomma.. si era pisciato addosso...!
Quel negro bastardo si pisciato addosso!
Un adulto di quasi trentanni se lera fatta addosso per la paura!
Un adulto... capite? Sposato, con un figlio a cui fare da esempio.
Ebbi un conato, insomma diedi quasi di stomaco...
E questo niente.
Questo niente...
Mi accorgo che con il suo sangue il cagasotto mi sta rovinando il parquet
montato da due settimane, dico due settimane... lo sta facendo gocciolare
assieme al suo piscio come se niente fosse sul cotto pagato fior di milioni.
Come se fosse normale, dico.
E sapete cosa? Ebbi come un illuminazione
Quel sangue di merda e quel piscio mi ricordarono esattamente Hakim, la sua
vita.
Quel modo quasi casuale di scegliere dove andare a sbattere, e starsene un po
l galleggiante...
Ma poi, non appena ti distrai, ecco che ti frega: Si sta infiltrando in quei
piccoli intarsi tra un pezzo di legno e laltro, seguendo vie traverse, ma
strategiche e ben studiate per non uscire pi da l.
E avevo ragione. Avevo locchio lungo allepoca.
Pensate che l, allentrata, cho dovuto mettere un tappeto per coprire ogni
cosa.
E potete giurarci se ho strofinato eccome!
Ma niente, quel sangue... non vuole pi saperne di andare via.
pausa
Beh fatto sta che al momento non ci vidi pi.
Mi passarono davanti in rapida sequenza due tre immagini.
Erano le foto segnaletiche di quei terroristi che avevano dirottato laereo
americano, vi giuro identici ad Hakim.
Gli stessi zigomi, le stesse labbra che sembrano rifatte, lo stesso sorriso
maligno.
Mi venne in mente quella frase... com che fa: Puniscine uno per educarne
cento...
Per un attimo lo sguardo mi ricadde su quel laghetto rotondo e sulle sue scarpe
ancora sgocciolanti.
Se ci penso ho ancora un brivido sulla schiena.
Decisi che quelluomo andava punito.
I ragazzi... A quellet non vai tanto per il sottile, fai le cose e basta, fanculo
le conseguenze, no?
Ricordo presi quel grosso portacenere di cristallo che ancora oggi sta sul
tavolino rustico in bella vista, mi viene da ridere quando penso che non si
scalf nemmeno. Gridai con quanta forza avevo in gola: Sogni doro negro di merda!
E poi bahm! Segu un suono vuoto, come quando si rompe un uovo di pasqua per
vedere la sorpresa dentro.
I quattro chili di cristallo gli si conficcarono come un coltello nel burro
caldo della nuca, proprio qui, sapete il punto dove dicono che i bambini sono
pi fragili e non andrebbero mai toccati...?
Una cosa da cartone animato giapponese.
Non avrei mai creduto di esserne capace.
Sconvolsi addirittura David. Continuava a fissarmi con aria trasognata.
Cazzo hai fatto, lhai ucciso?
Pestarlo era un conto ma questo Cristo lhai ucciso!
Ma come, prima... e ora?
Che centra, quattro colpi per raddrizzarlo sono un conto ma questo qui
fottuto adesso, gli rimasto il portacenere incastrato in testa!
Subito dopo averlo detto non riusc a trattenere una risata.
E anchio risi. Mi propose di metterlo in bella mostra al centro del salotto
come portabombonne. Ridemmo ancora.
Iniziammo a rilassarci.
Apr quella bottiglia di scotch che conservo per i momenti speciali e brindammo
alla nostra amicizia.
E continuavamo a ridere, istericamente, come due ragazzini sgridati dalla
maestra.
Matti e ingenui, matti e ingenui...
Poi, per fortuna, visto che tra me e lui di amici ne abbiamo, che ci stimano e
ci vogliono bene... telefonammo subito a un tale... certo Roby di Capodimonte
che amava fare questi lavoretti, un tipo conosciuto in sala da giochi, si
faceva pagare pochissimo e si presenta dopo solo dieci minuti con una
camionetta dai vetri affumicati a ritirare il pacco. Sembrava un film
americano.
Una specie di pulp fiction napoletano.
Nessuno si accorse di nulla.
Non fosse stato per quella macchia sul parquet la cosa poteva diventare
leggendaria.
Ma and bene lo stesso.
Pulimmo dappertutto, schizzi rosa di sangue e saliva gocciolavano sul parato
per fortuna lavabile. E poi gi uno alla volta sotto la doccia.
Adesso eravamo rinfrancati. Anche il puzzo di piscio stava andando via.
Ci dicemmo che se ogni giorno si fosse potuto ripetere non ci sarebbe stato pi
bisogno di calarsi, avremmo risolto in un solo colpo due problemi, di quelli
tosti che affliggono il paese: Droga e immigrazione!
Capito?! Droga e immigrazione!
Geniale, no?
Ride, poi diventa serio di colpo.
Mi madre rimase malissimo per la faccenda.
Allinizio era offesa che Hakim di punto in bianco fosse sparito, ma quando poi
seppe dellaccaduto... insomma tutta la verit... mi pare al telefono da un
poliziotto subalterno ad un maggiore amico di famiglia che non si azzard
nemmeno a farle domande troppo dirette...
E poi sapete quando si tratta di quella gente non ne fanno mai troppe di
domande...
Ma giusto cos, infondo siamo noi a pagare le tasse e il permesso di
soggiorno del tale era scaduto da poco cos non importava poi tanto a nessuno.
Il caso si chiuse prima ancora di essere aperto.
Beh almeno legalmente fu cos.
La mamma...
Beh dicevo, quando seppe di Hakim ritrovato in una barca abbandonata gi al
porto con della droga nella camicia...
Non poteva crederci.
Insomma sembrava tanto per bene...
continuava a ripetere...
E noi che ce lo siamo tenuti dentro casa con tutta la sua famiglia...
La donna di Hakim e suo figlio furono rispediti in Pakistan e fu suggerito
loro di non tornare mai pi. Fortuna che esiste una legge che ci tutela, a noi
cittadini...
Ma ora anche la mamma sta meglio. E stata molto male sapete?
Restare chiusa in casa per tutto quel tempo...
Dicemmo a tutti che si era ripresentato quel problema alle caviglie.
Nessuno doveva sapere, questo chiaro.
Ma adesso tutto passato. Stiamo tutti molto meglio.
Di tanto in tanto vado a trovarla. Si presa un lungo periodo di riposo, per
stare lontana dalle chiacchiere. Una piccola pensione di lusso in campagna.
Il parto stato duro e mamma non che sia poi giovanissima.
La gente sa essere talmente cattiva delle volte...
Mi scuserete, ma adesso meglio che vada a controllare il mio piccolo.
Non vorrei che per leccitazione lavessi svegliato.
Cucciolone del pap. Con tutti questi rumori...
Mi auguro sul serio che possa crescere in un mondo migliore.
Un mondo senza porte da dover chiudere a chiave anche di giorno.
Ma no lui no. Sar diverso.
Sapr consigliargli io per il verso giusto.
Non lo lascer mai solo. Ha bisogno del suo pap.
Di questa grande mano dieci volte la sua. E non importa, non importa se il
nostro sangue non proprio lo stesso. Non questo che conta. Un giorno tutte
le macchie spariranno, perch le faremo sparire, e tutto torner del colore
giusto, come deve essere. E quel giorno non avremo pi bisogno di tappeti per
coprire i nostri errori. Nel frattempo sar io la sua guida, gli indicher la
direzione. Quella che nessuno ha mai indicato a me.
Un attimo solo che controllo se la porta chiusa bene.
Non prendetemi per uno paranoico o cosa...
E che con i tempi che corrono, meglio stare tranquilli.
Non mi perdonerei mai sa gli succedesse qualcosa.
Lui crede in me, si capisce da come mi guarda, con quei due occhioni
brillanti... come pezzi di luna.
Gi che ci sono... vorrei salutarvi, a presto.
Molto presto. Conosco la mia condanna. Non temete.
Posso guardarla ogni giorno negli occhi.
pausa
Adesso scusate ma...
Che responsabilit...
Un figlio, una vita capite? Una vita!
Mica roba da niente.
Si dirige sul retro della scena e torna con il bambino in braccio
Ciao piccolino?
Cosa fai, piangi?
No no, shhh, non devi piangere.
Hai fatto solo un brutto sogno.
Un incubo, un terribile incubo.
Shhh...! Ma adesso tutto passato.
Sogni doro amore del pap.
Sogni doro.
(Si risiede con movimenti lenti. Guarda il bambino. Il sorriso finale si
deforma in una smorfia illuminata da una luce tra il giallo e il marrone)
Sipario


