Il seme del male
Tragedia in tre atti di: Rocco Chinnici
(Il seme del male induce sicuramente lo spettatore a delle riflessioni rispetto al tema affrontato ed alla sua attualit, soprattutto dopo che abbiamo imparato a conoscere la capacit organizzativa e la sfera dinteressi della mafia. E, se da un lato viene fuori, pur nella sua efferatezza, unimmagine della mafia a tratti obsoleta, dallaltro non si pu non sottolineare quello ch il principale tema dellopera, cio la realt meridionale nel suo insieme e la famiglia come sua espressione. Quindi una realt, quella siciliana, che, metaforicamente, viene vista dallautore come un seme che, pur potendo dare buon frutto, alla fine, d origine al male. La disoccupazione, lemigrazione, la mafia, lassistenzialismo e persino la mancanza di servizi sono alcune delle denunce che escono fuori da questopera e che, purtroppo, ripropongono la loro attualit ancora oggi. Il seme del male, quindi, unopera di denuncia, ed anche unopera da cui emerge un forte senso della famiglia. Ma inoltre la tragedia di una famiglia, quella di Turi La Guidara, che deve conoscere, come tante famiglie ancor oggi, lonta della disoccupazione e dellemigrazione, e infine la perdita della figlioletta per mano mafiosa. Lamore paterno di Turi perLucia (cos si chiama la figlioletta), sicuramente uno dei passaggi pi belli, che vedono questa bambina, tanto matura nel cercare di proteggere la famiglia, quanto bisognosa delle tenerezze paterne. Ed probabilmente questo rapporto padre-figlia la chiave di lettura della conclusione dellopera, che potrebbe sembrare troppo lacerante e, quindi, troppo poco accettabile, se nel gesto di Turi non si intravedesse la speranza e la voglia di riscatto.
(Francesco La Barbera)
Personaggi Interpretri
Turi capo famiglia
Maria moglie
Lucia figlia
Andreino figlio
Ignazia suocera di Turi
don Luigi ricco possidente
mafioso
Vicina
Carabineri N2
Comparse N2
Esattore
(Scena unica composta di misere cose)
TURI
(Alla suocera intenta a rammendare) Ma, anche il lavoronei campi, dov la terra? Non vede come vive chi lavora la terra? Solo dolori, dolori e sacrifici! Questo ci che si raccoglie dopo un anno di duro lavoro!
IGNAZIA
(Donna allantica, dal carattere non tanto buono) Non ti preoccupare che ora il progresso, far cambiare ogni cosa e anche per i contadini tutto sar diverso.
TURI
Ma cosa sta dicendo? Non vede come tutto resta sempre uguale? uguale per noi che quasi per volere divino, come direbbe don Giuseppe, siamo stati scelti per sopportare il peso (animandosi) delle responsabilit altrui!
IGNAZIA
(Battendo la mano sul tavolo per riprendere Turi) Zitto! Zitto! Non bestemmiare! la rabbia a farti dire certe cose! vedrai che Dio non abbandona mai la gente come noi.
LUCIA
(Entrando dalla comune. Ha appena dieci anni. Ama tanto suo padre. Tra le mani ha un involto; Turi cerca di nascondere il cattivo umore alla piccola) Nonna, guarda, ho preso tutto: la mortadella, il pane volevo, volevo prendere un regalino a pap, ma i soldi erano un po pochi
TURI
(Abbassandosi la prende fra le sue braccia) Vieni Lucietta, amore mio, a pap, basta solo il pensiero.
LUCIA
(Gli si stringe al collo) Pap non andare via, ho paura senza di te!
TURI
(Trattenendo le lacrime) No piccola mia, non ti preoccupare. Vado via solo per poco tempo; vedrai che al mio ritorno sar tutto diverso: avrai quello che non hai mai avuto; sar meglio per tutti, vedrai, pure Andreino, dopo, (tenta di nascondere qualche lacrima) potr ricominciare a giocare con te.
LUCIA
Come, pap! Andreino
TURI
Si, vedrai; il dottor Ginori ha detto che basterebbero un po di soldi per lintervento e poi tutto andr bene.
LUCIA
Allora per andare a trovare i soldi che vai via pap?
TURI
Diciamo che cos.
LUCIA
E allora senti, invece di andare lontano, perch non provi a cercarli qua vicino?
IGNAZIA
Povera piccola, non puoi ancora capire quanto sia difficile trovarli!
LUCIA
Ma tanti, nonna, riescono a trovarne molti senza andare lontano; e tu (al padre) non riesci a trovarne quasi niente; io alle mie amiche compagne di scuola, a quelle che ridono di me, ho sempre detto: il mio pap intelligente, sa tutto, capisce tutte cose, ma non posso dire loro che sa fare tutto, se poi
TURI
(Adirato) Basta! Basta! Dora in poi di loro che sono un fannullone, un ubriacone, un buono a nulla, di se vuoi pure che non sono tuo padre, ma basta! Basta!
LUCIA
Ma pap, io (Vuole avvicinarsi al padre ma scappa piangendo mentre sta per entrare la mamma) Mamma! Mamma!
MARIA
(A Lucia) Che c? (Poi a Turi) Turi! (Infine alla mamma) Mamma che c? Lucia perch piangi?
LUCIA
(Piangendo) Pap non mi vuole pi; ha detto di dire alle mie compagne che lui non mio padre.
MARIA
Ma che dici, vai nella stanza di Andreino, che ora vengo. (A Turi, afflitta) Perch! Perch Dio! Che abbiamo fatto di tanto grave per meritarci simile tuo castigo? (inginocchiandosi a Turi) Ti prego Turi, te ne prego come mai prima dora; va da don Luigi, nutre molta simpatia per te, lo sai ti stima molto.
TURI
Lo so, lo so, e so anche perch! Ma non lo vedi? Mi ossequia, mi sorride quasi, sinchina al mio cospetto! - Vienimi a trovare se hai di bisogno - Mi dice, col falso sorriso di chi tradisce. Come se lui non sapesse, in che condizioni viviamo!
MARIA
Potrebbe anche non sapere fino a che punto!
TURI
Certo che lo sa, e ne quasi compiaciuto! Anzi si augura di vedermi ai suoi piedi; ma questo per lui rimarr un sogno, perch io preferisco piuttosto partire, anche se tu non puoi capire quanto male possa farmi.
MARIA
Cosa spetti a mettere da parte, una volta e per sempre, quello che tu chiami ideale, o coscienza come dici tu! E forse coscienza vedere un figlio ammalato e sapendo di poter fare qualcosa per lui ci si nasconde dietro parole assurde! Ideali, principi, orgogli, si orgoglio! Perch di questo si tratta: orgoglio!
TURI
Davvero credi che sia solo orgoglio? Allora cosa si dovrebbe dire di quelli, che proprio per questi principi, ideali o belle parole come le chiami tu, soffrono, si sacrificano, marciscono nelle galere e muoiono! E di noi! che stiamo li a guardare, senza porci domanda alcuna, mai! Perch noi abbiamo paura, paura di quella risposta che potrebbe fotterci! (Ignazia lo guarda indignata) Si proprio cos, fotterci.
IGNAZIA
Ma Turi!
MARIA
No mamma, lascialo dire! Allora, secondo te, basterebbero tutte queste parole come se fosse una ricetta medica da presentare al farmacista per avere la medicina? Ma lo vuoi capire che sono oramai discorsi vecchi, pieni di parole vuote, inconcludenti
IGNAZIA
(Interviene trattando male Turi) Giusto! Inconcludenti; ma cosa hai concluso sino ad ora? niente! Solo, miseria sopra miseria, e poi, litigi a mai finire; dici di non essere capito, ma in che cosa dobbiamo capirti! Io, ho invece capito tutto, ed da tempo che mi prometto di dirtelo, ho la strana impressione che tu sei allergico al lavoro, ma cosa hai fatto per trovarlo? Niente!
TURI
Ah! E cos? Secondo lei, io, non voglio lavorare?
MARIA
Mamma!
IGNAZIA
Ma quale mamma! Tu sei troppo buona figlia mia! E vero che bisogna amare e capire, ma bisogna anche guardare in faccia la realt. Proprio tu, poco fa, hai ricordato don Luigi, ebbene, cosa fa lui per andarlo a trovare, niente! Anzi, quando lo vede si gira; poi ci sarebbe il parroco don Giuseppe, e anche in questo lui pare veda il demonio!
TURI
Ah! E questo che secondo voi io dovrei fare? Andare a chiedere lavoro a loro, a questi signori, andare da loro come se io andassi allufficio di collocamento; questo non lo far mai! Meglio andare al Nord, almeno l, si, sei sotto il padrone, ma sai di vivere con gente che ti capisce, con gente che vive i tuoi stessi problemi, gente che lotta contro le ingiustizie sociali perch crede in una vita migliore.
IGNAZIA
Invece qua ci vivono quelli che non capiscono niente, quelli che credono solo nella vita peggiore.
TURI
Si, proprio cos! L, il padrone lo si combatte! Qua (annuendo) qua invece, lo si venera come se fosse un Dio; insomma quanti Dio avete!
IGNAZIA
Basta! Basta! Basta Turi!
TURI
Non basta ancora; ditemi: cosa fanno quelli che lavorano la vigna dei notabili signori, di quei signori che riescono ad ottenere svariati centinaia di milioni dalla Regione per rimettere a nuovo i loro terreni? Niente, lavorano come muli dallalba al tramonto, facendo una vita da schiavi. Mentre quei signori si ingrassano alle loro spalle; perch quei soldi che la Regione paga sono soldi di tutti, come vede si paga per essere sfruttati, e si dovrebbe pregare nello stesso tempo quel signore padrone da voi tutti divinizzato.
IGNAZIA
(Si sente suonare la campana della chiesa; Ignazia si fa il segno della croce) Dio, Dio mio! Fa che questo rientri nella ragione. (A Maria) Senti Maria hai bisogno daiuto?
MARIA
No mamma, vai:
IGNAZIA
In chiesa, in chiesa vado figlia mia! A pi tardi. (Guarda Turi, non parla e si avvia)
TURI
(La prende fra le braccia) Maria non essere triste, non dare ascolto a tua madre! il nostro un periodo difficile! Vedrai che passer. Al Nord il lavoro non manca e non appena riesco a sistemarmi, vi porter con me, cureremo Andreino e potremo vivere una vita migliore.
MARIA
Una vita migliore dici? A noi neanche un miracolo pu salvarci.
TURI
E vedrai che il miracolo si realizzer, perch il lavoro lo trover. (Bussano) Avanti!
SERVO
Buon giorno signora, mi manda la baronessa Myron
MARIA
Madonna! Dimenticavo, oggi scade il sesto mese daffitto della casa, come faccio? Turi come facciamo? Ha detto che, se non pagavo, mandava gli uscieri.
TURI
(prendendo dalla tasca i soldi che gli sarebbero serviti per pagarsi il viaggio) Tieni Maria, prendi, paga con questi, vuol dire che ritarder la partenza.
MARIA
Ma
TURI
Senza ma, tieni.
MARIA
(Al servo) Tenete, diteglielo alla vostra padrona che siamo pari con laffitto.
SERVO
Mi spiace signora, io un semplice servo sono e devo ubbidire agli ordini. Buon giorno signora e che Iddio vi benedica. (Esce)
MARIA
E ora anche la partenza, la speranza di cambiare vita finita!
TURI
Senti Maria, vuol dire che rimander la partenza e che intanto andr a lavorare al feudo del conte Castagno, per qualche mese; saranno pochi i soldi che prender, ma bisogna che almeno ricominci a trovarli.
MARIA
E distante, come farai a tornare a casa? E poi non ci sono mezzi che arrivano da quelle parti.
TURI
Non preoccuparti, vuol dire che far finta dessere gi partito; intanto vediamo se riesce a darmi lavoro. (prende la giacca) Vado a parlargliene, sar sicuramente al castello in cima al paese, torno subito. (Esce)
LUCIA
(entrando saccorge della mamma che piange davanti una statuina della madonna) Mamma, perch piangi davanti alla Madonna?
MARIA
(Si alza da ginocchiata e cerca di nascondere il suo stato danimo) Vieni piccola mia, non niente, ho pregato la madonna perch ci aiuti; pap andato a vedere se trova lavoro. (esce per la stanza dove si trova Andreino il figliolo ammalato)
LUCIA
(Dopo avere accompagnato con gli occhi luscita della mamma prende una sedia, la mette davanti la statuina della Madonna e vi si inginocchia) Madonnina mia, ti prego aiutaci, fa che il mio pap trovi lavoro, fa che lo trovi pure vicino, cos non parte pi, perch io, io non voglio che parte. Ti prego aiutalo; tu, non lo conosci, te lo giuro! (bacia con indice e medio uniti, la statuina) E il pap pi buono del mondo, forse, forse perch tu lo senti che sarrabbia? Ma lo fa perch lui dice che non giusto che c gente troppo ricca e c invece chi non pu neanche mangiare; tu che dici, giusto questo? (Entra Maria)
MARIA
Ma che fai, ti metti a tu per tu con la Madonna? Vieni qua, apparecchiamo la tavola che preparo qualcosa da mangiare.
LUCIA
Cosa prepari mamma?
MARIA
Ah! Senti, prendi linvolto che doveva portarsi pap, mangiamo anche quello per stasera.
LUCIA
(contenta) Allora pap non parte pi? Sono contenta. (Si avvicina alla Madonna) Grazie Madonnina, lo sapevo che mi avresti aiutata.
MARIA
(Apparecchiando) Prendi i bicchieri e le posate e finisci di apparec- chiare , io vado a vedere intanto se Andreino mangia a tavola con noi.
LUCIA
Si mamma. (continuando a distribuire le posate) Questa qua, questaltra qua, io mi voglio sedere qua, accanto a pap, cos mi far perdonare daverlo fatto arrabbiare.
MARIA
(Entra sorreggendo Andreino mentre le si avvicina Lucia e gli aggiusta lo scialle sulle spalle) Ecco, fatti trovare seduto qua da pap, tutti e due al suo fianco, contenti? La nonna qua ed io qua. Lucia attenta se Andreino ha di bisogno qualcosa; io vado in cucina. (Ed esce)
LUCIA
Lo sai Andreino, (cantilenando) pap non parte pi.
ANDREINO
Oh, pap, sono contento!
IGNAZIA
(Entra con don Luigi, mafioso del paese) Lucia. Si accomodi, si accomodi! Lucia, che aspetti! Prendi una sedia a don Luigi! (Lucia, dopo averlo guardato, continua a parlare con Andreino) Lucia! Ma che aspetti! Sei sorda? Aspetti che gliela prendo io. Si sieda. (Va a chiamare Maria) Maria! Maria!
MARIA
Si mamma, vengo!
DON LUIGI
Sono gi grandi i figlioli; e quello, Andreino lammalato? Certo che in queste condizioni, (guardandosi attorno) non c proprio di che rallegrarsi; vostro genero certo che la mantiene un po maluccia la famiglia. E dire che, allora, se Maria avesse voluto
IGNAZIA
Ma che ci posso fare, don Luigi, allora ha voluto cos; cosa potevo fare; provai pure a non farla uscire di casa ma niente!
DON LUIGI
Con me, certo che, quando allora ve ne chiesi la mano, non avrebbe sicuramente fatto questa vita Maria, peccato, ma, se lei disposta, io saprei come aiutarla.
IGNAZIA
Voi siete buono don Luigi, di questo finiremo di parlarne dopo la partenza di Turi, dovrebbe andare, per come vi avevo detto a
MARIA
(Entra, e, vedendo Don Luigi, resta imbarazzata, vorrebbe sistemarsi) Scusatemi Don Luigi, non sapevo
DON LUIGI
(A Ignazia) Lo vedi, non riesce nemmeno a darmi del tu. (A Maria) Che cosa ho che non va?
MARIA
Veramente io
IGNAZIA
Senti Maria, ho parlato con Don Luigi della tua situazione familiare, gli dissi pure di quei soldi che servirebbero per Andreino
ANDREINO
Si, nonna!
IGNAZIA
No niente, non parlavo con te. Dicevo, e per quei soldi, lui, disposto ad aiutarti.
MARIA
Veramente Turi sta cercando di provvedere; andato
IGNAZIA
(indisponendosi) E andato! E andato! Ma lo vuoi capire, figlia mia, che nella vita lamore non tutto! (A cantilena) Ci vogliono i soldi! Pure i soldi ci vogliono, figlia mia. Ma lo vuoi o no che tuo figlio si ristabilisca? E poi, anche voi, non lo vedete che vita fate? Cerca di approfittare della bont di don luigi.
DON LUIGI
E poi, Maria, niente ti chiedo, solo quello di badare a mia madre e ad accompagnarla, qualche volta al mese, dal professor Giusti, lo sai, quello delle malattie polmonari.
MARIA
Ma c Andreino a cui badare Lucia, no, no come faccio; e poi
IGNAZIA
E poi? Cosa e poi, dimmi! E per via di Turi che non vuoi?
MARIA
Forse, non lo so mamma. So solo che non mi sento di fare simile lavoro.
IGNAZIA
Cooosa? Non ti senti di fare simile lavoro? (Ironica) E che lavoro vorresti fare, dimmelo! La signora, forse? Qua, mi pare che ci stiamo nobilitando tutti! (Misteriosa) O hai paura che venga, poi qualcuno, a sapere di sua moglie che lavora alle dipendenze del suo rivale! (Maria non risponde) E a questo che pensi? Parla! E a tuo figlio, non ci pensi a tuo figlio?!
MARIA
(Esasperata) Basta! Basta! (Piangendo) Non ne posso pi!
LUCIA
(Accorrendo dalla mamma) Mamma! che hai mamma?
ANDREINO
Perch stai piangendo? Di cosa non ne puoi pi, mamma? Lo so, sono io che ti stanco!
MARIA
(Accorrendo da Andreino) No, figlio mio, non sto piangendo! (Vorrebbe far finta di ridere) Lo vedi? Io rido! Guarda, come ride mamma tua; di cosa dovresti farmi stancare. (A don Luigi) Ditemi, cosa dovrei fare? Cercher, se occorre, di convincere anche Turi a capire.
IGNAZIA
Potremmo non fargli capire niente! E poi, non deve partire oggi?
MARIA
Ma mio marito
DON LUIGI
Senti, (a Maria, sottovoce) oggi stesso vado a parlare col chirurgo, vuol dire che, al pi presto, tuo figlio sar ricoverato e sottoposto allintervento. Vedrai che nel giro di pochi mesi tutto sar diverso; ai soldi penser io. Lucia la mattina a scuola, e poi c tua madre se occorre, come vedi, adesso, sta a te decidere.
MARIA
E voi, mi garantite di affrontare le spese di ospedale, soltanto perch io badi di mattina a vostra madre? Se non sbaglio, mi pare di ricordare che vostra madre, oltre ad avere altre addette alla sua persona, non versa proprio in condizioni di precaria salute. Ma, allora perch tutto questo interesse verso la mia famiglia?
LUIGI
(Come se ricordasse qualcosa) Tu dimentichi il passato, o fai finta. Ricordo ancora quellamara risposta che mi hai dato, e quel no secco, ancora suona forte, nelle mie orecchie. Quante volte mi chiesi allora se dopo avessi potuto continuare ad amarti, ora, a distanza, sono messo alla prova col tempo, ma, come vedi, ho perso.
IGNAZIA
Don Luigi, io lho sempre pensato che siete una persona buona, credetemi, anzi, al contrario di come qualcuno avrebbe detto, (alludendo a Turi) voi siete di pi, siete una persona santa, (gli prende la mano) lasciate che vi baci la mano.
DON LUIGI
(Ritirandosi la mano e la pulisce col fazzoletto) Ma no, che fate! (Guarda lorologio; saccorge ch tardi) E gi tardi, devo andare, arriva mia madre col treno. (A Ignazia) Senti, ci vediamo domani, vienimi a trovare cos finiremo di parlare. (A Maria) Allora, posso interessarmi per tuo figlio?
MARIA
(Le si inginocchia) Grazie, grazie don Luigi; far quello che mi avete detto.
LUIGI
A domani allora, e mi raccomando, senza ripensamenti. (Ed esce)
MARIA
(Va ad abbracciare Andreino che stava giocando con Lucia) Andreino, figlio mio! Abbraccia la tua mamma.
ANDREINO
Mamma, ti voglio tanto bene mamma.
IGNAZIA
(Avvicinandosi a Lucia) E tu, Lucia, non abbracci la nonna?
LUCIA
Io avrei preferito abbracciare il mio pap, perci
MARIA
A proposito, sentite bambini, la fate una promessa alla mamma?
ANDREINO e LUCIA
Lo giuro! (Baciando, con lindice e il pollice unito, verso lalto)
MARIA
Quando viene pap non dite che stato qua don Luigi, capito?
ANDREINO e LUCIA
Perch, mamma?
MARIA
Niente perch, promesso?
ANDREINO e LUCIA
(Si guardano e poi guardando la mamma) Si mamma! (Maria li abbraccia; Ignazia li guarda mentre lentamente va chiudendosi il sipario)
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
VICINA
Buona sera donna Ignazia, ma, vostro genero, non partito?
IGNAZIA
No, mi pare di no ancora, perch? Aspettate che chiedo a mia figlia.
VICINA
Veramente io, non vorrei essermi sbagliata, passavo per caso dalla bettola di zio Tano, quando sentii un gran fracasso di gente che rideva, chi a destra, chi a manca, sapete, gente che lavora ai campi di don Luigi e del conte Castagno.
IGNAZIA
E parlate, di che ridevano?
VICINA
Non so se faccio bene a dirvelo, mi ero avvicinata cos, per curiosit, e non ci vedo in mezzo a quella cerchia, Turi!
IGNAZIA
Turi?!
VICINA
Si Turi, salito sul tavolo, ubriaco, come se stesse per fare un comizio, si, ricordo che gridava: -A basso i ricchi!-. Mentre qualcuno, di nascosto, pagava, pagava per farlo continuare a bere. Poi, ricordo, entr don Luigi, e
IGNAZIA
Forza, parlate! Quando arriv don Luigi
VICINA
(Parlando sottovoce per non fare sentire ai bambini) Che vergogna! Se avesse visto, donna Ignazia! Si avvicin a Turi, che oramai non capiva pi nulla, e gli disse: - Balla! Balla buffone! Che ora inizier io finalmente a divertirmi. Non capisco cosa abbia voluto dire. Turi, prima lo ha guardato, pare che stesse per dargli un colpo di sedia poi niente, anzi, chiedeva sempre vino, che sotto sotto, altri porgevano.
IGNAZIA
E ora, pensi che possa essere ancora l?
VICINA
Non saprei, ma vedete di riprenderlo voi, un bravuomo Turi, chiss, perch avr bevuto.
IGNAZIA
Grazie, grazie, ma vi prego, non dite niente a mia figlia; io vado a vedere. (bussano) Avanti! (entrano due persone sorreggendo Turi ancora ubriaco; la vicina prende una sedia mentre Ignazia guarda meravigliata la scena, poi ai due) accomodatelo li, (indicando la sedia che ha preso la vicina) grazie. (i due escono salutando; Ignazia verso il pubblico) Vergogna! Pure a don Luigi ha fatto ridere; ma! Vergogna!
ANDREINO
Pap! Pap, che coshai?
LUCIA
Pap che ti sei fatto?
TURI
(ancora ubriaco, parla facendosi capire poco) Oh, Lucietta! Vieni qua! Vieni in braccio a pap. (fa per prenderla ma non ci riesce, riprova e cade pure lui, si posa la mano sulla fronte e guarda Lucietta) Ferma! Ferma, non girare!
LUCIETTA
Ma pap, io io sono ferma! Mamma! Mamma! (corre dalla mamma)
MARIA
(entrando) Vengo! Che Turi! Turi! Che c? che hai? (rivolgendosi alla vicina e a sua madre) Ch successo? Ditemi!
VICINA
Niente, Maria, solo un po (facendo come a stare ad indicare che gli gira la testa)
MARIA
Parla Turi, dove sei stato? Chi tha fatto bere? Perch, perch!
VICINA
Calma, Maria, stai calma; dagli un po di bicarbonato, (Lucia va a prenderlo) vedrai che a momenti non c pi niente; io vado, ho lasciato la pentola sul fuoco, se dovreste avere di bisogno chiamatemi. (esce)
LUCIA
(ritornando con in mano bicchiere e bicarbonato) Mamma, perch pap s bevuto tanto vino?
ANDREINO
Tabbiamo aspettato tanto pap; perch si ridotto cos, mamma?
IGNAZIA
(adirata) Lo dicevo io!
MARIA
(intenta a far bere lacqua a Turi) Mamma, zitta! Sicuramente sar successo qualcosa. (a Turi) Parla, ti prego Turi! Come stai?
TURI
(riprendendosi un po) Meglio, meglio sto, lasciatemi tranquillo cinque minuti, passer.
ANDREINO
Mamma, ho freddo, ti prego, portami a letto.
MARIA
Non hai mangiato niente, aspetta. (si avvia per andare a prendere qualcosa da mangiare)
ANDREINO
Mamma, no! Tho detto che non ho fame, portami a letto.
MARIA
(a sua madre) Aiutami a portarlo di la e dopo prepari. (si avviano)
ANDREINO
Mamma, un bacino a pap prima! (bacia suo padre ed escono)
LUCIA
(avvicinandosi a suo padre ancora seduto) Pap, (cantilenando) pap, andiamo, su! (cerca di tirarlo da terra per portarlo a tavola) Vieni a tavola, dobbiamo mangiare!
TURI
Io non voglio mangiare, voglio partire, si, partire, partire per non tornare pi in questo paese, sto rovinando pure la vostra esistenza.
LUCIA
No, pap! Ma che dici? Non dire cos alla tua Lucietta, non andare via, la mamma mi disse che restavi, io voglio stare con te, con te voglio stare pap (piangendo)
TURI
Dopo, dopo; ora non piangere figlia mia, ora, devo partire solo.
LUCIA
Non mi lasciare pap (stringendosi a suo padre). Ho paura, tanta paura, se te ne vai.
IGNAZIA
(entrando con una pentola e dei piatti in mano) Lucia! Lucia! Vieni a mangiare.
LUCIA
Non ne ho fame, voglio stare con pap (stretta sempre a pap).
IGNAZIA
Ora viene tua madre e vedrai. Vieni ti ho detto!
LUCIA
Noo!
MARIA
(entrando si dirige verso Turi) Turi, come stai? Vieni che mangiamo, da tanto che aspettiamo. Sei stato dal conte?
TURI
(con un piede in ginocchio e, fissando il vuoto, racconta pensando allaccaduto) - La crisi Turi-, la crisi, mha detto; - non ho lavoro da darti -; mentre gi, nel cortile del castello, gridavano, attorno ad un banchetto, gli ospiti, il suo nome. (guarda Maria) Dovevi vedere, era come se stessi a guardare un film, cerano anche gli orchestrali. E il compleanno di mio figlio aggiunse, e poi, col falso sorriso, mi accompagn alla porta.
MARIA
Su Turi, lascia stare
TURI
(guardando Maria) Il compleanno di suo figlio! (alzando gli occhi al cielo come se stesse a parlare con Dio) Guardami! Oh Padre dei peccatori, anchio, e di anni ne ho fatti tanti, ma, mai, mai io pretesi da te qualcosa, neanche un piccolo regalo; ora voglio, si, voglio che guarda altrove, la, in quei castelli, in quei posti, dove i tuoi figliastri singrassano di carne umana, e brindano nei calici dorati; mentre io, povero figlio tuo diletto, non ho neanche il diritto di raccogliere le briciole.
MARIA
Turi spiegati, non capisco, cosa successo? Chi, tha cacciato?
TURI
Non hanno cuore, solo noi poveri cristi lo teniamo, e forse neanche colpa hanno, si, ti sorridono, dicono daverti capito, ma, quando pare che qualcuno di loro sta per aiutarti, ecco che si ritrae la mano, perch non sa, si, non sa cos il bisogno! Mai Maria, non fidarti mai dei ricchi, sono pericolosi, non riusciranno mai a capirti.
IGNAZIA
Su Maria, su, non stare li anche tu, vieni a mangiare si fa freddo, il vino a fare dire certe cose, e a molti piace bere, bere per dimenticare! Come se appena riaprono gli occhi non si ritrovano come prima. Ma inutile stare li a discutere sempre le solite cose, su vieni figlia mia, (alludendo) che questa vita cambiare dovr.
MARIA
Ma mamma! (poi a Turi) Dai, siedi a tavola
TURI
Certo che cambier! Vedr, a costo di andare a chiedere lelemosina, ma trover i soldi per partire!
IGNAZIA
Ecco, come stanno le cose! Eh no! Adesso basta! Pure i soldi del biglietto ti sei bevuto! (a Maria) Come!Adesso esageriamo figlia mia; ma lo capisci
TURI
(alla suocera, avvilito) Adesso basta! Basta Cristo! Perch prima che esco io da questa casa, sar lei a precedermi, come osa? Chi si crede di essere? Mia madre forse? Lei si, fu una santa donna, ma voi, voi! Siete solo una vipera e una leccapiedi!
IGNAZIA
Ah, cos! Se per questo, me ne vado subito da questa casa!
MARIA
(in lacrime, la trattiene) Mamma ti prego, non andare!
TURI
Maria, lo capisci dove siamo arrivati!
MARIA
Basta Turi! Questa mia madre!
TURI
E tua madre! E allora decidi, o con lei o con me! (Maria sabbassa gli occhi e non risponde) Parla! (Maria ancora non risponde) Ah, cosi! Addio allora! (prende la valigia che ancora giaceva allangolo della stanza e fa per andare)
LUCIA
Pap! (gli corre incontro e lo trattiene) No, ti prego! Non andare, portami con te; ho paura, lo sai perch ho paura?
TURI
(abbassandolesi) Ma che dici figlia mia, paura di che! Ciao Lucia, (quasi piangendo) luce degli occhi miei, vedrai, verr a prenderti; non dirgli ad Andreino che sono partito, potrebbe soffrire di pi; tu sei forte, non piangere, vedrai ritorner (labbraccia velocemente e la tiene stretta a se, poi, lasciandola di scatto, esce deciso e senza girarsi).
LUCIA
(piangendo, stringe, come se acchiappasse lombra di suo padre) Pap, perch sei andato via! Tu, tu non lo sai; (singhiozzando) ma io, io non ti rivedr mai pi. Addio pap.
FINE SECONDO ATTO
TERZO ATTO
(scena come nei primi due atti; un po arricchita per evidenziare il lavoro di Maria e la frequenza, quasi assidua, di don Luigi)
IGNAZIA
(sola in scena, intenta a leggere una delle tante lettere che turi scrive regolarmente a casa e che Ignazia continua a nascondere per fare apparire Turi, agli occhi della moglie, un buono a nulla e quindi uno da lasciar perdere) Cara Maria, la terza lettera che ti scrivo e ancora ti porgo le mie scuse per quel giorno della mia partenza, forse perch ancora sotto leffetto del vino; vedrai, non succeder pi. Andreino come sta? E Lucietta? Tu, tu stai bene? (strappa nervosamente la lettera ed ironizza su quanto Turi scrive) Tu stai bene, quello sta bene, laltro sta bene, tutti bene stanno! Certo, che ora stanno tutti bene; se fosse stato per te! Allora si che Meno male che c qualcuno che ci pensa: E a te, ora, la risposta la do io come al solito (finisce di strappare la lettera), cos.
LUCIA
(entra con carta e penna, va a sedersi al tavolo ed inizia a scrivere una lettera) Caro pap, si, caro pap! Perch non ti sei fatto pi sentire? Non vuoi pi bene alla tua Lucietta? Io ti voglio tanto bene, ma tu non ci fai sapere nemmeno dove sei. Lo sai, Andreino lo hanno gi operato; la mamma lavora dalla madre di don Luigi (ma, ricordandosi della promessa fatta alla mamma di non dire a pap di don luigi, cancella velocemente) No, questo no, e poi cosa sto scrivendo se non so nemmeno dove sei. (alla nonna) Senti, Milano grande? Se io metto sulla lettera cos: al mio pap Salvatore citt di Milano anzi no, Turi, cos lo riconosceranno meglio, tu pensi che non lo troveranno?
IGNAZIA
Ma no! E poi, lo vedi che non scrive tuo padre, perch dovresti farlo tu! Sicuramente egli gi pensa ad altro, tavr dimenticato. (Lucia si commuove) Su, su bambina mia non fare cos, vedrai, il tempo cancella tante cose; quello che conta cercare di migliorare, e tua madre lo vedi, sta riuscendoci.
LUCIA
(si scosta dalla nonna che cercava di accarezzarla) Anche pap sa riuscirci, si, perch pap non quello che pensi tu e che cerchi anche di far pensare alla mamma. (piangendo) Pap, di nuovo quel sogno ho fatto. (guarda la madonna e vi si avvicina) Madonnina, perch mhai detto una bugia, ti prego aiutami, (inginocchiandosi) fa che venga subito a prendermi (la risposta non arriva), ah, che dici, mi aiuti? (bussano)
IGNAZIA
(aveva ripreso a lavorare con la lana) Avanti, avanti!
VICINA
Buon giorno Ignazia. (saccorge di Lucia e le si avvicina) Ciao Lucia, sei gi uscita dalla scuola? Ma che fai sulla sedia?
IGNAZIA
No, oggi non c andata, s sentita un po male.
VICINA
Ed per questo, che piangi?
IGNAZIA
No, per via di un sogno.
VICINA
Un sogno! E che sogno?
LUCIA
(aggrappandosi alla vicina) Ho sognato che non avrei pi rivisto il mio pap!
VICINA
Che dici! Non bisogna dar credito ai sogni bambina mia.
LUCIA
A questo si invece, perch inizi proprio cos. Non dovevo farlo partire pap!
VICINA
Ma no! Pap andato per lavoro! Lo sai, qua difficile poter lavorare; e poi, su non piangere. Tutti i bambini sognano, e sognano anche sogni brutti, per non piangono.
LUCIA
Si vede che non vogliono bene ai loro pap; io invece
VICINA
E va bene, ma nessuno sta dicendoti che non vuoi bene al tuo pap, anzi, come sta? Ha trovato lavoro? Sicuramente ti avr scritto, no?
IGNAZIA
Veramente ancora no! Ma star sicuramente bene. La posta, a volte, si sa com, un po lo sciopero, un po il ritardo
VICINA
Eh si, oramai non si capisce pi niente, con tutti questi scioperi e ritardi va a finire che questo paese verr dimenticato da tutti, come se non esistesse sulla carta geografica; se non fosse per i giornali che ne parlano lavete sentito il giornale di ieri? Pure la radio ne parl!
IGNAZIA
Di che cosa?
VICINA
Donna Ignazia! Come! Non lo sapete? La droga! Dicono, che adesso anche nella scuola arrivata! E molti ragazzi che hanno voluto provarla gli toccato il ricovero in ospedale, e di qualcheduno si dice che grave!
IGNAZIA
Si, qualcosa lho sentita. Veramente a me queste cose non interessano, dovrebbero interessare invece a quelle mamme che permettono ai loro figli di fare quello che vogliono, anzich poi piangere lacrime di coccodrillo.
VICINA
Voi, parlate cos perch non sapete. La droga un nemico invisibile, sta sempre allagguato, anche pericolosa ed ignorante, ignorante perch non conosce ne ricchi e ne poveri; pericolosa perch si muore. Quindi, come vedete
IGNAZIA
In casa, i figli si devono tenere, in casa! Oppure, mandarli a lavorare, la bella vita che li porta a questo.
VICINA
Voi, continuate a parlare cos perch non leggete, e quindi non sapete quello che succede fuori da queste mura, lo sapevate, per esempio, che hanno arrestata la z Rosina? Persona insospettabile, eppure lhanno trovata con la borsa piena di droga.
IGNAZIA
Z Rosina! Siete sicura?
VICINA
Sicura! Certo che lo sono, vi sembra strano vero? Quello che strano invece quello che si nasconde sotto; chiss come stanno veramente le cose in paese. Ma, staremo a vedere.
LUCIA
(affacciata alla finestra, saccorge della mamma che sta arrivando e grida) La mamma c! Mamma! Mamma!
IGNAZIA
Su, vieni, non pu sentirti.
LUCIA
(va ad aprire la porta ed entrano Maria, con in mano una ventiquattrore, e don Luigi) Ciao mamma! (buttandole le braccia al collo)
MARIA
Tieni, ti ho portato questa spilla; ora su, dai un bacio a don Luigi, ha accompagnato la mamma.
DON LUIGI
S, dammi un bacio! (abbassandosi)
LUCIA
No, a voi no! (don luigi si abbassa per baciarla) E non mi toccate!
IGNAZIA
(le da uno schiaffo) Come ti permetti? Vai nella tua stanza, e dammi quella spilla!
LUCIA
(facendo resistenza) Dammela, la voglio! Me lha regalata la mamma. Pap, pap! (piangendo)
DON LUIGI
Ignazia, potevate evitare.
MARIA
E una bambina ancora, mamma! (le porge la valigetta) Su, tieni, mettila di la.
IGNAZIA
Ed appunto perch una bambina che glielho data. Da piccoli, da piccoli devono imparare ad avere rispetto verso i grandi! (guarda la valigetta) Che cos?
DON LUIGI
(precede a rispondere Maria) Oh, niente! Il Professor Giusti ha pregato Maria (imbarazzato, guarda la vicina) che gliela facesse recapitare ad un certo indirizzo
VICINA
(un po meravigliata per quel don Luigi) Io vado, tolgo il disturbo. E scusate ancora, Andreino come sta Andreino? Sta bene? Ho saputo che lhanno operato.
MARIA
(imbarazzata) Ma, io veramente, devo ancora andare da Andreino; sono stata
VICINA
Non a me, Maria, che devi rendere conto. Se ti trovi ad andare da quelle parti salutamelo; vedr, se posso, di avvicinarci in questi giorni. Arrivederci. (esce)
DON LUIGI
Be, anchio tolgo il disturbo
IGNAZIA
(molto dolce, a don Luigi) Ma quale disturbo! Che dite, don Luigi. Per noi un piacere avervi a casa; anzi sapete cosa ho pensato! Perch non rimanete, ho preparato del capretto al forno, e, se mi potete concedere questo onore, vi renderete conto di persona, quanto brava sia (alludendo) a fare anche la cuoca.
DON LUIGI
Se sapessi di fare piacere a Maria, ben volentieri!
IGNAZIA
Ma certo! Maria, rispondi, diglielo che non ti dispiace se rimane.
MARIA
Perch mi deve dispiacere! Sta facendo tanto per mio figlio. Come potrei dire di no.
IGNAZIA
(ironica) Per tuo figlio, per tuo figlio! Certo, anche per lui.
DON LUIGI
Se le cose stanno cos, vuol dire che rimango (si toglie la giacca mentre bussano alla porta).
MARIA
(a Ignazia) Chi pu essere? (bussano ancora) Avanti! (entrano due loschi individui, pieni di premura, chiamano con un dito don Luigi e gli parlano allorecchio. Don Luigi rimane meravigliato; i due vanno via, e si appresta a riprendere la giacca che aveva da poco posato)
DON LUIGI
Arrivederci Ignazia, ciao Maria, sar per la prossima volta, ho una cosa urgente da fare (ed esce).
MARIA
Cosa pensi abbiano potuto avere?
IGNAZIA
Niente, vedrai, sicuramente problemi di lavoro, magari qualche suo operaio chi lo sa. E poi senti Maria devi cercare di essere pi alla mano con don Luigi; non vedi quello che sta facendo per te!
MARIA
(triste, Lucia, entra per andare a prendere la cartella) Lucia, vieni dalla mamma, su, cosa ti preso?
LUCIA
Mamma, se vero che mi vuoi bene, devi dirmi la verit, giuralo davanti la Madonna!
MARIA
(verso la Madonna) Lo giuro! Ma, la verit di cosa?
LUCIA
Perch non mi chiedi pi se pap ha scritto? Forse forse non gli vuoi pi bene?
MARIA
Cosa vai a pensare, Lucia!
LUCIA
Avrei voluto che fosse stato pap a portarti mano nella mano, e no quello la.
MARIA
Lucia! Mi ha solo accompagnato a casa. Del resto, non la prima volta.
LUCIA
Si, ma come oggi mai. Quando quando allora mi dicesti di non dire niente a pap, di quel don Luigi, io lo feci ma non sapevo che doveva finire cos; ma non appena pap scriver, vedrai, gli risponder anchio una bella letterina.
IGNAZIA
Ma perch, cosa successo?
LUCIA
Zitta! Che di te potrei fargli sapere di quello schiaffo!
IGNAZIA
(adirata) Piccola vipera! Ora ricatti pure!
MARIA
Su, mamma, lasciala stare! Anzi senti, domani, a causa di un imprevisto, devo accompagnare di nuovo la signora da quel professore Giusti e far tardi, quindi, dopo che prendi Lucia a scuola, vedi se puoi anche avvicinare allospedale.
IGNAZIA
Va bene non preoccuparti. Tu piuttosto, domani cerca di entrare pi in confidenza con la signora; ieri laltro si compliment, dicendo, che sei una ragazza in gamba e che lei ti ammira; mi confid pure che sarebbe contenta se suo figlio riuscisse a trovare una ragazza come te.
MARIA
Ma mamma! Che stai dicendo! Tu lo sai che per me esiste solo Turi, e che io
IGNAZIA
Che tu cosa? Figlia mia, la bocca parla, ma non dice ci che sente il cuore; io lo vedo, quando camminate assieme, quando gli dai la mano quando vi guardate poi, sembrate due innamorati.
MARIA
Smettila mamma!
IGNAZIA
Rispondi, vero, o no che, da un po di tempo, sei su di morale, pi allegra?
MARIA
Si, vero. Ma tu lo sai: Andreino sta quasi ristabilendosi, noi possiamo permetterci di pi mi dispiace solo che Turi non scrive; avrei voluto fargli sapere subito tutte cose.
IGNAZIA
Come! Di don Luigi?
MARIA
Certo! Fargli capire che non quello che lui ha sempre pensato che fosse, si, ricco, vero , ma allora cosa vuol dire.
LUCIA
(che stava osservando la mamma) Vuol dire, che non ti devi fidare mai dei ricchi; ti ricordi cosa disse pap, e io ho sempre creduto a quello che ha detto lui.
MARIA
Don Luigi sta aiutandoci! Non vedi come tutto sembra diverso.
LUCIA
Ecco, lo vedi! Ora lo difendi pure, mamma; per me era meglio quando prima cera pap, almeno avevo qualcuno accanto, ora sono invece sola (Ignazia esce dalla stanza)
MARIA
Sola? Ma c la nonna! E poi ci sono pure io.
LUCIA
La nonna, dici? Lasciamo stare! Poi, ci saresti tu poi? Prima, forse, quando venivi a trovarmi a letto e mi raccontavi qualcosa, ricordi? Mi dicevi sempre: angioletto di mamma (piangendo), e mi baciavi; io quasi piangevo dalla gioia! Ora, solo il ricordo di pap a darmi la buona notte.
MARIA
(risentita) Su, non piangere, vedrai, ancora per poco, come scrive pap gli risponderemo di venire subito, o forse chiss ci mander a chiamare tutti. Lo sai, Andreino fra poco esce, ed io non andr pi dalla signora, dedicher tutto il mio tempo a voi due (abbracciando- la), sei contenta?
LUCIA
(entra Ignazia) Si, mamma!
IGNAZIA
Oggi non si mangia? Dai se devi andare da tuo figlio.
MARIA
(guarda lorologio) Madonna mia! Tardi . No, no mangiate voi, io vado allospedale (si avvia nellaltra stanza , Lucia le va dietro parlando ad alta voce).
LUCIA
(tutto il discorso fuori scena) mamma, mi porti con te? (Ignazia sola in scena; bussano) Su, dai, voglio vedere Andreino, e poi non ne ho fame!
MARIA
(Ignazia scorre velocemente una lettera consegnatale dal postino) Come non hai fame! E poi devi fare i compiti.
LUCIA
Ho capito, non mi vuoi portare.
MARIA
Dai, su, non capire male; vieni qua metti questo che andiamo.
LUCIA
(seccata) No, oramai non pi, mamma.
MARIA
(Ignazia, sentendo gli altri che stanno per entrare in scena, caccia in tasca velocemente la lettera) Dai, vieni, su ch tardi (entrano inscena).
LUCIA
Noo!
IGNAZIA
Su, ti faccio compagnia io, lasciala stare lei, vuol dire che rester dentro, e poi, non bisogna pregarla cos! (si toglie la giacchetta da camera, dimenticandosi della lettera in tasca, e lappende allattaccapanni, prendendosi il giaccone per uscire).
MARIA
Davvero non vuoi pi venire?
LUCIA
(tanto orgogliosa) No. Saluta e bacia, Andreino, per me.
IGNAZIA
(ironica, a Lucia) Mi raccomando, fai i compiti allora. (escono)
LUCIA
(pensa, rifacendo il verso della nonna, poi fissa il quadro della Madonna) Mi raccomando! Fai i compiti allora! Come se a lei, di me, gli e ne importasse qualcosa. (si avvicina, parlando al quadro della Madonna) Non vero? Mai! Tu guardi e non parli; dovresti intervenire quando mi trattano male, ora anche le boffe arrivano, e tu niente, me li fai dare come se niente fosse. (come a volerla rimproverare) Oh, madonnina! Guarda che io una bambina sono, non un tappeto da spolverare! (cade la giacca da camera della nonna, va per alzarla, saccorge della lettera, la apre e la legge. Sar la voce di Turi che si sentir durante la lettura). Cara Maria, (Lucia meravigliata) Ma la lettera di pap! E da molto tempo che aspetto tue notizie. Nella prima lettera che ti mandai, come, nella prima lettera! mi scusai tanto per quel giorno che partii, forse la colpa fu del vino; ti scrissi, ma, dopo quel lungo silenzio, ho da pensare solo a quello che ho sempre temuto: tua madre, si, avrebbe preferito darti a una persona ricca. Ricordi, insisteva tanto allora per quel don Luigi, tanto che ora quasi mi odia. Dopo, convinta che io fossi geloso di lui, prov a farmi tanti dispetti, perfino quello di farci litigare, e pare ci sia riuscita. E per questo chio voglio tu sappia chi realmente colui che tua madre ammira. Vero , ha i soldi, e allora? Ma sono soldi sporchi! Quel signore, che agli occhi di tutti appare onesto, ossequioso, gentile, invece un assassino, un pazzo! Si, un pazzo che si serve della gente onesta per fare entrare in paese quella roba . Si arricchito facendo morire tanta gente, grande e piccola. Io lho sempre pensato, anche sua madre con quei finti viaggetti, ma non ho mai avuto le prove; chi invece ce li ha tace, o per paura, o perch coinvolti anchessi in quel commercio di morte: la droga. Si, la droga. Il nostro oramai un paese famoso, sta sempre sulle prime pagine dei giornali; ma, un giorno o laltro, vedrai, anche il suo nome sar su quelle pagine; allora si che vorrei vedere il volto di tua madre! Scusami tanto Maria, avrei dovuto scriverti solo di noi, che vuoi, a volte mi lascio prendere facilmente dalla rabbia e la mano, come vedi, va per i fatti suoi. Tu, dimmi, come stai? Ti prego, scrivimi presto, ho tanto bisogno di avere tue notizie. Andreino come sta? Sai, ancora per poco, ho gi parlato con un dottore in gamba, sar lui ad operarlo, abbiamo fissato la data, e fra un mese verr a prenderlo. E dimmi, Lucietta come sta? Sta bene? (Lucia si tocca la faccia con gioiosa espressione, nascondendo, per un attimo, il pianto pieno di singhiozzi) Io sono, Lucietta! Sto leggendo la tua lettera, si, si sto bene pap mio! Dalle tanti bacioni; ti prego scrivimi, anche se pensi di dovermi dire che non mi vuoi pi bene, ma fallo. Ti abbraccio, tuo per sempre Turi. Lindirizzo questo sotto: Via Giosu Carducci N 10, Porta Ticinese Milano. Pap, (asciugandosi le lacrime) pap mio! Allora non ci hai dimenticato; se tu sapessi, davvero lei, la nonna, a volere che ci dimenticassimo per sempre di te. Ha sempre detto a me e alla mamma che tu non hai mai scritto, e che sicuramente non lo avresti pi fatto. Ma ora le faccio vedere io, ti scriver una lettera e dovrai venire subito, perch, qua, le cose si mettono male. (sulla soglia, intanto, don luigi)
DON LUIGI
Ciao Lucia, fai i compiti! Non c la mamma?
LUCIA
(spaventata, cerca di chiudere la lettera e nasconderla in tasca senza pensare che avrebbe potuto attirare la curiosit di don Luigi) No! andata con la nonna, da Andreino!
DON LUIGI
(saccorge che qualcosa non va) Che fai con quel foglio? Fai vedere.
LUCIA
(scappando dallaltra parte del tavolo) Niente! Sono cose di una mia compagna, non puoi vedere!
DON LUIGI
(riesce a prendere Lucia, la quale, districandosi, le cade a terra la busta. Don Luigi la prende e ne legge lindirizzo) Ah, una cosa della tua compagna! Ora vediamo, allora! (le riesce a prendere la lettera)
LUCIA
No! no! non leggerla! Sono cose che non ti interessano.
DON LUIGI
(inizia a scorrere la lettera) E bravo il tuo pap! Bravo Turi! Sicch hai capito tutto?
LUCIA
E, appena viene, farai i conti con lui.
DON LUIGI
(adirato) Zitta tu! Che intanto sarai lui a fare i conti con me, vieni andiamo! Tu verrai con me!
LUCIA
(tenta di scappare ma viene fermata) No, lasciami! Non voglio venire, voglio la mia mamma. Pap, pap!
DON LUIGI
(tappandole la bocca riesce a prendere un morso) Ahi! piccola gatta. (escono, mentre Lucia cerca, inutilmente, di divincolarsi)
ANDREINO
(dopo un attimo di scena vuota, sulla soglia, sorretto dalla mamma e la nonna, entra Andreino) Lucia, Lucia! Guarda, cammino! (alla mamma) Lasciami mamma! mi voglio far vedere che cammino solo.
MARIA
Stai attento, ricordi che ha detto il professore: lo faccio uscire ora, a condizione che non faccia sforzi.
ANDREINO
(rassegnato, si siede) Va bene mamma.
MARIA
(preoccupata) Ma, Lucia dov? (inizia a cercare nelle stanze chiamando) Lucia, Lucia! Dai, su, rispondi. C Andreino!
IGNAZIA
(cerca, nella tasca della giacca, la lettera; preoccupata, continua a vuotare le tasche, niente) Dio, Dio mio! E ora?
MARIA
(rientra preoccupata) Mamma, dove pu essere andata la bambina? (saccorge che nel posacenere sul tavolo c un sigaro di don Luigi) Mamma, questo non un sigaro di don Luigi?
IGNAZIA
(molto imbarazzata) E gi si certo! Prima, avremmo dovuto capirlo, c un odore di sigaro. Sicuramente sar venuto, e, visto che ritardavamo, avr portato Lucia fuori a comprarle qualcosa.
MARIA
Ma lei no, non credo, conosco bene Lucia, e, dopo quello che successo fra loro due, non penso si sia lasciata commuovere da qualche regalino, perci
IGNAZIA
Tu dici? Aspettiamo un po e vedrai; entrer ridendo, con qualche regalo in mano. (bussano) Lo senti? Che ti dicevo?
MARIA
(convinta che fosse veramente Lucia) Vieni Andreino, mettiti davanti la porta, cos come apre le farai una sorpresa. Avanti!
DON LUIGI
(fingendo di essere alloscuro di tutto) Ciao, Andreino! Tu, qua? Ciao Ignazia, Maria!
MARIA
(guardando fuori dalla porta) E Lucia! Dov Lucia?
DON LUIGI
Lucia! Stavo appunto per chiedervelo io. Non lo so!
MARIA
(non riesce a capire, poi, guarda il sigaro) Ma, questo sigaro non vostro? Noi pensavamo che fosse con voi.
DON LUIGI
(imbarazzato) Si sono venuto io poco fa; ho bussato, non rispose nessuno, la porta era aperta e sono entrato, ma visto che non cera nessuno ho aspettato un po, dopo, stancatomi, sono andato via sicuramente avr dimenticato il sigaro acceso.
MARIA
E dove sar adesso Lucia? (piangendo) Sicuramente oggi si sar arrabbiata con me ed andata via, povera figlia mia, forse mi odia.
ANDREINO
(abbracciando la mamma) Mamma! Mamma che dici!
IGNAZIA
Su, figlia mia, avvertiremo i carabinieri, la polizia, chiederemo ai vicini; non allarmarti, vedrai, io lho davanti agli occhi.
MARIA
Tu! tu lhai davanti agli occhi? Mai! Mai nessuno lha capita la mia Lucietta, solo suo padre, (piangendo) si, solo lui!
IGNAZIA
(a don Luigi) Vedete se potete trovarla.
MARIA
(volendo rincuorare Maria, le appoggia una mano sulla spalla ed ella si accorge di una macchia di sangue sulla manica) Ma voi! voi siete sporco di sangue!
DON LUIGI
(messo in difficolt, cerca di coprirsi) Oh, un agnello! Si, un agnello. Andai poco fa a casa, e trovai il mio mezzadro che stava sgozzandolo e sicuramente uno schizzo finito sulla camicia; tutto qui, ma ora vado a cambiarla subito, anzi, se permettete; cos, nelloccasione cercher di vostra figlia. (ed esce)
MARIA
(preoccupata) Mamma! Cos quel sangue? Dimmi! (si avvia, piangendo, sotto il quadro della Madonna facendosi il segno della croce) Madonna, aiutami! ti prego, dimmi cosa sta succedendo; tu lo sai, parla! (si siede, piangendo, appoggiandosi sul tavolo e continuando a torturarsi i capelli)
IGNAZIA
(capisce che successo qualcosa di grave, si fa il segno della croce rivolta alla madonna) Fa che niente sia accaduto. (ed esce)
ANDREINO
(va lentamente verso sua madre e labbraccia piangendo) Mamma, su non fare cos. (in quel silenzio, come se venisse dellaldil, si leva una voce, un lamento, quella di Lucietta; a sentirla solo la mamma. E il suo triste presentimento che la spinge a fargliela sentire)
VOCE
Maaama
MARIA
(fuori di se) Lucia! Lucia!
VOCE
Mamma, io sono, la tua Lucietta. (come se stesse per morire) Aiutami.
MARIA
Dove sei figlia mia?
VOCE
Soffoco! pap, pap il sogno! (lentamente) il sogno. Mamma, non avere fiducia ai ri
MARIA
(sempre fuori di se, esplode) E morta! Si lo sento, morta! Ma perch, perch lha uccisa!
ANDREINO
Mamma, chi lha uccisa? Non vero mamma, non dire cos!
MARIA
S, lha uccisa lui, lo sento; ma perch? Perch?
ANDREINO
(gridando) Pap! pap! (bussano)
VICINA
(entrando, preoccupata) Maria, che c? Andreino (lo bacia), tu qua? Cosa successo? Mi pare daver visto troppo movimento. Maria, rispondi! (scuotendola) Rispondi! (va a prendere dellacqua e gliela da) Maria, parla! Oh Dio mio! Cosa successo? Per carit, parla! Dov tua madre, e Lucia dov?
MARIA
(abbracciandola) E morta la mia piccola!
VICINA
Oh mio Dio, no! (entra Ignazia con laria cadaverica, Maria le va incontro)
MARIA
Mamma, dov, dov Lucietta?
IGNAZIA
(afflitta, fissa in alto, con lo sguardo assente) Lass Lucietta, (piangendo) lass figlia mia.
MARIA
(con rabbia contenuta) Chi stato? Dimmelo!
IGNAZIA
Poco fa, vedendo quel sangue, pensai subito alla lettera che mi spar dalla tasca, capii tutto e andai da don Luigi; stava gi parlando, come se nulla fosse, con dei suoi amici: assassino! gli gridai. Pazza! lui rispose, mentre gli altri guardavano. Si, assassino; guardate la manica che lo dimostra! Lui gir il braccio e quelli in coro ridevano; tutto (alludendo allintoccabile potere mafioso) era gi stato pulito! tutto.
MARIA
Turi, Turi! dove sei?
VICINA
Maria, Turi arriver in breve, perdonami ma gli scrissi io quel giorno, quando capii che quel tuo volere giustificare nascondeva qualcosa che non andava. Io ho sempre stimato Turi, e quindi ho ritenuto doveroso avvertirlo in tempo; peccato, avrei potuto farlo prima. (bussano, la vicina va ad aprire; entrano due carabinieri)
CARABINIERI
Abita qui Maria Prizzi, moglie di Turi La Quidara?
MARIA
(ancora piangendo) Si, sono io.
CARABINIERI
Ci risulta che voi avete in casa una valiggetta. Abbiamo il mandato di perquisizione, scusateci.
IGNAZIA
Voi non perquisite niente, ve la prendo io, so dov. (va a prenderla) Eccola.
CARABINIERE
(uno dei due la apre, mentre laltro ne controlla il contenuto; odora qualcosa e annuisce) Si, proprio questa. Indubbiamente, ora negherete del suo contenuto, ma, ugualmente io vi dichiaro in arresto per detenzione e spaccio di droga.
MARIA
Io
IGNAZIA
Si, lei non sa niente, in tutto questo non centra; io lho portata in casa quella roba, me che dovete arrestare.
CARABINIERE
Comunque, questo dopo si vedr. Intanto verrete entrambe in caserma con noi perch dovete riconoscere il corpo di un piccolo cadavere; su, andiamo!
MARIA
(ad Andreino, abbracciandolo) Addio, Andreino, non credo che la Madonna ci abbandoner cos. Ora, se dovesse venire pap digli che io niente, non dirgli niente, cerca solo di stargli vicino. Addio figlio mio.
ANDREINO
No! Mamma! Vi prego, lasciatela! (riesce solo ad abbracciare lombra della mamma) Mamma, mamma! (afflitto) Anche la mamma mi ha lasciato.
VICINA
Andreino, figlio mio, su, (lo abbraccia accarezzandogli i capelli) vedrai la tua mamma innocente, verr subito lo sento, e poi, ora arriva tuo pap.
ANDREINO
Pap, pap mio! Tu non lo sai quello che ti aspetta. (sempre piangendo) La tua Lucietta non c pi. Io! io dovevo morire! Che cosa sto a vivere su questa sedia!
VICINA
No! Basta, basta Andreino! Vedrai, stai gi guarendo, la Madonna ti aiuter, non parlare cos. E tuo padre, quando viene, poveruomo ma, aspetta, vado a prenderti gli abiti del dolore. (esce a prenderli)
ANDREINO
Ma donna, ascolta, un pianto di poveri il mio; sei lass in alto (additando in alto) guarda, lo vedi? E un angioletto sperduto che vaga nei cieli, ti prego guidalo tu, non sa dove andare. Aiuta pure pap e la mamma.
VICINA
(entra portando con se degli indumenti scuri) Su, metti questi abiti. Alza il piede, ora laltro, alziamo i pantaloni; ora il maglioncino, ecco, ora aspetta che porto di la questi e ritorno. (riesce)
ANDREINO
(seduto, piange sottovoce) Mamma, perch tutto questo! Lucietta, pure tu! Perch, perch?
TURI
(entra Turi, ha in mano la valigia; guarda un po, poi) Andreino! Andreino mio!
ANDREINO
(apre le braccia rimanendo seduto) Pap, pap!
TURI
(dopo averlo abbracciato. In ginocchio) Andreino, perch piangi? Ch successo? Perch sei vestito cos?
ANDREINO
Pap, (piangendo) pap mio!
TURI
Dov la mamma? E Lucia! Dove sono?
ANDREINO
La mamma la mamma in galera la mamma, pap!
TURI
(sbalordito) In galera? Ma che dici!
ANDREINO
Si pap, lhanno arrestata!
TURI
(sconvolto) Cristo! Cristo! E perch?
ANDREINO
Dicono la droga
TURI
(meravigliato e sempre adirato) La droga? Ma sicuramente lavranno scambiata per unaltra persona, ora andr io e cercher di chiarire tutto.
ANDREINO
No, pap! Lhanno trovata (piangendo) in casa nostra la droga.
TURI
Ma, allora tua nonna don Luigi
ANDREINO
Si, pap!
TURI
Vigliacchi! Anche la mia famiglia hanno rovinato; perch! perch! (rabbia contenuta) E le mie lettere, allora, le mie lettere?
ANDREINO
Si, pap, la nonna! E stata lei a progettare tutto; la mamma non ha mai visto le tue lettere, ed forse stato per la tua ultima lettera che Lucietta
TURI
Parla! Dov Lucietta?
ANDREINO
Lucietta Lucietta (scoppia in pianto) morta, lhanno uccisa. Si, don Luigi!
TURI
(preso da una terribile ira) Basta! Basta! Ora basta! (guardando verso lalto come se stesse a parlare con Dio) Con te parlo, mio autore, con te che firmasti questo mio dramma, un copione pieno di falsa morale, pieno di assurde sopportazioni, una vita fatta solo di dolori, dove i valori si perdono in queste situazioni assurde, una vita da porci, una vita senza scopo alcuno; ed per questo che ora non recito pi, si, dora in poi ruber, uccider, violenter, morir se occorre! Ma basta! Basta! Io sono, oramai un attore debole, un burattino dai fili rotti; ed per questo che ora ti lascio. (inizia a scendere la scaletta al centro del palco, davanti il boccascena, mentre la voce di Andreino lo blocca. Turi sentir suo figlio senza girarsi a guardarlo)
ANDREINO
Pap! pap! (a stento e con dolore si alza dalla sedia avviandosi dolorosamente verso il padre; si ferma verso met e invoca suo padre a salire) Su, risali! Che fai, mi lasci solo? (sempre piangendo) Su, pap, fallo per me. Aspetteremo la mamma insieme, vedrai noi abbiamo bisogno di te, perch tu sarai il nostro suggeritore. (Turi, si gira a guardarlo, poi, si rigira di scatto e continua a scendere lentamente i gradini; stanco di continuare a recitare. Lentamente si chiude il sipario.
fine