Il senso della realtà

Nuova Storia

Il senso della realt

di Mauro Eberspacher

Sinossi

Uno scrittore in cerca d'ispirazione si rifugia in una casa di montagna lontana da tutto e tutti. Per quanto si sforzi, il tempo passa, ma di idee non ne arriva nessuna e la faccenda si fa dura, visto che l'editore, che ha gi anticipato una somma sui diritti di questo che dovrebbe essere il seguito di un romanzo Fantasy di discreto successo, insiste telefonicamente per avere dei risultati. Lo scrittore si abbatte fino all'abbrutimento e comincia a passare i suoi giorni galleggiando in un mare di whisky. Tutto questo finch gli si presenta in casa, inattesa, una donna bellissima al cui fascino, dopo una breve e debole resistenza, cede. Questa presenza, precipitandolo in un sensuale girotondo, cambia i suoi giorni, restituendogli vitalit, ma qualcosa non chiaro; l'origine della bella sconosciuta a dir poco sorprendente, molto sorprendente... Una storia brillante e leggermente piccante che sfiora il mondo dei nostri sogni, messo a confronto con l'autentica, povera e meravigliosa concretezza della vita di tutti i giorni; cosa pi bello, pi importante, pi gratificante? La risposta, forse, non poi scontata.


Indice:

Personaggi:3

Ambientazione:3

1.scena:Entrata (Reno)3

2.scena:Telefonata delleditore (Reno)3

3.scena:Al lavoro (Reno)4

4.scena:La sorpresa (Fanny e Reno)5

5.scena:Primo tempo con Fanny (stessi)6

6.scena:Secondo tempo con Fanny (stessi)7

7.scena:Terzo tempo con Fanny (stessi)7

8.scena:Adesso so chi sei (stessi)10

9.scena:Mnage (stessi)11

10.scena:Unaltra presenza (Gianrica, poi Reno)12

11.scena:Presentazione (stessi, poi Fanny)13

12.scena:Ora di andare (stessi)15

13.scena:Sistemarsi per la notte (Fanny, poi Gianrica e Reno)16

Fine Primo Atto. 18

Secondo Atto. 19

14.scena: Nuovo giorno, nevica ancora (Gianrica, poi Reno e Fanny)19

15.scena:Il crollo (stessi)20

16.scena:Consolazione (stessi)22

17.scena:Suvvia (Gianrica, poi Reno)22

18.scena:Gelosia (Fanny e Reno)25

19.scena:Come stai? (Reno e Gianrica)26

20.scena:Mal di schiena (stessi pi Fanny)27

21.scena:Cosa ci trovi? (Reno e Fanny)28

22.scena:Nellattesa (Gianrica)28

23.scena:Non hai mai fatto cos (Gianrica pi Reno e Fanny)29

24.scena:Non insistere (Gianrica pi Reno e Fanny)29

25.scena:Chi lha detto che tre il numero perfetto? (stessi pi Marito)30

26.scena:Commiato (Reno, poi Fanny e Marito, poi Gianrica)31

27.scena:Epilogo (Reno e Gianrica)32

Sipario.. 32


Il senso della realt

di Mauro Eberspacher

Personaggi:

Reno Scrittore

Fanny Fantasia sexy

Gianrica Critica redazionale

Marito Fantasia inibitoria

Ambientazione:

Lazione si svolge in un rustico di montagna, ad inizio primavera; il palcoscenico rappresenta la sala-tinello della casa; a destra due porte: quella anteriore laccesso alla stretta rampa di scale che scende al piccolo ingresso, mentre quella posteriore immette nella ripida scala che porta alla soffitta; a sinistra altre due porte: quella anteriore immette nellunica camera da letto, laltra nel bagno; sul fondo, oltre ad un eventuale caminetto, c la porta che d sulla cucina.

Larredamento corrisponde a quello che ci si pu aspettare di trovare in una casa di riserva: sedie e un tavolo di modesto passato, un divano piuttosto consumato, mensole con cose assortite, da qualche candela ad una serie di libri ammucchiati.

Specialmente allinizio ci si pu aspettare qualche manifestazione di polvere depoca.

1.scena: Entrata (Reno)

Il sipario si apre sulla scena vuota e buia. Dallesterno si sentono arrivare i passi pesanti di qualcuno che sale faticosamente una scala. Da destra entra Reno, vestito in maniera invernale, con una valigia in una mano ed alcune buste nellaltra. Deve trattarsi di roba pesante, perch Reno fatica parecchio. Non appena entrato accende la luce; ad un primo sguardo pare soddisfatto. Lascia le cose in terra e torna alla scala da cui venuto; rumore di scale in discesa; risale pesante come prima; stavolta sono tutte buste e borse pi piccole. Si deterge il sudore. Si toglie il giaccone e lo butta su una sedia sollevando una nuvola di polvere; prende le buste e le porta in cucina, poi la valigia e le borse che vuole portare in camera da letto. Proprio nel momento di maggior sforzo una musichetta frivola comincia a suonare; dopo un istante dindecisione poggia tutto, infila una mano sotto il maglione contorcendosi e ne estrae il telefono cellulare.

2.scena: Telefonata delleditore (Reno)

Reno Pronto? Ah, ciao Luigi, come va? S, bene, grazie; spero altrettanto C qualcosa di nuovo? No, dico, perch ci siamo sentiti appena ieri e, come ti avevo detto, sono venuto in montagna certo, tutto come in programma ma no, te lho detto: che sento il bisogno di stare concentrato, senza distrazioni, le mie idee e io! Naturalmente: e il computer! (dando un calcetto ad una delle borse) Tranquillo: avrai una prima stesura tra pochissimi giorni, come daccordo; tutto qui! (battendosi una tempia con un dito). E gi tutto chiaro, te lho spiegato laltro giorno in enoteca a proposito come va con Claudia? Ti fa certi sguardi! E poi non tha nemmeno fatto pagare, mi sa che se cera il marito (ride) Chi, io? Ma va, va; lo sai che a quella piacciono maturi s vabb, pi che maturo sei un po sfatto, ma se ti dai unaggiustata per lei potresti ancora andare! Ok. Come ti ho detto sar un seguito-bomba, molto meglio del primo libro: avventura, esotismo, magia, salti nel tempo, svolazzi da un pianeta allaltro(pausa un po pi lunga) Mah Tu dici ? No, no, che bacchettone, che parliamo di Fantasy, di cose magnifiche, lunari, trascendentali io il sesso non ce lo vedo! Vender pure, ma, tu lo sai, non nelle mie corde cio, sai bene che per me non un problema, solo che non mi sembra necessario sono avventure per ragazzi va bene, saranno pure porcellini, ma oni, s va bene: porcelloni, ma Luigi! Luigi! Non ti sento! Bah!

Rimette via il cellulare, d unocchiata alle borse, si fa coraggio, poi le solleva tutte meno quella del computer e le porta in camera da letto.

3.scena: Al lavoro (Reno)

Rientra. Si siede un momento sul divano, si distende, si massaggia il collo. Dopo un momento lancia uno sguardo alla borsa del computer, ci pensa, poi decide di darsi da fare: prende un tavolinetto pieghevole, lo apre davanti al divano e ci mette sopra un computer portatile. Lo accende. Traffica sui tasti, poi:

Reno La chioma di Berenice. No, dunque: Il segno dei Vannah! mmm, non va. Le cento centurie! Ho fatto lo scioglilingua La spirale inversa Non male! (ridacchia) scrittore inseguito da madri involontarie(trae un sospiro) Non fa niente, mi verr poi, durante la stesura.

Spegne il computer, lo chiude, si alza e va in cucina.

Buio

La luce si riaccende con Reno che rientra dalla cucina asciugandosi la bocca con un tovagliolo di carta. Si siede davanti al computer, lo accende, ci pensa un po, poi gli scappa uno sbadiglio profondissimo, guarda lora, abbastanza tardi; spegne il computer, si alza e con un nuovo sbadiglio entra in camera da letto.

Buio

Reno in pigiama esce dalla camera da letto diretto al bagno: vede il computer, gli viene in mente di scrivere un po, pure ben disposto, si siede, lo accende, alza il dito per cominciare a battere, ma si blocca, la mano va al ventre e di corsa va in bagno.

Buio

Reno esce dal bagno, entra in camera da letto, ne riesce mezzo vestito; continua a vestirsi fissando il computer e ruminando idee per il libro che subito scarta; quando infine sta per sedersi si accorge che fa freddo, guarda nel camino, non c niente ed esce a prendere della legna.

Buio

Reno attraversa la stanza, unocchiata al computer e tira dritto.

Buio

Reno seduto sul divano fissa il computer. Molto serio.

Buio

Come prima. Improvvisamente la sua espressione si rischiara, si fa avanti per scrivere, quando allimprovviso suona il cellulare. Con unespressione alla <<Eh, no!>> si alza, lo prende e risponde.

Reno Pronto? Ah, ciao Luigi, come va?Bene, s, grazie Ah, magnifico qui: silenzio, tranquillit assoluta, niente televisione, il paese pi vicino a mezzora di macchina e nessuno mi cerca, per cuicome va il libro? Mmm, bene! Benissimo! E una meraviglia, unidea dopo laltra! Daltronde con tutto il lavoro preparatorio che avevo fatto in citt, quello che devo scrivere una pura formalit: nemmeno ho bisogno di correggere, pensa!Tardi? E per cosa? Che giorno hai detto? No! Ma guarda, non mero accorto che era gi passato tanto tempo Beh, naturalmente gi pronta, altro che la prima stesura: va a finire che tra poco tempo avrai direttamente il libro bello e finito! Certo il punto internet pi vicino sta in un altro paese e se al tabaccaio gli gira storta capace che neanche apre Noooo, non c alcun bisogno che mandi qualcuno, la strada infame, il posto difficile da trovare, poi potrebbe nevicare da un momento allaltroCerto, se vuoi, figurati, non c alcun problema, solo che si tratta di una faticaccia; a me fa piacere: vedere un essere umano dopo un po disolamento sempre piacevole Certo, sarebbe anche un po una distrazione, il flusso didee che ho potrebbe, come dire, rarefarsi, distrarsi pure lui, ma non c problema, poi ritorna, lo saiVa bene. Va bene, s, facciamo cos: la prossima volta che ci sentiamo fissiamo un appuntamentoChiami tu? Vuoi chiamare tu? Va bene, per me non ci sono problemi Ciao allora. Ciao!

Posa il telefono e si volta a fissare il computer: si passa una mano tra i capelli.

Buio

Reno rientra dalla cucina con un bicchiere dacqua, ha laria molto determinata; si siede davanti al computer, non sa dove mettere il bicchiere, lo poggia per terra, si sistema, accende il computer, si sporge in avanti per cominciare a scrivere, ma con il piede urta il bicchiere che si rovescia. Una parolaccia, lo raccoglie e di fretta si mette ad asciugare con uno straccio.

Buio

Reno ha in mano un altro bicchiere, pi piccolo, si versa del whisky, osserva torvo il computer; con il bicchiere in mano si predispone, come prima, stavolta ha appoggiato il bicchierino sul tavolino del computer, si sporge, protende la mano, ma essa, dopo una sosta sulla tastiera, devia sul bicchierino, lo prende e beve.

Buio

Reno, sciatto e disordinato, fissa il computer con il bicchierino in mano. Beve.

Buio

Reno sdraiato scomposto sul divano russa rumorosamente. Il cellulare comincia a suonare. Reno si gira e continua a dormire. Il cellulare continua a suonare finch, con un ultimo trillo patetico, finisce la batteria.

Buio

4.scena: La sorpresa (Fanny e Reno)

Luce

Come nella scena precedente: sonno di Reno, scomposto, sul divano.

Novit: una donna di evidente bellezza, non volgare, ma senza dubbio dotata di fascino e attrattive fisiche, compostamente seduta su una sedia, non distante dal divano, con lo sguardo fisso sullo scrittore, in serena attesa.

Reno si muove; il suo sonno inquieto, fatto di sguardi nel vuoto e tuffi in un torpore incosciente, lo porta a dirigere unocchiata dalla parte della donna: gli occhi gli si richiudono subito, naturale, ed una mano si allunga nel vuoto verso la bella visione; la donna prende quella mano tra le sue, laccarezza, sul viso delluomo si distende unespressione di piacere, porta quelle mani a s, apre gli occhi vacui, li richiude; lespressione si fissa; gli occhi si riaprono, preoccupati; verifica la consistenza della cosa: vera! Di scatto si alza seduto.

Reno: (confuso)Ehm, buongiornomi scusiLeilei qui da molto?

Fanny: Da un po.

Reno: Da un po Io, io, mi ero addormentato, un momento Da un po, ha detto, un po quanto?

Fanny: Mah, pochi minuti

Reno: E lei, lei statas, dico, per tutto il tempo qui a ad aspettare mm?

Fanny: Oh, s, ma non si preoccupi, non mi pesato.

Reno: GiDunque, come mi ha detto di chiamarsi, scusi?

Fanny: (frivola, ammiccante) Cos, un primo passo verso un po dintimit?

Reno: (infastidito) Ma cosa dice, vorrei solo sapere il suo nome.

Fanny: E per farne cosa? Darlo ad una delle sue eroine, magari?

Reno: Pu darsi, vediamo un po?

Fanny: Oh cielo, cosa vorrebbe che le mostrassi?

Reno: Eh? Mostrare cosa?

Fanny: Lei vuole approfittarsi di me, cos sola ed indifesa in questa casupola isolata ed irraggiungibile

Reno: Ma che dice?

Fanny: Perch, non vuole?

Reno: Eh?

Fanny: Pensa che non sia allaltezza?

Reno: Di che?

Fanny: Delle sue morbose fantasie, no?

Reno: Scusi, non ci sto capendo niente. Ma di che sta parlando?

Fanny: Vuol farmi credere di non averne?

Reno: Ma che cosa, santiddio!

Fanny: Ma strane idee, chiaro.

Reno: Strane Ma mi faccia il piacere

Fanny: (imbronciata) Ah, dunque cos: io proprio non sarei adatta (riferendosi al proprio fisico) strano per, lo sa?

Reno: Ma di che cacchio sta parlandoooo!?!?

Fanny: Non faccia cos!

Reno: A casa mia faccio come mi pare, chiaro almeno questo? E se non ha altro da dire, la prego di riprendere la strada

Fanny: No! (gli si getta ai piedi, in preda ad un panico frenetico) Lei non vuole dirlo, vero? Lei non mi caccer via, non mi sbatter fuori dalla porta, fuori fa freddo, inverno, la mia sorte sarebbe segnata, sarei senza scampo, dimmi, dimmi che posso restare qui, nella tua casa, davanti al tuo caminetto, sotto la tua coperta, fra le tue braccia, dammi questa possibilit, niente, niente per me rimane se mi cacci via, tienimi qui, con te, con te

Nel farneticare queste parole lei si avvinghia a lui, abbracciandogli prima le gambe, poi i fianchi, il petto, terminando fiato a fiato, con le bocche separate da un palpito

Reno: (affannato) No, nonon fare cos, su.

Fanny: S, tu mi mandi via.

Reno: Ma no

Fanny: S, s.

Reno: Ti dico di no

Fanny: Senza piet

Reno: No, te lo assicuro

Fanny: al freddo, al gelo

Reno: Io non sono proprio il tipo

Fanny: come un povero cane, abbandonata

Reno: Ma non potrei

Lei lo stringe a s

Reno: mai

Musica e luce che sfuma sui due naufraghi uniti in un solo respiro.

5.scena: Primo tempo con Fanny (stessi)

Luce

Reno, in una vecchia vestaglia rattoppata, rientra dalla camera da letto, attraversa il soggiorno ed esce in cucina.

Reno: (dalla cucina) Hai sete? Lo vuoi un succo di frutta?

Fanny: (dalla camera da letto) No, grazie!

Reno: (c.s.) Vuoi mangiare qualcosa?

Fanny: (c.s.) Non ho fame! (pausa) o meglio

Reno: (affacciandosi alla cucina con un succo di frutta in una mano e una mela nellaltra) Eh? Vuoi qualcosa?

Fanny: (c.s.) Qualcosa qualcosina ci sarebbe

Reno: (entrando in camera) Che cosa? La vuoi una melaAaaah! Ancora ?!?!

Buio

6.scena: Secondo tempo con Fanny (stessi)

Luce

Reno, come sopra, rientra dalla camera da letto, attraversa il soggiorno ed esce in cucina, seguito da Fanny, in accappatoio, che si ferma in soggiorno a sbirciare i titoli dei libri.

Reno: (dalla cucina) Davvero non vuoi bere?

Fanny: Ma no, grazie, ti ho detto che non mi va nulla adesso!

Reno: (dalla cucina) Mangiare neppure, eh?

Fanny: N!

Reno: (affacciandosi preoccupato) Non mangi, non bevi ma come fai?

Fanny: Mah, cos che non mi va. Mangio quando ho fame bevo quando

Reno: ho sete; s, vabb, ma tu non mangi e non bevi mai!

Fanny: (maliziosa, avvicinandoglisi) A me non sembrato

Reno: (indietreggiando) No, aspetta, dico sul serio

Fanny: (incalzandolo) Anchio. Anzi ora che mi ci fai pensareAvrei giusto un po di fame

Reno: (indietreggiando verso la porta del bagno) No, eh?

Fanny: (c.s.) un po di sete..

Reno: (ormai in bagno) E no, die poi in bagno!

Fanny: (inseguendolo in bagno) fame, sete, fame, sete

Buio

7.scena: Terzo tempo con Fanny (stessi)

Luce

Reno, in vestaglia, siede sul divano con aria corrucciata. Fanny lo raggiunge; gli carezza la testa; lui si sottrae; lei ci riprova; lui le scansa la mano; lei insiste dispettosa; lui le toglie la mano con maggior decisione.

Reno: Basta, ma vuoi stare ferma?

Fanny: (toccandogli la fronte) Hai mal di testa?

Reno: No.

Fanny: (mettendogli la mano sulla gola) Hai mal di gola?

Reno: No.

Fanny: (sfiorandogli il petto) Hai la tosse?

Reno:

Fanny: (c.s.) Mal di pancia?

Reno: E di, basta

Fanny: (continuando a scendere) Mal di

Reno: (reagendo, le afferra il polso e lo allontana) No, Fanny, cos non va!

Fanny: (sorpresa) Cosa c?

Reno: Lo sai benissimo.

Fanny: Che cosa?

Reno: (esita un momento, poi si decide) Sono molto preoccupato.

Fanny: E perch?

Reno: (riluttante) Perch perch tu non mangi, non bevi

Fanny: (assumendo unaria maliziosa) Te lho detto

Reno: per quanto ne so, non dormi neppure. (pausa) Non normale.

Fanny: Io non ci vedo niente di strano.

Reno: (guardandola negli occhi) Fanny, come sei arrivata qui ?

Fanny: Mah, adesso non saprei dirti

Reno: Da dove sei partita?

Fanny: (cercando di farglisi sotto, mentre lui la tiene a distanza) cosa vuoi che mimporti

Reno: Quando sei nata?

Fanny: (c.s.) queste non sono cose da domandare ad una signora

Reno: (sbottando) Per dio, Fanny! Di te non so niente! Potresti essere unaliena!

Fanny: (con aria appena pi seria) Ti darebbe tanto fastidio?

Reno: Fanny, non scherziamo! Smettila di sfuggirmi, dammi una risposta! Qualunque cosa sar meglio di questa incertezza. Io mi trovo in mezzo ad un vortice di sensazioni, di emozioni di sesso! Sesso pieno, coinvolgente, fantastico, molto, molto soddisfacente, con unintesa prodigiosa sembri sapere in anticipo quello che voglio- e di te non so niente! Ti giuro, a questo punto non so se desiderarti o avere paura di te, ioio a volte ho paura che tu sia una mia invenzione

Fanny: insomma

Reno: una bolla daria; ho paura che tu possa sparire da un momento allaltro(prendendo coscienza di quello che sta per dire)proprio come sei venuta!

Fanny: (imbarazzata) Ehm beh

Reno: (pausa) Fanny, non sarai un fantasma, eh?

Fanny: (con vivacit, ridendo) Nooo, che ti viene in mente?

Reno: E allora cosa sei, eh?

Fanny: (giocando) Un fantasma! Buuuuh!

Reno: Che cosa sei? Aspetta, aspetta, ferma, fermaFerma per dio! (lei si ferma; lui, scandendo le parole) Fanny, tu sei vera?

Fanny: (fissandolo con gli occhi sgranati) S

Reno: (sospira di sollievo)

Fanny: e no!

Pausa. Reno sembra una statua, mentre Fanny sembra divertirsi molto.

Reno: (forzandosi) Non ho capito bene.

Fanny: Proprio proprio vera, no. Proprio proprio proprio finta, via, non direi!

Reno: (c.s.) Abbiamo scherzato abbastanza.

Fanny: Ma io sono serissima!

Reno: (c.s.) Va bene: vera no! E cos?

Fanny: Eh, pi o meno. E quello che ho detto io.

Reno: (c.s.) e non sei un fantasma

Fanny: Acqua!

Reno: (c.s. allungando una mano) e se ti tocco

Fanny: magari!

Reno: (c.s. sfiorandole appena un braccio) ti sento

Fanny: io non me ne sono quasi accorta

Reno: (dopo una pausa) Non capisco.

Fanny: E va bene. Uffa! Ma devo dirti tutto io! Allora: (maestrina) io sono una pura emanazione della tua psiche, complicata da apporti immaginativi, con foto_simulacri adattativi allesperienza sensoriale. (vedendolo ancora, e vieppi, confuso, continua lentamente, come se parlasse ad un bambino) Insomma, io sono opera della tua

Reno: (a ritmo) fantasia

Fanny: S ?

Reno: Eh?

Fanny: Mi hai chiamato.

Reno: Chi?

Fanny: Tu.

Reno: Io?

Fanny: No. Mio nonno!

Reno: (guardando in giro) C pure tuo nonno?

Fanny: Ma no! Dicevo: mi hai chiamato?

Reno: Chi?

Fanny: Tu.

Reno: Io?

Fanny: Alt! Fermo qui: stai correndo un pericolo terribile!

Reno: (ormai in balia degli eventi) Oddio, dove, cosa?

Fanny: Concentrati. Recupera il senso critico. Lo dico a mio discapito: recupera il senso della realt.

Reno: Eh.

Fanny: Fatto?

Reno: diciamo

Fanny: Pzzicati!

Reno: Mmm?

Fanny: Sul braccio! Datti un pizzico!

Reno: (esegue) Fatto.

Fanny: Pi forte! Deve lasciarti il segno!

Reno: (c.s., con una smorfia) Va bene cos?

Fanny: S, va bene. Adesso guardati il braccio.

Reno: C il livido

Fanny: Ecco.

Reno la guarda interrogativo

Reno: E adesso?

Fanny: Stai attento.

Fanny con una mano gli afferra laltro braccio e con laltra mano gli d un pizzico fortissimo. Lespressione del viso di entrambi rende lidea dello sforzo e del dolore.

Reno: Ahia! Ma che sei matta?

Fanny: Fa male?

Reno: Altroch!

Fanny: Davvero? Guarda un po.

Reno: (esegue) Ma non c il livido

Fanny: Appunto.

Reno: Ma tu mhai fatto male

Fanny: Povera stella, tu sapessi quanto m costato, ma era necessario.

Reno: E che vuol dire?

Fanny: Che io, in quanto foto_simulacro sensoriale immaginativo psichico, posso relazionarmi con te in tutti i modi tutti, come ben sai ma non posso lasciare tracce oggettive del mio operato; quindi: n spostare oggetti, n procurarti dolore permanente, per esempio.

Reno: Ah. (realizzando, lentamente) Fantasia!

Fanny: Toh! Mi hai chiamato di nuovo?

Reno: Ti ho chiama Fantasia Ma tu ti chiami Fanny!

Fanny: Beh, Fantasia faceva tanto Ottocento!

Reno: (tra s) Fantasia

Fanny: Presente!

Reno: (c.s.) Tu sei una fantasia

Fanny: Non ne vedo altre!

Reno: (c.s.) Una mia fantasia ?

Fanny: (posandogli una mano sul braccio) Tutta e solo tua!

Reno: (con lo sguardo fisso sulla mano) Tu non esisti cos?

Fanny: Oddio, esistenza un concetto molto relativo E complesso, sai?

Reno: (c.s.) Ma io ti ho toccato

Fanny: abbracciato, baciato, smanacciato, sciupacchiato brutalone!

Reno: (guardandola come se fosse per la prima volta) e tutto questocon chi lavrei fatto?

Fanny: Aspetta che faccio lappello: c nessuno qui?

Reno: No. Nessuno(con gli occhi sgranati) oltre me.

Fanny: Ecco legoismo maschile: e io che sono, un abbacchio?

Reno: (lentamente, parlando come trasognato, si alza e si dirige in camera) Io sonoda solo. Nonnon cera nessuno quandoquando. Devo pensarepensarerecuperare il sensoil senso della realt(esce in camera)

Fanny: Ah, allora mi stavi a sentire! (pausa, poi con una vena di preoccupazione) Reno? Reno, tutto bene? (pausa) Ti aspetto? (pausa) Io ti aspetto qui, va bene? (pausa) Non ti preoccupare per me, tanto posso stare qui quanto vuoi: non ho bisogno di mangiare, non ho bisogno di bere

Reno: (da fuori) Aaaaaahhhhh!

Buio

8.scena: Adesso so chi sei (stessi)

Luce

Reno, abbattuto e confuso, siede sul divano; Fanny, seduta accanto a lui, gli tiene un braccio sulle spalle.

Reno: Mamma mia

Fanny: Su, su, c di peggio

Reno: Che cosa?

Fanny: (vivace) Beh, potevo essere vecchia, o brutta, o tutte due le cose!

Reno: No: di peggio che parlare da solo.

Fanny: (c.s.) Con un becchino?

Reno: da solo e senza saperlo

Fanny: Posso?

Reno: magari questa non lunica fantasia, magari sto in un manicomio(guardandosi intorno) e non me ne sono accorto

Fanny: Posso una cosa?

Reno: e magari non bevo e non mangio da giornisto morendo sul bordo di una strada

Fanny: Posso dirti una cosa?

Reno: (come se la vedesse solo adesso) Che?

Fanny: Hai provato a sentirti lalito?

Reno si mette una mano davanti alla bocca, alita e fa unespressione di disgusto

Fanny: Ecco, questo risponde ad un sacco di domande.

Reno: Ma anche questo una mia fantasia

Fanny: Tu sai dirmi che profumo indosso?

Reno: (dopo un momento di riflessione) Mmm, no, non saprei Gi, non lo so!

Fanny: Lo vedi? Niente, dico niente, di quello che mi riguarda colpisce permanentemente i tuoi sensi, ahim; e questo perch in quanto fantasia sto qui con te ma non ci sono!

Reno: (amaro) Andare avanti con le allucinazioni

Fanny: (scattando in piedi) Eh, no! Adesso mi offendo! Una cosa del genere la fanno quelli che guardano un attaccapanni e ci vedono zia Adelina, tanto uguale! Dimmi, per favore, dimmi: cosa dovrebbe ispirarti una forma simile?

Reno: Mah, chi lo sa

Fanny: (rattristandosi) La verit che tu non mi vuoi pi bene! (cominciando a piagnucolare) Non mi vuoi, non mi vuoi! (crolla a piangere sul divano) Tra un po sparirsvanir, come una bolla di sapone

Reno: (scosso, le si avvicina) No, non fare cos.

Fanny: come un filo di fumo

Reno: (cingendole le spalle) No, di, mi dispiace tanto

Fanny: (tra i singhiozzi)sempre pi esile, finch non ci sar pi

Reno: (c.s.) non dirlo nemmeno

Fanny: e tu ti sarai liberato di me

Reno: (ormai irrimediabilmente vicino) non potrei

Fanny: liberato per

Reno: (insieme) mai.

Fanny: (insieme) sempre.

La luce sfuma sulla riconciliazione.

9.scena: Mnage (stessi)

Luce

Reno siede sul divano; senza essere tirato a lucido , per, abbastanza in ordine: niente barba, pettinato, vestito con jeans e maglione; proteso in avanti sta scrivendo, con scioltezza, al computer.

Fanny: (vestita, entra dalla scala che porta alla soffitta) Ti sei alzato, finalmente.

Reno: (senza interrompersi) Gi.

Fanny: Sono stata di sopra a dare unocchiata.

Reno: (c.s.) Ah, bene, bene.

Fanny: Se tu sapessi le cianfrusaglie che ci sono! (lui annuisce) C anche una vecchia rete a molle, sai, di quelle dei letti di una volta (nessuna reazione) che quando ci dormivi ti sembrava di stare su unamaca, (avvicinandosi alle spalle) come in unisoletta dei tropici, con il suono del mare, (comincia a massaggiargli le spalle; lui dapprima resiste, poi si lascia prendere dal sollievo e si appoggia alla spalliera), cullati da una leggera brezza, dai versi degli uccelli variopinti sulle cime delle palme

Reno: (interrompendo) Giusto, buona idea! (e si rimette a scrivere, con disappunto di Fanny)

Fanny: (dopo un momento, cercando di sbirciare da dietro le spalle di Reno) Che scrivi?

Reno: (senza interrompere la scrittura)Una storia.

Fanny: Che storia?

Reno: (c.s.)Una di mia invenzione.

Fanny: Non quella di fantasy?

Reno: (c.s.)No, unaltra.

Fanny: Peccato, poteva parlare di me: sarebbe stato in argomento!

Reno: (c.s.)Te non ti preoccupare.

Fanny: (eccitata) Perch? Mi hai messo in un tuo racconto?

Reno: (Batte il punto conclusivo e si rialza con un respiro profondo stirandosi) Poi te lo dico. Ma davvero non lo sai? Devo dirtelo io? (stendendo le braccia indietro cingendola) Che parto della mia fantasia sei, tu, eh?

Fanny: Io sono solo quello che tu vuoi, lo sai. Se vuoi che io non sappia, io non sappio!

Reno: Scusa, hai ragione. Ti ho offesa?

Fanny: Tanto tanto!

Reno: Mmm, sapessi quanto mi rincresce! Come posso farmi perdonare?

Fanny: (abbracciandolo a sua volta) C bisogno che te lo dica?

Reno: No, senti, un minimo di tempo! Lo sai che pi di tanto

Fanny: Se ti volessi morto

Reno: Lo vuoi?

Fanny: Mi costitutivamente impossibile!

Reno: Meno male. (pausa) Coccole?

Fanny: Coccole.

Reno si alza e si avvia alla camera da letto abbracciato a Fanny

Fanny: ma tante per

Buio

10.scena: Unaltra presenza (Gianrica, poi Reno)

Luce

Scena vuota. Dalle scale si sente arrivare qualcuno; entra Gianrica. Si tratta di una donna dallaspetto piuttosto trasandato e convenzionale; occhiali, capelli raccolti, gonna media, colori medi, borsa voluminosa. Si guarda intorno con sguardo disapprovante; si accorge che qualcosa non va: sono gli occhiali. Posa la borsa su una sedia e si toglie il soprabito; si china sulla borsa per cercare un fazzoletto con cui pulire le lenti. Entra Reno dalla camera da letto; in maglietta e mutande, tranquillo; sta andando in cucina, quando saccorge di Gianrica. Allinizio pensa di rientrare in camera da letto per mettersi addosso qualcosa, poi per si blocca: potrebbe essere unaltra creatura della sua fantasia, come Fanny! Anzi, lo senzaltro! Daltronde cosaltro potrebbe essere unapparizione silenziosa, chinata e con un sedere come quello? Compiaciuto, mentre Gianrica rovista nella borsa, le si avvicina silenziosamente da tergo e, una volta vicino, le d una clamorosa pacca a due mani sul sedere. Gianrica salta in aria lanciando un grido, si gira; nel vedere quello sconosciuto che sorride deficiente, grida di nuovo.

Gianrica: (considerando loltraggio) Ma come si permette?!?!

Gianrica d un forte schiaffo a Reno; questi non perde lespressione, anzi sembra contento della reazione della donna

Reno: (con una mano sulla guancia) Come si permetteBene! Giorno nuovo, donna nuova! e io mi permetto!

Ridacchiando e ripetendo tra s queste cose Reno si avvia in cucina lasciando Gianrica furente e un po sconcertata. Dopo pochissimo Reno rientra con tuttaltro atteggiamento: la guancia continua a fargli male e questo non rientra nei canoni delle apparizioni di fantasia! Con espressione stupita ed un po preoccupata va a piazzarsi davanti a Gianrica.

Reno: (mettendole davanti una mano ed indicandola con laltra) Qua.

Gianrica: Eh?

Reno: Picchia qua.

Gianrica: Volentieri! (e gli ci d sopra uno schiaffo fortissimo)

Reno accusa il dolore, poi si allontana un momento, muove la mano per vedere se gli passa. Pi tempo passa senza che scompaia il dolore, pi si preoccupa. Alla fine deve arrendersi allevidenza.

Reno: (coprendosi) Mi scusi, torno subito (via in camera da letto).

11.scena: Presentazione (stessi, poi Fanny)

Reno rientra, infilandosi parzialmente la camicia nei pantaloni e cercando di mettere delle scarpe.

Reno: (imbarazzato)Ehm, scusi per prima, ero ancora mezzo addormentato.

Gianrica: (sulle sue, acida) Gi, gi.

Reno: (c.s.) No, dico sul serio, se lhoehm, diciamooffesa, importunata, ehmmi dispiacesa, non mi ero accorto del suo arrivo e

Gianrica: (c.s.) E ha pensato bene di prendersi le sue libert. Certo, naturale, casa sua dopo tutto.

Reno: Ecco. Appunto.

Sulle parole di Gianrica, dietro a Reno, entrata Fanny.

Fanny: Che libert, caro?

Reno: Niente, niente, poi ti spiego.

Gianrica: Mi scusi se glielo faccio notare, ma non tengo particolarmente ad una maggiore confidenza con lei; perci le sarei molto grata se volesse continuare a darmi del lei.

Reno rimane un istante interdetto, il tempo strettamente indispensabile per capire che Gianrica non vede Fanny (daltronde come potrebbe).

Reno: Bene. Certo. Come come vuole. E, visto che si siamo, posso sapere a cosa devo?

Gianrica: Sono la dottoressa Gianrica Degli Andrei, incaricata dal comitato di redazione della Edizioni Pegaso

Reno: Luigi!

Gianrica: il dottor Pegaso, s, ... di verificare i progressi del suo lavoro e

Reno: riferire se per caso i soldi che la casa editrice mi ha anticipato me li sono solo bevuti, o ci ho pagato anche le puttane

Fanny: Che assurdit!

Gianrica: No. Non lo credo. Non riesco ad immaginare una donna che si possa lasciar convincere a raggiungerla in questa(dopo un significativo sguardo circolare allambiente) in questa tana.

Fanny: (abbracciandolo) Calda calda!

Reno: Pensi che io, invece, riesco benissimo ad immaginarla, anzi la vedo addirittura

Fanny: Amore mio!

Reno: (scandendo) visto che lei qui.

Fanny: Beccati questa!

Gianrica: (accusando il colpo) Non si preoccupi, non vedo lora di riportare la situazione alla normalit, andandomene.

Fanny: Anchio!

Reno: Anchio!

Pausa tipo sfida tra pistoleri in cui si fissano con antipatia.

Reno: Daccordo!

Fanny: Giusto! Mandala via!

Reno: S

Fanny: Falla sloggiare.

Reno: Un momento

Fanny: Qui non ce la voglio!

Reno: Ho capito!

Gianrica: Anche a me piacerebbe capire.

Reno: Eh?

Gianrica: Lei sbronzo, altroch!

Reno: (confuso, mentre Fanny ridacchia) Ioio

Gianrica: Coraggio, mi faccia vedere il manoscritto, se ne esiste uno.

Reno: (riscuotendosi, infilando nei pantaloni un lembo della camicia rimasto fuori) Ah, gi. Esiste, esiste, ora glielo mostro.

Gianrica: (indietreggiando) Ah! Cosa intende fare?

Fanny: Ma caro!

Reno: Eh?

Gianrica: (tesa) Non si avvicini!

Fanny: Che gusto ci provi con questa qui?!

Reno: Ma che state dicendo?

Gianrica: (c.s.) Dal lei pu passare anche al voi, se vuole, ma si tolga dalla mente di fare con me le sue porcate!

Fanny: (beffarda) Con te?

Reno: Ma quali porcate? (accorgendosi dellequivoco) Ah! Mi sa che fra tutte due avete unopinione piuttosto bassa di me...

Gianrica: (tra s) pure schizofrenico!

Reno: (sedendosi davanti al computer) comunque tutto qui dentro, vuol dare unocchiata?

Gianrica: S, ma si allontani.

Reno: Va bene, va bene. Vuole che vada nellangolo pi lontano della casa?

Gianrica: (prendendo posto davanti al computer) E unidea.

Reno: Va bene, cos?

Gianrica: S. E non si avvicini!

Fanny: E tieni le mani bene in vista.

Reno: Perch?

Gianrica: Non ci provi e basta!

Fanny: Mmm! Chiss che potresti combinare con quelle manacce!

Reno: Aspetta che te le metta addosso!

Gianrica: (allarmata) Che cosa?

Reno: Eh?

Gianrica: Che vuol mettermi addosso?

Reno: (intanto Fanny si portata alle spalle di Gianrica) Lelesciarpe! Se ha freddo ho delle sciarpe che(Reno vede Fanny che sta per colpire Gianrica con uno schiaffo) No! Ferma!

Reno si precipita a fermare Fanny, Gianrica grida prendendo la borsa e labbatte sulla testa dello scrittore.

Reno: (prendendosi la testa tra le mani) Ahia! Ma che, matta?

Gianrica: (brandendo minacciosa la borsa) Ci riprovi unaltra volta e vedr come si usa una borsa!

Reno: (c.s., con Fanny che gli si accosta premurosa) Ma che ci tiene l dentro?

Gianrica: (c.s.) Quanto basta. E se non si allontana glielo faccio riprovare!

Reno: (si allontana) No, no, vado, vado.

Gianrica: (tornando a sedersi) Io adesso torno a leggere. Lei non provi ad avvicinarsi, senn

Fanny: (carezzandolo) Brutta strega!

Reno: Pensa che le ci vorr molto?

Gianrica: (estraendo dalla borsa una scheda) Lo stretto indispensabile. (legge dalla scheda) Romanzo. Fantasy. (alzata di sopracciglio) sguito de Lorma del sognocapirai!...avventura, magia, mondi paralleliniente sesso, creature immaginarie, esotismo, eccetera, eccetera, pubblico di riferimento: adolescenza immatura. Le solite cose. Non si preoccupi, sono una lettrice veloce; mi baster leggere poche righe per capire landazzo, dopo di che me ne andr e (lanciandogli unocchiata ostile) riferir.

Fanny: Purch se ne vada presto!

Reno: Legga, legga, io sto qui

Gianrica: (battendo sui tasti e leggendo) Ssmah! Siamo a pagina 5 e ancora niente Fantasy (sguardo interrogativo di Fanny a Reno) Hai capito! E meno male che non era previsto sesso Addirittura! Anche! Ma dove lha viste queste cose(interrompendosi, con un profondo respiro, rivolta allo scrittore) Che concetto ha lei degli adolescenti? (Reno si limita ad alzare le spalle) Qui c materiale pi esplicito di tanti romanzi porno! (Fanny sillumina, d a Reno un bacio su una guancia e lo abbraccia, mentre Gianrica si rituffa nella lettura) Mmm, vediamoe poie poi

La luce sfuma.

12.scena: Ora di andare (stessi)

Luce su Gianrica completamente assorbita dalla lettura, mentre gli altri due stanno nel solito angolo addormentati abbandonati su due sedie che si sono procurate con Fanny ancora abbracciata a Reno.

Gianrica: (accalorata, con un ultima pressione sul computer, se ne distanzia lasciandosi scappare un gemito soffocato; unocchiata allo scrittore per sincerarsi che non abbia colto i segni del suo turbamento, poi si ricompone fino a riacquistare la maschera torva di prima. A voce volutamente alta) Fatto!

Reno: (risvegliato di soprassalto) Eh? Che c?

Fanny: Zitto che ha finito!

Gianrica: (occupata a risistemare le sue cose) Ho finito la lettura.

Fanny: detto, io!

Reno: (mentre Fanny si stira)Ah, s? Bene, beneEcosa le sembrato?

Gianrica: (senza interrompersi) Vuole proprio che glielo dica?.

Fanny: No.

Reno: S.

Gianrica finisce e gli si erge di fronte, mentre Reno sta ancora intontito sulla sedia e Fanny assume un atteggiamento protettivo

Gianrica: (acida) Ha scritto un buon libro...

Fanny: E chi se ne frega.

Gianrica: Credo che potrebbe offrirlo a molti editori

Fanny: (scandendo) Chi-se-ne-fre(Reno linterrompe alzando la mano)

Gianrica: (pensando che ce labbia con lei, con una certa ostilit) Che c?

Reno: (tirandosi su) Nientemi sgranchivo un braccio. Prosegua.

Gianrica: Dicevo che sul mercato dei libri erotici la sua opera potr certamente trovare una risposta(lieve pausa)anche significativa, forse. Ma non vedo spazi nei programmi delle Edizioni Pegaso. Inoltre non ha niente a che fare con quello che le era stato commissionato. Questo ci che riferir.

Fanny: Che stronza!

Reno: (pausa) Tutto qui?

Gianrica: Tutto qui.

Reno: (Alzandosi) Bene. Le occorre altro?

Gianrica: No, grazie. Andrei via.

Fanny: Finalmente ne pensa una giusta!

Reno: (dopo aver lanciato unocchiata in quinta, alla finestra della camera) Ha le catene?

Gianrica: (in guardia) Cosha in mente?

Fanny: Ma, caro!

Reno: Per lauto. Le ha?

Gianrica: No, perch?

Reno: Perch fuori quasi buio, ma dal poco che si vede direi che ha nevicato e pure abbondantemente.

Gianrica: Ma siamo nella mezza stagione!

Fanny: (facendole il verso) Ma siamo in alta montagna! Deficiente!

Reno: Pu capitare.

Gianrica: Ci mancherebbe altro, dopo il tempo perso in questatopaia!

Reno: E sicura di saper guidare con la neve?

Gianrica: Pur di andarmene imparerei a guidare nel fuoco!

Fanny: Accidenti, abbiamo solo neve.

Gianrica: Non si preoccupi, riuscir a partire.

Reno: Mi preoccupa di pi il contrario. Andiamo, laccompagno fuori.(sincammina)

Fanny: Mettiti qualcosa, prenderai freddo!

Reno: Far in un baleno.

Gianrica: Lo spero bene.

Reno: La precedo (esce).

Gianrica: (con ritrosia) Grazie. (esce)

Fanny: Ciao ciao. (affacciandosi alle scale) Caro, se la macchina non parte, dalle una spintabella forte!

Buio

13.scena: Sistemarsi per la notte (Fanny, poi Gianrica e Reno)

Luce. Fanny seduta immobile sul divano rilassata, in posa decadente, ma immobile, pi oggetto che persona; con lavvicinarsi delle voci riprende gradualmente vita. Voci dalle scale dellingresso.

Gianrica: (da fuori, salendo le scale) Cavrei giurato! Non bastava la neve, ci voleva il colpo di grazia dellincompetente! (entra come una furia)

Reno: (seguendola da presso) Etc! Etc!

Fanny: (alzandoglisi incontro) Caro, hai preso il raffreddore! (Reno fa segno di pi o meno)

Gianrica: E adesso voglio proprio vedere come sistema la faccenda.

Reno: Etc! (esce in cucina)

Fanny: (andandogli dietro) Oh, poverino come sei ridotto!

Gianrica: (non ha visto niente e neanche gliene importa) Pretendo una soluzione! Non ha niente da dire?

Reno: (rientra con un fazzoletto di carta con cui si soffia forte il naso) Prrr!

Gianrica: Ah! (si gira e gli si fa sotto minacciosa) Non si permetta di offendermi, sa?

Reno: (la guarda con occhi rossi e lacrimosi, cerca di parlare, ma interrotto da uno starnuto) Etc! (butta per terra il fazzoletto usato e ne tira fuori con urgenza un altro dalla tasca dei pantaloni con cui si soffia nuovamente il naso) Prrr!

Fanny: Ecco, soffia, soffia che ti fa bene!

Gianrica: (voltandogli le spalle) Se pensa di farmi piet ha capito male: lei ha combinato questo bel pasticcio e lei me ne deve tirare fuori!

Fanny: Ma che successo?

Reno: (tirando su col naso) Cera la deve sullautoEtc! Prrr!Lho tolta, poi ho cercato di bettere id boto, ba la batteria era era Etc!

Gianrica: Carica! Carichissima! E stata cambiata appena dieci anni fa!

Reno: Prrr! Cacapirai, cod dieci addi, e se dod la codtrolla, hai voglia a scaricarla. Gi tadto che c arrivata fido a quiEtc!

Fanny: (allunisono) Lavesse mollata prima!

Gianrica: (allunisono) Mavesse mollata prima!

Fanny: Oh! Su una cosa andiamo daccordo!

Gianrica: Adesso che mi ha ammazzato la batteria, pretendo che trovi la maniera di farmi tornare a casa. (allunisono) Mi chiami un taxi!

Fanny: (allunisono) Si chiami un taxi!

Reno: Do.

Fanny & Gianrica: Come, no!

Reno: (abbozzando un inchino verso Gianrica) Spiacedte, ba a questora haddo fidito le corse. Bica siabo allOpera. Etc!

Gianrica: Non pretender che rimanga qui!

Fanny: Orrore!

Gianrica: (cominciando ad andare avanti e indietro) Faccia qualcosa!

Reno: Prrr!

Fanny: Inventati qualcosa, amore, ti rendi conto del rischio terribile che corriamo?

Reno: (sedendosi sul divano, distrutto) Bi dispiace. Tadto. Dod c diedte da fare. Dovr ribadere dostra ospite fido a dobadi, albedoaaaah.brrrr! (si sdraia)

Fanny & Gianrica: Scherzi/Scherza?

Reno: Do.

Le due donne cominciano ad andare in giro come mosche impazzite. Le loro parole si sovrappongono.

Gianrica: E una follia! Non si rende conto! Sequestrata da questo imbecille! Con tutto quello che ho da fare! Sotto lo stesso tetto con un tipo simile! Sar pure un maniaco sessuale!

Fanny: Non possibile! Mandala via, mandala via! Io non ce la voglio! Fai uno sforzo! Provaci, almeno! Non pu proprio restare qui, ma siamo matti?

Entrambe si fermano allimprovviso, contemporaneamente.

Gianrica: (allunisono) Anzi, sa cosa le dico?

Fanny: (allunisono) Anzi, sai cosa ti dico?

Gianrica: Io la denuncio per sequestro di persona!

Fanny: O lei o io!

Reno fa un tentativo per rialzarsi, ma non ce la fa e, con un gesto sconsolato rivolto prima alluna e poi allaltra, ricade sdraiato.

Gianrica: (fremendo di rabbia) Aaaah!

Fanny: Povero amore mio, ma stai davvero male! (corre a mettergli la mano sulla fronte)

Gianrica: Un aiuto. S. Adesso telefono e qualcuno verr ad aiutarmi. Ah, vedremo come la prender quando i carabinieri la interrogheranno. Ha un telefono? (Reno risponde con un gesto vago in direzione della mensola del camino) Eccolo qua. (digitando un numero di telefono) Vedr, vedr! Ci provi a fare le sue battute con loro, che tanto non le capiscono. Ma. Non funziona! (rivolta a Reno) Non funziona? (vago cenno di no) Ah, ma una trappola, questa! (dopo una breve pausa, risoluta) Bene. Dunque pare che non ci sia alternativa, dovr passare la notte qui dentro. Allora. Dove dormo?

Fanny: (cercando di scuoterlo) Amore

Gianrica: Non pretender che dorma per terra, vero?

Fanny: (c.s.) Amore!

Gianrica: (guardandosi in giro) Ci sar pure una stanza, no?

Fanny: (allarmatissima) Cacchio, amore, datti una mossa che Attila cinvade il letto!

Reno: (riprendendo i sensi) Do!

Gianrica: (c.s.) Come sarebbe, dorme per terra?

Reno: Do, sto troppo bale.

Gianrica: (c.s.) Non capisco cosa centri (trovando la camera) Ah, tombola!

Fanny: Aiuto! Lha trovata!

Gianrica: Beh, per me andr benissimo.

Fanny: (alzandosi bellicosa) Dovr passare sul mio corpo!

Reno: Ba dod dire strodzate!

Gianrica: (girandosi con fredda collera) Sempre carino e gentile!

Reno: Quella ti passa attraverso e debbedo se de accorge!

Fanny: (mettendosi a uomo vitruviano sulla soglia della camera) Non fa niente, sono pronta a tutto

Gianrica: (rabbuiata) Ma che dice?

Reno: Viediviedi qua, fabbi caldo che ho ud freddo terribilebrrr! (geme e rantola)

Fanny: (ritorna di corsa da lui) Povero, povero, povero amore mio!

Gianrica: Che porco, con il cimurro che s preso ha ancora voglia di pensare a ste cose.

Fanny: (ad un gemito di Reno) Oh, mamma mia!

Gianrica: (fra s, preoccupata, sovrapponendosi a Fanny) Mamma mia, sta davvero male! (pausa, poi, con un sospiro) Mi sa che il letto stanotte non toccher a me.

La luce sfuma

Fine Primo Atto
Secondo Atto

14.scena: Nuovo giorno, nevica ancora (Gianrica, poi Reno e Fanny)

Luce. E giorno. Il tavolinetto con il computer stato addossato ad una parete con un filo che collega lapparecchio alla presa elettrica per ricaricarne la batteria. Il divano occupato da Gianrica, avvolta in numerose coperte. I suoi vestiti sono piegati su una sedia. La luce la desta. Si alza, di cattivo umore ed in pigiama abbondante. Da uomo. Per prima cosa si reca in cucina a guardare fuori.

Gianrica: (dalla cucina) Ancora neve! (Rientrando) Ma siamo in primavera! Che centra la neve? (si mette a disfare il letto ed a ripiegare le coperte)

Reno: (entra in pigiama, con Fanny che lo segue vicina; ha laria intronata e la voce ancora vagamente nasale, rauca; si tiene la mano dietro la testa) Buongiorno.

Gianrica: (sorpresa, coprendosi con una coperta) Ah! Si vergogni, non sono vestita! Prima di entrare bussi e, comunque, non vedo perch debba entrare in questa stanza.

Reno: (c.s.) Veramentedovrei andare in bagno e si passa da qui

Fanny: Gi, dovremmo fare un bisognino!

Reno: No, lo devo fare da solo.

Gianrica: Figuriamoci. Vada, vada pure! Io (sottolineando) laspetto qui. Ma non ci metta molto, eh, che poi tocca a me.

Fanny: Ci dispiace tanto tanto, ma si tratta di un bisognone grosso cos!

Reno: (mentre va in bagno seguito da Fanny) Ma smettila.(esce)

Gianrica: A me. Smettila a me! (riprendendo a sistemare le coperte con gesti bruschi, fra s) Ma chi si crede di essere? Appena posso scappo via da qui, mica resto a farmi insultare! Se solo avessi sospettato in che razza di situazione mi andavo a cacciareAh, ma appena torno in citt mi sentono! E se ne accorger: gli sparo una denuncia irritirabile!

Reno: (dal bagno) Posso?

Gianrica: Aspetti! (facendo schermo con una coperta) Venga.

Fanny: (entra con Reno, diretta alla camera) Labbiamo fatta tutta, sa? Ed era grosso comecome

Reno: (entrando in camera) Smettila, tho detto! Che vuoi che importi? (in camera)

Gianrica: Ah, s? (raccogliendo le sue cose ed andando in bagno) E pensa che importi qualcosa a me? Capirai, abbiamo trovato la giuria di Miss Universo! Ma s guardato, lui?!? (esce)

Fanny: (entra circospetta, si guarda intorno, poi, rivolta a Reno che ancora in camera) Puoi venire, via libera!

Reno: (finendo di vestirsi, infilandosi le scarpe) Ma di, uffa! Con il mal di testa che ho figurati se me la sento di giocare

Fanny: (gattina) Amore, ma davvero non timporta di rimanere solo con me?

Reno: No, beh, ma vedrai che tutto si risolve

Fanny: Voi uomini! Sempre a rimandare! Adesso, adesso bisogna sistemare le cose! Se ti fa male un piede che fai, aspetti che ti caschi?

Reno: Va bene, va bene(andando a sedersi sul divano) Quando esce dal bagno ci parlo.

Fanny: E una questione di vita o di morte!

Reno: Che vita?

Fanny: La nostra, naturalmente.

Reno: E la morte di chi?

Fanny: La sua, volessiddo!

Reno: vedrai che sistemiamo tutto.

Fanny: Mi raccomando, non ci sono storie: fuori e subito!

Reno: Ma s, ma s

Gianrica: (rientra dal bagno, vestita, con il pigiama sul braccio) Se vuole lo faccio lavare e poi glielo faccio riavere.

Reno: Che? Ah s, la ringrazio, ma non c bisogno, me ne occuper io. Lo dia a me.

Gianrica: Glielo lascio in camera. (esegue)

Fanny: Linvasione!

Reno: Buona!

15.scena: Il crollo (stessi)

Gianrica: (rientrando) Bene, ho sistemato il pigiama sulla sedia in fondo al letto. Sul mucchio.

Reno: Gibeh, s c un po di disordine

Gianrica: In confronto ad un bombardamento mi sembra tutto a posto.

Reno: (piccato) Ognuno ha il suo modo di fare!

Gianrica: se vogliamo chiamarlo cos(cambiando discorso) Si sente meglio stamattina?

Fanny: Cos questa premura?

Reno: Un pochino, grazie; mi fa male la testa e mi sento ancora leggerm

Gianrica: (tagliandogli la battuta) Immagino che abbia recuperato le forze!

Reno: Insomma

Gianrica: (c.s.) Praticamente a posto, potremmo dire, no?

Reno: Beh, veramen

Gianrica: (c.s.) Non avrebbe difficolt, allora, ad aiutarmi a partire

Fanny: Ah, ecco.

Reno: S, solo che mi sento ancora un po strano

Gianrica: (c.s.) Lo credo, con quello che ha mandato gi

Reno: Ehm, perch? Che ho mandato gi? (Fanny si siede allaltro lato del divano, attenta)

Gianrica: Ieri sera era proprio ridotto male. Al punto da farmi pena

Fanny: pensa un po

Gianrica: cos ho preso liniziativa di prepararle qualcosa di forte per cercare di riscaldarla

Reno: Non ricordo niente

Gianrica: (beffarda) Era praticamente svenuto.

Reno: Mi pare di aver sognato di bere olio bollente mi fa ancora male la gola

Gianrica: Non stato facile farglielo bere tutto.

Reno: Tutto?

Gianrica: Fino allultima goccia.

Reno: Ma che roba era?

Gianrica: Uncocktail di mia invenzione. Fatto con quello che cera: Whisky, Sambuca, salsa worchester, aglio, peperoncino

Fanny: Madonna, che schifezza!

Reno: Basta, basta cos! (pausa) E la raucedine ha una spiegazione. (ci pensa su un momento) Come ho fatto ad arrivare al letto?

Gianrica: Ho dovuto pensare anche a questo.

Reno: Non mi dica

Gianrica: Lho dovuta trascinare.

Reno: Per le spalle

Gianrica: Per i piedi.

Reno: Ah. (si porta la mano alla nuca) E immagino che sia per questo che

Gianrica: Eh s.

Reno: Sbattevo?

Gianrica: Da tutte le parti.

Fanny: (che finora rimasta ad ascoltare ad occhi spalancati) Alla faccia della crocerossina!

Reno: (massaggiandosi la nuca) Quindi credo di doverla ringraziare anche per questo. Ma, e il pigiama?

Fanny: Gi. Non mi dire!

Gianrica: Non potevo lasciarla con i vestiti umidi addosso.

Reno: E cos

Gianrica: Glieli ho tolti

Fanny: Brutta maniaca

Gianrica: le ho fatto indossare il pigiama e lho infilata a letto.

Fanny: viziosa, porca

Reno: (a Fanny, infastidito) Basta, di.

Fanny: violentatrice, aguzzina

Reno: (c.s.) Ti ho detto di smetterla.

Fanny: vampira, sadica

Reno: (c.s. , violentemente) Basta, ho detto!...ahi(si porta la mano alla testa)

Fanny: (dopo un attimo di stordimento, sorpresa) Ah! Non mi hai mai parlato cos!

Reno: Non capisci che lha fatto per aiutarmi?

Fanny: (c.s.) con cattiveria, livoreioio(e scoppia a piangere)

Reno: (commosso) No, non fare cos(labbraccia e comincia a confortarla cullandola, carezzandola) No, nosu, non capisci? In fin dei conti stata solo gentilemi ha visto in quelle condizioni e chiunque al posto suo avrebbe fatto lo stesso

Fanny: (tra i singhiozzi) non mi vuoi pi beneper niente

Reno: Ma no, stai tranquilla tranquilla, di

Gianrica: (che ha seguito tutta la scena a bocca aperta, tra s) Dio mio! Parla da solo!

Fanny: (c.s.) ti piacepi di me! (e piange pi forte)

Reno: Che dici Non lho nemmeno guardatati giuro, non so nemmeno di che colore sono i suoi occhi(rivolto a Gianrica) Scusi,di che colore ha gli occhi, lei?

Gianrica: (attonita) marroni

Reno: Ecco, vedi, glielho dovuto chiedere! Neanche lo sapevo

Fanny: (c.s.) lo fa appostaper rubarti a me

Reno: Che dicima lhai vista? E brutta insignificante

Gianrica: (Debolmente) No!

Reno: ...E una serpeuna rompiscatole

Gianrica: (c.s.) non vero

Reno: chi se la piglia quella?...nessuno la vuole

Gianrica: (c.s.) per favore

Reno: ...camper e morir da sola

Fanny: (tirando su col naso) sicuro?...

Reno: Sicuro.

Gianrica: Noooo! (e scoppia a piangere accucciandosi a terra)

16.scena: Consolazione (stessi)

La situazione la seguente: Gianrica piange inconsolabile, in un crescendo di angoscia, accucciata davanti alla porta della camera da letto; Fanny, ai singhiozzi di Gianrica converte gradualmente i propri sospiri in sorrisi,poi in risatine, quindi in vere e proprie sghignazzate trionfanti; Reno, tanto per cambiare, non capisce pi niente: quella che piangeva ride e quella che ironizzava piange; inoltre la testa non ha smesso di fargli male.

Reno, stupito dal comportamento di Fanny e mosso da compassione per Gianrica, si alza e si avvicina alla donna.

Reno: (sfiorandole una spalla con la mano) Su, su, cosa c adesso? (Gianrica si sottrae al contatto e lamentandosi pi forte) Cosa c, eh? Su, non faccia cos. Si sistema tutto, vedr(a Fanny, che fa corrispondere ad ogni lamento di Gianrica una propria risata) Ma smettila, cavolo!

Gianrica e Fanny lo guardano un istante, poi Gianrica scoppia a piangere pi forte di prima e Fanny ride

Reno: (disperato a Gianrica) No, no, no, mi dispiace, non ce lavevo con lei

Gianrica: (tra le lacrime) e con chi

Reno: Con laltra. (Scoppio di pianto di Gianrica e sghignazzo di Fanny)

Scoppio di pianto di Gianrica e sghignazzo di Fanny

Reno: (a Gianrica, prendendola per le spalle) Mi creda tutto un equivoco

Gianrica: (spaventata, cercando di sottrarsi) Non mi tocchi, non mi tocchi!

Fanny: (facendole il verso) Non mi tocchi, non mi tocchi!

Reno: (rivolto a Fanny) Brutta cretina!

Fanny gli fa il broncio e Gianrica lo guarda con gli occhi spalancati

Gianrica: (lentamente) Lei pazzo.

Reno: No, davvero, lo so che le circostanze

Gianrica: (c.s.) Lei pazzo.

Reno: Mi rendo conto, ma deve credermi

Gianrica: (c.s.) Lei pazzo.

Fanny: (canzonando, come una bambina) S lotta, s lotta, lipete tutto quanto!

Reno: Le spiegher tutto

Gianrica: (c.s.) Lei pazzo.

Reno: (scoppiando) E va bene, sono pazzo, completamente pazzo. Se non lo ero prima lo sono diventato adesso! (si alza e se ne va in camera. Si riaffaccia.) E andate a quel paese tutte due!

Buio

17.scena: Suvvia (Gianrica, poi Reno)

Luce

In scena Gianrica siede sul divano, miserevolmente avvolta in una coperta, scarmigliata, con lo sguardo fisso nel vuoto.

Reno: (entrando dalla cucina con una tazza di t caldo in mano) Come va? (Gianrica non risponde) Le ho portato una tazza di t, bella calda. Vedr, si sentir meglio.

pausa: Gianrica sembra non essersi accorta di niente; Reno si siede sulla sponda del divano

Reno: Senta, lo capisco: lei ce lha con me perch pensa che io labbia trattata male; magari anche convinta che io sia un posciroccato. (lieve movimento di Gianrica) Guardi che la capisco, al suo posto lavrei pensata come lei; per a volte bisogna lasciare agli altri la possibilit di spiegarsi perch le cose possono essere diverse da quello che sembrano. (pausa) Mi segue? (Gianrica annuisce debolmente) Bene. Ora, vede, io vengo qui da lei con un ramoscello dulivo in mano(Gianrica guarda la tazza di t ancora in mano allo scrittore, poi guarda Reno, poi, con espressione pi sconsolata di prima, torna a guardare davanti a s) Mi rendo conto che le circostanze non mi aiutanoMa senta: lei convinta che io sia schizofrenico, che abbia le visioni, che sia che sia

Gianrica: (assente) Pazzo

Reno: Ehms, va bene. A volte lo credo anchio, ma le domando: se fossi pericoloso, furioso, sanguinario, mi presenterei da lei con una tazza di t in mano? Eh? Mi guardi. (Gianrica torna a guardarlo) Davvero, dico, mi crede pericoloso? (Gianrica ci pensa un momento, poi, debolmente, fa segno di no) Almeno questo. E crede che io sia matto? (Gianrica annuisce) Non ha paura di me, no? (piccola pausa, poi Gianrica, tornando a guardare davanti a s, facendo segno di no) E allora

Gianrica: (piano) Di me.

Reno: Eh?

Gianrica: E di me che ho paura. (piccola pausa) Lei fuori di cervello, non c dubbio, ma alla mia vita che penso, non alla sua. (Reno non sa cosa dire e Gianrica prosegue) Prima (accennando col capo) lei mi ha fatto male

Reno: Mi dispiace tanto, mi scuso

Gianrica: lasci stare. Mi ha detto delle cose cattive anche se parlava con chiss chi o chiss cosa per mi hanno ferito perch cera della verit. Tanta, Troppa. Ionon so se raccontare certe cosenon la conosco

Reno: Non si preoccupi, ormai credo che mi conosca molto meglio di tanti suoi amici, e (prevenendola) diamoci del tu. Nessuna invadenza, se preferisce rimaniamo al lei, ma mi sembra che la situazione non sia moltoformale?

Gianrica: (abbozza un leggero sorriso ed annuisce) Va bene, come preferisce (cenno di Reno)preferisci. (pausa) Vedi, la mia vita non un gran che. A casa non mi aspetta nessuno enessuno mi ha mai aspettato con ansia nemmeno altrove. Come donna non sono mai stata cos bella da essere cercata, n io lho mai volutoNon che sia pentita: ho una casa, un lavoro(si spegne)

Reno: (approfittando della pausa) Scusa se mi permetto, ma non mi sembri poi quel mostro che dici, ci sono donne molto meno avvenenti che

Gianrica: Ma non che mimporti molto, poiIn fondo io ho sempre avuto una sola passione: il mare. Mi ha sempre affascinata, fin quando ero bambina: coi pesci, le profondit, i colori E cos un bel giorno ho deciso che da grande avrei studiato tutto questo. Sono stata tenace. Non ho concesso a nulla e a nessuno di distrarmi. (pausa) Sono dieci anni che mi sono laureata in biologia marina. Dopo un breve contratto da fame, fatto solo per acquisire conoscenze, ho deciso di dare un taglio netto. Via dai miei. Me la cavo da sola. In sette anni ho fatto dieci lavori, tutti diversi e lontanissimi dal mare. Prima di trovarmi questo sono stata a spasso quattro mesi - e m anche andata bene -; per pagare laffitto mi sono venduta tutto quello che potevo, anche i libri sui pesci; se avessi avuto lappoggio, anche economico, di qualcuno, mi sarebbe pesato meno Cos, eccomi qui! Specializzata nel ramo Fantasy, solo perch con le mie conoscenze di biologia posso dare un minimo di senso ai mostri alieni che gli autori sinventano; se tu immaginassi le fesserie che mi tocca mettere in discussione... Perci figurati se mimporta qualcosa di quel che leggo. Anzi, guarda che a confronto con tutto ci che ho letto negli ultimi tempi il tuo libro, almeno, interessanteparla di qualcosadi rapporti concreti tra persone(con uno sguardo di scusa a Reno) Scusa. Devo averti annoiato.

Reno: Per niente.

Gianrica: Davvero?

Reno: Non scherzo. Anzi, vorrei che mi credessi se ti dico che trovo la tua storianon banale.

Gianrica: (schernendosi) E solo uno sfogo in un brutto momento

Reno: No, dico davvero. Ho avuto anchio esperienze simili. E mi rendo conto della tensione che si prova ad aprire certe porte con la paura che si chiudano alle nostre spalle e non sia pi possibile tornare indietro almeno, per me stato cos

Gianrica: No, no, anche per me

Reno: Credo che sia la solitudine che gioca certi scherzi; se hai da fare, qualcosa su cui concentrarti, e intorno c qualcuno che ti distrae, non ci riesci. Voglio dire, non si riesce a entrare nel sentiero, non so se mi spiego

Gianrica: Proprio cos.

Pausa. I due si guardano, sorpresi dellimprovvisa, spontanea, intimit. Si sorridono.

Gianrica: Chi lavrebbe detto.

Reno: Gi. (uscendo dal momento) E, scusa se te lo chiedo, la mia solitudine si spiega con il lavoro che faccio certo, ho il carattere che ho - matu, la tua solitudinecome mai

Gianrica: (vagamente sulla difensiva) Perch, una donna non pu decidere la propria vita senza la guida e la tutela di un omaccione che la protegga?

Reno: Mai dubitato. Non intendevo in quel senso.

Gianrica: (lo guarda negli occhi, poi) Scusa. Sai, di solito di certe cose non riesco a parlare con un uomo senza credere che lui abbia un secondo fine.

Reno: (ricambiando lo sguardo) Nessun problema. Se vuoi parliamo daltro.

Gianrica: (dopo un momento, distogliendo lo sguardo) Non c molto da dire: sono una persona orgogliosa. Te ne sarai accorto. (lieve sorriso di Reno) Non ha funzionato quasi mai. (pausa) Mai. Ogni volta che avrei potutoMi sono sempre fermata davanti a quel dubbio sul secondo fine, sulle reali intenzioniIl frutto proibito! (scuotendosi) Mah! Vorr dire che destino che lasci questo pianeta senza lasciare tracce

Reno: Che pessimismo!

Gianrica: Te lho detto, un momentaccio.

Reno: Allora benvenuta nel club dei solitari.

Gianrica: (lo guarda esitando, poi:) Per dire la verit tu non mi sei sembrato tanto solo

Reno: Io? (imbarazzato) Ah, gi. E cheeccovediin questo periodo iosono un po meno solo del solito.

Gianrica: Non volevo metterti in difficolt

Reno: No, soltanto un po difficile da spiegare.

Gianrica: Non fa niente

Reno: No, vorrei raccontartiil problema che non so da dove cominciare

Gianrica: Anchio delle volte parlo con me stessaMagari non mi abbraccio(pausa) Ma intermittente?

Reno: Cosa?

Gianrica: La tuacompagnia.

Reno: Perch?

Gianrica: Negli ultimi minuti mi sembra che tu s, insomma, sia stato abbastanza normale, diciamo

Reno: In che senso?

Gianrica: Nessun problema. Se vuoi parliamo daltro.

Reno: No, no, parliamoneparliamone, ti dir tutto (raccoglie le idee, poi:) Ecco(Si ode un rumore dalla cucina. Reno si arresta) Che cosera?

Gianrica: Cosa?

Reno: Quel rumore.

Gianrica: Non ho sentito nulla, mi sar sfuggito.

Il rumore si sente di nuovo, due volte.

Reno: Eccolo, di nuovo, lhai sentito adesso?

Gianrica: (guardandolo intensamente) No. Vuoi parlarmene?

Reno: Tu non lhai

Il rumore si ripete come se qualcuno stesse bussando in cucina. Reno, agitato, si volta, poi coglie lo sguardo mesto di Gianrica e si ferma a guardarla

Gianrica: Scusami, devo andare in bagno. (si avvia. Prima di entrare in bagno si ferma) Grazie per il te per tutto il resto. (esce)

Reno si accorge solo adesso di avere ancora in mano la tazza di t, si alza e va in cucina.

18.scena: Gelosia (Fanny e Reno)

Dalla cucina viene il rumore delle voci di Reno e Fanny. La voce della donna eccitata: protesta per qualcosa, mentre lo scrittore cerca di calmarla.

Fanny: (Fa irruzione nella stanza; sul poco di cui vestita indossa un grembiule. Mentre parla cerca di togliersi di dosso polvere e ragnatele di cui sporca) Che schifo! Sono indignata!

Reno: (andandole dietro cercando di calmarla. Parla preoccupato di non alzare troppo la voce, per evitare che Gianrica senta) Ma cara, io non capisco

Fanny: Ah non capisci ?! Una pu anche crepare di asfissia e sput!- di avvelenamento, tanto tu non ti accorgi di niente e di nessuno!

Reno: Ma come potevo sapere che

Fanny: (volgendosi come una vipera, inveendo a mitraglia)che un deficiente mi aveva chiusa in uno sgabuzzino? Non potevi! Perch a te, di me, non te ne frega un accidente! Sai solo fare domande idiote. E naturalmente cercarmi non se ne parla. Il signorino ha le sue occupazioni e quando gioca coi soldatini guai a disturbarlo! Meglio crepare in pace, masticare polvere e ragnateleAaaah! Guarda i miei capelli: i miei capelli!

Reno: Fanny, scusa, ma come ci sei finita l dentro?

Fanny: Perch io non penso solo a me stessa, io. Mi ero sistemata grembiule e crestina perchperch(con rabbia) Perch volevo fare un giochino nuovo con te, ecco perch!

Reno: (stordito) Che giochino?

Fanny: Quello della camerierina e del cuoco grosso e porcaccione, ecco quale! Ma tu non ti sei nemmeno accorto che ti ero vicina; eri tutto preso a preparare un t per quellaper quella

Reno: Per favore

Fanny: per quella(bloccandosi allimprovviso) A proposito, dov? (dun tratto raggiante e grata) Non mi dire! Lhai sbolognata!?!

Reno: Nno. Sta in bagno, adesso.

Fanny: (furente) Ah, s? (corre a strillare davanti alla porta del bagno) Che ti prenda un accidente, brutta invadente che non sei altro! Impiccati con la carta igienica! Ti pigliasse la cacarel

Reno: Smettila, Fanny! (trascinandola via da l) Capisco che sei nervosa, ma Gianrica non centra niente con quello che ti successo. Calmati, di.

Fanny: (minacciandolo con un dito) Tu non prendere, le sue difese, hai capito? E grazie a lei che ti sei distratto e hai fatto quello che hai fatto. A me. A me! Anzi, sai cosa ti dico? Appena esce la prendi e la chiudi nella tana dei ragni, come hai fatto con me, ma stavolta butti la chiave!

Reno: Ma che vai dicendo

Fanny: (gridandogli in faccia) O fai quello che ti chiedo, o me ne vado!

Reno: (a tono) Fa come ti pare, basta che la pianti!

Gianrica: (dal bagno, allegramente) Mi hai chiamato?

Fanny: hai?...

Reno: (ad alta voce) No, niente. Hosbattuto ad una sedia.

Gianrica: (c.s.) Se vuoi quando esco ti ci do unocchiata.

Reno: (imbarazzato da Fanny che gli si avvicinata scrutandolo) Ahs, graziepoi vediamo; fai con calma.

Gianrica: (c.s.) Tra poco esco. Ciao.

Reno: ..Ciao

Fanny: (dopo un momento di tensione) Ciao?

Reno: (imbarazzato)Ehms. Perch?

Fanny: Da quando lAbominevole diventata umanoide?

Reno: Ma no, una persona normale

Fanny: E cos tutta questa confidenza? Dal lei al tu?

Reno: beh, dopotutto

Fanny: Ciao, ti ci do unocchiatache intende per occhiata? Cosa intenderebbe mettersi a guardare, quella?

Reno: Fanny, se non fosse ridicolo, direi che sei gelosa.

Fanny: E ridicolo? Ridi, allora!

Reno: Di

Fanny: No. Io voglio sapere cosa avete combinato mentre ero chiusa l dentro!

Reno: Che dovevamo combinare?

Fanny: Ora che ci penso. Tu mi hai chiuso l dentro apposta. S! Lhai fatto apposta! Non mi volevi in giro mentre trescavi con Lucrezia Borgia!

Reno: Ma che ti viene in mente(cerca di metterle le mani sulle spalle)

Fanny: (si divincola) Non toccarmi, brutto porco pervertito! Ti piacciono brutte e malriuscite? Tienitele! Non mi meriti! Meglio i ragni della soffitta! (e se ne va, regale, alle scale che portano in soffitta)

19.scena: Come stai? (Reno e Gianrica)

Gianrica: (rientra dal bagno; si pettinata e truccata) Come stai?

Reno: Benebene

Gianrica: Che hai? Sembri sconvolto.

Reno: Nientenientestavo cercando una cosa e mi sono innervosito

Gianrica: Vuoi farmi vedere dove ti sei fatto male?

Reno: Lascia starenon mi fa pi male

Gianrica: Mio nonno disse lo stesso, l per l, dopo aver perso la mano. Dopo, per

Reno: (divertito) Che famiglia! E da allora tutti col moncherino!

Gianrica: Per fortuna aveva gi generato mio padre, altrimenti non si sa cosa avrebbero potuto combinare i geni.(pausa) Lereditariet una brutta bestia, lo sai?

Reno: Gi, tu sei una biologa

Gianrica: Ed anche vivandiera di Mac Donalds, rappresentante di pentole, bibliotecaria, traslocatrice

Reno: Hai lavorato anche nei traslochi?

Gianrica: Uno solo. Il mio. Ma da allora lho sempre inserito nel curriculum. E stata una sfacchinata!

Reno: Nientaltro?

Gianrica: Poca roba: veterinaria, centralinista e lettrice di manoscritti.

Reno: Veterinaria?

Gianrica: Lavavo i cani. E stato lunico periodo in cui ho lavorato con clienti capaci di mostrare riconoscenza. Allinizio del trattamento non molto, ma alla fine mi ringraziavano tutti.

Reno: E perch non hai continuato?

Gianrica: Perch il veterinario era un porco.

Reno: Peccato, era pur sempre un lavoro che aveva a che fare con gli animali.

Gianrica: Gi. (pausa) Ma a me piacciono gli ambienti mariniI pesci, le piante, i cetaceii grandi fondalii microambientiSolo la fantasia e la curiosit pongono limiti.

Reno: (sedendosi sul divano e, con ci, invitandola a fare altrettanto) Perch non mi racconti qualcosa? Una storia del mare.

Gianrica: (schernendosi) Io? Non sono una divulgatrice. Mi piace il mare, tutto qui.

Reno: Eppure io sono convinto che non sai essere noiosa. Di, racconta qualcosa.

Gianrica: Manon socosa vorresti sapere?

Reno: Vediamo. Qual lanimale pi spaventoso da incontrare sottacqua, secondo te? Un autentico alieno.

Gianrica: (si siede sul divano) Beh, dunquemi pare che siano due domande, ben differenti. Secondo me non esistono creature spaventose. Pericolose s. Sorprendenti, magari. Ma hanno tutte le loro regole di convivenza con lambiente che le circonda, pi o meno come quelle della terraferma, con la differenza che dispongono di una terza dimensione, lalto - basso, che per noi terricoli non esiste. Mmm, largomento grosso assai

Reno: Ho tempo

Gianrica: Prima, allora, la seconda domanda. Per me un animale che potresti definire alieno, almeno da un punto di vista superficiale, ma sostanziale, il Polpo. S, diversissimo da noi. Il corpo? Non ce lha. Il cervello? E enorme, rispetto al corpo. Ha gli arti? Otto, ti bastano? E non ha praticamente scheletro; davvero tutto muscoli!

Reno: Un fusto insomma!

Gianrica: E puoi vederlo volare nellacqua come un jet, lungo e affusolato. Oppure diventare un enorme ombrello che ti si chiude sopra inesorabile!

Reno: Un ombrello?

Gianrica: S, guarda!

20.scena: Mal di schiena (stessi pi Fanny)

Si alza e va a porsi dietro di lui. Contemporaneamente Fanny rientrata e si pone in un angolo oscuro, dove Reno non pu vederla.

Gianrica: (abbraccia Reno da dietro e sopra, con mossa ampia, stringendolo forte) Cos, vedi? E non scappi pi.

Fanny: (acida) Ci credo!

Gianrica: (Reno sirrigidisce) Che c? Qualcosa non va?

Fanny: Se rimani cos per lui va tutto benissimo. Te lo assicuro io.

Reno: (imbarazzato, cercando con cautela di sciogliersi dallabbraccio della donna)Scusa

Gianrica: (raddrizzandosi) Non capisco.

Fanny: Lui invece s!

Reno: (rialzandosi) No che

Gianrica: (di colpo insicura) Ho fatto qualcosa di male?

Reno: E la schienadopo un po che sto sul divanoin certe posizioni

Fanny: Eh, giin certe posizioni

Gianrica: (c.s.) Cosa ho sbagliato, dimmelo!

Reno: Nulla, che a sentir parlare tanto di mare, di acqua, mi sono accorto di aver sete, e allora(fa per dirigersi verso la cucina)

Gianrica: (apprensiva) Oh, che sciocca, esci da una terribile infreddatura, avrai le membra irrigidite, sarai anche disidratato Vado io. Ti faccio un bel t?

Reno: Lascia, faccio da me

Gianrica: (gli si oppone) No no no, ci penso io. Tu stattene sul divano, in una posizione bella comoda. Torno subito. (esce)

21.scena: Cosa ci trovi? (Reno e Fanny)

Fanny: Sei terribile, eh? Non ti si pu lasciare solo un momento

Reno: (preoccupato di tenere bassa la voce) Senti Fanny, non come credi

Fanny: Io non credo niente. Guardovedo

Reno: Stai traendo delle conclusioni sbagliate.

Fanny: Lunica cosa che non capisco : cosa ci trovi in lei?

Reno: Ma perch devi mettere le cose su questo pianoSe ti dico

Fanny: Davvero, sai? (accennando alle proprie curve) Cosha quella pi di me?

Gianrica: (dalla cucina) Scusa, dove sta il t?.

Reno: Nel primo pensile! (a Fanny) Ecco, vedi? Lei cerca il t, mette lacqua sul fuoco, tra poco sar qui con una tazza in mano

Fanny: (avvicinandoglisi provocante) Perch, io non so essere premurosa con te?

Reno: Ss, beh

Fanny: (sfilandosi il grembiulino, come in uno spogliarello) Io non mi preoccupo dei tuoi desideri?

Reno: s, ma un po diverso.

Fanny: (stringendolo a s) Ma certo che lo .

Reno: (con affanno) Per favore, Fanny, per favore!

Fanny: (finta ingenua) Qualcosa non va?

Reno: Pu essere qui da un momento allaltro.

Fanny: (si alza prendendolo per una mano e tirandolo su ) Se solo per questo...(lo tira verso la camera)

Gianrica: (entra con un tovagliolo ed una zuccheriera; Reno simmobilizza) Lacqua sul fuoco; il t sar pronto tra pochissimo. (accorgendosi che lui in piedi) Madove, vai? Dovresti restartene sdraiato.

Reno: Vado un momento in camera a mettermi addosso qualcosa di caldo.

Fanny: Di molto caldo.

Gianrica: Giusto, certo. Fai con comodo; quando uscirai troverai il t bello pronto.

Con uno strattone deciso Fanny se lo porta in camera da letto

22.scena: Nellattesa (Gianrica)

Gianrica posa le cose sul tavolinetto del computer. Non sa che fare. Unocchiata alla porta della camera. Un pensiero. Poi lo sguardo le torna al computer: tanto vale ridare unocchiata. Stacca la spina che collega il computer al muro, rimette il tavolinetto davanti al divano, accende e si mette a leggere. Dalle espressioni e dai gesti si capisce che si trova a leggere un passaggio particolarmente caldo. La donna non riesce ad evitare dimmedesimarsi: il fiato corto, la mano sul collo, sul viso, il corpo fremente. Dun tratto torna in s.

Gianrica: Il t!

Si alza e va di fretta verso la cucina, ma prima di uscire torna indietro, spegne e chiude il computer, poi, con un ultimo sguardo alla camera da letto, va in cucina aggiustandosi i capelli.

23.scena: Non hai mai fatto cos (Gianrica pi Reno e Fanny)

Reno rientra scuro in volto e si lascia cadere ad un estremo del divano. Dopo di lui entra anche Fanny imbronciata andandosi a sedere allestremo opposto a braccia incrociate. Non si guardano.

Fanny: Non hai mai fatto cos.

Reno: Per tutto c una prima volta.

Fanny: Sei stato brutale e poi

Reno: Va come va.

Fanny: (lo guarda) Non funzioni pi?

Reno: Pu darsi.

Fanny: Oppure sono io a non funzionare?

Reno: Mah. Non credo.

Pausa

Fanny: (Lentamente) E tutta colpa sua. (Reno non replica) E cos, vero? Ti sta facendo qualcosa. Zitta zitta, acqua cheta, sta cambiando le cose. E cos, eh?

Reno: Se ti fa piacere.

Fanny: Ma che cosa?

Reno: (dopo una pausa) Ho cercato di dirtelo. Guarda il tavolino del computer: cosa vedi?

Fanny: Il computer.

Reno: Poi?

Fanny: Un tovagliolo, una zuccherierae allora?

Reno: Ecco la differenza.

Fanny: Non ho capito.

Reno: Lei meno attraente di te, ha meno curve, non corrisponde al mio ideale di donna

Fanny: non ci vai a letto

Reno: Non lo so, ma anche se non fosse: lei vera. Esiste.

Fanny: meglio di me

Reno: Il problema non se lei sia meglio o peggio. E diversa, ma in modo non paragonabile.

Fanny: Io far di tutto per riconquistarti

Reno: Sai bene di non averne bisogno.

Fanny: lotter, ti render la vita impossibile!

Reno: Spero proprio di no.

Fanny: Altrimenti? Eh? Altrimenti che fai, eh?

24.scena: Non insistere (Gianrica pi Reno e Fanny)

Gianrica rientra con una tazza di t fumante in mano.

Gianrica: (porgendo la tazza a Reno e sedendosi sul divano tra Reno e Fanny) Ecco qua; vedrai che ti sentirai meglio. Sei fortunato; so fare poche cose, ma il t fra queste. Purtroppo non ho trovato n latte n limone, comunque dovrebbe andare.

Fanny: Attento!

Reno: GrazieAccidenti, scotta davvero!

Gianrica: S, attento, dovevo avvertirti, bollente. Vuoi che ti ci metta lo zucchero?

Fanny: Lo vedi? Te lha fatto apposta!

Reno: No, grazie,

Gianrica: Come ti senti?

Fanny: Che falsa!

Reno: Un po meglio.

Gianrica: Ti fa male ancora?

Fanny: Ha in mente una cosa sola!

Reno: Non detto.

Gianrica: Nel senso che hai ancora dolore?

Fanny: Bugiarda ipocrita insidiosa strega

Reno: (si volta con decisione per interrompere Fanny) Senti

Reno sinterrompe trovandosi faccia a faccia con Gianrica. Si guardano. Fanny, da dietro la donna, cerca di capire cosa succeda. Gianrica abbassa la testa, si toglie gli occhiali e la rialza. Reno si trova a fissare i suoi occhi.

Reno: (sorpreso) Hai degli occhi bellissimi!

Gianrica: (arrossendo) Grazie.

Fanny: No.

Reno: Non me nero mai accorto.

Fanny: Non ci cascare.

Gianrica: Gli occhiali

Reno: Non ti valorizzano.

Gianrica: Dici?

Fanny: Attento!

Reno: Certo. Dovresti cambiare montatura.

Gianrica: Ionon so scegliere

Fanny: E una trappola!

Reno: Potrei aiutarti io.

Gianrica: Lo faresti?

Reno: Volentieri.

Gianrica: Davvero?

Reno: Certo. Poi, se posso(allunga una mano ai suoi capelli; Gianrica lascia fare) Penso che se facessi qualcosa per i capellicos

Gianrica annulla la distanza tra le loro labbra

Fanny: (inveisce, mentre Reno con la mano che cinge le spalle di Gianrica cerca di tenerla lontana) Ah! Puttana! Brutta troia maledetta! Mollalo subito! E tu (aggrappandosi alla mano di Reno e tirandola) lasciala! Lasciala! Lasciala, ho detto!

25.scena: Chi lha detto che tre il numero perfetto? (stessi pi Marito)

Reno divincola la mano e schiocca le dita

Fanny: (sorpresa) Eh?

Gianrica: (staccandosi un momento) Vuoi qualcosa?

Reno: (riattirandola a s) Lo stesso di prima, cameriere.

Fanny: (ricominciando come prima) Ma allora sei tu! Sei tu! Toglile queste mani di dosso! Hai capito? Toglile queste mani

Marito: Amore?!?!

Dalla porta della soffitta emerge un ometto vestito da ragioniere fine 800, con baffetti a punta, bombetta ed ombrello al braccio. Dice solo Amore e Tesoro in tutte le sfumature possibili.

Fanny: (volgendosi a guardarlo) Chi ?

Marito: (un passo avanti) Tesoro?!?!

Fanny: (sorpresa) Cielo, mio marito!

Marito: Amore!

Fanny: (si alza dal divano) Ehm, tu qui, caro?

Marito: Tesoro!

Per sfuggirgli comincia a girare intorno al divano sempre pi veloce seguita dappresso dal Marito mentre a Reno viene da ridere.

Fanny: No no no, tu non devi stare qui, non puoi esserci, cosa ci fai? Tornatene via! Vai via! Vattene in ufficio. Non ce lhai una riunione?

Marito: Amore! Tesoro! Amore! Tesoro!

I coniugi infilano la porta della soffitta.

Gianrica: (senza uscire dallabbraccio)Perch ridi?

Reno: Perchperchperch mi sento bene.

Gianrica: Non hai pi mal di schiena?

Reno: No. Tutta unaltra cosa.

Gianrica: (pausa) La stessa che penso io?

Reno: (si alza tenendola per le mani) Pu darsi.

Gianrica: (si alza anchessa, timida) Non vorrai

Reno: (tirandola verso la camera) Non vorr

La luce sfuma sui due che entrano in camera da letto

26.scena: Commiato (Reno, poi Fanny e Marito, poi Gianrica)

Gianrica entra dalla camera da letto; come pigiama indossa una camicia di Reno che le fa da camicia da notte corta. Si affaccia alla cucina da cui viene la vivace luce del nuovo mattino. Si stira: distesa e tranquilla. Con un sorriso beato va in bagno. Dopo un minimo intervallo dalla camera esce Reno in pigiama. D unocchiata in giro, si gratta la testa, sbadiglia, poi si gira per entrare in bagno, ma la porta non si apre.

Gianrica: (dal bagno) Occupato!

Reno: (ad alta voce) Scusa! (tra s, canticchiando) Il bagno occupato! Il bagno occupato! E fuori me ne rester! (ad alta voce) Hai dormito bene?

Gianrica: (c.s.) Benissimo!

Reno: Fai con calma. Vuoi che ti prepari la colazione?

Gianrica: (c.s.) Se vuoi! Grazie!

Canticchiando Reno fa per andare in cucina, quando, voltandosi, vede uscire dalla porta della soffitta Fanny, vestita per uscire, ed il Marito. Senza che Reno se ne accorga, Gianrica uscita dal bagno con un asciugamano tra le mani; starebbe per dire qualcosa, ma si trattiene e rimane a guardare. Fanny si fa avanti sino a met scena. Reno la raggiunge. Si guardano.

Marito: Tesoro?

Fanny si volta ed annuisce. Reno pure lo guarda. Il Marito, sorridendo, saluta togliendosi il cappello con un lieve cenno della testa; Reno fa altrettanto. Il Marito si rimette il cappello.

Marito: (rivolto a Fanny, accennando col capo alle scale duscita) Amore?!

Fanny annuisce ancora. Il Marito esce. Tornano a guardarsi con affetto.

Reno: Ti ringr(un cenno di Fanny lo blocca)

Fanny: Lamore non un dono. Tu mi hai dato tanto, io pure. Non avanza niente.

Reno: (pausa) Non so se ci rivedremo.

Fanny: Ci siamo visti(con un lieve sorriso) eccetera. Cosa vuoi di pi?

Reno annuisce. Le prende le mani, gliele bacia; lei, con un dito sotto il mento gli riporta su il viso; si baciano brevemente. Lei si distacca e sincammina verso luscita. Dopo un ultimo sguardo esce.

27.scena: Epilogo (Reno e Gianrica)

Reno prende un respiro profondo, riflessivo, e non sente che Gianrica lo ha raggiunto alle spalle; ella gli pone una mano su una spalla e Reno trasale leggermente. Si volta; fa per parlare, ma Gianrica lo blocca mettendogli un dito sulle labbra. Poi lo bacia abbracciandolo, ricambiata.

Gianrica: (staccandosi) Ho passato una notte bellissima.

Reno: Che coincidenza: anchio. (la bacia, poi si distacca con espressione seria) Senti, devo raccontarti una cosa.

Gianrica: (con un lieve sorriso) E una nuova storia?

Reno: In un certo senso

Gianrica: Non vedo lora che me la racconti. Ma prima

Gianrica lo porta sul divano, davanti al computer; lo accende.

Gianrica: prima dobbiamo completare questa.

Reno: Coshai in mente? Qualcosa di diverso?

Gianrica: Ah, guarda: per adesso mi va benissimo continuare sullo stesso tono.

Reno: Davvero?

Gianrica: Anzi! (con complicit) Anzi Solo che

Reno: che?

Gianrica: Che ne diresti di trasportare il seguito della vicenda in unambientazione diversa.

Reno: Di che tipo? Ah, ho capito! Sul tipo: palme

Gianrica: pesciolini

Reno: spiagge deserte

Gianrica: alghe ondeggianti

Reno: noci di cocco

Gianrica: delfini

Reno: foreste lussureggianti

Gianrica: mante dalle ali infinite

La luce sfuma sui due innamorati.

Sipario

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