Ilsextrasformer
Commedia in due atti
di
Antonio Sapienza
Turri Lifo, febbraio 2018.
Trama:Un uomo, improvvisamente entra in crisi sessualmente. Per chiedere consiglio si reca da un chiromante, il quale, durante la seduta, fa emergere un particolare interesse che uomopotrebbe avere per partner del suo stesso sesso -forse.
Personaggi:
Giulio.. il sextrasformer;
Carla la sua donna;
Arturo.Il chiromante:
Dina.sua assistente;
Giorgio. Il test.
Sul palco ci sar lo studio del chiromante: libreria, scrittoio, poltroncina e divano.Sulle parete ci sono affissi vari diplomi e master che il chiromante ha ottenuto, oltre a delle immagini strane di segni astrali, zodiaci e varie.
Allapertura del sipario, con luci a sinistra, in scena c il chiromante che esamina dei fascicoli. Musica adatta. Dopo un minuto o due, entra in scena da sinistra la sua assistente.
Dina- E arrivato quel cliente, lo faccio entrare?-
Arturo- (correggendola pazientemente) Paziente, Dina, paziente. Si, fallo passare. (e, nellattesa che entri il paziente, Arturo indossa un mantello con disegni di astri, pianeti, stelle e varie, poi si mette in posa seduto nella poltroncine, e aspettacon un sorriso stereotipato larrivo del cliente)-
Dina- (bussa ed entra. Arturo si contraria, ma poi si rassegna e indica la poltrona) Il signor Giulio ( a Giulio, mettendosi da parte) Saccomodi, prego. (luomo entra e Dina se ne va, non prima daver fatto una boccaccia ad Arturo, che fa finta di nulla)-
Giulio- Buon giorno-
Arturo- (alzandosi e andandogli incontro) Buongiorno a lei, saccomodi. ( e indica il divano)-
Giulio - (guardandosi attorno e mostrandosi perplesso da tutte quelle figure) Ecco, forse ho sbagliato indirizzoio cercavo lo studio del psicologo Mattei -
Arturo- che sarei io: Professor Arturo Mattei, chiropsicologo, cartomante, chiaroveggente e divinatorio per vocazione.-
Giulio- Allanima Cio insomma ecco-
Arturo- Al suo servizio: mi dica tutto e io sapr indicare il sentiero della verit.-
Giulio- Ecco, io non ho bisogno n di sentiero n di verit, ma del suo consiglio.-
Arturo- A sua disposizione. I miei consigli li hanno ricevuti alti prelati, presidenti di corte dappello e qualche principe di sangue reale.-
Giulio- (frastornato) Ecco insomma
Arturo- cio. Bene, lha gi detto. Invece mi parli di lei e del suo problema. Perch ce lha un problema, vero?-
Giulio- Forse non un problema (Arturo lo guarda interrogativamente) ma un problemone.-
Arturo- (rasserenandosi) Ah, cos va meglio. (passa al tu) E dimmi, di cosa si tratta? Amore? Denaro? Lavoro? Dimmi, dimmi pure, ma prima accomodati nel divano, disteso. (Giulio esegue) Ecco, va bene cos. E adesso parlami di te.-
Giulio-Professore, forse sono gi morto.-
Arturo (senza scomporsi ) E visto che sei morto, dimmi chi eri.-
Giulio - Chi ero? Ma cosa importa. Io, come uomo sono morto, lo sento. E morto giovane per giunta.-
Arturo- Spiegati. ( chiede pazientemente)-
Giulio- Mi spiego, mi spiego. La vedi questa faccia? essa una faccia da morto. Io vivo solo per vivere, per non fare di un altro uomo un assassino, per non sprecare sette palmi di terra grassa. Mi mescolo, per nascondermi, in mezzo ad altri milioni di morti vivi. Come te!-
Arturo- Come me? Bella questa. E perche`sarei anch'io un morto vivo? -(chiede interessato alquanto della pur strana, ma nuova e affascinante teoria)-
Giulio- Perche` ti ho sentito sai? ho ascoltato, non volendo naturalmente, quello che hai detto a quel minchione che mi ha preceduto. E sono in completo disaccordo sia con lui, che con te. Cio sulla donna come essere sublime! Cio discorsi da morti, trapassati, defunti! Maperche`, secondo te la donna sublime? E perche` solo lei? Ma allora si passerebbe dal sublime della femmina, ai vermi della mia morte! Giusto? Se giusto continuo, altrimenti meglio darsi una coltellata, spararsi, mazzolarsi, ruzzolarsi e amen.-
Arturo- (tranquillo)E` tutto?-
Giulio-No, non tutto, perdiana, aspetta, ti voglio raccontare il sogno che ho fatto stanotte: Ero in campagna, seduto su un tronco d'albero marcio, e mi specchiavo in una pozzanghera. E vidi la mia faccia che si aggrinziva, si spiegazzava, si torceva. Nonsopportando di restare senza viso, decisi di farmi una maschera. La costruii di legno, bella, colorata,come quelle che fanno a Bal, sai? Me la posi in faccia e mi avviai per un sentiero che, allargandosi, mi condusse in una grande citt. E l camminai a lungo, guardandomi attorno senza vedermi, gustando la mia assenza e la mia piena insignificanza. Ma la mia mascherasi ribell a quell'anonimato e volle mettersi in mostra. Quindi civett per la strada e attrasse l'attenzione di alcuni ragazzini, i quali presero a seguirmi e a canzonarmi. Io fuggii, ma essi mi rincorsero: Ero rincorsoda duemila settecento quarantanove ragazzini-satiri. Forse volevano violentarmi? Poi mi raggiunsero e mi picchiarono dicendo, strascicando le parole: Come si permette costui d'essere felice? Ma una maschera , disse uno di loro. Fa nulla rispose un coro di voci bianche che divennero, man manoquerule. E mi fu strappata la maschera e la folla, gridando la calpest. Alcuni, con voce baritonale, rimettendomi la mia faccia vecchia da novantenne, dissero: Ben gli sta! E io vagabondai per il mondo cos. Poi incontrai una giovane donna, la guardai, mi guard, mi girai a guardarla e sbattei la faccia sul palo del semaforo. E la maschera si stacc dal mio viso. Corsi per raccattarla, ma fui investito da una grossa auto che sopraggiunse velocissima. Ci fu uno schianto e rimasi a terra esanime. La ragazza si avvicin a me, mi guard bene e disse: Peccato, un cos bel ragazzo... Fine del sogno. Che ne pensi?-
Arturo - I sogni sono sogni. Sono strani, imprevedibili e contraddittori. Ma il tuo chiaro, almeno per me. Vai a donne, finch sei in tempo. Fai all'amore, perch questo il tuo problema.-
Giulio- Ne sei certo?
Arturo Certissimo. Cercati qualche partner!-
Giulio- Ma io ho gi una donna-
Arturo-che non ti serve-
Giulio- come sarebbe?-
Arturo- Perch tu hai bisogno daltro. -
Giulio- Ma, il fatto d'essere morto?-
Arturo- Morto un papa se ne fa un altro. Eppoi, anche i morti scopano. Anzi, tu hai bisogno daltro o meglio dellaltro-
Giulio Dellaltro?-
Arturo Dellaltro sesso - come il tuo. Tu, per me, per la mia scienza, e per la mia coscienza,sei il prototipo di quello che noi chiamiamo Un sextrasformer -
Giulio Esarebbe?
Arturo (nervoso, poi riprendendosi declama) Sarebbe, sarebbe... uno che volge il disio e intenerisce il coreverso altre mete-
Giulio- (tra se, guardando il pubblico interrogativamente) Costui pazzo da legare. (poi a Arturo, come per assecondarlo) e guadagna altri lidi, seppur vicini, ma lontanissimi dal core-
Arturo Ma che fai lo spiritoso? Guarda che la tua situazione seria, molto seria-
Giulio- Sto di nuovo morendo?-
Arturo No, stai cambiando ma non capisci ancora?
Giulio- Cambiando cosa?-
Arturo-Obiettivo! Genere! Gusto! Ancora non comprendi?-
Giulio- (allargando le braccia) No, non capisco, sono tondo, e allora mi spieghi tutto leimaestro.-
Arturo (rabbonito sentendosi chiamare maestro, poi pomposo) Certo, in sostanza sono un maestro del presente, dellassente e delloccultocon un taglio al passato. Ma basta parlare della mia modestissima figura artistico-professionale-sociale. (tornando in se) Insomma, mio caro, tu ti stai rilevando al mondo comeinsomma vai verso la gaiezzacapiscimi sei quasi gay. Prendine atto: (canticchiandolo) Sei gay, mio caro, rassegnati.-
Giulio- (perplesso) Io sarei gay?-
Arturo- No tu saresti: Sei gay!-
Giulio- Ma se fino a qualche settimana fa ho fatto lamore con la mia donna?-
Arturo- Ci non significa nulla. Insomma, dimmi la verit: Hai mai avuto delle esperienze omosessuali?-
Giulio. Mai!-
Arturo- Va bene. Ma fruga nella tua memoria: Hai avuto chiss, magari qualche contatto occasionale, con uno del tuo stesso sesso?-
Giulio- (facendosi serio e pensieroso) Ora che mi ci fai pensare, qualcosa in passato c stata. Ma era solamente qualchepulsione adolescenziale-
Arturo- E nella maturit?-
Giulio- (reticente) Eccomagari-
Arturo- (spazientito) cio e basta! Parla!-
Giulio- (sobbalzando) Certo, certo eccouna volta Si, ma prima, cio prima forse, a pensarci bene, ci fu una prima voltafu sullautobus ero seduto nel sedile vicino al finestrino e, per ingannare il tempo guardavo i passanti. Intanto il mezzo si affoll e mi si incoll al braccio una persona, un uomo. In un primo momento non ci badai, poi avvertii una pressione particolare al braccio e capii che era il membro di quelluomo che premeva, eppoi pulsava, fino a palpitare. Allontanai il braccio di qualche centimetro, ma quelluomo press nuovamente ed io non seppi pi muovermi -
Arturo -finch il palpito, con grosse scosse non fin, quindi luomo, alla fermata successiva, precipitosamente scese dallautobus.-
Giulio- Gi, fugg via.-
Arturo- - Quindi, dallora in poi
Giulio- No, macch, mai!-
Arturo- Ma nel passato?-
Giulio- Veramente, ad essere sinceri, unaltra volta mi accaduto una faccenda simile. Ma stata robetta, cose dadolescenti.-
Arturo Eccoci al dunque. Parlamene.-
Giulio - Ricordo che una volta, da ragazzino, dal barbiere era un uomo alto e magro- e, quando mi tagliava i capelli, si strofinavanelle mie braccia e capii che egli godeva di questo strofinare, perch mi guardava con aria trasognata , con gli occhi semichiusi e la bocca semiaperta.-
Arturo - Sempre strofinandoti il cazzo nel braccio!-
Giulio - Beh, si!-
Arturo- E tu ci stavi. Perch? Cosa ti tratteneva da mollargli un cazzotto?-
Giulio - Niente. Lasciavo fare e basta sono timido.-
Arturo Ma che timido, forse era proprio il principio della tua metamorfosi.-
Giulio - Il principio? La metamorfosi? Ma che cavolate dici? Se scopavo che era una meraviglia fino a quando fino a quando-
Arturo - fino a quando?
Giulio- Fino a quando, una volta, mentre scopavo con Carla, non facendocela a a venireinsommapensai a una persona, si chiama Giorgio, e mi venne un orgasmo da sogno.-
Arturo- Ma, dimmi la verit, perch sei venuto da me? Non che mi dispiaccia, perch mollerai cento euro alla mia segretaria, ma per semplice curiosit professionale.-
Giulio- Veramente me lha chiesto Carla, la mia donna, di parlare con qualcuno cio con un psicologo o simileMa quanto sono scemo! ( si disse scuotendo la testa). Come un uomo colto, un professionista, uno spirito libero, mi sono ridotto a interpellare un -
Arturo- ( con cipiglio) un?-
Giulio- Insomma un un parapsicologo va bene?- (Arturo fa cenno di si) Ecco. E tutto per dare retta a Carla, che mi ha messo in croce per mesi. Ma vai da qualcuno, mi diceva spesso, vai da un psicologo, da un psichiatra, magari da un chiromante, ma fai qualcosa. E perche` dovevo fare qualcosa? Perche` i nostri rapporti erano, da mesi, assai tesi. Erano tesi, sostenevo io, contorti diceva lei.Contorti, tesi, erano eufemismi per dire impossibili.Erano soprattutto i rapporti sessuali che non andavano bene.-
Arturo-E com'erano questi rapporti?-
Giulio -Da un po` di tempo, erano diventati praticamente impossibili. Hai presente l'inferno e il paradiso? l'estate e l'inverno? il nero e il bianco? la bonaccia e la tempesta? Insomma cos! E perche` erano cos? perche`credo che, come dici tu, stessi sbandando, assai assai. Stavo terribilmente sbandando, e Carla pensava, naturalmente, che ci fosse un'altra donna nella mia vita.-
Arturo -Ma, ora sai che non era altro che il passaggio da una categoria allaltra.-
Giulio- Crede?-
Arturo Credo! E credo anche, che la tua donnase sia accorta che(fa un gesto con la mano per dire: niente?).-
Giulio- Nienteniente non proprio. Forse avr pensato, piuttosto, a qualche blocco psicologico-
Arturo - o qualcosa di simile. Ho capito. Bene, vai tranquillo, a questo mondo c posto per tutte le categorie: etero, omo, bisex e anche trisex-
Giulio- (sorpreso) e chi sarebbero i trisex?-
Arturo- Quelli che fanno il balletto tra una categoria allaltra. Anzi, ti dir di pi: ce pure la categoria degli animalisti.-
Giulio- Animalisti ...nel senso con le bestie?-
Arturo Animali, prego. Si, qualcuno venuto da me per questo motivo.-
Giulio- Pazzesco!-
Arturo- (pontificando) Non ti meravigliare. Le pulsioni sessuali, se non soddisfatte, possono giungere fino a quello. Basta! Non mi fare dire di pi! Segreto professionale! Passa di l e onora la parcella. Addio.-
Giulio- Mi manda via cos? Su due piedi?-
Arturo- E che volevi la carrozza del Senato?-
Giulio- Ma insomma io, cos, resto pi confuso che mai.-
Arturo E la vita, giovane. E la vita.(leggera pausa, occhiata per accettarsi che Giulio non reagisca, poi chiama) Dina!-
Dina- (entrando)Mi dica Maestro (con iromia).-
Arturo- (accogliendo il titolo come cosa dovuta) Accompagna il signore alluscita, poi passa da me. (poi sottovoce) Fatti pagare, e quando sar fuori, fai passare la signora che attende di l.-
Dina OK capo. Subito.
Esce per entrare quasi subito, Arturo, che sfaccendava con i soprammobili dello scrittoio,la interroga con gli occhi, come dire Giulio uscito? Dina afferma col capo, quindi assume laria professionale)
Dina - Saccomodi signora. -
Entra Carla.
Carla- Allora, come andata?-
Arturo- Eh, cara signora, c un problema un grosso problema.
Carla- Non mi faccia spaventare! Di cosa si tratta?-
Arturo- Si tratta (prende tempo) Si tratta di questo: Il suo uomo un sextrasformer (vedendola perplessa) insomma un gay in potenza.-
Carla- Cooosa? Ma che dice? Quello con me scopa da tre anni no, si sta sbagliando.-
Arturo- Lo spero per lei, ma io, con la mia esperienza, sono sicuro al novantanove per cento che gay!-
Carla Madonna mia, ma cosa mi dice? E ora come faccio?-
Arturo- Semplice: se ne trovi un altro!-
Carla- Senta, a parte i sentimenti, quello l mi ha messo incinta.-
Arturo Questo si che un problema. E di quanti mesi, se non sono indiscreto.-
Carla- Di tre mesi.-
Dina-Poverina, che sfortuna-
Carla- Professore, la sua aiutante deve presenziare per forza?-
Arturo- Tra me e lei non ci sono segreti; eppoi siamo anche soci. Tranquilla.
Carla (tentennante) E sia.
Arturo - Comunque, ancora Giulio non ha oltrepassato la linea rossa.-
Carla Cio non ha ancora fattoquello che fanno di solito i gay?-
Arturo pressappoco, ancora non ha varcato la soglia anche se penso che prestissimo lo far.-
Carla-Ma allora c ancora speranza? Si potrebbe fermare?-
Arturo (con fare misterioso) E chi lo sa-
Carla Malei mi potrebbe aiutare a sapere?-
Arturo- Forse potrei, ma le verr a costare molto, molto di pi delle cinquecento euro che mi ha versato per iniziare lindagine.-
Carla Professore, quanto?-
Arturo- Quanto non posso stabilirlo adesso perch devo coinvolgere altre persone che potrebbero permetterci di districare la matassa.-
Carla Non si potrebbe fare a meno di coinvolgere altre persone? Non mi pare prudente.-
Arturo A questo ci penso io. Sono persone fidatissime.-
Carla- Mi rimetto al suo giudizio e quanto mi costerebbero queste, diciamo, collaborazioni?-
Arturo- Cinquecento a testa, pi il mio onorario.-
Carla (tentennando) E salatino, professore.-
Arturo- Ma sono cose delicatissime, cara signora, e la riservatezza costa, e come costa. Bene mi dica una cosa: Il suo uomo ha citato un certo Giorgio, lei lo conosce?-
Carla (sobbalzando) Come? In che senso lha citato?-
Arturo- Nel senso che so solo io-per adesso. Allora chi costui?-
Carla Credo che sia il figlio del mio portiere. E un giovane palestrato, un gran rubacuori -
Dina- Scusi, ma il suo condominio quello di via Gioberti?-
Carla Si, perch?-
Dina- Come perch? Perch Giorgio il mio ragazzo!-
Arturo Ma va-
Carla- Che combinazione(imbarazzata)-
Arturo - (pensoso) Forse una casualit da volgere in nostro favore. Vede signora, Dina unesperta nel risolvere questioni di cuore. Certe volte ci mette tutta lanima e qualche volta il corpo, quindi mi viene unidea certo, si pu fare.-
Carla Fare cosa?-
Arturo- Fare un esperimento diretto ad accertare definitivamente il vero- diciamo-il vero verso del suo uomo. Dina, credi che il tuo tesoruccio sia disposto a darci una mano e qualcosaltro, in questa intrigata storia?-
Dina- Credo di si: certo dipender dalla pecunia ( e fece il cenno con le dita riferendosi al denaro).-
Arturo Signora?-
Carla- (esitando) Daccordo, ho un figlio da tutelare, io.-
Arturo- Allora tutto stabilito: Cinquecento a testa e si parte.-
Carla (poco convinta ) e si parte-
Arturo Ah, ancora una cosetta, mi parli di lei.-
Carla Di di me? E perch?-
Arturo- Signora o lei si fida o non si fida. Scelga che ancora in tempo.-
Carla (martoriandosi le mani) Si certo. Ecco: Sono insegnate, ho trent'anni, nubile, emancipata.-
Arturo- Sessualmente soddisfatta?-
Carla- Fino a qualche mese fa, si.-
Arturo - Ed ora?-
Carla - Ed ora.. ma lo sapete meglio di me com' Giulio, no?-
Arturo- (passeggiando) E mi dica, nelle more- diciamo - ha mai fatto qualchescappatella con qualche altro uomo?-
Carla- Professore, non credo che-
Arturo Signora, lei non deve credere a nulla,mi deve solo rispondere con sincerit.Allora?-
Carla Beh, diciamo una volta sola.-
Arturo E con chi?-
Carla- Beh, adesso sta esagerando, mi scusi, sa; ma sta ficcando il naso nelle mie faccende private.-
Arturo- Ma lo vuoleveramente a questo Giulio?-
Carla - Lo vorrei...-
Arturo E allora mi risponda.-
Carla- Con un giovane palestrato.-
Dina- Giorgio? Nooo.
Carla- Giorgio, si!
Dina- Che grandissimo figlio di(viene interrotta dal gesto di Arturo)buona donna. Ma guarda un po. E mi dica madama come lha circuito il palestrato?-
Carla- E stata una pazzia improvvisa.-
Dina- Cio?
Arturo- I particolari sono insignificanti. Dina, basta cos.-
Dina- Ma io voglio sapere se possibile.-
Arturo- Signora, possibile?-
Carla- Beh, visto che ci siamo. Il suo palestrato, un giorno salito su da me per portarmi una raccomandata, mha trovata un po in deshabill-
Dina- E, mannaggia a m, s fatt il mio ragazz!-
Arturo- Dina, non ti sapevo cos gelosa.-
Dina- Macch gelosa, sono solamente incazzatame lo avesse magari detto-
Arturo- Vabb, non te lha detto. Il figlio potrebbe essere del palestrato, e quindi la situazione cambia un poco. Fine. Chiuso incidente.
Carla Ma che chiuso e chiuso. Quellapazzia, fu un mese fa, io sono incinta di tre mesi, quindi
Arturo- Ah, si? Allora punto e accapo. Quindi torniamo a noi. Dunque, siccome ho il quadro della situazione in mano, e immagino gi tutto, ecomprendo anche che( detto velocemente) bisogna attivarsi. Allora, signora, visto che lei ci tiene al suo uomo, tentiamo una, come dire? una cura drastica: Lei inviter a casa sua, Giulio,Dina e Giorgio-
Dina- Come, come?-
Arturo- Dina, stiamo solo lavorando. Calma. Dunque, signora, lei li inviter , diciamo a cena, poi, con una scusa, chessoio magari le arriva una telefonata- che farei io- ma lei dir che si tratta di -
Carla- Di miamadre, credibile.-
Arturo Perfetto. Allora sinventi una scusa per usciree li lascer soli. A questo punto interverrebbe, con la sua grande arte, Dina che potrebbe organizzare un diciamo- incontro a troi-
Dina- sempre per lavoro-
Carla- Ma insomma, proprio a casa mia?-
Arturo- Certamentecertamentelesperimento pi credibile, no? e, quindi, se sono rose fioriranno -
Carla E va benema se queste rose non dovessero fiorire? O fiorire in senso contrario al nostro intento?-
Arturo In quel caso, vuol dire che ci vorr allora una lezioncina per codesta personcina.-
Carla- E quale sarebbe?-
Arturo- Questa. ( e si avvicina e parla a Carla nellorecchio)-
Carla (scandalizzata)Ma brutale!-
Arturo - E la lezione che danno in carcere ai tipi come lui che non sottostanno alle regole. E` normale, non si preoccupi,nessun pericolo per la salute-
Carla- Sarei perplessa-
Arturo- E allora vada , e si tenga la sua perplessit.-
Carla- Ma cercate di capirmi...-
Arturo - E appunto perchla capisco che le consiglio le manieri forti... Naturalmente il piano B scatterebbe se il soggetto da trattare non gradisca e accetti le, per cos dire,buone maniere.-
Carla- Preferire che il piano B non scattasse; e che questo incontro a tre, dimostrasse che fosse lei ad essersi sbagliato, nellemettere il suo giudizio; e che Giulio,invece, si sia comportato come un maschiocon solo un po in crisi e basta.-
Arturo- Lo spero per lei, signora.-
Carla-CertamenteE per le persone giuste, per laltra eventualit, ci pensate voi?-
Arturo- Niente affatto, ci penser lei, anzi i suoi assegni. (e indic Dina).-
Carla Ah, sempre loro? (gesto affermativo di Arturo) Ho capito. Allora per quando?-
Arturo - Per quando deciderlei. E, comunque,per sua grande tranquillit, le dico con assoluta lealt, che si proceder, come le ho gi detto, secondo il piano demergenza, ovvero piano B., solo ed esclusivamente dopo aver provato tuttele variegate e azioni comprese nellarte amatoria, di cui i miei assistenti sono maestri- intese a raggiungere agevolmente allobiettivo previsto: Scopare!
Carla Con chi, di grazia?-
Arturo Diciamo o con luna o conlaltro. Io penso con luno.-
Carla- (poco convinta, esitante) Io spero con laltra. E va bene.Arrivederci allora. Ah, quanto?-
Arturo- Cinquecento, grazie.-
Carla- Per tutto?-
Arturo- Per il mio onorario, s'intende. Le altre cose non mi riguardano.Buongiorno. Dina? (come per dire: accompagnala e farti pagare la parcella.-
Dina- (con occhiata da complice) Ok. Signora, mi segua-
Carla e Dina escono; mentre Arturo, contento, si strofinale mani.
Tela
AttoII
Sulla scena stato ricostruito il salotto dellappartamentodi Carla.
In scena c Carla che passeggia nervosamente e Giulio, che sta languidamente seduto sul divano.
Carla-Ti sei fatto pregare quasi come un santo, ed eccoti qua, finalmente.-
Giulio- Mamma chiama, picciottov. Di che si tratta?-
Carla- Niente di particolare. Siccome ho invitato a cena una mia amica e il suo ragazzo, ho pensato di invitare anche te, per fare coppia.-
Giulio- Ma che brava, mi inviti come per fare il quattordicesimo a tavola, ma bene.-
Carla- Va b, anche per quello, almeno, visto che non ci vediamo per qualcosaltro da almeno tre settimane. Allora ti sta bene? Posso?-
Giulio - Certo che puoi... scusa. Potrei sapere se conosco i tuoi ospiti?-
Carla- (con finto entusiasmo) Ma certamente. Sono Dina e il suo ragazzo Giorgio.-
Giulio- (sobbalzando) Dina chi? Laiutante del chiromante e Giorgio il figlio del portiere?-
Carla- Si, stanno insieme da mesi.-
Giulio- Ah, si? (si fa attento) E. come mai questo invito?-
Carla- Beh, con Dina ci siamo conosciuti nello studio del chiromante, quando andai a chiedere informazioni per te, poi ci siamo riviste dal parrucchiere e tra un discorso e laltro, abbiamo deciso di frequentarci. Ed ecco il mio invito a cena. Contento?-
Giulio- (pensieroso) Per me-
Carla- Certo, per mi potevi anche informare di com andata la visita dal chiromante.-
Giulio- Te laccennai per telefono. Mi ha fatto una diagnosi pazzesca. Mi ha detto, tranquillamente, che sto diventando un sextrasformer, come dire: gay.-
Carla- E tu che ne pensi?-
Giulio- Penso che, forse, ha ragione.-
Carla- Ne parli con distacco, come se la cosa non ti riguardasse.-
Giulio- E che faccio? Mammazzo? Si dice: morto un papa se ne fa un altro. E io morto il sesso femminile mi rivolgo al maschile-
Carla- singolare e plurale. Ma come sei diventato fatalista. Non ti fa senso andare con un uomo?-
Giulio- Senti, ancora non ci ho provato a lanciarmima provveder presto. Mi va a genio una certa persona e credo che questa sera la incontrer.-
Carla- Ti riferisci a Dina?-
Giulio- No, a Giorgio.-
Carla sta per ribadire, quando si ode il campanello e la donna va ad aprire.
Carla- Eccolilupus in fabula (aprendo) Oh, carissimi, che piacere, venite, venite, entrate.-
Giorgio- (indossa jeans attillati, maglietta a maniche corte aderente)Buuuonaseeera.-
Dina- Buonasera.-
Carla- Conoscete Giulio?-
Dina- Ma certo, ciao Giulio, come va?-
Giulio Ciao Dina.-
Giorgio- Piaceeere...(languido)-
Giulio- tutto mio. (radioso) -
Carla- Bene, sedetevi, mettetevi comodi, fate conoscenza e intanto vi preparo un aperitivo.-
I tre si seggono nel divano e faranno, a soggetto, tutti i movimenti per far si che Giorgio sieda vicino a Giulio. Essi faranno anche gesti appropriati e sguardi allusivi. Sempre con moderazione.
Carla- Ecco gli aperitivi, servitevi, io preparo la cena.-
Dina- Ti aiuto. ( si alza e segui Carla che esce, facendole un cenno dintesa).
Giorgio e Giulio, sono rimasti seduti nel sof e degustano laperitivo, non senza darsi significative occhiate.
Giulio- Dimmi un po Giorgio, ma dove ti alleni per farti questi muscoli?-
Giorgio- Alla palestra Albatros, della quale sono socio fondatore.-
Giulio- Beato te, che puoi coltivare il tuo fisicostatuario.-
Giorgio- Perch tu non puoi?-
Giulio- Sai, coi miei impegni di lavoro, tempo per occuparmi del mio fisico non ne trovo.-
Giorgio- Ci vuole buona volont, costanza, impegno, e i risultati si vedranno.-
Giulio- Fammi sentire questi risultati? (gli palpa i muscoli del braccio) Ma che belli, sono sodi, forti. Un vero capolavoro della natura.-
Giorgio- (stando al gioco che si proponeva di portare avanti) Trovi? E guarda che muscoli delle cosce. Tocca, tocca!-
Giulio- (incerto, poi timidamente tocca la coscia) Che duri?-
Giorgio- Ti piacciono lecose dure?-
Giulio- Ancora non lo so, non ho provato.-
Giorgio- E vorresti provarlo?-
Giulio- Forse.-
Entrano le donne con dei vassoi colmi di cibo. Saccorgono del palpeggiamento e hanno reazioni differenti: Dina di soddisfazione, Carla di contrariet.
Dina- Ecco laceeena. (la sistema sul tavolino)-
Giorgio- Finalmente, ho una fame (avventandosi sul cibo).-
Carla- Lappetito non gli manca.-
Dina- Lui ha sempre appetito (allusiva).
Giulio- (contemplando Giorgio) Beato lui-
Carla Metto un po di musica.-
La cena continuer per qualche minuto con movimenti degli attori a soggetto. Potrebbe esserci una musica adatta .
Carla (guardando significativamente Dina)Che si fa?-
Dina- (facendo segno daspettare, si rivolge a Giorgio) Che si fa?-
Giorgio- (facendo capire che ha compreso, alzandosi) Guarda Giulio, da quella finestra si vede la mia palestra, forse potrebbe interessarti.-
Giulio- (seguendo Giorgio) Vediamo?-
Dina- Carla, dovrebbe arrivarti la telefonata di Arturo.-
Carla- (guardando lorologio, con indifferenza) Penso di si. Senti Dina, quando arriva la chiamata io far finta duscire, e mi nasconder in cucina. La stanza da letto quella (indica la porta a sinistra), Se avrai bisogno di qualcosa chiamami sottovoce. Va bene?-
Dina- Tutto ok.-
Carla- Dina, mi raccomando, decisione s, ma delicatezzainsomma:prudenza.-
Dina- Stai tranquilla, siamo professionisti seri. (suona il telefonino di Carla) Carla rispondi!-
Carla- (con rassegnazione) Pronto? (poi a voce alta, facendo cenno di complicit a Carla) Mamma, ciao. Dimmi. Ha sei senza le pillole per la pressione? Si, si, dammi cinque minuti e vado a prenderteli. Si, si, Ciao. (chiude la conversazione, poi a Giulio) Giulio, io devo andare in farmacia, mamma ha di nuovo scordato i medicinali. Tu sii gentile, fai compagnia ai miei ospiti, io faccio un salto in farmacia compro i medicinali e li porto a mamma. Voi amici, mettetevi comodi, fate come se foste a casa vostra. (prende le chiavi ) A tra poco. (esce)
Dina- Che brava padrona di casa(intanto si avvicina a Giorgio e lo bacia. Giorgio ricambia appassionatamente. Giulio rimane interdetto. Dopo Dina si avvicina aGiulio e lo bacia. Giulio non reagisce e Giorgio lo sospinge ad abbracciare Dina. Gli attori, a soggetto dovranno fare i gesti appropriati per coinvolgere Giulio, poi Dina, aprendo la porta a sinistra) Guardate che bella camera da letto.-
Giorgio- (dopo la piccola ammucchiata e sbirciando la camera) E se andassimo di l? (indica la camera)-
Dina- Splendido. Che grande idea. Andiamo Giulio, ti voglio spolpare per benino.-
Giulio- (perplesso) Veramenteio-
Giorgio- (abbracciandolo dolcemente) Dai, andiamo di l, vedrai, ci divertiremo noi tre.-
Giulio Nnoitre?-
Dina- Esatto. Amore a troi!-
Giulio- Veramente ionon saprei.-
Giorgio- (insieme aDina, sospingendolo) Ma va, timidone (escono a sinistra).-
Si udranno gridolini e risate provenienti dalla camera da letto, intanto rientra Carla, che, in punta di piedi va ad origliare dietro la porta. Lattrice, a soggetto, secondo ci che si sente, mimer la situazione commentandola a gesti. Musica adatta. Dopo qualche minuto entra in scena Giorgio, in boxer vecchio modello.
Giorgio- Carla mi serve unpo di burro, presto!-
Carla- (perplessa) Burro??Susubito (va in cucina e porta un panetto di burro e lo porge a Giorgio) Eccolo, ma a che ti serve?-
Giorgio ( rientrando in fretta) Stretta la porta, larga la via-
Riprende la scena di prima, con Carla che origlia dietro la porta. Poco dopo entra in scena Dina.
Dina- Presto Carla, una candela!-
Carla- Non so se ce lho.-
Dina- Anche una stearica, ma presto!-
Carla- (esce e rientra con una grossa candela) Questa va bene?-
Dina- Perfetta! (esce di corsa).-
Scena come sopra. Rientra Dina tutta agitata.
Dina- Carla! Mi serve un bastone,quello che abbiamo con cordato per il piano B.-
Carla- Il manico di scopa?-
Dina- Benissimo, sbrigati, per.-
Carla (va in cucina e rientra con loggetto) Mi raccomando, per con delicatezza.-
Dina-Niente paura, siamo professionisti.-
Riprende la scena di prima. Questa volta si ode Giulio strillare. Carla sorpresa, prima indietreggia, poi decisamente si lancia in avanti spalanca la porta della camera da letto, vede la scena e interviene.
Carla- Brutti bastardi, ma come lo state conciando? Togliete subito quel bastone! Dammi qui! Lasciatelo! Anzi, andate via di qua. Andate a farvi fottere. Fuori! Capito?-
Esce Giorgio, sempre in mutande vecchio tipo, timoroso, cammina rasente il muro, verso la porta. Poi entra Dina, discinta.
Dina- Ma che cazzo ti prende? Carla? Questo il piano B!-
Carla- Te lo do in testa il tuo pano B. Vergogna, sadici criminali, lo stavate uccidendo! Fuori o chiamo i carabinieri!-
Dina- Ma Arturoil piano B., e i quattrini-
Carla- Ad Arturo e al suo piano B ci penseranno le guardie : In quanto ai soldi, sarete voi a darmeli, perch vi denunzio per violenza privata e carnale. Fuori!-
Dina- Ma siamo mezzi nudi.-
Carla (prendendogli i vestiti, intanto che i due escono dalla comune. E buttandoglieli addosso) Prendete i vostri stracci! E vestitevi fuori! (sbatte la porta, poi si avvicina a Giulio, che entrato in mutande e canotta, mezzo malconcio) Giulio, caro, come stai?-
Giulio- (facendo il vezzeggiato e stringendosi le chiappe ) Mi hanno fatto male, tanto male.-
Carla- Vieni caro, siediti, ti faccio un massaggino?-
Giulio- (c.s.) Come vuoi, ma fai pianino. (si siede con difficolt)-
Carla (massaggiandolo tutto) Oh caro, caro, come ti hanno ridottoma ora ci sono io che mi prender cura del mio tesorino Stai meglio caro?-
Giulio- Si, adesso sto meglio, ma non posso stare seduto bene mi fa male laparte.-
Carla- Vuoi che te la massaggio?-
Giulio- Se non mi fai male-
Con gesti adeguati, Carla consola Giulio e, intanto, saggia la sua reazione. Due minuti, musica adatta.
Carla- Sai Giulietto, ti devo dare una notizia.-
Giulio- (c,s,) Buona o cattiva.-
Carla. Buona. Stai per diventare padre.-
Giulio Ah, si? (poi ci ripensa e balza in piedi) Padre???-
Carla- Siediti. (Giulio esegue) Sono incinta di tre mesi.-
Giulio (c.s.) Tre mesi??? Com possibile???-
Carla- Siediti. Si, possibile.-
Giulio- (c.s.) Ma sela cosala- (fa cenno come dire, ma la pillola?).-
Carla- Siediti. Qualche volta non funziona.-
Giulio E ora che si fa?-
Carla- Si aspetta.-
Giulio- Cosa?-
Carla- Che si compiano i mesi.-
Giulio- Nove?-
Carla- Cos credo che sia.-
Giulio-Ah, si? E cosa vorresti da me?-
Carla- Come cosa vorrei? Ti d una notizia simile e tu mi rispondi cosi`? Ma che uomo sei?-
Giulio Si, cio noinsomma sono un uomo a met, dovresti saperlo ormai. (con molta infelice ironia)-.
Carla- Ma bastata quella met virile, a combinare il fattaccio.-
Giulio - Questa si che bella! (alzandosi e mettendosi a passeggiare nella stanza) Accidenti questa davvero bella. Quando accetto finalmente la condizione di diverso, ecco che mi ritrovo padre. Che buffo!-
Carla - L'hai accettata definitivamente quella condizione?(quasi con noncuranza).-
Giulio- Ho accettato il principio, la metamorfosi, lessere un sextrasformer. (come se annunziasse una vittoria)-
Carla- Il principio? La metamorfosi?Sextrasformer? ma che cavolate dici? Cosa ti ha messo in testa quel balordo di Arturo? Con me scopavi che era una meraviglia fino a quando fino a quando-
Giulio Fino a quando non ti mettesti in testa la psicanalisi. Sai cosa ti dico? se non mi avessi convinto a farmi analizzare da questo e da quello, a consultare maghi e simili, se non fossi stato quasi costretto, forse non avrei mai trovato il coraggio di uscire allo scoperto. Certo, non credo che sarei riuscito, come dire? a rivelarmi al mondo. Ora frequenter nuovi amici, tranquillamente, e senza nascondermi, sar sereno, ormai.-
Carla- Senti, a me questa tiritera non interessa. (nervosa). Anzi, no! Voglio sapere se, prima di metterci insieme e scoparetu sei stato a farti sbattere da qualche maschiaccio!-
Giulio- Sei sempre pi volgare! Comunque ti tolgo il dubbio: No!
Carla- Bene. E adesso voglio solo sapere come intendi regolarti di fronte a questo fatto imprevisto.-
Giulio- Hai finito con questo imperativo? voglio sapere? oppure no?
Carla- La finisco, la finisco. Ti pregoDai rispondimi.-
Giulio- Fammici riflettere, dopo ti dir.-
Carla- Quanto vuoi riflettere? Ti bastano sei mesi? Perche` fra sei mesi, volenti a nolenti, questo nascer. (e si tocca significativamente il ventre)-.
Giulio- Ma... deve nascere per forza.(con finta noncuranza.)-
Carla- (furibonda) Alla facciazza tua si! -
Giulio- Va bene, va bene, calmati... ho detto tanto per direse lo vuoi...-
Carla- Non esatto. Insomma, io il bambino lo voglio; eppoi, sono gi incinta di tre mesi, e anche ammesso che non lo volessi, sarebbe gi troppo tardi perperInsomma Giulio! Cazzo!!!-
Giulio- Scusami, tanto per sapere, senza volerti accusare: ma perche` non ci hai pensato prima?-
Carla-Il ciclo. E stato il cicloirregolare, che mi ha fregato. Quando mi sono accorta dei ritardi sono andata dal ginecologo, ma ormai era troppo tardi per qualsiasi altra eventualit.
Giulio- Ed frittata. (allusivo) Il ciclo irregolare o la pillola dimenticata...-
Carla- Ehi, cosa stai insinuando, cretino! Io ti ho voluto solo informare perche` mi sembrato giusto farlo infine sei il corresponsabile. E comunque, io sono disposta a continuare da sola, sai? Mica ho paura di ci che dir la gente. E, per i quattrini, sai che non mi mancano. Ho il mio lavoro.-
Giulio- Lo so, lo so, sei emancipata, ma per favore, lasciamici pensare almeno un po. Mica per male. E`... che sono sorpreso, confuso. Non voglio certo abbandonarti...capiscimi.Ma quando ti arriva, tra capo e collo, la notizia che sarai padre... insomma non sono cose che capitano tutti i giorni, perbacco.-
Carla-Ti capisco. Scusami, sono stata brusca.-
Giulio- Ma no, che dici...(con aria sognante) Un bambino, ehun bambinoper(esultante) che bellogi mi vedo con tra le braccia un pargoletto da cullare, da accudire, da vezzeggiareMi sembra un sogno dovermi occupare di un esserino piccolo piccolo, indifeso, fiducioso( a Carla) Me lo permetterai vero?-
Carla- Certo che si, caro. Tu sarai un tenerissimo pap e io una mammina felice.-
Giulio- Epotr fargli anche il bagnetto?-
Carla- Certamente.-
Giulio- Potr preparargli la pappinaimboccarlosbaciucchiarlo?-
Carla- Ovvio, sei suo padre, tranquillo nella normalit.-
Giulio- La normalit (resta pensieroso) e la rivelazione, eil sextrasformer?-
Carla- Al diavolo il sextraformer, quella sicuramente uninvenzione di Arturo! In quanto alla rivelazione, lui s che si rivelato, s: ma un imbroglione!-
Giulio- (resta indeciso, va a destra, poi a sinistra, infine, preso dalleuforia saltellando) Sar pap sar papmizzica che notizia!-
Carla Che caro(intenerendosi )A proposito, ti fa ancora male? (alludendo al sedere delluomo)-
Giulio- Un pochino. Certo,ma se mi massaggiassila parte offesa(vezzeggiato).-
Carla- Volentieri, amore. (Lattrice proceder coi massaggi, ma, pian pianino li far sempre pi audaci, poi si accorge che Giulio reagisce bene, e, soddisfatta ed esaltata, lo colma di carezze).-
Giulio- (seduto nel divano verso il pubblico, si agita sensibilmente, poi si guarda tra le gambe, alza la testa, guarda il pubblico sbalordito, poistringele gambe mettendosi le mani sulle parti intime, poi, ancora, guardando il pubblico, sbalordito) Oh Dioche mi succede?-
Carla- (che ha visto leffetto delle sue carezze, lo fa alzare delicatamente e lo guida verso la camera da letto) Un miracolo!!! (rivolta al pubblico, poi a Giulio)Vieni con me amore.-
Giulio- (seguendola e dando timidamente le spalle al pubblico, e con le mani sempre sulle sue parti intime)Dove mi porti? (detto infantilmente)-
Carla- (sulla soglia della camera) In Paradiso. ( e lo fa entrare, poi lo segue, ma sulla soglia si volta verso il pubblico, fa locchialino e un gesto con le dita della mano e, poi del braccio, come per dire: finalmente tutto a posto).
Tutta la scena di cui sopra, dovr avvenire con una musica adatta, mentre il sipario lentamente si chiude.
Fine


