Il signore di Tebe


IL SIGNORE DI TEBE

Commedia in un atto

di ANDREA DELLO SIESTO

PERSONAGGI

MARGHERITA MEMPHIS

La Contessina PRIMAROSA

II Professor MEMPHIS

ROMOLO AVETA

FRANCESCO ABATE

GIUSEPPE CUOMO

LUCIANO, segretario

Commedia formattata da

(Il gabinetto del prof. Memphis lai secolo Giovanni Altea!,'celebre indovino, detto il Signore di Tebe'. Arnesi del mestiere. In scena il prof. Memphis. Sta terminando la lettura della cronaca. Dopo pochi secondi piega il giornale e suona il campanello. Appare dalla comune il Segretario).

Il Segretario - Comandi, professore.

Memphis - La vestaglia (giocherella colla clessidra).

- (Il Segretario esce a sinistra per ritornare con una vestaglia di seta nera, ricamata con simboli multicolori).

Memphis - (indossa la vestaglia aiutato dal Segretario) Chi c' in anticamera?

Il Segretario - Il signor Abate, mercante di cavalli, la contessina Primarosa, uno sconosciuto e le solite comparse.

Memphis - Appena suoner farai passare Abate. (Il Segretario si avvia). Luciano...

Il Segretario - Comandi...

Memphis - La signora... ti ha ancora domandato nulla?

Il Segretario - Nulla.

Memphis - Mi raccomando... Cerca di comprendermi. In citt tutti mi credono' un grande indovino, un profeta, ano scienziato...

Il Segretario - Proprio cos...

Memphis - Questa mia fama, questa abilit tanto decantata, son l'unico mio patrimonio, tutto il mio ascendente... Margherita una donna semplice... Io ai suoi occhi appaio come una specie di mistero, di potenza occulta... Il mio dominio sul suo animo, la mia attrazione sono tutti nella originalit della mia professione.

Il Segretario - Ben detto... I suoi trucchi sono proprio originali...

Memphis - (severo) ' Ti proibisco di usare questo banalissimo vocabolo...

Il Segretario - Gi! qui dentro i trucchi vengono chiamati raffinatezze tecniche...

Memphis - Basta, basta... E fissatelo bene in mente: la signora non deve mai conoscere in che modo io svolgo il mio lavoro.

Il Segretario - Stia tranquillo...

Memphis ; - E' una raccomandazione molto importante... Il mio segreto appartiene solo a te... Se ti comporterai a dovere, fra sei mesi avrai l'aumento...

Il Segretario - Mi comporter come un sordomuto... Nessuno conoscer i suoi trucchi.

Memphis - E dagli...

Il Segretario - Pardon... Le sue raffinatezze...

- Memphis (breve pausa) Adesso introduci il signor Abate.

Il Segretario - Bene. (Esce dalla comune).

- (Memphis siede alla scrivania, assume una posa importante e suona il campanello. Appare dalla comune Francesco Abate. Cinquant'anni, tipo del mercante).

Abate - ( di natura timida, ma reso ancora pi timoroso dal mistero dell'ambiente. Guarda in giro un po' confuso, un po' meravigliato) Buon giorno.

Memphis - (accogliente) S'accomodi.

Abate - (sedendo alla poltrona) Non so se il segretario le abbia detto..; Giorni or sono mi fiss la seduta per oggi.

Memphis - S... Non potetti riceverla... Stavo poco bene.

Abate - Avevo urgenza di vederla, parlarle., Son tanto preoccupato!

Memphis - Ha ragione! (Imperativo) A me gli occhi... Mi fissi... Si concentri sul suo cruccio.

Abate - (esegue come ipnotizzato. Guarda Memphis).

Memphis - Fisso... (mostra una grande tensione nervosa) ... A me il polso... (lo prende tra il pollice e l'indice). Chiaro... C' di mezzo una donnina... Ex ballerina... (guarda in alto) Vedo, vedo, vedo... la cupola di San Pietro... Roma... Vedo, vedo... vedo un giovanotto di ventisei anni che sciupa biglietti da mille... Che vorr dire? (guarda in alto) Una ballerina, un giovane, delle banconote... (D'un fiato) Chiarissimo! Suo figlio, a Roma, sperpera del denaro con una ex ballerina!

Abate - (impressionato) Numi santissimi! Come ha fatto?

Memphis - Mio caro amico... Queste sono bazzecole.... Mi dia la sinistra... La stenda il pi possibile.

Abate - (esegue, ansioso) Cosa, cosa vi legge?

Memphis - Poca dimestichezza con l'acqua e col sapone.

Abate - E' il mestiere... Le bestie sono sempre impolverate.

Memphis - (lava la mano di Abate con un batuffolo imbevuto d'acqua di colonia) Le piccole pieghe, le ramificazioni, hanno il loro significato, la loro importanza. (Guarda la mano) Cinquant'anni compiuti!

Abate - Magnifico!

Memphis - Non m'interrompa... (Guardando la mano) Costellazione del Leone... Nato nel mese di luglio, giorno ventiquattro.

Abate - Fantastico!

Memphis - Silenzio! (Guardando la mano) Quattro figli... Due sono...

Abate - No... Le femmine sono tre.

Memphis - Non m'interrompa! Dicevo che due sono pi piccoli degli altri due...

Abate - Questo mi sembra naturale.

Memphis - E' naturale, ma va precisato per le successive deduzioni... Mi lasci argomentare. (Tra s) Pi piccoli, non gemelli, quindi quattro parti. Numero pari.Quattro a quadrato, sedici, diviso tre fa cinque, col resto di uno, il primo... Il primo senza numeri doppi alla coda, senza appesantimenti... E' chiaro: il suo primogenito ha un destino favorevole.

Abate - Se mi ha appena scritto' che vuole ammazzarsi!

Memphis - . Storie!... Semplici minacce per spillarle dei quattrini! (Guardando la mano) Cavallo, cavallo baio... Tremiladuecento... Ultima vendita.

Abate - Superbo!... Basta, basta, son convinto... Mi dica, copie devo regolarmi con mio figlio a Roma? (Appare il Segretario dalla comune).

Il Segretario - Scusi, professore... Hanno portato questa lettera per lei.

Memphis - Qua... (Apre la lettera... legge... impallidisce... gesticola, gira per la sala, come fuori di se) Mascalzoni, farabutti!... Impossibile... E se fosse vero?... (Ad Abate) Abbia pazienza, torni un po' ih anticamera.

Abate - Ma noi non abbiamo finito... Mio figlioProfessore, io sono qui' per mio' figlio...

Memphis - (confuso) Ha ragione... Mi scusi; urgente... Torni in anticamera... La far richiamare.

Abate - Lei cos pallido... Per amor di Dio, cosa le accade?

Memphis - (padroneggiandosi) Niente, niente... Tra poco la richiamer... Abbia la cortesia... (mette la lettera in lasca).

- (Abate esce dalla comune).

Memphis - So che tra i tuoi amici hai un poliziotto privato... Lavora lontano di qui?

Il Segretario - No... Il suo istituto Il Fiuto a pochi minuti di autobus.

Memphis - Telefona... Fallo venire subito qui.

Il Segretario - (forma un numero) Pronto? Parla Il Fiuto ?... Vorrei parlare con Romolo Aveta... (Pausa) Caro Romolo. Sono io, Luciano... Vieni da me, subito... E' urgentissimo. Via Roma, diciannove... Grazie. (Aggancia il microfono) Cosa le accade?

Memphis - Nulla, nulla... Piuttosto dimmi: il tuo amico veramente bravo, serio, discreto? E' uomo che merita fiducia?

Il Segretario - Cieca! Si figuri che tutti i mariti si servono di lui per sorvegliare le loro signore... E' un uomo che conosce a memoria tutte le adultere della citt.

Memphis - (sorpreso) Cosa... cosa vorresti insinuare?

Il Segretario - Nulla... Dico solo che il mio amico molto segreto. Non ho mai potuto strappargli una confidenza sul suo lavoro.

Memphis - Se tace fa bene... Non so cosa ti possa importare delle disgrazie altrui.

Il Segretario - Oh... Per la verit non me ne importa proprio nulla... Sono notizie che di tanto in tanto fa piacere a sentirle.

Memphis - (breve pausa) Vagli incontro... Star per arrivare... Fallo passare di l - (indica a sinistra. Il Segretario esce dalla comune. Memphis prende la lettera dalla tasca e la rilegge) Farabutto... Mascalzone... E se vero?... (Sospira) Se avessi veramente il potere divinatorio!

- (Appare dalla sinistra il Segretario).

Il Segretario - Ecco. Romolo Aveta. (Appare dalla sinistra Romolo Aveta. Trentanni. Tipo caratteristico).

Aveta - (presentandosi) Romolo Aveta de Il Fiuto .

Memphis - (al Segretario) Lasciaci soli. (// Segretario esce dalla comune). Mi dica... E' vero che molti uomini si servono di lei per...

Aveta - (dandosi delle arie) Corbzzoli. S'intende. Io sono specializzato nei pedinamenti alle signore.

Memphis - E... lei saprebbe accertare, in maniera inconfutabile, se una donna incolpata innocente?

Aveta - Se incolpata... non innocente.

Memphis - Mi spiego... Una signora pu essere una buona conoscente, una buona amica di qualche uomo... qualche giovane. Pu accadere che si rechi con lui a passeggio, in tram, in automobile, o altrimenti: pu darsi perfino che vada con lui in qualche locale chiuso e non avere nulla da rimproverarsi... Le mai capitato un caso del genere?

Aveta - Mai... E' scientificamente inverosimile.

Memphis - Lei crede?

Aveta - Corbzzoli... (Breve pausa). Intendiamoci. La donna non trova mai niente da rimproverarsi... E' invece il marito che di solito' ha qualcosa da ridire.

Memphis - (pausa) Lei avr compreso che io ho bisogno dei suoi servigi...

Aveta - Oh, professore! Ne sono onorato, lieto. Una celebrit come lei! Non mi giudichi indiscreto: ih che ramo? Affari, sorveglianza di debitori, imeno?

Memphis - Poco fa, mentre lavoravo ho ricevuta questa lettera... Legga.

Aveta - (legge ad alta voce) Conosco una signora - moglie d'un indovino - che gira di buon'ora - col proprio damerino. Morale: Il celebre indovino, naturale, soltanto i fatti suoi conosce male! . (Pausa). Corbzzoli!

Memphis - E' anonima e dattilografata... Una voce mi dice che la lettera ha molta importanza, un'altra mi suggerisce di non darvi peso.

Aveta - II peso d'una anonima varia dal grammo alla tonnellata. L'autore di questa lettera ha una certa istruzione... I versi sono discreti... Non vi sono errori... Vediamo un po'... Lei ha nemici?

Memphis - Non ho mai fatto del male... Ma io vivo, mi muovo, progredisco, quindi suscito delle invidie.

Aveta - Giusto... E la signora in armonia con tutte le sue amiche?

Memphis - Non so... Non so nulla... (Con sconforto).So soltanto che sto soffrendo pene mai conosciute. Questo dubbio, cos atroce, e questa diffidenza che si impadronita di me... (Pausa).

Aveta - Corbzzoli! Ed io che mi lambiccavo il cervello! Lei non un mago riconosciuto e celebrato, non un re della previsione? La soluzione semplice: chiami la signora, la guardi negli occhi e legga... Oppure, ancora meglio, la costringa al sonno ipnotico.

Memphis - Amico mio... Questo non il momento di scherzare...

Aveta - Lungi da me l'idea... Io dico sul serio... Lei, illustre professore, ha fatto miracoli. Mi scusi: sa o non sa indovinare, predire il futuro. E' o non il Signore di Tebe?

Memphis - Per indovinare indovino, per essere il Signore di Tebe, lo sono... Ma con mia moglie ho gi tentato qualche esperimento... Non riesce.

Aveta - Strano!

Memphis - Tutt'altro. legge di chiromanzia. Su ogni cinquemila casi, uno deve essere insolubile anche per noi.

Aveta - Proprio quello della sua signora?

Memphis - Proprio quello... Che posso farci? E' il destino!

Aveta - Corbezzoli due volte! Quale curiosa coincidenza!

Memphis - (breve pausa) Mi aspetti qui... Voglio vedere cosa sta facendo. (Esce a destra. Mentre Aveta sta curiosando, appare dalla comune il Segretario).

Il Segretario - Ebbene?

Aveta - Ebbene, cosa?

Il Segretario - Perch t'ha chiamato? E perch tanta urgenza ?

Aveta - Nulla di speciale.

Il Segretario - (con sussiego). Tanto, o prima o dopo, verr a sapere ogni cosa. Sono o non sono il suo segretario?

Aveta - (riservato) Se sei un segretario, sappi apprezzare il mio silenzio.

Il Segretario - Su, amico mio, dimmi, perch t'ha chiamato?

Aveta - Uffa... Vuoi un affare, vuoi una sorveglianza, vuoi una missione esplorativa. (Da destra appare Memphis. E' oscuro in volto).

Memphis - (al Segretario) Il tuo posto non qui.

Il Segretario - Parlavo col mio amico... (Esce dalla comune. Memphis si appoggia al tavolo... E' impallidito).

Aveta - Professore... Si sente male?

Memphis - Ho - ho paura che la lettera... Si... insomma, l'anonimo vede giusto... La signora si sta preparando... E' quasi pronta per uscire.

Aveta ^ - Mi sembra cosa normale.

Memphis - No... K il quinto giorno che esce alle dieci del mattino... Per i primi quattro non ci ho fatto caso... Ma oggi, dopo la lettera anonima...

Aveta - Dio mio... Pu darsi che vada vuoi da un'amica, in chiesa, vuoi a fare delle spese...

Memphis - No, no... bisogna agire... Sar antipatico, sar di pessimo gusto, ma devo, devo... Tra poco la signora uscir... Lei comincer a pedinarla.

Aveta - (annuendo) Come lei comanda... Per non ho il piacere di conoscerla.

Memphis - Prima di uscire passer di qui a salutarmi... E' sua abitudine... Segga, segga... Comportiamoci come se lei fosse un cliente. (Aveta siede davanti alla scrivania e Memphis alla sua poltrona. Memphis prende la sinistra di Aveta) Mano affusolata, signorile.

Aveta - Non dico per vantarmi... Sono figlio d'un maggiordomo di principi...

Memphis - (guardando la mano) Due donne nella sua vita. E tutte e due belle.

Aveta - Corbzzoli! Questo veramente vero!

- (Appare da destra Margherita, moglie di Memphis. Trentanni, elegante).

Margherita - Arrivederci, caro. (Si avvicina a Memphis per baciarlo).

Memphis - (secco, respingendola) Scusa... Potresti avere un po' di riguardo per questo signore... E' un estraneo.

Aveta - Prego, prego... Se per me, facciano pure.

Margherita - (ironica) Ecco dimostrato che il tuo cliente ha pi spirito di te... Che male c'? Non sono forse tua moglie?

Aveta - La signora ha ragione... Il bacio tra coniugi non riveste nessun significato particolare.

Margherita - (avviandosi a sinistra) Arrivederci... Torner fra un paio d'ore.

Memphis - Perdona, cara... E' presto... Dove vai?

Margherita - Ah... Vado... T'interessa proprio?

Memphis - - No... Per da cinque giorni esci alle dieci del mattino... E' una abitudine completamente nuova... La mia curiosit legittima.

Margherita - Precisiamo: sono quattro giorni.

Memphis - (calmo) Cinque.

Margherita - Quattro.

Memphis - (meno calmo) Cinque!

Margherita - Quattro!

Memphis - (battendo un pugno sul tavolo) Cinque!!

Aveta - Calma, calma... Vuoi quattro, vuoi cinque, fa lo stesso. Tanto quello che c', c'.

Margherita - (secca ad Aveta) Lei stia al suo posto e non faccia insinuazioni.

Aveta - Lungi da me l'idea. Volevo dire...

Memphis - Io ti ho fatto una domanda innocentissima. (Ad Aveta) Non le pare?

Aveta - Corbzzoli!

Memphis - (calmo) - Dunque... levami la curiosit... Dove vai?

Margherita - (seccata) Ascolta bene... Io non ammetto che tu faccia delle inchieste in presenza di sconosciuti... Quando ritorner, ti dir dove sono stata. Buon giorno. (Esce altera da sinistra).

Memphis - (verso la porta) Margherita, Margherita, Margh... (Si riprende. Ad Aveta) Lei che specializzato, cos'ha compreso?

Aveta - Ad essere sincero, vuoi molto, vuoi nulla.

Memphis - Vada... La segua... E venga a dirmi tutta la verit... Quale che sia... Meglio la certezza pi ripugnante che questo dubbio che mi tortura... Vada, vada... E torni colla verit. (Aveta esce da sinistra. Memphis, quasi barcollante, va al tavolo. Si riprende, siede e suona il campanello. Appare il Segretario dalla comune) Fa passare il signor Abate.

Il Segretario - Escappato a un appuntamento. Torner pi tardi... E' il turno della contessina Primarosa.

Memphis - Falla entrare. (Manipola il mazzo di carte sulla scrivania).

- (Il Segretario esca dalla comune. Appare poco dopo la contessina Primarosa, una zitella di circa quarant'anni, piuttosto magra, eccentrica).

La Contessina - (avanzandosi, colla mano distesa) Illustre e caro amico mio.

Memphis - Buongiorno. Si accomodi.

La Contessina - Cosa accade? La vedo crucciata.

Memphis - Nulla, nulla... Sono un po' affaticato.

La Contessina - Immagino. Non dev'essere lieve fatica indovinare da mattina a sera le ambascie altrui.

Memphis - (pausa) Dunque?

La Contessina - Un altro sogno!

Memphis - Curiosa... Appena l'altra notte...

La Contessina - Non colpa mia se il mio spirito in travaglio mentre il mio corpo giace.

Memphis - Mi racconti.

La Contessina - M' apparsa prima una grande distesa di mare... Poi una nave... Poscia una grande tempesta... Ad un tratto mi son trovata su una grande zattera, senza vestiti.

Memphis - Sola?

La Contessina - (offesa) E lei osa supporre ch'io possa sognare un mio desabill in compagnia di uomini?

Memphis - Poteva esserci un'altra donna.. Vada avanti.

La Contessina - Mentre stavo sulla zattera, m' apparsa una montagna di ghiaccio... Poi una babilonia di pesci... E' seguita un'altra grande tempesta... Cielo, mare, acqua, ghiaccio, pesci, tutta una giostra.

Memphis - Il caos.

La Contessina - S... Un... caossone.

Memphis - Continui...

La Contessina - Stavo per essere sommersa da una ondata gigantesca... Una paura, una paura! Siccome il sogno diventava pericoloso, ho pensato bene di svegliarmi.

Memphis - Cosa cen ieri sera?

La Contessina - Il solito spuntino... Un timballino di maccheroni, una polpetta, un po' di latticini, un po' di frutta e una piccola fetta di dolce...

Memphis - Ah... Lo spuntino!

La Contessina - Eh s... Devo mangiare poco... Sto a dieta.

Memphis - (cambia tono) Allegra, cara contessina, allegra! Uomo in vista!

La Contessina - Crede?

Memphis - (convinto) E' chiaro... Tempesta vuol dire caos. Nei tempi dei tempi dal caos cosa nacque?

La Contessina - Caro amico... Da che la frequento, mi sento dire invariabilmente che l'uomo in vista... Sarebbe ora che si sbrigasse... Come lei ben sa, io sto molto vicina ai quarant'anni.

Memphis - Un po' di pazienza, cara contessina... Consultiamo le carte. (Prende le carte) Fante, fante, re e cavallo... Evidente... Arriver un uomo che sar il suo re.

La Contessina - Questo fante, quest'uomo arriver a cavallo ?

Memphis - No... Il cavallo rappresenta la velocit-Esso ci dice che arriver presto.

La Contessina - . Meno male... Se sapesse quanto sono felice! (Apre la borsetta e prende una busta) Ecco qui... per lei... E' l'onorario per le sedute dell'ultimo mese (depone la busta sul tavolo)... Son proprio felice! (Cambiando tono) Ah... E se stanotte sogner di nuovo?

Memphis - Torner domattina. (Da sinistra entra Avela. Si arresta. Alla contessina) Arrivederci, amica mia... Tanti auguri.

La Contessina - Grazie, professore, grazie. Mi raccomando... Pensi un po' a me... Lei ha tanto potere ipnotico... Se quel fante potesse veramente accelerare la marcia...

Memphis - Non dubiti. Far tutto il possibile.

La Contessina - Grazie. Lei proprio un amico... Grazie. (Esce dalla comune).

Memphis - Gi di ritorno?

Aveta - Siamo stati fortunati.

Memphis - (impaziente) Fortunati? Cosa significa?... Parli, parli.

Aveta - Parler... Ma ad un patto.

Memphis - La pago subito... Quanto?

Aveta - No... Lei mi deve promettere... di... di tenere le mani a posto.

Memphis - Le mani? E con chi?

Aveta - Con me... Io ho un brutto mestiere... Quando porto una notizia idei genere, i mariti se la sfogano con me... Appena parlo, zac, mi saltano addosso e mi afferrano per la cravatta.

Memphis - Ma lei non,c'entra.

Aveta - E' quello che mi dico io!

Memphis - (spazientito) Dunque?... Il bellimbusto esisterebbe?

Aveta - Corbzzoli! Bellimbusto e amante.

Memphis - (gli s slancia contro) Se ripete ancora questa parola, l'ammazzo!

Aveta - (arretrando') Ha visto! Anche lei se la prende con me.

Memphis - (riprendendosi) Mi perdoni... Io non so quello che mi faccio... (Imperativo) Parli, parli... E senza reticenze.

Aveta - Calma, calma. (Pausa. Si mette al riparo dietro la scrivania). Appena in strada, ho pedinata la signora. A dieci metri da casa ha incontrato un giovanotto.

Memphis - Com'era questo giovanotto?

Aveta - Giovane.

Memphis - Bello, brutto, alto, basso, trascurato, elegante?

Aveta - Oh... Molto simpatico... Alto, ben fatto, elegante... Un tipo assai pi piacente di lei e di me. (Dandosi delle arie) E non fo per dire...

Memphis - E appena lha incontrato, come s'... comportata?

Aveta - L'ha salutato, gli ha sorriso e gli ha stretta la mano... Senza altri preamboli, si sono avviati verso il centro... Naturalmente entrambi.

Memphis - Camminando a braccetto?

Aveta - No... Separati... Di tanto in tanto dei piccoli contatti... Gomito contro gomito.

Memphis - Questo non vuol dire...

Aveta - S... E' lo scambio di corrente che acquista valore per il seguito... (Pausa). La coppia incriminata ha percorso in questo modo trecento metri circa... Professore... Si faccia animo e si tenga lontano.

Memphis - Cosa?... Vuol insinuare che si sono messi a braccetto?

Aveta - No... E' una formalit che hanno superata da un pezzo... Hanno imboccata senza esitazione la porta del centoventicinque di questa strada... Al numero centoventicinque (esita, poi rapido, da lontano) abita la signora Maddalena, cio colei che affitta camere ammobiliate a mese, anche se il mese dura... due ore.

Memphis - (scagliandosi contro Aveta) Lei un mascalzone, un farabutto. Lei sta calunniando una signora onesta, una donna per bene... (lo insegue dietro la scrivania),

Aveta - (girando intorno alla scrivania) Io non calunnio... Io constato, rilevo, accerto e riferisco... Mani a posto... Calma, calma... Non colpa mia se sono entrati al centoventicinque. Non mi sono ingannato. Ho letto il numero almeno cinque volte.

Memphis - (fermandosi. A se stesso) In quella casa alle dieci del mattino... Perch ci saranno andati?... Ha domandato qualcosa al portiere?

Aveta - L'ho reputato superfluo... In quel palazzo non ci si pu andare per altro scopo... Non c' nulla... N un caff, ne un bar, n una scuola di ballo... Ce solo la signora Maddalena colle sue camere... La deduzione logica... Glielho premesso che siamo stati fortunati!

Memphis - ( fuori di se. Barcolla. Si regge alla scrivania. Siede. Tra s) A questo punto!... (Gridando) Numero centoventicinque, numero centoventicinque. (Addolorato) A trecento metri dalla mia casa, capisce, a trecento metri!!

Aveta - (per consolarlo) Oh, professore... Lei fa male ad abbattersi... Lei deve essere forte, deve reagire... Rifletta... Ci sono tanti, nella sua condizione!

Memphis - (con uno scatto, levandosi la vestaglia) Andiamo a scovarli... Venga... Dobbiamo coglierli in flagrante... Voglio fare lo scandalo... Vaglio farla conoscere.

Aveta - (calmo) E dopo? Il ridicolo cadr tutto sulle sue spalle... In queste faccende il mondo ingiusto : d sempre la colpa all'uomo. Lei un celebre indovino: rischia idi rovinare la sua reputazione professionale... La gente non sa, non pu sapere che la sua signora il suo caso impossibile.

Memphis - (rimette la vestaglia) Ha ragione...

Aveta - Cosa fatta capo ha... Lo scandalo non modifica il referto... L'aspetti qui... Risolva la questione non in camera ammobiliata, ma in camera caritatis.

Memphis - S... E' meglio aspettarla qui. (Prende cento lire dalla busta sul tavolo e le d ad Aveta).

Aveta - (intascando il denaro) Avrei preferito ricevere il doppio per insufficienza di prova... Mi dispiace d'averle portato un referto .positivo... Lei comprender... Se io subordinassi l'accettazione del compenso all'innocenza delle pedinate, non guadagnerei mai un centesimo.

Memphis - Mi raccomando : non una parola ad anima viva.

Aveta - Stia tranquillo. Se sapesse quanti chilometri di ramificazioni frontali so tenere dentro di me! (Esce da sinistra).

- (Memphis riordina gli oggetti sulla scrivania, riprende un atteggiamento d indifferenza e siede. Dalla comune appare il Segretario).

Il Segretario - E' tornato il signor Abate.

Memphis - Ah... Fallo passare... No... Attendi... Questo rumore... Chi entrato?

Il Segretario - Sar la signora... L'ho vista dalla finestra

Memphis - Di' al signor Abate che lo mander a chiamare io... Fa andar via anche gli altri.

Il Segretario - Ma...

Memphis - Mi sento male. (Seccato) Andate, andate. Via tutti... Esci anche tu.

Il Segretario - Come desidera. (Esce dalla comune).

(Memphis aspetta qualche secondo. Va alla comune per accertarsi che tutti siano andati e richiude la porta. Va a destra).

Memphis - (sulla soglia destra) Margherita.

Margherita - (da dentro) Un momento!

- (Memphis va al suo posto e siede alla scrivania. Appare da destra Margherita. E' senza cappello).

Margherita - Ebbene?... Perch taci... Strano... Tu sai parlare solo in presenza degli estranei.

Memphis - Gi... Ma... c'... c' differenza tra un dubbio, sia pure fondato, e la certezza che ti trafigge, che ti mozza il respiro... Tu... (non pu continuare).

Margherita - Sei cos pallido, cos stravolto... Parla, in nome di Dio, parla!

Memphis - (calmo) S... parler... Ma prima di spiegarti, desidero dirti quello che tu non hai mai capito. E' bene che tu sappia... E' l'ultima volta che ci parliamo... Eppoi, eppoi, voglio farti capire tutto il male che mi hai procurato.

Margherita - Quale male? (Gridando) Spiegati, spiegati!

Memphis - (calmo) Da che siamo uniti, ho avuta una sola gioia: renderti felice... Ricorderai bene... Tu amavi i fiori e io te ne ho portati tanti... Tu amavi il teatro e non c' stato spettacolo al quale non t'abbia condotta... E' meglio non parlarne. (Pausa). Ti ho voluto bene... Non il solito bene, quello che aiuta a tollerarsi e a passare una vita sotto lo stesso tetto, ma quel bene che ogni giornata ti fa desiderare la giornata successiva, che ti fa pensare con gioia al futuro.

Margherita - Non hai bisogno di ripetermi tutto questo. Ne sono convinta, convintissima.

Memphis - (scattando) Ah... Convintissima? E se cos, perch senza pensarci, senza un po' di ritegno, hai presa tutta questa felicit, un nome, un uomo, una casa e li hai distrutti? Perch? (afferra Margherita per un braccio e la stringe fortemente).

Margherita - Ahi! Mi fai male. (Si allontana). Perch non ti spieghi?

Memphis - E' quello che sto facendo. (Ride di scherno. Vaneggia). La signora Maddalena. Camere ammobiliate a ore... Ci si va alle dieci del mattino per non destare sospetti e se non si trova posto, si rientra in casa per tornarci il giorno seguente... A trecento metri da casa mia!... Se mi affaccio al balcone, quella casa infame, la vedo! Puah, che schifo, che schifo!

Margherita - (fuori di se) Signora Maddalena? Camere ammobiliate? Non... non ti comprendo... Tu vaneggi... Spiegati, per l'amor di Dio... Levami quest'incubo.

Memphis - Non ho pi nulla da spiegarti... T'ho detto tutto. Non aver paura: non ti uccider... Non ti toccher nemmeno. (Scattando) Va via... Non voglio pi vederti. (Gridando) Fuori, fuori dalla mia casa. Fuori!

Margherita - (implorando) Calmati... Dimmi di che si tratta... Ti giuro che non comprendo... Forse sei vittima di qualche equivoco... Forse ti reputi infallibile... S, cos... E' questo il tuo torto... Credere che in base a qualche sciocchezza, qualche indizio, si possa veramente indovinare qualsiasi cosa...

Memphis - No, cara, no. Il tuo errore nel credere che io abbia fatto l'indovino, esercitate questa mia arte, queste mie abilit che non esistono... Invece no! Ora posso dirtelo... Io non sono un indovino... Io sono un prestigiatore, un imbroglione, un ciarlatano... Ora non mi importa confessartelo da me stesso... Io sono un uomo normale. Non sono capace di indovinare nemmeno quello che so, perch a volte me ne scordo... E appunto perch sono un uomo normale, che stato informato con mezzi banali, tu non puoi negare... (Prende la lettera dalla tasca) Leggi, leggi. (Margherita legge). L'ho ricevuta stamattina... Ti ho fatto pedinare... Il bel giovane ti attendeva in istrada... Vi siete incamminati insieme e insieme siete entrati dalla signora Maddalena... Non sono io che ho indovinato... Io sono un povero ciarlatano... Ma tu, se puoi, nega, nega. (Con un. singulto) Nega!

Margherita - (pausa. Calma) Non ho bisogno di negare. Appunto perch sei un uomo, e non un mago, ricevendo la lettera non dovevi darci peso... Bastava che tu pensassi alla nostra vita, alla mia lealt, al mio affetto, alla mia devozione costante, mai affievolita, mai smentita... Erano prove superiori a ogni sospetto.

Memphis - (mostrando la lettera) Prove... Forse questa non una prova? E non una prova tutto quello che stato visto? Visto capisci?

Margherita - (limpida) Hanno visto male... Se tu, ricevendo la lettera, venivi da me, come la mia lealt mi dava diritto...

Memphis - (ironico) Gi... Cos la signora, messa in guardia, aveva tempo di correre ai. ripari... Ed inutile fare appello al passato... Nulla pu smentire la realt;.. (Ripreso dall'ira) Meglio troncare,.. Via...

Margherita - No... Il mio posto qui... Peccato che non ti sappia convincere guardandomi semplicemente negli occhi... In essi c' una verit, una sicurezza che facile leggere, percepire. Sarebbe stato tanto bello. Ma tu, da grande indovino, hai bisogno della prova... Forse non hai torto... Sei una creatura come le altre... Aspetta... (Getta la lettera anonima sul tavolo ed esce affrettatamente a destra).

Memphis - (solo) E' troppo limpida, troppo sicura... Ci siamo sbagliati! E' mai possibile?... E allora, quel benedetto poliziotto cosha visto?

- (Margherita rientra da destra. Ha in mano alcuni fogli).

Margherita - (porge i fogli a Memphis) Leggi

Memphis - (leggendo) Compagnia filodrammatica... Recita di beneficenza... Parte per la signora Memphis .

Margherita - Leggi ancora.

Memphis - (leggendo una lettera) Gentile signora... Le prove stabilite cominceranno il ventisei di questo mese... .

Margherita - Cio quattro giorni fa.

Memphis - (leggendo) Abbiamo fissato per le dieci del mattino... Siamo certi che lei ci far l'onore di partecipare . (Leggendo un'altra lettera) Gentile signora, la prova fissata per il giorno due... .

Margherita - Cio domani...

Memphis - ... stata anticipata al primo, avendo il capo ufficio negato il permesso a due partecipanti .

Margherita - E oggi non si potuta svolgere essendo stato negato il permesso ad altri due.

Memphis - (imbarazzato) E... e tutto questo che relazione avrebbe?

Margherita - Importantissimo... Al numero centoventicinque di questa strada c' l'ingresso al palcoscenico... Non ho mai saputo che vi sia... quella signora che hai nominata... (Pausa). Telefona, telefona.

Memphis - Non occorre... Ma... qualcuno ti ha attesa gi... Chi era?

Margherita - E' Alberto Frangia... Il primo attore-Fa la stessa strada e qualche volta mi accompagna.

Memphis - Ma... giovane?

Margherita - Giovanissimo... Per me quasi un ragazzo.

Memphis - (convinto. Pausa) Ecco cosa capita a circondare di mistero delle futilit.

Margherita - La colpa tua... Da che ho lasciato il palcoscenico non hai mai voluto concedermi la gioia di tornarci una serata... Questi giovani mi conoscono, mi hanno invitata. Si tratta di beneficenza... La tentazione stata pi forte di me... Ci sono andata promettendo a me stessa di dirti tutto la sera della recita... Per non rovinare la festa, avresti dovuto darmi per forza il consenso.

Memphis - Se si tratta solo di palcoscenico, voglio contentarti. Per patti chiari: non pi di una recita all'anno.

Margherita - Facciamo due... Facciamo due...

Memphis - E sia... Ma avvertimi in tempo... Io non voglio n lettere anonime, n poliziotti, n equivoci... Vedi, se tu mi avessi spiegato prima, io per te sarei ancora quel mago di un'ora fa... Ti pare poco quello che hai distrutto? (Accorato) Chiss se ti sar possibile amare al posto dell'altro, un povero uomo senza meriti, senza qualit.

Margherita - (affettuosa) E perch no? Lo amo tanto da due anni.

Memphis - Due anni?

Margherita - Dalla prima volta che venni qui... Leggendomi la mano, mi rivelasti la mia vita con troppi dettagli, con troppa esattezza... Capii subito che c'era il trucco.

Memphis - E perch te ne stesti zitta?

Margherita - Avevi gi cominciato a farmi la corte. (Pausa). Per hai torto a chiamarti ciarlatano... Hai tanta abilit.

Memphis - Oh... S' visto oggi!

Margherita - Non con me... Dico in generale... Non fai mai del male... Ti sforzi anzi di fare del bene... Dispensi tante illusioni, tante piccole gioie...

Memphis - No, no... Adesso ti preoccupi di confortarmi.

Margherita - Ti dico come realmente ti vedo... Ad ogni modo, la tua professione per me non ha importanza. Io penso che l'unica qualit che pu richiedere amore l'amore... E tu, per me, ne hai tanto... (Cambiando tono) Ti sto facendo perdere troppo tempo... Aspetto la sarta... Vado a prepararmi. (Bacia Memphis) Buon lavoro. (Esce a destra).

- (Memphis guarda per un po' verso destra, ritorna alla scrivania e combina un numero al telefono).

Memphis - (telefonando) Pronto... Parla Il Fiuto ? Vorrei al telefono il signor Aveta... Ah, lei?... Mi ascolti... In tutti quei chilometri di ramificazioni frontali che serba in corpo, io non ci sto nemmeno per un millimetro... Non capisce? E' semplice: al numero centoventicinque c' anche l'ingresso a un palcoscenico... Non ha tenuto presente? Be', si dimetta da poliziotto... Proprio cos... E mi riporti le cento lire che le ho date (aggancia il microfono).

Una voce maschile - Anticamera! Anticamera! (Appare Giuseppe Cuomo. Quarantacinque anni, ben vestito).

Cuomo - Cerco il Signore di Tebe... E" lei?

Memphis - In persona.

Cuomo - Io sono Giuseppe Cuomo. Benestante.

Memphis - Indirizzo?

Cuomo - Corso Trieste ottantadue.

Memphis - Desidera?

Cuomo - Una seduta... Un affare importante...

Memphis - A sua disposizione... Torni tra pochi minuti... Ho bisogno di restar solo, consultare i miei libri, cadere in trance... Appena suoner, entrer.

Cuomo - D'accordo. (Esce dalla comune).

Memphis - (chiude accuratamente la porta della comune, e combina un numero) Pronto... Ufficio informativo Tempi? Il signor Mari per favore... Pronto Mari... S, sono io... Giuseppe Cuomo, corso Trieste ottantadue... E' un benestante... Le hai certamente in archivio.. S, fa presto... (Prepara una matita) Pronto... Dimmi. - (Scrive) Nato il venti dicembre milleottocentonovantatr. Molto ricco... Non lavora... Come... la moglie lo tradisce?... Sei certo? Ah, ah... Donna estremamente abile... Be', se sono indagini tue, ci credo... Mi raccomando, aggiorna le informazioni sulla lista che t'ho mandata... Sono tutti probabili clienti... Grazie. (Aggancia il microfono. Rilegge in fretta gli appunti. Intasca il foglietto e suona il campanello. Appare Cuomo dalla comune).

Cuomo - S' preparato?

Memphis - Certo... S'accomodi.

Cuomo - (seduto) Non sono qui per farmi rivelare tutta la mia vita... Mi basta soltanto un particolare... Circa un mese fa, ricevetti una lettera anonima. Cinque parole soltanto: Vostra moglie vi tradisce. Sorvegliatela .

Memphis - Ah...

Cuomo - Mia moglie esce spesso... Incaricai della faccenda un poliziotto privato.

Memphis - (pronto) Romolo Aveta!

Cuomo - (stupitissimo) Sbalorditivo!

Memphis - Prosegua...

Cuomo - Questo tale, con tutto il suo fiuto, non ha saputo dirmi un bel nulla... Prende tempo e denari... Intanto il chiodo mi si ficcato in testa... Non le sembra?

Memphis - E' naturale.

Cuomo - (seccato) Non naturale un corno!... (Riprendendosi) Cio...

Memphis - Voglio dire: chiaro.

Cuomo - Ieri mi consigliai con mio fratello... Era stato da lei tre mesi or sono... E' un entusiasta.

Memphis - Credo bene.

Cuomo - Per esserle sincero, ero un po' titubante... Ma stamattina ho letto che in Francia, la Polizia, per indagare sul rapimento d'una bambina, ha chiesto ausilio a un celebre indovino... Lei comprender che se anche la Polizia... Insomma, eccomi qui.

Memphis - E' la via migliore.

Cuomo - Credo che... se ho questo difetto, lei capace di scoprirlo?

Memphis - Certamente!

Cuomo - Farebbe veramente un'opera buona.

Memphis - Un'opera buona?

Cuomo - Mi deve credere... Mia moglie... Insomma, le voglio tanto bene! Il dubbio che quella lettera mi ha messo nel cuore pi velenoso di qualunque verit... Sono certo che tutte le certezze, anche le pi brutte, mi daranno la mia pace.

Memphis - Non vero... Ce una sola certezza che acquieta, consola: quella di sapere che non c' nessun inganno, nessun tradimento.

Cuomo - (convinto) No, no... Lei non pu sapere cosa significa.

Memphis - So bene, so bene... (Riprendendosi) Io so tutto.

Cuomo - Gi... Dimenticavo... Meglio cos... Io sono da lei per la verit... Sono certo che non soffrir quanto adesso... Quando avr il diritto di scacciarla di disprezzarla, sar la tranquillit... Ah... E se la sentenza che mi verr dai suoi esperimenti ar provata, le far un bel regalo... Io sono ricco... Per me ventimila lire rappresentano un'inezia... Mi raccomando... Ci metta tutta la sua abilit

Memphis - Mi dia la mano... (Legge) Le d una piccola prova... Cos mi creder meglio dopo... (si concentra) Vedo, vedo, vedo... Solstizio d'inverno. Lei nato il venti dicembre.

Cuomo - Formidabile!

Memphis - Vedo, vedo, vedo un diciotto e un novantatr. Venti dicembre milleottocentonovantatr.

Cuomo - Fantastico! (Impaziente) Basta, basta... Passi a mia moglie... Si ricordi. Ventimila lire.

Memphis - (si arresta) E* una bella cifra. (Pausa). Una bella cifra.

Cuomo - Sono ricco, ricchissimo.

Memphis - (rilegge la mano) Ecco qui... Linea dell'amore. Fedelt, fedelt, fedelt... Fino alla morte... Lei proprio corazzato contro gli infortuni coniugali.

Cuomo - Lei certo?

Memphis - Certissimo.

Cuomo - Nessun dubbio?

Memphis - Nessuno... Sua moglie le fedele. La mano non inganna.

Cuomo - (contento) Fedele! Che dolce parola! Sono tanto felice! Fedele! Perci quel poliziotto non riesce a scoprire nulla! Basta, basta... Non mi occorre altro.

Memphis - Mi scusi... La sua signora frequenta il cinematografo?

Cuomo - Cos afferma.

Memphis - Lo afferma perch vero... E' leiche ha il torto di non accompagnarla, pur avendone tutto il tempo.

Cuomo - Non colpa mia... A cinematografo mi addormento.

Memphis - Ci vada, ci vada... E prima di entrare, si beva un buon caff.

Cuomo - Lo far, lo far.

Memphis - Le d un altro consiglio... Tra poco ci sar una lunga crociera Vada con la signora.

Cuomo - L'anno scorso rifiut.

Memphis - S'imponga. Comandi... La signora giovane... Le faccia vedere il mondo, la faccia divertire.

Cuomo - Mi scusi, professore... Se mi fedele, perch devo fare tutto questo?

Memphis - Oh bella! Appunto per premiare tutta la sua fedelt.

Cuomo - Grazie... Se sapesse che pena mi son levata! Mi permetta di dimostrarle la mia gioia. Uno chque. Un piccolo chque.

Memphis - No... Mi basta la tariffa ordinaria : trenta lire... Io non le ho reso nessun servizio speciale.

Cuomo - No... Mi deve permettere.

Memphis - Niente... Trenta lire soltanto.

Cuomo - (mettendo il denaro sulla scrivania) Come lei desidera... Sono proprio contento! Il suo disinteresse la migliore prova della sua seriet... la migliore conferma alle sue verit... Stia tranquillo : seguir tutti i suoi consigli... Arrivederla. (Esce a sinistra. Memphis si avvia verso destra. Appare dalla comune Romolo Aveta).

Aveta - Mi scusi... Il signore ch'era qui, tempo fa mi diede incarico di pedinare la sua signora... Ma quella donna un diavolo!... Si figuri che io, con tutto il mio fiuto, non sono riuscito a scoprire nulla.

Memphis - Perch niente c' da scoprire.

Aveta - I suoi esperimenti cosa le hanno rivelato? Le sarei cos grato se mi dicesse... Quel signore mi ha promesso un forte premio.

Memphis - I miei esperimenti hanno rivelato la fedelt, tutta la fedelt, null'altro che la fedelt.

Aveta - Ahim! Addio premio!

Memphis - A proposito... Mi ridia le mie cento lire.

Aveta - Le vuole proprio?

Memphis - Certamente... E non per il loro valore... Le prendo per punirla della leggerezza che ha dimostrata... Su: fuori le cento lire!

Aveta - (prendendo le cento lire dal portafoglio) Incredibile! Fedeli vuoi l'una, vuoi l'altra.

Memphis - (ironico) Eggi vuoi l'una, vuoi l'altra.

Aveta - (ponendo le cento lire sul tavolo) Ecco qua. Quale giornata scarognata!

Memphis - No, caro... (Con espansione) Che giornata fortunata! Che giornata fortunata! (Cammina verso destra).

FINE

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