Il signore è servito

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Il signore è servito

Il signore è servito!

commedia in tre atti di

Paolo Starvaggi

Personaggi

Gregory, lo scrittore

Sig.na Beckenbauer, la governante

Lisetta, la cuoca

Doris, la cameriera

Battista, il maggiordomo

Ettore, il giardiniere

La signora, padrona di casa

ZeroZero, il killer.2

INTRODUZIONE

"Il signore è servito" è una commedia in tre atti ideata per essere rappresentata da una compagnia

giovanile, ma che può benissimo interpretata da un gruppo di attori adulti.

Come definire quest'opera? Una parodia del classico "giallo"? Uno testo demenziale? Una

commedia degli equivoci? Diciamo che queste definizioni vanno in pratica tutte bene, visto che non è

possibile inquadrarla in una categoria ben precisa.

In breve, la trama: una distinta signora parte per la villeggiatura e lascia a Gregory, un amico di

famiglia, la casa, con annessa servitù. Il nuovo inquilino, un giallista, è quindi affidato alle cure del

maggiordomo, della cuoca, della cameriera, del giardiniere e della governate. Quest'ultima, travisando

un soliloquio di Gregory, crede che il giallista sia uno squilibrato e abbia intenzioni omicide verso tutta

la servitù. I domestici, (mal) informati dalla governante, cercano dunque di "anticipare" le mosse dello

scrittore, e cercano - uno alla volta - di ucciderlo, ma tutti i loro tentativi falliscono miseramente. Per

fortuna, perchè alla fine l'equivoco si chiarirà e ci sarà anche il tempo per la moralina finale.

Un testo sulla diffidenza e la paura nei confronti di chi non si conosce, quindi, ma anche una

"galleria di tipi", nella quale il più umano e "normale" risulta essere proprio il presunto assassino.

Uno degli elementi ricorrenti de "Il signore è servito!" è la musica: sono previsti, infatti, alcuni

stacchetti musicali di sottofondo o di introduzione, nonché un paio di performance da parte degli attori

(una piccola orchestrina creata con oggetti comuni e una breve canzoncina-tormentone da eseguire),

senza dimenticare alcune battute del primo atto, ispirate dalla metrica della cavatina di Figaro nel

rossiniano "Barbiere di Siviglia".

Il presente copione - noterete - è pieno zeppo di didascalie e indicazioni, da interpretare non come

vincoli, ma come suggerimenti e aiuti per esprimere al meglio le potenzialità recitative degli attori e

indirizzare la rappresentazione sui (sia pur folli) binari tracciati dall'autore.

Ma lo scopo principale di questa, come di tutti i testi scritti per essere rappresentati da ragazzi, è di

fornire loro un momento di aggregazione intelligente, di stimolare nei più giovani il piacere della

commedia teatrale divertente ma non sguaiata, irriverente ma con gusto.

Paolo Starvaggi.3

PRIMO ATTO

Sottofondo musicale, la “Canzone del mattino” di Grieg.

Siamo nel soggiorno di una villetta, elegante e arredato con gusto. Entra in scena la signora: è in vestaglia,

si muove sinuosamente, in maniera eterea, annusa i fiori nel vaso sul tavolo. Poi suona un campanaccio per

chiamare la governante. La musica si arresta di colpo

Entra in scena la signorina Beckenbauer, la governante. È vestita in maniera molto castigata e seria. Ha

toni affabili con la signora e quasi militareschi con la servitù. È la classica governante “alla tedesca”.

Beckenbauer (entra in scena) Ha chiamato, signora?

La signora (ha una forte raucedine, è afona, non può dire una parola, si esprime a gesti – fa segno alla

governante di aver chiamato)

Beckenbauer Come va la sua raucedine?

La signora (fa segno che si vorrebbe sparare)

Beckenbauer Ah, mi spiace… di cosa aveva bisogno?

La signora (vuole la valigia – le fa segno qualcosa di rettangolare)

Beckenbauer (va a tentativi) Ah, il televisore! No.. . il quadro… cioè… il frigorifero!

La signora (cerca di farsi capire, mima di portare un bagaglio)

Beckenbauer Ah, la valigia. Eh, già, tra quattro ore parte il suo treno. Vedrà, una bella vacanza al mare le

farà bene per guarire dalla sua afonia. Contenta, eh?

La signora (sorride soddisfatta, mima un tuffo e finisce per terra)

Beckenbauer (la soccorre) Oh, Cielo! Signora, si è fatta male?

La signora (si rialza, fa segno che è tutto ok)

Beckenbauer Tutto ok? Meno male… (ad alta voce) Doris? Lisetta? Subito dalla signora!

Entrano, in maniera molto composta, Doris, cameriera un po’ schizofrenica, e Lisetta, cameriera ingenua e

un po’ ignorante. Entrambe sono vestite in maniera molto semplice, con una camicetta e un grembiule.

Doris e Lisetta (in coro) Comandi, signorina Beckenbauer.

Beckenbauer Oh, eccovi qua. La signora deve preparare le valige. Aiutatela voi, per cortesia. Io, intanto,

vedo se è tutto pronto per l’accoglienza del nostro nuovo ospite. (entra)

Doris e Lisetta (in coro) Senz’altro, signorina Beckenbauer.

Doris Allora, signora, cosa ci mettiamo nella valigia?

La signora (mima un cavallo)

Lisetta Il cavallo! Vado subito a prenderlo…

Doris (la blocca) …Deficiente, quale cavallo? Non ne abbiamo, di cavalli!

La signora (mima una partita a polo)

Lisetta Ah, ho capito: hockey su ghiaccio a cavallo!

Doris Sì, con gli zoccoli a rotelle… È evidente che la signora sta mimando una gara di polo!

Lisetta Polo! Vado subito a prendere le caramelle!

Doris Ma quali caramelle? La signora vuole la sua polo, quella grigia… senza la menta intorno.

La signora (fa un cenno di assenso)

Lisetta Ah, e poi cosa vuole d’altro?.4

La signora (fa un cenno brevissimo, quasi impercettibile)

Lisetta Questa volta ho capito tutto. Vuole il cappello di paglia giallo ambra, con quei fiori secchi

color “verde prato di San Siro alla sesta giornata di campionato”.

La signora (fa un cenno di assenso)

Doris (sorpresa) Lisetta, mi piacerebbe tanto entrare nella tua mente… ma farei troppa fatica a

trovarla. Comunque, signora, per non fare notte, mi scriva tutto ciò che vuole nella valigia su

un foglietto, poi provvederò io a preparargliela.

La signora (le fa segno ok, prende un foglietto e si mette a scrivere)

Doris e Lisetta sono in attesa che la signora finisca di scrivere.

Voce fuori campo (stile segreteria telefonica (con musica di sottofondo) “Siamo in attesa che la signora

finisca di scrivere. Se avete una comunicazione urgente, lasciate un messaggio dopo il segnale

acustico”. (bip)

Lisetta Signora, buongiorno, sono Lisetta. Si sbrighi a scrivere, altrimenti finisce lo spettacolo.

La signora (si affretta a finire e consegna a Doris il foglietto)

Doris (leggiucchia) Dieci paia di calzini… otto canottiere… Ah, ma non sapevo portasse i reggiseni

rinforzanti.

Lisetta Beh, io lo sospettavo…

La signora (indignata, si avvicina a Lisetta e le ammolla un sonoro schiaffone)

Lisetta Ahi! Ma che ho detto di male? Anche Doris li porta.

Doris (la trascina fuori stanza) Andiamo, Lisetta. E ringrazia che sono in servizio e non ti posso

picchiare. (e le ammolla un sonoro schiaffone. Escono)

Ritorna in sottofondo la “canzone del mattino” dal “Peer Gynt” di Grieg.

La signora (pensa alla vacanza, annusa di nuovo i fiori e, sempre sinuosamente, esce)

Beckenbauer (entra, parla tra sé e sé e intanto dà qualche piccola sistemata all’arredamento) Bene, per il

nostro nuovo ospite è tutto pronto. Chissà che tipo è questo Gregory? Deve essere senz’altro

una persona affidabile, se la signora le ha lasciato la casa per tutto il tempo che lei sarà in

vacanza. Battista mi ha riferito che era un grande amico del povero marito della signora, ma

anche lui non l’ha mai visto di persona, ne ha solo sentito parlare. Dicono sia un “giallista” di

una certa fama. Che emozione, uno scrittore in casa! Beh, andiamo avanti: sarà una giornata

lunga. (a voce alta) Doris? Lisetta? Siamo pronte o no con questa valigia?

Doris e Lisetta entrano con una valigia pesante e ingombrante.

Lisetta Comandi, signorina. Mi pare che abbiamo messo tutto. No, Doris?

Doris Abbiamo lasciato a casa giusto il comodino e qualche suppellettile.

Beckenbauer Brave, ma dov’è la signora?

Ritorna in sottofondo “canzone del mattino” dal “Peer Gynt” di Grieg.

La signora (entra sinuosamente con un vestitino tipicamente primaverile, con annesso cappellino)

Doris (guarda in alto) Allora, dura ancora tanto questo Grieg?

La musica si ferma di colpo

Beckenbauer Bene, signora, a nome di tutta la servitù, le auguro buon viaggio. Ettore e Battista, come sa,

sono fuori per la spesa, ma anche loro mi hanno pregata di salutarla tanto!

La signora (affabile, saluta tutte con un bacio, prima la Beckenbauer, poi Doris, infine Lisetta)

Beckenbauer Faccia buon viaggio signora, e ci scriva ogni tanto!

Doris Arrivederci signora. Ma mi faccia una confidenza. Com’è questo Gregory che deve arrivare?.5

La signora (fa capire a gesti che si tratta di una persona un po’ noiosa)

Doris (ironica) Ho capito. Ci aspettano quattro mesi spumeggianti!

Lisetta Signora, ma se ne va così, senza neanche fare un discorso d’addio?

Beckenbauer (si rende conto della gaffe e cambia discorso) Ma non è un addio, Lisetta. La signora tornerà

tra quattro mesi, vero signora?

La signora (fa cenni sconsolati, come se le spiacesse ritornare, poi fa per prendere la valigia, ma è

troppo pesante e non ce la fa).

La Beckenbauer, Doris e Lisetta cercano di aiutarla. Prima spingono solo la valigia, poi decidono di

spingere anche la signora, con la valigia. Alla fine buttano fuori dell’uscio di casa senza troppi complimenti

signora e valigia. Chiudono repentinamente la porta e tornano al centro della scena e scoppiano in un

liberatorio “Oh!” di soddisfazione. (Scena a soggetto).

Si spengono le luci. Quando si riaccendono, la scena è vuota e suona il campanello.

Beckenbauer Vado io a rispondere. (apre la porta) Prego si accomodi

Gregory (entra, ha in mano una valigetta e una borsa da viaggio) Permesso. Sono Gregory Brown.

(stretta di mano)

Beckenbauer Molto piacere. Mi presento, sono Cristina Beckenbauer, la governante. Sicché lei sarebbe il

nuovo padrone di casa…

Gregory Beh, diciamo che lo sarò solo per qualche mese. Un padrone di casa con la data di scadenza.

Da consumarsi preferibilmente entro il…

Beckenbauer Che simpatico! Vedrà che si troverà bene qui. Se permette, le presenterei il resto della servitù.

(prende il fischietto e fa due fischi)

Fanfara. Entrano al passo Lisetta, Doris, Ettore il giardiniere, in camicia e jeans, e Battista, il

maggiordomo, vestito invece di tutto punto.

Beckenbauer Ri-poso! Bene, ragazzi. Per questi tre mesi il signor Brown sarà il nostro padrone di casa. Non

dovremo fargli mancare nulla. Chiaro? Prego, signor Brown, a lei il compito di presentarsi alla

servitù.

Gregory Grazie, cari amici. Il mio vero nome è Gregorio Marrone, ma tutti mi conoscono come

Gregory Brown, scrittore di romanzi gialli. Come saprete, ero un grande amico del povero

marito della vostra padrona di casa. E la signora, in segno della nostra vecchia amicizia, mi ha

graziosamente ceduto l’appartamento per il periodo in cui lei starà in villeggiatura. Vedrete, ci

troveremo bene insieme. Certo, io sono abituato ai migliori alberghi d’Italia, alberghi nei quali

il servizio è eccellente. Ma la vostra signora mi ha parlato molto bene di voi e sono sicuro che

non resterò deluso. L’importante è che lavoriate: quindi, ragazzi, gambe in spalla, altrimenti…

Ettore “Altrimenti ci arrabbiamo”, con Bud Spencer e Terence Hill.

Gregory Altrimenti ci arrabbia… Cosa?

Beckenbauer (imbarazzata) Ehm… questo è il nostro giardiniere…

Gregory Il suo nome?

Ettore Il mio nome è Bond, James Bond.

Gregory Ma da dove l’avete preso questo?

Ettore “Dalla Cina con furore” (mima una mossa di kung-fu a Gregory)

Gregory (si spaventa, poi si rivolge alla governante) Mi vuole spiegare, almeno lei, questo strano

comportamento?

Beckenbauer (lo prende in disparte) Vede, è una faccenda un po’ particolare. Ettore, il giardiniere, aveva

fatto domanda per partecipare ad un quiz televisivo sulla storia del cinema. E gli avevano.6

anche risposto! Tre giorni prima di andare in trasmissione, mentre se ne stava tranquillo nel

bosco a studiare sui suoi libri di cinema, un faggio abbattuto da Geppo il boscaiolo cadde a

due centimetri da lui. Non lo colpì, ma tale fu lo choc che da allora parla esclusivamente di

cinema.

Gregory (ad alta voce) E tutto questo per colpa di un faggio?

Ettore (istintivamente si copre la testa)

Beckenbauer Per carità! Non dica mai più quella parola in sua presenza.

Doris (lo consola, come si fa coi bambini) No, stai tranquillo. Il signore non voleva dire quella brutta

parola. Voleva dire “saggio”.

Gregory (tenta di rimediare) Sì, sì, saggio, saggio…

Doris Capito? Sta’ tranquillo. Buono, buono… (riesce a calmarlo, poi improvvisamente) Faggio!

Ettore (caccia un urlo) Aaaaaaaaah! (e scappa via. Doris sogghigna compiaciuta)

Gregory Ma signorina, che perfidia!

Beckenbauer La scusi. È Doris, la cameriera. Non è cattiva, è solo un po’… vivace.

Doris Lei trova? (tira fuori una trombetta da stadio, la aziona davanti allo scrittore, poi tutti si

mettono ad urlare) Goool!

Beckenbauer (si arrabbia e fischia) Ma insomma, basta! Rigore, ragazzi, rigore!

Doris Rigore? Lo batto io! (prende un enorme pallone da spiaggia da dietro la poltrona, lo

posiziona per terra, lo calcia tra il pubblico, gioisce per il gol e si abbraccia con gli altri.

Tutta questa scena viene recitata al rallentatore: in sottofondo la colonna sonora di

“Momenti di gloria”).

Beckenbauer (sempre al rallentatore, dà un ceffone alla cameriera, poi tira fuori il fischietto e fischia tre

volte. La musica finisce)

Lisetta No, peccato! Mi piaceva tanto la musichetta…

Gregory E tu chi sei?

Lisetta Sono Lisetta, la cuoca.

Gregory Mmm, chissà che bei manicaretti prepari?

Lisetta No, niente manicotti: io faccio solo da mangiare. Mica sono sarta, io!

Gregory Forse non ci siamo capiti. C’è stato un qui pro quo.

Lisetta Un cosa?

Gregory Un qui pro quo.

Lisetta Ah, qui pro quo, certo. I nipotini di Paperino!

Gregory Ma cosa dice?

Beckenbauer (imbarazzata) Ehm, la nostra Lisetta non è proprio un pozzo di cultura. (a bassa voce) Ha solo

la licenza elementare. L’ha presa quando già aveva trentun anni, e pare che all’esame

l’abbiano parecchio aiutata…

Gregory Ma che importa? (si avvicina bonario a Lisetta) In cucina sono sicuro che dà del filo da

torcere a parecchie laureate. Come si dice: ubi major, minor cessat.

Lisetta Dei cessi si occupa Doris, che è la cameriera. Io faccio solo la cucina, come glielo debbo

spiegare?

Gregory Vabbè, lasciamo perdere… Signorina Beckenbauer, visto che ci siamo, mi presenti anche

questo individuo (indica il maggiordomo)

La metrica delle battute che riguardano la presentazione del maggiordomo si basano sulla celebre aria del.7

“Barbiere di Siviglia”. Vanno recitate a metà tra prosa e poesia.

Beckenbauer E in fondo alla lista, ecco Battista, il maggiordomo.

Battista Eccomi qua!

Gregory Un maggiordomo in una casa poco spaziosa cosa ci fa?

Battista Son cameriere, cuoco barbiere, un po’ consigliere…

Gregory Fermati qua! Che stravaganza, abbia pazienza, questa divisa mi sembra un frac.

Battista Vesto un po’ classico, giacche di Armani.

Gregory Che gusti strani, per verità!

Battista Sono versatile, amo la musica, solo sinfonica, specie di Bach.

Gregory Male, malissimo. Superatissimo. Lei è rimasto a cent’anni fa. Oggi la musica è tutta

elettronica. Con il computer tutto si fa. Anche parlare senza fatica con un’amica che in Belgio

sta.

Battista Preferirei, checché lei ne dica, se la sua amica venisse qua.

Gregory (rivolto al pubblico) Avete visto, cari signori, che servitori?!

Servitori (in coro) Di qualità! Di qualità!

Beckenbauer Al lavoro, ragazzi!

Fanfara. Escono al passo la cameriera, la cuoca, il giardiniere e il maggiordomo.

Beckenbauer Speriamo di averle fatto una buona impressione…

Gregory (visibilmente preoccupato) Mah. Con una servitù così, temo proprio che impazzirò. (si fa cupo

in viso) Bisognerà correre ai ripari, prendere provvedimenti anche drastici. (cambia discorso)

Ci penseremo. Signorina, mi sa dire dove posso mettere la mia macchina per scrivere?

Beckenbauer La poggi pure sulla scrivania, prego.

Gregory Grazie. (estrae dalla valigetta la macchina per scrivere) Ora, se non le dispiace, mi metto a

lavorare. Ho molto lavoro da sbrigare.

Beckenbauer Le faccio portare i bagagli in camera. (ad alta voce) Doris?

Doris (entra) Si, signorina.

Beckenbauer I bagagli del signor Brown.

Doris (indica la borsa di Gregory) Sono questi!

Beckenbauer Risposta esatta. Come premio, li porterai nella stanza del signore.

Doris Non c’è un premio di consolazione? (la Beckenbauer le fa un fischio, le due escono

velocemente)

Gregory (tre sé e sé) Gente strana, ma simpatica. L’importante è che non si esageri, altrimenti mi

porteranno al manicomio. A proposito di gente matta, l’editore Persichetti vuole il romanzo

per la prossima settimana. Dove ho messo gli appunti del Persichetti con i personaggi che mi

aveva suggerito? (cerca) Accidenti, non li trovo. Ah, sì, eccoli. Che idiozia, che mancanza di

fantasia. Sembrano presi a caso dalle pagine gialle. Altro che romanzo alla “Agata Christie”,

questa è l’idea per un romanzo di “poveri cristi”. Passi per il barone, che in un romanzo giallo

ci sta bene, ma gli altri! Roba da “Corriere dei piccoli”. Ecco: (legge) la cameriera, la cuoca, la

governante il giardiniere e il maggiordomo. Ma quella testa di thriller di Persichetti crede

davvero di aiutarci con questi suggerimenti? Già, ma quello è un permaloso e va a finire che,

se non accetto i suoi consigli, non mi pubblica più niente. Idea! Metto i suoi personaggi nella

vicenda, poi li faccio ammazzare tutti dal barone. Gregory, sei un genio. Grazie. Prego. Non

c’è di che. Si figuri.

La Beckenbauer entra di soppiatto recuperare la sua agenda, rimasta sulla poltrona, non vuole disturbare..8

Gregory non si accorge di lei.

Gregory (la Beckenbauer ascolta il monologo di Gregory, equivocando che si riferisca della servitù

della casa, anziché ai personaggi del romanzo, e commenta le sue parole con espressioni

preoccupate) Già, è proprio un idea fantastica. La governante, per esempio, potrei farla fuori

con un colpo di rivoltella da farla restare secca, secca, secca. Alla cameriera riserverò una

morte all’inglese: una bella coltellata dietro la schiena. Niente male. La cuoca la avveleno e

morta lì. Poi c’è il giardiniere da eliminare. Magari quello si fa fuori da solo, altrimenti troverò

io qualche soluzione. Con la polizia che penserà ad un decesso accidentale… perfetto. Il

maggiordomo, infine, lo faccio uccidere da un killer. Eh, un po’ di riposo… Ma dove diavolo

ho numero di telefono di Persichetti? Che pistola! È nella borsa. (si alza, vede la Beckenbauer)

Signorina, la mia camera?

Beckenbauer (spaventata) Pri… prima porta a sinistra.

Gregory Grazie. E si tenga a disposizione. Stia… “sotto tiro”, insomma. (esce)

Beckenbauer (c.s.) Si, così piglia meglio la mira per la rivoltellata. Ma chi ci ha mandato in casa, la

signora? Quello è un pazzo criminale. Ci farà fuori tutti, se non corriamo ai ripari. Calma,

Cristina, ragiona. Ecco, sì, prima di tutto, occorre una riunione urgentissima con la servitù.

Insomma… urgentissima… dopo l’intervallo, ecco.

FINE PRIMO ATTO.9

SECONDO ATTO

Doris, Battista, Lisetta ed Ettore sono in scena, in piedi in attesa che arrivi la governante.

Doris Ma perché diavolo ci avrà chiamato qui, la signorina Beckenbauer?

Battista (serafico) Mi raccomando, di qualunque cosa si tratti, non perdiamo la calma. (e

all’improvviso dà un pugno fortissimo sul tavolo, poi ritorna serafico)

Lisetta Speriamo che non è successo nulla di grave. C’ho addosso un pathè d’animo che non vi

dico…

Ettore Che facce tese che abbiamo! Sembra “La notte dei morti viventi”!

Tutti (in coro) Mah!

Lisetta si avvicina al tavolo e comincia a picchiettare con le dita sul ripiano, a ritmo regolare. Seguendo

questo tempo, Doris sbatte nel pugno un mazzo di chiavi, Ettore spruzza dello spray su una pianta e Battista

si spazzola la divisa. Si forma una specie di “motivetto di sottofondo” sul quale parte la musica di “Tico

Tico No Fuba”. Al termine della musica irrompe in scena la governante.

Beckenbauer Basta!

Tutti smettono di “suonare”, tranne Ettore, che continua a spruzzare. La governante si avvicina a lui con

fare minaccioso, ma quest’ultimo le spruzza addosso lo spray.

Beckenbauer Ma che fai, idiota?

Ettore Che ci vuol fare, signorina, sono un “Uomo d’acqua dolce”

Beckenbauer Lasciamo perdere. Vi ho convocati qui per riferirvi di un fatto gravissimo! Il nostro caro

signor Gregory… ha intenzione di ucciderci tutti!

Tutti Cosa?

Battista Ma è proprio sicura di ciò che va dicendo? (e si spazzola violentemente la divisa)

Beckenbauer Certo. L’ho sentito io con le mie orecchie. Parlava di ciascuno di noi. Ha già architettato tutto

alla perfezione, è tipico dei maniaci. Vuole far fuori Doris con una coltellata, Lisetta col

veleno e me con un colpo di rivoltella. Mentre per te, Battista, chiamerà un killer, perché vuole

riposarsi.

Ettore E di me non ha parlato, il “giustiziere della notte”?

Beckenbauer Dice che a te non ha ancora pensato, perché tanto tu ti farai fuori da solo.

Ettore (fa gli scongiuri) Tiè! “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”!

Lisetta Sembrava una così brava persona, invece abbiamo in casa…

Ettore “Lo squartatore di New York”. Presto su questi schermi. Purtroppo.

Lisetta Chiamiamo la polizia!

Doris Brava furba! Così vengono a sapere che noi siamo pagati in nero.

Battista Il termine corretto è “senza regolare contratto”, prego.

Lisetta Ah, e cosa vuol dire?

Battista In nero.

Beckenbauer Bisogna impedirgli di attuare il suo piano diabolico.

Battista Già. Ma come fare? (parte tranquillo, poi si agita) Come, come, come fare? Come?

Doris (estrae un foglietto) Su, signorina Lisetta, risponda! Le ripeto la domanda: “Ma come fare,

come, come, come fare? Come?”. Via al cronometro..10

Lisetta (ci pensa un po’) Uhm… Non c’è la domanda di riserva?

Beckenbauer Ragazzi, temo che abbiamo un’unica soluzione: eliminarlo fisicamente.

Doris Eh, no, non vale. L’idea l’ha avuta prima il signor Brown.

Beckenbauer Io cercherò di non perderlo mai di vista. Voi, invece, pensate a come poterlo fare fuori.

Lisetta Anche se lo facciamo “dentro”, va bene lo stesso?

Battista Non potremmo chiedere aiuto a qualcuno? Io ho un amico che…

Ettore (lo interrompe) Non preoccuparti, Battista. “Il pericolo è il mio mestiere”.

Lisetta Ma non facevi il giardiniere?

Ettore Cretina.

Lisetta (rivolto a Doris) Ma che film è? Non l’ho mai sentito…

Doris Zitta, zitta. Sta arrivando Barbablù! Facciamo finta di niente.

Entra Gregory, sta controllando la posta. Sono tutti in fila, fischiettando.

Gregory Cos’è, una riunione di condominio?

Doris (ostenta divertimento) Ah, ah, ah. Proprio un bella battuta. Ma lo sa che lei è proprio un

simpaticone?

Gregory Gli amici al club degli scrittori me lo dicono sempre. Certe mie battute… fanno morire dal

ridere.

Doris Questo mi ricorda qualcosa. Con permesso… (fa la riverenza ed esce)

Lisetta (tradisce paura, balbetta) Do… dott… dottore, come la vuole la bistecca di oggi?

Gregory E me lo chiedi? Al sangue!

Lisetta (c.s.) E come contorno?

Gregory Le patate al forno: sono la morte sua.

Lisetta Vado subito a preparargliela (e scappa via)

Gregory Ettore, ho dato un occhiata al giardino: complimenti. Specialmente per i crisantemi. (con gli

occhi spiritati) Mi fanno diventare pazzo, i crisantemi…

Ettore (impaurito) Veramente il mio fiore all’occhiello è il Tulipano Nero, con Alain Delon. (guarda

l’orologio) Uh, già le “otto e mezzo”. Prendo i soldi e scappo!

Gregory Ma dove vai?

Ettore (mentre sta uscendo) Sono a “Colazione da Tiffany”. Devo sbrigarmi altrimenti faccio tardi.

Gregory Ma sì, vai pure a fare colazione, altrimenti poi dicono che ti ammazzo di lavoro. (si rivolge al

maggiordomo) Battista?

Battista (è impaurito, ma rimane imperturbabile) Signore?

Gregory Ricordati di far dare un’accorciatina ai miei pantaloni. Vedi, Battista, per dei calzoni troppo

lunghi sarei pronto ad uccidere.

Battista Sarà fatto, signore.

Gregory Molto bene.

Battista Con permesso, ora avrei un’impellente urgenza di cambiare i miei, di calzoni.

Gregory E perché mai?

Battista Preferirei non dirlo. È una questione di decenza personale. (ed esce tenendosi i calzoni tra le

dita).11

Gregory Che gabbia di matti. (rivolto alla Beckenbauer) E lei signorina, non ha niente da fare?

Beckenbauer A dire la verità, no. Non le dispiace se sto qui mentre scrive. Vedrà, non le darò nessun

fastidio.

Gregory Se le fa piacere…

Beckenbauer Grazie. Io me ne sto qui, tranquilla. Lei faccia pure il suo lavoro.

Gregory (si mette a lavorare) Dunque, vediamo dov’ero arrivato. (legge) “Il conte entrò nella stanza

buia: con una mano impugnava la pistola, con l’altra il pugnale e con l’altra ancora lo stiletto”.

E cos’è, una piovra? No, no, non ci siamo. (straccia il foglio e ne mette un altro in macchina)

Ricominciamo daccapo. Vediamo… ah sì, ci sono. “Era una notte buia…”

Beckenbauer …e tempestosa!

Gregory No, anzi, non faceva neanche freddo. “Era una notte buia”. Punto.

Beckenbauer Va bene, va bene, scriva pure così.

Gregory Grazie. Allora, “Era una notte buia”. (rivolto a lei) e basta. “Da una finestra si diffondeva lieve

il suono di un violino e…”

Beckenbauer (lo interrompe) Ah, il violino. Che meraviglioso strumento! Un mio cugino suonava

nell’orchestra della Scala. Poi lo hanno trasferito a Parma, allora

Gregory (la fissa infastidito) Signorina!

Beckenbauer (capisce che deve tacere) Chiedo venia.

Gregory (ironico) Ma le pare. (stracciando il foglio) Niente violini… costano troppo. (riprende a

scrivere) “Era una notte buia… In lontananza si udiva il lamento di un lupo”

Beckenbauer (lo interrompe) Ah, il lupo. Che animale meraviglioso! Mio zio ne aveva uno simpaticissimo.

Ogni volta che il postino veniva a consegnare le lettere, gli staccava una falange a morsi. Poi

qualcuno lo ha avvelenato, povero lupo. Chissà poi perché…

Gregory (la fissa infastidito) Signorina!

Beckenbauer (capisce che deve tacere) Chiedo venia.

Gregory (ironico) Ma le pare. (stracciando il foglio) D’accordo, via anche il lupo, altrimenti mi sbrana

tutti gli altri personaggi. (riprende a scrivere, sempre più infastidito) “Kimberly era rimasta

alzata fino a tardi per preparare a suo marito lo spezzatino di coniglio alle olive”…

Beckenbauer Buono. Quasi quasi dico a Lisetta di prepararlo.

Gregory “lo spezzatino di coniglio alle olive”, dicevo, “secondo la ricetta della sua povera nonna: (si

commuove) un coniglio giovane del peso di circa un chilo”

Beckenbauer L’ho comprato ieri.

Gregory (commosso) “…uno spicchio d’aglio…”

Beckenbauer Ce l’ho in casa da tre mesi

Gregory (c.s.) “200 grammi di pomodori passati”

Beckenbauer Ne ho il frigo pieno.

Gregory (c.s.) “…200 grammi di olive nere…”

Beckenbauer Li ho.

Gregory (c.s.) “un bicchiere di vino rosso”

Beckenbauer Ce l’ho.

Gregory (c.s.) “…mezzo gambo di sedano…”

Beckenbauer Mi manca! (si alza di scatto) Ecco cosa manca in casa: il sedano. Faccio un salto dall’ortolano.12

e lo compro. Se mi sbrigo, forse faccio ancora in tempo. Scusi tanto se non sto ancora qui a

farle compagnia. Con permesso. (esce)

Gregory (ironico) Mi spiace davvero tanto che se ne vada, signorina Beckenbauer. Arrivederci.

(straccia il foglio) Lasciamo stare il coniglio… meglio stare leggeri. (si accorge del silenzio)

Ah, che pace. L’ideale per lavorare. “Era una notte buia. Il cielo era gremito di stelle lucenti.

Kimberly prese Jack e lo baciò intensamente sullo zigomo. Allora Jack esclamo…”

Doris (entra con una radio a tutto volume e inizia a spolverare)

Gregory (tenta di continuare a lavorare) “…allora Jack esclamò…” (si arrabbia) Ma porcaccia la

miseria zozza!

Doris (spegne la radio) Ma i suoi libri sono sempre così pieni di parolacce?

Gregory Solo quelli per bambini.

Doris Ah, contento lei… (e riaccende la radio)

Gregory (straccia il foglio, lo butta per terra, va a spegnere la radio, si avvicina minaccioso alla

cameriera) Signorina! Non si azzardi a riaccendere quella stramaledetta radio altrimenti io…

(e fa gesti con le mani come se la volesse strangolare. Dallo spavento, la cameriera sviene)

Gregory (la soccorre) Signorina? Signorina, io scherzavo… Signorina, si sente bene?

Doris (si risveglia d’improvviso e con tutta tranquillità) Non c’è male, grazie. E lei?

Gregory Eh, un po’ di mal di schiena.

Doris Sarà il tempo. Mi faccia sentire (lo ausculta) Dica 33!

Gregory 33!

Doris Aggiunga 5.

Gregory 38!

Doris E coi calcoli siamo a posto. Bene, può tornare al lavoro. E mi raccomando: mangiare leggero,

niente stravizi e soprattutto tanto, tanto silenzio. (riaccende la radio a tutto volume ed esce)

Gregory Cosa stavamo dicendo? Ah, sì. “Era una notte buia, ma ormai non ne sono neanche troppo

sicuro. Jack e Kimberly…”

Battista (lo interrompe) …Signore, il pranzo è servito.

Gregory Ho capito. Per il lavoro, se ne riparla dopo pranzo. (chiama la cuoca) Chissà cos’ha preparato

di buono la nostra Lisetta?

Lisetta (entra con il vassoio) Quello che mi ha ordinato lei, signore. Bistecca al sangue con patate al

forno.

Gregory Meraviglioso. E da bere?

Battista Mi sono permesso di accompagnare il tutto con un vinello di Bordeaux del ’79.

Lisetta (ascolta la conversazione) Del ’79? E non c’è pericolo che sia scaduto?

Gregory Un Bordeaux? Va benissimo. Preferirei però andare in camera mia a mangiare. (prende il

vassoio ed esce)

Battista Buon appetito, signore.

Lisetta (si assicura che sia uscito) Si fa per dire, buon appetito…

Battista Cosa intendi?

Lisetta Mio caro Battista, sono un genio. Ho condito la bistecca con un erba velenosissima. Così,

appena il signor Gregorio dà una sgagnata, rimane lì stecchito come le zanzare nella pubblicità

del Raid.

Battista (compìto) Ottima idea. (e di scatto fa un gesto di esultanza, poi torna compìto) Complimenti,.13

Lisetta! E, per curiosità, quale “erba velenosissima” avresti usato?

Lisetta Una con un nome strano… come si chiama? Mannaggia, io non me ne intendo… Com’era?

Alì… no. Alé, neanche… Aloha, una roba del genere. Ah, sì, ecco: Aloe!

Battista (ride compostamente)

Lisetta E cosa c’è da ridere, adesso?

Battista Mia cara Lisetta, l’aloe non è un veleno, ma un lassativo.

Lisetta Cosa?

Gregory entra di corsa, fa il giro della stanza con la mano sulla pancia urlando ed esce.

Lisetta Ecco, non ne faccio mai una giusta.

Battista (consolatorio) Non buttarti, giù, Lisetta. Tu l’hai fatto con le migliori… pardon, le peggiori

intenzioni di questo mondo.

Lisetta Grazie, Battista. Pero, che sfiga, eh?

Battista (con toni da capo militare) Anche se il primo tentativo è andato a vuoto, l’importante è che il

morale della truppa rimanga alto. L’obiettivo non è lontano, ma solo se ci uniremo tutti,

riusciremo a raggiungerlo. Il nemico va affrontato con le sue stesse armi. Vuole la guerra? E

guerra avrà!

Lisetta (ha ascoltato il discorso sugli attenti come un soldato, si mette ad applaudire) Bravo, bravo!

Battista Silenzio. Caporale Lisetta Brambilla, vada in trincea e tenga d’occhio il nemico.

Lisetta Obbedisco! (esce con passo militare)

Battista (ironico) Ha parlato Garibaldi! (prende il telefono e compone un numero, tono ufficiale)

1,2,3,4,5 e 6. Pronto, parlo con la ditta “Gary Baldi omicidi a domicilio S.p.A.”? Vorrei

colloquiare con il titolare, grazie. Attendo… (tono colloquiale) Pronto Gary, sono Battista.

Come va? Tutto bene a casa? Tua moglie come sta? Bene? Mi fa piacere. Il piccolo Piercarlo,

comincia già a sparare? Ha ferito con una revolverata la maestra dell’asilo? Che birba… Senti,

ti chiamavo per questo. Mi dovresti mandare uno dei tuoi uomini migliori. Sì, ho un tizio da

far fuori, è uno tosto, un duro. Chi mi mandi? L’agente ZeroZero? Ma non era in pensione da

due anni? Ah, no, forse mi confondo con l’agente Zero Due. Scusa, avevo sbagliato prefisso…

Allora mandami pure questo ZeroZero. Ok, d’accordo Gary. Per la ricompensa, ti pagherò in

liquidi, come dice sempre il mio idraulico. (ridacchia) Come non l’hai capita? Liquidi,

idraulico… Vabbé, buonanotte. (posa il telefono, mima una mitragliatrice, ritorna compìto ed

esce incrociando Ettore, che invece sta entrando )

Ettore Ma dove ho lasciato la guida dei film tv? (cerca dappertutto, intanto dice, ironico) Riuscirà il

nostro eroe a trovare il suo giornale misteriosamente scomparso in salotto? (lo trova) Ah,

ecco qui (si mette alla scrivania e sfoglia la rivista) Vediamo un po’ se danno qualche film da

inserire nella mia videoteca… Sarà difficile, ne ho così tanti. Saranno almeno cinquemila.

Ecco, lo sapevo, fanno di nuovo “Mezzogiorno di fuoco”: l’avrò visto almeno venti volte,

questo mese.

Beckenbauer (entra e si mette sulla poltrona, è preoccupata, non vede cosa sta facendo Ettore e non lo

guarderà durante il loro dialogo) Accidenti, il sedano era finito. Niente spezzatino, pazienza.

Ma dimmi tu se è possibile che dobbiamo vivere con questa tensione? Quello che ci vuole

ammazzare, noi che vogliamo far fuori lui. Mi sa proprio che passeremo…

Ettore … “Un tranquillo week-end di paura”, venerdì, alle 20.30, su Rete 4. Già visto.

Beckenbauer Eh, già… hai proprio ragione, Ettore. Ma non possiamo star qui con le mani in mano…

Ettore … “Armiamoci e partite”, domenica, alle 15, su Italia 1. Interessante. (lo segna)

Beckenbauer E no, caro. Anche tu devi fare qualcosa.

Ettore … “Vado, l’ammazzo e torno”, sabato, alle 21, su Rai 3. Questo me lo segno….14

Beckenbauer Bravo, così va bene. Ma mica puoi fare tutto da solo, hai bisogno di una mano. Dovresti

chiamare…

Ettore “L’esorcista”. Un classico!

Beckenbauer Adesso non esagerare. Puoi farti aiutare da uno dei tuoi colleghi. In fondo, tu, Doris, Lisetta e

Battista siete come…

Ettore “I quattro dell’Ave Maria”… lo so a memoria.

Beckenbauer Potrei darti una mano anch’io. Non ho mica paura, io. Sai come mi chiamavano alla scuola

alberghiera?

Ettore “Giovannona Coscialunga”

Beckenbauer Giovannona Co… Ettore, ma come ti permetti! (si avvicina a lui) Ti meriti dieci mila lire di

multa e uno schiaffo (gli tira uno schiaffo e se ne esce indignata)

Ettore (si alza e la segue, uscendo anch’egli) Ma, signorina, c’è stato un equivoco. Non mi lasci così,

“sedotto e abbandonato”.

Doris (entra con un bloc-notes in mano) Povera me, guarda quante cose ho da fare oggi… (legge)

Pulire i petali del fiordilatte, dar da mangiare all’anitra wc, innaffiare la piantina della città e

infine andare dal droghiere e comprare una partita di arance, una partita di vino e una partita di

pallacanestro. Mamma mia, e come faccio a fare tutto entro sera? Meglio che mi metta sulla

poltrona e mi riposi un po’, in attesa che finisca la giornata. (si accomoda)

Lisetta (entra con un vassoio pieno di caramelle) Doris, ma che ci fai sulla poltrona? È ora di

lavorare, sono addirittura le… (guarda l’orologio da polso. Così facendo, le cade il vassoio

con le caramelle. Si inginocchia accanto a Doris per raccoglierlo. Doris le mette una mano

sulla spalla comincia a parlarle come se fosse un sacerdote in confessionale davanti ad una

penitente in ginocchio)

Doris (paterna, a mo’ di sacerdote nel confessionale) Lisetta, ho saputo del fallito tuo tentativo di

avvelenamento. È una cattiva azione, sai? Ognuno di noi commette tante azioni sbagliate.

L’importante è capire il perché si sbaglia. La prossima volta, prima di rifare una cosa del

genere, assicurati che sia veleno sul serio. Ora, va, non ci pensare più. (raccoglie una

caramella da terra) Per penitenza, mangerai una caramella al gusto di aloe.

Lisetta (le volge le spalle) Ecco, hai sempre voglia di prendermi in giro!

Doris Chi? Io? (e le fa le smorfie alle spalle, poi quando Lisetta si gira, la smette e riprende con

tono consolatorio). Ti dicevo, non ci pensare più. Speriamo che in futuro le cose peggiorino.

Lisetta Mannaggia a quando la signora ha dato la casa a quello là, che di professione fa paura alla

gente.

Doris (ha un illuminazione) Ripeti un po’ l’ultima frase?

Lisetta Ho detto: “Mannaggia a quando la signora ha dato la casa a quello là, che di professione fa

paura alla gente”.

Doris Lisetta, sei un genio. (si alza in piedi di scatto)

Lisetta Lo so, me lo dicono sempre tutti. (si alza anch’essa in piedi)

Doris (tira fuori dalla tasca due paia di occhiali scuri, uno lo indossa, l’altro lo dà a Lisetta) Tieni!

Da questo momento, siamo in incognito.

Lisetta Ma davvero? E io che pensavo di essere in salotto…

Doris Basta chiacchiere. Ti va di scrivere qualcosa per me?

Lisetta Scrivere? Che emozione! Saranno almeno tre anni che non scrivo.

Doris Appunto. La tua calligrafia non la conosce nessuno. È l’ideale, per una lettera anonima.

Lisetta Cosa?.15

Doris Non ti preoccupare. Mica è una lettera minatoria.

Lisetta Ah, meno male. Io, al minatore, non ho mai scritto.

Doris Ti spiego il mio piano. Scriviamo una lettera anonima al signor Gregory, in cui gli diciamo

che la casa è infestata dai fantasmi. Poi gli facciamo un po’ di scherzetti: porte che cigolano,

finestre che sbattono, luci che si spengono e roba del genere. Così penserà che ci sono i

fantasmi e scapperà via con la coda tra le gambe. L’ho visto al cinema, funziona sempre.

Lisetta Vuoi il mio parere? Uccidiamolo, che facciamo prima. Ma figurati se il signor Gregorio va a

credere che qui ci sono i fantasmi che fanno festa! Quello è un uomo di cultura…

Doris Sì, ma è anche uno scrittore di libri gialli. E si sa che quelli che scrivono i thriller, lo fanno per

esorcizzare le loro paure. Lisetta, in buona sostanza, se lo spaventiamo di brutto, quello se la

fa addosso anche senza l’aloe! Vieni di là, che ti faccio scrivere la lettera. (fanno per uscire)

Lisetta A proposito, un informazione: la “Q” è quella con la gambetta in basso o in alto?

Doris Cominciamo bene! (escono)

FINE SECONDO ATTO.16

TERZO ATTO

La scena è vuota. Suona il campanello

Battista (da fuori) Arrivo… (entra in scena e va ad aprire) Prego, si accomodi, chi debbo annunciare?

ZeroZero (avanza con fare circospetto, è vestito con giubbotto imbottito, cappello di carta e jeans)

Buongiorno. Mi aveva chiamato lei, vero?

Battista (stupito) Io? È vero che aspettavo una persona, ma…

ZeroZero Già, me!

Battista Lei? (realizza) Ma non mi dica che…

ZeroZero Indovinato! Il mio nome in codice è ZeroZero.

Battista ZeroZero?

Battista e ZeroZero in coro (cantano e ballano sulla musica del carosello del “Merendero”) Mamma,

mamma, lo sai che c’è? È arrivato ZeroZero, è arrivato per davvero, vuol far fuori il signor

Brown.

Gregory (entra) Il signor Brown son mi!

Battista (si ricompone) Ehm, signore, è arrivato… (abbozza) il muratore. Mi sono permesso di

chiamarlo per… fargli riverniciare questa parete. (estrae di tasca all’improvviso con un

pennarello e segna ripetutamente la parete)

Gregory E come mai?

Battista Non vede? È piena di segnacci di pennarello!

Gregory Già, è vero. Va bene, d’accordo. Mentre lui lavora, io continuerò a scrivere il mio romanzo. (si

rivolge a ZeroZero) Spero che non faccia troppo rumore…

ZeroZero (allusivo) No, non si preoccupi. Non sentirà niente…

Battista Beh, io vado di là. Se avete bisogno di qualcosa, non avete che da chiamare. Addio. (prima di

uscire di scena, canticchia il “silenzio” militare)

Gregory, rimasto solo con la killer, si mette alla macchina. ZeroZero è dietro di lui, sta fingendo di usare il

martello per togliere l’intonaco dalla parete, mentre in realtà vuol colpire Gregory.

Gregory, (sta scrivendo) “Era una notte buia e…” No… ho scritto “boia”! Ma dove diavolo avrò messo

il correttore? (inizia a cercarlo, così evita la martellata che il killer voleva infliggergli)

Ettore (entra con le cesoie in mano) Buongiorno signore. Brrr… Ma che “pomeriggio di un giorno da

cani”! Sto sgobbando come un matto, là nel giardino.

ZeroZero (sottovoce) Accidenti, ci voleva anche questo qua, adesso! Mi toccherà far fuori anche lui.

Vorrà dire che chiederò un integrazione di stipendio per lavoro a cottimo. (e si dirige col

martello verso il muratore, che gli dà le spalle e sta sistemando le sue cesoie, con urlo alla

kamikaze) Aaaaah!

Ettore (si accorge di una pianta fuori posto) Ma no! Ma chi ha messo le azalee con i gladioli? (e si

dirige verso il vaso, evitando involontariamente l’arrivo di ZeroZero, il quale va a finire fuori

stanza)

Rumore di vetri rotti fuori campo

Ettore (si accorge del rumore) Ma che è, “L’inferno di cristallo”? Vado a vedere. (esce)

Gregory (presissimo dal suo lavoro non si accorge di nulla e continua a scrivere) “La vedova del

barone non si accorse di nulla e seguitò a preparare il delizioso pranzetto: Antipasto di pathè di

tonno, tagliolini al salmone affumicato, bocconcini di vitello ai funghi porcini, peperoni freddi.17

ripieni, torta Clementina, (gli viene sempre più l’acquolina in bocca) budino alle fragole di

bosco”. Mmmh, che fame mi è venuta! Devo smetterla di ambientare gli omicidi in cucina.

Vado a vedere se è rimasto qualcosa nel frigo. (si dirige di corsa fuori stanza, verso la cucina)

In sottofondo, parte la colonna sonora de “La pantera rosa”. Entrano di soppiatto Doris e Lisetta.

Lisetta (ha in mano la lettera) Doris, sei proprio sicura che questa storia della lettera può funzionare?

Doris Hai per caso dei dubbi?

Lisetta Sì.

Doris Per la verità, anch’io. Ma non ci pensiamo. Hai portato il coltellaccio per appendere la lettera?

Lisetta Il coltellaccio non l’ho trovato. Ho portato però la mia limetta per le unghie. Va bene uguale?

Doris No, ma facciamo finta di sì. Conficcalo là, nella libreria.

Lisetta Dove, di preciso, nella libreria?

Doris Fai tu… scegli un posto adatto. (guarda che non arrivi nessuno)

Lisetta (si avvicina alla libreria) Dunque… vediamo… (legge a stento il titolo di un libro) “Mille

modi per cucinare il maiale”. Sì, direi che per il signor Gregorio va benissimo. (conficca la

limetta sul dorso del libro) Possiamo andare.

Doris Benissimo. Missione compiuta. (escono, sempre di soppiatto, incrociano Battista che entra)

Finisce il sottofondo musicale.

Battista (guarda incuriosito le due che escono) Mah! Tutti matti in questa casa… compreso

quell’imbecille di ZeroZero. Guarda tu di chi mi sono andato a fidare. Era una commissione

tanto semplice, eppure avete visto che casino ha combinato?

ZeroZero (entra a metà della battuta precedente, indossa stavolta un paio di baffi, mette una mano sulla

spalla del maggiordomo)

Battista (si spaventa, preso di sorpresa, poi si rivolge sottovoce al killer) Ah, di nuovo lei! E ha pure i

baffi, stavolta!

ZeroZero (si annuncia) Sì, è tornato ZeroZero!

Battista e ZeroZero in coro (sempre sulla musica del “Merendero”) Mamma, mamma, lo sai che c’è? È

tornato ZeroZero, è tornato per davvero, vuol far fuori il signor Brown.

Gregory (entra) Il signor Brown son semper mi!

Battista (si ricompone) Ehm, signore, è arrivato… (abbozza) l’elettricista! Deve riparare questo

frullatore (e dà una botta col martello all’oggetto, distruggendolo) Vede, è tutto rotto.

Gregory Ma quante visite, oggi! Buongiorno, giovanotto. (lo scruta) Ma lei, per caso, non ha un fratello

che fa il muratore?

ZeroZero (camuffa un po’ il tono di voce) No, sono figlio unico, io.

Gregory Mi sarò sbagliato, come non detto. Prego, caro, lavori pure.

Battista Allora io vi lascio. Mi raccomando, signor elettricista, vorrei che questo fosse un lavoro

“definitivo”. Non vorrei rivederla ancora, in futuro. (e, mentre esce, fa il gesto della rivoltella)

Gregory Rimettiamoci al lavoro. (va alla macchina) “Era una notte buia e tutti… accesero la luce… e

quindi…”.

Intanto, ZeroZero estrae dal giubbotto un cacciavite e finge per un attimo di lavorare, poi estrae una

pistola, sta per sparare, quando entra Ettore, che ha in mano lo spruzzino .

Ettore Salve signor Brown. (ZeroZero nasconde frettolosamente l’arma e riprende a fingere di

lavorare) Sempre al lavoro, lei. Ma si prenda un po’ di svago, guardi qualche film. Stasera in

tv danno “Il buono, il brutto e il cattivo”. Stupendo! E che duelli! Clint Eastwood va contro

Gringo, prende la mira e poi… pum! (così facendo, spara per gioco con lo spruzzino un getto.18

d’acqua negli occhi a ZeroZero, poi s’inginocchia alla maniera dei pistoleri)

Zero Zero (accecato dallo spruzzo d’acqua negli occhi, barcolla un po’ prima di finire fuori stanza)

Rumore di vetri rotti fuori campo

Ettore (che non ha visto cos’ha fatto a ZeroZero, si accorge del rumore) Uh, il secondo tempo de

“L’inferno di cristallo”! (ed esce di corsa)

Gregory (sempre presissimo dal suo lavoro non si accorge di nulla e continua a scrivere) “Il barone si

trascinò verso il letto e si distusse… si distuqque… si distinque… si distenguette” (non gli

viene “si distese”) Mannaggia a questi passati remoti! Prendiamo il vocabolario. (si avvicina

alla libreria per prendere il vocabolario, si accorge della lettera appesa con la limetta al libro

di cucina) Ma che è questo? (lascia la limetta sul tavolo e si mette a leggere la lettera)

“Caro, ma mica poi tanto, signor Brown” – hanno pure sbagliato a scriverlo. Mi avranno preso

per Braun, quello dei rasoi. – “Chi ti scrive è un amico. È importante il mio nome? No, non te

ne deve fregare niente. Cosa volevo dirti? Ah, sì, niente. La casa dove stai ora è infestata dai

fantasmi” – (ridacchia) Ah, il solito scherzo cretino – (riprende a leggere) “Non è il solito

scherzo cretino. Figurati se butto via un foglietto di carta e una limetta quasi nuova per fare

scherzi. Comunque guardati bene in giro. E non parlare di questa lettera a nessuno, mi

raccomando. Un consiglio. Quando sei in casa non farti mai trovare dai fantasmi, fai dire al

maggiordomo che non ci sei, mettiti in malattia o fai finta di andare a comprare le sigarette. Lo

dico per te, sai? Ora finisco la lettera perché ti ho già detto anche troppo. Salutandoti

anonimamente, firmato: ti piacerebbe saperlo, eh?”

(non dà importanza alla cosa) Ma che sciocchezze! Deve essere stato uno scherzo di Ettore,

che ieri sera ha visto “Totò, Peppino e i fuorilegge”. Piuttosto, cerchiamo il vocabolario…

(cerca) ma non c’è: solo romanzi d’amore e libri di cucina! Vediamo se per caso ne ho uno io

nella valigia. (fa per uscire, apre la porta e fa cadere a terra Doris e Lisetta, che stavano

origliando)

Gregory (come se nulla fosse accaduto) Questa servitù! Lascia sempre la roba per terra. (ed esce,

evitando di pestare con i piedi le due a terra)

Doris e Lisetta si rialzano.

Lisetta Ohi, che male alla schiena. (rivolta all’altra) Visto? Te l’avevo detto, io, che non ci cascava!

Doris (paterna) Abbi fede, figliuola! Se non ha dato importanza a ciò che ha letto coi suoi occhi, non

potrà non credere alle sue orecchie!

Lisetta Che vuoi dire?

Doris Fidati di me e vedrai. Vieni con me (e la trascina fuori stanza)

Lisetta Calma!

La cameriera e la cuoca escono ed incrociano Battista, che entra.

Battista Ma che killer mi ha mandato Gary Baldi? Va bene che Gary è un amico e mi fa lo sconto, ma

avessi saputo che questo ZeroZero era così scarso, mi sarei rivolto all’altra agenzia criminale

della città, la “Criminal Svelt”, che è anche più efficiente. Adesso ho capito perché si chiama

ZeroZero… perché come killer è veramente un cesso!

ZeroZero (entra a metà della battuta precedente, indossa un paio di vistosi occhiali, mette una mano

sulla spalla del maggiordomo)

Battista (si spaventa, preso di sorpresa, poi si rivolge sottovoce al killer) Insomma, ZeroZero, la vuole

smettere di prendermi alle spalle? Pensi a far bene il suo lavoro, piuttosto. O vuole arrendersi?

ZeroZero Mai! Ci riprovo.

Battista e ZeroZero in coro (sempre sulla musica del “Merendero”) Mamma, mamma, lo sai che c’è? Ci

riprova ZeroZero, ci riprova per davvero, vuol far fuori il signor Brown..19

Gregory (entra) Il signor Brown son semper mi!

Battista (si ricompone) Ehm, signore, è arrivato… (abbozza) il tappezziere! Bisogna sostituire queste

tende. (estrae un paio di forbici e tagliuzza le tende) Sono tutte consumate…

Gregory Vedo, vedo, vedo. (nota gli occhiali, ironico) Lei un po’ meno, vero?

ZeroZero (digrigna i denti) Simpatico!

Gregory (scruta ZeroZero) Figlio unico?

ZeroZero Sì.

Gregory Ci avrei giurato.

Battista Allora, con permesso, io…

Gregory (lo anticipa) …vi lascio soli.

Battista Bravo! Per caso, aveva già letto il copione? Signori, a presto. (mentre esce dalla stanza, si gira

verso il killer e gli fa il gesto del mitra)

Gregory (si mette al lavoro alla macchina) Chissà se stavolta mi faranno finire il lavoro. Speriamo!

ZeroZero prende in mano la tenda e finge di lavorare, poi estrae dal giubbotto un mitra e sta per sparare a

Gregory. Ma si avvede dell’entrata di Ettore, e nasconde il mitra sotto la tenda.

Ettore (entra, lascia un vaso di fiori per terra, poi guarda l’orologio ed esclama) Già le cinque? C’è

“Jesus Christ Superstar” su Rete4. Quel film lì è fatto da Dio. Posso mica perdermelo! (esce

dalla stanza di corsa, si scontra con ZeroZero al quale finisce sulla faccia la tenda che teneva

in mano.

ZeroZero, con la tenda sulla faccia, barcolla un po’, poi finisce fuori stanza.

Rumore di vetri rotti fuori campo

Gregory (stava battendo a macchina, sente il rumore) Ma quanti tempi ha ‘sto “Inferno di cristallo”?

Boh! (riprende a lavorare) Riprendiamo a lavorare, sperando di non essere disturbati dai

fantasmi. (ridacchia).

Entrano in scena Doris e Lisetta e si piazzano dietro di lui, senza farsi notare.

Gregory (continua a comporre) “La contessa si accorse di essere rimasta da sola, nel parco, al buio.

All’improvviso udì da lontano dei passi…” (scrive ciò che ha appena detto)

Doris (batte con le scarpe sul pavimento, per ricreare il rumore dei passi)

Gregory (non dà troppo peso alla cosa e continua) “Udì da lontano dei passi… Era il simpatico

metronotte che stava facendo la solita ronda.” (scrive) “Dal buio della brughiera, si alzò il

lamento di un lupo” (scrive)

Doris (dà un pizzicotto a Lisetta, che caccia un urlo di dolore in stile ululato)

Gregory (comincia a preoccuparsi, si guarda intorno, ma non nota le due, continua a scrivere) “Era

Buck, il simpatico cane lupo del simpatico metronotte.” (scrive) “La contessa si avviò verso

casa. Giunta al portone del suo maniero bussò tre volte” (scrive)

Doris (bussa tre volte per terra)

Gregory (sempre più preoccupato, non ha più il coraggio di guardarsi attorno) “Bu… bussò tre volte.

La porta si aprì curiosamente da sola. La contessa stava per entrare quando udì uno strillo”

(scrive)

Doris (mostra un topolino di gomma a Lisetta, la quale caccia un urlo)

Gregory (è ormai impietrito) “U… Udì uno strillo… Qualcuno aveva lasciata accesa la radio. Stavano

trasmettendo, guarda un po’, un radiodramma dell’orrore. La contessa si sedette sulla sua

poltrona preferita e spense la radio. Ma questa si riaccese da sola ” (scrive)

Doris (estrae una radio a transistor e la accende per una decina di secondi).20

Gregory (sempre più impietrito) “Si riaccese da sola… ‘Dovrò farla riparare’, pensò la contessa, e si

mise di nuovo a sedere sulla poltrona e aprì il suo libro di algebra preferito. (scrive con

tremore, e si tranquillizza quando vede che non è accaduto nulla) “Stava leggendo qualcosa di

divertentissimo sulla regola di Ruffini, quando sentì una mano afferrare la sua spalla.” (scrive)

Doris (afferra con la mano la spalla di Gregory)

Gregory (si blocca per la paura, dando a Doris e Lisetta il tempo di scappare, poi urla) Aiuto, aiuto! I

fantasmi! Signorina Beckenbauer! Signorina Beckenbauer!

Beckenbauer (entra) Che c’è?

Gregory (c.s.) Signorina, mi aiuti lei! In questa casa ci sono i fantasmi! Mi vogliono uccidere! Mi

vogliono uccidere!

Doris (entra con Lisetta) E fanno bene!

Gregory Ma cosa dice? È impazzita?

Lisetta Sì… cioè… no! Fa bene ad aver paura dei fantasmi!

Ettore (entra con un megafono e vi parla dentro) Già! Ormai sei in trappola, Rambo. Arrenditi. La

casa è circondata. Arrenditi e non ti succederà niente.

Gregory Trappola? Arrendermi? Ma di cosa state parlando!

Battista (entra) La prego di non fare l’angioletto, signore. Tanto lo sappiamo, che voleva ucciderci

tutti!

Gregory Cosa? Uccidervi?

Beckenbauer Sì, proprio così. Ho ascoltato di nascosto mentre parlava del suo piano criminale. Voleva

uccidere me la pistola, Lisetta con il veleno, Battista da un killer..

Gregory (realizza e si mette a ridacchiare, interrompe la governante) … e, magari, la cameriera con

una coltellata!

Beckenbauer Già, proprio così.

Lisetta Ha anche il coraggio di ridere… Barbablù!

Ettore “Mostro della laguna nera”!

Gregory Ma signori miei, ci deve essere un equivoco. Io mi riferivo ai personaggi del mio ultimo

romanzo, “Il barone colpisce a stomaco pieno”: la cameriera, la cuoca, il maggiordomo, il

giardiniere e la governante li trovavo fuori luogo e stavo appunto progettando di eliminarli. E

la signorina Beckenbauer, che passava di lì, deve aver travisato le mie frasi, ecco tutto.

Lisetta Quindi, c’è stato un “qui quo qua”.

Doris “Qui pro quo”, Lisetta. Lo vuoi imparare sì o no?

Battista E pensare che avevo persino ingaggiato un killer con il compito di ucciderla!

Gregory Chi, il muratore?

Battista Muratore, elettricista e tappezziera. (realizza) Ma chissà che fine avrà fatto?

Beckenbauer Signor Brown, potrà mai perdonarci? Stavamo per commettere il più grosso errore della nostra

vita. E la colpa sarebbe stata solo mia.

Gregory Non si disperi, signorina. Purtroppo, al giorno d’oggi, c’è anche chi, prima di fidarsi di uno

sconosciuto, preferirebbe ucciderlo e fargli l’autopsia.

Doris Ha proprio ragione, signor Gregory. Le chiedo scusa per quella stupida storia dei fantasmi, che

mi sono inventata con l’aiuto di Lisetta.

Gregory (colpito) Ah! Ma allora era tutta una montatura? Perché in questa casa non ci sono i fantasmi,

vero?.21

Battista Ma certo che no!

Entra ZeroZero, dietro tutti. È avvolto nella tenda e barcolla: sembra davvero un fantasma.

Gregory E pensare che ci stavo quasi cascando. Che pistola! Figuriamoci se nel Duemila esistono

ancora i fantasmi! E dove sarebbero, poi? In questa casa! Che idiozia! (così dicendo, si gira,

vede ZeroZero, si rigira, poi realizza e si blocca completamente per la paura)

Battista Cosa c’è, signore?

Ettore Niente, dev’essere un fermo immagine.

Gregory (spaventatissimo, è impietrito, muove solo la bocca) Gi… gi… giratevi un po’ e di… ditemi

co… cosa vedete!

Gli altri (si girano, guardano ZeroZero in quelle condizioni e si rivoltano, dicendo in coro) Niente, un

fantasma!

Tutti (compreso Gregory, realizzano) Un fantasma? Aaaaah! (scappano di corsa dall’uscita)

ZeroZero (riesce finalmente a liberarsi dalla tenda) Oh, finalmente, non ne potevo più di quella tenda.

(si guarda intorno) Ma se ne sono andati via tutti? (ad alta voce) Signor Battista? Signor

Brown? Boh! Mi sa tanto che non guadagno niente nemmeno oggi. Meglio andarsene. (rivolto

al pubblico, mentre si avvia verso la porta, canta sulla musica del “Merendero”) Mamma,

mamma, lo sai che c’è? Si è stufato ZeroZero, si è stufato per davvero, vi saluta e se ne va.

(chiude la porta ed esce dalla casa)

FINE

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