IL SOLE NEGLI OCCHI
Commedia in tre atti
di GIOVANNI CENZATO
PERSONAGGI
ORAZIO VERDINET
IMENEO COFFINARD
ACHILLE BRISSOT
GERMEUIL
ENRICO
SUSANNA
PALMIRA
OLIMPIA
ANNINA
MARTA
ROSA
L'azione in Francia - Oggi.
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
Una stanza d'albergo a Beaujeu. E' una stanza modesta, perch si tratta dell'albergo d'un luogo di villeggiatura piuttosto locale, che non ha grande rinomanza. C' per nellarredamento una certa pretensione d'eleganza fatta dal novecento utilitario ed economico, ma con una qual grazia, tendine alle finestre, vasi di fiori sui davanzali, tappezzerie vivaci. La comune nel fondale; ed ha una finestra a fianco, ma assai verso destra. La parete di sinistra invece occupata dal letto, appoggiato lungo essa. Pochi altri mobili d'uso adornano la camera. C' a sinistra, a piedi del letto, un paravento che presumibilmente nasconde il lavabo e un attaccapanni. La finestra un po' alta dal suolo, di quelle fatte a ghigliottina . E', la mattina.
Questa la camera del professore Orazio Verdinet, ospite, per le vacanze, dell'alberghetto. La dimora dell'uomo studioso, astratto, lasciato un po' indietro dallepoca in cui vive, e rimastovi per cocciutaggine mentale, evidente dai bauli e dalle valigie di antica foggia, e da molti libri sparsi un po' dappertutto, specie sul piccolo tavolo che, nel centro della camera, serve da scrivania.
(Quando s'alza la tela, Verdinet dietro il paravento e non lo si vede. Egli sta facendo toeletta. Si sente picchiare alla porta di destra).
Verdinet - (sempre senza farsi vedere) Sei tu, Coffinard?
Coffinard - Buongiorno, Verdinet! Gi alzato?
Verdinet - (esce dal paravento asciugandosi la faccia e si dirige verso la porta. E' un uomo intorno ai cinquanta anni, ma dalla parte peggiore, visibilmente inelegante, barba dottorale, capigliatura folta e grigia) Ma che santo oggi? Che cosa dunque si festeggia in questo maledetto paese? (Si bussa alla comune). Avanti!
Annota - ( la cameriera dellalbergo ed entra con un vassoio) Buongiorno, professore! Ecco i suoi sali...
Verdinet - Buongiorno, cara! Ma mi sapete dire che accidente c' stamane, che dalle quattro non si pu dormire? Gente che va, che viene, che grida, che chiama, trombe d'automobili... Che diavolo succede? S'accampa un reggimento?
Annina - (con un certo stupore) Il signore non sa dunque che oggi c' il Giro? Che Beaujeu tappa?
Verdinet - II... giro?
Annina - S... il Giro di Francia! Ah! Sono ben fortunati i villeggianti di Beaujeu!
Verdinet - Pare anche a me! (Trangugia i sali).
Annina - Finalmente potr vedere da vicino Lepellisse! Tutta notte non ho dormito da questa emozione... Lepellisse mio secondo cugino!
Verdinet - E siete cos contenta di non dormire?!
Annina - E come no?
Verdinet - Quanto a me vi dico che il padrone non dovrebbe computarci questa giornata nella pensione! E' una giornata di pace e di riposo rubata ai clienti! Io non la pagher! S viene in campagna per riposare e se si paga per il riposo si ha diritto d'averlo!
(Entra Coffinard dalla porta di destra).
Coffinard - ( un uomo della stessa et di Verdinet, all'antica e provinciale) Addio, caro Verdinet! Che notte!
Verdinet - Non parlarmene! E dove ci si rifugia oggi?
Coffinard - Ho il mio programma: prendiamo una vettura e andiamo a Saint Lizir. Vi si mangia dell'ottimo pesce, pescato al momento, e lo fanno con una certa salsa che vogliano inventata da Richelieu. La cosa, a te che sei tanto studioso, deve interessare... Ritorneremo a sera
Anntna - Ma stanotte sar anche peggio!... Domattina alle quattro c' sveglia. Partenza alle cinque.
Verdinet - (risoluto) Hai fatto bene a dircelo! Dormiremo a Saint Lizir! (Annina esce sorridendo). Vedo che sei gi pronto...
Coffinard - Se ti dico che dalle quattro che mi rivolto nel letto! Alle sei ero gi in piedi!
Verdinet - Non si pu tener aperta nemmeno la finestra se si vuol parlare... E poi fanno pagare quel che si paga! (Altro tono) Due minuti e son pronto anch'io. Per carit, scappiamo da questo inferno! (S accinge a ultimare la sua toeletta, andando qualche volta dietro il paravento, ma sempre conversando con Coffinard).
Coffinard - Dunque... i giornali hanno pubblicato la notizia delle onoranze che Cormatin ti tributer... La radio la trasmette da quattro giorni... La mia iniziativa ha trovato consensi unanimi. Anche la posta che mi arriva respinta da Cormatin reca adesioni sempre pi ri-guardevoli e importanti... Guarda qui... [Apre un giornale e cerca una notizia che evidentemente per le sue proporzioni sfugge) Aspetta... Dov'? Sai... Non una notizia sportiva... Ah! Ecco!... (Legge) Nelle scuole di Cormatin, dove il professore Orazio Verdinet, il noto storico e filologo, inizi la sua carriera d'insegnante, verr murata una lapide . E' sintetico... Oggi tutto sintetico... (Vedendo che sorride) Perch sorridi?
Verdinet - Ma non ti pare che faccia sorridere l'inaugurare una lapide a un... professore perch ha insegnato in una scuola? Le lapidi, oggi, si mettono per le cose grandi, che restano, non per gli uomini che spariscono...
Coffinard - Tu mi offendi, Verdinet!
Verdinet - Non prendertela da questo lato, se no inutile discorrere...
Coffinard - E da qual lato devo prenderla? Ma come? Io, Imeneo Coffinard, sindaco di Cormatin, dove tu, a trecentodue franchi all'anno, iniziasti il faticoso ma luminoso calvario del sapere, dove cominciasti a spezzare il pane della scienza...
Verdinet - Il pane della scienza! Gran merito, con tutti i prestinai che ci sono oggi!
Coffinard - Non dire idiozie! Ogni volta che te ne parlo cos! E non insistere ancora in questa tua opposizione! Che ho tutta la Francia dalla mia! Tutta! Ministri, Accademie, personalit, tutti aderiscono... E popolo!... Guarda questa lettera! (estrae una lettera e la spiega per leggerla) L'ho ricevuta giorni fa, rispeditami da Cormatin. Questo slancio di popolo... Non si sbaglia... (Legge) Olimpia Coquart, indovina. Specialit in lotterie, rue Bagnolet sessanta, Parigi . L'ortografia te la risparmio, non degna di te, ma il pensiero che conta. Senti. Egregio signor sindaco, ho saputo delle onoranze al professore Verdinet e massocio... . Tutta una parola, massocio , ma non fa nulla.
Verdinet - Si vede che vuol associarsi bene...
Coffinard - Vi prego di ricevermi, perch voglio parlarvi di quel caro spiritoso....
Verdinet - Spiritoso?
Coffinard - (correggendosi) No... Spirito... Caro spirito... Era uno svolazzo della scrittura... (Continuando a leggere) Io verr sabato ventitre . Oggi. Non m'avr trovato a Cormatin, ma certo torner...
Verdinet - (vivo) Ma perch parla di spirito? Mi crede morto?
Coffinard - Mah! Sai, popolo... Sente, ma non sa esprimersi... Del resto, anche fosse, non sarebbe la prova pi evidente della tua fama? Se ti ricordano quelli che ti credono morto, figurati quelli che ti sanno vivo! Tu hai in anticipo le prove della tua gloria futura! (Altro tono) Ma dimmi la verit... Sii sincero... Forse ti secca che l'iniziativa sia partita da me che non sono un uomo di lettere, ma solo il tuo compagno di camera negli ultimi anni d'Universit?
Verdinet - (sincero) Ma cosa dici?
Coffinard - Oh! Tu potresti guardarmi con molta commiserazione dall'alto del tuo Parnaso... Un povero farmacista come me...
Verdinet - Povero? Non ho mai conosciuto un farmacista povero...
Coffinard - Voglio dire che un farmacista ben poco in confronto d'un letterato, par tuo... S, vero, ho fatto i quattrini, ma onestamente.
Verdinet - Fin dove pu rimanere onesto un commerciante in genere e un farmacista in ispecie... Ogni professione ha un limite di resistenza in argomento...
Coffinard - Eppure un po' di parentela spirituale l'abbiamo. Apollo fu l'inventore dei purganti...
Verdinet - Apollo? Mai saputo! Vedi che sei pi colto di me? (Altro tono, ravvivandosi) Del resto, gi che ti sei messo in mente la lapide, fa pure! (Ilare) Ma s! Eterniamo la giovinezza! I miei trent'anni d'allora! Fermiamone il ricordo nel marmo, gi che non possiamo fermarli in questa impalcatura d'ossa che ogni anno aumenta i suoi tarli! (Pausa pensosa). Tre anni passati a Cormatin... Fino alla guerra... Mi ricordo che in ultimo ebbi per amante una lavandaia prosperosa... Uno di quegli amori economici, tutto muscoli, senza l'attaccaticcio del sentimento, che rimangono belli appunto perch si possono dimenticare... Difatti non mi ricordo nemmeno come si chiamava... La soprannominavano La Marsigliese...
Coffinard - Perch? Era di Marsiglia?
Verdinet - Macch... Perch incoraggiava i giovani all'amore... Allons enfants.... Ma erano malignit, sai-Quando tornai dalla prigionia, la prima volta che passai da Cormatin, allora ero stato nominato a Rennes, chiesi di lei e mi dissero che era morta...
Coffinard - ... sul lavoro.
Verdinet - Ma no, poveraccia! Era una brava donna. Nata per l'amore giocondo.
Coffinard - Eh! Tutti abbiamo avuto la pagina d'amore dei vent'anni! E' la prima pagina a colori del libro della vita! Le altre sono a bianco e nero! E resta impressa anche se ci dimentichiamo l'iscrizione sotto!
Verdinet - Sono pronto... Andiamocene... Ma s'ha da pernottare proprio a Saint ILizir?
Coffinard - Ma no... Vedrai... Al caso verremo a dormir stasera per sopportare la levataccia di domattina...
Verdinet - (mette il cappello) Ce lo daranno il caff e latte dabbasso?
Coffinard - Strepiteremo fin che ce lo daranno... (Avviandosi a destra) Passiamo dalla mia camera, che prendo il cappello... (Escono a destra, ma prima di uscire Verdinet apre la finestra. Rumori di clakson e di folla. Scena vuota, per qualche istante. Poi si vede Annina affacciarsi alla comune con qualche precauzione, sbirciare nella camera e poi parlare fuori).
Annina - No! H? vuota!... Se ne sono andati! E non tornano per oggi! (Entra. La seguono subito Enrico e Marta, rispettivamente il facchino e un'altra cameriera; corrono tutti e tre alla finestra).
Marta - Magnificamente!
Enrico - Da qui ai vede fino alla curva di Sant'Antonio.
Annina - Eccoli!
Enrico - Quello Mauretier, scommetto. S, lui! E' lui! (Gridando) Evviva! Evviva Mauretier!
Marta - Evviva! (agita un fazzoletto).
Annina - Evviva! (Fuori continuano i rumori e si sentono voci d'incitamento e di evviva). Che andatura!
Marta - Peccato che la finestra sia un po' alta. Bisogna continuare a saltare.
Enrico - Prendi questa sedia (eseguisce).
Marta - Bravo! (vi sale).
Annina - Ci stiamo tutte e due... (sale anche lei).
Marta - Non ce n' un'altra per te?
Enrico - E' molto ad essercene una, qui!... Il professore ha ragione di lamentarsene sempre... Aspetta... Ci sono questi libri... (prende due grossi volumi dal tavolo e li adopera per arrivare meglio alla finestra) Oh! Cos va bene!
Annina - (sempre guardando fuori) Eccone due! Si sorpassano. Ma quanti ce ne saranno ancora?
Enrico - Ormai siamo alla fine, purtroppo!
Marta - Che peccato! Ma i campioni sono passati? Vernet, per esempio?
Enrico - Hai voglia di aspettare Vernet! Quello sempre in testa!
Annina - Mi rincresce, caro, ma questa mattina c'era Lepellisse in testa! L'ho visto io che lo conosco.
Marta - (ad Annina, ironica) Come lo conosci tu, Lepellisse? Dai giornali illustrati?
Annina - Lepellisse? E' mio secondo cugino.
Marta - Fa piacere! (ride sgangheratamente, poi ad Enrico) Senti! Dice che suo secondo cugino!
Annina - (offesa) Come, fa piacere? Il piacere e il dispiacere te lhan fatto i suoi parenti a metterlo al mondo.
Enrico - Ma state attente! Eccolo l'ultimo gruppo. Sono gi in volata.
Marta - Possibile?
Enrico - Ohe! Siamo a trecento metri dal traguardo sai?
(Entrano Susanna e Brissot).
Brissot - ( un giovane sui trentanni, aria seria, romantica, un po' timido, aspetto d'uomo di studio. Entra cauto, tenendo per mano Susanna, giovane di venti anni, bella, spigliata) Aspetta...
Annina - (sentendo venire gente salta gi e s'avvicina ai due) Che cosa desiderano?
Brissot - (un po' impacciato) Ah... Non mi riconoscete?
Annina - Gi... Mi pare... L'amico del professore Verdinet...
Brissot - S... Il suo assistente... Sono venuto qui altre volte...
Annina - Non c'... E' uscito da poco... Avrebbe dovuto incontrarlo... Ma credo che star assente tutto il giorno...
Susanna - Che fatalit!
Brissot - (sempre imbarazzato) Sentite... Ci capita un contrattempo. Questa la mia fidanzata... E...
Annina - (come chi la sa lunga) Ho capito! Ma non si pu accontentarvi, ragazzi! Oggi c' il Giro, e tutte le camere sono occupate... In questa non posso prendere la responsabilit...
Brissot - (un po' offeso) Cosa dite? Non quello che pensate...
Susanna - (anche lei dura) Vi prego... Siete abituata ad altri clienti, si vede!
Annina - Sensate... Ma se a vent'anni non si fa quello che pensavo io, non so perch ci si debba volere bene...
Brissot - (per troncare) Ecco... Vedete... Non vorrei altro che la signorina stesse qui un momento. Speravo che ci fosse il professore... Fin che io vado per una commissione...
Annina - (che ha premura di correre alla finestra dove l'attraggono le esclamazioni di Marta e di Enrico) Ma s! Ma s! (Torna alla finestra).
Brissot - (a Susanna) Allora vado... Tu sta qui... Io spio la zia... Lei non mi conosce, posso vedere cosa mai venuta a fare qui... Sei inquieta?
Susanna - (un po' aspra) Ma nemmeno tranquilla... Capirai... Si fanno anche delle figure...
Brissot - Senti... Tu sai quanto io ti voglio bene, e come abbia accettato con gioia che tu mi accompagnassi in questa scampagnata... Ma ti confesso che, pur accettando, la tua proposta m' sembrata azzardata... I fatti purtroppo mi danno ragione...
Susanna - Adesso non dovr farti coraggio io, eh?
Brissot - Non dico...
Susanna - Ebbene, va, sbrigati!... (Brissot esce).
Marta - Che gioia! Dio, come mi piacciono! (fa dei piccoli salti). Che gambe! Che muscoli! (Con un grido) Ah! (si ritrae e scende spaurita dalla sedia).
Annina - Il vaso! (scende anche lei).
Enrico - Che vaso?
Marta - (indica Annina) E' caduto il vaso di fiori che era sul davanzale!... E' stata lei, nello sbracciarsi!...
Enrico - Accidenti! E dove andato? (Ad Annina) Stupida!
Annina - Ma non sono stata io!
Marta - S! Sei stata tu!
Annina - E ora?
Marta - Andiamocene!
Enrico - Guarda se si vede qualche cosa... Ce u pezzo di tetto oltre il davanzale... Pu aver rotolato ed essersi fermato sulla grondaia. - (Sale e si sporge) S! S' fermato proprio sulla grondaia.
Annina - Meno male!
Marta - Respiro!
Enrico - Ma s' spezzato il vaso. Il fiore e la terra hanno proseguito.
Annina - E adesso si vedr che non pu essere caduto che da qui! Andiamocene!
Marta - S! S! (Enrico, Annina e Marta fuggono precipitosamente).
Susanna - (che durante la scena rimasta un po' a guardare e a interessarsi della emozione dei tre, ora rimane sorpresa da quella fuga) Sono scappati? E cosa faccio adesso io? Nella camera di un uomo che non conosco. Che disdetta che la zia sia venuta a Beanjeu proprio oggi! A far che, poi, lo sa soltanto lei! (Sale un po' sulla sedia che sotto la finestra, spia fuori, poi si guarda attorno, sempre stando sulla sedia. In questo momento la porta si apre violentemente ed entra Verdinet concitato, iroso, a testa bassa, le spalle alzate. Da questo suo procedere si comprende come egli sia il disgraziato cui piombato sul capo il contenuto del vaso dei fiori. La terra gli scivolata per la schiena. Susanna scesa in fretta dalla sedia, va presso il tavolo).
Verdinet - (avanzandosi sempre a capo chino) Accidenti! Asptti mezz'ora un caff e latte, e poi non fai in tempo ad uscire che ti prendi un vaso di fiori sulla testa!... (Senza poter guardare e scambiando evidentemente Susanna per la cameriera) Per fortuna che non c'era l'involucro, ma la terra m' scivolata tutta per la schiena... Ah!... Ah! State facendo la camera? Uscite un momento... (e va dietro al paravento dove evidentemente sta per spogliarsi e pulirsi sempre, parlando). Ma nemmeno in un paese dove, a momenti, non si trova il pane, c' modo di avere pace! Lo sport, le corse, i primati, i massimi, i minimi, le squadre, i campionati! Afflizione del secolo! Facciano quello che credono, va bene, ma non vengano nei piedi dei cristiani! (Oro esce dal paravento e si accorge di Susanna) Ah! Oh! Scusi...
Susanna - Scusi lei, professore...
Verdinet - (un po' asciutto) Che cosa desidera?
Susanna - Aspetto il professore Brissot...
Verdinet - Brissot? Il mio assistente? Ah, gi, che oggi doveva venire a portarmi certe bozze... Ma come lo aspetta qui lei? Perch? Chi ?
Susanna - Siamo fidanzati...
Verdinet - Fidanzati? Di che genere? La sposa?
Susanna - Lo spero! Ci amiamo per quello!...
Verdinet - Lo chiedo perch oggi, coi costumi e le abitudini moderne, non si sa se sia pi in pericolo una ragazza vicina ad un giovanotto o un giovanotto vicino ad una ragazza... (Pausa). Ma Brissot dov'?
Susanna - E' andato a cercar lei. Non l'ha trovato?
Verdinet - No, non ho trovato nessuno... Cio, ho trovato un vaso di fiori sulla testa...
Susanna - Sono stati quei ragazzi dell'albergo... Io lo so... Erano qui a guardare il Giro e hanno urtato il vaso sbracciandosi...
Verdinet - Canaglie! Proprio nella mia camera sono venuti! E per farmi poi un s bel servizio!... (Rumori di evviva da fuori e strombettamenti). Va all'inferno! (va per chiudere dispettosamente la finestra, ma non lo ha perch si accorge dei libri che sono stati collocati sotto di essa) Che? Chi ha messo qui questi libri? Sono stati certo quei bricconi! Per meglio vedere la corsa...
Susanna - S... Sono stati loro.
Verdinet - (mentre ripulisce le copertine) Maleducati! E ignoranti! Calpestano Plutarco per un ciclista! Per un bruto! Che orrore! Oggi sono capaci di tutto in questo albergo!
(In questo momento dalla finestra arriva la voce di un altoparlante che annuncia)
Una voce - Attenzione! Attenzione! Lepellisse, vincitore della tappa, saluta gli sportivi di Francia! Attenzione! Lepellisse al microfono.
Altra voce - (rauca, ansante, piena d'incertezze e di incapacit oratoria) Io saluto e ringrassio... E saluto... Sono contento di avere vinto per l'onore... della Francia... e saluto!... Ecco!
Verdinet - (chiudendo la finestra) Ti saluto, caro! Bell'oratore! Guarda un po' chi tien alto l'onore della Francia! (Va verso Susanna che rimasta fin qui sempre in disparte, rispettosa ma non intimidita, anzi quasi rallegrata dal curioso tipo di Verdinet) Be'... Dica, signorina...
Susanna - Si tratta di questo, professore... Le ho detto che Brissot e io siamo fidanzati... Da un anno... Non lo sa nessuno... Nemmeno mia zia... Una bisbetica...
Verdinet - Ha una zia, lei?
Susanna - Ah! Non mi parli di mia zia!
Verdinet - Ma io non gliene parlo affatto... Non so neanche che esista!
Susanna - Io non ho mamma. Mia mamma morta nel mettermi al mondo e m'ha cresciuto mia zia... Una bisbetica...
Verdinet - Oh, povera signorina...
Susanna - Ma sono felice, sa? Perch amo Brissot e perch lavoro...
Verdinet - Che brava! E poi, vent'anni!...
Susanna - Sono impiegata nella manifattura Rancouri... Sono una ragazza onestissima, sa?
Verdinet - (stupito) E chi ne dubita?
Susanna - M'intendo che a vedermi far scampagnate con un giovanotto...
Verdinet - Senta: lei sar nata venti o che anni fa, ma io non sono mica nato un secolo fa, sa?
Susanna - Ebbene, senta, professore... Ieri mia zia doveva andare non so per quale cosa in provincia.... Brissot mi dice: Devo andare a Beaujeu dal professore Verdinet....
Verdinet - E le ha proposto di fare la gita insieme nell'assenza della zia...
Susanna - Se devo dirle la verit, ho proposto io di accompagnarlo... Sa... Si parte alla mattina, si pu tornare alla sera... Nulla di male.
Verdinet - Gi... Per solito il male lo si fa dalla sera alla mattina... Ma a volere... Tutte le ore sono buone... (ride da s).
Susanna - Gli che io desideravo di ritrovarmi per un giorno intero con Brissot.
Verdinet - Si capisce...
Susanna - Perch da troppo tempo gli ho tenuta celata una cosa che adesso non posso pi nascondergli...
Verdinet - (fraintendendola) Dio mio! Un fallo!
Susanna - Noo! Le ho detto che sono una ragazza onestissima... E' un'altra cosa che a lui non andr gi! (Come se si rivolgesse a Brissot) Antipatico! Ma io non mi piego! (A Verdinet) E ho detto: se potessi un giorno trovarmi sola a solo con lui, in campagna, col verde, la pace, chiss che non riesca a fargliela digerire...
Verdinet - Cosa vuol fargli digerire?
Susanna - La mia passione sportiva!... Io sono una sportiva!...
Verdinet - Lei una sportiva?! E si innamorata d'un letterato?! Disgraziati tutti e due!
Susanna - Mi alleno tutti i giorni... Da tre mesi.
Verdinet - A far che cosa?
Susanna - (che a poco a poco ha preso confidenza) Alla corsa degli ottanta, con ostacoli... E pensi che sono stata scelta pel campionato nazionale! Lo sa, eh?, cos' un campionato?
Verdinet - (semplice) Oh Dio... Ne ho una vaga idea... Ma non conta...
Susanna - E devo pur dirlo a quel ragazzo! Ecco perch ho chiamato complice sentimentale una scampagnata... La seduzione d'una gita a due... Magari la libert di qualche bacio di pi... Invece, neanche a farlo apposta, che mi domando ancora come pu essere successo, appena scendiamo qui a Beaujeu vediamo nella folla, la zia! Venuta qui! A fare che? Mah!
Verdinet - Avr avuto dei sospetti sulla vostra gita...
Susanna - Impossibile... Non sa nemmeno che Brissot esista!
Verdinet - E allora?
Susanna - Allora Brissot m'ha fatta ricoverare qui da lei... Intanto uscito anche per vedere dove andava, e da chi, e se ripartiva... (Supplice e semplice) Professore, ci aiuti lei, per carit! Ci protegga! Mia zia, gliel'ho detto, una bisbetica e in certe cose una belva!
Verdinet - Ma cara! Io non sono un domatore... E poi con le belve... voglio dire con le donne, non ho mai avuto a che fare...
Susanna - Mi tenga qui fin che ripartita.
Verdinet - Qui da me?
Susanna - (quasi abbracciandolo) Non mi dica di no.
Verdinet - (commosso) Va bene... Cosa ho da dirle? Stia qui, per intanto... Torner bene, Brissot,,
Susanna - (felice) Certo!
(Entra Coffinard dalla comune, cercando Verdinet).
Coffinard - Verdinet? Hai finito di cambiarti? (Scorge Susanna, stupito) Ah! pardon...
Verdinet - Vieni, vieni... (Per presentare Susanna) La signorina...
Susanna - (prevenendolo) Susanna Brossard...
Coffinard - (galante) Vedo che il vaso aveva il fiore...
Verdinet - (ride) Gi... (A Coffinard, presentando Susanna) Questa la fidanzata di Brissot... Sai, il professore Brissot, mio assistente, che t'ho presentato, mi pare...
Coffinard - Diamine! Brissot! Giusto pensavo' a lui per fargli fare il discorso all'inaugurazione della lapide...
Verdinet - (a Susanna) Gran bravo giovine, sa, Brissot! Bella mente... Povero, ma pieno di avvenire come tutti gli intellettuali, pei quali poi l'avvenire non viene e la povert resta... Fa nulla... (A Coffinard, indicando Susanna) E lei, capisci, non gli ha mai confidata la sua passione sportiva... E pensa che concorre al... Come ha detto?...
Susanna - Al campionato nazionale di atletica leggera per il salto con ostacoli.
Coffinard - Bisogna scegliere, signorina, fra amore e sport. Nella vita scegliere da forti. La decisione sempre l'espressione di un carattere!
Susanna - Ah! Io non potrei mai rinunciare allo sport!
Coffinard - Ma che cosa ne fa dello sport?
Susanna - Come? Ma lo sport il trionfo della forza, della bellezza, della vita! Della vera vita! Non penser mica che la vita sia qui, eh? (indica i libri sul tavolo).
Verdinet - ( un po' offeso) Ma, signorina!...
Susanna - (imperterrita) Questi sono lapidi, sepolcri, urne di ceneri! (Ne apre uno e lo fa annusare a Coffinard) Senta, che odore da morto! (Va vicino a Coffinard, offrendo al suo olfatto il collo) Senta che odor di vita, come so di buono, io!
Verdinet - (un po' interdetto) E Brissot, annusa anche lui?
Susanna - Oh, se avessero fatto dello sport anche loro, e se lo facessero, sarebbero ancora dei giovanotti! (A Verdinet) Scusi, quanti anni ha lei?
Verdinet - Eh! Cara signorina, gli anni, dopo i cinquanta, sono come le monete fuori corso... E' inutile metterli in circolazione...
Susanna - (o Verdinet) Ci scommetto che lei ha appena sessantanni.
Coffinard - (ride) Ah! Ah!...
Verdinet - Appena? A me sembrati troppi! E le assicuro, non per civetteria, che ci sono ancora lontano.
Susanna - Lo vede a non fare dello sport? Si dimostra di pi! (Verso Coffinard) Come lei... Anche lei avr passati i sessanta, no?
Verdinet - (ride) Ah! Ah!...
Susanna - (a Verdinet) E lei perch non ha preso moglie?
Verdinet - Perch? Sa... Ci si posa e non ci si sposa sempre senza sapere il perch
Susanna - Oh! Se avesse preso moglie!
Coffinard - Certo! Quello uno sport che tiene svegli! Si diventa tutti olimpionici! (tutti e tre ridono). (Appare alla comune Brissot).
Brissot - (si ferma sulla soglia un po' sorpreso dall'allegria cui arrivata Susanna) Buongiorno, professore...
Verdinet - Ah! Sei tu! Vieni avanti! So tutto! Non occorre che tu mi spieghi. Ti faccio i miei complimenti...
Brissot - Maestro...
Verdinet - Niente di male, caro, alla tua et! Se lo facessi io ci sarebbe da farsi o da fare del male...
Coffinard - (avvicinandosi a Brissot) Professore! Stavo pensando a lei per una cosa...
Verdinet - (a Coffinard) Ma lascia perdere... (A Brissot) Vieni qui, caro, a darci ragguagli sulla tua ispezione. Non vedi come ti aspetta Susanna? Siamo amici, sai? (confidenzialmente e paternamente le cinge la vita).
Susanna - Hai trovata la zia?
Brissot - (un po' imbarazzato dalla presenza del professor Verdinet) No, non l'ho vista...
Susanna - (con letizia) H professore ci vuol bene, sai? (fa un salto di allegrezza).
Brissot - (severo, ma dolce) Susanna! Perch salti cos? Non sai chi il professore?
Verdinet - Ma lascia! M'ha fatto passare il cattivo umore.
Coffinard - (a se) Vuol impedirle di saltare! Sta fresco!
Susanna - Ci protegge, mi tiene qui... Anzi, deve dirti una cosa per me!
Brissot - (stupito) Lui? Per te?!
Verdinet - (ridendo, divertito) Eh! Capisco l'allenamento, ma non corra cos!
Brissot - Che cos'?
Verdinet - Nulla... Non lo sai che una sportiva?
Brissot - (al colmo dello stupore) Tu?!
Verdinet - S... Una sportiva... Non ho mica detto una ladra...
Susanna - (decisa a venirne fuori, approfittando della presenza e della condiscendenza di Verdinet) S... E partecipo al campionato di atletica. Lo sa anche il professore, e lo approva!
Verdinet - Io?!...
Susanna - (continua) Sono venuta ad accompagnarti a Beaujeu per dirtelo, per confessartelo, per chiederti scusa anche, se credi. Ma per andarvi a ogni costo...
Brissot - (sbalordito) Tu in uno stadio? A far cosa?
Verdinet - Va a correre - A saltare...
Brissot - Ma no!
Verdinet - Come no? Non conosci ancora chi ami? Non lo sai che ha questa passione? Non t'ha fatto sentire che sa di buono?
Brissot - No! Non pu essere! Non deve essere! Tu sei una sportiva? Mai!
Verdinet - Adesso non esagerare, via! Quando si hanno venti anni si tutti un po' sportivi, fuor che i tangheri e i malati. Avere vent'anni vuol dire essere dei conduttori di elettricit. Averne sessanta si degli isolatori...
Coffinard - Anzi, degli isolati...
Brissot - Andare su pei giornali illustrati? In maglia?
Verdinet - Vuoi che mettano me in maglia?
Brissot - (a Susanna, duro, violento quasi) Ed era per confessarmi questo che m'hai accompagnato?
Susanna - S!
Verdinet - C'erano dei baci in programma. Ma se volete darveli, non fate complimenti.
Brissot - Mi spiace, ma non parteciperai! Te lo proibisco!
Susanna - (forte e decisa) Cosa? Proibirmi di partecipare, ora che sono gi in nota? Caro mio, spiace pi a me di non poterti ubbidire!
Coffinard - Questo si chiama saltare gli ostacoli!...
Susanna - (viva) Senti, non ne hai il diritto n la possibilit!
Brissot - (dominandosi) Intanto vorrei sapere perch non me ne hai mai parlato.
Susanna - Ma scusa, ti ho mai chiesto io perch non ci mai venuto a parlarmi della (prendendo un libro dal lamio e leggendone il titolo) Metafisica di Aristotile ?
Verdinet - (divertendosi) Ah! Ah!
Brissot - (sbalordito) Che c'entra la metafisica di Aristotile?
Susanna - Lo vedi? Tu non me ne hai mai parlato perch io di quelle cose l non capisco niente. Zero. Cio, quello che capisci tu di sport. Cosa devo metterti a parte di ogni, di speranze, di aspirazioni di cui tu non conosci il valore?
Brissot - Ma i sogni, le speranze, le aspirazioni di una ragazza come si deve, e come intendo io, debbono essere quelli di diventare una brava donna di casa, specie quando s giurato amore ad un uomo.
Susanna - Ma lo sport un modo di vivere che non esclude affatto ogni e qualunque virt! Non sarai uno di quegli sciocchi barbogi i quali, perch vedono che una ragazza si mostra in una gara ginnastica, credono che i possa portarla a letto?
Verdinet - Qui non ha torto...
Susanna - Ma lo sai che lo sport l'espressione pi lana della vita, e del vigore che fa camminare il mondo?
Brissot - Sciagurata! E' il pensiero che fa camminare il mondo!
Susanna - Fa piacere! (A Verdinet) Professore!... Mi ricorder sempre la storia di Archimede che mi hanno insegnata a scuola... (Come chi reciti) Quando i soldati romani presero d'assalto Siracusa, il console Marcello ordin di risparmiare la vita di Archimede. Ma un soldato, che non lo conosceva, lo sorprese mentre stava cos profondamente studiando da non accorgersi che si combatteva per le vie. E, poich non rispondeva, l'uccise. (Altro tono, a Brissot) Vedi dunque che a pensare troppo ci si perde sempre!
Verdinet - (a Brissot) T'insacca!
Susanna - E pazienza Archimede che avr avuto ottant'anni. No? Quanti ne aveva?
Brissot - (seccato) Non lo so...
Susanna - Bella cultura!... Pazienza lui, dico, ma tu credi che a venti anni, oggi, le ragazze debbano vivere a fare il tombolo come le nostre bisnonne? Ma non ti guardi intorno? Non vedi la gente che vola? Non sai che in cinque giorni si va in America quando, appena una ventina d'anni fa, ci voleva un mese? Che il chilometro diventato metro, il metro centimetro?.
Verdinet - E il franco centesimo
Brissot - E allora perch ti sei innamorata di me? Almeno a parole?
Susanna - Perch? Perch mi sei piaciuto... Perch sei anche tu la forza, la bellezza, la giovinezza. E io ti convertir...
Coffinard - (a Brissot) Vi far correre!...
Brissot - (ridendo ironicamente) Ah! ah! Convertire me! Mai! Vorresti spegnere il cervello, sostituirlo con la forza bruta? La forza plebea... Il pensiero aristocrazia! I giganti, che popolavano un tempo il mondo, sparirono perch Iddio non diede loro la sapienza! Orazio non ebbe mai n forza n coraggio... A Filippi se l' squagliata! Ed diventato pi immortale degli aurighi e dei vincitori delle Olimpiadi del suo tempo.
Susanna - Ma, mio caro, non si vive mica per quelli che verranno, bens per quelli che ci stanno intorno. Quello scampolo di tempo che il destino ha dato a ciascuno di noi, ognuno lo occupa nel modo pi utile a s...
Brissot - Senti, Susanna... Io invoco solo dal Cielo la forza di impedirti di andare ad esporre il tuo nome e la tua persona ad una popolarit urtante e ridicola!
Susanna - (vivace e decisa a non lasciarsi sopraffare) Bisogner che te ne dia molta il Cielo di forza per trattenermi!
Brissot - (offeso da questa resistenza, anche per la presenza di altri) Ah, s? Allora senti: se ti ostinassi a realizzare questa idea, ti posso assicurare che il Cielo mi dar la forza ben maggiore di lasciarti per sempre! Sei avvisata! Addio! (Esce furiosamente).
Verdinet - (cercando di trattenerlo) Ma via, non essere cos precipitoso!
Susanna - (che non s'aspettava tanta decisione, rimane come interdetta) Dove va? Dio mio! Mi abbandona cos? (Quasi piangendo) No... per carit, professore, mi aiuti lei! Lo chiami... (fa per correre alla porta),
Verdinet - (confuso) Aspetti... Dio mio! Questi innamorati! (fa per rincorrere Brissot chiamandolo per nome, ma sulla porta si scontra violentemente con Enrico).
Enrico i - Il signor Coffinard qui?
Coffinard - Eccomi!
Enrico - C' una certa signora Coquart che cerca di lei. Ha urgenza di vederla...
Susanna - (con un urlo) Mia zia!
Verdinet - (gridando anche lui per suggestione) La zia!
Coffinard - (come Verdinet) La zia!
Susanna - (gridando) Presto, per carit! Una porta! Una finestra! (si precipita qua e l).
Verdinet - (cercando di trattenerla) Un momento-Aspetti...
Coffinard - (a Enrico) Dov'?
Enrico - Qui nel corridoio...
Susanna - (indicando la porta di destra) Dove va questa porta?
Coffinard - In camera mia...
(Susanna vi si gi precipitata dentro, rincorsa da Verdinet che sparisce dietro di lei. Intanto alla comune apparsa Olimpia, dietro Enrico che poi si ritira. Olimpia entra senza chiedere permesso).
Olimpia - (scorgendo Coffinard) Siete voi, signore, il sindaco di Cormatin?
Coffinard - (un po' tramortito da quella risolutezza) Precisamente. Imeneo Coffinard...
Olimpia - Imeneo?...
Coffinard - S... Ma non formalizzatevi coi nomi che sono sempre contraddittori... Sono scapolo e quasi casto!
Olimpia - Ah! Lasciatemi sedere! Sono due giorni che vi rincorro...
Coffinard - Strano!... Io non corro pi da tanto tempo -
Olimpia - Avete ricevuta la mia lettera? Ve l'hanno dunque trasmessa?
Coffinard - Ah, s...
Olimpia - Abbiate la bont di lasciarmi parlare senza interrompermi.
Coffinard - (dominato) Dite... Dite...
Olimpia - E' vero dunque che a Cormatin si celebrano delle onoranze al professore Orazio Verdinet?
Coffinard - S...
Olimpia - Signore! A questa notizia il mio cuore ha sussultato di gioia e di fierezza! La Francia un grande paese! Essa onora il padre della mia quasi figlia, di Susanna Brossard!
Coffinard - (balzando) Eh?! Cosa dite, signora? Io onoro Orazio Verdinet...
Olimpia - (interrompendolo) ...che fu professore a Cormatin e padre di Susanna Brossard.
Coffinard - (trasecolato) Dio mio! Verdinet ha avuto una figlia!... E... (indica sbalordito la porta da dove uscita Susanna).
Olimpia - (c. s.) Ebbene, che c' di strano? Tutti gli uomini che si rispettano, e sono degni di tal nome, hanno avuto dei figli! Perch vi paventate cos? Che cosa riguardano queste onoranze? Forse una canonizzazione?
Coffinard - No, signora... Ma...
Olimpia - (sopraffacendolo) E dunque... Io sono la vedova Coquart, nata Brossard, e vi dico che il professore Verdinet, come vi prover con documenti, ebbe una figlia da mia sorella Concetta Brossard...
Coffinard - La Marsigliese?
Olimpia - Gi... Vedete che la conoscete anche voi?...
Coffinard - (deciso a parlare) Ma signora! Voi ignorate una cosa! Che Verdinet vivo, e che dir lui la sua parola!
Olimpia - (con un balzo fra spaurita e sorpresa) Eh?! E' vivo?!...
Coffinard - S, vivo e povero, come un professore!
Olimpia - Ma come? Se io l'ho cercato e mi dissero che era morto! Mi mostrarono anche un giornale! Lo seppi proprio dal vostro ufficio comunale!
Coffinard - Intanto io non ero sindaco di Cormatin, venti anni fa... E poi, vero, fu dato per morto durante la grande offensiva del millenovecentodiciassette... Invece, ferito, fu fatto prigioniero... Gemette due anni, colpito al cervello, in terra straniera, senza memoria... Poi, ringraziando Calliope, ritorn a essere quello che era...
Olimpia - Ringraziando chi?
Coffinard - Calliope! La Musa che anima il suo fervido sapere...
Olimpia - Ah!... E... (Con apprensione mal celata) E' sposato? Ha figli?
Coffinard - No... E' solo... Ma signora!... Siete sicura di quello che venite a dire con tanta serenit e con simile disinvoltura? Ma vorreste appioppare una paternit ad un uomo di cinquantanni? Ma pazienza ad un uomo di cinquantanni, ma ad un uomo quasi celebre, di cui la Francia sar un giorno ambiziosa? Vorreste esporlo al ridicolo? Dare il suo passato in pasto ai pettegolezzi volgari? Voi gettate fra lui e l'Accademia una lavandaia! Anzi, il cadavere di una lavandaia!
Olimpia - (offesa e grossolana) Ma cosa dite? Il cadavere di una lavandaia? Ma io vi getto un fior di ragazza, la vita, l'ambizione, la gioia, l'orgoglio di un padre! Non ho mai sentito dire che i figli espongano al ridicolo! Sar ridicolo chi non ne ha, come voi, scommetto!
Coffinabd - Signora! Esigo che mi rispettiate!
Olimpia - Mi meraviglio di voi, un uomo pubblico, un'autorit costituita, che dovrebbe facilitare il riconoscimento di un fatto simile!... Ma come? E' vivo? Tanto meglio! Non mi aspettavo tanta fortuna per quella povera figliola e per me anche... Vent'anni di sacrifici...
Coffinard - Ma come potete accertare una simile paternit?
Olimpia - (estrae dalla borsetta un ritratto) Questo il ritratto di Verdinet. Ufficiale... E dietro c' la data di nascita di Susanna... Diciotto febbraio millenovecentodiciassette...
Coffinard - (guarda il ritratto incredulo, dopo averlo preso con diffidenza) Signora... Una data si scrive quando si vuole... Non un timbro... Io sono un burocratico... Credo solo alla maest dei timbri... E poi una fotografia non dice nulla...
Olimpla - Cosa volevate, una cinematografia?
Coffinard - Ci saranno pure i registri dello Stato Civile?
Olimpia - E voi credete ai registri dello Stato Civile?
Coffinard - (offeso) Signora! Io sono il sindaco di Cormatin!...
Olimpia - Ma sui registri ci si scrive quello che dicono gli altri... e poi cosa c' scritto? Ve lo dico io! Nulla... Padre ignoto! La solita vilt degli uomini... Degli imboscati dell'amore onesto! E per questo volete che Susanna non sia nata anche da un uomo? Troppo comodo! No! No! Quell'uomo, eccolo qui! (gli riprende la fotografia agitandogliela sul viso). Io lo so!
(In questo momento entra Verdinet).
Coffinard - (come sollevato) Eccolo, il professor Verdinet.
Olimpia - Ah!
Verdinet - Questa la belva...
Olimpia - Cosa dice?...
Verdinet - Voglio dire... Scusate... Voi siete la sia di Susanna...
Olimpia - (colpita) Ma come? Mi conosce?
Verdinet - - Ebbene, Susanna qui...
Olimpia - (trasecolata) E' qui?! Ma come? Perch? Dio l'ha guidata, il Cielo!
Verdinet - Via! Non agitatevi! E venuta col suo fidanzato, che un mio allievo e del quale rispondo appieno...
Olimpia - Ha un fidanzato?
Verdinet - Ma s! Che vuol dire? Una bella ragazza! E questo fidanzato un ottimo insegnante.
Olimpia - Anche lui un insegnante! E' la voce del sangue! E' vostra figlia, senza alcun dubbio, signore!
Verdinet - (trasecolato) Cosa dice costei? Mia figlia? E' pazza!
Coffinard - (piano a lui) Disgraziato! Si tratta della Marsigliese!
Verdinet - Eh?!... La Marsigliese costei?
Coffinard - No, sua sorella!...
Olimpia - (mostrandogli il ritratto) Riconoscete questo ritratto?
Verdinet - (guardandolo stupitissimo) Il mio... dalla guerra... (Legge a tergo) Orazio Verdinet - Duecento-quarantatreesimo Fanteria - Morto prima della nascita . Come? Sono morto prima di nascere? Ma che scherzo questo?
Olimpia - Prima della nascita di Susanna, vuol dire! (Solenne) Signore... La madre di Susanna Brossard era mia sorella. E' morta nel metterla al mondo... Io non la vedevo da molti anni... Ho raccolto l'eredit sua che non era fatta se non di lacrime e di una figliola di pochi giorni, che io ho cresciuta. Fra i pochi cenci di mia sorella ho trovato questo ritratto... V' la data di nascita di Susanna... La si scrive per qualche cosa su di un ritratto conservato cos gelosamente!...
Vebdinbt - ( rimasto interdetto; ad un tratto si aggrappa a Coffinard) Coffinard!...
Coffinard - (a lui, in tono pietoso) Povero amico! T'ho reso padre senza volerlo!
Verdinet - (guarda il ritratto, lo volta e lo rivolta. Guarda Olimpia. Il suo pensiero va lontano. Una specie di commozione intima gli sale dal cuore, gli colora il volto. Guarda avanti, gli occhi fissi nel vuoto. A poco a poco, come trasformato, illuminato di dentro, sorride. Per tre volte, con inflessione gradatamente commossa, ripete quasi macchinalmente) Padre?... Padre!... Padre...
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
La casa del professor Verdinet. Mobili un po' all'antica nell'intonazione generale. Si tratta di una camera da pranzo e di soggiorno insieme. Tavola in mezzo, un divano e delle poltrone. Delle librerie alle pareti. Si capisce che Verdinet, uomo di studio, solo, senza ambizioni n necessit di ricevimenti, se ne serviva anche come dimora per leggere e studiare. Forse sulla logora scrivania che c a sinistra ha dato lezioni a qualche scolaro, quando aveva pi bisogno di quanto in seguito possa avere avuto. Tutto vecchio stile, senza eleganze, senza raffinatezze. La comune in fondo. Una porta a destra e una a sinistra, tutta in secondo termine.
(Quando s'alza la tela, Verdinet seduto alla scrivania scrive. E' mutato dal primo atto. Non ha pi barba, indossa una veste da camera quasi elegante. Alla comune appare subito Germeuil, sessantenne, un po' logoro per la sua et, in un pigiama sdrucito).
Germeuil - Buon giorno, Verdinet.
Verdinet - (un po' di soprassalto, nascondendo le carte su cui scrive) Oh! Germeuil! (Si alza e gli va incontro) Come va?
Germeuil - Sono ancora malandato... Trentasette e quattro...
Verdinet - E perch ti sei alzato?
Germeuil - Volevo pregarti se puoi sostituirmi anche stamane in Commissione con Blangy e Vouspignac... Devono esserci uno o due esaminandi.
Verdinet - A che ora?
Germeuil - Alle dieci.
Verdinet - Figurati... Ma se hai la febbre, perch ti sei alzato? Potevi picchiare nel muro o chiamare Rosa dalla finestra. Venivo di l io...
Germeuil - L'ho chiamata, ma deve essere andata per la spesa... (si siede). Che brutta cosa essere malati quando si soli...
Verdinet - Ti ho gi detto di disporre di Rosa quando vuoi.
Germeuil - Grazie... Ma, se Dio vuole, stasera ritorna mia moglie.
Verdinet - Anche le figliole?
Germeuil - No, le lasciamo in campagna ancora un po', fino alla fine del mese. (Come chi sente un rumore interno) Ecco: deve essere rientrata Rosa... Dovresti farmi un favore...
Verdinet - Di' pure.
Germeuil - Che andasse un momento di l a rifarmi il letto e dare aria alla camera. Ho lasciato la porta aperta... Io intanto sto qui.
Verdinet - Ma certo! (Esce e rientra quasi subito: ha dei giornali in tasca).
Germeuil - E' una fortuna avere per vicino un collega come te...
Verdinet - Cosa dici? Vuoi un caff?
Germeuil - No, grazie.
Verdinet - Per ti senti meglio di ieri...
Germeuil - S... Ho passato, anzi, una notte discreta. Ma preferisco avere ancora dei riguardi.
Verdinet - Certo. L'autunno pericoloso alla nostra et.
Germeuil - Hai comperato i giornali? (fa per levarglieli dalla tasca). Come? Hai preso L'Auto ? Ah! E' vero che sei diventato uno sportivo!...
Verdinet - (un po' seccato): Sciocchezze!
Germeuil - Ma s, vero... Le tue nuove teorie...
Verdinet - Che teorie! Oggi, alla mia et, ho capito che per vivere, per restare qualcosa, per spremere ancora un sorriso dalla vita, bisogna trasformarsi... Il dramma dei capelli bianchi non che un'ostinazione... Bisogna correre dietro ai tempi.
Germeuil - Alla mia et c' poco da correre. Del testo, non nego che la teoria potrebbe avere qualche successo.
Verdinet - Io non penso a successi di nessun genere. Credo che oggi sia meglio comporre quel dissidio che esiste fra lo sport e l'intelligenza, o meglio cancellare quella specie di rancore che gli intellettuali si ostinano ad avere contro gli sportivi... E' necessario trovare una conciliazione. Se sport e pensiero, forza fisica e cultura continueranno a rimanere cos avversi, noi avremo dei dotti pieni di malanni fisici, involuti, senza comunicativa, inerti come cartapecore, e degli atleti sempre pi ignoranti, presuntuosi, oltraggiosi... Numeri da circo... Bisogna muovere i muscoli degli uni ed educare la materialit degli altri...
Germeuil - Ah! E' proprio una nuova scuola!
Verdinet - (per cambiare discorso) Dunque, tua moglie torna stasera?
Germeuil - Stasera o domani.
Verdinet - Vi siete divertiti in campagna?
Germeuil - Bah! Si va in campagna per le figliole.Anche questo fa parte dei sacrifici paterni! Beato te che sei solo.
Verdinet - Mah! Forse una bella cosa essere soli quando sei giovane, ma quando si comincia ad invecchiare, la famiglia deve essere un conforto.
Germeuil - S... Ma a patto di non esagerare! Pensa io: cinque figliole! Trova tu cinque mariti. Cinque. E' un numero spaventoso! Quasi apocalittico! Cinque denti da strappare... Quando li avr strappati...
Verdinet - (ridendo) Ti metterai la dentiera... Del resto, sono belle figliole, brave, troveranno...
Germeuil - Brave, s, tranne che in una cosa: trovare un marito! Sono all'antica... Sai, quest'anno ho invitato per un po' di giorni con noi Brissot, il tuo assistente. Mi pare che Clara gli sia piaciuta!
Verdinet - Brissot venuto a Meudon? Tuo ospite?
Germeuil - S. Otto giorni... Si tenta... Sai se sia ancora preso con quella ragazza?
Verdinet - Che ragazza?
Germeuil - Ho saputo che aveva un amoretto con una ragazza di poco conto, una sportiva... Susanna Brossard... Quella che ha vinto il campionato di corsa, mi pare... Ma s! Tu che ti occupi di sport dovresti saperlo...
Verdinet - (incerto d cosa dire, timido) Ah!
Germeuil - Ma l'ha lasciata appunto per questa mania di cui, purtroppo, anche le ragazze oggi sono vittime. O meglio certe ragazze! Le mie non corrono di sicuro negli stadi...
Verdinet - Oggi meglio farsi onore negli stadi che negli studi!
Germeuil - Tu lo dici per scherzo, ma tante volte la verit, purtroppo! Non si pu negare che ci sia un'esibizionismo nello sport femminile... L'anticamera della corruzione... Capisco che Brissot tanto serio, e pi che serio severo...
Verdinet - (vago) L'ho conosciuta, io, Susanna Brossard!
Germeuil - (allarmato) Te l'ha presentata lui?
Verdinet - Ma no! Cos... A caso... Non ha importanza! Per mi risulta che una brava figliola.
Germeuii. - Lo sar secondo gii usi che se ne vuol fare.
Verdinet - Lavora! Avr questa smania. Vent'anni e la salute... Tu che ne hai sessanta e sei malato, dovresti capirlo!
Germeuil - Mi meraviglio di te! Augurare a Brissot una moglie simile, vorrebbe dire augurargli di rompersi l'osso del collo...
Verdinet - Ma io non ho consigli da dare a Brissot. Non sono ne suo padre, n il suo tutore! Egli padrone di scegliersi chi vuole... Dico che denigrare una figliola, solo perch una sportiva, mi pare una restrizione mentale inadatta ai tempi
Germeuil - Oh! I tempi! Tu ce l'hai coi tempi, oggi! Bei tempi!
Verdinet - Mah! I tempi li segnano i giovani!
Germeuil - Ma tu sai Be Brissot ci pensa ancora?
Verdinet - E che vuoi che ne sappia, io?
Germeuil - Sento che la conosci. Che la difendi!
Verwnet - (un po' alterato) Ma io non difendo nessuno! E' questione di giustizia, di buonsenso, anche!
Germeuil - Toh! Non vorrei che te ne fossi innamorato tu, di quella sportiva... Visto il nuovo tuo apostolato...
Verdinet - (con uno scatto eccessivo) Ma che sciocchezze! L'influenza non ti avr mica toccato il cervello!
Germeuil - Dico per dire. A cinquantacinque anni gli scapoli camminano sempre sull'orlo di un precipizio! Non si innamorano che delle ventenni! Riguadagnano il tempo perduto con un salto solo!
Verdinet - Mi fai il piacere di non fare dei discorsi stupidi?
Germeuil - Vuoi che te ne dica una?
Verdinet - Sentiamone una di pi... Ma che sia l'ultima, possibilmente!
Gehmeuil - Hai cambiato carattere! (A un moto di lui) S, carattere, cio modo di vedere, di giudicare, di parlare, anche! Hai dei sintomi pericolosi... Se ne parlava anche la settimana scorsa a scuola. Avanti! Non vero che prendi lezioni di tennis?
Verdinet - Io? (ride). Ci vado qualche volta a vedere giocare. Il senatore De Courcel ha una figlia e ci vado lo accompagno... E' una distrazione, un modo per respirare di pi, per fare venire appetito.
Germeuil - Con lo stipendio dei professori, l'appetito l'ultima cosa da eccitare, caro mio!
Verdinet - Del resto, quando ero giovane giocavo anch'io al tennis...
Germeuil - Fa piacere! Quando eri giovane tu, il tennis non era ancora stato inventato! (Altro tono) Sei diventato un altro. Anche professionalmente. Ti sei messo a promuovere tutti a ottobre.
Verdinet - Cosa sei venuto?... A farmi un processo?
Germeuil - No. Una diagnosi... Siamo colleghi da dieci anni, e ho notato quest'anno per la prima volta la tua tolleranza per lo meno strana. Eri famoso per la tua rigidit. La settimana scorsa hai promosso Cliquot che all'esame, quando gli hai chiesto l'influenza che ebbe lo stoicismo sulla legislazione romana, ha risposto con delle frasi che avrebbero potuto dar materia a un giornale umoristico!
Vebmnet - Cliquot ha bisogno della licenza per andare alla Scuola militare. La filosofia non serve alla guerra.
Germeuil - Per quella non serve nemmeno la Scuola militare. Il primo anno che ci siamo trovati, mi ricordo, ti sei opposto a tutto il Consiglio per rimandare ad ottobre Berard, il figlio del Ministro. Una ostinazione che mi ha impressionato. Ho detto: Perbacco, che uomo terribile, tutto di un pezzo! .
Verdinet - Del resto ho bocciato Berard, ed egli diventato uno dei primi medici di Parigi. Mi sono accorto che bocciare gli alunni cosa inutile... Noi diamo ai nostri scolari il sapere; se lo digeriscono, se ne nutrono, se no lo butteranno dallo stomaco appena fuori dalla scuola. Tanto vale... La cultura tutto un processo di chilificazione... Invece noi non prendiamo che delle scorpacciate, cio quello di cui l'allievo s'empie la bocca al momento dell'esame... Bisognerebbe, per esaminare sul serio, poter sapere quanto la nostra fatica abbia trasformato e rifatto l'allievo, ci che un esame non ti dice mai... Bisognerebbe abolirlo.
Germeuil - Per me, ci starei subito!
(Entra Rosa).
Rosa - (a Germeuil) Professore, la sua camera pronta. (A Verdinet) C' il signor Coffinard.
Germeuil - Grazie, Rosa.
Verdinet - (a Rosa) Venga, venga! (Rosa esce).
Germeuil - (alzandosi a fatica) Grazie anche a te, Verdinet!... Poi... quando torner mia moglie, penser a dare qualche cosa a Rosa...
Verdinet - Ma va l!
(Entra Coffinard).
Coffinard - Addio, Verdinet!
Verdinet - Oh! Caro Coffinard!...
Coffinard - (a Germeuil) Ossequi, professore...
Germeuil - Buon giorno!
Verdinet - (a Coffinard) Quando sei arrivato?
Coffinard - Da tre giorni.
Verdinet - Senza farti vedere?
Coffinard - Sono venuto due volte, ma hai delle abitudini cos nuove e degli orari cos imprevisti!... Una volta eri una tavola pitagorica. Su di un lato i giorni sull'altro le ore... Agli incroci si era certi di trovare Verdinet
Gehmeuil - (ridendo) E' vero!
Verdinet - Se venivi un quarto d'ora dopo, non mi trovavi nemmeno stamane. Sto per uscire. Ma puoi aspettarmi, perch rientro subito...
Coffinard - (verso Germeuil) A proposito, professor Germeuil... Sono venuto anche per lei. Ieri alla scuola l'ho cercata.
Germeuil - Sono ammalato da tre giorni... Un po' d'influenza. Anzi, sono venuto a pregare Verdinet di sostituirmi oggi in Commissione d'esami.
Cofpinard - Volevo restituirle la quota che ella ha nerosamente versato per il collega Verdinet.
Germeuil - La quota?
Verdinet - Ma s! I cinquanta franchi che hai sottoscritto anche tu per la lapide che egli voleva collocarmi a Cormatin.
Coffinard - Non se ne fatto nulla. Ed io restituisco le quote ai sottoscrittori.
Germeuil - Una quota che torna indietro? Ma questa realt romanzesca!
Coffinard - Voleva che me la tenessi?
Germeuil - (intascando tutto allegro) Questo non l'ho mai pensato, ma a vedere cinquanta franchi che tornano indietro!... Grazie! Grazie!
Verdinet - A giudicare dall'entusiasmo con cui le riprendi, si direbbe che non ne dovevi avere molto nello sborsarle!
Germeuil - Oh Dio! Comprendimi! Piuttosto mi rincresce che l'iniziativa del signor Coffinard sia sfumata!
Coffinard - Mah! Egli si ostinatamente rifiutato. L'aveva permesso in un primo tempo, ma poi improvvisamente s' voltato!
Germeuil - Ci fa parte della sua nuova vita!
Coffinard - Non capisco...
Verdinet - Quale vita? Che vai fantasticando ancora?
Germeuil - Signor Coffinard, Verdinet in vena di apostasia... Egli ha pensato che la lapide immortalava un Verdinet che egli rinnega, un Verdinet che egli vuole sopprimere, uccidere... Lo guardi! Non lo vede come ringiovanito? S' tagliata la barba!... Ha pi cura della sua persona... Guardi quella veste da camera in seta pura... (Sottovoce a Coffinard) C' una donna...
Coffinard - (spaventato) Una donna?
Verdinet - Fammi ridere! Non ho voluto la lapide perch essa non diceva nulla ai contemporanei e tanto meno ai posteri!... Gli uomini hanno da vivere per le loro opere, non per delle lastre di marmo che nessuno poi legge. Su, Germeuil, va a letto. Mi aspetti allora, Coffinard?
Coffinard - S... Mi riposo un po'. Questa Parigi, come stanca!
Germeuil - (sottovoce a Coffinard) Tutte le mattine a quest'ora dieci minuti di passeggiata misteriosa... C' una donna! C' una donna!...
Verdinet - (andandosene) Ti faccio portare un caff da Rosa.
Coffinard - Entrando mi sono permesso di chiederglielo...
Verdinet - Hai fatto bene. Ora glielo sollecito...
(Verdinet e Germeuil escono).
Coffinard - (un po' sbalordito dalle parole di Germeuil) Una donna! Verdinet ha una donna? Alla sua et? Che cosa mi ha detto Germeuil? Una donna a cinquantacinque anni! Mi fa pensare male. In realt, qualche mutamento l'ha fatto! Questi orari, queste abitudini nuove... S' tagliata la barba! Il segno della saggezza e del sapere! Bisogna che io glielo chieda. (Entra Rosa con un vassoio col caff. Coffinard, mentre beve) Oh, grazie, Rosa! Ditemi, Rosa, ha una donna il vostro padrone?
Rosa - (ingenua) Non sono io?
Coffinard - Ma no! Voglio dire se innamorato?
Rosa - (di colpo) Ah! Ho paura anch'io!
Coffinard - Dio mio! Da che cosa lo arguite?
Rosa - Scrive delle lettere d'amore.
Coffinard - Noo!
Rosa - L'altra notte rimasto alzato tardissimo... E s' addormentato l (indica la scrivania). Alle due venuto un telegramma per i signori che stanno qui sotto e il fattorino, gridando, m'ha svegliata. Mi 3ono accorta che c'era la luce accesa, qui. Sono venuta per spegnerla e l'ho trovato addormentato. Di primo colpo avevo preso paura che gli fosse capitato qualche malanno, mi sono avvicinata cauta e l'ho visto che aveva scritto una lettera su una carta vecchia, che cominciava: Amore mio. .
Coffinard - (sbalordito) Amore mio?!
Rosa - La scriveva con una calligrafia diversa dalla sua... Nell'atto che mi sono avvicinata, s' destato un po' confuso. Il suo primo gesto fu di nascondere quel foglio.
Coffinard - Siete sicura? (Ripetendo sbalordito) Amore mio !
Rosa - Certissima.
Coffinard - E chi pu essere?
Rosa - Mah! Qui non entrata mai nessuna donna.
Coffinard - Amore mio ! (Riflette) E' un fatto per che cura di pi la sua persona.
Rosa - S... E' vero... E fa della ginnastica.
Coffinard - Della ginnastica?
Rosa - (facendo dei ridicoli movimenti ginnastici) S' comperato dei manubri, che so io?, dei pesi... Va al tennis...
Coffinard - Ah, questo poi!
Rosa - E una sera m'ha detto: Rosa... Che brutta cosa invecchiare senza una famiglia! Io ho sbagliato! .
Coffinard - Ci siamo! C' la donna! Ah! Gli intellettuali cascano sempre come pere mature, appena toccati! Sono gli allocchi pi autentici nell'amore! Riceve posta? Lettere di donna?
Rosa - No...
Coffinard - Gi... Oggi gli epistolari amorosi si fanno per telefono... Innamorato a cinquantacinque anni!-. Una forma di rammollimento cerebrale, una variet di paralisi... Ma dove pu avere incontrato questo amore?
Rosa - Una volta l'ho visto fermo in istrada con una bella ragazza.
Coffinard - Una ragazza? E chi ?
Rosa - Mi pare una studentessa...
Coffinard - Una studentessa?.
Rosa - L'ha visto uscire? Va per vederla, sa?... Scommetto la testa...
Coffinard - Rosa! Bisogna sorvegliarlo!
Rosa - Che cosa devo fare? Non posso mica controllargli le sue azioni! E' padrone di fare quello che vuole. Non vorr mica che non abbia avuto- in passato delle donnette a prestito... Io non ho mai cercato di saperlo, ma qualche romanzetto l'avr avuto! Una donna ogni tanto un sollievo. Sempre un peso, d'accordo... Ma ogni tanto
Coffinard - Non scherzate! Verdinet in una curva pericolosa. Voi dovete vigilare! Siete al servizio di un uomo di valore! Dovete esserne fiera! Potreste passare alla storia, un giorno che la Francia si accorger di lui!
(Suono interno di campanello; Rosa esce. Coffinora, rimasto solo, va presso la scrivania e cerca di scrutare fra le carte. Entra Brissot).
Bmssot - Oh! Il signor Coffinard.
Coffinard - Oh! Professore! Come va?
Brissot - Bene, e voi?
Coffinard - A proposito... Devo restituirvi duecento franchi...
Brissot - Della lapide? Ma me li avete gi dati.
Coffinard - Ah, vero! Scusatemi, sono un po' stordito.
Brissot - Che avete?
Coffinard - Sono preoccupato per Verdinet.
Brissot - E' malato?
Coffinard - Sta benissimo. Temo che stia troppo bene.
Brissot - Perch?
Coffinard - Mah! Vi dir!
Brissot - Dov', ora?
Coffinabd - Non so... Ha detto che torna subito...
Brissot - Dovevo chiedergli una cosa prima di licenziare queste mie bozze.
Coffinard - Ho paura che lo troverete molto distratto.
Brissot - Ha fatto anche a voi questa impressione?
Coffinard - (prevenendolo) Oh, ecco che finalmente trovo qualche cosa! Avete notato in lui un cambiamento?
Brissot - Lo trovo d'una semplicit nuova. Amabile, dolce, buono...
Coffinard - Mi hanno detto che va al tennis...
Brissot - Al tennis? Lo far per cura!
Coffinard - Un uomo di intelletto non deve curare quell'involucro passeggero che il corpo. Deve curare lo spirito,
Brissot - (ride) E vero. Ma i reumi attaccano il corpo e non lo spirito.
Coffinard - (sottovoce) Ha un'amante!
Brissot - Chi? Verdinet? Siete di buon umore, caro Coffinard!
Coffinard - Tutte le mattine s'incontra con una studentessa... In istrada.
Brissot - In istrada? S'accontenta di poco...
Coffinard - Si comincia sempre cos... Scrive delle lettere d'amore!
Brissot - A chi?
Coffinard - E' quello che bisogna sapere! (Altro tono) A proposito, voi l'avete smessa per sempre con quella Susanna?
Brissot - (un attimo di tristezza sul volto) S...
Coffinard - Vi ha lasciato lei? Era naturalissimo!
Brissot - No... Io l'ho lasciata... Ha voluto il suo quarto d'ora della fatua celebrit che d lo sport.. Campionessa di corsa ad ostacoli. Figurarsi!...
Coffinard - Ma come avete fatto a innamorarvene?
Brissot . - Non sapevo niente.
Coffinard - La sorte degli uomini da Adamo in poi! Non sapere mai niente! Sempre quell'eterna credulit che per poco non ha fatto Verdinet vittima della vecchia Coquart, quando voleva affibbiargli la paternit di Susanna... Se non c'ero io, ci cascava...
Brissot - Cosa gli avete detto per trattenerlo?
Coffinard - Cosa gli ho detto? Nulla! L'ho fissato col mio sguardo ammonitore!
Brissot - Perbacco!
Coffinard - Ah! Sarebbe stato comodo per quella vecchia befana! Una paternit come quella di Verdinet a una donna come La Marsigliese che di uomini ne aveva cento! No?
Brissot - (annoiato) Coffinard... Quella storia non m'interessa! D'altra parte trovo che avete cattivo gusto a ingiuriare una donna che morta!... Le donne non si ingiuriano nemmeno da vive... E' un privilegio molte volte usurpato, ma cos...
Coffinard - (piccato) Fate della cavalleria fuori posto... Scusate! Vi sarebbe piaciuto che avessero affibbiata a Verdinet una simile paternit?
Brissot - Ma, caro Coffinard... La cosa, se mai, poteva spiacere a Verdinet. A me non faceva ne caldo n freddo... Io amo... (correggendosi subito) cio amavo Susanna indipendentemente dalla sua paternit. Susanna non ha conosciuto sua madre... Non ha nemmeno un padre... voglio dire un padre protocollato, ammesso che i padri protocollati siano sempre i veri E' gi tanto un'infelicit non avere conosciuto i propri genitori, che le precisazioni acquistano il carattere di una crudelt... Noi non abbiamo colpa di essere figlio di questo o di quello, di una o di un'altra. Sapete qual il primo dolore della vita? Il giorno pi brutto? Quello in cui qualcuno ci viene a dire che non vero che siamo stati trovati sotto un cavolo o in un fiore, ma che siamo nati dal cosiddetto amore di un uomo e di una donna... Se mai, una delle cose che mi affezion a Susanna fu questa sua solitudine... (Altro tono) A proposito... Sapete se Germeuil sia ancora malato?
Coffinard - S! Cio... Sta meglio, ma in casa. So che ha pregato Verdinet di sostituirlo oggi in Commissione...
Brissot - Ah! E' ancora malato? (Preso da un'idea) Potrei andarlo a trovare. E' stato molto gentile con me. Sono stato suo ospite a Meudon,
Coffinard - (ridendo) Ah, s? Peggio di Paride che doveva scegliere fra tre Grazie! Invece voi dovevate scegliere fra cinque disgrazie!
Brissot - (avviandosi) Se tornasse Verdinet, vogliate dirgli che sono andato di l da Germeuil. (Esce).
Coffinard - (si siede sul divano ed estrae dal portafoglio un foglietto verificando alcune note) Dunque... Sofia Dupin, restituite. Germeuil, restituite. Accard, restituite. Brissot, restituite. Mangiron, restituite... (fa dei calcoli). Speriamo che, restituendo loro il denaro, si riprendano tutte le maledizioni che mi avranno mandato in cuor loro quando glielho chiesto (continua a conteggiare).
Verdinet - (entrando) Oh, sono qui.
Coffinard - (ironico) L'hai vista?
Verdinet - (stupito) Chi?
Coffinard - La studentessa... (ride beffardo).
Verdinet - (un po' turbato, ma dominandosi) Lo sai che cominci a diventarmi noioso?
Coffinard - (senza badargli) Mi sai dire perch ti sei tagliata la barba?
Verdinet - (allegro) Anche tu? Ma era un monumento nazionale, la mia barba, che continuate a preoccuparvi della sua demolizione?
Coffinard - Tu te la sei tagliata per una donna!
Verdinet - Pu darsi... Alessandro il Grande aveva ordinato che tutti i suoi soldati fossero rasati per evitare che i nemici li catturassero per la barba... Siccome il nemico naturale dell'uomo la donna, il mio provvedimento potrebbe uniformarsi alla saggezza del re di Macedonia...
Coffinard - Non scherzare cos! Non ti ho mai conosciuto cos leggero!...
Verdinet - E io non ti ho mai sentito cos pesante!
Coffinard - Verdinet! La tua vita cambiata!
Verdinet - Forse...
Coffinard - Per una donna! (Aggressivo) A cui scrivi delle lettere d'amore!
Verdinet - (sorpreso) Come lo sai?
Coffinard > - E' vero, dunque?
Verdinet - (dopo un attimo di riflessione) No...
Coffinard - Non negarlo!... Certe cose, a negarle, si affermano di pi! E questa cura che hai per la tua persona? Questa specie di vernice di giovinezza con cui ti vai tingendo? Questi metodi nuovi di vita, che cosa sono? Per chi fai tutto questo? Le sciocchezze si fanno sempre per una donna. Non ci sono che loro a farcele fare al mondo!
Verdinet - Coffinard... Tu non puoi capire... (Parlando pi a se stesso) Non so nemmeno io e sia un sogno che e bene che resti un sogno, o se io debba cercare di tradurlo in una realt... Mi piacerebbe di sapere che potrebbe essere vero, che potrebbe essere realt, ma lasciarlo cos, sospeso, etereo, a colorire dei pensieri, a illuminare certi angoli bui e freddi della vita... Non so se possa essere pi bella la verit o l'illusione, la certezza o la fede. Immagina di' avere davanti a te lo spirito di una persona che non mai esistita, che non hai mai conosciuta, ma che avrebbe potuto essere per te la cosa pi cara del mondo... Ebbene... Tu potresti vedere se spirito o carne, ma potrebbe darsi che per verificare se carne tu perdessi anche lo spirito, questa specie di visione eterea che nulla, che sar nulla, ma che intanto una luce, un calore, l'unica stella in un gran cielo buio... Mi sono spiegato?
Coffinard - Affatto! Non so se potresti essere pi ermetico, o pi ridicolo! Ecco tutto! Rinuncio a capire! Dimmi la verit... Quella vecchia non pi venuta a tentarti?
Verdinet - Quale?
Coffinard - Ma s! Olimpia Coquart... Quella di Beanjeu...
Verdinet - No...
Coffinard - E neanche la giovane? La campionessa? (Schernendola) Bah! Ha avuto ragione Brissot di lasciarla! S' proprio mostrata in quel bel costume succinto per tutta la Francia! L'abbiamo vista persino nei film sportivi! Sorridente, provocante... (A lui, accorgendosi che tace e ha gli occhi chiusi) Va l... Non fare lo gnorri... Che l'hai ammirata anche tu! Un mese fa ti ho visto uscire dal cinema di via Lafayette... Non ti ricordi che mi sono meravigliato?
Verdinet - Mi ricordo, s... Non so poi perch tu te ne sia meravigliato, dal momento che se io uscivo, tu entravi... (ride).
Rosa - (entra) Professore... c' di l la signorina Susanna Brossard... Dice se volesse riceverla...
Verdinet - (rimane interdetto, ma si supera) Perbacco! Avanti!
Coffinard - (sbalordito) Come?! Ti viene a trovare?
Verdinet - (dominando a stento una certa agitazione, gira qua e l).
Rosa - (prima di uscire, dice sottovoce a Coffinard) Questa la ragazza con cui l'ho visto in istrada! (Esce).
Coffinard - (osservando impressionato Verdinet) Ti viene a trovare?
Verdinet - (piantandoglisi davanti) E che cosa trovi da dire?
Coffinard - Io?... Nulla... (di si avvicina) Non sar mica lei la donna...
Verdinet - (gli si spezza in gola un grido, d un urtane a Coffinard e lo manda a sedersi sul divano, come chi voglia allontanarsi con orrore).
Coffinard - (spaventato, si alza ricomponendosi) Ma che ti prende?
Verdinet - (non risponde; poi, dolce) Scusa...
Coffinard - (arrabbiato) Scusa un corno! Ho ragione di chiederti motivo di' questa tua agitazione che ha, fra l'altro, delle manifestazioni cos inurbane e inesplicabili... Chi quella ragazza? Voglio dire, che cosa per te? Che vuoi farne?
Verdinet - Ma come? Un uomo della mia et non pu ricevere una ragazza che potrebbe essere sua figlia?
Coffinard - Ma siccome tu non la ricevi con questa supposizione...
Verdinet - E se fosse?
Coffinard - (sbalordito) Eh?
Verdinet - Vattene...
Coffinard - (esce come trasognato. Fra se) Che sia impazzito?
Verdinet - (rimane per un momento come estasiato, si scuote all'apparire d Susanna e di colpo le corre incontro) Susanna! (Correggendosi) Signorina...
Susanna - Professore...
Verdinet - Come state? Ma come siete agitata!... Cosa successo? Accomodatevi... (La fa sedere sul divano e le si siede vicino).
Susanna - E' qui Brissot?
Verdinet - Ah! Brissot? Gi! No!... Non qui...
Susanna - L'ho visto entrare, mezz'ora fa...
Verdinet - Ah! Non siete andata in ufficio, stamane?...
Susanna - No...
Verdinet - Brissot di l dal professore Germeuil...
Susanna - (quasi gridando) Ah!...(Riprendendosi) E' tornata la famiglia del professor Germeuil?
Verdinet - No... Volete vederlo? Siete venuta qui per lui, dunque?...
Susanna - (quasi nascondendosi in lui) S!... Perdonatemi...
Verdinet - Aspettate, allora... Avverto Rosa che vada a dirgli di passare da me... (Si alza, esce un momento e poi rientra) Ecco fatto!...
Susanna - Se sapeste, professore! Ho chiesto ieri un permesso per stamane al mio capo ufficio...
Verdinet - Sante Ferrault.
Susanna - Lo conoscete?
Verdinet - S... E padre di un mio allievo. L'asino pi puro sangue della scuola... E' venuto da me per raccomandarmi l'indulgenza,
Susanna - E voi?
Verdinet - Ci voleva l'indulgenza plenaria, ma l'ho adoperata!
Susanna - Ah! (Una pausa). Volevo cercare Brissot... E infatti l'ho visto che entrava qui... Sono corsa per chiamarlo, per fermarlo... Non mi ha sentito o non ha voluto sentirmi... L'ho aspettato... fino adesso... Mi sono fatta forte e sono salita qui... Ricordo la sua gentilezza quando m'incontra... Professore! Mi faccia parlare con Brissot! Vederlo!
Verdinet - Siete cos infelice dunque senza di lui?
Susanna - (reclinando il capo) S, gli volevo bene... glie ne voglio! Era tutta la mia vita... La mia speranza futura... Ero cos felice! Non credo che voglia vincere fino a vedermi morire! (singhiozza).
Verdinet - Morire? A vent'anni?
Susanna - Morire, s! S!
Verdinet - Povera ragazza... Avete voluto la vostra soddisfazione ed egli ve la fa scontare! Era una sua fissazione, una ossessione! Per lui stato peggio che se vi avesse vista con un altro uomo...
Susanna - Io con un altro uomo? Ah, no! Lui s, piuttosto, deve avere qualcosa di pi forte di questo stupido risentimento antisportivo! Non possibile abbandonare una ragazza che lo adora per una sciocchezza simile! C' un'altra! C'! Ne sono sicura! La figlia del professor Germeuil! Ecco perch di l! (scoppia in lagrime).
Verdinet - Alla figlia di Germeuil non pensa nemmeno per sogno! Ne sono certo! (Accarezzandola con tremore) Ma su. Non fate cos, figliola... Gli passer...
Susanna - Non voglio perderlo! Sono pentita! Diteglielo voi! Ditegli che mi ascolti una volta sola! Che si faccia trovare, che risponda alle mie lettere... Possibile che non mi risponda?
Verdinet - Davvero d'una rigidit eccessiva... Io gliel'ho detto...
Susanna - (stupita) Gliel'avete detto? Gli avete parlato di me?
Verdinet - S, vi ho difesa...
Susanna - (senza quasi volerlo gli getta le braccia al collo) Oh! Caro! Grazie!
Verdinet - E gliene riparler...
Susanna - Mio Dio! Egli vi ascolter! Io lo sento!
Verdinet - Sicuro che mi ascolter. Voglio guarirlo da questa sua fobia... Su... su... Applicheremo la cura antirabbica allo sportofobo! Ma voi non fate cos... Non piangete, via! Vi sono tanti modi per tenere attaccati a s i giovani! E voi non adoperate che le lagrime! Che oggi non valgono pi! A vent'anni! Una simile primavera!
Susanna - Oh! Vi sono tanti modi di avere venti anni! I miei sono gi appassiti!
Verdinet - (tentando sempre di sollevarle lo spirito, amorosamente) Eh, appassiti! Di fuori non si vede...
Susanna - Io ho bisogno di Brissot!... Speravo di sposarlo presto... L'anno venturo... Me l'aveva detto lui... Io non posso pi stare con mia zia... Sapete, la vecchia che avete conosciuto a Beaujeu... quel giorno... Da un po' di tempo non vuol pi saperne di me... Ho capito che ha fretta di disfarsi di me...
Verdinet - (allarmato) - Disfarsi di voi? E come?
Susanna - Disfarsi di me, s! Vuole che mi sposi, che vada con qualcuno. Ha trovato un uomo, un vecchio che la sposerebbe, e che deve averle detto: Bisogna che non ci sia quella ragazza, che non di nessuno! . Oh, che brutta cosa non avere nessuno nella vita... Non avere una madre, un padre... Un giorno mi ha detto che avevo ritrovato mio padre...
Verdinet - (vivace, di scatto, quasi ansante) Tuo padre, ha detto?
Susanna - Ma non era vero... Non era lui... Non esiste, mio padre...
Verdinet - Ma cosa ti ha detto per dirti che c'era tuo padre?
Susanna - Ogni tanto mi dava questa illusione. Anzi, questa delusione... Mi ci sono abituata!... Ora vuol sposarsi, e padre s, padre no... vuol mandarmi via-Ora capite che, fin che avevo Brissot, questa cosa m'interessava fino ad un certo punto... Brissot riassumeva tutta la mia vita, il suo amore per me cancellava tatto il mio passato, perch era fatto solo di avvenire Lui era mio padre, era mia madre, era tutto...
Verdinet - (trepido) Ma ti ha detto un giorno: quello tuo padre? T'ha indicato qualcuno? T'ha detto un nome?
Susanna - Oh! Il nome che importa? Ho ben capito che sarebbe stato inventato! Non era il padre, era un uomo che prendesse la responsabilit della mia vita. Ora se Brissot mi sposava, non c'era pi bisogno di cercare... E' una cosa cos sciocca cercare un padre... Vi pare possibile che un padre, se fosse vivo, se esistesse, non cercherebbe la propria creatura?
Verdinet - (commosso, tremante) Oh! Pu accadere di cercarsi nel mondo, senza trovarsi... Noi cerchiamo sempre quello che non troviamo... E' il destino dell'uomo... Correre dietro a un'illusione... Il dramma di don Chisciotte meno comico di quello che si crede. Infine il vero, l'intimo dramma di ciascuno di noi... Tu sei giovane... Non hai conosciuta la guerra... Non sai che cosa abbia sbandato gli uomini, spezzati gli affetti... La guerra! E' piombata come un'aquila su di un gregge... Le pecore fuggono impaurite, si disperdono, precipitano negli abissi. Poi, quando l'aquila sparita, quella che si crede uccisa, rapita, portata lontano e divorata, in fondo ad un precipizio che muore di nostalgia, impossibilitata a risalire, disorientata, che chiama senza che nessuno l'ascolti... (Pausa). Io ho conosciuto un mio amico, un mio collega che era partito per la guerra, e aveva lasciato la fidanzata con una creatura nel seno, senza poi sapere, senza avere mai potuto sapere se e quando era nata... Era stato ferito, fatto prigioniero, era andato lontano, aveva languito per molti mesi in terra straniera, malato, involontariamente dimentico... E tutti lo avevano naturalmente dimenticato... Quando tornato, la creatura era nata, la madre era morta... Tante volte i risorti ci perdono a tornare... Trovano altra gente, altre mentalit, altre coscienze, altre sensibilit... Non capiscono lui e lui non capisce loro... II problema pi difficile dopo la guerra quello di rifare i cuori e le favelle degli uomini. Di tornare ad intendersi... Il vero dramma per quelli che restano, pi ancora che per quelli che se ne sono andati... Cos, a quel mio amico, che pure aveva chiesto, cercato, nessuno pens di dire la verit, nessuno ebbe cura di cercare, di aiutarlo... Anzi... Gli gettarono sul viso una bugia, cos, alla leggera... Nessuno gli disse: Hai un dono sulla terra, cercalo ... no, l'hanno lasciato solo...
Susanna - E non l'ha pi trovata?
Verdinet - Cosa?
Susanna - La sua creatura... quel vostro amico?
Verdinet - (la fissa senza parlare, poi lentamente) S,.. L'ha trovata.
Susanna - Oh! Fortunata lei!
Verdinet - (c. s.) No... Fortunato lui.
Susanna - (commossa) Oh! Come siete buono, voi!..,
Verdinet - (colla voce tremante) E sai perch sono stato cos buono? Perch io ho conosciuto tua madre.,.
Susanna - (colpita) Voi!
Verdeset - S... Non ti ho raccontato, un giorno che ti ho incontrata che uscivi dall'ufficio, che io avevo iniziato a Cormatin il mio insegnamento? Ebbene... Io mi ricordo di tua madre...
Susanna - (trepido) Ah! E' vero che era una cattiva donna?
Verdinet - (balzando) Chi te l'ha detto?
Susanna - La zia! Quando arrabbiata, tante volte mi dice che mia madre... (si arresta; una pausa; Verdinet ansima). Quando cercava mio padre, un giorno, inviperita, cattiva, brutale, mi ha detto: Come si pu scegliere fra....
Veedinet - (troncandole violento la frase) Zitta! Tua zia ti ha detto delle indegnit! Io le proibir di dirtele! Andr io da lei!
Susanna - (con uno slancio di commozione) Oh! Siate benedetto!
Vebdinet - No! Tua madre era una brava donna! Buona! Sono gli uomini che dicono che le donne sono cattive, per giustificare i loro istinti, le loro colpe...
Susanna - (attaccandosi a lui) Oh, datemi almeno pesta consolazione! Parlatemi di lei, raccontatemi! Che per la prima volta io senta parlare bene di mia madre!
Verdinet - S... S... Lo far... Verrai a trovarmi e io li racconter... Io ti riaccender questa luce che la cattiveria altrui ti ha spenta! E' la cosa pi crudele che si possa lare a una giovane... Nemmeno Iddio, che e la toglie materialmente, ce ne spegne il ricordo dolcissimo...
Susanna - Oh! Grazie! Grazie!
Verdinet - Poi, quando te l'avr rimessa nel cuore, rameremo insieme...
Susanna - (come illuminata) L'avete amata, voi, mia madre?
Verdinet - (le prende il viso fra le mani) Susanna, senti... (In questo momento appare Brissot alla comune. Susanna, attratta dalla vista di Brissot, si alza, per il momento dimentica e sopraffatta dalla sua venuta. Verdinet, disinvolto) Oh! Brissot!
Brissot - Buongiorno, professore...
Susanna - (con voce tremante) Buongiorno, Brissot,
Brissot - Buongiorno... (Entra anche Coffinard, che si mette in fondo sorridendo ironicamente. Brissot, avvicinandosi a Susanna) Susanna... Gi che ho la fortuna di incontrarvi, o, meglio, l'occasione...
Coffinard - La strana occasione...
Brissot - ...vorrei pregarvi di risparmiarvi le vostre lettore cos inutili e imprudenti... Vi ho' detto che io non sono uomo da tollerare i capricci delle ragazze, le fatuit modernissime... Il mio modo di pensare lo conoscevate benissimo... La prima prova d'amore verso un uomo di rispettarne le idee... Avete voluto fare di testa vostra, avete avute le soddisfazioni clamorose a cui aspiravate, e ci vi ha completamente screditata ai miei occhi, vi ha tolta dal mio cuore...
Verdinet - (interrompendolo violentemente) E' lungo il discorso?
Brissot - (stupito, smontato) Professore! Voi sapete qual rispetto io vi porti e quale devozione... Ma voi non potete capire...
Verdinet - (sopraffacendolo) E se fossi tu a non capire?
Coffinabd - (ironico) Ah! ah! Ne sei anche l'avvocato difensore! (A Susanna) Complimenti, signorina!
Brissot - Professore... Della donna del mio cuore l'unico giudice sono io!
Verdinet - No! Noi non siamo mai giudici delle persone che amiamo... E ti ripeto che sbagli...
Brissot - (tenace, per non lasciarsi vincere) Ah! Dunque vi pare che io avrei potuto sposare, portare a mia madre e a mio padre, in campagna, una ragazza che si fa fotografare in mille guise, quasi nuda, e queste sue fotografie (mostra rabbiosamente dei giornali sportivi illustrati che ha in tasca) sparse pel mondo, in modo che milioni di persone la studiano, la scrutano, la desiderano, la spogliano persino di quel poco che si lascia addosso anche alla ballerinetta dell'ultimo variet! Ah! No! No! (A Susanna, con ira) Eccovi qui. Nuda si pu dire! Vergogna! Guardatevi! Ebbene, vedete? Quello che non posso fare di voi lo faccio con questa turpe vostra immagine, che avete donato agli obiettivi indiscreti, che avete lasciato moltiplicare per le riviste, offrendola a quel mondo di ebeti e di stolti nel quale siete campione! (strappa i giornali, glieli getta ai piedi).
Verdinet - (furioso) Ah! No! In casa mia questo! Mai! Raccogli quei giornali!
Brissot - (interdetto) Eh?...
Verdinet - (imperioso) Raccogli, ti dico! Ed esci! Asino!
Coffinard - (raccoglie lu i giornali e fa per trascinare via Brissot, che rimane senza parole) E' inaudito! A scuola passa gli asini e a casa d dell'asino ai professori! E' impazzito! Andiamo, Brissot! (trascina via Brissot).
Verdinet - (va vicino a Susanna che rimasta sul divano singhiozzando e, ritto dietro lei, laccarezza).
Susanna - E ora? E' andato...
Verdinet - Torner... Lo poserai... Te lo prometto... (Le prende ancora il volto fra le mani e vicinissimo a lei, quasi soffiando le parole, dice) Te lo promette... il tuo pap.. (la stringe a s nascondendole il volto sul suo petto, soffocandole il grido che le prorompe dal cuore).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La stessa scena del secondo atto, con qualche motivo moderno: la radio, il telefono sulla scrivania, dei fiori.
(Allalzar della tela, Verdinet e Susanna sono seduti sul divano e sfogliano, passandole e leggendole, delle vecchie lettere).
Verdinet - Non facciamo confusione... Dammi... Questa va qui... (la ripone su di un mucchietto fra quelle che sono sul divano fra loro. Trilla il telefono) Pronti... Verdinet in persona... Ah! Siete voi, Charon... Benissimo! Domattina alle nove, ottimamente! Presto per me? Macch!... Ah!... (ride). Gi! Perch voi credete che gli intellettuali dormano molto... E' naturale, mangiano poco! Ma non sempre cos... S. S... Alle nove saremo l... Buongiorno! (Torna presso Susanna) Domattina Charon porta tutti i mobili nel nostro nuovo alloggio... Giornata di lavoro! La casa nuova!
Susanna - Che gioia! Per si stava bene anche qui, sai... Forse queste vecchie mura e questi vecchi mobili avevano una storia per te...
Verdinet - Oh, mia cara! Quando si vive soli nemmeno le cose ci diventano amiche... Ci fanno il muso anch'esse... Io non ho qui dentro che dei ricordi di ore grigie, tutte eguali, come i quadrati di un'inferriata di prigione... Allora, vuoi che finiamo?
Susanna - S, pap... Questa storia mi commuove tanto... Non mi credevo nata da tanta passione...
Verdinet - (mostrandole una lettera) Questa me la scrisse quando ebbe la certezza che tu vivevi in lei. Guarda: segnata con una linea celeste: speranza d'un maschio. E' venuta una femmina. Fa nulla... Meglio, anzi. Si sciocchi a fare certe distinzioni fisiologiche pei figli... (Prende un'altra lettera) Questa quella che mi arriv alla vigilia di quell'attacco di cui ti parlai ieri, descrivendotene tutta la violenza. Vedi? Diciotto agosto millenovecentosedici. Mi arriv il cinque settembre.
Susanna - (guarda la lettera e la legge) Bosco di Anderlu. Fattoria dell'Hpital... .
Verdinet - Sul fronte della Somme...
Susanna - Amore mio... Non so se sia questa vita che mi batte nel seno, ma da che ne ho la certezza, ho tanta gioia, mi pare che tu non sia pi cos lontano da me, mi pare che tu non debba pi morire... So che mi vuoi bene... So che non mi dimenticherai, ma ora sento che, pi ancora di me, ti chiamer qui questa nostra creatura. Ho ricevuto la lettera che tu le hai scritto... .
Verdinet - (interrompendola, altro tono) Sai... io le avevo scritto una lettera indirizzandola a te... Cio... alla creatura che doveva nascere, pregandola di consegnargliela, e io fossi morto, il giorno che fosse in grado di leggerla... Oh! Tu non hai idea come si diventa sentimentali, laggi!
Susanna - (torna a leggere) E sei proprio sicuro che debba essere un maschio?.
Verdinet - . Io credevo che fosse un maschio... Chiss perch!...
Susanna - E se fosse una femmina? Oh! Non ti voglio dare un dispiacere... Ma io ne sarei pi contenta... Le figlie restano sempre pi nostre... Comunque, sta sicuro, mio bene, che io le insegner chi era suo padre... Ma no! Cosa dico? Tu non morrai! Ne sono certa... Ci sposeremo... Saremo felici... Tu hai pi diritto di me ad esserlo! E lo sarai! Non dubitare, tesoro... Io porto fiera questa maternit, anche se, come tu temi, qualcuno mormora... Sono padrona di me, un tuo frutto, un tale orgoglio, che io lo griderei al mondo... So come mi hai amata, so come mi amerai e come ameremo insieme il nostro Vittorio o la nostra Susanna .
Verdinet - (riprende la lettera) Sai, avevamo gi fissato il nome... Il tuo lo scelse lei...
Susanna - E quando ti diedero per morto, ella lo seppe?
Verdinet - Certo! Lo scrisse su quella fotografia... Quella che aveva tua zia...
Susanna - Come assomiglia la sua calligrafia a quella di mia zia...
Verdinet - Sorelle...
Susanna - Ma che triste fatalit! Ella mor credendo che tu l'avessi preceduta!
Verdinet - E anch'io fui ingannato a mia volta su te... Fu tutta una congiura degli uomini... Io non ritrovai pi nessuno del tempo mio... Dovevo ricostruire la mia vita, riprendere il mio posto... Ricominciare dal pane... Le notizie che raccolsi ebbero delle fatali coincidenze di errori che mi trassero in un fatale inganno... Tu dovevi essere morta con tua madre, nello stesso momento che ella t'aveva messa al mondo... Ricordo che questo pensiero mi accompagn per tutta la vita... Io ti strappai idealmente da quella morta e ti feci viva in me... Sei cresciuta in me... Spiritualmente... Infine oggi tu non sei che quello spirito che ha preso forma, ma che io avevo in me da tanti anni... (un po' smarrendosi) Ma ora non pensiamoci pi. Sei qui. Ci siamo ritrovati. Mi pare un sogno... La fortuna mia, solo mia...
Susanna - No... E anche mia.,
Verdinet - T'inganni! I figli sono una fortuna per i genitori, assai pi grande, assai pi nobile, assai pi vera di quello che non possono essere i genitori per i figli.
Susanna - Credi?
Verdinet - Certo! I figli si sposano... Vanno lontani... Noi viviamo finche vivono loro... Ti accorgerai quando avrai dei figli come l'amore pei figli sia un capitale speso senza interessi... (ride).
Susanna - (come per vincere un momento di tristezza) E dimmi, pap... Quando tutti ti credevano morto, chiss che feste a rivederti...
Verdinet - Oh! Ero un oscuro intellettuale... Un intellettuale sempre meglio perderlo- che trovarlo... E poi, figurati il Governo! Lui che sperava di averne liquidato uno senza nemmeno la pensione agli eredi, s' trovato a dover tener conto anche degli arretrati!
(Entra Rosa).
Rosa - Professore... Fate colazione in casa, oggi?
Verdinet - (mette a posto le lettere per riporle, dicendo a Susanna) Per oggi basta, vero? Domani...
Susanna - S, pap...
Verdinet - Dicevi, Rosa?
Rosa i - Chiedevo se fanno colazione in casa...
Verdinet - Ma no! N colazione, ne pranzo... Non devi incassare le stoviglie? Domattina verranno gli uomini... Noi si va fuori... Ora devo andare un momento al Ministero... Poi torno e si potrebbe andare a Saint-Cloud a mangiarvi qualche cosina, che so io! Vero, Susanna? La nostra macchina e via! Guido io! Verr anche la zia Maugiron... "Sbrigato i! Ministero, oggi non ho altro!
Susanna - Come vuoi, pap!
Rosa - In macchina? Guidate voi?!
Verdinet - S, io!... Perch? Non lo sai che ho comperato la macchina e che ho imparato a guidare insieme a lei? (indica Susanna).
Rosa - Alla vostra et al volante?
Verdinet - Che c'entra?
Rosa - Io non verr mai su di una macchina guidata da voi!
Verdinet - Oh! Non credere di mortificarmi, sai? Tanto non ti inviter mai!
Rosa - (La macchina! (scrollando il capo) Invece di mettere via i soldi per quando sar vecchio, cio pi vecchio di oggi, li va a buttare via a comprarsi l'automobile!
Verdinet - Chi' ti d il diritto di interessarti del modo con ui colloco il mio danaro? E poi, credi tu che la vita sia una sola?
Rosa - Oh, no! Ce n' un'altra di l, per fortuna...
Verdinet - Ebbene... Ce n' un'altra anche di qui... Quella che fabbrichiamo noi, che ammobiliamo noi...
Rosa - (scrollando il capo, avviandosi) Voi avete studiato troppo, professore! Lo dicevo io che un giorno o l'altro saltava fuori la mattana... E' venuta...
Susanna - (ride).
Verdinet - Cos'hai da brontolare?
Rosa - Perch avevo fatta la spesa... Andr a male, la roba... Non ci sono pi ore in questa casa...
Verdinet - Sentila! Le ore! Le cuciture di quella camicia di Nesso che si chiama abitudine! Bisogna strapparle! Non sai, o disgraziata, che le ore sono le gocce che ci scavano l'avello? Che gusto provi a contarle? (Rosa esce scrollando il capo). Ho piacere di fare una bella passeggiata, oggi. Ho lavorato tanto questa notte... Ho terminato di correggere le bozze del mio libro. Ora non ho pi nemmeno Brissot che mi aiuta. (Come se questo nome gli rammentasse un'ansia obliata) Non s' pi visto...
Susanna - (triste) Dal giorno che gli facesti quella scena, tre mesi fa... Ah! Era meglio dargli ragione, lasciare che si sfogasse!
Verdinet - Mi pare che si sia sfogato, per quello!
Susanna - Tu dicevi: Torner! .
Verdinet - (impressionato e turbato dalla dolorosa tristezza di Susanna, tace. Una pausa) Brissot stato mandato in Commissione di esami qua e l...
Susanna - E' tornato per spesso a Parigi...
Verdinet - Come lo sai? L'hai visto?
Susanna - S...
Verdinet - (sorpreso e ansioso) Dove?
Susanna - In istrada... L'ho incontrato... Ci siamo parlati... Gli ho detto che non potevo vivere senza di lui...
Verdinet - (ripetendo la frase come per caso) ... senza di lui... .
Susanna - (gettandogli le braccia al 'collo) Perdonami, pap!...
Verdinet - (commosso) Cosa devo perdonarti? Sei tu che devi perdonare me... T'avevo promesso di ricondurtelo... Ho pensato troppo alla mia felicit... Pi alla mia che alla tua... Non so ancora essere un vero padre, perch sono troppo egoista... Ebbene, quanto non ho fatto, far...
Susanna - E' inutile... Brissot non ha alcun rancore con me, ma il suo amore per me finito... Mi ha offerto la sua amicizia... E l'amicizia che viene dopo l'amore non ne che l'orazione funebre.
Verdinet - Io lo vedr presto a Cormatin... Vi comincia la propaganda elettorale per la mia candidatura al Parlamento... Egli parler col...
Susanna - Pap, inutile, ti dico...
Verdinet - Se tu l'ami, non affatto inutile...
Susanna - Guarir anch'io, come lui... Vedrai...
(Entra Palmira).
Verdinet - Oh! Ecco la zia Cariat... (si arresta, si corregge) La zia cara... La cara zia...
Susanna - Addio, zia...
Palmira - Buongiorno, cari... Ah! Lasciate che metta su questo... (allude al cappello e alla mantiglia). Benedetta la campagna! Dove si cammina anche d'inverno senza tante cianfrusaglie! Questa Parigi com' brutta! Rumorosa, piena di gente che corre... Ma possibile che tutti abbiano fretta ad un modo? Che non imparino a prendere le cose a tempo? (Esce a destra).
Susanna - Pap... Perch la chiami zia Cariatide?
Verdinet - Ah! E' cosi vecchia... (ride). Ma tanto buona... La conoscerai... (Rientra Palmira). Zia! Oggi vieni con noi a colazione fuori?
Palmira - Dove?
Verdinet - A Saint-Cloud... In macchina...
Palmira - Che macchina?
Verdinet - Toh! L'automobile... la mia... Cio di Susanna... La nostra, insomma...
Palmira - Dio mio! Ci sar pure un tram per andare a Saint-Cloud.
Verdinet - No.
Palmira - Ebbene, mi metter subito in viaggio a piedi e arriver per mezzogiorno...
Verdinet - (ride) Ma, zia! Bisogna vivere col progresso!
Palmira - Ah! Per me tardi... Ed l'unico tornaconto della vecchiaia.
Susanna - Vuoi un caff?
Palmira - Ecco un'idea sensata, cara! Che i filosofi non hanno...
(Susanna esce).
Verdinet - (accorgendosi che Palmira guarda Susanna fino a che uscita) Perch la guardi cos?
Palmira - Mah!... Mi fa un certo effetto sentirmi chiamare zia da una nipote cos improvvisa... A proposito.,. Si pu sapere perch mi hai messo un nome nuovo?
Verdinet - Un nome nuovo? Che nome?
Palmira - Oh! L'ho imparato bene: Cariatide... Me l'ha detto Rosa ieri, quando mi raccontava il tuo rammarico per non avere potuto venire quest'anno a Dole... Mi ha detto che continuavi a ripetere: Povera zia Cariatide! Chiss cosa penser! .
Verdinet - (tra se) Che cara, quella Rosa! (Poi a lei) Ma come? Cariatidi erano le giovanette lacedemoni che danzavano per celebrare la festa di Diana Cariatide...
Palmira - Non vedo la relazione fra me e delle danzatrici...
Verdinet - E' un omaggio classico...
Palmira - Ah! Be', accettiamolo... Cosa vuol dire avere un nipote genio!
Verdinet - (abbracciandola) Cara zia!
Palmira - Cara zia! Ma intanto fai dei figlioli senza che io lo sappia e me li nascondi per vent'anni!
Verdinet - Ma se non sapevo nemmeno io di averla!
Palmira - Ma da quando in qua si mettono al mondo i figlioli senza saperlo? Via! Via! Cosa c' sotto, qui?
Verdinet - (stupito) Ma nulla... Ho avuto un amore quand'ero a Cormatin. E questo amore ha fruttato una bimba... (La mamma morta... Io non lo sapevo, perch ti ricordi bene che sono stato prigioniero... E poi...
Palmira - E poi che cosa?
Verdinet - Ma via, zia! Non te l'ho raccontata la storia?
Palmira - E' ben perch l'ho presa per una storia, che vorrei sapere la verit.
Verdinet - Vuoi leggere le lettere che mi scriveva?
Palmira - Ma va l!... La so, la storia delle lettere!... Te le sei scritte adesso e le hai messe ad ingiallire al sole...
Verdinet - (addolorato) Ma chi ti ha detto una simile cosa?
Palmira - Hai inventato un romanzo!
Verdinet - Non vero!
Palmira - Non c' nulla di male... Hai nobilitato la figura di una madre a una figlia... Una buona azione... Ma a me non hai bisogno di nobilitare quella... quella... come s chiamava?
Verdinet - Concetta Brossard.
Palmira - La Marsigliese... La lavandaia...
Verdinet - Chi t'ha detto questo?
Palmira - Non arrabbiarti! Chi me l'ha detto! Lo sanno tutti... Ieri sera me l'ha ripetuto quel tuo collega Ger... Geu.... Quello che sta qui sul pianerottolo.
Verdinet - Germeuil?
Palmira - S... Germeuil... Sar Germeuil.. Per me i nomi sono tutti eguali...
Verdinet - Come hai parlato con Germeuil, tu?
Palmira - Se vuoi saperlo, m'ha fermata lui qui da basso, ieri sera...
Verdinet - Ha osato?
Palmira - Che osato? Non sono mica una dama da conquistare, io! Mi ha incontrato e mi ha detto: Lei la zia di Verdinet... Ah!.... E m'ha parlato della tua pretesa figliola, come diceva lui...
Verdinet - (interrompendola) Germeuil un imbecille.
Palmira - A me importa poco... Importer al Governo che lo paga perch insegni...
(Susanna rientra col caff).
Susanna - Ecce, zia... Te l'ho fatto io...
Palmira - Grazie, cara... (lo'sorseggia).
Susanna - Buono?
Palmira - Eccellente!
(Susanna si avvia per uscire a destra).
Verdinet - Dove vai?
Susanna - Un momento in camera mia... (Esce a destra).
Verdinet - Germeuil, capisci, ha cinque figlie, e voleva darne una, la prima, a Brissot. E poich Brissot, almeno io spero, non se ne d per inteso, egli pensa che sia stata Susanna a tenerlo avvinto a lei, mentre non vero! E cos si vendica diffamando ignobilmente la madre di Susanna!
Palmira - Ti faccio osservare che non si diffama una donna dicendo che fa la lavandaia.,. E' un mestiere come un altro... E poi non si tratta di questo... Si tratta... Dio mio... Comprendimi, figliolo benedetto! Tu mi scrivi che hai questa figliola... Non vieni a Dole... Non go niente... Mi esprimi il desiderio che io la conosca... Ho creduto di farti una cosa gradita a venire.
Verdinet - Me l'hai fatta di sicuro!
Palmira - E volevi che io non chiedessi o che non desiderassi sapere qualcosa di pi di quello che vai dicendo agli altri? Io pensavo a delle cose, che so io?... pi romanzesche, se vuoi, o magari anche pi... sporche!
Verdinet - Come sarebbe a dire?
Palmira - In citt ne fate di tutti i colori, voialtri! I figlioli o non li fate o li fate in una certa maniera! Un po' per volta... Io credevo che tu avessi relazione con una donna sposata, che fosse venuta avanti questa ragazza che il marito doveva credere sua, e che, morto il padre, morta la madre, tu hai potuto tenerti... No? Non pi semplice?
Verdinet - La chiami semplice una cosa simile?
Palmira - No... Non la chiamo semplice... La chiamo cittadina... Siete voi della citt, ripeto, che queste cose le riducete a semplici.
Verdinet - Ma no! No! No! Ti dico e ti ripeto che Susanna io l'ho avuta da Concetta Brossard, che io ho amato tanto, tanto... .
Palmira - Tanto da dimenticarti persino di chiederle se alle volte le era rimasto attaccato un figliolo... (sospirando) Eh! Gli uomini d'oggi non avvicinano le donne per avere dei figlioli... Purtroppo l'ultima cosa che cercano... La considerano una disgrazia, questi indegni! Oh! Le so, sai, queste cose, anche se sono nata settant'anni fa, e se per grazia di Dio, vivo lontana da Parigi! Gli per questo che le poche volte che ci arrivo, la terza in vita mia, la prima cosa che faccio d'andare in chiesa a chiedere perdono al Signore!
Verdinet - Invece l'ho amata, e Susanna lo sa.
Palmira - L'ha saputo un po' tardi, la poverina, se vero...
Verdinet - Senti: tu hai parlato con Coffinard, che ti ha scaldato la testa!
Palmira - Coffinard? S... E' venuto a Dole, ma per restituirmi le trecento lire che gli avevo versato per la famosa lapide..
Verdinet - (incredulo) E si fa un viaggio per restituire trecento lire?
Palmira - Io sono d'opinione di s.
Verdinet - Coffinard ostacola questa mia gioia...
Palmira - Mi pare che non sia il solo.
Verdinet - Specialmente se ti ci metti anche tu.
Palmira - Io? Non ho nessun interesse, io, a contrariarti... Dico solo... Sei sicuro che sia tua?
Verdinet - S! Se non fosse altro perch l'ho creata col mio spirito.
Palmira - (sbalordita) Allora non parlo pi... Io di figlioli ne ho fatti undici, sei col primo marito e cinque col secondo... E ti assicuro che lo spirito i miei mariti non l'hanno mai adoperato... (Osservandolo) No... no... Ti prego, caro... Non alterarti, che non proprio il caso... Io ti volevo solo aprire gli occhi. Voialtri che studiate siete cos facili all'imbroglio, alla suggestione... Ma una volta che ti offendi...
Verdinet - Non mi offendo... Mi addoloro... Capisco Coffinard, che un pedante, capisco Germeuil, che un danneggiato, capisco la portinaia, la donnetta, l'egoista che non ha saputo vivere che per se stesso... Ma tu!
Palmira - Io? Io sono un'anticaglia... Non meriter quell'omaggio classico che tu m'hai fatto con quel nome, ma ho del buon senso... Se tu sei sicuro, non ne parliamo pi... Senti: sono qui da due giorni ed la seconda volta che ne parliamo... Una peggio dell'altra. Ti giuro che l'ultima...
Verdinet - (con amorevolezza) Senti, zia... (l'accarezza) Io non ho avuto che te nella vita. Mi hai sempre voluto bene. Bisogna che tu continui a volermene.
Palmira - (vinta e affettuosa) Ma s, caro... Dimmi cosa posso fare per te...
Verdinet - Senti... Susanna innamorata ancora di Brissot... Molto... Temo che soffra... L'ho capito ora... Bisogna tentare di distrarla... Cercare che non ci pensi... Io provvedere a parlare a Brissot... Sai che cosa si potrebbe fare? Siccome io, fra giorni, sar impegnatissimo per la campagna elettorale, tu dovresti convincerla ad accompagnarti a Dole... Tenerla l un po' di giorni...
Palmira - E' un'idea... Ma non una ricetta per quei mali l.
Verdinet - Cominciamo cos... Poi vedremo... Mi aiuterai anche tu. Farai ci che ti dir... (Guarda l'ora) Sono aspettato al Ministero... E' tardi... (Va alla porta di destra) Susanna!
Susanna - (appare) Cosa vuoi, pap?
Verdinet - Ecco... Vado al Ministero, come t'ho' detto prima... Ma torno presto. Restiamo intesi per la colazione, eh?
Susanna - S, pap!
Verdinet - (la fissa, l'accarezza e la bacia) Fai compagnia tu alla zia.
Susanna - S... Arrivederci, pap!
(Verdinet esce).
Palmiha - Oh! Vieni qui, figliola mia... Ho una proposta da farti...
Susanna - A me?
Palmira - S... Dovresti. venire a Dole con me... Qualche po'...
Susanna - A far che?
Palmira - Toh! In campagna... a riposarti...
Susanna - A riposarmi? Se non lavoro pi...
Palmira - Che c'entra? Per lo pi sono ben quelli che non lavorano che vanno in campagna a riposarsi! Cambiar aria... Sei un po' sofferente... Almeno tuo padre dice cos...
Susanna - No... Sto tanto bene qui...
Palmira - Starai bene anche da me... Ho una bella fattoria, vi sono molte pi bestie che uomini, il che, ti assicuro, dopo tutto non guasta...
Susanna - Pap ha bisogno di me.
Palmira - No. Egli ha bisogno di vederti felice.. Teme che tu sia innamorata di quel Brissot.
Susanna - Gli ho gi detto che non guarir...
Palmira - L'amore guarisce solo col matrimonio. (Pausa). Ma, infine, si pu sapere perch vi siete lasciati?
Susanna - (sospirando) Oh! E una storia lunga!
Palmira - Allora ti prego di risparmiarla.
Susanna - Per via della passione sportiva e della mia ostinazione a partecipare al campionato nazionale. Ha detto: Tu non avrai fatto nulla di male, ma hai denunciato un carattere ribelle, ed io non voglio mogli che disubbidiscano .
Palmira - Ma un ingenuo di tre cotte! Cerca una moglie ubbidiente? Non la trover, girasse non tutta la terra, ma tutti i pianeti se sono abitati!
Susanna - Mi ha detto: Siamo fatti per essere due buoni amici, non marito e moglie .
Palmira - Amici di che genere?
Susanna - Amici... all'antica... Vedi? Se mi odiasse, ancora avrei speranza, ma l'amicizia! L'amicizia fra un uomo e una donna non esiste.
Palmira - Quando sono giovani, vero! Ebbene... Posso fare qualche cosa per te?
Susanna - Cosa vuoi fare?
Palmira - Non so...
Susanna - (aprendosi con l'animo) Tutta la felicit che ho avuto, trovando un padre, ed averlo buono, affettuoso, celebre, onorato, e passare ad una vita di comodit e di agi, mi stata turbata da questo destino!
Palmira - Senti: se un uomo cos pedante, se non era questa, era un'altra occasione! Non mi sembri fatta per un professore!... I professori sono sempre dei teorici. Finiscono per annoiare! (Entra Rosa).
Rosa - C' il professor Brissot. Chiede se venuto il signor Coffinard, col quale ha un appuntamento qui...
Susanna - (emozionata) Io vado di l.
Palmira - (A Rosa) Fallo passare. (Rosa esce. Palmira, a Susanna) Vai pure, cara... Gli parlo subito io. Se credi, posso anche insolentirlo... E' una soddisfazione per un'analfabeta insolentire un sapiente... (Susanna esce rapida a destra. Brissot entra e s'inchina a Palmira). Ah, voi siete il professor Brissot? Ho molto piacere di conoscervi. Io sono Palmira Maugiron, la zia di Verdinet... La zia Cariatide... Di Dole... Non vi ha mai parlato della zia Cariatide?
Brissot - (sconcertato) No... (Avvicinandosi a lei) Sono onorato...
Palmira - Figuratevi io!... Sedetevi. Verdinet al Ministero, ma viene subito.
Bbissot - Lo so che al Ministero... E so anche perch vi stato chiamato. Avevo un appuntamento qui col signor Coffinard.
Palmira - Aspettatelo con me, se non vi dispiace. Vi devo giusto parlare.
Brissot - A me?
Palmira - Gi... Di Susanna.
Brissot - Ah! Signora! Bisogna mettere a posto delle cose pi gravi prima.
Palmira - Prima? E dopo?
Brissot - Dopo che cosa?
Palmira - Dopo bisogner mettere a posto anche lei... Non si pu lasciare una ragazza cos, per un capriccio ostinato come il vostro!
Brissot - (stupito) Ma, signora!
Palmira - (senza badargli) i La poverina non ha amato che voi... E' un gran dono, sapete, una ragazza che sa amare un uomo solo, oggi, e a Parigi!...
Brissot - Scusate, signora. Ne parleremo dopo.
Palmira - Dopo che cosa? Con me non potete parlare della candidatura di mio nipote... Non m'interessa affatto. Deputato pi o deputato meno, per me sono tutti inutili ad un modo... Quindi, parliamo di Susanna.
Brissot - Sentite, signora. Se io sono venuto qui per trovarmi con Coffinard, a quest'ora, Pilo fatto appunto perch sapevo che Verdinet non c'era. Anzi, abbiamo bisogno anche di voi... Per avervi dalla nostra.
Palmira - Cos'?... Una congiura?
Brissot - Non si tratta di una congiura... Si tratta della campagna elettorale. Verdinet si lasciato portare, e nessuno pu essere pi felice di me. Ma ora abbiamo saputo che i suoi avversari faranno della paternit il perno di una campagna elettorale pericolosa... Essi pretendono di aver trovato la vera paternit di Susanna, che sarebbe, secondo loro, figlia di un uomo sposato, il quale ebbe relazione con la madre di lei, e che non la riconobbe figlia perch non lo poteva...
Palmira - Gli imboscati dell'amore! I falsari! Sapete che cosa vuol dire mettere al mondo un figlio quando non si pu dargli il nome? Vuol dire fabbricare dei biglietti falsi...
Brissot - Comunque, questa paternit verr sfruttata come l'unica macchia della sua vita integerrima... E' stupido esporsi a ci! Dobbiamo quindi avvertirlo di quello che si trama contro di lui, e persuaderlo, aiutarlo anzi, alla difensiva. A Susanna penseremo...
Palmira - Vi preme dunque pi la candidatura di mio nipote che la felicit di quella ragazza?
Brissot - Se io mi preoccupo di evitare degli attacchi, potrei anche farlo perch questi attacchi metteranno anche quella figliola alla berlina.
Palmira - Ora cominciamo a ragionare! (Entra Coffinard. Palmiro, a parte, contrariata) Non poteva aspettare ancora un poco?
Coffinard - Buongiorno, signora... Addio, Brissot! Non ancora tornato, eh?
Palmira - No... Accomodatevi, congiurato!
Coffinard - (a Brissot) Avete accennato alla signora di che si tratta?
Palmira - S, caro vecchio... Ma potete rinunciare alla mia collaborazione... Io non posso fare nulla, e credo anzi che non ci sia nulla da fare...
Coffinard - Nulla da fare? Ma come? Io non so quante volte gli abbia detto che questa paternit, denunciata in un modo cos clamoroso e ingenuo a un tempo, l'avrebbe esposto al ridicolo!
Palmira - Tutti al mondo abbiamo qualche cosa per far ridere gli altri... E' uno dei conforti reciproci dell'umana convivenza...
Coffinard - Al Ministero, capite, lo hanno chiamato per chiedergli di rinunciare a questa paternit, o almeno alle sue manifestazioni pubbliche... Ora bisogna persuadere Verdinet a non fare colpi di testa... Bisogna aprirgli gli occhi, farlo ragionare... Egli non vede, capite? Egli come uno che abbia il sole negli occhi... E' abbagliato. Non distingue. Bisogna alzare fra lui e Susanna lo schermo della verit... Dirgli liberamente ci che ancora ignora o vuole ignorare. Il padre di Susanna , secondo i suoi avversari, Alberto Brignac... Sar una supposizione, una invenzione maligna se volete, ma un'arma... Leggerete, col costume che purtroppo abbiamo in Francia, ci che stamperanno i giornali. (Con spavento) Il ridicolo! Il ridicolo su di un uomo come lui!...
Palmira - E non si pu impedirlo?
Coffinard - Con la libert di stampa?
Palmira - Ma che razza di libert quella che ammazza la gente moralmente?
(Entra Verdinet).
Verdinet - Oh! Eccomi! Ma guarda quanta gente! Coffinard! (Stupito e felice) Anche tu, Brissot? Come ti rivedo volentieri! Ah! Tu m'hai abbandonato!... (lo abbraccia). Perch? Che cosa ti ho fatto? Per quello che ti ho detto quel giorno? Lo sai che sono stato il tuo maestro, che lo sono, e che potrei essere anche tuo padre?
Brissot - Professore... Sono stato assente... Lontano da Parigi...
Verdinet - Ma quante volte vi sei tornato? Di' un po'? Sentiamo...
Coffinard - Lascia perdere, Verdinet... Ho da dirti delle cose importanti.
Verdinet - (ridendo) Tu hai sempre delle cose importanti da dire... Il bello si che poi si tratta sempre di cose importanti solo per te... Sentiamo... E Susanna dov'?
Palmira - E' di l, caro... lasciala...
Verdinet - (a Brissot) L'hai vista, tu?
Brissot - No...
Verdinet - (trepido) Non vuoi salutarla?
Brissot - (incerto) Pi tardi...
Coffinard - Scusa, Verdinet... Siamo venuti apposta tutti e due per parlarti... Ascoltaci... Mettiti a sedere-Si pu sapere perch sei cos allegro?
Verdinet - M'hanno messo di buon umore al Ministero! (ride).
Coffinard - Ah, s?
Verdinet - E credo di capire che voi siete venuti per continuare a tenermi di buon umore...
Coffinard - Ti hanno dunque detto che cosa faranno i tuoi avversari?
Verdinet i - Si...
Coffinard - E che cosa hai detto?
Verdinet - Nulla... Ho riso.
Coffinard - Ah! La prendi allegramente? Ti accor-gerai!
Verdinet - S... Ho riso!... Ma vedrete come rideranno gli avversari quando sapranno quello che ho fatto io...
Coffinard - Cosa hai fatto?
Verdinet - Cosa ho fatto? Ho rinunciato a essere portato deputalo...
Brissot - Eh?!
Coffinard - (sbalordito) Hai rinunciato? Sei matto?
Verdinet - S... Ho rinunciato... Potete andarvene e lasciarmi tranquillo e felice come sono... Ah! Io dovrei discutere la mia paternit?
Coffinard - Come, discutere? Se essa ...
Verdinet - (troncandogli violentemente la parola) S! Lo so cosa vuoi dirmi!... Lo so... Ma non mi importa di nulla! Sai cosa faccio? Mi prendo Susanna e me la porto in Italia... Per un anno... Per due... Per sempre! A me basta lei...
Coffinard - Ma, scusa... Siamo pratici... Che bisogno avevi tu di fare questa esibizione pubblica, quasi nazionale, di Susanna? Non te l'ho ripetuto mille volte? Non potevi aiutarla, proteggerla alla lontana, provvedere magari a lei, amarla anche, se vuoi, ma conservare intatta la tua vita di studioso, di uomo serio, stimato, ammirato qual eri? .
Verdinet - E tutto questo, scusa, in omaggio a chi?
Palmira - Al mondo... Alla societ...
Verdinet - Ma io l'ho fatto per me. Del mondo e della societ non me ne importa! Mi sono trasformato, l vita mi ha dato una nuova primavera, la gioia di sentimenti nuovi, che ignoravo, una felicit intima, un sapore di poesia, di bellezza... Io ho cominciato a voler bene a tutti dacch ho lei, a non sentire pi quel senso di soffocamento che d la vita grigia... Non so spiegarmi e non lo spiego perch tanto inutile... Nessuno capirebbe.
Brissot - Professore... Una suggestione pu essere anche utile, benefica... Anzi, io non nego che vi sia aperta la via della politica appunto per questa vostra trasformazione. Nessuno pi contento di noi che voi andiate al Parlamento. Una testa come la vostra pu arrivare al Governo...
Palmira - E ce n' bisogno di teste piene, l!...
Brissot - Ma se questo ritrovamento vi ha spinto su di un sentiero nuovo, non potevate e non potreste sfruttarlo senza il romanticismo della figlia ritrovata?
Palmira - Certo... Perch, o tua, e allora fai la brutta figura di un padre che ha abbandonato per venti anni una creatura... O non lo , e allora fai quella del babbeo che crede alla prima panzana che gli danno ad intendere.
Verdinet - Ma vi ripeto che Susanna mia figlia, e che io la tengo per me perch serve a me, alla mia gioia, e nessuno pu giudicare se una gioia valga o meno di essere goduta da un altro. (A Cojfinard) Da mesi e mesi tu e tutti vi ostinate a richiamarmi alla realt, una realt che non coincide colla mia, e che vorrebbe farmi chinare il capo su dei registri, su dei documenti, su delle date, su quell'algebra dello Stato Civile, dove vi sono pi incognite che nelle equazioni di sesto, di settimo grado! E insolubili! Il povero Germeuil, che professore di matematica, non saprebbe risolvere il mistero delle sue cinque figlie se si dovesse ascoltare il mondo, proprio quel mondo al quale io dovrei, secondo voi, fare olocausto della mia gioia! Niente affatto! Concetta Brossard esistita... Sar stata tutto quello che volete, ma io l'ho amata con quella bellezza indimenticabile, con quel fervore irragionevole, insensato ma stupendo della giovinezza che non torna! (Verso Coffinard) La pagina a colori della vita, come l'hai chiamata tu... Ella mi ha portato qualcosa di quell'amore lontano che fu l'unico della mia vita, della mia povera vita! Ebbene, io l'ho ripresa, mi sono inghirlandato di quell'amore i miei capelli bianchi, quei capelli che mi si sono imbiancati entro il freddo tempio della scienza, davanti a degli idoli muti, a delle madonne senza sorriso. Lo so... Lo so che si possono cercare o produrre delle prove... Ma cosa pu una prova contro un sogno? Una realt contro un'illusione? Io voglio il mio romanzo... La vita, miei cari, non che una ininterrotta capacit di sogno... E la felicit bisogna sapersela fabbricare, inventare, rubarla anche, dove vuoi... Allora nostra, solo nostra, perch nata da noi... La felicit non te la fanno mai gli nomini! Vedi? La scienza, anche scongiurata da mille uomini, incapace di dare una prova d'una paternit... Essa una squallida indagatrice, che ti offre delle formule, delle alchimie... Ti d del calcolo per spiegare questo grande e divino mistero che la creazione... Ti aiuta in giuoco banale... La nascita, allo Stato Civile! Bah! (ride). Si spostano le date, si confondono le carte, si pu barare, infine! Infine si crede! Si d alla vita una propria emozione amorosa... Ci si appropria di questa gioia, credere, di questo conforto, credere! La verit non che volont di credere... Perch volete sostituire la certezza alla fede? C' una paternit carnale e ce n' una spirituale... La prima la certezza, ma delle bestie, la seconda la fede, ed degli uomini!... (Pausa). Del resto, se io rinuncio, non perch io abbia paura... Gli perch non voglio che si parli di lei, che ella venga discussa... I miei avversari? Ma io li avrei travolti! Volete sentire? (Come se parlasse in un comizio) In tempi in cui gli uomini respingono i figli se non sono bollati e controllati da un ufficio di Stato Civile, quest'uomo, nonostante le insinuazioni, le malignit, i miasmi del pettegolezzo volgare, ha creato ed esaltato una paternit esemplare!. (Tono) Oppure: Mentre alla sua et gli uomini, gli stessi padri di famiglia, corrono dietro alle amanti acerbe per ravvivare le ultime scintille dei sensi fra le ceneri degli anni, egli corre dietro a una figlia, insegnando che la paternit non un peso, ma un conforto! (Pausa). Ah! Coffinard! Ti ricordi quel giorno che l'ho chiamata nell'alberghetto di Beaujen? (Chiamando come quel giorno) Susanna! Susanna!. Quello che ho provato in quel giorno stato cos nuovo, cos dolce, cos inatteso, che ebbe del miracolo! Non ho pi potuto farne a meno... La felicit nella vita, mio caro, sta nel chiamare un nome, anche se dietro a quel nome c' un sogno...
Susanna - (entrando di corsa) Pap! Pap! M'hai chiamata?
Brissot - (la guarda emozionato).
Verdinet - (prendendola fra le braccia e stringendola) Vedi? E' venuta... E io non volevo chiamarla... E' venuta qui dove si voleva uccidermela...
Coffinabd - (vinto) Perdonami... Hai ragione tu... Ti giuro che ti sapr difendere!
Brissot - Professore... Non rinunciate alla candidatura, vi prego!... Affrontate la battaglia... Nessuno oser attaccare la signora Brissot! (Prende Susanna dalle braccia di Verdinet e la attira a se).
Susanna - Pap! Ah!
Verdinet - (sbalordito ma felice) Cosa? La signora Brissot?
Brissot - S... Vi domando la mano di vostra figlia.
Palmira - Che il Cielo lo benedica! E la chiamava campagna elettorale!
Verdinet - (emozionato, cercando nell'allegrezza di superarsi) Ma come? Io mi batto a questo modo per tenermela, e tu me la porti via? !
Palmira - Mio caro... Lasciagliela! Questa non una sottrazione! E' una moltiplicazione!...
FINE
- Questo copione è stato visto:


