Il sommo poeta

IL SOMMO POETA

IL SOMMO POETA

COMMEDIA IN TRE ATTI E UN QUADRO

DI

ALDO CIRRI

Commedia finalista alla 49 edizione del premio Vallecorsi per il teatro

DANTE ALIGHIERI - Il sommo poeta - anni 24

EGISTO ALIGHIERI - Fratello del sommo poeta - anni 35

ALIGHIERO ALIGHIERI - Padre del sommo poeta - anni 65

GAETANA ALIGHIERI - Sorella del sommo poeta - anni 25

LAPA CIALUFFI - Matrigna del sommo poeta - anni 45

GUIDO CAVALCANTI - Amico del sommo poeta - anni 34

LAPO GIANNI - Amico del sommo poeta - anni 28

BEATRICE PORTINARI - Amante del sommo poeta - anni 23

MADONNA VANNA - Donna di Guido - anni 23

MADONNA LAGIA - Donna di Lapo - anni 23

BRUNELLO DA MONTALCINO - Un vicino del Sommo poeta- anni 70

GIACOMO LEOPARDI - Grande poeta - anni 20

EPIFANIO LEOPARDI - Fratello del grande poeta - anni 35

SILVIA TERESA FATTORINI - Amichetta del grande poeta - anni 18

Lazione del primi tre atti si svolge a Firenze nel 1289.

Lazione del quadro finale si svolge a Recanati nel 1818.

Nota : ovviamente solo Egisto, Epifanio e Brunello sono personaggi di fantasia,

gli altri sono tutti realmente esistiti. Alighiero Alighieri, secondo i

documenti dellepoca, risultava gi morto nel 1283, per cui mi scuseranno

gli storici se in questa commedia mi permetto di farlo vivere un po di pi.


PRIMO ATTO

SCENA

Casa di Alighiero Alighieri. Il salone-studio. Parete di fondo : al centro una grande porta-finestra che d su di un balcone di cui si vede la balaustra a colonnini e sullo sfondo il panorama dellArno con Ponte Vecchio. Ai lati della porta-finestra due mobili bassi su cui sono posati dei candelieri. Parete di DX : sulla sinistra un ingresso da cui parte un corridoio che va alle camere, sulla destra una grande libreria stracolma di libri. Parete di SX : sulla sinistra un grande camino, sulla destra un ingresso da cui si intravede la balaustra di legno di una scala che scende ai piani bassi della casa. Parallelamente alla parete di DX un lungo tavolo pieno di libri e pergamene, due candelieri e un busto di marmo raffigurante Virgilio, sul lato del tavolo dalla parte della libreria, unimponente sedia da studio, imbottita con schienale alto. Vicino al camino un tavolo tondo pi piccolo con intorno alcune sedie e sopra alcune stoffe e una cassetta per lavori di cucito. Oggetti e arredi depoca alle pareti e sopra i mobili. Prima dellapertura del sipario in scena apparir per un attimo la scritta

FIRENZE 1289

NOTA - Alcune parole delle liriche di Dante, trascritte in questa commedia (cercando di non rovinare la metrica del verso) sono state da me sostituite con sinonimi. Ho fatto questo con lonesto intento di una pi facile comprensione delle rime dantesche da parte dello spettatore, con la speranza che Macchiavelli, De Sanctis e qualcun altro non si rivoltino nella tomba.

SIPARIO

SCENA PRIMA

Estate. Notte fonda. I battenti della porta-finestra sono spalancati, si intravede qualche luce della citt e sullo sfondo un cielo limpido e stellato. Si sente in lontananza il canto di un menestrello che fa una serenata accompagnandosi con un liuto. La stanza in penombra. In scena c solo Egisto, si tratta di un tipo tarchiato, bassotto, col naso aquilino, dallaspetto insignificante, vestito alla Dante (come siamo abituati a vedere il poeta nelliconografia classica : con la veste rossa), ma laspetto generale di una notevole goffaggine. Egisto seduto al tavolo e, alla luce di uno solo dei candelieri, sta scrivendo lentamente con una penna doca su di un foglio di pergamena. Ogni tanto si ferma ad ascoltare incantato il menestrello, poi riprende il suo lavoro. Sul tavolo, oltre ai libri, ci sono numerosi fogli gi scritti. La scena prosegue per qualche minuto, poi in lontananza si sente arrivare un vociare allegro di canti e risa di un gruppo di giovani. Egisto, un po allarmato, alza la testa dal suo lavoro, velocemente si alza, va sul balcone e si affaccia. Nel frattempo il vociare si fatto pi vicino. Si sente aprire e chiudere una porta fuori scena. Egisto rientra dal balcone e si affaccia, piuttosto agitato, allingresso di sinistra che viene illuminato da un chiarore, si capisce che il gruppo dei giovani entrato e ridendo e parlando sta salendo le scale. Egisto si volta e guarda con trepidazione lingresso al corridoio delle stanze da letto, poi si rivolge di nuovo al gruppo che sta salendo. Il canto del menestrello sfuma in lontananza.

EGISTO - Shhhh ! Fate silenzio, volete svegliare tutta la casa ?

Il vociare si quieta di colpo.

DANTE - (entrando con una lanterna accesa in mano) O Egisto, o icch tu fai a questora in piedi ?

Dante un bel ragazzo, alto, aitante ed elegante. Entrando da SX attacca la lanterna ad un sostegno nel muro. Di seguito entrano Lapo e Guido i due amici di bagordi di Dante successivamente Vanna e Lagia. Insomma un gruppo di bei ragazzi e belle ragazze allegri e rumorosi. Si capisce subito che sono reduci da una baldoria.

EGISTO - Vi volete chetare !

Il gruppetto entra e dilaga per la stanza curiosando dovunque. Egisto si guarda attorno preoccupandosi di tenerli tutti sotto controllo, ma unimpresa disperata.

VANNA - (affacciandosi al balcone) Lagia, vieni a vedere che vista !

Lagia accorre.

LAPO - O Egisto, ma tu sei sempre qui a fare i conti ?

DANTE - (mettendo una mano sulle spalle del fratello) E gi ! Lui lamministratore di casa Alighieri ! Lui tiene i conti ! E fa anche da scrivano al suo fratellone , vero ?

EGISTO - (rassegnato) S, s.

GUIDO - Egisto, con tutti i versi che i tu fratello ti fa trascrivere, a questora qualche verso dovresti saperlo mettere insieme anche tu ?

Egisto fa per parlare, ma Dante gli stringe la mano sulle spalle e glielo impedisce.

DANTE - Eh no, non portato... nei conti uno stregone, ma nella poesia ...

LAPO - Un coglio...

LAGIA - (rientrando seguita da Lagia) Lapo ! Come tu sei delicato ! (ironica con disprezzo)

LAPO - (correndo da Lagia e palpandola dappertutto) per questo che ti faccio girare il capo quando ti struscio !

LAGIA - (ritraendosi con gridolini e risatine) Metti gi le mani... sei un maiale...

LAPO - Certo, sono un maiale ! Grunf... grunf... (fa il verso del maiale e comincia a rincorrere Lagia)

I due spariscono sul balcone.

GUIDO - Eppure, Egisto, se ti sei tirato addosso un po del talento di Dante, qualche verso potresti scriverlo ?

EGISTO - Infatti io...

DANTE - (interrompendolo) Di poeta in famiglia ne basta uno e navanza ! (artigliando di nuovo la spalla di Egisto) Se entrambi scrivessimo versi, saremmo due galli in un pollaio ! Vero Egisto ?

EGISTO - (rassegnato) S... s...

VANNA - E il pollaio quale sarebbe ?

DANTE - (con un gesto enfatico verso il balcone) Ma, Firenze !

Guido e Vanna ridono. Dante si ferma con il gesto perch dallo stipite di sinistra della porta-finestra del balcone si scorge del movimento.

DANTE - (avvicinandosi al balcone) O bucaioli ! Venite dentro che vi faccio assaggiare un vinello di collina che par che canti !

Lapo rientra sorridente e scarmigliato, con i vestiti sbrindellati e un paio di mutandoni in mano.

GUIDO - Eccolo ! Come ha sentito la parola vino gli passata subito la maialaggine !

LAPO - (prendendolo in giro) Ha parlato quello del dolce... com ?

GUIDO - Dolcestilnovo ! Se un ti dispiace !

LAPO - Io vorrei sapere chi se l inventata questa bischerata ?

GUIDO - (con enfasi) Ma la Voce di Firenze ! Il nostro grande amico Dante !

LAGIA - (facendo capolino da dietro lo stipite del balcone) Lapo !

LAPO - Vieni dentro che Dante tira fuori il vino !

LAGIA - (c.s. imbarazzata) Non posso !

LAPO - (perplesso) O i che ti prende, il vino ti d bruciore ?

DANTE - (sorridendo) Ridalle le mutande, maiale !

Lapo, accorgendosi di avere in mano ancora le mutande di Lagia, scoppia a ridere e corre sul balcone.

LAPO - Vieni che te le infilo, bella... (la voce si perde in un mugugno di piacere)

GUIDO - O Dante, ci avevi promesso un sonetto a me e a Lapo ?

DANTE - (prendendo tempo) S... s... hem, vediamo se Egisto me lha copiato (lanciandogli unocchiata significativa) ... tu intanto scendi a prendere il vino, la strada la conosci.

GUIDO - Vieni Vanna !

VANNA - S, s.

Guido prende la lanterna dal sostegno ed esce con Vanna da SX. Dante si avvicina di nuovo ad Egisto e gli rimette il braccio sulla spalla.

DANTE - (paterno) Fratellino, ti ricordi che mi serviva un sonetto per il mio amico Guido ?

EGISTO - (intimorito) S... s...

DANTE - (c.s.) Ed pronto ?

EGISTO - (rassegnato) S, pronto...

DANTE - (pestando una manata sulla spalla al fratello che barcolla) Bravo Egisto ! Fammi vedere !

Egisto si avvicina tristemente al tavolo, rovista tra le pergamene, poi porge un foglio a Dante.

DANTE - (scorrendo velocemente le righe) ... Guido, io vorrei che tu Lapo ed io... S, s, mi sembra che possa andare.... Bravo fratellino ! (pestando unaltra manata sullaltra spalla di Egisto che barcolla di nuovo e poi si massaggia poi la spalla)

In quellistante da SX rientrano Guido e Vanna con due bottiglie e dei bicchieri e Lapo e Lagia dal balcone rassettandosi i vestiti.

DANTE - Venite, amici, ho qualcosa per voi... sedetevi !

Tutti si accomodano.

DANTE - Ma prima dobbiamo riempire i bicchieri !

Vanna provvede a distribuire e a riempire i bicchieri, arrivata ad Egisto deve insistere un po prima di fargli accettare un bicchiere di vino.

DANTE - Questo sonetto dedicato a voi, amici miei, perch voi e la vostra amicizia siete gli ispiratori dei miei... modestamente... grandi versi, e... e... (Dante non sa pi che dire)... ve lo legger...

Tutti si apprestano ad ascoltarlo. Dante assume latteggiamento del grande poeta, alza la mano per dare pi enfasi alla declamazione.

DANTE - Guido...

GUIDO - Eccomi !

DANTE - Che c ?

GUIDO - E che ne so, mi hai chiamato.

DANTE - Ma no ! il sonetto che comincia cos !

GUIDO - Davvero ? Un sonetto dellAlighieri comincia co il mi nome ? ... Che onore !

DANTE - S... s, ma questa sera non sono nelle corde giuste... Egisto !

EGISTO - (titubante) S.

DANTE - Leggi tu per me, lo sforzo creativo mi ha sfiancato !

Egisto, si guarda intorno mentre Dante si aggira per la stanza accigliato come un grande poeta che riascolta con devozione il prodotto del proprio ingegno.

DANTE - Ebbene ?

EGISTO - De... devo proprio leggere ?

DANTE - Vai, comincia e non storpiarmi i versi !

LAPO - Forza Egisto !

TUTTI - (scandendo) E - gi - sto ! E - gi -sto ! E - gi - sto !

DANTE - Ooooo ! O che siamo al calcio fiorentino ? Avanti Egisto.

Mentre tutti si fanno attenti ed Egisto si appresta ad iniziare, da fuori si sente di nuovo il canto del menestrello che ricomincia la sua serenata. La musica far da sottofondo alla poesia.

EGISTO - Guido, io vorrei che tu Lapo ed io

fossimo presi per incantamento

e messi in un vascel che ad ogni vento

per mare andasse al voler vostro e mio.

Cos che tempesta o altro tempo rio

non ci potesse dare impedimento,

anzi, vivendo sempre con un solo intento,

di stare insieme crescesse il disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi

con quella che sul numero delle trenta

con noi ponesse il buon incantatore :

e quivi ragionar sempre damore,

e ciascuna di lor fosse contenta,

cos come io credo che saremmo noi.

Per un attimo tutto il gruppo rimane in silenzio incantato dai versi. Si sente solo il menestrello che canta in lontananza. Egisto abbassa la testa imbarazzato. La prima a riprendersi Vanna.

VANNA - Egisto.. bellissimo !

DANTE - Hem.. vi piaciuto ?

LAPO - Fantastico !

GUIDO - Superbo ! Questa caro mio (a Lapo) quel Dolcestilnovo che intendevo !

VANNA - Dante... non pensavo che tu potessi scrivere dei versi cos... cos...

Egisto fa per parlare, ma Dante gli pesta unennesima manata sulla spalla.

DANTE - ... Divini, forse ?

VANNA - (scettica) S, s !

Vanna sempre dubbiosa sul fatto che un buzzurro come Dante possa scrivere dei versi.

LAPO - Lagia ! Perch sei rimasta zitta ? Non ti piaciuto il sonetto di Dante ?

LAGIA - (sospettosa) S, s... ma chi sarebbe questa In sul numer delle trenta?

Tutti guardano Dante.

DANTE - ... Hem... quella delle trenta ?

LAGIA - Gi. (mettendosi le mani sui fianchi indispettita)

DANTE - (Non sapendo che pesci pigliare) ... Er... una donna.

LAGIA - Questo mi sembra evidente, ma cosa centra il trenta ?

DANTE - (c.s. guardando Egisto) ... una lo.. lotteria...

GUIDO - Una lotteria ?

LAGIA - Ah ! Cos tirate a sorte quelle a cui andate a maneggiare il sedere ?

DANTE - Ma no... Egisto spiegaglielo tu.

LAGIA - Ma cosa centra Egisto ? Il sonetto tuo !

DANTE - S, ma Egisto... una mente pi pratica... e sa spiegarsi meglio... io... io sono un poeta e non sono per le cose terrene... (Dante si guarda attorno smarrito sperando di non aver detto una bestialit)

LAPO - (ironico) S... ha parlato Virgilio, ma fammi il piacere !

GUIDO - Lapo ! Dante da sempre considerato la Voce di Firenze !

LAGIA - Va bene, va bene, Egisto parla !

DANTE - (avvicinandosi e artiglia la spalla al fratello che ha un moto di smarrimento, poi parla con voce solenne da grande poeta) S Egisto, illumina il volgo...

LAPO - Volgo sarai te !

DANTE - ... circa lo spirito dei miei versi !

EGISTO - (facendosi coraggio) Hem.. il sirventese... [1]

DANTE - Il sirventese ?... Quale sirventese ?

EGISTO - (timidamente) Q... quello della classifica.

DANTE - La classifica ?

LAPO - vero ! Quello che hai scritto sulle sessanta donne pi belle di Firenze !

DANTE - Le sessanta donne...ah ! Perdonatemi amici, ma sono talmente tanti i versi che ho scritto che non riesco a ricordarli tutti !

LAGIA - Insomma volete spiegare ?

LAPO - Ebbene il nostro Dante ha fatto una classifica delle sessanta donne pi belle di Firenze e nel sonetto ha immaginato di essere accompagnato, nellimmaginario vascello, da quella che occupa il numero trenta ! cos ?

DANTE - (guardando Egisto) ... (Egisto gli fa cenno di s) S, cos ! (trionfante)

LAGIA - (seccata) E chi sarebbe questa tizia ?

GUIDO - Ti pare che Dante lo viene a dire a te.

LAGIA - E Perch ?

GUIDO - Perch la tua bocca un mulino a vento, dopo tre minuti si saprebbe fino in Mugello !

LAGIA - (precipitandosi inviperita trattenuta da Lapo) Brutto disgraziato...

VANNA - Lagia calmati... Guido ti pare questo il modo...

Lagia e Guido iniziano a discutere in controscena, Vanna fa da mediatrice. Lapo si avvicina a Dante e lo prende sottobraccio.

LAPO - (a parte) Di un po e Beatrice dove lhai messa ?

DANTE - (con un sorrisetto) Credo sia al nono.

LAPO - (c.s.) Come ? La tu donna solo al nono posto ?

DANTE - La mi donna (ridacchiando) ? Se ti sentisse il Bardi [2]....

LAPO - ... ti farebbe il sedere come una cisterna !

DANTE - S se un gli pesassero troppo le corna !

I due sghignazzano.

DANTE - Comunque io un so fatto per i legami, il mio uno spirito libero... lanima di un poeta...

LAPO - (c.s.) S, per quando te la d mica gliela rendi subito !

LAGIA - (a Dante piuttosto seccata) Senti un po Voce di Firenze piuttosto a noi dove ci hai messo ?

DANTE - In serie B !

LAPO - In serie B ?

LAPO - O icch sarebbe questa serie B

DANTE - lelenco di quelle che non fanno pi parte del sirventese !

LAGIA - E cio ?

DANTE - (ridacchiando) Le racchie !

LAGIA - Brutto maleducato....

Lagia, seguita da Vanna, scatta come una furia verso Dante, che ridendo comincia a scappare per la stanza. Guido e Lapo iniziano a ridere come forsennati mentre Egisto, allarmato, cerca di calmare il parapiglia generale. Linseguimento continua per un po, poi dalla porta di destra si comincia ad intravedere una luce che avanza.

ALIGHIERO - (da fuori scena) Porco mondo, ma che succede ?

LAPA - (c.s.) Madonna Santa, Alighiero... saranno i ladri ?

GAETANA - (piagnucolando) Gesummaria !

SCENA SECONDA

Da SX entrano Alighiero, Lapa e Gaetana. Alighiero un ometto basso, grasso e pelato, fa di mestiere il cambiavalute e per hobby lo strozzino, un tipo rozzo e ignorante. Lapa, seconda moglie di Alighiero, una donna fine, matura e ancora molto attraente. Gaetana (detta Tana) una ragazza scialba e insignificante. Alighiero entra tremando con un candeliere nella destra e una spada nella sinistra, dietro di lui, nascondendosi per la gran fifa, seguono Lapa e Gaetana, tutti e tre sono in camicia da notte, Alighiero ha il berretto da notte in testa.

ALIGHIERO - (allarmato) Altol chi siete ?

DANTE - O babbo, siamo noi !

Alighiero avanza sospettoso nella stanza, poi li riconosce e abbassa la spada tirando un sospiro di sollievo.

ALIGHIERO - (sedendosi) Maremma ladra, mavete fatto cac sotto !

Vanna, Lagia e Lapa abbassano gli occhi imbarazzate, Gaetana resta indifferente il suo sar sempre un atteggiamento da tonta.

LAPA - Alighiero !

ALIGHIERO - Icch ?

LAPA - Ci sono degli amici !

ALIGHIERO - (aguzzando la vista) Che ?

DANTE - Ma babbo, sono Lapo e Guido !

ALIGHIERO - (ironico) Capirai il Cavalcanti e il LAPO !

DANTE - Babbo sono amici !

ALIGHIERO - S, soprattutto quando si tratta del mi vino.

LAPO - Ovvia sor Alighiero, mica vorrete agitarvi per due bicchieri di vino ?

Alighiero si avvicina a Lapo e lo guarda.

ALIGHIERO - Per i du bicchieri di vino no, ma per i venticinque fiorini che pendono s !

LAPO - Heeee... venticinque fiorini, e che saranno mai !

ALIGHIERO - Saranno il quaranta per cento in pi.

LAPO - Come ! Il quaranta ?

ALIGHIERO - (ridacchiando) Te lavevo detto, caro il mio Lapo, queste erano le condizioni.

LAPO - Ma questo strozzinaggio !

ALIGHIERO - No, questi sono affari.

I due cominciano a discutere a soggetto.

DANTE - (interrompendoli) Via babbo, un vorrete farne una questione... mi sono messo gi daccordo io con Lapo...

ALIGHIERO - Sie, figurati ! Se mi fidassi di te andrei a rotoli alla prima scoreggia di gallina !

Vanna Lagia e Lapa hanno un moto di imbarazzo c.s.

GUIDO - Sor Alighiero, ma avete sempre i soldi che vi girano per la testa ?

ALIGHIERO - Perch, conosci qualcosaltro ?

VANNA - Ma come ? Avete in casa La Voce di Firenze e non ne siete orgoglioso ?

Alighiero guarda scettico il gruppo.

ALIGHIERO - (sogghignando) La Voce di Firenze... ma levatevi di torno !

VANNA - Sor Alighiero, ma un lo sapete che i versi del vostro Dante stanno facendo il giro della Toscana, si dice che labbia letti anche il papa...

ALIGHIERO - Bono quello ! appena un anno che lanno fatto papa[3] che a Roma c gi un bordello del diavolo, tanto che se l fatta sotto dalla paura e s rifugiato a Rieti ! Altro che papa ! Qui ci vorrebbe qualcuno con due palle di un chilo luna per rimettere le cose a posto !

LAPA - Alighiero, ma insomma ! Un po di contegno !

ALIGHIERO - Perch icch ho detto ?

GUIDO - Insomma, sor Alighiero, voi non avete mai sentito i versi di Dante ?

ALIGHIERO - No, io ascolto solo i conti di Egisto e te (a Dante) faresti bene a datti da fare, da domani intanto si chiude i cordoni della borsa, e di fiorini non ne sentirai pi nemmeno lodore !

DANTE - (disgustato) Il vile denaro... la mia ricchezza sono i versi e la poesia la mia aria !

LAGIA - VANNA - GUIDO - LAPO - (applaudendo) Bene, bravo !

LAPO - Dai Dante, fai sentire qualcosa al tu babbo.

LAGIA - VANNA - GUIDO - S, s !

LAPA - S Dante, piacerebbe anche a me sentire qualcosa.

Dante si avvicina a Lapa e le bacia la mano.

DANTE - Per te questo ed altro... mia signora.

Lapa imbarazzata.

GAETANA - (parla un po biascicando) S, s, Dante anchio voglio sentire i versi !

ALIGHIERO - (sbuffando) Tana sta zitta, e tu sbrigati cos ce ne andiamo a letto.

GAETANA - (appoggiandosi piangendo alla spalla di Lapa) Io mi chiamo Gaetana e tutti mi chiamano Tana...

LAPA - Su... su... Alighiero, potresti chiamare tua figlia con il suo nome, se non ti dispiace !

ALIGHIERO - (allargando le braccia esasperato) Ci manca solo questa, Gaetana smetti di frignare e tu sputa questi versi !

Dante cerca di assumere laria del grande poeta e fa finta di concentrarsi. Tutti gli altri (eccetto Alighiero che continua a sbuffare) si dispongono per la stanza in attesa delle parole del sommo poeta. Dante, dopo aver meditato, punta il dito su Egisto che nel frattempo ritornato dietro al tavolo.

DANTE - Egisto ! Il sonetto numero ventitr !

EGISTO - (esterrefatto) Il numero ventitr ?

DANTE - S ! Be che c ?

EGISTO - (confuso) Ma... qual il numero ventitr ?

Dante allarga le braccia e si avvicina al fratello.

DANTE - Santa pazienza ! Fammi vedere.

Egisto comincia a sfogliare le pergamene.

EGISTO - Q... questo ?

DANTE - Fai vedere (legge) Tanto gentile e tanto onesta pare... no, questa una bischerata.

Egisto sfoglia ancora, Dante guarda le carte sparse sul tavolo e ne adocchia un mucchio.

DANTE - Quella che roba  ?

EGISTO - No... quelli non sono sonetti...

DANTE - Fai vedere.

Egisto cerca di arrivare alla pila di fogli, ma Dante pi veloce.

DANTE - (legge) ... Nel Mezzo del cammin di nostra vita..

GUIDO - Che roba quella ?

DANTE - No... niente, robetta... due o tre cosette che ho in mente...

GUIDO - (guardando la pila di fogli) Alla faccia delle cosette, quello un poema !

DANTE - ... ... (guardando Egisto) ... ... un poema ? (Egisto annuisce) ... S, amici, proprio un poema, una cosa grossa che ora non posso anticiparvi.

LAPO - Dante, hai scritto veramente un poema ?

DANTE - (rientrando nella parte del sommo poeta) S, amici, ma ancora presto perch io lo divulghi alle genti... (guardando Egisto che annuisce)... s, ancora prematuro, la mia poesia ha bisogno di tempo.

ALIGHIERO - (scocciato a Egisto) Ma tu guarda, invece di tenere i conti ti metti a scrivere bischerate ?

EGISTO - (timoroso) No... che...

DANTE - (pestando la solita manata sulla spalla ad Egisto) No babbo, lui solo il braccio, la mente sono io... vero Egisto ?

Egisto annuisce rassegnato.

VANNA - Allora Dante, questo sonetto ?

DANTE - S... s un momento, Egisto prendi il ventotto ?

EGISTO - Il ventotto ?

DANTE - S questo !

Dante prende a caso un foglio e lo sbatte di fronte ad Egisto.

DANTE - Tutto bisogna dirti !

GUIDO - Avanti Egisto, leggi.

ALIGHIERO - Ma come ? Tu scrivi le bischerate e lui le legge ?

DANTE - Te lho detto babbo : io la mente e lui il braccio !

ALIGHIERO - (allargando le braccia) Che famiglia di citrulli !

DANTE - Egisto procedi !

Dante si pone tra Alighiero e Lapa. Si capisce subito che i due se la intendono. Lapa lo guarda imbarazzata lui le lancia uno sguardo ammiccante e si avvicina intenzionalmente. Durante la lettura del sonetto da parte di Egisto, tutti saranno concentrati sui versi e Dante comincer ad accarezzare le spalle di Lapa che, inizialmente sar imbarazzata, poi comincer ad eccitarsi fino a quando, alla fine del sonetto, Dante sar arrivato a palparle il sedere mandandola fuori di testa.

SCENA TERZA

Egisto inizia a leggere e a far da sottofondo ai versi, in lontananza si udr di nuovo la musica del menestrello.

EGISTO - Ne li occhi porta la mia donna Amore,

perch si fa gentil ci chella mira ;

ovella passa ognom ver lei si gira,

e a colui che saluta fa tremar lo core

s che abbassando il viso, tutto smore,

dogni suo difetto allor sospira :

fugge dinanzi a lei superbia ed ira.

Aiutatemi, donne a farle onore.

Ogni dolcezza, ogni pensiero umile

nasce nel core a chi parlar la sente,

ond laudato chi prima la vide.

Quel chella par quando un poco sorride,

non si pu dire n tenere a mente,

s novo miracolo e gentile.

Alla fine del sonetto tutti applaudono eccetto Dante, che occupato a palpare il sedere a Lapa, e Alighiero, che continua a sbuffare.

TUTTI - Bene ! Bravo !

Lovazione continua per un po, poi lultima e pi energica palpata di Dante fa andare in visibilio Lapa.

LAPA - (quasi urlando) Siiiii !

Tutti si zittiscono.

ALIGHIERO - (avvicinandosi) O Lapa, o icch ti piglia ?

LAPA - (imbarazzatissima si ricompone) Hem... no... che.. che i versi di Dante sono stupendi e mi... mi hanno fatto andar... fuori di grazia !

Alighiero fa le spallucce Dante, Lapo e Guido si guardano ammiccando e ridacchiando.

VANNA - Allora, sor Alighiero, vi son piaciuti i versi del vostro figliolo ?

ALIGHIERO - (scettico) Ma... insomma...

GUIDO - (intenzionalmente) O sor Alighiero... lo sapete che alla corte dei Malaspina i versi li pagano a peso doro ?

Alighiero spalanca gli occhi e si volta verso Guido.

ALIGHIERO - Davvero ?

GUIDO - E no ?

ALIGHIERO - E quanto ?

GUIDO - (facendo il vago) Dipende... al Davanzati [4] un poemetto gli stato pagato duecento fiorini !

ALIGHIERO - (strabuzzando gli occhi) Duecento... Maremma cicala ! (a Dante) Quanti sonetti hai scritto ?

LAPO - (a parte a Guido) Ma dove lhai sentita questa strullata ?

GUIDO - (ridacchiando) Macch un mica vero, voglio solo farmi quattro risate.

DANTE - Ma... un lo so... venti... trenta... Egisto che tiene il conto...

ALIGHIERO - (precipitandosi al tavolo) Fammi vedere... (comincia a sfogliare le pergamene facendo i conti)

Le donne si avvicinano al tavolo e seguono le manovre di Alighiero leggendo e commentando ogni tanto qualche pagina. Gaetana le segue senza interesse con la solita espressione da tonta. Nel frattempo Guido e Lapo prendono Dante sottobraccio e si avvicinano al proscenio.

LAPO - Ora tu ce lo devi dire !

DANTE - Icch ?

GUIDO - Dai, dai, chi quella in sul numero delle trenta?

DANTE - (imbarazzato) Ma... ... mi pare...

LAPO - bona ?

GUIDO - E dai ?

Poi Dante non sa che fare, ci pensa un po poi mette le braccia sulle spalle di entrambi gli amici e spiffera nelle orecchie dei due il primo nome che gli viene a mente. Guido e Lapo lo guardano perplessi.

GUIDO - No !

DANTE - S .

LAPO - Ah no, io con quella sul tuo vascel non ci vengo !

GUIDO - O Dante, co tutte le passere che ci so a Firenze, ci mandi in crociera proprio co quella ?

DANTE - Guarda che un mica male...

LAPO - O Dante, mi meraviglio di te !

GUIDO - Ma se alta come una buca !

DANTE - (sentenziando a voce pi alta) Donna nana, tutta tana !

GAETANA - (scoppiando a piangere) ... Io mi chiamo Gaetana, non Tana !

LAPA - Dante ! Ti ci metti anche te !

DANTE - No... che...

ALIGHIERO - O Dante, ma qui c roba per un baule di fiorini !

EGISTO - Ma babbo... parecchie cose sono da finire...

ALIGHIERO - Va be, le finir.

EGISTO - No... che...

ALIGHIERO - Te, tu continua a fare i conti e te (a Dante) da domani ti metti a testa sotto a scrivere versi... a piazzarli ci penso io !

DANTE - (con noncuranza) S, ma ce un problema...

ALIGHIERO - Quale problema ?

DANTE - Be... sai la mia poesia ha bisogno di tre cose.

ALIGHIERO - (sospettoso) E cio ?

DANTE - Dellispirazione, (il canto del menestrello torna a farsi sentire da lontano e tutti tacciono per un attimo)... della gentil presenza, (Dante fa un inchino alle donne presenti, tutte rispondono con un inchino eccetto Gaetana) e...

TUTTI - E.... ?

DANTE - (ridendo, mentre il canto del menestrello si interrompe) Dei cordoni della tua borsa aperti !

Tutti ridono, Alighiero bofonchia.

DANTE - Del resto sar io che ti far guadagnare bauli di fiorini, no ?

Alighiero risponde con un grugnito.

GUIDO - Bene ! E cos La Voce di Firenze ha trovato la sua meritata strada !

LAPO - Sarebbe ora che si conoscesse la poesia dellAlighieri anche al di fuori della Toscana !

VANNA - (entusiasta) Dante, pensa se ti chiamassero a Ferrara o a Venezia, pensa potresti dedicare i tuoi versi perfino al Doge !

DANTE - S... s... certo...

LAGIA - E perch no ! Poi anche in Francia... allora s che la tua poesia sarebbe conosciuta ovunque !

GUIDO - Dante, sei forte !

VANNA - LAGIA - GUIDO - LAPO - (scandendo) Dan-te, Dan-te, Dan-te...

BRUNELLO - (da fuori il balcone) Alighiero ! O Alighiero !

ALIGHIERO - Shhhh, zitti !

BRUNELLO - (c.s.) ... Maremma bucaiola !... Alighiero !

Alighiero raggiunge il balcone e si affaccia verso destra come se guardasse un altro balcone alla sua stessa altezza.

ALIGHIERO - Brunello, icch c ?

BRUNELLO - (c.s.) Come icch c  ? C che so le due di notte e in casa tua pare che ci sia la rivincita della battaglia di Montaperti ! Si pu andare a letto o bisogna aspettare la bella ? Maremma zucchina !

ALIGHIERO - Vai, vai e un ti preoccupare... e si beveva du bicchieri di vino.

BRUNELLO - (c.s.) Li dovete bere, ma di camomilla e non du bicchieri, ma du bigonce piene ! Maremma zoccola !

ALIGHIERO - Notte Brunello.

BRUNELLO - (c.s.) S, si, speriamo.

Alighiero rientra dal balcone.

ALIGHIERO - Era Brunello, il nostro vicino... (si avvicina circospetto al gruppo parlando sottovoce) possiede du zolle di terra a Montalcino e, da quando se messo a fare il vino, gli briaco anche di giorno !

Tutti ridono.

LAPA - Sar meglio andare a letto.

ALIGHIERO - S, s, i tu versi mi hanno fatto ritornare il sonno.

DANTE - Ma il pensiero dei fiorini prima te laveva fatto passare.

Alighiero fa le spallucce e se ne esce da DX sbadigliando rumorosamente.

GUIDO - Via, ragazzi, lora di andare a nanna anche noi... buona notte madonne (facendo un inchino a Lapa e a Gaetana).

Per un po c uno scambio di saluti e convenevoli a soggetto, poi Dante segue Lapo, Guido, Lagia e Vanna alla porta di SX ed esce insieme a loro per accompagnarli in fondo alle scale.

SCENA QUARTA

LAPA - Gaetana vai a letto che ora ti raggiungo.

GAETANA - Notte Egisto.

EGISTO - Notte Ta... hem, Gaetana.

Gaetana che stava per accennare un lamento, si rimette tranquilla e esce da DX. Lapa si avvicina ad Egisto.

LAPA - (osservando le reazioni di Egisto) Veramente una poesia stupenda quella di Dante, vero ?

EGISTO - (guardandola tristemente per un attimo) S... s..

LAPA - (c.s.) Ha ragione Firenze a idolatrare uno dei suoi figli, specialmente se il possessore di un talento simile !

EGISTO - (trastullandosi tristemente con le carte) Gi...

LAPA - Quello sarebbe il poema che sta scrivendo ?

EGISTO - S... ma appena iniziato e non credo che...

Lapa sfoglia il mucchio di carte.

LAPA - Sono canti... di che si tratta ?

EGISTO - S... sono dei versi che raccontano di un... viaggio immaginario nellaldil.

LAPA - Davvero ?

EGISTO - (entusiasmandosi via, via) S, e il viaggiatore immagina di incontrare tutti i personaggi che hanno fatto la storia e ognuno di loro sottoposto alla pena secondo i peccati che commise in vita, secondo la gravit e la quantit. In questo viaggio sar... hem... il viaggiatore sar accompagnato dal padre di tutti i poeti : il sommo Virgilio che lo guider attraverso le pene e le sofferenze dellinferno. Poi il grande poeta lo abbandoner sulla cima del monte del purgatorio da dove potr spiccare il volo fino allEmpireo e lass, libero da ogni peccato, da ogni sofferenza e accompagnato dallangelo ispiratore dei miei versi incontrer la gloria dellEterno...

LAPA - E chi sarebbe questo angelo ispiratore ?

EGISTO - (ormai preso dalla narrazione) ... il ponte tra la terra e il cielo, lessenza dellamore terreno, madonna Beatri...

Egisto si accorge improvvisamente che la foga gli ha fatto dire quello che non avrebbe voluto. Per un attimo c silenzio.

LAPA - (sorridendo) Capisco... e com che il poema, se lo sta scrivendo Dante, sei tu quello che il sommo Virgilio porta a spasso per linferno ?

EGISTO - Co... come ?

LAPA - S, hai detto Lo lascer sulla cima del purgatorio dove prender il volo per il paradiso... pi o meno.

EGISTO - (imbarazzato) Mi... mi sono sbagliato...

Lapa sorride e si avvicina ad Egisto che seduto al tavolo.

LAPA - (maternamente) La Voce di Firenze non un ragazzo scalmanato, allegro e... (sospirando al pensiero) terribilmente maschio, ma un timido giovane che tra un rendiconto e un registro dellazienda familiare, scrive dei versi che in terra di Toscana nessuno ha mai ascoltato.

EGISTO - (si alza allarmato) Lapa... tu sai ?

LAPA - (sorridendo gli mette una mano sulla spalla) Stai tranquillo e sii paziente, arriver anche il tuo momento, vero Dante ti ha rubato i versi, ma forse senza di lui Firenze non li avrebbe mai ascoltati.

Pausa.

SCENA QUINTA

Da SX rientra Dante.

DANTE - Ancora qui voi due ?

LAPA - (strizzando locchio ad Egisto) S, ho voluto rileggere alcuni dei tuoi versi.

DANTE - (con sufficienza) S, effettivamente, in questi ultimi tempi sono riuscito a scrivere due o tre cose niente male.

LAPA - Be io vado a letto... notte !

Lapa prende un candeliere ed esce da DX lanciando uno sguardo a Dante. Dante per un attimo la guarda andare via poi si avvicina ad Egisto e gli sbatte lennesima manata sulla spalla.

DANTE - Bravo fratellino ! Questa s che poesia (lancia uno sguardo verso luscita di DX)... uno di questi giorni mi devi spiegare che cos quel mucchio di roba che stai scrivendo... cos comincio a farla conoscere in giro !

EGISTO - (massaggiandosi la spalla) Ma...

DANTE - (circospetto) Mi raccomando, domani mi serve un sonetto per Bice, vedi di mettercela tutta... io vado a letto... notte !

Dante esce di fretta da DX. Egisto lo guarda perplesso, poi lentamente si mette seduto, resta per un attimo con gli occhi nel vuoto, poi sospira e si rimette a scrivere. Dopo qualche secondo si sentono dei sussurri e dei gridolini provenire da DX.

DANTE - (sussurrando da fuori scena) Dai, ma chi vuoi che ci senta ?

LAPA - (c.s.) No, no, tieni a posto quelle mani !

DANTE - (c.s.) Dai... il vecchio dorme... andiamo in camera mia.

Egisto si alza, si avvicina alla porta di DX ed ascolta.

LAPA - (c.s.) Egisto ancora di l.

DANTE - (c.s.) occupato a scrivere... a copiare i miei versi. Dai andiamo !

Egisto abbassa tristemente lo sguardo.

LAPA - (c.s.) E smettila... no, no... non mi va...

DANTE - (c.s.) Dai... lo so che ti piace...

Lapa e Dante continuano a soggetto su questo tono, le battute diventano via, via mugolii di piacere e sfumano in lontananza. Egisto sospira poi tristemente ritorna al tavolo, si siede, resta per un attimo pensoso, poi ricomincia a scrivere. Da fuori si sente di nuovo il canto del menestrello Egisto si ferma ad ascoltare la serenata poi, piano, piano il sonno lo prende e dopo qualche attimo si addormenta sul tavolo.

SCENA SESTA

Alla notte si sostituisce lentamente il chiarore dellalba ed infine, dalla parte di Ponte Vecchio, spunta il sole. Il canto del menestrello sfuma insieme alla notte e viene lentamente sostituito dal cinguettio dei passeri e dal vociare della gente gi per strada, dove si capisce che c un mercato. Un raggio di sole irrompe nella stanza e va a colpire Egisto addormentato sul tavolo. La scena resta per qualche attimo ferma, poi da DX entra Gaetana. La ragazza si aggira sbadigliando per la stanza e solo dopo qualche minuto si accorge della presenza di Egisto che dorme al tavolo. Gaetana si avvicina e cerca di svegliarlo dolcemente.

NOTA - Per la precisione occorre che Ponte Vecchio sia inquadrato da valle, in quanto lArno scorre verso Ovest e il sole sorge ad Est, cio a monte di Firenze dove il fiume nasce, questo affinch qualche fiorentino non se ne abbia a male.

GAETANA - Egisto... hei... Egisto...

Egisto comincia a muoversi bofonchia, tossisce poi solleva la testa e strizza gli occhi. Mentre era addormentato al tavolo la penna doca gli scivolata di mano e gli andata a sporcare il viso di inchiostro disegnandogli un paio di baffetti sbilenchi. Egisto guarda Gaetana.

EGISTO - Mmmmm... che c...

Gaetana lo guarda e scoppia a ridere. Egisto la guarda perplesso.

EGISTO - Ma cosa ridi ?

Le risa di Gaetana sono irrefrenabili. Egisto si alza, si frega gli occhi e guarda fuori.

EGISTO - Maremma ladra ! Mi sono addormentato sul tavolo !

Egisto fa alcune smorfie e si massaggia la schiena indolenzita, mentre Gaetana continua a ridere.

EGISTO - Ma che t preso ?

Gaetana fa dei gesti per farglielo capire. Egisto si guarda addosso, si palpa i capelli e il vestito. Gaetana fa ancora dei gesti ridendo e mettendosi un dito sotto il naso. Egisto si tocca e poi si guarda le dita sporche di inchiostro, borbotta ed esce da DX. Gaetana si calma un po, ma continua a ridacchiare. Egisto rientra asciugandosi con un panno il viso ormai pulito, ma ha tutti i capelli scarmigliati e ridicoli. Gaetana scoppia di nuovo a ridere.

EGISTO - (seccato) Guarda che mi sono lavato il viso.

Gaetana continua a ridere.

EGISTO - (pi forte) Non ho pi i baffi !

Gaetana non riesce a fermarsi.

EGISTO - (arrabbiato) ... Tana, smettila !

Gaetana continua a ridere per una frazione di secondo, poi rimane perplessa per unaltra frazione ed infine scoppia a piangere.

EGISTO - Per la miseria, me lhai strappato di bocca !

Gaetana esce da DX piangendo. Egisto si avvicina alla porta di DX e la segue con lo sguardo. Il pianto di Gaetana si allontana.

EGISTO - (rivolto alla sorella) Gaetana, mi dispiace...

Il pianto di Gaetana si quasi calmato.

EGISTO - (c.s.) ... Non volevo... Tana...

Gaetana da fuori scena scoppia di nuovo a piangere. Egisto allarga le braccia.

EGISTO - (fra se) Con tutti i nomi che cerano, proprio questo dovevano metterti.

Poi Egisto guarda fuori e si affaccia al balcone gustandosi, a pieni polmoni, laria mattutina estiva.

SCENA SETTIMA

Da DX entra Alighiero ciabattando ancora in camicia da notte, sbadiglia, si gratta e si guarda intorno. Si avvicina al tavolo e guarda i fogli sparsi bofonchiando, ne raccoglie uno e lo legge.

ALIGHIERO - Maremma travasata !

Alighiero alza gli occhi e vede Egisto al balcone, indispettito si avvicina e contemporaneamente Egisto si allontana dal balcone con il viso ancora rivolto al panorama. Poi, nello stesso momento in cui Egisto gira la testa verso linterno della stanza, Alighiero lo assale.

ALIGHIERO - Egisto !

EGISTO - (fa un balzo spaventatissimo) Haaaaa !

Egisto si mette una mano sul petto e si appoggia al primo mobile che trova.

EGISTO - Ma... ma che sei matto ?

ALIGHIERO - No, il matto sei te ! Che cos questa roba ?

Egisto si riprende un po e si avvicina ad Alighiero.

EGISTO - (guardando il foglio) ... un sonetto.

ALIGHIERO - Lo vedo che un sonetto, ma quando lhai scritto ?

EGISTO - Sta... stanotte... poi mi sono addormentato sul tavolo.

ALIGHIERO - E Dante quando te lo ha dettato ?

EGISTO - Dettato ?

ALIGHIERO - S.

EGISTO - (ci pensa un momento) Ah, s... (poi tristemente) ieri sera...

ALIGHIERO - E tu invece di finire i conti ti sei messo a copiare un sonetto del tu fratello ?

EGISTO - Ma... lhai detto tu che volevi piazzare il sonetto di Dante ?

ALIGHIERO - (pensandoci) ... Ah... s... per vedi di finire i conti che in mattinata deve venire Madonna de Bardi per...

EGISTO - (si mette subito in agitazione) Be... Beatrice !

ALIGHIERO - Madonna de Bardi ! Vedi di chiamarla cos, il Sor Simone, oltre ad essere Capitano del Popolo, anche uno dei miei migliori clienti e deve essere trattato con rispetto ed onore, compresa la moglie !

EGISTO (c.s.) O Madonna !... Beatrice !

ALIGHIERO - Ecco bravo... io vado a fare colazione.

Alighiero esce da DX. Egisto agitatissimo, comincia a girare per la stanza, cerca di sistemarsi i capelli e i vestiti poi va al tavolo e cerca di sistemare le carte, ma fa solo confusione.

EGISTO - Oddio, Beatrice... devo sistemare tutto... il sonetto... dov il sonetto...

Da DX rientra Alighiero perplesso, si porta al centro della stanza con le mani sui fianchi.

ALIGHIERO - Ma dove cavolo.... ?

Alighiero preoccupato, guarda Egisto.

ALIGHIERO - Egisto.

Egisto c.s. continua a pensare a Beatrice e non lo sente.

ALIGHIERO - (urlando) Egisto !

EGISTO - (fermandosi) He ?

ALIGHIERO - Ma che tha morso una tarantola ?... Hai visto Lapa ?

EGISTO - Lapa ? No... (poi si ricorda della sera precedente) ... Hem... sar andata a lavarsi..

ALIGHIERO - A lavarsi ? Ma se si lavata quattro mesi fa ? Mica possiamo rovinarci per lacqua in questa casa ?

EGISTO - Lacqua ?

ALIGHIERO - S, lacqua ! Il pozzo del Brunello e quel pidocchioso oltre a tirare il prezzo sul vino, s messo a tirare anche sullacqua !

EGISTO - Sa... sar ancora a dormire...

ALIGHIERO - (lo guarda con commiserazione) S, bravo bischero ! Se te lo chiedo vuol dire che a letto non cera... no ?

SCENA OTTAVA

Da SX entra Lapa stiracchiandosi con la beatitudine disegnata sul viso. Alighiero la guarda perplesso.

ALIGHIERO - (indispettito) Buon giorno moglie !

LAPA - (sognante e sorridente) Buon giorno.

ALIGHIERO - (c.s.) Hai passato una buona notte ?

LAPA - (stirandosi) Sssssi... magnifica...

ALIGHIERO - (c.s) Hai dormito bene ?

LAPA - (c.s.) Dormire ? E chi aveva voglia di dormire...

ALIGHIERO - Come ?

LAPA - (riprendendosi) Hem... ce... certo... russi come un bove maremmano in transumanza, come pretendi che io riesca a dormire !

ALIGHIERO - Io... russare ?

LAPA - S... sono andata a dormire con Gaetana e... e finch non la smetti, io con te non ci dormo pi !

Lapa fa loffesa e Alighiero ci casca.

ALIGHIERO - Ma come faccio ?

LAPA - Affari tuoi, altrimenti i miei doveri coniugali te li puoi scordare !

Lapa esce da DX facendo loffesa. Alighiero la segue con lo sguardo.

ALIGHIERO - Lapa ! (poi ad Egisto) Ma... i buoi maremmani russano ?

EGISTO - (allargando le braccia) Mah !

Alighiero, chiamando Lapa, esce da DX e sulla soglia incrocia Gaetana che entra.

ALIGHIERO - (a Gaetana) Hei... Lapa ha dormito con te stanotte ?

GAETANA - Un lo so...

ALIGHIERO - (spazientito) Figurati, tu dormi come una cassapanca ! Se straripa lArno te ne accorgi quando tu sei bellarrivata a Marina di Pisa !

Alighiero esce seccato.

SCENA NONA

GAETANA - O icch gli aveva il babbo ?

EGISTO - (ritornando al tavolo) Niente, niente era agitato per lacqua.

GAETANA - Per lacqua ?

EGISTO - (indaffarato con le carte) Vuole che ci laviamo meno spesso.

GAETANA - Ha ragione.

EGISTO - (alzando lo sguardo dai fogli) Come ha ragione ?

GAETANA - Effettivamente due volte allanno sono troppe, rischiamo di ammalarci.

EGISTO - Troppe ?

GAETANA - Magari potremmo cambiarci meno spesso... cos si risparmierebbe lacqua per il bucato.

EGISTO - Quando ti sei cambiata le mutande lultima volta ?

GAETANA - (candida) Mmmm... a Carnevale... mi pare...

EGISTO - Ma se siamo a giugno !

GAETANA (pensandoci) Troppe volte he ? Vuol dire che la prossima volta sar a Natale.

Egisto la guarda esterrefatto.

GAETANA - Questa notte ho sentito dei rumori e dei mugolii... lhai sentiti anche tu ?

EGISTO - (sospirando) S... purtroppo...

GAETANA - O icch sar stato ? I topi ?

EGISTO - E dove lhai sentiti ?

GAETANA - Dietro il canterale, dalla parte della camera di Dante.

EGISTO - No... non sono topi.

GAETANA - Come fai a saperlo ?

EGISTO - Sarebbero scappati davanti alle tue mutande... solo Dante che si agita nel sonno.

GAETANA - (candida) Forse compone versi tutta la notte ?

EGISTO - (sospirando) S, fa dei versi, ma non so se li compone lui.

Dal piano inferiore si sente sbattere il batacchio della porta dingresso.

GAETANA - Chi sar ?

EGISTO - Forse il Sor Brunello che ci porta il conto dellacqua.

Gaetana va al terrazzo e si sporge sulla SX per vedere in basso, poi fa dei cenni.

GAETANA - (dal balcone) Buongiorno sora Bice...

Egisto fa un salto.

EGISTO (agitatissimo) Beatrice ? Maremma concimata !... Presto... il sonetto... i conti...

GAETANA - (c.s) S... lo so... aspettate che vengo ad aprire !

Gaetana rientra nella stanza.

GAETANA - Egisto Bice e... (vede il fratello agitatissimo e si ferma stupita).

EGISTO - (si ferma di fronte a Gaetana) Madonna Beatrice la devi chiamare ! Il Bardi uno dei migliori clienti del babbo... Madonna Beatrice, hai capito ?

GAETANA - S... s... ho capito...

EGISTO - Bene, vai ad aprire.

Gaetana esce da SX. Egisto agitato ricomincia, ad aggirarsi per la stanza borbottando a soggetto. Dal basso si sentono ancora i colpi del batacchio. Egisto si ferma per ascoltare.

GAETANA - (dal basso) Un momento... sora Bice... arrivo !

Egisto allarga le braccia e alza gli occhi al cielo rassegnato. Dal basso si sente aprire la porta.

GAETANA - (c.s) Buongiorno sora Bice !

BEATRICE - (c.s.) Buon giorno.

GAETANA - (c.s) Accomodatevi... entrate.

BEATRICE - (c.s) Devo vedere vostro padre Gaetana.

GAETANA - (c.s.) S, s... venite, vi faccio strada.

Egisto, dopo aver girato agitatissimo per la stanza, si mette seduto al tavolo, prova qualche posa per far colpo su Beatrice, poi alla fine si mette a scrivere a testa bassa sul tavolo come il solito suo.

SCENA DECIMA

Da SX entrano prima Gaetana e poi Beatrice. Beatrice una giovane e splendida donna e di nobile portamento, affascinante, di modi signorili e raffinati , vestita elegantemente. Si capisce subito che ricca ed ha una discreta puzza sotto il naso. Entra facendosi aria con un ventaglio[5] e si guarda attorno con noncuranza. Gaetana la guarda ammirata e impacciata.

GAETANA - Venite, venite...

BEATRICE - Grazie.

GAETANA - Fa caldo oggi... eh ?

BEATRICE - S, abbastanza. (poi vede Egisto) Buon giorno Egisto.

Egisto imbarazzatissimo solleva appena gli occhi.

EGISTO - (a testa bassa) Ngiorno.

BEATRICE - (avvicinandosi al tavolo) Che fate di bello ?

EGISTO - (c.s.) Hem... i conti.

BEATRICE - (sorridendo) Non penso di essere cos brutta visto che non volete guardarmi.

EGISTO - (alza gli occhi e resta incantato) N... no... vo... voi siete be... bellissima...

BEATRICE - (c.s.) Grazie. (poi voltandosi con eleganza verso il balcone) Lo so... ma credetemi pi un fastidio che una virt... (sospira) Firenze non lo capisce.

Pausa. Egisto continua a guardarla rapito.

BEATRICE - Gaetana, per favore, andate a dire al vostro babbo che lo sto aspettando.

GAETANA - S... s.

Gaetana esce da DX.

SCENA UNDICESIMA

Beatrice si volta di nuovo verso Egisto che riabbassa la testa sulle carte imbarazzatissimo.

BEATRICE - Egisto !

EGISTO - S... s ?

BEATRICE - Vostro fratello mi aveva promesso un sonetto... (fra se soddisfatta)... e a chi senn potrebbe dedicarlo... (poi di nuovo ad Egisto)... sapete se lo ha terminato ?

EGISTO - S... credo di... s.

BEATRICE - Vorrei sentirlo.

EGISTO - (con triste imbarazzo) Ma... me lha accennato appena ieri sera e... devo ancora trascriverlo...

BEATRICE - Be, avrete preso degli appunti ?

EGISTO - (c.s.) S... ma...

BEATRICE - (leggermente urtata) Allora cosa aspettate ?

Beatrice d le spalle a Egisto agitando nervosamente il ventaglio e muovendosi lentamente verso il balcone. Egisto si alza e agitatissimo comincia a rovistare tra i fogli.

BEATRICE - (voltandosi) Allora, non lo trovate ?

EGISTO - S, s... qui...

Egisto prende un foglio a caso, fa velocemente il giro del tavolo e guarda Beatrice.

EGISTO - E... ecco qui...

BEATRICE - (d di nuovo le spalle ad Egisto e guarda verso il balcone) Avanti, sentiamo !

Egisto guarda il foglio poi abbassa le braccia e guarda tristemente Beatrice che gli volta le spalle. Egisto comincia a recitare ignorando completamente il foglio.

EGISTO - Tanto gentile e tanto onesta pare

la donna mia quandella altrui saluta,

che ogni lingua divien tremando muta,

e gli occhi non lardiscono a guardare.

Ella si va, sentendosi lodare

benignamente dumilt vestita,

e par che sia una cosa venuta

dal cielo in terra a miracol mostrare.

Si mostra cos piacente a chi la mira,

che d per gli occhi una dolcezza al cuore,

che intender non la pu chi non la prova :

e pare che dalle sue labbra si muova

uno spirito soave e pieno damore,

che va dicendo a lanima : Sospira.

Durante la recitazione del sonetto Beatrice (sempre di spalle), colpita dalla dolcezza dei versi, smette di farsi vento e lentamente distende le braccia ai fianchi e abbassa la testa assorta. Alla fine si volta con un espressione incantata sul viso. Egisto solleva di scatto il foglio facendo finta di aver appena terminato la lettura.

BEATRICE - (con voce dolce) ... ... bellissimo !

EGISTO - Vi... vi piaciuto ?

BEATRICE - (si ricompone e riassume latteggiamento noncurante) S... s... dei versi... interessanti...

EGISTO - In confronto alla vostra bellezza, questi sono solo cumuli di parole... le vostre grazie sono degne solo di un ben pi alto creatore.

Beatrice per un attimo lo guarda rapita, poi riassume il suo solito atteggiamento. Egisto butta distrattamente il foglio sul tavolo.

BEATRICE - S... s, effettivamente me lo dicono tutti.

Da DX si sentono dei rumori ed entra Alighiero vestito.

SCENA DODICESIMA

ALIGHIERO - Madonna Beatrice ! Quale onore !

BEATRICE - Sor Alighiero, vi riverisco !

ALIGHIERO - Aspettavo con ansia il vostro arrivo, sua eccellenza vostro marito, mi ha fatto sapere che volevate trattare un nuovo affare ?

BEATRICE - S, vi prego andate a preparare tutte le carte e portatemele qui, vorrei vederle insieme a voi e vorrei avere anche un vostro parere circa una nuova opportunit.

ALIGHIERO - (viscido) I suoi desideri sono per me comandi, le carte sono gi pronte, vado a prenderle... Egisto fai sedere madonna Beatrice... sbrigati !

EGISTO - S... s... subito...

Egisto prende una sedia e la mette davanti al tavolo da studio rivolta verso il pubblico. Beatrice si siede con noncuranza. Alighiero, sulla porta di DX, fa un cenno ad Egisto di avvicinarsi.

ALIGHIERO - Maremma puzzolente ! Dove lhai messe tutte le cartelle e i documenti del sor Bardi ?

EGISTO - Ma ce le avevi tu, te le sei portate in camera tua !

ALIGHIERO - Ieri sera con tutto quel bordello non mi ricordo pi...

EGISTO - Hai provato a vedere sotto il letto ?

ALIGHIERO - Sie ! Stai a vedere che ora le carte dei clienti le tengo sotto il letto... magari dentro il pitale !

EGISTO - Ma il pitale non lo tieni dentro il comodino ?

ALIGHIERO - (ricostruendo) Aspetta... ieri sera ho preso le carte del Bardi per studiarle... ho preso il pitale lho messo sotto il letto... stanotte sono entrati quei quattro somari... ho nascosto le carte, ma dove ?... Poi ho preso la spada... il candeliere... mi sono cacato sotto dalla paura...

EGISTO - La spada dovera ?

ALIGHIERO - Sotto il letto... no... attaccata al muro.

EGISTO - E il pitale ?

ALIGHIERO - Attaccato al mu... no, aspetta... sopra il comodino...

EGISTO - E le carte ?

ALIGHIERO - Sotto il guanciale... no sopra la spada... no, no... dentro il pitale...

EGISTO - E io che ti ho detto !

ALIGHIERO - Maremma ciuca ! Ho pisciato sulle carte del Bardi !

Alighiero esce da DX agitatissimo. Egisto resta impacciato, non sa se restare con Beatrice o seguire Alighiero, si agita senza sapere cosa fare, poi esce da DX. Rientra quasi subito fa per dire qualcosa a Beatrice, ma ci ripensa ed esce di nuovo velocemente da DX. Beatrice, durante la controscena tra Alighiero ed Egisto, per un po non fa altro che rassettarsi e sistemarsi labito, poi comincia a guardarsi distrattamente attorno e lo sguardo le cade sul tavolo sommerso dalle carte e, facendo scorrere lo sguardo, si accorge del foglio su cui Egisto le avrebbe letto il sonetto, lo raccoglie e lo guarda, rigira il foglio fra le mani e si accorge che bianco, allora alza gli occhi davanti a se (verso il pubblico) esterrefatta, si alza in piedi e si volta per rivolgersi ad Egisto, ma trova la stanza deserta.

SCENA TREDICESIMA

Beatrice non vedendo nessuno si avvicina alla porta di DX per vedere dove sono andati tutti, poi si avvicina sospettosa di nuovo al tavolo circospetta e velocemente comincia a scorrere le carte di Egisto fermandosi ogni tanto a pensare con unespressione stupita. Da DX entra Dante in camicia da notte ancora assonnato e sbadigliante, si guarda attorno stirandosi e grattandosi, poi vede Beatrice, spalanca gli occhi, si guarda attorno imbarazzato cercando un riparo e alla fine fa per fuggire da DX, ma proprio in quel momento Beatrice si volta e lo blocca.

BEATRICE - Ah ! Siete voi ?

DANTE - (imbarazzato) Madonna Beatrice... qua... quale onore !

Beatrice squadra Dante dallalto in basso con unespressione un po schifata.

BEATRICE - Vi sembra questo il modo di presentarsi ad una dama ?

DANTE - (c.s) Perdonatemi, ma ne... nessuno mi aveva detto che questa mattina ci onoravate della vo... vostra visita.

BEATRICE (voltandosi verso il pubblico seccata) Messer Dante, questa non una giustificazione !

DANTE - (guardando per un attimo verso DX per vedere se viene qualcuno) Madonna Beatrice, insieme alle mie umili scuse vi porgo la mia promessa che vi dedicher versi degni delle vostre superbe grazie !

BEATRICE - (noncurante) S... niente male...

DANTE - (avvicinandosi) Niente male cosa ?

BEATRICE - (c.s) Il vostro sonetto !

DANTE - Il mi... mio sonetto ?

BEATRICE - (c.s.) S, vostro fratello Egisto me lha letto.

DANTE - (fra se) Maremma briaca ! (poi a Beatrice) No... che... sapete, avevo promesso a Lapo e a Guido... e allora... ho scritto delle rime...

BEATRICE - (voltandosi) Lapo e Guido ? Ma che centrano ?

DANTE - ... No... che quella del numero trenta... non niente di importante...

BEATRICE - Quella del numero trenta ? Ma che dite ?

DANTE - Il sonetto...

BEATRICE - Vostro fratello mi ha letto un sonetto... (si volta di nuovo verso il pubblico)... dove viene descritta... una donna.

Finalmente Dante realizza.

DANTE - (tirando un sospiro di sollievo) Ah !... il vo... vostro sonetto...

BEATRICE - (abbassando la testa un po imbarazzata) Era... era magnifico..

Dante recupera tutta la sua baldanza, si avvicina a Beatrice e le parla da dietro vicinissimo allorecchio.

DANTE - (sussurrando) Vi piaciuto ?

BEATRICE - (c.s.) Non... non mi avete mai detto delle parole... co... cos...

DANTE - (c.s.) Le dicono i miei versi.

BEATRICE - (c.s.) Quando siete... vicino... sembrate unaltra persona... tanto dolce nelle vostre rime e...

DANTE - (c.s. afferrando le spalle di Beatrice)...tanto maschio nella vostra intimit ?

BEATRICE - (socchiudendo gli occhi) S... s, ma vi vorrei pi dolce... vorrei sentire la stessa anima dei vostri versi anche nelle vostre parole di ogni giorno...

DANTE - (ormai ingrifato cerca di baciarle il collo) il profumo di donna che spandete per laria che mi fa andar via di testa... oh Bice.. !

Beatrice si divincola infastidita e si volta di scatto verso Dante.

BEATRICE - Messer Alighieri ! Freddate i bollori... (poi pi piano) ... questo non n il luogo n il momento... le vostre non sono nemmeno le parole... adatte !

DANTE - Ma... io... voi...

BEATRICE - Andate a rendervi presentabile e non fatevi pi vedere in camicia da notte !

Dante vorrebbe aggiungere qualcosa, ma resta impacciato qualche secondo poi esce da DX. Beatrice, soddisfatta di se, si rassetta in seguito allassalto di Dante, poi si accerta che da DX non venga nessuno, va a sedersi di nuovo al tavolo e con la solita noncuranza ricomincia a leggere perplessa le carte di Egisto.

SCENA QUATTORDICESIMA

Da SX entrano Egisto e Alighiero discutendo in controscena, mentre Beatrice continua la sua attivit come se non li avesse sentiti.

EGISTO - ... Ricapitolando : la spada era sotto una zampa del letto a fare da zeppa...

ALIGHIERO - S... il letto ballava...

EGISTO - ... Le carte del Bardi erano sotto il materasso...

Alighiero tira fuori un plico di carte tutto spiegazzato.

EGISTO - ... il candeliere era dentro il comodino... che per un miracolo non ha preso fuoco.. e il pitale ?

Alighiero allarga le braccia.

ALIGHIERO - Mi sar rincoglionito... va bene... comunque limportante che abbiamo trovato le carte (poi avvicinandosi al tavolo) Madonna Beatrice, ho portato i documenti, possiamo cominciare !

BEATRICE - (sorpresa dalla battuta di Alighiero, butta le carte che stava leggendo sul tavolo e si ricompone) Be... bene messer Alighiero !

ALIGHIERO - (avvicinandosi a Beatrice) Ecco, vedete, questi sono i documenti che riportano la situazione dei conti di sua eccellenza vostro marito, come potete vedere la situazione ottima per poter affrontare senza timore qualsiasi nuova opportunit che avete in mente e che graziosamente vorrete espormi.

BEATRICE - Certo, messer Alighiero, vedete...

La discussione di affari tra Beatrice e Alighiero pu continuare a soggetto o in controscena silenziosa, mentre Egisto, perplesso, cerca di rimettere a posto il disordine delle carte che regna sul tavolo. Beatrice parla con Alighiero, ma ogni tanto lancia unocchiata verso Egisto temendo che sospetti di lei riguardo alla confusione trovata sul tavolo.

SCENA QUINDICESIMA

Da DX entra Dante vestito di tutto punto, elegantissimo e affascinante. Si ferma in mezzo alla stanza guardando il gruppetto, si sistema il vestito soddisfatto e poi rivolge un saluto a Beatrice come se fosse la prima volta che la vede.

DANTE - (a voce alta) Madonna Beatrice, quale onore !

Tutti si voltano verso Dante e restano colpiti dallaspetto e delleleganza, Dante si avvicina a Beatrice le prende la mano e gliela bacia.

DANTE - La vostra presenza un raggio di sole nella nostra umile dimora !

Beatrice si alza e con gli occhi divora Dante che, sicuro di aver fatto colpo sulla sua amante, vorrebbe rincarare la dose con qualche verso, ma non si ricorda niente.

DANTE - (apprestandosi a declamare) Sempre caro mi fu... (tra se perplesso) no questa non centra niente...

BEATRICE - (colpita) Grazie messer Dante... ammiro la vostra eleganza !

DANTE - (soddisfatto) Grazie a voi... e come volevo dirvi con i miei versi...

Dante lancia unocchiataccia ad Egisto che era rimasto incantato a guardare la coppia.

DANTE - Egisto ! Che cosa dicono i miei versi ?

EGISTO - (riscuotendosi) ... S... e... Amore qui, che per la vostra beltade, come suol lo fa trasfigurare [6] !

DANTE - Ecco... s... come lha detto lui...

Dante e Beatrice si guardano negli occhi. Alighiero li guarda compiaciuto ed Egisto imbarazzato. Da DX entra Gaetana, tutti si voltano. Gaetana ancora in camicia da notte e con la faccia ancora assonnata sbadiglia a bocca spalancata. Si aggira per la stanza ciabattando come se cercasse qualcosa. Tutti la seguono stupiti. Si guarda attorno, poi, lanciando un sorrisetto al gruppo, si avvicina al tavolo, rovista dietro il mucchio di carte pi grosso e, con un po di fatica (come se fosse sepolto sotto il mucchio), tira fuori il pitale.

GAETANA - (sorridendo candidamente) Non ricordavo pi dove lavevo messo.

Tutti la guardano esterrefatti.

DANTE - Ta... Tana !

Gaetana rimane per un attimo perplessa, poi scoppia a piangere, sbatte il pitale in mano a Dante e esce da DX piangendo. Beatrice vacilla e sviene nelle braccia di Dante che si ritrova con il braccio destro a sorreggerla e con la mano sinistra ad impugnare il pitale per il manico. Contemporaneamente Alighiero ed Egisto crollano a sedere stralunati.

SIPARIO

FINE DEL PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

SCENA

La scena la stessa del primo atto.

SIPARIO

SCENA PRIMA

Due giorni dopo. Pomeriggio inoltrato. Egisto, come al solito, seduto al tavolo da studio e sta scrivendo. Alighiero, seduto di fronte a lui, sta leggendo alcune carte. Lapa e Gaetana sono sedute al piccolo tavolo da lavoro, sulla sinistra della scena, di fronte al camino, stanno ricamando. Lapa canticchia mentre lavora. Da fuori giungono solo alcune voci di passanti e il solito cinguettio dei passeri. Ogni tanto Alighiero scribacchia alcuni conti, ma innervosito dal canticchiare della moglie e sbuffa.

ALIGHIERO - Maremma puzzona Lapa ! Sto facendo i conti !

Lapa lo guarda e sbuffa a sua volta.

LAPA - Ma che succede in questa casa ? Da un paio di giorni un si po dire niente che salti su come un grillo !

ALIGHIERO - (ancora nervoso) C... c che il Bardi era l l per affidarmi quellaffare... quando improvvisamente ci ha ripensato.

LAPA - Non credo che gli siano mancati improvvisamente i soldi ?

ALIGHIERO - No... che...

Tutti si fermano a guardare Alighiero perplessi.

EGISTO - Che successo ?

Alighiero si alza e comincia ad aggirarsi nervoso per la stanza.

LAPA - Alighiero si pu sapere che c ?

ALIGHIERO - (titubante) ... Sembra che... maremma affogata, i Ghibellini abbiano rialzato il capo !

EGISTO - Quali Ghibellini ? A Firenze non ce n manco uno ?

ALIGHIERO - Ci so... ci so, un si vedono ma ci so.

LAPA - E allora ?

ALIGHIERO - Un sono quelli di Firenze, ma quelli di Arezzo !

LAPA (stupita) I Ghibellini Aretini ? E il Bardi ha rinunciato allaffare perch ad Arezzo si sono risvegliati i Ghibellini ?

ALIGHIERO (ironico) S, un potevano dormire per il caldo! Noooo, che si sono armati e stanno per mettersi sulla via di Firenze. Thai capito ora?

EGISTO - (preoccupato) Ma allora sar schierato lesercito ?

ALIGHIERO - Ecco perch il Bardi ha piantato tutto ! Con tutto quello che ha per il capo come Capitano del Popolo, figuriamoci se si confonde con gli affari !

LAPA - Do... dove sono gli Aretini ora ?

ALIGHIERO - Hanno appena radunato le truppe, ma fra qualche giorno, seguendo lArno fino in Casentino, risaliranno i monti e punteranno su Firenze.

EGISTO - (c.s.) Se lesercito non si sbriga, quelli in quattro giorni arrivano alle porte della citt !

GAETANA - O Madonna Santa !

LAPA - (preoccupata) Ma allora gi tardi ?

ALIGHIERO - Speriamo di no.

Dal basso si sente bussare.

ALIGHIERO - Gaetana, va a vedere chi .

Gaetana appoggia il lavoro di ricamo sul tavolo e va ad affacciarsi al balcone.

GAETANA - ... S, Messer Brunello... un momento (poi ad Alighiero)... il sor Brunello, ti vorrebbe parlare.

ALIGHIERO - (bofonchiando) O icch vole quel briaco ? ... Digli di salire.

GAETANA - (sempre dal balcone) Messer Brunello... aspettate, vi vengo ad aprire !

Gaetana lascia il balcone ed esce da SX.

EGISTO - Non sar ancora per il pozzo ?

ALIGHIERO - Se ricomincia ce lo infilo dentro per la testa !

Lapa scoppia a ridere.

ALIGHIERO - Perch ridi ?

LAPA - Vorrei proprio vederti infilare la testa del sor Brunello dentro il pozzo !

ALIGHIERO - (ridacchiando anche lui) S, vero... o allarghiamo il pozzo, o facciamo due o tre viaggi per infilarcelo tutto !

Tutti ridono.

SCENA SECONDA

Da SX entrano Gaetana e Brunello. Brunello da Montalcino un personaggio grassissimo e rubicondo che si muove a fatica su due gambette striminzite, veste sempre di nero, suda continuamente, ha un alito pestilenziale ed impossibile stargli vicino, per di pi Brunello ha il vizio di parlare ad un palmo dal viso dellinterlocutore.

ALIGHIERO (avvicinandosi a Brunello) Messer Brunello! Quale onore! Venite accomodatevi, sedetevi... volete rinfrescarvi?

BRUNELLO (asciugandosi continuamente il sudore) Grazie messer Alighiero... Maremma cavalla, oggi sono andato due minuti a controllare il livello del pozzo e in due minuti il sole mi ha lessato il cervello!

Alighiero ed Egisto si guardano preoccupati.

LAPA (avvicinandosi premurosa a Brunello) Venite messer Brunello, sedetevi qui... il posto pi ventilato della stanza.

Brunello si volta verso Lapa e si avvicina come suo solito ad un palmo dal viso.

BRUNELLO Grazie madonna Lapa, questo caldo mha proprio ridotto peggio di un cencio bagnato.

Lapa, trovandosi investita dal fiato mefitico di Brunello, vacilla appoggiandosi alla spalliera di una sedia.

GAETANA Messer Brunello, volete qualcosa da bere per rinfrescarvi?

BRUNELLO (voltandosi verso Gaetana) Grazie Gaetana,... avete del vino?

Gaetana vacilla anche lei dopo aver ricevuto la sua razione di fiatata diabolica. Lapa intanto si seduta e si fa vento a bocca aperta.

ALIGHIERO Come no? Gaetana scendi in cantina e spilla una caraffa dalla botte del bianco.

Gaetana esce da SX. Brunello si siede e si fa vento con il fazzoletto..

BRUNELLO Maremma maiala che bollori!... Che al Padreterno gli sia venuta la voglia di rifarsi del freddo che ci ha fatto patire questinverno?

ALIGHIERO (lanciando unocchiata preoccupata ad Egisto) Messer Brunello... a cosa dobbiamo questa visita?

BRUNELLO (alzandosi a fatica) Messer Alighiero vu lo sapete che si sta radunando lesercito...

EGISTO (a parte ad Alighiero senza farsi accorgere da Brunello) Non per il pozzo.

Alighiero fa un gesto ad Egisto di stare zitto, Brunello prosegue nel discorso senza essersi accordo di niente.

BRUNELLO - ... e che probabilmente ci sar uno scontro con i Ghibellini di Arezzo?

ALIGHIERO (preoccupato) S, lo so.

BRUNELLO - ... e che se ci si mette anche il papa, qui la faccenda va per le lunghe?

ALIGHIERO (c.s.) Speriamo di no.

BRUNELLO - ... e che se la faccenda va per le lunghe, lesercito avr bisogno di rifornimenti?

ALIGHIERO (incuriosito) E allora?

BRUNELLO Quali sono i rifornimenti di cui lesercito avr bisogno?

ALIGHIERO Be... cavalli, somari, vettovaglie, acqua, vino...

BRUNELLO Altol! Avete detto vino?

ALIGHIERO S... s.

Rientra Gaetana da SX portando una brocca ed un bicchiere.

BRUNELLO E chi il maggiore viticoltore della zona?

Brunello fa un gesto enfatico portando una mano al petto e tenendo un braccio disteso verso il balcone. Velocemente Gaetana riempie il bicchiere di vino e glielo mette in mano. Brunello resta per un attimo perplesso.

ALIGHIERO (fiutando laffare, ma girando al largo dal fiato mefitico di Brunello) Volete dire che avete intenzione di accaparrarvi la fornitura di vino per lesercito?

BRUNELLO Perch no?

EGISTO (avvicinandosi guardingo) Ma per un esercito ne occorre parecchio!

BRUNELLO (voltandosi verso Egisto) Ho un rosso vecchio che picchia in testa peggio di una cambiale da 500 fiorini e ne ho tanto che se lo faccio bere agli aretini il nostro esercito vince per imbriacatura totale del nemico!

ALIGHIERO (sospettando le intenzioni di Brunello) E chi pensate possa favorire la vostra proposta di offrirvi come approvvigionatore ufficiale dellesercito?

Brunello si avvicina ad Alighiero che si mette in guardia pronto a sfuggire alla fiatata alcolica.

BRUNELLO - Ma il Capitano del Popolo !

ALIGHIERO - (che ormai ha capito tutto) Simone de Bardi... e voi lo conoscete ?

BRUNELLO - Io no, ma voi s !

ALIGHIERO - E vorreste che io dicessi una buona parola per voi presso messer Bardi ?

Brunello si avvicina ad Alighiero che vorrebbe fuggire, ma trattenuto dalla voglia di saperne di pi.

BRUNELLO - Voi mi presentate al Bardi e io vi do il cinque per cento sulle forniture di vino allesercito.

ALIGHIERO - (con gli occhi che brillano) Il quindici per cento !

BRUNELLO - Facciamo il dieci !

ALIGHIERO - ... pi luso gratuito del pozzo !

BRUNELLO - E sia !

ALIGHIERO - Tana, versa il vino !

Gaetana fa per riempire un altro bicchiere tirato fuori da una madia, resta un attimo perplessa poi scoppia a piangere, sbatte brocca e bicchiere nelle mani di Lapa ed esce da DX.

BRUNELLO - Ma che l preso ?

ALIGHIERO - Niente, niente, bischerate di donne !

LAPA - (riempiendo un bicchiere e porgendolo ad Alighiero) ... ma pensate che ci sar una guerra ?

ALIGHIERO - Magari ! Cos possiamo aprire i prestiti con il comune !

BRUNELLO - S, potremmo anche fare un pensiero sui vettovagliamenti...

ALIGHIERO - (eccitato) Venite messer Brunello, dobbiamo concludere laccordo e studiare la faccenda.

Alighiero e Brunello si avvicinano al grande tavolo, si siedono e si immergono in una discussione silenziosa in controscena facendo ogni tanto dei conti sulle carte sparse per tutto il tavolo. Nel frattempo Lapa, che era rimasta perplessa con il bicchiere di vino in mano, osserva stupita la scena.

LAPA - Alighiero... il vino...

Alighiero e Brunello, immersi nella loro discussione, non la degnano nemmeno di uno sguardo. Lapa guarda la caraffa e poi il bicchiere, fa le spallucce e dun fiato tracanna il vino. Soddisfatta si lecca le labbra, poi se ne versa un altro e se lo beve.

EGISTO - Lapa !

LAPA - Che c ?

EGISTO - Ti far male !

LAPA - (sorridendo) Ed allora aiutami !

Lapa riempie il bicchiere e lo porge ad Egisto

EGISTO - No... no grazie.

LAPA - E su, dai !

EGISTO - No... il vino mi d... flautolenze...

LAPA - (sottovoce) ... ma non sai quanto giova allispirazione.

Egisto afferra rapidamente il bicchiere e tracanna il vino.

LAPA - (sorridendo) ... anche se tu non ne hai bisogno !

SCENA TERZA

La scena resta per un attimo con Lapa ed Egisto che parlano sottovoce ed Alighiero e Brunello che, sempre in controscena, fanno piani, discutono e ogni tanto prendono appunti circondati da fogli e pergamene. Poi da fuori si sentono delle voci concitate avvicinarsi. Lapa ed Egisto si voltano verso il balcone. Brunello e Alighiero continuano nella loro attivit senza essersi accorti di niente. Si sente sbattere il batacchio della porta esterna.

GUIDO - (da fuori) Dante ! Hei Dante, apri !

Egisto corre al balcone e si affaccia verso il basso sulla SX

EGISTO - Guido... che c ?

GUIDO - (c.s.) Egisto, dov Dante ?

EGISTO - Non lo so... uscito !

LAPO - (c.s.) Egisto, facci salire, ci sono grosse novit !

Egisto rientra dal balcone.

LAPA - Che c ?

EGISTO - Sono Lapo e Guido, cercano di Dante.

LAPA - ... uscito.

Egisto esce in fretta da SX lasciando la porta aperta, si sentono dei rumori, il portone di casa che si apre e delle voci. Lapa si avvicina alla porta di SX. Alighiero e Brunello continuano imperterriti nella loro attivit.

SCENA QUARTA

Da SX entrano Egisto, Lapo e Guido piuttosto agitati. Brunello e Alighiero interrompono la loro discussione e osservano incuriositi.

EGISTO - (come se continuasse un discorso) ... ma allora vero ?

GUIDO - S, gli Aretini dovranno essere fermati prima che svalichino oppure...

ALIGHIERO - (avvicinandosi) Che succede ?

LAPO - Sor Alighiero, stato radunato lesercito, gli aretini stanno marciando verso il Casentino e dobbiamo fermarli prima che arrivino ai piedi delle montagne !

LAPA - Madonna Santa !

GUIDO - Il Capitano del Popolo ha riunito tutte le truppe comunali e, insieme alla cavalleria e alle autorit militari, sta richiamando tutte le maggiori personalit di Firenze.

ALIGHIERO - (esultante) Sor Brunello, il Bardi s gi mosso, dobbiamo sbrigarci !

Brunello, caracollando sulle sue gambette, si avvicina a Guido e gli afferra le spalle.

BRUNELLO - Figliolo, sai se messer de Bardi ha nominato i furieri, i cantinieri e disposto per i vettovagliamenti ?

GUIDO - (con voce sofferente in quanto investito dalla fiatata di Brunello) No... non lo so.

BRUNELLO - Messer Alighiero, il nostro momento !

ALIGHIERO - Via !

Alighiero e Brunello con la velocit consentita dagli acciacchi dellet, escono precipitosamente da SX, mentre Guido ha un mancamento, ma viene sostenuto in tempo da Lapo.

LAPO - Guido ! Che hai !

EGISTO - ... il fiato del Brunello che un po pesante.

GUIDO - (riprendendosi) Pesante ?... per un attimo ho creduto che si fosse aperta la porta degli inferi ! ... Maremma mefitica ! Quello non un alito, quella lottava piaga dEgitto, se lavesse sentito Mos a questora avremmo undici comandamenti !

Guido corre al balcone a respirare a pieni polmoni.

LAPA - Ma se lesercito stato schierato... vu... vuol dire che anche Dante..

LAPO - proprio per questo che siamo venuti ! Volevamo dare la notizia a Dante...

LAPA - Oh Ges !

Lapa corre al tavolo si versa un altro bicchiere di vino e lo beve dun fiato.

EGISTO - Che significa ?

GUIDO - (rientrando dal balcone e parlando con enfasi) ... che Dante Alighieri, la Voce di Firenze, avr lonore di combattere tra le file del nostro esercito come feditore a cavallo !

EGISTO - Ma... Dante, a parte la scaramuccia di Poggio Santa Cecilia di quattro anni fa, non ha mai partecipato ad una battaglia !

LAPO - proprio per questo che il Bardi lha richiamato affinch La voce del dolcestilnovo commemori in sempiterno la vittoria della Firenze Guelfa sulla ribelle e ghibellina Arezzo ! ... cos ha detto.

LAPA - Co... cos un feditore ?

GUIDO - un soldato della prima schiera delle milizie !

LAPO - ... praticamente i primi che andranno a sbattere i denti contro le alabarde degli aretini !

LAPA - (crollando su di una sedia) Oh Madonna santa !

Egisto accorre da Lapa per assisterla. Guido prende Lapo sottobraccio e si avvicina al proscenio.

GUIDO - (a parte) Ora che ci penso... non sar che il Bardi si vuole vendicare delle....

Guido con una mano fa il gesto delle corna.

LAPO - (c.s.) Tu dici ?

GUIDO - (pensieroso) Mah !

Dal basso si sente aprire e chiudere la porta esterna. Tutti in scena si voltano verso la porta di SX.

SCENA QUINTA

Da SX entra Dante trafelato con un diavolo per capello. Lapa si alza e tutti guardano ansiosi Dante che, una volta entrato, comincia ad aggirarsi nervosissimo per la stanza sbuffando, poi di ferma e li guarda.

DANTE - (seccato) Be... che avete da guardare ?

GUIDO - ... eravamo venuti a cercarti per...

DANTE - ... per dirmi che mhanno sbattuto in prima linea contro gli aretini ?

LAPO - S... s...

DANTE - Be, tante grazie ! Gi fatto ! Dal Bargello a casa mi hanno fermato in quaranta per dirmelo !

GUIDO - Ci hanno detto che dovrai fare il cronista della battaglia ?

DANTE - S, con Asdrubale sotto il sedere, sai che scrittura dritta che mi verr !

LAPO - Chi Asdrubale ?

EGISTO - Il suo cavallo.

GUIDO - (ridacchiando) Invece della cronaca della battaglia, c caso che ti venga fuori quella della festa del grillo a Firenze !

DANTE - (sempre furente) Ridi, ridi... qui c sicuramente lo zampino del Bardi... te lo dico io, Maremma ghibellina ! Quello, con la scusa della Voce di Firenze in battaglia, mha fregato ! Ma vedrai che te lo sistemo io, glielo faccio rompere io le corna a forza di alabardate, a costo di passare dalla parte degli aretini !

LAPA - Dante !

DANTE - S, s... Dante un corno !

LAPA - (avvicinandosi) Ma poi perch ce lhai tanto con messere de Bardi ?

DANTE - Lo so io, lo so !

Lapa si avvicina a Dante, mentre Guido, Lapo ed Egisto discutono in controscena.

LAPA - (a parte) Mi... mi raccomando... stai attento...

DANTE - (raddolcendosi un po) Stai tranquilla, non ho voglia di lasciare le penne in battaglia !

LAPA - (c.s.) S... sta... stai attento... so... soprattutto... l...

Lapa, con un gesto imbarazzato, indica furtivamente il basso ventre di Dante.

DANTE - (sorridendo e baciando la mano a Lapa) Tranquilla... devo solo fare la cronaca della battaglia, no ?

LAPA - (preoccupata) Ma... ci riuscirai ?

DANTE - (ad alta voce, recuperando tutta la sua baldanza) Vuoi che la Voce di Firenze non porti a termine il suo compito ?

Egisto, Lapo e Guido interrompono la loro discussione in controscena e ascoltano Dante incuriositi.

DANTE - (guardando esitante Egisto) Be... non sar difficile ricostruire tutta limpresa bellica... dovr concentrarmi per farlo e...

Egisto, senza farsi vedere dagli altri, allarga le braccia alla volta di Dante, come per dire che questa volta dovr arrangiarsi.

DANTE - (pensando) ... Perch no ! Potrei fare come quando compongo i miei versi ! (raggiante) Certo, io a cavallo e il mio fratellino come scudiero che raccoglie le mie parole !

Egisto si fa smorto dalla paura. Lapo e Guido lo guardano, Lapa lo guarda a sua volta preoccupata.

LAPA - Dante, ma Egisto non un uomo darme !

DANTE - (senza pensarci) Che centra... neanche io sono un uomo di lettere, eppure ho avuto lincarico...

GUIDO - Ma che dici ?

Dante si accorge della gaffe.

DANTE - Vo... volevo dire... che io so... sono un poeta e non un... uno storico... (riprendendosi) e poi, non posso pensare, scrivere e magari anche combattere ! Perci pregher il Bardi di farmi seguire da Egisto come scudiero, cos, come qui a Firenze Dante ed Egisto sono la mente ed il braccio, cos in battaglia saranno la spada e la penna !

LAPA - (colpita) Oh, Dante... che fierezza !

EGISTO - (spaventato) Ma... ma... io... in ba... battaglia ?

GUIDO - Certo ! Perch no ? ora che la Voce di Firenze immortali finalmente scene epiche e tu abbia il tuo battesimo delle armi !

SCENA SESTA

Dimprovviso si spalanca la porta di SX ed entra Alighiero.

ALIGHIERO - No !

Tutti si voltano.

DANTE - No cosa ?

ALIGHIERO - Egisto rimarr qui !

Egisto tira un sospiro di sollievo.

DANTE - Come... io ho bisogno del braccio !

ALIGHIERO - Per grattarti la schiena ?

DANTE - No, per scrivere la cronaca della battaglia !

ALIGHIERO - Zitto ! Ho parlato con messere de Bardi, abbiamo ottenuto lesclusiva delle forniture allesercito, Egisto deve restare con me per seguire la distribuzione e il carico delle vettovaglie e del vino del Brunello, e tu devi andare con lesercito per garantire agli Alighieri il pagamento delle somme pattuite con il Comune !

Dante crolla su di una sedia.

ALIGHIERO - ... e oltre a quella bischerata della cronaca degli schiaffi che vi darete con gli aretini, vedi di non perdere docchio il Bardi affinch non gli succeda nulla, ma soprattutto che ritorni a Firenze sano e salvo e ci paghi tutto quello che ci deve pagare ! Chiaro ?

DANTE - (affranto piagnucolando) Non solo il Bardi mha fregato, ma pure il sedere gli devo parare !

Lapo, Guido e Lapa si fanno intorno a Dante cercando di consolarlo.

ALIGHIERO - Lapa, prepara il bagaglio a Dante, fatti aiutare da Tana...

Da fuori scena si sente Gaetana che scoppia a piangere.

ALIGHIERO - (fra se allargando le braccia) io questa lammazzo... (poi di nuovo a Lapa), io ritorno col Brunello alle furerie per seguire il carico delle derrate !

Alighiero esce in fretta da SX. E Lapa esce tristemente da DX lanciando ogni tanto qualche occhiata languida a Dante.

GUIDO - (dopo che Lapa uscita) Dante, te lavevamo detto di stare attenti co il Bardi !

DANTE - (piagnucolando) Quello, con la scusa della cronaca, mi fa affettare dagli aretini....

SCENA SETTIMA

Da SX entra Beatrice con un involto di stoffa in mano, per qualche attimo nessuno si accorge della sua presenza e Dante continua il piagnisteo.

DANTE - ... ma poi cosa gli avevo fatto... a parte qualche cornetto...

EGISTO - (accorgendosi della presenza di Beatrice) Madonna Beatrice !

DANTE - (che non ha capito che Beatrice nella stanza) ... si va be Madonna Beatrice... e che sar mai ! Vai a sapere se la pesantezza di testa del Bardi dipende solo da me... (a Lapo e Guido che lo compatiscono), non che poi le altre sono da meno... se provi a prender moglie a Firenze, dopo cinque minuti ti scoppia il mal di testa ! (Dante Lapo e Guido ridacchiano) ... no, no, meglio rimanere a guardare e pescare nel pollaio... c una mandria di galline che non aspetta altro che il becchime... (Lapo e Guido ridono di gusto) ... specialmente poi se il pollaio ben fornito di fiorini...

EGISTO - Madonna Beatrice !

DANTE - Ho capito !... Madonna Beatrice... ti sei incantato... mi sa che te, con tante galline e tanti pollai, ti sai fissato su una sola...

BEATRICE - (a voce alta) Messer Dante Alighieri !

Tutti sobbalzano e si voltano verso Beatrice.

DANTE - Ma... madonna Be... Beatrice, qua... quale onore.

BEATRICE - (seccata) Ho incontrato vostro padre che mi ha fatto salire. (pausa) Messer Dante, mio marito mi ha riferito delle novit, e io vorrei da voi delle spiegazioni !

GUIDO - (a parte a Lapo) Maremma incavolata, qui sta per scoppiare il temporale.

LAPO - (c.s. a Guido) Sar meglio andarcene .

GUIDO - ... Hem... Dante, noi avremmo da fare e to... togliamo il disturbo..

DANTE - No... ma che di... dite... rimanete...

BEATRICE - (c.s.) Grazie messer Guido, la faccenda delicata e deve essere chiarita tra me e messer Dante !

Lapo e Guido escono da SX alla chetichella.

SCENA OTTAVA

DANTE - E... Egisto, tu puoi spiegare a Madonna Be... Beatrice... che

BEATRICE - Grazie messer Egisto, ma la vostra presenza non ci daiuto, vi prego di lasciarci !

Egisto guarda Dante, allarga le braccia ed esce da DX. Dante segue smarrito luscita di Egisto.

DANTE - E... Egisto !

BEATRICE - (sempre seccata) A noi due messer Dante ! Che cosa questa storia della cronaca di guerra ?

DANTE - (guardandola perplesso) Co... come ?

BEATRICE - (c.s.) Mi risulta che mio marito vi ha incaricato di ricoprire lincarico di feditore a cavallo ?

DANTE - S... s...

BEATRICE - E che sarete colui che riporter alla storia la vicenda della battaglia con qualche vostro sonetto... o canto... o che altro ?

DANTE - Co... cos mi ha detto...

BEATRICE - E mio marito non vi ha detto il feditore a cavallo quello che combatte in prima linea ?

DANTE - Non me lo ricordate... altrimenti se acchiappo il Sor Bardi...

BEATRICE - Come vi permettete di parlare cos, di mio marito... del Capitano del Popolo !

DANTE - (alterandosi) Madonna Bice, non lho cercato io il posto in cavalleria e...

Beatrice si avvicina a Dante e gli sbatte linvolto di stoffa in mano, poi gli volta le spalle guardando verso il balcone. Dante guarda perplesso linvolto senza sapere che fare.

DANTE - (perplesso) Che cos ?

BEATRICE - (sempre di spalle imbarazzata) ... per voi...

Dante svolge la stoffa e a bocca aperta tira fuori un paio di mutandoni fatti di maglia di ferro con una protezione a conchiglia metallica sul davanti. Li solleva davanti a se in modo che il pubblico li veda chiaramente.

DANTE - Ma che... cosa...

BEATRICE - (c.s.) So... sono per voi... dovete stare attento, dovete proteggervi nelle... nelle pa... parti importati !

DANTE - (piano piano si distende in un sorriso) Un grazioso presente, vi ringrazio !

BEATRICE - (c.s.) Po... portatele sempre in battaglia...

Dante si volta verso Beatrice, le si avvicina lentamente alle spalle le prende le mani e gliele bacia, i due si vengono a trovare di profilo, inquadrati dalla porta finestra, mani nelle mani con le mutande corazzate che penzolano dalle mani riunite.

DANTE - Mia dolce signora, avr cura per ci di cui vi date tanta premura e vi prometto che ritorner sano ed integro per ricevere ancora una volta le vostre grazie !

BEATRICE - Messer Dante, sta...state attento mi hanno detto che gli aretini rompono quello che quella corazza dovrebbe proteggere !

DANTE - Anche vostro marito, madonna, anche vostro marito !

SIPARIO

FINE DEL SECONDO ATTO

TERZO ATTO

SCENA

La scena la stessa dai primi due atti.

SIPARIO

SCENA PRIMA

Una settimana dopo. Tarda mattinata. Egisto, come al solito, seduto al tavolo da studio e sta scrivendo: Lapa e Gaetana, sono al balcone e guardano fuori. La giornata caldissima e fuori c un sole che spacca le pietre. Da fuori si sente un brusio di folla. Dopo qualche minuto Lapa rientra dal balcone facendosi vento con il ventaglio.

LAPA Madonna Santa che caldo! Sul balcone non si resiste.

EGISTO (sollevando la testa dalle carte) Ancora niente?

LAPA No,... ma sei sicuro che ieri avevano svalicato?

EEGISTO Guido cos mi aveva detto... anche se un contingente rimasto a Campaldino per assicurarsi della ritirata degli Aretini.

LAPA Dove?

EGISTO A Campaldino.

LAPA E dov?

EGISTO una piana sullArno a settentrione del castello dei conti Guidi.

LAPA Ma... Dante non con quel contigente?

EGISTO No, mi ha detto Lapo che sta rientrando con il grosso dellesercito.

LAPA (preoccupata) Ha per caso detto se Dante rimasto ferito?

EGISTO No, non mi ha detto niente al riguardo.

LAPA (c.s. volgendosi di nuovo verso il balcone) .... Non capisco, ormai dovrebbero essere gi qui.

EGISTO Stai tranquilla, vedrai che...

Dal basso si sente sbattere il batacchio della porta dingresso.

LAPA (a Gaetana che rimasta sul balcone) Chi ?

GAETANA Sono Lapo, Guido, Vanna e Lagia.

LAPA Vado io ad aprire.

Lapa esce da SX. Egisto smette di scrivere e comincia a riordinare le carte. Si sentono delle voci che salgono dai piani bassi, poi da SX entrano Lapa, Guido, Lapo, Vanna e Lagia.

SCENA SECONDA

LAPA (come se proseguisse un discorso con Guido) ... Sei sicuro che sono solo ferite leggere?

GUIDO S, madonna Lapa, niente di serio, solo qualche ammaccatura qua e l...

LAPA (imbarazzata) ...Hem... qua e l... dove?

GUIDO - (perplesso) Come, dove?

LAPA (c.s.) S... insomma... no.. non che ha perso luso di qualche arto?

GUIDO No, che io sappia tutto intero!

LAPA (c.s.) Bene...

Pausa. Gaetana rientra dal balcone.

VANNA (entusiasta) Lo sapete, si dice che sia stata una grande battaglia!

LAGIA vero! Corso Donati, ha guidato lesercito con grande valore, e in men che non si dica hanno messo in fuga i ghibellini senza neanche farli fiatare.

VANNA A me hanno detto che Dante stato uno dei pi valorosi e che ha guidato i suoi feditori con fierezza!

GAETANA Veramente?

LAGIA Si! Le teste che ha mozzato non si contano! E...

VANNA (entusiasmandosi) S, s, vero, dicono che il sangue scorreva a fiumi (con voce misteriosa) e che i fantasmi dei caduti nella battaglia resteranno per secoli a vagare per quella valle!

GAETANA Mamma mia!

LAGIA Pensate che ci sono voluti tre giorni perch la polvere della battaglia si posasse per terra!

VANNA - ... e altri due per contare gli aretini rimasti sul campo...

GUIDO - (ironico)... e una settimana ancora perch possiate finire di raccontare bischerate!

LAGIA Come?

LAPO A Campaldino si sono dati tre o quattro accettate e un paio di bastonate e voi state raccontando la Canzone di Orlando al completo, saracini compresi!

VANNA (seccata) Aspetta che ritorni Dante, poi vedrai con quali versi canter le gesta dei fiorentini!

Lapa lancia unocchiata ad Egisto che la guarda a sua volta e sospira.

GUIDO Su questo sono daccordo, la Voce di Firenze non si smentir neanche questa volta.

LAPO Non mi risulta che Dante abbia mai scritto dei versi epici... caspita! Non vedo lora che di ascoltarli!

GUIDO Bene, lesercito alle porte della citt, la popolazione tutta per le strade per accogliere i vincitori, noi avevamo pensato di aspettare Dante qui, a casa sua, ma poi abbiamo pensato di unirci agli altri ed aspettarlo alle porte di Firenze insieme a tutte le truppe, venite con noi?

LAPA (eccitata) S, s!

GAETANA (c.s.) Vengo anchio!

LAPO E tu Egisto?

EGISTO (pacato) No... preferisco aspettare qui.

GUIDO Bene, vogliamo andare?

TUTTI S, s!

Tutto il gruppo, eccetto Egisto, esce da SX parlando a soggetto. Le voci sfumano e si sente chiudere la porta dingresso al piano inferiore. Egisto, rimasto solo, va lentamente al balcone e si affaccia, guarda in basso (la scena deve dare limpressione che in strada ci sia parecchia gente in attesa dellarrivo dellesercito per festeggiare la vittoria di Campaldino), sposta lo sguardo sulla SX ed ha un moto di sorpresa, dopo un secondo accenna un inchino e annuisce. Beatrice dal basso gli ha chiesto di salire. Egisto scatta come un fulmine ed esce da SX. Un attimo dopo si sentono delle voci, poi da SX entra Beatrice, pi bella che mai, ed Egisto dietro di lei che lammira ad ogni passo.

SCENA TERZA

EGISTO - Ma... madonna Beatrice... qua... quale onore

BEATRICE - (con noncuranza facendosi vento con un ventaglio) Messer Egisto.

EGISTO - (girandole intorno servizievole) Venite, accomodatevi... sedetevi qui... questo il punto pi fresco della stanza...

La fa sedere al centro della stanza e Beatrice si accomoda sulla sedia come una regina.

EGISTO - No... non siete andata ad attendere lesercito alle porte di Firenze ?

BEATRICE - (c.s.) No, tanto saranno loro a cercarmi.

EGISTO - Lesercito ?

BEATRICE - (compiacendosi) Be non pretendo siano cos tanti i miei ammiratori.

EGISTO - (si avvicina titubante a Beatrice e la guarda rapito) Sicuramente uno vi sempre stato devoto.

Beatrice guarda Egisto sempre con noncuranza e si alza di scatto dalla sedia.

BEATRICE - Apprezzo i vostri servigi Messer Egisto...

EGISTO - Le vostre grazie sono sempre nei miei pensieri !

BEATRICE - (dando le spalle a Egisto) Ah s ?

EGISTO - (prende coraggio e si avvicina ancora) Come potete dubitare della mia ammirazione nella vostra persona dopo tutto...

BEATRICE - (voltandosi) Dopo tutto cosa ?

EGISTO - (impacciato) Be dopo... dopo le mie dimostrazioni di...

BEATRICE - Messer Egisto, vostro fratello mi ha dedicato fiumi di inchiostro in sonetti, odi e canti, ma voi ? Con quale saggio di affetto avete onorato la mia persona ?

EGISTO - Io... io...

BEATRICE - (provocandolo) Lo vedete ? Come posso capire se in voi c amore ?

EGISTO - (gettandosi in ginocchio distinto le afferra una mano baciandola)

Non vaccorgete voi dun che si smore

e va piangendo, s diconforta ?

Io prego voi, se non vi siete accorta,

che lo miriate per lo vostro onore.[7]

Beatrice spalanca gli occhi stupefatta e sfila distinto la mano facendo un passo indietro.

BEATRICE - Messer Egisto...

EGISTO - (ancora in ginocchio ancora rapito) S Madonna Beatrice ?

BEATRICE - Vo... voi siete... state recitando versi di vostro fratello... per caso ?

EGISTO - No... (si riprende e si alza in piedi) no... s... volevo dire... anchio o pro... provato a scrivere qualche strofa...

BEATRICE - (scoppia a ridere) Voi che scrivete versi ! Ha, ha, ha, non ci posso credere !

Egisto abbassa la testa umiliato.

BEATRICE - (continuando a ridere) Aveva ragione il Cavalcanti... Ha, ha, ha... a forza di copiare i sonetti di vostro fratello, qualcosa siete riuscito a mettere insieme alla fine... ha.. ha.. ha.. !

EGISTO - ... per vi sono piaciuti !

Beatrice smette di colpo di ridere e cerca di ricomporsi.

BEATRICE - (dandosi un contegno) S... certo... Messer Egisto sono dei bei versi, ma ammetterete che non sono certo allaltezza di quelli della Voce di Firenze ?

EGISTO - (cominciando a prendere coraggio) No...

BEATRICE (ridacchiando tra se)... e non credo che i fiorentini sappiano di questo vostro genio?

EGISTO (abbassando la testa) No... nessuno a Firenze...

BEATRICE (incalzando) ... e non credo nemmeno che qualcuna delle pi belle donne di Firenze sia mai stata la destinataria dei vostri versi? (a se stessa compiaciuta) ... se mai ce ne sono oltre a madonna Beatrice!

Pausa.

EGISTO (prendendo coraggio) Si!

BEATRICE (ridacchiando tra se) A s? E chi sarebbe?

EGISTO Voi!

Beatrice si fa seria e si volta perplessa verso Egisto.

BEATRICE Io?

EGISTO S, voi!

BEATRICE Ma se gli unici versi che vi ho sentito leggere sono quelli composti da vostro fratello?

EGISTO (abbassando lo sguardo imbarazzato) Q... quei versi non so... sono di mio fra... fratello...

BEATRICE Cosa volete dire?

Poi ci pensa un attimo.

BEATRICE (stupita) Non mi verrete a raccontare che i versi di Dante li scrivete voi?

Poi, senza aspettare la risposta di Egisto, scoppia a ridere.

BEATRICE Ha, ha, ha,... no, non ci credo... ha, ha, ha, ....

EGISTO (cercando di non perdersi danimo) Madonna, conoscete la storia di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini?

BEATRICE (cessando di colpo di ridere) Chi?

EGISTO (prendendo per mano Beatrice e facendola avvicinare al grande tavolo dello studio) S, la dolorosissima storia di Paolo e Francesca?

BEATRICE (perplessa) N... no...

Egisto la fa sedere davanti al tavolo.

EGISTO Dovete sapere che Francesca da Rimini era figlia di Guido da Polenta, detto il Vecchio, signore di Ravenna. Francesca fu data in sposa a Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, uomo di valore, ma dal corpo deforme, da questi ebbe una figliola di nome Concordia. Secondo alcune cronache ella fu ingannata nel suo matrimonio: credeva di sposare Paolo, ma si ritrov il fratello di lui Gianciotto, ma questa solo una storia. Paolo era gi sposato con una certa Orabile Beatrice, ma lamore tra i due li colse ignari ed innocenti e li leg, ma sorpresi dal marito di lei furono insieme uccisi!

Beatrice guarda Egisto a bocca aperta.

EGISTO (rovistando tra le carte) In questi versi si immagina che un viaggiatore, accompagnato dal sommo Virgilio...

BEATRICE Chi?

EGISTO Virgilio.

BEATRICE E chi ?

EGISTO (sospira paziente) Il pi grande dei poeti latini!

BEATRICE Ah... (per niente convinta)

EGISTO Insomma che... che questo viaggiatore visiti il regno delloltretomba e incontri tutte le anime che in vita commisero dei peccati e fra queste (tira fuori una pergamena) ci siano anche Paolo e Francesca, ascoltate: qui Francesca che parla al viaggiatore:

O animal grazioso e benigno

che visitando vai per laere perso

noi che tingemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re delluniverso,

noi pregheremmo lui della tua pace,

poich hai piet del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,

noi udiremo e parleremo a voi,

mentre che il vento, come fa, ci tace.

Qui Francesca comincia a raccontare di se:

Siede la terra dove nata fui

sulla marina dove il Po discende

per aver pace con i seguaci suoi.

Amor, che al cor gentil ratto sapprende,

prese costui della bella persona

che mi fu tolta; e il modo ancor moffende.

Egisto posa la pergamena si avvicina a Beatrice che lo guarda imbambolata e recita con voce profonda, senza leggere mentre da lontano il canto del menestrello fa da sottofondo ai versi.

Amor, che a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer s forte,

che, come vedi, ancor non mabbandona.

Pausa.

EGISTO (sommesso) Qui il viaggiatore china la fronte sotto il peso delle cose ascoltate, poi le si rivolge di nuovo chiedendole che cosa avvenne in lei al tempo dei sospiri e dei desideri mancati e quale fu il modo in cui le si rivel lamore... ed ella rispose:

Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice

ne la miseria; e ci sa il tuo dottore.

Ma sa conoscer la prima radice

del nostro amor tu hai cotanto affetto,

dir come colui che piange e dice.

Noi leggevamo un giorno per diletto

di Lanciotto come amor lo strinse;

soli eravamo e senza alcun sospetto

per pi fiate gli occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quello che ci vinse.

Egisto fa una pausa e avvicina il viso a quello di Beatrice.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baci tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

Quel giorno pi non vi leggemmo avante.[8]

Beatrice, rapita dai versi, chiude gli occhi e socchiude la bocca, Egisto, tremando, avvicina lentamente le labbra a quelle di Beatrice senza osare toccarla con le mani, il canto del menestrello si fa pi dolce e sale un po di volume, appena le labbra stanno per toccarsi, da fuori esplode lurlo della folla, lincantesimo rotto Beatrice ed Egisto sobbalzano si allontanano luno dallaltra e guardano fuori, Beatrice si alza di scatto e corre al balcone. Egisto abbassa la testa affranto e deluso. Beatrice, dal balcone, comincia a salutare con il ventaglio sorridendo, oltre la balaustra cominciano a sfilare le punte delle alabarde e alcune bandiere colorate, si sentono le note di un gruppo di trombettieri.

BEATRICE Eccoli! Eccoli! Egisto venite a vedere!

EGISTO (tristemente, fra se) S, s... arrivano gli eroi di Campaldino...

BEATRICE Vedo... Guido.... Lapo... Vanna... (si alza sulle punte per vedere meglio) ... c anche Dante! S, eccolo! lui... che emozione! Stanno venendo qui!

EGISTO (c.s. ironico) La Voce di Firenze che canter le gesta dellesercito fiorentino che sbaragli i Ghibellini traditori...

Beatrice, abbandonando ogni atteggiamento signorile, esce di corsa dal balcone ed esce da DX.

EGISTO (c.s.) ... e tutte le donne di Firenze cadranno ai piedi di Dante Alighieri... prostrate dai suoi versi divini...

SCENA QUARTA

Da SX si sente arrivare un gran trambusto, e un vociare frenetico, poi si spalanca la porta ed entrano Guido, Lapo, Beatrice, Vanna, Lagia e Gaetana, tutti sorridenti ed entusiasti parlano e discutono a soggetto, poi fanno largo nella stanza.

GUIDO Messeri! La Voce di Firenze, leroe di Campaldino!

Da SX entra Dante. Ha ancora la maglia di ferro addosso e qualche pezzo della corazza e della tunica gli penzolano ancora, sporco di fango e di sudore ed di umore nero. Con la mano SX regge le mutande corazzate che gli aveva regalato Beatrice prime di partire in battaglia, ma in questo momento sono nascoste al pubblico dalla figura di Dante. Dante si fa nel mezzo della stanza e guarda tutti in cagnesco. Tutti lo guardano in silenzio.

EGISTO Sa... salute fratello... co... come stai?

Dante solleva le mutande corazzate mostrandole a tutti, la conchiglia destinata a proteggere il davanti, pende dalla maglia di ferro e cade a terra nellistante in cui Dante la solleva. Beatrice e Lapa contemporaneamente portano le mani alla bocca soffocando un grido. Poi Dante lascia cadere pesantemente a terra i mutandoni corazzati, tutti sobbalzano.

DANTE (guardandosi attorno) Mi avete fregato tutti!

LAPO Co... come...

DANTE (inviperito a Lapo e Guido) Voi due con la faccenda di cantare le gesta dei Fiorentini!

GUIDO Ma...

DANTE Zitto! (poi a Beatrice) Il Bardi, con la stessa scusa, mi ha fatto rompere lossa ben bene dagli aretini!

BEATRICE Messer Dante!

DANTE Stai zitta!

In quel momento da SX entrano Alighiero e Brunello.

DANTE (rivolto ai due) Per voi due e per la vostra fame di quattrini, ho dovuto parare il culo al Bardi che se la ridacchiava sperando che gli aretini mi facessero qualche ricamo sulla pancia!

ALIGHIERO Ma lo sai che il Bardi doveva garantire il pagamen...

DANTE Zitti!

Poi comincia ad avvicinarsi minaccioso ad Egisto.

DANTE E tu...

EGISTO (impaurito) Io... che...?

DANTE Tu, con quel cavolo di dolcestilnovo, mi hai messo in mezzo hai guai!

LAPA Ma Dante, che centra Egisto?

DANTE Che centra?... Volete sapere chi la Voce di Firenze? Volete sapere chi scrive i versi divini che fanno impazzire tutte le corti dItalia e tutte le donne della citt? Eccolo! Egisto Alighieri, il sommo poeta!

TUTTI Ooooo!

DANTE Ah, ma ora basta, mi sono stancato di fare il poeta, finch si trattava della fama e dellonore poteva anche andar bene, ma prendere alabardate solo per dover immortalare le gesta dei guelfi, no eh! Messeri! Madonne! Io sono il fratello del sommo poeta, non solo non scrivo versi, ma faccio male anche la O col bicchiere, perci quando farete la rivincita con gli aretini mandateci lui a prendere le botte e a cantare le gesta!

Nella stanza c un silenzio imbarazzato, nessuno si azzarda a parlare, Dante cade di colpo su una sedia con un gran rumore di ferraglia. Egisto lo guarda, e a sentirsi riconosciuto nella Voce di Firenze si ringalluzzisce.

EGISTO (avvicinandosi minaccioso a Dante) Che cosa? Eh no! Hai voluto fare il poeta, ora ti arrangi!

Tutti guardano stupiti Egisto.

EGISTO (arrabbiato) ... dopo tutto la fama che ti sei costruito e i danni che hai combinato in giro, pretenderesti di scaricarmi tutto addosso? No, caro mio! Troppo comodo! Hai voluto fare il poeta? Ora continui a farlo! Hai voluto cantare lamore, le gesta e la divina poesia? Arrangiati !

DANTE (sempre seduto sulla sedia e intimorito dallincalzare di Egisto che ormai gli addosso) ... ma io...

EGISTO Ma io un corno! Alzati!

Tutti si guardano.

GUIDO Egisto... noi...

EGISTO Silenzio! Volevate la poesia epica che cantasse le gesta dei Guelfi?

GUIDO S... ma...

EGISTO Ebbene, l avrete! Ma ora levatevi di torno!

SCENA QUINTA

Guido, Lapo, Vanna e Lagia, cominciano lentamente ad uscire da SX.

EGISTO (prendendo Dante per un braccio) E tu vieni qui...

DANTE (timoroso) Do... dove...?

EGISTO (facendolo sedere con malgarbo al tavolo) Qui, a comporre versi!

DANTE (c.s.) Co... come...

EGISTO Zitto!

ALIGHIERO (anche lui timoroso) Ma... Egisto... Dante dovrebbe...

EGISTO (arrabbiatissimo) Fuori tutti!

Alighiero e Brunello escono da SX, Lagia e Gaetana da DX.

DANTE Ch... che debbo fa...fare...

EGISTO Prendi carta, penna e calamaio!

Dante esegue.

EGISTO (aggirandosi per la stanza con le mani dietro la schiena) Dunque....

.... Qual forza o qual ventura

ti travi s fuor di Campaldino,

che non si seppe mai tua sepoltura ?

Oh !, rispuoselli, a pi del Casentino

traversa unacqua cha nome lArchiano,

che sovra lErmo nasce in Appennino.

L ve l vocabol suo diventa vano...[9]

DANTE - Ma... cosa...

EGISTO - Scrivi e zitto !

SIPARIO

FINE DEL TERZO ATTO


QUADRO FINALE

SCENA

Casa del conte Monaldo Leopardi. La struttura della scena la stessa dei due atti precedenti, solo che, naturalmente, tutto arredato nello stile dellepoca. Alla porta-finestra ci sono in pi due grandi tendaggi e sullo sfondo il panorama quello del campanile della chiesa di S. Agostino, (quella del Passero solitario) i tetti di alcune case e le cime degli alberi. Sul grande tavolo dello studio, oltre alla solita montagna di libri, al busto di Virgilio si affiancato quello di Dante. Prima dellapertura del sipario in scena apparir per un attimo la scritta :

RECANATI 1818 ... LA STORIA SI RIPETE

NOTA - Ovviamente per questo quadro finale possono essere utilizzati gli attori degli atti precedenti. Chi ha ricoperto la parte di Egisto potrebbe rivestire quella di Epifanio e chi Dante quella di Giacomo, tuttavia personalmente non vedo Beatrice e Silvia compatibili in quanto Beatrice la immagino una splendida donna alta, bionda e appariscente, mentre Silvia una ragazza graziosa, piccola e bruna, ma questo solo un mio parere.

SIPARIO

SCENA PRIMA

Inverno. Primo pomeriggio. I battenti della porta-finestra sono chiusi. Il camino acceso. Il cielo grigio, si sente in lontananza il canto di una fanciulla intervallato dal cinguettio dei passeri sul campanile. Le uniche luci della stanza sono il camino acceso e un candeliere posato sul tavolo. In scena c solo Epifanio, si tratta della copia esatta di Egisto, solo che non ha il naso aquilino, ma in compenso ha una notevole gobba. Epifanio seduto al tavolo e sta scrivendo lentamente con una penna doca su di un foglio di pergamena. Ogni tanto si ferma ad ascoltare incantato il canto della fanciulla, poi riprende il suo lavoro. Sul tavolo, oltre ai libri, ci sono numerosi fogli gi scritti. La scena prosegue per qualche minuto, poi il canto della fanciulla si interrompe improvvisamente sostituito da una discussione animata fra un ragazzo ed una ragazza. Epifanio si alza infreddolito si avvicina alla porta-finestra e osserva la scena della discussione che si svolge in strada, poi segue con gli occhi lo spostarsi delle voci fino a che, allarmato, sente lo sbattere di una porta e le voci che si avvicinano, si capisce che i due sono entrati in casa a stanno salendo le scale continuando nella loro discussione. Epifanio sempre pi agitato. La porta di ingresso dello studio si spalanca ed entrano litigando Giacomo e Silvia. Giacomo un bel giovane alto ed elegante, Silvia una graziosa brunetta tutta pepe. Epifanio, durante tutta la discussione tra Giacomo e Silvia si limiter solo a cercare di calmarli nei momenti in cui la discussione si far pi accesa.

SILVIA (scocciata) Tho detto che non lo so !

GIACOMO (sventolando un foglio inviperito) Non fare la finta tonta, qui c uno che ti manda versi dalla mattina alla sera e tu non sai chi ?

SILVIA Oh... mi hai stufato! Stai facendo un baccano per due o tre versi... e poi chi ti dice che li manda solo a me?

GIACOMO S, valla a raccontare a qualcun altro! Mica sono cretino!

SILVIA Questo da vedersi!

GIACOMO Hei, ragazzina!

SILVIA (urlando) Ho diciotto anni e non sono una ragazzina!

GIACOMO (ghignando) Hai ancora le labbra bagnate di latte!

SILVIA Per come ti piace sentirne il sapore !

GIACOMO Sai quante ne trovo come te!

SILVIA Allora accomodati ! Sarai anche un Casanova, ma di versi come quelli non ne scriverai mai!

GIACOMO Figurati! Sai che ci vuole a scrivere due poesiole!

SILVIA Poesiole? Ma stai zitto, tu non riusciresti ad apprezzare la bellezza della poesia nemmeno se te la condissero con le melanzane!

GIACOMO (scartocciando il foglio che durante la discussione aveva appallottolato) E allora vediamolo questo tuo grande poeta! Questa misteriosa voce di Recanati... ecco qui... (legge)

Silvia rimembri ancora

quel tempo della tua vita mortale

quando belt splendea

negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi...

SILVIA E questa secondo te sarei io?

GIACOMO Perch ti chiami forse Agiulfa?

SILVIA Quanto sei cretino! Ma non lo vedi che si riferisce ad una fanciulla defunta?

Giacomo rilegge il verso.

GIACOMO - ...Ah... gi... comunque non venirmi a dire che non dedicata ad una ragazza di nome Silvia?

SILVIA E con ci?

GIACOMO E secondo te quante Silvie ci sono a Recanati?

SILVIA A parte che io mi chiamo anche Teresa, e poi se fosse... (con sufficienza) ... penso di potermi permettere di avere ammiratori segreti

GIACOMO S, s, gonfiati come un tacchino... che poi ci penso io a sgonfiarti!

SILVIA Dio quanto sei tarpano!

GIACOMO Aspetta, aspetta... senti qui... (cerca il verso)...ecco

... di quel vago avvenir che in mente avevi.

Era il maggio odoroso: e tu solevi

cos menare il giorno.

GIACOMO Porcaccia miseria! Io vorrei sapere che cosa menavi durante tutto il giorno!

SILVIA (urlando) E a te che te ne frega!

GIACOMO Se non mi dici chi , ti butto dalla finestra!

SILVIA Tho detto che non lo so!

GIACOMO (riprendendo fiato) ... questo scribacchino deve essere lo stesso del Passero solitario! ... Io vorrei sapere se si pu essere pi cretini a paragonarsi ad un passero!

SILVIA Certo che il cuore ce lhai in fondo hai piedi ! Possibile che tu non riesca a capire la delicatezza dei suoi versi!

GIACOMO S, lo vorrei vedere alle prese con un piatto di passeri in casseruola! Secondo me farebbe prima a spolverarli dal piatto che a scriverci su una poesia!

SILVIA - (reprimendo un singhiozzo al ricordo) Ma non riesci a provare piet per quel povero uccelletto solitario e triste, abbandonato da tutti, che trascorre il tempo che gli resta su questa terra a cantare !

GIACOMO - (scimmiottandola) Poverello... un uccello solitario e triste, e magari ti ha mandato la poesia perch tu vada a consolarlo e a fargli compagnia !

SILVIA - (furibonda) Sei un maiale !

GIACOMO - S per ogni tanto ti piace la compagnia di questo maiale ?

Silvia si gira di scatto aggiustandosi furtivamente la scollatura del vestito. Giacomo si accorge della manovra. E le si avvicina.

GIACOMO - Hei, hei.... che diavolo nascondi ?

SILVIA - (cercando di sottrarsi a Giacomo) Niente... niente...

GIACOMO - Eh no !.. Vieni un po qui !

Giacomo la rincorre lafferra per un braccio, Silvia si dimena gridando, Giacomo le infila una mano nella scollatura, Silvia caccia un urlo, Giacomo tira fuori un foglietto arrotolato.

SILVIA - (cercando di riprenderlo) Dammi qua ! mio... brutta canaglia... dammi quel foglio !

GIACOMO - Ah ! Ci siamo ! Ecco un altro mucchio di parole di quel brigante !

SILVIA - (c.s.) Dammi qua ! Ti ho detto !

GIACOMO - E fammi leggere... stai ferma !

Silvia tenta di afferrare il foglio, ma Giacomo la respinge e lo apre.

SILVIA - Leggi, leggi pure... (gli da le spalle)... tanto che ne vuoi capire tu di poesia !

GIACOMO - (scorrendo i versi) Brutto fetente... senti, senti...

Sempre caro mi fu questermo colle,

e questa siepe, che da tanta parte

dellultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando...

... cos questo furbetto ti porta in cima al monte, e poi con la scusa della poesia vi infrattate dietro la siepe dove non vi vede nessuno ! (arrabbiato) Ora non mi verrai a raccontare che non lo conosci ?

SILVIA - (urlando) No ! No ! No ! E poi no ! Non lo conosco, non so chi sia, non lho mai visto e se c qualcuno che ogni tanto mi trascina su per il Tabor, e mi porta dietro la siepe, quello sei tu ! E non certo per recitarmi dei versi ! Mi hai stufato ! La prossima volta ci andrai da solo cos le poesiole, come le chiami tu, le legger direttamente a te !

Silvia esce furente da SX sbattendo la porta.

SCENA SECONDA

Dopo che Silvia uscita, Giacomo va al balcone, si affaccia sulla SX e aspetta che Silvia esca in strada.

GIACOMO - (a Silvia che in strada) Stai in campana, signorina Fattorini, che se ti trovo con quel bellimbusto te la canto io una bella poesia damore !

SILVIA - (dalla strada) Impiccati !

Giacomo rientra dal balcone furente.

GIACOMO - (aggirandosi per la stanza) Brutta vigliacca... ma se lo trovo gliela faccio passar io la voglia di comporre versi ! (poi ad Epifanio) Ma tu hai capito ? Abbiamo anche il poeta misterioso che semina versi per tutta Recanati ! S anche sparsa la voce e tutte le ragazze non aspettano altro che ne componga di nuovi con la smania di leggerli ! Hai capito ! Lo chiamano gi Il passero solitario, neanche fosse La primula rossa ! (fra se)... Vacca boia, se sapessi scriverli io quei versi, altro che Silvia ! A Recanati ci sarebbe un nuovo Casanova !

Giacomo continua ad aggirarsi furente per lo studio.

EPIFANIO - (timidamente) Fo... forse non ha intenzione di avvicinare... le ragazze...

GIACOMO - (si ferma e lo guarda) Non ti ci mettere anche te ora ! Ti pare uno che dice... (si fruga nelle tasche)... aspetta... (tira fuori dei fogli spiegazzati, li apre cercandone uno, nella foga qualcuno gli cade a terra)..., ma dov ?... Ecco !... no... , ma dov .... Ah, ecco qui... senti, senti ...

.... O donna mia,

gi tace ogni sentiero, e pei balconi

rara traluce la notturna lampa :

tu dormi, che taccolse agevol sonno

nelle tue chete stanze ; e non ti morde

cura nessuna....[10]

Hai capito ? Lei se ne sta nelle chete stanze e lui non la cura, ma la morde !

EPIFANIO - (timidamente) ...Ma no... non ti morde cura nessuna significa non ti tormenta nessuna preoccupazione.

GIACOMO - (leggendo perplesso) Tu dici ?.... Comunque un fetente, e se scopro chi gli faccio ingoiare tutte le sue poesie !

Giacomo straccia con rabbia i fogli. Poi riprende quello dove cera scritto A Silvia. Da fuori si sente di nuovo il canto della fanciulla.

GIACOMO - Senti quella fedifraga come canta ! (poi leggendo di nuovo) Che bandito... ma poi senti qui :

.... io gli studi leggiadri

talor lasciando e le sudate carte,

ove il tempo mio primo

e di me si spendea la miglior parte

din su i veroni del paterno ostello

porgea gli orecchi al suon della tua voce...

... hai capito, quel guardone la spia e magari riesce anche a vederla quando va nella ritirata ! Infame, vigliacco !

Giacomo continua a leggiucchiare, poi, ad un certo momento, si ferma a riflettere e rilegge ancora.

GIACOMO - ... un momento ! (legge di nuovo) ...din su i veroni del paterno ostello, porgea gli orecchi al suon della tua voce...

Giacomo alza la testa dal foglio perplesso, ascolta la voce di Silvia che canta e poi guarda verso il balcone.

GIACOMO - (ripetendo a se stesso) ...din su i veroni del paterno ostello...

Giacomo, stupito, esce sul balcone e guarda in basso. Rilegge ancora, si guarda intorno come per vedere se ci sono altri balconi, rientra pensieroso, con un dito fa dei gesti come per aiutarsi a ricostruire il ragionamento.

GIACOMO - ...il balcone : il verone del paterno ostello ...le canzonette di Silivia : il suon della tua voce... e...

Il dito di Giacomo dopo aver fatto il giro della stanza si ferma su Epifanio, finalmente Giacomo realizza.

GIACOMO - ... Il passero solitario

Giacomo spalanca la bocca indicando il fratello.

GIACOMO - Che mi venga un colpo !

EPIFANIO - ... No... Giacomo... posso spiegarti tutto... devi sapere...

GIACOMO - Mio fratello La Primula Rossa di Recanati !

EPIFANIO - No... io non volevo... mi dispiace... Silvia ...

Giacomo rimane per qualche istanti come un baccal, Epifanio comincia a tremare aspettando lesplosione del fratello.

GIACOMO - Tu hai scritto tutta quella roba ?

EPIFANIO - ... S... no... vo...volevo dire...

Giacomo fa un gesto come per avventarsi su Epifanio ma, fatto qualche passo con le mani ad artiglio per saltare addosso al fratello, si ferma colpito da unidea.

EPIFANIO - ... no.. non guardarmi cos... che vuoi fare...

Giacomo guarda il fratello e sorride, Epifanio lo guarda stupito.

GIACOMO - (prendendo sottobraccio Epifanio) Vieni fratellino, mi venuta unidea !

EPIFANIO - Ch... che idea.. ?

GIACOMO - Dimmi, ti piacerebbe che la gente conoscesse meglio i tuoi scritti ?

EPIFANIO - Ce... certo, ma...

GIACOMO - Bene, e allora lascia fare a me.

Giacomo lo trascina al tavolo da studio e lo fa sedere tenendogli una mano sulle spalle, praticamente sulla gobba.

GIACOMO - (viscido) Ora tu devi lasciare fare al tuo fratellone e vedrai che penser tutto lui !

EPIFANIO - S...s...

GIACOMO - Sono sicuro la cosa funzioner, tu fidati di me, sento che la faccenda ci porter fortuna !

Giacomo dice le ultime parole accarezzando la gobba di Epifanio.

EPIFANIO - Ma io non sono...

GIACOMO - Non ti preoccupare, ora ascolta quello che ti dice il tuo Giacomo (si avvicina per parlargli in maniera circospetta) ... lascia stare Silvia, il mondo pieno di donne che non aspettano altro che sciogliersi di fronte ai tuoi... anzi, hai nostri versi, perci stai attento.... mi occorre un sonetto... hai presente la moglie del... (gli sussurra il nome allorecchio)

EPIFANIO - S, ma...

GIACOMO - Ecco, devi scrivere un sonetto, un ode... quello che ti pare... diciamo una decina di quartine... che ne dici ?

EPIFANIO - Ma io...

GIACOMO - No, anzi... diciamo una ballata ! S, una ballata... bene tu dovresti scrivere ....

Il discorso di Giacomo si perde in un sussurro allorecchio di Epifanio, da lontano fa da sottofondo il canto di Silvia.

SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA


[1] Componimento poetico provenzale del XII e XIII secolo passato nella poesia italiana giullaresca.

[2] Beatrice era la moglie di Simone de Bardi il quale ricopr pi volte le cariche pubbliche di Podest e di Capitano del Popolo.

[3] Nicol IV (pontefice dal 1288 al 1292)

[4] Chiaro Davanzati, rimatore fiorentino.

[5] Attenzione, nel XIII secolo non si utilizzavano ancora i ventagli a chiusura, ma del genere di quelli utilizzati ancora oggi per ravvivare il fuoco nei caminetti : tondi, di paglia, con il manico di legno.

[6] Ballata, i voi - La vita Nuova

[7] Dalle rime LXVII

[8] Inferno Canto V 88-138

[9] Purgatorio canto V 91-96

[10] La sera del d di festa

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