Il the colombiano

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SAVERIO SICILIANO

IL THE

COLOMBIANO

Finalista 2^ edizione concorso “PASSIONE DRAMMATURGIA” Pieve di Teco il, 2/12/2012

Testo tutelato dalla S.I.A.E. Numero di posizione 206203

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IL THE COLOMBIANO

Per informazioni Tel. 3381659061

E-MAIL sicilianosa@gmail.com

PERSONAGGI

(in ordine di apparizione)


Silvia

Capuozzo

Caterina

Francesca

Carmela

Carla

Montalbano

Lorusso


Vicina di casa

Amico di Silvia

Padrona di casa

Amica di Caterina

Amica di Caterina

Amica di Caterina

Commissario

Agente


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PROLOGO

A sipario chiuso, Silvia sale sul palcoscenico, illuminata da un cono di luce. Capuozzo entra correndo attraversando di corsa tutta la platea. Anche lui illuminato da un cono di luce. Capuozzo ha in mano un barattolo di quelli quadrati tipici del the.

Capuozzo:(Chiamando ad alta voce) Silvia aspetta, aspetta, per favore fermati.

Silvia:(Preoccupata)Che cosa è successo?

Capuozzo:(Arriva con affanno al centro del palco)Sono inseguito dalla polizia, prendi questobarattolo di erba e nascondilo. Mi raccomando, nascondilo bene perché vale un sacco di soldi.

Silvia: Ma dove lo metto? Sai che se ti beccano vengono anche a casa mia.…Quei bastardil’ultima volta mi hanno rivoltato la casa come un calzino.

Capuozzo: Fai qualcosa, arrangiati. Io li ho alle costole e mi prenderanno.

Si sentono le sirene della polizia che sta arrivando.

Silvia: Va bene vedrò di fare qualche cosa.… Ora corri e cerca di non farti beccare.

Si dirigono, correndo dietro le quinte, in direzioni opposte. … Frenata di auto, in sala si vedono le luci blu intermittenti della polizia. … Voci fuori campo.

Poliziotto: Capuozzo fermati, o ti sparo in una gamba.

Capuozzo:(Supplichevole)Che cosa volete da me, non ho fatto niente.

Poliziotto: Dove hai messo la roba.

Capuozzo: Non ho niente, mi potete perquisire non ho niente.

Poliziotto: Va bene, Sali in macchina, vieni al commissariato, così ci dirai, dovel’hai nascostaladroga.

Capuozzo: Ma di quale droga state parlando, io non ho niente.…Ho messo la testa apposto.

Lasciatemi andare.

Portiere che si chiudono e sirene della polizia che si allontanano, le luci spariscono.

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ATTO PRIMO

Si apre il sipario. La sceneggiatura è semplice: un divano a tre posti, due poltrone, un tavolino basso da salotto e un mobile, dove saranno riposti una serie di barattoli di the sfuso, tre tazze, tovaglietta e tovaglioli e tutto l’occorrente per la preparazione del the. Sulla destra, si immaginerà la porta d’ingresso. All’apertura del sipario, Caterina (Di età di circa 60/65 anni, vedova) sta iniziando ad apparecchiare il tavolino con la tovaglietta per il the settimanale con le sue amiche. Suonano il campanello della porta.

Caterina: Sono già qua?…Sono in anticipo.(Va ad aprire la porta.)Oooh! E’ leiSignorinaSilvia? Prego s’accomodi. … Scusi, sa sto aspettando le mie amiche, pensavo che era una di loro.

…Ha bisogno di qualcosa? Anche a me, ogni tanto, manca sempre qualche ingrediente per le mie ricette. Mi dica ha bisogno un po’ di zucchero, di sale, di caffè?

Silvia: Non ho bisogno di nulla di tutto questo, ho bisogno solo di un grande favore.

Caterina: Se posso, lo faccio volentieri, ma prego si sieda. Le posso offrire qualcosa?

Silvia: No grazie vado di fretta devo scappare.

Caterina: Quanta fretta! Anche se siamo vicine di casa, è la prima volta che mi viene a trovare, sipotrebbe fermare un attimo.

Silvia: Mi dispiace, ma in questo momento vado molto di fretta. Magari quanto torno se nondisturbo.

Caterina: Ma quale disturbo, io sono sempre sola, mi fa piacere ricevere la visita di qualcuno concui fare quattro chiacchiere e avere un po’ di compagnia. … Sa sono sempre sola. … Ecco, è per questo che una volta alla settimana le mie amiche mi vengono a trovare ber bere un tè insieme. … Anzi, fra poco arriveranno! Peccato che lei non si possa fermare, altrimenti potrebbe bere il tè con noi.

Silvia: Senz’altro per ilfuturo la verrò a trovare più spesso, quando sarò libera. Come le dicevo inquesto momento ho bisogno di un favore.

Caterina: Mi dica di cosa ha bisogno?

Silvia: Ecco, mi dovrebbe custodire per qualche ora questa scatoletta. Sa ho paura che in miaassenza la vengano a rubare.

Caterina: Solo per questo? Pensavo chi sa che cosa.(Prende la scatoletta)Cosa c’è dentro di cosìprezioso?

Silvia:(Non sapendo cosa dire. Guarda le scatole uguali alla sua allineate sul mobile)C’è … c’è… il tè.

Caterina:(Guardando bene la scatoletta)Aaah! Questo the è della mia marca preferita.… Guardisul mobile che varietà ho. (Legge un’etichetta posticcia) Perché qui c’è scritto canna? Io ho quasi tutti i gusti, ma questo alla canna non l’ho mai visto.

Silvia: Infatti, questo tè non è in commercio. È un tè colombiano lo faccio arrivare esclusivamenteper me, è molto caro, ed è per questo che ho paura che me lo rubano.

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Caterina: Non sapevo nemmeno che esistesse il the di canne.…Parlando di canne, mi viene inmente la buon anima di mio marito. (Immergendosi nei ricordi) E si, … se n’è fatte di canne. … Lui (Appoggia la scatoletta sul Tavolino)

Silvia:(Meravigliata)Suo marito si faceva le canne?

Caterina: Se si faceva le canne?…Ne ha fatte a grande quantità, ma non soltanto per lui, ma ancheper gli amici. Diceva: “Le cose belle bisogna condividerle con gli amici”. Quando gli amici avevano bisogno di una canna, venivano da lui e lui le regalava. Non solo una ma anche due, tre!

Silvia: Chissà quanto spendeva al mese.

Caterina: Uuuu!Non me ne parli. …Ne ha spesi tanti, ma tanti. Qualche volta lo dovevorichiamare alla realtà, smetteva per un po’, ma dopo qualche tempo, era più forte di lui, ricominciava a farsi le sue maledette canne. Il fatto peggiore era che in casa le metteva da tutte le parti. Quando veniva qualcuno a trovarci, ero costretta a nasconderle. Altrimenti che figura ci facevo con la gente che veniva a trovarmi? … Pensa che è morto mentre si faceva una canna.

Silvia:(Sinceramente meravigliata)Non avrei mai detto che suo marito si facesse le canne, asaperlo ce li potevamo fare assieme le canne.

Caterina: Perché anche lei è un’appassionata di pesca?

Silvia:Di pescaaa? …Ma lei di quali canne sta parlando?

Caterina: O bella! Delle canne da pesca. Le faceva di tutte le maniere: Di carbonio, di fibra divetro, di canne di bambù. … E poi ancora, corte, lunghe, fisse, a mulinello, da fondo, da riva. Insomma, le faceva di tutti i colori. … I pesci che portava a casa? Non sapevo più dove metterli. … Il freezer era sempre pieno. Ho regalato tanto di quel pesce, che alle volte pensavo di essere una pescivendola. … Lei va a pescare da sola o con gli amici?

Silvia: No,…io…le canne le vendo.

Caterina: Ecco perché tutti i giorni vedo dei giovani che bussano alla sua porta, le danno dei soldi evanno via. … Cosa le danno una caparra? Perché non li vedo mai uscire con le canne.

Silvia:(Sta’ al gioco)Si, è una caparra.

Caterina:(Confidenziale)Fa bene a farsi pagare, non comequel pirla di mio marito, pace all’animasua, che le regalava.

Silvia:(Da lontano si sentono le sirene della polizia e Silvia si sente a disagio) Signora adesso devoproprio scappare. Mi raccomando conservi bene quella scatoletta.

Caterina: Non si preoccupi, è in buone mani.

Caterina accompagna Silvia alla porta.

Caterina: Quante storie per una scatoletta di tè! Sembra che ci sia dentro l’oro. La gente fa tanta lapreziosa. Io non so che bisogno ci sia di farsi arrivare il the dalla Columbia. … Magari, vai al supermercato sotto casa lo trovi e costa meno. (Riprende la scatoletta dal tavolino) Fammela metterla al sicuro altrimenti è capace di farmela pagare a peso d’oro. (In quel momento suonano alla porta, appoggia la scatoletta sul mobile dove ci sono le altre) E adesso chi sarà? Andiamo adaprire. …. Ciao Francesca, vieni, entra.

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Francesca donna di circa cinquantacinque anni, molto giovanile, vestita alla moda, ma sobria.

Vivace, sempre allegra e con la battuta pronta.

Francesca: Ciao, come stai. Le altre ragazze sono arrivate?

Caterina: Io sto bene. Quelle che tu chiami ragazze, devono ancora arrivare.

Francesca: Ho visto che usciva una giovane donna da qui. È una nuova amica di merenda?

Caterina: No, è la mia vicina. È venuta a portarmi una scatoletta di tè.…Ha fatto tanto la preziosa!Ha paura che le vengano a rubare una scatoletta di tè.

Francesca:Ma figurati …chi è quello stupido di ladro, che le viene in mente di rubare unascatoletta di tè in un appartamento? Al massimo la vanno a rubare al supermercato e non certamente in un appartamento. … Che razza di tè sarà?

Caterina: Non lo so! La marca è uguale a quella che compro io, solo che sulla scatolettac’èun’etichetta con scritto “canna”.

Francesca: Mai sentito questa varietà di tè. …Da dove arriva questo tè?

Caterina: Ha detto che è the che arriva dalla Columbia. Se lo fa arrivare esclusivamente per lei. Perraccomandarsi di nasconderlo bene, sarà un tè costosissimo.

Francesca:Se c’è qualcuno che potrebberorubagliene un po’di questo tè, quelle siamo noi. Anziquando arriveranno le altre, potremmo assaggiarlo.

Caterina: No! Non toccarlo. Ha detto che costa tanto ed è difficile a procurarselo.

Francesca: Ma cosa vuoi che sia un paio di cucchiaini? Al massimo, quello che togliamo, losostituiamo con un’altro. Vedrai che non si accorgerà nemmeno.

Caterina: No! per favore. Ho promesso che lo custodivo bene e così sarà.

Francesca: Dai non fare la paurosa…Io sono curiosa di assaggiarlo. Se è così buono, come dicelei, possiamo comprarlo anche noi. Dopo tutto, cosa vuoi che costerà in più di quello normale? Il doppio? … A esagerare il triplo?

Caterina: Va bene, però ne prendi solo poco, poco.

Francesca: Ecco,brava! Così io l’assaggio, e se è così eccezionale, lo facciamo arrivare anche pernoi.

In quel momento suonano alla porta. Caterina va ad aprire.

Caterina: Ciao Carmela, entra.

Carmela è coetanea di Caterina. È sempre in lutto per la perdita del marito. Ha uno spiccato accento meridionale. È esile, è vestita con una gonna nera, lunga fino sotto al ginocchio, una camicetta nera con un colettino grigio. In testa ha un cappellino con la veletta, guanti neri. In mano una borsetta capiente con manici corti. I capelli si raccolgono in uno chignon.

Francesca: Ciao allegria. Sei sempre sorridente.

Caterina:(Con tono di scherno)Come sei elegante oggi. Sei andata a un matrimonio?

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Carmela: Sì, hai proprio indovinato, sono andata in chiesa a vedere il matrimonio della figlia dellamia vicina. Nel frattempo ho ascoltato la messa. Sai, tutti i giorni vado a messa a pregare anche per l’anima di mio marito.

Francesca: E tu sei andata al matrimonio vestita in questa modo?

Caterina: Ma è possibile che dopo dieci anni dalla morte di tuo marito, sei ancora in lutto stretto.

…Vestita in questo modo mi sembri un becchino. Ma cambia un po’ il tuo aspetto! … mettiti dei vestiti più colorati! … Una persona quando ti vede fa tutti gli scongiuri.

Carmela: Tu dici che fanno gli scongiuri?

Francesca: Certamente! Guardati allo specchio, sembri una morta in vacanza.

Carmela: Ora capisco.

Francesca: Che cosa capisci?

Carmela: Quando ho fatto gli auguri allo sposo, una mano stringeva la mia e conl’altra si grattavail basso ventre. La sposa, invece, era emozionata. Quando ho fatto gli auguri, stava quasi svenendo e si è appoggiata alla macchina.

Caterina: Non stava svenendo e non si è appoggiata alla macchina.

Carmela: C’erilì anche tu? Non ti ho visto.

Francesca: Tu non hai capito che, per precauzione, uno si è toccato le palle e l’altra ha toccatoferro.

Carmela: Che maleducati, certa gente ha certi pregiudizi. E pensare che ho messo il vestitomigliore.

Francesca:… Perandare ad un funerale.

Carmela:(Quasi offesa)Che cosa vuoi dire, che non sono vestita bene? Il nero è sempre elegante!E’ un colore che va bene su tutto.

Francesca:…Si anche sul tram. Soprattutto va bene per tutte le occasioni. Anche quando andrai afinire sotto una macchina. … Sei già pronta per essere inscatolata.

Carmela: Ho capito domani andrò a comprarmi un abito nuovo, così pian piano incomincio atogliermi il lutto. … Ormai sono passati dieci anni e posso incominciare a mettermi qualcosa di più vivace.

Caterina: Oh finalmente! Non ne posso più di vederti vestita sempre in nero.

Carmela:(Come se confidasse un segreto)Sapete? …Ho già visto in vetrina un vestito che mipiace tanto.

Caterina: Bene, finalmente, ecom’è fatto questo vestito.

Carmela: E’ lungo fino sotto il ginocchio, ha un colletto bianco, è abbottonato sul davanti ed è diun bel colore grigio medio.

Francesca: Ma dove hai visto questo vestito, nella boutique delle suore di clausura?

Carmela:E’ un negozio che vende solo abiti sobri. Èspecializzato per vedove e vedovi.

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Francesca: … e per isemi freddi.…Lascia stare quei negozi, vieni con me che ti faccio vestirealla moda.

Carmela: No! Vado da sola a comprare i miei abiti. Sono sicura che mi faresti comprare degli abitifrou – frou che non metterei mai.

Caterina: Ora non andiamo da un estremo all’altro, ma un po’ di colore ci vuole per ravvivarti unpo’ il viso smunto che hai.

Suonano alla porta.

Caterina: E’ arrivata Carla, così siamo al completo e ci prepariamo il nostro the.

Carla, ha circa la stessa età delle altre amiche, è florida, e con Francesca si punzecchiano. È vestita con un abito molto aderente per le sue fattezze, ha una scollatura generosa.

Francesca:(Rivolgendosi a Carla)Vedo che oggi hai messo in esposizionetutto. … Dimmi,al tuobalcone hai messo dei rinforzi o si tengono su naturalmente? (Sollevandosi il proprio seno)

Carla:Cosa fai l’invidiosa? Io ce l’ho e non ho vergogna a farlo vedere. Non sono mica comeAllegria che tiene tutto nascosto.

Francesca: Lei non ha niente da far vedere, e fa bene a coprirsi.

Carmela: Quando ero giovane, anch’ioavevo le mie cose da far vedere. La buon anima di miomarito, era geloso quando mi mettevo qualche vestito scollato.

Carla: Tuo marito non faceva il falegname?

Carmela: Sì, ma questo che ci azzecca?

Francesca: Un falegname che va in giro con la moglie scollata non fa una bella figura.

Carmela: Non capisco. Perché la moglie del falegname no si può mettere il vestito scollato?

Carla: Con il decolté sì, ma scollato no.

Carmela: E che differenza ci sta?

Francesca:(Annuendo con la testa)Ci sta, ci sta.

Carla: Ora ti spiego. Il falegname che va in giro con la moglie scollata, fa pensare alla gente cheeconomizza sulla colla. Pertanto i suoi mobili sono poco consistenti.

Carmela: Io non ci capisco niente. Che cosa centra la colla, i mobili con la scollatura dei vestiti.

Caterina: Lascia perdere che ti stanno prendendo in giro.(Rivolgendosi anche alle altre)Forzaragazze incominciamo a prepararci il tè? Datemi una mano! … Carmela hai portato i biscotti che hai promesso?

Carmela:(Prende dalla sua borsa capiente un sacchetto di plastica)Si gli ho fatti oggi. Questa èuna specialità del mio paese li facciamo in occasione della festa dei morti al 2 novembre. Noi li chiamiamo “ossa dei morti”.

Francesca: Ti pareva! Che allegria! Ora dimmi come faccio a mangiare questi biscotti che sichiamano ossa di morti?

Carmela: Sono buoni. Assaggiali!

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Francesca: Nemmeno per idea.

Carla:(Rivolgendosi a Carmela)Però anche tu a fare questi biscotti. Hai proprio un senso macabrodell’umorismo.

Caterina:(Conciliante)Dai ragazze non fate tante storie! Se questi biscotti si chiamassero fior diburro, li avresti apprezzati di più. Qualsiasi nome abbiano, sono buoni lo stesso. (Prende un biscotto e lo mangia). Io vado a prendere l’acqua calda, voi iniziate a preparare le dose del tè. (Esce di scena).

Ognuno delle donne rimaste si dividono il da farsi: Carmela mette i suoi biscotti in un vassoio, Francesca prende i barattoli di tè dal mobile e li appoggia sul tavolino, mentre Carla prende i filtri e le tazze.

Francesca: Oggi vi servo io il the. Carla tu come lo vuoi il the?

Carla: Io preferisco il the verde.

Francesca prende il barattolo del the verde, riempie il filtro e lo mette nella tazza.

Carmela: Io invece lo voglio ai frutti di bosco.

Francesca: Visto che hai portato i biscotti speciali, per te preparerò un tè speciale.

Carmela: Che cosa voi fare? Mi vuoi avvelenare?

Francesca: Non ti preoccupare, che non muori. Ti ricordi quando ti ha morso la vipera? …lavipera è morta. Figuriamoci se ti farà male un po’ di tè. (Prende un barattolo e riempie il filtro) Questo è ai frutti di bosco … (Ripone un barattolo e prende quello contenente cannabis) e questo è per me. (Per non confondere ribadisce) Allora: Questo è il the verde (mette la tazza davanti a Carla), questo è ai frutti di bosco (mette la tazza davanti a Carmela) e questa è mia (mette la tazza davanti a se).

Caterina:(Rientrando con la teiera con l’acqua calda)E’ tutto pronto?(Si accorge che sul tavolomanca la tazza per se) … Oh- oh!…ho dimenticato la mia tazza.…Francesca per favore mi vai aprendere la mia tazza in cucina? … Grazie.

Francesca: Sicuramente.

Caterina versa l’acqua nelle tazze iniziando da quella di Francesca. Appoggiandola la mette davanti a Carmela ancora impegnata a sistemare i suoi biscotti. Prende la tazza di Carmela la riempie e la mette al posto di Francesca. Praticamente, fa lo scambio di tazze. Riempie anche l’altra e nel frattempo arriva Francesca con la quarta tazza.

Francesca: Caterina, tu come lo vuoi il tè.

Caterina: Io lo prendo classico con il latte.

Tutte si siedono, zuccherano il proprio tè. Ognuna di loro ha il suo metodo di preparazione. Alla fine Carmela è la prima a finire il proprio rituale e inizia a bere il suo tè. Fa un primo sorso, fa una smorfia. Poi un secondo più lungo.

Carmela: Questo the ha un gusto particolare, però è buono.

Caterina:A che gusto l’hapreso?

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Carmela è intenta a scolarsi la propria tazza. Sembra che la stia strizzando per bere fino all’ultimo goccio. Non avendo risposta, ripete la domanda alle altre.

Caterina: Ma che gusto ha preso per berlo in quel modo?

Francesca: Ha voluto quello hai frutti di bosco.(Beve il suo tè. Dopo il primo sorso rimaneperplessa. Dopo il secondo sorso, fa la faccia da schifata.) La tua vicina ha fatto tanto la preziosa,poi questo tè sa di frutti … (Guarda Caterina) Hai scambiato le tazze?

Caterina: Io no. Io ho solo versatol’acqua.

A Carmela, incomincia a fare effetto la droga. Si alza e sulla musica di nove settimane e mezzo, incomincia a togliersi il cappellino e lo fa volare per la stanza. Si scioglie i capelli, si arrotola la gonna fino farla diventare mini scoprendo le calze nere smagliate. Incomincia a sbottonarsi la camicetta. Le tre donne si guardano sbalordite. Caterina si alza per fermare questa specie di spogliarello e Carmela inizia a ballare con lei.

Carla: Ma, ma cosa gli avete dato?

Francesca: Il preziosissimo tè che ha portato la sua vicina.

Carla: Ma di quale tè stai parlando?

Francesca: Quello(indica un barattolo).

Carla:(Prendendo un barattolo dal tavolino)Quale questo?

Francesca: No questo(Gli porge il barattolo giusto)

Carla: Fammi vedere di cosa si tratta!

Carla si rigira la scatoletta tra le mani, vede l’etichetta posticcia, prende gli occhiali dalla sua borsa per leggere.

Carla:(Legge)Canna.(Insospettitaapre il barattolo, sente l’odore.)Ma, ma questa è droga.(Rivolgendosi a Francesca) Checosa hai fatto? L’hai drogata?

Francesca: Ma cosa vai dicendo, le ho dato semplicemente un tè che ha portato la vicina! Anzi, erocuriosa e lo volevo assaggiare. Invece Caterina ha scambiato le tazze.

Carla: Lo sapete che cosac’è qui dentro?  Questa è droga è un stupefacente.

Francesca: Effettivamente è stupefacente l’effetto che fa! PrimaCarmela era un funerale, orasembra una ballerina del varietà. … Forse lo dovrei prendere anch’io quando sono depressa.

Carla: Questa è cannabis crea dipendenza.

Caterina: Ecco perché mio marito si faceva tutte quelle canne perché era diventato dipendente!

Carla: Tuo marito si faceva le canne?

Caterina: … E allora tutti i pesci che ti davo chi li portava?

Carla: Voi due siete proprio impazzite. Non vi rendete conto che questa cosa è proibita dalla legge.Chi la detiene va a finire direttamente in galera. … Caterina, nascondi questa porcheria e quando viene la tua vicina, la restituisci subito e digli di non portare più questa robaccia in casa tua. … Potresti andare nei guai!

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Nel frattempo suonano alla porta.

Caterina: Ho Dio chi sarà?

Francesca: Vai a chiedere chi è.

Caterina:(Va dietro la porta)Chi è?

Commissario: (fuori campo)Polizia, mi apra per favore che ho bisogno alcune informazioni.

Le tre amiche incominciano a girare a vuoto prese dal panico.

Caterina: Oh Dio! La polizia.

Carla: Se trovano questa scatoletta, andiamo tutti in galera. Ora cosa facciamo?

Francesca:(prende in mano la situazione)Non facciamoci prendere dal panico. Tu Carla aiutami aprendere Carmela e cerchiamo di portarla in camera e la mettiamo a letto.

Commissario:(Fuori campo)Signora per favore apra. Le rubo solo qualche minuto.

Caterina:(Ad alta voce)Arrivo!…(alle amiche)Che cosa facciamo? Devo andare ad aprire?

Francesca: Aspetta un attimo. Dacci il tempo di mettere a letto questa matta, e poi vai ad aprire.

Caterina: Oddio, oddio, oddio, ora ci mettono tutti in galera

Francesca e Carla prendono di peso Carmela, che nel frattempo ha continuato a ballare e ridere. Raccolgono in tutta fretta il cappellino e la trascinano nel retroscena. Dopo un altro suono di campanello e il sollecito della polizia, Caterina va ad aprire.

Caterina: Prego accomodatevi, scusate se vi ho fatto aspettare, ma avevo le mani bagnate. In cosaposso essere utile?

Entrano: il commissario in borghese e un agente in divisa. Il commissario è un uomo di mezza età con capelli bruni e con accento marcato siciliano. L’agente è più giovane ed ha l’aria da bambinone. È preferibile che parlasse con un accento dialettale originario dell’attore.

Commissario:(Mostrando il suo tesserino di riconoscimento). Son il commissario Montalbano, elui è l’agente Lorusso.

Agente: Buongiorno, Signora.

Nel frattempo entrano in scena Carla e Francesca.

Caterina: Loro sono mie amiche.

Il commissario si ripresenta come sopra.

Francesca: Aaaah lei è Montalbano …quello della televisione.…Io sono innamorata diMontalbano, mi guardo tutte le puntate. … Però, non ricordavo che aveva tutti questi capelli.

Commissario: Da quando fanno questi telefilm in televisione, tutti i giorni mi sento dire la stessacosa. … In Sicilia Montalbano è un cognome comune. … E’ come dire Brambilla a Milano.

Lorusso si guarda in giro, dopo un po’ il suo sguardo si posa sui biscotti. Incomincia ad avvicinarsi, si abbassa per sentire il profumo. Intanto il commissario lo tiene d’occhio, quando sta per prenderne uno. ….

Commissario: Lorusso cosa sta facendo.

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Agente: No, niente commissario.…Controllavo.

Commissario: Quinon c’è niente da controllare. Ti ho forse dato ordinato di farlo?

Agente: Commissario, non controllavo, curiosavo.

Commissario: E tu non curiosare.… Scusate signore chidi voi abita in questa casa?

Caterina: Io abito in questa casa. Ma commissario noi stiamo prendendo un tè.

Commissario: Continuate pure a prendere il tè, noi stiamo cercando la Signorina Silvia, la suavicina. Lei la conosce bene?

Caterina:(Sta’ sulle sue) Be!Conoscere bene … bene, bene no.Cisi saluta … buon giorno, buonasera e finisce lì. Non ci frequentiamo assiduamente. … Perché la state cercando?

Commissario: Riteniamo che sia una spacciatrice.

Francesca: E dove cel’ha lo spaccio?

Commissario: In casa. …Spacciatrice non vuol dire che ha lo spaccio, ma che vende droga.

Caterina: A siii, anche mio padre aveva una drogheria, però lui aveva il negozio non vendeva incasa.

Lorusso continua a guardarsi in giro, ma il suo sguardo è attratto sempre dai biscotti che emanano un profumo invitante. Ogni tanto aspira profondamente e guarda il commissario che lo sta osservando. Il commissario, per distoglierlo dai cattivi pensieri. …

Commissario: Lorusso dica lei cosa vende(sarcastico)questa brava Signorina(alludendo a Silvia).

Agente: …(Come se fosse stato svegliato da un sogno)A si! Vendela coca …

Francesca:(Lasciva)Commissario lei che sa tutto, la coca non si può vendere in casa?

Commissario: Assolutamente, è proibita dalla legge.

Francesca:(Come sopra)Commissario, invece l’aranciata si può?

Commissario: Signora ascoltiattentamente l’agente che le sta, spiegando tutto. (Distoglie ancorauna volta il suo agente) Lorusso, spiega bene alle signore di cosa si tratta.

Agente:A si! …(per scusarsi)E la Signora mi ha interrotto!

Commissario: Vai avanti e non perdere tempo.

Agente: Come stavo dicendo, chi vende la cocaina, la marijuana, la cannabis, pasticche e tutte lealtre porcherie. Se quando facciamo una perquisizione e la troviamo, come minimo chi la detiene viene condannato a trent’anni di galera.

Francesca:(Guardando con un certo timore le altre)Oh madonna, così tanto?

Commissario: … E sì, care signore la legge punisce pesantemente chi detiene la droga.(Rivolgendosi a Caterina) Lei Signora non ha mai visto un via vai a casa della sua vicina?

Caterina: Si ogni tanto mi capitava di vedere tanti giovani …

Carla, alle spalle dei due poliziotti fa segno a Caterina di stare zitta e incrocia i polsi per indicare che si va in prigione.

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Commissario: Continui pure Signora.

Caterina: Sa io non sto mica a guardare cosa fa la mia vicina, ma capita…sa quando si esce perfare la spesa, quando scendo per la posta, ho visto qualche giovane che entrava nell’appartamento della Signorina Silvia.

Agente:(Intento a puntare i biscotti e accorgendosi che il commissario lo sta osservando, fa unadomanda a caso). È sempre uno o sono differenti ragazzi?

Caterina: Si erano differenti ragazzi. Usciva uno entrava un’altro.

Commissario: E lei non si è mai insospettita di niente?

Caterina: Be sa com’è, la Signorina Silvia è giovane, è bella e pensavo che facesse.…Aspetti,come si dice adesso? La … la scorta.

Commissario: Vuole dire la escort?

Caterina: Si proprio quella. Sa ai miei tempi davamo un altro nome a chi faceva questo mestiere.

Agente: E sì, adesso si nobilita con un nome. Lo spazzino adesso si chiama “operatore ecologico”,il bidello, “operatore scolastico”, ma il lavoro che fanno è sempre quello. Prima facevamo le retate alle prostitute, mo facciamo le retate alle escort. Adesso quando facciamo le retate alle prostitute, sembra che andiamo ad arrestare le nobildonne. (La golosità è troppo forte) … Signora, scusi la mia sfacciataggine, posso prendere un biscotto?

Caterina: Certamente! Anzi scusatemi se non l’ho offerto prima. … Vi posso offrireancheun po’di tè?

Commissario: No, grazie non bevo in servizio.

Agente:(Nel frattempo ha preso il biscotto e sente il profumo)Mmmm che profumo! Come sichiamano questi buoni biscotti?

Carla: Ossa di morti.

Agente:(Stava per addentare il biscotto che lo rimette subito al suo posto)Forse è meglio che limangio più tardi.

Commissario: Signora le devo chiedere se è possibile appostarsi qui nel suo appartamento, cosìsorprendiamo la sua vicina quando rientra.

Caterina: Certamente. ... Su commissario, non faccia complimenti, mentre aspettate prendete unatazza di tè con noi, non le sto’ offrendo liquori o alcool.

Commissario:Be effettivamente un po’ di tènon fa male. Con questo freddo un qualcosa di caldofarà bene … Lorusso cosa dici se ci beviamo un po’ di tè?

Agente: Sicommissario, ma senza biscotti! …(Rivolgendosi a Caterina)Signora, non ha altribiscotti? Perché a me le ossa dei morti mi fanno impressione e il tè senza biscotti è come bere solo acqua calda.

Caterina: No mi dispiace,si deve accontentare di questi. … questi li ha fattioggi una mia amicameridionale. … Li assaggi sono buoni! Lei è bravissima a cucinare.

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Agente: Il nome”ossa dei morti”, mi fa veramente impressione.… Nonli potevano chiamare conun altro nome?

Commissario: Visto che siamo al primo novembre, perché non li chiamiamo tutti Santi?

Agente: Ecco con questo nome sono più accettabili.

Caterina: Commissario, allora glielo preparo il tè?

Commissario: Volentieri, grazie.….Vedo che ha una vasta scelta di the.(si avvicina al tavolino,

dove ci sono tutti i barattoli). Posso scegliere?

Caterina esce di scena con la teiera. Alle spalle dei poliziotti s’intravede Carmela che sta per entrare con la camicia da notte fino ai piedi, e i capelli che le copre completamente il viso. Barcollando, avanza come uno zombi. Carla e Francesca si accorgono dell’uscita dell’amica e subito cercano di distogliere i due poliziotti. Carla va verso Carmela che la trascina ancora in camera, mentre Francesca Con voce sensuale e prendendo la scatola della cannabis….

Francesca: Se permettete, commissario, il the glielo preparo io con le mie mani.

Commissario:(Pensa di aver fatto colpo)Se me lo chiede così, non posso fare altro che accettare.

Lorusso sta per prendere un biscotto, Carla rientra e gli porta via il vassoio per offrire i biscotti al commissario.

Carla:(Al commissario)Prego prenda anche un biscotto. Sono ottimi. Ora che si chiamano tuttiSanti, fanno miracoli.

Mentre Carla distoglie il commissario con i biscotti, Francesca toglie l’etichetta posticcia al barattolo e riempie i filtri.

Carla:(All’agente)Prego ne prenda uno, non faccia complimenti.

Agente: Ma veramente, lo stavo già prendendo.(Con la mimica fa capire che è stato portato via ilvassoio).

L’agente addenta il biscotto e appena sente il gusto, va in estasi.

Agente: Mmmm!(facendo ampi gesti)Commissario, ma quanto è buono questo biscotto! È la finedel mondo. Non ho mai mangiato un biscotto così.

Commissario: Lorusso, le ossa di quale Santo stai mangiando?

Agente: Commissario allora voi volete proprio che non mangi questo biscotto? Potete dare tuttinomi che volete, ma io questo biscotto lo mangio ugualmente!!

Rientra Caterina con il vassoio con la teiera e le tazze.

Francesca:(Prendendo il vassoio da Caterina)Dammi a me Caterina che al commissario lopreparo io il tè.

Francesca versa l’acqua nella tazza sorridendo al commissario e guardandolo negli occhi. Il commissario, lusingato, contraccambia il sorriso. Nel frattempo non si accorgono che l’acqua sta traboccando dalla tazza. L’agente che sta aspettando il suo turno si accorge e grida ….

Agente: Attenzione signora, la tazza è finita.

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Francesca: Oh scusate, mi ero distratta.… Sapete, non ho mai conosciuto un commissario dipersona. I commissari, mi affascinano. (Riempie la tazza dell’agente).

Agente: Perché … gli agenti no?

Francesca: Beh! Di agenti si vedono in ogni angolo di strada.

I due agenti aspirano i vapori del tè, poi l’assaggiano.

Commissario: Non è male. Veramente buono.

Agente: Commissario, io inzuppo anche il biscotto.(Accompagna quelloche dice con l’azione)

Al commissario incomincia a fare effetto la droga e incomincia a essere più gioioso.

Commissario:E’ veramente buono questo tè. Io mi farei il bagno in questo tè.… Poi come l’hapreparato lei è proprio squisito. Sapete che in Giappone è un’arte preparare il tè. … Ne posso avere ancora?

Francesca prontamente gli riempie la tazza e mette ancora della droga. L’agente tracanna tutto di un fiato il suo the e porge la tazza per farla riempire ancora. Dopo che hanno bevuto la seconda tazza, incominciano a fantasticare.

Agente: Che bello! Come mi sento leggero!

Commissario: Pare di stare al settimo cielo.

Dal fondo in controluce Carmela esce camminando lentamente con le braccia protese in avanti. (Fare gli effetti della nebbia e della musica celestiale per rendere più mistica la scena) L’agente è il primo a vederla, si strofina gli occhi e s’inginocchia alzando le braccia al cielo.

Agente:(Parlando quasi sotto voce) Commissario … Commissario.

Commissario: Lasciami stare, non mi disturbare, che sono in paradiso.

Agente: E’vero, commissario, siamo proprio in paradiso e adesso sta arrivando la Madonna.

Il commissario, tra i fumi della droga, intravede Francesca e con intenzioni poco mistici, incomincia a corrergli dietro incominciando a togliersi la giacca. ….

Commissario:Vieni qua madonna, che ci divertiamo. … Dai non correre cheti faccio vedere lospirito santo!

L’agente cerca di andare in ginocchio verso Carmela implorandola, Francesca cerca di scappare inseguita dal commissario, Caterina corre dietro al commissario per fermarlo, mentre Carla si dilegua.

Chiusura sipario

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SECONDO ATTO

All’apertura del sipario, la scena si presenta con l’agente ancora in ginocchio con il busto completamente riverso sulla poltrona. Mentre il commissario è completamente abbandonato sul divano. Tutte e due dormono russando. Caterina, Carla e Francesca sono indaffarate a far sparire ogni traccia della droga.

Carla: Ragazze, facciamo sparire quella scatoletta, altrimenti questi due quando torneranno dal loroparadiso, ci faranno andare all’inferno.

Francesca: Caterina, dove hai buttato quella specie di tè?

Caterina: L’ho buttato nel water e ho tirato lacatena per tre volte.

Francesca: Carla, hai pulito bene le tazze?

Carla: Le ho sterilizzate, così non c’è nessuna traccia della droga.

Francesca: La scatoletta non so’dove buttarla. Ora la riempiamo, facendo un cocktail dei nostri tèe poi la restituisci alla tua vicina.

Caterina: Senti come ronfano questi due. … chi sa quando si sveglieranno.

Francesca: Carla però tu potevi evitare di dare le padellate in testa a questi poveracci! Guarda comeli hai ridotti …. Con la speranza che quando si svegliano non si ricordano di nulla.

Carla: Cosa vuoi che si ricordano? Quando gli ho dato la padellata, erano tutti e due anestetizzatidalla droga. … Non avranno sentito nemmeno il dolore. … E poi sono stata costretta. … Montalbano ti correva dietro come un satanasso. Quest’altro vedeva tutti i Santi e le Madonne e continuava a ripetere la stessa cosa. (Imitando) “Madonna mia, fammi la grazia”. Vedrete che quando si sveglieranno non si ricorderanno di niente.

Caterina: Alla mia vicina cosa le dico che le ho buttato il suo tè? Chissà quanti soldi vorrà per ilsuo tè?

Carla: La tua vicina farebbe bene a starsi zitta e non chiedere niente, altrimenti la denuncio io.

Francesca: Bisogna svegliarli questi due.… Li vogliamo tenere qui anche questa notte? Anche sea me non dispiacerebbe.

Caterina: Se saranno ancorasotto l’effetto della droga, non ricominciano a fare i matti?

Il commissario inizia a dare segni di risveglio. Mentre si rigira, cade dal divano risvegliandosi completamente. Seduto per terra, strofinandosi gli occhi ….

Commissario: Dove sono? Chi siete voi?

Caterina: Sta aspettando che rientri la mia vicina.

Commissario: Ah si ora ricordo. Non è ancora rientrata?… ed io come mai mi sono addormentato?

Francesca: Commissario ma lei è stanco, lei lavora troppo.

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Commissario: Effettivamente, faccio dei turni massacranti, ma non mi è mai successo diaddormentarmi così.

Carla: Quando uno arriva agli estremi, prima o poi cede.

Francesca: (confermando quello che ha dettol’amica) …e lei cedette.

Il commissario molto lentamente si alza, recupera la sua giacca, l’indossa. Vede il suo agente in ginocchio davanti alla poltrona con il busto e la testa sulla seduta.

Commissario: E a Lorusso cosa gli è successo?

Carla: Commissario e che ne sappiamo noi …

Francesca: … un bel momento si è messo in ginocchio, come se dovesse dire la preghierina dellabuona notte, e si è addormentato.

Caterina: Forse sarà stanco anche lui.

Commissario: Effettivamente, anche lui ha dei turni pesanti.

Il commissario si avvicina all’agente e incomincia a chiamarlo e scuoterlo delicatamente, poi man mano sempre più energicamente.

Commissario: Lorusso, … Lorusso, … Lorusso svegliati. … Lorusso svegliati è un ordine.

Lorusso è ancora nel mondo dei sogni.

Agente: …aspettami, San Pietro, sto arrivando, aprite la porta che arrivo subito!

Commissario: Lorusso cosa stai dicendo?

Lorusso si alza molto lentamente aiutato da Carla e Francesca, si gira verso il commissario e incomincia a realizzare …

Agente: Ah, siete voi commissario?

Commissario: … e chi doveva essere? Alzati e non fare tante storieche ho già un mal di testa!(Sitocca la nuca)

Agente: Commissario, ho sognato di stare in paradiso!(Trasognato)Che bello che era!

Commissario: Anch’io ho sognato che ero in paradiso. Ricordo che ero leggero, leggero. Come secamminavo su una nuvola. Correvo dietro a una bella donna. (Francesca a sentire quelle parole si tocca i capelli e fa la smorfiosa) …. Ero lì, lìper prenderla, un bel momento ho visto un bagliore edè sparita.

Carla mima la padellata.

Agente: Nooo commissario,anch’io mi sono sentito leggero, leggero e anch’io ero in paradiso e hovisto la Madonna …. Quant’era bella la Madonna. … La stavo quasi toccando quando ad un tratto ho visto una luce forte, forte … e poi … e poi, più niente. Ma mi è rimasto solo il mal di testa.

Anche qui Carla mima la padellata.

Commissario: (Autoritario)Lorusso, adesso basta! Ritorniamo sulla terra e facciamo il nostrodovere. … Non possiamo stare qui tutta la serata a disturbare le signore. Vai subito a verificare se la signorina che aspettiamo è rientrata.

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Agente: (Mettendosi sull’attenti e sbattendo i tacchi).Signor sì, signor commissario vado subito averificare.

L’agente esce di scena, dopo poco rientra.

Agente: Commissario, non è arrivato ancora nessuno.

Commissario: (Rivolgendosi alle tre donne)Se le signore permettono restiamo qui ancora per dieciminuti e poi andiamo fuori ad aspettarla.

Caterina: Per me potete stare quando volete.

Francesca: Per noi nessun disturbo, tanto abbiamo ripulito tutto.

Carla: (Copre la gaffe dell’amica)… Tutte le tazze per il the.

Commissario: (Pensandoci). Quasi, quasi prenderei un’altra tazza di the.

Francesca: (Imperativamente)No! … e meglio di no.

Commissario: Perché no?

Francesca: (Con tono persuasivo)Il tè contiene la teina e potrebbe rendere nervosi. Vedo che lei ègià iperattivo e sarebbe conveniente evitare.

Commissario: Ma, veramente, in questo momento non mi sento così iperattivo.

Francesca: A voi sembra, ma sotto, sotto, siete iperattivo. È come il fuoco che cova sotto la cenere.

Commissario: Forse avete ragione. Allora, mangerò un altro biscotto.

Agente: Anch’ioho il fuoco che cova. È meglio che mi mangio un altro biscotto.

Suonano alla porta.

Commissario: (A Caterina)Chieda prima chi è.

Caterina: (Si avvicina alla porta)Chi è?

Silvia: (Da fuori scena)Sono Silvia.

Commissario: (Sottovoce indicando a Carla e Francesca)Voi due sedetevi sul divano e continuatea bere il tè …

Carla: Ma io non voglio più il tè.

Commissario:(Spazientito)Signora faccia finta di berlo, non deve berlo per forza!… Tu, Lorusso,ti nascondi la dietro perché se vede la divisa ci toccherà correre, e io adesso non ho nessuna voglia di correre. (L’agente si nasconderà dietro a una quinta visibile al pubblico) … Anch’io farò finta di bere il tè e lei dica che sono un amico di suo marito, che sono venuto a fargli visita (Nel frattempo si sente ancora suonare) … (Indicando Caterina) ora vada ad aprire la porta.

Carla e Francesca nel frattempo, si sono sedute alle due estremità del divano e iniziano a recitare la loro parte.

Caterina: Arrivo, arrivo.(apertura porta)prego si accomodi.

Silvia: Sono venuta a prendere il mio tè.

Caterina: La stavamo aspettando.

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Silvia: (Meravigliata)Come: mi stavate aspettando!

Caterina: No, mi scusi, volevo dire che stiamo prendendo un tè con le amiche. Se si vuol fermarsi,il tè c’è per tutti. Dovrebbe assaggiare anche i biscotti fatti da una nostra amica.

Commissario: Le consiglio di fermarsi, signorina, prima ho bevuto un tè gustosissimo e rilassante.Signora Francesca ha ancora quel tè che mi ha dato prima?

Francesca: No signor comm. … commendatore, l’ultimo l’avete bevuto voi e, eee(sta per dire“agente”).

Commissario: (Va in aiuto)… e la signora Carla. Signorina, le consiglio di farsi preparare il tèdalla signora Francesca che è una specialista. .. E’ semplicemente delizioso. Pensa, che quando l’ho bevuto, mi è sembrato, per un momento, d’essere in paradiso.

Silvia: (A sentire queste parole incomincia a preoccuparsi. A Caterina)Signora, io le ho portatouna cosa. C’è l’ha ancora?

Caterina: Cosa, la scatola di …

Silvia: Si signora, proprio la scatola.

Caterina: A, si signorina Silvia, la sua scatola è in …

Francesca: (Interviene)Che maleducate non abbiamo presentato il nostro amico alla signorina.

Caterina: Ooh, mii scusi signorina, io sono così sempre tra le nuvole. Il signore è il comm …

Francesca: Commendatore Montalbano.

Commissario: (Si alzerà a stringere la mano) Molto lieto signorina.

Silvia: Questo cognome non mi è nuovo. Mi ricorda qualcosa d’inquietante.

Commissario: Cos’è che la spaventa nel mio cognome? Forse conosce qualche altro Montalbanoche l’inquieta?

Silvia: No, niente, niente. Forse ho visto qualcosa alla televisione

Commissario: (Ridendo)… E si ha ragione. Poco fa stavo spiegando alle nostre amiche, che nellaregione da cui provengo, Montalbano è un cognome molto diffuso ma è assolutamente innocuo. Anzi chi porta questo cognome è molto rispettoso della legge.

Carla: (Alzandosi)Avete promesso il tè alla signorina e nessuno lo fa. Vado a scaldare l’acqua.Anche a me è venuta voglia di tè. (Esce)

Caterina: Sa comm… commendatore che dopo tanti anni, oggi ho scoperto che la signorina ha lastessa passione che aveva la buon’anima di mio marito?

Commissario: Di quale passione si tratta?

Silvia: (Anticipando Caterina)Attrezzatura da pesca.

Caterina: Sa comm… commendatore è brava a farle, ci sono sempre tanti ragazzi che vengono acomprarle. Devo confessare una cosa.

Silvia: Forse è meglio che vada.

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Commissario: Non vorrà mica andare via sul più bello? Caterina sta confessando una cosa. Prendaalmeno il suo tè. Non è corretto andar via sul più bello. La prego si sieda e sentiamo la confessione di Caterina. Non sono un prete, ma le confessioni piacciono anche a me. … Prego continua.

Caterina: … Ah che stupida, l’ho già detto prima. …(Montalbano la guarda interrogativamente)Ma si, quando ho detto del via vai dalla signorina! Quelli di quei ragazzi … che io pensavo …

Commissario: (Sornione)Non ricordo … cosa pensava!

Caterina: Ma si, pensavo che era una di quelle. … Mi sono spiegata? … Invece la signorina è unaragazza seria, lavora anche tanto è sempre a fabbricare …

Silvia: … Le attrezzature da pesca.

Commissario: Quali in particolare?

Silvia: Bhe! Un po’ di tutto … lenze, esche …

Caterina: … Canne.

Commissario: (Rivolgendosi a Silvia)Ecco, ecco a me interesserebbe parlare di canne. Che tipo dicanne vende, signorina?

Caterina: … Sa mio marito era proprio bravo a fare le canne.

Francesca: … e quanti pesci pescava.(Ammiccando)Sa io sono molto golosa di pesci e li cucino intutti i modi: fritto, in umido, lesso. Io impazzivo quando pescava e mi regalava quella specie di pesce che assomiglia alla sogliola. … Ora non mi viene in mente il nome. … Quando mi verrà in mente glielo dirò. … Guardi, la sua morte è fritto. Ha quella carne bianca che sa di mare. Nonostante che sia cotto, si sente ancora il profumo del mare. … Ah, ecco, mi è venuto in mente come si chiama … si, si chiama passera. … A lei piace la passera?

Commissario: Ma che domande mi sta facendo? Mi lasci interrogare la signorina.

Caterina: … Pensi che mio marito li pescava, ma non li mangiava. … Cosa vuole, io tenevo quelpoco per me e il resto lo regalavo.

Commissario: Signore, per cortesia, io sono interessato alle canne che vende la signorina Silvia. Ipesci che pescava suo marito a me non …

Carla: (Rientrando con a teiera, sull’ultima frase)Uuuuh, quanti pesci che pescava suo marito.Pensa, quasi tutti i giorni Caterina me ne dava qualcuno … in quel periodo non ho mai comprato il pesce. … Ora lo vado a comprare e costa un occhio della testa.

Commissario: Insomma signore, lasciatemi finire di parlare con la signorina Silvia. Ho capitobenissimo che suo marito era un bravo pescatore e ne pescava tantissimi, ma io voglio sapere di più della canne che fabbrica la signorina Silvia.

Caterina: E’ finito.

Commissario: C o s a’è  f i n i t o questa volta?

Caterina: Il tè di canne della signorina Silvia.(capovolge la scatola)Vede? Non c’è più, finito!

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Silvia: (A vedere la scatola vuota si alza di scatto)Dove avete messo quello che c’era dentro? …Adesso quello li mi farà la faccia gonfia così. … Quando saprà che è sparito mi darà un sacco di botte. Voi non sapete che danno mi avete fatto.

Commissario: Loro non lo sanno, ma io lo so.… Sono il commissario Montalbano ed è da unpezzo che ti teniamo d’occhio, te e quel balordo di Capuozzo. … Una ragazza come te, che si mette con uno sbandato come lui. … Ora vieni al commissariato e svuota il sacco.

Silvia: Io non ho nessun sacco da svuotare. Lasciami stare, non hai nessuna prova.…Avevo capitosubito che eri uno sbirro.

Commissario: Ora non fare fesserie, vieni con me e ti farò vedere io se non hai niente da dire e senon ho le prove.

Silvia si svincola e cerca di correre verso la porta. Nel frattempo rientra Carmela in scena.

Lorusso appena la vede fa un balzo avanti, ostacolando Silvia gridando ...

Agente: Commissario, ecco la madonna che ho visto in paradiso!

L’agente va incontro a Carmela, la quale vedendo l’uomo avvicinarsi, spaventata, inizia a correre intorno al salotto gridando: “Non sono la Madonna, aiutooo!” … Il commissario corre dietro a Silvia ripetendo: “E’ meglio che ti fai prendere, altrimenti sono guai”. Silvia ripeterà: “Io da te nonmi faccio prendere butto sbirro”. Mentre i quattro si rincorrono facendo una specie di vortice, Caterina, Francesca e Carla, si guardano in faccia e come se nulla sta succedendo intorno a loro, continuano a bere il tè.

Chiusura del sipario.

FINE

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