Il tonto non tonto

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AGRITURISMO
IL TONTO NON TONTO

di Rino Gobbi

(commedia di 16 tempi)

Personaggi:

ABRAMO                                         Capofamiglia (buono)

COSTANZA                                     Moglie di Abramo (buona)

BEATRICE                                       Figlia di Abramo e Costanza (buona)

DEMETRIO                                     Ospite (finto tonto)

MATILDE                                         Padrona della casa (burbera e taccagna)

EVARISTO                                       Contadino (sgarbato)

CELESTINO                                     Figlio di Evaristo (sciocco)

EDOARDO                                       Padre di Demetrio (signorile)

ISABELLA                                        Madre di Demetrio (signorile)

VENDITORE                                   (Determinato)

KARL E ALBERT                            Clienti tedeschi (rigorosi)

UFFICIALE GIUDIZIARIO            (Inflessibile)

Trama

Abramo e Costanza vivono tranquilli in una casa di campagna, con la figlia Beatrice e Demetrio, un ragazzo ritardato capitato là qualche tempo prima. Demetrio invece è uno studente di famiglia agiata che è andato là in incognito per fare esperienza di vita.

Con loro vive anche Matilde, la vecchia padrona di casa, avara e arrogante.Evaristo, un contadino rozzo che abita vicino a loro e ha come cognome Chiuso, convince la vecchia a farsi socia per aprire un agriturismo. Però la famiglia di Abramo si oppone a questa attività perché comporterebbe una mole enorme di lavoro per guadagnare tanto ma non essere più liberi. Matilde li minaccia di sfratto, e loro sono costretti ad accettare.

Sarà Demetrio a mettere in pratica ogni stratagemma per sabotare la nascita della nuova attività.Per prima cosa, con un sotterfugio annullerà la visita del finanziatore; poi farà in modo che Celestino faccia sparire i soldi dalla cassaforte, soldi che servivano per pagare il trattore che avevano ordinato Evaristo e Matilde; in seguito metterà nella seminatrice il mangime per i polli invece che le sementi, cosicché, la primavera seguente, nei campi non nascerà niente. Come ultimo espediente, quando nonostante tutto ogni cosa sarà pronta e Abramo e Matilde sono in attesa di ricevere i clienti, ma si saranno fortemente indebitati, lui scrive un cartello da mettere sulla strada, con la scritta “Agriturismo Chiuso”, perché Evaristo gli aveva detto di scrivere sul cartello più o meno le stesse parole che c'erano negli altri. Siccome negli altri cartelli c'era scritto: ristorante, e poi il nome del proprietario, Demetrio aveva scritto Agriturismo, con il cognome di Evaristo, che si chiamava Chiuso.

Era la settimana dell’arrivo di una serie di comitive tedesche, ma queste, vedendo il cartello pensano che l'agriturismo fosse chiuso e si dirigono negli altri agriturismi della zona. Intanto Evaristo, che per l'occasione aveva raccolto tutta la verdura e ucciso tutti gli animali, si troverà sul lastrico.

Arrivano i genitori di Demetrio, che rilevano le cambiali e compreranno la casa di Matilde, dove risiede Abramo, e quella di Evaristo, che assegnerà ancora a, però con la clausola che dovrà coabitare con Matilde, che lui non sopporta. Demetrio, che ora si rivela per una persona intelligente, dichiarerà il suo amore a Beatrice e vivranno felici in campagna.


Tempo I

A casa di Abramo, in cucina.

1)ABRAMO, COSTANZA, DEMETRIO

ABRAMO                 Dimmi, dimmi Demetrio, com'è stata quella volta quando hai incontrato il vigile in quel paesino, quando gli hai domandato quell'informazione e lui ti ha detto… ma cosa ti ha detto? Dai raccontalo tu.

DEMETRIO              Non capisco perché ci troviate da ridere.

COSTANZA             Ma dai Demetrio, tu racconta e poi ti spiegheremo perché ridiamo ogni volta che ci narri il fatto.

DEMETRIO              Sì, quella volta ho chiesto al vigile dove sitrovava il municipio e lui mi ha detto di girare a destra al penultimo semaforo… (risata di Abramo e Costanza). Ma non ci trovo niente di strano.

ABRAMO                 Però hai girato per il paese come un matto, vero?

DEMETRIO              Sì, è vero, ma sono io che sono… anzi, che non sono…

ABRAMO                 Tu sei, tu sei… vero Costanza che il nostro Demetrio è simpatico?

COSTANZA             Altroché! Meno male che sei arrivato tu! Se dovessimo vivere solamente con Matilde non so come sarebbe la vita qui.

ABRAMO                 E dimmi: cosa hai detto quella volta quando alla televisione i dimostranti chiedevano “Più case ai proletari”? Che una casa poteva anche bastargli!

DEMETRIO              Certo, ma anche qui non capisco perché ridiate… Quante case vogliono questi “proletari”.

COSTANZA             Ma non capisci Demetrio che “più case ai proletari” s'intende più case per tutti.

DEMETRIO              E allora?…

COSTANZA             Intendo, che ognuno abbia la sua casa.

DEMETRIO              Ma loro vogliono più case…

ABRAMO                 Lasciamo perdere, anche perché non è prudente addentrarci nei problemi sociali.

COSTANZA             Come parli bene, Abramo.

ABRAMO                 Sai che hai ragione: da quando è arrivato Demetrio pare ci sia un po' più di coltura in questa casa, eh sì che lui…

COSTANZA             (travisando) Coltura?… Mi pare si dica in un altro modo. La coltura è quella che facciamo noi nei campi… non mi pare che Demetrio aiuti tanto in questo campo… toh, sto parlando in difficile anch’io.

ABRAMO                 Io intendo coltura come parlare bene; infatti non so neanch'io cosa significhi problemi sociali, tutt'al più politica.

DEMETRIO              Si dice cultura, non coltura, e per quanto riguarda la politica bisognerebbe applicare la par condicio.

COSTANZA             Come parli bene anche tu, cos’è questa par condicio?

DEMETRIO              Se si parla di un colore si deve parlare anche dell’altro. (Abramo e Costanza non capiscono).

COSTANZA             (guardando l'orologio) Dovrebbe arrivare Beatrice… Dimmi Demetrio, lei impara qualcosa di quello che le insegni?

DEMETRIO              Certo, vedo che le piace disegnare, e fa progressi.

ABRAMO                 Possibile che non ti ricordi dove hai imparato a disegnare? La tua è una dote che non tutti hanno.

COSTANZA             È la legge della compessa… compessazzione. Senza offesa, vero Demetrio?

DEMETRIO              Senza offesa: lo so che sono un po'… tonto, ma io sto bene così! Comunque lei intende la legge della compensazione.

COSTANZA             E io cosa ho detto? Comunque è vero: fai dei capolavori col carboncino, di quei ritratti che farebbero invidia a… a… quel è quel pittore che disegna le tigri?

DEMETRIO              Ligabue. Ma ci sono altri ritrattisti migliori di lui.

ABRAMO                 Ma Ligabueci pare più di casa.

DEMETRIO              A proposito, sapete come si salutavano i due amici pittori quando si incontravano?

ABRAMO                 Con, ciao, o buongiorno… come vuoi che si salutassero.

DEMETRIO              Ciao Gog; ciao Bue (risata).

COSTANZA             Meriteresti una… una… standi… standiova… (entra Beatrice).

2) ABRAMO, COSTANZA, DEMETRIO, BEATRICE

BEATRICE   Una standing ovation, mamma, una standing ovation!

ABRAMO                 Che roba è?

DEMETRIO              È un lancio di uova in piedi.

BEATRICE   Cosa dici Demetrio? Ma certo: tu arrivi fin là e basta. Però se sai cosa vuol dire “standing” vuol dire che hai delle doti nascoste.

COSTANZA             È quello che dico anch'io.

BEATRICE   Non sarà che ti sei reincarnato in qualche personaggio… intelligente; ma sei nato con qualche… difetto? Cosa stai facendo adesso?

DEMETRIO              (mettendosi l'orologio al quarzo all'orecchio) Ho rotto l'orologio, non va più.

COSTANZA             Avrà preso una botta.

DEMETRIO              Èda quando ce l'ho che non va.

BEATRICE   Ma Demetrio, sei proprio sciocco allora, gli orologi al quarzo non battono, vanno lo stesso.

DEMETRIO              Ah, sì?…

BEATRICE   Su, andiamo ora, prima che arrivi Matilde.

COSTANZA             (guardando la sveglia) Oh Dio, è vero, e devo ancora preparare il caffè (mette la caffettiera sul fornello, mentre Abramo prepara le tazzine e la bottiglia di grappa). Quella tirchia, che se avesse la macchina non metterebbe fuori la freccia per paura di consumare corrente (tutti ridono). Perché ridete? Non è forse vero?

DEMETRIO              Giusto, perché ridete?

BEATRICE   Ma non capisci la battuta?

DEMETRIO              Quale battuta? (entra Matilde).

3) ABRAMO, COSTANZA, DEMETRIO, BEATRICE, MATILDE

MATILDE                 (dura) Cos'è questo sghignazzare? Demetrio ne ha detto ancora una delle sue?

ABRAMO                 Stavolta è stata Costanza.

MATILDE                 Posso conoscerla anch'io questa spiritosaggine in modo che possa ridere anch’io.

COSTANZA  Lei non riderebbe di certo.

MATILDE                 Intendi che io non capisco le battute, che sono una deficiente come Demetrio?

BEATRICE   Moderi le parole, che le offese in questa casa non sono gradite.

MATILDE                 Cara Beatrice, ti stai dimenticando che questa casa è mia, e che un po' di confidenza posso anche prendermela.

BEATRICE   Una cosa è la confidenza e un'altra sono le offese:Demetrio è una persona come tutti noi, ed è anche simpatico.

MATILDE                 Su, adesso non te la prendere, lo so che fra te e lui…

BEATRICE               Sì, tra me e lui c'è rispetto, e anche amicizia se è questo che intende, penso non ci sia niente di male.

MATILDE                 Ma guardati un po' attorno, non ti accorgi che c'è un altro giovane che ti fa la corte, intendo un giovane intelligente.

BEATRICE   Celestino? Non è proprio il mio tipo; comunque questi sono affari miei, se non le dispiace.

MATILDE                 Su, Costanza, quanto manca al caffè, che con i giovani è difficile dialogare, non comprendono noi vecchi saggi che abbiamo dato tutto e ora abbiamo bisogno di tutto… A proposito, Abramo, guarda che la bottiglia di grappa sta per finire.

ABRAMO                 (ironico) Vuole anche un digestivo dopo?

MATILDE                 Non mi permetterei mai di rifiutare la tua offerta, sai, ne ho bisogno.

BEATRICE   Lei non ha bisogno di niente, se è per questo… oppure sì: avrebbe bisogno di un po' di creanza; e in quanto a soldi, vorrei proprio sapere cosa contiene la cassaforte incassata sul muro.

MATILDE                 Quelli sono fatti che non ti riguardano.

BEATRICE   Vero, ma allora non dica che ha bisogno di tutto. Andiamo Demetrio. (Demetrio, uscendo sbatte contro la porta socchiusa).

MATILDE                 Bisogna aprirle le porte prima di passare (risata). (escono Beatrice e Demetrio).

4) ABRAMO, COSTANZA, MATILDE

MATILDE                 È proprio un povero tonto! (si butta tanto zucchero sul caffè, poi tanta grappa, si accorge dei biscotti sopra la mensola e li richiede con un gesto della mano perché sta bevendo il caffè).

COSTANZA             Non si può dare la colpa a lui se è nato così, sa quante persone al mondo non sono perfette, che hanno qualche andi… andi…

MATILDE                 Che sono deficienti! Pane al pane e vino al vino! Noi campagnoli diciamo così… Ma non siete ancora riusciti a scoprire da dove viene lo scemo?

COSTANZA             Matilde, un po' di moderazione!

ABRAMO                 Dice che non si ricorda, che ha perso la memoria.

MATILDE                 Però si ricorda di essere scemo.

ABRAMO                 Adesso basta! Abbia un po’ di rispetto per Demetrio… e anche per noi. Per il solo fatto di essere la padrona della casa e dei due campicelli non le dà il diritto di interferire continuamente nella nostra vita. Lei ci assilla con i suoi continui giudizi, con le sue maldicenze, con il suo esigere.

MATILDE                 Abramo, calmati, altrimenti ti verrà un infarto, bisogna risparmiare il fiato.

COSTANZA             Ascolta lei, che in fatto di risparmio non la batte nessuno.

MATILDE                 Certo che sono brava a risparmiare: cos'è questo spendere e spandere?

ABRAMO                 Anche noi siamo bravi a risparmiare… ma per necessità. (entra Evaristo).

5) ABRAMO, COSTANZA, MATILDE, EVARISTO

EVARISTO               (avendo sentito le ultime parole) E io, Evaristo Chiuso, sono il più bravo di tutti… a fare gli affari. Siamo alle solite, tra padrona e affittuale?… Adesso calma, che ho una notizia che non ci farà più risparmiare.

MATILDE                 Allora non mi interessa.

EVARISTO   Lei è sempre la solita insopportabile. Aspetti che finisca di parlare!

MATILDE                 Se non si parla di risparmio, si parlerà sicuramente di spendere.

EVARISTO               Esatto!

MATILDE                 (ad Abramo e Costanza) Cosa vi avevo detto io! Il cognome Chiuso che porta ci dice che persona è.

EVARISTO               Sì, spendere, ma per guadagnare poi un mucchio di soldi, soldi a palate.

MATILDE    Allora mi interessa, Abramo me ne dà così pochi! Dimmiquesta notizia!

EVARISTO               Torno proprio adesso dalla vendita del poco granoturco che ho prodotto dai miei due campi e mezzo, una vera miseria!

MATILDE                 Cosa, il granoturco?

EVARISTO               Sia il granoturco che il guadagno.Là ho incontrato un contadino che aveva smesso con l'attività tradizionale e aveva destinato i suoi campi a colture biologiche, aprendo un agriturismo.

MATILDE    Un agriturismo, che roba è?

EVARISTO               È un genere di attività dove si mangiatutta la roba che si produce nei propri campi.

MATILDE                 Ma sarà troppa! Come si fa a mangiarne così tanta?

EVARISTO               Matilde, l’agriturismo è come un ristorante, saranno i clienti a mangiarla.

MATILDE                 E dove la si mangia?

EVARISTO               Qui, a casa di Abramo, naturalmente, lui ha una stanza grande, e se non basta si mangerà fuori.

MATILDE                 Caso mai sarò io ad avere una stanza grande, ti sei dimenticato che questa casa è mia?

EVARISTO               Va bene, è sua, il fatto è che se si vuole aprire l’agriturismo bisogna lavorare di più, perché i campi devono essere come dei grandi orti.

MATILDE                 Allora c'è Demetrio per questo.

EVARISTO               Appunto, lo avevo pensato anch'io. Lui, per quanto scemo sia, un po’ alla volta imparerà a usare le macchine agricole, e lavorerà la terra dalla mattina alla sera, tanto, tempo ce ne ha.

MATILDE                 L'idea mi sembra buona, anzi ottima.

ABRAMO                 Per me no: Demetrio non può essere sacrificato per le vostre attività. Di sicuro lui vuole vivere tranquillo aiutandoci nei piccoli lavori, accontentandosi del solo vitto e alloggio che gli diamo noi.

EVARISTO               Ma guarda che se apriremo l'agriturismo lui si divertirà ad arare, seminare, fresare eccetera. Sono sicuro che se glielo domandi lui accetterà.

ABRAMO                 Forse sì, ma perché lui è un ragazzo semplice.

MATILDE                 Chiamalo semplice.

ABRAMO                 (guardando di sbieco Matilde) E accetterà di sicuro, ma senza sapere a cosa va incontro.

COSTANZA             Non si può approfittare di lui. Siete cattivi!

MATILDE                 Non siamo cattivi, siamo scaltri e faremo un mucchio di soldi. E dovete accettare, anche perché dovrete lavorare anche voi per l’agriturismo, e se non accettate…

COSTANZA             Se non accettiamo?…

EVARISTO               Vi darà lo sfratto. Vero Matilde che intendeva così.

MATILDE                 Sì, proprio così; ma loro capiscono e accetteranno… e poi, vi ho detto che guadagnerete soldi anche voi, vi fanno schifo i soldi?

ABRAMO                 Mi fa schifo quando si deve lavorare dal mattino alla sera solo per i soldi, senza soddisfazione. Non stiamo bene così?

MATILDE                 Insomma, se non capite è peggio per voi! O accettate o avrete lo sfratto! (a Evaristo) Quando incominciamo? (entra Celestino).

6) ABRAMO, COSTANZA, MATILDE, EVARISTO, CELESTINO

CELESTINO             Lui deve finire, invece. La mamma vuole che finisca di tagliare i salici del fosso.

EVARISTO               Ma se sono appena arrivato.

CELESTINO             Tu sai com'è la mamma: ti ha visto andare via e mi ha mandato subito qua.

EVARISTO               E io non torno: potrò pure avere un minimo di libertà.

CELESTINO             Guarda che è arrabbiata.

EVARISTO               Allora torno subito.

MATILDE                 L'ho sempre detto io: moglie e buoi dei paesi tuoi. Lui ha seguito questo proverbio…

ABRAMO                 E ha sposato la vacca che abita là vicino?

EVARISTO               Cosa stai dicendo, sei scemo anche tu adesso! Mia moglie non è una vacca.

ABRAMO                 Ah, no?…

EVARISTO               Sarà scorbutica, ma non vacca!

MATILDE                 Lascia stare Evaristo, è proprio un povero scemo anche lui. Per quanto riguarda l'agriturismo?...

EVARISTO               Ah, ho già contattato un finanziatore, che deve telefonare qua per avere un appuntamento.

MATILDE                 Qua? E perché non a casa tua?

EVARISTO               Guardi che quando si riceve una telefonata non si paga niente.

COSTANZA             (rivolgendosi a Matilde) Lei non paga neanche se la fa la telefonata.

MATILDE                 (a Costanza) Cosa intendi con questo?

COSTANZA             Che lei telefona sempre con il nostro telefono.

MATILDE                 Se è l’unico che c’è.

COSTANZA             È l’unico, ma è nostro.

EVARISTO               Basta litigare! Insomma, gli ho dato questo numero perché è qua che deve nascere l'agriturismo, e lui vuole vedere il posto per essere sicuro che poi noi riusciamo a pagare. Ma adesso vado, altrimenti Mercede si arrabbia.

CELESTINO             È già arrabbiata, te ne sei scordato?

EVARISTO               Allora mi mena. (esconoEvaristo, Celestino e Matilde. Entrano Demetrio e Beatrice).

7) ABRAMO, COSTANZA, DEMETRIO, BEATRICE

BEATRICE   Cosa volevano quelli lì?

ABRAMO                 Vogliono aprire un agriturismo.

BEATRICE   Un agriturismo, qui, con questa poca terra, ma sono matti? E poi, chi la lavorerà? Io no di certo.

ABRAMO                 Vedi Beatrice, la cosa in sé non è malvagia: se loro si impegnano a crearloquesto agriturismo, noi gli daremo una mano. 

BEATRICE   Ma non state bene come siete? Perché affannarvi tanto? Oramai penso che alla vostra età vi meritiate un po' di riposo.

COSTANZA             Ci aiuterebbe Demetrio che è giovane, se a lui piace lavorare l'orto può lavorare anche i campi.

BEATRICE   Cosa dite? Demetrio lavorare i campi per l'agriturismo? Mi sembrate impazziti: un conto è l'orto, un conto sono i campi. Demetrio non accetterà mai una cosa simile, vero Demetrio?

DEMETRIO              Io qui sono ospite: faccio quello che volete voi.

BEATRICE   Allora sei uno sciocco!…Oh, scusa Demetrio. Ma non capisci che non avrai più tempo per disegnare, e per insegnare a disegnare a me, che sarai occupato dalla mattina alla sera.

DEMETRIO              Ma se i tuoi genitori vogliono così.

COSTANZA             Noi non vogliamo che tu lavori tanto; ti aiuteremo anche noi, vedrai.

BEATRICE   Allora ci sarà anche Evaristo che lavora, spero.

ABRAMO                 Mah, dal come ne ha parlato pare che lui voglia aiutare più di tanto.

BEATRICE   Insomma, se ho ben capito, la maggior parte del lavoro la dovrà fare Demetrio. (Abramo e Costanza tacciono). Vieni, vieni Demetrio, che in questa casa sembra siano diventati tutti tonti… oh, scusa ancora Demetrio, ma forse tu sei il meno tonto di tutti (esconoAbramo, Costanza, Demetrio e Beatrice. Entrano Matilde ed Evaristo).

8) MATILDE, EVARISTO

MATILDE                 Cosa vuol dire se io ho mezzo campo di meno: uno mette quello che ha.

EVARISTO               Il fatto è che io ne ho di più, e non è giusto che alla fine io debba guadagnare quanto lei. Accetto solamente se io avrò una percentuale maggiore: più campi, più soldi.

MATILDE                 Io non sono capace di fare di questi conti, facciamo metà, e basta.

EVARISTO               Ho capito che non si può discutere con una spilorcia.

MATILDE                 Spilorcio sarai tu. Ho detto che facciamo metà!

EVARISTO               Non si discute, sa cosa facciamo, siccome i quattro campi e mezzo sono comunque pochi, ne compriamo degli altri, allora io pagherò mezzo campo in meno e poi il ricavato lo divideremo in parti uguali. E li faremo lavorare dal tonto di Demetrio. A proposito, bisogna dire a Demetrio del lavoro che dovrà fare.

MATILDE                 Bisogna dirglielo sì. (chiama) Demetrio! Demetrio!… Di solito si aggira in casa, non penso sia in orto.

EVARISTO               Chiami piano, non capisce che Abramo e Costanza possono sentirla? Per non parlare di Beatrice, quella insolente.

MATILDE                 Niente paura, loro sono in paese. Ma perché Demetrio non è in casa? Demetrio! (entra Demetrio).

9) MATILDE, EVARISTO, DEMETRIO

DEMETRIO              Sono qua.

MATILDE                 Non so se Abramo te l'abbia già detto, ma stiamo per aprire un agriturismo e compreremo dei campi per te, solo per te. Ti faremmo salire sulle macchine…

DEMETRIO              Sì, Abramo mi ha detto dell'agriturismo; ma io non so adoperare le macchine.

MATILDE                 Anche se sei tonto vedrai che un po' alla volta imparerai. C'è qui Evaristo che ti insegnerà.

EVARISTO               Ma io non posso perdere tempo con questo sciocco, chi mi paga il tempo che perdo con lui?

MATILDE                 Sei proprio un taccagno! Cosa ti costa insegnargli come si guida un trattore?

EVARISTO               Perché non glielo insegna lei che tempo ne ha più di me?... Va bene, gli insegnerò io. A proposito, bisogna comprarlo il trattore.

MATILDE                 Non c'è il tuo? Anche se è malandato andrà benissimo.

EVARISTO               Andrà anche benissimo, ma è mio, e se lei pensa che lo affitti per l'agriturismo bisogna fare i conti alla fine e io dovrò guadagnare una percentuale in più.

MATILDE                 Ancora con questa percentuale, con questi conti! Se non sapevo farli prima, non so farli neanche ora. Allora compriamo un trattore nuovo e non se ne parla più. Non avevi detto che arrivava il finanziatore?

EVARISTO               Il finanziatore? Me n'ero scordato; deve telefonare qui oggi pomeriggio… ma io oggi devo assolutamente finire un lavoro, cercherò di fare qualche scappata qui ogni tanto. Ma prima vediamo se Demetrio è contento di avere tanti campi tutti per lui, e se in sella a un trattore può lavorarli. Cosa ne dici Demetrio, ti piace arare?

DEMETRIO              Per me va bene, anzi sarei contento essere sopra un trattore. Però Abramo e Costanza non parevano convinti. Beatrice ancora meno, parevano delusi.

MATILDE                 Però io ho parlato chiaro: o accettano o avranno lo sfratto. Loro hanno accettato, non potevano fare altrimenti. Così si fa, vero Evaristo?

EVARISTO               Certo, per non accettare questo lavoro si dimostrano loro i tonti e non tu Demetrio. Allora accetta, giura che accetti, così li facciamo tacere una volta per sempre quegli sciocchi.

DEMETRIO              (alzando la mano sinistra) Giuro.

EVARISTO               Non la sinistra, l'altra?

DEMETRIO              Quale, questa?

MATILDE                 Sei proprio tonto che più tonto di te non c'è nessun altro tonto.

EVARISTO               Cosa ha detto, Matilde?

MATILDE                 Se lo sapessi mi meraviglierei di me stessa.

DEMETRIO              Giuro. E adesso?

EVARISTO               E adesso aspettiamo il finanziatore; (a Matilde) quando arriva la telefonata lei scriva su un foglio il giorno e l'ora in cui verrà, e poi…

MATILDE    Ma io non so scrivere. Lasciamo che sia Demetrio a farlo.

EVARISTO               Guardi che è una cosa seria, non si può lasciare uno scemo a rispondere al telefono. Piuttosto, mio figlio. Ecco. Sì: Celestino. (A Demetrio) Va a chiamare Celestino e digli che stia qui ad aspettare la telefonata del finanziatore, e che scriva il giorno e l'ora che verrà qui.

TEMPO II

Demetrio e Celestino stanno aspettando la telefonata (celestino ha una scatola di baci in mano)

1) DEMETRIO, CELESTINO

CELESTINO             Guarda che te li do i soldi dei cioccolatini. È mio padre, che quando mi dà del danaro vuole sempre sapere come li spendo; pensa se sapesse che ho comprato i cioccolatini per Beatrice?…

DEMETRIO              Ti piace tanto Beatrice? Io non ci vedo niente di eccezionale. È una ragazza di campagna, con un carattere forte, e basta.

CELESTINO             Perché sei tonto non ci vedi niente di bello; e lei sta spesso con te appunto perché sei tonto. Se tu fossi come me, lei non ti starebbe vicino, non verrebbe a scuola di disegno, perché avrebbe paura di innamorarsi. E io sono il tipo di cui ci si può innamorare. Con i cioccolatini che gli regalo, poi…

DEMETRIO              Hai ragione, Beatrice cadrà ai tuoi piedi come una foglia morta.

CELESTINO             Perché parli così bene? Mi fai rabbia. Devi tacere, hai capito, altrimenti Beatrice si troverebbe in confusione fra te e me!

DEMETRIO              Hai paura di me che sono un tonto? Allora sei tonto anche tu?

CELESTINO             Guarda di moderare i termini, pezzo di zoticone, che io sono una persona intelligente. Mi viene da ridere se ti penso assieme a Beatrice: sareste la coppia più strana del mondo. Non capisco come mai lei provi della simpatia per uno come te.

DEMETRIO              È la simpatia che si prova per tutte le persone semplici, perché sono ingenue, non fanno del male a nessuno. Vedi, se anche tu fossi un tonto…

CELESTINO             Ti ho detto di smettere di chiamarmi così.

DEMETRIO              Volevo soltanto dire che se tu fossi come me…

CELESTINO             Un tonto.

DEMETRIO              Appunto, un tonto, Beatrice proverebbe della compassione anche per te, e ti starebbe più vicino.

CELESTINO             Ma io non sono un tonto.

DEMETRIO              Colpa tua se non lo sei, se sei intelligente.

CELESTINO             Certo che sono intelligente.

DEMETRIO              Allora dimmi, sei capace di scrivere subito il giorno e l'ora in cui arriverà il finanziatore? Perché, guarda, i finanziatori parlano così in fretta che non riesci a starci dietro, per loro il tempo è denaro e più in fretta parlano più guadagnano; e se perdi anche un solo dato, l'affare dell'agriturismo va in fumo. Dimmi, come si scrive giorno abbreviato? Come si scrive ora abbreviata?

CELESTINO             Non so, cosa vuoi che ne sappia io di queste cose.

DEMETRIO              Te lo dico io: giorno si scrive “g”, “ora” si scrive “acca”.

CELESTINO             Tu come fai a sapere queste cose se sei uno scemo?

DEMETRIO              E chi lo sa? Forse sono diventato scemo dopo essere stato come te, intelligente.

DEMETRIO              Ma resti scemo?…

DEMETRIO              Certo che sono scemo.

CELESTINO             Ah, meno male. Ascolta, con queste “g” e con queste “acca” non è che ci capisca tanto, facciamo così: stai tu al telefono e trascrivi le“g” e le “acca” che ti dirà il finanziatore.

DEMETRIO              Era quello che volevo proporti io. Sai cosa ho pensato, anche? Che nel frattempo ci mettiamo di là, e ti faccio un bel ritratto a carboncino, così lo potrai regalare a Beatrice assieme ai cioccolatini.

CELESTINO             Davvero? Un ritratto? Io sono bello, vero?

DEMETRIO              Sei bellissimo, ma anche se non fossi bello ti farò bello lo stesso, con i disegni si può fare quello che si vuole.

CELESTINO             Tu mi farai come sono, perché io sono bello. (entra Evaristo).

2) DEMETRIO, CELESTINO, EVARISTO

EVARISTO               Non ha ancora telefonato il finanziatore?

CELESTINO             No, papà. Ma siamo qua noi. Non ti preoccupare: so rispondere alla telefonata.

EVARISTO               Bene, allora vado tranquillo. Mi raccomando Celestino, scrivi bene e in fretta il giorno e l'ora in cui verrà.

CELESTINO             Va pure papà, non ti preoccupare ti ho detto. (esceEvaristo. Demetrio e Celestino vanno nell'altra stanza, cioè fuori scena).

DALL'ALTRA STANZA, A SCENA VUOTA

DEMETRIO, CELESTINO

CELESTINO             Perché mi metti la bambagia nelle orecchie, mi devi fare solo un ritratto.

DEMETRIO              Appunto, dove si trova l'apparato per l'equilibrio del corpo?

CELESTINO             Sulle gambe, dove vuoi che si trovi.

DEMETRIO              Si trova nelle orecchie, e…

CELESTINO             Nelle orecchie? Ma sei scemo? Nelle orecchie si trova l'udito.

DEMETRIO              E anche l'equilibrio. Così, Se io ti metto del cotone nelle orecchie…

CELESTINO             Io non posso sentire.

DEMETRIO              Vero, ma quel che mi interessa è che tu non possa muoverti e io potrò ritrarti senza problemi, non vuoi un bel ritratto?

CELESTINO             Certo che lo voglio.

DEMETRIO              Allora fa come dico io, e vedrai che Beatrice ti butterà le braccia al collo appena lo vede.

CELESTINO             Puoi farmi più bello di quello che sono?

DEMETRIO              Certo, non ci vuole tanto.

CELESTINO             Come non ci vuole tanto, vuoi dire che sono brutto?

DEMETRIO              Ma no, scherzi? Tu, brutto? Intendevo che non ci vuole tanto impegno per farti più bello, perché io sono bravo col carboncino (comincia a disegnare).

CELESTINO             Così mi piace: tu bravo e io bello. (suona il telefono, Celestino non può sentirlo).

DEMETRIO              Vado di là a prendere un coltello per fare la punta al carboncino (entra in scena e alza la cornetta. Poi va subito da Celestino). Ti levo il cotone perché fare la punta al carboncino ci vuole tempo; però devi restare qui, perfettamente in posa, altrimenti non so continuare. (Entra ancora in scena e risponde al finanziatore. Poi, gridando a Celestino). Signor Chiuso, sono sufficienti i soldi che le ho dato? (intendendoquelli per i baci).

CELESTINO             Sì, mi sono bastati.

DEMETRIO              Parli più forte che non ci sento.

CELESTINO             Ho detto che mi sono bastati e ho già comprato i…

DEMETRIO              (interrompendolo) Non mi interessa cosa ha comprato, mi basta sapere se le sono bastati perché se ne volesse ancora c'è chi sarebbe disposto a concederglieli.

CELESTINO             Mi sono bastati, ho detto, non ne voglio più.

DEMETRIO              Ne è sicuro?

CELESTINO             Certo che ne sono sicuro.

DEMETRIO              Ma gridi che non sento.

CELESTINO             (gridando) Non voglio altri soldi!

DEMETRIO              (al telefono) Ha sentito signor finanziatore? Qui di soldi non ne vuole nessuno. (mette giù la cornetta e ritorna da Celestino e gli mette ancora i batuffoli nelle orecchie).

CELESTINO             Perché mi hai chiamato “Signor Chiuso? E mi hai dato del “lei”?

DEMETRIO              Perché ogni tanto mi ricordo di quello che sono io e di quello che sei tu, così ti ho chiamato come un signore per il rispetto che devo portarti.

CELESTINO             Adesso capisco, non ti credevo così intelligente… cosa dico? Tu, intelligente? Tu sei sempre tonto, vero?

DEMETRIO              Certo che lo sono, perché, non si vede?

CELESTINO             Lontano un miglio. Su, continuiamo con questo ritratto, che non vedo l'ora di mostrarlo a Beatrice. (entra Beatrice).

3) DEMETRIO, CELESTINO, BEATRICE

BEATRICE   (entrando vede solamente Demetrio al cavalletto, e non si accorge di Celestino che è in fondo alla scena, immobile, con due batuffoli di cotone che fuoriescono dagli orecchi).Che bel ritratto, che bel viso, sembra vero! E poi, questo chiaroscuro sulle gote, l'incollatura dei capelli, l'ombra sotto le palpebre… è proprio un bellissimo ritratto (Celestino si pavoneggia). Ma chi è? (Celestino si incupisce. Beatrice si accorge di lui) Lui? Incredibile! Sei proprio un mago Demetrio se sai cambiare così le persone. (Celestino si alza, prende il ritratto e senza guardarlo lo consegna a Beatrice assieme ai baci.

CELESTINO             Sono per te, un piccolo regalo.

BEATRICE   Ma perché Celestino? Oggi non è il mio compleanno.

CELESTINO             Così, un gesto di simpatia.

BEATRICE               Oh grazie. (ammirando il ritratto) Ma che bello, ma che bello!

TEMPO III

1) EVARISTO, MATILDE

EVARISTO               Il finanziatore non ha telefonato.

MATILDE                 Non ha telefonato? Ne sei sicuro?

EVARISTO               Celestino non è uno stupido, se mi ha detto che non ha telefonato, vuol dire che non ha telefonato.

MATILDE                 Ma che razza di finanziatore ti sei scelto, prima dice di telefonarti, e poi… (suona il telefono). Sì, pronto.

FINANZIATORE     Pronto un corno! Non ci si comporta così con un professionista! Siete degli imbroglioni, dei senza parola, dei farabutti! Ma non finisce qui! Questa me la pagherete. Avete rinunciato al finanziamento? Io avevo disdetto altri impegni per venire da voi? Avevo già riferito al mio direttore, e ora voi, se nel caso ne aveste bisogno, non riceverete un euro dalla mia banca… e neanche da tutte le altre banche. Pregate Dio di stare sempre bene finanziariamente, altrimenti saranno cavoli amari. Buongiorno!

MATILDE                 Così tu non hai ricevuto nessuna telefonata, vero? Cos'è che ti ha fatto cambiare idea? La paura di pagare? Adesso che mi immaginavo con tanti soldi, di fare una vita migliore che non con questi babbei che vivono con me.

EVARISTO               Guardi che io non ho ricevuto nessuna telefonata, sarà stata lei a riceverla e a disdire il finanziamento per paura di non riuscire a restituire i soldi. Ma sono io che mi sono già impegnato con il consorzio, che ho già ordinato il trattore, e lei, lei manda tutto all'aria per non impegnarsi, per la sua avarizia.

MATILDE                 Ti dico che non ho ricevuto nessuna telefonata. Ma tu, sei proprio sicuro di non avere risposto al telefono? E nemmeno Celestino?

EVARISTO               Non siamo sciocchi, non vorrà paragonarci a Demetrio, per caso? E lei, è sicura di non averla ricevuta mentre era soprappensiero, sa, a una certa età queste cose possono succedere.

MATILDE                 Vuoi insinuare che sono una rimbambita?

EVARISTO               Io so solo che il finanziatore ha telefonato e che né io né Celestino abbiamo ricevuto la telefonata.

MATILDE                 Non è che sia stato lo stupido di Demetrio?

EVARISTO               Quello? Sciocco com'è? Ma neanche per sogno! Allora è stato sicuramente il finanziatore che avrà telefonato a chissà chi.

MATILDE                 Lasciamo stare il finanziatore e paghiamo in contanti il trattore e i campi.

EVARISTO               In contanti? Non sono mica come lei, io non possiedo così tanti soldi.

MATILDE                 Neanche io: intendo dire che vendiamo i nostri campi e con i soldi che ricaveremo paghiamo il trattore e gli altri campi che abbiamo comprato.

EVARISTO               È un ragionamento che non mi convince, però è un’ottima idea: con i suoi due campi e i miei due pagheremo tutto.

MATILDE                 Solo se tu venderai anche il mezzo campo che hai in più.

EVARISTO               Siamo alle solite: dobbiamo mettere insieme due parti uguali visto che non siamo capaci di fare i conti in percentuale; e poi, il mezzo campo mi serve, visto che possiedo il trattorino sgangherato.

MATILDE                 Va bene, accetto; e i soldi li metteremo al sicuro qui nella mia cassaforte.

EVARISTO               Sì, se dàla combinazione anche a me.

MATILDE                 Non ti fidi?

EVARISTO               Neanche un po'! Voglio potere aprire anch’io la cassaforte, solo allora accetterò (entra Edoardo, vestito elegantemente).

2) EVARISTO, MATILDE, EDOARDO

EVARISTO               Toh, ecco qui di persona il nostro finanziatore. Mi sa dire perché se l’è presa con noi? A chi ha telefonato ieri per il finanziamento? Sicuramente avrà risposto un altro che ha tanti soldi come lei, e non li ha voluti. Comunque adesso è qua. Allora, quanto è disposto a darci?

EDOARDO               Guardate che se io ho i soldi, non vi do' niente lo stesso.

MATILDE                 Birbantello, vuoi dire che sei ancora arrabbiato? Ma noi non c'entriamo, sei tu che hai sbagliato. Allora, quanto puoi darci? Per noi andrebbe bene 50.000 euro.

EDOARDO               Perché dovrei darvi 50.000 euro?

EVARISTO               Ma per l'agriturismo, no? Se n'è forse dimenticato?

EDOARDO               Cosa c'entra l'agriturismo? Io non so niente di queste cose.

MATILDE                 Il giovanotto fa finta di non sapere niente.

EDOARDO               Mi state prendendo in giro? Io sono venuto qua per cercare mio figlio. Doveva stare via tre mesi e invece è già passato un anno.

MATILDE                 Allora, lei non è il finanziatore?

EDOARDO               Certo che no; sto cercando mio figlio, come ve lo devo dire?

MATILDE                 E lo viene a cercare qua?

EDOARDO               Doveva fare esperienza di vita di campagna in questi posti. Adesso io non so se sia qua o in altre fattorie.

MATILDE                 Qui non c'è di sicuro tuo figlio, gente che ha soldi non ne abbiamo.

EVARISTO               Aspetta, aspetta, non sarà quel deficiente che sta con lei?

MATILDE                 Allora tu sei più deficiente di lui: non vedi com'è vestito “suo padre”?

EVARISTO               (Celiando) È alto?

EDOARDO               Sì.

EVARISTO               È moro?

EDOARDO               Sì.

EVARISTO               Ha sui ventitré anni?

EDOARDO               Sì, ne ha ventidue.

EVARISTO               Porta gli occhiali?

EDOARDO               Sì.

EVARISTO               È deficiente?

EDOARDO               No.

MATILDE                 Allora quel tonto che abbiamo qua non è tuo figlio.

EDOARDO               Tonto? No di sicuro. Sono venuto a cercarlo anche perché doveva presentare la tesi di laurea.

EVARISTO               Quindi se ne vada che noi dobbiamo parlare di cose serie. (Edoardo esce). (a Matilde) Allora, d'accordo: mettiamo due sacchetti con i soldi ricavati dai campi nella cassaforte, uno suo e uno mio, e quando arriverà il trattore pagheremo in contanti. (entrano Demetrio e Beatrice).

3) EVARISTO, MATILDE, DEMETRIO, BEATRICE

EVARISTO               (a Demetrio, ironico) Sai chi è appena stato qui? Tuo padre (risata). Tu hai un padre ben vestito, che ha tanti soldi… che è intelligente (rivolgendosi a Matilde, indicando Demetrio) non come suo figlio (risata).

DEMETRIO              Mio padre è stato qua? Che voleva?

MATILDE                 Cercare un figlio, non certo un figlio demente come te. Un figlio che è partito per fare “esperienza di vita” tra i contadini? Che deve laurearsi… un figlio che dovrebbe essere “intelligente” come te (risata). L'abbiamo mandato via subito perché qui di persone intelligenti non ce ne sono… oltre a noi due.

BEATRICE   Se dovessi misurare la sua intelligenza dai discorsi che fa, devo dedurre che Demetrio è un genio.

MATILDE                 Piccola impertinente, così ci si rivolge a me che sono anziana?

BEATRICE   Anziana ma non saggia: avara e scorbutica da fare schifo.

EVARISTO               Su Matilde, non se la prenda: sono giovani, hanno bisogno di sfogarsi.

MATILDE                 Con me?

EVARISTO               Se la prendono con i vecchi, che sono indifesi. Su, lasciamo stare questi due e pensiamo ai soldi. Allora, tra una settimana, dopo avere venduto i campi avremo i nostri due gruzzoli qui in cassaforte, pronti a pagare il trattore per quando arriva. Ma mi raccomando: voglio anch'io lacombinazione della cassaforte, perché come dice il proverbio “fidarsi è bene, ma fidarsi è meglio”.

BEATRICE   Si dice: “Fidarsi è bene, manonfidarsi è meglio”.

EVARISTO               E io cosa ho detto? Comunque Matilde ha capito lo stesso cosa intendo.

MATILDE                 Certo che ho capito, ma non vorrei che fosti tu a farmi qualche scherzetto con la cassaforte, che per caso spariscano i sacchetti dei soldi.

EVARISTO               Stia attenta a lei, invece, a non tirarsi indietro quando sarà l'ora di pagare il trattore, avara com'è.

BEATRICE   Andiamo Demetrio, che qui mi vengono i brividi sentendo questi discorsi (Beatrice e Demetrio escono).

TEMPO IV

1) ABRAMO, COSTANZA, BEATRICE

COSTANZA             Ora hanno venduto i campi: bisogna per forza lavorare per l'agriturismo, dalla mattina alla sera, e forse anche la notte, ma perché? Per avere un po’ di soldi in più… che poi non possiamo spendere perché ci mancherà proprio il tempo. Stavamo tanto bene così!

BEATRICE   Su, mamma, dopotutto Matilde è la padrona. Lo sappiamo che è una avaraccia e pensa di ricavarci Dio sa cosa dall'agriturismo; ma tanto, non è lei che ci deve lavorare.

ABRAMO                 Pensano che il lavoro maggiore lo debba fare Demetrio, che è giovane e… ingenuo; ma non sanno che se uno non è mai montato su un trattore non può imparare in breve tempo come vorrebbero loro; e poi, nella condizione in cui si trova lui…

BEATRICE   È da prepotenti approfittarne così, senza salario peraltro. Ma io non accetterò mai che lui lavori in questo modo, questo è un sopruso bello e buono.

ABRAMO                 Ti piace Demetrio, vero?

BEATRICE   Sì che mi piace, è così semplice, così solare.

COSTANZA             Fa tenerezza, lo so.

BEATRICE   Non è solo tenerezza, pare sia modestia la sua, come volesse dimostrare che lui non sa, che non voglia interessarsi dei problemi del mondo, che li eviti. E poi, dove ha imparato a disegnare così bene tanto da insegnarlo a me.

ABRAMO                 Lasciamo stare Demetrio, che almeno lui vive una vita felice, almeno per ora, e andiamo fuori che qualcosa è rimasto ancora da fare anche se siamo senza campi (escono Abramo, Costanza e Beatrice. Entrano Demetrio e Celestino).

2) DEMETRIO, CELESTINO

DEMETRIO              …Mi dispiace Celestino che tu debba fare questo per me, ma è l'unica occasione che ho: vedere tanti soldi tutti insieme non mi è mai capitato e non mi capiterà più di sicuro.

CELESTINO             I tonti come te non potranno mai vedere tanti soldi così… a dire il vero, tanti come sono nei sacchetti non li ho visti neanch’io. Vorrei li vedesse anche Beatrice così saprebbe quanto ricco sono.

DEMETRIO              Hai la combinazione della cassaforte? Sei riuscito a prenderla dal portafogli di tuo padre senza che se ne accorga?

CELESTINO             Certo che ci sono riuscito, di notte, quando lui si era levato i pantaloni.

DEMETRIO              Sei un vero genio!

CELESTINO             Certo, non sono mica stupido come te. (estrae dalla tasca un fogliettino con dei numeri e si avvicina alla cassaforte). Aspetta, vediamo se arriva qualcuno.

DEMETRIO              Non c'è nessuno, la famiglia di Beatrice è andata nei campi.

CELESTINO             Nei campi? Non li hanno venduti…

DEMETRIO              Infatti, sono andati a dare loro l'ultimo saluto.

CELESTINO             L'ultimo saluto ai campi? Ma allora sei proprio tonto.

DEMETRIO              Sei tonto anche tu se te ne sei accorto solo ora?

CELESTINO             Hai ragione, però io non mi sono accorto di Beatrice che andava a salutare i campi. Guarda sai, che io voglio bene a Beatrice, e lei vuole bene a me. Non azzardarti a…

DEMETRIO              Io? Un povero scemo? Ma sei scemo anche tu per caso?

CELESTINO             Non prendermi in giro, che io sono sveglio, e Beatrice non si innamorerà di certo di uno scemo come te. Fammi aprire questa cassaforte, che ho anch'io voglia di vedere tanto denaro (apre la cassaforte e svuota i soldi di un sacchetto sul tavolo).

DEMETRIO              Mamma mia, quanti soldi! Sono tutti di tuo padre?

CELESTINO             Di Matilde e di mio padre.

DEMETRIO              Ma quanti saranno?

CELESTINO             Non lo so, mio padre non me lo ha detto.

DEMETRIO              Non puoi contarli?

CELESTINO             Tutti questi? Mi ci vorrà un'ora. Ma li conterò lo stesso, così saprai quanti soldi possiedo (comincia a contarli).

DEMETRIO              Io controllo se arriva Matilde (ogni tanto si affaccia alla porta per vedere se arriva Matilde). Sai, se arriva lei non è che la passiamo liscia, bisognerebbe cancellare le prove, cosa dici?

CELESTINO             (soprappensiero) Sì, bisogna eliminare le prove.

DEMETRIO              (spacca il foglietto con la combinazione che stava sopra il tavolo e chiude la cassaforte) Meglio eliminarle subito.

CELESTINO             Cosa hai fatto! Sei diventato matto! Stupido che non sei altro!Hai stracciato i numeri e chiuso la cassaforte!

DEMETRIO              Capisci che Matilde può arrivare da un momento all'altro ese vede la cassaforte aperta capisce che hai preso un sacchetto di soldi, che forse era il suo, e farebbe una scenata.

CELESTINO             E la combinazione? Perché hai rotto anche quel foglio?

DEMETRIO              Ma per lo stesso motivo: se lei vedeva il foglio della combinazione avrebbe capito che avevi aperto la cassaforte.

CELESTINO             Giusto, hai ragione. Ma adesso, cosa faremo dei soldi che sono qua sul tavolo… Li darò a mio padre, tanto, sono suoi.

DEMETRIO              Non te lo consiglio: quando saprà che gli hai rubato la combinazione monterà su tutte le furie e tu passerai dei brutti guai.

CELESTINO             È vero anche questo. Allora, allora devo tenermeli io.

DEMETRIO              E ben stretti, anche perché sospetto che Matilde voglia prendere il suo sacchetto senza che tuo padre sappia, perché pensa che tuo padre voglia fare lo stesso con lei.

CELESTINO             Non ho capito niente.

DEMETRIO              Non importa, basta che raccogli i soldi e ti nasconda, perché Matilde può veramente arrivare da un momento all'altro; anzi, aspetta, è già qua. Svelto, svelto! (Celestino rimette i soldi nel sacchetto ed esce con Demetrio. Entra Matilde. Dietro la porta ascoltano).

3)MATILDE

MATILDE                 Sarà meglio che mi prenda il mio sacchetto, non vorrei che il taccagno di Evaristo se li prendesse tutti e due. (apre la cassaforte) Toh, è già stato qui prima di me quel verme! Per fortuna che mi ha lasciato il mio (fa per prenderselo quando entra Evaristo e vede un solo sacchetto nella cassaforte. Demetrio trascina via Celestino).

4) MATILDE, EVARISTO

EVARISTO               Lei non si prende proprio un bel niente, quel sacchetto è mio!

MATILDE                 Ah, che bella sfacciataggine! Prima ti prendi il tuo e adesso vuoi anche il mio. Poche storie: questo sacchetto è mio, e devo dire che sei stato onesto a lasciarmelo (se lo prende. Evaristo glielo toglie).

EVARISTO               Questo sacchetto è mio, brutta vecchia. L'ho presa con le mani nel sacco e adesso vuole negare.

MATILDE                 (strappandogli dalle mani il sacchetto) È mio, ti dico.

EVARISTO               No, è mio! (entra il venditore del trattore).

5) MATILDE, EVARISTO, VENDITORE

VENDITORE            Ho portato il trattore.

EVARISTO               (dopo un attimo di sbigottimento) Non ci serve più: la vecchia non vuole più tirare fuori i soldi. È andato tutto a monte. Può andarsene.

MATILDE                 Neanche per sogno! Tu tira fuori i soldi che hai rubato e compriamo il trattore; non puoi tirarti indietro proprio adesso che abbiamo acquistato i campi per l’agriturismo.

EVARISTO               Tiri fuori lei i soldi che ha preso dalla cassaforte.

MATILDE                 Io non ho preso niente, babbeo.

VENDITORE            Bene, ho capito com'è la situazione: state facendo la scena perché entrambi avete rinunciato all'acquisto. Ma ricordate che così perdete la caparra e in più si aggiungeranno le spese per il trasporto del trattore fino a qua… e naturalmente anche il ritorno.

MATILDE                 Qui ci sono solo i miei soldi.

EVARISTO               Solo i“miei” soldi.

VENDITORE            Ho capito, vado via e vi manderò le spese, arrivederci.

MATILDE                 Aspetti, aspetti un po'. (a Evaristo) Paghiamo con i soldi che abbiamo, e poi ci metteremo d'accordo di chi è questo sacchetto.

EVARISTO               Ma non bastano: non bastavano neanche prima.

VENDITORE            A cosa servono le cambiali? Ne firmate qualcuna e il trattore sarà vostro.

MATILDE                 Giusto, facciamo così. Cosa dici?

EVARISTO               Va bene anche per me, ma i miei soldi io li voglio, perché…

VENDITORE            Adesso basta con la sceneggiata!Firmate queste poche cambiali e quando aprirete l'agriturismo vi arriveranno soldi a palate. (Matilde e Evaristo firmanoinvece una caterva di cambiali). Adesso venite fuori che vi insegno come si adopera il trattore, e speriamo non vi voglia tanto tempo, altrimenti farò notte.

EVARISTO               Io non ho bisogno di istruzioni, ce l'ho un trattore a casa; sarò Chiuso di nome ma non di fatto. Non ha quattro ruote? Non ha un volante, le marce? E allora?

VENDITORE             Questo è un trattore di tipo nuovo, ma se uno non è scemo e capisce un poco, non ci vuole molto per montarci su e cominciare a lavorare.

EVARISTO               Allora non occorre che lei perda tempo, prenda questi soldi e le cambiali e se ne vada.

VENDITORE            Contenti voi… (esce il venditore. Entrano Edoardo e Isabella).

6) MATILDE, EVARISTO, EDOARDO, ISABELLA

MATILDE                 Ancora qua?

EVARISTO               Questa volta si è portato appresso la moglie.

EDOARDO               Mi hanno detto che nostro figlio vive qua, da voi. La gente del paese ha visto…

MATILDE                 Ha visto uno, ma non sa che è tonto, che non è al cento per cento, come ve lo devo dire. Se vostro figlio è intelligente non è certo lui che è qua.

ISABELLA   Possiamo vederlo, così almeno ce ne renderemo conto anche noi se…

EVARISTO               Se è stupido? Ma ve lo diciamo noi che èstupido, e adesso sarà meglio che ve ne andiate che qui si deve parlare di affari e non di figli tonti.

EDOARDO               Cosa vi costa chiamarlo, saremmo più contenti se…

EVARISTO               Insomma siete proprio cocciuti! Come ve lo dobbiamo dire che vostro figlio non è qua. (entrano Costanza e Beatrice).

MATILDE                 Andiamo fuori Evaristo, lasciamo a loro la rogna di questi due. (escono Matilde ed Evaristo).

7) EDOARDO, ISABELLA, COSTANZA, BEATRICE

BEATRICE   Cosa volete brava gente?

ISABELLA   Ci hanno detto che nostro figlio vive in questa fattoria.

BEATRICE   Allora lei è il signore che è venuto qui l'altra volta?

EDOARDO               Sì, sono io, e questa è mia moglie. (Demetrio si affaccia alla porta, non visto, poi scompare).

COSTANZA             Vostro figlio? Sì, qui ci vive un giovane, ma non penso sia vostro figlio.

EDOARDO               Perché è tonto?

COSTANZA             Eh, sì.

ISABELLA   Ma non si può vedere questo giovane?

COSTANZA             Certo, Beatrice, va a chiamare Demetrio.

EDOARDO               Demetrio? Ma nostro figlio si chiama Michael.

COSTANZA             Vede che non è suo figlio. Avrà avuto delle informazioni sbagliate.

ISABELLA   Doveva stare via per qualche tempo per fare esperienza di vita con il lavoro di campagna, ma ora è già passato un anno e non si è fatto ancora vedere. Non so se si ricordi che deve presentare la tesi di laurea dell’università. (entra Beatrice).

EDOARDO               Fa niente: abbiamo capito che non può essere lui nostro figlio. Vi ringraziamo infinitamente.

BEATRICE   Ci dispiace… speriamo che lo troviate.

ISABELLA   Arrivederci (escono Edoardo e Isabella. Entra Demetrio).

8) COSTANZA, BEATRICE, DEMETRIO

BEATRICE   (a Demetrio) Sono stati qua due signori che cercavano loro figlio, pensavano che fossi tu.

DEMETRIO              Io?…

BEATRICE   Sì, tu. Ma gli abbiamo detto che sei… che non potevi essere tu, e allora sono andati via. Ascolta, lo sai che Matilde ed Evaristo hanno intenzione di farti lavorare i campi da solo, col trattore nuovo che hanno appena comperato? Tu devi fare in modo di non salirci mai sopra su quel trattore, anche perché è pericoloso e ti potresti fare male.

DEMETRIO              Ma a me piace guidare il trattore.

COSTANZA             Sarà bello per le prime volte, ma poi sarà solo fatica. Non potrai più lavorare l'orticello…

BEATRICE   E ci hanno lasciato senza campi, senza neanche chiedercelo. Ora, cosa farà mio padre?

DEMETRIO              Lavorerà anche lui per l'agriturismo.

COSTANZA             Il trattore per l’agriturismo è uno solo, e quello che lo guiderà, secondo le intenzioni di Evaristo sarai tu, anche perché non ti pagheranno, o ti daranno qualcosa, mentre mio marito bisognerà pure che lo paghino, se non altro perché ha famiglia.

DEMETRIO              (riflettendo) Cosicché, se voi aveste avuto i due campicelli di prima sareste più tranquilli?

COSTANZA             Certo, così Abramo potrebbe lavorare e guadagnare quel che basta per noi. Magari potessimo avere ancora i nostri due campi.

TEMPO V

1) DEMETRIO, CELESTINO (con un occhio nero)

DEMETRIO              È stato necessario Celestino, perché se non avessi confessato a tuo padre la sottrazione del denaro…

CELESTINO             Ma tu, come fai a sapere che gliel'ho detto?

DEMETRIO              (osservando l'occhio nero di Celestino) Lasciamo stare, come ti dicevo, se non avessi confessato la sottrazione del denaro era probabile che Matilde avesse denunciato tuo padre, e tu saresti dovuto andare al processo come testimone, e là saresti caduto.

CELESTINO             Caduto? In tribunale?

DEMETRIO              Caduto nel senso che avresti dovuto rivelare la verità, e saresti andato tu in prigione. Cosa ha detto tuo padre quando gli hai confessato la cosa?

CELESTINO             Non ha detto niente, ha fatto.

DEMETRIO              Be’, si vede cosa ha fatto. Ma almeno ora sei tranquillo. Quando riporterà il sacchetto al suo posto?

CELESTINO             Dovrebbe arrivare ora, e vuole parlare con Matilde per riferirle dell'accaduto… anzi guarda, sta arrivando proprio adesso. (entra Evaristo).

2) DEMETRIO, CELESTINO, EVARISTO

EVARISTO               (a Celestino) Dov'è Matilde, devo confessarle cos'hai combinato.

CELESTINO             Ma è stato Demetrio a volere vedere i soldi e poi a rompere il biglietto con i numeri della combinazione e chiudere la cassaforte; altrimenti i soldi sarebbero ancora là.

EVARISTO               Demetrio? E tu ti fidi di uno stupido come lui. Allora vuol dire che sei ancora più stupido. (a Demetrio) E tu, razza di deficiente, perché hai rotto i numeri e chiuso la cassaforte?

DEMETRIO              Per eliminare le prove, Celestino ha detto che bisognava eliminare le prove.

CELESTINO             Sì, ma dopo avere rimesso i soldi nella cassaforte.

DEMETRIO              Ah, sì…, non lo sapevo.

EVARISTO               Razza di cretino! Celestino, va a chiamare Matilde e dille che sono qua con il sacchetto che mancava. (esceCelestino. Entra Matilde).

3) DEMETRIO, EVARISTO, MATILDE

MATILDE                 Cos'è questo casino? Ah, ecco dov'erano finiti i soldi!(a Evaristo) Li avevi presi tu! E mi hai accusata di essere io la ladra.

EVARISTO               Guarda che qui non c'è nessun ladro.

MATILDE                 Chi ce li aveva?

EVARISTO               Celestino.

MATILDE                 Allora è lui il ladro.

EVARISTO               Li aveva presi per guardarli, poi il fesso di Demetrio ha chiuso la cassaforte e lui per paura se li è portati via. L'importante è che i soldi siano ancora qua. Cosa ne facciamo ora? Li mettiamo nuovamente nella cassaforte?

MATILDE                 Neanche per sogno: spariranno ancora di sicuro. Li terrò io, li metterò in un posto più sicuro della cassaforte.

EVARISTO               Questi soldi sono anche miei, e li nasconderò in un posto dove nessuno può trovarli.

MATILDE                 Niente affatto…

DEMETRIO              Io avrei una soluzione.

EVARISTO               Taci tu, scimunito, che ne combini una dopo l’altra!

MATILDE                 Il tonto ha la soluzione, questa è bella!

DEMETRIO              I campi… Potreste comprare nuovamente i vostri campi, così voi li lavorerete e io lavorerò per l'agriturismo.

EVARISTO               Il tonto stavolta ha ragione. Facciamo così: per adesso compriamo un campicello a testa e per il resto si arrangerà Demetrio.

MATILDE                 Va bene, accetto.

EVARISTO               Allora telefono subito per ricomprare i due campi. (telefona al compratore dei quattro campi) Sono Evaristo, quello che le ha venduto i campi, si ricorda?

COMPRATORE       Ah sì, certo che mi ricordo… Ma i soldi ve li ho dati.

EVARISTO               Sì che ce li ha dati, ma adesso vorremmo ricomprare due dei quattro campi che le abbiamo venduto, abbiamo qui metà soldi di quelli che ci ha dato lei.

COMPRATORE       La metà? Non penserete di ricomprare la metà dei vostri campi con metà dei soldi: adesso valgono di più.

EVARISTO               Di più? Ma se ve li abbiamo venduti neanche una settimana fa? Ha voglia di imbrogliarci per caso?

COMPRATORE   Gli affari sono affari. Sapete come faremo? Lei l'altra volta mi ha detto che aveva un mezzo campo che le restava: se mi dà quel mezzo campo io le cedo i due campi allo stesso prezzo di come me li ha venduti.

EVARISTO               Non ci capisco niente.

COMPRATORE       Allora facciamo così: mettiamo che il valore dei campi sia aumentato di un terzo: per sapere cosa dovete pagare voi dovrete dividere i campi a metà…

MATILDE                 Dividere i campi a metà?…

COMPRATORE       Sì, a metà, così, se in un campo ci sono due metà, in due campi ci saranno quattro metà, e in quattro campi otto metà, giusto?

EVARISTO               Io non ci capisco niente.

COMPRATORE       Mi lasci finire e poi vedrà che tutto le apparirà chiaro. Dunque, otto metà sarebbero otto mezzi campi, che lei ha venduto a me; e dove sta l'altro mezzo campo? Su, indovini!

EVARISTO               Basta! Sono stufo di questi conti, cosa vuole dire?

COMPRATORE       In parole povere, se lei mi dà quel mezzo campo io le cedo i due campi al prezzo di come me li ha venduti.

EVARISTO               Ma io perdo il mezzo campo?…

DEMETRIO              Ma ne acquisterà due a un prezzo di favore.

EVARISTO               È giusto, sarebbe un affare.

COMPRATORE       Sicuro che è un affare, allora accetta?

EVARISTO               Certo che accetto.

COMPRATORE       Arrivederci.

EVARISTO               Vedete, così si fanno gli affari!E adesso dovrò insegnare subito a Demetrio come si fa ad arare, che in questa azienda non si deve perdere tempo.

MATILDE                 (a Evaristo) Perché non puoi fare lavorare anche Celestino i campi? EVARISTO                        Lei lavora i campi?

MATILDE                 No, io sono vecchia.

EVARISTO               Chi li lavora per lei?

MATILDE                 Demetrio, chi vuoi che li lavori per me.

EVARISTO               E Demetrio quante persone sono?

MATILDE                 Una, ma cosa stai dicendo?

EVARISTO               Sto dicendo che se c’è una persona sola che lavora i campi per lei, anche noi dobbiamo essere una persona sola, e quella sono io, che se ci fosse anche Celestino saremmo due persone, per cui dovremmo guadagnare di più.

DEMETRIO              Un terzo di più…

EVARISTO               Cosa dici Demetrio, ti metti a fare i conti anche tu adesso!

MATILDE                 Evaristo, hai fatto un ragionamento che non riesco a capire, non è da te.

DEMETRIO              Infatti non è da lui.

MATILDE                 Smettila Demetrio, ricorda che il deficiente qua dentro sei tu!

TEMPO VI

1) EVARISTO

EVARISTO               Ma quanti aggeggi ci hanno messo su quel trattore? Io non so neanche avviarlo. Bisogna che telefoni subito al venditore che venga qua per spiegarmi (compone il numero). Sono Evaristo, quello che ha comprato il trattore.

VENDITORE            Ah, quello che non ha voluto sentire le mie spiegazioni? Cosa c'è che non va?

EVARISTO               Il trattore non va, non riesco a metterlo in moto. Io non ci capisco niente.

VENDITORE            Bene, bene, bene, a quanto pare lei vuole che venga là per insegnarle come si mette in moto il trattore? Che parta dalla ditta, che faccia una cinquantina di chilometri solo per lei, che sia subito disponibile per insegnarle quello che prima non voleva sentire? Bene, bene, bene!

EVARISTO               Cos'è questo: bene, bene, bene! Pare che non sia del tutto d'accordo di venire qui.

VENDITORE            Io sono d'accordissimo, anche se ha rifiutato le istruzioni una volta, io sono buono, e vengo per la seconda volta. Ma non subito, diciamo… fra due settimane.

EVARISTO               Fra due settimane? Ma io devo arare per seminare.

VENDITORE            E io sono qui, a sua disposizione, no? Fra due settimane, e mi dovrà rimborsare le spese del viaggio, che non sono poche, arrivederci.

EVARISTO               Fra due settimane? Sarà troppo tardi per la semina.

TEMPO VII

Dopo due settimane e qualche giorno

1) EVARISTO, MATILDE

EVARISTO               Ho finalmente capito come adoperare il trattore, ma sono stanco morto. Beata lei che è vecchia e…

MATILDE                 Evaristo! Modera i termini!

EVARISTO               Sono stanco, ho detto, e sono anche arrabbiato: stavo dicendo che lei è vecchia e non può aiutarmi nei campi, e devo fare tutto io. Se almeno fosse più giovane contribuirebbe ai lavori.

MATILDE                 Ma io sono vecchia.

EVARISTO               Appunto. Il lavoro lo devo fare tutto io… e il guadagno dividerlo a metà.

MATILDE                 Demetrio non impara proprio niente? Non dovevi insegnargli a usare il trattore?

EVARISTO               Capisce che non c'è tempo! Altrimenti la semina andrà persa. Non ho tempo di insegnargli quello che mi ha insegnato il tecnico Ho dovuto fare tutto io, solo io; e adesso dovrò anche seminare.

MATILDE                 Non ti sei fatto aiutare neanche da Abramo?

EVARISTO               Da tutta la famiglia mi sono fatto aiutare, tanto, per quello che gli darò… A proposito, ho comprato due sacchi: uno di mangime per i polli e uno di sementi. Sono quasi uguali, ma è il prezzo che è diverso: caspita, le sementi costano l'ira di Dio.

MATILDE                 Cosa! Quanti soldi hai speso? Dopo quello che ci hai fatto spendere per le istruzioni del tecnico, e ora dei sacchi di te non c’è da fidarsi, sei proprio un ingenuo!

EVARISTO               Io non sono ingenuo, io sono stanco, e la finisca con le offese!

MATILDE                 Se sei stanco fatti aiutare da Demetrio con i sacchi.

EVARISTO               Ha ragione. (si alza e dalla porta chiama Demetrio. Entra Demetrio).

2) EVARISTO, MATILDE, DEMETRIO

EVARISTO               Sei capace di aprire un sacco, anzi due sacchi?

DEMETRIO              Sì che sono capace.

EVARISTO               E scaricarne uno nella seminatrice e uno darlo ai polli?...

DEMETRIO              Sì.

EVARISTO               Allora sei quasi normale. Va sotto la tettoia dove c'è il sacco delle sementi che scaricherai nella seminatrice e quello del mangime lo darai ai polli, (esce Demetrio. Entrano Abramo e Costanza).

3) EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA

EVARISTO               (ad Abramo e Costanza) Proprio voi! Tenetevi pronti per febbraio, che quando nascerà il radicchio tardivo e le altre colture primaverili che adesso seminerò, mi darete una mano per raccoglierle. Poi, con i conigli e galline che ho io potremo aprire l’agriturismo.

ABRAMO                 Evaristo, sarà la fine della nostra tranquillità.

MATILDE                 Tranquillità, cos'è questa tranquillità? Sei solo uno scansafatiche, vorrei vedere se ti mandassi via cosa faresti, dove andresti. Tu vivi alle mie spalle, e se vuoi continuare a stare qua devi accettare quello che dice la tua padrona, che è anche troppo buona di cuore.

COSTANZA             Questa poi!

MATILDE                 Andiamo Evaristo, che questi sono retrogradi e a quanto pare vogliono restare retrogradi (escono Evaristo e Matilde. Entra Beatrice).

4) ABRAMO, COSTANZA, BEATRICE

BEATRICE   Venite a vedere, venite a vedere: non ho mai visto le galline mangiare così volentieri il mangime che gli ha dato Demetrio, sembra che siano in festa. (mangiano le sementi invece del mangime).

TEMPO VIII

Inizio di marzo

1) EVARISTO, MATILDE

EVARISTO               Non è germogliata nessuna piantina di radicchio. Dovevamo aprire l'agriturismo proprio in questo periodo. Ora siamo in bolletta, con le cambiali che arrivano a spron battuto.

MATILDE                 Secondo te, le piantine dovrebbero essere già nate?

EVARISTO               Certo.

MATILDE                 Allora cosa hai combinato?

EVARISTO               Io? Io non ho combinato nulla, e cali il tono della voce!

MATILDE                 Telefona a quelli del consorzio.

EVARISTO               Ancora?… Sono quattro volte che telefono e loro mi dicono che bisogna avere pazienza, che è una qualità tardiva e che prima o poi le piantine nasceranno. Ma io mi domando: se è un radicchio invernale dovrà nascere in inverno, anche se è tardivo, se nascesse in primavera sarebbe un radicchio primaverile… Adesso è l’ora che gliene dica quattro a quelli che mi hanno venduto le sementi. (telefona) Sono sempre io, Evaristo, telefono ancora per il radicchio che dovrebbe essere nato e invece non è nato.

VENDITORE            Bisogna avere pazienza, e a quanto pare lei ne ha poca. Con la pazienza si ottiene tutto.

EVARISTO               Anche romperle il muso a distanza. Sono stufo di telefonare a voi e aspettare che la verdura nasca. Voglio sapere che tipo di sementi mi avete rifilato, altrimenti vengo là e spacco tutto. (dall'altra parte del filo si sente che qualcuno leva la cornetta dall'interlocutore).

NUOVO VENDITORE   Che c'è? Dica a me se ha qualche recriminazione da fare.

EVARISTO               C'è che ho seminato il radicchio invernale prima dell'inverno e non è ancora nato. Il suo collega mi dice di portare pazienza, che le piantine nasceranno, ma io sono stufo di aspettare.

NUOVO VENDITORE   Non sono ancora nate? Ma se gli altri è già da un mese che lo stanno mangiando.

EVARISTO               Stanno già mangiando il radicchio? Allora perché il mio non è nato?

NUOVO VENDITORE  Questo è un mistero. Le conviene seminare insalata, abbiamo delle sementi precoci che…

EVARISTO               (soprappensiero) E le cambiali?…

NUOVO VENDITORE   Non occorre firmare cambiali per un sacco di sementi… Venga qui che glielo vendiamo.

EVARISTO               Ma bisogna arare di nuovo i campi, e fresarli.

NUOVO VENDITORE   Certo, non vorrà seminare l'insalata su un terreno duro.

EVARISTO               Va bene, farò così.

NUOVO VENDITORE   L'aspetto.

EVARISTO               (a Matilde) Cosa sarà successo con quelle sementi di radicchio?… Aspetta, aspetta! Non vorrei che… Demetrio, dov’è Demetrio?

MATILDE                 L’ho visto fuori un momento fa.

EVARISTO               (dalla porta) Demetrio! (entra Demetrio).

2) EVARISTO, MATILDE, DEMETRIO

EVARISTO               Demetrio, ti ricordi quando hai messo le sementi nella seminatrice e il mangime lo hai dato ai polli.

DEMETRIO              Sì.

EVARISTO               E hai messo le sementi nella seminatrice e il mangime lo hai dato ai polli, vero? Perché, pensandoci bene, mi pareva che i polli in quel periodo se la godessero un mondo a mangiare quello che gli avevi dato, pareva che mangiassero un dolce. Non è che hai dato ai polli le sementi e nella seminatrice hai messo il mangime?

DEMETRIO              I sacchi erano uguali, potrebbe essere… e io non so distinguere le sementi dal mangime?

EVARISTO               deficiente che non sei altro! Sarai pur capace di leggere! Ma cosa mi hai combinato! Ci hai rovinato!

DEMETRIO              Lo sa anche lei che sono tonto.

EVARISTO               Sì che lo so, ma non fino a questo punto. Matilde, siamo rovinati! Demetrio ha seminato il mangime invece delle sementi.

MATILDE                 (a EvaristoE tu sei più tonto di lui se gli hai dato da caricare la seminatrice con il concime!

EVARISTO               Ormai è fatta, ha ragione: non dovevo incaricare un tonto a fare quel lavoro. E adesso? Adesso non ho più soldi neanche per pagare le sementi di insalata. Lei ha qualcosa per pagarla?

MATILDE                 Qualcosa ce l'ho ancora.

EVARISTO               Va bene, pagheremo almeno quelle, e poi faremo i conti. (il postino suona alla porta. Matilde ritira una busta con dentro l'imminente scadenza della terza cambiale dei campi).

MATILDE                 No! Ancora una cambiale! E siamo rimasti senza soldi. Come faremo adesso? Ci metteranno in prigione.

EVARISTO               Facciamo un mutuo e quando cominceremo a guadagnare lo pagheremo a rate.

MATILDE                 Allora fai questo mutuo e semina l'insalata che voglio vedere i primi guadagni.

EVARISTO               (telefona alla banca) Sono Evaristo Chiuso, avrei bisogno di un mutuo, sa…

BANCARIO              Il signor Evaristo Chiuso, quello che voleva aprire un agriturismo?

EVARISTO               Sì, come fa a conoscermi?

BANCARIO              Quello che aveva bisogno di soldi.

EVARISTO               Sì, ma come mai mi conosce?

BANCARIO              Quello che poi ha rifiutato la mia offerta di finanziamento? Quello a cui avevo detto che non gli avrei mai più dato una lira in caso di bisogno, né la mia banca né le altre banche.

EVARISTO               (rivolgendosi a Matilde) Oh Dio, il finanziatore!

BANCARIO              Ma sarò buono: la mia banca vi concederà lo stesso il mutuo, ma alle condizioni che vogliamo noi.

MATILDE                 Sì, sì, certo, basta che me lo concediate.

BANCARIO              Bisogna ipotecare la casa: non vorrei che mi faceste un altro scherzetto come l'altra volta.

EVARISTO               Va bene, va bene. (a Matilde) Ipotechiamo questa casa.

MATILDE                 Perché questa e non la tua? Sei tu che amministri, ipotechiamo la tua!

EVARISTO               La mia proprio no.

MATILDE                 Neanche la mia.

EVARISTO               Allora ipotechiamole tutte e due così non c'è nulla da dire.

MATILDE                 D’accordo, ipotechiamole tutte e due.

EVARISTO               (al telefono) Va bene se invece di ipotecare una casa ne ipotechiamo due?

BANCARIO              Questa non l'ho mai sentita, ma se per voi va bene, va bene anche per me. Passi qui nei prossimi giorni con i contratti delle due case che perfezioneremo il mutuo.

EVARISTO               Va bene, e grazie, grazie signor finanziatore.

TEMPO IX

primavera

1) EVARISTO, MATILDE

EVARISTO               Finalmente è tutto pronto. I campi sono pieni di verdura, i miei conigli sono grassi e le sue galline sono pronte per un buon brodo.  Ci siamo indebitati fino al collo, ma ora cominceremo a guadagnare soldi a palate.

MATILDE                 Hai fatto proprio un buon lavoro, sarà l'agriturismo più rinomato della zona.

EVARISTO               Certo, ho dovuto correre come un matto per la documentazione, per organizzare il lavoro; e Celestino lo stesso: dirigere il lavoro nei campi, controllare le verdure, i tempi della semina, della sarchiatura.

MATILDE                 Ma chi lavorava i campi? (entrano Abramo, Costanzae Demetrio, spossati, incapaci di stare in piedi).

2) EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA, DEMETRIO

EVARISTO               Loro lavorano i campi!Sono un po’ stanchi, ma vedranno, vedranno quando arriveranno i primi clienti, quando arriveranno i soldi, quando qualcosa cadrà anche nelle loro tasche.

ABRAMO                 Non ce la facciamo più, è una vita troppo dura. Non potete costringerci a continuare a lavorare in questo modo.

EVARISTO               Ma lo volete capire che se non lavorate per noi sarete costretti a fare la fame. Ringraziateci invece di lamentarvi tanto.

COSTANZA  Siamo solo noi che lavoriamo.

MATILDE                 Volete che lavori io, vecchia come sono.

EVARISTO               E io, vi pare che non faccia niente? Che sto diventando matto per curare la parte amministrativa.

COSTANZA             E Celestino? Cosa cura? La parte dirigenziale?

EVARISTO               In quanti dobbiamo lavorare! Comunque anche lui fa la sua parte. (entra Celestino, tutto pimpante).

3) EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA, DEMETRIO,

CELESTINO

CELESTINO             Cosa sono quelle facce da funerale? Se è tutto pronto bisogna brindare!

EVARISTO               Sì, giusto, bisogna brindare. Abramo, prendi una bottiglia delle tue che questo è un gran giorno. (Abramo non riesce a muoversi dalla stanchezza).

CELESTINO             La prendo io la bottiglia, so dove la tengono (la prende dal mobile). Ecco, brindiamo al nuovo agriturismo, e a me e a Beatrice chesaremo i camerieri visto che siamo una coppia perfetta.

EVARISTO               Tu, con quella faccia, no. Beatrice, lei così giovane, sì. (vedendo Abramo sconsolato) Abramo, non fare la vittima adesso, su, facci compagnia, bevi anche tu un sorso (Abramo beve a malincuore). È un onore avere l'agriturismo in casa propria, qui nella tua sala grande. E ora, evviva ai soldi che arriveranno a iosa. Celestino, hai scritto l'avviso sulla lavagna all’entrata“Prodotti senza conservanti”?

CELESTINO             Sì papà.

EVARISTO               Ti sei rivolto all’agenzia perché mandino qui i clienti?

CELESTINO             Sì papà, e mi hanno promesso che ce ne manderanno anche dall’estero?

EVARISTO               Dall’estero? Ancora meglio. Bene, bene, non ci resta che aspettare.

TEMPO X

Qualche giorno dopo

1) EVARISTO, MATILDE, DEMETRIO, KARL, ALBERT

KARL                        (entrando in scena masticando) Gut, sehrgut. Buono, vostro mangiare essere buono. Nichtwahr Albert.

ALBERT                   Ja, sehrgut.

KARL                        Noi essere dirigenten di una agenzia viaggi. Venuti in questo posto per assaggiare cibi, per vedere se buono. Qui, molto buono. Noi portare qui unseregesellschaften. Noi spedire voi cinque pullman leute, gente, per mangiare qui. Qui molto buono. Settimana prossima, cinque pullman Leute venire qua.zufrieden? Contenti?

MATILDE                 Ma come parla questo qua?

EVARISTO               Zitta, sono tedeschi, e ci portano cinque pullman di clienti. Guarda di non fare gaffe che con questi non si scherza.

ALBERT                   Noi non scherzare, no, noi fare sul serio; sempre se voi zufrieden, contenti.

EVARISTO               Ja, ja, duecentocinquanta persone, va molto bene. Tutte in un giorno?

KARL                        Non un giorno; fuenfgiorni, cinquetag, uno pro tag, al giorno… Aberman muss, si deve, mettere cartello su strasse, grande cartello per pullman. Difficile finden posto, qui difficile trovare, troppo nascosto.

EVARISTO               Se è per questo metteremo un cartello che si veda anche in Germania, abbiamo qui Demetrio che è un artista, vero Demetrio?

DEMETRIO              Certo, farò un cartello che si veda dappertutto.

ALBERT                   Allora, tanti polli, kaninchen, conigli, und salat, vielensalat.

EVARISTO               Benissimo, uccideremo ancora dei conigli, dei polli e delle anitre. Raccoglieremo tutta la verdura dai campi.

DEMETRIO              Evaristo, forse è meglio uccidere tutti gli animali da cortile, se poi qualche tedesco resta senza?

EVARISTO               È strano ma hai ragione. Ucciderò tutti gli animali che abbiamo.

KARL                        Bene, sehrgut. Ora io telefonare mia agenzia e dire tutto. Einverstanden? D'accordo?

EVARISTO               Ja… ja, sì, d'accordo.

KARL                        Aufwiedersehen.

EVARISTO               Aufwiedersehen. (esconoKarl e Albert).

           

2) EVARISTO, MATILDE, DEMETRIO

MATILDE                 Se ho ben capito, stiamo per diventare ricchi in una sola settimana.

EVARISTO               Può ben dirlo: duecentocinquanta persone che vengono a mangiare qui! Demetrio, chiama Abramo e Beatrice e dì loro che uccidano tutti gli animali che abbiamo.

DEMETRIO              Ma sono stanchissimi.

MATILDE                 Niente ciance! Sono degli sfaticati, ecco cosa sono. Non hanno mai voluto che aprissimo l'agriturismo, per questo hanno lavorato sempre malvolentieri. Ma ora, se vogliono guadagnare anche loro devono rimboccarsi le maniche e lavorare, altrimenti lo sanno cosa li aspetta. E tu non essere come loro: essere tonto non ti giustifica.

DEMETRIO              Ma anche se sono tonto sono anch’io stanco lo stesso.

EVARISTO               Poche storie, va con loro e fa quello che devi fare.

DEMETRIO              E il cartello?

EVARISTO               Giusto, sei uno stupido, ma in quanto a memoria vai bene. Allora, va ad avvisare gli altri che uccidano gli animali e raccolgano tutto dai campi, e poi scrivi il cartello.

DEMETRIO              Cosa devo scrivere?

EVARISTO               Ma sei proprio uno stupido: guarda sugli altri cartelli cosa c'è scritto, su quelli dei ristoranti, delle officine, dei negozi. Insomma, scrivici sopra lo stesso che hanno scritto loro. Ma che ci sia la parola agriturismo. (a Matilde) Con uno così bisogna dirgli tutto.

DEMETRIO              Ho capito, vado (esce Demetrio).

TEMPO XI

Lunedì sera, sconsolati: non è arrivato nessun pullman

1)BEATRICE, MATILDE, EVARISTO, COSTANZA, ABRAMO(pronti a ricevere i clienti)

BEATRICE   Mi sento ridicola con questo grembiule (se lo leva).

MATILDE                 Mettitelo subito, sei l'unica ragazza giovane, e i clienti sono più contenti se a servirli è una come te.

BEATRICE   Ma ormai non arriverà più nessuno.

EVARISTO               Odi proprio i soldi che arriveranno? Mi sembra che tu ti stia incanalando sulla stessa strada del tonto di Demetrio.

COSTANZA             Posso capire che sei nervoso Evaristo, ma non siamo stati certamente noi a volere l'agriturismo.

ABRAMO                 E non lo vogliamo neanche ora. Ti sei reso conto che da quando sei partito con questa idea non abbiamo avuto un momento di pace?

EVARISTO               Perché non sono ancora cominciati i guadagni. Vedrai, vedrai quando arriveranno i pullman dei tedeschi… Certo che per oggi non arriverà nessun pullman. Avremo capito male, e loro cominceranno ad arrivare da domani, martedì.

MATILDE                 O avranno capito male loro: quegli stupidi tedeschi che non sono capaci di spiegarsi.

EVARISTO               Sì, sicuramente non si sono spiegati. Comunque oggi è andata così, però prepariamoci per domani, che sicuramente sarà una giornata dura.

COSTANZA             Per noi è da un pezzo che sono giornate dure.

TEMPO XII

Martedì, verso sera

1)EVARISTO, CELESTINO, MATILDE

EVARISTO               Ma che scherzi sono questi? Neanche oggi?…

CELESTINO             Avranno rotto il pullman, saranno per la strada e arriveranno domani con una fame da lupi.

EVARISTO               E non potevano telefonare?

MATILDE                 Telefonare? Ma se sanno appena spiegarsi di persona, pensati al telefono! Dai Evaristo, un po' di pazienza. C'ero anch'io quando hanno detto che venivano; sarà come dice Celestino: hanno rotto il pullman e arriveranno domani.

EVARISTO               Speriamo.

TEMPO XIII

Mercoledì, verso sera

1)EVARISTO, MATILDE, UFFICIALE GIUDIZIARIO

EVARISTO               Mi sembra che ci vogliano fregare. Qui c’è qualcosa che non quadra: il primo pullman doveva arrivare lunedì. Come mai non arrivano i pullman? (agitandosi) Come mai non arrivano!

MATILDE                 Cosa vuoi che ne sappia io, sei tu che hai fatto tutto.

EVARISTO               Appunto, perché tu sei una vecchia, spilorcia e intrattabile.

MATILDE                 Senti chi parla, brutto scemo!

EVARISTO               Ma perché non arrivano i pullman, perché?!Matilde, capisce che abbiamo ucciso tutti gli animali e raccolto tutta la verdura… e non arriva nessuno. (arriva una telefonata) Sì, pronto, finalmente vi fate sentire crucchi che non siete altro. Si può sapere quando arrivate?

UFFICIALE GIUDIZIARIO   Meno arroganza! Comunque il crucco arriverà là venerdì verso le cinque di sera.

EVARISTO               Con tutte e cinque le corriere?

UFFICIALE GIUDIZIARIO   No, vengo solo con la mia valigetta, per sequestrare le due case.

EVARISTO               Ma… allora lei non è tedesco?

UFFICIALE GIUDIZIARIO   No, ma sarò inflessibile come un tedesco. Ho qui una grossa cambiale che è scaduta qualche giorno fa, e se non la pagate entro venerdì io vi sequestrerò le case. Arrivederci.

EVARISTO               Oh Dio, ci mancava anche questa adesso. E i tedeschi non arrivano…

TEMPO XIV

Giovedì, verso sera

1) EVARISTO, CELESTINO, DEMETRIO, MATILDE

EVARISTO               Dannazione, non arriva nessuno.

CELESTINO             Neanche le macchine arrivano. Una almeno, quella volta era arrivata.

EVARISTO               Strano, davvero strano. (a Demetrio) Ma lo hai attaccato il cartello con scritto agriturismo?

DEMETRIO              Certo che l’ho attaccato.

EVARISTO               E cosa ci hai scritto sopra?

DEMETRIO              Quello che mi ha detto lei.

EVARISTO               Allora, come mai non arrivano i tedeschi e nessun altro?

MATILDE                 Calmati, arriveranno domani, venerdì.

EVARISTO               Ma dovevano cominciare ad arrivare lunedì.

MATILDE                 Si può sbagliare a parlare, guarda sai che il tedesco non è una lingua facile.

CELESTINO             Cosa dice Matilde? Per noi sarà una lingua difficile, ma per loro è facile.

MATILDE                 Per me quando una lingua è difficile è difficile per tutti.

TEMPO XV

Venerdì mattina

1)EVARISTO, MATILDE, BEATRICE, CELESTINO

EVARISTO               Siete tutti pronti? Oggi è il giorno fatidico. Sicuramente ci siamo capiti male: i tedeschi intendevano arrivare con i cinque pullman oggi, venerdì. Sicuramente è così, e oggi diventeremo ricchi, perché la parola è parola e la parola di un tedesco vale più delle altre. Beatrice, non fare quella faccia… e mettiti il grembiule: la gente vuol essere servita sì da una ragazza, ma una ragazza brillante, gioiosa. No, tu Celestino con quella faccia non servirai i clienti. Matilde, è pronta a incassare?

MATILDE                 È da lunedì che sono pronta.

EVARISTO               Bene, aspettiamo allora.

TEMPO XVI

Venerdì pomeriggio

1) EVARISTO, MATILDE, CELESTINO

MATILDE                 Ci hanno fregato, quelli hanno tirato fuori la storia dei pullman perché volevano lo sconto su quello che hanno mangiato… Eppure io credo alla precisione del popolo tedesco, bisogna avere ancora un po’ di pazienza.

Venerdì sera

2)EVARISTO, MATILDE, CELESTINO, ABRAMO, COSTANZA, BEATRICE

EVARISTO               Ci hanno ingannato! Ci hanno rovinato! Abbiamo ucciso tutti gli animali e raccolto tutta la verdura per loro. Celestino, leva la scritta dalla lavagna“Prodotti senza conservanti” e scrivi“Chiuso per deperimento merce”. Ora siamo rovinati del tutto. Ma mi sentiranno, mi sentiranno questi tedeschi del cavolo. Gli telefono io in Germania. Matilde, tiri fuori il numero che gliene dico quattro a quelli, e mi farò pagare per il danno che abbiamo avuto. Altroché se mi sentiranno!

CELESTINO             Guarda papà che non sai parlare il tedesco.

EVARISTO               No?…È vero. Ma datemi lo stesso il numero del telefono che mi sentiranno nella mia lingua.(suona il telefono. Celestino alza la cornetta).

TEDESCO                 Non bene, non bene. Furbivoi… Geschlossen, und nichtmitteilt. Io arrabbiato denn… geschlossen, geschlossen…

CELESTINO             (a Evaristo) È un tedesco, e mi sembra un tantino arrabbiato. Dice spesso gheslossen, cosa vuol dire gheslossen?

EVARISTO               Da' la cornetta a me. (al telefono) Gheslossen sarai tu! (agli altri) sarà una parolaccia. Come mai non siete arrivati con i pullman, perché non siete venuti, che diavolo vi è capitato?

TEDESCO                 Ichverstehenicht, non capire tu aergert, tu arrabbiato. “Io” arrabbiato, tu no di parola. Cartello grande, und geschlossen; tu imbroglione (riappende).

EVARISTO               Io imbroglione? Ma quello è matto. Ma cosa sarà questo gheslossen. Ha parlato del cartello. Demetrio, si può sapere cosa hai scritto sulcartello?… Ma, dov'è Demetrio?

CELESTINO             Non so, era qui un momento fa.

EVARISTO   Celestino, va a controllare cosa c'è scritto sul cartello. (esce Celestino. Entra Edoardo con una borsa in mano, e Isabella).

3) EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA BEATRICE, EDOARDO, ISABELLA

EVARISTO               Ancora qua? No, non è possibile. Arrivate proprio in un momento in cui vi manderei via a calci nel sedere. Vi prego, fatemi un piacere, uscite da quella porta e non fatevi più vedere.

EDOARDO               Come mai l’agriturismo è chiuso?

EVARISTO               L'agriturismo chiuso?...Allora siete qui per mangiare. Noi teniamo aperto anche di notte se occorre; ma prego, se volete favorire…

ISABELLA   Non siamo qui per mangiare, ma per nostro figlio. Sappiamo con certezza che Michael è qui, ci ha telefonato dicendo che era qui e ci ha pure spiegato la situazione in cui vi trovate.

MATILDE                 Qui abbiamo solo uno stupido che si chiama Demetrio, che peraltro ci combina un sacco di guai, quante volte ve lo dobbiamo dire?

ISABELLA   Ma adesso dov'è?

EVARISTO               Era qui un momento fa. (entra trafelato Celestino).

4)EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA BEATRICE, EDOARDO, ISABELLA, CELESTINO

CELESTINO             Sul cartello… sul cartello… c'è scritto…

EVARISTO               Cosa c'è scritto? Calmati, dimmi cosa c'è scritto?

CELESTINO             Agriturismo…  “Agriturismo Chiuso”.

EVARISTO               Cosa?!… Agriturismo chiuso! Ma… ma… io l'ammazzo quel farabutto, quel deficiente. Come si può!

MATILDE                 Incredibile! Quell’idiotaci ha fatto perdere un mucchio di soldi, ci ha rovinato! Ma dov'è, dov'è ora?

EVARISTO               Sarà fuggito, avrà capito che qui ci sarebbe scappato il morto. Come si fa a scrivere sul cartello “Agriturismo Chiuso”.

BEATRICE   Non ha fatto altro che aggiungere alla parola agriturismo il suo cognome, come fanno quasi tutti del resto.

EVARISTO               È vero, gliel’ho detto io… Allora anch’io sono… Ma non aveva capito che la gente non sapeva che Chiuso è il mio cognome e avrebbe pensato che l'agriturismo fosse chiuso?

BEATRICE   Avete sempre detto che è un tonto e lui si è comportato da tonto, altro non poteva fare.

EVARISTO               Però anche un tonto capisce che scrivendo così non arriverà nessuno; bisogna essere dei grandi deficienti per scrivere “Agriturismo Chiuso”. (entra l'ufficiale giudiziario).

5)EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA BEATRICE, EDOARDO, ISABELLA, CELESTINO, UFFICIALE GIUDIZIARIO

UFFICIALE GIUDIZIARIO   Chiuso come la sua casa, anzi le vostre case. Avete i soldi per pagare la cambiale?

EVARISTO               No.

UFFICIALE GIUDIZIARIOLo supponevo; allora da questo momento le vostre due abitazioni e tutti i campi andranno all'asta. (Abramo si dispera).

MATILDE                 Ma dove andremo? Non abbiamo più la casa…

UFFICIALE GIUDIZIARIO   Ci sono i ponti, i fienili... A me non interessa dove andrete, io devo fare il mio dovere.

EVARISTO               Tutta colpa di quel tonto. (Demetrio si affaccia alla porta, cambiato di personalità).

6)EVARISTO, MATILDE, ABRAMO, COSTANZA BEATRICE, EDOARDO, ISABELLA, CELESTINO, UFFICIALE GIUDIZIARIO, DEMETRIO

DEMETRIO              Qualcuno mi ha chiamato? Sono qua! Papà, mamma, come sono felice di vedervi! (li abbraccia. Vedendo Abramo disperato). Abramo non si disperi.

EDOARDO               Ah, eccoti finalmente, il nostro Michael!

ISABELLA   Allora, ti sei preparato per la tesi di laurea?

DEMETRIO              Certo mamma, di nascosto, perché di giorno avevo altro a cui badare. Ma ora è tutto finito: il mio scopo è raggiunto.

EVARISTO               Ma… ma allora... allora non sei tonto!

DEMETRIO              Le sembro tonto?

EVARISTO               Ah, farabutto, e dicevi di essere tonto! Allora hai fatto apposta a combinare tutti questi guai!

DEMETRIO              Diciamo di sì. Il mio primo scopo era quello di mandare a monte l'agriturismo.

EVARISTO               Come hai potuto fare questo?

DEMETRIO              E lei come ha potuto sfruttare in quel modo la famiglia di Abramo? (Evaristo abbattuto).

ABRAMO                 E il secondo?

DEMETRIO              (avvicinandosi a Beatrice) Capire se Beatrice mi avesse voluto bene per me stesso e non per i soldi di mio padre. E questo l'ho capito fin dal primo istante, per questo ho deciso, sempre se lei vorrà, di stare insieme con lei, per tutta la vita.

BEATRICE   Oh Demetrio, certo che lo voglio, è da quando sei arrivato che provo del sentimento per te. Ma c'è un problema.

DEMETRIO              Quale?

BEATRICE   Non posso abbandonare i miei genitori qui, in campagna, proprio ora che sono senza campi.

DEMETRIO              E chi ti dice che resteranno senza campi. (a Edoardo) Papà, sai cosa fare.

EDOARDO               Ah, certo, me ne stavo dimenticando. (apre la cartella, estrae delle carte e si mette a parlare con l'ufficiale giudiziario).

DEMETRIO              Beatrice, possiamo sposarci e abitare qui, per sempre.

BEATRICE   Oh Demetrio, sarebbe un sogno!

DEMETRIO              No, non è un sogno, perché io ti amo, ti amo Beatrice!

BEATRICE   Adesso basta Demetrio altrimenti mi fai piangere.

EDOARDO               (all'ufficiale giudiziario) Allora d'accordo: pagherò tutte le cambiali del signor Evaristo e della signora Matilde, in più le spese. Naturalmente le due case e i campi li rileverò io, e il signor Evaristo può abitare nella sua casa.

EVARISTO               Avrò ancora la mia casa?

EDOARDO               Sì, in comodato d’uso.

EVARISTO               Oh, com’è buono lei. Io la ringrazio, la ringrazio infinitamente.

EDOARDO               Con una clausola però.

EVARISTO               Quale?

EDOARDO               Che ne usufruirà solamente la metà.

EVARISTO               Metà casa?...Ma è stretta: io con Celestino può anche andare, ma con mia moglie sempre vicino? Quella scorbutica!

EDOARDO               O così o si dovrà arrangiare in un altro modo.

EVARISTO               Va bene, va bene.

MATILDE                 E io?

EDOARDO               Lei può usufruire dell’altra metà casa.

EVARISTO               Cosa?!... Abitare con lei? No, non è possibile! Io non voglio vivere con mia moglie, si pensi vivere con quella megera!

MATILDE                 Io, vivere con loro? Mai e poi mai!

EDOARDO               Allora la casa la cederò a un altro.

EVARISTO MATILDEAspetti, aspetti, se proprio non si può farne a meno…

MATILDE                 (a Evaristo) Io al pianterreno e tu al primo piano.

EVARISTO               No, io al pianterreno e lei al primo piano.

MATILDE                 No, io al pianterreno che sono vecchia.

EVARISTO               Non mi interessa se lei è vecchia, lei deve andare al primo piano e non deve mai scendere.

MATILDE                 Tu non devi mai scendere dal primo piano.

BEATRICE                Sbaglio o la casa è a un piano solo?

EVARISTO               (Evaristo e Matilde si guardano stupefatti). No, con lei così taccagna io non voglio abitare!

MATILDE                 Perché, pensi che io sia felice di abitare con te e tuamoglie, cretino che non sei altro!

EVARISTO               Moderi i termini.

MATILDE                 Tu sarai sempre un cretino se mi hai portato in questa situazione.

EVARISTO               Meglio che vada a casa mia.

MATILDE                 A casa nostra! (escono Evaristo e Matilde litigando).

EDOARDO               Michael, adesso puoi spiegarci questa storia dell’agriturismo?

DEMETRIO              Hai conosciuto i due tipi che sono usciti? Bene, loro volevano aprire un agriturismo qui, facendo lavorare noi. Ma (indicando la famiglia di Abramo) loro non volevano, però hanno dovuto accettare altrimenti venivano sfrattati. Allora ho fatto in modo che tutto andasse a catafascio: prima ho fatto sì che il finanziatore non desse i soldi ai due manigoldi, poi ho chiuso la cassaforte con i soldi fuori, poi ho fatto seminare il mangime anziché le sementi, poi ho fatto uccidere tutti gli animali da cortile, poi ho scritto sul cartello in strada “Ristorante chiuso”, poi (la voce via via scemando fino alla chiusura del sipario) non sono arrivati i pullman di tedeschi, poi ho telefonato a voi, poi…

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