Il vecchio geloso

 


Farsa in un atto

di Miguel De Cervantes y Saavedra

da FARSE SPAGNOLE del secolo doro

Edipem Novara 1974

PERSONAGGI

LORENZA

CRISTINA, sua cameriera

ORTIGOSA

VICINO

CANIZARES

COMPARE

GALANTE

PIZZARDONE

SUONATORI

DANZATORE


Entrano donna Lorenza, Cristina sua cameriera, e Ortigosa,una vicina.

Lorenza stato un vero miracolo, signora Ortigosa, che non mi abbia rinchiusa a chiave quel mio padrone, mio giogo e mia disperazione. Da quando mi sono maritata con lui, questo il primo giorno che parlo con una persona non di casa. Possa io vederlo uscir di questa vita, lui e chi con lui mi marit!

OrtigosaSuvvia, mia signora donna Lorenza, non si lamenti tanto, che con una pentola vecchia se ne compra un'altra nuova.

LorenzaCon codesto e altri proverbi e canzonette del genere mi hanno ingannata. Maledetti siano i suoi denari, a parte le croci che vi sono incise sopra! Maledetti i suoi gioielli, maledetti i suoi fronzoli, e tutto quanto mi da e mi promette! A che mi serve tutto questo, se in mezzo alla ricchezza sono povera, e in mezzo all'abbondanza muoio di fame?

CristinaIn verit, signora zia, hai ragione! Io preferirei andare in giro con uno straccetto davanti e un altro dietro, ma avere un marito giovane, piuttosto che vedermi sposata e insozzata insieme con il vecchio putrefatto che hai preso per sposo.

LorenzaIo l'ho preso, nipote? Me l'ha dato, ahim, chi aveva autorit di darmelo; e io, ragazza, fui pi pronta all'obbedire che a contraddire. Ma se avessi avuto l'esperienza che ho adesso di queste cose, avrei preferito strapparmi la lingua a brandelli piuttosto che pronunciare quel s, che consta di due lettere e d da piangere per duemila anni! Ma penso che successo quel che mi doveva succedere, e quando destino, non c' diligenza n previdenza umana che possa impedirlo.

CristinaGes! che vecchio della malora! Tutta la notte: dammi l'orinale, prendi l'orinale; alzati. Cristinuccia, scaldami dei pannolini, che mi fa male al fianco; dammi questi bastoncini, che mi tormenta il mal della pietra ... Ha pi unguenti e medicine in camera che se fosse una farmacia. E io, che appena so vestirmi, devo fargli da infermiera! Accidenti a te, vecchio sfiaccolato, tanto ernioso quanto geloso, geloso come non ce n' di peggio al mondo!

LorenzaMia nipote dice il vero.

CristinaPiacesse a Dio che fosse falso!

OrtigosaEbbene, signora donna Lorenza, vossignoria faccia quello che le ho consigliato, e vedr come si trover bene. Il giovanotto bello come un giuggiolo verde; sa amare, tacere e gradire quel che si fa per lui. E siccome la gelosia e la tirannia del vecchio non ci consentono troppo domande e risposte, coraggio e buon animo, che secondo quanto abbiamo convenuto io condurr il moroso nella camera di vossignoria, e lo far poi uscire, anche se il vecchio avesse pi occhi di Argo e vista pi d'un negromante, che dicono che ci vede fino a sette stadi sotto la terra.

LorenzaSiccome la prima volta, ho timore, e non vorrei, in cambio del mio piacere, mettere a repentaglio l'onore.

CristinaCodesto somiglia, signora zia. alla canzonetta di Gmez Arias:

Signor Gmez Arias, doletevi di me; son pura pulzella, non l'ho fatto mai!

Lorenza Dici certe cose, nipote, che un qualche spirito cattivo deve parlare per bocca tua.

CristinaChi parli non so; ma so che farei ben volentieri, senza omettere nulla, quello che ha detto la signora Ortigosa.

LorenzaE l'onore, nipote?

CristinaE lo spassarsela, zia?

LorenzaE se si viene a saperlo?

CristinaE se non si viene a saperlo?

LorenzaChi mi garantisce che non lo si sapr?

Ortigosa Chi? La buona diligenza, la sagacia, la furberia; e soprattutto il coraggio, e i miei piani.

CristinaBadi, signora Ortigosa, che ce lo deve portare galante, pulito, disinvolto, un po' ardito e, soprattutto, giovane.

OrtigosaTutte codeste doti ha colui che io ho proposto, e due in pi: anche ricco e generoso.

Lorenza Io non voglio ricchezze, signora Ortigosa; gioielli ne ho anche troppi, i differenti colori dei miei molti abiti mi confondono la vista. Per questo non ho nulla da desiderare, che Dio aiuti Canizares. Sono vestita pi d'una pianta di euterpe, e pi ingioiellata d'una vetrina d'orefice ricco. Se egli non m'inchiodasse le finestre, non sbarrasse le porte, non perquisisse a tutte le ore la casa e non tenesse lontani persino i gatti e i cani solo perch hanno nome di maschi; se non facesse queste e altre cose mai viste in materia di gelosia, io rinuncerei ai suoi doni.

OrtigosaDavvero cosi geloso?

LorenzaPensi che l'altro giorno gli offrivano a ottimo prezzo un arazzo, ma non lo volle perch vi erano rappresentate figure umane, e ne prese uno a fogliami, che costava di pi e non era altrettanto bello. Sette porte ci sono prima di arrivare alla mia stanza, senza contare la porta di strada, e tutte si chiudono a chiave; e ancora non ho potuto vedere dove nasconda le chiavi, la notte.

CristinaZia, la chiave apritutto credo che se l'infili sotto la camicia.

LorenzaNon lo credere, nipote, ch io dormo con lui e non ho mai visto n sentito che abbia alcuna chiave.

CristinaE inoltre scorrazza tutta la notte come un folletto per la casa intera, e se qualcuno in istrada fa una serenata, gli tira sassate perch si allontani. un antipatico, uno stregone, un vecchiaccio, che detto tutto!

LorenzaSignora Ortigosa, se ne vada, perch se viene il brontolone e la trova qui, rovinato tutto. Quello che ha da fare, lo faccia subito: sono cos stanca, che non mi manca altro che attorcigliarmi una corda al collo, per farla finita con questa vita da cani.

OrtigosaCon la vita che comincer adesso, dimenticher ogni dispiacere e vivr giorni belli e felici.

CristinaCos avvenga, dovesse costarmi un dito della mano. Voglio molto bene alla mia signora zia. e mi struggo nel vederla cos triste e angosciata in potere di questo vecchio, vecchione e peggio che vecchiaccio, che non so stancarmi di chiamarlo vecchio.

LorenzaEppure ti vuol bene. Cristina.

Cristina E con questo cessa di essere vecchio? D'altronde ho sentito dire che sempre i vecchi sono amici delle fanciulle.

Ortigosa vero. Cristina. Bene, addio! Appena finito di mangiare, ritorno. Vossignoria faccia esattamente quello che abbiamo stabilito d'accordo, e vedr che si entra e si esce a meraviglia.

CristinaSignora Ortigosa, mi faccia il piacere di portarmi per me un fraticello piccolino, con cui possa spassarmela.

OrtigosaTe lo porter dipinto, ragazza.

CristinaNo. non lo voglio dipinto, ma vivo, vivo, piccolino come una perla!

LorenzaE se lo vede tuo zio?

CristinaGli dir che un folletto e ne avr timore, e io mi divertir.

OrtigosaTe lo porter. Addio! (Esce.)

CristinaSenta, zia, se la Ortigosa ci porta l'innamorato e a me il fraticello, e se lo zio li vede, non abbiamo altro da fare che acchiapparlo, tutti insieme, e strozzarlo, e poi gettarlo nel pozzo o sotterrarlo nella stalla.

LorenzaTi considero capace di far questo meglio ancora di come lo dici.

CristinaE lui non sia tanto geloso e ci lasci vivere in pace; e noi non gli facciam nessun male e viviamo come delle sante.

Escono. Entrano il vecchio Canizares e un suo Compare.

CanizaresSignor compare, signor compare! Il settantenne che sposa una ragazza quindicenne, o privo di giudizio o ha voglia di visitare il mondo di l al pi presto possibile. Mi ero appena sposato con donna Lorenzina, pensando di aver in lei compagnia e sollievo, e persona che si trovasse al mio capezzale e mi chiudesse gli occhi al momento della mia morte, e immediatamente fui assalito da una turba di travagli e inquietudini. Avevo casa e mi accasai; ero posato e mi sposai!

CompareErrore fu, compare; ma non molto grave, giacch, secondo il detto dell'Apostolo, meglio sposarsi che bruciarsi.

CanizaresQuanto c'era in me che potesse bruciare, signor compare, che con la pi piccola fiammata sarei rimasto cenere! Compagnia cercai, compagnia volli e compagnia trovai. Ma Dio mi aiuti, per la sua santa grazia!

Compare geloso, signor compare?

CanizaresDel sole che vede Lorenzina. dell'aria che la sfiora, della gonna che la tocca.

CompareVe ne d motivo?

CanizaresNeppur per sogno, e non ne avrebbe il perch n il come n il quando n il dove. Le finestre, oltre che chiuse a chiave, hanno sbarre e gelosie; le porte non si aprono mai; vicine non passano la mia soglia, n la passeranno finch Dio mi conceda la vita. Statene certo, compare: il male non viene alle donne dall'andare ai giubilei o alle processioni o agli atti di pubblico divertimento; dove invece si torcono, dove si rovinano, dove si dannano, in casa delle vicine e delle amiche! Pi infamie occulta una cattiva vicina, che la cappa della notte. Pi accordi si prendono in casa di lei e pi si concludono, che non in un'assemblea.

CompareSembra anche a me. Ma se la signora Lorenza non esce di casa, e nessuno entra in casa sua, di che cosa vi preoccupate, compare?

CanizaresMolto tempo non passer senza che Lorenzina mi tradisca. E sar una cosa tanto bruita e tanto infame, che solo pensandola temo, e temendo mi dispero, e disperando vivo nell'angoscia.

Compare un timore fondato, perch le donne vorrebbero godere interi i frutti del matrimonio.

CanizaresLa mia li gode, in certo modo.

CompareGi, ma qui il guaio, signor compare.

CanizaresMa no, perch Lorenzina pi candida d'una colombella, e finora non capisce le sottigliezze... Ma addio, signor compare, che debbo rincasare.

CompareVorrei accompagnarvi, per salutare la signora donna Lorenza.

CanizaresDovete sapere, compare, che i latini antichi avevano un proverbio che diceva: amicus usque ad aras; che significa: l'amico, fino all'altare. Cio: l'amico ha da fare per il proprio amico tutto quello che non va contro Dio. Da parte mia dico: amico usque ad portam, fino alla porta, vale a dire che nessuno deve oltrepassare la soglia di casa mia! E addio, signor compare, e perdonatemi! (Se ne va.)

CompareIn vita mia non ho mai conosciuto uomo pi sospettoso, pi geloso, n pi insolente. Ma costui di quelli che si trascinano appresso la corda che li impiccher, e che finiscono sempre col morire del male che temono. (Se ne va.)

Entrano Donna Lorenza e Cristina.

CristinaZia, tarda molto lo zio, e pi ancora la Ortigosa.

Lorenza Magari egli non arrivasse mai pi; ed ella nemmeno, perch lui mi infastidisce e lei mi fa vergognare.

CristinaTutto sta nell'assaggiare, zia, e se non riesce bene, riprovare!

LorenzaAh, nipote! In queste cose, o io non ci capisco nulla, o so che tutti i guai cominciano dell'assaggiare!

CristinaIn verit, zia, lei ha molti timori. Avessi io la sua et, non mi spaventerebbero uomini armati.

LorenzaTorno a dire e lo ridir centomila volte: il diavolo parla per bocca tua. Ma ahim, entrato il padrone. Come avr fatto?

CristinaDeve aver aperto con la sua chiave che apre tutto.

LorenzaIl diavolo si porti lui e le sue chiavi apritutto!

Entra Canizares.

CanizaresCon chi parlavate, donna Lorenza?

LorenzaCon Cristinuccia parlavo.

CanizaresDite la verit!

LorenzaDico che parlavo con Cristinuccia. Con chi altri potevo parlare? Ho forse qualcuno con cui parlare?

CanizaresNon vorrei che aveste qualche soliloquio con voi stessa che si risolvesse in mio pregiudizio.

LorenzaNon comprendo le vostre circonlocuzioni, n voglio comprenderle. E non guastiamoci la festa e la pace.

CanizaresNeppur la vigilia della festa vorrei trascorrere in guerra con voi. Ma chi bussa cos furiosamente a questa porta? Vedi un po' chi , Cristinuccia, e se un povero, fargli l'elemosina e mandalo via.

CristinaChi ?

OrtigosaOrtigosa, la vicina, signora Cristina.

CanizaresOrtigosa e vicina? Dio sia con me! Domandale che cosa vuole, Cristina, e daglielo, con la condizione che non oltrepassi la soglia.

CristinaChe cosa desidera, signora vicina?

CanizaresIl termine di vicina mi turba e mi d apprensione. Chiamala col suo nome, Cristina.

CristinaRisponda: che cosa desidera, signora Ortigosa?

OrtigosaDebbo dire una parola al signor Canizares. questione importante per l'onore, per la vita e per l'anima.

CanizaresDite a quella signora, nipote, che ancora pi importante per il mio onore, per la mia vita e per la mia anima ch'ella non metta piede qui dentro.

LorenzaGes, che uomo impossibile! Non sono qui davanti a voi? Possono mangiarmi con gli occhi? Possono portarmi via a volo per l'aria?

CanizaresPoich voi lo volete, entri pure, con centomila belzeb!

CristinaEntri, signora vicina.

CanizaresNome fatale, per me, quello di vicina!

Entra la Ortigosaportando un grande arazzo di cuoio artistico di Gadams 1, nei cui angoli sono rappresentate le figure di Rodomonte, Mandricardo, Ruggero e Gradasso; e Rodomonte sar rappresentato tutto ammantellato.

OrtigosaSignor mio dell'anima mia, mossa e incitata dalla buona fama di vossignoria, dalla sua grande carit e dalle sue molte elemosine, mi son presa la libert di venir a supplicare vossignoria di farmi il sommo favore, la carit e l'elemosina di comprarmi questo arazzo di cuoio, perch ho un figlio imprigionato per aver ferito un cimatore di panni, e la Giustizia ordina che il chirurgo dia il suo parere, e io non ho di che pagarlo, sicch c' il rischio che gli contestino altri reati, che potrebbero essere parecchi essendo mio figlio molto accattabrighe. Vorrei farlo uscire di carcere oggi o domani, se fosse possibile. L'oggetto di pregio e nuovo, ma io lo dar a vossignoria per qualsiasi prezzo ella voglia darmene, poich non m'importa di perderci data l'importanza dello scopo. Lo tenga da questa parte vossignoria, signora Lorenza, e scioriniamolo, affinch il signor Canizares veda che non c' inganno nella mie parole. Lo alzi un poco di pi, signora, e guardi com' bello cos ritto, e come le figure dipinte sembrano vive!

Mentre alza l'arazzo per mostrarlo, entra un Galantee passa dietro di esso. Intanto Canizaresguarda le figure dipinte.

CanizaresOh, che bel Rodomonte! E che vuole questo signore imbacuccato a casa mia? Se sapesse quanto poco mi piacciano queste cose e questi mascheramenti, si spaventerebbe!

CristinaSignor zio, io non so nulla di mascheramenti; e se egli entrato in casa, la colpa della signora Ortigosa, che io, il diavolo mi rapisca se ho fatto niente per farlo entrare. In fede mia, cosa diabolica sarebbe se il signor zio desse a me la colpa della sua entrata.

CanizaresVedo bene, nipote, che la signora Ortigosa ha la colpa; ma non c' da meravigliarsi, perch ella non conosce i miei gusti e ignora quanto io sia nemico di pitture di tal genere.

LorenzaLo dice per le pitture, Cristinuccia, non per altra cosa.

CristinaLo dicevo anch'io per quelle! Ah, Dio sia con me. mi tornata nel corpo l'anima, che se n'era andata via a volo!

Lorenza(a parte a Cristina) Accidenti a codesto becco largo undici braccia! Dice bene il proverbio, che chi si tiene a letto fantolini...

Cristina(a parte a Lorenza) Sciocca che sono stata, per poco non buttavo all'aria tutto questo trucco!

CanizaresSignora Ortigosa, io non sono amico di figure imbacuccate n da imbacuccare. Prenda questo doppio scudo, con cui potr far fronte alla sua necessit, e se ne vada di casa mia il pi presto possibile, subito anzi; e si porti via il suo arazzo.

OrtigosaViva vossignoria pi anni che il Matto di Gerusalemme 1, per la vita della mia signora donna... come si chiama, che io la supplico mi comandi, e la servir di giorno e di notte, con la vita e con l'anima, che la sua dev'essere candida come quella d'una tortorella!

CanizaresSignora Ortigosa, abbrevi e se ne vada, e lasci perdere adesso le anime altrui.

OrtigosaSe vossignoria avesse bisogno d'un cerotto per il mal di ventre, ne ho di miracolosi, e se ha mal di denti, conosco certe parole miracolose che levano il dolore come con la mano.

CanizaresBasta, signora Ortigosa, che donna Lorenza non ha mal di ventre n di denti! Li ha tutti sanissimi, i denti, n se n' mai strappato uno in vita sua!

OrtigosaSe li toglier, se piace al Cielo, perch questo le conceder molti anni di vita, e la vecchiaia distrugge tutta intera la dentatura.

Canizares In nome di Dio! Non sar possibile liberarsi da questa vicina? Ortigosa, o demonio, o vicina, o chiunque tu sia, vattene con Dio e lasciami in pace in casa mia!

OrtigosaGiusta la pretesa; e vossignoria non s'arrabbi, che me ne vado. (Esce.)

CanizaresOh, vicine, vicine! Mi fanno male persino le buone parole di questa vicina, perch sono uscite da bocca di vicina!

LorenzaA me pare che abbiate un modo di fare da barbaro e da selvaggio! Che cosa ha detto questa vicina perch tanto ve la prendiate con lei? Tutte le vostre opere buone le fate in stato di peccato mortale! Le avete dato due dozzine di reali, accompagnate da due dozzine di insulti, bocca di lupo, lingua di scorpione e granaio di malizie!

CanizaresNo, no, a brutto vento va questa messe! Non mi piace neanche un po' che difendiate tanto caldamente la vostra vicina!

CristinaSignora zia, se ne vada nell'altra stanza e si calmi, e lasci qui lo zio che sembra in collera.

LorenzaS, avete ragione, nipote; e forse non mi vedr pi in viso per un paio d'ore! E in fede mia, gliela far bere, per quanta poca voglia ne abbia!

Esce donna Lorenza.

CristinaZio, non vede come ha chiuso di colpo la porta? E credo che ora cerchi una sbarra per sprangarla di dentro.

Lorenza(da dentro) Cristinuccia! Cristinuccia!

CristinaMi dica, zia!

Lorenza(dentro) Sapessi che innamorato mi ha concesso la fortuna! giovane, bello, nero di capelli, e la bocca gli profuma di mille zagare!

CristinaGes! Che sciocchezze e che pazzie! ammattita, zia?

Lorenza(dentro) No, al contrario, sono del tutto savia. E ti dico davvero che, se lo vedessi, ti si rallegrerebbe l'anima.

CristinaGes, che assurdit e che follie! La rimproveri, zio, che non osi dire cose disoneste neppur per ischerzo!

CanizaresNon dire sciocchezze, Lorenza! Davvero non mi sento di umore tale da tollerare codesti scherzi!

Lorenza(dentro) Non sono scherzi, sono cose vere, e cos vere che, in questo genere, non potrebbero esserlo di pi.

CristinaGes, che pazzie e che bambinaggini! E mi dica, zia, c' anche il mio fraticello?

Lorenza(dentro) No, nipote, ma verr un'altra volta, se vuole Ortigosa, la vicina.

CanizaresLorenza, di' quello che vuoi; ma non adoperare il termine vicina, che solo a sentirlo mi viene la pelle d'oca!

Lorenza(dentro) Viene anche a me, per amore della vicina!

CristinaGes, che pazzie e che assurdit!

Lorenza(dentro) Adesso comprendo bene chi sei, vecchio maledetto, che finora ho vissuto teco con gli occhi chiusi!

CristinaZio, la rimproveri, la faccia tacere, che sta dicendo cose senza pudore!

Lorenza(dentro) Voglio lavare al mio amante la poca barba che ha con una bacinella di acqua d'angeli 11, perch il suo viso quello d'un angelo dipinto.

CristinaGes, che pazzie e che bambinaggini! La pesti, zio!

CanizaresNon la pester, ma spaccher la porta che la nasconde!

Lorenza(aprendo) Non ce n' motivo, eccola aperta! Entri e vedr com' vero quel che ho detto finora.

CanizaresSo che scherzi, ma entrer lo stesso per calmarti.

Mentre Canizaresentra gli buttano un catino d'acqua in faccia. Egli cerca di asciugarsi, Cristina e donna Lorenza gli si mettono davanti, e in questo modo gli impediscono di vedere il Galanteche esce dalla camera e se ne va.

CanizaresIn nome di Dio, Lorenza, per poco non mi accecavi. Al diavolo gli scherzi che fanno perdere gli occhi!

LorenzaGuardate un po' che mala sorte, la mia, aver per marito l'uomo pi malizioso del mondo. Come ha creduto subito le mie frottole, per causa della sua maledetta gelosia, povera sciagurata me, vittima della mia sventura! Pagate voi, capelli, i debiti di questo vecchio! Occhi miei, piangete voi le colpe di questo infame! Guardate in che conto tiene il mio onore e il mio credito, pronto subito a fare dei sospetti certezze, delle menzogne e delle burle verit, e dei passatempi maledizioni. Ahim, mi si strappa l'anima!

CristinaZia, non gridi tanto, che accorrer il vicinato.

Voci fuoriEhi, aprite la porta, aprite subito, se no la buttiamo gi!

LorenzaApri, Cristinuccia, che tutti sappiano la mia innocenza e la cattiveria di questo vecchio.

CanizaresViva Dio, credevo che tu scherzassi, Lorenza! Sta zitta!

Entrano un Pizzardone, dei suonatori, un danzatore e la Ortigosa.

PizzardoneChe cosa succede? Chi sta litigando? Chi stava gridando qui?

CanizaresNon nulla, signore: liti fra marito e moglie, che finiscono subito.

Un SuonatoreIn nome di Dio! I miei compagni ed io stavamo suonando u una festa di nozze, qui nell'appartamento vicino, e sentendo gridare siamo corsi con non poco spavento, pensando che era ben altro!

Ortigosa E io lo stesso, per l'anima mia peccatrice!

CanizaresIn verit, signora Ortigosa, la colpa vostra, che senza di voi non sarebbe successo niente di quel ch' successo.

OrtigosaSar per colpa dei miei peccati! Sono talmente disgraziata che, senza sapere dove, n perch, si riversano su di me le colpe commesse da altri!

Canizares Signori, le signorie loro possono ritirarsi, ch'io gli sono grato delle buone intenzioni. Mia moglie ed io abbiamo gi fatto la pace.

Lorenza vero, ma ad una condizione: deve prima chiedere scusa alla vicina per aver pensato male di lei.

CanizaresSe dovessi chiedere scusa a tutte le vicine di cui ho pensato male, non la finirei pi. Comunque sia, domando perdono alla signora Ortigosa.

OrtigosaE io le perdono, per adesso e per dopo di Piero Garca1.

SuonatoreNon giusto per che noi si sia venuti per nulla. Faremo una suonatina, il danzatore baller, e cos festeggeremo il ristabilimento della pace.

CanizaresSignori, non voglio musica. La considero gi eseguita.

SuonatoreAnche se ella non vuole, suoniamo lo stesso.

Cantano:

L'acqua di San Giovanni

sottrae vino e non d pane.

Le liti di san Giovanni

dnno pace per tutto l'anno.

Quando piove, e il grano sull'aia,

e le vigne metton le foglie,

pi non riempie il contadino

i suoi granai e le sue botti.

Ma le liti pi serie

se succedono a san Giovanni,

per tutto l'anno ci dn la pace.

(Il danzatore balla)

Alla canicola ardente

la collera avvampa presto,

ma passato quel momento

meno attiva si sente.

Cos non mente chi dice

che le liti a san Giovanni

per tutto l'anno ci dn la pace.

(Balla)

Le liti di marito e moglie

siano sempre come questa,

e subito dopo si vedano

lieti e senza rancore.

Il sole dopo il temporale

gioia dopo l'affanno:

le liti per san Giovanni

ci dn pace per tutto l'anno.

CanizaresConsiderino le loro signorie i fastidi e i guai causatimi da una vicina, e dicano se non ho ragione di pensar male di esse.

LorenzaBench mio marito non possa soffrire le vicine, io bacio le mani alle signorie vostre, signore vicine.

CristinaE anch'io. Ma se la mia vicina mi avesse condotto il mio fraticello, io la considererei una miglior vicina. Intanto, addio, signore vicine.


1 Cittadina del deserto libico, dove si conservano tracce delle civilt succedutesi nell'Africa mediterranea. I cuoi artistici, lavorati dai Berberi, erano famosi anche in Europa.

1 Si tratta naturalmente del biblico Matusalemme, buffamente storpiato.

1 Acqua profumata che si ricava dal fior d'angiolo, bianco e fragrante come quello dell'arancio.

1 Personaggio del folclore.

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