Commedia in due atti di
NATO STABILE
P E R S O N A G G I
Vittorio………………………………………………………………… anni 50
Paola……..(moglie di Vittorio)………………………………… anni 48
Daniela….(figlia di Vittorio e Paola)……………………….. anni 24
Chiara…….(figlia di Vittorio e Paola)………………………. anni 17
Roberto ……………………………………………………………….. anni 18
Giorgio…………………………………………………………………. anni 26
Federica………………………………………………………………… anni 18
Claudia…………………………………………………………………. anni 48
Avvocato………………………………………………………………. anni 60
Codice Opera S.I.A.E. 961551A
Codice Autore 100052
LA VICENDA
Vittorio, sposato con Paola, è un imprenditore benvoluto e stimato per le sue capacità e per la sua notoria integrità morale. Le sue figlie, Daniela e Chiara, lo adorano e nutrono per lui una profonda ammirazione. Sulla scia degli insegnamenti e degli esempi ricevuti dai genitori, Daniela e Chiara sono due ragazze molto impegnate nel sociale e si trovano spesso in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni ed iniziative varie in favore della legalità. Accade però che l’attività imprenditoriale di Vittorio si trovi in un momento di grandissima difficoltà, che lo mette dinanzi ad una difficilissima scelta: mollare tutto ciò che con grandi sacrifici è riuscito a creare in anni di duro lavoro con il costante supporto della moglie o accettare i compromessi che gli vengono proposti?
La vicenda è ambientata nell’anno 1995.
(Soggiorno di una casa. L’arredamento rivela il buon tenore di vita della famiglia che vi abita)
Chiara: (Parla al telefono)…..Certo….certo…. Ma dai, lo sai che non è vero…! Senti Francesca, come mai non sei venuta al Centro Studi ieri? Abbiamo programmato una serie di iniziative molto interessanti…! Soprattutto si è deciso di continuare il discorso sulla moralizzazione… E’ giunto il momento di cambiare e noi dobbiamo dare il nostro contributo per cercare di migliorare questa nostra società così malata…! Certo, certo… lo penso anch’io… (Molto interessata) Come? E dove l’hai visto? Era
solo? ….No, chiedevo così….tanto per dire qualcosa…. No, non è che mi interessi particolarmente. E….chi era? Tu….tu la conosci? ….(Sollevata) Ah, era la sorella! No, dico….mi fa piacere che Roberto abbia una sorella! ….D’accordo, ci vediamo più tardi al Centro Studi…. Ciao Francesca, ciao. !
Paola: (Entra. Viene dall’interno) E allora, quali sono i programmi del pomeriggio? Chiara: Beh, per prima cosa dovrei studiare un po’ di letteratura con Roberto….
Paola: (Giocando sull’equivoco) Ti piace?
Chiara: (Tentenna un po’, imbarazzata) ….Chi ? Cosa ?
Paola: La letteratura, naturalmente…!
Chiara: (Sollevata) Ah, la letteratura ! Sì, mi piace tanto.
Paola: Lo sospettavo.
Chiara: Come?!
Paola: Avevo capito che ti piacesse. (Alla figlia che lo osserva con un pizzico di imbarazzo) …La letteratura.
Chiara: Sì, sì mi piace davvero tanto. Davvero!
Paola: E’ normale avere delle preferenze. L’importante é non trascurare le altre cose Le
altre materie, voglio dire.
Chiara: (Un po’ imbarazzata) Ah, no….! No, non le trascuro. Stai tranquilla.
Paola: Speriamo.
Chiara: Senti mamma, io avrei da sistemare ancora la mia stanza Stamattina non ho fatto in
tempo a mettere a posto…
Paola: Ah! Non hai finito di sistemarla?! Volevo dire…! Mi sembrava strano quel pigiama che penzolava dal lampadario !
Chiara: (Sorride alla battuta della mamma) Sei sempre la solita! (Si avvia nella sua stanza. Quando passa vicino alla mamma le dà un bacio sulla guancia ) Sei sempre un tesoro!
Paola: (Con lo stesso tono) Sei sempre ruffiana !
(Va al telefono. Compone un numero) Pronto…? Ciao Claudia, sono Paola….
Come va? …Beh, non possiamo lamentarci…. Senti, per sabato mi sembra ormai tutto definito…. Dai miei calcoli dovremmo essere in ventotto… Trenta, se dovessero rientrare in tempo Barbara e Giampiero…. No, niente di particolarmente complicato…. Stavolta vorrei proporre un menù prevalentemente vegetale Sì,
sì….lo penso anch’io…. D’accordo, ci sentiamo, ciao….! (Suonano alla porta) Dallo squillo, questa dovrebbe essere…..la letteratura! (Si sta avviando ad aprire, ma Chiara la anticipa).
Chiara: (Attraversa la scena velocemente) Vado io…! Vado io. !
(Apre. Entra Roberto) Prego, prego….accomodati. Metti pure i libri sul tavolo. Io prendo i miei e torno subito. Mamma, non ti dispiace se ci fermiamo qui a studiare, vero? Sai, c’è più luce, stiamo più comodi…
Paola: Ma certo che non mi dispiace. (Chiara esce) Roberto: Buongiorno, signora.
Paola: Buongiorno Roberto, come va ? Roberto: Bene, grazie.
Paola: Chiara mi ha raccontato tutto.
Roberto: (Imbarazzatissimo) Chiara le ha raccontato…tutto!?
Paola: Sì, sì… (Gioca un po’ sull’equivoco, poi…) Lei con me si apre… Mi ha detto che l’interrogazione vi è andata proprio bene!
Roberto: (Tirando un sospiro di sollievo) Ah, sì è andata veramente bene!
Paola: E tua madre, come sta? Ho saputo che ha avuto qualche piccolo problema di salute. Roberto: Tutto bene signora, grazie. Fortunatamente é tutto passato.
Paola: Sono contenta. Me la saluti. Roberto: Lo farò senz’altro, signora. Grazie.
Chiara: (Rientra con i libri) Eccomi qua. Ho preso anche il vocabolario.
Paola: Io sono di là. Se avete bisogno di qualcosa, chiamatemi pure. Ah, Chiara, senti….
Se stasera non dovessi trovare il pigiama, prova a guardare dentro al cassetto. A
volte, con un pizzico di fortuna, non si sa mai. !
Chiara: (Sorridendo) ….Me ne ricorderò, grazie. (Roberto e Chiara tradiranno sempre una certa emozione) ….Per domani c’era il quinto capitolo. Io direi di cominciare. (Legge) “Il sorgere della letteratura in volgare é posteriore in Italia ai secoli XI e XII, che videro la fioritura della nuova letteratura francese e la sua diffusione in tutta Europa; avviene, infatti, soltanto nel Duecento. Questo non vuol dire che prima mancasse in Italia una rigogliosa vita culturale; solo che gli impegni non si rivolsero alla creazione poetica, ma a scienze formalistiche e pratiche”. Cosa hai capito ?
Roberto: (Emozionato) Ho capito….ho capito che ti voglio tanto bene…! E che stamattina sono stato uno stupido ad arrabbiarmi per niente.
Chiara: (Anche lei emozionata) Non pensavo di essere stata così…chiara…! (Riprende la lettura) “Le ragioni del ritardo con cui nasce la letteratura italiana, vanno ricercate nelle condizioni nazionali e religiose, politiche e morali, sociali e intellettuali che caratterizzano la vita della penisola”.
Roberto: Ogni giorno che passa, mi rendo sempre più conto di quanto tu sia importante per me…
Chiara: “Anche agli albori del Duecento, le condizioni politiche e culturali dell’Italia
appaiono più complesse e meno unitarie di quelle degli altri paesi neolatini”.
….Anch’io ti voglio tanto bene…
Roberto: (Sorridendo) Anche questo è scritto nel libro?
Chiara: (Sempre più emozionata) No, questo no… Questo è scritto nel mio cuore…
Roberto: Dillo ancora, Chiara…! E’ la cosa più bella che abbia mai sentito dire…
Chiara: Anch’io….anch’io ti voglio tanto bene, piccolo stupido…! Ma proprio tanto. !
Roberto: Perdonami se ti ho fatto soffrire ! Non lo farò mai più, te lo prometto!
Chiara: (Quasi alle lacrime) Ti prego Roberto, non frequentare più quelle persone ! Ti
supplico, non lasciarti andare potrei morirne!
Roberto: (Con grande intensità) Mai più Chiara…! Mai più! Però tu aiutami, aiutami ti prego…!
(Aprendo il suo cuore) Da quando mio padre non c’è più, io. Con mia madre non
posso parlarne… Lei ha tanto bisogno d’aiuto… Ha preso un forte esaurimento, ma con noi figli finge di stare bene per non farci soffrire… Noi facciamo finta di crederle, e anche se spesso avremmo voglia di piangere, ricacciamo indietro le lacrime per non rendere più acuto il dolore E così va avanti la recita. E a
volte senti di non farcela a sostenere la parte E allora cerchi di aggrapparti a
qualcosa che…ti ferisce, a qualcosa che fa male… Forse la sai… E ci provi
gusto a farti del male….ad annullarti! (Guardandola negli occhi) Chiara, mi piacerebbe tanto essere veramente forte…! Riuscire ad aiutare chi ha bisogno di me…! Ma spesso è così difficile…! E’ così difficile…!
Chiara: (Con slancio sincero) Tutti noi abbiamo bisogno degli altri, tutti! Non c’è niente di male… E un uomo che qualche volta piange, non è meno uomo…! E’ soltanto un uomo vero!
Roberto: (Nasconde il suo viso tra le mani, perché qualche lacrima lo sta bagnando) Chiara: (Prendendogli teneramente le mani) Cosa c’è….? (Accorgendosi che gli occhi di
Roberto trattengono a stento qualche lacrima, gli sussurra) …Ti voglio tanto bene, grande uomo! (Lo bacia teneramente. Bussano alla porta)….Vado io, mamma! (Va ad aprire).
Federica: (Entra) Salve ragazzi, come va?
Chiara: Bene, bene! Stavamo facendo un po’ di …letteratura .
Federica: Ah, perfetto ! Io oggi non ho ancora avuto il tempo di studiarla. Vuol dire che adesso mi farete un riassunto di quello che avete fatto. Sapete, io non amo molto la letteratura. Preferisco cose più attuali. Allora, forza, fatemi un breve riassunto…! (Come per dire: dimmi tu qualcosa sulla letteratura) Roberto…?
Roberto: Vedi Federica….come dire… E’ un discorso che non si può spiegare così, in poche parole….
Federica: ( C.S. ) Chiara ?
Chiara: No, penso proprio che abbia ragione Roberto….! E’ un argomento di fondamentale importanza. Non si può riassumere…in due parole.
Federica: Vi ringrazio, siete stati veramente chiarissimi…! Dunque, vediamo un po’… L’ultima volta ho avuto mal di testa… Penso che domani, nell’ora di italiano, avrò un fastidioso mal di denti. Già mi fanno male! (Cambiando discorso e quindi tono) Sentite, vorrei farvi vedere la bozza del manifesto denuncia che il nostro movimento sta preparando…. Ecco qua…! (Mostra il foglio) Cosa ve ne pare ? (Chiara e Roberto danno un’ occhiata).
Chiara: Io metterei l’accento sull’importanza di prendere delle iniziative per creare una maggiore coscienza critica nella gente…! Che so… dei convegni, delle assemblee aperte a tutti. Degli spettacoli mirati! …Comunque, dei momenti di incontro, di aggregazione.
Federica: Anche a me sembrano fondamentali questi momenti di crescita collettiva. (Cambiando tono) …Sentite, non mi direte che avete ancora intenzione di continuare a studiare?
Roberto: A dire la verità, non mi dispiacerebbe… Anche perchè si tratta di una lezione che non dimenticherò facilmente… Davvero molto…molto interessante!
Federica: (Lo guarda meravigliata ) Non conoscevo tutto questo tuo amore per la letteratura!
Ti senti bene?
(Roberto e Chiara si stringono per un attimo le mani)
Mio Dio che stupida, che stupida ! Ma come ho fatto a non capirlo prima! Adesso è tutto così chiaro! Ora capisco l’amore di Roberto per la letteratura! Vatti a fidare degli amici! Ti dicono che stanno studiando la letteratura e invece stanno cercando….la poesia! Bugiardi! Tuttavia, ritengo che meritiate un bacio…! (Stringendo a sè i due amici e baciandoli) Auguri…! Di vero cuore! (Con tono quasi declamatorio ) …Che questi momenti di poesia, complice la letteratura, possano restare nell’antologia della vostra vita! (Con simpatica ironia) A volte mi sorprendo io stessa delle frasi che riesco a dire! Beh, comunque adesso diamoci tutti una mossa! …Chiudete tutto e andiamo un po’ al Centro Studi. I ragazzi ci aspettano. (Riprendendo il tono declamatorio ) E’ il momento di fare cronaca, per cercare di entrare nella storia!
Chiara: Beh, veramente non è che abbiamo studiato poi tanto…!
Federica: Non preoccuparti, come disse l’inventore dell’orologio…non mancherà tempo! Chiara: Dacci almeno il tempo di chiudere i libri! (Roberto e Chiara chiudono i libri.
Verso l’interno) Mamma! Scusa mamma… (Paola è entrata) Noi dovremmo andare un po’ al Centro Studi, avremmo delle cose urgenti da decidere…
Paola: Come?! Avete già finito di studiare…? Ciao Federica.
Federica: Buongiorno, signora. A dire la verità, sono io che li sto distogliendo dallo studio. Ma abbiamo un incontro di una certa importanza al Centro. E’ fondamentale la loro presenza.
Chiara: Mamma, si tratta di una cosa molto importante, non possiamo non andare…! Paola: Andate, andate. Mi raccomando, però, di non fare tardi.
Chiara: (Baciando la mamma) Ciao mamma! A più tardi.
Roberto e Federica: Arrivederci signora. Stia tranquilla . (I tre ragazzi si avviano. Entra Vittorio)
Buongiorno, signor Vittorio.
Vittorio: (Entrando ) Buongiorno ragazzi.
Chiara: (Bacia il padre) Ciao, papà…! Noi andiamo un po’ al Centro. Non faccio tardi. Vittorio: Ciao tesoro. D’accordo.
(I tre ragazzi escono. Vittorio è visibilmente scosso, amareggiato)
Paola: Cosa è successo, Vittorio? Siamo alle solite?! Vittorio: (Mostra un foglio alla moglie. Contiene delle minacce) Paola: (Guardando il foglio ) Dio mio. non è possibile!
Vittorio: Sono stanco Paola….non ce la faccio più. Se non trovo subito i soldi necessari, entro un mese sarà la fine. La nostra azienda potrà chiudere i battenti. Il sogno della
nostra vita svanirà nel nulla. E sarà anche un duro colpo per i nostri trenta dipendenti. Anche loro hanno sognato qualcosa di nuovo, di bello insieme a noi.
Paola: (Accennando alla lettera ) Ma cosa vogliono…?! Non gli basta tutto il male che ci hanno fatto !
Vittorio: Non c’è più nessuna assicurazione disposta a stipulare una sola polizza con la nostra azienda.
Paola: Coraggio Vittorio, vedrai che tutto passerà. Prima o poi si stancheranno. Con il nuovo lavoro riusciremo a tamponare la situazione. Poi verranno tempi migliori, ne sono sicura!
Vittorio: Il nuovo appalto l’ abbiamo perso, Paola. Paola: Ancora?! Cosa hanno inventato questa volta?
Vittorio: Documentazione incompleta . E ormai i tempi della presentazione sono scaduti.
Ancora una volta. Paola. Ormai, sono proprio con le spalle al muro.
Paola: No, non é possibile….! Non é possibile! Non hanno il diritto di calpestarci, di annullare la nostra dignità! Abbiamo lavorato una vita intera per costruire quel poco che abbiamo… Abbiamo lavorato di giorno, di notte… Ci abbiamo messo tutta la nostra forza, tutta la nostra disperazione…! Ci abbiamo creduto….! Ed ora che sembrava arrivato il momento di vedere realizzato il nostro sogno…. Ora arriva qualcuno e ci dice che tutto quello per cui abbiamo lottato non si può realizzare, se non accettiamo le sue condizioni…! Arriva qualcuno e ci dice che se vogliamo realizzare i nostri sogni, dobbiamo violentare le nostre coscienze… Che non c’è via d’uscita…! (Disperata) Ma con quale diritto! In nome di quale diritto! Chi sono costoro, che possono permettersi di calpestare i nostri sacrifici, i nostri sogni, la nostra dignità! (Piange)
Vittorio: Ti prego Paola, non piangere. E’ già tutto così maledettamente difficile. (Asciugandole le lacrime) Ti prego. !
Paola: Perchè…. perchè deve essere tutto così complicato, così difficile. Perchè?!
Vittorio: Non lo so, tesoro… Ma è così.
Paola: Eppure ci deve essere una via d’uscita. Ci deve essere! (Squilla il telefono. Paola sta per rispondere)
Vittorio: (Istintivamente, di scatto) No! (Rendendosi conto che il suo è stato un tono non consueto, quasi per scusarsi) No, lascia stare, ti prego… Credo che cerchino me. (Alza la cornetta. E’ molto turbato. Rigido) Pronto…? Sì, sono io. D’accordo,
accetto la proposta. (Posa la cornetta)
Paola: (Ha intuito) Chi. chi era?
Vittorio: (Come un automa) Il certificato che mancava nella documentazione…si è trovato.
L’appalto del nuovo lavoro sarà nostro… La nostra azienda potrà continuare a vivere…
Paola: (Amara) .A quale prezzo…. A quale prezzo. !
(Cominciano le note del tema musicale. Le luci cominciano ad attenuarsi,
fino a spegnersi del tutto. Quando si riaccendono la scena è vuota. Suonano alla porta)
Paola: (Attraversando la scena) Arrivo… arrivo. ! (Apre la porta)
Daniela: (Entra) Mamma! (Abbraccia la madre con grande slancio) Paola: (Travolta dall’abbraccio) Daniela, stai attenta…! Mi fai cadere! Daniela: Sorpresa?
Paola: A dire la verità, sì. Come mai sei tornata prima? Oggi non è sabato, e all’università dovresti avere lezione…
Daniela: Tra qualche istante il mistero sarà svelato. (E’ frizzante, euforica) Papà è in casa? Vittorio: (Entra in scena) Daniela?!
Daniela: (Bacia il padre ) Ciao, grande capo! Come stai?
Vittorio: (Cerca di mascherare il suo vero stato d’animo) Bene, bene Come mai questa
settimana sei tornata prima?
Daniela: Ebbene, forse è il momento di sciogliere il mistero. Anzi, diciamo che il mistero
sta posteggiando la sua auto!
Paola: Ti dispiacerebbe spiegarti meglio?!
Daniela: Tra poco entrerà da quella porta il ragazzo più favoloso del mondo. !
Paola: Scusa, e….chi sarebbe questo prodigio della natura? Daniela: Ma come mamma? Giorgio, no!?
Paola: Ma se lo hai conosciuto soltanto da qualche settimana…! Daniela: Quattro settimane! Un mese pieno!
Paola: Daniela, non pensi di stare accelerando un po’ troppo i tempi….? Non pensavo che… Daniela: Papà, vedrai….ti somiglia moltissimo. E’ un ragazzo fantastico! Vi prego,
accoglietelo bene…! Ci tengo da morire. Sento che questa è la volta giusta!
(Suonano alla porta) E’ lui!
Paola: (In ansia) No, no…aspetta! Dammi almeno il tempo di mettermi in ordine…!
Daniela: Ma dai mamma, sei già fantastica! Mi raccomando, accoglietelo bene…! (Apre la porta)
Giorgio: (Entra)
Daniela: Prego Giorgio, accomodati…! Giorgio: Buongiorno….
Daniela: Questi due ragazzi sono i miei genitori. !
Paola: Molto lieta, Paola.
Vittorio: Piacere, Vittorio.
Giorgio: Felice di conoscervi, Giorgio.
Daniela: (Euforica, frizzante) Beh, mentre voi parlate un po’, sono sicura che avrete un sacco di cose da dirvi, io porto di là la roba sporca che ho portato. Mamma, mi accompagni? (Trascina la mamma con sè. Escono)
Vittorio: (Imbarazzato) Ma Daniela. ?!
Giorgio: (Anch’egli imbarazzato) Daniela mi ha parlato tanto di lei.
Vittorio: Sono lusingato…
Giorgio: Diciamo pure che sua figlia ha per lei una specie di venerazione. Vittorio: I figli non sono mai obiettivi. Come i padri, del resto.
Giorgio: In ogni occasione dice: “Papà la penserebbe in questo modo” (Sorride) Sa, qualche volta sono arrivato a provare per lei una istintiva antipatia….
Vittorio: (Sorride anch’egli) Ti ringrazio per la fiducia accordatami a scatola chiusa…….
Giorgio: Oh no, mi scusi. ! Mi sono espresso male. Sarebbe più corretto dire che ho provato
per lei una certa invidia… Per Daniela lei è “il meglio” in tutto. E soprattutto è “la correttezza fatta persona”! Insomma, per dirla con le sue stesse parole: “Un uomo tutto d’un pezzo, fattosi da sè… Un uomo dai grandi ideali che niente e nessuno potrebbero mai piegare!”. E via di questo passo. Ce n’è abbastanza, capirà, quantomeno per invidiarla!
Vittorio: (Accusa un certo turbamento nel sentire le parole della figlia riferite da Giorgio) .
E sì, credo proprio di sì…! (Pausa dei due. Un certo imbarazzo) Eh…!
Giorgio: Eh…?
Vittorio: Eh…No, no…! Prego, prego… Cosa stavi dicendo ? Giorgio: No, no…niente….così…
Vittorio: No, no…dì’….dì’ pure…!
Giorgio: No, niente…io…io faccio Economia e Commercio…. Se tutto va bene, entro quest’anno dovrei laurearmi… Speriamo…! Mio padre è titolare di un’avviata fabbrichetta di tessuti… A me piacerebbe esercitare la libera professione…. Ma forse mio padre gradirebbe passare subito la mano a me in fabbrica… Sa, è malato…. vorrebbe riposarsi un po’. Io sono figlio unico. Quindi, non so, forse….
(Si accorge che Vittorio ormai non lo segue più, assorto com’è nei suoi pensieri. Cerca disperatamente nuovi argomenti per interessarlo) A me piace molto giocare a tennis. !
Vittorio: (Che non ha seguito, tanto per dire qualcosa) Hai hai ragione, sì…!
Giorgio: Come ?!
Vittorio: (Imbarazzato) No, dicevo…..che hai ragione. !
Giorgio: Ah, si !? … Lo trovo uno sport molto interessante. Secondo me, coniuga in modo esemplare la forza fisica e l’intelligenza tattica….
Vittorio: Si, lo penso anch’io. (Sempre distrattamente)
Giorgio: (Temendo che l’argomento non risulti particolarmente interessante, ne propone un altro) Sa, venendo qua la macchina ha accusato uno strano rumore
alla ruota anteriore destra… Forse sarebbe opportuno farle dare un’occhiatina da un meccanico, prima di tornare in città. Che ne pensa?
Vittorio: (Insegue ormai palesemente i suoi pensieri) ….Si, trovo anch’io che sia uno sport veramente interessante Anch’io da ragazzo, .ho giocato a calcio…!
Daniela: (Rientra con la madre) E allora, come va? Cosa si stanno dicendo di bello i nostri uomini ?
Giorgio: (Sollevato) Si parlava del più e del meno…. Niente di preciso. !
Paola: Vittorio, Daniela mi stava dicendo che ha già fatto un buon lavoro con la tesi. Tra qualche mese avremo in casa una dottoressa. E sì, bisogna ammettere che il tempo passa davvero presto…! Sono queste le cose che ti danno in modo tangibile il senso del tempo che passa. Mi sembra ancora ieri quando ti ho accompagnata a scuola con il grembiulino, per il tuo primo giorno di scuola…
Giorgio: Il fatto è che i genitori volete sempre considerarci bambini… Mia madre ancora oggi mi fa le stesse raccomandazioni che mi faceva quando avevo i calzoni corti….
(Quasi per non voler creare equivoci, precisa) ….Però, in fondo è bello così. Voglio dire…. è’ una cosa che fa piacere…! Non è vero Daniela?
Daniela: Beh, diciamo che di tanto in tanto non guasta essere un po’ coccolati. Mamma, Chiara come sta? E’ andata a studiare a casa di qualche compagna ?
Paola: No, no. E’ andata con Federica e Roberto al Centro Studi. Avevano qualcosa
da stabilire con una certa urgenza.
Daniela: Ah, bene, bene! (Rivolta a Giorgio) E’ il Centro Studi di cui ti ho parlato tante volte. Io mi onoro di essere stata una delle fondatrici del Centro e lo frequento tuttora con vivo interesse. Purtroppo, però, le esigenze universitarie limitano un po’ il mio impegno. se non altro a livello fisico, di presenza. Sai, siamo molto impegnati nel
portare avanti un discorso di moralizzazione, di pulizia. Bisogna smetterla di andare avanti per compromessi. Bisogna schierarsi chiaramente, con assoluta decisione, contro la corruzione. E’ il momento di ristabilire i giusti valori, di ridare un senso compiuto alla parola onestà! L’onestà ha rappresentato per tanto tempo un concetto astratto. Dobbiamo tutti impegnarci perchè diventi qualcosa di concreto, di tangibile. Grazie al cielo io sono cresciuta in una famiglia nella quale l’onestà è stata sempre di casa e sono veramente grata a mio padre e a mia madre di avermi educata al culto dei veri valori…!
Paola: (Un po’ in imbarazzo) Daniela, forse non è il caso di annoiare Giorgio con questi discorsi così seriosi. Non ti pare?
Giorgio: Ma no signora, non si preoccupi. Anzi, apprezzo la determinazione di Daniela….
Anche se a volte è un po’ troppo, come dire… “tutta d’un pezzo”! (Sorride)
Daniela: (Baciando il padre) Come il mio grande capo! Beh, io direi di arrivare un attimo al Centro. Così potrò presentarti la mia dolce sorellina e gli amici che si trovano là. Ne approfitteremo anche per vedere se ci sono novità.
Paola: Ma Daniela, dammi almeno il tempo di fare il caffè…! Non abbiamo ancora offerto niente a Giorgio….
Daniela: Non ti preoccupare, non mancherà tempo. Del resto stasera ceneremo qui. Quindi, il caffè è solo rimandato !
Giorgio: (Allargando le braccia, sorridendo) Se lei ha deciso così, è meglio assecondarla…! Lo sappiamo tutti che lei è un tipo….diciamo così…dalle idee chiare! (Sorriso generale)
Daniela : (Brillante ) Bravo, così mi piaci! (Avviandosi e prendendo Giorgio per mano) Ciao mamma, ciao papà. A più tardi!
Giorgio : Obbedisco! ….A più tardi! Arrivederci.
Paola : (Dopo una pausa, rivolta a Vittorio che è seduto in atteggiamento cupo, pensieroso) A
cosa stai pensando? (Il suo è un tono dolce, comprensivo. Vittorio non risponde) Lo so a cosa stai pensando. Lo so.
Vittorio : Aiutami Paola, aiutami…! Nessuno é più povero di quell’uomo che perde il rispetto di se stesso. Nessuno…!
Paola : Non dire così Vittorio, non dirlo! Non hai il diritto di farti tanto male !
Vittorio :.Vorrei tanto che tutto fosse un sogno! Un sogno !
(Cominciano le note del tema musicale sulle ultime parole di Vittorio. Mentre la musica cresce le luci cominciano ad attenuarsi, fino a spegnersi)
S I P A R I O
SECONDO ATTO
(Stessa scena del primo atto. Squilla il telefono)
Chiara: (Da fuori) Vado io….! Vado io…! (Si precipita in scena per rispondere al telefono) Pronto….? Finalmente! Cominciavo a stare quasi in pensiero….! (Si siede comodamente sul divano ad indicare con l’atteggiamento che si prepara ad una lunga telefonata, come al solito) E allora, come é andata con la raccolta
dei vestiti per i poveri? Oh, bene, bene ! Sono veramente contenta!
Beh, se le cose stanno così….per questa volta ti perdono…! Ci pensi Roberto? Domani saranno sei mesi che stiamo insieme! Sei mesi da quando, per usare le parole di Federica, la “letteratura” è diventata splendida “poesia” ! …Sai
Roberto, credo che il Natale che verrà sarà il Natale più bello della mia vita !
Si, perchè è bello avere la sensazione di poter essere utili agli altri !.Vedere il
sorriso di quelle persone per le quali cerchi di fare qualcosa… è qualcosa che…..
non so come dire ….riscalda il cuore! E’ meraviglioso ! ….Sì, c’è anche un’altra ragione: sei tu! Ma ci pensi, sarà il primo Natale che stiamo insieme. Ho fatto un sacco di progetti! Mi piacerebbe andare con te sulla neve Poi andare a scoprire
il Natale in tutti i paesini della nostra zona ….! Sai, spesso organizzano delle cose veramente magiche…! Per la notte di San Silvestro, vorrei invece fare pazzie….! Illuminare il cielo con i fuochi d’artificio e con dei fuochi scrivere i nostri nomi per fare sapere a tutti quanto siamo felici e quanto tu…..sia importante per me !
Daniela: (Da fuori) Chiara, ho bisogno del telefono ! ….Devi fare ancora molto?
Chiara : (Al telefono) No, niente…é mia sorella Daniela… Allora, dove eravamo rimasti?
Daniela: (Entrando) Eravate arrivati ai fuochi d’artificio…! Credo che la festa si possa considerare brillantemente conclusa. !
Chiara : (Appoggia la mano sulla cornetta per non far sentire niente a Roberto)
Ma vuoi lasciarmi in pace! (Al telefono) …Come? Ma no, certo che non dico a te!
Si scherzava con Daniela…! Ma no, lei fa sempre così, non ti preoccupare, non ha bisogno del telefono. !
Daniela: No, no…..fa bene a preoccuparsi! (Alzando la voce) Bravo! Chiara: No, no. non dice a te !
Daniela: A scanso di equivoci, dico a tutti e due!
Chiara: (A Daniela , appoggiando sempre la mano alla cornetta) Quando fai così, sei davvero antipatica! (Al telefono) Va bene, d’accordo, ci vediamo più tardi… Però, prima di chiudere, dimmi quanto mi vuoi bene… Però, certamente non quanto me… Bugiardo! Chiudi tu…..! No, io non chiudo… Chiudi tu…!
Daniela: (Con la mimica cercherà di prendere in giro la sorella, ripetendo le frasi di lei che ormai conosce a memoria. Il tutto, però, in modo che lasci sempre trasparire tanto affetto e tenerezza nei confronti di Chiara, e anche di Roberto) Sentite, se volete mi assumo io la responsabilità di una simile azione…! L’importante é che ne veniamo fuori…!
Chiara : Ciao….Ciao…. A più tardi! (Chiude il telefono. A Daniela con lo sguardo minaccioso; però non c’è assolutamente nessun risentimento dentro di lei) Sono troppo felice per ucciderti! Però, stai attenta per una prossima volta! (Cambia atteggiamento del viso; bacia la sorella)
Daniela: Io mi auguro solamente che gli istinti omicidi non si impossessino di mamma e papà non appena vedranno la bolletta del telefono!? (Prende il telefono. Da questo momento comincia a comporre un numero, ripetutamente, ma non risponderà mai nessuno. Lei mimerà il suo disappunto, mentre il dialogo si svolgerà come segue…)
Chiara: A dire la verità, me lo auguro anch’io! (Cambiando tono)
Sai Daniela, sono sei mesi che stiamo insieme io e Roberto e sono stati i sei mesi più belli della mia vita…!
Daniela: (Sempre con affettuosa ironia) Mi auguro che anche lui possa dire la stessa cosa, ma ho qualche dubbio…!
Chiara: (Fa una smorfia di disappunto) Ueh ! …E invece anche per lui è la stessa cosa! Sai, voglio confidarti un segreto….
Daniela: (C. S.) Non ci tengo particolarmente a saperlo….
Chiara: E vabbè , visto che insisti …. ! Ascolta ….! Sia io che Roberto teniamo un nostro diario segreto. Qualche giorno fa ce lo siamo scambiati, così……per conoscere meglio anche i nostri pensieri più intimi. Ebbene, in tutte le pagine non manca di definirmi ….“luce”, “stella”, “guida”. Ecco la parola “guida” ritorna nel suo diario per ben trentadue volte !
Daniela: Beh, mi sembra giusto …!. Credo sia la definizione che meglio si adatti a te. “Guida”, bello….! “ Guida telefonica”, poi, credo sarebbe la definizione più esatta e completa. Visto che non muove un passo se prima non ti telefona!
Chiara : (Con una smorfia) Invidiosa! Sono sicura che Giorgio non ha mai usato nei tuoi confronti definizioni così poetiche !
Daniela: Eh, sì….! Devo riconoscere che Giorgio non è portato per la poesia! Aspetta, una volta ci ha provato….! Ha accompagnato un mazzo di fiori con la scritta: “Alla mia micina”. Orribile! Non ho picchiato il fattorino che li ha portati, solo per carità cristiana ! (Sorridono entrambe)
Chiara: Sai Daniela, Roberto ha superato la crisi che lo tormentava. Ha ormai chiuso da tempo con quelle frequentazioni, diciamo…..non adatte a lui. Si è inserito ottimamente nel nostro movimento e si sente pienamente realizzato.
Daniela: Ho notato anch’io questo superamento dei problemi che lo tormentavano. E sono felice di questo . Anzi, a proposito…. No, no. questo è un segreto!
Chiara: Dai, cosa stavi dicendo?
Daniela: No, no…. E’ un segreto tra me e Roberto.
Chiara: Un segreto tra te e Roberto!? Di che segreto si tratta!?
Daniela: No, no Te l’ho detto, è un segreto. Ho dato la mia parola a Roberto.
Chiara: Hai dato la tua parola a Roberto?! Ma…..io sono tua sorella! E poi Roberto é il
mio ragazzo!
Daniela: Vabbè, ho capito… L’hai voluto tu! Mi ha detto…. (Tentenna) Tieniti forte. Mi
ha detto: ”Chiara è la stella cometa della mia vita!”.
Chiara: Davvero, davvero ti ha detto così? (E’ felice)
Daniela: (Ironicamente, ma sempre con intimo affetto) Purtroppo, si! Mi ha detto proprio così. Testuale ! ….Vorrà dire che quest’anno ti metteremo in cima all’albero di Natale. E’ il minimo, per una cometa ! (Sorridono entrambe) Beh, giacchè ci siamo, voglio confidarti un altro segreto…. Sappi che sei la sorellina minore che tutti vorrebbero avere e che solo io ho!
Chiara: Grazie Daniela. Anche se fosse una bugia , ci voglio credere perchè è veramente
bella! Grazie…micina! (Bacia la sorella)
Daniela: (Riferendosi alla parola “micina” ) Non ci provare neanche per scherzo, sai! “Micina” …dillo a tua sorella! (Ridono e si abbracciano) …Ah, senti un po’ “cometa”…! Mi sono accorta che ci sarebbero ancora i letti da rifare…
Chiara: Si, ho avuto anch’io questa sensazione… Ma pensavo che oggi toccasse a te…!
Daniela: Pensavi male, perchè oggi tocca proprio a te! Siamo alle solite! Qui occorre creare un registro e appuntare rigorosamente ogni operazione. !
Chiara: Sono d’accordo anch’io! …Vai a rifare i letti e cominciamo a registrare la preziosa
prestazione d’opera !
Daniela: Forse non ci siamo ancora capiti. Oggi tocca a te!
Chiara: No, no…. Se ho conquistato una certezza piena nella mia giovane vita, questa è quella che oggi tocca a te rifare i letti!
Daniela: No, no….! E’ una certezza che non poggia assolutamente su basi scientificamente e statisticamente dimostrate. Tocca a te…!
(Mentre continuano a ripetersi “tocca a te” cominciano a lanciarsi addosso dei cuscini che si trovano sui divani)
Vittorio: (Entra in scena. Appare diverso rispetto al primo atto. E’ ora, almeno apparentemente, più sereno. Appare quasi ringiovanito. Viene investito in pieno da un cuscino “vagante”)
Chiara: Oh, scusa papà non volevo !
Vittorio: Beh, vi prego semplicemente di avvisarmi se decidete di passare …all’artiglieria pesante. Che so, sedie o affini. !
Daniela: Ciao papà, come va?
Vittorio: Bene, bene . Ho la sensazione che sia in atto una tregua Ne approfitto allora per
farti una domanda. (A Daniela) Bianca, rossa o blu?
Daniela: (Con espressione di meraviglia e di gioia) Vorresti dire che hai deciso di…..
Vittorio: Bianca, rossa o blu?
Daniela: Oh, papà, sei fantastico ! Va bene qualsiasi colore…. L’importante che sia rossa! (Sorriso generale)
Chiara: Certo, parla la primogenita e subito la si accontenta!
Daniela: Ma se sono due anni che prego per ottenere la mia piccola utilitaria ! Soprattutto
per non disturbare sempre mamma e papà ….! Ecco, soprattutto per questo! (Vedendo che nessuno le crede) Beh, un po’ anche per questo….! Un po’. (Sorriso generale)
Chiara: (Con ironia, però sempre con intimo affetto) Certo, ormai lei è una dottoressa !
Non può certo andare in giro con i mezzi pubblici o con la macchina di mamma e papà…!
Vittorio: Ho capito Chiara, ho capito tutto! E allora, stessa domanda anche per te? Bianca, rossa o blu ?
Chiara: (Finge di non capire ) Di….di cosa stai parlando, papà? Non capisco. Comunque, blu non mi dispiacerebbe….. Qualunque cosa, a due ruote, essa sia! (Sorriso generale)
Vittorio: E allora vada per il blu. Tra l’altro, mi ricorda la vespa di quando ero giovane. Forse i colori delle vespe sono ereditari. Chissà…?! Bisognerebbe fare uno studio serio sull’argomento…!
Chiara: (Abbracciando il padre) Grazie papà, sei…beautiful ! Vittorio: Come mai adesso non ti lamenti più?
Chiara: Ma io prima non mi stavo lamentando…! Affatto! Volevo semplicemente avviare un dibattito. Così, semplicemente un processo dialettico. Ma niente di personale!
Assolutamente!?
Paola: (Entrando dall’interno) Ciao, Vittorio. (Bacia il marito) Oggi hai fatto prima del solito. Bene. Vuol dire che una volta tanto pranzeremo. all’ora di pranzo.
Chiara: Sai mamma, papà ha deciso di comprare la macchina a Daniela e, visto che c’era, ha deciso pure di prendere la mia tanto desiderata vespa!
Daniela: Per la macchina io avrei deciso di prenderla rossa !
Chiara: La mia vespa sarà blu!
Paola: (Fingendo di cadere dalle nuvole) Cos’è….cos’è questa storia?! Di cosa state parlando?
Daniela: Non mi dirai che tu non ne sai niente?! Paola: (Subito) No ! (Pausa) …Ufficialmente, no.
Vittorio: Vostra madre ha ragione. Ufficialmente, non mi ha ancora dato il suo permesso! Ma sono comunque sicuro che non me lo negherà ! Soprattutto, dopo averla informata
che la nostra azienda quest’anno chiuderà con un rasserenante attivo in bilancio. Paola: Beh, allora… Visto che voi siete contente così, vuol dire che non mi oppongo.
Permesso accordato! (Soddisfazione generale)
Chiara-Daniela: (Baciando la madre) Grazie, mamma!
Vittorio: Vostra madre è sempre stata un’istintiva! (E’ di buon umore. Ha voglia di scherzare) Dovete sapere che quando le dichiarai il mio amore, mi disse che voleva un po’ di tempo per pensarci, prima di darmi una risposta così impegnativa. Trovai ciò profondamente ragionevole, e mi preparai a vivere qualche giorno nell’ansia.
Dopo tre mesi, non essendo pervenuto alcun cenno di riscontro alla mia prosposta, pensai bene di ritornare alla carica. Fu allora che il suo bel viso si illuminò di un sorriso smagliante che infiammò il mio cuore innamorato. Quel
sorriso fu seguito da una sillaba per me magica : sì…! Non feci in tempo a toccare il cielo con un dito per la felicità, che quella magica sillaba fu seguita da una precisazione ulteriore, per la verità non richiesta: sì ci sto pensando! Ritornai
allora sulla terra dall’orbita in cui ero stato proiettato…. E ancora per un altro mese rimasi in attesa che lei sciogliesse ogni riserva.
Paola: (Continuando lei il racconto che appassiona le figlie) Era un giorno di fine estate.
Vostro padre, sulla sua vespa di colore blu, sbucò disinvoltamente e…..
“casualmente” dalla stradella che portava fino alla villetta dove abitavo io, al mare. “Come va ?”, mi disse arrossendo un po’. “Bene”, gli risposi io arrossendo a mia volta. E continuai: “Come mai da queste parti?” Alla mia domanda, lo riconosco, non particolarmente intelligente, lui, illuminato da un lampo di genio, disinvoltamente rispose: “Mi trovavo a passare e volevo farti una sorpresa!”. A questo punto bisogna conoscere un piccolo particolare…. Dunque, la villetta al mare dei miei genitori a quell’epoca era l’unica, sottolineo e ribadisco l’unica, nel raggio di un chilometro…! E si raggiungeva attraverso una lunga e stretta stradella che praticamente svolgeva esclusivamente la funzione di collegamento tra la strada statale e la nostra villetta. Ora, trovarsi a passare per caso da lì, equivaleva, in quanto a probabilità, a fare un terno al lotto. giocando una schedina al Totocalcio!
O giù di lì!
Vittorio: “Ma, visto che il caso ha voluto che ci incontrassimo”, continuai con grande padronanza di parola e con estrema disinvoltura, “volevo approfittarne per chiederti se hai finito di meditare sulla mia proposta”.
Paola: Quindi, tempestivamente soggiunse : “Se la risposta è si, ti prego di darmela e sarò
l’uomo più felice della terra e zone limitrofe. Se dovesse essere no, beh….in tal caso non c’è motivo di affrettare i tempi. Io so aspettare!”.
Vittorio: Passarono alcuni secondi, travestiti da secoli, e dalle sue labbra uscì un magico suono, La nota più bella del pentagramma dell’amore: “Sì!”. Stavolta, però,
scottato dalla precedente esperienza, prima di decollare verso l’orbita della felicità, rimasi in attesa che dalla torre di controllo arrivasse la precisazione liberatoria!
Paola: “Si”, aggiunsi io, “la mia risposta è …sì!”.
Vittorio: Ormai tutto era veramente pronto per decollare. Quando ormai stavo prendendo il volo, mi raggiunse una sua precisazione, forse un augurio : “Spero solo che non sia un passo troppo …affrettato!”. Quattro mesi, sei giorni ed alcune ore erano passate dalla mia dichiarazione di intenti al suo sì!
Paola: (Sospirando) Eh, al cuore non si comanda!
Chiara: Accidenti, che bella storia! Dai, raccontateci altre cose! Daniela: Papà, non sapevo di questa tua vena poetica!
Chiara: Dai, raccontaci altre cose. Come è andata poi….come è finita? Vittorio: Per il momento possiamo dirvi solo come è cominciata!
Paola: Sono appena ventotto anni che stiamo insieme! Vittorio: (Dà un bacio in fronte alla moglie)
Chiara: (Con una smorfia di compiacimento) Uaoh! Come siete romantici! Paola: A proposito di romanticismo…Vi voglio parlare adesso di una cosa tenera,
veramente molto tenera. C’erano una volta delle bistecche che aspettavano di essere cucinate… Le povere bistecche erano sole e tristi. Passarono voce e a poco a poco si aggiunsero a loro tanti amici a fargli…da contorno: pomodori, lattughe, formaggi…..
Chiara: Non capisco dove stia il tenero in questa storia?!
Paola: Ma nelle bistecche, mia cara! Sono di un tenero! Andiamo di là in cucina che te le presento. Verrebbe voglia di mangiarle! (Prende Chiara sottobraccio e si avvia con lei verso la cucina) Tra poco si mangia! (Escono)
Daniela: Papà, ci sono novità per il nostro discorso? E’ da stamattina che provo a telefonare all’ufficio informazioni, ma risulta sempre occupato.
Vittorio: Si, ho chiamato io il funzionario addetto… Niente, mi ha detto che le graduatorie non sono state ancora pubblicate, ma che comunque non ci dovrebbero essere problemi.
Daniela: Senti papà, io ci tengo da morire ad entrare in graduatoria! So quanto a te secchi disturbare le persone, ma ti prego, per una volta soltanto, vedi se puoi seguire più da vicino la vicenda. Te lo chiedo solo perchè si tratta del mio avvenire. So di avertelo ricordato già decine di volte, scusami !
Vittorio: Stai tranquilla, vedrai che tutto andrà bene. Non preoccuparti.
(SQUILLA IL TELEFONO)
Daniela: (Alza la cornetta)
Chiara: (Precipitandosi in scena) E’ per me?!
Daniela: (A Chiara) No, sarai più fortunata la prossima volta. Ritenta! Chiara: (Fa una smorfia alla sorella e rientra in cucina) Ueh. !
Daniela: (Al telefono ) No, scusa…. Certo che non dicevo a te….! No, ancora niente. E’ tutto il giorno che chiamo per avere notizie, ma ancora niente. Papà comunque mi ha assicurato che le graduatorie ancora non sono state pubblicate. E che comunque
non ci dovrebbero essere problemi. Seguirà personalmente l’evolversi della situazione… Sì, sì…sono un po’ più tranquilla…. Ma no, cosa dici…? Il fatto è che tengo troppo a quel posto di lavoro….! E’ stato sempre il sogno della mia vita !
E’ troppo importante per me….! Ma certo che tu vieni prima ! (Guarda di sfuggita
verso il padre con qualche imbarazzo) Certo, certo….! No, va tutto bene dai. Solo
che questo concorso sta assorbendo ogni mia energia….! (Vittorio si allontana per togliere dall’imbarazzo la figlia) …Dai, non dire questo perchè sai che non è assolutamente vero…. D’accordo….! Sarò più rilassata, te lo prometto…. Ciao, a stasera. (Posa la cornetta)
(SUONANO ALLA PORTA ; DANIELA VA AD APRIRE)
Prego si accomodi.
Avvocato: (Entrando) Buongiorno, Daniela. Papà è in casa?
Daniela: Si, è di là. Un attimo che glielo chiamo. Prego, prego si accomodi. (Esce) Vittorio: (Entra) Carissimo avvocato! Come mai questa piacevole sorpresa?
Avvocato: (Il suo atteggiamento non lascia presagire niente di buono. Si vede che è tirato in viso) Dottore, avrei qualcosa da comunicarle…
Vittorio: Ma prego, con piacere…! Però, mi dica prima cosa le posso offrire. (Si avvicina ad un mobile bar) Vista l’ora, magari un aperitivo?
Avvocato: D’accordo, vada per un aperitivo.
Vittorio: (Prende una bottiglia e versa in due bicchieri ) …Ecco fatto! Io non amo molto bere, ma qualcosa di leggero ogni tanto non mi dispiace. (Bevono) Allora avvocato, mi dica…
Avvocato: (In palese imbarazzo) Senta dottore, forse sarebbe meglio se andassimo un attimo in ufficio o magari nel mio studio…
Vittorio: (Non capisce ) Beh, non si preoccupi, possiamo parlare tranquillamente anche qui. !
Avvocato: Veda dottore, si tratta di qualcosa di una certa importanza…. Non vorrei…
Vittorio: Mi scusi avvocato, ma non capisco….. Dica, dica pure non si preoccupi!
Avvocato: Senta, non vorrei creare inutili allarmismi. Magari si sgonfierà tutto nel giro di
qualche ora Di qualche giorno…
Vittorio: (In ansia) Avvocato, ma di cosa sta parlando?!
Avvocato: Ho ricevuto, qualche ora fa, una telefonata da parte di un amico che mi informava di qualcosa che la riguarda…..
Vittorio: Beh, di cosa si tratta? Dica….
Avvocato: Ecco, la telefonata proveniva da… Palazzo di Giustizia e mi anticipava una notizia, diciamo non proprio bella. Anche se sono convinto, come le dicevo poco fa, che tutto sarà presto chiarito. !
Vittorio: La prego avvocato, sia più preciso…
Avvocato: Ecco, sembra che stia per arrivarle un avviso di garanzia in relazione all’indagine avviata dalla Magistratura su quella brutta storia di finanziamenti illeciti…
Vittorio: (Rimasto di ghiaccio) E…io di cosa sarei accusato?!
Avvocato: Beh, sicuramente tutto si risolverà, ne sono convintissimo, nel giro di qualche giorno. !
Comunque, al momento, l’accusa nei suoi riguardi sarebbe quella di. corruzione.
Sembra che il segretario amministrativo di un partito, affermi di aver ricevuto dei soldi da lei per favorire la concessione di un appalto alla sua azienda Come vede,
si tratta di un’accusa totalmente infondata, frutto di un’ondata reazionaria tendente alla realizzazione di chissà quale piano, che comunque può sicuramente definirsi irresponsabile. !
Paola: (Dall’interno) Tra cinque minuti tutti a tavola! Mi raccomando, una volta tanto tutti puntuali!
Avvocato: (Quasi per consolarlo, con passione crescente) ….Guardi che lei non è assolutamente il primo, e non sarà, purtroppo, neanche l’ultimo. Sono fenomeni direi quasi. fisiologici, che periodicamente turbano gli equilibri di tutte le società, specie
di quelle più ricche, come in fondo è la nostra. Basta un nonnulla, magari una disattenzione, assolutamente in buona fede, una registrazione parziale di
un’operazione contabile, per una dimenticanza umana s’intende, e scoppia il caso. E allora tutti addosso. L’imprenditore fino a ieri onorato e rispettato da tutti, diventa quasi un pericolo pubblico. La sua faccia sbattuta in prima pagina. Il suo nome fa scandalo e tutti ci tengono a prendere le distanze da lui. E i primi a fuggire sono quelli che fino a ieri si facevano vanto di stargli più vicino. Si rinnova così un rito antico quanto il mondo. ! Si purifica così la coscienza collettiva! Eh sì, bisogna
riconoscere che spesso l’uomo è un essere veramente ingrato! Ma poi tutto passa. Tutto ritorna come prima. E allora tutti quelli che sono fuggiti via, ritornano piano piano. E tutti hanno una spiegazione per la loro latitanza. Tutti. E ci tengono a spiegare che loro mai e poi mai hanno messo in dubbio la tua onestà, la tua integrità morale. E tutti intorno a te si affannano per farti capire che niente è cambiato, che tutto è come prima. E forse è tutto veramente come prima. Solo tu non sei più lo stesso…! (Accortosi che il suo discorso è ormai diventato uno sfogo personale) Mi scusi, mi scusi. Non volevo turbarla. Tutt’altro. Volevo in qualche modo esprimerle la mia solidarietà. E volevo ricordarle, se le può essere di conforto, che anch’io, qualche anno fa, mi trovai a passare, diciamo così, un brutto momento. Non
fu piacevole essere accusato di… (Prova ancora male al ricordo) di complicità in quella brutta vicenda. Il mio torto era stato solo quello di fare con troppa passione il mio lavoro…! Ma poi tutto fu chiarito. Tutto. Vedrà che anche per lei sarà la stessa cosa. Ed ora, mi scusi, tolgo il disturbo. Resto in attesa di una sua chiamata. Mi consideri a sua totale disposizione. Sarà un onore per me aiutarla a tirarsi fuori da questo brutto pasticcio. Nei prossimi giorni lei conterà pochi amici intorno a sé. Io sarò tra questi. Aspetto la sua chiamata. (Esce)
Vittorio: (E’ rimasto impietrito)
Paola: (Dall’interno) Tutti a tavola. Il pranzo è servito!
Vittorio: (Continua a restare immobile. Davanti ai suoi occhi cominciano a scorrere le immagini di un futuro sicuramente difficile)
(Finita la battuta di Paola cominciano le note del tema musicale; le luci si attenuano fino a spegnersi del tutto)
(SI RIACCENDONO LE LUCI. SONO IN SCENA PAOLA E CLAUDIA. DAL DIALOGO SI CAPIRA’ CHE SONO PASSATI ALCUNI GIORNI)
Paola: Sì Claudia, devo ammetterlo, non stiamo attraversando un bel momento.
Decisamente. Vittorio è distrutto, e ho tanta paura che si lasci andare.
Claudia: Ma dai, vedrai che tutto si risolverà nel migliore dei modi. Si tratta solo di un equivoco. Ne sono convintissima. Tutti i nostri amici ne sono convinti. Tutti.
Paola: (Con amarezza) Non si direbbe. Claudia: Come dici, scusa?
Paola: Dico che dall’atteggiamento assunto dai nostri amici, non si direbbe che giudichino Vittorio innocente.
Claudia: Scusa Paola, perchè dici questo?
Paola: Perchè sembra che i nostri amici abbiano smarrito il nostro numero di telefono, e che non ricordino neanche lontanamente la strada che porta a casa nostra.
Claudia: Ma no Paola, non dire così. Diciamo piuttosto che in certi momenti non sai quale atteggiamento assumere. Hai paura di non sapere cosa dire… Diventa tutto così difficile…!
Paola: A volte basta non dire niente, credimi. Basta solo esserci. Basta quello.
Claudia: Capisco Paola, capisco…! Vedi, io e Luca è da diversi giorni che avremmo voluto
venire… Ma sai com’è Luca…. Ha sempre un mare di impegni, non ha mai un minuto, neanche per respirare, e così…. Oggi ho deciso di venire io. Non pensavo però….
Paola: Claudia, ci conosciamo da quando eravamo bambine, e sappiamo benissimo che le amicizie che nascono quando si è giovani, quando si condividono emozioni e nuove scoperte, quando si è mossi da ideali, e non da calcoli a volte meschini… ecco, sappiamo tutti che quelle sono le amicizie più vere, le amicizie che sfidano il tempo. Come la nostra Claudia. Claudia , siamo adulte ormai, sappiamo giudicare le situazioni… E tu sai benissimo che i nostri amici provano imbarazzo non per mio marito, ma per loro. Hanno paura che l’ombra che si è abbattuta su mio marito, sulla nostra famiglia, possa oscurare anche loro. Preferiscono allora starsene in disparte, aspettare momenti migliori. E’ così Claudia, è così. Qualcuno più saggio di me direbbe “è la vita!”. (Amara) E’ la vita….! E’ la vita !
Claudia: E le tue figlie, come l’hanno presa?
Paola: Puoi immaginarlo. Sono distrutte, distrutte. Si sentono deluse, tradite. Hanno sempre guardato al padre come un esempio di correttezza, di linearità, di onestà. Sentire ora
queste amare notizie che lo coinvolgono, le disorienta, le amareggia. Non vorrebbero credere a quello che dicono i giornali. Ma come si fa ad ignorarli, ad ignorare
l’atteggiamento delle persone che ti stanno vicino…! Tutto questo è già una condanna. Non si può ignorare.
Claudia: Vedrai, tutto tornerà al più presto come prima. Ne sono sicura.
Paola: Certo, Claudia, certo. Appena il sole rispunterà, tutto ritornerà come prima. Ma il sole non sarà più lo stesso sole, sarà un po’ più vecchio, un po’ più stanco. E forse anche un po’ più spento.
Claudia: Devo andare Paola, si è fatto proprio tardi. Tornerò presto a trovarti.
Paola: Fallo, amica mia di sempre! Fallo, ti prego. Dio solo sa quanto ne ho bisogno!
Claudia: …Però tu mi devi promettere che mi scuserai se non riuscirò a dire delle cose intelligenti, delle cose “giuste”.
Paola: Sai benissimo che le parole sono tutte e sempre più o meno uguali. Ti ricordi, una volta proprio tu mi dicesti qualcosa che suonava pressappoco così: “ Il valore delle parole sta nella loro radice: se essa viene dal cuore, sono delle parole vere…giuste!”.
Claudia: (Commossa, per sdrammatizzare) Che…che bella frase! Accipicchia!
Sei sicura che l’abbia detto io?!
Paola: Si, Claudia E l’hai sempre vissuta. Grazie!
Claudia: (C.S.) Ullallà….! (Poi fissando l’amica negli occhi e stringendole le spalle tra le mani, con intensità) Coraggio vecchia mia, coraggio! (Esce)
(Un attimo di pausa. Qualche nota del tema musicale).
Daniela: (Entra. Va a sedere sul divano . Ha l’aria affranta. Esce un giornale dalla borsa e lo butta sul tavolo) Leggilo…!
Paola: (Fingendo disinvoltura) …Ho già letto l’oroscopo della giornata. Vuoi che legga il tuo?
Daniela: Forse è meglio che leggi quello di papà. E poi magari lo confronti con l’articolo che c’è a pagina quattro. Forse non ci sarà tanta sintonia. Infatti, gli oroscopi sono scritti per una grande quantità di persone nate sotto lo stesso segno… Mentre quelle indagate per corruzione, grazie a Dio, non sono molte! (C’è in lei rabbia, amarezza, disperazione)
Paola: (Ha come un moto di rabbia) Attenta Daniela, non ti permetto di andare oltre! Comprendo la tua amarezza, ma niente e nessuno potranno mai autorizzarti a giudicare tuo padre! Questo sia chiaro!
Daniela: (Prontamente ) E invece no, non è chiaro affatto! Io lo giudico, perchè lui mi ha ingannata! Mi ha insegnato dei valori che non erano suoi! Forse voleva solo
mettersi la coscienza in pace! Mi ha insegnato la correttezza, l’onestà a qualsiasi costo. E lui, che uso ne ha fatto di questi valori?! Per quanto li ha venduti!?!
Paola: Per quanto li ha venduti!? Tu, mi chiedi per quanto tuo padre ha venduto i suoi valori?!
Daniela: Sì, e te lo ripeto! Per quanti milioni si possono vendere questi valori? Tu sei sua moglie. Lui non ha mai fatto niente senza che tu lo sapessi. Magari il prezzo lo avete stabilito insieme!
Paola: (Ha ascoltato la figlia impietrita. Alla fine, istintivamente le dà un violento schiaffo) Basta!!! Nessuna ragione al mondo ti può permettere di arrivare a tanto! Nessuna ragione! E adesso ascolta. Ascoltami bene, Daniela. Ascoltami bene! Tu mi chiedi quale è stato il prezzo per barattare i valori che ti abbiamo insegnato… No, Daniela. Non è questa la domanda. A questa domanda, credimi, sarebbe troppo facile rispondere. Basterebbe infatti dirti che il prezzo di questi valori può essere stato il vostro benessere, il vostro futuro. Il benessere e il futuro dei dipendenti della nostra azienda, nonchè quello delle loro famiglie. No, Daniela, credimi, non è questo il problema. Il problema è un altro. Tu ormai sei una donna, sei laureata, hai la tua esperienza Daniela, i valori che vi abbiamo insegnato sono fuori discussione. Ma
devi sapere che nella vita non c’è solo il bianco e il nero. No, c’è anche il grigio….
Ci sono tante sfumature! (Il suo va diventando sempre più uno sfogo) …E’ facile mantenere un vestito senza neanche una macchia, se quel vestito lo si tiene
nell’armadio. Il difficile è tenerlo pulito anche quando, indossatolo, si va per strada. A volte per la strada c’è una pozzanghera… A volte c’è fango, a volte è pulita. La
strada non è sempre uguale. Allora bisogna fare attenzione, molta attenzione! Perchè non c’è mica il cartello che te la indica la pozzanghera! No, non c’è. E allora ti sporchi. Capita, talvolta, se anche il cartello non c’è, di intuirlo che là c’è una pozzanghera, che c’è del fango. Ma quella è l’unica strada per arrivare in quel posto dove tu devi andare. Dove tu hai deciso da tempo che devi andare! Non puoi fare a meno di andarci. In quel posto c’è qualcosa che ti interessa. Forse ci sono addirittura tutti i tuoi sogni! E allora, o attraversi la pozzanghera… o torni indietro rinunciando a tutto. Non sai proprio cosa fare…! Poi decidi: vado avanti! Cerchi solo di sporcarti il meno possibile. Ma per quanta attenzione tu possa fare…ti sporchi.
Daniela: No mamma, mi spiace! Io non posso accettare questa logica. Proprio non posso! Questa logica ha prodotto dei mostri, ha giustificato crimini, avvilito coscienze…! Mi spiace, ma io voglio una logica diversa! Una logica basata sulla chiarezza, sulla trasparenza…Voglio un vestito pulito, sempre e comunque! A qualunque costo!
Paola: Sono fiera di sentirti parlare così, figlia mia. E anche tuo padre lo è.
Ascoltami, però. Poco fa ti ho detto che ormai il tempo delle favole è finito, che ogni cosa ha un suo nome, ed è giusto che tu lo conosca. Ogni azione ha un suo
valore, ed è giusto che tu lo comprenda. Hai ragione, figlia mia: tuo padre ha dovuto camminare spesso in mezzo al fango, e non è da escludere che si sia un po’ sporcato. Ora tu sei con lui un giudice severo. Fai bene, Daniela. Anche tuo padre si condanna. E Dio solo sa quanto si condanni! (Puntando l’indice) …Ma tu, hai provato a dare un’ occhiata al tuo vestito!
Daniela: (Stupita) Cosa vuoi dire ?! Non ti capisco!
Paola: Sei ancora una bambina, amore mio. I bambini hanno un’idea ben definita del bene e del male. Per loro non ci sono mezze misure: il male è il “male” e la sua faccia è quella dell’orco cattivo, del mostro; il bene è il “bene”, e la sua faccia è quella
dell’angelo buono, dell’angelo biondo. I bambini non pensano neanche
lontanamente, grazie a Dio, che il male possa avere la faccia dell’angelo, e viceversa.
Daniela: Non riesco proprio a comprendere dove tu voglia arrivare!
Paola: Ed io non posso dirti altro, Daniela. Dovrai essere tu a scoprirlo! Solo allora potrai
veramente giudicare il bene e il male.
Daniela: (E’ disperata) Ma cos’è questo discorso?! Ti metti a fare la filosofa adesso!? Ti metti a giocare con le parole!? Voglio fatti mamma, ho bisogno di fatti per continuare a credere nell’uomo più importante della mia vita. Mio padre!
Paola: (Con intensità) E di fatti sto parlando, solo di fatti! Ma dovrai essere tu a riconoscerli, tu! Altrimenti non servirebbe , altrimenti vuol dire che non avresti capito!
Daniela: Basta, basta ! Impazzisco! (Esce piangendo. Va nella sua stanza)
Paola: (Ormai sola. Quasi tra sé) Hai ragione, Daniela. A volte, c’è proprio da perderci la testa…!
Chiara: (Entra. E’ molto nervosa. Evidentementei scossa dalle notizie sul conto del padre)
Paola: (Ostentando calma e disinvoltura ) Come mai sei rientrata a quest’ora? Non dovresti essere in palestra ?
Chiara: (Non risponde)
Paola: (C. S.) Hai ritirato il cappotto in lavanderia?
Chiara: (Sbotta) Ma come fai a preoccuparti della mia palestra e di quello stupido cappotto, quando la vergogna ha travolto la nostra famiglia!
Paola: (C. S.) Più tardi, devi farmi la cortesia di passare dalla merceria per prendere i bottoni per la tua gonna grigia. Altrimenti, domani non potrai indossarla.
Chiara: Mamma, ti prego, basta!
Paola: (Fingendo stupore) Cosa c’è tesoro? C’è qualcosa che non va?
Chiara: Oh, mamma, sono disperata! Dimmi che non è vero. Dimmi che è tutto un sogno.
Aiutami a svegliarmi, ti prego! (Abbraccia la madre)
Paola: (Con grande tenerezza ) Purtroppo non è un sogno, angelo mio. Non è un sogno .
Ma ci sveglieremo ugualmente, vedrai! Presto, tutto passerà.
Chiara : Mamma, i miei amici del Centro Studi mi evitano…! I compagni di scuola mi trattano con grande distacco. ! E in palestra ho appena finito di litigare con una
stupida che ha offeso papà, dicendo poi soltanto che non lo avrebbe fatto se avesse saputo che io ero la figlia! Mamma, sono disperata ! (Piange) Ho telefonato a
Roberto, gli ho detto che dovevamo lasciarci. ! Ho inventato delle balle, gli ho detto
che mi sembra di non provare più per lui le stesse cose Lui ha provato a discutere,
non riusciva a capire la mia decisione Ma io sono stata irremovibile, gli ho detto
che non era più il caso di continuare il nostro rapporto. E ci siamo lasciati! (E’
disperata)
Paola: (Con grande tenerezza ) Piccola mia…! Ma perché, perché l’hai fatto?
Chiara: Perché io non voglio che lui mi stia accanto per pietà! Che non mi allontani come stanno facendo tutti gli altri, solo per compassione!
Paola: Sei ingiusta, Chiara. Roberto sta accanto a te perché ti vuole bene, e non per compassione. Tu lo conosci bene, Roberto non saprebbe mentire. E poi tu sei la ragazza che ogni ragazzo vorrebbe avere accanto a sè. Non ti libererai facilmente di Roberto, ne sono sicura!
Chiara: (Riabbraccia la mamma) Oh mamma, stringimi forte a te! Stringimi fino a farmi male, fino a soffocare l’angoscia che è dentro di me!
(Madre e figlia si abbracciano con grande tenerezza. Inizia il tema musicale. Si attenuano le luci, fino a spegnersi)
(QUANDO S I RIACCENDONO LE LUCI IN SCENA VITTORIO, PAOLA E L’AVVOCATO)
Avvocato: (Sta sorseggiando un caffè) ….Ho studiato attentamente tutte le carte, e le assicuro che non ho trovato una sola prova oggettiva che possa provare il versamento o i versamenti da lei fatti al soggetto indagato. Qualsiasi testimonianza per essere inattaccabile ha pur il bisogno di essere riscontrata con prove inconfutabili. E nel nostro caso manca la prova inconfutabile. Manca, per così dire, il “corpo del reato”. Non avendo il o i versamenti lasciato alcuna traccia documentale. Insomma, non ci sono di mezzo assegni, titoli o roba del genere Solo la sua confessione potrebbe
dare credito all’accusa.
Vittorio: (Quasi con distacco) Capisco….capisco….
Avvocato: Mi scusi dottore se mi permetto, ma…occorre però che lei partecipi con più
…..diciamo così…..con più vigore, a stabilire la linea difensiva. Mi creda, è ancora lunga. Occorre avere i nervi saldi e non abbattersi. Vedrà che alla fine ogni cosa si
aggiusterà. Ne sono sicuro.
Vittorio: (Accennando un sorriso) Certo… Certo…
Avvocato: Beh, si è fatto proprio tardi…! Ho gente che mi aspetta allo studio per delle cose di una certa urgenza. Allora, ci vediamo domani mattina intorno alle nove. L’udienza è fissata per le undici. Avremo così il tempo di fissare meglio alcuni punti.
Arrivederci, e cerchi di riposarsi, mi raccomando. (Sull’uscio, a Paola che lo ha accompagnato ) Arrivederci, signora…! Gli stia vicino…
Paola: (Annuisce con un accenno di sorriso) Arrivederci, avvocato. (A Vittorio) E allora, che si fa di bello stasera? Potremmo chiamare qualcuno a casa nostra…? O magari uscire un po’, andare a prendere una pizza, e poi magari andare al cinema. Sì, al
cinema fanno un film bellissimo! Sai, è con quell’attore di colore…
Vittorio: Paola, mi ha chiamato il direttore della banca. Mi ha revocato il prestito… Paola: Accidenti, non ricordo mai i nomi degli attori…!
Vittorio: Paola, ho una grande confusione in testa… Ho tanta voglia di dormire… Un sonno profondo che cancelli ogni cosa, che mi ridia la forza di lottare, di credere ancora… (Piano piano va aprendo il suo cuore) Ti ricordi Paola, la prima volta che ci siamo incontrati…? Ti ricordi? Eravamo al mare Io giocavo a pallone. Tentavo di
giocare a pallone, perchè ero la negazione del calcio fatta persona…. Però, quella volta ricordo che mi riuscirono delle cose… impossibili! Feci due goals di cui si parlò a lungo tra gli amici…! E’ incredibile come la forza di un sentimento che ti scoppia nel cuore, possa farti fare delle cose di cui non ti ritenevi neanche lontanamente capace…! Noi non ci eravamo ancora mai parlati, non sapevo neanche il tuo nome…Però già mi davi la forza di un leone…! Eh sì, forse tu non ci crederai…ma quelli, che io ricordi, sono stati gli unici due goals della mia vita! (Accenna un sorriso) Quella è stata anche l’unica volta che ho giocato a pallone con te spettatrice. Forse non è solo una coincidenza. Finita la partita tu mi dicesti…
Paola: (Continuando lei) ….”Bravo, se non fosse stato per te non avremmo
vinto!”. Quattordici agosto 1961, finale del campionato tra quartieri disputatosi sulla sabbia.
Vittorio: (Meravigliato) Ti ricordi ancora?!
Paola: Qualche ricordo vago. Tu indossavi un paio di pantaloncini azzurri, maglietta bianca con tre sottili strisce: una rossa, una gialla e una blu. Sul petto, leggermente a destra, una coccardina tricolore, piccolo vezzo a vantaggio della squadra reduce del titolo conquistato l’anno precedente. Ed eri bellissimo!
Vittorio: (Si commuove)
Paola: (Per sdrammatizzare) …Solo più tardi scoprii che mi mancavano diversi gradi di vista!
Vittorio: (Prende dalla tasca interna della giacca, quella all’altezza del petto, un portafortuna regalatogli da Paola. Si tratta di un oggettino molto semplice,
colorato, possibilmente realizzato con fili di plastica intrecciati)
Ti ricordi? Me l’hai regalato la prima volta che siamo usciti insieme…!
Paola: (Resta quasi senza parole) Ce…ce l’hai ancora…!? Non…non lo sapevo. Lo giuro. !
Vittorio: L’ho portato sempre con me. Mi ha dato sempre la giusta carica per affrontare i momenti difficili…. (Prendendole le mani) Paola, se anche la vita mi togliesse tutto e mi lasciasse soltanto te. sarei sempre in grande debito con la fortuna!
Paola: (Visibilmente commossa, cerca di sdrammatizzare) ….Questa me la voglio scrivere, non dimenticarla!
Daniela: (Entrando dall’interno, dalla sua stanza) Mamma, non capisco cosa significa questa lettera !?
Paola: (Finge di non saperne parlare) Di cosa stai parlando?
Daniela: Ho trovato questa busta sul mio comodino. C’è dentro una lettera che non capisco. Paola: In che senso, scusa? Non …non è scritta in italiano?
Daniela: Certo che è scritta in italiano….! Ma non ne comprendo il senso. Paola: E’ così difficile?!
Daniela: Cosa significa: “La informo che il mio interessamento a favore di sua figlia ha prodotto i frutti sperati. Le comunico che sua figlia, pur non avendo sostenuto una prova particolarmente brillante, è stata inserita nella graduatoria dei vincitori di concorso. Tra non molto potrà prendere regolare servizio. Con i migliori auguri,
l’onorevole…” Segue firma autografa. Che significa?!
Paola: Tu cosa hai capito?
Daniela: La persona a causa della quale mio padre si trova coinvolto nello scandalo, è la
persona alla quale io dovrei il mio posto di lavoro?!
Paola: Tu cosa dici?
Daniela: No, non è possibile….! Io non pensavo quando…. Io volevo solo. !
Paola: Raggiungere la tua meta. Solo questo….! Non pensavi che per raggiungere la tua meta bisognava attraversare una piccola pozzanghera. O forse qualche piccolo sospetto l’avrai pure avuto. Però hai cercato di non pensarci troppo su, di darti
tutte le spiegazioni che la tua coscienza richiedeva… E per esorcizzare del tutto il fantasma…. non hai attraversato la pozzanghera che c’era lungo il cammino con i tuoi piedi…. Sei saltata sulle spalle di qualcuno….! Così il tuo vestito è rimasto
intatto. Almeno all’apparenza.
Daniela: (Stringe la lettera tra le mani fino a farne una “pallottola di carta”. Ritorna nella
sua stanza).
Paola: Povera Daniela, forse per la prima volta ha scoperto quanto è difficile distinguere il bene dal male. Quanto è a volte così sottile il confine che li separa.
Vittorio: Come sta Chiara? Sono diversi giorni che non esce di casa, che sta chiusa nella sua stanza. Vedere le mie figlie soffrire così tanto è davvero terribile.
Paola: Non preoccuparti, tutto passerà, sarà dura ma passerà. Il più ormai è fatto. Federica: (Suona alla porta)
Paola: (Apre) Salve Federica, come va? Federica: Bene signora, grazie. Chiara è in casa?
Paola: Credo di sì. (Ammiccando) Anzi, un attimo che verifico. (Verso la stanza di Chiara) Chiara, ci sei?
Chiara: (Dall’interno) Non ci sono per nessuno!
Paola: Non c’è per nessuno…! (Di nuovo verso la stanza di Chiara) Ma proprio per nessuno?
Chiara: (Sempre dall’interno) Per nessuno! Paola: Neanche per Federica?
Chiara: (Un po’ di silenzio. Esce)
Paola: (A Federica) Ogni regola ha le sue eccezioni! (Al marito) Vittorio, che ne diresti di aiutarmi a finire quel lavoretto in cucina che abbiamo cominciato stamattina?
Vittorio: (Sorpreso) Come…?! (Poi comprendendo ) Ah, il lavoretto in cucina…! Certo.
(Vittorio e Paola escono)
Federica: Ma dico, ti sei ammattita! Roberto non riesce a spiegarsi il tuo comportamento.
Così, all’improvviso…! Ci fosse almeno qualche motivo! Così lo fai andare proprio fuori di testa! E poi, ti sei completamente eclissata. Posso comprendere un momento di riflessione, ma qui siamo ormai alla clausura! E sì, qui è giunto proprio il
momento di darsi veramente una mossa! Ad ogni cosa c’è un limite, come disse il ministro dei trasporti!
Chiara : (Accenna ad un sorriso) Mi sbaglio, o quella specie di smorfia del viso lasciava trapelare qualche lontano parente di un sorriso?! (Chiara sorride ancora) Sì, così va già un po’ meglio. La parentela è più esplicita. Ma bisogna fare qualche altro piccolo sforzo. Vediamo un po’. Ascolta questa: ad una gita scolastica, Pierino mangia
l’insalata con le mani. La maestra, ovviamente, lo rimprovera. E Pierino:“Maestra, a me l’insalata piace condita!”.
Chiara : (Si sforza di rimanere impassibile)
Federica: (Sforzandosi di esplicitare meglio la battuta ) Condita! …Con DI-TA!
Chiara: (C.S.) Beh, cosa c’è di strano? Anche a me piace condita! (Fissa l’amica. Accenna prima un sorriso; a poco a poco il sorriso diventa pieno e poi una risata liberatoria, quasi “isterica”. Non si capisce ora se ride o se piange) …Federica, sono disperata!
Federica: Ci credi se ti dico che lo sospettavo! Chiara: (C.S.) Sì !
Federica: (Con determinazione) E ci credi se ti dico che è arrivato il momento di piantarla!? Se ti dico che è arrivato il momento di riprenderti quello che ti appartiene, quello che è tuo!
Chiara: Ma cos’ è mio Federica, cosa ho ancora il diritto di sperare?! Federica: Tutto Chiara, tutto! E a quel tutto aggiungine ancora un po’!
Chiara: Ho deluso gli amici…! Mi sono fatta portatrice di ideali, di valori. ! Ho costruito
un castello fantastico! E ora tutto mi è crollato miseramente addosso!
Federica: Beh, adesso non fare la vittima senti…! E in ogni caso tu non hai deluso proprio nessuno. Questo sia ben chiaro! In quanto al castello…..quello si ricostruisce! E magari più bello e più forte di prima. Bisogna solo volerlo!
Chiara: Ma come faccio, come faccio?! Sono solo una piccola stupida !
Federica: Non essere sempre modesta, dai ….! Sei una “grande” stupida! Altrimenti ricominceresti subito a ricostruire il castello crollato! Forse, oltre alla sottoscritta, ci sarebbe qualcun altro che non vede l’ora di rimettersi all’opera, insieme a te!
Chiara: E…chi sarebbe questo qualcuno?
Federica: Come, chi sarebbe!? Sono sicura che il primo che si trova a passare davanti la porta di casa tua, sarebbe già disponibile! Vuoi scommettere? (Chiara comincia ad intuire, ed è per questo molto emozionata. I suoi occhi ricominciano a brillare) Proviamo! (Apre la porta. Entra Roberto. Federica finge meraviglia) E tu?! Come…come mai da queste parti?!
Roberto: (Fissa con grande tenerezza la sua Chiara) …Come stai? Chiara: (Emozionata. Felice) Bene, e tu?
Roberto: Mi sei mancata da morire !
Chiara: … Anche tu!
Roberto Ti trovo ancora più bella !
Chiara: E tu invece sei sempre lo stesso…! Dici sempre le bugie. !
Federica: (Per rendere tutto più semplice ) Scusate…! Scusate se mi intrometto. Io so già come va a finire…! Qualcosa di simile l’ho già vista al cinema…! Se gentilmente mi volete risparmiare il resto e passare direttamente al finale, non sarebbe male! (Chiara e Roberto sorridono felici)
Chiara: (Abbracciando Roberto) Perdonami amore mio, perdonami…!
(Roberto e Chiara si abbracciano ora teneramente. Chiara piange di felicità)
Federica: (Sempre per sdrammatizzare) Ecco fatto! Ci vuole poco! Però adesso basta!
(Rivolta verso la cucina) Signora…! Scusi signora… Io, Chiara e Roberto facciamo due passi. Magari andiamo a prendere una pizza… Insomma, non stia in pensiero…! (Trascina con sè i due amici)
Chiara: Lasciami prendere almeno il cappotto!
Federica: E’ la prima cosa sensata che dici da un po’ di giorni in qua! Bene. Buon segno! (Tutti ridono)
Paola: (Mentre Chiara è fuori scena a prendere il cappotto, fingendo un tono rigoroso) Ehi ragazzi, mi raccomando…! Non fate presto!
(Sorriso generale)
Chiara: (Rientrando con il cappotto) Eccomi pronta! (I suoi occhi brillano di felicità. Ha ritrovato tutta la sua voglia di vivere. Guardando la mamma con grande gratitudine) …Ciao mamma, ci vediamo più tardi. (In quel momento entra in scena Vittorio. Chiara si blocca un attimo. Poi si avvicina a lui) Ciao, grande capo.
Non farò tardi.
(Bacia il padre con lo slancio di sempre. Chiara e Roberto escono per primi. Federica resta un po’ indietro. Quando i due sono ormai fuori, Federica si gira per incontrare lo sguardo di Paola, alla quale, col pugno chiuso, mima il segno della vittoria. Paola risponde allo stesso modo. Le due donne sono visibilmente commosse. Anche Federica ormai è fuori)
Paola: (Finalmente si scioglie. Ora piange lacrime liberatorie. Si avvicina a Vittorio.
I due si abbracciano teneramente)
Vittorio: (Mentre sono ancora abbracciati) Più tardi chiamerò il mio avvocato. (Mentre
pronuncia queste parole entra in scena Daniela, la quale prima accenna a tornare indietro, poi, non vista dai genitori, si ferma sull’uscio della sua stanza ad osservare la scena) Stabiliremo insieme il testo della mia confessione da rendere al giudice, perché lo acquisisca agli atti…. Sarà la prova oggettiva che mi condannerà Solo
allora potrò tornare ad essere un uomo veramente libero. Libero di guardare le mie
figlie negli occhi… Libero di ascoltare la mia coscienza nel silenzio della notte….
So che tutto ciò sarebbe difficile per qualunque uomo… Ma io non sono un uomo qualunque…. Io sono un uomo che ha avuto la fortuna di avere accanto te….! Tu sarai la mia forza. Come sempre. (A questo punto Vittorio, staccandosi dall’abbraccio, si accorge della presenza di Daniela)
Daniela: Scusate…! (Si vede che ha pianto. Appare però intimamente serena. Va al telefono, compone un numero) Pronto? Pronto, vorrei parlare con Giorgio. Sono la sua
ragazza… Pronto? Ciao, come va? Perchè non passi a prendermi, stasera? Sì, sì…hai ragione… Ma ora ho cambiato idea… Certo, certo….d’accordo! .Ah, senti Giorgio….c’è una piccola novità…. Dal mese prossimo non comincio più a lavorare… Sai, hanno controllato le graduatorie e si sono accorti che c’era un errore…. Sì, sono cose che capitano. (In risposta ad una proposta di Giorgio) Sì, se
vuoi posso venire a darti una mano…! No, no…mi fa piacere tenermi impegnata! Magari passerà un po’ di tempo prima di un prossimo concorso…! D’accordo, a più tardi. (Chiude il telefono. Alla madre) …Senti mamma, mi faresti la cortesia stasera di prestarmi quella camicetta di seta blu che adoro? Tanto tu non la indossi quasi mai…. Anzi, me la potresti pure regalare, volendo !
Paola: Si può fare! (Prende la figlia sottobraccio e si avviano)
Daniela: (Fermandosi sull’uscio della stanza, si stacca dalla madre e torna da sola un po’ indietro. Rivolta al padre, con tono deciso, ma solo per trattenere a stento le lacrime che ormai inumidiscono i suoi occhi) Ah, senti…! Vedi che io sono una donna ormai! Quindi, ascoltami bene! ….Quando verrai a rimboccarmi le coperte, questa notte, non fare come hai fatto ieri notte. che hai spento la luce per non
disturbarmi, e poi al buio stavi per cadere…! D’ora in poi ci penserò io a spegnere la luce! (Mentre ha detto queste parole, si è piano piano avvicinata al padre.
Ormai è vicinissima a lui padre. Puntandogli l’indice contro) …Tu, pensa solo a rimboccarmi le coperte! Ogni notte! Non dimenticarlo mai! (Si porta rapidamente la mano che aveva puntato verso il padre agli occhi, per asciugare furtivamente qualche lacrima che ormai non riesce più a trattenere. Quindi, avvicinandosi ancora al padre, improvvisamente lo abbraccia. Dopo qualche istante si stacca da lui e
si rifugia tra le braccia della madre, che ha assistito alla scena. Le due donne escono insieme)
Vittorio: (Respira profondamente, sollevato dalle parole della figlia. Si sente finalmente liberato. Compone un numero di telefono)
……Pronto, avvocato? Sì, sono io… Avrei bisogno di parlare con lei… D’accordo, a più tardi….! (Posa la cornetta)
(Comincia il tema musicale. Vittorio rimane pensieroso. Forse un brivido lo percorre pensando al futuro che lo aspetta. Porta la mano all’altezza del petto, accarezza dall’esterno il suo portafortuna. Compare sul viso un accenno di sorriso. Mette la mano nella tasca della sua giacca; prende il portafortuna regalatogli da Paola la prima volta che sono usciti insieme. Lo guarda teneramente, poi lo stringe forte. Ora guarda davanti a sè. La sua espressione diventa più intensa.
Stringe forte tra le mani il suo portafortuna)


