Il viaggio di Ulisse

Il viaggio di Ulisse

Il viaggio di Ulisse

- lettura animata -

Testo: Mirko Montini

Il viaggio di Ulisse un libero adattamento del celebre poema omerico Odissea in cui si narrano le avventure di Ulisse durante il suo lungo viaggio di ritorno verso la sua patria Itaca, dopo la caduta di Troia.

Il testo ha la struttura di un copione teatrale con la suddivisione delle battute in solisti e coro. I solisti comprendono il narratore, il cui ruolo pu essere affidato a pi lettori, e i singoli personaggi, mentre il coro non ha nessun ruolo canoro e, secondo la struttura della tragedia greca, impersonifica anchesso gruppi di personaggi, interviene per descrivere scene particolari e rappresenta la voce del divino, allo scopo di creare nellascoltatore un forte impatto emotivo.

La messinscena delle azioni per un tradizionale spettacolo teatrale risulta piuttosto complessa con questo tipo di impostazione principalmente narrativa, ma nulla vieta un ulteriore adattamento!

Leffetto creato dalla lettura corale-animata straordinario, grazie alle innumerevoli sfumature di voce che si intrecciano perfettamente nella trama del racconto.

La lettura, per facilitare la comprensione del testo, pu essere affiancata da rappresentazioni grafico-pittoriche che descrivono visivamente ci che si sta narrando.

Per informazioni sulla realizzazione pratica della lettura animata, contattare lautore delladattamento: mirkomontini@hotmail.com

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Narratore: La guerra di Troia ormai conclusa da dieci anni. Dieci anni durato lassedio! Infine i Greci vincono, grazie allastuzia di Ulisse, re di Itaca.

Ulisse parte con tutti gli altri, ma una ad una, le vele delle sue navi scompaiono allorizzonte.

Coro: E Ulisse dov?

Narratore: Lo sanno gli dei, perch il destino degli uomini nelle mani di Zeus, re di tutti gli dei.

Narratore: Prima di partire per la guerra di Troia, Ulisse sposa una donna molto bella e molto saggia di nome Penelope, che gli d un figlio: Telemaco

Coro: Telemaco ora ha ventanni!

Narratore: Visto che Ulisse non torna in patria, una quarantina di giovani, tutti nobili, si fanno avanti per chiedere la mano di Penelope.

Quei giovani, chiamati Proci, si comportano in maniera indegna: fanno da padroni in casa di Ulisse.

Coro Proci: Penelope, tuo marito Ulisse ormai morto, inutile che tu lo attenda ancora. Scegli uno di noi come sposo.

Narratore: Penelope, con un trucco, riesce per qualche anno ad eludere le richieste di matrimonio dei Proci: inizia a tessere una tela in-ter-mi-na-bi-le.

Penelope: Quando avr finito di tesserla, sceglier tra voi il mio nuovo sposo, abbiate pazienza!

Narratore:Ma Penelope disfa di notte la tela intessuta di giorno.

Uno dei Proci: Penelope, abbiamo scoperto che di notte disfai quanto tessi di giorno. Ora basta, devi scegliere uno di noi come sposo.

Narratore: Athena, la dea Pallade, mette a conoscenza di tale situazione il padre Zeus e insiste perch questi faciliti il ritorno di Ulisse, prigioniero della bella ninfa di nome Calipso. Zeus acconsente:

Zeus: Ermes, mio messaggero, vola da Calipso e dille che le ordino di lasciar partire Ulisse.

E tu, Athena, recati sotto mentite spoglie da Telemaco, figlio di Ulisse, e spingilo alla ricerca del padre.

Athena: Telemaco, sii forte e ardito: sali sopra una rapida nave e abbi fiducia in te.

Narratore: E cos avviene. Convinto dalla dea, Telemaco raduna alcuni amici fidati e dice loro:

Telemaco: Amici miei, parto alla ricerca di mio padre, volete seguirmi?

Coro amici: Telemaco, siamo con te.

Narratore: Preparata in fretta e in furia una nave, senza dir nulla ad alcuno, Telemaco e gli amici partono.

Narratore: Nel frattempo il messaggero Ermes raggiunge la ninfa Calipso e le riferisce gli ordini di Zeus. Con le lacrime agli occhi, perch la ninfa ama Ulisse, va verso di lui e gli rivolge queste parole:

Calipso: Ulisse, sei libero di partire se lo vuoi, me lo ordina Zeus. Coraggio, costruisci una zattera.

Narratore: In pochi giorni la zattera pronta e, salutata la ninfa, Ulisse prende il largo. Dopo tre settimane di tranquilla navigazione, quando prossimo alla terraferma, il dio del mare, Poseidone, si accorge che su quella zattera vi colui che odia, e, assetato di vendetta per luccisione del proprio figlio Polifemo, urla:

Poseidone: Scendi notte, venti accorrete in tumulto e cominciate a gonfiare e rotolare onde su onde verso limbarcazione di quellinfame.

Coro: (Creare limmagine sonora della tempesta servendosi dellintensit della voce in crescendo) Tempesta tempesta tempesta (15 volte)

Narratore: Il dio del mare scatena una violenta tempesta, che in breve disperde i tronchi con cui fatta la zattera.

Narratore: Ulisse, ormai stremato nelle forze, riesce ad aggrapparsi a uno di essi e resiste finch le acque non si calmano.

Narratore: Le onde e i venti lo portano ad arenarsi su una spiaggia dove, ancor pi sfinito, si addormenta.

Le festanti voci di alcune fanciulle che giocano a palla lo risvegliano:

Coro fanciulle: Aiuto Nausicaa, qui disteso un uomo ricoperto di foglie con i capelli arruffati.

Narratore: La bella principessa Nausicaa si rivolge a Ulisse:

Nausicaa: Sappi, straniero, che sei giunto nella terra dei Feaci sui quali regna Alcinoo, mio padre. Vedo che non sei un nemico, andando in quella direzione potrai raggiungere la reggia della mia famiglia.

Narratore: Ulisse si incammina e, con laiuto di Athena invisibile, arriva al palazzo di Alcinoo, dove viene accolto benevolmente e rifocillato. Il re pensa che quelluomo sia giunto fino a lui per volere degli dei.

Ulisse, interrogato dalla moglie di Alcinoo, inizia a raccontare le lunghe peripezie che lo hanno portato verso quella corte: la prigionia presso Calipso, il naufragio per la forte tempesta, lapprodo allisola e lincontro con Nausicaa. Ma il re, accortosi della stanchezza delluomo che aveva accolto, ordina di preparare un giaciglio per lui e promette:

Alcinoo: Domani avrai in dono una nave per poter far ritorno alla tua patria. Ora dormi e, se vorrai, al tuo risveglio ci dirai il tuo nome.

Narratore 2: Il giorno dopo - alla corte del re - Ulisse rivela il proprio nome, suscitando lo stupore di tutti, e continua il racconto delle peripezie che hanno preceduto il suo approdo allisola di Calipso.

Ulisse: Una spaventosa tempesta ha fatto naufragare molte delle mie navi dopo la partenza da Troia, dove la guerra ci ha visti vittoriosi. Dopo una breve sosta in unisola per far rifornimento di provviste, arrivammo nella terra dei Ciclopi, uomini giganti che vivono in enormi caverne.

Con un gruppo di dodici uomini, ci dirigemmo verso una delle caverne portando doni e un grosso otre pieno di vino. Nella grotta non vi era nessuno; ci sedemmo e mangiammo; poco dopo udimmo dei rumori: era il ciclope che spingeva dentro il suo gregge di pecore e subito dopo, con un grosso macigno, serr lingresso. (Qui il coro inizia a ripetere in crescendo Polifemo Polifemo fino al termine della battuta di Ulisse, per poi urlarlo a squarciagola nel momento in cui inizia la battuta seguente) Era un gigante peloso e con nel mezzo della fronte un unico occhio.

Coro: (A squarciagola per creare effetto spavento) Polifemo, questo il nome di quel gigante.

Polifemo: Chi siete stranieri?

Ulisse: Greci, venuti qui per caso, e ti chiediamo ospitalit.

Coro: (Sottovoce per creare leffetto di un consiglio divino) Polifemo, stendi la tua mano agguanta due uomini e divorali!

Ulisse: Ora che hai mangiato, ciclope, bevi il nostro vino.

Narratore: Il ciclope bevve tutto il contenuto dellotre e, prima di addormentarsi ubriaco, chiese ad Ulisse:

Ciclope: Dimmi qual il tuo nome, o straniero?

Ulisse: Il mio nome ... (urlando) Nessuno!

Coro: (Per creare effetto eco) Nessuno Nessuno Nessuno

Narratoreo: Dopo pochi istanti il ciclope cade in un sonno profondo, e Ulisse, rivolto ai suoi amici superstiti, dice:

Ulisse: Prendete quel tronco laggi, con le vostre spade appuntitelo, io, intanto, preparo il fuoco.

[Lalternanza del tempo presente e passato dipende da chi racconta.

Presente: narratori passato: Ulisse]

Narratorore spade ipuntitelo:vi il nostro vinoi capelli arruffati e i tronchi mcon cui fatta la zattera.e: Sul fuoco acceso Ulisse fa arroventare la punta del tronco, poi .:

Ulisse: Amici, vendichiamo i compagni uccisi e mangiati, poi cerchiamo salvezza!

Coro: (Sottovoce per creare leffetto di un consiglio divino) Spingi, Ulisse, il palo nellocchio di Polifemo, affinch entri pi profondamente e possa girare dentro (effettto eco) dentro dentro

Ulisse: Ficcammo il tronco dalla punta ardente nellunico occhio chiuso del ciclope; questi diede un urlo spaventoso, strapp dallocchio il tronco, si alz e cominci a chiamare:

Polifemo: Fratelli! Aiuto! Mi stanno uccidendo. Aiuto!

Narratore: Poco dopo dallesterno della grotta vengono le voci degli altri ciclopi:

Coro Ciclopi: Polifemo, perch gridi cos? Che ti succede?

Polifemo: Nessuno mi sta uccidendo!

Ciclopi: Se nessuno ti fa del male, sei ubriaco o sogni! Prega Poseidone, tuo padre, che ti aiuti.

Polifemo: Nessuno, Nessuno!

Narratore: Allalba Polifemo, dopo aver tolto il macigno si mette accanto alluscita con le mani aperte, e tasta la groppa delle pecore pensando che Ulisse e i suoi uomini le cavalchino per fuggire.

Coro: Che fare, come uscire? (Sottovoce per creare leffetto di un consiglio divino) Ulisse, aggrappati alla grossa lana delle pecore e fuggi.

Ulisse: Cos facemmo. Riuscimmo a fuggire, ci imbarcammo veloci e, dalla mia nave gli gridai il mio vero nome... Ulisse...

Coro: (Effetto eco) Ulisse Ulisse Ulisse!

Ulisse: Infuriato Polifemo cominci a scagliare grossi sassi in mare nel tentativo di colpire la nave, ma invano.

Polifemo: Poseidone dalla chioma azzurra, ascoltami! Se vero che io sono figlio del mare e che tu sei mio padre, fa che Odisseo non riveda mai pi la sua patria.

Ulisse: Affidandoci ai venti favorevoli raggiungemmo lisola di Eea. Vedemmo in lontananza una casa. Prima di raggiungerla, guidato dalla prudenza, inviai un gruppetto dei miei uomini a controllare. Uno solo torn tremante e spaventato.

Compagno: (Balbettando) Una donna bellissima ci ha offerto cibo e una bevanda, poi con la sua verga magica ha toccato i miei amici e li ha cos tramutati in porci; io sono riuscito a fuggire perch sospettoso non ho bevuto la bevanda che ci aveva dato.

Narratore: Armato, Ulisse si incammina verso quella dimora; lungo la via incontra Ermes, con le sembianze di un giovane che gli dice:

Ermes: Bada, Ulisse! Non appena Circe ti offrir da bere, sguaina la spada e minacciala di morte. Solo cos puoi salvarti!

Circe: Chiunque tu sia, straniero, sei il benvenuto. Ecco, bevi questo e ristorati.

Ulisse: Gettai a terra il bicchiere e trassi la spada minacciandola di morte.

Io sono Ulisse e se vuoi salva la vita, ridammi i miei compagni.

Circe: Nobile figlio di Laerte, leva quellarma e ritorna alla tua nave, i tuoi compagni saranno di nuovo uomini al tuo fianco.

Narratore: Circe soffia un vento favorevole che gonfia le vele della nave di Ulisse. In poco tempo giunge allisola delle Sirene.

Coro Sirene: Ulisse, ascolta le nostre voci armoniose. Ulisse... Ulisse...

Ulisse: Compagni portatemi un blocco di cera, cos che io possa tapparvi le orecchie. Legatemi saldamente allalbero della nave, il loro canto non potr ucciderci.

Sirena: Fermati sulla mia Isola, bellUlisse, ben chiaro il tuo desiderio di fermarti con me.

Ulisse: Stringete le catene. Pi forte!

Narratore: Cos Ulisse riesce a evitare il pericolo e, insieme ai compagni, continua il viaggio.

Coro: (Con energia sfruttando lintensit vocale ed emotiva) Pericolo, pericolo! Da una parte Scilla crudele, dallaltra Cariddi che inghiotte londa salata. Afferra una nave, la divora in un attimo e rigetta con un rigurgito i resti dello scafo.

Narratore: Ma Ulisse riesce ad oltrepassare lo stretto con i due mostri e, dopo altre peripezie, raggiunge lisola dei Feaci.

Ulisse: Si conclude qui il mio racconto e ora sono qui tra voi, sempre lontano dalla mia Itaca.

Alcinoo: Tu hai sofferto molto, Ulisse, ma ora potrai tornare a casa. La nave ti attende al porto; domani, se lo desideri, potrai partire.

Narratore: Ulisse augura felicit al re, alla regina e a tutti i Feaci. Sale sulla nave, esce dal porto e poco dopo si addormenta. Dorme a lungo e nel frattempo appare allorizzonte lisola di Itaca. I marinai sbarcano Ulisse e lo distendono sotto un olivo con i doni ricevuti.

Al suo risveglio, Ulisse si chiede dove e allimprovviso appare Athena che cos lo tranquillizza:

Athena: Sei a Itaca, ma occorre che tu agisca con molta prudenza. Chiunque, vedendoti, ti potrebbe riconoscere.

Ulisse: Come posso fare, dunque?

Athena: Ti tramuto in un vecchio mendicante, poi vai a cercare Eumeo che ti sempre stato fedele. Sappi, inoltre, che tuo figlio a Sparta, alla corte di Menelao; l andato a chiedere notizie di te. Gli ordiner di tornare.

Narratore: Athena tocca con la verga Ulisse trasformandolo in un povero vecchio.

Ulisse si incammina per cercare Eumeo e lo trova nel suo capanno.

Eumeo: Vecchio, vieni dentro, beviamo una tazza di vino, poi mi dirai chi sei.

Ulisse: Amico, mi hanno parlato del tuo re di cui non si sa pi nulla. Dimmi il suo nome, chiss che non ne abbia notizie.

Eumeo: No, vecchio, inutile illudersi. Ulisse, questo il suo nome, ormai morto.

Ulisse: Dimmi, Eumeo, ha ancora un padre, Ulisse? Ha ancora una madre?

Eumeo: Certo che ha ancora un padre. Laerte, luomo pi buono e pi disgraziato che conosco. Ora vive in una capanna. Quanto alla madre morta, morta di crepacuore.

Ormai si fatta sera, sdraiati e dormi; io vado a sorvegliare i porci.

Narratore: Telemaco, sollecitato da Athena, torna a Itaca e si avvia verso la capanna di Eumeo. Entrato, saluta lui e lospite e prega lo stesso Eumeo di andare alla reggia per avvisare sua madre, la regina, del ritorno del figlio.

Coro: (Sottovoce per creare leffetto di un consiglio divino) Athena, ridai a Ulisse le vere sembianze, giunto il momento che si riveli al figlio.

Telemaco: (Stupito) Ma tu chi sei? Una divinit dellOlimpo?

Ulisse: Non sono un dio, Telemaco, sono tuo padre.

Telemaco: Mio padre? Ma come possibile? Soltanto un minuto fa.

Ulisse: Un minuto fa ero un vecchio miserabile, e ora, per volere di Athena, sono tornato a essere me stesso.

Narratore: Lungo labbraccio che segue e numerose le lacrime.

Ulisse, poi, chiede al figlio quanti sono i Proci e gli raccomanda di non rivelare la sua presenza a nessuno, nemmeno a Penelope.

Ulisse: Vai al palazzo, prendi le armi che trovi appese alle pareti della sala e nascondile. Tieni pronte per noi due lance, due spade e due scudi. Ora va, presto!

Narratore: Athena, riapparsa, trasforma di nuovo Ulisse in un vecchio. Telemaco, tornato alla reggia, tranquillizza la madre.

Ulisse, poco dopo, si incammina per recarsi anchegli alla reggia in cui finger di mendicare.

Narratore: Nelle vicinanze del palazzo incontra il suo vecchio cane che lo riconosce, ma subito dopo muore.

Entrato nella reggia, Ulisse comincia a chiedere lelemosina ai Proci seduti a banchettare.

Ulisse: (In disparte) Antinoo, il destino ti punir per quello che hai fatto!

Narratore: A quel punto entra nella sala un altro mendicante, Iro, che schernisce e insulta Ulisse.

Ulisse: Iro, siamo tutte e due poveri, perch mi insulti? Mangia e bevi, non provocarmi se vuoi tornare ancora in questa sala!

Iro: Ma sentite come parla questo straccione! Vuoi batterti con me che sono pi giovane e pi grosso?

Antinoo: Amici, se i due mendicanti si battono, avremo uno spettacolo interessante. Sentite: chi di loro vincer, sar il solo che potr venire ogni giorno a mangiare i nostri avanzi.

Narratore: Subito Iro attacca Ulisse, ma riceve un forte pugno che lo stende; Ulisse afferratolo per un piede le trascina fuori nella polvere. Poi rientra in sala accolto con un mormorio di stupore (il coro crea mormorio di stupore). Poco dopo ecco fare il suo ingresso la bella Penelope che si rivolge al figlio Telemaco.

Penelope: Mi hanno detto, figlio mio, che questuomo stato insultato e percosso. ben triste che ci accada sotto il tetto della reggia di Ulisse! Ogni straniero sacro. Voi, principi, con il vostro comportamento mi offendete.

Narratore: Detto ci, Penelope si ritira e i Proci continuano il banchetto e, giunta la sera, se ne vanno.

Ulisse: Presto, figlio mio, prendiamo le armi appese e nascondiamole. Se i Proci se ne accorgeranno, di che le hai mandate a lucidare.

Penelope: Straniero, chi sei, da dove vieni?

Ulisse: Che ti importa chi sono? Vengo dalla lontana Creta.

Penelope: Hai visto? I Proci esigono che mi decida a sposare uno di loro. Ho tenuto saldo per dieci anni, ma non posso pi resistere. Sono riuscita ad ingannarli con un semplice trucco: tessevo un lenzuolo per Laerte, il padre del mio sposo, e di notte disfacevo la tela tessuta. Sono per stata scoperta.

Ulisse: Donna, devo rivelarti qualcosa: io ho visto il tuo sposo a Creta.

Penelope: Tu menti!

Ulisse : No, mia signora. Ho saputo che Ulisse sta tornando a casa.

Penelope: Vorrei tanto crederti, ma ormai devo decidermi. Domani far piantare a terra, in fila, le dodici grandi scure del mio sposo; ognuna di esse ha un anello. Ulisse riusciva a lanciare una freccia attraverso tutti gli anelli. Ecco, proporr questo ai Proci.

Ulisse: S, mia signora, la tua una buona idea. Vedrai, ancor prima che i Proci possano tendere larco, il tuo sposo sar tornato.

Penelope: Che gli dei ti ascoltino!

Narratore: Penelope si ritira e Ulisse cerca invano di dormire. Al mattino, preparata la sala per la competizione, arriva Eumeo con un aiutante, portando diversi capi scelti tra i migliori delle greggi. Arrivano i Proci che si siedono per banchettare. Le voci cessano quando appare Penelope. In mano ha un grande arco e una faretra ricolma di frecce.

Antinoo: Sono pronto! Accetto, e cos fanno anche gli altri.

Narratore: Telemaco, il figlio di Ulisse, prende larco e, invano, tenta di tenderlo.

Telemaco: Ahim! Sono troppo giovane, non riesco!

Antinoo: Avanti amici! Vediamo chi di noi si merita la bella Penelope!

Narratore: Ulisse, chiamati fuori Eumeo e laiutante Filezio dice loro:

Ulisse: Ebbene, eccomi, sono io Ulisse; Eumeo guarda questa cicatrice, la riconosci?

Narratore: Entrambi restano come folgorati e capiscono che, chi loro davanti, proprio il re di Itaca da tempo lontano.

Ulisse: Per favore, nobili principi, lasciate che anchio tenti di piegare quellarco, solo per vedere se ho ancora la forza di un tempo. Non certo per avere in sposa la bella Penelope.

Antinoo: Vecchio, cosa pretendi? Mangia e non metterti in gara con i giovani.

Penelope: Antinoo, non si trattano cos i miei ospiti. Di che cosa hai paura? Che io lo sposi, se riesce?

Telemaco: Madre, queste sono cose da uomini. Ti prego, torna nelle tue stanze.

Narratore: Penelope non osa rispondere e torna nelle sue stanze. Nel frattempo Eumeo porta larco ad Ulisse, mentre la vecchia serva chiude la porta. Ulisse impugna larco e senza fatica lo tende, incocca una freccia, tende nuovamente la corda, prende la mira, e la freccia, sibilando, attraversa tutti gli anelli andando a spuntarsi contro la parete. I Proci rimangono stupefatti.

Ulisse: La gara finita! E ora tirer ad un altro bersaglio.

Narratore: La seconda freccia scoccata da Ulisse va proprio a colpire la gola di Antinoo, che stramazza a terra.

Ulisse: Cani! Pensavate che non sarei pi tornato a casa, dunque! Ebbene, eccomi! La vostra ora giunta!

Proci: Perdono, grande Ulisse, per colpa di Antinoo che accaduto tutto ci. Risparmiaci!

Narratore: Inizia cos il combattimento, ma i Proci, che si scagliano contro Ulisse, vengono trafitti uno ad uno.

Narratore: Impartiti gli ordini alle ancelle e ai servi di portare fuori i cadaveri e pulire la sala, Euriclea corre su per le scale.

Euriclea: Penelope! Penelope! Vieni a vedere. accaduto ci che per anni hai desiderato: il tuo sposo tornato, e ha fatto giustizia dei Proci!

Penelope: Vuoi prenderti gioco di me, vecchia?

Euriclea: Vieni tu stessa a vedere. Ulisse tornato!

Narratore: Penelope, dubbiosa, scende le scale, appare sulla soglia della sala e si ferma. Ulisse in piedi.

Interviene, dopo il lungo silenzio dei genitori, Telemaco:

Telemaco: Madre, il tuo cuore dunque cos duro che non corri vicino a mio padre?

Penelope: Se questo davvero Ulisse, allora potremo intenderci molto bene, perch vi sono dei segreti che custodiamo solo io e tuo padre.

Narratore: Telemaco lascia soli padre e madre che, in breve tempo, condividendo alcuni ricordi della loro vita, si abbracciano felici. Penelope, tra le lacrime sussurra:

Penelope: S, ora so che sei veramente il mio sposo tanto amato quanto atteso!

Narratorequanto atteso!: Ulisse passa la notte a raccontare alla moglie tutte le sue avventure e, giunta la mattina, esclama:

Ulisse: Ora devo andare a riabbracciare mio padre Laerte.

Narratore: Dopo aver raccomandato a Penelope di non lasciare le sue stanze, in quanto teme la vendetta dei parenti dei Proci, Ulisse si incammina armato verso la capanna del padre. Lo vede mentre sta lavorando con la zappa e gli si avvicina.

Ulisse: Ehi, vecchio! Il tuo orto ben curato. Tu, invece, non lo sei affatto: sei sporco e indossi stracci.

Narratore: Ulisse parla un po con il padre, mentendo sulla propria identit, ma quando vede che Laerte scoppia in un pianto sfrenato, non pi in grado di trattenersi.

Ulisse: No, padre mio! No, non piangere! Io sono Ulisse! Io sono tuo figlio! Sono tornato e - con laiuto di Athena, di mio figlio Telemaco, di Eumeo e di Filezio - ho compiuto vendetta sui Proci che offendevano mia moglie. Nessuno di loro pi vivo!

Laerte: Sei davvero tu, figlio mio? Dammi un segno!

Narratore: Ulisse scopre la gamba e mostra al padre la vecchia cicatrice, la ferita che gli fece un cinghiale. Allora Laerte sabbandona e abbraccia il figlio.

Laerte: S, s esistono gli dei dellOlimpo! Finalmente sei tornato!

Athena: Cessate, cessate figlioli di una medesima terra! Non versate pi altro sangue fraterno.

Zeus: Facciamo che Ulisse regni in pace, che i morti siano dimenticati e che torni ad Itaca pace, saggezza e ricchezza.

Athena: Avete compreso lordine di Zeus? Ebbene tornate tutti alle vostre case e che la pace voluta da mio padre sia duratura.

FINE

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