In fondo al baratro

PERSONAGGI

IN FONDO AL BARATRO

( Antonio Pittani )

PERSONAGGI

GIOVANNI GRITTI

LIA, sua moglie

ERNESTO MORANI

UN MEDICO

MARINA

LUCIA

UN COMMISSARIO

UN AGENTE

LEONARDO,portiere

La scena si svolge in casa Gritti,-Salotto arredato con propriet. La comunenel fondo, a destra; una porta a sinistra che mette nella stanza da letto; a sinistra, nel fondo, una finestra. Presso questa, una scrivania. A sinistra un sof; a destra tavolino e sedie.


SCENA I

GIOVANNI e LIA

Lia sta seduta presso la scrivania; Giovanni, a fianco di questa.

LIA (ponendo una carta sotto gli occhi di Giovanni) Eccoti lesatta, lesattissima distinta delle spese fatte fino ad ora, ecco il bilancio dal quale apprenderai come sono andate a finire le 300 lire che mhai consegnato al primo del mese. (si alza)

GI0VANNI Benedetta testolina che sei: quasi quasi sembrerebbe fossi stato io a reclamare da te una resa di conti, come non sapessi . . . (fa per abbracciarla)

LIA (scansandosi) Non me lhai chiesta la resa dei conti, ma con quel tuo: Si spende troppomi hai fatto intendere chiaramente che la desideravi: eccoti accontentato.

GIOVANNI Non essere ingiusta, Lia, non essere ingiusta.

LIA (si lascia cadere su di una sedia presso il tavolino) Ingiusta?!

GIOVANNI S,ingiusta. Sai che sarebbe la pi grande delle felicit per me poterti accontentare in tutto, vederti gaia, contenta e in condizioni tali da poter spendere senza riguardo e senza dover lesinare il soldo, soddisfare ogni tuo capriccio.

LIA (alza la testa) Capricci? ne ho io forse?

GIOVANNI No, daccordo, ma trovandoti in condizioni migliori potresti prenderti il lusso daverne. Credi tu che il vederti quasi costantemente negli stessi panni, sprovvista di gioielli, priva di tutte quelle comodit che fanno la felicit della donna, non mi faccia soffrire? Vorrei farti una posizione da regina, e invece...

LIA Io non domando nulla di tutto ci: mi basterebbe poter vivere in pace senza dover pensare al domani, senza apprensioni, senza preoccupazioni e fastidi. Quel rimandare continuamente coloro che giustamente vengono a reclamare il pagamento delle fatture mi rende irascibile, nervosa e passo dei momenti(freme e pone la testa fra le mani)

GIOVANNI (siede pensieroso sul sof)

LIA (dopo una pausa) Del resto mi sta bene.

GIOVANNI (discatto) Che intendi dire?

LIA No, no, non ti spaventare, non interpretare questa innocentissima espressione come un rimprovero diretto a te. Tu hai fatto quanto stava nelle tue forze, tu non mi hai fatto sperare neanche tanto ed appunto per ci avrei dovuto essere pi modesta nelle mie pretese.

GI0VANNI (a s) Ancora.

LIA Ho voluto un appartamento in una delle vie principali, ti ho costretto ad arredano con un certo lusso, in poche parole, si sono fatte delle spese inutili, ci siamo ingolfati nei debiti e chi sa quando potremo uscire da questa terribile situazione. (con sconforto) io credo mai pi.

GIOVANNI (alzandosi) No, perch dire mai pi? Bisogna sperare e lottare, lottare senza posa ed io, Lia, lotter. (laccarezza) Vedrai: raddoppier le mie forze, raddoppier la mia attivit e un po alla volta, un po alla volta, usciremo da questa penosa situazione. Bisogna essere forti, diamine, lavvilimento cimmiserisce, la disperazione ci fiacca pi della lotta e noi abbiamo bisogno di tutta la nostra energia. Siamo giovani e lavvenire nostro. (sollevandole la testa): Ridi, andiamo. (la bacia): Vedi: anch io, sarebbe ridicolo negarlo, ho qualche momento di sconforto ma, per buona sorte, sono nuvolette passeggere e, passate, torna il bel sole, il sole benefico che rianima e rinvigorisce. Lavorer, trover unoccupazione, dir cos, suppletoria e vedrai che riuscir vittorioso.

LIA (freddamente) E frattanto?

GIOVANNI Pazienza!

LIA (ha uno scatto)

GIOVANNI Anch io sono un uomo, Lia, e limpossibile impossibile anche per me. Quanto potevo sacrificare ho sacrificato e, siccome mi sono ridotto a non spendere per me neanche un centesimo, non m pi possibile di ridurre le spese. Non fumo pi, evito gli amici, sai che

LIA Ti prego, Giovanni, basta, basta: io ti dico che molto probabilmente domani non avremo che mangiare e tu mi rispondi non fumo pi .

GIOVANNI (con uno scatto) Ma che devo fare? Dimmi tu? Rubare forse? no, non sono capace.

LIA (sarcastica) Rubare!

GIOVANNI (incalzando) E allora? Lavoro dalla mattina alla sera, sempre, senza il minimo riposo, con precisione cronometrica, non ho vizi

LIA (interrompendolo) Bada che tutto ci me l hai gi detto.

GIOVANNI Mapare che tu non lo abbia compreso, poich continui a mortificarmi, a torturarmi, ad avvilirmi. (una pausa)

LIA Denaro... Denaro vuole denaroCome far io a trovarne?

GIOVANNI ( accasciato)

LIA (freme, volge lo sguardo verso Giovanni, strappa il fazzoletto con i denti, si alza, indecisa, torna a sedersi,si passa una mano sulla fronte, si rialza, avvicina Giovanni e, timidamente) Non potresti chiedere un prestito?

GIOVANNI A chi?

LIA Altuo principale.

GIOVANNI La conosci la brutta risposta chebbi tre mesi fa: Sappia, signore, che questo non uno stabilimento prestiti.

LIA A qualche amico.

GIOVANNI Sono tutti nelle mie condizionise non in peggiori!

LIA A qualche banca!

GIOVANNI Ci vuole una garanzia...

LIA Procuratela.

GIOVANNI Ma quandanche riuscissi, a che ci servirebbe?

LIA A che ci servirebbe?

GIOVANNI Gi: a che ci servirebbe? un prestito non un regalo e il denaro prestato bisogna restituirlo.

LIA (contenendosi a stento) Hai pur detto che ti procurerai unoccupazione suppletoria...

GIOVANNI (fa per parlare, ma non sa che dire)

LIA Capisci, cos non si pu continuare.

GIOVANNI (come a s) Un altro debito!

LIA Indispensabile... (pausa) Giovanni, lo farai?(carezzevole) Dimmi di s, toglimi questo peso che mi accascia

GIOVANNI (alzandosi) Ebbene si, far a modo tuo.

LIA (con un sospiro) Ah!!!

GIOVANNI (continuando) E forse

LIA (sorride) Forse?...

GIOVANNI Forse non ci sar bisogno di ricorrere ad una banca.

LIA (felice) Davvero? Sei un genio.

GIOVANNI Gi: un genio pieno di miseria.

LIA (ride)

GIOVANNI Il mio principale, come sai, non fa prestiti ma un mio amico che, fortunato lui, non ha da lottare per lesistenza... (sospira) Chi sa

LIA Devi riuscire, devi

GIOVANNI Eh, devi, devi... (ricordandosi) A proposito bisogna che depositi questo affarino (leva il portafogli) datala fortuna che mi perseguita, potrei anche smarrirlo.

LIA (ride) Poco male.

GIOVANNI Poco male? Ma tu non sai cosa contiene (apre il portafogli) guarda.

LIA (con avidit) Dio mio, quanto danaro.

GIOVANNI Tremila lire.

LIA Tremila lire? Di chi sono?

GIOVANNI Dellamico che ti ho menzionato un momento fa. Mi ha incaricato di fare un pagamento ma, siccome oggi domenica e gli uffici sono chiusi

LIA Lasciamelo toccare.

GIOVANNI (comicamente) Tocca, tocca, cara.

LIA (tocca le banconote e, con frenesia)Dio mio, Dio mio!.

GIOVANNI (ritraendo il portafogli) Basta, amica, basta: non bisogna abusare.

LIA (commentando) Tremila lire

GIOVANNI (presso la scrivania) Qui dentro sono, pi sicure. (apre il cassetto ed estrae una rivoltella)

LIA Ecco appunto la somma che ci occorrerebbe

GIOVANNI Vedremo! (depone il portafogli) Ecco fatto, e sopra il morticino. (ride) che espressione strana, vero...? ci metter(mostra la rivoltella) Ti raccomando: sorveglialo gelosamente. (pone la rivoltella sul portafogli - quindi chiude il cassetto) Ed ora me ne vado. (infila il soprabito)Sai che Giustini, il mio collega di ufficio, ammalato? Ammalato seriamente: i medici non nutrono pi alcuna speranza di strapparlo alla morte!

LIA Vai a trovarlo?

GIOVANNI Appunto. Mi vuoi tanto bene, poverino. Dunque, ciao, eh! (va verso la comune)

LIA (rimproverandolo) Giovanni!

GIOVANNI (si volge) Eh?

LIA (fa il musetto)

GIOVANNI Non comprendo.

LIA Non sei pi quello di una volta.

GIOVANNI (ride) Cara (la bacia)

LIA Parlerai oggi stesso a quel tuo amico?

GIOVANNI (dopo aver pensato) S,forse s, dopo essere stato da Giustini andr a cercarlo ai caff.

LIA Non puoi andarci prima?

GIOVANNI (con dolce rimprovero) Il bisogno ci rende egoisti. Andr prima da lui. (andandosene) Ah, denaro, denaro

SCENA II

LIA, poi LEONARDO

LIA (si lascia cadere sul sof e sospira) Purch riesca! (leva dal seno una lettera, lapre legge il contenuto, tentenna il capo e poi, con angoscia) Duemila cinquecento lire!

(Suono di campanello; sussulta) Hanno suonatoChe sia?.. (si passa una mano sulla fronte; con uno sforzo si alza ed esce dalla comune, quindi d. d.) Ah, siete voi, Leonardo? avanti, avanti

LEONARDO Scuser se la disturbo, se la disturbo, ma...

LIA Andiamo, parlate pure.

LEONARDO Io non amo importunare, importunare gli inquilini, ma quando la necessit, la necessit, ci afferra alla gola, alla gola

LIA (a s) Santo Dio che contagocce! (forte) Vi ascolto.

LEONARDO Sar breve.

LIA (a s) Speriamolo.

LEONARDO Il mio Ninetto, il minore dei miei figli, il minore, mha costretto a venire da lei, da lei, per chiederle un favore.

LIA Ninetto? Sentiamo: che cosa posso fare per quel signorino?

LEONARDO Sar breve. Quella canaglietta, canaglietta, ha saputo non so come, ne da chi, che il signor Gritti, vostro marito, vuoi vendere un vestito fuori uso e

LIA Mio marito?

LEONARDO Il signor Gritti, il pi buono degl inquilini, il pi buono.

LIA Il signor Ninetto stato male informato, caro Leonardo: mio marito nulla vuol vendere.

LEONARDO (con comico sconforto) No?!Oh, che peccato (piagnucolando) Quel povero figliuolo non sa pi che indossare e speravaBe, be,non importa non importa.

LIA (a s) Vecchio scroccone. (forte) Ad ogni modo dar unocchiata nel salvaroba e al caso

LEONARDO Dio la benedica, signora, la pi buona delle inquiline la pi buona. Mi perdona, vero?

LIA S, s, andate pure.

LEONARDO Grazie, grazie: e sempre ai suoi comandi, ai suoi comandi. (sinchina e andandosene) Che canaglietta, che canaglietta quel mio Ninetto. (via)

SCENA III

LIA sola, poi ERNESTO

LIA Va al diavolo tu e il tuo Ninetto; vecchia sanguisuga gente mai contenta (passeggia pensierosa per la stanza) Duemila cinquecento lire? Riuscir poi? E se no? (si pone una mano sugli occhi) Poveretta, poveretta me(Suono di campanello)Che sia lui?... (esce dalla comune e rientra un momento dopo abbracciata da Ernesto)

ERNESTO Non maspettavi, vero?

LIA Francamente, no!

ERNESTO che ardevo dal desiderio di vederti, e

LIA (con passione) Caro Ernesto!

ERNESTO Mi sono fermato in vedetta sulla strada con la speranza di veder uscire tuo marito: la fortuna mha favorito ed eccomi qua. Ti dispiace?

LIA Dispiacermi?!

ERNESTO (la bacia) Hai ricevuto la mia lettera?

LIA Lho ricevuta e confesso che mi cagion un forte malessere. (lo abbraccia) Le tue angustie, le tue continue preoccupazioni, i tuoi dolori maccasciano.

ERNESTO Buona Lia, credimi, il tuo amore. mi rende orgoglioso e sento che, se mi venisse a mancare ne morirei

LIA (con amore) No, no Ernesto, ti , amer sempre: il mio affetto, quello sincero, quello reale, indistruttibile e tutto tuo.

ERNESTO (si scuote)

LIA Che hai?

ERNESTO Nulla, m parso.

LIA Temi che rincasi miomarito?

ERNESTO (confuso) Gi, temo che rincasi e che ci sorprenda: non vorrei comprometterti, capisci...

LIA Non temere, non torner tanto presto.

ERNESTO Non si sa mai: i mariti capitano sempre quando meno li si aspetta. Allora, Lia

LIA Allora che?... Mi vuoi lasciare subito?

ERNESTO No, dicevo... l hai letta la mia lettera dunque?

LIA Lho letta e mi sono subito data dattorno per trovare ilmezzo di trarti dallimbarazzo come non ho mai mancato di farlo.

ERNESTO (timoroso, agitato) Grazie, grazie. Dunque, se non ti dispiace, dammi il denaro.

LIA Ora?

ERNESTO Subito!

LIA Ma non possibile!

ERNESTO (impallidendo) Non possibile?

LIA Ho indotto mio marito a chiedere un prestito ed entro tre o quattro giorni ... forse domani, anche non so

ERNESTO (fuori di s) Ma tu mi canzoni!

LIA (con rimprovero) Ernesto

ERNESTO (rude) Te l ho scritto: il denaro mi occorre immediatamente.

LIA Ma dove vuoi che vada a prenderlo?

ERNESTO Lo chiedi a me?

LIA Lo sai bene che per aiutarti mi sono sprovvista di tutto: non ho pi nulla in casa.

ERNESTO E giuri di volermi bene!

LIA Ma, Ernesto!? (lo avvicina)

ERNESTO (brutale) Scostati: non sei per nulla migliore delle altre femmine.

LIA (con forza) Ernesto!

ERNESTO Il denaro mi occorre, intendi! tu devi trovarmelo, capisci ? oggi stesso!

LIA Ma ci impossibile.

ERNESTO (incalzando) Ne va di mezzo il mio onore.

LIA (con disperazione) Non posso... non posso.

ERNESTO Se non mi aiuti, mi perdi.

LIA (con uno scatto) No, non dir ci, non dir ci!..

ERNESTO Devo pagare un debito di giuoco. Io sono un gentiluomo, non posso mancare al mio dovere: sarebbe ignominioso.

LIA (come a s, con la massima disperazione) Ma come, come posso?

ERNESTO Devi potere!

LIA (supplichevole) Domani, forse, Ernesto.

ERNESTO (con un urlo) Oggi, te l ho detto, stasera alla pi lunga!...

LIA Dio mio, Dio mio!...

ERNESTO Me lo manderai?

LIA Tingannerei affermando, poich non m possibile.

ERNESTO (fa per colpirla) Ah, sgualdrina!

LIA (ritraendosi con angoscia) Sgualdrina, hai detto

ERNESTO E se vuoi te lo ripeto. questo lamore, sono queste le prove che me ne dai?

LIA (as) Infamia, infamia

ERNESTO E vizio, vizio!... Ti davi a me perch sei corrotta fino alla midolla, per il gusto vergognoso dingannare quell imbecille.

LIA (scattando) Ernesto!

ERNESTO Mi fai schifo, capisci, mi fai schifo, e faccio orrore a me stesso, essermi avvilito al tuo contatto.

LIA (al colmo della disperazione si lascia cadere su di una sedia piange)

ERNESTO Piangi piangi, coccodrillo: per poter essere sempre a tua disposizione ho sacrificato tutto, la mia posizione

LIA (fremente) Quale, canaglia?

ERNESTO (con un urlo, si avventa su Lia e la colpisce con uno schiaffo) Vergognosa!

LIA (scattando in piedi) Vigliacco!

ERNESTO (la spinge rimandandola sulla sedia) Vado via, donna spregevole, vado, ma sappi che se entro due, al massimo tre ore, tu non mi manderai in casa il denaro che mi abbisogna, domani mattina, anzi stasera, quellallocco di tuo marito sapr a quale razza di femmina ha dato il suo nomeTi amavo ed ora ti disprezzo.

LIA (ha uno scatto)

ERNESTO Rifiuti di salvarmi, ed io ti perdo, sgualdrina! (esce di corsa dalla comune)

SCENA IV

LIA sola, poi LEONARDO

LIA (angosciosamente) Vigliacco, vigliacco... (piange) Ed io sono stata tanto ingenua da credere al suo amore, sono stata tanto infame da infangare il nome illibato di un uomo che mi adorava, per un essere vile, infame: per un volgare ricattatore(trasognata) Lia, Lia che sta per accaderti? egli ti denuncer a tuo marito, la maschera dipocrisia sta per cadere; quando sapr tutto quell uomo si uccider (con angoscia) Ela fine, la fine (piange) Sciagurata, ingannare un uomo tanto affezionato, il pi buono, il pi leale dei mariti(con un urlo) No, no, ci non deve avvenire, io devo evitare a qualunque prezzo tanta sciagura, anche a costo di rimetterci la vita! (si alza) Ma come? a chi ricorrere, dove trovare?... (colpita da unidea rabbrividisce) Ladra?Ladra?ma e poi?Che far?... (dopo una pausa prendendo una decisione) Si: egli non perdonerebbe allinfedele, ma alla ladra perdoner... s, s... (va alla scrivania) Ma come aprire?Il tagliacarte (lo prende) Se resister? (conficca la punta del tagliacarte nell interstizio del cassetto in cui fu deposto il denaro e tenta aprire) Mi riuscir?(sforza) Va... cede... (con gioia) E aperto! ... (apre, leva la rivoltella e la poggia sul tavolo, s impossessa del denaro) Maledetto, maledetto! (scrive) al pi vile dei ricattatori. Eccovi, creatura spregevole, le duemila cinquecento lire. Ve le mando per evitare che abbiate a commettere la pi infame delle azioni. Vaccompagni la mia maledizione. (mette nella busta biglietto e parte del denaro; il rimanente lo tiene in mano) E questo?... non posso lasciarlo qui! (lo pone nel seno) Cos! (chiude la busta e scrive lindirizzo) Ed ora come faccio a recapitargliela?... (pausa): Il portiere! (esce dalla comune, d. d.) Leonardo!

LEONARDO (internamente) Che vuole, signora?

LIA (c. s.) Salite da me.

LEONARDO (c. s.) Subito.

LIA (rientra) Per fortuna in casa. (con disperazione) Che accadr, che accadr?

LEONARDO Eccomi, signora, eccomi. Ha forse trovato il vestito, il vestito per il mio Ninetto?

LIA Lo trover, lo trover, Leonardo. Ora, per,bisogna che mi usiate una cortesia.

LEONARDO Ma sempre a sua disposizione, a sua disposizione, signora

LIA Portate subito, al pi presto possibile questa lettera al suo indirizzo.

LEONARDO Benone. (legge) Ernesto Morani, via S. Francesco dAssisi, 249.Va bene!

LIA Presto, Leonardo, mi raccomando, presto.

LEONARDO Di corsa. Ma mi raccomando, signora

LIA Andate. Andate, Leonardo e, siccome non attendo risposta, inutile che al vostro ritorno saliate da me!

LEONARDO Bene, bene, nessuna risposta.

LIA Ma presto.

LEONARDO Corro, corro... (via)

SCENA V

LIA sola

LIA (sospira) Il mio onore salvo. (rabbrividisce) Salvo? Ma come, come giustificher io la sparizione del denaro? (dopo aver riflettuto) Uscire e lasciar credere? Ma certamente: durante la mia assenza entrano i ladri, scassinano il cassetto, s impossessano del denaro e... ed io non so nulla, io di nulla sono colpevole, di nulla mi si pu incolpare. S, s: via subito (entra nella camera da letto e dopo un momento rientra con il cappellino e il mantello in mano) Dir che sono stata da unamica; non mi riuscir difficile inventare una storiella qualunque (si mette cappello e mantello, va verso la comune) Salva, salva (si ferma, si mette in ascolto e, con disperazione) E qui, maledizioneDio mio, Dio mio ! (entra nella camera da letto)

SCENA VI

GIOVANNI

GIOVANNI( accasciato. Depone soprabito e cappello su di una sedia e poi, con il massimo sconforto) Povera Lia(con amarezza): Gli amici ?... In ogni evenienza conta sudi me, calcola sulla mia sincera amicizia, non mi fare il torto di risparmiarmi; e poi? (commentando) Amicizia?! Parola vana. (siede) E cosa dir a quella povera creatura?... Quante angustie, mio Dio, quante angustie (pensa) Lascer credere daver quasi combinato e domani cercher, busser a tutte le porte fino a raggiungere lo scopo... (si leva) Un uomo che lavora dalla mattina alla sera nondovrebbe trovarsi in simili condizioni. (va verso la scrivania) E pensare che tanti asini (vede la rivoltella, si rabbuia in faccia, prende larma, lesamina) E la mia, non c dubbio... Ma... S, ricordo bene daverla posta nel cassetto (apre il cassetto e, con dolorosa meraviglia) Il (apre il portafogli) Dio! Ildenaro? (con la gola chiusa) Lia Lia! (va verso la camera da letto) Lia! (trova la moglie sulla soglia)

SCENA VII

LIA e detto

LIA (fingendo meraviglia) Che c, Giovanni?

GIOVANNI (angosciato indica la scrivania) La....

Lia (c. s.) Ebbene?

GIOVANNI Il denaro

LIA Il denaro?

GIOVANNI M stato rubato...

LIA (colpita) Rubato?

GIOVANNI (con un urlo) Lia

LIA (smarrita) Non ti comprendo.

GIOVANNI (afferrandole i polsi) Chi stato dimmi, chi stato?

LIA (tenta svincolarsi) Lasciami, che vuoi che ne sappia io?

GIOVANNI Era l... tu sola, tu sola, parla, parla

LIA (c. s.) Sei pazzo?!

GIOVANNI Impazzisco, parla! (la stringe)

LIA Lasciami!

GIOVANNI (fuori di s) Il denaro? Non era mio

LIA (svincolandosi) Mi fai male!

GIOVANNI Tu devi sapere, tu non sei uscita di casa.

LIA No! (subito) S!

GIOVANNI (con un urlo) No!

LIA S!

GIOVANNI Menti!

LIA (fingendosi sdegnata) Insomma, lasciami in pace.

GIOVANNI (colpito) In pace?... Ma non comprendi tu... (stringendosi la testa fra le mani) Dio mio, Dio mio!.. Lia, Lia, perdonami, mi sembra che il capo mi stia per scoppiare Aiutami tu, aiutami tu

LIACalmati... via...!

GIOVANNI (col pianto nella voce) Come, come vuoi che faccia a calmarmi: la prigione, capisci, il disonore, nessuno creder ch io sia stato derubato

LIA Perch no? Tutti sanno che tu sei un uomo onesto

GIOVANNI E vero, vero: sarebbe uninfamia sospettare di meMa allora?Dunque tu sei uscita di casa?!

LIA Subito dopo di te. Mannoiavo sola...

GIOVANNI E sei stata?

LIA Dalle Silvestri...

GIOVANNI Dalle Silvestri, hai detto, dalle Silvestri

LIA Dalle Silvestri!

GIOVANNI Lia, Lia... (la guarda con terrore)

LIA Ebbene che male c?

GIOVANNI Le Silvestri sono partite ieri sera e

LIA (con forza) Non vero...

GIOVANNI Lia... Sei stata tu... tu.

LIA Tu sei pazzo!

GIOVANNI Ma me lo dirai.

LIA Non ho nulla da dirti.

GIOVANNI Confessa:hai commesso una pazzia? Confessa, Lia

LIA Sei pazzo, sei pazzo.

GIOVANNI (muove verso Lia) Lia... dimmi.

LIA (sfuggendolo) Scostati, mi fai paura. (va presso la scrivania)

GIOVANNI (dinanzi alla scrivania) Lenigma terribile tu sola puoi spiegarlo e una spiegazione me la darai a costo(fa per girare intorno alla scrivania)

LIA Giovanni, lasciami.

GIOVANNI Ah, no: ti assicuro io che parlerai. (chiude la stanza da letto e intasca le chiavi)

LIA (prende la rivoltella e pone la mano sul dorso)

GIOVANNI Dov il denaro, Lia?

LIA (fremente) Non mavvicinare.

GIOVANNI (fa per raggiungerla) Parla!

LIA (si pone dietro il sof) Non so nulla!

GIOVANNI (dinanzi il sof) Tu sai tutto e parlerai a costo di

LIA (fremente) Bada Giovanni a quello che fai

GIOVANNI (fuori di s) Ladra!

LIA (c. s.) Non insultarmi, miserabile

GIOVANNI (salta sul sof e sta per afferrarla)

LIA (gli spara contro)

GIOVANNI (colpito in pieno petto, emette un urlo di dolore, si piega sulle gambe e stramazza al suolo. Si con torce per un momento comprimendosi la ferita e poi con un filo di voce) Maledetta! (rantola e muore)

LIA (rimane sbalordita, poi, con voce tremante) L hai voluto, Giovanni, l hai voluto (lascia cadere a terra la rivoltella)

(mormorio interno)

(con terrore) Hanno udito!

MARINA (d. d.) Signora Gritti

LUCIA (d. d.) Apra signora

LIA (sussulta)

MARINA (d. d.) Ma s, ho udito benissimo.

LIA (scoppia in pianto) Dio, Dio mio! (grida) Soccorso, soccorso! (esce dalla comune. Rientra con le vicine) Si ucciso, si ucciso!

SCENA VIII

LIA, MARINA e LUCIA

MARINA (con terrore) Ah!

LUCIA Beata vergine!Ma pu darsi che sia ancora vivo. (a Marina) Andate a chiamare un medico, qui gi in farmacia!

MARINA S, s.(via di corsa) Che sventura!

LIA (con disperazione) Buone creature, aiutatemi. Aiutatemi, temo dimpazzire...

LUCIA Coraggio, signora, si dia coraggio; lo salveremo.

LIA (scoppia in pianto) Disgraziata, disgraziata

LUCIA (a s) Povera donna!

LIA Era il pi buono, il pi tenero dei mariti ... Come, come far ora a vivere senza di lui, senza il caldo del suo amore (singhiozzando) Che hai fatto, che hai fatto? Giovanni mio?! Per un po di denaro?! Nessuno al mondo avrebbe potuto pensar male di te, ritenerti capacedi unazione indegna, te, onesto fino allo scrupolo.

LUCIA (si curva su Giovanni e gli poggia la destra sul cuore, con dolore) Non batte pi!

LIA (strappandosi i capelli) Se fossi stata presente sarei certamente riuscita a scongiurare la tremenda sciagura: maledetta, avrei dovuto sorvegliarlo (con un urlo) Maledetta... Ed ora chi me Io restituir?!

LUCIA Coraggio: il destino ha voluto cos!

LIA E stato crudele, stato crudele!

MARINA (d. d.) Qui, qui, signor dottore.

LUCIA Ecco il medico. (a Lia) Non disperate, signora.

SCENA IX

Dette, MARINA e il Medico.

MEDICO (depone il cappello sul tavolo, si china su Giovanni, gli solleva le palpebre e, freddamente) Locchio vitreo... (poggia lorecchio sul cuore di Giovanni e poi, alzandosi) E finita. (a Lucia) Si ucciso, ha detto?

LIA (smania)

LUCIA Si, signor dottore: con un colpo di rivoltella.

MEDICO (torna a chinarsi su Giovanni gli apre il panciotto ed esamina la ferita. Poi tentennando il capo) Poveruomo, Cos giovane!...(si leva e, a Lia) Bisogner, signora, che partecipi il brutto fatto alla polizia.

LIA (con uno scatto) La polizia? (si scuote)

MARINA E gi stata avvertita.

MEDICO Bene! (saluta e via)

MARINA (accompagna il medico)

SCENA X

Detti, meno il medico

LIA (a s, paurosamente) La polizia?

MARINA (rientra)

LUCIA (a Marina) Poveretta: il dolore la far impazzire.

MARINA Sventurata.

(Suono di campanello)

MARINA (esce dalla comune)

LUCIA Vada nella sua camera, signora, vada

Lia (piange) Non posso, non posso staccarmi da lui

SCENA XI

LIA, LUCIA, MARINA, il Commissario e lAgente di p. s.

COMMISSARIO (dopo aver osservato Giovanni) Si ucciso con un colpo di rivoltella, vero?! Era presente qualcuno quando avvenne il fatto?

LUCIA Questa sua moglie, signor Commissario.

COMMISSARIO Si dia coraggio, signora, e la prego di rispondere alle domande che le rivolger.

LIA (con disperazione) Ma perch, perch mi torturate?

COMMISSARIO E necessario, signora. Andiamo, mi dica quello che sa.

LIA (con uno sforzo) Ma la legge inesorabile! (pausa, si comprime le tempie con ambo le mani) Ecco, questo tutto quello che so. Un suo amico, non conosco il suo nome, lo incaric di fare un versamento di tremila lire e, siccome oggi festa, il mio povero Giovanni non pot eseguire lincarico e, per tema di smarrire il denaro, lo depose in un cassetto della scrivania. Poi uscimmo. Al nostro ritorno, trovammo la porta aperta, il cassetto della scrivania scassinato (piange) Oh! povero, povero il mio Giovanni

COMMISSARIO (pausa) Continui, la prego, signora.

LIA Io allora corsi nella mia camera per vedere se, caso mai, i ladri fossero entrati anche col e frattantofrattanto udii una detonazione accorsi e lo trovai l, a terra rantolante (si nasconde la faccia) Dio mio, Dio mio!

COMMISSARIO (si avvicina con lagente alla scrivania ed esamina il cassetto) stato scassinato con uno scalpello, ecco il solco lasciato da tale ordigno.

AGENTE Evidentemente cos.

COMMISSARIO (prende alcuni appunti) Si chiamava?

LUCIA Giovanni Gritti.

COMMISSARIO Gli anni?

LUCIA (imbarazzata) Veramente...

LIA (sempre piangendo) Trenta.

(Suono di campanello)

MARINA (esce dalla comune)

LEONARDO (d. d.) Ed io vi dico che devo restituire una lettera.

LIA (balza in piedi e sordamente) Leonardo?

COMMISSARIO Chi che grida?

SCENA XII

Detti, e LEONARDO

LEONARDO Io, signore. La signora m ha incaricato di portare una lettera ad un signore, ma questo stato arrestato prima del mio giungere a destinazione e volevo restituirla, volevo

LIA (fremente) un mio affare privato: a me quella lettera!

COMMISSARIO (prende la lettera) Si calmi, signora, si calmi: la lettera sua, nessuno pensa a contendergliela

LIA (turbata) Il suo contenuto non riguarda nessuno

COMMISSARIO E nessuno afferma il contrario (guarda la soprascritta e trasalisce) Eh, Ernesto Morani?

LIA (si getta sul sof e si agita disperatamente)

COMMISSARIO (a Leonardo) E questo Morani stato arrestato, avete detto.

LEONARDO Si, signor Commissario, signor Commissario.

COMMISSARIO (con un sospiro di sollievo) Oh, finalmente: il ladro pi sfacciato che io abbia conosciuto in vita mia!

LIA (scattando) Mi dia quella lettera, signor Commissario, mia!

COMMISSARIO Si, s signora, ve la dar. Prima per, abbiate la cortesia di spiegarmi quale relazione potevate aver voi con un simile individuo!

LIA Sono cose che mi riguardano e a nessuno pu interessare...

COMMISSARIO A me, a me, signora. (a s) Molto strano! (a Leonardo) Non vi allontanate.

LEONARDO (fa un inchino)

COMMISSARIO Ernesto Morani era attivamente ricercato quale autore di un furto di gioielli. La refurtiva era stata gi ricuperata, ma il briccone sera reso latitante. Come lo conoscevate voi, signora?

LIA (piange) Non so nulla, non so nulla.

COMMISSARIO Allora aprir la lettera.

LIA (scattando) No!

COMMISSARIO (solenne) S!

LIA (si lascia cadere sul sof)

COMMISSARIO (apre la lettera).

LIA (a s con terrore) Lapre, Sono perduta!... (si lascia scivolare a terra e, sempre tenendo locchio sul commissario, si trascina carponi dietro il sof)

COMMISSARIO (apre la lettera, emette unesclamazione di meraviglia) Questo denaro? (legge) Al pi vile dei ricattatori. Eccovi, creatura spregevole, le duemila cinquecento lire. Ve le mando per evitare che abbiate a commettere la pi infame delle azioni. Vaccompagni la mia maledizione(finito di leggere, si volge verso lagente) Tutto scoperto: la ladra

LIA (che si trover dietro il sof, si spara un colpo di rivoltella alla testa)

COMMISSARIO (accorrendo) Oh, maledizione!

AGENTE Si uccisa. (accorre)

MARINA e LUCIA (si scuotono) DIO mio!

COMMISSARIO (allagente) Aiutatemi. (la trasportano sul sof) Bisognava sorvegliarla! (alle donne) Chiamate un medico.

MARINA (esce dalla comune correndo)

LIA (con un filo di voce) Vengo a te GiovanniPerdona... Fu quel mostro che assassin entrambi... Ora... Giovanni mio. (rovescia la testa e muore)

COMMISSARIO (le solleva il capo ma questo ricade sul seno) Morta!

LUCIA e LEONARDO Morta!


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