In viaggio con Francesco

IN VIAGGIO CON FRANCESCO

Opera drammatica in un atto

Di

Antonio Sapienza

Personaggi:

Francesco dAssisi, il piccolo grande poverello.

Alfio Scardaci, il viandante.

E, inoltre varie comparse.

e un proiettore.

Febbraio 2007

Sulla scena stato ricostruito un paesaggio ameno, ma tutto immaginario (alberi, colline, monti in lontananza e rocce vicine, tramite effetti particolari e luci) All'apertura del sipario, su una roccia seduto un uomo anziano: vestito casual, calza un berretto e porta occhiali scuri da sole. Egli stanco, sudato e impolverato, come colui che ha fatto un grande cammino a piedi. Per terra c' il suo zainetto.

Musica adatta. Intanto sulla scena passano altri viandanti, parlano tra di loro e salutano a soggetto, entrano da destra ed escono da sinistra. L'uomo alza appena il volto per accennare un saluto e uno stanco sorriso. Entra , sempre da destra un giovane uomo. Egli sta per passare oltre, poi si ferma, guarda l'uomo seduto, infine si decide e si siede accanto a lui. Stanno in silenzio mezzo minuto, poi la musica cala e il giovane si rivolge all'anziano con voce calma, quasi suadente.

Giovane Fratello, ti sei stancato troppo, vuoi un po' d'acqua? (porge una borraccia)-

Anziano Grazie amico. (apre lentamente la borraccia e beve un sorso, quindi la richiude e la passa al giovane)-

Giovane Cos poca? Su prendine ancora (l'anziano esita) Dai, prendi...(gliela riporge con decisione)

Anziano Solo un altro piccolo sorso, per... te ne resta poca... il viaggio ancora lungo...(beve un altro piccolo sorso, poi c.s.)

Giovane Hai detto bene: il viaggio. Qui tutti la chiamano la marcia.

Anziano Gi. Ma a me quel nome ricorda un'altra marcia... certo diversaper esempiosu Roma ma quella era pi rumorosa, forse anche violenta, forse magari bellicosa...oppure...pi velleitaria, forse pi...

Giovane - ...stupida.

Anziano (guardandolo attentamente un po' meravigliato) Ma sai che ci hai proprio azzeccato? Stavo sforzandomi di trovare un appellativo appropriato. Mi hai preceduto. Bravo!

Giovane Io bravo? No, sei stato tu bravo. Forse io ho trovato il nocciolo, ma il frutto e l'albero lo hai individuato tu.

Anziano Mi chiamo Alfio. (tende la mano)

Giovane Francesco, piacere.

Alfio (alzandosi faticosamente) Che dici? Riprendiamo?

Franc. Riposati ancora un pochino, e ne approfitter anch'io per riprendere fiato.

Alfio - Dimmi, quante marce della pace hai fatto?

Franc. Chi io?

Alfio Certo, tu.

Franc. Marce vere e proprie nessuna questa sarebbe la prima ma ho camminato tanto, tantissimo per la Pace...

Alfio Beh, marce se ne fanno a migliaia: per la pace, contro la fame nel mondo, per l'ambiente, contro la mafia. E i giovani come te ne approfittano anche per fare esperienze, visitare nuovi luoghi, fare amicizie...

Franc. Certo...certo... ma anche per la povert, le malattie, gli ideali, la Fede...

Alfio Capisco, la fede... voi cristiani...

Franc. Tu non sei cristiano?

Alfio Lo sono come tanti altri milioni: ma perch da piccolo mi battezzarono; poi, con l'et, con la cultura, la ragione, gli ideali...Per non ti nascondo che apprezzo, anzi ammiro voi cristiani praticanti che siete arroccati, anzi meglio, ancorati sulla roccia come quella. Allora quali sono le tue camminate preferite?

Franc. Ti dicevo che cammino per la pace, per la fratellanza, per la natura, per gli altri, per Cristo.

Alfio Non sarai mica un prete moderno?

Franc. Non sono un prete... moderno. E tu per che cosa cammini?

Alfio (soprappensiero, fra se stesso) Se lo sapessi...(breve pausa, poi al giovane) Io cammino e non so perch lo faccio. Certo, voglio la pace, voglio l'uguaglianza, la giustizia, il rispetto della natura, ma, diciamoci la verit, queste cose li potrei sostenere anche con altri mezzi: col denaro, facendo donazioni; con le opere, facendo volontariato; con l'ingegno, scrivendo... E allora? Cosa mi spinge a camminare, anzi arrancando faticosamente, in piena canicola, su sentieri di campagna, scalando colline e valicando ruscelli, da Perugia ad Assisi, insieme a tante altre persone di buona volont, affiancando, nello stesso tempo, quelle migliaia che vanno gi per la strada asfaltata?

Franc. Forse per dare pi senso alla invocazione forse anche per fare numero, per annunziare agli altri: guarda, siamo migliaia e migliaia, dateci ascolto.

Alfio E' vero. Ci hai ancora azzeccato: dateci ascolto! E tu, oltre alla pace, perch? Ah, si ricordo: anche per la natura, per gli altri. Ma, quali altri?

Franc. Si cammina per tutti gli esseri viventi e no.

Alfio- Sei ecologista?

Franc. Gi, ora ci si chiama cos. Comunque, per me, quelli che tu chiami altri sono tutti gli uomini, ma anche gli animali e le cose - che a noi sembrano inanimate. Vedi il sole? E' inanimato o no? E le stelle? E quella pietra dove stavi seduto?

Alfio E no! Vada per il sole e le stelle, ma questa pietra inanimata, non vorrai sostenere che...

Franc. - ... che ha un'anima? No, certo che non ce l'ha, ma tu questa stessa pietra, se la dovessi rivedere tra mille anni, la riconosceresti?

Alfio Bella scoperta! Certo che no: gli agenti atmosferici, gli animali, forse anche l'uomo, anzitutto l'uomo, la cambieranno.

Franc. (pensieroso) Gi...gi.

Alfio Ti ho chiesto se si ecologista, ma credo, da quello che mi hai appena detto, di sapere gi la tua risposta. Sei anche animalista, per caso?

Franc. Non saprei dirti con precisione, ma sappi che per me gli animali sono come le persone: debbono essere capiti.

Alfio Ma tu li capisci?

Franc. Ci parlo.

Alfio Comprendo...(perplesso) Certo ci sono tanti ricercatori che capiscono gli animali. C' quello con le oche, per esempio...come si chiama LorenzPoi ci sono alcuni che parlano ai cavalli, ai cani...insomma farsi capire dagli animali bello.

Franc. Gi, bellissimo, specialmente se ti rispondono.

Alfio Rispondono? (sempre pi perplesso) Ah, certo: ubbidendo.

Franc.- No, ascoltando e capendo e rispondendo...

Alfio -... a loro modo, s'intende, vero?

Franc. Pressappoco.

Alfio- Tu mi dai risposte troppo sfuggenti, quasi ambigue. Rispondimi direttamente: Tu sosterresti forse che gli animali parlano con te?

Franc. Diciamo che, in qualche modo, dialoghiamo.

Alfio- Ma chi sei tu? Non ti starai prendendo gioco di me?

Franc. Affatto. Non oserei mai. Tu mi hai domandato, io ti ho risposto. Tutti qui.

Alfio Ti credo. Ma adesso mi devi dire chi sei.

Franc. Sono Francesco e vivo da queste parti.

Alfio - Va bene, va bene, ho capito, sei Francesco e vivi da queste parti. Ma chi sei veramente?

Franc. Francesco...di... di Assisi.

Alfio E io sono Alfio, da Catania, benissimo, eppoi?

Franc. Eppoieppoi sono anche pi vecchio di te.

Alfio Ci risiamo, mi prendi in giro... pi vecchio di me non ricominciare a dire assurdit. Ma andiamo...eppoi, vediamo, di quanti anni saresti pi vecchio di me?

Franc. Diciamo, pressappoco, otto secoli.

Alfio Otto secoli? Sei del 1200? Bene, allora o sei tutto pazzo o mi prendi per cretino! Discorso chiuso!

Franc. Non sono pazzo e tu non sei cretino. Anzi sei troppo intelligente e hai gi capito, ma non lo vuoi ammettere. La tua Ragione, la famosa ragione, ti dice : no! E tu le dai retta. Ma il tuo cuore ti sta dicendo: attento, pu essere vero: Non cos? Ed ecco un nuovo conflitto.

Alfio Un nuovo conflitto? Forse. E visto che ci siamo in tema: Non ci vuole mica un santo presunto santo per capire il conflitto interiore di un uomo come me: quasi vecchio, in piena crisi esistenziali, alla ricerca di se stesso, ma soprattutto alla ricerca di tracce delle certezze universali, eterne...

Franc. ...depresso, che crede di trovarle nel suicidio...

Alfio Bella scoperta! Ma certo...anche...

Franc. - ...con un colpo di pistola?

Alfio Pistola?

Franc. Certo, di pistola. Si chiama cos quellarnese che ti porti appresso, vero?

Alfio Non sono armato, eppoi non ho niente in tasca, non si vede? (mostra le tasche dei pantaloni.)

Franc. Non ce l'hai nella tasca, Alfio, ma l, nello zainetto.

Alfio E tu come lo sai? Mi hai spiato?

Franc. No, macch, ci mancherebbe. Te l'ho vista mettere nello zainetto ieri sera, nella tua camera d'albergo, a Perugia.

Alfio E' vero! Ma tu dov'eri? Nella casa di fronte, al terzo piano?

Franc. Pi in alto.

Alfio Al quinto?

Franc. Pi su.

Alfio All'ultimo piano?

Franc. Ancora pi su.

Alfio - (prende lo zaino e si appresta a riprendere la marcia) Va bene, non aggiungere altro, presunto santo. Il sole ti ha colpito alla testa senza misericordia.

Franc. Gi senza misericordia, Alfio Scardaci, monaco mancato.

Alfio (fermandosi di botto) Monaco...mancato? Io non ne ho mai parlato - con nessuno.

Franc. Certamente: nel 1976 avesti una crisi mistica che volevi placare facendoti monaco...anzi preferivi essere eremita. Ma poi lasciandoti prendere dai tuoi doveri di padre di famiglia, rimandasti a tempi migliori, dimenticando. E, naturalmente, questi tempi, almeno fino ad ora, non sono ancora arrivati. Ma, credi che arriveranno, dopo i discorsi che mi hai fatto? I discorsi sul suicidio, sulla ricerca di te stesso e dello scopo dell'esistenza, su noi cristiani (sottolinea noi)- e senza citare mai Dio?

Alfio Mio Dio. E'... sbalorditivo! Come fai a sapere queste cose intime, personalissime. Anzi come fai a sapere anche i miei pensieri?

Franc Tu cosa ne pensi?

Alfio Che: o mi ha colpito inesorabilmente un colpo si sole e sto per impazzire oo o sei tu il matto. No! non puoi essere quello che insinui desserema ma che sono una donnetta? No, non quello ...il santoquello che dici di essere: Francesco d'Assisi, il poverello.

Franc. Lo sono, fratello.

Alfio No! no! No! E che sono cose da dirsi? Prendiamo coscienza, perbacco! Ma siamo seri! - Oh, ripeto, ma che sono ammattito di colpo? Ah, no! Accidenti, il pazzo sei tu! Certamente, sei tu! E vuoi influenzarmi approfittando di questo luogo ameno e delle circostanze particolari.

Senti, caro amico, senti cosa fai: vai con il tuo Dio, finisciti questa marcia in santa pace e lasciami - tranquillo, seduto su questa roccia a riposare.

Franc. Come desideri tufratello, o amico come tu mi chiami. Ma, se dovessi cambiare idea, raggiungimi, ti prego. Intanto togliti questi occhiali scuri (gli prende la testa tra le sue mani).

Alfio No! Che fai? Non posso toglierli! Soffro dirritazione cronica, non posso vedere la luce del sole. Fermo! (ma Francesco, incurante gliele toglie) Oddio, oddio, ridammelinon posso aprire gli occhi ridammeli te ne prego

Fran. Apri gli occhi, non temere.

Alfio Sei un assassino, ridammi gli occhiali(intanto apre lentamente gli occhi) mama vedo la luce e non nonnon ho dolore e nemmeno fastidioche cosa mi hai fatto?

Franc. Io? Nulla! Forse Nostro Signore ha voluto farti una grazia che tu non hai mai chiesto. Adesso ti saluto e ti auguro la pace. (gli tende la mano per salutarlo e lanziano vede la ferita nel palmo).

Alfio Sangue? Che cosa questa ferita? Ti sei graffiato? con in rovi sul sentiero in salita, vero?

Franc. Gi, me li sono graffiate - e anche i piedi e il costato (mostra i piedi, calzati da semplici sandali e allarga la camicia e mostra la ferita al costato: sono le stigmate).

Alfio- (esaminandole a bocca aperta per lo sbalordimento) Vedovedonelle mani nei piedinelnel costatosono uguali identiche a quelle di di

Franc. di Nostro Signore?

Alfio -di Ges risorto. Sei tuFrancesco? Sei proprio tu?

Franc. Lo sono.

Alfio (torcendosi le mani e abbassando il capo mortificato, poi singinocchia: Francesco subito lo alza) Oddio, Francesco, il piccolo grande poverello. Ma com possibile che io, con la mia indegnit, possa avere questo grande privilegio? Ma come potevo mai sperare dincontrarti e d'averti come compagno in questo viaggio? Verro` con te ovunque mi porterai, ma prima, ti prego, dimmi: Perche` io?-

Franc.- Cosa potrei risponderti? Perche` tu hai avuto l'ardire di pensare; perche` hai pensato di osare; perche` sei illuso, incosciente e caparbio; perche` nell'incompletezza tra genialita` e banalita`, sei patetico; perche` alla tua vita hai cercato di dare un senso. Conosci il bene e il male; il coraggio e la vilta`; e non sai andare oltre, non sai fare di piu`? Lo sai che i tempi erano e sono, e tu eri, ora sei e poi sarai.-

Alfio - Padre mio, ben poca cosa io sono, e questo viaggio a me dar` poco frutto, perch, ai tuoi perche`, per tua bonta`, non ne hai aggiunto un altro: Perche` sei pazzo! Sono pazzo davanti a te; saro` pazzo perche` spero? Che fare allora? -

Cambio di luci, e cambio di luogo e di tempo: luci e suoni armoniosi.

Franc.- Tu farai cio` che potrai. Per adesso sei qui: Guarda, incantati, gioisci e canta se vuoi. E quando sara`l'ora, saprai. Dammi la tua mano, seguimi. Vedi? La luce si dirada e lascia vedere nuove visioni. Andiamo verso il verde, l'azzurro e il giallo che procedendo divengono prato, cielo e sole. Vieni, ammira, incantati, stupisci. Ecco il colle, nostra meta.-

Alfio- Padre e` bello questo posto, ma ti prego, dimmi: Siamo sulla terra o dove?-

Franc.- E` terra e sensazione di terra. La tua natura umana e mortale non poteva reggere e capire cio` che deve vedere: La Verita`. L'Immenso Amore, nella sua grandezza della Carita` infinita, ha voluto che tutto fosse e avvenisse, a questo punto, secondo la tua natura umana. Non potendoti, per il tuo bene, innalzare, tutto e` stato abbassato al tuo livello.-

Alfio - Nel frattempo che procediamo, posso parlarti?-

Franc.-Se lo vuoi...-

Alfio- Francesco, la mia ammirazione per te e` infinita. Hai fatto grandi le piccole cose e piccole le grandi. Hai ridimensionato l'importante e ingigantito l'insignificante. Come facesti? Chi ti dette certezza, prima che Lui ti desse la Sua?-

Franc.- L'Altissimo mi concesse di far penitenza per i miei peccati, perche` in stato di peccato vissi parte della mia vita. Venne la chiamata, la febbre mi prese, mi privo` delle forze, quasi mi spoglio` del corpo; poi mi tolse le scorie, libero` il mio spirito, e lo spirito rispose: Amen. I lebbrosi mi accolsero; l'amaro si tramuto` in gioia. Molti vennero al mio romito, ed ad essi dicevo: Il Signore ti dia pace.

Detti regole di vita secondo il Vangelo il Papa me le conferm cos: Questa la regola e la vita dei frati minori: osservate il Vangelo del Signore nostro Ges Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio, nella castit; e nellubbidienza e ossequio al signor papa Onofrio e ai suoi successori. Frate Francesco promette ci e i frati lo prometteranno a frate Francesco

Cosicch il lavoro e l'elemosina, insieme alla preghiera, furono la nostra quotidiana occupazione. Il denaro fu bandito. La nostra signora fu la poverta`.-

Alfio -Dove trovasti la forza?-

Franc.-Vuoi dire il coraggio. Ce ne volle per uscire dal mondo. Lottai contro persone care. Fui contrastato, avversato, ostacolato nei modi piu` vari: Dalle minacce piu` grossolane, alle insinuazioni piu` sottili. Ma non ero piu` solo. Lui era con me.-

Scena conversione di Francesco:

Cambio di luci e inizio della musica adatta.

Azione prima: Si ode la musica e, prima sbalordito, poi felice, l'ascolta guardando verso l'alto.

Azione seconda: Entra in scena una ragazza invitante. Francesco la respinge con dolcezza. Entra un soldato con una bandiera che offre a Francesco che respinge pure quella. Entra un uomo anziano, il padre di Francesco, che gli offre, ori e gioielli, ma Francesco non solo li rifiuta, ma si toglie la camicia e la da al padre, il quale, con riluttanza, addolorato la prende e s'allontana.

Azione terza: Francesco si inginocchia con gli occhi rivolti al cielo e illuminato dal solo occhio di bue. Entra da sinistra, un uomo vestito di bianco, si avvicina a lui, accenna a posargli la mano sul capo, ed esce da destra. Francesco allunghera` il braccio implorante, come se volesse toccare l'uomo in bianco; e le loro mani si sfioreranno soltanto.

Fine della musica. Francesco si rialza e riprende il colloquio con l'uomo che era uscito di scena e che e` rientrato al termine del Flash-beack.

Alfio -Padre se male non ricordo, dicesti: La necessita` non ha legge. Il mondo di cio` non si ricorda piu`.-

Franc.-Sono molte le cose che il mondo non ricorda. Parole piu` importanti, brucianti e viatici di salvezza, sono quasi del tutto dimenticate. La nostra comunita` bandi` il denaro per togliere un'arma

letale nelle mani dell'uomo: La cupidigia! Ma chi ha tiene stretto, chi non ha vuole. Le leggi umane sono piu` a protezione dei beni che della vita. Ma la vita vale piu` di tutte le cose.

Alfio -Francesco e` possibile per noi abbattere l'egoismo e vivere in fraternita` E perche` solo alcuni ci sono riusciti?-

Franc.-Rammenti Agostino? Ad un certo punto della sua vita si senti` come su una fragile barca sballottata dal mare in tempesta: Erano i vizi capitali. Quando, finalmente, li vinse e stava per avvicinarsi all'approdo, ecco che uno scoglio gli si paro` innanzi e squarcio` la barca: Era la superbia.

Allora ricomincio` d'accapo e non si compiacque piu` di vincere, perche`finalmente temeva la ricaduta: Vinse perdendo. Vedi il Bhudda? Egli e` uno dei pochi uomini ad esserci riuscito. Il suo Nirvana e` stato presentato all'umanita` come la perfezione della vita; immagine della purificazione che si realizza attraverso il lungo cammino che tu stesso hai visto. C'e` riuscito Lao-Tzu e tutti i Profeti, impegnati a far conoscere al mondo la giusta via. In vari modi la Verita` e` stata presentata. Finche` l'Amore stesso non si e` incarnato per additarla, senza pi dubbi, a tutti gli uomini di buona volonta`.-

Alfio Parlami delle stigmate. Come avvenne?

Franc.- Quelle sono state il suggello dellardore per Cristo.

Fu l, sullaspro monte Verna, in una notte di settembrina, dolce, silente, profumata, che avvenne limmenso travaglio: il tocco della grazia di Cristo, Nostro Signore.

Era tarda sera, lultimo lembo di luce tramontava silente al di l della montagna. Io ero prostrato, stanco, forse anche sfiduciato per lincontro che ebbi quel giorno con certi uomini potenti che mi volevano avversare. E tra di essi cera un vescovo travestito da mercante. Essi protestavano; mi dicevano che non dovevo predicare alla massa, soprattutto ai giovani, la disobbedienza, la sedizione E cosa pi disdicevole, addirittura tra i pastori e i contadini.

Ma non poteva tollerare che io parlassi di povert e damore anche ai giovani rampolli della aristocrazia e della marcantezia, facendo di essi dei fannulloni, dei buoni a nulla, dei rammolliti

Alfio - e tu?

Franc.- dissi loro: i poveri sono gli aristocratici, gli affamati sono i mercanti, gli ammalati sono i vescovi di questo mio mondo. Io non tolgo nulla a nessuno: io do! Do il mio amore per tutti, la pace per il mondo intero, la giustizia per gli uominila do perch Cristo Ges me ne ha data in abbondanza e mi ha detto: Francesco, come il sale rende buone le pietanze, tu rendi buoni gli uomini che ti vorranno ascoltare.

Quella sera pregai Nostro Signore per darmi pi forza per riuscire a trovare le parole giuste affinch entrassi nei cuori dei miei fratelli tutti! Pregavo e sudavo, piangevo e pregavo, ed ecco che una forza entra in me e si scatena: ma non era il demonio, bens la benevolenza di Cristo che mi sconvolse, mi squass, mi stese per terra come morto.

( tutto il racconto di F. devessere mimato opportunamente, sostenuto da musica adeguata e da un magico gioco di luci).

Quando, dopo qualche ora, ripresi coscienza e mi trovai supino a terra, con le braccia e le gambe divaricate e un terribile dolore al costato. Me lo toccai e ritirai la mano insanguinata. Guardai attentamente la mano e vidi che era traforata. Istintivamente guardai laltra: era anchessa forata! Tentai di sollevarmi e, con gli occhi pieni di lacrime, vidi i fori nei piedi. Allora capii: Cristo mi aveva marchiato col suo Spirito! E non sapevo se piangere o ridere per la grande grazia ricevuta. Ma non riuscivo a fare nulla di tutto ci che mi prefissavo: ero indolenzito, anchilosato e sfinito.

Rimani qualche ora in silenzio osservando il cielo stellato. Poi ringraziando Nostro Signore per in bene concessomi, andai a coricarmi nella capanna, insieme ai miei fratelli. Lindomani essi furono impauriti dal sangue che mi vedevano fluire dalle ferite. Non sapevano cosa fosse, cosa pensare, a chi rivolgersi. Dissi loro: state quieti, c chi pensa per me: La misericordia di Dio! Ed tutto!

Alfio E terribile e sublime! Come tutte le tue cose.

Certamente saprai che il Cantico che hai composto, a tuttoggi, uno dei pi bei poemi mistici che luomo abbia mai composto?

Franc.- Lo so. Ne sono contento.

Lo composi alla Porziuncola in una sera destate - dopo un rosso tramonto ruggente - quando credi di poter toccare le stelle con la mano. Ero steso per terra, intanto che i fratelli preparavano la minestra di verdure, nostra cena - allaperto, su un fuoco alimentato da rami secchi. Essi versavano lacqua del ruscello in un pentolone, poi univano le erbe che avevano raccolto nei campi, e rimescolavano energicamente. E quando lacqua si chetava, scorgevo la luna che, sorgendo, vi si specchiava vanitosa e muta. E pensavo alla grandezza del nostro Buon Signore.

E, intanto, avevo gi la morte nel corpo, che scavava dentro di me, e mi annacquava il sangue e mi suggeva la vita. Ed io Lo ringraziavo e Lo lodavo per tutto ci che avveniva in me, vicino a me, attorno a me, e lontano da me negli ampi spazi silenti.-

Parte una dolcissima musica. Pochi secondi e da sinistra entrano due monache che reggono, l'una una brocca d'acqua di ceramica, e l'altra una bacinella di rame. Esse si portano al centro della scena e si inginocchiano sulle tavole, non per pregare, ma per fare la seguente azione: Versare dell'acqua dalla brocca alla bacinella, quindi al pentolone. Le due suddette attrici, sui loro normali costumi, indossano un ampio velo, che sotto l'effetto di un ventilatore, deve dare, al pubblico, la sensazione di forte vento.

Da destra entrano tre monaci. Uno regge un braciere opportunamente sistemato per dare, al momento giusto, la sensazione del fuoco ardente. Due porta un cesto pieno di frutta. Tre un bastone da pastore. I tre, anch'essi, si portano al centro della scena, posizionandosi , come le ragazze, a semicerchio, guardando la sala. Al centro verra' posto il braciere. ( e forse sopra anche il pentolone, comunque, prima, controllare leffetto)

Le azioni sopra descritte, unite all'effetto del sorgere del sole, del sereno, della notte lunare,

del vento, ottenuti con una adeguata scenografia (telo trasparente?), saranno posti in essere al momento della recitazione del versetto corrispondente all'azione.

Franc- (illuminato da flebile luce, solo al viso, per poi spegnersi del tutto.)

Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so' le laude, la gloria e l'honore er onne

benedictione.

Uno.- Laudato si', mi' Signore per nostra matre terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.

Due.- Laudato si', mi' Signore, per frate vento

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

1^ Monaca.- Laudato si', mi' Signore, per sor'acqua,

la quale e' utile et humile et pretiosa et casta.

2^ Monaca.- Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,

spetialmente messor lo frate sole,

lo qual'e' iorno, et allumini noi per lui.

Et ellu e' bellu e radiante cum grande splendore:

da te, Altissimo, porta significazione.

1^Monaca - Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte

corporale,

da la quale nullu homu vivente po' skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke trovera' ne le tue sanctissime

voluntati,

ka la morte secunda no 'l farra' male.

Due.- Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:

in celu l'ai formate clarite et pretiose et belle.

Uno- Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per

lo tuo amore et sostengo infirmitate et tribolazione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,

ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Tre - Laudato si', mi' Signore, per frete focu,

per lo quale ennallumini la nocte:

et ello e' bello et iocundo et robustoso et forte.

Franc. Laudato si, mi Signore, per sora Morte corporale,

da la quale nullo omo ne le po scampare.

Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali!

Beati quelli che trover ne le tue santissime volutati.

Laudate e benedicite mi' Signore et rengratiate

e serviteli cum grande humilitate.

Luci che muoiono su Francesco, poi buio in scena, fine musica. Escono gli attori, quindi riprendono le luci su Francesco e Alfio.

I due riprendono il cammino e arrivano in cima al colle (gli effetti di luce dovranno creare le condizioni).

Alfio Francesco, dimmi, perch ho visto quello che mi ha fatto vedere?

Franc. Alfio, Alfio, ma come, ancora non comprendi? Sei stato toccato dalla Grazia. Sei stato prescelto

Alfio Io? Mama perch proprio io?

Franc Dopo ci che ti ho detto prima, vuoi che ti dia ancora una risposta a questa tua domanda?

Alfio (pensieroso) No, forse comprendoquesto viaggiosi deve farelo devo fare.

Franc.- E allora vieni, proseguiamo.-

Alfio Andiamo Padre mio, ma posso parlarti ancora?

Franc. Parla, ti ascolto.

Alfio Vorrei sapere di Chiara

Franc. Chiara fu meravigliosa nella Fede. Venne da me e mi disse: Voglio seguire Ges Nostro Signore, come hai fatto tu. Ci sono con me altre mie compagne che hanno scelto di condividere con me la Fede nellAltissimo. Dacci il tuo consiglio, frate, e il tuo aiuto. Si mise in ginocchio ed io la benedissi, la feci rialzare e le donai la povert e lubbidienza. Ed ella, su queste basi, fond il suo ordine; e mi chiese ancora aiuto per comporre le regole e io benedicendo lei e le altre sorelle tutte: dissi loro: Io frate Francesco piccolo, voglio seguire la vita e la povert dellAltissimo. Ora, qui, voi vi siete sposate allo Spirito Santo, scegliendo di vivere secondo la perfezione del Santo Vangelo. Ed io vi prometto, insieme ai miei frati, davere sempre cura di voi tutte, con diligenza e sollecitudine. Vi prego, allora, vivete la povert dellAltissimo Ges Nostro Signore, e perseverate fino alla fine. E guardatevi dallallontanarvi da essa in nessuna maniera. Quindi composi per loro, questo cantico:

Audite poverelle, dal Signore vocate,

ke da multe parte et provincie sete adunate:

vivate sempre en veritate

ke en obbedienza moriate.

Non guardate alla vita de fora,

ka quello dello spirito migliora.

Io ve prego per grandamore,

kaiate discrezione dele elemosine

ke ve da el Signore.

Quelle ke sunt aggravate de infirmitate

Et laltre ke, per lor, suo affaticate,

tutte quante lo sostengate en pace,

ka multo vedere cara questa fatiga:

ka cascuna sar regina en cielo coronata,

cum la vergine Maria.

(volendo, con effetti di luce e con musica adeguata, si po mimare tutta le scena di cui sopra)

Alfio - Non conoscevo questo cantico.

Franc. Non puoi sapere tutto, ma ti basta solo voler sapere di me e di Dio.

Alfio Francesco ed io sono commosso, ma anche intimiditoperch so che dovr rendere conto di questo mio meraviglioso viaggio, ma a chi? E come?

Franc. Lo saprai, non temere, e lo capirai da te medesimo quando sar il momento.

Alfio Lo capir da me, giusto. Avr visto linvedibile, udito linudibile, ma a quale scopo?

Franc. Forse uno scopo che non servir solo a te

Alfio Dovr parteciparlo a qualche altro? A tutti gli uomini?

Franc. Mi sembra giusto

Alfio - Lo dovr dire agli uomini, certo, certoe dovr dare anche la speranza? Ma cosa diro`, come lo dir. Ma, poi, mi ascolteranno? Ah Padre, Padre, come sarei desideroso di portare qui, in questo meraviglioso luogo, un ingiusto, un ricco, un potente, un malandrino e poi domandare loro: Dimmi, dov'e` il tuo paese, dove sono i tuoi denari, dov'e` il tuo potere? Oppure se riuscissi ad innalzare nello sconfinato Spazio un superbo, un razzista, un terrorista, un pigro lassista; e da lassu` mostrare il nostro piccolo pianeta verde-azzurro e domandare loro: Adesso scorgetemi laggiu` un uomo nero, un calabrese, uno sfortunato, un innocente da sacrificare. Mi direbbero certamente: Ma tu sei pazzo! Da qui sono tutti uguali!-

Franc. La Vita ti direbbe le stesse parole: per me sono tutti uguali.-

Alfio Gi la Vita e anche la Morte direbbe la stessa cosa. Ma perch non safferrano prima questi concetti e si percepiscono soltanto in poche eccezionali circostanze? Come mai avviene?

Franc. - Sensibilita` acuta del genio oppure del pazzo oo che si stacca dalla materia per essere solo - spirito.-

Alfio Forse capiscoe` forse la fine. (b.p. scuotendosi) Ma, mi domando ancora: se e` possibile che si debba essere geni pazzi o moribondi, per capire questa realta`? E non e` ammissibile che in un raro momento particolarmente felice del nostro spirito, uno sprazzo di intuito la possa far conoscere?-

Franc.- Negli uomini questi sprazzi sono, purtroppo, rari. Vedi del resto da te stesso, che il vero Senso dellEsistenza sempre stato con te. Certo, era sensazione che ci aggirava nei tuoi pensieri, ma il tuo spirito poltriva e la tua attenzione spesso era rivolta altrove. (b.p.) Quante volte, nel tuo passato, hai rifiutato una giornata di sole, o hai sbarrato la finestra - per non sentire gli schiamazzi dei bambini, oppure il canto di una giovinetta, per concentrarti e per chiuderti nel tuo studio a lavorare senza sosta, sempre alla ricerca di chiss che cosa, magari materiale o linafferrabile spirituale, eppure esso era li`, che, tramite quei segni, ti invitava, ti chiamava. Bastava che aderissi ad uno dei suoi mille segni per conoscere il Vero Senso dellEsistenza. Ma tu non ascoltavi quella voce nessuna Voce. Invece la coprivi coi suoni, anzi coi rumori, della tua frenetica vita. Vita vissuta alla ricerca del plauso, del consenso, del denaro, e forse della gloria. Ma per te, allora, era veramente quello il Senso Significativo dellEsistenza? Era il tutto comprensibile in ci che facevi? No, certamente. E tu lo sai e lo sapevi di gi- benissimo; perch hai avuto le tue brave crisi esistenziali e mistiche. Ma non hai mai saputo approfittare di tali intuiti, non ne hai tratto alcun beneficio, li hai dimenticati, oscurati, cancellati anche se, devo ammetterlo, qualche volta li rispolveravicome nel caso di questa marcia- o viaggio alla quale ti sei imbarcato nonostante la tua salute cagionevole e let avanzata. Volevi forse espiare? Bene, ci stai riuscendo: ma per completezza devi sottoporti ad una prova finale - come dite voi: la prova del fuoco e forse giungerai in porto.

Alfio Padre, dimmi ci che debbo fare e lo far. Questa Grazia di cui mi hai parlato me la debbo certamente guadagnare con le azioni. Dimmi, come? Forse potrei impetrare per la fame in Africa? Oppure impegnarmi per far terminare le stragi in Iraq e in Palestina? Oppure per rinsavire i terroristi che dilaniano gente innocenti? O forse per fermare lo scempio che luomo fa della nostra Terra?

( ad ognuna di queste ipotesi, la regia, che precedentemente avr predisposto un proiettore, mander le diapositive opportune. Ad esempio: le torri gemelle, le macerie della guerra, i ghiacciai che si sciolgono, gli affamati di tutti i continenti, i poveri del mondo ecc.)

Franc.- Non devi mai offrire - ora, ci che domani non sarai in grado di dare. Ma concentrati su ci che nelle tue sole possibilit e, forse finalmente Per ricordati di quello che ti ho detto su me stesso, quando ti dissi della mia chiamata a servo di Dio? Ti parlai di accettazione della Sua Volont, della sua Carit, ovvero dellAmore. La Carit, questa sar la tua chiave.

Alfio Capisco, ma come farei come faccio a dimostrare la Carit, da qui, in questo momento?

Franc.- Con un atto autonomo, sincero di puro altruismo della tua Volont, che ti spinga oltre la Piet.

Alfio La Pietma certamente. E io sono molto daccordo, e lo farei questatto, anche subito.

Franc.- Lo so, lo so.

Alfio Quindi ti prego, aiutami.

Franc.- Vorrei poterti aiutare...ma non mi facilevorrei( indeciso).

Alfio- Vorresti? No, devi voleredai, aiutami, Francesco, aiutami a trovare il modo di realizzarlo...e lo sai che sono sincero.

Franc.- So anche questo. (pausa) Ma, come ti ho gi detto, non facile aiutarti in questi casi, non per nulla facile, credimi Vedi? Devessere una tua scelta, solo tua, capiscimi.

Alfio Lo so, Padre. Lo capisco. E capisco anche la tua ritrosia: non vuoi influenzarmi. Ma io te lo chiedo con tutto il cuore e con tutte la mie forze: aiutami! Non voglio tornare ad essere quello che ero prima dincontrarti. Adesso ho la consapevolezza che ero un povero miserabile che credeva di cercare il senso della mia vita, ma non era assolutamente pronto per comprendere e carpirla. Ora so con certezza che ero alla ricerca di qualcosa di pi significante, di assoluto, insomma, ecco, ero alla ricerca di ...di te!

Ed ora che ti ho trovato non vorrei pi lasciarti. Non posso pi lasciarti. Aiutami Padre!

Franc.- Certo, certo (meditabondo) Ecco, per esempio, vedi quella giovinetta laggi sulla giostra? La riconosci?

Alfio Aspettaaspettama certamentesi, la compagnetta di mia figlia... La vidi l'ultima volta davanti al cancello di casa mia. Salutandola dissi ai suoi cari: E` pallida.

Mancanza di moto, mi risposero i suoi genitori.

Ma mancanza d'altro fu era il suo cuoricino che non andava troppo bene.-

Franc. Gi, il suo cuoricino Si lei la fanciulla cheche mor ovvero che dovrebbe morire sulla giostra- per la troppa gioia. E, vedi, pura gioia quella che c' in lei - vera, profonda- come puo` averla una quasi bimba di dieci anni, che si trova in un parco di divertimenti. Ma, come sappiamo, c anche dell'altro, l, nel suo cuoricino e che le pu essere fatale, appena ella scender dalla giostra.

Nessuna domanda?

Alfio Nessuna, Padre. Ho capito, accetto, sono pronto.

Franc.- Sono contento anche per te. Ma, ti prego, prima di decidere definitivamente, pensaci ancora un poco e ricordati del libero arbitrio. (Alfio fa cenno di diniego) Ti prego, fallo per me (pausa). Guarda come ride? felice la fanciulla. ( possibile proiezione di un brevissimo filmato su di una ragazzina felice sulla giostra ) Ora, osserva, grazie allassenso - che hai, in questo preciso istante, liberamente manifestato, (segno affermativo di Alfio) eccola che scende agilmente, dalla giostra, felice e sana, e va incontro ai suoi cari? Andiamo Alfio, fratello mio, ormai decisione definitiva; esulta, il tuo sacrificio stato gradito, e cos sia.

Alfio- Amen. Andiamo Padre.

Franc. (prendendolo per mano) Osserva sullaltro versante della collina, cosa vedi?

Alfio Ma, quello Lui?

Franc..- Come ti dissi gi, non Lui, ma sensazione, ricordo, speranza, attesa della Sua Presenza. Ma ora che ti sei mondato, che hai ghermito il Suo Regno, ora certezza! Guarda attentamente.

Alfio - Vedovedo, ah cosa vedo! Ma uno spettacolo impensato, sublime, divino: E una moltitudine di uomini sembra che stiano seduti sull'erba, a semicerchio, e vedo un uomo vestito di bianco, odo che diceche dice: Beati i poveri, perche` di essi e` il Regno dei Cieli.

E Lui, il mio Dio. Lui!-

Intanto che Alfio dice questa battuta, si udra` la stessa musica della scena della vestizione di Francesco, ed entreranno in scena i discepoli che si porranno dalla parte opposta della scena, seduti per terra. L'uomo vestito di bianco entrera` da sinistra e si porra` di fronte ad essi e, nel momento culminante della musica, alzera` le braccia in cielo, mentre i discepoli lo guarderanno estasiati. Poi, mentre la musica cala, egli uscira`di scena da destra, mentre i discepoli, ad uno ad uno, lo seguiranno. Infine anche Alfio e Francesco si uniranno ad essi.

Fine musica e luci.

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