Incontro col gentleman
INCONTRO COL GENTLEMAN
Commedia in un atto
di EZIO DERRICO
PERSONAGGI
KETTY
L'UBRIACO
IL POLICEMAN
FRED
JACK
Londra, nella seconda meta dell'ottocento
Commedia formattata da
(Notte autunnale. Un viale deserto lungo il Tamigi, dalla 'parte dei Docks. Radi fanali a gas e alberi stecchiti. In lontananza gru e alberature di navi sfumate nella nebbia. Ketty, una giovane peripatetica, fa i cento passi lungo il marciapiede, canticchiando; ogni tanto s'affaccia alla spalletta e guarda verso il fiume. Veste modestamente ma con un certo gusto. Paltoncino guarnito di castoro, toque di velluto, manicotto, stivaletti alla polacca abbottonati da un lato. Dalla sinistra avanza un ubriaco col pastrano sbottonato e il cappello a sghimbescio, che parlotta coi suoi fantasmi).
LUbriaco - (entrando in battuta) e se lo vuoi sapere, sono anche campione di biliardo; ... sicuro-campione di biliardo, e ai miei tempi ho dato cinquanta punti di vantaggio a Louis Donnald, detto l'Americano... Proprio cos... Louis Donnald... e l'ho battuto clamorosamente. (Si ferma a gambe larghe come ascoltando la voce di un contraddittore) Come? No, no... Io rispetto gli amici ma... ma... (Pausa, mentre aguzza gli occhi nel buio verso la silhouette della ragazza che si accostata a un albero, mantenendosi immobile) E tu chi sei? (La ragazza non risponde) Parlo a te... sei morta o sei viva? Vieni fuori... non sarai mica legata all'albero? (Avanzando verso Ketty) Ho detto di farti avanti... non mi piacciono gli scherzi... (Ridacchiando) Beninteso posso fare un'eccezione quando si tratta di una bella ragazza... (Afferrando per un braccio Ketty e trascinandola verso il fanale) E fatti vedere, corpo di Bacco!
Ketty - (svincolandosi) Gi le zampe...
LUbriaco - (rimettendosi in equilibrio) Ohi... ohi... che modi sono questi? (Curvandosi a osservare le gambe della ragazza) Vediamo piuttosto le tue zampe... (Ridacchiando) Be', non c' male, non c' proprio male... hai delle gambotte ben tornite... Proprio cos... Me ne intendo, sai? Perch da giovane sono stato un ballerino... (In tono severo) Ma non sei gentile. No... non si fa cos...
Ketty - (rimettendosi a passeggiare) Va bene, va bene...
L'Ubriaco - (seguendo la ragazza) Cosa significa va bene, va bene? Non ci credi che sono stato ballerino? Vuoi che proviamo un giro di valzer? Ovverossia una polka? (Tentando di prenderla per la vita) Sono leggero come una piuma.
Ketty - (respingendolo) E puzzi come una fogna.
LUbriaco - (interdetto) Puzzo io? Per tua regola e norma bevo soltanto whisky di prima qualit, e fumo tabacco olandese da mezzo scellino alla libbra... mezzo scellino, dico!
Ketty - S, ma adesso va a dormire.
LUbriaco - No! Non andr a dormire se non avremo fatto la pace! (Tentando di abbracciare la ragazza) Diamoci il bacio dell'amicizia.
Ketty - Uffa! La smetti?! (D una spinta all'ubriaco che scivola, ma con un paio di giravolte riesce miracolosamente a riprendere l'equilibrio).
LUbriaco - (incominciando ad adirarsi) Be'? Dove hai imparato l'educazione? Brutta smorfiosa che non sei altro... (Ridacchiando si butta di peso sulla ragazza mentre canta con voce arrochita) Un bacio ancor... ti voglio dar...
Ketty - (svincolandosi grida) Basta! Mi hai seccato! (In distanza si ode un trillo di fischietto e i due si immobilizzano guardando verso destra. Ketty s rimette a posto il cappellino andato di traverso) Ecco... Adesso arrivano i policemen... sei contento?! (Dalla destra appare infatti un policeman corpulento che avanza senza affrettarsi troppo).
Il Policeman - (a Ketty) Ah... dovevo immaginarlo... A quest'ora ancora si d scandalo, eh?
Ketty - Non sono io che ho gridato, signore.
Il Policeman - Sai che proibito adescare i passanti e provocare schiamazzi notturni?
Ketty - Vi assicuro che non ho adescato nessuno.
LUbriaco - (togliendosi il cappello) Saluto il rappresentante della legge!
Il Policeman - Avete da fare qualche reclamo? Questa ragazza vi ha infastidito?
LUbriaco - S, signor agente... Avete trovato la parola giusta... Infastidito... Io l'ho invitata gentilmente a fare un giro di valzer, e lei mi ha respinto con modi villani e sgarbati.
Il Policeman - (accorgendosi che l'uomo ubriaco) Mi permetto di farvi osservare che questa non una pista da ballo.
LUbriaco - (ossequioso) D'accordo... d'accordissimo. Ma con tutto il rispetto che debbo alla vostra onorata divisa, vorrei dirvi la mia opinione...
Il Policeman - Me la direte domani... Adesso andate a riposare. La notte umida e si fa presto a buscare un malanno.
LUbriaco - Giusto... Giustissimo! Voi siete la saggezza in persona... (Sventolando il cappello) Dio salvi il Re e i policemen di Londra... Arrivederci, signore, arrivederci! (Si allontana per la destra canticchiando) Una casetta in mezzo ai fior, sulla collina...
Il Policeman - (a Ketty) Il vostro libretto.
Ketty - (cavandolo dal manicotto) Eccolo!
Il Policeman - (avvicinandosi al fanale lo sfoglia leggendo qualche rigo) Caterina Brown... anni ventiquattro... nubile... regolarmente schedata, eccetera eccetera... (Restituendo il libretto) Dovreste conoscere i regolamenti di Polizia, almeno per quello che riguarda il vostro mestiere. Sapete che la vostra attivit tollerata a patto di conservare un contegno riguardoso.,.
Ketty - Lo so signore.
Il Policeman - Vi vietato entrare negli spacci di bevande alcoliche, pronunziare parole o fare gesti che attirino l'attenzione dei passanti...
Ketty - Forse siete nuovo di questa zona, ma se chiedete al sergente Jefferson, vi dir che non ho mai avuto una contravvenzione.
Il Policeman - (con un sospiro) Tutte cos dite.
Ketty - Mi sono permessa di fare il nome del se-gente Jefferson perch ho l'impressione che siate nuovo del quartiere.
Il Policeman - Ah, potete ben dirlo... Ho sempre fatto servizio nella City, e debbo proprio a voialtre se mi hanno mandato di rinforzo in questo sporco rione.
Ketty - A noialtre?
Il Policeman - Non leggete i giornali? Ogni settimana se ne trova qualcuna sbudellata.
Ketty - Ah, capisco... quel tale...
Il Policeman - Ecco... quel tale, che sembra faccia collezione di donne squartate... (Cavando la pipa e incominciando a caricarla) Non so davvero come abbiate ancora il coraggio di andare in giro la notte e di accompagnarvi col primo che capita.
Ketty - (umilmente) Dobbiamo mangiare anche noi, signore.
Il Policeman - Gi... e ogni mestiere comporta i suoi rischi... questo che volete direi1
Ketty - (sorridendo) E poi la citt grande...
Il Policeman - (accendendo la pipa) E ognuna di voi pensa: proprio a me deve capitare!... (Cow un'occhiata all'orologio che estrae con sussiego dal, taschino della giubba) Be'... io devo finire il mio giro. Se volete un consiglio andate a cuccia... (Sii allontana per la sinistra col suo incedere maestoso, fumando a grandi boccate).
Ketty - Buonanotte, signore.
Il Policeman - Notte... (Via. Rimasta sola Ketty si rimette a passeggiare lentamente. Ogni tanto si ode in distanza la sirena di qualche rimorchiatore che passa sotto i ponti. Dalla destra appare Fred, un giovinastro dinoccolato che non avendo pastrano si tirato su il bavero della giacca. Viso magro con piccole basette, sigaro, mani in tasca, cappello a cencio, aria arrogante. Appena entrato si ferma e osserva la ragazza).
Fred - Ciao Ketty.
Ketty - Ciao Fred.
Fred - (andando lentamente verso la spalletta del fiume sulla quale siede con un balzo) Freschino, eh?
Ketty - Siamo in settembre... (Pausa) Come sta Dolly?
Fred - E chi l'ha pi vista...
Ketty - Avete litigato?
Fred - Che significa avete? Sono io solo che posso litigare... E poi non si tratta di litigare. E' ammalata.
Ketty - Oh, poveretta... Che cosa ha?
Fred - Che ne so? E' andata all'ospedale... L'hanno ricoverata... Lo sapranno i medici quello che ha,
Ketty - Mi dispiace, una brava ragazza.
Fred - Per gli altri forse...
Ketty - Non per te? Ti vuol bene.
Fred - Pu darsi, ma noiosa... Non fa che piagnucolare... Un giorno si lamenta perch non riceve lettere da casa, un giorno si lagna perch ha lemicrania... Quando piove ha freddo, quando bel tempo soffre il caldo... (Pausa, poi scendendo dalla spalletta) A me ci vorrebbe una ragazza in gamba,
Ketty - Ne conosci tante... non hai che da scegliere.
Fred - E poi penserei io a lanciarla. Sai quanto ha guadagnato Dolly nel tempo che stata con me? Pi di venti sterline in meno di un anno.
Ketty - Lo credo.
Fred - Scommetto che tu non sai nemmeno come sono fatte le sterline...
Ketty - Ti dir... Io non ho da pensare che a me stessa...
Fred - Male, ragazza mia, male! Guai a non avere ambizioni nella vita... La verit che non hai mai trovato un vero uomo. (Tentando di togliere il manicotto alla ragazza) Questo per esempio di coniglio...
Ketty - (cercando di difendere il suo manicotto) E non me lo strappare...
Fred - Non te lo mangio mica... (La ragazza glie lo lascia e il giovanotto vi fruga dentro estraendone il borsellino che apre) Quanto hai fatto questa sera, vediamo un po'...
Ketty - (allungando le mani per riprendere il borsellino) Niente ho fatto.
Fred - (cavandone due monete che intasca con fare negligente) Due scellini... non ti vergogni?
Ketty - Dammeli! Me li ha prestati la padrona di casa... Devo ancora cenare...
Fred - (tirandosi indietro) E va bene, andremo a cenare insieme. Mi hai preso per un ladro?
Ketty - Chi ha detto questo... (Implorando) Domani li debbo restituire...
Fred - Glie li restituisco io. Come si chiama la tua padrona di casa?
Ketty - Morrison... la signora Morrison... (Lanciandosi d'improvviso su Fred) Dammeli o mi metto a gridare. (Uno schiaffo la immobilizza).
Fred - (con calma) Non mi piacciono le donne che strillano... (Si allontana verso destra, poi buttando il manicotto ai piedi di Ketty) Tieni il tuo straccio... Stupida! (Via lentamente per la destra voltandosi ogni tanto a guardare con grinta minacciosa la ragazza. Ketty rimasta immobile. Quando Fred scomparso si asciuga lentamente gli occhi col rovescio della mano e sta per curvarsi a raccogliere il manicotto, ma una voce nell'ombra la fa voltare. dalla sinistra, silenziosamente, apparso un signore alto, distinto, in cappello duro e loden. Ha le mani piantate, l'ombrello appeso al braccio, il viso pallido incorniciato da una barba castana ben curata, gli occhi febbrili).
Jack - (cavandosi il cappello) Buona sera Miss... [Andando a raccogliere il manicotto e porgendoglielo con un breve inchino) Forse vi caduto...
Ketty - (intimidita e con una piccola riverenza) Grazie, Sir...
Jack - (rimettendosi il cappello) Non c' di che. (Pausa) Stavate parlando con qualcuno... non vorrei avervi disturbata...
Ketty - No Sir... Un passante... Un passante disorientato dalla nebbia... Voleva sapere se c'era una stazione di cab qui vicino...
Jack - Capisco... Posso allora tenervi un po' di compagnia?
Ketty - Oh Sir... per me un onore.
Jack - (giocherellando con l'ombrello) Sono indiscreto se chiedo il vostro nome?
Ketty - Mi chiamo Ketty...
Jack - Un nome grazioso... Dal vostro accento sembrate del nord.
Ketty - S... Sono originaria del Cumberland.
Jack - Paese del carbone.
Ketty - Infatti mio padre lavorava nelle miniere.
Jack - Ora non pi?
Ketty - E' morto, signore.
Jack - Oh, scusate... (Andando a dare un'occhiata distratta al fiume) Ora per abitate a Londra...
Ketty - S signore... Non molto lontano. In Palmer Street... Naturalmente una casa modesta... ma pulitissima.
Jack - Avete il bagno?
Ketty - Be'... il bagno veramente in comune, perch siamo tre inquilini. Uno studente che non ancora rientrato dalle vacanze, una signora anziana che la notte fa le pulizie alla stazione ferroviaria di Croydon... e io...
Jack - Quindi saremo soli?
Ketty - Certo... la signora Morrison a quest'ora dorme della grossa.
Jack - (con lentezza) Ah... c' anche una signora Morrison?...
Ketty - La padrona di casa. Ma ha il sonno duro... E poi voi non siete certo il tipo da far baccano... Un signore cos distinto. (Sorridendo quasi per farsi perdonare la confidenza) Starei per dire che siete di temperamento piuttosto malinconico... mi sbaglio?
Jack - (come sovrappensiero) Infatti...
Ketty - Be'... la vita quella che ... e tutti abbiamo le nostre giornate nere...
Jack - E le notti?
Ketty - (sorridendo) Ah... la notte dobbiamo dimenticare. Non per niente ci chiamano ragazze allegre... Dico questo per rassicurarvi.
Jack - Non datevi pensiero per me. Non cerco affatto l'allegria...
Ketty - (cautamente) Ah...
Jack - (con un'occhiata all'ingiro) La novit piuttosto... Purtroppo difficile trovar del nuovo... Sempre quattro pareti con della carta a fiorami, un letto, un com, uno specchio... E una ragazza piuttosto comune... Non parlo per voi, beninteso...
Ketty - (con un minimo di tristezza) Non mi offendo di nulla...
Jack - Scusatemi. (Tentando d'esser gioviale) D'altronde io non manco di fantasia...
Ketty - (perplessa) Mi rendo conto che un signore come voi... (Pausa) Ma siamo in quartieri molto popolari...
Jack - Che significa?
Ketty - Voglio dire che da queste parti difficilmente potreste trovare ambienti di lusso e donne eleganti.
Jack - (con un sorriso vago) Ah, no... non ci siete, Miss Ketty.
Ketty - Scusate, Sir... ma...
Jack - (interrompendola) Non cerco ambienti eleganti o donne di lusso, come voi le chiamate... Vi dir anzi che da un certo punto di vista un paesaggio squallido come questo ha per me molto pi fascino di un salone illuminato con orchestra e ballerine... Io adoro il silenzio.
Ketty - (timidamente) Forse... siete un poetar
Jack - (divertito) Chi lo sa... In certo senso pu anche darsi che lo sia...
Ketty - (un po' imbarazzata) E' molto piacevole parlare con voi, Sir... Purtroppo non mi consentito. I regolamenti di Polizia mi vietano di star ferma a parlare con i passanti. (Pausa) Se non vi disturbasse accompagnarmi a casa... Come vi ho detto abito nelle vicinanze...
Jack - (fissando intensamente la ragazza) Ancora qualche minuto Miss, vi prego...
Ketty - (un po' turbata dallo sguardo dell'uomo) Che cosa ho? Forse i capelli in disordine? (Cerca di aggiustarsi le ciocche sulle tempie).
Jack - No... Avete degli occhi molto grandi...
Ketty - (sorridendo) Siete molto gentile.
Jack - Chiss come diventerebbero, se...
Ketty - (come invitandolo a finire) Se...
Jack - (cow lentezza) Se fossero dilatati dallo spavento.
Ketty - (ridendo) Che idea...
Jack - (cow una lieve ansia nella voce) Avete mai avuto paura?
Ketty - Paura? Perch dovrei aver paura?
Jack - Non so... pu capitare, alle volte...
Ketty - Ah s... (Ridendo) Una volta sbucato di sotto il com un topo e si messo a correre... Ho I mandato certi strilli...
Jack - (deluso) No, no... in quel caso si trattava I di ribrezzo, non di paura... La paura un'altra I cosa...
Ketty - (vagamente preoccupata) Allora... non I capisco.
Jack - Il silenzio della notte per esempio... L'incontro con uno sconosciuto che... che potrebbe avere I strane abitudini... Ci avete mai pensato?
Ketty - (facendo un passo indietro) No...
Jack - (sorridendo) Ecco quello che potrebbe costituire una novit interessante... Non pi la solita camera ammobiliata, ma un viale scarsamente illuminato... Non pi l'azione di sorpresa, ma un aggiramento cauto... Diremo cos un'azione con preavviso, che dia agio di poter osservare tutte le fasi... tutti i riflessi... (Parlando si avvicinato sempre pi alla ragazza}.
Ketty - (arretrando un poco ma cercando di dominarsi) Scusate... Non posso trattenermi con voi.
Jack - (lentamente) E tuttavia dovete trattenervi... Siete troppo intelligente per non capire la situazione...
Ketty - (con un tremito nella voce) Vi assicuro che...
Jack - Che se ora volessi andare a casa vostra... non ne vorreste pi sapere.
Ketty - (simulando indifferenza) Al contrario-se volete venire con me, sono pronta.
Jack - (con un sorriso sinistro) Gi... E appena giunta in una via frequentata vi mettereste a gridare... No, no... dobbiamo proprio restare qui... D'altro canto vi sarebbe impossibile fuggire; perch appena voltate le spalle... (Ketty paralizzata dal terrore non osa fare un movimento e i suoi grandi occhi sbarrati fissano l'uomo che non pi per lei tino sconosciuto. Jack, eccitandosi gradatamente) Cosi restate cos, vi prego... con quei bellissimi occhi dilatati nel pallore marmoreo del viso... (Sorridendo e ansimando un poco) Mi credevate diverso? Magari mostruoso? Con un berretto calato sugli occhi come quegli stupidi che la Polizia agguanta a destra e a sinistra ogni volta che trova una donna sventrata... No, cara... se fossi cos farei paura prima... mentre io voglio far paura dopo... quando resto solo con la donna che ho scelto... (Pausa) E anche noi ora siamo soli.
Ketty - (con voce bassa e disperata) Se volete uccidermi fatelo subito, vi prego!
Jack - (calmo) Uccidere? Credete che mi diverta a uccidere? Quando ho ucciso finito tutto... Tristezza... nausea pesante come dopo un'ubriacatura. Ketty con un filo di voce) Che cosa volete allora?
Jack - Guardare la morte nei vostri occhi grandi e bellissimi... Perch abbassate lo sguardo?
Ketty - (fissando in viso l'uomo con un'espressione disperata e rassegnata insieme) Ecco... vi guardo.
Jack - (quasi stizzosamente) Ma non cos! I vostri occhi non hanno pi l'espressione di prima.
Ketty - Prima avevo paura.
Jack - (scattando) E adesso non pi?
Ketty - (guardando nel vuoto) Adesso non pi.
Jack - Non credete che abbia scherzato... o che sia tanto sciocco da lasciarvi sopravvivere dopo che mi avete riconosciuto.
Ketty - (a fior di labbro) Perci sono rassegnata.
Jack - Macch rassegnata! Dentro di voi state pregando tutti i Santi del Paradiso.
Ketty - (con voce bassa e sorda) Le altre pregavano?
Jack - (un po' sorpreso) Le altre?
Ketty - Quando alzavate i! pugnale su di loro...
Jack - (un po' imbarazzato) Che ne so? Qualcuna probabilmente.
Ketty - (con tristezza) E non servito a nulla... Ci significa che Dio ha ritenuto pi giusto e forse pi pietoso farle morire... Dio sa sempre quello che fa!
Jack - (brusco) Non m'intendo di queste cose. (Pflttsfl) Perch avete detto: quando alzavate il pugnale?
Ketty - (in tono assente) I giornali ne hanno parlato.
Jack - (con un minimo di xwnit) Ah... li avete letti? Sapete tutto allora?
Ketty - Non so leggere Sir... sono figlia di povera gente. Ne ho sentito parlare... una parola qua, una l...
Jack - Le vostre compagne... E che cosa dicono?
Ketty - (lentamente) Un uomo che uccide perch non pu farne a meno... Un uomo molto disgraziato e molto triste... Pi disgraziato e pi triste di noi, che tutto dire.
Jack - (involontariamente turbato) Molto disgraziato s... e molto triste! (Cambiando tono e cercando di ritrovare un motivo per eccitarsi) Ma queste sono chiacchiere... Voi seguitate a parlarmi di cose inutili... (Scattando) Perch non gridate, perch non fuggite mostrando un po' di biancheria... Fate qualche cosa, insomma! Non vorrete aspettare la morte senza fare nessun tentativo...
Ketty - Ho sempre saputo di dover morire... meglio qui che all'ospedale con una malattia schifosa... Meglio all'aria aperta che in prigione... (Con uno strano sorriso) Meglio per mano di un gentleman che per mano di un farabutto come Fred...
Jack - Chi costui?
Ketty - (come parlando a se stessa) Un tipo che non si sarebbe mai curvato come voi per raccogliere il mio manicotto dal fango.
Jack - (con un sorriso fra il triste e l'ironico) E io sarei il gentleman?
Ketty - (convinta) Certo, Sir...
Jack - (come fra s) Un gentleman che finir sulla forca.
Ketty - (in sussurro) Nessuno pu sapere quale sia la volont del Signore.
Jack - (dopo un lungo sguardo alla ragazza) In ogni caso non ci andr per voi... (Resta un momento immobile, poi cavandosi lentamente il cappello) Buona notte, Miss Ketty.
Ketty - Buona notte, Sir... (L'uomo si allontana lentamente per la destra fino a scomparire. Un chiarore lattiginoso si spande tra le gru e le alberature delle navi. Si ode un lontano suono di campane. Ketty rimasta immobile con lo sguardo perso nel vuoto. Dalla sinistra entra il Policeman).
Il Policeman - Ancora qui voi?
Ketty - (a bassa voce) Stavo per ritornare a casa.
Il Policeman - (cavando la sua cipolla d'argento) Direi anch'io che sarebbe ora... (Con un'occhiata al cielo) E' quasi l'alba... E casco dal sonno.
Ketty - (avviandosi lentamente verso destra) Anch'io sono stanca.
Il Policeman - (caricando la pipa) Buoni affari?
Ketty - (fermandosi e senza voltarsi) Dipende dal punto di vista.
Il Policeman - (accendendo la pipa) Molti clienti, voglio dire...
Ketty - Lino solo.
Il Policeman - (ironico) Un gran signore, naturalmente...
Ketty - Perch no? (Con un certo orgoglio) Un gentleman... (Girandosi lentamente e fissando in viso il poliziotto) Sir Jack, lo sventratore! (Via per la destra).
Il Policeman - (scoppiando a ridere) Ah, questa buona! Questa buonissima!
FINE
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